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Archeo n. 346, Dicembre 2013

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2013

segni project

antico giappone / 2

alessandria

miti greci / 10 atalanta

speciale cleopatra e augusto

Mens. Anno XXIX numero 12 (346) Dicembre 2013 € 5,90 Prezzi di vendita all’estero: Austria € 9,90; Belgio € 9,90; Grecia € 9,40; Lussemburgo € 9,00; Portogallo Cont. € 8,70; Spagna € 8,40; Canton Ticino Chf 14,00 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.

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archeo 346 dicembre

cleopatra VS augusto

Quando finÍ un’epoca e nacque l’impero

ALESSANDRIA

l’antico SOGNO DI UN MONDO GLOBALE

NATALE AL MUSEO

€ 5,90

TUTTE LE MOSTRE DA non perdere

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editoriale

capitale dell’archeologia Mentre scriviamo si è appena conclusa la XVI Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum. Lo ricordiamo, innanzitutto, per il luogo stesso in cui si è svolta: Paestum è un sito unico al mondo, e non solo perché si tratta di una città greca su suolo italico, ancora circondata dall’antica cinta muraria con le sue porte e torri e, al suo interno, tre grandiosi templi magnificamente conservati e un museo archeologico tra i piú affascinanti d’Italia. Ma anche perché – contrariamente a tanti altri siti archeologici del nostro Meridione – Paestum si avvale di un contesto ambientale e paesaggistico non deturpato da opere che ne compromettono la prospettiva, la luce, la bellezza. Non vogliamo minimizzare né, tantomeno, negare i rischi sempre in agguato che minacciano l’antica città, soprattutto quelli legati alla cementificazione – abusiva o meno – del suo territorio (e di cui abbiamo parlato e continueremo a farlo). È doveroso ricordare, però, che una legge proposta nel 1957 da un grande intellettuale e ambientalista, Umberto Zanotti Bianco, istituí una «fascia di rispetto» di 1000 m intorno alle mura pestane e vietò la costruzione di qualsiasi edificio all’interno della vasta area archeologica. Allo spirito che ha informato questa legge e agli archeologi e funzionari della Soprintendenza che continuano a dedicarsi al restauro e alla salvaguardia dei suoi monumenti, dobbiamo il senso di decoro e di dignità che le antichità di Paestum ancora oggi trasmettono ai visitatori. E non è un risultato scontato. Eppure, Paestum-Poseidonia (come la chiamarono i suoi fondatori, in onore del dio del mare), dal 1998 riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità, è un sito poco frequentato, forse piú da turisti stranieri che non dagli stessi Italiani. Anche se – come ricordavamo all’inizio – da sedici anni a questa parte l’antica città si trasforma, per qualche giorno di novembre, in una vera e propria «capitale internazionale dell’archeologia»… Visitiamo Paestum, dunque! Ecco l’invito che rivolgiamo ai nostri lettori. Insieme ai migliori auguri per il Natale e l’Anno Nuovo. Andreas M. Steiner

Pianta di Paestum, di Costantino Gatta (1732), la piú antica riproduzione dell’area archeologica pestana.


Sommario Editoriale

Capitale dell’archeologia

scavi 3

di Andreas M. Steiner

Attualità notiziario

scoperte Gli scavi a Tel Kabri, in Israele, restituiscono i resti della piú antica cantina del Vicino Oriente

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Segni. La storia oltre lo scavo

antico giappone/2 Il primo Stato 6

parola d’archeologo Che fare per rilanciare il turismo culturale italiano? Lo abbiamo chiesto a Taleb Rifai, Segretario Generale dell’Organizzazione Mondiale per il Turismo 12

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di Francesco Maria Cifarelli, Federica Colaiacomo, Stephen Kay e Christopher Smith, con la collaborazione di Letizia Ceccarelli e Camilla Panzieri

di Marco Meccarelli

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i luoghi della leggenda Alessandria la Grande

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di Massimo Vidale e Andreas M. Steiner

mitologia, istruzioni per l’uso/10

Atalanta, cacciatrice indomita 68 di Daniele F. Maras

mostre In un inserto speciale, le 10 mostre italiane da non perdere

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dalla stampa internazionale Alla ricerca del miglior amico del... cane

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68 In copertina un ritratto recentemente attribuito a Cleopatra (a sinistra) e il profilo di una statua di Augusto nelle vesti di pontefice massimo.

