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Stadium n. 9/1960

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L’Ordine del Giorno el Convegno Nazionale

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IL MESSAGGIO AUGURALE DI SS. GIOVANNI XXIII Ecco il testo del telegramma che il Santo Padre ha fatto per­ venire per il Convegno Sport e Comune: « Ai dirigenti et partecipanti Convegno Nazionale Assessori Sport Comuni d’Italia promosso da codesto Centro per approfon­ dire studio problemi attività sportiva giovanile Augusto Pontefice augurando proficuo svolgimento lavori et confidando che al vigile senso di responsabilità sia associata cristiana coscienza valori spi­ rituali vita sportiva per sana educazione fisica elevazione morale

sviluppo armonioso personalità dei giovani impegnati nelle com­ petizioni agonistiche invia di cuore come pegno della divina assi­ stenza et conforto propositi di utili intraprese la implorata propiziatrice Benedizione Apostolica.

CARDINALE TARDI NI »

Amministratori Comunali e Provinciali (Sindaci, Assessori allo Sport e Consiglieri Comunali) riuniti a Roma quali rappresentanti di settanta Comuni ed Amministrazioni Provinciali, In occasione del Convegno Nazionale « Sport e Comune indetto dal Centro Spor­ tivo Italiano, sentite le relazioni: « La rieducazione sportiva dell’atleta e del pubblico » del Gedda; Prof a II problema degli impianti sportivi in Italia cato Giulio Onesti; 3) « L’Assessore allo Sport nella Legge e nella vita del Co mune » del Dr. G. Crespi; 4) « Cultura ed interessamento pubblico verso le Olimpiadi e lo Sport » del Dr. B. Zauli; ascoltate ed approvate all’unanimità, ESPRIMONO vivo plauso alla Presidenza Nazionale per la realizzazione del­ la importante iniziativa ed altresì per la scelta del tema del Con­ vegno che pone il Centro Sportivo Italiano all’avanguardia dei mo­ vimenti atti a creare una più diffusa e sentita coscienza sportiva popolare DANNO ATTO al Comitato Olimpico Nazionale Italiano degli enormi sforzi compiuti, con tutti i mezzi a propria disposizione, per incrementare Il movimento fisico-sportivo e per accrescere e salvaguardare lo attrezzature sportive del Paese, strumenti indispensabili allo svi­ luppo tra la popolazione, ed in particolare fra la gioventù italiana, delle discipline atletiche; ESPRIMONO un vivissimo cordiale saluto ai colleghi amministratori di tutti gli Enti locali che per le loro funzioni e responsabilità sono chia­ mati a compiti di collaborazione in questo Importante settore • SI IMPEGNANO nell’ambito delle proprie competenze e delle Amministrazioni Comunali, a collaborare nella maniera più efficiente affinchè lo sport trovi le migliori condizioni per svilupparsi ed affermarsi nel nostro Paese e per facilitare in ogni modo l’attività delle istituzioni sportive; RILEVATO come Il fenomeno sportivo si impone non più come fatto slngolo, ma come fondamentale e determinante componente sociale nella vita delle comunità locali, sia quale strumento di educazione della gioventù sia sotto il profilo dell’impiego del tempo libero degli adulti. AFFERMANO la necessità di introdurre adeguate modifiche al « Testo unico della legge comunale e provinciale » ed in particolare dell’art. 91, affinchè lo stesso preveda fra I compiti fondamentali degli Enti locali interventi obbligatori nel settore dello sport, prevalentemente rivolti all’attività giovanile e dilettantistica; la indispensabilità conseguente di aggiornare la riforma in atto sulla Finanza locale al fine di assicurare agli Enti locali I mezzi idonei per il raggiungimento degli scopi sopra indicati; che infine nel quadro delle soluzioni urbanistiche sia riservato o vincolato a verde lo spazio da destinare ad Impianti ricreativi e sportivi, con specifico riferimento alle popolazioni residenti; l’indispensabilità che la scuola italiana affronti in maniera nuo­ va ed organica e con mezzi autonomi il problema dello sport nella scuola, come aspetto fondamentale dell’educazione dei giovani e come necessaria premessa allo sviluppo dell’attività agonistica ed organizzativa; l’esigenza che nell’applicazione della Legge 7 febbraio 1958, n. 88, sia rispettato l’obbligo di dotare ogni edificio scolastico di palestre e Impianti sportivi facilitando in ogni caso l’uso degli stessi a società o gruppi sportivi dilettantistici; AUSPICANO una maggiore assegnazione di fondi al « Credito Sportivo » per­ chè l’Ertte possa concedere più larghe facilitazioni agli Enti locali (prolungamento del periodo di ammortamento, contrazione del tasso di Interesse con speciale riferimento alle zone depresse); che nelle attribuzioni della Cassa del Mezzogiorno siano com­ prese anche quelle provvidenze atte a contenere gli oneri relativi alle concessioni del Credito Sportivo, per le Zone depresse di sua giurisdizione e possibilmente venga estesa l’azione della Cassa an­ che alla costruzione degli impianti sportivi; ohe anche nella realizzazione del progetti dei Centri INA-Casa ed altri Enti similari sla prevista la costruzione di adeguati Impianti sportivi; di introdurre ed attuare con graduale ma fermo Impegno: a) nel campo scolastico: una giornata libera scolastica setti­ manale da dedicare alle attività ricreative e sportive; b) nel mondo del lavoro: la giornata del sabato destinata ad attività culturali-rlcreatlve-sportlve; che venga esteso anche in Italia l’adozione dell’ora legale nel Continua in seconda pagina


STADIUM

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COMUN

Il MINISTRO TOPINI HA DETTO: OCCORRONO IMPIANTI POPOLARI « lo mi auguro che non ci sia Comune, domani, in tutta l’Italia che non abbia un campo sportivo, un campo scolastico; per cominciare non ci sia edificio scolastico il quale non preveda tra le sue attività quella di far funzionare un campo sportivo, che deve essere messo a disposizione di tutto il popolo »

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Un aspetto della Palestra del Foro Italico durante la prolusio ne del nostro Presidente Generale prof. Gedda

Riportiamo i passi salienti del saluto por­ to ai Convegnisti dal sen. Tapini Ministro del Turismo e dello Spettacolo: Amici, ho voluto essere presente a questa Vostra riunione come fui a quella che il C.S.I. promosse un anno fa alla CIDA, per dare il sentimento e il convincimento non solo del mio modesto appoggio personale ma quello, se consentite, del Governo. Il Governo procede su questo settore con accorgimento ma con decisione e quando ha creduto di premettere allo sviluppo dello spettacolo, del turismo e anche dello sport un segno visibile del suo interessamento, è toccato a me l’onere e l’onore di dare la mia prestazione personale che del resto ri­ spondeva ad una mia attitudine — vorrei chiamarla così — che si è sempre manife­ stata in tutti gli anni della mia ormai lunga esistenza. Del resto io porto anche l’adesione della Associazione dei Comuni d’Italia, di cui non posso dimenticare di essere il Presidente, in una manifestazione la quale si propone di sviluppare, come ben diceva il Presidente G^dda, questo aspetto della vita civica che è rappresentato dallo sport. Io ho veduto e ho ammirato il vostro ma­ nifesto che ci riconduce alla storia della no­ stra vita comunale che noi tutti conosciamo e che, nella sua evoluzione, oggi impone ai Comuni di doversi dedicare in modo parti­ colare a questo settore. Perché in modo particolare? Perché — la storia ce l’ha fatta Gedda — dal giorno nel quale ha vagito il nostro sport nazionale fino ad oggi, questo è diventato veramente corale, veramente imponente — ed è Ja pa­ rola, l'aggettivo adatto — veramente im­ pregnante. Non c'è spettacolo dello sport al quale noi assistiamo e nel quale non ci sia l'occasio­

NEI TRE GIORNI DI LAVORI NELLA PALESTRA DEL FORO ITALICO

ne di ammirare la partecipazione del popolo a quelle manifestazioni. Io, die sono un seguace delle attivila spor­ tive, vi dico subito che quello che mi col­ pisce allorquando ho l’onore e la ventura di assistere ad uno spettacolo ciclistico o di calcio, quello che più mi prende e che più mi tocca è lo spettacolo del popolo, dei gio­ vani, che sciamano, corrono, strepitano, tumultano e ci danno quella impressione di coralità che a sua volta dimostra la parte­ cipazione viva del popolo a quelle manife­ stazioni sportive.

Cari Assessori, questo è proprio il mo­ mento che mettiate nell'elenco delle vostre attività, come una delle più significative e preminenti, l'attività sportiva, lo conosco la legge provinciale e comunale, e so che le spese che si fanno nei Comuni per le attività sportive, lo spettacolo, il turismo, sono spe­ se facoltative e non obbligatorie, ma vi au­ guro che la riforma della legge comunale e provinciale che è dinanzi al Parlamento, pre­ veda anche la necessità di rendere obbli­ gatoria questa spesa, la quale, soltanto quando sarà tale, metterà i Comuni nella condizione di poter soddisfare e risolvere questo problema. Io mi auguro che non ci sia Comune, do­ mani, in tutta l’Italia che non abbia un .campo sportivo, un campo scolastico; per cominciare non ci sia edificio scolastico il quale non preveda tra le sue attività quella di far funzionare un campo sportivo, che deve essere messo pero a disposizione di tutto il popolo, perchè il popolo si educhi a questa attività sportiva. Abbiamo fra poco le Olimpiadi a Roma, fenomeno sportivo di grande ed estesa ri­ sonanza. Io ho sempre detto che queste Olimpiadi non debbono essere mai dei punti di partenza. Così sarà anche per la Olimpiade romana, per la diciassettesima Olimpiade, la quale ripete a Roma lo spet­ tacolo della prima Olimpiade patrocinata e voluta dal De Coubertin. Vi darò una primizia. De Coubertin — lo dico ai romani in modo particolare — ha sangue romano. Infatti una lapide al Verano, la quale in questi giorni subisce un lavoro di speciale individuazione, ha fat­ to conoscere che il De Coubertin, per due generazioni avanti a lui, apparteneva in modo particolare a Roma. Roma, la quale ha i suoi fastigi nel cam­ po dello spettacolo e dell’arte, rivivrà que­ sti fastigi in occasione delle prossime Olim­ piadi le quali esalteranno colui che le ha rifondate. Ma esalteranno anche in lui lo spirito di Roma.

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Le amministrazioni civiche presenti hanno espresso le loro esigenze

L’Assessore allo Sport del Comune di Roma, ing. Gerardo Agostini, ha rivolto ai conve­ gnisti di tutta Italia il saluto dell’Urbe

L'ambiente, dicono gli psicologi, ha una in­ fluenza più o meno rilevante sugli uomini. Ed è per questo che quando si deve organizzare una qualunque manifestazione, la ricerca del « luo­ go » è di primaria importanza. La Presidenza Nazionale del Centro Sportivo Italiano, rivolgendo le sue attenzioni alla Pale­ stra del CONI, ha tenuto conto di tale esigenza e, grazie alla cordiale collaborazione dello stesso Comitato Olimpico Nazionale, ha potuto compiere una scelta più che soddisfacente. Del resto t convegnisti, nella totalità, sono stati ugualmente lieti di essere ospiti nell'ampia Pa­ lestra, trasformata grazie alla regia del Segretario Generale Borghi e del suo diretto collaboratore Luciano Tomaiis, in un ambiente accogliente, co­ modo e gentile, anche per l'indovinata cornice di piante e di fiori che ¡’adornavano. « * * Il Convegno è perfettamente riuscito. Ecco la espressione più frequentemente colta al volo, la espressione che Assessori allo Sport e Dirigenti del CSI hanno rivolto l'un l'altro, facendola rim­ balzare con una frequenza che rappresenta il mi­ glior elogio per l'ideatore del Convegno e per gli infaticabili organizzatori. La signorilità, la cordialità, e soprattutto la forza di una personalità eccezionale quale quella del prof. Gedda, hanno fatto il resto insieme alla appassionata partecipazione spirituale, prima an­ cora che fisica, di quanti hanno partecipato al Convegno. E Don Nicola Pavoni e, meglio Mons. Nicola Pavoni, che di recente. il Consulente Ecclesiastico del CSI è diventato Prelato, può davvero sentirsi legittimamente orgoglioso di aver ideato prima e sostenuto poi l'effettuazione del Convegno. Natu­

ralmente con lui l'intera Presidenza Nazionale. Notarlo, Borghi, Permanetti, Dattilo, Burdisso e via via tutti gli altri, dirigenti, funzionari e col­ laboratori, hanno vissuto intensamente il clima del Convegno prodigandosi come l'eccezionaiità del­ l'avvenimento ha richiesto. * * * Il Convegno è, ovviamente riuscito, perchè si è aperto un dialogo diretto, sentito, cordiale, tra il Presidente del CONI aw. Giulio Onesti ed il Segretario Generale dello stesso Ente dr. Bruno Zauli con i responsabili dello sport nei Comuni oltre che i dirigenti del Centro Sportivo Italiano. E' stato un colloquio appassionato, qualche volta pungente, ma sempre garbato e gentile, sempre ispirato a « fair play ». Hanno via via preso la parola costruttivamente almeno cinquanta dei presenti: l'aw. Ferraguna di Trieste (che ha posto t'accento in modo par­ ticolare sul problema degli impianti sportivi e su quello della pratica sportiva della gioventù ope­ raia); l’aw. Cervone di Napoli (che ha auspi­ cato l’eliminazione delle sperequazioni tra nord e sud); l’aw. Stazzane di Catania (che ha espo­ sto efficacemente il fervore che anima lo sport etneo); il geom. Doveri di Pisa (che ha ringra­ ziato l'appoggio del CONI per l'evoluzione della città rappresentata); il prof. Salzo di Conver­ sano (che ha avuto il campo sportivo e si ado­ pererà per avere una squadra composta di gio­ catori locali). Il dr. Carissimo di Altamura; l'aw. Vitiello di Oristano, il dr. Sardei di Thiene (che ha chie­ sto la diminuzione del tasso d'interesse dell'!sti­ lato di Credito Sportivo); il cav. Cerosa di Albenga, l'aw. Palma di Brindisi, hanno inoltre fatto sentire la loro voce per sottolineare aspetti

Le personalità intervenute S.Em, Sig. Card. Paolo Marella S.E. Mons. Mario Ismaele Castcllano. — Assistente Ecclesiastico Generale del FACI. S.E. Sen. Aw. Umberto Tupini — Ministro Turismo e Spettacolo, Rappresentante del Governo. S.E. Sen. Aw. Guido Bissorl — Sottosegretario di Stato agli In­ terni. On. Aw. Vittorio Cervone — Dirigente Uffici Problemi dello Sport della DC. Sen. Aw. Conte Landò Ferrctti — Presidente Panathlon Club di Roma. Sig. Vice Questore in rappresentanza Sig. Questore di Roma. Dott. Gerardo Agostini — in rappresentanza On. Signor Sindaco di Roma. Mons. Giuseppe Lanave — Assistente Ecclesiastico Centrale GIAC. Mons. Pierluigi Berti — Rappresentante del Vicariato di Roma. Padre Lucio Migliaccio — Consulente Ecclesiastico Nazio­ nale Comitato Civico. Sig. Gen. Tommaso Calise — Comandante Raggruppamento Olimpico Militare. Sig. Gen. Annarumma — Rappresentante S.E. Gen. Coman­ dante il Territorio. Sig. Magg. Gen. Antonio Baia — dell'Ispettorato Corpo Guardie di P.S.

