i problemi dello sport ★ 37
Stadium il Presidente Nazionale :
“i giovani sono protagonisti In pedagogia si dice che il sog getto dell’educazione è l’allievo non il maestro. L’educatore è colui che conduce per mano ma chi cammi na è il ragazzo. E’ saggio l’educato re che sa scomparire. Quando im paravo ad andare in bicicletta mio padre mi correva dietro tenendomi per il sellino: io non lo vedevo e mi sentivo padrone del mezzo che guidavo e ricordo la felicità del momento in cui mi gridò « vai: ce la fai da solo » dandomi una spinta e lanciandomi alla conqui sta delle strade. Non è saggio l’educatore pater nalista (aggettivo che ha tutt’altro significato da paterno) colui cioè che ha la verità nel taschino (o meglio presume di averla) e ri tiene che le scelte vere siano le sue e le impone. Il fenomeno anticonformista gio vanile, che è sempre stato legato a tutte le generazioni di tutti i tem pi e che oggi si esplica in forme strane, è una reazione a questo mo do di pensare. Giovani e anziani sono divisi dal diaframma dell’in comprensione: i primi sentono di essere i protagonisti del domani e
quindi responsabili delle scelte che fanno oggi, i secondi pensano che il mondo costruito da loro sia un modello di perfezione o quasi e quindi pretendono che la costru zione sia continuata. Molto bello a questo proposito il messaggio finale del Concilio che è rivolto ai giovani in termini di umiltà e di saggezza: « Siete voi (giovani del mondo intero) che vi accingete a ricevere la fiaccola dalle mani dei vostri maggiori e a vivere nel mondo nel momento delle più gigantesche tra sformazioni della sua storia. Siete voi che, raccogliendo il meglio del l’esempio e dell’insegnamento dei vostri genitori e dei vostri maestri, vi preparate a formare la società di domani: voi vi salverete o peri rete con Lei ». Quando noi anziani parliamo dì « piano della scuola » decidiamo il domani dei nostri figli, cosi quando parliamo di « piano per lo sport » decidiamo su una scelta dei giova ni, e così dicasi per altre manife stazioni sociali. Penso che l’incomprensione che ci divide dai giovani sarebbe in
parte risolta se noi li considerassi mo « protagonisti ». E’ quanto tenta di fare il CSI fa cendo il discorso sulla « Società Sportiva ». E’ una comunità giovanile in cui loro sono 1 principali protagonisti: gli attori sono loro, noi gli spet tatori. Il CSI sono loro non noi. E’ con questo atteggiamento di umiltà che noi andiamo al nostro Convegno. Il sacco della posta, con dentro le tessere sempre più numerose, che giunge ogni mattina in Presi denza Nazionale, mi rende trepi dante: questi giovani che vengono al CSI attendono da noi una ri sposta; non vogliono solo un cam po ed un pallone ma molto di più: un’interpretazione della vita che li frastorna, della società che noi grandi abbiamo costruito e che li sconvolge. Al Convegno di Rocca di Papa il CSI si ferma e ripensa alla ve rifica dei suoi motivi di fondo: al trimenti a che servirebbe mettere insieme tante squadre di calcio! ALDO NOTARIO
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il tenia del Convegno Nazionale
LA SOCIETÀ SPORTIVA DEI C. S. I
dal 3 al 6 novembre a Roma - Rocca di Papa
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C. S. f. PRESIOEKZA «AZJJWALc ARCHIVIO sro» J
I giovani domandano rispetto
fiducia Pubblichiamo alcuni stralci di ima lettera che S. E. Mons. Baroni, Vescovo di R. Emilia, ha inviato ai suoi sacerdoti sul tema dell’educazione cristiana dei giovani.
un importante documento :
« Stadium » porge il saluto di benvenuto ai convegnisti, augurando
loro buona permanenza e profìcuo lavoro.
Questo è un numero un po' particolare, che
vuole sottolineare il tema di
fondo del nostro Convegno. Esso
tratterà dei modi con cui la vita sportiva di gruppo in
seno alle Società, possa
divenire un'effettiva esperienza comunitaria che
consenta ai giovani uno scambio ed un'acquisizione
di ricchezze e di qualità non
soltanto
sportive,
ma
più ampiamente umane e
cristiane. Il
presente
numero
vuole
offrire un contributo in questo senso. Perciò abbiamo voluto trattarvi
argomenti che aiutino a capire meglio la situazione
sociale, la mentalità, le esigenze e le aspettative
dei giovani d'oggi e neHo
stesso tempo l'urgenza di un adeguato discorso e azione pastorale ad essi rivolti.
2
Carissimi sacerdoti.
la missione salvifica di cui sia mo investiti si esprime nell’an sia doverosa di raggiungere tutti i fratelli con l’annunzio evan gelico del mistero di salvezza: Gesù Cristo, che gli uomini han no crocifisso e il Padre ha risu scitato dai morti, è il solo Sal vatore, nel Quale è grazia, pace e gioia. La Chiesa « ha un suo compito specifico in ordine al progresso e allo sviluppo della educazione » degli uomini: essa «ha il dove re di occuparsi dell’intera vita dell’uomo, anche di quella terre na, in quanto connessa con la vocazione al cielo ». Promuoven do la vera educazione, promuo ve « la formazione della persona umana, sia in vista del suo fine ultimo, sia per il bene delle varie società di cui l’uomo è membro, e in cui, divenuto adulto, avrà man sioni da svolgere ». Uno dei nostri doveri più gravi è di occuparci dei ragazzi e dei giovani, e non solo di quelli nati e cresciuti all’ombra della Chiesa, ma di tutti, senza esprimere per nessuno un giudizio sfavorevole, ma conservandoli in gara tutti per la santità Le nostre migliori energie sa cerdotali siano per i ragazzi e per i giovani; oggi essi sono più che mai disponibili, e questo aggra va le nostre responsabilità. Dobbiamo cercare di avvicinarli e di capirli, e scopriremo tanti bravi ragazzi e brave ragazze, che hanno energie da impiegare, e. nessuno avendo loro insegnato a impiegarle meglio, le consumano e magari le disperdono nella mu sica e nel canto. Hanno per la musica e per il canto una grande
passione, e vi sacrificano ore e gornate di studio, con un meto do e una costanza degni di ri spetto e anche di ammirazione. Molti conservano il senso morale della vita, e molti vorrebbero im piegare meglio la loro genero sità, se qualcuno gliene prepa rasse la via. Domandano — ragazzi e ragaz ze — di non essere giudicati e condannati solo dalla acconcia tura, dal vestito o dalla musica. I giovani ci domandano rispet to e fiducia, ci domandano cono scenza e dialogo, aspettano da noi l’annunzio di unj ideale che impegni la loro generosità, e li renda utili alla Ciesa ed alla so cietà. I ragazzi e i giovani vanno amati tutti, tutti incoraggiati, tutti in qualche modo utilizzati nel Nome del Santo di Dio. At traverso l’esercizio delle opere di carità e di misericordia sarà possibile a tanti giovani di incon trare il volto di Cristo e di sco prire il Vangelo nella sua purez za e integralità, senza sconti e riduzioni. Quanto sopra premesso, implica e attende: 1) la volontà dei sacerdoti di avvicinarsi al mondo dei giovani e lo sforzo di comprendere le esigenze dell’ora attuale. Talvol ta è necessario modificare il pro prio atteggiamento e aprirsi a nuo ve prospettive. Sarebbe molto dannoso chiu dersi nelle proprie tradizioni, e pretendere di non aver nulla da imparare.
2) L’esistenza di locali deco rosi e aggiornati e di attrezzature accoglienti, quali strumenti fon damentali e irrinunciabili da of-
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indica anche frire alla gioventù, a tutta la gio ventù studentesca e non quale suo punto di ritrovo e di convegno per un dialogo, un sano svago, attività sportive, incontri culturali e musicali, sale di let tura, scambi di opinioni, dibatti ti amichevoli, attività caritative, introduzione al Libro sacro, cul tura religiosa, gruppi del Van gelo... 3) L’apertura coraggiosa di questi locali a tutte le forme di attività giovanile adatta ai nostri tempi, e la considerazione dello sport e di ogni divertimento come del luogo privilegiato per una au tentica formazione umana di ba se e non soltanto come di'un mez zo p^r « attirare » i ragazzi e i giovani.
4) Presenza e disponibilità del parroco o sacerdote, ricca di di screzione e di umanità, testimo nianza perfetta del volto aperto e simpatico del Figlio di Dio e del suo vangelo.
5) Collaborazione al parroco e al sacerdote — priva di qualun que carattere di ufficialità - de gli iscritti all’A.C., che devono riconoscervi uno dei maggiori im pegni del loro apostolato. 6) Coordinazione e collaborazìone fra parroco e sacerdote e gli insegnanti di religione per quanto riguarda gli studenti, là dove e nella misura in cui que sto è possibile. Tutte le parrocchie, almeno quelle con popolazione superiore alle cinquecento anime, devono essere dotate di locali e attrezza ture proporzionate per ragazzi e giovani, compresa la gioventù fem minile, con locali propri...
noi Nelle parrocchie capoluogo di comune o centri di particolare ri chiamo e interesse, i locali e le attrezzature sportive devono esse re più abbandanti, più perfetti e regolamentari, per rispondere al le esigenze di convegni, incontri ed iniziative giovanili interparrocchiali. I parroci hanno il dovere grave di preoccuparsi di questo, studiare soluzioni, vagliare ipotesi con con fratelli e parrocchiani zelanti e competenti, e con la giunta par rocchiale. Io sono sempre dispo nibile per affrontare questi pro blemi. come quelli che sono di massima urgenza pastorale, per predisporre un programma di trasformazione di proprietà pura mente beneficiarie, in immobili con carattere prevalentemente pa storale. Sono sempre pronto an che ad osare, pur di aprire le braccia a tanta gioventù. Non ci si può mettere tranquilli e ab bandonare ogni tentativo, perché sembra preclusa ogni soluzione. L’impossibilità della soluzione ideale non esime da studiare e realizzare altre soluzioni minori, ma pur sempre proficue. Piuttosto che impegnare la par rocchia in iniziative molto costo se, e, se si vuole, anche lodevoli ma né indispensabili né indiffe ribili — quali nuove pavimenta zioni, luminarie... — è cosa assai migliore e più lodevole concentra re ogni sforzo a creare l’Oratorio o Ricreatorio parrocchiale, il Circolo giovanile, la Casa parroc chiale, togliendo i sacerdoti dal l'isolamento e dalla solitudine, e i ragazzi e i giovani dall’abban dono; creando un incontro di ani me, una conoscenza, un dialogo e forse una scoperta e una sor-
impegni presa reciproca, educando e for mando lentamente al vero spirito cristiano. Oratorio - Ricreatorio parrocchiale. Circolo giovanile, Casa parrocchiale sono nomi di versi di una medesima realtà.
