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Design Tour - #71

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#71 DESIGN TOUR

#71 DESIGN TOUR Cover: Venus. Chris Jordan, 2011

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MANIFESTO The Moodboarders is a glance into the design world, capable of capturing, in all of its many facets, what is extraordinary in the everyday. It is a measure of the times. It is an antenna sensitive enough to pick up on budding trends, emerging talents, and overlooked aesthetics. It is an adventure towards discovering the most original creativity. It is a savoury mix of contemporary news acquired through persistent involvement in even in the farthest corners of the design world, as well as an occasional dive into fashion, seeing as the two go hand in hand.

The Moodboarders Magazine è un occhio spalancato sul mondo del progetto, in tutte le sue multiformi declinazioni, capace di cogliere, anche nel quotidiano, lo straordinario. È la misura della temperatura epocale. È l’antenna sensibile capace di captare le tendenze sul nascere, i talenti che sbocciano, le estetiche trascurate. È un viaggio avventuroso alla scoperta delle creatività più originali. È una miscela sapida di notizie contemporanee, recuperate grazie alla frequentazione assidua del mondo del design, conosciuto nelle sue più segrete pieghe e, saltuariamente, in quello della moda, poiché le due discipline si tengono per mano.

www.themoodboarders.com

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#71 DESIGN TOUR

CONTRIBUTORS CRISTINA MOROZZI

DOMITILLA DARDI

MELODIE LEUNG

Journalist, critic and art-director on the border between art, fashion

As a historian and curator, I observe design by reading and visiting exhibitions.

Observing, wondering and creating in between of architecture, art and design.

Giornalista, critica e art director sul confine tra design, arte e moda.

Storica e curatrice, osservo e studio il design attraverso libri e mostre.

Tra architettura, arte e design: osservo, mi stupisco, creo.

FRANCESCA TAGLIABUE

LI JUN

Moving above the lines as much as needed, I would love to live in tree house designed by Mies van der Rohe

I’d be surrounded by the rich colors of this world, and continue to push the boundaries of design and art.

Sopra le righe quel poco che basta, vorrei abitare in una casa sull’albero progettata da Mies van der Rohe.

Vorrei essere circodata dal colore pieno di Memphis e continuare spingere i confini di arte e design.

GENNARO ESPOSITO It was 1991, and the only thing I knew for sure was that I would never do what other restaurants were doing. Era il 1991 e l’unica certezza che avevo era che non avrei fatto le stesse cose degli altri ristoranti.

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PETE BREWIS After over a decade of editing design magazines, I’ve taken to the road for a year, traversing the world in search of wonder Dopo un decennio trascorso scrivendo per riviste di design, mi sono messo in viaggio per un anno alla ricerca delle meraviglie del mondo.


EDITORIAL STAFF

CRISTINA MOROZZI Editor- in-Chief

MELISSA MARCHESE Translator

ERIKA MARTINO

LUCA MAZZA

ELENA BERTOLINI

MASSIMO LUTTAZI

Founder and Managing Editor

Editorial Staff

Founder and Art Director

Web Content Editor

NOEMI PATRIARCA Graphic Designer

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#71 DESIGN TOUR

CONT ENTS SOMMARIO

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RUNNING THE NUMBERS Rosanna Orlandi’s Milan-based gallery hosted Chris Jordan’s “Running the Numbers” exhibition this past October; the ex-lawyer now uses his... Alla fine di ottobre 2018 la Galleria di Rossana Orlandi di Milano ha ospitato la mostra fotografica “Running the numbers” di Chris Jordan, ex avvocato, oggi...

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HOMAGE TO GIO PONTI Paris’ Musée des Arts Décoratifs has dedicated a retrospective entitled, “Tutto Ponti, Gio Ponti archi-designer”, running from October 19, 2018 to February... Il museo delle Arti Decorative di Parigi dedica una completa retrospettiva titolata: “Tutto Ponti, Gio Ponti archi-designer” dal 19 ottobre 2018 al 10 febbraio 2019...

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VIA PALERMO 1 Via Palermo 1 is another new take on sales. The Brera based apartment has 8 fully furnished rooms; to paraphrase Ernesto Nathan Rogers, from spoons to sofas... Anche Via Palermo 1 è un nuovo esperimento di vendita: un appartamento nel quartiere Brera di otto stanze, completamente arredate, parafrasando il detto...

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RUBELLI GOES HOME Fabric company Rubelli, founded in 1889 by Lorenzo Rubelli, has brought their Venetian showroom back home to the Ca’Pisani Rubelli building, located... L’azienda tessile Rubelli, fondata nel 1889 da Lorenzo Rubelli, riporta a casa, nel palazzetto Ca’Pisani Rubelli il suo showroom veneziano, capostipite di tutti i punti...

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THE ORIGINAL LEATHER BRAND Delvaux is the oldest leather brand in the world, and this past September, as Milan’s Spring/Summer 2019 Fashion Week was getting started, they opened... Delvaux, il più antico marchio di pelletteria al mondo, ha aperto il 19 settembre, al taglio del nastro della settimana della moda milanese primavera-estate 2019...

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A FLOATING RESTAURANT

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LUISA VIA ROMA

Taking a cruise on the Ducasse sur Sein is a unique experience that mixes the top of haute cuisine with a silent voyage down the Seine. The electrically-run... Un crociera su Ducasse sur Sein è una esperienza unica che accomuna il piacere della cucina pluri stellata al silenzioso navigare sulla Senna grazie a uno yacht...

Florentine boutique Luisa Via Roma has been on the forefront of leading trends, and the best ways to sell them, from the very beginning. Andrea Panconesi... La famosa boutique fiorentina Luisa Via Roma, sin dall’esordio anticipatrice di tendenze e di formule di vendita grazie alla lungimiranza di Andrea Panconesi...

