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TECNICA ED INFORMAZIONI DALLE AZIENDE
Anno 34 • n. 4 • aprile 2026
Sempre più spazio ai nostri esperti e professionisti, per affrontare insieme agli impresari il futuro del settore con approfondimenti, opinioni e consigli sulle principali e importanti tematiche della funeraria.













Tiziano Bertin
L’architettura che educa al bello al servizio del commiato



Domus Rovigo, la casa funeraria inaugurata lo scorso febbraio, è un progetto avveniristico e unico nel suo genere firmato da Apiemme Engineering.


Non è soltanto una nuova casa funeraria, ma una visione che prende forma: Domus Rovigo nasce come progetto architettonico d’eccellenza, riconosciuto tra i migliori 100 in Italia. «Riteniamo che l’architettura sia arte e cultura e vogliamo esprimerla attraverso progetti d’eccellenza e innovativi», aveva dichiarato Paolo Gentilini, amministratore di Apiemme Engineering, in occasione della partecipazione dello studio di architettura bresciano, proprio con il progetto della casa funeraria Domus Rovigo, al Premio Regula, che celebra i migliori progetti italiani nei vari settori dell’architettura, del design, della tecnologia e della sostenibilità.
«Il progetto della Domus Rovigo non solo è lungimirante, ma dimostra come, anche nel settore funerario, l’architettura
Firmato da Apiemme Engineering, Domus Rovigo è un progetto unico nel suo genere che innova il modo di vivere il lutto: l’architettura assume un ruolo centrale nella creazione di spazi intimi e accoglienti, dove la luce naturale diventa la vera protagonista. >



possa diventare strumento di cultura, di bellezza e di responsabilità sociale».
ARCHITETTURA COME
ESPERIENZA E CURA
Il tratto distintivo di questo progetto è il ruolo centrale dell’architettura: Domus Rovigo dimostra come un progetto architettonico possa avere valore sociale ed essere concepito come uno strumento emotivo e culturale capace di trasformare il commiato in un gesto d’amore e il luogo del lutto in uno spazio intimo e accogliente, in contrasto con ambienti freddi e impersonali. «Si tratta di un progetto avve-

Alcuni momenti dell’inaugurazione della nuova Domus Rovigo, avvenuta lo scorso febbraio e che ha visto la partecipazione di numerosi cittadini e diversi protagonisti del settore funerario.



niristico e unico nel suo genere, che mette al centro l’architettura al servizio dell’uomo», sottolinea Paolo Gentilini.
«Un’architettura che deve educare al bello e che può contribuire a lenire il dolore in momenti così delicati come la perdita di un proprio caro».
SPAZI, LUCE
E TECNOLOGIA
La hall, dalle misure importanti, con un’altezza che supera i cinque metri, accoglie e introduce in un ambiente ampio e luminoso.
La luce naturale, che attraversa le grandi vetrate, è infatti la vera protagonista: raggiunge
tutte le sale, contribuendo a creare un’atmosfera di quiete e apertura. La struttura offre sei sale dedicate alla veglia, ognuna dotata di comfort e spazi privati, a cui si aggiungono una moderna e accogliente sala del commiato, per ospitare le cerimonie di qualsiasi credo religioso, e spazi


La luce naturale che entra dalle grandi vetrate e raggiunge tutte le sale è la vera protagonista di questa struttura, contribuendo a creare un’atmosfera di quiete e accoglienza.
funzionali per lo staff dell’impresa, destinati alla preparazione del defunto e all’organizzazione delle cerimonie. Il magazzino, organizzato come hub logistico ad alta tecnologia, garantisce efficienza operativa e standard elevati per rendere Domus Rovigo un punto di riferimento per la comunità di Rovigo e del Polesine.
UN’UNICA VISIONE
La realizzazione di una casa funeraria richiede molte e diverse competenze: dalla progettazione architettonica all’ingegneria, dalla logistica alla normativa funeraria.
Apiemme Engineering ha saputo combinare tutte queste competenze, offrendo un unico interlocutore in grado di seguire ogni fase del progetto, ottimizzando tempi e responsabilità.
«Apiemme Engineering riesce da sempre a eccellere nella progettazione di case funerarie e sale del commiato in tutta Italia», conclude Paolo Gentilini. «Alle competenze tecniche si unisce la padronanza delle normative e dei regolamenti in materia funeraria che ci consente di occuparci di tutti gli aspetti tecnici e legislativi legati a queste particolari strutture».




Alle sei sale dedicate alla veglia si aggiunge un’ampia e moderna sala del commiato, pronta ad accogliere le cerimonie di qualsiasi credo religioso.




