RADIUM.
CONSULENTI E DIRIGENTI
a convegno il 3-6 novembre
IA SOCIETÀ SPORTIVA BEI C.S.I. 1
.ut. incontro (li amici che si danno convegno per ritrovarsi, per ««tare insieme w incontro di sportivi desiderosi di condurre insieme mia positiva opera edu cativa - im incontro di studio sui temi più attuali del Concilio e drlU^iefFtl. *
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ARCHIVIO STORICO J
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il convegno m anteprima Questo è l'ultimo numero di STADIUM prima del Convegno Nazionale. Abbiamo cercato di raccogliervi quanto più possibile di materiale potesse servire alla preparazione immediata dei convegnisti :
dai risultati del questionario agli schemi ragionati di due delle relazioni, alia « fotografia » che alcune Società hanno fatto di sé stesse.
le indicazioni emerse dai comitati che hanno risposto al questionario rw urante l'estate scorsa ai Comitati Provin ciali e Zonali é stato fat to pervenire un questio nario con domande sulla situazione locale in rela zione ai giovani sporti vi. agli sport da loro pre feriti, alla vita delle so cietà sportive, alle ini ziative per la formazione dei dirigenti, ecc. L’inda gine era evidentemente inquadrata nella prepa razione. al Convegno, da un lato per invitare i Co mitati stessi a prendere coscienza del problema, dall'altro per fornire alla Presidenza Nazionale al cuni dati orientativi per la programmazione del l'incontro di novembre. Hanno risposto al que stionario 35 Comitati in rappresentanza di quasi tutte le regioni. Le indi cazioni emerse saranno naturalmente utilizzate in sede di Convegno, ma in tanto ci sembra utile ac cennarne anche in questa sede sia per la prepara zione personale di quanti verranno al Convegno, sia a titolo di personale in formazione per tutti gli altri dirigenti. Ecco in sintesi alcuni dei dati emersi. 1.. L'attività sportiva nei giovani (considerati nel l'arco 10-20 anni) è presente in quantità piutto sto scarsa nell’ambito del-
le scelte relative al tem po libero. Comunque la disponibilità a fare sport è più presente negli stu denti, meno nei lavorato ri e ancora meno nei gio vani delle campagne. Sembra ad alcuni sia an che prematuro parlare di attività sportiva quale « scelta » nell’impiego del tempo libero poiché non esiste ancora nei giovani una coscienza del tempo libero e tanto meno una programmazione dello stesso.
2. Quanto ai giovani che fanno sport, i motivi sembrano doversi ricerca re soprattutto nella dif fusione che fanno dello sport i mezzi di comuni cazione sociale, nella presenza di organizzazioni funzionali quale il CSI e nella mancanza di altri prevalenti centri di inte resse nella zona. 3. Gli sport più prati cati sono: il calcio («un campo per il calcio si tro va sempre! »), la pallaca nestro, la pallavolo, l'atle tica leggera, e gli altri il cui scarso esercizio è da addebitare soprattutto al la carenza di impianti. 4. Le cause della scarsa pratica sportiva giovanile sono così elencate: scarsita di impianti; pochi dirigenti qualificati;
pochi tecnici preparati; scarsa mentalità spor tiva in genere; — assenza di sensibilità sportiva in Enti Locali, mondo poli tico e organi di diffusione; — diffidenza dei genitori; —■ scarso spirito di sacri ficio nei giovani; — poca serietà nell’affrontare l'E. F. scolastica; — negativa esperienza sportiva al l'inizio; — difficoltà di tempo; — altre cause in terne relative al CSI e alla GIAC. (Le cause sono elencate in ordine decre scente a seconda della percentuale delle indica zioni date per ognuna.) 5. Circa le carenze nella vita delle nostre Società Sportive vengono indicate le seguenti cause: — in sufficiente preparazione dei dirigenti; — insuffi cienza degli impianti sportivi; — scarsi mezzi finanziari; — scarsa pre senza dei Consulenti Ec clesiastici; mancanza di tecnici competenti; — carenze formative varie; persone uniche re sponsabili incapaci di la vorare in équipe; — in sufficienza formativa del la stampa e scarsi sus sidi da utilizzare; — man cata collaborazione con la ■ non società ma GIAC; di un unico squadre, scarsa sensibisport; -
lità dell’opinione pubbli ca; — assenza di una reale catechesi sportiva; carenza di gente gene rosa disposta a sacrificar si; — insufficienti posti annuali ai Campi Scuola; carenza di persone ma ture nei quadri dirigenti; abbondante « quanti tà », poca « qualità » nel l’attività.
6. Sulle iniziative per la formazione di dirigenti (generici e tecnici) si ri leva una generale insuf ficienza. ma anche la vo lontà di fare di più. Tra le iniziative attuate sono ricordate: — 3 giorni an nuali o Corsi Dirigenti; corsi tecnici; — visite alle Società; — giornate per dirigenti; — lezioni formative e tecniche in una sola serata; — con tatti con il clero; — no tiziario ciclostilato di col legamento a carattere formativo; — giovani in viati ai Campi Naziona li; sperimentati Corsi CSI-FARI e corsi per cor rispondenza. Offriamo questi dati e queste indicazioni all'at tenzione dei nostri diri genti, in particolare di quelli che verranno al Convegno, nella speranza che giovino loro per una più proficua partecipazio ne. Arrivederci a Roma. STADIUM
lo schema ragionato della relazione di don Claudio Bucciarelli
il ruolo della società sportiva del c.s.i. nel disegno pastorale
attenzione ai “segni dei tempi”
Lo spirito del Concilio sollecita la Chiesa, oggi più che mai, a guardare al Tempo Libero come ad un « valore » nella promozione della dignità della persona uma na. 4 - I « laici cristiani » di conse guenza. appunto in virtù di que sta cordiale attenzione della Chie sa circa le realtà terrene in ge nere e circa il Tempo Libero in specie, sono invitati a impegnarsi con tutta lucidità in questo set tore senza complessi di evasione e di pessimistico disprezzo. Il lai co cristiano è chiamato a realiz zare una sintesi nuova nella sua vita, ad avere cioè una sua par ticolare « spiritualità » da realiz zarsi nel mondo, chiamato com’è alla promozione di tutti i legitti mi valori terrestri, anche se rifiu ta di farne un « assoluto »...
1 - Dal Concilio Vaticano II pos siamo individuare due grandi pro spettive dalle quali scaturiscono conseguenze direttamente attinen ti ad una pastorale « nuova » della Chiesa: a) Una concezione più comple ta della. Chiesa: una Chiesa cioè riscoperta come realtà misteriosa, « mistero » trascendente e salvifi co, come comunità fraterna realiz zata nella fede, nella speranza, nella carità e guidata dallo Spi rito Santo, come popolo di Dio in marcia verso la sua meta finale, un popolo messianico che non ha un suo modulo di civiltà da pro porre. un suo « progetto cattoli co » da offrire come alternativa al mondo laico, un popolo in cui gerarchia e laicato hanno una profonda e sorgiva unità... b) Una nuova concezione del rapporto Chiesa-Mondo: la Chie sa e il Mondo non sono due « realtà » da contrapporsi, non so no due « forze » competitive, ma sono due realtà « complementa ri ». Questo Mondo profano vie ne da Dio che ne è il Creatore e il Sovrano: le «realtà terrestri» non sono quindi soltanto « mezzi » per raggiungere il fine ultimo, ma hanno una loro consistenza, un valore proprio, sono degne di at tenzione da parte della Chiesa... 2 - Ma una pastorale « nuova » della Chiesa trova le sue giustifi cazioni non solo da motivi « teo. logici », ma anche da grandi « mu tamenti sociologici » oggi in at to nel mondo. La sociologia ci di ce che la società sta sempre più trasformandosi da « clan-societa rio » (poche comunità in cui sono 'esauriti tutti gli interessi umani: tipica la « famiglia patriarcale ») in « realtà comunitaria » (in cui si moltiplicano associazioni e gruppi che si costituiscono specia listicamente intorno ai vari inte ressi dell’uomo). Dinanzi a questo « pluralismo associativo » la Chie sa non deve assumere un atteggamento difensivo né contrappor re per sé nuove « istituzioni for mali cristiane » in corrispondenza a quelle che nascono dall'ester no.... suo compito è quello del l’animazione cristiana della real tà temporale; come si articola la « pasta » così si articola il « lie vito »...