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#71 DESIGN TOUR

We are traveling without

a compass or assigned theme, documenting exhibitions, places, and collections that narrate the creative giants of

modernity

Un percorso senza bussola e senza filo logico tematico per documentare mostre, luoghi, collezioni che raccontano storie di grandi creatori della modernitĂ

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EDITORIAL by Cristina Morozzi

DESIGN TOUR We are traveling without a compass or assigned theme, documenting exhibitions, places, and collections that narrate the giants of modernity: Gio Ponti’s MAD retrospective in Paris, historic fabric and leather brands, and Via Palermo 1’s new “sensory” way to sell everything, from large pieces to the smallest accessories, in an apartment. We have Cristina Celestino’s design that turned the Luisa Via Roma boutique into a furnished home, a floating, “haute cuisine” restaurant looking over the best Paris has to offer, and a photographic/ cinematic testimony to why the planet should be freed of plastic immediately.

Un percorso senza bussola e senza filo logico tematico per documentare mostre, luoghi, collezioni che raccontano storie di grandi creatori della modernità come Gio Ponti, protagonista di una retrospettiva al MAD di Parigi. Di marchi storici, tessili e di pelletteria; di nuove formule di vendita esperienziali, come via Palermo 1, un appartamento dove tutto - arredi e oggetti è in vendita. O come la boutique Luisa Via Roma che, grazie al progetto di Cristina Celestino, si trasforma in casa abitata; di silenziosi ristoranti galleggianti stellati, con vista sui monumenti parigini; e per testimoniare forme d’arte, fotografica e cinematografica, pensate per rendere consapevole l’umanità dell’urgenza di liberare il pianeta dall’invasione della plastica.

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#71 DESIGN TOUR

RUNNING

the numbers Rosanna Orlandi’s Milan-based gallery hosted Chris Jordan’s “Running the Numbers” exhibition this past October; the exlawyer now uses his photographic voice to highlight the ongoing destruction of our planet. His large-scale, painterly photography looks like impressionist masterpieces, or lunar surfaces. The bare-bones titles say it all; the numbers are far more eloquent than words, revealing the overwhelming amount of pollution caused by the hyper-consumerism of plastic goods. “Over the Moon” depicts a lunar landscape made of over 29.000 credit cards, the same number of American people who declared bankruptcy in 2010. “Blue” shows 78.000 blue water bottles, corresponding to the 1 in 10.000 people in the world who have access to clean drinking water. “Barbie Dolls” shows 32,000 of the iconic doll, the same number of breast implants performed in the USA everyday, arranged in a Dandelion “quilt” pattern. “Cap Seurat” pays homage to George Seurat’s impressionist picnic on the grass, recreated with 400.000 bottle caps (the same number of drinks in plastic bottles consumed every minute in America). The Midway photo series captures the death of Albatross on the Pacific island; their plastic-filled bellies were also part of a film presented during Milan’s Design Film Festival (October, 2018). Jordan has become a tireless missionary for the ecological cause, and continues to explore landfills, industrial docks….hoping that his images provoke awareness.

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Alla fine di ottobre 2018 la Galleria di Rossana Orlandi di Milano ha ospitato la mostra fotografica “Running the numbers” di Chris Jordan, ex avvocato, oggi fotografo del degrado ambientale per lanciare il suo grido d’allarme in difesa del pianeta. Le sue foto pittoriche, di grande formato, a prima vista paiono rivisitazioni di celebri quadri degli impressionisti o immagini della superficie lunare. Le scarne didascalie sono rivelatrici. I numeri sono più eloquenti di molte parole e ci raccontano quale sia il livello d’inquinamento provocato dall’ iper consumo di oggetti quotidiani deperibili in plastica. “Over the moon” è un paesaggio lunare raffigurato da 29.000 carte di credito, equivalenti alla media delle persone che ogni settimana hanno dichiarato bancarotta negli Stati Uniti nel 2010. “Blue” rappresenta 78.000 bottiglie di acqua in plastica, corrispondenti a 1 /10.000 di persone che nel mondo non hanno accesso all’acqua potabile. “Barbie Dolls, è la fotografia di 32,000 bambole Barbie, tante quante gli interventi di protesi al seno al giorno negli USA, disposte in cerchi che paiono Tarassachi, fiori simili a piumini. Cap Seurat dipinge un picnic sull’erba in stile puntillista, analogo al celebre quadro impressionista di George Seurat, con 400.000 tappi di plastica colorata che corrispondono al numero di bottiglie di plastica consumate ogni minuto negli Stati Uniti. Mentre la serie di foto scattate all’ isola Midway, nel cuore dell’Oceano Pacifico, documenta lo sterminio degli Albatross, con la pancia piena di rifiuti di plastica galleggianti nel mare, soggetto anche del commovente film presentato al Design Film Festival di Milano (ottobre 2018). Chris Jordan, ormai infaticabile missionario della fede ecologica, continua a esplorare discariche, porti industriali … sperando che le sue immagini aiutino a diventare più consapevoli.


close up

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This page, a close up of Blue, Chris Jordan, 2015. Next page: Blue, Chris Jordan, 2015. 78.000 plastic water bottle caps make up the work, corresponding to 1/10.000 people in the world who have access to clean drinking water. In questa pagina. Dettaglio di Blue di Chris Jordan, 2015. Nella pagina successiva. Blue di Chris Jordan, 2015. Composto da 78.000 bottiglie di acqua in plastica, corrispondenti a 1 /10.000 di persone che nel mondo non hanno accesso all’acqua potabile.

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#71 DESIGN TOUR

Barbie Dolls, Chris Jordan, 2008. 32.000 Barbie dolls, the same number of daily breast implant surgeries performed in the USA, are arranged in circles. Above, a close up of Barbie Dolls. Barbie Dolls, di Chris Jordan, 2008. Composta da 32.000 bambole Barbie, tante quante gli interventi di protesi al seno al giorno negli USA, disposte in cerchi. Sopra, dettaglio di Barbie Dolls.

