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//L’Editoriale di Maria Luisa Mastrogiovanni

TELEBUGIE. QUANDO I SOLDI PUBBLICI NON BASTANO MAI continua dalla prima

Ma la parte consistente dei contributi alle televisioni, quella, rimane. Ed è la parte che distribuisce 145 milioni di euro (ai sensi della legge 448/98), dei quali la maggior parte arriva proprio in Puglia: oltre 41 milioni per l’annata 2009, distribuiti fra 44 tv. E’ anche qui che il futuro presidente della Regione Puglia deve giocare e vincere la partita della legalità e della trasparenza. Perché quei soldi arrivano da Roma, ma vengono gestiti direttamente dalla Regione, tramite il Corecom (Comitato regionale per le comunicazioni), i cui componenti e il cui presidente (attualmente è il senatore Giuseppe Giacovazzo) vengono nominati direttamente dal Consiglio regionale. E’ chiaro che esiste il concreto rischio che i componenti del Corecom, magari persone di riferimento di un’area politica, interpretino in maniera fin troppo elastica i regolamenti che fissano i criteri di attribuzione

dei contributi o che evitino di inviare i controlli, che sono fatti a campione, alle aziende amiche e politicamente allineate. Negli ultimi due anni il Corecom ha revocato in autotutela le graduatorie con cui venivano assegnati i contributi ministeriali, proprio perché il Tar prima e il Consiglio di Stato poi, avevano dato ragione ad alcune televisioni che evidenziavano delle anomalie nei criteri di valutazione. A seguito di quelle sentenze del tribunale amministrativo, i finanziamenti sono a tutt’oggi bloccati e non ci sorprenderebbe se le televisioni tirassero fuori nuovamente l’argomentazione dell’attentato alla democrazia per difendere i propri interessi economici. I tagli previsti dal Governo invece non causeranno, come ci fanno credere, il collasso del settore radiotelevisivo, ma un indebolimento sì, e una maggiore dipendenza degli editori da quei contributi gestiti dal Corecom.

Indebolire le televisioni locali significa anche rafforzare il duopolio Rai-Mediaset che, al momento giusto, abbiamo visto in tante occasioni, diventa monopolio, perché di fatto i due colossi, all’occorrenza, non si fanno concorrenza. A chi come il Tacco d’Italia è sul mercato e non ha mai percepito un euro di contributi pubblici, a chi combatte ogni giorno per il minimo salariale e spesso neanche quello si ritrova in busta, questa levata di scudi per farsi pagare le bollette telefoniche dai soldi dei cittadini appare fuori luogo e di cattivo gusto. Questo invece sarebbe il momento giusto perché il futuro presidente della Regione Puglia si impegnasse non affinché i soldi gestiti dal Corecom siano decurtati, ma perchè siano gestiti bene e onestamente e perchè le regole e i controlli valgano per tutti. Ricordate l’art. 3 della Costituzione? Anche qui, chiediamo il minimo sindacale.

Il mensile del salento Anno VII - n. 69 - 11 marzo 2010 Iscritta al numero 845 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 27 gennaio 2004

EDITORE: Dinamica Scarl DIRETTORE RESPONSABILE: Maria Luisa Mastrogiovanni HANNO COLLABORATO: Laura Leuzzi, Adolfo Maffei, Andrea Morrone, Enzo Schiavano, Mario De Donatis, Valentina Isernia, Benedetta Caggia, Alessandra Apollonio, Francesca Quarta, Barbara Melgiovanni FOTO: Dove non segnalato archivio del Tacco d’Italia REDAZIONE: p.zza Diaz, 5 - 73042 Casarano - Tel./Fax: 0833 599238 E-mail: redazione@iltaccoditalia.info PUBBLICITÁ: marketing@iltaccoditalia.info - tel. 3939801141

Unione Stampa Periodica Italiana Tessera n° 14705 STAMPA: MASTER PRINTING s.r.l. Via delle Margherite, 20-22 70026 Modugno (Ba) DISTRIBUZIONE: 1000 punti in tutto il Salento ABBONAMENTI: 15,00 Euro per 10 numeri c/c n. postale 54550132 - intestato a Nerò Comunicazione P.zza Diaz, 5 - 73042 Casarano - abbonamenti@iltaccoditalia.info IL PROSSIMO NUMERO “SPECIALE ELEZIONI” 18 MARZO 2010

COMUNICAZIONE per SPAZI di PROPAGANDA ELETTORALE (AI SENSI DELLA L. 22/2/2000 N.28 E DELLE DELIBERE DELL’AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI)

La Società Cooperativa Dinamica, editore del periodico “Il tacco d’Italia” e della web-tv www.iltaccoditalia.info, in occasione della prossima tornata elettorale, adotterà per la pubblicazione di propaganda di partiti politici o singoli candidati quanto previsto della Legge N. 28/2000 “Disposizioni per la parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica”. A tal fine rende noto quanto segue: 1. la prenotazione degli spazi da parte dei soggetti interessati dovrà pervenire almeno 3 giorni prima la data di pubblicazione. L’editore terrà conto delle prenotazioni in base alla loro progressione temporale; 2.la prenotazione degli spazi dovrà pervenire a mezzo fax al numero 0833-599238, utilizzando il presente documento, indicando le inserzioni prescelte e riportando le relative tariffe; 3.i prezzi sono stati calmierati, al fine di garantire il massimo pluralismo della propaganda. Non possono naturalmente essere accordati sconti di alcun tipo; 4. il pagamento del corrispettivo per la pubblicazione dei messaggi di propaganda elettorale dovrà avvenire in anticipo, previa emissione della fattura con IVA al 4%; 5. il materiale in formato digitale dovrà pervenire almeno 3 giorni prima la pubblicazione.

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BOLLETTINO DEI NAVIGANTI

// Opinioni dal Tacco LA CRISI DEI CONTI PUBBLICI E LE PATOLOGIE DELLA SANITA’ PUGLIESE di MARIO DE DONATIS m.dedonatis@iltaccoditalia.info

“Derivati”. La magistratura, da quella “ordinaria” a quella “contabile”, dovrà continuare, necessariamente, ad occuparsene, per molto tempo. Perché il fenomeno – articolato e diffuso – ha investito non solo la Regione ma anche la gran parte del “Sistema delle autonomie” della Puglia. La questione, però, non può interessare unicamente le aule dei tribunali. E’ la politica che deve avere il coraggio di affrontare scenari che, nel prossimo futuro, potrebbero determinare la crisi dei conti pubblici. E non per denunciare chi – per colpa o per dolo - risulterà esecutore materiale di tale sfascio. La ritualità del “capo espiatorio”, che porta a colpire “uno” per salvare il “resto della casta”, non sarà più in grado di puntellare “il sistema”. Un “sistema” che ha travolto gli “antichi argini” dello “Stato di diritto”, senza introdurne di nuovi.

Oggi le “caste invasive” che - sotto le false spoglie della “nuova politica” del fare, del decisionismo, della velocizzazione delle procedure – attaccano la “magistratura” e tentano di imbavagliare la “stampa” sono le stesse che hanno abbattuto la “burocrazia” che, pur con i suoi limiti e con le ombre conosciute, ha garantito la funzionalità del sistema democratico. Gli “argini” salvaguardati da una “dirigenza assunta per concorso” sono stati affidati alla “dirigenza a tempo”. E’ quello che si voleva. Il principio del “primato della politica”, che impone “regole e procedure”, perché possa esprimersi nell’alveo del “bene comune”, è stato usato quale grimaldello per superare la divisione dei poteri tra i ruoli istituzionali e quelli dirigenziali, con ricadute allarmanti sulla legittimità degli atti, sul controllo della spesa, sulla trasparenza dell’azione amministrativa ridotta, quest’ultima, a comunicazione pubblicitaria. Il risanamento della sanità della Regione Puglia (assunto mediante “deri-

vati” con scadenza al 2023), il deficit delle città di Taranto (pari ad oltre 1.500 miliardi di vecchie lire), i deficit di bilancio dei poteri locali, sono sintomatologie che configurano un “corpo istituzionale” privo di difese immunitarie e facilmente aggredibile da una pluralità di patologie. Un tale stato di cose impone ai nuovi amministratori della Regione Puglia di assicurare: terapie di mantenimento (il sostegno alle fasce fragili, alla famiglia, al lavoro); interventi chirurgici importanti (la riduzione della spesa sanitaria con l’abbandono di sprechi e pratiche clientelari); la ricerca delle condizioni perché un “nuovo sistema” possa difendere le istituzioni dai virus generati dal connubio politica-affari. Ps. Alla luce del “pasticcio” sulla presentazione delle liste offro ai lettori una mia chiave di lettura: la politica nella sua invasività ha occupato gli spazi dei funzionari di partito preposti, per la loro posizione di terzietà, alle operazioni di presentazione delle liste,

elevando incompetenze e lotta politica ad elementi strutturali della “fase gestionale” con i risultati che conosciamo.

INDOVINA CHI E’?

La soluzione a pag. 30

Il mensile d’inchiesta “il Tacco d’Italia” sospende le sue regolari uscite fino alla fine della campagna elettorale e diventa settimanale free-press. Ci troverete in tutte le edicole a partire dal 10 aprile con un nuovo numero monotematico d’inchiesta. Per chi vuole essere aggiornato 24 ore su 24 c’è invece la nostra web-tv www.iltaccoditalia.net, quasi 10.000 singoli lettori al giorno.

Notizie non modificate geneticamente. Inchieste senza coloranti aggiunti. Opinioni con fer menti lattici vivi.