3 - Tra i « segni dei tempi » che si olirono alla nostra atten zione. in un contesto di accelera- ' ta spesso disordinata promozione della persona umana e della vita comunitaria, vanno poste le esi genze. i problemi del Tempo Li bero.
la chiesa e le istituzioni temporali cristiane Se la Chiesa ha il preciso com pito di offrire la « salvezza » al mondo, ma senza costruire un « mondo cristiano » accanto al « mondo profano ». occorre trova re una « giustificazione » a varie « istituzioni temporali cristiane ». che la cristianità ha realizzato quando nella 'coscienza cattolica non era maturata l’autonomia del le realtà terrene. Per un « equilibrato » avvio alla soluzione del problema ci pare di dover prescindere dal rischio del semplicismo che di solito si av verte nelle posizioni estremiste: c’è chi non sa veder altro che isti tuzioni temporali cristiane e chi non le vorrebbe vedere affatto. A me sembra che proprio il Concilio (cfr. Decreto «Apostola to dei laici ». cap. V n. 24) solle cita una riflessione più articolata del problema. Comunque il dibat tito è aperto e presuppone com petenze storiche e sociologiche al servizio della competenza teologi ca. Alla nostra maturazione sem bra comunque opportuno aver charo alcuni « passaggi » del pro blema. che ci limitiamo solamente ad elencare in questo schema: 1 - Occorre che tutti abbiano la chiarezza assoluta circa l’es senza delle finalità missionarie della Chiesa: la sua missione è di portare la salvezza... 2 - La Chiesa che cammina nel la storia degli uomini, ha in sé. per volontà del suo Fondatore. un aspetto istituzionale di carat tere divino. Ma accanto a questo aspetto istituzionale a carattere
divino, la Chiesa lungo i secoli ha creato <« istituzioni ecclesiastiche » ed « istituzioni temporali cristiane »... 3- Origine e funzione delle <; istituzioni temporali cristiane » e loro collocazione all'interno delle finalità ultime della Chiesa. Cioè: in che senso le «istituzio ni temporali cristiane » possono contrastare o concorrere con le autentiche esigenze missionarie della Chiesa... 4 - Quali sono i criteri e le condizioni per cui oggi un’istitu zione temporale cristiana a ca rattere educativo può dirsi in sintonia con il Concilio Vatica no II?
il ruolo della società sportiva del csi 1 - Dinanzi al problema della « realtà sportiva », nel più ampio contesto del Tempo Libero, oggi, nella cristianità italiana esiste un’istituzione temporale cristiana a carattere educativo, che. senza avere le pretese di attribuirsi in esclusiva la soluzione di questo problema, è impegnata a lavorare nel settore sportivo secondo lo spirito del Concilio. Tale istitu zione è jl Centro Sportivo Italiano la cui finalità è quella di matu rare nei suo iscritti una retta co scienza per l'animazione cristiana di quella realtà temporale che chiamiamo « sport ». 2 - Per realizzare ciò il Centro Sportivo Italiano deve avere, so prattutto nella sua classe diri gente, dei laici che hanno capito il loro ruolo nella Chiesa, laici cioè dalla « fede adulta » (secondo lo spirito del Concilio e il che non è quindi legato ad un’età cronologica) e dalla « grande sen sibilità educativa » (secondo i cri teri fondamentali della pedagogia cristiana...). Questo fatto è di ca pitale importanza per garantire l’autenticità dell’azione del C.S.I... 3 - Nell’ambito quindi di una pastorale giovanile, il C.S.I. si in serisce nella pastorale organica di una diocesi accettando e susci tando la più stretta collaborazione con altre istituzioni educative e in special modo con la GIAC... 4 - La Società Sportiva del CSI. date le premesse, nel suo « dover essere » dovrebbe realizzare quel l’ambiente educativo in cui si ma turano coscienze cristiane con la capacità di animare cristianamen te la realtà sportiva e quindi Con la capacità di « dialogo missiona rio » con il più vasto mondo dello sport... 3
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lo schema ragionato della relazione di Aldo Notorio
la situazione L'analisi iniziata in occasione del Congresso del Ventennio ci ha fatto Individuare alcune zone d'ombra nell'attuale strutturazio ne e vita delle nostre Società Sportive.! Esse hanno costituito una remora alla trasmissione dei valori, a quella animazione cri stiana che il C.S.I. si propone. Si possono così sintetizzare. 1 - la difficoltà di far prendere coscienza alla periferia (5.000 So cietà Sportive) dei contenuti che animano la nostra azione; 2 - la concezione strumentalistica dello sport (anche ai fini re ligiosi) di nostri Dirigenti; 3 - la visione parrocchialistica della Società Sportiva, cioè il grup po chiuso sovente in contrapposi zione alla realtà sportiva organiz zata che lo circonda; 4 - scarsa vitalità associativa del gruppo sportivo che si limita ad una semplice attività agonistica; 5 - il prevalere dell’attività ago nistica (non uscire dall'esclusivo interesse sportivo verso gli altri interessi sociali del giovane); 6 - l’equivoco che la responsa bilità educativa e morale sia di competenza del sacerdote a cui si delega volentieri, riservando al lai co quella tecnicistica ed organiz zativa. Carenze di vario ordine richie dono interventi di vario ordine e questo Convegno si propone ap punto di prenderli in esame: l'aspetto teologico-pastorale è trat tato nella prima relazione, quelli strutturali e organizzativi sono trattati nella terza relazione e nel le varie comunicazioni. Il compito della presente rela zione è quello di mettere a fuoco la fisionomia di una Società Spor tiva, tale che, supposta la validi tà dei metodi e delle strutture, riesca a trasmettere efficacemen te ai giovani atleti quei valori che il C.S.I. si propone. Dobbiamo dunque, rispondere alla domanda: Come può una Società Sportiva, partendo dalla vita di « gruppo » e dai valori sportivi, proporre ef ficacemente ai giovani atleti un discorso e un’esperienza educativa sul piano naturale e su quello so prannaturale? La moderna scienza sociologica ci offre una soluzione che noi ri teniamo valida. Essa ci dice che la « vita associata », la « vita di gruppo » costituisce uno strumento efficacissimo di mediazione peda gogica, soprattutto nell'età giova nile, cioè consente di stabilire con le persone associate un valido rap porto educativo, a patto che que sta vita si svolga in una determi nata maniera che diremo. Dobbiamo però sgombrare il ter reno da un possibile equivoco: da ora in avanti si parlerà di « grup4
la società sportiva del c.s.i. al servizio dei giovani po » e di « comunità » in senso sociologico generale e non in ri ferimento ai vari temi di « Gruppo Sportivo », « Società Sportiva », « Unlone Sportiva » e « Squadra » che noi usiamo all’interno della nostra Organizzazione. Tutta questa no stra varia terminologia può essere compresa nei termini sociologici di « gruppo » e di «comunità» in senso generale, e di « gruppo spor tivo », di « comunità sportiva » in senso specifico. Questi- termini, per tanto, useremo nel nostro discorso.
dal gruppo alla comunità Per « gruppo » si intende socio logicamente un qualsiasi modo in cui degli individui si ritrovano in sieme. Se rincontro avviene sol tanto in base a certi interessi par ticolari, per svolgere una deter minata attività, per conseguire dei fini precisi, i sociologi li chiama no « gruppi secondari » (gruppi professionali, sindacali, politici, ecc.). Se invece rincontro avviene per rispondere a un bisogno intimo delle singole persone di stare insieme, di vivere insieme, di « cre scere » insieme, i sociologi li chia mano « gruppi primari » o « comu nità » (la famiglia, il vicinato, i gruppi di gioco dei bambini e de gli adolescenti, ecc.). E’ nei « gruppi primari », cioè nelle « comunità » — ci dicono sempre i sociologi — che le per sone si « arricchiscono », « cresco no », si « perfezionano » più che nei « gruppi secondari » nel quali gli individui mirano soltanto al conseguimento di quei particolari scopi per cui si sono associati. Questa premessa non esaurisce certamente le differenze e le re lazioni esistenti tra « gruppi » e « comunità », ma può bastare a fondare il nostro discorso sui « gruppi sportivi » e sulle « comu nità sportive ».
dal gruppo sportivo alla comunità sportiva — il Gruppo sportivo nasce spontaneamente dall'interesse per lo sport: persone che stanno in sieme per un interesse sportivo (gruppo secondario); — la Comunità sportiva è co stituita invece da persone che stanno insieme anche per amici zia, per « amore » (gruppo primamario). La Comunità è una grande fonte di ricchezze spirituali e pertanto occorre che il Gruppo faccia que sta esperienza comunitaria. L’espe rienza comunitaria favorisce; 1 - consolidamento delle proprie certezze a contatto con le certezze altrui;
2 - identificazione nei valori al trui che vengono cosi assimilati; 3 - scoperta di sé a confronto con le qualità e i doni altrui e quindi stimolo al perfezionamento. Bisogna ' dunque operare il pas saggio dal gruppo alla comunità sportiva, facendo maturare i rap porti fra persona e persona at traverso lo stare insieme. La novità educativa che noi pro poniamo alle Società Sportive del C.S.I. e a tutto lo sport italiano è questa: trasformare ogni gruppo sportivo in comunità sportiva.
come operare il passaggio Occorre osservare, preliminar mente, che il gruppo sportivo in quanto sportivo offre già una base solida per svolgere questo lavoro, perché l’interesse sportivo assicura una dose di continuità, di impe gno, di inserimento nel gruppo, di precisi e dinamici rapporti interindividuali che non si trovano altrove. 1 - Il segreto per operare il passaggio sta nei leaders (coloro che emergono per doti e qualità personali). E’ insieme a costoro che l'educatore deve operare l'ani mazione : i leaders danno il tono, lo stile, aprono conversazioni, im postano progetti. La dinamica da favorire perché i leaders operino è: a) accettare e favorire le amicizie spontanee integrandole e rendendone parte cipe tutto il gruppo; ò) con op portuna progressività introdurre altri interessi oltre a quelli spor tivi: cordialità, stima umana, va lorizzazione dell'uomo, dell’impe gno e non solo del « migliore in campo», ecc.; c) avere iniziative corrispondenti per stare insieme:' festicciole, gite. 2 - Trasformare il fatto sportivo spontaneo in un fatto program mato, cioè volontario. Il ragazzo cioè deve prendere coscienza del fine per cui fa sport ed essere im pegnato a seguire una precisa li nea tecnica corrispondente. 3 - Trasformare il fatto sportivo in servizio sociale (dalla soddisfa zione all’impegno, dall'affermazione all'esempio, dal successo alla' carità cristiana). 4 - Evidenziare ed utilizzare gli aspetti dello sport che servono per l’educazione umana: sforzo, osservanza delle leggi, disciplina di squadra, senso della solidarietà, collaborazione sociale, tensione progressiva a mete successive. Questi quattro punti non indi cano un ordine logico o tempora le, ma solo 1 vari aspetti di un metodo che va portato avanti su tutti i fronti contemporaneamente e integrando i vari interventi.
