Ilaria Faccioli Emanuele Gipponi
Un viaggio dentro e fuori dall’alveare
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Un viaggio dentro e fuori dall’alveare
IMPARARE DALLE API

LA VITA NELL’ALVEARE
I membri della famiglia
God save the queen - La regina
Girl power - L’operaia
Playboy fannullone - Il fuco
Trova la regina!
I SUPERPOTERI DELLE API
Piccole ma geniali
Grandi architette
Tecniche di autodifesa
Meglio di un climatizzatore
Riconosci gli elementi del favo
SISTEMI DI COMUNICAZIONE
Let’s dance! - La danza delle api
Me ne vado di casa! - La sciamatura
Viva la democrazia! - Il processo decisionale
IL CICLO DELLE STAGIONI
Inverno
Primavera Estate
Autunno
Sono un’ape, non una vespa!
I prodotti dell’alveare
NON SOLO MIELE
Propoli
Cera
Polline
Pane d’api
Pappa reale
Miele
Un gran lavoro di squadra
Dal nettare al vasetto
Il custode dell’alveare
I sapori del miele
L’INTRECCIO DELLA NATURA
Olimpiadi degli impollinatori
Un viaggio lungo fino alla Luna
Cosa mangeremmo se sparissero gli impollinatori?
150 milioni di anni fa...
... il mondo si colora
L’arte della seduzione
UN HABITAT SEMPRE PIÙ A RISCHIO
Pesticidi
Urbanizzazione
Clima
Monocolture
Api di città
Il mandala dell’alveare
Le api intorno a te
Nutriamo le api
Una casa per api solitarie
Come un vero sommelier
Come un vero chef
Come un vero pasticciere
GLOSSARIO


Più grande rispetto alle operaie e ai fuchi, ha l’addome allungato e affusolato, utile per deporre le uova. È l’unica ape fertile della colonia. Il suo ruolo è la riproduzione: dopo il volo nuziale, che avviene una volta sola e durante il quale si accoppia con fuchi provenienti da altre colonie, deporrà uova ogni giorno per il resto della vita.
LONGEVITÀ 5 anni
LA PIÙ LONGEVA DELLA COLONIA
PUNGIGLIONE SÌ
DEPOSIZIONE 2 mila
LISCIO. USATO SOLO CONTRO ALTRE REGINE
UOVA DEPOSTE AL GIORNO
VOLO 25 km/h VELOCITÀ MASSIMA
Più piccola ma molto più robusta rispetto alla regina e al fuco. Ha un corpo compatto con ali proporzionate, adatte a voli prolungati. Le zampe hanno una struttura a “spazzola” per raccogliere il polline, e possiede ghiandole per produrre cera. A seconda dell’età è in grado di svolgere diverse mansioni all’interno dell’alveare.
LONGEVITÀ
1 mese


SCALA 1:1
PRIMAVERA/ ESTATE 5/6 mesi
AUTUNNO/ INVERNO
PUNGIGLIONE
SEGHETTATO. SOLO PER DIFESA
VOLO
25 km/h
VELOCITÀ MASSIMA
RAGGIO D’AZIONE 10 km
DISTANZA MASSIMA DALL’ALVEARE
Rispetto all’operaia, ha una corporatura più grande e tozza, con occhi grossi. Le sue ali sono proporzionate al corpo, ma non è particolarmente agile nel volo prolungato. Non partecipa alle attività quotidiane dell’alveare, ma ha un ruolo cruciale nella riproduzione: durante il volo nuziale si accoppia con la regina, garantendo continuità alla specie.
LONGEVITÀ 2/3 mesi
PRIMAVERA/ ESTATE
PUNGIGLIONE NO NON POSSIEDE IL PUNGIGLIONE
VOLO 30 km/h
VELOCITÀ MASSIMA
Regine e operaie all’inizio sono tutte uguali. Si sviluppano entrambe da uova fecondate ma il loro destino dipende dall’alimentazione: se una larva è nutrita esclusivamente con

LA REGINA DEPONE L’UOVO FECONDATO

pappa reale, si trasforma in regina. I fuchi, invece, nascono da uova non fecondate deposte in celle leggermente più grandi rispetto a quelle delle operaie.