Anno XXIX, n. 12 (346) - dicembre 2013 Registrazione al tribunale di Milano n. 255 del 07.04.1990

Direttore responsabile: Pietro Boroli Direttore editoriale: Andreas M. Steiner a.m.steiner@mywaymedia.it Redazione: Stefano Mammini stefano.mammini@mywaymedia.it Collaboratori della redazione: Ricerca iconografica: Lorella Cecilia lorella.cecilia@mywaymedia.it Impaginazione: Marialuisa Rossignoli Redazione: Piazza Sallustio, 24 – 00187 Roma tel. 02 21768.507 Comitato Scientifico Internazionale

Richard E. Adams, Maxwell L. Anderson, Bernard Andreae, José M. Blázquez, John Boardman, Larissa Bonfante, Mounir Bouchenaki, Jean Chavaillon, Yves Coppens, W.A. van Es, M’Hamed Fantar, Otto H. Frey, Louis Godart, Friedrich W. von Hase, Witold Hensel, Thomas R. Hester, Donald C. Johanson, Vassos Karageorghis, Venceslas Kruta, Richard E. Leakey, Henry de Lumley, Javier Nieto, Patrice Pomey, Paul J. Riis, Conrad M. Stibbe.

Comitato Scientifico Italiano

Enrico Acquaro, Ermanno A. Arslan, Andrea Augenti, Sandro F. Bondí, Francesco Buranelli, Francesca Ceci, Francesco D’Andria, Giuseppe M. Della Fina, Paolo Delogu, Francesca Ghedini, Piero Alfredo Gianfrotta, Pier Giovanni Guzzo, Eugenio La Rocca, Giancarlo Ligabue, Daniele Manacorda, Danilo Mazzoleni, Cristiana Morigi Govi, Lorenzo Nigro,

Sergio Pernigotti, Marcello Piperno, Claudio Saporetti, Giovanni Scichilone, Paolo Sommella, Romolo A. Staccioli, Giovanni Verardi, Massimo Vidale. Hanno collaborato a questo numero: Andrea Augenti è professore di archeologia medievale all’Università di Bologna. Franco Bruni è musicologo. Luciano Calenda è presidente del CIFT, Centro Italiano Filatelia Tematica. Letizia Ceccarelli è Visiting Scholar presso il McDonald Institute for Archaeological Research, Cambridge University. Francesca Ceci è archeologa presso la Direzione dei Musei Capitolini di Roma. Francesca Cenerini è professore di storia romana all’Università di Bologna. Francesco Maria Cifarelli è direttore del Museo Archeologico Comunale di Segni. Federica Colaiacomo è conservatore del Museo Archeologico Comunale di Segni. Giuseppe M. Della Fina è direttore scientifico della Fondazione «Claudio Faina» di Orvieto. Andrea De Pascale è conservatore del Museo Archeologico del Finale (IISL) e membro del Centro Studi Sotterranei di Genova. Giampiero Galasso è archeologo e giornalista. Andrea Giardina è professore su convenzione di storia romana presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. Stephen Kay è ricercatore (Molly Cotton Fellow) presso la British School at Rome. Paolo Leonini è storico dell’arte. Daniele Manacorda è docente ordinario di metodologie della ricerca archeologica all’Università di Roma Tre. Daniele F. Maras è docente del dottorato di ricerca in storia linguistica del Mediterraneo antico presso l’Università IULM di Milano. Flavia Marimpietri è archeologa specializzata in archeologia greca e romana. Marco Meccarelli è storico dell’arte orientale. Camilla Panzieri è archeologa. Giorgio Rossignoli è dottore in scienze politiche. Christopher Smith è direttore della British School at Rome. Romolo A. Staccioli è stato professore di etruscologia e antichità italiche presso Sapienza Università di Roma. Massimo Vidale è professore di archeologia delle produzioni all’Università degli Studi di Padova. Guy Weill Goudchaux è esperto in storia dell’Egitto tolemaico. Illustrazioni e immagini: cortesia dell’autore/foto Nick Bürgin: copertina (primo piano, a sinistra) e pp. 87 (sinistra), 90, 91 – cortesia Ufficio stampa mostra: copertina (primo piano, a destra e sfondo) e pp. 16-22, 77-83, 85, 86, 87 (destra), 88, 89 (nn. 2 e 4), 92-97 – Cortesia Ufficio stampa George Washington University: Eric H. Cline: p. 6 (alto); Skyview Photography Ltd: p. 6 (basso) – CNRS-CFEETK/J. Maucor: p. 7 – MOLA: Andy Chopping: p. 8 (alto, sinistra e centro); Maggie Cox: pp. 8/9 – Cortesia SBA Marche: p. 9 – INRAP: Denis Gliksman: p. 10 (alto e basso); Michel Christen: p. 10 (centro) – Ira Block/National Geographic: p. 11 – Cortesia Ufficio stampa BMTA: p. 12 (alto) – Doc. red.: pp. 3, 12 (basso), 13, 28, 43, 61, 89 (nn. 1 e 3), 102, 106 (alto), 108 (basso), 109 – Marka: Raimund Kutter/ Imageb: pp. 32/33; Juan Carlos Muñoz: pp. 54/55, 67; Toño Labra: p. 66 – Cortesia Segni Project: 34-41 – Mondadori Portfolio: Picture Desk Images: pp. 42, 45 (alto), 46, 62, 70, 84; AKG Images: pp. 56 (destra), 58 (alto e basso), 59, 74/75; Leemage: p. 58 (centro); Album:


