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Archeo n. 395, Gennaio 2018

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2018 ANTENATI DI GÖBEKLI TEPE

ROMA

GLI SCAVI SOTTO LA RINASCENTE

TRAIANO RISCOPERTO

MISTERO DEL BISSO SPECIALE TRAIANO

Mens. Anno XXXIV n. 395 gennaio 2018 € 5,90 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.

SCAVI SOTTO LA RINASCENTE VAL DI NON

SPECIALE

VAL DI NON

UN ANTICO VILLAGGIO ALPINO SARDEGNA

LA LUNGA STORIA DEL BISSO RIVELAZIONI

QUANDO ROMA RINUNCIÒ ALLA GERMANIA

GÖBEKLI TEPE IL MISTERO DEGLI ANTENATI

www.archeo.it

IN EDICOLA IL 9 GENNAIO 2018

.it

M TR OS A TR IAN A O A ww RO w. a rc M he A o IN

ARCHEO 395 GENNAIO

€ 5,90


EDITORIALE

MESSAGGI DALL’ALDILÀ Dieci anni fa fummo i primi a presentare al pubblico italiano i risultati di quella che – ancora oggi e forse a maggior ragione – potremmo definire la scoperta del secolo: i monumentali circoli di pietra rinvenuti a Göbekli Tepe (la «collina panciuta») nelle campagne intorno alla città di Urfa, in Anatolia sud-orientale. L’impressionante teoria di pilastri scolpiti a forma di «T» e recanti raffigurazioni animali – scavati dall’archeologo tedesco Klaus Schmidt a partire dagli anni Novanta – fece subito breccia nell’immaginario occidentale, ancora reduce, forse, delle suggestioni esercitate da un’altra stele, quella protagonista del film di Stanley Kubrick 2001 Odissea nello Spazio, del 1968: un singolare caso di vera science fiction, rivolto, in questo caso, al passato. Similmente alla misteriosa intelligenza creativa della stele cinematografica, anche quella delle sculture riunite nei circoli di Göbekli Tepe stenta a rivelarsi nel suo significato piú profondo. È la sorte comune, si sa, a tutte le manifestazioni monumentali e artistiche della preistoria, inesorabilmente destinate a concedersi, unicamente, a suggestioni e ipotesi, difficili – se non impossibili – da verificare. Eppure, gli interrogativi circa la funzione di questi «primi templi» dell’umanità e del significato racchiuso nelle fantastiche (talvolta in senso letterario) decorazioni animali continuano a rappresentare la principale sfida per archeologi e storici delle religioni: nell’articolo di apertura di questo numero, riferiamo di recentissime indagini che aprono uno spiraglio su quello che – con termini convenzionali – chiamiamo il «contesto sociale, religioso e rituale» di questa comunità preistorica. A una seconda ricerca, eseguita su alcune particolari raffigurazioni incise sulle stele, possiamo qui solo accennare. Due archeologi della missione di Göbekli Tepe – Jens Notroff e Oliver Dietrich – sono partiti da un’osservazione a suo tempo fatta notare da Klaus Schmidt: ovvero che le immagini di gru, ripetutamente raffigurate sulle stele, sono tutte caratterizzate da una particolare incongruenza anatomica che riguarda le zampe degli uccelli, la cui curva – all’altezza del ginocchio – è simile a quella di una gamba umana; è piegata in avanti, mentre le zampe degli uccelli sono piegate all’indietro. Escludendo l’eventualità di un errore da parte dell’artista preistorico (tutti i tratti anatomici degli animali raffigurati sono resi con estrema accuratezza), Notroff e Dietrich ipotizzano la possibilità che le zampe delle gru fossero, effettivamente, umane, suggerendo cosí l’eventualità di un «travestimento» rituale. Gli antichi frequentatori del santuario di Göbekli Tepe, addobbati come uccelli e impegnati in rituali danze collettive, a imitazione delle danze di accoppiamento delle gru? È solo un’ipotesi. Ma potrebbe essere uno dei numerosi messaggi in codice tramandatici da quel mondo dell’aldilà che è la preistoria. Göbekli Tepe. Il pilastro 2, con, in basso, la raffigurazione di una gru e, nel riquadro, due gru scolpite sul pilastro 33.

