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Api

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Ilaria Faccioli Emanuele Gipponi

Un viaggio dentro e fuori dall’alveare

INDICE

IMPARARE DALLE API

LA VITA NELL’ALVEARE

I membri della famiglia

God save the queen - La regina

Girl power - L’operaia

Playboy fannullone - Il fuco

Trova la regina!

I SUPERPOTERI DELLE API

Piccole ma geniali

Grandi architette

Tecniche di autodifesa

Meglio di un climatizzatore

Riconosci gli elementi del favo

SISTEMI DI COMUNICAZIONE

Let’s dance! - La danza delle api

Me ne vado di casa! - La sciamatura

Viva la democrazia! - Il processo decisionale

IL CICLO DELLE STAGIONI

Inverno

Primavera Estate

Autunno

Sono un’ape, non una vespa!

I prodotti dell’alveare

NON SOLO MIELE

Propoli

Cera

Polline

Pane d’api

Pappa reale

Miele

Un gran lavoro di squadra

Dal nettare al vasetto

Il custode dell’alveare

I sapori del miele

La biodiversità

L’INTRECCIO DELLA NATURA

Olimpiadi degli impollinatori

Un viaggio lungo fino alla Luna

Cosa mangeremmo se sparissero gli impollinatori?

150 milioni di anni fa...

... il mondo si colora

L’arte della seduzione

UN HABITAT SEMPRE PIÙ A RISCHIO

Pesticidi

Urbanizzazione

Clima

Monocolture

Api di città

Osserva Sperimenta Impara

Il mandala dell’alveare

Le api intorno a te

Nutriamo le api

Una casa per api solitarie

Come un vero sommelier

Come un vero chef

Come un vero pasticciere

GLOSSARIO

I MEMBRI DELLA FAMIGLIA

Più grande rispetto alle operaie e ai fuchi, ha l’addome allungato e affusolato, utile per deporre le uova. È l’unica ape fertile della colonia. Il suo ruolo è la riproduzione: dopo il volo nuziale, che avviene una volta sola e durante il quale si accoppia con fuchi provenienti da altre colonie, deporrà uova ogni giorno per il resto della vita.

LONGEVITÀ 5 anni

LA PIÙ LONGEVA DELLA COLONIA

PUNGIGLIONE SÌ

DEPOSIZIONE 2 mila

REGINA OPERAIA FUCO

LISCIO. USATO SOLO CONTRO ALTRE REGINE

UOVA DEPOSTE AL GIORNO

VOLO 25 km/h VELOCITÀ MASSIMA

Più piccola ma molto più robusta rispetto alla regina e al fuco. Ha un corpo compatto con ali proporzionate, adatte a voli prolungati. Le zampe hanno una struttura a “spazzola” per raccogliere il polline, e possiede ghiandole per produrre cera. A seconda dell’età è in grado di svolgere diverse mansioni all’interno dell’alveare.

LONGEVITÀ

1 mese

SCALA 1:1

PRIMAVERA/ ESTATE 5/6 mesi

AUTUNNO/ INVERNO

PUNGIGLIONE

SEGHETTATO. SOLO PER DIFESA

VOLO

25 km/h

VELOCITÀ MASSIMA

RAGGIO D’AZIONE 10 km

DISTANZA MASSIMA DALL’ALVEARE

Rispetto all’operaia, ha una corporatura più grande e tozza, con occhi grossi. Le sue ali sono proporzionate al corpo, ma non è particolarmente agile nel volo prolungato. Non partecipa alle attività quotidiane dell’alveare, ma ha un ruolo cruciale nella riproduzione: durante il volo nuziale si accoppia con la regina, garantendo continuità alla specie.

LONGEVITÀ 2/3 mesi

PRIMAVERA/ ESTATE

PUNGIGLIONE NO NON POSSIEDE IL PUNGIGLIONE

VOLO 30 km/h

VELOCITÀ MASSIMA

Regine e operaie all’inizio sono tutte uguali. Si sviluppano entrambe da uova fecondate ma il loro destino dipende dall’alimentazione: se una larva è nutrita esclusivamente con

LA REGINA DEPONE L’UOVO FECONDATO

pappa reale, si trasforma in regina. I fuchi, invece, nascono da uova non fecondate deposte in celle leggermente più grandi rispetto a quelle delle operaie.