Rubriche il mestiere dell’archeologo Il museo di tutti i tempi

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di Daniele Manacorda

94

74 speciale

Cleopatra e Augusto

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testi di Andrea Giardina, Francesca Cenerini e Guy Weill Goudchaux

scavare il medioevo Misteri del Grande Nord

divi e donne 102

di Andrea Augenti

antichi ieri e oggi

Che la festa cominci! E non finisca... 98 di Romolo A. Staccioli

Dimmi come ti pettini...

Una lezione dimenticata

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di Andrea De Pascale

Riguardo alle illustrazioni, la redazione si è curata della relativa autorizzazione degli aventi diritto. Nel caso che questi siano stati irreperibili, si resta comunque a disposizione per regolare eventuali spettanze.

Archeo è una testata del sistema editoriale

PAST PASSIONE PER LA STORIA

Editore: My Way Media S.r.l. Presidente: Cesare Biffi Direttore generale: Lidia Rossi Coordinatore editoriale: Alessandra Villa Pubblicità: Veronica Savoia veronica.savoia@mywaymedia.it tel. 02 21768.510 – cell. 347 4886397 Segreteria marketing e pubblicità: segreteriacommerciale@mywaymedia.it tel. 02 21768.507 Direzione: via Ludovico d’Aragona 11, 20132 Milano tel. 02 21768 507 fax 02 21768 550 Sede legale e operativa: via Ludovico d’Aragona 11, 20132 Milano

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di Francesca Cenerini

l’altra faccia della medaglia

l’ordine rovesciato delle cose

pp. 68/69, 98 – Corbis: p. 57; Sakamoto Photo Research Laboratory: p. 44; Aflo/Aflo: p. 48 (alto); B.S.P.I.: p. 48 (basso); Jochen Schlenker/Robert Harding World Imagery: p. 49 (sinistra); Everett Kennedy Brown/epa: p. 52 (alto), 53 (alto e basso); Araldo de Luca: p. 106 (basso) – DeA Picture Library: p. 45 (basso), 52 (basso), 100; L. De Masi: p. 47; G. Dagli Orti: p. 65 (basso) – Bridgeman Art Library: p. 49 (destra), 71 (alto e basso) – Shutterstock: p. 50-51, 56 (sinistra), 60 basso), 64, 65 (alto) – Jean-Claude Golvin/Musée départemental Arles antique/ Éditions Errance: acquerelli alle pp. 60, 62 – Alinari, Firenze/RMN-Grand Palais (Musée du Louvre): Hervé Lewandowski: p. 71 (centro); René-Gabriel Ojéda: pp. 72/73 – Cortesia dell’autore: p. 72 (alto), 108 (alto) – Da World Archaeology Magazine, 58, apr-mag 2013: pp. 102/103, 103 – Cortesia Archivio Egeria CRS: R. Palombarani: p. 104; C. Germani: p. 105 – Cippigraphix: cartine e rielaborazioni grafiche alle pp. 34, 44, 64, 103