LEGGI COME MANGI


// Opinioni dal Tacco IPSE DIXIT // Selezione all’ingresso “Berlusconi vorrebbe farci credere che per entrare in politica le donne devono avere una certa gradevolezza. Tutti abbiamo quindi pensato a Brunetta, a La Russa, a Calderoli e a quali codici estetici vengano seguiti per la nomina dei ministri”. Nichi Vendola, candidato per il centrosinistra Nuovo Quotidiano di Puglia, 8 marzo, p3 // Parola di donna “Le donne non sono un tema da convegno o da relegare ad una ‘quota inutile’: se il duo PaleseVendola, che ha governato negli ultimi cinque anni, avesse voluto davvero riconoscere un ruolo alle donne in politica, avrebbe potuto approvare un emendamento alla legge elettorale sul modello campano e cioè la possibilità di indicare la preferenza per un uomo e una donna”. Adriana Poli Bortone, candidata per il terzo polo Nuovo Quotidiano di Puglia, 9 marzo 2010, p2 // Questione di record “In soli cinque anni Vendola è riuscito a fare quello che neanche in dieci anni è riuscito ad Antonio Bassolino in Campania: un vero disastro per i pugliesi”. Rocco Palese, candidato per il centrodestra Nuovo Quotidiano di Puglia, 9 marzo 2010, p3

commenti e opinioni da

www.iltaccoditalia.net

In un momento di crisi come questo in cui vengono licenziati tantissimi lavoratori non si può promettere il salario alle casalinghe. Sappiamo tutti che non ci sono i soldi per fare questo e che questa promessa è solo una trovata elettorale. I politici devono essere più seri, non hanno a che fare con stupidi. Promesse elettorali @ 14:17-8.3.10 Commento alla news “Poli: ‘Salario alle casalinghe’” www.iltaccoditalia.info/sito/indexa.asp?id=9782#commenti_articolo Una persona per bene, autorevole, capace come Gianna Capobianco è stata fatta fuori. Se Blasi verrà eletto alla Regione e si dimetterà da consigliere provinciale, il collegio di Cursi, Melpignano e Maglie non avrà un rappresentante nell'assise provinciale. anomimo @ 16:14-8.3.10 commento alla news “Maglie. Atto vandalico contro il comitato del Pd” www.iltaccoditalia.info/sito/index-a.asp?id=9791 Credo molto nella forza delle donne e nella loro determinazione a favore di Nichi Vendola. Che ha dimostrato di essere l'unico - del resto non ne avevo alcun dubbio - ad avere davvero a cuore le pari opportunità. Penso che questa sua sensibilità farà la differenza ammiratrice @ 11:26-9.3.10 commento alla news “Lecce. Le donne pugliesi per Nichi” www.iltaccoditalia.info/sito/indexa.asp?id=9789#commenti_articolo

"CHIAZZA CUPERTA”: FACCIAMOLA DIVENTARE UN CONTENITORE CULTURALE Casarano. In questo periodo la città è priva di un contenitore pubblico che permetta lo svolgimento di convegni, incontri politici, attività culturali e altre iniziative. La persistente inagibilità, causa ristrutturazione, dell’Auditorium comunale di via Parente, l’unico e capiente spazio pubblico per tali iniziative, ha creato non pochi problemi, in particolare alle forze politiche e ai candidati al Consiglio regionale che hanno bisogno di ampi spazi (considerato che siamo in inverno e le aree scoperte sono sconsigliate) per poter informare i cittadini in vista delle elezioni del 28 e 29 marzo prossimi. Il consigliere comunale di opposizione, Adamo Fracasso, nei giorni scorsi aveva fatto un’interrogazione in proposito. Intanto, le manifestazioni pubbliche si fanno in altri luo-

ghi, in particolare al “Sedile” della Torre dell’Orologio e nella sala consiliare. Il “Sedile”, che è l’antica aula per le adunanze del Consiglio comunale, è una soluzione molto suggestiva, ma inefficiente per svolgere manifestazioni dove è prevista un’affluenza importante di pubblico (per “importante” intendo almeno 250 persone). Nella sede della vecchia assemblea cittadina al massimo possono partecipare 50 persone, non di più. L’alternativa è l’utilizzo della sala consiliare, ma siccome è sede istituzionale l’amministrazione comunale è stata costretta a stabilire un rimborso spese di 50 euro per il suo utilizzo, comunque limitato ad iniziative di natura tematica con valenza generale e non semplici riunioni politiche. Di recente si è aggiunta la possibilità di organizzare riunioni

//QUESTIONE DI LOOK

di ENZO SCHIAVANO e.schiavano@iltaccoditalia.info

anche sui bus urbani, che l’amministrazione comunale considera “contenitori culturali itineranti”. Si tratta anche questa di un’iniziativa singolare e suggestiva, ma molto limitata. E allora che cosa fare se la ristrutturazione dell’Auditorium si dovesse prolungare? Il “Tacco” lancia un’idea: utilizzare il padiglione sud del Mercato Coperto di via Matino per le adunanze pubbliche, già da ora, per la campagna elettorale. Quel padiglione, infatti, se opportunamente sistemato e sgombrato dalle mercanzie che mi risulta siano lì senza autorizzazione, potrebbe diventare la vera alternativa non solo all’Auditorium, ma anche a piazza San Giovanni, soprattutto nel periodo invernale. Così il Mercato Coperto diventerebbe a tutti gli effetti un’autentica chiazza cuperta.

Tacco 44, febbraio 2008. Lo ricordiamo come l’inizio ufficiale della campagna elettorale per le elezioni regionali del 2010. Adriana Poli e Nichi Vendola se le suonavano già di santa ragione. Lei, che ancora non aveva nemmeno in mente il nascituro “Io Sud” ed era ancora donna di destra, durante la manifestazione organizzata a Bari lo rappresentò come Pinocchio; lui ribatté che lei non è certo la Fata turchina, semmai è Crudelia Demon. Ed eccoci ad oggi. Due anni sono passati ed i due sono sempre lì a battibeccare l’uno contro l’altro. Qualcuno dovrebbe dire loro che il Carnevale è passato da un po’ ed i pugliesi sono stanchi della favole.


//Regionali //Intervista incrociata

TRE TESTE ALLA SBARRA INTERVISTA INCROCIATA TRA I TRE CANDIDATI PRESIDENTE DELLA PUGLIA. CIOÈ: TUTTI FANNO UNA DOMANDA AGLI ALTRI; E POI RISPONDONO A QUELLE DEGLI AVVERSARI

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aturalmente ci aspettiamo che abbiano detto la verità e nient’altro che quella. Ai lettori stabilirlo ed emettere sentenza, il 28 e 29 marzo prossimi. Alla sbarra abbiamo mandato tutti e tre i candidati alla presidenza della Regione. Ed in una doppia veste: quella di inquirente e quella di imputato. Cioè di chi, in un’aula di tribunale, fa le domande e di chi le “subisce”.

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il tacco d’Italia

Vietato avvalersi della facoltà di non rispondere. Così ognuno dei tre aspiranti governatori di Via Capruzzi, al secolo Rocco Palese (centrodestra), Adriana Poli Bortone (Terzo Polo) e Nichi Vendola (centrosinistra), ha rivolto una domanda agli altri due; poi, ha a sua volta risposto a quelle degli altri. Ecco i “verbali” degli interrogatori. 8

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DISPERSIONE DI VOTI E APPARIZIONI PRE-ELETTORALI Perché in questa campagna elettorale sta scappando dalla Puglia? Perché preferisce comizi senza contraddittorio sulle tv nazionali, piuttosto che le tv pugliesi e il confronto sul campo? Ha forse paura di dover spiegare per Adriana Poli Bortone: Potrei esempio quanti giovani hanno fare la stessa domanda a lei. Perché ha fatto tirare fuori il suo nome 15 minuti beneficiato del salario sociale che prometteva prima dell’apertura delle urne per le primarie del nel 2005? Partito Democratico? Lei sapeva bene che la sconfitta di Boccia pre- Nichi Vendola: Capisco le lamentele del candifigurava una convergenza Pdl - Io Sud – Udc sul dato Palese che non ha beneficiato di alcuno spazio sulle emittenti televisive nazionali, ma sta mio nome! La responsabilità, quindi, non è mia che peraltro sbagliando bersaglio. Io non scappo affatto dalla mi sono dichiarata disponibile a tirarmi indietro Puglia. Il tentativo di attaccarsi ad argomenti insolo per far posto ad un candidato più forte, cioè sipidi, con me non attacca. Sta cercando soltanto di fare l’esorcista, di far sparire i fatti. Fitto. Ma nessuna risposta è arrivata dal Pdl. Perché i pugliesi dovrebbero disperdere il loro voto? Perché non è con noi a sostenere la coalizione di centrodestra e per mandare a casa Nichi Vendola?

Palese sa bene che sono assolutamente pronto e disponibile al confronto. L’ho fatto in consiglio regionale e lo farò ovunque desidera farlo, come peraltro è già stato previsto. E per noi sarà la ragione della conferma del consenso e dell’affetto che abbiamo dal popolo pugliese. Non abbiamo dimenticato il salario sociale: ha vestito abiti differenti, non ha assunto le forme di una mera elargizione di denaro, ma si è trasformato in interventi di sostegno alla formazione dei giovani pugliesi con Bollenti spiriti, Principi attivi e il Contratto etico con più di 360 milioni di euro erogati, in contributi per l’acquisto di un’abitazione e in azioni risolute per i lavoratori disoccupati e in mobilità di ogni età. I nostri non sono slogan o promesse, sono fatti. E se il consigliere Palese cerca conferme, lo chieda pure ai cittadini pugliesi: gli risponderanno come merita.

NOMINE DI DIRIGENTI E DECISIONI PARTECIPATE Pensi che sia stato positivo nell'amministrazione regionale 2000/2005 incentivare l'esodo di tanti dirigenti, a suon di 500mila euro cadauno, per poi consentire che dipendenti regionali eletti consiglieri diventassero dirigenti per legge, prendendo centinaia di migliaia di euro di arretrati? Oggi, lo rifaresti? Rocco Palese: L’esodo incentivato dei dirigenti regionali fu dettato dal fatto che il numero dei dirigenti in servizio era sovradimensionato rispetto alle esigenze della Regione. Certo quello che non avrei fatto e che contesto a questo Governo re-

gionale è di aver sostituito molti di quei dirigenti non con concorsi o procedure di evidenza pubblica, ma per chiamata diretta, con contratti di diritto privato a tempo determinato, che a volte superano anche la durata della legislatura, con costi esorbitanti per la Regione Puglia considerato che i dirigenti esterni prendono esattamente il doppio di quelli interni (in media 120mila euro annui) che vanno a sostituire. E in alcuni casi nelle delibere originarie approvate in Giunta tra fine 2005 e inizio 2006, si parlava addirittura di “spesa presunta”. In seguito quei dirigenti hanno avuto canali preferenziali nei concorsi, laddove si sono tenuti, e sono stati assunti dalla Regione. La senatrice Poli Bortone, piuttosto che evocare il passato remoto degli anni dal 2000 al 2005, farebbe bene ad unirsi a noi nel denunciare le

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migliaia di nefandezze del Governo Vendola per mandare a casa la sinistra. Sembra piuttosto concentrata a cercare inesistenti pagliuzze negli anni del Governo Fitto quando, peraltro, ha condiviso, pubblicamente e non, la stragrande maggioranza dei provvedimenti e delle scelte politiche da noi assunte. Tu che parli tanto di partecipazione, perché non hai dato vita agli organismi istituzionali previsti dallo Statuto per consentire la partecipazione del territorio alle decisioni che lo riguardano? Nichi Vendola: A dire il vero,


abbiamo dato vita a modelli mai sviluppati prima in Puglia nel campo della partecipazione. “Accorda le tue idee” ne è un esempio. Abbiamo realizzato 40 incontri pubblici con 2mila presenze e ricevuto quasi 1.200 contributi di cittadini pugliesi per la costruzione del Programma Strategico regionale da attuare con i fondi comunitari 2007-2013. Lo stesso è accaduto con

il Piano della Salute: più di 2mila partecipanti in 70 incontri pubblici su tutto il territorio regionale per 803 contributi. Potrei fare riferimento alla costruzione delle sei scuole di partecipazione, una per provincia, o al Piano delle Coste. Abbiamo lavorato sulla diffusione della cultura stessa della partecipazione e sulla creazione di

una rete tra tutti i cittadini interessati a sperimentare la costruzione di politiche pubbliche condivise con l’iniziativa “Cittadini e Amministrazioni per lo Sviluppo dei Territori”. Per noi il popolo pugliese è stato il cuore, l’anima stessa dell’attività amministrativa regionale. Credo che su questo non vi possano essere dubbi.