Andreas M. Steiner


SOMMARIO EDITORIALE

Messaggi dall’aldilà

3

di Andreas M. Steiner

Attualità NOTIZIARIO

6

SCAVI Due sepolcri compresi nel gruppo delle Tombe dei Nobili, nei pressi di Luxor, svelano magnifiche pitture e iscrizioni 6

PAROLA D’ARCHEOLOGO Le indagini subacquee nel golfo di Napoli svelano i resti di un porto dell’antica Parthenope 24

SCAVI

Il racconto dell’acqua 54 di Marta Baumgartner, con un contributo di Nicoletta Saviane

INCONTRI Prende il via la IV edizione di «Luce sull’Archeologia», ciclo di conferenze organizzato al Teatro Argentina di Roma, che quest’anno indaga il rapporto fra Roma e il Mediterraneo 27

SCOPERTE A lungo venerata come immagine della Madonna, una statuetta conservata a Villasimius è invece la prima attestazione del culto di Igea in Sardegna 14

DALLA STAMPA INTERNAZIONALE

A TUTTO CAMPO Il riesame della documentazione di scavo, condotto con l’ausilio delle nuove tecnologie, ridisegna la fisionomia di Sala/Chellah 20

SCOPERTE

Nella sostanziale indifferenza, la città-stato cananea di Tell es-Sakan, presso Gaza, è stata quasi interamente distrutta 32

Göbekli Tepe e il mistero dei crani sospesi di Massimo Vidale

54 SCAVI

38

Storie di un villaggio alpino

66

di Lorenza Endrizzi In copertina ritratto dell’imperatore Traiano. 98-117 d.C. Roma, Musei Capitolini.

Anno XXXIV, n. 395 - gennaio 2018 Registrazione al tribunale di Milano n. 255 del 07.04.1990

Direttore responsabile: Andreas M. Steiner a.m.steiner@mywaymedia.it Realizzazione editoriale: Timeline Publishing S.r.l. Via Calabria, 32 – 00187 Roma tel. 06 86932068 – e-mail: info@timelinepublishing.it Redazione: Stefano Mammini s.mammini@timelinepublishing.it Lorella Cecilia (ricerca iconografica) l.cecilia@timelinepublishing.it Impaginazione: Davide Tesei Amministrazione: Roberto Sperti

amministrazione@timelinepublishing.it

Comitato Scientifico Internazionale

Richard E. Adams, Maxwell L. Anderson, Bernard Andreae, John Boardman, Larissa Bonfante, Mounir Bouchenaki, Yves Coppens, Wim van Es, M’Hamed Fantar, Otto H. Frey, Louis Godart, Friedrich W. von Hase, Thomas R. Hester, Donald C. Johanson, Vassos Karageorghis, Venceslas Kruta, Richard E. Leakey, Henry de Lumley, Javier Nieto, Patrice Pomey, Paul J. Riis, Conrad M. Stibbe

Comitato Scientifico Italiano

Enrico Acquaro, Ermanno A. Arslan, Andrea Augenti, Sandro F. Bondí, Francesco Buranelli, Carlo Casi, Francesca Ceci, Francesco D’Andria, Giuseppe M. Della Fina, Paolo Delogu, Francesca Ghedini, Piero Alfredo Gianfrotta, Pier Giovanni Guzzo, Eugenio La Rocca, Daniele Manacorda, Danilo Mazzoleni, Cristiana Morigi Govi, Lorenzo Nigro, Sergio Pernigotti, Marcello Piperno, Claudio Saporetti, Giovanni Scichilone, Paolo Sommella, Romolo A. Staccioli, Giovanni Verardi, Massimo Vidale

