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//Provinciali // Ballottaggio//Loredana Capone e Antonio Gabellone

ALLA VIGILIA DEL BALLOTTAGGIO, CON LA POLI BORTONE CHE NON HA INTENZIONE DI “INFLUENZARE” I PROPRI ELETTORI, LA PARTITA PER LA PRESIDENZA DELLA PROVINCIA DI LECCE È TUTT’ALTRO CHE CHIUSA

DeciDe la poli Alla fine dello spoglio hanno festeggiato tutti. Ha festeggiato Antonio Gabellone, candidato presidente per il Pdl e per lo schieramento di centrodestra costituito da nove liste, che ha raggiunto quota 41,3% (192.870 voti in tutto), con il Popolo della libertà partito più suffragato (18,5%). Lui, il "signor nessuno", come l'avevano battezzato gli avversari in campagna elettorale; ed anche gli elettori, che probabilmente si aspettavano un nome più altisonante come leader della coalizione. Ha festeggiato Loredana Capone, vicepresidente uscente della Provincia di Lecce, candidata per lo schieramento di centrosinistra e sostenuta da otto liste, la quale ha raccolto il 36,7% dei consensi (171.372 voti), ovvero un "meno cinque" punti percentuali rispetto all'avversario (primo partito, il Pd, con il 13,09%). Ha festeggiato, questa, per aver superato il risultato conseguito alle Politiche dell'anno scorso ed aver fatto registrare un trend positivo alla sua parte. Ed ha festeggiato anche Adriana Poli Bortone, ex vicesindaca di Lecce, fondatrice del Movimento Io Sud, sostenuta nella corsa a Palazzo dei Celestini da Udc ed altre formazioni “civiche”. Ha festeggiato, la Poli Bortone, perché in soli quattro mesi è riuscita a mettere su una voce "autonoma" in nome del Sud ed a convincere il 21,9% dei votanti (risultato eccellente per l'Udc che ha raggiunto quota 8,4%, superando, anche se di poco, lo stesso Io Sud, fermo al 7,3%). Non sufficienti, è vero, per finire al ballottaggio, che invece sarà sfida aperta tra Gabellone e

Capone, ma sufficienti per far tremare gli altri due. Perché nonostante sia forte del suo "più cinque" Gabellone non è nella condizione di dormire sonni tranquilli; e non lo è nemmeno la Capone, nonostante nelle scorse settimane sembrasse quasi certo che la senatrice avrebbe appoggiato lei in caso di ballottaggio per via di quella (incomprensibile ai più) solidarietà femminile e, soprattutto, in nome della comune avversione per il PdL. Perché gli screzi tra Pdl e Poli sono cosa nota, ma questa, già all’indomani dello spoglio, ha dichiarato di non avere alcuna intenzione di condizionare i suoi "fedelissimi" indirizzandoli da una parte piuttosto che dall'altra. In nome di quella piena autonomia dei "suoi" 100mila, i giochi sono tutt'altro che fatti.

CON IL 41,3% ED IL 36,7% AL BALLOTTAGGIO SONO FINITI ANTONIO GABELLONE (CENTRODESTRA) E LOREDANA CAPONE (CENTROSINISTRA). MA IL VERO ARBITRO DELLA GARA SARÀ ADRIANA POLI BORTONE (IO SUD). SCONFITTA, È VERO. MA FORTE DI UN CONSISTENTE 21,9% DI PREFERENZE

//ANTONIO GABELLONE (192.870; 41,35%) IL POPOLO DELLE LIBERTÀ

83.471 (18,55%)

LA PUGLIA PRIMA DI TUTTO

38.711 (8,60%)

PROGETTO PROVINCIA LISTA DEL PRESIDENTE

19.576 (4,35%)

AZZURRO POPOLARE

15.582 (3,46%)

PATTO PER IL SALENTO - PPS

11.385 (2,53%)

UDEUR POPOLARI

8.972 (1,99%)

INSIEME PER IL SALENTO

4.109 (0,91%)

LA DESTRA - FIAMMA TRICOLORE - FORZA NUOVA

3.769 (0,83%)

SALENTO LIBERO REGIONE

3.072 (0,68%)

//LOREDANA CAPONE (171.372; 36,74%) PARTITO DEMOCRATICO

58.919 (13,09%)

SALENTO C’È CON LOREDANA CAPONE PRESIDENTE

22.652 (5,03%)

DI PIETRO ITALIA DEI VALORI

16.425 (3,65%)

PARTITO SOCIALISTA

16.220 (3,60%)

GIOVANNI PELLEGRINO PER IL SALENTO

14.915 (3,31%)

SINISTRA - PER IL SALENTO

13.618 (3,02%)

DEMOCRATICI E RIFORMISTI

12.539 (2,78%)

RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA COMUNISTI ITALIANI

10.885 (2,42%)

//ADRIANA POLI BORTONE (102.080; 21,89%) UNIONE DI CENTRO

37.726 (8,38%)