Sig. Rappresentante S.E. Coman­ dante Generale Carabinieri. Sig. Rappresentante S.E. Coman­ dante Generale Guardie di Fi­ nanza. Slgn. Colonnello Girolamo Quartuccio — Comandante Scuola Ufficiali e Sottufficiali di P.S. Sig. Col. Rocco Cantore — Comandante Scuola Allievi Guar­ die di P.S.. Dott. Lucio D’Arconte — Capo Servizio Centrale per lo E.F. del Ministero P.I. Aw. Giulio Onesti — Presidente del CONI Dott. Bruno Zauli — Segretario Generale del CONI. Dott. Marcello Garroni — Segretario Generale Comitato Ese­ cutivo Olimpiadi. Gr. Uff. Emanuele Bianchi — Presidente Federazione Motoci. distica Italiana. Prof. Declo Scuri — Presidente Federazione Italiana Pallacanestro. Gen. Dott. Gaetano Simoni — Presidente Federazione Italiana Atletica Legg. Marchese Dott. Raffaele Trava­ gliai — Presidente E.P.T. di Roma. Dolt. Silvio Bellocchi — Presidente Centrale GIAC. Aw. Arrigo Paganelli — Delegato Nazionale Centro Spor­ tivo Libertas. Aw. Mario Mazzuca — della Presidenza Nazionale CONI.

Dott. Botta — Capo del Personale del CONI. Doti. Mario Gotta — Vice Rettore Istituto Superiore Educazione Fisica. Ing. Ugo Sciasela — Direttore Generale Comitato Civico. Sign.na Gabriella Pacella — Direttrice Nazionale FARI.

Adesioni S.E. On. Aw. Fernando Tambroni — Presidente Consiglio dei Ministri. S.E. On Aw. Giuseppe Spataro — Ministro dell'interno. S.E. On. Aw. Guido Gonnella — Ministro di Grazia e Giustizia S. E. On. Aw. Giuseppe Tra­ bucchi — Ministro delle Finanze. S.E. On. Aw. Raffaele Icrvollno — Ministro della Marina Mercantile. S.E. On. Aw, Antonio Maxia — Ministro delle Poste e Telecomu­ nicazioni. S.E. On. Aw. Alberto Folchl — Sottosegretario Presidenza Con­ siglio dei Ministri. S.E. On. Aw. Salvatore Mannlroni — Sottosegretario di Stato al Lavoro. S.E. On. Aw. Lorenzo Natali — Sottosegretario di Stato al Tesoro. On. Rag. Angelo Sallzzoni — Vice Segretario Politico della De­ mocrazia Cristiana. Dott. Agostino Maltarello — Presidente Generale Azione Cat­ tolica.

Doti. Quido Vianello — del Centro Nazionale Sportivo Libertas. Comm. Bartolo Paschetta * — Segretario Generale Peregrinatio Romana. Dolt. Mario Co zzo li — V. Presidente Centrale GIAC. Dolt. Sandro Berti — V. Presidente Centrale GIAC.

auguri Dott.ssa Giuliana Biondi — Presidente Centrale Gioventù Femminile di A.C. Dott. Vincenzo Torrlani — Direttore Organizzativo Gazzet­ ta dello Sport. Dott. Lorenzo Salazar — Commissario Prefettizio di Fi­ renze. Dott. Lima — Sindaco di Palermo. Aw. Vittorio Pertuslo — Sindaco di Genova Prof. Mario Dei Pozzo — Sindaco di Cuneo. Dott. Carlo Alberto Federici — Sindaco di La Spezia Dott. Gattini — Sindaco di Lodi. Dott. Antonio Alislo — Assessore allo Sport del Comune di Torino. Dott. Emilio De Feo — Assessore Provinciale Sport di Napoli.

tanto diversi, ma ugualmente interessanti. Il dr. D’Arconte, Capo Servizio Centrale E.F.S. del Ministero della P. /., da parte sua ha sotto­ lineato alcuni aspetti della situazione dello sport nella Scuola (in altra parte del giornale, il testo del "suo autorevole intervento, N.d.R.). ♦ * * • Discussione per l'impeccabile e garbata esposi­ zione dell’aw. Onesti e discussione per la sbaraz­ zina (il dr. Crespi, consenta l'espressione) ma competente e sentita relazione dell'Assessore di Milano. Ancora interventi, quindi: del cav. Bert incili di Padova (che espone i risultati otte­ nuti dalla passione sportiva dei suoi concittadini: complimenti alla • Ciclisti Padovani », per la rea­ lizzazione del Velodromo, a proposito!); del pro­ fessore Garofalo di Messina (che ha espresso il desiderio di avere impianti minimi); del signor Pesce di Alessandria (che ha esposto in termini concreti la difficile situazione dello sport locale); del prof. Barbini di Modena (che ha invocato un coordinamento maggiore tra chi si interessa di sport); del dr. Mondini di Bergamo (che ha illu­ strato l'incomprensione di taluni ambienti verso lo sport e posto l’accento sui problemi della fi­ nanza locale); del cav. Goberti di Porli (che ha pure sottolineato l'importanza di rivedere a favore dello sport la legge istitutiva della finanza locale); del dr. De Poli di Treviso (che ha invo­ cato la istituzione di una Carta dello Sport); del cav. Gatta di Viterbo e di numerosi altri. *** Lo spazio — tiranno di sempre — costringe la penna del cronista al riassunto. Ma come non porre l'accento sulla grande passione dimostrata dai presenti per i problemi dello sport e dei giovani? Essi — e non è retorica, questa, perchè è realtà — sono stati generosi, attenti, commo­ venti, si può dire dando a questa parola il signi­ ficato che lui: quello di esprimere un impeto irre­ sistibile del cuore. Sì, perchè il cuore degli As­ sessori allo sport dei Comuni d'Italia e dei Diri­ genti del CSI si è manifestato palpitante inten­ samente per risolvere, una volta per tutte, la situazione dello sport giovanile in Italia. ** ♦ C'è stato — come dire? — anche la parte di • rappresentanza ». L'aw. Mazzucca ha porto il sa­ luto augurale del CONI; l'ing. Agostini, nella sua veste di Assessore allo Sport, quello del Comu­ ne di Roma. Ma è stata una • rappresentanza » diversa dal solilo, perchè ha espresso simpatia, affetto, cor­ dialità. Con questi sentimenti hanno pure rivolto pa­ role di saluto all'assemblea e di plauso al CSI. l'on. Cervone (eletto presidente della Commissione per la preparatone dell'ordine del Giorno con­ clusivo) ed il sen. Laudo Ferretti, che ha illu­ strato il significato del motto del Panathlon Club « Ludís Jungit », con la sua oratoria calda e vi­ brante. Lo stesso Ministro del Turismo e dello Spet­ tacolo sen. Tupini ha voluto esprimere il proprio compiacimento per il Convegno, con un intervento tra i più interessanti perchè è giovato, tra l'altro, a far rivivere anche a qualcuna delle Autorevoli Personalità convenute, oltre che a numerosi pre­ senti anche giovani, il fervido clima della Gio­ ventù Italiana di Azione Cattolica di giorni ormai lontani nel tempo, ma vivi ed attuati nello spi­ rito del cattolici italiani d'oggi. Ancora due aspetti. Il primo, indescrivibile, per testimonianza di fede, per partecipazione (5.U00 persone, forse più), per compostezza devota: al Palazzetto dello Sport per la Pasqua dello Spor­ tivo celebrata da S. Em. il Cardinale Alfredo Ottaviani ed organizzata impeccabilmente dal Co­ mitato Provinciale di Roma del CSI. Sotto l'ampia volta del Palazzetto dello Sport gli Assessori allo Sport ed i dirigenti del CSI hanno sicuramente ammirato una festa religiosa e sportiva degna della grandezza di Roma. Il secondo, importante tecnicamente per i par­ tecipanti, la visita, breve ma interessantissima, degli impianti sportivi di Roma Olimpica che tra quattro mesi ospiteranno gli atleti di ogni conti­ nente. t i t Ed ora un grazie cordiale del CSI: alle Autorità che hanno presenziato i lavori del Convegno o che hanno inviato la loro adesione; ai Relatori (cosa dire al prof. Gedda, autore di una magi­ strale prolusione?), agli Assessori allo Sport, ai Dirigenti del CSI. Ed anche — sia consentito — in particolare modo a chi ha diretto logisticamente il Convegno, il comm. Dragotto, unitamente ai suol dinamici collaboratori.

L’ordine del giorno Continua dalla prima pagina periodo estivo al fine di favorire un maggior utilizzo degli impianti sportivi; che in ogni Comune venga istituito (’Assessorato allo Sport con specifiche attribuzioni e che in particolare all’assessore stesso sia affidato il coordinamento delle iniziative che abbiano attinenza con i problemi dell’impiego del tempo libero e con particolare riferi­ mento alla ricreazione sociale e sportiva; una stretta collaborazione fra i Comuni, le Scuole di medicina sportiva e la Federazione Italiana Medici Sportivi; PLAUDONO a quanto dichiarato dal presidente aw. Giulio Onesti circa la prossima realizzazione ad opera del CONI stesso di piccoli impianti sportivi periferici verso i quali dovrebbe essere diretto in parti­ colare lo sforzo economico ed organizzativo dell’Ente e tanno pro­ prio tale indirizzo; RIVOLGONO un caloroso saluto ed un fervido augurio agli atleti che avranno l’onore di indossare la maglia azzurra ai Giochi Olimpici di Roma, con la certezza che la XVII Olimpiade imprimerà all’Italia un impeto sportivo quale si conviene ad una nazione progredita e moderna­ mente organizzata; DANNO MANDATO alla Presidenza Nazionale del Centro Sportivo Italiano di illu­ strare alle competenti autorità politiche - parlamentari - governa­ tive, le istanze contenute in questo ordine del giorno e di promuo­ vere tutte le iniziative e gli interventi che valgano a garantire il conseguimento delle mete indicate. Roma, 25 aprile 1960

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_i RIEDUCAZIONE SPORTIV.. DELL'ATLETA E DEL PUBBLICO

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Colte al volo Costruttivo

incontro risoluzione del pro­ blema sportivo a tutte le Autorità politiche e gover­ native e a tutti gli Enti interessati al­ la formazione fisi­ co-sportiva e mo­ rale della gioventù Italiana. A. BENINCASA Pres. CSI Salerno

Impressioni sul Convegno « Sport e Comune • organiz­ zato dal Centro Sportivo Italiano? Tante.^ veramente tante. A mio pare­ re all'importanza dei temi trattati occorre aggiungere la costruttiva par­ tecipazione degli Amministratori co­ munali e provincia­ li soprattutto alle discussioni che so­ no seguite alle con­ ferenze. il che ha dimostrato che il fenomeno sportivo, con particolare ri­ guardo al mondo giovanile, era già sentito dai singoli partecipanti, ma aveva bisogno di una manifestazione che portasse le lo­ ro conclusioni e le loro esperienze in campo nazionale. Di qui l'attualità e la necessità d e l Convegno, la cui importanza si può rilevare non solo latta richiesta di onsiderarlo come il primo di una se­ rie di manifestazio­ ni del genere, ma principalmente dal documento conclu­ sivo approvato dai presenti: un ordi­ ne del giorno, sin­ tesi importantissisirna degli impegni assunti dai parteci­ panti per il rag­ giungimento degli scopi del Convegno e delle istanze di ollaborazione alla

Guida A Convegno con­ cluso non posso che riaffermare lo entusiasmo che la notizia del Conve­ gno aveva in me suscitato. Il Convegno, at­ traverso l'alto e qualificato apporto delle relazioni e degli interventi ha colto in pieno la vasta problemati­ ca che si presenta ad ogni Ammini­ stratore che inter­ venga nel settore, o meglio negli svariati settori del­ lo Sport. Problemi di natu­ ra economica, non solo ma di costu­ me, di esasperato conformismo che si frappongono e frenano realizzazio­ ni di importanza fondamentale Occorre imposta­ re con coraggio i problemi tra Sport e Comune, occorre che gli Ammini­ stratori Comunali e Provinciali com­ prendano la fonda­ mentale funzione di educazione e di ele­ vazione spirituale Concludiamo: e speriamo che a questo Convegno altri ne facciano seguito ! Aw. D. CASALINI Assessore allo Sport di Vercelli

Idee nuove

11 Convegno 1« Sport e Comu­ ne », indetto e te­ nacemente voluto dalla Presidenza Nazionale del CSI, ha raggiunto il suo scopo principale che era quello di sensibilizzare allo sport; fenomeno della vita sociale odierna, i rappre­ sentanti ufficiali di ogni Comune.

