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Archeo n. 337, Marzo 2013

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2013

giudei e cristiani

ANTICA CINA / 3 SHANG

ETà DEL RAME

MITI GRECI / 3 ARGONAUTI

speciale VENETKENS

€ 5,90

Mens. Anno XXIX numero 3 (337) Marzo 2013 € 5,90 Prezzi di vendita all’estero: Austria € 9,90; Belgio € 9,90; Grecia € 9,40; Lussemburgo € 9,00; Portogallo Cont. € 8,70; Spagna € 8,40; Canton Ticino Chf 14,00 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.

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ch

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archeo 337 marzo

giudei e cristiani il punto sulle origini

civiltà della cina

shang. l’età dei grandi bronzi

MITologia

alla conquista del vello d’oro

VENETKENS

www.archeo.it

alla riscoperta dei veneti antichi


editoriale

il veneto prima della conquista Copertina e speciale di questo numero sono dedicati a un’iniziativa espositiva – in verità ancora in fase di allestimento quando questo numero sarà già in edicola – di grande significato culturale, nell’ambito delle attività (purtroppo sempre piú scarne, in questi ultimi tempi) rivolte alla diffusione di un aspetto di immutato valore civile del nostro Paese, quello della conoscenza del suo passato. La mostra «VENETKENS», che si inaugurerà il prossimo 6 aprile a Padova è, per alcuni di noi, un evento molto atteso: dal 1976, diremmo, quando una bella esposizione allestita nel Museo Civico agli Eremitani fece conoscere per la prima volta al grande pubblico le testimonianze archeologiche di una «Padova preromana» (era questo il nome dell’iniziativa) e, insieme a essa, di un’intera civiltà dell’Italia prima di Roma. Allo stesso anno, infatti, risale una scoperta sensazionale (vedi alle pp. 88-90) che portò alla ribalta l’esistenza di un’antica civiltà veneta dai tratti particolarissimi; seguirono numerosi altri rinvenimenti, sia nel territorio patavino, nella pianura, ma anche nelle aree collinari e nelle montagne. Oggi, dunque, questo straordinario universo degli antichi Veneti, emerso – grazie alle esplorazioni archeologiche – nei suoi caratteri specifici di individualità culturale, profondamente permeati da una vasta rete di rapporti intessuti con le popolazioni italiche limitrofe, è presentato in una mostra sí scientifica, ma che – come recita il sottotitolo – vuole proporre, soprattutto, un «viaggio nella terra dei Veneti antichi». Un viaggio che, non è il caso di dimenticarlo, si snoda all’interno di uno dei piú spettacolari edifici storici del Medioevo e del Rinascimento italiani, il Palazzo della Ragione di Padova. Andreas M. Steiner

Cavallino votivo, da Oderzo. V-IV sec. a.C. Oderzo, Museo Archeologico «Eno Bellis». È uno dei reperti selezionati per la mostra «Venetkens. Viaggio nella terra dei Veneti antichi», che si inaugura il prossimo 6 aprile, a Padova, nel Palazzo della Ragione (vedi lo speciale alle pp. 68-91).


Sommario Editoriale

Il Veneto prima della conquista

3

di Andreas M. Steiner

Attualità notiziario

6

scoperte Lo studio di alcuni pozzi in legno d’età neolitica scoperti in Germania prova le eccellenti capacità tecniche dei carpentieri preistorici 6

dalla stampa internazionale Preah Vihear, la battaglia per il tempio di Shiva

22

storia

Figli di Pietro e Paolo

26

di Geza Vermes

36 civiltà cinese/3

I bronzi del potere

parola d’archeologo Dal mondo militare arriva la proposta di un corso che insegni agli archeologi come organizzare alla perfezione la logistica di un cantiere di scavo 8

