






wh.group/ alpha

partnership strategica per taglierine














![]()







wh.group/ alpha

partnership strategica per taglierine














Numero 1/2026
Coordinamento editoriale Raffaele Angelillo Direttore responsabile Enrico Barboglio
Redazione, Segreteria, Diffusione
Stratego Group - Via Cassanese 224 20054 Segrate (MI) - Tel. +39 02 49534500 www.strategogroup.net
A questo numero hanno collaborato Francesco Bordoni, Gwyn Garrett, Elena Piccinelli, Alexia Rizzi, Federico Zecchini
Traduzioni
Claudia Campana, Valeria Sanna
Impaginazione
Vanessa Maradini
Stampa PressUP - Nepi (Viterbo) - www.pressup.it
Pubblicazione iscritta al n. 163 del Registro di Cancelleria del Tribunale di Milano in data 14/03/2007 Iscrizione nel Registro degli Operatori della Comunicazione n. 4028C
La riproduzione totale o parziale degli articoli e delle illustrazioni pubblicati su questa rivista è permessa previa autorizzazione della Direzione. La Direzione non assume responsabilità per le opinioni espresse dagli autori dei testi redazionali e pubblicitari
Editore
Converting Srl
Piazza Castello 28 - Milano convertingsrl@convertingmagazine.it
Pubblicità
Stratego Group Srl sales@convertingmagazine.it 02 49534500
Materiali Pubblicitari brando.zuliani@strategogroup.net
INFORMATIVA EX D.LGS.196/03 - Converting Srl, titolare del trattamento, tratta i dati personali libera-mente conferiti per fornire i servizi indicati. Per i diritti di cui all’art.7 del D.Lgs.196/03 e per l’elenco di tutti i responsabili del trattamento rivolgersi al responsa-bile del trattamento, che è il direttore responsabile. I dati potranno essere trattati da incaricati preposti agli abbonamenti, al marketing, all’amministrazione e potranno essere comunicati alle società del gruppo per le medesime finalitàdella raccolta e a società esterne per la spedizione della rivista e per l’invio di materiale promozionale. Il responsabile delle trattamento dei dati raccolti in banche dati a uso redazionale è il direttore responsabile a cui, presso la segreteria di redazione e diffusione, via Cassanese 224 20190 Segrate, tel. 02 26927081, fax 02 26951006, ci si può rivolgere per i diritti previsti dal D.Lgs. 196/03
9|News
Robatech, GAMA Group, Fogra, REM, TAGA Italia
14|Forse non tutti sanno che… Il pouch flessibile ha oltre 170 anni The flexible pouch is over 170 years old
16|La voce della Connection The voice of the Connection
20|Il mercato degli Emirati Arabi The potential of the Emirati market
36|Stampa roto: il paradigma Bobst Roto printing: the Bobst paradigm
41|Le fragilità delle PMI italiane: diagnosi e rimedi
The fragility of Italian SMEs: diagnosis and remedies
58|HR: cosa sono e perché sono così importanti HR: what exactly is it, and why is it so important?
79|Ribobinatrici hi-tech, l’automazione nel finishing Hi-tech rewinding machines, automation in finishing
24|Dal substrato al “cuore” della stampa: parliamo di anilox From substrates to the “heart” of printing: we talk about anilox

30|L’IA in fabbrica: a cosa serve veramente AI in the factory: what it’s really for
34|Fustellatura del cartone ondulato
Corrugated cardboard diecutting
82|Taglio analogico vs taglio digitale
Traditional cutting vs digital cutting
38|Regolamento UE Imballaggi: Obblighi e impatti per le impres
EU Packaging Regulation: obligations and impacts for companies
44|Il packaging tra norme, dati e innovazione
Packaging between standards, data and innovation
46|Dal Campidoglio al mercato del corrugated
From the Capitol to the corrugated cardboard market
48|Packaging smart e sostenibile: tutto quello che vorremmo sapere
Smart and sustainable packaging: everything you need to know
50| L’evoluzione della flexo fra nuove esigenze e competenze The evolution of flexo in between new needs and skills
54|Come si crea una pouch flessibile?
How do you make a flexible pouch?
56|Olimpiadi della Stampa 2026 2026 Printing Olympics

62|Survey: Efficienza sotto pressione Efficiency under pressure
66|Packaging flessibile, marginalità e cultura tecnica Flexible packaging, marginality and technical culture
70|Le strategie multi tecnologia di un leader
The multi-technology strategies of a leader
74|Prestampa, da roto a flexo e ritorno Pre-press, roto to flexo and back
In collaborazione con
76|Prestampa, la corretta gestione dei file Pre-press, proper file management


Raffaele Angelillo Editor in Chief
Nel packaging ogni scelta è una rotta: c’è chi segue le correnti, chi legge le stelle. Questa rivista nasce per fare da bussola, non da vetrina. Perché tra prestampa, stampa e post stampa non conta solo “arrivare a colore”, ma arrivarci sempre, con meno scarti, meno ripartenze, meno improvvisazione. È un viaggio che comincia prima del primo giro di macchina: nei file, nei profili, nelle regole condivise, nella capacità di confrontare due stampati come si fa con due impronte, senza farsi ingannare dalla luce o dall’abitudine.
Dentro queste pagine la tecnologia non è un feticcio: è un attrezzo. Parliamo di sistemi di stampa e di ciò che li circonda, dal “cuore” che dosa l’inchiostro fino alle fasi che incidono, tagliano, accoppiano e danno forma, dove la velocità è utile solo se resta dentro una finestra di qualità. Le domande sono sempre le stesse, anche quando cambiano materiali, norme o mercati: quale soluzione è davvero adatta? Quale rende il processo più prevedibile? Quale libera tempo e competenze invece di consumarle?
A sostenerci non sono solo le opinioni, ma anche dati: mappe essenziali che mostrano dove si inceppa l’efficienza e quali variabili
In packaging, every choice is a path: there are those who follow the tide and those who read the stars. This magazine was created to serve as a compass, not a showcase. Because between pre-press, press and post-press, it’s not just about “getting the colour right”, but getting it right every time, with less waste, fewer restarts and less improvisation. It is a journey that begins before the first run of the press: in the files, in the profiles, in the shared rules, in the ability to compare two printed graphics as you would two fingerprints-without being fooled by light or habit.
Within these pages, technology is not a fetish: it is a tool. We talk about printing systems and everything that surrounds them, from the “heart” that doses the ink to the stages that engrave, cut, couple and shape, where speed is only useful if it remains within a quality window. The questions are always the same, even as materials, regulations, or markets change: which solution is truly the right fit? Which makes the process more predictable? Which will make you save time and enhance skills instead of consuming them?
We are not only equipped with opinions, we have data: essential maps showing where efficiency jams and which variables can affect quality. It’s not
pesano sulla qualità. Non per fare classifiche, ma per trasformare il “si è sempre fatto così” in un “si può fare meglio”, con standard e un linguaggio comune tra reparti.
E qui entra in scena il fattore umano: officine sempre più connesse chiedono persone curiose, giovani che non temano dati e meccanica, ma anche aziende capaci di ingaggiarle e farle crescere. Sullo sfondo, un’economia scossa dalla geopolitica impone decisioni rapide e consapevoli: ogni investimento è una scommessa, ogni fermo una tassa. L’AI, allora, non è magia: è un faro che aiuta a vedere prima gli scarti, a suggerire set-up, a trasformare l’esperienza in metodo.
Questa rivista è il taccuino di bordo di una filiera che vuole navigare meglio: con misure, confronto, e il coraggio di scegliere. E farlo insieme, con lucidità.
about rankings; it’s about turning “we’ve always done it this way” into “we can do it better”, through shared standards and a common language across departments.
And here’s where the human factor comes into play: increasingly connected factories need curious, young people who are not afraid of both digital and mechanical, but also companies capable of engaging with them and making them grow. In the background, an economy shaken by an unstable geopolitical context imposes quick and informed decisions: every investment is a bet, every stop a cost. AI, in this scenario, is not a magic trick: it is a beacon that helps to foresee waste, suggest set-ups, transform experience into method.
This magazine serves as the captain’s log for an industry looking for smoother sailing: through metrics, benchmarking, and the boldness to decide.” Together, with a clear vision.


In Siegwerk, crediamo nei benefici di un’economia circolare che protegga l’ambiente attraverso il riciclo, il riutilizzo e la riduzione del packaging. Con CIRKIT Coatings, offriamo un’ampia gamma di rivestimenti funzionali che migliorano le performance e la riciclabilità degli imballaggi, favorendo la circolarità.
I CIRKIT Coatings combinano alte prestazioni con una forte attenzione all’ambiente. Dalla protezione barriera contro ossigeno, grassi e umidità, alla termosaldabilità e protezione superficiale, i nostri rivestimenti per carta e film sono progettati per soddisfare gli standard di sostenibilità del packaging senza compromettere funzionalità e prestazioni. Aiutano a ridurre la complessità eliminando strati di materiali non più necessari, supportando la transizione verso imballaggi riciclabili e monomateriale.
CIRKIT Coatings consentono a brand owner e trasformatori di:
· Migliorare la riciclabilità e abilitare sistemi di imballaggio circolari
· Ridurre al minimo gli sprechi e massimizzare l’efficienza delle risorse
· Estendere il ciclo di vita degli imballaggi grazie a rivestimenti barriera e funzionali avanzati
· Supportare gli obiettivi globali di sostenibilità riducendo l’impatto ambientale
Pronto a unirti al futuro del packaging sostenibile? Contattaci oggi stesso per saperne di più! www.siegwerk.com

Piegatura del cartone ondulato: clienti totalmente soddisfatti Il cartone ondulato è leggero e stabile, pertanto viene preferibilmente utilizzato per gli imballaggi nell’ecommerce. Tuttavia, piegarlo in modo preciso è impegnativo. «Agiscono forti sollecitazioni che possono provocare rottura delle pieghe, linee di piegatura imprecise e usura degli utensili», spiega Milan Jiruška, direttore tecnico e di produzione di Solpap, produttore ceco che realizza oltre 15 milioni di imballaggi all’anno. «Con questo volume di produzione, per noi è molto importante ridurre al minimo gli scarti e i reclami della clientela dovuti a errori di piegatura». Nella primavera del 2023, Solpap contatta Kaletech, rappresentante Robatech in Repubblica Ceca. «Quando Kaletech ha presentato il dosatore di liquidi PerfectFold, ho capito subito che questo sistema poteva fare al caso nostro», racconta Jiři Horak, direttore vendite di Solpap. Con una pistola, PerfectFold
applica senza contatto il liquido per cordonatura “SpeedUp” sulle due linee di piegatura del cartone. Il liquido per cordonatura riduce la rigidità del cartone ondulato, consentendo di piegarlo in modo preciso lungo le linee di piegatura con uno sforzo minimo. La macchina per confezioni pieghevoli può quindi lavorare a una velocità di produzione più elevata. L’allestimento degli strumenti di piegatura richiede meno tempo. Sulle linee di piegatura non si verificano rotture delle pieghe e si evitano problemi di disassamento e allineamento. PerfectFold è composto da un’unità di alimentazione, due pistole applicatrici del tipo Sempre 30, il programmatore AS 50 e un’unità di comando esterna con pannello touch, posizionata accanto al pannello di controllo della linea di produzione. La pompa e il serbatoio tampone nell’unità di alimentazione consentono un funzionamento senza interruzioni durante la sostituzione del serbatoio del liquido. Un convertitore I/P assicura che la corretta quantità di liquido sia sempre applicata sulle linee di piegatura nonostante la variazione della velocità di produzione.
Corrugated cardboard folding: 100% customer satisfaction
Corrugated cardboard is lightweight and stable, making it a preferred choice for shipping and transport boxes. However, precisely folding it is challenging. «High restoring forces are at work, which can
lead to fold breakage, inaccurate fold lines and tool wear», explains Milan Jiruška, Production and Technical Manager at Solpap, Czech packaging manufacturer that produces more than 15 million packaging items per year. «With this production volume, it is very important for us to minimize rejects and customer complaints due to inaccurate folding». In spring 2023, Solpap contacts Kaletech, Robatech’s representative in the Czech Republic. «When Kaletech presented the PerfectFold liquid creaser, I knew immediately that this system could be a good fit for us», says Jiří Horák, Head of Sales at Solpap. PerfectFold applies the “SpeedUp” creasing fluid contact-free to the two fold lines of the cardboard using one application head each. The creasing fluid reduces the stiffness of the corrugated cardboard, which is why it can be folded precisely along the fold lines with little effort. This allows the folding box machine to work at a higher production speed. The effort for setting up the folding tools is reduced. No fold breakages occur on the fold lines and gap variance and fishtailing are prevented. PerfectFold consists of a supply unit, two Sempre 30 jetting heads, the AS 50 pattern control and an external operating unit with touch panel positioned next to the production line control panel. The pump and buffer tank in the supply unit enable a changeover of the liquid containers on the fly. An I/P converter ensures that the correct amount of liquid is always applied to the fold lines despite changing production speeds.
Due novità per il controllo dei fluidi GAMA Group (player globale nei sistemi di controllo della qualità dei fluidi, stoccaggio di bobine e maniche, lavacliché e lavanilox, montacliché) amplia l’offerta con nuove soluzioni per il controllo dei fluidi di stampa, puntando su automazione e stabilità di processo. Protagoniste, due tecnologie per la gestione della schiuma e il monitoraggio dell’inchiostro, sviluppate per migliorare qualità, continuità produttiva ed efficienza operativa.
- ACSone - Antifoam Control System è progettato per il controllo della formazione di schiuma nella stampa su cartone con inchiostri a base acqua. Effettua un dosaggio automatico e preciso dell’agente antischiuma, intervenendo in modo mirato per prevenire difetti di stampa legati alla presenza di bolle e instabilità del film di inchiostro. Il
risultato è una maggiore regolarità di produzione, minori scarti e un utilizzo più razionale degli additivi, con benefici sia qualitativi sia ambientali. L’automazione riduce inoltre la necessità di interventi manuali, rendendo il processo più controllabile e ripetibile.
- Il sistema indipendente per la misurazione automatica del livello e dei consumi di inchiostro mantiene costante il livello del fluido, gestisce allarmi su soglie preimpostate e può integrarsi con sistemi di rabbocco automatico. In questo modo si ottimizzano i consumi, si riducono gli sprechi e si alleggerisce il carico di lavoro degli operatori. Il controllo puntuale del fluido contribuisce a stabilizzare la qualità di stampa e a contenere i costi, con un impatto diretto sulla produttività complessiva della linea.

control, focusing on automation and process stability. Key features are two technologies for foam management and ink monitoring, developed to improve quality, production continuity and operational efficiency.
- ACSone - Antifoam Control System is designed to control foaming when printing on cardboard with water-based inks. It performs an automatic and precise dosing of the anti-foaming agent, with a targeted intervention that prevents printing defects related to the presence of bubbles and ink film instability. The result is greater production regularity, less waste and a more rational use of additives, with both qualitative and environmental benefits. Automation also reduces the need for manual interventions, making the process more controllable and repeatable.
- The independent system for automatic measurement of ink level and consumption keeps the fluid level constant, manages alarms on preset thresholds and can be integrated with automatic top-up systems. Thus optimizing consumption, reducing waste and lightening the operator’s workload. Timely fluid control helps stabilizing print quality and containing costs, with a direct impact on overall line productivity.
Fogra Colour Management Symposium
Oltre 200 esperti provenienti da 23 Paesi e 126 aziende si sono riuniti a Monaco il 25 e 26 febbraio per il decimo Fogra Colour Management Symposium, uno degli appuntamenti più rilevanti a livello internazionale per la gestione del colore nella stampa. Sotto il motto “Matching Colour - Matching People”, l’evento ha confermato il ruolo centrale del colour management anche in un contesto produttivo sempre più digitalizzato e automatizzato. Il programma ha riunito utilizzatori e specialisti del settore in sette sessioni tematiche dedicate a workflow reali, aspettative dei clienti, stampa packaging, proofing e nuove applicazioni come l’HDR nella produzione di stampa. Particolarmente apprezzato il format orientato alla pratica: le presentazioni sono state affidate a professionisti che hanno condiviso casi concreti, sfide operative e soluzioni applicate nei processi industriali. Tra i momenti più coinvolgenti, anche un “AI Battle” sul palco, in cui competenze umane e progettazione assistita dall’intelligenza artificiale si sono confrontate in tempo reale. Il simposio si conferma così una piattaforma strategica di confronto e trasferimento di conoscenze per tutta la comunità internazionale del colore.

Fogra Colour Management Symposium
More than 200 experts from 23 countries and 126 companies gathered in Munich on February 25-26 for the tenth Fogra Colour Management Symposium, one of the most important international events dedicated


Truepress Label 350UV SAI di Screen: quando l’inkjet incontra qualità e sostenibilità
La tecnologia inkjet ridefinisce la produzione di etichette grazie alla Truepress Label 350UV SAI di Screen, distribuita in Italia da REM Digital S.r.l. Pensata per i settori alimentare, cosmetico, farmaceutico e beverage, questa macchina da stampa digitale ink jet rappresenta la terza generazione di una famiglia nata nel 2012. Con una velocità fino a 60 m/min, la Truepress Label 350UV SAI, garantisce stabilità di processo e manutenzione ridotta, gestendo qualsiasi substrato grazie all’eccellente adesione degli inchiostri UV e al primer digitale inkjet. La vera forza sta nella costanza produttiva: colori brillanti e uniformi mantengono standard qualitativi elevati, riducendo i
fermi macchina non programmati. La sostenibilità è centrale: gli inchiostri UV certificati rispettano le normative EuPIA, Swiss Ordinance e Nestlé Guidance, riducendo scarti e impatto ambientale. Il flusso digitale elimina impianti di stampa e riduce l’uso di solventi. La gamma SAI offre configurazioni scalabili, dalla entrylevel SAI E alla top di gamma SAI S con inchiostri arancione e blu. L’interfaccia intuitiva e la manutenzione automatica permettono anche a operatori meno esperti di ottenere risultati professionali dopo un breve training. La Truepress Label 350UV SAI trasforma la stampa digitale in motore di crescita, riducendo i tempi di consegna e permettendo alle aziende di distinguersi sul mercato.
Screen’s Truepress Label 350UV SAI: when inkjet meets quality and sustainability Inkjet technology redefines label production thanks to Screen’s Truepress Label 350UV SAI, distributed in Italy by REM Digital S.r.l. Designed for the food, cosmetics, pharmaceutical and beverage industries, this digital inkjet printing machine represents the third generation

of a family launched in 2012. With speeds of up to 60 m/min, the Truepress Label 350UV SAI guarantees process stability and reduced maintenance, handling any substrate thanks to the excellent adhesion of UV inks and digital inkjet primer. Its real strength lies in its consistent production: bright, uniform colours maintain high quality standards, reducing unscheduled downtime. Sustainability is key: certified UV inks comply with EuPIA, Swiss Ordinance and Nestlé Guidance regulations, reducing waste and environmental impact.
The digital workflow eliminates printing equipment and reduces the use of solvents. The SAI range offers scalable configurations, from the entry-level SAI E to the top-of-the-range SAI S with orange and blue inks. The intuitive interface and automatic maintenance allow even less experienced operators to achieve professional results after just a short training session. The Truepress Label 350UV SAI transforms digital printing into a growth engine, reducing delivery times and allowing companies to stand out in the market.
Dalla stampa ad alta risoluzione ai dispositivi salvavita, la nostra tecnologia avanzata per il controllo dei flussi garantisce prestazioni costanti e senza pulsazioni, dove la prevedibilità è fondamentale.
Trova la pompa perfetta per le tue esigenze. Contattaci oggi stesso!

fluide per prestazioni affidabili.


Il punto di riferimento del mercato: trend, analisi economica del settore e la classifica aggiornata dei Big del Converting

Un numero speciale bilingue da consultazione per tracciare un quadro completo dei fornitori di tecnologie, servizi, software, consumabili e materiali per l’industria della stampa e del converting di packaging e etichette. Sarà inoltre presente agli eventi nazionali e internazionali con cui Converting Magazine ha una partnership.
Partecipa anche tu alla Converting Connection n.3/2026, la piattaforma giusta per te!
In uscita a giugno.

Email: sales@strategogroup.net Tel: 02-49534500 Guarda l’edizione 2025
to colour management in printing. Held under the motto “Matching ColourMatching People”, the event highlighted the continued relevance of colour management in an increasingly digitalised and automated production environment. The programme featured seven thematic sessions addressing real production workflows, customer expectations, packaging printing, proofing technologies and emerging topics such as high dynamic range (HDR) in print production. A key element of the symposium was its practical focus. Presentations were delivered by users and industry professionals who shared real-world experiences, operational challenges and implemented solutions. One of the most engaging moments was the on-stage “AI Battle”, where human expertise and AI-assisted design competed to produce the best visual result under real conditions.
Once again, the symposium confirmed its role as a key platform for knowledge exchange and networking within the global colour management community.
Il TAGA Day 2026 si presenta come uno degli appuntamenti tecnici più interessanti per chi lavora nella comunicazione stampata e vuole approfondire il tema del colore speciale.
In programma il 18 marzo 2026 a Milano, presso l’ITS Angelo Rizzoli, l’evento organizzato da TAGA Italia mette al centro un tema cruciale per tutta la filiera: la gestione degli Spot Color, dalla definizione alla misurazione. Il cuore della giornata è il confronto tra metodo, standard e pratica applicativa. Il seminario tecnico dedicato al nuovo TAGA.DOC.21 affronta aspetti come la costruzione del master reference, i limiti di riproducibilità sulle diverse tecnologie di stampa, la definizione di riferimenti condivisi con il cliente e l’uso di strumenti di controllo come il Delta E 2000. Accanto alla teoria, grande spazio è dato all’esperienza diretta: un workshop interattivo guida i partecipanti nell’analisi comparativa e visiva di campioni stampati. Più che un semplice convegno, il TAGA Day conferma così la propria vocazione a essere un luogo di formazione concreta e confronto tra specialisti.
TAGA Day 2026 is shaping up to be one of the most relevant technical events for professionals in print communication looking to deepen their understanding of spot colour management. Scheduled for 18 March 2026 in Milan at ITS Angelo Rizzoli, the event organised by TAGA Italia

will focus on a key issue for the entire supply chain: handling spot colours from definition to measurement. The day will revolve around the relationship between standards, workflow discipline and practical application. A technical seminar dedicated to the new TAGA.DOC.21 will explore topics such as building a master reference, understanding reproduction limits across different printing technologies, defining customer-approved dependent references and applying control metrics such as Delta E 2000.
Alongside the theoretical sessions, the programme will include an interactive workshop where participants will examine printed samples through analytical, comparative and visual evaluation. More than a traditional conference, TAGA Day once again confirms its role as a practical training and knowledge-sharing platform for specialists working with colour in print.


di Francesco Bordoni
Il pouch flessibile, come viene definito oggi, ha una storia di oltre 170 anni e ha origine dal sacchetto in carta. Nel 1851 Francis Wolle (1817÷1893) inventa la macchina per la produzione industriale di sacchetti di carta; la macchina verrà brevettata il 26 ottobre 1852 con il nome “Machine for Making Bags of Paper”: brevetto degli US n. 9355. La macchina brevettata permetteva di produrre 1.800 sacchetti/h (fotografia della prima pagina del brevetto di Francis Wolle).
Nel 1871 Margaret Knight (1838÷1914) ottenne il brevetto US 116842 per “macchina in grado di tagliare, piegare e incollare carta per produrre sacchetti a fondo piatto”; il concetto di questa macchina è utilizzato ancora oggi per la produzione di sacchetti in carta a fondo piatto. Si deve attendere il 1912 per avere un ulteriore passo avanti quando Walter Deubener (1887÷1980) inventò il “sacchetto della spesa di carta con manico”, formato
da due cordoncini che permettevano di afferrare e tenere con facilità il sacchetto in carta. Nel 1962 viene depositato il brevetto per un sacchetto in plastica riutilizzabile, da Sten Gustaf Thulin (1914÷2006), brevetto che gli venne riconosciuto nel 1965 (brevetto US n. 3.180.557).
L’invenzione di Thulin, contrariamente all’idea iniziale dell’ingegnere, porta a un alto inquinamento da plastica del Pianeta Terra. Forse non tutti sanno che… il primo Paese a vietare l’utilizzo dei sacchetti in plastica non biodegradabili è stato il Bangladesh con una legge del 2002; l’Italia arriva nel 2011 obbligando l’utilizzo di sacchetti biodegradabili e compostabili.
L’invenzione del sacchetto biodegradabile si deve a Catia Bastioni (1957) che nel 2007 ha brevettato e iniziato la produzione dei sacchetti biodegradabili con la società Novamont spa.


The flexible pouch, as it is defined today, has a history of over 170 years and has its origin in the paper bag. In 1851 Francis Wolle (1817÷1893) invented a machine for the industrial production of paper bags; the invention was patented on 26 October 1852 under the name “Machine for Making Bags of Paper”: US patent no. 9355. This new machine made it possible to produce 1,800 bags/h (photograph: Francis Wolle’s patent front page).
In 1871 Margaret Knight (1838÷1914) obtained US patent n.116842 for “a machine capable of cutting, folding and gluing paper to produce flat-bottomed bags”; the concept of this machine is still used today for the production of flat-bottomed paper bags. We must then wait until 1912 for a further step forward to be taken, when Walter Deubener (1887÷1980) invented the “paper shopping bag with handle”, formed by two strings that allowed the paper bag to be
easily grasped and held. In 1962 Sten Gustaf Thulin (1914÷2006) files a patent for a reusable plastic bag, the patent was granted to him in 1965 (US patent no. 3,180,557).
Thulin’s invention, contrary to the engineer’s initial idea, lead to significant plastic pollution of our Planet.
Did you Know That? The first country to ban the use of non-biodegradable plastic bags was Bangladesh with a law passed in 2002; Italy joined in 2011 imposing the use of biodegradable and compostable bags.
The invention of the biodegradable plastic bag is credited to Catia Bastioni (1957) who patented the invention and started the production of biodegradable bags with the company Novamont spa in 2007.

La Converting Connection è lo strumento di riferimento per il settore della stampa e del converting. In questa sezione vengono pubblicate le novità delle aziende inserite nel network 2026. Troverai “la voce della Connection” in ogni numero della rivista.
HPM GROUP ITALY
Confermata la collaborazione con Dayuan Il 2026 si apre con una significativa conferma: HPM GROUP ITALY è stata nuovamente scelta come distributore esclusivo per l’Italia per le fustellatrici professionali e tagliatori trasversali a marchio Dayuan, uno dei brand più riconosciuti a livello internazionale per affidabilità, precisione e innovazione. Questa riconferma testimonia non solo la fiducia del produttore cinese nel mercato italiano, ma anche la capacità di HPM GROUP ITALY di garantire una presenza capillare sul territorio nazionale, un servizio di assistenza tecnica specializzato e una consulenza commerciale competente

e personalizzata, tutti elementi che hanno contribuito a consolidare la posizione dell’azienda come punto di riferimento per tipografie, legatorie, cartotecniche e realtà industriali che richiedono macchinari affidabili e performanti. Grazie a questa continuità, l’azienda proseguirà nel 2026 con il potenziamento della rete vendita, l’introduzione di nuovi modelli Dayuan e il rafforzamento dei servizi di assistenza e formazione dedicati ai professionisti del settore confermando così il proprio ruolo di riferimento nazionale per le soluzioni di taglio professionale e consolidando una collaborazione strategica che continua a crescere.
Collaboration with Dayuan confirmed The year 2026 opens with an important confirmation: HPM GROUP ITALY has once again been selected as the exclusive distributor in Italy for Dayuanbranded professional die-cutters and sheeters, one of the most internationally recognized brands for reliability, precision, and innovation. This renewed collaboration reflects not only the Chinese manufacturer’s confidence in the Italian market, but also HPM GROUP ITALY’s ability to ensure a widespread presence across the country, specialized technical support, and competent, tailored commercial consulting. These elements have contributed to consolidate the company’s role as a key reference point for printing houses, binderies, paper
converting companies and industrial businesses requiring reliable, highperformance machinery. Thanks to this continuity, the company will move forward in 2026 with the expansion of its sales network, the introduction of new Dayuan models and the enhancement of dedicated service and training programs for industry professionals—further confirming its role as a national benchmark for professional cutting solutions and consolidating a strategic partnership that continues to grow.
ColorTrack, il controllo colore che parla Flexo e Roto Nato dall’esperienza diretta e dai suggerimenti degli stampatori e coloristi Flexo e Roto, ColorTrack è un software progettato per rispondere alle reali esigenze della stampa nell’imballaggio flessibile e nelle etichette. Non un sw generico o adattato, ma uno strumento pensato fin dall’inizio per

gestire variabili di stampa, materiali complessi e post-lavorazioni come laminazioni e verniciature. Grazie alla funzione multi-target: in un unico lavoro l’operatore può gestire il target del prodotto finito (post-laminazione), quello di stampa in macchina (prelaminazione) e il target di cucina colore, fondamentale per ristampe rapide e coerenti. Un approccio che consente di misurare ciò che conta davvero, nel momento giusto del processo. A questo si affianca la correzione colore a bordo macchina: ColorTrack suggerisce come intervenire sugli inchiostri o, in alternativa, quale anilox utilizzare per raggiungere il colore desiderato, riducendo drasticamente tempi di avviamento e sprechi. Completano il sistema funzioni avanzate come la previsione della quantità d’inchiostro necessaria e una tracciabilità completa delle misure legate alla commessa e ai materiali. Un controllo colore concreto, misurabile e orientato alla produzione reale, sviluppato da ColorConsulting per chi stampa ogni giorno.
ColorTrack, color control that speaks Flexo and Roto
Born from direct experience and feedback from Flexo and Roto printers and colorists, ColorTrack is software designed to meet the real needs of printing in flexible packaging and labels. It is not a generic or adapted solution, but a tool created from the start to manage printing variables, complex substrates, and finishing processes such as lamination and varnishing. Thanks to the multi-target function, in a single job the operator can manage the target of the finished product (post-lamination), the press target (prelamination), and the ink kitchen target, which is essential for fast and consistent reprints. This approach allows you to measure what truly matters, at the right stage of the process. It also includes onpress color correction: ColorTrack suggests how to adjust the inks or, alternatively, which anilox to use to achieve the desired color, significantly reducing setup time and waste. The system is completed by advanced features such as ink quantity prediction and full traceability of measurements linked to each job and substrate. A practical, measurable color control solution focused on real production, developed by ColorConsulting for professionals who print every day.
Sala stampa più efficiente, con i dati Oggi in sala stampa l’efficienza non coincide più con “correre”: significa meno fermi, meno scarti, meno energia

e una qualità più stabile. Con lotti sempre più piccoli e tante referenze, la risposta passa da processi guidati dai dati e da automazioni che supportano l’operatore. Uteco propone un approccio integrato con quattro sistemi che efficientano altrettanti aspetti della produzione. Il pacchetto Active Pack lavora su avviamento, essiccazione e inchiostrazione; Active Start riconosce le lastre e preimposta i parametri, portando l’avviamento sotto i 3 minuti e lo scarto sotto i 10 metri; Active Dry® regola i flussi d’aria in maniera automatica e può ridurre i consumi fino al 50%; Active Ink ottimizza i cicli di pompaggio. Per tagliare i tempi non produttivi ci sono SleeveBOT® per il cambio maniche automatico e FDMR, che consente di preparare alcuni gruppi colore mentre altri stampano. L’ibrido OnyxOMNIA unisce flexo e inkjet: flexo per fondi e spot, digitale per CMYK e variabili, riducendo l’uso di lastre fino al 50% e i fermi, con benefici anche ESG.
A more efficient press room, with data Today, efficiency in the press room no longer means ‘rushing’: it means fewer downtime, less waste, less energy and more stable quality. With increasingly smaller batches and many references, the answer lies in data-driven processes and automation that supports the operator. Uteco offers an integrated approach with four systems that streamline four aspects of production. The Active Pack works on start-up, drying and inking; Active Start recognises the plates and presets the parameters, bringing start-up time to less than 3 minutes and waste to less than 10 metres; Active Dry® automatically adjusts air flows and can reduce consumption by up to 50%; Active Ink optimises pumping cycles. To cut down on non-productive time, there is SleeveBOT® for automatic sleeve changing and FDMR, which allows some colour units to be prepared while others are printing. The OnyxOMNIA
hybrid combines flexo and inkjet: flexo for backgrounds and spot colours, digital for CMYK and variables, reducing plate usage by up to 50% and downtime, with ESG benefits too.
OMET
“Flexo for Future”: i riflettori sull’evoluzione della stampa narrowweb
Due giornate dedicate a tecnologie, applicazioni e scenari concreti per etichette e flexible packaging. Un momento di confronto diretto sulle nuove esigenze produttive e le evoluzioni del mercato. Il 15 e 16 aprile OMET aprirà le porte del proprio Innovation Park per “Flexo for Future – Shaping what’s next, together”, un open house dedicato all’avanguardia della stampa per etichette e flexible packaging. L’evento rappresenta un momento di confronto tecnico e strategico per il mercato narrow-web, in una fase in cui flessibilità produttiva, integrazione tecnologica e rapidità del flusso di lavoro sono sempre più centrali nelle scelte degli stampatori.
L’Innovation Park - hub permanente di dimostrazione e sviluppo applicativo - ospiterà una sessione introduttiva sulle novità tecnologiche mirate al miglioramento del processo produttivo, seguita da dimostrazioni live delle piattaforme KFlex K6 e iFlex 440, che metteranno in mostra gli sviluppi più recenti quanto a configurabilità, efficienza e qualità.

