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Tile Italia 1/2026

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Superfici, finiture di interni e arredi • prodotti e tecnologie per l’edilizia
Contiene I.P. ISSN 1120 - 7884

Profilo CERFIX PROANGLE PROFILPAS

Fuga cementizia ULTRACOLOR PLUS

Fuga epossidica KERAPOXY EASY DESIGN

Sigillante MAPESIL AC ZERO

IL PERFETTO ABBINAMENTO TRA PROFILO, FUGA E SIGILLANTE

Mapei Color è una gamma di venticinque finiture pensate per i profili Cerfix Proangle di Profilpas. Progettata per offrire un abbinamento cromatico perfetto con le tonalità delle fughe Ultracolor Plus, Kerapoxy Easy Design e del sigillante siliconico Mapesil AC Zero di Mapei.

Questa gamma risponde ad ogni esigenza estetica, sia tono su tono che a contrasto con la ceramica, rivelandosi la soluzione ideale per ogni ambiente.

Scopri gli abbinamenti cromatici di Mapei Color

GravitySystem

Il sistema che sostiene i tuoi progetti.

GravitySystem ridefinisce la posa dei pavimenti sopraelevati da esterno con una soluzione stabile, sicura e facilmente ispezionabile.

Progettato per resistere anche al vento più intenso, si adatta a ogni esigenza progettuale, inclusi formati multipli, garantendo libertà creativa e risultati impeccabili.

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INFORMAZIONI

TILE ITALIA È PUBBLICATO DA:

Kairos Media Group S.r.l.

Capitale Sociale: Euro 51.400,00 R.E.A. 329775

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1989 Tile Italia

CO-DIRETTORE:

Sara Falsetti

COLLABORATORI:

Paola Giacomini

Chiara Poggi

Carolina Armonti

Generoso Verrusio

Sabrina Tassini

PROGETTO GRAFICO: Sara Falsetti

RICEVERE TILE ITALIA:

Una copia: Euro 4

ABBONAMENTI: https://kairosmediagroup.it/it/shop/ abbonamento-tile-italia

Annuale: € 40

Biennale: € 60

L’abbonamento decorre dal mese di distribuzione. Tariffe speciali per gli abbonamenti collettivi sono disponibili su richiesta Conto Corrente Postale 20026415 intestato a Kairos Media Group srl. Spedizione in abbonamento postale presso la Filiale di Modena. L’IVA su-

gli abbonamenti, nonché sulla vendita dei fascicoli separati, è assolta dall’Editore ai sensi dell’art 74 primo comma lettera C del DPR 26.10.72 N. 633 e successive modificazioni.

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STAMPA E CONFEZIONE: Faenza Printing Industries SpA Via Vittime Civili di Guerra 35 48018 Faenza (RA)

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Le monografie per il mondo della progettazione

LE MONOGRAFIE PER IL

@materialicasa www.materialicasa.it

SFOGLIA LE MONOGRAFIE PUBBLICATE

in questo numero...

14 Abitare in Italia, tra fragilità economiche e nuovi modelli residenziali Generoso Verrusio

16 Costruzioni Europa, confermata la ripresa Euroconstruct

18 A wienerberger la maggioranza del Gruppo Italcer Paola Giacomini

22 FOTONOTIZIA

Borgo dei Conti Resort, 2.600 metri quadrati di rovere

Speciale DISTRIBUZIONE

A cura di Chiara Poggi

24 BigMarket 2026: a Firenze la filiera edile fa rete

26 Corradini Home Solutions: cultura del progetto e visione familiare

32 Duotermica: consulenza e progetto al centro dello showroom

TRENDS

38 Cloud Dancer, da Pantone il bianco inaspettato

PROGETTI

44 Europa Palace, Sanremo

48 Un outdoor by BE.ON DVYSION

52 Rorbuer, fiordo di Sykkylven

Speciale POSA 2026 A cura di

56 La differenza tra un lavoro finito e uno eseguito a regola d’arte

58 Showroom 2.0: Ellegidue - pionieri delle grandi lastre, trasformatori, innovatori

64 La parola ai top player

80 CASE HISTORY:"Non esistono problemi, ma soluzioni" Le aziende raccontano:

• Impertek - Appartamento privato lungomare, Jesolo

• Isolmant - Riqualificazione urbana, Cagliari

• Italprofili - Bordo piscina: sicurezza strutturale e valore tecnico

• Profilitec - Warner Bros Studios: eccellenza e sicurezza a 90 cm d’altezza

84 Intervista doppia:

Il mestiere del posatore fra arte, artigianato, tecnologie e.. intervista a Matteo Parri e Francesco Francalanci

Cantieri:

86 Maximall Pompeii, lo Shopping Resort alle porte dell’antica Pompei

90 Lugano, dettagli neri per un’eleganza contemporanea 94 ChorusLife, Bergamo

98 Prodotti&Novità dalle aziende

In copertina: Danilo Ramazzotti Italian Housefloor Picture by Giancalo Pradelli @ Cersaie 2025

IL PICCOLO DI CASA

Per fare bene le cose piccole, prima dobbiamo aver fatto bene quelle grandi. Il sublime va pensato in grande e il bello in piccolo. Di questo si tratta quando parliamo di eccellenza. Ti presentiamo il piccolo di casa EMAC®

Novovierteaguas Eclipse® XS è un profilo in alluminio laccato di dimensioni ridotte, il più compatto della gamma di gocciolatoi EMAC®, che offre un’estetica minimalista senza rinunciare alla funzionalità. L’esclusivo design del gocciolatoio EMAC®, scanalato lungo tutto il profilo, convoglia l’acqua piovana in modo efficace evitando colature sulla facciata. È dotato di un sistema a doppio alloggiamento, testato tramite diverse prove, per prevenire infiltrazioni d’acqua.

Con l’opzione di illuminazione LED, trasforma la tua facciata in un gioco di luce e design che ne esalta la bellezza. Inoltre incorpora un'aletta di posizionamento che facilita un’installazione precisa.

Novovierteaguas Eclipse® XS, un piccolo davvero grande.

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ordinario

(Che poi, in questo mondo, di “ordinario” c’è ben poco).

Dopo i “fuochi d’artificio” dell’ultimo numero dell’anno, quasi monografico e dedicato all’Osservatorio

Italia, torniamo - almeno nella forma - a un numero “ordinario”.

Ma prima: vi è stato utile? Avete usato quelle pagine come uno strumento di lavoro, come speravamo?

Vorreste che crescesse ulteriormente?

Lo chiediamo senza retorica, perché nelle settimane successive alla pubblicazione ci sono arrivati molti riscontri (anche da aziende importanti) e, in più di un’occasione, ci siamo sentiti dire la stessa cosa: «Questo studio mancava. È inedito. Serve».

Ed è una frase che - lasciatecelo dire - ripaga i sudori freddi patiti nel correggere quelle tabelle fitte-fitte.

Per questo, già da ora, vi chiediamo una cosa semplice: quando in autunno vi ricontatteremo con la nuo va survey, rispondete. Più voci raccogliamo, più la fotografia diventa fedele e più utile per tutti.

Nel frattempo, il mondo non concede tregua. L’incertezza economica si somma a quella geopolitica, e l’energia torna a essere un nervo scoperto, specie per una filiera energivora come la ceramica industriale. Confindustria Ceramica, in un comunicato di inizio marzo, parlava di “allarme rosso”, stimando per il comparto un extra-costo annuo di 180 milioni di euro.

È in questo scenario, in continua evoluzione*, che abbiamo scelto di aprire l’anno con uno Speciale Posa che non è solo un focus: è un promemoria.

Perché oggi - lo sappiamo bene - la superficie non finisce “con la piastrella” (o, meglio, non finisce con la scelta del materiale): la posa è diventata un sistema pa‑

vimento vero e proprio, una sinfonia di strati e funzionimassetti riscaldanti, fonoassorbenti, alleggeriti, ultrasottili per le ristrutturazioni, desolidarizzanti, antifrattura…che deve seguire una partitu ra sempre più tecnica e preci sa grazie alle mani e alle compe tenze di un professionista altamente formato.

Altro tema “caldo”: i sistemi per la realizzazione di pavimentazioni sopraelevate, con tutta la loro affascinante complessità di prestazioni, integrazioni e ispezionabilità.

In queste pagine troverete le testimonianze di oltre dieci fra le voci più autorevoli del settore, schede pro dotto sulle principali novità, case history e cantieri italiani e internazionali: non una vetrina, ma un percorso. Un dato, poi, ci piace portare alla vostra attenzione: le aziende italiane continuano a investire con decisione anche in eco‑sostenibilità di processi e prodotti, pur ammettendo che questa non rappresenti ancora in maniera uniforme un criterio di selezione dirimente per tutti i clienti.

È, prima di tutto, uno sforzo etico e di lungimiranza.

E allora sì: stringiamoci a coorte. Facciamo sistema.

In tempi di incertezze e budget contratti è comprensibile la tentazione di chiudersi nei canali “interni” e autoreferenziali; ma è proprio adesso che serve continuare a comunicare fuori, su canali esterni e autorevoli come, guarda un po’, la stampa tecnica per restare leggibili, credibili, connessi.

Rimanete con noi! Buona lettura. ●

*messa in stampa: 23/3/'26

tu, cosa fai quest'anno?

Gruppo Romani ha scelto di sostenere “Il tempo della montagna, ArchitetturaAlpinA in dieci storie”, un docufilm che trasforma l’architettura alpina italiana contemporanea in un racconto cinematografico volto a riportare la montagna al centro di una visione architettonica e culturale.

Nato da un’idea dell’associazione Architetti Arco Alpino, diretto da Francesca Molteni e Davide Fois, e prodotto da Muse Factory of Projects, il film indaga le trasformazioni dell’abitare nei territori di montagna ripercorrendo dieci luoghi – tra borghi recuperati e luoghi di cultura, istruzione e lavoro - e dieci interventi architettonici.

In primo piano una riflessione sul rapporto tra pratiche edilizie e paesaggio, adattamento ai cambiamenti climatici e rigenerazione, con l’intento di ritrarre il punto d’incontro tra tecnica e ambiente alpino, pensato come un laboratorio per una nuova visione dell’abitare che coinvolge cultura, etica e memoria. ll film è promosso dall’associazione Architetti Arco Alpino (AAA), che riunisce dieci Ordini degli Architetti delle province montane del Nord Italia e la première italiana, giovedì 5 marzo, inaugurerà un percorso di proiezioni attraverso festival, rassegne, conferenze e altre iniziative presso gli Ordini degli Architetti delle aree coinvolte.

MARAZZI: TOP EMPLOYER PER IL 10° ANNO CONSECUTIVO

L’attenzione di Marazzi alla cura delle persone e il suo costante investimento su sicurezza e formazione sono premiati anche nel 2025: per il decimo anno consecutivo l’azienda guadagna il titolo di Top Employer. Con 13.066 ore di formazione a 2.315 persone erogate solo quest’anno, uno dei moduli vincenti dell’impostazione aziendale di Marazzi è proprio la formazione, non solo in ambito specialistico e tecnologico – con forte focus su Intelligenza Artificiale, sicurezza e sviluppo delle competenze – ma anche in termini di investimento generazionale. Infatti dal 2024 sono cresciuti del 57% programmi dedicati a seguire i più giova-

ni come onboarding e Young Tile, mentre con il progetto Welcome to Marazzi for Kids & Schools si prevede entro il 2026 un coinvolgimento di più di 500 nuovi studenti, oltre ai 1.700 già coinvolti nell’arco di tre anni.

Altro asso nella manica è l’investimento sul fronte del benessere, tanto finanziario quanto psicofisico, del lavoratore. Con programmi di sostenibilità sociale come People-ness, ricco di iniziative volte alla prevenzione, all’inclusione e alla sicurezza; con formazione su DE&I e con l’ottenimento e applicazione della Certificazione sulla Parità di Genere (PdR 125), Marazzi riesce a creare un ambiente di lavoro

MAPEI APRE IL SUO PRIMO STABILIMENTO IN BELGIO

Il nuovo sito di Grâce-Hollogne è dedicato alla produzione di additivi per il calcestruzzo.

Il Gruppo Mapei, leader mondiale nella produzione di prodotti chimici per l’edilizia, ha inaugurato a Grâce-Hollogne il suo nuovo sito produttivo per gli additivi per calcestruzzo. Con questo investimento, l'azienda rafforza la propria presenza locale in Belgio e compie un passo importante verso tempi di consegna più brevi e un minore impatto ecologico per il settore belga del calcestruzzo. Lo stabilimento, il primo in Belgio, è un impianto completamente automatizzato, dove materie prime liquide e in polvere vengono dosate e miscelate con precisione secondo le formulazioni sviluppate dal Centro Ricerche Corporate in Italia. Con la sua inaugurazione, la filiale belga di Mapei rafforza la propria presenza nel settore edile del Paese, migliora i tempi

di risposta ai clienti e conferma il ruolo degli additivi per calcestruzzo come leva indispensabile per ottenere prestazioni elevate, oggi e in futuro. Mapei è presente in Belgio dagli anni ’70 e nel 1997 ha inaugurato la sede di Grâce-Hollogne che comprende un magazzino, un laboratorio di ricerca e sviluppo sul calcestruzzo, un centro di formazione, uno showroom e ora il nuovo impianto di additivi. Nel corso degli anni, Mapei ha contribuito alla realizzazione di gran-

che valorizza il dipendente e l’inclusione.

di opere come il Parlamento fiammingo a Bruxelles, il Berlaymont Building che ospita la Commissione Europea, l'aeroporto di Bruxelles Zaventem, la sede della Nato a Evere, il Grand Hopital a Charleroi e lo stadio di La Louviere.

Viadotti, gallerie, reti di trasporto, opere strategiche; la progettazione e la manutenzione delle infrastrutture necessita di competenze sempre più specialistiche, costante aggiornamento su materiali e tecniche costruttive, e una visione progettuale integrata.

A supporto concreto degli operatori di questo settore, Saint-Gobain lancia quindi una nuova sezione del sito Saint-Gobain Live dedicata proprio alle infrastrutture.

Saint-Gobain Live Infrastrutture è un ambiente digitale pensato per progettisti, ingegneri e professionisti tecnici che desiderano approfondire soluzioni applicati-

ve, casi studio e sistemi ad alte prestazioni. Si tratta di un catalogo in cui sono raccolti i migliori progetti - realizzati con soluzioni Saint-Gobain - strutturati, dettagliati e arricchiti con approfondimenti tecnici per supportare nuove decisioni progettuali in contesti complessi e ad alta responsabilità. Qui performance meccaniche, durabilità, comfort e sostenibilità non sono concetti astratti,

ma il risultato di applicazioni che rappresentano esempi concreti e ispirazioni per nuove progettazioni e realizzazioni: uno spazio che nasce per diventare punto di riferimento nel dialogo tra innovazione tecnologica e infrastrutture del futuro.

In occasione della Milano Design Week 2026, il Piccolo Teatro di Milano - una delle istituzioni culturali più prestigiose d'Italia e d'Europa - si trasforma con GROHE SPA Aqua Sanctuary in un santuario contemporaneo ispirato al concetto di benessere attraverso l’acqua, punto cardine della filosofia del brand GROHE, azienda tedesca leader nel settore della rubinetteria e dei sistemi sanitari. Il progetto - arricchito da partnership strategiche e ricerche innovative sui materiali - offre strumenti concreti ad architetti e interior designer per creare ambienti wellness e bagno armoniosi ad alto valore esperienziale ed emozionale.

L’installazione è pensata come un percorso olistico in tre atti: tre ambienti interconnessi - dedicati all’ispirazione, cura, e riflessione – guidano il visitatore attraverso un itinerario circolare fluido, che si trasforma in un invito ad allontanarsi dal ritmo pulsante della città, per trovare comfort e suggestione in un ecosistema attentamente studiato di finiture, colori, e materiali.

In questo contesto, l’identità del Piccolo Teatro Studio Melato diventa parte inte-

grante del racconto: l’uso di tecniche teatrali - quinte sceniche, proiezioni, suoni e sofisticati giochi di luce – dà vita a una living performance continua, trasformando lo spazio espositivo in un palcoscenico multisensoriale in cui materia, acqua e suono costruiscono un dialogo armonico. “Al Piccolo Teatro abbiamo immaginato spazi che celebrano il potere rigenerativo dell’acqua, offrendo autentici momenti di trascendenza” commenta Paul Flowers,

Chief Design and Brand Identity Officer di LIXIL “La Milano Design Week rappresenta un incontro vitale per la comunità creativa globale. Con GROHE SPA Aqua Sanctuary esploriamo la fusione profonda tra acqua e architettura, plasmando ambienti che elevano il concetto di benessere. In questi spazi mente, corpo e ambiente si allineano in perfetta armonia: la matericità e l’artigianalità ridefiniscono l’acqua come elemento architettonico trasformativo”.

TECNASFALTI CELEBRA 50 ANNI DI ISOLMANT

Si è tenuta presso la sede di Carpiano, nella bassa milanese, la celebrazione del mezzo secolo di Isolmant, storico marchio dell’isolamento acustico in edilizia che oggi, insieme a Isolspace, confluisce nel nuovo Gruppo Tecnasfalti.

Un anniversario che è stato anche l’occasione per ripercorrere 50 anni di ricerca sui materiali e di diffusione della cultu-

ra del comfort acustico negli edifici, tema su cui l’azienda ha contribuito negli anni anche allo sviluppo delle normative di riferimento.

Nel corso dell’evento Eugenio Cannio Ferrari, amministratore delegato dell’azienda, ha ricordato alcune delle tappe chiave di questo percorso: dall’introduzione delle prime soluzioni Isolmant ne-

gli anni Ottanta fino all’evoluzione verso sistemi sempre più specializzati per l’isolamento e la correzione acustica. Ferrari ha anche sottolineato il significato che ha oggi, per un’impresa familiare, raggiungere il traguardo dei cinquant’anni di attività: un traguardo sempre più eccezionale in un’Italia come quella di oggi, che racconta passione, capacità di adat-

FUORISALONE 2026: GROHE PRESENTA AQUA SANCTUARY AL PICCOLO TEATRO DI MILANO

tarsi ai cambiamenti del mercato e volontà di guardare al futuro.

Uno dei momenti più importanti della giornata è stato quello in cui Lorenzo ed Eugenio Cannio Ferrari hanno presentato ufficialmente la terza generazione della famiglia, Alessia ed Eugenia, già coinvolte nelle attività dell’azienda e pronte a mettere la loro firma in una storia imprenditoriale iniziata nel 1976.

Durante la visita è stato possibile visitare gli spazi di Isolspace, a pochi passi dalla sede di Isolmant, dove prende forma la parte più progettuale e legata al design dell’offerta del gruppo: soluzioni di fonocorrezione pensate per hotel, uffici e ambienti pubblici.

Oggi, con il nuovo assetto che riunisce i marchi Isolmant e Isolspace sotto il Gruppo Tecnasfalti, l’azienda guarda a una fa-

se di ulteriore sviluppo, con l’obiettivo di portare il tema del benessere acustico in un numero sempre più ampio di contesti applicativi.

APRE A MILANO IL GEBERIT EXPERIENCE CENTER

Il primo spazio polifunzionale del Gruppo Geberit a livello internazionale aprirà il 20 aprile, durante il FuoriSalone. La scelta di Milano conferma il ruolo centrale dell’Italia nella strategia aziendale.

Geberit sceglie l’Italia, e in particolare Milano, per l’apertura del Geberit Experience Center, il primo spazio polifunzionale del gruppo a livello internazionale che fungerà come luogo di incontro e confronto tra progettisti, imprese, architetti, installatori, consumatori finali e istituzioni.

“L’Italia continua a rappresentare un mercato strategico per Geberit, il terzo per fatturato”, dichiara Giorgio Castiglioni, Direttore Generale di Geberit. “Nel 2025 abbiamo registrato una crescita dell’1,6%, all’interno di un percorso di sviluppo che ci ha portato da 174 milioni di euro nel 2020 a 273 milioni di fatturato netto nel 2025. Un risultato che riflette la fiducia nel nostro brand da parte degli italiani, oltre che la solidità delle relazioni costruite con partner grossisti, installatori, progettisti, imprese e architetti. Proprio per questo, l’apertura del nostro Geberit Experience Center è una dimostrazione concreta di quanto l’Italia sia, oggi e sempre di più, al centro del nostro percorso”.

Lo spazio, quasi 800 m2, è situato nello storico distretto milanese del design, in Via Tortona 31 presso Opificio 31, e si sviluppa in sei aree chiave. Tra queste, Mix & Match, pensata per valorizzare la libertà compositiva tra forme, colori e materiali dei prodotti Geberit, e “Design meet function”, composta da quattro ambienti bagno reali, pensati per presentare la varietà di prodotti e soluzioni Geberit in contesti applicativi concreti. Attraverso

un intelligente gioco di luci e scenografie dinamiche, gli spazi si trasformano e si moltiplicano, dando vita a nove configurazioni differenti che raccontano in modo efficace la versatilità progettuale delle soluzioni estetiche del brand.

Per la progettazione e realizzazione dello spazio, Geberit si è affidata allo studio di architettura Ippolito Fleitz Group e a POLI.design, il centro per la formazione post-laurea a livello nazionale e internazionale parte integrante del Sistema Design del Politecnico di Milano.

Lo spazio è stato realizzato con la collaborazione e il contributo di Marazzi Group, simbolo del Made in Italy nel settore delle piastrelle di ceramica, Zucchetti Rubinetteria, brand conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo, punto di riferimento del settore rubinetteria e BTicino, leader nel settore delle infrastrutture digitali ed elettriche degli edifici.

Geberit Experience Center aprirà le porte

ai visitatori a partire dal 20 aprile, durante la settimana del FuoriSalone 2026, in cui l’azienda ospiterà l’installazione “Flow. Form. Function”, realizzata in collaborazione con lo studio di architettura Atelier Oï: un percorso immersivo che unisce arte, design e il know-how tecnologico dell’azienda, dando forma a uno spazio in cui il flusso dell’acqua consente una perfetta armonia tra forma e funzionalità.

Segnature è la seconda collezione disegnata da Cristina Celestino per CEDITCeramiche d’Italia, marchio Florim. Ispirata alle trame della carta crespa, alle nervature del mondo vegetale e a certe geometrie minime delle trame tessili, l’intenzione della collezione è indagare la relazione tra segno e superficie, con l’idea di associare a un materiale solido come il gres porcellanato un senso di fragilità e leggerezza.

La gamma si articola in due estetiche complementari: Fibra, pensata per il ri-

vestimento, e Foglio, adatta anche a pavimento.

Le strutture visive si organizzano in una griglia che genera movimenti percettivi sottili, conferendo profondità e dinamismo alla lastra, tanto sul piano tattile quanto su quello visivo. Nella visione dell’autrice, infatti, la superficie ceramica si fa superficie evocativa, un microorganismo vivo, capace di accogliere la luce, suggerire gesti e costruire ambienti con discrezione e profondità.

MOHAWK INDUSTRIES PREPARA IL TERRENO PER LA RIPRESA

Mohawk Industries archivia un altro anno sfidante per l’industria globale del flooring, riuscendo a contrastare il complesso contesto di mercato e a chiudere il 2025 con un giro d’affari sostanzialmente stabile sul 2024. Merito anche di un quarto trimestre che ha registrato un incremento dei ricavi del 2,4% sul quarto trimestre 2024 (a 2,7 miliardi di dollari) e che ha consentito alla multinazionale americana di chiudere l’esercizio con ricavi netti consolidati pari a 10,8 miliardi di dollari (-0,5% sull’anno precedente, o -1,3% su base rettificata). Circa il 55% dei ricavi è stato generato negli Stati uniti, il 30% in Europa e il 15% in altre aree geografiche.

Le pressioni sui prezzi di mercato e l’incremento dei costi di produzione hanno penalizzato la redditività: nel 2025 l’utile netto rettificato è risultato pari 559 milioni di dollari (-9,4% sull’anno precedente), il risultato operativo è sceso a 489,8 milioni di dollari (contro i 693,5 milioni del 2024).

Il gruppo ha generato un flusso di cassa disponibile di 621 milioni di dollari e ha riacquistato 1,3 milioni di azioni nell’ambito del programma di buyback. In risposta alla debolezza dei mercati, gli investimenti in capitale sono stati ridotti a 435 milioni di dollari.

Commentando le performance del quarto trimestre e dell’intero esercizio, il Presidente e CEO Jeff Lorberbaum ha affermato che i risultati sono stati in linea con le aspettative.

“Nei nostri mercati, la domanda nel segmento commerciale è rimasta stabile, mentre il settore residenziale ha mostrato una perdurante debolezza, soprattutto negli Stati Uniti dove la flessione delle nuove costruzioni ha influenzato i nostri volumi di vendita. All’incremento dei costi di produzione – incluso l’impatto dei da-

zi statunitensi il cui costo è stato sostenuto come previsto – abbiamo risposto con una serie di azioni, tra cui l’ulteriore ottimizzazione della produttività, azioni di ristrutturazione e miglioramento del mix di prodotti”. In generale, secondo Lorberbaum: “il quarto trimestre ha rispecchiato la persistenza dei fattori macroeconomici che il settore sta affrontando dalla seconda metà del 2022. La fiducia dei consumatori resta debole e molti investimenti discrezionali, come le ristrutturazioni delle abitazioni, continuano ad essere posticipati. Inoltre, il turnover immobiliare nei nostri principali mercati rimane ai minimi storici, a causa delle difficoltà di accesso alla proprietà e dell’incertezza economica. Un dato positivo è che a dicembre, negli Stati Uniti, le vendite nel segmento residenziale sono aumentate, sostenute dai tassi ipotecari ai livelli più bassi dall’autunno 2022. Ci aspettiamo che questo elemento, unito a potenziali azioni governative, funga da stimolo alla ripresa del mercato immobiliare”.

A fine 2025, il segmento Global Ceramic ha registrato ricavi pari a 4,3 miliardi di dollari (+1,5% sul 2024), portando al 39,8% la sua quota sui ricavi totali del gruppo e confermandosi il maggiore produttore mondiale di piastrelle ceramiche, con stabilimenti in USA, Messico, Brasile, Italia, Spagna, Bulgaria, Polonia e Russia e i marchi American Olean, DalTile, Marazzi, Ragno, Emilgroup, Eliane, Elizabeth, Vitromex, Kai, Kerama Marazzi. Migliora anche l’Ebit del segmento, passato dai 249,5 milioni di dollari del 2024 a 266,7 milioni di dollari nel 2025 (+6,9%).

I risultati di fine anno sono stati trainati anche dal trend positivo del quarto trimestre, in cui la divisione ha generato vendite per 1,07 miliardi di dollari (+6,1%) e un margine operativo del 6,1%; la mag-

giore produttività e un migliore mix di prezzi hanno parzialmente compensato l’aumento dei costi di produzione e i minori volumi di vendita.

Come segnalato dal Presidente di Mohawk Industries, i primi mesi del 2026 hanno mostrato condizioni di mercato simili al quarto trimestre 2025. Sebbene negli Stati Uniti la domanda di ristrutturazioni residenziali sia ancora debole, gli indici NAHB indicano un miglioramento negli ultimi due trimestri. In questo scenario il gruppo conferma il proseguimento della strategia basata su produttività, riduzione dei costi, lancio di nuovi prodotti premium e incremento dei prezzi di vendita per rafforzare la competitività e incrementare vendite e redditività.

“L’entità della nostra crescita quest’anno dipenderà però da diversi fattori esterni – condizioni economiche, andamento dei tassi, eventi geopolitici e, soprattutto, il ritmo di ripresa delle ristrutturazioni residenziali”, conclude Lorberbaum.

Jeffrey Lorberbaum

Telaio pieghevole: ingombri ridotti per facilitare gli spostamenti

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ABITARE IN ITALIA TRA FRAGILITÀ ECONOMICHE E NUOVI MODELLI RESIDENZIALI

Il mercato immobiliare si muove, ma dentro una cornice di crescente vulnerabilità sociale.

Il 18esimo rapporto Nomisma e l’approfondimento dedicato all’emergenza casa restituiscono un quadro

Da un lato, come detto, il mercato tricolore continua a muoversi, con un numero di compravendite che nel 2025 raggiunge circa 770mila transazioni e con un incremento del 30,8% nell’importo dei nuovi mutui erogati.

Dall’altro lato, però, la capacità economica si indebolisce – soprattutto per giovani, famiglie monoreddito e anziani soli – generando un disallineamento tra domanda e possibilità reale di acquisto e accesso alla casa.

Solo il 35 8% dei nuclei familiari, infatti, ritiene adeguato il proprio reddito per coprire le spese essenziali; oltre un quarto ammette di non riuscire più a risparmiare.

La percezione del futuro pare essere

nitido e al contempo articolato della situazione abitativa italiana: il numero di compravendite raggiunge nel 2025 circa 770mila transazioni, con un incremento del 30,8% nell’importo dei nuovi mutui erogati.

permeata da un diffuso pessimismo: il 76% delle famiglie prevede un peggioramento dell’economia nazionale nel 2026 e quasi la metà teme ripercussioni dirette sul proprio bilancio.