g i à sperimentate nei loro Comuni, desiderosi di po­ tersi mettere al servizio dei gio­ vani per il loro benessere fisico e per la loro forma­ zione morale. Agii Oratori uf­ ficiali si sono suc­ ceduti al palco della Presidenza molti dei conve­ gnisti con inter­ venti davvero in­ teressanti che han­ no centrato in pieno i vari argo­ menti trattati. Tutto è servito a dare agli Assessori Comunali ed ai Dirigenti qualifica­ ti del CSI nuove idee. Con vero entu­ siasmo possiamo dire che il CSI ha raggiunto una nuo­ va tappa nel mon­ do dello sport giovanile: tutti da questo Convegno trarranno certa­ mente nuovi impe­ gni per l’educazio­ ne dei nostri gio­ vani. ALDO CUSANO Dirigente CSI Benevento

Coesione Mi son trovato ad aggirarmi per tre giorni tra i parteci­ panti ad un Conve­ gno, e pur non es­ sendo completamente digiuno di manifesta­ zioni del genere (esco in questo periodo da tre anni e mezzo di vicepresidenza d'una sezione provinciale di Federazione Pesca Sportiva, dove se le riunioni di Consiglio furono sempre impostate sulla massima cordialità e correttezza, non altrettanto si può dire delle Assemblee . annuali o straor­ dinarie, piuttosto rumorose e prive di se­ renità), essendo un po' dentro a queste manifestazioni, dicevo, non m’era mai acca­ duto di veder trattare un tema nuovo, ur­ gente e di palpitante attualità, su piano nazionale, in una maniera tanto pacata e serena. E’ stato come vedere un concetto pren­ dere forma concreta, evolversi, affinarsi fino a diventare realtà viva e palpitante. Questo può fare soltanto la democrazia quando si associa, per dar vita ad un’idea, alla sanità morale di coloro che son chia­ mati ad attuarla, alla loro intelligenza ed al loro • credo » interiore. E' un’idea che parte da basi tanto solide, si sviluppa rapidamente grazie alla Coesio­ ne etica di quanti furono chiamati ad eri­ gerla in forma concreta. Prof. CESARE A. STEFANINI Autore del distintivo del Convegno*

Il prof. Luigi Gedda ha esordito afferman­ do che l'anno olimpico offre una duplice occasione di comparazione storica tra le forme e i valori dell’esercizio fìsico prati­ cati nell’antichità classica e quelle dello sport moderno. Dopo aver richiamato alcu­ ni episodi storici dello sport italiano della line del secolo scorso, ha così proseguito: In breve, da settantanni esiste l'homo sportivas ed esistono le Società Sportive, ma ciò che oggi esiste ed allora non esi­ steva è la popolazione sportiva che Bartah e Coppi hanno incontrato sui margini della strada, popolazione ormai imbevuta di sport, come di un valore caratteristico del­ la società moderna. Mi sembra importante di sottolineare questo fenomeno perchè l’autorità inter­ preta la legge e questa interpreta i fatti secondo l’antico monito « da mihi factum dabo tibi jus » ora il « factum » che si pre­ senta all’attenzione degli Amministratori è per l’appunto questa impregnazione sporti­ va del pubblico di oggi. Dico a bella posta « impregnazione » e non • educazione » per­ chè si tratta di valori grezzi e spesso in­ composti ma pur sempre di valori che ri­ chiedono di essere riconosciuti ordinati e utilizzati. Il prof. Gedda ha poi illustrato alcuni aspetti caratteristici relativi al fenomeno di impregnazione sportiva ed ha così continuato: Un altro aspetto di questa partecipazione popolare allo sport, consiste nel fatto che l'opinione pubblica apprezza i valori spor­ tivi e onora i campioni come persone che hanno bene meritato faticando per conse­ guire una migliore forma e che per questa qualità sono dei campioni, cioè rappresen­ tano autorevolmente una città oppure il paese. Da questi maggiori diametri si passa a diametri minori ma non meno importanti che consistono nel fatto che un numero sempre maggiore di giovani che, trascinati dal fascino dei campioni, si decidono a « praticare » lo sport e nel fatto che l'opi­ nione pubblica incomincia ad « esigere » l’aiuto allo Sport da parte dell’autorità co­ stituita. Ed eccoci al punto dove si voleva arri­ vare. Se è vero che attraverso settant’anni di sport questo è riuscito ad impregnare la società moderna creando quella « umanità sportiva» che parteggia, apprezza, pratica ed esige in nome dello Sport è vero altresì che questo non può essere il traguardo ai arrivo ma una tappa lungo la strada. Il motto olimpico • altius, citius, fortius » non vale solo per il singolo atleta, o sport, ma per lo sport nel suo insieme, e per la società in funzione sportiva. La direttrice che sembra indicata dalla linea di sviluppo del fenomeno, cioè da quest’alone popolare che lo sport ha diffuso intorno a sè, consisterebbe, come noi pen­ siamo, nel fatto che dalla humamtatis sportiva che oggi esiste sia pure in que­ sto modo: liquida, incandescente e quasi amorfa, si deve passare ad una società coordinata nei riguardi dello sport dai Sl*01 poteri normali, cioè che si deve passare dal populus sportivo, dall’humanitas alla civitas ricca di valori sportivi. Di qui il significato del nostro Convegno al quale voi, pubblici Amministratori, con­ ferite con la vostra presenza tale autore­ volezza e tanta importanza. Il Presidente nazionale del C.S.I. ha quin­ di sottolineato l’importanza dei motivi che hanno indotto il CSI a chiamare in causa i Comuni italiani, dando tra l'altro atto al CONI del buon lavoro compiuto nel dopo­ guerra per la divulgazione dello sport in Italia. L’Oratore ha successivamente af­ fermato: Vi sono per lo meno tre voci fra quelle

di un normale programma politico ammi­ nistrativo che possono trovare nello Sport un apporto integrativo: l'educazione dei giovani, la salute pubblica, lo spettacolo. All’educazione dei giovani provvede la scuola, ma solo in parte. Vorrei dire che la scuola è un semenzaio che distribuisce le pianticelle di ogni utile conoscenza, che spesso vengono sradicate o distolte dalla vita troppo rapida, troppo utilitaria e trop­ po sensoriale che anche i giovani sono chiamati a vivere, senza una camera di compensazione fra ciò che viene insegnato dalla famiglia, dalla Chiesa, dalla scuola e ciò che viene malamente utilizzato e troppo spesso soffocato dall'aria pesante della co­ sidetta civiltà della tecnica. Molto presto il giovane viene condotto ad una visione calcolata della vita, dove il tornaconto è legge, ed allora nulla di più sano dello sport che insegna al giovane a scendere sul campo per difendere i colon della squadra pago se riesce a vincere senza profitto economico, e pago financo se esce sconfitto, ma con la coscienza di aver im­ pegnato tutte le sue risorse, e di aver mi­ gliorato, o conservato, la sua forma spor­ tiva. I Santi Medici Cosma e Damiano era­ no chiamati dalla Chiesa antica anargiroi cioè senza argento per dire che non vole­ vano essere pagati. I veri anargiroi di oggi che impegnano tempo e forze nello sport, senza essere pagati, e con ciò imparano a vivere con generosità e con altruismo alla scuola sportiva sono i giovani. Nè la gene­ rosità è l’unico insegnamento che lo sport esercita ai giovani ma anche la lealtà, la giustizia, la solidarietà senza le quali lo sport non può essere praticato e che dal campo di allenamento e di gara si tra­ sportano conseguentemente nel tessuto del­ la vita. Dalla scuola alla vita, attraverso lo sport.

Statistiche significative Gli indici che si possono ricavare dallo studio statistico della spesa, che il pubblico affronta per il Teatro, il Cinema e lo Sport sono incompleti in quanto lo spettacolo sportivo nella stia forma volontaristica è spesso gratuito ma ciononostante, durante gli ultimi anni, in aumento. Sulle risultanze percentuali mi permetto di fare i seguenti rilievi. Cinque anni fa (1955) le spese per il Teatro e per lo Sport-Spettacolo si pareg-, giovano corrispondendo il Teatro al 62% e lo Sport al 6,1%. Nel 1958 il Teatro era sceso a 5,7% e lo Sport salito al 6,8%. La dominanza del settore dello spettacolo ap­ partiene, com’è noto, al Cinematografo, con il 77% nel 1958, ma il Cinematografo ha perduto in questi anni 4 punti, essendo partito da quota 79% nel 1955. Si tratta di fenomeni complessi che meriterebbero una analisi specifica anche per considerare il peso indiretto dello sport nelle altre forme di spettacolo come il cinematografo me­ diante i giornali cinematografici e soprat­ tutto nel settore della Televisione che in certe occasioni, per esempio nel pomeriggio domenicale, trasmette quasi esclusivamente manifestazioni sportive. In ogni caso è giu­ sto ed utile affermare il principio che oggi lo sport è anche spettacolo, ed una forma di spettacolo che merita di essere inco­ raggiata. Il prof. Gedda ha poi posto in evidenza l'importanza del problema del tempo libero nella società moderna ed ha così prosegui­ to, dopo aver affermato che la nostra co­ mune battaglia potrebbe intitolarsi « prò civitate sportiva ».

DUE INTERESSANTI INTERVENTI AL FORO ITALICO _

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La parola alla Scuola O CHIESTO la parola per due motivi. Anzitutto, per esprimere al Centro Spor­ tivo Italiano 1 sentimenti della mia am­ mirazione per questa presa di contatto che ha voluto stabilire fra Sport e Comune, in­ tesa a valorizzare la funzione educativa del­ lo sport nella vita locale. Si tratta di una iniziaiva che non ha precedenti, non solo nel nostro Paese e che risponde anche ad esigenze di viva attualità, tanto che l’Unione Europea Occidentale (Comitato per la Gioventù) ha recentemente deliberato di promuovere un dibattito internazionale sul tema «Sport e Comunità». In secondo luogo, il mio intervento nella discussione ha lo scopo di fornire qualche utile precisazione sul particolare aspetto del problema che investe il ruolo della Scuola. Non vorrei aver l'aria di tirare le acque al mio mulino, ma mi sembra fuori dubbio che la formazione di ima autentica coscienza sportiva che si traduca nella pratica effet­ tiva degli sporta come acquisizione de) co­ stume della comunità, debba avere la sua base naturale in un efficiente ordinamento dell'educazione fisica e dello sport scola­ stico. Tutta la popolazione passa infatti attra­ verso la scuola, almeno attraverso le scuole d'obbligo. C'è ancora, è vero, un margine di evasione, che tende a diminuire, e che do­ vrebbe anzi scomparire nel giro di un de­ cennio, secondo il noto Plano della Scuola. Ma anche a non voler indulgere al facile ottimismo, il fenomeno deli’evasione dall’obbligo scolastico resta un fatto marginale, che ai nostri fini, può anche considerarsi trascurabile. Pertanto, la dotazione di tutte le scuole di impianti ginnico-sportlvi adeguati alla consistenza della popolazione scolastica co­ stituisce una condizione primordiale da sod­ disfare nello sforzo diretto a creare l’infrastruttura sportiva della Nazione. Per sostenere questo sforzo, una delle istanze che è stata qui affermata con mag­ giore decisione concerne la modifica della classificazione delle spese degli Enti locali per comprendere quelle relative agli im­ pianti sportivi fra le «obbligatorie». La « promozione » della spesa, per usare l'espressione dell'aw. Onesti, è certo una misura opportuna, forse anche necessaria, ma non certo sufficiente. Ciò che mi sembra essenziale è la neces­ sità di promuovere la volontà della spesa, sorretta da una adeguata comprensione del ruolo dello sport nella società contempo­ ranea. Dove tale comprensione manca, la

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Iniziativa dei Comuni si rivela carente, an­ che di fronte a spese che pure sono già classificate fra quelle obbligatorie. Cosi la Legge 7 febbraio 1958 n. 88, ha ribadito l’obbligo delle Amministrazioni lo­ cali di dotare gli edifici scolastici di una o due palestre (a seconda del numero delle classi) e di un'area per le esercitazioni all'aperto, ma questo obbligo viene spesso, troppo spesso, eluso; al punto che, in piena vigilia olimpica, abbiamo visto sorgere, non già in centri come Conversano, di cui si sono qui lamentate le carenze in materia di educazione fisica, ma a Roma, un edificio per circa 2.000 alunni sprovvisto sia di pale­ stre che di campo per le esercitazioni al­ l'aperto. . , , La priorità della spesa per gli impianti

sportivi scolastici risulta da una ulteriore considerazione. Il nostro non è certamente un Paese ricco, anche se probabilmente è meno povero di quanto comunemente si creda. Non sarebbe comunque possibile realizzare dappertutto una doppia serie d’impianti, una per le scuole e l’altra per le organizzazioni sportive extra-scolastiche. Quando le esigenze primordiali delle dota­ zioni scolastiche fossero adeguatamente sod­ disfatte, noi potremmo aprire le palestre e gli impianti sportivi scolastici all’uso da parte di altre organizzazioni che seguono nella loro attivià orari complementari ri­ spetto a quelli delle scuole. Dott. LUCIO D’ARCONTE Capo Servizio E.F.S. Ministero P. I.

