2018
SCOPERTE A GERUSALEMME
INTERAMNA LIRENAS
EROS IN GRECIA
OVIDIO
SPECIALE PONTI NELL’ANTICHITÀ
Mens. Anno XXXIV n. 405 novembre 2018 € 5,90 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.
Cosa ne pensavano i Greci? Risponde lo scrittore Matteo Nucci
OVIDIO
LE METAMORFOSI DELL’AMORE
UNA GRANDE MOSTRA A ROMA
ISRAELE
SCOPERTE A GERUSALEMME
SPECIALE
GLI «INDISTRUTTIBILI» PONTI DEI ROMANI www.archeo.it
IN EDICOLA L’ 8 NOVEMBRE 2018
o. i t
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ARCHEO 405 NOVEMBRE
EROS
€ 5,90
EDITORIALE
AMARE TRA GRECIA E ROMA L’eros fa da protagonista nelle pagine di questo numero, a partire dalla copertina che ritrae uno dei capolavori della scultura antica. In questi giorni possiamo incontrare la bellissima Venere alle Scuderie del Quirinale di Roma, dove si è appena inaugurata la mostra «Ovidio. Amori, miti e altre storie», dedicata all’opera e alla vita di Publio Ovidio Nasone, grande poeta dell’età augustea di cui quest’anno ricorre il bimillenario della morte (avvenuta tra il 17 e il 18 d.C. mentre, caduto in disgrazia, era esule a Tomi, sul Mar Nero). Piú di duecento opere, dall’antichità all’epoca barocca, accompagnano il visitatore alla scoperta del cantore della celebre Ars Amatoria. Poco prima dell’esilio Ovidio completò le Metamorfosi, in cui raccolse circa 250 racconti, lasciandoci una sorta di enciclopedia mitologica in cui ricorre il tema, caro all’epoca ellenistica e che all’opera dà il titolo, del trasformarsi in altro da sé (in pianta, animale o roccia) per punizione divina, ma anche per sedurre e possedere: in amore tutto è lecito, come ci ricordano la bella statua di Leda e il cigno/Zeus (che la possiede inebriandola), il ratto di Aurora sul toro – nei dipinti di Tintoretto o del Carracci – o, ancora, Ganimede rapito dall’Aquila, ritratto nel celebre bronzo dell’Ammannati (vedi alle pagine 65-79). Dall’irriverente amore cantato da Ovidio (e che gli costò l’esilio) passiamo all’Eros greco. Abbiamo incontrato Matteo Nucci, scrittore e saggista, amante e studioso della Grecia (già noto ai lettori di «Archeo» per i suoi reportage su Goethe in Sicilia e sui luoghi di Aristotele) e autore di un libro bellissimo, appena pubblicato: L’Abisso di Eros. L’autore vi indaga, con critica partecipazione, il meccanismo dei grandi amori dell’antica Grecia; di quella passione che, nel suo momento culminante, può lacerare… fino alla morte (vedi alle pagine 54-63). In una Grecia «nostrana», infine, ci riporta l’annuale appuntamento con la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum, giunta alla sua ventunesima edizione, in coincidenza con due anniversari importanti che desideriamo qui ricordare: i cinquant’anni dalla scoperta di una delle icone della città, le celebri lastre dipinte della Tomba del Tuffatore, e i vent’anni dall’iscrizione di Paestum nella lista UNESCO del Patrimonio dell’Umanità. Trovate il programma completo delle giornate pestane alle pagine 38-41. Andreas M. Steiner Venere Callipigia (particolare), copia romana del II sec. d.C., da un originale greco in bronzo databile fra il IV e il I sec. a.C. Napoli, Museo Archeologico Nazionale.
