2019
POPOLI DELLA BIBBIA/2 SUMERI ASSIRI BABILONESI
ANNIBALE
EXEKIAS
SPECIALE LA DINASTIA DEI SEVERI
Mens. Anno XXXIV n. 408 febbraio 2019 € 5,90 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.
MESOPOTAMIA
SULLE TRACCE DI ABRAMO
PIACENZA
ANNIBALE NEMICO PUBBLICO
ZURIGO
EXEKIAS MAESTRO DI SENTIMENTI
SPECIALE
UNA DINASTIA VENUTA DALL’AFRICA
I SEVERI www.archeo.it
IN EDICOLA L’ 8 FEBBRAIO 2019
U
DI N RO NA IV M ST ER A IA SA DE L ww I S IS w. EV a rc ER he I o. i t
LA
ARCHEO 408 FEBBRAIO
POPOLI DELLA BIBBIA
€ 5,90
UN DONO DIVINO È difficile negare che una certa communis opinio circa la dinastia dei Severi sia stata fortemente condizionata dalle meravigliosamente suggestive pitture di un maestro fin de siècle quale fu Lawrence Alma-Tadema. Riscoperto come tale solo nella seconda metà del Novecento, i suoi «fermo immagine» su scene di vita imperiale – in cui possiamo scorgere un ebbro Elagabalo incorniciato da un turbinio di petali di rose, o un Caracalla dall’aria soave e annoiata, mentre assiste ai ludi gladiatori – sono stati riconosciuti come lo specchio colorato
di un’epoca di decadenza assai piú recente, quella di un Occidente pronto a varcare la soglia del Secolo breve. L’età dei Severi fu, sicuramente, tutt’altro, come ci rivelano gli autori del nostro Speciale, ispirato a un’importante mostra in corso a Roma (è doveroso, qui, prevenire le proteste di quei lettori che a questo numero potrebbero imputare un indebito romanocentrismo: non è cosí, come vedrete…). Il quasi quarantennale regno che vide protagonisti gli imperatori Settimio Severo, Caracalla, Elagabalo e Alessandro Severo fu caratterizzato da guerre e violenze interne inaudite, tra cui il fratricidio commesso da Caracalla ai danni del secondogenito di Settimio Severo, Geta. Ma fu anche un’epoca di grandi riforme, soprattutto sul piano finanziario e annonario, sollecitate anche dall’epidemia di
In alto: la Constitutio Antoniniana nel Papiro di Giessen. 215 d.C. Giessen, Justus-Liebig-Universität. A sinistra: Le rose di Eliogabalo, olio su tela di Lawrence Alma-Tadema. 1888. Collezione privata.
vaiolo che, nei decenni precedenti, aveva decimato la popolazione dell’impero, mettendone a rischio la stabilità economica. Sotto Settimio Severo, inoltre, furono avviati grandiosi progetti edilizi, a Roma stessa come nelle altre città dell’impero. Fu Caracalla, però, a ideare e promulgare un editto rivoluzionario che, nei millenni, rappresenterà il suo vero, seppur immateriale, «monumento»: è la Constitutio Antoniniana (il nome fa riferimento alla dinastia degli Antonini, da cui i Severi pretendevano di discendere) con la quale, nel 212 d.C., l’imperatore donò la cittadinanza romana a tutti i soggetti dell’impero. Un «dono divino all’ecumene romana», come recita la scritta su un frammento di papiro che ne riporta il testo, il cosiddetto Papiro di Giessen (dalla cittadina tedesca dove è oggi conservato). L’editto di Caracalla fu solo un espediente propagandistico, finalizzato ad assicurarsi un seguito maggiore tra la popolazione dell’impero e accrescere, cosí, il proprio prestigio nonché le casse dello Stato, grazie alla creazione di nuovi «contribuenti»? Sull’argomento, e