Per ¿li Assessori cattolici la minoranza consigliare del K Comune di Perugia, sia perché Dirigente ■a‘W' del CSI. sia perché membro della Com­ missione impianti sportivi del mio Comune. Il mio è un intervento richiesto da ieri sera e quindi non è a commento diretto dell'O.d.G. presentato. Non sto neppure a scendere nei particolari delle esigenze di Perugia per quanto riguarda gli impianti sportivi. Non è questa la sede adatta per presentare particolarità locali. Desidero solo rivolgere un vivo caldo appello ai colleghi Consiglieri Comunali cattolici, in minoranza nelle Amministrazioni, affinché espli­ chino con impegno, concretezza e costanza quel controllo (che consente l’attuale legislazione, sugli atti della maggioranza consiliare diretti allo sport, contro e sorveglianza per quanto riguarda la difesa dei valori morali e sociali della nostra gioventù, ed incitino, in sede di Consiglio, le Giunte ad una attiva ed impegna­ tiva opera a favore dello sport giovanile. Ritengo opportuno dire ciò per l'esempio ti­ pico che abbiamo avuto a Perugia nella pi­ scina-tipo ceduta dal CONI al Comune, quale quello di vedere lasciata ogni libertà ai fre­ quentatori tanto da renderla un luogo di non certo esemplari contegni e di civile ed educata convivenza. Solo la nostra azione verso gli Organi locali rAPPRESENTO

Un secondo capitolo dell'ordinaria animi-, lustrazione civica è rappresentato dalla cu­ ra della salute pubblica, attraverso l igiene, la prevenzione e il ricovero. Lo sport ha rapporti con la sanità fisica di una popo­ lazione almeno dai seguenti punti di vista. Dal punto di vista auxologico, in quanto sollecita il corpo del giovane ad uno svi­ luppo completo ed armonioso delle forme e delle funzioni che egli possiede allo stato potenziale. Dal punto di vista igienico, per­ chè lo sport correttamente praticato pro­ duce consuetudini di pulizia nella persona e nell’ambiente. Dal punto di vista della medicina preventiva perchè la misurata sol­ lecitazione degli organi è come un massag­ gio che sensibilizza la regolazione della vita vegetativa e sollecita gli umori aumentando la difesa dell’organismo contro le cause di malattia. Senza dire che la medicina spor­ tiva ha modo di esercitare frequenti con­ trolli sopra i soggetti che praticano lo sport e di porre quelle diagnosi precoci che permettono di contrastare la malattia in tempo utile. Poiché la medicina assicurativa ha dimostrato che è assai più economico prevenire una malattia che curarla, da un punto di vista economico si può dire che le cifre investite negli impianti sportivi so­ no cifre risparmiate negli impianti ospe­ dalieri. Ancora, la Civitas, cioè Stato e Comune, ha occasione di considerare lo sport come un epifenomeno di quella politica che dal­ l'antichità classica, quando sembrava un'ar­ te di comando la politica di erogare panem et circenses, veniva largamente praticata e da oggi si chiama politica dello spettacolo. Che sia un bene o un male oppure, come sembra, un pò bene e un pò male ma, in ogni caso, più bene che male, è un fatto indiscutibile che lo sport rappresenta oggi una quota notevole dello spettacolo pub­ blico.

del CONI e di Pubblica Sicurezza potè Infatti mettere fine a tale stato di cose si da ripor­ tare nell'impianto ordine e soprattutto quello moralità indispensabile in un impianto del ge­ nere. Altrimenti non è certo il modo migliore per rieducare sportivamente atleti e pubblico. Ritengo anche che il controllo e la sorve­ glianza dei consiglieri comunali cattolici, per le concrete conclusioni che oggi si sono prese in questo nostro Convegno, siano dirette alla effettiva destinazione per la quale gli impianti sono stati costruiti. E ripeto a titolo di chiarimento e di esem­ plificazione ancora il caso della piscina-tipo di Perugia. Non è utilizzata certamente per quegli scopi per il quale il CONI l’ha ceduta I Per il 95 per cento è la « bagnarola pubbli­ ca » — prendo una frase detta ieri sera dal dr. Crespi — è il luogo migliore per prendere, dopo il bagno, la tipica ■ tintarella ». Di sport, di scuola di nuoto, di gare, di at­ tività agonistica insomma vi si svolge una mi­ nimissima ed insignificante parte. A ciò quindi deve rivolgersi l'opera dei Con­ siglieri comunali cattolici più vicini allo sport e che nello sport sanno vedere quella educa­ zione morale e civile dei cittadini e sopratutto della gioventù. Dott. ANGELO TEI Consigliere comun. di Perugia

Situato a cavaliere fra gli atleti ed il pub­ blico, fra i giovani e gli anziani, fra il pre­ sente e il futuro, il Comune può occuparsi dL questi problemi rendendosi conto che qui non è sufficiente un impulso qualsiasi, ma un complesso organico di provvedimenti che trovano la loro ragione in questa con­ vinzione della nuova e più vasta necessità di rieducare atleti e pubblico per i nuovi compiti dello sport. In questo senso so­ ciologico si può parlare di uno sport nuòvo per i tempi nuovi. Questa rieducazione dell'atleta e del pub­ blico è un compito che dovrà spesso trovarci riuniti perchè sia ravvisata, programmata e perseguita assieme, trovandoci noi e voi, noi delle società sportive volontaristiche e voi amministratori comunali sulla stessa barca, che tende le sue vele al soffio dello sport. Ma fin da ora mi sembra possibile accen­ nare a qualche punto fermo che riguarda lo sport del singolo e l'atteggiamento sportivo del pubblico. A proposito del singolo si richiede che la figura dell’atleta si estenda a categorie sociali sempre più vaste; accen­ nerò ai giovani, alle donne e all'età matura. Un'inchiesta promossa dal Centro Sportivo Italiano attraverso i suoi Centri Provinciali e sulla base di un ragguardevole campione di comuni italiani, ha dimostrato che i con­ tributi comunali annuali all’attività agonistica sono devoluti allo sport professionistico in ragione dell’872% e allo sport giovanile tn ragione del 172%. Questo è un assurdo, ma vogliamo pensare che dipenda dal non aver fatto mente locale su questo problema e ci auguriamo che possa bastare un Convegno come questo sul tema « Sport e Comune » per capovolgere queste cifre percentuali. Mi trovavo a Bari nei giorni scorsi quando ebbe luogo quella sorprendente partita che affrontava Bari e Milán, e notavo curiosa­ mente che la squadra milanese veniva chia­ mata il Milán e la squadra locale la Bari per una di quelle trasposizioni di valori lin­ guistici che hanno un valore semantico e che lo sport, nel convulso divenire del suo linguaggio, spesso rivela, notavo, e questo è ben più importante, come la città pugliese si era fatta deserta nell’ora della partita, e come i baresi vibravano per le vicende della partita che si giocava. Quindi è lungi da me la sottovalutazione delle squadre locali che hanno per lo sport una funzione propagan­ distica positiva, ma oso affermare questo principio: un oriundo di meno ed un im­ pianto di più. Con il problema dei giovani è aperto quello dello sport femminile.

L’attività femminile Se mi è lecito ricordare, senza offendere le delicatissime orecchie di certi ambienti, che esiste uno sport di uomini ed uno sport di donne, vorrei soggiungere che la donna non può essere concepita come un uomo più debole e lo sport femminile come uno sport maschile in formato ridotto. Questa falsa concezione ha fatto sì che si sia trascu­ rato finora il problema di approntare campi particolari e palestre specifiche per lo sport della donna. Come l'uomo, così la donna può ritrarre cospicuo benefìcio dallo sport e il benefìcio può riflettersi più direttamente sulla generazione successiva; ma, più dello sport maschile, lo sport femminile richiede oculatezza e cioè controllo medico, premura e provvidenze concrete da parte dell'autorità comunale costituita. Una terza categoria di sport dovrebbe incontrare comprensione e sviluppo: lo sport dell'adulto. Se lo sport dei giovani contiene un significato auxologico lo sport dell’adulto contiene un significato di conservazione. Se l’adulto viene così spesso stroncato da ma­ lattie dell’apparato circolatorio (embolie, emorragie, infarti e simili) è perchè la civiltà della tecnica rende l'uomo sedentario ed emotivo. Distendere la sedentarietà con tl movimento, e l’emotività con la serenità di una gara che non è più agonistica, ma ricreativa, è compito del bene inteso sport dell’uomo adulto. Se è vero ciò che una recente inchiesta ha dimostrato e che abbiamo espresso in un cartellone qui esposto, che i giovani che praticano attivamente sport in Italia sono 1.006208 cioè il 12,4%, mentre i giovani che non lo praticano sono 7J20.079 cioè 1'87,6%, quale sarà la percentuale degli adulti che praticano lo sport? Quanto lavoro ci attende nella direzione dei giovani e più ancora nella direzione degli adulti f . , Tutto lo sport, quello dei giovani, degli adulti, lo sport femminile, lo sport come spettacolo e lo ¿pori campionistico conver­ gono sopra un problema classico e sempre

più urgente: il problema degli impianti sportivi. Proprio in questi giorni l’istituto Centrale di Statistica ha reso un servizio apprezzabile a questo problema editando un libro che si intitola « Statistica degli Impianti Sportivi al 1. gennaio 1959 » pubblicazione che rap­ presenta un punto di partenza apprezzabile per quanto discuteremo nel nostro Convegno e soprattutto per ciò che i Comuni sono chiamati a fare nel prossimo futuro. Penso che un orientamento pratico per affrontare il problema lo riceveremo oggi dalla relazione del Presidente del CONI aw. Onesti alla quale ci prepariamo con viva attesa Gli estremi statistici che la recentissima pubblicazione ci offre sono, fra l’altro, quelli degli impianti sportivi oggi esistenti in Italia, suddivisi per provincia e regione.

I campi sportivi Nel numero degli impianti il primo posto spetta alla Lombardia con 3050 impianti, il secondo al Piemonte con 1491, il terzo alla Emilia-Romagna con 1271, il quarto al V e­ neto con 1193, il quinto al Lazio con 1171, e il sesto alla Toscana con 1154. Calcolando, invece, il totale dei posti si trovano in testa di nuovo, come è naturale, le medesime Regioni, ma l’ordine è alquanto cambiato ed è interessante rilevarlo. Per esempio il Piemonte dal secondo posto degli impianti, passa al quinto per i posti; la Toscana, invece, dal sesto posto degli im­ pianti, passa al terzo per i posti. Questo significa che gl* impianti del Piemonte, rispetto alla Toscana, sono più frazionati e meno capienti, mentre quelli della Toscana, sono relativamente meno frazionati e più capienti. Curiosissima la posizione della Sar­ degna la quale, pur trovandosi con soli 206 impianti e 272.880 posti, occupa il primo posto assoluto nella classifica percentuale delle spese per spettacoli sportivi. Ma questo perchè i teatri sono pochi, e pochi i cosid­ detti trattenimenti vari. Il problema degli impianti sportivi è certo il primo e più importante problema che il Comune deve affrontare perchè si trova, meglio del CONI e meglio del Governo, nella situazione di valutare le effettive necessita locali e di controllare l’adeguatezza delle soluzioni proposte. Ma nel suo interesse e nell'interesse più generale dello sport le provvidenze del Comune in ordine agli im­ pianti, come pure la condotta dell'Assesso­ rato in ordine a tutti i problemi sportivi non è bene che avvengano in forma distac­ cata dall’opinione pubblica, come, oso dire in quell’atmosfera natalizia nella quale t ragazzi ricevono i doni da parte dei genitori, come un’improvvisata. L’acquisizione di un impianto sportivo deve essere come una conquista collettiva da parte di una città, oppure di un quartiere se la città è grande oppure di un paese. La conquista deve essere sofferta nell’attesa perchè l’esercizio dell'im­ pianto non avvenga con la solita trasandatezza delle opere pubbliche, ma con la fie­ rezza e l’emulazione con la quale il marinaio pulisce e vagheggia la sua nave. Il Comune deve pensare che l'amministrazione integra il cittadino e le famiglie dei cittadini, che da soli non potrebbero provvedere all'im­ pianto ma non li sostituisce, cioè deve guar­ darci dallo spegnere quei fuochi di volonta­ rismo.. individuale o associativo che invece lo—xt>nrt ha interesse di sviluppare e di suscitare.

Certezza per il domani L'Oratore si è soffermato su alcune realiz­ zazioni rese possibili in altre nazioni, quali la Germania, rese possibili da una maggiore maturità sportiva. Egli ha successivamente detto: Tale ambiente non può essere quello con­ vulso e cangiante della squadra sportiva, ma quello cordiale dell'Associazione Sportiva e deU’Unione Sportiva come più spesso diciamo in seno ai CSJ. oppure come quello dei Circoli Culturali Sportivi che il C25.1. sta promuovendo ovunque in quest'anno olimpico. L’Unione Sportiva — almeno così noi la vagheggiamo — è un'Associazione che non attende i quattro anni per accendere il fuoco di Maratona, ma sempre tiene acceso questo fuoco simbolico, e cioè lo spinto olimpico dello sport volontaristico. Perciò l’Unione Sportiva provvede l'organizzazione e il funzionamento delle squadre secondo i desideri e le possibilità degli iscritti, e man­ tiene i contatti del mondo sportivo cioè degli atleti di oggi con le loro famiglie, e con gli atleti di ieri e le loro famiglie. E’ ¡‘Associazione Sportiva che può mantenere vasti contatti del pubblico con quell'impor­ tante specchio dello sport e dei tempi che è la stampa sportiva e può consentire, anche ai meno dotati di utilizzare la radio e la televisione in funzione sportiva in quanto noi ci auguriamo che questi importanti mezzi audiovisivi servano lo sport non solo fornendo notizie ma con rubriche di tecnica e di morale dello sport. La Società Sportiva è la cellula della Civitas sportiva ed è il segreto ver lavorare la materia prima del­ l’umanità appassionata di sport nella società moderna affinchè lo sport raggiunga un livello superiore di efficienza e di nobiltà. Per questo mi sembra utile augurare che gli Assessori allo Sport mantengano i con­ tatti con le Società Sportive volontaristiche che noi rappresentiamo almeno quanto li mantengono cor le Società dello Sport pro­ fessionistico. E non lascino occasione per riportare allo sport i mezzi di cui è possibile avvalersi nelle torme più varie e intelligenti. Il prof. Gedda ha concluso auspicando che l’atmosfera dell‘Anno Olimpico, ricca di fer­ vore e di entusiasmo, consenta di poter dire alla gioventù: «il domani è certo».