LA REGINA DEPONE L’UOVO FECONDATO




NUTRIMENTO:








Come una vera sovrana, è accudita costantemente: protetta, pulita e assistita in ogni suo bisogno. Senza le ancelle reali non sarebbe nemmeno in grado di nutrirsi da sola. Ma c’è una cosa che sa fare davvero bene: deporre uova, un sacco di uova! Può arrivare a farne fino a 2.000 al giorno. Questo permette alla comunità di restare forte e di affrontare meglio le avversità.
Il feromone: un dominio invisibile Per mantenere l’ordine e il controllo sociale sulla famiglia, la regina rilascia un segnale chimico potente, il feromone reale. È una forma di comunicazione silenziosa, ma fondamentale: grazie a questo messaggio odoroso, la comunità di operaie riceve costantemente informazioni sullo stato di salute e sulla presenza della sua sovrana.
Un regno a metà: potere alle operaie
Ogni alveare ha una sola regina che governa incontrastata, solo fino a quando la comunità non decide che è arrivato il momento di sostituirla. Finché è forte e sana, nessuna la mette in discussione, ma se il suo controllo sulle operaie — diffuso tramite il feromone — viene meno, la colonia non si fa scrupoli: sa che è tempo di destituirla. Si scopre così che non è la regina a comandare, ma le operaie.
Lunga vita alla nuova regina!
Presa la decisione, le api si mettono subito al lavoro: costruiscono celle reali e nutrono alcune larve solo con pappa reale: un concentrato di enzimi,
vitamine e proteine. Tra questi nutrienti spicca la vitellogenina, una proteina “magica” e potente, capace di trasformare una semplice larva operaia in una super-ape, più longeva, più forte e più grande di tutte le altre: la regina.
Ne rimarrà solo una
Per garantirsi maggiori possibilità di successo, la colonia costruisce e alleva numerose celle reali. La prima regina a nascere eliminerà tutte le altre: se sono già nate, le sfiderà a duello — l’unica occasione in cui userà il pungiglione; se sono ancora nelle celle, le trafiggerà mortalmente. Le operaie, così, assistono e attendono l’esito degli scontri, pronte a servire fedelmente la vincitrice.
Esilio forzato
Prima che si schiudano le celle reali, la colonia concede l’esilio all’anziana sovrana: potrà andarsene con metà dello sciame per creare una nuova comunità. È la sciamatura, un comportamento ancestrale con cui le api rinnovano la propria specie.
Il volo nuziale
Dopo aver affrontato le pretendenti al trono, la giovane vergine compie il volo nuziale durante il quale danzerà e si accoppierà con numerosi fuchi. Rientrata all’alveare, inizierà a deporre migliaia di uova al giorno. E così, il grande ciclo della vita ricomincia. La nuova regina non uscirà più dall’alveare, fino a quando toccherà anche a lei sciamare con un gruppo di fedeli compagne.

La stagione del raccolto è breve, spesso piena di ostacoli e imprevisti. Nel mondo delle api nulla è lasciato al caso: ciascuna, in base alla propria età, svolge un ruolo preciso, lavorando assieme al gruppo per un unico obiettivo: il bene della comunità.
Viva la sorellanza!
Figlie di padri diversi — fino a 20 fuchi — e di un’unica madre, la regina, le api sono a tutti gli effetti sorelle, o meglio sorellastre. Questa particolarità garantisce un patrimonio genetico ricco e diversificato, rendendo la famiglia più forte e resistente, pronta ad affrontare meglio le avversità.

Prima di ricoprire l’ambito ruolo di bottinatrice dovrà fare molta esperienza e un sacco di lavori diversi all’interno dell’alveare.
GIO RNO
PULITRICE: Pulisce le celle dell’alveare in cui la regina depone le nuove uova.
NUTRICE: Prepara pappa reale per le giovani larve.
Miele e polline per le altre.
CERAIUOLA: Produce cera grazie a speciali ghiandole sull’addome e costruisce i favi.
MAGAZZINIERA: Riceve il nettare dalle bottinatrici, lo trasforma in miele e lo conserva nel favo.
GUARDIANA: Sorveglia l’ingresso dell’alveare, respingendo gli intrusi.
BOTTINATRICE: Raccoglie nettare e polline per nutrire la colonia.
ULTIMO VOLO: Tra il 30° e il 40° giorno spicca il suo ultimo volo. Morirà sola, tra i suoi amati fiori, — lontano dal nido — per non contaminare la colonia con i resti del suo corpicino.
È un vero e proprio girl power, perché la gestione dell’alveare è interamente affidata a loro: cibo, accudimento, guardia, pulizia e organizzazione sono solo alcuni dei compiti che svolgono per far prosperare la colonia.
La vita è breve ma è larga
In primavera e in estate le operaie hanno una vita brevissima — non più di 30/40 giorni — ma intensa.
Un’esistenza breve ma larga, appunto, perché in così poco tempo riescono a svolgere una moltitudine di lavori fondamentali per la sopravvivenza dell’alveare. Incredibilmente, a partire dall’autunno la loro longevità aumenta — fino a 6 mesi — per superare l’inverno e arrivare in primavera, quando la regina tornerà a deporre.
Il lavoro non è tutto!
Ebbene sì, anche le api riposano! Le conosciamo come instancabili lavoratrici, ma in realtà, a seconda del ruolo e dell’età, fanno pause per recuperare energie. Beninteso, l’alveare nel suo insieme non dorme mai, ma le operaie si alternano in turni per ricaricarsi dal duro lavoro.
MIELE OPERCOLATO