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Cap Seurat, Chris Jordan, 2011. The 400.000 plastic water bottle caps represent the number of bottles consumed every minute in America. Above, a close up of Cap Seurat. Cap Seurat, di Chris Jordan, 2011. Composto da 400.000 tappi di plastica che corrispondono al numero delle bottiglie consumate ogni minuto negli Stati Uniti. Sopra, dettaglio di Cap Seurat.

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This page: Over the Moon, Chris Jordan, 2011. A lunar landscape made of over 29.000 credit cards, the same number of American people who declared bankruptcy in 2010. Next page: a close up of Over the Moon. In questa pagina. Over the moon, di Chris Jordan, 2011. Paesaggio lunare composto da 29.000 carte di credito, equivalenti alle persone che ogni settimana hanno dichiarato bancarotta negli Stati Uniti nel 2010. Nella pagina successiva, dettaglio di Over the moon.

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Over the Moon depicts a lunar landscape made of over

29.000 credit cards, the same number of American people who declared bankruptcy in 2010

Over the moon è un paesaggio lunare raffigurato da 29000 carte di credito, equivalenti alle persone che ogni settimana hanno dichiarato bancarotta negli Stati Uniti nel 2010.

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Venus, Chris Jordan, 2011. The 240.000 plastic bags used for the work are the same as those used every 10 seconds in the world. Venus, di Chris Jordan, 2011, sono state utilizzate 240.000 buste di plastica equivalenti al numero di quelle che vengono utilizzate nel mondo ogni 10 secondi.

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A close up of Venus. Chris Jordan, 2011. The 240.000 plastic bags used for the work are the same as those used every 10 seconds in the world. Dettaglio di Venus, di Chris Jordan, 2011. Sono state utilizzate 240.000 buste di plastica equivalenti al numero di quelle che vengono utilizzate nel mondo ogni 10 secondi.

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Galleria Orlandi hosted Chris Jordan’s exhibition; the ex-lawyer now uses his photographic voice to highlight

destruction of our planet.

the ongoing

His photography looks like impressionist masterpieces, but the bare-bones titles say it all; the numbers reveal the

amount of pollution caused by the

overwhelming

hyper-consumerism of plastic goods

Ospitata dalla Galleria Orlandi, la mostra fotografica di Chris Jordan, ex avvocato oggi fotografo del degrado ambientale, lancia un grido d’allarme in difesa del pianeta. Le sue foto paiono rivisitazioni di celebri quadri degli impressionisti ma le didascalie sono rivelatrici e i numeri raccontano il livello d’inquinamento provocato dall’ iperconsumo di oggetti deperibili in plastica

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#71 DESIGN TOUR

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HOMAGE TO

GIO PONTI Paris’ Musée des Arts Décoratifs has dedicated a retrospective entitled, “Tutto Ponti, Gio Ponti archi-designer”, running from October 19, 2018 to February 10, 2019. This is the first time that France has dedicated a retrospective to the 360° creative, architect, designer, interior designer, and art director. He has dedicated his life to both industrial and artisan manufacturing, exploring materials from glass and ceramics to precious metals. Over 400 of his projects, spanning from 1921 to 1978, are on display, including home goods, like the Visetta sewing machine for Visa, the La Pavoni espresso machine, the Christofle silver collection, and numerous furnishings used to recreate domestic scenes. There are covers of Domus, the architectural magazine he created and directed from January, 1928 to October, 1979, a large selection of his architecture, both public and private projects, located in Italy and around the world, and documents and letters (Ponti had an obsession with writing). He was an eclectic genius, dominated by his insatiable curiosity for every aspect of a well lived and well designed life. He designed upholstery, tiles, wallpaper, and a car: the first Linea Diamante model for Alfa Romeo was displayed during Basel’s 1953 Car Show. He even had his hand at illustrating a cookbook in collaboration with Domus, the “La Cucina Elegante” or “Quattrova Illustrato”. A selection of videos accompany the exhibition, highlighting some of his ironic or cheeky interview answers. Concerning the Pirelli skyscraper, he said, “The Good Lord was kind to Turin, because he gave it the Po’ river and the mountains, with Florence because he gave it the Arno and the hills…He didn’t give Milan anything, so the architects had to make it beautiful”. Jean Michel Wilmotte’s luminous backdrop brings an eclectic creativity to the exhaustive, cultivated retrospective, serenely depicting every aspect of living.

Il museo delle Arti Decorative di Parigi dedica una completa retrospettiva titolata: “Tutto Ponti, Gio Ponti archi-designer” dal 19 ottobre 2018 al 10 febbraio 2019. La prima in Francia dedicata a Gio Ponti, creativo a 360°, architetto, designer, decoratore d’interni, art director, dedito alla produzione industriale e artigianale esplorando i più vari materiali, dal vetro, alla ceramica, ai metalli pregiati. Sono in mostra oltre 400 opere prodotte nel corso della sua lunga carriera dal 1921 al 1978, comprendenti oggetti domestici, come la macchina da cucire Visetta per l’azienda Visa, quella per l’espresso La Pavoni, gli argenti da tavola per Christofle, numerosi arredi allestiti alla stregua di set fotografici per ricreare scorci di vita; le copertine di Domus la rivista di Architettura che inventò e diresse (gennaio 1928- ottobre 1979), foto delle sue numerose architetture, in Italia e all’estero, per committenze pubbliche e private, documenti e lettere (era anche un grafomane). Fu un genio eclettico, dominato da una insaziabile curiosità per tutti gli aspetti della vita che voleva ben disegnata e ben vissuta. Disegnò tessuti d’arredo, piastrelle, carte da parati, un’auto, il primo modello della Linea Diamante esposto con l’Alfa Romeo al Salone dell’auto di Basilea nel 1953; collaborò con le sue illustrazioni persino a un libro di cucina per l’editoriale Domus: “La cucina elegante, ovvero Il quattrova illustrato”. Corredano la mostra anche vari video con sue interviste caratterizzate da risposte argute e ironiche. A proposito del grattacielo Pirelli, dice, sorridendo: “Il buon Dio è stato buono con Torino, perché gli ha dato il fiume Po’ e le montagne, con Firenze cui ha dato il fiume Arno e le colline…. A Milano, invece, non ha dato niente e allora è toccato agli architetti farla bella.” La luminosa scenografia di Jean Michel Wilmotte regala all’esaustiva e colta retrospettiva l’immagine di una creatività eclettica, percorsa da un umore sereno, votata a rendere estetici tutti gli aspetti del vivere.