Per scoprire tutte le aziende che hanno scelto la Converting Connection 2025, inquadra il qrcode
Le due giornate offriranno uno spazio di dialogo diretto con il team tecnico e commerciale OMET, con l’obiettivo di analizzare casi applicativi concreti e condividere le prospettive evolutive della flessografia nel contesto della stampa combinata e delle nuove esigenze di mercato.
L’evento sarà inoltre un’occasione di networking in un contesto informale e accogliente, con momenti dedicati all’incontro tra professionisti del settore e ad attività di intrattenimento che favoriranno lo scambio di esperienze e il rafforzamento delle relazioni. Dettagli su agenda e modalità di partecipazione saranno comunicati prossimamente.
“Flexo for Future”: highlights the next evolution of narrow-web printing Two days dedicated to technologies, applications and real-world scenarios for labels and flexible packaging. A direct opportunity to explore new production requirements and the evolving needs of the market. On April 15 and 16, OMET will open the doors of its Innovation Park for “Flexo for Future - Shaping what’s next, together”, an open house dedicated to the

latest advancements in printing solutions for labels and flexible packaging. The event will offer a technical and strategic exchange platform for the narrow-web market, at a time when production flexibility, technology integration and workflow efficiency are becoming increasingly central to converters’ operations. The Innovation Park – OMET’s permanent hub for technology demonstrations and application development – will host an introductory session focused on the latest innovations designed to enhance production processes, followed by live demonstrations of the KFlex K6 and iFlex 440 platforms, showcasing their most recent developments in terms of configurability, efficiency and print quality. Over the two days, visitors will have the opportunity to engage directly with OMET’s technical and commercial teams, exploring real application cases and discussing the future evolution of flexographic printing within the broader context of combination printing and changing market demands. The event will also provide valuable networking opportunities in an
informal and welcoming environment, with dedicated moments for industry professionals to connect, exchange experiences and enjoy entertainment designed to encourage meaningful interaction. Further details on the agenda

Il packaging industriale digitale cambia passo. NGW Group annuncia l’installazione della Hanway Ultra2500W Pro presso il Centro Demo Hanway Italia, rafforzando il proprio ruolo di distributore ufficiale per il mercato nazionale. Un investimento strategico che rappresenta un’evoluzione significativa per il settore. Velocità produttiva, qualità paragonabile all’offset, personalizzazione e sostenibilità convergono in un’unica piattaforma industriale per la stampa su cartone per packaging ed espositori. Progettata per scatolifici e cartotecniche orientate all’innovazione, la Ultra2500W Pro gestisce tirature variabili e produzioni on demand, riducendo sprechi e costi di avviamento. Gli inchiostri base acqua e la tecnologia multi-pass ad alta velocità assicurano stabilità cromatica, efficienza e affidabilità produttiva. Con il Centro Demo Hanway Italia, NGW offre alle aziende la possibilità di testare applicazioni reali e verificare concretamente le performance del sistema.
Hanway Ultra2500W Pro arrives in Italy
Digital industrial packaging takes a major step forward. NGW Group announces the installation of the Hanway Ultra2500W Pro at the Hanway Italy Demo Center, strengthening its role as official distributor for the Italian market. A strategic investment that marks a significant evolution for the industry. High production speed, offset-comparable quality, customization and sustainability now converge in a single industrial platform for board printing in packaging and display applications. Designed for box manufacturers and packaging converters focused on innovation, the Ultra2500W Pro efficiently handles variable runs and ondemand production, reducing waste and start-up costs. Water-based inks combined
with high-speed multi-pass technology ensure color consistency, operational efficiency and production reliability. With the Hanway Italy Demo Center, NGW offers companies the opportunity to test real applications and directly experience the system’s performance.
SIMEC GROUP
Starlox Plus dagli specialisti dell’incisione anilox
Starlox Plus nasce da un intervento preciso sulla geometria della cella: non una “magia” in più nell’incisione, ma un disegno più intelligente. La vasca è meno profonda rispetto alle soluzioni tradizionali e, a parità di volume funzionale, sfrutta meglio apertura e angolo della cella.
Così si riduce l’effetto “pozzo” e l’inchiostro esce con una dinamica più fluida: lo scarico diventa progressivo, stabile e uniforme, con meno differenze tra avviamento e regime di stampa. In pratica aumenta la quota di inchiostro realmente trasferita al cliché, migliora la coprenza (solidi più compatti, meno micro-vuoti e minore banding) e rende il comportamento più ripetibile tra ristampe e macchine diverse. Inoltre la minore profondità limita i residui sul fondo: meno cicli di pulizia e lavaggi più efficaci, con volume reale più costante nel tempo.

Starlox Plus is the result of a precise intervention on the geometry of the cell: not an extra bit of ‘magic’ in the engraving, but a more intelligent design. The tank is shallower than traditional solutions and, with the same functional volume, makes better use of the cell’s opening and angle. This reduces the ‘well’ effect and allows the ink to flow more smoothly: discharge becomes progressive, stable and uniform, with fewer differences between start-up and printing speed.
In practice, this increases the amount of ink actually transferred to the plate, improves coverage (more compact solids, fewer micro-voids and less banding) and makes behaviour more repeatable between reprints and different machines. In addition, the shallower depth limits residues at the bottom: fewer cleaning cycles and more effective washing, with a more constant actual volume over time.
Soluzioni MIS|ERP integrate

L’azienda è al servizio delle industrie con processi complessi, sotto pressione su costi, tempi e sostenibilità. La piattaforma, modulare e scalabile, integra preventivazione, produzione, magazzino, vendite, contabilità, MES/SCADA e Business Intelligence, creando un’unica fonte per decisioni rapide. Nell’era dell’AI ha potenziato data science, machine learning, IoT e cloud per evolvere verso sistemi predittivi: previsione di produzione e manutenzione, pianificazione automatica e dashboard avanzate per aumentare l’efficienza, ridurre fermi e sprechi e rispettare le consegne. È in beta lo Smart Assistant, in addestramento su vendite, assistenza clienti, manutenzione, pianificazione e fabbrica, con rilascio progressivo di agenti dedicati. Il portfolio include verticali per stampa e packaging (ECMA/ FEFCO, CAD/DXF, calcolo consumi, pallettizzazione, tracciabilità endto-end) e supporto ad altri settori, con consulenza, implementazione e formazione.
Sistrade develops solutions for industries with complex processes, under pressure in terms of costs, timing and sustainability. The modular and scalable platform integrates costing, production, warehousing, sales, accounting, MES/ SCADA and Business Intelligence, creating a single source for quick decisions. In the era of AI, it has enhanced data science, machine learning, IoT and the cloud to evolve towards predictive systems: production and maintenance forecasting, automatic planning and advanced dashboards to increase efficiency, reduce downtime and waste, and meet delivery deadlines.
The Smart Assistant is in beta, undergoing training in sales, customer service, maintenance, planning and manufacturing, with the gradual release of dedicated agents. The portfolio includes verticals for printing and packaging (ECMA/ FEFCO, CAD/DXF, consumption calculation, palletisation, end-to-end traceability) and support for other sectors, with consulting, implementation and training.
Camera racla di ultima generazione FLEX-X presenta una camera racla per la stampa flexo pensata per aumentare efficienza e durata del gruppo colore, con soluzioni integrabili su impianti esistenti senza modifiche strutturali. Il punto di forza è l’uso di tecnopolimeri avanzati: rispetto alle camere in alluminio, non temono corrosione da inchiostri e solventi, restano repellenti senza rivestimenti e, con un peso circa dimezzato, rendono più semplici e sicure le movimentazioni. Profili progettati per ogni anilox assicurano l’angolo corretto delle lame, migliorando il trasferimento d’inchiostro e riducendo l’usura del cilindro. Per tagliare i tempi di fermo, il sistema “screwless” a eccentrico permette il cambio rapido delle lame tramite una leva. Approccio su misura e modulare: adattamento su qualsiasi macchina e sostituzione del singolo componente in caso di danni, con meno sprechi e costi. Disponibili anche versioni Total Aluminium e Total Inox.
Next-Gen Doctor Blade Chamber FLEX-X introduces a cuttingedge flexographic doctor blade chamber designed to maximize inking unit efficiency and lifespan. These solutions can be integrated into existing systems without requiring structural modifications. The system’s core strength lies in its use of advanced technopolymers. Unlike traditional aluminum chambers, these materials are completely resistant to ink and solvent corrosion and remain naturally repellent without the need for additional coatings. Furthermore, with their weight reduced by approximately 50%, they ensure safer and easier handling for operators.

Each profile is custom-engineered for specific anilox rolls to maintain the optimal blade angle, enhancing ink transfer while minimizing cylinder wear. To minimize downtime, the “screwless” eccentric system allows for rapid blade changes via a simple lever mechanism. The FLEX-X approach is both bespoke and modular: it can be adapted to any printing press and allows for individual component replacement in case of damage, significantly reducing waste and maintenance costs. The range is completed by Total Aluminum and Total Stainless Steel versions.
EPC
Brevetto internazionale per il sistema di recupero Dal 2024, con la Direttiva 2010/75/UE e le nuove BAT 2024, il settore è sotto forte pressione: controlli ambientali più stringenti, rischio di superare i limiti VOC e costi operativi in crescita, con impatti rilevanti sui bilanci. Molti impianti di recupero solvente, progettati in un contesto energetico ormai superato, non garantiscono più né conformità né sostenibilità: recupero inefficiente, OPEX elevati, rischio concreto di sanzioni e fermi produttivi. Il processo HRT™ di EPC Srl, recentemente brevettato a livello internazionale, introduce un cambio di paradigma. Non riduce i consumi penalizzando l’efficienza, ma ottimizza il processo aumentando il recupero a parità di carbone attivo installato. I risultati: +50%/anno di solvente recuperato, -37,5% energia elettrica, -68,5% gas, -81,8% acqua di raffreddamento, -50% azoto. Applicabile anche in retrofit, HRT™ valorizza l’esistente rendendolo conforme, sostenibile e competitivo.
Since 2024, with Directive 2010/75/EU and the new 2024 BAT conclusions, the sector has been under significant pressure: stricter environmental controls, the risk of exceeding VOC emission limits, and rising operating costs with a direct impact on company margins. Many solvent recovery plants, designed in an outdated energy context, no longer ensure compliance or sustainability: inefficient recovery, high OPEX, and a tangible risk of penalties and production shutdowns.
EPC Srl’s HRT™ process, recently granted international patent protection, represents a paradigm shift. It does not reduce consumption at the expense of efficiency; instead, it optimizes the process by increasing recovery capacity with the same installed activated carbon. The results: +50% per year solvent recovered, -37.5% electricity consumption, -68.5% gas consumption, -81.8% cooling water, and -50% nitrogen. Also applicable as a retrofit solution, it enhances existing plants, turning them into compliant, sustainable, and competitive systems.

La domanda emiratina di macchine conferma numeri interessanti e in crescita soprattutto nella fascia alta

L’AZIENDA
STUDIA BO Società con competenze distintive nel campo economico, econometrico e informatico. Sviluppa sistemi informativi e portali a supporto dei processi decisionali delle imprese.

Focus on foreign markets
A consuntivo 2025 (pre-stime) gli Emirati Arabi sono stimati posizionarsi al 21° posto tra i paesi importatori mondiali di macchine della filiera grafica-cartotecnica.
A fine 2025 le importazioni di questo mercato sono attese confermarsi su livelli di massimo (203 milioni di euro). Si tratta di livelli del 74% superiori a quelli del periodo pre-pandemico (2019), con un tasso medio annuo di crescita nel periodo 20202025 prossimo al +10% nei valori in euro.
La composizione qualitativa delle importazioni emiratine mostra una significativa rilevanza delle importazioni delle fasce di prezzo più elevate: complessivamente, nel 2025 (secondo le prestime ExportPlanning) le importazioni delle fasce Alta e Medio-Alta di prezzo sono stimate rappresentare il 36 per cento delle importazioni complessive del mercato.
Secondo le previsioni ExportPlanning, nello scenario 2026-2029 si prevede che l’import emiratino possa crescere ad un ritmo medio annuo moderatamente dinamico nei valori in euro (CAGR: +2,2%), arrivando a superare i 221 milioni di euro. Tuttavia, va sottolineato come nel 2026 le previsioni sull’evoluzione delle
importazioni del mercato risultino di segno negativo (-3.8% nei valori in euro), per poi tornare a mostrare una intonazione positiva (CAGR: +4.3%) nel successivo triennio.
Leadership cinese tra i paesi fornitori, con l’Italia al 3° posto La Cina è il principale paese fornitore del mercato emiratino di macchine per l’industria grafica, cartaria e del converting, con una quota 2025 stimata in oltre 38 punti. L’Italia figura al terzo posto nel ranking dei paesi fornitori del mercato emiratino, dietro alla Germania (quota del 17,6%), con un valore esportato l’anno scorso stimato pari a 13,5 milioni di euro (pari al 7,5 per cento). Secondo le previsioni ExportPlanning, nello scenario 2026-2029 si prevede che l’export italiano possa crescere ad un ritmo medio annuo (CAGR) del +3,2% nei valori in euro (arrivando al termine del periodo a quota 15,3 milioni di euro).
Composizione delle importazioni emiratine per comparto
Nel dettaglio dei diversi comparti del settore macchine per l’industria grafica, cartaria e
Emirati demand for machinery confirms interesting and growing figures, especially in the high-end segment
According to preliminary estimates for 2025, the United Arab Emirates is expected to rank 21st among the world’s importing countries of machinery for the graphics and the paper converting supply chain.
By the end of 2025, imports in this market are expected to remain at peak levels (€203 million). These levels are 74% higher than those in the pre-pandemic period (2019), with an average annual growth rate in the period 2020-2025 close to +10% in euro terms. The qualitative composition
of UAE imports shows a significant predominance of imports in the higher price ranges: overall, in 2025 (according to ExportPlanning pre-estimates), imports in the high and medium-high price ranges are estimated to represent 36% of total market imports.
According to ExportPlanning forecasts, in the 2026-2029 scenario, Emirati imports are expected to grow at a moderately dynamic average annual rate in euro terms (CAGR: +2.2%), exceeding €221 million. However, it should be noted that in 2026, forecasts
for the evolution of market imports are negative (-3.8% in euro terms), before returning to a positive trend (CAGR: +4.3%) in the following three years.
China leads among supplier countries, with Italy in 3rd place
China is the main supplier to the UAE market for machinery for the graphics, paper and converting industries, with an estimated share of over 38 points in 2025. Italy ranks third among supplier countries to the Emirati market, behind Germany (17.6% share), with an estimated export value last year of €13.5 million (7.5%).
According to ExportPlanning forecasts, in the 2026-2029 scenario, Italian exports are expected to grow at an average annual rate (CAGR) of +3.2% in euro terms (reaching €15.3 million at the end of the period).
del converting, nel 2025 (pre-consuntivi) le importazioni emiratine esprimono i valori più elevati con riferimento a macchine da stampa (91,6 milioni di euro), macchine per converting (66,2 milioni di euro) e macchine cartotecniche (29 milioni di euro), seguite da macchine e materiali per la preparazione delle forme (8,9 milioni di euro) e macchine per legatoria (7,3 milioni di euro).
Nello scenario 2026-2029 i maggiori contributi alla crescita delle importazioni emiratine di macchine per l’industria grafica, cartaria e del converting sono attesi provenire - nell’ordine - dai comparti macchine per converting (+9,9 milioni di euro, pari ad una crescita medio annua di 3,5 punti percentuali) e macchine da stampa (+6,2 milioni di euro, corrispondenti a 2,2 punti percentuali ogni anno).
Le esportazioni italiane sul mercato emiratino per comparto
Le esportazioni italiane sul mercato emiratino risultano rilevanti con particolare riferimento al comparto macchine da stampa (10,1 milioni di euro stimati a pre-consuntivo 2025) e, in misura minore, nel comparto macchine per converting (2,6 mln €).
Nello scenario 2026-2029 le esportazioni italiane di macchine per l’industria grafica, cartaria e del converting sul mercato emiratino sono attese ricevere i contributi più positivi dalle vendite di macchine per converting (+1,3 milioni euro, pari ad una crescita medio annua del +10,7% nei valori in euro), a fronte – invece – di andamenti decisamente meno dinamici per le vendite di macchine da stampa (+353 mila euro, pari ad un CAGR del +0,9%).
La produzione emiratina nella filiera grafica-cartaria-converting
La produzione della nazione è stimata pari a circa 3 miliardi di euro (pre-consuntivi 2025), che fanno del paese il 32° produttore mondiale della filiera.
In detail, for the various sectors of machinery for the graphics, paper and converting industry, in 2025 (preliminary figures) UAE imports show the highest figures for printing machinery (€91.6 million), converting machinery (€66.2 million) and paper converting machinery (€29 million), followed by machinery and materials for plate making (€8.9 million) and bookbinding machinery (€7.3 million).
In the 2026-2029 scenario, the largest contributions to the growth of UAE imports of machinery for the graphics, paper and converting industries are expected to come from - in order - the converting machinery (+€9.9 million, equal to an average annual growth of 3.5 percentage points) and printing machinery (+€6.2 million, corresponding to 2.2 percentage points per year) sectors.

Top competitori 2025 di macchine per l’ind. grafica, cartaria e del converting

Italian exports to the Emirati market are significant, particularly in the printing machinery sector (estimated at €10.1 million in the 2025 preliminary figures) and, to a lesser extent, in the converting machinery sector (€2.6 million).
In the 2026-2029 scenario, Italian exports of machinery for the graphic arts, paper and converting to the Emirati market are expected to receive the most positive contributions from sales of converting machinery (+1.3 million euros, equal to an average annual growth of +10.7% in euro values), compared to decidedly less dynamic trends for sales of printing machinery (+353 thousand euros, equal to a CAGR of +0.9%).
The nation’s production is estimated at around €3 billion (preliminary figures for 2025), making the country the 32nd largest producer in the world in this industry.
During the period examined, Emirati production of products showed sustained growth in the period 2010-2022, with an average annual rate
of +13.1% in euro terms. However, after peaking in 2022, in the three-year period 2023-2025, partly due to the downsizing of prices along the paper supply chain, Emirati production showed an interruption in its strong growth phase.
The main values in the UAE’s printing and paper supply chain are attributable to the flexible packaging segment (estimated at €974 million in 2025, ranking 33rd
Nel periodo esaminato, la produzione emiratina di prodotti ha mostrato una fase di crescita sostenuta nel periodo 2010-2022, con un ritmo medio annuo del +13,1% nei valori in euro.
Tuttavia, dopo il picco toccato nel 2022, nel triennio 2023-2025, complice anche il ridimensionamento dei prezzi lungo la filiera carta, la produzione emiratina ha evidenziato una interruzione della fase di forte crescita.
I principali valori nella filiera grafica-cartotecnica degli Emirati Arabi sono riconducibili ai segmenti Imballaggio flessibile (974 milioni di euro stimati a pre-consuntivo 2025, attestandosi al 33° posto a livello mondiale) e Prodotti grafici ed editoriali (605 milioni di euro, al 16° posto a livello mondiale).
Buoni posizionamenti della produzione emiratina nella filiera grafica-cartotecnica sono, inoltre, rintracciabili nei segmenti Carta Tissue (20-esima posizione mondiale) e Carta per usi grafici (24-esima posizione mondiale).
Produzione della filiera


worldwide) and graphic and publishing products (€605 million, ranking 16th worldwide). The UAE also ranks well in the graphic and paper converting industry in the tissue paper (20th place worldwide) and graphic arts paper (24th place worldwide) segments.
Analysis of the Emirati market for graphics and paper converting machinery shows a recent phase of growth, with peak levels of imports in the sector confirmed in 2025. The qualitative composition of imports also shows a significant relevance of imports in the higher price ranges, accounting for nearly 36 per cent of total imports.
Italian sales rank third in terms of value in 2025 (estimated at €13.5 million), after China (the clear market leader) and Germany.
Un mercato che cresce
L’analisi del mercato emiratino di macchine della filiera grafica-cartotecnica evidenzia una fase recente di crescita, con la conferma nel 2025 di livelli di massimo nelle importazioni del settore. La composizione qualitativa delle importazioni mostra, inoltre, una significativa rilevanza delle importazioni delle fasce di prezzo più elevate, prossime al 36 per cento del totale dei flussi importati.
Le vendite italiane si posizionano in terza posizione per valori 2025 (stimate in 13,5 milioni di euro), dopo quelle di Cina (ampiamente leader di mercato) e Germania.
La produzione interna, invece, evidenzia i maggiori valori nell’ambito dei segmenti
Imballaggio flessibile (974 milioni di euro nelle pre-stime 2025) e Prodotti grafici ed editoriali (605 mln €), e le maggiori specializzazioni nei segmenti Carta Tissue (al 20° posto al mondo) e Carta per usi grafici (al 24° posto al mondo).
Le prospettive di sviluppo di questo mercato nel prossimo quadriennio (2026-2029) appaiono moderatamente favorevoli, con attese di crescita per l’export italiano del settore nell’ordine di 3.2 punti percentuali medi annui nei valori in euro. La crescita sarà dovuta, in particolare, al comparto macchine per converting, che risulta –insieme al comparto macchine da stampa - quello con i maggiori valori delle esportazioni italiane sul mercato emiratino (rispettivamente pari a 2,6 e 10,1 milioni di euro a pre-consuntivo 2025).
Buoni posizionamenti della produzione sono rintracciabili nei segmenti Carta Tissue e Carta per usi grafici.
Domestic production, on the other hand, shows the highest values in the flexible packaging (€974 million in 2025 pre-estimates) and graphic and publishing products (€605 million) segments, and the highest specialisation in the tissue paper (20th in the world) and graphic paper (24th in the world) segments.
The growth prospects for this market over the next four years (2026-2029) appear moderately favourable, with Italian exports in the sector expected to grow by an average of 3,2 percentage points per annum in euro terms. Growth will be driven in particular by the converting machinery sector, which, together with the printing machinery sector, is the one with the highest Italian export values on the Emirati market (€2.6 million and €10.1 million respectively, according to preliminary figures for 2025).









Un nuovo studio promosso in collaborazione con Simec Group si propone di analizzare il mercato degli anilox circa utilizzo, gestione e criticità in produzione
Se c’è una cosa che il mercato della stampa flessografica ci ha insegnato nella prima metà del 2025, è che la transizione verso la sostenibilità non è più un’opzione, ma un imperativo tecnico. Tuttavia, mentre gli occhi di tutti sono puntati sui nuovi materiali “green”, c’è una componente fondamentale, spesso data per scontata, che rischia di diventare il collo di bottiglia se non gestita con la stessa attenzione riservata ai polimeri: il cilindro anilox.
A luglio abbiamo scattato una fotografia nitida delle abitudini di stampatori e fornitori sui materiali di consumo. I dati emersi sono stati illuminanti e hanno gettato le basi per una nuova indagine, questa volta focalizzata verticalmente sulla gestione operativa del parco anilox in Italia. Ecco perché stiamo lanciando questo nuovo sondaggio e perché la tua partecipazione è cruciale.
Il contesto: cosa ci ha detto l’indagine di luglio
L’analisi condotta a luglio 2025 ha rivelato un settore in forte fermento. Uno dei dati più significativi riguarda i supporti di stampa: ben

Anilox del converting
From substrates to the “Heart” of printing: it’s time we talk about anilox
Un nuovo studio promosso in collaborazione con Simec Group si propone di analizzare il mercato degli anilox circa utilizzo, gestione e criticità in produzione
If there’s one thing the flexographic printing market taught us in the first half of 2025, it’s that the transition to sustainability is no longer an option, Iit’s a technical imperative. However, while everyone’s eyes are on the new “green” materials, there is a fundamental component, often taken for granted, that risks becoming a chokepoint if not managed with the same attention

il 71,4% delle aziende intervistate ha dichiarato di utilizzare regolarmente film monomateriale riciclabile (es. PE-PE, PP-PP). Questo passaggio, fondamentale per l’economia circolare, porta con sé sfide tecniche enormi in termini di bagnabilità e trasferimento dell’inchiostro, rendendo la scelta e la manutenzione dell’anilox più critica che mai. Non solo: nonostante il 42,8% degli stampatori utilizzi ancora prevalentemente inchiostri a base solvente, si nota una spinta
reserved for polymers: the anilox cylinder. In July, with our survey, we were able to get a clear picture of the habits of printers and suppliers around consumables. The data that emerged are revealing and laid the foundations for a new survey, this time vertically focused on anilox operational management in Italy. That’s why we’re launching this new survey and why your participation is crucial.
The analysis carried out in July 2025 highlighted a sector in strong ferment. One of the most significant data concerns print media: as many as 71.4% of the companies surveyed declared that they regularly use recyclable monomaterial film (e.g. PE-PE, PP-PP). This step, fundamental to the circular economy paradigm, brings along huge technical challenges in terms of wettability and ink transfer, making
the choice and maintenance of the anilox more critical than ever. Not only: although 42.8% of printers still mainly use solventbased inks, there is a push towards UV led (28.5%) and water-based solutions. Each change in ink chemistry requires a specific configuration of anilox volume and screen count. If materials change, the hardware that allows them to be printed on must evolve accordingly.
Another sore point that emerged from our survey is definitely expenses. When asked what was the main obstacle to adopting sustainable practices, 57.1% of respondents indicated the “high costs of green solutions”. This is what our new survey wants to delve into. In the July questionnaire, under the “sustainable solutions” section, some forward-looking respondents spontaneously cited “material recovery or regeneration
verso soluzioni UV LED (28,5%) e base acqua. Ogni cambio di chimica dell’inchiostro richiede una configurazione specifica del volume e della lineatura dell’anilox. Se i materiali cambiano, l’hardware che ne permette la stampa deve evolversi di conseguenza.
Il problema dei costi e la “rigenerazione” nascosta Un altro punto dolente emerso è quello economico. Alla domanda su quale fosse il principale ostacolo all’adozione di pratiche sostenibili, il 57,1% dei rispondenti ha indicato i “Costi delle soluzioni green”. È qui che il nostro nuovo sondaggio vuole scavare a fondo. Nel questionario di luglio, alla voce “soluzioni sostenibili”, alcuni rispondenti lungimiranti hanno citato spontaneamente il “recupero o rigenerazione materiali (es. sleeve, anilox)” e persino specifiche “anilox racle” tra gli articoli a basso impatto.
Questo ci suggerisce che esiste una “sostenibilità nascosta” nella gestione dell’hardware.Rigenerare un anilox invece di sostituirlo non è solo una questione di risparmio economico, ma di efficienza ecologica. Ma quanto è diffusa questa pratica in Italia? È una strategia standard o un’eccezione? È una delle domande chiave a cui cercheremo di rispondere con la nuova indagine.
Automazione vs. gestione manuale
Il mercato flessografico italiano mostra una buona propensione all’automazione: a luglio, il 57% delle aziende ha dichiarato di usare montacliché automatici e il 71% sistemi di controllo qualità in linea. Tuttavia, la gestione dell’anilox rimane spesso un processo “artigianale”. Studi di settore recenti indicano che i cilindri sporchi o intasati sono una delle cause principali di problemi colorimetrici e scarti di avviamento (Fonte: Magnum Inks & Coatings),
e che il mercato globale dei rulli anilox è previsto in crescita costante con un CAGR del 5,35% fino al 2032, trainato dalla richiesta di alta qualità (Fonte: Research and Markets). Se automatizziamo il montaggio e il controllo colore, come stiamo gestendo la pulizia e la manutenzione del cuore della macchina? Usiamo ancora metodi manuali o siamo passati a tecnologie laser e ultrasuoni? C’è un gap tra la tecnologia della macchina da stampa e la manutenzione dei suoi componenti critici?
La nuova indagine: mappare lo stato dell’arte Alla luce di queste evidenze, Converting Magazine in partnership con Simec Group ha di recente lanciato il sondaggio “Stato del mercato anilox in Italia”. Non vogliamo solo sapere “quanti” anilox avete, ma “come” li vivete. L’obiettivo è costruire una mappa dettagliata che copra:
• La gestione del ciclo di vita: dall’acquisto alla dismissione.
• Le partnership: il rapporto con i fornitori è puramente transazionale o c’è un supporto tecnico reale?
• La standardizzazione: in un mondo che va verso il monomateriale, stiamo standardizzando anche i volumi di trasferimento o navighiamo a vista?
Perché partecipare?
I dati di luglio ci hanno detto cosa stampate e con quali difficoltà economiche. Ora, partecipando a questo nuovo sondaggio, ci aiuterete a capire se l’industria italiana è attrezzata tecnicamente per vincere queste sfide. I risultati saranno condivisi in forma aggregata per fornire a tutti un benchmark prezioso su cui misurare la propria efficienza operativa.

(e.g. sleeve, anilox)” and even specific “anilox pressors” among low-impact items. This suggests that there can be a form of “hidden sustainability” in hardware management. Regenerating an anilox instead of replacing it is not only a matter of economic savings, but of ecological efficiency. But how widespread is the practice in Italy? Is it a standard strategy or an exception? This is one of the key questions we will try to answer with this new survey.
The Italian flexographic market shows a good propensity for automation: in July, 57% of companies said they use automatic plate mounters and 71% in-line quality control systems. However, anilox management is often stil an “artisanal” process. Recent industry studies indicate that dirty or clogged cylinders are one of the main causes of colorimetric problems and start-
up waste (Source: Magnum Inks & Coatings), and that the global anilox rollers market is expected to grow steadily with a CAGR of 5.35% until 2032, driven by the demand for high quality products (Source: Research and Markets). By automating assembly and color control, how do we manage the cleaning and maintenance of what is really the heart of the machine? Do we still use manual methods or have we switched to laser and ultrasound technologies? Is there a gap between the technology of the printing machine and the maintenance of its critical components?
In light of this evidences, Converting Magazine in partnership with Simec Group recently launched the “State of the anilox market in Italy” survey. We don’t just want to know “how many” aniloxes you have, but “how” you live them.
The goal is to build a detailed map covering:
• Life cycle management: from purchase to disposal.
• Partnerships: Is the relationship with suppliers purely transactional or is it real technical support?
• Standardization: in a world that is transitioning to mono-materials, are we standardizing transfer volumes or are we playing by ear?
The data we gathered in July showed us what you print and with what economic difficulties. Now, by participating in this new survey, you will help us understand if the Italian industry is technically equipped to overcome these challenges. The results will be shared in aggregate form to provide everyone with a valuable benchmark against which to measure their operational efficiency.

1) Come interpreti i dati di luglio?
Nicolò Martino Della Torre, Sales Manager Simec Group »

1) How do you interpret the data from the previous survey?
The diffusion of mono-material substrates and the coexistence of solvent, water and UV LED inks outline a much more complex production scenario than in the past. Runs are getting shorter, job changes increase and washing cycles become continuous. In this context, it is not conceivable to expand any anilox fleet indefinitely: instead, it’s about working smarter, not harder.
La diffusione di supporti monomateriale e la compresenza di inchiostri solvente, acqua e UV LED delineano uno scenario produttivo molto più complesso rispetto al passato. Le tirature si accorciano, i cambi lavoro aumentano e i cicli di lavaggio diventano continui. In questo contesto non è pensabile ampliare all’infinito il parco anilox: serve invece lavorare in modo più intelligente.
Diventa quindi fondamentale costruire un rapporto tecnico stretto con il proprio fornitore per razionalizzare e standardizzare le incisioni, raggruppandole per famiglie di applicazioni. Parallelamente, l’evoluzione di geometrie e finiture superficiali permette oggi di ottenere range operativi più ampi e trasferimenti più stabili, così da affrontare lavori differenti mantenendo qualità e controllo dei costi. I dati di luglio ci dicono che la sostenibilità non passa solo dai materiali, ma da un uso più efficiente e strategico dell’anilox.
2) Notate differenze nell’approccio tra aziende italiane ed estere?
Il mercato italiano è riconosciuto per competenza tecnica, flessibilità e velocità decisionale. Più che parlare di differenze, vediamo modelli organizzativi diversi. In Italia il valore nasce spesso dalla relazione diretta: presenza in stabilimento, dialogo continuo tra operatori e fornitore, costruzione di soluzioni su misura.
Questo approccio consulenziale permette di accompagnare molto da vicino l’evoluzione di materiali, inchiostri e richieste dei brand owner. Registrando sul campo criticità e successi, si sviluppano standard condivisi e percorsi di miglioramento concreti, capaci di trasformare l’esperienza quotidiana di stampa in know-how strutturato.
3) Quali criticità potranno essere attenuate con tecnologie e metodologie più efficaci?
Con produzioni frammentate e frequenti cambi di chimica dell’inchiostro, la priorità diventa garantire continuità di risultato e rapidità di avviamento. Tecnologie di incisione più avanzate, superfici ottimizzate e una progettazione condivisa con il partner tecnico consentono di ridurre la variabilità tra un lavoro e l’altro.
Standardizzare dove possibile significa meno tentativi, meno lavaggi ripetuti, meno scarti e maggiore prevedibilità. L’obiettivo non è avere più anilox, ma avere quelli giusti, progettati per coprire più applicazioni e accompagnati da procedure comuni che rendano il processo industriale, replicabile ed economicamente sostenibile.
It is therefore essential to build a close technical relationship with suppliers to rationalize and standardize engravings, grouping them by application families. At the same time, the evolution of geometries and surface finishing now makes it possible to obtain wider operating ranges and more stable transfers, so as to tackle different jobs while maintaining quality and cost control. The data from July tells us that sustainability does not only come from materials, but from a more efficient and strategic use of the anilox.
2) Do you notice differences in approach between Italian and foreign companies?
The Italian market is recognised for its technical expertise, flexibility and swift decision making. Rather than differences, we see different organizational models. In Italy, value often arises from direct relationships: presence at the plant, continuous dialogue between operators and suppliers, tailor-made solutions.
This consultative approach allows us to closely monitor the evolution of materials, inks and demand from brand owners. By witnessing critical issues and successes on the field, shared standards and concrete improvement paths are developed, transforming the daily printing experience into structured know-how.
3) What critical issues can be mitigated with more effective technologies and methodologies?
With the current fragmented productions and frequent changes in ink chemistry, guaranteeing continuity of result and speed of start-up becomes the priority. More advanced engraving technologies, optimized surfaces and sharing designs with the company’s technical partners allow to reduce variability between jobs.
Standardizing, where possible, means fewer attempts, fewer repeated washes, less waste, and greater predictability. The goal is not to have more aniloxes, but to have the right ones, designed to cover multiple applications, accompanied by common industrial procedures that make the process replicable and economically sustainable.