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in che senso una comunità umana può diventare cristiana ? Poiché noi ci proponiamo un im pegno di animazione cristiana nel lo sport, questa non può dirsi ef fettuata col semplice passaggio dalla vita di gruppo alla vita co munitaria. Non perché l’animazio ne umana (conseguita di per sé nella comunità) non possa dirsi anche cristiana, ma perché l’espe rienza umana è monca senza quel la soprannaturale. D’altra parte non ci può essere ,un’autentica esperienza soprannaturale se que sta non è basata su una retta esperienza umana: la Grazia non distrugge la natura, ma la assume cosi come è e la eleva. E’ necessario pertanto, a questo punto, che la Comunità Sportiva del C.S.I. non si accontenti della esperienza associativa sul piano naturale ma che questa esperien za venga « battezzata » con la pro posta di un certo ordine di valori e di vita soprannaturali. I dirigenti del CSI, che hanno accettato questo impegno educativo-cristiano, debbono necessa riamente ampliare ed elevare, in ordine al « dover essere », la loro proposta educativa a livello so prannaturale. Questa proposta cristiana inte ressa primariamente ed essenzial mente le singole persone della comunità, ma è la comunità in quanto tale che deve svolgere an che in questo caso opera di me diazione. Quindi anche la propo sta dei valori soprannaturali e delle conseguenti esperienze di vi ta cristiana non solo possono e debbono farsi attraverso l’annun cio vero e proprio della Parola di Dio (catechesi, direzione spirituale, educazione sacramentale, ecc...), ma possono e debbono consolidarsi attraverso i canali propri di una esperienza comunitaria: Dirigenti più leaders verso il gruppo. In al tre parole, 1 membri della comu nità, che realizzano già fra loro un interscambio di « ricchezze » a livello di persone amiche che stan no insieme, assimileranno anche i valori soprannaturali opportuna mente proposti. Cioè li assimile ranno anche questi per via di consolidamento, identificazione e scoperta, attraverso l’opera dei leaders, le amicizie spontanee, la integrazione degli interessi, le ini ziative corrispondenti, l’impegno cosciente nell’attività, lo svolgi mento di un servizio sociale, la inte grazione delle virtù e dell’ascesi sportiva con le virtù e l’ascesi cri stiana (sono tutti gli aspetti me todologici di cui si è parlato sopra). Si può arrivare, per questa via, alla costituzione di una vera e propria « comunità sportiva » che possiede una visione cristiana del la vita, cioè in cui i membri si sentono e vivono insieme: — non soltanto per simpatia e comunione di interessi, ma per la comune fede di Dio; — non soltanto per amicizia umana, ma per la Carità di Cri-
sto che potenzia^ l’amicizia umana dal momento che tutti li vincola soprannaturalmente nella comu nione del Corpo mistico; — non soltanto per realizzare un servizio sociale a vantaggio vicendevole e del mondo sportivo, ma per comunicare anche agli al-tri il messaggio di salvezza di Cristo attraverso la testimonianza, l'evangelizzazione e l'azione cari tativa. In questo senso possiamo effet tivamente parlare di un ulteriore passaggio da compiere: prima dal gruppo alla comunità, ora dalla comunità umana alla comunità cristiana. Ciò non implica, natu ralmente. che chi si associa alle nostre Società deve necessaria mente accettare forzosamente tut to questo discorso e le sue conse guenze; implica però l’obbligo da parte dei dirigentii del C.S.I. di fare questa proposta completa, nel rispetto s’intende della più ampia libertà morale degli indi vidui. La « umanizzazione » dello sport, secondo il metodo esposto, consen te di poter operare questo ulteriore passaggio. E’ un passaggio da operare gra-
dualmente, per via di' convinzione e non di imposizione per via di integrazione e non di giustapposi zione o sovrapposizione. Il discorso a questo punto ridi venta pastorale (la partecipazio ne liturgica, l’impegno morale-apostolico-caritativo, la partecipazio ne alla vita parrocchiale, ecc.) e si riallaccia a quello della prima re lazione e alle cose dette sopra. Si riallaccia anche il nostro di scorso a quello sulle strutture por tanti della società (dirigenti, at tività polisportive, giovanissimi, passaggio dai giovanissimi all’at tività normale, sussidi) che rap presentano le condizioni organiz zative e di tempo attraverso cui questo passaggio può essere ope rato. Si riallaccia, infine, al discorso sulle attività che noi chiamiamo più espressamente « formative », ma assumendo il termine « for mazione » come sintesi vitale di due realtà distinte, ma non sepa rabili e cioè: la proposta dei va lori e la guida all’esperienza di questi. Tali attività saranno og getto dello studio del prossimo an no nélla « vita della Società Spor tiva ».
Lo schema della terza relazione, « Il Comitato Provinciale e Zonale del CSI al servizio delle Società Sportive ». di Gianluigi Boffelli, sarà consegnato diret tamente ai conveenisti.
per il lavoro dei gruppi sulla prima relazione I punti elaborati serviranno per il lavoro di gruppo attorno alla prima relazione. Si tratta di un approfondimento del tema trattato per la crescila personale di ciascuno di noi circa le « fondamentali motivazioni » della nostra organizzazione. 1) Cosa significa per noi dire che la pastorale è opera di tutta la Chiesa? E in che senso si deve parlare di pastorale nuova: si tratta di una e tecnica» o di una « prospettiva » nuova? Cosa c’è da « cambiare » nella nostra mentalità? 2) Quali sono i criteri e le condizioni per cui oggi il C.S.I. come istituzione temporale cristiana a carattere educativo, può dirsi in sintonia con il Concilio Vaticano II? Rilevare le sfasature, proporre esperienze in questo senso. 3) Che significato ha per noi l’espressione: « il C.S.I. deve avere una classe dirigente fatta di laici dalla fede adulta e dalla grande sensibilità educativa »? A che punto è la nostra organizzazione in questo senso? Come far evolvere la situazione? 4) Una volta precisate la natura e le finalità del C.S.I., quale pastorale dello sport è preferibile per noi: quella del contraltare? Quella del nucleo for mato che dialoga e si inserisce in altri gruppi? Quella dell’influsso dall'esterno? E in che senso e in che misura in questa azione pastorale occorre collaborare con altre istituzioni educative?
sulla seconda relazione 1) Rilevare le « cause specifiche» per cui ci accorgiamo di certe storture educative (« zone d’ombra ») nella nostra organizzazione. Evidenziare non le sole « cause » strutturali organizzative, educative, ma anche un tipo di « men talità » che non è più in linea con i tempi conciliari in cui viviamo. 2) In che modo una Società Sportiva del C.S.I., può favorire in quanto « gruppo » e. in quanto « gruppo sportivo » la maturazione dei nostri giovani. Rilevare le carenze di vita comunitaria delle nostre Società* Sportive e proporre idee, indicazioni ed esperienze perché tale vita comunitaria sia un dato di fatto si Una volta che tale vita comunitaria sia stata instaurata, in che modo concreto la vita della Società Sportiva del CSI può diventare una « proposta in atto » per maturare cristianamente i nostri giovani: — aspetto interno: catechesi in funzione dell'animazione cristiana del valore sport e della • vita in genere: colloqui personali; preghiera comunitaria: liturgia e vita sportiva. — aspetto esterno: dialogo con gli altri a livello individuale: dialogo con gli altri gruppi sportivi e con il mondo dello sport in genere. Proporre non tanto iniziative, ma schemi metodologici, operativi, itinerari educativi, esperienze, ecc.
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dallo sport un metodo per lo sport e per la vita
Da molte parti non si capisce perché le Parrocchie e le Associa zioni Cattoliche perdano molto tempo nel coltivare lo Sport, es sendo quest’ultimo poco educati vo: anzi ... E si portano esempi di maleducazione sortiva: la sensua lità in agguato perché il corpo è fatto centro d’interesse e di cu ra; una certa grossolanità volgare di tratto e di comportamento pri ma e dopo le gare; un esagerato modismo; occasioni di promiscui tà. Spesso vi si aggiunge una certa primitività incolta di senti mento e cultura propria di chi non ha voluto o potuto darsi una più integrale formazione. Punti negativi di questo gene re se ne numerano a decine, e c'è chi ve ne troverebbe a centi naia. aggiungendo poi un bell’ec cetera dovuto alla mancanza di tempo e di spazio.
© oggi lo sport non può essere affidato all’improvvisazione e alla faciloneria
ontinuiamo il nostro discorso sulle società sportive da trasformare in comunità. Esamineremo questa volta un elemento che potrebbe sembrare estraneo all’argomento, ma non lo è. Perché un’associazione di giovani atleti viva una vita più intima di .quella che può essere esiglta dal semplice fatto di gareggiare insieme di tanto in tanto, occorre certamente l’azione dei leaders, iniziative varie che arricchiscano la vita sociale, un clima di sincera amicizia, ecc., ma occorre anche ed è utilissimo far prendere coscienza dell’attività spor tiva che si pratica. I giovani cioè che molto spesso vengono a fare sport per un impulso spontaneo, dovranno essere gradualmente avviati a sen tirlo come un impegno cosciente e responsabile, convenientemente pro grammato, esattamente preparato, praticato con convinzione e con la consapevolezza dei fini personali e sociali che si vogliono conseguire. Pren dendo coscienza dei fini dell’attività praticata, i giovani prenderanno an che coscienza del perché « stanno insieme », e da questo stare insieme in un determinato modo troveranno a loro volta reciproco aiuto per il conseguimento dei fini della propria attività sportiva. I sociologi espri mono questo concetto in una maniera sintetica ed efficace: trasformare il fatto sportivo da spontaneo in programmato. Vediamo ora di vedere il problema un po’ più semplicemente e... a modo nostro (nel senso che l’articolo non pretende di esaurire l’argomento, ma solo di offrire alcune prime osservazioni).
