Claire Schvartz
Una notte all’Insect Hotel
Traduzione Eleonora Armaroli
Dopo aver passato delle splendide vacanze in Termitia, per la famiglia Buzman è giunto il momento di tornare a casa.
Il mattino della partenza, la radio annuncia l’arrivo di una tempesta. C’è un tempo così brutto da non mettere fuori nemmeno un’antenna.
Ma non importa, pallette di sterco e passeggeri sono pronti: si parte!
La fedele automobile macina chilometri, evita rami e burroni, lotta contro il vento.
Non si vede nulla. Il papà mangia un po’ di sterco per rilassarsi.
Un fulmine rimbomba e, di colpo, un gambo gigantesco si abbatte sul cofano! La famiglia è bloccata, bagnata, impaurita...
Per fortuna, in lontananza, si intravede una luce. È bella, è lampeggiante, c’è scritto: “Benvenuti all’Insect Hotel”.
Una volta arrivati, che grande frenesia! Tutti vogliono una camera. Bagagli in ogni dove, mille zampette affaccendate, ascensori pieni stipati.
Alla fine il direttore riesce a trovare una camera per la famiglia. Unico problema: è davvero minuscola, perché è pensata per insetti di piccola taglia.
Davanti alla porta, il direttore aggiunge, con voce grave: “Mi raccomando, restate al caldo. Di sera succedono cose bizzarre, si dice che una creatura gigante e spaventosa infesti i corridoi...”.