* Ecco dunque l’impegno al qua le vi richiamo, carissimi sacer doti: 1) Azione assidua, costante, quotidiana del sacerdote, per creare un dialogo con ragazzi e giovani — con tutti indistinta mente — chiamati e accettati ne gli oratori-ricreatori, nei circoli giovanili, nelle case parrocchiali; 2) ogni parrocchia abbia l’ora torio-ricreatorio parrocchiale, o il circolo giovanile, e la casa par rocchiale con la presenza abitua le del parroco o sacerdote. Non è una scoperta — è direttiva pasto rale costante, che nei tempi mo derni si manifesta con esigenze più gravi e più impegnative. Domando a ciascuno tutta la se rietà e l’attenzione per la solu zione in ogni parrocchia di que sto problema: l’oratorio-ricreatorio, o il circolo ‘giovanile, o la casa parrocchiale. Se esistono già — decorosi, sufficienti e rispon denti alle esigenze moderne — sia lodato il Signore: sarà necessa rio popolarli sempre più di ra gazzi e giovani da educare e for mare. Se non esistono, o sono inade guati. occorre mettersi all’opera; qualche soluzione bisogna trovar la. Non si può per motivi mate riali lasciar cadere nel nulla la nostra missione. I ragazzi e i gio vani domandano il Pane della vi ta, e noi non possiamo tradire la loro attesa e la loro necessità. 3
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Chi sono e che cosa fanno i ragazzi d’oggi? Come trascorrono il loro tempo libero? Come spendono i loro soldi? Lo sport perchè piace sempre meno ai giovani e sempre più ai ragazzi? Che cosa succede nel mondo giovanile? E forse in atto una vera e propria rivoluzione ideologica?
Teen -agers quattordici anni ? *
Lo sport piace sempre più ai ragazzi, sostiene il nostro collaboratore. E’ vero. Ma in pratica come possono sod disfare a questo desiderio che è anche un loro preciso diritto? Il servizio fotografico, per quanto in chiave umoristica, documenta un caso reale e rispecchia una situazione generale d’altronde nota a tutti. Comincia cosi: «Ragazzi, ho trovato un campo, laggiù...'
RISULTATI DI UN’INDAGINE «DOXA» SULLE ATTIVITÀ’ DI OLTRE 2.000 «TEEN-AGERS» ITALIANI, SCELTI COME CAMPIONE RAPPRESENTATIVO Nel mese precedente l’inchiesta ecco che cosa ave vano latto (almeno una volta) gli intervistati: a) erano usciti dopo cena b) avevano preso qualcosa al bar c) avevano visto un film d) avevano usato il giradischi e) avevano fatto dello sport /) avevano usato il jukebox g) avevano bevuto liquori h) avevano comprato sigarette j) avevano fatto fotografie l) avevano ballato in casa m) avevano comprato dischi ni avevano ballato in un locale pubblico
I fatti sono più che elo quenti. Basterà citare un particolare: a Roma i di ciottenni sono chiamati dai loro colleghi quattor dicenni con lo spregevole appellativo di « Matusa » (abbreviazione di Matusa lemme). I « teenager » sembra si siano scatenati non solo contro il mondo degli adulti (cosa più che risa puta) ma addirittura con tro quelli che sono quasi loro coetanei: il Piper. il famoso locale di Roma, e stato recentemente diser tato dai più giovani per ché veniva ormai frequen tato da molti « Matusa ». Secondo una recentissi ma indagine, molto atten dibile. i giovanissimi spen dono in media più di due cento lire al giorno, con punte più elevate nelle grandi città dove non so no pochi quelli che spen dono quasi mille lire al giorno. Sino a qualche tempo fa venivano classificati come « teenager » i giovani com presi fra i 13 e i 19 anni. Oggi invece i 5 milioni di « teenager » italiani vanno individuati soprattutto fra gli studenti delle scuole medie inferiori. Ovviamen te il ragazzo di 11 anni non sarà esperto o « sca fato » (come si dice nel linguaggio da iniziati dei govanissimi) tanto quanto i quattordicenni ed i quin dicenni, che, almeno per ora, sono i rappresentanti più qualificati (se così si può dire) del mondo gio vanile. In genere fra 1 « teena ger » non vi sono capello ni o « celentanoldi » (Imi tatori .di Celentano nello
66% 65% 58% 49% 37% 28% 27% 21% 17% 16% 14% 11%
indossare strane divise), giacché queste forme di esibizionismo (o di prote sta, come dice qualcuno) sono lasciate a quelli che desiderano mettersi in vi sta ad ogni costo. E, parlando di cantanti, dischi, jukebox, eccetera, chi sono i più accaniti ascoltatori e propagandi sti di nuove canzoni se non proprio 1 ragazzi di 13-15 anni? Da loro dipende il successo o il fiasco di qual siasi novità. Alla radio non si contano più le trasmis sioni specializzate di mu sica più o meno «beat» ( ;< Per voi giovani ». « Ban diera gialla », «Disgiochi», e via dicendo) sicché le « transistor » vanno a ru;. ba ed alcune ditte regala no un cambio gratuito di batterie per ogni tre ac quistati, tanto redditizio e ormai divenuto questo tipo di commercio. Lo scorso anno in Italia sono stati venduti 400.000 giradischi per un totale di 8 miliardi, spesi tutti solo dai « teenager ». Ora vi sono persino spe cializzati di abbigliamento per ragazzi e ragazze « pop ». Secondo un'inda gine statistica quasi il ses santa per cento del ragaz zi acquista per proprio conto alcuni capi di ve stiario, per non dire poi di quei giovanissimi (qua si tutti) che pur non com prando direttamente con dizionano però le scelte. In questi casi essendo le spese abbastanza rilevanti vi provvedono 1 genitori direttamente, come pure per sovvenzionare le va canze estive e le gite di fine settimana, o per l’acr quisto del primo veicolo
Via di corsa attraverso i prati ad occupare per primi la ... terra di nessuno’
QUADRO ESEMPLIFICATIVO DI ALCUNE SPESE EFFETTUATE NELL’ANNO 1965 DA «TEEN-AGERS» ITALIANI DI 11-15 ANNI Balli (organizzazione e. quote di par tecipazione} Biliardini e flipper (gettoni) Cinema (biglietti d'ingresso} Dischi (acquisti) Jukebox (audizioni a gettone) Giradischi (acquisti)
L.
2.500.000.000
» 6.000.000.000
» 19.200.000.000 » 13.000.000.000 » 5.000.000.000 » 8.000.000.000
N. B. - Non essendo possibile avere dati sufficienti di tutte le spese effettuate dai giovanissimi nel corso dell’anno si può però calcolare, in base ad una stima attendibile, che ogni ragazzo ha speso in media quasi 250 lire al giorno. Pertanto in un anno i « teenager » italiani hanno speso, durante il loro tempo libero, qualcosa come cin quecento miliardi, all'incircai: una cifra da far spa vento a qualsiasi sociologo o economista.
a motore (strepitoso è il successo di vendite degli scooter senza patente e senza targa, perciò adatti ai quattordicenni). Il giovanissimo è dive nuto (o almeno si ritienei maturo appunto per que sta vasta possibilità di sentirsi indipendente, di scegliere a suo piacimento, di difterenziarsi dal mondo degli adulti o degli stessi diciottenni « Matusa ». Caratteristico è per esempio l’atteggiamento psicologico del tredicenne che identifica nel poter fu mare o bere liquori, alla presenza di estranei, il se gno distintivo di una rag giunta maturità. Altri elementi singolari e propri di questi ragaz zini sono la volubilità e la suscettibilità, dovute ad improvvisi cambiamenti di umore: la canzone « Il sottomarino giallo » canta ta dai celeberrimi « Bea tles » che ha trionfato per più settimane in testa alla graduatoria della trasmis sione radiofonica « Ban diera gialla » sta ora per essere pressocché dimen ticata. Anche le famiglie con tribuiscono al propagarsi di questo fenomeno dei « teenager ». Sono infatti gli stessi genitori che spes so. pur in condizioni disa giate, non permettono mai che i propri figli si trovino in uno stato di inferiorità rispetto agli altri coetanei. Perciò i consumi per i ra gazzi aumentano e non si limitano ai beni di media comodità ma comprendo no anche oggetti di lusso e di prestigio. In generale gli acquisti dei giovanissimi sono qua-
si sempre finalizzati per trascorrere nel migliore dei modi il proprio tempo libero («mangiadischi» a pila, bevande, macchine fotografiche, ecc.l. Fino a qualche tempo fa i fumetti sembravano passati di moda e resiste vano sulla breccia solo « Nembo Kid », « Tex », « Topolino » e qualche al tro. Cra invece sono tor nati in mano a tutti ma con nuovi personaggi dai nomi suggestivi: « Diabolik ». «Satanik». «Maskar» e chi più ne ha più ne metta. Senonché quest’ultima produzione non è cer to moralmente ineccepibile e dopo una prima ventata di entusiasmo comincia a veder diminuite le vendite. Stanno invece prendendo buon piede altri periodici che, adottando uno stile piano e discorsivo, con un dialogo disinvolto e sin cero. trovano un pubblico molto numeroso e ben di stinto. soprattutto fra i più giovani. Di questi gior nali più o meno di carat tere musicale sarà suffi ciente citare « Big ». « Gio vani » e « Ciao Amici ». Altro motivo predomi nante nel tempo libero dei ragazzi, soprattutto a co minciare dai tredicenni, e il ballo. Le prime volte si va a casa di amici con il consenso dei genitori, poi si organizzano feste in ca sa propria, per cominciare a frequentare i locali pub blici già verso 1 15 anni. La domenica sera si va al cinema quasi tutti, ma i ragazzi di solito preferi scono andarci quando c’è poca gente, magari anche nei giorni feriali. I locali cinematografici hanno in-
f L Eccolo il campo: uno spiazzo di servizio dì un cantiere edile. Un po’ di lavoro per sgomberare il terreno, due porte improvvisate e il campo è pronto. Si può buttare la monetina...
l'entusiasmo con il primo gol
?*
Troppo bellol 51 giorno dopo una '■gradita sorpresa li attendi* : I va ni pò t- a I la sta I o. .