IO SUD

32.832 (7,29%)

CENTO CITTÀ - ADRIANA PRESIDENTE

10.079 (2,24%)

VERSO IL PARTITO - IO C’ENTRO - DELLA NAZIONE 8.840 (1,96%) SALENTO IN MOVIMENTO

3.735 (0,83%)

MOVIMENTO SOCIALE DESTRA ITALIANA

1.744 (0,38%)


le carte D’iDentità Degli aspiranti presiDente VIZI E VIRTÙ DEI DUE CANDIDATI AL BALLOTTAGGIO PROVINCIALE. PER CHI NON AVESSE ANCORA DECISO

Loredana Capone // CARTA D’IDENTITÀ Luogo e data di nascita: Lecce 14 febbraio 1964 Altezza: 1.62 metri Peso: quanto basta Taglia: e cuci Numero di scarpe: 38 Titolo di studio: laurea in Giurisprudenza Professione: avvocato Stato civile: sposata Figli: quattro femmine

// CURRICULUM POLITICO La prima tessera: nel 1998 con il Partito Popolare Italiano La storia politica personale: nel 1995 ho avuto il mio primo importante incarico politico come assessore tecnico nella Giunta comunale di Lecce guidata dal compianto Stefano Salvemini e poi nel 2000 la mia avventura è proseguita nell’amministrazione provinciale fino a diventare vicepresidente con Giovanni Pellegrino. Nel 1998 sono diventata segretario provinciale del Partito Popolare Italiano, poi sono entrata nella Margherita e infine nel Partito Democratico di cui sono presidente regionale. Il politico preferito: Aldo Moro La massima a cui mi ispiro: impegnati che ce la fai

// CAMPAGNA ELETTORALE Coalizione alle prossime elezioni: schieramento di centro sinistra; liste Partito Democratico, Salento c’è – Loredana Capone Presidente, Giovanni Pellegrino per il Salento, Democratici e // PERSONALITÀ ED INTERESSI Hobby e passioni: leggere e passeg- riformisti, Italia dei valori, Partito socialista, Rifondazione Comunista e Cogiare munisti Italiani, Verdi, Sinistra Vizi: i dolci Democratica e Mps, Repubblicani EuVirtù: la tenacia Che cosa amo: accompagnare le mie ropei Appello di voto: Votate per me perché figlie a scuola e fare la spesa farò diventare il Salento una delle proChe cosa odio: il trasformismo e l’ipovince più innovative d’Italia. crisia

Virtù: equilibrio e pazienza, la capacità di saper ascoltare a lungo Che cosa amo: la mia famiglia Che cosa odio: le ingiustizie e, nella mia vita, le perdite di tempo. Voglio fare sempre qualcosa di utile, non sentirmi inutile

Antonio Gabellone // CARTA DI IDENTITÀ Luogo e data di nascita: Gallipoli, 16 settembre 1959 Altezza: 1.82 metri Peso: 82 chilogrammi Taglia: 54 Numero di scarpe: 42 Titolo di studio: laurea in Farmacia (con tesi sulle malattie respiratorie dovute agli impianti di climatizzazione) Professione: farmacista Stato civile: sposato Figli: due e splendidi, Francesco (8 anni), Silvia (16 anni) // PERSONALITÀ ED INTERESSI Hobby e passioni: la passione è la politica; tra gli hobby il mare e la corsa, preferibilmente davanti al nostro paesaggio, per tenermi in forma e staccare la spina dalla quotidianità e dal lavoro Vizi: non bevo, neppure il caffè!, non fumo… giusto la buona tavola

// CURRICULUM POLITICO La prima tessera: la tessera della Dc, a metà degli anni ’80 La storia politica personale: dall’85 vicesindaco a Tuglie sino al 1994; sindaco dal ’95 al 2004; dal 2004 consigliere provinciale e capogruppo di Forza Italia Il politico preferito: chi è molto pragmatico, Raffaele Fitto su tutti La massima a cui mi ispiro: non fare domani quello che puoi fare oggi // CAMPAGNA ELETTORALE Coalizione alle prossime elezioni: coalizione di centrodestra. Sono appoggiato dalle seguenti liste: Pdl-Berlusconi per Gabellone; la Puglia prima di tutto; Progetto Provincia; Azzurro Popolare; Udeur-Popolari; Patto per il Salento-PPS; Insieme per il Salento; Salento libero regione Appello di voto: Votate per me perché vi assicuro che mi impegnerò con tutte le mie forze per fare bene e valorizzare le intelligenze di questo territorio. Ho grandissimo entusiasmo

