GERICO MUSEO DI AOSTA LONGOBARDI A PAVIA
AOSTA
IL NUOVO MUSEO ARCHEOLOGICO PAVIA
I LONGOBARDI IN MOSTRA PAESTUM
TORMENTA NAVALIA/3 SPECIALE VIAGGIO IN TOSCANA
Mens. Anno XXXIII n. 392 ottobre 2017 € 5,90 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.
LA XX BORSA MEDITERRANEA DEL TURISMO ARCHEOLOGICO
SPECIALE VOLTERRA
MAGIE TOSCANE
VIAGGIO ALLA SCOPERTA DEI TESORI NASCOSTI
www.archeo.it
.it
2017
5000 ANNI FA L’INVENZIONE DEL LUSSO
IN EDICOLA I L 7 OTTOBRE 2017
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ARCHEO 392 OTTOBRE
GERICO
€ 5,90
EDITORIALE
DA VOLTERRA A PAESTUM Dobbiamo confessare un piccolo insuccesso redazionale. Volevamo, infatti, dedicare la copertina all’oggetto riprodotto qui accanto. L’avrebbe davvero meritato. Abbiamo provato, per diverse ore, ma senza ottenere alcun risultato accettabile. Comunque la si metteva, la filiforme figura risultava irriconoscibile, pressoché invisibile. Alla fine, il grafico ha gettato… il mouse, ripiegando sull’immagine della bellissima pieve di S. Giovanni Battista, una delle tappe dell’itinerario toscano che proponiamo nel nostro speciale (vedi alle pp. 74-104). Ma torniamo alla snella silhouette di questa pagina. Molti dei lettori la conosceranno: è l’Ombra della Sera, uno dei capolavori dell’arte etrusca, conservato al Museo Etrusco Guarnacci di Volterra (la poetica denominazione sembra risalire a Gabriele D’Annunzio, che dalle «torri fulve e bige» della città toscana aveva tratto ispirazione per un suo celebre romanzo). Si tratta di una statuetta in bronzo, alta 57,4 cm, raffigurante un offerente, con le braccia distese lungo il corpo nudo, il sesso sporgente, i piedi uniti. Il volto è quello di un giovinetto, munito di un folto ciuffo di capelli con una scriminatura sul lato sinistro. Risale alla fine del III secolo a.C., al periodo ellenistico dell’arte etrusca. L’Ombra non è l’unica figurina del tipo cosí esageratamente allungato (vi sono anche l’Aruspice, conservato al Museo di Villa Giulia di Roma, o la dea proveniente dal santuario di Diana Nemorense, esposta al Museo del Louvre di Parigi) ma è, certamente, la piú celebre, destinata ad alimentare – con quella sua espressione enigmatica – l’eterno fascino del «mistero etrusco». Scoperta a Volterra, la statua entrò a far parte della collezione di Filippo Buonarroti, pronipote di Michelangelo. Nel 1737, l’erudito fiorentino Anton Francesco Gori la inserí nella sua opera Museum Etruscum. In seguito venne acquistata da Mario Guarnacci, il religioso appassionato e collezionista di antichità, che, nel 1761, la donò, insieme a tutta la sua raccolta, alla citta di Volterra. Nel 2014, studiosi dell’Istituto di Fisica applicata del CNR di Firenze hanno sottoposto l’Ombra alla verifica dei raggi laser, fugando cosí ogni dubbio sulla sua autenticità. Da qualche settimana, infine, è esposta in un nuovo allestimento, all’interno di una teca di vetro nella stanza 22 del Museo volterrano, interamente dedicata a lei. In attesa della vostra visita. Spostiamoci ora dalle colline della Toscana, per approdare, qualche centinaio di chilometri piú a sud, nella piana di Paestum. Qui, sotto lo sguardo severo dei maestosi santuari magno-greci, si svolgerà dal 26 al 29 di questo mese, la ventesima edizione della BMTA, la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico. Sin dall’inizio, dapprima come osservatore e poi sempre piú attivamente, la nostra rivista ha partecipato alla realizzazione di questo fondamentale appuntamento internazionale. Alle pagine 18-19 abbiamo raccolto, in occasione di questo importante anniversario, le considerazioni dell’ideatore e direttore della Borsa, Ugo Picarelli. Insieme vi invitiamo a raggiungerci nell’antica Poseidonia, dove, per quattro intense giornate, potrete incontrare l’archeologia di tutto il mondo. Andreas M. Steiner Bronzetto etrusco che raffigura un giovane e noto come Ombra della Sera, da Volterra. Decenni finali del III sec. a.C. Volterra, Museo Etrusco Guarnacci.