Ragazzi, niente da fare. Qui si affonda... meglio rinunciare e aspettare il sole. Il quale — almeno lui! — si ricorda anche delle esigenze sportive dei ragazzi. L ac qua si ritira e si ricomincia, sia pure su un campo di dimensioni ridotte. Meglio cosi che niente ... almeno fino alla prossima pioggia. Ma non è della pioggia ( he i ragazzi hanno più paura. Essi sanno che prima o poi arriveranno le scavatrici e gli operai del cantiere. Allora sarà veramente la fine. Il sole non potrà più farci niente, riuscirà egli stesso a penetrare a stento nella giungla di cemento che si innalzerà sul prato.
J
cassato nel 1965 ben 160 miliardi, di cui il 12 per cento speso dagli spetta tori fra 1 10 e i 15 anni. Quasi tutti i più giovani vanno al cinema almeno una volta alla settimana e non è vero assolutamente che siano preferiti i film pornografici in quanto i lavori della maggior parte sono divisi tra i soggetti polizieschi (soprattutto di spionaggio) e gli intra montabili western (quelli all'italiana con tantissimi morti) per cui gli eroi dei « teenager » sono James Bond e Giuliano Gemma. Sempre nel '65 sono sta ti spesi sei miliardi di lire per i biliardini ed i flippers, ed oltre 15 mi liardi per più di 20 milio ni di dischi, di cui quasi l'ottanta per cento com prati dai « teenager ». Vi sono moltissimi altri acquisti che sfuggono ad un'indagine tanto larga: gelati, panini, caffè, bici clette. profumi, e vari al tri prodotti. Ed ecco infine il dato che ci interessa più da vi cino Un'ind,àgine dell'istituto DOXA ha accertato che il 37 per cento dei giova nissimi fa dello sport al meno... una volta al me se! Ma c'è da dire che molti degli intervistati hanno considerato sport il bowling (una specie di gioco dei birilli), il biliar do, le partite a calcio ba lilla o a flipper, ed altre attività che nulla hanno a che vedere con lo sport. A parte questo resta co munque un fatto: la per centuale è in generale ap prezzabile. rispetto a tut to il resto degli italiani, che non sono certo spor tivi ma tutt’al più tifosi o spettatori (in un anno 22 miliardi spesi per spet tacoli sportivi). Questo 37 per cento poi non è assolutamente ri scontrabile tra i giovani che vanno dai 16-17 anni in su. la cui percentuale eli « pseudoatleti » è molto più bassa. Ciò significa che oggi lo sport interessa sempre meno i « Matusa » e sempre più i « teenager». Le stesse Federazioni del C.O.N.I. hanno capito un discorso del genere, tanto è vero che tutte si stanno dando da fare per istituire centri di addestramento ed allargare l’attività per i ragazzi, profondendovi energie e finanze a tutto spiano. Fino a qualche anno fa si era soliti curare di più le categorie degli allievi anziché quelle degli juniores, ora poi vi è una dif fusa tendenza a valorlz-
zare sempre più i giovanis simi. E' come dire che in ogni struttura la base assume la funzione più importan te. E come nella società e nello stato, i giovani so no le speranze, gli uomi ni. i cittadini ed i gover nanti di domani, così pro prio nello stesso mondo giovanile quelli che hanno la minore età sono gli ele menti dello sviluppo futu ro, ma ora già artefici del presente. Non sappiamo come né perché, ma fatto sta che imberbi ragazzini stanno entrando quasi di forza nella realtà sociale del no stro paese, portandovi un contributo notevolissimo. La loro smania di liber tà. di indipendenza e di progresso è indice di re sponsabilità e desiderio di maturazione cosciente e completa. Forse il mondo degli adulti li ha sinora troppo trascurati ed ecco che ora sono essi stessi, i ragazzi che vengono prepotentemente alla ribalta. L'aspetto sport è uno dei tanti, ma ben altri ve ne sono. E dovendo noi guar dare alla formazione glo bale della persona non possiamo trascurarli. Qui molte cose si sono lasciate intravvedere come in una rapida presentazio ne della realtà, ma non mancheremo di tornare su questo argomento che or mai si è reso di vitale im portanza. Quanto si è detto do vrebbe soprattutto servire a meglio chiarire taluni fenomeni che spesso si ve rificano sotto i nostri stes si occhi ma passano inos servati. Qualcuno forse può pen sare che andando di que sto passo si arriverà a da re importanza anche al neonato, quasi in un ri torno collettivo all’infan zia, in una civiltà baby, come logica conseguenza di tante precocità di at teggiamento e di idee. Il giorno in cui si arri vasse a questo, l’umanità avrebbe forse raggiunto il suo più alto grado di civiltà. Oggi, in questo momen to, vi e una realtà ed è questa: i ragazzi, la parte più viva ed attiva della gioventù, si stanno facen do strada da soli, forse anche sbagliando, in qual che caso. Giunti a questo punto si potrà meglio capire per ché abbiamo parlato di questi pazzi pazzi ragazzi, che aspettano solo di es sere aiutati opportuna mente a diventare (ragaz zi) adulti. KOBERTO CIPRIANI
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FEDERAZIONE ITALIANA DI ATLETICA LEGGERA ROMA - YlALS TIZIANO. 70 * PALAZZO OCLLC FKOCRAZIONI TCLAPOMOi 31-40 * Tilcohammii “HDALAOMA-
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Igreglo Presidente, nel ringraziarla sentitamente per le cortesi espres sioni della Sua in data jO/9u.e., Lo sono tanto grato, personalmen te e da parte della FIDAI, per la rinnovata magnifica prova di colla— borazlone allo sviluppo od al progresso dell'atletica leggera Italia na. , I Campionati Razionali di Atletica Leggera del Cen tro Sportivo Italiano, svoltisi con tanto successo a Torsoli, berma ribadito sul piano organlzsativo, tecnico e propagandistico la validi tà dell'opera ohe con tanta passione e da tanti ami viene svolta dal C.S.I. a favore della nostra gioventù più sana. Ancora grazie e tanti sinceri affettuosi auguri di buon lavoro e di successi por 1*avvenire. Cordialità vlvlaelae.
I Gloauè Poli Presidente
La lettera che pubblichiamo non ha, forse, bisogno di commento. Il Presidente della Fidai, Cap. Giosuè Poli, con gli elogi, ufficiali, della sua Federazione, ci permette di chiudere degnamente una stagio ne agonistica che ha visto il Centro Sportivo Italiano lanciato dinami camente su nuove e più ambiziose posizioni. Questi elogi, giunti in un mo mento particolare per il CSI (mo mento destinato ad una attenta ri flessione sul passato ed ad una ancora più attenta programmazio ne per il futuro) ci dicono quanto la Federazione apprezzi la nostra opera e ne stimi i risultati. E~ci compensano di tanti sacrifici fin’ora fatti in silenzio. Sacrifici di oscuri Dirigenti della nostra meravigliosa periferia che hanno lavorato per anni ed anni a costruire una « nostra » atletica; sa crifici di tecnici, atleti, appassiona ti. Tutti tesi verso un traguardo che il CSI non ha mai tralasciato di perseguire e che adesso si sta deli neando in tutta la sua luminosità. Il CSI chiude, quindi, « bene » un’altra annata dedicata al migliora mento quantitativo e qualitativo della disciplina principe.
I risultati fin’ora conseguiti (e che abbiamo già avuto modo di am piamente commentare sul nostro giornale) ci permettono di guarda re con serena fiducia al nuovo anno atletico che a momenti sta per ini ziare. Nuovi programmimi, e quindi nuovi impegni aspettano tutti. Nuovi programmi che meglio si adegueranno alle esigenze della mo derna atletica giovanile italiana più che mai in auge dopo successi in ternazionali, forse insperati per chi ancora credeva che in Italia non ci fosse una reale base agonistica e non si costruisse per i giovani. Cosa, invece, che per il CSI è sempre stato, con fermezza, in tutti i programmi da diciannove anni a questa parte. II Cap. Poli, con la sua lettera, ce ne dà atto. Lo ringraziamo per la sua squisi ta sensibilità e lo assicuriamo che anche per il futuro il CSI non man cherà di continuare su questa stra da. Una strada ormai decisamente tracciata e che vede di anno in anno consolidare il « passo atletico » del nostro movimento. A. C.