PRIMARIE DI CENTRODESTRA E NUCLEARE Lei è contrario al nucleare in Puglia. Come giudica dunque la richiesta di annullamento della legge con la quale la Puglia vuole impedire la costruzione delle centrali nei propri confini, proposta alla Corte Costituzionale dal ministro Raffaele Fitto? Rocco Palese: La legge pugliese è stata approvata in Consiglio regionale il 25 novembre alla unanimità. Chi non l’ha votata è Vendola che era assente! La legge dice che in Puglia è impossibile localizzare una centrale nucleare in assenza di intesa con la Regione. Vendola finge di non sapere che il Governo nazionale ha impugnato la legge pugliese, insieme con analoghe leggi di Campa-

nia e Basilicata, perché presenta vizi costituzionali. Peraltro ad eseguire l’istruttoria per l’impugnativa è stato il ministro competente, Claudio Scajola, che ne ha ben spiegato i motivi. Il ministro Fitto è il ministro dei Rapporti con le Regioni che tra le sue competenze ha quella di portare in Consiglio dei Ministri le istruttorie dei vari ministeri sulle varie leggi regionali. Detto questo siamo favorevoli al nucleare in Italia ma non in Puglia. La nostra Regione con le centrali di Taranto e Brindisi già produce energia sufficiente e in surplus tanto che la Puglia già garantisce il suo contributo al fabbisogno energetico nazionale. Non vi è quindi alcuna contraddizione tra l’essere favorevoli al ritorno dell’Italia al nucleare e il dire chiaramente che in Puglia non vi è alcun bisogno che ci sia una centrale.

Senatrice Poli Bortone, secondo lei, se il popolo del centrodestra fosse stato chiamato a scegliere il proprio leader con l’istituto democratico delle primarie, invece di subire la solita scelta dall’alto, chi avrebbe scelto tra lei e Palese? Adriana Poli Bortone: Non vorrei sembrare presuntuosa, ma basterebbe far vedere gli sms e i messaggi vari che mi sono arrivati anche da autorevoli esponenti del Pdl (che oggi sono candidati) che erano sinceramente felici della soluzione. Inoltre, riesco ad avere il polso della base. E la base era molto, ma davvero molto felice.


//Date da ricordare // 18enni al voto

CHE EMOZIONE LA PRIMA VOLTA

di BENEDETTA CAGGIA e ALESSANDRA APOLLONIO, studentesse del liceo “Capece” di Maglie, in stage al Tacco

Alcuni non si interessano di politica perché i politici hanno scarso interesse per le giovani generazioni. Altri hanno le idee chiare e vivono con trepidazione l’attesa. Ecco come si preparano al voto i nuovi adulti, gli appena 18enni che nel seggio elettorale entreranno, a fine mese, per la prima volta La prima volta è la prima volta. Con tutta l’emozione ed anche l’insicurezza che il compiere un’esperienza mai provata si porta dietro. Non si scorda mai, dicono, e ciò vale certamente anche per il primo voto. Ma in questo caso le cose si complicano. Spesso infatti l’entusiasmo di chi si prepara ad esercitare per la prima volta il diritto di voto non è tanto, al contrario dell’indecisione, e i neo adulti, gli appena 18enni, tendono a non schierarsi nettamente né da una parte né dall’altra, delusi dal comportamento – in principal

modo dalla scarsa attenzione - dei politici nei confronti delle nuove generazioni. Buona parte di coloro che entreranno a marzo nell’urna mai varcata è totalmente disinteressata alla situazione politica del Paese. Per questo, ci ha rivelato, o deciderà di non votare affatto o si affiderà ad occhi chiusi all’aiuto di famiglia ed amici e voterà, anche in questo caso ad occhi chiusi, ciò che questi suggeriranno. Ma non facciamo di tutta l’erba un fascio. Non mancano infatti i giovani dalle idee chiare che, anche a soli 18 anni, conoscendo bene i fondamenti di destra e di il tacco d’Italia

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sinistra, continueranno ad affermare i propri ideali ed a seguire fedelmente il cuore, sperando che degli ideali giusti si facciano interpreti giusti e affidabili amministratori. L’auspicio è inoltre che i ragazzi scelgano secondo coscienza, decidendo di votare chi più li rappresenta e senza condizionamenti di alcun genere. Abbiamo chiesto direttamente a loro come si preparano al grande evento e che cosa sceglieranno, se destra, sinistra o terzo polo, a fine marzo. Ecco che cosa ci hanno risposto.


Emanuele Cossa

Fabio Miri

18 anni, Maglie

Voto Pdl perché penso che la sinistra moderna abbia un “fare” molto sofista nel senso greco del termine e cioè cerchi di girare la verità a suo piacimento.

Martina Dimitri 18 anni, Corigliano

Io ancora non ho le idee chiare perché la situazione politica italiana è talmente ambigua e mutevole da non darmi i parametri giusti per fare una scelta.

18 anni, Noha

Emanuele Cossa

“VOTO PDL PERCHÉ PENSO CHE LA SINISTRA MODERNA ABBIA UN FARE MOLTO SOFISTA”

18 anni, Aradeo

Io voterò sicuramente destra perché apprezzo molto i loro ideali e le loro decisioni. Penso che si tratti di persone affidabili e competenti al contrario degli esponenti di sinistra.

18 anni, Maglie

18 anni, Serrano

Mi dico di sinistra e se dovessi votare voterei a sinistra senza nemmeno pensarci ma oggi trovo difficile riconoscermi in quella che dovrebbe essere la sinistra italiana. Sono fondamentalmente deluso dal Pd e dalla presenza fantasma degli altri partiti di sinistra che formano un’opposizione sempre più inefficiente e disunita. Spero che presto cambino le cose, in modo da poter votare non per scegliere il meno peggio ma il migliore.

Antonio Cisotta

Alessandro Ruggeri

18 anni, Noha

18 anni, Cutrofiano

Io voto destra perché mi avvicino molto agli ideali di destra e perché non apprezzo per niente il governo di sinistra, soprattutto in Puglia.

Nicola Specchia

Federico Mele

Francesca Cecilia Sono molto indecisa perché non sono molto interessata alla politica e non mi sembra giusto votare per una persona senza una motivazione precisa. Mi piace essere sicura di ciò che faccio per questo probabilmente non andrò a votare.

Non sono molto competente in campo di politica, per questo sono molto insicuro della mia scelta e sinceramente non sono neppure sicuro di andare a votare.

E’ la prima volta che voto ma sono molto deciso sulla mia scelta, al contrario di altri miei amici. Voterò sicuramente Adriana Poli Bortone perché prima di tutto è salentina e poi credo che abbia fatto un buon lavoro quando è stata sindaco a Lecce in quanto si è interessata molto ai cittadini e credo che farebbe lo stesso se diventasse presidente della Puglia.

Federico Mele

Francesco Coluccia “SONO DI SINISTRA 19 anni, Aradeo 18 anni, Aradeo MA SONO DELUSO Io voto a destra perché Sono abbastanza indecisa su sento le idee degli espochi votare perché non mi in- DAL PD E DALLA nenti di destra e i rispetteresso molto alla politica. tivi progetti più vicini al PRESENZA Voglio in ogni caso votare mio modo di pensare e perché credo che sia un do- FANTASMA soprattutto mi danno fivere importante, magari mi ducia per il futuro. farò consigliare dai miei ge- DEGLI ALTRI PARTITI nitori o dai miei amici. DI SINISTRA Marta Cardinale Luca Trinchita CHE FORMANO 18 anni, Seclì 18 anni, Marittima UN’OPPOSIZIONE Ho le idee molto confuse su Io voto sinistra chi votare anche perché non SEMPRE PIÙ perché secondo sento neppure di schierarmi me gli esponenti politicamente a destra o a INEFFICIENTE di destra sono sinistra. Penso infatti che i poco affidabili. E DISUNITA” politici di entrambe le parti Lorena Tramacere

abbiano un modo di governare molto superficiale. il tacco d’Italia

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//Palazzi romani //L’intervista // Salvatore Ruggeri

“I GOLIA DELLA POLITICA NON CI FANNO PAURA” LA RISCOPERTA DEL RUOLO DEI PARTITI QUALE STRUMENTO DI PARTECIPAZIONE, LA QUESTIONE MORALE, L’APPOGGIO A CANDIDATI SIA DI CENTROSINISTRA SIA DI CENTRODESTRA. SALVATORE RUGGERI RACCONTA L’UDC: UN PARTITO - DICE - CHE NON HA PAURA DI CONFRONTARSI CON I GRANDI SCHIERAMENTI di ADOLFO MAFFEI

In questa competizione elettorale per il rinnovo di 13 amministrazioni regionali l’Udc ha assunto una posizione che appoggia il centrodestra in alcune Regioni e il centrosinistra in altre; in Puglia poi, onorevole Salvatore Ruggeri, correte a sostegno della senatrice Adriana Poli Bortone, in un terzo ed inedito polo. Benché questa linea sia stata chiarita molto bene dal segretario nazionale Casini, vi sono ancora perplessità tra i sostenitori del bipolarismo puro. Vuol precisare le ragioni di queste tre opzioni? “La decisione del nostro partito, bene espressa dal presidente Casini, di appoggiare candidati sia del centrodestra sia del centrosinistra è in linea con la nostra impostazione politica, dal momento che abbiamo scelto di non costruire a livello nazionale alleanze organiche né con il Pdl né con il Pd, privilegiando invece un percorso autonomo da entrambi gli schieramenti, tant’è che in diverse Regioni ci siamo presentati da soli con un nostro candidato. Scelta, questa, consequenziale al

fallimento del sistema bipolare che non ha saputo garantire la stabilità e governabilità di cui ha bisogno il Paese. Piuttosto vi è la necessità di recuperare il ruolo e la funzione dei partiti quali strumenti di reale partecipazione alla vita politica da parte dei cittadini e l’Udc si rende interprete di questo sentimento diffuso nell’opinione pubblica. In Puglia, la candidatura della senatrice Adriana Poli Bortone non solo risponde perfettamente al nostro schema politico ma impersona una figura politica di indubbio valore personale e di acclarata capacità gestionale, sia nel Parlamento sia nelle istituzioni territoriali. Mi piace sottolineare come questa collaborazione abbia già dato esiti positivi, come nella competizione dello scorso anno per il rinnovo delle amministrazioni provinciali dove, segnatamente a Brindisi e anche grazie all’apporto del Movimento io Sud dell’amica Adriana, oggi il presidente della Provincia è Massimo Ferrarese, il candidato dell’Udc”. il tacco d’Italia