Purtroppo questi avvocati del diavolo non sempre hanno tutti i torti. Infatti vi sono alcuni inconve nienti gravi, nei quali noi diri genti cadiamo, per eccessivo zelo sportivo. Quando lo Sport distoglie dalla santificazione abituale dei giorni festivi, dall'istruzione religiosa, dagli impegni di studio e di scuo la, dagli obblighi famigliari e pro fessionali, è negativo. Quindi: anche noi educatori e dirigenti sportivi non sempre fac ciamo lo sport metodologicamente. Non vorrei fare il difficile. Espongo l'idea per gradi. ■Lo Sport oggi è diventato scien tifico. Si parla di scuola italiana, • di scuola inglese, di modulo di gio co. di rapporti e cosi via. Anche le grandi università del tipo di Berkeley ospitano volentieri questi simposi scientifici dello Sport. Anni fa, infatti, su quelle fa mose cattedre salirono: il leggen dario Cornelius Warmerdam, il prete presbiteriano, il re del gia vellotto Franklin Budd Hald, il nostro Giorgio Oberweger e altri. Trattarono i lanci, 1 salti alla luce di pagine trigonometriche e di formule fisiche e chimiche. Diagrammi, analisi di rendimen velo- to, carico, potenza, lavoro, velo cità. Le grandi Società Sportive non s'arrisciano di affrontare gare e campionati senza prima aver sottoposto gli atleti agli approfondi ti studi di una equipe di medici, psicologi, neurologi, radiologi. Le palestre sono diventate studi me dici e specialistici. Lascia a gente più competente di me desumere se ciò nuoccia o no allo Sport. Una cosa però è chiara: i gran di spettacoli «di cuore» non si vedranno più. I campionati del
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mondo alla Pozzo, non si faran no più. (e non si vinceranno più?) Se. putacaso, Von Braun venis se in Italia, cosa credi che gli fa rebbero fare? Qualche casa te lo chiamerebbe per studiare un tipo di bicicletta che pesasse niente, per far vincere il ciclista.
0 intelligenza, sentimento e volontà trovano nello sport un’esercizio adeguato Noi. società piccole, per fortu na. non arriveremo mai a fare questi trapianti scientifici nel campo dello Sport, però anche lo Sport sotto un certo angolo di visuale. Dobbiamo far sì che i nostri atleti. entrati nelle maglie della rete sportiva, pian piano vengano assorbiti in una visione più com-
pietà: dallo Sport ad un metodo di vita. Quello che il giovane non cer cherebbe ormai più nell’ingenuità del gioco, e che neppure gusta sempre nel meccanismo preordi nato e troppo « culturale » della ginnastica, lo trova nell’esercizio sportivo, a sua volta ricco di po tere decongestionante del cervel lo e del sistema nervoso, fattore di sollievo e giocondità offerta allo spirito. E’ cosi che gli sport devono es sere considerati: in una loro fun zione intimamente connessa con la spiritualità totale deH'uomo. Già è allenamento, la prepara zione e l’uso atletico del corpo o anche dell’attrezzo o della mac china, sono atti dello spirito. Intelligenza, sentimento, volon tà. azione, e loro diverse virtù, vi sono ampiamente interessati. Proprio la maggiore creatività ri spetto alla ginnastica, la maggio re metodicità rispetto al gioco, il maggiore agonismo rispetto ad
entrambi, fanno si che lo sort sia mezzo sintetico opportunissimo di impegno delle qualità spirituali, in prima linea proprio l’intelli genza e la volontà. Il Papa. Pio XII, in un famoso discorso fatto al C.S.I. nel 1955 ci aiuta a metodizzare il nostro sport. L’intelligenza, dice, è esercitata addestrando i giovani alla rifles sione. al raziocinio, all’economia previdente delle forze ad intuire il comportamento tattico degli av versari, per saper cogliere il mo mento giusto dell’impegno delle proprie riserve d'energia e di de strezza. La volontà si educa me diante la coscienza del dovere, il legittimo desiderio della vittoria, il piccolo sacrificio, il giusto sen so dell’onore. La volontà bene ad destrata a gareggiare si manifesta nella preparazione accurata e metodica, nella resistenza al più forte, nella tolleranza ai disagi, nell’ordinamento e nel supera mento di se stesso.
vengono esercitati nell’ordine cor poreo. possono facilmente venire compresi, valutati, assimilati nel l'estensione all’ordine morale. L’atleta, fattosi consapevole di ciò. è diventato una cellula viva del nostro metodo. Lo sport ha il vantaggio di creare un clima suggestivo, ge neroso. nel quale più che altrove, il giovane è disposto a praticare forme di condotta valide per ogni aspetto della vita. Vorrei elencare. assieme a Pio XII. le virtù proprie di que sta attività: — la lealtà, che vieta di ricor rere a sotterfugi; — la docilità ed obbedienza ai saggi ordini di chi guida; — lo spirito di rinuncia quan do occorre tenersi in ombra a vantaggio dei propri colori; — la fedeltà agli impegni; •
— la modestia nei trionfi; — la serenità per i vinti; — la serenità nell’avversa for tuna; — la pazienza verso il pubblico non sempre moderato; — la giustizia se lo sport ago nistico è legato ad interessi finan ziari; — e in generale la castità e la temperanza già raccomandate da gli stessi antichi.
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Mi pare che a questo livello, l’atleta è. nel pieno clima scien ti fico-pedagogico. A queste altezze, suggerite da Papa Pacelli, possiamo realmente dire che dallo sport allo stato puro siamo passati ad un vero metodo educativo. Questo traguardo del nostro si stema educativo-sportivo è la punta di diamante. Però, attenzione a non forzare la mano, altrimenti cadiamo in una pedanteria tremenda e in breve tempo restiamo ... soli. Se è opportuno che l’atleta si renda consapevole dei numerosi atti virtuosi che fa, a noi. educa tori. rivelargli, nel modo più se reno e antiretorico, il vero signi ficato e la vera funzione di tanta ricchezza. La forza, l’ordine, la disciplina l’autodominio. proprio mentre
Molte volte questa « scuola di lealtà,, dì coraggio, di sopporta zione. di risolutezza, di fratellan za » non opera un abbondante « transfert » nella condotta della vita ordinaria, proprio perché ab biamo dimenticato di incastonare questo brillante in una corona edu cativa generale. ■
7
I
Continuiamo la pubblicazione delle risposte al nostro questionario
inviato ad alcune Società,
da Cerignola
ringraziando quelle che hanno risposto e sollecitando vivamente le altre, Le risposte saranno pubblicate anche dopo il Convegno.
società allo specchio o
ecco il questionario Perché si è preferita la soluzione polisportiva? Offre vantaggi o no all’opera di formazione dei giovani atleti?
Q
Che cosa significa, in termini concreti, per la vostra Società educare attraverso Io sport? (Quali programmi realizza la So cietà e qual’è la loro incidenza sui giovani?).
e
Quali obiettivi si propone la Società con l’attività di « Arcoba leno Sport »?
La nostra Unione Sportiva p^' cipa a tutti gli sport organlz dal Comitato Zonale di Cerig-’ e cioè: calcio, atletica legk' pallavolo, tennis-tavolo, rugby e cativo. Il calcio, naturalmente, la parte del leone. Come base di partenza, coir., que, non ci dispiace perché guardiamo alla realtà attuale accettiamo così com’è e nella c le ci inseriamo con la nostra 3ne educativa. Oggi predomini calcio, domani potrà predomi.' l’atletica; noi come educatori • facciamo questioni di classi* dei vari sport; se oggi con il ciò possiamo interessarci di ragazzi, mentre con l’atletica tanto di 2 ragazzi, preferiarr. che sia ben accetto, il calcio. S stando il ragionamento diciar se abbiamo istituito una so: sportiva e non un altro tipo (L cietà, e perché con lo sport sciamo ad interessare più gic per non dire la quasi totalità, atleti e simpatizzanti. La soluzione polisportiva, munque, è da preferirsi perché fre i seguenti vantaggi: — allarga la cerchia dei giov interessati; — aumenta il periodo attivo : la Società; — dà più possibilità ai gic: di sviluppare le proprie capa: un buon educatore sa trovare ciascuno lo sport più adatto
Come viene risolto in pratica il problema del passaggio dei gio vanissimi alle attività più impegnative, in modo da garantire continuità alla pratica sportiva e all’opera educativa?
e o O
Come si è riusciti a integrare gli interessi agonistici con quelli formativi?
Quali sono le possibilità di incontro dei giovani al di là degli allenamenti e delle gare? Quali attività sociali extrasportive la Società attua e qual’è la risposta dei giovani? Secondo voi i giovani sentono che voi offrite soltanto l’occa. sione di fare sport, oppure avvertono di vivere in una comu nità con interessi molteplici e complementari? Le relazioni tra dirigenti e atleti vanno al di là dei sepnplici rapporti burocratici o tecnici? Si stabilisce tra essi un clima di amicizia comunitària? In che modo pratico?
© ©
©
La presenza del Consulente è accettata e compresa dai giovani 'al di là dei motivi organizzativi contingenti che possono deter minarla? Si ingenera l’equivoco di assegnare al solo sacerdote i compiti della formazione educativa, mentre agli altri dirigenti compe tono soltanto quelli organizzativi tecnici? Se no, i ragazzi come reagiscono alla figura del dirigente-sacerdote? Impianti sportivi: quali erano le carenze, come vi si è supplito, quali opere sono state realizzate?