Progettata con le più avanzate soluzioni tecnico-architettoniche, Domus Rovigo offre ambienti curati, eleganti e accoglienti dove vivere con delicatezza e intimità il momento del cordoglio.




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Il valore si costruisce anche dopo il funerale
Il servizio funebre si evolve e non si esaurisce nel rito, ma continua anche successivamente attraverso un reale supporto alla famiglia.
Quella degli adempimenti burocratici è una fase complessa, troppo spesso ancora sottovalutata, inclusa in un percorso più ampio che comprende il funerale. È proprio qui che si crea oggi una nuova opportunità per le imprese funebri più attente all’evoluzione del settore. Molte agenzie hanno infatti già intrapreso questa direzione, integrando un supporto strutturato per il post-funerale.
«Il nostro compito non è solo organizzare il servizio, ma restare un punto di riferimento anche dopo», afferma Roberta Ruggeri dell’impresa funebre Ruggeri di Cagliari.
«Da quando abbiamo introdotto Memoriae, le famiglie si sentono realmente accompagnate e questo ha rafforzato la fiducia e il legame con la nostra agenzia».
UNA GUIDA
AL PROPRIO FIANCO
Il cambiamento è percepito chiaramente anche dalle famiglie. «Il funerale è stato difficile dal punto di vista emotivo, ma le vere difficoltà sono emerse dopo», racconta Luciana Uffesetti, assistita dal servizio proposto dall’impresa funebre alla quale si è rivolta dopo la perdita del marito. «Con Memoriae abbiamo avuto un percorso chiaro e soprattutto
avere al nostro fianco qualcuno che ci guidava e si occupava delle pratiche ci ha dato serenità in un momento così delicato, in cui non avevamo le energie per affrontarle».
RISPOSTA A UN BISOGNO REALE
Questa evoluzione arriva in un momento cruciale per il settore. Negli ultimi anni l’aumento del numero di operatori ha intensificato la


Roberta Carta dell’impresa di onoranze funebri Osiria di Cagliari, che ha introdotto Memoriae tra i servizi pensati per le famiglie per rispondere alle reali esigenze del post-funerale.
competizione, spesso spostandola anche sul prezzo.
Ma proprio per questo la qualità del servizio torna a essere il principale elemento di differenziazione.
Se in passato la casa funeraria ha rappresentato una svolta, oggi il supporto postfunerale si sta affermando come la nuova frontiera della professionalizzazione del servizio.
Offrire assistenza dopo il funerale consente all’impresa di rispondere a un bisogno reale e, allo stesso tempo, di rafforzare la propria identità e reputazione.
Le famiglie ricordano chi è stato davvero presente nei momenti più complessi e questo si traduce in fiducia

e passaparola, come testimoniato da Roberta Carta dell’impresa funebre Osiria: «Offrire Memoriae ci ha permesso di distinguerci concretamente e di essere percepiti come un punto di riferimento anche dopo il funerale.»
Federico Pisano e Diego Garau, manager e fondatori di Memoriae, al fianco delle imprese funebri con un servizio e un supporto post-funerale per le famiglie.
Assistita dal servizio Memoriae proposto dall’impresa funebre, Luciana Uffesetti ha confermato l’importanza di avere al proprio fianco una guida per tutte le pratiche burocratiche in un momento molto difficile e complicato rappresentato dalla perdita del marito.

FACILE, RAPIDO
E COMPLETO
«Siamo presenti in tutta Italia, con imprese partner in Lazio, Veneto, Lombardia, Piemonte, Puglia e Sardegna», afferma Federico Pisano, fondatore di Memoriae con Diego Garau. «Integrare una soluzione per il post-funerale è estremamente semplice e vantaggioso: si tratta infatti di un servizio facile, rapido e completo per la gestione della burocrazia dopo un lutto».
L’agenzia deve semplicemente offrire al dolente una consulenza dedicata gratuita durante la quale la famiglia
può delegare a Memoriae le pratiche iniziali, come pensione di reversibilità, volture e cessazioni contrattuali, senza alcun costo.
«Il servizio include inoltre la dichiarazione di successione, proposta alla famiglia a un prezzo convenzionato che genera un’entrata aggiuntiva per l’agenzia grazie a una commissione dedicata», conclude Federico.
«In questo modo, l’impresa può ampliare concretamente il proprio servizio e creare nuovo valore, senza aumentare il proprio carico di lavoro».
Sempre più imprese in tutta
Le imprese funebri che desiderano integrare Memoriae tra i propri servizi e approfondire il modello di collaborazione possono trovare maggiori informazioni su www.memoriae.life/tecnica
Italia stanno adottando questo approccio, riconoscendo nel supporto post-funerale non solo un servizio aggiuntivo, ma un’evoluzione naturale del proprio ruolo.
In un settore dove distinguersi è sempre più difficile, la vera differenza sta nel rispondere alle reali esigenze delle famiglie con un servizio completo che le accompagni anche dopo il funerale, costruendo fiducia duratura e posizionandosi tra le imprese più evolute e ambiziose del settore.