La scelta fatta in Puglia è stata obbligata dai veti incrociati o può costruire, ancora una volta, un laboratorio politico da riproporre su altri scenari? “La scelta fatta in Puglia è stata obbligata, ma ciò perché non abbiamo inteso piegarci all’arroganza di chi, soprattutto il Pdl, pur ritenendo la nostra forza essenziale per la vittoria, come è stata valutata nelle Regioni dove siamo alleati, voleva solo asservirci non considerarci partner di pari dignità. Ribadisco un concetto per noi centrale: le attuali elezioni regionali rappresentano solo una tappa di un lungo percorso politico che l’Udc ha avviato da tempo e che soprattutto in Puglia lo ha visto protagonista nel definire alleanze ed eleggere propri rappresentanti ai vertici di alcune Istituzioni locali sulla base di programmi che guardano in modo esclusivo agli interessi del territorio. Contrariamente ad altri, che soppesano prima gli organigrammi, i posti di potere e poi i programmi, noi diamo la priorità alle esigenze 14

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dei territori nei quali ci misuriamo, tenendo sempre ed ovunque, al primo posto la famiglia”. Se Adriana Poli Bortone fosse stata il candidato unico del centrodestra, come voi auspicavate, avrebbe vinto quasi a mani basse. Ritiene possibile, realisticamente, una sua vittoria anche in queste condizioni? “Mi limito a dire, per il rispetto che è sempre dovuto alle altre forze politiche e agli altri candidati, che se la senatrice Poli Bor-

“NON ABBIAMO PAURA DI CONFRONTARCI CON FORZE CHE SULLA CARTA CI SONO SUPERIORI. L’ELETTORE SCEGLIE CON LA PROPRIA TESTA ED ADRIANA POLI HA UN CARISMA STRAORDINARIO. NON È ASSURDO PENSARE CHE SARÀ LA SORPRESA DI QUESTE ELEZIONI”


tone, il nostro candidato, fosse stato il punto di convergenza unico del centrodestra, certamente questa coalizione avrebbe avuto più chance per vincere. Ora non si pone più il problema perchè le scelte sono già compiute. Come terzo polo ci siamo presentati per vincere le elezioni e il nostro programma è indicativo della volontà di concorrere alla pari con gli altri schieramenti politici. Non abbiamo paura di confrontarci con forze che sulla carta ci sono superiori, ho molta esperienza per non sapere che l’elettore, quando è solo con la sua scheda davanti nella cabina elettorale, sceglie con la propria testa, con i propri convincimenti e sulla base della bontà dei messaggi che ha ricevuto. Il voto ideologico non esiste più da decenni. Adriana Poli Bortone, poi, ha un carisma straordinario ed un eccellente prestigio personale. Non è assurdo pensare che sarà lei la sorpresa di queste elezioni. D’altra parte sfido chiunque, anche fra i pugliesi che l’hanno votato, a dire in tutta onestà che pensava alla vittoria di Nichi Vendola cinque anni fa contro le truppe corazzate del governatore in carica Raffaele Fitto. Eppure è successo”. Tra i partiti di centro, indubbiamente l’Udc ha la tradizione più solida e riconosciuta. Atteso che, purtroppo per voi, non sarà possibile ridar vita, almeno nel breve, ad un partito numerica-

mente e politicamente egemone come era la Dc, come riuscirete a rapportarvi, in uno scenario futuro di governo del Paese, con ex comunisti da una parte ed ex fascisti dall’altra? “L’Udc è il solo partito di centro che abbia una proposta e un progetto politico che è quello di costruire una grande forza moderata che aggreghi i tanti elettori che non si riconoscono più nei due schieramenti per le forti contraddizioni presenti al loro interno. Vogliamo governare il Paese e dare soluzione ai tanti problemi della società contemporanea ed è per questo che confidiamo nel sostegno dei tanti cittadini che vogliono creare le condizioni per avviare il reale processo di rinnovamento della politica. Le idee e i valori sono la bussola che orienta il nostro cammino politico che si sostanzia di un programma con il quale ci presenteremo agli elettori e sul quale avvieremo un confronto con tutti i soggetti politici per verificare la loro disponibilità a sostenerlo. Le categorie cui lei fa riferimento sono ormai storicizzate, l’analisi su fascismo e comunismo è materia degli storici non più dei politici. Ex lo siamo un po’ tutti, non solo in politica ma anche nella società. Vi sono gli ex liceali, gli ex militari, gli ex nobili, le ex femministe: nessuno ha abiurato, solo ha adeguato la sua personalità e le sue scelte ai tempi, nel rapporto con gli altri che cambiavano a loro

volta. L’elezione di Massimo Ferrarese a presidente della Provincia di Brindisi ne è la dimostrazione”. Sarà riproposta l’alleanza con l’Mpa anche alle elezioni siciliane, atteso che i rapporti fra Lombardo e Casini, almeno al momento, sembrano pessimi? “Tutto ciò che riguarda la Regione Sicilia in termini di alleanze tra l’Mpa e l’Udc sarà oggetto di discussione e valutazione quando sarà il momento, da parte dei vertici nazionali. La politica è l’arte dell’impossibile per cui ciò che non è fattibile oggi lo può essere domani. La riprova è proprio nelle tante situazioni odierne per cui in una Regione siamo alleati di uno schieramento che ci vede avversari in un altro.

“L’UDC È IL SOLO PARTITO DI CENTRO CHE ABBIA UNA PROPOSTA E UN PROGETTO POLITICO CHE È QUELLO DI COSTRUIRE UNA GRANDE FORZA MODERATA CHE AGGREGHI I TANTI ELETTORI CHE NON SI RICONOSCONO PIÙ NEI DUE SCHIERAMENTI PER LE FORTI CONTRADDIZIONI PRESENTI AL LORO INTERNO”

//Regionali //La Regione in una striscia IL CONSIGLIO REGIONALE L’elezione del Consiglio regionale della Puglia avviene sulla base di un sistema misto (in gran parte proporzionale, in piccola parte maggioritario). Dei 70 consiglieri che compongono il Consiglio regionale i quattro quinti (56) sono eletti nelle circoscrizioni provinciali sulla base di liste concorrenti in proporzione ai voti ottenuti. I seggi sono così ripartiti in base ad ogni singola provincia: Bari 17, BAT 5, Brindisi 6, Foggia 9, Lecce 11 e Taranto 8. L’altro quinto (13) è eletto con il sistema maggioritario non sulla base di liste regionali concorrenti, stante l’eliminazione del

“listino” regionale, ma attingendo dai gruppi di liste provinciali, collegate con il candidato Presidente eletto, che abbiano conseguito almeno un seggio della quota proporzionale. IL PREMIO DI MAGGIORANZA Il cosiddetto “premio di maggioranza” consente alle liste collegate al Presidente eletto di vedersi attribuiti i 13 seggi aggiuntivi, e viene, perciò, costituito attingendo esclusivamente dai gruppi di liste provinciali che abbiano conseguito almeno un seggio con il proporzionale mediante il metodo del quoziente naturale e dei resti più alti.

La nostra scelta di campo è di contenuti e non di schieramento, la nostra strategia è dimostrare che il bipolarismo ha ingessato il fascino della politica che, per definizione, è vivacità, dinamica, scoperta di nuove sfide programmatiche, e che quindi va superato. E se ne stanno accorgendo alcuni tra i massimi esponenti del panorama politico nazionale che si stanno misurando nell’analisi di nuovi scenari possibili. In questa vasta ottica, il problema dei rapporti fra Mpa e Udc è, con tutto il rispetto, ben poca cosa”. Quali sono, tra le tante, le proposte di programma di governo regionale a cui assegnate una significativa priorità? “Nel nostro documento programmatico sono presenti diverse proposte la cui attuazione certamente determinerebbe un cambiamento della nostra Regione. Abbiamo posto al centro la famiglia verso la quale vanno sviluppate politiche di sostegno per poterla rendere protagonista dello sviluppo socio-economico della nostra terra. Il Mezzogiorno deve occupare una priorità al fine di assicurare un sistema infrastrutturale e processi di sviluppo inequivocabili. Una nuova politica sanitaria, politiche per le risorse energetiche, idriche, agricole, per le piccole e medie imprese, per l’artigianato e per il turismo, i volani della nostra economia. Non ultimo la questione morale è la finalità primaria che l’Udc intende perseguire”. a cura di ANDREA MORRONE

LE VARIAZIONI AL NUMERO DEI CONSIGLIERI Ci sono due casi particolari in cui potrebbe aumentare il numero dei consiglieri. Il primo: se il seggio che spetta al candidato presidente sconfitto modificasse il rapporto 60-40 tra maggioranza e opposizione, viene aggiunto un 71° seggio. Il secondo caso particolare è invece conseguenza del voto disgiunto. Se le liste collegate al candidato presidente perdente dovessero ottenere la maggioranza dei voti, il numero dei consiglieri regionali dovrebbe aumentare così da garantire il rapporto 60-40 tra maggioranza e opposizione. In questa ipotesi, il consiglio potrebbe avere anche più di 100 seggi.