LA REGINA DEPONE L’UOVO FECONDATO

NUTRIMENTO:

GIORNI
GIORNI
GIORNI

GOD SAVE THE QUEEN

LA REGINA

Come una vera sovrana, è accudita costantemente: protetta, pulita e assistita in ogni suo bisogno. Senza le ancelle reali non sarebbe nemmeno in grado di nutrirsi da sola. Ma c’è una cosa che sa fare davvero bene: deporre uova, un sacco di uova! Può arrivare a farne fino a 2.000 al giorno. Questo permette alla comunità di restare forte e di affrontare meglio le avversità.

Il feromone: un dominio invisibile Per mantenere l’ordine e il controllo sociale sulla famiglia, la regina rilascia un segnale chimico potente, il feromone reale. È una forma di comunicazione silenziosa, ma fondamentale: grazie a questo messaggio odoroso, la comunità di operaie riceve costantemente informazioni sullo stato di salute e sulla presenza della sua sovrana.

Un regno a metà: potere alle operaie

Ogni alveare ha una sola regina che governa incontrastata, solo fino a quando la comunità non decide che è arrivato il momento di sostituirla. Finché è forte e sana, nessuna la mette in discussione, ma se il suo controllo sulle operaie — diffuso tramite il feromone — viene meno, la colonia non si fa scrupoli: sa che è tempo di destituirla. Si scopre così che non è la regina a comandare, ma le operaie.

Lunga vita alla nuova regina!

Presa la decisione, le api si mettono subito al lavoro: costruiscono celle reali e nutrono alcune larve solo con pappa reale: un concentrato di enzimi,

vitamine e proteine. Tra questi nutrienti spicca la vitellogenina, una proteina “magica” e potente, capace di trasformare una semplice larva operaia in una super-ape, più longeva, più forte e più grande di tutte le altre: la regina.

Ne rimarrà solo una

Per garantirsi maggiori possibilità di successo, la colonia costruisce e alleva numerose celle reali. La prima regina a nascere eliminerà tutte le altre: se sono già nate, le sfiderà a duello — l’unica occasione in cui userà il pungiglione; se sono ancora nelle celle, le trafiggerà mortalmente. Le operaie, così, assistono e attendono l’esito degli scontri, pronte a servire fedelmente la vincitrice.

Esilio forzato

Prima che si schiudano le celle reali, la colonia concede l’esilio all’anziana sovrana: potrà andarsene con metà dello sciame per creare una nuova comunità. È la sciamatura, un comportamento ancestrale con cui le api rinnovano la propria specie.

Il volo nuziale

Dopo aver affrontato le pretendenti al trono, la giovane vergine compie il volo nuziale durante il quale danzerà e si accoppierà con numerosi fuchi. Rientrata all’alveare, inizierà a deporre migliaia di uova al giorno. E così, il grande ciclo della vita ricomincia. La nuova regina non uscirà più dall’alveare, fino a quando toccherà anche a lei sciamare con un gruppo di fedeli compagne.

GIRL POWER

L’ OPERAIA

La stagione del raccolto è breve, spesso piena di ostacoli e imprevisti. Nel mondo delle api nulla è lasciato al caso: ciascuna, in base alla propria età, svolge un ruolo preciso, lavorando assieme al gruppo per un unico obiettivo: il bene della comunità.

Viva la sorellanza!

Figlie di padri diversi — fino a 20 fuchi — e di un’unica madre, la regina, le api sono a tutti gli effetti sorelle, o meglio sorellastre. Questa particolarità garantisce un patrimonio genetico ricco e diversificato, rendendo la famiglia più forte e resistente, pronta ad affrontare meglio le avversità.

Curriculum di un’operaia

Prima di ricoprire l’ambito ruolo di bottinatrice dovrà fare molta esperienza e un sacco di lavori diversi all’interno dell’alveare.

GIO RNO

PULITRICE: Pulisce le celle dell’alveare in cui la regina depone le nuove uova.

NUTRICE: Prepara pappa reale per le giovani larve.