palazzo Dei celestini. chi c’è già ALCUNI DEI CANDIDATI NELLE LISTE PER LA PROVINCIA SONO PRATICAMENTE GIÀ SEDUTI A PALAZZO. ALTRI ATTENDONO CON ANSIA IL RESPONSO DELLE URNE DEL 21 E 22 GIUGNO. PER FARE LE VALIGIE O ABBANDONARE, AHILORO, I SOGNI DI GLORIA Qualunque sia l’esito del ballottaggio, in Consiglio provinciale alcuni scranni sono già stati occupati. Di certo c’è che alla maggioranza spetteranno 22 postazioni in tutto, mentre all’opposizione ne andranno 14. Ciò significa che chi tra Antonio Gabellone (centrodestra) e Loredana Capone (centrosinistra) dovesse uscire sconfitto dalle urne, dovrebbe dividere i banchi della minoranza con Adriana Poli Bortone ed i suoi. Al Terzo Polo vanno in tutto cinque seggi: uno è quello di Adriana Poli Bortone, che entra di di-

ritto in Consiglio in quanto candidata alla carica di presidente; due a testa per Udc (Mino Frasca, di Nardò, e Giovanni Tundo, di Galatone) ed Io Sud (i leccesi Paolo Cairo e Severo Martini). Certamente eletti, nelle file del Pd, sono: Cosimo Durante, sindaco di Leverano ed assessore provinciale uscente; Sergio Blasi, primo cittadino di Melpignano; Alfonso Rampino, consigliere uscente di Trepuzzi; Gabriele Caputo, ex vicesindaco di Casarano. Un posto a testa per le liste “Salento c’è” (Giovanni Si-

ciliano, di Nardò), Italia dei valori (Gianfranco Coppola, di Ugento) Partito socialista (Vittorio Potì, Melendugno), lista Pellegrino (Aurelio Gianfreda, di Poggiardo), “Democratici e riformisti” (Fabrizio Cosimo Cagnazzo, di Leverano), “Sinistra per il Salento” (Giuseppe Salvatore Piconese, di Otranto) e Rifondazione comunista (Antonio Vincenti, del collegio Parabita-Tuglie-Alezio). Per il PdL entreranno sicuramente a Palazzo dei Celestini sei consiglieri: Gianni Marra, sindaco di Squinzano;

Ernesto Toma, di Maglie; Silvano Macculi, primo cittadino di Botrugno; Roberto Marti, assessore all’Urbanistica al Comune di Lecce; Francesco Pacella, vicesindaco di Ugento; Pasquale Gaetani, consigliere uscente. Per “La Puglia prima di tutto” sono già dentro Mino Miccoli, di Squinzano; Pierluigi Pando, di Copertino, e Sandro Quintana, di Gallipoli. Salgono sicuramente a Palazzo anche Bruno Ciccarese, di Cavallino (“Progetto per il Salento”); Stefano Munitello, di Racale (“Azzurro popolare”).

lone, invece, andrebbero a Palazzo dei Celestini anche gli esponenti del PdL Giorgio Primiceri, di Matino; Giovanni Stefano, di Casarano; Salvatore Marcello Di Mattina, di Gallipoli; Francesco Cimino, di Racale, Livio Nisi, di Galatone. Restano in stand by anche Massimo

Como, di Campi, e Antonio Renna, di Racale (entrambi de La Puglia prima di tutto”); Tonino Rosato, di Salice salentino, Salvatore Polimeno, di Sogliano Cavour, Paolo Merenda, di Parabita (Udeur); Mario Pendinelli, primo cittadino di Scorrano (“Patto per il Salento”).

e chi aspetta fuori In caso di vittoria di Loredana Capone, del Pd entrerebbero in Consiglio anche Roberto Schiavone, di Campi; Sandrina Schito, di Copertino; Fabrizio Marra, di Lecce; Carlo Rovito, di Acquarica del Capo; Antonio Giordano, di Squinzano. Riguardo ai partiti minori, sperano

nella vittoria del centrosinistra anche Donato Filoni, di Galatina, e Nando Pedaci, di Vernole (lista Di Pietro); i socialisti Luigi Calò (Corigliano) e Aldo Tarantini (Cutrofiano); l’esponente di Rifondazione Vito D’Argento (Taviano). Se a vincere dovesse essere Gabel-


//Amministrative //L’intervista //Ivan De Masi ph: Carmen Panico

aMarcorD “sulla Villa” IVAN DE MASI A RUOTA LIBERA. PER PARLARE DI QUANDO ERA BAMBINO, L’AZIONE CATTOLICA, I LABORATORI CREATIVI E LA BATTERIA, RADIO DIFFUSIONE E LA LIBERTÀ D’ESPRESSIONE. UN MONDO OTTIMISTA A CUI GUARDARE.