Hanno collaborato a questo numero: Marta Baumgartner è funzionario archeologo presso la Soprintendenza speciale archeologia, belle arti e paesaggio di Roma. Luciano Calenda è consigliere del CIFT, Centro Italiano Filatelia Tematica. Stefano Camporeale è professore associato di archeologia classica all’Università di Siena. Francesca Ceci è archeologa presso la Direzione dei Musei Capitolini di Roma. Francesco Colotta è giornalista. Lorenza Endrizzi è funzionario dell’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento. Catia Fauci è responsabile del progetto «Luce sull’Archeologia» del Teatro Argentina di Roma. Giampiero Galasso è archeologo e giornalista. Alessandra La Fragola è archeologa e storica. Paolo Leonini è giornalista e storico dell’arte. Daniele Manacorda è docente ordinario di metodologie della ricerca archeologica all’Università di Roma Tre. Alessandro Mandolesi si occupa di comunicazione archeologica per conto del Parco Archeologico di Pompei. Flavia Marimpietri è archeologa e giornalista. Maria Milvia Morciano è archeologia. Rossella Pansini è archeologa. Claudio Parisi Presicce è Sovrintendente capitolino ai Beni Culturali. Nicoletta Saviane è archeologa. Romolo A. Staccioli è stato professore di etruscologia e antichità italiche presso «Sapienza» Università di Roma. Simona Sterpa è archeologa. Lucrezia Ungaro è responsabile della Direzione Musei-Servizio I della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Massimo Vidale è professore di archeologia delle produzioni all’Università degli Studi di Padova. Illustrazioni e immagini: Cortesia Ufficio Stampa della mostra «Traiano. Costruire l’Impero, creare l’Europa»: copertina (e p. 84) e pp. 82/83, 85, 88-99, 101 – Doc. red.: pp. 3, 29, 42/43, 46-53, 59, 77, 79, 80 (basso), 81, 102 (basso), 103 – Getty Images: AFP Photo/Stringer: pp. 6-8 – Cortesia Soprintendenza ABAP per le province di Brindisi, Lecce e Taranto: p. 10 – Cortesia degli autori: pp. 12-13, 16 (destra), 24-25, 110, 111 (centro) – Cortesia Parco Archeologico di Pompei: pp. 14-15 – Giuseppe Carzedda: disegni alle pp. 16, 17, 18 – Museo Civico Archeologico di Villasimius: p. 16 (centro) – Archivi del Centre Camille Jullian, Aix-en-Provence: p. 20 – Rossella Pansini: p. 21 – Cortesia Ufficio Stampa: pp. 26 – Cortesia Teatro Argentina, Roma: pp. 27, 28 – AP Photo: pp. 32-33 – Cortesia Deutsches Archäologisches Institut, Berlino: pp. 38-41, 42 (alto), 43 (alto), 44/45 – Cortesia Soprintendenza speciale archeologia, belle arti e paesaggio di Roma: pp. 54, 56/57, 58, 60-61; Mario e Tommaso Letizia: pp. 55, 64; Studio Katatexilux: pp. 57, 62-63 – Cortesia Archivio Soprintendenza per i Beni culturali della Provincia autonoma di Trento: pp. 66, 67 (alto), 68, 70-75 – Cortesia Archivio ApT Val di Non: p. 69 – Luigi Garavaglia: pp. 76/77 – ANSA: p. 78 – Mondadori Portfolio: AKG Images: pp. 80 (alto), 106, 107, 109, 111 (alto); AGE: p. 108 – Studio Inklink, Firenze: p. 100 (basso) – Shutterstock: pp. 102 (alto), 104 – Cippigraphix: cartine e rielaborazioni grafiche alle pp. 51, 67, 86/87, 106. Riguardo alle illustrazioni, la redazione si è curata della relativa autorizzazione degli aventi diritto. Nel caso che questi siano stati irreperibili, si resta comunque a disposizione per regolare eventuali spettanze.


MISTERI

Come fili d’oro dal mare

76

di Maria Milvia Morciano

82

76

SPECIALE

Traiano e la costruzione dell’impero

Rubriche IL MESTIERE DELL’ARCHEOLOGO

Le vite degli altri

82

testi di Claudio Parisi Presicce e Lucrezia Ungaro

102

di Daniele Manacorda

QUANDO L’ANTICA ROMA...

...rinunciò alla Germania 106

LIBRI

112

di Romolo A. Staccioli

L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA

102

Piú forte della ragione

Editore: My Way Media S.r.l. Direttore generale: Andrea Ferdeghini Coordinatore editoriale: Alessandra Villa Pubblicità Rita Cusani e-mail: cusanimedia@gmail.com tel. 335 8437534 Direzione, sede legale e operativa Via Gustavo Fara 35 - 20124 Milano tel. 02 00696.352 Distribuzione in Italia Press-di - Distribuzione, Stampa e Multimedia Via Mondadori, 1 - 20090 Segrate (MI) Stampa: NIIAG Spa - Via Zanica, 92 - 24126 Bergamo Abbonamenti: Direct Channel srl - Via Pindaro, 17 - 20128 Milano Per abbonarsi con un click: www.miabbono.com Per informazioni, problemi di ricezione della rivista contattare: E-mail: abbonamenti@directchannel.it Telefono: 02 211 195 91 [lun-ven, 9,00/18,00] Posta: Miabbono.com c/o Direct Channel Srl - Via Pindaro, 17 - 20128 Milano Arretrati Per richiedere i numeri arretrati: Telefono: 045 8884400 E-mail: collez@mondadori.it Fax: 045 8884378 Posta: Press-di Servizio Collezionisti casella postale 1879, 20101 Milano

110

di Francesca Ceci

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SCOPERTE • GÖBEKLI TEPE

Un momento di archeologia sperimentale in cui un cranio artificiale viene inciso con un frammento di selce, per ricreare un effetto analogo alle evidenze archeologiche rinvenute sui teschi umani di Göbekli Tepe. 38 a r c h e o