Miele e polline per le altre.

CERAIUOLA: Produce cera grazie a speciali ghiandole sull’addome e costruisce i favi.

MAGAZZINIERA: Riceve il nettare dalle bottinatrici, lo trasforma in miele e lo conserva nel favo.

GUARDIANA: Sorveglia l’ingresso dell’alveare, respingendo gli intrusi.

BOTTINATRICE: Raccoglie nettare e polline per nutrire la colonia.

ULTIMO VOLO: Tra il 30° e il 40° giorno spicca il suo ultimo volo. Morirà sola, tra i suoi amati fiori, — lontano dal nido — per non contaminare la colonia con i resti del suo corpicino.

È un vero e proprio girl power, perché la gestione dell’alveare è interamente affidata a loro: cibo, accudimento, guardia, pulizia e organizzazione sono solo alcuni dei compiti che svolgono per far prosperare la colonia.

La vita è breve ma è larga

In primavera e in estate le operaie hanno una vita brevissima — non più di 30/40 giorni — ma intensa.

Un’esistenza breve ma larga, appunto, perché in così poco tempo riescono a svolgere una moltitudine di lavori fondamentali per la sopravvivenza dell’alveare. Incredibilmente, a partire dall’autunno la loro longevità aumenta — fino a 6 mesi — per superare l’inverno e arrivare in primavera, quando la regina tornerà a deporre.

Il lavoro non è tutto!

Ebbene sì, anche le api riposano! Le conosciamo come instancabili lavoratrici, ma in realtà, a seconda del ruolo e dell’età, fanno pause per recuperare energie. Beninteso, l’alveare nel suo insieme non dorme mai, ma le operaie si alternano in turni per ricaricarsi dal duro lavoro.

STORIE DI API

MIELE OPERCOLATO

COVATA DI FUCO OPERCOLATA
CELLE LIBERE O CON COVATA APPENA DEPOSITATA
CELLA REALE
POLLINE

MIELE IN LAVORAZIONE

COVATA DI APE OPERAIA OPERCOLATA

VIVA LA DEMOCRAZIA!

Una delle cose più affascinanti è il modo in cui l’alveare seleziona i luoghi adatti per la costruzione del nuovo nido: un sistema basato sul dibattito, seguito da una votazione finale. Ancora più sorprendente è che la decisione è valida solo quando tutte le esploratrici sono d’accordo, cioè all’unanimità. Grazie alla danza dell’addome, sostengono le proposte, le valutano e, alla fine, con il consenso unanime, scelgono la dimora migliore.

Cercasi casa disperatamente

Meglio di un agente immobiliare, le esploratrici valutano ogni dettaglio della nuova dimora.

Spaziosa ma non troppo: più o meno grande come il tuo zaino di scuola!

Porta piccola: delle dimensioni di una moneta, facile da difendere ma comoda per entrare e uscire.

Vista a sud: l’ingresso deve guardare il sole del mattino, per scaldarsi e aiutare l’orientamento.

Piano alto: a circa 2–5 metri da terra, per stare lontano da predatori e umidità.

Pareti spesse: come quelle di un tronco cavo, perfette per isolare dal freddo invernale e dal caldo estivo.

Quartiere ricco di risorse: tanti fiori e una fonte d’acqua vicina.

Ci offrono, così, un esempio straordinario: praticano una democrazia inclusiva e unitaria — non divisiva come spesso è la nostra — capace, per il bene comune, di condurre l’intera comunità verso un consenso ampio e condiviso. In un mondo sempre più intollerante, è un prezioso insegnamento anche per noi!

E se lo facessimo anche noi? Immagina di eleggere il presidente della Repubblica ballando: sarebbero le elezioni più felici della storia!
STORIE DI API

01

Il processo decisionale Come scelgono la nuova casa

1ª FERMATA: DALL’ALVEARE AL CAMPO BASE

Nell’alveare alcune operaie iniziano a convincere parte della colonia che è arrivato il momento di sciamare. Così, un gruppo di fedeli con la regina madre lascia il nido e si ferma su un riparo vicino, formando un campo base da cui partiranno le esplorazioni per la nuova dimora: vi stazioneranno al massimo 48 ore, giusto il tempo per visitare nuovi luoghi, confrontarli e infine votare il sito migliore.