Anche la qualità



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30 anni di eccellenza e visione tailor-made
Sinonimo di innovazione, eleganza e personalità, il marchio Ellena celebra i suoi primi 30 anni di attività.
Fondata nel lontano 1996, l’azienda ha saputo distinguersi fin da subito per un approccio unico: la produzione di mezzi su misura nati da un working method che unisce le tecnologie di ultima generazione alla cura artigianale del dettaglio tipica delle eccellenze dell’automotive italiana. Una produzione limitata di altissima qualità e destinata ai migliori operatori nazionali e internazionali che, seguiti passo passo dai tecnici, possono personalizzare il proprio mezzo funebre in ogni particolare a seconda di gusti ed esigenze.
LA FILOSOFIA DEL MARCHIO
Il successo del marchio risiede in una visione che pone il design al centro di ogni progetto, come conferma Massimo Ellena: «Abbiamo sempre posto grande attenzione al design e oggi le nostre autofunebri sono riconosciute in tutto il mondo per personalità ed eleganza. Questo grazie alla collaborazione con designer, che da anni ci permette di segnare nuovi standard di settore. Facciamo affidamento a tecnologie avanzate per sviluppare soluzioni davvero su misura, capaci di

soddisfare tutte le esigenze. Ci piace provare nuovi colori, processi di finitura e accessori per fare la differenza».
UN’ESPERIENZA
ESCLUSIVA PER L’IMPRESARIO
La produzione Ellena è volutamente limitata e destinata ai migliori operatori nazionali e internazionali. Ogni cliente viene seguito passo dopo passo dai tecnici dell’azienda, con la possibilità di personalizzare il proprio mezzo funebre in ogni particolare, assecondando gusti ed esigenze specifiche. Non si tratta solo di acquistare un veicolo, ma di partecipare alla creazione di un pezzo unico. Attraverso l'espansione della propria struttura e la collaborazione con designer esperti, Ellena continua a definire nuovi standard di eleganza e funzionalità per il mercato funebre internazionale.
La cronologia dei successi evidenzia una costante evoluzione, dai primi modelli fino all'integrazione di meccaniche prestigiose e il recente orientamento a sostegno della sostenibilità ambientale, con veicoli a propulsione ibrida ed elettrica.
i primi passi
Nasce Ellena, specializzandosi fin da subito nella realizzazione di autofunebri tailor-made. Il primo modello è la W210 a due porte, su base Mercedes-Benz e completamente realizzata in lamiera.

Ellena presenta il primo modello di autofunebre a 4 porte.

crescita e innovazione - la svolta industriale
L’azienda decide di passare dalla lavorazione in lamiera a quella in vetroresina. Un cambiamento che permette di accelerare notevolmente i processi produttivi e il volume dei veicoli allestiti.

Avvalendosi di designer professionisti per la realizzazione di modelli dalle linee uniche e innovative, il marchio Ellena presenta il celebre modello E 411 su base MercedesBenz.

La crescita del marchio si riflette nell’inaugurazione della nuova sede a Saluzzo: uno spazio di oltre 5mila metri quadrati dotato di impianti di verniciatura e assemblaggio all’avanguardia.

Presentata la E 511S, con le sue misure da record: cinque posti e una lunghezza di 6,30 metri.

Ellena rompe gli schemi presentando la prima autofunebre in color avorio, il modello quattro porte E 512.

Arriva il riconoscimento ufficiale
dal Ministero dei Trasporti Italiano con il certificato di produzione di veicoli in piccola serie.
Nello stesso anno viene lanciato anche il nuovo modello a due porte E 212.

eleganza sportiva e ibrido
Enorme successo alla presentazione del modello G 3.0 su base
Maserati Ghibli, apprezzato per la fusione perfetta di linee sportive e un abitacolo funzionale ed elegante.

Presentata la nuova autofunebre passo lungo E 513 su meccanica Mercedes-Benz.

La svolta elettrica: presentata la prima autofunebre ibrida su meccanica Mercedes-Benz. Questa innovazione garantisce il massimo comfort nei lunghi viaggi e permette di operare in modalità totalmente elettrica, nel pieno rispetto dell’ambiente.