Coppia vincente

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di Francesca Ceci

libri

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Distribuzione in Italia m-dis Distribuzione Media S.p.A. via Cazzaniga, 19 - 20132- Milano Tel 02 2582.1 Stampa: Arti Grafiche Amilcare Pizzi Spa, Milano Abbonamenti: Direct Channel srl - Via Pindaro, 17, 20128 Milano Per abbonarsi con un click: www.miabbono.com Per informazioni, problemi di ricezione della rivista contattare: E-mail: abbonamenti@directchannel.it Telefono: 02 89708270 [lun-ven 9/13 - 14/18 ] Posta: Miabbono.com c/o Direct Channel Srl Via Pindaro, 17 20128 Milano Arretrati Per richiedere i numeri arretrati contattare: E-mail: arretrati@mywaymedia.it Fax: 02 21768550 Posta: My Way Media Srl - Via Ludovico d’Aragona 11, 20132 Milano On-line: http://eshop.mywaymedia-store.it/ Informativa ai sensi dell’art. 13, D. lgs. 196/2003. I suoi dati saranno trattati, manualmente ed elettronicamente da My Way Media Srl- titolare del trattamento- al fine di gestire il Suo rapporto di abbonamento. Inoltre, solo se ha espresso il suo consenso all’ atto della sottoscrizione dell’abbonamento, My Way Media Srl potrà utilizzare i suoi dati per finalità di marketing, attività promozionali, offerte commerciali, analisi statistiche e ricerche di mercato. Responsabile del trattamento è: My Way Media Srl, via Ludovico d’Aragona, 11, 20132 Milano – la quale, appositamente autorizzata, si avvale di Direct Channel Srl, Via Pindaro 17, 20144 Milano. Le categorie di soggetti incaricati del trattamento dei dati per le finalità suddette sono gli addetti all’elaborazione dati, al confezionamento e spedizione del materiale editoriale e promozionale, al servizio di call center, alla gestione amministrativa degli abbonamenti ed alle transazioni e pagamenti connessi. Ai sensi dell’art. 7 d. lgs, 196/2003 potrà esercitare i relativi diritti, fra cui consultare, modificare, cancellare i suoi dati od opporsi al loro utilizzo per fini di comunicazione commerciale interattiva, rivolgendosi a My Way Media Srl. Al titolare potrà rivolgersi per ottenere l’elenco completo ed aggiornato dei responsabili.


scavi • segni

Segni la storia oltre lo scavo di Francesco Maria Cifarelli, Federica Colaiacomo, Stephen Kay e Christopher Smith, con la collaborazione di Letizia Ceccarelli e Camilla Panzieri

conosciuta soprattutto per le sue mura poligonali, la cittadina laziale è, oggi, al centro di un nuovo progetto di ricerca. che sta rivelando un passato inatteso, caratterizzato da una lunga e intensa frequentazione

Didascalia da fare Ibusdae evendipsam, officte erupit antesto taturi cum ilita aut quatiur restrum eicaectur, testo blaborenes ium quasped quos non etur reius nonem quam expercipsunt quos rest magni autatur apic teces enditibus teces.

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Segni (Roma). Alcune delle piĂş importanti testimonianze del passato della cittadina dei Monti Lepini: in basso, sono i resti di una grande cisterna romana; in secondo piano si staglia la chiesa di S. Pietro, costruita inglobando i resti del tempio di Giunone Moneta.