Una delle cose più affascinanti è il modo in cui l’alveare seleziona i luoghi adatti per la costruzione del nuovo nido: un sistema basato sul dibattito, seguito da una votazione finale. Ancora più sorprendente è che la decisione è valida solo quando tutte le esploratrici sono d’accordo, cioè all’unanimità. Grazie alla danza dell’addome, sostengono le proposte, le valutano e, alla fine, con il consenso unanime, scelgono la dimora migliore.

Meglio di un agente immobiliare, le esploratrici valutano ogni dettaglio della nuova dimora.
Spaziosa ma non troppo: più o meno grande come il tuo zaino di scuola!
Porta piccola: delle dimensioni di una moneta, facile da difendere ma comoda per entrare e uscire.
Vista a sud: l’ingresso deve guardare il sole del mattino, per scaldarsi e aiutare l’orientamento.
Piano alto: a circa 2–5 metri da terra, per stare lontano da predatori e umidità.
Pareti spesse: come quelle di un tronco cavo, perfette per isolare dal freddo invernale e dal caldo estivo.
Quartiere ricco di risorse: tanti fiori e una fonte d’acqua vicina.
Ci offrono, così, un esempio straordinario: praticano una democrazia inclusiva e unitaria — non divisiva come spesso è la nostra — capace, per il bene comune, di condurre l’intera comunità verso un consenso ampio e condiviso. In un mondo sempre più intollerante, è un prezioso insegnamento anche per noi!


E se lo facessimo anche noi? Immagina di eleggere il presidente della Repubblica ballando: sarebbero le elezioni più felici della storia!

1ª FERMATA: DALL’ALVEARE AL CAMPO BASE
Nell’alveare alcune operaie iniziano a convincere parte della colonia che è arrivato il momento di sciamare. Così, un gruppo di fedeli con la regina madre lascia il nido e si ferma su un riparo vicino, formando un campo base da cui partiranno le esplorazioni per la nuova dimora: vi stazioneranno al massimo 48 ore, giusto il tempo per visitare nuovi luoghi, confrontarli e infine votare il sito migliore.
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MISSIONE ESPLORATIVA
Dal campo base, un gruppo di avventuriere inizia a perlustrare, in un raggio di 3–5 km, il territorio circostante. In questa fase di ricerca, arrivano a proporre alle compagne una ventina di luoghi potenzialmente adatti per costruire la nuova casa.

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DANZA E DISCUSSIONE
Tornate al campo base, le esploratrici riferiscono le loro scoperte e iniziano a danzare per indicare la posizione esatta del luogo. Se la danza è concitata significa che la proposta è buona: così, altre compagne andranno subito a verificare.
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VOTO ALL’UNANIMITÀ

Man mano che le compagne verificano i siti, iniziano a danzare a loro volta per i luoghi che ritengono migliori. Alla fine, la scelta viene presa all’unanimità dal comitato di esploratrici: l’accordo è definitivo solo quando tutte danzano insieme per lo stesso luogo. Ma non è incredibile?

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2ª FERMATA: DAL CAMPO BASE ALLA NUOVA CASA
Stabilita la decisione, è il momento di andare. Lo sciame si alza in volo deciso, formando una nuvola rombante e super coordinata proprio come le Frecce Tricolori. La nuova colonia, ora, guidata dalle esploratrici e con al centro la regina, vola compatta verso il nuovo nido. La vita ricomincia!

