Stadium,
r
_
i problemi dello sport ★ 39-41
L
II primo Convegno Nazionale Dirigenti si è svolto dal 3 al 6 novembre presso il Centro Internazionale Pio XII a Rocca di Papa. Durante l’incontro è stato consegnato al dott. Antonio Ghirelli, direttore del Corriere dello Sport, il terzo “Discobolo d’argento”.
i
una T 'hanno subito definita « una guerra perduta ». CenJLu tinaia di migliaia di ettari di terreno allagati, mi gliaia e. migliaia di abitazioni segnate irrimediabil mente dalla marea d’acqua e di fango che tutto ha travolto, l’intera economia di regioni vitali come la Toscana e il Veneto ridotta del 70 per cento, una ecatombe incalcolabile di auto e di macchine agri cole, di capi di bestiame, di elettrodomestici, di mo bili, di vestiario, di viveri pronti per il commercio e l’esportazione. Il patrimonio artistico di grandi città come Firenze e Venezia compromesso, una viabilità cancellata (dai primi calcoli 5.000 chilometri di strade rurali risultano distrutti), ponti, fognature, canali, tronchi ferroviari inutilizzabili. Persino numerose at trezzature sportive, già così scarse nel nostro Paese, sono state devastate. E, accanto alle distruzioni ma teriali, la morte di decine di uomini — la perdita più dolorosa — che nessuna provvidenza governativa e nessun cordoglio potranno mai reintegrare. Quel gior no, il 4 novembre, celebravamo il 48° anniversario di una guerra vittoriosa: nulla di più stridente delle bandiere appese alle finestre sull’indescrivibile spet tacolo della desolazione, quei colori violenti, quel senso di festa così anacronistico nel grigio plumbeo del cielo, nel grigio putrito della terra divenuti, di colpo nomini nll'nnrnn nemici all'uomo. Nell’era della scienza, delle applicazioni tecnolo giche, del progresso diffuso ci eravamo quasi abituati a non considerare nemmeno l’eventualità di una cata strofe di queste proporzioni. Il disastro ci ha, invece, costretti ad una riflessione sull’uomo, alla riscoperta degli altri e al gusto perduto di un aiuto in qualche modo pagato di persona, proprio in una società che s’avviava baldanzosamente verso una sicurezza piani ficata, verso il benessere anonimo ed indifferente. Chi vive nelle zone colpite Io sa: pur con 1 nervi a fior di pelle per i molti disagi, pur fra le polemiche per le responsabilità che è giusto vengano indicate, pur fra la confusione, i contrattempi, i ritardi, i molti indisponenti episodi che, purtroppo, non mancano in momenti così tragici, si contrappongono infiniti epi sodi di ben altra natura, fatti di coraggio, di gene rosità. di vero amore. I giovani, soprattutto, non si sono tirati Indietro. Ora, però, incomincia il periodo più diffìcile. II lento ritorno alla normalità é più duro e fati coso della prima, sconvolgente emozione e del primi tumultuosi soccorsi, ma non si può abbandonare il campo di un così preciso impegno di giustizia e di umana solidarietà. Il disastro che ci ha colpiti, mentre ha messo a nudo la nostra fragilità, è pure la prova irrevocabile delle nostre migliori doti spirituali. G. M.
giovani vo iono rimanere l
liberi
di Aldo Notarlo
I
€ C i fa un gran parlare dei gio■G/ vani in questi giorni. Essi sono balzati sulla scena della società ita liana dicendo chiaramente che vo gliono essere degli attori e non de gli spettatori. Detengono il primato delle ven dite dei dischi, obbligano i giornali dei grandi ad occuparsi di loro e non c’è occasione in cui non siano presenti per evidenziare le carenze della nostra società. Dieci anni fa a Budapest paga rono col proprio sangue la lotta per la libertà ed il loro sacrificio non fu vano se molte cose da allora so no cambiate nei rapporti tra est ed ovest. In Italia, finalmente, si parla di una politica per la gioventù, di una politica sportiva in favore della gio ventù ed il C.S.I. sente ora di aver anticipato i tempi quando anni fa era il solo a portare avanti certi discorsi. Ora che la porta è aperta occorre avere idee chiare in proposito per ché non vorremmo che si equivo casse sui termini. Ad essere sinceri siamo rimasti perplessi di fronte ad una afferma zione del Presidente del C.O.N.I fatta nel corso di una recente con ferenza stampa. Onesti, nel presentare ai giorna listi il « libro bianco » sullo sport ed auspicando che lo Stato inter venga per attuare una politica per la diffusione dello sport educativoformativo, sollecitato da un giorna lista che gli chiedeva quale ruolo avrebbero esercitato gli Enti di Pro
paganda in questa nuova prospetti va, ha risposto testualmente: « Francamente non sappiamo. Dal momento che essi, fino ad oggi, hanno svolto una funzione sostitu tiva di quanto lo Stato doveva fare e non ha fatto, è chiaro che il gior no che lo Stato attuerà il program ma da noi proposto, gli Enti di Pro paganda non avranno più ragione di esistere. Ma dal momento che questa prospettiva è del tutto uto pistica, noi auspichiamo che gli En ti di Propaganda continuino e po tenzino la loro azione ». Francamente non vediamo come uno Stato democratico possa so gnare di ricostituire una nuova « Gioventù Italiana del Littorio » e tanto meno possa esaurire le istanze per un’attività fisico-ricreativa con lo Sport nelle Scuole e nelle Forze Armate. Onesti ha auspicato che il mo nologo C.O.N.I. debba essere sosti tuito dal dialogo Stato-C.O.N.I. Al C.O.N.I. lo sport agonistico, allo Stato lo sport educativo-formativo. Noi siamo convinti che si è di menticato la terza dimensione: quella del libero associazionismo che occupa il tempo libero dei ra gazzi. Non dimentichiamo che è meri to del CSI se vent’anni fa (1946) si iniziò lo sport nella Scuola ed il CSI era sicuro sin d’allora di non crearsi un concorrente. Il tempo della scuola è come il tempo dell’officina, cioè è un tem po di lavoro. E’ quando il ragazzo esce da scuola che ci interessa, quando cioè è libero di fare le sue scelte nel
tempo che gli resta libero: di cer care cioè la comunità giovanile in cui potersi esprimere e sviluppare liberamente la sua personalità. Ecco dov’è lo spazio degli Enti di Propaganda, cioè il nostro spazio. E’ stato ancora il C.S.I. ad avere iniziato per primo il discorso di una « politica sportiva » (Congresso 1961) non perché lo Stato mettesse un berretto in testa a tutti i gio vani, ma perché creasse servizi ne cessari alle libere associazioni gio vanili. Uno Stato democratico non può e non deve fare altro altrimenti sarebbe contraddittorio con se stesso. Gli Enti di Propaganda non so no quindi dei surrogati, ma soddi sfano a due fondamentali esigenze: a) verso lo sport agonistico, che per sua natura è necessariamen te selettivo e quindi di élite, pro curano nuove leve raggiungendo zone che il C.O.N.I. e le Federa zioni non'raggiungeranno mai; b) verso i giovani offrendo una rispósta strutturale alla loro natura le esigenza di riunirsi, organizzarsi ed esprimersi. Sono due esigenze che non si eli dono ma si integrano nella loro congenialità e questo non fa che esaltare l’opera meritoria degli En ti di Propaganda, che nati da un’in,tuizione, trovano ora un’ampia giu stificazione storica. Onesti, uomo intelligente, che in quell’occasione evidentemente fu colto di sorpresa, ripensandoci su non può che darci ragione.
3
un incontro
di idee
Da qui in avanti faremo insieme una carrellata sul Convegno Nazionale Dirigenti che s’è appena concluso. In poche parole possiamo sintetizzarlo così : è stato un incontro di amici che si sono ritrovati per stare insieme; un incontro di sportivi desiderosi di condurre insieme una positiva opera educativa; un incontro di studio sui temi più attuali del Concilio e della società i
I
si è fatto carne e la Chie sa si è fatta mondo. Cristo e la Sua Chiesa — ce lo dice il Concilio — « si sentono realmente e intimamente solidali con il genere umano e la sua storia ». Per questo il « tempo li bero », lo « sport » non so no realtà estranee a Cri sto e alla Chiesa, ma anzi tali realtà sono assunte, accettate, promosse per ché l’uomo sia più uomo e si disponga così ad es Abbiamo guardato sere cristiano più auten al mondo sportivo tico. non lancia quindi Ci siamo sentiti più so allDio ’uomo un aiuto dall'al lidali con tutti i suoi va lori, ed abbiamo cercato to. come un salvagente. di capire anche le sue in Ma Egli stesso, mosso dal trinseche difficoltà e in l’amore. si lancia nel fiu congruenze per potergli me dell’umanità e condi vide pienamente con l’uo porgere una mano amica, lanciargli un salvagente . mo la sua condizione. Ab che avesse il significato biamo un Cristo che si fa però di un saper condi sportivo, una Chiesa che videre per salvare. Ci sono si fa sportiva perché lo due modi di salvare chi sport sia « salvato » e non sta per annegare: lan « sfruttato ». ciargli una fune, stando sulla riva al sicuro e al l’asciutto. oppure lanciar Abbiamo capito si nel fiume, accanto a lui, Cristo e la sua Chiesa per portarlo in salvo. Nel primo caso c'è aiuto Li abbiamo capiti quan reale, ma senza condivi do è apparsa in noi, in dere prima la ’* sorte' del tutta la sua lucidità, la malcapitato, Nel secondo verità che per diventare caso c’è prima un condi « uomini veri » non biso videre, un accettare il gna vivere di solo sport « rischio » di annegare in ma di tanti altri valori, e un certo modo, di metter si nelle stesse condizioni che per animare cristia per poi salvarsi insieme. namente (= salvare!) la realtà sportiva bisogna essere in amicizia con Cri Abbiamo guardato sto e rispettare le leggi proprie dello sport; infat al Cristo ti ci slamo detti: è buona e alla sua Chiesa cosa offrire (= Messa) Ci slamo accorti che ogni lavoro, ogni sport a Cristo e la Sua Chiesa ac Dio, ma prima bisogna cettano e condividono la vedere se si tratta di « ve lotta del mondo. Il Verbo ro lavoro », « vero sport »
erco di pensare e di riflettere sul conve gno di studio finito pochi giorni fa. E’ stato un momento salutare e ricco di incon tri fraterni, di riscoperte comuni, di dibattiti since ri. di evidente serietà nel la nostra opera educativa. Ecco, mi pare di poter tirare alcune conclusioni emerse da queste fruttuo se giornate.
(= competenza tecnica, professionale) e se colui che offre è « vero cristia no » ( = in amicizia con Cristo).
Abbiamo capito il mondo sportivo Lo abbiamo capito nel suo sforzo reale di cresci ta per tutti i giovani, nel suo progresso tecnico, nel suo impegno di allargarsi sempre di più a tutti; ma anche nella sua intrinse ca incapacità di servire realmente l’uomo se non si libera da certe strettoie vecchie ed egoiste che lo rendono ancora una real tà disordinata e falsa per colpa del peccato di quegli uomini battezzati che ne hanno il potere tra le ma ni e che invece di mani festare Cristo nel loro « corpo » e nel loro « tes suto sportivo », manife stano egoismo, brama di danaro, ipocrisia, ambi zione sregolata.
Andremo con Cristo e la sua Chiesa incontro al mondo sportivo Ci andremo con lo spi rito missionario di chi non ha spirito di ghetto, di chi non vuol essere un baluardo di fronte ai fra telli ed alle istituzioni, in capace di vero dialogo, di chi sa vedere prima di tutto il bene, di chi sa interpretare le cose così come stanno, di chi cioè sa solidarizzare in pieno con ogni valore umano che incontra nel mondo
sportivo; ma nostro com pito sarà quello di mettere questi valori « a contatto con il mistero pasquale » perché muoia ciò che è male, si purifichi ciò che può essere salvato, risor ga in novità di vita lo sport come attività che aiuta l’uomo ad essere più uomo e più libero figlio di Dio: un figlio di Dio che gioca.