02

MISSIONE ESPLORATIVA

Dal campo base, un gruppo di avventuriere inizia a perlustrare, in un raggio di 3–5 km, il territorio circostante. In questa fase di ricerca, arrivano a proporre alle compagne una ventina di luoghi potenzialmente adatti per costruire la nuova casa.

03

DANZA E DISCUSSIONE

Tornate al campo base, le esploratrici riferiscono le loro scoperte e iniziano a danzare per indicare la posizione esatta del luogo. Se la danza è concitata significa che la proposta è buona: così, altre compagne andranno subito a verificare.

04

VOTO ALL’UNANIMITÀ

Man mano che le compagne verificano i siti, iniziano a danzare a loro volta per i luoghi che ritengono migliori. Alla fine, la scelta viene presa all’unanimità dal comitato di esploratrici: l’accordo è definitivo solo quando tutte danzano insieme per lo stesso luogo. Ma non è incredibile?

05

2ª FERMATA: DAL CAMPO BASE ALLA NUOVA CASA

Stabilita la decisione, è il momento di andare. Lo sciame si alza in volo deciso, formando una nuvola rombante e super coordinata proprio come le Frecce Tricolori. La nuova colonia, ora, guidata dalle esploratrici e con al centro la regina, vola compatta verso il nuovo nido. La vita ricomincia!

INVERNO

L’alveare non va in letargo. Anzi, in inverno è molto attivo, perché deve mantenere la temperatura del nido a circa 35 °C. Per farlo forma una sorta di palla vivente: il glomere. Al centro si trova la regina, mentre le operaie, per produrre calore, contraggono i muscoli del torace e si alternano tra il perimetro esterno e il nucleo più caldo. Si nutrono grazie alle scorte di polline e

miele accumulate in estate. In questa stagione, la regina smette di deporre e i voli delle operaie si riducono quasi a zero. Durante i mesi freddi la famiglia è lasciata in gran parte al suo destino: l’apicoltore può soltanto sostenerla con integrazioni di nutrimento, ma non può aprire il nido: le basse temperature provocherebbero uno shock termico fatale per l’alveare.

PRIMAVERA

Finalmente, dopo il lungo inverno, il mondo torna a colorarsi di fiori. La ripresa, inizialmente lenta e tranquilla, si trasforma in un turbinio frenetico: un’energia viva a cui — anche per l’apicoltore — è impossibile sottrarsi.

È il tempo delle prime fioriture, delle temperature miti e dei giorni lunghi e luminosi. Le attività di raccolta si intensificano: è un continuo via vai

di bottinatrici, mentre la regina riprende a deporre le uova. In pochissimo tempo la colonia cresce a dismisura, passando da circa 5.000 api a 60/80.000 entro l’estate.

È un periodo intenso per l’apicoltore, perché inizia la stagione delle sciamature e deve mettere la famiglia nelle migliori condizioni per sperare in un buon raccolto.

NOS O U N ’APE, NON UNA VESPA!

“Attenti, attenti... C’è un’ape!”

Quante volte lo sentiamo gridare, magari durante un picnic o appena un insetto giallo e ronzante si intrufola nella stanza di casa nostra?

Ma nel 99,9% dei casi si tratta di vespe!

Le api difficilmente entrano in casa e, soprattutto, non si posano

su fette di salame, pizzette o patatine: amano solo nettare e polline dei fiori, quindi le trovi tranquille a bottinare nei campi. Le vespe, invece, sono onnivore e molto attratte dai nostri cibi e bevande: ecco perché, quando mangiamo all’aperto, sono loro a ronzarci intorno affamatissime!

