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Archeo n. 407, Gennaio 2019

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2019 POPOLI DELLA BIBBIA/1 GLI ISRAELITI

PARIGI

IL LOUVRE, UN GRANDE MUSEO ITALIANO?

CORNAFESSA

TRENTINO

LONDRA

ORVIETO SPECIALE ASSURBANIPAL

Mens. Anno XXXIV n. 407 gennaio 2019 € 5,90 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.

COLLEZIONE CAMPANA

SCENE DI CACCIA NELLA PREISTORIA IL RITORNO DI ASSURBANIPAL

UNA NUOVA GRANDE SERIE

I POPOLI DELLA BIBBIA

CHI ERANO GLI ISRAELITI?

LE ULTIME RIVELAZIONI

www.archeo.it

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IN EDICOLA L’ 8 GENNAIO 2019

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ARCHEO 407 GENNAIO

€ 5,90


EDITORIALE

IL LIBRO Assiri, Babilonesi ed Egiziani, Cananei e Amorrei, Hittiti, Hurriti, Filistei, Fenici, Aramei, Moabiti, Edomiti, Persiani, Seleucidi… quanto sapremmo di questi nomi se non li avessimo letti nel libro piú stampato, tradotto e diffuso di tutti i tempi? E, soprattutto, cosa conosceremmo davvero di questi popoli, della loro storia e civiltà, se, sin dalla metà dell’Ottocento, con i primi grandi scavi nelle terre dell’antica Mesopotamia, non avesse preso forma quel vero e proprio movimento intellettuale e scientifico noto, in seguito, con il nome di «archeologia biblica»? Una disciplina che, sull’onda delle prime, sconvolgenti scoperte emerse dalle aride terre del Vicino Oriente, sembrava chiamata – quasi miracolosamente – a convalidare l’autenticità dei testi biblici, a conferire un contesto storico e materiale agli eventi narrati nell’Antico Testamento. Con questo primo numero del 2019 proponiamo ai nostri lettori una serie, dedicata ai «popoli della Bibbia» e, dunque, alla grande – e straordinaria – avventura archeologica che ci ha permesso di conoscerli. Per avviare l’impresa ci siamo avvalsi della consulenza del nostro «antico» collaboratore Sergio Ribichini (storico delle religioni e studioso del mondo fenicio-punico) e di una serie di giovani studiosi delle rispettive discipline,

aggiornatissimi sulle ultime scoperte e, naturalmente, sulle elaborazioni storico-critiche che ne derivano. E, inevitabilmente, l’esordio di questa nuova lettura storico-archeologica della Bibbia spetta al popolo che, piú di ogni altro, a quell’insieme di testi fa riferimento, e anzi – come vedremo – ne trae «linfa vitale». Sono, infatti, le indagini sull’antico Israele degli ultimi decenni (e tuttora in corso) ad aver rivoluzionato, letteralmente, il quadro di «veridicità» del racconto veterotestamentario: la vicenda del patriarca Abramo, l’esodo dall’Egitto guidato da Mosé, l’epica conquista di Gerusalemme e la fioritura di un grande regno di Israele sotto Davide e Salomone, accaddero veramente? E, soprattutto, si verificarono nei millenni e nei secoli in cui li colloca il racconto biblico? Sono questi gli interrogativi che affronteremo nei prossimi mesi, a partire da oggi. E, sia detto esplicitamente, non per «distruggere» quel grandioso ed eterno racconto (mossi, magari, dalla stessa «ira» del biblico personaggio raffigurato in questa pagina). Ma, semmai, per decostruirlo e poi ricomporlo, sotto una luce piú autentica…

Mosè distrugge le Tavole della Legge, olio su tela di Rembrandt. 1659. Berlino, Staatliche Museen, Gemäldegalerie.

