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MANIFESTO The Moodboarders is a glance into the design world, capable of capturing, in all of its many facets, what is extraordinary in the everyday. It is a measure of the times. It is an antenna sensitive enough to pick up on budding trends, emerging talents, and overlooked aesthetics. It is an adventure towards discovering the most original creativity. It is a savoury mix of contemporary news acquired through persistent involvement in even in the farthest corners of the design world, as well as an occasional dive into fashion, seeing as the two go hand in hand.
The Moodboarders Magazine è un occhio spalancato sul mondo del progetto, in tutte le sue multiformi declinazioni, capace di cogliere, anche nel quotidiano, lo straordinario. È la misura della temperatura epocale. È l’antenna sensibile capace di captare le tendenze sul nascere, i talenti che sbocciano, le estetiche trascurate. È un viaggio avventuroso alla scoperta delle creatività più originali. È una miscela sapida di notizie contemporanee, recuperate grazie alla frequentazione assidua del mondo del design, conosciuto nelle sue più segrete pieghe e, saltuariamente, in quello della moda, poiché le due discipline si tengono per mano.
www.themoodboarders.com
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CONTRIBUTORS CRISTINA MOROZZI
DOMITILLA DARDI
MELODIE LEUNG
Journalist, critic and art-director on the border between art, fashion
As a historian and curator, I observe design by reading and visiting exhibitions.
Observing, wondering and creating in between of architecture, art and design.
Giornalista, critica e art director sul confine tra design, arte e moda.
Storica e curatrice, osservo e studio il design attraverso libri e mostre.
Tra architettura, arte e design: osservo, mi stupisco, creo.
FRANCESCA TAGLIABUE
LI JUN
Moving above the lines as much as needed, I would love to live in tree house designed by Mies van der Rohe
I’d be surrounded by the rich colors of this world, and continue to push the boundaries of design and art.
Sopra le righe quel poco che basta, vorrei abitare in una casa sull’albero progettata da Mies van der Rohe.
Vorrei essere circodata dal colore pieno di Memphis e continuare spingere i confini di arte e design.
GENNARO ESPOSITO It was 1991, and the only thing I knew for sure was that I would never do what other restaurants were doing. Era il 1991 e l’unica certezza che avevo era che non avrei fatto le stesse cose degli altri ristoranti.
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PETE BREWIS After over a decade of editing design magazines, I’ve taken to the road for a year, traversing the world in search of wonder Dopo un decennio trascorso scrivendo per riviste di design, mi sono messo in viaggio per un anno alla ricerca delle meraviglie del mondo.
EDITORIAL STAFF
CRISTINA MOROZZI
ERIKA MARTINO
LUCA MAZZA
ARIANNA BURECA
GIULIA PACI
MASSIMO LUTTAZI
Editorial Staff
Editorial Staff
NOEMI PATRIARCA
MELISSA MARCHESE
Editor- in-Chief
Graphic Designer
Founder and Managing Editor
Founder and Art Director
Editorial Staff
Translator
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CONT ENTS SOMMARIO
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FASHION IN URUGUAY Uruguayan fashion designer Lucia Benitez’s story reveals how creativity requires no passport and no visas. Lucia came to one of my conferences in Montevideo... La storia della stilista Uruguayana Lucia Benitez rivela come la creatività non abbia bisogno né di passaporti, né di visti. Lucia Benitez è venuta a una mia ...
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GLACE ET CHOCOLATE Nendo designed a new chocolate and ice cream shop in Tokyo; “À Tes Souhaites! Glace et Chocolat” is surprisingly effective. Without abandoning their... Lo studio Nendo ha firmato un nuovo negozio di cioccolato e gelati a Tokyo, “À Tes Souhaites! Glace et Chocolat”, di sorprendente efficacia. ...
