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Il Poligrafico 233

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STAMPA E NUOVI MEDIA NELL’ERA DIGITALE
N. 233 MAGGIO GIUGNO 2026
Stratego Group 20054 Segrate (MI) via Cassanese 224 Euro 9,90

HOTFOIL

Per creare un netto contrasto con il colore della cover, il muso della giraffa è stato parzialmente stampato a caldo utilizzando la nuova tonalità di foil OROPRESS 464S35

Ultra Matt Light Green. Si tratta di una finitura satinata dalla texture vellutata: la sua formulazione a base di resine speciali e il supporto in poliestere opaco donano al foil e alla stampa a caldo un aspetto elegante e distintivo.

MICRO-FUSTELLATURA LASER

Il processo di micro-fustellatura laser è stato realizzato da SEI LASER attraverso il sistema automatico PaperOne 5000 (formato B2) utilizzato, in questo caso, come strumento di embellishment affidato alla creatività del designer. Quando si tratta di eseguire tagli sottili e di piccole dimensioni è indispensabile che l’energia venga distribuita in maniera estremamente precisa ed esemplare per evitare ingiallimenti o bruciature indesiderate. I sistemi PaperOne impiegano sofisticati algoritmi proprietari in grado di elevare la qualità del taglio laser allo stato dell’arte.

Il design della cover a cura di Cristina Mascherpa, art director de Il Poligrafico, è un esempio di creatività portata alla sua massima espressione in dialogo diretto con i fornitori di tecnologia, di materiali per la nobilitazione e i reparti di stampa e nobilitazione delle aziende che l’hanno eseguita. Un esempio virtuoso di best practice di stampa di pregio.

IL SOGGETTO

DELLA COPERTINA DE IL POLIGRAFICO 233 È ISPIRATO AL MONDO ANIMALE: UN ESEMPIO

DI COME LA NATURA CON LA SUA INTRINSECA VIVACITÀ DI COLORI E TEXTURE POSSA SUGGERIRE

“EFFETTI” VISIVI E TATTILI DA RIPRODURRE IN STAMPA UTILIZZANDO TECNOLOGIE E MATERIALI

DI ULTIMA GENERAZIONE.

Per la cover, Press Up ha realizzato una stampa offset LED UV in quadricromia che offre colori intensi, vivaci e pieni, abbinata al Pantone giallo neon 903, scelto per conferire ancora più carattere alla testata. Le nobilitazioni sono prodotte con tecnologie digitali e analogiche: un trattamento serigrafico digitale HiLux 3D con Scodix sul pattern romboidale di destra e una stampa tipografica foil a caldo con cliché in ottone sul lato sinistro. La cover mantiene così un equilibrio stilistico tra le diverse nobilitazioni: i profili della giraffa assumono finiture differenti e di forte impatto visivo.

STAMPA E

NOMI

Persone e aziende citate nel numero con riferimento alla pagina. I numeri in neretto si riferiscono all’inserzione pubblicitaria

3M 38

Abezeta 61

Acimga 16,21

Agenzia ICE 26

AGR Group 68

Ahlstrom 39

Albertini Emilio 80

Alliance Insights 23

Amcor 48

Ancora 80

Angeli Andrea 25

Arcadia 68

Aresu Alessandro 25

ARGI 21,72,78

Arti Grafiche Reggiane & Lai 68

Assocarta 16,50,74

Assografici 16,74,80

ATP 38

Augusto Berni 46

Avery Dennison 16,32,38

Ayming Italia 76

Bama Now 86

Barboglio Enrico 22

Bartolini Emilie 16

Benassi Federico 84

Beontag 33

Berger Textiles 39

BIMEC 23

BIO-PRO 13

BOBST 88

Bompan 88

Bonuccelli Elisabetta 46

Botalla Tipolitografia 88

Brett Martin 41

Brizzi Distribuzione 12

Burgo Distribuzione 45

Burgo Group 45

Bussini Daniele 45

Calcagni Marco 16,22

Camac Arti Grafiche 67

Canon 25,86

Carruth Josh 11

Cartes 14,84

Casagrande Diego 14

Cavenago Matteo 70

Cefaliello A. 15

Centro Sal. S. Domenico Savio 80

CM Graphic Service 89

Colico Ettore 23

Colombo Mauro 80

Colorzenith 14

Commer Carta 87

Containerboard Europe 53

Contra Vision Advance 38

Coptip Industrie Grafiche 67

Corradi Martina 24

Coveris 33

Dago Matteo 54

DAY 89

De Baggis Mafe 22

Delo Dettmer Verpackungen 87

Destino Davide 81

Di Agostino Ciro 34

Di Agostino Gerardo 34

Dortschy 84

DS Smith 67

Due Emme Pack Group 12

Durst 14,16,48

Ecosystem 25

Effegrafica 13

Endutex 39,41

ENIP-GCT 16,72,79

Errelle 89

Esanastri 66

Espo & Cartotec 68

Eurolabel 81

European Digital Press Assoc. 89

Faedo Lorenzo 24

FAG Artigrafiche 68

Fastelli Massimiliano 17

Favillini Alberto 68

Favillini Eugenio 68

Favillini Pharm. Packaging 68 Favini 44

Federacciai 16

Federaz. Carta e Grafica 74 Fedrigoni Group 16,32,44,69

Fausto 50

Salesiano S. Marco 72

Ist. Salesiano San Zeno 72

James Cropper 46 JHF 85

Joy ADV 80

Kapag 45 Kavalan 39,41

Knoblich Stefan 84 Kodak 53

Koehler Paper 12,44

Koenig & Bauer Durst 48

Kolloczek Jennifer 86

Kyocera 89

Labanti e Nanni 68

Labelexpo Europe 29 Leaderform 70 Leaderpack 70

Lecta Group 44 Lintec 33 Lito Terrazzi 68

Litocartotecnica Pigni 80 Liyu 36,84 Luxoro 28

Mag Data Group 45

Group 89

Daimon 80

Fratantonio Bartolo 13

Fratantonio Margherita 13 Fujifilm 11,87 Galimberti Alessandro 50 Gallus 13

Gava Pierluigi 16 Gentilini Paolo 61 Giacomelli Claudio 13

Giambattista Riccardo 25

Mail Boxes Etc. 6 Maini Gianluca 25

Manenti Antonella 24 Mantelli Davide Christopher 23 Marangoni Marco 22,24,74 Martin Francois 48 Massetti Giada 16 Mauri Luca 16 Mayer Jens 84 MehlerHeytex 41 Metamark 38 Metsa Board 44 Mimaki 88

C. 15

45

Carlo 16,81

Dario 48

Gabriele 16

38

Aerodinamica 27,85

Group 85

61

25

Age Group 13

Materiali&Supporti

EDITORIALE

‘HUMANS PRINT THE WORLD’ SARANNO ANCORA GLI ESSERI UMANI A STAMPARE IL MONDO ................... 8

NEWS ATTUALITÀ

DOSSIER GIRO D’ITALIA

VIAGGIO NEL BEL PAESE CHE STAMPA

Emilia Romagna e Toscana: dove la stampa dialoga con i distretti industriali .......... 57

ANALISI

Emilia Romagna e Toscana, due modelli a confronto nel mercato della stampa 62

BENVENUTI ALLA

PRINT4ALL CONFERENCE 2026 Il programma della giornata minuto per minuto ........................ 19

MATERIALI / SUPPORTI

ETICHETTE WASH-OFF il materiale che agevola il riciclo del packaging ............................... 29

MATERIALI FLESSIBILI PER STAMPA

DIGITALE DI GRANDE FORMATO

Le novità nei materiali per visual communication, sign, car wrapping e interior e retail decor 37

IL PACKAGING PREMIUM

INIZIA DAL SUPPORTO I cartoncini di tendenza per la produzione di astucci di alta gamma 42

DALLA MATERIA PRIMA

ALLA SCATOLA: i dati della filiera del cartone ondulato ...................... 50

R.E.A. Milano n. 1190227

Autorizz. Trib. Mi n. 512 del 26.10.85

Gli articoli firmati impegnano esclusivamente gli Autori. Dati e caratteristiche tecniche sono generalmente forniti dalle Case costruttrici, non sono comunque tassativi e possono essere soggetti a rettifiche in qualunque momento. Tutti diritti sono riservati. Notizie e articoli possono essere riprodotti solo a seguito di autorizzazione dell’editore e comunque sempre citando la fonte. Testi e fotografie, qualora non espressamente richiesto all’atto dell’invio, non vengono restituiti. Desideriamo informarLa che il D.Lgs. 196/03 (Testo Unico Privacy) prevede la tutela di ogni dato personale e sensibile. Il trattamento dei Suoi dati sarà improntato ai principi di correttezza, liceità e trasparenza e della Sua riservatezza. Ai sensi dell’art. 13 del Testo Unico, Le forniamo quindi le seguenti informazioni: il trattamento che intendiamo effettuare verrà svolto per fini contrattuali, gestionali, statistici, commerciali, di marketing; il trattamento, che comprende le operazioni di raccolta, consultazione, elaborazione, raffronto, interconnessione, comunicazione e/o diffusione si compirà nel modo seguente: archiviazione su supporto cartaceo e archiviazione informatizzata su personal computer. Il titolare dei dati è: Stratego Group srl nella persona del Rappresentante Legale. Il responsabile del trattamento dei dati raccolti in banche dati ad uso redazionale è Enrico Barboglio (enrico.barboglio@strategogroup.net - via Cassanese 224Segrate (Milano) - tel. 0249534500 - fax 0226951006). Al titolare del trattamento Lei potrà rivolgersi per far valere Suoi diritti così come previsti dall’art. 7 del D.Lgs. 196/03.

ABBONAMENTI

Quota annua euro 84,00 per l’Italia, 144,00 per l’Europa, 159,00 extra-Europa. Numeri arretrati: 15 euro cad. copia. I versamenti possono essere effettuati con bonifico bancario a Stratego Group srl IBAN: IT70 C034 4020 6000 0000 0264 200

PROSEGUE IL NOSTRO TOUR NAZIONALE DEL PRINTING Coast to coast, tra le aziende di stampa di due regioni 66

EVENTI

OLIMPIADI DELLA STAMPA 2026 Scuola e imprese si “allenano” insieme 72

SERVIZI PER I PSP

PPWR IMBALLAGGI

Cosa prevede la direttiva UE e cosa devono fare le imprese 76

FORMAZIONE E INNOVAZIONE

ENIP-GCT PORTA L’AI NELLA FORMAZIONE GRAFICA E CARTOTECNICA

Assistenza intelligente per studenti, docenti e operatori del settore 79

DAL MONDO DELLA FORMAZIONE GRAFICA E CARTOTECNICA .............. 80

PRINT CONNECTION

COMUNICAZIONI DALLE AZIENDE .... 82

L’OPINIONE DI... SERGIO FACCHINI L’inventrice che rivoluzionò i sacchetti di carta 90

Direttore responsabile

ENRICO BARBOGLIO enrico.barboglio@strategogroup.net

Coordinamento editoriale ALEXIA RIZZI alexia.rizzi@strategogroup.net

Hanno collaborato a questo numero: RAFFAELE ANGELILLO, SARA BONINI, SERGIO FACCHINI, MICHELA PIBIRI, STEFANO PORTOLANI, FRANCESCA SASSOLI, GIOVANNI TICOZZI, FEDERICO ZECCHINI

Direzione grafica e impaginazione CRISTINA MASCHERPA

Direzione pubblicitaria VALENTINA CARNEVALI valentina.carnevali@strategogroup.net

Per il 2026, ogni numero de Il Poligrafico è dedicato agli argomenti del media kit a cui rimanda questo QR code

Il prossimo numero sarà dedicato a: FINITURA E LOGISTICA

Pubblicità

DEBORAH FERRARI

LEONARDO VENTURI

ILARIA VIVI

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Ufficio traffico brando.zuliani@strategogroup.net

Abbonamenti tel. 02 49534500

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Stampa PressUP - Nepi (VT) www.pressup.it

Editore

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Via Cassanese 224 20054 Segrate MI tel. 02 49534500

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Sito web e Social www.stampamedia.net

Gli articoli con questo simbolo offrono contenuti multimediali
MEDIA PARTNER OF

Humans print the World Quanto e come, domani, saranno ancora gli esseri umani a

stampare il mondo?

«Non è una tempesta, è la nuova normalità»: questa frase campeggiava al centro di una slide, durante uno dei tanti keynote speech a cui ho assistito nelle ultime settimane. Il lettering, enorme, era sovrapposto all’immagine di una comune casa di provincia minacciata da un uragano. Una metafora esplicita del nostro tempo: un mondo travolto da un ciclone tecnologico che sta cambiando le vite, le imprese, il lavoro, il senso stesso dell’essere umano nella società. Il punto, però, è che una tempesta passa. Un uragano devasta, ma ha una durata. Qui invece il messaggio era diverso: rilassatevi, amici, questa non è un’emer- genza. È il nuovo clima, è la nuova normalità. Abituatevi a stare nell’occhio del ciclone. Allenatevi a rimanere in piedi perché non finirà presto. Il richiamo alla “nuova normalità” della pandemia è inevitabile. Allora la formula voleva rassicurarci. Oggi suona più radicale. Perché l’intelligenza artificiale generativa e agentica non si limita ad automatizzare compiti. Scrive, decide, interpreta dati, assiste nella consulenza legale, nell’amministrazione, nella gestione dei processi. Non sostituisce solo la fatica fisica, ma invade territori che l’essere umano sapeva essere esclusivi come propri dell’intelligenza, dell’esperienza, del giudizio. Certo, il genere umano ha superato la meccanizzazione dell’agricoltura, la rivoluzione industriale, l’avvento di internet e dei social media. Ogni volta ha perso qualcosa e si è reinventato ricollocandosi nel mondo del lavoro. Ma questa vol-

ta la domanda è più scomoda: dove resta l’uomo, se non è più centrale nelle attività produttive? Se un noto imprenditore dell’IT interrogato su quanti dipendenti ci sono nella sua azienda può rispondere di averne trenta “di carne” e trecento agenti digitali?

Forse riusciremo a costruire un mondo in cui le macchine lavorano per noi mentre noi ci dedichiamo al tempo libero, alla cura, alla creatività... Ma cosa accadrebbe alle persone che sono parte di una società in cui per secoli il lavoro è stato motivo di identità, riconoscimento, realizzazione e appartenenza?

I visionari ci rassicurano: l’essere umano resta insostituibile perché ha cuore, passione, empatia, immaginazione, capacità di emozionarsi ed emozionare. Forse è vero. Ma allora occorre rimettere davvero le persone al centro delle aziende considerando un approccio più contemporaneo che ci impone di superare modelli piramidali, rigidi, fondati sul controllo. Significa delegare, liberare energie, costruire organizzazioni più simili a organismi vivi che a macchine gerarchiche. Camminare nella tempesta non significa opporle resistenza, ma imparare a usarne la forza a nostro favore.

Ma quanta umanità resterà nelle nostre aziende? Nel settore del printing che realizza oggetti fisici mentre tutto è sempre più digitale, la sfida è anche capire quanto e come, domani, saranno ancora gli esseri umani a stampare il mondo.

di Alexia Rizzi

NEWS PRIMOPIANO

Al via le candidature per la 35ª edizione del riconoscimento più prestigioso del settore della stampa, che da 35 edizioni racconta, valorizza e celebra le migliori realtà dell’industria italiana della stampa, del converting e della comunicazione visiva.

Aperte le candidature all’Oro della Stampa 2026

Si apre ufficialmente la corsa all’Oro della Stampa 2026, un appuntamento ormai storico, riconosciuto come uno dei momenti più importanti per il settore, capace di mettere in luce le aziende che ogni giorno investono in innovazione, qualità, sostenibilità, competenze e visione imprenditoriale. Se la tua azienda opera nel mondo della stampa e del converting e ha una sede produttiva in Italia, questa è l’occasione giusta per candidarti, raccontare il tuo percorso e concorrere al riconoscimento

L’edizione 2026

ha incluso FESPA

Global Print Expo, European Sign Expo,

Personalisation

Experience, WrapFest, Corrugated e Textile

più ambito del mercato. L’Oro della Stampa non premia semplicemente un prodotto, un progetto o una singola lavorazione. Il suo valore distintivo è proprio questo: riconoscere l’eccellenza complessiva dell’azienda. A essere valutati sono la solidità del percorso imprenditoriale, la capacità di innovare, gli investimenti tecnologici, la qualità organizzativa, l’attenzione alla sostenibilità, la reputazione e la capacità di interpretare le trasformazioni del mercato.

Vincere l’Oro della Stampa

FESPA un evento in continua crescita

Dal 19 al 22 maggio, FESPA 2026, che comprende FESPA Global Print Expo, European Sign Expo, Personalisation Experience, WrapFest, Corrugated e Textile, ha accolto alla Fira de Barcelona i visitatori di diversi settori della stampa specializzata. L'evento ha segnato il ritorno della principale fiera del settore nell'Europa meridionale dopo il 2012 e, grazie a sei eventi e tre programmi di conferenze ospitati presso la stessa sede, si è affermato come l'edizione più ricca e diversificata di sempre. FESPA 2026 ha accolto visitatori provenienti da 126 paesi, con il maggior numero di partecipanti provenienti da Spagna, Italia, Regno Unito, Germania, Francia, Portogallo, Paesi Bassi, Polonia, Belgio e Svizzera . Ciò rafforza il valore del modello itinerante di FESPA, rendendo l'edizione del 2026 facilmente accessibile ai professionisti della stampa dell'Europa meridionale. FESPA 2026 ha registrato un totale di 24.798 visitatori, risultando così una delle edizioni di maggior successo di questo evento internazionale fino ad oggi. All'evento hanno partecipato 15.495 visitatori unici, con un aumento del 10% rispetto all'edizione del 2025. L'85% dei visitatori era costituito da figure dirigenziali di alto livello, di cui il 77% ricopriva ruoli di direttore, amministratore delegato, titolare o manager. Il budget medio complessivo dei visitatori è stato di 3,5 miliardi di euro, con un aumento del 20,68% rispetto al 2025, a conferma di una forte propensione all'investimento.

significa quindi molto più che ricevere un premio: significa affermare la propria leadership davanti all’intera filiera, rafforzare il proprio posizionamento e diventare un punto di riferimento per il settore.

Le categorie in concorso Anche per l’edizione 2026, le categorie sono pensate per rappresentare la ricchezza e la varietà dell’industria grafica italiana, dando spazio a tutte le principali specializzazioni:

Oro Industria Grafica dell’Anno Oro Imprenditore / Imprenditrice dell’Anno

Oro Process Innovator

Oro Innovation in Printing

Oro Innovation in Flexible Packaging

Oro Innovation in Paper Packaging

Oro Nobilitazioni e Supporti Speciali

Oro Printer on Corrugated Oro Publishing & Commercial Printer Oro Converter Oro Wide & Industrial Printer Oro Digital Printer Oro Label Printer Oro Cartotecnica Oro Legatoria. Le aziende candidate potranno inoltre concorrere ai premi speciali Oro Cent’Anni di Stampa e Oro ESG Performance, assegnati direttamente dalla giuria alle realtà che si distinguono per longevità, visione sostenibile e valore d’impresa.

Come di consueto le candidature saranno esaminate da una giuria indipendente composta

da esperti provenienti dal mondo dei media, della formazione, delle istituzioni di settore e dei buyer della comunicazione. La valutazione terrà conto di diversi elementi chiave, tra cui: profilo etico e reputation aziendale; investimenti tecnologici e strutturali; certificazioni, acquisizioni e accordi M&A; internazionalizzazione dell’offerta; visibilità, comunicazione e attività di marketing; iniziative ESG; formazione e valorizzazione del personale; risultati di bilancio degli ultimi tre anni.

Un insieme di criteri che consente di fotografare in modo completo il valore dell’impresa, premiando non solo le performance, ma anche la capacità di costruire futuro.

Un sito rinnovato per candidarsi con semplicità

Per accompagnare la nuova edizione, il sito ufficiale del premio è stato completamente rinnovato. Su www. orodellastampa.it le aziende possono trovare informazioni aggiornate, una navigazione più intuitiva e una procedura di candidatura ancora più semplice e immediata. Partecipare è facile: basta accedere al sito, scegliere la categoria più adatta alla propria realtà e compilare il form online. La candidatura è gratuita. È inoltre possibile segnalare un’azienda ritenuta particolarmente meritevole attraverso l’apposito modulo disponibile sul sito.

Per informazioni: segreteria @orodellastampa.it

NEWS PRIMOPIANO

Una riorganizzazione

decisa in base a una ridefinizione delle priorità industriali e commerciali

Cambio di strategia per Fujifilm

Fujifilm ha recentemente riorganizzato la propria strategia nel digitale industriale, con una razionalizzazione di alcune linee inkjet grafiche e commerciali. La multinazionale ha confermato lo stop alle vendite in Europa dei sistemi Jet Press 750S e Jet Press 1160 dal 1° aprile 2026, motivando la decisione con persistenti problemi di redditività. La scelta, tuttavia, non riguarda la Jet Press FP790 per il packaging flessibile e non equivale a un’uscita complessiva dall’inkjet, ma a una ridefinizione delle priorità industriali e commerciali.

Fujifilm continua a presentare l’area Inkjet Solutions come parte attiva dell’offerta, evidenziando le competenze interne nello sviluppo di testine di stampa, inchiostri inkjet e sistemi di elaborazione immagine. Nella sezione “Our Capabilities in Inkjet Business”, l’azienda indica infatti Inks, Printheads e Integration come aree chiave, rivolte a OEM, integratori, print service provider, brand e contract manufacturer in diversi settori industriali.

Un analogo aggiornamento strategico interessa anche il grande formato, con la cessazione della vendita di nuovi sistemi Acuity Prime e Acuity Ultra, in risposta all’evoluzione del mercato wide format inkjet e alle pressioni che caratterizzano oggi il comparto della stampa grafica.

Parallelamente, Fujifilm controbilancia questa riorganizzazione rafforzando il proprio presidio nelle tecnologie a toner, sia nel mondo office sia nel comparto del print on demand. In particolare, l’ampliamento della gamma Revoria conferma l’attenzione dell’azienda verso la stampa digitale di produzione, con soluzioni pensate per aumentare qualità, automazione, produttività e possibilità applicative. Una strategia che sposta il baricentro dagli asset inkjet meno redditizi verso piattaforme considerate più coerenti con le attuali opportunità di mercato.

PRINTING United Expo 2026 apre le registrazioni

Dal 23 al 25 settembre 2026, Las Vegas ospiterà uno dei principali appuntamenti nordamericani dedicati alla stampa, con tecnologie, debutti di prodotto e nuove occasioni di networking.

Sono ufficialmente aperte le registrazioni a PRINTING United Expo 2026, in programma dal 23 al 25 settembre al Las Vegas Convention Center di Las Vegas, Nevada. Organizzato da PRINTING United Alliance, l’evento si conferma come uno dei principali punti di incontro per l’industria della stampa in Nord America, riunendo sotto lo stesso tetto stampa commerciale, abbigliamento, grande formato, etichette e packaging, mailing, in-plant, stampa industriale e altri segmenti applicativi. L’edizione 2026 si presenterà con un sito rinnovato e una nuova esperienza digitale, pensata per facilitare la ricerca degli espositori, la pianificazione della visita e l’organizzazione del tempo in fiera. La manifestazione mostra già numeri significativi: oltre il 90% dell’area espositiva risulta venduto e quasi 650 espositori sono già confermati, con soluzioni che in molti casi saranno presentate in anteprima mondiale proprio a Las Vegas. I visitatori potranno assistere a dimostrazioni live, lanci di prodotto e sessioni formative dedicate ai temi più attuali del settore: automazione, intelligenza artificiale, efficienza dei workflow, sostenibilità e crescita del business. Spazio anche ad aree esperienziali come Apparel Zone, ASI Pavilion,

Print-On-Demand area e ai tavoli di confronto Spill the Ink. Un’attenzione particolare sarà dedicata inoltre al programma PRINTING AI, pensato per aiutare gli stampatori a comprendere, valutare e implementare l’intelligenza artificiale nelle proprie attività. Torneranno inoltre il programma Expo All-Stars, con ambassador internazionali del settore, e lo Student Day, realizzato in collaborazione con la Foundation for Graphic Communication Education per favorire l’incontro tra studenti, aziende, opportunità di stage e percorsi professionali. La manifestazione proporrà anche incontri co-locati, partnership globali e iniziative di collaborazione pensate per rafforzare il ruolo dell’Expo come piattaforma di riferimento per la comunità internazionale della stampa.

«PRINTING United Expo continua ad alzare l’asticella, crescendo ogni anno per dimensione e impatto», ha dichiarato Josh Carruth, EVP, Expositions di PRINTING United Alliance. L’obiettivo, ha aggiunto, è offrire molto più di una fiera tradizionale: un luogo in cui vedere cosa arriva sul mercato, costruire relazioni e far crescere il business. Le registrazioni sono disponibili sul sito ufficiale dell’evento.

NEWS FORNITORI

L’approccio ESG di Due Emme Pack Group

Due Emme Pack Group ha messo in atto una strategia orientata ad allargare i propri sforzi verso una sostenibilità completa e consapevole, che tenga conto dei fattori ambientali, sociali ed economici lungo tutto il ciclo di vita del prodotto.

Nel mondo di oggi, qualità e sostenibilità viaggiano necessariamente su binari paralleli. Rispondere al meglio alle richieste del mercato rimane imperativo per ogni attività, ma ridurre il proprio impatto sul mondo che ci circonda è altrettanto importante, per assicurare all’ambiente in cui viviamo un futuro positivo, sereno e a lungo termine. A giugno 2026, Due Emme Pack Group ha presentato il suo terzo bilancio di sostenibilità consolidato di gruppo, evidenziando gli sforzi sostenuti per una transizione verso uno sviluppo che tenga conto, congiuntamente, dei fattori ambientali, sociali ed economici.

L'azienda, con sede a San Giovanni in Persiceto, è da sempre un punto di riferimento nel settore grafico e cartotecnico, dalla consulenza personalizzata ai servizi di taglio a formato ottimizzato su un ampio portafoglio di prodotti, e pone con orgoglio il cliente al centro di ogni fase del processo produttivo, dall'ordine fino alla consegna. Gli obiettivi finali non sono però solo declinati sul singolo cliente, ma su un insieme più grande. Le persone. Per questo, il Gruppo affronta la sfida della sostenibilità con un’attenta valutazione dei propri impatti sull'intero ciclo di vita del prodotto e su tutti i temi che coinvolgono l’economia, l’ambiente e la società. Tra le attività in corso, lo studio della carbon footprint dell’intera organizzazione e un progetto, nato in collaborazione con UNIBO, per potenziare l’Eco Calcolatore affinché diventi uno strumento completo, aggiornato e conforme ai futuri obblighi di sostenibilità. Uno strumento che permetterà all'utente di valutare i prodotti attraverso l’analisi delle performance di sostenibilità dei produttori selezionati a livello nazionale e internazionale.

Brizzi porta sul mercato le nuove carte 100% riciclate in esclusiva nazionale

Il mercato della stampa chiede sempre di più materiali sostenibili che, al tempo stesso, garantiscano massima qualità tecnica ed estetica. Rispondere a questa domanda di mercato con continuità è il lavoro che Brizzi Distribuzione svolge dal 1974; un ruolo che negli ultimi anni si è arricchito di accordi di distribuzione esclusiva con cartiere internazionali, portando in Italia prodotti prima non disponibili sul mercato nazionale.

Koehler Eco®: colore e sostenibilità senza compromessi

Brizzi è distributore esclusivo di Koehler Eco®, gamma ecologica della cartiera tedesca Koehler Paper. Prodotta con fibre 100% riciclate, è certificata Blue Angel, EU Ecolabel e FSC® ed è completamente carbon free. Sul piano tecnico si distingue per la stabilità cromatica: i colori sono profondi e resistenti alla luce, allo sfregamento e alla migrazione cromatica. Disponibile in 15 colori, si presta a molteplici applicazioni nel packaging di pregio, nell'editoria e nella comunicazione aziendale.

Clairefontaine: tre carte speciali 100% riciclate in esclusiva italiana

Nel 2026 Brizzi ha siglato un accordo anche con Papeteries de Clairefontaine per tre carte speciali fino ad allora assenti dal mercato italiano: Everprint Light Coated, una carta pigmentata in superficie per applicazioni grafiche ad alto contenuto estetico; Everbulk Premium White, una carta ad alto spessore specifica per l'editoria; Terra Dark Black, un cartoncino nero profondo, certificato Blue Angel e FSC®, pensato per il packaging di fascia alta. Tutte e tre le referenze sono 100% riciclate.

Da più di 50 anni al fianco di chi stampa

Questi sono solo alcuni esempi del ruolo che Brizzi rappresenta nella distribuzione italiana di carta e supporti per la stampa: un player solido e affidabile, capace di selezionare le migliori carte

per rispondere prontamente alle esigenze di un mercato che cambia. Competenza tecnica e fattore umano fanno il resto, costruendo — dal 1974 — la fiducia di migliaia di tipografie e stampatori, grazie anche a magazzini strategici che garantiscono consegne rapide in tutta Italia.

brizzidistribuzione.com | marketing@brizzi-italia.it

BIO-PRO®: film innovativi per packaging flessibile ed etichette compostabili

Etichette a bandiera e cartellini vivai prodotti con BIO-151119, supporto che offre le medesime prestazioni dei principali film analoghi presenti sul mercato, ma con soli 120 micron e un risparmio di materia prima di oltre il 50%

Nel packaging sostenibile la vera differenza non è dichiararsi green, ma progettare il prodotto partendo dal suo fine vita. È questa la visione di BIO-PRO®, realtà italiana nata nel 2014 dopo l’ottenimento, insieme all’Università di Bologna, di un brevetto per un processo ibrido termochimicobiologico capace di convertire scarti cellulosici in bioplastica PHA ed energia.

Con il payoff “Rinnoviamo la materia”, l’azienda propone film innovativi per packaging flessibile ed etichette compostabili, integrando sviluppo del materiale, macchinabilità, stampabilità, saldabilità e logistica. Grazie alla partnership con Synergic Solution, società consociata specializzata in consulenza per la logistica e vendita software per la progettazione del packaging, BIOPRO® affronta l’imballaggio come un ecosistema industriale.

Tra le soluzioni principali c’è BIO-151119, film compostabile e monomateriale che, come spiega Claudio Giaco-

melli, amministratore delegato dell’azienda, «consente di ottenere le prestazioni richieste dalle etichette a bandiera con soli 120 micron, contro i 230-350 micron abituali del mercato, con un risparmio di materia prima superiore al 50%. Il materiale è conforme allo standard ISO EN 13432 ed è smaltibile nella raccolta organica».

Stampabile in flexo UV, flexo a solvente e digitale, anche su sistemi HP Indigo, il film è saldabile a caldo o a ultrasuoni. Questa caratteristica permette l’accoppiamento con la rete tubolare BIONET®, eliminando colle e clip metalliche nel confezionamento ortofrutticolo e ittico.

BIO-151119 mantiene le proprie caratteristiche meccaniche tra -2°C e +40°C, resiste a umidità elevata ed è idoneo al contatto alimentare. Trova applicazione nel packaging flessibile, nei surgelati, nelle shopper luxury e, con il nome BIOBOX, anche in ambito cartotecnico, accoppiato a cartone teso o microonda per aumentare la resistenza alla lacerazione e ridurre grammature e spessori. Per BIO-PRO® sostenibilità significa ridurre materia utilizzata, semplificare lo smaltimento e offrire soluzioni industriali realmente performanti. Una sostenibilità progettata, che non si limita alla comunicazione, ma dimostra nel processo produttivo come usare meno risorse per ottenere lo stesso risultato.

Effegrafica installa il nuovo CTP SCREEN 8900N II Z

Effegrafica rafforza il proprio reparto produttivo con l’installazione del nuovo Computer to Plate SCREEN 8900N II Z, sistema automatico ad alta produttività capace di gestire fino a 70 lastre all’ora. L’installazione è stata realizzata da Open Age Group, distributore diretto in Italia della gamma SCREEN dal 2025. L’azienda siciliana, con sede a Pachino, nell’estrema Sicilia orientale, rappresenta da oltre cinquant’anni una realtà di riferimento nel panorama della stampa italiana. Fondata nel 1971 da Pippo Fratantonio, Effegrafica è oggi guidata dai figli Bartolo e Margherita Fratantonio, che hanno proseguito il percorso di crescita e innovazione avviato dal fondatore.

Nel corso degli anni l’azienda ha ampliato e diversificato il proprio parco macchine, integrando differenti tecnologie di stampa per coprire un’ampia gamma di applicazioni e formati, dal 35x50 al 70x100. Dalla stampa etichette con sistemi Gallus fino alle grandi offset a foglio 8 e 10 colori, tutta la produzione passa attraverso un reparto di prestampa altamente strutturato, oggi ulteriormente potenziato grazie al nuovo CTP SCREEN.

La nuova unità completamente automatizzata andrà ad alimentare tutte le macchine offset presenti in azienda, garantendo elevata velocità operativa, continuità produttiva e maggiore efficienza nella gestione dei picchi di lavoro.

La collaborazione tra Effegrafica e Open Age Group dura da circa venticinque anni e si è sviluppata attraverso numerosi progetti tecnologici costruiti sulle specifiche esigenze produttive dell’azienda siciliana. Attraverso la divisione Open Services, Open Age Group offre sistemi CTP SCREEN accompagnati da servizi di assistenza tecnica pre e post vendita gestiti da un team interno specializzato. Con oltre 600 sistemi CTP installati sul mercato italiano, l’azienda si conferma uno dei principali punti di riferimento nel settore della prestampa, affiancando alle tecnologie anche un’ampia gamma di consumabili professionali ad alte prestazioni.