Andreas M. Steiner


SOMMARIO EDITORIALE Il Libro

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gestione è al centro di recenti provvedimenti di legge

POPOLI DELLA BIBBIA/1 16

di Andreas M. Steiner

Attualità NOTIZIARIO

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SCOPERTE Viene dalle colline della Giudea meridionale una rara maschera in pietra, scolpita 9000 anni fa, al tempo delle comunità neolitiche 6 ALL’OMBRA DEL VULCANO È imminente il restauro della Casa dei Ceii, che restituirà la vivacità originaria alle pitture murali a soggetto nilotico

PAROLA D’ARCHEOLOGO Quale futuro per le catacombe napoletane di S. Gennaro? Ne parliamo con Giuliano Volpe 24 MUSEI Il Museo Archeologico «Paolo Giovio» di Como saluta l’apertura della nuova sezione romana 28

DA ATENE

L’ultimo mistero di Akrotiri

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di Valentina Di Napoli

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Gli Israeliti

Quell’antico «Popolo del Libro»

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di Fabio Porzia

38 SCAVI

Scene di caccia in Trentino

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di Stefano Mammini

MOSTRE La magnifica statua di Amenofi ha lasciato il Museo Egizio di Torino per una significativa trasferta nelle sale dei Musei Vaticani 12 A TUTTO CAMPO I musei e i siti archeologici minori sono una delle risorse piú preziose del patrimonio. La cui

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56 In copertina veduta aerea di Megiddo (Israele).

Presidente

Federico Curti Anno XXXV, n. 407 - gennaio 2019 Registrazione al tribunale di Milano n. 255 del 07.04.1990

Editore Timeline Publishing S.r.l. Via Calabria, 32 – 00187 Roma tel. 06 86932068 – e-mail: info@timelinepublishing.it Direttore responsabile Andreas M. Steiner a.m.steiner@timelinepublishing.it Redazione Stefano Mammini s.mammini@timelinepublishing.it Lorella Cecilia (ricerca iconografica) l.cecilia@timelinepublishing.it Impaginazione Davide Tesei Amministrazione Roberto Sperti amministrazione@timelinepublishing.it

Comitato Scientifico Internazionale

Richard E. Adams, Maxwell L. Anderson, Bernard Andreae, John Boardman, Larissa Bonfante, Mounir Bouchenaki, Yves Coppens, Wim van Es, M’Hamed Fantar, Otto H. Frey, Louis Godart, Friedrich W. von Hase, Thomas R. Hester, Donald C. Johanson, Vassos Karageorghis, Venceslas Kruta, Richard E. Leakey, Henry de Lumley, Javier Nieto, Patrice Pomey, Paul J. Riis, Conrad M. Stibbe

Comitato Scientifico Italiano

Enrico Acquaro, Ermanno A. Arslan, Andrea Augenti, Sandro F. Bondí, Francesco Buranelli, Carlo Casi, Francesca Ceci, Francesco D’Andria, Giuseppe M. Della Fina, Paolo Delogu, Francesca Ghedini, Piero Alfredo Gianfrotta, Pier Giovanni Guzzo, Eugenio La Rocca, Daniele Manacorda, Danilo Mazzoleni, Cristiana Morigi Govi, Lorenzo Nigro, Sergio Pernigotti, Marcello Piperno, Sergio Ribichini, Claudio Saporetti, Giovanni Scichilone, Paolo Sommella, Romolo A. Staccioli, Giovanni Verardi, Massimo Vidale, Andrea Zifferero Hanno collaborato a questo numero: Gareth Brereton è conservatore delle collezioni mesopotamiche del British Museum, Londra. Luciano Calenda è consigliere del CIFT, Centro Italiano Filatelia Tematica. Francesca Ceci è archeologa presso la Direzione dei Musei Capitolini di Roma. Francesco Colotta è giornalista. Giuseppe M. Della Fina è direttore scientifico della Fondazione «Claudio Faina» di Orvieto. Valentina Di Napoli è archeologa. Rossella Duches è ricercatrice presso la Sezione di Preistoria del MUSE-Museo delle Scienze, Trento. Daniela Fuganti è giornalista. Paolo Leonini è giornalista e storico dell’arte. Daniele Manacorda è docente ordinario di metodologie della ricerca archeologica all’Università di Roma Tre. Alessandro Mandolesi si occupa di comunicazione archeologica per conto del Parco Archeologico di Pompei. Flavia Marimpietri è archeologa e giornalista. Fabio Porzia è post-dottorando presso l’Università di Tolosa come storico del Levante antico. Julian Edgeworth Reade è stato conservatore del Dipartimento di Antichità dell’Asia occidentale del British Museum, Londra. Barbro Santillo Frizell è archeologa. Romolo A. Staccioli