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IL MUSEO EFFIMERO DELLA MODA During this past Pitti Immagine Uomo, June 2017, Florence’s Palazzo Pitti finally inaugurated its fashion design museum with its first exhibition... In occasione di Pitti Immagine Uomo (giugno 2017), s’inaugura, finalmente, a Palazzo Pitti di Firenze, il museo della moda con la mostra “Il Museo Effimero...
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UNSCENT GLOVE LOVERS I met Thomasine in Paris during a dinner at her home in Marais, where I was a guest of one of her great admirers, Matteo Cibic; we were only a short... Ho conosciuto Thomasine a Parigi, a una cena a casa sua nel Marais, poco distante dal mio appartamento parigino, invitata dall’eclettico designer Matteo Cibic...
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THE SEAHORSE, AND OTHER WONDERS Fabriano Boutique was established n 2000 as a paper stationary research and development lab. It is part of Gruppo Fedrigoni S.p.A., a business ... Fabriano Boutique, nata nel 2000 come laboratorio di ricerca e sviluppo di prodotti di cartoleria, appartiene al Gruppo Fedrigoni SPA, una realtĂ imprenditoriale...
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I didn’t cling to a thematic fil rouge, instead operating within a selection based on instinctive adhesion,
far more visual than theoretic
Per questa puntata non mi sono attenuta scrupolosamente a un filo rosso, ma ho operato una selezione sulla base di un’adesione istintiva, più visiva che teorica
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EDITORIAL by Cristina Morozzi
L OV E AT FIRST SIGHT Even the Moodboarders took a few days off. The beginning of September brings us back, with a close-up of new design, fashion, applied art and food projects. As always, documenting the latest trends and anything unusual and transversal that surprises. This number, written on the brink of a summer vacation, highlights recent projects, spanning various disciplines, that immediately caught my eye. I didn’t cling to a thematic fil rouge, instead operating within a selection based on instinctive adhesion, far more visual than theoretic.
Anche The Moodboarders si è preso qualche giorno di vacanza. Ritorna all’inizio di settembre per seguire da vicino, come sempre, nuovi progetti nell’ambito del design, della moda, delle arti applicate e del cibo e per documentare quanto fa tendenza, cercando di stupire con l’inedito e il trasversale. Questa puntata, redatta alla soglia delle vacanze, propone eventi e progetti recenti, che hanno catturato, nello spaziare tra le varie discipline, la mia attenzione al primo colpo d’occhio. Non mi sono attenuta scrupolosamente a un filo rosso costituito da una tematica o da un materiale, ma ho operato una selezione sulla base di un’adesione istintiva, più visiva che teorica.
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F A S H I O N Uruguayan fashion designer Lucia Benitez’s story reveals how creativity requires no passport and no visas. Lucia came to one of my conferences in Montevideo in May, my book, “Terrific Fashion” (Sole 24 Ore Cultura, Milan, 2015), in hand, asking for an autograph. I had published one of her garments in it without knowing her, after receiving a photograph of the elaborate creation, which was part of the Dominga collection designed alongside Mercedes Arocena. The photo was one of many sent by Barbara Franchin, the intrepid organizer of Trieste’s annual ITS (International Talent Support), who proved to be a precious resource for my book. ITS, sponsored by Deisel, is dedicated to seeking out upcoming, international talent. Lucia and Mercedes continue to work together in designing experimental collections, as well as collaborating with brands, including Manos Del Uruguay. Being far from the crucial places where fashion dominates brings a very special identity to their masterful creations.
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La storia della stilista Uruguayana Lucia Benitez rivela come la creatività non abbia bisogno né di passaporti, né di visti. Lucia Benitez è venuta a una mia conferenza a Montevideo in maggio con il mio libro “Terrific Fashion” (Sole 24 Ore Cultura, Milano, 2015), dove avevo pubblicato un suo abito, per farselo firmare. A suo tempo, senza conoscerla, avevo ricevuto l’immagine della sua elaborata creazione, appartenente alla collezione Dominga firmata assieme a Mercedes Arocena, da Barbara Franchin - l’intrepida organizzatrice dell’annuale rassegna ITS (International Talent Support) di Trieste dedicata ai nuovi talenti internazionali e sponsorizzata da Diesel, che è stata per il mio libro una fonte preziosa. Lucia e Mercedes continuano a lavorare assieme, firmando collezioni sperimentali, ma anche collaborando con marchi come Manos Del Uruguay. L’essere lontane dai punti nevralgici della moda conferisce alle loro creazioni, realizzate con grande maestria, un’impronta molto speciale.
