Stampa e nuovi media nell’era digitale
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speciale roto-offset La mappa delle macchine in funzione in Italia
AZIENDE GRAFICHE
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Incontro con Longo
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trend
Carta & web: sinergie vincenti
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N. 171 Agosto/Settembre 2016 Zeta’s srl 20137 Milano via Kolbe 8 - Euro 9,90
VOGLIAMO LAVORARE CON CHI RISPETTA LE REGOLE. Solo con comportamenti corretti sui crediti e termini di pagamento ridiamo un’etica commerciale ed una opportunità di crescita all’industria grafica. Lavora con noi perché questo accada, per il bene di tutti, delle aziende e di chi ci lavora.
LE AZIENDE ASSOCIATE Agfa Graphics Atlantic Zeiser Bobst Group Italia Böttcher Italiana Böwe Systec Canon Italia Colorgraf Dc Druckchemie Italia Fujifilm Italia Heidelberg Hewlett-Packard Imaf Industria Materiali Fotochimici
AGGIORNATA A LUGLIO 2016
Manifesto sui modelli comportamentali nel mercato delle Arti Grafiche Il buon funzionamento dell'economia di mercato si basa anche su comportamenti etici da parte dei suoi operatori, che devono essere per forza di cose condivisi. Questo significa, segnatamente, che il rispetto e l'applicazione puntuale delle intese commerciali e degli impegni liberamente assunti siano valori da interiorizzare quali norme discendenti da un comune e condiviso sistema di valori, a prescindere dal timore di essere sanzionati dalla Legge. Per ARGI e per le Imprese Associate, l'etica nelle relazioni associative e con i terzi non è valutabile solo in termini di stretta osservanza delle norme di legge, ma si fonda, appunto, sulla convinta volontà di rispettare, nelle varie e diverse situazioni, i più elevati standard di correttezza comportamentale, anche in adesione a principi e regole interne di natura volontaristica. Pertanto, nel rispetto delle normative vigenti e nel perseguimento degli scopi associativi, tutte le Imprese Associate agiranno, anche tra loro, con lealtà, serietà, onestà, competenza e trasparenza, in quanto l'elevata etica professionale e l'integrità personale vogliono e devono essere garanzia della credibilità e della reputazione dell'Associazione e delle Imprese Associate. Per questi motivi, le Imprese Associate intendono iniziare e condividere un percorso volto a valorizzare e rafforzare le aziende del settore Arti Grafiche, anche non associate, che operino secondo criteri consoni ad una corretta crescita del settore e alla tutela dell'intera filiera.
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Ipagsa Industrial Kba Italia Kodak Kolor+Service Komori Italia Konica Minolta Business Solutions Italia
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Il futuro sarà più semplice. Come premere un bottone. Un uso semplice e veloce dei nostri prodotti. Un controllo rapido ed efficiente dei vostri processi e delle vostre applicazioni. Tutto integrato in un sistema intelligente. Simply Smart, Semplicemente Geniale. ››heidelberg.com
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tEcnologie La nuova generazione Heidelberg raddoppia la produttività......... 24 Visto a Drupa: strumenti di misurazione........ 38 Kurz, nobilitazioni e stampa digitale................... 46 News tecnologiche................. 64 News Carte&Supporti............. 72
www.iStockphoto.com
piombi L’arresto di Guido Veneziani...... 12 No partnership per La Verità... 12 Mediagraf installa Manroland.. 13 Investimenti Goldprint............. 13 Aziende grafiche italiane......... 14 Indagine della Federazione...... 15 Fornitori................................ 16 Istituzioni............................... 17
Sommario
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le macchine roto-offset in italia, regione per regione pag. 20
carta e web, mondi diversi ma sempre più correlati pag. 50
INTERVISTE Longo: creatività italiana, precisione tedesca................. 28 mercati La mappa della “roto Italia”. Censimento delle rotative offset in Italia......................... 20 Carta e web: due mondi diversi ma correlati................ 50 Dove va l’imballaggio di lusso...60 eventi Digital Printing Forum, si replica il successo di drupa..32 WAN-IFRA Italia: il futuro dei giornali................. 46 Porte aperte a Riga per l’evento di Plockmatic....... 58 50 anni di Fujifilm in Europa.... 68 FINAT premia la sostenibilità... 70 uomini&aziende Tipografia San Martino........... 42 Copisteria Universale.............. 63 RUBRICHE I nomi di questo numero..............6 L’opinione di... E. Posenato Carta, forbice o sasso?............ 9 L’opinione di... S. Tenedini Imprenditori, narrate voi stessi...10 L’opinione di... S. Facchini Vender ghiaccio agli eschimesi..11
“visto a drupa”: gli strumenti di Misurazione in stampa pag. 38
Colophon Direttore responsabile Ruggero Zuliani zuliani.r@ilpoligrafico.it Comitato di redazione Cristina Rossi (coordinamento) tel. 02 7529101 rossi.c@ilpoligrafico.it Emanuele Posenato posenato.e@ilpoligrafico.it Pubblicità Paola Zanella tel. 335 1414220 zanella.p@ilpoligrafico.it Rancati Advertising: Claudio Sanfilippo tel. 02 70300088 csanfilippo@rancatinet.it
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Segreteria pubblicità tel. 02 7529101 adv@ilpoligrafico.it
Hanno collaborato a questo numero paola bonfanti, LORENZO CAPITANI, Sergio Facchini, Achille Perego, Stefano Tenedini Progetto grafico e impaginazione Cristina Mascherpa Redazione Zeta’s srl - via Kolbe 8, 20137 Milano, tel. 027529101 fax 0226951006 amministrazione@ilpoligrafico.it www.stampamedia.net
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Ufficio abbonamenti tel. 027529101 fax 0226951006 amministrazione@ilpoligrafico.it Stampa Grafiche Parole Nuove Brugherio (MB) Associato all’USPI
dalla conferenza WAN-IFRA italia: “il futuro dei giornali sta nel loro passato” pag. 46
DIGITAL printing forum, si replica il successo di drupa pag. 32
R.E.A. Milano n. 1190227 Autorizz. Trib. Mi n. 512 del 26.10.85 Gli articoli firmati impegnano esclusivamente gli Autori. Dati e caratteristiche tecniche sono generalmente forniti dalle Case costruttrici, non sono comunque tassativi e possono essere soggetti a rettifiche in qualunque momento. Tutti i diritti sono riservati. Notizie e articoli possono essere riprodotti solo a seguito di autorizzazione dell’editore e comunque sempre citando la fonte. Testi e fotografie, qualora non espressamente richiesto all’atto dell’invio, non vengono restituiti. Desideriamo informarLa che il D.Lgs. 196/03 (Testo Unico Privacy) prevede la tutela di ogni dato personale e sensibile. Il trattamento dei Suoi dati sarà improntato ai principi di correttezza, liceità e trasparenza e della Sua riservatezza. Ai sensi dell’art. 13 del Testo Unico, Le forniamo quindi le seguenti informazioni: il trattamento che intendiamo effettuare verrà svolto per fini contrattuali, gestionali, statistici, commerciali, di marketing; il trattamento, che comprende le operazioni di raccolta, consultazione, elaborazione, raffronto, interconnessione, comunicazione e/o diffusione si compirà nel modo seguente: archiviazione su supporto cartaceo e archiviazione informatizzata su personal computer. Il titolare dei dati è: Zeta’s srl nella persona del Rappresentante Legale. Il responsabile del trattamento dei dati raccolti in banche dati ad uso redazionale è Ruggero Zuliani (zuliani.r@ilpoligrafico.it - via Kolbe 8 Milano - tel. 027529101 fax 0275291039). Al titolare del trattamento Lei potrà rivolgersi per far valere i Suoi diritti così come previsti dall’art. 7 del D.Lgs. 196/03.
Organo Ufficiale associazione tecnici grafiche italia ITALIA arti
EURO GRAPHIC PRESS
Il Poligrafico è la rivista italiana del Gruppo Eurographic Press www.eurographicpress.com
In questo numero
longo: creatività italiana, precisione tedesca pag. 28
Un censimento delle rotative offset in Italia Ai tempi d’oro l’Italia deteneva il record a livello europeo dell’installato di offset a bobina di grande formato: 48, 64, 76, 80 e addirittura 96 pagine. Chi ha la memoria buona ricorderà sicuramente che la prima Goss Sunday 5000 a 96 pagine a livello internazionale venne installata a inizio 2008 proprio nella nostra penisola, presso la Mazzucchelli di Seriate, che intendeva grazie a quell’investimento – destinato addirittura a raddoppiare – estendere e rafforzare la propria presenza nel mercato europeo della Gdo. In realtà gli avvenimenti hanno preso purtroppo una piega diversa. Come ben sappiamo il 2008 ha segnato l’inizio di una crisi economica generalizzata che non ha risparmiato – anzi... – il settore delle arti grafiche e una serie di storiche aziende in questi anni hanno chiuso i battenti, compresa la Mazzucchelli. In particolare in questo ultimo quinquennio la situazione della stampa commerciale offset e rotocalco sul mercato italiano è andata sempre più sgretolandosi. E questo perché se analizziamo la richiesta di stampati, confrontata con l’attuale disponibilità e potenzialità delle rotative commerciali in attività, rileviamo che, nonostante la chiusura di tanti stabilimenti, oggi l’offerta ancora supera la domanda. Le tiratura di tutte le riviste periodiche sono state drasticamente ridimensionate, la foliazione è diminuita e diverse testate sono scomparse. Al tempo stesso è calata anche la tiratura dei dépliant “Gdo” per la grande distribuzione organizzata richiesti dalle catene di grandi magazzini e supermercati perché il costo della distribuzione “porta a porta” dei dépliant pubblicitari e/o le consegne per posta o con corrieri specializzati sono troppo onerose e non più sostenibili. A dispetto di queste premesse, che non suonano certamente positive, quello della roto-offset per stampa commerciale in Italia è pur sempre un mercato dinamico e pertanto interessante da seguire. Ecco perché abbiamo deciso di proporvi una fotografia aggiornata (v. speciale a pag. 26) di come si presenta oggi tale mercato, soprattutto alla luce delle varie “migrazioni” di macchine da uno stabilimento all’altro, in conseguenza ai fallimenti di alcune aziende e alla messa all’asta delle rispettive macchine. Cristina Rossi
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Persone e aziende citate nel numero con riferimento alla pagina. I numeri in neretto si riferiscono all’inserzione pubblicitaria
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Abram Giugliano 13 Abramo Printing 22 Ackermann Daniel 14 ACM 21 Adobe 52 Agem 22 Agfa Graphics 31,39,65,66 Air Motion Systems 18 Albertini Emilio 33 Alcon Holding 22 Altavia Italia 14 Amadori Giacomo 13 Americhip 51 Antezza Tipografi 22 Antonelli Claudio 13 Antonini Mauro 13,24 Antonuzzo Giovanni 33 Arctic Paper 73 Argenti Fabio 13 Argi 2 Ariboni Giacomo 33 Arneri Mauro 22 Arrigoni Tommaso 69 Arti Group 20 Asia Pulp & Paper 60 ASIG 20,46 Assocarta 17 Assografici 22 Athesia Druck 21,27 Athesis gruppo 47 Aumueller 27 Avanzi Marco 34 Avery Dennison 16,70,72 Axel Springer 48 Bagel 12 Bandecchi Emanuele 22 Barbieri 39 Barboglio Enrico 32 Barlebo Carsten 18 Basso Andrea 32,69 Bavuso Giorgio 32 Belpietro Maurizio 12 Beltrami Alessandro 33 Bertelsmann 14 Binetti Ignazio 34 Bobst 35 Boccia Arti Grafiche 22 Boccia Vincenzo 22 Bocconi università 15 Bona Carlo Emanuele 33 Borgonovo Francesco 13 Brooks 51 Brothers Drinks 70 Bruttel Martin 27 Burgo Ardennes 17 Burgo Group 17 Caffagni Paolo 43 Caffagni Stefano 42 Caleidograf 21 callas software 65 Canale gruppo 21 Canon 32,58,66 Cantelli 21 Capitanio Giancarlo 13 Capparelli Franco 46 Cavadini Edoardo 13
Cecchi Roberto 22 Ceolini Fausto 34 CEWE 33 CHILI publish 65 Chinchio 21 Ciancio Sanfilippo D. 47 Class Editori 46 Colasanto gruppo 48 Colasanto Michele 48 Colombo Massimo 46 Colordruck company 27 Copisteria Universale 63 Coptip 21 Cosmografica Albertini 33 Costa Maurizio 17 CP Bourg 59 Cramer-Krasselt 51 Creashopper.it 13 Crosfield Electronics 16 CSQ 48 D’Asaro Biondo Carlo 17 D’Auria Industrie Grafiche 21 De Cian Dario 48 De Manzoni Massimo 13 De Tomaso Giuseppe 47 Deaprinting 22 Digital Information 39 Domino Display 19 Donegà Giuseppe 13 Dprint 12 Drensek Thomas 48 Durst 55 Edigit 15 Edisud 46 Editalia 14 Elcograf 21 Elmi Edoardo 64 Enerprint 12 Enfocus 65 Erre Di Esse 21 Esko 31,65,66 Etiketten & Druck 70 Europrinting 22 Faenza Group 33 Farina Mario 12 Farina Vittorio 12 Faservice 33 Faul Andreas 71 Favini 72 Federaz. Carta Grafica 15 Fedrigoni 14 Feltri Vittorio 13 Ferag 49 FIEG 17 FINAT 70 Flint gruppo 16 FNSI 47 Franceschi Fabio 12 Fujifilm 16,31,32,59,68 Galleani & Chignoli 21 Garavaglia Davide 32 Gaviglio Marco 32,56 Gekoprint 17 Ghent Workgroup 65 Ghiani Grafiche 22 Giua Claudio 47
Gnext 17 Goldprint Cartotecnica 13 Gomez Peter 47 Gonzalvo Yanes Virginia 47 Google 17 GPN 75 GPP Industrie Grafiche 13 Grafica Metelliana 14 Grafica Veneta 12,21 Grafiche Mercurio 22 Grafiche P.F.G. 21 Grafikontrol 40 Graphiscalve 21 GraphoMetronic 39 Grignolio Gianmario 59 Grimaldi Industri Group 59 Grimaldi Salvatore 59 Gruppo Marchi 17 Guandong 64 GVE 12 Hagmaier Etiketten 71 Hagmaier Rodolfo 71 Harris 21 Heidelberg 3,13,16,21,24,31,39 Hoefer Markus 24 HP 14,31,32,64 Icma 73 IIT 17 InfoTrends 32 INGEDE 71 Inprint Litorama 21 Intelligent Service 67 International Paper 71 Intigraf 21 Ioppolo Domenico 46 Ipagsa 23 IPN Global 58 Ist. Poligrafico Zecca Stato 14 KBA 13,21,39 KGS 59 Kodak 16,42,59 Komori 21,39,41 Konica Minolta 31,40,58 Kurose Takaaki 68 Kurz 34,56,64 L’Espresso 47 La Verità 12 Lame Tipografia 21 Lecta 73 Lego3000 22 Linzbach Gerold 16 Litech 39 Litopat 21 Longo Günther 28 Longo Harald 28 Longo Oswald 28 Lorenzini Alfredo 43 Lorusso Raffaele 47 Lugli Alfredo 42 Lugli Stefano 43 Luino Stampa 21 Luxoro 32,56,64 Mactac 16 Maiorano Antonio 32 Mambretti Alessandro 34 Mamo Paolo 14
Manroland 13,21,39 Marchi Girolamo 17 Marsanasco Joseph 33 Marstorp Jan 58 Martano Giorgio 22 Martellini Massimo 46 Massivit 34 Mazzeri Giorgio 16 Mazzucchelli 12,22 Mediagraf 13,21 Mellado Felipe 16 Metcalf Steve 18 Miroglio gruppo 54 Mitsubishi 21 Moderna Stampa 22 Morgana 59 Mosaico 17 Müller Martini 13 Nava Press 14,21 NIIAG 21 Nimax 53 Nova Alessandro 15 NTG Digital 34 OMET 16 Pagnotta Michele 12 Pansa Giampaolo 13 Paolucci Gianni 46 Pigini gruppo 21 Pitney Bowes 32,59 Platinum Equity 16 Plockmatic 58 Polestar 14 Poligrafica Ruggiero 22 Poligrafici Editoriale 21 Poligrafici Il Borgo 21 Poligrafici Printing 21 Polyedra 73 Porfido Luana 33 Porro Riccardo 34 Postel 21 Powa technologies 54 Pozzoni gruppo 20 PressUp 76 Printbee.it 13 Prontotec Italia 59 Publikompass 46 Punto Web 21 QuadTech 40 Qualiprinters 48 Rcs 21 Recchiuti Martina 47 Ricoh 58,63,66 Ricoh Italia 32 RISO 34 Rokivo 14 RollsRoller 59 Ronzoni Maurizio 32 Ross Marshall 51 Rossi Claudio 33 Rossi Sascha 63 Roto Alba 12 Roto2000 22 Roto3 21 Rotolito Lombarda 14,21,33 Rotolongo 21 Rotomail 33
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indice dei nomi
Rotopress 21 Rotosud 20 Sappi 72 Satiz 22 SAXOPRINT 7,14 SBLU Spaziobello 14 Scio Enrico 13 Scodix 14 Selecta 58 Sharp 58 Smithers Pira 60 Sofia Roberto 34 Spreafico gruppo 21 Sprint24 18 Standley Rick 51 Stige 21 Stratego Group 32 Struik Peter 16 Stupid 52 Stylum 14 Sun Chemical 16,44 Sundt Peter 71 TAGA Italia 17,33 Techkon 39 Tecnografica 21 Tiber 21 Timson 21 Tipografia San Martino 42 Tipografia San Paolo 21 Tipografica Varese 21 Ulland Hans 18 Union Printing 21,22 Unitedprint 36 Uteco 40 Valiani Franco 59 Valiani Giada 59 Valiani Nico 59 Van der Vlies Xander 71 Van Leeuwen Jacques 71 Veneziani Guido 12 Vercelli Dequarti Maurizio 22 Villaggio Grafica 13 Vincenzo Bona 33 Viscom Italia 8 Vitelli Sergio 20,47 Vivid Laminating 59 Waller Gregor 47 WAN-IFRA Italia 46 Web Print 21,22 Wilks Liz 61 X-Rite 39 Xeikon 31,34 Xerox 13,58 Zamboni Franco 47 Zanotti Francesco 47 Zucca Ottavio 13 Zucchetti Federico 34 Zund 65
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ilPoliGrafico 171•16
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Carta, forbice o sasso? La morra cinese come metafora dello scenario competitivo per le PMI: scegliere la carta (progettualità, organizzazione), la forbice (taglio degli sprechi) o il sasso (ricerca di nuove opportunità)?
Il parallelo ci viene parzialmente suggerito dal senso del gioco che, contrariamente all’opinione comune che lo equipara al nostrano “pari o dispari”, nel quale si affida il proprio destino totalmente alla sorte, presenta invece la caratteristica per cui giocandolo ripetutamente, con lo stesso avversario, consente un approccio strategico. Questa almeno la constatazione finale dei numerosi matematici che, da un punto di vista probabilistico, da sempre studiano la morra cinese per trovare il sistema per garantire la vittoria. In secondo luogo ci fanno riflettere i tre oggetti simbolo del noto gioco di mano, in quanto ottime metafore delle opzioni di intervento a disposizione delle nostre PMI, in evidente crisi identitaria, private persino dell’alibi perfetto, la crisi, il cui perdurare e reiterarsi a questo punto non può più essere considerata che status e pertanto, per definizione, non più crisi. E in questo status è necessario scegliere: carta, forbice o sasso?
La carta rappresenta la progettualità, il disegno e quindi l’analisi predittiva, lo studio a tavolino, la riflessione strategica, la programmazione, l’organizzazione, il controllo di gestione. Tutto ciò che ha a che fare con una riflessione ponderata e non istintiva sugli eventi passati, in corso e soprattutto nel tentativo di condizionare gli eventi futuri, attraverso scelte consapevoli, sia in senso strategico che tattico. La forbice rappresenta la necessità di tagliare gli sprechi. La parola spreco in un processo articolato come quello grafico cartotecnico assume numerosi significati: nelle accezioni più comuni si riferisce alle eccedenze di produzione piuttosto che agli scarti di avviamento e di lavorazione, ma anche al copioso dispendio di risorse ed energie per gestire lead time isterici, mal calcolati, oppure a compensare l’incompetenza e la disorganizzazione del cliente (o, peggio, la propria). Ma per spreco intendiamo anche le sovrastrutture e i costi improduttivi, tutto ciò che non crea profitto e non porta valore al prodotto o al servizio, stratificatisi in un ventennio di crescita costante e profittevole, di cui non ci siamo mai preoccupati, salvo poi ritrovarci in affanno nel momento in cui le energie (volumi e margini) sono di colpo mancate e ci siamo repentinamente accorti del fardello che ci portiamo appresso... Il sasso infine è metafora dell’opportunità nascosta. Sempre rimanendo nell’ambito della millenaria cultura sino-giapponese da cui abbiamo attinto per questa nostra riflessione, in proposito si dice che non esiste sasso nel tuo cammino che tu non possa sfruttare per la tua crescita. Sul sasso la persona distratta inciampa e non se ne cura. Il cacciatore lo ha usato come arma, il costruttore per costruire, l’allevatore per proteggere il proprio gregge, il bambino per giocare, il viandante anche solo per sedersi e riposare. Davide ha ucciso Golia con un sasso mentre Michelangelo ne fece un’opera d’arte immortale densa di significato.
@eposenato
Carta, forbice o sasso? Sono solo tre le regole da tenere a mente per giocare alla morra cinese: il sasso spezza le forbici; le forbici tagliano la carta; la carta avvolge il sasso. segue a pag. 74
posenato.e@ilpoligrafico.it
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Opinioni Parliamo (bene) di noi Stefano Tenedini Opinioni StefanoTenedini Opinion
Imprenditori, dal palco “narrate” voi stessi e le imprese Questa volta ci prendiamo una pausa dalle “lezioni”: comunicare è utile e bisogna saperlo fare bene, ma chi ha un’impresa da mandare avanti non può vivere sempre col libretto delle istruzioni in mano come se facesse le vacanze all’Ikea. Quindi invece che di comunicazione parliamo di racconto. Mi immagino gli imprenditori alzare gli occhi al cielo: già ne hanno poca voglia, soprattutto i piccoli, e poi è questione di carattere, non tutti sanno aprirsi e narrare la loro storia, le difficoltà, la Il mercato suggerisce fatica, il successo. Peccato, perché spesso chi è fatto da solo (all’antica, partendo dalla botnuove forme si tega, o una start up di quelle che adesso vandi comunicazione: no tanto di moda) ne avrebbe di cose da dire... ed è proprio tanto da tenere dei corsi all’università della vil’imprenditore, che ta, oltre che ai master in marketing e direzione d’impresa.
con la sua storia e i suoi valori personifica una solida eccellenza, a diventare il miglior biglietto da visita per l’azienda
Le nuove generazioni però lasciano ben sperare, anche perché rispetto ai padri e ai nonni hanno la chiacchiera facile. Non è ancora una rivoluzione, ma le cose cambiano: diciamo che se un tempo “il titolare” raccontava la sua storia per un piacere conviviale e anche per vantarsene un po’, adesso “il leader” percepisce il valore della narrazione anche in termini di vantaggi e visibilità. Avere un vissuto, non importa se antico o recente, rafforza il brand, dà all’azienda anima e spessore, dona al prodotto altre dimensioni oltre a quella commerciale. Lo dico perché spero vivamente che molti imprenditori del nostro settore, ritenuto a torto superato e smorto, si facciano avanti mettendoci la faccia e la storia. Sarebbe bello mostrare al pubblico (alla stampa, ai clienti affamati di made in Italy e di territorio) quanta coerenza ci sia tra gli elementi chiave dell’azienda (principi, valori e ideali) e la vita quotidiana. Un racconto che dimostri come l’innovazione, l’etica e la responsabilità sociale non siano solo etichette appiccicate perché fa curriculum, ma un patrimonio reale di cui poter andare fieri. Anche sul piano della comunicazione aziendale – ci siamo arrivati comunque! – questa evoluzione del vecchio “paròn” vale oro, purché venga visto come un tempo: una figura autentica, rassicurante e spendibile per rafforzare la reputazione del marchio. Farsi avanti e raccontare, perché oggi è ormai assodato che l’imprenditore è il miglior biglietto da visita della propria azienda. Purché non creda di fare il furbo pensando “mi faccio pubblicità da solo, tanto piaccio e ci risparmio pure”. Questa narrazione non sostituisce la comunicazione professionale, costante, con obiettivi, tempi e budget certi, ma la affianca e la rafforza. Pensateci, cercate le occasioni giuste, e se ve le offrono non rifiutatele. Fate del bene alla vostra azienda: non recitando una parte, ma restando voi stessi.
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stefano.tenedini@nordestmedia.it
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o Facchini Opinioni Nuovi equilibri Sergio Facchini Opinioni Sergio Facchini Opinioni
Vendere il ghiaccio agli eschimesi È notoriamente un detto o una battuta per spronare i commerciali che devono diventare così bravi da riuscire anche a “vendere il ghiaccio in Groenlandia”!
Vorrei sottolineare la dinamicità e l’innovativa capacità delle nostre PMI – Piccole Medie Imprese che da sempre sostengono il Pil del nostro Paese. Per utilizzare al meglio i finanziamenti erogati tramite lo “SME Instrument” della Comunità Europea occorre trovare la dimensione “ideale” delle aziende. Al sistema Italia, da un punto di vista macro-economico, conviene conservare la situazione attuale, costellata di piccole e piccolissime aziende, pur se spesso radunate in circoscritte aree geografiche? Oppure conviene gradualmente spingere verso un modello più globale, dove la dimensione media è decisamente più grande? Cosa conviene invece ai singoli imprenditori e ai lavoratori? La risposta intuitiva immediata (vedi Opinione sul n° 169 ‘Quando il metodo intuitivo può risultare deleterio’) porterebbe a dire che, nel breve periodo, ciò che è bene per l’utile della singola azienda è positivo anche per i suoi lavoratori e per il Paese. In realtà l’analisi è meno semplice dell’intuizione. Infatti le aziende da 250 addetti in su hanno un valore aggiunto medio per occupato superiore a 66.000 euro. Le micro-aziende, con meno di 9 dipendenti generano un valore aggiunto per addetto pari a 25.000 euro circa. Questi rapporti riflettono la capacità di investimento delle stesse aziende. Da questo punto di vista quindi non c’è dubbio: conviene al Paese che le aziende crescano. Tuttavia, non si può non notare che in realtà le micro-aziende sono quelle che tengono in piedi le famiglie italiane, perché danno impiego a due volte e mezza le persone impiegate dalle grandi e infatti questa situazione si protrae da decenni. Nelle aziende più grandi, infatti, cresce sì il valore aggiunto per addetto, ma aumentano anche i costi del personale e dunque si riduce il profitto. Nelle aziende da 2 a 9 dipendenti, per ogni euro speso in personale si ottiene un valore aggiunto pari a 1,88 euro mentre nelle altre classi dimensionali, per ogni euro speso si ricava un valore aggiunto al massimo di 1,4/1,5 euro; la differenza non è piccola e giustifica perfettamente il pervicace nanismo delle nostre micro-aziende. Abbiamo così evidenziato un reale conflitto tra l’interesse di breve periodo del singolo imprenditore e quello di medio-lungo dell’economia intera. Pertanto l’economia italiana è criticata perché troppe micro-aziende soffocano l’innovazione, la capacità d’investimento, la ripresa. Prendo spunto da un recente articolo pubblicato sull’Economist che aveva titolato “For the love of pizza”. Aperta e aspra critica al conservatorismo italiano in tema della gestione alimentare sia per la produzione del cibo che per la differenziazione che non viene concepita dalle menti non solo inglesi ma, spesso, anche solo di oltralpe! Certamente molte argomentazioni non sono condivisibili ma, se prendiamo la critica costruttiva, l’articolo offre spunti che fanno riflettere. Infatti noi proteggiamo orgogliosamente il nostro artigianato, la nostra pizza sempre unica, il nostro parmigiano ecc. Però sono Starbucks (USA) e Nestlè (Svizzera) che fanno profitti con espressi, cappuccini e “frappuccini” e che tentano di penetrare il mercato italiano. Il nostro ottimo caffè fatto in casa con la “Moka” dell’omino coi baffi, ha perso la nomea e la pubblicità a favore di George Clooney che ha preso il sopravvento anche in tante nostre case, nei bar e negli uffici. Il caffè pubblicizzato da George è migliore? è più buono? No! È solo diventato di moda e, tutto sommato, è più semplice e veloce da preparare. segue a pag. 74
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Primo piano Aziende grafiche Fornitori Istituzioni Associazioni Dati di setto
Arrestato Guido Veneziani per il fallimento di Roto Alba
Le accuse vanno dalla bancarotta fraudolenta alle false comunicazioni sociali.