di MARIA LUISA MASTROGIOVANNI

Riproponiamo l’intervista rilasciata alla vigilia del voto del 6 e 7 giugno Dò appuntamento ad Ivan De Masi “sulla villa”. E’ il modo con cui gli “ex ragazzi” della mia generazione chiamano gli attuali giardini William Ingrosso, così denominati dopo la scomparsa dell’amatissimo sindaco. Ma all’epoca della nostra fanciullezza e giovinezza quella era la “villa”, un posto in stato di abbandono, frequentato da spacciatori e tossicodipendenti. Ora è un giardino rigoglioso. Mi piace l’idea di sedermi su una di quelle panchine per una chiacchierata con il candidato sindaco per la coalizione del centro sinistra: due (quasi) quarantenni a riflettere sul futuro della loro città. Sarà un’intervista personale: della cessione delle quote societarie e dell’abbandono di tutte le cariche sociali gli abbiamo chiesto conto in altre occasioni. Così come di altre vicende. Lì, “sulla villa”, abbiamo partecipato, bambini, a tante di quelle manifestazioni organizzate dall’ACR (Azione cattolica ragazzi), che costituivano una delle poche occasioni di aggregazione extra scolastica. Proprio all’interno di quell’associazione è nata la nostra amicizia che è diventata un sottile ma saldo legame di affetto come solo le amici-

zie tra bambini “DA BAMBINO HO PASSATO DUE quattr’occhi, sanno coper riflettere struire, quando ANNI IN SEDIA A ROTELLE E NON sul come eragiochi insieme È STATO FACILE. FORSE QUESTO vamo e sul ma non cono- MI HA RESO PARTICOLARMENTE come saremo: sci neanche il io ancora giorcognome del ATTENTO AL MONDO nalista, lui, proDELLA DISABILITÀ, MA UNA VERA babilmente, tuo migliore amico. CITTÀ MODERNA DEVE DARE PARI sindaco. Poi gli studi, la Ci siamo conolontananza, il OPPORTUNITÀ A TUTTI” sciuti in mio ritorno a Casarano. Chiesa, nel gruppo dell’Azione catLa scoperta di un Ivan De Masi imtolica. Come è cambiata Casarano prenditore di successo. Ivan è stato nel frattempo? tra le prime persone a cui ho parlato “Credo che oggi ci siano meno occadel mio progetto di far nascere, prosioni rispetto al passato. prio nella nostra città, una realtà E’ vero, era la Chiesa il momento ageditoriale e culturale che fino ad gregativo più importante, ma oggi mancava. Gli ho raccontato il c’erano anche i “laboratori creativi”, mio entusiasmo ma anche le mie iniziative laiche tenute da volontari, paure. Lui ha colto subito la portata dove potevi imparare a recitare, a della mia idea e del contributo che suonare (è lì che ho imparato a suoavrebbe potuto dare non solo alla nare la batteria, perché i miei non nostra città ma all’intero territorio avevano le possibilità economiche salentino. di farmi frequentare lezioni private), Mi ha incoraggiata, come solo sa a dipingere, a lavorare il legno, la fare un vecchissimo amico, a dar cartapesta o semplicemente potevi vita ad un progetto per un’informagiocare a ping pong, a calcio e zione fatta “senza sconti” e senza chiacchierare. appartenenze, incrociando il tradiQuesto modo di stare insieme è zionale supporto cartaceo con il stato un po’ tralasciato in questi web e la multimedialità. anni. A me è servito molto e penso Ed eccoci qua, per un confronto a che si debbano creare più occasioni

per far colloquiare le generazioni tra di loro”. E’ nata lì, nei laboratori creativi, la tua passione per la radio? “E’ nata lì la mia passione per la musica. Poi ho iniziato a frequentare Radio Diffusione a 15 anni, ed era una meravigliosa fucina d’idee”. Da dove sono passata anche io:per Radio Diffusione feci le mie prime interviste. Avevo 17 anni. Guarda caso un reportage su come gli uomini vedevano le donne che lavorano. Per me un chiodo fisso fin da allora… “Da lì sono passati tanti ragazzi che trovavano nella radio uno spazio libero per esprimersi”. Facciamo un po’ di nomi, perché io me ne ricordo almeno un paio di “grossi”. “Beh, molti giornalisti della stampa locale hanno mosso lì i loro primi passi. A parte te, che hai fondato il Tacco e collabori con importanti testate come Il Sole 24 ore, Enzo Schiavano di Quotidiano, Daniela Pastore di Gazzetta del Mezzogiorno, Giuseppe Pisanò della Gazzetta dello Sport. Ma ricordo anche Antonio Bartolomucci, che è una delle firme di punta della redazione sportiva di Mediaset e Bruno Conte.