2020
Prosegue la crescita e raddoppia lo stabilimento di Saluzzo per ospitare nuove tecnologie a supporto della produzione.

2021
2022
Debutta il modello J40 su base Jaguar, che unisce il carattere sportivo e l’eleganza nella migliore tradizione del made in Italy.

la rivoluzione sostenibile
Il reparto di R&D guarda con determinazione al futuro del trasporto funebre di alto livello, puntando sulla sostenibilità.

2024
La nuova EMQE rappresenta l’apice dell’evoluzione di Ellena: un profilo filante da coupè e un design originale abbinati a una tecnologia di propulsione completamente elettrica.
Non mancano le novità per le motorizzazioni tradizionali, come la nuova quattro porte E 514 su base Mercedes-Benz, dalle linee accattivanti, accanto al modello più piccolo, la E 214


Presentata anche una versione a passo corto: la ESQE, più compatta ma altrettanto avanzata tecnologicamente. Con queste premesse Ellena si conferma un vero laboratorio di design e tecnologia, pronto a essere uno dei protagonisti alla guida del settore funebre verso le sfide dei prossimi trent’anni.








Suggestioni su misura
Senza rinunciare alla valorizzazione degli ambienti, il roll up è la soluzione ideale per chi ha la necessità di allestire una camera ardente anche in locali ristretti.
Una scelta che abbina un efficace impatto estetico a una comoda praticità: il roll up di Zenit è poco ingombrante e consente di occupare con eleganza anche spazi minimi, senza rinunciare alla bel -
lezza. La struttura, leggera e facile da trasportare, è molto semplice da montare e smontare. È composta da un fondale che si riavvolge fino alla base del supporto, con un ingombro minimo anche da chiuso.
Le numerose e suggestive immagini a disposizione per il fondale confermano la versatilità del roll up fornito da Zenit, che garantisce infatti la massima possibilità di scelta alle imprese funebri e alle famiglie.

2 CRISTO CUORE
3 CRISTO MISERICORDIOSO
4 PADRE PIO
5 IL PADRE E IL FIGLIO
6 IL BUON PASTORE
7 PIETÀ
8 MEDITAZIONE
9 PIETÀ SINAI
Una struttura solida e al tempo stesso leggera, facilmente trasportabile, con un telo riavvolgibile fino alla base e disponibile in diversi temi e colori.





Autonomia operativa senza sforzo
Nel settore delle attrezzature funerarie, efficienza operativa e sicurezza rappresentano due requisiti imprescindibili.

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Èin questo contesto che si inserisce il portabara a fisarmonica Jolly Energy, progettato da Olivetti per ottimizzare le operazioni di carico e scarico del feretro, garantendo autonomia all’operatore e massima stabilità in ogni fase di utilizzo. Jolly Energy nasce infatti con un obiettivo preciso: consentire a un singolo operatore di movimentare il feretro in totale autonomia.
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Con un semplice movimento lineare è possibile effettuare l’inserimento o l’estrazione del feretro dal vano del mezzo in modo fluido e controllato.
EFFICIENZA, ERGONOMIA E PROFESSIONALITÀ
In un settore dove precisione e professionalità sono fondamentali, Jolly Energy rappresenta una soluzione concreta per migliorare l’organizzazione del lavoro. Riducendo lo sforzo fisico dell’operatore e aumentando la sicurezza durante le manovre, Olivetti propone una risposta tecnologicamente avanzata alle esigenze quotidiane e contribuisce a elevare gli standard operativi dell’impresa moderna.












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L’arte dell’eccellenza
•

Se il riposizionamento di Scacf rappresenta la spinta verso una modernità consapevole, l’ultima mossa della realtà umbra conferma una volontà precisa: presidiare l’apice del mercato con l’autorevolezza di chi conosce il valore del tempo. Il rilancio del marchio Pino Spagnoletti non è solo un’operazione commerciale, ma un atto di amore verso l’alto artigianato italiano. Parliamo di un nome che, per decenni, ha rappresentato la gamma luxury del cofano funebre, un’eccellenza capace di trasformare la materia lignea in pura opera d’arte. Oggi, quella maestria non solo sopravvive, ma trova in Scacf la struttura operativa e la visione per proiettarsi nel futuro.
Il binomio tra Scacf e lo storico marchio pugliese Spagnoletti dimostra come la tradizione del lusso possa evolversi in una partnership strategica. Michela Sgoluppi, marketing manager di Scacf, spiega i dettagli di un’operazione che ridefinisce l’alto di gamma nel settore funerario.
In un mercato che troppo spesso sacrifica il dettaglio, questa sinergia sceglie la strada opposta: portare la firma di Pino Spagnoletti a un target selezionato, con una produzione che rappresenta la quintessenza del saper fare.
DUE ANIME,
UN’UNICA VISIONE
L’integrazione di Spagnoletti nel portfolio Scacf risponde a una logica di segmentazione impeccabile. Se Scacf è il partner dell’impresa funebre moderna, il brand Spagnoletti ne diventa la gemma più preziosa, la risposta a una committenza che esige l’unicità. Per questo motivo Scacf ha scelto di preservare l’identità del marchio con una strategia dedicata: un
La maestria di Pino Spagnoletti incontra la forza di Scacf in un progetto strategico che ridefinisce l’alto di gamma.