36

di Marco Meccarelli

mostre

Gli anni del rame e del miele

52

di Stefano Mammini

incontri Ferrara ospita la XX edizione del Salone del Restauro, occasione di confronto preziosa e importante vetrina delle novità piú significative del settore 10

mitologia, istruzioni per l’uso/3

26

I viaggi della prima nave

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di Daniele F. Maras

In copertina particolare del bronzetto raffigurante la «dea di Caldevigo», dalla stipe scoperta nella località omonima, presso Este. V sec. a.C. Este, Museo Nazionale Atestino

Anno XXIX, n. 3 (337) - marzo 2013 Registrazione al tribunale di Milano n. 255 del 07.04.1990

Direttore responsabile: Pietro Boroli Direttore editoriale: Andreas M. Steiner a.m.steiner@mywaymedia.it Redazione: Stefano Mammini stefano.mammini@mywaymedia.it Collaboratori della redazione: Ricerca iconografica: Lorella Cecilia lorella.cecilia@mywaymedia.it Impaginazione: Alessia Pozzato, Marialuisa Rossignoli Redazione: Piazza Sallustio, 24 – 00187 Roma tel. 02 21768.507 Comitato Scientifico Internazionale

Richard E. Adams, Maxwell L. Anderson, Bernard Andreae, José M. Blázquez, John Boardman, Larissa Bonfante, Mounir Bouchenaki, Jean Chavaillon, Yves Coppens, W.A. van Es, M’Hamed Fantar, Otto H. Frey, Louis Godart, Friedrich W. von Hase, Witold Hensel, Thomas R. Hester, Donald C. Johanson, Vassos Karageorghis, Venceslas Kruta, Richard E. Leakey, Henry de Lumley, Javier Nieto, Patrice Pomey, Paul J. Riis, Conrad M. Stibbe.

Comitato Scientifico Italiano

Enrico Acquaro, Ermanno A. Arslan, Andrea Augenti, Sandro F. Bondí, Francesco Buranelli, Francesca Ceci, Francesco D’Andria, Giuseppe M. Della Fina, Paolo Delogu, Francesca Ghedini, Piero Alfredo Gianfrotta, Pier Giovanni Guzzo, Eugenio La Rocca, Giancarlo Ligabue, Daniele Manacorda, Danilo Mazzoleni, Cristiana Morigi Govi, Lorenzo Nigro,

Sergio Pernigotti, Marcello Piperno, Claudio Saporetti, Giovanni Scichilone, Paolo Sommella, Romolo A. Staccioli, Giovanni Verardi, Massimo Vidale. Hanno collaborato a questo numero: Andrea Augenti è professore di archeologia cristiana e medievale all’Università di Bologna. Davide Banzato è direttore dei Musei Civici e Biblioteche del Comune di Padova. Stefano Buson è restauratore presso il Museo Nazionale Atestino di Este (PD). Luciano Calenda è presidente del CIFT, Centro Italiano Filatelia Tematica. Claudio Capovilla è presidente del Gruppo Icat-Creative Company Strategies. Francesca Ceci è archeologa presso la Direzione dei Musei Capitolini di Roma. Francesca Cenerini è professore di storia romana all’Università di Bologna. Andrea Colasio è assessore alla Cultura del Comune di Padova. Michele Cupitò è ricercatore presso il Dipartimento di Archeologia dell’Università di Padova. Andrea De Pascale è conservatore del Museo Archeologico del Finale (IISL) e membro del Centro Studi Sotterranei di Genova. Giampiero Galasso è archeologo e giornalista. Mariolina Gamba è coordinatore del settore Servizi Educativi della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto. Giovanna Gambacurta è direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Adria. Giovanni Leonardi è professore di metodologia della ricerca archeologica all’Università di Padova. Paolo Leonini è storico dell’arte. Daniele Manacorda è docente ordinario di metodologie della ricerca archeologica all’Università di Roma Tre. Daniele F. Maras è docente del dottorato di ricerca in storia linguistica del Mediterraneo antico presso l’Università IULM di Milano. Flavia Marimpietri è archeologa specializzata in archeologia greca e romana. Marco Meccarelli è storico dell’arte orientale. Silvia Paltineri è docente di protostoria delle Venezie all’Università di Padova. Fabrizio Polacco è coordinatore nazionale del «PRISMA». Benedetta Prosdocimi è collaboratore del Laboratorio di Preistoria e Protostoria del Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Padova. Angela Ruta è archeologa della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto. Vincenzo Tiné è soprintendente per i Beni Archeologici del Veneto. Geza Vermes è stato professore di studi ebraici all’Università di Oxford. Francesca Veronese è funzionario culturale presso i Musei Civici di Padova, Museo Archeologico. Illustrazioni e immagini: Cortesia Ufficio Stampa: copertina e pp. 3, 12-14, 68-71, 74-78, 80, 84-87 – Cortesia Willy Tegel, Università di Friburgo: pp. 6-7 – Doc red.: pp. 8 (sinistra), 9, 22/23, 35, 38, 39 (alto), 43, 45 (destra), 65, 79, 97 (alto), 99, 101 (alto), 102-105, 109 – Cortesia dell’autore: pp. 8 (centro), 82, 83, 88-91, 110 – Cortesia Soprintendenza per i Beni Archeologici