L’alveare non va in letargo. Anzi, in inverno è molto attivo, perché deve mantenere la temperatura del nido a circa 35 °C. Per farlo forma una sorta di palla vivente: il glomere. Al centro si trova la regina, mentre le operaie, per produrre calore, contraggono i muscoli del torace e si alternano tra il perimetro esterno e il nucleo più caldo. Si nutrono grazie alle scorte di polline e
miele accumulate in estate. In questa stagione, la regina smette di deporre e i voli delle operaie si riducono quasi a zero. Durante i mesi freddi la famiglia è lasciata in gran parte al suo destino: l’apicoltore può soltanto sostenerla con integrazioni di nutrimento, ma non può aprire il nido: le basse temperature provocherebbero uno shock termico fatale per l’alveare.

Finalmente, dopo il lungo inverno, il mondo torna a colorarsi di fiori. La ripresa, inizialmente lenta e tranquilla, si trasforma in un turbinio frenetico: un’energia viva a cui — anche per l’apicoltore — è impossibile sottrarsi.
È il tempo delle prime fioriture, delle temperature miti e dei giorni lunghi e luminosi. Le attività di raccolta si intensificano: è un continuo via vai
di bottinatrici, mentre la regina riprende a deporre le uova. In pochissimo tempo la colonia cresce a dismisura, passando da circa 5.000 api a 60/80.000 entro l’estate.
È un periodo intenso per l’apicoltore, perché inizia la stagione delle sciamature e deve mettere la famiglia nelle migliori condizioni per sperare in un buon raccolto.

“Attenti, attenti... C’è un’ape!”
Quante volte lo sentiamo gridare, magari durante un picnic o appena un insetto giallo e ronzante si intrufola nella stanza di casa nostra?
Ma nel 99,9% dei casi si tratta di vespe!
Le api difficilmente entrano in casa e, soprattutto, non si posano
su fette di salame, pizzette o patatine: amano solo nettare e polline dei fiori, quindi le trovi tranquille a bottinare nei campi. Le vespe, invece, sono onnivore e molto attratte dai nostri cibi e bevande: ecco perché, quando mangiamo all’aperto, sono loro a ronzarci intorno affamatissime!


CORPO COMPATTO CON DORSO PELOSO PER IMPOLLINARE

PUNGIGLIONE SEGHETTATO, SI STACCA CON L’ADDOME DOPO AVER PUNTO

ALIMENTAZIONE
SI NUTRE SOLO DI NETTARE E POLLINE


COLORE CALDO E OPACO TENDENTE AL MARRONE

ALI
CORTE E ROBUSTE
CORPO SNELLO E LISCIO, CON VITA SOTTILE

ALI
LUNGHE E SOTTILI




ALIMENTAZIONE È ONNIVORA
COLORE NERO E GIALLO PIÙ VIVACE

PUNGIGLIONE LISCIO, PER QUESTO PUÒ PUNGERE PIÙ VOLTE
E POI MUORE PER ALTRUISMO
CHE POI TRASFORMA IN PREZIOSO MIELE

E VIVE TRANQUILLA SENZA RIMORSI
SOPRATTUTTO IL NOSTRO PANINO

STORIE DI UOMINI
Lo sapevi che questi insetti hanno ispirato due icone della storia del design?
Dalla matita dell’ingegner D’Ascanio nacquero prima lo scooter Vespa (1946), poi l’Ape Piaggio (1948).
La vespa, con il suo corpo snello e il volo veloce, suggerì le forme del celebre scooter, agile e scattante nel traffico. L’ape, piccola, instancabile e collaborativa, ha influenzato l’estetica e il nome del versatile furgoncino da lavoro: il famoso Ape Piaggio.





L’apicoltore è un lavoro antico, fatto di strumenti semplici e gesti rituali invariati nel tempo. I materiali sono essenziali e naturali. Basta poco: una leva per aprire l’arnia sigillata dalla propoli, una maschera e un affumicatore per calmare le api. L’arnia riproduce un perfetto nido naturale: qui le api vivono protette, si riproducono, costruiscono i favi e immagazzinano miele e polline.



SPAZZOLA PER SPOSTARE LE API DAI FAVI



Il sole del mattino aiuta l’alveare a scaldarsi.
Per questo le arnie solitamente sono orientate verso sud

TELAI IN LEGNO DOVE VENGONO COSTRUITI I FAVI DI CERA

LEVA PER APRIRE L’ARNIA E SOLLEVARE I TELAI
N° DI API
80 mila
Una colonia forte e nel pieno della stagione può raggiungere una popolazione numerosissima, anche più di uno stadio gremito per la finale di Champions!