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On this page and the previous pages, garments inspired by origami techniques. Lucia Benitez and Mercedes Arocena. In questa pagina e nelle precedenti: abiti ispirati alla tecnica degli origami, di Lucia Benitez e Mercedes Arocena.
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Uruguayan fashion designer Lucia Benitez’s story reveals how creativity requires no passport and no visas
La storia della stilista Uruguayana Lucia Benitez rivela come la creatività non abbia bisogno né di passaporti, né di visti
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The Dominga Collection by Lucia Benitez e Mercedes Arocena won the “Dinamica Eco Chic Award” for the best use of natural, ecological products. La collezione Dominga, di Lucia Benitez e Mercedes Arocena ha ottenuto il premio “Dinamica Eco Chic Award” per la miglior realizzazione fabbricata con prodotti naturali ed ecologici.
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Lucia and Mercedes’ collection is based on origami techniques, using folded, rectangular cuts of fabric. La collezione di Luci e Mercedes si basa sulla tecnica degli origami, realizzati sotto forma di piegature del tessuto e con l’uso di rettangoli di stoffa.
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Being far from the crucial places where fashion dominates brings a very special identity to Lucia and Mercedes’ masterful creations
L’essere lontane dai punti nevralgici della moda conferisce alle creazioni di Lucia e Mercedes un’impronta molto speciale
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Nendo designed the store with a palate ranging from browns to beiges, like those found in varying flavours of ice cream. Photo, Takumi Ota. Il negozio firmato dallo studio Nendo è dominato da una gamma di tonalità del marrone scuro e del beige, tipici dei cremini di cioccolato. Foto di Takumi Ota.
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GLACE et CHOCOLAT Nendo designed a new chocolate and ice cream shop in Tokyo; “À Tes Souhaites! Glace et Chocolat” is surprisingly effective. Without abandoning their minimalistic identity, they utilized colours ranging from deep browns to beige, imitating those found in layers of ice cream, to cover the undulating walls with an unending, analogically immediate stripe pattern; the effect is enough to make one’s mouth water. The counter, filled with cases containing various delicacies, is cream coloured, and above it hang black conical suspension lamps. The desserts are displayed in impeccable order in the counter’s case, illuminated by tiny spotlights (resembling insects found in natural science museums). The rigourous installation mimics that of a jeweller more than a pastry shop, but the ever-present colour palette brings “taste” to the space. Nendo’s latest project is another example of their narrative, expressive talent of maintaining the concision of a purist approach.
Lo studio Nendo ha firmato un nuovo negozio di cioccolato e gelati a Tokio, “À Tes Souhaites! Glace et Chocolat”, di sorprendente efficacia. Nendo, senza abdicare all’impronta minimalista e utilizzando una gamma di tonalità dal marrone scuro al beige, tipiche dei cremini a strati, ha rivestito le pareti curve dello spazio con un motivo rigato continuo che fa venire l’acquolina in bocca, tale è l’immediatezza dell’analogia. Il banco dove sono disposte le teche in cristallo contenenti la varietà dei dolci è tinteggiato in un morbido color crema. Sopra il banco sono allineate delle lampade a sospensione essenziali, dotate di un diffusore conico nero. I dolci, ordinatamente allineati nella vetrina del bancone, sono illuminati con piccoli faretti puntati, come gli insetti nei musei di scienze naturali. Il rigore dell’impianto suggerisce un’oreficeria, più che una pasticceria, ma a solleticare il gusto provvede la gamma cromatica, grande protagonista dello spazio. Con questo recente progetto Nendo fornisce una prova ulteriore del proprio talento, in grado di esprimersi narrativamente, mantenendo la concisione di un approccio purista..