J
CHE VO
Abbiamo parlato di ragazzi. vanile nel suo complesso più concordano nel delineare la £ condo alcune caratteristiche pr
Z'"’1 amicie di merletto, abiti e bluse ricoperte di scritte con i caratteri che si usano sulle fiancate dei carri merci, pantaloni ade rentissimi, occhiali a rom bo. E poi scarpe chiasso se, orecchini, anelli, cintu roni da cappa e spada, im permeabili ceralacca, cra vatte a fiori e colori colori colori, imprevedibili, ruti lanti, che vi stordiscono. No, non è il deposito co stumi della Scala o del S. Carlo a Napoli. È sempli cemente il nuovo verbo della moda per giovani, la moda pazza, la moda « gio vane » per autodefinizione. Qui è Roma, Piper Market. Si entra quasi facendo la coda, si può scegliere, pro vare, riprovare, indossare tutto, specchiarsi portarsi via (si paga) un po’ di co lore « London made », la patria per tanti anni intra vista in lontananze di so gno ed ora ritrovata, pos seduta, e il suo cuore, Carnaby Street. Nel locale ven ti zazzere a casco d’oro, venti Caterine Caselli e cinque o sei Gianni Morandi (con qualche varian te Celentano) fanno acqui sti. Si esce perplessi, anche perché le zazzere e i pan taloni a fiorellini confondo no le idee sull’effettiva di stinzione fra giovani e ra gazze, né le magliette o le scarpine con fibbia da mon signore possono fornire ul teriori lumi. Per la gente di buon senso — e in Italia, a quanto pare, ve n’è moltis sima — non esiste altra espressione che, meglio di questa, descriva i giovani
d’oggi: « sono impazziti ». La gente di buon senso è preoccupata; lo si capisce dalle lettere che spedisco no ai giornali, dagli sguar di filtranti freddo disprezzo per i capelloni e le mini gonne che capitano a tiro sul marciapiede. Ogni tan to la polizia interviene in speratamente • e allora la gente di buon senso va a dormire soddisfatta: « Ro ma, notte. Sulla gradinata di Trinità dei Monti sette capelloni... I sette capello ni sono in stato di fermo ». La gente di buon senso è preoccupata perché, dice, sono tutti così i giovani di oggi, gioventù bruciata, fanatica per una chitarra elettrica, pronta a pestarsi per i Beatles, ore e ore oc chi e orecchie incollate ad un disco e mai che studia no o che pensino quanto' li suda ’sti soldi suo pa dre... E poi, non lo scri vono anche i giornalisti che i giovani sono un grave problema? Basta guardare le edicole, ogni settimana una conferma: i giovani e il sesso, LSD la droga dei giovani, i giovani si ribel lano, gratuità della delin quenza giovanile... I giovani d’oggi sono senz’altro un problema, complesso ed insieme de licato; lo confermano psi cologi, sociologi, educato ri, sacerdoti. Degli aspetti che il problema coinvolge ne sono testimonianza le inchieste, gli studi, i dibat titi sempre più numerosi in questi ultimi anni. So no invece i termini della questione ad essere errati e le loro proporzioni, in realtà, sono ben diverse da
quelle che il grosso : blico adulto ricava dai vizi speciali dei rotoal I beatnik, le vecchie r. ciclette fracassone, gli li che si contorcono ù nebrose canzoni « k le fogge del vestire è tate fanno notizia, rie; no pagine, convincono l’ampiezza del fenor Dal sapere che esiston: che giovani fatti cos: credere che la grande r gioranza dei giovani si: sì il passo nei letto: breve. Siamo di fronte un grossissimo abbag l’opinione pubblica è ralizzata da un fatto : per sé, è fortemente c scritto, non solo in I ma persino negli stati ropei ed americani da si mossero i pionieri c presunta, ma tutt’altro documentata, rivoluz giovanile che starebbe travolgerci. Il chiasso e la co: fumogena, sollevati s: no ad una episodica r ginale al vero probi: hanno abbagliato il gr: pubblico fino al punt non lasciargli scorgere i contorni di questa r ranza abilmente reclr zata non combaciano r cun modo con i conti esatti della gioventù male, mentre combac perfettamente con gli ; ressi di gigantesche r strie, discografiche, eie: niche, di cosmetici, di bigliamento, di bev. analcoliche e via di $c to. Un esempio per r. l’industria discografica liana ha venduto ne! i ventidue milioni di d di sole canzoni e bali
r
UGNO? esso parliamo del fenomeno gio lito e più generale. - I sociologi Domia della gioventù odierna se pali che esponiamo sinteticamente servizio di GIULIO MARTINUCCI poer un fatturato di 16 mi liardi : il 70 per cento degjli acquirenti era rappre sentato da giovanissimi. Si tenga presente che il 1965 è: stato un anno di crisi inn questo particolare set tore. Un’altra fonte di perico losi equivoci nasce dal fat ico che ci si ostina a voler amalizzare il problema dei giovani isolatamente, sra dicato cioè dal suo logico contesto della storia e dell’evoluzione recenti della scocietà italiana. I ventenni del 1966 hianno aperto gli occhi in um’Europa sconvolta dalle miserie del primissimo do poguerra. I loro genitori portavano nei volti scavati il segno della denutrizione e„ non di rado, nel corpo le terribili tracce della vio lenza. Ma è « dentro », ntelle facoltà psichiche, che il guasto, spessissimo, era irreparabile: ideali spazza ti, via, caratteri indeboliti, incapacità critica di fron te alle nuove impensate sollecitazioni, smarrimenti morali. E una fame, una grande fame di divertimen to e di denaro. Nel 1946 sii ballava dappertutto e Stallavano tutti, per ore ed arre del giorno e della not te. Era il divertimento più irmbito, una frenesia colos sale che aveva preso miliolii di italiani, uno sfogo senza limiti, un incredibile i to pagano di riconcilia mone con la vita. E si ba rattava ogni cosa per un Hugno di lire. Poi, lentamente, la sotketà italiana è andata riorjaanizzandosi e i genitori lei ventenni d’oggi si so-
no trovati al centro dei principali processi evoluti vi del Paese: ne sono sta ti, anzi, i personaggi spesso inconsapevoli. Gli stessi giovani, che hanno ormai 10-12 anni, ne rimangono insieme a loro coinvolti. Il ridimensionamento indu striale applica nuove tec niche, i fenomeni migrato ri sono in pieno svolgi mento, la mobilità sociale è intensa: circolano nuove idee, s’avvia anche nelle chiuse campagne del Sud l’inarrestabile processo di emancipazione della don na, s’allarga nelle chiuse campagne del Sud l’inarre stabile processo d’emanci pazione della donna, s’al larga l’istruzione scolastica. Siamo agli albori del boom economico. Ed ecco che dilaga il mito del succes so, del denaro facile, della carriera fulminea, della spregiudicatezza come nor ma fondamentale di com portamento. I ventenni di oggi sono sui banchi del la scuola media e respira no il nuovo vangelo a pieni polmoni: bastano po chi discorsi fatti a tavola, del resto, per distruggere una fragile e già compro messa incastellatura edu cativa. In questa fase « transizionale » — come la chia mano i sociologi — ci siamo tuttora e i mutam.enti economici non so no che una parte delle complesse modificazioni di valori e di modelli di com portamento che la società italiana (e in essa la fami glia) subisce, con un’ac celerazione sempre più spinta.
La fisionomia della gio ventù odierna si delinea in una sorprendente concor danza di tutte le più serie e documentate indagini so ciologiche compiute fino ra: Riesman, Goodman, Jahoda, Eisenstadt, Davis, Hollingshead, Havighurst, Parsons per gli stati di lin gua anglosassone, Sauvy per la Francia, Tomasson ed Erikson per i paesi scandinavi, Schelsky e Bednarik per Germania ed Au stria, Alfassio Grimaldi, Bertoni, P. Grasso, Ardigò come studiosi della si tuazione italiana (e se ne tralasciano, purtroppo, de cine d’altri, tutti significa tivi). Prima, grande sorpresa: ci troviamo di fronte, in Europa come in America, non ad una gioventù beatnik ma ad una gioventù moderata nelle idee e nei desideri. L’interesse prin cipale ruota attorno al l’amore ed alla famiglia, con punte di notevole pre cocità. In Italia il fenome no è, per ora, insignifi cante ma in Gran Breta gna, in Germania, nei pae si scandinavi, nell’America del Nord i, matrimoni fra studenti universitari ten dono a salire costantemen te. L’amore è visto come un mutuo rifugio di feli cità, lo spazio vero di una comprensione che è man cata nella famiglia d’origi ne, un silenzioso confron to tra ciò che i genitori non sono riusciti a costrui re e ciò che invece i gio vani raggiungeranno. La stessa professione è fun zionale a questa felicità: (segue a pag. 11)
J
I
loro la pensano
COSI
stralciamo i punti principali di una inchiesta condotta c apparsa sul giornale francese PARIS MATCH alla quale hanno risposto diecimila giovani dai sedici ai venti anni. ’.' AVVENIRE Che pensano dell’avvenire? Entusiasti Ottimisti Indifferenti Rassegnati Pessimisti
19,7% 57,2% 5,9% 7,2% 9,1%
Hanno già uno scopo nella vita? Si 76,5% Non 20,9% Quale? 1. Realizzazione dell’ ideale, felicità, perfezionamento personale 19,9% 2. Riuscita nel lavoro: studi, professione 16,3% 3. Famiglia, focolare, figli 15,1% 4. Amicizia, felicità altrui, servizio dell’umanità 7.8% 5. Libertà 5.3% 6. Dovere, moralità. Fede, re ligione 4.0% 7. Successo materiale 1.7% Sono soddisfatti dei proprj genitori? 26,9% 1. Molto soddisfatti 2. Abbastanza soddisfatti 49,9%. 17,2% 3. Poco soddisfatti 5.1% 4. Per niente soddisfatti
Per essi, in che consiste la felicità? 1. La vita di sposo (o di sposa) 31,3% 2. La propria professione 23,2% 21,4% 3. La vita di genitore 13,7%. 4. La propria sistemazione 10.2% 5. Il tempo libero
Essenziale per la donna soprattutto Essenziale per l'uomo soprat tutto Come educare i figli? Avere fiducia in loro e lascia re loro molta iniziativa Insegnar loro ad obbedire e evitare di mostrarsi de boli con loro
5,9% 0,5%
65,5%
30,6%
li, LAVORO
Che vogliono diventare? Alti dirigenti e professionisti 53,7% Impiegati e dirigenti 28,8%. Operai 5,3% Commercianti, artigiani e pic cole industrie 5,4% Agricoltori 2,6% A titolo di raffronto: i genitori di questi giovani appartengono alle se guenti categorie: Alti dirigenti e professioni li bere 5,9% 28,5% Impiegati e dirigenti 25,7% Operai Commercianti, artigiani e pic 11,0% cola industria 18,7% Agricoltori 10,2% Pensionati professione che sognano: Medico e affini Artistica Insegnamento Tecnica Informazioni Ricerca scientifica Sportiva, rischio, esplora zione 8. Servizio sociale (come eser cito, sacerdozio) 9. Affari
La 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7.