catalogo autonomo e un sito web specifico, pensati per narrare un mondo fatto di essenze rare, intagli sapienti e una cura maniacale per l’estetica.
EQUILIBRIO PERFETTO
Pino Spagnoletti continuerà a vivere come un’entità che brilla di luce propria grazie al supporto logistico e produttivo della struttura umbra.
È l’unione tra la solidità di Scacf che produce 300 pezzi al
giorno e l’esclusività di un atelier che firma capolavori numerati. Un equilibrio perfetto che garantisce all’impresario l’eccellenza estetica di Spagnoletti unita alla certezza della conformità e della puntualità firmata Scacf.
IL LUSSO COME
ASSET STRATEGICO
Scacf ha deciso di dedicare a Spagnoletti una centralità assoluta all’interno del proprio
spazio espositivo a Tanexpo, creando un’area dove il prodotto non è solo esposto, ma raccontato.
La vera notizia, che scalda il cuore degli addetti ai lavori, è la presenza fisica di Pino Spagnoletti all’interno dello stand Scacf, a guidare i visitatori nel viaggio tra i legni più nobili, spiegando le venature, le scelte costruttive e quei valori di eccellenza che lo hanno reso un’icona del settore.


È un passaggio di testimone che avviene sotto gli occhi di tutti: l’esperienza del maestro che si fonde con la forza di un’azienda che ha deciso di investire sul futuro della qualità. Con l’operazione Pino Spagnoletti, Scacf non ha solo aggiunto un marchio al proprio catalogo: ha blindato il concetto di una scelta di valore portandolo ai massimi livelli.
Giovedì 7 maggio alle ore 12:30, presso lo stand Scacf a Tanexpo, il momento inaugurale con la presenza di Pino Spagnoletti segnerà ufficialmente l’avvio delle nuova partnership.
L’APPUNTAMENTO
Per celebrare questa unione, l’azienda ha previsto un momento istituzionale e simbolico di grande impatto giovedì 7 maggio, alle 12:30, presso lo stand Scacf a Tanexpo: si terrà il taglio ufficiale del nastro, alla presenza della proprietà e dello stesso Spagnoletti, per sancire l’avvio di una nuova era per il lusso funerario.
Un invito rivolto a tutti i professionisti che non si accontentano, ma che cercano nel proprio fornitore un partner di prestigio.
Vedere Pino Spagnoletti raccontare i suoi legni, valorizzato dalla visione di Scacf, sarà la prova tangibile che in Italia l’eccellenza non si ferma: evolve e cambia casa per diventare ancora più grande.

Nel sessantesimo anniversario della sua fondazione il payoff Una scelta di valore e il nuovo logo sintetizzano i tre pilastri di Scacf: il valore per la memoria, per l’ambiente e per le persone.

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Dal greco kalos, bello, la calla è simbolo di bellezza ed eleganza essenziale. Per questo tre calle rivolte verso l’alto sono state scelte per impreziosire il modello 88 Calla di Ferrari, disponibile nelle finiture esotico, frassino e yellow pine.



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Esprime una sobrietà contemporanea attraverso linee pulite e proporzioni armoniche il modello 280 firmato La Veneta. La ricchezza naturale delle essenze ebiara e rovere risulta protagonista, valorizzata da una lavorazione accurata che esalta la continuità della venatura e la qualità costruttiva.


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UN OMAGGIO DI SOBRIO SPLENDORE
Caratterizzato da venature sinuose e una luminosità naturale, il cofano 820 in frassino scelto di Lavalle è pensato per offrire un addio di estrema dolcezza e intramontabile eleganza. Disponibile anche in noce esotico e yellow pine.


CREATIVITÀ E TECNICA VINTAGE

Resta fedele ai gusti classici, ma si distingue per una lavorazione tanto raffinata quanto complessa: l’incastro a coda di rondine, che testimonia la maestria artigianale di Lombarda. Il cofano Vintage è realizzato in noce nazionale, rovere slavonia e mogano afrika.