Andremo con il mondo sportivo incontro a Cristo e alla sua Chiesa CI andremo con la re sponsabilità di laici veri che stanno nella Chiesa come figli a casa loro; con l’impegno di educatori se ri che sanno gustare la profonda bellezza di aiu tare. con discrezione e au tenticità. un ragazzo a di ventare uomo; con la cer tezza che Cristo e la Sua Chiesa hanno bisogno di « conoscere » il mondo sportivo, tramite noi. per ché. sempre attraverso noi, immettano in esso le energie di salvezza; con la consapevolezza che ciò che l’anima è nel corpo, questo sono nel mondo i cristiani', con la convin zione che Cristo e la Sua Chiesa hanno sempre più « scatto » di noi, ci « anti cipano » impeccabilmente e che quindi conviene perdere (= dar retta) con « loro », perché 11 « mondo sportivo » abbia la sua vera vittoria. Per questo il Convegno ci ha fatto del bene. Un grazie sincero al buon Dio e a tutti voi che l’avete vissuto. DON CLAUDIO
4
un incontro
di
amici
1 tempo è stato avver so, ed ha impedito la partecipazione di molamici, specialmente della Toscana. Il maltem po del resto non ha ri sparmiato Roma e nep pure Roccadipapa, la zo na del convegno. Acqua, vento, temporali, energia elettrica e condutture del l'acqua interrotte. Qual che disagio, qualche im previsto, ma il nostro pri mo Convegno Nazionale non ne ha sofferto mol to. C’era l’entusiasmo dei partecipanti ed è basta to per far fronte ad ogni difficoltà. Ecco, se si dovesse evi denziare la nota dominanta di questo Convegno, non la indicheremmo nel la novità della formula — sacerdoti e laici insie me per la prima volta — e neppure nel numero ve ramente notevole di par tecipanti — oltre trecen to, senza contare quelli impediti dal maltempo —. Pensiamo che la vera e più significativa novità di questo incontro sia da ricercare nell’ impegno, nella serietà, nella prepa razione con cui i nostri dirigenti sono convenuti a Roma. Si trattava di un Convegno di studio e sono venuti con il preciso scopo di approfondire il tema designato, prepa randosi prima coscienzio samente, partecipando poi ai lavori con una atten zione e una dedizione ve ramente ammirevoli. Que sto più che un rilievo di cronaca é una costatazio ne che la Presidenza Na zionale si sente in dove re di fare, ammirata del contegno dei partecipan ti e sentitamente ricono scente nei loro confronti. Il numero dei parteci panti, abbiamo già detto, è stato più che soddisfa cente: hanno risposto ge nerosamente quasi tutti i Comitati. Trattandosi di un incontro apertamente dedicato allo studio e per la prima volta aperto ad una partecipazione così larga, la cosa assume un significato tutto partico lare che è bene annotare. I lavori si sono svolti, nonostante le avverse con dizioni esterne ricordate, con piena regolarità se condo il programma pre visto: relazioni, discussio ni di gruppo, comunica zioni su argomenti parti colàri. A titolo di- cronaca non sarà male ricordare ancora una volta alcuni dettagli del programma. Le relazioni sono state tre. La prima tenuta dal Consulente Ecclesiastico Nazionale, Don Claudio Bucciarelli su « Il ruolo
della Società Sportiva del C.S.I. nel disegno pasto rale della Chiesa»-, la se conda dal Presidente Na zionale, prof. Aldo Noto rio su « La Società spor tiva del CSI al servizio dei giovani d’oggi»; ia terza dal dott. Gianluigi Bottelli, Consigliere Na zionale e Presidente del Comitato di Bergamo su « Il Comitato Provinciale e Zonale del CSI al ser vizio delle Società Spor tive ». Alle prime due relazio ni hanno fatto seguito animati lavori di gruppo, dei quali diamo relazione a parte. All’ultima rela zione è seguita un’ampia discussione in sala. Ci sono state anche quattro comunicazioni su argomenti particolari: «Il ruolo del Consulente Ec clesiastico nella Società Sportiva del CSI » (don Lorenzo Longoni, Consu lente Regionale della Lombardia) ; « L’attività sportiva 1966-67 - aggior namento tecnico» (Gene roso Dattilo); «/ sussidi: le schede per la catechesi nella Società Sportiva e Stadium » (Corrado Biggi); «I giovanissimi e la attività Arcobaleno Sport» (Mario Saverio Cozzoli). Da ricordare anche la partecipazione di S. Ecc. Mons. Franco Costa, As sistente Generale dell’ACI, che ha celebrato la Messa comunitaria del 6 novem bre ed ha rivolto la sua parola ai Convegnisti; e di Mons. Filippo France schi, Assistente Centrale della GIAC che pure ha porto il suo saluto nel corso della solenne Mes sa concelebrata del 5 sera. I lavori del C.D.N.
Nella prima giornata dei lavori, a tarda sera, si é anche riunito il Con siglio Direttivo Naziona le. Ha ascoltato alcune comunicazioni della Pre sidenza Nazionale sull'at tività svolta negli ultimi mesi e su alcuni impegni interni ed esterni che at tendono prossimamente l’organizzazione. Tra l’altro il C.D.N. ha preso visione della stesu ra definitiva delle modi fiche al Regolamento CSI sul Comitato Regionale, e di esse parleremo ampia mente su un prossimo numero. Ha approvato an che il cambiamento di periodicità di Stadlum sui motivi del quale e sulle sue modalità avremo pa rimenti modo di parlare in seguito. Sono state, infine, ap provate alcune modifiche nei programmi agonistici.
Le conclusioni del Presidente Al termine dei tre gior ni, il Presidente Naziona le prof. Notarlo, ha tira to le prime indicazioni conclusive emesse dal la vori. « La prima cosa che ab biamo imparato — ha detto il nostro Presiden te — è che il CSI è una comunità operante, al di sopra dei limiti di tem po, di spazio, di interessi. Al CSI si ritrovano tutti, si sentono a casa loro,: il giovane si trova in sinto nia con l’anziano, l’ope raio con il professionista, il sacerdote con il laico, « La seconda cosa è che da questo convegno uscia mo più convinti, più ric chi, più impegnati. Non soltanto convinti e impe gnati a lavorare, ma a la vorare assieme, preti e laici. Sovente noi trovia mo comodo dire che le cose non vanno perché i Sacerdoti mancano o non ci capiscono. Ma noi laici ci siamo, e se il Concilio ci ha affidato un determi nato compito non è per ché competa al laico sur rogare a certe carenze e deficienze del clero, ma perché ci sono determi nate competenze e reponsabilità che sono pro prio del laico. « Infine abbiamo impa rato a guardare con oc chi nuovi a questa mera vigliosa realtà che è il CSI. E abbiamo imparato a da re un contenuto a certi slo gan che ripetiamo da sem pre, primo fra tutti questo: ” facciamo di ogni squa dra una società ”, Ora che sappiamo il valore sociale pedagogico di questo slo gan, dobbiamo avere il coraggio di trasferirlo nella poliedrica e vasta articolazione organizzati va del nostro Ente. « Ringrazio tutti voi che ci avete regalato que sto meraviglioso incontro e ringrazio i vostri ano nimi ma indispensabili e preziosi dirigenti che ave te lasciato a casa. Insie me a loro e a tutti voi sono certo che 11 CSI sarà domani una realtà ancor più meravigliosa di oggi, soprattutto se con tinuerà ad avere il co raggio di fermarsi al mo mento opportuno, di guar dare dentro di sé e fuori di sé. e di avere sempre questa tensione morale di rinnovarsi continuamen te per essere veramente se stesso ».
IL DISCOBOLO D’ARGENTO ' > ad Antonio Ghirelli assegnato direttore del Corriere dello Sport II Centro Sportivo Italiano assegna ogni anno il Trofeo « Discobolo d’ar gento » ad una personalità distintasi per particolari meriti nell’opera per l affer mazione di una retta coscienza sportiva e per la dif fusione della pratica spor tiva dilettantistica nel nostro Paese. Questo è il terzo anno che il « Discobolo d’argento » viene assegnato: nel 1964 è stato attribuito a S.E. Il Ministro Emilio Colombo in quanto confondatore del C.S.I. e per la sua determinante opera nell’approvazione della legge « fiftyfifty » a favore dello sport: nel 1965, ventesimo anniversario della fondazione del nostro Ente, è stato invece assegnato alla memoria del compianto Natale Bertocco, anch’egli confondatore del C.S.I. e per lunghi anni benemerito dirigente e animatore delle nostre attività. Per il corrente anno, l’apposita Commissione del C.S.I. ha deciso unanimamente di assegnare il « Discobolo d’argento » alla persona del Dottor Antonio Ghirelli. Direttore del « Corriere dello Sport », con la seguente motivazione:
Perché ha dato al giornale che dirige un’impronta nuova nell’ambito dell’editoria sporti va italiana, aprendo il discorso giornalistico di cronaca e di commento sui fatti sportivi a prospettive, attenzioni e consi derazioni anche degli aspetti umani, culturali e sociali dello sport oltre quelli puramente agonistici e tecnici; perché ha impegnato il Suo giornale, per mezzo di un’appo sita rubrica, ad un costante e aperto dialogo con i giovani sui loro problemi non solamente sportivi, ma anche personali e sociali;
'Ù Il dott. Ghirelli, ringraziando per l'assegnazione del Trofeo, ha detto tra l'altro. « Voglio dirvi tutta la mia commo zione e gratitudine. Primo per essere stato chiamato qui tra voi: secondo per aver ricevuto il premio; terzo per per averlo ricevuto con quella motiva zione. Perché sono lusingato del premio e perché sono onorato d’esere tra voi? Quando sono stato chiamato a diri gere un giornale sportivo io mi sono chiesto dove andasse lo sport italiano, dove andassero i lettori dei giornali sportivi. La nostra società del dopoguerra, che usciva da una esperienza catastro fica, da un ventennio di isolamento culturale rispetto alle grandi correnti di pensiero nel mondo, doveva trova re nello sport agonistico, e quindi nei giornali che lo riflettono, quella che si chiamava la consolazione della fi losofia e che invece era solo la con solazione dello svago. Ma il Paese che ha dato in questi venti anni una pro va incredibile della sua vitalità e del la sua spiritualità — prova che io da laico devo concentrare soprattutto nel nome di Giovanni XXIII — è certa-
perché, soprattutto nei suol interventi diretti, ha sempre te nuto presenti e vivamente so stenuto i diritti e le esigenze della gioventù in ordine parti colarmente alla necessità di at tuare nel Paese una concreta e positiva politica in favore del la pratica sportiva giovanile di lettantistica.
mente un Paese che non può accon tentarsi di richiami materialistici. Allora da giornalista sportivo mi so no chiesto se l’aspetto divistico ago nistico rappresentasse effettivamente il momento storico — sia pure soltan to sportivo — del nostro Paese. E mi sono chiesto che cosa si dovesse fare perché il giornale non fosse solamen te al servizio del tifo, ma al servizio dell’uomo. Voi sapete quale sia l’aper tura del giornale: è soprattutto un giornale di giovani, fatto da giovani. Sono infatti convinto che i giovani og gi, sia in Italia che nel mondo, rap presentano l’evoluzione e la rivolu zione nel senso migliore del termine, i giovani sono alla ricerca di vita co munitaria che lo sport può offrire. Quindi, io sono felice anche per questo: che il CSI, che tra tutti gli Enti di propaganda è probabilmente quello che ha meglio approfondito la meditazione sulla qualità comunitaria dello sport, abbia premiato il mio gior nale che è fatto da giovani. E’ solo l'inizio, io mi auguro, di un dialogo fra voi e noi. Noi vogliamo capirvi, aiutarvi a farvi capire. Il mio gior nale è al vostro servizio per tutti gli scopi che vi proponete ».
“La società sportiva
I
99
com’è e come dovrebk
•w-w occa di Papa: ore 12 del 6 novembre. Siamo agli sgoccioli del Convegno Nazionale Dirigenti, in giro JL1, C’è aria di partenza, di smobilitazione. Tentiamo di cogliere le impressioni finali di alcuni convegnisti. Riusciamo ad avere un discreto numero di risposte alle tre domande-base dell'inchiesta. La prima riguarda l’associazionismo giovanile, un tema di vitale importanza e più che mal attuale. La nostra stessa organizzazione vive ed è Impostata su questo elemento. Negli ultimi tempi si è parlato da più parti, ed anche autorevolmente, di una certa crisi dell’associazionismo, so prattutto di quello di un certo stampo tradizionale e pa ternalistico, identificabile con circoli e club vari in cui l’unico interesse rimane il gioco delle carte con qualche altra attività di contorno, nel migliore dei casi. Ebbene vediamo come gli intervistati hanno risposto alla domanda: « I giovani d'oggi sono interessati ad un tipo di asso ciazionismo sportivo come da noi prospettato? ». Amelio TITOLI — incaricato provinciale CSI per l’atle tica leggera — ha detto che spesso i giovani non sono particolarmente interessati dal tipo di associazionismo delle nostre società perché queste si limitano al solo aspetto sport, disinteressandosi di ben più profonde esigenze del l'ambito giovanile. E questo risponde al vero almeno per una larga maggioranza delle società CSI. Don Vittorio DATTILO — consulente di Comitato zonale — aggiunge però che i giovani in fondo sono sensibili ai problemi che li riguardano,; anzi desiderano vivere in gruppo per poterli risolvere meglio. In altri termini, l’esigenza associazioni stica, pur molto forte, è il più delle volte latente, sicché viene validamente rispettata e tenuta presente da • un’orga nizzazione come il CSI che suscita la simpatia dei giovani per gli stessi valori connaturati con lo sporta In definitiva (ed è questo un dato che scaturisce da quasi tutte le risposte all’intervista) solo apparentemente 1 giovani sembrano rifiutare un certo tipo di associazioSotto: i Consulenti ascoltano la comunicazione che li riguarda da don Lorenzo Longoni.