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The walls’ curves direct visitors through the store, and create a warm, inviting feel to the compact space. Photo, Takumi Ota. Le curvature delle mura guidano i visitatori nel negozio, e creano all’interno un effetto caldo e avvolgente, grazie anche alla compattezza dell’ambiente. Foto di Takumi Ota.
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#57 - LOVE AT FIRST SIGHT Photo, Takumi Ota. Foto di Takumi Ota.
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Nendo utilized colours ranging from deep browns to beige, imitating those
found in layers of ice cream, to cover the undulating walls with an unending, analogically immediate stripe pattern; the effect is enough to make one’s mouth water
Utilizzando una gamma di tonalità dal marrone scuro al beige, tipiche dei cremini, Nendo ha rivestito le pareti del negozio con un motivo rigato che fa venire l’acquolina in bocca, tale è l’immediatezza dell’analogia.
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On this page and next, two views of the counter. Photo, Takumi Ota. In questa pagina e a destra, due scatti del bancone. Foto di Takumi Ota.
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Details of the store’s pavement and walls, exhibiting the range of browns to beiges utilized in the design. Photo, Takumi Ota. Particolari del pavimento e delle mura del negozio, caratterizzati dalle tonalità del beige e del marrone. Foto di Takumi Ota.
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IL MUSEO EFFIMERO DELLA MODA During this past Pitti Immagine Uomo, June 2017, Florence’s Palazzo Pitti finally inaugurated its fashion design museum with its first exhibition, created by Olivier Saillard, who has been the director of Paris’ fashion museum, Palais Galliera, since 2010. The exhibition represents the initial nucleus of the new Florentine museum, with 18 lavish rooms filed with iconic garments chosen from among 8000 belonging to the permanent Palazzo Pitti collection, spanning from the 1500’s to the present. The scene was set by Saillard himself, giving new life to the unique placement of the garments and accessories. Fashion comes alive when worn, and its natural stage is the runway; once resting on the shoulders of rigid mannequins and enclosed in glass cases, garments appear irredeemably dated, in a dust-covered alcove that instead of standing witness to creativity and sartorial capacity, become mummified objects that lose their power of seduction. Saillard avoided this practice, placing clothing and accessories haphazardly arranged amongst the mannequins, left on chairs, hanging on clotheslines, strewn on ironing boards…as if they were left by a fashion addict as they undressed to nap or to change, without bothering to put them back in the wardrobe. The installation gives the visitor the impression of suddenly finding themselves in a dandy’s closet, no longer an onlooker in an exhibition, but the spectator of a private moment captured by an indiscreet eye.
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In occasione di Pitti Immagine Uomo (giugno 2017), s’inaugura, finalmente, a Palazzo Pitti di Firenze, il museo della moda con la mostra “Il Museo Effimero Della Moda”, ideata da Olivier Saillard, direttore dal 2010 del Palais Galliera, il museo parigino della moda. L’esposizione, destinata a costituire il primo nucleo del nuovo museo fiorentino, allestita in 18 sfarzose sale, propone una rassegna di capi iconici selezionati tra circa gli ottomila pezzi della collezione permanente di Palazzo Pitti, che spaziano dal 1500 sino ai giorni nostri. L’allestimento, ideato dallo stesso Saillard, presenta abiti e accessori in modo inedito, restituendo loro un afflato di vita. La moda vive indossata e il suo naturale palcoscenico sono le sfilate; esposta nei musei, su rigidi manichini, chiusa in teche di vetro appare irrimediabilmente datata, un reperto polveroso, più che testimonianza di creatività e abilità manifatturiera, perdendo la sua seduzione per diventare oggetto mummificato. Saillard non ha museificato abiti e accessori ma accanto a quelli su manichini ne ha disposti vari nelle sale, abbandonati sulle sedie, appesi agli stendini, poggiati sulle assi da stiro… come se qualche fashion addict si fosse appena spogliato, per coricarsi, o per cambiarsi, senza curarsi di riporre l’abito nell’armadio. Il concetto espositivo e l’allestimento suggeriscono al visitatore l’impressione d’essersi introdotto di soppiatto nel guardaroba di un dandy; d’essere spettatore, non di una mostra, ma di un momento di vita privata, catturato da un occhio indiscreto.