Guida super rapida per non confondersi più

Impariamo a distinguere le api dalle vespe

CORPO COMPATTO CON DORSO PELOSO PER IMPOLLINARE

PUNGIGLIONE SEGHETTATO, SI STACCA CON L’ADDOME DOPO AVER PUNTO

ALIMENTAZIONE

SI NUTRE SOLO DI NETTARE E POLLINE

COLORE CALDO E OPACO TENDENTE AL MARRONE

APE

ALI

CORTE E ROBUSTE

CORPO SNELLO E LISCIO, CON VITA SOTTILE

ALI

LUNGHE E SOTTILI

ALIMENTAZIONE È ONNIVORA

COLORE NERO E GIALLO PIÙ VIVACE

PUNGIGLIONE LISCIO, PER QUESTO PUÒ PUNGERE PIÙ VOLTE

VESPA

PUNGE SOLO UNA VOLTA

E POI MUORE PER ALTRUISMO

AMA SOLO IL NETTARE

CHE POI TRASFORMA IN PREZIOSO MIELE

PUNGE PIÙ VOLTE

E VIVE TRANQUILLA SENZA RIMORSI

AMA QUALSIASI CIBO

SOPRATTUTTO IL NOSTRO PANINO

STORIE DI UOMINI

Api e vespe... anche motorizzate

Lo sapevi che questi insetti hanno ispirato due icone della storia del design?

Dalla matita dell’ingegner D’Ascanio nacquero prima lo scooter Vespa (1946), poi l’Ape Piaggio (1948).

La vespa, con il suo corpo snello e il volo veloce, suggerì le forme del celebre scooter, agile e scattante nel traffico. L’ape, piccola, instancabile e collaborativa, ha influenzato l’estetica e il nome del versatile furgoncino da lavoro: il famoso Ape Piaggio.

CHE COS’ÈLAPAPPAREALE? COME FANNO A RACCOGLIERE

GLIILAPICOLTORI? MIELE

CHE ESISTE IL

È VERO PANE D’API?

COSA LEAPI? MANGIANO

COSA

FANNO OLTREAL MIELE?

LA CERA MANGIARE? SI PUÒ QUANTI TIPI

DI MIELE ESISTONO?

COME RACCOLGONOLEAPIPOLLINE? IL PERCHÉ

PERCHÉILMIELE DIVENTADURO? FANNOILMIELE?

IL CUSTODE DELL’ALVEARE

L’apicoltore è un lavoro antico, fatto di strumenti semplici e gesti rituali invariati nel tempo. I materiali sono essenziali e naturali. Basta poco: una leva per aprire l’arnia sigillata dalla propoli, una maschera e un affumicatore per calmare le api. L’arnia riproduce un perfetto nido naturale: qui le api vivono protette, si riproducono, costruiscono i favi e immagazzinano miele e polline.

SPAZZOLA PER SPOSTARE LE API DAI FAVI

Il sole del mattino aiuta l’alveare a scaldarsi.
Per questo le arnie solitamente sono orientate verso sud

TELAI IN LEGNO DOVE VENGONO COSTRUITI I FAVI DI CERA

LEVA PER APRIRE L’ARNIA E SOLLEVARE I TELAI

N° DI API

80 mila

Una colonia forte e nel pieno della stagione può raggiungere una popolazione numerosissima, anche più di uno stadio gremito per la finale di Champions!

TETTO PROTEGGE DA PIOGGIA E SOLE

COPRIFAVO COPERCHIO IN LEGNO

MELARIO QUI LE API CONSERVANO IL MIELE IN ECCESSO, CHE L’APICOLTORE PORTA IN LABORATORIO

NIDO DOVE VIVE LA REGINA E LE OPERAIE CRESCONO LE LARVE E ACCUMULANO LE SCORTE

PORTICINA D’INGRESSO ACCESSO DEL NIDO

NETTARE

250 kg

Se l’annata è buona, una famiglia può raccogliere anche oltre 250 kg di nettare. Ma il nettare non è ancora miele: contiene circa il 70-80% di acqua che le operaie asciugano ventilando con le ali, e a cui aggiungono i propri enzimi per trasformarlo in miele.

POLLINE

50 kg

L’alveare può importare fino a 50 kg di polline. Unica fonte di proteine, è un nutriente fondamentale: la colonia per il suo sostentamento ne consuma almeno 40 kg. Mediamente l’uomo non preleva più di 4-5 kg per lasciare le api ben nutrite.

MIELE

80 kg

I 250 kg di nettare, dopo il lavoro di disidratazione, diventano circa 80 kg di miele.