Per la nostra Società, edu: attraverso lo sport: — non significa: sport-richhr sport-esca; cioè agganciare i • gazzi, conquistarli con lo sper successivamente educarli; non f. ciamo questioni di prima e ; — ma significa: sport inezia ficace di educazione umana, c diamo cioè che lo sport ha ir tutti gli elementi per poter ed: re l’uomo. In termini concreti esponi! in breve e molto sinteticamer. programmi da noi realizzati. Si premette che l’U.S. «S. IL teo » è sorta e vive in uno c ambienti più difficili del padiffìcile per mentalità sociale. ; istruzione (molti ragazzi e giov. sono analfabeti o semianalfab-: per condizioni economiche (ro sone le famiglie numerose). : moralità (molti i matrimoni dai ai 20 anni, pochi gli sposalizi a: il velo »). I nostri iscritti, in massima p te, fanno parte di questo amb. te ( un ragazzo di 14 anni, che f cava con noi nell’attività « Ar baleno ». se ne scappò con la danzata ed ora è sposato); , recchi sono i nostri giovani s
r.S. .S. MATTEO sati con figli; raramente accet tiamo gente di altri ambienti. In massima parte sono braccian ti agricoli e lavoratori in genere, pochi gli studenti; questa mesco lanza di categorie non ci ha mai presentato grossi problemi, anzi serve ad integrarci vicendevol mente. Nella realizzazione dei nostri programmi teniamo sempre pre senti i seguenti principi: fare tut to cristianamente e nel migliore dei modi, rispettare la gerarchia dei valori (lo stinco di un avver sario vale molto più di una vit toria); non finalizzare mai quello che si fa ai frutti che si possono ottenere. Il nostro compito è quel lo di seminare, preparare, non quello di raccogliere. La Grazia è un dono di Dio, non una conse guenza del nostro lavoro. Noi per ciò prepariamo soltanto il ter reno.
Con l'attività di « Arcobaleno Sport », molto attiva nella nostra Società, ci proponiamo lo stesso fi ne per cui esiste la nostra U.S. : educare. In particolare e concreta mente cerchiamo di arrivare con l'attività Arcobaleno a tutti i ra gazzi del rione (e sono molti) e attraverso i ragazzi, alle famiglie.
Il passaggio dei giovanissimi alle attività più impegnative non pre senta alcun problema. Abbiamo cercato di creare una certa gradualità e continuità di pratica sportiva (ricordiamo che lo scheletro è sempre il calcio). Stiamo cercando, per motivi in terni, di organizzarci a piramide: larga base con Arcobaleno che rap presenta il primo settore; il se condo settore, meno largo, è rap presentato dalla categoria juniores CSI; il terzo settore dilettanti CSI e terza categoria FIGC. I ragazzi sono ansiosi di pas sare tra gli juniores e questi an siosi di passare in 3“ categoria-di lettanti. Nessun problema quindi di passaggio perché c'è continuità.
povolgimento dei valori, ristabilire cioè l'ordine mettendo al primo posto gli interessi formativi e poi quelli agonistici. Forse è questo il punto critico della Società Sportiva perché quando il ragazzo scende in campo pensa soltanto a vincere e diventa un lavoro improbo (specialmente con i giovani del nostro ambiente) far capire che il fine principale non è la « vittoria ». Con il tem po, comunque, si fanno progressi. A questo proposito si presenta in concreto il seguente problemadilemma: far giocare i migliori tecnicamente (interessi agonisti ci), o far giocare i più meritevoli? (interessi formativi). Da tre anni abbiamo affrontato questo problema. La nostra solu zione in breve è questa: per l’at tività calcistica facciamo- allena menti (divisi in tre parti: atle tica. tecnica individuale e tecnica collettiva) e convocazioni mettendo le presenze su un registro. Le par tite vengono giocate di volta in volta dai primi undici in gaduàtoria nelle presenze. Non manca no i difetti in questo sistema: i primi anni fu un disastro dal punto di vista tecnico, non però da quello formativo. Con il passar de gli anni però lo andiamo sempre perfezionando e 1 risultati tecnici migliorano anch’essi.
e
o
Aggiungiamo a quanto detto in altri punti le seguenti considera zioni. Purtroppo in tutte le Società Sportive tendono a dominare e prevalere gli interessi agonistici su quelli formativi nel senso che pur di vincere una partita si lasciano in sottordine gli interessi forma tivi. Molto difficile si presenta il ca
Sono state già accennate nei punti precedenti. In breve fare della Società Sportiva una « fa miglia » nella quale, si gioca, si sof fre, si gioisce si prega possibil mente sempre insieme. Massima importanza diamo all'adunanza settimanale del lunedi nella quale impostiamo sempre 1 nostri pro blemi.
o La risposta dei giovani in genere è soddisfacente. In alcuni casi è addirittura generosa e commoven te. Non mancano casi di defezione imprevisti. Molto dipende da C0me si organizzano le varie attività e dal « saper fare » dei diri genti.
I nostri giovani sanno chiara mente perché facciamo sport in quanto sia nelle adunanze che nei continui contatti personali riba diamo i nostri concetti, non solo, ma agiamo e cerchiamo di mettere in pratica i nostri principi a costo di andare contro corrente. Es.: i giocatori FIGC di 3“ cat. sono vincolati a vita e, purtroppo, anche in queste squadre dilettanti, c'è commercio di atleti. JMoi di ciamo che siamo contrari alla compravendita degli atleti e agia mo di conseguenza: i nostri iscrit ti. cioè, pur essendo vincolati con noi. li mettiamo in lista di svin colo se desiderano passare ad al tra società, senza pretendere o chiedere nulla a nessuno. Questo modo di agire è molto apprezzato.
e Uno dei chiodi fissi della nostra U.S., sul quale insistiamo tanto, è quello di creare una Società-Fa miglia attraverso la vera amicizia tra tutti. E’ la base della nostra Società e cerchiamo di realizzarla con lo stare quanto più é possibi le insieme, in qualsiasi circostanza. 9
■
■
© « I ragazzi della Chiesa » o « del la Parrocchia » sono chiamati, in genere, gli atleti che giocano nelle file del CSI. I giovani sanno tutto questo e ci vengono ugualmente, sia pure per giocare. La nostra è una Unione Sportiva agganciata alla Cappella S. Matteo, dipenden te da una Parrocchia. Il Cappel lano nostro Consulente, è anche il Consulente Zonale CSI. La Cap pella si apre solo la domenica per la celebrazione di un’unica S. Mes sa alle ore 8. Il Consulente' è ben visto e ac cettato perché ci incoraggia, ci aiuta anche materialmente spe cialmente nei momenti difficili e poiché è giovane e sa trattare con i ragazzi. Per i suol molteplici im pegni diocesani, raramente parte cipa alle nostre adunanze del lu nedi. Quando può, comunque, è sempre pronto a venire con noi nelle gite e nelle trasferte varie, partecipando anche attivamente alle nostre iniziative. Un giovane soltanto, in questi ultimi tempi, si è allontanato di cendo che noi attiriamo i giovani con lo sport per farli diventare della Democrazia Cristiana; poi ché é del nostro ambiente sta av vicinando molti nostri atleti per distoglierli adducendo i suoi mo tivi politici di estrema sinistra. Fi nora nessuna conseguenza prati ca: tutti gli atleti continuano a frequentare il nostro gruppo. Una situazione che fa tanto sof frire noi dirigenti é il fatto che la domenica sono pochi quelli che vanno a Messa e molti quelli che lavorano, anche tra i piccoli. E’ una conseguenza c------ 7-------- dell’ambiente. E’ una situazione di fatto da noi co nosciuta; anzi la nostra U.S. è sor ta di proposito proprio in questo ambiente per creare una presenza apostolica e un'animazione cri stiana. Non vincoliamo mai il gioco alla Messa; nelle adunanze però insi stiamo sempre sul valore del Pre cetto festivo. Escludiamo, inoltre, nella manie ra più assoluta qualsiasi accenno politico.
© L’azione educativa, nella nostra U.S. tende a fare tutto nel mi gliore dei modi; a fare tutto con l’occhio del cristiano. In sintesi: vedere, giudicare. agire cristianamente. Non c’è distinzione tra azione educativa ed organizzazione tec nica perché buona organizzazione tecnica significa educare, ed edu care Significa anche organizzare bene tecnicamente. Il dirigente-sacerdote è un con trosenso come pure il sacerdote tecnico, ciascuno deve stare al posto giusto in questo nostro orga nismo educativo: entrambi sono indispensabili nella formazione umana e cristiana dei giovani.
10
Di impianti sportivi non ne ave vamo e non ne abbiamo. I nostri allenamenti li svolgia mo sull'unico campo CSI di calcio che per fortuna è vicinissimo alla nostra U.S. II campionato di calcio di terza categoria lo svolgiamo sul campo comunale in subordinazione ad al tre tre squadre di categoria su periore. Molte sere, d’inverno, fac
ciamo gli allenamenti atletici nel la piccola sacrestia della nostra Cappella di S. Matteo (mt. 4x8). La nostra sede è provvista di un tavolo di tennis-tavolo regalatoci dal nostro Consulente. La nostra attività del resto non la subordiniamo a... se abbiamo questo, se abbiamo quest’altro... fa rei ecc. Noi agiamo nell’ambiente e nelle circostanze in cui la Prov videnza ci ha chiamati, senza de siderarne altri migliori.
da Gubbio U.S. S. MARTINO
o
Si è preferita la soluzione poli sportiva perché permette ai giovani di sviluppare tutte le loro qualità atletiche. Questa soluzione offre vantaggi perché consente uno svi luppo fisico più completo e per mette ai giovani di scegliere lo sport loro più consentaneo.