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This page: The exhibition “Disegno Industriale all'Undicesima Triennale di Milano�, 1957. Previous page: Gio and Giulia Ponti in the apartment on Milan’s Via Dezza, 1957. In questa pagina. Mostra Disegno Industriale all'Undicesima Triennale di Milano, 1957. Nella pagina precedente. Gio Ponti e Giulia Ponti, appartamento in via Dezza, Milano, 1957.

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16/04/2018

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Domus - n° 1

17/04/2018

Domus - n° 21

Domus - n° 144 Printed by

http://domus.immanens.com/it/pvPrintWLI.asp?skin=dom&publication=001001&issue=1&page=1&choice=1

17/04/2018

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Domus - n° 152

http://domus.immanens.com/it/pvPrintWLI.asp?skin=dom&publication=001001&issue=21&page=1&choice=1 1/1

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http://domus.immanens.com/it/pvPrintWLI.asp?skin=dom&publication=001001&issue=144&page=1&choice=1

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Domus - n° 278

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17/04/2018

Domus - n° 291

Domus - n° 156 Printed by

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Domus - n° 30

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Domus - n° 316

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From left to right, a selection of Domus covers. Ponti created the publication and directed it from January, 1928 to October, 1979. Printed by

Da sinistra a destra: alcune delle copertine di Domus che Gio Ponti inventò e diresse da gennaio 1928- ottobre 1979. http://domus.immanens.com/it/pvPrintWLI.asp?skin=dom&publication=001001&issue=278&page=1&choice=1

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1/1 http://domus.immanens.com/it/pvPrintWLI.asp?skin=dom&publication=001001&issue=291&page=1&choice=1

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16/04/2018

Domus - n° 46 16/04/2018

Domus - n° 123 16/04/2018

17/04/2018

Domus - n° 258

16/04/2018

Domus - n° 134

Domus - n° 259 17/04/2018

Domus - n° 276

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16/04/2018

Domus - n° 318

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Domus - n° 364 16/04/2018

Domus - n° 379 Printed by

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http://domus.immanens.com/it/pvPrintWLI.asp?skin=dom&publication=001001&issue=258&page=1&choice=1

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http://domus.immanens.com/it/pvPrintWLI.asp?skin=dom&publication=001001&issue=318&page=1&choice=1

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#71 DESIGN TOUR

The Musée des Arts Décoratifs, on Paris’ Rue de Rivoli, is exhibiting over 400 projects by Gio Ponti until February 10, 2019, including the Visetta sewing machine, the La Pavoni espresso machine, and the Chrisofle silver collection

Fino al 10 febbraio, al Musée des Arts Décoratifs di Rue de Rivoli sono in mostra oltre 400 opere di Gio Ponti, tra cui la macchina da cucire Visetta, quella per l’espresso La Pavoni e gli argenti da tavola per Christofle

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This page: design for the “piccola casa ideale”, Gio Ponti, 1934. Previous page: Sedia Superleggera, designed for Cassina and Giordano Chiesa Office, 1957 and 1953. In questa pagina. Progetto per una “piccola casa ideale”, Gio Ponti, 1934. Nella pagina precedente. Sedia Superleggera per Cassina e Giordano Chiesa Office, 1957 e 1953.

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#71 DESIGN TOUR

From top, left to right, chair for Uffici Montecatini, 1936-38; chair “a volute” for Cassina, 1936; chair for Uffici Montecatini, 1935; Poltrona Gabriela for Walter Ponti, later manufactured by Pallucco, 1971; chair for Uffici Montecatini, 1936; "Triennale" armchair for Isa, 1951. A partire dall’alto, da sinistra a destra: sedia per Uffici Montecatini, 1936-38; Sedia “a volute” per Cassina, 1936; Sedia per Uffici Montecatini, 1935; Poltrona Gabriela per Walter Ponti, poi prodotta da Pallucco, 1971; Sedia per Uffici Montecatini, 1936; Poltrona "Triennale" per Isa, 1951.

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Concerning Milan, he said, The

Good Lord was kind to Turin, because he gave it the Po’ river and the mountains, with Florence, the Arno and the hills…He didn’t give Milan anything, so the architects had to make it beautiful

Parlando di Milano disse Dio è stato buono con Torino, perché gli ha dato il Po’ e le montagne, con Firenze cui ha dato l’Arno e le colline…. A Milano non ha dato niente e allora è toccato agli architetti farla bella

Collection for Lino Sabattini, Gio Ponti, 1978 Collezione per Lino Sabattini, Gio Ponti, 1978

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#71 DESIGN TOUR

Palazzo del Bo, Università di Padova, Gio Ponti, 1936. Palazzo del Bo, Università di Padova, Gio Ponti, 1936.

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#71 DESIGN TOUR

Tiles for Ceramica D’Agostino, Gio Ponti, 1960 – 1964. Piastrelle per Ceramica D’Agostino, Gio Ponti, 1960 – 1964

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Concattedrale Gran Madre di Dio, Gio Ponti, Taranto, 1964.

