IL CAMMINO CENTRALE
1
lisbona ➜ Vila Franca de Xira
Vialonga Granja
Junqueira
Póvoa de Santa Iria
Alpriate
Santo Antão do Tojal Via Rara Santa Iria de Azoia
18
Villa Franca de Xira 1.3
Unhos
FrielasSão João
São João da Talha
da Talha
16
Lisboa
Apelação Bobadela
14
Camarate
12
Sacavém
Prior Velho
1.2
Ameixoeira Portela
Charneca
Moscavide
10
Parque das Nações 1.1
Olivais Aeroporto
Lisbona
8
São João de Brito
Alvalade Praça de Macau
6
Marvila
Nossa Senhora de Fátima
Arroios
Beato 4
São João
Lisboa 2
lisbona ➜ Vila lisbona Franca ➜VilaFranca de de Xira Xira
Vila Franca de Xira 34
Cardozinhas
1.8
Bairro do Paraíso
Rondulha
32
Cotovios
Alhandra
São João dos Montes Subserra
30
Sobralinho Adanaia Matos Pardieiro
28
A-dos-Melros
Calhandriz 1.7
Alverca do Ribatejo 26 Mato da Cruz
Á-Dos-Potes
1.6
Verdelha de Baixo 24
Verdelha do Ruivo
22
Forte da Casa
Vila de Rei
1.5 1.4
Bucelas
Fonte Santa
Vialonga
Santa Cruz
Mogos Morgado Alpriate
Quintanilho Granja
Zambujal
20
Póvoa de Santa Iria Bragadas 18
Via Rara Santa Iria de Azoia
1.3
16
Junqueira São Julião do Tojal São João da Talha Santo Antão do Tojal
14
1
1
Da Lisbona a Vila Franca de Xira
400
20
25
VILA FRANCA DE XIRA
ALVERCA DO RIBATEJO
100
LISBONA
200
PONTICELLO IN LEGNO [1.4]
300
0m 0 km
5
10
15
LUNGHEZZA: 34,9 km DISLIVELLO: SALITA 107 m DISCESA 157 m DIFFICOLTÀ: impegnativa FONDO: 70% STERRATO 30% ASFALTO
Ospitalità e servizi LISBONA: This is Lisbon Hostel, rua da Costa
do Castelo 63, tel. 218-01.45.49, www.thisislisbonhostel.com, info@thisislisbonhostel.com, 37 posti, dormitorio da 28 €, singola da 69 €, doppia da 72 €, uso cucina, colazione, bar. Altre strutture ricettive e tutti i servizi. PARQUE DAS NAÇÕES: Pousada de Juventude, rua de Moscavide LT. 47-101 (a 800 m dal Cammino), tel. 218-95.10.06 / 925-66.50.76, www.pousadasjuventude.pt, lisboaparque@ movijovem.pt, 92 posti, dormitorio 28,90 €, doppia da 73 €, uso cucina. Al [1.1] giriamo a sinistra in avenida da Boa Esperança, alla seconda rotonda giriamo a destra in avenida Dom João II; la prima traversa sulla sinistra è rua de Moscavide. Altre strutture ricettive e tutti i servizi. OLIVAIS, SACAVÉM: Tutti i servizi. SANTA IRIA DE AZOIA (A 1,3 KM DAL CAMMINO):
Al [1.3] prendiamo la sterrata a sinistra, attraversiamo il ponte sulla ferrovia e arrivati alla N10 la seguiamo a sinistra per raggiungere le strutture ricettive. Il paese si trova circa 2 km più all’interno. Hotel Vip Executive Santa Iria,
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30
35
Estrada Nacional 10, tel. 210-03.23.00, www.viphotels.com, doppia da 72 €. Residencial Miratejo, Estrada Nacional 10, tel. 219-59.12.16, singola da 45 €, doppia da 55 €. Tutti i servizi. PÓVOA DE SANTA IRIA: Chiosco nei pressi della spiaggia fluviale, lungo il Cammino (d’inverno potrebbe essere chiuso). Tutti i servizi. VERDELHA DE BAIXO (A 1,4 KM DAL CAMMINO):
In prossimità della fontanella [1.6], giriamo a destra sul cavalcavia e continuiamo per 550 m, alla rotonda andiamo a sinistra, alla seconda rotonda dritto (quarta uscita), tenendo sempre alla nostra sinistra la zona commerciale; alla terza rotonda giriamo a destra in estrada da Alfarrobeira. Hospedaria Alfa 10, estrada da Alfarrobeira 10, tel. 219-58.04.75, www.alfa10.pt, geral@alfa10. pt, 27 posti, da 35 €, apertura annuale. Tutti i servizi. ALVERCA DO RIBATEJO: Tutti i servizi. ALHANDRA: A Familia-Associação de peregrinos, rua Maria Annes 30, tel. 963-29.31.18 / 919-35.51.79, afamiliaperegrinos@gmail.com, 20 posti, 5 €, microonde, apertura annuale. Tutti i servizi. VILA FRANCA DE XIRA: Hostel Domus Plaza, rua Antonio Palha 2 (a 450 m dal Cammino), tel. 926-07.06.50, hosteldomusplaza@