Numero speciale a cura di

GEMO BARIGELLI e SERGIO GOTTI


ag. 4

STADIUM

RELAZIONE DI GIULIO ONESTI SUL TEMA ATTUALE DI MAGGIORE IMPEGNO

Il Presidente del CONI avv. Giulio Onesti ha iniziato la sua relazione con il seguente saluto: Mi rallegro con il Centro Sportivo Ita­ liano e con i suoi attivi dirigenti, i quali hanno saputo e voluto convocare qui a Roma una conferenza così qualificata di amministratori comunali. Egli, dopo aver sottolineato l'importanza della figura dell'Assessore allo Sport e ri­ cordato il lavoro compiuto dal CONI perchè il discorso sullo sport venisse portato in sede più ampia, ha così continuato: Noi contribuiamo all’evoluzione dell’idea sportiva: non possiamo dire di avere rag­ giunto totalmente lo scopo. Ma speriamo di avere predisposto una serie di stimoli e di fermenti, ai quali si aggiungerà, sotto forma di choc poderoso, la celebrazione dei XVII Giochi olimpici nella città di Roma. L’avvicinarsi di questo avvenimento già sta dando i primi frutti. Avrete potuto osservare con quanta insistenza la stampa e la televisione pongano i problemi della educazione fisica e ne richiedano lo studio immediato. Avrete osservato come cominci ad essere chiaramente intesa la divisione dei compiti fra lo Stato da una parte e l’organizzazione sportiva dall’altra. I compiti dello Stato, secondo le argo­ mentazioni ormai accettate, investono alme­ no la preparazione fisica della gioventù studiosa. E siccome esiste una legge sulla istruzione obbligatoria, si deve presumere che ogni bambino italiano frequenti un certo numero di classi elementari ricevendo una educazione che non è soltanto cultu­ rale, ma anche fìsica. E’ in quegli anni che si può aiutare l’intera popolazione italiana, contribuendo al suo rafforzamento, all’amo­ re per il giuoco all’aria aperta, al rispetto della disciplina e delle regole, che sono caratteristiche dello sport. L'interesse dello Stato deve esercitarsi anche nelle scuole secondarie e nelle università, dove purtrop­ po oggi il C.O.N.I. è costretto a prodigare un largo dispendio di mezzi finanziari, stra­ ripando in un certo modo dalle sue com­ petenze, per non lasciare a lungo scoperto, con conseguenze disastrose, un grande set­ tore della vita nazionale. Spetta invece al Comitato olimpico ed alle Federazioni sportive la preparazione degli atleti agli scopi agonistici. Ma questa è la seconda faccia dello sport, è la fase suc­ cessiva di impostazione e rimane condizio­ nata dal buon lavoro che si è fatto nel periodo iniziale di sviluppo dei giovani.

Dopoguerra drammatico L’avv. Onesti dopo aver chiesto la loro collaborazione per lo sviluppo dello sport dopo le Olimpiadi ha così continuato: La situazione degli impianti sportivi in Italia, già insufficiente fino al 1940, diventò dra Mill atica a guerra compiuta. Il C.O.N.I. nel dopoguerra era disperatamente povero, mentre lo sport, che durante il periodo fascista era stato aiutato con contributi sostanziosi, con interventi delle autorità po­ litiche, e anche con la creazione di impianti sportivi a cui le autorità comunali erano fermamente invitate a contribuire, si tro­ vava addirittura in pericolo per la propria sopravvivenza. Non appena tuttavia noi po­ temmo disporre dei primi mezzi, grazie alla creazione del concorso pronostici, decidem­ mo di salvare il salvabile, aiutando i campi danneggiati, consentendo una ripresa, sia pur minima, delle attività. Vi sottopongo una documentazione dalla quale risulta evi­ dente lo sforzo compiuto dal C.O.N.I. in quindici anni di lavoro. Ma aggiungo che ancora una volta noi andammo al di là dei nostri compiti, perchè la costruzione

Felicitazioni Mons. Pavoni! Con biglietto di S.E. Mons. Angelo Dell’Acqua, sostituto al­ la Segreteria di Stato di S.S., il Santo Padre si è paterna­ mente degnato di nominare tra i Suol Camerieri Segreti So­ prannumerari, il Rev.do Don Nicola Pavoni della Diocesi di Osimo.

L'intera famiglia del Centro Spor­ tivo Italiano ha accolto con esultanza la notizia dell’alto riconoscimento che è stato meritatamente concesso al suo Consulente Ecclesiastico Na­ zionale da quasi 8 anni, con ze­ lante continuità ed amore, con tena­ cia e passione, con competenza e chiarezza, dedica il suo entusiasmo e la sua perspicacia alla dilatazione del lavoro apostolico del CSI, allo sviluppo associativo ed organizza­ tivo dell’Ente per il trionfo degli ideali cattolici nel mondo dello sport. Al « nostro » don Nicola, che ol­ tre ad essere Consulente Ecclesia­ stico del CSI è anche Vice Assi­ stente della Gioventù Italiana di A.C., la Presidenza Nazionale, la Redazione di Stadium, dirigenti, funzionari, impiegati e collabora­ tori, rivolgono l’affettuoso augurio e le felicitazioni più cordiali, so­ prattutto al termine del Convegno * Sport e Comune — da lui ideato e voluto — e che grazie soprattutto alla sua opera direttiva, può dirsi pienamente riuscito. - —=^>7^-=^- -7-

ex novo di impianti sportivi non spettava Hill a noi. Noi ci buttammo con entusiasmo in una operazione costruttiva, il cui ammon­ tare supera oggi i 30 miliardi di lire. E non appena ottenemmo l’autorità necessa­ ria, chiedemmo allo Stato un intervento per la riparazione dei danni di guerra e per J’assegnazione di cantieri di lavoro a favore di impianti sportivi. Ma il massimo peso dello sforzo ricadde sulle nostre spalle, tanto che il bilancio del C.O.N.I. ha devo­ luto sino ad oggi agli impianti circa il 40% delle entrate. La nostra azione nel settore costruttivo, oltre ad apprestare i complessi per i Giochi olimpici di Cortina d’Ampezzo e di Roma, si esercitò in altri tre sensi: 1) operazioni di emergenza; 2) iniziative di impostazione base; 3) operazioni di sollecitazione e spinta. Nel quadro della prima operazione, noi dovemmo rimettere in piedi tutto ciò che poteva essere salvato, recuperando anche impianti finiti in mano di terzi e riuscendo a ripristinare, purtroppo, solo in parte, il patrimonio preesistente. La storia di quei tempi sembra ormai lontana, ma essa ha le caratteristiche del pionerismo. La seconda azione venne impostata sulla creazione dei prototipi, cioè di quegli im­ pianti di notevole perfezione tecnica desti­ nati ad un solo sport o ad uso polisportivo. Era questa una nuova ricchezza che si aggiungeva al patrimonio di numerosi Co­ muni. E in tali circostanze noi cominciammo ad avere sensibili apporti di simpatia e di comprensione.

che la superficie minima di impianti spor­ tivi da includere in ogni piano urbanistico futuro venga stabilita in almeno mq. 3,50 per abitante, di cui almeno 2 mq. per aree sportive vere e proprie e mq. 1,50 per aree di giuoco per l’infanzia e i ragazzi. Tali aliquote, naturalmente, dovrebbero essere diverse per i Comuni fino a 40 mila abitanti ed oltre i 40 mila abitanti. Inoltre, insistiamo perchè il C.O.N.L sia presente nelle « conferenze dei servizi » in prepara­ zione dei piani regolatori e nello stesso Consiglio superiore dei lavori pubblici. Vorremmo infine che anche i « cantieri scuola » venissero più frequentemente asse­ gnati a prò degli impianti sportivi, ma non soltanto con funzioni secondarie, quali i movimenti di terra, ma con un contri­ buto più efficiente e concreto nelle opere strutturali.

> Invito ai Comuni

Creazione di “prototipi,, Quanto alla operazione di sollecitazione e spinta, essa è tuttora in corso e si esercita sopratutto con la concessione di piccoli e medi contributi a migliaia di Comuni per una cifra che ha raggiunto a tutt’oggi i 2 miliardi e 600 milioni di lire. Quest’opera è stata intrapresa dal C.O.N.I. nell’imme­ diato dopoguerra, principalmente con la collaborazione del valoroso Segretario gene­ rale dott. Bruno Zauli, proseguita dal dot­ tor Mario Saini ed è ora affidata in massima parte al nostro Servizio Impianti spor­ tivi, diretto dall’ing. Baracchi. Insieme ai suoi collaboratori, ring. Baracchi presiede anche allo studio di progetti che ogni Comune può, volendo, ottenere per i pro­ pri fini ed è prodigo di consigli per tutti quelli che si accingono alla realizzazione di opere sportive. Rientra inoltre fra le competenze del Servizio, la costruzione dei 92 campi scolastici, di 30 piscine e di 24 palestre. Si tratta di impianti di esercizio, destinati in prevalenza alla pratica sportiva più che allo spettacolo. E’ vero che il campo sportivo è il primo complesso di IIÏII cui ogni centro ha immediato bisogno: ma l’evoluzione dello sport implica la richiesta della pista di atletica, della palestra, della piscina. E per quanto, purtroppo, in Italia molti Comuui manchino ancora del campo sportivo vero e proprio, nelle zone più evolute assistiamo già ad un incremento delle richieste di palestre, piscine, campi di tennis, ecc. Senza dubbio, noi vorremmo che il progresso fosse uniforme: ma ciò presupporrebbe una uniformità delle con­ dizioni di vita nel nostro paese, che è invece afflitto dai noti scompensi nel livello di vita. Questi problemi noi li abbiamo ormai sentiti illustrare cento volte: non sta a noi risolvere queste disparità, perchè lo sport non è un fenomeno secondario della vita sociale, e ne riflette automaticamente le caratteristiche, il bene e il male. Ma chi osservi il piano delle nostre realizzazioni, potrà ravvisare nei nostri intendimenti lo sforzo di offrire anche alle zone ufficial­ mente definite "depresse” la gioia dello sport. Voi potrete osservare come il nostro programma di campi scuola, di palestre e di piscine comprenda, sovente con speciale preferenza, le zone più povere d’Italia. La­ mentiamo frequenti casi di pigrizia, di in­ sensibilità, di incomprensione. Ma la stessa

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natura di ente pubblico del C.O.N.I. ci costringe fronte ___ ad un . _ a non arrenderci di _______ simile stato di cose, perchè è noto quanto sia giusta e moderna l’idea sportiva, e come essa sia destinata a trionfare alla fine. L’attività del C.O.N.I. in questo momento preolimpico non si ferma alla così detta preparazione dei Giochi di Roma. Non ab­ biamo smesso per un istante quelle paral­ lele operazioni destinate a diffondere lo sport in Italia ed a renderne più agevole la pratica. I nostri sforzi si possono sinte­ tizzare così : sport nella scuola, sport nella industria, sport nelle Forze armate, e sopra­ tutto dotazione crescente di impianti spor­ tivi in ogni Comune. E’ ovvio che io non possa documentarvi qui tutte le iniziative concrete che il C.OJQ.L ha affrontato e tutte le proposte che esso ha elaborate e offerte. Ma quando si dice che i Comuni debbono provvedere alla creazione di impianti sportivi, si deduce che per fare ciò i Comuni devono avere la volontà ed i mezzi. La volontà non sempre1 esiste, nè può essere imposta nel regime democratico, nel quale abbiamo la fortuna di vivere. In democrazia la volontà deve essere determinata dal convincimento o dal­ la interpretazione delle esigenze sociali cor­ renti. Orbene, non vi meraviglierete se vi dico che il problema più grave non è quello dei mezzi, ma quello della volontà. Infatti, noi stessi abbiamo offerto ai Comuni la possibilità di ottenere i mezzi per la rea­ lizzazione degli impianti sportivi. Sappiamo che i bilanci comunali sono sovente in dissesto: tuttavia, dopo aver osservato i dati ed i bilanci dell’istituto per il credito sportivo, riteniamo che anche amministrazioni comunali in difficoltà debbano affron­ tare la spesa necessaria. E’ impossibile de­ scrivere in questa sede il meccanismo dello Istituto per il credito sportivo, che è un’altra iniziativa del C.O.N.I., giunta in porto dopo anni di trattative laboriose con le superiori autorità. L'Istituto sta lavorando attivamen­ te, innestandosi sulle precedenti operazioni creditizie compiute dal C.O.N.I. I crediti concessi sino ad oggi superano i 7 miliardi di lire, e richieste per svariati miliardi sono adesso allo studio. I criteri di erogazione dei mutui rispondono a concetti sportivi in evoluzione. E anche se i mezzi di cui potrà disporre l’istituto — fomiti per la massima parte dal C.O.N.I. — non sature­ ranno le esigenze dell'intero paese, possiamo tuttavia affermare che molto è stato fatto per l’arricchimento del patrimonio sportivo nazionale. L'Oratore, dopo aver auspicato l'intervento della Cassa per il Mezzogiorno per la solutzone di particolari problemi delle zone depresse e la revisione della Legge Comu­ nale e Provinciale perchè preveda l’obbli'gatorietà delle spese per lo sport, ha poi affermato:

Scuserete la frammentarietà della mia esposizione. Sarebbe stato necessario un ben più lungo tempo per una illustrazione degli sforzi che il C.O.N.I. compie per il miglioramento di una situazione che non può restare ulteriormente così compressa. L’avv. Onesti ha quindi compiuto una veloce panoramica sulla situazione sportiva di altri paesi e posto in rilievo come in Italia, per quanto esistano le premesse per un ulteriore potenziamento dello sport, vi siano ragioni storiche e sociali che hanno determinato un ritardo nello sviluppo della mentalità sportiva. Egli si è infine rivolto ai convegnisti con il seguente invito: A voi, amministratori dei Comuni, noi ripetiamo che il C.O.N.I. non vuole costrin­ gervi a compiere sacrifici in favore del­ l’ideale sportivo. La vostra collaborazione viene richiesta perchè l’elemento sociale è diventato essenziale per lo sport. Un Comu­ ne ha ovviamente degli obblighi fondamen­ tali: ma il mondo cammina, e quello che una volta era voluttuario, oggi viene con­ siderato bisogno. Un Comune degno di questo nome deve avere le sue scuole, l’ospedale, il mercato, ecc.: ma nel 1960 un Comune che sia privo di installazioni sportive è anacronistico e male ammini­ strato. Una volta lo sport era il privilegio di pochi, oggi deve diventare l’impiego del tempo libero per tutti i cittadini. Lo sport è un fatto morale di per se stesso. La gioventù deve essere chiamata allo sport e obbedisce volentieri all’appello. Di certo essa preferisce il campo di calcio o di pallacanestro al biliardo e alla partita a carte in un fumoso caffè. Ma le autorità comunali devono prendere l’iniziativa, de­ vono accogliere le domande delle società che sollecitano le zone per lo sport. E anche quando il Comune è povero, esso può trovare un minimo di spazio adatto alla pratica sportiva. Quando io parlavo di volontà, alludevo appunto ad una buona disposizione degli amministratori, i quali dovrebbero guardare con un occhio di favore alle istanze giovanili. Specialmente in provincia, ci si rassegna forse allo sviamento della gioventù e si ritiene che la così detta gioventù bruciata sia divenuta una calamità ineluttabile del nostro secolo. Ora, se voi parlate con gli istruttori ed i maestri di sport, essi vi risponderanno che i giovani bruciati sono sconosciuti all’ambiente sportivo. Lo sport è in effetti un formidabile richiamo per la gioventù. Fate che in ogni vostro Comune i ragazzi e le ragazze possano godere di quelTinestimabile bene che è la vita al­ l'aria aperta, l’esercizio fisico, il giuoco di squadra. Cercate di contribuire ciascuno per proprio conto al miglioramento della nostra gioventù e ricordate, in ogni caso, che più campi sportivi significano meno ospedali e meno istituti di correzione.