Era scritto che andasse a finire così dopo una serie a catena di fallimenti di storiche aziende del settore grafico, da Roto Alba alla Mazzucchelli, alla Enerprint. L’avventura imprenditoriale di Guido Veneziani, che da editore di riviste come Vero, Vero Tv, Top, Stop, Miracoli e Confessioni Donna, qualche anno fa aveva deciso di costruire un grande polo della stampa acquisendo – non senza una buona dose di scetticismo da parte del mercato – una serie di imprese affermate nel settore della roto-offset e della rotocalco, si è conclusa tra le sbarre di un carcere. Veneziani è stato infatti arrestato per il crac della Roto Alba, la storica stamperia in provincia di
Cuneo che nel 2012 era stata ceduta al gruppo Gve dalla tedesca Bagel. E portato dai militari della Guardia di Finanza di Cuneo il 19 luglio nel carcere di Asti. Le accuse a suo carico vanno dalla bancarotta fraudolenta aggravata alle false comunicazioni sociali. L’accusa che il nucleo di polizia tributaria delle Fiamme Gialle di Cuneo, guidato dal colonnello Michele Pagnotta, muove a Veneziani è quella di avere preso in mano nel 2012 un’azienda sana, la Roto Alba appunto, e di averla spogliata di risorse a vantaggio di altre società del gruppo. L’ipotesi è che siano stati distratti in modo illecito dall’impresa piemontese – come riportava Il Fatto
Quotidiano – 15 milioni di euro, a cui si aggiunge la contestazione di ingenti debiti tributari, tra cui contributi previdenziali non versati per quasi 3 milioni di euro (i lavoratori potranno comunque contare sulle garanzie pubbliche previste dalla legge in questi casi). Ma quella di Roto Alba, come in questi mesi abbiamo puntualmente riferito sul Poligrafico, non è l’unica avventura imprenditoriale di Veneziani finita male. Fallito è stato anche il tentativo di rilanciare un’azienda di stampa rotocalco a Nieppe, nel Nord della Francia, progetto per il quale Veneziani avrebbe anche incassato fondi pubblici francesi. Al crac della Roto Alba sono seguiti
Salta la partnership tra Franceschi e Belpietro, ma La Verità uscirà comunque Dal 20 settembre il nuovo quotidiano sarà in edicola, con una tiratura di partenza di 200 mila copie e una foliazione di 20-24 pagine.
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È saltata la partnership tra il patron di Grafica Veneta, Fabio Franceschi (foto sopra), e Maurizio Belpietro (a sinistra), ex direttore del Giornale, di Panorama e di Libero, che avrebbe dovuto portare al debutto nelle edicole italiane del nuovo quotidiano La Verità. “Non c’era feeling”, si è limitato
a spiegare Franceschi, che per alcuni mesi aveva seriamente accarezzato l’idea di diventare un player editoriale di rilievo anche nel mondo del giornalismo al punto da rendersi disponibile a mettere sul tavolo una quota maggioritaria – si parla del 70-75% – per l’operazione. Quello che chi conosce bene lo stampatore veneto traduce fra le righe è un problema squisitamente di linea editoriale. In pratica il progetto di Belpietro, posizionato sin dall’inizio nell’area di centro-
destra, avrebbe avuto delle connotazioni troppo antigovernative e per un grande industriale come Franceschi sarebbe stato troppo rischioso attirare le ire di Palazzo Chigi. “Per fondare questo giornale ho parlato con molti imprenditori, anche veneti – è la lettura che invece dà Belpietro – ed è del tutto normale che con qualcuno si trovino piani di consenso e con altri no. Con Franceschi non c’è stato alcun attrito particolare e non direi che per forza nel nostro Dna ci debba essere un’op-
i fallimenti della capogruppo Gve, della Guido Veneziani Periodici, società a cui facevano capo le riviste che erano state rilevate la scorsa estate in affitto, tramite la Dprint, dai fratelli Vittorio e Mario Farina, della Enerprint di Moncalieri (rilevata proprio dal gruppo Ilte-Farina) e della Mazzucchelli di Seriate. Tutte vicende ancora sotto indagine che hanno lasciato sul campo centinaia di lavoratori senza più un impiego. E per le quali Veneziani – che avrebbe dovuto addirittura partecipare al salvataggio del quotidiano l’Unità (impresa dalla quale si era poi ritirato) – potrebbe subire ulteriori conseguenze sul piano penale. Achille Perego
posizione pregiudiziale al Governo. Quello che voglio fare è un giornale indipendente e questo lo sarà del tutto”. Rimane il fatto che il capitale che avrebbe dovuto mettere Franceschi, grosso modo un milione di euro, in parte anche sotto forma di stampa fisica diretta del quotidiano nel suo stabilimento di Trebaseleghe, adesso rimane in carico al direttore, il quale conferma ugualmente la presenza nelle edicole di La Verità dal 20 settembre assicurando una tiratura di partenza di 200 mila copie e una foliazione di 20-24 pagine. Non saranno pochi i nomi di punta di Libero a seguirlo nella sua avventura. Il quotidiano di
Goldprint, dopo le acquisizioni gli investimenti tecnologici. Obiettivo Europa
Mediagraf – Manroland: cooperazione per una Lithoman 48 pagine
La rotativa, che verrà installata nei prossimi mesi, affiancherà una KBA dello stesso formato già presente da tempo in azienda.
Vittorio Feltri ha registrato nelle ultime settimane diverse dimissioni a cominciare da Giampaolo Pansa, seguito da Giacomo Amadori e Massimo De Manzoni, che nella struttura del quotidiano di Belpietro dovrebbe diventare capo del coordinamento. Se ne sono poi andati da Libero Francesco Borgonovo, che della Verità assumerà probabilmente la vicedirezione, Claudio Antonelli ed Edoardo Cavadini. È fra questi che sicuramente Belpietro, pure lui andatosene sbattendo la porta lo scorso maggio, attingerà altre risorse per la redazione. La Verità, il cui ad sarà Enrico Scio, avrà sede a Milano, in Viale Lunigiana.
A pochi mesi dall’insediamento, il nuovo vertice operativo di Mediagraf ha deciso il suo primo, importante investimento sul fronte della produzione roto-offset. Il nuovo tandem alla guida dell’azienda padovana, il presidente frate Giancarlo Capitanio e l’amministratore delegato Ottavio Zucca – nominati dal CdA all’inizio di maggio per succedere alle storiche figure di padre Giugliano Abram e di Giuseppe Donegà – ha infatti deciso, insieme con il CdA stesso, l’acquisto di una seconda rotativa a 48 pagine che affiancherà la KBA di stesso formato, già da tempo installata nello stabilimento dell’azienda nata nel 1986 e fondata sulla tradizione de Il Messaggero di S. Antonio e della Tipografia Antoniana. Le voci di mercato su questo nuovo ordine sono state confermate dalla stessa Mediagraf. “Abbiamo acquistato una 48 pagine Lithoman IV”, spiega Fabio Argenti, direttore operativo di Mediagraf, “che verrà installata nei prossimi mesi, per cui sono già iniziati i lavori per preparare il basamento. Riteniamo
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che entrerà in produzione a marzo del prossimo anno”. La seconda 48 pagine, che completa un parco roto che comprende anche una Rotoman a 16 pagine e una KBA 64 pagine, mentre il reparto piano allinea una Heidelberg CD 50x70, servirà per garantire la capacità produttiva dell’azienda padovana, facendo fronte in questo modo a un parco macchine sostanzialmente provato. Migliorerà anche la flessibilità nella risposta alle richieste della clientela, sia sul fronte commerciale, a partire dagli stampati per la Gdo, che su quello editoriale. Il nuovo investimento conferma il buono stato di salute, finanziario e operativo, di Mediagraf che dovrebbe registrare quest’anno un fatturato di circa 57 milioni di euro. Arriva dopo i forti investimenti fatti per ampliare l’offerta nel mercato della stampa digitale. Con la nascita nel 2012 del brand Printbee.it e dello spazio creativo Mediagraf Lab, uniti alla più recente acquisizione di Villaggio Grafica Srl e alla creazione del brand Creashopper.it. Un settore, sempre quello digitale, che ha visto proprio all’ultima Drupa gli ordini d’acquisto di una Xerox iGen5 e del sistema di brossura e filo refe Vareo di Müller Martini. A.P.
In seguito alla recente acquisizione del capitale di GPP Industrie grafiche, Cartotecnica Goldprint ha avviato un importante piano di investimenti per rinnovare ulteriormente le capacità di stampa a livello di Gruppo. GPP Industrie Grafiche è un’azienda che fin dalla nascita ha rappresentato uno dei punti di riferimento nel panorama cartotecnico italiano ma che aveva recentemente vissuto significative vicissitudini che ne avevano compromesso lo sviluppo. Di conseguenza, gli investimenti nella parte nevralgica dell’azienda, il reparto di stampa offset, erano stati limitati alla conservazione del parco macchine esistente composto da 4 macchine da stampa e un verniciatore. In seguito all’acquisizione delle quote di GPP, l’azionista ha intrapreso un percorso di profondo cambiamento, basato in primo luogo su una riorganizzazione delle attività e del personale in tutte le aree aziendali facendo leva sulle possibili sinergie con la capogruppo. Il nuovo socio ha infatti fin da subito improntato la gestione della nuova azienda a una logica di gruppo e ha, di conseguenza, definito un importante piano investimenti. La revisione dei flussi produttivi di tutti gli stabilimenti nell’area stampa ha portato quindi all’importante decisione di inserire nello stabilimento di Truccazzano (Milano) una nuova offset di grande formato che consentisse non solo un salto tecnologico e qualitativo ma anche un forte miglioramento della produttività. Dopo aver identificato la configurazione più adatta sono state valutate le diverse proposte del mercato per selezionare l’impianto più performante e i test di produttività non hanno lasciato dubbi al management di Goldprint: la Heidelberg Speedmaster XL 145 7LYYLX3 ha dato risultati sorprendenti in termini di velocità di cambio lavoro, velocità produttiva, flessibilità di cambio supporti e la notevole semplicità d’uso. “Per noi di Heidelberg Italia”, ci racconta Mauro Antonini (nella foto), responsabile del mercato offset a foglio, “partecipare al programma di sviluppo del Gruppo Goldprint è un motivo di grande soddisfazione, siamo convinti delle scelte tecnologiche effettuate e soprattutto della configurazione con le doppie torri, una tecnologia che in casa Heidelberg è considerata il top di gamma del mercato per performance e qualità. Questa tecnologia è la chiave per lo sviluppo delle aziende packaging con processi produttivi industriali, poiché permette di produrre in linea ad alta velocità, senza compromessi, lavori stampati con inchiostri convenzionali e verniciati con tecnologia convenzionale oppure UV, mantenendo il livello di lucido finale eccellente”. Il nuovo impianto, che sarà operativo nei primi mesi del 2017, permetterà la sostituzione di tre delle quattro macchine da stampa dello stabilimento GPP di Truccazzano e si affiancherà ai due impianti, sempre di casa Heidelberg, già presenti nello stabilimento di Cartotecnica Goldprint di Vailate (Cremona). >>segue a pag. 74
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I risultati Bertelsmann sostenuti dalla stampa Il gigante tedesco dei media Bertelsmann ha reso noti i dati di bilancio relativi al primo semestre del 2016 dai quali si evince che la divisione stampa ha sostanzialmente contribuito al risultato positivo. Il Gruppo fa rilevare che nonostante il giro d’affari di questa area di attività sia calato, i profitti sono cresciuti sensibilmente (+ 17,5%) grazie alle ottime performance in Gran Bretagna di Prinovis che ha beneficiato della chiusura dello stabilimento rotocalco di Polestar. Ricordiamo che Bertelsmann Printing Group impiega circa 9.000 persone e ha registrato nell’ultimo esercizio un fatturato di 1,7 miliardi di euro.
Grafica Metelliana stampa un volume sulla storia delle Olimpiadi Centoventi anni di Olimpiadi moderne celebrate da Editalia con Emozioni olimpiche di tutti i tempi. Per il prestigioso volume la storica casa editrice del Gruppo Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato ha scelto Grafica Metelliana, azienda grafica con sede a Mercato San Severino (SA), che ha stampato l’opera in 1999 esemplari e nobilitato le aperture di sezione con l’embossing Scodix, un effetto in rilievo realizzato tramite un polimero che viene posizionato in un’area definita dello stampato.
L’opera di grande formato, 33x33 cm, è stata stampata su carta Symbol Tatami Fedrigoni.
E-commerce in Italia: +70% entro il 2018
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Il valore degli acquisti online degli italiani raggiungerà nel 2016 i 19,3 miliardi di euro, con un incremento del 17% rispetto al 2015. Daniel Ackermann, ad di SAXOPRINT dichiara: “In un settore in crescita esponenziale come quello dell’ecommerce, la stampa online è un comparto ancora agli albori. L’online è il futuro della tipografia, gli ordini viaggeranno sulle reti mobili, grazie all’utilizzo sempre più intensivo di smartphone e tablet”. Gli acquisti online tramite smartphone crescono, infatti, del 51%, superando il valore di 2,8 miliardi di euro.
In Nava Press installata una nuova HP Indigo 12000 Per rispondere alla crescente domanda di prodotti stampati adatti alla produzione digitale da parte della propria clientela, costituita dai brand del settore del lusso, della moda e del design e dell’editoria, è stata installata in Nava Press una nuova HP Indigo 12000, la prima macchina HP al mondo di questo modello a entrare in produzione ancor prima della sua presentazione ufficiale avvenuta poi a drupa 2016. La HP Indigo 12000, che si va ad
aggiungere ad altre due macchine HP Indigo, la 7800 e la 10000, già installate rispettivamente in Nava Press a Milano e nello stabilimento di Pioltello, consentirà al gruppo Rotolito Lombarda di ampliare la sua offerta di stampati digitali. In Nava Press, dove da oltre un anno è installata una HP Indigo 7800, è aumentata la richiesta di stampati digitali sia per prodotti in brevi tirature che di pretirature che richiedono un formato
maggiore rispetto all’A3 della 7800. Sono già stati stampati diversi prodotti sia commerciali che editoriali sulla nuova macchina, tra cui 500 copie del catalogo edito da SBLU Spaziobello per la mostra Oggetto Libro, tenutasi a Milano. La HP Indigo 12000, che può stampare su supporti sino a 450 micron, verrà utilizzata oltre che per la stampa di prodotti commerciali ed editoriali, per produrre piccole tirature di packaging per il lusso e la cosmetica.
Altavia si rafforza in Italia acquisendo Stylum e Rokivo Altavia Italia, società italiana del Gruppo di comunicazione commerciale internazionale Altavia, rafforza la sua offerta nel campo del digitale e omnicanale grazie all’acquisizione delle agenzie Stylum Srl e Rokivo Inc. Attive da 4 anni e con una trentina di collaboratori, Stylum e Rokivo sono dirette da professionisti riconosciuti nel mondo dell’advertising e pionieri del web in Italia. Stylum propone soluzioni di comunicazione omnicanale che mettono al centro innovazione tecnologica ed esperienza multisensoriale. Rokivo, specializzata in User Experience Design, è presente a San Francisco e in Italia, con uffici a Torino e Milano.
Queste acquisizioni vanno a rafforzare l’offerta del Gruppo Altavia sulla comunicazione omnicanale in Italia. “Oggi abbiamo a disposizione un’organizzazione sempre più completa, innovativa e capace di accompagnare strategicamente i nostri clienti in questi anni di continua trasformazione”, dice Paolo Mamo, presidente e
In alto, al centro, Paolo Mamo, presidente e CEO di Altavia Italia, attorniato dal suo team di collaboratori.
CEO di Altavia Italia. L’accordo prevede l’acquisizione da parte di Altavia Italia del 60% del capitale di Stylum, affidando la presidenza delle due società a Paolo Mamo.
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Cresce il fatturato anche degli ordini interni Come di consueto, l’indagine della Federazione della Filiera della Carta e della Grafica fornisce elementi importanti per la dinamica congiunturale dei settori delle macchine grafiche, cartotecniche e per il converting, della produzione di carte e cartoni, della grafica e della cartotecnica trasformazione. Sulla base dei risultati rilevati nell’indagine presso le imprese, Alessandro Nova dell’Università Bocconi commenta: “Nell’ambito dell’ultima rilevazione trimestrale della Federazione sul primo e secondo trimestre 2016, i risultati offrono (finalmente) sia un’intonazione positiva in termini assoluti, che un miglioramento tendenziale rispetto ai risultati della precedente indagine. Non vi è dubbio che il progressivo miglioramento della congiuntura nazionale che rimane, è bene chiarirlo, limitato nella sua misura e inferiore a quello degli altri Paesi europei, abbia prodotto effetti positivi anche sull’economia della Filiera della Carta e della Grafica. In questa generale interpretazione ottimistica del momento congiunturale, è bene comunque sottolineare che i recenti avvenimenti politici, segnatamente la Brexit, pongono effettivamente alcuni interrogativi sull’evoluzione della futura congiuntura,
che hanno spinto tutte le maggiori istituzioni internazionali a rivedere al ribasso le aspettative di crescita per i prossimi anni. Se questa riduzione della crescita si verificasse, i Paesi strutturalmente più deboli (vedi l’Italia) potrebbero soffrirne maggiormente. In questo trend generale, ribadiamo positivo, i comparti della Federazione confermano quanto emerso nelle precedenti indagini e cioè una domanda proveniente dal mercato interno che si mostra maggiormente favorevole rispetto a quella che deriva dal mercato estero. Il primo trimestre 2016 ha infatti mostrato un maggiore orientamento delle risposte verso la crescita del fatturato e degli ordini interni. Questo è vero anche con riferimento al fatturato e agli ordini esteri ma in misura minore. A livello dei singoli comparti della Federazione si registrano alcune modifiche importanti: le macchine per grafica e converting sembrano registrare
un momento di stabilizzazione, rispetto ai risultati più positivi di parecchi trimestri precedenti. Favorevole risulta la dinamica del settore cartario che prosegue un recupero dei livelli produttivi, ancora spinto soprattutto dal mercato interno, mentre la domanda estera cresce a ritmi meno vivaci. Si confermano le buone notizie di crescita nel comparto cartotecnico trasformatore, che accelera ulteriormente la propria congiuntura, sia sul mercato interno che su quello estero. Ma le notizie migliori, in senso relativo, considerati i risultati negativi della scorsa indagine, provengono dal settore grafico, che ha mostrato una discreta ripresa del fatturato, soprattutto interno. Le indicazioni sul secondo trimestre 2016 sono ancora orientate alla stabilità/crescita, soprattutto nel comparto delle macchine grafiche e per il converting, mentre prevalgono i giudizi di stabilità nel settore cartario, grafico e cartotecnico trasformatore. La sintesi della congiuntura parla, dunque, di un progressivo, pur se lento, processo di recupero favorito sia dalla ripresa del sistema che da elementi settoriali, che tutti speriamo possano confermarsi ed irrobustirsi nel corso dei prossimi mesi.”, conclude Nova.
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Impianto a energia eolica per produrre lastre Fujifilm Fujifilm prende sul serio il suo impegno a utilizzare energie rinnovabili e ridurre le emissioni di carbonio. Così tanto che il suo impianto di produzione a Tilburg, nei Paesi Bassi, nel quale vengono realizzati diversi prodotti Fujifilm, comprese le lastre di stampa, è oggi completamente alimentato a energia eolica. Le turbine eoliche dalle quali dipende la capacità produttiva dell’impianto sono ubicate localmente nella vicina Zeeland e i 100 gigawattora di energia che vengono generati per l’impianto Fujifilm sarebbero sufficienti per alimentare 30.000 abitazioni. “Il nostro motto è: se possiamo usare energia verde, usiamo energia verde”, ha detto il direttore dell’impianto Peter Struik.
1.500 macchine OMET installate nel mondo L’impegno con cui OMET dal 1963 progetta e realizza macchine da stampa per etichette e packaging flessibili, ricercando e sviluppando costantemente nuove soluzioni e miglioramenti, ha portato l’azienda a ottenere nel corso degli anni sempre ottime risposte dal mercato, arrivando oggi a comunicare con entusiasmo e orgoglio il raggiungimento del traguardo di 1.500 macchine installate.
Giorgio Mazzeri 1938 – 2016
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E’ mancato verso metà luglio dopo aver lottato negli ultimi mesi con una malattia inesorabile. Giorgio Mazzeri ha vissuto una vita intensa, ricca di soddisfazioni professionali che, partendo dalla passione per la fotografia l’aveva portato prima in Kodak poi, negli anni del boom degli scanner e dei sistemi per la selezione cromatica, in Crosfield Electronics. Con le sue competenze ha contribuito significativamente al successo della Società inglese per la quale è stato al vertice in Italia prima di andare a dirigere, dal Brasile, la filiale dell’America Latina. Ma una dote di Giorgio che tutti gli hanno sempre riconosciuto è stata la capacità di far coesistere gli impegni professionali con le tante passioni e gli interessi che hanno reso ricca la sua vita. Ricordiamolo così, com’è in questa fotografia, con il sorriso che sempre dispensava e che ha affascinato molti di noi.
Sun Chemical acquisisce la divisione europea inchiostri rotocalco da Flint Nell’ottica di confermare il suo pieno supporto al settore della stampa, Sun Chemical ha annunciato l’interesse a rilevare dal gruppo Flint la divisione europea degli inchiostri rotocalco per edizioni. Felipe Mellado, capo del marketing e membro del Board di Sun Chemical, ha commentato: “Sun Chemical conferma la focalizzazione su tutta la stampa editoriale. Questa acquisizione lo ribadisce
e ci consentirà di rafforzare ulteriormente la produttività dei nostri impianti dedicati agli inchiostri rotocalco. Siamo orgogliosi dell’alto livello qualitativo dei nostri prodotti e del
customer service. Appena la transazione sarà definita lavoreremo con Flint per assicurare il massimo supporto ai clienti e un agevole passaggio di consegne”. In attesa che l’accordo venga definitivamente sancito – è ancora atteso l’ok delle autorità antitrust – le due società garantiscono il proseguimento delle normali attività e il pieno supporto ai clienti.
Il CEO di Heidelberg lascerà ad agosto 2017
Linzbach, che ha riportato Heidelberg in profitto, è pronto per nuove sfide professionali.
Gerold Linzbach, oggi alla guida di Heidelberger Druckmaschinen, ha deciso di non rinnovare il contratto che scadrà ad agosto dell’anno prossimo, lasciando il suo ruolo di chairman del Management Board per affrontare nuove sfide professionali. Il Supervisory Board di Heidelberg, seppur con dispiacere, ha accettato la decisione dell’attuale CEO e lo ha ringraziato per il suo impegno e per essere stato in grado di riposizionare con successo l’azienda da lui guidata sul mercato internazionale. Heidelberg sta, infatti, percorrendo un percorso di crescita, in particolare nei segmenti legati al digitale, ai servizi e al packaging. Raggiunta l’età di 60 anni, Linzbach ha dunque deciso di rimettersi in gioco anche a livello professionale.
Avery completa l’acquisizione di Mactac in Europa Avery Dennison ha annunciato il completamento dell’acquisizione delle operazioni europee di Mactac da Platinum Equity, una società di private equity con sede in California, per un prezzo d’acquisto di 200 milioni di euro inclusi i debiti assunti.
L’impianto produttivo Mactac di Soignies, in Belgio, insieme alle filiali di vendita e ai magazzini dislocati in Europa e Asia, sono ora parte della struttura globale di Avery Dennison. Le attività di esportazione continueranno per servire i clienti
in America del Sud, AsiaPacifico, Medio Oriente e Nord Africa. La transazione non include le attività di Mactac in USA, Canada e Messico, che rimarranno di proprietà della Platinum Equity.
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NON TROVARTI ALL’ULTIMO MINUTO Aziende Istituzioni Associazioni Eventi Premi Imballaggio Carta Scuole
SONO ARRIVATI I #CALENDARI2017 GEKOPRINT
TAGA Italia e Gnext insieme per gli inchiostri conduttivi La collaborazione tra TAGA Italia e Gnext SaS non si ferma. Gnext sta da tempo conducendo un’attività di ricerca e sviluppo nel campo delle applicazioni del graphene per circuiti a LED, EMI Shilding, antistatici, ricercando soluzioni innovative per potenziali mercati che promettono notevoli opportunità di business. Il lavoro condotto con TAGA è salito agli onori della cronaca nella rubrica del
TG3 PIXEL, dedicata all’innovazione tecnologica. Nella puntata andata in onda lo scorso 11 giugno, relativa all’evento fieristico Technology Hub di Milano, sono stati presentati, oltre ai risultati della ricerca dell’Istituto Italiano di Tecnologia - IIT, anche le applicazioni di Gnext che sfruttano gli inchiostri conduttivi al graphene per le quali è stata attivata appunto la partnership con TAGA Italia.
FIEG e Google per l’editoria Il presidente Emea di Google, Carlo d’Asaro Biondo (a sinistra), e il presidente Fieg Maurizio Costa.
La Federazione Italiana Editori Giornali e Google annunciano un accordo strategico di collaborazione volto a promuovere un approccio innovativo per la stampa italiana nell’era digitale.
Punti qualificanti dell’accordo sono: - il riconoscimento dell’importanza del diritto d’autore e la valorizzazione dei contenuti editoriali con l’utilizzo, attraverso revenue share, della soluzione di distribuzione mobile Google Play Newsstand e della piattaforma video YouTube; - il riconoscimento dell’importanza per gli editori di disporre e utilizzare informazioni di valore strategico sul percorso degli utenti che navigano sui loro prodotti digitali, attraverso l’uso avanzato degli strumenti Google Analytics. L’accordo prevede un investimento di base di 12 milioni di euro da parte di Google nel triennio che verrà realizzato in collaborazione con gli editori associati FIEG.
Girolamo Marchi alla guida di Assocarta Girolamo Marchi è stato eletto presidente dall´Assemblea dei soci che si è tenuta lo scorso giugno a Roma, durante l´Assemblea Pubblica di Assocarta, l’associazione confindustriale che riunisce i produttori di carta, cartoni e paste per carta. Laurea in Giurisprudenza a Padova e successivo MBA alla Columbia University di New York, dal 2004 al 2013 ha ricoperto l’incarico di amministratore delegato prima del Gruppo Marchi SpA e poi di Burgo Group SpA (gruppo cartario nato dall’acquisizione da parte del Gruppo Marchi della partecipazione di maggioranza di Burgo), mentre dal 2013 al 2015 ne è stato il presidente. Girolamo Marchi è tuttora presidente di due società del Gruppo Burgo, Mosaico Srl e Burgo Ardennes S.A.
OLTRE 25 ANNI DI ESPERIENZA
PAGAMENTO SICURO
CONSEGNA VELOCE
www.gekoprint.com
ECO IMPEGNATI 17
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Da Sprint24 calendari e agende template ready Rapidità e semplicità sono due qualità che permettono ovunque ed in qualsiasi momento di essere efficaci, precisi e costanti. Le nuove sezioni di Calendari template ready e Agende interno standard di Sprint24 seguono questo principio, proponendo dei prodotti con template grafico preimpostato che permettono di semplificare il processo di impaginazione o con parti prestampate che permettono di abbattere il costo del prodotto e riceverlo velocemente.
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La gamma di layout pronti, asso nella manica di questo processo di facilitazione, usufruisce di un’ampia varietà stilistica. Basta personalizzare alcune parti del layout per conservare l’unicità e la particolarità del lavoro. Le Agende saranno infatti personalizzabili in copertina, conservando un layout interno fisso, i Calendari presenteranno diversi pre-impaginati personalizzabili con foto e testo. Molto semplice anche per un neofita e un risparmio di tempo notevole per i professionisti del settore. Naturalmente è possibile stampare agende e calendari completamente personalizzati. (www.sprint24.com)
Il LED-UV targato AMS Alla chiusura della scorsa Drupa di Düsseldorf, la società Air Motion Systems (AMS) ha ricevuto durante la fiera ordini per più di 60 sistemi LED in 17 paesi in tutto il mondo... Le unità saranno utilizzate in applicazioni che vanno dal foglio stampato in offset alla stampa offset a bobina, ed anche per imballaggi flessibili e l’etichetta di conversione sulle linee flexo e rotocalco, dei processi di stampa e di valorizzazione del rivestimento digitali. “Non potremmo essere più felici con i risultati della Drupa di quest’anno,” ha affermato Steve Metcalf, presidente e CEO di AMS. “Alla Drupa di quattro anni fa eravamo appena agli inizi e cominciavamo a vedere l’enorme potenziale della tecnologia LED UV e come avrebbe potuto trasformare il settore della stampa mondiale. Oggi, il LED UV è in pieno vigore in tutto il mondo in svariate applicazioni, che coprono molteplici piattaforme di stampa, ed ora permette anche incredibili effetti di verniciatura drip off sui formati più grandi, e sulle nuove macchine da stampa sempre più veloci e performanti”. “Con la nuova tecnologia AMS presentata alla Drupa, tra cui MultiWave LED, siamo ora in un fast-track che decreterà la fine dell’era delle lampade UV al mercurio ad arco convenzionali”,
ha aggiunto Carsten Barlebo, Managing Director EMEA. “LED è meglio in ogni modo, ed i nostri clienti in tutto il mondo ci stanno dimostrando questo fantastico risultato giorno dopo giorno. La gamma totale di materiali, brillantezza dei colori ed effetti possibili con una sola lampada a LED AMS è veramente un fattore wow nel mercato di oggi. Nell’ambito del tema Full Speed Ahead”, ha proseguito Barlebo, “il nostro stand AMS nel padiglione 14 è stato costantemente in fermento, anche perché erano in mostra campioni scintillanti prodotti utilizzando una combinazione di inchiostri LED di qualità con particolari effetti su una varietà di rivestimenti, che vanno dalle carte di difficile ricezione alla plastica. Il pezzo più importante è stata l’edizione inaugurale dell’AMS LED Look Book, che è
Steve Metcalf, presidente e CEO di Air Motion Systems.
diventato rapidamente uno dei campioni più ricercati in Drupa”. “Il LED Look Book, insieme con i campioni mozzafiato stampati con la nostra tecnologia LED di altissima prestazione, la XP Series, che oggi è indiscutibilmente la tecnologia leader sul mercato, è stato un mezzo estremamente efficace per raccontare la storia della polimerizzazione LED e di quanti passi avanti la AMS ha compiuto solo rispetto all’ultima Drupa di quattro anni fa”, ha affermato Hans Ulland, VP delle vendite America del Nord. “A tutt’oggi è difficile immaginare o dire che questa tecnologia non potrà più migliorare o aggiungere sempre più valore aggiunto. Per coloro che
non sono potuti venire in Drupa, AMS fornirà campioni supplementari di altissima qualità ovviamente stampati ed asciugati con la tecnologia LED”. LED worldwide leader “AMS vanta la più grande base installata di soluzioni LED in tutto il mondo, secondo i dati del settore delle arti grafiche che traccia l’utilizzo di sistemi LED ad alta potenza (12W e oltre), spanning offset, narrow web flexo, medium large CI flexo ed altre applicazioni digitali. Per AMS il formato non è mai stato e mai sarà un limite: siamo gli unici al mondo a fornire lampade a monolite con larghezza fino a cinque metri. Importanti produttori di macchine da stampa quali KBA, Flexotecnica, Bobst, Uteco, Omet, Landa ed altri hanno scelto AMS quale fornitore dei sistemi LED”. AMS ha sede a River Falls - Wisconsin, Stati Uniti, nei pressi delle ‘Twin Cities’ di Minneapolis e St. Paul.