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alessandria la grande di Massimo Vidale e Andreas M. Steiner

una delle maggiori metropoli dell’antichità sembrava svanita nel tempo e cosí i monumenti che l’avevano resa celebre, primi fra tutti il faro e la biblioteca. ma da alcuni anni, anche grazie all’archeologia subacquea, il volto (e la storia) della città sul delta del nilo tornano a prendere forma

U

na città fatta di veli storici, costantemente strappati e ricostruiti l’uno sulla trama lacera del precedente; a volte quasi completamente cancellata, quasi abrasa dalle onde della storia, ma sempre risorta, anche su tracciati quanto mai labili. È lo scenario in cui l’obliterazione di quanto materialmente costruito da milioni di individui – e da personaggi storici cruciali – è attenuata da una ricostruzione, davvero babelica, di mille immagini mitologiche, religiose e letterarie. Alessandria è anche una città che la stessa sensibilità laica e razionalista dell’Occidente continua a trasfigurare in nuovi miti, popolati di eroi ed eroine dell’ultima ora «politicamente corrette» – come la scienziata Ipazia, improvvisamente resuscitata da recenti cortine cinematografiche. Ma come dimenticare che il «mondo

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Alessandria, Serapeum. Una sfinge di età tolemaica e, sullo sfondo, la cosiddetta Colonna di Pompeo, in realtà innalzata nel 300 d.C. circa in onore di Diocleziano. Dedicato al culto di Serapide, il tempio fu edificato da Tolomeo I Sotere intorno al 300 a.C. e ampliato da Tolomeo III.


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cleopatra Quando finÍ un’epoca e nacque l’impero di Andrea Giardina e Francesca Cenerini, con un contributo di Guy Weill Goudchaux

N

ell’anno 46 a.C., Cleopatra VII giunge a Roma, ospite nella villa di Giulio Cesare in Trastevere, e vi tiene corte fino al 44. La sua permanenza nella città rivela alla nobiltà romana un mondo sconosciuto, esotico e affascinante – quello dell’Egitto tolemaico e della sua capitale Alessandria – caratterizzato da uno stile di vita improntato all’opulenza, al lusso, ma anche alla cultura. Sarà, tuttavia, proprio un uomo della città sul Tevere a decretare la fine dell’ultima sovrana d’Egitto e dell’epoca che aveva incarnato: Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto, primo imperatore di Roma, passato alla storia come l’iniziatore di una nuova era. È per fortuita coincidenza che agli eterni antagonisti siano dedicate, proprio in questi giorni, due belle mostre allestite a Roma, una al Chiostro del Bramante («Cleopatra, Roma e l’incantesimo d’Egitto»), l’altra alle Scuderie del Quirinale («Augusto»). Quest’ultima, in anticipo di qualche settimana rispetto all’anno in cui ricorre il bimillenario della morte di Augusto, nel marzo del 2014 si trasferirà a Parigi, alla galleria del Grand Palais. Nelle pagine che seguono, Andrea Giardina parte proprio dai bimillenari di Augusto (quelli della nascita e della morte) per rileggere la «fortuna» del personaggio, sullo sfondo del rapporto che lega l’antichità al mondo moderno. Mentre Francesca Cenerini rievoca la figura della regina d’Egitto e della creazione, dalle ceneri di una grande sconfitta, di un mito che perdura fino ai giorni nostri. 74 a r c h e o


E augusto

Augusto e Cleopatra, olio su tela di Anton Raphael Mengs. 1760 circa. Augusta, Städtische Kunstsammlungen. Ottaviano (il futuro Augusto) e Cleopatra VII sono colti durante una viva conversazione, in una stanza decorata in stile classico ed egizio, dopo la battaglia di Azio.

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l’ordine rovesciato delle cose Andrea De Pascale

una lezione dimenticata le cronache, anche quelle recentissime, hanno portato alla ribalta, per l’ennesima volta, disastri provocati da esondazioni e forti piogge. e pensare che il territorio italiano conserva antiche opere di regimazione delle acque realizzate con grande perizia per bonificare i suoli e incentivare l’agricoltura‌