I suggerimenti che io mi permetto di darvi a nome del Comitato Olimpico Nazio­ nale Italiano derivano da concrete e quo­ tidiane esperienze. Abbiamo ancora delle cifre troppo basse di praticanti nel campo dello sport: ma abbiamo detto e ripetiamo che sotto le bandiere dello sport si riuni­ sce la parte migliore della gioventù italiana. Ecco perchè noi insistiamo, pur cono­ scendo le vostre difficoltà, a raccomandarvi la massima buona volontà nell’esame del problema sportivo. Come cittadini e come politici voi avrete avvertito già l’incalzare dell’istanza sportiva in ogni angolo del nostro paese. Di qui a non molto le richie­ ste degli sportivi saranno pressanti in fase elettorale. Obbedendo al vostro senso poli­ tico, cercate di interpretare in anticipo que­ ste istanze, offrendo voi stessi agli sportivi la soluzione dei loro problemi. Ma ram­ mentate che gli sportivi hanno ima memo­ ria terribilmente forte. Essi devono essere accontentati con i fatti. Studiate perciò sin da ora tutte le condizioni esistenti che vi permettano di realizzare nei vostri Comu­ ni, grandi o piccoli che siano, le vostre promesse. Per il Comitato Olimpico Nazionale Ita­ liano il fatto di poter elogiare i Comuni di Milano, di Torino, di Genova, di Bologna, di Salerno e pochi altri, è un relativo mo­ tivo di compiacimento. Il C.O.N.I. vorrebbe citare ad esempio una lista molto più lunga di Comuni benemeriti dello sport. Ma lo sport non è una attività esclusiva del Co­ mitato Olimpico Nazionale Italiano: esso deve essere esteso a tutta la collettività nazionale ed è un dovere di tutte le pub­ bliche amministrazioni. Noi contiamo sul vostro entusiastico ap­ poggio per la realizzazione di un tale pro­ gramma che abbiamo da tempo dedicato al paese e che, ciascuno nel nostro settore, serviamo con affetto e riconoscenza.

« SUA SANTITÀ* GIOVANNI XXIII Assessori Comunali ot Diri­ genti Centro Sportivo Italiano partecipanti Convegno Nazio­ nale Sport e Comune riuniti in Roma Foro Italico studio pro­ blemi amministrativi attinenti sviluppi sport educativo gio­ vante ringraziamo Santità Vostra per particolare paterno interessamento problemi spi­ rituali sport. Umiliano sensi filiale devozione Invocano su propositi Apostolica Benedi­ zione propiziatrice fruttuoso lavoro a benefìcio gioventù italiana. GEDDA Presidente Mons. PAVONI Consulente » « S. EM. CARDINALE GIUSEPPE SIRI Assessori Comunali et Diri­ genti Centro Sportivo Italiano partecipanti Convegno Nazio­ nale Sport e Comune riuniti in Roma Foro Italico studio pro­ blemi amministrativi attinenti sviluppi sport educativo gio­ vanile invia Episcopato defe­ rente saluto et ringraziano per sensibilità sportiva realizzatice impianti sportivi a favore gioventù Italiana. GEDDA Presidente Mons. PAVONI Consulente »

IL PI VWI-KO DELLA I 4 K f

Interessanfi prospettive per lo sport temminile

E’ stato un Convegno quel­ lo dello « Sport e Comune » di tanta importanza e di co­ sì largo interesse che non può non aver trovato con­ sensi da parte di chiunque guardi alilo sport come mezzo efficacissimo di educa­ zione. Ringraziamo quindi II Centro Sportivo Italiano, e siamo lieti di poterlo fare proprio da queste pagine, ojsanb ojujnojjju joac jad

problema e per averlo fatto nel momento giusto. Questa è Infatti ¡'impres­ sione che abbiamo riportato partecipando a tutte le riu­ nioni del Convegno stesso. Non erano solo 1 convegni­ sti del CSI, che abbiamo vi­ sti sensibili e appassionati neU'interessarsi ai vari te­ mi svolti da illustri e qua­ lificati oratori, ma insieme a loro e forse più di loro gli Amministratori Comuna­ li e Provinciali, rappresen­ tanti di circa 70 Comuni e tutte le Autorità e 1 Diri­ genti delle diverse Organiz­ zazioni Sportive. L'interesse dimostrato si è concretizzato al termine del Convegno in un ardine del giorno che trova il nostro pieno compiacimento perchè anche le modifiche auspicate in campo legislativo c le ri­ chieste alle varie Istituzioni, come per esempio al Mini­ stero della P. I., alla Cassa del Mezzogiorno ecc., sono derivate da una concezione dello sport come mezzo edu­ cativo delle giovanile come fenomeno sociale di rilevante importanza. In questo senso anche Io sport femminile trova ampio modo di inseri­ mento nello studio e nelle

attuazioni pratiche che dallo studio deriveranno. A conforto di questa no­ stra convinzione citiamo le parole del Presidente del CSI prof. Luigi Gedda: < ... esiste uno sport di uomini ed uno sport di donne, vorrei ag­ giungere che la donna non può essere concepita come un uomo più debole, e lo sport femminile come uno sport maschile In formato ridotto... Come l'uomo cosi la donna può ritrarre cospi­ cuo beneficio dallo sport e il beneficio può riflettersi più direttamente sulla genera­ zione successiva: ma, più dello sport maschile lo sport femminile richiede oculatez­ za e cioè controllo medico, premura e provvidenze con­ crete, da parte delI'Autorità Comunale costituita ». Ci auguriamo dunque che da questo Convegno nasca sempre più rafforzata la cordiale collaborazione tra II CSI e la FARI e che / gli organi competenti nel pre­ disporre 1 mezzi per l'attua­ zione da parte dei giovani della pratica sportiva tenga­ no sempre presente che * esiste uno sport di uomi­ ni ed uno sport di donne ». GABRIELLA PAGELLA Direttr. Naz .della FARI

Dirigenti CSI in riunione

> Espansione urbanistica Saprete inoltre che è in corso di appro­ vazione un piano decennale per la scuola. Questo piano, purtroppo, non comprendeva provvidenze a favore dell’edilizia scolastica. Si continuano a costruire nuove scuole prive di una palestra o di un cortile da adibire all’educazione fisica. Noi abbiamo sollecitato l'aiuto di uomini di Governo, di parlamentari e della stampa affinchè venis­ sero apportati degli emendamenti al piano. Ora, sembra che la questione stia per rad­ drizzarsi per il bene non soltanto dello sport, ma anche della stessa scuola. Alcuni anni or sono, e precisamente nel 1955, noi presentammo un progetto di disegno di legge per la disciplina dei campi di giuoco e degli impianti sportivi. Esso purtroppo non arrivò al Parlamento. Dico purtroppo perchè era stato concepito con molta attenzione e preparato da esperti. Io stesso, in una conferenza stampa tenuta a Roma il 5 aprile 1955, ebbi modo di esporre ai giornalisti i particolari di questa legge e le ragioni che ne consigliavano la Ìiresentazione. Sopratutto noi sollecitavamo a creazione di attrezzature regolamentari, come campi di atletica, palestre, piscine, campi di tennis, ecc., e dall’altra noi chie­ devamo de^li spazi da riservare ai cittadini più giovani. Suggerivamo recinti per l’in­ fanzia (dai 3 ai 6 anni), campi di giuoco per i bambini (dai 6 ai 10 anni), campi sportivi di formato ridotto per i ragazzi (dai 10 ai 15 anni circa). Noi vediamo tut­ tora che la grande espansione edilizia delle città è spietata e non lascia spazi liberi, nè fra i fabbricati o fra i gruppi di fabbricati. I bambini sono costretti a cor­ rere ed a giuocare per le strade e non sanno dove divertirsi. Nè tanto meno si offre la possibilità di insegnare a questi bambini 1 giuochi adatti per la loro età, che siano formativi e non pericolosi. Ma più tardi si è messa in cantiere una legge urbanistica, nella quale il C.OJ4.I. è attivamente intervenuto. Abbiamo chiesto

FILIALE OMAGGIO AL PAPA

In occasione del 1. Convegno Nazionale « Sport e Comune » j dirigenti regionali, provinciali e zonali del Centro Sportivo Italiano presenti a Roma, hanno preso parte a profìcue riunioni indette dalla Presidenza del CSI per affrontare gli aspetti principali dell'ampio programma formativo, organizzativo ed agonistico di prossima attuazione. In particolare I dirigenti hanno trattato il tema dei Campi Scuola 1960 e quello, pure im­ portantissimo dell’attività giovanile. Nel­ la foto, da sinistra a destra: il rag. Dat­ tilo, il dott. Cozzoll, il prof. Notarlo e il prof. Borghi, mentre il Consulente Ec­ clesiastico espone il programma dei Campi Scuola 1960

Finalmente rotto il ghiaccio !

L'iniziativa del CSI di un Convegno sul tema « Sport e Comune » ha sicuramente ottenuto il suo scopo. E cioè ha permesso un incontro a livello nazionale dei più qualificati rappresentanti degli enti che devono concorrere alla creazione

di un adeguato patrimo­ nio strumentale per con­ sentire allo sport di svolgere in pienezza di intenti la sua alta fun­ zione educativa. L'intervento di tanti Assessori comunali allo sport, la vivacità delle discussioni, l'elevato to­ no delle relazioni hanno fornito un concreto con­ tributo ai gravi e grossi problemi che in ogni città e in ogni provincia italiana sono sul tappeto. Ma specialmente l'inizia­ tiva del CSI ha consen­ tito rincontro di utili ed importanti esperienze, in modo da trarre, attra­ verso il filtro delle tre giornate di lavori, una sintesi che nell’indicazio­ ne delle carenze attuali in questo settore, affer­ mi le istanze di un pro­

gramma futuro concreto e responsabile, oltre che organico e fattibile. Prendendo la parola in sede di discussione e re­ cando così il contributo di un’esperienza ammi­ nistrativa quinquennale padovana, ho voluto ri­ chiamare l’attenzione su talune questioni che ri­ tengo fondamentali per una valida attività in campo comunale. Mi pa­ re, ad esempio, che sia sommamente importante fornire ai Comuni la possibilità di affrontare con la massima urgenza i problemi concernenti la creazione degli impian­ ti base per l’educazione sportiva dei giovani che fanno capo alla scuola ed alle society. Lo Stato dovrebbe quindi ricorda­

re l’esigenza di una pale­ stra in tutti i nuovi com­ plessi delle scuole ele­ mentari, abbiano oppu­ re no, le 15 aule. Il CONI, d’accordo con i Comuni, dopo aver superato il delicato ed impegnativo momento delle Olimpiadi a Roma, dovrebbe varare un pia­ no organico per dotare i campi di palestre — modesti ma funzionali — ogni città capoluogo di provincia. Tutto questo accom­ pagnato da una costan­ te politica di divulgazio­ ne, rivolta a creare una « coscienza sportiva » nei responsabili della vita nazionale e locale, oltre che nella massa dei cit­ tadini di ogni città e di ogni paese. Il Convegno Nazionale

indetto dal CSI ha po­ sto in chiara evidenza questi motivi, unitamen­ te agli altri che l’ordi­ ne del giorno finale ha ottimamente sintetizza­ to. Occorre però conti­ nuare su questa strada, bisogna insistere e, al tempo stesso, non per­ dere di vista i collega­ menti che lo stesso con­ vegno ha praticamente posto in essere. Grazie, dunque, alla Presidenza del CSI per questo nostro incontro; con l'auspicio die sia premessa di un lavoro che dia sostanza alle conclusioni e, quindi, valore alle istanze che sono state avanzate. Cav. Celino Bertinelli Assessore allo Sport di Padova