Secondo noi, non tutti i giova ni sentono che oltre allo sport vo gliamo offrire loro altri interessi complementari, anche se, come si è detto, partecipano in massima parte alle attività extrasportive. Alcuni però avvertono che c’è qualcosa che supera lo Sport.
©
Educare attraverso lo sport per la nostra società significa tenere insieme i ragazzi per fomentare la loro amicizia, avvicinarli alla Parrocchia, toglierli dall'ozio, E nella stessa attività sportiva si cerca di far capire ai giovani il senso del sacrificio, della rinuncia, della lealtà, della lotta, per pre pararli al domani.
Le relazioni tra dirigenti e atle ti vanno al di là dei semplici rap porti burocratici o tecnici perché esiste un’amicizia abbastanza pro fonda. Noi dirigenti cerchiamo di stare con gli atleti il più possibile cercando di farci partecipi delle loro difficoltà, di capirli, di aiutarli a risolvere i loro problemi.
© La nostra è una squadra parroc chiale e pertanto è per noi abba stanza facile integrare gli interes si agonistici dei nostri giovani con quelli formativi. Praticamente es si, nella Parrocchia, non sono solo atleti, ma partecipano anche alle altre attività giovanili che la Par rocchia stessa svolge.
© La possibilità di incontro dei giovani al di là delle gare e degli allenamenti sono molte, e scatu riscono appunto dal fatto che i nostri atleti partecipano alle atti vità giovanili della Parrocchia. Quindi ci si ritrova insieme alla S. Messa, alla adunanza settima nale, agli incontri mensili o quin dicinali per discutere proprio i problemi giovanili e per cercare di risolverli insieme e qualche volta alle iniziative di carattere sociale che la parrocchia intraprende.
G
Quali sono le attività extraspor tive che la società attua lo ab biamo detto nella risposta prece dente. Per quanto riguarda la ri sposta del giovani non si può dire che è totale, ma si deve dire che è soddisfacente.
La presenza del Consulente è ac cettata ben volentieri dagli atleti, anche perché è il Parroco.
Noi dirigenti cerchiamo di inte'grare quella che è l’opera educa tiva del Consulente. I ragazzi di so lito non disdegnano i consigli edu cativi che cerchiamo di dare loro. Certo non tutti sono pronti a se guirli, ma questo non ci scoraggia perché siamo consapevoli di quan to sia difficile e lungo educare i giovani.
© Come impianti sportivi slamo riusciti a realizzare un campo di Basket regolare (26x14) e due cam pi da Bocce (20x3,50) affrontando la non indifferente spesa di tre mi lioni di lire; spesa che dobbiamo ancora finire di pagare. Ma per il calcio troviamo grandi difficoltà sia per lo svolgimento delle gare sia per gli allenamenti, disponendo solo del campo sportivo comunale. Comunque finora slamo riusciti, con grandi sforzi, anche finanziari, a fare del calcio l’attività centrale della nostra Società.
ANNO SPORTIVO
1966-1967
COMUNICATO UFFICIALE N. 1 SALUTO
i comunicati COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE PALLAVOLO COMUNICATO UFFICIALE N. 15 30 settembre 1966
CAMPIONATI NAZIONALI Omologazioni ARGENTA . cat. Juniores, sq. part. 4, ha vinto CSI AURORA Conselice, ROVIGO: cat. Allievi, sq. part. 6, ha vinto G. S. COM MENDA sq. A; cat Juniores, sq. part. 4, ha vinto G. S. ROBUR ,SPOLETO: cat. Allievi, sq. part. 4, ha vinto U.S. A.S.S.C.I.
MANIFESTAZIONI LOCALI Approvazione regolamenti ACIREALE : 3a Coppa « Città di Riposto » ; BARI: 2" Torneo CAGLIARI : « Coppa notturno ; Adriano Scanu », CALTAGIRONE : 1“ Torneo delle Messi ; CATANIA : la Coppa « Comune CERIGNOLA: Tar di Nicolosi ga S. Francesco d'Assisi ; CHIETl : Torneo « S. Maria del TriENNA: 1“ Coppa « Ma calle » ;, ENNA: ria SS. della Visitazione », la Coppa Fulgor, la Coppa « Città di Agira »; FAENZA: 1“ Tor neo Notturno di Cotignola, 2° Torneo Notturno di Brisighella; GALLIPOLI: Torneo 3a Olim piade Zonale; LA SPEZIA: Tor neo Provinciale ; MOLFETTA : Tor neo 1“ Coppa S. Giuseppe cat. Allievi e Juniores; Torneo « 2a Olimpiade Estiva » di Bitonto, 13° Trofeo G. Chiarini: Fase So cietaria: G.S. Frassati di Terlizzi, G.S. San Domenico Savio di Molfctta, S.S. Frassati teli Mólfetta, S.S. Fidens di Giovinazzo, S.S. Gifram di Molfetta, S.S. San Filippo Neri di Molfetta, S.S. Mario Fani di Molfetta, S.S. Robur di Molfetta, G.S. Virtus di Molfetta; Fase cittadina: di Mol fetta, di Ruvo e di Giovinazzo; PIACENZA: 1° Torneo * Cristoforo Colombo » a Bettole; ROVIGO; Torneo notturno * Cop-. , «, Tro pa Peroni » ; SIRACUSA : feo « Pino Rando », 2" Trofeo Aurora, 1 ° Trofeo S. Anna; TARANTO: Torneo « Coppa Valle
dìtria »; TERMOL1 : 5“ Gran Trofeo Gino Pistoni; UDINE: lorneo P.O.A. a Lignano Sabbiado ro; VIBO VALENTIA : Torneo « Olimpiadi Oratoriane
Omologazioni risultati ALBA : Coppa « Albergo Pie monte », sq. part. 5, ha vinto sq. Albergo Piemonte ,( Omologazione C.R. Piemontese Com. Uff. n. 35); CAGLIARI: 1“ Cop pa Maria Ausiliatrice, sq. part 5, ha vinto U.S. S. Paolo sq B; CATANIA: !•’ Coppa « Comune di Nicolosi », sq. part. 3, ha vinto Gad Etna ; CHIETI : Torneo « S. Maria del Tricalle », sq. part. 3, ha vinto G.S. Falco Az zurro; ENNA: la Coppa « S. Ma ria della Visitazione », sq. part. 3, ha vinto U.S. Stella Azzurra di Catania; 1" Coppa Fulgor, sq. part. 4, ha vinto G.S. Folgore; la Coppa « Città di Agira », sq. part. 3, ha vinto G.S. Agira ; FERRARA: 1“ Coppa S. Spirito, sq. part. 4, ha vinto U.S. 4 Torri; MANTOVA : Torneo « Festa della Repubblica », sq. part. 12, ha vinto G.S. VV.F. Scatola; Trofeo Giallo, sq. part. 5, ha vinto G.S. Casatico di Casatico; MESSINA: 11“ Coppa C.S.I.. sq. part. 3, ha vinto G.S. San Giuliano; Tro feo Giallo, sq. part. 6, ha vinto G.S. San Sebastiano,- MOLFET TA : Torneo « S. Di Gregorio », sq part. 4, ha vinto G.S. S. Do menico sq. C ; Torneo Victoria a Giovinazzo, sq. part. 4, ha vinto G.S. Fidens sq. B; 1“ Cop pa S. Giuseppe, cat. Allievi, sq. part. 5, ha vinto S. Domenico Savio sq. A ; cat. Juniores, sq. part. 6, ha vinto San Domenico Savio sq. C; 13° Trofeo Chia rini : fasi societarie : S.S. Frassati di Terlizzi, sq. part. 4, ha vinto sq. C; S.S. Virtus di Molfetta, sq. part. 4, ha vinto sq. D; S.S. Frassati di Molfetta, sq. part. 4, ha vinto sq. A; S.S. Fidens di Giovinazzo, sq. part. 12, ha vinto sq. B ; S.S. San Domenico Savio di Molfetta, sq. part. 7,
ha vinto sq E; SS San Fi lippo Neri di Molfetta, sq. part. 6, ha vinto sq. A; S.S. Gifram di Molfetta, sq. part. 4, ha vin to sq. D; S.S. Robur di Molfetta, sq. part. 4, ha vinto sq. A ; Fasi cittadine: Ruvo, sq. part. 7, ha vinto S.S. Nunzio SulpriziO; Mol fetta, sq. part. 7, ha vinto SS. San Domenico Savio; ORJSTANO: Torneo Propaganda, sq. part 4, ha vi.ito vinto U.S. Libertas Soiarussa; SASSARI: Coppa Pri mavera, sq. part. 3, ha vinto U.S Silvio Pellico; SIRACUSA: Tor neo Provinciale, cat. Allievi sq. part. 2, ha vinto G.S. Aurora ; cat. Juniores, sq. part. 5.. ha vinto G.S. Ferrini;' Ferrini; 1“ Torneo « Pino Rando sq part. 3, ha vinto G.S. Ferrini; 2° Trofeo Au rora, sq. part. 3, ha vinto G.S. Aurora sq. A; 1” Trofeo S. Anna, sq. part. 3, ha vinto G.S. Aurora ; TARANTO : « Coppa Val le d'Itria », sq. part. 5, ha vin to U.S. Eccelsa; TERMOLI : 5° Gran Trofeo « Gino Pistoni », sq. part. 5, ha vinto G.S. San Giacomo; VIBO VALENTIA: « O limpiadi Oratoriane », sq. part. 4, ha vinto sq. Inghilterra.