MOSTRE

La raccolta delle meraviglie

66

di Daniela Fuganti

82

66 MUSEI

SPECIALE

di Giuseppe M. Della Fina

Il ritorno dell’ultimo re

All’ombra del Duomo 74

Assurbanipal

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testi di Gareth Brereton e Julian Edgeworth Reade

QUANDO L’ANTICA ROMA... ...fu «violata» dai Visigoti di Alarico

74

di Romolo A. Staccioli

Rubriche

L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA

IL MESTIERE DELL’ARCHEOLOGO Un rinnegato a Policastro

di Daniele Manacorda

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Ecco il segno! 104

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di Francesca Ceci

LIBRI

è stato professore di etruscologia e antichità italiche presso «Sapienza» Università di Roma. Andrea Zifferero è professore associato di etruscologia e antichità italiche e di musealizzazione e gestione del patrimonio archeologico all’Università di Siena.

Illustrazioni e immagini: Duby Tal/Albatross Aerial Photography: copertina e pp. 40 (alto), 44 (basso, a sinistra), 51 – Mondadori Portfolio: Album: p. 3 (e p. 43); Electa/Sergio Anelli: pp. 38/39; AKG Images: pp. 40 (basso), 48, 50/51, 85, 88/89, 91, 94/95, 98/99; Album/Prisma: p. 86; Erich Lessing/Album: p. 87 – Cortesia Israel Antiquities Authority: pp. 6, 7 (sinistra) – Cortesia Ufficio Stampa: pp. 8, 12, 27-29; L. Spina: p. 26 (alto); C. Pescatori: p. 26 (basso) – Cortesia Parco Archeologico di Pompei: pp. 10-11 – Shutterstock: pp. 16-17, 46/47, 74/75, 77 (alto) – Cortesia degli autori: pp. 22-23, 36 (alto) – Cortesia Cooperativa «la Paranza», Napoli: pp. 24 (basso), 25 – Ministero Ellenico della Cultura e dello Sport: p. 37 – DeA Picture Library: S. Vannini: p. 45 – Doc. red.: pp. 46, 52-53, 96, 109, 112-113 – Bridgeman Images: p. 49 – Cortesia MUSE-Museo delle Scienze, Trento: pp. 56/57, 58 (alto), 59-65; disegno di Mauro Cutrona: p. 56 – Cortesia Ufficio Stampa Museo del Louvre, Parigi: pp. 66 (basso), 68 (alto), 70, 71 (sinistra); Stéphane Maréchalle: pp. 66 (alto), 73; Thierry Ollivier: p. 67; Hervé Lewandowski: pp. 68 (basso), 70/71; Museo Ermitage, San Pietroburgo/V. Terebenin, A.Terebenin: pp. 68/69; BnF, Parigi: p. 69; Françoise Gaultier: p. 71 (destra); Gérard Blot: pp. 72/73 – Museo Archeologico Nazionale, Orvieto: pp. 74, 77 (destra) – Museo «Claudio Faina», Orvieto: pp. 75, 76, 78-79 – MODO-Museo dell’Opera del Duomo, Orvieto: pp. 80-81 – Cortesia Department of Photography and Imaging, British Museum, Londra: The Trustees of the British Museum: pp. 82/83, 84, 92, 100-103; Paul Goodhead: pp. 93, 96 (alto); Learning Sites, Inc.: p. 96 (basso) – Cortesia Elena Santoro: pp. 104-107 – Cippigraphix: cartine alle pp. 36, 41, 58, 87 – Patrizia Ferrandes: cartine alla p. 110. Riguardo alle illustrazioni, la redazione si è curata della relativa autorizzazione degli aventi diritto. Nel caso che questi siano stati irreperibili, si resta comunque a disposizione per regolare eventuali spettanze.