SOMMARIO EDITORIALE
Da Volterra a Paestum
3
di Andreas M. Steiner
Attualità NOTIZIARIO
6
PAROLA D’ARCHEOLOGO La Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum compie vent’anni: il suo fondatore, Ugo Picarelli, ne ripercorre la storia 18
SCAVI Un intervento di archeologia preventiva presso Vienne, sul Rodano, svela i resti di quella che è stata subito definita la «piccola Pompei» di Francia 6
MOSTRE Dall’Altai la conferma: oltre a Sapiens e Neandertal, c’è un terzo uomo fra i nostri antenati 20
ALL’OMBRA DEL VULCANO I tesori delle lussuose case comprese nell’Insula Occidentalis di Pompei sono protagonisti di una nuova esposizione 10
di Valentina Di Napoli
DA ATENE
Largo ai sentimenti
Quando Gerico si dava il belletto...
36
Nel labirinto della storia
48
di Francesca Chiocci, Gaetano De Gattis, Simona Oliveti e Maria Cristina Ronc
48 MOSTRE
SCOPERTE
di Lorenzo Nigro
SCAVI Le ultime ricerche in Pakistan del Progetto ACT confermano il racconto di Quinto Curzio Rufo sulle pratiche sepolcrali dei soldati di Alessandro Magno 12
30
MUSEI
36
I Longobardi rivisitati
60
di Andreas M. Steiner
60
In copertina Sillano, Pomarance (Pisa). I resti della pieve di S. Giovanni Battista. X sec.
Anno XXXIII, n. 392 - ottobre 2017 Registrazione al tribunale di Milano n. 255 del 07.04.1990
Direttore responsabile: Andreas M. Steiner a.m.steiner@mywaymedia.it Realizzazione editoriale: Timeline Publishing S.r.l. Piazza Sallustio, 24 – 00187 Roma Redazione: Stefano Mammini stefano.mammini@mywaymedia.it Lorella Cecilia (ricerca iconografica) lorella.cecilia@mywaymedia.it Impaginazione: Davide Tesei Amministrazione: Roberto Sperti
amministrazione@timelinepublishing.it
Comitato Scientifico Internazionale
Richard E. Adams, Maxwell L. Anderson, Bernard Andreae, John Boardman, Larissa Bonfante, Mounir Bouchenaki, Yves Coppens, Wim van Es, M’Hamed Fantar, Otto H. Frey, Louis Godart, Friedrich W. von Hase, Thomas R. Hester, Donald C. Johanson, Vassos Karageorghis, Venceslas Kruta, Richard E. Leakey, Henry de Lumley, Javier Nieto, Patrice Pomey, Paul J. Riis, Conrad M. Stibbe
Comitato Scientifico Italiano
Enrico Acquaro, Ermanno A. Arslan, Andrea Augenti, Sandro F. Bondí, Francesco Buranelli, Carlo Casi, Francesca Ceci, Francesco D’Andria, Giuseppe M. Della Fina, Paolo Delogu, Francesca Ghedini, Piero Alfredo Gianfrotta, Pier Giovanni Guzzo, Eugenio La Rocca, Daniele Manacorda, Danilo Mazzoleni, Cristiana Morigi Govi, Lorenzo Nigro, Sergio Pernigotti, Marcello Piperno, Claudio Saporetti, Giovanni Scichilone, Paolo Sommella, Romolo A. Staccioli, Giovanni Verardi, Massimo Vidale
Hanno collaborato a questo numero: Giacomo Baldini è curatore scientifico del Museo Archeologico «Ranuccio Bianchi Bandinelli» di Colle di Val d’Elsa. Lorenzo Benini è co-fondatore del Trust di scopo Sostratos. Maria Bernabò Brea è presidente dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria. Fabrizio Burchianti è direttore del Museo Etrusco Guarnacci di Volterra. Luciano Calenda è consigliere del CIFT, Centro Italiano Filatelia Tematica. Francesca Ceci è archeologa presso la Direzione dei Musei Capitolini di Roma. Francesca Chiocci è curatrice della mostra «Labirinti di memorie». Francesco Colotta è giornalista. Gaetano De Gattis è dirigente della Struttura patrimonio archeologico del Dipartimento Soprintendenza per i beni e le attività culturali della Regione autonoma Valle d’Aosta. Andrea De Pascale è conservatore del Museo Archeologico del Finale (Istituto Internazionale di Studi Liguri). Valentina Di Napoli è archeologa. Anna Maria Esposito è stata funzionario archeologo della Soprintendenza Archeologia della Toscana. Pierluigi Giroldini è funzionario archeologo