In questo scenario, la domanda abitativa non scompare, ma muta radicalmente forma: diventa prudente, più selettiva, più attenta al rapporto tra qualità e costo complessivo dell’abitare.

AFFITTO, DA SCELTA A NECESSITÀ

Una delle trasformazioni più evidenti degli ultimi anni riguarda la locazione. Nomisma mostra come l’affitto sia sempre più una necessità e sempre meno una scelta

Oggi il 53,6% degli inquilini vive in locazione perché non ha alternative. In un

solo anno, la quota di famiglie che risiede in affitto per periodi superiori ai 6 mesi è passata dal 3,3% al 5,5%. Le ragioni di questo spostamento sono molteplici: redditi stagnanti, difficoltà di accesso al credito per giovani e nuclei fragili, aumento dei costi energetici e scarsità di alloggi a prezzi sostenibili.

A complicare ulteriormente il quadro interviene la condizione del patrimonio edilizio italiano.

Il 70% delle abitazioni ha più di cinquant’anni e il 76% degli edifici è privo di ascensore.

Si tratta di un patrimonio costruito per un Paese diverso da quello attuale, con esigenze abitative che non corrispondono più ai bisogni contemporanei.

NUOVI MODELLI PER UNA POPOLAZIONE CHE INVECCHIA

È proprio l’invecchiamento demografico a spalancare uno dei capitoli più urgenti dell’abitare contemporaneo: il senior living.

Nell’articolo “Una via italiana per il senior living?”, Nomisma Real Estate sottolinea come l’Italia sia uno dei Paesi più longevi al mondo, ma con un’offerta abitativa per anziani autosufficienti ancora marginale e frammentata.

L’80% degli over 65 vive in case di proprietà, spesso troppo grandi e difficili da mantenere

Il modello di senior living delineato nell’analisi prevede appartamenti compatti, generalmente bilocali tra i 50 e i 60 metri quadrati, con una quota del 10-15% destinata a soggiorni temporanei e circa il 10% delle superfici dedicate a spazi comuni e servizi.

Il senior living non è una struttura sanitaria né un modello assistenziale tradizionale. È un ambiente domestico evoluto, pensato per garantire autonomia, sicurezza e socialità. In Italia, nondimeno,

la sua diffusione è ancora limitata, frenata da fattori perlopiù culturali. Eppure, proprio la combinazione tra fragilità economica, inadeguatezza del patrimonio edilizio e crescita della popolazione anziana rende questo modello quanto mai necessario.

In sintesi, conclude il suo report Nomisma, gli italiani cercano case più piccole ma meglio progettate, spazi comuni che favoriscano la socialità, abitazioni accessibili e adatte a tutte le età, soluzioni temporanee o flessibili per affrontare transizioni lavorative e personali. Di pari passo cresce anche l’attenzione alla qualità e alla durabilità dell’immobile: perché non conta solamente il prezzo d’ingresso, ma il costo di gestione spalmato nel tempo. È su questo terreno – di pura e semplice sostenibilità economica – che si giocherà la partita dell’abitare negli anni a venire.

(Fonte Nomisma) ●

How to make it. SEPT 22 — 25 2026

RIMINI EXPO CENTRE

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Economia

COSTRUZIONI EUROPA

COSTRUZIONI EUROPA CONFERMATA LA RIPRESA

Dopo due anni consecutivi di contrazione, il settore edilizio europeo entra in una fase di cauta stabilizzazione, segnando l’inizio di un progressivo assestamento del mercato.

Secondo le ultime rilevazioni diffuse in occasione

Secondo quanto riportato all'ultima Conferenza Euroconstruct, tenutasi a Parigi lo scorso novembre, grazie al miglioramento delle condizioni di finanziamento e al ruolo trainante delle opere di ingegneria civile, le prospettive stanno cambiando: nel 2025 è previsto un modesto incremento dello 0,3%, seguito da un’espansione più significativa del 2,4% nel 2026.

I principali indicatori economici mostrano però segnali contrastanti. Sebbene i tassi di interesse siano diminuiti dai picchi del 2023 e l’inflazione si sia ridotta in tutta Europa, l’attività edilizia resta sotto pressione a causa di rilevanti criticità: elevati costi di costruzione, problemi di accessibilità, investimenti privati contenuti e persistente incertezza macroeconomica

Questi ostacoli gravano soprattutto sul settore delle costruzioni, in particolare sul comparto residenziale.

della 100 a Conferenza Euroconstruct (Parigi, 24 e 25 novembre), la produzione edilizia totale nei 19 Paesi membri era infatti diminuita dello 0,5% nel 2023 e dell’1,7% nel 2024, segnando la performance peggiore dall’inizio della pandemia.

RESIDENZIALE, PRINCIPALE FRENO ALLA CRESCITA

Il comparto residenziale rimane l’ambito che più limita la crescita complessiva. La produzione di nuove abitazioni è diminuita sia nel 2023 sia nel 2024, e una vera ripresa si materializzerà solo nel 2027. Anche il segmento delle ristrutturazioni residenziali, ridotto nel 2024, dovrebbe registrare un nuovo calo nel 2025, per poi tornare a una crescita modesta negli anni successivi. Questa tendenza conferma il fatto che, pur mantenendo la loro resilienza, le ristrutturazioni non sostengono più il settore edilizio nei periodi di difficoltà economica come accaduto in passato durante il boom dell’efficientamento energetico.

DOMANDA IN EVOLUZIONE NEL NON RESIDENZIALE

Il settore non residenziale mostra una

performance leggermente migliore.

Dopo una piccola contrazione nel 2024, la crescita tornerà nel 2025, accelerando ulteriormente nel 2026. Tuttavia, la composizione della domanda sta cambiando: il dato relativo alle nuove costruzioni non residenziali è stata rivista al ribasso per il 2025, riflettendo una domanda più debole in ambito commerciale, industriale e logistico, in un contesto di rallentamento economico. Le ristrutturazioni non residenziali restano il vero motore, previste in crescita nel 2025 e nel 2026, sostenute dai requisiti di efficienza energetica e dal rinnovo degli edifici privati e pubblici più datati.

L’INGEGNERIA CIVILE RESTA IL COMPARTO PIÙ SOLIDO

L’ingegneria civile si conferma in crescita. Dopo aver registrato segni più nel 2023 e nel 2024, nel 2026 il settore è previsto in

ulteriore espansione, con contributi derivanti sia dalle nuove infrastrutture sia dalle ristrutturazioni. Il settore dovrebbe superare nettamente i livelli del 2023 già nel 2026, trainato dagli investimenti nei trasporti, infrastrutture per la transizione energetica, adattamento climatico e dai programmi finanziati dall’UE.

ANDAMENTI ETEROGENEI

La ripresa dell’edilizia europea procede a

velocità diverse nei singoli Paesi. Solo quattro Paesi - Irlanda, Polonia, Svezia e Regno Unito - registreranno una crescita annualizzata superiore al 4% tra il 2026 e il 2028, la Spagna crescerà ad un tasso medio del 3% annuo, mentre Francia e Germania mostreranno dinamiche più contenute: +1,7% e +1,1% rispettivamente. L’Italia crescerà su base annua solo dello 0,6%, nonostante una significativa revisione al rialzo rispetto alle precedenti previsioni. In fondo alla classifica il Belgio (+0,5%).

L’Irlanda si conferma il mercato a più rapida crescita fino al 2028, sostenuta da forti investimenti pubblici e da una domanda resiliente. Per la Polonia è previsto uno sviluppo sostenuto a medio termine, mentre Spagna e Portogallo beneficiano di un’espansione diffusa sia nel settore edilizio sia in quello dell’ingegneria civile. Al contrario, Germania Austria Francia e Italia affrontano difficoltà persistenti dovute alla debole domanda residenziale, costi elevati e finanziamenti limitati.

DINAMICHE DI CRESCITA

Source: Euroconstruct November 2025

Una delle evidenze più chiare delle previsioni di novembre 2025 riguarda la composizione della crescita: le nuove costruzioni e l’ingegneria civile guideranno sempre più il ciclo a partire dal 2025, mentre le ristrutturazioni – pur stabili – entreranno in una fase di minore espansione, a causa del restringimento dei vincoli fiscali e della riduzione dei principali programmi di incentivazione. La produzione edilizia totale supererà i livelli del 2023 entro il 2027, sebbene la ripresa rimanga disomogenea e sensibile all’incertezza economica in corso. Nel complesso, la rete Euroconstruct prevede una ripresa graduale del settore edilizio. La combinazione di condizioni finanziarie in miglioramento, programmi infrastrutturali di lungo termine e domanda stabile nelle ristrutturazioni dovrebbe stabilizzare il mercato già nel 2025 e favorire una crescita più significativa a partire dal 2026. (Fonte Euroconstruct) ●

A WIENERBERGER LA MAGGIORANZA DEL GRUPPO ITALCER

GRAZIANO VERDI, CEO DEL GRUPPO ITALCER FIN DALLA SUA CREAZIONE NEL

2017, RIMARRÀ ALLA GUIDA DELL’AZIENDA E CONTINUERÀ A SVILUPPARNE LE ATTIVITÀ

Il Gruppo Italcer, tra i maggiori gruppi italiani nel settore delle piastrelle ceramiche, passa di mano. Il 24 febbraio, in occasione della presentazione dei dati 2025, il gruppo austriaco wienerberger – il maggiore produttore

mondiale di laterizi – ha annunciato l’accordo per l’acquisizione del gruppo ceramico italiano, controllato dai fondi di investimento Mindful Capital Partners e Miura Partners e guidato da Graziano Verdi.

Il completamento dell’operazione dovrebbe avvenire nel secondo trimestre del 2026 (probabilmente già in aprile), subordinato all’approvazione delle autorità antitrust.

In una prima fase, wienerberger acquisirà da MCP, Miura e loro co-azionisti il 50%

più un’azione del gruppo Italcer, mantenendo un’opzione d’acquisto delle restanti azioni da finalizzare entro il primo semestre del 2027.

L’acquisizione sarà finanziata mediante disponibilità liquide proprie e finanziamenti bancari; la valorizzazione di Italcer,

non comunicata dalle parti, potrebbe aggirarsi sui 560/600 milioni di euro.

ITALCER, UN GRUPPO DA 350 MILIONI DI EURO

In questi primi otto anni di vita, Italcer è ri-

di

▶ p.giacomini@kairosmediagroup.it

uscito a realizzare il progetto per cui era nato: creare un hub della ceramica Made in Italy attraverso una solida strategia buy & build che ha riunito marchi di alto di gamma e storiche realtà del settore, accrescendone il valore grazie a efficienti processi di integrazione e ai forti investimenti tecnologici volti alla crescita. Ai primi ingressi di La Fabbrica-AVA Elios Ceramica e Devon&Devon nel 2017 sono seguite Ceramica Rondine (2018), Cedir (2020), la spagnola Equipe Cerámicas specializzata nei piccoli formati (2021), Fondovalle (2022) e Terratinta (2023). Brand d’eccellenza con cui Italcer copre l’intera gamma di superfici ceramiche, dai formati più piccoli, alle grandi lastre in gres porcellanato per l’architettura, l’arredo e l’outdoor, oltre all’arredobagno di lusso (Devon&Devon).

L’EBITDA, pari a 75 milioni di euro, corrisponde a un margine sui ricavi superiore al 20%.

Il gruppo vanta oggi 12 stabilimenti tra Italia e Spagna, una capacità produttiva intorno ai 24 milioni mq/anno, circa 1.200 dipendenti e 15.000 clienti nel mondo. Italcer ha chiuso il 2025 con un fatturato di oltre 350 milioni di euro, di cui circa il 75% realizzato con esportazioni soprattutto in Europa e Nord America

La rapida crescita del Gruppo Italcer non è stata ottenuta con le sole acquisizioni. Gli investimenti industriali e in ricerca applicata sono stati ingenti in questi anni, rivolti ad innovare sia il prodotto sia i processi. Fortissima l’attenzione alla sostenibilità e alla decarbonizzazione

Dalle superfici Advance antibatteriche e antinquinanti, all’installazione del primo forno elettrico avviato nello stabilimento di Equipe Ceramicas nel 2024 (il

Graziano Verdi

primo in Europa nel comparto delle piastrelle ceramiche).

Lo stesso anno è stato presentato un impianto all’avanguardia, già brevettato, per la cattura della CO2 e di altri inquinanti organici e inorganici emessi dagli impianti produttivi e loro trasformazione in nuova materia prima ad elevato valore aggiunto, utilizzata in diversi settori manifatturieri; per trasformare il progetto da impianto pilota a impianto su scala industriale sono stati previsti 50 milioni di

euro di investimenti nei prossimi cinque anni. Un riconoscimento dell’impegno del gruppo verso la decarbonizzazione è arrivato con l’assegnazione del Sustainability Award 2024, primo classificato tra le 100 aziende italiane con fatturato superiore ai 250 milioni.

LA TRAIETTORIA DI CRESCITA

PROSEGUIRÀ CON WIENERBERGER

L’acquisizione di Gruppo Italcer da parte

Con oltre 200 siti produttivi

distribuiti tra Europa e Stati

Uniti (General Shale) e 20.000 dipendenti in tutto il mondo, Wienerberger è il più grande produttore mondiale di laterizi ed è leader di mercato in Europa nel segmento delle tegole in laterizio, nonché, in Europa

orientale, nel mercato delle pavimentazioni in calcestruzzo. Il gruppo è anche uno dei principali player europei nel segmento dei pipes (tubi in ceramica e plastica), mentre in Nord America è tra i maggiori produttori di mattoni faccia a vista e sistemi per facciate

di wienerberger consentirà ad entrambi i gruppi di dare forte impulso ai percorsi di crescita di cui sono stati protagonisti finora, favoriti fra l’altro dalla presenza di diversi punti di contatto tra le due realtà. Lo sottolinea lo stesso Graziano Verdi, che afferma: “Italcer ha costantemente sovraperformato il mercato grazie a una strategia di successo incentrata su soluzioni innovative e all’avanguardia e su un servizio di altissimo livello. Diversificando il nostro portafoglio e mantenendo i più elevati standard qualitativi, abbiamo sempre trovato domanda in un’ampia varietà di mercati di esportazione, crescendo in modo sostenibile nei diversi segmenti. Questo approccio proattivo ci ha garantito resilienza in un contesto economico globale complesso, un aspetto che abbiamo in comune con wienerberger. Condividiamo inoltre l’obiettivo di promuovere la trasformazione sostenibile del settore delle costruzioni e i nostri portafogli si completano a vicenda, consentendo lo sviluppo di nuove soluzioni edilizie integrate.”

Sinergie e nuove opportunità derivanti dall’ingresso in un colosso da

Heimo Scheuch, CEO wienerberger

4,6 miliardi di euro sono evidenti. “Con l’ingresso di wienerberger come azionista di controllo – prosegue Verdi che rimarrà CEO e Capo Azienda - Italcer rafforza il suo posizionamento e si proietta in un periodo di cinque anni di forte crescita con il rafforzamento della sua presenza sui mercati chiave come gli Stati Uniti”. Stati Uniti, dove peraltro Verdi ha più volte manifestato in questi anni l’interesse di sbarcare con uno stabilimento produttivo.

UN’ACQUISIZIONE STRATEGICA

CHE CREA VALORE

Presentando l’operazione alla stampa, il CEO di wienerberger, Heimo Scheuch, ha sottolineato diversi aspetti strategici che contribuiranno al “prossimo capitolo di crescita” della multinazionale viennese.

Sicuramente, la possibilità di completare il portafoglio prodotti con soluzioni ceramiche di alta gamma, in particolare i rivestimenti per facciate, rafforzerà la posizione di wienerberger nel mercato delle nuove costruzioni e nel crescente settore delle ristrutturazioni, in linea con la strategia di crescita perseguita già nel 2024 con l’acquisizione di Terreal nel segmento delle coperture. L’acquisizione di Italcer genererà inoltre significative sinergie

operative sia sul fronte produttivo (materie prime, tecnologie, innovazione) sia nell’accesso ai mercati

In comune, le due aziende hanno anche l’approccio innovativo alla sostenibilità dei processi: nel 2024 anche wienerberger mise in funzione il primo forno elettrico al mondo per la produzione di laterizi nello stabilimento di Uttendorf, in Austria.

A questi punti di forza si somma poi la grande attrattività del profilo finanziario di Gruppo Italcer che rende l’operazione pienamente accrescitiva in termini di valore, con un impatto positivo immediato sui margini consolidati e una previsione di contributo all’EBITDA di Gruppo, nel medio termine, superiore a 100 milioni di euro.

WIENERBERGER CRESCE ANCHE

NEL 2025

Nel 2025, wienerberger ha dimostrato ancora una volta la solidità del proprio modello di business in un contesto macroeconomico sfidante.

Nonostante il forte calo delle nuove costruzioni residenziali nella maggior parte dei mercati europei e nordamericani, il Gruppo ha incrementato i ricavi a 4,6 miliardi di euro (+1% sui €4,5 miliardi del

2024), centrando anche le previsioni sugli utili, con un EBITDA operativo pari a 754 milioni di euro (-1% sui €760 milioni dell’anno precedente) e un margine del 16,5%.

L’utile netto è raddoppiato a 168 milioni di euro (2024: €84 milioni), mentre l’utile per azione è cresciuto in modo significativo, passando da €0,72 nel 2024 a €1,52 nel 2025. Il free cash flow ha raggiunto il secondo livello più elevato nella storia della società, attestandosi a 474 milioni di euro, rispetto ai €417 milioni dell’anno precedente.

Per il 2026, wienerberger prevede il protrarsi dell’instabilità geopolitica e della volatilità macroeconomica, senza una ripresa strutturale delle nuove costruzioni residenziali né un rimbalzo generalizzato dei mercati. In questo contesto, escludendo l’impatto dell’acquisizione di Italcer, il Gruppo prevede per quest’anno un lieve miglioramento dell’EBITDA operativo fino a circa 760 milioni di euro, un risultato su cui pesa l’incremento dei costi energetici che, secondo le previsioni del gruppo, impatterà per circa 30 milioni di euro. Nell’ipotesi di consolidare Italcer per otto mesi dal closing, l’EBITDA operativo previsto nel 2026 salirebbe di 50 milioni di euro, raggiungendo gli €810 milioni. ●

BORGO DEI CONTI RESORT, 2.600 METRI QUADRATI DI ROVERE

2.600 metri quadrati di superfici biocompatibili, un’unica essenza, il rovere – “Ricco”, appartenente alla collezione Boschi di Fiemme –, utilizzato in tre diversi schemi di posa e con lavorazioni su misura. Progetto Spagnulo & Partners

A meno di un anno dalla riapertura del 2024, il Borgo dei Conti Resort amplia la propria geografia, inaugurando a maggio del 2025 la nuova Colonica: un edificio del primo Novecento che arricchisce di 19 camere e suite la tenuta adagiata nella campagna umbra. Un’integrazione misurata, in continuità con il meticoloso progetto di ristrutturazione conservativa del resort, seguito a partire dal 2022 dallo studio milanese Spagnulo & Partners.

Borgo dei Conti Resort – parte di The Hospitality Experience, gruppo di hotel e resort italiani –si innesta in un contesto antico, a pochi chilometri da Perugia. I primi insediamenti risalgono al XIII secolo e sono riconducibili a una fortezza che a metà Ottocento si trasforma nella residenza nobiliare del Conte Lemmo Scotti, tra i principali pittori umbri del periodo. Oggi ospita una costellazione di luoghi all’interno di un parco secolare di 16 ettari che accoglie: la Villa e la Colonica – con lobby, spazi comuni e 40 tra camere e suite –, il Ristorante Cedri e l’Osteria del Borgo, l’infinity pool e la Spa anti-age, oltre al piccolo rifugio Casa della Contessa e, nel belvedere, un cinema all’aperto.

Grazie al lavoro filologico di Spagnulo & Partners il territorio, la natura circostante e i suoi codici storico-artistici sono radicati nel DNA del resort, mentre il saper fare artigiano ha orientato il metodo di lavoro.

IL CONTRIBUTO DI FIEMME TREMILA

Anche nella nuova Colonica, come nel resto del complesso, ad accompagnare il passo degli ospiti sono i pavimenti in legno biocompatibile di Fiemme Tremila, scelti per la qualità, la salubrità del prodotto e la competenza tecnica dell’azienda.

Per l’intero intervento è stata scelta la stessa

essenza: “Ricco”, un rovere senza tempo dal caldo legno color caramello, leggermente anticato, percorso da venature tabacco e animato da nodi profondi

Se l’essenza prescelta è unica in tutto il progetto per dare coerenza all’ambiente, i sistemi di posa sono tre – spina italiana, plancia a correre e quadrotta – e definiscono diversi spazi e funzioni.

La quadrotta, in particolare, è stata realizzata su misura da Fiemme Tremila in quattro varianti dimensionali e decorative, tutte su disegno di Spagnulo & Partners, che ha reinterpretato il tradizionale modulo del “parquet de Versailles”. Un lavoro di accuratezza millimetrica, grandi campionature e continui affinamenti in cantiere, seguito con approccio sartoriale da Bazzurri, storica rivendita perugina (intervistata su Tile Italia 1/2025 NDR) che ha gestito in loco ogni fase del progetto di ristrutturazione: dalla demolizione alla ricostruzione, dagli impianti alla fornitura fino alla messa in opera delle finiture.

Anche nella Colonica a terra domina quindi “Ricco”, posato a spina nelle camere e a correre nei corridoi, bordato da fasce perimetrali sempre in legno, ma in essenza più scura.

Quattro suite sono state realizzate con quercia toscana di recupero, valorizzando una materia prima già vissuta. “Ricco” riveste anche le scale interne delle suite che conducono ai soppalchi: leggere strutture metalliche con parapetti in vetro lasciano emergere la matericità delle alzate e dei gradini a contrasto.

«Borgo dei Conti è un progetto per noi particolarmente significativo – spiega Marco Felicetti, AD di Fiemme Tremila – sia per l’ampiezza dell’intervento, oltre 2.600 metri quadrati di superficie, sia per il livello di personalizzazione richiesto. Abbiamo apprezzato la possibilità di collaborare con realtà di valore e la sensibilità dimostrata verso un tema per noi centrale: la salubrità degli ambienti, garantita dalla biocompatibilità dei nostri legni». ●

GRANDE DISTRIBUZIONE

BigMarket 2026

A FIRENZE LA FILIERA EDILE FA RETE

Il 26 e 27 febbraio Firenze ha ospitato la dodicesima edizione di BigMarket, l’appuntamento annuale di BigMat dedicato al mondo della distribuzione di materiali per costruire e ristrutturare.

Negli spazi della Fortezza da Basso, 168 soci italiani del Gruppo e 120 fornitori selezionati si sono incontrati per analizzare l’andamento del comparto e pianificare le strategie per il 2026, registrando oltre 1.200 presenze complessive.

L'incontro è stato l'occasione per fare il punto sui risultati finanziari. Nel 2025, i 1.094 punti vendita del Gruppo distribuiti in sette Paesi europei hanno generato un fatturato complessivo di 3,509 miliardi di euro. Significativo il peso dell'Italia, che ha contribuito con 1,015 miliardi di euro, operando attraverso una rete di 257 punti vendita su tutto il territorio nazionale.

Un focus particolare, di grande interesse per il comparto dell'architettura e della progettazione delle superfici, è stato dedicato ad HABIMAT. L’insegna di BigMat specializzata in showroom di finiture d’interni conta oggi 49 punti espositivi in Italia, proponendosi come snodo tra interior design, pavimenti, rivestimenti e arredo bagno per professionisti e privati.

Parallelamente, si registra lo sviluppo dei servizi alle imprese con BigRent, il ramo dedicato al noleggio di attrezzature che ha raggiunto i 52 centri attivi, raddoppiando le sue dimensioni nell'ultimo anno.

Durante la due giorni fiorentina, l'aggiornamento professionale è passato anche attraverso tavole rotonde dedicate a temi strutturali per la distribuzione moderna: dalla digitalizzazione dei listini alla cybersecurity, fino al geomarketing

A stimolare il dibattito sulla gestione dei team e la leadership

sono intervenuti Ferdinando De Giorgi e Julio Velasco, commissari tecnici delle Nazionali maggiori di pallavolo (di cui BigMat è sponsor ufficiale). I due tecnici, freschi delle vittorie mondiali del 2025, hanno dialogato con Matteo Camillini (Managing Director BigMat Italia e International) sull'importanza di non adagiarsi sui risultati ottenuti e sulla necessità di un rinnovamento continuo all'interno delle squadre di lavoro.

BigMat, Gruppo leader in Italia e in Europa per la distribuzione di materiali per costruire, ristrutturare e rinnovare, ha numeri da capogiro: 1.094 punti vendita in sette Paesi europei e un fatturato che nel 2025 ha superato i 3,5 miliardi di euro.

Con 257 associati italiani , BigMat Italia continua poi a giocare un ruolo fondamentale nel panorama edile, proponendo soluzioni innovative e rispondendo alle sfide di un mercato in rapida evoluzione.

A chiusura dell'evento, durante la cena di gala, sono stati assegnati i riconoscimenti ai fornitori strategici del Gruppo. Tra questi, Cooperativa Ceramica d’Imola ha ricevuto il premio come Partner HABIMAT per la proposta di prodotti capaci di unire innovazione e design all'interno degli showroom. Riconoscimenti anche a Fischer Italia (Partner Private Label), PPG (Miglior partner internazionale) e Tecfi, premiata dai soci BigMat per il Migliore stand allestito in fiera.

La tredicesima edizione di BigMarket è già in fase di programmazione per il 2027. ●

Matteo Camillini

Showroom

TILE's PEOPLE

“Da oltre cinquant'anni aiutiamo le persone a costruire la casa dei loro sogni”.

Con oltre mezzo secolo di storia alle spalle, Corradini Home Solutions, uno dei più importanti rivenditori liguri con sede a Taggia, fa del design d'interni una vera e propria vocazione. Al timone ci sono Alberto Corradini, Paola Succi e la figlia Sara, affiancati sempre dal figlio Fabio in un percorso di crescita che unisce tradizione e innovazione.

CORRADINI HOME SOLUTIONS: CULTURA DEL PROGETTO E VISIONE FAMILIARE

All'interno di uno showroom di 2.500 metri quadri, dedicato al design di alta gamma, le superfici smettono di essere un semplice rivestimento per trasformarsi nell'elemento che definisce lo stile di una casa.

Un approccio fondato sull'ascolto: consulenza sartoriale unita a una profonda cultura dell'abitare.

> Tile Italia: Come descrivereste la visione e la filosofia di Corradini Home Solutions nel settore delle superfici e dell’interior design?

> Sara Corradini: Per noi la superficie è un elemento progettuale capace di definire identità e atmosfera. Dopo oltre cinquant’anni di presenza sul territorio, abbiamo scelto di dare vita a uno spazio che superasse la logica dello showroom tradizionale, trasformandolo in un luogo di cultura del progetto. I nostri 2.500 mq espositivi raccontano una visione fatta di materia, competenza e ricerca, con l’obiettivo di offrire il meglio che il settore possa esprimere in termini di qualità, ricerca e personalizzazione.

> Tile Italia: Qual è oggi il vostro posizionamento sul mercato e quali elementi ritenete vi distinguano maggiormente?

> Alberto Corradini: Il nostro posizionamento si colloca nel medio alto e altissimo di gamma. Ci distingue una proposta ampia e integrata, l’ampiezza dello spazio espositivo e soprattutto un approccio progettuale sartoriale, che consente di affrontare ogni intervento in modo coerente e completo, dal dettaglio materico alla visione d’insieme.

Il nostro showroom è un luogo che guarda lontano: un palcoscenico che intende

Ritratto di famiglia

Il nostro showroom è anche uno spazio di lavoro condiviso, che permette di inserire il progetto, chi lo cura e la committenza realmente al centro del processo.

Mettiamo a disposizione ambienti dedicati dove architetti e progettisti possono sviluppare il progetto insieme al cliente, all’interno di un contesto ricco di materiali e soluzioni.

accogliere e promuovere progetti di casa, di vita, di lavoro e di futuro.

> Tile Italia: Che ruolo ricopre lo showroom nel vostro modello di business e nell’esperienza offerta al cliente?

> S. Corradini: Lo showroom è il cuore del nostro modello. In un tempo sempre più digitale, crediamo nel valore dell’esperienza fisica: osservare, toccare, confrontare. La scelta delle superfici implica sensibilità tattile e percezione cromatica, aspetti che solo uno spazio reale può restituire pienamente. È qui che si costruiscono fiducia, consapevolezza e qualità della decisione. Per questo quando abbiamo creato il negozio, volevamo che la sua struttura organizzativa infondesse sicurezza e fiducia nel cliente già dal primo ingresso.

> Tile Italia: Secondo quali criteri avete progettato gli spazi espositivi e quali percorsi avete immaginato per accompagnare il visitatore?

> Paola Succi: Il progetto degli spazi nasce dai concetti di ordine, armonia e leggibilità. Il percorso alterna ambientazioni immersive a spazi tecnici più analitici, così da accompagnare il visitatore prima sul piano emozionale e poi su quello razionale

La materia viene raccontata sia nel suo potenziale evocativo sia nelle sue caratteristiche performative.