LICEO STATALE “F. CAPECE”

Indirizzi: Classico, Linguistico Brocca, Scientifico Brocca, Linguistico Internazionale Spagnolo COMPETENZE PER LO SVILUPPO (FSE) AMBIENTI PER L’APPRENDIMENTO (FESR)

Piazza A. Moro, 37 - 73024 Maglie (Le) Tel.0836/484301-Fax 0836/484302 web: www.liceocapece.it – email : dirigenza@.liceocapece.it

PON Fondi Strutturali 2007/2013 AVVISO PUBBLICO Il MIUR con comunicazione prot. n. AOODGAI/5367 del 21/10/2009 ha autorizzato il Liceo Statale “F. Capece” ad attuare nell’ambito del Programma Operativo Nazionale “Competenze per lo Sviluppo” annualità 2009/10 il seguente Piano Integrato d’Istituto:

OBIETTIVO C Azione 1 codice corso C-1-FSE-2009-1367 CORSI RISERVATI AGLI ALUNNI del biennio e del triennio per un totale di ore 50 cadauno corso di lingua inglese: "per una comune civiltà linguistica 2" corso di lingua francese: "Cantiamo con Rabelais" corso di lingua cinese: "Verso altri mondi 2" corso di lingua italiana: "Uno spazio anche per noi" OBIETTIVO C codice corso

Azione 1 C-1-FSE-2009-1367

CORSI RISERVATI AGLI ALUNNI del biennio per un totale di ore 30 cadauno corso di Informatica “Capece digitando” corso di matematica “La solitudine della matematica” OBIETTIVO C codice corso

Azione 4 C-4-FSE-2009-405

Promuovere le eccellenze CORSI RISERVATI AGLI ALUNNI del triennio per un totale di ore 30 cadauno "I giovani per Einstein" (matematica e fisica) "Ciceronando" (latino e greco) "Torniamo a vedere le stelle" (area scientifica) OBIETTIVO B Azione 4 codice corso B-4-FSE-2009-251 CORSI RISERVATI AL PERSONALE DOCENTE per un totale di ore 30 cadauno S.O.S. matematica e fisica S.O.S. lingue

- I corsi riservati agli alunni si terranno in orario pomeridiano nel periodo gennaio 2010 - maggio 2010. - I corsi riservati al personale docente, sempre in orario pomeridiano, si terranno nel periodo gennaio 2010 – dicembre 2010. MPI Dipartimento per l’istruzione Direzione generale per gli Affari Internazionali - Ufficio IV

Unione Europea Direzione Generale Occupazione e Affari Sociali Direzione Generale Politiche Regionali


//Regionali // Campagna elettorale su internet

CHI wEB E CHI NO QUANTO SONO PRESENTI IN RETE I CANDIDATI LECCESI ALLE REGIONALI

di VALENTINA ISERNIA

Continua la navigazione con il Tacco al timone alla scoperta della presenza sul web dei candidati alle prossime Regionali. Stavolta ci siamo occupati dei capo-lista leccesi. Nello schieramento del centrosinistra non molti apprezzano le potenzialità della rete. Se, infatti, Fiorenzo Carlino (Federazione Sinistra-Verdi) sta imparando a curare i rapporti con i suoi sostenitori su Facebook ma non ha un sito internet, Luigi Calò (Sel) ignora completamente la comunicazione virtuale: nessuno spazio web o pagina personale sul social network. Peccato, visto che i suoi sostenitori (alcune studentesse universitarie) hanno dovuto creare da soli un piccolo fan club: si chiama Cucuzz's Clan e conta poco più di cento iscritti. Anche Sergio D'Elia (per la lista Bonino-Pannella) ha ancora bisogno di tanta strada per perfezionare la sua campagna internet. La sua pagina web appare aggiornata al lontano 2008 e il suo gruppo facebook conta 61 membri. Non manca però su di lui una dettagliata biografia su Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Sergio_D'Elia), l'ultima frontiera dell'enciclopedia on line, redatta dagli stessi utenti internet desiderosi di aggiungervi contenuti per metterli a disposizione di tutti. In questo desolato scenario, due candidati spiccano per una maggiore attenzione alla cura del web. Primo fra tutti Sergio Blasi (http://www.sergioblasi.it/it/), candidato Pd, con un sito curato nei contenuti, tramite news e video, e nella grafica; non si può non notare la spiccata somiglianza con la pagina web di Nichi Vendola, al fianco del quale Blasi sorride anche nel suo avatar Facebook, dove vanta

una pagina regolarmente aggiornata e seguita da 5mila fan; anche per Dario Stefano (La Puglia per Vendola) una buona organizzazione web (su http://www.dariostefano.it/), un sito semplice ma ricco di aggiornamenti video e in particolare un format per ricevere le ultime news via sms. La pagina Facebook, ben curata, sembra non suscitare troppo entusiasmo con i suoi 118 fan.

I “CAPI-LISTA REGIONALI” ALLE PRESE CON L’ESAME INTERNET. PAGELLE SCARSE. DUE SUFFICIENZE PIENE NEL CENTROSINISTRA. TERZO POLO BOCCIATO. “SEI” DI INCORAGGIAMENTO AD ANDREA CAROPPO (LA PUGLIA PRIMA DI TUTTO) Per il Terzo Polo, Elio Calabrese (Io Sud) e Francesco Chirilli (Udc) hanno deciso di fare a meno della caotica rete senza confini. L'unico, tiepido approccio è quello di Chirilli che però non usa al meglio le sue 462 amicizie Facebook. Anche lui è menzionato su Wikipedia, con una brevissima storia dei suoi mandati. Ma guardiamo al centrodestra. Aldo Aloisi, per il Pdl, partecipa attivamente allo scambio comunicativo permesso da Facebook, superando i 1.450 iscritti. Il suo sito web (http://azzurropopolare.it.gg) avrebbe bisogno di una accurata revisione, sopratutto tenendo conto del il tacco d’Italia

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fatto che è attivo da quasi un anno. Oltre a ricordare ai salentini di "Puntare in...Aldo!" Aloisi dovrebbe ricordare al suo webmaster di puntare agli aggiornamenti, rimasti ancora alle elezioni del giugno 2009 e magari a qualche miglioria grafica dato che il sito oltre a svilupparsi solo sulla parte sinistra dello schermo si articola in dieci sezioni praticamente prive di contenuti. I 181 fan Facebook di Antonio Buccoliero (I pugliesi per il presidente) non saranno felici di notare che anche la sua bacheca si è fermata al giugno 2009, quando contava il considerevole numero di tre interventi. Non ci è dato sapere molto su Luigi Montinaro (Udeur) che ha scelto di tenere nascosta la sua bacheca a chi non fa esplicita richiesta di essere nei suoi 463 amici; su Marco Imperio (Alleanza di Centro) e su Egidio Vergine (Pensionati) c’è solo una cosa da dire: il web non fa per loro. Chiudiamo con un esempio di buona comunicazione e propaganda, quella di Andrea Caroppo, giovanissimo candidato per "La Puglia prima di tutto". Il gruppo del trentenne è caratterizzato più dai commenti dei sostenitori che dagli interventi del suo fondatore, che spesso rimanda tutta la comunicazione politica al suo sito web http://www.andreacaroppo.it. Visitandolo la prima impressione è quella di un "ambiente" ordinato, senza troppe pretese, unito a una scelta di colori appropriata e ad un linguaggio semplice, quasi colloquiale ma privo delle frecciatine più o meno velatamente dirette agli avversari. Il sito è ancora in allestimento, ma è il caso di premiare la buona volontà.


//Regionali //Intramontabile manifesto elettorale

CHI CI METTE LA FACCIA di ANDREA MORRONE a.morrone@iltaccoditalia.info

TEMPO DI ELEZIONI VUOL DIRE TEMPO DI SOSTITUIRE LA TAPPEZZERIA ALLE CITTÀ. CHE COSÌ SI TRASFORMANO IN MAXI-BACHECHE DI PIÙ O MENO INGOMBRANTI MANIFESTI DI CANDIDATI Colorati, ironici, divertenti, pungenti e, a volte, anche un po’ volgari. Sono i manifesti elettorali, l’attrattiva di un tormento che, puntuale come una cambiale, ci viene riproposto ad ogni kermesse politica. Già, perché, nell’era del trionfo della comunicazione di massa e della politica dei blog e di Facebook, quello dei manifesti elettorali rimane uno strumento di propaganda sempre valido e vincente, alla faccia di chi lo conil tacco d’Italia

sidera obsoleto e superato. Un’arma in più soprattutto nelle elezioni regionali e comunali, in cui il cosiddetto “Porcellum” (come la definì il politologo Giovanni Sartori) delle liste bloccate, lascia spazio al vecchio e caro voto di preferenza. E allora eccoli lì i nostri cari e vecchi cartelloni, a tappezzare le vie della nostra regione. Una volta erano di piccole dimensioni, e puntavano a mettere in evidenza più il partito che il candidato. Oggi il sistema si è capovolto, l’avvento di Berlusconi in politica (uno che sulla comunicazione ha costruito un impero) ha introdotto gli ormai celebri “6x3”, un marchio di fabbrica che ha poi contagiato tutti i partiti. Anche il tipo di messaggio è cambiato: ognuno ci mette la faccia, perché l’apparire è ormai connotazione fondamentale del politico, al di là del messaggio da proporre e dello schieramento da seguire. 18

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In Puglia ha fatto scuola la campagna elettorale di Nichi Vendola, presidente uscente e trionfatore per ben due volte nelle primarie a dispetto dell’economista Boccia. Proprio lui, il governatore-filosofo e l’inventore delle video lettere, ha puntato molto, nel tempo, sull’utilizzo dei manifesti. Quello del 28 e 29 marzo rappresenta per l’uomo politico nato a Terlizzi, la grande chance di centrare uno storico secondo mandato. Per farlo l’attuale numero uno di via Capruzzi ha scommesso come al solito su una grande campagna di comunicazione, sin dalle primarie, con l’ormai celebre “Fabbrica di Nichi” e quello spot, “Difendi la Puglia migliore”, che tanto aveva fatto infuriare il sindaco di Bari Michele Emiliano. Superato l’ostacolo delle primarie, Vendola è partito all’attacco della riconferma a presidente con una serie di cartelloni e di messaggi incentrati sui temi dell’ambiente e del sociale, e improntati sullo

NONOSTANTE IL PREPOTENTE AVVENTO DELLE TECNOLOGIE MULTIMEDIALI, IL MANIFESTO ELETTORALE NON ACCENNA AD ANDARE IN PENSIONE. MERITO DELLA SUA INTRINSECA EFFICACIA. E FORSE ANCHE UN PO’ DELL’INCAPACITÀ DEI CANDIDATI DI ADEGUARSI TOTALMENTE AI NEW MEDIA

slogan “La poesia è nei fatti”. Una scelta, la sua, ancora una volta di rottura: niente foto personali ma semplici parole e disegni stilizzati, il tutto su uno fondo di colori pastello. “Poche scorie, via smammare! Disse il sole al nucleare”, “Nascon giovani talenti con gli spiriti bollenti” o “Cambia l’aria tarantina con la legge anti-diossina”, sono alcuni degli esempi che da alcune settimane si possono scorgere lungo le strade dell’intera regione. Rima baciata e tema sociale dunque, un mix capace – è questa la speranza del governatore uscente - di far breccia nella mente di molti. Per Rocco Palese, invece, salentino doc e uno dei suoi tre antagonisti, la scelta è caduta su messaggi chiari e diretti, incentrati sul gioco di parole del proprio cognome e sulla proposta di un rinnovamento rispetto al passato: “Basta chiacchiere, è Palese il presidente” e “Basta bugie, è Palese il presidente” sono i due slogan adottati. In entrambi i casi la frase è posta alla sinistra del volto del candidato, che sorride con la sicurezza e la determinazione di chi sa di poter guidare le sorti degli elettori e di chi ha speso la propria vita nella politica. Semplice ed efficace dunque, di stampo quasi “kennedyano”, di chi vuol dimostrare di poter contare sui fatti e di chi vuol strizzare l’occhio al futuro senza dimenticare però la tradizione e la storia della propria terra. Da sempre legata profondamente al sud e alla sua terra, Adriana Poli Bortone, unica donna in lizza per la poltrona di governatore, ha puntato proprio sull’orgoglio di appartenenza alla Puglia e al Salento, coniando l’ormai celebre slogan: “Orgogliosamente terrona”. Questo è accompagnato da un bel primo piano della candidata che sfoggia un sorriso impregnato di profonda e tenace determinazione e, sotto il simbolo del suo partito, la domanda retorica: “Io Sud. E Tu?”. Orgoglio sudista e femminista per la lady della politica, che punta molto sulla riscossa il tacco d’Italia