TETTO PROTEGGE DA PIOGGIA E SOLE
COPRIFAVO COPERCHIO IN LEGNO
MELARIO QUI LE API CONSERVANO IL MIELE IN ECCESSO, CHE L’APICOLTORE PORTA IN LABORATORIO
NIDO DOVE VIVE LA REGINA E LE OPERAIE CRESCONO LE LARVE E ACCUMULANO LE SCORTE

PORTICINA D’INGRESSO ACCESSO DEL NIDO
NETTARE
250 kg
Se l’annata è buona, una famiglia può raccogliere anche oltre 250 kg di nettare. Ma il nettare non è ancora miele: contiene circa il 70-80% di acqua che le operaie asciugano ventilando con le ali, e a cui aggiungono i propri enzimi per trasformarlo in miele.
POLLINE
50 kg
L’alveare può importare fino a 50 kg di polline. Unica fonte di proteine, è un nutriente fondamentale: la colonia per il suo sostentamento ne consuma almeno 40 kg. Mediamente l’uomo non preleva più di 4-5 kg per lasciare le api ben nutrite.
MIELE
80 kg
I 250 kg di nettare, dopo il lavoro di disidratazione, diventano circa 80 kg di miele.
La maggior parte, circa 40-50 kg, serve per nutrire la colonia. L’apicoltore prenderà solo quello contenuto nei melari (15-20 kg).

STORIE DI UOMINI
Negli ultimi anni la produzione di miele è diventata sempre più difficile. In alcune stagioni si è registrata una diminuzione fino al 20% in Europa e al 40% in Italia. Le cause? Le scoprirai nel prossimo capitolo!

Lo sai che esistono dei veri e propri esperti assaggiatori?
Sono professionisti che, dopo tanta pratica, hanno affinato il proprio gusto per riconoscere le più piccole differenze tra le varie fioriture semplicemente assaporando il miele e annusandone il profumo.
Ogni varietà ha colore, aroma e consistenza diversi: può essere dolce o amaro, erbaceo o balsamico, floreale, fruttato o speziato. Assaggiarlo è come intraprendere un piccolo viaggio sensoriale, alla scoperta del territorio e dei fiori che le api hanno visitato.

È il miele delle api per eccellenza. Quando volano alla ricerca di cibo, non fanno differenze: raccolgono solo il nettare dalle fioriture più generose, qualsiasi esse siano. Così, nel vasetto, troviamo un mix di tanti fiori diversi: un’incredibile varietà di pollini e sapori sempre nuovi.

Il raccolto dipende dall’abilità dell’apicoltore nel togliere o mettere i melari al momento giusto della fioritura principale. Ogni varietà racconta il carattere del fiore, la stagione e il territorio da cui proviene: delicato come l’acacia, intenso come il castagno, fresco come il tiglio.
Il miele, con il tempo, cristallizza — ma alcuni tipi lo fanno prima di altri. Questo dipende dal tipo di fioriture: quelle ricche di fruttosio, come l’acacia, restano liquide più a lungo. Quelle con più glucosio, come il tarassaco, cristallizzano più rapidamente. Non è un difetto, anzi: è un segno di purezza che indica un prodotto naturale e non scaldato.
Lo sapevi che la cera è commestibile? Composta da lipidi naturali, si mastica come una piccola gomma morbida. Per questo il miele assunto con il suo favo è considerato un prodotto pregiato: si mangia così com’è, assaporandolo insieme alla cera e agli aromi del fiore da cui proviene.

STORIE DI UOMINI

Il profumo e il sapore di un miele monoflora racconta il territorio in cui è stato raccolto. Alcuni Paesi, caratterizzati da ambienti e paesaggi molto diversificati, ne producono un’ampia gamma. L’Italia, ad esempio, grazie alla sua varietà di climi e ambienti — dalle Alpi al Mediterraneo — è tra i primi al mondo per biodiversità apistica: si contano oltre 50 varietà di miele monoflora.
Benvenuti alle Olimpiadi più importanti del pianeta, quelle della natura. In gara ci sono api, bombi, farfalle, mosche e persino pipistrelli. Tutti impegnati in una missione fondamentale per la vita sulla Terra: l’impollinazione!
Senza di loro, gran parte della biodiversità vegetale — e quindi del nostro cibo — è a rischio. Per questo dobbiamo proteggerli e preservare il loro habitat. Il futuro della natura, e anche il nostro, dipende dal loro benessere.