L’idea è accompagnare il cliente in un percorso che prima lo coinvolga emotivamente e poi gli consenta di concentrarsi sui singoli elementi progettuali con chiarezza e senza distrazioni.

> Tile Italia: Come selezionate le superfici e i materiali da inserire nella vostra proposta e quali caratteristiche considerate imprescindibili?

> P. Succi: La selezione è il risultato di un equilibrio tra ricerca e concretezza. Alterniamo superfici dal forte carattere espressivo a proposte più trasversali, sempre privilegiando qualità, affidabilità produttiva e coerenza estetica.

Per noi è fondamentale collaborare con partner che condividano visione, competenza e solidità industriale.

Abbiamo a cuore valorizzare l’identità dei nostri partner ma anche la nostra vocazione al progetto su misura.

> Tile Italia: In che modo le superfici dialogano con gli altri elementi d’arredo all’interno dei vostri progetti?

> P. Succi: La superficie è il filo conduttore del progetto. Poiché la nostra “proposta a 360 gradi”, include anche cucine, porte, finestre, pergole e altri elementi

di arredo, lavoriamo per costruire un linguaggio coerente tra materia, volumi e luce in maniera armonica.

L’obiettivo è generare ambienti in cui ogni elemento dialoghi con l’altro, evitando sovrapposizioni stilistiche e privilegiando un’armonia progettuale complessiva.

L’attenzione è senz’altro di interpretare al meglio i vari filoni stilistici attuali.

> Tile Italia: Il mondo dell’arredobagno è sempre più integrato con quello delle superfici: quali soluzioni e tendenze state osservando?

> P. Succi: Assistiamo a una crescente integrazione tra superfici e arredo, soprattutto attraverso l’utilizzo delle grandi lastre per top, lavabi integrati e schienali. È una direzione in cui abbiamo investito, con convinzione, già quattro anni fa, interpretando la superficie come materiale strutturale oltre che decorativo. Lo testimoniano diverse scelte espositive, come la cucina all’ingresso dello showroom, dove top, lavabo e schienale sono realizzati su misura con grandi lastre di nostri partner. Riteniamo che la richiesta di continuità materica è oggi uno dei temi più forti.

> Tile Italia: Quanto è centrale la consulenza personalizzata nel vostro approccio al cliente e quali servizi ritenete oggi fondamentali?

> S. Corradini: La consulenza personalizzata è il cuore del nostro lavoro È l’elemento fondante del nostro metodo. Il progetto con il cliente nasce dall’ascolto e si sviluppa attraverso un accompagnamento costante in ogni fase del percorso di scelta. Negli ultimi anni abbiamo potenziato l’utilizzo di rendering e strumenti digitali per offrire una visione chiara e anticipata del risultato finale, mantenendo però centrale la relazione diretta e il confronto professionale. È un servizio utile anche ai progettisti, e sta riscontrando un grande apprezzamento da parte della clientela.

> Tile Italia: Potete raccontarci una case history particolarmente rappresentativa del vostro metodo progettuale?

> P. Succi: Una delle realizzazioni più complete e significative è nata dalla collaborazione con lo Studio Marsaglia di

Sanremo, nell’ambito di una ristrutturazione articolata. Il committente ha affidato al progettista un intervento ricco di richieste sia sul piano funzionale sia su quello estetico. In questo contesto siamo intervenuti fornendo non solo le superfici e l’arredobagno, ma l’intero sistema d’arredo, contribuendo a costruire una visione coerente e integrata. Il progetto rappresenta in modo emblematico il nostro metodo: affiancare progettista e cliente lungo tutto il percorso decisionale, offrendo competenza tecnica, ampiezza di gamma e capacità di personalizzazione. Le superfici hanno avuto un ruolo strategico, diventando elemento di continuità materica e linguaggio identitario dell’intervento, con un risultato finale pienamente aderente alle richieste, concreto nella qualità ed esclusivo nelle scelte di materiali e soluzioni.

> Tile Italia: Qual è il rapporto che costruite con architetti e progettisti e come si sviluppano queste collaborazioni?

> P. Succi: Non seguiamo una linea

Un'abitazione realizzata da Corradini Home Solutions

guida rigida: ciò che i progettisti sanno è che da noi trovano uno spazio in cui poter lavorare liberamente con i propri clienti. Il nostro showroom è anche uno spazio di lavoro condiviso. Il nostro spazio co-working, ampio e riservato pur essendo nel cuore dello showroom, consente loro di “trasferire” il proprio studio, mettendo il progetto e chi lo cura realmente al centro del processo. Mettiamo a disposizione ambienti dedicati dove architetti e progettisti possono svi-

luppare il progetto insieme al cliente, all’interno di un contesto ricco di materiali e soluzioni. Ci poniamo come interlocutori tecnici e partner affidabili, capaci di supportare il processo creativo senza sovrapporci ad esso.

> Tile Italia: Quali tendenze stanno emergendo nel mondo delle superfici?

> S. Corradini: Stiamo vivendo un periodo complesso, segnato da incertezza e bisogno di rassicurazione. Questo

si riflette in superfici dai colori talcati, che spaziano nei toni del beige, e in una rinnovata attenzione al tema del colore declinato in tonalità calde e avvolgenti, come il terracotta. Anche i grandi classici del design vengono riletti in chiavi più morbide e meno severe. La superficie interpreta un bisogno diffuso di equilibrio e protezione: la casa torna a essere spazio intimo e rigenerativo in opposizione ad una realtà caotica e iperconnessa.

te e nella progettazione degli spazi?

> A. Corradini: Le tecnologie digitali sono uno strumento di supporto importante, non un fine. Non sostituiscono il valore della competenza umana Professionalità ed esperienza restano centrali. Utilizziamo strumenti di rendering e piattaforme di visualizzazione per rendere ancora più comprensibile il lavoro progettuale, con un riscontro molto positivo da parte del pubblico.

> Tile Italia: In che modo sostenibilità, innovazione e performance dei materiali influenzano le vostre scelte?

> P. Succi: Incidono in modo significativo. Privilegiamo materiali che offrano garanzie in termini di filiera, performance tecniche e qualità certificata, con particolare attenzione al vero made in Italy. La sostenibilità, per noi, è un valore concreto che si traduce in durabilità, affidabilità e responsabilità produttiva

Per questo motivo dedichiamo grande attenzione a spiegare ai nostri clienti che la qualità dei materiali è sempre al primo posto nella nostra proposta.

> Tile Italia: Che ruolo hanno le tecnologie digitali nel rapporto con il clien-

Queste tecniche ci permettono di rendere il progetto più leggibile e condiviso, ma come detto sopra, resta centrale la relazione umana, che guida ogni scelta.

> Tile Italia: Guardando ai prossimi anni, quali sono gli obiettivi e le direttrici di sviluppo di Corradini Home Solutions?

> A. Corradini: Abbiamo intrapreso una strada complessa ma coerente con la nostra identità.

In un mercato sempre più dominato da grandi gruppi e modelli standardizzati, scegliamo una direzione opposta: quella della personalizzazione, del progetto e del valore emotivo della casa, perché continuiamo a credere nella cultura del progetto

Crediamo che esista una clientela che vede l’abitare non solo come investimento economico, ma come espressione profonda di sé. Allo stesso modo, i progetti architettonici di fascia alta necessitano di interlocutori capaci di offrire qualità, servizio e visione: è qui che Corradini Home Solutions intende continuare a crescere.

La nostra direzione è chiara: consolidare il ruolo di interlocutore qualificato per una clientela che considera la casa un investimento identitario, e per professionisti che cercano qualità, servizio e visione.

Il profilo si fonde cromaticamente con lo stucco e il sigillante, eliminando ogni stacco visivo per una finitura impeccabile. Tre elementi, un unico colore, un solo stile.

Showroom

TILE's PEOPLE

Dalle origini nel settore termo-idraulico a una realtà capace di affiancare progettisti e clienti privati nella definizione di spazi bagno sempre più integrati con il progetto della casa. Fondata nel 1978 - ma con radici che risalgono al 1973 con il nome Bitermica - Duotermica ha costruito negli anni un percorso di crescita che l’ha portata ad ampliare progressivamente presenza territoriale e competenze. Oggi l’azienda è attiva tra Piemonte e Lombardia con diverse sedi e con gli showroom Nonsolobagno di Novara, Briga Novarese, Vercelli, Vigevano e Biella, pensati come spazi di consulenza e progettazione dedicati ad architetti e committenza privata. Un percorso che continua a evolvere: a breve la

DUOTERMICA, CONSULENZA E PROGETTO AL CENTRO DELLO SHOWROOM

rete si amplierà ulteriormente con l’apertura del nuovo showroom Nonsolobagno di Voghera (PV).

Ne parliamo con Amarilli Rondi, titolare insieme al fratello Angelo e al padre Bruno e responsabile degli showroom Nonsolobagno di Duotermica.

> Tile Italia: Quali sono stati i passaggi chiave della vostra evoluzione fino a oggi?

> Amarilli Rondi: Nel tempo Duotermica ha investito molto nella formazione delle persone, nell’organizzazione interna e nella selezione accurata dei fornitori, fino a diventare un punto di riferimento per interventi residenziali evoluti e ristrutturazioni complesse.

Un passaggio chiave è stato il progressivo cambiamento di ruolo: da semplice esecutore a interlocutore tecnico qualificato, coinvolto fin dalle prime fasi progettuali e capace di affiancare progettisti e showroom in modo strutturato.

> Tile Italia: Qual è il posizionamento attuale dello showroom e che tipo di clientela intercettate prevalentemente?

> A. Rondi: Oggi ci posizioniamo su una fascia medio-alta, con una clientela attenta alla qualità, alla durata nel tempo e all’efficienza energetica, ma non tralasciamo qualsiasi richiesta da parte di una clientela meno esigente: siamo strutturati per soddisfare un’ampia platea di pubblico. Lavoriamo molto su ristrutturazioni complete e nuove abitazioni dove il bagno, gli ambienti benessere e le pavimentazioni in genere assumono un ruolo centrale. Il nostro interlocutore è un

Amarilli Rondi

Lavoriamo molto con palette cromatiche coordinate e campioni materici reali: il cliente deve poter toccare, accostare e percepire le superfici nel loro dialogo reciproco. Il tavolo showroom diventa uno spazio di confronto e condivisione.

cliente consapevole, che desidera soluzioni personalizzate e un supporto tecnico affidabile dalla scelta alla realizzazione,,, passando attraverso un percorso curato e attento.

> Tile Italia: Negli ultimi anni, come sono cambiate le richieste dei clienti?

> A. Rondi: Il cliente è decisamente più informato e più esigente. Oggi non cerca solo estetica, ma integrazione tra design, tecnologia e performance Un bagno deve anche soddisfare le richieste tecniche più particolari e complesse. E in questo caso si riesce a fare la differenza con soluzioni uniche e ben progettate. Vorrei sottolineare che è cresciuta la sensibilità verso il risparmio energetico e la sostenibilità.

> Tile Italia: Quali materiali e quali tipologie di piastrelle stanno riscuotendo maggiore interesse in questo momento? Notate una crescita dei grandi formati o

di determinate finiture?

> A. Rondi: Si nota una forte crescita dei grandi formati, che permettono continuità visiva e un effetto architettonico più contemporaneo. Il grande formato amplia la visione degli spazi, fa risaltare le finiture utilizzate, effetto pietra e cemento, che su piccoli formati non riescono ad esprimere in pieno le loro caratteristiche. Si riscontra sempre più la richiesta di continuità fra pavimento e rivestimento, così come il desiderio di uniformare le superfici anche in molteplici ambienti della casa, finanche negli esterni, grazie a collezioni ceramiche coordinate e con coefficienti di attrito adeguati alla zona di posa. Attraverso l’utilizzo di render in 3d riusciamo a far visualizzare al cliente come sarà la sua casa, il suo bagno, i suoi spazi: insomma cerchiamo di farlo sognare un po' prima della realizzazione.

> Tile Italia: Con quali criteri selezionate i brand e le collezioni da inserire in

showroom? Privilegiate innovazione tecnologica, estetica, affidabilità produttiva?

> A. Rondi: I criteri utilizzati sono tanti e dipendono dalla tipologia di prodotto.

Per noi è fondamentale che quanto scelto per entrare a far parte della nostra offerta oltre che esteticamente bello sia anche performante e compatibile con le esigenze impiantistiche o di posa

Per alcuni prodotti si predilige l’estetica, per altri la funzionalità.

> Tile Italia: Quanto incide oggi la consulenza progettuale nella vendita, e come accompagnate il cliente nella scelta tra resa estetica, performance tecnica e budget?

> A. Rondi: Oggi la vendita è sempre più consulenza. Fondamentale è “intervistare” il cliente con i giusti accorgimenti, e comprendere al meglio le esigenze e aspettative. Dopo una fase preliminare accompagniamo il cliente nella progettazione attraverso consulenza estetica e tecnica, tenendo sempre conto del budget che un cliente mette a disposizione. Il nostro obiettivo è trovare il giusto equilibrio tra desiderio estetico, capai-

ctà finanziaria e fattibilità tecnica.

> Tile Italia: Il bagno dialoga sempre più con gli altri ambienti domestici: come interpretate questa continuità materica e stilistica nei vostri progetti?

> A. Rondi: Il bagno non è più percepito come un ambiente isolato, ma un’estensione coerente della zona giorno e della zona notte. Cerchiamo quindi di contestualizzarlo all’interno dello stile che contraddistingue la casa nel quale va inserito. Interpretiamo questa continuità attraverso una coerenza materica ed estetica, senza tralasciare l’aspetto tecnico. Le scelte cromatiche, di texture e finiture sono fondamentali per armonizzare i progetti. Effetti pietra o cemento per ambienti minimal, superfici calde e naturali per contesti più accoglienti.

L’obiettivo è evitare lo “stacco” netto e costruire una continuità elegante e misurata. La casa viene pensata come un sistema integrato.

> Tile Italia: Quanto è centrale il tema della posa nel risultato finale, e come collaborate con posatori e imprese per

garantire qualità esecutiva?

> A. Rondi: La fase di posa è fondamentale. Anche il miglior prodotto può essere compromesso da un’esecuzione non adeguata.

Collaboriamo con posatori qualificati e imprese strutturate, condividendo indicazioni tecniche e supervisioniamo le fasi di cantiere per garantire un risultato finale all’altezza delle aspettative.

> Tile Italia: Riscontrate criticità ricorrenti quando progettazione e posa non sono adeguatamente coordinate?

> A. Rondi: Sì, e sono spesso legate ad una mancata comunicazione tra le persone coinvolte. Per questo ci avvaliamo della collaborazione di professionisti che seguono da vicino le varie fasi della posa. Riscontriamo che ci sono molte figure professionali improvvisate e poco capaci. Per questo, nel tempo, abbiamo selezionato posatori qualificati e affidabili ai quali facciamo riferimento.

> Tile Italia: Quanto è importante offrire soluzioni personalizzate? Quali strumenti utilizzate per coinvolgere il cliente?

> A. Rondi: Ogni progetto è unico e per questo cerchiamo di personalizzare il più possibile le richieste del cliente. Utilizziamo molto i render. In un contesto in cui le superfici sono sempre più materiche, i formati sempre più importanti e le combinazioni sempre più sofisticate, il cliente ha bisogno di visualizzare il risultato finale prima dell’inizio dei lavori. Il render permette di trasformare un’idea in un’immagine concreta riducendo incertezze e margini di errore e incomprensioni.

Utilizziamo il render non solo come strumento emozionale ma anche tecnico. In showroom abbiamo tavoli a disposizione per clienti e architetti per “progettare insieme”. Lavoriamo molto con palette cromatiche coordinate e campioni materici reali: il cliente deve poter toccare, accostare e percepire le superfici nel loro dialogo reciproco Il tavolo showroom diventa uno spazio di confronto e condivisione, dove estetica e tecnica si incontrano. È qui che il progetto prende forma in modo concreto, prima ancora di essere tradotto in render o in cantiere.

> Tile Italia: Come avete progettato l’esperienza in showroom per valorizzare le superfici e aiutare il cliente a immaginarle nel proprio spazio?

> A. Rondi: Abbiamo concepito lo showroom come uno spazio esperienziale, dove le superfici sono valorizzate attraverso ambientazioni reali e combinazioni materiche coordinate. I box sono ambientati: crediamo, per esempio, che il mobile da bagno prenda forma e venga davvero valorizzato solo se in abbinamento al giusto rivestimento.

L’obiettivo è aiutare il cliente a immaginare il prodotto nel proprio contesto abitativo, non semplicemente osservarlo su un pannello espositivo.

> Tile Italia: Come si è evoluta nel tempo la relazione con architetti e interior designer?

> A. Rondi: È diventata più strutturata e continuativa. Organizziamo anche corsi di formazione specifici per coinvolgere gli architetti nelle problematiche del mercato e negli scenari futuri. Abbiamo appena organizzato un corso a Vercelli e presto ne organizzeremo uno a Novara. I temi fondamentali riguardano i nuovi scenari, le nuove tecnologie e il conto termico 3.0

> Tile Italia: La sostenibilità è un tema sempre più presente: quanto incide nelle scelte dei clienti e nella vostra selezione di prodotto?

> A. Rondi: Sicuramente è un tema centrale nel dibattito del settore, anche se, nella nostra esperienza, non rappresenta ancora il principale driver di scelta per il cliente finale. Nella maggior parte dei

casi, le decisioni continuano a essere orientate principalmente da estetica, qualità percepita, performance tecnica e budget.

Detto questo, riteniamo che il ruolo dell’azienda sia anche quello di anticipare le evoluzioni del mercato e assumersi una responsabilità più ampia. Per questo motivo, già da alcuni anni abbiamo iniziato a porre attenzione concreta alle tematiche ESG, integrandole nei nostri criteri di valutazione e selezione dei partner. Abbiamo avviato un confronto diretto con i nostri fornitori attraverso questionari mirati, volti a comprendere meglio il loro impegno in ambito ambientale, sociale e di governance. I riscontri ricevuti sono stati molto positivi e dimostrano come la filiera stia progressivamente maturando su questi aspetti.

> Tile Italia: Quali sono oggi le principali sfide per uno showroom specializzato in superfici e quali obiettivi vi siete dati per il prossimo futuro? > A. Rondi: Puntiamo a consolidare il nostro posizionamento come partner tecnico di riferimento, investendo in innovazione, formazione e qualità del servizio La sfida imminente è l’apertura dello showroom a Voghera. Attraverso agli ampi spazi espositivi vogliamo consolidare la nostra presenza sul territorio, offrendo una vasta gamma di prodotti e introducendo nuovi materiali, come resine e carta da parati. In questo contesto mancheranno poi i grandi formati, anche con stampe personalizzate, per garantire ai nostri visitatori la possibilità di accedere sempre al nuovo e all’innovativo ●

50 ANNI E NON SENTIRLI

Dal 1976 miglioriamo il comfort acustico nella vita delle persone, senza far rumore.

100.000 case vissute in libertà.

250.000 stanze più silenziose.

10.000 locali dove si parla in tranquillità.

350.000.000 di ore di comfort acustico. 50 anni. 0 compromessi.

DANCER DANCER cloud cloud

Pantone e il suo Cloud Dancer: il bianco “inaspettato” come colore dell'anno 2026*.

Non il verde, né il giallo o il rosso da copertina.

Un bianco elegante e discreto, che entra in scena con la calma di chi non deve dimostrare nulla.

Questo bianco-non-bianco si distingue per la sua raffinata delicatezza: è un colore che racconta la nostra essenza, più che dettare la moda del momento. Crea ambienti luminosi, puliti e rilassanti.

Si presta ad essere accostato ad altri colori per ottenere contrasti dinamici e interessanti.

*Il colore dell'anno è stato decretato mentre il Tile Italia 4/25, l'ultimo dell'anno, era già in stampa.

elegante e

avvolgente

trasmette calma

Nelle nostre case, Cloud Dancer può essere protagonista su pareti, mobili, tessuti e complementi d'arredo. Le superfici valorizzano la texture e la purezza di questo colore. Soluzioni innovative come rivestimenti opachi o effetti materici esaltano ulteriormente l'aspetto sofisticato del bianco Pantone 2026.

Il Cloud Dancer si inserisce perfettamente nelle principali tendenze d'arredo, dal minimal al natural, passando per lo stile industrial. Lungi dall'essere un semplice "non-colore", Cloud Dancer si rivela un tono che racconta chi siamo. Un bianco che celebra la nostra essenza, regalando agli spazi domestici una nuova luce. Dalle parole di Laurie Pressman, Vice Presidente del Pantone Color Institute: “…un colore che incoraggia il vero rilassamento e la concentrazione, permettendo alla mente di vagare e alla creatività di respirare, lasciando spazio all’innovazione”.

Porcelanosa

Il Cloud Dancer è una soluzione ideale per creare un ambiente da bagno esclusivo e rilassante, simile a una spa. Applicato su rivestimenti ceramici come "XLIGHT Moon White e Japan Blanco" e " XTONE Calacatta Antico e XTONE Glem White " di Porcelanosa, conferisce all'ambiente eleganza e raffinatezza.

La proposta è completata dagli elementi della collezione "Lounge Fluid" di Noken, in finitura bianca. Mobili, lavabo, vasca da bagno, rubinetteria e sanitari creano un'armonia visiva e cromatica, enfatizzando la sensazione di serenità e relax.

Ceramica Cielo

Ceramica Cielo presenta "Talco", una nuance calda e avvolgente che interpreta in modo autentico e attuale il Colore Pantone 2026 - Cloud Dancer. Talco è un colore equilibrato, contemporaneo e universale, che plasma la luce e avvolge le superfici in una morbidezza visiva inconfondibile. Grazie alla qualità unica dello smalto Cielo, le ceramiche acquisiscono un aspetto vellutato e profondamente materico, amplificando la percezione del colore.

Quick Step

È su questa idea di bianco materico e abitabile che QuickStep costruisce una selezione di pavimenti chiari in laminato e vinile rigido "Alpha Vinyl": superfici che non si limitano al look, ma integrano tecnologie per l'uso quotidiano - dalla resistenza all'acqua a quella ai graffi e agli urti, dalla facilità di pulizia alla posa.

Arizona Tile

La cucina trova nel bianco ispirato a Cloud Dancer una soluzione luminosa ed elegante. Abbinato a mobili effetto corten e materiali naturali come quarzo e marmo, crea un’atmosfera contemporanea e ariosa. Un esempio è l’isola in "Calacatta Maywood" con rivestimento "Vetri Bianco" di Arizona Tile: il quarzo aggiunge profondità con leggere venature, mentre le pareti in gres bianco definiscono uno sfondo pulito e versatile, adatto sia a soluzioni minimal sia più ricercate.

Key Cucine

Key Cucine ha adottato il Cloud Dancer come colore di punta per il 2026. Questa tonalità, che evoca quiete e riflessione, viene utilizzata per mettere in risalto la materia e il design, confermando l'approccio sofisticato e naturale del brand.

Fap Ceramiche

Fap Ceramiche con "Materia Classica Groove Bianco" propone un bianco ondulato e ritmico. Interpreta l'effetto cannettato con una morbidezza sinuosa, diventando un'espressione originale e contemporanea della boiserie in ceramica. La sua natura materica rivela un bianco versatile e di tendenza, capace di dialogare magistralmente con tinte calde e colori intensi, in un gioco di forme e luci in continuo mutamento.

Tubes

Il sistema modulare addOn di Tubes, firmato da Satyendra Pakhalé, si presenta come una presenza scultorea nello spazio. Il bianco ne amplifica la forza espressiva e la modularità, trasformando il radiatore in un elemento architettonico capace di unire funzione e ricerca formale, con un impatto visivo vicino a quello di un’opera d’arte.

"Calacatta Desert Moon" , interpreta il Pantone Color of the Year 2026 attraverso superfici luminose e materiche. Le tonalità bianche e crema, attraversate da venature irregolari, restituiscono un aspetto naturale e dinamico, perfetto per ambienti interni come cucina e bagno.

Ceramica Del Conca

Ceramica del Conca integra l’eleganza sofisticata del Cloud Dancer nelle sue collezioni di pavimenti e rivestimenti in gres porcellanato. Questa nuance delicata e versatile di "Sensoria" si rivela la soluzione ideale per progettare ambienti moderni, armoniosi e raffinati, garantendo al contempo la qualità e l'affidabilità che da sempre contraddistinguono il brand.

"Incanto" nasce per sedurre lo sguardo e avvolgere gli spazi in un’atmosfera calda e ricercata. Quattro tonalità che ricordano profumi e sapori avvolgenti, si rincorrono su superfici ceramiche nei formati 6×25 cm e 12,5×25 cm, dando vita a pareti vibranti di luce e materia. Un dettaglio inatteso, quasi poetico, che esalta l’artigianalità e rende ogni posa unica.

HiMacs
Keradom

EUROPA PALACE SANREMO

Fin dal XIX secolo, l'Hotel è una delle strutture alberghiere più significative della Riviera Ligure, un punto di riferimento per una clientela alla ricerca di eleganza contemporanea e comfort eccellente. Fondato nel 1874 con il nome di “Hotel de l'Europe et de la Paix”, è stato oggetto di importanti ristrutturazioni, rinascendo oggi come un hotel di design a 5 stelle. Conserva il suo spirito originale con forme rigorose, persiane liguri e una base in pietra, integrate da caratteristiche attuali e sofisticate.

Ph. Diego Laurino

La nuova identità, curata dallo studio Q-BIC, è sorprendente: settantuno camere - dalle camere classiche con vista sul Casinò alle suite panoramiche con terrazze, giardini o vasche idromassaggio - caratterizzate da palette di colori pastello e arredi selezionati, una spa con piscina, sauna, hammam, docce emozionali, cabina trattamenti e palestra Technogym, un rooftop con vista sulla Riviera dei Fiori e un ristorante-bistrot indipendente aperto anche agli ospiti esterni.

“La posizione dell'hotel è unica, vicino al Casinò e ad alcune delle spiagge più belle della zona”, afferma Matteo Pasquini, capo architetto e project manager dello studio Q-BIC, che ha supervisionato il restyling degli interni. “La parte architettonica è stata rinnovata sulla base di un progetto dello studio Calvi Ceschia Viganò di Sanremo. Per l'arredamento ci siamo affidati a Hi Contract Brugnotto Group”. Il concept degli interni mira a definire un equilibrio tra il contesto storico e le esigenze odierne dell'ospitalità: gli spazi sono valorizzati da arredi di alta gamma, tessuti artigianali, accessori di pregio e, in alcuni casi, sistemi di illuminazione scenografici, il tutto ravvivato da tocchi di colore ben dosati e materiali personalizzati che rafforzano un'atmosfera accoglien-

te ed eclettica.

“Un lavoro di progettazione molto accurato e personalizzato per molte delle finiture, comprese le superfici ceramiche”, continua Pasquini.

FINITURE RINNOVATE

Le collezioni Marazzi, scelte per impreziosire le superfici dell’hotel, si distinguono come protagoniste materiali del progetto, scelte in diverse varianti e formati per ottenere uno schema armonioso e coerente.

Per la pavimentazione del piano terra, i progettisti hanno optato per il gres porcellanato “Cementum” nei colori Sand e Olive, con uno schema di posa personalizzato; le lastre sono state tagliate su misura e posate in loco in tre formati personalizzati.

“Utilizziamo i prodotti Marazzi da molto tempo”, conferma il Project Manager Pasquini, “la varietà di texture e formati ci permette di soddisfare sempre le richieste più disparate della nostra clientela e di lavorare con linguaggi, edifici e ambienti diversi con finalità diverse. Non ci sono dubbi sulle prestazioni e sulla qualità delle lastre, e le tecnologie proprietarie garantiscono caratteristiche uniche di resistenza e sicurezza”.

Per la scala, alla quale lo studio ha voluto conferire un'immagine minimale e rigorosa, è stata scelta la collezione “Metal look”, nella variante Iron Dark, sia per la pavimentazione, compresi i corridoi, sia per il parapetto.

Piena libertà compositiva negli ambienti e ampia scelta cromatica.

Sulle pareti testate letto, riprese negli angoli, trovano posto cinque tonalità della collezione in gres porcellanato “Crogiolo Lume”, con la tipica lucentezza dei mattoni in maiolica fatti a mano: China, Forest, Pink, Turquoise e Musk. Negli stessi colori intensi, caratterizzati da lievi imperfezioni, il piccolo formato di “Lume” rende vivaci anche le pareti del bagno. Le finiture ceramiche Marazzi sono state utilizzate anche all'interno della spa seminterrata, come racconta lo studio: "il cliente aveva già visto e apprezzato la collezione Travertino Classico, nella tonalità Navona, e ce l'ha suggerita. Abbiamo quindi deciso di posare le grandi lastre a tutta altezza sulle pareti e sui pavimenti. Il risultato è sorprendente, così come la qualità estetica di queste superfici che, nella loro compattezza lapidea, rimandano alla tradizione costruttiva italiana e agli spazi delle antiche terme". ●

OUTDOOR BY BE.ON DVYSION

La Costiera Amalfitana è nota in tutto il mondo per la sua bellezza naturalistica, fino al punto da essere diventata nell’immaginario di molti un vero e proprio simbolo dell’art de vivre all’Italiana.