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mercati
di Achille Perego
Un’interessante indagine che ha come protagonisti i rotativisti italiani, in questo caso gli stampatori in possesso di macchine rotooffset, visto che di rotocalco ne sono in funzione solo 7 in quattro stabilimenti in Italia. Come prevedibile, la maggior concentrazione di roto-offset è al Nord, con la Lombardia in pole position grazie alle sue 46 rotative.
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La mappa della “roto Italia” Sono ancora troppe oppure, complice - causa crisi - la chiusura di molte aziende storiche del settore, il mercato si è equilibrato? La domanda riguarda il settore vitale, per l’industria grafica, dei rotativisti. Gli stampatori che, ormai ridotta al lumicino la presenza del rotocalco (ormai le grandi tirature per i periodici sono quasi scomparse e a far girare gli impianti rotocalco sono rimasti solo il gruppo Pozzoni, Arti Group e Rotosud) rappresentano ancora una parte rilevante dell’industria grafica italiana. Ma anche quella, molto più degli stampatori a foglio, che ha sofferto la crisi congiunturale ma anche strutturale, che negli ultimi anni, sia per il rallentamento dell’economia sia per l’avvento della comunicazione digitale che ha messo in gioco l’informazione su carta, dai quotidiani ai periodici, del mercato. Quando, come nel settore dei quotidiani, e parliamo di almeno una decina d’anni fa, soffiava ancora il vento dell’euforia della stampa, grandi, medi ma anche piccoli stampatori che volevano fare il grande passo nel roto-offset magari cominciando con l’acquisto di versatili 16 pagine, avevano investito pesantemente in nuove rotative. Investimenti da milioni e milioni di euro che hanno creato una sovraccapacità produttiva. E c’è da scommettere, come riferisce un imprenditore del settore che ha scelto per questo l’anonimato, che molti di quelli che allora avevano addirittura messo a rischio l’equilibrio finanziario della propria azienda per competere a colpi di nuove macchine (48, 64 e su su fino a 76, 80 e addirittura 96 pagine) oggi, se potessero riportare indietro la lancetta del tempo, si guarderebbero bene dal ripetere lo stesso errore. Errore commesso anche dai grandi editori di quotidiani che, inseguendo il miraggio della pubblicità e di tirature in crescita, avevano percorso la stessa strada, quella di investire in gigantesche rotative per giornali, e anch’essi oggi si ritrovano con una capacità produttiva ben al di sopra di un mercato dove le copie vendute in edicola dai quotidiani hanno subìto pesanti tagli ai quali si è aggiunta la forte secondo l’ultimo flessione degli investimenti pubblicitari. report di Assografici, Tanto che anche nel settore dei quotil’utilizzo degli impianti diani sarà inevitabile, secondo Sergio Viroto arriva solo al telli, segretario della Asig (l’Associazione 70%. Questo significa stampatori italiani di giornali), una razioche c’è un 30% di nalizzazione e concentrazione dei centri sovrabbondanza.
Piemonte 2 80 1 72 2 64 2 48 1 32 1 16
9
46
6
20 11
10
Lazio 2 64 1 48 1 32 1 24 5 16
2
Abruzzo 1 64 1 16
8 1
Il censimento delle roto-offset in Italia 121 è il totale delle rotative offset per stampa commerciale attualmente in funzione in Italia. Per avere un quadro più preciso le abbiamo suddivise per regione e per ogni regione abbiamo indicato il numero di rotative suddivise per formato. Un caso a parte è rappresentato dalle Timson, essendo esse rotative a formato variabile.
Veneto 2 64 4 48 1 32 6 16 + 7 Timson *
EmiliaRomagna 2 80 2 72 1 64 2 48 2 32 2 16
3
Marche 1 16 2 8
Sardegna 1 48
TrentinoAlto Adige 2 16 1 8 + 3 Timson*
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Lombardia 3 80 6 72 6 64 13 48 3 32 2 24 12 16 + 1 Timson*
Campania 1 64 1 48 1 24 5 16
Basilicata 1 16
1
2
Calabria 1 48 1 16
Sicilia 1 32 1 16
stampa, dal gruppo Rcs all’accordo fra La Stampa e l’EspressoRepubblica, senza trascurare la Poligrafici Editoriale che con la sua Poligrafici Printing vuole giocare un ruolo da driver in questa riorganizzazione produttiva che dovrebbe portare a ridurre e concentrare sensibilmente gli attuali circa 65 centri stampa di quotidiani in Italia.
L’attuale capacità produttiva Ma qual è oggi la capacità installata nel nostro Paese di macchine roto-offest, dalle piccole 16 fino alle maxi 96? Il Poligrafico, grazie all’aiuto del collabortore Sergio Facchini, ha realizzato una sorta di censimento dal quale risulta che, tra KBA, HeidelbergGoss, Man-Lithoman, Harris, Timson, Mitsubishi e Komori i gruppi stampa rotative sono ben 121, diversificati sia a livello regionale sia tra piccoli, medi o grandi gruppi. La mappa delle roto-offset – stilata senza gli ultimi aggiornamenti dovuti al ‘valzer delle roto-offset’ usate di aziende fallite come ex Satiz e Mazzucchelli – partendo dal Piemonte, vede cinque roto presso il gruppo Canale e quattro alla Stige. In Lombardia ci sono le quattro del Niiag (oggi Arti Group), cinque
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*formato variabile
presso la Caleidograf del gruppo Spreafico, nove alla Elcograf del gruppo Pozzoni, una alla Erre Di Esse, una alla Galleani & Chignoli, tre alla Graphiscalve, quattro alla Inprint Litorama, due alla Intigraf, una a testa alla Tipografica Varese, alla Tecnografica di Lomazzo e alla Luino Stampa, otto al gruppo Rotolito Lombarda (compresa Nava Press), tre alla Roto3, due alla Tiber e una alla Web Print di Casarile. In Alto Adige si contano la rotativa Octoman della Athesia Druck e le tre della Rotolongo di Bolzano. In Veneto si allineano la roto-offset installata presso la Chinchio, le tre della Elcograf (ex Mondadori), le nove di Grafica Veneta, le quattro della Litopat e le tre di Mediagraf. Sensibile anche la presenza di gruppi roto in Emilia Romagna con le due della Cantelli più le altre due della Poligrafici Il Borgo, le tre di Coptip, le due di Rotopress, in affitto presso la Poligrafici Printing di Bologna (a cui aggiungere le tre installate dal gruppo Pigini a Loreto) e i due gruppi della Tipografia Lame. Scendendo lo stivale, nel Lazio troviamo una rotativa alle Grafiche P.F.G. di Ariccia, tre a Punto Web (gruppo Farina), due alla Postel, due alla Tipografia San Paolo e altre due alla Union Printing. In Abruzzo invece ci sono solo le due roto-offset della D’Auria Industrie Grafiche. Infine, in Campania troviamo una rotativa alla ACM di Acerra, tre alle Arti
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a far girare le macchine sono soprattutto la Gdo e il commerciale e continua a esserci una forte competizione sui prezzi che riduce la marginalità.
Grafiche Boccia (quelle del neopresidente di Confindustria Vincenzo Boccia), due alle Grafiche Mercurio, una alla Moderna Stampa e un’altra alla Poligrafica Ruggiero. Una è anche l’unica rotativa della Basilicata presso la Antezza Tipografi come una è la roto-offset in Sardegna (Grafiche Ghiani). Chiudono la mappa le due rotative in Calabria della Abramo Printing e le due siciliane installate presso Agem. Come detto, questa mappa, salvo errori sempre possibili quando si fanno dei censimenti, deve essere aggiornata con gli ultimi movimenti di quello che, con le news pubblicate sul sito stampamedia.net, è ormai chiamato il ‘valzer delle rotative usate’. Frutto in particolare delle vendite, spesso all’asta, prodotte dal fallimento e la chiusura di molte aziende, dalla Mazzucchelli alla Roto2000, dalla ex Satiz alla novarese Deaprinting. In particolare, il cuore produttivo della Satiz era rappresentato da tre rotative Manroland Lithoman a 64 pagine. L’acquirente che a suo tempo si era aggiudicato in asta le macchine era stata l’azienda specializzata nel settore dell’acquisto e vendita di gruppi stampa usati, ovvero la Alcon Holding. E in base a fonti di mercato, una delle tre Lithoman sarebbe stata acquistata e montata negli stabilimenti del gruppo lecchese Caleidograf guidato dalla famiglia Spreafico. Un investimento che sta facendo di Caleidograf una delle realtà più in crescita, a livello di capacità produttiva, del mondo roto-offset tenendo conto che ha anche rilevato le due 48 pagine Goss ex Deaprinting. La seconda Lithoman ex Satiz sarebbe invece finita alla Webprint, società che ha rilevato, in fase di liquidazione, le linee di punto metallico della Lego3000, azienda coinvolta, come Roto2000 ed Europrinting, nelle vicende giudiziarie che avevano interessato Mauro Arneri. La Webprint, che vede come ad Roberto Cecchi, è partita assumendo una parte del personale dell’ex gruppo Arneri e dotandosi di una rotativa Timson monocolore per la stampa dei libri. Quindi avrebbe potenziato la sua capacità produttiva proprio con una delle Lithoman ex Satiz acquistate dalla Alcon Holding, installata nello stabilimento ex Roto2000. Stabilimento che era stato preso in affitto dalla Elcograf del gruppo Pozzoni. Affitto che non era nei mesi scorsi stato rinnovato per cui l’azienda di Cisano Bergamasco ha rilevato le due rotative Lithoman a 80 pagine per montarle nel suo impianto di Madone dove è stata destinata anche una 48 pagine dallo stabilimento di Pomezia, sempre del gruppo, per cui è stata decisa la cessazione dell’attività. Per la terza rotativa ex Satiz, sempre acquisita dalla Alcon Holding, si diceva che erano in lizza la Webprint e il gruppo Abramo di Catanzaro, che avrebbe invece acquistato in sede d’asta per circa un milione di euro le due Sunday Press Goss (una 48 e una 64 pagine) messe in vendita all’interno del fallimento Mazzucchelli, mentre la KBA a 48 pagine, sempre dell’azienda di Seriate,
sarebbe finita alla Union Printing di Viterbo. Ma questo grande movimento di aziende chiuse, investimenti in nuove roto ridotti al lumicino (tra le poche aziende attive si ricordano la Rotolito-Nava Press e la Graphiscalve) e valzer dei gruppi stampa usati come ha cambiato il mercato? Per Emanuele Bandecchi, direttore marketing del gruppo Rotolito Lombarda, il settore roto-offset era sicuramente sbilanciato qualche anno fa con un’offerta produttiva ben superiore alla domanda. La chiusura di molte aziende e la concentrazione in atto ha ridotto questo sbilanciamento redistribuendo commesse che comunque restano compresse dalla crisi, in particolare quelle editoriali, a cominciare dal comparto riviste a quelle dell’editoria scolastica. E così a far girare le macchine sono soprattutto la Gdo e il commerciale e continua a esserci una forte competizione sui prezzi che riduce la marginalità. Il mercato roto-offset del resto ha già assorbito il passaggio di commesse, per la discesa di tirature dei periodici, del rotocalco, ma al contempo, grazie alle performance delle nuove rotative, è diventato competitivo anche con tirature che partono da 5-10 mila copie. Sul fatto che la sovraccapacità produttiva sia stata riassorbita dalla crisi e dalla chisura di molte aziende non è convinto invece Giorgio Martano del gruppo piemontese Stige perché in fondo le macchine delle imprese fallite sono state rimesse sul mercato, acquistate da altre aziende e spesso a prezzi molto bassi. Quindi la sofferenza del settore rimane, come quella del ribasso dei prezzi, accentuata dalla concorrenza dei rotativisti di paesi come Polonia, Estonia e Slovacchia. Tesi in qualche modo condivisa anche da Maurizio Vercelli Dequarti, responsabile risorse umane e affari legali del gruppo Pozzoni. Anche per Vercelli la chiusura di molte aziende del settore non ha impoverito la capacità produttiva nel mercato dei rotativisti tanto che, secondo l’ultimo report di Assografici, l’utilizzo degli impianti roto arriva solo al 70%. Questo significa che c’è un 30% di sovrabbondanza. Allo stesso modo rimane la tensione al ribasso sui prezzi mentre veri e propri segnali di ripresa non si vedono ancora. Quanto alla tipologia dei gruppi stampa, tutti sono d’accordo sul fatto che ormai sia finita la corsa ai maxi-impianti (per intenderci le 96 pagine) e oggi sono le 64 e le 48 le macchine più in sintonia con le esigenze del mercato.
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the offset plates
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Stampa
di Cristina Rossi
Heidelberg raddoppia la produttività Dal “Push to Start” al “Push to Stop”, un cambio di paradigma che incarna la filosofia alla base della nuova generazione di offset da foglio che ha debuttato in anteprima internazionale a drupa. La macchina inizia a stampare in totale autonomia e l’operatore interviene per interrompere il processo solo quando è necessario.
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Heidelberger Druckmaschinen si è presentata a drupa con il motto “Simply Smart” e con una filosofia accattivante, battezzata “Push to Stop”, che sintetizza la possibilità di raddoppiare la produttività netta di una macchina da stampa. Tale concetto è stato dimostrato nel pad. 1 su due Speedmaster XL 106 di nuova generazione: una 6 colori con doppio verniciatore e una 8 colori (4+4) indirizzate rispettivamente agli stampatori di packaging e commerciali. Successivamente a drupa, Mauro Antonini, Product Business Manager Sheetfed & Finishing in Heidelberg Italia, ci ha offerto la possibilità di esaminare nei minimi dettagli le caratteristiche e le potenzialità di questa nuova generazione di offset a foglio, direttamente nello stabilimento produttivo di Wiesloch, in Germania, con il prezioso supporto di Markus Hoefer, Sheetfed Product Management Senior Manager. Cosa significa, innanzitutto, “Push to Stop”? Significa che la macchina da stampa, una volta caricate le commesse da stampare e impostati i parametri principali, inizia a stampare in totale autonomia e l’operatore interviene per interrompere il processo solo quando è necessario, come ad esempio per prelevare un foglio a inizio tiratura per verificare se è a registro e se i valori densitometrici e colorimetrici sono corretti. Tutto ciò contribuisce a elevare l’efficienza produttiva a livelli
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mai raggiunti in passato, consentendo una migliore pianificazione dei processi e un continuo monitoraggio del flusso produttivo, riducendo il tasso di errori. “Certo, la presenza di un operatore è sempre necessaria per gestire gli imprevisti che si possono presentare”, ha spiegato Hoefer, “ma il vantaggio rispetto a prima è che lo si affranca dal peso delle operazioni di routine, supportandolo con sistemi intelligenti in modo da poter trasformare le potenzialità tecniche delle macchine in una più elevata produttività”.
Verso una maggiore efficienza produttiva
Una delle due Speedmaster XL 106 di nuova generazione nel padiglione 1 di Heidelberg a drupa: si tratta in particolare della 6 colori con doppio verniciatore adibita alla stampa di packaging.
Se quindici anni fa una macchina da stampa offset produceva dai 20 ai 30 milioni di fogli all’anno, tale dato è quasi raddoppiato e attualmente è compreso fra i 40 e i 60 milioni. Anche se questi numeri si riferiscono più al mercato tedesco che non quello italiano, dove – come ricorda Mauro Antonini – la media produttiva si attesta ancora attorno ai 20 milioni di figli all’anno e ben poche aziende grafiche lavorano su tre turni. In ogni caso, facendo ragionamenti di più ampio respiro, la prospettiva è di raddoppiare nei prossimi dieci anni l’efficienza produttiva, raggiungendo volumi di stampa ancora superiori. Heidelberg ha avuto un ruolo fondamentale in questa evoluzione progressiva: dall’introduzione del workflow Prinect al lancio della piattaforma produttiva Speedmaster XL, con sistemi in linea per la misurazione e il controllo. Continua inarrestabile il trend verso tirature sempre più brevi e un numero crescente di commesse per ogni macchina da stampa: se un tempo dieci commesse al giorno rappresentavano uno standard, nel tempo si è arrivati a dieci lavori per turno e oggi le aziende di stampa commerciale altamente industrializzate arrivano a produrre dieci commesse all’ora e anche di più su una macchina. Tuttavia, con un carico di lavoro come questo e vista la velocità necessaria, l’operatore si ritrova a fare i conti con i propri limiti fisici e mentali. “L’automazione in sé non è sufficiente ai fini di una maggiore produttività a lungo termine”, ha spiegato Hoefer. “Ciò che conta è la facilità di utilizzo, unita alla stabilità dell’intero processo. Ecco perché in Heidelberg abbiamo deciso di ripensare la filosofia alla base di una macchina da stampa e la gestione delle informazioni digitali generate dal workflow. È stato subito evidente che eravamo di fronte a un cambio di paradigma: dall’approccio ‘Push to Start’ a quello ‘Push to Stop’. Se oggi l’operatore è coinvolto attivamente nelle procedure di avviamento della macchina, in futuro sarà la macchina stessa a occuparsene. Elaborerà in automatico le code di stampa e lo farà utilizzando i più brevi tempi di avviamento possibili, ottenendo come risultato la
massima produttività netta. L’operatore interviene solo in caso di bisogno”. Analizzando l’efficienza generale delle macchine da stampa – OEE = Overall Equipment Effectiveness – oggi si ottiene una OEE media del 20-30% e ciò significa che le potenzialità non sono sfruttate al massimo. I picchi pari a oltre il 50% di OEE dimostrano che è possibile raddoppiare la produttività netta. “La nostra filosofia Push to Stop ha dunque un obiettivo ben più ampio”, afferma Hoefer. “Al fine di ottenere una OEE del 50% o superiore tutto nel processo generale va perfettamente coordinato, dal processo di calibrazione ai sistemi di autoapprendimento, fino ai concetti di assistenza intelligente. Nell’ambito della filosofia del Push to Stop drupa 2016 ha rappresentato solo il primo passo”.
Push to Stop, in futuro anche sulla Primefire 106 Il concetto operativo del Push to Stop viene applicato concretamente alle Speedmaster attraverso la nuova stazione di controllo Prinect Press Center XL 2 dotata del software Intellistart 2 e dei sistemi di assistenza, quali ad esempio ‘Intelliguide’. L’operatore può vedere e seguire passo dopo passo tutti gli step del flusso produttivo sul nuovo e moderno pulpito di comando Wallscreen XL. Grazie a questa nuova interfaccia uomo-macchina, l’operatore può tenere d’occhio tutti i processi in un colpo solo e ha una panoramica molto chiara anche nel caso di più cambi lavoro. La macchina nel frattempo manda in stampa tutti i lavori presenti nella coda di lavoro, che possono essere un massimo di 30. Come dicevamo prima, l’operatore ferma la macchina solo se necessario. Il concetto Push to Stop è disponibile sulla nuova generazione di Speedmaster, esattamente per le serie XL 75, CX/SX 102, XL 106 e XL 145/162, equipaggiate con il Prinect Press Center XL2, il Wallscreen XL, l’AutoPlate mPro o AutoPlate XL2 per il cambio lastre automatico e l’Inpress Control 2. Questa filosofia verrà tuttavia applicata anche nella stampa digitale sulla Primefire 106.
Un “navigatore” per le macchine da stampa Il cuore operativo della nuova generazione di Speedmaster è il Prinect Press Center XL 2, che include il software brevettato Intellistart 2 e il sistema d’assistenza Intelliguide. Nel 2008 Heidelberg aveva già messo a punto Intellistart, il primo e ancora unico software intelligente per il cambio lavoro. Come i sistemi di navigazione utilizzati nelle automobili, Intellistart 2 calcola il “percorso” più breve per l’avviamento e il nuovo display di Intelliguide indica l’avanzamento dell’avviamento in tempo reale. L’operatore può dunque visua-
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lizzare l’intera sequenza dei processi automatizzati e capire quando è necessario un intervento manuale, garantendo un passaggio ottimale da un lavoro all’altro. Per avviamenti più complessi con frequenti cambi d’inchiostro e vernice – in particolare nella stampa di packaging – Intelliguide offre un supporto unico, prevenendo errori e aumentando la produttività netta.
Produttività ininterrotta per gli stampatori commerciali
La nuova generazione di Speedmaster XL 106 in due configurazioni diverse: una XL 106 6 LYYL - 6 colori e doppio verniciatore - per il mercato del packaging e, sopra, una XL 106 8P - 8 colori e dispositivo di voltura per la bianca e volta - per la stampa commerciale. Nel primo caso il tempo per un cambio lavoro è di 5 minuti, mentre nel secondo caso, come dimostrato a drupa, vengono stampati tre lavori diversi in 8 minuti.
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Prinect Press Center XL 2 è il cuore operativo della nuova generazione di Speedmaster e include il software Intellistart 2 e il sistema d’assistenza Intelliguide.
Nel caso degli stampatori commerciali che si trovano a gestire lavori standardizzati con numerosi cambi, Intellistart 2 può contribuire a trasformare la stampa totalmente autonoma in una realtà. Per la prima volta è possibile preparare lavori multipli e creare una coda di stampa mentre la macchina è ancora in produzione. L’operatore può modificare la sequenza dei lavori in coda attraverso il ‘drag and drop’, mentre Intellistart 2 calcola automaticamente la nuova sequenza dei lavori di stampa. Inoltre, i processi vengono automaticamente avviati nel caso di un cambio lavoro. Lavorando in sinergia con il Prinect Inpress Control 2, il nuovo modulo software ‘Quality Assist’ riconosce quando i parametri di stampa sono all’interno delle tolleranze predefinite e avvia automaticamente la produzione. Inoltre, i bassi tempi di produzione sono imputabili alla possibilità di eseguire simultaneamente una serie di operazioni che in passato erano consecutive. Ad esempio, il lavaggio dei gruppi inchiostratori può avvenire mentre il motore principale si occupa del cambio lastre o del lavaggio dei cilindri caucciù e stampa. Il cambio lastre, grazie ad AutoPlate XL 2, avviene in un minuto e 20 secondi e anche i processi di lavaggio si sono velocizzati e avvengono alla velocità di 3.000 rotazioni/ora.
Eccellenza operativa per gli stampatori di packaging La stampa di packaging è un processo meno standardizzato rispetto alla stampa commerciale, in quanto prevede l’utilizzo di colori speciali e la necessità di più interventi da parte dell’operatore. Una delle novità chiave in questo ambito è la tecnologia brevettata Hycolor Multidrive, che consente di gestire le unità d’inchiostrazione e bagnatura in modo indipendente rispetto al motore principale. Ma ci si può spingere ancora più in là e, ad esempio, tenere fermo un gruppo stampa quando non serve, senza sganciarlo dal motore principale, al fine di non sbilanciare l’intero processo e di mantenerlo stabile. In pratica viene sganciata la parte meccanica, ma il gruppo stampa non viene disinserito e rimane sempre connesso al motore principale, pur girando a vuoto. Quando il gruppo è “staccato” l’inchiostrazione è ferma, come pure il cilin-
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Grazie alla moderna interfaccia Wallscreen XL l’operatore può monitorare in tempo reale tutto ciò che avviene sulla macchina da stampa. A destra, Mauro Antonini (Heidelberg Italia) controlla il registro di un foglio stampato.
dro lastra, ma tramite il Multidrive è tutto collegato. Se da un lato ciò consente di risparmiare il tempo solitamente impiegato nel disinserimento del gruppo stampa, dall’altro il motore principale rimane stabile e non è affetto da vibrazioni, indipendentemente da quanti e quali gruppi d’inchiostrazione sono inutilizzati. Anche l’unità di verniciatura è caratterizzata da un livello superiore di automazione grazie all’introduzione di AutoPlate Coating Pro, un dispositivo per il cambio lastra di verniciatura completamente automatico presentato a drupa.
Feedback positivi dai beta-test I feedback delle due aziende tedesche che stanno utilizzando la nuova generazione di Speedmaster XL 106, rispettivamente uno stampatore commerciale e uno stampatore di packaging, sono molto positivi. Ad esempio, la colordruck company di Baiersbronn, leader in Europa nella stampa di packaging, sta utilizzando una Speedmaster XL 106 a 6 colori con gruppo di verniciatura e sistema AutoPlate per cambio lastre automatico da aprile di quest’anno. “Ci siamo focalizzati su qualità e affidabilità”, ha spiegato il direttore generale Martin Bruttel. “E per farlo abbiamo bisogno delle tecnologie più moderne ed evolute sul mercato. Grazie alla nuova offset è aumentata ulteriormente la nostra efficienza operativa. Nella stampa di packaging il lavaggio di un gruppo d’inchiostrazione, quando si passa da un colore scuro a uno chiaro, è molto importante. “Con il nuovo Hycolor Multidrive i gruppi d’inchiostrazione o i caucciù e i cilindri stampa possono essere lavati durante il cambio lastra. Si riducono dunque i tempi di make-ready, anche nel caso dei lavori più complessi”. Da diversi mesi lo stampatore commerciale Aumuel-
“In Italia sono state già vendute tre macchine basate sulla filosofia del Push to Stop”, dice Mauro Antonini di Heidelberg Italia. “In particolare una di queste macchine verrà consegnata entro la fine dell’anno all’Athesiadruck di Bolzano, un cliente che in trent’anni ha sempre utilizzato macchine della concorrenza. Davvero una grande soddisfazione per noi”. ler di Regensburg sta stampando con una nuova Speedmaster XL 106 a 8 colori con dispositivo di voltura per la bianca e volta. Quando il modello di business è quello del web-to-print, i tempi di avviamento più brevi possibili e l’efficienza produttiva sono due fattori chiave per l’azienda, al fine di assicurare consegne sempre più rapide, indipendentemente dalla tiratura. Frequenti cambi lavoro, in particolare, devono essere gestiti in modo intelligente. “Grazie all’elevato livello di automazione e a Intellistart 2, la nostra produttività è aumentata considerevolmente e siamo in grado di preparare un lavoro stampato in quadricromia in bianca/volta in meno di tre minuti”, spiegano Christian e Stefan Aumueller. “In nove mesi abbiamo già cambiato 121.000 lastre e stampato 15.000 lavori sulla nuova Speedmaster XL 106-8-P.
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Longo Creatività italiana, precisione tedesca
L’incontro con il top management della storica azienda milanese è l’occasione per fare un primo bilancio a quasi un anno dai due importanti investimenti in macchine da stampa, firmate Heidelberg e HP Indigo.
di Achille Perego
Il perfetto mix per l’azienda altoatesina, che ora vuole ricoprire il ruolo di partner di fiducia per il cliente non solo per la stampa ma per ogni tipo di comunicazione.