Evening gown, Yoshi Yamamoto, 2005. Abito da sera rosso, Yoshi Yamamoto, 2005
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Left, red dress. On this page, Olivier Saillard; Photo, Aka Studio. A sinistra, abito rosso. In questa pagina, Olivier Saillard, foto di Aka Studio.
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Close-up of a boot, Il Museo Effimero della Moda exhibition. Particolare di stivale, in mostra a Il Museo Effimero della Moda.
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Il Museo Effimero Della Moda, created by Olivier Saillard, uses the unique
placement of the garments and accessories; left on chairs, hanging on clotheslines, strewn on ironing boards…as if they were left by a fashion addict as they undressed without bothering to put them back in the wardrobe
Il Museo Effimero Della Moda, mostra ideata da Olivier Saillard, presenta abiti e accessori in modo inedito; accanto a quelli su manichini ne ha disposti vari nelle sale, abbandonati sulle sedie, appesi agli stendini, poggiati su assi da stiro… come se qualche fashion addict si fosse appena spogliato, senza curarsi di riporre l’abito nell’armadio.
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This page: Womens’ yellow boots, 1870 ca. Palais Galliera, Photo, Katerina Jebb. Next page: Comme des Garçon, red jacket, spring/summer 2015; Palais Galliera collection. In questa pagina: Stivali da donna gialli, 1870 ca, Palais Galliera, foto di Katerina Jebb. Nella successiva: Comme des Garçon, giacca rossa, primavera-estate 2015, collezione Palais Galliera.
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The Fashion Museum, a view of the exhibition. Photo, AKAStudio-Collective. Il museo della Moda, uno scatto dell’esposizione. Foto AKAStudio-Collective.
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Top left, clockwise: Wig, Italian production, 1920; close-up of cartouche, Salvatore Ferragamo bootie, donated by the Ferragamo family; Giuseppe Franceschini, Italian production, Florence; The Museo Effimero della Moda, Palazzo Pitti. Dall’alto a sin, in senso orario: manifattura italiana, parrucca, 1920; particolare di cartiglio; stivaletto Salvatore Ferragamo, dono famiglia Ferragamo; manifattura italiana, ditta Giuseppe Franceschini, Firenze. Il Museo Effimero della Moda, Palazzo Pitti. 39
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Gras Haute couture, 1960, wedding dress. Dorothy Mc Gowan, Palais Gallera. Gras Haute couture, 1960, vestito da sposa, Dorothy Mc Gowan, Palais Gallera.
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The installation gives the visitor the impression of suddenly finding themselves in a dandy’s closet, no longer an onlooker in an exhibition, but the spectator of a private moment
Il concetto espositivo e l’allestimento suggeriscono al visitatore l’impressione d’essersi introdotto di soppiatto nel guardaroba di un dandy; d’essere spettatore, non di una mostra, ma di un momento di vita privata.
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I met Thomasine in Paris during a dinner at her home in Marais, where I was a guest of one of her great admirers, Matteo Cibic; we were only a short distance from my own Parisian apartment. I saw her again in Florence in June during the Pitti Immagine Uomo, where she was presenting her exhibition of artistic “Unscent Gloves”. The collection is the result of the unexpected collaboration with Intertrade Group, who produce high-end personal and home fragrances; they also also worked with Cibic on a collection of glass infusers during the Pitti Immagine week. Thomasine is no stranger to collaborations with high-end brands, and uses her creativity and sensitivity to colour to create haute couture gloves in endless chromatic possibilities. Her relationship with Intertrade helped her perfect her velvety leather creations with special perfumes developed by the fragrance company. A gloved-handshake is no longer a tactile pleasure, but an olfactive experience, bringing life to a communion of the senses sought after by the most refined artistic experiences.