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Pubblicità e marketing Rita Cusani e-mail: cusanimedia@gmail.com – tel. 335 8437534 Distribuzione in Italia Press-di - Distribuzione, Stampa e Multimedia Via Mondadori, 1 - 20090 Segrate (MI) Stampa Arti Grafiche Boccia Spa via Tiberio Claudio Felice, 7 - 84100 Salerno Servizio Abbonamenti È possibile richiedere informazioni e sottoscrivere un abbonamento tramite sito web: www.abbonamenti.it/archeo; e-mail: abbonamenti@directchannel.it; telefono: 02 211 195 91 [lun-ven, 9-18; costo della chiamata in base al proprio piano tariffario]; oppure tramite posta scrivendo a: Press-Di Abbonamenti SPA c/o CMP BRESCIA Via Dalmazia, 13 – 25126 Brescia BS L’abbonamento può avere inizio in qualsiasi momento dell’anno. Arretrati Per richiedere i numeri arretrati: Telefono: 045 8884400 – E-mail: collez@mondadori.it – Fax: 045 8884378 Posta: Press-di Servizio Collezionisti – casella postale 1879, 20101 Milano


POPOLI DELLA BIBBIA/1 – GLI ISRAELITI

QUELL’ANTICO «POPOLO DEL LIBRO»

Per secoli il racconto biblico è stato considerato, se non come diretta emanazione della volontà divina, alla stregua di un resoconto – puntellato da personaggi, luoghi e fatti – di avvenimenti storici verificatisi nel corso di oltre mille anni in un’area del Levante chiamata «Terra Santa». A partire dall’età moderna, però, questa immagine subirà, sull’onda delle grandi scoperte archeologiche e storiografiche, un progressivo e radicale cambiamento. Chi erano, veramente, i protagonisti dell’epos biblico? E, soprattutto, come si formò il popolo che a quel racconto è legato per definizione? di Fabio Porzia 38 a r c h e o


Salomone sacrifica agli idoli (particolare), olio su tela di Filippo Abbiati. XVII sec. Milano, Seminario Arcivescovile. Il vecchio re è in piedi davanti all’idolo della divinità, in adorazione; alle sue spalle assiste alla scena una folla di persone, tra le quali vi sono le mogli di Salomone.

N

on è possibile trattare la stor ia dell’antico Israele dissociandola dal vortice di personaggi e racconti che la Bibbia ci ha tramandato. A questo bagaglio culturale assai generale si sovrappongono spesso aspetti piú profondi: Israele, per esempio, è il popolo di cui faceva parte Gesú di Nazareth o al quale furono rivolte le promesse dell’Antico Testamento prima di travasarle nella Chiesa, che per Paolo di Tarso era il «vero Israele» (Rm 9,6-8; Gal 6,16). Ma Israele è anche il popolo

che, dapprima discriminato con le leggi razziali, è stato poi fatto incamminare con scientifico rigore alle camere a gas nei giorni in cui il nazifascismo trionfava in Europa. Ancora, Israele è uno Stato moderno, creato appena settant’anni fa in Medio Oriente, che spicca sovente sulle prime pagine della cronaca internazionale. Un insieme intricato di sentimenti e convinzioni, ma anche di posizioni politiche, si somma dunque alle reminiscenze bibliche. È una situazione che non si applica allo studio di nessun altro popolo

dell’antichità e che costituisce il problema fondamentale, nonché il fascino degli studi sull’antico Israele, imponendo due considerazioni preliminari. La prima riguarda la necessità di «fare storia». Israele è certo il miglior esempio di un popolo sopravvissuto al generale naufragio dei popoli antichi. Sarebbe tuttavia erroneo cadere nel tranello della continuità ininterrotta del nome Israele (dal primo libro della Bibbia, la Genesi, alle pagine dei nostri quotidiani) per avvalorare quel «corto circuito» secondo il quale l’Israele della Bibbia sarebbe, di fatto, l’Israele odierno, e viceversa. Il rischio di questa concezione è di considerare Israele come un fossile, un’entità che non cambia con il passare del tempo, o almeno non sostanzialmente ma solo di facciata, facendone quindi un soggetto a-storico, se non anche nemico della storia (idea di cui, peraltro, si nutre da sempre l’antisemitismo). Al contrario, ora piú che mai è necessario ridare profondità storica a questo popolo e restituirlo ai suoi molteplici contesti.