Promuovi una stampa sostenibile con agilità digitale







Interpack Hall 8A, Stand E50

laminazione a Film Secco: un approccio più intelligente per prestazioni flexo di alta qualità. La nuova proposta di ECO3.

L’AUTORE
FRANCESCO
VATRI
Branch Manager & Sales Manager
Italy ECO3

Nel mercato odierno della stampa flessografica, altamente competitivo, brand owner e converter richiedono una qualità di stampa senza compromessi, cambi lavoro più rapidi e processi produttivi più sostenibili. La preparazione delle lastre gioca un ruolo decisivo nel raggiungimento di questi obiettivi, ed è qui che la Laminazione a Film Secco (DFL) sta stabilendo un nuovo standard.
In ECO3 siamo impegnati nella tecnologia DFL come metodo comprovato per ottenere prestazioni flexo superiori. Oggi siamo orgogliosi di estendere i vantaggi delle nostre soluzioni DFL non solo per i sistemi di imaging a 830 nm, come la famiglia di prodotti ECO3 Magis DI, ma anche per i sistemi a 1064 nm come Esko CDI e XSYS ThermoFlexX (TFxX) con il nostro film Magis F-1064.
più rapidi e minori sprechi sulle apparecchiature già in uso

Flexographic printing
Plates: the DFL revolution
Dry Film Lamination: A Smarter Path to Premium Flexo Performance. The new proposal from ECO3.
In today’s highly competitive flexographic printing market, brand owners and converters alike demand uncompromising print quality, faster job changeovers, and more sustainable production processes. Plate making plays a decisive role in achieving these goals, and this is where Dry Film Lamination (DFL) is setting a new benchmark. At ECO3, we are commited to DFL technology as a proven way to unlock
Questo significa che gli attuali utilizzatori di questi sistemi di imaging ampiamente installati possono ora beneficiare dei vantaggi unici della DFL, senza la necessità di investimenti significativi in nuove apparecchiature.
Retini perfettamente piatti, risultati perfettamente costanti
La qualità del risultato di stampa inizia dal retino. La Laminazione a Film Secco fornisce una struttura del retino a sommità piatta perfettamente controllata che si traduce direttamente in luci più nitide, sfumature più morbide e tinte unite più stabili in macchina. A differenza dei trattamenti superficiali tradizionali delle lastre che possono introdurre variabilità, la DFL fornisce una geometria del retino costante e ripetibile su tutta la lastra.
Per gli stampatori, questa costanza significa fiducia: comportamento prevedibile della lastra, eccellente trasferimento dell’inchiostro e straordinaria fedeltà di stampa su lunghe tirature. Che si tratti di produrre imballaggi flessibili, etichette o applicazioni per cartone ondulato, la DFL supporta i più alti standard di qualità flexo richiesti dai brand di oggi.
superior flexo performance. Today, we are proud to extend the benefits of our DFL solutions not only for 830 nm imagers, like the ECO3 Magis DI product family, but also to 1064 nm imagers such as Esko CDI and XSYS ThermoFlexX (TFxX) with our Magis F-1064 film.
This means that existing users of these widely installed imaging systems can now also benefit from DFL’s unique advantages, without the need for major capital investments.
The quality of the printed result starts with the dot. Dry Film Lamination delivers a perfectly controlled, flat top dot structure that translates directly into sharper highlights, smoother gradients, and more
stable solids on press. Unlike traditional plate surface treatments that can introduce variability, DFL provides a consistent, repeatable dot geometry across the entire plate.
For printers, this consistency means confidence: predictable plate behavior, excellent ink transfer, and outstanding print fidelity across long runs. Whether producing flexible packaging, labels, or corrugated applications, DFL supports the highest flexo quality standards demanded by today’s brands.
Time to color is a critical KPI on press. Thanks to the flat top dot structure created by DFL, plates reach optimal print density faster, significantly reducing press start-up times. Operators spend less time adjusting
Avviamento più rapido, meno scarti
Il tempo per raggiungere il colore è un KPI critico in macchina. Grazie alla struttura del retino a testa piatta creata dalla DFL, le lastre raggiungono la densità di stampa ottimale più rapidamente, riducendo significativamente i tempi di avviamento della macchina. Gli operatori dedicano meno tempo alla regolazione delle chiavi dell’inchiostro e delle impostazioni di pressione, consentendo ai lavori di raggiungere una qualità vendibile più velocemente.
Il risultato è meno scarto, sia in termini di substrato che di inchiostro. Con le lastre DFL, gli stampatori segnalano un minor consumo di inchiostro e un uso ridotto di materiali di consumo durante la messa a punto. In un’era di costi crescenti dei materiali e crescente pressione sulla sostenibilità, questi risparmi fanno una differenza tangibile sul bilancio.
Tecnologia comprovata, compatibilità estesa
Le soluzioni DFL di ECO3 sono già state adottate con successo nei flussi di lavoro di imaging a 830 nm, offrendo miglioramenti misurabili nella qualità di stampa e nell’efficienza. Ora, con la piena compatibilità per i sistemi di imaging a

ink keys and impression settings, allowing jobs to reach sellable quality more quickly.
The result is less waste, both in substrate and ink. With DFL plates, printers report lower ink consumption and reduced use of consumables during makeready. In an era of rising material costs and increasing sustainability pressure, these savings make a tangible difference to the bottom line.
ECO3’s DFL solutions have already been successfully adopted in 830 nm imaging workflows, delivering measurable improvements in print quality and efficiency. Now, with full compatibility for 1064 nm imagers such as Esko CDI and XSYS ThermoFlexX, the technology becomes accessible to an even broader segment of
1064 nm come Esko CDI e XSYS ThermoFlexX, la tecnologia diventa accessibile a un segmento ancora più ampio del mercato flexo. Aspetto fondamentale, questa compatibilità estesa non richiede agli stampatori o ai laboratori di prestampa di sostituire le loro attuali apparecchiature di imaging. I proprietari di sistemi Esko CDI e XSYS TFxX possono integrare i prodotti DFL di ECO3 nei loro flussi di lavoro attuali, sfruttando la loro base installata e aggiornando immediatamente le prestazioni delle lastre.
Un passo avanti verso la sostenibilità
Oltre alla qualità e all’efficienza, la DFL supporta una produzione flexo più sostenibile. Il ridotto utilizzo di inchiostro, meno materiali di consumo e minori volumi di scarto contribuiscono a un’impronta ambientale più contenuta, senza compromettere l’eccellenza di stampa. Per i converter che cercano di allineare i miglioramenti operativi con gli obiettivi di sostenibilità, la DFL rappresenta una soluzione pratica e di impatto.
Con decenni di esperienza in soluzioni per la prestampa e la stampa, ECO3 comprende le realtà della produzione flexo. I nostri prodotti di Laminazione a Film Secco sono progettati per integrarsi perfettamente nei flussi di lavoro esistenti, offrendo al contempo vantaggi chiari e misurabili in macchina. Estendendo la compatibilità DFL sia ai sistemi di imaging a 830 nm che a 1064 nm, ECO3 consente agli stampatori flexo di ottenere risultati di massima qualità, avviamenti più rapidi e minori sprechi - utilizzando le apparecchiature che già possiedono.
In un mercato in cui qualità, efficienza e sostenibilità non sono più opzionali, la Laminazione a Film Secco non è solo un aggiornamento. È un approccio più intelligente per la stampa flessografica.
the flexo market. Crucially, this expanded compatibility does not require printers or trade shops to replace their existing imaging equipment. Owners of Esko CDI and XSYS TFxX systems can integrate ECO3’s DFL products into their current workflows, leveraging their installed base while immediately upgrading plate performance.
Beyond quality and efficiency, DFL supports more sustainable flexo production. Reduced ink usage, fewer consumables, and lower waste volumes contribute to a smaller environmental footprint, without compromising print excellence. For converters seeking to align operational improvements with sustainability goals, DFL represents a practical and impactful solution.
Vuoi scoprire l’intera gamma di prodotti ECO3 per la preparazione delle lastre flexo? Attiva questo QRCode.
To discover the full range of ECO3 products for flexo plate making, click following QRCode.

With decades of experience in prepress and printing solutions, ECO3 understands the realities of flexo production.
Our Dry Film Lamination products are designed to integrate seamlessly into existing workflows while delivering clear, measurable benefits on press.
By extending DFL compatibility to both 830 nm and 1064 nm imaging systems, ECO3 empowers flexo printers to achieve topquality results, faster start-ups, and lower waste - using the equipment they already own. In a market where quality, efficiency, and sustainability are no longer optional, Dry Film Lamination is not just an upgrade. It’s a smarter way forward for flexographic printing.
Dall’approccio e dai prodotti-servizi di una startup innovativa capiamo cosa si intende concretamente per Intelligenza Artificiale applicata all’industria manifatturiera, con quali obiettivi, vantaggi, costi e barriere (culturali) d’ingresso. Intervista ad Andrea Calcagni, cofondatore di Neural Factory.

L’INTERVISTATO
ANDREA CALCAGNI
Co-founder Neural Factory

In tutto il mondo e in ogni campo si parla di Intelligenza Artificiale, dei benefici che promette e dei rischi che comporta. Nel manifatturiero, però, il termine viene spesso usato in modo improprio, generando confusione tra software tradizionali, automazione avanzata e modelli di IA generativa. Il risultato è che molte aziende faticano a capire come - e se - queste tecnologie possano essere applicate in modo concreto a macchine, impianti e processi produttivi, soprattutto per introdurre nuovi livelli di efficienza operativa, ridurre i fermi macchina e rendere accessibile una competenza tecnica sempre più scarsa. Ne abbiamo parlato con Andrea Calcagni, con un approccio molto pragmatico, basato su casi d’uso reali.
Partiamo dalla vostra startup: cos’è Neural Factory e di cosa si occupa?
Neural Factory sviluppa soluzioni di Intelligenza Artificiale generativa applicate ai dati tecnici e operativi delle aziende manifatturiere. L’obiettivo è trasformare una conoscenza aziendale spesso frammentata e non strutturata in strumenti digitali che supportano tecnici, operatori di

produzione, uffici tecnici e operations. Lavoriamo su fonti molto eterogenee: manuali macchina, schemi elettrici e idraulici, codice PLC (ad esempio SCL), database di produzione, storico delle mail di assistenza tecnica, video di formazione e procedure interne.
Tutto viene ingegnerizzato per essere interrogabile in linguaggio naturale, ma con una logica coerente con i processi industriali reali. Non vendiamo IA generica, ma soluzioni verticali progettate sui processi specifici del cliente, inclusa la filiera del packaging, printing e converting.
Che esigenze esprimono costruttori di macchine e converter?
Il problema più sentito è la carenza di tecnici specializzati, aggravata da un ricambio generazionale poco strutturato e da una permanenza sempre più breve delle nuove risorse. Una parte rilevante del know-how resta nella testa dei tecnici senior o è dispersa in documentazione difficile da consultare. Questo aumenta la dipendenza da poche figure chiave e allunga i tempi di fermo macchina.
E voi come rispondete?
Con software dedicati e personalizzati. Il nostro prodotto principale è un assistente avanzato di troubleshooting per il contesto industriale. Il sistema integra manuali, schemi tecnici, codice
By looking at the approach and products-services of an innovative startup, we gain a better understanding of what Artificial Intelligence applied to the manufacturing industry really looks like, for what objectives it can be implemented, with what advantages, costs and (cultural) barriers to entry. Interview with Andrea Calcagni, co-founder of Neural Factory.
Artificial Intelligence is the talk of the day, all over the world and in every field, the benefits it promises and the risks it entails. In manufacturing, however, the term is often misused, leading to confusion between traditional software, advanced automation, and generative AI models. The result is that many companies struggle to understand how - and if - these technologies can be
concretely applied to their machines, plants and production processes to introduce new levels of operational efficiency, reduce machine downtime and make an increasingly scarce technical expertise available.
We talked about it with Andrea Calcagni, with a very pragmatic approach, based on real cases.
Let’s open with your startup: what is Neural Factory and what does it do? Neural Factory develops Generative Artificial Intelligence solutions applied to the technical and operational data of manufacturing companies. The goal is to transform an often fragmented and unstructured business knowledge into digital tools that can support technicians, production operators, technical offices and operations departments. We work on very heterogeneous sources: machine manuals, electrical and hydraulic diagrams, PLC code (e.g. SCL), production database, history of technical assistance emails, training videos and internal procedures. Everything is engineered to be queryable in natural language, but within a logic consistent with real industrial processes. We do not sell generic AI, but vertical solutions designed
PLC, storico delle comunicazioni e materiali formativi e guida l’operatore nella diagnosi del guasto: controlli da eseguire, componenti coinvolti, possibili cause e verifiche successive. Può anche identificare automaticamente il ricambio corretto per una specifica macchina e matricola, navigando tra gli schemi associati.
Parliamo di macchine che “si riparano da sole”?
No. Parliamo di supporto decisionale avanzato per tecnici e operatori, non di autonomia completa, che è prospettiva di lungo periodo: i modelli attuali non hanno ancora una reale comprensione fisica del mondo. Tuttavia, la riduzione dei tempi di diagnosi e di identificazione dei ricambi è già oggi così significativa che, in molti casi, i fermi macchina tendono a zero, con benefici economici immediati.
Questo vale solo per i guasti o anche per i problemi di processo?
Entrambi, ma con approcci diversi. Per problemi non strutturati - procedure, regolazioni, best practice - l’assistente funziona come tutor digitale per operatori meno esperti, a patto che la conoscenza sia stata documentata. Per problemi strutturati, legati a logiche macchina o interfacciamenti, possiamo analizzare codice PLC e dati di processo, raggiungendo livelli di precisione molto elevati.
Lavorate anche sull’organizzazione della produzione?
Sì. Stiamo sviluppando moduli di analisi avanzata dei dati collegati ai database aziendali per supportare la schedulazione della produzione, l’analisi dei costi reali di commessa e la verifica della disponibilità delle risorse. L’IA consente di simulare decine di scenari alternativi, molti più di quelli valutabili manualmente, per ridurre i cambi lavoro o massimizzare la compatibilità tra ordini.
Ma queste funzioni non esistono già nei software tradizionali?
In parte sì, ma sono strumenti rigidi e verticali

che non permettono di collegare dati strutturati e non. La novità dell’IA generativa è che permette di interrogare dati e conoscenza aziendale in linguaggio naturale, collegando tutte le fonti, strutturate e non. Il nuovo non sta nel modello in sé, ma nell’ingegnerizzazione della conoscenza specifica di ciascuna azienda intorno a questi modelli.
Che livello di preparazione trovate nelle aziende?
C’è consapevolezza dei problemi, ma meno chiarezza sulle soluzioni. Spesso è necessario partire da un lavoro di alfabetizzazione tecnologica, anche in aziende strutturate, per chiarire cosa l’IA può fare davvero e superare aspettative irrealistiche.
Quali sono le principali difficoltà?
La raccolta, pulizia e formalizzazione della conoscenza, ostacolata da una documentazione incompleta, non aggiornata o dispersa. L’IA non è plug&play: va addestrata su ciascuna realtà aziendale, come se fosse una risorsa junior molto brillante che deve imparare processi e logiche interne.
around customer-specific processes, including the packaging, printing and converting supply chain.
What needs do machine manufacturers and converter express?
The most pressing issue is the shortage of specialized technicians, aggravated by a poorly structured generational turnover and by an increasingly shorter permanence of new resources. A significant part of the know-how remains in the heads of senior technicians or is scattered in difficult-toconsult documentation. This increases dependence on a few key figures and downtimes.
And how do you respond With dedicated and customized software. Our main product is an advanced
troubleshooting assistant for the industrial context. The system integrates manuals, technical diagrams, PLC code, communications history and training materials, and guides the operator in fault diagnosis: checks to be performed, components involved, possible causes and follow-up checks. It can also automatically identify the correct spare part for a specific machine and serial number by navigating the associated diagrams.
Are we talking about “self-repairing” machines?
No. We are talking about advanced decision-making support for technicians and operators, not full autonomy, which is indeed a long-term perspective: current models do not yet have a real physical understanding of the world. However,
the reduction in diagnosis and spare parts identification time is already so significant today that, in many cases, machine downtime tends to zero, with immediate economic benefits.
Does this only apply to failures or process issues as well?
Both, but with different approaches. For unstructured problems - procedures, adjustments, best practices - the assistant works as a digital tutor for less experienced operators, as long as the relevant knowledge is well documented. For structured problems, related to machine logic or interfaces, we can analyze PLC code and process data, reaching very high levels of precision.
Esponente di ultima generazione dei Bartesaghi-Calcagni della Omet.
Dopo la laurea triennale in Economia, Management e Finanza alla Bocconi, lavora nel controllo di gestione e nei progetti internazionali di un’azienda di famiglia. Prosegue con un master in Management e Relazioni Internazionali a Madrid, affiancando gli studi a esperienze in startup e multinazionali. Rientrato in Italia, si occupa di Industrial IoT e IA applicata all’assistenza tecnica e all’analisi dei dati di processo, e successivamente di IA conversazionale e automazione dei processi nel fintech (Hype - gruppo Banca Sella). Oggi è cofondatore di Neural Factory, insieme a un socio operativo, con il supporto di un gruppo industriale.
Out of the box training and professional path for Andrea Calcagni
Latest generation of Omet’s Bartesaghi-Calcagni. After graduating in Economics, Management and Finance at Bocconi, he worked in management control and international projects for one of the family’s businesses. He continued with a master’s degree in Management and International Relations in Madrid, combining his studies with experiences in data science within startups and corporations. Back in Italy, he has worked in Industrial IoT and AI integrated technical assistance and process data analysis, and subsequently with conversational AI and fintech process automation (hype - Banca Sella group). Today he is co-founder of Neural Factory, together with an operating partner, with the support of an industrial group.
Che ritorni economici si possono ottenere?
Dipende dal caso d’uso, ma anche una riduzione del 15-20% nei tempi di assistenza o nei fermi macchina può generare ROI rilevanti, soprattutto su impianti ad alto valore.

Do you also work on the organization of production?
Yes. We are developing advanced data analysis modules connected to company databases to support production scheduling, analysis of actual order costs and resource availability verification. AI allows you to simulate dozens of alternative scenarios, many more than those that can be evaluated manually, to reduce job changes or maximize compatibility between orders.
But don’t traditional software already offer these functions?
Partly, yes, but they are rigid vertical tools that do not allow to connect structured and unstructured data. The novelty of generative AI is that it allows you to interrogate data and business knowledge in natural language, connecting all sources, structured and unstructured. The innovation is not in the model itself, but in the engineering of the specific knowledge of each company into these models.
What level of preparation do you find in companies?

E i costi? Come si misurano?
In questo caso non è applicabile la logica tradizionale dei costi di licenza “all-inclusive” del servizio fisso. Un progetto di intelligenza artificiale, soprattutto se generativa, introduce una componente significativa di costo variabile legata al consumo.
È fondamentale dunque spiegare agli imprenditori che non si tratta di un acquisto una tantum ma di un modello con costi ricorrenti, come per l’elettricità.
Sono costi principalmente determinati dal consumo di token e dalle risorse di cloud computing necessarie per l’inferenza.
Se il sistema non è progettato correttamente e l’utilizzo non è controllato accuratamente (ad esempio, ottimizzando il processo di recupero o perfezionando i modelli per renderli più efficienti), la bolletta mensile può salire alle stelle.
Pertanto, oltre ai costi di configurazione iniziale, formalizzazione dei dati e addestramento dei modelli, una visione completa del costo totale di proprietà (TCO) deve includere un’attenzione meticolosa all’efficienza dell’infrastruttura e al monitoraggio operativo dei consumi.
Come evolveranno questi software?
Verso sistemi sempre più integrati tra dati, documentazione tecnica e modelli capaci di comprendere meglio aspetti fisici e di processo. Il fattore critico resterà però l’adozione culturale: si richiede formazione continua e ripensamento dei flussi di lavoro, non la semplice introduzione di un nuovo software.
There is awareness of problems, but less clarity about solutions. It is often necessary to start by working on technological literacy, even in structured companies, to clarify what AI can really do and overcome unrealistic expectations.
What are the main difficulties you encounter?
The collection, formatting and formalization of knowledge, hindered by incomplete, outdated or dispersed documentation. AI is not plug & play: it must be trained on each company, as if it were a very brilliant junior resource who must learn internal processes and logic.
What economic returns can be obtained? It depends on the case, but even a 15-20% reduction in service times or machine downtime can generate significant ROI, especially on high-value systems.
And the costs? How do they measure up?
The traditional logic of “all-inclusive” license costs for a fixed service does not apply here. An AI project, especially one based on Generative AI, introduces a significant variable cost component tied
to consumption. It is critical to educate entrepreneurs that this is not a one-time purchase, but a model with recurring costs, similar to a utility like electricity. These costs are primarily driven by token consumption and the required cloud computing resources for inference.
If the system is not properly engineered and the usage is not strictly controlled (for example, by optimizing the retrieval process or fine-tuning models to be more efficient), the monthly bill can skyrocket. Therefore, in addition to initial setup, data formalization, and model training costs, a complete view of the Total Cost of Ownership (TCO) must also include meticulous attention to infrastructure efficiency and operational monitoring of consumption.
How will these software evolve?
Towards increasingly integrated systems connecting data, technical documentation and models, with a better understanding of physical and process issues. However, the critical factor will remain cultural adoption: continuous training and rethinking of workflows is required, it’s not simply about introducing new software.


Post stampa sul corrugato
Cordonatura, taglio ed espulsione: come ridurre scarti e fermi macchina quando cambiano onda, spessori e condizioni di produzione

L’INTERVISTATO
DAVID CAMERINI
Direttore della CITO Italia Srl

Tra cartoni ondulati leggeri, tirature brevi e grafica di qualità, la fustellatura deve garantire tagli netti e cordonature ripetibili senza schiacciare l’onda. Piccole variazioni di spessore, umidità o pressione diventano sfridi, difetti di piega e fermi macchina. In questo scenario chiediamo come gestite controllo, espulsione e cordonatura per mantenere produttività e qualità costante, anche quando cambiano onda, liner e velocità. Ridurre rotture del liner e scoppio in piega è cruciale per la resa del packaging. Ne abbiamo parlato con David Camerini, Direttore della CITO Italia Srl, con cui abbiamo fatto un punto tecnico su un mercato- quello del corrugated – che interessa sempre più aziende.
Quali sono le criticità più frequenti che riscontrate nel passaggio dalla teoria (disegno/ fustella) alla realtà di macchina quando si parla di cordonatura su cartone ondulato?
Le criticità principali a mio avviso derivano dalla scarsa comunicazione tra il fustellificio e lo scatolificio, ciò comporta l’utilizzo di parametri

Post Print on corrugated cardboard
Corrugated cardboard diecutting: bridging variability and speed for constant quality
Creasing, cutting and ejection: how to reduce waste and machine downtime when fluting, thickness and production conditions change
With the growing demand for light corrugated cardboard, short runs and quality graphics, the diecutting process must guarantee clean cuts and repeatable creasing without damaging the fluting.
Small variations in thickness, humidity or pressure produce waste, folding defects and machine downtime. In this scenario, we ask companies how they manage control, ejection and creasing to maintain constant productivity and quality, even when
errati in relazione alla cordonatura. Il mancato adeguamento di altezza/larghezza, qualità del cartone, uso di gomme di espulsione non idonee, causano difetti di cordonatura, problemi estetici e maggiori scarti.
Come verificare in modo oggettivo e ripetibile che la cordonatura “stia lavorando bene” (prima e durante la produzione), e quali KPI usare per decidere un intervento?
Utilizzando dispositivi di misurazione per verificare le condizioni reali, con verifiche a campione periodico (a pallet prima della ripartenza produttiva). Compiendo ispezioni visive casuali e misurazione della cordonatura per definire standard, tolleranze e parametri specifici per ogni tipo di onda (E,B, ecc)

the fluting, liner or speed change. Reducing liner breakage and crease burst is crucial for packaging performance. We talked about it with David Camerini, Director of CITO Italia Srl, with whom we made a technical assessment of a market - that of corrugated cardboard – that is of interest for an increasing number of companies.
What are the most frequent critical issues you encounter in the transition from theory (design/ dieline) to machine reality, when it comes to corrugated cardboard creasing?
The main critical issues in my opinion arise when there is poor communication between the diecutting service and the box factory, resulting in the use of incorrect creasing parameters.
Failure to adjust height/width, quality of the cardboard, or the use of unsuitable ejection material, all cause creasing defects, aesthetic problems and higher waste volumes.
Quando l’obiettivo è ottenere bordi di taglio puliti senza compressioni visibili, quali sono i compromessi principali tra espulsione, stripping e pressione di lavorazione? È fondamentale garantire la planarità della fustella, corretta pressione (senza sovrapressione), materiali di espulsione e profili adeguati. Introdurre uno standard comune per la gommatura a tutti i fornitori definendo priorità tra qualità, estetica e performance.
Su cartoni più spessi o multi-onda, quali problemi emergono più spesso in piega (strappo, delaminazione, “scoppio” del liner) e come impostate la prevenzione già in fase di avviamento?
Il fattore principale è fornire parametri corretti basati sullo spessore del materiale compresso, questa è la chiave del successo in quanto consente di stabilire sia i parametri del filetto cordonatore sia quello del controcanale. Infine utilizzare profili dedicati. Gomme e parametri devono essere scelti in base al materiale.
Come differenziare l’approccio tra cordonatura lungo canna e contro canna, e quali accorgimenti adottare per garantire una piega “robusta” senza perdita di resistenza o difetti estetici?
Per garantire una piega robusta lungo canna o contro canna per il cartone ondulato non è necessario scegliere la direzione canna/contro canna ma va valutata correttamente la piega e definito il lato di fustellatura.
Per il lato stampa la piega a 90/180° lungo la canna devono essere impostati allo stesso modo. Per il taglio interno a 90° deve essere più stretto rispetto a quello da 180° altrimenti i rivestimenti interni si toccherebbero a 180°. Inoltre sarebbe raccomandabile standardizzare i parametri di cordonatura in base ai materiali da lavorare.

















Negli ultimi anni CITO SYSTEM GmbH ha puntato sull’innovazione per sviluppare gomme e profili dedicati al cartone ondulato, ottimizzando la fustellatura e la resa in produzione. Tra i prodotti spicca CITO CREASE Rubber, studiato per facilitare la cordonatura lungo canna e contro canna, adatto a tutti gli spessori e piegature 90°/180°.
Per tagli puliti e precisi, CITO D/5 Top offre un’ampia superficie di fissaggio riducendo la trazione sul foglio, mentre CITO D/5 Peak grazie alla geometria appuntita è ideale per impronte meno evidenti. Inoltre il profilo CITO D/5 garantisce perforazioni precise e combinazioni di taglio/cordonatura senza danneggiare il liner superiore. A completare la gamma, CITO Polytop, gomma per espulsione ad alte prestazioni, che resiste all’usura e assicura risultati costanti anche ad alte tirature.
In recent years, CITO SYSTEM GmbH has focused on innovation to develop ejection material and profiles dedicated to corrugated cardboard, optimising the diecutting process and production yield. Among the products CITO CREASE Rubber, designed to facilitate creasing with and against the flute, suitable for all thicknesses and 90°/180° creasing.
For clean and precise cuts, CITO D/5 Top offers a large fixing surface reducing traction, while CITO D/5 Peak thanks to its pointed geometry is ideal for less visible indents. In addition, the CITO D/5 profile guarantees precise perforations and cutting/creasing combinations without damage to the upper liner.
To complete the range, CITO Polytop, a high-performance wear-resistant ejection material, ensuring constant results even on long runs.
How to objectively and repeatably verify that the creasing process is “on spot” (before and during production), and which KPIs are most useful to decide on an intervention?
Using measuring devices to check the real conditions, with periodic sample checks (on the pallets before restarting production). Performing random visual inspections and creasing measurement to define specific standards, tolerances and parameters for each flute type (E,B, etc.)
When the goal is to achieve clean-cut edges without visible compressions, what are the main trade-offs in ejection, stripping, and pressure?
It is essential to guarantee the flatness of the cutting die, correct pressure (with no overpressure), adequate ejection materials
and profiles. It is also mandatory to introduce a rubbering standard common to all suppliers, defining priorities between quality, aesthetics and performance.
On thicker or multi-flute cartons, which problems arise most often in creasing (tearing, delamination, “bursting” of the liner) and how do you set up for prevention in the start-up phase?
The key factor is to provide the correct parameters based on thickness of the compressed material, this is the key to success as it allows to establish the right parameters for both the creasing rule and the counter-channel. Finally, the use of dedicated profiles. Ejection material and parameters must be chosen according to the material.
How to differentiate the approach creasing with and against the flute, and what precautions should be taken to ensure a “robust” crease without loss of strength or aesthetic defects?
To ensure a robust crease with and against the flute, it is not so much necessary to choose between directions, but rather the crease must be correctly evaluated and the diecutting side defined.
For the print side, a 90/180° parallel crease must be processed with the same settings. A 90° internal die-cut must be narrower than the 180° one otherwise the internal layers would come into contact at 180°. It would also be advisable to standardise creasing parameters according to the different materials to be processed.
Una roto per tirature corte
Un processo di stampa rotocalco totalmente digitalizzato per renderla competitiva anche su tirature da 5000 m con tempi di setup al -70%, sprechi di inchiostro al -50%, time-to-market più veloce e lavoro più semplice per l’operatore. Obiettivi e risultati della R&D Bobst.

L’AUTORE
DAVIDE ROSSELLO
Process R&D
Manager
Gravure Bobst
Vantaggi e svantaggi della stampa rotocalco sono noti a tutti ed è altrettanto noto che l’esigenza sempre più pressante di razionalizzare flussi e costi impone ai fornitori di questa tecnologia di affrontare i grandi nodi problematici che la rendono meno competitiva, soprattutto sulle tirature sempre più corte. Bobst ha raccolto la sfida arrivando a mettere a punto un sistema che ha attirato l’attenzione degli operatori e guadagnato il recente GRA International Gravure Award: una soluzione che permette di assicurare i proverbiali livelli di qualità della roto con una semplicità inedita, e senza quindi dover ricorrere a operatori altamente specializzati.
La novità più evidente è che il set up viene effettuato offline invece che a macchina ferma tramite il pannello di controllo, e che il sistema seleziona automaticamente i parametri più idonei al nuovo lavoro semplificando di molto la vita dell’operatore. Fatto questo in effetti è sufficiente “premere un bottone” per avviare il nuovo lavoro, memorizzando tutto ciò che serve per eventuali future ristampe.