sugli esiti di quella riforma nella «lunga durata», le opinioni degli storici, antichi e moderni, si dividono. Rimane, tuttavia, il fatto che, come ricorda Marco Maiuro (vedi alle pp. 86-87) la Constitutio «portò a piena realizzazione le premesse ideali di universalismo e cosmopolitismo (…) parzialmente realizzate da Augusto piú di due secoli prima». Nell’ottobre del 2017, il Papiro di Giessen è stato inserito dall’UNESCO nella Lista del Patrimonio Mondiale. Andreas M. Steiner
42
SOMMARIO EDITORIALE
Un dono divino
3
valorizzazione dei musei e dei siti archeologici minori 20
di Andreas M. Steiner
Attualità NOTIZIARIO
SCAVI Piú che promettenti i risultati delle prime indagini condotte nel Kurdistan iraniano da una missione archeologica congiunta italo-iraniana
6
6
PASSEGGIATE NEL PArCo Alla scoperta dei tesori del Parco archeologico del Colosseo con «gli occhi» dei viaggiatori che si dedicarono al Grand Tour 10
MOSTRE Cortona rende omaggio a Marcello Venuti, figura di spicco dell’Accademia Etrusca 24
POPOLI DELLA BIBBIA/2
INCONTRI Prende il via a Monteriggioni «Libri per volare. Festival del libro per ragazze e ragazzi» 25
Sumeri, Assiri, Babilonesi
L’INTERVISTA
MOSTRE
La carica dei 7 milioni
34
La mitica «terra delle origini»?
42
di Marta Rivaroli
Annibale
Nemico pubblico
incontro con Alfonsina Russo, a cura di Mimmo Frassineti
testi di Giovanni Brizzi, Filli Rossi e Marco Podini
34
62
62
€ 5,90
www.archeo.it
IN EDICOLA L’ 8 FEBBRAIO 2019
U LA
w.a rc
ARCHEO 408 FEBBRAIO
ww
A TUTTO CAMPO L’importanza del volontariato nei progetti finalizzati alla tutela e alla
DIN N RO IV AST E MA IA RSA DEI L SE IS VER he I o. it
ALL’OMBRA DEL VULCANO Pompei racconta la sua fase etrusca con una mostra in cui sono riunite tutte le piú recenti novità emerse dagli scavi 16
2019
Lorella Cecilia (ricerca iconografica) l.cecilia@timelinepublishing.it Impaginazione Davide Tesei Amministrazione Roberto Sperti amministrazione@timelinepublishing.it
Comitato Scientifico Internazionale
POPOLI DELLA BIBBIA
MESOPOTAMIA
Richard E. Adams, Maxwell L. Anderson, Bernard Andreae, John Boardman, Larissa Bonfante, Mounir Bouchenaki, Yves Coppens, Wim van Es, M’Hamed Fantar, Otto H. Frey, Louis Godart, Friedrich W. von Hase, Thomas R. Hester, Donald C. Johanson, Vassos Karageorghis, Venceslas Kruta, Richard E. Leakey, Henry de Lumley, Javier Nieto, Patrice Pomey, Paul J. Riis, Conrad M. Stibbe
SULLE TRACCE DI ABRAMO PIACENZA
ANNIBALE NEMICO PUBBLICO Mens. Anno XXXIV n. 408 febbraio 2019 € 5,90 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.
SPECIALE LA DINASTIA DEI SEVERI
Redazione Stefano Mammini s.mammini@timelinepublishing.it
EXEKIAS
Direttore responsabile Andreas M. Steiner a.m.steiner@timelinepublishing.it
ANNIBALE
Editore Timeline Publishing S.r.l. Via Calabria, 32 – 00187 Roma tel. 06 86932068 – e-mail: info@timelinepublishing.it
Presidente
Federico Curti
POPOLI DELLA BIBBIA/2 SUMERI ASSIRI BABILONESI
Anno XXXV, n. 408 - febbraio 2019 Registrazione al tribunale di Milano n. 255 del 07.04.1990
In copertina ritratto dell’imperatore Caracalla, da Roma, Terme di Caracalla (dalla proprietà di Mario Macaroni). 212-217 d.C. Napoli, Museo Archeologico Nazionale.