Un incanto fatto di borghi aggrappati ai pendii, sospesi sul mare, e terrazzamenti che, nei secoli, ne hanno plasmato l’indimenticabile volto.

Su queste incantevoli colline nasce Roof Garden Costiera, un raffinato outdoor firmato BE.ON DVYSION che ha portato nuova vita a una porzione di terrazzamento, per anni coltivato e lasciato allo stato brullo.

Sospeso tra cielo e mare e accuratamente pensato dagli architetti fondatori di BE.ON DVYSION, Vincenzo Falcone e Tonia Pezzuti, ogni dettaglio di questo terrazzo, dagli arredi ai colori, è un omaggio al Mediterraneo.

Come spiega l’architetto Vincenzo Falcone, "Ogni spazio è un’opportunità per dialogare con la natura che lo circonda. Nel nostro progetto di terrazzo mediterraneo, abbiamo voluto creare un equilibrio sottile, dove design e paesaggio si abbracciano, rispettando la bellezza naturale della Co-

stiera Amalfitana. I colori, le forme e i materiali non sono scelti per stupire, ma per celebrare un luogo unico, in cui il lusso è discreto e si esprime nell’armonia tra architettura e natura”.

Le linee pulite e moderne si integrano armoniosamente con la vegetazione scelta per il green design e l’azzurro del mare, creando un senso di equilibrio e tranquillità. I colori giocano in tutta naturalezza un ruolo centrale nella definizione dello spazio, in cui le sfumature dei tessuti e delle superfici richiamano i to-

ni caldi della terra, in una palette cromatica che evoca l'essenza stessa della Costiera Amalfitana, senza sovrastarne mai la bellezza naturale.

Ogni scelta progettuale, dagli arredi agli elementi decorativi, è stata orientata verso la qualità e la durabilità, senza compromettere l'estetica. Il risultato è un ambiente che invita al relax, offrendo la possibilità di immergersi nella bellezza del paesaggio circostante, senza trascurare le esigenze pratiche di chi lo vive quotidianamente. Roof Garden Costie-

© Renzo Raviello Photographer

ra non è infatti solo un progetto di design, ma piuttosto una vera e propria esperienza sensoriale. Ogni elemento è stato attentamente studiato per dialogare armoniosamente con il paesaggio naturale, creando una continuità fluida tra l’ambiente costruito e quello circostante. All'area lounge centrale ombreggiata da una pergola bioclimatica con lame orientabili di Gibus, che ospita la zona dining e la scultorea cucina monolite di Cesar, si combinano angoli più intimi dedicati al relax, come l’intarsio erboso dove trovano posto le sinuose lounge chair Nolita di Pedrali e la doccia Outside di FIMA Carlo Frattini, elemento minimale che si pone in dialogo con i grafismi dei divisori in corten che schermano l’area dagli sguardi indiscreti. Un dentro e un fuori accomunato dalla scelta delle superfici ceramiche di rivestimento, applicate a terra e a parete, a rivestire la scala di accesso e le sedute/ fioriere e il muro di contenimento su cui si attestano. Per questo angolo di Mediterraneo, gli architetti hanno scelto “Sublime” di Ceramiche Refin, collezione in grès porcellanato ispirata dai profumi e dai colori della Borgogna, area di origine di una particolare pietra di origine calcarea, oggi introvabile, le cui cromie richiamano quelle locali. Una collezione pensata per essere visivamente genuina, per accogliere e trasmettere serenità e armonia. Scelta qui nella tonalità Ivory, la sua superficie si caratterizza per alonature e piccoli dettagli che si stendono su un fondo compatto e uniforme, solcato

[ Il progetto ]

• Rivestimenti: Ceramiche Refin

• Cucina: Cesar rivestita in Cosentino Dekton

• Lighting Design: Diomede Light

• Doccia outdoor: FIMA Carlo Frattini

• Pergola bioclimatica: Gibus

• Arredo outdoor: Pedrali

da venature visibili ma non invadenti, valorizzate attraverso lievi contrasti e passaggi di colore. Il formato 120x120 cm, in finitura strutturata, è stato altresì oggetto negli angoli di una lavorazione “a becco” da 2 cm, operazione su misura svolta direttamente dall’azienda produttrice. A contribuire al fascino di Roof Garden Costiera è anche il lighting design, che gioca un ruolo fondamentale nella definizione dell’atmosfera. La luce, studiata in ogni dettaglio da Antonio Pontoriero, lighting designer e partner dello studio BE.ON DVYSION, accompagna il passaggio tra giorno e notte, trasformando lo spazio con delicata intensità. Le installazioni luminose, posizionate con cura lungo il perimetro del terrazzo e tra gli elementi vegetativi, creano giochi di ombre e riflessi che amplificano la percezione dello spazio e del paesaggio circostante. ●

【BE.ON DVYSION 】

è uno studio associato di architettura e design, fondato nel 2021 con sedi a Milano e Salerno, composto da professionisti provenienti da diversi ambiti.

La filosofia dello studio è quella di combinare knowhow ed esperienza per offrire nuove prospettive, valorizzando il patrimonio culturale e proiettandolo verso il futuro, sia a livello nazionale che internazionale.

Sotto la guida degli architetti Tonia Pezzuti e Vincenzo Falcone, lo studio adotta un approccio innovativo che abbraccia l'architettura, il design d'interni, le installazioni sensoriali immersive e una valorizzazione distintiva di prodotti e spazi, ridefinendo il concetto di lusso attraverso una filosofia sostenibile e autentica.

RORBUER FIORDO DI SYKKYLVEN

Il design italiano dialoga con la natura scandinava in un complesso ricettivo affacciato su un fiordo norvegese che impiega coperture in gres porcellanato ad alte prestazioni.

In un turismo sempre più orientato verso esperienze autentiche e sostenibili, i rorbuer norvegesi tornano protagonisti come luoghi capaci di raccontare storia, natura e comunità. Il progetto di Tandstadfjøra Sykkylven - by Rallar Arkitekter AS - è affacciato su un fiordo a nord di Bergen e reinterpreta queste antiche case di pescatori attraverso un’architettura che unisce tradizione e contemporaneità.

In un panorama turistico che privilegia autenticità e sostenibilità, il settore dell’ospitalità trova nuove forme capaci di raccontare territori e tradizioni.

È il caso dei rorbuer, le tipiche case di pescatori norvegesi, oggi riscoperti come perfetti rifugi per viaggiatori in cerca di soggiorni immersivi.

Situati lungo le coste e i fiordi, i rorbuer rappresentano infatti un luogo in cui esperire un turismo più lento, radicato nelle culture locali e profondamente

ph. Tobias Kaser

connesso alla natura circostante. In questo contesto si inserisce il progetto realizzato a Tandstadfjøra Sykkylven, sulla riva di un suggestivo fiordo a nord di Bergen. Qui, due proprietari terrieri, Kjetil ed Eldar Tandstad, hanno deciso di valorizzare un’area del loro terreno sviluppando un complesso composto da nove rorbuer e una rimessa per barche, dedicato all’accoglienza contemporanea. La prima fase del progetto ha visto la costruzione di cinque cabine: tre caratterizzate da un innovativo tetto “ad ala di gabbiano” e due con il più tradizionale tetto a doppia falda.

La progettazione e lo sviluppo dell’intervento sono stati affidati allo studio Rallar Arkitekter AS, scelto per la sensibilità nel combinare elementi di design contemporaneo con la tradizione costruttiva norvegese e il paesaggio naturale. L’architetto Carla Carvalho ha seguito da vicino il progetto, curando ogni dettaglio per integrare armoniosamente le nuove strutture con l’ambiente circostante, mantenendo viva l’identità dei luoghi. Un elemento fondamentale per il successo del progetto a Tandstadfjøra è stato l’impiego di materiali capaci di resistere alle condizioni climatiche estreme tipiche della Norvegia: gelo, neve, pioggia battente, grandi-

ne e forte salsedine proveniente dai fiordi. Per questo motivo, per la copertura delle cabine è stato scelto un prodotto dalle elevate prestazioni: le tegole in gres porcellanato ARDOGRES® Grigio Pietra 40x40. Questa tipologia di tegola, ampiamente apprezzata nel mercato norvegese, offre un perfetto equilibrio tra estetica naturale e resistenza tecnica. Ispirata alla bellezza intrinseca delle pietre locali, la superficie presenta una texture moderna ma discreta, ideale per integrarsi sia con il paesaggio sia con le facciate in tonalità amaranto e granata delle strutture. La tegola Grigio Pietra 40x40 vanta un’assoluta impermeabilità (assorbimento d’acqua inferiore allo 0,5%) e un’alta resistenza non solo al gelo e agli sbalzi termici, ma anche ad abrasioni, urti, grandinate e agenti chimici. La leggerezza (25 kg/ mq di copertura) facilita l’installazione, garantita nel tempo grazie a un sistema di fissaggio stabile con viti e fori ad asola. Offre inoltre una bassa conducibilità termica, è interamente riciclabile e viene garantita per ben 50 anni, a testimonianza della sua durabilità. La grafica digitale HDT e la superficie strutturata conferiscono infine importanti qualità visive, ideali per progetti di architettura attenti al dettaglio. ●

【LE COPERTURE 】

Fondata nel 1993 a Fiorano Modenese, ARDOGRES® si è distinta fin dall’inizio per la produzione di coperture in grès porcellanato, rivoluzionando il mercato mondiale della ceramica.

Le tegole ARDOGRES® rappresentano l’evoluzione del grès porcellanato applicato ai tetti, offrendo elevata resistenza, lunga durata e un impatto estetico raffinato.

Grazie a referenze prestigiose, l’azienda continua a confermarsi un punto di riferimento per progetti pubblici e privati, con soluzioni innovative che combinano tradizione, tecnologia e sostenibilità.

speciale

PO

Anche per questa edizione dello Speciale Posa abbiamo scelto la via che ci sembra più più utile: fare domande, e poi stare ad ascoltare. Abbiamo coinvolto numerosi opinion leader del settore, aziende, tecnici e professionisti, lasciando loro la libertà di rispondere in modo aperto, scegliendo i temi più urgenti e più veri - quelli che, oggi, fanno davvero la differenza tra un lavoro finito e uno eseguito a regola d’arte.

In questo contesto non ci siamo fatti sfuggire l'occasione per intervistare una showroom che, anticipando i tempi, già all'esordio sul mercato delle grandi lastre ne intuì il grande potenziale e, per questo, si dotò ante litteram di un reparto interno di trasformazione... una storia impenditoriale fatta di visione e successo che vi invitiamo a leggere nelle prossime pagine.

Da tutto questo domandare è uscito uno spaccato aggiornato di un mondo che, anno dopo

SA

anno, si conferma dinamico, tecnico, in evoluzione costante: un universo di prodotti e tecnologie che non è più “nascosto sotto il pavimento”, ma sempre più determinante nel definire prestazioni - anche energetiche -, durabilità, resa estetica e qualità complessiva dell’opera.

E se c’è un filo rosso che attraversa tutte le risposte, è la consapevolezza che la posa non è un gesto meccanico: è cultura del dettaglio, responsabilità sul risultato finale, e - sì - formazione, oggi più che mai chiave di volta del mestiere del posatore.

Dentro queste pagine troverete interviste, schede prodotto, case history e una selezione di cantieri di rilievo recentemente completati, italiani e internazionali: la qualità si misura sul campo, nelle nostre città e nei nostri showroom.

Tra i temi più caldi, quelli che tornano, insistenti, e che continuano a evolvere, c’è quello dei

a cura di SARA FALSETTI ▶ s.falsetti@kairosmediagroup.it

SAinterviste casetecnologie history

sistemi per la posa di pavimenti sopraelevati: soluzioni, prestazioni, semplicità di manutenzione, integrazioni e compatibilità con le più differenti superfici, dalla ceramica, al decking fino al prato artificiale. Un comparto che intercetta esigenze sempre più avanzate e un modo diverso di pensare gli spazi, soprattutto quando la progettazione chiede flessibilità, ispezionabilità, gestione impiantistica, tempi certi di realizzazione.

La complessità crescente dei materiali disponibili - sempre più numerosi, sempre più specialistici - e delle performance richieste ai massetti e agli strati tecnici ci sta portando, con naturalezza, verso un nuovo concetto, ormai centrale: quello del sistema pavimento Riscaldanti, fonoassorbenti, alleggeriti, ultrasottili, specifici per le ristrutturazioni, desolidarizzanti, antifrattura… ogni strato ha una finalità, una prestazione, un equilibrio da rispettare. E il risultato non è più la somma di “prodotti singo-

li” scelti da un catalogo: è una sinfonia di materiali, una vera e propria ossatura tecnologica, in cui l’interazione tra componenti conta quanto (se non più di) ciascun elemento preso isolatamente.

La filiera non ragiona più per oggetti separati, ma per sistemi - e il lavoro del posatore, in questo, diventa ancora più decisivo.

E poi c’è l’altro grande capitolo, quello che non fa sempre “vendere di più” nel breve, ma che sta già cambiando il settore nel profondo: l’eco-sostenibilità di processi e prodotti Le aziende italiane continuano a investire in maniera importante e, spesso lo dicono senza giri di parole, pur sapendo che, sul fronte commerciale, non è ancora un criterio davvero dirimente per una parte significativa della clientela.

Ed è proprio qui che si può apprezzare a pieno lo sforzo etico e di lungimiranza, prima ancora che economico. Buona lettura! ●

ELLEGIDUE PIONIERI DELLE GRANDI LASTRE, TRASFORMATORI, INNOVATORI

Una rivendita la cui scelta strategica è stata quella di investire sulle grandi lastre con largo anticipo rispetto alle tendenze del mercato. Il cuore operativo oggi è il reparto di trasformazione interna, dove le lastre vengono lavorate per diventare elementi su misura: dai pezzi tecnici per i cantieri, fino a soluzioni di design, top cucina, mobili bagno e pareti attrezzate

Vincenzo Lovero

Abbiamo intervistato Vincenzo Lovero, seconda generazione in azienda e responsabile marketing di Ellegidue (con sede a Bitonto, Bari), per capire a fondo l'identità attuale dell'azienda. "Tutto nasce da un percorso iniziato da mio padre, Pino Lovero, nel 1992", ci ha raccontato, "una crescita che ha trasformato un piccolo punto vendita in uno showroom di oltre 2.200 mq nel 2015". Ma la vera differenza è stata la scelta strategica di investire sulle grandi lastre con largo anticipo rispetto alle tendenze del mercato.

> Tile Italia: Che tipo di offerta si trova nel vostro showroom?

> Vincenzo Lovero: Quando il cliente entra in showroom spesso parte da una superficie e finisce per ragionare sull’intero ambiente. Quindi negli anni abbiamo ampliato molto la proposta con sanitari, arredo bagno, rubinetteria, parquet, soluzioni wellness e anche camini

Negli ultimi sette-otto anni abbiamo lavorato molto sull’outdoor con soluzioni di arredo come divani, set da esterno, tavo-

Il cuore operativo oggi è il reparto di trasformazione interna, dove le lastre vengono lavorate per diventare elementi su misura: dai pezzi tecnici per i cantieri, come scale e coprimuro, fino a soluzioni di design come top cucina, mobili bagno e pareti attrezzate. Questo approccio permette all’azienda di offrire un servizio integrato, riducendo i rischi di errore e garantendo al cliente o al progettista un unico interlocutore tecnico, dalla consulenza iniziale fino alla posa in opera.

li, fino alle pergole. E da circa cinque anni abbiamo aperto anche al mondo delle porte, con un consulente tecnico dedicato. È un ambito su cui stiamo investendo parecchio, perché dialoga sempre di più con il progetto complessivo della casa.

> Tile Italia: Come gestite una gamma così ampia?

> V. Lovero: Con metodo e con selezione. Da un lato c’è il lavoro dei consulenti grazie ai quali il cliente viene guida-

to, mai lasciato solo davanti a una proposta così ampia. Dall’altro c’è l’allestimento con box espositivi, materioteche e corner di brand. Lavoriamo anche per “contaminazioni” tra prodotti, perché la scelta spesso nasce da un dialogo tra superfici, colori e finiture.

> Tile Italia: Quali brand rappresentano meglio il vostro posizionamento?

> V. Lovero: Siamo trasversali: trattiamo anche brand più commerciali, ma il

nostro cuore è la fascia medio-alta, con punte molto alte. Per esempio, lavoriamo con realtà come Gessi, Ariostea, Florim, Mutina e altri marchi di design che ci permettono di dialogare con il cliente privato, ma soprattutto con progettisti e costruttori, che per noi sono stakeholder fondamentali.

> Tile Italia: Il magazzino è un vostro punto di forza?

> V. Lovero: Sì, è un elemento distintivo. Per imprese e ristrutturatori la disponibilità immediata è un valore che offre un vantaggio sul prezzo e la possibilità di ritirare anche in giornata. Abbiamo stock importanti su ceramiche, sanitari e rubinetteria, anche in molte finiture. È un investimento preciso che ci distingue, perché spesso altre showroom non tengono un numero così elevato di varianti a magazzino.

> Tile Italia: Quanto conta oggi la consulenza rispetto al prodotto?

> V. Lovero: Il prodotto resta fondamentale. Qualità, brand, provenienza, analisi di filiera e sostenibilità sono elementi sempre più centrali nella scelta. Ma, nella nostra visione, diventa decisiva la consulenza. Lo showroom è una selezione ragionata di materiali che dialoga con il catalogo e con l’intero mondo dei fornitori, ma è il consulente a trasformare questa proposta in un percorso coerente. I nostri 15 consulenti accompagnano il cliente partendo dall’analisi di gusti personali, abitudini, dinamiche familiari o, nel caso di un progetto commerciale, le necessità dei soci e degli utenti finali.

La consulenza è una bussola, interpreta i bisogni, li inserisce nel contesto progettuale e aiuta a prevedere anche il modo in cui quegli spazi verranno vissuti nel tempo. Questo significa ridurre errori sia

estetici sia, anche, funzionali. Va considerato che il cliente medio affronta la scelta dei materiali poche volte nella vita. Non è un processo quotidiano, quindi ha bisogno di una guida competente che fornisca informazioni tecniche e supporto decisionale. Il nostro obiettivo è evitare ripensamenti, Vogliamo che il cliente esca dallo showroom convinto e soddisfatto della scelta fatta, senza dubbi una volta che il materiale è stato posato. Per questo affianchiamo alla consulenza strumenti concreti quali render su richiesta, campioni in affidamento a cliente o progettista, verifiche dirette nel contesto reale.

> Tile Italia: Avete anche un’area outlet, che funzione ha?

> V. Lovero: È un’area più piccola che chiamiamo outlet, ma in realtà è legata alle partite disponibili a magazzino con prezzi più competitivi. Serve a chi vuole un bel prodotto, subito, con un investimento più contenuto, e ci aiuta a gestire anche una domanda di “vendita veloce” senza abbassare la qualità della proposta complessiva.

> Tile Italia: Cosa significa concretamente gestire una lastra per uno showroom come il vostro?

> V. Lovero: La lastra è un prodotto importante sotto molti aspetti. Lo è in termini di costo, perché si tratta di un materiale con un valore più elevato, che si traduce però anche in un valore progettuale e percettivo maggiore per il cliente.

Ma lo è anche in termini di spazi, logistica e organizzazione.

Molte aziende non fanno magazzino, o se lo fanno evitano le grandi lastre.

Noi invece abbiamo scelto di investire in uno stock importante. Ci assumiamo la responsabilità della logistica, dello stoccaggio e della movimentazione, sapendo che la lastra è un materiale delicato che va trattato con cura e competenza.

Seguiamo l’intero processo. Partiamo dalla selezione del materiale più adatto, verifichiamo la fattibilità tecnica, effettuiamo sopralluoghi, rilievi.

Lavoriamo a 360 gradi, dalla scelta alla presa misure, fino alla trasformazione e, se richiesto, alla posa in opera.

La posa fornita direttamente da noi non è un obbligo per il cliente, ma la consigliamo caldamente: chiudere il processo ci permette di avere pieno controllo e responsabilità sul risultato finale. Considerata la complessità del grande formato, avere una regia unica riduce imprevisti e garantisce coerenza tra progetto, lavorazione e installazione.

> Tile Italia: Cosa è che vi ha spinto a investire in maniera così decisa sulle grandi lastre?

> V. Lovero: Le lastre hanno cambiato il modo di progettare e di realizzare, e noi lo abbiamo capito fin da subito.

Riducono le fughe e danno una resa estetica diversa. Noi siamo stati tra i primi in Italia a investire sul magazzino di lastre quando il mercato era più concentrato su formati più tradizionali, come il cm

100x100 e il cm 120x120. Anticipare questa direzione ci ha permesso di essere pronti quando la domanda è cresciuta. Le lastre danno continuità e competitività. In alcuni periodi il mercato ha avuto tempi di consegna più lunghi, e noi abbiamo continuato a lavorare molto perché avevamo materiale pronto. Avere stock di lastre ci rende più rapidi, offrire disponibilità reale e in molti casi condizioni più competitive. È un servizio concreto, soprattutto per cantieri e commesse che non possono aspettare.

> Tile Italia: E veniamo al motivo per cui la vostra intervista è inserita nel nostro Speciale Posa.. Una delle vostre peculiarità è quella di aver sviluppato un reparto interno dedicato alla trasformazione delle lastre

> V. Lovero: Sì, esatto: abbiamo un reparto interno dedicato alla trasformazione delle lastre. Una struttura dedicata che ci permette di gestire le esigenze legate al grande formato con competenze specifiche e personale altamente specializzato. In questo modo, lastre e progetto diventano una soluzione gestita con un supporto operativo coerente, utile sia al progettista sia all’impresa.

> Tile Italia: Quali lavorazioni offrite oggi sulle lastre, e per quali applicazioni principali?

> V. Lovero: Siamo partiti con lavora-

Il reparto interno di trasformazione lastre è la struttura che ci permette di gestire le esigenze legate al grande formato con competenze specifiche e personale altamente specializzato.

Materiali e progetto diventano una soluzione gestita con un supporto operativo coerente, utile sia al progettista sia all’impresa.

zioni legate al supporto diretto ai cantieri, e ancora oggi questa è una parte importante del nostro lavoro quotidiano. Realizziamo scale, coprimuro, stipiti, elementi tecnici e componenti per l’edilizia che permettono alle imprese di ricevere in cantiere pezzi già lavorati, con un evidente vantaggio in termini di tempi e precisione.

Con il tempo, però, l’esperienza ci ha portato ad ampliare il raggio d’azione verso applicazioni più orientate al design Oggi realizziamo top cucina mobili bagno su misura, arredi custom, rivestimenti speciali per isole, camini o pareti attrezzate. Produciamo anche elementi completamente personalizzati come piatti doccia, nicchie, tavoli e strutture su

disegno.

Il lavoro avviene sempre in stretta collaborazione con il responsabile del reparto lavorazioni e, quando presente, con il progettista. I progettisti per noi sono veri partner di sviluppo.

Proprio da questa collaborazione è nata una collezione per noi particolarmente significativa: la realizzazione di cinque mobili bagno disegnati da cinque progettisti del territorio – Nico Devito, Carmine De Renzio, Sebastiano Canzano, Rocco Mele e Cristiana Spadafina (foto in questa pagina. NDR). Ogni mobile è stato concepito come pezzo unico, sviluppato insieme ai progettisti, con struttura realizzata in partnership con un’azienda specializzata nel legno e rivestimento interamente in lastra lavorata dal nostro reparto.

In questo progetto c’è stato un passaggio ulteriore, la lastra come materia primaria del progetto, strumento espressivo nelle mani del progettista. Un vero progetto pilota, presentato ufficialmente a dicembre con un catalogo dedicato e oggi in fase di strutturazione commerciale.

È un’esperienza che ci ha permesso di avvicinarci ancora di più al mondo dell’arredo bagno e di aprirci a possibili sviluppi futuri, dalle collaborazioni industriali fino a eventuali presentazioni in contesti fieristici. Per noi la lavorazione delle lastre è un ambito di ricerca progettuale in continua evoluzione

> Tile Italia: In che modo questo servizio cambia il rapporto con i clienti e con i progettisti?

> V. Lovero: Prima il cliente o il progettista si affidava a noi per la scelta e l’acquisto dei materiali, ma per la trasformazione della lastra doveva rivolgersi a un terzo soggetto. Oggi può ancora farlo, ma ha la possibilità di trovare tutto all’interno di un unico interlocutore.

Questo comporta una percezione di maggiore controllo e di minore rischio. Avere un solo partner tecnico semplifica il processo, riduce le interferenze e soprattutto evita sovrapposizioni di responsabilità. Quando i soggetti coinvolti sono molteplici, diventa più complesso coordinare le fasi operative e individuare eventuali criticità. Con un sistema integrato, invece, la responsabilità è chiara e accentrata. E per il cliente e per il progettista? Questo si traduce in serenità. Sanno di potersi affidare a una struttura che ha oltre trent’anni di esperienza e che segue l’intero percorso, dalla scelta alla trasformazione fino, se richiesto, alla posa.

Ma non è solo una questione organizzativa. Cambia anche il livello di collaborazione. Il progettista può presentare un’i-

dea nata su carta - o ancora prima nella propria mente - e trovare un reparto in grado di svilupparla tecnicamente, affinandola dove necessario, senza snaturarla. Raramente la risposta è “non si può fare”: il nostro approccio è cercare la soluzione, eventualmente adattandola dal punto di vista tecnico per renderla realizzabile.

In questo modo il rapporto diventa più diretto, più fiduciario e più progettuale

> Tile Italia: A livello commerciale e organizzativo, quali benefici porta la presenza di un reparto dedicato alla trasformazione interna delle lastre?

> V. Lovero: Dal punto di vista commer-

"Blok" by Sebastiano Canziano
"Evo" by Cristina Spadafina

ciale il beneficio si ha soprattutto in termini di valore percepito dal cliente. Il cliente può scegliere un materiale per pavimenti o rivestimenti e ritrovarlo declinato su mobili, nicchie, scale o altri elementi progettuali, senza doversi rivolgere a soggetti diversi. Questo rafforza la coerenza estetica e progettuale e consolida

il rapporto fiduciario. A livello organizzativo il vantaggio è altrettanto evidente. Si riduce la frammentazione del processo evitando l’effetto “telefono senza fili” tra showroom, trasformatore esterno e posatore. Quando i passaggi si moltiplicano, aumentano inevitabilmente le possibilità di errore o incomprensione.

Aver internalizzato rilievi, verifica di fattibilità tecnica, lavorazione e - se richiesto - la posa, rende il flusso molto più lineare. Le responsabilità sono chiare e il risultato finale è più coerente con il progetto iniziale. È un sistema integrato che riduce i passaggi critici e migliora l’efficienza complessiva. Un ulteriore vantaggio è anche logistico. Il reparto lavorazione è fisicamente accanto allo showroom. Il cliente può vedere direttamente dove e come avviene la trasformazione. Questo dialogo tra strutture, oltre che tra persone, riduce tempi di movimentazione, rischi di rottura e costi legati agli spostamenti del materiale.

> Tile Italia: Questo servizio vi permette di "portare a casa" progetti che, altrimenti, sarebbero usciti dalla vostra gestione?

> V. Lovero: Sì, in modo concreto. In molti casi ci consente di mantenere

all’interno progetti che altrimenti si sarebbero “spezzati”, il cliente avrebbe acquistato da noi il pavimento, ma si sarebbe rivolto a un marmista esterno per il su misura. Oggi possiamo offrire continuità tra materiale scelto e lavorazione, evitando che parte del progetto venga gestita altrove.

Ma c’è anche un secondo scenario, altrettanto interessante. Ci sono cantieri in cui non eravamo fornitori principali del capitolato, ma siamo entrati grazie al reparto lavorazioni. Imprese che, non trovando internamente questo servizio presso altri fornitori, si sono rivolte a noi per scale, coprimuro, terrazzi o elementi custom.

In alcuni casi il rapporto si è consolidato nel tempo fino a diventare una collaborazione più ampia. Il reparto lavorazioni diventa quindi anche uno strumento di ingresso strategico permettendo di inserirsi in progetti già avviati e di costruire relazioni che prima non esistevano.

Fondamentale, in tutto questo, è il dialogo. Il responsabile del reparto lavora quotidianamente a stretto contatto con i consulenti dello showroom. Si crea un confronto diretto tra parte commerciale, parte tecnica e cliente o progettista. È un tavolo unico in cui si definisce la soluzione migliore, sapendo che la lastra, una volta lavorata, non può tornare indietro. Proprio per questo la fase di confronto è centrale e la competenza dei professionisti coinvolti fondamentale. ●

"Ali" by Carmine De Renzio
"Pluteo" by Rocco Mele
"Joint" by Nico Devito

La parola aiTop Player

P ROFILPAS

Il rapporto con lo showroom, quali sono le nuove frontiere?