storia dei greci/20

Un’età senza fine

92

speciale

Veneti antichi

68

di Andrea Colasio, Vincenzo Tiné, Davide Banzato, Mariolina Gamba, Giovanna Gambacurta, Angela Ruta, Francesca Veronese, Claudio Capovilla; con contributi di Stefano Buson, Michele Cupitò, Giovanni Leonardi, Silvia Paltineri, Benedetta Prosdocimi

di Fabrizio Polacco

68

scavare il medioevo Il monastero «perfetto»

92

Gocce di dolore di Daniele Manacorda

l’ordine rovesciato delle cose Rituali sotto terra

Rubriche il mestiere dell’archeologo

104

di Andrea Augenti

106

di Andrea De Pascale

divi e donne 102

Arrivederci Roma... 110

La liberta piú fedele

108

di Francesca Cenerini

di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta: p. 10 – Corbis: Melvyn Longhurst: p. 26; Brooklyn Museum: pp. 28/29, 31; Royal Ontario Museum: p. 44 (alto); Xiaoyang Liu: p. 46 (basso); Asian Art & Archaeology: p. 47 (basso); Nik Wheeler: pp. 48, 49; Roger Wood: p. 97 (basso); Peter Barritt/Robert Harding World Imagery: p. 108 – Mondadori Portfolio: Picture Desk Images: p. 30; AKG Images: pp. 34, 95, 101 (basso); Album: p. 96 – DeA Picture Library: pp. 36/37, 44 (basso); A. Dagli Orti: pp. 33, 62; G. Dagli Orti: pp. 45 (sinistra), 60/61, 63; E. Lessing: p. 47 (alto) – Getty Images: Tao Images Limited: p. 39 (basso) – Stefano Mammini: pp. 52/53, 54 (basso), 55 (alto), 56 (centro), 57, 58, 59 – Cortesia Ufficio Stampa/Foto F. Zaina e Masi per il Museo Archeologico di Bergamo, da Le pietre degli Dei. Menhir e stele dell’età del Rame in Valcamonica e Valtellina, Catalogo della mostra, Bergamo 1994: pp. 54 (alto), 55 (basso), 56 (alto) – Museo Archeologico dell’Alto Adige, Bolzano: p. 56 (basso) – Archivi Alinari, Firenze: Bridgeman Art Library: pp. 64, 98 – Magnum/Contrasto/Erich Lessing Archive: pp. 66, 100 – Tips: Mark Edward Smith: p. 72 – Marka: Alessandro Villa: p. 73 – Da Afghanistan. Crossroads of the ancient world, catalogo della mostra, Londra 2011: p. 93 – Cortesia Centro Studi Sotterranei di Genova/grafica Roberto Bixio: pp. 106/107 – Cippigraphix: cartine alle pp. 23, 39, 40, 41, 42, 71, 94. Riguardo alle illustrazioni, la redazione si è curata della relativa autorizzazione degli aventi diritto. Nel caso che questi siano stati irreperibili, si resta comunque a disposizione per regolare eventuali spettanze.