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Luca Ghirardotti





DELICATI INTARSI
Si distingue per i delicati intarsi in radica il cofano 94 RV Radica Vinci di Lorandi. Realizzato in rovere, è infatti impreziosito da un ramo di fiori di pesco, fiore scelto per il sentimento di amore eterno, immenso e duraturo che simboleggia.


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Unisce linee eleganti e materiali di pregio il modello 81 CN Cristo Nuovo di Melloni. Un cofano raffinato e senza tempo arricchito da una nuova e simbolica immagine di Cristo in preghiera, con il viso rivolto verso l’alto.

















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Dal design pulito, realizzato in legno resinoso, il modello A Versus Resinoso presenta un raffinato fregio perimetrale con intaglio a motivo greca continuo che aggiunge un richiamo classico e geometrico. Il coperchio sagomato a più livelli conferisce una solida tridimensionalità creando un gioco di volumi.


NUOVA ELEGANZA IN ROVERE

Le linee essenziali e le finiture curate rendono il nuovo modello 2027 di Scacf una proposta di alto livello, tra le varie che saranno presentate alla prossima edizione di Tanexpo. È realizzato in un’essenza pregiata come il rovere, dello spessore di 52 cm, espressione di solidità e prestigio.
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A Versus Resinoso
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CONTEMPORANEO IN TEAK

Apprezzato per l’autentica eleganza e per le venature calde e avvolgenti, il modello Picasso presenta un design geometrico ispirato all’arte contemporanea. Una proposta di alta gamma dedicata alle imprese che desiderano proporre qualità, esclusività e un valore percepito di livello superiore.

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Picasso
Costantino Urciuoli

Caggiati rinnova la proposta 2026 con una collezione che interpreta il design come equilibrio di stile, qualità e funzionalità: una nuova linea di decorazioni floreali realizzate in cera persa, in cui la finezza dell’artigianato italiano si unisce alla solidità e alla durabilità del bronzo.


La riforma amministrativa della polizia mortuaria
La legge 182/2025 apporta riforme sostanziali nel settore della polizia mortuaria, con un focus particolare sulla semplificazione delle procedure burocratiche e sulla regolamentazione in primis della cremazione e di altri istituti da essa strettamente dipendenti, come affido ceneri o dispersione.

Queste ormai necessarie novelle legislative hanno grande rilievo per l’intero comparto necroscopico, funebre (in particolar modo per la nuova disciplina dei trasporti mortuari) e pure cimiteriale perché, come afferma il legislatore stesso, la cremazione è servizio cimiteriale, in quanto viene pur sempre erogata all’interno di un cimitero pubblico, comunale e, quindi, demaniale. Nella disciplina introdotta dagli articoli 36 e 37 della legge 182/2025, in materia di gestione amministrativa del decesso, vengono toccati ed approfonditi temi come la denuncia della causa di morte, l’accertamento necroscopico dei decessi, il periodo di osservazione dei cadaveri e il regime delle autorizzazioni al trasporto, sia di salma sia di resti mortali, di ossa e ceneri. Particolare attenzione sarà dedicata, qui sulle pagine di Tecnica, agli impatti operativi, ai profili di responsabilità e al coordinamento tra normativa sanitaria e stato civile, ancora tutto da decifrare e capire.
a cura di Carlo Ballotta