Un solo bombo può impollinare più di sei volte rispetto a un’ape mellifera, e le Osmie (un tipo di ape solitaria) sono fino a dieci volte più efficaci nei frutteti. I bombi, però, vivono in comunità molto piccole, quindi non riescono a coprire vaste aree come le api mellifere.




PIPISTRELLI E UCCELLI

In alcune regioni tropicali e subtropicali, diverse specie di pipistrelli e uccelli, come i colibrì, sono formidabili impollinatori. Non sono diffusi come le api a livello globale, ma sono fondamentali per la riproduzione di molte piante locali.

VENTO E ACQUA

Insieme, rappresentano oltre il 20% dell’impollinazione di tutte le piante: il vento trasporta il polline di numerose specie di vegetali, mentre l’acqua favorisce la fecondazione di molte alghe e piante acquatiche.
Ogni arnia può ospitare fino a 80.000 api. Non sono le più efficienti per fiore — lo sono i bombi e le api solitarie —, ma grazie alle loro comunità numerose diventano le campionesse assolute dell’impollinazione. L’unione fa la forza!


Rappresentano oltre il 40% delle specie impollinatrici selvatiche. Le mosche sirfidi, ad esempio, visitano più del 30% delle specie vegetali europee e sono preziose in ambienti freddi o ad alta quota, dove le api trovano un habitat meno favorevole alle loro caratteristiche.
Per produrre poco più di 2 kg di miele, le api, tutte insieme, percorrono fino a 380.000 km, la stessa distanza che separa la Terra dalla Luna. Chilometro dopo chilometro, visitano milioni di piante,



IMPOLLINAZIONI
contribuendo in modo fondamentale alla biodiversità.
Quando andrai al parco, in primavera, siediti e osserva bene i fiori: vedrai che le api li visitano con pazienza e gentilezza, uno a uno.
8/9 milioni
DISTANZA TERRA/LUNA
380 mila km
FIORI IN UN CUCCHIAINO

La prossima volta che assaggerai il miele, fai così: chiudi gli occhi e, mentre lo assapori, immagina tutti i voli, i campi di fiori e i colori che le api hanno visitato. Sentirai l’energia della primavera e la luce delle giornate estive. Sarà un’esplosione di sapore intensa e inebriante. Così il miele ti sembrerà ancora più buono!
C’è un modo davvero semplice per aiutarle. Basta seminare i fiori giusti, quelli ricchi di nettare e polline. Puoi farlo anche sul tuo balcone di casa. E quando sbocceranno, le bottinatrici verranno a trovarti ogni giorno.
Così il tuo spazio all’aperto sarà ancora più colorato e pieno di vita!

PREPARA IL CONTENITORE PRENDI UN VASO
O UN CONTENITORE RICICLATO. SE NON HA BUCHI SOTTO, FAI 2–3 PICCOLI FORI (CON L’AIUTO DI UN ADULTO!) PER FAR USCIRE L’ACQUA IN ECCESSO.

VERSA LA TERRA
RIEMPI IL CONTENITORE CON LA TERRA, SENZA SCHIACCIARLA: LE RADICI HANNO BISOGNO DI RESPIRARE!

ANNAFFIA E METTI AL SOLE
BAGNA LEGGERMENTE LA TERRA. DEVE ESSERE UMIDA, NON FANGOSA. POI METTI IL VASO IN UN PUNTO
LUMINOSO: LA LUCE AIUTA I SEMI A RISVEGLIARSI.

AGGIUNGI I SEMI E RICOPRI

SPARGI UN PIZZICO DI SEMI SULLA SUPERFICIE. AGGIUNGI UN SOTTILE STRATO DI TERRA, BASTANO 5–8 MILLIMETRI.

Puoi disegnare e piantare un cartello con il tipo di fiore che hai seminato

NETTARE PER LE API →
Tipo: pianta ornamentale
Fioritura: gennaio – marzo
È una delle poche piante che offre cibo anche in inverno.

NETTARE PER LE API →
Tipo: pianta ornamentale
Fioritura: giugno – settembre
Ha fiori ricchi di nettare e polline. Attira anche farfalle!