lisbona ➜ Vila Franca de Xira
gmail.com, 16 posti, dormitorio 30 €, doppia da 60 €, con colazione, uso cucina. Parque de Campismo Municipal VFX, rua Alfredo Keil, tel. 263-27.86.80 / 962-05.62.49, xiracamping@cm-vfxira.pt, 3,60-4,80 € a persona, 2,65-4,80 € a posto tenda,
possibilità di bungalow, chiuso a dicembre Pensão Ribatejana, rua da Praia 2A 1° (a 300 m dal Cammino), tel. 925-91.26.79 / 263-27.29.91, hotel.xira@live.com, 20 posti, da 25 €, apertura annuale. Altre strutture ricettive.
L’uscita da Lisbona richiede parecchi chilometri: vista anche la lunghezza di questa prima tappa, consigliamo di visitare con calma la città, sostando in un punto intermedio come il Parque das Nações (non mancano anche in seguito un paio di opportunità per spezzare il percorso, seppure non lungo il cammino). Poi, fino oltre Póvoa de Santa Iria, si percorre una lunghissima passerella lungo il Tago. Da Alverca ad Alhandra dobbiamo sopportare un po’ di asfalto trafficato, ma poi si raggiunge Vila Franca de Xira lungo una rilassante passeggiata su una pista ciclopedonale.
Iniziamo il nostro cammino dalla chiesa di Santiago, poche centinaia di metri sopra la Sé (cattedrale), ma non prima di aver ammirato la città di LISBONA dall’alto al Miradouro das Portas do Sol (poco oltre la chiesa intitolata all’Apostolo). Scendiamo per rua Limoeiro (poi rua Augusto Rosa) fino alla cattedrale. Passiamo davanti alla facciata e scendiamo per la via a sinistra, addentrandoci nell’Alfama. Solo grazie alle indicazioni evitiamo di confonderci e perderci nel gomitolo di vicoli stretti. Arrivati in largo do Chafariz de Dentro, su cui affaccia il Museu do Fado, il Cammino si rituffa all’interno del quartiere su per rua dos Remédios, poi prosegue dritto per rua do Paraíso, interrotta dal largo Doutor Bernardino António Gomes, sede del mercato rionale, all’altezza della stazione ferroviaria Santa Apolónia. Rua do Paraíso diventa poi rua do Mirante, che percorriamo fino all’incrocio con la grande rua do Vale de Santo António. Non possiamo sbagliare: continuiamo sempre dritto in rua da Cruz de Santa Apolónia finché non vediamo, alla nostra destra, la linea ferroviaria e in lontananza il porto sul Tejo (Tago). L’uscita da Lisbona, affascinante nel suo snodarsi per le vie dell’antico quartiere arabo dell’Alfama, dov’è possibile vedere ancora il cuore popolare della città, si fa via via più alienante mentre ci addentriamo nei sobborghi industriali, con le vecchie fabbriche dismesse, le gru del porto e le ciminiere in disuso. La vera sorpresa di questo primo tratto è l’abbondanza di segnalazioni rispetto a quanto ci si aspettava; inoltre, nei pochi tratti in cui le frecce scarseggiano, ci vengono in aiuto altri punti di riferimento: al primo grosso bivio che incontriamo, seguiamo il cartello che indica la direzione per il Museu nacional do Azulejo. Superato il museo, che ha sede nel Convento da Madre de Deus, e dopo aver oltrepassato un viadotto ferroviario, proseguiamo in rua de Xabregas, poi rua do Grilo e rua do Açúcar, che termina in praça David Leandro da Silva, dove possiamo ancora vedere il vecchio stabilimento vinicolo Abel Pereira da Fonseca, interessante esempio di archeologia industriale di Lisbona. 43