Rotogravure for short runs
Un’architettura modulare e integrata smartGRAVURE è una tecnologia sviluppata da Bobst per la piattaforma rotocalco MASTER 6003, che digitalizza l’intero flusso produttivo trasformando un processo tradizionalmente manuale in sistema automatizzato e data driven. La sua architettura modulare è costituita da tre componenti sinergici: oneSET per il setup automatico, onePRINT per il controllo colore in linea e oneECG per la gestione dell’Extended Color Gamut a palette fissa. Inoltre, la sua integrazione in BOBST Connect consente la gestione digitale delle ricette di stampa, la trasferibilità dei parametri macchina e la tracciabilità completa dei dati di produzione.
L’automazione del setup oneSET automatizza la configurazione macchina partendo dai file dell’ordine (PDF). Attraverso algoritmi proprietari, il sistema:
• calcola automaticamente la velocità produttiva ottimale in funzione delle caratteristiche del lavoro;
A fully digitalized rotogravure printing process to make it competitive even on 5,000-metre runs with 70% reduction in setup time, 50% reduction in ink waste, faster time-to-market and easier work for the operator. Bobst R&D objectives and results.
The advantages and disadvantages of rotogravure printing are well known, as is the increasingly pressing need to rationalise workflows and costs, forcing suppliers of this technology to address the major issues that make it less competitive, especially on increasingly short runs. Bobst has taken up the challenge by developing a system that has attracted the attention of operators and won the recent GRA International Gravure Award: a solution that ensures the proverbial quality levels of rotogravure with unprecedented simplicity, without the need for highly specialised operators. The most obvious innovation
is that the set-up is carried out offline rather than with the machine stopped via the control panel, and that the system automatically selects the most suitable parameters for the new job, greatly simplifying the operator’s life. Once this is done, all you have to do is ‘press a button’ to start the new job, storing everything you need for any future reprints.
A modular and integrated architecture smartGRAVURE is a technology developed by Bobst for the MASTER 6003 rotogravure platform, which digitalizes the entire production flow, transforming
a traditionally highly manual process into a more automated and data-driven system. Its modular architecture consists of three synergistic components: oneSET for automated setup, onePRINT for in-line colour control and oneECG for fixed palette Extended Colour Gamut management. Furthermore, its integration into BOBST Connect enables digital management of print recipes, transferability of machine parameters and complete traceability of production data.
oneSET automates machine configuration based on order files (PDF). Using proprietary algorithms, the system:
• automatically calculates the optimal production speed according to the characteristics of the job;
• sets the substrate tensions and drying temperatures;
• activates ‘ECO mode’ to reduce energy consumption;
• imposta le tensioni del supporto e le temperature di essiccazione;
• attiva la “modalità ECO” per ridurre i consumi energetici;
• genera una ricetta digitale trasferibile con un “clic” alla coda di stampa.
La preparazione avviene offline in prestampa, liberando tempo macchina e riducendo la dipendenza dalle competenze individuali, mentre la digitalizzazione elimina errori di input e variabilità operativa.
Il controllo automatizzato del colore onePRINT introduce un sistema a loop chiuso interfacciando un nuovo sistema di inchiostrazione, un sistema di preparazione colore e uno con spettrofotometro in linea, al fine di leggere e correggere automaticamente il colore in macchina. I colori primari vengono misurati in tempo reale e confrontati con i riferimenti LAB e densità ottica definiti nella ricetta digitale.
Se necessario, un algoritmo di color management calcola la correzione esatta e invia automaticamente le istruzioni alla formulazione inchiostri. Le nuove miscele vengono utilizzate nei rabbocchi successivi, garantendo stabilità cromatica continua dal primo all’ultimo metro stampato.
Dal canto suo, il circuito di inchiostrazione è stato riprogettato per ridurre oltre il 50% del volume di inchiostro presente in macchina

rispetto alle soluzioni rotocalco convenzionali, con riduzione proporzionale degli scarti.
L’ Extended Color Gamut a palette fissa
Ben noto agli addetti ai lavori, oneECG utilizza una palette fissa fino a sette colori; nei cambi lavoro vengono sostituiti esclusivamente i cilindri di stampa, mentre gli inchiostri restano in macchina. Il color matching viene digitalizzato e anticipato in prestampa. La stabilità di registro è assicurata dal nuovo sistema Register+ che permette di controllare simultaneamente entrambi i lati del nastro. Il sistema MASTER 6003 con tecnologia oneECG è ufficialmente validato Pantone, attestando conformità cromatica agli standard internazionali.
Benefici in cifre
L’adozione di smartGRAVURE produce risultati documentati, che Bobst riassume in alcune cifre significative:
• riduzione dei tempi di fermo per cambio lavoro fino al 70%;
• riduzione degli sprechi di inchiostro fino al 50%;
• riduzione del volume di inchiostro nel circuito macchina >50%;
• ripetibilità del lavoro al 100%;
• produzione economicamente sostenibile anche per tirature di circa 5.000 m².
La combinazione di set-up offline, controllo colore automatico e palette fissa incrementa l’uptime della macchina, stabilizza la qualità e riduce la necessità di intervento manuale. Infine, la completa tracciabilità digitale dei colori di processo elimina l’uso di miscele residuali tipiche della gestione tradizionale delle tinte spot, migliorando controllo qualità e sostenibilità.
• generates a digital recipe that can be transferred to the print queue with a single click.
Preparation takes place offline in prepress, freeing up press time and reducing dependence on individual skills, while digitisation eliminates input errors and operational variability.
onePRINT introduces a closed-loop system by interfacing a new inking system, a colour preparation system and an in-line spectrophotometer system to automatically read and correct colour on the press.
Primary colours are measured in real time and compared to the LAB references and optical density defined in the digital recipe. If necessary, a colour management algorithm calculates the exact correction and automatically sends instructions to the ink formulation. The new mixtures are used in subsequent refills, ensuring continuous
colour stability from the first to the last printed metre. For its part, the inking circuit has been redesigned to reduce the volume of ink in the machine by more than 50% compared to conventional rotogravure solutions, with a proportional reduction in waste.
Well known to industry professionals, oneECG uses a fixed palette of up to seven colours; during job changeovers, only the printing cylinders are replaced, while the inks remain in the press. Colour matching is digitalized and shifted to pre-press. Register stability is ensured by the new Register+ system, which allows both sides of the web to be controlled simultaneously.
The MASTER 6003 system with oneECG technology is officially Pantone-validated, confirming compliance with international colour standards.
The adoption of smartGRAVURE produces documented results, which Bobst summarises in a few significant figures:
• reduction in downtime for job changeovers up to 70%;
• reduction in ink waste up to 50%;
• reduction in ink volume in the machine circuit >50%;
• 100% job repeatability;
• profitable production even for runs of around 5,000 m².
The combination of offline set-up, automatic colour control and fixed palette increases press uptime, stabilises quality and reduces the need for manual intervention. Finally, full digital traceability of process colours eliminates the use of leftover spot ink mixtures typical of traditional gravure operations, improving quality control and sustainability.
Regolamento UE Imballaggi 2026
L’11 febbraio 2025 è entrato in vigore il Regolamento UE 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, che si applicherà integralmente dal 12 agosto 2026 e sostituirà la Direttiva 94/62/CE introducendo misure più rigide per ridurre la produzione di rifiuti di imballaggio, incentivare il riciclo e armonizzare gli obblighi per le imprese in tutta l’Unione Europea.

L’AUTORE
PAOLO INTINI
Director of Operations & Environmental Taxes di Ayming
Italia Srl SB
Nell’affresco chiaroscurale della società globalizzata ed incentrata sui consumi, un posto speciale è riservato al trattamento degli imballaggi. Il boom del commercio elettronico ha infatti chiamato le amministrazioni dei Paesi a rispondere al loro smaltimento. Packaging in carta, cartone oppure plastica compie migliaia di chilometri di strada da un Paese all’altro, e poi? Verrà smaltito, riutilizzato oppure riciclato? Una tematica che coinvolge tutto il mondo: a livello globale, si stima che ogni anno vengano prodotti circa 300 milioni di tonnellate di rifiuti da imballaggio. Circa il 40% di questi rifiuti è plastica, mentre il 50-55% è carta e cartone.
In Europa, nel 2020, sono state riciclate circa il 66% dei rifiuti da imballaggio, con percentuali più alte per carta/cartone (84%) rispetto alla plastica (41%). In Italia, nel 2021, sono stati riciclati circa il 73% degli imballaggi, con punte dell’88% per carta e cartone e solo il 45% per la plastica.
A livello europeo l’11 febbraio 2025 è entrato in vigore il Regolamento UE 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, che si applicherà integralmente a partire dal 12 agosto 2026. Questo nuovo quadro normativo sostituisce la Direttiva 94/62/CE e introduce misure più rigide
Il Regolamento UE 2025/40 sugli imballaggi rappresenta una svolta cruciale per la sostenibilità del packaging in Europa impone nuove regole per ridurre
i
rifiuti di imballaggio, promuovere il riuso e il riciclo, e garantire la conformità ambientale delle aziende

EU Packaging Regulation 2026
On February 11, 2025, the EU Regulation 2025/40 on packaging and packaging waste came into force, to be fully enforced from August 12, 2026, replacing Directive 94/62/EC by introducing stricter measures to reduce the production of packaging waste, encourage recycling and harmonize obligations for companies throughout the European Union.
Against the backdrop of a globalized and consumptionfocused society, a special place is reserved for the treatment of packaging. The boom in electronic commerce has in fact called for governments to take care of its disposal. Paper, cardboard or plastic packaging travels for thousands of kilometers from one country to another, and then? Will it be disposed of, reused or recycled? A worldwide issue: it is estimated that around 300 million tons of packaging
waste are produced every year globally. About 40% of this waste is plastic, while 50-55% is paper and cardboard. In Europe, in 2020, about 66% of packaging waste was recycled, with higher percentages for paper/ cardboard (84%) than plastic (41%). In Italy, in 2021, about 73% of packaging was successfully recycled, with peaks of 88% for paper and cardboard and only 45% for plastic.
At the European level, on 11 February 2025, the EU Regulation 2025/40 on packaging and packaging waste came into force, to be integrally enforced from 12 August 2026. This new regulatory framework replaces Directive 94/62/EC introducing stricter measures to reduce the production of packaging waste, encourage recycling and harmonise obligations for businesses across the European Union: “The goal is clear: to make packaging sustainable and facilitate the transition to a circular economy. The regulation lays down specific requirements for all sectors, from
per ridurre la produzione di rifiuti di imballaggio, incentivare il riciclo e armonizzare gli obblighi per le imprese in tutta l’Unione Europea: “L’obiettivo è chiaro: rendere gli imballaggi sostenibili e facilitare la transizione verso un’economia circolare. Il regolamento stabilisce requisiti specifici per tutti i settori, dall’industria al commercio al dettaglio, fino agli uffici.
Le imprese dovranno adattarsi a nuovi standard per garantire che i loro imballaggi siano più riciclabili, riutilizzabili ed efficienti dal punto di vista ambientale” spiega Paolo Intini, Director of Operations – Environmental Taxes di Ayming Italia Srl SB, società di servizi che si occupa di individuare per le imprese le misure agevolative più vantaggiose, in Italia e all’estero, e dare supporto su compliance e advisory in materia di fiscalità internazionale e normative europee e internazionali. “A differenza della precedente direttiva, questo regolamento sarà direttamente applicabile in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea, senza necessità di recepimento nelle normative nazionali – sottolinea Intini – Il nuovo regolamento definisce requisiti dettagliati per tutti gli imballaggi immessi sul mercato UE, indipendentemente dal materiale o dall’uso finale”.
Ridurre il volume dei rifiuti
Gli Stati membri devono ridurre il volume dei rifiuti di imballaggio rispetto ai livelli del 2018 secondo i seguenti target:
• Riduzione del 5% entro il 2030
• Riduzione del 10% entro il 2035
• Riduzione del 15% entro il 2040
Le aziende dovranno limitare peso e volume degli imballaggi e ridurre lo spazio vuoto al 50% negli imballaggi collettivi ed e-commerce. “Dal 2030, tutti gli imballaggi in plastica dovranno contenere

una quota minima di materiale riciclato, variabile dal 10% al 35% a seconda della tipologia. Queste percentuali aumenteranno ulteriormente entro il 2040” spiega Intini. Un obiettivo che metterà a dura prova le imprese, visto il momento di congiuntura, la guerra dei prezzi, le misure protezionistiche che stanno adottando alcuni Paesi (pensiamo agli Usa e ai loro dazi). In molti si stanno chiedendo se sia davvero percorribile questa strada virtuosa con scelte ambientali ben precise, all’interno di uno scenario internazionale deludente e predatorio. L’Unione Europea ha fatto una scelta precisa, un exemplum che ha una lungimiranza di un altro peso e significato, anche se a oggi in molti si trovano in disaccordo.
“Il Regolamento UE 2025/40 sugli imballaggi rappresenta una svolta cruciale per la sostenibilità del packaging in Europa – commenta Intini – Impone nuove regole per ridurre i rifiuti di imballaggio, promuovere il riuso e il riciclo, e garantire la conformità ambientale delle aziende”.
industry to retail and offices. Companies will have to adapt to new standards to ensure that their packaging is more recyclable, reusable and environmentally efficient “, explains Paolo Intini, Director of Operations – Environmental Taxes of Ayming Italia Srl SB, a service company that deals with identifying the most convenient facilitation measures for companies, in Italy and abroad, and providies support on compliance and advice on international taxation and European and international regulations. “Unlike the previous directive, this regulation will be directly in force in all the Member States of the European Union, without the need to transpose it into national regulations – emphasizes Intini – The new regulation defines detailed requirements for all packaging placed on the EU market, regardless of the material or end use”.
Member States must reduce the volume of packaging waste as compared to 2018 levels according to the following targets:
• 5% reduction by 2030
• 10% reduction by 2035
• 15% reduction by 2040
Companies will have to limit the weight and volume of packaging and reduce empty space to 50% in collective packaging and e-commerce. “From 2030, all plastic packaging must contain a minimum amount of recycled material, varying from 10% to 35% depending on the type. These percentages will increase further by 2040, “ explains Intini. An objective that will put a strain on companies, given the economic situation, the price war, the protectionist measures that some countries are adopting (think of the US and its tariffs).
Many are wondering if this virtuous path is really possible with such very precise environmental choices, within the actual disappointing and predatory international scenario.
The European Union has made a precise choice, an exemplum that has a farsightedness of great importance and meaning, even if to date many still find themselves in disagreement.
By 2030, all packaging must be designed for recycling or reuse in an economically sustainable manner. Performance classes (A-C) will be introduced for recyclability:
• From 2030, only A rated packaging (≥95%) to C (≥70%) may be put on the market.
• From 2038, only class A and B will be admitted.
Questa transizione non è solo un obbligo legale ma anche un’opportunità strategica. Le imprese che si adegueranno rapidamente potranno differenziarsi
sul mercato, migliorare la
propria
reputazione e diventare leader nella sostenibilità del packaging
Entro il 2030, tutti gli imballaggi dovranno essere progettati per il riciclo o il riutilizzo in modo economicamente sostenibile. Saranno introdotte classi di prestazione (A-C) per la riciclabilità:
• Dal 2030, solo gli imballaggi con classificazione A (≥95%) a C (≥70%) potranno essere venduti.
• Dal 2038, saranno ammessi solo quelli di classe A e B.
Le aziende dovranno incrementare l’uso di imballaggi riutilizzabili, con target progressivi:
• 40% entro il 2030 per il trasporto e il commercio elettronico
• 70% entro il 2040
Gli obblighi escludono gli imballaggi in carta e cartone. Dal 1° gennaio 2030, saranno vietati alcuni imballaggi in plastica monouso, tra cui:
• Contenitori monouso per cosmetici, bustine monodose e avvolgimenti per bagagli nei settori dell’hotellerie e della ristorazione.

• Companies will have to increase the use of reusable packaging, with progressive targets:
• 40% by 2030 for transport and e-commerce
• 70% by 2040
These obligations do not include paper and cardboard packaging. From 1 January 2030, some single-use plastic packaging will be banned, including:
• Disposable cosmetic containers, singledose sachets and luggage wrappers in the hotel and catering sectors.
• Plastic packaging for fresh fruits and vegetables.
• Disposable packaging for food consumed on site.
• Imballaggi in plastica per frutta e verdura fresca.
• Imballaggi monouso per alimenti consumati in loco.
Etichettatura ambientale obbligatoria
Dal 2028, tutti gli imballaggi dovranno riportare etichette armonizzate per informare i consumatori su riciclabilità e riutilizzabilità. Sarà obbligatorio un codice QR per indicare la composizione dell’imballaggio e i punti di raccolta.
EPR ed eco-modulazione dei contributi
I regimi di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) saranno ampliati per coprire l’intera gestione degli imballaggi e dei rifiuti.
I produttori avranno accesso prioritario a materiali riciclati in proporzione agli imballaggi immessi sul mercato.
I contributi EPR saranno modulati in base alla riciclabilità degli imballaggi (classi A-C).
Impatti sulle aziende e conformità normativa
Dal 12 agosto 2026, il Regolamento UE sugli imballaggi impone alle aziende di adeguarsi ai nuovi obblighi per garantire la conformità normativa. Le imprese dovranno:
• Riprogettare gli imballaggi per aumentarne la riciclabilità e la riutilizzabilità
• Ridurre imballaggi superflui, rispettando i limiti di peso e volume
• Adeguarsi ai nuovi obblighi di etichettatura ambientale entro il 2028
• Rispettare i target di raccolta differenziata, riciclo e riutilizzo
• Adottare i contributi EPR secondo i criteri di eco-modulazione
From 2028, all packaging will have to carry labels to inform consumers about recyclability and reusability, of the same nature throughout the EU. A QR code will be required to indicate the composition of the packaging and collection facilities.
Extended Producer Responsibility (EPR) regimes will be expanded to cover the entire management of packaging and waste.
Producers will have priority access to recycled materials in proportion to the packaging placed on the market. EPR contributions will be modulated according to the recyclability of the packaging (classes A-C)
From 12 August 2026, the EU Packaging Regulation will require companies to adapt to the new obligations to ensure regulatory compliance. Companies will have to:
• Redesign packaging to increase recyclability and reusability
• Reduce unnecessary packaging, respecting weight and volume limits
• Adapt to new environmental labelling obligations by 2028
• Respect the targets for separate collection, recycling and reuse
• Adopt EPR contributions according to eco-modulation criteria
Problemi di marginalità ed efficientamento, personale inadeguato, concorrenza sempre più agguerrita, indebitamento, mancanza di strategia… e poi burocrazia, costi, tasse, geopolitica.... Oggi fare l’imprenditore è più difficile che mai e intuito e coraggio non bastano. Cosa ne pensa Fabio Papa.

Lo scorso novembre, il suo intervento al Flexo Day ha animato la platea di commenti e discussioni. Fabio Papa, economista e consulente d’impresa su temi gestionali e strategici, ha infatti disegnato un quadro realistico e senza belletto della cultura imprenditoriale dominante nelle nostre gloriose PMI, oggi parecchio in crisi su tanti fronti. I discorsi nei corridoi si dividevano fra sollievo –i problemi sono grandi ma le cure esistono –e disappunto per le provocazioni fatte dal relatore per smuovere inerzie e incrinare false certezze. Così abbiamo chiesto al professor Papa di riprendere l’analisi di un sistema di imprese ricco di competenze tecniche e capacità produttive, ma

Economy and business
spesso fragile sul piano gestionale, strategico e organizzativo. Ecco cosa ci ha raccontato.
Professore, la produttività delle aziende italiane è bassa, imprenditori e dipendenti lavorano tantissimo in modalità spesso emergenziale e un clima diffuso di incertezza impedisce di guardare con fiducia al futuro. Dove sta il punto?
Il problema principale e strutturale, da cui discendono tutti gli altri, è la carenza di governance. In troppe PMI si opera in modalità emergenziale continua e senza strumenti adeguati per controllare 3 leve fondamentali: numeri, strategia
Problems of marginality and efficiency, inadequate personnel, increasingly fierce competition, debt, lack of strategy... and then bureaucracy, costs, taxes, geopolitics.... Today, being an entrepreneur is more difficult than ever, and intuition and courage are not enough. What Fabio Papa thinks.
Last November, his speech at Flexo Day sparked a flurry of comments and discussions from the audience. Fabio Papa, economist and business consultant on management and strategic issues, painted a realistic and unfiltered picture of the entrepreneurial culture that dominates our glorious SMEs, which are currently in crisis on many fronts. The conversations in the corridors were divided between relief – the
problems are big, but there are solutions – and disappointment at the provocative remarks made by the speaker to shake up inertia and certainties. So we asked Professor Papa to revisit his analysis of a business system rich in technical expertise and productive capacity, but often fragile in terms of management, strategy and organisation. Here is what he told us.

Docente di economia e Direttore scientifico di I-AER
Professor, the productivity of Italian companies is low, entrepreneurs and employees work extremely hard, often in emergency mode, and a widespread climate of uncertainty prevents them from looking to the future with confidence. What is the crux of the matter?
The main structural problem, from which all the others stem, is the lack of governance. Too many SMEs operate in a constant state of emergency and without the appropriate tools to control three fundamental levers: numbers, strategy and organisation. What a pity that these are the core elements of running a business... without these foundations, even with good products and loyal customers, the company remains fragile and does not grow in a healthy way. And the entrepreneur, along with all his
Nel nostro settore è conosciuto soprattutto come consulente d’impresa specializzato in strategia aziendale, family business e startup design, nonché esperto in passaggio generazionale nelle piccole e medie imprese familiari. In realtà l’economista è attivissimo anche in ambito teorico, come docente in università italiane e estere (Macerata, Castellanza, San Pietroburgo, Ostrava, Šiauliui…) e insegnante e coordinatore scientifico presso la 24ORE Business School. “Sul campo” dell’economia applicata alle attività produttive (e non solo), opera sia come advisor di famiglie di imprenditori in Italia e Svizzera sia come direttore dell’Institute of Applied Economic Research (I-AER) che si occupa, appunto, di ricerca applicata all’economia reale. Papa lo ha fondato nel 2015 proprio per strutturare l’attività consulenziale necessaria a trasferire alle aziende italiane, perlopiù di piccole dimensioni, quella base di competenze tecniche e culturali di cui non si può più fare a meno. Perché il mondo è cambiato e il genio e la tenacia che hanno costruito l’economia nazionale non bastano più.
Is best known in our sector as a business consultant specialising in corporate strategy, family business and start-up design, as well as an expert in generational transition in small and medium-sized family businesses. In fact, the economist is also very active in the academic field, as a lecturer at Italian and foreign universities (Macerata, Castellanza, St. Petersburg, Ostrava, Šiauliui...) and as a teacher and scientific coordinator at the 24ORE Business School. In the field of economics applied to productive activities (and beyond), he works both as an advisor to entrepreneurial families in Italy and Switzerland and as director of the Institute of Applied Economic Research (I-AER), which deals precisely with research applied to the real economy. Papa founded it in 2015 specifically to structure the consulting activities necessary to transfer the technical and cultural skills that are now indispensable to Italian companies, most of which are small in size. Because the world has changed, and the genius and tenacity that built the national economy are no longer enough.
e organizzazione. Peccato che si tratti del cuore della conduzione di un’azienda… senza queste basi, anche con buoni prodotti e clienti fedeli la società resta fragile e non cresce in modo sano.

Partiamo dai numeri. Qual è la situazione che riscontra più di frequente?
Nel 70% dei casi le PMI sono troppo dipendenti dalle banche. Vivono in un loop di debito: finanziamenti per coprire investimenti fatti senza pianificazione, leasing per macchinari comprati perché c’era l’incentivo fiscale, fidi usati per coprire buchi di liquidità. E l’imprenditore, sempre sotto stress, non sempre riesce a prendere decisioni con lucidità.
Può fare un esempio?
Azienda manifatturiera da 8 milioni di fatturato, con margini bassi, un capannone nuovo e macchinari acquistati con contributi pubblici. Peccato che quei macchinari lavorassero al 50% della capacità: l’investimento era stato deciso per “non perdere il bando” non perché servisse davvero. Il risultato?
Rate, costi fissi più alti e cassa sotto pressione. Infatti in genere inizio a lavorare proprio sul piano finanziario, per liberare l’azienda dalla dipendenza del debito tramite un controllo di gestione mensile, analisi dei costi veri, revisione degli investimenti. Possono volerci anche 24–36 mesi, ma quando l’azienda torna a respirare cambia completamente mentalità di gestione.
Bisogna però riconoscere che la pressione sempre più feroce sui prezzi è un vincolo pesante.
Non c’è dubbio, il prezzo conta. Il cuore del problema, però, è che non si conoscono i propri costi con precisione. Ho visto aziende considerare una linea di prodotto il proprio “fiore all’occhiello” quando, invece, perdeva soldi - e accorgersene solo dopo aver introdotto un controllo di gestione serio, su costi indiretti, tempi macchina, scarti… Imparare a leggere i numeri giusti porta molte sorprese… magari che si guadagna di più eliminando un prodotto che vendendone di più.
E l’imprenditore, con tutti i suoi collaboratori a cascata, soffre lo stress di chi si misura ogni giorno con problemi più grandi di lui.
employees, suffers the stress of dealing with daily problems that are bigger than him.
Let’s start with the numbers. What is the most common situation you encounter? In 70% of cases, SMEs are too dependent on banks. They live in a debt loop: loans to cover unplanned investments, leases for machinery purchased because of tax incentives, credit lines used to cover liquidity gaps. And the entrepreneur, always under stress, is not always able to make clear-headed decisions.
Can you give an example?
A manufacturing company with a turnover of £8 million, low margins but a new warehouse and machinery purchased with public funds. Unfortunately, that machinery was operating at 50% capacity: the investment had been decided upon in order to “not miss out on the tender”, not because it was really needed. The result? Instalments, higher fixed costs
and cash flow under pressure. In fact, I usually start working on the financial side, to free the company from its dependence on debt through monthly management control, analysis of real costs and review of investments. It can take 24-36 months, but when the company gets back on its feet, its management mindset changes completely.
However, we must recognise that the increasingly fierce pressure on prices is a heavy constraint. There is no doubt that price matters. The heart of the problem, however, is when you do not know your costs accurately.
I have seen companies consider a product line to be their “flagship” when, in fact, it was losing money, and only realise this after introducing serious management control of indirect costs, machine time, waste, etc. Learning to read the right numbers brings
many surprises, such as perhaps that you earn more by eliminating a product than by selling more of it.
In short, does acting correctly on the financial front influence development strategy?
Not knowing whether the bank will renew your credit line in six months’ time does not encourage you to think about where you want to be in five years’ time. That said, the lack of strategy cannot certainly be attributed to a single cause, and very often you just carry on as usual, which is not always the best approach. Working with a client who manufactures food packaging, for example, by analysing data and margins, we realised that the real growth potential was in a different segment, with lower volumes but higher added value. Repositioning the offering led to increased profitability in two years.
Insomma, agire correttamente sul piano finanziario influenza la strategia di sviluppo?
Quando non sai se tra 6 mesi la banca rinnova i fidi come puoi ragionare su dove essere tra 5 anni? Detto questo, la mancanza di strategia non si può certo imputare a una sola causa e spesso si va avanti per inerzia nella direzione di sempre, che non sempre è la migliore. Insieme a un cliente che fa packaging alimentare, per esempio, analizzando dati e margini abbiamo capito che il vero potenziale di crescita era in un segmento diverso, con meno volumi ma a più alto valore aggiunto. Il riposizionamento dell’offerta ha portato in due anni ad aumentare la redditività.
In un’impresa di piccole dimensioni a chi fanno capo le responsabilità finanziarie e strategiche? Di solito all’imprenditore. È un grande classico delle aziende italiane: decisioni, numeri, clienti chiave, rapporti con le banche passano dal proprietario. Se si ferma lui, si ferma tutto. E questo apre il capitolo dolentissimo del passaggio generazionale, con imprese da milioni di euro gestite da figli che non sanno nemmeno leggere un bilancio, magari perché lo stesso genitore li inserisce in azienda senza un vero percorso di responsabilizzazione né di formazione.Salvo poi non riuscire a fidarsi di loro e a restare al posto di comando fino a 70, 80 anni e oltre: sono le famose “pantere grigie” che tengono in piedi il sistema perché nessuno è in grado di prendere il loro posto.
Suona pessimo!
Non c’è bisogno di negare quanto sia preziosa l’esperienza per capire che senza un ricambio generazionale una società perde la capacità di leggere il mondo che cambia, di innovare, di correre… Quando i giovani vengono formati davvero, affiancati e responsabilizzati su progetti concreti, il cambio di passo è evidente. Non ho dubbi sul fatto che gestire correttamente il passaggio di generazione (degli imprenditori ma anche dei manager), sia sul piano delle competenze
che della maturità personale, sia uno dei temi cruciali determinante per le prospettive di ogni azienda. E vedo che spesso, purtroppo, non è ancora compreso appieno.
A quanto pare, però, “i giovani non hanno voglia di lavorare”. Le risulta? Sicuramente ereditare un’azienda non basta a diventare imprenditore. E anche ai vertici si avverte la mancanza dello spirito di sacrificio che ha sostenuto le grandi imprese dei nostri vecchi, sostituito da una separazione rigida fra vita lavorativa e vita privata che va difesa e tutelata “perché non voglio fare la vita di mio padre”.
Detto questo, i giovani cercano prospettive, senso, opportunità di crescita e i senior possono fare molto per stimolarli, sfidarli, dare loro spazio. Anche costringendoli, se c’è bisogno, a lasciare la sedia per andare a trovare i clienti, visitare fiere e Paesi esteri, confrontarsi con i competitor e la filiera: quella figlia di imprenditore che dirigeva il reparto commerciale lavorando al desk a metà tempo non dava un gran contributo alla crescita … Un po’ come i venditori che fanno le call…
In conclusione, che messaggio darebbe al proprietario di una PMI?
In a small business, who is responsible for financial and strategic decisions?
Usually the entrepreneur. It is a classic feature of Italian companies: decisions, figures, key customers and relations with banks all pass through the owner. If he stops, everything stops. And this opens up the very painful chapter of generational transition, with million-euro businesses run by children who do not even know how to read a balance sheet, possibly because their parents bring them into the company without any real training or empowerment. Except that they then fail to trust them and remain in charge until they are 70, 80 or even older: these are the famous “grey panthers” who keep the system going because no one else is capable of taking their place.
That sounds awful!
There is no need to deny how valuable experience is to understand that without
Bisogna smettere di dare la colpa dei problemi al mercato. Le difficoltà esterne esistono, ma le vere leve sono interne; quando impara ad azionarle, ciascuna azienda trova spazio di crescita anche in contesti difficili.


generational change a company loses its ability to read the changing world, to innovate, to run... When young people are truly trained, supported and given responsibility for concrete projects, the change of pace is evident. I have no doubt that managing the generational transition correctly (of entrepreneurs but also of managers), both in terms of skills and personal maturity, is one of the crucial issues determining the prospects of any company. And I see that, unfortunately, this is often not yet fully understood.
Apparently, however, “young people don’t want to work”. Is that your experience? Inheriting a company is certainly not enough to become an entrepreneur. Even at the top, there is a lack of the spirit of sacrifice that sustained the great enterprises of our elders, replaced by a rigid separation between work and private life, which is seen as an asset
in danger, to be protected “because I don’t want to live my father’s life”. That said, young people are looking for prospects, meaning and opportunities for growth, and seniors can do a lot to stimulate them, challenge them and give them space. And force them, if necessary, to leave their chairs to visit customers, attend trade fairs and foreign countries, and engage with competitors and the supply chain: the entrepreneur’s daughter who ran the sales department working part-time at her desk did not offer great prospects for growth... Just like salespeople who make calls...
In conclusion, what message would you give to the owner of an SME?
We must stop blaming the market for our problems. External difficulties exist, but the real levers are internal; when it learns to activate them, every company can find room for growth even in difficult contexts.
Dal lavoro dei gruppi specializzati ACIMGA nascono analisi, linee guida e informazioni condivise: strumenti concreti per
orientare scelte, investimenti e competitività della filiera.
L’AUTORE
LA REDAZIONE
In una fase in cui l’industria del packaging deve fare i conti con volatilità dei costi, filiere più fragili e un quadro regolatorio europeo sempre più stringente, le associazioni di settore diventano un’infrastruttura silenziosa ma decisiva. Non si limitano a “rappresentare” le imprese: fanno da cerniera tra mercato, istituzioni e filiera, traducendo norme e trend in indicazioni operative, promuovendo formazione e momenti di confronto, e dando visibilità internazionale alle eccellenze nazionali. Il valore aggiunto, però, si misura soprattutto nel lavoro dei gruppi di specializzazione: tavoli tecnici dove


Industry associations
The work of ACIMGA’s specialist groups produces analyses, guidelines and shared information: practical tools to guide choices, investments and competitiveness in the supply chain.
At a time when the packaging industry is having to deal with cost volatility, more fragile supply chains and an increasingly stringent European regulatory framework, industry associations are becoming a silent but decisive infrastructure. They do not merely “represent” companies: they act as a link between the market, institutions and
competenze diverse (stampatori, fornitori di tecnologie e materiali, brand e stakeholder) si incontrano per mettere a terra priorità comuni. Da qui nascono linee guida, contributi a standard e, soprattutto, dati: raccolte e letture di mercato che aiutano le aziende a orientare investimenti e innovazione con maggiore consapevolezza. Con questa lente abbiamo incontrato i referenti dei gruppi Sviluppo Flexo e Rotocalco di ACIMGA, per capire quali criticità stanno pesando sulle due tecnologie e quali segnali – dal 2026 in avanti – possono guidare una crescita più solida e sostenibile.

the supply chain, translating regulations and trends into operational guidelines, promoting training and opportunities for discussion, and giving international visibility to national excellence. However, their added value is measured above all in the work of specialised groups: technical round tables where different skills (printers, technology and material suppliers, brands and stakeholders) come together to establish common priorities. This gives rise to guidelines, contributions to standards and, above all, data: market surveys and analyses that help companies to make more informed investment and innovation decisions. With this in mind, we met with representatives from ACIMGA’s Flexo and Rotogravure Development groups to understand the critical issues affecting the two technologies and what factors – from 2026 onwards – could drive more solid and sustainable growth.
What critical issues have you encountered in the recent past?
An unstable scenario (geopolitics, economy) with a complex supply chain and cautious investments. Raw materials and energy have eroded margins; US-EU tariffs remain an unknown factor for exports. Regulatory and sustainability pressures, such as the PPWR, are also growing.
Can technological innovation mitigate these conditions?
Yes: hybrid flexo-digital solutions offer flexibility for short runs and customisation. Automation and in-line control reduce waste and consumption. Barrier coating accelerates the transition to single-material packaging.

L’INTERVISTATO
SIMONE BONARIA
Presidente del Gruppo Sviluppo
Flexo ACIMGA e COO di BFT Group. Con oltre 14 anni nella flessografia, segue lo sviluppo di tecnologie e materiali per il packaging.
Quali criticità avete registrato nel recente passato?
Scenario instabile (geopolitica, economia) con supply chain complessa e investimenti cauti. Materie prime ed energia hanno eroso i margini; i dazi USA-UE restano un’incognita per l’export. Crescono anche pressioni normative e sostenibili, come il PPWR.
Può l’innovazione tecnologica mitigare questi condizionamenti?
Sì: soluzioni ibride flexo-digitale danno flessibilità su tirature brevi e personalizzazione. Automazione e controllo in linea riducono scarti e consumi. Il barrier-coating accelera la transizione verso imballaggi monomateriale.
Opportunità e trend: cosa vi aspettate dal 2026?
Opportunità nel cartone ondulato e nei nuovi materiali, con richieste qualitative in aumento.
Quali criticità avete registrato nel recente passato che hanno condizionato la crescita del settore?
Instabilità economica, energia cara e volatilità di film, inchiostri e solventi hanno frenato investimenti e programmazione. Le norme UE su riciclabilità e VOC impongono adeguamenti: con la PPWR, dal 2030 gli imballaggi con riciclabilità <70% non potranno essere immessi sul mercato.
Può l’innovazione tecnologica contribuire a mitigare questi condizionamenti negativi?
Sì: automazione e controllo riducono scarti e aumentano stabilità; l’integrazione con il digitale facilita i cambi lavoro. Inchiostri e coating di nuova generazione, spesso in partnership, migliorano la stampabilità di strutture riciclabili.
Opportunities and trends: what do you expect from 2026? Opportunities in corrugated cardboard and new materials, with increasing quality demands. “Non-packaging” applications (photovoltaics, batteries) related to coating and functionalisation are emerging. System integration and AI can enable predictive maintenance and remote control.
How is the Flexo Development Group working in this context?
We promote Italian technologies at international tables and build partnerships with stakeholders. We collect and analyse market data to identify trends and new applications for the benefit of our member companies.
Si affacciano applicazioni “fuori packaging” (fotovoltaico, batterie) legate a coating e funzionalizzazione. Integrazione sistemi e AI possono abilitare manutenzione predittiva e controllo remoto.
Come il Gruppo Sviluppo Flexo sta lavorando in questo contesto? Promuoviamo le tecnologie italiane nei tavoli internazionali e costruiamo partnership con stakeholder. Raccogliamo e analizziamo dati di mercato per individuare trend e nuove applicazioni a beneficio delle aziende associate.
Opportunità e trend: cosa vi aspettate dal 2026? Ci saranno punti di svolta tecnologici o normativi?
Crescita in Europa, trainata da food, personal care e pharma. Driver: regole più severe, con spinta a monomateriali, base acqua ed efficienza energetica.
Come sta lavorando il Gruppo di Specializzazione di ACIMGA dedicato alla Rotocalco in questo contesto? Supporto tecnico-normativo, eventi (Roto4All 2026) e formazione. Lavoriamo sulla nuova ISO rotocalco e su Regolamento Macchine e PFAS (restrizioni da metà 2026).
What critical issues have you encountered in the recent past that have affected the growth of the sector?
Economic instability, expensive energy and volatility in films, inks and solvents have slowed down investment and planning. EU regulations on recyclability and VOCs require adjustments: with the PPWR, from 2030, packaging with recyclability <70% will not be allowed on the market.
Can technological innovation help mitigate these negative factors?
Yes: automation and control reduce waste and increase stability; integration with digital technology facilitates job changes. New-generation inks and coatings, often developed in partnership, improve the printability of recyclable structures.