NETTARE PER LE API →
Tipo: pianta aromatica
Fioritura: giugno – agosto
Ha un profumo intenso e attira tantissime api.

NETTARE PER LE API →
Tipo: pianta aromatica
Fioritura: marzo – maggio
Produce molto nettare anche nei periodi freddi.

NETTARE PER LE API →
Tipo: pianta aromatica
Fioritura: maggio – luglio
È facilmente accessibile con corolle ricche di nutrimento.

NETTARE PER LE API →
Tipo: pianta ornamentale
Fioritura: marzo – ottobre
È produttiva per diversi mesi consecutivi.
Gustare il miele è un vero e proprio viaggio sensoriale.

Sempre diverso per profumo, colore, consistenza e sapore, cambia a seconda dei fiori, delle stagioni e dei territori. Assaggialo lentamente: piano piano imparerai a riconoscere le sfumature, distinguere le origini e le diverse fioriture.
Tra un assaggio e l’altro, bevi un sorso d’acqua per pulire il palato


COLORE
CHE COLORE HA?
GIALLO CHIARO, OPPURE SCURO E AMBRATO?

1 − OSSERVA
Osserva il colore del miele e la sua consistenza: può essere liquido, cremoso o cristallizzato. Ricorda: la cristallizzazione è un processo naturale, e la riconosci quando il miele non è più liquido ma è più consistente e forma granuli compatti.
3 − ASSAGGIA
E ora viene il bello! Lascia sciogliere il miele sulla lingua. Prova a riconoscere se ha note dolci o amare, se senti delle sfumature balsamiche, fruttate, floreali... E ricorda: più mieli assaggi, più il tuo palato diventa esperto!
PROFUMO
CHE NOTE RICONOSCI? FLOREALI, FRUTTATE, BALSAMICHE?

SAPORE CHIUDI GLI OCCHI E ASSAPORA. COSA SENTI? È DOLCE E DELICATO, O AMARO E INTENSO?

CONSISTENZA LIQUIDO, CREMOSO O CRISTALLIZZATO?
2 − ANNUSA
Chiudi gli occhi e inspira profondamente. Il miele può profumare di fiori, erbe aromatiche, frutta, legno o foglie secche. Non porti limiti: lasciati guidare dall’olfatto e riconosci anche profumi inattesi o sorprendenti.
4 − CONFRONTA
Provali uno dopo l’altro: capirai quanto possono essere diversi. Nella pagina accanto troverai la descrizione di alcuni monoflora più comuni. Puoi iniziare da lì per esercitarti nell’assaggio e scoprire le inaspettate differenze.

ACACIA
Colore: molto chiaro
Profumo: delicato, floreale


CASTAGNO
Dopo un po’ di esercizio, prova ad assaggiarli nascondendo l’etichetta! Riesci a riconoscerli?

TIGLIO
Sapore: dolce, morbido, vanigliato
Cristallizzazione: molto lenta

TARASSACO
Colore: giallo vivo
Profumo: molto intenso, pungente
Sapore: dolce ma con note amare
Cristallizzazione: rapida e compatta
Colore: ambrato e scuro
Profumo: intenso, affumicato
Sapore: deciso, amarognolo
Cristallizzazione: lenta

AGRUMI
Colore: chiaro
Profumo: molto fresco e agrumato
Sapore: dolce e fruttato
Cristallizzazione: rapida e fine
Colore: da chiaro ad ambrato
Profumo: balsamico, mentolato
Sapore: fresco, erbe officinali
Cristallizzazione: media e fine

GIRASOLE
Colore: giallo intenso
Profumo: floreale, leggero, fresco
Sapore: dolce e delicato
Cristallizzazione: rapida e cremosa
Prendi questa scheda come esempio e, se vuoi fare le cose in grande, crea un tuo taccuino delle degustazioni: pagina dopo pagina diventerà sempre più bello, personale… e pieno dei tuoi mieli preferiti!
MIELE DI
COLORE
Molto chiaro
Giallo paglierino
Ambrato
Scuro
PROFUMO
Floreale
Fruttato
Erbaceo
Balsamico
Caramellato
Tostato
SAPORE
Dolce
Floreale
Fruttato
Balsamico
Amaro
Speziato
Fresco/Mentolato
CONSISTENZA
Fluido
Cremoso
Denso
Cristallizzato
INTENSITÀ
1 → molto delicato
5 → molto intenso