ZURIGO
EXEKIAS MAESTRO DI SENTIMENTI
SPECIALE
I SEVERI
UNA DINASTIA VENUTA DALL’AFRICA
arc408_Cop.indd 1
25/01/19 16:05
Comitato Scientifico Italiano
Enrico Acquaro, Ermanno A. Arslan, Andrea Augenti, Sandro F. Bondí, Francesco Buranelli, Carlo Casi, Francesca Ceci, Francesco D’Andria, Giuseppe M. Della Fina, Paolo Delogu, Francesca Ghedini, Piero Alfredo Gianfrotta, Pier Giovanni Guzzo, Eugenio La Rocca, Daniele Manacorda, Danilo Mazzoleni, Cristiana Morigi Govi, Lorenzo Nigro, Sergio Pernigotti, Marcello Piperno, Sergio Ribichini, Claudio Saporetti, Giovanni Scichilone, Paolo Sommella, Romolo A. Staccioli, Giovanni Verardi, Massimo Vidale, Andrea Zifferero Hanno collaborato a questo numero: Roberta Alteri è funzionario archeologo presso il Parco archeologico del Colosseo. Giacomo Baldini è curatore scientifico del Museo Archeologico «Ranuccio Bianchi Bandinelli» e del Parco Archeologico di Dometaia di Colle di Val d’Elsa (Siena). Ali Binandeh è professore dell’Università Bu-Ali Sina di Hamadan (Iran). Giovanni Brizzi è stato professore ordinario di Storia romana all’Università di Bologna. Luciano Calenda è consigliere del CIFT, Centro Italiano Filatelia Tematica. Paolo Castellani è funzionaro e storico dell’arte presso il Parco archeologico del Colosseo. Francesca Ceci è archeologa presso la Direzione dei Musei Capitolini di Roma. Fulvio Coletti è archeologo presso il Parco archeologico del Colosseo. Francesco Colotta è giornalista. Alessandro D’Alessio è funzionario archeologo presso il Parco archeologico del Colosseo. Valerj Del Segato è archeologa. Giuseppe M. Della Fina è direttore scientifico della Fondazione «Claudio Faina» di Orvieto. Silvana Di Paolo è ricercatore presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Valter Fattorini è esperto di didattica museale. Maria Grazia Filetici è funzionario architetto presso il Parco archeologico del Colosseo. Mimmo Frassineti
72 MOSTRE
Un maestro di forme e sentimenti
72
di Giuseppe M. Della Fina
Rubriche QUANDO L’ANTICA ROMA... ...inventò la Padania
104
di Romolo A. Staccioli
SCAVARE IL MEDIOEVO Toccare con mano la paura
108
di Romolo A. Staccioli
SPECIALE
L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA Modelli senza tempo
Roma universalis
110
di Francesca Ceci
LIBRI
80
112
Africa caput mundi 80 testi di Roberta Alteri, Fulvio Coletti, Alessandro D’Alessio, Maria Grazia Filetici, Marco Maiuro, Alessandro Mortera, Clementina Panella, Massimiliano Papini, Rossella Rea, Federica Rinaldi e Alfonsina Russo
è scrittore e fotografo. Aart Heering è giornalista. Maria Katsinopoulou è archeologa. Paolo Leonini è giornalista e storico dell’arte. Marco Maiuro è ricercatore in storia romana presso «Sapienza» Università di Roma. Daniele Manacorda è docente ordinario di metodologie della ricerca archeologica all’Università di Roma Tre. Alessandro Mandolesi si occupa di comunicazione archeologica per conto del Parco archeologico di Pompei. Matteo Marsan è coordinatore del festival del libro per ragazzi «Libri per volare». Alessandro Mortera è specializzando in archeologia presso «Sapienza» Università di Roma. Clementina Panella è stata professore ordinario di metodologie della ricerca archeologica presso «Sapienza» Università di Roma. Massimiliano Papini è professore associato di archeologia classica presso «Sapienza» Università di Roma. Marco Podini è funzionario archeologo presso SABAP per le province di Parma e Piacenza. Rossella Rea è funzionario archeologo presso il Parco archeologico del Colosseo. Federica Rinaldi è funzionario archeologo presso il Parco archeologico del Colosseo. Marta Rivaroli è dottore di ricerca in storia delle religioni. Filli Rossi è archeologa. Alfonsina Russo è direttore del Parco archeologico del Colosseo. Andrea Schiappelli è funzionario archeologo presso il Parco archeologico del Colosseo. Romolo A. Staccioli è stato professore di etruscologia e antichità italiche presso «Sapienza» Università di Roma. Andrea Zifferero è professore associato di etruscologia e antichità italiche e di musealizzazione e gestione del patrimonio archeologico all’Università di Siena.