L’INTERVISTATO NANNI BERTORELLI
Presidente del Gruppo Rotocalco ACIMGA, è RD&E Director in BOBST. Ingegnere, dal 2025 guida R&D e ingegneria rotocalco.
Opportunities and trends: what do you expect from 2026?
Will there be any technological or regulatory turning points?
Growth in Europe, driven by food, personal care and pharma. Drivers: stricter rules, with a push towards single-material, waterbased and energy-efficient products.
How is ACIMGA’s Rotogravure Specialisation Group working in this context?
Technical and regulatory support, events (Roto4All 2026) and training. We are working on the new ISO rotogravure standard and on the Machinery and PFAS Regulations (restrictions from mid-2026).
Dall’evento
L’AUTORE
LA REDAZIONE
Il convegno ACIS in Campidoglio ha rimesso al centro il cartone ondulato come pilastro della transizione ecologica: l’Italia è il secondo produttore europeo e nel 2024 il tasso di riciclo degli imballaggi cellulosici ha raggiunto il 92,5%, oltre i target UE 2030). La ricerca Ipsos Doxa (fieldwork novembre-dicembre 2025) presentata il 14 gennaio, però, fa un passo ulteriore: misura percezioni e scelte lungo la filiera e mostra dove, oggi, si decide davvero il packaging.
Consumatori: il cartone è (quasi) di casa Nel campione consumer (502 interviste) la conoscenza è ampia: il 79% sa cosa si intende per cartone ondulato e lo associa soprattutto a protezione, resistenza e funzione di imballaggio. Anche l’esperienza è frequente: il 53% dichiara di entrarci in contatto “spesso” o “molto spesso”, con un picco tra i 25-34enni (61%).
E-commerce, sostituzione e riuso: la vita lunga della scatola Il primo driver resta l’e-commerce: il 75% cita la ricezione di pacchi da acquisti online come principale occasione di contatto (dato più marcato al Nord). Oltre metà degli intervistati (55%) percepisce un aumento dell’uso di ondulato rispetto al passato, spesso a discapito di pluriball e plastica rigida. E l’imballaggio non finisce al

Trade associations
bidone: il riuso è pratica comune, dallo stoccaggio domestico (61%) ai resi dell’online (56%), fino alle spedizioni di beni di seconda mano (44%), segno che la scatola è entrata anche nei flussi del eCommerce.
Aziende clienti: soddisfazione alta e personalizzazione che accelera Sul fronte delle aziende utilizzatrici (202 interviste), gli acquisti di ondulato nell’ultimo anno risultano in crescita per il 57% del campione (13% oltre il 10%), mentre solo l’8% segnala cali. La soddisfazione è trasversale e molto elevata:

The event organised by Associazione Italiana Scatolifici highlights the boom in e-commerce and the race to personalisation. Corrugated cardboard consolidates its key role in the supply chain.
The ACIS conference at the Campidoglio put corrugated cardboard back in its role as a pillar of ecological transition: Italy is the second European producer and in 2024 the recycling rate of cellulosic packaging reached 92.5%, exceeding the EU 2030 targets. The Ipsos Doxa research (fieldwork NovemberDecember 2025) presented on 14 January, however, goes a step further: it measures perceptions and choices along the supply chain and shows where, today, decisions on packaging are really being made.
Consumers: cardboard feels (almost) at home
In the consumer sample (502 interviews), knowledge is extensive: 79% know what corrugated cardboard is and associate it with its protection, strength and packaging functions above all. They experience it frequently too: 53% declare they come into contact with it “often” or “very often”, with a peak for customers aged 25-34 (61%).
E-commerce, replacement and reuse: the long life of a box
E-commerce remains the main driver: 75% of interviewees cite the receiving of parcels from online purchases as the main opportunity for contact (a more
marked figure in the North). Over half of respondents (55%) perceive an increase in the use of corrugated cardboard compared to the past, often at the expense of bubble wrap and rigid plastic. And this kind of packaging does not end up in the bin: reuse is common practice, from domestic storage (61%) to online returns (56%) and shipments of second-hand goods (44%), a sign of how the cardboard box has penetrated the eCommerce flows.
As for user companies (202 interviews), last year purchases of corrugated cardboard grew for 57% of the sample (13% over 10%), while only 8% reported a decline. Satisfaction is transversal and very high: 94% “very/enough”. The most dynamic signal concerns personalization: 73% require boxes with logos and graphics and, among
94% “molto/abbastanza”. Il segnale più dinamico riguarda la personalizzazione: il 73% richiede scatole con loghi e grafiche e, tra questi, la domanda è “in aumento” per il 52%. Per l’82% delle aziende la possibilità di personalizzare è importante e, non a caso, l’ondulato continua a guadagnare spazio sostituendo carta da imballaggio e plastiche flessibili (51% ciascuna tra i materiali rimpiazzati).

Scatolifici: criteri d’acquisto e pressioni competitive La lettura degli scatolifici (64 interviste) riporta al day-by-day. Nella scelta del fornitore, i clienti vengono percepiti come guidati da prezzo (50% “fondamentale”), tempi di consegna (50%) e affidabilità (47%); sostenibilità e impatto sul territorio restano in coda. Anche nella scelta dell’imballaggio il prezzo è primo (47%), poi protezione (34%) e personalizzazione (33%). In parallelo, le sfide interne più citate sono competizione sul prezzo (48%) e reperimento di personale qualificato (45%), seguite da sostenibilità ambientale (31%) e qualità del prodotto (25%).
“Una competizione fondata esclusivamente sul prezzo sottrae risorse a investimenti strategici in innovazione e nei processi di sostituzione dei materiali da imballaggio ad alto impatto ambientale con soluzioni in cartone ondulato. Continueremo a collaborare con le Istituzioni per valorizzare il lavoro svolto dagli scatolifici, sostenere i percorsi di innovazione e crescita del settore e favorire un modello competitivo basato su qualità, sostenibilità e valore, e non soltanto sul prezzo», ha dichiarato Andrea Mecarozzi, Presidente dell’Associazione Italiana Scatolifici.
Lo sguardo al futuro parla di cartone “più intelligente”: digitalizzazione, soluzioni connesse, co-design, stampa digitale e maggiore leggerezza a parità di prestazioni, insieme a una sostenibilità più avanzata. Ma emerge anche un messaggio da leggere bene: una quota elevata di incertezza, con il futuro visto più come prosecuzione di trend esterni (plastic replacement, concentrazione industriale) che come trasformazione guidata dal settore.
“Siamo particolarmente soddisfatti del posizionamento della nostra associazione emerso dalla ricerca: è il riconoscimento del lavoro svolto in questi quindici anni e del percorso di accreditamento costruito a tutti i livelli, in particolare quello istituzionale. Abbiamo trovato interlocutori politici attenti e disponibili ad approfondire la conoscenza del nostro comparto e ad ascoltarne le esigenze, come dimostra anche la presenza oggi di Fabrizio Penna, Capo Dipartimento dell’Unità di missione per il PNRR del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica”, afferma Mecarozzi.
these, demand is “increasing” for the 52% of respondents. 82% of companies signal the ability to customise as important and, not surprisingly, corrugated cardboard continues to gain space by replacing packaging paper and flexible plastics (51% each among replaced materials).
The data from manufacturers (64 interviews) brings us back to the day-by-day. In choosing the supplier, customers are perceived as driven by price (50% “fundamental”), delivery times (50%) and reliability (47%); sustainability and impact on the territory remain in the back. In the choice of packaging itself, price is still first (47%), then protection (34%) followed by customisation (33%). In parallel, the most cited internal challenges are price competition (48%) and finding qualified personnel (45%), followed
by environmental sustainability (31%) and product quality (25%).
“A competition based exclusively on price subtracts resources from strategic investments in innovation and in the processes of replacing high environmental impact packaging materials with corrugated cardboard solutions. We will continue to collaborate with Institutions to enhance the work done by box manufacturers, support the innovation and growth of the sector and promote a competitive model based on quality, sustainability and value, not only on price”, said Andrea Mecarozzi, President of Associazione Italiana Scatolifici (Italian Box manufacturers Association).
A smarter and lighter tomorrow, with a lot of uncertainty
Looking to the future speaks of “smarter” cardboard: digitalization, connected solutions, co-design, digital printing
and greater lightness with the same performance, along with more advanced sustainability. But another relevant message also comes through: a high level of uncertainty, with the future seen more as a continuation of external trends (plastic replacement, industrial concentration) than as a sector-led transformation.
“We are particularly satisfied with the positioning of our association as emerged from this research: it’s a recognition of the work done in these fifteen years and the enhancement path built at all levels, especially institutional. We have found political interlocutors who are attentive and willing to expand their knowledge of our sector and listen to its needs, as evidenced today by the presence of Fabrizio Penna, Head of the Department of the Mission Unit for the PNRR of the Ministry of the Environment and Energy Security “, says Mecarozzi.
Una piattaforma per esplorare e uno strumento per progettare imballaggi intelligenti e ESG compliant, con tanti esempi e tanta tecnologia. Per designer, converter, brand owner, marketer, legislatori… anche per te.

IL COORDINATORE
DEL PROGETTO
ERIK CIRAVEGNA
Ricercatore Alma
Mater Studiorum
Università di Bologna, coordinatore
Osservatorio
Innovazione Packaging Advanced Design Unit (ADU) e responsabile scientifico progetto FuturE-Pack
L’Università recepisce le esigenze di chi opera a vario titolo nelle imprese della filiera del packaging e investe il suo sapere in un progetto di servizio inedito e con grandi potenzialità.
Poi apre al confronto critico con i potenziali fruitori incassando preziosi commenti e un grande interesse. Parliamo dei tool digitali elaborati in seno all’Università di Bologna in collaborazione con il Politecnico di Torino e l’Università di Firenze, sotto il coordinamento di Erik Ciravegna.
Un sapere concreto e utilizzabile
Il progetto è estremamente ambizioso e la sfida grande: collezionare in un unico luogo virtuale tutto ciò che serve sapere sul packaging circolare, in modo da rendere fruibili con semplicità e immediatezza ai diversi tipi di operatore le informazioni concrete che cerca, corredate di esempi di imballaggi già realizzati.
Parliamo di una piattaforma digitale interattiva e un toolkit progettuale a supporto della innovazione, della tracciabilità e della progettazione di packaging sostenibili e smart. Sono pensati per professionisti dell’intera filiera: packaging designer, stampatori e converter, brand, retailer, comunicatori, legislatori,

Smart and sustainable packaging
A platform to explore and a tool to design smart and ESG compliant packaging, with lots of examples and lots of technology. For designers, converters, brand owners, marketers, legislators... and you.
Academy takes on board the needs of those who work in various capacities for companies in the packaging supply chain and invests its knowledge in an unprecedented service project with outstanding potential, then opens its door to a critical exchange with potential users, sparking great interest and very valuable feedback. We’re talking about the digital tools developed within the University of Bologna, in collaboration with Turin Polytechinc and University of Florence, under the coordination of Erik Ciravegna.
Designing Smart Packaging for Circular and Sustainable Made in Italy edited by Erik Ciravegna

The project is extremely ambitious and the challenge is great: to collect in a single virtual space everything you need to know about circular packaging, in order to make the specific information needed accessible with simplicity and immediacy to all operators, accompanied by matching examples of existing packaging. An interactive digital platform and a design toolkit to support innovation, traceability and engineering of sustainable and smart packaging. The application
is designed for professionals from the entire supply chain: packaging designers, printers and converters, brands, retailers, communicators, legislators, recyclers... who from various angles and with different objectives deal with the environmental, social and economic sustainability of packaging and seek practical information (materials, technologies, standards, etc.) and “inspiration” from existing products.
A gathering to get universities and businesses talking Erik Ciravegna, a researcher at the Alma Mater Studiorum - University of Bologna and scientific director of the project, presented them on January 22nd at the Assografici headquarters in Milan, during a workshop promoted by Giflex - Flexible Packaging Group in collaboration with the Packaging Innovation Observatory of the Advanced Design Unit (ADU) of the University of
riciclatori… che da varie angolazioni e con obiettivi differenti si occupano di sostenibilità ambientale, sociale e economica dell’imballaggio e cercano informazioni pratiche (materiali, tecnologie, norme eccetera) e casi “ispirazionali” di prodotti esistenti.
Un incontro per far parlare università e imprese
Li ha presentati il 22 gennaio, nella sede di Assografici a Milano, Erik Ciravegna, ricercatore dell’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna e responsabile scientifico del progetto, durante un workshop promosso da Giflex - Gruppo Imballaggio Flessibile in collaborazione con l’Osservatorio Innovazione Packaging dell’Advanced Design Unit (ADU) dell’ateneo bolognese. Un incontro dedicato alla disseminazione e alla validazione dei risultati del progetto (intitolato FuturE-Pack, e sviluppato nell’ambito di MICS - Made in Italy Circolare e Sostenibile), che ha impegnato il gruppo di ricerca dell’Università di Bologna e partner in un confronto diretto con aziende della filiera, fra cui molti converter importanti e evidentemente interessati, e giornalisti di settore.
Un’idea davvero efficace, che ha permesso a noi partecipanti di cogliere tutta la portata di un progetto impostato per essere sempre aggiornato e fruito con immediatezza.
E soprattutto ci ha consentito di fare una prova concreta di navigazione nella “versione beta” della piattaforma, fornendo al contempo agli autori preziosissimi feed back utili a capire approcci e esigenze, e a perfezionare di conseguenza gli strumenti.
Punti di vista e prospettive
L’incontro ha generato soddisfazione e aspettative. E ha evidenziato la grande varietà di approcci e esigenze dei diversi attori della filiera e, all’interno della medesima tipologia di azienda, fra le diverse funzioni che concorrono allo sviluppo dell’imballaggio.

In uno dei tavoli di lavoro, per esempio, si sono confrontati il titolare, il direttore commerciale e il responsabile controllo qualità di tre importanti converter di packaging flessibile che - ovviamente
- hanno navigato seguendo percorsi mentali e digitali diversi fra loro e dato feed back differenti sui tool in questione.
Altri “sguardi” sono poi emersi nel confronto con gli altri tavoli del workshop, animati da comunicatori, marketer e responsabili R&D… Essere utili a tutte queste professionalità richiede un lavoro costante e potenzialmente infinito, alimentato dalla collaborazione dei vari soggetti dell’intera catena del valore.
La trama nel sommario di un libro
In attesa della versione “definitiva” di questi strumenti digitali, i principali esiti dei primi tre anni di lavoro di impostazione si possono trovare sistematizzati nel volume open access “FuturEPack. Designing Smart Packaging for Circular and Sustainable Made in Italy”, pubblicato da Bologna University Press e scaricabile gratuitamente dal sito dell’editore (https://buponline.com/prodotto/ future-pack/).


Bologna. The gathering was dedicated to the dissemination and validation of the results of the project (FuturE-Pack, developed within the framework of MICS - Circular and Sustainable Made in Italy), which engaged the University of Bologna research group and its partners in a direct dialogue with companies from the sector’s supply chain, including many important and manifestly interested converters and trade journalists.
A really effective idea, which allowed us participants to grasp the full scope of a project set up to be constantly updated while remaining friendly in use. And above all it has allowed us to make a hands-on test of navigation of the platform’s “beta version”, while providing the authors with invaluable feedback to better understand the different approaches and needs, and refine the tools accordingly.
The meeting generated both satisfaction and expectations. It also highlighted the wide variety of approaches and needs of the different actors in the supply chain and, within the same type of companies, among the different functions that contribute to the development of packaging.
At one of the work tables, for example, the group was formed by the owner, the sales director and the quality control manager of three important flexible packaging converting companies, who - as expectedfollowed different mental and digital paths and gave different feedback on the tools being tested.
More different “outlooks” then emerged during the exchange with other working groups, made up of communicators, marketers and R&D managers...
Designing a tool that can be useful to all these different professionals requires constant and potentially endless work, fuelled by the collaboration of all actors along the entire value chain.
The plot in the summary of a book Pending the “final” version of these digital tools, the main results of the first three years of setting up work can be found systematized in the open access volume “FuturE-Pack. Designing Smart Packaging for Circular and Sustainable Made in Italy”, published by Bologna University Press and freely downloadable from the publisher’s website (https://buponline.com/prodotto/ future-pack/).
Intervista a Sante Conselvan, titolare di I&C-Gama Group, Past President Atif Italia e Presidente FTA Europe e FTA Global Alliance, instancabile tessitore di reti globali con un obiettivo sopra tutti: la condivisione delle conoscenze.

L’INTERVISTATO
SANTE CONSELVAN
Titolare I&C-GAMA Group, Past President Atif Italia, Presidente FTA Europe e FTA Global Alliance
Le sfide che la stampa flessografica deve affrontare sono le stesse in tutto il mondo, “maturo” o “emergente” che sia, e la chiave di volta è l’automazione potenziata come mai prima d’ora dall’Intelligenza Artificiale. Questa la premessa da cui partono i ragionamenti di Sante Conselvan sul futuro di una tecnologia a cui, nonostante le incertezze del contesto internazionale, prospetta uno sviluppo ulteriore e interessante.
Forte dell’esperienza maturata nella doppia veste di imprenditore e uomo di associazioni, intensamente impegnato a consolidare - con obiettivi ambiziosi - reti di relazioni culturali e commerciali nei quattro angoli del pianeta.
Presidente Conselvan, partiamo dai grandi trend: come si sta orientando la domanda di soluzioni flexo per l’imballaggio flessibile?
Il mercato globale si muove lungo tre direttrici molto chiare: sostenibilità, flessibilità produttiva e persone.

INTERVISTA A CURA DI ELENA PICCINELLI

Technology and people
I brand chiedono un packaging sempre più sostenibile ma allo stesso tempo coerente,
The evolution of flexo in between new needs and new skills
maggiore variabilità di progetti e tempi di risposta rapidi. La flexo, grazie ai progressi in automazione e controllo di processo, oggi è perfettamente in grado di rispondere a queste esigenze; non è un caso che - anche in mercati emergenti come India, Sud America, Medio Oriente e Africa, spesso dominati dalla roto o dalla offset - stia diventando la tecnologia di riferimento
Interview with Sante Conselvan, owner of I&C-Gama Group, Past President of Atif Italia and President of FTA Europe and FTA Global Alliance, a tireless weaver of global networks with one major goal: the sharing of knowledge.
The challenges that flexographic printing faces are the same all over the world, in both “mature” and “emerging” economies, and the keystone is automation, which Artificial Intelligence is enhancing as never before. This is the premise from which Sante Conselvan’s reasoning springs, on the future of a technology, for which, despite the uncertainties of the current international context, he forecasts a further and interesting development. Building on his extensive experience as both entrepreneur and prominent figure in trade associations,
intensely dedicated to fostering - with ambitious objectives - business and cultural networks and relations across all four corners of the globe.
President Conselvan, let’s start with the big trends: how is the demand for flexo solutions for flexible packaging orienting itself?
The global market moves along three very clear lines: sustainability, production flexibility and people. Brands are asking for packaging that is increasingly sustainable
but at the same time coherent, reproducible and emotional, and this means new substrates, shorter print runs, greater project variability and quick response times. Thanks to advances in automation and process control, flexo is now perfectly able to meet these needs; it is no coincidence that - even in emerging markets such as India, South America, the Middle East and Africa, often dominated by roto or offset - flexo is becoming the reference technology for businesses entering the packaging market.
What are the main challenges printers are facing?
Problems are surprisingly similar everywhere, despite the different degrees of economic and social development: lack of qualified personnel, need to better integrate the prepress, printing and converting processes, and regulatory pressure on sustainability. On top of this, the market is now demanding intelligent machines that are able to provide
per chi si affaccia al mercato del packaging.
Quali sono le principali criticità che si trovano ad affrontare gli stampatori?
Le problematiche sono sorprendentemente simili ovunque, a dispetto dei diversi gradi di sviluppo economico e sociale: mancanza di personale qualificato, necessità di integrare meglio prestampa, stampa e converting, e pressione normativa sulla sostenibilità.
A cui si aggiunge la richiesta di macchine intelligenti ossia capaci di fornire dati utili a prevedere problemi, e di ridurre sprechi. Oggi non vince chi stampa a 500 metri al minuto, ma chi controlla la marginalità complessiva del processo.
E in Europa?
In Europa stiamo vivendo una fase di coordinamento, anche grazie alle azioni sempre più incisive delle istituzioni del settore. Come FTA Europe abbiamo rafforzato il dialogo tra le associazioni nazionali, condividendo dati, esperienze e strumenti.
Iniziative come i Diamond Awards o i webinar tematici mensili fanno comunità e innalzano il livello condiviso di cultura tecnica, e sono sempre più numerosi e sentiti. Il vero nodo, però, resta la formazione: un po’ in tutti i Paesi, sebbene in misura diversa, non ci sono abbastanza scuole e docenti preparati, nonostante il settore offra occupazione stabile e qualificata.
Dobbiamo farlo sapere alle famiglie e ai giovani, spiegando che oggi chi opera in sala stampa non è più un operaio con le mani sporche di inchiostro ma un “operatore di processo” in camice bianco, con competenze tecnicoinformatiche evolute.
Dopo avere rivitalizzato la federazione europea, ora lei è sempre più attivo su scala globale. Con quali obiettivi?
Fondamentalmente di condividere conoscenze: il confronto con Stati Uniti, Brasile, India, Giappone o Australia conferma che tutti stiamo affrontando gli stessi problemi e favorisce lo scambio di esperienze e approcci.
I Diamond Awards e i webinar tematici fanno comunità e innalzano il livello della cultura tecnica. Ma il vero nodo resta la formazione.
useful data to help predict problems and reduce waste. Today printing at 500 metres per minute is not enough, the market belongs to those who control the overall process profitability.
What about Europe?
In Europe we are experiencing a phase of coordination, fueled, among other things, by the increasingly incisive actions of the sector’s institutions. As FTA Europe we have strengthened the dialogue between national associations, by sharing data, experiences and tools.
Initiatives such as the Diamond Awards or the monthly thematic webinars create communities and raise the shared level of technical culture, and they are increasingly numerous and participated. The core issue, however, remains training: there are not enough schools and prepared teachers, and this is true for all countries, although to a different extent, despite the sector offering
stable and qualified employment. We must let families and young people know, explaining that today workers in this sector are no longer heavy-duty labourers with ink-stained hands, they are “process operators” in white coats, with advanced technical and computer skills.
After revitalizing the European federation, you are now increasingly active on a global scale. What are the goals?
Basically, sharing knowledge: the comparison with the United States, Brazil, India, Japan or Australia confirms that we are all facing the same problems and encourages the exchange of experiences and approaches. And in the most backward areas, operators ask us: “What happened to you ten years ago, when you were at our current level of development? What did you do? This exchange accelerates the growth of emerging markets while also strengthening Europe. Moreover, while building non-commercial alliances, it creates economic and industrial opportunities.
E nelle aree più arretrate gli operatori ci chiedono: “Cosa è successo da voi dieci anni fa, quando eravate più o meno al nostro attuale livello di sviluppo? Cosa avete fatto?”. Questo scambio accelera la crescita dei mercati emergenti e rafforza anche l’Europa. Inoltre, pur costruendo alleanze non commerciali, crea opportunità economiche e industriali.
E che dire dell’ibridazione?
Ormai è difficile trovare stampatori mono tecnologia… Confermo. Flexo, rotocalco e digitale sono strumenti complementari e l’imprenditore deve essere pronto a lavorare con più tecniche per poter servire un mercato che cambia velocemente. Di conseguenza le associazioni specializzate come Atif e FTA devono da un lato continuare a sviluppare le competenze specifiche della flessografia e dall’altro abbracciare una visione di lungo periodo: prepararsi all’ibrido è una necessità, non una moda.

And what about hybridization? It is now difficult to find mono technology printers...
That’s right. Flexo, rotogravure and digital are complementary tools and any entrepreneur must be ready to work with multiple techniques in order to serve a fastchanging market. Consequently, specialized associations such as Atif and FTA must on the one hand continue to develop the specific skills of flexography and on the other embrace a long-term vision: preparing for hybrid is a necessity, not a fad.
How do you translate these principles in your company?
I&C-Gama Group is now an established global provider of ink control and management solutions and we are moving towards
Come traduce questi principi nella sua azienda?
I&C-Gama Group oggi è un affermato fornitore a livello mondiale di soluzioni per il controllo e la gestione degli inchiostri e ci stiamo evolvendo verso soluzioni sempre più integrate. Oggi il nostro portfolio di prodotti e servizi comprende strumenti per il controllo di pH, temperatura, consumo, schiuma, fino alla distribuzione automatica degli inchiostri e a tutto ciò che interessa l’Expanded Color Gamut. E poiché l’obiettivo dei nostri clienti è disporre di dati utili, ridurre sprechi e rendere i processi sempre più prevedibili a nostra volta ci siamo evoluti da “venditori di dispositivi” ad accompagnatori in un percorso di crescita che necessita di strumenti giusti, consulenza e supporto alla formazione. È così che si costruisce il futuro della flexo.
Un futuro sempre più disegnato da una Intelligenza artificiale che cambia profondamente il modo di progettare, produrre e servire il cliente, influenzando l’intera filiera. Cosa significa in concreto? Tante cose. Ad esempio, integrare l’esperienza dell’operatore nelle fasi della lavorazione che determinano

increasingly integrated solutions. Today our portfolio of products and services includes tools for the control of pH, temperature, consumption, foam, up to the automatic distribution of inks and everything that revolves around Expanded Color Gamut. And since our customers’ goal is to obtain useful data, reduce waste and make processes increasingly predictable, we have evolved from “device vendors” to companions in a growth path that requires the right tools, advice and training support. This is how the future of flexo is built.
A future increasingly shaped by an Artificial Intelligence that profoundly changes the way companies design, produce and serve the customer, influencing the entire supply chain. What does that mean in practice?
So many things For example, integrating the operator’s experience during processing
la qualità ed efficienza del processoregolazioni macchina, controllo qualità, ottimizzazione dei parametri di stampacon una “intelligenza aumentata” capace di ottimizzare le operazioni e ridurre errori e scarti. E tamponando, così, anche le note carenze di manodopera specializzata. Inoltre, grazie ai sistemi di machine learning, le aziende possono passare da un approccio reattivo a uno predittivo, pianificando più accuratamente la produzione con la previsione dei colli di bottiglia e l’analisi dei costi reali per commessa. Il lavoro oggi non è più solo “stampare bene”, ma decidere meglio e prima.
E le macchine come stanno evolvendo?
Stanno diventando piattaforme digitali in grado di raccogliere grandi volumi di dati (velocità, tensioni, viscosità, temperature…), auto-correggersi durante la produzione e apprendere dai cicli precedenti. Nel packaging flessibile questo crea maggiore stabilità di risultati su materiali complessi e sostenibili, una riduzione drastica degli scarti di avviamento e una qualità costante anche su tirature brevi.
Ma non solo! Consente di passare da una manutenzione programmata a una predittiva perché sensori e algoritmi anticipano i guasti, gli interventi mirati riducono i fermi macchina e in generale si assicura una maggiore affidabilità delle linee 24/7 con un evidente e misurabile aumento dell’OEE reale.

Dunque anche i servizi cambiano?
Certamente. Grazie all’AI noi fornitori possiamo analizzare il comportamento specifico di ogni cliente, proporre ottimizzazioni su misura e co-sviluppare nuove applicazioni di packaging, garantendo un servizio continuo, adattivo e data-driven. Senza dimenticare che l’ottimizzazione di scarti e consumi energetici, insieme alla capacità di gestire meglio nuovi materiali ecologici ma “difficili” da processare, va incontro al grande e reale bisogno di sostenibilità, creando un importante vantaggio competitivo.
phases that determine the quality and efficiency of the process - machine adjustments, quality control, optimization of printing parameters - with an “augmented intelligence” capable of optimizing operations and reducing errors and waste. And thus also offsetting the well known lack of skilled workforce.In addition, thanks to machine learning systems, companies can move from a reactive to a predictive approach, planning production more accurately with the prediction of bottlenecks and the analysis of real costs per order. Today’s job is no longer just to “print well”, but to take better and quicker decisions.
And how are machines evolving?
They are transforming into digital platforms that collect large volumes of data (speed, tensions, viscosity, temperatures...), selfcorrect during production and learn from previous cycles. In flexible packaging this creates greater stability of results on complex
and sustainable materials, a drastic reduction in start-up waste and constant quality even on short runs. But that’s not all! It allows to move from scheduled maintenance to predictive maintenance because sensors and algorithms anticipate failures, targeted interventions reduce machine downtime and in general ensure greater reliability of lines 24/7 with a clear and measurable increase in real OEE.
So services change too?
Of course. Thanks to AI, we suppliers can analyse the specific behaviour of each customer firm, propose tailor-made optimisations and co-develop new packaging applications, ensuring a continuous, adaptive and data-driven service. On top of that, the optimization of waste and energy consumption, together with the ability to better manage new ecological, “difficult” to process materials, meet the great and real need for sustainability, creating an important competitive advantage.

Lavoriamo con precisione per offrire servizi di qualità ai nostri associati.
ACIMGA lavora per garantire agli associati la massima visibilità e il massimo vantaggio competitivo in Italia e all’estero attraverso la prestazione di servizi di punta, creando una vera cultura di settore, coinvolgente e sinergica, favorevole alla crescita e allo sviluppo del settore della stampa e del packaging, per tutte le tecnologie e applicazioni
Acimga è l’associazione costruttori italiani macchine per l’industria grafica, cartotecnica, cartaria, di trasformazione e affini.