Sopra: una panoramica della Chiesa del Centro durante la. Messa concelebrata.
questo caso non si potrà più parlare di indifteren apatia, di insoddisfazione, di rifiuto da parte dei e di ogni tipo di associazionismo. D’altro canto — ribadiscono ancora le risposte de vegnisti — quelle società che mirano ai soli aspetti te agonistici sono destinate quasi al fallimento perché o poi, deludendo le aspettative di quanti con fide attendevano qualcosa di buono, denotano paleseme: proprie carenze. Si rinnova cosi la crisi dell’associazw •Ma allora come dovrebbe articolarsi la vita delle società? O anche: «La società sportiva del CSI, come è s^.fd tata nel Convegno, è attuabile fra i gtovan Quali potrebbero essere le difficoltà? ».
,
—^ucuu tue manca e il clima adatto che
possa favorire una maturazione cosciente e responsabile da parte dei soggetti dell’educazione, unici protagonisti dpVr minanti della vite associativa e comunitària8 delle nX
Si capisce facilmente che allorquando gli stessi ai»
Evidentemente la proposta fatta a Rocca di faf « una nuova Società Sportiva » ha incontrato 11 glae tutti 1 dirigenti presenti al « Mondo Migliore »’ è coro di risposte a questa domanda deirinter^1" unanimemente affermativo. , )ger; In particolare molto sentita si è rivelata les dialogo con tutti i giovani. Fra le difficoltà per un'esatta trasmissio^ w, presentate In sede di Convegno Nazionale e <jt quella derivante dalla necessità di un JaV g0 costante, che agli inizi potrebbe forse dar >“ scoraggiamento di fronte alla vastità delia» 1 durre (come dice Enrico BARONE — seB comitato della Campania). r-vist3^ Soprattutto é stata sottolineata dagli ggioe 1 rogabile necessità di un intervento a vasto r b mai in profondità a livello di dirigenti di “ paftr Molti nostri problemi sarebbero in utà se almeno si riuscisse a far capire le n vft ri tipo di associazionismo. Il problema dlrig } pi® primo luogo, così afferma (e noi condividi di direttore tecnico — Ernesto CERTOSINA j rara — confermando la necessità che^ tecnici abbiano una
r i comunicati !
i
dalla Direzione Tecnica Nazionale
;
COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE GIUOCO CALCIO
COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE TENNIS DA TAVOLO
COMUNICATO UFFICIALE N. 9
COMUNICATO UFFICIALE N. 5
APPROVAZIONE REGOLAMENTI CAMPIONATI PROV.LI ALBENGA: cat. Dilettanti ventuale modifica art. 3), TORI NO: cat. Dilettanti (C. R. Pie montese), CALTANISSETTA : cat. Juniores (con modifica); ALTAMURA : cat. Juniores; GUALDO CATTANEO: cat. Juniores; SALUZZO : cat. Juniores e cat. Gio vanissimi ( C. R. Piemontese); AOSTA : cat. Giovanissimi, cat. A e B (C. R Piemontese); VER CELLI: cat. Allievi (C. R. Pie montese); MOLFETTA : cat. Ju niores; AREZZO: cat. Juniores (con modifica); BENEVENTO: cat. Juniores; TRAPANI: cat. Juniores; SALERNO: cat. Allie vi ; BOLOGNA : cat. Juniores, cat. Allievi ; PAGANI : cat. Ju niores (con modifica); SAVO NA : cat. Juniores ; SALUZZO : cat. Allievi (C. R. Piemontese); CAGLIARI : cat. Allievi.
APPROVAZIONE REGOLAMENTI TORNEI ASTI: Trofeo - Torneo Primi Calci cat. A (C. R. Piemontese); Trofeo Blu - Torneo N. S. di Lourdes cat. A-B (C. R. Piemon tese); SALERNO: III Gran Tor neo « Città di Amalfi »; SIENA: Trofeo Blu «XI Coppa U.S.A.C.» ; CESENA: Torneo Ricreativo «Pri ma Coppa ACI».
AUTORIZZAZIONE CORSI ARBITRI CALCIO Lecce, Iglesias, Alba, Cuneo, Milano, Zone di Seregno, Varese, Rho, Castano I, Ostuni, Capua, Sessa Aurunca, Ascoli Piceno, Po tenza, Orto, Andria.
RATIFICA COMMISSIONI CALCIO PROVINCIALI E ZONALI SALERNO : Presidente : Ivo Bassani ; Segretario: Raffaele Na poli ; Componenti : Giovanni La Radula, Renato Augusto, Gaeta no Ricciardi, Attillo La Perula,
Luigi Fasolino, Gerardo Canora ; MANTOVA : Presidente : Faustino Cancellieri; V. Presidente: Dani lo Castagna ; Segretario : Anto nio Paladini; Componenti: Lu ciano Costanzi, Gianni Malaguti, Maurizio Lodi; ACQUI TERME: Presidente: Giorgio Sirito; Vice Presidente: Edilio Benazzo ; Se gretario: Gianni Lazzarino; Com ponenti : Domenico Mignone, Do menico Pesce; RIMINI : Presiden te : Gabriele Fabbri ; Segretario : Giuseppe Gregori ; Componenti : Maurizio Campana, Augusto Ta rassi, Carlo Fabbri ; Rappr. AIASA : Pio Pellegrini; CALTANISSETTA : Presidente : Antonio Maggio ; Segretario : Raimondo La Greca ; Componente : Luigi Fiocco; Rappr. AIA-SA : Francesco Scarantino; Rappr. FIGC : Ottaviano Amedeo; VIBO VALENTIA: Presidente: Franco F ranco Lo Guarro; Segretario: Franco Sici lia; Componenti: Arcangelo Car ri, Nicola Mangone, Nicola Ne ri ; PALERMO : Presidente : Mar cello Sanzo; Segretario: CarmeIo Sorrentino; Componente: Ignazio Buttitta ; Rappr. FIGC : Giuseppe Incorvaia; Rappr. AIASA : Francesco Borgognone.
OMOLOGAZIONE RISULTATI TORNEI BENEVENTO: Coppa del For tore, vincente U.S. Montefalco Valfortore; ALES : Coppa Disci plina, vincente G.S. Robur; Tro feo Tonino Tiddia, vincente U.S. CSI S. Gavino; Coppa Marmilla 1966, vincente U.S. Karalis; Cop pa Primavera 1966, cat. Allievi, vincente U.S. CSI S. Gavino.
RINNOVO TESSERE ARBITRI BOLOGNA: Parma Giuliano, Tolomelli Dante; LECCO: Colom bo Francesco. IL SEGRETARIO
RENATO BERNINI IL PRESIDENTE GENEROSO DATTILO
Il Consiglio Direttivo ha definitivamente approvato le seguenti scadenze per lo svolgimento delle varie fasi dei Campionati Nazionali Allievi e Juniores:
FASE PROVINCIALE O ZONALE AUTONOMA da effettuarsi entro il 15 gennaio 1967
FASE REGIONALE da effettuarsi, a scelta dei Comitati Regionali, il 19 feb braio, oppure il 26 febbraio 1967
FASE INTERREGIONALE il 19 marzo 1967
FINALE NAZIONALE nei giorni 1 e 2 aprile 1967 REGOLAMENTI CAMPIONATI E MANIFESTAZIONI VARIE Si invitano i Comitati ad inviare i regolamenti delle sin gole manifestazioni da loro orga nizzate, sia di campionato che varie, alla Commissione Tecnica Nazionale Tennis da Tavolo alme no entro venti giorni prima del l'inizio della manifestazione pro grammata, in duplice copia. Al riguardo si informa che so no stati predisposti dei regola menti completi a stampa che pos sono essere usati per le fasi dei campionati : Nazionale Allievi e Juniores, Regionale Seniores, Re gionale a squadre e Trofeo Bian co Arcobaleno Sport. Tali rego lamenti a stampa, una volta com pletati con le voci lasciate in bianco relative alle varie formule di svolgimento, devono essere in viati alla CTN TT in duplice copia per la approvazione e in seguito possono essere inviati anche alle dipendenti società. Infat ti, saranno inviate ai Comitati che le richiederanno alla Segre teria Generale, copie in numero sufficiente appunto per inviarlo a tutte le Società dipendenti. Con tale mezzo la Presidenza ha voluto agevolare il compito dei Comitati periferici, che po tranno così, riempiendo solamen te alcuni spazi (date di svolgi mento, formule, ecc. ), avere il
regolamento delle proprie fasi completo e che preveda tutto quanto stabilito dai regolamenti dei singoli campionati, già pronto anche per l'inoltro alle dipenden ti società.
RATIFICA CC. TT. PP. e ZZ. SALERNO - Presidente: Presidente : Pa squale Troia, Segretario: Segretario : Vin cenzo Troia, Componenti : Ro berto De Luca, Marco Visconti, Alfonso Fezza, Salvatore Pepe, Vittorio MadalO; ViBO VALEN TIA - Presidente: Franco Lo Guarro, Segretario: Franco Sici lia, Componenti: Arcangelo Car ri, Nicola: Mangone, Nicola Neri.
CAMPIONATI NAZIONALI Approvazione Regolamenti ORISTANO: Fasi locali. Allievi e Juniores; PESARO : Fasi locali Allievi e Juniores (con modifica art. 2 — età juniores — e ag giunta norme presentazione even tuali reclami).
CAMPIONATI REGIONALI Approvazione Regolamenti PESARO : Campionato Regiona le Seniores, ' fasi locali (con ag giunta norme presentazione even tuali reclami).
? ■
ATTIVITÀ' GIOVANISSIMI
Approvazione Regolamenti RIETI: Trofeo Bianco Arcoba leno Sport.
MANIFESTAZIONI VARIE Regolamenti BARI : squadro;
Torneo d'apertura a CREMA: XI Coppa di
(il
propaganda a squadre ; MOLFETTA : Torneo S. Leonardo; SALER NO : Torneo d'apertura e Torneo Il Coppa Davis Provincia; VIBO VALENTIA: Olimpiadi Felton del la Ass. Giov. B.T. Felton di Pizzo; VICENZA: XV Trofeo a squadre.
COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE ATLETICA LEGGERA COMUNICATO UFFICIALE N. 1
IL SEGRETARIO
ALBERTO GRECANTI IL
PRESIDENTE
ALESSANDRO PAOLON1
COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE PALLACANESTRO
SALUTO
Attività su pista :
La CTN all'inizio della nuova stagione agonistica è lieta di porgere ai Dirigenti, agli Atleti ed a tutti gii appassionati il più cordiale saluto di buon lavoro.
cat. Ragazzi : fasi provinciali o zonali; finali regionali; cat. Allievi : fasi provinciali 0 zonali ; semifinali interprovincia li ; finale nazionanle; cat. Juniores : fasi provinciali o zonali ; finale nazionale.
Spera di poter contare, ancora una volta, sulla più stretta col laborazione di tutti, al fine di aumentare la base atletica del nostro movimento.
COMUNICATO UFFICIALE N. 4 ATTIVITÀ' 1966-67
APPROVAZIONE FASI PROVINCIALI E ZONALI PADOVA : ciale Categ. TRIESTE : ciale Categ.
Campionato Provin Allievi e Juniores; Campionato Provin Allievi e Juniores.
MANIFESTAZIONI LOCALI CAVA DEI TIRRENI: «Coppa IV Novembre » e « Coppa Mario Magliano ».
RATIFICA CC. TT. PP. e ZZ. PADOVA - Presidente: Alber to Quinavalle. V. Presidente: Lorenzo Della Valle, Segretario: Pierluigi Miozzo, Membri : Santo Bucceri, Antonio Turato e Fran cesco Dalla Costa; SALERNO: Presidente: Renato Augusto, V. Presidente: Vincenzo Massa, Se gretario: Alfonso Siano, Mem bri: Vincenzo Tramontano, Clau dio Capriglione, Raffaele Scarabino, Deleg. F.I.P. : Cesare Lettieri ; VIBO VALENTIA: Presidente: Franco Lo Guarro, Segretario: Franco Sicilia, Membri : Ignazio Vasapollo e Nicola Inzitari.
menti delle fasi Provinciali o Zo nali dei campionati nazionali e, nel contempo, consentire ai sin goli Comitati di fruire di apposi ti moduli senza dover necessaria mente ricorrere alla loro perio dica compilazione e trascrizione, la Presidenza Nazionale ha di sposto la stampa di apposito re golamento tipo.
L'adozione di detto « Regola mento tipo » oltre a determinare il vantaggio di cui sopra, evite rà il ricorso a tutta la corrispon denza che, in precedenza, si ren deva necessaria per la notifica delle eventuali modifiche da ap portare o lacunosità riscontrate nei regolamenit trasmessi.