La radio era l’occasione di coltivare un hobby per farne poi la propria professione. Si respirava un clima bellissimo con tanta voglia di fare. Eravamo ottimisti, credevamo in un futuro migliore e avevamo fiducia in noi stessi, convinti di poterlo rendere veramente migliore”. Erano luoghi in cui si aveva voglia di discutere e pensavamo che ogni singola opinione fosse importante. Non ne escludevamo alcuna. Casarano attraversava anche un periodo di grande fermento imprenditoriale, le aziende creavano un benessere diffuso. Oggi siamo in piena recessione. Ma è solo questo che ha fatto perdere alle persone la fiducia nel confronto di idee costruttivo? “Credo che manchi la “palestra” per i giovani, una palestra di vita, anche politica. Nella mia coalizione ci sono tanti giovani, animati da questo mio modo di fare politica. Ma non si può pensare di fare politica senza i giovani, che non trovano all’interno degli stessi partiti, concrete occasioni di formazione politica. Per questo ho pensato, se sarò sindaco, di affiancare ogni assessore da una squadra di tre giovani, che saranno contemporaneamente fucina di idee per l’assessorato, antenne per cogliere le esigenze dei loro coetanei, laboratorio di formazione per la classe dirigente di domani. E’ la prima volta che ne parlo, al di fuori del mio staff. Così si potrà arrivare alle prossime elezioni non con l’esigenza di ‘mettere un giovane’ purché sia, ma con una nuova squadra, pronta per governare. Ricordo che quando eravamo ragazzi c’era la sezione giovanile della Democrazia Cristiana, il Fronte della gioventù, la Fgci: all’interno dei movimenti giovanili si poteva crescere e si veniva allenati al confronto delle idee, alla competizione elettorale. Oggi questo non avviene più. Per questo voglio dar vita ad un laboratorio politico. Non voglio amministrare nel chiuso del palazzo, la politica deve avvicinarsi alle esigenze delle persone e per far questo deve cominciare dai giovani, se stessi, innanzitutto”. Tu sei un imprenditore di successo. Che cosa consigli ad un ragazzo che si affaccia oggi al mondo del lavoro? “Io sono un inguaribile ottimista. E la mia è un’azienda assolutamente meritocratica. Tra l’altro, i vertici e i ruoli di maggiore responsabilità sono occupati per la maggioranza da donne: la responsabile dell’ufficio legale, la responsabile dei cantieri, la responsabile dell’ufficio stampa, solo per dirne alcune. Il 43% del personale Italgest è

donna. Contano le qualità professionali, non altro. Questo posso consigliare: credere in se stessi e nelle proprie idee e guardare il futuro dritto negli occhi”. Che cosa puoi dire agli “ex ragazzi”, i quarantenni di oggi che devono costruire una città, si spera migliore, da consegnare ai propri figli? “Prima analizziamo che cosa non ci piace, vediamo che cosa non c’è nella nostra città, poi cerchiamo di metterci mano noi. Siamo chiamati alle nostre responsabilità, non possiamo tirarci indietro. Adesso tocca a noi”. Casarano è una città orgogliosa, la “casaranesità” è molto sentita. Credi che questo sia un plus per il futuro, utile a superare la recessione economica? “Credo di sì’. Non è solo una questione di orgoglio, è una ‘malattia’, come dice Nicco Verrienti (grande cantautore di origini salentine, autore dell’inno della Virtus Casarano), ‘una malattia che ci fa star bene’. Dobbiamo essere orgogliosi proprio perché abbiamo il futuro nelle nostre mani, non solo perché abbiamo una squadra di calcio e di pallamano ai massimi livelli. L’orgoglio deve derivare dal poter vivere una città a misura d’uomo e di donna, di bambini, di anziani e disabili, sostenibile, attenta a tutti bisogno dei suoi cittadini. Non sono solo parole d’ordine; chi mi conosce e tu sei tra questi, sa che mollerei tutto se non credessi in queste cose”. Casarano però è l’ultima a riconoscere i propri ‘cervelli’. Io stessa, nel mio piccolo, ho ricevuto premi giornalistici da altre città, ma non dalla mia. Un esempio internazionale: Andrea ‘Pupillo’ De Rocco, dei Negramaro, è stato acclamato a San Siro ma non al Capozza… “E dire che Pupillo è uno dei talenti che ruotavano attorno a Radio Diffusione! Faceva il dj. Noi vogliamo operare una rivoluzione culturale, perché la nostra generazione e quella che sta arrivando dopo di noi, comprende che i testimonials della città sono importanti per dare ottimismo, infondere fiducia. Ci sono personalità che fanno marketing territoriale e sicuramente Andrea ‘Pupillo’ De Rocco, è uno di questi, portando il nome di Casarano in giro per il mondo. Troveremo il modo di ringraziarlo…” Vuoi dire che verranno a Casarano i Negramaro? “Non possiamo anticipare nulla. Accontentati, Marilù…”. Ti avevo chiesto un’intervista personale, non politica, per cui ti faccio una domanda che mai t’avrei