Converting Mag 4 Education
Uno dei prodotti che vede coinvolti più processi nella realizzazione: dalla stampa ai materiali multistrato il viaggio tecnologico dietro un packaging leggero, sicuro e innovativo
L’AUTORE LA REDAZIONE
All’inizio degli anni 2000 le pouch per baby food hanno segnato una svolta storica nel mondo del packaging alimentare. Fino a quel momento il vetro era lo standard indiscusso: sicuro ma pesante, fragile e poco pratico.
L’introduzione delle pouch flessibili ha cambiato le abitudini di consumo, rendendo possibile un’alimentazione “on the go”, più sicura per i bambini e più comoda per i genitori.
Questo esempio dimostra come una pouch non sia solo un contenitore, ma il risultato di un’evoluzione tecnologica che unisce design, ingegneria dei materiali e normative stringenti.
Dalla grafica alla stampa: quando nasce l’identità del prodotto La creazione di una pouch parte dall’aspetto visivo. La grafica deve essere accattivante,


Converting Mag 4 Education
How do you make a flexible pouch?
One of the products that involves the greatest number of processes in its manufacture: from printing to multilayer materials, the technological journey behind a lightweight, safe and innovative packaging
In the early 2000s, baby food pouches marked a historic turning point in the world of food packaging. Until then, glass had been the undisputed standard: safe but heavy, fragile and impractical. The introduction of flexible pouches changed consumer habits, making it possible to feed children “on the go”, which was safer for them and more convenient for their parents. This example shows how a pouch
is not just a container, but the result of a technological evolution that combines design, materials engineering and stringent regulations.
From graphics to printing: when the product’s identity is born
The creation of a pouch starts with its visual appearance. The graphics must be eye-catching, legible and consistent with
the brand. Rotogravure and flexographic printing are mainly used for largevolume production, as these industrial technologies guarantee high colour coverage and great uniformity. Digital printing, on the other hand, is ideal for product launches, customisations or limited editions. More and more companies are choosing hybrid solutions, combining analogue and digital printing to achieve high quality and maximum flexibility. A key role is played by advanced colour management, which allows the same colour rendering to be maintained across different print runs and over time.
Inks, varnishes and finishing: safety you can touch
A pouch, especially if intended for the

leggibile e coerente con il brand. Per produzioni di grandi volumi si utilizzano principalmente stampa rotocalco e flexografica, tecnologie industriali che garantiscono alta copertura colore e grande uniformità. La stampa digitale, invece, è ideale per lanci di prodotto, personalizzazioni o edizioni limitate. Sempre più aziende scelgono soluzioni ibride, combinando stampa analogica e digitale per ottenere qualità elevata e massima flessibilità. Un ruolo chiave è giocato dalla gestione avanzata del colore, che permette di mantenere la stessa resa cromatica su tirature diverse e nel tempo.
Inchiostri, vernici e finishing: sicurezza che si tocca con mano Una pouch, soprattutto se destinata al settore alimentare, deve essere prima di tutto sicura. Per questo si utilizzano inchiostri low migration, progettati per non trasferire sostanze al prodotto confezionato. A questi si affiancano vernici protettive e funzionali, che migliorano la resistenza della stampa e proteggono la superficie. Il finishing aggiunge valore estetico ed emozionale: effetti opaco/lucido, soft-touch, verniciature selettive o dettagli metallici rendono la pouch più attraente e aiutano il consumatore a percepire la qualità del contenuto ancora prima dell’apertura.
Laminazione e accoppiamento: la tecnologia invisibile
Il vero cuore tecnologico della pouch è la laminazione. Una pouch non è mai fatta di un solo materiale, ma di più strati accoppiati tra loro: PET, PE, OPP, EVOH e altri film tecnici. Ogni strato ha una funzione precisa, come la barriera a ossigeno, umidità e luce, la resistenza meccanica o la trasparenza.
Gli adesivi utilizzati sono spesso solvent free o a bassa migrazione, in linea con le richieste di sostenibilità. Qui si gioca un equilibrio delicato tra prestazioni tecniche, sicurezza alimentare e riduzione dell’impatto ambientale, anche in ottica di strutture monomateriali o riciclabili.
Converting, controlli e compliance:
dalla bobina alla pouch finita

Nella fase di converting, il materiale laminato viene trasformato nella forma finale: stand-up pouch, doypack, con zip richiudibile o valvola aroma. Seguono operazioni di taglio, saldatura e controlli automatici. Durante tutto il processo sono attivi sistemi di controllo qualità in linea, che individuano difetti estetici e funzionali. La conformità normativa è fondamentale: le pouch devono rispettare le regole MOCA e food contact, garantendo sicurezza e tracciabilità tramite codifica inkjet o laser.
La pouch flessibile è quindi il risultato di un percorso complesso e altamente tecnologico. Un packaging moderno che unisce innovazione, design e responsabilità, capace di rispondere alle esigenze di un pubblico giovane, dinamico e sempre più attento a praticità, sicurezza e sostenibilità.
food sector, must first and foremost be safe. This is why low migration inks are used, designed not to transfer substances to the packaged product. These are complemented by protective and functional varnishes, which improve the resistance of the print and protect the surface.
Finishing adds aesthetic and emotional value: matt/gloss effects, soft-touch, selective varnishing or metallic details make the pouch more attractive and help the consumer perceive the quality of the contents even before opening.
Lamination and coating: the invisible technology
The real technological heart of the pouch is lamination. A pouch is never made of
a single material, but of several layers coated together: PET, PE, OPP, EVOH and other technical films. Each layer has a specific function, such as barrier to oxygen, moisture and light, mechanical resistance or transparency.
The adhesives used are often solvent-free or low-migration, in line with sustainability requirements. This involves a delicate balance between technical performance, food safety and reduced environmental impact, also with a view to single-material or recyclable structures.
controls and compliance: from
During the converting phase, the laminated material is transformed into its final form: stand-up pouch, doypack, with resealable
zip or aroma valve. This is followed by cutting, sealing and automatic checks. Throughout the process, in-line quality control systems are active, identifying aesthetic and functional defects. Regulatory compliance is essential: pouches must comply with MOCA and food contact rules, ensuring safety and traceability through inkjet or laser coding. The flexible pouch is therefore the result of a complex and highly technological process. It is a modern form of packaging that combines innovation, design and responsibility, capable of meeting the needs of a young, dynamic audience that is increasingly attentive to practicality, safety and sustainability.
L’AUTORE
LA REDAZIONE
Dopo il grande successo delle precedenti edizioni, tornano le Olimpiadi della Stampa, che nel 2026 celebreranno la loro quarta edizione. L’appuntamento è fissato per sabato 16 e domenica 17 maggio 2026, due giornate dedicate alla creatività, alla competenza tecnica e alla passione dei giovani che rappresentano il futuro dell’industria grafica-cartotecnica italiana. Sede della competizione sarà l’hotel NH Milano 2 di Segrate.

L’iniziativa, ideata ed organizzata da ARGIAssociazione Fornitori Industria Grafica, in collaborazione con ENIP-GCT - Ente Nazionale per l’Istruzione Professionale Grafica, Cartotecnica e Trasformatrice, si conferma un punto di riferimento nel panorama della formazione e dell’orientamento professionale, capace di valorizzare il ruolo centrale della stampa nel media mix contemporaneo, tra comunicazione, marketing, publishing e cartotecnica.
Il comparto grafico e cartotecnico offre numerose e qualificate opportunità di lavoro, iniziative come questa fanno emergere talenti pronti a entrare nel mondo produttivo.
Marco Marangoni, Presidente ARGI

Sulla scia della terza edizione - che nel 2023 aveva visto la partecipazione di 24 istituti provenienti da numerose regioni italiane, con 120 studenti impegnati in un’intensa due giorni di competizioni - anche l’edizione 2026 si preannuncia ricca di contenuti, entusiasmo e nuove sfide. Le Olimpiadi della Stampa e della Cartotecnica non sono soltanto una gara, ma un vero e proprio laboratorio di idee in cui i ragazzi possono misurarsi con prove pratiche, lavoro di squadra, creatività applicata e divertimento. Come nelle edizioni precedenti, i partecipanti saranno chiamati a confrontarsi su prove di grafica, quiz di tecnologia e prove di creatività e attività progettuali, che mettono al centro la
2026 Printing Olympics: the fourth edition is about to begin
An initiative created and organised by ARGI in collaboration with ENIP-GCT May 16 and 17 - NH Milano 2 - Segrate
Following the great success of previous editions, the “Olimpiadi della Stampa” ( Printing Olympics) are back and will celebrate their fourth edition in 2026.
The event is scheduled for Saturday 16 and Sunday 17 May 2026, two days dedicated to the creativity, technical expertise and passion of young people who represent the future of the Italian graphics and paper converting industry. The competition will be held at the NH Milano 2 hotel in Segrate.
The initiative, created and organised by ARGIAssociazione Fornitori Industria Grafica (Graphic Industry Suppliers Association), in collaboration with ENIP-GCT - Ente Nazionale per l’Istruzione Professionale Grafica, Cartotecnica e Trasformatrice (National Agency for Professional Education in Graphics, Paper Converting and Processing), confirms its status as a benchmark in the field of training and professional guidance, highlighting the central role of printing in the contemporary media mix, including communication, marketing, publishing and paper converting.
Building on the success of the third edition - which in 2023 saw the participation of 24 schools from numerous Italian regions, with 120 students engaged in two intense days of competition - the 2026 edition also promises to be rich in content, enthusiasm and new challenges. The Printing Olympics are not just

capacità di collaborare e di trasformare concetti complessi in soluzioni visive efficaci. Un format che ha dimostrato di saper stimolare competenze trasversali, spirito critico e visione professionale, offrendo ai giovani una concreta occasione di contatto con il mondo del lavoro.
Le Olimpiadi della Stampa continuano, inoltre, a distinguersi per il loro valore educativo e sociale.
Nelle scorse edizioni, grazie alla raccolta fondi e al coinvolgimento di partner e associazioni di settore, è stato possibile sostenere concretamente le scuole partecipanti con premi e dotazioni didattiche, rafforzando il legame tra formazione e industria. Un impegno che ARGI ed ENIP-GCT intendono rinnovare e potenziare anche nel 2026, facendo della sinergia tra istituzioni, associazioni e imprese uno dei pilastri dell’evento.
Anche quest’anno il progetto si fonda sul contributo di aziende, professionisti e appassionati del settore che credono nel valore della formazione e desiderano sostenere concretamente i giovani talenti. Partecipare alla raccolta fondi significa investire nello sviluppo delle competenze, nella crescita delle scuole
e nel futuro dell’intera filiera grafica-cartotecnica. La quarta edizione si inserisce quindi in un percorso di crescita continua, che ha visto “alzare l’asticella” anno dopo anno, attirando l’interesse di istituti provenienti anche da regioni finora meno rappresentate e consolidando la reputazione delle Olimpiadi come manifestazione nazionale di eccellenza. Al centro restano sempre loro: gli studenti, con il loro talento, la loro energia e la loro capacità di immaginare il futuro della stampa. Il 16 e 17 maggio 2026 le Olimpiadi della Stampa torneranno dunque ad essere un luogo di incontro, confronto e ispirazione, dove la tradizione dell’industria grafica-cartotecnica dialoga con l’innovazione e con le nuove generazioni.



Support the Printing Olympics

a competition, but a real laboratory of ideas where young people can challenge themselves with practical tests, teamwork, applied creativity and fun.
As in previous editions, participants will be asked to compete in graphic design tests, technology quizzes and creativity and design activities, which focus on the ability to collaborate and transform complex concepts into effective visual solutions. This format has proven to stimulate crossdisciplinary skills, critical thinking and professional vision, offering young people a concrete opportunity to come into contact with the world of work.
The Press Olympics also continue to stand out for their educational and social value. In previous editions, thanks to fundraising and
the involvement of partners and industry associations, it has been possible to provide concrete support to participating schools with prizes and educational equipment, strengthening the link between education and industry. ARGI and ENIP-GCT intend to renew and strengthen this commitment in 2026, making the synergy between institutions, associations and companies one of the pillars of the event. Once again this year, the project is based on the contribution of companies, professionals and enthusiasts in the sector who believe in the value of training and wish to provide concrete support to young talent. Participating in the fundraising means investing in skills development, school growth and the future of the entire
graphics and paper converting industry.
The fourth edition is therefore part of a process of continued growth, which has seen the bar raised year after year, attracting the interest of institutions from regions that have been less represented until now and consolidating the Olympics’ reputation as a national event of excellence. At the centre of it all are the students, with their talent, energy and ability to imagine the future of printing.
On 16 and 17 May 2026, the Printing Olympics will once again be a place for meeting, discussion and inspiration, where the tradition of the paper converting and printing industry dialogues with innovation and the new generations.
HR: Human Resources o Risorse
Umane. Vi raccontiamo di che si tratta e di cosa parleremo nella nuova rubrica che Converting dedica a questo mestiere.

L’AUTRICE
CLAUDIA CAMPANA
Traduttrice tecnica nel settore packaging e imprese; master HR Specialist presso 24Ore Business School
In principio era l’Ufficio del Personale. Poi - con gli anni, la globalizzazione, l’invasione di termini inglesi, lo “human first” pervasivo e per certi versi quasi obbligatorio - il nome è cambiato, e ora si parla di HR.
Ma è solo un nome? O il nuovo termine identifica mansioni diverse per nuove problematiche?
Questi giovani, pochi e marziani
Mancano i giovani. Nonostante le iscrizioni alle scuole di formazione tecnica siano in aumento (fonte Ministero dell’Istruzione e del Merito), il riscontro del mercato è che i nuovi assunti sono sempre troppo pochi, e quelli che ci sono non rimangono in azienda: cambiano per essere pagati meglio, chiedono ritmi e condizioni incompatibili con un lavoro su turni, con tempistiche e regole precise.
“Non hanno voglia di lavorare”; “sono sempre in ansia”. Sembra che non sia possibile comunicare: magari perché sono cresciuti con i social, o perché hanno valori diversi.
Ed è qui che entrano in gioco le HR, termine ombrello, sotto il quale si raggruppano infiniti ruoli: amministrazione del personale, creazione di annunci di lavoro, colloqui, assunzioni, onboarding; e poi ancora formazione (continua

New jobs
HR: what exactly is it? And why is it so important?
HR: Human Resources. We’ll tell you what it’s all about and what we’ll be discussing in Converting’s new column dedicated to this profession.
In the beginning, there was the Personnel Department. Then, over the years, with globalisation, the invasion of English terms, and the pervasive and, in some ways, almost obligatory “human first” approach, the name changed, and now we talk about HR. But is it just a name? Or does the new term identify different tasks for new issues?
These young people, few and alien
There is a lack of young people. Although enrolment in technical training schools is on the rise, the market
e non), gestione dei problemi interni e dei contenziosi, contrattazioni sindacali, fino al termine dei rapporti. Molte delle cose che faceva l’Ufficio del Personale.
HR cerniera tra individui, gruppi, ruoli
Quindi cosa c’è di nuovo? Le HR hanno integrato strutturalmente nel proprio ruolo una consapevolezza profonda dell’identità e della missione dell’azienda, di come funziona, dell’impatto (anche sociale) che vuole avere. Questo genera tra l’altro un’attenzione costante ai dipendenti e al loro benessere, ai processi e ai rapporti fra ruoli…
Le HR sono la cerniera tra azienda e mondo esterno, e il “medio termine” tra i manager e gli altri dipendenti
feedback is that there are still too few new hires, and those who are recruited do not stay with the company: they change jobs to get better pay, they demand working hours and conditions that are incompatible with shift work, with precise timings and rules. “They don’t want to work”; “they are always anxious”. It seems that communication is impossible: perhaps because they grew up with social media, or because they have different values.
This is where HR comes into play, an umbrella term that encompasses countless roles: personnel administration, job posting, interviews, hiring, onboarding; and then training (continuous and otherwise), management of internal problems and disputes, union negotiations, and even termination of employment. Many of the things that the Personnel Department used to do.
HR as a link between individuals, groups and roles So what’s new? HR has structurally integrated into its role a deep awareness of the company’s identity and

» »
Per approfondire, suggeriamo l’ultimo libro di Paolo Iacci, la rubrica digitale e su carta dedicata alle HR dalla Harvard Business Review Italia e le pubblicazioni AIDP (Associazione Italiana Direzione del Personale).
For further information, we recommend Paolo Iacci’s latest book, the digital and print column dedicated to HR by Harvard Business Review Italia and the publications of AIDP (Italian Association of Personnel Management).
E in questo mondo in rapido cambiamento, le HR testimoniano il valore che l’azienda crea per attrarre e fidelizzare talenti, creare un ambiente efficiente e anche giusto, consolidare il senso d’appartenenza. Sono dunque la cerniera tra l’azienda e il mondo esterno, nonché il “medio termine”
tra il management e gli altri dipendenti, che hanno interessi e priorità diversi da equilibrare. Tuttavia, questo ruolo è spesso ridotto a poche mansioni meramente esecutive. “L’HR è quello da cui vado quando ho dei problemi, ma tanto non me li risolve”, e idee simili.
Ma è un fraintendimento grave. Le HR vedono come va l’azienda a tutti i livelli, ne hanno il quadro generale e il loro lavoro è (anche) aiutare individui e gruppi a comunicare, capirsi e lavorare insieme.
Le HR nel converting
In un settore, quello del converting, che più di altri è interessato dalla globalizzazione e dai cambiamenti tecnologici e normativi in atto, avere una gestione dell’Umano più strutturata può essere strategico per la solidità interna. E per aiutare imprenditori, manager, tecnici, impiegati… a precorrere e affrontare il cambiamento.
Se il termine Human Resources può suonare come una moda o un tentativo di internazionalizzarsi senza una reale necessità, rimane il fatto che le istanze di cui si occupa questo mestiere sono attuali e fondamentali per tutte le aziende. Come affrontare i cambiamenti sociali, politici, tecnologici in atto? Come aiutare l’azienda a prosperare? Come permettere al personale di evolversi? Come trovare le persone giuste in un mondo sempre più vecchio e povero di know-how? Come attrarre i talenti, formarli a propria misura e, soprattutto, farli rimanere?
Nelle interviste che pubblicheremo nei prossimi numeri, aziende del settore ci racconteranno come intendono nel concreto il lavoro delle Risorse Umane, quali sono le priorità a cui stanno lavorando, i risultati raggiunti e le sfide ancora da affrontare.
Nei prossimi numeri, aziende del settore ci racconteranno come intendono nel concreto il lavoro delle HR
mission, how it works, and the impact (including social impact) it wants to have. Among other things, this generates constant attention to the employees and their well-being, to the processes and the relationships between roles...
And in this rapidly changing world, HR demonstrates the value that the company creates in attracting and retaining talent, creating an efficient and fair environment, and consolidating a sense of belonging. It is therefore the link between the company and the outside world, as well as the “middle ground” between management and other employees, who have different interests and priorities to balance.
However, this role is often reduced to a few purely executive tasks. “HR is who I go to when I have problems, but they don’t solve
them for me anyway,” and similar ideas. But this is a serious misunderstanding. HR sees how the company is doing at all levels, has an overview of the situation, and its job is (also) to help individuals and groups communicate, understand each other and work together.
In a sector such as converting, which is more affected than others by globalisation and ongoing technological and regulatory changes, having a more structured approach to human resources management can be strategic for internal stability. It can also help entrepreneurs, managers, technicians, employees, etc. to anticipate and deal with change. While the term “Human Resources” may sound like a trend or an attempt to internationalise without any real need, the fact remains that the
issues this profession deals with are current and fundamental for all companies.
How can we address the social, political and technological changes taking place?
How can we help the company to prosper? How can we enable staff to evolve? How can we find the right people in an increasingly ageing world that is lacking in know-how? How can we attract talent, train them to suit our needs and, above all, retain them?
In the interviews we will be publishing in the next few issues, companies in the sector will tell us how they understand the work of Human Resources in practical terms, what priorities they are working on, the results they have achieved and the challenges they still face.
In the next issue, Neni Rossini will speak on behalf of SIT Group.
L’occupazione nelle Arti Grafiche: alcuni dati per orientarsi
Una fotografia generale offerta dal ministero dell’Istruzione e del Merito sulla base di dati
Fabbisogno e offerta di formazione secondaria di secondo grado tecnico - professionale 2025/2029
Fabbisogno (media
Formazione secondaria di secondo grado (tecnico-professionale) di cui
Indirizzo amministrazione, finanza e marketing
Indirizzo turismo, enogastronomia e ospitalità
Indirizzo meccanica, meccatronica ed energia
Indirizzo informatica e telecomunicazioni
Indirizzo socio-sanitario
Indirizzo costruzioni, ambiente e territorio
Indirizzo elettronica ed elettrotecnica
Indirizzo trasporti e logistica
Indirizzo agrario, agroalimentare e agroindustria
Indirizzo chimica, materiali e biotecnologie
Indirizzo produzione e manutenzione industriale e artigianale
Indirizzo sistema moda
Indirizzo grafica e comunicazione
Fabbisogno e offerta di formazione secondaria di istruzione e formazione professionale per indirizzo di studio 2025/2029
Unioncamere, Ministero dell’Università e della Ricerca, e Indire, mostra che gli iscritti agli ITS Academy sono passati da 1.512 nel 2013 a 11.834 nel 2023 e i diplomati sono aumentati da 1.098 a 8.588.Ciononostante, nel periodo 2025-2029 i diplomati tecnici e professionali risultano decisamente meno del necessario: 153.800 giovani contro un fabbisogno annuo medio stimato fra 160.100 e 186.100 unità, con una carenza fra 8.000 e 33.000 unità all’anno che supera di molto la media nell’indirizzo meccanica, meccatronica e energia (qui il fabbisogno si attesta tra 19.100 e 21.800 unità a fronte di un’offerta di 9.100).
Se restringiamo il focus sull’occupazione nel settore delle arti grafiche, monitorato dall’ENIPGCT e dal Centro Studi di Assografici nel report 2024-2025, parliamo di circa 47.750 dipendenti distribuiti su 2.310 aziende associate, che nel 2013, primo anno delle rilevazioni, contava 60mila addetti. Il crollo è da ascrivere principalmente alla crisi strutturale dell’editoria cartacea (poligrafici), parzialmente compensata dal packaging e dal digitale.
Qui si inseriscono informazioni interessanti su pensionamenti e nuove assunzioni.
Nell’ultimo decennio il comparto dei poligrafici ha perso oltre il 62% della forza lavoro (da 4.646 a 1.735 addetti), in gran parte gestito tramite scivoli pensionistici e prepensionamenti legati a stati di crisi. E le nuove assunzioni?
Logistica,
Sistema
Impianti

One of the major problems manufacturing companies face is the shortage of skilled labour. There are many causes for this, including a lack of education, which, fortunately, is showing a reversal of the trend, both through the initiatives of industrial institutions and individual companies and because technical institutes are once again offering courses tailored to the needs of the market. However, these are slow changes which, combined with demographic and social phenomena, are unlikely to have a “magic wand” effect. So what can we expect in the coming years? In the absence of comprehensive and uniform studies, here are some significant figures on the world of education and business. A general snapshot provided by the Ministry of Education and Merit based on data from Unioncamere, the Ministry
Nel 2024, il 93% delle imprese ha mantenuto gli organici stabili il che significa, tra l’altro, un parco dipendenti sempre più vecchio: il fabbisogno di ricambio generazionale stimato è di circa 20.000 unità nel prossimo decennio, per compensare l’età media elevata dei lavoratori specializzati.
of University and Research, and Indire shows that enrolment in ITS Academies has risen from 1,512 in 2013 to 11,834 in 2023, and graduates have increased from 1,098 to 8,588. Nevertheless, in the period 2025-2029, there will be significantly fewer technical and professional graduates than needed: 153,800 young people compared to an estimated average annual requirement of between 160,100 and 186,100, with a shortfall of between 8,000 and 33,000 per year, which far exceeds the average in the fields of mechanics, mechatronics and energy (here, the demand stands at between 19,100 and 21,800, compared to a supply of 9,100).
If we narrow the focus to employment in the graphic arts sector, monitored by ENIPGCT and the Assografici Study Centre in the 2024-2025 report, we are talking about approximately 47,750 employees distributed across 2,310 member companies, which
in 2013, the first year of the survey, had 60,000 employees. The collapse is mainly attributable to the structural crisis in traditional publishing (printing), partially offset by packaging and digital. Here is some interesting information about retirements and new hires. Over the last decade, the printing sector has lost over 62% of its workforce (from 4,646 to 1,735 employees), largely through retirement schemes and early retirement linked to the crisis.
And what about new hires? In 2024, 93% of companies maintained stable workforces, which means, among other things, an increasingly ageing workforce: the estimated generational replacement requirement is around 20,000 workers over the next decade to compensate for the high average age of skilled workers. What about the jobs that will be eliminated by the use of various forms of “artificial intelligence”? Good question, but that’s another story.















Nel packaging la fabbrica non è più una linea dritta: è un circuito con pit stop continui. Lotti più corti, richieste dei brand owner puntuali e materiali in trasformazione - tra riciclati, monomateriali e supporti “sensibili” - stanno ridisegnando la partita dell’efficienza. Non vince chi spinge la velocità di punta, ma chi resta più a lungo “in finestra”, con avviamenti rapidi, scarti sotto controllo e decisioni coerenti tra turni e reparti. Dentro questo scenario globale, la qualità smette di essere un controllo a valle e diventa ripetibilità: come un direttore d’orchestra che pretende lo stesso suono a ogni replica, anche quando cambiano palco e strumenti. La sostenibilità entra in sala stampa in modo pragmatico: prima ridurre gli sprechi, perché ogni difetto è un’onda che trascina rilavorazioni, ritardi e costi. Qui il dato è una bussola solo se diventa gesto quotidiano: preset, check-list, preparazione “fuori macchina”, KPI condivisi e una regia che unisca prestampa, stampa e converting. Anche ibrido e automazione crescono quando sono modulari e scalabili, non promesse da brochure.


L’approfondimento di Converting Magazine mette a fuoco dove si annidano i colli di bottiglia e quali leve stanno emergendo: standard, competenze, integrazione digitale e servizi di supporto capaci di rendere il processo più robusto. Un invito alla lettura per capire, nell’analisi, come la filiera sta passando dall’“eroe in macchina” a routine replicabili e misurabili. Con un passo stabile.

In packaging, the factory is no longer a straight line: it is a circuit with continuous pit stops. Shorter batches, precise brand owner requests and changing materials - including recycled, single-material and ‘sensitive’ substrates - are reshaping the efficiency game.

The winner is not the one who pushes the top speed, but the one who stays “in the window” the longest, with quick start-ups, controlled waste and consistent decisions across shifts and departments. Within this global scenario, quality ceases to be a downstream control and becomes repeatability: like an orchestra conductor who demands the same sound at every performance, even when the stage and instruments change. Sustainability enters the press room in a pragmatic way: the first step is to reduce


waste, because every defect is a wave that leads to rework, delays and costs. Here, data is only a compass if it becomes a daily practice: presets, checklists, “offline” preparation, shared KPIs and a direction that unites pre-press, press and converting. Hybrid and automation also grow when they are modular and scalable, not just promises in brochures.
Converting Magazine’s in-depth analysis focuses on where bottlenecks lie and what levers are emerging: standards, skills, digital integration and support services capable of making the process more resilient. We invite readers to understand, through analysis, how the supply chain is moving from “hero in the machine” to replicable and measurable routines. With a steady pace.



Il sondaggio di
Dalla survey emerge un settore che punta più su avviamenti rapidi, riduzione degli scarti e processi integrati che sulla sola produttività oraria: il dato diventa leva, ma competenze e standard restano il vero collo di bottiglia.
I dati di questo nuovo lavoro di ricerca della redazione di Converting Magazine convergono su tre assi che descrivono lo stato delle aziende: continuità produttiva in un mondo di lotti più corti; qualità come ripetibilità richiesta dal mercato; governo delle variabili (materiali, norme, competenze) che allargano la finestra di processo. Sul tema produttivo, l’efficienza è raccontata come riduzione del tempo perso: i cambi lavoro diventano centrali e, simmetricamente, i fornitori intercettano la domanda più concreta, cioè avviamenti rapidi e affidabilità. Alcune risposte all’interno della survey sembrano richiamarsi: se le commesse si frammentano, la produttività nominale conta meno dell’OEE reale, fatto di setup, stabilità e routine standardizzate.
Sul fronte qualità, pesa soprattutto la pressione dei brand owner, che spinge verso controllo colore e coerenza tra tirature. E la sostenibilità viene letta in chiave pragmatica: prima ridurre scarti (34,62%), poi lavorare su riciclabilità e conformità/certificazioni (entrambe al 23,08%); in questo campione di intervistati la riduzione dei consumi energetici non compare (0%). È un segnale chiaro: nel breve periodo la leva percepita resta “fare bene al primo colpo”, perché ogni scarto trascina rilavorazioni, ritardi e costi.

The Converting Magazine survey
The survey reveals a sector that is focusing less on hourly productivity alone and more on fast start-ups, waste reduction, and integrated processes: data becomes a key lever, but skills and standards remain the real bottleneck.
The findings of this new research project by the editorial team of Converting Magazine converge around three axes that describe the current state of companies: production continuity in a world of shorter runs; quality as the repeatability required by the market; and the management of variables (materials, regulations, skills) that widen the process window. From a production perspective, efficiency is mainly described as the reduction of lost time: job changes

become central and, correspondingly, suppliers are addressing the most concrete demand — fast startups and reliability. Some responses within the survey seem to mirror one another: as orders become more fragmented, nominal productivity matters less than real OEE, made up of set-up efficiency, process stability, and standardized routines.
On the quality front, the pressure from brand owners weighs heavily, pushing converters toward tighter color control and greater consistency between print runs. Sustainability is interpreted in pragmatic terms: first reducing waste (34.62%), then working on recyclability and compliance/certifications (both at 23.08%); in this sample of respondents, energy consumption reduction does not appear (0%).[Ritorno a capo del testo]This is a clear signal: in the short term, the perceived lever remains “getting it right the first time,” because every reject leads to rework, delays, and additional costs.
Cambi lavoro e piccoli lotti: l’efficienza si gioca nel set-up
Il fattore più impattante sull’efficienza sono i cambi lavoro frequenti (42,31%), seguiti da reperimento di personale qualificato (23,08%) e gestione dei piccoli lotti (15,38%). Tempi di avviamento (11,54%) e fermi imprevisti (7,69%) pesano meno, ma diventano critici quando la pianificazione è instabile. La priorità operativa diventa standardizzare: ricette, preset, check-list e schedulazione che “protegga” le macchine dalle ripartenze continue. In pratica: più preparazione “fuori macchina”, meno regolazioni ripetute, e un passaggio di consegne tra turni che non ricominci ogni volta da zero.
Automazione: integrazione diffusa, controllo real-time ancora minoritario
Il 30,77% dichiara un processo integrato tra prestampa, stampa e converting; il 26,92% è fermo a workflow digitali solo in prestampa; il 19,23% è connesso a ERP/MIS. Solo l’11,54% parla di automazione completa con monitoraggio in tempo reale e nessuno dichiara “zero automazione” (0%) (Tabella 4). È un buon punto di partenza, ma non ancora un salto definitivo: l’integrazione genera valore quando i dati diventano KPI di reparto (scarti, tempi di avviamento, fermi) e alimentano decisioni rapide, non report “a fine turno”.
Qualità di stampa: ripetibilità e colore diventano requisiti di mercato
3 - Qual è il principale fattore critico nella gestione della qualità di stampa?
Controllo del colore su supporti diversi
Allineamento tra prestampa e produzione
sempre più stringenti dei brand owner
Stampa, laminazione e accoppiamento nel mondo dell’imballaggio e del converting
Risposte: 26 Saltate: 61
4 - A che livello è oggi l’automazione del vostro processo produttivo?
Limitata alle singole macchine
La criticità principale è l’aumento delle richieste dei brand owner (38,46%). Poi arrivano coerenza cromatica tra tirature e controllo colore su supporti diversi (19,23%), oltre all’allineamento prestampa–produzione (15,38%). La stabilità del processo nel tempo è meno citata (7,69%), ma resta il presupposto che rende credibile ogni standard (Tabella 3).
Qui la qualità non è solo “assenza di difetti”: è capacità di replicare un risultato, con una regia chiara su chi decide in caso di deviazione, evitando aggiustamenti incoerenti tra turni e linee.
Parziale, con work fl ow digitali in prestampa
Integrata tra prestampa, stampa e converting
Connessa a ERP/MIS aziendale
Completamente automatizzata e monitorata in tempo reale
Job Changes and Short Runs: Efficiency Is Won in the Set-up
The factor with the greatest impact on efficiency is frequent job changes (42.31%), followed by the availability of skilled personnel (23.08%) and the management of short runs (15.38%).[Ritorno a capo del testo]Start-up times (11.54%) and unexpected downtime (7.69%) have a lower overall impact, but they become critical when planning is unstable. The operational priority therefore becomes standardization: recipes, presets, checklists, and scheduling that “protects” machines from continuous restarts.[Ritorno a capo del testo]In practical terms: more preparation “offpress,” fewer repeated adjustments, and shift handovers that do not start from scratch every time.
Real-Time Control Still Limited
30.77% report an integrated process between prepress, printing, and converting; 26.92% rely on digital workflows limited to prepress; 19.23% are connected to ERP/ MIS systems.[Ritorno a capo del testo]Only 11.54% report full automation with realtime monitoring, and none declare “zero automation” (0%) (Table 4).
This represents a good starting point, but not yet a decisive leap forward: integration generates value when data becomes department-level KPIs (waste, start-up times, downtime) and supports rapid decision-making, rather than producing reports only “at the end of the shift.”
Become
The main critical factor is the increase in brand owners’ requirements (38.46%). This is followed by color consistency between print runs and color control on different substrates (19.23%), as well as alignment between prepress and production (15.38%). Process stability over time is mentioned less frequently (7.69%), but it remains the foundation that makes any standard credible (Table 3).[Ritorno a capo del testo]Here, quality is not simply the “absence of defects”: it is the ability to reproduce a result consistently, with a clear framework defining who makes decisions in the event of deviations, avoiding inconsistent adjustments between shifts and production lines.
Risposte: 26 Saltate: 61
Materiali: il riciclato è la sfida più citata e amplifica la variabilità
Carte e cartoni riciclati sono indicati come principale sfida (46,15%), davanti a monomateriali e bioplastiche/compostabili (15,38% ciascuno); compaiono anche i film plastici sottili (11,54%) (Tabella 6).
Più il supporto è variabile o “sensibile”, più il processo deve essere robusto: parametri consolidati, verifiche più frequenti e gestione del colore capace di assorbire differenze di resa senza aumentare gli scarti. La sostenibilità, quindi, entra in sala stampa come variabilità da governare, non come etichetta.
Competenze, norme e ibrido: la barriera non è solo tecnica
Reperire personale qualificato è la difficoltà dominante (53,85%), seguita dall’integrazione tra reparti (19,23%) (Tabella 8). L’impegno normativo più oneroso è l’adeguamento a standard internazionali (42,31%), con MOCA e certificazioni ambientali al 23,08%.
La stampa ibrida è “in transizione”: 26,92% non la usa e 26,92% la valuta; solo il 7,69% la considera centrale. In assenza di competenze e regole, l’ibrido rischia di restare un progetto “pilota”: utile per applicazioni specifiche, ma difficile da trasformare in processo industriale ripetibile.
AZIENDE FORNITRICI DI TECNOLOGIA O MATERIALI
Integrazione digitale: clienti a maturità diversa, soluzioni da rendere scalabili Il 14,29% dichiara macchine stand-alone; automazione locale, connessione a workflow, integrazione MIS/ERP e soluzioni cloud/datadriven sono tutte al 21,43%. Il peso identico dei quattro livelli conferma una domanda frammentata: molti clienti sono ancora tra

Materials: Recycled Substrates Are the Most Frequently Cited Challenge and Increase Variability
Recycled papers and boards are identified as the main challenge (46.15%), ahead of mono-material structures and bioplastics/ compostable materials (15.38% each); thin plastic films are also mentioned (11.54%) (Table 6).
The more variable or ‘sensitive’ the substrate, the more reliable the process must be: consolidated parameters, more frequent checks and colour management capable of absorbing differences in output without increasing waste. Sustainability, therefore, enters the pressroom as a variable to be controlled, not as a label.
Skills, standards and hybrid: the barrier is not just technical Finding qualified personnel is the dominant difficulty (53.85%), followed by integration between departments (19.23%) (Table 8). The most burdensome regulatory commitment is compliance with international standards (42.31%), with MOCA and environmental certifications at 23.08%. Hybrid printing is “in transition”: 26.92% do not use it and 26.92% are considering it; only 7.69% consider it central. In the absence of skills and rules, hybrid printing risks remaining a “pilot” project: useful for specific applications, but difficult to transform into a repeatable industrial process.
TECHNOLOGY OR MATERIAL SUPPLIERS
Digital integration: customers at different stages of maturity, solutions to be made scalable 14.29% report stand-alone machines; local automation, workflow connection, MIS/ERP integration and cloud/data-driven solutions are all at 21.43%. The identical weighting of the four levels confirms fragmented demand: many customers are still between “starting” and “taking the leap” rather than between two equivalent alternatives. Hence the value of modular and upgradeable platforms that can grow with the organisation.
Market demand: start-up and reliability beat productivity Reducing start-up times accounts for
“iniziare” e “fare un salto” più che tra due alternative equivalenti. Da qui il valore di piattaforme modulari e aggiornabili, capaci di crescere con l’organizzazione.
Domanda del mercato: avviamento e affidabilità battono la produttività
Ridurre i tempi di avviamento pesa 35,71% e l’affidabilità nel lungo periodo 28,57%; ridurre i costi operativi vale 17,86%, mentre “maggiore produttività oraria” è a 0%. Con cambi lavoro frequenti, conta più rientrare subito “in finestra” che spingere la velocità massima: un messaggio che orienta progettazione, assistenza e ricambi verso la continuità. È anche un cambio culturale: si premia la prevedibilità, non la performance di picco.
Innovazione per la qualità: meno variabili e set-up automatici La riduzione delle variabili di processo guida l’innovazione (35,71%), seguita da automazione dei set-up (21,43%) e controllo/stabilità del colore (17,86%). Monitoraggio real-time (10,71%) e integrazione hardware–software (7,14%) restano più indietro, ma sono l’anello che accelera diagnosi e riduce sprechi quando la complessità aumenta. La direzione è industriale: ridurre la dipendenza dall’operatore “eroe” e rendere replicabile il risultato.
Materiali: monomateriali
e riciclati orientano lo sviluppo
Norme e servizi: standard globali e assistenza, analytics ancora marginale (D19)
In R&D prevalgono standard internazionali (28,57%) e tracciabilità (21,43%). Tra i servizi, l’assistenza tecnica domina (50,00%) e la consulenza applicativa vale 28,57%; la formazione è al 7,14% e l’analisi dei dati di produzione resta al 3,57%. La stampa ibrida viene vista soprattutto come crescita graduale (35,71%) più che come standard produttivo (10,71%), con una quota che la colloca già in nicchia applicativa (21,43%) (Tabella 19). La filiera compra oggi continuità e conformità; domani la differenza la farà la capacità di legare standard, competenze e digitalizzazione per ridurre strutturalmente set-up e scarti.
dei sistemi di stampa ibridi?
Risposte: 28 Saltate: 59 Nicchia applicativa
di transizione
graduale
A influenzare di più lo sviluppo sono monomateriali (39,29%) e riciclati (28,57%); il 17,86% dichiara che lo sviluppo non è influenzato dai materiali stampabili. Per i processi di stampa significa tolleranza controllata: più variabilità in ingresso, più servono sistemi che stabilizzano e rendono ripetibile la produzione (preset, regolazioni guidate, controlli integrati). La sfida non è “stampare tutto”, ma stampare bene e sempre, anche quando l’input cambia. 19 - Come vedete l’evoluzione
35.71% and long-term reliability for 28.57%; reducing operating costs accounts for 17.86%, while “higher hourly productivity” is at 0%. With frequent job changes, it is more important to get back ‘on track’ immediately than to push for maximum speed: a message that guides design, service and spare parts towards continuity. It is also a cultural change: predictability is rewarded, not peak performance.
Innovation for quality: fewer variables and automatic set-ups
Reducing process variables drives innovation (35.71%), followed by set-up automation (21.43%) and colour control/ stability (17.86%). Real-time monitoring (10.71%) and hardware-software integration (7.14%) lag behind, but they are the link that speeds up diagnosis and reduces waste
when complexity increases. The direction is industrial: reducing dependence on the “hero” operator and making the result replicable.
Materials: monomaterials and recycled materials drive development
Monomaterials (39.29%) and recycled materials (28.57%) have the greatest influence on development; 17.86% say that development is not influenced by printable materials. For printing processes, this means controlled tolerance: the more variability at the input, the more systems are needed to stabilise and make production repeatable (presets, guided adjustments, integrated controls). The challenge is not to ‘print everything’, but to print well and consistently, even when the input changes.
Standards and services: global standards and support, analytics still marginal (D19)
In R&D, international standards (28.57%) and traceability (21.43%) prevail. Among services, technical support dominates (50.00%) and application consulting accounts for 28.57%; training is at 7.14% and production data analysis remains at 3.57%. Hybrid printing is seen primarily as gradual growth (35.71%) rather than a production standard (10.71%), with a share that already places it in a niche application (21.43%) (Table 19).
Today, the supply chain buys continuity and compliance; tomorrow, the difference will be made by the ability to link standards, skills and digitalisation to structurally reduce set-up and waste.
Profilazione delle macchine, bilanciamento delle tecnologie di stampa, gestione avanzata degli inchiostri, rivoluzione dei sistemi informativi e automazione di macchine e servizi… L’ottimizzazione del processo come leva per contenere i costi garantendo qualità costante, rispetto delle norme e l’avanzamento continuo delle competenze del settore. Intervista a Niso Bartolucci per Di Mauro Officine Grafiche.