La maggior parte, circa 40-50 kg, serve per nutrire la colonia. L’apicoltore prenderà solo quello contenuto nei melari (15-20 kg).

STORIE DI UOMINI

Un calo impressionante

Negli ultimi anni la produzione di miele è diventata sempre più difficile. In alcune stagioni si è registrata una diminuzione fino al 20% in Europa e al 40% in Italia. Le cause? Le scoprirai nel prossimo capitolo!

I S APORIDELMIELE

Lo sai che esistono dei veri e propri esperti assaggiatori?

Sono professionisti che, dopo tanta pratica, hanno affinato il proprio gusto per riconoscere le più piccole differenze tra le varie fioriture semplicemente assaporando il miele e annusandone il profumo.

Ogni varietà ha colore, aroma e consistenza diversi: può essere dolce o amaro, erbaceo o balsamico, floreale, fruttato o speziato. Assaggiarlo è come intraprendere un piccolo viaggio sensoriale, alla scoperta del territorio e dei fiori che le api hanno visitato.

Mieli a confronto Millefiori e monoflora

MILLEFIORI MONOFLORA

È il miele delle api per eccellenza. Quando volano alla ricerca di cibo, non fanno differenze: raccolgono solo il nettare dalle fioriture più generose, qualsiasi esse siano. Così, nel vasetto, troviamo un mix di tanti fiori diversi: un’incredibile varietà di pollini e sapori sempre nuovi.

Il raccolto dipende dall’abilità dell’apicoltore nel togliere o mettere i melari al momento giusto della fioritura principale. Ogni varietà racconta il carattere del fiore, la stagione e il territorio da cui proviene: delicato come l’acacia, intenso come il castagno, fresco come il tiglio.

LIQUIDO O CRISTALLIZZATO? TUTTI E DUE!

Il miele, con il tempo, cristallizza — ma alcuni tipi lo fanno prima di altri. Questo dipende dal tipo di fioriture: quelle ricche di fruttosio, come l’acacia, restano liquide più a lungo. Quelle con più glucosio, come il tarassaco, cristallizzano più rapidamente. Non è un difetto, anzi: è un segno di purezza che indica un prodotto naturale e non scaldato.

CHE BUONA LA CERA!

Lo sapevi che la cera è commestibile? Composta da lipidi naturali, si mastica come una piccola gomma morbida. Per questo il miele assunto con il suo favo è considerato un prodotto pregiato: si mangia così com’è, assaporandolo insieme alla cera e agli aromi del fiore da cui proviene.

STORIE DI UOMINI

Monoflora: una mappa di gusto e biodiversità

Il profumo e il sapore di un miele monoflora racconta il territorio in cui è stato raccolto. Alcuni Paesi, caratterizzati da ambienti e paesaggi molto diversificati, ne producono un’ampia gamma. L’Italia, ad esempio, grazie alla sua varietà di climi e ambienti — dalle Alpi al Mediterraneo — è tra i primi al mondo per biodiversità apistica: si contano oltre 50 varietà di miele monoflora.

OLIMPIADI DEGLI IMPOLLINATORI

Benvenuti alle Olimpiadi più importanti del pianeta, quelle della natura. In gara ci sono api, bombi, farfalle, mosche e persino pipistrelli. Tutti impegnati in una missione fondamentale per la vita sulla Terra: l’impollinazione!

Senza di loro, gran parte della biodiversità vegetale — e quindi del nostro cibo — è a rischio. Per questo dobbiamo proteggerli e preservare il loro habitat. Il futuro della natura, e anche il nostro, dipende dal loro benessere.

Un solo bombo può impollinare più di sei volte rispetto a un’ape mellifera, e le Osmie (un tipo di ape solitaria) sono fino a dieci volte più efficaci nei frutteti. I bombi, però, vivono in comunità molto piccole, quindi non riescono a coprire vaste aree come le api mellifere.

Fuori dal podio ma non meno importanti

PIPISTRELLI E UCCELLI

In alcune regioni tropicali e subtropicali, diverse specie di pipistrelli e uccelli, come i colibrì, sono formidabili impollinatori. Non sono diffusi come le api a livello globale, ma sono fondamentali per la riproduzione di molte piante locali.