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Ho conosciuto Thomasine a Parigi, a una cena a casa sua nel Marais, poco distante dal mio appartamento parigino, invitata dall’eclettico designer Matteo Cibic, suo grande estimatore. L’ho rincontrata a Giugno a Pitti Immagine Uomo, a Firenze, dove ha presentato la mostra “Unscent Gloves”, una imprevista collaborazione tra i suoi guanti artistici e Intertrade Group, produttore di essenze per la persona e per l’ambiente, anch’esso presente a Pitti Immagine con diffusori in vetro creati da Matteo Cibic. Thomasine, che collabora anche con importanti brand del lusso, esprime il suo senso del colore e la sua creatività, creando guanti couture, in una raffinata gamma di colori. Grazie al rapporto con Intertrade, Thomasine ha perfezionato il suo progetto, solleticando con i suoi originali guanti, realizzati in vellutati pellami, anche l’olfatto, mediante speciali profumazioni messe a punto da Intertrade. Una stretta di mano guantata diventa non solo un piacere tattile, ma anche un’esperienza olfattiva, dando vita a quella comunione dei sensi che le più raffinate esperienze artistiche perseguono.
U N S C E N T GLOVE LOVERS
Ph. Benjamin Taguemount.
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Above, a view of the exhibition. Below, Thomasine sets up a “bouquet” of her creations. Photo, Daniele Fragale. In alto, scatto della mostra. In basso, Tomasine mentre allestisce un “bouquet” con le sue creazioni. Foto di Daniele Fragale.
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The colour combinations, patterns and closures highlight Thomasine’s knowledge of luxury artisan techniques, as well as her attention to detail. Photographer Benjamin Taguemount. Le combinazioni di colori, fantasie e chiusure dimostrano le conoscenze tecniche di Thomasine e la sua attenzione per l’artigianato di lusso. Fotografia di Benjamin Taguemount.
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On display: Istanbul gloves, hand-crafted by Thomasine. Photo, Daniele Fragale. In esposizione, guanti Istanbul, creati a mano da Thomasine. Foto di Daniele Fragale.
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I saw Thomasine again in Florence during the Pitti Immagine Uomo, where she was presenting her exhibition of artistic Unscent Gloves. The collection is the result of the unexpected collaboration with Intertrade Group, who produce high-end personal and home fragrances
Ho rincontrato Thomasine a Firenze, in occasione di Pitti Immagine Uomo. Qui ha presentato la mostra Unscent Gloves, un’imprevista collaborazione tra i suoi guanti artistici e Intertrade Group, produttore di essenze per la persona e l’ambiente. Jardin d’Hiver Couture: 4-meter tall gloves made of Bodin-Joyeux Lambskin and YKK zippers. Photographer Benjamin Taguemount. Jardin d’Hiver Couture: guanti di 4 metri in Bodin-Joyeux Lambskin e con chiusure lampo YKK Fotografia di Benjamin Taguemount
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Thomasine’s creations, captured by photographer Benjamin Taguemount. Alcune delle creazioni di Thomasine, ritratte in uno scatto di Benjamin Taguemount.
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A gloved-handshake is no longer a tactile pleasure, but an olfactive experience, bringing life to a communion of the senses sought after by the most refined artistic experiences
Una stretta di mano guantata diventa non solo un piacere tattile, ma un’esperienza olfattiva, dando vita a quella comunione dei sensi che le piÚ raffinate esperienze artistiche perseguono.