Si sente un che “ponte e Sud”, la creaUn’azienda nontra haNord tradito la suatra origitività italiana e la precisione Del resto ne: quella di essere un punto tedesca. di riferimento non potrebbe essere altrimenti per un’azienda a livello internazionale per la stampa di alta e altoatesina che, fin 1957, messo radici altissima qualità perdal i brand piùhaesclusivi del lus-a Bolzano e dal 1989 è attiva anche in Germania so, della moda, dell’arredamento e dell’automoticon una sede ad Europa, Augsburg, ve sparsi in tutta Usavicino e Asia.a Monaco di Baviera. E Nava Press, in poco meno di due anni, da Nata come e centro litografico per mano di quando cioèfotolito la storica “tipografia” milanese è staOswald Longo, degli attuali amministratori ta acquisita dal padre gruppo Rotolito Lombarda, è Günther Harald, con una passo grandeinpassione e una riuscita aefare un ulteriore avanti: quello straordinaria nella ma produzione di meravidi non perderecapacità il suo “Dna” anzi di valorizzargliose litografie fattepiù a mano, negli anni lo rendendo ancora performanti i suoi’70 e ’80 ha vissuto un di di forte crescita e sviluppo, “stampati” sia periodo dal punto vista della realizzaziograzie al quale è riuscita a posizionarsidella tra le prime ne grafica sia da quello dell’efficienza aziende Italia per i lavori di riproduzione. Fu adcapacitàinproduttiva. dirittura la prima anche a riprodurre le prove di stampa Che poi si riflette sull’organizzazione del su una macchina offset. Una crescita proseguita lavoro e sui risultati, aumentando la redditività einrafforzata nelche, tempo, chedioggi, Longo è un mercato pur tanto essendo alta la gamma, una delle più dinamiche e versatili medie è comunque esposto alla concorrenza e allaimprecomse familiari settore, con un’attività e un’offerta petizione suinel prezzi. al mercato prepress alla stampa Perché, se èche verovanno che ledalla grandi griffe, per offset, dal digitale al web to print fino al packaging. tradizione, sono più attente alla realizzazione Con di primo livello siadai nellibri settore (dalleclienti brochure ai cataloghi, agli editoriale inviti (dalle editrici italianeesclusivi, a quelle tedesche) sia in per glicase eventi) di prodotti oggi anche quello dei prodotti commerciali (brochure e catala componente “costo” non viene trascurata inloghi) per le aziende. sieme con altri aspetti decisivi come la flessibilità produttiva e la logistica.
di Achille Perego
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Per quella è oggi Nava Press Ma diventare qual è oggi lache fotografia e quella che vuole essere ancora di più in della Longo? futuro, in base a precise strategie aziendali, so“Un’azienda che conta dueprimi sedi mesi attive” no stati necessari – fin dai neispiegano quali Günther e Harald Longo: “la casa madre Longo i manager di Rotolito Lombarda hanno iniziato Spa, una società per azioni a conduzione familiare a gestire Nava Press, in coordinamento e sotto a la sede Longo Deutschland laBolzano guida diePaolo Bandecchi, presidente GmbH e ad delad Augsburg (Augusta), vicino a Monaco di gruppo che ha il suo quartier generale a Baviera. Seggia- I nostri 80 collaboratori a Bolzano sono specializzati no di Pioltello – un intervento di riorganizzazionel servizio di prestampa, nellaproduttivi stampa offset, nel ne ed efficientamento dei cicli e nuovi packaging. A Bolzano è presente anche il nostro investimenti in tecnologie. Il primo investimento reparto R&S, impegnato nella nella continua ricerca a esseredi stato deciso e realizzato scorsa priemavera sviluppo di nuove tecniche di stampa, come Inaveva riguardato l’installazione di una HP ®. Augsburg, che conta 20 collaboratori, tenso Plus Indigo 7800 per dotare anche Nava Press di un èimpianto invece specializzata nella stampa digitaleaecui nella di stampa digitale, investimento fornitura di soluzioni web to print per la gestione, era seguita a stretto giro quello per una nuova da parte delle imprese clienti, dei6LX3 loro mezzi di coHeidelberg Speedmaster XL 106 LE entrata municazione. in produzione all’inizio dell’estate. Due anni fa abbiamo intrapresoaveva un percorso Allora, lo stesso Paolo Bandecchi com- di rinnovamento importante che non ha tradito il nomentato l’installazione della HP Indigo inserendo stro Dna, ma ci ha permesso di identificare questa scelta nel piano strategico di Rotolito perun chiaro obiettivo di sviluppo, chebrand nell’ofNava Press: «I nostri clienti, sia tra interno i maggiori ferta ai nostri clienti. Obiettivo ultimo è quello internazionali del lusso, vogliono la certezza di di supportare le aziende creazione, produzione avere stampati di alta nella qualità per esaltare la belelezza gestione della loro comunicazione, posizionandodei loro prodotti e differenziarsi dai loro ci tra quei partner di fiducia cui affidarsi quando concorrenti. La nostra nuovaa capacità di stampa si desiderano tecnologie innovative, cura artigiadigitale offre questa differenziazione e permette di nale e una grande passione. Quindi non vogliamo stampare prodotti ad alto impatto».
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Da sinistra, Harald e Günther Longo, alla guida della azienda fondata dal padre Oswald.
occuparci sola stampa, ma anche garantire Bandecchidi sempre allora aveva sottolineato an- ai nostri partner una gestione più efficiente dei che l’importanza dell’installazione della nuovaloro mezzi, nel rispetto un’alta aqualità di produzioHeidelberg, che si èdiaggiunta un parco macchine. In questo, le nostre origini ci aiutano: senne piane tutte della stessa casa tedesca giàcipretiamo spesso un ponte tra Nord e Sud, dove la cresenti in Nava, che, insieme con la HP Indigo «rapatività italiana da una parte e lo zelo associato alla presentano un impegno significativo al servizio precisione tedesca, rappresentano un giusto mix. dei nostri clienti ciò e aumentano nostro status di e Questo è anche che siamo ilcome altoatesini, fornitore mondiale di prodotti di qualità». quello che ci rende credibili”. A meno di un anno da questi due investimenQuali scelte avete attuato per nella ti strategici, Il Poligrafico ha incontrato, raggiungere questi storica sede di Nava Pressobiettivi? in Via Breda a Milano, Emanuele Bandecchi, “Abbiamo portato avanti direttore una seriemarketing di miglioradi Rotolito Lombarda e amministratore Nava menti interni: a partire dalla maggiore di centralità decisionale tra leMarsanasco, due sedi, per all’implePress, e Joseph dgpassare di Rotolito con mentazione di gestionali informatici a supporto la responsabilità sullo sviluppo e gli investimenti delle vendite, produzione dell’amministratecnologici, perdella tirare un primo ebilancio, con un zione, al fine di migliorare l’efficienza l’operatifocus particolare sul salto di qualità e ievantaggi vità interna, senza dimenticare l’attenzione verso produttivi apportati dalla nuova Heidelberg.
l’ambiente. Anche la nostra immagine verso La nuovaèmacchina (in formato l’esterno stata rinnovata, grazie 75x105 a una nuoa colori), Identity, come detto, è inserita in un la vasei Corporate chesiesprime al meglio parco che comprendeva una XL 105 nostraoffset missione e i valori chegià contraddistina 7 colori più spalmatore e UVesiste installata con guono il nostro operato. Non distinziouna configurazione permette, ne tra le nostre dueesclusiva sedi. Purche essendo in due tra l’altro, la sovrastampa con inchiostri UV Paesi diversi, le attività e l’offerta provengono dopo quella a 5 colori, l’utilizzo di due sempre dal marchio e dall’azienda Longo. Inspalmatori acrilici UVdiper effetti siastampa lucidi difatti, i nostri reparti prestampa, sia opachi e la possibilità di stampare svagitale, offset, packaging e servizi onlinesu lavorariati materiali, dal Pvc al metallizzato, al carno indistintamente sia per il mercato italiano toncino. che tedesco (Germania, Austria e Svizzera) e i Sempre del reparto macchine piane di Nava nostri collaboratori sono per la maggior parte Press fanno parte anche una Heidelberg perfettamente bilingui”. CD 72-102 a 8 colori in linea più spalmatore, una CDsono sempre 72x102 ai a 6quali colori più spalQuali i clienti puntate? matore e una Speedmaster SM52 35x50 a 6 “La tradizione ci vuole Tutte stampatori offsettranne su focolori più spalmatore. macchine, glio e bobina ed esperti nel prepress e infatti la 8 colori, bivalenti e trivalenti. lavoriamo sempre con grandi gruppi ediMa la forzada produttiva di Nava Press allinea toriali internazionali, con sede in Germania. anche una rotativa M600 a 16 pagine e 7 coL’altaanch’essa risoluzione fotografica, la specializzaziolori, nella sua configurazione par ne nelle nobilitazioni e nel finishing e, in generale, nell’alta qualità di stampa ci rendono i partner di fiducia nel settore dei volumi fotografici e, nello specifico, food & wine, cinema, sport, viaggi, musica, moda, tempo libero. Oltre all’editoria, lavoriamo anche per grandi gruppi industriali e commerciali attivi nel settore dell’utensileria, dell’high-tech, della moda, del food e del personal care in Germania e in Italia. Poter allargare la nostra offerta alla stampa digitale, al packaging, ai materiali POS e ai servizi gestionali web-based, ci rende un interlocutore flessibile e dinamico”.
L’azienda Rotolito Lombarda aveva raggiunto l’acL’azienda
cordo con gli azionisti della Nava (la terza L’azienda Longo è stata fondata a Bolzano, generazione della famiglia) per acquisire il in Alto Adige, nel 1957 da Oswald Longo ramo stampa a maggio del 2014 e l’intesa padre degli attuali amministratori Günther e era stata perfezionata entro fine giugno per Harald. Nata come fotolito, l’azienda ha cosegnare definitivamente il passaggio aziominciato la sua forte crescita negli anni ’70 nario e della gestione al gruppo guidato da e ‘80, posizionandosi tra le prime aziende Paolo Bandecchi il 1° luglio di due anni fa. in Italia per i lavori di riproduzione e addiritFondata nel 1922 dall’omonima famiglia, tura la prima a riprodurre le prove di stamNava è diventata l’azienda di stampa alla pa su una macchina offset. Attiva dal 1989 quale fanno riferimento i maggiori brand anche in Germania (ad Augsburg, vicino mondiali del lusso e della moda. L’acquia Monaco di Baviera) con il suo centro di sizione ha riguardato, attraverso la newco competenza per la stampa digitale e per la Nava Press, il ramo d’azienda di stampa fornitura di servizi online, Longo non ha mai (commesse, dipendenti, impianti, maarrestato la sua corsa verso l’espansione. gazzino) e non la Nava Milano che contiOggi, accanto alla lunga esperienza nella nua la sua attività con la Divisione Design, stampa, l’azienda può vantare un grande specializzata nella produzione di oggetti know-how nel settore della comunicazione (agende, pelletteria ecc.) dedicati al mondo in generale, sia offline che online e di tutti i del lavoro contemporaneo con l’intento di servizi ad esso collegati. sviluppare e di ricercare prodotti di design innovativi.
Fin dall’inizio la strategia è stata quella di consolidare il marchio Nava Press nel suo A 60 anni dalla sua fondazione come censettore rendendolo ancora più competitivo tro litografico e con i suoi 100 collaboratori, e ampliando la presenza sui mercati interrappresenta oggi una delle realtà imprendinazionali. toriali familiari più versatili e dinamiche nel Strategia che in meno di due anni ha copanorama delle medie imprese grafiche minciato a dare i suoi frutti con un fatturaitaliane. to che nel 2015 ha raggiunto 40 milioni di A partire dal 2014 è stato avviato un geeuro occupando un centinaio di addetti. nerale riposizionamento aziendale, strutFanno parte della strategia di crescita anturando l’organizzazione interna in quattro che gli accordi siglati con partner interdivisioni: Creative, Online, Print e Service. nazionali per delocalizzare la stampa di La prima racchiude il reparto di prepress e commesse di clienti storici di Nava Press creativo; la divisione Online è specializzata e destinate ai paesi asiatici. Nava Press nell’implementazione di piattaforme web to gestisce e controlla tutte le fasi produttive print; Print con i dipartimenti di stampa ofa garanzia del mantenimento degli elevati fset, digitale e da ultimo il packaging. standard qualitativi delle produzioni realizA completamento, da pochi anni è attivo zate a Milano. anche un reparto Service per eventuali servizi di logistica e confezionamento.
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Longo
Come è avvenuto il vostro riposizionamento sul mercato? “Nell’ultimo decennio, dopo la crisi del settore grafico e della stampa e le conseguenti accelerazioni nel digitale, ogni azienda si è trovata costretta a confrontarsi con nuovi paradigmi e dinamiche. Ma nella corsa verso il nuovo, si tende spesso ad essere precipitosi, a voler essere i first mover, rischiando di inciampare in insidie non calcolate. Un esempio su tutti, la prima generazione di print shop online in Germania, mercato che conosciamo piuttosto bene. Abbiamo notato che molte aziende si sono cimentate nella vendita attraverso questo di Achille Perego nuovo canale. I fatturati, dopo una prima fase di crescita, hanno mostrato però una certa stagnazione. Oggi, che invece, secondalagenerazione Un’azienda nonuna ha tradito sua origi- di shop online, maggiormente orientata al servizio, ne: quella di essere un punto di riferimento responsive e user-friendly, ha preso piede. Questo a livello internazionale per la stampa di alta e per spiegare che il mondo digitale è il nuovo trend altissima qualità i brand esclusivi del luse dobbiamo farneper parte, mapiù dall’altra dobbiamo so, della dell’arredamento e dell’automotiavere benmoda, chiaro i rischi che corriamo e la meta ve in tutta Europa, Usa e Asia. chesparsi vogliamo raggiungere”. E Nava Press, in poco meno di due anni, da Quali sono vostre strategie di è staquando cioè lale storica “tipografia” milanese crescita per il futuro? ta acquisita dal gruppo Rotolito Lombarda, è riuscita ulteriore passo in nostra avanti: propoquello “I settoriaafare cuiun ci rivolgiamo con la stanon sono principalmente due:ma l’editoria le aziende di perdere il suo “Dna” anzi dievalorizzarcon finalità commerciali. Entrambi ii suoi target rivelo rendendo ancora più performanti stono per noi un’importanza strategica fondamen“stampati” sia dal punto di vista della realizzaziotale. Da una parte abbiamo clienti storici con cui ne grafica sia da quello dell’efficienza della collaboriamo da anni e che ci annoverano tra i loro capacità partner diproduttiva. fiducia, per la precisione nel fotoritocco Che poi si riflette anche sull’organizzazione e nell’impaginazione e soprattutto per l’usodel delle lavoro e sui risultati, la redditività tecniche di stampa daaumentando noi sviluppate, come Inten® e la nuova in mercato che, pur essendo di alta gamma, so un Plus tecnica Multicolor. Dall’altra, aumentato presenza commerèabbiamo comunque esposto la allanostra concorrenza e alla comciale sul territorio petizione sui prezzi.germanofono e nel Nord-Italia
nei confronti delle aziende attive nel commercio e nell’industria”.
Quali sono le armi vincenti per un’azienda come Longo? “L’arma vincente per un’azienda come la nostra è una sola: i nostri collaboratori e collaboratrici. Ogni anno organizziamo corsi di formazione interni sia su competenze trasversali, quali la conoscenza di almeno lingue (estremamente imPerché, se due è vero che straniere le grandi griffe, per portante per i mercati a quali ci rivolgiamo), la motivazione ma anche su alla specifiche tematiche, tradizione,ecc., sono più attente realizzazione che hanno quale filo conduttore: l’aggiornamento sui brochure prodotti, l’evoluzione le novità (dalle ai cataloghi,del daimercato, libri agli inviti in ambito tecnico e tecnologico nel nostro settore. per gli eventi)del di settore prodottihaesclusivi, oggiinfluito anche anL’evoluzione ovviamente che sulle competenze chiave cercate sul mercato. la componente “costo” viene trascurata tradiinLa maggior parte dellenon figure professionali zionali presenti in azienda ha lasciato lo spazio a sieme con altriaffini aspetti decisivi comedigitale. la flessibilità nuove risorse con il mondo L’ampliamento dell’offerta, dalla sola stampa a partner produttiva e la logistica. per la comunicazione di impresa, ha contribuito a creare nuovi posti di lavoro per persone giovani e desiderose di nuove sfide (programmatori web, grafici, productquella manager). la nostra Per diventare che èE oggi Navaricerca Press non si fermerà qui”. e quella che vuole essere ancora di più in
Sono allo studio o già attuati anche nuovi commerciali come losofuturo, modelli in base a precise strategie aziendali, shop online. Di che cosa si tratta e come ponete indai questo mercato no stati vi necessari – fin primi mesi nei quali a differenza anche della generale i manager di Rotolito hanno iniziato concorrenza del Lombarda print to web?
“Come giàNava spiegato abbiamo deciso consaa gestire Press,prima, in coordinamento e sotto pevolmente di non far parte della cosiddetta prima generazione coloro chepresidente si cimentarono con la guida di Paolodi Bandecchi, e ad del nuovi modelli commerciali, per l’appunto gli shop online. nel cosiddetto ‘oceanoablu’ gruppo Muoversi che ha il suo quartier generale S e mi-
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Due sedi. Scorcio del reparto stampa offset nella sede di Bolzano. La sede di Augsburg è dedicata alla stampa digitale.
schiarsi tra tanti pesci non faceva al caso nostro. Ecco perché abbiamo deciso di proporre un modello diverso, ovvero la creazione ed implementazione di soluzioni online create su misura per il nostro cliente. Ogni azienda ha prodotti diversi da stampare. Ogni azienda, soprattutto se pensiamo ai grandi gruppi multinazionali, ha diverse sedi da gestire, ma ogni azienda ha comunque una sua identità e una sua riconoscibilità di marca, una sua Corporate Identity da mantenere. I nostri moAllora, lo stesso Paolouna Bandecchi aveva comdelli rappresentano soluzione di continuità mentato l’installazione della HP Indigo inserendo con la clientela perché permettono di gestire facilquesta la scelta nel piano strategicodidimezzi Rotolito per mente creazione e produzione stampaNava Press: «I nostri clienti, tra i maggiori brand ti, scegliendo la tecnica di stampa preferita e sceinternazionali voglionoelafinishing certezzaideale di gliendo il gradodeldilusso, nobilitazione stampati di alta qualità per esaltare la beleavere originale”. lezza dei loro prodotti e differenziarsi dai loro concorrenti. La nostra nuova capacità di stampa Qual è stato l’ultimo, importante digitale offre questa differenziazione e permette di vostro investimento nella struttura produttiva? stampare prodotti ad alto impatto». Bandecchi sempre allora aveva sottolineato “Da pochi mesi, è entrata a far parte a pienoantitolo che l’importanza dell’installazione della nuova del ciclo produttivo Longo una macchina HeidelHeidelberg, che si èXL aggiunta un Assieme parco macchiberg Speedmaster 106 7LaUV. con la ne piane tutte della stessa casa tedesca già pre-PL Heidelberg XL 105/6 LYYL e alla XL 105/10 senti in Nava, insieme la HP Indigo «rapportiamo così ache, quota tre le con macchine per la stampresentano un impegno significativo al servizio pa offset. La Speedmaster, in particolare, è una dei nostri clienti e aumentano il nostro di macchina progettata sulla base dei piùstatus alti stanfornitore mondiale di prodotti di qualità». dard tecnologici presenti sul mercato: dotata di 7 A menoper di un anno dadiquesti investimencastelli la stampa coloridue Pantone, metalliti strategici, Il Poligrafico ha incontrato, nella ci, UV e vernici di vario genere. Le nobilitazioni, storica sede di Naval’asciugatura Press in Via Breda Milaesattamente come rapidaadei colori no, Emanuele Bandecchi, direttore marketing UV, avvengono inline, grazie a lampade UV spedi Rotolito Lombarda e amministratore di Nava ciali, a basso consumo energetico. I nostri reparti Press, e Joseph Marsanasco, dg di Rotolito di prestampa e packaging invece lavorano con in bala responsabilità sullo sviluppo e gli investimenti se a workflow automatizzati, rispettivamente Agfa tecnologici, tirare riguarda un primolabilancio, un ed Esko. Perper quanto stampacon digitale, focus particolare salto di qualità i vantaggi abbiamo scelto disul non affidarci a une unico partproduttivi dalla nuova Heidelberg. ner, ma di apportati poter sfruttare al meglio le potenzialità
di più tecnologie. Il vantaggio è quello di renderci maggiormente flessibili e versatili. Accanto a due La nuova digitali macchina (in installate formato 75x105 macchine Konica presso la nostra a sei colori), come detto, è inserita in un sede di Ausburg, abbiamo si anche impianti Xeikon e parco offset che comprendeva già una XL 105 una HP Indigo. Chiudono il nostro reparto stampa a 7 colori più spalmatore e UV installata serie di macchine per il finishing, linee con di taglio, una configurazione esclusiva che permette, piegatrici, fascettatrici, linee di brossura, perforatra l’altro, la sovrastampa concellofanatrici, inchiostri UVplotter trici, cordonatrici, foratrici, dopo quella a 5 colori, l’utilizzo di due da taglio. spalmatori acrilici UV per effetti sia lucidi Infine, il nostro reparto packaging può contare sia opachi e la possibilità di stampare su sva- tirasulle macchine di cui sopra e, per le piccole riati materiali, dal Pvc al metallizzato, al car- POS, ture, per la creazione di campioni e materiali toncino. su plotter da stampa, plotter da taglio, macchine Sempre del reparto macchine piane di Nava digitali Fuji, fustellatrici e piega incolla”. Press fanno parte anche una Heidelberg CD 72-102 a 8 colori in lineadimensione più spalmatore, Considerate la vostra una CD sempre 72x102 a 6 colori più spaladatta per competere sul mercato? matore e una Speedmaster SM52 35x50 a 6 “Riteniamo la nostra dimensione quellatranne maggiorcolori più spalmatore. Tutte macchine, mente valida per il momento storico che sta vila 8 colori, bivalenti e trivalenti. vendo il nostro settore, ma soprattutto per Ma la forza produttiva di Nava Press allinea la fase che una vive rotativa l’aziendaM600 oggi.aUna media edimensione anche 16 pagine 7 coci permette da un lato di poter essere abbastanza lori, anch’essa nella sua configurazione par strutturati da poterci interfacciare con realtà di una certa dimensione, sia in termini di risorse disponibili che di know-how. Dall’altra, non abbiamo perso quella cura e quell’attenzione al cliente che da sempre ha contraddistinto il nostro operato, fin dai tempi di Oswald Longo. I processi sono rimasti snelli, la capacità di reazione veloce. Sia online che offline, dietro ad ogni singola commessa, c’è sempre un nostro collaboratore, capace di trattare il progetto con i ‘guanti di velluto’, come voleva l’antica arte del manoscritto. Ma i compiti a casa non sono ancora finiti...”.
Sicurezza nei risultati. “Siamo partner di fiducia per molti clienti, soprattutto per la precisione nel fotoritocco e nell’impaginazione e per l’uso di speciali tecniche di stampa da noi sviluppate”.
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Digital Printing Forum, si replica il successo di drupa Alla stampa digitale, protagonista della kermesse tedesca, è stata dedicata una giornata tutta italiana organizzata da Stratego Group. Protagonisti: fornitori e utilizzatori di tecnologie, indirizzate ormai a tutti i segmenti, dalla stampa commerciale al packaging ed etichette.
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Sala gremita, lo scorso 28 giugno, presso l’Hilton Garden Hill di Milano per la 22ma edizione del Digital Printing Forum, dove vendor e aziende grafiche si sono riuniti per fare il punto sulle novità più significative emerse a drupa in termini di tecnologie e di trend. Enrico Barboglio, CEO di Stratego Group, ha presentato una serie di interessanti dati di InfoTrends. A drupa 2012 si diceva che la stampa era morta; drupa 2016 ha dimostrato il contrario: la stampa offset ha registrato una crescita del 7%, la stampa digitale del 9% e il digital advertising del 15%. Le aziende del digitale hanno avuto una presenza particolarmente significativa a drupa, anche in termine di superficie espositiva. È stata una drupa dalle molte sfaccettature: digitale, inkjet 3.0, B1 digitale, packaging digitale, nobilitazione degli stampati, produttività, digital workflow, hybrid printing, industry 4.0. La prima tavola rotonda ha visto la partecipazione di: Marco Gaviglio (Luxoro), Davide Garavaglia (Pitney Bowes), Antonio Maiorano (HP), Giorgio
Bavuso (Ricoh Italia), Andrea Basso (Fujifilm Italia) e Maurizio Ronzoni (Canon Italia). Al centro del discorso innovazione tecnologica e vision. Il digitale oggi non è più soltanto una tecnologia di stampa, ma una soluzione comprensiva di finishing, è stato il pensiero di Maiorano, a cui ha fatto eco Basso asserendo che la tecnologia digitale è ormai una certezza. Una certezza con peculiarità specifiche, che le consentono di convivere con gli altri strumenti di comunicazione in una sinergia prolifica per tutte le parti in causa, ha detto Ronzoni. Un pensiero condiviso anche da Bavuso, che ha ricordato come il claim usato per drupa Open new worlds voglia restituire una nuova visione, che trasforma il vendor da fornitore di tecnologia in consulente a 360°. Questo cambiamento è stato presentato anche
Enrico Barboglio, CEO di Stratego Group.
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Alessandro Beltrami, presidente di TAGA Italia, ha moderato la tavola rotonda degli stampatori.
da Garavaglia, che ha affermato che il cliente finale è pronto per mutare i processi produttivi, ma ha bisogno altresì di essere supportato da un fornitore che deve ampliare i servizi offerti. A conclusione Gaviglio, che ha riportato il discorso sulle possibilità della stampa inkjet e sull’allargamento nelle opzioni di decorazione ad essa correlate. Emilio Albertini (Cosmografica Albertini), Giovanni Antonuzzo (Rotomail), Carlo Emanuele Bona (Vincenzo Bona), Joseph Marsanasco (Rotolito Lombarda) e Claudio Rossi (Faenza Group) sono stati i protagonisti della seconda tavola rotonda, moderata da Alessandro Beltrami, presidente di Taga Italia. Ad aprirla è stato Rossi, che ha posto l’accento sul gap che si crea fra aziende grandi e aziende piccole per quanto riguarda le possibilità d’investimento, in quanto per ogni tipologia di prodotto servirebbe una tecnologia diversa. A tale proposito, l’edizione 2016 di drupa è stata molto rilevante, come ha spiegato Bona: quest’anno i vendor hanno avuto un approccio diverso, spiegando non solo come funziona una certa tecnologia, ma concentrandosi soprattutto sulle sue possibilità applicative. Un’evoluzione che è stata sottolineata anche da Marsanasco. Un altro aspetto emerso dalla discussione
è l’importanza di investire in un sistema gestionale, che stia a monte della stampa vera e propria. Spesso, il cambiamento passa da qui. Antonuzzo ha però sottolineato come questa necessità leghi a filo doppio gli stampatori ai fornitori di queste soluzioni, quasi sempre a base cloud, che possono diventare una “minaccia”. Albertini, la cui azienda non usa alcun sistema digitale, ha riportato il discorso sul fatto che, ad oggi, fra i produttori di packaging, lo scetticismo verso il digitale è legato a un problema di costi, che per questa tecnologia non sono ancora noti, e a uno scarso interesse per la customizzazione da parte dei clienti finali. In ogni caso, la differenza qualitativa fra offset e digitale – nonostante i grandi passi in avanti ricordati da Marsanasco – continua a essere il principale problema: il raggiungimento dei colori Pantone è difficoltoso e i processi di finitura digitale non sono all’altezza di quelli tradizionali. Dopo il pranzo e il networking, i lavori sono ricominciati con due sessioni parallele, una dedicata a editoria, comunicazione e multicanalità, l’altra a packaging e labelling. Ad aprire la prima sessione è stata Luana Porfido di Fujifilm, che ha parlato dei “trend in motion” e ha presentato due case di successo (Faservice e CEWE) che, grazie alla tecnolo-
I partecipanti della tavola rotonda dei fornitori di tecnologie. Da sinistra: Marco Gaviglio di Luxoro, Davide Garavaglia di Pitney Bowes, Antonio Maiorano di HP, Giorgio Bavuso di Ricoh Italia, Andrea Basso di Fujifilm Italia e Maurizio Ronzoni di Canon Italia.
gia di Jet Press 720S, hanno potuto entrare in nuovi mercati e ampliare la gamma di servizi offerti. Ha poi preso la parola Giacomo Ariboni di Pitney Bowes, che ha presentato una carrellata delle novità mostrate a drupa: dalle soluzioni software per l’ottimizzazione Clarity Solutions al sistema inkjet roll to cutsheet Accelejet, passando per la versione evoluta del sistema di imbustamento Epic e i sistemi inkjet ComColor X1, commercializzate grazie a un accordo con RISO.
I partecipanti della tavola rotonda degli stampatori. Da sinistra: Emilio Albertini di Cosmografica Albertini, Giovanni Antonuzzo di Rotomail, Carlo Emanuele Bona di Vincenzo Bona, Joseph Marsanasco di Rotolito Lombarda e Claudio Rossi di Faenza Group.