La Commissione Tecnica Nazio naie all'inizio della nuova sta gione sportiva porge il suo sa luto agli Organi Centrali e Peri ferici del C.S.I., agli Arbitri e Allenatori, alle Società Sportive ed ai toro atleti tutti, formulan do nel contempo i più fervidi voti augurali per la futura atti vità agonistica. Nella certezza inoltre di poter contare sulla generosa e compe tente collaborazione di tutti, an ticipatamente ringrazia, auspican do che, dal consapevole e con giunto impegno, la pallavolo del C.S.l. possa maggiormente svi lupparsi sul piano organizzativo, raggiungendo in forma capillare anche quelle zone dove ancora la pallavolo non viene praticata o viene praticata in modo rudi mentale ed anacronistico; noncné su quello tecnico, con una sempre maggiore qualificazione dei propri tecnici periferici.
ERRATA CORRIGE Sul testo del regolamento dei Campionati Nazionali Allievi e Juniores pubblicato su STADIUM n. 30 dell'llI settembre abbia ino rilevato <dile errori che ci affrettiamo a correggere qui di seguito. a) ILe fasi interregionali avranno luogo il giorno 7 maggio ( e non come si legge nel riepilogo « Attività Ufficiale 1966-1967 » poverso « Fasi <e Date » al 2° rigo) ;
b) all'art. 4 comma a) capoverso deve leggersi « ILe fasi regionali con un massimo di cinque squadre partecipanti dovranno essere svolte a girone unico con formula all'italiana semplice ( cioè con partite di sola andata ).
4’
CORSI TECNICI ACQUAVIVA Corso Arbitri ; per Allenatori.
DELLE IFONTI : FAENZA : Corso
A conclusione della stagione agonistica 1965-66 la C T N. de sidera ringraziare vivamente tut ti gli Organi Periferici, le Socie tà, gli arbitri, gli allenatori e gli atleti tutti per il notevole impegno, per la collaborazione e per tutte le iniziative realizzate, consapevole che il notevole sviluppo organizzativo e tecnico raggiunto nella decorsa stagione è unicamente frutto della loro passione, spirito di sacrificio e competenza.
La C.T.N. desidera altresì rin graziare gli Organi Centrali e Periferici della FIPAV per la toro costante considerazione e per la loro apprezzata collaborazione. Formula altresì a tutti i mi gliori auguri di sempre maggiori fortune sportive.
IL PRESIDENTE
FILIPPO DRAGOTTO
MODIFICHE AL REGOLAMENTO DEI CAMPIONATI NAZIONALI ALLIEVI E JUNIORES In conseguenza dell’abolizione dei reclami di carattere tecnico, deliberata dal Consiglio Diretti vo della FIPAV nella sua riu nione del 9 ottobre 1966, il com ma b) dell'art. 4 del Regolamen to dei Campionati Nazionali vie ne così modificato :
« b) Reclami: I reclami di carattere tecnico sono abo liti. Nelle fasi provinciali i re clami in 1“ istanza per irre golarità di attrezzature do vranno essere preannunciati prima delITnizio dell'incon tro con il versamento della prescritta " tassa nelle mani del 1 ° Arbitro, che rilascerà
11
regolare ricevuta e ne annote rà gli estremi sul referto di
motivazione
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Entro
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1.000,
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APPROVAZIONE REGOLAMENTI FASI PROVINCIALI E ZONALI AUTONOME CAMPIONATI NAZIONALI fase
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Mantova, Cosenza.
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che i giocatori stessi non possono prendere parte nella
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Presidente:
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Presidente :
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Segretario :
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Gino,
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Romolo,
RATIFICA CC.TT. Bellintani,
Comi
APPROVAZIONE CORSI
Fidens
2.
Itzi
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Biddau
forza
in
CSI
Cagliari ;
SEGRETARIO
ANGELO RAINERI IL
PRESIDENTE
UMBERTO GARCEA
Beniamino
COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE NUOTO
COMUNICATO UFFICIALE N. 1
Coppa
1“
« OMOLOGAZIONE RISULTATI
S.
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Paolo sq. A.
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Segretario:
Cesaris; e
Presidente:
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Trofeo
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SALERNO:
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sata di nuoto di Salerno.
MOLFETTA:
13°
Trofeo
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M.
MANTOVA :
Capasse,
C.T.N di
Nuoto
Presidente :
ai
rivolge
Milano,
Salerno
e
Termoli il più sincero plauso per la perfetta riuscita delle mani festazioni
natatorie
recentemente
organizzate che, oltre a realizza re indubbi risultati propagandisti
ci per la diffusione del nuoto, nell'ambito dei loro Comitati, suscitato
lusinghieri
G.
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Segretario :
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Componenti :
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PAVIA: 2" Coppa Reggisele;
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NORME PER LO SVOLGIMENTO DELLE FASI ZONALI
Torneo
BOLOGNA :
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il rimanente rimane invariato.
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MANIFESTAZIONI LOCALI
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Settembrino Nuove Leve; POGGIBONSI : 2" Coppa delì'Amici
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CAMPIONATI NAZIONALI
APPROVAZIONE REGOLAMENTI MANIFESTAZIONI A CARATTERE LOCALE
Roma,
Pallavolo a
COMMISSIONE TECNICA
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tazione,
FILIPPO DRAGOTTO
MOLFETTA : fase societaria Tro
zonale
Torneo
PRESIDENTE
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Arbitri ;
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REGISTRAZIONE REGOLAMENTI FASI ZONALI fase
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NAZIONALE PALLACANESTRO
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APPROVAZIONE CORSI TECNICI
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RINNOVO TESSERE ARBITRI CSI Sono
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Segretario:
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viata entro 24 ore dal termi ali'Organo Omologante con le
quale
dal
solamente
Anto
Seduto
SEGRETARIO
ANGELO RAINERI IL
PRESIDENTE
CARLO GOLGI
COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE GIUOCO CALCIO
COMUNICATO UFFICIALE N. 7 PRECISAZIONE NORME REGOLAMENTARI Poiché le nuove modalità per l'identificazione dei giocatori im partite recentemente dalla F.I.G.C. ci sono pervenute ad attiviti iniziata, precisiamo che per tutta l'attività calcistica del C.S.I. per la stagione 1966-67 vigono le norme già in uso nella decorsa sta gione.
SOSTITUZIONE è
Calci ; VERONA : Torneo Giova nissimi a 7 giocatori ; Torneo Allievi a 7 giocatori; ASTI: Tor neo Notturno U.S. S. Giovanni cat. Giovanissimi (C. R. Piemon tese); ACQUI: Trofeo Piero Ottazzi ( C. R. Piemontese); CAR- , PI : Torneo Giovanissimi ; Tor neo cat. Pulcini; Pulcini ; Torneo cat. Esordienti: MONDOVI MONDOVI'’: Coppa Industria; Trofeo D. Ezio Bertolino (C. R. Piemontese).
GIOCATORI
A partire dalla presente stagione anche nella categoria Dilettanti ammessa la sostituzione del portiere nel corso dell'intera gara.
PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI Ad Atleti VIMERCATI Giulio, nato il 3-12-1939 dell'U.S. Riolo di Faen za : ritiro definitivo della tessera per aver colpito con un pugno l’arbitro della gara U.S. RioloU.S. Brisighellai del 9-9-1966; SAVINI MARIO, nato il 10-1-36, dell'U.S. Riolo : 2 anni di squalifica a decorrere dal 9-9-1966 per aver lanciato con violenza il pallone contro l'arbitro della gara U.S. Riolo-Brisighella, colpendolo alla> mano ; MECOCCI GIULIANO, nato r il 13-7-1939, dell'U.S. Viottolone di Firenze : ritiro definitivo della tessera, per aver colpito con pugni l'arbitro della gara U.S. Bar Viottolone Bar Nanni del 5-7-1966; AMADEI GIUSEPPE, nato il 28-9-1942, dell'U.S. Viottolone: ritiro defi nitivo della tessera, per aver col pito con calci l’arbitro della gara U.S. Viottolone-Bar Nanni del 5-7-1966.
modifica); ROVIGO: niores; cat. Allievi.
Ju-
APPROVAZIONE REGOLAMENTI TORNEI MOLFETTA : Coppa Pre-campionato ; MANTOVA: Torneo Primi
MONDOVI': Torneo Notturno « Città di Mondovì », vincente U.S. Bar Alfieri ( C. R. Piemon tese); ORISTANO: 3“ Coppa Città di Oristano, vincente U.S. CSI Libertas Oristanese ; TARAN TO : 5° Trofeo Libertas, vincen te U.S. Libertas A; 9° Trofeo del Sole, cat. Giovanissimi, vin cente U.S. Excelsior; FAENZA: 1“ Coppa CSI Faenza, vincente U.S. Torricelli: MOLFETTA: 13u
AUTORIZZAZIONE CORSI ARBITRI Ariano
Irpino, Verona.