Il rapporto tra aziende e showroom sta vivendo una profonda evoluzione. Non si basa più solo sulla fornitura di prodotti, ma su una collaborazione più stretta, fatta di competenze, supporto continuo e obiettivi condivisi. Oggi lo showroom è un punto chiave del mercato: un luogo in cui progettisti, installatori e clienti finali cercano soluzioni complete, affidabili e ben coordinate sia dal punto di vista tecnico che estetico.

In questo scenario, la nostra azienda si distingue per un’offerta basata su sistemi integrati. Dalle canaline doccia filo pavimento Profilpas, disponibili con un’ampia scelta di cover e finiture abbinate, agli impermeabilizzanti di Mapei; dai sistemi balcone che uniscono la funzionalità e il design dei profili Profilpas alla sicurezza delle soluzioni per l’impermeabilizzazione Mapei, fino a Mapei Color, che assicura un perfetto coordinamento cromatico tra profili, stucchi e sigillanti. Un approccio che semplifica il lavoro dello showroom e valorizza la qualità della proposta al cliente.

Un altro fattore determinante è la formazione tecnica continua. Aggiornare regolarmente i venditori, fornire strumenti chiari e creare competenze solide consente di presentare ogni sistema in modo efficace, rispondere con precisione alle esigenze progettuali e offrire un reale valore aggiunto al cliente finale.

La nuova frontiera del rapporto azienda-showroom è quindi una vera partnership, fondata su soluzioni integrate, formazione costante e supporto tecnico qualificato, con l’obiettivo comune di elevare qualità, servizio e capacità di proposta.

Qual è la novità di prodotto di cui siete più fieri, e perchè?

La novità di prodotto di cui siamo più fieri è senza dubbio Mapei Color, una gamma che ha introdotto un approccio completamente nuovo all’abbinamento cromatico. Se in passato la scelta dei colori si concentrava esclusivamente sull’accostamento tra piastrella e profilo, oggi - grazie a questo progetto - è possibile ottenere per la prima volta un perfetto abbinamento tra profili Profilpas, fughe cementizie, epossidiche e sigillanti Mapei. Un risultato che garantisce continuità estetica e armonia visiva in ogni ambiente. Mapei Color è un progetto esclusivo e completo, sviluppato per offrire a showroom, progettisti e posatori una soluzione che semplifica la scel-

ta dei materiali e valorizza la coerenza finale del progetto. Per facilitare la corrispondenza tra profili, stucchi e sigillanti, la gamma si compone di venticinque finiture che riportano gli stessi codici e gli stessi nomi dell’offerta di Mapei, rendendo immediato e intuitivo il processo di scelta.

Quali sono le problematiche di posa che siete più spesso chiamati a risolvere e sulle quali più di frequente avete richieste di consigli e approfondimenti?

Le richieste di supporto che riceviamo più frequentemente riguardano due ambiti molto specifici: la posa delle canaline doccia e la corretta selezione dei profili pendenziati nelle docce filo pavimento. Sono elementi chiave nella realizzazione dell’ambiente bagno, sia per l’aspetto tecnico sia per quello estetico.

Per quanto riguarda le canaline doccia, le domande più ricorrenti riguardano la corretta installazione della cover per garantire la perfetta planarità l’allineamento con la superficie e l’integrazione con il sistema di impermeabilizzazione. Si tratta di aspetti determinanti per assicurare un drenaggio efficace e un risultato finale pulito, preciso e privo di discontinuità. Nel caso dei profili pendenziati, invece, le richieste si concentrano soprattutto sulla scelta della soluzione più idonea a semplificare il mon-

taggio delle pareti in vetro, gestire correttamente il dislivello del piano inclinato, evitare tagli complessi nelle piastrelle e garantire una migliore continuità estetica dell’intera doccia filo pavimento.

Riceviamo inoltre numerose richieste legate alla posa dei sistemi di supporto per pavimentazioni sopraelevate da esterno, per i quali offriamo la progettazione. Proprio perché questi elementi sono determinanti per la buona riuscita del progetto, mettiamo a disposizione un servizio di assistenza tecnica dedicata, che supporta showroom, progettisti e imprese nella definizione delle soluzioni più appropriate.

L’obiettivo è sempre lo stesso: assicurare un risultato finale perfettamente coerente con le aspettative estetiche, funzionali e progettuali, riducendo le criticità in fase di posa e migliorando la qualità complessiva del progetto.

F ILA S OLUTIONS

Dazi, situazione geopolitica internazionale, costo dell’energia... molte le incertezze del prossimo futuro. Come vi state attrezzando?

Proprio in queste ore in cui stiamo facendo questa intervista, la situazione internazionale si è complicata ulteriormente: oltre al problema dei dazi USA e ai problemi energetici è letteralmente scoppiata la crisi mediorientale, con l’attacco all’Iran. Stiamo monitorando la situazione molto attentamente anche grazie alla nostra presenza diretta in zona, con la nostra filiale negli Emirati Arabi. Rimaniamo a stretto contatto con i nostri clienti e partners locali e confidiamo in una risoluzione del conflitto e nel ritorno alla stabilità

Sostenibilità dei prodotti, gli sforzi in chiave green sono percepiti dal mercato come un plus? Quali sono i maggiori traguardi raggiunti in tal senso dalla vostra azienda?

La sostenibilità per FILA ha sempre rappresentato un pilastro strategico del modello di business, integrata in ogni fase del processo produttivo e decisionale, a garanzia di un costante impegno per uno sviluppo etico e responsabile, come dimostra la trasformazione in Società Benefit a inizio 2025 e la pubblicazione del Bilancio di Sostenibilità lo scorso autunno.

La formazione delle maestranze, chiave di volta per la riuscita del cantiere perfetto. Come la affrontate?

Riteniamo la formazione un elemento primario per la relazione con i propri clienti e ci impegnamo nel fornire supporto costante ai partner tramite momenti strutturati e modellati a seconda delle specifiche esigenze

Per fare due esempi concreti: dall'autunno scorso, in partnership con Schlüter Systems, promuoviamo il percorso di certificazione per posatore lapideo (se-

condo la normativa  UNI 117142:2018) e organizziamo annualmente due giorni dedicati a formazione, aggiornamento e condivisione, rivolti ai nostri partner professionisti, i "Maestri Trattatori" FILA. Un incontro fondamentale per continuare a costruire insieme un futuro di qualità per il nostro settore, affrontando approfondimenti tecnici di settore e non.

Qual è la novità di prodotto di cui siete più fieri, e perché?

Recentemente abbiamo lanciato una linea antiscivolo, la linea Grip, composta da due prodotti antiscivolo: PROGRIP, ad uso professionale, e EASYGRIP, ideale per il fai da te.

Prodotti studiati per aumentare il grip su superfici in gres porcellanato e ceramica, granito e altre pietre silicee che accrescono la resistenza allo scivolamento sui pavimenti quando sono bagnati o umidi e incrementano il coefficiente di attrito della superficie trattata, creando una micro porosità superficiale che riduce la scivolosità delle pavimentazioni, calpestate sia con calzature che a piedi nudi.

Una caratteristica fondamentale di questa linea è la sicurezza invisibile che garantisce. Si tratta infatti di un trattamento definitivo che mantiene l'estetica del materiale posato e installato in ambienti esterni ed interni aumentandone il coefficiente di attrito. Non crea film superficiali e rimane stabile nel tempo con la corretta manutenzione

P ROGRESS P ROFILES

Sostenibilità dei prodotti, gli sforzi in chiave green sono percepiti dal mercato come un plus? Quali sono i maggiori traguardi raggiunti in tal senso dalla vostra azienda?

La maggior parte dei nostri prodotti è costituita da profili in alluminio e acciaio, materiali completamente riciclabili, e quindi sostenibili per natura. Già in fase di lavorazione, tutti gli sfridi di produzione vengono prontamente recuperati, garantendo un processo rispettoso dell’ambiente. Per quanto riguarda il fronte energetico, abbiamo già installato 800 kWp di pannelli solari a cui a breve se ne aggiungeranno altri 180 kWp, che contribuiscono a coprire una quota importante del fabbisogno energetico dell’azienda. Privilegiamo inoltre una catena di approvvigionamento estremamente corta e produciamo la quasi totalità delle soluzioni che proponiamo nel nostro stabilimento in provincia di Treviso, limitando l’impatto ambientale legato ai trasporti: siamo inoltre un’azienda certificata Made in Italy. Questi asset, insieme al nostro DNA italiano, ci distinguono sul mercato: siamo premiati non solo per i sistemi altamente funzionali, ma anche per la qualità dei materiali che utilizziamo e l’impatto estetico di tutte le nostre proposte.

L’utilizzo delle lastre ceramiche nella creazione di mobili e complementi d’arredo, quali le vostre novità per questa nicchia?

Le lastre ceramiche permettono oggi di

realizzare progetti d'arredo sempre più ambiziosi e personalizzati. Per valorizzare al meglio queste applicazioni è fondamentale disporre di soluzioni che garantiscano non solo una posa a regola d'arte, ma anche resistenza e durata nel tempo, esaltando le qualità estetiche dei materiali scelti. In questo contesto, Progress Profiles dedica particolare attenzione al bagno, che non deve essere solo un ambiente funzionale ma un vero luogo di benessere. Per questo spazio abbiamo sviluppato un sistema integrato, PROSHOWER SYSTEM, che comprende soluzioni specifiche per valorizzare e personalizzare ogni dettaglio: questo include, ad esempio, Profoil Panel, con cui è possibile impermeabilizzare, rettificare le pareti o crearne di nuove, realizzare strutture di diverso tipo, compensare spessori e coibentare termicamente. Per facilitare il lavoro dei posatori offriamo anche Profoil Panel Niche, elementi prefabbricati e piastrellabili che vengono incassati e utilizzati specificatamente per la realizzazione di nicchie doccia e piani di appoggio a una parete. Presto inseriremo nel mercato una novità: Proniche Flex, una soluzione prefabbricata da incasso impermeabile, realizzata in alluminio e verniciata con le nuove finiture, disponibile in tre formati differenti e regolabile in funzione dello spessore dei rivestimenti, per ottenere delle nicchie doccia eleganti in poco tempo. A questi prodotti si affiancano i profili della serie Proshower Profile, proposti nelle inedite nuance Kaleidos: dalla texture matt, sono studiate per creare un perfetto abbinamento con la matericità delle ceramiche contemporanee. Completano l’offerta le mensole Proshelf, che garantiscono massima flessibilità progettuale e, essendo piastrellabili, si integrano in modo armonioso con i rivestimenti.

La formazione delle maestranze, chiave di volta per la riuscita

del cantiere perfetto. Come la affrontate?

La formazione è per noi un aspetto fondamentale. Da anni organizziamo corsi sia presso i nostri clienti sia all’interno della nostra Academy, uno spazio attrezzato di oltre 300 mq. inaugurato lo scorso anno. La struttura è pensata per accogliere posatori, architetti designer e professionisti del settore che desiderino seguire seminari tecnici gratuiti e svolgere prove sul campo insieme a personale qualificato. Oltre a un iniziale approfondimento teorico, i partecipanti sono coinvolti in sessioni pratiche, in cui possono avvalersi dell’aiuto e della professionalità del team tecnico. Dalla sua apertura, ha già contribuito a formare oltre 55.000 persone.

Qual è la novità di prodotto di cui siete più fieri, e perché?

Da sempre cerchiamo di intercettare le tendenze e anticipare le esigenze del mercato, e siamo oggi particolarmente orgogliosi di Kaleidos, un concept pensato per valorizzare i rivestimenti con nuance inedite, in sintonia con gli stili d’arredo più attuali. Se guardiamo al colore come a un elemento progettuale, il profilo proposto in queste nuove nuance non è più solo un elemento tecnico, ma diventa protagonista dello spazio, valorizzando volumi e superfici e dialogando con rivestimenti e arredi per ottenere ambienti interni ed esterni armoniosi. Il concept è frutto di una ricerca condotta sia con studi specializzati sia ascoltando i nostri clienti e gli agenti sul territorio, e siamo fieri di dire che al momento è l'offerta cromatica più ampia e completa del settore.

M ONTOLIT

Dazi, situazione geopolitica internazionale, costo dell’energia… molte le incertezze del prossimo futuro. Come vi state attrezzando?

I problemi elencati, considerando che il mercato USA è fra i più importanti per il comparto ceramico in generale, hanno rappresentato un fattore di grande rallentamento, anche se l’export italiano si è dimostrato resiliente.

Nel nostro settore specifico, quello delle attrezzature ed utensili, la variabile del dazio ha un importante peso specifico e ha quindi aggravato la situazione in un mercato estero di sbocco importante.

Oggi la situazione è ancor più imprevedibile per chiunque, per questo motivo adottiamo la strategia della diversificazione su altri mercati e quella del "wait and see" per gli USA.

Sostenibilità dei prodotti, gli sforzi in chiave green sono percepiti dal mercato come un plus? Quali sono i maggiori traguardi raggiunti in tal senso dalla vostra azienda?

Oggigiorno la maggior parte dei nostri clienti non considera ancora gli aspetti green dei materiali come un plus di particolare riguardo, con eccezione della GDO.

Nonostante ciò, e il fatto che il nostro specifico mercato di riferimento forse non sia ancora del tutto pronto a considerare come prioritarie anche queste tematiche nell’ambito dello svolgimento della propria professione, come azienda crediamo che lo sarà in futuro.

Per questo motivo, da tre anni, Montolit pubblica il proprio Report Di Sostenibilità, il documento per eccellenza attraverso il quale l’azienda può tracciare le proprie policy aziendali e rendere pubblici gli obiettivi rag-

giunti e dichiarare quelli di prossimo compimento.

L’utilizzo delle lastre ceramiche nella creazione di mobili e complementi d’arredo, quali le vostre novità per questa nicchia?

Da qualche anno si è sviluppato un notevole interesse nell’applicazione della ceramica, e in particolare nell’utilizzo delle lastre, nell’arredobagno, nelle strutture della cucina e nella realizzazione di mobili ed accessori. Questa applicazione innovativa del materiale richiede molta perizia, artigianalità e una grande competenza da parte del posatore, che deve necessariamente essere sostenuta da utensili innovativi, evoluti e capaci di affrontare questo tipo di sfide Proprio per facilitare il lavoro dei posatori in questo contesto abbiamo sviluppato una serie completa di mini e microutensili specifici per tali lavorazioni, con un'attenzione particolare al taglio, la levigatura, la foratura e l’esecuzione di profili speciali.

La formazione delle maestranze, chiave di volta per la riuscita del cantiere perfetto. Come la affrontate?

Tutti i rivenditori "Montolit Partner" ricevono alcune sessioni formative direttamente presso la loro sede da parte della nostra squadra di dimostratori che, dal 2026, è stata ulteriormente potenziata. La stessa formazione viene garantita anche per i nostri partners con sedi all’estero. Strutturare questo tipo di servizio non è un compito semplice, perché spesso il turnover degli addetti nei vari canali distributivi è elevato e spesso bisogna ripartire dal livello base. Ci sono poi due ulteriori strumenti a sostegno dei nostri partner che sono in fase

di ulteriore potenziamento e, siamo sicuri, fanno e faranno la differenza: il potenziamento del nostro Customer Service, dedicato al post vendita ed in grado di tracciare il 100% degli interventi, e la realizzazione della sezione “Tutorial” sui nostri canali digitali, strutturata per rendere la formazione disponibile 7/7 e h24. Ci dedichiamo a tutto tondo agli argomenti concernenti taglio, foratura, movimentazione e tutte le lavorazioni speciali che possono intervenire durante la posa. La posa a regola d’arte rimane un lavoro artigianale che richiede esperienza e perizia e per questo motivo suggerire, raccomandare formare fa parte del nostro DNA ed a questo ci dedichiamo con cura.

Qual è la novità di prodotto di cui siete più fieri, e perchè?

Quest’anno festeggiamo gli 80 anni dalla fondazione e lo celebriamo con moltissime novità appena introdotte o di prossima immissione. Possiamo citare il disco CJ, progettato per il taglio jolly; il disco TCHD, per il taglio a secco dei porcellanati sinterizzati/ad alta densità e quelli spessorati; i minitools, cioè mini/midi dischi e molette di diametro 50 e 76 mm per le mini smerigliatrici; e infine la tagliapiastrelle manuale professionale che verrà presto presentata in una veste del tutto particolare e nuova, proprio a celebrare il nostro anniversario.

I SOLMANT

Sostenibilità dei prodotti: gli sforzi in chiave green sono percepiti dal mercato come un plus? Quali sono i maggiori traguardi raggiunti in tal senso dalla vostra azienda?

Il tema della sostenibilità è ormai centrale nel settore edilizio, ma la sua piena valorizzazione da parte del mercato è ancora in maturazione

C’è sicuramente maggiore sensibilità rispetto al passato, ma la scelta del prodotto continua spesso a essere guidata principalmente da logiche economiche.

Questo, però, non riduce la nostra responsabilità come azienda.

Negli anni abbiamo investito in ricerca e sviluppo per proporre soluzioni che coniughino performance certificate e minore impatto ambientale. Un esempio concreto è lo sviluppo di un polietilene a base naturale ottenuto da scarti vegetali, proposto a un prezzo non distante da quello del polietilene tradizionale e con identiche prestazioni tecniche certificate. Nonostante questo, il prodotto fatica ancora a emergere: segno che il mercato è in evoluzione, ma necessita di ulteriore consapevolezza.

Parallelamente, abbiamo compiuto una scelta chiara a livello di politica aziendale: utilizzare esclusivamente fibra di poliestere da PET riciclato per la nostra ISOLFIBTEC, proprio perché crediamo che l’approccio sostenibile non debba essere un’eccezione di gamma, ma un principio strutturale nel modo di fare impresa e di svilup-

pare prodotti.

Per noi la sostenibilità non è un’operazione di marketing, ma un percorso concreto che ci coinvolge a 360 gradi, dai materiali ai processi produttivi. È una strada lunga, ma imprescindibile.

La formazione delle maestranze, chiave di volta per la riuscita del cantiere perfetto. Come la affrontate?

Crediamo fortemente che la qualità di un sistema non si esaurisca nel prodotto, ma si realizzi pienamente solo attraverso una corretta progettazione e una posa consapevole. Per questo la formazione rappresenta un pilastro della nostra attività comunicativa. Abbiamo sviluppato un intenso programma di webinar tecnici, gli IsolTips, affiancati da numerosi incontri formativi – accreditati e non – realizzati anche in collaborazione con altre aziende della filiera. L’obiettivo è lavorare in ottica di sistema, condividendo competenze e offrendo ai professionisti strumenti concreti per progettare stratigrafie corrette e coerenti, oltre che per affrontare con consapevolezza le criticità di cantiere. In questa stessa direzione si inserisce il progetto Sistema Pavimento, nato per mettere a disposizione di progettisti e imprese uno strumento gratuito aggiornato e basato su dati reali, che consenta una progettazione più consapevole e semplificata. La formazione non è un’attività collaterale o secondaria, ma una responsabilità verso il mercato e uno strumento concreto per innalzare la qualità del costruire.

Qual è la novità di prodotto di cui siete più fieri, e perché?

Più che una singola novità di prodotto, siamo particolarmente fieri di Sistema Pavimento, un progetto in continua

evoluzione. Sistema Pavimento è nato nel 2015 dalla collaborazione con alcune delle principali aziende produttrici di massetti e si è sviluppato con l’obiettivo di studiare il comportamento integrato delle nostre soluzioni nei sistemi orizzontali a medio-basso spessore. Non si trattava solo di acustica, ma di comprendere l’interazione complessiva tra tutti gli elementi della stratigrafia. Abbiamo quindi creato un laboratorio interno e avviato un lungo percorso di test e collaudi, sviluppando nel tempo circa 100 pacchetti certificati, realizzati in collaborazione con oltre una dozzina di aziende della filiera. Oggi il sistema è in costante aggiornamento e continua ad ampliarsi grazie al coinvolgimento di nuovi partner Attualmente stiamo lavorando per integrare anche i dati relativi alla resa termica dei pacchetti, ampliando ulteriormente le informazioni disponibili. Questo rende Sistema Pavimento non solo un progetto tecnico, ma una piattaforma che cresce insieme al mercato e alle sue esigenze.

Quali sono le problematiche di posa che siete più spesso chiamati a risolvere e sulle quali più frequentemente ricevete richieste di approfondimento?

Negli ultimi anni l’evoluzione delle tecniche costruttive ha trasformato profondamente il mondo dell’isolamento orizzontale. L’abbassamento degli spessori, l’introduzione diffusa dei massetti radianti e la crescente complessità degli impianti hanno ridotto drasticamente lo spazio disponibile nella stratigrafia sottopavimento

La richiesta più frequente riguar-

da proprio la gestione degli spessori ridotti: oggi si chiede al materassino acustico di essere sempre più sottile, ma allo stesso tempo altamente performante, stabile nel tempo e compatibile con sistemi radianti e nuove tecnologie impiantistiche.

Questo comporta una progettazione molto più accurata rispetto al passato. Non è più possibile parlare di isolamento acustico in modo generico: occorre ragionare in ottica elasto-dinamica, valutando il comportamento del materiale sì come dissipatore di vibrazioni ma studiando anche la sua interazione con l’intero sistema, inclusi aspetti di stabilità e durabilità.

Le richieste di supporto che riceviamo riguardano soprattutto la corretta definizione del pacchetto, la compatibilità tra i vari elementi e la scelta della soluzione più idonea in funzione dei vincoli di cantiere. Ed è proprio per rispondere a queste esigenze che abbiamo investito nella logica di sistema con Sistema Pavimento e nella condivisione del nostro know-how tramite gli IsolTips e la formazione.

M APEI

Sostenibilità dei prodotti: il mercato percepisce gli sforzi “green” come un plus?

Quali traguardi avete raggiunto?

In un settore che oggi assorbe il 32% dei consumi energetici globali e genera il 34% delle emissioni di CO₂, la sostenibilità non è solo un valore aggiunto: è una condizione necessaria. Il mercato lo riconosce e sta dimostrando una crescente attenzione verso soluzioni che coniugano alte prestazioni e responsabilità ambientale.

In Mapei questo percorso è parte integrante della nostra identità. La sostenibilità, per noi, significa innanzitutto durabilità: realizzare prodotti che migliorano la qualità e la vita utile delle costruzioni. Per questo sviluppiamo formulazioni con materie prime innovative, ultraleggere, riciclate, a basse emissioni VOC, e valutiamo scientificamente ogni impatto attraverso la metodologia LCA con la pubblicazione di EPD

Oggi Mapei conta 549 EPD, pari all’80% dei prodotti disponibili sul mercato Questo livello di trasparenza dà al mercato strumenti chiari per fare scelte consapevoli.

Accanto alla misurazione, investiamo in soluzioni concrete. Con la linea Zero, offriamo oltre 250 prodotti le cui emissioni di CO₂ sono quantificate sull’intero ciclo di vita e compensate al 100% tramite crediti ambientali certificati, contribuendo alla protezione delle foreste.

Un esempio recente è l’ingresso di Keraflex, storico punto di riferimento nella posa della ceramica, nella Linea Zero, ampliando ulteriormente la disponibilità di soluzioni a impatto compensato per l’intera filiera.

La formazione delle maestranze: una leva decisiva per la qualità del cantiere. Come la affrontate?

La formazione è un pilastro della nostra

E PIETRA NATURALE

cultura aziendale. Riteniamo che solo attraverso competenze aggiornate, conoscenza dei materiali e applicazioni corrette sia possibile garantire cantieri efficienti, sicuri e opere durature. Per questo Mapei investe da anni in percorsi strutturati di crescita professionale tramite la Mapei Academy che offre eventi formativi gratuiti — in presenza e online — rivolti a progettisti, imprese, applicatori e rivenditori. L’obiettivo è condividere l’esperienza sviluppata in quasi 90 anni di attività, diffondere cultura tecnica e accompagnare l’evoluzione dell’intera filiera.

Un ruolo centrale lo ricopre il progetto del Patentino dei Posatori, realizzato in collaborazione con Assoposa e Certi.s, che certifica le competenze dei posatori secondo la norma UNI 11493-2. Assoposa svolge il ruolo di esaminatore mentre Certi.s rilascia la certificazione, garantendo un processo indipendente e rigoroso. Mapei accompagna i candidati attraverso la propria Mapei Academy, offrendo simulazioni teorico pratiche che li preparano in modo completo all’esame finale.

L’impegno verso la formazione, inoltre, non si esaurisce nel momento del primo rilascio del patentino: i corsi di aggiornamento finalizzati al mantenimento della certificazione consentono ai professionisti di rimanere aggiornati sulle tecniche più moderne e sulle innovazioni di prodotto, assicurando così standard qualitativi elevati e una costante crescita professionale.

Qual è la novità di prodotto di cui siete più fieri, e perché?

Tra le novità più significative, siamo particolarmente orgogliosi dell’evoluzione » »

della gamma Keraflex, che rappresenta un modello di continuità tra innovazione tecnica e responsabilità ambientale.

Keraflex S1 Evolution Zero rappresenta in modo esemplare l’evoluzione del nostro impegno verso soluzioni ad alte prestazioni e a ridotta impronta ambientale. La sua formulazione integra leganti a bassa impronta di carbonio, contribuendo a una significativa riduzione del Global Warming Potential del prodotto; a questo intervento sulla formulazione si affianca la compensazione totale delle emissioni residue, realizzata tramite crediti ambientali certificati. Il risultato è un adesivo di nuova generazione che unisce responsabilità ambientale e prestazioni tecniche avanzate, pensato per rispondere alle esigenze dei sistemi ceramici più complessi.

Il passaggio del nostro storico adesivo Keraflex nella Linea Zero rappresenta un traguardo strategico perché estende il concetto di sostenibilità anche ai prodotti più utilizzati quotidianamente in cantiere, rendendo accessibile a tutti una scelta responsabile senza compromessi in termini di performance.

Taglio, movimentazione, posa, finitura, trattamento… su quale argomento comunicare di più verso posatori e showroom/ progettisti?

Nel dialogo con posatori, showroom e progettisti, riteniamo strategico comunicare con sempre maggiore chiarezza l’importanza della progettazione del sistema di posa, un tema che rappresenta uno degli ambiti dove si generano più fraintendimenti e criticità in cantiere.

La posa della ceramica e dei materia-

li lapidei, infatti, non può essere considerata una semplice fase esecutiva. È un processo progettuale complesso che richiede una valutazione preliminare accurata del supporto, della natura e del formato del materiale da posare, delle condizioni termo igrometriche e della destinazione d’uso. La scelta del sistema di posa, dell’adesivo, della fuga, dei giunti e dei trattamenti di fine posa rappresenta un elemento determinante per assicurare prestazioni tecniche e qualità estetica nel lungo periodo. È proprio in questa fase che riscontriamo la necessità di comunicare in modo ancora più strutturato. Molte delle problematiche che ci vengono sottoposte trovano origine in scelte iniziali non pienamente allineate alle caratteristiche del materiale o alle specifiche di posa richieste. Una maggiore consapevolezza progettuale permette di prevenire questi fenomeni e di valorizzare al massimo il potenziale tecnico dei nostri sistemi. Progettisti e showroom hanno bisogno di strumenti chiari, aggiornati e facilmente integrabili nei propri flussi di lavoro. È in quest’ottica che si inserisce Mapei Pro, lo spazio Mapei che integra, in una sola piattaforma, consulenza, servizi e strumenti per facilitare il lavoro di progettisti e professionisti. La piattaforma riunisce tutti gli strumenti di lavoro che Mapei ha sviluppato negli anni e che continua a ideare: software di calcolo, tools, BIM, brochure tecniche ma anche tutta la formazione di Mapei Academy con rilascio di crediti formativi.

Dazi, situazione geopolitica internazionale, costo dell’energia… molte le incertezze del prossimo futuro. Come vi state attrezzando?

Negli ultimi anni abbiamo imparato che l’incertezza non è più un’eccezione ma una condizione strutturale del mercato. Tra dazi, tensioni geopolitiche, aumento del costo dell’energia e difficoltà nelle catene di approvvigionamento, il nostro settore – in particolare quello delle pavimentazioni sopraelevate – è chiamato a essere sempre più reattivo.

Come azienda produttrice di accessori plastici per l’edilizia, già da qualche anno abbiamo scelto di rispondere su tre direttrici principali.

La prima è la diversificazione dei mercati, per ridurre la dipendenza da singole aree geografiche.

La seconda è la collaborazione con fornitori italiani, che ci permette di contenere i rischi legati a dazi e logistica internazionale.

La terza riguarda gli investimenti in efficientamento energetico e fotovoltaico, fondamentali per limitare l’impatto dei costi energetici sui processi produttivi.

In sintesi, non possiamo controllare lo scenario internazionale, ma possiamo controllare la nostra capacità di adattamento. Il nostro obiettivo è trasformare le criticità in leve di crescita, mantenendo solidità finanziaria, flessibilità produttiva e una visione strategica di lungo periodo.

I TALPROFILI

Sostenibilità dei prodotti, gli sforzi in chiave green sono percepiti dal mercato come un plus? Quali sono i maggiori traguardi raggiunti in tal senso dalla vostra azienda?