INTERPRETARE, PER UNA
CORRETTA E GRADUALE
APPLICAZIONE
L’approccio di questo articolo di taglio tecnico-giuridico è proprio finalizzato a proporre una riflessione d’insieme e più complessiva sui possibili problemi di uniformità ermeneutica e correttezza procedurale che si presentano puntualmente quando una qualunque riforma, soprattutto se di carattere strutturale, e quindi di una certa consistenza, deve essere prima ancora ben capita e solo dopo metabolizzata da tutti gli ingranaggi della mac-
china procedimentale di polizia mortuaria.
La vera sfida, oggi, non è tanto interpretare la legge con inutili sofismi, quanto rendere, a tempo debito, questo “pacchetto di norme” concretamente applicabile in modo graduale e ordinato, proprio nel senso di individuare un unico, ragionevole filo conduttore per una legge che spazia su più materie.
Solo allora la cremazione potrà essere governata come un procedimento ordinario, e quindi in modo davvero espeditivo e dunque più veloce, efficiente.
CREMAZIONE: BASTA INCERTEZZE E CASI SPECIALI
Finalmente per impiegati comunali e imprese funebri potrebbero ragionevolmente terminare i continui batticuore dovuti all’eccezionalità della cremazione, quasi che relativo provvedimento fosse un atto extra ordinem.
La certezza del diritto giova non solo ai competitors (soggetti commerciali di diritto privato) del mercato funerario italiano, ma anche alle stesse pubbliche amministrazioni, che così non avranno bisogno di
sondare prudentemente il clima del dibattito giuridico (assai acceso, invero!) sugli effetti della legge 182/2025, per poi affidarsi a un equilibristico “caso per caso”, magari prima di rilasciare l’autorizzazione necessaria.
MENO BUROCRAZIA, PIÙ RAPIDITÀ
L’intento preciso del legislatore è l’abbattimento di quei tempi morti di inerzia burocratica cui spesso le imprese di estreme onoranze imputano disservizi e ritardi ingiustificati, con ricaduta diretta sul cittadino, utente, suo malgrado, dei servizi funerari.
Tutto il timing procedimentale è sottoposto a una notevole compressione; qualcuno parlerebbe di un’isteresi amministrativa. Lo spazio (con la difficoltà di doversi spostare) e i tempi tecnici per redigere la documentazione quasi si annullano perché se gli atti sono dematerializzati (sono in formato digitale e trasmessi tramite pec) non rilevano più determinate criticità dovute, per esempio, ai rigidi orari di apertura degli uffici di polizia mortuaria.
SENZA INCERTEZZE APPLICATIVE
Nella situazione precedente di caos regolamentativo, con notevoli stratificazioni su più livelli di norme alquanto differenti per grado, specialità e limitata efficacia geografica,
ogni fascicolo per accedere alla pratica funebre della cremazione avrebbe sinceramente rischiato di diventare un involontario esercizio acrobatico di adattamento continuo alle incertezze applicative ingeneratesi nei singoli territori.
La vera sfida non è interpretare la riforma con sofismi, ma renderla concretamente applicabile in modo graduale, ordinato e uniforme su tutto il territorio
In considerazione della qualificazione dell’attività di cremazione delle salme quale servizio pubblico locale di interesse generale e per il fatto che il crematorio è realizzato all’interno dei cimiteri, la cremazione è da ritenersi parte dei servizi cimiteriali che, come noto, rientrano tra i servizi non a rete e quindi soggetti all’attività regolatoria e tariffaria comunale, sulla base delle indicazioni statali fissate con decreti del Ministero delle imprese e del made in Italy, in attuazione dell’articolo 8 del Dlgs numero 201/2022.
LA LEGGE 130/2001 COME NORMA QUADRO STATALE
L’incipit non lascia dubbi sull’intento del legislatore di af-
fermare che la legge 30 marzo 2001 n. 130 costituisce la norma quadro statale in tema di cremazione, in quanto quest’ultima attiene pur sempre all’ordinamento civile (e anche penale), che sono e rimangono prerogativa della potestà legislativa di parlamento e in subordine del governo.
In questo senso l’impiego dell’istituto dell’abrogazione esplicita ha in via primaria lo scopo di incidere, a partire dalla data di entrata in vigore delle modifiche/integrazioni legislative, sulla preesistente normazione dis-articolata su tutti i livelli (statale, regionale e comunale). Così perdono cogenza, e da subito, tutte quelle norme incompatibili con questo nuovo corso del diritto funerario, stabilito addirittura con legge statale.
CLAUSOLE DI SALVAGUARDIA E COORDINAMENTO
Per un esaustivo inquadramento normativo generale (disciplina della polizia mortuaria, legge 182/2025, coordinamento con il Dpr 285/1990 e la legislazione regionale), non bisogna trascurare, però, una tacita clausola di salvaguardia, giusto in ossequio al classico principio dell’horror vacui giuridico: ovvero il fondato timore del vuoto di potere da cui originerebbe nuovamente l’impasse operativo, in caso di cambiamenti troppo bruschi e >
repentini.