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dell’universo femminile, come elettorato e come nuova classe politica, anche nel Meridione. Un programma, quello dell’ex sindaca di Lecce, accompagnato anche dalla creazione del “Laboratorio dei rimedi”, una sorta di laboratorio politico per la creazione della panacea ai mali della Puglia. Buona l’idea, peccato che sappia di “già sentito” (non vi ricorda la “Fabbrica di Nichi” di Nichi Vendola e la “Officina del futuro”

ROCCO PALESE ED ADRIANA POLI BORTONE OPTANO PER UNA CAMPAGNA PIÙ TRADIZIONALE, PUNTANDO SU UN MANIFESTO IN CUI UNO SLOGAN SOTTOLINEA UN SORRISO “6X3”. NICHI VENDOLA PREFERISCE NON COMPARIRE E LASCIA SPAZIO ALLA POESIA di Rocco Palese?); rende, ad ogni modo, l’idea di fermento attorno alla necessità di sanare gli errori dei predecessori. Tre scelte politiche e comunicative diverse per tre candidati presidente, dunque. Com’è ovvio, ognuno di loro punta a definire un proprio personale linguaggio che sia identificativo esclusivamente della propria coalizione. Anche questo è politica ed anche questo è materiale interessante per gli elettori, perché è sintomatico del modo in cui ogni sfidante interpreti la vita e la campagna politica. A breve l’ardua sentenza.


//Regionali // La parola agli elettori “Quale domanda vorresti rivolgere ed a quale candidato?”, è l’iniziativa che abbiamo lanciato sul nostro quotidiano on line www.iltaccoditalia.net e sulla pagina facebook del Tacco d’Italia. I lettori hanno partecipato entusiasti. Noi abbiamo raccolto le loro “interviste” e le abbiamo inoltrate ai diretti interessati. Qui ne pubblichiamo alcune con relative risposte, ma questa è solo la prima puntata di un appuntamento che ritornerà anche nei prossimi numeri. Se avete curiosità da sciogliere, fatevi sotto. E’ l’occasione giusta per chiedere ai candidati ciò che vi passa per la testa. Non potranno esimersi dal rispondere, in campagna elettorale.

Ai tre candidati chiedo: 1) che cosa farete per escludere soggetti che hanno precedenti penali o rinvii a giudizio dalle liste? 2) che cosa farete per controllare le eventuali malversazioni che dovessero verificarsi nel corso del mandato? 3) che cosa farete se funzionari o membri del consiglio saranno indagati? 4) come garantirete la trasparenza degli atti e la pubblicizzazione dei dibattiti e delle riunioni di commissioni, ecc.? 5) che cosa farete per impedire finanziamenti illeciti o voti di scambio durante la campagna elettorale 6) denuncerete eventuali fatti del tipo citato sopra? Insomma: quale è la vostra posizione sulla questione morale e come sceglierete i candidati tenendo conto di questo? Mario Filippo Antonio Massa (Università di Pisa)

Rocco Palese: “Sulla questione morale si fa molta demagogia. La sinistra da sempre si è auto-attribuita una patente di moralità che nessuno le ha assegnato e che ormai, specie in Puglia, ha completamente perso. Inutile negare che negli ultimi anni c’è stato un accanimento giudiziario da parte di alcuni esponenti della Magistratura nei confronti di alcuni esponenti appartenenti soprattutto ad una parte politica, quella del centrodestra. Che alcuni esponenti del centrodestra o del centrosi-

Amate, odiate, elezioni. Un comizio di Gino Cervi, alias Peppone , nel celebre "Don Camillo”

LE DOMANDE DEI LETTORI nistra siano quindi oggetto di attenzione da parte della Magistratura, non significa certo che siano colpevoli di alcunché. Nelle nostre liste non ci sono né ci saranno persone condannate né amorali. La nostra moralità, quella che il centrodestra e il Pdl hanno portato nella vita politica italiana, come dice sempre anche il presidente Berlusconi, non è solo quella di ‘non rubare’ (e ci mancherebbe altro) ma anche quella di mantenere gli impegni assunti con gli elettori. E tra i nostri impegni il primo è quello di essere al servizio dei cittadini”. Adriana Poli Bortone: “1) I precedenti penali sono una cosa, i rinvii a giudizio un’altra: per me stessa è stata fatta la richiesta di rinvio a giudizio, che poi è stata del tutto rigettata dal gup. Naturalmente, in genere saremo molto accorti. Ma occorre necessariamente scindere le due situazioni che non sono affatto analoghe. 2) Aumenteremo i controlli interni; dopo aver accertato senza esitazione gli eventuali comportamenti scorretti prenderemo i provvedimenti del caso. 3) Le indagini rappresentano un momento di garanzia sia per l’indagato stesso, che può dimostrare la sua innocenza, sia per l’istituzione. Sarò pronta ad assumere provvedimenti. 4) Non basta garantire la trasparenza degli atti con una legge, come accaduto in questa legislatura Vendola, se poi per ottenere i documenti sulla gestione della sanità una Commissione di inchiesta del Senato deve attendere mesi. 5) Sui finanziamenti è sempre stato tutto traspa-

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rente: Io Sud ha un normale conto corrente bancario così come vuole la legge elettorale, e non avendo finanziamenti il movimento ha lanciato una campagna sul web (Sostieni Io Sud) per chiedere ai cittadini che credono nella nostra causa di contribuire con quanto nelle loro possibilità. 6) Come peraltro previsto dalla legge, né di più né di meno”. Nichi Vendola: “1) Me ne assicuro prima della compilazione delle liste. 2) Il mio impegno è rivolto all’intensificazione delle ispezioni e degli accertamenti in ogni settore dell’amministrazione regionale. Laddove è stato provato un comportamento illecito o anche solo l’ombra di esso, la mia reazione non si è mai fatta attendere. 3) Indignarmi, nel momento in cui è dimostrato il comportamento illecito. Non è nei miei poteri fare di più. Diverso il caso di indagine su un componente della giunta da me presieduta, di cui sono direttamente responsabile. Su questo parlano i fatti. 4) I documenti frutto di riunioni o incontri finalizzati a prendere decisioni in merito alla vita dei cittadini sono assolutamente pubblici. La mia giunta si è spesa per garantire trasparenza, partecipazione e democrazia. Un esempio è l’approvazione della legge regionale per la trasparenza. 5) È un brutto affare. Continuerò a comportarmi come ho sempre fatto nella mia vita. 6) Non esiterei a denunciarle”.


//Non è mai troppo tardi // Per chi votano gli anziani

IL VOTO DEGLI OVER ANZIANI SÌ, DISINTERESSATI ALLA POLITICA MAI. E INFATTI LA COMMENTANO, NE CHIACCHIERANO, SI DOCUMENTANO PERSINO SUL WEB. ECCO PER CHI VOTERANNO, I PROSSIMI 28 E 29 MARZO, I GIOVANOTTI DI IERI

Foto di joser2000, tratta da www.flickr.com

A ragionare di politica con un gruppetto di anziani eterogeneo per appartenenza e cultura, appare chiaro come per loro, in periodo di elezioni, l’ultima delle preoccupazioni sia la gamma di questioni pratiche legate all’esercizio del proprio diritto al voto. “Vengono a prenderci da casa, andiamo a votare e ci riportano indietro” afferma uno di loro. Si percepisce subito quanto questa affermazione, accompagnata da una smorfia leggera, possa liberare un insieme di considerazioni dal retrogusto decisamente amaro. Perché, se è certamente vero che il trasporto ai seggi, il voto assistito e quello a domicilio - oltre ad altri servizi - abbiano facilitato le operazioni di accesso al voto per questa fascia di elettorato, la richiesta immediata ai politici, come sintetizza efficacemente uno di loro, è che ci sia la possibilità di “essere messi nelle condizioni per vivere meglio complessivamente”. E non solo di essere garantiti sotto elezioni, perché “l’eccesso di zelo finisce per essere interpretato male” conclude qualcuno. E in effetti, “che cosa non si farebbe per ottenere un voto in più?” chiosa un altro. L’atteggiamento tuttavia è anche propositivo: in generale, gli anziani rivendicano una maggiore attenzione al

di FRANCESCA QUARTA e BARBARA MELGIOVANNI

tema della sicurezza; esigenza connotata differentemente a seconda della prospettiva: prevalentemente in chiave anticrimine da destra e in ottica “qualità della vita”, welfare, socialità e nuove forme di solidarietà da sinistra. “Proprio in questa seconda versione, la cui parola-chiave è solidarietà spiega l’unica donna presente - gli anziani non vogliono sentirsi residuali rispetto ad altri ‘gruppi sociali’”, ma reclamano attenzione per le loro esigenze e, in sintesi, la pos-

CHE COSA CHIEDONO AI FUTURI AMMINISTRATORI? TUTTI CONCORDANO SU QUALE SIA LA PRIORITÀ, BENCHÉ NON LI RIGUARDI DIRETTAMENTE: LA LOTTA ALLA PRECARIETÀ, PER RENDERE MENO INCERTO IL FUTURO DEI GIOVANI il tacco d’Italia

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sibilità di partecipare. “Le elezioni sono un’occasione per prendere parte ai processi decisionali” dicono, ma non tutti poi scelgono di votare. “Dipende da come si sviluppa la campagna elettorale, dalla serietà dei contenuti al tenore delle argomentazioni”, affinché il riferimento a soggetti morali solidi e credibili non si perda di vista. Alcuni di loro si documentano anche su internet, con pochi semplici clik e due o tre siti web da consultare. La partecipazione si completa poi con la possibilità di essere ascoltati. In una virtuale lista di provvedimenti da suggerire ai politici, elencano il miglioramento dei servizi sanitari, l’adeguamento delle pensioni e degli stipendi al costo della vita, la protezione delle categorie di cittadini più sensibili, il miglioramento dei luoghi, dalle piazze ai giardini pubblici, passando per le vie e i centri storici. Ognuno indica una priorità, ma poi si scopre che tutti identificano una stessa urgenza che li accomuna nonostante non li riguardi direttamente: la lotta alla precarietà che renda meno ansiogeno il futuro dei giovani e lo ripulisca da incertezze e illusioni. (le interviste che seguono sono state realizzate a Gallipoli e Casarano)


Carmelo Scorrano

Cosimo Bianco

65 anni, ex lavoratore portuale, Gallipoli

77 anni, ex marinaio, Gallipoli “Voterò per la Poli Bortone, perché mi piace come ha messo a posto Lecce. È una donna seria, che più di tutti vuole contribuire allo sviluppo del Mezzogiorno. Sa farsi rispettare e ho molta fiducia in lei e in tutto quello che potrà fare per migliorare la nostra Regione. Speriamo che tenga un occhio di riguardo pure per Gallipoli”.