Claudio Giacomelli amministratore delegato di BIO-PRO®

NEWS AZIENDE GRAFICHE

Varigrafica presenta Essentia

Nel packaging di lusso, il supporto di stampa non è mai un semplice punto di partenza. Prima ancora che intervengano il progetto grafico, il logo, la forma o il gesto dell’apertura, è la materia a stabilire il primo contatto con il destinatario. Comunica identità, posizionamento, valore. Suggerisce un immaginario e costruisce un’aspettativa. Da questa consapevolezza nasce Essentia, la collezione presentata da Varigrafica a Packaging Première 2026. Un progetto che porta al centro della riflessione il ruolo espressivo della carta e dei materiali, trasformandoli da superfici da decorare in protagonisti attivi del racconto. Essentia lavora sulla profondità: indaga ciò che rende un supporto riconoscibile, sensibile, irripetibile. Il nome stesso richiama la metafisica aristotelica, dove l’essenza è ciò per cui una cosa è ciò che è. Trasportato nel mondo del packaging, questo riferimento coinvolge la natura del materiale, la sua consistenza, il modo in cui reagisce alla luce, al tatto e alla nobilitazione. La collezione costruisce questo dialogo attraverso materiali apparentemente distanti, ma accomunati da una forte identità. La carta effetto legno introduce venature irregolari, mai perfettamente replicabili, che rendono ogni superficie diversa dall’altra. Il cuoio cartaceo offre una morbidezza vellutata, capace di evocare il tatto prima ancora della visione. Il cartone colorato in pasta verde, invece, porta il colore dentro la struttura stessa del materiale: come elemento costitutivo, visibile anche sui bordi e capace di suggerire un’attenzione più profonda alla scelta dei supporti. In questo equilibrio tra materia e progetto, le tecniche di nobilitazione assumono un ruolo preciso. Lamine digitali Scodix, verniciature selettive 3D e debossing con stampa a caldo non intervengono per coprire o uniformare, ma per accompagnare la superficie, esaltarne i dettagli e rivelarne le qualità nascoste. Essentia invita a ripensare il packaging di lusso oltre le convenzioni tradizionali. Non si tratta più soltanto di aggiungere effetti, finiture o segni di pregio, ma di costruire un’esperienza coerente in cui ogni scelta materiale contribuisca al significato complessivo del progetto. La carta in questa visione diventa un vero medium espressivo: capace di parlare, differenziarsi e generare relazione. I materiali parlano. Il compito della stampa è creare le condizioni perché possano farlo con eleganza e forza.

Durst P5 X migliora la gestione di lavori di qualità di Colorzenith

Colorzenith amplia il proprio parco macchine con l’installazione della Durst P5 X, true flatbed scelta per rafforzare capacità produttiva, affidabilità e qualità nella stampa digitale di grande formato di alta gamma. L’investimento conferma il percorso di evoluzione dell’azienda milanese, nata come laboratorio fotografico professionale e oggi player di riferimento per moda, lusso, alta orologeria, retail internazionale, visual merchandising e allestimenti speciali. Con oltre sessant’anni di esperienza e un team di più di 30 professionisti specializzati, Colorzenith si definisce oggi un fotolaboratorio industriale. La gestione del colore resta il tratto distintivo dell’azienda, insieme alla capacità di affrontare progetti complessi che richiedono

precisione cromatica, cura del dettaglio e continuità produttiva. “La forte componente storica che contraddistingue la nostra attività non è un retaggio, ma un vantaggio competitivo”, afferma Fabio Salari, CEO di Colorzenith. “La cultura fotografica ci ha permesso di costruire nel tempo una sensibilità molto forte su colore, materiali e resa finale. Oggi questa esperienza si integra con tecnologie industriali avanzate, consentendoci di affrontare lavorazioni complesse con la massima cura del dettaglio”

La nuova Durst P5 X si inserisce in questo scenario come un investimento strategico, non come un semplice aggiornamento tecnologico.

La macchina è destinata in particolare alla produzione di

materiali rigidi per il retail, pannellature decorative, vetrine, shop-in-shop, fondali scenografici e applicazioni ad alta qualità cromatica. A quasi un anno dall’installazione, P5 X si è inserita stabilmente nei flussi produttivi dell’azienda per progetti di fascia alta, garantendo continuità e controllo anche nelle produzioni più critiche. L’elevata qualità, l’uniformità di stampa e l’affidabilità operativa hanno permesso a Colorzenith di migliorare ulteriormente la gestione di lavorazioni complesse, aumentando ripetibilità e controllo nei flussi produttivi. Oggi P5 X è destinata prevalentemente alla stampa di materiali rigidi per retail e visual merchandising, pannellature per allestimenti e applicazioni ad alta qualità cromatica.

Pubbli Service raddoppia con CARTES GEMINI GE362VR E-LINE

Da sinistra: Filippo

Salati e Nicole Salati di Pubbli Service, Diego Casagrande e Luca Ponzoni di Cartes

Pubbli Service S.r.l. ha installato una nuova GEMINI GE362VR E-LINE di CARTES, configurata con unità di verniciatura flessografica e fustellatura semi-rotativa di esclusiva concezione CARTES. La macchina si affianca alla CARTES GT363SHR già operativa in azienda dal 2019, rafforzando il reparto dedicato al finishing e converting di etichette autoadesive in fascia 360 mm. La piattaforma modulare GEMINI E-LINE punta su flessibilità, versatilità, performance e riduzione degli sprechi, con possibilità di salvare e richiamare rapidamente i parametri di lavorazione e consumi energetici ridotti. La serie può inoltre essere configurata con unità di stampa e verniciatura flexo, nobilitazione digitale JET D-SCREEN, stampa a caldo e fustellatura laser, ampliando le possibilità di personalizzazione. «Con la nuova GE362VR ampliamo le nostre capacità produttive, migliorando efficienza, tempi di risposta e qualità nelle lavorazioni di verniciatura e fustellatura», dichiara Filippo Salati di Pubbli Service. Per CARTES, sottolinea Diego Casagrande, «l'acquisto di una seconda macchina conferma che la tecnologia installata ha generato valore reale e che il rapporto di fiducia si è consolidato nel tempo».

POZZOLI SpA

verso il 60° anniversario con un piano di investimenti strutturale in HR, Tecnologia e IT

Un programma triennale per modernizzare l'azienda, conquistare nuove quote di mercato e affrontare con visione il futuro del packaging

Pozzoli SpA, realtà leader nel packaging su misura con sedi a Inzago (MI), Marano Vicentino (Pozzoli Couture s.r.l.) e Parigi (Pozzoli France), annuncia un piano triennale di investimenti in Risorse Umane, Tecnologia e Information Technology. L’obiettivo è rafforzare l’azienda di fronte alle sfide del mercato e arrivare al 60° anniversario, nel 2028, con una struttura ancora più solida e competitiva. «Aldo Pozzoli ha costruito l’azienda con coraggio, passione e la ferma convinzione che il modo migliore per soddisfare i clienti sia anticiparne le loro esigenze. Oggi raccogliamo il testimone con lo stesso spirito: investire nel futuro è la nostra responsabilità nei confronti di chi ha creduto in questo progetto e di chi vi crederà domani», affermano la famiglia Pozzoli e il management.

Un piano per tre pilastri strategici

Il piano triennale di Pozzoli si sviluppa intorno a tre pilastri strategici: Risorse Umane, Tecnologia e IT. Sul fronte Risorse Umane, l’azienda punta a rafforzare il capitale umano attraverso nuovi inserimenti, formazione continua e percorsi di crescita professionale, valorizzando talenti capaci di condividere cultura dell’innovazione ed eccellenza artigianale.

La Tecnologia con l’aggiornamento di macchinari e impianti produttivi per aumentare capacità, flessibilità e qualità, rispondendo alla crescente complessità delle commesse nei diversi mercati.

L’Information Technology sostiene la modernizzazione digitale dei processi, rendendoli più integrati, agili e orientati ai dati, con strumenti capaci di migliorare la gestione interna e la relazione con clienti e partner.

Modernità, mercato, metodo: tre leve per il futuro

Il piano di investimenti di Pozzoli nasce da una lettura concreta dell’evoluzione dei mercati in cui l’azienda opera, dal packaging di lusso alla cosmetica, dal wine & spirits al food e all’entertainment. Nuove aspettative dei clienti, pressione sulle supply chain, digitalizzazione e sostenibilità richiedono risposte rapide e strutturate. Pozzoli affronta queste sfide seguendo tre direttrici: Pro Modernità, per aggiornare impianti, processi e competenze mantenendo il valore della qualità artigianale; Conquista di Quote di Mercato, per trasformare gli investimenti in crescita commerciale, nuovi clienti e maggiore presenza internazionale; Approccio Moderno al Business, per rendere l’azienda più veloce nell’ascolto, più proattiva nella proposta e più solida nell’execution, anticipando i bisogni del mercato.

Il 2028: un traguardo, non un punto d'arrivo Il 2028 rappresenterà per Pozzoli un passaggio simbolico e strategico: il 60° anniversario della fondazione ad Inzago da parte di Aldo Pozzoli. Non sarà solo un’occasione celebrativa, ma il momento per presentarsi al mercato con una struttura rinnovata, una proposta di valore più competitiva e una visione chiara del futuro. Dalla Grafica Pozzoli del 1968 all’attuale realtà multibusiness con presenza internazionale, l’azienda ha costruito la propria crescita su valori concreti: radicamento territoriale, attenzione alle persone, qualità, creatività e servizio al cliente. Il piano di investimenti in HR, Tecnologia e IT conferma questa filosofia con gli strumenti del presente. «La storia di Pozzoli è fatta di persone che hanno avuto il coraggio di innovare quando non era scontato. Il nuovo piano di investimenti è il nostro modo di onorare quella tradizione: guardare avanti, con concretezza e con la stessa passione che ha sempre mosso l’azienda», concludono A. Cefaliello (presidente e A.D.) e C. Miranda (D.G.).

NEWS ISTITUZIONI

Assemblea Acimga: investimenti, occupazione e ripresa degli ordini sostengono il settore

L'Assemblea dei Soci Acimga ha tracciato il bilancio 2025 e le prospettive in vista di Print4All Conference e Print4All 2027, ora a cadenza biennale. L'edizione 2025 aveva registrato 20.297 operatori da 68 Paesi e 245 espositori, riaffermandosi come piattaforma strategica per l'aggiornamento tecnologico del settore. Il presidente Marco Calcagni ha definito Print4All un progetto industriale condiviso che mette in relazione tecnologie, competenze e visioni di tutta la filiera, sottolineando la scelta della biennalità per rispondere meglio ai ritmi dell'innovazione, e il rafforzamento di progetti dedicati a corrugated, materiali innovativi e labelling. Il 2025 è stato complesso, con fatturato in calo e forte pressione competitiva internazionale, ma il comparto resta solido: investimenti vicini ai massimi del decennio, occupazione in crescita, export elevato. Il direttore Enrico Barboglio ha evidenziato segnali positivi già nel primo trimestre 2026, sottolineando come le imprese del settore continuino a innovare in uno scenario globale complesso, e ha presentato Print4All Conference 2026 che ha come tema "Humans Print the World", focalizzandosi sul rapporto tra persone e tecnologie, intelligenza artificiale e automazione. I dati presentati in Assemblea; Andamento 2025: fatturato a 2.923 milioni di euro (-9%), export -3%, import +54,2% (829 milioni di euro, trainate da macchine da stampa e converting). L'UE resta la principale fonte di import (78,6%) e destinazione export (40,1%). Occupazione +3,2%, investimenti al 3% del fatturato. L'Italia è terzo produttore mondiale dopo Germania e Cina.

Export: 1,76 miliardi di euro (-3%), trainato dalle macchine per converting (+4%, 61% del totale); USA primo mercato, seguito da Germania, Francia, Spagna e Polonia.

Primo trimestre 2026: fatturato +13,1%, ordini +8% e +7,3%, con forte crescita del mercato interno (+26,4%) ed estero (+8%), confermando il consolidamento del trend positivo già emerso a fine 2025.

Congresso GIPEA 2026 tra AI e PPWR, dati di mercato e aggiornamenti tecnologici

Il Congresso GIPEA, svoltosi il 16-17 giugno a Mogliano Veneto, ha esplorato il rapporto tra dati, creatività e Intelligenza Artificiale, ponendo l'accento su relazione e cooperazione come chiavi per affrontare l'incertezza attuale. Sia Carlo Montedoro (Assografici) che Pierluigi Gava (Confindustria Veneto Est) hanno sottolineato l'importanza di condivisione, confronto e ascolto. Il mercato delle etichette è in salute: secondo i dati FINAT presentati dal presidente GIPEA Stefano Salvemini, nel 2025 sono stati prodotti 76 miliardi di mq di etichette, con Cina prima e Europa seconda nei consumi. Le sfide

principali riguardano la "Globalizzazione 4.0", sicurezza, transizione energetica e fiducia negli standard europei. Le strategie suggerite: reshoring, nearshoring, friendshoring, e l'uso dell'IA per ridurre gli scarti e aumentare qualità, velocità e personalizzazione, puntando sulla gestione dei dati. Alberto Quaglia ha ribadito il ruolo associativo nell'aggiornamento tecnico-normativo, mentre Valentina Zancla Candido (ENIP-GCT) ha evidenziato l'importanza del legame scuola-impresa. Il Congresso è stato anche occasione di aggiornamento tecnologico con Manuel Todeschi, Sales

Support Manager Divisione Vendite Italia di Durst Group, che ha sintetizzato la proposta tecnologica dell’azienda in tre concetti chiave: semplicità, affidabilità e performance. Mentre Luca Mauri di T&K ha parlato delle potenzialità della stampa a gamut esteso. La seconda giornata ha allargato lo sguardo alla geopolitica internazionale con Gabriele Natalizia (Sapienza) e Giada Massetti, sinologa. Il Congresso si è chiuso con un aggiornamento sul PPWR, con interventi di Italo Vailati (GIPEA), Paolo Glerean (RecyClass), Emilie Bartolini (Avery Dennison) e Luca Vitale (Fedrigoni Group).

Assocarta a Bruxelles con richieste revisione ETS

"L'industria cartaria italiana ha investito negli anni per ridurre le emissioni e costruire un modello produttivo fondato su efficienza energetica e circolarità. Oggi, però, lo schema ETS, così come è concepito, non è più uno stimolo alla decarbonizzazione, ma un costo che pesa sulla competitività del settore, incidendo per il 4% sul fatturato in un contesto di impianti utilizzati solo al 75% della capacità e di crescente concorrenza delle importazioni. A questo si aggiunge un evidente squilibrio competitivo: il 76% della manifattura italiana soggetta a ETS sostiene un costo diretto sul conto economico, mentre in altri Paesi europei, grazie a un maggiore ricorso alle biomasse, le imprese possono beneficiare di un vantaggio competitivo fino al 60%” afferma Lorenzo Poli, presidente Assocarta, a margine della Conferenza Stampa dello scorso 9 giugno a Bruxelles con il vicepresidente Confindustria Aurelio Regina e il presidente di Federacciai Antonio Gozzi. “È urgente rivedere i benchmark ETS per valorizzare chi ha già intrapreso il percorso della decarbonizzazione. Ridurre la produzione nazionale significherebbe indebolire un'eccellenza europea che produce il 90% della carta in cogenerazione e ha costruito la propria leadership sull'utilizzo di materie prime rinnovabili e riciclate. La transizione ecologica deve sostenere, e non frenare, un settore che fa della circolarità il proprio punto di forza” conclude Poli.

competenze e visione per guidare il cambiamento VICTAnova

Le tecnologie cambiano rapidamente. La capacità di trasformarle in opportunità concrete per le imprese è ciò che fa realmente la differenza.

Digitalizzazione, accessibilità. automazione, intelligenza artificiale, sostenibilità e gestione intelligente delle informazioni stanno ridefinendo il modo in cui le organizzazioni producono, comunicano e competono. In un contesto caratterizzato da cambiamenti sempre più rapidi, le imprese necessitano non soltanto di nuove tecnologie, ma soprattutto di esperienza, visione e capacità di trasformare gli investimenti in risultati concreti e misurabili. È proprio in questo scenario che si inserisce VICTAnova, realtà specializzata nell'affiancare imprese private, pubbliche amministrazioni e organizzazioni complesse nei percorsi di innovazione, trasformazione digitale e crescita del business.

Team e attività

VICTAnova opera attraverso un network di professionisti e advisor con competenze in IT, gestione documentale, comunicazione visiva, innovazione industriale ed evoluzione organizzativa. Il suo approccio parte dall’analisi dei processi e delle esigenze dei clienti per definire percorsi di crescita sostenibili e orientati ai risultati.

Le attività includono l’ottimizzazione dei flussi documentali, l’evoluzione delle infrastrutture ICT, la razionalizzazione dei processi aziendali e lo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali e industriali ad alto contenuto tecnologico. Particolare attenzione è dedicata alla sostenibilità degli investimenti, all’efficienza operativa e alla generazione di benefici duraturi.

VICTAnova supporta inoltre start-up, PMI innovative e progetti industriali legati alla valorizzazione del

know-how italiano, affiancando imprese e imprenditori nella definizione delle strategie di business, nella creazione di partnership e nel dialogo con istituzioni, associazioni e stakeholder.

Professionalità ed esperienza

Negli anni, i professionisti di VICTAnova hanno supportato progetti dedicati alla valorizzazione del Made in Italy, accompagnando imprese e filiere in percorsi di modernizzazione, reindustrializzazione e apertura ai mercati internazionali.

Un’area centrale riguarda l’estensione del ciclo di vita delle tecnologie industriali attraverso rifabbricazione avanzata, economia circolare e integrazione di nuove funzionalità ad alto valore aggiunto. Questo approccio permette di sviluppare modelli di business sostenibili, capaci di unire competitività, innovazione e responsabilità ambientale. Grazie al proprio network di relazioni con imprese, produttori tecnologici, distributori, system integrator, centri di ricerca e istituzioni, VICTAnova favorisce nuove opportunità di collaborazione. Si propone così come catalizzatore di competenze e relazioni, aiutando le organizzazioni a trasformare visione, tecnologia e capacità manageriali in risultati concreti e duraturi.

Senior advisor

Massimiliano Fastelli è advisor di VICTAnova con oltre trent’anni di esperienza nei settori stampa professionale, document management, IT e sviluppo del business. Ha seguito progetti di trasformazione, crescita commerciale e internazionalizzazione per aziende italiane e internazionali. In VICTAnova co ordina attività di advisory, business development e relazioni strategiche, aiutando le imprese a costruire percorsi di crescita concreti e sostenibili. www.victanova.it

L’Oro della Stampa è l’unico e il più ricercato riconoscimento all’eccellenza delle aziende della stampa e del converting.

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Profilo etico

Investimenti tecnologici e strutturali

Certificazioni

Accordi Merger and Acquisition (M&A)

Internazionalizzazione dell’offerta

Visibilità/ campagne adv/ marketing

Iniziative ESG

Formazione

Risultati di bilancio negli ultimi 3 anni

La cerimonia di premiazione si terrà il giorno

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DICEMBRE 2026

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BENVENUTE E BENVENUTI ALLA PRINT4ALL

CONFERENCE 2026, L’APPUNTAMENTO CHE IL 1° E IL 2 LUGLIO RIUNISCE AL CENTRO CONGRESSI VILLE PONTI DI VARESE LA FILIERA DEL PRINTING, DEL CONVERTING E DEL PACKAGING. SOTTO IL TEMA “HUMANS PRINT THE WORLD”, LA CONFERENCE INVITA IL SETTORE A RIFLETTERE SUL RAPPORTO TRA PERSONE, MACCHINE, SOSTENIBILITÀ E NUOVI MODELLI PRODUTTIVI, OFFRENDO UNA LETTURA CONCRETA DELLE TRASFORMAZIONI IN CORSO. IL PROGRAMMA SI SVILUPPA SU TRE LIVELLI COMPLEMENTARI.

VISIONE

Le sessioni plenarie aprono lo sguardo sui grandi scenari del comparto: intelligenza artificiale, automazione, packaging, inclusione, regolamentazione e mercati internazionali.

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APPROFONDIMENTO TECNICO

I LAB paralleli permettono di entrare nel dettaglio di tecnologie, applicazioni e processi, offrendo a ciascun partecipante la possibilità di costruire un percorso coerente con i propri interessi professionali.

LA RELAZIONE

Networking, table top, incontri con sponsor e confronto con operatori italiani e internazionali sono parte integrante dell’esperienza e trasformano la Conference in una piattaforma di dialogo e connessione.

PRINT4ALL CONFERENCE

ILPOLIGRAFICO 233 • 26

Quando fermarsi a leggere il mercato diventa importante quanto innovare, quando i dati economici richiedono di incontrare la visione industriale e le tecnologie di dialogare con le competenze e il confronto tra imprese, è il momento di Print4All Conference 2026, l’evento di filiera che offre al mondo della stampa, del converting e del packaging un luogo di orientamento, confronto e preparazione al futuro. Un evento di sistema, costruito per accompagnare il settore verso Print4All 2027 e verso una nuova fase competitiva. In programma l’1 e 2 luglio 2026 al Centro Congressi Ville Ponti di Varese, la Conference si presenta come un appuntamento strategico per l’intero ecosistema: produttori di tecnologie, stampatori, converter, brand owner, fornitori, associazioni, operatori internazionali e professionisti chiamati a interpretare un mercato in rapida trasformazione. Il tema scelto per questa edizione, “Humans Print the World”, sintetizza la prospettiva secondo cui stampa e converting si propongono infrastrutture culturali, economiche e sociali che danno forma agli oggetti, agli imballaggi, alle superfici e alle esperienze della vita quotidiana. In questo scenario, la tecnologia non sostituisce l’uomo, ma ne amplifica capacità, decisioni e responsabilità.

La prestigiosa location dell’evento è il Centro Congressi Ville Ponti di Varese

Un evento di sistema per tutta la filiera

Print4All Conference 2026 è organizzata da ACIMGA e ARGI, in collaborazione con Fiera Milano, e conferma la propria identità di appuntamento trasversale, capace di rappresentare l’intero mondo del printing e del converting senza privilegiare una singola tecnologia o un singolo segmento applicativo.

È questo uno degli elementi che rendono la Conference un evento diverso da molti altri momenti di confronto del settore: la sua capacità di riunire soggetti complementari e spesso interdipendenti, costruendo una piattaforma comune in cui le singole competenze diventano parte di una visione più ampia. La stampa commerciale, il package printing, il converting, il corrugated, il flexible packaging, il wide format, il finishing, i nuovi materiali, l’automazione e la digitalizzazione sono letti come parti di un’unica trasformazione industriale.

In questa prospettiva, la Conference si colloca anche come tappa fondamentale nel percorso verso Print4All 2027, in programma dal 25 al 28 maggio 2027 a Fiera Milano, appuntamento che si pone l’obiettivo concreto di intercettare i trend più avanzati dell’innovazione.

Crescita, investimenti e nuove leve di competitività

Il contesto in cui si inserisce Print4All Conference è particolarmente significativo. Il settore italiano della stampa e del converting si trova in una fase complessa, ma ricca di segnali importanti.

Da un lato, il mercato della stampa ha mostrato nel 2025 elementi concreti di ripresa, sostenuti anche dagli investimenti legati al piano Transizione 5.0. L’offset ha registrato una crescita rilevante, con un incremento del fatturato nei gruppi stampa e verniciatori, spinto dalla domanda di tecnologie UV e UV LED e da applicazioni ad alto valore aggiunto, soprattutto nel packaging. Anche la stampa digitale ha continuato il proprio percorso di consolidamento, superando i 210 milioni di euro di fatturato e confermando un modello di sviluppo sempre più legato non solo alla vendita di sistemi, ma anche a servizi, consumabili e soluzioni integrate. Dall’altro lato, il comparto delle macchine grafiche, cartotecniche e per il converting ha evidenziato un quadro più articolato. Il settore mantiene una forte vocazione internazionale, con un export vicino a 1,8 miliardi di euro, ma affronta anche una crescente pressione competitiva dall’estero, testimoniata dall’aumento delle importazioni sul mercato italiano. È in questa tensione tra ripresa, internazionalizzazione e concorrenza globale che si gioca una parte decisiva del futuro del comparto. Investire non basta: occorre trasformare gli investimenti in innovazione strutturale, efficienza produttiva, competenze, sostenibilità e capacità di risposta ai nuovi modelli di consumo. Print4All Conference diventa quindi il luogo in cui leggere questi fenomeni non come dati isolati, ma come segnali di una trasformazione più profonda.

“Humans Print the World”: il filo conduttore dell’edizione 2026

Il concept “Humans Print the World” si sviluppa lungo due direttrici principali: Human+Machine e Human+Life. La prima, Human+Machine, mette al centro il rapporto tra persone, automazione, intelligenza artificiale, robotica, dati e processi produttivi. È il terreno su cui oggi si gioca una delle sfide più concrete per le imprese: capire come adottare tecnologie avanzate senza perdere controllo, identità e capacità decisionale.

L’intelligenza artificiale, in particolare, non viene affrontata come una parola di tendenza, ma come una nuova materia prima industriale. Uno strumento da integrare con metodo nei processi aziendali, evitando approcci superficiali, sperimentazioni episodiche o soluzioni generiche. La domanda non è più se utilizzare l’AI, ma come governarla, chi prende le decisioni, chi valida i risultati, chi interviene quando il sistema sbaglia e quali metriche permettono di misurarne davvero l’efficacia.

La seconda direttrice, Human+Life, sposta lo sguardo sull’impatto della stampa, del converting e del packaging nella vita quotidiana. Qui il packaging va oltre la sua funzione per presentarsi come interfaccia tra industria, consumo, sostenibilità, accessibilità, inclusione e cultura del progetto. È in questo spazio che materiali, oggetti, imballaggi e superfici diventano elementi di relazione. Parlano alle persone, facilitano l’uso, comunicano valori, rendono riconoscibili i brand e, sempre più spesso, devono rispondere a requisiti normativi, ambientali e sociali.

PRINT4ALL CONFERENCE

TUTTA LA CONFERENCE MINUTO PER MINUTO

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LUGLIO LA CONFERENCE INIZIA DAL NETWORKING

Il percorso della Print4All Conference inizia mercoledì 1 luglio alle 19:30 con la cena e networking, prevista su invito.

Un momento conviviale, primo atto dell’evento e occasione per attivare relazioni, favorire incontri tra aziende, associazioni, sponsor, speaker e operatori internazionali, e creare il clima di confronto che accompagnerà il programma del giorno successivo.

La dimensione relazionale è uno degli asset principali della Conference. In un settore in cui le filiere sono sempre più integrate e le sfide sempre più trasversali, il networking è parte essenziale della costruzione di valore.

2 LUGLIO

ORE 9:00 BREAKFAST E APERTURA DELL’AREA NETWORKING

È il momento in cui i partecipanti potranno accedere agli spazi dell’evento, incontrare sponsor e partner, visitare l’area table top e iniziare a orientarsi all’interno del programma. Per chi partecipa alla Conference, questa prima fascia della giornata rappresenta un’occasione preziosa per individuare interlocutori, pianificare incontri e prepararsi alle sessioni successive.

ORE 9:30 INIZIO PROGRAMMA DELLA MATTINA

Benvenuto e introduzione

Il programma della mattina prende il via con i saluti istituzionali di Marco Calcagni, presidente ACIMGA, Marco Marangoni, presidente ARGI, ed Enrico Barboglio, direttore ACIMGA e ARGI.

Leggi l’intervista completa online inquadrando il QR Code

“Il Progetto Print4All”, a cura di Paola Sarco, Head of Bulding & Idustrial Exhibitons di Fiera Milano Print4All 2027 celebra la stampa e il converting come strumenti capaci di dare forma alla comunicazione in tutte le sue espressioni. Attraverso materiali, colori, texture e tecnologie, il printing e il converting diventano un linguaggio che connette persone, prodotti ed esperienze, raccontandone il ruolo centrale nella vita quotidiana e nell’industria contemporanea.

“L’AI è una materia prima”, con Mafe de Baggis, digital media strategist, copywriter e ricercatrice indipendente.

Il punto di partenza è una constatazione semplice: molti utilizzano strumenti come ChatGPT, Gemini o Claude per scrivere testi, rispondere a email, creare immagini o fare ricerche. Molto meno frequente, però, è la capacità di integrare davvero l’intelligenza artificiale in un metodo coerente con la cultura, il linguaggio e i processi dell’impresa.

L’intervento invita a superare la fase dell’uso occasionale dell’AI per entrare in una logica più matura: non una funzionalità da accendere, ma una pratica da costruire. Per il settore della stampa e del converting, questo passaggio è cruciale. Significa considerare l’intelligenza artificiale non come scorciatoia, ma come componente del lavoro industriale, comunicativo e organizzativo.

“Sustainability has to be sustainable”, intervento affidato a Richard Warnick di TCE Printing.

Il titolo contiene già una delle questioni più urgenti del settore: la sostenibilità deve essere sostenibile anche dal punto di vista industriale, economico e operativo. Non può restare confinata alla comunicazione o alla conformità normativa, ma deve tradursi in processi realizzabili, investimenti coerenti, efficienza produttiva e capacità di generare valore. Per le imprese della stampa e del converting, questo significa misurarsi con materiali, consumi, automazione, riduzione degli scarti, ottimizzazione dei

Calcagni
Barboglio
Sarco
de Baggis
Warnick
Marangoni

processi e nuove aspettative dei clienti. La sostenibilità, oggi, è parte integrante del business e della competitività.

Leggi l’intervista completa online inquadrando il

QR Code

“Who Decides? The Operational Discipline of Human+Machine in Print Operations”, a cura di Amy ServiBonner, Vice President Printing AI. Il tema è tra i più delicati: quando l’intelligenza artificiale entra nei processi di stampa e packaging, chi mantiene la responsabilità della decisione? Se la macchina propone, chi approva? Se sbaglia, chi intercetta l’errore? Se migliora le performance, rispetto a quale baseline viene misurata? Se devia dal risultato atteso, chi se ne accorge? L’intervento propone un framework operativo basato su quattro pilastri: autorità decisionale, responsabilità dell’override, metriche di riferimento e cadenza di revisione. È una riflessione particolarmente utile per le imprese che stanno già sperimentando l’AI o che si preparano a farlo: l’automazione non esclude l’intervento umano, ma impone di definirlo con maggiore precisione.

“AI Adoption in the Printing & Converting Industry: from Curiosity to Competitive Advantage”, con Nathan Safran di Alliance Insights e Stefano Portolani, Senior Analyst Centro Studi Printing.

Gli strumenti AI non rappresentano più soltanto un set di strumenti utili, ma un imperativo strategico per il futuro del settore. Il successo non è definito dal solo progresso tecnologico. Richiede cultura, leadership e trasparenza verso i clienti. Quindi, come si posiziona il settore? La ricerca, già condotta da Printing United per gli Stati Uniti, verrà confrontata con quella relativa al mercato italiano, a firma del Centro Studi Printing. I due analisti compareranno i due mercati evidenziando similitudini e differenze, restituendo un quadro approfondito con un taglio internazionale.

La gestione dei “colli di bottiglia” di produzione con Fulvio Petratto, Direzione R&D Petratto.

La gestione dei “colli di bottiglia” di produzione, anche in contesti di altissima automazione, fa emergere l’importanza del rapporto uomo-macchina. Petratto approfondirà le innovazioni e il relativo rapporto uomo-macchina nella gestione dei “colli di bottiglia” nei processi di piegaincollatura

ORE

12:00

I LAB PARALLELI DELLA MATTINA

1. “FUTURA: advanced interactivity, robustness and efficiency in slitting and rewinding”, a cura di Davide Christopher Mantelli, Area Sales Manager BIMEC (in lingua inglese). Nel corso dell’intervento vengono illustrate le principali innovazioni della nuova linea FUTURA di BIMEC, evidenziando come advanced interactivity, robustness ed efficiency ridefiniscano le prestazioni nel processo di slitting e rewinding.

2. “Etichette digitali ad alta tecnologia: dal PDF alla spedizione in linea”, a cura di Ettore Colico, Converting Director SEI Laser. Il tema intercetta una delle direzioni più interessanti della produzione digitale. Si parla di Integrazione completa e automazione avanzata con KyoJet (inkjet UV), KlimtJet (digital embellishment) e LabelMaster (fustellatura laser) per un flusso di lavoro digitale in un singolo passaggio.

3. “Configurazione Strategica del Parco Anilox”, a cura di Nicolò Della Torre, Sales Manager SIMEC Group. Partendo da un recente studio sugli anilox circa utilizzo, gestione e criticità in produzione, saranno condivisi trend, risultati e soluzioni adatte a rispondere alle attuali esigenze del mercato.

I LAB rappresentano una componente importante della Conference in quanto permettono ai partecipanti di passare dalla visione generale all’approfondimento tecnico, scegliendo il percorso più vicino ai propri interessi professionali.

Safran
Portolani
Servi-Bonner
Petratto
Mantelli
Colico
Della Torre

PRINT4ALL CONFERENCE

ORE 13:00 PRANZO, NETWORKING E TABLE TOP DEGLI SPONSOR

È uno dei momenti più importanti per trasformare i contenuti della mattinata in confronto diretto. Le aziende presenti hanno l’opportunità di incontrare clienti, partner, fornitori e operatori internazionali, mentre i partecipanti potranno approfondire soluzioni, tecnologie e visioni presentate dagli sponsor. La presenza dei Platinum Sponsor contribuisce a dare concretezza ai temi della Conference, mostrando come concetti come automazione, sostenibilità, integrazione, modularità e Human+Machine si traducano in strategie e soluzioni industriali.

ORE 14:00 IL POMERIGGIO TRA PACKAGING, PERSONE E SOSTENIBILITÀ

Il programma del pomeriggio inizia alle 14:00 con una serie di interventi che spostano progressivamente il focus verso il packaging, la sostenibilità e la dimensione umana del settore.

“Packaging for All: what makes packaging Human?” di Antonella Manenti, Co-founder & Art Director di HENRY & Co.

Nuovi trend, nuovi linguaggi e nuovi bisogni stanno cambiando il modo di progettare il packaging. Dall’accessibilità all’empatia, il design inclusivo diventa uno strumento per creare esperienze più semplici, intuitive e realmente pensate per le persone. Una riflessione su come il packaging contemporaneo evolve per essere più umano, accessibile e universale.