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Alessandro Mambretti, di Ricoh Italia, ha illustrato il posizionamento di Ricoh in un mercato, quello del production, in cui il produttore è entrato nel 2008. Il claim Open new worlds si è esemplificato nell’introduzione come quinto colore
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del fluo sulle macchine elettrofotografiche, nell’utilizzo del Latex large format per applicazioni creative e innovative e nella decisione di puntare sulle soluzioni di workflow. Riccardo Porro di Canon Italia ha spiegato il leitmotiv #Unleashprint presentato a drupa, che sta alla base della trasformazione dei modelli di business legati alla stampa. Sullo stand di più di 3.000 metri quadrati, Canon ha esplorato nuovi campi come la stampa 3D, la stampa funzionale, la multicanalità e il packaging. Tra gli esempi di appli-
cazioni reali prodotte sullo stand, la rivista tedesca Deutscher Drucker che è stata stampata in digitale su una JetStream 2400. A chiudere la sessione Federico Zucchetti di HP, che ha spiegato l’evoluzione dell’azienda negli ultimi 4 anni, in cui si è passati dalla stampa di servizio alla stampa di produzione e in cui sono state realizzate circa 350 installazioni al mondo. L’Italia fa la parte del leone con 19 installazioni di HP Indigo 10000 (che producono il 70% dei volumi Indigo in tutta Italia). In drupa sono state presentate varie novità tecnologiche. Sul fronte Indigo è stata presentata l’HDLA (High Definition Laser Array) per una resa qualitativa molto elevata. La possibilità di stampare su una più vasta gamma di materiali è diventata realtà grazie all’introduzione della HP Indigo 12000, regina dello stand per numero di unità vendute durante la fiera. Lanciata anche la nuova HP Indigo 50000 e presentato il nuovo sistema operativo PrintOS. Nella sessione sul packaging & labelling è intervenuto per primo Roberto Sofia di HP, che ha indicato le grandi aree su cui si indirizzano gli investimenti in innovazione della multinazionale: l’inkjet (HP non è solo ElectroInk), il laser, la riproduzione del colore che, come noto, in ambito digitale rappresenta ancora una fragilità, le nuove
applicazioni, da servire con soluzioni ad hoc. Su tutti questi aspetti ha mostrato i nuovi traguardi raggiunti in HP, incarnati nelle nuove macchine a bobina e a foglio, fra cui HP Indigo 8000 narrow web, da 80 m/min. In fiera, ha ricordato Sofia, HP ha mostrato anche i nuovi inchiostri fluorescenti e non, e un bianco opaco di grande coprenza, insieme all’innovativo sistema Pack Ready, basato su un laminato brevettato, per la realizzazione e saldatura di packaging flessibile, senza primerizzazione, ad alta velocità e qualità. Xeikon, con Marco Avanzi, ha accennato all’ibridazione come concetto-guida della ricerca nei prossimi anni, con sbocchi sia nel labelling sia nel cartoncino teso, e all’attenzione prestata alle soluzioni anticontraffazione. Si parla qui di Fusion come combinazione delle diverse tecnologie maturate in azienda, che mira a realizzare, one pass e con un’unica piattaforma software, tutti i passaggi della lavorazione, nobilitazione compresa. Intuibili i vantaggi, anche a livello di riduzione di costi e tempi di avviamento, amichevolezza dell’interfaccia con l’utente, e completezza del flusso. Le macchine saranno sul mercato per il prossimo Labelexpo Europe di Bruxelles. NTG Digital ha visto in campo Ignazio Binetti che, con l’aiuto di efficaci strumenti audiovi-
sivi, ha mostrato qualche esempio di stampa 3D. Una tecnologia che esiste da molto tempo, ha precisato il manager, ma da poco considerata nelle arti grafiche. Le applicazioni in campo comunicazionale sono moltissime – in atto e potenziali – tutte di sicuro effetto. Il fornitore di tecnologia rappresentato da NTG, l’israeliana Massivit, ha raggiunto nuovi traguardi di efficacia e velocità: 35 cm/h in media, raddoppiabile impiegando due teste di stampa che possono lavorare anche indipendentemente l’una dall’altra. Da ultimo, Marco Gaviglio di Luxoro, rappresentante italiano di Kurz, ha stupito il pubblico mostrando campioni di stampa ottenuti sulle stazioni di trasferimento del foil della serie DM Liner. Straordinario, soprattutto, l’effetto 3D ottenuto stampando in due dimensioni con le tecniche adeguate i Digital Metal foil della casa. La chiusura della giornata è stata affidata a Fausto Ceolini che ha presentato brevemente il concetto di Industry 4.0 e di un settore industriale sempre interconnesso e le possibilità che questo rappresenta per un paese come l’Italia dove la capacità di fare le cose per bene di certo non manca.
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Un ʼweb to printʼ di successo ha bisogno di entusiasmare costantemente i clienti con nuovi prodotti, servizi e soluzioni! INTERVISTA Unitedprint.com SE è una delle principali aziende di stampa in Europa e con i suoi marchi Print24, Easyprint, Unitedprint, Firstprint, Getprint, Printwhat, DDK PRINT BIG, Infowerk e Unitedprint Shop Services (USS) da oltre dieci anni è in grado di influenzare il mercato del settore tipografico europeo. Nell’intervista Ali Jason Bazooband, Direttore Innovazione e Marketing dell‘azienda, fornisce una panoramica esclusiva sul futuro del web to print, fornendoci informazioni dettagliate sulla storia del successo di Unitedprint. Sig. Bazooband, da più di un anno fa parte del Consiglio direttivo di Unitedprint.com SE, una delle aziende leader della stampa online in Europa. Quali sono i Suoi compiti e qual è la missione di Unitedprint? Ali Jason Bazooband: Si tratta del consolidamento permanente della nostra offerta grazie a nuovi prodotti, servizi e soluzioni e alle prestazioni che ormai ci contraddistinguono per offrire prezzi più bassi, la massima qualità dei prodotti e tempi di consegna più rapidi. In questo non si differenzia né la mia funzione personale, né la missione di Unitedprint con i suoi portali. E proprio per questa ragione che settimana dopo settimana apportiamo molte innovazioni, nuovi prodotti, servizi e soluzioni sul mercato. Sempre con la massima rapidità a beneficio dei nostri clienti, perché sappiamo tutti che: “Ha successo chi è utile al cliente!” Qual è l’obiettivo? Espansione o ulteriore internazionalizzazione? Bazooband: Per noi si tratta sempre di una crescita redditizia. L’internazionalizzazione è una delle competenze chiave di Unitedprint e da anni viene messa in pratica in modo molto professionale. Unitamente a prodotti, servizi e soluzioni interessanti, in cui il prezzo, la qualità
dei prodotti e soprattutto la rapidità delle consegne devono concordare, l’ internazionalizzazione rappresenta una grande sfida, ma soprattutto nel lungo termine ne vale assolutamente la pena. Nella mia esperienza ho notato che ciò che a livello nazionale va bene e riscuote successo presso i clienti, sul piano internazionale è ancora più richiesto. Pertanto ogni azienda dovrebbe fare bene i propri compiti sul territorio nazionale in modo da stabilizzarsi Ali Jason Bazooband, prima di ampliare il Direttore Innovation / Marketing di UNITEDPRINT SE proprio sistema di vendite all’estero. Se offrite ai vostri clienti così tanti nuovi prodotti, questo significa che nel lungo termine ci sia la realizzazione e il potenziamento di più stabilimenti produttivi sul territorio nazionale e all’estero?
"Print 4.0": il grande reparto di stampa della Unitedprint.com
Bazooband: Non necessariamente. Nel 2015 abbiamo messo online più di 100 nuovi prodotti e servizi, tra cui libri con copertina rigida e morbida, etichette in rotoli, nastri adesivi per pacchi, tessere plastificate con tecnologia RFID, ecc. Non possiamo e non dobbiamo produrre da soli ogni singolo prodotto. Al contrario
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cerchiamo i rispettivi esperti per quei prodotti, inserendo nel nostro workflow questi specialisti, facendo convergere così, in modo molto rapido, prodotto e mercato. Quindi la cooperazione e la collaborazione con altri produttori sono importanti? Bazooband: Una parte significativa dei nostri clienti e dei nostri partner sono tipografie – online o con una sede fisica – e ne siamo orgogliosi. Escludere il tema della cooperazione o della collaborazione è assolutamente fuori dalla realtà e non corrisponde alle nostre attività quotidiane. Gli stessi concorrenti ordinano da noi. Creiamo delle cooperazioni se sono vantaggiose per i nostri clienti, non cooperiamo però se non ci sono dei benefici o se addirittura ne potremmo essere danneggiati, mi sembra logico. Quali sono i più importanti gruppi di clienti di Unitedprint? Bazooband: Più clienti ordinano da noi, più ne siamo soddisfatti. E i clienti più importanti sono quelli che ordinano da noi volentieri e con regolarità! Questo ha molto a che fare con la lealtà e la fiducia reciproche. Per ogni gruppo di clienti ci sono dei
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marchi dedicati. Con Print24 (www.print24.com/ it/) serviamo l’ampio mercato di rivenditori, print buyer professionali, tipografie e agenzie. Mentre con DDK PRINT BIG (www.ddkprintbig.com/it/) ci rivolgiamo a professionisti e aziende che hanno bisogno di prodotti pubblicitari espositivi e con Easyprint (www.easyprint.com/it/) alle piccole aziende, famiglie e privati che possono realizzare i loro prodotti personalmente con risultati direi veramente professionali. Quali sono le strategie messe in campo affinché nuovi clienti vi scelgano come partner? Bazooband: Garantire il massimo beneficio per i clienti nella collaborazione con noi! Offriamo inoltre ai nostri clienti prodotti di alta qualità al prezzo migliore, garantendo tempi di consegna più rapidi. Anche quest’anno abbiamo dato il via con forza alla nostra campagna di prodotti iniziata all’inizio del 2015 e aggiungeremo nuovi prodotti al nostro negozio online. Inoltre amplieremo la nostra gamma di prodotti con articoli completamente nuovi per l’ufficio e per prodotti pubblicitari. In questo modo potremo offrire ai nostri clienti il più ampio assortimento di prodotti del settore. Siamo nel 2016 e con il web to print, proprio come all’inizio, continuiamo nella nostra storia di successo! Lei parla oltre che di una nuova campagna di prodotti anche di maggiori servizi e soluzioni: cosa intende? Bazooband: Possiamo offrire prezzi scontati incredibili grazie anche ad una ottimizzazione della produttività e a un workflow efficiente altamente automatizzato e ciononostante soddisfare i più elevati requisiti in termini di qualità, essendo allo stesso tempo anche molto redditizi. Inoltre viene messa a disposizione del cliente anche una consulenza professionale e gratuita di qualità tramite il ServiceCall e la Chat, che raramente si trova nella grande distribuzione in aree non ancora servite. La scelta più interessante di prodotti, la massima qualità, la consegna più rapida, comoda sulla porta di casa e tutto questo a prezzi imbattibili. Aggiungiamo un’assistenza clienti amichevole e professionale: questo è l’e-commerce come lo intendiamo noi. Lavorate quindi anche con un call center? Bazooband: Certo e in particolare con i nostri specialisti altamente qualificati e orientati all’ assistenza, che comprendono immediatamente ogni domanda e rispondono in modo amichevole, professionale e rapido per la massima soddisfazione del cliente. In più di 20 lingue grazie a tecnici estremamente motivati che aiutano durante la realizzazione o la scelta del prodotto. Inoltre occorre offrire però nell’e-commerce dei servizi che prendono per mano i clienti e mettono a disposizione delle soluzioni che prima, durante e dopo l’ordine sono utili ai clienti. Quindi offriamo ad esempio con il “Pagamento posticipato” una dilazione dei termini di pagamento all’interno della quale i nostri clienti possono scegliere se vogliono pagare a 30, 60 o 90 giorni. Questo servizio viene particolarmente apprezzato e ampiamente utilizzato da quei clienti che devono intraprendere questo percorso per i propri committenti. Inoltre da poco tempo mettiamo a disposizione un servizio di punta: la maggior parte dei nostri prodotti è disponibile a partire da 1 pezzo. Si immagini di essere un’agenzia e di
UNITEDPRINT.SE, una delle tipografie online leader in Europa poter presentare ai propri clienti già il prodotto finito: questo per i nostri clienti è un aspetto decisivo per la vendita! Come tipografia online il tema spedizione rappresenta una sfida particolare: alla fin fine movimentate volumi ingenti che comprendono molti ordini contemporaneamente in tutta Europa. Bazooband: Ovviamente riflettiamo molto sulla spedizione e anche in questo ambito dobbiamo soddisfare in modo perfetto le richieste dei nostri clienti. Ovviamente tutti i clienti vogliono ricevere la merce nel modo più economico possibile, pertanto abbiamo a disposizione diverse opzioni di scelta. Per le consegne, in cui il tempo non costituisce un fattore prioritario, offriamo la nostra economica “Spedizione economy”. Inoltre offriamo anche altre tre opzioni di spedizione: spedizione Standard, Express e Prioritaria con la quale spediamo i prodotti personalizzati in tutta Europa durante la notte in modo che il cliente li riceva il giorno dopo. Anche tramite il raggruppamento di più ordini, grazie alla nostra opzione di spedizione collettiva, si risparmia in termini economici e allo stesso tempo a livello di imballaggi così si protegge l’ambiente. Molti dei nostri clienti hanno un’attività che copre l’Europa intera, il che ci ha spinti anche a offrire una spedizione internazionale. In questo modo i nostri clienti possono spedire in tutta Europa i loro prodotti di stampa semplicemente premendo un pulsante e in ogni momento hanno il controllo e la trasparenza sulle spese di spedizione. Quali sono effettivamente i Suoi obiettivi personali da Direttore dell'Innovazione e del Marketing di Unitedprint? Bazooband: Personalmente non mi pongo obiettivi a lungo termine, perché nessuno ha la capacità di guardare avanti all’infinito e sicuramente non nell’e-commerce. Vorrei però incrementare il valore aziendale di Unitedprint nei prossimi tre anni a più di 250 milioni di euro. Questo obiettivo è molto concreto e più che realistico. In quanto società per azioni a proprietario unico e con circa 700 collaboratori non abbiamo alcun debito e né abbiamo ricevuto un solo euro di prestiti, quindi siamo più del 100% a capitale/con finanziamento proprio. Abbiamo a disposizione una grande forza per raggiungere i nostri obiettivi e il supporto del nostro fondatore e del presidente del Consiglio di vigilanza.
Il Suo obiettivo è ambizioso. Vede qualche limite di crescita? Bazooband: No, nessuno: al contrario, si aprono, addirittura sempre più nuovi mercati e opportunità! Siamo effettivamente all’inizio del nostro sviluppo e fino a questo momento serviamo solo una piccola quota di mercato che si amplia sempre di più, perché grazie all’ampliamento particolarmente rapido della nostra offerta si schiudono per noi nuovi mercati. In quanto azienda innovativa high-tech, abbiamo sempre più bisogno di nuove e straordinarie idee e anche di modelli di business dirompenti che vadano oltre l’attività operativa quotidiana. E per questo abbiamo già creato qualcosa di particolare anni fa e ora, a febbraio, lo abbiamo portato a termine dopo un lungo lavoro di sviluppo! Sta creando una suspence! Di cosa si tratta? Bazooband: Dei nostri Unitedprint Shop Services (USS) – i nostri negozi partner web to print gratuiti per i quali in tutta Europa abbiamo già più di 20.000 preiscrizioni registrate. Con USS forniamo un software web to print - gratuito consolidato sul mercato internazionale con applicazioni su misura in base ai requisiti personali dei negozi partner e supportiamo in questo modo un negozio e-commerce che si configura in poche ore e si utilizza in modo semplice, professionale e senza rischi per ordini e servizi on demand 24/7, incluso l’editor con centinaia di prodotti a disposizione e con milioni di opzioni di esecuzione. In questo modo i partner decidono da soli quali prodotti desiderano produrre da soli o se vogliono avvalersi del potenziale produttivo di Unitedprint. Qualora un partner volesse offrire i propri prodotti e servizi particolari e straordinari, che non fanno ancora parte della nostra offerta online, si apre per lui, ma anche per noi, l’opportunità di mettere questi prodotti e questi servizi a disposizione dell’intera rete USS e dei rispettivi clienti a livello globale. Grazie a questo, i nostri partner locali/regionali diventano veramente, da un giorno all’altro, global player e noi continuiamo ad ampliare la nostra offerta con nuovi/ ulteriori prodotti e servizi interessanti! Wow, questo sembra entusiasmante! I nostri lettori potranno avere maggiori informazioni in merito nella seconda parte della nostra intervista che sarà pubblicata nel prossimo numero. Cosa ne pensa? Bazooband: Buona idea. Ne sono lieto!
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stampa
di Alessandro Beltrami
Facciamo il punto sulle tecnologie di misurazione a disposizione degli stampatori, anche alla luce di quanto visto all’ultima edizione di drupa. Tra gli obiettivi dell’articolo quello di far chiarezza sulle tipologie di soluzioni, distinguendo tra controllo di produzione e controllo di qualità.
Misurare non basta più I sistemi di misurazione per le macchine da stampa visti a Drupa non hanno mostrato particolari evoluzioni rispetto alle tecnologie già conosciute. Ma l’approccio seguito dai vari costruttori suggerisce alcune riflessioni utili per fare il punto sulle tecnologie a disposizione degli stampatori. C’è ancora grande confusione tra controllo di processo e controllo qualità, confusione che nasce dai clienti finali ma che non trova una chiarezza di vedute da parte degli stampatori. Nel mondo del packaging, clienti esigenti richiedono “tolleranza zero” sulla presenza di difetti e scostamenti ridottissimi vicino alla fattibilità tecnica. Questi risultati non si possono ottenere in modo efficace con l’improvvisazione ma solo conoscendo a fondo la tecnologia.
Controllo di processo
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Photo: Messe Düsseldorf, Constanze Tillmann
Un sistema di controllo densitometrico o spettrofotometrico deve essere valutato secondo il suo grado di efficienza e non in base solamente a presunti parametri di accuratezza, che comunque sono importanti. La misurazione offline è riservata ai sistemi di stampa a foglio, sia offset che digitali, anche se non si vedono ancora funzionalità specifiche per il mondo inkjet digitale. In questo campo diventa importante poter scambiare misure con altri sistemi manuali, quindi lo standard M1 sebbene non porti
ilPoliGrafico 168•16
EXTREMELY VIVID PRINTING
particolari vantaggi al controllo di stabilità durante la tiratura, può semplificare il passaggio di un riferimento dalla prestampa alla stampa. X-Rite ha quindi aggiornato il sistema IntelliTrax2 a M1, così da poter aumentare il grado di interscambio con gli strumenti manuali e le referenze colore provenienti dai clienti. Strada intrapresa anche da Techkon con la seconda generazione di SpectroDrive, mentre Barbieri ha presentato una versione digitale dello SpectroPad, pensato più per il controllo di qualità che per il controllo di processo. I produttori di macchine da stampa si rivolgono invece ad aziende come Litech per KBA, GraphoMetronic per Roland, Techkon per Komori, mentre alcuni attori come Heidelberg preferiscono sviluppare in proprio i sistemi. Ognuno di questi sistemi permette l’integrazione verso il proprio flusso di lavoro e, sebbene con qualche limitazione, verso gruppi di macchine dello stesso produttore e sovente con limitazioni sulla generazione delle stesse. Quello che non abbiamo visto a Drupa, ma che ci sarebbe piaciuto vedere, è un protocollo comune o la possibilità di integrazione tra sistemi di marche diverse, con il fine di razionalizzare gli investimenti e omogeneizzare le variabili di controllo in sala stampa. Purtroppo sembra non esserci la volontà di perseguire questa logica, sebbene qualche spiraglio era venuto dal protocollo JDF per come era stato presentato nel 2004. L’implementazione del JDF a più di dieci anni di distanza è limitata e spesso verticalizzata su sistemi proprietari: lo spirito di integrazione che poteva dare nuovo impulso alle tecnologie di controllo si è rivelato di fatto utopico e irrealizzabile. Ecco quindi che produttori indipendenti, come X-Rite o Digital Information, puntano su sistemi di retrofit per il close loop di retroazione dei calamai. Questo permette il controllo di macchine diverse tra loro con un unico sistema centralizzato, oppure con sistemi identici e indipendenti dalla macchina da stampa. Il costo di questi sistemi in genere è inferiore o analogo a quelli offerti dalla casa madre, ma le funzionalità proposte sono assolutamente interessanti e innovative. Soprattutto, questi sistemi permettono un’integrazione superiore a quelli standard, soprattutto in ambienti eterogenei.
Controllo inline Il vero plus di un sistema di misurazione consiste quindi nella possibilità di retroazione sulle aperture dei settori di inchiostrazione, nel mondo offset, oppure sul controllo della viscosità nel mondo flessografico. Capire la bontà o i limiti di un sistema, in questo caso, diventa difficile in quanto influenzata da diversi parametri difficilmente analizzabili se non in condizioni reali di tiratura. Per questo esistono anche sistemi di controllo di processo inline, all’in-
SOLUZIONI INKJET AGFA. TAURO 3/4, MIRA RTR, ANAPURNA LED, ASANTI, STOREFRONT, INKS Un dopo drupa ricco di novità uniche! Dopo il grande successo di drupa Agfa conferma il suo impegno nel wide format con: Tauro unica per automazione e produttività, Mira la soluzione per chi cerca flessibilità nel flatbed, Anapurna LED risparmio, ripetibilità ed ecologia! Il tutto abbinato ad Asanti - Asanti StoreFront e inchiostri Agfa per semplicità d’uso, qualità e una resa colore imbattibili.
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stampa
Vari tipi di strumenti di misurazione oggi disponibili sul mercato.
nicchie legate alla produzione farmaceutica oppure al luxury. Nel controllo di qualità occorre importare un riferimento che viene dalla casa madre o dal brand owner, normalmente tramite portali come Pantone LIVE!, e rendicontare il valore medio di scostamento di una tiratura. Questo metodo di lavoro è molto frequente in Nord America, Nord Europa e Asia mentre stenta a diffondersi in Italia e nelle altre nazioni del Sud Europa. Capita che la stessa Casa madre adotti due tipi di requisiti diversi a seconda dei mercati, perché qui sa di poter trovare la stessa qualità senza bisogno di un controllo così accurato e, spesso, a prezzi più bassi. Tutti i produttori presenti in fiera hanno quindi pubblicizzato l’integrazione con l’importazione dei riferimenti di colori speciali da dati spettrali CxF o dal futuro PDF/X-6 direttamente verso la macchina da stampa. In questo caso il JDF si rivela fondamentale per trasportare queste informazioni, ma altrettanto fondamentale l’integrazione a monte con il software gestionale e con il flusso di lavoro. Il controllo qualità è quindi delegato spesso a strumenti manuali, dove l’unica novità della fiera riguardava la seconda generazione di SpectroDens di Techkon, ancora più usabile e integrato rispetto alla precedente generazione, mentre X-Rite e Konica Minolta hanno mantenuto la linea già commercializzata da anni. terno della macchina da stampa, che nella stampa offset non hanno trovato molto successo a causa del costo e della difficile manutenzione. Nella stampa flessografica o nelle rotative sia offset che rotocalco, invece, questi sistemi hanno compiuto grandi evoluzioni. Da segnalare l’italiana Grafikontrol con il proprio sistema ChromaLab, ben integrato sulle macchine flessografiche UTECO, l’americana QuadTech che ha presentato una versione reingegnerizzata del proprio sistema chiamata DeltaCam - che è ora estremamente compatto – e Techkon che con SpectroEdge ES7500 promette grandi prestazioni. Questi sistemi, applicati in modo nativo o in retrofit sulle macchine, permettono di tenere effettivamente sotto controllo produzioni sui materiali più disparati e a velocità molto elevate e hanno un effettivo ritorno dell’investimento soprattutto sulle medie e alte tirature. Questo aspetto sta limitando la diffusione sul nostro mercato, dove le tirature anche in stampa flexo sono tutto sommato ridotte a causa della contrazione e variabilità del mercato.
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Il tema del controllo qualità di una tiratura è poco sentito nelle aziende italiane, ad eccezione di alcune
Considerazioni La “sbornia” di Drupa era quindi più orientata rispetto alle macchine da stampa (digitale) che ai sistemi di misurazione, ma ancora una volta occorre notare alcune lacune nella formazione media dei responsabili e degli operatori delle nostre aziende. Si dà per scontata la padronanza della convivenza tra densitometria e colorimetria, ma oggi parole come M1, CxF, i vari tipi di tolleranza come il ΔE00 o il ΔECMC devono essere patrimonio culturale di chi ha la responsabilità del controllo qualità del prodotto trasformato. Dovremmo già essere in grado di padroneggiare PQX e PRX (gli standard nati negli USA per l’interscambio dei riferimenti di produzione e di controllo qualità) e anticipare le richieste dei clienti importanti. Invece, unici al mondo, in stampa offset continuiamo ad effettuare il controllo di processo automatizzato su scale colore in coda al foglio, senza sapere che in questo modo inseriamo delle oscillazioni nella macchina da stampa che non ci sarebbero controllando la scala in pinza. Ma, dicono tutti gli stampatori, questo permette anche un risparmio di carta o cartone. A discapito, però, dei tempi di avviamento. È l’eterna lotta di un mercato che si è livellato in basso e non permette reali investimenti sulla qualità.
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stampa digitale
Qualità che regge il confronto con l’offset Tipografia San Martino analizza i benefici legati alla stampa digitale a un anno dall’installazione Il bilancio di un anno di utilizzo della Kodak Nexpress SX3300 è davvero positivo. I clienti della Tipografia San Martino, molti dei quali nei settori moda e ceramica, non notano la differenza tra stampati offset e quelli realizzati in digitale, tanto è elevata la qualità.
La Tipografia San Martino nasce nel 1982 e prende il nome dal paese che la ospita, San Martino in Rio, nei pressi di Reggio Emilia e non lontano da Sassuolo e Carpi, rinomate rispettivamente per la produzione della ceramica e dei tessuti. Non è un caso, dunque, se l’azienda fondata e tutt’ora capitanata da due soci e amici, Stefano Caffagni e Alfredo Lugli, realizza prodotti stampati di vario genere per brand attivi in quei mercati e in altri, come ad esempio il settore biomedicale, utilizzando non solo macchine da stampa offset, ma anche la macchina da stampa digitale Kodak Nexpress SX3300, installata a luglio dell’anno scorso. L’azienda ha una quindicina di dipendenti e le tipologie di prodotti realizzate sono davvero tante: si spazia dal libro al catalogo, dal piccolo imballaggio in cartoncino alla pubblicità commerciale, dalla brochure al manuale d’istruzioni in bianco e nero. Il parco macchine comprende offset in formato 35x50, 50x70 e 70x100; presente anche un reparto di confezionamento, con sistemi per cucitura a punto metallico, fustellatura e taglio, brossuratrice, per poter garantire consegne rapide e un prodotto curato dall’inizio del processo. In azienda presente ovviamente anche un reparto di prestampa con CtP. “Il mondo del digitale ci ha sempre incuriositi spiega Caffagni - e già nei primi anni del 2000,
quando si erano affacciate sul mercato le prime fotocopiatrici interfacciate, ci siamo cimentati con questa tecnologia. In realtà erano soluzioni più rivolte al mercato dell’office, poco produttive, adatte più alla realizzazione di prove di stampa e alle basse tirature, che non alla stampa di produzione. Per noi il 2015 è stato l’anno della svolta. Molti dei nostri concorrenti, grazie alla stampa digitale, hanno iniziato a offrire prezzi molto competitivi sul formato 35x50 cm e così abbiamo iniziato a chiederci come fosse possibile sfidare la concorrenza. Abbiamo notato che alcuni fornitori erano ormai in grado di offrire macchine da stampa digitale con una qualità molto elevata e una notevole produttività. Abbiamo così deciso di eseguire una serie di prove di stampa utilizzando file identici su una serie di macchine di vari produttori, stampando elementi che a volte creano difficoltà anche in offset, come ad esempio i fondi piatti, le quadricromie complesse, i retini e le immagini delicate. Alla fine ha vinto la qualità di Kodak e così abbiamo investito in una Nexpress SX3300”. Il progetto di Tipografia San Martino prevedeva di non stampare più in offset ma in digitale le tirature da 1.000/1.500 copie. Secondo Caffagni era arrivato il momento di farlo perché il costo copia per la stampa digitale è conveniente e anche la qualità è ottima. “Se fino a ieri non era possibile La finitura opaca, realizzabile grazie al quinto gruppo stampa della Nexpress SX3300, viene spesso utilizzata per le copertine di cataloghi realizzati per brand importanti, perché l’effetto piace molto alle agenzie e agli studi grafici.
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Da sinistra: Stefano Lugli (direttore di produzione), Paolo Caffagni (responsabile progetto Nexpress) e suo padre Stefano, socio e fondatore dell’azienda insieme ad Alfredo Lugli.
ottenere la qualità offset con la stampa digitale, oggi non è più così: oggi la qualità digitale regge il confronto con l’offset. Inoltre non era più conveniente stampare in offset le piccole tirature richieste tramite il nostro sito www.mybrochure.it e non solo”. Il sito www.mybrochure.it è nato qualche anno fa quando Tipografia San Martino si è resa conto che era indispensabile essere presenti in rete in modo da poter offrire stampati davvero speciali, progetti particolari, prodotti unici e anche imballaggi in piccole quantità. I clienti sono soddisfatti quindi, “contrariamente a quanto si creda, stiamo riuscendo a fidelizzare i clienti: a noi si rivolgono studi grafici, agenzie, free lance e tante imprese”, dice Caffagni. Con Kodak è stato amore a prima vista. L’azienda cercava una macchina competitiva a livello economico e che avesse una qualità di stampa ottima. “La Nexpress SX3300 è dotata di un quinto gruppo stampa che noi sfruttiamo in vari modi”, spiega Caffagni, “per l’impiego, ad esempio, del Light Black HD che ci garantisce una certa stabilità cromatica, soprattutto nei fondi piatti”. L’inchiostro a secco di Kodak contiene, infatti, microparticelle che riducono la granulosità e garantiscono toni continui più omogenei, particolarmente adatti per stampe di qualità fotografica.