VENTO E ACQUA

Insieme, rappresentano oltre il 20% dell’impollinazione di tutte le piante: il vento trasporta il polline di numerose specie di vegetali, mentre l’acqua favorisce la fecondazione di molte alghe e piante acquatiche.

Ogni arnia può ospitare fino a 80.000 api. Non sono le più efficienti per fiore — lo sono i bombi e le api solitarie —, ma grazie alle loro comunità numerose diventano le campionesse assolute dell’impollinazione. L’unione fa la forza!

3° MOSCHE, FARFALLE E COLEOTTERI

Rappresentano oltre il 40% delle specie impollinatrici selvatiche. Le mosche sirfidi, ad esempio, visitano più del 30% delle specie vegetali europee e sono preziose in ambienti freddi o ad alta quota, dove le api trovano un habitat meno favorevole alle loro caratteristiche.

UN VIAGGIO LUNGO FINO ALLA LUNA

Per produrre poco più di 2 kg di miele, le api, tutte insieme, percorrono fino a 380.000 km, la stessa distanza che separa la Terra dalla Luna. Chilometro dopo chilometro, visitano milioni di piante,

IMPOLLINAZIONI

contribuendo in modo fondamentale alla biodiversità.

Quando andrai al parco, in primavera, siediti e osserva bene i fiori: vedrai che le api li visitano con pazienza e gentilezza, uno a uno.

8/9 milioni

DISTANZA TERRA/LUNA

380 mila km

FIORI IN UN CUCCHIAINO

La prossima volta che assaggerai il miele, fai così: chiudi gli occhi e, mentre lo assapori, immagina tutti i voli, i campi di fiori e i colori che le api hanno visitato. Sentirai l’energia della primavera e la luce delle giornate estive. Sarà un’esplosione di sapore intensa e inebriante. Così il miele ti sembrerà ancora più buono!

L’INTRECCIO

NUTRIAMO LE API

C’è un modo davvero semplice per aiutarle. Basta seminare i fiori giusti, quelli ricchi di nettare e polline. Puoi farlo anche sul tuo balcone di casa. E quando sbocceranno, le bottinatrici verranno a trovarti ogni giorno.

Così il tuo spazio all’aperto sarà ancora più colorato e pieno di vita!

PREPARA IL CONTENITORE PRENDI UN VASO

O UN CONTENITORE RICICLATO. SE NON HA BUCHI SOTTO, FAI 2–3 PICCOLI FORI (CON L’AIUTO DI UN ADULTO!) PER FAR USCIRE L’ACQUA IN ECCESSO.

VERSA LA TERRA

RIEMPI IL CONTENITORE CON LA TERRA, SENZA SCHIACCIARLA: LE RADICI HANNO BISOGNO DI RESPIRARE!

ANNAFFIA E METTI AL SOLE

BAGNA LEGGERMENTE LA TERRA. DEVE ESSERE UMIDA, NON FANGOSA. POI METTI IL VASO IN UN PUNTO

LUMINOSO: LA LUCE AIUTA I SEMI A RISVEGLIARSI.

AGGIUNGI I SEMI E RICOPRI

SPARGI UN PIZZICO DI SEMI SULLA SUPERFICIE. AGGIUNGI UN SOTTILE STRATO DI TERRA, BASTANO 5–8 MILLIMETRI.

Puoi disegnare e piantare un cartello con il tipo di fiore che hai seminato

Erica

NETTARE PER LE API →

Tipo: pianta ornamentale

Fioritura: gennaio – marzo

È una delle poche piante che offre cibo anche in inverno.

Echinacea

NETTARE PER LE API →

Tipo: pianta ornamentale

Fioritura: giugno – settembre

Ha fiori ricchi di nettare e polline. Attira anche farfalle!

Lavanda

NETTARE PER LE API →

Tipo: pianta aromatica

Fioritura: giugno – agosto

Ha un profumo intenso e attira tantissime api.

Rosmarino

NETTARE PER LE API →

Tipo: pianta aromatica

Fioritura: marzo – maggio

Produce molto nettare anche nei periodi freddi.