//VISTO DA VICINO Odio: il provincialismo. Vivere e agire in provincia non significa dover essere provinciali. // CURRICULUM POLITICO La prima tessera: non ho mai avuto una tessera di partito Storia politica personale: mi riconosco negli ideali dell’area moderata dei cattolici democratici; la mia formazione è avvenuta in quegli amNome e cognome: Ivan De Masi Luogo e data di nascita: Casarano, 8 bienti Politico preferito: Barack Obama marzo 1969 La massima: Se hai due strade daAltezza: 1,80 m vanti a te, scegli la meno battuta Peso: 64 kg Taglia: 44 // CAMPAGNA ELETTORALE Numero di scarpe: 39 ½ Titolo di studio: Laurea in Economia Coalizione alle Amministrative: otto e amministrazione d’impresa a Lecce liste: “Con Ivan De Masi sindaco”, “Io Sud”, “Casarano - Città dei valori”, Professione: imprenditore Pd, Socialisti, Udc, Verdi, “Casarano Stato civile: sposato con Valentina sempre”. Figli: uno, Giovanni Appello di voto: Votate per me perché ho una voglia grande di dare un // PERSONALITÀ ED INTERESSI Hobby e passioni: la musica (pro- contributo forte. vengo da una radio e, da ragazzo, Perché chi come me è veramente insuonavo la batteria in un gruppo), lo namorato della sua città non ha altre scelte. sport, l’arte contemporanea Perché non ha senso starsene coVizi: lavoro troppo modamente in disparte: insieme Virtù: guardo al futuro con ottimismo Amo: le mie squadre di calcio e di possiamo realizzare quel sogno, inpallamano; vivere le emozioni che sieme possiamo realizzare la città ogni nuova sfida, nello sport come che vogliamo. nel lavoro, mi propone. Oggi è la Chi ha tanto amore per Casarano, salga a bordo. volta della politica

“LA ‘CASARANESITÀ’ NON È SOLO UNA QUESTIONE DI ORGOGLIO, È ‘UNA MALATTIA CHE CI FA STAR BENE’, COME DICE NICCO VERRIENTI. DOBBIAMO ESSERE ORGOGLIOSI PROPRIO PERCHÉ ABBIAMO IL FUTURO NELLE NOSTRE MANI, NON SOLO PER UNA SQUADRA DI CALCIO E DI PALLAMANO AI MASSIMI LIVELLI” fatto, pur conoscendo questo episodio della tua infanzia; te la faccio solo perché ti ho sentito parlare in pubblico del tuo vecchio problema di deambulazione, affrontato quando eri bambino. Due anni in sedia a rotelle all’età di nove anni. Come ha condizionato, se l’ha fatto, il tuo modo di ‘essere vicino’ alle persone, in particolare ai disabili? “Noi siamo quello che abbiamo vissuto ed è normale che io abbia un’attenzione accentuata verso il mondo della disabilità. E’ un argomento che deve essere affrontato in maniera seria, perché una città che guarda al futuro non può prescindere dal problema della disabilità. Quando i tuoi coetanei fanno altro e tu non puoi, sei a casa perché nessuno ti può portare in giro, non è facile andare avanti. Quando non puoi andare in giro perché la tua città è disseminata di barriere architettoni-

che, come era in passato, non è facile. Io sono stato fortunato perché sono riuscito a superare il mio problema e a riacquistare completamente l’uso delle gambe. Ma la città del futuro deve dare pari opportunità a tutti e stipulare un vero e proprio patto sociale tra le generazioni, per la crescita armonica di tutti. Chi è meno fortunato ha gli stessi diritti degli altri”. Concludendo, caro “candidato”, che cosa è rimasto del bambino che eri? “La gioia di vivere, l’ottimismo, l’altruismo. Ora come allora penso positivo, guardo al domani come ad una giornata migliore di quella che sta passando, convinto che il lavoro che ho fatto oggi darà un risultato positivo. E se non lo darà, sarà bastato che ce l’abbia messa tutta. Rimarrò Ivan De Masi, comunque vada ques’avventura elettorale. Lo stesso ‘bambino’ che hai conosciuto”.


pubbliredazionale a cura di: Comitato IVAN DE MASI. Committente responsabile: Ezio Isernia

i perchè Di una scelta

Perché candidarmi sindaco di Casarano? E' la domanda che da mesi pongo a me stesso, riflettendo, spesso, tra me e me. Mi sono chiesto molte volte perché uno come me, giovane di un certo successo, molto impegnato nelle sue attività, con priorità di vita famiglia e professione, che considerava la politica marginale alle sue aspettative, perché dunque uno come me abbia fatto questa scelta. Di natura non sono un uomo ambizioso, né tantomeno arrivista. L'altruismo è il valore in cui mi riconosco, ma lo esercito con riservatezza. E allora? Non c'è una risposta specifica alla madre di tutte le domande: sicuramente è una pluralità di ragioni che mi ha spinto a vivere questa nuova ed entusiasmante avventura. Probabilmente con il mio impegno nello sport è iniziato un percorso inconscio che mi ha fatto crescere dentro, ha fatto germogliare e maturare la voglia di dedicarmi alla città con spirito di servizio e senza calcoli personali. Lo sport, dunque, come scintilla. Il tempo e le risorse economiche che ho impiegato per lo sviluppo e l'affermazione dello sport casaranese, coniugati da un lato con il senso di una forte adesione a colori sociali dal passato calcistico glorioso (sono stato un ultrà e me ne vanto!), e dall'altro con la scoperta affascinante della pallamano, hanno fatto scattare in me prima come giovane padre poi come uomo la voglia di un impegno diverso, più difficile perché proiettato verso il futuro. E in tutto ciò il mio carattere combattivo e il piacere della sfida hanno ancora una volta avuto il sopravvento, portandomi a sperimentare nuovi modi dell'impegno personale. Confesso una cosa che prima d'ora sapevano in pochi. Ho un modo di dire che poi è il metodo con cui approccio ogni situazione: "Quando hai davanti due strade, scegli sempre la meno battuta". Io faccio sempre così e in questo piccolo slogan mi riconosco profondamente. Pertanto, il cercare anche nella politica una nuova forma di sperimentazione, un modo di