Tale inchiostro - che contribuisce a riprodurre in modo più fedele i toni della pelle mantenendo un dettaglio superbo e toni grigi e neutri più realistici - utilizza algoritmi proprietari che sostituiscono il nero chiaro a colori specifici ed è ideale per la stampa di immagini commerciali di alto livello per applicazioni fotografiche e materiali di marketing. “In digitale - continua Caffagni - stampiamo praticamente tutte le copertine dei libri o dei cataloghi. Utilizziamo il quinto gruppo anche per la vernice lucida o opaca per la nobilitazione dello stampato. In particolare la finitura opaca riscuote parecchio successo presso le agenzie e gli studi grafici e pertanto molte delle copertine di cataloghi che realizziamo per brand importanti hanno la finitura opaca”. Una caratteristica della Kodak Nexpress SX3300 che Tipografia San Martino sta sfruttando molto è il formato 35x100 cm, che offre un’estrema flessibilità nella gestione degli stampati e che, unito alla precisione di registro, consente di realizzare prodotti che fino a un anno fa erano prerogativa della stampa offset. “La Nexpress SX3300 sta assorbendo una serie di lavori che prima stampavamo sulle nostre macchine offset, non solo sulle 35x50, ma anche sulle 50x70 e 70x100, che abbiamo in questo modo alleggerito e liberato da lavori poco redditizi”, spiega Caffagni. “Inoltre, non sono necessari supporti speciali o pretrattati e si arriva a stampare materiali molto pesanti con spessore fino a 0,4 mm”. Per mettere in luce presso i propri clienti la qualità di stampa e la versatilità della Nexpress SX3300, Tipografia San Martino ha realizzato un bellissimo book, con campioni di stampa su diversi supporti e formati, che è piaciuto così tanto al management europeo di Kodak che lo ha scelto come strumento di vendita per il proprio team commerciale. “Abbiamo apprezzato l’interpretazione che Stefano Caffagni ha dato alla nostra macchina, con l’obiettivo di trarne il massimo beneficio”, ha commentato Alfredo Lorenzini, marketing manager Mediterranean Cluster in Kodak Italia, che ci ha ricordato che ad oggi sono 31 le Nexpress funzionanti in Italia.
Stefano Caffagni controlla la resa qualitativa della Kodak Nexpress SX3300. L’esemplare di stampa evidenzia la particolarità del formato: 35x100 cm, anziché il classico 35x50.
video su youtube.com/stampamedia
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Sun Chemical presenta le guide alla risoluzione dei problemi in fase di stampa Sun Chemical ha messo a punto per la sua clientela, sotto forma di poster, un’efficace guida alla risoluzione dei problemi che possono emergere in fase di stampa. Lo studio presenta cause e soluzioni dei più comuni problemi che s’incontrano durante la stampa offset a foglio, e si basa sull’esperienza pratica e conoscenza di Sun Chemical unitamente alla collaborazione di esperti del mondo della stampa. Paolo Caiani, Direttore Tecnico inchiostri Sheetfed di Sun Chemical, analizza per Voi una delle problematiche più comuni. Con questo strumento estremamente utile, che non deve mancare in sala stampa, Sun Chemical è sempre più vicina ai suoi clienti sostenendoli nel loro lavoro e ponendo la massima attenzione al processo di stampa. Potete richiedere i poster al Vostro referente Sun Chemical.
Accumulo
Con il termine accumulo ci riferiamo ad uno spessore di inchiostro e carta in positivo che si forma sul caucciù dello stesso gruppo stampa, oppure su quelli successivi. Per positivo si intende la comparsa del grafismo a spessore. L’accumulo si genera durante il procedimento di stampa poichè il foglio rilascia una certa quantità di inchiostro e residui di carta che si depositano sui caucciù stessi, indebolendo l’immagine e creando un effetto di maculatura. Questo fenomeno può essere provocato da una patinatura della carta difettosa, da una combinazione carta-inchiostro non ottimale o da una pressione non calibrata. Ci sono inoltre altre due tipologie di accumulo non trattate in questo paragrafo: l’accumulo “negativo”, cioè che compare sulle parti bianche, e l’accumulo fuori formato, che compare al di fuori delle aree coperte dalle lastre.
CAUSE
SOLUZIONI
1. Verificare se l’accumulo sia dovuto alla patinatura della carta o all’inchiostro
1. Se il difetto deriva dalla patina della carta, provare una diversa lavorazione della carta o abbassare leggermente il tiro dell’inchiostro
2. Un eccesso di acqua o un sovra emulsionamento dell’inchiostro ne modifica le caratteristiche fisiche riducendone il trasferimento
2. Controllare che i parametri della bagnatura siano corretti (pH, conducibilità e temperatura)
3. I rulli inchiostratori o il calamaio dell’inchiostro sono troppo freddi
3. Regolare la temperatura dei rulli inchiostratori nell’intervallo 22°- 26°C ed assicurarsi che la temperatura del calamaio sia superiore a 21°C permettendo scorrevolezza e trasferimento dell’inchiostro ottimali
4. Inadeguato taccheggio o eccessiva pressione di lastra e caucciù
4. Controllare che la pressione del caucciù e/o il taccheggio siano in linea con le specifiche del produttore
5. I rulli sono della durezza sbagliata o impostati impropriamente
5. Controllare le condizioni, la pulizia e il settaggio dei rulli, disossidare i rulli
6. Lo spessore dello strato d’inchiostro potrebbe essere troppo elevato o troppo basso
6. Verificare che le densità ottiche siano nell’intervallo standard
7. L’inchiostro è scarsamente macinato
7. Controllare il grado di macinazione. Consultare il vostro fornitore d’inchiostro Sun Chemical Group S.p.A. Via Achille Grandi, 3 - 6 20090 Settala Fraz. Caleppio (MI) www.sunchemical.com
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quotidiani
“Il futuro dei giornali è nel loro passato”
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Alla conferenza annuale di WAN-IFRA Italia, quest’anno svoltasi a Bari, si è parlato delle novità relative a gestione dei contenuti digitali, pubblicità multimediale, stampa e logistica, alla luce delle novità viste in drupa.
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La splendida location immersa nel verde del Parco di Villa Romanazzi Carducci nel centro di Bari ha ospitato quest’anno la 19ma edizione di WAN-IFRA Italia 2016, la conferenza internazionale per l’industria grafica ed editoriale, il cui programma era dedicato alla presentazione e discussione delle novità relative a gestione dei contenuti digitali, pubblicità multimediale, stampa e logistica del prodotto quotidiano, nell’ottica anche di quanto recentemente visto a Düsseldorf, in drupa, che si era chiusa da pochi giorni. Franco Capparelli, direttore generale di Edisud, la società che pubblica la Gazzetta del Mezzogiorno, ha dato il benvenuto agli oltre 180 partecipanti che, insieme ai 14 sponsor, hanno aderito all’evento. Ha aperto i lavori Gianni Paolucci, presidente ASIG, che ha commentato: “Il digitale sta cambiando in profondità l’industria editoriale, ma non esistono soluzioni standard né business consolidati. Le culture sono diverse, le economie sono differenti. E i ricavi vengono ancora per il 90% dalla carta”. La prima parte della conferenza è stata dedicata a
‘Nuovo giornalismo e nuova pubblicità: riorganizzare lo sviluppo’. Massimo Martellini, presidente della Federazione delle concessionarie di pubblicità, ha tracciato uno scenario del mercato pubblicitario italiano e provato a immaginare i suoi trend evolutivi, nel segno di un moderato ottimismo: è crisi, ma si aprono spiragli di ripresa. “Il futuro dei giornali – ha detto – è nel loro passato: storia, valore del marchio, credibilità, contenuti. Storie scritte bene. Coltivare talenti e così contribuire alla circolazione delle idee”. Massimo Colombo (Publikompass, La Stampa) ha delineato le strategie pubblicitarie del gruppo Stampa-Secolo XIX, che puntano sull’organizzazione di eventi capaci di coinvolgere sia i lettori abituali che quelli che non lo sono. In questo modo si rafforza il brand delle testate e si creano ricavi aggiuntivi. Per Domenico Ioppolo, di Class Editori, occorre concentrarsi non sulle notizie, che oggi sono disponibili in grandi quantità ovunque, ma sulle informazioni, che sono su un livello superiore, richie-
di Sergio CristinaFacchini Rossi
dono approfondimento e interpretazione. Le notizie non sono monetizzabili, mentre l’informazione di qualità ha un valore sul quale si può costruire business. La seconda parte dei lavori è stata incentrata
Il tavolo dei relatori. Da sinistra: Raffaele Lorusso (FNSI), Giuseppe Detomaso (Gazzetta del Mezzogiorno), Peter Gomez (Il Fatto Quotidiano).
sul tema ‘Giornalismo: produrre e valorizzare i contenuti’: le mutate abitudini di consumo dell’informazione richiedono nuovi prodotti e servizi, ma rendono inevitabile anche un ripensamento profondo dei modelli organizzativi redazionali e del lavoro dei giornalisti. Ne hanno discusso alcuni protagonisti del panorama giornalistico italiano su carta e web: Giuseppe de Tomaso della Gazzetta del Mezzogiorno, Claudio Giua, gruppo editoriale L’Espresso, Peter Gomez il Fatto Quotidiano, Raffaele Lorusso
della FNSI, Martina Recchiuti de L’Internazionale, Francesco Zanotti della Federazione Italiana Settimanali Cattolici. Per Giua, mai come oggi i giornali hanno ricoperto un ruolo centrale nella formazione dell’opinione pubblica. I contenuti sono raggiungibili su molteplici piattaforme, ma i giornali restano fondamentali perché offrono una gerarchia delle notizie e danno un senso al flusso di informazioni. Per Gomez è assolutamente necessaria l’integrazione con i social media e quindi la figura del social media manager e funziona la formula del blog all’interno del sito di informazione. D’altronde, ha aggiunto Gomez, “il Fatto Quotidiano è nato da un debito di riconoscenza nei confronti di internet che gli ha permesso di partire con una dote di 30 mila abbonati”. Sono stati presentati poi alcuni tra i prodotti e servizi più innovativi dell’industria dei quotidiani. Una panoramica delle best practice internazionali è stata curata da Gregor Waller di WAN-IFRA; poi le esperienze di Domenico Ciancio Sanfilippo de La Sicilia, Franco Zamboni del Gruppo Athesis, Virginia Gonzalvo Yanes di El Economista. In apertura della seconda giornata, Sergio Vitelli, segretario ASIG, ha disegnato gli scenari più probabili
per l’editoria mondiale dei prossimi anni, con editori che dovranno tendere alla globalizzazione dei propri prodotti, all’adattamento degli stessi a tutte le piattaforme esistenti, alla creazione di una propria nicchia specialistica, verticale, locale, iperlocale. “A livello delle redazioni – ha aggiunto – sarà necessario concentrare, decentrare, verticalizzare. In una parola, ottimizzare. I ricavi andranno perseguiti creando più canali possibili di entrate così come andranno diversificate le strategie di distribuzione, tra strategie social network/aggregatori oriented, strategie consociative, strategie in partnership”. Insomma, ha concluso, una sfida da vincere con risolutezza e mettendo in campo tutte le energie disponibili. Protagonista della mattinata la sessione dal titolo ‘Tecnologie e riorganizzazione: il futuro è qui’. L’innovazione tecnologica e organizzativa, anche in un settore maturo come quello della stampa, caratterizzato dal calo dei volumi produttivi e dall’erosione dei margini economici, rimane fondamentale nell’ottica di creare maggiore efficienza nella filiera produttiva e maggiore sinergia tra i suoi attori. La sessione si è aperta con una rassegna delle novità tecnologiche emerse a drupa e a seguire un gruppo di relatori si sono confrontati sul tema ‘Tec-
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quotidiani
Dall’alto: Franco Capparelli (Edisud), Gianni Paolucci (ASIG), Massimo Martellini (Federazione concessionarie pubblicità), Massimo Colombo (Publikompass).
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Il Gruppo Colasanto adotta con successo le lastre Kodak Sonora
Tutto partì da un test proposto da Kodak per iniziare a utilizzare le nuove lastre Sonora “process free”, senza sviluppo e chimici.
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Michele Colasanto, di Qualiprinters (parte integrante del Gruppo Colasanto), ha presentato ed esposto la rivoluzione avvenuta lo scorso anno negli stabilimenti del Gruppo. Nonostante lo scetticismo iniziale i risultati dei test che hanno avuto luogo nello stabilimento di Villasanta (MB) hanno sortito un ottimo risultato, contribuendo a risolvere una grande quantità di problemi ecologici e con costi contenuti. Le lastre sono state utilizzate con successo su tutti i CtP esistenti. Si è reso necessario solo qualche intervento migliorativo per le unità di piegatura lastre automatiche. La durata delle lastre copre l’intera tiratura che mediamente si aggira sulle 120 - 130 mila copie. Le lastre Kodak Sonora sono state pertanto inserite nel flusso produttivo di tutti gli stabilimenti del Gruppo presenti sia in Italia che in altri Paesi europei. Il volume delle lastre senza sviluppo Kodak Sonora è aumentato del 50% nel 2015, alimentato, in parte, dalle vendite in tutti i 50 stati degli USA. I clienti di tutto il mondo si sono resi conto dei benefici economici e ambientali
delle lastre Sonora, che forniscono le funzionalità di stampa e la produttività delle lastre tradizionali, senza sviluppo e chimici. Kodak prevede un’ulteriore crescita costante in tutto il mondo dopo l’annuncio a drupa 2016 delle nuove lastre Sonora adatte per stampa UV. Progettate per soddisfare le rigorose esigenze delle applicazioni di stampa UV sempre più utilizzate dagli stampatori di imballaggi e commerciali, l’aggiunta al portafoglio delle lastre Sonora consentirà agli stampatori di sfruttare il set esteso di opportunità connesse con tecnologia UV, comprese flessibilità e durata, elevata qualità e tempi di asciugatura più rapidi. Mentre le lastre senza sviluppo sono più strettamente associate alle applicazioni a foglio, i clienti Kodak stanno segnalando vantaggi significativi riguardanti l’uso delle lastre Sonora in modi nuovi e innovativi. Questi includono applicazioni a bobina, dove le lastre Sonora sono adatte per tirature fino a 200.000 copie, applicazioni di grande formato (VLF), tra cui manifesti e insegne stampate. Le Sonora sono anche adatte alle applicazioni di imballaggi per un massimo di 50.000 copie con stampa offset e fino a 10.000 copie per tirature bervi con stampa UV. Attualmente gli impianti di produzione delle lastre Sonora si trovano negli Stati Uniti, Europa e Cina: più di 3.000 clienti in tutto il mondo stanno sfruttando i vantaggi di fornitura, supporto e servizio clienti più veloci.
nologie, automazione e materiali di consumo: a che punto siamo?’. Stampatori dall’Italia e dall’estero hanno presentato le proprie esperienze nell’utilizzo delle tecnologie per realizzare efficienze tecniche e organizzative. Thomas Drensek, direttore di Axel Springer, che già aveva raccontato, nella IFRA Italia tenutasi a Torino nel 2012, gli sviluppi da loro attuati negli stabilimenti del Gruppo, ha riproposto le ultime migliorie apportate per il completamento dell’integrazione produttiva necessaria in un grande gruppo editoriale. Anche Dario De Cian, direttore generale di CSQ, ha ripercorso gli sviluppi avvenuti dal 2000 a oggi, ovvero dal momento della partenza dello stabilimento di Erbusco, nato per concentrare i due quotidiani di Bergamo e Brescia alla realtà odierna, in cui l’azienda stampa una quantità di altre testate piccole e medie, nazionali e internazionali, in offset e in digitale in base alle richieste di tiratura e di formato. Occorre ben organizzare la produzione in funzione della logistica se si vogliono
contenere i costi. Occorre sempre investire se si vogliono mantenere i vantaggi competitivi per restare leader sul mercato e non perdere i clienti. Qualità di stampa, prezzo competitivo, localizzazione adeguata al servizio di distribuzione e struttura logistica efficace sono le chiavi del successo per continuare a lavorare e produrre in modo corretto. Michele Colasanto ha esposto la rivoluzione avvenuta lo scorso anno negli stabilimenti del Gruppo (vedi riquadro a fianco). In conclusione un panel di discussione si è concentrato sulla realtà italiana, affrontando il tema ‘Riorganizzare il network di stampa: cambiare si può?’. È stata inoltre presentata l’edizione 2016 del Rapporto annuale sull’industria dei quotidiani in Italia realizzato dall’Osservatorio Tecnico Carlo Lombardi, con la mappa anagrafica completa di editori, testate, centri stampa, concessionarie e agenzie di informazione, e tutti i dati statistici più aggiornati dell’industria editoriale e della stampa italiana.
In senso orario: Claudio Giua (Gruppo Editoriale L’Espresso), Thomas Drensek (Axel Springer), Dario De Cian (CSQ), Peter Gomez (Il Fatto Quotidiano).
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Nuova tecnologia di convogliamento e confezione pacchi
Tante le idee e gli slogan lanciati dai vari oratori che si sono alternati nella due giorni ma, principalmente, il lato positivo è stato il sorriso che è ritornato sulle labbra di tutti i presenti, a differenza delle precedenti ultime due edizioni ove si continuava solamente a presagire la data in cui «la carta stampata» sarebbe definitivamente scomparsa dal mercato. Previsioni che oggi si stanno dimostrando errate poiché si sta assistendo non solo a una stabilizzazione, bensì addirittura a una piccola ripresa sia negli Stati Uniti sia in Europa, senza considerare
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quotidiani
la crescita nei mercati asiatici e in quelli africani. È errato pensare e guardare al futuro puntando solamente alla «rivoluzione digitale» poiché dobbiamo trovare i mezzi, le modifiche e gli adattamenti affinché la carta stampata continui a vivere, ovvero a convivere con le altre tecnologie. Lo sviluppo si può raggiungere attraverso una maggiore efficienza e una razionalizzazione dei costi in tutti i segmenti del processo della filiera della carta che deve essere integrata per la produzione del prodotto finale.
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Comunicazione
di Lorenzo Capitani
Carta e web, carta e digitale: mondi diversi ma sempre più strettamente correlati. Ce lo dimostrano alcune recenti applicazioni scovate nel mondo della comunicazione e della pubblicità.
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Mondi diversi ma correlati Porsche Innovazione e tecnologia anche in pubblicità Il primo esempio è firmato Porsche. Per pubblicizzare la sua nuova 911 la casa automobilistica tedesca ha distribuito sul numero di aprile 2016 di Fast Company, rivista dedicata ai più interessanti esempi di aziende innovative, un prisma in acetato da assemblare con semplici gesti e porre sullo schermo di un tablet. Quando con il tablet si naviga sul sito thenew911.com/hologram parte un video promozionale che viene proiettato sulle pareti del prisma producendo un ologramma tridimensionale dell’autovettura. Fedele alla sua vocazione per la ricerca tecnologica, Porsche spinge le frontiere della comunicazione un passo più in là, dimostrando ancora una volta che la carta non è morta e, se opportunamente coniugata con l’innovazione digitale, riserva ancora molte (belle) sorprese. Il prisma e la proiezione dell’ologramma sono infatti “solo” la parte finale dell’esperienza comunicativa e sono abbinati a ben quattro pagine di pubblicità “tradizionale”. L’effetto complessivo è stato il frutto di un’operazione durata mesi e di molteplici tentativi: l’ologramma infatti non è un semplice filmato, ma il risultato di quattro video combinati che garantiscono l’effetto tridimensionale. Particolare cura è stata riservata allo studio della corretta angolazione del prisma in modo che le quattro imIl prisma in acetato da assemblare e porre sullo schermo del tablet. Un videopromozionale viene proiettato sulle pareti del prisma producendo un ologramma tridimensionale dell’auto.
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magini si fondessero armonicamente fino a rendere l’idea della tridimensionalità, come ha raccontato Marshall Ross, capo creativo dell’agenzia CramerKrasselt che insieme a Porsche ha realizzato l’ologramma. L’investimento è stato ripagato: il video è stato guardato circa 20.000 volte e quasi 10 milioni sono state le visite al canale YouTube (https://www. youtube.com/watch?v=7lR3x6i6nSg); dato ancora più interessante: la frequenza di rimbalzo del videoologramma è stata di quasi 10 minuti. Tutto questo avveniva in aprile: il mese successivo una nuova pubblicità della Porsche 911 è apparsa sulla rivista Inc., anch’essa dedicata ai manager di aziende in crescita. Sempre studiata dalla CramerKrasselt, sempre basata su una stupefacente combinazione di creatività e tecnologia. Questa volta protagonisti sono stati i LED: premendo dei bottoni sulla pagina infatti era possibile illuminare alcuni particolari e far apparire dettagli; in un certo senso, era possibile “sbirciare sotto il cofano” per osservare i particolari della sofisticata aerodinamica, del sistema digitale di connessione e del motore turbo. L’uso dei LED in pubblicità non è nuovo, ma in questo caso essi non si limitavano semplicemente a illuminare un messaggio: erano parte del messaggio. Anche qui ci sono stati mesi di studi e prove per testare diversi materiali (carta, plastiche ecc.), diversi effetti visivi, luci bianche o colorate. «Particolarmente difficile è stato riuscire a fare in modo che i dettagli interni dell’auto non fossero visibili a luce spenta e che le aree illuminate di volta in volta fossero precisamente circoscritte», ha dichiarato Rick Standley, direttore creativo di Cramer-Krasselt.
Brooks, specializzata in abbigliamento e calzature per running, ha scelto un packaging con tecnologia Videoin-Print per il lancio della sua scarpa Trascend.
VIDEO-IN-PRINT La magia anche nel packaging La pubblicità su Inc. è stata realizzata dall’azienda californiana Americhip, specializzata nella creazione di prodotti di comunicazione stampata interattivi e multimediali, che mettono in connessione diversi canali. Tra i brevetti di Americhip, il più noto è forse quello del Video-in-Print, una tecnologia - già presente da qualche anno e approdata anche in Italia - che costituisce il punto d’arrivo di una tecnologia già usata per esempio nei biglietti d’auguri musicali. Solo che qui “affogato”, o meglio “embeddato” nel prodotto stampato (rivista, flyer pubblicitario, brochure ecc.) non c’è un microchip sonoro, ma un gioiellino tecnologico costituito da un sottilissimo video con schermo LCD ad alta definizione che può andare da 1,8 a 11 pollici collegato a una batteria ricaricabile tramite presa USB e un chip di memoria capace di immagazzinare oltre un’ora di video; nei modelli più recenti è possibile interagire con il device navigando all’interno di contenuti, caricare e scaricare dati, proteggere alcune informazioni tramite password, riprogrammarli. Scegliendo le dimensioni dello schermo e la capacità di memoria adeguate, si possono usare i Video-in-Print non solo per le pubblicità su riviste ma anche per cartelle stampa, inviti a eventi, album di foto, giocattoli e gadget per bambini, libri illustrati, espositori interattivi nei punti vendita. E persino per il packaging: è quello che ha fatto per esempio Brooks, azienda specializzata nella produzione di abbigliamento e calzature per running, per il lancio delle sue scarpe Trascend. L’idea da veicolare era, ancora una volta, quella dell’innovazione tecnologica, associata a quella di un’estrema comodità della scarpa, che permette di “correre
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tra le nuvole”. Ecco allora i creativi sviluppare una scatola che è un vero capolavoro di cartotecnica ed effetti pop-up, con una finitura metallica che ha tutto l’aspetto di un’astronave e che comprende un video “proveniente dal futuro” con le caratteristiche della Trascend e con le istruzioni per aprire la scatola stessa (non è certo una normale confezione…): ruotando l’elica posteriore si schiudono i “portelloni superiori” svelando l’interno e, tra una doppia fila di luci LED degne di una pista di decollo, appaiono le meravigliose Trascend.
QR code Un mondo intero nascosto in un codice bidimensionale
Tanto è complessa la futuristica scatola delle Trascend, tanto sono semplici – almeno apparentemente – i QR, forse il mezzo più versatile per fare incrociare carta stampata e… resto del mondo. Perché
Un codice QR personalizzato chiamato Santa Tag per fare acquisti nella catena di grandi magazzini texana JCPenny.
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basta usare la fantasia e si possono scovare utilizzi davvero particolari per questi quadrati costruiti con una serie di pixel bianchi e neri. Ad esempio si possono far incrociare dei tradizionali biglietti d’auguri con una playlist musicale. Quello che si faceva una ventina d’anni fa quando si usava regalare alle persone più care un’audiocassetta con alcune canzoni registrate ad hoc, una compilation personalizzata. Ispirandosi a quei tempi ormai passati, i creativi dello studio inglese Stupid hanno prodotto una serie di cartoncini augurali contenenti delle reinterpretazioni grafiche del QR che, una volta inquadrati con smartphone o tablet, conducono a una playlist personalizzata su Spotify. Ci sono playlist per ogni persona e per ogni occasione: per gli innamorati, per i fanatici di tecnologia, per chi ama l’arte o la cucina, persino per i mostri! Sempre in tema messaggi e regali, la catena di grandi magazzini texana JCPenny ha ideato un utilizzo davvero innovativo dei codici QR: nella stagione natalizia chiunque facesse un acquisto riceveva un adesivo con codice QR personalizzato chiamato “Santa Tag” che gli consentiva di registrare un messaggio vocale e abbinarlo in maniera univoca a quel preciso codice. L’adesivo era destinato a essere incollato sul pacco regalo e a fungere da biglietto: inquadrandolo con una fotocamera infatti chi riceveva il dono poteva sentire il messaggio a lui rivolto. Anche in un luogo serioso come un museo si possono trovare i QR. Ad esempio al Sukiennice di Cracovia, dedicato all’arte dell’Ottocento polacco, accanto ad alcuni quadri sono posti dei codici QR. Inquadrandoli partono dei filmati che raccontano i segreti nascosti dietro i dipinti: sono gli artisti stessi a raccontare al pubblico intriganti vicende di follia, inganni, guerre e passioni. E poi i QR sono usati per i buoni sconto del supermercato, sui libri scolastici, sulle confezioni dei più svariati prodotti al posto di lunghe note informative… Costruirseli non è affatto difficile: ci sono dei tool gratuiti online come it.qr-code-generator.com o goqr.me, ma va ricordato che nella Suite di Adobe CS/ il diffuso programma di impaginazione InDesign include nativamente un generatore di QR.
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Grazie alla App di Ikea, il tradizionale catalogo cartaceo diventa un marker per la realtà aumentata.
Una App per animare la carta...
Quella che i codici QR attivano è la cosiddetta “realtà aumentata”; che però non necessita per forza di un QR, ma può utilizzare una qualunque grafica precedentemente riconosciuta. Un esempio è la pubblicità del noto marchio di abbigliamento spagnolo Desigual apparsa recentemente sulla stampa italiana. Apparentemente si tratta di
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Motivi, del gruppo Miroglio, è stato il primo brand in Italia a usare PowaTag, App che consente di acquistare tramite device mobili inquadrando il prodotto dal vivo attraverso la vetrina.
una classica campagna: foto della modella con indosso l’abito a tutta pagina e il marchio. Ma sotto l’immagine vi è una scritta che invita a scaricare l’App e inquadrare la pagina con la fotocamera del tablet o smartphone. La sezione “Scan & Fun” della App permetterà di vedere l’immagine animarsi. In pratica quello delle App è in effetti un territorio vastissimo, ricco di possibilità e tutto da esplorare, soprattutto grazie alle potenzialità dei device: fotocamera, geolocalizzazione, connessione alla Rete. Il che vuol dire da un lato realtà aumentata, dall’altro e-commerce. Un esempio del primo utilizzo è il catalogo Ikea: grazie alla App della nota catena svedese di mobili da montare, infatti, il tradizionale catalogo cartaceo è di fatto diventato un marker per la realtà aumentata: basta scegliere il prodotto tra quelli segnalati con l’apposito simbolo e inquadrare la pagina con la fotocamera; a questo punto se si posiziona il catalogo stesso nel punto in cui vorremmo, ad esempio, appendere un pensile o sistemare l’armadio, l’oggetto in questione ci apparirà, in un rendering 3D, esattamente dove vorremmo metterlo. Oltre a ciò, ci sono filmati, informazioni supplementari, la storia dei prodotti, le immagini di alcune ambientazioni e la possibilità di esplorare virtualmente gli ambienti. Oltre, ovviamente, alla condivisione di tutti i nostri progetti d’arredamento tramite i social.