SOMMARIO EDITORIALE
Amare tra Grecia e Roma
3
di Andreas M. Steiner
Attualità NOTIZIARIO
6
SCAVI È stata inaugurata, a Olbia, l’area archeologica Tempio e necropoli di S. Simplicio, rivelando tutte le fasi di vita della città sarda, dall’epoca fenicia al Medioevo 8 ALL’OMBRA DEL VULCANO Gli scavi nella Regio V rivelano un elegante tempietto domestico dedicato al culto dei Lari, ornato da magnifiche pitture 10 MOSTRE Il MIC-Museo Internazionale della Ceramica di Faenza ripercorre la straordinaria parabola delle grandi civiltà precolombiane: Aztechi, Inca e Maya 18 A TUTTO CAMPO Un recente progetto condotto a
San Gimignano ha rivelato le molte potenzialità offerte dallo studio degli spazi verdi urbani nell’antichità 20
PAROLA D’ARCHEOLOGO Si è appena conclusa la 29ª edizione della Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico di Rovereto. La direttrice della manifestazione, Alessandra Cattoi, traccia un bilancio dell’evento e annuncia i progetti per il futuro 26 MOSTRE Le sale di Palazzo Reale, a Milano, tornano ad accogliere una nutrita schiera di capolavori di Pablo Picasso, messi a confronto con un’altrettanto ricca selezione di opere d’arte antica 30
30
SCAVI
Vivere tra i fiumi
42
di Giovanna Rita Bellini, Alessandro Launaro, Martin Millett, Lieven Verdonck e Frank Vermeulen
42 EROS
Chi ama davvero ama per sempre
54
di Matteo Nucci, con un’intervista all’autore a cura di Andreas M. Steiner
54 In copertina Venere Callipigia («dalle belle natiche»), copia romana del II sec. d.C., da un originale greco in bronzo databile fra il IV e il I sec. a.C. Napoli, Museo Archeologico Nazionale.
Presidente
Federico Curti Anno XXXIV, n. 405 - novembre 2018 Registrazione al tribunale di Milano n. 255 del 07.04.1990
Editore Timeline Publishing S.r.l. Via Calabria, 32 – 00187 Roma tel. 06 86932068 – e-mail: info@timelinepublishing.it Direttore responsabile Andreas M. Steiner a.m.steiner@timelinepublishing.it Redazione Stefano Mammini s.mammini@timelinepublishing.it Lorella Cecilia (ricerca iconografica) l.cecilia@timelinepublishing.it Impaginazione Davide Tesei Amministrazione Roberto Sperti amministrazione@timelinepublishing.it
Comitato Scientifico Internazionale
Richard E. Adams, Maxwell L. Anderson, Bernard Andreae, John Boardman, Larissa Bonfante, Mounir Bouchenaki, Yves Coppens, Wim van Es, M’Hamed Fantar, Otto H. Frey, Louis Godart, Friedrich W. von Hase, Thomas R. Hester, Donald C. Johanson, Vassos Karageorghis, Venceslas Kruta, Richard E. Leakey, Henry de Lumley, Javier Nieto, Patrice Pomey, Paul J. Riis, Conrad M. Stibbe
Comitato Scientifico Italiano
Enrico Acquaro, Ermanno A. Arslan, Andrea Augenti, Sandro F. Bondí, Francesco Buranelli, Carlo Casi, Francesca Ceci, Francesco D’Andria, Giuseppe M. Della Fina, Paolo Delogu, Francesca Ghedini, Piero Alfredo Gianfrotta, Pier Giovanni Guzzo, Eugenio La Rocca, Daniele Manacorda, Danilo Mazzoleni, Cristiana Morigi Govi, Lorenzo Nigro, Sergio Pernigotti, Marcello Piperno, Claudio Saporetti, Giovanni Scichilone, Paolo Sommella, Romolo A. Staccioli, Giovanni Verardi, Massimo Vidale Hanno collaborato a questo numero: Giovanna Rita Bellini è funzionario archeologo, responsabile per la Soprintendenza del Progetto Interamna Lirenas, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Frosinone, Latina e Rieti (SABAP-Lazio). Luciano Calenda è consigliere del CIFT, Centro Italiano Filatelia Tematica. Francesca Ceci è archeologa presso la Direzione dei Musei Capitolini di Roma. Francesco Colotta è giornalista. Giampiero Galasso è archeologo e giornalista. Francesca Ghedini è professore emerito di archeologia classica dell’Università di Padova. Alessandro Launaro è professore associato di archeologia classica all’Università di Cambridge. Paolo Leonini è giornalista e storico dell’arte. Daniele Manacorda è docente ordinario di metodologie della ricerca archeologica all’Università di Roma Tre. Alessandro Mandolesi si occupa di comunicazione archeologica per conto del Parco Archeologico di Pompei. Flavia Marimpietri è archeologa e giornalista. Martin Millett è Laurence Professor di archeologia classica all’Università di Cambridge. Matteo Nucci è scrittore. Sergio Ribichini è collaboratore associato senior dell’Istituto per la Conservazione e valorizzazione dei Beni