1
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lisbona ➜ Vila Franca de Xira
Lasciamo alla nostra destra la facciata dello stabilimento (ora sede di un mercato) e andiamo sempre dritto; dopo aver attraversato avenida Infante Dom Henrique, proseguiamo in rua Vale Formoso de Baixo. Ci troviamo a costeggiare la ferrovia fino a quando svoltiamo a destra in rua Gaivotas em Terra e poi a sinistra in avenida Fernando Pessoa. Al termine dell’avenida Pessoa inizia l’alameda dos Oceanos, il lungo viale pedonale abbellito da colorate e coreografiche fontane, che attraversa l’avveniristica area del Parque das Nações, con grattacieli, auditorium e padiglioni, edificata per l’Expo di Lisbona del 1998. Percorriamo il viale fino a raggiungere una rotonda, dove proseguiamo dritto fino a superare il primo edificio sulla destra del Museo della Scienza (Padiglione della conoscenza). Svoltiamo quindi a destra, raggiungiamo la darsena e la costeggiamo fino alla fine, dove giriamo a destra per proseguire lungo la riviera fino a raggiungere la foce del fiume Trancão. Continuiamo costeggiando il fiume, dapprima lungo il Passeio das Tágides, che termina con la bianca e tubolare Torre Vasco da Gama [1.1] (impossibile non notarla, sembra volerci sbarrare la strada!), poi lungo il Passeio do Tejo. Passiamo sotto l’imponente ponte Vasco da Gama e proseguiamo sempre lungo il corso del Tago, con un bel parco alla nostra sinistra. Alla confluenza con il fiume Trancão il percorso ciclopedonale compie una curva a sinistra: arriviamo a un ponte in legno [1.2] che ci consente di superare il fiume e proseguire ancora costeggiando il Tago, su una bella passerella in legno realizzata nel 2023 (chi volesse raggiungere il paese di Sacavém, a circa 1,5 km, invece di salire sul ponte prosegue dritto). Dopo poco più di 5 km, arrivati in corrispondenza di un pontile per la pesca, si stacca alla nostra sinistra una stradina sterrata [1.3]: il nostro percorso prosegue ancora dritto sulla passerella, ma chi volesse spezzare la tappa a Santa Iria de Azoia deve invece seguire il sentiero a sinistra (vedi “Ospitalità e servizi”). Continuiamo a camminare lungofiume ancora per 3 km, dopodiché il percorso rientra verso l’interno per circa 150 m, fino a trovare, sulla nostra destra, un ponticello in legno [1.4]. Lo percorriamo, costeggiando poi un’area industriale dismessa, al termine della quale giriamo a destra, di nuovo in direzione del fiume. Di fronte a noi, con nostro grande stupore, appare come un miraggio una vivace spiaggia sul Tejo animata da un chiosco [1.5] dove ci possiamo fermare per una pausa. Riprendiamo il Cammino che per altri 3 km circa prosegue su una passerella di legno e su stradine in mezzo ai campi nel Parco fluviale naturalistico del Tejo. Al termine di questa gradevolissima passeggiata ritroviamo una stradina asfaltata delimitata dalla linea ferroviaria a sinistra e da una serie di paletti di legno sulla destra. Dopo 600 m la stradina si immette su una strada più larga [1.6]. In questo punto troviamo una fontanella: chi ha scelto di fermarsi a Verdelha de Baixo deve lasciare qui il Cammino, prendendo a destra il cavalcavia (vedi “Ospitalità e servizi”). Proseguiamo dritto per 700 m fino alla stazione ferroviaria di Alverca do Ribatejo e al Museu do Ar (Museo dell’Aviazione). 44
lisbona ➜ Vila Franca de Xira
LISBONA. Veduta di praça Rossio dall’elevador de Santa Justa.
