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La montagna di draghi

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Ringraziamenti

Grazie, Agathe, per avermi presentato François.

M. P.

Grazie a Nour Ghena per avermi aiutato senza preavviso.

F. M.

Mappa delle Contrade

Terre aride
L’Abisso brumoso
Isola delle streghe
Foresta delle Sirti
Castello di Sinno
Boschetto degli uccelli
Il Guardiano di pietra
Casa di Oxalis
Lago del Gigante

Montagna Tempestosa

Il villaggio lassù

Il passaggio proibito

L’Addormentato

La Conca

Giardino di quarzo

Gli specchi galleggianti

Torre nera
Mulino della pianura

Il favoloso indice di

Mappa nascosta delle Contrade

CAPITOLO 1 Gli strangigli ....................................... P. 9

2 Julius ................................................... P. 13 CAPITOLO 3 L’uovo .................................................. P. 19 CAPITOLO 4 Favoloso ..............................................

25 CAPITOLO 5 Lo specchio ..........................................

7 Kadi! ....................................................

8 L’isola ..................................................

CAPITOLO 9 La regina .............................................

10 La gabbia ............................................

67 CAPITOLO 11 Nel profondo ....................................... P. 77 CAPITOLO 12 Maigafono ............................................

81 CAPITOLO 13 Il legame ..............................................

CAPITOLO 14 La Tempestosa .....................................

CAPITOLO 15 La stanza ..............................................

Gli strangigli

Ogni giorno, quando sorge il sole sulle Contrade, il mago Oxalis

prende il suo librone di stregoneria, chiude gli occhi e apre una pagina a caso.

“Pozione dell’invisibilità”, esclama quella mattina, battendo l’indice con aria soddisfatta sulla carta ingiallita.

Poi va a svegliare le nipoti, che dormono ancora profondamente.

“FORZA, GIÙ DAL LETTO!” urla, entrando nella loro stanza.

Euforbia si nasconde sotto la coperta, Salicornia invece apre un occhio e chiede:

“Che ore sono?”.

CAPITOLO 1

“È l’ora di andare a raccogliere”, risponde Oxalis.

“Io voglio dormire”, si lamenta Euforbia, che ha di nuovo passato la notte immersa nei suoi testi di magia.

Per lei, alzarsi presto è una vera tortura.

“Raccogliere cosa, stavolta?” domanda la sorella, strofinandosi la punta del naso.

Lo zio è un po’ troppo mattiniero per i suoi gusti, ma la curiosità finisce sempre per avere la meglio.

“Foglie di strangiglio!” esclama il mago.

“Oh no!” protesta Euforbia da sotto la coperta. “Io odio gli strangigli. Mi hanno già morso due volte…”

Lo strangiglio è la pianta carnivora più cattiva che si possa trovare in giro. I suoi fiori, particolarmente aggressivi, sono in grado di ingoiare prede grandi quanto una pantegana.

“E poi hanno un sapore orribile”, dice Salicornia disgustata.

“Ci serviranno anche delle felci e della corteccia di quercia blu”, aggiunge Oxalis.

Euforbia si tira su a sedere di colpo, facendo volare la coperta sul pavimento.

“Strangiglio, felce e quercia blu… Una pozione dell’invisibilità! È così, zio Oxa? Stiamo per preparare una pozione dell’invisibilità?”

Oxalis sorride, fiero delle sue intelligentissime nipoti. Imparano così in fretta che già realizzano incantesimi che pochi maghi sono in grado di padroneggiare.

Fra qualche anno Salicornia ed Euforbia diventeranno le streghe più potenti delle Contrade, e forse anche oltre.

Se tutto andrà come previsto, pensa il mago.

Perché a volte a preoccuparlo è il carattere ombroso di Euforbia. In un angolo segreto della sua mente, Oxalis teme che un giorno la nipote possa essere attirata dalla magia nera.

Julius

L’unico modo per raccogliere le foglie degli strangigli senza

lasciarci le dita è sorprenderli nel sonno. Salicornia si avvicina alla pianta con passo felpato e, con l’aiuto di una lama ben affilata, ne recide alcune foglie. Grazie a una sequenza di gesti lenti e precisi riesce a non farsi mai mordere.

Ma all’improvviso, lo strangiglio ha un sussulto. Il fiore ringhia, comincia a digrignare i denti... Salicornia si blocca, immobile come una statua.

CAPITOLO 2

Poi, piano, pianiiiissimo, come se la sua voce fosse soltanto un soffio di vento, intona la ninna nanna che Oxalis cantava a lei e a Euforbia quando erano bambine. La pianta ringhia di nuovo, spalanca le fauci e fa scattare due volte le mascelle a vuoto - clac! clac! - poi si riaddormenta all’istante, mettendosi persino a russare.

Questa volta c’è mancato davvero poco…

“Ahi!” grida Euforbia. “Pianta schifosa!”

“Shhh!” fa Salicornia.

“Non zittirmi!” ribatte la sorella.

“Zittisco chi mi pare e piace. E ti ricordo che sono la maggiore.”

“Pfff, la maggiore... Sei solo una prima bozza. Sono io il vero capolavoro di mamma e papà”, la sbeffeggia Euforbia.

“Ritira subito quello che hai detto!” esclama Salicornia, brandendo la bacchetta magica con fare minaccioso.

“E se non lo faccio?” risponde Euforbia, tirando a sua volta la bacchetta fuori dalla tasca.

Il loro battibeccare risveglia definitivamente gli strangigli. Mentre le due sorelle si affrontano, decine di mascelle cominciano a scattare tutto intorno a loro...

“Ahi! Ouch! Lasciatemi in pace, bestiacce!” esclama qualcuno dai cespugli.

All’improvviso dai rovi sbuca uno sconosciuto, che saltella sul posto e geme dal dolore.

“Fermo dove sei!” gridano in coro le due sorelle, puntandogli contro le bacchette.

Il ragazzo sobbalza e leva un braccio in aria. Con l’altro stringe a sé un papero dalle piume bianche. Sulla sua mano destra, Euforbia nota i quattro segni scarlatti tipici dei morsi di strangigli.

“Chi sei?” domanda Salicornia.

“Io... io mi chiamo Julius”, balbetta il ragazzo.

“Quaack”, fa il papero.

“E lui”, aggiunge Julius, accarezzando la testa al pennuto, “è Brioche.”

“Quaack quaack!” si presenta Brioche.

Salicornia nota l’enorme zaino che Julius porta sulla schiena. “Che ci facevi tra i cespugli? Ci stavi spiando?” chiede.

“Rispondi!” insiste Euforbia.

“Andavo a passeggio, tutto qui”, replica Julius, e poi comincia a piagnucolare.

“Nessuno se ne va a passeggio da queste parti senza motivo”, ribatte Salicornia.

Tutti sanno quanto sia pericolosa la foresta delle Sirti: a ogni passo puoi incappare in un troll a caccia, in un accampamento di goblin o in una banda di briganti pronta a derubarti.

“E che cosa tieni lì dentro?” domanda Euforbia indicando con la bacchetta lo zaino di Julius.

“Niente”, risponde lui.

Poi aggiunge:

“Del cibo, delle calze sporche e qualche libro...”

“Non è vero”, ringhia Salicornia.

Fin dalla nascita, la piccola strega possiede un dono molto speciale: è impossibile mentirle. Questo dono, però, è al tempo stesso una maledizione, perché funziona anche all’inverso: Salicornia non riesce a dire nemmeno una minuscola bugia.

“Tu e il tuo papero venite con noi”, sentenzia Euforbia. “Vedremo cosa ne pensa Oxalis...”

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