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#71 DESIGN TOUR

From top, left to right: interior, Casa Semenza, Levanto, 1928; “Tutto Ponti, Gio Ponti Archi-Designer” exhibition, photo by Luc Boegly; Villa Arreaza, Caracas, 1956; Villa Planchart, Caracas, 1955; entrance, Casa Borletti, Milano, 1928; Villa Planchart. A partire dall’alto, da sinistra a destra: interni di Casa Semenza, Levanto, 1928; Esposizione “Tutto Ponti, Gio Ponti Archi-Designer”, Foto di Luc Boegly; Villa Arreaza, Caracas, 1956; Villa Planchart, Caracas, 1955; L’ingresso di Casa Borletti, Milano, 1928; Villa Planchart.

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#71 DESIGN TOUR

This page and the next: Gio Ponti’s work on display for his retrospective in Paris’ Musée des Arts Décoratifs. In questa pagina e nella pagina successiva. Le opere di Gio Ponti esposte all’interno del museo delle Arti Decorative di Parigi che ospita la sua retrospettiva.

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via

P alermo 1

Via Palermo 1 is another new take on sales. The Brera based apartment has 8 fully furnished rooms; to paraphrase Ernesto Nathan Rogers, from spoons to sofas. The space has become a design gallery where everything is up for grabs. Modern and interior design aficionado Sophie Wannenes left eclectic fingerprints on every room, each keeping to its theme with furnishing, accessories, wallpaper, and fabric crossing the line between contemporary, modern and vintage canons. Sophie wanted the apartment/gallery to feature young talent and innovative design, contaminated with the nostalgia of worn-in things. An immersive experience in a home, polished by time, makes for a convincing sales pitch. Getting comfortable with the semantics of “things” is a different story; give them the proper background, and they become understandable, immediately familiar, and desirable.

Anche Via Palermo 1 è un nuovo esperimento di vendita: un appartamento nel quartiere Brera di otto stanze, completamente arredate, parafrasando il detto di Ernesto Nathan Rogers, dal cucchiaio al mobile, si trasforma in una galleria di design di ricerca, dove tutto è acquistabile. L’idea è di Sophie Wannenes, appassionata di design contemporaneo e di decorazione d’interni, che ha creato allestimenti di impronta eclettica per ogni stanza che mantiene la sua originaria destinazione, con arredi, oggetti, carte da parati e tessuti, contemporanei, di modernariato e persino di antiquariato. L’appartamento/galleria nelle intenzioni di Sophie vuole essere anche una vetrina per giovani talenti e per esperimenti di design innovativo che, grazie alla contaminazione con pezzi di memoria, acquistano un’immagine vissuta. Offrire un’esperienza immersiva in una casa vera, dotata della patina del tempo, si rivela un convincente argomento di vendita. Familiarizzare con il linguaggio delle cose può essere difficile: la giusta cornice ne facilita la comprensione, rendendole immediatamente familiari e desiderabili.

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#71 DESIGN TOUR

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This page: The bedroom, vintage dresser and mirror, Bloom lamp, Serena Confalonieri for Mason Editions, curtain, Kirby Design. Previous page: chair, Mario Milana, wallpaper, PictaLab. In questa pagina. La camera da letto: cassettiera e specchio vintage, lampada Bloom di Serena Confalonieri per Mason Editions, tenda di Kirby Design. Nella pagina precedente. Lampadario Gamma di Serena Confalonieri per Mason Editions, sedie di Mario Milana, carta da parati PictaLab.

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#71 DESIGN TOUR

The main dining room. Vases, Dinnerware & Co and Simona Cardinetti, ceramic dog, AntichitĂ Wannenes, lamp, Pholc, vintage mirror, rug, Ilo Rugs. La sala centrale. Sul tavolo vasi Dinnerware & Co e Simona Cardinetti, cane in ceramica di AntichitĂ Wannenes, lampadario Pholc, specchio vintage, tappeto Ilo Rugs.

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Tala lamp, chair, Pierluigi Colli and Kirby Design, vintage mirror, cutting boards, Stuff Design. Wall paint, Ressource Peintures. Lampadario Tala, sedie di Pierluigi Colli e Kirby Design, specchi vintage, taglieri di Stuff Design. Il colore delle pareti è di Ressource Peintures.

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#71 DESIGN TOUR Sophie Wannennes, interior decorator and modern art expert, curated the Via Palermo 1, Milano design. Sophie Wannennes, interior decorator ed esperta d'arte contemporanea, curatrice del progetto Via Palermo 1, Milano.

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Sophie Wannenes had the idea to turn an eight-room apartment in Milan’s Brera district into a

gallery of sought-after design.

Via Palermo 1 puts new talent on display, and everything is up for grabs

Grazie all’idea di Sophie Wannenes, un appartamento nel quartiere Brera di otto stanze si trasforma in una galleria di design di ricerca, anche vetrina per giovani talenti, dove tutto è acquistabile: Via Palermo 1

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R U B E L L I goes home Fabric company Rubelli, founded in 1889 by Lorenzo Rubelli, has brought their Venetian showroom back home to the Ca’Pisani Rubelli building, located in Venice’s Contrada San Samuele. The gothic architecture, typical to the area, dates to the late-fourteenth century and has recently undergone renovation; Rubelli’s showroom and store are spread over the ground and first floors, and on the top floor, a historical archive spanning Rubelli and Donghia’s collections of fabric, furnishing, and accessories. The archive houses circa 6000 fabric samples and documents; visits are by appointment only, and there are exhibitions held in honor of the collections. The creative department draws unending inspiration from the on-hand archive and its treasures. Seasonal collections displayed within the historic building reverberate the luxury fabrics’ heritage and their unique manufacturing. Rubelli sets the scene within their walls, not only with a general grammar of contemporary creativity, but the rare talent of seamlessly combining 28 electric jacquard panels with 4 late-eighteenth century wooden frames. A fully functioning harmony of traditional values and innovative trends makes for a luxurious repertoire of fabrics.