Oggi la sostenibilità è diventata un elemento competitivo concreto, e il mercato la riconosce sempre di più. Architetti, general contractor e developer sono molto attenti all’impatto ambientale dei prodotti, sia per le certificazioni degli edifici sia per una reale responsabilità ambientale. Per noi la sostenibilità parte dallo stabilimento: produzione interamente interna con macchinari a basso consumo e ad alto efficientamento, un impianto fotovoltaico che copre il nostro fabbisogno energetico, e un programma strutturato di raccolta differenziata e recupero degli scarti di produzione per dare nuova vita alla materia prima. Per noi la sostenibilità non è solo impiantistica, ma anche culturale: coinvolge il personale, fa parte della nostra identità aziendale. Il nostro traguardo più importante è l’aver integrato la sostenibilità nel nostro modello industriale, non come elemento accessorio ma come pilastro strategico. Oggi possiamo dire che ogni nostro prodotto nasce da un processo controllato, efficiente e orientato alla responsabilità ambientale. E il mercato, sempre più attento e consapevole, sta premiando questa visione.

Qual è la novità di prodotto di cui siete più fieri, e perchè?

La nuova prolunga Lifter rappresenta per noi molto più di un semplice accessorio: è l’espressione concreta del nostro modo di fare innovazione, cioè

ascoltare il mercato e trasformare un problema reale in una soluzione tecnica intelligente.

Lifter nasce per rispondere a una criticità frequente nelle pavimentazioni sopraelevate: la necessità di raggiungere un’altezza precisa, spesso variabile, con il rischio di errori in fase d’ordine o di imprevisti durante la posa. Grazie al sistema di bloccaggio brevettato, le prolunghe si assemblano in modo semplice e sicuro, permettendo di personalizzare l’altezza con precisione e rapidità. Questo significa maggiore stabilità, affidabilità e controllo fino al raggiungimento della quota desiderata.

Uno dei principali punti di forza di Lifter è la capacità di ridurre gli sprechi. In caso di errato acquisto di basamenti o variazioni in corso d’opera, non è più necessario sostituire l’intero elemento: basta integrare con la prolunga. Questo comporta meno materiale inutilizzato, meno resi e quindi un impatto ambientale ed economico più contenuto. La semplicità di assemblaggio consente di intervenire rapidamente anche davanti a imprevisti. Si riducono i tempi morti e si aumenta l’efficienza della posa, un fattore oggi determinante per imprese e installatori.

Dal punto di vista logistico, Lifter offre un vantaggio strategico: il cliente può mantenere a magazzino un unico basamento standard, senza dover disporre di tutte le varianti di altezza. Grazie alla prolunga, l’altezza finale diventa modulabile. Questo significa meno codici a stock, minori immobilizzi di capitale e maggiore flessibilità operativa

Siamo particolarmente orgogliosi di questo prodotto perché unisce innovazione tecnica, sostenibilità e praticità di utilizzo. Lifter non è solo una

prolunga: è uno strumento che rende il sistema più flessibile, riduce gli sprechi e semplifica il lavoro quotidiano di chi opera in cantiere.

Quali sono le problematiche di posa che siete più spesso chiamati a risolvere e sulle quali più di frequente avete richieste di consigli e approfondimenti?

Le problematiche più frequenti riguardano soprattutto la gestione delle altezze variabili, i dislivelli del sottofondo e gli imprevisti che emergono in fase di cantiere rispetto al progetto iniziale. Spesso veniamo coinvolti per trovare soluzioni rapide che garantiscano stabilità, precisione di quota e velocità di posa, soprattutto quando gli spazi tecnici sono ridotti o quando è necessario intervenire senza rallentare il cronoprogramma dei lavori. Il nostro ruolo, in questi casi, è affiancare progettisti e posatori con soluzioni tecniche flessibili e un supporto consulenziale concreto, perché ogni cantiere presenta criticità specifiche che richiedono competenza ed esperienza.

F ASSA B ORTOLO

Sostenibilità dei prodotti, gli sforzi in chiave green sono percepiti dal mercato come plus? Quali sono i maggiori traguardi raggiunti in tal senso dalla vostra azienda?

Il tema della “sostenibilità” e il tipo di mondo che vogliamo lasciare ai nostri figli sono questioni che tutti noi dovremmo avere a cuore ogni giorno. Lo sono ancor di più per chi ha la responsabilità di progettare, produrre e costruire.

Normative sempre più stringenti a livello europeo, committenti attenti all’impatto ambientale e trend di mercato orientati al “green” influiscono costantemente sulle scelte progettuali. Per FASSA avere a catalogo materiali e sistemi rispondenti ai criteri CAM, dotati di certificazioni EPD e GEV

EC1 PLUS non è considerato “uno sforzo green” bensì il naturale proseguo della filosofia aziendale verso un’edilizia sostenibile che da anni ci contraddistingue.

Quando si parla di sostenibilità, però, non ci si può limitare a considerare solo gli aspetti legati alla gamma dei prodotti, alle materie prime o ai processi produttivi. La sostenibilità riguarda anche la capacità di offrire soluzioni che rispondano alle esigenze dell’edilizia moderna e agli interventi di restauro, contribuendo allo stesso tempo al miglioramento climatico e alla riduzione dell’impatto ambientale delle nostre città. In questo contesto, Fassa Bortolo esprime il proprio impegno attraverso linee di prodotto pensate per rispondere a queste sfide. Un esempio

significativo è rappresentato dalla gamma di guaine impermeabilizzanti in pasta Aquazip Barrier System e, in particolare, da Aquazip Barrier SRI: una membrana elastica bianca, impermeabilizzante e pronta all’uso, caratterizzata da un elevato indice di riflessione solare (SRI), ideale per favorire il raffrescamento passivo degli edifici. L’efficientamento energetico consiste nella capacità di un sistema edilizio di garantire prestazioni ottimali riducendo il consumo di energia. Ciò avviene attraverso interventi mirati che ottimizzano il rapporto tra fabbisogno energetico ed emissioni, riducendo gli sprechi. Proprio in questo scenario, le membrane della linea Aquazip Barrier System, utilizzate nelle coperture piane per la protezione impermeabile, svolgono un ruolo determinante: grazie alle loro proprietà di riflettanza ed emissività, contribuiscono a migliorare il comfort termoigrometrico degli ambienti interni, in particolare durante la stagione estiva. Questo si traduce in un minore ricorso ai sistemi di raffrescamento e, di conseguenza, in un risparmio energetico significativo.

In sintesi, l’utilizzo di Aquazip Barrier System nelle coperture piane rappresenta una risposta concreta e misurabile alle esigenze dell’edilizia contemporanea, con benefici ambientali, energetici e prestazionali che si inseriscono pienamente nella visione sostenibile promossa da Fassa Bortolo.

La formazione delle maestranze, chiave di volta per la riuscita del cantiere perfetto, come la affrontate?

La qualità finale di un cantiere dipende dalla competenza di chi applica i prodotti: per questo la formazione è un pilastro fondamentale della nostra strategia. Da oltre 10 anni, attraverso il programma FassAcademy, realizziamo for-

mazione specialistica per i diversi target di utilizzatori dei nostri prodotti: per quanto riguarda le maestranze, portiamo direttamente nelle rivendite una formazione pensata su misura per il personale dello showroom e gli applicatori professionisti. Offriamo assistenza alle maestranze in cantiere a titolo completamente gratuito.

Organizziamo sessioni teoriche e, soprattutto, dimostrazioni pratiche con i nostri tecnici altamente qualificati, presenti in modo capillare su tutto il territorio italiano. Parallelamente, sviluppiamo con gli Ordini professionali seminari tecnici dedicati ai progettisti, garantendo contenuti sempre aggiornati e di alto livello. Inoltre, produciamo video applicativi dedicati alle novità di prodotto o alle soluzioni meno comuni, offrendo materiali chiari e immediati per supportare sia il punto vendita sia gli applicatori.

Il rapporto con lo showroom, quali sono le nuove frontiere?

Gli showroom oggi cercano partner in grado non solo di fornire prodotti di qualità, ma anche di generare nuove opportunità commerciali. Ed è proprio qui che possiamo fare la differenza. Grazie alla nostra presenza capillare sul territorio, siamo in grado di intercettare nuovi cantieri e nuove richieste che indirizziamo alle rivendite partner, creando un flusso costante di potenziali clienti. Mettiamo inoltre a disposizione prodotti tecnici altamente performanti, ad esempio Fassa Lamina System, una soluzione sempre più richiesta dal mercato per la posa in sovrapposizione e la gestione delle superfici ceramiche di grande formato. Il nostro obiettivo è diventare per lo showroom non solo un fornitore, ma un alleato strategico, capace di generare valore tangibile, supporto tecnico e opportunità di crescita. Qual è la novità di prodotto di cui

siete più fieri e perché?

Abbiamo migliorato uno dei prodotti di punta della Linea Adesivi FASSACOL: il superadesivo monocomponente ad elevata elasticità AT 99 MAXYFLEX, oggi ancora più performante, per la posa di pavimenti e rivestimenti di tutte le dimensioni.

Il nuovo AT 99 MAXYFLEX si adatta a diverse esigenze di applicazione in funzione della quantità d’acqua addizionata, offrendo sempre risultati ottimali

La classificazione C2TES1 indica che se si predilige una consistenza tissotropica (miscelandolo col 26-28% di acqua nella versione bianca, 28-30% in quella grigia), l'adesivo diventa ideale per applicazioni orizzontali e verticali su grandi formati (fino a 3 metri); C2ES1 indica invece una consistenza più fluida e cremosa (31-33% di acqua nella versione bianca, 32-34% in quella grigia) perfetta per le pose orizzontali anche di formati a spessore ridotto dall’elevata capacità bagnante.

Le sue eccellenti prestazioni, l'ottima lavorabilità e la deformabilità restano i punti di forza della sua formulazione, a cui si aggiunge un'elevata capacità bagnante, particolarmente utile nella posa di lastre di grande formato e nelle applicazioni in esterno. La sua peculiare reologia (ossia il modo in cui il materiale di deforma per le sollecitazioni) facilita l'applicazione di uno strato spesso di adesivo, eliminando la necessità della doppia spalmatura.

È un prodotto di cui siamo particolarmente orgogliosi perché è una soluzione di altissima qualità, che garantisce risultati efficaci e duraturi: siamo riusciti a conciliare super versatilità, super aderenza, super elasticità per dare risposta alle esigenze dell’edilizia moderna.

R AIMONDI

Dazi, situazione geopolitica internazionale, costo dell’energia… molte le incertezze del prossimo futuro. Come vi state attrezzando?

Negli ultimi anni abbiamo attraversato periodi di forte tensione in diversi ambiti, con eventi tra loro apparentemente collegati ma del tutto imprevedibili nella durata e nell’impatto economico: crisi energetiche, guerre ai confini dell’Europa, dazi e svalutazione del dollaro USA e, da ultima, la crisi Mediorientale, hanno accompagnato progressive difficoltà economiche e di leadership politica, nelle maggiori economie dell’Unione Europea. Peraltro, questo accade in un contesto chiaramente asimmetrico, con un’Europa che non riesce a fornire alle proprie imprese strumenti per competere e, nel contempo, consente un facile accesso sui nostri mercati a players esterni, che godono di fattori della produzione molto meno costosi e di contesti normativi accomodanti.

In questo scenario, le nostre strategie di lungo periodo non sono tramontate, ma rimangono valide e indirizzano tuttora le scelte di mercato e gli investimenti sulle persone, che costituiscono le due direttrici principali del nostro sviluppo. In termini di sviluppo commerciale, crediamo fermamente in un approccio diretto ai nostri mercati strategici, per cui l’apertura della nostra filiale USA potrebbe aprire la strada ad altre operazioni similari, per radicare ulteriormente la nostra

presenza all’estero.

Sul versante del rafforzamento interno, invece, l’investimento in competenze e nuove risorse umane è il miglior presupposto per mantenere il nostro ruolo di PMI altamente innovativa, che da anni consolida la propria leadership nel settore delle attrezzature per la posa.

E’ un percorso sicuramente complicato, ma per fare impresa oggi bisogna saper far fronte a eventuali ritardi o ostacoli nella realizzazione dei propri progetti e sviluppare una pazienza e una flessibilità ancora più spiccate, adattando quotidianamente la struttura aziendale e l’approccio imprenditoriale alle condizioni del mercato.

Sostenibilità dei prodotti, gli sforzi in chiave green sono percepiti dal mercato come un plus?

Quali sono i maggiori traguardi raggiunti in tal senso dalla vostra azienda?

Se parliamo di traguardi, io credo che la sostenibilità dei prodotti e gli investimenti in chiave green, » »

per una PMI come Raimondi, siano tematiche che non si possono archiviare a seconda dell’emergenza del momento, o semplicemente perché le politiche industriali hanno fallito, in alcuni settori chiave della nostra economia.

Molto spesso non abbiamo gli strumenti, né la rappresentanza politica necessaria, per poter incidere su queste scelte.

Le strategie di sostenibilità sono invece strumenti molto concreti che il mercato percepisce e premia, specie quando ci si relaziona con gruppi d’acquisto, grandi catene della distribuzione o aziende multinazionali.

D’altronde, questi fattori rappresentano obiettivi di miglioramento interno che devono adattarsi alla realtà aziendale, per essere “messi a terra” e creare valore.

Per quanto ci riguarda, i principali obiettivi ESG dedicati all’Ambiente, al Sociale e alla Governance sono monitorati nel nostro Report annuale di Sostenibilità dal 2023 e rispondono ad un’esigenza legata alla qualità del prodotto sicuro e durevole, piuttosto che a un mero obbligo normativo.

Taglio, movimentazione, posa, finitura, trattamento... su quale argomento vorreste comunicare più e meglio sia verso il posatore che verso lo showroom/ progettista, e perché?

Sul tema della Posa vorremmo davvero comunicare di più e in modo più efficace in senso lato a tutti e tre i soggetti citati, ognuno dei quali svolge un ruolo fondamentale nel processo che trasforma una piastrella nel rivestimento di un ambiente, in un’area outdoor, finanche in una facciata per esterni. A seconda del materiale da posare e del contesto in cui va installato, si aprono una serie di situazioni peculiari; ad esempio, mentre la posa di materiale tradizionale in interno non comporta particolari problematiche, lo stesso materiale posato a parete, in esterno, richiede un approccio completamente diverso ed altamente specializzato, peraltro inserendosi in un quadro normativo peculiare, da un punto di vista della sicurezza e del-

la resa estetica.

Negli ultimi anni, poi, la posa di materiale ad alto spessore da esterno ha aperto nuove opportunità nel landscaping e nell’outdoor in tutto il mondo, presentando proprie esigenze specifiche, dettate dal clima e dall’ambiente.

La posa di lastre di grande formato, in quest’ampia gamma di scelte, rappresenta ormai un mondo a parte, per caratteristiche tecniche e versatilità d’impiego: riteniamo tuttavia che, nonostante siano in commercio da oltre due decenni, questi materiali richiedano una padronanza più ampia e diffusa, per le molteplici criticità che ancora oggi riscontriamo sui cantieri e nelle richieste degli installatori.

Raimondi è uno dei soci fondatori di Assoposa ed è parte attiva della Commissione Posa di Confindustria Ceramica, rispettivamente due presìdi fondamentali di studio e tecnica professionale, per il nostro settore. Questa presenza costante ci offre uno sguardo sempre aggiornato e approfondito sulle tematiche relative alla posa, e maggiore è la conoscenza di tutte queste situazioni, meglio sarà indirizzato l’acquirente della ceramica verso la soluzione a lui congeniale.

Il marchio Raimondi nasce per fornire soluzioni tecniche e sicure ai professionisti della posa, quindi il ventaglio di attrezzature idonee ad ogni situazione di posa è ben individuato e disponibile.

In somma sintesi, riteniamo che una diffusa e profonda conoscenza di tutte le opzioni che la ceramica offre al cliente finale, non possa prescindere dalla conoscenza tecnica delle metodologie di posa, né dai criteri di sicurezza che possono fornire le attrezzature professionali e le normative di settore

Siamo certi che con questi capisaldi tecnici, oltre che estetici, si amplieranno enormemente le opportunità di creare valore aggiunto per tutti i soggetti della filiera.

E MAC

Sostenibilità dei prodotti: gli sforzi in chiave green sono percepiti dal mercato come un plus? Quali sono i maggiori traguardi raggiunti dalla vostra azienda?

Oggi la sostenibilità non è più un valore accessorio, ma un criterio di scelta. Il mercato, dai progettisti ai distributori, la riconosce come plus concreto alle aziende che integrano responsabilità ambientale e sociale nella propria strategia, privilegiando realtà capaci di garantire trasparenza, innovazione e coerenza lungo tutta la filiera.

In EMAC® la sostenibilità è parte integrante del modello di business. Abbiamo adottato gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU come riferimento strategico e pubblicato il nostro primo Rapporto di Sostenibilità, formalizzando un percorso strutturato che coinvolge governance, processi produttivi e cultura aziendale.

Tra i principali traguardi: lo sviluppo di soluzioni realizzate con materiali sostenibili, come l’ampia gamma in legno naturale 100% e materiali innovativi che integrano fibre provenienti da scarti agricoli riciclati, come l’esclusiva collezione MAXI; la riduzione dell’impatto ambientale interno attraverso politiche di consumo responsabile e riduzione della plastica; la creazione di un comitato interno dedicato alla sostenibilità; il sostegno a iniziative sociali legate a inclusione, formazione e benessere. L’obiettivo è offrire prodotti ad alte prestazioni che generino valore ambientale e sociale, contribuendo a un’edilizia più consapevole e responsabile.

Il rapporto con lo showroom: quali sono le nuove frontiere?

Lo showroom non è più soltanto uno spazio espositivo, ma un luogo di consulenza e progettazione. Il cliente finale è sempre più informato ed esigente e richiede supporto tecnico, vi-

sione progettuale e rapidità di risposta. Per questo molti showroom si affidano sempre di più ad architetti e professionisti, capaci di accompagnare la scelta con competenze su estetica, performance e sostenibilità.

La nuova frontiera è l’integrazione tra esperienza fisica e strumenti digitali. Il punto vendita resta centrale come spazio di relazione e ispirazione, ma si affianca a piattaforme che permettono una selezione più veloce e consapevole dei materiali. In questa direzione EMAC® ha scelto di investire in Material Bank, piattaforma digitale internazionale che connette aziende e progettisti e consente di ricercare e ricevere campioni in modo semplice e rapido. Essere presenti su Material Bank significa portare i nostri profili tecnici e decorativi direttamente nel processo creativo di architetti e interior designer, rendendo l’accesso ai materiali immediato ed efficiente.

Qual è la novità di prodotto di cui siete più fieri, e perché?

Tra le novità di cui siamo più fieri c’è Novovierteaguas Eclipse® XS, un gocciolatoio per esterni nato dall’ascolto diretto del mercato: la richiesta di una soluzione più compatta, discreta ma altamente performante. Eclipse XS è il profilo più compatto della gamma, progettato per garantire un efficace deflusso dell’acqua piovana ed evitare colature sulle facciate. Integra un design tecnico con gocciolatoio scanalato e un doppio sistema di impermeabilizzazione testato, per assicurare affidabilità anche in condizioni reali di cantiere e con diversi spessori di rivestimento.

Ciò che lo rende distintivo è la capacità di unire funzione ed estetica: oltre alla precisione di installazione, offre la possibilità di integrare una striscia LED opzionale per creare un effetto di illuminazione indiretta. È un prodotto che sintetizza il nostro approccio all’in-

novazione: soluzioni tecniche evolute, facili da applicare e capaci di rispondere in modo concreto alle esigenze di progettisti e installatori.

L’utilizzo delle lastre ceramiche nella creazione di mobili e complementi d’arredo: quali le vostre novità per questa nicchia?

L’utilizzo delle lastre ceramiche si sta estendendo oltre pavimenti e rivestimenti, diventando protagonista anche nella creazione di mobili e complementi d’arredo. In questo contesto, i dettagli di finitura sono fondamentali per esaltare le qualità estetiche e funzionali dei grandi formati, mantenendo continuità visiva e coerenza progettuale. Una delle nostre novità per questa nicchia è la Collezione Color Touch, linea di profili in alluminio pensati per proteggere e completare gli spigoli delle lastre ceramiche e dei piani di lavoro. Si distingue per colori di tendenza e una sensazione al tatto unica: la superficie ha infatti una texture morbida e avvolgente. Disponibile in diversi spessori, Color Touch è ideale per finiture di design su piani cucina, top in ceramica ed elementi d’arredo, integrandosi sia con ceramiche dall’estetica naturale sia con soluzioni più minimal e contemporanee. Una proposta che unisce performance tecnica e valore estetico, accompagnando l’evoluzione della ceramica da rivestimento a vero elemento d’arredo.

K ERAKOLL

Dazi, situazione geopolitica internazionale, costo dell’energia… molte le incertezze del prossimo futuro. Come vi state attrezzando?

Non possiamo ignorare che dazi, tensioni geopolitiche e costi energetici altalenanti stiano rendendo il contesto particolarmente sfidante.

Ma come azienda leader nell’edilizia – e in particolare negli adesivi per ceramica e pietra naturale – il nostro compito è trasformare questa complessità in stabilità per i nostri clienti. Lo facciamo con pragmatismo: rendendo più resiliente la nostra supply chain e adottando modelli produttivi flessibili, capaci di reagire rapidamente a ogni cambiamento senza impattare sulla continuità del servizio.

Una delle sfide più significative è la transizione dei cementi verso soluzioni a minore impatto ambientale, accelerata dall’introduzione del CBAM che sta ridisegnando flussi di approvvigionamento e dinamiche competitive. Per noi significa collaborare ancora più strettamente con i fornitori ripensare alcune formulazioni e anticipare gli effetti di normative che guidano l’intera filiera verso una riduzione reale delle emissioni.

Il nostro approccio è semplice nella visione ma ambizioso nella pratica: trasformare le incertezze in un’opportunità per accelerare innovazione sostenibilità e organizzazione interna, valori in cui da sempre crediamo e che da sempre ci contraddistinguono. È un percorso impegnativo, ma è anche ciò che ci permette di continuare a offrire ai nostri clienti ciò che si aspettano da

noi: continuità, qualità e affidabilità, indipendentemente da ciò che accade fuori dal cantiere.

Sostenibilità dei prodotti, gli sforzi in chiave green sono percepiti dal mercato come un plus? Quali sono i maggiori traguardi raggiunti in tal senso dalla vostra azienda?

La sostenibilità per Kerakoll non è mai stata un semplice “plus”, ma una scelta di campo che ci definisce da sempre. Non la intendiamo come un elemento accessorio, ma come un impegno concreto che guida il nostro modo di progettare materiali e di fare impresa. Ed è proprio questo approccio autentico che negli anni è diventato un chiaro criterio di scelta per progettisti, imprese e grandi player della distribuzione, sempre più attenti a soluzioni realmente responsabili.

Il nostro percorso si fonda su pilastri tecnici solidi: progettazione prodotto focalizzata sulla riduzione di CO2, uso crescente di materie prime provenienti da filiere circolari, riduzione delle emissioni di VOC, e una logistica più sostenibile, che privilegia anche sistemi di trasporto intermodale.

A questo si affianca un impegno costante su EPD e CAM, strumenti fondamentali per chi deve rispondere a criteri ESG e protocolli ambientali, insieme a un’evoluzione continua dei nostri packaging, sviluppati con materiali riciclati o a minore contenuto di plastica. Il tutto accompagnato da una comunicazione trasparente, perché la sostenibilità deve essere misurabile, verificabile e condivisa.

Tra i traguardi che ci rendono più orgogliosi c’è l’ottenimento della certificazione B Corp primi nel nostro settore: un riconoscimento importante che certifica un impegno autentico a generare valore per l’ambiente, le persone e le comunità. È un passo che conferma la nostra visione: costruire consapevolmente il futuro, migliorando i luoghi in

cui viviamo.

Una promessa che raccontiamo ogni giorno, e che racchiudiamo nel nostro pay off: costruire luoghi migliori in cui vivere.

La formazione delle maestranze, chiave di volta per la riuscita del cantiere perfetto. Come la affrontate?

La qualità di un cantiere dipende in modo decisivo dalle competenze di chi ci lavora, ed è per questo che la formazione delle maestranze rappresenta da sempre uno degli investimenti più strategici per noi.

La portiamo direttamente sul campo: nei cantieri e nelle nostre sedi in Italia e all’estero, dove i posatori possono provare i prodotti, confrontarsi con i nostri tecnici e aggiornarsi sulle più recenti tecnologie applicative. Un ruolo fondamentale lo svolgono anche i nostri agenti, da sempre veri e propri consulenti tecnici sul territorio, non semplici venditori. Accompagnano quotidianamente i posatori nelle diverse fasi del lavoro, contribuendo ad elevare il livello della posa e la qualità delle realizzazioni. È un modello che crea valore reale e immediato nei cantieri. Parallelamente, stiamo digitalizzando una parte sempre più ampia dei contenuti formativi: un modo per rendere l’aggiornamento continuo più semplice, accessibile e omogeneo, soprattutto nelle realtà internazionali. Questo ci permette di diffondere rapidamente buone pratiche di posa, standardizzare la qualità e accompagnare le maestranze nella transizione verso materiali più performanti e soluzioni a minor impatto ambientale.

In definitiva, per noi la formazione non è “spiegare un prodotto”, ma costruire una partnership tecnica autentica con chi ogni giorno trasforma i nostri materiali in un risultato concreto.

È la chiave per garantire qualità, sicurezza e continuità in un settore che sta cambiando rapidamente.

Qual è la novità di prodotto di cui siete più fieri, e perché?

La novità di cui siamo più fieri è l’introduzione della nostra nuova gamma di Gel-Adesivi strutturali a flessibilità variabile, sviluppata e validata attraverso il nuovo Metodo GT. La Gel-Technology, che abbiamo portato nel settore oltre dieci anni fa, ha cambiato radicalmente il modo di concepire la posa: con H40 No Limits abbiamo introdotto il primo Gel-Adesivo strutturale flessibile e realmente multiuso, capace di unire lavorabilità e prestazioni senza compromessi.

Oggi però il mercato è molto diverso: più veloce, più tecnico, caratterizzato da fondi estremamente diversificati e materiali di grande complessità. In questo scenario cresce il ruolo del progettista nella definizione del pacchetto di posa e, allo stesso tempo, il posatore si trova spesso disorientato dalla molteplicità delle opzioni e dalla scarsa differenziazione tecnica disponibile.

È proprio da questa evoluzione che è nato il Metodo GT, per il quale stiamo completando l’iter brevettuale: un sistema di prova capace di simulare le sollecitazioni reali e complesse dei cantieri di oggi, valutando il comportamento effettivo dell’adesivo all’interno del pacchetto. Grazie a questo approccio abbia-

mo potuto spingere la tecnologia ancora oltre.

Partendo dalla Gel-Technology e introducendo nuovi additivi ad alte prestazioni, abbiamo sviluppato una gamma completa di Gel-Adesivi a flessibilità variabile – GT 1, GT 2 e GT 3 – progettata per rispondere in modo puntuale, progettuale e incrementale al livello tecnologico richiesto dal cantiere. Il tutto mantenendo l’inconfondibile lavorabilità che da sempre caratterizza i nostri prodotti. È una nuova rivoluzione per il settore: un salto di qualità in termini di sicurezza, performance e prevedibilità del risultato, con la stessa sensazione perfetta sotto la spatola che i posatori già conoscono e amano.

Quali sono le problematiche di posa che siete più spesso chiamati a risolvere e sulle quali più di frequente avete richieste di consigli e approfondimenti?

Le richieste che riceviamo più spesso riguardano innanzitutto la gestione dei fondi in continua evoluzione: supporti sempre più diversi tra loro, tempi di cantiere molto compressi e sistemi stratificati ad alte prestazioni. È proprio da questa complessità che nasce il nostro lavoro quotidiano di consulenza. Oggi i progettisti e i posatori ci chiedono soprattutto come garantire adesione e sicurezza in situazioni dove i tradizionali metodi di valutazione non bastano più. Per questo abbiamo svilup-

pato il Metodo GT, un sistema di prova unico nel settore, capace di simulare le sollecitazioni reali che avvengono in un pacchetto di posa moderno. Il Metodo GT ci permette di leggere il comportamento dell’adesivo in condizioni estreme e di fornire ai progettisti indicazioni molto più precise su quale livello di flessibilità sia realmente necessario. È uno strumento che dà risposte concrete proprio nei casi che generano più dubbi: fondi deformabili, sovrapposizioni, materiali di grande formato, riscaldamenti radianti o combinazioni tra elementi diversi. Un altro tema molto sentito, soprattutto dal mondo della progettazione, è quello dell’impermeabilizzazione Qui le richieste riguardano sia la corretta scelta dei materiali o dei dettagli applicativi, sia la continuità del sistema, perché è spesso la continuità tra gli strati a determinare il successo del cantiere. Grazie ai Sistemi Laminati Kerakoll, garantiamo continuità sull’intero pacchetto impermeabile, fornendo soluzioni testate per le diverse applicazioni, sia in interno ed esterno. In sintesi, il filo conduttore delle richieste che riceviamo è sempre lo stesso: affrontare la complessità crescente dei cantieri con soluzioni tecniche affidabili, testate sul reale e progettate per accompagnare l’evoluzione del settore. Ed è esattamente ciò che ci impegniamo a fare ogni giorno.