Archeo è una testata del sistema editoriale

Editore: My Way Media S.r.l. Presidente: Cesare Biffi Direttore generale: Lidia Rossi Coordinatore editoriale: Alessandra Villa Segreteria marketing e pubblicità: segreteriacommerciale@mywaymedia.it – tel. 02 21768.507 Direzione: via Ludovico d’Aragona 11, 20132 Milano tel. 02 21768 507 fax 02 21768 550 Sede legale e operativa: via Ludovico d’Aragona 11, 20132 Milano

l’altra faccia della medaglia di Francesca Ceci

libri

112

Distribuzione in Italia m-dis Distribuzione Media S.p.A. via Cazzaniga, 19 - 20132- Milano Tel 02 2582.1 Stampa: Officine Grafiche Novara, 1901 SpA Abbonamenti: Direct Channel srl - Via Pindaro, 17, 20128 Milano Per abbonarsi con un click: www.miabbono.com Per informazioni, problemi di ricezione della rivista contattare: E-mail: abbonamenti@miabbono.com Telefono: 02 89708270 [lun-ven 9/13 - 14/18 ] Posta: Miabbono.com c/o Direct Channel Srl Via Pindaro, 17 20128 Milano Arretrati Per richiedere i numeri arretrati contattare: E-mail: arretrati@mywaymedia.it Telefono: 02 21768.1 - Fax: 02 21768.550 Posta: My Way Media Srl - Via Ludovico d’Aragona 11, 20132 Milano On-line: http://eshop.mywaymedia-store.it/ Informativa ai sensi dell’art. 13, D. lgs. 196/2003. I suoi dati saranno trattati, manualmente ed elettronicamente da My Way Media Srl- titolare del trattamento- al fine di gestire il Suo rapporto di abbonamento. Inoltre, solo se ha espresso il suo consenso all’ atto della sottoscrizione dell’abbonamento, My Way Media Srl potrà utilizzare i suoi dati per finalità di marketing, attività promozionali, offerte commerciali, analisi statistiche e ricerche di mercato. Responsabile del trattamento è: My Way Media Srl, via Ludovico d’Aragona, 11, 20132 Milano – la quale, appositamente autorizzata, si avvale di Direct Channel Srl, Via Pindaro 17, 20144 Milano. Le categorie di soggetti incaricati del trattamento dei dati per le finalità suddette sono gli addetti all’elaborazione dati, al confezionamento e spedizione del materiale editoriale e promozionale, al servizio di call center, alla gestione amministrativa degli abbonamenti ed alle transazioni e pagamenti connessi. Ai sensi dell’art. 7 d. lgs, 196/2003 potrà esercitare i relativi diritti, fra cui consultare, modificare, cancellare i suoi dati od opporsi al loro utilizzo per fini di comunicazione commerciale interattiva, rivolgendosi a My Way Media Srl. Al titolare potrà rivolgersi per ottenere elenco completo ed aggiornato dei responsabili.


civiltà cinese • le origini/3

Set di vasi in bronzo utilizzati per il banchetto sacro durante i riti sciamanici. Troviamo contenitori per cottura, conservazione e presentazione dei cibi, ma anche vasi da vino e da libagione.

i bronzi del potere

di Marco Meccarelli

Occhi sbarrati e minacciose bocche spalancate a mostrare i denti: sono gli elementi ricorrenti dell’iconografia riportata sui manufatti in bronzo dell’epoca shang. Simboli sciamanici e dominio politico si fondono, mentre sorgono i primi agglomerati urbani. È forse l’alba della Cina antica da cui, molto piú tardi, nascerà l’impero 36 a r c h e o