La recente novella legislativa sulla polizia mortuaria, tuttavia, in certe sue parti (e solo in alcune, si badi bene!) è ritenuta da più giuristi subito applicabile senza bisogno di ulteriori interventi di attuazione, con disciplina di dettaglio da parte delle autorità centrali. L’articolo 4 della nuova legge 30/2001 è, però, rimasto invariato, rispetto al testo originale approvato nel 2001, quindi opera un preciso rinvio a una profonda revisione di interi capi del Dpr n. 1285/1990, specie di quelli dove diritto penale, stato civile e interesse pubblico di igiene e sicurezza sanitaria, più facilmente si intersecano.
PERCHÉ SERVE UN REGO-
LAMENTO NAZIONALE
PIÙ MODERNO
Di sicuro una revisione complessiva e più sistemica dell’ormai obsoleto regolamento nazionale di polizia mortuaria sarebbe sempre auspicabile, così da farne un moderno corpus normativo.
La sua funzione, allora, sarebbe di (detto impropriamente) legge cornice e, per di più, specifica per il settore del post mortem, pur avendo quest’ultimo, almeno nominalmente, natura regolamentare, quindi di fonte amministrativa del diritto.
In questo intricatissimo assetto costituzionale caratterizzato da
un’ampia autonomia degli enti locali, garantita dalla carta stessa, vi è, però, l’esigenza molto pragmatica di avere un’autorità centrale forte, capace di opporsi alle derive centrifughe di un certo regionalismo troppo estremizzato… almeno nei servizi funerari.
Adesso, infatti, lo scenario cambia notevolmente con la fattispecie del trasporto multiplo (solo per bare da avviare a cremazione), finalmente tipizzata ed introdotta su scala nazionale.
Anche qui il made in Italy delle autocarrozzerie specializzate
La certezza del diritto e la digitalizzazione delle procedure puntano a superare inerzie burocratiche e frammentazioni normative, per garantire un servizio funebre più rapido, chiaro ed efficiente per cittadini, imprese e comuni
TRASPORTO FUNEBRE:
COSA CAMBIA
Ripartire, almeno da un minimo denominatore come il regolamento nazionale di polizia mortuaria, per quanto applicabile ormai residualmente, con una sorta di andamento carsico, laddove la regione abbia già esercitato liberamente la propria potestà costituzionale di porre diritto.
Non si tratta solo di una “riforma” procedimentale. La legge 182/2025 interviene pure sull’articolato del Dpr 285/1990 per innovare pesantemente sull’unicità del trasporto funebre, tra veicolo e feretro: dunque una ed una sola vettura per un unico cofano. È sempre stata la regola aurea dell’ordinamento italiano, ma oggi questo principio viene in parte se non sovvertito, almeno molto mitigato.
nella trasformazione di “normali” telai in veicoli funebri potrebbe esaltarsi, grazie alla sua indubbia creatività.
In effetti l’industrial design italiano dovrà ripensare uso e funzione dell’automezzo stradale, così da personalizzarlo, ripensandone linea a volumi, perché un funerale con il crematorio come destinazione ultima non sembri un banale trasporto merci.
LE NOVITÀ PRATICHE
PER IMPRESE E COMUNI Ecco una sintesi degli istituti giuridici maggiormente coinvolti e interessati dalla legge. L’azione puntuale dell’impresa funebre, nel suo ciclo produttivo, dovrà accompagnare questa transizione verso la smaterializzazione dei documenti, a favore del formato elettronico. Le ditte di pompe funebri do-
vranno dimostrarsi pronte e capaci, soprattutto nelle aree di propria tradizionale competenza, quando cioè esse agiscono come agenzia di disbrigo pratiche funerarie, rapportandosi con gli uffici comunali e l’autorità sanitaria.
Nell’economia di un servizio funebre i principali momenti sottoposti a revisione sono:
• denuncia della causa di morte (obblighi, tempi e soggetti, certificazione medica, effetti delle
modifiche ex articolo legge 182/2025);
• accertamento dei decessi (accertamento sanitario della morte, ruolo del medico necroscopo, novità introdotte dalla riforma e impatti operativi);
• periodo di osservazione dei cadaveri (finalità giuridico-sanitaria, durata ordinaria e casi di riduzione o proroga, modifiche ex articolo legge 182/2025 e coordinamento con la prassi locale);
• autorizzazioni alla sepoltura
(inumazione e tumulazione) e alla cremazione (presupposti e volontà del defunto, dispersione delle ceneri, affido delle ceneri) e coordinamento tra stato civile, servizi cimiteriali e normativa regionale;
• autorizzazioni al trasporto funebre (tipologie di trasporto e titoli autorizzativi, competenze tra autorità sanitaria e stato civile, trasporti prima e dopo il periodo di osservazione, regime autorizzatorio alla luce delle nuove disposizioni).














































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Si tratta di una stampa con vernici UV che, grazie al processo di fotopolimerizzazione, garantisce una resistenza superiore contro abrasioni, graffi e agenti at-

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Alcuni esempi di testate piane sagomate proposte da Modulapide con l’innovativa stampa diretta, resistente agli agenti meccanici e atmosferici.

presario invii la foto e l’epigrafe per consentire a Modulapide di creare in tempi brevi un progetto grafico personalizzato.
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