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I MPERTEK

Qual è la novità di prodotto di cui siete più fieri, e perché?

Tra le novità più recenti una di quelle di cui siamo particolarmente fieri è Border Shield, un accessorio sviluppato per migliorare la sicurezza delle pavimentazioni

sopraelevate da esterno

nei punti più delicati: i bordi perimetrali

Quando si parla di pavimentazioni sopraelevate da esterno, l’attenzione si concentra spesso sulla stabilità della superficie e sulle prestazioni dei supporti. Tuttavia, nella pratica di cantiere, uno degli aspetti più critici riguarda proprio il comportamento delle piastrelle lungo il perimetro della pavimentazione, dove il rischio di spostamento o ribaltamento può essere maggiore a causa delle sollecitazioni e della mancanza di continuità strutturale. Border Shield nasce proprio per rispondere in modo concreto a questa esigenza.

Si tratta di un accessorio progettato per essere installato lungo il bordo della pavimentazione e creare una zona di appoggio sicura per le piastrelle perimetrali. In questo modo contribuisce a migliorare la stabilità complessiva del sistema, aumentando il livello di sicurezza e affidabilità nel tempo, in contesti come terrazze e bordi piscina. Uno degli aspetti che rendono Border Shield particolarmente interessante è la sua compatibilità con le principali famiglie di supporti Pedestal Line. Il prodotto è infatti utilizzabile con i supporti MiniPro, BalancePro e Lunar Support

Dal punto di vista progettuale abbiamo lavorato molto anche sulla versatilità

di utilizzo. Border Shield è infatti sezionabile, caratteristica che permette di adattarlo facilmente a diversi formati di piastrella e a differenti schemi di posa. Questa flessibilità lo rende particolarmente efficace lungo tutto il perimetro della pavimentazione, soprattutto nelle situazioni più critiche a ridosso dei muri, dove l’ultima fila di piastrelle non poggia completamente sul supporto e solo una porzione della lastra deve essere sostenuta. In questi casi Border Shield crea un appoggio stabile e continuo, contribuendo a mantenere la piastrella correttamente in posizione.

Il prodotto è dotato inoltre di un puntello costampato, separabile e posizionabile tra piastra e base del supporto, che contribuisce a rinforzare ulteriormente la funzione antiribaltamento nelle zone più sollecitate. Siamo particolarmente orgogliosi di questa soluzione perché rappresenta un esempio concreto della nostra filosofia progettuale: osservare attentamente le esigenze del mercato e sviluppare soluzioni che facilitino la posa e migliorino l’esperienza d’uso del cliente finale.

Quali sono le problematiche di posa che siete più spesso chiamati a risolvere e sulle quali più di frequente avete richieste di consigli e approfondimenti?

Le problematiche di posa che ci vengono segnalate più frequentemente emergono soprattutto dal confronto quotidiano con posatori e showroom specializzati, che rappresentano per noi un punto di osservazione privilegiato sulle reali esigenze del mercato. Attraverso il loro lavoro sul campo riceviamo indicazioni molto concrete su aspetti come le prestazioni dei prodotti, la praticità di installazione e la necessità di soluzioni sempre più affidabili e versatili.

Anche la rete commerciale svolge un

ruolo fondamentale in questo processo di ascolto. Agenti e funzionari sono costantemente in contatto con utilizzatori e rivenditori e raccolgono richieste e criticità che emergono direttamente nei cantieri. Queste informazioni vengono poi condivise con il nostro reparto di Ricerca e Sviluppo, dove vengono analizzate per individuare soluzioni tecniche in grado di rispondere in modo concreto alle esigenze del mercato.

Tra le problematiche più ricorrenti vi sono quelle legate alla sicurezza e alla stabilità delle pavimentazioni sopraelevate, in particolare nelle zone più esposte alle sollecitazioni. Un esempio riguarda i bordi perimetrali della pavimentazione, tema a cui abbiamo risposto con soluzioni specifiche come Border Shield, già citato in precedenza.

Un altro tema centrale riguarda la stabilità complessiva della pavimentazione, soprattutto in contesti come terrazze, rooftop e spazi pubblici frequentati da bambini, anziani o persone con mobilità ridotta, dove la sicurezza della superficie di calpestio è fondamentale. In questa direzione si inserisce GravitySystem, un sistema sviluppato da Impertek per migliorare la stabilità delle pavimentazioni sopraelevate attraverso un principio di ancoraggio e distribuzione dei carichi che contribuisce a mantenere le lastre correttamente in posizione.

Oltre a rispondere a questa esigenza di sicurezza, GravitySystem offre anche prestazioni particolarmente interessanti in presenza di forti sollecitazioni del vento, una condizione che può interessare soprattutto terrazze e rooftop. Il sistema è stato infatti testato con successo anche in contesti molto esigenti, come il mercato statunitense, dove le pavimentazioni devono affrontare condizioni climatiche severe e fenomeni atmosferici intensi, tra cui uragani e raffiche di vento molto forti.

LE MONOGRAFIE PER IL MONDO DELLA

Case History

"Non esistono problemi, ma soluzioni"

IMPERTEK - Appartamento privato lungomare, Jesolo

Nel centro di Jesolo, affacciata direttamente sul lungomare, si trova una residenza privata esclusiva, dotata di piscina e terrazza panoramica con vista direttamente sul mare.

La terrazza, di circa 85 m², era inizialmente pavimentata in legno, ma l’esposizione continua alle intemperie ne aveva compromesso integrità e stabilità, rendendo necessario un intervento di ristrutturazione.

Per rispondere al desiderio del cliente di conservare il calore e l’estetica originale, per il rinnovo, l'impresa edile G. EMME

MULTISERVICE di Andrea Uliana ha suggerito la posa di piastrelle in gres porcellanato effetto legno, accompagnata dalla scelta di una pavimentazione sopraelevata

Quest’ultima soluzione ha valorizzato al meglio il contesto e ha permesso di risolvere le criticità tecniche preesistenti, come la presenza dei cavi dell’im-

pianto della piscina sotto la terrazza. Le soluzioni Impertek, in particolare i supporti PrimeUp e MiniPro, si sono rivelate fondamentali per il successo dell'intervento, unendo la semplicità di posa ad una planarità impeccabile della pavimentazione finita: offrendo allo stesso tempo una sottostruttura leggera ma con elevata capacità portante, ideale per ospitare qualsiasi tipo di cablaggio

Nei punti più bassi della terrazza sono stati impiegati i supporti PrimeUp, ideali per lavorare su soglie basse, coprendo millimetricamente altezze tra 10 e 25 mm. Grazie al loro meccanismo di regolazione versatile, risultano facilmente adattabili anche in presenza di parte della pavimentazione già posata. I supporti MiniPro sono stati utilizzati invece per altezze maggiori coprendo una gamma da 25 a 125 mm grazie all’estensione Dome. Questo sistema conserva

tutti i vantaggi della Pedestal Line Impertek, tra cui la regolazione dell'altezza sia dall'alto che dalla base, la testina autolivellante che permette di correggere pendenze fino al 5% e la possibilità di bloccarla per garantire maggiore stabilità nelle situazioni più complesse.

In questo progetto, l'attenzione ai dettagli fa la differenza: i profili in acciaio donano un tocco moderno e raffinato, mentre il legno della precedente pavimentazione è stato recuperato e utilizzato come elemento decorativo a parete. Una scelta che unisce valore estetico e sensibilità sostenibile, dimostrando come il riuso dei materiali possa arricchire e personalizzare un progetto.

Grazie alla combinazione dei supporti PrimeUp e MiniPro, è stata realizzata una terrazza moderna, stabile e duratura, una soluzione pensata per coniugare tecnica, estetica e funzionalità nel tempo.

ISOLMANT - Riqualificazione urbana, Cagliari

Nell’ambito di un importante intervento di riqualificazione urbana a Cagliari, un complesso di uffici pubblici è stato trasformato in moderne unità abitative con un obiettivo chiaro: garantire il massimo comfort acustico ai futuri residenti. In un progetto dove qualità costruttiva e benessere abitativo dovevano convivere, la scelta per l’isolamento al calpestio è ricaduta su Isolmant, con la posa di oltre 800 mq di materassino IsolTile Classic

L’intervento ha interessato 16 appartamenti, ciascuno caratterizzato da finiture di pregio. In 14 unità è stato scelto un elegante parquet in rovere, mentre negli altri 2 appartamenti la preferenza è andata a una pavimentazione in ceramica Proprio la presenza di finiture differenti ha reso fondamentale individuare una soluzione isolante capace di adattarsi per-

fettamente a entrambe le applicazioni senza compromessi in termini di performance o praticità di posa.

IsolTile Classic si è rivelato la risposta ideale: posato sotto la pavimentazione finale, ha valorizzato le superfici scelte, contribuendo in modo determinante all’abbattimento del rumore da calpestio e migliorando la qualità della vita all’interno degli ambienti. La sua versatilità ha consentito un’applicazione efficace sia sotto parquet sia sotto ceramica, assicurando continuità prestazionale in tutto il complesso residenziale.

IsolTile è una linea di materassini studiata specificamente per l’applicazione sia sotto massetti a basso e bassissimo spessore, sia direttamente sotto pavimentazioni in ceramica, parquet massello o prefinito, offrendo elevate prestazioni di isolamento acustico e grande ver-

satilità progettuale. Grazie alla sua struttura e alle eccellenti performance tecniche, contribuisce a ridurre la trasmissione dei rumori impattivi tra differenti unità abitative o tra differenti locali di una stessa unità, rispondendo alle esigenze normative e progettuali più attuali.

Disponibile in tre versioni – Classic, AD e BV – IsolTile si distingue per la capacità di adattarsi a diverse stratigrafie e necessità di cantiere

La facilità di posa, la gestione pratica in fase esecutiva e l’affidabilità nel tempo ne fanno un alleato prezioso per imprese e progettisti.

In questo progetto di rigenerazione a Cagliari, IsolTile Classic non è stato soltanto un componente tecnico, ma un elemento chiave per trasformare ex spazi direzionali in abitazioni confortevoli, silenziose e di qualità superiore.

ITALPROFILI - Bordo piscina: sicurezza strutturale e valore tecnico

La creazione di un bordo piscina è diventato un banco di prova per imprese e posatori: estetica, drenaggio, resistenza ai carichi e sicurezza devono convivere in pochi centimetri di spessore. Il recente cantiere realizzato a Pordenone in una villa privata dimostra come l’adozione di sistemi evoluti possa trasformare un dettaglio architettonico in un elemento ad alto contenuto tecnico.

Il cliente richiedeva una soluzione durevole, ispezionabile e capace di garantire massima sicurezza in un’area soggetta costantemente agli agenti atmosferici.

La scelta è dunque ricaduta su una pavimentazione sopraelevata integrata con Leaf-Plat, il sistema di sicurezza antisfondamento per applicazioni sopraelevate outdoor: un elemento strutturale intermedio che, in caso di rottura accidentale della lastra (gres, pietra o altro materiale) garantisce sicurezza antisfondamento.

I vantaggi sono molteplici:

• Riduzione dei costi e dei tempi rispetto ai tradizionali sistemi di posa ad incollaggio

Distribuzione del carico

• Piano di posa perfettamente orizzontale senza pendenze

• Maggiore affidabilità dell’intero sistema nel tempo.

Nel cantiere friulano, Leaf-Plat è stato installato in combinazione con i basamenti regolabili Special Evolve, dotati di testa autolivellante. La serie Special Evolve, realizzata in polipropilene additivato ad alta resistenza, offre sostegno robusto e stabilità anche su superfici non perfettamente planari, grazie alla sola testa autolivellante può correggere una pendenza fino al 5%.

Un sistema autolivellante in cantiere significa:

• compensazione automatica delle micro-irregolarità del sottosuolo;

• rapidità di regolazione in fase di posa;

• riduzione dei tempi di cantiere.

Questo cantiere evidenzia un cambio di paradigma: non si tratta più di “posare una pavimentazione”, ma di progettare un sistema integrato, ovvero considerare ogni componente come parte di un organismo tecnico unico.

Il rivestimento (che sia ceramico o altro) non è più un semplice elemento di finitura, ma una superficie che lavora in sinergia con il sistema sottostante. L’inserimento della piastra antisfondamento come Leaf-Plat modifica l’approccio: la sicurezza della pavimentazione non è più affidata esclusivamente alla resistenza del materiale scelto, ma viene supportata da un elemento che distribuisce i carichi e interviene in caso di rottura accidentale.

L’integrazione con supporti autolivellanti come Special Evolve completa questa visione. Non si tratta solo di “regolare un’altezza”, ma di compensare le micro-irregolarità del sottofondo e mantenere la superficie della pavimentazione perfettamente orizzontale, priva di pendenze.

In questo senso, il cantiere di Pordenone dimostra come la qualità finale non dipenda dal singolo componente, ma dall’integrazione di più elementi, in cui ogni elemento gioca un importante ruolo in completa sinergia con gli altri.

PROFILITEC - Warner Bros Studios: eccellenza e sicurezza a 90 cm d’altezza

Nel cuore dell'industria cinematografica mondiale, a Los Angeles (CA), la sfida architettonica ha incontrato l'innovazione tecnica di Profilitec. Nei pressi dei Warner Bros Studios, è stato infatti realizzato un pavimento sopraelevato con l’inedita combinazione del travetto Supaang e della griglia di sicurezza Supatray del sistema Uptec.

Il progetto prevedeva la posa di ceramiche 30x120 cm (spessore 20 mm) su una struttura che doveva compensare per un’altezza finale di circa 90 cm.

A elevazioni simili, la stabilità strutturale e la sicurezza diventano fondamentali per garantire una pavimentazione soggetta a intenso traffico pedonale

La modularità del sistema Uptec si è rivelata un tassello fondamentale per rag-

giungere il risultato finale rapidamente: combinando gli anelli di estensione ad aggancio rapido Supar e Supar120, il team di posa ha raggiunto l'altezza desiderata con estrema semplicità.

La possibilità di combinare gli anelli di estensione tra loro consente, inoltre, di rimediare rapidamente a eventuali imprevisti dovuti a incongruenze tra progetto ed effettiva altezza da compensare in fase di installazione in cantiere.

Dato l’intenso traffico pedonale previsto nella zona negli Studios, la sicurezza era uno dei principali requisiti richiesti dall’impresa che ha realizzato il progetto.

Per questo motivo, è stata implementata una combinazione strutturale d'avanguardia:

1. Travetto Supaang: garantisce la distribuzione dei carichi in modo uni-

forme e migliora la stabilità dell’installazione, data l’elevata altezza da compensare.

2. Griglia Supatray: crea una sottostruttura alla pavimentazione che, in caso di rottura accidentale della ceramica, trattiene i frammenti della piastrella ed evita il collasso della superficie, garantendo l'incolumità degli utenti.

L'intervento nei pressi dei Warner Bros Studios dimostra come le soluzioni Made in Italy di Profilitec siano in grado di risolvere cantieri complessi, dove è necessario rispettare i rigorosi standard di sicurezza americani. Un sistema che non si traduce in una serie di componenti, ma in una soluzione ingegneristica completa, che trasforma una sfida tecnica in un successo architettonico.

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PIÙ APPREZZATE:

L’INTERVISTA DOPPIA DEDICATA AI

MAESTRI POSATORI DI ASSOPOSA.

Due voci a confronto per raccontare esperienze, approcci al lavoro e trasformazioni di un mestiere in continua evoluzione.

Protagonisti sono Matteo Parri e Francesco Francalanci, che tra tecnica, materiali e vita di cantiere condividono il loro sguardo sul presente e sul futuro della posa.

Il cantiere di cui andate più fieri?

M. Parri: Da artigiano sono orgoglioso di tutti i cantieri nei quali abbiamo lavorato, ma se devo sceglierne uno è il rivestimento per l’ufficio tecnico dell'azienda di rubinetterie Treemme ad Asciano. Abbiamo lavorato lastre da 1,60x3,20 m in un ambiente che sarebbe diventato il loro biglietto da visita, quindi con particolare attenzione alle finiture e al design. La cosa più gratificante sono stati i feedback positivi sia dell'azienda sia dei loro clienti, italiani ed esteri.

F. Francalanci: Una villa indipendente a San Miniato. Un lavoro complesso, dove il gres porcellanato è stato il protagonista assoluto, rivestendo ogni superficie, incluse le scale. È stato un intervento capace di regalare grandi soddisfazioni per il risultato estetico e tecnico raggiunto.

... e quello con la committenza più difficile?

M. Parri: Fortunatamente non mi sono capitati grossi grattacapi sul lavoro ma, a dirla tutta, quando con la mia compagna abbiamo ristrutturato casa, è stato un cantiere abbastanza difficile

F. Francalanci: La parte più complessa non è sempre la posa in sé, ma il confronto con committenze o tecnici. Spesso ci si ritrova ad operare in situazioni dove mancano spessori e pendenze adeguate, costringendo il posatore a fare appello a tutta la propria esperienza per risolvere problemi che sembrerebbero insormontabili, come riuscire a far defluire l'acqua da una terrazza dove non c'è spazio nemmeno per il massetto.

Quale materiale amate di più, e perché?

M. Parri: Il gres, perché è “facile da posare ma difficile da posare” e, oggi, è usato anche come vero e proprio elemento d'arredo. Quest'ultima caratteristica alza il grado di difficoltà di un progetto, e il confronto con sfide sempre più difficili è di grande stimolo per la crescita professionale.

F. Francalanci: Da questo punto di vista sono un po’ nostalgico, lo ammetto.

Mi piacciono il mosaico e le piastrelle di piccolo formato, perché con queste superfici il cliente riesce a vedere davvero la vena artistica del posatore. Oppure il cotto, come quello che si trova spesso nelle colline fiorentine.

Oggi con i grandi formati la tecnica si è evoluta molto, ma quando vedo una grande lastra o un mobile rivestito con questi materiali, penso che “sì, è bello”, ma lo percepisco più freddo. Non trasmette lo stesso calore che dava un bagno o un mobile realizzato con piccoli formati. Forse è anche una questione generazionale: ho qualche anno sulle spalle e non sono figlio delle grandi lastre. Anche se oggi, naturalmente, le poso.

La cosa più complicata che avete dovuto imparare a fare?

M. Parri: Non è la cosa più complicata ma la cosa nella quale metto più attenzione: la stuccatura, soprattutto dei jolly. Su questa lavorazione, quando ho iniziato a lavorare, non ci si soffermava neanche troppo e per questo veniva lasciata fare al manovale,

mentre oggi è una parte fondamentale nel risultato finale di un progetto. Il corso volumi 3d che ho fatto in Assoposa ha alzato la qualità dei miei lavori.

F. Francalanci: In questo mestiere è tutto complicato. Se però devo dirne una, forse sopportare i “capricci” della committenza. Con il tempo ho imparato a gestire le richieste dei clienti e a venire incontro anche a quelle esigenze un po’ più particolari, diciamo così, un po’ artistiche.

Fa parte del lavoro: bisogna trovare il modo di interpretare le loro idee e trasformarle in qualcosa di realizzabile.

Chi è stato il vostro mentore e qual è la cosa più importante che vi ha insegnato?

M. Parri: Ho avuto molti maestri dai quali ho imparato tanto, sia nella ditta in cui ho lavorato all’inizio che all’interno di Assoposa, ma il mio mentore è stato ed è il mio babbo. Il concetto che mi ha sempre ripetuto è stato quello di "lavorare per bene", cosa che sembra scontata, ma il modo in cui me lo ha insegnato non lo è. Quando ero alle prime armi mi diceva sempre che per diventare un buon manovale avrei dovuto essere innanzitutto un buon posatore: mi faceva fare porzioni del suo lavoro, così che io potessi imparare ciò di cui aveva bisogno e come prepararglielo. Ha sempre avuto fiducia, lasciandomi anche sbagliare; mi ha trasmesso sicurezza ed esperienza, co-

sa che nonostante i suoi 76 anni riesce a trasmettermi ancora. Sì esatto, il mio babbo viene ancora in cantiere con me. F. Francalanci: Il mio punto di riferimento, più che un maestro preciso, sono stati i vecchi muratori: la passione che mettevano nel lavoro, la voglia di fare le cose bene, di realizzare un lavoro fatto a regola d’arte e destinato a durare nel tempo.

Entrando nel mondo di Assoposa ho capito che questo settore è molto più ampio e complesso di quello che conoscevo all’inizio.

In questi trent’anni di lavoro ho imparato tante cose, con l’esperienza, un passo alla volta.

Una cosa alla quale non potete rinunciare a lavoro?

M. Parri: La cosa dove è racchiuso il mondo di ogni artigiano... il mio furgone attrezzato

F. Francalanci: La radio sicuramente, perché è un’ottima compagna mentre si lavora.

E poi gli occhiali. Io ho perso un po’ la vista a fare questo lavoro, perché richiede molta precisione.

Poi ci sono anche le ginocchiere, tutta l’attrezzatura, il furgone. Però gli occhiali sono davvero indispensabili, perché devi mantenere la concentrazione e riuscire a vedere a volte anche il decimo di millimetro

il mestiere del posatore fra arte, artigianato, tecnologie e...

Qual è secondo voi il futuro della posa, come sta cambiando il vostro mestiere?

M. Parri: La posa cambierà nel momento in cui sarà obbligatoria una sorta di conformità rilasciata da chi la esegue, un po’ come per gli impianti elettrici e idraulici

Da quel momento sarà ben identificata e riconosciuta la figura professionale del posatore, e forse toglierà un po’ di giungla di mercato. Fino ad allora continuerà su due binari separati: da una parte richieste di grosse metrature a prezzi sempre più bassi e dall’altra lavori di nicchia dove saranno richieste sempre più capacità e competenze.

F. Francalanci: Quando ho iniziato si facevano pavimenti “a spolvero”, con aggancio meccanico. Oggi invece la chimica fa un po’ da padrone, quindi bisogna conoscere materiali, prodotti e reazioni. Per questo credo che in futuro serviranno sempre di più persone già formate, magari provenienti da scuole specifiche, perché il settore è diventato molto complesso

Per quanto riguarda i formati, penso che con le grandi lastre siamo arrivati più o meno all’apice, anche perché spesso non entrano nemmeno più nelle case.

Probabilmente prima o poi si tornerà anche verso formati più piccoli: qualcosa si vede già con esagonali o rivestimenti più contenuti.

Matteo Parri
Francesco Francialanci

Maximall Pompeii,

lo Shopping Resort alle porte dell’antica Pompei

Maximall Pompeii, un innovativo Shopping Resort che ridefinisce il concetto tradizionale di centro commerciale. Un autentico Social Hub pensato per rispondere a una pluralità di esigenze, integrando marketing territoriale, promozione sociale e attrattività turistica.

Il progetto, firmato dallo studio internazionale Design International e commissionato da Irgen Re Group, rappresenta un modello di sviluppo urbanistico orientato alla valorizzazione del territorio.

Il nuovo complesso è infatti destinato non solo ai consumatori, ma anche ai visitatori interessati a vivere un'esperienza completa, che va ben oltre l'acquisto, grazie alla sua prossimità con gli scavi archeologici di Pompei.

Inserito in un più ampio piano di riqualificazione della fascia costiera tra il porto di Torre Annunziata e quello di Castellammare di Stabia, Maximall Pompeii si sviluppa su un’area complessiva di circa 200.000 m²

Al suo interno, un articolato complesso multifunzionale di 67.440 m² ispirato all’urbanistica delle antiche città romane – in particolare Pompei – offre spazi e servizi per la comunità e per i turisti: un cinema multisala, un hotel progettato secondo il modello delle Domus pompeiane, una grande Food Court, un anfiteatro per eventi e una piazza multimediale, il tutto immerso in un ampio parco verde accessibile al pubblico.

In questo contesto altamente complesso e articolato, Mapei ha fornito un supporto tecnico-specialistico in tutte le fasi di realizzazio-

ne, contribuendo con soluzioni integrate per la posa delle pavimentazioni interne ed esterne e la gestione delle fughe rispondendo a precise esigenze di durabilità, efficienza applicativa e compatibilità con i vincoli progettuali.

Nella Galleria, ad esempio, la posa della pavimentazione in gres porcellanato è stata eseguita utilizzando il sistema MAPETEX SYSTEM, una membrana an-

tifrattura, abbinata al collante cementizio deformabile KERAFLEX EASY S1 ZERO. Questa soluzione ha consentito una gestione ottimale dei giunti di frazionamento presenti nel supporto in calcestruzzo, garantendo la piena aderenza al layout di posa definito dal progettista. Per la pavimentazione esterna è stato impiegato lo stesso adesivo in combinazione con MAPEGUARD UM 35, una mem-

brana desolidarizzante, antifrattura e impermeabilizzante, ideale per le superfici esposte agli agenti atmosferici. Infine, per la stuccatura delle fughe è stato scelto ULTRACOLOR PLUS, una malta ad alte prestazioni, priva di cemento Portland, modificata con polimeri, antiefflorescenze, a presa e asciugamento rapidi, idrorepellente, resistente alla muffa e a bassissime emissioni di VOC ●

【I numeri del complesso】

• 50.000 mq la GLA

• 30 le unità della food court

• 140 i negozi

• 3.300 posti auto

• Hotel Moxy (Marriott) 4 stelle135 camere

• 6.500 mq di anfiteatro per eventi

• 7 le sale Cinema/teatro/ auditorium

• 6.000 mq il Rooftop con passeggiata panoramica

• 50.000 mq il Parco verde attrezzato e aperto al pubblico

Lugano, dettagli neri per un’eleganza contemporanea

Una residenza privata di nuova concezione interpreta il linguaggio dell’abitare contemporaneo con un progetto essenziale, luminoso e di grande equilibrio estetico.
Linee pulite, superfici continue e materiali selezionati con attenzione definiscono un ambiente elegante e moderno.

Il progetto architettonico, firmato da Michelangelo Morandi Architetto (Michelangelomorandi.com), nasce dalla volontà di creare spazi coerenti, essenziali e perfettamente proporzionati, in cui estetica e funzionalità dialogano con naturalezza.

L’interior design è stato sviluppato con l’obiettivo di valorizzare la continuità architettonica, eliminando elementi superflui e affidando ai particolari tecnici il compito di rafforzare l’identità stilistica dell’abitazione

In questo senso, la scelta di profili in alluminio con finitura nera satinata si è rivelata determinante per creare un contrasto sobrio e sofisticato, in grado di dialogare con pavimenti e rivestimenti in tonalità neutre.

Per la finitura perimetrale di pareti decorative è stato impiegato Novorodapie® Eclipse di Emac, nella versione nero satinato, utilizzato come battiscopa illuminato

Il profilo garantisce protezione e resistenza nel tempo, ma soprattutto offre un segno estetico minimale, perfettamente integrato nell’architettura. La sua geometria consente inoltre l’inserimento di luce indiretta, contribuendo a un’illuminazione soffusa e scenografica che accompagna gli spazi con discrezione.

A completare il progetto, il profilo de-

foto: Michel Zylberberg

L'abitazione prima dell'intervento

corativo Novolistel® 3, sempre in finitura nera, è stato inserito come elemento di separazione e definizione tra superfici e materiali

La sua presenza crea ritmo, ordine e precisione nelle composizioni, enfatizzando l’accuratezza delle lavorazioni e la cura del dettaglio.

Il risultato è un’abitazione di forte personalità, dove tecnica e design si fondono in un equilibrio perfetto: un progetto di rilevanza in cui la finitura nera satinata diventa firma estetica e strumento per valorizzare la modernità degli interni. ●

ChorusLife, Bergamo

ChorusLife è un piano di rigenerazione che ha coinvolto l’ex area industriale Ote a Bergamo, uno spazio di 150.000 metri quadrati. Deus ex machina dell’immenso cantiere un committente illuminato, il Cav. Domenico Bosatelli, imprenditore bergamasco fondatore di Gewiss, che si è affidato a Joseph di Pasquale – JDP Architects

A Bergamo è nato uno dei più importanti interventi di rigenerazione urbana: si tratta di ChorusLife, un progetto che ha trasformato l'ex area industriale "Ote" in un innovativo smart district che integra non solo una parte di residence, ma anche la ChorusLife Arena, palazzetto dello sport pensato come spazio polifunzionale in grado di ospitare anche eventi culturali.

Fiore all’occhiello del progetto è infine la ChorusLife Immersive Spa: 9.000 metri quadrati sviluppati su più livelli indoor e outdoor, suddivisi in cinque mondi tematici e trenta esperienze combinabili, una destinazione unica dove il benessere si attraversa seguendo il proprio ritmo.