Per raggiungere il centro abitato dobbiamo oltrepassare i binari servendoci del passaggio sopraelevato all’interno della stazione (i ciclisti dovranno usare la rampa esterna). Con la stazione alle nostre spalle percorriamo l’avenida Infante Dom Pedro per 400 m, poi ci infiliamo a destra in mezzo ai condomini in rua 20 de Maio de 1449, la percorriamo tutta e giriamo a destra in rua Catarina Eufemia. La via termina di fronte a un campo. Le frecce però ci indicano un vicolo sterrato sulla sinistra che prosegue tra i campi [1.7]. In questa zona capita di incontrare piccoli allevamenti di piccioni viaggiatori: l’addestramento di piccioni per le gare sembra essere una passione condivisa a livello nazionale. Dopo poco meno di 500 m incrociamo altre due stradine e alla seconda giriamo a destra. Lo sterrato diventa asfalto e al primo incrocio andiamo a sinistra. Alla nostra sinistra avremo per circa 600 m dei capannoni industriali dopo i quali, al secondo incrocio, svoltiamo a destra. Al successivo incrocio giriamo a sinistra e al termine della strada, nei pressi di una rotonda, incontriamo la trafficata N10 e la seguiamo verso destra. Rimaniamo sul ciglio della strada per circa 2,5 km sfiorando Sobralinho. All’altezza di un enorme cementificio lasciamo la nazionale e andiamo a destra su un ponte che attraversa la linea ferroviaria. Al di là del ponte siamo ad Alhandra. Scesi dal ponte, alla grande rotonda proseguiamo dritto, giriamo a destra in fondo alla strada, superiamo la caserma dei pompieri e al termine della via svoltiamo a sinistra. Proseguiamo costeggiando il Tejo (alla nostra destra) e giungiamo finalmente presso un bar che si affaccia sul fiume. Da qui fino a VILA FRANCA DE XIRA il percorso diventa una passeggiata su una comoda e rilassante pista ciclopedonale che lambisce il Tejo e lungo la quale possiamo trovare anche una fontanella per rifornirci d’acqua. La pista non inizia subito bensì all’altezza di una struttura sportiva 45
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lisbona ➜ Vila Franca de Xira
(Piscinas Baptista Pereira). L’entrata nel centro della città è annunciata da un grande edificio bianco [1.8]. Si tratta dell’ex fabbrica di riso, ora trasformata in biblioteca municipale! Superiamo la biblioteca e subito dopo andiamo a sinistra in avenida Pedro Victor. Allo slargo con un’aiuola in centro giriamo a destra entrando così in praça Afonso de Albuquerque, dove termina la tappa. A Vila Franca non ci sono apposite strutture di accoglienza per pellegrini, però sono presenti ostelli, B&B e pensioni che offrono tutti i servizi di cui abbiamo bisogno.