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HIGHLIGHTS PRODUCT
PARIS GLOVES The leather Paris Gloves have an exquisite spiral design that encircle the wrist, showing both colours used. Designed by Thomasine in Pais. € 350,00 I guanti di pelle Paris hanno un bellissimo design, dato dalla spirale che si muove elegantemente con il polso dell’indossatore e mostra entrambi i colori del guanto. Disegnati a Parigi da Thomasine € 350,00
SHOP AT:
www.thomasinegloves.com
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THE SEAHORSE
AND OTHER WONDERS Fabriano Boutique was established n 2000 as a paper stationary research and development lab. It is part of Gruppo Fedrigoni S.p.A., a business that produces products that unite Italian artisan traditions with the creativity of noted designers, graphic designers and illustrators alike; they ship all around the world. Curator Adelaide Corbetta’s “Fabriano Ospita” project, in its 23rd edition, exhibits temporary installations in Fabriano stores, each dedicated to artists’ unique renditions of paper products. Fulvia Mendini was featured in Milan’s boutique during the month of June, with a limited-edition collection of 10 cards to be sold throughout the company’s Italian boutiques, including Florence, Rome, Venice and Verona, as well as in Paris, London, Geneva, and Munich. Fulvia designed a brightly coloured bestiary with minute brushstrokes, revealing an original approach in uniting meticulousness and precision to the impactful, expressive pop matrix.
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Il cavalluccio e altre meraviglie. Fabriano Boutique, nata nel 2000 come laboratorio di ricerca e sviluppo di prodotti di cartoleria, appartiene al Gruppo Fedrigoni SPA, una realtà imprenditoriale che produce in Italia ed esporta in tutto il mondo prodotti che uniscono alla tradizione artigianale italiana la creatività di noti designer, grafici e illustratori. “Fabriano Ospita” è un progetto, curato da Adelaide Corbetta e giunto alla sua 23 esima edizione, di esposizioni temporanee nei negozi Fabriano, dedicate a creativi che interpretano la carta ciascuno con la propria impronta. Nel mese di giungo 2017 la boutique di Milano ha ospitato la mostra di Fulvia Mendini, che ha realizzato anche una nuova collezione di 10 Cards, in tiratura limitata, distribuita in Italia nelle boutique del marchio di Milano, Firenze, Roma, Venezia e Verona e nei negozi di Parigi, Londra, Ginevra e Monaco. Con la sua pennellata minuziosa Fulvia ha disegnato un bestiario fantastico in colori fluo, rivelando l’originalità del suo approccio, capace di unire la minuziosità e la precisione dei codici miniati a una carica espressiva di matrice pop.
Fulvia Mendini, Il Cavalluccio Marino. Fulvia Mendini, Il Cavalluccio Marino.
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Fabriano Ospita project, in its 23rd edition, exhibits temporary installations dedicated to artists’ unique renditions of paper products
Fabriano Ospita è un progetto, giunto alla sua 23 esima edizione, di esposizioni temporanee dedicate a creativi che interpretano la carta
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Fulvia Mendini, La Farfalla.
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This page: Fulvia Mendini, Il Pappagallo La Farfalla La Libellula, Lo Scarabeo.Right: Il Colibrì. In questa pagina: Fulvia Mendini, Il Pappagallo, La Farfalla, La Libellula, Lo Scarabeo. A destra: Il Colibrì.
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Fulvia Mendini designed a brightly coloured bestiary, revealing an original approach in uniting meticulousness and precision to the impactful, expressive pop matrix
Fulvia Mendini ha disegnato un bestiario fantastico in colori fluo, rivelando l’originalità del suo approccio, capace di unire la minuziosità e la precisione dei codici miniati a una carica espressiva di matrice pop
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HIGHLIGHTS PRODUCT
LA FENICE Fulvia Mendini’s collection of 10 cards are hand crafted and sold individually for € 300. Le 10 cartoline della collezione di Fulvia Mendini sono pezzi unici e vendute a 300€ l’una.
MORE INFO AT:
www.fulviamendini.com
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From May to September
Summer Gallery Porto Cervo Promenade du Port - Via Aga Khan, 1 07021 Porto Cervo (OT), Sardegna 62
+39 0789 94219, mobile +39 3460660248 portocervo@rossanaorlandi.com