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L

e capacità ingegneristiche dei Romani, in particolare in campo idraulico, sono testimoniate da opere realizzate in tutte le terre da essi dominate. Ai ben visibili acquedotti, con i maestosi condotti aerei su arcate, spesso di un’imponenza ancora oggi impressionante, si affiancano altrettante strutture di fondamentale importanza, ben celate nelle viscere della terra. Alcune di queste condotte ipogee erano destinate alla regimazione idraulica, ossia al convogliamento dell’acqua da un punto del territorio in cui si verificava un aumento eccessivo del livello a un altro luogo, dove era possibile scaricare tale abbondanza idrica, liberando cosí terre che potevano essere destinate a usi agricoli o prevenendo l’allagamento di zone abitate. Un’opera di straordinario valore storico, archeologico e speleologico sino a oggi scarsamente indagata a causa dell’oggettiva difficoltà di percorrenza della struttura, quasi completamente allagata, è il cosiddetto emissario Albano o di Castel Gandolfo, il piú noto fra le molte strutture di regimazione dei laghi vulcanici dei Colli Albani e anche l’unico citato da fonti storiche (Tito Livio V, 15; Dionigi d’Alicarnasso I, 66 e Piranesi). La tradizione vuole che l’emissario sia tra i piú arcaici reperti dell’opera cunicolare romana, secondo solo alla costruzione della Cloaca Massima. Ma c’è chi ha ipotizzato che la sua realizzazione sia ancor piú antica.

il lago sotto controllo La condotta venne realizzata per regolare il livello del lago omonimo, privo di un emissario naturale, in caso di eccessivo innalzamento delle acque, rendendo cosí abitabili e coltivabili

l’Ente Parco Castelli Romani, si svilupperà nei prossimi tre anni attraverso studi di dettaglio per verificare lo stato attuale dell’opera e soprattutto per ottenere un rilievo topografico della struttura con moderna strumentazione, per acquisire la documentazione fotografica e filmata ed effettuare le necessarie analisi ambientali per valutare la possibilità di un intervento – almeno parziale – di bonifica del condotto, finalizzato alla tutela del sito e a fornire suggerimenti in ordine alla sua successiva valorizzazione.

Difficoltà e insidie

In alto: l’imbocco dell’emissario Albano, la condotta sotterranea realizzata per tenere sotto controllo il livello del lago omonimo. Nella pagina accanto: tecnici di «Hypogea» in esplorazione nell’agosto 2013 nell’emissario. le rive dello specchio d’acqua. Oggi la presenza di imponenti depositi concrezionali rende l’accesso dall’incile, ossia l’imboccatura del canale sotterraneo, percorribile solo con tecniche speleo-subacquee. Dopo alcune prime esplorazioni condotte nel 1955-1958, solo nel 1978 venne elaborato per la prima volta un rilievo topografico della struttura dopo numerose e impegnative ricognizioni che, tuttavia, non consentirono di percorrere interamente il tunnel. Nell’agosto 2013 «Hypogea», la Federazione dei gruppi speleologici del Lazio per le cavità artificiali, ha varato ufficialmente il «Progetto Albanus», con l’obiettivo di tentare la completa esplorazione speleologica e speleo-subacquea dell’antico emissario. Il progetto, condiviso con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio e

La campagna di ricerca, dedicata alla memoria di Vittorio Castellani, insigne accademico e speleologo che molto si dedicò a questa opera ipogea, si avvarrà del contributo e dell’esperienza delle organizzazioni speleologiche afferenti a «Hypogea» (A.S.S.O, Centro Ricerche Sotterranee Egeria e Roma Sotterranea). La presenza di acqua, che facilmente si intorbidisce rendendo ancora piú complesse le operazioni di esplorazione, gli abbondanti concrezionamenti già accennati, la necessità di muoversi in stretti cunicoli e l’antichità dell’opera, che potrebbe presentare crolli o punti in condizioni statiche critiche, rende imprescindibile l’utilizzo di specifiche tecniche speleologiche e speleosubacquee ormai ampiamente collaudate, che possono trovare sintesi solo in un gruppo di lavoro multidisciplinare. Il dialogo e la collaborazione tra discipline, metodi e tecniche diverse permetterà cosí di acquisire importanti informazioni utili sia alla comprensione di un’opera di ingegneria idraulica antica di primaria importanza, sia – piú in generale – sulle conoscenze e le capacità sviluppate nel mondo antico per la gestione del territorio.

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