Pag. 5 STADIUM

PAGINE SIGNIFICATIVE DI STORIA NELLA PAROLA DI DRUNO ZIRLI

IN

Coltura e inieramenlo duööiico verso le Olimpiadi e verso lo sport

Conclusioni

preziose Successo miglio­ re e di maggior risonanza nel mon­ do sportivo nazio­ nale non poteva certamente avere questo nostro Con­ vegno. L-a Presiden­ za Nazionale del Centro Sportivo Italiano deve oggi essere raaggiorgiormente posta sul piano bielle grandi benemerite dello sport italiano. Un Convegno co­ sì articolato che ha permesso ad Am­ ministratori Comu­ nali di esprimere in un qualificato ambiente e davanti ai Dirigenti dello Sport nazionale, pareri ed esperien­ ze, tutte rivolte ad una maggiore sen­ sibilizzazione del cittadini verso la pratica sporti­ va, particolarmente nel settore giova­ nile, non era mai stato, fino ad oggi, organizzato e voluto. II Centro Sporti­ vo Italiano ne ha sentito la necessità perchè consapevo-

le dell'apporto che nella vita sociale e civile può dare il giurane atleta, pre­ parato fisicamente, sportivamente mo­ ralmente. Le conclusioni del Convegno, espresse nell’ordine del giorno, sono una garanzia del­ l’impegno assunto dagli Amministra­ tori e Consiglieri Comunali presenti perchè tali criteri si realizzino e si giunga a quella più vasta diffusione dello sport inteso come mezzo di ele­ vazione morale e sociale. ANGELO TEI Consigliere com. di Perugia

fondo quello che si faceva nei collegi inglesi nessun intervento né del governo, né dei co­ era quello che si faceva nell’antico ginnasio muni, né di altri enti. Però debbo dirvi, che greco del V secolo a. C., nel ginnasio del­ i ministri inglesi, il governo che affiancava l’epoca di Pericle, ricollegò con questo tratto la regina — perché questo fenomeno si svi­ luppò nella seconda metà dell'ottocento e di unione i due fenomeni, ripensò che nella Grecia antica il veicolo della grande diffu­ siamo nel periodo vittoriano — il governo sione sportiva era stato TOlimpiade, penso vide molto favorevolmente questo cambio di di risuscitare l’Olimpiade. indirizzo della scuola inglese. Cominciò ad ossessionarne attraverso gli L’ o r a t o r e, soffermatosi sull’educazione ambasciatori le varie nazioni, arrivò a quella sportiva degli inglesi e sul significato delle famosa seduta della Sorbona del 16 giugno Olimpiadi, ha poi detto, tra l’altro: 1894 nella quale fu fondato il Comitato Olim­ Questo vide il De Coubertin, si appassiono pico Intemazionale, con l'intento di resusci­ di questa idea, fece i soliti sterili tentativi tare i Giochi. E i Giochi risuscitarono nel presso il competente Ministero della Pubblica 1896, con la prima celebrazione in Atene. Istruzione francese e urtò contro tutte le bu­ rocrazie dell’epoca. Ed allora nel suo castello . Gli italiani erano presenti a quella seduta del 1894, non furono presenti alle Olimpiadi di Normandia, nei suoi pensieri, nelle sue del 1896. Purtroppo da noi lo sport era an­ romanticherie e nei suoi studi classici, ri­ cora quasi allo zero. pensò alla vecchia Olimpiade, vide che in

Origini dello sport moderno Anche in Inghilterra, c'era stato un pro­ gresso: quei tali ragazzi che erano usciti dai primi « colleges » dell’epoca di Tommaso Ar­ nold, una volta finito di lare gli studenti, si riunirono insieme, per quel caratteristico spirito associativo delle nazioni nordiche, e cominciarono già verso il 1850 a -fondare il London Athletic Club, a fondare le società sportive, perché non essendo più studenti ed avendo acquisito un amore per lo sport, per questa grande libertà del fisico e dello spi­ rito, vollero coltivarlo egualmente. Dalle so­ cietà sportive si formarono più vaste asso­ ciazioni, le federazioni sportive. Ad imita­ zione .di quanto era avvenuto in Inghilterra anche in Francia si costituirono dei club, anche in Francia si costituirono delle fede­ razioni sportive, si cominciarono a tradurre in francese i regolamenti inglesi dei vari sport. Tratteggiata questa parte vengo subito allo sport italiano. Seguite la catena: lo sport francese nasce su modello inglese e lo sport italiano nasce su modello francese. Il dott. Zauli ha quindi illustrato alcune delle difficoltà che impedirono in Italia un rapido dilagare dello sport, così conti­ nuando: Quindi siamo in arretrato nella partenza e non siamo su modelli originali. Quello spi­ rito associativo che è così forte nelle nazioni nordiche non è altrettanto forte in Italia, che è sempre un’Italia rinascimentale, che è sem­ pre nello spirito un’Italia umanistica, dove l’individualismo, la personalità ha una forza maggiore, di quanto non possa avere in altri Paesi. Il Segretario del CONI si è poi soffermato a lungo ad esaminare l'azione compiuta dai Papi in favore dello sport in Italia, azione che non ha potuto purtroppo avere carattere di continuità. Citati alcuni motivi storici e sociali che hanno frenato lo sviluppo spor­ tivo nel nostro Paese, egli ha affermato: Ci vogliono proprio degli indemoniati, co­ me sono gli italiani, per risorgere, malgrado tutto in mezzo a tanti ostacoli, in mezzo a tante disavventure, che non ha avuto lo sport inglese, che non ha avuto lo sport francese, che non ha avuto lo sport americano, ecc., che si sono sempre sviluppati secondo una unica direttiva.

PARTENZA

passi in avanti, ma non siamo riusciti a por­ tare lo sport italiano verso quei traguardi che desideravamo. E tra queste lacune vi è an­ che quella di un persistente immobilismo statale per questi problemi che si è riper­ cosso logicamente anche su un immobilismo comunale. Vi ripeto, non prendete queste mie parole in senso draconiano ed assoluto. An­ che i comuni hanno lavorato, anche i co­ muni hanno fatto. Io conosco moltissimi sindaci, moltissimi assessori, che sono da elo­ giare, che sono stati veramente eroici per le difficoltà che hanno superato con pochi e nessun aiuto, realizzando cose positive. Ma avevamo bisogno di molto di più: avevamo soprattutto bisogno di non perdere altri au­ tobus. Siamo 50 milioni di abitanti e andiamo verso 51 milioni su di un territorio di appena 300 mila chilometri quadrati di cui 2/3 per configurazione geografica sono antisportivi. Perchè per costruire degli impianti sportivi occorrono delle superfici piane. Tanto per citare un esempio sporadico qualunque, vi dirò che in una città contorta quale è Siena, sul crinale delle colline, per costruire il campo scolastico occorrono 84 milioni di opere di spianamento, di ritenute a monte e di sostegno a valle, e 50 per costruire il campo. Il dott. Zauli ha quindi esposto la posi­ zione di privilegio nella quale si trovano altri paesi per un più intenso sviluppo dell’attività sportiva, portando degli esempi pratici riguardanti le numerose difficoltà che ostacolano in Italia un progresso altret-

Ecco il testo dell’in­ tervista che il nostro V. Presidente prof. Al­ do Notorio ha rilasciato

Direttore

responsabile

Pubblicazione iscritta al numero 4987 del registro della stampa del Tribu­ nale di Roma in data 14 gennaio 1956

Concessionaria esclusiva per la pub­ blicità: PUBLIACI - Roma - Corso Vittorio Emanuele n. 287 - Tel. 556.068 Costo d’inserz. L. 150 a mm. col. Spedizione Abb. postale - Gruppo II Stabilimento Tip. U.E.S.I.SA. - Roma

Basta con l’isolamento Intervenuto al Congres­ so « Sport e Comune » nella duplice veste di Assessore Comunale allo Sport e di Presidente di Comitato Provinciale, ne sono rimasto doppiamen­ te soddisfatto. Mi sento in dovere, anzitutto, di ringraziare la Presidenza Nazionale del CSI per l’attuazione dell’idea veramente bril­ lante ed innovatrice di riunire per la prima vol­ ta, ufficialmente, i rap­ presentanti delle Ammi­ nistrazioni Comunali a discutere sui problemi di quella pratica sportiva, della quale necessaria­ mente il Comune deve interessarsi, perché dive­ nuta ormai fenomeno sociale che direttamente incide sulla integrità fi­ sica e sulla educazione civica degli amministrati. Avere indetto questo Congresso resterà uno dei meriti maggiori del CSI, il cui invito è sta'«» accolto dai Comuni c’p hanno dato la loro ade­ sione e la loro presenza in numero dawero rile­ vante, maggiore sicura­ mente di ogni più rosea previsione; segno questo che i tempi erano maturi per un Congresso del ge­ nere. Se le competenti Auto­ rità governative, parla­ mentari e politiche vor­ ranno e potranno aderire alle richieste sanatrici della situazione sportiva in esso contenute, si può

dare per certo che nella pratica sportiva, intesa quale utilizzazione del tempo libero dalle occu­ pazioni professionali e dal lavoro, potranno in­ serirsi milioni non solo di giovani, ma anche di uomini maturi e di donne.E’, questo ordine del giorno, la documentazio­ ne del primo colloquio intercorso tra i respon­ sabili dello Sport al li­ vello Comunale, collo­ quio che, una volta ini­ ziato, potrà in seguito dare altri frutti, altri scambi di idee, altre se­ gnalazioni di provvedi­ menti da prendere, an­ che perché gli Assessori allo Sport dei vari Co­ muni. dopo questo Con­ gresso, non si sentiranno più degli isolati in seno alle loro rispettive Giunte. Dott. G. MARTINELLI Assessore allo Sport di Lucca

La maggiore attenzione dei Comuni deve essere indirizzata al dilettantismo sportivo ed ancor più, se possibile, alla ricreazione sociale delle giovani generazioni

Notario alla Radio Vaticana — Qual'è il suo giudizio sul Convegno Sport e Comune realizzato dal Centro Sportivo Italiano? — E’ un giudizio sen­ z’altro positivo in quan­ to il Convegno ha ri­ chiamato l’attenzione delle Autorità sul pro­ blema dello sport giova­ nile, frantumando final­ mente una barriera di disinteresse verso questo importante fenomeno del tempo moderno. — A quali risultati con creti è giunto il Con­ vegno?

LUIGI GEDDA

compiti foise piu o me­ no ben determinati, per la cura specifica dell'atti­ vità promossa e svilup­ pata nel settore dello sport; b) l’unanimità di con­ sensi di fronte all’impe­ gno di realizzare — fa­ cendo naturalmente affi damento sulle varie pròv- • videnze in atto e di nuo­ va istituzione indicate nel documento conclusivo ap­ provato al termine dei lavori — piccoli e mo­ desti impianti, anche po­ co costosi nella manu­ tenzione, da destinare al­ la gioventù nell’ambito comunale, quali strumen­ ti basilari ai fini di uno

L’Assessore allo Sport nella Legge e nella vita del Comune

Noi abbiamo perduto i capitali iniziali, ab; biamo perduto i rinnovamenti dei capitali, abbiamo sempre dovuto ricominciare da ca­ po. In questo dopoguerra si è cercato, per accelerare la rinascita e la ricostruzione dello sport, di trovare un grande, chiamiamolo, come dice oggi la fisica atomica, sincrotrone, un acceleratore di energia. E quale poteva essere questo acceleratore? Ecco, siamo ri­ tornati all’idea di De Coubertin: cerchiamo di fare in Italia l’Olimpiade. Sotto questo stimolo, sotto questo pungolo, sotto questa necessità, noi potremo ottenere che l’Italia cammini a velocità doppia di quella che può essere una marcia normale, recuperi tante disavventure del tempo passato, riprenda quegli autobus che aveva perduto, prima delle due guerre mondiali. L’oratqre, rifatta in sintesi la storia del­ l'assegnazione delle Olimpiadi del 1960 a Ro­ ma, ha proseguito con queste parole: Abbiamo fatto dei passi in avanti, inten­ diamoci, non bisogna mai guardare le cose con negatività assoluta. Abbiamo fatto dei

— Dopo aver ascoltato cd ampiamente discusso le quattro relazioni in programma, rispettivamente del prof. Luigi Gedda sulla rieducazione dell'atleta e del pubbli­ co, del Presidente dei CONI avv. Onesti sul problema degli impianti sportivi in Italia, dell’Assessore allo sport di Milano dott. Crespi sulla figura dell’Assessore allo sport nella Legge e nel­ la vita Comunale, del Segretario Generale del CONI dott. Zauli sulla cultura ed interessamen­ to pubblico verso le Olimpiadi e lo Sport, do­ po ascoltato — dicevo — ed ampiamente discusso le quattro relazioni, l'as-

tanto rapido. Soffermandosi in particolare sulla difficoltà di trovare in Italia terreni adatti all’edilizia sportiva, egli ha, tra l’altro, detto: Io qui parlo a degli assessori comunali. Ognuno di voi ha una città, ognuno di voi ha visto questa espansione cittadina, ha visto scomparire la terra intorno alla città e comunque l'ha vista salire a prezzi iper­ bolici, a prezzi profondamente antieconomici, lo credo non ci sia nessuna nazione al mondo che costruisce impianti sportivi, pagando così caro il terreno come lo paga l’Italia. Ora stiamo a fare questo bilancio alla vigilia delle Olimpiadi, lo sento che il prof. Gedda vi ha parlato di rieducazione morale dello sport italiano: questo sport evidente­ mente non et soddisfa, così com’è condotto e guidato e così come si esprime. Non vo­ gliamo rinnegare quanto di buono è stato fatto, anzi lo apprezziamo e lo elogiamo, sia da parte delle federazioni e delle società sportive, sia da parte dei comuni, sia da parte dello Stato che pure ha dato deter­ minati aiuti attraverso la scuola, attraverso le Forze Armate e attraverso determinate possibilità di vita per il CONI stesso. Però, in questa situazione, sentendo incombere su di noi le Olimpiadi, noi dobbiamo maggior­ mente impegnarci di lottare, di continuare sulla nostra strada, di beneficiare la gioventù secondo un indirizzo dilettantistico sportivo. Scopo di tutti gli enti pubblici, scopo dei Comuni, è di aiutare questo movimento dilettantistico, soprattutto costruire impianti, e non basta costruire impianti od anche sorreggere moralmente l'azione di coloro che si dedicano, attraverso lo sport all’edu­ cazione dei giovani, ma occorre coltivare, indirizzare il denaro — anche se è poco — verso quei rami dello sport che maggior­ mente hanno questo contenuto educativo, questo contentilo pedagogico dettato dal De Coubertin.