...o per fare “instant shopping”
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La seconda strada aperta dall’uso di App collegate con la stampa su carta porta a un modo nuovo, fluido e semplicissimo di fare acquisti online. Lo hanno capito alla start-up londinese Powa Technologies quando hanno sviluppato la App PowaTag che consente di acquistare tramite device mobili semplicemente scansionando la fotografia di un
prodotto su carta, ma anche in negozio inquadrando il prodotto dal vivo (magari manca proprio la vostra taglia nel colore che preferite…), e persino tramite pubblicità radiotelevisiva grazie a un algoritmo di riconoscimento simile a quello usato da Shazam, l’applicazione che permette di riconoscere qualsiasi musica stiate ascoltando (o canticchiando). Sono oltre ottocento i marchi che in tutto il mondo hanno acquistato PowaTag, da Carrefour a Universal Music; in Italia il prima a usarla è stato il brand Motivi, del gruppo Miroglio. Basta registrarsi, includendo le informazioni su carta di credito e indirizzo di consegna, e con un rapido clic si effettua l’ordine, che si riceverà comodamente a casa entro due giorni. Soluzioni di questo tipo fanno felici i clienti, che possono fare i loro acquisti in un ambiente multicanale sempre più ricco di possibilità, ma soddisfano anche le esigenze dei retailer: questo tipo di acquisti infatti non va visto come concorrente di quello tradizionale in negozio, ma complementare, poiché offre la possibilità di interpretare al meglio la domanda della clientela, visto che permette di conoscerne istantaneamente le abitudini d’acquisto. È ormai il tempo dell’ “everywhere commerce” e della pace tra rivenditori fisici e online: App come PowaTag consentono engagement e profilazione molto precisa del singolo cliente, il che permette di sviluppare campagne marketing estremamente personalizzate (quindi efficaci): l’utente scaricando e installando la App dà il consenso all’utilizzo dei suoi dati personali, preziosissimi, e il marchio lo coccola con messaggi ad hoc (dagli auguri per il compleanno ai consigli su come vestirsi per praticare il suo sport preferito), offerte esclusive, concorsi...
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drupa 2016
Kurz: nobilitazioni sempre più spinte Non solo foil metallici, ma anche ologrammi a singola immagine L’edizione 2016 di drupa è stata l’occasione, per la Leonhard Kurz, di presentare numerosi prodotti innovativi: nuove famiglie di foil, unità da stampa per flussi di lavoro digitali, cliché con rilievi in nano-incisione e soluzioni per l’ottimizzazione dei consumi di materiale.
A drupa Kurz ha presentato il sistema Distorun su una macchina da stampa flexo in linea. Ci spiega quali sono le caratteristiche di questo sistema? Distorun è un sistema che consente di utilizzare foil metallizzati oppure ologrammi, con disegno in continuo o a singola immagine, su macchine flexo in linea dotate di stazione di stampa a freddo. Prima di drupa con la stampa a freddo si potevano applicare solo foil metallici oppure effetti con disegno in continuo. Ora per la prima volta, grazie a un sistema di registro dalla precisione molto elevata, è possibile trasferire sulla superficie di stampa anche ologrammi con disegno a singola immagine. Questa innovazione apre nuovi scenari d’utilizzo nel settore delle etichette e, più in generale, della nobilitazione a freddo su macchine a banda stretta.
Il sistema è disponibile solo su macchine da stampa nuove? Distorun può essere installato in fase di costruzione su macchine nuove o come aggiornamento su un parco macchine esistente, essendo compatibile con tutti i marchi di macchine da stampa flessografica a banda stretta, nelle dimensioni 330, 420 o 520 mm. In questo secondo caso l’installazione viene eseguita direttamente dai tecnici Kurz.
Come funziona Distorun? Distorun si installa direttamente sui “binari” della stazione dove è presente l’unità di stampa a freddo. Il modulo è dotato di una sofisticata tecnologia servo controllata che ne consente la sincronizzazione automatica con la macchina da stampa e l’operatività in modo indipendente dal sistema di controllo. Un lettore integrato individua e memorizza la posizione dei marchi di registro sulla banda, mentre un encoder registra la velocità di scorrimento del substrato; a questo punto il software del sistema, elaborando i dati ricevuti, individua con precisione la posizione di trasferimento dell’ologramma sul substrato e controlla la velocità di movimento della bobina del foil. Distorun è in grado di utilizzare fino a tre bobine in parallelo. Distorun può essere installato in fase di costruzione su macchine nuove oppure come aggiornamento su un parco macchine esistente.
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Prima ha accennato a nuovi scenari d’utilizzo nel settore etichette. Potrebbe essere più preciso? La possibilità di trasferire ologrammi a singola immagine, come ad esempio un logo o un qualsiasi altro elemento grafico facilmente riconoscibile, rimanda subito ad applicazioni nei campi del rafforzamento del brand, ma anche dell’anticontraffazione e della protezione del marchio. In pratica, grazie a questa nuova tecnologia, è possibile utilizzare ologrammi e integrarne l’uso per molteplici applicazioni. Un’altra importante caratteristica di Distorun è la capacità di ottimizzare l’uso del foil riducendo gli sprechi e, quindi, aumentando la resa dell’impianto. Nella pratica, il sistema memorizza con precisione la posizione, sulla bobina, di foil trasferito sul substrato durante un ciclo di stampa e calcola, di conseguenza, dove ci sia del foil ancora utilizzabile. Il software di gestione permette quindi di sfruttare il materiale ancora disponibile: la bobina utilizzata, che normalmente viene riavvolta alla fine di ogni ciclo di produzione, può essere reinserita in uno o più nuovi cicli di lavoro.
Kurz aveva già fatto ingresso nel mondo della nobilitazione digitale; a drupa abbiamo visto due nuove unità da stampa della famiglia DM-Liner®. Quali sono le caratteristiche e le differenze fra loro? DM-Liner® B2 è l’evoluzione della macchina da
DM-Liner B2 è l’evoluzione della soluzione di nobilitazione presentata due anni fa e ora estesa al formato B2 (50x70 cm).
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Nel numero scorso della rivista abbiamo iniziato a conoscere alcune di queste novità e ora Marco Gaviglio, Business Manager di Luxoro, distributore esclusivo e agente per l’Italia della Leonhard Kurz, ci aiuta a scoprire altre due importanti soluzioni per la stampa. nobilitazione presentata due anni fa estesa ora al formato B2, caratteristica che la inserisce ufficialmente nel mondo del digitale di medio formato. L’unità trasferisce il foil di nobilitazione nelle maschere di riserva pre-stampate su una macchina digitale “tradizionale”; i fogli così nobilitati sono reinseriti nel flusso di produzione per il completamento della tiratura. Due i vantaggi di questa tecnologia, analoghi a quelli della stampa digitale: si può applicare la nobilitazione a livello di singola copia, cioè su dati variabili (per esempio sull’intestazione di uno stampato), e la decorazione grafica diventa economicamente appetibile anche per tirature limitate.
E la DM-Liner® UV-Ink? Questa è sicuramente la novità più grande. Si tratta sempre di un’unità di nobilitazione digitale in grado di gestire la nobilitazione in completa autonomia. I fogli macchina, in questo caso carta o cartoncino fino al formato B2 (50x70 cm), non devono essere pre-stampati su una macchina digitale “tradizionale”, bensì vengono prodotti direttamente dal sistema. La maschera corrispondente al soggetto da nobilitare viene stampata con inchiostri UV; segue il trasferimento di metallizzazione e quindi il trattamento di fissaggio eseguito con LED UV. La nobilitazione può avere luogo indifferentemente prima o dopo la stampa principale (tipicamente di quadricromia), e la stampa primaria può essere indifferentemente digitale oppure offset. Queste caratteristiche, secondo noi, posizionano la DM-Liner® UV-Ink come una soluzione per stampatori, digitali oppure offset, che desiderano proporre la nobilitazione senza che debbano affrontare gli investimenti, non solo economici ma anche di competenza, nelle tecnologie più tradizionali di questo processo, cioè la stampa a caldo o a freddo.
DM-Liner UV-Ink è un’unità di nobilitazione digitale in grado di gestire la nobilitazione in completa autonomia. I fogli macchina non devono essere pre-stampati su una macchina digitale “tradizionale”, bensì vengono prodotti direttamente dal sistema.
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Il produttore svedese di soluzioni di finishing organizza l’open house annuale in concomitanza con l’incontro degli stampatori dei Paesi Baltici e i membri di IPN Global.
Porte aperte a Riga per l’evento di Plockmatic
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A Riga, in Lettonia, si sono svolti in contemporanea ai primi di settembre ben tre eventi: l’open house di Plockmatic, produttore di soluzioni di finishing inline e offline prevalentemente per sistemi di stampa digitale, con sede e divisione di Ricerca&Sviluppo a Stoccolma e uno stabilimento per l’assemblaggio a Riga; l’incontro annuale degli stampatori dei Paesi Baltici e, in abbinamento, il meeting annuale di IPN Global (International Printers Network), un’associazione mondiale fondata nel 1993 che raggruppa 37 membri, ossia stampatori operativi in vari segmenti di mercato: stampa commerciale, transazionale, editoriale e packaging. L’unica azienda italiana a farne parte è la Selecta di Quinto Vicentino. Un terzo di questi stampatori risiede in Europa, un terzo in USA e il rimanente terzo nel resto del mondo. Ciò che accomuna i membri di questa associazione è il fatto di possedere uno o più sistemi di stampa digitale, siano essi inkjet o elettrofotografici. Circa il 60% dei membri è dotato anche di macchine offset. Ma ciò che è veramente innovati-
vo, rispetto ad altre associazioni analoghe, è l’indipendenza totale dai fornitori. Infine, l’associazione prevede, oltre al confronto tecnologico e di strategie tra i vari membri durante i meeting, anche una collaborazione su più ampia scala, in base al principio del «distribuite and print», tra i capisaldi dell’associazione. Chi è Plockmatic “L’obiettivo dell’evento”, ha spiegato Jan Marstorp, CEO di Plockmatic, “è far conoscere meglio Plockmatic”. L’azienda svedese, che vanta un fatturato di 55 milioni di euro con una crescita media delle vendite dal 2009 al 2015 del 21%, è stata fondata a Stoccolma nel 1974 e produce soluzioni bookletmaker (cuci-piega-rifila) per il segmento di mercato entry-level/midrange ed è specializzata in macchine in linea con una produttività media di 50 fogli al minuto, vendute in base ad accordi OEM dai produttori di macchine da stampa digitale, quali Ricoh, Xerox, Sharp, Canon e, a partire dalla scorsa drupa, anche Konica Minolta.
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di Cristina Rossi
Jan Marstorp, CEO di Plockmatic. A sinistra, panoramica del reparto di assemblaggio macchine nello stabilimento di Riga, in Lettonia.
La maggior parte del fatturato è generato dalle vendite in Europa e Scandinavia, anche se la parte del leone per i sistemi inline la fanno gli Stati Uniti. Uno degli obiettivi del produttore, infatti, è incrementare le vendite di sistemi offline negli USA. Plockmatic fa parte di Grimaldi Industri Group, un’impresa fondata da Salvatore Grimaldi – di origine italiana e uno dei più importanti imprenditori in Svezia – che include anche una divisione Cycling & Lifestyle, che vanta tra i brand acquisiti nel tempo quello delle biciclette Bianchi. Plockmatic ha anche uno stabilimento a Rochester (USA) adibito alla logistica e alla vendita delle soluzioni nel mercato americano. Dall’acquisizione dell’inglese Morgana nel 2013, Plockmatic ha arricchito il proprio portfolio prodotti con soluzioni fuori linea (offline), tra cui sistemi di piega, cordonatura e taglio, mentre attraverso l’acquisizione dell’italiana KGS, con sede a Mestrino (PD) nel 2015, il produttore svedese ha aggiunto alla gamma anche sistemi di rilegatura con colla poliuretanica (PUR), che rappresentano una valida alternativa alla brossura a filo refe nel confezionamento dei libri voluminosi o con carta patinata e a grammatura elevata. Le soluzioni offline ven-
gono distribuite attraverso un canale di vendita diretta e indiretta (dealer, distributori e print provider) in Gran Bretagna, Svezia, Norvegia e Paesi Baltici, attraverso canali indiretti nel resto del mondo. Accanto alle soluzioni di finishing inline e offline, Plockmatic offre anche soluzioni per la sala spedizione, in particolare per l’imbustamento, vendute attraverso dealer in tutta l’Europa e Pitney Bowes in tutto il mondo. Lo stabilimento a Riga Plockmatic progetta e sviluppa in casa tutte le componenti meccaniche ed elettriche. L’assemblaggio e il test delle soluzioni avviene nello stabilimento di Riga, capitale della Lettonia, dove lavorano 88 persone, mentre la sede principale di Stoccolma impiega 55 persone. Lo stabilimento è stato avviato nel 2001 ma ha acquisito una notevole importanza 3 anni fa, quando tutta la produzione è stata spostata da Stoccolma proprio a Riga, soprattutto per il costo molto vantaggioso della manodopera. Dal 2006 lo stabilimento ha adottato la filosofia della ‘lean manufacturing’. La qualità è davvero un must e, infatti, le soluzioni prima di lasciare lo stabilimento vengono sottoposte a rigorosi test. Altro elemento fondamentale è la flessibilità, al fine di soddisfare tempestivamente le esigenze anche più complesse dei clienti.
Tra i partner di Plockmatic l’italiana Valiani All’evento di Riga, Plockmatic ha invitato una serie di partner tecnologici e commerciali, che hanno approfittato dell’occasione per esporre le proprie soluzioni. Tra questi CP Bourg, con sede in Belgio e filiali in Lussemburgo, Francia e Germania, che distribuisce le proprie soluzioni di finishing attraverso Plockmatic nei Paesi del Baltico. CP Bourg ha una consociata a New Bedford, in Massachusetts (USA), vanta più di 50 anni di esperienza, 400 dipendenti e oltre 100.000 clienti in tutto il mondo. Fujifilm, Xerox, Canon e Kodak distribuiscono in OEM le soluzioni di CP Bourg, il cui mercato di riferimento è quello dei libri brossurati e dei booklet cuciti a punto metallico. Tra le soluzioni proposte figurano anche sistemi di alimentazione, booklet maker, stacker e altri accessori, sia inline che offline. Ospite per il secondo anno consecutivo all’open house di Plockmatic la Valiani, azienda con sede a Certaldo, in Toscana, e capitanata dal simpatico Nico Valiani (in foto), che collabora con il produttore svedese per la distribuzione delle proprie soluzioni in Gran Bretagna, Scandinavia e Paesi Baltici nei settori del sign e del packaging. L’azienda è stata fondata 43 anni fa dai genitori di Nico ed è ancora gestita da Franco e dalla moglie Franca, insieme ai figli Nico e Giada, e opera in più di 70 Paesi. Gli anni d’esperienza nell’industria del taglio del passepartout permettono a Valiani di progettare e costruire delle macchine tecnicamente all’avanguardia e con un’affidabilità ancora ineguagliata. Grazie all’alta qualità del Made in Italy, i prodotti sono precisi, multifunzionali, estremamente sicuri e indispensabili sia al piccolo corniciaio sia alla grande azienda. Ecco perché coloro che sono responsabili della sicurezza e dell’esposizione di capolavori di valore inestimabile hanno scelto di usare le macchine Valiani per poter eseguire i loro lavori. Il Louvre e il Musée D’Orsay a Parigi, la Casa Bianca, la Public Library di NY, il museo dell’Ermitage di San Pietroburgo, per nominarne solo alcuni, che hanno scelto la precisione, la qualità e l’affidabilità offerte dalle macchine Valiani. La peculiarità delle soluzioni firmate Valiani è il fatto che tagliano i materiali più svariati, dal cartoncino alla plastica e, addirittura, la pelle. Tra i clienti figurano, infatti, nomi prestigiosi del mondo della moda, come Salvatore Ferragamo. Tra gli altri partner di Plockmatic l’inglese Vivid Laminating, specializzata nella produzione di sistemi di laminazione per stampa digitale, la svedese RollsRoller che produce particolari applicatori flatbed e Prontotec Italia, con sede a Vicenza e rappresentata da Gianmario Grignolio, specializzata nella produzione di sistemi per l’incassatura dei libri.
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Un mercato in crescita, con un +19% previsto entro il 2019. In pole position cosmetica e profumeria con il 43% delle vendite di beni di lusso. La crescita del mercato è guidata dalle nuove tecnologie nonché da una crescente sensibilità verso la sostenibilità.
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di Liz Wilks*
Un nuovo rapporto della società di ricerca Smithers Pira, commissionato da Asia Pulp & Paper (APP), stima una forte accelerazione dell’innovazione nel packaging di lusso, trainata da una crescita significativa del settore. Secondo il rapporto dal titolo Paper-based packaging trends to 2019 il mercato globale per il packaging di beni di lusso, che nel 2014 ha generato volumi per 14,2 miliardi di dollari, aumenterà del 19% entro il 2019, raggiungendo volumi pari a 17,6 miliardi. Le aspettative di crescita del settore sono stimate in media del 4,4% all’anno fino al 2019, con tassi di crescita di circa il 3% annuo in Europa occidentale e in Nord America, del 6% nell’area Asia-Pacifico, fino al 9% in America Latina. Il settore della cosmetica e quello della profumeria rappresentano il 43% delle vendite di beni di lusso e continueranno a essere il principale motore della crescita all’interno del settore lusso, crescendo annualmente di circa il 6% per i prossimi cinque anni. L’Europa occidentale rappresenta un terzo delle vendite di questi due comparti, trainate in particolare dall’industria cosmetica francese e dai brand scozzesi che producono whisky Premium label. Questa crescita della domanda sta guidando le innovazioni nel mercato, facilitate dalle nuove tecnologie, ma anche dall’aumentata consapevolezza da parte dei consumatori delle istanze legate alla sostenibilità, in particolare nei mercati maturi. Ciò implica un rinnovamento nel packaging da parte dei brand di lusso volto a ridurre l’impatto ambientale dei loro imballaggi. Varie tendenze di mercato, combinate agli sviluppi tecnologici, stanno plasmando il futuro sostenibile del packaging di lusso. Un packaging di lusso che è sostenibile, personalizzato, ha la capacità di interagire con la tecnologia digitale, impedisce la contraffazione e utilizza tecnologie di stampa più all’avanguardia disponibili. Questi sono i fattori distintivi che si prevede avranno una sempre crescente presenza nel packaging di lusso da qui al 2019.
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Dove va l’imballaggio di lusso
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Trend packaging beni di lusso
17,6 miliardi nel 2019
+19%
14,2 miliardi nel 2014 Verso un packaging sostenibile Il trend di sostenibilità viene interpretato dai produttori optando per l’utilizzo di materiali più ecocompatibili, come cartone, invece di materie plastiche, riducendo l’impatto ambientale del processo di produzione e utilizzando tecniche di alleggerimento. I produttori si stanno orientando in maniera crescente verso soluzioni con cartone alleggerito. Ad esempio, Veuve Clicquot ha lanciato recentemente la campagna Naturalmente Clicquot in edizione limitata. La soluzione di imballaggio è al 100% biodegradabile a base di amido di patate e carta riciclata. Oltre a essere una soluzione di packaging ecologico, possiede anche capacità isotermiche riuscendo a mantenere una bottiglia di champagne Clicquot ghiacciata per circa due ore.
Misure anticontraffazione e codici di identificazione Le misure per contrastare la contraffazione hanno un ruolo chiave da svolgere nel mercato globale per la protezione del marchio, in particolare del marchio di lusso. Il volume aggregato di queste misure è stato valutato a 2,33 miliardi di dollari nel 2013, e comprende dispositivi track and trace, l’autenticazione dei prodotti e tecnologie antifurto. Più recentemente le nuove tecnologie hanno introdotto i codici di identificazione (ID) e Quick Response (QR) che sono codici che vengono stampati sulla confezione e sono sempre più utilizzati per consentire ai consumatori di conoscere la storia di un marchio, mentre alcuni programmi pilota di ‘smart labelling’ stanno facendo la loro apparizione sul mercato e sono in grado di comunicare con gli utenti attraverso etichette NFC. Queste nuove modalità di identificazione e di protezione hanno attratto i marchi di lusso, sempre alla ricerca di nuovi sistemi di identificazione e di protezione del marchio e del prodotto nella loro confezione che non compromettano l’estetica e si prevede forte presenza di queste
soluzioni tecnologiche nel packaging di lusso per i prossimi cinque anni. Il rapporto indica chiaramente che l’industria è in procinto di entrare in un ‘periodo d’oro’ di sviluppo del prodotto. Il settore del packaging di lusso si trova a un punto di svolta, in cui un aumento della domanda di beni di lusso e l’introduzione di nuove tecnologie potranno generare un periodo di innovazione senza precedenti nel mercato. Infine, le tendenze nel settore del packaging di lusso sono un robusto indicatore di ciò che gli altri segmenti del settore possono attendersi. Un packaging che è sostenibile ed è personalizzato, che ha la capacità di interagire con la tecnologia digitale, che impedisce la contraffazione e utilizza la più recente tecnologia di stampa state-of-the-art non è solo una richiesta confinata agli acquirenti di beni di lusso, ma riflette anche le preferenze di consumo che si stanno facendo strada in tutto il mondo da parte del pubblico in generale. È sicuramente possibile rendere il packaging di lusso più sostenibile ed è certamente una strategia premiante da perseguire, come evidenziato dalle stime di Smithers Pira. È dunque auspicabile per i marchi di alta gamma garantire proposizioni di imballaggio di alta qualità in termini di sostenibilità. La risposta, spesso, consiste nel non complicare eccessivamente il processo e la chiave è quella di concentrarsi su materiali rinnovabili come il cartone, ove possibile.
Le proposte di APP Asia Pulp & Paper ha raccolto questa sfida e propone al mercato italiano ed europeo linee di packaging pensate per le esigenze del segmento lusso quali Enza o Enova per le shopper di carta effetto ‘de luxe’. Enza è una carta che si presenta non patinata, con una superficie lucida e una superficie morbida. Ha superfici pulite, buona stabilità dimensionale e rispetta i requisiti di FDA e ISEGA. Enza, oltre a essere una carta perfetta per gli shopper di lusso, è adatta per il contatto diretto con gli alimentari. Enova, invece, soddisfa il mercato di alta qualità e nel contempo risponde alla domanda di carta prodotta con fibre riciclate. Enova è una carta patinata riciclata premium con una lucentezza di stampa e un’eccellente distribuzione dell’inchiostro per la stampa di dettagli fini. Ha anche una superficie ben distribuita e una buona opacità per superbe riproduzioni di testi e grafica. Circa il 50% del contenuto dei prodotti della linea Enova è derivante da riciclo. Sinarvanda è una linea di packaging che, grazie alla resa di contrasto di colore e alla vivacità delle cromature oltre alla nitidezza delle immagini stampate, è dedicata principalmente al settore cosmetico, a quello dei tabacchi e dei giochi e giocattoli di prestigio. Grazie alle certificazioni FDA e ISEGA, Sinarvanda può essere utilizzata anche per packaging di cibo gourmet.
*Liz Wilks, Stakeholder e Sustainability Manager Europa di Asia Pulp & Paper, è membro del Comitato scientifico del British Retail Consortium per gli standard di imballaggio e materiali da imballaggio internazionali nonché degli standard di imballaggio sostenibile. Inoltre, fa parte della commissione di analisi delle migliori pratiche per gli standard GFSI (Global Food Safety Initiative - organismo nato nel 2000 con l’obiettivo di stabilire criteri univoci di sicurezza alimentare), gestita dal Consumer Goods Forum, di cui APP è membro. Liz Wilks ha conseguito PhD in International Packaging Standards nel 2012. La manager di APP ha analizzato i benefici dell’auto-regolamentazione e ha sviluppato un modello di conformità che funge da guida ai processi di due diligence richiesti a livello internazionale.
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mercati
La sfida risiede nel creare un packaging sostenibile, più facilmente riciclabile, meno elaborato possibile, ma al tempo stesso con elevati livelli di pregio e di resa to, ma è caratterizzato da alta lucidità e robustezza. È adatto per applicazioni di design, packaging e grafiche e viene particolarmente utilizzato nella cosmesi, nel packaging dei vini e dei superalcolici, oltre che nel settore della moda. Infine Ningbo Star, cartoncino prodotto da APP in Cina, che offre in entrambe le superfici un ottimo punto di bianco, oltre a un eccellente livello di lucido, elevato spessore e rigidità. La superficie vellutata su entrambi i lati permette di raggiungere alti livelli di contrasto e rende il brand particolarmente apprezzato dal settore fashion e alta moda.
Il lusso sostenibile
Una particolare linea di produzione è quella di Zenith, cartoncino prodotto negli impianti cinesi di APP, che possiede alto spessore e la cui doppia lamina permette ottimi risultati di stampa. Il Duo shake permette un’eccellente distribuzione delle fibre così da rendere il processo di fustella impeccabile. Anche Zenith è certificata per il contatto con alimenti ed è particolarmente adatto per le confezioni di lusso quali profumi, creme e cioccolato, oltre che packaging per il settore farmaceutico. SavviBrite è un brand patinato su entrambe le superfici tipo GC1, progettato specificamente per la realizzazione di prodotti premium a patinatura su entrambe le superfici. È adatto ad applicazioni di design grafiche e di packaging di altissima qualità quali rapporti annuali aziendali, brochure de luxe e così via. Anche SavviCoat è un brand che si presenta patina-
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L’industria del packaging di lusso dovrebbe pianificare la propria produzione tenendo conto di queste tendenze e andare oltre gli attuali standard di packaging di lusso: le nuove tecnologie innovative e l’agenda della sostenibilità stanno guidando la domanda - e continueranno a guidare la domanda anche nel medio termine. I brand del lusso stanno realizzando che molti consumatori con elevato potere d’acquisto, in particolare le famiglie e le donne, stanno diventando più attenti all’ambiente. Sta dunque emergendo il concetto di lusso sostenibile. Oggi i consumatori abbienti non solo vogliono possedere un bene prezioso, ma cercano anche sempre più il significato e il valore aggiunto che è intrinseco al bene stesso. I consumatori ora cercano con maggiore insistenza marchi di lusso prodotti da aziende etiche e socialmente responsabili e sono inclini a spendere di più per acquistare questi brand. La sfida risiede nel creare un packaging che sia al tempo stesso sostenibile e rispettoso dell’ambiente, più facilmente riciclabile e meno elaborato possibile, mantenendo nel contempo i più alti livelli di resa e di pregio. Sfida che coinvolge l’intero processo di produzione in maniera trasversale.
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stampa digitale
“Maniaci” della Una storia fatta Customer Satisfaction di innovazione Copisteria Universale cresce anche grazie alla collaborazione con Ricoh Grazie alla pluriennale collaborazione con Ricoh, Copisteria Universale ha conseguito negli anni una crescita importante e oggi propone i propri servizi in tre centri caratterizzati da innovazione tecnologica costante. “Siamo una realtà dinamica, in continua evoluzione e alla ricerca di idee sempre nuove. Oltre a offrire servizi di qualità, per noi è importante garantire ai clienti trasparenza e chiarezza ed essere per loro un fornitore affidabile”. Così Sascha Rossi definisce Copisteria Universale, azienda fiorentina di cui è titolare. Nata nel 1997, l’azienda offre un’ampia gamma di servizi tra cui stampa e rilegatura tesi, scansioni, produzione di brochure, depliant, volantini, stampe di grande formato e stampa 3D. “In questi anni – continua Sascha Rossi – siamo cresciuti molto e oggi i nostri servizi sono disponibili in tre centri (Universale Pergola, Universale Dalmazia e Universale Centro AZ) che hanno come minimo comune denominatore l’innovazione tecnologica per produrre output di elevata qualità e offrire ai clienti applicazioni sempre nuove. Per perseguire questi obiettivi abbiamo scelto Ricoh. La collaborazione è iniziata diversi anni fa e da subito abbiamo apprezzato la capacità di Ricoh di supportarci nello sviluppo delle attività. Attualmente ci avvaliamo di dodici soluzioni di stampa Ricoh tra cui dispositivi a
foglio singolo a colori, grande formato e sistemi office per i servizi self-service”. Esplorare orizzonti creativi sempre nuovi Grazie alle nuove tecnologie, Copisteria Universale produce attualmente oltre 4.144.000 pagine all’anno in bianco/nero e oltre 871.000 a colori. “Tra i dispositivi scelti vi è Ricoh Pro C5100S, una soluzione a colori a foglio singolo che utilizziamo ad esempio per la stampa di brochure, depliant, biglietti da visita. Apprezziamo molto la flessibilità garantita e la possibilità di gestire un’ampia gamma di supporti”. Per quanto riguarda la stampa grande formato, Copisteria Universale ha installato Ricoh Pro L4130 latex ampliando la gamma di servizi offerti. Carta da parati, roll-up, banner, canvas e pannelli adesivi sono alcune delle applicazioni realizzate median-
te la soluzione grande formato. A questi dispositivi si aggiunge Ricoh Pro C7100X, soluzione di stampa a colori a foglio singolo dotata della quinta stazione colore per la stampa del bianco e del trasparente. “Il nostro parco macchine è sempre aggiornato e in continua evoluzione per offrire flessibilità ai nostri clienti e realizzare una gamma più ampia di prodotti. Stiamo già pianificando le prossime mosse per allargare ulteriormente il nostro target e affrontare nuove sfide. Ricoh rappresenta un partner fondamentale e affidabile in questo processo di crescita verso nuove opportunità”.
Tecnologie sempre aggiornate per poter offrire alla clientela la più ampia gamma possibile di servizi.