“Non so se mi presenterò alle urne, non credo in una politica che cerca di andare incontro alle esigenze dei cittadini solo durante la campagna elettorale. Vorrei diventare l’uomo del torchio, il qualunquista, ma il mio mestiere mi ha portato sempre a caricare navi, cercando di fargli seguire la giusta rotta per raggiungere lidi lontani. E allora può anche darsi che andrò a votare, e in quel caso voterò per il centrodestra perché credo nelle persone che hanno idee chiare e limpide, necessarie per il progresso della nostra nazione”.

Paolo De Paolo 69 anni, ex cassiere, Gallipoli

Antonia Sirtori

“Voterò per il Popolo della libertà. Anche se non conosco bene il candidato scelto per guidare la nostra Regione, ho fiducia nel partito e nelle sue scelte, pur non essendovi mai stato iscritto. Lo dico senza problemi perché credo molto nel presidente Berlusconi e in quello che potrà fare per contribuire al miglioramento e allo sviluppo reale del nostro territorio”.

93 anni, ex contadina, Casarano “Sono simpatizzante per la sinistra, perché Berlusconi non mi piace proprio, è poco onesto. Ma questa volta credo che non voterò per nessuno. Nessuno merita perché gli interessi personali, per loro, vengono prima del bene dell’umanità”.

Antonietta De Matteis

ANTONIETTA DE MATTEIS: “NON M’INTERESSO ALLA POLITICA DA OLTRE VENT’ANNI. PER LA PRECISIONE, DA QUANDO LA BUON’ANIMA DI MIO MARITO MORÌ. LUI ERA UN VERO FASCISTA. IO NON NE CAPIVO MOLTO”

99 anni, casalinga, Casarano “Non m’interesso alla politica da oltre vent’anni. Per la precisione, da quando la buon’anima di mio marito morì. Lui era un vero fascista. Io non ne capivo molto. Quando andavamo a votare, mi chiedeva sempre, al ritorno, per chi avessi votato, ma io non gli rispondevo. Votavo fascismo per amore suo anche se non glielo confessavo. Quindi, sempre per amore suo, non voterei mai quello con cravatta e orecchino”.

Enzo Spinola

Antonio La Viola

77 anni, ex falegname, Gallipoli

67 anni, ex bancario, Gallipoli

“Non andrò a votare perché non ne posso più, ci sono sempre i soliti nomi, la storia che si ripete. Tanto sono tutti uguali, a destra e a sinistra: in campagna elettorale promettono, promettono, e poi se scordane pure de ddhu venune (si scordano pure da dove vengono, ndr). Non me ne importa nulla di queste elezioni, mi hanno fatto venire la nausea. Tanto io non chiedo né faccio favori”.

“Voterò per il centrosinistra, anche se avrei preferito un altro candidato. Non rinuncerò mai alla mia ideologia, e mi auguro che Vendola riesca a realizzare, nell’eventuale secondo mandato, tutto quel che ha promesso, visto che i propositi sono buoni. La speranza ce l’ho ancora, altrimenti non andrei a votare”.

il tacco d’Italia

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//Megafono a... // Anna Cordella

LA POLITICA HA BISOGNO DEI GIOVANI ANNA CORDELLA, CANDIDATA ALLE REGIONALI NELLA LISTA SEL A 27 anni lei ha già diverse esperienze all'attivo: candidata a sindaco di Copertino, ha poi presieduto la commissione Pari Opportunità. Da che cosa è nata questa pulsione verso la politica? “Interessarmi alla politica mi è sempre venuto naturale, sin da quando ero una studentessa liceale. Purtroppo in Italia esiste uno stereotipo legato ai giovani secondo cui questi sarebbero disinteressati alla politica. Nulla di più sbagliato. Nella mia attività quotidiana, sia politica sia lavorativa e associativa, sono circondata da ragazzi che mettono a disposizione della collettività il proprio tempo, le proprie competenze, il proprio lavoro. Credo di esprimere un sentimento collettivo affermando che per i giovani la politica non consiste nell’affermazione di sé o nella conquista di posizioni di potere ma in un lavoro costante finalizzato a prendersi cura della propria comunità, degli spazi sociali e collettivi in cui vivono e lavorano. Per i giovani esiste una sorta di pulsione pura verso la politica che penso debba essere riscoperta e mutuata anche da coloro che da anni ricoprono ruoli istituzionali. Detto questo sono anche convinta che molto spesso gli spazi di agibilità politica in cui possono muoversi i giovani siano molto limitati soprattutto se si pensa ai partiti ed alla loro diffidenza nel favorire un ricambio generazionale. Vorrei rivolgere un invito a tutti coloro che pensano che i giovani siano sempre ‘troppo giovani e inesperti’ per ricoprire ruoli di rappresentanza istituzionale: guardatevi intorno, in ogni paese tantissimi ragazzi e ragazze di Puglia stanno dando vita a laboratori politici nelle Fabbriche di Nichi in cui nascono idee, vengono formulate proposte politiche, prende forma il cambiamento. E’ il segnale che i giovani ci sono, si interessano alla politica, e soprattutto stanno lavorando incessantemente per difendere la Puglia Migliore. Una delle più grandi innovazioni della giunta Vendola è stata proprio quella di aver iniziato ad ascoltare noi giovani e di dare risposta e forma alle nostre istanze di cambiamento”. Che cosa rappresenta Nichi Vendola per le ragazze e i ragazzi della sua generazione? “Ha interpretato e dato forma alle richieste di popolo che chiedeva dignità, giustizia, trasparenza e buon governo. Tutti gli atti della

giunta Vendola sono stati costruiti intorno ad un concetto che dovrebbe essere il faro per ogni amministratore e cioè quello di tutelare e garantire il futuro di un territorio e delle sua gente. Futuro è quello che è stato restituito ai giovani di Puglia che, attraverso le politiche giovanili dei Bollenti Spiriti, dei Principi Attivi, del Contratto Etico, del Ritorno al Futuro, sono ritornati nei propri paesi e qui hanno iniziato a costruire un’alternativa di sviluppo per il proprio territorio. Penso che il merito più grande di Vendola sia stato quello di dare fiducia ai giovani e di lavorare incessantemente per costruire strumenti reali attraverso i quali molti ragazzi e ragazze della mia generazione hanno dimostrato di essere attori fondamentali del processo di crescita e di innovazione che ha portato la Puglia a diventare la locomotiva del Mezzogiorno. Nichi Vendola è sicuramente un innovatore. In cinque anni è riuscito a trasformare una regione asfittica e grigia in un laboratorio politico a cui tutto il mondo guarda,

“NEI GIOVANI ESISTE UNA SORTA DI PULSIONE PURA VERSO LA POLITICA CHE PENSO DEBBA ESSERE RISCOPERTA E MUTUATA ANCHE DA COLORO CHE DA ANNI RICOPRONO RUOLI ISTITUZIONALI” polo fondamentale della cooperazione con la sponda sud del Mediterraneo e dei Balcani, ed esempio di buone prassi politiche mutuate in tutta Europa. La mia generazione vede in lui innanzitutto un politico e poi un amministratore che ha riempito di significato la parola speranza e ha dimostrato che i sogni collettivi possono prendere forma e migliorare la vita di tutti e tutte”. Si è laureata a Napoli, ha conseguito il master a Roma e sta prendendo la seconda laurea a Lecce. Come altri giovani meridionali sembra inseguire un'iperqualificazione. Come mai? “Non penso che si possa parlare di iperqualificazione ma di un connubio tra necessità di formazione continua e sete di conoscenza che è alla base della generazione costante di proil tacco d’Italia

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cessi innovativi in molte discipline. La mia generazione è cresciuta avendo, rispetto alle precedenti, un accesso più veloce alla conoscenza ed al sapere, veicolato in buona parte dalle nuove tecnologie informatiche, e questo penso che sia alla base di una pulsione all’approfondimento costante. Faccio anche parte della prima generazione cresciuta durante il processo di costruzione dell’Unione europea che individua nella formazione permanente un fattore di crescita ed innovazione. Penso che si debba parlare di un nuovo metodo di accesso al sapere ed alla conoscenza che a differenza del passato non è più circoscritto al solo periodo della formazione superiore ed universitaria ma continua anche dopo”. Con l'elettorato diviso tra lista del Presidente e Federazione della Sinistra + Verdi, non teme lo sbarramento del 4% per Sinistra Ecologia e Libertà? “Sinistra Ecologia e Libertà è un progetto politico completamente diverso rispetto a quello della Federazione della Sinistra ed alla lista del Presidente. Sel parla ad un elettorato diverso rispetto a quello della Federazione e rispetto all’area moderata a cui si rivolge la lista del presidente. Non penso che si possa configurare una sovrapposizione tale per cui i tre movimenti possano dividere l’elettorato. Ognuno dei tre movimenti, a suo modo e con una propria forma parla all’elettorato di riferimento. Il mio personale impegno ed augurio è quello di far superare di gran lunga a Sinistra Ecologia e Libertà la soglia di sbarramento. Il nostro è un progetto politico di sinistra e di governo. Di sinistra perché in questi anni abbiamo dimostrato che lo sviluppo e la crescita di un territorio partono dalla stabilizzazione dei precari, dall’emersione del lavoro nero, dalla tutela dei lavoratori e delle lavoratrici. Di ecologia perché è necessario tutelare e custodire la nostra terra, il nostro territorio e il nostro ambiente. Di libertà perché è necessario costruire una società in cui i diritti di tutti e di tutte siano garantiti e tutelati indipendentemente dal colore della pelle, dalla religione e dal sesso”.