16,0% 12,5%. 9,4% 8,1% 7,8% 6,8%
Un certo benessere è necessario? Sì 63.4%6,0% Non 35,6% Fra i sì. più della metà precisano, 5,9% che essi cercano il benessere per la li 2,7% bertà di spirito che esso procura, e che si contenterebbero di un mini Ciò di cui andrebbero più fieri: mo. La grande maggioranza dei non 19,6% 1. Matrimonio riuscito afferma che il benessere non ha nien 2. Figli ben allevati 11,9% te a che vedere con la felicità o che 3. Successo nel lavoro 11,8% la sola cosa che conta è l’amore. 4. Servizio reso alla società e all’umanità 11,5% L’AMORE 5. Successo personale 10,2% 6. Aver reso felici gli altri 8,5% Le loro probabilità d’essere felici nel 7. Aver creato, inventato l'amore? . qualche cosa 5,1% 8. Aver fatto bei viaggi 4,7% Maggiori di quelle degli anziani 51,6% 9. Aver salvato delle vite 4,0% Non maggiori 44,8% 1,9% Maggiori, spiegano, perché i giova 10. Fedeltà ai valori morali ni sono meglio preparati, si conoscono Ciò che si rimprovererebbero di più: meglio, vedono le cose più realistica 1. Viltà, mancanza di forza 20,1% mente (4% soltanto menzionano « la 9,5%. 2. Egoismo, chiusura in sé vita più facile ») - Non maggiori per 3. Aver causato danno al pro ché l’amore è un problema individua prio focolare 8.7%, le che non dipende dalle circostanze. 4. Aver fatto torto a qualcuno 7,4%. Alcuni (10%.) lamentano la leggerez 5. Aver tradito la fiducia di za dei giovani d’oggi; altri (8%-) tro qualcuno, perduto un amico 6,4% vano la vita moderna troppo incerta. 5,7% 6. Ipocrisia, disonestà L’amore prima del matrimonio. I gio 7. Aver ucciso, causato la vani... 5,0% morte di qualcuno 8. Aver fatto danno ai pro Favorevoli 62,6% 3,9% pri figli Non favorevoli 32,4% 2,7% 9. Stupidità Le giovani... 2,1% 10. Immoralità (sessuale) Non favorevoli 60,2%. LA POLITICA Favorevoli 32,2% La fedeltà è essenziale? Per tutti e due ugualmente Non essenziale
10
85,4% 7,6%>
Che cosa li interessa nella politica: I problemi internazionali 62,9%. I problemi nazionali 17,9%
I problemi locali o della loro regione d’origine 17,8% I giovani scelgono i problemi locali perché li toccano più da vicino o per preoccupazione d’efficacia; ì pro blemi nazionali per interesse o per patriottismo (5,4% soltanto, tra cui un numero inferiore di femmine); 1 problemi internazionali perché è una necessità del mondo attuale, per spi rito universale, ecc.
La giustizia. Credono di potervi con tribuire? Sì 66,7% Non 31,4% Come? 63% dei si rispondono; at tuando io stesso questa giustizia, aiu tando il mio prossimo, compiendo cor rettamente i miei doveri familiari, professionali, civili; 27%' auspicano una lotta positiva per la giustizia, un’ade sione a un movimento sociale, o an che un’attività militante in un partito o in un sindacato (6% ). I Club, i movimenti? Non fanno parte di alcun or ganismo Fanno parte d’un solo arganismo Fanno parte di più organismi
46,9% 30,6% 21,0%
L’attività che vi vorrebbero trovare: 35,5% Culturale o educativa 33,4% Sportiva 9,3% Politica 6,3% Di studio 3,6% Scautismo 1,6% Turistica 1,0%. Professionale 0,2% Sindacale Che si attendono dalla scienza, dalla tecnica? Bene e male in parti uguali 51,8% Più bene che male 41,8% Più male che bene 5,4% Molti spiegano: tutto dipende dal l’uso che si fa del progresso; sola ec cezione: la medicina che non può ser vire che al bene dell’umanità.
Le 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7.
loro letture preferite: Romanzi Periodici Storia Scienza e tecnica Poesia Romanzi polizieschi Fantascienza
LA
37,0% 15,7% 11,9%. 10,1% 8,3%7,1% 0,3%
RELIGIONE
Sentono il bisogno d’una fede religiosa? 57,8% Sì 22,4% Non 19,3% Incerti Credono di dover far parte d’una Chiesa? (Se sì alla domanda precedente) Si 65,4% Non 33,2% I sì spiegano in maggioranza per il bisogno d’essere guidati, sostenuti o di trovarsi in comunità. I non, per la negazione di questo bisogno... Ma vi sono motivi personali contro la rellgione,ì, gli uomini di Chiesa o 1 fedell ( (11%).
(segue da gag. 9)
il lavoro non è più la meta unica, lo scopo centrale della propria esistenza. La maggioranza dice di voler lo tanto quanto basta per raggiungere altri obiettivi, l’amore nella famiglia, ap punto, e il prestigio del tempo libero dove la per sonalità sembra espandersi meglio a differenza dell’am biente di lavoro. Scarso è l’impegno po litico e sociale e ciò fa dire a diversi sociologi che i giovani moderni sono so lo apparentemente dei ri voluzionari: nella sostan za essi non osano lottare contro le attuali strutture sociali per non pregiudi carsi la posizione profes sionale futura, fi grande successo presso i giovani della musica leggera e di certe stravaganze della mo da sarebbe la controprova di questa asserzione: la gioventù cioè si sposta in zone innocue (la musica, la moda) perché in realtà — lungi dall’essere portatrice di un messaggio di rinno vamento — tende facil mente ad « integrarsi » nel sistema sociale vigente. Questo larvato scetticismo nei riguardi della società lo si riscontra anche nel conflitto genitori-figli. Ci si attenderebbe qui un con fronto polemico serrato, uno scontro fra tesi dia metralmente opposte. E in vece no: i giovani aggi rano l’ostacolo, anticipano l’indipendenza dalla fami glia e risolvono in termini di isolamento il confronto con i genitori. Tra genitori e figli non esiste vero dia logo. - È qui che nasce la solidarietà tra coetanei. A 13-14 anni sono i gruppi, le bande, le gang a soste nere il giovane, ancora im maturo, che si è distacca to anticipatamente dall’al veo familiare. È nel grup po di coetanei che egli tro va comprensioni e appro vazioni che la famiglia gli rifiuta. Siamo di fronte a gruppi spontanei, di soli to, non a formazioni gio vanili organizzate. Circa metà della popolazione giovanile (in Italia i gio vani tra i 16 e i 20 anni
sono quasi quattro milio ni) tende in genere a ri manere isolata, a non iscri versi ad alcun gruppo for male. L’esame profondo di questo rifiuto potrebbe in dicare ai responsabili di or ganizzazioni giovanili nuo ve strade per superare la crisi dell’associazionismo. Pullulano invece gruppi minimi, favoriti dal clima di pluralismo nelle idee e nei comportamenti. Di due aspetti del di simpegno sociale giovanile è giusto parlare perché es si hanno una « carica » che permette considerazio ni conclusive a questo di scorso. È vero che i gio vani sentono scarse pro pensioni per impegni poli tico-sociali, che il tramonto in essi del tradizionale pa triottismo fortemente sot tolinea. Ma accanto a ciò si riscontra invece un ac ceso interesse per i pro blemi internazionali, specie là dov’è in gioco il rispet to dell’uomo. I giovani possono non sapere chi è in quel momento il Presi dente del Consiglio in ca rica ma sicuramente sanno qualcosa del Vietnam, del la pace, dei negri di Ame rica o dell’apartheid. Così è dell’aspetto religioso del la vita che meriterebbe una lunga analisi. Pur tra mol tissime contraddizioni c diffusi agnosticismi si deli nea tra i giovani un nuovo e genuino senso di religio sità che si coagula per ora in élites. I fermenti esisten ti nelle tradizionali organiz zazioni cattoliche italiane ne sono una testimonianza non trascurabile. È su que sti due aspetti, patrimonio per il momento di gruppi scelti ma dal forte potere persuasivo su larga parte dei giovani d’oggi, cioè su un impegno umano-civile (l’influsso della personalità dello scomparso Presiden te americano Kennedy an che sui giovani italiani e dei suoi messaggi di rinno vamento e di coerenza mo rale è uno studio che si impone) e su una rinnova ta sensibilità religiosa che si può far leva per una chia ra risposta giovanile. GIULIO MARTINUCCI
FLAStlJ) II CONVEGNO NAZIONALE SU « PASTORALE DEL TURISMO » La Commissione per il tu rismo e Io sport della Con ferenza Episcopale italiana, sotto gli auspici della S. Congregazione del Conci lio, organizza dal 26 al 29 ot tobre il 2° Convegno Nazio nale su « Pastorale del Tu rismo » che si svolge presso la Domus Mariae a Roma. Diamo qui di seguito i ti toli degli interventi e dei re lativi relatori. — Turismo, incontro di po poli. S. E. il Card. Urbani; — Il turismo in Italia, un Rappresentante del Ministe ro dei Turismo; — La situazione attuale in Italia della Pastorale del tu rismo, Don Menegaldo: — Direttive della Chiesa per la Pastorale del turismo. P. Giovanni Arrighi O. P.; — Agenti di viaggjo e Cu ratori di anime, Dirigente F.I.A.V.E.T.; — Prospettive teologiche del turismo, P. Dalmazio Mongillo; — L’incidenza del turismo sulla psicologia umana, dot tor Antonio Alberti; — Parrocchia turistica, parrocchia del domajii, Mon signor Ersilio Tonini; — La Sacra predicazione nelle località turistiche, Mons. Gaetano Agresti; — Turismo sociale, profes sor Enrico Dossi; — L’apporto delle Organiz zazioni cattoliche alla Pasto rale dei turismo, S. E. Mons. Franco Costa; — La pastorale del Turismo secondo lo spirito conciliare. S. E. Mons. Pericle Felici.