della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo. Paolo Leonini è giornalista e storico dell’arte. Alessandro Mandolesi si occupa di comunicazione archeologica per conto del Parco Archeologico di Pompei. Flavia Marimpietri è archeologa e giornalista. Lorenzo Nigro è professore di archeologia fenicio-punica e di archeologia orientale presso «Sapienza» Università di Roma. Simona Oliveti è curatrice della mostra «Labirinti di memorie». Anna Revedin è Direttore dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria. Maria Cristina Ronc è responsabile scientifica del MAR-Museo Archeologico Regionale di Aosta e curatrice della mostra «Labirinti di memorie». Flavio Russo è ingegnere, storico e scrittore, collabora con l’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito. Elena Sorge è funzionaria archeologa della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno. Romolo A. Staccioli è stato professore di etruscologia e antichità italiche presso «Sapienza» Università di Roma. Mara Sternini è professore associato di archeologia classica all’Università degli Studi di Siena. Illustrazioni e immagini: Mimmo Frassineti: copertina (e pp. 74/75) e pp. 76, 78-79, 81, 84, 84/85, 87-89, 91, 92 (basso), 94 (alto), 95, 98, 99 (sinistra) – Cortesia Museo Etrusco Guarnacci, Volterra: Damiano Dainelli: p. 3 – Cortesia Archeodunum: pp. 6-8 – Cortesia Parco Archeologico di Pompei: pp. 10-11 – Cortesia Progetto ACT: p. 12 – Giovanni Dall’Orto: p. 14 – Museo de Zaragoza, Saragozza: p. 15 – Archivio Fotografico Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, Firenze: p. 16 – Cortesia Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, Paestum: pp. 18-19 – Cortesia Ufficio Stampa RMN-Grand Palais: Mikael V. Shunkov, direttore dell’Istituto di archeologia ed etnografia, sezione siberiana, dell’Accademia delle Scienze di Russia: pp. 20 (sinistra), 21 (alto, a destra); Bence Viola, Universita di Toronto: p. 20 (destra), 21 (centro); Sergueï I. Zelenkï/ Istituto di archeologia ed etnografia, sezione siberiana, dell’Accademia delle Scienze di Russia: p.
ARCHEOTECNOLOGIA Le sentinelle dei fiumi
68
di Flavio Russo
74
SPECIALE Magie toscane
74
testi di Giacomo Baldini, Lorenzo Benini, Fabrizio Burchianti, Anna Maria Esposito, Pierluigi Giroldini ed Elena Sorge
106 68 Rubriche QUANDO L’ANTICA ROMA...
...ospitò l’apostolo Paolo in «libertà vigilata» 106 di Romolo A. Staccioli 21 (alto, a sinistra) – Ufficio Stampa Museo dell’Acropoli, Atene: pp. 30, 31 (basso); Giorgos Vitsaropoulos: p. 31 (alto) – Cortesia Missione Archeologica Italiana a Gerico dell’Università «Sapienza» (Roma): pp. 36-37, 38 (basso), 39-45 – Jacques Descloitres, MODIS Rapid Response Team, NASA/GSFC: p. 38 (alto) – Cortesia Archivio fotografico dei beni archeologici, Aosta: pp. 48-58 – Cortesia Ufficio Stampa mostra «Longobardi. Un popolo che cambia la storia»: pp. 60-67 – Bridgeman Images: pp. 68/69 – Museum für Antike Schiffahrt, Magonza: pp. 70-71, 72 (basso) – Flavio Russo: ricostruzioni grafiche a p. 72 – Giacomo Baldini: pp. 82 (alto), 83 (basso, a destra) – Studio Lensini, Siena: p. 82 (basso), 83 (alto) – Bruno Bruchi: p. 83 (basso, a sinistra) – Società Archeologica della Valdelsa, Casole d’Elsa: p. 86 – Shutterstock: pp. 90/91, 94 (basso) – Cortesia degli autori: pp. 92 (centro), 93, 96-97, 100-104, 110-111 – Doc. red.: pp. 99 (destra), 108 – Mondadori Portfolio: p. 106 – Cippigraphix: cartine e rielaborazioni grafiche alle pp. 77, 107. Riguardo alle illustrazioni, la redazione si è curata della relativa autorizzazione degli aventi diritto. Nel caso che questi siano stati irreperibili, si resta comunque a disposizione per regolare eventuali spettanze.