“HEIDELBERG, 20 anni di digitalizzazione”, con Marco Marangoni, amministratore delegato Heidelberg Italia. La digitalizzazione viene qui letta come un percorso di lungo periodo, non come una trasformazione improvvisa. Negli ultimi vent’anni, il settore ha visto evolvere macchine, workflow, servizi, dati, manutenzione, automazione e modelli di relazione con il cliente. Heidelberg porterà una prospettiva che unisce esperienza industriale e visione dell’ecosistema, in linea con il tema Human+Machine.

“Strategia ESG e sostenibilità nella stampa flessografica”, con Lorenzo Faedo, Sales Manager Uteco. La sostenibilità rappresenta uno dei pilastri della strategia di crescita di Uteco. Attraverso l’integrazione dei criteri ESG (Environmental, Social & Governance), l’azienda orienta le proprie decisioni di investimento e sviluppo, promuovendo innovazione tecnologica, efficienza energetica, responsabilità sociale e una governance orientata al cliente.

“The Human side of Printing and Converting”, a cura di Martina Corradi, presidente GWP Italia, e Michela Pibiri, consigliera GWP Italia e Editor-in-Chief PRINTlovers.

La sessione presenta la prima ricerca italiana su inclusione, lavoro e cultura nel settore. Un’analisi integrata tra dinamiche occupazionali e nuove priorità in tema di giovani, inclusione e competenze.

Faedo
Corradi
Pibiri
Manenti
Marangoni

ORE 14:50 I LAB IN SESSIONI

PARALLELE DEL POMERIGGIO

Alle 14:50 si apre la seconda sessione dei tre LAB paralleli.

1 “Combination 4 Success” a cura di Andrea Angeli, OMET Export Sales Manager (in lingua inglese).L'evoluzione del mercato richiede tirature più brevi, maggiore personalizzazione, riduzione degli sprechi e processi produttivi sempre più efficienti. In questo scenario, la combinazione di diverse tecnologie di stampa e converting in un unico passaggio rappresenta una delle principali leve per aumentare flessibilità, produttività e competitività. Il LAB analizza trend, opportunità e applicazioni di questo nuovo approccio produttivo.

2 “Dall’efficienza alla trasformazione: il ruolo dell’inkjet Canon nel nuovo modello di business della stampa”, a cura di Paolo Organo, Marketing Manager Canon Italia. Il titolo segnala un passaggio importante: l’inkjet non viene interpretato solo come tecnologia di stampa, ma come leva per ripensare modelli produttivi, servizi e opportunità di mercato.

3 “Oltre la stampa: come il digitale reinventa l’abbellimento del packaging”, con Riccardo Giambattista e Gianluca Maini di Ecosystem. L’abbellimento del prodotto stampato — vernici selettive lucide e opache, effetti foil, rilievi tattili, stampa Braille — è da sempre una lavorazione separata, costosa e difficile da integrare nei flussi digitali. La tecnologia inkjet sta cambiando questa logica in modo radicale. La sessione esplora le sfide tecniche e operative dell’abbellimento digitale su foglio e bobina: dalla gestione del registro e dello squadro in post-stampa alla compatibilità con le diverse vernici UV, dal ruolo dell’Intelligenza Artificiale nella compensazione automatica dell’immagine alla progettazione di sistemi modulari adatti alla produzione industriale reale.

La nuova geografia del potere. Tecnologia, demografia e geopolitica: le forze che stanno ridisegnando il futuro dell’industria

La competizione tra Stati Uniti e Cina, la centralità dell’Asia nelle catene del valore, la corsa alle tecnologie strategiche e le sfide demografiche europee stanno ridisegnando gli equilibri economici e industriali globali. Attraverso una lettura delle principali trasformazioni geopolitiche e tecnologiche in corso, Alessandro Aresu offre una chiave di interpretazione dei cambiamenti che influenzeranno la competitività dell’industria nei prossimi decenni. Uno sguardo oltre l’attualità per aiutare imprenditori e manager a comprendere e anticipare i nuovi scenari della manifattura globale.

ORE 16:15 CONCLUSIONI E WRAP UP FINALE

Il momento per ricomporre le molte traiettorie emerse nel corso della Conference: intelligenza artificiale, automazione, sostenibilità, packaging inclusivo, dati, finishing, nuovi materiali, internazionalizzazione, competenze e scenari normativi.

La forza di Print4All Conference sta proprio nella capacità di tenere insieme questi livelli. Non offre una sola risposta, ma costruisce una mappa. E in una fase di trasformazione come quella attuale, una mappa condivisa può essere più utile di una previsione isolata.

Angeli
Giambattista
Organo
Aresu
Maini

PRINT4ALL CONFERENCE

VERSO

PRINT4ALL 2027: COSTRUIRE OGGI LA COMPETITIVITÀ DI DOMANI

Print4All Conference 2026 guarda a Print4All 2027, identificandosi nel suo ruolo più ampio: aiutare il settore a riconoscere le priorità su cui si giocherà la competitività dei prossimi anni. Il corrugated, spinto da e-commerce, logistica, sostenibilità e nuove possibilità di personalizzazione grafica, continuerà a evolvere. Il converting sarà sempre più integrato con printing e finishing in linee produttive orientate a efficienza e riduzione degli scarti. Il package printing resterà uno dei segmenti più dinamici, anche grazie al ruolo crescente della stampa nella tracciabilità, nella sicurezza, nell’interazione e nella sostenibilità del prodotto. Il wide format continuerà ad ampliare i propri confini, dialogando con design, architettura, retail e ambienti esperienziali. I nuovi materiali imporranno un ripensamento delle tecnologie in chiave di economia circolare.

Tutte queste traiettorie convergono in un futuro in cui il settore sarà sempre più integrato, intelligente e sostenibile. Ma sarà anche profondamente umano, perché richiederà competenze, responsabilità, creatività e capacità di decidere.

UNA CONFERENCE INTERNAZIONALE

Un altro elemento distintivo dell’edizione 2026 è la dimensione internazionale. Anche quest’anno, il supporto di Agenzia ICE contribuisce a rafforzare l’apertura verso i mercati esteri, favorendo la partecipazione di una delegazione internazionale composta da operatori professionali provenienti da oltre trenta Paesi tra Europa, Medio Oriente, Nord Africa e Stati Uniti. Per il Made in Italy delle tecnologie per la stampa e il converting, questa presenza rappresenta un’opportunità significativa. Significa portare le competenze italiane in un dialogo globale, intercettare nuovi mercati, valorizzare l’export e confrontarsi con scenari competitivi sempre più ampi.

È questo il significato più profondo di “Humans Print the World”, una dichiarazione di identità dove dietro ogni macchina, ogni processo, ogni imballaggio, ogni superficie stampata ci sono persone che progettano, scelgono, innovano e costruiscono valore.

Print4All Conference 2026 offre alla filiera l’occasione per riconoscersi in questa identità e trasformarla in una direzione condivisa dove il futuro della stampa e del converting non sarà scritto solo dalle tecnologie, ma dal modo in cui le persone sapranno usarle per dare forma al mondo.

Ancora una volta, tutti i colori LUXORO che definiscono il presente e anticipano il futuro, riuniti in un unico catalogo iconico.
luxoro.it

ILPOLIGRAFICO 233 • 26

Dalle dimostrazioni viste a Labelexpo Europe 2025 alle applicazioni industriali per PET, HDPE e vetro: le nuove generazioni di materiali autoadesivi lavabili stanno ridefinendo il rapporto tra etichetta, contenitore e riciclabilità. Per converter e stampatori, la sfida è progettare etichette compatibili con il fine vita del packaging.

Etichette wash-off

il materiale che agevola il riciclo del packaging

A Labelexpo Europe 2025 uno dei messaggi più concreti sul futuro dell’etichetta non arrivava da un effetto speciale ma da un contenitore immerso in acqua. Diversi fornitori di materiali autoadesivi hanno infatti mostrato in fiera, con dimostrazioni pratiche, etichette capaci di staccarsi dal packaging durante il lavaggio senza rilasciare residui visibili o contaminanti. Il risultato, volutamente semplice e immediato, era un’acqua limpida e un contenitore pronto a entrare in modo più efficiente nel processo di riciclo o riuso. Dietro questa apparente semplicità si trova una delle evoluzioni tecniche più rilevanti per il settore label: le etichette wash-off, o più precisamente i materiali autoadesivi wash-off, progettati per separarsi dal contenitore in condizioni controllate di lavaggio, riducendo la contaminazione dei flussi di riciclo e migliorando la qualità della materia seconda.

L’etichetta diventa a tutti gli effetti un componente del packaging che deve essere valutato anche in base al suo comportamento a fine vita. Deve aderire correttamente durante l’uso, resistere a condizioni reali di distribuzione e consumo, ma separarsi nel momento giusto, nel modo giusto e nel flusso corretto.

Cosa sono le etichette wash-off

Con il termine wash-off si indicano etichette autoadesive progettate per essere rimosse dal contenitore durante un processo di lavaggio, generalmente in acqua calda, spesso con soluzione alcalina o detergente, a seconda del materiale e del ciclo industriale. Nel caso del riciclo del PET, durante la fase di lavaggio, l’etichetta deve staccarsi dal contenitore o dalle scaglie, mentre l’adesivo deve restare preferibilmente solidale al frontale dell’etichetta, senza disperdersi nel bagno di lavaggio e senza rimanere sul PET. In un sistema ben progettato, la differenza di densità tra i materiali consente poi la separazione: le scaglie di PET tendono ad affondare, mentre l’etichetta, se realizzata con frontali adeguati, può galleggiare ed essere rimossa.

Nel vetro riutilizzabile, invece, la priorità è diversa: l’etichetta deve garantire una buona tenuta durante il ciclo di vita della bottiglia, anche in condizioni di umidità, refrigerazione o immersione in ghiaccio, ma deve poi rimuoversi nel lavaggio industriale, consentendo il riuso del contenitore senza residui adesivi o frammenti di carta.

Per HDPE e altri contenitori plastici, il tema è ancora differente: occorre evitare che carta, fibre, adesivi, inchiostri o coating interferiscano con le fasi di lavaggio, macinazione, flottazione e successiva rigenerazione del materiale.

Tutte queste variabili rendono il wash-off dipendente dall’intero processo di produzione e applicazione dell’etichetta: frontale, adesivo, liner, inchiostri, vernici, nobilitazioni, area di copertura, processo di applicazione, materiale del contenitore e condizioni reali del ciclo di riciclo.

Dimostrazione delle prestazioni dei materiali per etichette wash-off di UPM presso lo stand dell’azienda a Labelexpo Europe 2025

Perché il wash-off è diventato centrale

La crescita delle soluzioni wash-off può essere ricondotta a tre fattori principali che caratterizzano il mercato del labeling.

Il primo è regolatorio. Il nuovo scenario europeo del packaging, guidato dal PPWR e dalle linee guida di design for recycling, spinge tutti i componenti dell’imballaggio verso una maggiore compatibilità con il riciclo e con il riuso. L’etichetta, anche se spesso rappresenta una quota ridotta in peso rispetto al contenitore, può compromettere la qualità del riciclato se non progettata correttamente.

Il secondo fattore è industriale. I riciclatori chiedono flussi più puliti, meno contaminanti e materiali più facilmente separabili. Un’etichetta che non si rimuove, che rilascia adesivo, che colora l’acqua di lavaggio o che lascia residui sulle scaglie può ridurre la resa del processo e peggiorare la qualità del rPET, dell’rHDPE o del vetro riutilizzato.

Il terzo fattore è di mercato. Brand owner e retailer chiedono packaging più riciclabili, ma non sono disposti a rinunciare a qualità estetica, performance a scaffale, trasparenza, resistenza all’umidità o possibilità di differenziazione. Da qui nasce la necessità di soluzioni che concilino prestazioni applicative e comportamento virtuoso nel fine vita.

Non basta che l’etichetta si stacchi

Dal punto di vista tecnico una soluzione wash-off non può essere valutata solo osservando se l’etichetta si stacca. Una vera etichetta compatibile con il riciclo deve rispondere a più requisiti.

L’adesivo deve perdere adesione nelle condizioni previste dal processo di lavaggio, ma deve farlo senza dissolversi in modo problematico generando criticità durante il bagno. Il frontale deve separarsi correttamente dal contenitore o dalle scaglie. Gli inchiostri non devono sanguinare o migrare nell’acqua in modo da contaminarla. Vernici, primer, coating e nobilitazioni devono essere compatibili con il test di riciclabilità. Il sistema deve essere stabile durante conversione, stampa, fustel-

latura, spellicolatura, applicazione e utilizzo finale. Un materiale può funzionare bene in laboratorio, ma creare criticità in macchina da stampa o durante il processo di applicazione automatica. Oppure può garantire un’ottima rimovibilità, ma non offrire la resistenza richiesta in cella frigorifera, se posta nel secchiello del ghiaccio, nella logistica o nel contatto con detergenti e oli.

Per questo motivo le etichette wash-off vanno considerate come strutture ingegnerizzate e non come una semplice variante “green” di un materiale tradizionale.

PET: il caso più sensibile

Il PET è probabilmente il campo in cui la progettazione dell’etichetta wash-off ha assunto il valore tecnico più evidente. Nel riciclo bottle-to-bottle, la purezza del flusso è essenziale. Qualsiasi contaminazione da adesivi, fibre, inchiostri, materiali incompatibili o frammenti non separati può incidere sulla qualità ottica e meccanica del rPET.

In questo contesto, le soluzioni più evolute mirano a ottenere una separazione pulita in lavaggio alcalino caldo. L’etichetta deve distaccarsi, l’adesivo deve rimanere con l’etichetta e le scaglie PET devono restare il più possibile prive di residui.

La scelta del frontale è fondamentale: i film poliolefinici, come PP o PE, possono offrire vantaggi in fase di flottazione per la loro densità inferiore rispetto al PET. In altri casi si utilizzano strutture specifiche progettate per rispondere ai protocolli di riciclabilità. Anche i frontali trasparenti richiedono particolare attenzione: un’etichetta no-label look su PET deve garantire estetica, adesione e trasparenza, ma senza compromettere la separazione nel riciclo.

Per lo stampatore, la variabile critica è che il comportamento del materiale non dipende solo dal supporto scelto a catalogo. Dipende anche da quanto inchiostro viene depositato, dal tipo di reticolazione, dalle vernici impiegate, dalla copertura dell’etichetta sul contenitore e dall’eventuale presenza di lamina, foil, bianco coprente o coating protettivi.

Vetro: riuso, lavaggio e resistenza in condizioni umide

Nel vetro il tema wash-off assume una connotazione diversa. Qui l’obiettivo può essere il riciclo, ma sempre più spesso è il riuso del contenitore. Bottiglie per vino, spirits, birra artigianale, acqua minerale, soft drink e cosmetica premium richiedono etichette capaci di resistere all’umidità, alla refrigerazione e alla permanenza in secchiello del ghiaccio, ma anche di essere rimosse in modo efficiente nel lavaggio industriale.

La complessità è evidente: l’etichetta deve aderire molto bene quando serve al brand e al consumatore, ma deve “arrendersi” quando entra nel ciclo di lavaggio. Deve garantire tenuta, planarità, qualità visiva e tattilità, ma non deve trasformarsi in un contaminante.

Nel segmento wine & spirits questo equilibrio è particolarmente delicato. Le carte premium, le texture naturali, le vergature, le finiture tattili e le nobilitazioni sono parte integrante dell’identità del prodotto. Le soluzioni wash-off per vetro devono quindi conciliare estetica di alto livello e rimovibilità controllata. È una delle aree in cui il dialogo tra cartiere, produttori di adesivi, converter e brand owner diventa più importante.

HDPE e contenitori rigidi:

il problema delle fibre e dell’adesivo

Nei contenitori HDPE, tipici di detergenza, personal care, home care e alcuni prodotti alimentari, la compatibilità dell’etichetta con il riciclo passa dalla capacità di non introdurre contaminanti nel flusso.

Le etichette in carta possono generare rilascio di fibre, mentre adesivi non adeguati possono rimanere sul contenitore o sulle scaglie. Per questo molte linee guida privilegiano strutture filmiche compatibili e adesivi sviluppati per separarsi o rimanere controllati durante il lavaggio. Il converter deve quindi valutare attentamente il compromesso tra costo, estetica, riciclabilità, velocità di applicazione e resistenza in uso. Nel mercato home & personal care, dove sono frequenti superfici curve, flaconi squeezable, esposizione ad acqua e detergenti, la scelta del materiale non può essere lasciata alla sola logica commerciale.

Il ruolo degli standard: APR, EPBP e RecyClass

Guidano lo sviluppo delle etichette wash-off sono anche protocolli e linee guida tecniche elaborati da organismi come APR, EPBP e RecyClass.

Le logiche consistono nel valutare se l’etichetta e l’adesivo siano compatibili con il flusso di riciclo del contenitore, verificando separazione, residui, contaminazione, comportamento degli inchiostri, qualità delle scaglie e impatto sul materiale rigenerato. Per i converter, il riferimento a questi standard è fondamentale. Non basta indicare che un materiale è “washoff” o “riciclabile”: occorre capire rispetto a quale protocollo, per quale contenitore, in quali condizioni di test e con quale configurazione stampata. Una stessa etichetta può essere adeguata per un’applicazione e non per un’altra. Un adesivo può funzionare su PET, ma non essere la scelta migliore per vetro riutilizzabile. Una carta può essere perfetta per una bottiglia premium, ma non idonea per un flusso HDPE. La competenza tecnica sta nel collegare materiale, processo e destinazione d’uso.

La sfida per i converter

L’affermazione delle etichette wash-off modifica il lavoro del converter in diverse aree di competenza: Consulenza al cliente: oltre a proporre un supporto in base a estetica e costo, il fornitore di etichette è tenuto a informarsi sul contenitore, sul materiale, sul mercato di destinazione, sul ciclo di riciclo o riuso previsto e sulle eventuali certificazioni richieste.

Prestampa: coperture colore elevate, bianchi coprenti, metallizzazioni, foil e vernici devono essere valutati anche rispetto al comportamento in lavaggio. La resa visiva a scaffale resta importante, ma non può compromettere la separazione o generare contaminazione.

La tecnologia di stampa: flexo UV, flexo water-based, offset, digitale toner o inkjet possono dare risultati differenti in termini di adesione dell’inchiostro, resistenza chimica, bleeding e compatibilità con i test. Occorre validare la combinazione materiale-inchiostro-processo.

Finishing: laminazioni, vernici protettive, rilievi e nobilitazioni possono modificare densità, rigidità, bagnabilità e comportamento dell’etichetta.

Controllo qualità. Le prove interne e le validazioni con fornitori diventano sempre più importanti. Per applicazioni critiche, il converter dovrebbe prevedere test di adesione, immersione, resistenza all’umidità, lavaggio simulato, verifica del rilascio di inchiostro e controllo dei residui.

La diffusione delle soluzioni wash-off conferma la maturazione del mercato delle etichette, dove la sostenibilità deve tradursi in prestazioni misurabili. Per i converter significa acquisire nuove competenze su materiali, adesivi e processi, offrendo ai brand owner un ruolo sempre più consulenziale. In un packaging davvero circolare, anche la capacità dell’etichetta di separarsi correttamente e lasciare pulito il materiale da riciclare diventa parte essenziale del suo valore.

Cosa offre il mercato

UPM Adhesive

Materials: wash-off per PET, HDPE e vetro

Tra i protagonisti del tema wash-off a Labelexpo Europe 2025, UPM Adhesive Materials aveva dato particolare evidenza alle proprie soluzioni per il riciclo e il riuso dei contenitori. Le dimostrazioni viste in fiera mostravano il comportamento delle etichette su HDPE, vetro e PET, rendendo tangibile il concetto di separazione pulita. La gamma UPM Raflatac Wash-off si basa su materiali pensati per agevolare il riciclo del packaging, con soluzioni filmiche chiare, bianche e metallizzate abbinate all’adesivo RW85C. L’azienda propone anche etichette wash-off in carta capaci di separarsi dai flussi PET e HDPE. Per i converter, l’interesse di queste soluzioni sta nella possibilità di coprire più esigenze applicative: PET trasparente o decorato, flaconi HDPE, contenitori in vetro e applicazioni in cui la combinazione tra resa estetica e compatibilità con il riciclo diventa parte del capitolato tecnico. Il punto chiave è la progettazione di un sistema etichetta che, pur garantendo performance durante l’uso, sia in grado di separarsi in modo controllato nelle condizioni del riciclo. Questo richiede una valutazione non solo del materiale grezzo, ma anche del processo di stampa e trasformazione adottato dal converter.

Avery Dennison: CleanFlake, CleanFiber e CleanGlass

Avery Dennison lavora da tempo sul concetto di separazione pulita, con tecnologie riconducibili alla piattaforma AD CleanFlake, sviluppata per favorire il riciclo degli imballaggi rigidi in plastica. A Labelexpo Europe 2025 l’azienda mostrava in azione soluzioni come CleanFlake e CleanFiber, rendendo visibile il distacco dell’etichetta durante il processo di riciclo.

AD CleanFlake è pensata per aiutare la separazione dell’etichetta dal contenitore in fase di lavaggio, riducendo la contaminazione del flusso. Il concetto è particolarmente rilevante per PET e HDPE, dove la qualità del riciclato dipende dalla capacità di rimuovere componenti estranei.

Accanto a CleanFlake, Avery Dennison ha sviluppato anche soluzioni per il vetro, tra cui l’area CleanGlass, orientata alla rimozione pulita delle etichette nei processi di lavaggio delle bottiglie. L’estensione del portafoglio con opzioni filmiche bianche conferma l’attenzione verso applicazioni in cui il brand richiede una resa estetica elevata senza rinunciare alla riciclabilità o al riuso. Per lo stampatore di etichette, l’aspetto rilevante è che queste tecnologie vanno gestite come sistemi completi. La compatibilità del frontale e dell’adesivo deve essere preservata dalle scelte di prestampa, inchiostrazione e finitura. Una vernice non idonea, una copertura eccessiva di inchiostro o una nobilitazione non testata possono modificare il comportamento del materiale nel lavaggio.

Fedrigoni

Self-Adhesives: wash-off anche per il vetro

premium

Fedrigoni Self-Adhesives ha rafforzato la propria offerta nell’area wash-off con soluzioni dedicate in particolare ai mercati beverage, wine, spirits, craft beer, home and personal care, food e logistics. Un’attenzione specifica è stata rivolta al vetro, dove la combinazione tra estetica premium e riuso del contenitore è sempre più strategica.

Tra le soluzioni presentate sul mercato figura una struttura con adesivo wash-off FW8000 e frontale Sorolla H+O WS, pensata per bottiglie in vetro nei segmenti vino, spirits e birra artigianale. Il sistema nasce per mantenere la tenuta in condizioni difficili, come refrigerazione e secchiello del ghiaccio, consentendo però la rimozione pulita durante il lavaggio. Per il mondo del label converting, questo approccio è particolarmente interessante perché dimostra come il washoff non sia confinato all’etichetta funzionale o commodity, ma possa entrare anche nei segmenti di fascia alta. La sostenibilità, in questo caso, non si traduce in una semplificazione estetica, ma in una progettazione più sofisticata del sistema carta-adesivo-stampa.

Coveris: wash-off per PET e separazione per densità

Coveris propone wash-off labels per il riciclo PET, con etichette disponibili in PE, PP e alcuni substrati cartacei selezionati. Il principio tecnico dichiarato è quello di un adesivo che si disattiva durante il processo di riciclo, permettendo la separazione del materiale etichetta dal PET. Nel processo di lavaggio, l’etichetta galleggia mentre le scaglie PET pulite affondano, favorendo il recupero del PET per la produzione di rPET. È un esempio chiaro di come la progettazione debba tenere insieme chimica dell’adesivo, densità del frontale e dinamica del processo industriale.

Per chi stampa etichette, questo tipo di soluzione richiede particolare attenzione agli inchiostri. Se l’etichetta deve galleggiare e separarsi, il film stampato non deve rilasciare componenti che possano colorare l’acqua o contaminare le scaglie. La scelta del sistema di stampa, della vernice e della reticolazione resta quindi parte integrante della prestazione finale.

Lintec: monomateriali e riciclabilità del PET

Lintec porta l’attenzione su materiali per etichette sviluppati con resine PET riciclate post-consumo e su soluzioni monomateriale progettate per allinearsi ai contenitori PET, facilitando la riciclabilità.

In questo caso il focus non è soltanto il distacco in lavaggio, ma anche la coerenza del materiale etichetta con il contenitore e la riduzione della discontinuità nel flusso. La logica monomateriale può rappresentare un’alternativa in applicazioni dove il sistema complessivo viene progettato per minimizzare materiali incompatibili. Per il converter, queste soluzioni

aprono un campo diverso rispetto al wash-off tradizionale: non sempre la strategia migliore è rimuovere l’etichetta; in alcuni casi può essere preferibile progettare una struttura che risulti più compatibile con il flusso di riciclo. La scelta dipende dal contenitore, dal mercato, dal processo di riciclo previsto e dalle indicazioni del brand owner.

HERMA: adesivi lavabili per riuso e riciclo

HERMA propone da tempo adesivi wash-off per diverse applicazioni, dai contenitori riutilizzabili per logistica e ortofrutta fino ai sistemi pensati per il riciclo di bottiglie e packaging plastici. La logica è quella di adesivi sensibili alle condizioni di lavaggio, in grado di garantire adesione durante l’utilizzo e rimozione nel processo previsto. Nel caso delle cassette riutilizzabili, dei tray e dei contenitori logistici, il lavaggio può avvenire con acqua, pressione e detergenti. In questi contesti l’etichetta deve staccarsi in modo affidabile per permettere la rilabelizzazione e il riutilizzo del contenitore. Per i contenitori plastici destinati al riciclo, invece, gli adesivi devono comportarsi correttamente in lavaggio alcalino caldo, evitando residui sulle scaglie.

Tra gli adesivi citati da HERMA rientrano soluzioni come 62P per contenitori riutilizzabili e adesivi come 72Hpw e 62Rpw per applicazioni orientate al riciclo in lavaggio caldo

alcalino. Per i converter, il valore di queste tecnologie sta nella possibilità di selezionare adesivi specifici in funzione del processo reale, evitando approcci generici.

Beontag: wash-off

e adesivi semi-permanenti per HDPE e vetro

Beontag indicava tra le proprie innovazioni presentate a Labelexpo Europe 2025 anche soluzioni washoff e adesivi acrilici semi-permanenti progettati per offrire buon tack iniziale e prestazioni di rimozione su superfici HDPE e vetro. Questa direzione è significativa perché mette in evidenza una delle sfide più complesse del wash-off: l’adesivo deve essere sufficientemente performante per assicurare applicazione stabile, soprattutto su superfici curve o materiali a bassa energia superficiale, ma deve anche rispondere in modo prevedibile alle condizioni di lavaggio. La combinazione tra adesione iniziale, removibilità industriale e compatibilità con il riciclo è uno dei punti su cui i fornitori di materiali stanno lavorando di più. Per gli stampatori, questo significa avere a disposizione soluzioni più mirate, ma anche dover comprendere meglio il profilo applicativo del cliente finale.

STAMPA DIGITALE

GRAFICA METELLIANA punta su HP Indigo 18K e 6K+ per continuare a crescere {

Una storia imprenditoriale nata

trent'anni fa a Cava de' Tirreni, nel Salernitano, oggi si traduce in un’eccellenza che copre l'intera filiera della comunicazione stampata. Due recenti investimenti in sistemi HP

Indigo di ultima generazione – 18K per la stampa commerciale e 6K+ per le etichette – segnano l'ultimo capitolo di un’innovazione tecnologica continua

La storia di Grafica Metelliana comincia nel 1990, quando Gerardo Di Agostino, allora venticinquenne con una formazione che proviene «dalla tipografia a mano, con i caratteri mobili» – come racconta con fierezza –, decide di avviare l'impresa insieme a due soci. Il nome richiama direttamente il territorio: la Valle Metelliana è l'appellativo storico di Cava de' Tirreni, città campana con radici nell'alto Medioevo. L'inizio è quello di molte grandi storie imprenditoriali del Sud Italia: un garage, macchinari di seconda mano e tanta audacia.

Ma la differenza rispetto alla concorrenza locale è subito chiara: Grafica Metelliana è tra le prime realtà della provincia di Salerno ad adottare il Mac per la progettazione grafica: «con una grafica innovativa rispetto alla vecchia tipografia riuscivamo ad attrarre molti clienti» aggiunge Gerardo Di Agostino

Una crescita esponenziale

Il salto di qualità arriva in successione rapida: nel 1991 entra la prima offset usata formato 35x50, poi una 70x100 monocromatica, nel 1994 la prima Heidelberg GTO e gradualmente crescono dipendenti, spazi e commesse. A fine anni ‘90 l'azienda è già troppo grande per i locali originari. Si costruisce una struttura prefabbricata nel terreno adiacente, si installa nel 1999 la prima Heidelberg Speedmaster 7000 di nuova generazione. Nel 2002 arriva l'acquisto del capannone da 2.000 metri quadri, nel 2008 l'acquisto del terreno a Mercato San Severino – 12.000 mq – dove nel 2014 si trasferisce definitivamente la sede attuale, con 4.000 mq destinati alla produzione e 1.000 agli uffici.

Diversificare e specializzarsi

La crisi economica del 2008-2010 è lo spartiacque che spinge Grafica Metelliana verso una riflessione strategica profonda. La stampa commerciale ed editoriale mostra qualche segno di contrazione.

«Abbiamo iniziato a pensare di diversificare orientandoci alla cartotecnica», spiega Gerardo. L'ingresso nel mondo degli astucci e delle confezioni avviene tra il 2011 e il 2012, in parallelo con la costruzione del nuovo stabilimento.

Nel 2014, poco prima del trasferimento nella nuova sede, arriva anche l'acquisizione di un ramo d'azienda specializzato nella stampa digitale di grande formato, realtà che viene completamente rilevata solo 4 anni dopo. Oggi il reparto wide format di Grafica Metelliana genera circa 200.000 euro di fatturato annuo e si occupa principalmente di visual per retail e franchising, allestimenti di vetrine e spazi espositivi, fino ai musei. Il quadro attuale dell'azienda salernitana è quello di un operatore con un fatturato complessivo intorno ai 12 milioni di euro annui, articolato in modo quasi paritetico tra stampa commerciale e editoriale (circa il 50%), cartotecnica e packaging (circa il 40%) e wide format (circa il 10%). Libri d'arte, cartonati di pregio, packaging per brand del largo consumo, allestimenti per punti vendita: un'offerta che Gerardo e il figlio Ciro – entrato in azienda a inizio 2021 – definiscono loro mission descrivendosi così: «Non ci riteniamo stampatori, ma ci poniamo nei confronti del mercato come fornitori di tutto ciò che è comunicazione fisica e cartacea».

Hp Indigo 6K

HP Indigo, una scelta di qualità confermata nel tempo

Il primo sistema di stampa digitale entra in azienda nel 2007: una HP Indigo 5000. La scelta, all'epoca, non è scontata. «Abbiamo valutato anche sistemi di altri fornitori», ricorda Gerardo. «Ma avendo puntato su un’offerta di alta qualità, abbiamo ritenuto che HP Indigo fosse superiore alle altre opzioni disponibili sul mercato.

La tecnologia LEP, molto vicina alla offset, ci ha permesso nel tempo di soddisfare le esigenze dei nostri clienti». Una valutazione che si rivelerà strutturale: da quel momento in poi, ogni upgrade digitale in Grafica Metelliana porta il marchio HP Indigo.

«Circa sei anni fa è arrivata la 12K, e all'inizio del 2026 abbiamo installato la nuova HP Indigo 18K. I motivi del passaggio sono legati a una valutazione pragmatica: maggiore produttività, più stabilità e una ancora migliore stabilità, soprattutto sui fondi chiari e sulle gradazioni di grigio», spiega Ciro Di Agostino. La scelta della 18K non è solo un aggiornamento tecnologico ma rappresenta anche l'apertura a nuove possibilità qualitative. «Stiamo sperimentando l'utilizzo del bianco e dell'esacromia in sostituzione della quadricromia standard», aggiunge Ciro. «La HP Indigo 18K ci permette di strutturare un flusso più efficiente per valorizzare queste possibilità».

Tecnologia digitale come strumento di produzione

Uno degli aspetti più significativi del modello produttivo di Grafica Metelliana è la visione con cui il digitale è integrato nel flusso di lavoro complessivo. Non esiste, in questa azienda, la separazione tra "reparto digitale" e "reparto offset" che spesso caratterizza le tipografie più tradizionali.

«Per noi la macchina da stampa digitale è uno strumento di produzione al pari delle offset» afferma Ciro con decisione. «Per ogni richiesta di preventivo si valuta il break-

even tra le due tecnologie indirizzando la stampa sul sistema più efficiente rispetto ai dettagli della commessa. I nostri clienti devono ricevere in ogni caso uno stampato di qualità indipendentemente dall’output e la tecnologia HP Indigo in questo senso è una garanzia». Un approccio industriale reso possibile anche dall'investimento in un gestionale in grado di ottimizzare i flussi di stampa e di integrare l’intera produzione: stesso software di prestampa, stesso flusso organizzativo e stesse persone. «Anche sul fronte del personale puntiamo sulla flessibilità senza creare specializzazioni rigide che non agevolano la produttività».