GÖBEKLI TEPE E IL

MISTERO DEI

CRANI INCISI

IL SITO NEI PRESSI DELLA CITTÀ TURCA DI URFA, GIÀ NOTO PER I SUOI TEMPLI, CONSIDERATI COME I «PIÚ ANTICHI DEL MONDO», RIVELA NUOVE E AFFASCINANTI TESTIMONIANZE LASCIATE DALLE COMUNITÀ CHE LO FREQUENTARONO. MA QUALE POTEVA ESSERE IL SIGNIFICATO DI QUELLE «TESTE»? di Massimo Vidale

G

li enigmatici recinti megalitici di Göbekli Tepe (10 500-9500 a.C.), oggi da molti considerati «i primi templi dell’umanità» – come amò battezzarli il loro scopritore, l’archeologo tedesco Klaus Schmidt – non hanno smesso di rivelare i loro oscuri segreti. Julia Gresky, antropologa dell’Istituto Archeologico Tedesco a Berlino ha da poco annunciato una scoperta che può apparire di ridotta entità, se vista all’ombra delle masse scolpite dei pilastri a forma di «T», delle sculture di bestie e uomini, delle grandi vasche cuppellate ricavate da enormi massi; ma che ha invece conseguenze straordinarie sull’interpretazione archeologica dei monumenti. Si tratta di un gruppo di frammenti trovati in due diverse trincee di scavo, che in origine appartenevano a tre diversi crani umani di individui adulti, intenzionalmente modificati a r c h e o 39


SCOPERTE • ROMA

IL RACCONTO DELL’ACQUA LA RICONVERSIONE DI UN PALAZZO SITUATO NEL CUORE DI ROMA, A POCHI PASSI DALLA FONTANA DI TREVI, HA OFFERTO L’OCCASIONE PER ESEGUIRE UN’AMPIA E APPROFONDITA INDAGINE ARCHEOLOGICA. GLI SCAVI HANNO RIVELATO UN PALINSESTO RICCHISSIMO, NEL QUALE SONO EMERSI TRATTI DI DUE MAESTOSI ACQUEDOTTI, UN SEGMENTO DELLA VIA SALARIA AFFIANCATO DA SEPOLCRI, UNA LUSSUOSA RESIDENZA, NONCHÉ UN RAFFINATO IMPIANTO TERMALE di Marta Baumgartner 54 a r c h e o


Le immagini che corredano l’articolo documentano le indagini archeologiche eseguite a Roma, in occasione della riconversione di un immobile situato fra via del Tritone e via Due Macelli, per la creazione di un nuovo store Rinascente. A sinistra: frammento di rilievo in marmo con figura femminile arcaizzante. Fine del I sec. a.C. Nella pagina accanto: le arcate dell’acquedotto Vergine oggi visibili al piano seminterrato dello store Rinascente.

L’

isolato compreso tra via del Tritone e via Due Macelli, nel centro di Roma (siamo a poca distanza dalla Fontana di Trevi, n.d.r.), è stato oggetto di una grande operazione di scavo archeologico in occasione dei lavori per la riconversione funzionale di un complesso edilizio da adibire alla nuova sede di Rinascente. L’indagine ha interessato un’area di 4000 mq circa e ha portato risultati eccezionali, come la scoperta di un tratto di acquedotto Vergine, l’impianto che Agrippa, genero di Augusto, fece costruire tra il 25 e il 19 a.C. per alimentare le prime terme pubbliche di Roma nel Campo Marzio. Lo scavo ha inoltre riportato alla

luce parte di un secondo acquedotto, di poco precedente al Vergine e fino a oggi ignoto, e un intero quartiere della città antica di cui sono state individuate le fasi di frequentazione a partire dal I secolo a.C.

I PRIMI RITROVAMENTI Alcune preesistenze archeologiche erano state viste già negli anni Cinquanta del secolo scorso, quando furono demoliti i palazzi del XVIIXIX secolo per costruire un nuovo complesso edilizio. Le strutture di epoca romana vennero allora demolite per creare un piano interrato e fu possibile documentare solo una minima parte dei rinvenimenti. Cosicché, nel 2010, quando sono ini-