ANGELO RAINERI
Al fine di realizzare una uni forme impostazione dei Regola-
IL PRESIDENTE
UMBERTO GARCEA
COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE NUOTO
COMUNICATO UFFICIALE N. 3 RATIFICA CC. TT. PP. DIAMANTE : Presidente : Pie ro Clausi, Consiglieri : Enzo La Valva, Piero Cirone, Antonio Pa scale, Vincenzo Pierrone, Antonio Bianco, Angelo Ordine ; SALER NO : Presidente: Giovanni Vita le, Segretario: Lucio De Santis,
Attività campestre: cat. Ragazzi : fasi provinciali o zonali; fasi regionali {facolta tive ) ; cat. Allievi e Juniores : fasi provinciali o zonali ; finali nazionali ;
Ciò premesso i Comitati inte ressati, tenuto presente che una copia del precitato regolamento dovrà pervenire alla scrivente C.T.N., una copia al Presidente Regionale ed una copia a ciascu na squadra partecipante, sono pregati di far pervenire cortese sollecita richiesta della quantità di regolamenti tipo ritenuta ne cessaria per l’espletamento della loro attività sportiva.
IL SEGRETARIO
PRECISAZIONE
In attesa di pubblicare, in inserto speciale, i regolamenti completi dell'attività atletica 1966-67, si precisa che questo anno i programmi avranno il sot toindicato sviluppo:
Membri : Antonio Savastano, Sa bato Cerrato, Raffaele Grimaldi' Carmine Napoli, Alfonso Consi glio, Mario Covone.
cat. Ragazzi, Allievi e Juniores: fasi provinciali o zonali ; fasi re gionali (facoltative). L'intero programma è stato approvato nell'ultima riunione del Consiglio Direttivo del CSI, tenutosi a Rocca di Papa il 4 novembre u.s.
CC.TT.PP. I Comitati che svolgono atti vità atletica sono tenuti ad in viare per la ratifica la compo sizione della propria Commis sione Tecnica Provinciale o Zo nale di Atletica Leggera. IL
PRESIDENTE
ALDO CAPPELLINI
COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE SCI E MONTAGNA COMUNICATO UFFICIALE N. 1 SALUTO La CTN nell'iniziare l'annuale attività invia ai Dirigenti, Atleti, appassionati il più caloroso saluto.
E' certa che l’attività che va ad iniziare darà un notevole in cremento alla disciplina della neve e contribuirà a quelle affermazioni che il CSI auspica e persegue in questo settore. E' certa di poter contare, co me per il passato, sulla più completa ed entusiastica collaborazione di quanti lavorano per le fortune maggiori dell'intero movimento sciistico.
ATTIVITÀ' 1966-67
IL PRESIDENTE
Anche quest'anno l'attività ago nistica si articolerà sul Campio nato Nazionale dei Campanili Al pini e sul Criterium Nazionale della Neve.
CARLO GOLGI
Di entrambe le manifestazioni
IL SEGRETARIO ANGELO RAINERI
Attività podistica :
verranno pubblicati quanto pri ma su Stadium i regolamenti completi. La CTN è sin d'ora a disposi zione per ulteriori informazioni.
ATTIVITA' IN GENERE La CTN invita tutti i Comitati a far conoscere iniziative, gare, programmi attuati in fase locale. Tutto il materiale che verrà raccolto contribuirà ad aumen tare i dati statistici sull'intera attività della neve.
CC.TT.PP. I Comitati che svolgono atti vità di Sci sono tenuti ad invia re per la ratifica la composizio ne della propria Commissione Tecnica Provinciale o Zonale di Sci e Montagna. IL SEGRETARIO
ALDO CAPPELLINI IL PRESIDENTE
ROMEO REMITTI
*
In questa rubrica ospiteremo le risposte delle C.T.N. ai vari quesiti e dubbi sulla interpretazione tecnica ed organizzativa dei regolamenti.
risponde la CTN Calcio Se un giocatore firma per la corrente
Possono partecipare al nostro Campio
stagione due tessere in favore del C.S.I.
nato Juniores
per società diverse, quali sono i provve
lati, oltre che con il C.S.I. anche con la
dimenti una
a cui
di
gara
perduta
la
va
incontro? Disputando
campionato
gara
alla
verrebbe
società
in
cui
ha
Da tenere presente che l’irregolarità emergerebbe presso^ il nostro Ufficio Tes seramento al momento in cui il giuocatore si tessera per la seconda volta. Ne consegue che non potrebbe prendere più parte a nostre gare perché verrebbe su bito squalificato fino al termine della stagione. Sappiamo
sono
state
Sì, effettuando una classifica generale per l’assegnazione dei premi ed una riser vata esclusivamente alle Unioni Sportive i di cui giocatori sono tesserati solamente al C.S.I, e non tenendo conto ai fini del punteggio, degli incontri disputati fra le società di Lega Giovanile aventi doppia affiliazione, con quelle del C.S.I. L'Unio ne Sportiva vincitrice di quest'ultima classifica avrà diritto di partecipare alle fasi successive.
modificate
Chiediamo
parte della Federazione le norme ri
guardanti Tali
che
Lega Giovanile?
data
giocato detto calciatore?
da
l'identificazione
dei
società e giocatori vinco
se
per
lievi » è consentita
giocatori.
campionato
modifiche sono osservate anche dal
C.S.I.
C.S.I?
e
di
categoria
la
la
la quale ci ha richiesto l’elenco di tutte le nostre Commissioni Calcio onde invi tare le Leghe Regionali Giovanili a no minare i rappresentanti federali. Ritenia mo quindi risolto il quesito. Vi
presentarsi un
delle disposizioni
all'arbitro
dirigente
che preci
accompagnate
responsabile
della
da
società.
Nell'eventualità che non vi fosse nessun dirigente
l'arbitro può
iniziare la gara?
Sì, il responsabile della società diviene il capitano della squadra. Naturalmente la Commissione Calcio ammonirà o multerà la società inadempiente.
a Al
partecipazione al
giuocatori
tesserali
contemporaneamente
alla
al
FIGC
Non
conosciamo
me inerenti
o L.G. per la stessa società.
e vi
SÌ ribadisce che in effetti la F.I.G.C. ha variato in parte le norme concernenti l'identificazione dei calciatori e tali nor me debbono essere osservate in tutte le catgorie federali. La Lega Giovanile, per quqest’anno, rispetta le vecchie norme e il C.S.I. ne ha seguito l’esempio anche perché molti Comitati già avevano iniziata l'attività ancor prima che venissero alla luce le nuove disposizioni. Quei Comitati che fruiscono di arbitri federali dovranno preventivamente preci sare agli stessi, al momento dell'invio dei referti, che il C.S.I. rispetta le norme dello scorso anno come la L. G.
sono
sano che le squadre calcistiche debbono
sono pareri
preghiaro
esattamente
le
nor
la ; sostituzione del portiere
molto contrastanti, vi
di fornirci chiarimenti.
Sì tenendo presente che detti giuoca tori non possono prendere parte al Cam pionato Nazionale Juniores.
Nell’elenco dei giuocatori deve figurare il portiere di riserva con il numero 12 e tale riserva può entrare in campo per sostituire il collega che deve uscire da! Malgrado ripetuti inviti da parte di " terreno di giuoco in qualsiasi momento questo Comitato sia la F.I.G.C. che la della gara. Il portiere n. 1 non può giuoAIA-SA non hanno nominato i loro rap care in altro ruolo, quindi cessa definiti presentanti in seno alla nostra Com vamente di prendere parte alla partita. missione Calcio. Come dobbiamo conte Nell'elenco delle riserve resta inteso nerci? che il n. 13, ad esempio, non può gio care da portiere e se nell'elenco stesso Espletate la vostra attività normalmen non dovesse figurare il n. 12 il portiere te. In questi giorni abbiamo avuto un in titolare non può essere sostituito dalle contro con la Presidenza della F.I.G.C. riserve.
abbonatevi a
HinORlOSO
Adesione annuale
L. 2.500
Adesione semestrale
L. 1.300
Ogni abbonato annuo a « il Vittorioso » riceverà un magnifico dono costituito da un volume gi gante, tipo strenna, dal titolo « PER CIELO E PER MARE », tutto a quattro colori, con gli eroi, le im prese, le glorie della nostra Marina e della nostra Aeronautica. Inviare le richieste a : AVE PERIODICI - Via Torre Rossa, 94 - Roma 6 - c. c. p. 1/22730.
>•
dai comitati : assemblee e premiazioni Palermo
Taranto
Come è ormai tradizione, si è svolta l’Annuale Assem blea del Centro Sportivo Italiano, in occasione della chiusura dell'anno sportivo 1965-66 e dell’apertura delle attività per il 1966-67. Ha aperto i lavori il Pre sidente del Comitato, dott. Gianfranco Provenzano che, dopo aver ringraziato tutti gli intervenuti (quest’anno si è avuta veramente una foltissima partecipazione di dirigenti, consulenti eccle siastici ed atleti) si è soffer mato sui veri valori della Società Sportiva veramente intesa come tale. La Socie tà Sportiva — ha detto tra l’altro — non ha come fine la creazione di campioni, ma quello di formare l’atleta af finché questi possa inserirsi nella Società con la piena consapevolezza delle proprie resonsabilità. A tal fine, ha invitato i dirigenti a seguire più da vicino i ragazzi, in modo da coordinare e dare una certa continuità alla no stra opera educativa. Subito dopo le brevi ma significative parole, il Presi dente ha ceduto la parola al Direttore Tecnico, Giulio La Manna, il quale relazionan do l’Assemblea sull’attività svolta dal Comitato, ha mes so bene in evidenza la scar sa partecipazione a quasi tutti gli sport, eccezion fat ta per il calcio. A tale pro posito, egli ha tenuto a pre cisare che se si vuole vera mente che tutti i ragazzi pratichino le varie discipline sportive, si deve far in modo di formare delle polisportive idonee a soddisfare le molte plici esigenze degli atleti. Concludendo, egli ha in vitato i presenti ad una più intensa e fattiva collabora zione nel Comitato, perché solo con la collaborazione re ciproca lo spirito ed il vessil lo del CSI potranno raggiun gere sempre mete più ambite. Dopo la relazione tecnica, si è proceduto alla premia zione delle varie attività sportive tra le quali: CAL CIO - Camp. Prov. Juniores, G.S. San Carlo di Termini Imerese; Coppa Disciplina, G.S. Conca d’Oro di Mon reale. Arcobaleno sport - G.S. Arsenal, C.C. Solarium. Tor neo estivo di Vicali - U.S. Gorettina. Torneo d’Apertura 1966-67 - G.S. Cruillas. Pallavolo - Camp. Prov. Ju., G.S. Audax (Campione Re gionale). TENNIS DA TA VOLO - Camp. Prov. Allie vi, Adelfio Lorenzo (G.S. Frassati); Juniores, Lannino Gaetano ((G.S. Frassati). Coppa «Sergio De Gregorio» (tipo coppa Davis) - Lannino-Cefalù (G.S. Frassati), La Manna-Sganga (Audax); La Manna II-Di Lorenzo (G.S. Audax). Il Campionato per Società, la terza Targa « Pippo Nasta », il premio più ambito, è stato vinto, per la terza volta, consecutiva dal G.S. Audax che con i suoi 1.749 punti ha distanziato di ben 789 punti la seconda classi ficata.
Nel salone della Parroc chia S.S. Crocifisso ha avu to luogo la cerimonia della premiazione dei Gruppi Spor tivi e degli atleti che han no preso parte alla nona edizione del « Trofeo del So le», manifestazione organiz zata dal Centro Sportivo Italiano di Taranto con la collaborazione dell’ufficio Diocesano Aspiranti. L’affermazione dell'Europa è parsa senza meno legitti ma; infatti è stato l’unico Gruppo Sportivo che abbia preso parte a tutte le sette competizioni programmate (atletica, calcio, pallacane stro, nuoto, pallavolo, patti naggio a rotelle e tennis da tavolo) dando un decisivo contributo alla piena riusci ta del trofeo. Il gruppo spor tivo vincitore ha conquista to complessivamente due vittorie (pattinaggio e nuo to), piazzandosi al secondo posto nella pallacanestro e nell’atletica leggera, al quar to nel calcio e al quinto nel la pallavolo. Il secondo po sto è andato alla « Giosuè Borsi » che ha sostanzial mente meritato la posizione d’onore. Assente in una sola disciplina — il pattinag gio — la « Borsi » si è fatta notare per vivacità e valore, riuscendo a conquistare po sizioni di avanguardia nelle varie pratiche, aggiudican dosi l’atletica e la pallavolo. Alle spalle della « Borsi » l’U.S.A.C., una formazione ancor fresca che ha ottenu to un rendimento sufficien te cedendo la piazza d’onore ai diretti rivali dopo aver coraggiosamente lottato per conquistarla. L’Excelsior si è classificata al quarto posto per aver preso parte a sole poche discipline, precedendo in tal modo la Virtus, l’Apulia, i Delfini e la Stella Az zurra. Tutte le gare si sono svolte all'insegna del più ge nuino agonismo, raggiungen do in alcune fasi momenti di particolare suggestività. Nel corso della premiazio ne sono state consegnate coppe, targhe, medaglie e diplomi, accompagnati an che da numerosissimi premi consistenti in capi di equi paggiamento sportivo, che hanno suscitato grande sod disfazione da parte di tutti gli atleti e dirigenti. Classifica finale: 1) Euro pa p. 979,07; 2) S. G. Borsi p. 891,43; 3) Usac p. 662,87; 4) Excelsior p. 486,67; 5) Virtus p. 333,34; 6) Apulla p. 295,26; 7) Delfini p. 165,72; 8) Stella Azzurra p. 85,72. LUCIANO FISCHETTI
Udine L’annata sportiva 1965-66 si è conclusa da poco ed ora si traggono le somme di ciò ch’è stato fatto. Il C.S.I. di Udine ha disposto affinché le società e gli atleti mag giormente distintisi nel cor so dell’attività sportiva 6566 siano premiati il prossi-
mo 29 novembre presso la sede del comitato provinciale. La premiazione si svolgerà alla presenza delle Autorità ed interesserà tutte le socie tà affiliate al CSI. Saranno premiate società ed atleti del calcio, dell’atle tica, dello sci, del tennis da tavolo, della pallacanestro e della pallavolo. Le società che saranno premiate sono le seguenti: I.F.O., CSI Tarcento, Buttrio, Pro Fagagna, Feletto, Per colo, Sangiorgina, I.Mortegliano, Ricreatorio F.U., Buiese, Velox Paularo, Ovaro, Ardita, Rigolato, Enal Ammi, Pontebba, Reai Im ponzo, Arta, Codroipo, A.P. Mortegliano, San Giacomo, CSI Friuli Salt, PAV Udine, Kennedy Adegliacco e diver si atleti con particolare ri ferimento all’atletica leggera e al tennis da tavolo.