Non siamo in grado di formulare in questo mo­ mento un giudizio defi­ nitivo sui risultati del Convegno testé concluso. Due aspetti positivi possiamo comunque su­ bito rilevare e cioè che l’iniziativa ha colpito nel segno — dimostrandosi di viva e palpitante at­ tualità — e che il CSI ha vinto la sua battaglia Lo confermano la ri­ spondenza veramente consolante da parte dei pubblici amministratori, accorsi numerosi al Con­ vegno, e la partecipa­ zione calorosa degli stes­ si alle discussioni, por­ tando sul piano delle va­ lutazioni generali i ri­ spettivi problemi e sot­ toponendo all’attenzione comune aspetti ed espe­ rienze del tutto interes­ santi. Il Centro Sportivo Italiano* ha il merito no­ tevole di aver avuto il coraggio di promuovere il dibattito, impostando­ lo poi in forma indovi­ nata e può considerarsi soddisfatto dell’esito di questo primo esperimen­ to che, per concretezza ed impegno, è andato a nostro avviso oltre le più ottimistiche aspettative. Il Convegno ha posto in evidenza due cose molto importanti: a) il fenomeno «sport» non è qualcosa che è entrato nella sfera di in­ teresse delle Amministra­ zioni Comunali dei soli grandi centri, ma è dive­ nuto patrimonio diffuso presso comunità anche modeste e molte di que­ ste — più di quanto, sinceramente, noi si im­ maginasse — hanno già sentito il bisogno e vista l’opportunità di nomi­ narsi un Assessore, con

sviluppo uniforme e co­ stante delie attività spor­ tive, riferite alla partico­ lare funzione educativa delle stesse. Ed ora un auspicio. Il Convegno è stato un pre­ testo, ha aperto ufficial­ mente il dibattito: que­ st’ultimo va continuato. va esteso per coinvolge­ re ed interessare ogni ambiente ed anche ogni piccola comunità, tenuta a considerare su un pia­ no adeguato gli aspetti propri del fenomeno « sport » e quelli specialmente connessi con l’at­ tività volontaria e dilet­ tantistica dei clubs e dei giovani che ai sodalizi stessi aderiscono ed af­ fluiscono. Dott. EDO BENEDETTI Assessore allo Sport di Trento

L’ESPERIENZA DI GIANFRANCO CRESPI AL SERVIZIO DEI CONVEGNISTI

RITARDATA

alla Radio Vaticana, per Pa­ la rubrica « Bianco -.... dre • subito dopo il riuscito Convegno:

1IBERTA

Patrimonio prezioso

In questo dopoguerra si è cercato, per accelerare la rinascita e la ricostruzione dello sport in Italia, di trovare un grande acceleratore di energia: le Olimpiadi. Sotto questo stimolo noi potremo ottenere che l'Italia cammini a velocità doppia, recuperi tante di­ savventure del passato e riguadagni il tempo perduto prima delle due guerre mondiali Il dott. Bruno Zauli, Segretario generale del CONI, ha iniziato la sua relazione sul tema «Cultura ed interessamento pubblico verso le Olimpiadi e lo Sport », rievocando la figura del barone De Coubertin e tratteg­ giando brevemente la storia delle Olimpiadi moderne: lo non vi tedio con le solite riesumaziom classiche ma non posso fare a meno di ci­ tare il fondatore della moderna olimpiade perché è dalla sua azione, dal suo spirito, dal suo intento, che è nato qualche cosa di grande, di fertile, di produttivo nel campo dello sport moderno. Il barone De Coubertin da giovane, giova­ nissimo, poco più che ventenne, si appas­ sionò a problemi pedagogici, a problemi di educazione dei giovani e migliorò le sue espe­ rienze, le esperienze di ' quello che poteva conoscere in Francia nella scuola francese. Egli era un normanno con quel suo carattere tenace proprio della gente normanna, si per­ fezionò attraversando la Manica ed andando a conoscere le scuole inglesi. Cera un abisso in quell’epoca, verso il 1880 tra la scuola francese e quella inglese. La scuola inglese era qualche cosa di nuovo e di diverso e il fenomeno che più colpì il De Coubertin in questa scuola inglese non fu il guardare come si studiavano le matematiche, il greco, il latino e la geografia, ma fu il rilevare V assoluta diversità di vita che si conduceva in queste scuole, parlando di scuole io mi riferisco soprattutto nell’epoca ai collegi inglesi a quei collegi che produce­ vano la classe dirigente della nazione. In queste scuole c’era una intensissima vita sportiva, in queste scuole si studiava quattro ore al giorno e se ne facevano cin­ que, sei. sette di sport. Queste scuole sorge­ vano in parchi, erano circondate da terreni di gioco, dove il rugby, il cricket e l’atletica leggera tenevano campo. A questi sport par­ tecipavano i ragazzi, a questi sport parteci­ pavano gli insegnanti. Tutta la scuola era permeata di questa libera attività fisica così diversa da quei metodi tedeschi, importati nella stessa Francia, di una educazione fisica rigidamente controllata nell’interno delle pa­ lestre con movimenti limitatissimi. Era una vita al sole, quella dei collegi inglesi. Questa idea che era sorta in Inghilterra — non lo sport, che ha origini antichissime, come sa­ pete — ma questa pedagogia dello sport era stata introdotta da un sacerdote della Chiesa anglicana, Tommaso Arnold, nel 1828 — guar­ date anche le epoche perché sono molto im­ portanti nei riflessi di noi italiani — era stata introdotta, applicata, diffusa nelle nostre scuole inglesi con un'azione di propaganda pioncristtca ma intensissima. Non c'era stato

OPHNIONä

semblea ha approvato al­ l’unanimità un ordine del giorno che auspica tutti i provvedimenti necessari per la soluzione del pro­ blema dello sport gio­ vanile. — In particolare quali esigenze hanno manife­ stato i cento Assessori allo sport dei comuni d'Italia ed 1 dirigenti del Centro Sportivo Italiano che hanno preso parte al Convegno? — Anzitutto quella di una adeguata coscienza sportiva della società ita­ liana e di conseguenza una maggiore compren­ sione per le necessità dello sport. 1 convegnisti hanno inoltre posto in modo vibrante l'accento

sulla carenza di una rete di attrezzature sportive minime, tali da consenti­ re la pratica fisico-ri­ creativa e fisico-agonisti­ ca a schiere sempre più numerose di giovani. — Ritiene che le idee scaturite dal Convegno, il primo del genere in Italia e forse nel mondo, possano avere una con­ creta traduzione nella realtà? — Indubbiamente, se la richiesta di modificare la legge comunale e provin­ ciale nel senso che con­ templi l'obbligatorietà delle spese per lo sport, verrà accolta dalle com­ petenti Autorità, come il Centro Sportivo Italiano spera ardentemente.

L’aw. Gianfranco Crespi, Assessore allo Sport di Milano, ha tenuto la relazione sul­ la figura dell’Assessore allo Sport nella Leg­ ge e nella vita del Comune. L’oratore ha anzitutto sottolineato la po­ sizione di avanguardia assunta dall’Amministra zinne Comunale di Milano in merito ai problemi oggetto del convegno, con le due riunioni degli Assessori allo Sport dei capoluoghi di regione dell’alta Italia tenute l'ottobre ed il dicembre dello scorso anno e soprattutto con la prima Assemblea mi­ lanese dello sport tenuta in febbraio, pro­ prio per richiamare l’attenzione sui compiti ed i limiti dell’attività delle Amministrazioni Comunali nel settore dello sport. L’aw. Crespi ha poi ricordato come esista realmente un « fronte sportivo cattolico » attraverso l'azione del Centro Sportivo Ita­ liano, della FARI e delle Libertas e come nel mondo sportivo giovanile esista ormai un netto predominio cattolico che è forse bene rammentare, non per inutile vanteria, ma per opportuna dimostrazione della co­ stante aderenza agli interessi più vivi delle nostre popolazioni. L’aw. Crespi ha proseguito chiedendosi: « Perchè i comuni debbono occuparsi di sport?». Già ieri il prof. Gedda ha da par suo chiarito i termini del problema, ha con­ tinuato l’oratore. E’ certo che: a) la crisi della gioventù con l’aspetto limite del « teddyboysmo »; b) il problema del tempo li­ bero; c) l'esistenza stessa di vita delle no­ stre città dal punto di vista organizzativourbanistico, impongono un tale orientamen­ to. Ciò soprattutto quando si considerino le responsabilità della Scuola in proposito e l’immaturità della democrazia sia nella scuola che nelle società sportive e nei cir­ coli ricreativi. Da oggi, cioè ^'Assessore allo Sport deve essere il coordinatore di tutta l'attività spor­ tiva giovanile, colui che si preoccupa della educazione dei giovani attraverso lo sport. Passando ad esaminare l'aspetto legislati­ vo dell'argomento, l’Assessore allo sport di Milano ha chiarito come nella Legge Comu­ nale e Provinciale del 1934 all'articolo 91, cioè all’articolo che precisa con le spese ob­ bligatorie dei comuni i compiti fondamen­ tali degli stessi, i problemi dello sport era­ no in fondo adeguatamente valutati, se ci si richiama allo spirito dell’epoca. Infatti, nella voce « spese generali » era inserito il tiro a segno con le relative spe­ se di impianto e sistemazione; nella voce

« opere pubbliche » erano inseriti i giardini e, poiché i giardini nella realtà moderna non sono più vialetti per passeggio, ma luo­ ghi verdi per ricreazione sociale, è evidente si possa trovare un riaggancio con le ne­ cessità attuali. Inoltre, nella voce « educa­ zione nazionale » erano richiamate le opere di custodia, di illuminazione e riscaldamen­ to delle palestre e degli stadi dell'allora o.n.b. Ove si consideri che all’opera nazio­ nale Balilla era delegata tutta l’attività spor­ tiva giovanile, sia pure con una impostazio­ ne militaristica — che naturalmente non possiamo condividere — si può riconoscere che, per allora, la legge poteva essere suffi­ ciente. E’ evidentemente invece troppo poco per oggi; ed in un articolo in cui hanno trovato posto la « formica argentina », la « pellagra » ed i cani randagi è ben giusto che trovino posto ben più chiaramente le attività ricrea­ tive e sportive dell’infanzia e della gioventù. Già gli Assessori allo Sport dei Comuni

capoluoghi di Regione dellTtalia Settentrio­ nale nei due convegni ricordati hanno con­ cluso con un ordine del giorno che viene presentato in questi giorni alle Autorità Centrali del Governo e del CONI con la ri­ chiesta che nell’art. 91 venga inserita la voce « costruzione di campi di gioco ed aree vincolate ed attrezzate per attività sportive di uso pubblico, in particolare per l'infan­ zia e là gioventù ». Ringraziando il Ministro 'lupini per l’in­ teressamento promesso, nella sua duplice qualità di Ministro del Turismo e dello Spettacolo e di Presidente dell’Associazione Nazionale dei Comuni d’Italia, l’Assessore Crespi, ha auspicato che il problema susci­ tato dal CSI venga affrontato a tutti i li­ velli affinchè, nella revisione in corso della Legge Comunale e Provinciale, questa, che è una delle più vive novità delle ammini­ strazioni locali, sia tenuta adeguatamente presente con uno specifico aggiornamento del testo legislativo.

Necessari molti mezzi Passando infine ad esaminare la figura dell'Assessore allo Sport nella vita dei Co­ muni, l’aw. Crespi, ha confermato l’assur­ dità, già denunciata dal prof. Gedda, di con­ tributi comunali destinati prevalentemente allo sport professionistico e in modo spe­ ciale alle squadre di calcio delle massime divisioni. Senza minimamente condannare lo sport professionistico e spettacolare, è evidente che la maggiore attenzione dei Comuni deve essere indirizzata al dilettantismo sportivo ed ancor più. se possibile, quale indispen­ sabile premessa per ogni attività sportiva, alla ricreazione sociale delle giovani gene­ razioni. L'Assessore milanese ha richiamato la ne­ ft A in denaro e di mezzi in cessità di mezzi uomini, cioè l’indispensabilità di rivedere la distribuzione delle spese nei bilanci co­ munali. dilatante la spesa per lo sport e laricreazione sociale, che diminuisce in ultima analisi le spese ospedaliere e perfino le spe­ se carcerarie e di giustizia, e rivedendo gli organici degli Assessorati allo Sport, che de­ vono essere posti in grado dì poter affron­ tare i nuovi compiti.

Vano sarebbe infatti ogni sforzo dell’Assessore allo Sport nei nostri Comuni se nòn accompagnato da una maggiore disponibi­ lità di mezzi e sostenuto da un adeguato nu­ cleo di collaboratori che possano mettere in pratica le direttive. Concludendo, l’aw. Crespi ha suggerito alcune iniziative atte a convalidare la pre­ senza ed il prestigio dell’assessore allo sport nella propria città, richiamando anche l’evi­ dente necessità di una stretta collaborazione con i colleghi che amministrano il dema­ nio, i lavori pubblici e le ripartizioni di urbanistica dei Comuni. »lì I lavori del convegno Sport e Comune promosso dal CSI — egli ha detto — di­ mostrano la vitalità del mondo cattolico per questo problema fondamentale dello svi­ luppo delle comunità locali e la stretta col­ laborazione con il CONI e le Autorità go­ vernative, certamente sensibili all’evidenza dei termini con i quali il problema è stato prospettato, varrà a garantire ai nostri fi­ gli la vita in una « civitas sportiva », ultimo risultato di quasi un secolo di civile prò grasso.


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IN ALTO: Il manifesto ufficiale del Convegno Nazionale « Sport e Comune simbolo della protezione che le amministrazioni civiche devono dare giovani sportivi Q II Convegno di Roma, tra i tanti meriti, ha avuto anche quello di con­ sentire frequenti ed efficaci incontri tra le massime autorità del Governo, del CONI e del CSI: nella foto l'avv. Onesti du­ rante un proficuo scambio di idee con il nostro Presidente prof. Gedda ed il nostro Consulente Mons. Pavoni Q Due tra I più significativi pannelli che hanno Illustrato la grande in­ chiesta condotta dal CSI sulla situazione dello sport italiano. A FIANCO: Un altro importante incontro durante i lavori del Convegno si è avuto tra S. Em. il Cardinale Marella, il Mini­ stro Tupini, il Sottosegretario agli Interni on. Bissori, il dott. Bettocchi, Presidente Centrale della Gioventù Italiana di Azio­ ne Cattolica, e il prof. Gedda Q S. Em. il Cardinale Ottaviani si intrattiene con l’avv. Onesti ed altre Autorità sportive dopo la celebrazione della Pasqua dello Sportivo Q IN BASSO Una superba visione del Palazzetto dello Sport di Roma, durante la cerimonia della « Pasqua dello Sportivo », organizzata brillantemente dal Comitato Romano del CSI ed alla quale hanno partecipato, con devoto fervore, oltre 5.000 persone tra dirigenti e atleti dell’intero movimento sportivo capitolino

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