MOSTRE
Ovidio, maestro d’amore 64 di Giulia Salvo e Francesca Ghedini
80 SPECIALE
64 Rubriche QUANDO L’ANTICA ROMA...
...tornò alla vittoria contro gli «invasori» cartaginesi 104 di Romolo A. Staccioli
Ponti romani
Acqua, ponti, civiltà
80
di Flavio Russo
L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA
Tutti figli dell’eroe
108
di Francesca Ceci
LIBRI
110
Culturali del CNR. Flavio Russo è ingegnere, storico e scrittore, collabora con l’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito. Giulia Salvo è dottore di ricerca in archeologia classica, Università di Padova. Romolo A. Staccioli è stato professore di etruscologia e antichità italiche presso «Sapienza» Università di Roma. Lieven Verdonck è ricercatore in archeologia presso l’Università di Gent. Frank Vermeulen è professore ordinario di archeologia romana e metodologia archeologica all’Università di Gent. Jerzy Zelazowsky è professore associato di archeologia all’Università di Varsavia.
Pubblicità e marketing Rita Cusani e-mail: cusanimedia@gmail.com – tel. 335 8437534
Illustrazioni e immagini: Cortesia Ufficio Stampa mostra «Ovidio. Amori, miti e altre storie»: copertina e pp. 3, 64-67, 68 (alto), 69-79 – Cortesia Israel Museum, Gerusalemme: Laura Lachman: p. 6 (alto) – Cortesia Israel Antiquities Authority: Danit Levy: p. 6 (basso); Assaf Peretz: p. 7 – Cortesia SABAP province di Sassari e Nuoro: Enrico Grixoni: pp. 8-9 – Cortesia Parco Archeologico di Pompei: pp. 10-12 – Cortesia SABAP Marche: p. 16 – Cortesia Ufficio Stampa: p. 18; Mathieu Rabeau/RMN-Réunion des Musées Nationaux/distr. Alinari: p. 30 (alto); RMN-Réunion des Musées Nationaux/distr. Alinari: p. 30 (basso); RMN-Grand Palais (Musée national Picasso-Paris)/Adrien Didierjean/dist. Alinari: p. 31 (alto); Tony Querrec/ RMN-Réunion des Musées Nationaux/distr. Alinari: p. 31 (basso) – Cortesia degli autori: pp. 20, 22, 84 (basso), 85, 86-89, 91, 96/97, 108 – Cortesia Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico, Rovereto: pp. 26-28 – Alessandro Launaro: pp. 42-43, 45, 48, 50 – G. Murro: p. 44 – Lieven Verdonck: pp. 46-47 – A. Launaro, S. Hay, L. Verdonck: p. 49 – Martin Millett: p. 51 – Mondadori Portfolio: Leemage: pp. 55, 58-59, 60 (alto); Album: pp. 57, 82, 101; AKG Images: pp. 94/95, 100, 102-103, 109 – DeA Picture Library: p. 62; G. Dagli Orti: pp. 54, 63 – Shutterstock: pp. 60 (basso), 61, 80/81, 82/83, 92/93, 96, 98/99 – Cortesia Fondazione Sorgente Group: p. 68 (basso) – Doc. red.: pp. 84 (alto), 90/91, 104, 106 – Cippigraphix: cartine e rielaborazioni grafiche alle pp. 44, 105, 107.
Stampa Arti Grafiche Boccia Spa via Tiberio Claudio Felice, 7 - 84100 Salerno
Riguardo alle illustrazioni, la redazione si è curata della relativa autorizzazione degli aventi diritto. Nel caso che questi siano stati irreperibili, si resta comunque a disposizione per regolare eventuali spettanze.