Orte Come negli anni prece denti, si è svolta ad Orte la premiazione dei vincitori di tutti i Campionati orga nizzati dal Comitato Zonale del C.S.I. Alla manifestazio ne hanno preso parte S.E. il Vescovo di Orte, Civitacastellana e Gallese Mons. Ro berto Massimiliani, il Presi dente Regionale C.S.I. Luigi Lombardi e il Consigliere Nazionale Mario Imperia. All’inizio il V. Presidente Zonale Carlo Rossetti ha fatto un consuntivo delle ga re sportive svoltesi nello scorso anno sociale poi il Presidente Zonale Massimo Cardarelli, dopo aver parlato brevemente sul futuro pro gramma di attività ha porto la parola a S.E. il Vescovo. Mons. Roberto Massimilia ni, dopo aver espresso la sua felicità di ritrovarsi tra tanti giovani così pieni d'en tusiasmo, ha rivolto agli atleti ed ai Dirigenti delle società paterne considera zioni illuminandoli sopratut to sui fini fondamentali del C.S.I. E’ stata la volta, poi, del Cav. Mario Imperia che, con la sua calda parola, ha sa puto delineare, attraverso chiari consigli e suggerimen ti, la valida figura dell’atle ta C.S.I. Prima della premiazione ha preso la parola il Presi dente Regionale Luigi Lom bardi congratulandosi con il Comitato Zonale di Orte per il crescente sviluppo d’atti vità di cui lo stesso ha da to prova nel passato anno sociale. Numerosi i premiati, tra i quali l’U.S. S. Liberato per il Camp. Zon. Juniores di Calcio, il G.S. Don Bosco per il Camp. Zon. Juniores di Pallavolo, gli atleti dell’U.S. Orte Scalo Madonna e Covarello rispettivamente per il Tennis da Tavolo e Tennis ed il G.S. Vasanello per la migliore disciplina manife stata sui campi di gara. MASSIMO CARDARELLI
Fano Si è svolta a Fano, presse la Sala Masettl dell’Istltutc Don Gentili, l’annuale pre miazione degli atleti e del le squadre tesserati al CSI per l’anno sportivo 1965-66. Erano presenti le massime autorità Ecclesiastiche, e dopo il discorso del Presi dente del C.S.I. Dottor Ga stone Mazzanti, ha preso la parola S.E. Monsignor Mic ci, Amministratore Apostoli co per la Città di Fano, il quale ha sottolineato il suo pieno interessamento per nuovi impianti sportivi per i giovani atleti fanesi, e si è congratulato con il Presi dente Dottor Gastone Maz zanti per le attività svolte nell’anno passato. Una folla giovanile e stra bocchevole ha fatto degna cornice a questa bellissima e riuscitissima manifestazione, terminata infine con il Film « Le Olimpiadi di Tokio ». Fra gli altri sono stati premiati: TENNIS DA TAVOLO - Cate goria «Allievi»: 1. Letizi Ga briele (U.S. Juventlna). Cate goria «Juniores»: 1. Polverarl Lucio (U.S. Ardor). Categoria « Seniores »: 1 Paganuccl Fran cesco (U.S. Juventlna). Torneo per Squadre: 1 U.S. Ardor «B» (Pezzolesi Giorgio - Volpini Va lerio). PALLAVOLO - Categoria « Al lievi»: 1. U.S. Fulgor. Catego ria «Juniores»: 1. U.S. Juven tlna. ATLETICA - Za 2a Traversata notturna della Città di Fano Categ. «Giovanissimi»: 1. U.S. Virtus. Categoria «Adulti»: 1. U.S. Ardor. Giornata dell’Atletica - Categoria « Giova nissimi»: m. 80 1. Caminetti Corrado (U.S. Virtus); m. 400 1. Plerleonl Omar (Ù.S. Metauro); 4x100 1. U.S. Virtus (Caminetti. Glacomlnl, F.lll Mascarucclj; Peso 1. Rocchetti Loris (U.S. Metauro); Salto in alto 1. Mascaruccl Alberto (U.S. Virtus); Salto in lungo 1. Ma scaruccl Alberto (U.S. Virtus). Categoria «Allievi»: m. 100 I. Frezza Paolo (U.S. Leone); me tri 400 1. Tinti Graziano (U.S. Leone); m. 800 1. Tinti Gra ziano (U.S. Leone); 110 Osta coli 1. Plerslmonl Sauro (U.S. Metauro); 4x100 1. U.S. VIRUS (Caverai. Claccl, Muratori, Ra schia); Disco 1. Antlnori Fran cesco (U.S. Virtus); Peso 1. Antlnorl Francesco (U.S. Virtus); Alto 1. De Angells Giulio (U.S. Ardor); Lungo 1. Baldelll Giu liano (U.S. Virtus). Categoria «Juniores»: m. 100 1. Panfili Luciano (U.S. Leone); m. 400 l. Panfili Luciano (U.S. Leone); m. 1.500 1. Ciani Normatc (U.S. Metauro); 4x100 1. U.S. Leone (Berardl, De Angells. Nardinl, Panfili)- Peso 1. Grilli Giulia no (U.S. Ardor); Alto 1. Grilli Giuliano (U.S. Ardor); Lungo 1. Bartoluccl Sandro (U.S. Me tauro ). Classifica Unioni Sportive per la «Giornata delI’AMotica »: 1. U.S. Leone, 2. U.S. Virtus. 3. U.S. Metauro. CALCIO - Torneo « ROIPMO Romano » : 1. U.S. Arder. » orneo «Juniores»: 1. U.S. Ardor. La Coppa Disciplina viene asse gnata ali'U.S. Delfino. To’™0 «Arcobaleno Sport»: 1. u.a. Delfino. La Coppa viene assegnata ali’U.S. Fulgor.
i
[ !
J
*e : lo abbiamo domandato ad alcuni convegnisti
Alcuni dirigenti discutono amichevolmente durante gli intervalli, tra un impegno e l’altro del convegno.
Interessante anche la risposta di Giuseppe PASQUAR.ELLI — presidente di comitato — che, facendo notare le dlifficoltà del colloquio con 1 giovani, ha voluto far pre sente che talora più della solita riunione risulta efficace um’azione sul plano personale con ogni giovane singolar mente preso. Anche questo può contribuire al passaggio tanto auspi cato dalla realtà « squadra » alla realtà « società sportiva ». M tal proposito è stata rivolta ad alcuni partecipanti ai Convegno la seguente domanda: « Pensando alle società e alle "squadre" del tuo co mitato, come vedi possibile determinare un orienta mento verso la "comunità sportiva" come presentata nel Convegno? ». Il salernitano Costantino PACILEO — segretario del Comitato Provinciale — suggerisce di potenziare e di se guire alcune società « guida » che possano essere comunità sjportive veramente vive e vitali, così da influenzare anche lee altre che si mantengono ancora al livello di « squadre ». l’esperienza delle prime potrà essere di stimolo e fornire lutili indicazioni. Naturalmente per arrivare a questo occorre tutta una «: politica di amicizia» da parte del Comitato nei confronti dlelle società, in modo da favorire quanto più possibile il passaggio delle idee e la conseguente attuazione. Per questo otccorre preparazione e maturità da parte degli stessi dirligentl di Comitato (come auspica Sandro PALUMBO, altro presidente di Comitato, che fra l’altro evidenzia il con tributo che il consulente, sia di comitato che di gruppo. p«uò dare alla risoluzione o almeno all'avvio della cosa). Per Saverio GAUDIO, poi, che riferisce l’esperienza dlel suo Comitato, di cui è vice-presidente, è essenziale dare luna « vita » alle nostre società attraverso la partecipazione aittlva e generosa di tutti 1 membri della comunità sportliva, in modo da suscitare esperienze sempre nuove ed imteressantl. In tal modo lo stesso momento aognistico può dlivenlre di completamento alla formazione del singolo e dii sensibilizzazione al « senso degli altri », più volte rlbadllto in una relazione del Convegno. i
I convegnisti hanno partecipato attivamente e in tensamente ai lavori del Convegno. E d'altra parte esso era impostato in modo da offrire la massima possibilità di contributo e di intervento diretto ai partecipanti. II lavoro dei Gruppi di Studio è stato in tal senso rivelatore di una profonda volontà di partecipazione e di una seria preparazione da parte di tutti gli inter venuti. Anche questo è indice di maturità dell’organiz zazione e dì senso di responsabilità dei dirigenti. A conclusione della nostra carrellata sul Convegno, pubblichiamo la sintesi del lavoro dei gruppi, così come è stata presentata all’Assemblea dal vicepresidente Na zionale Umberto Amadigi, dopo aver letto e concordato le varie relazioni presentate dai capi-gruppo.
PRIMA GIORNATA
il ruolo della società sportiva del CSI nel disegno pastorale PRIMA DOMANDA - Cosa significa per noi dire che la pastorale è opera di tutta la Chiesa? E in che senso si deve parlare di pastorale nuova: si tratta di una « tecnica », o di una « pro spettiva » nuova? Cosa c’è da « cambiare » nella nostra mentalità?
Il Concilio ha aperto ve ramente una nuova prospet tiva sotto l’aspetto pastora le, in particolare per la ri scoperta del ruolo dei laici nella Chiesa per cui essi oggi si sentono Chiesa, in ogni loro espressione. Questa pastorale nuova trova il suo punto cardine nel modo rinnovato di porsi della Chiesa di fronte al mondo, soprattutto in ordi ne a quella accoglienza di valori naturali che forse era stata un po’ dimenticata negli ultimi secoli. In questa dimensione di nuova pastorale si riscopre la responsabilità di tutti. Quindi pastorale come azio ne di tutta la Chiesa, preti e laici, ognuno impegnato secondo la sua funzione. E pastorale nuova perché sia mo di fronte ad una realtà nuova, perché si è operata una riscoperta della solida rietà umana e cristiana, che trova il suo fondamento nel la rinnovata coscienza del dogma del Corpo Mistico di Cristo. H cambiamento di menta lità interessa tutto il popo lo cristiano, preti e laici. I sacerdoti non si devono ri tenere gli unici responsabili della pastorale della Chiesa; i laici devono crescere nel senso di responsabilità e de vono assumere una maggio re disponibilità nell’impegnarsi. E’ stata sottolineata anche l’esigenza di un aggiorna mento che però recuperi tutto quanto è recuperabile del passato, cioè che si ra dichi nel senso più genuino della tradizione. E’ stato messo in evidenza come an cora nel CSI ci siano laici che ritengano opera esclusi va del Consulente ecclesia stico parlare in un certo mo do agli atleti del CSI, cosi pure come ci siano dei con sulenti più ricchi di pater-
nalismo che di attenzione educativa... Sottolineata inol tre l’esigenza di meditare le prospettive conciliari anche nelle assemblee provinciali del CSI, cosi pure che nel seno delle nostre società sportive si faccia riferimen to alle relazioni di questo Convegno e si dia vita ad ampi dibattiti. In ultimo si è messo l’ac cento su alcuni ostacoli da superare e impegni da as solvere: 1) molti sacerdoti guardano ancora con una certa diffidenza ai laici; 2) v’è carenza di consulenti ec clesiastici; 3) intervenire più decisamente nei seminari, proponendo una pastorale del turismo e dello sport, del tempo libero in genere, so prattutto tenendo conto del le scuole di pastorale che già sorgono in molte diocesi, in molte regioni, di modo che questa dimensione pa storale non sia sconosciuta, ma sia adeguatamente pre sentata; 4) il CSI è da anni al servizio della parrocchia, però si deve inserire nel pia no pastorale del parroco adeguandovi i suoi metodi, la sua presenza. SECONDA DOMANDA Quali sono i criteri e le con dizioni per cui oggi il CSI, come istituzione temporale cristiana a carattere educa tivo, può dirsi in sintonia con il Concilio Vaticano II? Rilevare le sfasature, pro porre esperienze in questo senso.