R

imane ancora oggi nel mistero dove e quando sia effettivamente iniziata in Cina la produzione di manufatti ottenuti con quel sofisticato processo di lavorazione rappresentato dalla fusione del bronzo. Sappiamo con certezza, invece, che nel passaggio dall’età della Giada (3500-2000 a.C.

circa; vedi «Archeo» n.336, febbraio 2013) all’età del Bronzo (2000-600 a.C. circa), vale a dire nel momento in cui la metallurgia finalizzata prevalentemente ai rituali sciamanici diviene emblema del dominio politico congiunto alla sfera del sacro, il metallo accoglie tutta la regale eredità di cui era stata investita la giada

nell’ultima fase del Neolitico (30002000 a.C. circa). Nel frattempo nella vasta area della Pianura Centrale (Zhongyuan), lungo il corso del Fiume Giallo (Huanghe), con la cultura Longshan (3000-2000 a.C. circa) si assiste all’intensificarsi dei processi di crescita della complessità sociale che a r c h e o 37


MITOLOGia • ISTRUZIONI PER L’USO/3

i viaggi

della prima

nave

Una fantastica traversata per mare e per fiume portò i primi navigatori greci, capeggiati da Giasone, alla conquista del vello d’oro. un’avventura durante la quale non mancarono incontri con terribili mostri, popoli selvaggi e streghe potenti...

di Daniele F. Maras

L

a narrazione delle guerre del mito non si esaurisce sempre nella presentazione di un nemico da battere o di una serie di epici scontri, come nei casi dei Giganti e delle Amazzoni. Piú spesso, anzi, le battaglie sono inserite nel contesto di una cronaca piú ampia, che prende la forma di una vera e propria saga. L’esempio piú classico e completo sono i grandi poemi omerici, l’Iliade e l’Odissea, ma in questo numero ci occupia-

60 a r c h e o

mo di una storia meno famosa, eppure altrettanto complessa ed epica, che coinvolse molti eroi già alcune generazioni prima della guerra di Troia. Si tratta del lungo viaggio di Giasone alla ricerca del vello d’oro, conservato nella lontana Colchide, sulle sponde orientali del Mar Nero. Il racconto dell’epica traversata è giunto fino a noi in una versione completa e ricca di dettagli nell’opera Argonautiche di Apollonio Rodio, composta nel

III secolo a.C., ma già altri autori erano a conoscenza del mito, sin dagli inizi della letteratura greca. Contrariamente ad altri esempi della mitologia, in cui sono valorizzate le gesta di un solo eroe, la narrazione del viaggio di Giasone prende la forma di un epopea corale. Infatti, per compiere l’impresa, l’eroe si avvalse dell’aiuto di un equipaggio di tutto rispetto, composto dai maggiori guerrieri della sua epoca, che prese posto nella prima grande nave


Pannello a intarsio di madreperla e pasta vitrea (opus sectile) raffigurante il rapimento del giovane Ila da parte delle Ninfe, dalla basilica di Giunio Basso sull’Esquilino a Roma. IV sec. d.C. Roma, Museo Nazionale Romano, Palazzo Massimo alle Terme.

che avesse mai solcato i mari: la mitica Argo, la «veloce», costruita per l’occasione da un artigiano dallo stesso nome.

Una spedizione in grande stile L’avventura, come spesso accade nelle grandi imprese del mito greco, ebbe origine da una contesa dinastica sorta tra il padre di Giasone, Esone e lo zio, Pelia, che aveva spodestato il fratellastro dal trono di Iolco in Tessaglia.