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Distribuzione in Italia Press-di - Distribuzione, Stampa e Multimedia Via Mondadori, 1 - 20090 Segrate (MI)
Servizio Abbonamenti È possibile richiedere informazioni e sottoscrivere un abbonamento tramite sito web: www.abbonamenti.it/archeo; e-mail: abbonamenti@directchannel.it; telefono: 02 211 195 91 [lun-ven, 9-18; costo della chiamata in base al proprio piano tariffario]; oppure tramite posta scrivendo a: Press-Di Abbonamenti SPA c/o CMP BRESCIA Via Dalmazia, 13 – 25126 Brescia BS L’abbonamento può avere inizio in qualsiasi momento dell’anno. Arretrati Per richiedere i numeri arretrati: Telefono: 045 8884400 – E-mail: collez@mondadori.it – Fax: 045 8884378 Posta: Press-di Servizio Collezionisti – casella postale 1879, 20101 Milano
LA NOTIZIA DEL MESE
LA
CROCIERA DI
BARCELLONA VALENCIA
MARSIGLIA
GENOVA
ATTUALITÀ DEL PASSATO
IL RICHIAMO ANTICO DEL MEDITERRANEO Navigate con «Archeo» alla scoperta degli infiniti volti del Mediterraneo. Grazie a una collaborazione con MSC Crociere salperemo da Genova alla volta di Marsiglia, per poi esplorare Barcellona,Valencia e le isole Baleari e quindi rivolgere la prua verso oriente, alla scoperta di Malta. Sulla rotta del ritorno risaliremo le coste dell’Italia, lasciandoci incantare dagli splendori della Sicilia, dal fascino della città eterna e dalle meraviglie della Toscana. A bordo le migliori firme della rivista, oltre al Direttore stesso, terranno incontri di approfondimento e dialogheranno con i partecipanti. Navigate con noi, seguite il richiamo antico del Mediterraneo. Per info e prenotazioni rivolgiti alla tua agenzia di viaggi di fiducia o vai su www.msccrociere.it «LA CROCIERA DI ARCHEO».
ROMA
MESSINA Francia - Spagna - Malta - Italia Imbarco da Genova (25 marzo)
PISA ch eo .it w.a r
dal 25 marzo al 4 aprile - 11 giorni /10 notti
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PALMA DI MAIORCA
MALTA MSC SINFONIA
ATTUALITÀ DEL PASSATO
www.msccrociere.it
SCAVI • LAZIO
VIVERE TRA I FIUMI
42 a r c h e o
LA PIANTA GENERALE DI UN’INTERA CITTÀ DI EPOCA REPUBBLICANA, RIMASTA PER SECOLI SEPOLTA SOTTO TERRA, EMERGE DALLE STRAORDINARIE IMMAGINI OTTENUTE GRAZIE ALLE RECENTI INDAGINI GEOFISICHE ESEGUITE DA UN’ÉQUIPE SCIENTIFICA INTERNAZIONALE di Giovanna Rita Bellini, Alessandro Launaro, Martin Millett, Lieven Verdonck e Frank Vermeulen
Sulle due pagine: Interamna Lirenas (Pignataro Interamna, Frosinone). Un’immagine dei resti del teatro, riportati alla luce a partire dal 2013. La costruzione dell’edificio per spettacoli si colloca negli ultimi decenni del I sec. a.C. Nella pagina accanto, in basso, e in questa pagina, in alto: una terracotta architettonica e un’antefissa provenienti entrambe dal teatro. a r c h e o 43
STORIA • EROS
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CHI AMA DAVVERO AMA PER SEMPRE di Matteo Nucci, con un’intervista all’autore a cura di Andreas M. Steiner
Elena e Menelao; Pericle e Aspasia; Saffo e le sue ragazze; Socrate e i suoi ragazzi.Tutti i grandi amanti dell’antichità seppero conquistarsi amori eterni. Quale fu il loro segreto? Nel suo ultimo libro, L’abisso di Eros, il nostro collaboratore Matteo Nucci – scrittore e studioso del mondo greco – rivela come, con inarrivabile chiarezza, i Greci seppero cogliere
D
l’irresistibile potere di quella forza che, come nessun’altra, può muovere gli esseri umani. Costringendoli a calarsi nelle loro profondità abissali, alla ricerca inesauribile di quella sconcertante bellezza che ci fa tremare le gambe… In esclusiva per i nostri lettori, anticipiamo uno dei passaggi piú significativi del volume appena pubblicato
ella pittura greca si è perso tutto. Sappiamo, da chi ne scrisse, che l’abilità e l’arte dei massimi artisti raggiunsero vette inarr ivabili. Pausania, per esempio, il grande viaggiatore che nel II secolo d.C. percorse l’Ellade in lungo e in largo per raccontare un mondo che era lí lí per scomparire, ebbe bisogno di sette capitoli della sua opera per descrivere due affreschi di Polignoto a Delfi. Una quarantina di pagine in cui siamo costretti a confrontarci con una stupefacente vastità di scene, espressioni, rimandi mitici, ambien-
tazioni. Quasi sempre, del resto, fu la raffinatezza della pittura antica a colpire gli esperti, i viaggiatori, gli eruditi, molto piú che la statuaria. E noi che rabbrividiamo di fronte ai Bronzi di Riace, al Satiro danzante o al Giovinetto di Mozia, tanto per restare a pezzi unici disseminati nella Grecia del Sud Italia, noi che restiamo senza fiato di fronte all’Auriga di Delfi, all’Ermes di Olimpia, all’Efebo di Anticitera, noi che sogniamo di identificare la mano di Policleto o Prassitele dietro i (segue a p. 58)
Nella pagina accanto: particolare della decorazione di un’anfora a figure nere con Afrodite che tiene in braccio Eros e suo fratello Himeros, personificazione del folle desiderio amoroso. VI sec. a.C.