In certo senso il CSI può ritenersi un precursore della nuova pastorale emersa dal Concilio Vaticano II; il CSI da tempo si è mosso sulla linea del Vaticano II. Tutti i gruppi sono d’accordo su questo. Il CSI è da considerare fondamentalmente una isti tuzione al servizio del gio vani, con la finalità della educazione sportiva integra ta dalla formazione morale il cui fondamento è la con cezione cristiana alla quale ci ispiriamo. Il CSI serve 1 giovani non in concorrenza con le organizzazioni simi lari, ma avendo un suo pro-
gruppi di studio hanno lavorato I
COSI prio spazio, precisato soprat tutto dalla sua finalità mo rale. Alcuni hanno sottolineato l’importanza che le società diventino sempre più delle comunità; quindi il recupe ro di questo aspetto comu nitario, non solo, come si può pensare, dal punto di vista soprannaturale, ma so prattutto e innanzitutto dal punto di vista naturale, del la solidarietà, del significato del vivere insieme, del dono reciproco di una presenza nel gruppo. Il CSI, è stato anche pre cisato, è in sintonia col Va ticano II, solo se si inserisce nel piano pastorale, organico di una parrocchia e di una diocesi, facendo bene la sua parte, e non volendo fare tutto, quindi con il dovuto senso del limite e con i ne cessari collegamenti e colla borazioni. Le sfasature attuali delle società sportive sono state indicate nella strumentaliz zazione a fini religiosi; nel la mancanza di struttura as sociativa, nel senso che non c’è una vita sociale, proprio dal punto di vista di corre sponsabilità degli iscritti; poca autonomia di movi mento dei laici che sono as sociati per questa azione sportiva e di educazione; il pericolo del tecnicismo; la tendenza a fare soltanto at tività agonistica; qualche deviazione trionfalistica, nel senso che soltanto il nostro sport sia vero; una cer ta mancanza di coordinamento del clero; una tendenza, anche, ad un certo Isolamento rispetto alle altre istituzioni.
TERZA DOMANDA - Che significato ha per noi la espressione: «D C.S.I. deve avere una classe dirigente fatta di laici dalla fede adulta e dalla grande sensi bilità educativa?» A che pun to è la nostra organizzazio ne in questo senso? Come far evolvere la situazione?
Concordanza generale in ordine a questa affermazio ne: il dirigente del Centro Sportivo Italiano dev’essere un educatore al servizio dei giovani, rispettoso della loro libertà e della loro persona lità. Si è notato che oggi manca questo tipo di educa tore; ce ne sono, ma sono pochi e si è anche notato che le idee pedagogiche, quelle di cui si parla anche in que sti giorni, circolano piutto sto lentamente. Si è quindi concluso che occorre insiste re nella formazione dei diri genti educatori. Perché si possano prepa rare dei dirigenti seri e con vinti occorre che le nostre scuole di formazione si preoccupino di far crescere in queste persone la loro co scienza di laici nella Chiesa, di sviluppare la loro sensi bilità educativa, infine che abbiano e siano coltivati nella loro competenza tecni ca. Queste tre dimensioni debbono essere compresenti nella linea di formazione dei nostri dirigenti. In partico lare si è sottolineata l'im portanza dell’allenatore, del ruolo che egli gioca nella squadra e in generale nella società sportiva. Forse noi ci dimentichiamo a volte della grande importanza che que sto personaggio ha nelle no stre società sportive. Non bi sogna solo considerarlo un puro presentatore di movi menti tecnicamente perfet ti: l’allenatore è forse l’edu catore più impegnato. In ordine a quanto si è fatto e a quanto si vuol fa re per la preparazione dei dirigenti, si ammette il lavo ro fatto ma si afferma che occorre continuare e fare di più. Incrementare i corsi, soprattutto pianificare e pro grammare il modo d’incontro con i dirigenti, che non sia lasciato solamente al caso. E’ stato anche chiesto che siano preparati sussidi ade guati (c’è stata al riguardo una comunicazione) per di rigenti di società. Non dei trattati, ma sussidi semplici, di facile utilizzazzione.
ì :■: ii ? . i
IL ,C4h’>A‘i’
I È ’!**
s*1 </> L
X !
1 ri
|f* ■ QUARTA DOMANDA Una volta precisate la natu ra e le finalità del C.S.I., quale pastorale è preferibile per noi: quella del contr’altare? Quella del nucleo for mato che dialoga e si inse risce in altri gruppi? Quel la dell’influsso dall’esterno? E in che senso e in che mi sura in questa azione pasto rale occorre collaborare con altre istituzioni educative?
/
Tutti si sono pronunciati contro la prima prospettiva; un gruppo ha detto che a volte il controaltare c’è stato. Tutti hanno detto che la pastorale che noi dob biamo preferire è quella del gruppo formato che dia loga, che s’inserisce con altri gruppi. Poi si è pre cisato che il CSI deve es sere aperto a tutti coloro che ne condividono la qua lificazione. Non si chiede a nessuno, in modo priorita rio, che tessera abbia in ta sca, ma si chiede a chi vie ne nelle nostre società spor tive che sia una persona se ria e che desideri praticare lo sport in modo serio. Si è anche detto che il CSI per fare questo deve cercare sempre di conseguire questi due scopi complemen tari: mai abdicare alla pro pria ispirazione precisa fon damentale (il che non si gnifica che si debba fare l’e same di catechismo ad ogni persona che voglia iscriversi nelle nostre società sporti ve) ; e poi curare la perfezio ne tecnica. Le due cose non vanno disgiunte. Infine è stata sottolineata la necessità di tenere 1 rap porti con le altre istituzioni educative proprio perché la società sportiva, per la sua natura, non può e non deve fare tutto; deve poter fare innanzitutto quello che è chiamata a fare, quindi ve nire incontro alla esigenza dei giovani di fare sport, in collegamento con altre orga nizzazioni educative. Cosi che il ragazzo non pensi che lo sport esaurisca tutti i suoi interessi.
SECONDA GIORNATA
la società sportiva del CSI al servizio dei giovani PRIMA DOMANDA Rilevare le « cause speci fiche » per cui ci accor giamo di certe storture educative («zone d’om bra ») nella nostra orga nizzazione. Evidenziare non le sole « cause » strut turali, organizzative, edu cative, ma anche un tipo di « mentalità » che non è più in linea con i tem pi conciliari in cui vivia mo. Sono state evidenziate pa recchie zone d’ombra: — difficoltà a seguire da vicino le società perché sono mol te e sono distanti; — con duzione strumentalistica del lo sport; — scarsa vitalità associativa, cioè si fa solo attività agonistica; — molte società sono promosse e por tate avanti soltanto da sa cerdoti e in molti casi si tratta di difetto di mentalità piuttosto che di uomini e di mezzi; — esiste una scar sa attenzione educativa in molti consulenti e in alcuni è presente una erronea men talità circa l’attività religio sa quasi dovesse appiccicarsi allo sport e non invece ani mare dall’interno Io sport. Alcuni hanno parlato del la difficoltà di quelle socie tà che raccolgono giovani da più parrocchie; ciò però non deve far ricadere nell’erro re di concepire la società sportiva come strettamente territoriale: la società deve essere il meno possibile le gata a confini di carattere territoriale. Viene di nuovo denuncia ta la scarsa presenza di edu catori dirigenti, poco pre parati anche pedagogicamen te; molti di loro non sanno rispettare la libertà del ra gazzo e i suoi interessi. Si rileva anche una scarsa at tenzione nell’orientare il ragazzo ad uno sport: bi sogna che aiutiamo i ragaz zi a scegliere una discipli na sportiva, senza forzarlo verso la disciplina da noi preferita o di nostro inte resse. Denunciata altresì la chiu sura delle società nei con fronti di altre società e de gli altri giovani che non fan parte della società. Si rileva anche un man cato inserimento di forze giovani nei quadri dirigenti: si ruota attorno ad una per sona sola. Le leve anziane non pensano sufficientemen te alla formazione del sosti tuti. Viene pure sottolinea ta la mancanza di intesa tra dirigenti e consulenti; di so lito il dirigente tende ad oc cuparsi solamente della par te agonistica, mentre il con sulente tende ad occuparsi solamente della parte forma tiva, contrapponendo le due parti che invece debbono es sere integrate. Sottolineati ancora i rapporti, non mol-
to chiari in alcuni casi, tra Gioventù Cattolica e CSI, e si auspica che si riscopra re ciprocamente l’equilibrio del le funzioni e delle rispettive finalità. Ancora, si fa pre sente l’incomprensione del la metodologia operativa tra il vertice e la base: il Centro Nazionale deve cercare di svolgere un lavoro che sia più rispettoso possibile del le esigenze della periferia e dei tempi di maturazione dei nostri dirigenti periferici. Un gruppo ha fatto notare che all'interno degli oratori certe società vivono da pa rassite, senza porsi proble mi di reclutamento o di svi luppo, quando invece queste società, pur inquadrandosi nell’oratorio, dovrebbero ave re una propria autonomia e una propria presenza spe cifica, una positività di pre senza. Alcune esortazioni. Biso gna che cambiamo mentali tà, che diamo più spazio per affrontare i problemi forma tivi, per esempio incarican do un membro della presi denza del Comitato o della società che curi in partico lare queste cose. La società sportiva inoltre deve essere aperta a tutti, senza discri minazioni di sorta, deve es sere democraticamente im postata e il suo spirito co munitario deve essere uno spirito autenticamente spor tivo. Prendere il meglio del lo spirito sportivo perché possa produrre una vera vita comunitaria. I Comitati si devono trasformare da orga nismi burocratici in equipe di educatori, in gruppi di persone che dominano la si tuazione e che pur facendo tutto quanto debbono fare per l’attività agonistica, non dimenticano tutto il resto.
SECONDA DOMANDA In che modo una Società Sportiva del.CSI può fa vorire in quanto « grup po » e in quanto « gruppo sportivo » la maturazione dei nostri giovani? Rile vare le carenze di vita comunitaria delle nostre Società Sportive e pro porre idee, indicazioni ed esperienze perché tale vita comunitaria sia un dato di fatto. Viene raccomandato che i consulenti siano ben prepa rati nella conoscenza delle idee educative e capaci di trasmetterle. Sfruttare tutte le occasio ni di amicizia perché 1 ra gazzi si incontrino anche al di fuori dell’attività agoni stica. Tenere contatti con le fa miglie, perché molti ragazzi sono ostacolati dai loro ge nitori: una volta che ! ge nitori siano informati da noi
sugli scopi educativi della attività sportiva diventano i nostri migliori collaboratori. Occorre far in modo che tutti siano responsabili nella vita della società sportiva. Anche l’atleta deve essere cointeressato alla vita della società, che non è solamente attività agonistica. Che la vita della società sportiva non si identifichi nella vita di una squadra: la vita di società diventa povera se si identifica con quella della squadra di cal cio. Occorre quindi prepa rare 1 dirigenti di società ad una formazione comunitaria dei giovani.
TERZA DOMANDA Una volta che tale vita comunitaria sia stata in staurata, in che modo concreto la vita della So cietà Sportiva del CSI può diventare una « pro posta in atto » per matu rare cristianamente 1 no stri giovani: aspetto interno: — catechesi in funzio ne dell’animazione del valore sport e della vita in genere; — colloqui personali;
— preghiera comunita ria; — liturgia e vita spor tiva;
aspetto esterno: — dialogo con gli altri a livello individuale; — dialogo con gli altri gruppi sportivi e con il mondo dello sport in ge nere. E’ stato rilevato: resisten za del dialogo individuale, da persona a persona; la ne cessità di una catechesi per una revisione di vita; la pre ghiera comunitaria e litur gica come termini di com pletamento di una comuni tà già formata. Al riguardo in alcune società s’è fatta la esperienza della messa so ciale e di veglie bibliche, con buoni risultati. Viene raccomandato di dialogare con l’esterno, an che se è difficile dialogare con 11 mondo sportivo in ge nere. Nel caso In cui la proposta di cui parlava la domanda non esista ancora in atto è meglio maturare gli even ti e attendere 1 tempi: oc corre essere graduali. Ancora una volta viene sottolineata infine la neces sità di avere dirigenti pre parati. capaci di instaurare un rapporto di amicizia con il mondo giovanile.