Etichette: salto verso la filiera completa Il capitolo più recente – e forse il più ambizioso – della storia di Grafica Metelliana è l'ingresso nel mercato delle etichette adesive. Un investimento complessivo di circa 5 milioni di euro che include una linea flessografica per le grandi tirature e, come cuore tecnologico del reparto digitale, un sistema HP Indigo 6K+. «Abbiamo scelto di non acquistare una macchina offset per le etichette» spiega Gerardo, specificando che 6K Plus, in quest'ottica, sarà utilizzata al posto della tecnologia offset per le tirature medie e brevi, per i supporti naturali di alto valore, per i lavori che richiedono qualità cromatica superiore con il valore aggiunto delle flessibilità di personalizzazione. «L'ingresso nel mercato delle etichette completa un'offerta che include l’intero ambito della polibra», dice Gerardo, usando il termine che sintetizza l'insieme delle lavorazioni su carta e cartone per i settori commerciale, editoriale, cartotecnica, packaging, wide format, con un valore aggiunto della consulenza. «Se un cliente ha bisogno che uno stesso colore identificativo del suo brand sia coerente su una brochure, su un astuccio e su un'etichetta», spiega Gerardo, «siamo in grado di consigliare i supporti e le tecnologie giuste» Una competenza trasversale, costruita nel tempo, che oggi permette all'azienda di garantire coerenza cromatica su tecnologie e supporti diversi.

Persone, formazione e futuro

L'azienda conta oggi oltre 50 dipendenti e affronta il tema del ricambio generazionale puntando sulla formazione interna: negli ultimi tre anni sono stati inseriti nell’organico 21 under 30, con l'obiettivo di costruire competenze specializzate difficili da reperire sul mercato. Una scelta consapevole, che in un'epoca in cui l'intelligenza artificiale ridisegna i processi produttivi diventa anche una visione: investire sulle persone, tenerle sul territorio, renderle flessibili e a proprio agio con tecnologie in continua evoluzione. «Una delle sfide più complesse», conclude Gerardo, «è stata cambiare gradualmente la mentalità dei collaboratori». Un approccio che racconta trent'anni di storia: dal garage al capannone di cinquemila metri quadri, con due sistemi HP Indigo di ultima generazione e la voglia di non smettere di reinventarsi.

Gerardo Di Agostino, fondatore e Ceo di Grafica Metelliana, e Ciro Di Agostino, seconda generazione ai vertici dell’azienda campana

Hp Indigo 18K

Materiali flessibili per la stampa digitale di grande formato

A FESPA Global Print Expo 2026 il mercato dei supporti per wide format mantiene i trend in corso e alza l’asticella. Dopo la forte spinta del 2025 su PVC-free, bio-based, tessili riciclati e materiali più facili da posare e rimuovere, il tema centrale diventa oggi l’integrazione tra supporto, processo produttivo, installazione, durata e fine vita.

Nel mondo della stampa di grande formato, saper stampare, applicare, manutenere e dismettere un materiale in modo ripetibile e sostenibile sta diventando un fattore competitivo importante quanto la produttività dei sistemi di stampa. Il passaggio dal PVC a film alternativi, carte tecniche, supporti tessili riciclati o nonwoven resta centrale, ma da solo non basta più a determinare l'evoluzione del mercato. Le novità viste a FESPA Global Print Expo 2026 e negli eventi correlati confermano una tendenza già emersa nel 2025: il supporto flessibile va valutato sempre più come un sistema tecnico, fatto di facestock, coating, adesivo, liner, compatibilità con gli inchiostri UV, Latex, eco-solvent e sublimazione, comportamento in finitura, facilità di posa e rimozione. Per stampatori e converter questo cambio di prospettiva è determinante, perché il costo reale di un materiale non coincide con il prezzo al metro quadro. Incidono gli scarti, i tempi di installazione, il rischio di dover ristampare, la stabilità dimensionale, la pulizia della rimozione e la possibilità di proporre al cliente finale una soluzione documentabile sul piano ambientale.

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Dal 2025 al 2026: continuità, ma con un cambio di maturità

Il 2025 era stato l'anno della grande accelerazione sui materiali alternativi: film autoadesivi non-PVC, supporti bio-based, materiali tecnici in poliestere riciclato, nonwoven per la decorazione delle pareti, materiali funzionali per vetri, controllo solare e protezione vernice. Il 2026 rafforza questa tendenza.

Il punto centrale non è più soltanto se un supporto sia PVC-free, ma se funzioni nel processo produttivo, con la tecnologia di stampa, il finishing e le condizioni reali di installazione. Le nuove piattaforme presentate a FESPA 2026, dalle soluzioni Latex alle più recenti eco-solvent per signage, spingono ulteriormente in questa direzione: macchine più produttive e stabili che richiedono materiali altrettanto controllabili. Un supporto sostenibile ma instabile in asciugatura, difficile da profilare o problematico in laminazione, rischia di generare più scarti di quanti ne prometta di eliminare.

Film autoadesivi:

sostenibilità, posa e rimozione

Nel mondo dei film autoadesivi il tema dominante resta la riduzione del PVC, ma con un'attenzione sempre più forte alla gestione della posa. 3M rappresenta questa evoluzione con Envision Print Film PL50mC, un film di nuova generazione con quota bio-based dichiarata e adesivo ultra-rimovibile privo di solventi: le tecnologie Comply e Controltac rispondono alla richiesta degli applicatori di ridurre bolle, errori, tempi di posa e rischi in fase di rimozione. Il punto non è solo ambientale, ma anche economico: un materiale che si applica e si rimuove più facilmente riduce il costo totale della commessa.

Anche ORAFOL conferma il peso crescente della processabilità: con ORACAL 970RA+ e le varianti ProSlide, il car wrapping e il color change si spostano verso soluzioni più facili da riposizionare, mentre ORAJET 3164 High Opacity e ORAJET 3162 High Opacity Removable rispondono all'esigenza tipica del retail e delle campagne temporanee di coprire vecchie grafiche o superfici difficili con un solo passaggio, riducendo tempi e preparazioni. L'opacità elevata diventa così una leva di efficienza, non solo una caratteristica visiva. Avery Dennison, con DOL 7460, porta l'attenzione sulla laminazione. Un overlaminate privo di PVC e di solventi, in poliuretano, pensato anche per il wrapping stampato che dimostra che la sostenibilità del film non può essere separata da quella dello strato protettivo: la laminazione fa parte del sistema, protegge, stabilizza e contribuisce alla performance ambientale complessiva. Metamark, società parte di UPM Raflatac, consolida la propria offerta su gamme prive di PVC, ftalati e cloro, con attenzione alla conformità REACH e RoHS e alla

riciclabilità attraverso il programma MetaStream. La tecnologia MetaScape, basata su microcanali per facilitare l'installazione, conferma che il valore non sta solo nella composizione del film, ma nella sua applicabilità – così come le soluzioni high-tack per superfici difficili come PP, PE e ABS, sempre più richieste per applicazione di interior, visual merchandising e applicazioni su plastiche tecniche. In fiera l’azienda ha lanciato anche una nuova formulazione di MetaCast MDC XR Cast Printable Vehicle Wrap Film con l’XR Adhesive System.

Neschen conferma un'altra linea di tendenza, quella del supporto adesivo facile da posare, riposizionabile e integrato con il finishing. Le soluzioni PP prive di PVC e la tecnologia Easy Dot, basata su adesivo a punti, rispondono alle esigenze di campagne indoor, retail e promozioni temporanee dove la rapidità di installazione è decisiva, mentre la collaborazione con ATP su adesivi a base acqua e privi di solventi rafforza una visione integrata, in cui materiale, adesivo, laminazione e montaggio lavorano insieme.

Window graphics, perforati e film funzionali

Nel segmento delle grafiche per vetro, Contra Vision Advance resta un caso significativo. Il passaggio a un perforato privo di PVC su base PET non è solo un esercizio di sostituzione del materiale: la presenza della tecnologia Grayliner, pensata per evitare delaminazioni con sistemi Latex ad alte temperature, evidenzia un punto chiave per il 2026, il liner è parte della prestazione. Se si separa, si imbarca o non regge il processo termico, l'intero lavoro diventa scarto.

La durabilità on-window dichiarata fino a tre anni e le diverse percentuali di trasparenza rendono questi materiali adatti a retail, transit advertising e vetrine commerciali, ma con limiti da non ignorare, come l'utilizzo su vetri curvi. Anche questo è un segnale di maturità: il materiale evoluto non viene più presentato come universale, ma come soluzione precisa per condizioni applicative definite.

ORAFOL lavora su più fronti: solar control con ORAGUARD HelioShield, wrap più facile con ORACAL 970RA+ e ProSlide, film stampabili high opacity per coprire vecchie grafiche e velocizzare campagne temporanee. La strategia è ridurre il numero di passaggi, semplificare la posa, migliorare la copertura e diminuire il rischio di errori applicativi.

UPM lavora sullo stesso terreno con Omega Skinz PPF e i propri window film, progettati per un'applicazione, rimozione e in alcuni casi riapplicazione più semplice: la reversibilità diventa un criterio progettuale, e per gli stampatori significa poter proporre soluzioni meno rischiose in fase di manutenzione e sostituzione.

Carte, nonwoven e wallcovering per un décor industriale

L'interior decoration stampabile è uno dei segmenti più dinamici. Qui il supporto non deve soltanto essere sostenibile, ma garantire resa estetica, stabilità, facilità di posa e rimozione controllata. UPM ha ampliato il proprio racconto oltre il perimetro tradizionale dei label materials, portando Forest Print, media cartaceo privo di PVC per il grande formato, e DecorEase, nonwoven per wall decoration con applicazione e rimozione semplificate. Interessante la logica ibrida: carta, nonwoven e film tecnici entrano nello stesso ecosistema di soluzioni per comunicazione e décor.

Ahlstrom, con WallStar Digital, si muove nella stessa direzione: i nonwoven per wallcovering digitali rispondono alla necessità di ridurre la complessità produttiva e ampliare la compatibilità con diverse tecnologie di stampa. Per chi lavora in interior decoration, hotel, retail o allestimenti temporanei, poter gestire un supporto stabile su più piattaforme significa semplificare i profili, standardizzare i limiti di inchiostrazione e ridurre i tempi di avviamento.

Kavalan, storicamente associata ai banner privi di PVC, estende il proprio approccio al wallcovering con Gecko: la compatibilità con inchiostri Latex e UV, le larghezze fino a 5 metri e la disponibilità di versioni self-adhesive confermano la crescita di un décor temporaneo e professionale, pensato per eventi, retail e interior di rapida trasformazione. Il messaggio è chiaro: il materiale green deve installarsi come un prodotto professionale, non come un compromesso.

Tessili tecnici e soft signage, maggiore specializzazione

Il soft signage continua a spostarsi verso materiali sempre più specializzati. Berger Textiles offre Ghost, Shade, Barrier e la gamma EVO che rispondono a funzioni diverse, dal block-out per retroilluminati e lightbox al banner opaco privo di PVC, fino ai materiali perforati per ventilazione e alle alternative più sostenibili alle reti in PVC. La gamma EVO, basata su filati riciclati certificati GRS, mostra la volontà di trasformare il riciclato da opzione a standard di gamma. La soluzione priva di PVC di Heytex è realizzata in materiale riciclato e con compensazione CO2 opzionale: l'assenza di ftalati e metalli pesanti, l'impiego di filati interamente riciclati secondo GRS 4.0 e una riduzione dichiarata della carbon footprint fino al 62% rispetto al poliestere vergine sono elementi rilevanti. Ma per la produzione il dato più interessante è a larghezza seamless fino a 505 cm: per chi realizza grandi superfici, teli e fondali, ridurre le cuciture significa abbattere tempi di confezione e possibili difetti estetici. Endutex porta nel settore dei tessuti tecnici rivestiti

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un approccio particolarmente strutturato alla sostenibilità misurabile. La linea BIOTEX, con tessuti in filato interamente riciclato PES e coating bio-based o bio-attributed, introduce dati comparativi utili: Biotex 300 GW dichiara un risparmio del 29% di emissioni CO2 rispetto ad alternative equivalenti prive di PVC, Biotex Banner una riduzione del 30% rispetto ai banner PVC standard, mentre Biotex Mesh e Biotex Floor arrivano rispettivamente al 35% e al 65%. È un salto importante, perché sposta la comunicazione dal generico eco-friendly a dati LCA cradle-to-gate e confronti più verificabili.

PONGS conferma l'evoluzione dei tessili verso applicazioni come block-out, backlit e display: supporti progettati per risolvere problemi specifici di opacità, diffusione luminosa, uniformità, flessibilità e resa cromatica. Una specializzazione destinata a crescere, perché lightbox, cornici tessili, stand fieristici e retail richiedono materiali prevedibili e replicabili.

Sostenibilità verificabile come nuovo criterio competitivo

La parola sostenibilità resta centrale, ma nel 2026 va maneggiata con più precisione. PVC-free, bio-based, riciclato, riciclabile, solvent-free e carbon reduced non sono sinonimi, e ogni claim va letto nel suo perimetro reale. Un materiale privo di PVC può essere difficile

Punto centrale non è più soltanto se un supporto sia PVC-free, ma se funzioni nel processo produttivo, con la tecnologia di stampa, il finishing e le condizioni reali di installazione

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da riciclare se combina troppi strati incompatibili; un tessile riciclato ha una filiera più credibile se accompagnato da certificazione GRS; un coating bio-based riduce l'impronta di carbonio, ma va capito se il dato riguarda l'intero prodotto o solo una componente; un adesivo solvent-free migliora il profilo ambientale, ma deve garantire anche prestazioni di posa e rimozione. Per questo i casi più interessanti sono quelli che pubblicano percentuali, confronti, dati LCA o programmi di recupero: Endutex, Heytex, Metamark e Berger Textiles mostrano che il mercato si sta muovendo verso claim più misurabili. Il passo successivo sarà la riciclabilità reale, non solo dichiarata ma sostenuta da circuiti di raccolta, selezione e compatibilità dei materiali.

Le novità di prodotto

3M conferma il ruolo dei film non-PVC e bio-based ad alta facilità applicativa. Envision Print Film PL50mC resta un riferimento per grafiche temporanee, veicoli e superfici lisce, con focus su adesivo ultra-rimovibile, posa anti-bolla e riduzione del rischio in rimozione. Oltre a Envision le gamme di riferimento per la comunicazione visiva e il wrapping sono: 3M Wrap Film Serie 2080 per il cambio colore e il car wrapping, 3M Print Wrap Film IJ280 per grafiche stampate ad alte prestazioni, abbinabile al laminato 3M Gloss Wrap Overlaminate 8428G, le soluzioni 3M Paint Protection Film / Scotchgard Paint Protection Film Pro Series per la protezione della carrozzeria, oltre ai film architettonici 3M DI-NOC Architectural Finishes e alle soluzioni per vetro 3M FASARA Glass Finishes.

HEXIS conferma il suo posizionamento nel segmento dei film adesivi per visual communication, wrapping, protezione e decorazione. Il produttore francese resta un riferimento per film cast, calandrati, laminazioni, materiali per intaglio, car wrapping, protezione superfici e soluzioni per personalizzazione. Tra le novità principali spiccano SKINTAC HXONE Super Gloss per il car wrapping, le soluzioni PPF BODYFENCEX, BODYXFAST, BFBLACKM, DFENCEONEX e DFENCEXTREM, oltre a CANDYFENCE CF001 e NANO SERUM per protezione e detailing. Per la comunicazione visiva sono stati evidenziati HXLT200 LEAF TACK, HX100RTRF riflettente stampabile ed EASY2MOVE riposizionabile, mentre per architettura e decorazione hanno trovato spazio SKYLINE,

HEXGLASS, HEXPERIENCE, HEXPRESSION e HOLESHOT HEX’TREM.

Per il grande formato / visual communication, la novità più rilevante di Fedrigoni Self-Adhesives è F-Jet Natural Fibers, materiale autoadesivo non PVC per applicazioni indoor di breve periodo. È sviluppato con frontale in carta da fibre naturali riciclate post-consumo ed è pensato come alternativa ai tradizionali film monomerici in PVC per pubblicità indoor, vetrine, pannelli promozionali e comunicazione nel punto vendita. Accanto a questa soluzione, Fedrigoni sta rafforzando il posizionamento della propria offerta Graphics per la visual communication, con materiali autoadesivi per stampa digitale grande formato, wrapping, serigrafia e taglio plotter come Ri-Jet per la stampa inkjet grande formato, compatibile con solvente, eco-solvente, UVgel, UV e Latex, Ri-Mark per il taglio plotter, oltre alle soluzioni per comunicazione indoor e outdoor, vetrine, pareti, veicoli e campagne promozionali.

Neschen ha ampliato la gamma PVC-free con i supporti autoadesivi print PP MR L-UV e print PP MR L-UV air-matrix. Sono film in polipropilene bianco opaco da 60 micron, pensati come alternativa ai film monomerici in PVC per event graphics, fiere, indoor signage, retail e campagne promozionali. La versione air-matrix facilita l’applicazione grazie alla tecnologia che aiuta a ridurre bolle e difetti di posa. Nel contesto di gamma restano centrali anche le soluzioni easy dot®, con adesivo puntiforme per applicazioni rapide, riposizionabili e senza bolle, ideali per retail display, trade show e interior decoration, insieme ai materiali Neschen per stampa,

protezione, mounting e laminazione. A FESPA 2026 Neschen era presente con ATP adhesive systems nell’area Media & Substrates, confermando il focus su materiali per applicazioni grafiche.

Berger Textiles porta avanti la specializzazione dei tessili: Ghost, Shade, Barrier ed EVO rispondono a esigenze di block-out, opacità, ventilazione, riciclato certificato e soft signage più sostenibile. Xtend, tessuto stretch a 4 vie sviluppato per applicazioni display premium e soft signage ad alte prestazioni. È pensato per adattarsi a strutture complesse, mantenendo stabilità, flessibilità e qualità visiva, quindi indicato per sistemi espositivi, frame, installazioni sagomate e allestimenti dove il tessuto deve seguire forme non convenzionali. Berger ha comunicato anche il rinnovamento di be.tex® Roll-Up, materiale per sistemi roll-up e display promozionali, mentre tra le gamme da citare per il soft signage restano Samba®, storico tessuto benchmark dell’azienda, be.tex® Lumina per light box, e le famiglie applicative dedicate a light box, banner, display frame system, flag, stretch, outdoor, floor e opaque.

Brett Martin offre dai supporti flessibili ai substrati plastici per display, signage e stampa digitale, utili soprattutto quando il grande formato si sposta su applicazioni ibride tra roll-to-roll e flatbed. A FESPA 2026 l’azienda ha valorizzato, attraverso partner approvati, materiali come Foamalux Light, Foamalux Eco, Marlon, Marcryl e Marpet-g. Il punto rilevante per gli stampatori è la compatibilità con stampa diretta, taglio e lavorazioni di finitura: pannelli leggeri, lastre in policarbonato, acrilico o PETg diventano complementari ai materiali flessibili quando la comunicazione visiva richiede display rigidi, elementi sagomati, strutture promozionali e applicazioni di lunga durata.

La novità per MehlerHeytex, è l’evoluzione della gamma sostenibile ecotex®, proposta per applicazioni indoor e outdoor come alternativa ai banner tradizionali in PVC. La linea comprende soluzioni PVC-free, senza ftalati, leggere, saldabili e disponibili fino a 505 cm di larghezza senza giunte; tra i prodotti citabili ci sono ecotex® frontlit B1, ecotex® mesh-R B1 e decoflex-R con filati riciclati. Il focus è quindi su materiali per large format printing, banner, mesh, frontlit, soft signage e decorazione indoor, con attenzione alla riduzione dell’impatto ambientale: secondo le fonti di settore, il portfolio ecotex® è realizzato con filati riciclati GRS 4.0, privo di PVC, ftalati e metalli pesanti, e consente una riduzione dell’impronta carbonica fino al 62% rispetto al poliestere vergine convenzionale.

Endutex si distingue per l’approccio LCA e per la linea BIOTEX. I dati di riduzione CO2 su banner, mesh, floor e coated textiles offrono argomenti tecnici e commerciali più solidi. È una delle direzioni più interessanti del mercato: passare da claim ambientali generici a confronti documentati, utili sia al procurement sia alla comunicazione verso brand owner e agenzie. Una delle novità più interessanti di PONGS è Softimage Creaseless Premium reLife®, tessuto per visual marketing e display premium, disponibile fino a 320 cm e stampabile sia UV sia DyeSub. È pensato per display tessili, comunicazione retail e allestimenti dove servono resa cromatica, continuità visiva e stabilità del materiale. Nel contesto di gamma restano centrali i tessuti PONGS per large format printing, shop design, stage & event, interior, decoration e display applications, con soluzioni per soft signage, lightbox, pareti, soffitti e pannelli. Tra i prodotti per la visual communication rientra anche Softimage Contrast, tessuto blockout PVC-free e ignifugo con retro nero, disponibile fino a 505 cm, adatto quando è necessario impedire il passaggio della luce e mantenere contrasto e leggibilità dell’immagine.

Ahlstrom presidia due aree strategiche: wallcovering digitali e materiali di processo per sublimazione e protezione. WallStar Digital ed EcoJet Protection Tissue dimostrano il valore dei nonwoven e dei supporti tecnici intermedi. Nel décor stampabile, il nonwoven è sempre più interessante perché unisce stabilità, facilità di posa e compatibilità con diverse tecnologie digitali. Kavalan estende il proprio posizionamento PVC-free dal banner al wallcovering. Gecko conferma la crescita del décor stampabile, soprattutto per ambienti temporanei, retail e interior personalizzati. Anche in questo caso il materiale sostenibile deve comportarsi come un prodotto professionale: stampabile, installabile, stabile e coerente con le esigenze del progetto.

Il packaging di alta gamma continua a dover sedurre, proteggere e posizionare il prodotto, ma oggi gli si chiede anche di essere desiderabile senza apparire eccessivo. Per essere premium senza contraddire le strategie ESG dei brand la scelta dei materiali è fondamentale.

Il packaging premium inizia dal supporto PACKAGING

Il lusso nel packaging è sempre più selettivo: meno fondato sull’abbondanza di materia, più sulla qualità delle scelte progettuali. Secondo il report Bain & Company realizzato con Fedrigoni su oltre 500 executive della filiera del luxury packaging, la sostenibilità è un’aspettativa consolidata da parte del cliente e una componente centrale nelle decisioni dei brand. Il trend vede meno sovrastrutture accessorie, più progettazione orientata alla riciclabilità, più lightweighting intelligente e maggiore attenzione alla circolarità delle strutture, tenendo ben presente che la sostenibilità del packaging non può essere circoscritta alla semplice natura del materiale utilizzato. Al contrario deve essere verificata sulla base di dati oggettivi relativi a riciclabilità, LCA, durabilità e prestazioni funzionali dell'intero progetto.

Applicazioni e tendenze

Tra le applicazioni più richieste, gli astucci in cartone teso restano centrali in cosmetica, profumeria, farmaceutica premium e fine food. Qui contano punto di bianco, planarità, cordonatura pulita, qualità di stampa e compatibilità con nobilitazioni come foil, embossing e vernici speciali.

I cofanetti rigidi rivestiti rappresentano ancora la forma più iconica del lusso: strutture in cartone rigido abbinate a carte speciali, naturali, tinte in pasta o goffrate. In questo caso il rivestimento diventa parte dell’esperienza sensoriale del prodotto. Cresce inoltre l’impiego di sleeve, fascette e inserti, utilizzati per personalizzazioni, edizioni limitate e storytelling stagionale, così come quello degli inserti paper-based o strutture progettate per la riciclabilità, valutate caso per caso in funzione delle esigenze tecniche, estetiche e ambientali. Un altro segmento in forte evoluzione è il packaging premium per e-commerce, dove il cartoncino deve garantire resistenza senza perdere qualità nell’esperienza di apertura. Il packaging sta, inoltre, assumendo un ruolo sempre più dinamico grazie a QR code, smart label, tracciabilità e contenuti digitali che trasformano la confezione in un punto di contatto tra prodotto e consumatore.

L’estetica del nuovo lusso

Anche il linguaggio estetico del packaging è in continua evoluzione: il lusso si sta allontanando dagli effetti eccessivamente artificiali e riflettenti, privilegiando superfici più sofisticate, tattili e coerenti con l'identità del brand. Crescono i bianchi caldi, gli avori, il cartoncino tinto in pasta, i neri profondi, le texture tessili e le superfici materiche. È il “quiet luxury” applicato al packaging: meno ostentazione, più controllo, più qualità percettiva. In parallelo aumenta il valore narrativo del materiale. Fibre riciclate, residui agroindustriali, fibre tessili, carte non sbiancate e supporti certificati non vengono scelti soltanto per ragioni ambientali, ma perché contribuiscono a costruire l’identità del brand.

Ecosostenibilità: dalla dichiarazione alla prova tecnica

Oggi i brand chiedono dati, certificazioni, dichiarazioni di riciclabilità, informazioni sul fine vita e tracciabilità delle materie prime. L’entrata in vigore del regolamento europeo PPWR accelera ulteriormente questa trasformazione. Il packaging dovrà essere sempre più riciclabile, ottimizzato nei volumi e progettato per ridurre sprechi e componenti che ostacolano il riciclo, favorendo soluzioni validate attraverso test di riciclabilità. Questo significa che la sostenibilità non riguarda solo il materiale scelto, ma l’intero progetto: peso, numero di componenti, colle, laminazioni, inserti, sistemi di chiusura e modalità di smaltimento. Anche nel lusso cresce quindi l’interesse verso una progettazione orientata alla riciclabilità, che va di pari passo con la richiesta di soluzioni più leggere, barriere riciclabili, sia paper-based sia basate su film funzionali a basso impatto ambientale, così come cartoncini in grado di mantenere elevate prestazioni estetiche e tecniche mantenendo caratteristiche di eco-compatibilità.

Cosa chiedono oggi brand e print buyer

Nel packaging di alta gamma il cartoncino premium viene scelto oggi sulla base di un equilibrio tra resa estetica, comportamento in stampa, lavorabilità cartotecnica, sostenibilità documentabile e coerenza con il linguaggio della marca. La prima richiesta è la coerenza estetica: ogni materiale deve riflettere il posizionamento del marchio. Seguono le prestazioni tecniche, in particolare la resa in stampa, la qualità in cordonatura e piega, la compatibilità con nobilitazioni e la costanza qualitativa tra lotto e lotto. Sempre più importante è poi la documentabilità ambientale: FSC, PEFC, contenuto riciclato, dati di riciclabilità e informazioni sulle sostanze utilizzate entrano stabilmente nei capitolati. Un altro tema centrale è il lightweighting: ridurre peso e volume senza compromettere la percezione premium. Il packaging deve apparire essenziale ma non povero, sostenibile ma ancora emozionale.

Le direttrici della ricerca e sviluppo

Le principali tendenze R&D nel mondo dei cartoncini premium si muovono lungo alcune direttrici precise: lightweighting intelligente, sviluppo di cartoncini riciclati premium, superfici naturali non patinate, soluzioni PFAS-free e integrazione tra packaging fisico e digitale. La sfida per i produttori è offrire materiali capaci di mantenere qualità estetica, rigidità e stampabilità riducendo al tempo stesso peso, complessità e impatto ambientale. Il futuro del packaging in cartoncino teso di lusso sarà quindi sempre più progettuale: meno eccesso, più precisione. Meno decorazione fine a se stessa, più valore della materia. Meno compromesso tra estetica e sostenibilità, più capacità di far convivere entrambe nello stesso oggetto.

PACKAGING

Cosa propone il mercato?

Fedrigoni: materia, colore, texture e packaging cellulosico evoluto

Fedrigoni interpreta il lusso attraverso una forte cultura della materia. A Packaging Première & PCD 2025 ha presentato carte speciali per packaging ed etichette pensate per un’esperienza sensoriale basata su matericità, finiture e colori, con uno strumento CMF – Colour, Material, Finish – applicato alla carta. Tra le proposte citate dall’azienda figurano Sylvicta, carta barriera trasparente per packaging flessibile, Mistral, Symbol Card and Pack e Imitlin per rivestimenti e packaging coordinato. La strategia di R&D è chiara: materiali speciali ad alto valore estetico, ma anche soluzioni come éclose, termoformato in cellulosa per packaging di lusso, e Paper Snap, packaging monodose in carta riciclabile per prodotti liquidi o semiliquidi, mostrano l’interesse del gruppo verso forme tridimensionali, inserti e soluzioni cellulosiche alternative al plastic-based packaging.

Sul fronte funzionale, Lecta ha introdotto carte Metalvac con proprietà barriera e soluzioni senza PFAS aggiunti, segnale di una ricerca che collega estetica, sicurezza e riciclabilità.

Koehler Paper: riciclato premium e qualità da luxury brand

Favini: upcycling come linguaggio del lusso sostenibile

Favini è tra i produttori che più hanno costruito un’identità riconoscibile intorno all’upcycling. La collezione Paper from our Echosystem include carte realizzate con residui agroindustriali, tessili, pelle, alghe, fibre alternative e riciclato, con energia rinnovabile, certificazioni FSC e attenzione a riciclabilità e biodegradabilità. La tendenza Favini è trasformare lo scarto in valore estetico: Crush utilizza sottoprodotti agroindustriali che sostituiscono fino al 15% della cellulosa da albero; Remake contiene residui della lavorazione della pelle; Shiro Echo è 100% riciclata; Tree Free usa fibre alternative come bamboo e linters di cotone; Refit recupera residui tessili. Di recente La gamma si è arricchita con le nuove versioni Refit Cotton Pure White e Refit Wool Pure White, sviluppate grazie a sottoprodotti tessili particolarmente chiari, che offrono un punto di bianco più elevato per applicazioni di stampa che richiedono maggiore brillantezza, nitidezza e fedeltà cromatica.

Lecta: circolarità, cartoncini premium e funzionalità barriera

Lecta si muove su due fronti: cartoncini per packaging premium e carte funzionali per imballaggio. L’azienda ha dichiarato di mettere la circolarità al centro della strategia, sviluppando soluzioni basate su materie prime naturali, rinnovabili e riciclabili in linea con il PPWR. Nel segmento premium, la gamma Diva Art è progettata per applicazioni creative e luxury packaging, con versioni SBS patinate e finitura silk; Diva Art Metal presidia invece l’area dei cartoncini metallizzati per packaging di prestigio.

Koehler Paper sta spingendo sul riciclato di fascia alta. A Luxe Pack Shanghai 2025 aveva presentato Greenium, una linea di carte premium riciclate, posizionate come supporti ecocompatibili per packaging e prodotti stampati di alta qualità. Greenium creative board, creative print, COLORline IQ e Koehler Eco sono realizzati con 100% fibre secondarie e pensati per brand owner del lusso. Il riciclato non viene più proposto solo come scelta “green”, ma come materiale premium con standard estetici elevati.

Metsä Board: leggerezza, fibre fresche tracciabili e servizi di sostenibilità

Metsä Board punta su cartoncini leggeri premium in fibra fresca tracciabile. Il portfolio comprende folding boxboard, food service board e white kraftliner, sviluppati per soluzioni consumer e retail leggere e facilmente riciclabili. La parola chiave è lightweighting: ridurre grammatura e impronta carbonica mantenendo rigidità, stampabilità e performance di converting. Per i brand del lusso, questo approccio è utile quando il packaging deve apparire solido ma non essere sovradimensionato. Metsä Board offre anche servizi di supporto alla scelta del materiale e alla riduzione delle emissioni di CO2 del packaging, un aspetto sempre più richiesto dai print buyer che devono motivare tecnicamente le scelte di capitolato.

Stora Enso: superfici naturali e SBS premium

Stora Enso ha lanciato Ensovelvet, un cartoncino SBS non patinato con superficie vellutata su entrambi i lati, sviluppato per cosmetica, profumeria e beni premium. Il prodotto risponde alla domanda di soluzioni naturali e rinnovabili, con buona rigidità, piegabilità e stampabilità; l’assenza di patinatura riduce i materiali necessari in produzione e contribuisce a un minore impatto ambientale.

La tendenza è molto coerente con il “quiet luxury”: su-

perfici meno lucide, più naturali, tattili ed eleganti senza eccessi. Ensovelvet affianca Ensocoat, creando una gamma SBS per brand e converter che vogliono alternare applicazioni patinate e non patinate mantenendo un posizionamento alto.

Sappi: cartoncini premium e riciclabilità

Sappi presidia il luxury packaging con le famiglie Algro e Fusion. A LuxePack Monaco 2025 aveva presentato Algro paperboard e Fusion containerboard per packaging sostenibile di lusso; Algro Design è valorizzato per brillantezza, resa colore, superficie silky e proprietà di stampa, mentre Algro Volume combina resa ottica con maggiore rigidità e alto bulk. Interessante anche il concetto Changemaker sviluppato con Kapag: soluzioni 100% paper-based e facilmente riciclabili, ottenute combinando materiali Sappi con carte barriera funzionali. La direzione R&D è quindi doppia: mantenere eccellenza estetica per fragrance, cosmetica e confectionery, ma spingere su strutture più riciclabili e meno plastiche.

Mondi: carte premium non patinate, tattilità e circolarità

Mondi sta lavorando sul posizionamento delle carte premium come strumenti di identità sensoriale. A Édition Spéciale by Luxe Pack Paris 2025 ha presentato PERGRAPHICA®, IQ BOARD, IQ GRASS + PACKAGING e NAUTILUS® SuperWhite, enfatizzando il ruolo della sostenibilità come driver dell’innovazione nel luxury packaging. PERGRAPHICA® è particolarmente interessante per packaging, corporate design e applicazioni premium: quattro tonalità di bianco, superfici smooth e rough, 31 colori ricchi e scuri, grammature fino a 400 g/m², buona piega, cordonatura e compatibilità con hot foil, embossing e laser engraving. La tendenza Mondi è un lusso tattile, cromatico, non necessariamente patinato, con credenziali di circolarità e sourcing sostenibile.

Burgo Group: FBB per packaging di alta gamma, estetica e funzionalità

Burgo Group, attraverso la linea SUN distribuita in Italia da Burgo Distribuzione, propone cartoncini FBB per packaging sostenibile e ad alte prestazioni. L’offerta specifica per il packaging di alta gamma è gamma SUN, in mostra a Packaging Première 2026 nelle tre referenze SUN TOP, è il cartoncino patinato GC1, con doppia patinatura sul lato frontale e leggera patinatura monostrato sul retro, disponibile da 200 a 350 g/m². SUN STRONG è invece il

BEAUTY UNBOXED: LO STUDIO COMPARATIVO SULLA SOSTENIBILITÀ DEI FILM DA LAMINAZIONE

Mag Data Group, che nel 2025 ha celebrato quarant'anni di attività affermandosi come uno dei principali distributori europei di film per il packaging, ha presentato il 20 maggio a Packaging Première Beauty Unboxed, uno studio comparativo indipendente realizzato insieme a Stratosfera (accoppiatore) e Pusterla 1880 (cartotecnica).