Sascha Rossi, titolare e fondatore della Copisteria Universale di Firenze.
ci ha portato a intraprendere un percorso evolutivo rivolto allo sviluppo strategico», affermano in Boxmarche. Le iniziative 2009: nascita del progetto LeanBox. Boxmarche inizia a operare seguendo i principi del Lean Thinking (“pensiero snello”) con l’obiettivo di ridurre la complessità della produzione,
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News Tecnologie Software CtP Offset Stampa digitale Flessografia Consumabili
HP lancia il primo sistema di produzione per la stampa 3D HP ha presentato il primo sistema di stampa 3D commerciale productionready, compiendo un passo importante nel suo percorso per portare sul mercato soluzioni disruptive per il manufacturing. HP Jet Fusion 3D Printing Solution rivoluziona la progettazione, la prototipazione e la produzione, offrendo per la prima volta parti fisiche di qualità superiore fino a 10 volte più velocemente e alla metà del costo rispetto ai sistemi attuali di stampa 3D. Fra le caratteristiche di HP Jet Fusion 3D Printing Solution:
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• un workflow semplificato e costi ridotti per una prototipazione radicale; • la produzione e la fornitura di parti finali con eccezionali risultati in termini di economics; • una piattaforma open a livello di materiali e software per ridurre le barriere d’accesso e permettere nuove applicazioni in tutti i settori. La nuova HP Jet Fusion 3D Printing Solution è il risultato di decenni di ricerca ed esperienza di HP nel campo della meccanica di precisione, della microfluidica e della scienza dei materiali.
HP offre due modelli di stampanti 3D progettate per prototipazione e produzione rapide: • la stampante HP Jet Fusion 3D 3200 è ideale per la prototipazione grazie alla produttività migliorata e alla possibilità di incrementare l’utilizzo a un costo per pezzo inferiore; • la stampante HP Jet Fusion 3D 4200 è pro-
gettata per le necessità della prototipazione e del manufacturing nel breve termine con un’elevata produttività. È disponibile un set sincronizzato di strumenti che include software intuitivo, un’innovativa HP Jet Fusion 3D Processing Station con Fast Cooling e materiali di alta qualità. www.hp.com
Si stima che in futuro fino al 50% delle parti plastiche che compongono le HP Jet Fusion 3D Printer verrà prodotto con tecnologia HP Multi Jet Fusion.
Foil per nobilitazione su fondi pieni o dettagli fini
Guandong illumina l’in-store promotion
La serie M di foil Kurz per stampa a caldo è giunta al suo completamento. Lo annuncia Luxoro, agente e distributore esclusivo per l’Italia del Gruppo Kurz, rispondendo alle numerose richieste circa la disponibilità di foglie per la decorazione di ampie superfici a fondi pieni e per particolari e tratti estremamente fini. Le foglie in questione si chiamano, rispettivamente, Luxor®/Alufin® MP e Luxor®/Alufin® ML. I foil ML ed MP sono caratterizzati da ottima adesione su un’ampia gamma di superfici quali carta, carta patinata e carta trattata con vernici UV; buona resistenza a graffi e abrasioni; tempi di applicazione ridotti ed elevata brillantezza. La linea ML offre inoltre un’elevata pulizia dei bordi che ne consente l’utilizzo per la nobilitazione di tratti e caratteri molto fini. Questo foil è anche sovrastampabile con inchiostri convenzionali. La linea MP, invece, assicura ottime proprietà di adesione a caldo su superfici molto ampie. www.luxoro.it
Guandong riconferma la propria vocazione: proporre soluzioni e applicazioni innovative che permettano di ampliare lo share del mercato digitale. Grande attenzione per l’in-store promotion, dove i ritmi della comunicazione stanno tracciando nuove modalità e nuove tempistiche a cui retail, GDO e strutture ricettive devono attenersi per conquistare l’utenza. “Nel negozio classico il dialogo è tra il negoziante professionista e il cliente; nello store moderno è il brand che parla al consumatore e il messaggio deve essere tempestivo e impattante affinché la shopping experience sia sempre più coinvolgente, influenzando l’acquisto”, commenta Edoardo Elmi, presidente Guandong. E perché il messaggio sia eyecatching, ecco che la luce diventa protagonista con nuovi materiali messi a punto per la retroilluminazione indoor. Tessuti e PVC che possono essere stampati e poi utilizzati in strutture, profili e cornici dotati di luci LED per illuminare il pdv attraverso le immagini. Nuove applicazioni che creano un inedito connubio tra interior decoration e Spot Déco, il concetto di cui già da tempo Guandong si fa portavoce dettando nuove modalità di personalizzazione indoor. www.guandong.eu
Nuova specifica relativa ai passaggi di elaborazione di PDF Molti associati del gruppo GWG hanno integrato la nuova specifica in prodotti e soluzioni lanciate alla scorsa drupa.
Il Ghent Workgroup (GWG) ha annunciato la pubblicazione di una nuova specifica che descrive un metodo standardizzato per l’archiviazione di dati relativamente ai passaggi di elaborazione
di produzione all’interno di un file PDF. Questa specifica ottimizza l’intero processo di preproduzione e consente l’incremento della produttività e la riduzione dei costi di produzione. Un file PDF può fungere da contenitore per tutti i dati di produzione grafica, destinati alla stampa o meno, di un imballaggio, di un’etichetta o di qualsiasi altro file. L’associazione tra i passaggi di elaborazione e i dati relativi ai contenuti significa che vengono utilizzati metadati all’interno del file PDF per definire e categorizzare differenti tipi di passaggi di elabo-
razione di produzione nel file in modo standardizzato. L’integrazione dei dati relativi a questi passaggi facilita la validazione di componenti strutturali di design mediante metodi di realizzazione di prove convenzionali. Inoltre l’unione, nello stesso file, dei dati relativi ai passaggi di elaborazione agli elementi di design consente un preciso allineamento degli elementi di design e rende più facile eseguire il preflight dell’intero lavoro. Un importante vantaggio di questo standard è la sua interoperabilità, che è in grado di migliorare l’interazione tra diverse tecnologie e aziende.
Dalla standardizzazione risulta un incremento della prevedibilità, ripetibilità e uniformità, da cui deriva una significativa riduzione degli errori. Standardizzando l’associazione dei dati e dei passaggi di elaborazione di produzione, i sistemi e i processi possono essere facilmente automatizzati all’interno di un flusso di lavoro. Ciò garantisce incremento di produttività e riduzione dei costi di preproduzione. Molti associati del GWG – tra cui Esko, Enfocus, callas software, CHILI publish, Agfa Graphics – hanno integrato la nuova specifica. www.gwg.org
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News Tecnologie Software CtP Offset Stampa digitale Flessografia Consumabili L
Pronta la versione 10 di Apogee Con le nuove funzionalità, le performance e la soluzione cloud, unica nel suo genere, il workflow Apogee 10 di Agfa Graphics espande ancora di più le sue caratteristiche di base: innovazione, interattività e ottimizzazione. La sua nuova interfaccia utente per lavori non rilegati consente agli stampatori di sfruttare al meglio il formato di stampa e ottimizzare la produzione. L’ottimizzazione è possibile sia per i prodotti con forme regolari che non e tiene in considerazione le tirature richieste. Inoltre questa nuova versione supporta nuove macchine da stampa digitale
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(Canon B4000 e B5000) e il nuovo CtP Avalon N890 di Agfa Graphics. Tra le nuove caratteristiche spicca l’evoluzione dell’integrazione della tecnologia IntelliTune Agfa per la correzione automatica delle immagini. Apogee 10 consente agli stampatori di gestire i lavori con più versioni tenendo in considerazione gli spot color presenti nei file in input. Ora è anche possibile unire le parti di un lavoro, con più versioni, in un’unica lastra ottimizzando così l’utilizzo delle macchine da stampa. Il portale online di Apogee 10 per
l’upload delle pagine e loro approvazione è ora in grado di mostrare i dettagli dei preflight delle pagine e le informazioni su taglio e abbondanze, per consentire di individuare tempestivamente potenziali errori che causerebbero costosi rifacimenti. Gli utenti esperti possono anche visualizzare online le separazioni per verificare se il testo nero è in sovrastampa o se un logo è nello spot color corretto. È poi possibile approvare dal browser anche complessi lavori con versioni multiple. www.agfagraphics.com
Arriva in Italia la prima stampante 3D di Ricoh
Esko aumenta la resa del tavolo da taglio
Grazie a Ricoh AM S5500P, le aziende italiane dell’industria manifatturiera possono evolvere verso l’additive manufacturing e rispondere a esigenze di innovazione sempre nuove. La stampante 3D di Ricoh utilizza la tecnologia SLS (Selective Laser Sintering) per la lavorazione di materiali plastici ed è progettata per offrire elevata qualità e rispondere alle esigenze dell’industria manifatturiera supportando materiali innovativi come il polipropilene (PP) e più tradizionali come la poliammide (PA). Questi materiali sono di importanza strategica per il settore manifatturiero, in particolare per l’industria dell’automotive. Ricoh AM S5500P è disponibile in Italia, Regno Unito, Germania, Belgio, Lussemburgo e Olanda. La notevole area di costruzione – (L) 550 mm x (P) 550 mm x (A) 500 mm – consente di produrre oggetti di grandi dimensioni, evitando così il post-assemblaggio dei componenti, oppure di realizzare varie parti nel corso però di un’unica lavorazione. www.ricoh.it
Le attrezzature per la finitura digitale non sempre vengono utilizzate in modo ottimale: ci sono troppi passaggi manuali, la configurazione dei tavoli di taglio richiede troppo tempo e non è sempre possibile assegnare le priorità ai lavori e arrivare a una gestione ottimizzata dei materiali. Con una serie di nuovi lanci in occasione della scorsa drupa, Esko offre alle aziende gli strumenti per ottenere il massimo dalle loro attrezzature, dai loro flussi di lavoro e dal loro personale. Le innovazioni di automazione di Esko presentate a drupa comprendono: - il caricamento e scaricamento robotizzato dei tavoli da taglio per una produzione di finitura ininterrotta; - soluzioni di alimentazione di pannelli per un caricamento automatico dei materiali; - operazione a più zone per consentire ai tavoli di finitura di restare sempre in funzione; - il software Device Manager per il controllo sull’intero flusso di lavoro di finitura. www.esko.com
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eventi
50 anni di Fujifilm in Europa Open Innovation In attesa del Lunch, sei grande evento di assaggi dedicati Düsseldorf, che ai nuovi businessil aprirà i battenti e alle tecnologie 31 maggio, alcuni cheprincipali proiettanoplayer dei Fujifilm nel futuro. svelano le proprie Così la filiale strategie e novità. italiana hachiave: deciso Tra i temi di festeggiare inkjet, cloud el’importante packaging. anniversario insieme ai giornalisti di vari settori.
Quest’anno segnerà il 50° anno della Fujifilm in Europa. Dalla sua attività originaria nel campo delle pellicole fotografiche, Fujifilm ha diversificato fino a diventare una società internazionale di successo, con una posizione di leader in molti settori di attività. Il 7 luglio 1966 Fuji Photo Film Europe GmbH fu iscritta nel registro delle imprese di Düsseldorf. Da quel momento, ha iniziato la sua espansione prima nel Regno Unito, nel 1976 con stabilimenti produttivi e uffici vendite in tutto il continente, fino ai giorni nostri con una fitta rete di sedi in tutta Europa.
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Fujifilm ha costruito la propria notorietà come produttore di pellicole. Le sue scatole verdi di pellicole fotografiche erano disponibili nei negozi di tutto il mondo e il dirigibile Fujifilm divenne uno spettacolo familiare in occasione di eventi sportivi. Tuttavia, intorno al 2000 il mercato delle pellicole ha cominciato a ridursi rapidamente con il decollo della fotografia digitale. Fujifilm ha raccolto questa sfida con una trasformazione vincente che le ha
permesso non solo di sopravvivere, ma di crescere e divenire una società diversificata, con attività in molti settori. Oggi, l’attività tradizionale delle pellicole fotografiche Fujifilm rappresenta meno dell’1% dei ricavi. A livello globale, la società ha tre principali settori di attività: Imaging Solutions compresi i dispositivi ottici avanzati, nonché macchine fotografiche digitali, materiali e sistemi per la stampa fotografica; Information Solutions, in cui Fujifilm ha una forte presenza nel settore sanitario, sistemi grafici, materiali per schermi piatti, supporti di registrazione, controlli industriali e altre tecnologie, e Document Solutions, tramite cui l’azienda fornisce stampanti e prodotti affini, produzione e altri servizi. In tutta Europa, il Gruppo Fujifilm opera in sette settori di attività, tra cui healthcare, sistemi grafici, dispositivi ottici, supporti di registrazione e tecnologie fotografiche. Fujifilm gestisce sette principali impianti di produzione nella regione che producono lastre CtP, carta a colori, prodotti chimici, in-
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di Cristina Rossi
“Se c’è una società che possa definirsi ‘innovazione vivente’, ecco, questa è proprio Fujifilm”, ha dichiarato Takaaki Kurose, presidente di Fujifilm Europe.
chiostri, coloranti per stampanti a getto d’inchiostro, toner, materiali elettronici per la produzione di semiconduttori e biofarmaceutici. La sede europea è a Düsseldorf e il gruppo possiede circa 50 società in Europa, che impiegano circa 5.000 persone. Il presidente di Fujifilm Europa Takaaki Kurose ha dichiarato: “Il passaggio da produttore di pellicole fotografiche a società high-tech globale è stato possibile perché abbiamo una strategia di crescita solida e investiamo molto in R&S, sulla base di una vasta gamma di tecnologie avanzate creatasi nel corso degli anni. Forniamo la migliore tecnologia disponibile nei settori di attività in cui siamo in grado di eccellere. A tal fine, il nostro impegno nei confronti dell’innovazione è fondamentale. L’Europa è un obiettivo importante per noi, come dimostrano i nostri laboratori di ricerca Tilburg nei Paesi Bassi e l’Open Innovation Hub di recente costituzione”.
Investimenti nella crescita futura Fujifilm investe circa il 7% del suo fatturato annuo consolidato in ricerca e sviluppo, concentrando le risorse su sei aree di attività, con un potenziale di crescita significativo. L’unità chiave di R&S che guida le capacità tecnologiche della società è rappresentata dal Fujifilm Advanced
Research Laboratories aperto nel 2006 vicino Tokyo. Questo complesso riunisce scienziati e ingegneri che lavorano in team di innovazione globali su sintesi organica, rivestimenti multistrato fini, microlavorazione di precisione, progettazione di lenti, laser, stampa ed elaborazione delle immagini.
per ottimizzare i processi di stampa tradizionali, consentire risparmi sulle risorse, migliorare la redditività e, al contempo, aiutare i professionisti della stampa a ridurre il proprio impatto ambientale”, ha dichiarato An-
I laboratori di ricerca di Tilburg nei Paesi Bassi sono il centro europeo di Ricerca&Sviluppo. Lavorando con istituzioni accademiche in tutta Europa, il centro sviluppa tecnologie all’avanguardia incentrate su membrane per la separazione dei gas, membrane a scambio ionico e peptidi ricombinanti. Il nuovo Open Innovation Hub di Tilburg stimola la co-creazione basata sulle tecnologie Fujifilm.
La stampa secondo Fujifilm Fujifilm è tra i leader nel mercato delle arti grafiche, in grado di supportare gli stampatori con un’ampia e innovativa piattaforma di sistemi di stampa e supporti. “Oggi Fujifilm concentra il proprio impegno principalmente in due aree nel settore della stampa. La prima è quella delle tecnologie per la stampa inkjet, per offrire qualità, produttività e prestazioni di livello superiore. La seconda area invece è incentrata su tecnologie, prodotti e servizi
drea Basso, sales and service manager Fujifilm Graphic Arts. Da oltre 10 anni Fujifilm sta sviluppando un portfolio di tecnologie inkjet che sono il cuore di una serie di nuovi sistemi di stampa potenti, in grado di creare nuove opportunità e un forte valore per le aziende del settore. Uno dei primi risultati di questa strategia è stata la gamma di prodotti Jet Press, sviluppata utilizzando al meglio tutte le competenze dell’azienda.
Foto di gruppo dei Location per l’evento: giornalisti la sede de che La Cucina hanno Italianapartecipato a Milano. al tour Lo cheforganizzato stellato da Messe Arrigoni, Tommaso Düsseldorf in Innodel Ristorante collaborazione centi Evasioni, ha con AD interpretato con creaCommunications. tività l’innovazione Fujifilm, realizzando 6 portate ispirate ai temi trattati.
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Impegnarsi per la sostenibilità Da diversi anni il riciclo è uno dei temi di maggiore interesse per l’associazione internazionale del settore delle etichette FINAT. Per il terzo anno consecutivo, FINAT ha premiato i risultati eccezionali ottenuti in questo settore mediante un concorso specifico, FINAT Recycling Awards. Il produttore di sidro del Regno Unito Brothers Drinks e gli stampatori di etichette tedeschi Etiketten & Druck sono i vincitori dell’edizione 2016 dei FINAT Recycling Awards presentati dall’associazione internazionale delle etichette autoadesive nel corso del forum europeo tenutosi ad Amsterdam lo scorso giugno. Concepito come un modo per aumentare la visibilità del profilo di sostenibilità del settore e, contemporaneamente, delle opportunità di riciclo sempre maggiori degli scarti derivanti dalla produzione di etichette - in particolare il release liner usato - questo concorso premia le iniziative più degne di nota di stampatori di etichette e di proprietari dei marchi.
FINAT, l’associazione internazionale per il settore delle etichette, assegna i premi per il riciclo a Brothers Drinks e Hagmaier Etiketten & Druck.
Plauso per i produttori di sidro del Regno Unito
Il momento della premiazione di Hagmaier Etiketten e di Brothers Drinks.
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L’azienda Brothers Drinks Co. Ltd. con sede a Shepton Mallet, nel Regno Unito, si è aggiudicata l’End User Award per il suo coinvolgimento in un programma speciale incentrato sul riciclo di release liner usato in PET e portato avanti congiuntamente dai produttori di etichette Avery Dennison e dall’azienda che si occupa di lavorazione della plastica del Regno
Unito Polymer Extrusion Technologies (UK). Brothers Drinks spedisce a Petuk il liner in PET rivestito in silicone usato dopo il processo di etichettatura automatica delle bottiglie per bibite. Il liner viene quindi lavorato e diventa granulato PET per un riutilizzo successivo, ad esempio per i vassoi per microonde. La giuria è rimasta colpita dalla velocità di riciclo a massima capacità e dagli sforzi di Brothers Drinks nel diffondere la consapevolezza in materia di riciclo tra i media e i propri clienti. Il premio è stato ritirato durante l’European Label Forum a nome di Brothers Drinks da Xander van der Vlies, Sustainability Director per Avery Dennison.
The easy and effective Brand
Un secondo riconoscimento per Hagmaier Contemporaneamente, il concorso FINAT ha giustamente riconosciuto gli sforzi compiuti dalle aziende di trasformazione di etichette che si impegnano per una riduzione degli scarti e a una maggiore sostenibilità. Per la seconda volta, il Converter Award è stato vinto da Hagmaier Etiketten & Druck di Münsingen, con sede in Germania, per il loro impegno sin dal 2011 in ambito di riciclo e per il fatto che il release liner, gli scarti da matrice e altri materiali secondari correlati - carta e pellicola - vengono tutti riciclati dall’azienda, con una conseguente riduzione del materiale avviato in discarica. Secondo i giudici, Hagmaier è inoltre un’azienda estremamente attiva nella promozione del valore delle proprie attività di riciclo su tutta la supply chain del settore delle etichette e offre inoltre ai clienti proprietari dei marchi la possibilità di restituire il loro release liner utilizzato a costo zero. Rodolfo Hagmaier ha ritirato il premio a nome dell’azienda.
Una giuria di specialisti L’edizione 2016 dei FINAT Recycling Awards è stata presieduta da un gruppo di esperti composto dall’ex consulente per il riciclo di FINAT, Jacques van Leeuwen, con Andreas Faul di INGEDE – l’associazione internazionale del settore della disinchiostrazione della carta – e Peter Sundt dell’organizzazione europea per il riciclo della plastica. “Desideriamo congratularci con i vincitori e con gli altri concorrenti per i loro risultati”, ha dichiarato Jacques van Leeuwen. “I contributi di tutti i partecipanti di quest’anno sono stati di ottima qualità, volti a promuovere il riciclo e ad aumentare la consapevolezza in questo campo. Siamo incoraggiati dal fatto che il riciclo del release liner stia ottenendo un successo sempre maggiore tra trasformatori e utenti finali e siamo impazienti di partecipare alla prossima edizione dei premi per il riciclo FINAT il prossimo anno”.
facile da scegliere, facile da usare
Rey ha creato una gamma di carte per l’ufficio per rispondere a tutte le esigenze di stampa. Siamo sempre alla ricerca di nuove idee per offrire al consumatore prodotti e soluzioni facili da usare.
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carte&supporti
La prima carta creata con scarti di lenticchie Favini presenta Crush Lenticchia, una carta prodotta in esclusiva per Pedon, azienda vicentina oggi tra i big player mondiali nel settore dei cereali, legumi e semi. 100% riciclabile e biodegradabile, è una carta prodotta con una speciale attenzione per l’ambiente. Durante la fase del controllo qualità di Pedon, tutti i semi non più idonei all’alimentazione umana vengono raccolti per essere successivamente purificati, micronizzati e introdotti all’interno del ciclo produttivo della carta, in parziale sostituzione della cellulosa. Nasce così Crush Lenticchia: il risultato della lavorazione è una carta dalla colorazione bianca naturale, leggermente porosa al tatto e con i residui del legume ben visibili sulla superficie. La minor quantità di cellulosa non inficia la qualità e la stampabilità della carta. www.favini.com
Supporti per siliconatura della migliore qualità Attualmente il gruppo cartario Sappi sta consolidando le prestazioni e i vantaggi del suo portafolio di supporti per la siliconatura Algro Sol con una serie di investimenti e attività. Vengono garantite non solo una migliore risposta delle performance di produzione, ma anche una capacità di fornitura a lungo termine e sostenibile per soddisfare le esigenze di un mercato in costante evoluzione. Le carte per la siliconatura devono avere buone proprietà per quanto riguarda sia la spalmatura del silicone sia la successiva lavorazione. Alcuni esempi degli sviluppi recenti sono le grammature più basse per Algro Sol, con 82, 85 e 98 g/m2. Prodotte sulla PM2, sono ideali per applicazioni di ufficio. Si tratta di carte che offrono volumi elevati, buona resistenza meccanica e spessore costante, e sono ottime per l’incisione sul retro. www.sappi.com
Etichette resistenti alle sostanze chimiche
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Le etichette che identificano le sostanze chimiche trasportate via aria o mare devono rispondere a particolari esigenze di durevolezza e stabilità certificate dallo Standard BS5609. Le etichette Avery in poliestere hanno ottenuto questa certificazione per la resistenza alle sostanze chimiche, alle abrasioni, all’acqua marina per almeno 90 giorni, alle temperature estreme e per la particolare adesività e resistenza allo strappo. Inoltre, aderiscono perfettamente a diversi tipi di materiali inclusi la plastica, il metallo, le superfici laccate, il policarbonato, il vetro e molto altro ancora. Sono disponibili bianche con adesivo permanente o rimovibile per laser e inkjet, argento e gialle con adesivo permanente. www.avery.it
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carte&supporti
Packaging in rosa: moderno e comunicativo Think Pink! È l’esortazione di Icma ai creativi quando devono affrontare l’ideazione di nuovi packaging. Pantone ha eletto il rosa colore del 2016, l’ha suggerito nella variante quarzo, leggero e trasparente. In realtà, ha provocato una reazione a catena. Improvvisamente, ci si è ricordati del rosa, colore che ha sonnecchiato per anni, più che in letargo, in vero oblio. Nel packaging il rosa ha subìto un trattamento ingiusto. È stato confinato in ambito profumeria, o confetteria, perlopiù in tonalità leziose, diafane, liriche, quando invece c’è ancora tanto spazio per inventare e sorprendere. Proprio per questo Icma ha dedicato inventiva e ricerca al rosa. Il risultato è un’ampia gamma di tonalità rosa che può essere applicata alla texture di fondo, in diverse finiture (lucida, satinata, opaca ecc.), per ottenere effetti sorprendenti che sollecitano a osare per primeggiare. www.icma.it
Ideale per realizzare shopping bag Creaset Bags è una carta monopatinata bianca lucida appositamente studiata per shopping bag. Disponibile nelle grammature da 90, 100, 110 e 120, presenta un’alta resistenza alla rottura e allo scoppio. Grazie alla sua elevata resistenza e durabilità, Creaset Bags è adatta a essere utilizzata in diversi settori (alimentare, tessile, cosmetica…) senza deteriorarsi durante il suo ciclo di vita. Presenta inoltre un’eccellente resistenza alla screpolatura in piega, evitando così il rischio di rotture della borsa. La carta Creaset Bags si addice alla stampa flexo e offset, garantendo un’ottima qualità di stampa. È un prodotto 100% riciclabile, biodegradabile e compostabile. Si fabbrica con cellulosa ECF (Elementary Chlorine Free) ed è disponibile su richiesta con certificazione FSC® o PEFC™ assicurando così la gestione responsabile delle materie prime fibrose e la completa tracciabilità a partire dalle foreste di origine. www.lecta.com
Una quarta tonalità nella gamma Munken Design La svedese Arctic Paper Munkedals vanta una longeva tradizione nella produzione di carte naturali fini per un pubblico attento di designer e grafici. Questo orgoglio diviene ancora più ambizioso con il lancio di Munken Kristall, una quarta tonalità ultra-bianca nella gamma Munken Design. Munken Kristall risponde a una sempre maggior richiesta di carte fini con un punto di bianco e una bianchezza più marcati – una combinazione già presente nella carta Munken Polar – ora ulteriormente soddisfatta grazie a una possibilità di scelta più ampia delle tonalità di bianco. Tale processo è stato sviluppato nella cartiera di Munkedal a partire dal 2013. www.polyedra.com
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Dalle pagine precedenti
L’Opinione di... Posenato >>da pag. 9
L’Opinione di... Facchini >>da pag. 11
Dal momento che il gioco prevede tre esiti - sconfitta, pareggio e vittoria -, che ogni mossa è abbinata a una contromossa vincente o perdente, secondo gli studiosi della teoria dei giochi la strategia migliore (considerando il cosiddetto “equilibrio di Nash”) sarebbe quella di esercitare alternativamente e in pari percentuale tutte e tre le opzioni, in modo casuale, e nel computo complessivo della competizione tanto dovrebbe bastare a non perdere. In realtà ciò non avviene in quanto, secondo i più recenti studi, avendo a che fare con la psicologia delle persone, esistono dei comportamenti reiterati nel gioco, definiti “risposta condizionale”, tali per cui un vincitore tende a reiterare i comportamenti, mentre un perdente è più propenso a cambiare (win-stay, lose-shift) e questo consente l’impostazione di una strategia di contrasto e quindi a non limitarsi solamente al caso nella propria scelta. Per fare ciò bisogna però essere pronti a esercitare tutte le opzioni ma soprattutto bisogna avere la lucidità di leggere le diverse situazioni e coglierne ogni sfumatura, per poi scegliere e decidere tempestivamente.
Quanto costa? Quale problema ecologico causa la raccolta o meno delle capsule? La moda e la pubblicità fanno superare tutti i pregiudizi e fanno dimenticare le domande logiche che il consumatore, ovvero noi stessi, dovrebbe porsi. E l’americana Domino’s, che vende già la pizza a tutte le latitudini, oggi tenta di venderla anche agli italiani, il che sarebbe come tentare di vendere il ghiaccio agli eschimesi. Ma la Domino’s c’è! Andate al supermercato! Un’altra critica ineccepibile dell’Economist è che l’economia italiana oscilla tra recessione, stagnazione e crescita asfittica da decenni: pertanto qualcosa da mettere a posto nella nostra organizzazione dovrà pur esserci. La paura di crescere, di unirsi, di fare gruppo sono contrarie all’esigenza nazionale di esportare di più e meglio; quindi è scoccata l’ora di cominciare anche noi a vendere ghiaccio agli eschimesi! Forse dimentichiamo sempre che la forza degli eserciti dei nostri antenati Romani risiedeva nel motto “Divide et impera” mentre la realtà è nei proverbi “Uniti si vince” e “L’unione fa la forza”.
Goldprint >>da pag. 12
Il nuovo piano di investimenti ha infatti portato alla recente decisione di inserire una nuova Speedmaster CD 102 6LX UV con la tecnologia UV IST di ultima generazione in sostituzione della Heidelberg Speedmaster CD 102 6LX UV già esistente. La nuova macchina, più completa e produttiva della precedente, si inserirà quindi a fianco della Speedmaster CX 102 8LX3 UV già inserita nel 2014 e fiore all’occhiello dell’azienda. Con questi investimenti il Gruppo Goldprint intende rafforzare il proprio posizionamento competitivo assicurando ai clienti un prodotto ancora migliore in termini qualitativi, controlli del processo di stampa all’avanguardia e tempi di risposta ancora più rapidi garantendo comunque costi competitivi.
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Più eleganti, più facili da consultare, più comodi La rubricatura è il sistema più antico e insieme più facile, intelligente, preciso e veloce per la ricerca di informazioni
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