Illustrazioni e immagini: Cortesia Ufficio stampa: pp. 18, 24, 62-63, 64 (alto), 66 (alto), 67, 68, 70-71, 75, 76-79, 96, 103; Luigi Spina: copertina (e p. 87) e pp. 90, 98 (alto), 99; Justus-LiebigUniversität, Gießen: p. 3 (alto e pp. 86/87); C. Pescatori: pp. 80/81 (basso), 84 (sfondo), 85 (alto), 97 (alto); © Museo Nazionale Romano: pp. 84 (primo piano), 102; © Archivio Fotografico Parco Archeologico di Ostia Antica: p. 85 (basso); Zeno Colantoni: p. 86; Luciano Mandato: p. 97 (basso) – Mondadori Portfolio: AKG Images: pp. 3 (basso), 48 (basso), 48/49, 51, 54/55 (basso), 56 (alto), 72, 80/81 (alto), 83, 89; Album: pp. 42/43; Erich Lessing/Album: pp. 44 (alto), 66 (basso), 74; Leemage: pp. 44 (basso), 50, 73, 88/89; Album/National Gallery of Art, Washington DC: p. 110 – Cortesia degli autori: pp. 6-9, 20-21, 111 (alto, a sinistra) – Doc. red.: pp. 10, 14 (basso), 15, 48 (alto), 52-53, 54, 54/55 (alto), 55, 56 (basso), 57, 58, 59, 60, 65, 101 (alto, Studio Inklink, Firenze), 101 (basso), 104, 105 (basso), 106 (basso), 107, 108-109, 111 (basso) – Cortesia Archivio fotografico Parco archeologico del Colosseo: p. 11; © Eugenio Monti e Roberto Galasso: pp. 36-37 – Cortesia Parco archeologico di Pompei: pp. 16-17 – Cortesia Archeotipo srl-Servizi per i Beni Culturali: p. 25 (alto, a sinistra e a destra) – Luca Betti: p. 25
(basso) – Cortesia Fondazione Ranieri di Sorbello: p. 27 – Shutterstock: pp. 34/35, 38-39, 74/75, 82, 90/91, 94/95, 98 (basso), 100 – DeA Picture Library: G. Dagli Orti: p. 111 (alto, a destra) – Cippigraphix: cartine alle pp. 14, 45, 58, 59, 64, 68/69, 105, 106. Riguardo alle illustrazioni, la redazione si è curata della relativa autorizzazione degli aventi diritto. Nel caso che questi siano stati irreperibili, si resta comunque a disposizione per regolare eventuali spettanze.