L’azienda tessile Rubelli, fondata nel 1889 da Lorenzo Rubelli, riporta a casa, nel palazzetto Ca’Pisani Rubelli il suo showroom veneziano, capostipite di tutti i punti vendita nel mondo. Il palazzo, situato in Contrada San Samuele, esempio di stile gotico veneziano tardo trecentesco, dopo un accurato restauro, ospita al piano terra e al primo piano il negozio e lo showroom e al piano superiore l’archivio storico e una serie di ambienti arredati con le collezioni di tessuti, mobili e accessori Rubelli casa e Donghia. L’archivio storico, che custodisce circa 6000 documenti tessili e cartacei, visitabile su appuntamento e destinato anche a ospitare mostre a tema dedicate ai tesori dell’archivio, è un’inesauribile fonte d’ispirazione per l’ufficio stilistico interno all’azienda. L’inserimento delle collezioni stagionali nella cornice del palazzetto storico riverbera sui preziosi tessuti il fascino dell’ heritage, contribuendo all’unicità della produzione. Nella coreografia dell’antico palazzo la produzione Rubelli testimonia, non solo il linguaggio della creatività contemporanea, ma anche la rara capacità di far convivere 28 telai jacquard elettronici con quattro preziosi telai in legno del tardo settecento, perfettamente funzionanti, armonizzando le nuove tendenze con i valori della tradizione per costruire un prezioso repertorio di proposte tessili.

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Goldfinger textile, Tiffany background, silk brocade. Available in 9 colors. Composition: 61%spun rayon, 24% silk, 13% acetate, 2%poly. Tessuto Goldfinger in broccato di seta. Disponibile in 9 colori. In foto la versione con sfondo Tiffany. Composizione: 61% rayon, 24% seta, 13% acetato, 2% poliestere.

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Cristobal textile. Raised damask. Composition: 100% polyester trevira cs. Tessuto Cristobal. Tendaggi in tessuto damascato a rilievo. Composizione: 100% poliestere con fibra trevira cs.

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Fabric company Rubelli, founded in 1889 by Lorenzo Rubelli, has brought their Venetian showroom back home to the Ca’Pisani Rubelli building, blending 28 electric jacquard panels with 4 lateeighteenth century wooden frames in perfectly functional harmony

L’azienda tessile Rubelli, fondata nel 1889 da Lorenzo Rubelli, riporta a casa, nel palazzetto Ca’Pisani Rubelli, il suo showroom veneziano facendo convivere 28 telai jacquard elettronici con 4 preziosi telai in legno del tardo settecento, perfettamente funzionanti.

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Rubelli’s textiles are handcrafted on the same type of wooden frame used in eighteenth and early nineteenth century Venice. I tessuti Rubelli sono realizzati a mano con l’utilizzo di quattro telai in legno, gli stessi che si adoperavano a Venezia già nel Settecento e ad inizio Ottocento.

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Rubelli also manufactures 28 of the latest-generation, electronic jacquard looms. La produzione Rubelli si avvale anche di 28 telai jacquard elettronici di ultimissima generazione.

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#71 DESIGN TOUR This page: Delvaux’s first Italian boutique Milan’s historic Reina building on Via Bagutta, n. 12. Next: D To D Canvas & Leather Tote Bag; woven canvas with multicolor, leather strips.. In questa pagina: La prima boutique italiana di Delvaux in via Bagutta al n.12 nello storico palazzo Reina. Nella succesiva: D To D Canvas & Leather Tote Bag, realizzata in tela intrecciata con strisce di pelle multicolore.

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THE ORIGINAL

LEATHER BRAND Delvaux is the oldest leather brand in the world, and this past September, as Milan’s Spring/Summer 2019 Fashion Week was getting started, they opened their first Italian boutique on Via Bagutta, no. 12, inside the recently renovated, historic Reina building. Vudafieri-Saverino Partners have taken charge of all Delvaux boutiques around the world since 2012, including the newest addition. The 200 sq. m. space is divided in a series of rooms varying in size, giving the overall feel of a noble apartment thanks to the stucco silhouettes, Massacar ebony wardrobe (an exceptional example of Brussels’ Van der Kleene artisanship), and a wise mix of antique and contemporary pieces. Iconic work by Luigi Caccia Dominioni, Ignazio Gardella and Angelo Lelli join German Jan Kath’s artfully “aged” carpets. Artist Filippo Falaguasta decorated the walls and ceilings with lozenge motifs and original patinas that evoke frescoes that have been since removed. The third room has five-meter ceilings, a dominating bookshelf from the ‘60s inspired by Luigi Caccia Dominioni’s iconic building in Milan’s piazza Carbonari, and an invaluable collection of Gant’s twentieth century vases. Vudafieri-Saverino Partners’ literate design has made luxury shopping a welcoming domestic act.

Delvaux, il più antico marchio di pelletteria al mondo, ha aperto il 19 settembre, al taglio del nastro della settimana della moda milanese primavera-estate 2019, la sua prima boutique italiana in via Bagutta al n.12 nello storico palazzo Reina, recentemente restaurato. Il progetto è firmato dallo studio Vudafieri-Saverino Partners che dal 2012 cura la progettazione delle boutique Delvaux nel mondo. Lo spazio di 200 metri quadrati, articolato in una serie di sale, di diverse ampiezze, offre nel suo complesso l’atmosfera di un raffinato appartamento dell’alta borghesia, grazie alle profilature in stucco, alle forme sinuose dell’armadio in ebano di Macassar, opera dell’eccellenza artigiana della scuola Van der Kleene di Bruxelles e al sapiente mix di storia e contemporaneità, proposto dagli arredi, tra i quali alcuni pezzi storici di Luigi Caccia Dominioni, Ignazio Gardella e Angelo Lelli e ai tappeti artisticamente invecchiati del tedesco Jan Kath disposti sul pavimento in seminato. Soffitti e pareti sono stati decorati dall’artista Filippo Falaguasta, che ha disegnato motivi a losanghe e dipinto originali patine sui muri, quasi a evocare affreschi rimossi. Nella terza sala, alta cinque metri, dominata da una grande libreria degli anni 60, ispirata a un edificio icona progettato da Luigi Caccia Dominioni in piazza Carbonari a Milano, è esposta una preziosa collezione di vasi in ceramica del XX secolo di un’antica manifattura di Gant. Grazie al colto progetto di Vudafieri-Saverino Partners lo shopping di lusso acquista il sapore di un’accogliente domesticità di alto rango.