UN NEMICO DELLA STORIA? La seconda considerazione è la necessità di «normalizzare Israele». Lo studio di questo popolo è stato per secoli appannaggio delle facoltà di teologia, nelle quali ci si interessava a Israele come prefigurazione della Chiesa e di cui si enfatizzavano il carattere unico, straordinario (quindi anormale), lo splendido isolamento dai popoli vicini, la missione universale. Verso la metà del XIX secolo, quando si cominciarono a riportare alla luce le grandi civiltà del Vicino Oriente antico, a r c h e o 39


MOSTRE • PARIGI

LA RACCOLTA DELLE

MERAVIGLIE

È IL 1861 E LA STRABILIANTE COLLEZIONE DEL MARCHESE GIAMPIETRO CAMPANA VIENE MESSA IN VENDITA. A CONTENDERSELA SONO INGHILTERRA, RUSSIA E FRANCIA, MA, GRAZIE A NAPOLEONE III, QUEI TESORI FINISCONO QUASI INTERAMENTE OLTRALPE. E SONO ORA IN MOSTRA A PARIGI, NELLE SALE DEL MUSEO DEL LOUVRE di Daniela Fuganti Tutti i reperti archeologici e le opere d’arte riprodotti nell’articolo sono attualmente esposti nella mostra «Un sogno d’Italia. La collezione del marchese Campana», in corso al Museo del Louvre e, salvo diversa indicazione, appartengono alla collezione permanente del museo parigino.

66 a r c h e o


L

a collezione Campana non era mai stata oggetto di una vera retrospettiva, ma adesso il Museo del Louvre e l’Ermitage di San Pietroburgo hanno deciso di far rivivere la storia della raccolta privata piú ricca e leggendaria dell’Ottocento, grazie a una mostra e a un catalogo che si avvalgono dei piú recenti studi condotti in Francia, in Italia e in Russia. Il marchese Giampiero Campana (1808-1880), direttore del Monte di Pietà di Roma e banchiere del papa, fu una delle figure piú brillanti del-

la società romana del suo tempo. Appassionato d’arte ma anche imprenditore, filantropo oltre che archeologo, si conquistò presto una posizione di primo piano nel mondo culturale, scientifico ed economico italiano ed europeo.

UNA RACCOLTA LEGGENDARIA Si veniva da tutta Europa a visitare la sua raccolta, ma nessuno poteva dire di averne un’idea precisa, tanto numerose erano le opere sparse negli immobili della capitale di cui era

proprietario: la Villa Campana vicino a S. Giovanni in Laterano (oggi scomparsa), il palazzo di via del Corso, e vari altri luoghi. Campana non mostrava tutto, e questo alimentava la leggenda. Forti furono dunque l’emozione e la curiosità suscitate dal suo arresto improvviso per malversazione, nel novembre 1857, nonché dalla sua condanna alla prigione e poi all’esilio. I dibattiti intorno alla sorte riservata ai capolavori raggruppati nelle sue dimore occuparono per mesi la stampa dell’epoca. E la

Nella pagina accanto, in alto: collana in oro con pendente in forma di Acheloo, dall’Etruria. 480 a.C. circa. Nella pagina accanto, in basso: un particolare dell’allestimento della mostra. In basso: frammento di rilievo facente parte del registro superiore della decorazione dell’Ara Pacis. 13-9 a.C. Le figure scolpite fanno parte di una processione ufficiale e, data la presenza di due bambini, è probabile si tratti del medesimo gruppo familiare, la cui identità non è stata a tutt’oggi accertata.