I
! :
__
z •
Fig. 1
respirazione e rotazione del corpo Fig. 2
à bbiamo visto come si Za può inserire la respirax zione nel movimento coordinato degli arti supe riori con azione propulsiva . successiva. SI è anche det to che la inspirazione in fluisce direttamente sulla stabilità del corpo in ac qua. Esaminiamo ora l'effetto della respirazione sulla sta bilità del corpo in acqua a seconda del modo in cui viene inserita la inspirazio ne, prendendo in esame 1 due casi opposti: inspirazio ne eseguita durante la fa se propulsiva deH’arto su periore dalia cui parte gira il capo; inspirazione ese guita durante la fase di ri porto dell’arto superiore dal la cui parte gira il capo. La stabilità del corpo in acqua presenta, a seconda dei casi, aspetti positivi e negativi. Gli aspetti posi tivi li abbiamo già esami nati una prima volta sul n. 13 di Stadium e li pos siamo sintetizzare nella mi gliore penetrazione del cor po in acqua, gli aspetti ne gativi riguardano invece la difficoltà di dover fare i mo vimenti di rotazione del ca po e di riporto degli arti superiori ai limiti, o quasi, della mobilità articolare.
INSPIRAZIONE ESEGUITA DURANTE LA FASE PROPULSIVA DELL'ARTO SUPERIORE DALLA CUI PARTE GIRA IL CAPO
Se la inspirazione viene eseguita durante l’azione propulsiva dell’arto superio re dalla cui parte gira il capo (fig. 1) si obbliga il nuotatore a fare la rota zione’ del capo sino al li miti articolari. Non tutti con la sola rotazione del capo riescono a fare emergere la bocca. Quelli che non vi riescono sono costretti a ruotare sul fianco affondan do la spalla opposta alla parte dove gira 11 capo. Il
12
_ __
nuotatore, in questo modo, si trova a dover far pas sare ancor più per dietro il riporto dell’arto opposto (fig. 2) per evitare che toc chi l'acqua e crei un freno al riporto ed all’avanza mento. La rotazione sul fianco facendo emergere la spalla dell’arto in propulsione, ne diminuisce l’efficacia ( aumento di b2). Si perde inoltre la stabilità del corpo alla quale si tendeva. L’ostacolo si può in parte aggirare facendo la rota zione con una piccola fles sione del capo indietro, ma questo spesso comporta lo affondamento dei fianchi od una lieve flessione del corpo dietro. Con l'aumento della velo cità queste caratteristiche negative vengono attenuate perché il nuotatore può re spirare nel vuoto che si crea dietro l’onda che si forma ai lati del corpo. Que sta soluzione permette le inspirazioni mediante rota zioni del capo più corte. Con questo tipo di posi zione del corpo e movimen to propulsivo degli arti su periori rimane di una certa grandezza la distanza « c » che obbliga a* lavorare con il braccio di leva « b 1 ». Il braccio di leva produce uno spostamento laterale del punto di applicazione della forza ai fini della propul sione, provocando continui sbandamenti del nuotatore a destra ed a sinistra (vedi Stadium n. 23). Si ha quin di una azione frenante do vuta agli sbandamenti ed una perdita di lavoro che viene usato per fare sban dare il corpo e non per farlo avanzare. Dalle considerazioni so pra esposte si può osserva re che il vantaggio di ave re il corpo in acqua in po sizione prona stabile pro voca altri fattori negativi che a seconda delle carat teristiche del nuotatore pos sono influenzare più o me no negativamente la sua nuotata, impedendogli di raggiungere il migliore ren dimento natatorio.
INSPIRAZIONE ESEGUITA DURANTE LA FASE DI RIPORTO DELL ARTO SUPERIORE DALLA CUI PARTE GIRA IL CAPO Se l’inspirazione viene eseguita durante la prima parte (due terzi circa, Stadium n. 35) della fase di riporto dalla cui parte gira il capo (flg. 3) il nuotatore non è più obbligato a fare la rotazione del capo o la fase di riporto dell'arto su periore ai limiti della mo bilità articolare, rischiando di cadere nella rigidità, poi ché si può aiutare, con in dubbi vantaggi, con una pic cola rotazione del corpo. La rotazione permette una più facile emersione della boc ca senza fare emergere la spalla dell'arto in fase pro pulsiva, mentre l’arto in fa se di riporto si trova fa cilitato nel movimento per ché la spalla emerge di quel tanto che gli permet te di agire con sveltezza e morbidezza. La rotazione dei corpo lateralmente permette inoltre di evitare la flessio ne del capo dietro. Il cor po, cosi, ha la possibilità di rimanere con il capo par zialmente immerso nella po sizione più idrodinamica of frendo la minore resistenza all'avanzamento. La breve rotazione del corpo permet te la riduzione della distanza « c » (figure 1 e 3) e la eliminazione del braccio di leva « b », di conseguenza non si hanno più gli spo stamenti laterali del corpo, l'azione frenante e la per dita di lavoro, che viene, almeno sotto questo aspet to, tutto utilizzato al fini propulsivi. Dalle considerazioni sopra esposte si può constatare co me la perdita del vantag gio di avere il corpo nella posizione stabile di galleg giamento prono sia sostitui to da altri fattori positivi. Comunque non si può dire con certezza se sia meglio ricercare la stabilità o la ro tazione del corpo in acqua,
Fig. 3
/
Fig. 4
poiché non si hanno dati probanti che possano dare una esauriente risposta al rapporto fra 1 vantaggi che si hanno con la stabili tà del corpo in acqua e quelli che si hanno con le rotazione. Una risposta vi è stata e la si può avere osservando i migliori nuotatori che, nel la maggior parte, eseguono una rotazione del corpo, che varia da individuo ad indi viduo, e che è tanto mag giore quanto più lenta è la nuotata. Questa osservazione do vrebbe dimostrare che una
minima rotazione porta dei vantaggi ai fini della velo cità pura, mentre nelle di stanze più lunghe, dove la velocità è di molto inferio re e la rotazione del corpo avviene più lentamente, si ha una minore influenza ne gativa per la perdita delia stabilità e quindi alcuni nuotatori ne approfittano per assecondare meglio le possibilità individuali. E’ op portuno dire, però, che tale risposta, data osservando i migliori nuotatori, non si deve considerare oggettiva mente valida in quanto se prendiamo in esame il mo do di nuotare dei migliori nuotatori di alcuni anni fa avvalleremmo come pregi al cune caratteristiche tecni che che oggi consideriamo errate. Le osservazioni sulla tecnica natatoria dei mi gliori atleti può solo con sentire delle osservazioni sulla evoluzione della nuo tata senza permettere cate goriche affermazioni di mo vimenti esatti od errati, in quanto il continuo progre _____ _______________■ i dire degli allenamenti per mette agli atleti di avere a disposizione una maggiore n questa puntata ini quantità di forza, potenza e zieremo la spiegazione resistenza che spesso si tra in tutti i suoi particolari ducono in variazioni tecni dei diversi tipi di stop per che della nuotata, e quindi quello che si considera esat arrestare correttamente la to oggi può risultare erra palla. E’ naturale che l’al to domani. Da qui la ne lievo dovrà iniziare dai cessità di assecondare i nuo più semplici per arrivare tatori nella loro evoluzione gradatamente ai più diffi tecnico-stilistica per evitare cili. Un ottimo calciatore di frenare con insegnamen ti categorici il continuo pro deve sapere stoppare la gredire. palla con ambo i piedi e Dalla figura 4, raffiguran con tutte le sue parti, e te un nuotatore che esegue cioè, d’interno, di collo, di la rotazione del corpo di no esterno, ecc., senza dimen tevole ampiezza, notiamo ticare che non solamente che, se esegue la medesima si arresta la palla con i flesso-distensione dell’arto superiore in fase propulsiva piedi, ma bensì, anche con dei nuotatori in flg. 1 e 2, altre parti del corpo che sì forma il braccio di leva andremo a spiegare nei « b 4 » che agisce opposto a suoi particolari dettagli « b 1 », ma che causa le stes nelle prossime puntate. se conseguenze. Il braccio di leva « b » può essere ridotto Cosa importantissima e od annullato diminuendo la vorrei dire la base prin flesso-distensione e spostan cipale, è che il calciatore do in fuori il movimento conosca in pratica tutti 1 « b 5 » e « b 6 ». modi per stoppare la sfe Questo tipo di bracciata ra nel miglior modo possi (b5 e b 6) può risultare bile e pronta per ogni molto utile a quei nuota evenienza. Eseguendo que tori che non riescono a svi luppare il loro migliore ren sti specifici esercizi con dimento con la flesso-disten padronanza assoluta, so sione di una certa entità, lamente con questo grado mentre ottengono migliori di preparazione l’allievo risultati propulsivi con la non sarà mai in difficoltà, flesso-distensione appena ac ne in gara, ne in stretto cennata. contatto di marcatura con Da quanto detto possia qualsiasi avversario. mo concludere che la inspi razione eseguita durante la fase di riporto deH'arto su periore dalla cui parte gira STOP CON L'INTERNO il capo, oltre a permettere la inspirazione con il corpo DEL PIEDE SIA DI DESTRO in posizione prona stabile, CHE DI SINISTRO facilita l’emersione della bocca, la propulsione ed il Per l’insegnamento del riporto degli arti superiori più semplice stop, ossia se si esegue la rotazione con l’interno del piede, sia del corpo lungo l’asse lon di destro che di sinistro gitudinale. Questa maggio (foto 1 e 2), l’allievo do re mobilità si tramuta in vrà concentrarsi al massi una maggiore velocità ed economicità della nuotata. mo per la posizione esatta La migliore mobilità ed del corpo e per il giusto economicità della nuotata equilibrio. permettono inoltre il pas Questo tipo di arresto saggio all’azione propulsiva di interno destro e di si degli arti superiori parzial nistro, dovrà essere ese mente contemporanea. guito in pratica come inDOMENICO MAIELLO
1
i vari “stop 59 per fermare la palla
I
w Foto 1: stop eseguito l'interno destro.
sulla gamba sinistra che deve essere leggermente flessa onde consentire al corpo stesso una scioltez za indispensabile per con trollare la sfera, inoltre il pallone deve essere fer mato con la parte centra le dell’interno del piede per poter contrapporre al la palla la maggiore su perficie possibile, tenendo ben presente che il piede che stoppa la palla va leg germente alzato ed aperto di circa 90 gradi rispetto al sinistro che rimane in appoggio. Inoltre si raccomanda la massima attenzione per la posizione del corpo che deve essere naturalmente flessa in avanti. Lo stop interno sinistro rimane tutto invariato ad ecce zione del piede che com pie lo stop, quindi in que sto caso nel secondo eser cizio sarà la gamba destra il punto d’appoggio e la sinistra compirà l’arresto della sfera.
i
I
| I
I
STOP ED AGGANCIAMENTO AL VOLO DI COLLO PIEDE
.J Foto 2: stop eseguito con l'interno sinistro. dicato nelle fotografie, tenendo ben presente que sti precisi dati tecnici: al momento di effettuare lo arresto della sfera con l'interno destro del piede, il peso e l'equilibrio del corpo viene esercitato
Con la fotografia n. 3 spieghiamo lo stop e l’ag ganciamento al volo di collo piede. E' naturale che questo tipo di arresto rimane indiscutibilmente il più difficile per qualsia si allievo, prova ne sia che anche giocatori di classe elevata, in posses so di un più eccellente controllo di palla, sbaglia no con tanta facilità que sto tipo di stop perdendo così banalmente il con trollo della sfera stessa.
13
;
J
Foto stop collo piede.
eseguito
di
E’ mia opinione che lo insegnamento in pratica di questo stop dovrà av venire quando saremo si curi che l’allievo sarà in possesso di una prepara zione sufficiente per l’ese cuzione del sopracitato esercizio.