Da vedere Lisbona In caso abbiate poco tempo a disposizione, il nostro consiglio, per avere una rapida ma significativa visione d’insieme della città, è di fare un giro sul vecchio TRAM 28, che attraversa tutta Lisbona. La SÉ è la cattedrale-fortezza della città, in stile romanico, con le torri gemelle merlate e il grande rosone che domina la facciata; fu fondata nel 1150, per volere di re Alfonso I, tre anni dopo aver riconquistato Lisbona sottraendola ai mori. A 400 metri dalla cattedrale, il MIRADOURO DAS PORTAS DO SOL si raggiunge salendo per la via alla sua sinistra. Nel bellissimo panorama spicca la igreja de Santa Engrácia, realizzata nel XVII secolo e divenuta, nel 1916, Pantheon Nazionale (Panteão Nacional). Conserva i cenotafi di illustri personaggi della storia portoghese, dai più antichi (Vasco da Gama, Afonso de Albuquerque, Enrico il Navigatore) ai più recenti (Amália Rodrigues). Il quartiere più antico e affascinante di Lisbona, l’ALFAMA, deve il suo nome alla parola araba alhaman, con riferimento alle fonti termali di largo das Alcaçarias. Di moresco è rimasto molto in questo barrio, il saliscendi di edifici pigiati l’uno sull’altro, i vicoli (becos) stretti e le scalinate che li collegano. Perdetevi in questo labirinto di strade alla ricerca di una taverna in cui si mangia a prezzi popolari ascoltando il nostalgico fado. Costruito dai visigoti nel V secolo, trasformato in fortezza dai mori nel IX e infine conquistato dai cristiani nel 1147, il CASTELLO merita una visita per lo splendido panorama che si gode dalle mura di cinta. Uno dei nostri angoli preferiti di Lisbona è il LARGO DO CARMO: vale la pena fermarsi nello spazio senza tempo della piazzetta su cui si affaccia la chiesa. La igreja do Carmo venne distrutta dal terremoto del 1755, ma forse lo stato di rovina ne ha accentuato lo splendore. Oggi restano in piedi le mura perimetrali. Da qui potete accedere all’elevador de Santa Justa, l’ascensore da cui si gode di una vista mozzafiato sulla città, dai quartieri del Rossio e della Baixa, fino al castello e al Tejo. Il MOSTEIRO DOS JERÓNIMOS fu costruito nella prima metà del XVI secolo per opera di Diogo Boitaca e João de Castilho, che progettò la meravigliosa facciata principale della chiesa, una complessa gerarchia di figure che ha al centro il principe Enrico il Navigatore. Voluto da re Manuel, è situato vicino al porto antico, dove prendevano il mare le caravelle dei grandi navigatori. All’interno della chiesa, le pietre tombali 46
lisbona ➜ Vila Franca de Xira
VILA FRANCA DE XIRA. Il mercato municipale.
di Vasco da Gama e Luís de Camões, autore del poema epico nazionale, I Lusiadi. Senza dubbio la parte più emozionante del vasto complesso è il chiostro, un quadrato perfetto costituito da due ordini di gallerie, un’assoluta armonia di proporzioni e decori che sembrano pizzi di pietra. Qui è sepolto il grande poeta Fernando Pessoa. Uno dei simboli della città, nonché unica costruzione interamente manuelina del Portogallo, la TORRE DI BELÉM fu costruita da Francisco de Arruda nel 1515-1520 su ordine di re Manuel per fungere da residenza della capitaneria di porto. Nel quartiere di Belém non perdete una sosta all’ANTIGA CONFEITARIA DE BELÉM, accanto al Mosteiro dos Jerónimos, dove da più di un secolo, ogni giorno, si sfornano gli squisiti pastéis de nata più famosi di Lisbona! Molto amata dai portoghesi è la ginjinha (un liquore a base di amarene) tipica di Óbidos, Alcobaça e Lisbona. Dolce e aromatica, la più famosa è quella che si serve in largo de São Domingos, nel Rossio.