L’INTERVISTATO
NISO BARTOLUCCI
Sustainability
Manager Di Mauro Group


Il mercato del packaging flessibile attraversa, come noto, una fase di stabilità dei consumi e pressione sui margini, con una riduzione del prezzo medio al metro quadro sulla maggior parte dei prodotti e il persistente rincaro delle materie prime a rendere ancora più faticosa la vita dei converter. In questo scenario, la competizione si gioca sempre più sulla capacità di rivedere la gestione dei processi alla luce di un rigoroso

Flexible packaging
Machinery profiling, balancing of printing technologies, advanced ink management, information systems revolution and machines and services automation... Process optimization as a lever to contain costs by ensuring constant quality, compliance with standards and the continuous advancement of industry skills. Interview with Niso Bartolucci, Di Mauro Officine Grafiche.
As is well known, the flexible packaging market is going through a phase of stable consumption and margins pressure, with a reduction in the average price per square meter on most products and the persistent rise in the price of raw materials, making the life of converters more and more difficult. In this scenario, competition is increasingly played out on the ability

controllo dei costi. Di Mauro Officine Grafiche SpA lo fa sostenuta da una strategia di sviluppo che apre a nuovi mercati, mettendo mano ai flussi informativi e informatici e rivoluzionando il lavoro in sala stampa. Ce ne parla Niso Bartolucci, chimico per formazione ed esperto di processi per esperienza sul campo, Sustainability Manager e membro del consiglio d’amministrazione del gruppo cavese.
to review process management in light of a strict cost control. Di Mauro Officine Grafiche SpA does this supported by a development strategy that opens up new markets, overhauling information and IT flows and revolutionising the work in the printing line.
Niso Bartolucci, chemist by training and process expert by field experience, Sustainability Manager and member of the board of directors of the Gualapack group, tells us about it.
Dr. Bartolucci, adverse market conditions force players to review their schemes.
What’s the name of the game?
Process efficiency, today more than ever. Volumes, all in all, are holding up, but average price is falling and margin shrinking.
In this context, we cannot afford any inefficiency: every metre of waste, every useless start-up, every colour error has a direct economic impact.
Dottor Bartolucci, le condizioni avverse del mercato costringono i player a rivedere i propri schemi. Dove si gioca la partita? Oggi soprattutto sull’efficienza del processo. I volumi, tutto sommato, tengono, ma il prezzo medio cala e la marginalità si assottiglia. In questo quadro non ci possiamo permettere inefficienze: ogni metro di scarto, ogni avviamento inutile, ogni errore di colore ha un impatto economico diretto.
Che scelte avete fatto per affrontare un problema che riguarda l’intera operatività?
A livello generale, stiamo rivoluzionando l’informatizzazione dell’azienda, abbandonando il nostro storico sistema per passare a una piattaforma più moderna e integrata. Sarà una transizione lunga e complessa ma necessaria, che ci permetterà di avere un controllo immediato su preventivi, magazzini, consumi, dati di produzione, manutenzione... E di fare un balzo in avanti anche nella gestione economica, perché senza dati affidabili e veloci non si possono governare i costi.
State investendo anche nell’Intelligenza Artificiale?
L’IA è già integrata nelle macchine: regola parametri, ottimizza processi, raccoglie dati. Il vero salto sarà l’integrazione di questi dati a livello gestionale; quando velocità, consumi, scarti e fermi macchina confluiscono in un unico sistema sarà possibile prendere decisioni veramente basate sui numeri.
E in sala stampa?
Abbiamo lavorato molto sull’integrazione tra prestampa interna ed esterna, produzione dei cilindri e stampa. Tutte le nostre macchine sono profilate e dotate di spettrofotometri e questo, fra l’altro, ci permette di predire il risultato finale già dalla prova digitale. Oggi arriviamo a una rispondenza del 95% tra prova e stampa; significa ridurre drasticamente le messe a punto e gli scarti e, considerando che un solo passaggio macchina vale 100–120 metri di materiale, con riduzione dei costi e miglioramento del servizio al cliente.
Di Mauro Officine Grafiche SpA, Cava de’ Tirreni, SA è la casa madre di un gruppo di tre aziende attive nel packaging flessibile, con fatturato consolidato 2024 a 98 milioni e 280 addetti, strutturato per offrire tutte le garanzie di qualità, tracciabilità, controllo del processo e gestione ESG compliant richieste nei settori alimentare, farmaceutico, cosmetico e chimico.
Le acquisizioni di Alucart nel 2019 e di Conter nel 2023 hanno aperto nuove prospettive di espansione geografica (il 30% del fatturato viene dall’export diretto, principalmente in Germania, Polonia e Francia) e di penetrazione di nuovi mercati come il packaging primario di farmaci. In parallelo, il converter cavese prosegue la crescita per linee interne, con l’acquisizione di due nuovi capannoni adiacenti la sede centrale e la conseguente riorganizzazione e potenziamento della produzione. Ingenti gli investimenti in impiantistica fra cui nel recente passato una rotocalco hi-tech per le grandi tirature e nel 2025 la prima macchina flexo del sito di Cava, in fase di allestimento in un’ottica di bilanciamento dettato da logiche economiche e dalla cultura “flexo-centrica” di molti mercati esteri.
Di Mauro Officine Grafiche SpA, Cava de’ Tirreni, SA is the parent company of a group of three businesses active in flexible packaging, with a consolidated 98 million 2024 turnover and 280 employees, structured to guarantee quality, traceability, process control and the ESG compliant management required in the food, pharmaceutical, cosmetic and chemical sectors. The acquisitions of Alucart in 2019 and Conter in 2023 opened up new prospects for geographical expansion (30% of turnover comes from direct exports, mainly to Germany, Poland and France) and penetration of new markets such as primary drug packaging. In parallel, the company continues growing in its internal lines, with the acquisition of two new warehouses adjacent to the company’s headquarters and the consequent production reorganisation and enhancement. Significant investments are being made in plant engineering, including a recently acquired hi-tech rotogravure for long runs and the first flexo machine at the Cava site in 2025, currently under installation with an eye to balancing economic logic and the “flexo-centric” culture of many foreign markets.
Meno correzioni in macchina e più controllo a monte… Esatto. Se la prova digitale non convince si corregge in prestampa, con costi decisamente più bassi della macchina. In stampa devi produrre, non sperimentare: questo approccio ha ridotto in modo significativo tempi, scarti e consumi.
What choices have you made to address a problem that affects the entire operational flow?
At a general level, we are revolutionizing the computerization of the company, abandoning our historical system to migrate to a more modern and integrated platform. It will be a long, complex but necessary transition, which will allow us to have immediate control over quotes, warehouses, consumption, production data, maintenance... And to take a leap forward in economic management too, because you cannot govern costs without having access to reliable and fast data.
Are you also investing in Artificial Intelligence?
AI is already integrated into our machines:
it regulates parameters, optimizes processes, collects data. The real leap will be integrating these data at the management level; when speed, consumption, waste and machine downtime come together in a single system, it is then possible to make decisions based on real numbers.
What about the plant?
We have done a lot of work on the integration of internal and external prepress, cylinder production and printing. All our machines are profiled and equipped with spectrophotometers and this, among other things, allows us to predict the final result from the digital test. Today we can reach a 95% test-to-print correspondence; this drastically reduces set-up times and waste and, considering that a single
machine pass uses 100–120 meters of material, it also reduces costs and improves customer service.
Fewer machine corrections and more upstream control...
Exactly. If the digital test is not convincing, it is corrected in pre-press, with much lower costs than doing it on board the machine. In printing you have to produce, not experiment: this approach has significantly reduced time, waste and consumption.
Are you also working on ink management?
Yes, that’s a typical critical area and we have dedicated a lot of time, care and expertise to it, in returns management to begin with. Today, process colours are no longer


State lavorando anche sulla gestione degli inchiostri?
Sì, è sempre stata un’area critica e ci abbiamo dedicato molto tempo, cura e competenze, a partire dalla gestione dei resi. Oggi i colori di processo non vengono più “inquinati” e le tinte speciali recuperabili vengono caratterizzate, misurate e archiviate. Abbiamo un database di ricette che integra anche gli inchiostri riutilizzati e il risultato è una riduzione drastica degli sprechi e dei costi di smaltimento, con risparmi che arrivano a diverse centinaia di migliaia di euro l’anno. A riprova che la sostenibilità, se fatta bene, coincide con l’efficienza industriale: meno inchiostro buttato, meno colle inutilizzate, meno lavaggi generano anche meno costi vivi.
Che ne pensa dell’ECG?
È un approccio innovativo a quel tema cruciale che è la gestione colore, su cui abbiamo fatto delle sperimentazioni e che teniamo monitorato. Attualmente però abbiamo imboccato un’altra strada, puntando a ottenere in quadricromia il gamut più esteso possibile, anche in alternativa a molti Pantone. Gli uomini della prestampa stanno registrando risultati estremamente soddisfacenti e, anche in questo campo, in palio c’è un abbattimento dei costi legati ai consumabili e ai cilindri/lastre.


“contaminated” and recoverable special colours are characterised, measured and stored. We have a formula database that also integrates reused inks, resulting in a drastic reduction in waste and disposal costs, with several hundred thousand euros saved per year.
As proof that sustainability, if done well, coincides with industrial efficiency: less wasted ink, fewer unused glues, fewer washes generate lower running costs.
What do you think of ECG?
It is an innovative approach to the critical issue of colour management, on which we have carried out experiments and keep a constant eye on.
Currently, however, we have taken another path, aiming at obtaining the widest possible four-colour gamut, as an alternative to many Pantone, among other things. Our prepress team is recording extremely satisfactory results and, in this field too, we obtained a
Recentemente avete investito sia in rotocalco sia in flessografia. Con che logica?
La rotocalco resta imbattibile sulle grandi produzioni: costanza di stampa, stabilità del processo, costi competitivi quando i volumi sono importanti. La flessografia cresce perché, su alcune tipologie di lavoro, consente risparmi su matrici e avviamenti; non è una scelta ideologica, è una scelta industriale. Il cliente vuole spendere meno, ma pretende le stesse garanzie di sempre e crescono i brand che ci chiedono di sperimentare dei lavori in flexo per verificare in prima persona la differenza di qualità e di costo.
In questo contesto la sostenibilità è ancora un tema?
Di più: è una direzione obbligata. Tutti chiedono imballaggi riciclabili e strutture semplificate, monomateriale; il problema casomai è che la filiera del riciclo, soprattutto per il flessibile, non è pronta. Mancano impianti, manca un mercato stabile per le materie prime seconde e i tempi imposti dalle normative sono, a mio avviso, troppo ravvicinati.
Quindi il rischio è uno scollamento tra obiettivi e realtà industriale.
Esatto. Noi facciamo la nostra parte: progettiamo strutture riciclabili, riduciamo gli scarti, ottimizziamo i processi. Ma senza investimenti infrastrutturali e senza incentivi al riciclo, soprattutto per il PP flessibile, sarà difficile raggiungere certi target in tempi brevi.
In sintesi, oggi qual è la leva principale di competitività?
La cultura industriale: conoscenza del processo, controllo dei dati, integrazione tra tecnologie e persone. Le macchine sono importanti, ma è il modo in cui le usi - e in cui governi l’azienda che fa davvero la differenza.
reduction in consumables and cylinders/ plates costs.
You have recently invested in both rotogravure and flexography. What’s the logic behind this choice?
Rotogravure remains unbeatable on large productions: consistency of printing, stability of the process, competitive costs when volumes are high.
Flexography is growing because, on some types of work, it allows to cut down some costs related to plates and start-up times; it is not an ideological choice, it is an industrial choice. The customer wants to spend less, but demands the same quality and more and more brands ask us to experiment with flexo in order to be able to verify first-hand the difference in quality and cost.
In this context, is sustainability still an issue?
More: it’s the only way forward. The world is asking for recyclable packaging, simplified structures, mono-materials; the
problem is that the recycling chain is not ready, especially for what concerns flexible packaging. Recycling plants are few, there is a lack of a stable market for secondary raw materials and the timeframes imposed by regulators are, in my opinion, too tight.
So there is a risk of disconnection between objectives and industrial reality. Exactly. We do our part: we design recyclable structures, reduce waste, optimise processes. But without infrastructure investments and incentives for recycling, especially for flexible PP, it will be difficult to reach certain targets in such a short time.
In summary, what is the main lever for competitiveness today?
Industrial culture: process knowledge, data control, integration of technologies and people. Machines are important, but it’s how you use them - and how you run the company - that really makes a difference.




Flessibile hi-tech
Gualapack: standardizzazione radicale e

L’INTERVISTATO
NICOLA ZANCAN
Global Technology Director Gualapack
www.gualapack.com
In un mercato del packaging flessibile ad alte prestazioni attraversato da trasformazioni strutturali - riduzione delle tirature, pressione sui margini e crescente competizione internazionalel’ottimizzazione industriale non è più un esercizio incrementale. È una scelta strategica.
Gualapack, gruppo internazionale specializzato in packaging flessibile ad alte performance, ha avviato un progetto strutturato basato su tre pilastri: digitalizzazione del colore, standardizzazione spinta dei processi e omogeneità tecnologica su scala globale, con un rafforzamento della filiera interna per garantire replicabilità e stabilità qualitativa. Ne parliamo con Nicola Zancan, Global Technology Director di Gualapack
In Europa Gualapack è storicamente un player rotocalco. Come avete affrontato la riduzione strutturale delle tirature?
Negli ultimi anni il mercato ha visto una contrazione progressiva delle tirature, con un impatto diretto su modelli produttivi storicamente orientati ai grandi volumi. Per un’azienda con una base installata significativa in rotocalco, questo significa ripensare l’equilibrio industriale.
Il nostro approccio è stato duplice: da un lato il rinnovamento dell’impiantistica con tecnologie più agili e orientate all’efficienza; dall’altro una
The multi-tecnology strategies of a leader
Gualapack: radical standardisation and digitalisation to compete in high-performance flexible packaging. Interview with Nicola Zancan, Global Technology Director Hi-tech flexible
In a high-performance flexible packaging market undergoing structural changes - reduced print runs, pressure on margins and growing international competition - industrial optimisation is no longer an incremental exercise. It is a strategic choice.
Gualapack, an international group specialising in high-performance flexible packaging, has launched a structured project based on three pillars: colour digitalisation, extensive process standardisation and technological homogeneity on a global scale, with a strengthening of the internal supply chain to ensure

standardizzazione estesa dell’intero processo produttivo, per ridurre tempi di cambio lavoro, variabilità e complessità.
Qual è stata la leva principale dell’ottimizzazione?
La leva principale è stata l’introduzione della stampa in Extended Color Gamut (ECG). Il color matching rappresenta storicamente una delle principali fonti di inefficienza nei processi rotocalco: richiede tempo, materiale e stabilizzazioni progressive. Adottando un approccio standardizzato alla separazione dei
replicability and quality stability. We discuss this with Nicola Zancan, Global Technology Director at Gualapack.
In Europe, Gualapack has historically been a rotogravure player. How have you dealt with the structural reduction in print runs?
In recent years, the market has seen a progressive contraction in print runs, with a direct impact on production models historically oriented towards large volumes. For a company with a significant installed base in rotogravure, this means rethinking the industrial balance.
Our approach has been twofold: on the one hand, the renewal of plant engineering with more agile and efficiency-oriented technologies; on the other, extensive standardisation of the entire production process to reduce job changeover times, variability and complexity.
colori e mantenendo la posizione dei singoli colori fissa in macchina, è possibile ridurre drasticamente le variabili in gioco, garantire elevati standard qualitativi e, allo stesso tempo, migliorare la produttività.
Va però chiarito che l’ECG non è solo una scelta di prestampa: richiede un sistema coerente. Per questo abbiamo definito un modello disciplinato, con procedure e parametri di processo standardizzati, in modo che la gamma estesa generi benefici reali e replicabili.
La produzione interna dei cilindri è parte integrante di questa strategia?
Sì, perché se l’obiettivo è mantenere stabilità cromatica e coerenza di stampa, il controllo del processo di produzione dei cilindri diventa un fattore critico. Gualapack ha rafforzato la propria capacità interna in questo ambito, investendo in tecnologie e processi orientati alla ripetibilità. Il controllo verticale consente di ridurre variabilità e garantire continuità produttiva, mantenendo allineato il modello di standardizzazione su cui poggia l’intera strategia.
Nel confronto tra rotocalco e flexo dove si gioca oggi la competitività?
La competitività oggi si gioca soprattutto sull’efficienza complessiva del processo e sulla capacità di gestire il cambio lavoro in modo rapido e stabile. Agendo su elementi chiave come il cambio formato e il color matching, il divario tra rotocalco e flexo può essere ridotto in modo significativo grazie a una standardizzazione solida, sia in prestampa sia nell’organizzazione produttiva.
Restano differenze strutturali, ad esempio nel processo di “origination” e nella complessità meccanica delle unità di stampa. D’altra parte una macchina rotocalco gestita con sequenze colore fisse e parametri controllati consente di avvicinarsi molto ai livelli di efficienza richiesti dal mercato, senza compromettere la qualità, che rimane uno dei suoi punti di forza distintivi.
Gualapack ha scelto di dotarsi degli stessi impianti nei vari stabilimenti europei. Perché? È una scelta strategica: adottare un modello impiantistico omogeneo consente di ottenere vantaggi molto concreti. Parliamo di trasferibilità delle produzioni tra siti, omogeneità dei processi, stabilità qualitativa e riduzione della complessità gestionale. In un gruppo globale, l’omogeneità tecnologica diventa una forma avanzata di ottimizzazione industriale.
E come gestite l’allineamento tra tecnologie diverse nei vari Paesi? È una sfida rilevante, perché la nostra presenza globale include stabilimenti con tecnologie diverse, e i clienti internazionali richiedono coerenza cromatica indipendentemente dal processo di stampa.
Utilizziamo strumenti avanzati di gestione colore, insieme a procedure strutturate di finger printing e validazione.
Il fondamento, tuttavia, rimane sempre lo stesso: standardizzazione a monte e disciplina nella conduzione dei processi. Con un modello robusto, l’allineamento tra rotocalco e flexo è tecnicamente raggiungibile nella maggior parte dei casi.
Il digitale che spazio trova nel mondo del flessibile ad alte performance?
Il digitale è una tecnologia in forte evoluzione e la osserviamo con grande attenzione. In alcune applicazioni specifiche sta già offrendo risultati interessanti. Per quanto riguarda i laminati ad alte prestazioni, oggi non rappresenta ancora una soluzione industrialmente ottimale per il nostro modello produttivo, ma monitoriamo costantemente gli sviluppi perché il potenziale di crescita è evidente. Allo stesso tempo, stiamo già utilizzando la stampa digitale nel nostro stabilimento Gualapack Pharma di Acqui Terme per la stampa su alluminio destinato ai blister, dove questa tecnologia si dimostra particolarmente efficace in termini di flessibilità e gestione di lotti dedicati.

What has been the main lever for optimisation?
The main lever has been the introduction of Extended Colour Gamut (ECG) printing. Colour matching has historically been one of the main sources of inefficiency in rotogravure processes: it requires time, material and progressive stabilisation. By adopting a standardised approach to colour separation and keeping the position of individual colours fixed in the machine, it is possible to drastically reduce the variables involved, ensure high quality standards and, at the same time, improve productivity.
However, it should be clarified that ECG is not just a pre-press choice: it requires a consistent system. That is why we have defined a disciplined model, with standardised procedures and process
parameters, so that the extended gamut generates real and replicable benefits.
Is in-house cylinder production an integral part of this strategy?
Yes, because if the goal is to maintain colour stability and print consistency, controlling the cylinder production process becomes a critical factor. Gualapack has strengthened its internal capacity in this area by investing in technologies and processes geared towards repeatability. Vertical control reduces variability and ensures production continuity, aligning the standardisation model on which the entire strategy is based.
In the comparison between rotogravure and flexo, where does competitiveness come into play today?
Competitiveness today is mainly based on the overall efficiency of the process and the
ability to manage job changes quickly and stably. By acting on key elements such as format change and colour matching, the gap between rotogravure and flexo can be significantly reduced thanks to solid standardisation, both in pre-press and in production organisation.
Structural differences remain, for example in the origination process and in the mechanical complexity of the printing units. On the other hand, a rotogravure machine managed with fixed colour sequences and controlled parameters allows you to get very close to the levels of efficiency required by the market, without compromising quality, which remains one of its distinctive strengths.
Gualapack has chosen to equip its various European plants with the same systems. Why?
Quanto incide la pressione dei competitor asiatici sulle vostre scelte?
Incide in modo significativo. La competizione internazionale si è intensificata anche su segmenti ad alto contenuto tecnologico, con livelli di prezzo molto sfidanti.
Questo scenario rende l’efficienza industriale una condizione necessaria: l’ottimizzazione non è più un’opzione, ma un requisito competitivo.
A questo si aggiunge un altro fattore chiave: la capacità di garantire velocità e affidabilità nelle consegne, oltre alla performance tecnica del prodotto.
In prospettiva, quale sarà l’equilibrio tra rotocalco e flexo?
Non vediamo il futuro come una sostituzione lineare tra tecnologie.
Fondata in Italia negli anni ’80, Gualapack è oggi un gruppo internazionale specializzato in packaging flessibile ad alte prestazioni. L’azienda opera con un modello integrato che comprende produzione di laminati, trasformazione in pouch preformate, sistemi di chiusura e sviluppo di macchine di riempimento. I principali mercati di riferimento includono baby food, cosmetica, farmaceutico e applicazioni per processi di pastorizzazione e sterilizzazione.
Founded in Italy in the 1980s, Gualapack is now an international group specialising in high-performance flexible packaging. The company operates with an integrated model that includes laminate production, preformed pouches transformation, sealing systems and development of filling machines. The main reference markets include baby food, cosmetics, pharmaceuticals and applications for pasteurisation and sterilisation processes.

La traiettoria del settore è piuttosto una ridefinizione dei modelli industriali, per creare vantaggi competitivi sostenibili. Il nostro obiettivo non è “difendere” una tecnologia, ma trasformarla: il rotocalco, se gestito con rigore e standardizzazione, può raggiungere livelli di competitività molto elevati.
All’interno di una strategia multi-tecnologica globale, ogni processo trova il suo spazio in base ad applicazioni e mercati. In definitiva, sarà la capacità di trasformazione industriale - più che la tecnologia in sé - a determinare il futuro del converting flessibile europeo.


It is a strategic choice: adopting a homogeneous plant model offers very concrete advantages. We are talking about the transferability of production between sites, process homogeneity, quality stability and reduced management complexity. In a global group, technological homogeneity becomes an advanced form of industrial optimisation.
And how do you manage the alignment between different technologies in different countries?
It is a significant challenge, because our global presence includes plants with different technologies, and international customers require colour consistency regardless of the printing process. We use advanced colour management tools, together with structured fingerprinting and validation procedures. However, the foundation always remains the same: standardisation upstream and discipline in process management. With a solid model, alignment between rotogravure and flexo is technically achievable in most cases.
What role does digital play in the world of high-performance flexible packaging?
Digital is a rapidly evolving technology, and we are monitoring it very closely. It is already delivering interesting results in some specific applications.
As far as high-performance laminates are concerned, it is not yet an industrially optimal solution for our production model, but we are constantly monitoring developments because the growth potential is evident. At the same time, we are already using digital printing at our Gualapack Pharma plant in Acqui Terme for printing on aluminium for blister packs, where this technology is particularly effective in terms of flexibility and dedicated batch management
How much does pressure from Asian competitors influence your choices? It has a significant impact. International competition has intensified even in hightech segments, with very challenging price levels. This scenario makes industrial efficiency a necessary condition:
optimisation is no longer an option, it’s a competitive requirement. And yet another key factor is at play: the ability to guarantee speed and reliability in deliveries, in addition to the technical performance of the product.
Looking ahead, what will be the final balance between rotogravure and flexo? We don’t see the future as a linear substitution of technologies. The trajectory of the sector is rather a redefinition of industrial models, to create sustainable competitive advantages.
Our goal is not to “defend” a technology, but to transform it: rotogravure, if managed with rigor and standardization, can achieve very high levels of competitiveness. Within a global multi-technological strategy, each process finds its space based on applications and markets. Ultimately, it will be the capacity for industrial transformation - rather than the technology itself - that will determine the future of European flexible converting.

SPONSOR

SPONSOR

CENTRO CONGRESSI VILLE PONTI VARESE (VA)
HUMAN + MACHINE
Nel printing e converting del futuro,la sfida non è solo innovare, ma armonizzare persone, macchine e dati per un’industria più intelligente e sostenibile. L’evoluzione tecnologica non sostituisce l’uomo: crea un nuovo equilibrio tra competenza umana e capacità digitale.
HUMAN + LIFE
Nel printing e converting, innovazione e design si fondono per generare valore, funzionalità e sostenibilità. Human+Life racconta le applicazioni di stampa e packaging che arricchiscono le vite delle persone.
SUPPORTER





Dalla separazione colore al trapping: come adattare i file ai vincoli di stampa per garantire resa, coerenza e ripetibilità su output differenti.

L’INTERVISTATO
PAOLO GHEDINI
Amministratore di 2G&P

Scegliere tra flessografia e rotocalco non è soltanto una decisione “di stampa”: è una scelta di processo che influenza costi, tempi, gestione delle varianti e aspettative di resa.
La flessografia tende a essere la soluzione più sensata quando il packaging vive di aggiornamenti frequenti, molte referenze, tirature medio-basse e necessità di reazione rapida al mercato; la rotocalco, al contrario, esprime il massimo valore quando le tirature sono molto lunghe e ripetute, la stabilità deve

Pre-press file management
From colour separation to trapping: how to adapt files to printing constraints to ensure color rendering, consistency, and repeatability across different outputs.
Choosing between flexography and rotogravure is not only a matter of “printing”: it is a process choice that influences costs, times, variables management and performance expectations. Flexography tends to be the most sensible solution when the packaging market requires frequent updates, many references, medium-short print runs and the need for rapid reaction to the market;
rimanere costante nel tempo e la qualità percepita - soprattutto su immagini, sfumati e grandi campiture - è un requisito non negoziabile. In mezzo c’è la realtà quotidiana di brand e converter: stessi contenuti grafici, ma output diversi, con vincoli tecnici che cambiano in modo sostanziale.
È proprio qui che la prestampa diventa il vero punto di controllo. Un file “corretto” per un processo non è automaticamente “corretto” per un altro: cambiano limiti d’inchiostro e strategie di separazione, curve tonali e resa dei pieni,
on the contrary, rotogravure expresses its maximum value when print runs are longer and repeated, and stability over time and perceived quality - especially on images, gradients and large backgrounds - are a non-negotiable requirement. In between is the daily reality of brands and converters: same graphic content, but different outputs, with technical constraints that can change substantially.
This is when prepress becomes the real checkpoint. A file that is ‘ correct ‘ for one process is not automatically so for another: ink limits and separation strategies change, as do tone curves and solid ink density, trapping and overprint rules, spot color management, minimum printable dots, repeats, and tolerances. The ability to read these differences and transform them into concrete interventions on the file - without altering
the visual identity of the brand - is what separates a simple conversion from a reliable execution. We discussed this with Paolo Ghedini, Managing Director of 2G&P, who addressed this need by integrating two operators with rotogravure prepress experience and expertise in related linearizations into his company, which has specialized in flexography for years.
Analyzing your company’s performance and the requests coming from your customers, what are the main reasons that can convince a client to move production from rotogravure to flexography (and vice versa)?
Today flexo is often the choice for sustainability reasons (less emissions/ energy), faster start-ups, less waste and lower costs. Plates and archive management are cheaper and lighter, especially on medium-short print runs.
regole di trapping e overprint, gestione degli spot, minimi stampabili, repeat e tolleranze. La capacità di leggere queste differenze e trasformarle in interventi concreti sul documento - senza alterare l’identità visiva del brand - è ciò che separa una semplice conversione da un esecutivo affidabile. Ne abbiamo parlato con Paolo Ghedini, Amministratore di 2G&P che ha risposto a questa esigenza inserendo nella sua azienda, che da anni opera nel campo della flessografia, due operatori con esperienza nella prestampa rotocalco e relative linearizzazioni.
Analizzando l’andamento della sua azienda e le richieste che arrivano dai vostri clienti, quali sono i principali motivi che spingono un committente a spostare la produzione da rotocalco a flessografia (e viceversa)?
Oggi la scelta va spesso verso la flexo per sostenibilità (meno emissioni/energia), avviamenti più rapidi, minori scarti e costi. Le lastre e la gestione dell’archivio sono più economiche e leggere, soprattutto su tirature medio-basse. Inoltre la qualità flexo è cresciuta molto e, con velocità e ripetibilità migliorate, i casi in cui la rotocalco è indispensabile si sono ridotti.