Il progetto della ChorusLife Immersive Spa, nato per volontà di Chorus Life S.p.A., gestito in joint venture con l'imprenditore Alberto Gamba e curato da Stefano Genoni (Studio RAL3020 Bergamo - Arch. Catalfamo, Arch. Genoni, Arch. Papponetti). e affidato a Gewiss, ha visto il coinvolgimento di Progress Profiles nella fornitura di elementi tecnici e funzionali.

L'impresa Miri si è infatti rivolta a Progress Profiles e ai suoi prodotti, forniti da Ceramita Srl di Bergamo, per la sua capacità di fornire soluzioni tecniche per garantire impermeabilizzazio-

ne perfetta e resistenza duratura in un ambiente dove l'acqua è protagonista.

Per tutte le vasche e le aree delle piscine sono stati utilizzati circa 1500 mq di

PROFOIL SYSTEM, completato da PROBAND 150, un nastro in polietilene rivestito su ambo i lati con tessuto non tessu-

to in polipropilene, e PROBAND FIX, sigillante monocomponente impermeabile.

PROFOIL è una membrana in polietilene provvista su entrambi i lati di un tessuto non tessuto in polipropilene, che garantisce un'elevata adesione, assicurando la perfetta impermeabilizzazione di

luoghi a contatto permanente con l'acqua in pressione, evitando infiltrazioni ed efflorescenze che potrebbero compromettere la salubrità e la durabilità delle strutture.

Per spazi ad alta tensione di vapore, come saune e bagni turchi, sono stati im-

piegati 550 mq di PROFOIL PANEL: si tratta di pannelli in polistirene estruso, disponibili in diverse misure, rivestiti su entrambi i lati con una membrana impermeabile all’acqua e al vapore.

I pannelli, idonei per applicazioni interne, sono irrigiditi non solo dalla membrana impermeabile, ma anche dall’adesivo utilizzato per il fissaggio, diventando estremamente resistenti.

Per proteggere le pavimentazioni di tutti i percorsi della SPA non a contatto diretto con l'acqua, sono stati posati 3500 mq di PRODESO MEMBRANE SYSTEM. L'innovativa membrana brevettata permette infatti la desolidarizzazione tra sottofondo e piastrella, riducendo in modo considerevole rotture e crepe, e assicura lo sfogo delle tensioni di vapore anche

in caso di sovrapposizione su supporti fessurati e non perfettamente stagionati. Prodeso Membrane, inoltre, distribuisce in modo omogeneo il carico o il calore di un eventuale sistema di riscaldamento e, consentendo di lavorare senza interruzioni dalla posa della membrana a quella della pavimentazione, riduce drasticamente i tempi di cantiere.

Sull'intera area è stato successivamente posato il rivestimento ceramico con l'aiuto di PROLEVELING WEDGE SYSTEM, un sistema di livellamento che assicura la perfetta planarità della pavimentazione. Composto da 3 elementi (cuneo, livellatore e pinza), permette di ottenere risultati perfetti tra piastrelle adiacenti in modo pratico e veloce.

Al termine della posa e una volta asciugato l'adesivo, è sufficiente calciare i cunei e la parte sporgente dei livellatori lungo la direzione della fuga per rimuovere il sistema. ●

Credits】

• Proprietà e committente: ChorusLife S.p.A.

• Developer: COSTIM s.r.l.

• Impresa affidataria delle opere: Impresa Percassi S.p.A.

• Progetto architettonico: Joseph Di Pasquale – JDP Architects

sistemi per posa sopraelevata

I MPERTEK

Border Shield è una tavoletta di dimensioni di mm 480x180 progettata per mettere in sicurezza il perimetro delle
 pavimentazioni sopraelevate di terrazze o bordi piscina, prevenendo il rischio di spostamento o ribaltamento delle piastrelle perimetrali rendendo l’intera struttura più affidabile nel tempo.

Una soluzione pensata per aumentare la stabilità e la sicurezza dell’intera struttura, soprattutto in ambienti ad alta frequentazione, sia pubblici che privati.

Facile da installare, compatibile con tutti i principali supporti della Pedestal Line e adattabile a ogni forma e dimensione, Border Shield è la risposta pratica per chi cerca una finitura perimetrale stabile e sicura. Grazie al suo incastro a coda di

rondine e al sistema QuickOn della testa dei supporti, non richiede utensili né fissaggi e permette l’ispezione della superficie anche dopo la posa. Una soluzione che coniuga estetica e funzionalità, pensata per qualsiasi tipo di progetto: terrazze residenziali e strutture ricettive.

La struttura sezionabile si adatta a ogni formato di piastrella e schema di posa, anche in corrispondenza di angoli o in contesti progettuali molto complessi. I fori centrali consentono di regolare l’altezza del supporto anche a pavimentazione completata, agevolando il livellamento dell’intera superficie. Lo scanso presente lateralmente permette l’inserimento di un profilo di chiusura finale, assicurando un effetto estetico ordinato e curato.

adesivi

K ERAKOLL

Pragma è la nuova gamma di adesivi per piastrelle pensata per chi cerca un prodotto di uso quotidiano, accessibile e senza compromessi di qualità, facilmente reperibile in rivendita o nei negozi specializzati

La linea sostituisce la storica Bioflex e porta con sé una offerta ampliata e miglioramenti in termini di praticità, qualità e sicurezza.

Pragma comprende adesivi minerali e organici adatti alle situazioni più comuni:

dalla posa di piastrelle in bagno e cucina agli interventi di manutenzione, fino alla posa di grandi lastre.

Sono prodotti pensati per essere semplici da usare, con un’ottima adesione, spatolabilità e una lavorabilità che facilita il lavoro sia dei professionisti sia degli appassionati del fai da te.

Un altro punto di forza è la trasparenza delle prestazioni ambientali.

Tutti i prodotti della gamma hanno una Dichiarazione Ambientale di Prodotto

(EPD) e rispettano i Criteri Ambientali Minimi (CAM), requisito fondamentale per i lavori pubblici e garanzia di un ridotto impatto ambientale. Le basse emissioni di VOC (Composti Organici Volatili) contribuiscono inoltre a mantenere più salubre l’aria degli ambienti interni. Con Pragma, Kerakoll offre una gamma chiara, semplice ma completa, pensata per offrire prodotti con elevati standard di qualità alla portata di ogni cliente e per ogni esigenza di posa quotidiana.

profili tecnici e di finitura

P ROFILITEC

La nuova gamma di profili Match Line è in grado di annullare il distacco visivo tra ceramica e finitura, offrendo a posatori e rivendite una soluzione che si abbina allo stucco fino quasi a confondersi con esso.

Match Line nasce per il profilo di finitura con l'intento di accompagnarlo e fonderlo con la linea dello stucco nella fuga.

Grazie a una verniciatura a polvere di ultima generazione, i profili non solo riprendono le 12 tonalità di stucchi più utilizzate sul mercato, ma ne imitano la texture goffrata e rugosa

Il risultato assicura la massima continuità tattile e visiva: il profilo scompare nel rivestimento, diventando un’estensione

naturale della fuga.

Per l'architetto e per il progettista proporre un profilo Match Line significa trasformare la personalizzazione cromatica in coerenza progettuale assoluta.

Per lo showroom, significa trasformare un complemento in una potente leva strategica di cross-selling, offrendo una soluzione esclusiva e perfettamente coordinata con piastrelle e stucchi.

Le 12 varianti colore sono studiate per coprire ogni esigenza progettuale e si possono raggruppare in tre diverse categorie suddivise per tonalità:

● Neutri: Beige Continuo, Sintonia, Fusione e Legame.

● Caldi: Rosso Armonia, Nocciola Unione,

Naturale e Marrone Melodia.

● Freddi: Bianco Riflesso, Grigio Incontro, Equilibrio e Ombreggiato.

La verniciatura a polvere dei profili Match Line garantisce inoltre alta resistenza a urti, graffi e agenti chimici; eco-compatibilità e assenza di solventi; finitura goffrata e rugosa, simile allo stucco al tatto. Grazie all’elevato spessore del rivestimento, che ne assicura resistenza nel tempo e facilità di pulizia, questa nuova linea di profili è particolarmente indicata per la realizzazione di rivestimenti bagno e cucina, pavimenti interni ed esterni, finiture di angoli, gradini, giunti decorativi in showroom, hotel, spazi retail e residenziali.

trattamento & manutenzione

S URFACES G ROUP

La linea PowerClean è un sistema completo di soluzioni ad alte prestazioni dedicate al gres porcellanato e ai materiali affini. La gamma si articola in due linee complementari: Install Pro, sviluppata per i professionisti della posa e della manutenzione post-installazione, ed Easy Home, pensata per la cura quotidiana delle superfici domestiche. Un’offerta strutturata che accompagna la superficie dalla prima pulizia di cantiere alla manutenzione ordinaria, garantendo standard qualitativi superiori rispetto alle soluzioni generaliste attualmente disponibili sul mercato.

Le formulazioni sono progettate per risolvere anche le criticità più complesse: residui di malte cementizie e additivate, stuccature epossidiche, contaminazioni calcaree, sporco organico e inorganico.

Prodotti come Acid Force, Gres Special, Epoxy Free e Alka Force assicurano un’azione mirata, elevato potere disincrostante o sgrassante e compatibilità con

utilizzo manuale e meccanico

Il risultato è una pulizia profonda e controllata, senza alterare le caratteristiche del materiale

Tutti i prodotti della gamma si distinguono per la semplicità applicativa: diluizioni chiare, modalità operative definite e integrazione con strumenti dedicati che permettono interventi precisi, riducendo tempi e margini di errore.

La linea Cross Solutions si caratterizza invece per la sua capacità, in un mercato frammentato in cui spesso è necessario un prodotto specifico per ogni superficie, di proporre soluzioni idonee a molteplici materiali: Hydro Shield, idrorepellente a base acqua, è applicabile su ceramica, pietre naturali, agglomerati, cemento, mattoni e materiali sanitari, garantendo una protezione duratura senza alterare il tono e mantenendo la traspirabilità; Clean Ease, detergente neutro non schiumogeno, è indicato per ceramica, pietra naturale, legno, resina e agglomerati, garantendo una pulizia efficace e senza aloni.

finitura tecnica in facciata

E MAC

Novovierteaguas Eclipse® XS è la soluzione pensata per garantire protezione ed estetica nelle finiture esterne. Si tratta di un profilo gocciolatoio in alluminio laccato, progettato per favorire il corretto deflusso dell’acqua piovana ed evitare infiltrazioni o colature sulle facciate, contribuendo così a preservare nel tempo la qualità delle superfici.

Il suo punto di forza è il design essen-

ziale e contemporaneo, studiato per integrarsi perfettamente con terrazze, balconi e rivestimenti moderni, assicurando al tempo stesso un’elevata funzionalità. La versione XS, particolarmente compatta, risponde alle esigenze di chi desidera una finitura discreta ma altamente performante, ideale per contesti residenziali e commerciali.

Novovierteaguas Eclipse® XS offre inoltre un plus progettuale grazie alla

possibilità di integrare una striscia LED, creando un effetto di illuminazione indiretta elegante e valorizzando gli spazi esterni con un dettaglio architettonico di grande impatto visivo. Disponibile in diverse finiture, il profilo garantisce resistenza agli agenti atmosferici e durata nel tempo, confermando l’impegno dell’azienda nel proporre soluzioni tecniche innovative, affidabili e orientate al design.

F ASSA B ORTOLO

Il superadesivo monocomponente ad elevata elasticità At 99 Maxyflex, appartenente alla linea FASSACOL e pensato per la posa di pavimenti e rivestimenti di tutte le dimensioni, è stato ulteriormente migliorato ed offre prestazioni ancora più elevate, testimoniate dalle nuove classificazioni, C2TES1 e C2ES1 (riportate anche nel packaging del prodotto, per una comunicazione sempre chiara e trasparente agli utilizzatori).

Grazie al potenziamento delle sue proprietà, il nuovo AT 99 Maxyflex si adatta a diverse esigenze di applicazione in funzione della quantità d’acqua addizionata, offrendo sempre risultati ottimali. La classificazione C2TES1 indica che se si predilige una consistenza tissotropica, (miscelandolo col 26-28% di acqua nella versione bianca, 28-30% in quella grigia) l'adesivo diventa ideale per applicazioni orizzontali e verticali su grandi formati; C2ES1 indica

invece una consistenza più fluida e cremosa (31-33% di acqua nella versione bianca, 32-34% in quella grigia) perfetta per le pose orizzontali.

Le sue eccellenti prestazioni, l'ottima lavorabilità e la deformabilità restano i punti di forza della sua formulazione, a cui si aggiunge un'elevata capacità bagnante, particolarmente utile nella posa di lastre di grande formato e nelle applicazioni in esterno. La sua peculiare reologia (ossia il modo in cui il materiale di deforma per le sollecitazioni) facilita l'applicazione di uno strato spesso di adesivo, eliminando la necessità della doppia spalmatura. Super versatilità, super aderenza, super elasticità, in un adesivo senza pari: AT 99 Maxyflex conferma ancora una volta l’impegno di Fassa Bortolo nell’offrire soluzioni di alta qualità, in grado di rispondere alle sfide dell’edilizia moderna, garantendo risultati efficaci e duraturi.

trattamento & manutenzione

F ILA S OLUTIONS

La Linea Grip è composta da due prodotti antiscivolo: Progrip, ad uso professionale, e Easygrip, ideale per il fai da te. Entrambi aumentano la resistenza allo scivolamento sui pavimenti quando sono bagnati o umidi e incrementano il coefficiente di attrito della superficie trattata, creando una micro porosità superficiale che riduce la scivolosità delle pavimentazioni, calpestate sia con calzature che a piedi nudi.

Progrip è specificatamente formulato per un’applicazione professionale su materiali come gres porcellanato, ceramica, granito e pietre silicee. Ideale sia per ambienti interni (zone piscine, spa, rampe e pavimenti dove vi sia ristagno d’acqua o condensa) sia su superfici esterne dove si evidenziano situazioni di scivolosità a causa della pioggia, dell’umidità o negli ingressi di locali pubblici. È utile anche per intervenire su errori progettuali dove è stato installato un materiale con un coefficiente di attrito non adeguato all’uso.

Progrip reagisce con il materiale creando delle microabrasioni che aumentano le asperità superficiali, migliorando di conseguenza l’attrito, efficacia testata con una serie di test - in conformità con metodi nazionali e internazionali - che dimostrano una maggiore resistenza allo scivolamento delle pavimentazioni

trattate.

Il prodotto è pronto all'uso e disponibile in taniche da 1 litro con cui è possibile trattare fino a 10 metri quadri.

Progrip agisce già dopo un minuto. Se ritenuto non sufficiente, è possibile eseguire il test con tempi di contatto progressivamente superiori.

Terminato il test, su superficie asciutta e pulita, è possibile procedere con l’applicazione di Progrip e lasciarlo agire per il tempo di contatto determinato, mantenendo sempre bagnata la superficie. In seguito basta aspirare con aspiraliquidi o rimuovere il residuo con uno straccio o mop, per poi sciacquare accuratamente con acqua e completare con un lavaggio neutralizzante di tutta la superficie.

A questo prodotto si affianca Easygrip, nel formato da 500 ml, pensato per un’applicazione “fai da te” su superfici di dimensioni più limitate come piatti doccia, soglie, gradini, sia in interno, sia in esterno.

Come Progrip, anche Easygrip reagisce con il materiale migliorando di conseguenza l’attrito. L’applicazione è molto semplice: stendere Easygrip con pennello coprendo totalmente l’area da trattare. Lasciare agire per 10 minuti, evitando che la superficie si asciughi; in caso aggiungere prodotto. Asportare il residuo e sciacquare accuratamente. È possibile

ripetere l’operazione per raggiungere il grado di attrito desiderato.

Entrambi i prodotti mantengono inalterato l’aspetto dei materiali, non creano film superficiali e il trattamento rimane stabile nel tempo.

sistema pavimento, isolamento acustico

I SOLMANT

Isolmant LVT Plus è la soluzione sottopavimento pensata per chi desidera combinare prestazioni acustiche di livello con posa semplice e minima alterazione delle quote del pavimento. Si tratta di uno strato resiliente ad alta densità realizzato in fibra di legno e amido, impermeabile e specificatamente studiato per l’applicazione con pavimentazioni LVT e SPC, ma perfettamente compatibile anche con altri tipi di modulari multistrato di adeguato spessore. Con uno spessore nominale di soli 1,8 mm, Isolmant LVT Plus migliora sensibilmente l’isolamento dai rumori da calpestio e dai rumori riflessi (RWS), riducendo la trasmissione dei suoni attraverso la struttura del solaio e aumentando così il comfort acustico dell’ambiente. L’altissima resistenza a compressione consente di preservare il meccanismo a click delle pavimentazioni flottanti, anche in presenza di carichi dinamici, garantendo stabilità e durabilità nel tempo. Un vantaggio chiave di LVT Plus è la sua

capacità di essere posato su pavimentazioni esistenti non perfettamente planari, senza necessariamente ricorrere a massetti di livellamento costosi e invasivi e contribuendo a coprire le fughe di eventuali pavimenti ceramici preesistenti, proteggendo il sistema di posa e facilitando l’installazione delle nuove superfici in LVT o SPC.

Questo lo rende ideale tanto negli interventi di ristrutturazione rapida quanto nelle nuove costruzioni, dove è richiesta efficienza in cantiere senza compromessi sulle prestazioni finali.

La composizione con materiali naturali e la produzione a basso impatto fanno di questo materassino un prodotto 100% ecologico ed ecosostenibile, privo di sostanze volatili (VOC A+), riciclabile e conforme ai criteri ambientali richiesti da protocolli come LEED, ITACA, WELL, BREEAM e CAM edilizia.

Dal punto di vista applicativo, Isolmant LVT Plus è facile e rapido da posare: non richiede strumenti particolari, basta

un cutter e del nastro per la finitura dei giunti. Con le sue qualità rappresenta una scelta affidabile per elevare il comfort acustico e garantire performance durature, senza rinunciare alla sostenibilità e alla semplicità in cantiere.

adesivi

M APEI

Keraflex, adesivo noto per la sua capacità di garantire prestazioni affidabili in contesti molto diversi (dai formati tradizionali alle grandi lastre, dai sottofondi irregolari fino alle situazioni che richiedono rapidità d’intervento), entra a far parte della Linea Zero, la gamma di prodotti le cui emissioni di CO₂ vengono calcolate lungo l’intero ciclo di vita e completamente compensate.

Questa inclusione permette di ampliare l’accesso alle soluzioni a impatto compensato non solo nei progetti speciali, ma anche nelle applicazioni più comuni della posa. Keraflex Zero vedrà anche l’evoluzione della versione bianca in “ultra bianca”, che porterà a migliorare ulteriormente le già eccellenti caratteristiche

prestazionali e applicative, storicamente apprezzate dai posatori di ceramica. Dieci anni fa Mapei ha introdotto la compensazione delle emissioni proprio con un prodotto della famiglia Keraflex, il Keraflex Maxi S1 Zero, aprendo la strada della sostenibilità a tutta la filiera. Nel 2022 è stata la volta dello stucco per fughe Ultracolor Plus, che ha reso possibile realizzare il primo sistema carbon neutral completo per la posa della ceramica. L’arrivo di Keraflex Zero rappresenta dunque un’estensione naturale di un impegno ormai consolidato, che punta a integrare sostenibilità e performance senza compromessi. Sul piano tecnico, la famiglia Keraflex continua a evolversi anche attraverso

prodotti di nuova generazione. Tra questi spicca Keraflex S1 Evolution Zero, un adesivo pensato per chi richiede la massima precisione nella posa e al tempo stesso una riduzione reale dell’impatto ambientale. La sua formulazione è stata sviluppata con leganti a bassa impronta di carbonio, capaci di ridurre in modo significativo il Global Warming Potential del prodotto. Questo intervento in fase formulativa si traduce in un minore peso ambientale effettivo, a cui si affianca la compensazione delle emissioni residue attraverso crediti certificati. Il risultato è un adesivo che unisce prestazioni elevate, deformabilità S1, scivolamento controllato e bagnabilità ottimale con un profilo di sostenibilità completo.

sistemi di posa coordinata

P ROGRESS P ROFILES

Kaleidos è un concept innovativo che valorizza i rivestimenti attraverso nuance inedite, in perfetta sintonia con gli stili d'arredo più attuali. Non si tratta di una semplice gamma di prodotti, ma una filosofia che anticipa i linguaggi progettuali contemporanei, assicurando piena libertà espressiva senza compromessi sulla qualità. Con 2.000 codici disponibili, il concept moltiplica le possibilità creative per ambienti interni ed esterni, conferendo a ogni componente tecnica una forte identità decorativa.

La palette cromatica, sviluppata in collaborazione con studi specializzati, offre ad architetti e designer infinite

opportunità di personalizzazione. Le finiture permettono abbinamenti tono su tono o ricercati contrasti con pavimenti, pareti e arredi, dando vita a spazi dove coerenza visiva, performance eccellente e carattere distintivo convivono armoniosamente.

La texture tridimensionale e materica delle finiture non è solo un valore estetico: aumenta la resistenza all'abrasione e ai graffi, riducendo i segni dell'usura nel tempo. Tutti i prodotti sono infatti verniciati secondo il sistema certificato Qualicoat, che garantisce i massimi standard internazionali di durabilità e protezione dalla corrosione causata da agenti atmosferici e ambienti aggressivi,

anche in presenza di cloro. Il concept abbraccia un'ampia gamma di soluzioni: dai profili specifici per il bagno a quelli protettivi per angoli esterni come PROJOLLY SQUARE (ad angolo retto), PROJOLLY QUART (a quarto di cerchio) e PROTERMINAL (a "L"); dai listelli decorativi PROLISTEL P e PROLISTEL CHANNEL, elementi che donano un tocco unico alle superfici in ceramica e pietre naturali, ai Battiscopa 40/60/80/100, proposti sia nella versione con adesivo che senza. L'offerta si estende anche alle soluzioni per spazi outdoor, tra cui spicca il profilo PROTERRACE DOUBLE DRIP con doppio gocciolatoio.

sistemi di taglio

M ONTOLIT

CJ Jollymont è un disco per tagli jolly a secco con smerigliatrice angolare che permette di realizzare tagli jolly netti e precisi. Disponibile nei diametri 115 e 125 mm, è un disco diamantato per lavori di alta precisione, progettato per eseguire direttamente sul cantiere tagli inclinati a 45°, anche su porcellanati duri e ad alta densità.

Pensato per lavorare a secco (ma compatibile anche con utilizzo ad umido), il CJ si distingue per la sua fascia diamantata continua alternata da 25 mm e per l’anima in acciaio rinforzata, che garantisce stabilità ed affidabilità anche in condizioni di cantiere impegnative. Il disco consente di eseguire tagli jolly direttamente in cantiere senza la necessità di una segatrice ad acqua. Questo si traduce in velocità operativa e maggiore flessibilità anche negli ambienti meno attrezzati.

Il taglio è fluido e controllato, con una

finitura pulita che minimizza il bisogno di ulteriori rifiniture. La velocità di lavoro è ottima, così come la durata complessiva dell’utensile, che può essere ravvivato con l’apposita mola abrasiva (art. 3952U), per mantenerne alte le prestazioni nel tempo.

Compatibile con un’ampia gamma di materiali CJ è progettato per lavorare su: Gres porcellanato (anche spessorato e ad alta densità); Ceramica dura, monocottura; Cotto, klinker; Granito, pietra dura, porfido.

TCHD Turbo Bistury è un disco diamantato per la realizzazione di tagli ‘chirurgici’ anche su materiali ultra resistenti, tecnici, compatti. Questo disco a corona continua è infatti espressamente progettato per ottenere precisione millimetrica, anche a secco, per smerigliatrice angolare e per lavorazioni su gres ad alta densità, spessorato, granito ceramico,

granito e pietra dura sintetica. Dotato di specifica fascia diamantata turbo da 10 mm con spessore sottile (1,6 mm), TCHD Turbo Bistury garantisce tagli netti e puliti senza generare sbeccature né scheggiature. L’anima rinforzata assicura stabilità e controllo, anche nelle lavorazioni più impegnative. Un grande vantaggio è la possibilità di lavorare a secco, direttamente in cantiere, senza la necessità di attrezzature ad acqua. Questo consente di risparmiare tempo, semplificare la logistica e intervenire con estrema rapidità in fase di posa.

Il Turbo Bistury si distingue per: velocità di taglio elevata; finitura eccellente; durata prolungata e costante nel tempo con stick ravvivatore (art. 395-2U).

Il TCHD non è dunque un disco qualsiasi: è un utensile specialistico, concepito per chi ogni giorno affronta materiali estremi e non accetta compromessi o soluzioni approssimate

CJ Jollymont
TCHD Turbo Bistury

profili tecnici e di finitura

P ROFILPAS

Nel panorama dell’interior design contemporaneo, l’attenzione ai dettagli è fondamentale per creare ambienti che riflettano equilibrio e stile.

Le tendenze attuali celebrano l’armonia tra colori e superfici, rendendo ogni ambiente unico e accogliente: l’abbinamento cromatico tra piastrelle, fughe e profili, infatti, è essenziale per fare la differenza nella percezione cromatica di uno spazio. È da qui che nasce Mapei

Color, una gamma di venticinque finiture per Cerfix Proangle, il profilo ad “L” per

rivestimenti di Profilpas. Disponibile sia in colori caldi sia in colori freddi, Mapei Color offre un’esperienza cromatica che assicura una combinazione perfetta con le tonalità delle fughe e dei sigillanti siliconici Mapei. Queste finiture, infatti, riproducono fedelmente la texture dello stucco cementizio

Mapei Ultracolor Plus ed assicurano una perfetta armonia cromatica anche con gli altri stucchi e sigillanti Mapei.

Grazie a Mapei Color, ogni elemento si integra armoniosamente con gli altri,

creando un effetto visivo continuo e coerente. L’abbinamento delle finiture con la gamma Mapei risulta ancora più immediato grazie alla corrispondenza di codici e nomi, che facilita la scelta e l’abbinamento. A completamento della gamma sono disponibili anche dei pezzi speciali per la creazione di angoli esterni, interni e terminali.

Mapei Color nasce per soddisfare ogni esigenza estetica, sia tono su tono sia a contrasto con la ceramica, rivelandosi la soluzione ideale per ogni ambiente.

sistemi per posa sopraelevata

I TALPROFILI

Raise Up Easy Joist è un basamento regolabile progettato specificamente per pavimentazioni decking con sottostruttura a travetto

Nasce dall’ascolto diretto delle esigenze dei posatori professionisti, con l’obiettivo di offrire una soluzione che unisca precisione, rapidità di installazione e massima affidabilità nel tempo. Uno degli elementi distintivi del sistema è la testa fissa Easy Joist, studiata appositamente per l’installazione di travetti fino a 60 mm di qualsiasi materiale. La sua geometria consente un semplice appoggio del travetto, senza necessità di sistemi di fissaggio. Per il posatore, questo si traduce in un lavoro più fluido e preciso; per il committente, in un

risultato finale di qualità superiore.

Raise Up Easy Joist è disponibile nelle versioni regolabili:

• 10–16 mm

• 16–22 mm

Queste altezze lo rendono ideale per interventi con spessori ridotti, come ristrutturazioni, riqualificazioni di terrazze o balconi dove ogni millimetro è fondamentale. La regolazione precisa consente di compensare piccole irregolarità del piano di posa, garantendo una superficie finale perfettamente orizzontale.

In un mercato sempre più orientato all’efficienza e alla qualità esecutiva, Raise Up Easy Joist rappresenta un sistema intuitivo, robusto e progettato su misura per chi lavora ogni giorno in cantiere.

sistemi per la movimentazione

R AIMONDI

Rv Battery+ è una nuova ventosa a batteria progettata per soddisfare le esigenze dei posatori più esigenti. Un sistema evoluto che integra il controllo automatico del vuoto: basta premere un pulsante per attivare la pompa, che si arresta una volta raggiunto il livello ottimale e si riattiva automaticamente in caso di perdita, garantendo presa continua e massima sicurezza.

Tra le principali caratteristiche spiccano la gomma a triplo labbro sostituibile (ideale anche per superfici strutturate), il doppio

vuotometro analogico e digitale per un monitoraggio costante, la valvola doppia di sicurezza e il rilascio rapido. Il corpo in alluminio pressofuso assicura robustezza, mentre la gomma grigia antimacchia evita segni sulle superfici più delicate. Compatta (Ø 175 mm), è adatta anche a formati ridotti.

La durata è ottimizzata grazie ai componenti sostituibili, come gomma e vuotometro analogico, mentre filtri e valvole antipolvere garantiscono affidabilità nel tempo. Con oltre 1.500 cicli per

carica e una portata testata fino a 200 kg, rappresenta un riferimento in termini di performance. In caso di necessità, può essere utilizzata anche in modalità manuale grazie al pistone in dotazione. A completare la gamma, e-BATTERY RV è il pistone che trasforma le ventose manuali RV175 in versioni a batteria con recupero automatico del vuoto. Installazione senza utensili, display digitale integrato e ricarica USB-C lo rendono un upgrade pratico ed efficiente per i professionisti della posa.

Battiscopa in sintonia con le più evolute tendenze dell’architettura e dell’interior design

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