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The miniature versions of Delvaux’s iconic Brillant di Delvaux bag; “Miniatures Belgitude”. Every bag is named after a Belgian city. Le versioni in miniatura “Miniatures Belgitude” dell'iconica borsa Brillant di Delvaux. Ogni borsa prende il nome da una città belga.

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Delvaux boutique. Milan’s Via Bagutta n.12

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L’Humour, Delvaux, part of the “Les Humeurs de Brillant” special collection, from the Brillant “Black Edition”, available exclusively on request. L’Humour, Delvaux, parte della collezione speciale “Les Humeurs de Brillant” della “Black Edition” di Brillant, disponibile esclusivamente su prenotazione.

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Artist Filippo

Falaguasta

decorated the walls and ceilings; the third room has five-meter ceilings and features an invaluable collection of historic ceramic company Gant’s twentieth century vases

Soffitti e pareti sono decorati dall’artista Filippo Falaguasta e nella terza sala, alta cinque metri, è esposta una preziosa collezione di vasi in ceramica del XX secolo di un’antica manifattura di Gant

Gladiator, Delvaux; limited edition of the Tempête model. Fully crafted from vinyl shavings. Gladiator, Delvaux, edizione limitata del modello Tempête. Realizzata interamente in scaglie di vinile.

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Milan’s Delvaux boutique, designed by Vudafieri-Saverino

Partners, offers the overall feel of a noble apartment, and includes historic pieces by

Caccia Dominioni, Gardella and Lelli

La boutique di Delvaux a Milano, progetto dello studio Vudafieri-Saverino Partners, offre l’atmosfera di un raffinato appartamento dell’alta borghesia con alcuni pezzi storici di Caccia Dominioni, Gardella e Lelli

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HIGHLIGHTS PRODUCT

OSTENDE Ostende by Delvaux, from the limited edition collection “Miniatures Belgitude”; h. 20 x 16 x 11 cm. Available in select Devalux boutiques (since September, 2017). Delvaux, dell’ edizione limitata “Miniatures Belgitude”. Misure h. 20 x 16 x 11 cm. D isponibile presso boutique selezionate Delvaux da settembre 2017. Price upon request - Prezzo su richiesta.

MORE INFO AT:

www.delvaux.com/it/boutique 67


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The Ducasse yacht’s restaurant. Designed by Galante and Lancman, the furnishing was manufactured by Italian company Opinion Ciatti. Il ristorante dello yacht Ducasse. Gli arredi della sala sono realizzati su disegno di Galante e Lancman dall’azienda italiana Opinion Ciatti.

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A FLOATING

R E S TAU RANT Taking a cruise on the Ducasse sur Sein is a unique experience that mixes the top of haute cuisine with a silent voyage down the Seine. The electrically-run, 40 meter yacht by Architect Gerard Ronzatti was specifically designed for world renowned chef Ducasse. While tasting the gourmet, one can feast their eyes on France’s most important monuments. Docked close to the Eiffel tower, Ducasse’s yacht has plenty of windows, a fully-stocked steel kitchen, and every detail designed by Maurizio Galante and Tal Lancman, down to the waiters’ tie clips, has been perfected. The design duo was inspired by the transparent reflections cast by the water. The mirrored, steel reception desk is covered in three-dimensional waves. Behind it, a glass wall encloses silver leaves. Veined chestnut hardwood covers the reception area floor, and a carpet depicting a map of Paris’ neighborhoods surround the Seine covers the dining room floors. A red dot indicates where the boat is anchored. Gold and silver three-dimensional waves also decorate the ceiling, covering Franck Franjou’s LED illumination, designed alongside Galante and Lancman; the team also created the dining room furniture, manufactured by Italian company Opinion Ciatti. They designed all the tableware as well. The display cases in the entryway feature biannual exhibitions, currently dedicated to French tools of the trade. The artisan trade.

Un crociera su Ducasse sur Sein è una esperienza unica che accomuna il piacere della cucina pluri stellata al silenzioso navigare sulla Senna grazie a uno yacht di 40m a propulsione elettrica, creato dall’architetto navale Gerard Ronzatti per il famoso chef Ducasse. Mentre si gustano le prelibatezze gli occhi s’inebriano alla vista dei più importanti monumenti francesi. Ancorato non lontano dalla torre Eiffel, lo yacht di Ducasse è un ristorante con ampie vetrate e con nitide cucine in acciaio super attrezzate arredato in ogni minimo dettaglio, compresi i fermacravatta dei camerieri, da Maurizio Galante e Tal Lancman che si sono ispirati alla trasparenza e ai riflessi dell’acqua. Il banco della reception in acciaio specchiato è decorato da onde tridimensionali. Dietro il bancone della reception una parete in vetro imprigiona delle foglie d’argento. Il pavimento della reception è in legno di castagno venato, mentre per le sale Maurizio e Tal hanno creato un tappeto riproducente la grafia della pianta di Parigi traversata dalla Senna. Un punto rosso identifica la zona dove il battello è all’ancora. Il soffitto è decorato da un motivo a onde tridimensionali, in differenti sfumature d’oro e d’argento che nascondono un sistema d’illuminazione a led, realizzato da Franck Franjou con la collaborazione di Galante e Lancman. Gli arredi della sala ristorante sono realizzati su disegno di Galante e Lancman dall’azienda italiana Opinion Ciatti. Piatti e posate sono anch’essi su disegno di Galante e Lancman. All’ingresso le vetrine sono destinate a esposizioni temporanee biennali. L’attuale è dedicata a una selezione d’attrezzi dell’eccellenza del saper fare alla francese nei vari mestieri d’arte.

