Il rapporto tra Sardegna e modernizzazione, intesa come processo di cambiamento che l’isola ha attraversato tra la fine dell’Ottocento e il Novecento, è un racconto complesso, spesso conflittuale e talvolta violento. L’immagine di una Sardegna agreste e primitiva ha alimentato numerosi interventi straordinari finalizzati allo sviluppo produttivo e infrastrutturale dell’isola: una modernizzazione per lo più esogena, che ha cercato di trasformare economie e società sarde a partire da una condizione ritenuta arretrata e improduttiva. Durante il Ventennio, gli interventi di modernizzazione divennero più incisivi. In ambito agricolo, zootecnico e minerario, basti ricordare la bonifica della Piana di Terralba e la fondazione della città di Arborea (ex Mussolinia di Sardegna), così come la città di Carbonia, nata per lo sfruttamento dei giacimenti di carbone del Sulcis. Questo tipo di interventi, promossi dallo Stato, si intensificò nel secondo dopoguerra con i cosiddetti “Piani di Rinascita sardi” del 1962 e del 19