In addition, flexo has improved a lot in quality, with improved speed and better repeatability, the cases in which rotogravure is essential are fewer now.
What are the main technical aspects to pay attention to in this conversion phase?
Results can be maintained, but only by changing the approach. In rotogravure, cells are modulated on the same cylinder; in flexo, each colour has an anilox with a defined ink volume. This calls for different color separations and, sometimes, the introduction of additional colors to manage the areas that cannot be processed within the same volumes. Very low densities are also common in rotogravure, useful for overlays and shades: in flexo they must be reconstructed by rethinking separations and prepress.
Can you confirm or disprove the trend of many companies aiming at standardization as a crucial goal for business productivity?
I confirm: it increases productivity and predictability,
Quali sono i principali aspetti tecnici su cui bisogna prestare attenzione in questa fase di conversione?
Il risultato si può mantenere, ma cambiando approccio. In rotocalco si modulano le celle sullo stesso cilindro; in flexo ogni colore ha un anilox con un volume d’inchiostro definito.
Questo impone separazioni colore diverse e, talvolta, l’introduzione di tinte aggiuntive per gestire aree che non si possono inchiostrare con gli stessi volumi. In rotocalco sono comuni anche densità molto basse, utili per sovrapposizioni e sfumature: in flexo vanno ricostruite ripensando le separazioni e la prestampa.
Può confermare o smentire il trend di molte aziende che puntano alla standardizzazione come un obiettivo cruciale per la produttività aziendale? Confermo: aumenta produttività e prevedibilità, ma richiede procedure rigorose e controlli costanti. È più facile in prestampa che in stampa, dove le variabili sono molte.
Qual è la sua opinione circa l’adozione dell’eptacromia? Cosa sta raccogliendo dal mercato?
La proponiamo dal 2015, dopo test con stampatori, e la ritengo molto valida: porta efficienza, avviamenti rapidi e standardizzazione (macchina “sempre pronta”, si cambia solo il set di polimeri). Consente più referenze nello stesso impianto, superando i colori disponibili.
La barriera principale è culturale: serve accettare un processo standard e far “digerire” a cliente, agenzie e grafici il colore senza la rassicurazione del Pantone “visibile”. È in crescita, ma ancora poco compresa.
L’eptacromia consente più referenze nello stesso impianto, superando i colori disponibili. Tuttavia al momento la barriera è culturale.
but requires rigorous procedures and constant control. It is easier in pre-press than in the printing phase, where the number of variables increases considerably.
What is your opinion about the adoption of heptacromia? How’s the market reacting?
We have been offering it since 2015, after performing numerous tests with our printing partners, and I consider it very valid: it brings efficiency, quick starts and standardization (the machine is “always ready”, only the set of polymers must be changed).
It allows multiple references in the same system, exceeding the available colours. The main barrier is cultural: it is necessary to accept a standard process and make customers, agencies and graphic designers “accept” colours that do not provide the usual reassurance of a “visible” Pantone. It is a growing technology, but it’s still poorly understood.
Dialogo, competenza e sperimentazioni sono le chiavi per trasformare la prestampa in un asset aziendale che valorizza ogni singola stampa.

L’INTERVISTATO
FRANCESCO COSTANZO
Flexo Prepress & Press Manager presso Poplast

Avere la prestampa in-house offre un vantaggio evidente: permette di costruire un workflow su misura, allineando la gestione dei file e delle matrici allo stato reale delle macchine da stampa. Quando – come sarebbe auspicabile – il dialogo tra prestampa e stampa è continuo e concreto, diventa più semplice rendere l’output prevedibile e definire aspettative chiare e realistiche.
L’altro lato della medaglia è il rischio di “verticalizzarsi” troppo sulle esigenze interne,

Internal pre-press management
Dialogue, expertise and experimentation are the keys to transforming pre-press into a corporate asset that enhances every single print job.
Having in-house prepress offers a clear advantage: it allows companies to build a tailor-made workflow, aligning file and matrix management with the actual status of the printing presses. When – as would be desirable – dialogue between prepress and printing is continuous and concrete, it becomes easier to make output predictable and define clear and realistic expectations.
The other side of the coin is the risk of becoming too “verticalised” on internal needs, remaining tied to
restando legati a metodi che evolvono più lentamente del mercato. In questo senso, una prestampa esterna può accrescere il proprio know-how grazie al confronto con più stampatori e processi diversi. Un limite che, però, può essere superato con un atteggiamento aperto: sperimentazione e confronto con il settore. Per Francesco Maria Costanzo, Flexo Prepress & Press Manager presso Poplast, sono proprio questi due elementi a fare la differenza nella crescita tecnica di un professionista.
methods that evolve more slowly than the market. In this sense, an external prepress can increase its know-how through comparison with multiple printers and different processes. However, this limitation can be overcome with an open attitude: experimentation and comparison with the sector. For Francesco Maria Costanzo, Flexo Prepress & Press Manager at Poplast, it is precisely these two elements that make the difference in the technical growth of a professional.
Francesco, you have had the opportunity to work on both systems: how do you approach rotogravure and flexography?
I am not a “fan” of any particular technology. There is no single best solution: there are different potentials, which must be exploited according to the customer’s requirements. It is often the client who sets the direction, even if only through their expectations of the final result. The choice between rotogravure and flexography does not always depend on economic
Francesco, hai avuto modo di lavorare su entrambi i sistemi: come ti approcci alla rotocalco e alla flessografia?
Non sono un “tifoso” di una tecnologia. Non esiste una soluzione migliore in assoluto: esistono potenzialità differenti, che vanno sfruttate in base alle richieste del cliente. Spesso è il committente a indicare la direzione, anche solo attraverso le proprie aspettative sul risultato finale. La scelta tra rotocalco e flessografia, infatti, non dipende sempre da logiche economiche: molte volte nasce da valutazioni tecniche su colore, coperture d’inchiostro e utilizzo di materiali o finiture speciali, che rendono più adatto un processo rispetto all’altro.
A proposito di workflow, ci racconti quali sono gli scenari tipo?
Lo scenario ideale, per me, è lavorare con file nativi in RGB: così si mantengono margini più ampi di riproduzione e ottimizzazione. Se invece il file arriva già “chiuso” e bilanciato, spesso bisogna accettare un compromesso e gestirlo nel modo più intelligente possibile.
In generale gli approcci sono due: conservativo o migliorativo.
Nel primo caso, partiamo da ciò che riceviamo e puntiamo a riprodurre fedelmente il risultato, rispettando le indicazioni disponibili: ad esempio, cerchiamo di mantenere la resa di un lavoro nato in rotocalco quando lo portiamo in flexo, e viceversa.
Nel secondo caso, attiviamo un confronto con il committente e spieghiamo quali benefici si possono ottenere valorizzando le caratteristiche della macchina e del processo: per esempio, enfatizzare meglio le alte luci su una determinata grafica in rotocalco, oppure ottimizzare la copertura d’inchiostro in funzione del supporto.
A volte la decisione è anche interna: conoscendo bene le nostre tecnologie, possiamo valutare se ci sono i presupposti per spostare una

produzione dalla flessografia alla rotocalco (o viceversa) ottenendo un risultato complessivamente più coerente.
Quali rischi si corre in questo cambio?
Più che di rischi parlerei di scelte consapevoli. Se si conosce davvero la materia, il rischio è “calcolato” e non si esaurisce nei numeri restituiti dai software. La stampa è anche percezione: c’è una componente visiva e qualitativa che gli algoritmi, da soli, non sempre riescono a cogliere. Ed è spesso lì che si gioca la differenza tra una stampa corretta e una stampa davvero apprezzata dal cliente.
Quali aspetti tecnici bisogna tener sotto controllo?
Alcuni aspetti sono trasversali, altri dipendono dalla meccanica e dal comportamento specifico di ogni tecnologia. Il trapping, e la sua gestione nei file, è uno
La stampa è anche percezione: c’è una componente visiva e qualitativa che gli algoritmi, da soli, non sempre riescono a cogliere.
considerations: it often arises from technical assessments of colour, ink coverage and the use of special materials or finishes, which make one process more suitable than the other.
Speaking of workflow, can you tell us what the typical scenarios are?
The ideal scenario, for me, is to work with native RGB files: this allows for greater margins of reproduction and optimisation. If, on the other hand, the file arrives already “closed” and balanced, it is often necessary to accept a compromise and manage it in the most intelligent way possible.
In general, there are two approaches: conservative or improving.
In the first case, we start with what we receive and aim to reproduce the
result faithfully, respecting the available instructions: for example, we try to maintain the rendering of a job created in rotogravure when we transfer it to flexo, and vice versa.
In the second case, we engage in a discussion with the client and explain the benefits that can be obtained by enhancing the characteristics of the machine and the process: for example, better emphasising the highlights on a particular rotogravure graphic, or optimising the ink coverage according to the substrate.
Sometimes the decision is also internal: knowing our technologies well, we can assess whether the conditions are right to move production from flexography to rotogravure (or vice versa), achieving a more consistent overall result.
What are the risks involved in this change?
Rather than risks, I would talk about informed choices. If you really know the subject, the risk is “calculated” and is not limited to the numbers returned by the software. Printing is also about perception: there is a visual and qualitative component that algorithms alone cannot always capture. And that is often where the difference between a correct print and a print that is truly appreciated by the customer lies.
What technical aspects need to be kept under control?
Some aspects are shared, others depend on the mechanics and specific behaviour of each technology. Trapping, and its management in files, is one of the points
dei punti che cambia in modo significativo tra rotocalco e flessografia. Anche la coprenza/ copertura del colore, generalmente più elevata in rotocalco, dovrebbe spingere una prestampa evoluta a fare valutazioni mirate e, quando serve, a intervenire sui file.
Poi c’è il tema degli inchiostri: nel nostro caso la scelta è concordata internamente e questo ci porta a lavorazioni specifiche, inclusa la gestione di conversioni e profili. L’obiettivo è lavorare in modo predittivo, anche grazie alle prove colore che realizziamo internamente.
A proposito di colore e prove, come accogliete quelle proposte dai clienti?
Una prova colore, anche quando certificata, resta una stampa digitale: può avere limiti legati alla stabilità nel tempo, alla sensibilità alla luce e al possibile deperimento cromatico. Per questo la valutazione va fatta con attenzione, tenendo insieme più elementi: la prova, le informazioni contenute nei file, la coerenza tra quanto fornito e quanto mostrato, e soprattutto la percezione visiva. In altre parole, la prova colore non va letta come una “stampa viva” identica al
Il digitale sta entrando anche su tirature che in passato erano appannaggio dei sistemi analogici ma l’approccio alla prestampa resterà invariato

that changes significantly between rotogravure and flexography. Even colour coverage, which is generally higher in rotogravure, should prompt advanced pre-press to make targeted assessments and, when necessary, intervene on the files.
Then there is the issue of inks: in our case, the choice is made internally, which leads us to specific processes, including the management of conversions and profiles. The goal is to work in a predictive way, thanks to, among other things, the colour tests that we carry out internally.
Speaking of colour and tests, how do you comply with your customers’ propositions?
A colour test, even when certified, is still a digital print: it can have limits related to stability over time, sensitivity to light and possible colour deterioration. For this reason, any evaluation must be done carefully, holding different elements together: the test, the information contained in the files, the consistency between what is provided and what is shown, and above all the visual perception.
In other words, colour tests should not be read as a “living print” identical to the production result: it
risultato produttivo: è uno strumento utile, ma richiede competenza per essere interpretato correttamente.
Prospettive digitali e di gestione: secondo te quali sono le strategie migliori per garantire stampe di qualità su qualsiasi sistema?
Qui vedo due direzioni principali. La prima è che il digitale sta entrando anche su tirature che in passato erano appannaggio quasi esclusivo dei sistemi analogici. In questo scenario, l’approccio alla conversione dei file e alla gestione della prestampa, secondo me, rimane sostanzialmente lo stesso: bisogna continuare a presidiare gli aspetti tecnici che consentono un risultato conservativo o migliorativo, a seconda dell’obiettivo.
La seconda direzione riguarda l’eptacromia, che stiamo applicando con grande soddisfazione: offre vantaggi di gestione che, in molti casi, non avremmo ottenuto ricorrendo agli spot color. Ed è un traguardo reso possibile da tre leve chiare: miglioramento tecnico continuo, sperimentazione e dialogo interno costante tra stampa e prestampa.

is a useful tool, but it requires competence to be interpreted correctly.
Digital technology and management perspectives: what do you think are the best strategies to ensure quality prints on any system?
Here I see two main directions. The first is that digital is now being used on runs that in the past were almost exclusive prerogative of analogue systems. In this scenario, the approach to file conversion and prepress management, in my opinion, remains essentially the same: we must continue to oversee the technical aspects that allow a conservative or improved result, depending on the objective.
The second direction concerns heptachromia, which we are applying with great satisfaction: it offers management advantages that, in many cases, we would not have obtained by resorting to spot colour. And this goal is made possible by three clear levers: continuous technical improvement, experimentation and constant internal dialogue between printing and pre-press.
Le richieste di efficienza del mercato e le risposte di un’industria sempre più automatizzata si incarnano in una nuova generazione di ribobinatrici. L’esperienza di Prati Srl.
Il fine linea rappresenta una fase determinante, in positivo o in negativo, dell’efficienza del processo di stampa e converting e, in quest’ambito, le ribobinatrici svolgono un ruolo rilevante. Non a caso in questo momento, in cui l’efficientamento è un mantra e orienta le scelte di razionalizzazione di flussi e risorse di tutti gli operatori, i costruttori più avanzati hanno investito per sviluppare soluzioni che incontrino le nuove necessità della sala stampa.
Per capire come si orienta la domanda e come evolve l’offerta di tecnologie, abbiamo interpellato Prati, azienda hi-tech che opera a livello globale, esperta in soluzioni digitali di finitura e controllo (ma non solo), soprattutto per etichette (e packaging flessibile), che in R&D investe risorse ingenti e che ha un rapporto col mercato particolarmente stretto e “personalizzato”.
Cosa chiede il mercato… Le esigenze dei converter sono chiare e condivise, testimoniano in Prati. La ribobinatrice

High-tech rewinding machines
automation
ideale deve garantire anzitutto un controllo perfetto della tensione, per assicurare processi precisi e stabili su una vasta gamma di materiali, compresi substrati delicati o con spessore variabile.
La riduzione degli scarti e la massimizzazione dell’efficienza del materiale sono altre priorità chiave, che fra l’altro richiedono l’adozione di sistemi di ispezione integrati e una gestione migliorata del nastro.
Infine, la flessibilità è un altro requisito critico - ed ecco di nuovo la necessità di macchine

L’INTERVISTATA
Oggi occorre saper gestire tutti i tipi di materiale e con efficienza
Market demands for efficiency and the responses of an increasingly automated industry are embodied in a new generation of rewinding machines. The experience of Prati Srl.
The end of line is a decisive phase, for better or for worse, in the efficiency of the printing and converting process, and rewinders play an important role in this field. It is no coincidence that at this moment in time, when efficiency is a mantra and guides the choices of all operators in terms of rationalising flows and resources, the most advanced manufacturers have invested in developing solutions that meet the new needs of the pressroom. To understand how demand is shifting and how the supply of technologies is evolving, we spoke to Prati, a global hi-tech company that specialises in digital finishing and control solutions (among other things), particularly for labels (and flexible packaging), which invests heavily
in R&D and has a particularly close and “personalised” relationship with the market.
What the market wants...
The needs of converters are clear and widely shared, according to Prati. The ideal rewinder must first and foremost guarantee perfect tension control to ensure precise and stable processes on a wide range of materials, including delicate substrates or those with variable thicknesses.
Reducing waste and maximising material efficiency are other key priorities, which, among other things, require the adoption of integrated inspection systems and improved web management. Finally, flexibility is another critical requirement –
and here again is the need for machines capable of handling multiple substrates and formats, supporting fast and efficient job changeovers – together, increasingly, with full integration with digital workflows. This includes connection to MIS systems to manage complex jobs and variable data more efficiently.
... and how the industry is responding The evolution of technology is consistent, supported by the new frontiers of digitalisation. The latest generation of rewinding machines offers significant advantages in terms of speed and productivity, quality and operational efficiency, achieved in several ways. Modern machines are equipped with advanced tension control, precision slitting and integrated digital inspection systems, which ensure consistent roll quality and reduce waste. Increased automation minimises human error and allows operators to handle complex jobs more easily and reliably, as well as making the machines very flexible, capable of handling a wide

in grado di lavorare più substrati e formati, supportando cambi lavoro rapidi ed efficienti – insieme, sempre più spesso, all’integrazione completa con i flussi di lavoro digitali. Inclusa la connessione ai sistemi MIS, per gestire lavori complessi e dati variabili in modo più efficiente.
… e come risponde l’industria Coerente l’evoluzione della tecnologia, supportata dalle nuove frontiere della digitalizzazione. La generazione più recente di macchine da ribobinatura offre vantaggi significativi in termini di velocità e produttività, qualità ed efficienza operativa, ottenuti in più modi.
oltre a rendere la macchine molto flessibili, capaci di trattare una vasta gamma di materiali e formati con cambi di lavoro rapidi. I macro trend sono noti: l’adozione delle tecnologie Industry 4.0, tipicamente per il monitoraggio dei dati in tempo reale e la manutenzione predittiva; un forte focus su una sostenibilità che significa minor consumo energetico e meno scarti di materiale; la necessità di piattaforme modulari e personalizzabili, che permettano ai converter di adattare le loro operazioni all’evoluzione della domanda.
L’automazione in concreto L’automazione, dunque, ha trasformato profondamente il processo di ribobinatura, migliorato in misura esponenziale praticamente tutto: velocità, costanza, fermi macchina, cambi lavoro, precisione e costanza della qualità. Allo stesso tempo - e sappiamo quanto sia importante - riduce la necessità di operatori altamente specializzati, semplificando la configurazione e la gestione della macchina tramite controlli intuitivi e regolazioni automatiche.
«Per non parlare della gestione sempre più data driven in tutte le fasi», sottolinea Chiara Prati, CEO&CSO della società faentina: «l’integrazione di sensori per la raccolta dati permette ai converter di monitorare le prestazioni delle macchine in tempo reale e di fare manutenzione


Jupiter è una linea di converting e controllo Prati, dotata di nuova fustella semirotativa progettata per assicurare massima sicurezza, flessibilità operativa e qualità 100% nel controllo e nella finitura di etichette e imballaggi flessibili. La struttura modulare permette configurazioni personalizzabili e rapidi cambi lavoro. Jupiter raggiunge velocità fino a 400 m/min su fascia larga (670 mm), e integra controllo, fustellatura a registro e ribobinatura a torretta SA, fermandosi solo per rimuovere o correggere difetti. Ideale per il settore Food&Beverage, lavora materiali da 20 a 350 µm con tre diverse tensioni di ribobinatura per film non supportati, etichette autoadesive ed etichette “clear-on-clear”.
Jupiter is a Prati converting and inspection line equipped with a new semi-rotary die-cutting unit to ensure maximum safety, operational flexibility and 100% quality in the inspection and finishing of labels and flexible packaging. Its modular structure allows for customisable configurations and quick job changes. Jupiter reaches speeds of up to 400 m/min on a wide web (670 mm) and integrates inspection, register die-cutting and SA turret rewinding, stopping only to remove or correct defects. Ideal for the Food&Beverage sector, it processes materials from 20 to 350 µm with three different rewinding tensions for unsupported films, self-adhesive labels and ‘clear-on-clear’ labels.

Da 4.0 a 5.0
Coerentemente con queste premesse, il portafoglio di macchine Prati per la finitura e la ribobinatura adotta alti livelli di automazione, connettività e ottimizzazione dei processi guidata dai dati. La gamma comprende tavoli di controllo, torrette automatiche glueless, e linee di finitura completamente modulari progettate per soddisfare requisiti produttivi specifici.
E, pur sfruttando le tecnologie Industry 4.0, come il monitoraggio in tempo reale e l’integrazione con i sistemi MIS, Prati sviluppa la propria offerta secondo i principi Industry 5.0che sposano la potenza della IA con la centralità dell’umano, seguendo i più recenti standard di sostenibilità, sicurezza operativa, cybersecurity e comfort del lavoro.
«Per raggiungere questi livelli la collaborazione con i partner tecnologici è fondamentale», afferma l’imprenditrice, e aggiunge: «allo stesso tempo, la piena integrazione con il MIS del cliente assicura lo scambio continuo di dati tra ufficio e macchina, supportando controllo di processo, supervisione e tracciabilità alla base dell’efficienza che permette ai converter di costruire linee di finitura su misura delle loro esigenze produttive specifiche».

GET STILL DETAILS OF INCOMPARABLE BEAUTY WITH OUR NEW WEB VIEWING SYSTEM.
Easy to install, seamless usability, bigger Field of View of its category, ReVision NET is a fully integrated viewing system that combines technology and ease of use. Our system is able to acquire the image up to 4 fps in order to reproduce it in high definition and with bright and true colors even at high speeds up to 1200 m/min.


L’industria del packaging flessibile sta attraversando una transizione decisiva verso la digitalizzazione, spinta dalla necessità di combinare un’estrema agilità produttiva con standard di conservazione sempre più rigorosi Taglio analogico vs

L’INTERVISTATO
MATTEO MAFFEIS
Sales Manager
Flexible Packaging
Sei Laser
Sebbene i sistemi meccanici tradizionali rappresentino ancora una soluzione robusta per le produzioni di massa standardizzate, l’integrazione delle sorgenti laser ha rivoluzionato il concetto di funzionalità, permettendo di calibrare lo scambio gassoso (MAP) con precisione micrometrica e di integrare sistemi di apertura facilitata senza compromettere la barriera protettiva dell’imballaggio.
Tuttavia, il passaggio al “converting 4.0” introduce nuove variabili operative, come la gestione degli stress termici (HAZ) e la necessità di una manutenzione predittiva sulle ottiche, che richiedono competenze specialistiche evolute. In questa intervista a Matteo Maffeis, Sales Manager Flexible Packaging per Sei Laser, esploriamo i reali criteri di convenienza tra approccio analogico e digitale, analizzando come l’ottimizzazione dei parametri in macchina possa trasformare una criticità tecnica in un vantaggio competitivo per la shelf-life e l’esperienza del consumatore.

Analogue cutting vs digital cutting
The future of converting from mechanical precision to laser innovation
The flexible packaging industry is going through a decisive transition towards digitisation, driven by the need to combine extreme production agility with increasingly stringent storage standards. Although traditional mechanical systems still represent a robust solution for standardized mass production

Although traditional mechanical systems still represent a robust solution for standardized mass production, the integration of laser sources has revolutionized the concept of functionality, allowing to calibrate gas exchange (MAP) with micrometric precision and to integrate easy opening systems without compromising the packaging’s protective barrier.
However, the move to “converting 4.0” introduces new operational variables, such as heat stress management (HAZ) and the need for predictive maintenance on optics, which require advanced specialist skills.
In this interview with Matteo Maffeis, Sales Manager Flexible Packaging for Sei Laser, we explore the real criteria of convenience between analogue and digital approaches, analysing how the optimisation of machine
parameters can transform a technical criticality into a competitive advantage for shelf-life and consumer experience.
For high-breathability products, what are the real limits of pin rollers in maintaining a constant OTR (Oxygen Transmission Rate) compared to the laser’s ability to generate perfectly repeatable 40-100 micron perforations?
MAP technology is now one of the most effective systems for preserving highly perishable food products.
Laser micro-perforations are over 5 times smaller than traditional mechanical microperforations. These smaller holes allow for more accurate control of gas exchange, improving the effectiveness of modified atmosphere packaging.
Per prodotti ad alta respirazione, quali sono i limiti reali dei rulli ad aghi nel mantenere un OTR (Oxygen Transmission Rate) costante rispetto alla capacità del laser di generare fori da 40-100 micron perfettamente ripetibili?
La tecnologia MAP rappresenta oggi uno dei sistemi più efficaci per la conservazione dei prodotti food ad alta deperibilità.
Le microperforazioni laser sono oltre 5 volte più piccole rispetto alle microperforazioni meccaniche tradizionali.
Questi fori più piccoli consentono un controllo più accurato dello scambio di gas, migliorando l’efficacia del confezionamento in atmosfera modificata.
Nel ‘laser scoring’ per aperture facilitate su accoppiati (es. PET/PE o strutture con alluminio), in che modo riuscite a garantire che lo strato barriera rimanga intatto mentre viene inciso solo lo strato esterno?
Gli attuali sistemi laser di alta qualità offrono la possibilità di incidere in modo preciso e uniforme pellicole flessibili a profondità controllate. La chiave di questa tecnologia risiede nel software di controllo avanzato di un sistema laser, che monitora e regola costantemente la

potenza del laser per garantire una profondità di incisione costante anche a velocità variabili. Le linee di incisione vengono create vaporizzando aree specifiche di una pellicola flessibile, creando uno stretto canale nel materiale che può essere seguito da uno strappo. Un laser indebolisce strati specifici di un materiale per produrre linee di incisione senza compromettere le proprietà barriera di una pellicola flessibile.
Gli attuali sistemi laser di alta qualità offrono la possibilità di incidere pellicole flessibili a profondità controllate
How can ‘laser scoring’ for facilitated openings on laminates (e.g. PET/PE or structures with aluminium) ensure that the barrier layer remains intact while only the outer layer is perforated?
Current high-quality laser systems offer the ability to accurately and uniformly score flexible films at controlled depths. The key to this technology lies in the laser system advanced control software, which constantly monitors and regulates the power of the laser beam to ensure a constant perforation depth even at variable speeds.
The score lines are created by vaporizing specific areas of a flexible film, creating a narrow channel in the material that will result in the facilitated opening. A laser weakens specific layers of a material to produce score lines without compromising the barrier properties
Un flusso di lavoro digitale offre versatilità e la possibilità di adattarsi istantaneamente a specifiche e materiali diversi, senza la necessità di sostituire gli utensili per lavori diversi. Durante il processo termico di incisione laser, la vaporizzazione e la fusione degli strati superiori della pellicola flessibile si verificano a causa dell’energia creata dal raggio laser. La conicità, una concavità a forma di V nella pellicola, viene creata nel punto in cui il materiale è stato vaporizzato, generando così la base di una linea di incisione. Il risultato è una linea di incisione posizionata con precisione che si strappa in modo netto ogni volta, offrendo all’utente finale una caratteristica pratica che promuove la qualità del marchio.
of a flexible film. A digital workflow offers versatility and the ability to instantly adapt to different specifications and materials, without the need to replace tools for different jobs.
During the thermal laser scoring process, vaporization and melting of the upper layers of the flexible film occur due to the energy created by the laser beam. The tapering, a V-shaped concavity in the film, is created at the point where the material is vaporized, thus generating the base of a scoring line. The result is a precisely positioned scoring line that tears cleanly each time, offering the end user a practical feature that promotes brand quality.
What are the materials with the best performance in terms of laser cutting? The most suitable flexible materials for laser processing are those with a
narrow liquid-vapor temperature range. These include: polyester, polyethylene, polypropylene, PVDC barrier, polyolefin shrink films, nylon and metallised films. Multilayer laminates are ideal for laser marking, as one layer absorbs the energy of the laser beam for a precise scoring line, while the laser beam passes through the other layer without effect. Different materials absorb energy differently and therefore vaporize at different temperatures.
In mechanical processing, the generation of dust and micro-scraps is a known critical issue for food & pharma applications. How does a laser operator have to manage sublimation fumes and filter system maintenance to prevent volatile debris from settling on the film? The management of fumes from laser processing is indeed very critical. The risk
Le prestazioni migliori si ottengono con poliestere, polietilene, polipropilene, barriera PVDC, film termoretraibili in poliolefina, nylon e film metallizzati
Quali sono i materiali con le migliori performance in termini di taglio laser?
I materiali flessibili più adatti alla lavorazione laser sono quelli con un intervallo di temperatura liquido-vapore ristretto.
Tra questi: poliestere, polietilene, polipropilene, barriera PVDC, film termoretraibili in poliolefina, nylon e film metallizzati.
I laminati multistrato sono ideali per la marcatura laser, poiché uno strato assorbe l’energia del raggio laser per una linea di marcatura precisa, mentre il raggio laser si trasmette in modo innocuo attraverso l’altro strato. Materiali diversi assorbono energia a velocità diverse e quindi vaporizzano a temperature diverse.
Nelle lavorazioni meccaniche, la generazione di polveri e microscarti è una criticità nota per il food & pharma. In che modo un operatore laser deve invece gestire i fumi di sublimazione e la manutenzione dei sistemi di filtrazione per evitare che residui volatili si depositino sul film?
La gestione dei fumi derivanti dalla lavorazione laser è molto critica. Il rischio di contaminazione del materiale è alta, per cui il sistema laser deve prevedere un sistema di evacuazione fumi e/o sfridi adeguato. Senza di esso, la lavorazione laser perde di significato, in quanto il materiale finale risulterebbe non accettabile.

of contamination of the material is high, so the laser system must provide an adequate smoke and/or waste evacuation system. Without it, laser processing loses meaning, as the final result would not be acceptable.
On ‘Marking on the Fly’ systems, how does the operator correct any geometric distortions of the perforations (from round to oval) that occur when speed increases beyond 300-400 m/min?”
At high speeds, even above 500 m/min, the fact that during the firing of the laser to carry out the micro-perforation the material advances, must be taken into account. As a result, the end result is an oval hole. The degree of ovalization
Sui sistemi ‘Marking on the Fly’, come corregge l’operatore eventuali distorsioni geometriche dei fori (da tondi a ovali) che si verificano quando la velocità della bobina aumenta oltre i 300-400 m/min?
Ad alte velocità materiale, anche oltre i 500 m/ min, bisogna considerare che durante lo sparo del laser per effettuare la micro-perforazione, il materiale avanza. Di conseguenza, il risultato finale è un foro ovalizzato. Il grado di ovalizzazione dipende dalla lunghezza dello sparo (ed intrinsecamente dal tipo materiale e spessore), e dalla velocità del materiale.
Il sistema laser, in automatico, compensa questa ovalizzazione spostando lo sparo durante lo sparo stesso. In altre parole, il laser “insegue” il materiale per i microsecondi necessari per perforare il materiale. Il tutto in automatico. Il risultato finale è un foro perfettamente circolare, a qualsiasi velocità materiale. Prerogativa essenziale per imballaggi dedicati al MAP, dove il mercato richiede un grado di ovalizzazione massimo del 10%. Questo sistema, del tutto trasparente all’operatore, permette di non sbagliare.
Quali tecnologie di feedback (es. sensori di monitoraggio degli impulsi o camere di visione) consiglia di integrare affinché l’operatore possa accorgersi istantaneamente di un ‘missed hole’ (foro mancato), criticità che comprometterebbe l’intera shelf-life del lotto?
Il sistema laser può essere corredato con un sistema specifico a telecamere per controllare ed ottenere un report finale. Il controllo consiste in 3 principali fasi: controllare il numero di perforazioni eseguite, controllare che i fori siano passanti, e controllare il grado di ovalizzazione. Questa reportistica finale, permette al converter di certificare in modo oggettivo la lavorazione laser eseguita.
depends on the duration of the shot (and intrinsically on the material type and thickness), and the speed of the material. Laser systems automatically compensates for this ovalization by moving the firing line during the emission itself. In other words, the laser “chases” the material for the microseconds needed to puncture it.
All automatically. The end result is a perfectly circular hole, at any speed. This is an essential prerogative for packaging dedicated to MAP, where the market requires a 10% maximum degree of ovalization. This system, completely transparent to the operator, allows not to make any mistakes.
What feedback technologies (e.g. pulse monitoring sensors or vision cameras) do you recommend integrating so that the operator can instantly notice a missed perforation, a criticality that would compromise the shelf-life of the entire batch?”
A specific camera system can be equipped to control and obtain a final report. The control consists of 3 main phases: checking the number of perforations performed, checking that perforations are complete, and checking the degree of ovalization. This final report allows the converter to objectively certify the laser processing performed.
CANDIDATI AL PREMIO ORO DELLA STAMPA
La tua azienda verrà valutata da una giuria qualificata secondo questi criteri:
• Profilo etico
• Investimenti tecnologici e strutturali
• Certificazioni
• Accordi Merger and Acquisition (M&A)
• Internazionalizzazione dell’offerta
• Visibilità/ campagne adv/marketing
• Iniziative (ESG)
• Formazione
• Risultati di bilancio negli ultimi 3 anni
Candidati nella categoria Oro Converter, entra nella rosa dei premiati degli ultimi 10 anni che sono:
Fiorini InternationalGerosa GroupGoglio Corapack
Gualapack ICO IGB Innovative Graphic Boxes
Masterpack Nuova Erreplast Poplast
Sacchital
Sacchettificio Nazionale G. Corazza
INVIA LA TUA CANDIDATURA SU www.orodellastampa.it
La cerimonia di Premiazione sarà il 3 dicembre 2026.

È UNA INIZIATIVA DI
I
DI CONVERTING 2025
Il power sponsor è un partner privilegiato di Converting magazine. Sostiene la rivista con un investimento in comunicazione “powerful”, che gli permette di ottenere la massima visibilità su tutti i nostri mezzi e in ogni occasione.
POWER SPONSOR
SUPPORTS CONVERTING 2025
Power sponsor is a privileged partner of Converting Magazine. It supports us financially, with a “powerful” investment in communcation that enable it to attain maxinum visibility across all our media, and at every opportunity.

Italian manufacturers association of machinery for the graphic, converting and paper industry













































Una visione chiara, una responsabilità condivisa, una leadership che crea valore.
Inci.Flex S.r.l.
Headquarter
Fisciano (SA) 84084
Via Mandrizzo, 2 - Z.I.
Tel. +39 089 8299711
Production plants
Concorezzo (MB) 20863
Via dell’Artigianato, 21
Tel.+39 039 2285481
Maltignano (AP) 63085
Via Bonifica, 26
Tel. +39 07 36618021
www.inciflex.it
commerciale@inciflex.it
Il risultato arriva dall’anticipare ciò che ancora non esiste.
Inci.Flex fa della strategia il suo percorso e della visione la sua destinazione. È verso questa direzione, fatta di innovazione tecnologica, sperimentazione di nuovi standard qualitativi e coltivazione dei talenti , che muove i suoi passi.