A sinistra: cratere a calice a figure rosse sul quale è rappresentato Eros che offre uova e uno specchio a due donne, la prima delle quali, seduta, tiene un tirso. V sec. a.C. Parigi, Museo del Louvre. a r c h e o 55
MOSTRE • ROMA
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OVIDIO MAESTRO D’AMORE UNA MOSTRA ALLE SCUDERIE DEL QUIRINALE DI ROMA CELEBRA IL GRANDE POETA LATINO. OLTRE 200 OPERE, TRA AFFRESCHI E SCULTURE ANTICHE, PREZIOSI MANOSCRITTI MEDIEVALI E DIPINTI D’ETÀ MODERNA ACCOMPAGNANO IL RACCONTO DELLA SUA VITA E ILLUSTRANO I GRANDI – E INTRAMONTABILI – TEMI AL CENTRO DEI SUOI SCRITTI: LA SEDUZIONE, IL POTERE, IL MITO di Giulia Salvo e Francesca Ghedini
I
l 2017 e il 2018 sono stati anni importanti per gli studiosi e per gli appassionati di mondo antico, che hanno in vario modo celebrato l’anniversario della morte, avvenuta 2000 anni fa di due giganti della latinità, il patavino Tito Livio – autore di una monumentale storia di Roma in 142 libri – e il sulmonese Ovidio, poeta fra i piú prolifici dell’antichità, la cui sterminata produzione è giunta quasi intatta fino a noi. Publio Ovidio Nasone nacque a Sulmona, nel 43 a.C., da una benestante famiglia di rango equestre; ancora fanciullo si trasferí a Roma con il fratello, maggiore di lui di un anno, per studiare presso i piú apprezzati maestri e prepararsi a percorrere quella carriera politica che il padre vagheggiava per lui. Ma mentre il fratello, che morí giovanissimo lasciando nel cuore del poeta un vuoto incolmabile, era portato per il diritto, il giovane Ovidio amava le arti liberali e la poesia, tanto che, come egli stesso ricorda, qualsiasi cosa tentasse di dire assumeva ritmi precisi (Tristia IV, 10, «sponte sua carmen
numeros veniebat ad aptos»). Era ancora giovanissimo quando iniziò a declamare in pubblico versi d’amore, e l’immediato successo che ottenne lo convinse ad abbandonare la carriera giuridica, rinunciando «a imparare a memoria le prolisse leggi e a fare mercato dell’eloquenza nel foro irriconoscente» (Amores I, 15, 5-6). Da allora la poesia divenne non solo la sua ragione di vita, ma anche la chiave che gli aprí gli esclusivi salotti della capitale, dove ebbe modo di incontrare i piú illustri
Tutti gli oggetti riprodotti in questo articolo sono esposti nella mostra «Ovidio. Amori, miti e altre storie», in corso a Roma, alle Scuderie del Quirinale, fino al 20 gennaio 2019. Nella pagina accanto: quadretto ad affresco raffigurante Eros e Psiche, dalla Casa di Terenzio Neo, a Pompei. I sec. d.C. Napoli, Museo Archeologico Nazionale. In basso: cammeo raffigurante Leda e il cigno. III sec. d.C. Napoli, Museo Archeologico Nazionale.