Pubblicità e marketing Rita Cusani e-mail: cusanimedia@gmail.com – tel. 335 8437534 Distribuzione in Italia Press-di - Distribuzione, Stampa e Multimedia Via Mondadori, 1 - 20090 Segrate (MI) Stampa Arti Grafiche Boccia Spa - via Tiberio Claudio Felice, 7 - 84100 Salerno Servizio Abbonamenti È possibile richiedere informazioni e sottoscrivere un abbonamento tramite sito web: www.abbonamenti.it/archeo; e-mail: abbonamenti@directchannel.it; tel. 02 211 195 91 [lun-ven, 9-18; costo della chiamata in base al proprio piano tariffario]; oppure tramite posta scrivendo a: Press-Di Abbonamenti SPA c/o CMP BRESCIA Via Dalmazia, 13 – 25126 Brescia BS L’abbonamento può avere inizio in qualsiasi momento dell’anno. Arretrati Per richiedere i numeri arretrati: Telefono: 045 8884400 – E-mail: collez@mondadori.it – Fax: 045 8884378 Posta: Press-di Servizio Collezionisti – casella postale 1879, 20101 Milano
L’INTERVISTA • ROMA
LA CARICA DEI 7 MILIONI TANTI SONO I VISITATORI CHE OGNI ANNO VARCANO L’INGRESSO DELL’ANFITEATRO FLAVIO: UN RISULTATO CERTO LUSINGHIERO, CHE PERÒ, PER ESSERE CONSOLIDATO, RICHIEDE UN IMPEGNO COSTANTE. ANCHE PERCHÉ, DA MESI, L’AREA INTORNO AL CELEBRE MONUMENTO È «ASSEDIATA» DAI CANTIERI DELLA METROPOLITANA. NE ABBIAMO PARLATO CON ALFONSINA RUSSO, DIRETTRICE DEL PARCO ARCHEOLOGICO DEL COLOSSEO a cura di Mimmo Frassineti
I
l Parco archeologico del Colosseo comprende l’Anfiteatro Flavio, l’area del Foro Romano e del Palatino, la Domus Aurea sul Colle Oppio, l’Arco di Costantino e la Meta Sudans (una fontana di età flavia, non piú visibile) nella valle del Colosseo. Per numero di visitatori – 7 milioni – è il primo sito italiano e tra i primi nel mondo. Lo guida, dal gennaio 2018, l’archeologa Alfonsina Russo. Le finestre del suo ufficio, al secondo piano dell’edificio che ospitò il convento dei monaci benedettini di Monte Oliveto, prossima sede del nuovo Museo del Foro, si aprono sull’Arco di Tito e sul clivo Palatino, la via basolata che sale alla sommità del colle dove nacque Roma. ♦ Dottoressa Russo, quale aspetto aveva questo luogo quando Romolo fondò la città? Era una collina coperta di vegetazione, con un villaggio di capanne sulla cima. L’archeologia testimonia, tra la fine dell’età del Bronzo e l’inizio dell’età del Ferro, la presenza delle cosiddette «capanne romulee», rette
da pali di legno. Le troviamo sul Palatino, adiacenti alla Casa di Augusto, il quale volle collegarsi ideologicamente all’antica fondazione romulea della Roma quadrata, stabilendo in quell’area la sua residenza. ♦ Un fiume scorreva lungo il tracciato dell’attuale via di San Gregorio, mentre una palude occupava la valle del Foro. Si attribuisce tradizionalmente a Tarquinio Prisco la bonifica della valle... Dobbiamo considerare le trasformazioni della città anche con i re precedenti, a cominciare da Numa Pompilio. I primi re iniziarono a dare forma all’idea di una città, dotata di uno spazio pubblico, che fu poi realizzato in forma monumentale dalla dinastia etrusca dei Tarquini. Questi portarono anche nuove tecnologie, con la bonifica della parte bassa del Foro Romano, cui seguí una prima pavimentazione. ♦ Dove abitavano gli esponenti della classe dirigente in epoca repubblicana? Sul Palatino. Il Palatino è uno spazio privilegiato, che ha sempre avuto tale funzione. Augusto vi acquistò alcune case aristocratiche per costruire la sua residenza. Abbiamo riaperto al pubblico le Case di Augusto e di Livia, che sono, in realtà, parti di un’unica grande casa, già con una dimensione palaziale. ♦ Augusto si gloriava di avere trasformato la Roma di mattoni in una città marmorea. Che tuttavia Nerone non ebbe ritegno a cancellare... A Nerone non bastava il palazzo di famiglia. ♦ È certo che fu lui a volere l’incendio? Qui accanto: Alfonsina Russo nel suo ufficio di direttrice del Parco archeologico del Colosseo. Sulle due pagine: una veduta panoramica del Foro Romano, con il Colosseo sullo sfondo. Sulla destra, le pendici del Palatino.
a r c h e o 35
POPOLI DELLA BIBBIA/2 – SUMERI, ASSIRI, BABILONESI
«TERRA ORIGINI»?