Editore: My Way Media S.r.l. Direttore generale: Andrea Ferdeghini Coordinatore editoriale: Alessandra Villa Concessionaria per la pubblicità extra settore: Lapis Srl Viale Monte Nero, 56 - 20135 Milano tel. 02 56567415 - 02 36741429 e-mail: info@lapisadv.it Pubblicità di settore: Rita Cusani e-mail: cusanimedia@gmail.com tel. 335 8437534 Direzione, sede legale e operativa Via Gustavo Fara 35 - 20124 Milano tel. 02 00696.352
L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA Uccisore di giganti
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di Francesca Ceci
LIBRI
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SCOPERTE • GERICO
QUANDO GERICO SI DAVA IL
BELLETTO...
GIÀ 5000 ANNI FA, UNA VIA CAROVANIERA GARANTIVA INTENSI SCAMBI COMMERCIALI TRA L’EGITTO E I PRIMI INSEDIAMENTI URBANI NELLA VALLE DEL GIORDANO. LO DIMOSTRA UNA RECENTISSIMA SCOPERTA EFFETTUATA DALLA MISSIONE ITALO-PALESTINESE NEL LEGGENDARIO SITO DI TELL ES-SULTAN di Lorenzo Nigro
L
a nascita della città nel Levante meridionale, in Palestina e Transgiordania, tra la fine del IV e il III millennio a.C. è un fenomeno storico che, sebbene definito «secondario» (sia in termini spaziali che cronologici), è ugualmente affascinante e complesso. Esso rivela, infatti, capacità di adattamento all’ambiente e di organizzazione sociale diverse rispetto a quelle note per le grandi coeve civiltà dell’Egitto e della Mesopotamia, ma anche rispetto ai percorsi altrettanto straordinari dei Paesi ad agricoltura non irrigua, come la Siria e l’Anatolia. Sulle due pagine: veduta generale, ripresa da nord-est, delle abitazioni e della strada portate alla luce nel quartiere settentrionale di Tell es-Sultan/anticaGerico. La collina su cui sorse l’insediamento si trova 8 km a nord del Mar Morto, a 250 m circa sotto il livello del mare. In basso: conchiglie della specie Chambardia rubens, rinvenute dalla missione italo-palestinese nel corso della campagna di scavi 2017.
a r c h e o 37
MOSTRE • PAVIA
vasori germanici che li avevano preceduti (i Goti di Teodorico) e, poi, seguiti (i Franchi di Carlo Magno), ha da sempre suscitato alcuni interrogativi storici «esclusivi»: furono i Longobardi a spezzare l’unità politico-amministrativa della nostra Penisola costruita da Augusto mezzo millennio prima, determinando cosí una storia di divisioni e frammentazioni che avrebbe portato l’Italia a essere, nei secoli successivi, terra di conquista da parte di altre potenze nazionali? E fu davvero la loro venuta a scatenare una catena di effetti squilibranti nella società italiana dell’epoca, tali da configurarsi addirittura come una «grande occasione
Orecchino aureo «a tamburo» o «a disco» con decorazione cloisonné e pendente cruciforme. VII sec. Napoli, Museo Archeologico Nazionale. 62 a r c h e o
La migrazione longobarda Verosimilmente originari della Scandinavia meridionale e stanziatisi nell’area del basso Elba (oggi Germania settentrionale), i Longobardi giunsero in Italia dopo una lunga migrazione attraverso l’Europa orientale e la Pannonia (l’odierna Ungheria).
mancata affinché l’Italia potesse rifondare su nuove basi la propr ia unità politica»? Nel corso degli ultimi quarant’anni – forse per affinare le risposte sollecitate da quegli interrogativi – un’attenzione altrettanto «esclusiva» è stata riservata agli eventi espositivi dedicati ai Longobardi: una prima mostra si è tenuta a Milano nel 1978, seguita dall’esposizione tenuta a Cividale del Friuli e a Villa Manin di Passariano nel 1990 (incentrata sulla lettura dei contesti
archeologici, soprattutto quelli funerari), da quella di Brescia del 2000 (volta a indagare l’ultima stagione del regno longobardo e il passaggio alla nuova era carolingia) e da quella torinese del 2008 (che collocava il fenomeno Longobardi nel piú ampio contesto degli stanziamenti barbarici in Occidente).