FLASO^) CONVEGNO INARCH SULLE ATTREZZATURE SPORTIVE Si sta svolgendo a Roma un Convegno indetto dallo Istituto Nazionale di Archi tettura in collaborazione con il CONI, sul problema delle attrezzature sportive in Ita lia, in vista soprattutto del la imminente discussione parlamentare del capitolo del Piano Quinquennale riguar dante lo sport. Al convegno prendono par te tutti 1 principali enti in teressati ai problemi dello sport, della gioventù in gene re ed ai problemi urbani stici. I lavori si stanno tuttora svolgendo secondo un piano che prevede, dopo la seduta plenaria, un lavoro di • due mesi articolato secondo tre Commissioni che stanno af-
froncando i vari aspetti del problema: quello culturale, quello tecnico e quello legi slativo. Di questo convegno non mancheremo di dare relazio ne non appena 1 suoi lavori saranno conclusi.
FLASlJ) STAGE SULLA « FUNZIONE EDUCATRICE E CULTURALE DEGLI ISTRUTTORI DI PALLACANESTRO NON PROFESSIONISTI »
Come è noto, tra le atti vità promosse dal Consiglio d’Europa, occupa un posto notevole quella riguardante la formazione degli educatori. All’Italia è stato affidato lo svolgimento di uno stage sul la « Funzione educatrice e culturale degli istruttori sportivi di pallacanestro », che si è svolto a Roma dal 12 al 22 ottobre. L’organizzazio ne dello stage è stata curata dal Ministero della Pubblica Istruzione — Ispettorato per l’Educazione Fisica e Sporti va — d’intesa con la Fede razione Italiana Pallacane stro. Hanno partecipato allo stage anche la FARI e il CSI, delegati a rappresenta re lo Stato del Vaticano che ha un proprio osservatore al Consiglio d’Europa. Il convegno si è articolato in due parti: la prima (1217 ottobre) ha avuto per obiettivo l’aggiornamento sulle nuove teorie e tecniche della pallacanestro e si è ar ticolata in un corso riserva to a 24 giovani insegnanti di educazione fisica italiani; la seconda (18-22 ottobre), a carattere internazionale, in tendeva mettere a punto un programma quadro inteso a perfezionare i metodi di for mazione tecnica vigenti, af finché il gioco della pallacanestro assuma una nuova dimensione di carattere edu cativo e culturale. I lavori, dopo la seduta inaugurale, si sono svolti in tre Commissioni: 1) gli aspet ti educativi del gioco: 2) la educazione fisica di base: 3) l’animazione culturale. Le tre Commissioni hanno discusso su relazioni prece dentemente preparate che poi sono state ripresentate all’assemblea generale per la approvazione. Nello spazio di sei mesi verranno redatti gli IUFU,t, », atti ce distribuiti ai paesi partecipanti e agli enti interessati. Non mancheremo all’occa sione di informarne 1 nostri lettori. L’argomento, infatti, in certi aspetti è di parti colare interesse per noi. La terza Commissione, ad esem pio, ha trattato dell’anima zione culturale aH’interno di una squadra di basket in ter mini analoghi al discorso che noi stiamo portanto avanti sulla vita delle nostre socie tà sportive. 11
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A bbiamo visto l’inserl/V mento della inspira zione nella seconda me tà dell’azione propulsi va dell’arto dalla cui par te gira il capo (n. 33 di Stadium) e nella prima metà-due terzi del ripor to dell’arto dalla cui par te gira il capo (n. 35 di Stadium). in questo nu mero continuiamo la trat tazione della respirazione nel crawl sul petto, soffer mandoci sul particolare caso della
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INSPIRAZIONE ESEGUITA DURANTE LA FASE FINA LE DELLA PROPULSIONE E LA PRIMA PARTE DEI RIPORTO DALLA CUI PAR TE GIRA IL CAPO.
Quest’ultimo tipo di in serimento, che è una solu zione intermedia fra le due soluzioni descritte in precedenza, pur risultan do migliore in alcune ca ratteristiche rispetto al primo tipo, non permette, almeno allo stadio attuale della evoluzione natatoria de crawl sul petto, il pas saggio alla propulsione de gli arti superiori parzial mente contemporanea. La inspirazione eseguita tra la fase finale della pro pulsione e la prima del riporto dell’arto dalla cui parte gira il capo, obbli ga ad eseguire la fase ini ziale della inspirazione senza ruotare il corpo lungo l’asse longitudinale (fig. 3), come nel primo tipo. Tale obbligo è dovu to al fatto che l’arto su periore dalla cui parte gi ra il capo per poter conti nuare la propria azione con efficacia deve rimane-
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continua la respirazione nel crawl sul petto
re tutto immerso, la rota zione del corpo portereb be alla sua parziale emer sione. Proprio questo ob bligo pare che impedisca il passaggio alla propulsio ne parzialmente contempo ranea degli arti superiori. Comunque questa nuota ta risulta più morbida di quella che inserisce la in spirazione durante la se conda metà della fase propulsiva dell’arto supe riore dalla cui parte gira il capo perché il riporto degli arti è facilitato dal la piccola rotazione che il corpo esegue lungo l’asse longitudinale (fig. 4-5). La nuotata che viene eseguita con questo tipo di respirazione è quindi valida sino a determinati livelli oltre i quali non può andare perché diven ta preclusiva per ulterio ri evoluzioni. Ai fini della nuotata agonistica può essere un buon punto di inizio per passare alla nuotata con la inspirazio ne inserita nella fase di riporto dell’arto dalla cui parte gira il capo. Noi consigliamo di cer care di imparare direttamente la nuotata con la respirazione inserita nel la fase di riporto dell’ar to superiore dalla cui par te gira il capo, per avere sin dall’inizio tutte le pos sibilità di evoluzione. Il precludersi sotto alcu ni aspetti determinate pos sibilità può portare ad ac quisire un ritmo che poi non si è più capaci di mutare, rischiando di ri manere ancorati ad un nuoto che non permette la migliore utilizzazione del le possibilità natatorie, impedendo la acquisizione dello stile
•• Fig. 1
Dalla figura 1 possiamo vedere gli arti cne si succedono nell’azione propulsiva. La espirazione può iniziare da que sto momento e risultare leggermente ritardata. Dipende dal la velocità con cui viene fatta. Fig. 2
Dalla figura 2 possiamo vedere che la espirazione è in piena effettuazione mentre l'arto superiore dalla cui parte gira il capo ha eseguito parte della trazione. Quasi contempora neamente inizia la rotazione del capo per portare la bocca in superficie. Fig. 3
Dalla figura*3 si può vedere che il capo termina la sua rota zione, permettendo alla bocca di emergere, nella fase finale della spinta dell’arto superiore dalla cui parte gira il capo. Da questo momento inizia la Inspirazione.
come colpire il pallone !
Fig. 4
Dalla figura 4 possiamo vedere che la inspirazione continua durante la successione nell’azione propulsiva degli arti superiori.
Fig. 5
T niziamo oggi un nuovo J| ciclo di lezioni illustrate sulla tecnica e sull’impo stazione delle varie po sizioni indispensabili per poter colpire 11 pallone nel migliore dei modi. In que sta carrellata inizieremo con gli esercizi sui vari modi di colpire la palla con precisione di interno di collo piede, di esterno di mezzo collo, di mezza punta, soffermandoci an che in esericzi riguardanti lo « stop e seguito », eser cizi che dovrete in pratica seguire attentamente se vorrete essere veramente padroni del pallone, e se vorrete acquistare quella confidenza che non deriva altro che dalla giusta im postazione del corpo di ogni singolo esercizio. Solo se tecnicamente prepara ti. riuscirete a far si che
il pallone sia e diventi strumento di volontà vo stra e non una semplice sfera vagante per bontà di Eolo. Iniziamo quindi dal pri mo esercizio (foto A). L’istruttore, oppure un allievo, servirà la sfera con le mani rasoterra al com pagno che dovrà eseguire in pratica l’esercizio stes so. Ricevuta la palla raso terra la restituisce sem pre rasoterra e di prima colpendola con l’interno del piede, che con l’altro di appoggio deve formare al momento di colpire un angolo retto, con il corpo piegato in avanti, e con la gamba d’appoggio legger mente flessa. Questo eser cizio deve essere eseguito di destro e di sinistro; una volta raggiunto il massi mo rendimento con le
ESERCIZIO A
Calcio di interno destro c sinistro.
Dalla figura 5 possiamo vedere che la inspirazione continua sino a quando l'arto superiore, dalla cui parte gira il capo, dopo aver terminato la emersione esegue la prima parte della fase aerea, mentre l’altro arto esegue la trazione. II capo inizia la rotazione in senso opposto e con la stessa traiettoria che aveva seguito per fare emergere la bocca. Con la immersione della bocca termina la inspirazione.