LA MITICA DELLE
Senza la Mesopotamia non esisterebbe la storia o meglio la storiografia dell’antico Israele. E senza la Bibbia le antiche civiltà mesopotamiche sarebbero ancora sepolte sotto cumuli di terra. Un rapporto, quello tra il piccolo regno del Levante e le grandi dinastie insediatesi sin dal III millennio a.C. tra l’Eufrate e il Tigri, segnato da contatti e conflitti, «appropriazioni indebite» e complesse «riletture» storico-cronologiche. A cui fanno da sfondo i nomi dei Patriarchi – da Abramo a Giacobbe – insieme a quelli dei grandi sovrani mesopotamici, tra cui Sargon, Sennacherib e il leggendario Nabucodonosor… di Marta Rivaroli
«B
ibbia e Mesopotamia sono le due facce della stessa medaglia!», si potrebbe affermare, definendo metaforicamente «medaglia» la storia del Vicino Oriente antico. Le due realtà sono infatti strettamente dipendenti una dall’altra. Esaminiamo il dritto della medaglia: l’Antico Testamento. I riferimenti a Ninive e Babilonia sono continui. Ninive è la capitale del re assiro Sennacherib, che tentò la conquista di Gerusalemme ma fu fermato dall’intervento di Yahweh. Babilonia è la città di Nabucodonosor II, 42 a r c h e o
La Torre di Babele, olio su tavola di Pieter Brueghel il Vecchio. 1536. Vienna, Kunsthistorisches Museum. L’immaginario veterotestamentario, magistralmente riprodotto dal maestro fiammingo, si ispirò forse alla grande ziqqurat di Marduk, ancora in fase di costruzione all’arrivo degli Ebrei nella città mesopotamica dopo la loro espulsione da Gerusalemme, conquistata dal caldeo Nabucodonosor II.
MOSTRE • NOME MOSTRA
NEMICO PUBBLICO FIGURA DI RIFERIMENTO NEL MONDO MEDITERRANEO, STORICO AVVERSARIO DI ROMA, PROTAGONISTA DI UN VIAGGIO STRAORDINARIO DALL’AFRICA ATTRAVERSO L’EUROPA FINO AL CUORE DELL’ITALIA: ANNIBALE FU UNO DEI PIÚ GRANDI E GENIALI TATTICI DI OGNI TEMPO, UN CONDOTTIERO CELEBRATO DAGLI STESSI NEMICI PER LE SUE IMPRESE. E, OGGI, PROTAGONISTA DI UNA MOSTRA ALLESTITA NELLE SALE DEL PALAZZO FARNESE DI PIACENZA di Giovanni Brizzi, Marco Podini, Filli Rossi Busto in marmo bianco del cosiddetto Annibale. Seconda metà del XVI sec. Roma, Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica.
62 a r c h e o
A
nnibale nacque verosimilmente in Cartagine, antica colonia fenicia sulla costa della Tunisia attuale, nel 247 (o 246) a.C. Città dal panorama culturale ricchissimo, frequentata per secoli da mercanti e soldati delle etnie piú diverse, quella punica era una realtà cosmopolita in cui coesistevano ormai stabilmente due anime non del tutto conciliate tra loro. Legata alle origini stesse della città, esisteva un’identità conservatrice devota all’antica ortodossia religiosa, in cui centrale era il divino e teoforici erano i nomi dei singoli individui.
A Cartagine la politica era abitualmente – come ha detto una volta Luigi Loreto – in posizione ancillare rispetto all’economia. Una guerra, quindi, si faceva fintanto che conveniva, poi vi si rinunciava, onde evitare che ne risultassero compromesse le strutture di una città-stato le cui scelte si ispiravano a criterî prevalentemente utilitaristici. Anche le acquisizioni territoriali della città libica si erano cosí limitate il piú sovente al controllo di sicure basi oltremare, che garantissero l’irrinunciabile reticolo dei traffici. A questo approccio dei Cartaginesi
(che ricorda forse un analogo atteggiamento assunto talvolta da Potenze odierne, a loro volta fortemente influenzate da finalità mercantili, come gli Stati Uniti) si era opposto già Amilcare, biasimando invano la decisione dei concittadini di cedere la Sicilia nimis celeri desperatione, essendosi troppo presto disperato dell’esito della guerra. Aveva agito in lui, allora, l’approccio sempre piú deciso verso la cultura greca, alla quale si era strettamente legata proprio la sua famiglia. Quanto ad Annibale, anche in lui personalità ed educazione dovet-
Annibale sulle Alpi, olio su tela di Benedict Masson. 1881. Chambéry, Musée des Beaux Arts.