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SPECIALE • ASSURBANIPAL

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IL RITORNO DELL’ULTIMO

RE

Tutti i reperti archeologici e le opere d’arte riprodotti nell’articolo sono attualmente esposti nella mostra «Io sono Assurbanipal, re del mondo, re dell’Assiria», in corso al British Museum e, salvo diversa indicazione, appartengono alla collezione permanente del museo inglese. Particolare di un rilievo raffigurante la caccia reale, in cui Assurbanipal è ritratto in sella al suo cavallo, al galoppo, mentre sta scoccando una freccia per colpire una preda, dal Palazzo Nord di Ninive. 645-640 a.C.

FU IL PIÚ POTENTE SOVRANO DELL’IMPERO ASSIRO MA ANCHE PERSONAGGIO FUORI DAL COMUNE. LE SUE GESTA RIECHEGGIANO NEI MAGNIFICI RILIEVI CHE ORNAVANO IL SUO SONTUOSO PALAZZO DI NINIVE. OGGI, AL GRANDE ASSURBANIPAL RENDE OMAGGIO UNA MOSTRA AL BRITISH MUSEUM DI LONDRA di Gareth Brereton

N

el 669 a.C., quando salí al trono, Assurbanipal (669-631 [?] a.C.) era probabilmente l’uomo piú potente del pianeta. Governava un vasto impero, il cui cuore si estendeva a est del fiume Tigri, nella porzione settentrionale dell’odierno Iraq. La capitale di Assurbanipal, Ninive – i cui resti si trovano oggi nel territorio di Mosul - era la piú vasta città del tempo: le sue mura poderose e le diciotto porte racchiudevano la superficie di una grande metropoli. Palazzi e complessi templari ornati da statue colossali ed eleganti pannelli a rilievo dominavano l’altura della cittadella, mentre un complesso sistema di canali e acquedotti irrigava i giardini del re e le riserve di caccia. Assurbanipal regnò su un impero geograficamente e culturalmente diversificato, nel quale coesistevano gli stili di vita delle popolazioni stanziate sulle sponde del Nilo e delle genti dell’Iran occidentale, cosí come quelli dei popoli insediati sulle rive del Golfo Persico e di quelli che occupavano le steppe dell’Anatolia centrale. Oggi possiamo ricostruire la straordinaria vicenda di Assurbanipal grazie alle centinaia di iscrizioni cuneiformi che si sono conservate sulle tavolette in argilla, sui prismi e sui a r c h e o 83


SPECIALE • ASSURBANIPAL

UN GIORNO ALLA CORTE DEGLI ASSIRI L

a mostra che il British Museum dedica ad Assurbanipal offre un profilo a tutto tondo dell’ultimo grande re dell’Assiria. E lo fa, innanzitutto, attraverso i magnifici rilievi che ornavano i palazzi di Ninive, le centinaia di tavolette cuneiformi conservate nella biblioteca reale e i reperti recuperati nel corso delle campagne di scavo che hanno interessato l’antica capitale. Una capitale che raggiunse le dimensioni di una vera e propria metropoli e dalla quale Assurbanipal regnò su

un impero vastissimo, che si estendeva dalle coste del Mediterraneo agli altopiani dell’odierno Iran e nel quale convivevano molte genti e culture diverse.

Sulle due pagine: immagini dell’allestimento della mostra. Si riconoscono, fra gli altri: nella vetrina a sinistra, materiali di produzione urartea; al centro, una stele raffigurante il dio della

tempesta Adad (da Arslan Tash, Siria, VIII sec. a.C.) e una statua raffigurante una creatura con volto umano, corpo di uccello e coda di scorpione (da Tell Halaf, Siria, X-IX sec. a.C.).

100 a r c h e o

Nel percorso espositivo sfilano oltre 200 reperti di grande pregio, provenienti dalla collezione permanente dello stesso British Museum e affiancati da prestiti concessi


Nel riquadro: la teca che accoglie un pannello in gesso alabastrino raffigurante alcuni spiriti benigni, dal Palazzo Nord di Ninive. 645-640 a.C.

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