Le principali tendenze R&D nel mondo dei cartoncini premium si muovono lungo alcune direttrici precise: lightweighting intelligente, sviluppo di cartoncini riciclati premium, superfici naturali non patinate, monomaterialità, soluzioni PFAS-free e integrazione tra packaging fisico e digitale.

Il progetto nasce da una domanda sempre più frequente nel mondo del packaging premium: qual è realmente il film più sostenibile? Per rispondere con dati oggettivi e non con percezioni, le analisi sono state affidate a Innovhub – Stazioni Sperimentali per l'Industria, sotto la supervisione del dott. Daniele Bussini. L'oggetto di studio è stato un astuccio cosmetico luxury in cartoncino da 300 g/m², stampato offset UV e laminato con sei differenti soluzioni, dai film tradizionali alle alternative bio-based e transfer. Le valutazioni hanno preso in esame tre parametri: riciclabilità nella filiera della carta (metodi Aticelca e CEPI4evergreen), impatto ambientale mediante analisi LCA secondo metodologia EF 3.1 e durabilità attraverso test di invecchiamento accelerato. I risultati hanno evidenziato come il polipropilene (BOPP) abbia ottenuto le migliori prestazioni complessive in termini di riciclabilità, raggiungendo classi superiori anche rispetto ad alcune soluzioni di origine biologica. Lo studio ha inoltre confermato l'importanza di valutare ogni materiale sulla base di dati misurabili e verificabili, evitando semplificazioni o generalizzazioni legate esclusivamente all'origine delle materie prime.

Beauty Unboxed è un progetto aperto, nato per promuovere decisioni basate sull'evidenza e contrastare il greenwashing. Le prossime fasi della ricerca saranno dedicate all'ampliamento del numero di materiali analizzati e allo sviluppo di soluzioni capaci di migliorare ulteriormente la riciclabilità delle strutture che oggi presentano le maggiori criticità, con l'obiettivo di fornire all'intera filiera strumenti concreti per compiere scelte sempre più sostenibili.

ALTAGAMMA

GC2, con doppia patinatura frontale e retro naturale non patinato, nel range da 215 a 325 g/m². La novità di prodotto è SUN BRIGHT, ultimo arrivato nella gamma è un cartoncino SBS di pura cellulosa certificato FSC, disponibile in versione monopatinata (1SC) e bipatinata (2SC). Il range grammature della versione bipatinata è stato esteso con l'aggiunta di 420, 480 e 520 g/m², portando la disponibilità complessiva da 200 a 520 g/m².

Clairefontaine: ingresso nel packaging con PaperPack

Clairefontaine ha annunciato a Paris Packaging Week 2025 l’ingresso nel mercato del packaging, rispondendo alla crescente domanda di soluzioni innovative, sostenibili e personalizzate per il lusso e l’alto artigianato. Il nuovo strumento PaperPack raccoglie documentazione tecnica e campionari colore, includendo fibre riciclate o vergini, bianchi brillanti, neri intensi e gamme cromatiche per usi standard o specifici. La tendenza è quella di valorizzare il know-how cartario storico del gruppo in chiave packaging: carte di qualità, colore, personalizzazione e supporto tecnico ai brand che vogliono costruire progetti premium valorizzando il materiale,

Gmund: colore, fibra e naturalità creativa

La collezione Gmund Colors Matt, distribuita da Augusto Berni, si è recentemente rinnovata con dieci nuovi colori che portano la collezione a 54 tonalità armonicamente coordinate. La filosofia è quella consolidata: fibre naturali tinte in pasta, texture visibile e profondità naturale, con prestazioni omogenee su tutte le tecniche di stampa. Sul versante delle fibre innovative, la novità di maggiore risonanza è Gmund Manteco, presentata a Luxe Pack Monaco nell'autunno 2025.

La collezione nasce da una collaborazione trasversale con il produttore tessile italiano Manteco: i residui della produzione tessile vengono trasformati in carta premium. La ricetta prevede il 50% di fibre corte di cotone di scarto del processo di pulitura e filatura — fibre che non possono essere reimmesse nel ciclo tessile — mescolate con il

50% di cotton linters, anch'essi sottoprodotto dell'industria tessile, e tinte nelle colorazioni selezionate dalle collezioni Manteco.

Polyedra, carta come esperienza sensoriale e simbolica

Polyedra ha presentato, a Packaging Première 2026, un concept ispirato ai Tarocchi. L’azienda ha portato in fiera uno spazio espositivo pensato per trasformare la carta in un’esperienza sensoriale e simbolica, capace di comunicare non solo attraverso le prestazioni tecniche ma anche tramite tatto, finiture e percezione visiva. Per l’occasione Polyedra ha selezionato una gamma di carte creative e cartoni dedicati al packaging che univano qualità tecniche e forte valore estetico e tattile. Le carte dei Tarocchi, protagoniste del concept, sono state esposte come opere d’arte lungo un percorso visivo immersivo. A supporto dell’iniziativa, Polyedra ha realizzato un kit packaging esclusivo ispirato alle scatole di fiammiferi, contenente due swatch e una mini corporate identity. Le 33 carte raccolte nello swatch erano associate agli archetipi dei Tarocchi e illustrate con grafiche vettoriali create appositamente per il progetto.

James Cropper: estetica, performance e sostenibilità

Tra i lanci più recenti di James Cropper spicca Coloursource™, gamma di 50 carte colorate premium sviluppate in oltre cinquant’anni di ricerca e presentata nel 2025 per l’adozione globale attraverso Winter & Company. Al centro dell’offerta anche Rydal Eco White, cartoncino non patinato realizzato con il 100% di fibre riciclate, pensato per applicazioni high-end nei settori beauty, fragranze, vini e spirits, gifting ed elettronica di pregio. Il materiale offre un bianco più brillante, resa cromatica elevata e lavorabilità con tecniche come stampa, foil, embossing e die-cutting. A Paris Packaging Week 2026 l’azienda ha inoltre messo in evidenza le gamme Kendal Manila, Vanguard, Rydal e Coloursource, insieme a Rydal Apparel, prodotto con il 20% di denim usato.

Winter & Company

Ha partecipato a Packaging Première 2026 anche come partner tecnico della Art Gallery, fornendo le tele utilizzate per la stampa delle opere esposte. Il progetto artistico dell’edizione 2026, “Folded Realities”, firmato dalla paper artist Elisabetta Bonuccelli, ha messo al centro gesto, materia e costruzione manuale, temi perfettamente in linea con l’identità dell’azienda. Nel corso dell’evento Winter & Company ha valorizzato alcune delle sue soluzioni più rappresentative, tra cui Satin Ocean, materiale in raso realizzato con filati derivati da PET recuperato in mare, e Coloursource®, gamma composta da 50 colori disponibili in tre grammature. Le superfici presentate hanno evidenziato la volontà dell’azienda di coniugare ricerca estetica, sostenibilità e prestazioni tecniche per il settore del packaging di lusso.

La Nuova Era della Stampa Commerciale

La nuova generazione della stampa digitale ad alta velocità

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PACKAGING

Automazione, inkjet industriale e workflow integrati: la piattaforma sviluppata da Koenig & Bauer Durst accelera la trasformazione digitale del packaging.

Nel mercato globale del packaging cartotecnico la crescente richiesta di personalizzazione, la riduzione delle tirature medie, la pressione sui tempi di consegna e l’esigenza di integrare sostenibilità, sicurezza e tracciabilità stanno modificando profondamente i modelli produttivi dei converter. In questo scenario si inserisce VariJET 106, la piattaforma ibrida sviluppata da Koenig & Bauer Durst, oggi considerata una delle soluzioni più avanzate nel segmento della stampa industriale digitale per il folding carton. Presentata ufficialmente nel 2019 e nata dalla collaborazione tra il costruttore tedesco e il gruppo altoatesino, VariJET 106 è sviluppata per portare la produttività e la qualità della offset nel mondo della stampa inkjet industriale, creando un sistema in grado di integrare il meglio delle due tecnologie. Negli anni la piattaforma ha consolidato il proprio posizionamento nel mercato internazionale del packaging premium e della cartotecnica, diventando un punto di riferimento per i converter che cercano maggiore flessibilità produttiva, qualità e automazione.

Progettata per il folding carton

VariJET 106 è una macchina sviluppata specificamente per il mercato degli astucci pieghevoli e del packaging cartotecnico a medie tirature. Basata sulla piattaforma offset Rapida 106 di Koenig & Bauer, integra un modulo di stampa inkjet single-pass a base acqua sviluppato da Durst. La piattaforma utilizza una configurazione colore CMYK più arancio, verde e viola (OGV), con l'opzione di un singolo o doppio verniciatore, consentendo una copertura Pantone molto estesa e una qualità

colore pensata per soddisfare le esigenze del packaging premium e dei brand owner internazionali.

VARIJET 106 la stampa ibrida che ridefinisce il futuro del folding carton {

Uno degli elementi distintivi di VariJET 106 è la possibilità di integrare unità offset, gruppi flexo, sistemi di verniciatura e moduli digitali all’interno di un unico workflow produttivo. Questa architettura ibrida permette di combinare produttività industriale e flessibilità digitale, offrendo ai converter la possibilità di gestire contemporaneamente versioning, personalizzazione, sicurezza e riduzione dei tempi di avviamento.

Dal punto di vista produttivo, la macchina è progettata per operare nel formato B1 e raggiunge velocità industriali che la rendono competitiva anche su applicazioni tradizionalmente presidiate dalla offset. Il sistema utilizza inchiostri inkjet a base acqua compatibili con applicazioni food compliant e packaging sensibile, un elemento oggi sempre più rilevante soprattutto nei mercati alimentare, farmaceutico e cosmetico.

La stampa ibrida come risposta ai nuovi modelli produttivi

L’evoluzione del packaging sta spingendo il settore verso modelli produttivi differenti rispetto al passato e la stampa ibrida rappresenta una risposta concreta alle nuove esigenze industriali. La possibilità di combinare offset e digitale all’interno della stessa linea produttiva permette di ottimizzare i costi, ridurre gli sprechi e gestire lavori complessi in modo più efficiente. Integrare tecnologie complementari all’interno di un ecosistema produttivo più flessibile è il concetto emerso durante l’Executive Summit organizzato da Koe-

Alcuni momenti

dell’Executive Summit che si è svolto presso il Customer Experience Center di Koenig & Bauer a Radebeul

nig & Bauer presso il Customer Experience Center di Radebeul, in Germania, dove oltre 80 rappresentanti dell’industria internazionale del packaging e della stampa hanno assisito a dimostrazioni di VariJET 106 in un ambiente produttivo reale. L’evento ha mostrato come i converter stiano costruendo modelli produttivi basati su workflow ibridi, automazione e integrazione software.

“Voice of the Customer”

Tra i protagonisti dell’evento figuravano le aziende Amcor e Schelling, entrambe utilizzatrici della VariJET 106 che hanno portato la loro testimonianza all’interno della sessione “Voice of the Customer”.

Lo stabilimento polacco di Amcor Specialty Cartons vanta oggi un nuovo modello produttivo attorno alla piattaforma ibrida di Koenig & Bauer Durst: Dario Morini, General Manager dell’azienda, ha spiegato come il sito utilizzi una configurazione con gruppi flexo posizionati prima e dopo il modulo digitale, soluzione che consente di affrontare efficacemente la crescente complessità del packaging contemporaneo. Brand proliferation, riduzione dei tempi di consegna, normative sempre più stringenti in materia di sicurezza e health warning richiedono sistemi produttivi capaci di reagire con rapidità e flessibilità. VariJET 106 consente ad Amcor di gestire versioning, personalizzazioni e produzioni complesse mantenendo standard qualitativi elevati e tempi produttivi compatibili con le esigenze industriali. Anche la testimonianza di Schelling AG ha evidenziato il valore strategico della piattaforma. L’azienda svizzera utilizza una configurazione a sette colori con doppia verniciatura per applicazioni premium nel folding carton. Secondo Pierre Hertzel, responsabile vendite Germania, la combinazione tra qualità costante, ampia copertura colore e flessibilità produttiva rappresenta oggi un vantaggio competitivo fondamentale.

Automazione e workflow

Uno degli aspetti più rilevanti della strategia Koenig & Bauer Durst riguarda l’integrazione software. La trasformazione digitale del packaging non dipende infatti esclusivamente dalle prestazioni della macchina da stampa, ma dalla capacità di creare workflow automatizzati e interconnessi. VariJET 106 è integrata nel Durst Ecosystem, piattaforma software progettata per collegare prestampa, produzione, gestione colore, workflow e post-stampa. “Il nostro approccio è olistico: collegare i sistemi di prestampa, stampa e post-stampa attraverso automazione intelligente, AI e soluzioni di workflow, per garantire efficienza e redditività lungo l’intera catena produttiva” ha commentato Markus Weiss, CEO di Koenig & Bauer Paper & Packaging Sheetfed Systems. Durante l’Executive Summit sono state mostrate diverse applicazioni di workflow end-to-end, incluse le integrazioni con sistemi di fustellatura CutPRO X 106 e Cut PRO Q 106, oltre alle soluzioni piega-incolla Omega Allpro 110. Grande attenzione è stata dedicata anche alle tecnologie di connected packaging e alle applica-

zioni legate a QR code, sicurezza e tracciabilità, ambiti sempre più centrali soprattutto nei settori farmaceutico, cosmetico e alimentare.

Il packaging tra industrializzazione e personalizzazione

L’esperienza maturata attorno al VariJET 106 evidenzia un tema sempre più centrale nel settore del packaging: la convergenza tra industrializzazione e personalizzazione. Oggi, grazie all’evoluzione delle teste inkjet, degli inchiostri, dei sistemi di asciugatura e dell’automazione software, la stampa digitale sta entrando progressivamente nel cuore della produzione industriale. Secondo François Martin, keynote speaker dell’evento di Radebeul e tra i principali osservatori internazionali del settore grafico, non esiste più la contrapposizione tra offset e digitale. “La scala gestisce i volumi; l’agilità genera valore”, ha così sintetizzato Martin. La offset continua a rappresentare una tecnologia centrale per la produzione ad altissimi volumi e il digitale permette ai converter di affrontare lavori complessi, urgenti e altamente personalizzati garantendo efficienza e redditività: scenario in cui la stampa ibrida emerge come modello produttivo capace di unire il meglio dei due mondi.

Una piattaforma a prova di futuro

La crescita dell’e-commerce, l’aumento delle referenze, la pressione normativa e la crescente attenzione alla sostenibilità stanno ridefinendo il ruolo del packaging. I converter oggi si trovano a gestire processi più complessi, produzioni più frammentate e richieste sempre più dinamiche. VariJET 106 si inserisce esattamente in questo contesto, proponendo una piattaforma progettata per accompagnare l’evoluzione industriale del settore.

Markus Weiss, CEO di Koenig & Bauer Paper & Packaging Sheetfed Systems

Dalla materia prima alla scatola: i dati della filiera del cartone ondulato

Il Convegno Annuale GIFCO che si è svolto Baveno ha offerto quest'anno l'occasione di vedere la filiera del cartone ondulato raccontata da entrambi i suoi estremi nella stessa giornata. Da un lato la relazione del presidente Fausto Ferretti sullo stato dei trasformatori italiani; dall'altro l'analisi di Alessandro Galimberti, Managing Director di Heinzel Sales Italy, sul mercato della carta da imballaggio a monte. Letti insieme, i due set di dati raccontano un comparto a valle che cresce moderatamente ma stabilmente, sostenuto da un'offerta di materia prima che, dopo anni di abbondanza, si avvia verso un riequilibrio strutturale.

I trasformatori:

crescita moderata, casse in espansione Il 2025 italiano del cartone ondulato si chiude in territorio positivo: la produzione GIFCO è salita a 8.010.673 metri quadrati (in migliaia), +1,6% sul 2024, dopo il recupero già avviato l'anno precedente (+2,8%). In tonnellate il dato segna 4.204.139, +0,7%. Continua intanto lo spostamento strutturale verso le casse, salite al 62,2% della produzione in superficie a scapito dei fogli (37,8%), mentre la grammatura media scende a 525 g/m², in calo del 13,2% rispetto al 2000 — un dato che, come si vedrà, trova eco diretta nelle dinamiche a monte.

Se i numeri GIFCO mettono in luce la tenuta dei trasformatori, l'analisi di Galimberti mostra cosa sta succedendo a chi fornisce loro la materia prima. La fotografia storica delle cartiere italiane, ricostruita dal 1990 a oggi su dati Assocarta, documenta una trasformazione radicale degli assetti proprietari. Nel decennio 19902000 le cartiere indipendenti producevano il 49,5% del totale nazionale; nella proiezione 2026-2030 questa quota scenderebbe al 31,1%, mentre il peso delle multinazionali salirebbe dal 28,4% al 47,0%. Nella proiezione a più lungo termine 2030-2035, cartiere e gruppi integrati o multinazionali (Smurfit, Mondi, IPDS Smith, Pro-Gest tra gli altri) arriverebbero a coprire il 70,5% della produzione italiana di carta. È un dato che merita una lettura attenta da parte dei CORRUGATED

Sul piano regionale, Lombardia ed Emilia RomagnaMarche restano i poli produttivi principali (24,4% e 24,3%), con il Triveneto in accelerazione (+7,7% sul 2024). Il confronto europeo colloca l'Italia in buona posizione, con un +1,7% in linea con la Spagna e migliore di Germania e Francia, entrambe in lieve flessione.

Le analisi presentate da GIFCO e Heinzel durante l’edizione 2026 del Convegno Annuale GIFCO, fotografano un settore a due velocità: trasformatori in lieve crescita nel 2025, mentre a monte la sovraccapacità europea di carta da riciclo si avvia a esaurirsi entro il 2029.

A monte, un settore cartario in piena ristrutturazione

trasformatori GIFCO: una base di fornitura sempre più concentrata in mano a pochi grandi gruppi internazio nali modifica gli equilibri negoziali lungo la filiera, in un momento in cui — come emerge dal lato della domanda — il mercato della materia prima si sta restringendo.

La domanda di carta riciclata supera l'offerta domestica

I dati Assocarta presentati da Galimberti mostrano un divario crescente tra fabbisogno e produzione nazionale di carta da riciclo: nel 2025 la domanda complessiva italiana si attesta intorno ai 4,4 milioni di tonnellate, a fronte di una capacità produttiva massima di circa 3,6 milioni e di una produzione domestica ancora più contenuta. Il colmare di questo gap passa per le importazioni, salite da circa 450.000 tonnellate nel 2011 a oltre 1,2 milioni nel 2025.

Particolarmente significativo, alla luce dei dati GIFCO sui prezzi delle carte da copertina, è il sorpasso del Testliner: da 180.000 tonnellate importate nel 2011 a quasi 690.000 nel 2025, superando ormai stabilmente il tradizionale Kraft Liner. Un'evoluzione che si lega direttamente al trend di "lightweighting" osservato sia da GIFCO sul cartone finito (-13,2% di grammatura dal 2000) sia da Heinzel sulla carta (da 557 a 501 g/m² tra il 1994 e il 2024): il mercato compra sempre più "resistenza" e sempre meno "grammatura", spostando la domanda verso carte ad alta performance come il Testliner.

L'incognita europea: la sovraccapacità si esaurisce

Il dato più rilevante per chi opera nella filiera riguarda però le proiezioni a livello continentale. I numeri CEPI elaborati da Heinzel mostrano che tra il 2013 e il 2025 la capacità produttiva europea di carta da riciclo (RCCM) è cresciuta del 3,0% medio annuo, più velocemente della produzione (+2,7%) e del consumo interno (+2,5%), mentre l'export oltreoceano ha corso decisamente più veloce, al 7,0% annuo. Questo eccesso strutturale di capacità — la cosiddetta sovraccapacità — ha toccato un picco di quasi 4 milioni di tonnellate nel 2023, per poi avviarsi a una contrazione netta: dai 2,65 milioni di tonnellate previsti per il

2026, le proiezioni Heinzel indicano un progressivo assottigliamento fino a un valore negativo di circa -57.000 tonnellate nel 2030, ovvero un potenziale deficit di offerta. Considerando una quota fisiologica di sovraccapacità "strutturale" stimata in un milione di tonnellate, il margine reale si azzererebbe già a partire dal 2029. È un'inversione di tendenza che, se confermata, cambierebbe le condizioni con cui i trasformatori italiani — e quindi anche i soci GIFCO — si approvvigionano di materia prima nei prossimi anni. Dopo un decennio

Produzione totale (in m2/000)
Produzione totale (in ton)
Suddivisione % fogli e casse (in superficie)
Fonte: Gifco

CORRUGATED

Consumo di carta containerboard in UE

Importazioni totali per tipo di carta

in cui l'offerta europea ha generalmente superato la domanda, mantenendo i prezzi delle carte per ondulazione e copertina relativamente compressi (i dati GIFCO su Testliner, Liner e Kraft Avana mostrano infatti un andamento sostanzialmente piatto tra aprile 2025 e aprile 2026), il graduale riequilibrio tra capacità e consumi potrebbe tradursi in minore flessibilità negoziale per chi acquista carta, proprio mentre la base produttiva si concentra in sempre meno mani.

Energia: la vera sfida competitiva italiana

A complicare il quadro per i produttori italiani resta il fattore energetico, su cui i dati GIFCO sono inequivocabili: nel 2025 il costo medio dell'elettricità in Italia

è risultato superiore del 92,5% rispetto alla Francia, dell'81,6% rispetto alla Spagna e del 35,7% rispetto alla Germania. Anche sul gas naturale il differenziale resta a sfavore, con scarti tra l'8,6% e il 10,2% verso Francia e Regno Unito. Questo gap, che si somma a un'intensità energetica degli impianti integrati italiani superiore del 2,1% alla media FEFCO, rappresenta probabilmente il principale freno alla competitività dell'industria cartaria e cartotecnica nazionale rispetto ai concorrenti europei, indipendentemente dall'andamento di domanda e offerta sul fronte della materia prima.

Un settore che si muove su due piani

Il quadro complessivo che emerge dall'incrocio dei due interventi è quello di una filiera che, nel breve periodo, mostra segnali di stabilità: la produzione di cartone ondulato cresce moderatamente, i prezzi delle carte restano relativamente fermi, la domanda finale tiene grazie alla resilienza dei settori alimentare ed e-commerce. Ma sotto la superficie, due trasformazioni strutturali — la concentrazione proprietaria delle cartiere e la progressiva erosione della sovraccapacità europea — stanno ridisegnando i rapporti di forza lungo la catena di fornitura. Per i trasformatori italiani, che secondo i dati GIFCO operano già in un contesto di costi energetici sfavorevoli rispetto al resto del continente, la finestra dei prossimi tre-quattro anni si profila come un passaggio cruciale per definire posizionamento e strategie di approvvigionamento in un mercato che, da abbondante, potrebbe tornare a essere più stretto.

Carta riciclata in Italia, un mercato in evoluzione
Fonte: CEPI

Quali previsioni per il futuro del containerboard in Europa?

Il mercato europeo del containerboard si avvia verso una nuova fase, in cui la capacità produttiva non sarà più il fattore decisivo, ma lo sarà piuttosto la capability, ovvero la capacità di adattamento e innovazione delle aziende. È quanto emerge dall’intervento di Sebastian Heinzel, presidente di Containerboard Europe e CEO di Heinzel Group, che ha tracciato un bilancio del periodo 2020-2026 e delineato quattro tesi per il futuro del comparto.

l punto di partenza: la “nuova normalità” post-Covid

Dopo lo shock della pandemia, le spedizioni europee di scatole e le vendite al dettaglio reali nell’UE-27 hanno mostrato un recupero costante, tornando e superando i livelli pre-crisi entro il 2026. Parallelamente, il settore ha attraversato una fase intensa di conversioni di macchine continue da carta grafica a containerboard, un fenomeno che ha ridisegnato l’offerta sul mercato.

1. La crescita continuerà. Nonostante un ritmo più contenuto delle attese, la domanda di containerboard in Europa è destinata a proseguire la sua espansione, sostenuta dai consumi e dalla logistica del packaging.

2. La stagione delle conversioni è finita. L’ondata di trasformazioni di macchine da carta grafica a cartone per imballaggio si è esaurita: il settore entra ora in una fase di consolidamento, più che di nuova capacità.

3. L’energia è la chiave. La decarbonizzazione rappresenta la sfida centrale per i prossimi decenni. Secondo lo studio “Decarbonising the European Containerboard Industry” (giugno 2025), il percorso verso le zero emissioni nette entro il 2050 passerà attraverso efficienza energetica, elettrificazione, decarbonizzazione elettrica, biomassa, biometano e tecnologie di cattura della CO2. Heinzel Group ha già investito in fonti energetiche proprie, tra cui impianti idroelettrici a supporto degli stabilimenti produttivi.

4. Il packaging ad alte prestazioni cambia le regole. Il trend della grammatura è in costante discesa: dai 557 g/m² del 1994 ai circa 501 g/m² odierni (fonte: VDW Statistik). Se un tempo il peso della carta coincideva con la resistenza, oggi i clienti acquistano sempre più prestazioni e non semplicemente grammatura. Il “lightweighting” porta con sé risparmio di materiale, vantaggi di costo, minore impatto ambientale e prestazioni invariate, ma richiede una collaborazione più stretta tra produttori di carta e trasformatori.

Secondo Heinzel dunque la crescita c’è, ma è più lenta del previsto, e questo richiede di puntare sulla produzione europea (“buy European”); l’industria è in fase di adattamento e consolidamento; i costi e le fonti energetiche diventano un fattore competitivo decisivo; il packaging ad alte prestazioni impone una collaborazione sempre più stretta lungo tutta la filiera, dai cartai ai trasformatori.

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NOBILITAZIONE

HEIDELBERG ITALIA mette a segno la prima installazione mondiale di Scodix Ultra 7000 SHD, da Simeoni Arti Grafiche [

Annunciata in occasione di FESPA Global Print Expo 2026, la prima installazione mondiale della nuova piattaforma Scodix Ultra 7000 SHD, presso Simeoni Arti Grafiche rappresenta un caso emblematico per il mercato italiano. Da un lato c’è una tecnologia che porta per la prima volta il digital embellishment in modo strutturato nel mondo dei supporti rigidi e del cartone ondulato nel formato B1. Dall’altro c’è un’azienda di stampa che ha costruito negli anni un modello di business fondato sulla capacità di proporre applicazioni non convenzionali, capaci di generare quell’effetto “wow” che oggi i brand cercano sempre più spesso per distinguersi. «Ultra 7000 SHD si inserisce in un percorso che abbiamo già avviato da tempo» afferma Silvano Simeoni, fondatore e Ceo dell’azienda. «Utilizzavamo già una tecnologia Scodix, che continua a essere operativa, mentre la nuova piattaforma è ora dedicata allo sviluppo di applicazioni su materiali rigidi, supporti con texture e pannelli nobilitati».

Da azienda familiare a laboratorio di applicazioni premium

Fondata oltre trentacinque anni fa a Sommacampagna in provincia di Verona, Simeoni Arti Grafiche è cresciuta seguendo da vicino le evoluzioni del mercato. All’inizio l’attività era concentrata sulla preparazione e sulla prestampa, con impianti manuali, CTF e CTP. Poi è

Il fornitore di servizi di stampa veneto sceglie la nuova piattaforma Scodix, presentata in anteprima mondiale a Fespa GPE 2026. L’obiettivo è portare la nobilitazione digitale su supporti rigidi di grande formato per applicazioni ad alto valore aggiunto. Abbiamo incontrato in fiera i titolari Silvano Simeoni, Paola Paglia e Mattia Simeoni, seconda generazione in azienda insieme al fratello Simone.

stata introdotta la stampa digitale, con il primo approccio alle tecnologie HP Indigo nei primi anni Duemila, fino al successivo ingresso dell’azienda nel mercato del grande formato.

Oggi, Simeoni Arti Grafiche è una realtà familiare strutturata: in azienda sono presenti nel management Paola Paglia, co-titolare, e Mattia e Simone Simeoni, che rappresentano la seconda generazione. L’organico è composto in totale da 17 persone. Una dimensione che ha permesso all’impresa di mantenere agilità decisionale, ma anche di sviluppare competenze trasversali tra prestampa, stampa digitale, grande formato, nobilitazione, taglio e confezione.

Un’offerta distintiva

«Nel nostro Dna c’è la volontà di offrire al mercato sempre qualcosa di diverso» spiega Silvano Simeoni. La nobilitazione non viene vissuta come una semplice lavorazione accessoria, ma come un linguaggio progettuale che è diventata nel tempo cifra distintiva dell’offerta di Simeoni Arti Grafiche. È lo strumento attraverso cui uno stampato commerciale, un packaging, un pannello o un espositore possono uscire dalla logica del prezzo e diventare prodotti memorabili per la loro unicità e preziosi per la cura nel dettaglio con cui sono prodotti. «Possiamo considerarci pionieri di questa tecnologia», prosegue Simeoni: il primo sistema Scodix era entrato in

azienda alcuni anni fa, dopo una fase di osservazione e valutazione di quella che allora era una nuova piattaforma. Fin dall’inizio, Simeoni Arti Grafiche ha interpretato il valore della nobilitazione digitale in modo trasversale, non limitandola a un’applicazione specifica, ma utilizzandola per costruire un’offerta più ampia e distintiva.

La nobilitazione digitale entra nel mondo del rigido

Scodix Ultra 7000 SHD nasce per portare la qualità e la varietà degli effetti Scodix su supporti fino a oggi difficili da nobilitare in digitale, come acrilico, Dibond, Plexiglass, Forex, foam board e cartone ondulato. La piattaforma è progettata per i mercati signage & display, POS/POP, luxury corrugated packaging, interior decoration e applicazioni premium su supporti rigidi. Caratteristica distintiva del sistema è la tecnologia SHD, Smart High Definition, che consente di ottenere effetti ad alta definizione, texture, rilievi, foil e finiture speciali con un livello di dettaglio pensato per applicazioni ad alto valore aggiunto.

Con Ultra 7000 SHD, Scodix estende il proprio range applicativo a un nuovo territorio produttivo. Eli Grinberg, CEO Scodix e co-founder dell’azienda israeliana, ha commentato: «Questa nuova piattaforma supporta una gamma molto ampia di effetti e applicazioni, portando il digital embellishment oltre i tradizionali mercati della stampa commerciale e del folding carton. Per i converter e gli stampatori specializzati significa poter affrontare nuovi segmenti con una proposta più ricca, senza ricorrere a processi tradizionali più complessi, lenti e con costi di avviamento più onerosi». La piattaforma è pensata per ridurre setup, sprechi e vincoli produttivi tipici di lavorazioni analogiche come serigrafia, cliché per stampa a caldo o passaggi multipli. In questo senso, la sua introduzione si inserisce in una tendenza più ampia: rendere la finitura premium più flessibile, più sostenibile e più adatta a tirature brevi, personalizzazioni e produzioni on demand.

Dal piccolo formato ai pannelli nobilitati

Per Simeoni Arti Grafiche, Ultra 7000 SHD rappresenta l’incrocio naturale tra due competenze già presenti in azienda: il digitale e il grande formato. Finora la nobilitazione Scodix era stata utilizzata soprattutto su applicazioni più tradizionali. Con la nuova piattaforma si apre invece la possibilità di portare effetti tattili e visivi su pannelli, materiali compositi e supporti rigidi. È qui che l’investimento assume un significato strategico. L’azienda non intende semplicemente trasferire lavorazioni già note su una macchina più grande, ma sviluppare applicazioni nuove, esplorando mercati in cui la nobilitazione può trasformare la percezione del prodotto.

Il mondo del punto vendita è uno dei primi ambiti in cui Scodix Ultra 7000 SHD esprime le proprie potenzialità. Espositori, display, materiali promozionali e packaging da scaffale possono beneficiare in modo evidente di texture, rilievi, effetti metallici e finiture capaci di catturare l’attenzione. Ma l’orizzonte non si ferma qui. Simeoni guarda anche a collaborazioni con artisti, fine art, collezionismo e oggetti stampati pensati per essere conservati, toccati e percepiti come pezzi unici.

Heidelberg Italia, un ruolo strategico nel mercato italiano

La prima installazione mondiale di Scodix Ultra 7000 SHD presso Simeoni Arti Grafiche è stata facilitata anche dal ruolo di Heidelberg Italia, partner strategico di Scodix per il mercato italiano. La collaborazione tra Scodix e Heidelberg Italia rafforza la presenza delle soluzioni di digital embellishment nel nostro Paese, offrendo agli stampatori un riferimento strutturato non solo per la vendita, ma anche per consulenza, assistenza e sviluppo applicativo.

Matteo Dago, Product Manager Digital Inkjet di Heidelberg Italia, sottolinea il valore industriale della nuova piattaforma: «Scodix Ultra 7000 SHD porta le prestazioni della nobilitazione digitale in un’area applicativa completamente nuova: supporti rigidi, materiali compositi e cartone ondulato. È una macchina pensata per chi non vuole limitarsi a stampare, ma vuole creare valore attraverso la differenziazione e Simeoni Arti Grafiche è l’emblema di questa filosofia di business».

Una macchina che apre nuovi business

La nuova Ultra 7000 SHD non ha sostituito la precedente Scodix già presente in Simeoni Arti Grafiche. Le due tecnologie lavorano in parallelo, con ruoli differenti. La macchina già installata continua a servire i clienti consolidati e le applicazioni sviluppate negli anni, mentre la nuova piattaforma è dedicata alla sperimentazione e alla crescita su materiali e mercati nuovi.