Il giovane Giasone fu mandato a studiare presso il centauro Chirone, leggendario maestro di molti grandi eroi, e tornò in patria solo a vent’anni d’età, per reclamare il proprio diritto al trono. Per l’occasione l’eroe indossava una bizzarra tenuta, rivestito di una pelle ferina, con il solo piede destro calzato e brandendo una lancia in ciascuna mano. Qualche tempo prima, però, un oracolo aveva messo lo zio usurpatore in guardia contro chi portava un

solo sandalo; questi perciò promise al nipote di riconoscergli il diritto a salire sul trono, a patto di compiere un’impresa impossibile: recuperare il vello dell’ariete d’oro che anni prima aveva raggiunto in volo il regno del re Eeta in Colchide, recando in groppa i giovani Frisso ed Elle, perseguitati dalla regina di Tebe. Pelia credeva di spingere cosí Giasone verso morte certa, ma non aveva considerato l’intraprendenza del nipote, che organizzò una a r c h e o 61


storia • storia dei greci/20

un’età senza fine

all’ellenismo dobbiamo i primi libri, la specializzazione, lo sviluppo delle scienze, un’arte scenografica ed esaltante: sono questi i caratteri salienti di un’epoca non ancora pienamente rivalutata e che, tuttavia, possiamo considerare come l’incubatrice di tanti sviluppi moderni della cultura, della religione e perfino... della globalizzazione di Fabrizio Polacco

D

ue verità vengono spesso trascurate sull’ellenismo: la prima è che la sua diffusione geografica andò ben oltre quella dell’impero di Alessandro e dei regni dei suoi successori; la seconda, piú sorprendente, è che, dal punto di vista culturale, esso non può dirsi ancora esaurito. Noi oggi viviamo in un mondo segnato dall’affermazione del razionalismo, al quale si accompagnano, quasi per contrappeso, intense reazioni tradizionalistiche e religiose. E, a grandi linee, fu questa la vicenda vissuta anche in età ellenistica: dopo una prima fase (conclusasi con la definitiva conquista romana dell’Oriente grecizzato) in cui fiorirono e si diffusero le scienze – anche quelle esatte, si pensi agli Elementi di Euclide – cosí come la retorica e la filosofia, ne seguí una seconda, culminante dopo vicende secolari, con la soppressione dell’Accademia platonica di Atene da parte di Giustiniano (529 d.C.), che vide la progressiva affermazione nella società di culti dal carattere misti-

92 a r c h e o

co e di origine orientale, sui quali il cristianesimo risultò alla lunga il vincitore, installandosi, infine, al vertice del potere. Oggi assistiamo a un intenso sviluppo, basato sulla tecnologia, la ricerca umanistica e scientifica, l’accumulo del sapere e la conseguente specializzazione delle competenze disciplinari. Un simile processo si realizzò già al culmine dell’ellenismo: allora si affermò e si diffuse quello straordinario strumento che è il libro, e furono create le prime strutture destinate a raccogliere volumi in grande quantità, le biblioteche. Non si trattava di locali destinati solo alla conservazione dei testi, poiché essi vi erano letti, consultati, commentati e discussi dagli intellettuali.

i primi studiosi Fu la prima volta che il genere umano poté fruire di una tale occasione. Il definitivo passaggio da una cultura trasmessa prevalentemente per via orale (quale era ancora quella della polis classica) a una basata sul testo scritto determinò una rivoluzione nel campo della conoscenza.

Medaglione in stucco con figura maschile, da Begram (nell’odierno Afghanistan). I sec. d.C. Kabul, Museo Nazionale. Nel sito afgano sono stati individuati i resti della capitale di uno dei regni greco-indiani formatisi all’indomani della dissoluzione dell’impero di Alessandro.

Divenne da allora possibile non solo conservare nel tempo e diffondere nello spazio tutte le conoscenze acquisite precedentemente, da chiunque e in ogni luogo; ma divenne altresí agevole confrontarle, sistematizzarle, compierne una ricognizione complessiva. Nacque cosí la figura dello studioso: cioè colui che, apprendendo anche e soprattutto dai


a r c h e o 93


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