a r c h e o 65
MOSTRE • ROMA
rattere mitologico è proprio quella di fungere da parametro per la comprensione del mondo e dei fenomeni che lo regolano, siano essi naturali, morali o sociali. Numerose sono le caratteristiche che contribuiscono a rendere unico il poema e che, le une insieme alle altre, hanno contribuito alla sua fortuna nel corso dei secoli. Tra queste merita di essere ricordata la peculiarità che, di contro, fu forse una delle concause che contribuí all’esilio di Ovidio, ossia la sua capacità di saper muovere gli animi dei personaggi del mito, finanche gli dèi, con passioni del tutto umane. Le Metamorfosi sono pervase da uno spirito sagace, irriverente e canzonatorio, che appare evidente soprattutto nel modo con cui il poeta tratta gli eroi del mito, quei protagonisti che hanno informato di sé componimenti epici di indiscussa fama e credito. In questo senso, uno degli elementi peculiari che caratterizza l’opera è il fenomeno di disgregazione della figura maschile nel momento in cui entra in contatto con la controparte femminile: un esempio è fornito dalla poco nobile prestazione dei virili partecipanti alla caccia calidonia, eclissati dal valore della fanciulla di Tegea, Atalanta. Ma ancor piú significativo è il sottile rovesciamento di ruoli che caratterizza la storia di Medea e Giasone: sebbene, in linea di principio, il titolo di eroe spetti all’Argonauta, la sua immagine è del tutto adombrata da quella della bella maga, senza l’aiuto della quale Giasone sarebbe risultato impotente. Quale ne sia la ragione, le storie ovidiane sono riuscite a imporsi nell’immaginario collettivo almeno a partire dal Rinascimen76 a r c h e o
to, se non addirittura dal Medioevo, allorché vengono tradotte, volgarizzate, commentate, reinterpretate, fatte oggetto di edizioni critiche, prese quale metro per spiegare la realtà contemporanea al di là di interpretazioni logico-razionali. Giove e Ganimede, gruppo in bronzo con finiture a bulino e patina bruna di Bartolomeo Ammannati. 1550 circa. Firenze, Museo Nazionale del Bargello.
«Ho ormai compiuto un’opera, che non potranno cancellare né l’ira di Giove, né il fuoco, né il ferro, né il tempo divoratore (…) il mio nome resterà indelebile. E dovunque si estende la potenza romana sulle terre domate, sarò letto dalla gente, e per tutti i secoli, grazie alla fama, se c’è qualcosa di vero nelle profezie dei poeti, vivrò»: cosí scriveva Ovidio a conclusione delle Metamorfosi. E il tempo gli ha dato ragione. La principale opera del poeta godette, almeno a partire dal XII secolo (periodo che addirittura vanta il titolo di aetas ovidiana), di una fortuna indiscussa, che attraversò indenne il Rinascimento, il Barocco, il Romanticismo per arrivare, superate le diverse tendenze del Novecento, fino ai nostri giorni.
IL RUOLO DEI LIBRI Il poema è stato di volta in volta letto, commentato, reinterpretato, preso quale fonte di ispirazione non solo dai poeti, ma anche dagli artisti che hanno tradotto in immagine quanto narrato dalla parola. Ma nei secoli iniziali, quelli che vanno dal XII sino al XVI secolo, la diffusione di Ovidio è stata possibile grazie a una particolare tipologia di oggetti: i libri. La caratteristica che accomuna tutta la produzione libraria è quella di affiancare, su di un unico supporto, la parola scritta all’immagine figurata, offrendo cosí la possibilità di istituire, attraver so un solo sguardo d’insieme, un gioco di confronti e rimandi tra il mondo della parola e la rappresentazione, sia essa una miniatura o una xilografia. Tra le pagine dei diversi codici i personaggi del mito prendono corpo: ora già completamente trasformati, come accade ad Atteone – raffigurato in forma di cervo nel codice Thott di Copenaghen, realizzato a Bruges negli anni Ottanta del XV secolo –, ora
LA MOSTRA La mostra «Ovidio. Amori, miti e altre storie» si sviluppa lungo tre linee fondamentali: il poeta e il suo tempo; il poeta e le arti figurative del suo tempo; il poeta e la sua influenza nel mondo moderno. Nella prima sala il visitatore incontra Ovidio, o, meglio, quello che di lui conosciamo: certo, la sua complessa vicenda umana, la sua spregiudicatezza nella gioventú, la sua piaggeria cortigiana negli anni dell’esilio non possono essere illustrati, ma il poeta è presente con le sue opere, tramandateci nei preziosi codici, spesso elegantemente miniati, e nelle prime edizioni a stampa, che hanno preservato quella poesia a cui aveva dedicato tutta la vita e a cui aveva affidato il suo riscatto. E immagini idealizzate del suo volto si trovano talvolta sui frontespizi, dove i miniatori lo hanno raffigurato intento alla scrittura dei suoi versi oppure nell’atto di mostrare con orgoglio la sua opera. Ma la vera protagonista della prima sala è la sua poesia, i suoi versi eterni che riecheggiano nell’installazione di un artista contemporaneo, Joseph Kosuth, che si è ispirato alle piú belle parole d’amore che Ovidio ha scritto e ne ha fatto delle immagini colorate (vedi foto qui sotto). Ed è l’amore il protagonista della seconda sala, quell’amore libertino che il poeta cantava e insegnava, incarnato dal sensuale corpo della Venere Callipigia (vedi foto a p. 69) e da alcune straordinarie scene erotiche che nulla lasciano all’immaginazione. Ma questa visione dell’amore come libero piacere della carne che non conosce limiti o confini, che il poeta propugnava con forza, lo aveva posto in aperta contrapposizione con il reggitore dell’impero, quell’Ottaviano che, divenuto Augusto, si era premurato di promulgare a piú riprese leggi per la moralizzazione dei costumi; e non si può parlare di Ovidio senza parlare Joseph Kosuth, Maxima Proposito (Ovidio) #25, neon colorato. 2017. Pescara, Collezione Donatelli.