Questa scelta dimostra un approccio prudente ma ambizioso. Simeoni Arti Grafiche non abbandona ciò che ha costruito, ma aggiunge uno strumento per spingersi oltre. La prima Scodix entrata in azienda è stata definita una “grande alleata”, una tecnologia che ha permesso all’azienda di differenziarsi e costruire un’identità precisa. La Ultra 7000 SHD rappresenta il passo successivo: non un punto di arrivo, ma una ripartenza proiettata verso nuovi progetti.

«Essere i primi al mondo è gratificante» conclude Silvano Simeoni. «È un riconoscimento del lavoro fatto negli ultimi anni. Ma è anche un modo per rimettersi in gioco e guardare al futuro con l’entusiasmo e la creatività che ci contraddistinguono».

]Mattia Simeoni

Da sinistra: Paola Paglia, Silvano Simeoni e

FESPA Italia rappresenta gli interessi di tutto il mercato della stampa specialistica, dei suoi settori applicativi – Textile, Interior Decoration, Product Decoration, Out & Digital Out Of Home (OOH e DOOH), Industrial Printing & 3D – e delle sue tecnologie di stampa – serigrafia, tampografica, inkjet e digitale.

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Emilia Romagna e Toscana

Tra Packaging Valley, food packaging, cosmetica, distretto tessile, carta e tissue, Emilia-Romagna e Toscana rappresentano uno degli assi più vitali della filiera italiana della stampa e del converting.

Due territori diversi ma complementari, dove la prossimità tra industria, ricerca, macchine, materiali e trasformazione continua a generare domanda, innovazione e nuove opportunità per stampatori e cartotecniche.

GIRO D’ITALIA

Emilia Romagna e Toscana, dove la stampa dialoga con i distretti industriali

Raccontare Emilia-Romagna e Toscana dal punto di vista della stampa significa attraversare una delle dorsali manifatturiere più vivaci del Paese. Qui la filiera grafica cresce accanto ad alcuni settori chiave dell’economia italiana: alimentare, cosmetica, meccanica, carta, tissue, packaging, tessile, moda, pelle e grande distribuzione. La vicinanza tra chi produce, confeziona, trasforma e comunica rende queste regioni un osservatorio privilegiato sull’evoluzione del mercato.

Peculiarità distrettuali

L’Emilia-Romagna porta con sé l’immagine consolidata della Packaging Valley. Bologna, Modena, Parma, Reggio Emilia e le aree limitrofe ospitano costruttori di macchine, aziende di confezionamento, stampatori, converter e brand owner che lavorano in stretta relazione, soprattutto per il food & beverage. Qui molte imprese di stampa e trasformazione hanno costruito la propria specializzazione sul food packaging, un ambito in cui qualità, sicurezza, velocità e affidabilità sono requisiti quotidiani.

La Toscana racconta invece due

anime complementari. La prima è quella della carta. Il distretto lucchese-pistoiese è uno dei poli europei più importanti per tissue, cartone ondulato, converting e tecnologie per cartiere. Attorno alle cartiere si è sviluppato un ecosistema fatto di trasformatori, costruttori di macchine, componenti, automazione e servizi tecnici. È una filiera concreta, abituata a confrontarsi con materie prime, energia, efficienza e sostenibilità. La seconda anima toscana è quella della moda. Il distretto tessile pratese resta uno dei bacini più riconoscibili del tessile italiano, con una forte apertura internazionale. A questa vocazione si aggiunge Firenze, che con Pitti Immagine continua a essere una piattaforma globale per moda uomo, lifestyle, filati e tendenze. Per stampatori e converter questo universo genera applicazioni specifiche: cartellini, hang tag, fascette, etichette, shopper, carte veline, scatole rigide e rivestite, confezioni per accessori, e-commerce, showroom e campionari. Sono produzioni stagionali, legate a

collezioni, capsule e lanci, dove la qualità percepita conta quanto la precisione tecnica. C’è poi il tema della pelle, che in Toscana trova un riferimento nel distretto conciario di Santa Croce sull’Arno, collegato alla filiera di calzatura, pelletteria e abbigliamento. Qui la stampa entra in gioco con lavorazioni ad alto valore: stampa diretta su pelle, marcature, pattern decorativi, personalizzazioni, effetti materici. È una nicchia esigente ma strategica, perché mette la stampa al servizio dell’identità del prodotto e del brand.

A livello nazionale la filiera Carta e Grafica vale oltre 27 miliardi di euro, con circa 160 mila addetti e un saldo commerciale positivo. Nelle due regioni emerge un tessuto consistente: quasi duemila imprese grafiche e oltre seicento imprese cartotecniche trasformatrici, per più di 23 mila addetti. La Toscana mostra una particolare forza nella cartotecnica, mentre l’Emilia-Romagna evidenzia una base grafica ampia e una naturale vocazione al packaging industriale.

Dimensione e trend del mercato

La stampa editoriale e commerciale resta importante, ma il baricentro della crescita si è spostato verso packaging, etichette, nobilitazione, tirature ad alto valore, controllo qualità, automazione e servizi legati a dato e colore. Emilia-Romagna e Toscana diventano così due piattaforme industriali che interpretano la trasformazione della stampa.

In Emilia-Romagna il packaging è centrale: il settore italiano delle macchine automatiche per il confezionamento e l’imballaggio ha superato i 10 miliardi di euro di fatturato e proprio l’Emilia-Romagna ne concentra la quota più rilevante. Il dato non racconta solo la forza dei costruttori di macchine, ma anche l’effetto che questa specializzazione genera a valle: più competenze, più integrazione, più capacità di dialogo tra chi stampa, chi trasforma e chi utilizza l’imballaggio come leva industriale e commerciale. Il food packaging è il terreno più naturale di questa relazione. Astucci, etichette, sleeve, imballaggi flessibili, cartone teso, display e confezioni per la GDO richiedono standard elevati e conoscenza precisa di materiali, processi e normative. La presenza di player internazionali e di imprese specializzate nella stampa per il foodpack ha costruito un distretto dove innovazione tecnica e cultura produttiva procedono insieme.

A questa vocazione si aggiunge la cosmetica. Bologna ospita Cosmoprof Worldwide Bologna e Cosmopack, manifestazioni che richiamano operatori da tutto il mondo e mettono il packaging al centro dell’esperienza beauty. Per stampatori e converter, la cosmetica è un mercato esigente: chiede astucci curati,

etichette premium, effetti tattili, foil, vernici, coerenza cromatica e gestione precisa dei lotti.

In Toscana il distretto cartario di Lucca e Pistoia concentra una quota determinante della produzione nazionale di tissue e una parte rilevante del cartone ondulato. Qui il rapporto con la carta è cultura industriale. Non sorprende, quindi, che a Lucca si svolga MIAC, la mostra internazionale dedicata alle tecnologie e ai macchinari per carta, cartone e converting del tissue. Per il territorio è un momento di incontro tra cartiere, trasformatori, costruttori di macchine, automazione, componentistica e servizi: un appuntamento tecnico, internazionale e radicato nella manifattura locale.

Criticità

strutturali e vantaggi competitivi

Lavorare in Emilia-Romagna e Toscana significa operare in territori forti, ma non privi di criticità. La prima riguarda le competenze. Le aziende cercano operatori macchina, tecnici di manutenzione, profili di prestampa evoluta e figure capaci di gestire automazione, controllo colore, dati, sostenibilità e qualità. Sono competenze decisive e difficili da trovare. Il ricambio generazionale riguarda ormai tutta la filiera, dalla stampa tradizionale al converting più avanzato.

La seconda criticità è legata agli investimenti. Nel packaging, nella cartotecnica e nel tissue la competitività passa da impianti efficienti, linee automatizzate, controlli in linea, riduzione degli scarti, tracciabilità e continuità produttiva. Non basta stampare bene: bisogna farlo in modo misurabile, ripetibile, sostenibile e integrato con i processi del cliente. Una

trasformazione che richiede capitali, competenze e visione. Per la Toscana pesano in modo particolare energia, materie prime e logistica, temi centrali per una filiera cartaria ad alta intensità produttiva. Per l’Emilia-Romagna la sfida riguarda spesso la capacità di sostenere ritmi internazionali: tempi di consegna, assistenza, export, interoperabilità degli impianti e dialogo con clienti globali. In entrambi i casi, la pressione competitiva spinge le imprese a ripensare processi, organizzazione e servizi. Accanto alle difficoltà, però, i vantaggi sono evidenti. L’EmiliaRomagna può contare su una prossimità rara tra costruttori di macchine, fornitori di automazione, stampatori, converter, imprese alimentari, cosmetiche e farmaceutiche. Un problema tecnico può trovare rapidamente interlocutori e soluzioni. Il territorio funziona come un laboratorio diffuso, dove la stampa entra nei processi dei clienti e diventa parte della progettazione del prodotto.

La Toscana offre una competenza profonda sul materiale carta e sui mercati ad alto valore estetico, dalla moda alla pelle. In una fase in cui il mercato guarda a soluzioni paper based, riciclabilità, riduzione della plastica e packaging più sostenibili, questa specializzazione diventa un asset strategico. Letto nel suo insieme, l’asse Emilia-RomagnaToscana unisce la cultura dell’automazione alla cultura del materiale. Da una parte macchine, foodpack, cosmetica e packaging industriale; dall’altra carta, tissue, cartone, moda, pelle, converting e sostenibilità. Per la filiera della stampa è una combinazione preziosa: il futuro del settore si giocherà sempre più nella capacità di integrare processo, supporto, funzione e comunicazione.

More Print. More Possibilities.

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But you have to be there to see it.

There’s a lot happening in print right now, and it’s hard to see it all from where you sit. This is your chance to step in, take a look around, and see what’s actually working. You’ll leave with new ideas, fresh perspective, and the kind of momentum that’s hard to find anywhere else.

SEPT. 23-25, 2026

GIRO D’ITALIA

Strong Italia: dalle lastre offset all’ingresso nel mercato dell’inkjet

Strong Italia è una realtà interamente controllata da Strong Europe, a sua volta parte del gruppo spagnolo Abezeta, attivo dal 1972 nella distribuzione di prodotti per il settore grafico in tutta Europa e Sud America. Come ci racconta Paolo Gentilini, general manager dell’azienda, il punto di svolta arriva nel 2006, quando il progressivo declino dei prodotti tradizionali a favore delle sole lastre termiche spinge la nuova generazione alla guida dell'azienda a guardare verso i fornitori cinesi. Nasce così l'accordo con Strong, la seconda fabbrica cinese di lastre per dimensioni dopo Lucky Huaguang.

Strong Europe

Dopo anni di distribuzione attraverso partner storici, nel 2016 viene fondata Strong Europe con sede a Barcellona, segnando la presenza diretta della fabbrica cinese sul mercato continentale. In Italia le lastre erano già presenti dal 2008-2009 attraverso un distributore terzo, ma nel 2020 il gruppo decide di presidiare direttamente il mercato italiano, dando vita a Strong Italia. «Dal 2020 a oggi la crescita è stata costante –spiega Gentilini – Strong Italia opera attraverso unaretemistadirivenditoriselezionatipercoprireilterritoriosenzasovrapposizionicommerciali», una scelta che rappresenta per il management di Strong un principio fondante.

Numeri in crescita

Oggi Strong Italia copre circa il 40% del fatturato attraverso i rivenditori, con un portafoglio composto per il 70-75% da lastre termiche e per il restante 30% da lastre CTCP, tecnologia ancora richiesta da alcuni grandi clienti storici. Tra i nomi che lavorano con le lastre Strong figurano le più importanti aziende di stampa e testate giornalistiche nazionali. Quest'anno l'azienda dovrebbe sf iorare i 3 milioni di metri quadri venduti in Italia, su un mercato complessivo stimato in 14 milioni: un market share intorno al 20%.

Il magazzino come vantaggio competitivo

Tra i punti di forza c'è la logistica. Il magazzino di Montelupo Fiorentino di 1.200 metri quadrati con oltre un milione di metri quadrati di lastre stoccate, ha permesso all'azienda di reggere l'urto della crisi delle forniture durante il periodo Covid, quando le consegne erano critiche. «Possiamo garantire scorte che ci permettono di soddisfare anche ordini urgenti: può capitare di effettuare consegne in tempi ultra rapidi con grande flessibilità, un servizio molto apprezzato dai clienti» aggiunge Gentilini. Una strategia che, come sottolinea Gentilini, pre-

Dalle lastre termiche e CTP al digitale di grande formato, passando per un magazzino strategico da oltre un milione di metri quadri: Strong Italia si racconta attraverso le parole di Paolo Gentilini

scinde da una logica di puro prezzo: la nostra strategia è stata quella di posizionare le nostre lastre al pari dei rinomati brand storici, grazie alla alta qualità e ripetibilità del prodotto, in quanto l’azienda punta su un equilibrio tra competitività e affidabilità del servizio.

L'espansione verso il digitale

Guardando al futuro, Strong Italia si sta organizzando per entrare nel mercato in rapida crescita della stampa digitale di produzione, in particolare delle macchine inkjet web roll-to-roll. Non disponendo internamente delle competenze necessarie, l'azienda ha acquisito Offitek, realtà fiorentina specializzata in tecnologie digitali, dal grande formato alle macchine DTF. Operativa dal 1° marzo, l'integrazione ha portato l'organico aziendale a 15 persone, con l'obiettivo dichiarato di offrire la stessa qualità di servizio per cui

Strong Italia è già nota nell’area prestampa anche nel segmento del digital printing.

Un'organizzazione snella

Strong Italia si inserisce in una struttura europea composta da Strong Europe, con sede a Barcellona, che gestisce gran parte del continente, mentre l'Italia presidia direttamente anche il Mediterraneo orientale, i Balcani e parte della Romania. Completano la rete le sedi di Varsavia per l’Est Europa, Inghilterra e, a breve, Francia. Su scala continentale il gruppo vende circa 25 milioni di metri quadri di lastre all’anno, con quote di mercato che in Iberia toccano addirittura il 60%.

Nonostante le dimensioni complessive, Gentilini descrive un'organizzazione snella in grado di prendere decisioni in modo rapido, traducendole in strategie che hanno portato all’attuale successo del Gruppo a livello internazionale.

Emilia-Romagna e Toscana: due modelli a confronto nel mercato della stampa

Nonostante la vicinanza geografica e una storia fatta più di alleanze che di contrasti, Emilia-Romagna e Toscana esprimono due vocazioni economiche distinte. I dati sui fatturati e sugli utili delle aziende grafiche e cartotecniche delle due regioni fotografano performance solide sul medio periodo, con l’Emilia-Romagna in vantaggio su quasi tutti gli indicatori, e alcune eccellenze toscane che tengono il passo.

Il nostro “Giro d’Italia” approda questa volta in Emilia-Romagna e Toscana, due regioni che già la semplice classificazione geografica fatica a collocare con precisione: l’ISTAT assegna l’EmiliaRomagna al Nord Est e la Toscana al Centro, ma nell’immaginario collettivo spesso convivono in un’area di confine tanto sfumata quanto ricca di storia.

In un’epoca in cui la parola “guerra” ha smesso di essere una metafora per diventare una delle cause strutturali della permacrisi contemporanea, abbiamo voluto rileggere il passato di questi due territori prima di analizzarne il presente. La storia, a dire il vero, restituisce un quadro più collaborativo che conflittuale: tra il Trecento e il Cinquecento la Repubblica di Firenze conquistò alcuni territori romagnoli, l’ultimo dei quali fu restituito all’EmiliaRomagna solo nella prima metà del Novecento, ma Bologna e Firenze furono più spesso alleate che rivali.

Oggi la competizione si gioca su altri campi: fatturati, utili, capacità di risposta alle crisi e propensione agli investimenti.

Stefano Portolani, senior analyst CSP

Due geografie, due economie

Le due regioni hanno una superficie analoga ma morfologie opposte: l’Emilia-Romagna si distende per il 48% in pianura verso il mare Adriatico; la Toscana, invece, è per il 98% collinare e montuosa, con uno sbocco sul Tirreno. Entrambe sono pilastri dell’economia nazionale, grazie a un tessuto produttivo solido, infrastrutture di livello e una presenza significativa di attività industriali, agricole e turistiche.

L’Emilia-Romagna (4,5 milioni di abitanti) si distingue per l’industria meccanica e di precisione, quella automobilistica, l’agroalimentare, il biomedicale, la logistica e il turismo fieristico e balneare. La Toscana (3,7 milioni di abitanti) punta invece sul turismo culturale e balneare di respiro internazionale, sull’agricoltura di qualità – vino e olio d’oliva in testa –, sull’industria manifatturiera e sul comparto moda e lusso. Entrambe presentano livelli di reddito e qualità della vita superiori alla media nazionale, ma con modelli economici distinti: più industriale e manifatturiero quello emiliano-romagnolo, più orientato ai servizi e alla valorizzazione del patrimonio territoriale quello toscano.

PIL e fatturati:

l’Emilia-Romagna detta il passo

Sul fronte del Prodotto interno lordo (lato produzione, a prezzi di mercato), il 2024 vede l’Emilia-Romagna imporsi con 175 miliardi di euro, pari al 9% del totale Italia, contro i 127 miliardi della Toscana, che si ferma al 6,5%. Le stime 2025 prevedono una crescita rispettivamente dello 0,6% e dello 0,53%, destinata ad accelerare nel 2026 allo 0,86% e allo 0,62%.

Prendendo come base 100 il PIL del 2019, l’EmiliaRomagna ha retto meglio l’urto pandemico e si è mantenuta costantemente sopra la Toscana e sopra la media nazionale dal 2020 al 2023. Un primato confermato anche dall’analisi sui fatturati delle aziende del panel CSP: le imprese emilianoromagnole, a parità di base di confronto, hanno recuperato il periodo pandemico più rapidamente e hanno mantenuto un tasso di crescita superiore sia alla Toscana sia al totale Italia. Un risultato che trova probabilmente spiegazione nel mix di clientela, legato alla composizione del tessuto economico locale descritta sopra.

Ancor più eloquente l’andamento degli utili di bilancio: l’Emilia-Romagna ha quasi triplicato i propri utili tra il 2019 e il 2023, mantenendo il trend positivo anche nel 2024, e distaccando nettamente sia la Toscana sia il totale Italia.

UTILE DI ESERCIZIO
A.1 RICAVI VENDITE E PRESTAZIONI
A1 RICAVI VENDITE E PRESTAZIONI 2019 BASE 100 (CON EBITDA)

GIRO D’ITALIA

ILPOLIGRAFICO 233 • 26

NEI GRAFICI RELATIVI SONO RIPORTATI

GLI ANDAMENTI DELLE PRIME 20 AZIENDE DEL PANEL

Il panel: 150 aziende, 2,7 miliardi di euro

Il panel analizzato è composto da aziende che nel 2024 – secondo gli ultimi bilanci depositati in Camera di Commercio –hanno realizzato un fatturato di almeno 3 milioni di euro e sono incluse nel gruppo “Big della stampa” secondo i criteri di Stratego e CSP. In totale si tratta di 94 aziende emiliano-romagnole e 56 toscane, per un aggregato che ha generato ricavi pari a 2,7 miliardi di euro nel 2024, su un totale panel Italia di 14,1 miliardi di euro (746 aziende): circa il 20% del totale. Dal 2019, la crescita annua composta di questo gruppo è stata del 4,2%, contro il 3,5% del totale Italia.

Sul fronte patrimoniale, è in crescita –con l’eccezione del 2022 – il rapporto tra patrimonio netto e totale attivo, che supera il 53% nel 2024, a testimonianza di una solidità strutturale diffusa. Moderato l’incremento dell’attivo circolante, migliori le altre componenti del totale attivo.

Le prime venti: luci e ombre

L’andamento dei ricavi negli ultimi due esercizi disponibili non segna progressi anno su anno, ma – come visto – conferma una tendenza positiva sul medio periodo. Guardando alle prime 20 aziende per volume di ciascuna regione nel 2024 rispetto al 2023, emergono dinamiche differenziate.

Tra le emiliano-romagnole, solo sei migliorano il risultato di fatturato: su tutte spicca Cavalieri & Amoretti, con una crescita del 23,8%. Sul fronte del risultato operativo la situazione è ancora più selettiva: solo cinque aziende mantengono o migliorano il dato del 2023, e per quattro di esse il valore assoluto rimane in territorio negativo.

Le toscane mostrano un andamento leggermente migliore sul piano dei ricavi: sette aziende su venti incrementano questa posta, con una performance particolarmente soddisfacente per Favillini Pharmaceutical Packaging Group. Sei sono invece quelle che migliorano il risultato operativo, con un picco di rilievo per Nicoletti Spa.

TOTALE ATTIVO

Con l’esclusione del 2022, è sempre in crescita il rapporto Patrimonio netto su Totale Attivo che supera il 53% nel 2024. Moderato incremento per l’Attivo circolante, meglio le altre componenti del Totale attivo.

EMILIA ROMAGNA

FEPA S.p.A.

Ondulati Santerno S.p.A.

Camac Arti Grafiche S.r.l.

Netpack S.p.A.

Arti Grafiche Reggiane & Lai S.p.A.

ISEM S.r.l. Società Benefit

STEP S.p.A.

C.C.M. – Coop. Cartai Modenese Soc. Coop.

Cadicagroup S.r.l.

Cavalieri & Amoretti S.r.l. Società Benefit

Coptip Industrie Grafiche Soc. Coop.

Gruppo Spaggiari Parma S.p.A.

Italbox Imballaggi S.p.A.

Ceracarta S.p.A.

Istituto Stampa S.r.l.

Sunion S.p.A.

Poligrafici Il Borgo S.r.l.

Scatolificio Me-Cart S.r.l.

ESPO & Cartotec S.p.A.

PBW S.r.l.

TOSCANA

Industrie Celtex S.p.A.

Toscana Ondulati S.p.A.

Cartindustria Eurocarta S.r.l.

Cartografica Galeotti S.p.A.

MCC Italia S.p.A.

Centralcarta S.r.l.

Favillini Pharmaceutical Packaging Group S.p.A.

Big Time Givers Soc. Coop.

Pack Service S.r.l.

Scart Imballaggi S.r.l.

S.I.C.I S.r.l.

Centro Stampa Poligrafici S.r.l.

Nicoletti S.p.A.

Byness S.r.l.

Lito Terrazzi S.r.l.

Paredes Mapedo Fab S.p.A.

Sacchettificio Toscano S.r.l.

Bartoli Packaging S.r.l.

S.I. Cart. S.p.A.

G.R. Cartotecnica S.r.l.

Elaborazione dati: Stratego / CSP

Fonte bilanci CCIA 2024

RICAVI 2024 - CONFRONTO CON 2023
RICAVI 2024 - CONFRONTO CON 2023
RISULTATO OPERATIVO - CONFRONTO CON 2023
RISULTATO OPERATIVO - CONFRONTO CON 2023

Toscana Coast-tocoast italiano tra le aziende di stampa di due regioni

Le aziende di stampa e cartotecnica di Emilia-Romagna e Toscana sono inserite in uno dei sistemi manifatturieri più articolati e dinamici del Paese. Dalla Packaging Valley emiliano-romagnola ai distretti toscani della carta, del tissue, del tessile e della pelle, emergono modelli industriali che crescono accanto a filiere forti, dialogano con brand owner e mercati internazionali, investono in automazione, materiali, qualità e servizio. È una geografia produttiva che diventa anche culturale e tecnica tra chi stampa, chi trasforma, chi confeziona e chi utilizza il packaging come parte integrante del prodotto. In questi territori la competitività nasce dalla capacità di integrare processo, supporto e funzione, trasformando la stampa in un partner industriale per comparti quali: alimentare, cosmetica, moda, carta, grande distribuzione e packaging ad alto valore.

ESANASTRI

Stampa industriale B2B, dal rail alla moda

Con oltre quarant’anni di storia alle spalle e sede a Pisa, Esanastri è oggi uno dei leader italiani nella stampa industriale e nella decorazione B2B, con un posizionamento trasversale che attraversa mercati molto diversi tra loro: dall’automotive al retail e franchising, dal fashion alla decorazione di rotabili ferroviari, dai caravan ai punti vendita di grandi catene. L’azienda è nata con la serigrafia – tecnologia che rimane al centro della propria identità produttiva, applicata anche a pelli e tessuti per la moda – e ha progressivamente integrato la stampa digitale in grande e piccolo formato, le etichette in resina tridimensionale, la pellicola antigraffiti ESA Body-Guard Film per il mercato dei trasporti e il servizio chiavi in mano Retail Power per l’allestimento di punti vendita in franchising su scala nazionale. Certificata ISO 9001 e IATF 16949, l’azienda è guidata da Francesca Posarelli, CEO che ha rafforzato la vocazione internazionale dell’impresa con lo sviluppo di Esanastri Vietnam e una politica ESG orientata alla cultura d’impresa inclusiva. Il riconoscimento Oro della Stampa 2023 nella categoria Wide & Industrial Printer certifica la qualità di un percorso che unisce radici artigianali, investimento tecnologico continuo e una capacità di presidio del mercato B2B tra le più ampie del settore.

Emilia Romagna

CAMAC ARTI GRAFICHE

Stampa per la moda, con presenza europea

Fondata a Cesena e attiva da oltre trent’anni, Camac Arti Grafiche si è affermata come uno dei riferimenti italiani – e tra i principali a livello europeo – nella stampa per la moda e per l’industria, con una proposta che spazia dalla serigrafia alla stampa digitale, fino alla produzione e distribuzione di abbigliamento promozionale, sportivo e da lavoro. Il cuore dell’attività è la divisione moda, che accompagna i brand più importanti del fashion italiano e internazionale dall’elaborazione grafica all’incisione dei telai, dalla stampa alla confezione, con un approccio artigianale che trova nelle finiture a mano uno dei suoi tratti più distintivi. A questo si affianca la progettazione di prodotti custom made e private label per agenzie e rivenditori specializzati, un segmento nel quale la capacità di costruire soluzioni su misura rappresenta il principale elemento di differenziazione. Nel tempo, Camac ha sviluppato una rete commerciale articolata, con sedi proprie a Cesena, Milano, Roma, Parigi e Madrid, e uffici di rappresentanza in Scandinavia, nei Paesi baltici e in Slovenia e Croazia. Una presenza internazionale che riflette la vocazione dell’azienda a costruire rapporti di partnership duraturi con clienti di diversa natura e dimensione, unendo competenza tecnica, flessibilità operativa e continua ricerca su materiali e tecnologie di stampa.

Toscana

TOSCANA ONDULATI

Dal cartone ondulato al food packaging europeo

Con stabilimenti a Marlia (LU) e a Perignano (PI), Toscana Ondulati è una delle realtà produttive più consolidate nel panorama italiano del cartone ondulato, capace di coprire una gamma estremamente ampia di applicazioni: dagli imballaggi in microonda per la pizza da asporto – commercializzati in tutta Europa con il marchio Kartotex – alle grandi strutture in tripla onda per uso industriale come Octabin e Box-Pallet. Il sito di Perignano si è affermato come riferimento europeo nel packaging food in cartone ondulato, conseguendo per primo in Italia la certificazione secondo lo standard BRC, traguardo che testimonia la solidità dei processi produttivi e la capacità di rispondere alle esigenze delle filiere alimentari più regolamentate. Dal 1996 Toscana Ondulati fa parte del gruppo multinazionale britannico DS Smith, uno dei principali operatori mondiali nel packaging sostenibile, che ne ha consolidato la struttura industriale e ampliato l’accesso ai mercati internazionali. La combinazione di radicamento territoriale, specializzazione tecnica e appartenenza a un gruppo globale fa di Toscana Ondulati un caso emblematico di come le eccellenze produttive locali possano trovare nella dimensione internazionale una leva di crescita efficace.

Emilia RomagnaCOPTIP

IND. GRAFICHE

Cent’anni di cooperativa, leader nella stampa per la GDO

Fondata a Modena nel 1920 dalla volontà associativa di oltre novanta tipografi professionisti, Coptip è una delle realtà più longeve e significative della cooperazione nel settore grafico italiano, capace di attraversare guerre, crisi economiche e rivoluzioni tecnologiche mantenendo il proprio modello senza mai snaturarlo. La svolta decisiva è arrivata negli anni Ottanta, quando l’azienda ha abbandonato la logica della tipografia artigianale per abbracciare la stampa rotativa offset, specializzandosi nella produzione di volantini e cataloghi promozionali per la Grande Distribuzione Organizzata – un mercato nel quale oggi detiene una leadership riconosciuta a livello nazionale. Il parco macchine include alcune delle rotative più grandi installate nel Sud Europa, con una capacità produttiva di 180.000 copie all’ora e oltre 50.000 tonnellate di carta stampate ogni anno. Nel 2015, con la fusione con la cooperativa NuovaGrafica di Carpi, Coptip ha ampliato le proprie competenze nella stampa in piano di qualità e nella cartotecnica. Sul fronte della sostenibilità, l’azienda ha investito in produzione fotovoltaica e nel riuso degli scarti di produzione, ottenendo importanti certificazioni ambientali, mentre la collaborazione con istituti tecnici locali conferma il radicamento nel territorio modenese che ha segnato tutta la sua storia.

GIRO D’ITALIA

ILPOLIGRAFICO 233 • 26

ToscanaToscana

FAVILLINI PHARMACEUTICAL PACKAGING GROUP

140 anni di storia al servizio della farmaceutica

Fondata a Livorno nel 1886 da Eugenio Favillini come tipografia artigianale, quella che oggi è Favillini Pharmaceutical Packaging Group ha attraversato cinque generazioni di imprenditoria familiare, una ricostruzione postbellica e una progressiva, radicale specializzazione nel packaging secondario per l’industria farmaceutica e nutraceutica, affermandosi come uno dei principali operatori italiani del settore. L’azienda produce astucci, foglietti illustrativi ed espositori per le principali case farmaceutiche, con un sistema produttivo che include il controllo automatico al 100% dei fogli stampati, tecnologie Heidelberg sviluppate in collaborazione con il proprio ufficio tecnico interno, e soluzioni avanzate per identificazione, tracciabilità, anticontraffazione e serializzazione. Nel 2020 il fondo di private equity Arcadia ha acquisito il 60% del capitale, affiancando i fratelli Alberto ed Eugenio Favillini nella guida operativa e accelerando la strategia di crescita per linee esterne. L’acquisizione di Idea Grafica — realtà lombarda specializzata negli stessi segmenti — ha portato il gruppo a superare i 25 milioni di fatturato, circa 130 dipendenti e tre stabilimenti in Toscana, Lombardia e Lazio, a presidio dei principali distretti farmaceutici italiani. Le certificazioni ISO 9001, ISO 14001, FSC e la recente EPD completano il profilo di un’azienda che ha saputo trasformare la longevità in leva competitiva

Toscana

LITO TERRAZZI

Romagna

ARTI GRAFICHE REGGIANE & LAI Il più grande polo italiano della cartotecnica

Regione

Fondata nel 1959 a Reggio Emilia sotto la guida della famiglia Cantagalli, Arti Grafiche Reggiane & Lai è oggi la capofila di AGR Group, il più grande polo italiano della cartotecnica e uno dei leader europei nel packaging, con un modello industriale costruito su decenni di crescita organica e acquisizioni strategiche che hanno progressivamente ampliato competenze, mercati e capacità produttiva. Il gruppo include nove stabilimenti produttivi, tre centri di ricerca e sviluppo – tra cui I-Lab, il centro creativo dedicato all'innovazione di progetto e di processo – e un fatturato aggregato superiore ai 240 milioni di euro, con oltre 750 collaboratori tra sedi italiane ed estere. L'of ferta copre l'intera gamma del packaging in cartone teso e cartone ondulato accoppiato, dal general packaging destinato alla GDO – con una forte presenza nel food, nei surgelati, nei latticini, nel beverage – fino al premium packaging per wine & spirits, beauty e personal care, con lavorazioni speciali. Alla capofila si affiancano Espo & Cartotec per le soluzioni espositive POP, FAG Artigrafiche per gli imballi in cartone ondulato accoppiato e, dall'aprile 2025, Labanti e Nanni Industrie Grafiche, la cui acquisizione per il 90% del capitale ha consolidato ulteriormente la leadership del gruppo nel packaging industriale di alta qualità. Sul fronte della sostenibilità, AGR ha adottato strumenti come il Life Cycle Assessment e il Carbon Footprint Tool per misurare e ridurre l'impatto ambientale dei prodotti, in una strategia che coniuga innovazione tecnologica, economia circolare e responsabilità d'impresa.

La stampa editoriale come missione di famiglia

Con sede a Iolo (PO) Lito Terrazzi è un'azienda che ha costruito quasi sessant'anni di storia intorno a un'idea semplice e ambiziosa insieme: valorizzare ogni singolo prodotto stampato. Fondata nel 1967 da una famiglia la cui tradizione nel settore si tramanda di generazione in generazione – come racconta il CEO Claudio Terrazzi, che riporta la sua storia f ino alla bisnonna rimasta vedova durante la Prima guerra mondiale –l'azienda ha scelto fin dagli anni Ottanta di concentrarsi sulla stampa editoriale in grande formato, una

specializzazione che si è rivelata lungimirante in un territorio, quello toscano, tradizionalmente ricco di case editrici. Oggi Lito Terrazzi è dedicata al 100% al mercato editoriale, con un ciclo produttivo completo che va dalla prestampa alla rilegatura e copre una gamma molto ampia di prodotti: dai libri fotografici e dai volumi d'arte di alta qualità fino al fumetto e al libro scolastico in elevate tirature. Con 120 addetti impegnati su tre turni e un parco macchine composto da sistemi Koenig & Bauer di ultima generazione, l'azienda ha di recente

investito in un profondo processo di trasformazione 4.0, ridisegnando i flussi informativi interni, adottando la Lean production e integrando la raccolta dati in tempo reale con il gestionale. Un percorso riconosciuto nel 2023 con il Premio Oro della Stampa nella categoria Process Innovator.