Vila Franca de Xira La città è conosciuta in tutto il Ribatejo per le
touradas (corride) che si svolgono nella praça de Touros durante le festività come la Feira de Outubro e la Festa do Colete Encarnado, a giugno. Di particolare interesse per gli appassionati è il Museo Etnografico ospitato nell’arena. Per la cena consigliamo un posto davvero sui generis: la Marisqueira União (rua Serpa Pinto 129A). È un piccolo locale che serve solo ed esclusivamente frutti di mare freschissimi. L’ordine parte dal mezzo chilo in su e vige l’obbligo di mangiare senza posate, a meno che non ordiniamo gli enormi granchi: in questo caso ci vengono dati in dotazione anche pinze e martelli! Non troveremo più lungo tutto il Cammino un posto del genere. 47
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Lisbona, un po’ di storia Costruita su un gruppo di colline sull’ampio estuario del Tejo, la città fu prima abitata da gruppi di popolazioni autoctone e poi entrò nella zona d’influenza dei fenici, che la chiamarono Allis Ubbo (approdo sicuro). I greci la conoscevano con il nome di Olisipo e, secondo il mito, fu fondata da Ulisse nel suo viaggio di ritorno da Troia a Itaca. Dopo le guerre puniche, venne inglobata nell’Impero romano e ribattezzata Felicitas Julia; divenne una delle prime città cristiane. Nel 585 d.C. fu aggregata al regno visigoto di Toledo, e il nome fu cambiato in Ulishbona. Nel 711 la città fu conquistata dai mori, che la rinominarono al-Išbun̄ah. L’influenza araba è ancora visibile, in particolare nel quartiere dell’Alfama, il più antico perché è l’unico rimasto in piedi dopo il terremoto del 1755. Il 25 ottobre 1147 Alfonso I di Portogallo, dopo un assedio che durava dal primo luglio, entrò a Lisbona con un esercito di crociati: un passo fondamentale nella riconquista della penisola iberica. Tra il XV e il XVII secolo da qui partirono moltissimi viaggi di esplorazione, tra cui quello che permise a Vasco da Gama di arrivare in India. Il XVI secolo segna l’epoca d’oro per Lisbona. La città divenne il centro del commercio europeo con l’Africa, l’India, l’Estremo Oriente e, più tardi, il Brasile. È il momento dell’esuberante stile manuelino, che ha lasciato il suo segno in due dei monumenti più importanti della capitale: la Torre di Belém e il Mosteiro dos Jerónimos. Nel 1755 un devastante terremoto distrusse gran parte della città. Dopo il terremoto il primo ministro del tempo, Sebastião José de Carvalho e Melo, primo marchese di Pombal, guidò la ricostruzione della città: invece di riedificare sulle tracce della precedente città medievale, Pombal decise di abbattere i ruderi e costruire un centro conforme alle moderne regole urbanistiche dell’Illuminismo. Invasa all’inizio dell’Ottocento dalle truppe di Napoleone Bonaparte, già verso la metà del secolo la città sentiva tutta la forza del nascente movimento liberale portoghese, cominciando la sua tradizione di caffè e teatri. In seguito, proprio a Lisbona scoppiò la rivolta repubblicana del 5 ottobre 1910, che depose il principe reggente e instaurò la repubblica in Portogallo. Dopo questa rivoluzione, tuttavia, il Paese rimase in una situazione politicamente molto confusa, sostanzialmente di guerra civile. Nel 1926 prese il comando il generale António Óscar Carmona, che detenne il potere fino al 1951. Nel 1932, dopo aver ricoperto l’incarico di ministro delle Finanze, António de Oliveira Salazar venne nominato primo ministro. Ebbe così inizio una fase di accentramento dei poteri, sostenuto dalla Chiesa e dall’alta borghesia. Fu la fine della libertà di stampa e dei sindacati, e l’inizio dell’epoca dell’Estado Novo, il fascismo portoghese, dichiaratamente ispirato a quello italiano (tuttavia, durante la Seconda guerra mondiale il Portogallo rimase neutrale). Il 25 aprile 1974 Lisbona fu teatro della Rivoluzione dei garofani, che mise fine all’Estado Novo e instaurò la democrazia in Portogallo. 48