Salvia

NETTARE PER LE API →

Tipo: pianta aromatica

Fioritura: maggio – luglio

È facilmente accessibile con corolle ricche di nutrimento.

Calendula

NETTARE PER LE API →

Tipo: pianta ornamentale

Fioritura: marzo – ottobre

È produttiva per diversi mesi consecutivi.

COME UN VERO SOMMELIER

Gustare il miele è un vero e proprio viaggio sensoriale.

Sempre diverso per profumo, colore, consistenza e sapore, cambia a seconda dei fiori, delle stagioni e dei territori. Assaggialo lentamente: piano piano imparerai a riconoscere le sfumature, distinguere le origini e le diverse fioriture.

Tra un assaggio e l’altro, bevi un sorso d’acqua per pulire il palato

COLORE

CHE COLORE HA?

GIALLO CHIARO, OPPURE SCURO E AMBRATO?

1 − OSSERVA

Osserva il colore del miele e la sua consistenza: può essere liquido, cremoso o cristallizzato. Ricorda: la cristallizzazione è un processo naturale, e la riconosci quando il miele non è più liquido ma è più consistente e forma granuli compatti.

3 − ASSAGGIA

E ora viene il bello! Lascia sciogliere il miele sulla lingua. Prova a riconoscere se ha note dolci o amare, se senti delle sfumature balsamiche, fruttate, floreali... E ricorda: più mieli assaggi, più il tuo palato diventa esperto!

PROFUMO

CHE NOTE RICONOSCI? FLOREALI, FRUTTATE, BALSAMICHE?

SAPORE CHIUDI GLI OCCHI E ASSAPORA. COSA SENTI? È DOLCE E DELICATO, O AMARO E INTENSO?

CONSISTENZA LIQUIDO, CREMOSO O CRISTALLIZZATO?

2 − ANNUSA

Chiudi gli occhi e inspira profondamente. Il miele può profumare di fiori, erbe aromatiche, frutta, legno o foglie secche. Non porti limiti: lasciati guidare dall’olfatto e riconosci anche profumi inattesi o sorprendenti.

4 − CONFRONTA

Provali uno dopo l’altro: capirai quanto possono essere diversi. Nella pagina accanto troverai la descrizione di alcuni monoflora più comuni. Puoi iniziare da lì per esercitarti nell’assaggio e scoprire le inaspettate differenze.

ACACIA

Colore: molto chiaro

Profumo: delicato, floreale

CASTAGNO

Dopo un po’ di esercizio, prova ad assaggiarli nascondendo l’etichetta! Riesci a riconoscerli?

TIGLIO

Sapore: dolce, morbido, vanigliato

Cristallizzazione: molto lenta

TARASSACO

Colore: giallo vivo

Profumo: molto intenso, pungente

Sapore: dolce ma con note amare

Cristallizzazione: rapida e compatta

Colore: ambrato e scuro

Profumo: intenso, affumicato

Sapore: deciso, amarognolo

Cristallizzazione: lenta

AGRUMI

Colore: chiaro

Profumo: molto fresco e agrumato

Sapore: dolce e fruttato

Cristallizzazione: rapida e fine

Scheda per esperti degustatori

Colore: da chiaro ad ambrato

Profumo: balsamico, mentolato

Sapore: fresco, erbe officinali

Cristallizzazione: media e fine

GIRASOLE

Colore: giallo intenso

Profumo: floreale, leggero, fresco

Sapore: dolce e delicato

Cristallizzazione: rapida e cremosa

Prendi questa scheda come esempio e, se vuoi fare le cose in grande, crea un tuo taccuino delle degustazioni: pagina dopo pagina diventerà sempre più bello, personale… e pieno dei tuoi mieli preferiti!

MIELE DI

COLORE

Molto chiaro

Giallo paglierino

Ambrato

Scuro

PROFUMO

Floreale

Fruttato

Erbaceo

Balsamico

Caramellato

Tostato

SAPORE

Dolce

Floreale

Fruttato

Balsamico

Amaro

Speziato

Fresco/Mentolato

CONSISTENZA

Fluido

Cremoso

Denso

Cristallizzato

INTENSITÀ

1 → molto delicato

5 → molto intenso

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