ziate le nuove ricerche, nessun elemento poteva far immaginare che al di sotto della quota raggiunta negli anni Cinquanta si conservasse ancora un intero settore urbano. Le prime indagini miravano a verificare l’esistenza e lo stato di conservazione dell’acquedotto Vergine, il cui percorso, ampiamente noto, costituisce il limite settentrionale del lotto di proprietà Rinascente. In seguito, tramite carotaggi e trincee ubicate in corrispondenza dei primi rinvenimenti, si è iniziato a comprendere l’entità e la densità delle consistenze archeologiche in tutta l’area, nonostante gli ostacoli posti alle indagini dalla tenuta delle fondazioni dell’edificio e dalla presenza dell’acqua di falda. La ricostruzione del paesaggio naturale che precedeva l’urbanizzazione è stata elaborata tramite lo studio dei risultati dei carotaggi. L’area è caratterizzata dalla presenza di una propaggine della collina del Pincio, che digrada verso due incisioni vallive: nella parte meridionale, si apriva la valle Sallustiana, una piana ricca di sorgenti compresa tra Pincio e Quirinale e pressoché coincidente con l’attuale via del Tritone, dove scorreva un piccolo fiume dea r c h e o 55


MISTERI • BISSO

FILI D’ORO MARE

COME DAL

NELL’ISOLA DI SANT’ANTIOCO SI PRODUCONO, ANCORA OGGI, PREZIOSI TESSUTI DI BISSO, IL FILAMENTO RICAVATO DAL PIÚ GRANDE MOLLUSCO DEL MEDITERRANEO, LA PINNA NOBILIS. RINNOVANDO COSÍ UNA TRADIZIONE ANTICHISSIMA, MA DALLE ORIGINI MISTERIOSE di Maria Milvia Morciano

Un gomitolo grezzo di bisso marino, che si ricava dai filamenti secreti dalla pinna nobilis, il piú grande mollusco del Mediterraneo, noto anche come nacchera. 76 a r c h e o


S

ant’Antioco è una piccola isola a sud-ovest della Sardegna. Qui vive Chiara Vigo, una donna che dimostra come mito e storia possano ancora sopravvivere e materializzarsi nelle trame sottili e fantastiche del bisso marino, la fibra ricavata dal piú grande bivalve del Mediterraneo, la pinna nobilis, detta anche nacchera. Il mollusco secerne filamenti serici, lunghi dai 10 ai 20 cm, Chiara Vigo, depositaria dell’arte del bisso, davanti alle acque dell’isola di Sant’Antioco, in Sardegna.

che gli servono per ancorarsi al fondo marino e resistere alle correnti. Questa conchiglia è oggi specie protetta e la sua tutela è regolata da leggi molto severe. In passato era diffusa in tutto il Mediterraneo e testimonianze consistenti della sua presenza e quindi della raccolta e lavorazione dei suoi filamenti sono attestate in mo-

do particolare in Puglia, Sicilia e Sardegna, ma dichiarate esaurite già sullo scorcio del secolo scorso, come arte completamente estinta. Cosí non è: Chiara Vigo è la piú conosciuta tra i maestri di Sant’Antioco e pratica un’arte corale e antichissima, che nella sua isola si è miracolosamente conservata non come un fossi-

le, ma come espressione viva e presente di una grande civiltà mai morta. La leggenda che vede la fatale Berenice, figlia di Agrippa I, re di Giudea, e amante dell’imperatore Tito – e poi eroina di molte celebri tragedie e opere barocche – venire esule nell’isola di Sant’Antioco e insegnare a tessere il bisso è priva di a r c h e o 77


TRAIANO E LA COSTRUZIONE DELL’IMPERO NEI BELLISSIMI AMBIENTI DEI MERCATI DI TRAIANO A ROMA, UNA MOSTRA MOLTO PARTICOLARE RICORDA IL GRANDE IMPERATORE, A 1900 ANNI DALLA MORTE. UN SUGGESTIVO ALLESTIMENTO, SCANDITO DA CAPOLAVORI D’ARTE, MODELLI RICOSTRUTTIVI E INSTALLAZIONI MULTIMEDIALI, RIPERCORRE LA STRAORDINARIA PARABOLA DEL PRINCIPE VENUTO DALLA SPAGNA, RACCONTANDONE LE VICENDE DI GUERRA E DI PACE. E NE METTE IN LUCE LE MOLTE, E SPESSO SORPRENDENTI, AFFINITÀ CON L’ETÀ CONTEMPORANEA con testi di Claudio Parisi Presicce e Lucrezia Ungaro 82 a r c h e o

Roma, Museo dei Fori Imperiali. Particolare di uno degli allestimenti della mostra «Traiano. Costruire l’impero, creare l’Europa». In primo piano, il calco di un rilievo della Colonna Traiana (1861-1862).


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Archeo n. 395, Gennaio 2018 by Archeo - Issuu