Emilia

FEDRIGONI

Freelife: le carte di alta gamma che ridanno vita alle fibre di recupero

Freelife è il brand di carte e cartoncini di Fedrigoni che ha costruito la propria identità attorno al recupero di fibre cellulosiche di scarto, e all'utilizzo di fibre vegetali alternative, trasformandole in supporti di alta qualità per comunicazione stampata, packaging e applicazioni premium.

La forza di Freelife sta nel mostrare che il contenuto riciclato rappresenta un valore. La carta, del resto, è da sempre un materiale di trasformazione. Per secoli, in Europa, la sua produzione si è basata sul recupero di stracci di lino e cotone; solo dalla metà del XIX secolo la pasta di legno ha progressivamente assunto un ruolo centrale. Oggi quel principio originario del recupero torna con tecnologie molto più evolute: selezione accurata, pulizia delle fibre, processi di reingegnerizzazione che consentono di riportare a nuova vita materiali destinati allo scarto, restituendoli al mercato sotto forma di carte performanti e raffinate.

Fibre riciclate e alternative Fedrigoni ha interpretato questa cultura del riuso con una gamma ampia e strutturata, in cui le percentuali di riciclo vanno dal 40% fino al 100%, come nel caso di Freelife Cento. Carte e cartoncini sono realizzati attraverso una combinazione equilibrata di pura cellulosa certificata FSC® e fibre riciclate, in un dialogo tra responsabilità ambientale, qualità e resa estetica. In alcune referenze entrano in gioco anche fibre alternative, come cotone e canapa, che arricchiscono il supporto con una tattilità più ricca e con una leggera texture superficiale puntinata, volutamente esibita come segno distintivo del materiale.

Un’ampia gamma di referenze

Caratteristica distintiva di Freelife è la sua ampiezza di gamma: 9 tonalità, dai cinque bianchi alle varianti Black, Kraft, Burgundy e Graphite, e 18 grammature da 80 a 350 g/m². Non si tratta di una linea “green” limitata a poche opzioni, ma di una proposta capace di coprire esigenze diverse, dall’editoria di pregio al coordinato aziendale, dal packaging alle shopper, fino ai progetti che richiedono specifiche caratteristiche di performance di resistenza e trasformazione.

Il giusto equilibrio tra recupero e prestazioni

Anche l’aspetto culturale merita attenzione. Le fibre cellulosiche si accorciano e perdono parte delle loro proprietà ad ogni ciclo di riciclo. Per questo il vero valore di Freelife non risiede in una retorica semplicistica del riciclo totale a ogni costo, ma nella capacità di trovare il giusto equilibrio tra fibre recuperate e pura cellulosa, mantenendo elevati standard qualitativi nel tempo che danno nuova vita a materiali di grande valore estetico, versatili e affidabili.

In questo senso, Freelife è più di una gamma di carte. È la prova che ciò che nasce come residuo può diventare materia che veicola progetti e racconti. E che la seconda vita della materia può coincidere con una prima scelta per chi cerca qualità, personalità e rispetto per l’ambiente.

PRESTAMPA

LEADERPACK il reparto di progettazione decolla con EngView [

Leaderpack, realtà del gruppo Leaderform specializzata nel packaging in cartone e cartoncino per il settore alimentare e la GDO, ha adottato la suite EngView distribuita in Italia da Serviform per potenziare il proprio reparto interno di prestampa e progettazione. Gianluca Peretti e Samuele Signori raccontano come il software ha cambiato tempi, metodi di lavoro e qualità della proposta al cliente.

Leaderpack fa parte del gruppo Leaderform, una realtà che nel tempo ha consolidato la propria presenza nel settore della stampa e del packaging ampliandola attraverso acquisizioni mirate e un costante processo di rinnovamento interno. L'azienda – che in precedenza operava con il nome Cartotecnica MG2 – ha progressivamente trasformato la propria struttura produttiva, investendo in macchine da stampa di ultima generazione e dando vita ad aree produttive completamente nuove. Leaderpack conta oggi circa settanta dipendenti, mentre il gruppo nel suo insieme arriva a duecento, e la crescita non si è fermata alla sede principale: di recente è stata acquisita anche un'unità produttiva a Perugia, a testimonianza di un'espansione geografica che riflette la solidità del progetto industriale.

Prestampa e progettazione

Il cuore del business è il packaging in cartoncino teso, accoppiato e rigido rivestito, destinati principalmente al settore alimentare e alla GDO – e Leaderpack opera con una certificazione BRC Audit Grade AA e ISO 22000, gestendo internamente l'intero ciclo produttivo: dalla progettazione alla stampa, dalla fustellatura alla

piega-incolla, fino alla spedizione del prodotto finito. Uno degli elementi più significativi della trasformazione recente è stata la creazione di un reparto interno di prestampa e progettazione: «In precedenza questi servizi erano affidati ad agenzie esterne», spiega Gianluca Peretti, responsabile della prestampa, «ma circa tre anni fa abbiamo deciso di internalizzare queste attività, costruendo un team giovane in formazione continua, capace di gestire l'intero flusso, dalla progettazione strutturale del packaging fino alla produzione del file di taglio».

Usabilità e servizio di prevendita

Quando i volumi di lavoro hanno cominciato a crescere, è emersa con chiarezza la necessità di uno strumento dedicato allo sviluppo del packaging, capace di sostenere le ambizioni di un reparto che stava rapidamente maturando. «Abbiamo fatto uno scouting del mercato e valutato diversi prodotti», racconta Peretti, «e alla fine abbiamo scelto EngView». Il fattore decisivo si è rivelato essere l'approccio all'interfaccia, «ci è sembrato immediatamente molto intuitivo – osserva Samuele Signori, packaging developer, – e la facilità di interpretazione di un software ne determina la fruibilità reale, soprattutto

per chi deve lavorarci otto ore al giorno». Ha inciso positivamente sulla decisione finale anche il percorso di prevendita condotto da Serviform, distributore italiano di EngView, che ha saputo costruire un rapporto di fiducia attraverso dimostrazioni multiple, la disponibilità a calibrare la presentazione sulle esigenze specifiche dell'azienda e una visita diretta in sede.«Il team di Serviform ha soddisfatto tutte le nostre richieste – aggiunge Peretti – e la fiducia iniziale si è poi confermata pienamente nei risultati»

Librerie parametriche, 3D e controllo plotter

Nella fase di selezione sono state funzionalità considerate indispensabili ciascuna con un peso preciso nell'economia del lavoro quotidiano. La prima era un modulo per lo sviluppo del packaging con librerie parametriche aggiornate: EngView si appoggia alle librerie ufficiali FEFCO e ECMA, che coprono la grande maggioranza dei formati standard, e questo consente di lavorare con una base solida e sempre aggiornata. «Per i lavori standard utilizziamo quei modelli come riferimento di partenza e modifichiamo dimensioni aggiungendo personalizzazioni in modo rapido», spiega Signori. Un’altra esigenza riguardava la disponibilità di un modulo tridimensionale solido, che si è rivelato tra i contributi più immediati e tangibili all'attività del reparto. «Il 3D è la funzione che ci ha dato le soddisfazioni più immediate – afferma Signori –, ci permette di individuare in fase di progettazione errori che prima emergevano solo sul campione fisico, anticipando i problemi e riducendo in modo significativo i costi di campionatura. Il rendering, applicato con la grafica reale del cliente permette di mostrare modelli statici e animati, spiegare come il prodotto va montato, far capire l'aspetto finito prima ancora di toccare la macchina – e per i clienti più esigenti è ormai diventato uno standard atteso».

Infine il controllo del plotter da taglio, un'operazione che EngView ha semplificato in modo sostanziale: «Ha rivoluzionato il nostro modo di lavorare consentendoci di risparmiare tempo prezioso», prosegue Signori.

Velocità, qualità del file e proposta commerciale

A circa un anno dall'adozione di EngView, i benefici sono misurabili con concretezza su più livelli. Le richieste vengono evase in tempi sensibilmente più brevi rispetto al passato, e questo ha modificato le aspettative interne. «I responsabili di commessa sono diventati molto più esigenti – racconta Peretti – sapendo che possiamo far fronte alle loro richieste più velocemente». La qualità del file prodotto è migliorata. «Se in precedenza gli operatori del fustellificio a volte intervenivano per ottimizzarne i dettagli, ora siamo in grado di produrre progetti con la massima precisione. L’ esperienza che abbiamo acquisito ci permette di verificare con certezza tolleranze e sequenze produttive».

La disponibilità di rendering realistici in tempi rapidi

Da sinistra, Samuele Signori e Gianluca Peretti, rispettivamente packaging developer e responsabile del reparto prestampa di Leaderpack

consente al reparto commerciale di presentare varianti di progetto, avanzare idee creative già in fase di offerta, aprire possibilità che prima il cliente non avrebbe nemmeno immaginato. Come osserva Signori, «grazie a EngView siamo in grado di proporre soluzioni nuove, suggerire varianti e ispirare il cliente con idee innovative per progetti che potranno essere realizzati anche in futuro tenendo aperto il dialogo».

Integrazione, formazione e prospettive di crescita

Sul piano dell'integrazione, EngView dialoga con Adobe Illustrator e con il workflow ECO3 Amfortis per la gestione del flusso produttivo, una connessione ancora in fase di sviluppo. «Chiudere questo cerchio – anticipa Peretti – ci permetterà di ottenere un flusso end-to-end, dalla struttura del packaging fino all'ordine di produzione». La formazione si è svolta nel corso di due giornate di training on site condotte dal team di Serviform, e l'apprendimento è stato rapido: «Le guide sono estremamente complete e il software è così intuitivo che siamo arrivati in poco tempo a un utilizzo vicino alle piene potenzialità», conclude Signori.

Il rapporto con Serviform va ben oltre l'assistenza tecnica e riflette una filosofia precisa nei confronti dei partner tecnologici. Un esempio concreto di questa dinamica è la valutazione in corso per il modulo Project Organizer, pensato per strutturare meglio la gestione delle commesse man mano che i volumi continuano a crescere. Dal lato di Serviform, il responsabile Matteo Cavenago conferma la reciprocità di questo approccio: «Riusciamo a garantire questa flessibilità grazie a un team dedicato al prodotto e a un rapporto solido con casa madre, che ci considera un riferimento importante a livello mondiale: questo ci permette di portare le esigenze dei clienti italiani direttamente all’interno della fase di sviluppo del software».

Per Leaderpack, l'investimento in EngView è il punto di partenza di un percorso aperto. «Siamo in espansione – conclude Peretti – e siamo certi che Serviform ci affiancherà nella nostra crescita».

Olimpiadi della Stampa: quando scuola e industria si “allenano” insieme

L’edizione 2026 dell’iniziativa promossa da ARGI con ENIP-GCT ha riunito studenti, docenti, aziende e associazioni in due giornate dedicate ai talenti della stampa, del packaging e del converting. Un evento che conferma quanto il dialogo tra generazioni sia oggi decisivo per il futuro del comparto.

Si è conclusa con grande partecipazione ed entusiasmo la quarta edizione delle Olimpiadi della Stampa, l’iniziativa nazionale promossa da ARGI, in collaborazione con ENIP-GCT Nazionale, dedicata agli studenti delle scuole superiori a indirizzo grafico, cartotecnico, comunicazione e new media.

A vincere è stato l’Istituto Salesiano San Marco di Mestre, già primo classificato nella precedente edizione. Sul podio anche l’IIS G. Marconi – M. Hack di Bari, secondo classificato, e l’Istituto Salesiano San Zeno di Verona, terzo classificato.

Ma ridurre le Olimpiadi della Stampa a una classifica sarebbe limitante. Perché l’evento, ormai diventato un appuntamento riconoscibile per la filiera, è molto più di una competizione: è un luogo di incontro tra generazioni, competenze e visioni. È uno spazio in cui il mondo dell’industria grafica, del packaging e del converting guarda negli occhi i ragazzi e le ragazze che potrebbero diventarne i futuri protagonisti.

Una competizione

che parla al futuro del settore

Le Olimpiadi della Stampa sono nate con l’obiettivo di creare un ponte concreto tra scuola e impresa, valorizzando i giovani talenti. In questa quarta edizione, l’iniziativa ha confermato una crescita significativa. La prima edizione, nel 2017, aveva coinvolto 14 istituti e 70 studenti. L’edizione 2026 ha visto invece la partecipazione di 25 istituti provenienti da molte regioni d’Ita-

lia e 125 ragazzi. Numeri che raccontano un interesse crescente verso le professioni della stampa, della grafica e della cartotecnica, ma anche una consapevolezza più ampia: il settore ha bisogno di raccontarsi meglio, di aprirsi, di mostrare ai giovani la propria dimensione tecnologica, creativa e industriale.

Per anni, infatti, il mondo della stampa è stato spesso percepito dall’esterno come un comparto tradizionale, legato a mestieri manuali o a processi produttivi poco visibili. Chi lo conosce dall’interno sa che non è così. Oggi stampare significa lavorare con tecnologie all’avanguardia, automazione, software, dati, materiali innovativi, sostenibilità, packaging intelligente, finiture speciali, progettazione, qualità, controllo di processo e comunicazione multicanale.

Le Olimpiadi della Stampa servono proprio a rendere evidente ciò che il settore è diventato. Un comparto industriale moderno, complesso e affascinante, dove creatività e tecnologia convivono ogni giorno.

Le prove: tecnica, creatività e capacità di presentarsi

I partecipanti alle Olimpiadi della Stampa si sono confrontati in prove teoriche e pratiche pensate per misurare competenze diverse e complementari.

I quiz di tecnologia della stampa hanno testato la conoscenza dei processi, dei materiali e delle logiche produttive. Le prove grafiche hanno richiesto la progettazione di un logo, di un packaging e di un manifesto destinato

all’Out of Home, mettendo alla prova capacità di sintesi, cultura visiva, padronanza degli strumenti e sensibilità progettuale. Particolarmente significativa è stata anche la prova “Portfolio”, una simulazione di colloquio di lavoro durante la quale gli studenti hanno presentato una selezione dei propri progetti creativi agli sponsor e alle aziende presenti. Non un esercizio formale, ma un momento di confronto reale: per molti ragazzi, probabilmente, una delle prime occasioni per raccontare il proprio lavoro davanti a professionisti del settore. Ed è proprio qui che le Olimpiadi hanno mostrato uno dei loro valori più forti. Perché saper progettare è fondamentale, ma saper spiegare un progetto, difendere una scelta grafica, raccontare un percorso e immaginarsi dentro un contesto professionale lo è altrettanto. In un mercato che cerca competenze tecniche, ma anche consapevolezza, flessibilità e capacità relazionali, questa dimensione è sempre più importante. Le simulazioni di colloquio hanno evidenziato maturità, preparazione e capacità progettuale. Hanno mostrato studenti non solo bravi a eseguire, ma capaci di ragionare, argomentare, ascoltare, rispondere. In altre parole, giovani professionisti in formazione.

Il manifesto per l’amore della stampa

Tra i momenti più intensi della manifestazione c’è stata la prova collaborativa finale, dedicata alla realizzazione di un manifesto sull’amore per la stampa.

Una consegna apparentemente semplice, ma in realtà molto profonda. Perché chiedere a studentesse e studenti di raccontare l’amore per la stampa significa invitarli a interrogarsi sul valore di un linguaggio che ha attraversato secoli di cultura, informazione, comunicazione e industria. Significa chiedere loro di guardare alla stampa non solo come tecnica, ma come patrimonio culturale e umano.

Le ragazze e i ragazzi hanno lavorato in squadra, confrontandosi su idee, forme, messaggi e soluzioni visive. Ne sono nati elaborati caratterizzati da forza espressiva, freschezza e buona preparazione tecnica. Manifesti capaci di restituire una visione contemporanea della stampa: non nostalgia, ma energia; non solo carta, ma esperienza; non solo mestiere, ma progetto. Il lavoro di squadra ha aggiunto un ulteriore livello di significato. Perché la stampa, il packaging e il converting sono filiere in cui ogni prodotto nasce da una catena di competenze: chi progetta, chi stampa, chi nobilita, chi trasforma, chi controlla, chi distribuisce, chi comunica. Imparare a collaborare è già parte del mestiere.

Il dialogo tra scuola e impresa

Uno dei temi centrali emersi dall’edizione 2026 è la necessità di rafforzare il dialogo tra il mondo della formazione e quello dell’industria.

Le aziende di stampa, packaging e converting cercano giovani preparati, motivati e disponibili a crescere in un comparto che richiede competenze sempre più articola-

Anche l'edizione 2026 delle Olimpiadi della Stampa ha visto i partecipanti cimentarsi in competizioni ludiche e in test di cultura generale oltre che in prove tecniche e creative

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“Anche quest’anno abbiamo visto studenti preparati, creativi e capaci di interpretare il futuro della comunicazione stampata con competenza e passione.”

Marco Marangoni, presidente di ARGI

te. Le scuole, gli istituti tecnici, professionali e gli ITS hanno il compito di formare questi profili, ma per farlo hanno bisogno di un rapporto costante con le imprese, con le tecnologie e con i cambiamenti reali del mercato. Le Olimpiadi della Stampa funzionano perché mettono questi mondi nello stesso luogo e nello stesso tempo, praticando l’orientamento in concreto mettendo studenti e aziende davanti agli stessi progetti, agli stessi portfolio, alle stesse prove.

In questo senso, l’evento rappresenta un modello virtuoso. Le imprese vedono da vicino il livello di preparazione dei ragazzi. Gli studenti comprendono quali competenze sono richieste, quali opportunità esistono, quali percorsi professionali possono aprirsi. I docenti entrano in relazione con una filiera industriale che cambia rapidamente. Le associazioni fanno da ponte, creando una cornice comune.

È da questo dialogo aperto e intergenerazionale che il settore può crescere. Perché non basta chiedere giovani talenti: bisogna incontrarli, ascoltarli, formarli, accompagnarli e mostrare loro che nella stampa esiste un futuro possibile.

L’attrattività delle professioni grafiche e cartotecniche è oggi una sfida decisiva: le aziende cercano tecnici qualificati, mentre molti giovani conoscono ancora poco le opportunità offerte dalla filiera. Per colmare questa distanza sono nati progetti come “Mattia fa le scatole”, il docufilm realizzato da ENIP-GCT con ARGI, ACIMGA, Assografici e Assocarta, con il patrocinio della Federazione Carta e Grafica, pensato per raccontare ai ragazzi il mondo della stampa e del packaging

visto dall’interno, con gli occhi di giovani professionisti. Il cortometraggio mostra un settore fatto di macchine, materiali, tecnologia, precisione e creatività, ma soprattutto di persone, aiutando a superare l’idea che “fare scatole” o lavorare nella grafica significhi svolgere un mestiere marginale. Le Olimpiadi della Stampa si inseriscono nella stessa direzione: non si limitano a spiegare il comparto, ma lo fanno vivere attraverso prove, incontri, competizione e confronto con le imprese. Per avvicinare nuovi talenti non basta dire che il settore offre lavoro: bisogna mostrarne la bellezza, la complessità e il valore industriale.

Le parole di ARGI ed ENIP-GCT

Il valore dell’iniziativa è stato sottolineato anche dagli organizzatori, che vedono nelle Olimpiadi un progetto strategico per il futuro del comparto.

“Le Olimpiadi della Stampa rappresentano uno dei progetti più importanti per il nostro settore perché riescono a creare un dialogo concreto tra formazione e industria”, dichiara Marco Marangoni, presidente di ARGI. “Anche quest’anno abbiamo visto studenti preparati, creativi e capaci di interpretare il futuro della comunicazione stampata con competenza e passione. Per le aziende è un’occasione preziosa per incontrare nuovi talenti, mentre per i ragazzi rappresenta un’esperienza formativa unica, capace di avvicinarli al mondo del lavoro in modo diretto e stimolante”.

Parole che fotografano bene la doppia natura dell’even-

“Sono orgoglioso di poter confermare che la collaborazione tra ENIP-GCT e ARGI continua a dare i suoi frutti. Ho partecipato a tutte e quattro le edizioni delle Olimpiadi della Stampa e ogni anno è stato un crescendo in termini di partecipazione di Scuole e Partner...”

Marco Spada, presidente di ENIP-GCT Nazionale

to: da una parte competizione formativa, dall’altra piattaforma di orientamento e relazione. Perché il settore ha bisogno di luoghi in cui i giovani possano misurarsi, ma anche sentirsi riconosciuti.

“Sono orgoglioso di poter confermare che la collaborazione tra ENIP-GCT ed ARGI continua a dare i suoi frutti. Ho partecipato a tutte e quattro le edizioni delle Olimpiadi della Stampa e ogni anno è stato un crescendo in termini di partecipazione di Scuole e Partner, che hanno creduto nel Progetto e lo hanno sostenuto. Un’occasione per tutti di misurare le proprie competenze professionali e competere nel rispetto delle regole e in piena collaborazione. Sinceri complimenti alle tre Scuole salite sul podio, ma posso dire che abbiamo vinto tutti, ci portiamo a casa una grande lezione di vita: i giovani sono il nostro futuro, il mercato del lavoro li aspetta e ha bisogno del loro entusiasmo per affrontare le sfide che il nostro comparto grafico e cartotecnico vive ogni giorno. Bravi tutti!”, commenta Marco Spada, presidente di ENIP-GCT Nazionale.

È una riflessione che va oltre la cronaca dell’evento.

Perché se è vero che ci sono stati vincitori e classifiche, è altrettanto vero che il risultato più importante è stato vedere una comunità professionale riunita intorno ai propri giovani.

Una comunità che si riconosce

Tutte le scuole partecipanti hanno dimostrato un alto livello di preparazione, confermando il ruolo fonda-

In queste pagine alcuni momenti delle Olimpiadi della Stampa 2026; in alto la giuria della competizione (in maglia verde) e i presidenti di Argi e ENIP-GCT Nazionale, Marco Marangoni e Marco Spada (in maglietta blu)

mentale della formazione tecnica e professionale nel futuro della filiera. Accanto agli studenti, protagonisti per impegno e creatività, un ruolo essenziale è quello dei docenti, spesso poco visibili nel racconto pubblico dell’industria, ma decisivi nel tradurre tecnologie, linguaggi e processi in competenze accessibili, alimentando curiosità, metodo e disciplina progettuale. Dall’altra parte, le aziende sono chiamate ad aprirsi, raccontarsi, accogliere stage, collaborare con le scuole, offrire testimonianze e sostenere iniziative come questa. La riuscita dell’edizione 2026 è stata possibile proprio grazie a una rete ampia — studenti, docenti, scuole, sponsor, associazioni di categoria, giuria, Amici delle Olimpiadi della Stampa, media partner e volontari — e al contributo degli Scout dei gruppi Pioltello & Segrate – San Bovio e Cernusco sul Naviglio 1, che hanno curato le prove ludiche e il supporto logistico. Un dettaglio che racconta bene lo spirito dell’iniziativa: non solo competizione, ma comunità; non solo tecnica, ma partecipazione.

In un settore che cambia rapidamente, la formazione non può essere delegata solo alla scuola e l’innovazione non può restare chiusa nelle aziende. Le Olimpiadi della Stampa dimostrano che quando questi mondi si parlano, il risultato è più forte per tutti.

La quarta edizione delle Olimpiadi della Stampa ha mostrato che questo racconto è possibile. Nei manifesti realizzati, nei portfolio presentati, nelle prove tecniche, nei colloqui simulati e nell’entusiasmo degli studenti si è visto qualcosa che va oltre la gara: si è vista una filiera che prova a consegnare il proprio futuro nelle mani giuste.

SERVIZI PER PSP

ILPOLIGRAFICO

PPWR imballaggi: cosa prevede la direttiva UE e cosa devono fare le imprese

La direttiva PPWR sugli imballaggi per le imprese italiane rappresenta una sfida significativa, ma anche un’opportunità di posizionamento competitivo. Chi si adegua per tempo non solo evita sanzioni, ma può rafforzare la propria reputazione ambientale, ridurre i costi nel lungo periodo e rispondere alle richieste di un mercato sempre più orientato alla sostenibilità.

Il fenomeno globale dell’eCommerce, esponenzialmente cresciuto dall’anno della pandemia, per poi segnare una crescita a due cifre annualmente, ha imposto norme sempre più stringenti per gestire in modo sostenibile ed efficace lo smaltimento degli imballaggi. In tutto il pianeta, infatti, la circolazione di merci comprate online ha raggiunto volumi importanti. L’Europa, in questo, ha disegnato delle strategie in merito: «La PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation) rappresenta un vero e proprio cambio di paradigma nella normativa europea sugli imballaggi» Spiega Paolo Intini, Director of Fiscal Activity di Ayming Italia Srl SB, società di servizi che si occupa di individuare per le imprese le misure agevolative più vantaggiose, in Italia e all’estero, e dare supporto su compliance e advisory in materia di fiscalità internazionale e normative europee ed internazionali. «A differenza delle precedenti direttive, focalizzate principalmente sulla gestione dei rifiuti a

valle, la PPWR agisce a monte, intervenendo direttamente sulla progettazione degli imballaggi e sul loro intero ciclo di vita. Per le imprese italiane, l’impatto sarà rilevante in termini di costi, responsabilità e compliance, ma anche di opportunità competitive per chi si adeguerà tempestivamente». La PPWR stabilisce, infatti, obblighi stringenti sulla progettazione degli imballaggi, imponendo che questi siano realizzati per minimizzare l’impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita. I produttori e i commercianti devono ripensare completamente il modo in cui concepiscono gli imballaggi: dalla scelta dei materiali alla riduzione del peso, dalla facilità di riciclaggio alla prevenzione della dispersione in ambiente. La direttiva trasferisce sulle spalle dei produttori l’onere economico e organizzativo della gestione dell’intero ciclo di vita dell’imballaggio, introducendo il concetto di “responsabilità estesa del produttore” (EPR) in modo ancora più rigoroso.

SERVIZI PER PSP

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A differenza delle precedenti direttive, focalizzate principalmente sulla gestione dei rifiuti a valle, la PPWR agisce a monte, intervenendo direttamente sulla progettazione degli imballaggi e sul loro intero ciclo di vita.

A chi si applica la direttiva

La PPWR si applica a una platea ampia di soggetti:

Paolo Intini, Director of Fiscal Activity di Ayming Italia Srl SB

• Produttori di imballaggi: chiunque produca imballaggi, indipendentemente dalle dimensioni. PMI che producono imballaggi in plastica, carta, vetro, metallo o materiali compositi sono soggette agli obblighi PPWR.

• Commercianti e distributori: le imprese che commercializzano prodotti confezionati, sia online che offline, sono responsabili della conformità degli imballaggi ai requisiti PPWR. Questo include retailer, e-commerce e distributori B2B.

• Importatori: le imprese che importano prodotti confezionati da Paesi extra-UE devono garantire la conformità degli imballaggi prima di immetterli sul mercato europeo.

• Produttori di prodotti confezionati: chi produce beni confezionati (alimenti, cosmetici, farmaci etc.) è responsabile della conformità dell’imballaggio, anche se realizzato da terzi.

Quando entra in vigore la PPWR

La PPWR segue una roadmap progressiva, di seguito le scadenze principali:

• 12 agosto 2026 – Entrata in vigore della direttiva e applicazione dei requisiti di progettazione degli imballaggi

• Gennaio 2027 – Implementazione dei sistemi di tracciamento e identificazione univoca degli imballaggi

• Gennaio 2030 – Requisiti rafforzati su riduzione dei rifiuti e aumento delle percentuali di riciclaggio

Con l’entrata in vigore imminente, le imprese devono attivarsi immediatamente.

Requisiti principali della PPWR

La normativa introduce obblighi tecnici e organizzativi molto stringenti.

Riduzione di peso e volume: gli imballaggi devono essere progettati per eliminare sovra-imballaggi e ridurre peso e volume al minimo necessario.

Riciclabilità: devono essere facilmente riciclabili, utilizzando materiali compatibili con i sistemi di riciclo esistenti ed evitando componenti che ne ostacolino il trattamento.

Divieto di determinate sostanze: la PPWR vieta sostanze chimiche che possano contaminare i flussi di riciclo o compromettere la qualità dei materiali recuperati.

Tracciamento e identificazione: gli imballaggi devono essere identificabili e tracciabili per consentire il monitoraggio dell’intero ciclo di vita.

Responsabilità estesa del produttore (EPR): il produttore resta responsabile della raccolta, del trasporto e del riciclaggio dell’imballaggio dopo l’uso.

PPWR e EPR complementari, non sostitutivi

L’EPR riguarda la gestione dei rifiuti di imballaggio dopo il loro utilizzo: chi produce imballaggi rimane responsabile della raccolta, del trasporto e del riciclaggio dei rifiuti generati. La PPWR interviene a monte, nella fase di progettazione e produzione. Un’impresa che produce imballaggi rimane soggetta a entrambi gli obblighi:

Obblighi EPR: iscrizione ai sistemi EPR nazionali, versamento dei contributi ambientali e gestione dei rifiuti di imballaggio. Obblighi PPWR: progettazione e produzione di imballaggi che rispettino i requisiti di sostenibilità della direttiva.

Un imballaggio progettato secondo i requisiti PPWR (leggero, riciclabile, privo di sostanze dannose) è più facile da gestire secondo gli obblighi EPR, riducendo i costi complessivi di gestione dei rifiuti.

Implicazioni pratiche per le imprese

Riprogettazione degli imballaggi: saranno necessari interventi di ingegnerizzazione, test di conformità e selezione di nuovi materiali.

Aumento dei costi nel breve termine: l’adeguamento può comportare un incremento iniziale dei costi di produzione, compensato nel medio periodo dalla riduzione di peso e volume.

Compliance amministrativa: le imprese dovranno implementare sistemi di tracciamento, conservare documentazione tecnica e rispondere a controlli delle autorità competenti.

Responsabilità legale: la commercializzazione di imballaggi non conformi espone a sanzioni amministrative e al ritiro dei prodotti dal mercato.

Come prepararsi alla PPWR: cosa fare subito

• Audit degli imballaggi attuali per identificare le non conformità

• Coinvolgimento dei fornitori e verifica dei materiali utilizzati

• Pianificazione degli adeguamenti con una roadmap chiara

• Consulenza specializzata in sostenibilità ambientale e compliance normativa Agire in anticipo consente di ridurre rischi, costi e interruzioni operative.

Argi è l’Associazione che dal 1983 raggruppa i produttori e distributori di macchine, sistemi e prodotti per l’Industria Grafica. Rappresenta gli interessi istituzionali, tutela la rilevanza sociale e sostiene con atti concreti lo sviluppo economico di tutte le imprese impegnate nell’offerta di macchinari, prodotti e servizi alle aziende che concorrono alla produzione della comunicazione su carta stampata in ogni sua forma.

MERCATO, MONITORAGGIO E CONTENUTI

PROGETTO SCUOLE

CONTENUTI ED EVENTI

ALLEANZE STRATEGICHE

L’Ossevatorio ARGI studia i dati sul venduto pre-stampa, stampa, post-stampa dei mercati offset, digitale, cartotecnica e sala stampa.

È dedicato a sostenere le scuole grafiche attraverso la collaborazione con le scuole e ENIP-GCT.

LE AZIENDE ASSOCIATE

Promuove regolari incontri tra gli attori della filiera della stampa digitale e offset e organizza la fiera Print4All.

Collabora costantemente con altre istituzioni nel mercato e nei settori complementari o di sbocco.

ENIP-GCT

PORTA L’AI NELLA FORMAZIONE GRAFICA E CARTOTECNICA

CON IL PROGETTO “AI ENIP-GCT”, L’ENTE INTRODUCE

UN ASSISTENTE INTELLIGENTE PENSATO PER STUDENTI, DOCENTI E OPERATORI DEL SETTORE

L’intelligenza artificiale entra ufficialmente nella formazione tecnica per l’industria grafica, cartotecnica e trasformatrice. Dall’11 maggio 2026, sulla piattaforma formazione dell’ ENIP-GCT Nazionale (https:// formazione.enipgct.it/) ha preso il via il progetto “AI ENIP-GCT”, la nuova iniziativa pensata per accompagnare l’evoluzione delle competenze professionali in uno dei comparti più strategici della manifattura italiana. Il progetto nasce per mettere a disposizione di studenti, formatori e lavoratori uno strumento digitale capace di rendere più accessibile, continua e personalizzata la formazione tecnica.

Chatbot specializzato per la formazione tecnica

Al centro dell’iniziativa c’è un assistente intelligente sviluppato per rispondere alle esigenze specifiche di stampa, cartotecnica e converting. Per gli studenti, rappresenta un supporto allo studio e alla comprensione dei contenuti didattici. Per i formatori, uno strumento utile per arricchire le lezioni, organizzare materiali e favorire l’interazione con gli allievi. Per i lavoratori, infine, un aiuto pratico nella consultazione rapida di informazioni utili alle attività quotidiane. La forza del progetto sta nella sua specializzazione: l’assistente nasce come tecnologia orientata a un settore preciso, con linguaggi, processi e fabbisogni formativi specifici.

diale con videolezioni e podcast automatici, strumenti sempre più importanti per rispondere a modalità di apprendimento diverse. La formazione non passa più soltanto dall’aula tradizionale, ma si sviluppa attraverso contenuti digitali fruibili in modo flessibile, anche in momenti diversi della giornata e lungo percorsi personalizzati.

Una piattaforma per tutta la filiera “AI ENIP-GCT” si rivolge a tre categorie principali: studenti dei percorsi grafici e cartotecnici, formatori e dirigenti scolastici, lavoratori delle aziende del settore. Per gli studenti, l’obiettivo è migliorare l’esperienza formativa, rendendo più immediato l’accesso alle informazioni e facilitando la comprensione dei concetti tecnici. Per i docenti, l’intelligenza artificiale può diventare uno strumento di supporto alla progettazione didattica e alla gestione dei contenuti. Per le imprese, invece, rappresenta un canale utile per sostenere l’aggiornamento continuo delle competenze.

In un mercato in cui la carenza di figure tecniche qualificate è una delle principali criticità, iniziative di questo tipo assumono un valore strategico. La competitività delle aziende grafiche, cartotecniche e trasformatrici dipende sempre più dalla capacità di formare persone preparate, aggiornate e in grado di utilizzare tecnologie complesse.