//Megafono a... // Roberta Forte

LA MIA TENACIA CONTRO LE DISCRIMINAZIONI ROBERTA FORTE, CANDIDATA SINDACO A GALATINA 37 anni, avvocata, ex assessora alle Politiche giovanili. mafia nel territorio di Noha. Si candida a sindaco di Galatina, Nel suo curriculum, il merito di essersi molto interessata per l´as- per la federazione della Sinistra, in una sfida elettorale molto al segnazione alla cooperativa Libera di un terreno confiscato alla femminile. L´ultimo sindaco di Galatina è stata una donna. Il suo paese è un´eccezione rispetto agli altri Comuni salentini? “A Galatina credo che Sandra Antonica sia stata il primo sindaco donna della città. Rispetto ad altri Comuni la presenza femminile in politica è alta, nella precedente amministrazione ci sono state quattro assessori donna ed attualmente su cinque candidati sindaco due sono donne ed entrambe di centrosinistra. Credo che l'accesso in politica per le donne sia maggiormente garantito nei partiti di centrosinistra e non per una questione di riserva di quote, discorso francamente offensivo, ma per una maggiore democrazia interna che valo-

rizza il merito anche quando questo si presenta al femminile”. Sul lavoro e nella sua attività politica ha mai dovuto affrontare episodi di discriminazione, anche velata e sottile? E come li ha affrontati? “Fortunatamente no. La professione forense è ormai un settore in cui si è fortemente affermata la presenza e la competenza delle donne. In politica ho sempre fatto valere le mie idee e la mia determinazione senza mai sentire alcuna subordinazione derivante dal sesso o dall'età. Credo che la tenacia e la perseveranza non lascino spazio a possibili altrui tentazioni di discriminazione sessuale e siano l'arma migliore per sconfiggere stupide logiche di conservazione del potere al maschile”. Lei è già stata amministratrice della città, in quanto assessora. Se sarà eletta, quali saranno i settori sui quali si concentrerà maggiormente o con più urgenza? “I settori su cui continuerò ad impegnarmi sa-

ranno quelli riguardanti le straordinarie potenzialità dei giovani, la pratica della legalità come strumento dell'agire quotidiano da applicare in tutti i settori della vita amministrativa e cittadina, la tutela dell'ambiente, la pratica costante e reale della partecipazione come strumento di condivisione delle scelte per la città. Non sono argomenti che hanno una connotazione femminile, ma che abbisognano di una coerenza e correttezza morale, unico metro di valutazione in base al quale scegliere il proprio rappresentante politico”.

“IN POLITICA HO SEMPRE FATTO VALERE LE MIE IDEE E LA MIA DETERMINAZIONE SENZA MAI SENTIRE ALCUNA SUBORDINAZIONE DERIVANTE DAL SESSO O DALL'ETÀ”


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//Megafono a... // Mario Chirilli

RESITUIRO’ A MAGLIE IL RUOLO CHE MERITA MARIO CHIRILLI, CANDIDATO SINDACO DI MAGLIE PER UDC E IO SUD-CITTA’ LIBERA Al medico, Mario Chirilli chiediamo: che cosa mette della sua professionalità in questa campagna elettorale? “Della mia professionalità in questa campagna elettorale inciderà in primo luogo la conoscenza diretta e personale di tanti miei concittadini e l’abitudine ad analizzare i problemi per approfondirli e per trovare le soluzioni più efficaci”. Uno degli argomenti caldi, a Maglie, è la Copersalento. Ora lo stabilimento è chiuso, ma con le dovute modifiche potrebbe trasformarsi in un nuovo termovalorizzatore. Qual è la sua opinione su quest’evenienza? “La Copersalento non è stata mai un’opportunità né dal punto di vista sociale né da quello economico. Il piano energetico della regione Puglia dimostra che circa l’80% della produzione di energia elettrica è destinato al resto d’Italia, per cui non si comprende la ragione di un’ulteriore insulto ambientale per produrre energia oltre il fabbisogno regionale. Se produzione ulteriore di energia ci dovrà essere ci

batteremo con determinazione perché le stesse risorse vengano destinate per realizzare fonti di produzione energetica alternativa con rispetto rigoroso dell’ambiente cittadino”. Il sindaco di Maglie ha un ruolo centrale all’interno della programmazione dell’Area vasta (è presidente dell’Assemblea). In caso di vittoria, come intende mettere al servizio della comunità magliese questa responsabilità? “In questi ultimi anni la nostra città ha perso quel ruolo storico di guida nei processi di adeguamento del territorio ai mutamenti economici e sociali in corso; ne è testimonianza il calo demografico che ha visto la perdita negli ultimi anni di circa 500 unità. Utilizzando le risorse dell’Area Vasta, Maglie dovrà creare le opportune sinergie tra le aziende e l’Università del Salento perché nuovi prodotti vengano realizzati con processi ecocompatibili. Punto fermo da non dimenticare sarà sempre l’illuminata tradizione culturale e artigianale magliese”. Oltre al commercio, quali sono gli altri settori economici su cui in futuro può puntare e investire la città di Maglie? “Maglie da sempre è stata città di servizi e di terziario avanzato. Nuova e grande opportunità, data la quasi certa chiusura di quel che è rimasto del presidio ospedaliero, sarà, se-

condo il nuovo Pal, la creazione della Cittadella della salute che diventerà polo di offerta sanitaria per tutti i paesi del circondario con sicura ricaduta anche in termini economici”. Qual è la sua posizione in merito all’ampliamento della SS 275? “La 275 è indubbiamente un’arteria che deve saper coniugare sicurezza e tutela del paesaggio. Non conosco in modo dettagliato il progetto del tracciato, ma certamente l’Amministrazione comunale di Maglie dovrà essere accanto a chi guarderà a questa arteria in termini di opportunità sia economica sia turistica ma sempre nel rispetto dell’ambiente”.

“LA COPERSALENTO NON È STATA MAI UN’OPPORTUNITÀ NÉ DAL PUNTO DI VISTA SOCIALE NÉ DA QUELLO ECONOMICO. NON COMPRENDO LA RAGIONE DI UN’ULTERIORE INSULTO AMBIENTALE PER PRODURRE ENERGIA OLTRE IL FABBISOGNO REGIONALE”


//Minima immoralia

di ADOLFO MAFFEI

IL MANCATO RISPETTO DELL’ “ENTRO E NON OLTRE”. OVVERO LA CHIMERA DELL’ARTICOLO 3

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fatti della politica nazionale, e della cronaca nera che la intrecciano, sono talmente numerosi e frequenti da togliere alla persona che vuole semplicemente informarsi perfino capacità di percepirli nella loro completezza. Ogni mattina acquistiamo il giornale con un’ansia fastidiosa, quasi un’apnea rassegnata: vediamo che schifezza hanno combinato ieri. Mentre l’economia annaspa, migliaia di operai perdono il lavoro, disastri naturali infieriscono, nel Palazzo si continua la pantomima del gioco delle parti: noi buoni, voi cattivi; noi patrioti voi antiitaliani; noi vocati all’amore voi all’odio. Prendiamo tra i tantissimi possibili, e solo apparentemente scollegati, l’ultimo esempio di questa sceneggiata continua (il pasticciaccio brutto delle liste elettorali) che ci porta dritti dritti all’amarissima constatazione (l’ennesima): che l’articolo 3 della nostra Costituzione (“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali di fronte alla legge…”) è ormai una chimera, l’isola che non c’é. La vicenda, esemplare, è semplicissima. Alcuni partiti hanno presentato le

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proprie liste violando una delle regole, se vogliamo la più semplice, banale e diffusa in ogni parte del mondo: il termine temporale ultimo. La dicitura “entro e non oltre” è una modalità che convive nelle società organizzate erga omnes, per tutti i rapporti che la gente comune intesse nel relazionarsi con gli enti pubblici, nei contratti fra privati, nelle transazioni bancarie, quando paga l’affitto e le bollette. Perfino sui prodotti deperibili e sui farmaci c’è una scadenza, perfino l’attesa del verde al semaforo è governata da un timer che tutti rispettiamo. E invece è accaduto che a Roma una lista (dovrebbe essere ininfluente a quale area appartenesse) sia stata presentata fuori tempo massimo e che sia stata quindi respinta. Il cielo si è aperto. Questa lista, infatti, appartiene all’area della maggioranza parlamentare che sostiene il Governo Berlusconi, il quale ha approntato a tempo di record un decreto cui è stata appiccicata la graziosa dizione di “interpretativo”. La legge non si tocca, perché non potremmo farlo, si dice in sostanza, ma decretiamo che si può “interpretare” in un modo

tale da consentire la riammissione della lista, sciaguratamente consegnata oltre i termini, gli stessi che tutti gli altri avevano rispettato. Ora la domanda è questa: se questo rappresenta un precedente che farà giurisprudenza legislativa, sia pure per decreto, il comune cittadino potrà invocare anch’egli un decreto del Governo “su misura” per un’esigenza analoga? Ad esempio, se il giovane dottor Mario Rossi presenterà in ritardo la documentazione per un concorso pubblico, che so, in Magistratura (giacché…) potrà invocare un decreto “interpretativo” urgente e farsi ammettere lo stesso a sostenere l’esame di ammissione? Non è un quesito scherzoso perché la pezza che è stata trovata per coprire lo sgarro fatto contro una norma ha la legittimazione della legislazione, sia pure d’urgenza come è quella contemplata dal decreto del Governo. Non a caso il Quirinale deve controfirmarlo e la Gazzella Ufficiale della Repubblica pubblicarlo. Non a caso entrambi gli adempimenti sono avvenuti. Questa operazione è passata, poi, attraverso il tritacarne politicomediatico, così da farle perdere

di significato e di sostanza. Il consenso politico-elettorale di certe operazioni è immediato. Invece, il dissenso, speculare, che viene generato dallo stesso meccanismo, stenta a materializzarsi perché non trova canali univoci (questo fa una dichiarazione di fuoco, quello invoca la piazza, quell’altro ancora vuole la messa in stato d’accusa di Napolitano), e finisce sfumato dalla macchina mediatica del sistema, si sfarina in mille distinguo così da diventare acqua fresca. Forse è vero, come dicono molti politologi, che la destra e la sinistra sono categorie ormai superate. Le nuove si declinano da un lato con gli interessi dei grandi apparati di potere che lucrano e barano con una pervicacia pari alla certezza dell’impunità (le intercettazioni delle inchieste di queste settimane sono una vera e propria “lectio magistralis” in tal senso), dall’altro i milioni di persone che piangono perché hanno perso la dignità del lavoro, dei genitori di ragazzi e bambini senza futuro, di anziani che sperano di morire per togliere il disturbo. E queste due grandi categorie, sia chiaro, non sono la nuova destra e la nuova sinistra.

Nella vignetta in basso: Tacco n.47, maggio 2008. Da quando i due, Adriana Poli Bortone e Raffaele Fitto, si contendevano la leadership del Pdl, di acqua ne è passata sotto i ponti. Fitto è sempre lì, in testa al Popolo, e ricopre la carica di ministro per gli Affari regionali. Lei ha puntato sull’orgoglio meridionalista, ed è anche lei in testa, alla sua creatura, il partito Io Sud. Lei è anche candidata alla carica di presidente della Regione e nessuno l’ha convinta a fare quel passo indietro che in tanti avrebbero auspicato, rimescolando le carte del centrodestra in tavola e rendendo più divertente la battaglia. “Avrei indietreggiato solo per un nome più forte del mio, come quello di Fitto”, ha detto. Ma al posto di Fitto c’è Rocco Palese, e dunque…

INDOVINA CHI è

“Bestiario pubblico. Ovvero: come nascono nuovi improbabili personaggi sulla scena”


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