Fig. 6
Dalla figura tì possiamo vedere che il capo ha terminato la rotazione e che la bocca è Immersa mentre gli arti supe riori continuano la loro azione. Da questo momento sino all’inizio della espirazione vi è un brevissimo periodo di apnea.
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stesse modalità l'allievo dovrà passare a colpire la palla, di collo piede di esterno e di mezza punta cercando che l’equilibrio del corpo sia sempre pre sente e che la sfera non abbia mai ad alzarsi ed a essere calciata in direzioni errate ma precisamente nelle mani del compagne in ginocchio oppure dello istruttore. Quindi, massima preci sione. e concentrazione. Il secondo esercizio (fo to B), riguarda l’esecuzio ne dello « stop a seguire » con preparazione della palla che viene calciata con la gamba che non ha eseguito l’arresto del pal lone. L’allievo, in ginocchio, serve il compagno (sem pre con la palla rasoterra).
Il terzo esercizio (foto C), è l’esercizio dello stop col piede destro, con la re stituzione della sfera con interno piede sinistro. Questo esercizio deve esse re eseguito con ambo i piedi, anche di collo pie de, di esterno, e di mezza punta, ricordando però che lo stop deve essere sempre fatto con l'interno del piede. Esempio; stoppando la palla con l’interno sinistro l’allievo la restituisce al compagno di esterno, di collo piede, di mezza pun ta. col piede destro e vice versa Si raccomanda la preci sione nel passaggio di ri torno con la sfera sempre rasoterra, non dimentican do mai la posizione del corpo che deve essere sem-
il csi di Trapani A volte ci si accusa di occuparci più spesso e più pro tondamente delle Società CSJ più vicine al Centro Nazio nale. E noi potremmo ribattere che ciò è anche abbastanza naturale, perché con i più vicini ci si vede più facilmente e con maggior frequenza, anche senza volerlo. Ma giorni fa ci siamo chiesti: qual'è la Sede Provinciale CSI più lontana dalla Sede Nazionale? Tutti sanno che è Trapani il Capobiogo più distante da Roma. Ed allora abbiamo deciso di andare laggiù a fare una visita agli amici trapanesi.
ESERCIZIO B
Stop piede sinistro con preparazionc Calcia il drstro.
il quale deve stoppare la sfera preparandola per es sere calciata di interno si nistro. In questo esercizio lo stop va eseguito con lo interno del piede destro che, oltre a fermare la palla, la sospinge in avan ti spostandola verso il pie de sinistro con il quale, sempre di Interno, la rin via al compagno.
pre spostato in avanti, so stenuto dalla gamba di ap poggio, leggermente flessa mantenendo cosi un per fetto equilibrio del corpo che risulta determinante per ogni esercizio e per chi deve imparare a colpire esattamente la sfera con tutte le parti del piede sia di destro che di sinistro. RENATO BODINI
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Stop piede destro con preparazionc. Calcia il sinistro.
La città è come una pic cola penisola che si disten de a falce sul mare, quindi ci aspettavamo che l’attività principale del CSI fosse ri volta al nuoto. Invece nien te: lo sport del nuoto non viene praticato da nessuno (e quindi neanche dal Cen tro Sportivo) in modo orga nizzato. Perché? Perché a oriente di Trapani il mare forma delle correnti tali da ------ > addiritrendere _pericoloso a octura ogni c~_: tipo *':r~ di J; gara, z' ite c’è l’uscita delle fo cidente gnature e il porto per cui non è igienico tuffarsi. Il Circolo Canottieri, affiliato al CSI, avrebbe la buona in tenzione di fare una piscina, ma finora tutti si sono fer mati alle intenzioni, certo per la ragione (mancanza di quattrini) che ha bloccato ogni iniziativa del CSI in quel senso. Ci vorrebbe un Sindaco più appassionato di sport per i giovani, un asses sore tipo Lo Bello di Sira cusa, per far qualcosa di più e di meglio; ma è anche ve ro che il Comune di Trapani ha attualmente un deficit in credibilmente enorme. Così anche per i trapanesi lo sport che conta più iscrit ti, più appassionati e più sovvenzionatoti è il calcio. Si svolgono campionati CSI per ragazzi e juniores, diur ni e notturni, invernali ed estivi. Si organizzano Corsi per arbitri. Nella città vi sono soltan to due campi di calcio di di mensioni regolari: quello del la S.S. Trapani (un campotabù perché riservato esclu-
sivamente allo «squadrone» cittadino) e quello Comunale i cui spogliatoi, dopo la fa mosa alluvione, sono stati de moliti... per precauzione, con la precisa intenzione (rima sta tale) di ricostruirli; il terreno di gioco è in condi zioni pietose e il campo non è affidato a nessuno, in pra tica, per cui chi prima arri va, prima gioca. In quanto agli altri sport, ci sono i due stadi del CONI che contengono un campo di pallavolo ciascuno, ma al CSI sono vietati ed è un vero peccato, perché sono impianti sportivi tanto belli quanto inutilizzati dagli insegnanti di Educazione Fisica fi soli che possono usufruirne). Da tutto questo appare chiaro che il problema prin cipale del CSI di Trapani è dato dalla mancanza di at trezzature, le quali neppure mancherebbero, se vogliamo (a parte le piscine), ma sono di esclusiva proprietà di al tri che potrebbero anche es sere un po’ generosi con i nostri. Valga come esempio 11 campo di calcio di Custonacl, fatto costruire dal parroco del paese su un terreno da togli dal Sindaco e che pian piano sta diventando di pro prietà esclusiva del Comune. L'altro grosso problema del CSI trapanese è quello dei dirigenti. Vi sono Società come la «Juvenilia» che praticamen te non hanno dirigenti e fan tutto gli stessi ragazzi-gio catori, da sé. E bisogna dire che sono stati bravi. L’attuale Presidente Provinciale CSI,
notizie in breve dalle società e dai comitati
J1 Tennis da Tavolo è fra gli sport maggiormente seguiti a Trapani, con risultati più che soddisfacenti. Nella foto un momento della fase regionale juniores 1966, organizzata dal CSI Trapanese. Daidone, è in carica da cin que anni e sta cercando in tutti i modi di tirar su dai giovani che non mancano i dirigenti che mancano in se no alla maggior parte delle 32 Società CSI della Provin cia. E’ però un lavoro duro e talvolta si ha la sensa zione di far dei buchi nel l’acqua. La spina p i ù grossa è quella della mancanza qua si totale degli Assistenti Ec clesiastici: quelli veri si con tano purtroppo sulle dita di una mano. Gli altri risul tano solo sulla carta. II problema della continui tà non è praticamente sen tito. qui. Infatti nessun atle ta lascia la propria Società ed i propri amici. Non se ne vanno neanche per entrare nella squadra cittadina del « Trapani » la quale è la so la che compra giocatori da fuori (in questo 1966 ne ha comprati anche del 1949). Forse è anche questa man canza di compravendita di calciatori che salva la con tinuità.
Circa la polisportività, biso gna riconoscere che ancora troppe sono le Società che s’occupano solo di Calcio, ma quelle che son riuscite a tro vare campi e attrezzature (come ad esempio il 60" Reggimento Fanteria « Ca labria » CAR) hanno lancia to vari altri sport, ottenendo spesso belle soddisfazioni: ne fa fede soprattutto l’attivi tà di atletica leggera, di pal lavolo, di pallacanestro e di tennis da tavolo. In questa ultima specialità si sono imposti molti ragazzi, anche in campo nazionale, come Basirici) ed Alberti. Sarebbe nelle intenzioni della Presidenza cercar di metter su anche il CSI fem minile, ma per ora vedrà di portare a termine le visite a tutte le 32 Società della pro vincia, soprattutto per aiu tarle a risolvere il problema dei dirigenti e delle attrez zature, ma anche per susci tare una maggiore collabora zione fra centro e periferia. LEONARDO GRIMAUDO
SALERNO - Si è concluso con un grosso successo la IV Coppa S. Domenico di Tennis Tavolo. E’ stata un’edizione dal contenuto tecnico di gioco mai ammirato in provincia, con una larghissima partecipazione di atleti, ben 201 in rappresentanza di 17 società, suddi visi nelle tre categorie: Assoluti, Allievi e Giovanissimi e nella fase regionale « Torneo d’eccellenza ». In clima di agonismo, sempre leale e sportivo, oltre che il notevole livello tecnico di gioco, hanno dimostrato che il Tennis Tavolo, se giocato come la sua tecnica predilige, contiene senz’altro quegli aspetti educativi che noi attri buiamo alla pratica sportiva, checché ne pensino ancora alcuni scettici. Bisognava assistere ad alcuni incontri per rendersi conto come, ad esempio, la preparazione atletica sia essenziale per poter esprimere un buon livello di gioco, e come il controllo nervoso fosse continuamente messo alla prova. Fra gli incontri più belli ed interessanti va citata la fi nale del Torneo d’Eccellenza fra lo stabiese Rossano ed il napoletano Marino, che, dopo tre set molto combattuti, ve deva la vittoria del primo. Fra i partecipanti a questo torneo, il campione nazionale Juniores del CSI Enrico De Notaris, piazzatosi al quarto posto, preceduto dal redivivo D’Amora. 11 paganese Tramontano vinceva la cat. assoluti, mentre il G.S. Alba si aggiudicava la vittoria nella clas sifica per società sulla Poi. Paganese. Nella cat. Allievi e Giovanissimi va citata la brillante partecipazione del G.S. Spes di Battipaglia che sì è assi curata la vittoria in entrambe le classifiche per società, precedendo il G.S. Alba. Nel singolo. Salvatore Caravano. deH'Alba. si aggiudicava la vittoria nella cat. Allievi, men tre Campagna Vincenzo, della Spes, si imponevano nella cat. Giovanissimi, bissando il successo ottenuto lo scorso anno. Numerosissimi i premi messi in palio da Enti, Ditte e dalla stessa Presidenza Nazionale del C.S.I., oltre che dal Comitato provinciale, consegnati nel corso della cerimonia della premiazione, che ha visto l’intervento di autorità, di rigenti e di un grosso numero di atleti.