Contenuti certificati e libreria multimediale Accanto al chatbot, “AI ENIP-GCT” integra un motore di ricerca avanzato per l’accesso a contenuti didattici certificati, aspetto particolarmente rilevante in un contesto in cui la disponibilità di informazioni online è enorme, ma non sempre verificata o coerente con i percorsi formativi tecnici. La piattaforma punta quindi a offrire un ambiente controllato, affidabile e costruito sulle reali esigenze della formazione di settore. Il progetto prevede inoltre una libreria multime-

L’AI non sostituisce il docente, lo affianca Il progetto “AI ENIP-GCT” si inserisce in un dibattito più ampio sul ruolo dell’intelligenza artificiale nella scuola, nella formazione professionale e nel mondo del lavoro. Il punto centrale non è sostituire le competenze umane, ma potenziarle. Lo sottolinea Marco Spada, presidente ENIP-GCT: “L’Intelligenza Artificiale non sostituisce il docente: lo affianca e lo potenzia. Con questoprogettovogliamoportarelaformazione tecnica nel futuro, mantenendo al centro competenze,qualitàepersone”.

La rubrica “Print Connection” contiene comunicati, riguardanti novità tecnologiche o installazioni, mandati alla redazione del Poligrafico dalle aziende presenti nella “Banca Dati Fornitori”, visibile online nel sito Stampamedia.net. Inquadrando con lo smartphone il QRcode a fianco, puoi accedervi direttamente.

New Aerodinamica

PRINT CONNECTION

ILPOLIGRAFICO 233 • 26

CARTES

Prospettive creative per etichette di forte impatto

Cartes annuncia l'installazione di una linea GT360 destinata a rivoluzionare i processi di converting e nobilitazione di STAATS.LABEL, divisione di Graphische Betriebe STAATS GmbH. Per l'azienda tedesca, che opera su due turni ed è specializzata nella produzione di etichette per i settori industriale, delle bevande, alimentare, farmaceutico e cosmetico, si tratta di un investimento strategico, finalizzato ad accrescere la capacità produttiva di etichette dal forte impatto visivo. Ciò che rende straordinaria la linea è la configurazione particolare scelta dal cliente, che integra la verniciatura flexo, l'unità di applicazione LOL (Label On Label), il modulo di verniciatura spot e l'applicazione digitale del foil Jet D-Screen, il forno per l'oro colato e la fustellatrice semirotativa. Cartes GT360, che consente di realizzare etichette estremamente complesse in un solo passaggio, va a completare il layout produttivo aziendale, che include stampa digitale, offset, tipografica, serigrafica, flexo e innumerevoli tecniche di nobilitazione e di converting. «Servendo settori complessi ed esigenti, dobbiamo rispondere a una domanda crescente di qualità, produttività e creatività, sia nei piccoli lotti sia nei grandi quantitativi», afferma Rainer Staats, CEO di Graphische Betriebe STAATS. «Cartes GT360 è un investimento strategico che ci permette di snellire il flusso di lavoro, ridurre il lead time e supportare le supply chain dei nostri clienti con etichette ancora più sorprendenti».

Da sinistra: Jens Mayer e Stefan Knoblich di Dortschy GmbH, agente Cartes per Germania e Austria, Federico Benassi, reparto vendite Cartes, Gabriele e Rainer Staats.

Nuovo sistema per cartone ondulato e supporti flessibili

Liyu annuncia l’introduzione di un nuovo optional che esce dal Centro Ricerca e Sviluppo di Düsseldorf per la Signature Series, progettato per migliorare la gestione di cartone ondulato e supporti flessibili nei processi industriali. La nuova configurazione integra un sistema ingegneristico dedicato alla gestione dei supporti instabili, migliorando affidabilità e continuità operativa nei contesti produttivi ad alta intensità.

Il principale aggiornamento riguarda l’introduzione del sistema a slitte per il supporto del materiale, sviluppato per aumentare la sicurezza operativa durante la stampa su materiali soggetti a deformazione, come il cartone e il cartone ondulato. Questi supporti tendono naturalmente a imbarcarsi durante il processo produttivo, generando variazioni di planarità che aumentano il rischio di collisione con il gruppo teste.

Una delle caratteristiche chiave è la modularità, che consente di integrare in linea stampa serigrafica, stampa a caldo, stampa e verniciatura flexo, plastificazione, fustellatura semirotativa e laser, Label On Label, fustellatura semirotativa, fustellatura laser, finestratura e nobilitazione digitale multilivello per creare verniciature spot, effetti ad alto spessore e braille, foil, oro colato 3D. Per info: www.cartes.it – www.staats.de

SMG

Le conseguenze sono: fermi macchina, rischio di danneggiamento delle testine, scarti di produzione. Il sistema a slitte interviene in modo diretto su questa criticità: stabilizzazione del materiale lungo l’intera area di stampa, riduzione delle variazioni di planarità, controllo più preciso della distanza tra supporto e gruppo teste, minimizzazione del rischio di collisione. Risultato: maggiore continuità produttiva, riduzione dei rischi operativi e incremento dell’affidabilità del processo. La Signature Series è progettata per applicazioni industriali ad alto valore, come: espositori in cartone, stampa su cartone ondulato e packaging, pannellistica rigida, materiali plastici e compositi, comunicazione visiva e display, stampa roll to roll. La nuova configurazione è già disponibile presso il centro Platinum Technologies di Peschiera Borromeo, dove è possibile effettuare dimostrazioni e test applicativi.

Info su www.liyuprinter.it

Innovazione nella stampa: la nuova frontiera del Braille UV

Accessibilità, innovazione e qualità di stampa si incontrano nella Toyo EXC90380 Braille, la vernice UV ad alto spessore progettata per la realizzazione di testi e simboli Braille in rilievo su etichette, packaging e materiali informativi accessibili. Una soluzione evoluta che risponde alle crescenti esigenze di comunicazione inclusiva nei settori farmaceutico, cosmetico, vino & spirits, bevande e nella segnaletica tattile.

Distribuita in Italia da alcuni anni da SMG - partner in Italia della nota casa giapponese - con ottimi riscontri dal mercato, la EXC90380 Braille si è affermata come una soluzione affidabile per le aziende che desiderano unire qualità estetica, conformità tecnica e accessibilità. Grazie alla formulazione specifica per applicazioni serigrafiche

UV professionali, la vernice consente un elevato deposito di materiale, indispensabile per ottenere un rilievo Braille preciso, uniforme e perfettamente leggibile.

L’ultima versione migliorata introduce inoltre una maggiore resistenza all’ingiallimento nel tempo, aspetto particolarmente importante nelle etichette e nei packaging di alta gamma, dove pulizia visiva e stabilità estetica rappresentano elementi fondamentali. La lunga scadenza rispetto ai prodotti UV di altri produttori rappresenta un ulteriore vantaggio per gli stampatori. Il risultato è una marcatura tattile nitida, resistente e durevole, capace di mantenere nel tempo qualità estetica e funzionalità anche in presenza di frequente manipolazione. La formulazione assicura inoltre ottima adesione su carta, cartoncino, film plastici e materiali per etichette, offrendo elevata versatilità produttiva nelle linee di stampa UV professionali. Per consulenze tecniche o ulteriori informazioni, contattare SMG: info@smg.it

HEIDELBERG

Tutto da un unico fornitore

Il business dei consumabili è un pilastro della strategia Heidelberg. Include tutti i materiali utilizzati quotidianamente nella stampa – lastre, inchiostri, vernici, prodotti di lavaggio, rulli e materiali per il postpress – offerti quasi interamente sotto il marchio Saphira. Il valore per i clienti risiede in un portafoglio “qualificato”: prodotti selezionati e ottimizzati per le tecnologie Heidelberg, per qualità costante, meno scarti e processi affidabili. Il vantaggio chiave è avere tutto da un unico fornitore – macchine, software, consumabili e servizi – con maggiore efficienza. Oltre 70 specialisti supportano i clienti a livello globale.

Grazie alle economie di scala, l’azienda resta competitiva, distinguendosi per valore complessivo e riduzione del costo totale. La rete logistica consente consegne rapide, spesso entro 24 ore.

Soluzioni digitali come eShop e VMI (Vendor Managed Inventory) completano l’offerta: nel VMI Heidelberg gestisce le scorte presso il cliente, garantendo disponibilità continua e minori immo-

NEW AERODINAMICA

Ad ogni problema la sua soluzione

Per New Aerodinamica ogni sfida rappresenta un’opportunità per mettere in campo oltre 40 anni di esperienza nel settore dell’aspirazione industriale. Lo dimostra un recente progetto sviluppato per una linea di taglio ad alta velocità dedicata alla lavorazione di materiali plastici come PET, PP e PE accoppiati. La complessità dell’impianto era legata a rifili inferiori ai 90 mm, velocità operative fino a 800 metri al minuto e a un percorso di trasporto lungo circa 90 metri. Una situazione che ha richiesto uno studio approfondito e un approccio ingegneristico mirato. Paolo Radaelli e il suo team hanno così progettato una soluzione su misura, selezionando ventilatori adeguati e dimensionando con precisione ogni componente dell’impianto. Fin dalle prime fasi di installazione sono emersi la qualità costruttiva e l’affidabilità della soluzione proposta, confermate poi dal collaudo finale: la linea ha infatti raggiunto immediatamente le massime prestazioni senza criticità operative. Tra gli elementi distintivi del progetto anche la gestione separata di alcuni rifili, resa possibile grazie a sistemi di raccolta dedicati, un deviatore elettropneumatico e la regolazione inverter del ventilatore, mantenendo costante la velocità di aspirazione. Grande attenzione è stata dedicata inoltre alla riduzione della rumorosità del separatore esterno, risolta attraverso una doppia cassa afona ed espulsione silenziata. Il risultato finale: un impianto efficiente, versatile e altamente performante.

bilizzi, con fatturazione a consumo. L’eShop, che genera circa il 35% delle vendite, permette ordini semplici e rapidi. Il digitale integra la consulenza, senza sostituirla.

Con 25 milioni di m² di lastre distribuiti, Heidelberg è un player rilevante e punta a crescere nel packaging, rafforzando il ruolo di partner globale lungo tutto il ciclo produttivo.

NGW GROUP

Distributore esclusivo JHF per l’Italia

NGW Group rafforza il proprio posizionamento nella stampa digitale industriale diventando distributore esclusivo per l’Italia di JHF, brand internazionale specializzato in tecnologie UV ad alte prestazioni. L’accordo porta sul mercato italiano una gamma completa di soluzioni, ibride, roll-to-roll e flatbed, progettate per il sign & display industriale: sistemi capaci di gestire grandi formati (fino a 5 metri) e alte velocità produttive (fino a 320 mq/h), mantenendo qualità e continuità operativa anche su cicli intensivi. Elemento distintivo della partnership è il rapporto diretto con il produttore, che consente a NGW di configurare soluzioni su misura, aderenti alle reali esigenze applicative dei clienti, con maggiore rapidità ed efficacia. L’offerta si completa con i servizi NGW, che comprendono consulenza specializzata, demo center e assistenza tecnica qualificata, a supporto di realtà produttive strutturate e aziende in fase di crescita.

CANON

Leader nei sistemi inkjet ad

alta velocità

Canon è stata nominata Leader nel report “IDC MarketScape: Worldwide High-Speed Inkjet 2025 Vendor Assessment”, confermando il proprio ruolo di riferimento nel mercato globale dei sistemi inkjet ad alta velocità. Secondo IDC MarketScape, Canon si distingue per la crescita costante delle installazioni e dei volumi di stampa, oltre che per la capacità di offrire tecnologie affidabili e prestazioni operative comprovate sul campo. Il report valuta i fornitori del settore in base a innovazione, ampiezza dell’offerta, qualità del supporto, customer experience e visione strategica. IDC sottolinea come Canon abbia ulteriormente rafforzato la propria posizione grazie all’evoluzione delle piattaforme inkjet high-speed, all’introduzione di teste di stampa piezoelettriche da 1.200 dpi e a nuove soluzioni per aumentare efficienza e controllo operativo. Evidenziate anche le collaborazioni con partner tecnologici per ampliare l’integrazione con sistemi di finishing. Tra i punti di forza riconosciuti figurano la qualità offset ottenuta con inchiostri polimerici a base acqua, la versatilità dei supporti, i sensori in linea per la profilazione colore e i sistemi automatizzati di manutenzione. IDC apprezza inoltre la solidità della rete globale di assistenza Canon e i programmi di formazione tecnica rivolti ai clienti per ridurre i tempi di inattività. Il report valorizza anche l’ecosistema proprietario Canon, che comprende tecnologie di imaging, workflow digitali PRISMA e un portfolio completo di soluzioni inkjet a foglio e a bobina per stampa commerciale, editoriale, direct mail e packaging. “Questo riconoscimento riflette il nostro impegno continuo nell’innovazione e nel supporto ai clienti”, ha commentato Jennifer Kolloczek, Senior Director Marketing & Innovation Production Printing di Canon EMEA.

BAMA NOW

GRAPHIC MACHINE SERVICE

Innovazione e sostenibilità

Il packaging contemporaneo esige una sintesi perfetta tra estetica, funzionalità e sostenibilità. In questo scenario, Graphic Machine Service si conferma partner strategico per le cartotecniche che puntano all’eccellenza, offrendo soluzioni integrate capaci di trasformare l’imballaggio in un’esperienza d’uso distintiva.

“Per rispondere a un mercato in costante evoluzione, stiamo potenziando il nostro portfolio con tecnologie d’avanguardia: dalle soluzioni per serigrafia e verniciatura UV fino ai sistemi Cold Foil. Queste innovazioni garantiscono finiture di pregio e nobilitazioni di altissima qualità, riaffermando la rilevanza strategica della serigrafia anche nell'era digitale. La nostra espansione sta proseguendo con decisione nel comparto del Luxury Packaging. Un’evoluzione aziendale che presentiamo nell’arco dell’anno, con la prima tappa in maggio in occasione di Packaging Première, dove abbiamo incontrato molti professionisti pronti a disegnare il futuro del settore. L’ampliamento del catalogo cammina di pari passo con il nostro impegno per la sostenibilità. Attraverso l’economia circolare, promuoviamo il recupero di macchine offset e da cartotecnica usate, sottoponendole a un rigoroso processo di remanufacturing. I nostri tecnici specializzati revisionano e aggiornano integralmente ogni componente, restituendo ai macchinari una seconda vita produttiva con standard di efficienza pari al nuovo”. Un approccio che coniuga affidabilità tecnologica e progresso industriale etico, garantendo un futuro più responsabile e attento alle risorse.

Una semirotativa Flexless per migliorare i profitti

Grafiche Valpolicella, con trent'anni di esperienza e oltre 40 dipendenti, è un'azienda leader nella stampa e nobilitazione di etichette da vino in bobina, servendo più di 300 clienti in tutta Italia. Per migliorare i margini di guadagno e gestire in modo più agile le basse tirature, ha deciso di investire in una nuova macchina da stampa flexo semirotativa. Stefano Zorzi, il proprietario, spiega che questa scelta ha ridotto i tempi di attrezzaggio, i costi degli impianti, l'avviamento e lo scarto di materiale, rendendo l'azienda più competitiva per produzio-

ni con frequenti cambi di grafica. La semirotativa Flexless di Bama ha integrato diversi gruppi di finitura per etichette da vino (oro a caldo, goffratura, serigrafia), permettendo un aumento della redditività nella stampa di etichette da vino complesse.

La collaborazione è stata cruciale, con Antonio Verdi, CEO di Bama, che sottolinea l'impegno dell'azienda nel fornire soluzioni su misura e all'avanguardia, contribuendo al successo dei partner commerciali.

FUJIFILM

La soluzione per il packaging

flessibile

A maggio i partner e prospect hanno avuto l’occasione di visitare Delo Dettmer Verpackungen

GmbH & Co. KG, cliente tedesco che ha installato la tecnologia digitale Fujifilm FP790 nel suo ambiente di produzione flessografica, con l’obiettivo di rispondere alle crescenti esigenze del mercato di basse tirature e rapidi tempi di consegna, pur mantenendo la qualità e i requisiti normativi delle principali applicazioni di imballaggio flessibile.

Il cliente ha illustrato come hanno trovato l’equilibrio economico nella loro attività gestendo le elevate tirature con la flessografia e affiancando la tecnologia digitale per lavori personalizzati dalle basse tirature.

La qualità degli inchiostri base acqua e la resa impeccabile che ha sui diversi supporti flessografici del cliente ha riscosso grande entusiasmo tra il pubblico.

Il successo dell’evento dipende in buona parte dall’aver potuto vedere all’opera questa solu-

Soluzioni per l’inserimento di oggetti

Nella cartotecnica moderna e nel packaging, l’inserimento di inserti, card o campioncini è una lavorazione molto richiesta e Petratto si conferma specialista riconosciuto, grazie a una gamma di soluzioni innovative che uniscono precisione, versatilità e modularità. Octopus è il pick-and-place universale, intelligente e flessibile. In particolare, è l'accessorio di inserimento dotato di programmazione indipendente progettato per gestire sia oggetti piatti (carte di credito, tessere, biglietti da visita) sia oggetti tridimensionali (bustine di cosmetici, chiavi, capsule di caffè). Il sistema di aspirazione a ventosa garantisce una presa e una posa millimetrica degli oggetti, distinguendosi sul mercato per: unicità, semplicità d'uso, sicurezza operativa ed economicità.

La sua flessibilità nei cambi lavoro lo rende ideale per la gestione di piccole e medie tirature, assecondando perfettamente l'attuale trend di mercato basato su ordinativi frammentati. Octopus esprime il massimo del suo potenziale tecnologico sui macchinari Petratto: utilizzato in linea, consente di completare lavorazioni complesse in un unico passaggio (es. applicazione di una finestra trasparente su un imballo, inserimento di una card in una busta e applicazione di un campione cosmetico). Su macchine di terze parti, Octopus è compatibile anche con impianti di altri costruttori, trasformandosi in un upgrade versatile per qualsiasi linea di produzione già esistente.

zione digitale in un ambiente di produzione: l’ottima qualità delle demo e dei sample di imballaggi flessibili acquista un valore maggiore quando puoi vedere dal vivo reali applicazioni di stampa prodotte in digitale, in un contesto ibrido che consente un immediato confronto con la stampa flessografica (in termini di qualità e tempi di produzione).

Infine, un tool di vendita sviluppato da Fujifilm ha consentito una rapida valutazione del vantaggio economico della tecnologia digitale per il segmento.

COMMER CARTA

Beyond the surface: Luxury Evolved

Commer Carta ha presentato a Packaging Première uno stand celebrativo dei suoi 40 anni con una proposta unica di lusso sostenibile.

Invercote G, uno dei cartoncini con le più basse emissioni di CO2 fossile per kg di prodotto si unisce al film in PET metallizzato a bassissimo spessore per offrire un packaging ricercato ma rispettoso dell’ambiente. Con un risparmio di circa il 30% di plastica rispetto alle soluzioni tradizionali, questa combinazione esclusiva è composta per oltre il 95% di cartoncino e quindi totalmente riciclabile come monomateriale cartaceo. La brillantezza del film e l’ottima stampabilità garantiscono la stessa resa grafica delle soluzioni tradizionali, coniugando qualità premium e una maggiore sostenibilità.

Invercote G + PET a bassissimo spessore è solo una delle innumerevoli soluzioni personalizzabili: la ricerca di accoppiamenti ad hoc tra diversi cartoncini e film tecnici già disponibili a magazzino permette di abbattere i tempi di consegna, ottimizzare i costi e garantire l’assoluta certezza della quantità fornita. E con una consulenza tailor-made per sostenibilità, idoneità e performance del cartoncino o multimateriale cartoncino+film Commer Carta si pone come partner strategico per i progetti di packaging più sfidanti. Scopri di più sui prodotti, le proposte e le applicazioni dei cartoncini Commer e dei multilayer cartoncini + film sul nuovo sito commercarta.com

PETRATTO

Sistema d’ispezione per imballaggi zero difetti

Le aziende cartotecniche devono affrontare una crescente pressione per garantire produzioni impeccabili, anche su tirature brevi e complesse, soprattutto in settori come il farmaceutico, la cosmetica e il premium FMCG, dove è essenziale fornire imballaggi a zero difetti. Per rispondere a queste esigenze, BOBST ha sviluppato un approccio completamente integrato che incorpora il controllo qualità direttamente nel processo produttivo. Al centro di questa soluzione vi è ACCUCHECK, un sistema di ispezione in linea per piega-incolla che controlla il 100% degli astucci alla massima velocità tramite telecamere ad alta risoluzione. Il sistema rileva difetti di stampa, colore, registro, struttura e nobilitazioni, espellendo automaticamente gli astucci non conformi prima della consegna. I criteri di ispezione configurabili assicurano un controllo preciso senza generare scarti inutili. Grazie a BOBST Connect, ACCUCHECK consente la gestione delle ricette, il setup da remoto e la completa tracciabilità, riducendo i tempi di cambio lavoro e gli errori operatore, oltre a garantire la conformità alle specifiche del cliente. Per tirature corte e medie, DIGITAL MASTER 55 combina stampa digitale e flessografica in un’unica piattaforma modulare. Con velocità fino a 100 m/min, supporta molteplici processi — stampa, nobilitazione, verniciatura e applicazione foil — in un solo passaggio, con dati variabili per personalizzazione e tracciabilità. ACCUCHECK integrato garantisce il rilevamento dei difetti in tempo reale e una precisione di registro di 5 micron.

WORLD GRAPHIC MACHINE

Botalla raddoppia la tecnologia RMGT

A poco più di un anno dal precedente investimento, Tipolitografia Botalla di Biella sceglie ancora la tecnologia RMGT, confermando una collaborazione costruita su affidabilità, prestazioni e continuità produttiva.

La nuova RMGT 1060ST-5, installata da WGM in tempi rapidissimi, è già pienamente operativa nello stabilimento piemontese. La decisione di investire nuovamente in RMGT è maturata dopo un'attenta valutazione delle alternative presenti sul mercato, ma per Botalla la scelta si è rivelata naturale: l'esperienza positiva maturata in oltre vent'anni con la storica Mitsubishi D3000 ha rappresentato una garanzia concreta di qualità e produttività. "Mandate semplicemente il contratto. Non abbiamo bisogno di una demo": con queste parole il team Botalla ha sintetizzato la fiducia verso la tecnologia RMGT che continua a distinguersi per affidabilità e innovazione e verso l'assistenza di WGM che, fedele al ritmo dell’industria della stampa moderna, ha gestito l’intero processo, dalla firma del contratto all’installazione, in tempi record. In una settimana, la macchina è partita dallo showroom di WGM di Castelfranco Veneto verso Biella, ed ora è già in produzione. Tra i punti di forza della nuova RMGT 1060ST-5 spiccano l'elevato livello di automazione con riduzione dei tempi di avviamento e i consumi energetici ridotti a soli 31kW a 12.000 copie/ora, grazie al motore ECOdrive di ultima generazione. Punti che permettono di essere i leadership di mercato: Botalla mantiene il suo status di principale fornitore di soluzioni di stampa innovative.

Bompan, importatore esclusivo Mimaki per l’Italia e Malta, conferma il proprio ruolo di riferimento per la stampa digitale con tre novità che uniscono sviluppo della rete, innovazione tecnologica e riconoscimenti internazionali. L’azienda ha recentemente annunciato una partnership commerciale con Iride Soluzioni per la rivendita delle tecnologie di stampa e taglio Mimaki. L’accordo nasce da una visione condivisa basata su innovazione, qualità del servizio, vicinanza al cliente e approccio consulenziale, con l’obiettivo di garantire alle aziende un accesso più capillare alle soluzioni Mimaki e a servizi ad alto valore aggiunto. A conferma della forza del portfolio, Mimaki ha ricevuto tre EDP Awards alla FESPA Global Print Expo: alla nuova UJ330H-160 come miglior stampante Flatbed/Ibrida sotto i 50 m²/h, a UJF7151 plusII nella Stampa su oggettistica Directto-Shape, e a TS330-1800 per la stampa tessile roll-to-roll sotto i 150 m²/h.

Sempre a FESPA, Mimaki ha presentato la nuova UJV200, stampante UV roll-to-roll sviluppata con l’obiettivo di rendere la stampa UV di alta qualità più accessibile. Disponibile nei modelli UJV200160 e UJV200-130, questa soluzione combina automazione, semplicità operativa e risparmio dell’inchiostro alla massima qualità di stampa UV, supportando produzioni più rapide e più semplici su un’ampia gamma di materiali e applicazioni, dalla grafica retail alla segnaletica, dai display tecnici agli elementi decorativi.

CMGS – CM GRAPHIC SERVICE

Celebrati 20 anni nelle Arti Grafiche

CM GRAPHIC SERVICE SRL raggiunge il traguardo dei 20 anni di attività e conferma il proprio ruolo di riferimento per le aziende del settore grafico e della stampa. Nata con l’obiettivo di offrire servizi, prodotti e attrezzature per le arti grafiche, l’azienda ha costruito nel tempo un rapporto diretto con stampatori e operatori, puntando su consulenza, competenza tecnica e selezione di marchi riconosciuti dal mercato. La società, con sede a San Martino Buon Albergo in provincia di Verona, propone soluzioni per la stampa offset e digitale, inchiostri, vernici, prodotti chimici, caucciù, accessori, ricambi e attrezzature. Tra i brand distribuiti figurano nomi consolidati come Flint Group K+E, VARN e DAY, a conferma di una strategia orientata alla qualità e all’affidabilità dei materiali.

In questi due decenni CM GRAPHIC SERVICE SRL ha accompagnato l’evoluzione tecnologica del settore, ampliando il proprio raggio d’azione e affiancando le imprese nella scelta delle soluzioni più adatte alle esigenze produttive. Un percorso che si fonda su servizio personalizzato, rapidità di risposta e conoscenza dei processi di stampa. Il ventesimo anniversario rappresenta quindi non solo un momento celebrativo, ma anche una tappa da cui guardare al futuro. In un mercato sempre più attento a efficienza, sostenibilità e innovazione, l’azienda veneta conferma la volontà di continuare a supportare i professionisti delle arti grafiche con prodotti selezionati e competenze specialistiche.

ERRELLE

Nuova generazione di stampa soft signage

La crescita della comunicazione visiva su tessuto sta trasformando il mercato della stampa digitale. Applicazioni come allestimenti fieristici, retail, interior decoration, lightbox retroilluminati e visual communication di grande formato richiedono oggi livelli sempre più elevati di qualità, produttività e sostenibilità. Per rispondere a queste esigenze, Errelle introduce sul mercato italiano la nuova CenturyStar CSP-S5308, una piattaforma industriale progettata per integrare stampa e fissaggio in un unico processo produttivo continuo.

Disponibile nel formato ultrawide da 5,3 metri, la nuova soluzione consente di gestire in linea la stampa e il fissaggio dei tessuti sublimatici, eliminando passaggi intermedi e ottimizzando l'intero flusso produttivo. Grazie alle testine industriali Kyocera, al sistema di fissaggio integrato e ai motori lineari a levitazione magnetica, la piattaforma garantisce elevata qualità cromatica, colori brillanti, neri profondi e uniformità costante anche nelle produzioni più impegnative.

Particolare attenzione è stata dedicata all'affidabilità produttiva: il sistema proprietario di fissaggio evita il contatto tra la superficie stampata e i rulli durante il processo termico, mentre il controllo avanzato della tensione del tessuto contribuisce a mantenere stabilità e precisione su tutta la larghezza di stampa.

"Il Soft Signage rappresenta un segmento molto dinamico della stampa digitale. Abbiamo scelto CenturyStar perché offre una combinazione particolarmente interessante tra qualità, produttività e investimento richiesto, consentendo alle aziende di accedere a una vera tecnologia industriale per la stampa tessile superwide", commenta Luca Pallo, CTO e Founder di Errelle srl.

Con questa nuova introduzione Errelle amplia la propria offerta dedicata alla stampa digitale industriale, mettendo a disposizione del mercato italiano una soluzione pensata per applicazioni BlackBack, BackLite, Decor, Flag e allestimenti tessili di grande formato.

SCREEN

Due riconoscimenti per Truepress JET 560HDX

All'inizio di quest'anno SCREEN ha annunciato che la Truepress JET 560HDX, la sua più recente innovazione nella stampa digitale per diverse applicazioni commerciali, ha ottenuto la certificazione PrUA Digital Press System Certification – Inkjet da PRINTING United Alliance, una delle più grandi organizzazioni del settore della stampa a livello mondiale. Valutata in base allo standard CRPC6, un parametro di riferimento internazionale per la stampa commerciale su carta patinata che richiede una gamma cromatica più ampia e tolleranze di colore più rigorose, la certificazione conferma che la Truepress JET 560HDX offre una riproduzione del colore e una stabilità delle gradazioni paragonabili a quelle dell'offset tradizionale. Successivamente, il 20 maggio, durante FESPA Barcelona, la European Digital Press Association ha assegnato alla Truepress JET 560HDX l'EDP Award 2026 nella categoria Stampa Commerciale per i sistemi a bobina con larghezza inferiore a 550 mm. Entrambi i riconoscimenti evidenziano come questa piattaforma di stampa non si limiti ad ampliare la qualità e la velocità di stampa, ma faccia ricorso a innovazioni tecnologiche avanzate che accelerano la produttività aprendo al contempo nuove opportunità in termini di applicazioni e mercati. L'EDP Award e la certificazione PrUA forniscono una conferma che la Truepress JET 560HDX sta già definendo lo standard con cui si misurerà la prossima generazione della produzione di stampa commerciale.

L’OPINIONE

L’inventrice che rivoluzionò i sacchetti di carta

Alcuni giorni fa, aiutando mia nipote di nove anni, che frequenta la terza elementare, a ripassare le lezioni, mi sono stupito nel vedere che in classe aveva studiato Margaret E. Knight. Una scheda era infatti dedicata a lei, l’inventrice dei sacchetti di carta con la base piatta, quelli che usiamo ancora oggi per la spesa o per incartare un regalo. Dietro questa invenzione c’è una donna straordinaria, capace di sfidare le convenzioni del suo tempo e di lasciare un segno importante nella storia dell’industria e dell’ingegneria.

Margaret e i suoi fratelli, Charlie e Jim, furono cresciuti dalla madre, rimasta vedova in giovane età. La famiglia, impoverita, lasciò New York e si trasferì a Manchester, nel New Hampshire, dove era più facile trovare lavoro nelle fabbriche di cotone. L’istruzione di Margaret si fermò presto: a soli dodici anni lasciò la scuola per lavorare in fabbrica.

Mi chiamo Margaret Eloise Knight. Sono nata a New York il 14 febbraio 1838

e sono morta il 12 ottobre 1914. Sono stata un’inventrice americana e vengo spesso ricordata come una delle inventrici più celebri del XIX secolo.

Margaret costruì un primo prototipo in legno, ma per ottenere il brevetto aveva bisogno di un modello funzionante in ferro. Durante la costruzione, Charles Annan, macchinista e meccanico, visitò l’officina dove il progetto stava prendendo forma. Copiò l’idea, realizzò rapidamente una macchina in ferro e presentò per primo la richiesta di brevetto.

Fin da ragazzina era curiosa e attenta. Osservava il funzionamento delle macchine e cercava spesso di migliorarle con ingegno, usando strumenti semplici e materiali di recupero. Proprio a dodici anni assistette a un grave incidente: un operaio fu colpito da una navetta con la punta d’acciaio, uscita da un telaio meccanico. In poche settimane Margaret ideò un dispositivo di sicurezza per il telaio, poi adottato anche da altre fabbriche di Manchester. Non lo brevettò mai, ma fu una delle prime prove del suo talento inventivo.

Nel 1867 si trasferì a Springfield, nel Massachusetts, dove iniziò a lavorare presso la Columbia Paper Bag Company. Qui notò che i sacchetti di carta prodotti a macchina, simili a buste, erano deboli, stretti e incapaci di stare in piedi da soli. Erano poco adatti a contenere oggetti voluminosi, come alimenti e articoli di ferramenta, sempre più richiesti dal mercato. I sacchetti a fondo piatto erano invece più robusti e pratici, ma venivano realizzati a mano e quindi costavano molto.

Margaret pensò allora di automatizzare il processo. Studiò e inventò una macchina capace di tagliare, piegare e incollare la carta fino a formare un sacchetto con la base piatta. Per l’uso alimentare si utilizzava spesso una carta giallo scuro, pesante e resistente, comune fino alla fine del Novecento in macellerie, drogherie e negozi al dettaglio.

Quando Margaret tentò di brevettare il proprio lavoro, scoprì il brevetto di Annan e fu costretta ad avviare una causa per interferenza nell’autunno del 1870. Nonostante i pregiudizi dell’epoca, secondo cui una donna non sarebbe stata capace di progettare meccanismi complessi, riuscì a difendersi con prove solide: disegni tecnici, diari, modelli e testimoni che confermarono come fosse stata lei a iniziare il progetto già nel 1867. La causa durò sedici giorni e costò circa 100 dollari al giorno, una cifra enorme per l’epoca. Alla fine Margaret vinse e nel 1871 ottenne il brevetto per la sua macchina.

La sua invenzione permise di produrre in serie i sacchetti di carta a fondo piatto, aumentando la velocità e riducendo i costi. Il mondo del packaging cambiò profondamente. Nel 1870 Margaret fondò la Eastern Paper Bag Company, producendo sacchetti di forme e dimensioni diverse, molto simili a quelli usati per generazioni. Margaret Eloise Knight sviluppò brevetti in vari campi e divenne un simbolo dell’invenzione femminile. Fu definita “la più famosa inventrice del XIX secolo” e, in un necrologio, una sorta di “Edison al femminile”. La storia di Margaret Knight ci ricorda quanto siano importanti la curiosità, il coraggio e la determinazione. La sua vita dimostra che le grandi idee possono nascere anche dall’osservazione dei problemi quotidiani e dalla volontà di trovare soluzioni migliori.

di Sergio Facchini

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