NELLE SCUDERIE DEL CASTELLO In questi giorni, infine, un’affascinante mostra «longobarda», curata da Gian Pietro Brogiolo e Federico Marazzi, è allestita nelle scuderie del Castello Visconteo di Pavia. Ma qual è la cifra specifica di questa quinta
La progressione della conquista longobarda L’espansione dei tre nuclei nei quali si articolò la presenza del popolo germanico: Langobardia maior, ducato di Spoleto e ducato di Benevento.
esposizione longobarda (alla quale, come vedremo, se ne aggiungerà, a strettissimo giro, una sesta)? «Raccontare l’Italia longobarda nel 2017 – spiega Ugo Soragni, Direttore Generale ai Musei – impone inevitabilmente un confronto con la contemporaneità, spinge a indagare le vicende di un popolo che ha cambiato la storia, ponendosi in una dimensione piú ampia nella riflessione sui grandi cambiamenti che stanno modificando l’Europa di oggi e il suo rapporto con l’area mediterranea. Gli ultimi anni hanno segnato un’importante stagione di ricerche sull’Italia longobarda, con l’acquisizione di un corposo quadro di nuovi dati che hanno nutrito un vivace dibattito storiografico incentrato sul concetto di identità etnica».
UNA QUESTIONE DIBATTUTA «La dialettica sull’etnicità dei popoli barbarici, l’interpretazione sulla stagione che portò queste popolazioni a spostarsi verso le province romane e il giudizio sull’impatto di questo fenomeno in relazione alla fine dell’Impero romano, dividono gli storici da centinaia di anni.
In alto: fibula a «S» in argento dorato e pietre almandine, dalla necropoli di San Giovanni a Cella. 600 circa. Cividale del Friuli, Museo Archeologico Nazionale.
Fibbia di cintura gota in argento dorato e niellato, almandini, vetro bianco e verde, da Torre del Mangano. Fine del V sec. Pavia, Musei Civici. a r c h e o 63
MAGIE TOSCANE CON QUESTO SPECIALE VI PORTIAMO ALLA SCOPERTA DELLA STORIA E DEL PATRIMONIO MONUMENTALE DELLA VALDELSA E DELLA VAL DI CECINA, TEATRO DI VICENDE DI PRIMISSIMO PIANO FIN DALL’ANTICHITÀ. UN PAESAGGIO INCONTAMINATO E UNICO AL MONDO RACCOGLIE LA MEMORIA SECOLARE CHE DAI FASTI DELL’ARISTOCRAZIA ETRUSCA GIUNGE ALLA FIORITURA ECONOMICA E CULTURALE DEL MEDIOEVO E DEL RINASCIMENTO testi di Giacomo Baldini, Lorenzo Benini, Fabrizio Burchianti, Anna Maria Esposito, Pierluigi Giroldini ed Elena Sorge 74 a r c h e o
Sillano, Pomarance (Pisa). I resti della pieve di S. Giovanni Battista. X sec. a r c h e o 75
SPECIALE • TOSCANA
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MUSICA E SCIENZA NELL’ANTICO BORGO Nei pressi dell’abitato di Montecastelli, in un’area delineata da un piccolo corso d’acqua, alle spalle della tomba nota come «Buca delle Fate», in località Fonte Ducci, è stata individuata dall’associazione Il Botteghino, una importante cava di pietra. La pezzatura dei blocchi estratti farebbe pensare a un utilizzo della cava in epoca medievale. Nella stessa Montecastelli, grazie alla ristrutturazione della chiesa sconsacrata della Compagnia della Misericordia, il chirurgo e liutaio tedesco Philipp Bonhoeffer ha creato una liuteria sperimentale, una sala da concerti e l’associazione culturale internazionale «Il Poggio». Il principio guida è quello di riunire persone di talento provenienti da ambiti molto diversi, dal mondo della scienza e da quello della musica, passando attraverso la raffinatissima arte della liuteria. La sala da concerti viene utilizzata anche per convegni scientifici e, cosí, per esempio, neuroscienziati si sono confrontati con la musica e musicisti con la neuroscienza. Come si legge nel sito dell’Associazione: «Musica, scienza, originalità ed eccellenza ci guidano. Vogliamo mescolare talenti di discipline diverse, sperando che gli uni possano fruire degli altri e che questo possa portare a idee nuove e aperture mentali diverse». Elena Sorge Montecastelli Pisano, Castelnuovo Val di Cecina (Pisa). Uno scorcio della cava di pietra, che presenta un aspetto squadrato a causa dell’attività estrattiva, forse già in corso in epoca medievale.
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