PAVIA - Il Comitato Provinciale CSI ha indet to alcuni corsi tecnici se rali per i giovani della provincia. I corsi stessi ri guardano: Corso Aspiranti Arbitri di Calcio, Corso Arbitri e Ufficiali di Cam po di Pallacanestro. Cor so Aspiranti Arbitri e Segnapuntl di Pallavolo. Dal canto suo la Com missione Tecnica Provin ciale CSI ha indetto una manifestazione di Pallaca nestro denominata « II Coppa Regisole ». Alla stessa possono prendere parte giovani delle catego rie Allievi e Juniores. Inoltre, domenica 25 set tembre a Ferrara Erbognese, per lodevole ini ziativa della locale Unio ne Sportiva affiliata al CSI di Pavia, è stato inau gurato il nuovo campo sportivo, alla presenza del Delegato Vescovile di Vi gevano ed autorità civili e militari locali. Il CSI era rappresentato dal Presi dente e dal Direttore Tec nico provinciale. TORINO - Il Comitato Provinciale CSI, al fine di potenziare l’organico tecnico ausiliario e nel quadro di espansione del l’attività calcistica del Co mitato, attraverso il pro prio Gruppo Giudici di Gara, ha indetto un Cor so Arbitri di Calcio con svolgimento serale delle le zioni. Gli aspiranti Arbitri promossi all’esame finale, verranno inquadrati tra i Giudici di gara del CSI. LA SPEZIA - L’entusia smo e l’amore per lo sport hanno dato vita ad una nuova Polisportiva CSI a La Spezia. Essa è stata costituita dai Dirigenti dell’oratorio Salesiano del Canaletto, sotto la deno minazione di « Polisporti va Auxilium » e si propo ne di svolgere attività di Pallavolo. Atletica Legge ra. Nuoto. Calcio, Tennis da Tavolo e Pallacanestro. L’entusiasmo da parte dei giovani nell’accogliere questa iniziativa, fa pre vedere buon avvio e sicuri successi in campo agoni stico.
BIELLA - Si è recente mente conclusa la seconda edizione del « Trofeo Ca dore » di Pallavolo, valido per il titolo di campione biellese CSI. Un lusinghie ro successo ha arriso allo stesso, dando un impulso non indifferente alla pal lavolo biellese, tant’é che già si stanno program-
mando nuove manifesta zioni pallavolistiche. Il « Trofeo Cadore » è stato vinto dalla Società Splen dor Adi che ha schierato in campo gli ateti Zambolin, Moro R., Moro A., Cavazzin, Murgia, Angiono, Porrino, Camandona, Tognin e Viale. GRAVINA - In occasio ne della Festa Patronale, il CSI di Gravina ha or ganizzato un locale Trofeo Podistico (staffetta 4x100), al quale hanno preso par te in gran numero gli atleti di tutti i locali Gruppi Sportivi. La gara, seguita da un folto pub blico, è stata vinta dal G.S. Diavoli Neri. CITTA’ DI CASTELLO Nei giorni scorsi si è riu nito il Comitato Zonale CSI per il rinnovo delle cariche e per programma re l’attività agonistica 1966-67. Il Consiglio Di rettivo zonale è stato cosi formato; D. Achille Rossi, Consulente; Sergio Signorelli. Presidente e Diret tore Tecnico; Carlo Meri ni. Vicepresidente; Giulio Volpi. Segretario; Mario Malvestiti, Tesoriere; Alva ro Fiorucci, Addetto Stam pa; Giuseppe Giovagnoli. Fabio Peroni, Fausto Polidori. Dino Squartini e Do nato Volpi, Consiglieri. Le principali attività sportive programmate sono: Cal cio. Campionato giovanis simi e allievi; Pallacanestro. Campionato giovanissimi e juniores; Giornata dell’Atletica; terza Olimpiade CSI.
ALESSANDRIA - Si è felicemente svolta la II edizione della « Coppa Cit tà di Alessandria ». gara nazionale di aeromodelli smo valevole quale quarta prova di campionato ita liano della categoria »< Acrobazia » in volo vin colato circolare. A tale im portante competizione or ganizzata dal locale G.S. CSI Model, é arriso un grande successo a cui ha contribuito l’elevato nu mero di concorrenti pro venienti dalle principali città italiane. Vittoria del monzese Campostella. se guito da Bagalini del CSI Milano. Nella stessa città si è svolto anche il 2° Campio nato Provinciale « Acroba zia » e « Velocità sport », che ha visto l’affermazio ne di Mantelli e del CSI Valenza nella. « Velocità » e Perugini e CSI Alessan dria nella « Acrobazia ».
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iovedì 27, il Presidenl-w-te del CONI, ha tenuto una conferenza stampa. Nell'occasione ha dato comu nicazione dei lavori della Giunta Esecutiva del CONI ed ha presentato ai giornalisti un «libro bianco dello sport» preparato dal CONI. Gli ar gomenti trattati dall'avv.to Onesti meritano uno spazio ed una attenzione più ade guati di quanto attualmente disponiamo. Ci limitiamo pertanto ad un accenno dei principali temi trattati, ri mandando ad altra occasione un’esame più analitico.
I punti salienti emersi dai lavori della Giunta sono i seguenti: 1)costatazione soddisfat ta del notevole aumento di interesse per lo sport nel momento che precede la di scussione del Piano Program matico Quinquennale; 2) due idee sono da tenere chiaramente presenti: un conto è lo sport agonisticocompetitivo, e un altro quel lo formativo-educativo; 3) il CONI cura soltanto lo sport da competizione, mentre auspica che lo Stato prenda decisamente a cuore l’istanza della diffusione del lo sport educativo-formativo; 4) il CONI, che non ha e non vuole avere una propria rappresentanza parlamenta re. intende portare il mas simo contributo in materia di sport educativo-formativo alle Autorità dello Stato che vorranno delineare una ido nea politica di sviluppo spor tivo.
Il « libro bianco » dello sport si sviluppa sostanzial mente secondo le stesse li nee. C'è un'accentuazione dei meriti acquisiti dallo sport ufficiale nei suoi venti anni di vita, e una specificazione degli interventi essenziali e possibili dello Stato in ma teria di sport educatlvo-for-
mativo. I settori di intervento indicati sono: scuola, impian ti di esercizio e di ricrea zione sportiva, Forze Armate e corpi militarizzati, sport per i lavortori e le loro fami glie. sanità, tassazione, ita liani all’estero, contratti dei professionisti e loro previden ze, trasporti pubblici.
Pur da questa sintetica esposizione, si può rilevare nella conferenza del Presi dente del CONI una sostan ziale aderenza alla realtà e ai problemi della situazione sportiva italiana. Qua e là potrebbero farsi rilievi par ticolari ma, ripetiamo, tutta l’esposizione merita un'ana lisi più attenta e più com pleta. Un rilievo fondamentale, invece, è stato quello fatto da un collega direttamente all’avv. Onesti: «In tutta la esposizione — egli ha det to — si parla sempre e sol tanto di Stato e di CONI. Ma nella prospettiva di svi luppo auspicata dal CONI, quale si ritiene possano essere il posto e il ruolo degli Enti di Propaganda sportiva »? Onesti ha risposto: «Fran camente non sappiamo. Dal momento che essi, fino ad oggi, hanno svolto una fun zione sostitutiva di quanto lo Stato doveva fare e non ha fatto, è chiaro che il giorno che Io Stato attuerà il programma da noi proposto gli Enti di Propaganda non avranno più ragione di esiste re. Ma dal momento che que sta prospettiva è del tutto utopistica, noi auspichiamo che gli Enti di Propaganda continuino e potenzino la lo ro azione ».
A parte la scoperta con traddizione tra il tono ottimistico-positivo della sua esposizione e l’esplicita di chiarazione di pessimismo sulla reale volontà e possibi lità operativa dello Stato.
questa inaspettata dichiara zione fa sorgere, almeno, una serie di inquietanti e gravi interrogativi che noi giriamo all'Ente ufficiale dello «sport italiano », cioè il CONI. 1) Chi dovrebbe curare il vasto piano di attività sportive-educative che egli stesso ha proposto allo Stato di promuovere? 2) E’ sicuro che i giovani italiani dopo le lezioni scolastiche desiderino tornare ancora nell’ambiente della scuola per fare sport, e i la voratori nelle aziende per lo stesso scopo? 3) Non si crede che nell’at tuale regime di democrazia e di libertà si debba ricono scere ai giovani il diritto ir rinunciabile di associarsi li beramente per qualsiasi atti vità secondo una preferenza e affinità di interessi perso nali, sociali e morali? 4) Dal momento che lo sport è una tipica attività di tempo libero (a parte l’edu cazione sportiva da acquisirsi a scuola) non si crede che i giovani desiderino praticar lo al di fuori degli ambienti d’attività obbligatoria (scuo la e lavoro) in un contesto di attività culturali varie e non limitate alla sola pratica sportiva? 5) Oltre alla scuola e alle aziende, ci sono anche gli Enti Locali che possono e debbono predisporre le in frastrutture sportive e per il tempo libero. E se i giovani, per esempio, volessero usu fruirne, invece che in collega mento ad una iniziativa sta tale o statalizzata, all'interno putacaso di una libera orga nizzazione democratica per lo sport o il tempo libero?
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Con questi interrogativi nientaffatto marginali sla mo usciti dalla conferenza dell’avv. Onesti. Non c'è sta to modo di sottoporglieli di rettamente. Lo facciamo da queste colonne, interessando ne contemporaneamente i nostri lettori.
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