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This page, external view of the Ducasse yacht, docked near the Eiffel Tower. Next page: a shot of the yacht at night. In questa pagina. Vista dall’esterno del ristorante dello yacht Ducasse, ancorato poco distante dalla torre Eiffel. Nella pagina successiva. Vista dello yacht Ducasse di notte.

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This page: a view of the Ducasse yacht’s interior. Next page: Franck Franjou, in collaboration with Galante e Lancman, created a three-dimensional wave motif for the restaurant’s ceiling. In questa pagina. Gli interni del ristorante dello yacht Ducasse. Nella pagina successiva. Il soffitto del ristorante è decorato da un motivo a onde tridimensionali realizzato da Franck Franjou con la collaborazione di Galante e Lancman.

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Ducasse’s yacht has plenty of windows, a fully-stocked steel kitchen, and every detail, inspired by the transparent reflections cast by the water, was designed to perfection by Maurizio Galante and Tal Lancman

Lo yacht di Ducasse è un ristorante con ampie vetrate e con nitide cucine in acciaio, arredato in ogni minimo dettaglio da Maurizio Galante e Tal Lancman che si sono ispirati alla trasparenza e ai riflessi dell’acqua

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Pictured: Maurizio Galante and Tal Lancman, the fashion designer and interior designer that created the yacht’s restaurant. Previous page: the Ducasse yacht’s restaurant. In questa pagina. Maurizio Galante e Tal Lancman. Lo stilista e il designer che hanno firmato gli arredi del ristorante dello yacht. Nella pagina precedente. Ristorante dello yacht Ducasse.

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Pictured: Maurizio Galante and Tal Lancman, the fashion designer and interior designer that created the yacht’s restaurant. Previous page: the Ducasse yacht’s restaurant. In questa pagina. Maurizio Galante e Tal Lancman. Lo stilista e il designer che hanno firmato gli arredi del ristorante dello yacht. Nella pagina precedente. Ristorante dello yacht Ducasse.

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#71 DESIGN TOUR Ducasse alongside the yacht’s staff. Lo chef Ducasse insieme allo staff dello yacht.

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Taking a cruise on the Ducasse sur Sein, an electrically-run, 40 meter yacht by architect Gerard Ronzatti, is a unique experience that mixes the top of

haute cuisine with a silent voyage down the Seine

Un crociera su Ducasse sur Sein, lo yacht di 40m a propulsione elettrica creato dall’architetto navale Gerard Ronzatti, è una esperienza unica che accomuna il piacere della cucina pluristellata al silenzioso navigare sulla Senna

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LUISA VIA ROMA Florentine boutique Luisa Via Roma has been on the forefront of leading trends, and the best ways to sell them, from the very beginning. Andrea Panconesi, always been ahead of his time, found a way to reconcile traditional sales with e-commerce: Valentina Ottobri, design curator, called on designer Cristina Celestino to transform the boutique into a home. The elegant interior hosts clothing and accessories surrounded by design icons and contemporary pieces specifically selected for the space, accentuated by original wallpaper, fabrics and carpeting. Beyond Celestino’s undeniable talent for interior design and overall original approach, her idea to make the boutique into a living space reveals an innovative experiment that combines direct sales, withering due to the e-commerce boom, with a sensory experience that exhibits the net difference between a compulsive click and a meditated purchase within the store. For Luisa Via Roma, the stage has been set for an eclectic, trendy way of life that makes avant-garde fashion almost domestic.

La famosa boutique fiorentina Luisa Via Roma, sin dall’esordio anticipatrice di tendenze e di formule di vendita grazie alla lungimiranza di Andrea Panconesi che, in anticipo sui tempi, ha conciliato e-commerce con vendita tradizionale, si è trasformata, grazie alla regia di Valentina Ottobri, curatrice della sezione design, che ha chiamato la designer Cristina Celestino a allestire il negozio alla stregua di una casa abitata. Abiti e accessori si mostrano nella cornice di un interior elegante, arredato con pezzi di design storici, contemporanei e su disegno, curato in ogni dettaglio, caratterizzato da originali accenti decorativi nelle carte da parati, nel tessile e nei tappeti. Al di là dell’indiscutibile talento di Cristina Celestino per l’architettura d’interni e del suo originale approccio al design, l’idea di trasformare una boutique in una casa abitata si rivela un esperimento innovativo in grado di conciliare la vendita diretta, in sofferenza a causa dell’incremento dell’e-commerce, con la componente esperienziale, che fa la differenza tra un clic d’impulso e un acquisto meditato in negozio. Luisa Via Roma, grazie a questo allestimento, racconta uno stile di vita eclettico e di tendenza che rende domestiche le variegate proposte moda d’avanguardia.

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The garments are on display in Luisa Via Roma’s elegant interior spaces. The boutique was turned into an apartment during the holidays thanks to Cristina Celestino’s creative design. Gli abiti si mostrano nella cornice di un interior elegante da Luisa Via Roma, che, per celebrare le festività, trasforma la boutique in una casa abitata. Design cura di Cristina Celestino.

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This page and the previous: the showroom has been decorated with historic and contemporary pieces. Design by Cristina Celestino. In questa pagina e in quella precedente. L’allestimento dello showroom comprende pezzi di design storici e contemporanei. Design a cura di Cristina Celestino.

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Valentina Ottobri, design curator, called on designer Cristina Celestino to transform the renowned Florentine Luisa Via Roma boutique into a home; the innovative experiment combines direct sales, withering due to the e-commerce boom, with a sensory experience

Sotto la regia di Valentina Ottobri, la famosa boutique fiorentina Luisa Via Roma è stata allestita da Cristina Celestino alla stregua di in una casa abitata: un esperimento innovativo che concilia la vendita diretta - in sofferenza a causa dell’incremento dell’ecommerce - con la componente esperienziale

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