Bisognerà fare bene at tenzione che il piede col quale l’allievo andrà per agganciare e stoppare la palla al volo sia ad una distanza ravvicinata, e cioè, a circa una decina di centimetri. Il ragazzo dovrà seguire la traietto ria della palla stessa dal l’alto in basso accompa gnando la sfera, e dimi nuendo così piano piano la distanza del piede dal pallone. Nella prima fase dell’esercizio la gamba e il piede dovranno essere quasi in perfetta iperestensione (con ravvici narsi al terreno e dimi nuendo la distanza, di palla piede), si fletterà la gamba per ammortizzare sul piede stesso la caduta della sfera che si deporrà così per volere deH’allievo stesso davanti al suo cor po e pronta per continua re l’azione, oppure calcia re a rete, ecc. Di conse guenza è naturale che la gamba di appoggio debba essere flessa in avanti, le braccia semi aperte servi ranno per dare equilibrio a tutto il corpo e facili tando così il perfetto stop ed agganciamento. Le specifiche caratteristiche di questo pur difficile e complesso esercizio, sono principalmente elasticità e scioltezza in tutti i mo vimenti, per ottenere ri sultati positivi per questo particolare tffio di arre sto, che rimane purtuttavia difficile da inserirsi, ma bensì piacevole e pla teale per chi osserva. RENATO BODINI
14
pegno alla manifestazione reatina. I modenesi sono riusciti a tener testa a tutti i grup pi presenti in campo ed hanno conseguito una bril lante vittoria e con essa il titolo di « quadra campione d'Italia » per l’anno 1966 e un titolo individuale con Giovanni Sala, nella cate goria motomodelli sport. Altri due concorrenti mo denesi, Vittorio Setti e Gianni Morandi, rispettiva mente nelle categorie Veleg giatori ed Elastici, hanno conseguito degli ottimi piaz zamenti individuali e si so no visti sfuggire la vittoria per pochissimi secondi. La manifestazione di Rie ti è stata preceduta da in numerevoli prove di selezio ne durante la stagione aero modellistica italiana ed in tutte queste gare i giovani del Centro Sportivo Italiano di Modena si sono brillan temente imposti all’attenzio ne degli appassionati.
cinquecento partecipanti al 13° Trofeo G. Chiarini MOLLETTA - Il 1° no vembre scorso si è concluso, col 6° raduno giovanissimi, il 13‘ Gran Trofeo G. Chia rini. Una simpatica manife stazione, organizzata dal Co mitato C.S.I. di Molletta, che ha visto la entusiastica partecipazione di oltre 500 giovani atleti e dirigenti di Molfetta, Giovinazzo, Terlizzi e Ruvo di Puglia. La manifestazione si è aperta con la S. Messa offi ciata dal rev. don Nicola Gaudio, consulente ecclesia stico zonale del Comitato CSI di Molfetta, quindi si sono svolte partite di calcio e pallavolo fra le rappre sentative cittadine di Mol fetta, Giovinazzo e Ruvo. In queste partite, svoltesi in un clima di grande ami cizia e cordialità, si è regi strata la vittoria della rap presentativa di Molfetta su quella di Giovinazzo nella pallavolo; mentre nel calcio si è avuta la vittoria della rappresentativa di Ruvo su quella di Terlizzi. La manifestazione si è poi conclusa nel salone dell’Oratorio dove si è tenuta la attesa premiazione del 13° Gran Trofeo G. Chia rini. Il Trofeo « Chiarini », giunto alla sua tredicesima edizione, è una manifesta zione che il Comitato CSI di Molfetta svolge durante la stagione estiva e dedica esclusivamente ai giovanis simi. Il Trofeo Giancarlo Chia rini ha visto la partecipa zione di oltre 2000 atleti ap partenenti a ben 20 Società che hanno gareggiato in ben otto discipline sportive e cioè atletica leggera, calcio, nuoto, pallavolo, pallacane stro, pattini,’ rugby educati vo e tennis da tavolo. Alia premiazione sono in tervenuti l’Assessore comu
nale allo Sport prof. Giuseppe Talamo e il presiden te diocesano della G.I.A.C. un. Sparapano. Dopo un breve discorso del Vicepresi dente del Comitato CSI di Molfetta dott. Gaudio, han no parlato l’Assessore allo Sport prof. Talamo che ha avuto parole di plauso per l’attività del CSI e l’univer sitario Sparapano, quindi si è avuta la premiazione delle Società vincitrici di questa edizione del « Chiarini ». Prima classficata è stata la Fidens di Giovinazzo, se guita dalla S. Domenico Sa vio, Mario Fani, Frassati e Robur tutte di Molfetta. Coppe, medaglie, diplomi e materiale sportivo sono stati assegnati alle Società vin citrici ed alle Società che si sono distinte per corret tezza e regolarità. Una manifestazione, quin di, magnificamente riuscita e che ha concluso degna mente un « Chiarini » che quest’anno ha raggiunto tra guardi veramente notevoli.
aero modellismo MODENA - All’aeroporto « Ciuffelli » di Rieti, i mi italiani gliori aeromode'’ xjntesi sono recent* gliore si all’insegna fri •li agonismo, i V’ della ’ cs’
L’
N . I
sta 1. Caso» J », dMLu», Sala, schi, da Zaccarelli e Morandi ha partecipato con molto im-
I
I
i
atletica leggera MODENA - Si sono svolte a Modena allo stadio comu nale « A. Draglia » (g. c.) le finali del Trofeo Verde 1966. Alla competizione hanno preso parte n. 126 atleti gio vanissimi, rappresentanti 9 unioni sportive. Le gare sono state avvin centi e combattutissime ed alla fine tre squadre erano classificate in un divario di un punto. Fra i risultati di maggior rilievo fanno spicco 1 mt. 11.72 di Berardi di S. Agne se nel getto del peso e i 10" netti di Melotti pure di S. Agnese negli 80 piani. Classifica finale: 1) S. Agnese p. 44; 2) Castelnuovo p. 43; 3) Tempio p. 43; 4) S. Francesco p. 36,5; 5) San Pio X p. 36. Seguono altre 4 squadre.
I
;
t
palla volo
!
! FORLÌ’ - L’Unione Spor tiva Fortitudo ha organiz zato il «H Trofeo Antonio Stefani » di Pallavolo, ri servato ai giovani nati dopo 1’1-1-1949, al quale hanno partecipato l'U.S. Fortitudo C.S.I.-Monti di Forli, la Po lisportiva Victoria di Forli, il C.S.I. di Cesena, il C.S.I. S.P.E.M. di Faenza, il G.b. Portuali di Ravenna e 1 In trepida C.S.I. di Forli. La fase finale ha visto la affermazione del G.S. Por’i di Ravenna che ha to la Victoria di Forli :.S.I. di Cesena, seguiJ C.S.I. di Cesena che battuto la Victoria di ''orli. Terza classificata la Polisportiva Victoria di For lì, seguita da CSI SPEM Faenza, U.S. Fortitudo CSI
t.
1 ;
3 A
k
GKAV1NA - Si è concluso recentemente il Torneo di calcio « III Coppa Madonna delle Grazie » organizzato dal locale G.S. Aquila in collaborazione con il Comitato zonale del C.S.I. Vi hanno preso parte 6 società con 8 squadre ed un numero complessivo di 70 atleti. La rappresentativa A dello stesso G.S. Aquila ha conquistato il primo posto. Nella foto, la squadra vincitrice subito dopo la premiazione, insieme alle mascotte ed al ”loro Consulente Ecclesiastico.
Monti Forlì e G.S. Intrepi da CSI Forlì. La premiazione ha avuto luogo sul campo alla pre senza del rag. Alberto Mambelli, Presidente del Comitato Provinciale C.S.I. di Forlì, del geom. Giorgio Gazzoni, Presidente dell’U.S. Fortitudo CSI-Monti, e del dott. Guido Ghini, Vicepre sidente dell’unione Sportiva suddetta e ideatore della manifestazione. AI termine della cerimonia di premiazione ha avuto luo go una partita amichevole fra i W.F. « N. Casadio » di Ravenna e i W.F. « Gob bi » di Piacenza, squadre en trambe partecipanti al Cam pionato Nazionale di « Se rie B ». Lo scopo di questa partita amichevole, è stato quello di far disputare, per la prima volta a Forlì, un incontro fra squadre forti e ben preparate con la spe ranza di richiamare sempre più l’attenzione dei giovani verso la pratica di questo sport esemplare.
Nel complesso la manife stazione è riuscita ottima mente, avendo offerto al nu meroso pubblico intervenuto uno spettacolo ad alto li vello sia tecnico che ago nistico. F. G. CATANIA - Una società affiliata da pochissimi giorni al CSI catanese: l’U.S. Nike, ha azzeccato la prima so nante vittoria, conquistando con pieno merito la « I Cop pa Clan » di Pallavolo, riser vata a formazioni della ca tegoria allievi. In questa ma nifestazione ha esordito an che la « Schweitzer » con una squadra ancora acerba. Terza squadra partecipan te, l’Universal, si è classifi cata al secondo posto. Intanto è stata già vara ta la seconda edizione della « Coppa Natale Bertocco », manifestazione ’di apertura che prevede due distinti tor nei: per allievi e per juniores.
BRESCIA - Per iniziativa dei gio vani dell’U.S. Tremonti Vione de! CSI di Brescia, una croce metalli ca dedicata ai ca duti e dispersi del paese, è stata tra sportata, pezzo per pezzo, su « Cima Bles » a m. 2830. A ricordo della inaugurazione del la Croce, FU. S. Tremonti con l’au silio del Comitato di Brescia, ha de ciso di organizzare ogni anno una ga ra sportiva ie Cronoscalata VioneCima Bles ».
il
C. S. I.
I
N:
Montesilvano
Il C.S.I. di Montesilvano del Comitato di Pescara, ha con seguito ottimi risultati nelle varie manifestazioni sportive cui ha preso parte in questo primo anno di attività. I maggiori risultati si sono avuti nel calcio: nel Cam pionato Provinciale la locale squadra è giunta sino alla fi nale Regionale. Note liete anche per il Tennis, al torneo organizzato nei magnifici campi del Grand Hotel ha partecipato un buon numero di concorrenti divisi in categoria Seniores e Juniores. Nella prima categoria si è imposto il giovane Agostinone Sergio e nella seconda il bravo Campagnarl Claudio. Nel primo torneo estivo di calcio intitolato alla memoria del compianto Aldo Mastrangelo hanno partecipato otto squadre; la vittoria finale è andata alla M.M. Carburanti. La premiazione è avvenuta nei saloni dell’Hotel Majestic (g.c.) alla presenza di tutte le Autorità locali e del Prof. An gelo Della Penna Presidente provinciale del C.S.L, del Dott. U. Crescenzi Segretario provinciale della Democrazia Cristiana e del Geom. F. Carboni Presidente del Consorzio Industriale Val Pescara. Il dirigente della squadra vinci trice Sig. Michele Mambella ha ricevuto la coppa Aldo Ma strangelo dalle mani del Rag. Carlo Mastrangelo fratello dello scomparso; alla seconda classificata, la Folgore di Cit tà S. Angelo è stata assegnata la coppa donata dall’Ammmlstrazione Provinciale, alla terza, Mobilificio Di Giaco mo è andata la coppa deH’Amministrazione Comunale di Montesilvano, la Rocchetta, squadra classificatasi al quar to posto ha avuto la coppa messa in palio dal Circolo Ma rina di Montesilvano.
i
MASSACCESI AUGUSTO
I
L’ U. Universal, seconda classificata a Catania nella « I Coppa Clan » di Pallavolo. In piedi da sin.: il dirigente Renzi, Il Cons. Provinciale D. Caprini, Scilla, Viscoso, Can navi», Fuivirenti, Rapisarda, Trovato F., Mineo; accoscia ti da sin.: Trovato C., Castrogiovanni, Omero, Riolo, Tropea.
Il Consulente Ecclesiastico Regionale del CSI Don Bruno Ciocconetto, consegna la targa CSI al Capitano della squa dra « K. Atomica ». che si è classificata al secondo posto nel Torneo di Pallavolo, in occasione della premiazione dei CSI Montesilvano de! Comitato Provinciale di Pescara.
15
-
Ecco finalmente un sussidio nuovo ! E' nuovo nella forma. — Sono 18 schede di quattro pagine Luna, raccolte in un'elegante copertina apposi tamente studiata. E' nuovo nell'impostazione grafica. — Tutte le sche de, stampate a due colori, variamente impaginate, si presentano in maniera pratica e gradevole. E' nuovo soprattutto nel contenuto. — Ogni scheda partendo da un fatto, personaggio o situazione spor tiva, passa logicamente a un essenziale discorso di portata più alta e più vasta per poi concludere ad un « impegno di vita » serratamente conseguenziale. Il metodo è moderno, agile, facilmente accessibile, per cui le schede, pur destinate principalmente ai sa cerdoti, possono essere utilizzate dai laici ed anche utilmente consultate direttamente dai giovani.
oc
ì " hi o< ui
52^ m o
—i co
Bfl CQ TJ
TEMPO UBERO, SPORT E PASTORALE E' il primo dei « quaderni di Stadium » interamente dedicato ai problemi del Tempo Libero e dello sport. Parte da considerazioni di ordine sociale e teologico e giunge alle più pratiche conclusioni sul piano del l'attività tra la gioventù sportiva.
Prego voler inviarmi al sottoindicato indirizzo, quanto segue: SCHEDE CATECHISTI- copie... a L. 500 L. CHE ...
TEMPO LIBERO, SPORT, E PASTORALE. . . . copie.
(nome)
0
(cognome)
(indirizzo) (città) L’importo di cui sopra vi viene spedito a mezzo: c/c postale n. 1/10286 in data vaglia postale n in data ..................... è allegato alla presente.
<
“ili
> -
ac sP° O
Q. V»
> SgB
El 1 4^ z 82 t.Sii • 0 J tì
o P
a L. 300 L. Totale L.
Le schede catechistiche sono in vendita al prezzo di L. 500 Il quaderno di Stadium costa L. 300 Richiedeteli con il tagliando qui accanto
N
ini
3*2
j "• -a•
<. Hi
mOii; S! 5 ad
I