gennaio 2013 ₏ 3,00
041 fotoreportage urbano
una scuola ben fatta
≈ Polifemo è un’associazione di fotografi
professionisti con base a Milano, che si propone di diffondere la cultura dell’immagine e della comunicazione visiva.
fotoreportage urbano | a cura di | polifemo | www.polifemo.org
una scuola ben fatta
I volontari scrivono alla lavagna frasi facili da imparare a memoria, utili anche per trovare lavoro. 16
| 041 | gennaio 13
| fotografie | andrea ciprelli
Ogni sabato adulti e bambini di un campo rom di torino si ritrovano dietro ai banchi. Per dimostrare che il popolo del vento non è quello degli ignoranti.
A
lavori ultimati, è stato un bambino a battezzarla: “Questa sì che è una scuola ben fatta!”. Perché somiglia incredibilmente alle “case” che popolano il campo rom di via Lungo Stura Lazio, a Torino. “Una baracchina in lamiera dove se piove forte la porta non si apre e in agosto si trasforma in un forno”. Andrea Ciprelli ha iniziato a frequentare la scuola un anno e mezzo fa, munito di macchina fotografica. Voleva raccontare gli alunni che ogni sabato, dalle 13 alle 16, si siedono tra banchi: i bambini, ma soprattutto i sette-otto adulti che vanno lì per imparare a parlare e scrivere bene in italiano. “Si comincia con una breve presentazione, poi si prosegue traducendo i nomi degli attrezzi: martello, pinza -racconta Andrea-, con le frasi più comuni per chi cerca lavoro in un cantiere edile: sposta il camion, passami la scala, ...”. In cattedra -si fa per dire- Nelu, un mediatore culturale di origine rom ro-
mena, e Marilena, una volontaria. “Il terzo -scherza il fotografo- sono io”. Messa da parte la macchina fotografica, infatti, Andrea ha continuato a far parte del gruppo. La scuola ben fatta è nata nel 2010 per accogliere le mamme con i bimbi, una sorta di doposcuola, in un campo di sosta dove vivono oltre 900 persone. “Negli anni però si è trasformata -spiega Carla Osella, presidente di Aizo, associazione onlus che si occupa di rom e sinti, ed è responsabile del progetto-, sono arrivati gli uomini e con loro l’esigenza di sentirsi realmente cittadini italiani”. Superando di fatto un luogo comune piuttosto diffuso “che vuole il popolo del vento ignorante e incapace di integrarsi nella vita del paese ospitante, nonché diffidente nei confronti della scrittura”. Ed è proprio sulla penna che scorre sul foglio che Andrea ha deciso di fermarsi, con il suo obiettivo.
Come gli altri adulti del campo, anche Custica vive cercando tra i rifiuti ferro e rame da rivendere. Quando c’è lezione, però, sospende ogni attività e, chino sul quaderno, si impegna a fondo per imparare l’italiano.
| 041 | gennaio 13
17
Nelu, il mediatore culturale, si occupa anche della formazione dei bambini, con un doposcuola dove fare i compiti, divertirsi e preparare i regali per la festa della mamma.
All’interno della baracchina c’è anche uno scaffale dove prendere in prestito libri per l’infanzia, semplici da leggere anche per i grandi.
18
| 041 | gennaio 13
| fotoreportage urbano
Andrea Ciprelli Ventisette anni, torinese, fa parte del collettivo di fotogiornalisti Asacube. Fotografo e docente, da tre anni organizza a Torino con l’associazione “Il bandolo” un laboratorio rivolto a persone con disagio mentale. Un anno e mezzo fa, grazie al progetto
che vedete in queste pagine, si è avvicinato alla realtà del campo sosta di Lungo Stura Lazio dove ha realizzato, con il supporto di Aizo rom e sinti onlus, un corso di fotografia rivolto ad adolescenti di origine rom. I suoi reportage sono pubblicati sul sito andreaciprelli.it.
I bambini accolgono con gioia Nelu e sua moglie Marilena, una volontaria che ha conosciuto quando abitava nel campo.
| 041 | gennaio 13
19