IVAN DE MASI, CANDIDATO SINDACO DI CASARANO, ILLUSTRA LE MOTIVAZIONI ALLA BASE DELLA SUA SCELTA DI CORRERE PER LA CARICA DI PRIMO CITTADINO vivere per creare con gli altri un cammino poco battuto, sicuramente difficile, ma certamente esaltante, è un passaggio che sto sviluppando in piena armonia con il mio modo di essere e di sentire. Fare politica in un momento difficile come questo è, ai miei occhi, la modalità più onesta per porre in essere il proprio impegno nel sociale, ben oltre la passionalità che anima lo sport. Analizzare sogni e bisogni degli altri, mostrarsi e nello stesso donarsi alla città senza mortificare le sensibilità collettive, essere e diventare punto di riferimento dei tuoi consimili nei momenti difficili, questo è il ruolo nobile del mio modo di intendere la politica, che non è strumento al servizio di un interesse, ma servizio alla comunità. I valori fondativi del mio essere sono racchiusi in queste certezze. Il corso della mia vita, fino a qualche mese fà serena e piena di certezze, assieme a una certa disillusione e scetticismo per la politica, si è misurata severamente (ed è andata in crisi) con la richiesta di centinaia e centinaia di cittadini che mi hanno chiesto di mettermi al servizio della città. A questo appello non ho saputo dire di no. E voglio sgombrare il campo, spero una volta per tutte, dallo stereotipo "il nuovo in politica", che è un vero tormentone! Io non mi autodefinisco "il nuovo", pur appartenendo alla generazione dei quarantenni. Conta essere giovane con idee, non avere quarant'anni anni. Giovane è ancora Rita Levi Montalcini che di anni ne ha compiuti cento pochi giorni fa, perché essere giovane è uno stato dell'animo, è avere curiosità, sensori attivi che generano idee, concezioni e sensibilità collettive, spirito di sacrificio e voglia, tanta voglia, di mettersi in discussione quotidianamente. Per chi è nato e vive nel sud d'Italia, poi, nuovo è il cuore delle persone, la capacità nella ricerca, l'appartenenza a quei valori fondanti della nostra cultura salentina, il saper capire dagli sguardi dei tuoi cittadini le loro angosce, le paure, le speranze e la capacità di coinvolgerli in un progetto

teso al bene comune. Mi sento giovane, non nuovo, perché ho la voglia di mettere in campo il mio entusiasmo, la mia voglia di fare, i miei valori, i miei ideali, il mio altruismo. Il mondo con l'avvento di Barack Obama alla guida del paese più importante del mondo, ha ricevuto una iniezione di fiducia che fino a ieri era impensabile. Si sono modificati concetti e certezze che sembravano immodificabili. Un "colored" alla guida della Casa Bianca è di per sé un cambiamento dalla portata che non riusciamo ancora a cogliere nella sua completezza. Con questa epocale inversione di tendenza, ancora una volta la culla del progresso e della democrazia ha avuto uno scatto di portata storica e non vi nascondo che uno degli stimoli a impegnarmi l'ho ricevuto proprio da questo svolta storica. Qualcuno ha ironizzato sulla mia passione per Obama. Che c'entra il presidente degli Stati Uniti con la nostra Casarano? Effettivamente solo chi, ha seguito l'evoluzione della vicenda americana può comprendere il fascino che nella mia generazione ha portato un evento del genere. Il presidente Obama, da candidato, ha avuto "l'audacia della speranza" come recita il titolo di una sua autobiografia, umana e politica, che invito tutti a leggere. In essa si coglie il meglio dell'interpretazione del sogno del popolo americano. Ed io, cittadino di un paese del sud dell'Europa, mi riconosco nel modo in cui lui ha iniziato la sua attività politica, partendo dal basso e ponendo l'uomo al centro del processo di sviluppo del suo Paese. Mi spiace per i miei detrattori e i miei competitori, ma questo modo di interpretare la politica mi ha convinto che si può e si deve dare di più alla società. La modalità è questa, i presupposti etici sono questi e non cambia assolutamente nulla se Obama li ha applicati per guidare la nazione più forte del mondo ed io mi ci ispiro per guidare la mia piccola città. Anche le sfide di questa portata sono sfide difficili. La volontà e la caparbietà