di Augusto e della sua famiglia, perché è nella contrapposizione fra due visioni del mondo e del futuro di Roma che si consuma il destino del poeta ed è a questa contrapposizione che è dedicata la seconda parte della sala 2, dove, come in una galleria di famiglia troviamo i capostipiti, Augusto e Livia, interpreti della nuova morale, ma anche quelle Giulie, figlia e nipote del princeps, che parte non piccola ebbero nell’amaro destino del poeta, coinvolgendolo nella loro vita scapestrata e nella loro protesta contro il nuovo corso della storia. A tale colpa si aggiunsero i versi irridenti con cui il poeta tratteggiò un pantheon popolato di dèi meschini, bugiardi, vendicativi, portatori di tutti i difetti della debole umanità, senza i pregi di una grandezza di ideali e prospettive. Forte della sua agile penna e delle sue influenti amicizie, Ovidio arrivò a mettere alla berlina anche le divinità piú care al princeps, a partire da Venere, capostipite della gens Iulia, a cui Augusto apparteneva per adozione (vedi box a p. 69). Tuttavia, Ovidio riserva le parole piú dure ai due divini gemelli: Apollo sotto la cui protezione si era posto l’imperatore, e la sorella Diana, «splendidi ornamenti del cielo», come li chiama Orazio nel piú politico dei suoi carmi (Carmen saeculare 2), crudeli, vendicativi e incapaci di perdono per Ovidio. I racconti del poeta di Sulmona (Apollo e Dafne; Diana e Atteone; la strage dei Niobidi) riecheggiano nel repertorio iconografico coevo e attraverso la mediazione dei codici sono giunti alla grande stagione del Rinascimento. Non poteva sfuggire a questa demolizione delle immagini divine il padre degli dèi, l’onnipotente Giove, il signore del cielo, garante dell’ordine cosmico e protettore della città eterna, che nei poemi ovidiani è presentato come amante insaziabile, predatore sessuale, protagonista di abusi e stupri, capace di ogni sotterfugio, inganno, travestimento per possedere l’oggetto del suo momentaneo desiderio: cosí una selezione degli amori di Giove (Leda, Europa, Io) chiude la sezione dedicata allo scontro con Augusto, giocato sulla moralità e sulla religione. I racconti mitici di cui sono protagonisti i protettori di Roma ci accompagnano verso l’ultimo tema della mostra dedicato a rappresentare attraverso immagini che a r c h e o 77
SPECIALE • PONTI ROMANI
Alcántara (Spagna). Il ponte che scavalca il fiume Tago, costruito per volere dell’imperatore Traiano fra il 104 e il 106 d.C.
ACQUA, PONTI, CIVILTÀ SIN DALLA PREISTORIA, IL PASSAGGIO DEI CORSI D’ACQUA HA COSTITUITO UNA SFIDA ALL’INGEGNO TECNICO DELL’UOMO. FU IN EPOCA ROMANA, PERÒ – QUANDO LA QUALIFICA DI PONTIFEX, GIÀ TITOLO DI UNA DELLE MASSIME MAGISTRATURE D’ETÀ REPUBBLICANA, VENNE ASSEGNATA AGLI STESSI IMPERATORI – CHE L’ARTE DEL «PONTIFICARE» RAGGIUNSE VETTE ASSOLUTE… di Flavio Russo a r c h e o 81