a r c h e o 63
SPECIALE • SEVERI
AFRICA CAPUT MUNDI NEL 193 D.C. LUCIO SETTIMIO SEVERO, ORIGINARIO DI LEPTIS MAGNA, NELL’ODIERNA LIBIA, VIENE PROCLAMATO IMPERATORE. IL SUO AVVENTO SEGNA UNA NUOVA FIORITURA ECONOMICA E CULTURALE, INAUGURANDO UN QUARANTENNIO CRUCIALE. L’ETÀ DEI SEVERI, ARGOMENTO DI UNA GRANDE MOSTRA ALLESTITA NEL PARCO ARCHEOLOGICO DEL COLOSSEO, RAPPRESENTERÀ UNA STRAORDINARIA APERTURA DI ROMA AL MONDO MEDITERRANEO ED EUROPEO testi di Roberta Alteri, Fulvio Coletti, Alessandro D’Alessio, Maria Grazia Filetici, Marco Maiuro, Alessandro Mortera, Clementina Panella, Massimiliano Papini, Rossella Rea, Federica Rinaldi e Alfonsina Russo 80 a r c h e o
L
a mostra «Roma Universalis. L’impero e la dinastia venuta dall’Africa» ripercorre le tappe salienti dei circa quarant’anni (193-235 d.C.) in cui la famiglia degli imperatori Severi governò il mondo romano, un periodo cruciale nel quale si portò a compimento, con la Constitutio Antoniniana del 212 d.C., quel grandioso processo di «romanizzazione» inteso come unificazione politica di tutti gli abitanti liberi dell’impero e integrazione tra le varie genti del Mediterraneo e dell’Europa. Con questo provvedimento venne quasi cancellata la distinzione originaria tra vincitori e vinti, giungendo a un’omogeneità culturale di Stati e popoli assoggettati con la forza delle armi. È il periodo in cui l’impero romano vive una dimensione cosmopolita: i membri del senato e dell’ordine equestre furono cooptati da ogni angolo dell’impero; la mobilità di uomini e merci fu garantita dall’assenza di frontiere; oltre al latino e al greco cominciarono a trovare espressione letteraria
In alto: rilievo raffigurante il corteo trionfale di Settimio Severo con i figli Caracalla e Geta, dall’arco intitolato all’imperatore a Leptis Magna. 203-204 d.C. Tripoli, Museo Archeologico. Sulle due pagine: particolare della sezione della mostra «Roma universalis» allestita al II ordine del Colosseo, nel quale è riunita una galleria di ritratti dei Severi. In primo piano, busto con paludamentum e ritratto di Caracalla (vedi descrizione completa a p. 87).
anche altre lingue, come il siriaco. Si realizzarono cosí le premesse universaliste e cosmopolite con cui Augusto, due secoli prima, aveva dato forma all’impero; un’epoca, dunque, di grandi trasformazioni sociali, culturali e religiose, cosí come definita da Elio Lo Cascio nel saggio iniziale del catalogo della mostra: «L’estrema fase, quella se si vuole piú ‘perfetta’, dell’impero emerso dalla rivoluzione augustea». Il ripristino di una forte autorità centrale, ben identificata nella figura dell’imperatore Settimio Severo, il fondatore della dinastia proveniente da Leptis Magna, città della provincia dell’Africa proconsolare, si basa sulla notevole impronta militare nell’azione di governo. Numerosi sono i provvedimenti assunti a favore dell’esercito e delle legioni e, con essi, grande valore riveste la propaganda legata alle campagne militari dell’imperatore a difesa dei confini dell’impero, da cui derivano ingenti bottini. Tali ricchezze sono spesso impiegate per la realizzazione di