di un Sogno-Progetto ci darà la forza di vincerle. Tutto ciò, che per me è importantissimo, non deve però fare velo su altre caratteristiche dello stare in politica. Penso che ogni persona che si impegni debba avere come obbiettivo da raggiungere il bene della comunità. Continuo a pensare che la politica non può essere una professione, ma una vocazione dell'animo esercitata con strumenti tecnici e onestà totale. L'impegno civile può portare ad un'evoluzione in senso politico, ponendo al centro dell'azione i valori e gli ideali che uno ha dentro. Spiace constatare però che questi due elementi, cioè i valori e gli ideali, sono barattati per interessi personali e ciò fa male alla politica. Le persone, i cittadini difficilmente capiranno la mancanza di un percorso coerente nell'impegno di un candidato. Il minimo "sindacale" di coerenza richiesto dovrebbe essere restare nella stessa parte in cui sei cresciuto, hai fatto carriera, hai avuto onori e visibilità. Ma tant'è… Il mio percorso verso l'impegno in politica è stato molto lineare. Da ragazzo ho cercato di mettere in pratica, a scuola e nelle amicizie, quegli ideali e quei valori che i miei genitori mi hanno trasmesso. Allo stesso modo il desiderio e la ricerca di uno sviluppo sostenibile e solidale sono stati i miei punti di riferimento nelle varie attività imprenditoriali che ho intrapreso. Il piacere di investire, restando molto attento al territorio, alle nostre bellezze naturali, alla cultura, ha fatto di me e della mia coerenza a questi principi, il faro che ha illuminato il mio percorso personale. Ma tutto ciò ancora non basta per chiedere la fiducia agli elettori. In fondo, il modo con cui mi sono raccontato, finora, potrebbe apparire una mozione degli affetti. Io non chiedo la fiducia sulla parola: io chiedo alla città di fare un percorso condiviso, lo "stare insieme" e il "fare insieme" sono le sole azioni che chiedo ai miei concittadini.


Diario fotografico Di una caMpagna elettorale

5 maggio 2009. Le voci non sono più voci e ciò che si sen- 5 maggio 2009. Un supporter senza paragoni. Il piccolo Giotiva dire per le strade e le piazze di Casarano trova conferma. vanni De Masi, due anni alle spalle, invita a “votare papà”. Ivan De Masi ufficializza la sua candidatura alla carica di sindaco della città. “Mi ha ispirato Obama”, dice ai giornalisti che gli chiedono come abbia maturato la decisione.

7 maggio 2009. Ci mettono la firma. Con cerimonia ufficiale, i capilista della coalizione a sostegno di Ivan De Masi firmano il programma davanti ai cittadini. Dimostrano così di impegnarsi tutti, in prima persona, perché venga attuato.

7 maggio 2009. Firmato Ivan De Masi. Anche il candidato 14 maggio 2009. Arrivano i grandi. Massimo D’Alema (Pd), 14 maggio 2009. Arrivano i grandi/2. Assieme a D’Alema, a ex presidente del Consiglio, ribadisce, a Casarano, il suo so- Casarano, anche Salvatore Capone, segretario provinciale sindaco sigla il programma condiviso. stegno della candidatura di Ivan De Masi. Pd, ed altri esponenti del Pd cittadino.

16 maggio 2009. Ivan De Masi con Paolo De Castro, ex mi- 22 maggio 2009. Un bagno di folla. Un visibilmente emozio- 1 giugno 2009. I salotti al comitato. Ospite di Ivan De Masi nistro dell’Agricoltura e candidato alle elezioni Europee per nato Ivan De Masi al suo discorso di debutto di fronte ad è Livia Turco, ex ministro alla Salute. Al centro, Mario Turco, una piazza San Giovanni Elemosiniere gremita di gente. consigliere uscente del Pd. il Pd (sarà eletto).

2 giugno 2009. Visite a domicilio. Cari nonni, vi va di darmi una mano? Così sui manifesti, Ivan De Masi, che ha chiesto l’aiuto di tutti per costruire la nuova Casarano. Ecco una visita in casa di una sostenitrice con i capelli d’argento.

5 giugno 2009. Quasi fatta. L’ultimo comizio di Ivan De Masi, prima delle consultazioni del 6 e 7 giugno. Al discorso di chiusura della campagna elettorale seguirà il concerto di Dolcenera.

15 giugno 2009. L’ospite di Ivan . Sul salotto del comitato elettorale ritorna Adriana Poli Bortone, fondatrice del Movimento Io Sud, che ribadisce il suo sostegno al candidato al ballottaggio.


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