RATIFICA COMMISSIONI CALCIO PROVINCIALI E ZONALI CREMONA: Presidente: Cesare □□maneschi, Presidente G.A.C.:
il totocalcio distribuisce oltre MEZZO MILIARDO alla settimana
APPROVAZIONE REGOLAMENTI CAMPIONATI PROVINCIALI E ZONALI LODI: Cat. Allievi; MACERA TA: cat. Juniores (con modifi ca); CREMONA: cat. Juniores. CAPUA: cat. Allievi; CERINO LA : cat Juniores; TRENTO: cat. Juniores; VITTORIO VENETO: cat. Juniores (con modifica); ORISTANO: cat Juniores; BO LOGNA : cat Giovanissimi ; CA TANZARO: cat. Juniores; AREZ ZO: cat. Allievi; PERUGIA: cat. Juniores; BIELLA: cat. Ju niores; cat. Giovanissimi (C. R Piemontese); AOSTA: cat. Gio vanissimi (C. R. Piemontese); PADOVA: cat. Dilettanti; MES SINA; cat. Juniores; LATINA: cat. Juniores; CARPI: CARPI : cat. Al lievi; CALTAGIRONE: CALTAGIRONE : cat. Ju niores .■- FIRENZE : cat. Giovanis simi ,- cat. Juniores (con modi fica); cat. Allievi; FERRARA: cat. Juniores; TORTONA: cat. Juniores; cat. Giovanissimi; VE RONA: cat. Juniores, cat. Gio vanissimi; CESENA: cat. Junio res (con modifica); REGGIO CALABRIA: cat. Juniores; CA GLIARI: cat. Juniores,- MANTO VA: cat. Juniores; cat. Allievi; cat.' Dilettanti; cat. Giovanissi mi; BARI; cat. Juniores (con
cat.
OMOLOGAZIONE RISULTATI TORNEI
Trofeo G. Chiarini, Fase Cittadina di Molfetta, vincente U.S. S. D. Savio; Fase Cittadina di Ruvo, vincente U.S. Fulgor; 2" Oliaipiade Estiva, vincente U.S. Pro Virtude di Bitonto ; Torneo « Trentennio Frassati vincente U.S. Frassati A di Molfetta ; SIENA : Coppa « Agip-S. Gusmè», vincente U.S. Badia a Ro ti; AVELLINO: Coppa G.MP No sco, vincente U.S. R. Tecce di Castelfranci; VISO VALENTIA: 3n Olimpiade Oratoriana, cat. Giovanissimi, vincente U.S. Argemina.
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Piergiorgio Carletti ; Segretario: Mario Verdi ; Componenti : Lui gi Bussi, Antonio Parizzi ; Rappr. FIGC : Adelmo Remondini ; Rapp. AIA-SA: Avo Piazzi; MANTO VA : Presidente : Faustino Can cellieri ; V. Presidente: Danilo Castagna; Segretario: Antonio Pa ladini ; Componenti : Luciano Co stanti, Giovanni Malaguti, Mauri zio Lodi ; ROVIGO : Presidente : Alberto AndriottO; V. Presiden te : Franco Veronese ; Segretario : Renzo Pedrocco ; Componenti : Mario Meneghini, Vittorio Grigolato, Antonio Benelle; Rappr. G.A.C.: Giocondo Masiero; Rap presentante FIGC: Benito Zanìrato ; Rappr. AIA-SA: Arturo Stochic; CALTAGIRONE: Car melo Amato, Salvatore Intelisano, Claudio La Monica, Vittorio Scollo, Enzo Pavone; LODI: Pre sidente: Bassano Bianchini; com ponenti : Bruno Baldini, France sco Prina, Luigi Sarcina ; dele gato G.A.C. : Guerino Folli.
NOMINA ARBITRI TORINO: Damiani Nicola, Ca pello Giuseppe, Damiani Luciano,
Merluzzi Luigino; LECCO; Corti Adriano, Gilardi Francesco, Co lombo Romano, Colombo Rober to, Dottori Carlo, Lavelli Giusep pe, Bosisio Angelo, Stucchi Gianmichele, Redaelli Vittorio, Villa Angelo, Brambilla G. Angelo; MANTOVA : Paladini Antonio, Marchesi Norberto; CAGLIARI: Soi Gianpiero, Sarli Antonio, Sanna Carlo, Contini Mariano, Atzeri Antonio, Quarto Antonio, Fiseddu Virgilio.
RINNOVO TESSERE ARBITRI CAGLIARI : tenero luigi, Ruggiu Paolo, Adamo Salvatore, Murgia Nanni, Fercia Paole; SIRACU SA : Ancona Vito, Boscarino Sal vatore, Fiorito Mario, Peres Vin cenzo, Capozio Giuseppe, Pizzo Salvatore, MANTOVA: Rossi Lui gi, Benedini Severino, Rizieri Re mo, Brutti Giovanni, Mozzarelli Ivo, Truzzi Gianni, Grandis- Gior gio, Predella Gastone, Bellini Lu ciano,- LECCO: Di Giugno Giu seppe, Galli Mario, Sesana Ric cardo, Airoldi Athos, Casiraghi
tutto notizie di attività inviale dai nostri addetti stampa
giornata del dirigente temi di grande attualità seguiti ovunque con vivo interesse
14
Eliseo, Lamonato Franco, Tappare Mariano, Biasiolo Franco, Mazza rol Sandro, Pianalto Giacomo, Milan Giuseppe; BRESCIA: Bian chetti Roberto, Ceretti Angelo, Robba Domenico, Zoccolo Giovanni, Michelin G. Franco, Podavini Eugenio, Rossini Alberto, Zappa Franco, Serena G. Franco, Tondini luigi, Rodella Guglielmo, Vantadori Andrea, Gatti Mario Attilio, Calzoni Luigi, Simonelli Ezio, Bragaglia Gianni; SALER NO : Amoruso Rocco, Cosimato Franco, Napoli Mario, Napoli Michele, Napoli Raffaele, Roton dano Antonio, Somma Carlo, Fio rello Giuseppe, Ricciardi Gaeta no, Siano Fulvio, Arzano Guido.
COSTITUZIONE N.A.G.C. E' stato autorizzato il Centro Sportivo Libertas del CSI di Gros seto a costituire un Nucleo Ad destramento Giovani Calciatori.
IL SEGRETARIO
RENATO BERNINI IL PRESIDENTE
GENEROSO DATTILO
Il numeroso gruppo dei partecipanti alla «giornata» di Biella.
CSI
BIELLA - Presenti i dirigenti di una ventina di società guidati dal Presiden te Rondi e dal rappresen tante del Comitato Regionale Piemontese rag. Rambaldi, si è svolta domenica 2 ot tobre a Graglia Santuario, la giornata del Dirigente CSI comprendente la pre miazione della stagione 19651966. La S. Messa -celebrata dal nuovo consulente ecclesiasti co del Comitato CSI di Biel la Don Gariazzo, ha dato il
Claudio, Vrittone Patrizio, Morganti Giuseppe; TORINO: Bian chi Luigi, Meriano Bruno, Bocasso Domenico, Mosca Giovanni, Parise Aldo, Rosso Elio, Trinelli Giovanni, Marangon Antonio, Greco Vincenzo, Di Vita Leonar do, Di Vita Giovanni, Costa Gio vanni, Casagrande Guglielmo, Ca puano Alfonso; VERONA: Grigolo Maurizio, Dal Forno Elio, Cera Alberto, Morbioli Renato, Roveda Guido, Pandolfo Nata le, Rolli G. Paolo, Mazzi An tonio, Cunico Roberto, Giaco melli Giuseppe, Fioretta Fran co, Mesaroli Vittorio, Godi Ro berto, Berti Giulio, Cardioli Da rio, Cardioli Roberto, Bianconi Federico, De Sortoli Gaetano, Ferriani Giuliano, Tocco Diego, Car tolari Ugo, Rossignoli Mario; VITTORIO VENETO: Ossi Matteo, Da Re Mendes, Francesconi Isido ro; VICENZA: Chimetto Gianni, Trainotti Angelo, Rigotti Gianselio, Tognetti Adriano, Crestaie Ferdi nando, Battisti Luciano, Todescan Franco, Nobili Adriano, Zaupa Luigi, Pevere Giordano, Satto Li no, Mattiello Natalino, Bernardi
via alla laboriosa giornata. Il celebrante ha rivolto la sua parola ai presenti, in vitandoli a meditare sul va lore del divertimento e dello sport come mezzo di forma zione e di educazione. Ha poi messo in evidenza lo spirito che deve animare il dirigente CSI nella sua azio ne verso i giovani. Dopo la S. Messa i con venuti, una quarantina cir ca, si sono riuniti per la re lazione e la discussione sul l’attività svolta e su quella
futura. Il Presidente Rondi, prendendo la parola, ha in nanzi tutto rivolto il saluto del CSI e suo personale a Don Carlo Gariazzo con lo augurio di un buon operato nella nuova mansione di Consulente Ecclesiastico. Ringrazia poi il rag. Ram baldi che ha voluto essere vicino agli amici biellesi, il quale intervenendo a sua volta si compiace vivamen te per la nutrita attività svolta formulando altresì lo augurio per la nuova sta gione agonistica. Vengono quindi prese in esame le attività delle varie Commissioni Tecniche e, dopo la relazione sul bi lancio, presentata dal Pre sidente Rondi, si dà inizio alla discussione. Discussione subitamente animata per i molteplici interventi di gran parte dei partecipanti, dai quali sono balzate evidenti alcune necessità impellenti quali la sempre più pres sante necessità di rinnovare i quadri dirigenziali del Co mitato Blellese con l’inseri mento di nuovi elementi; il problema arbitrale, quanti tativo e qualificativo; i rap porti, all’apparenza buoni, fra il CSI Blellese e FIGC, ecc. E’ stata perciò avvertita
l’impellente necessità di ri solvere detti problemi indi cendo un corso dirigenti ed un corso arbitri il quale ul timo avrà inizio fra breve, mentre il corso dirigenti è stato programmato per il prossimo gennaio. Alla discussione ha fatto seguito la premiazione delle attività della passata sta gione e sono venuti alla ri balta nomi nuovi e nomi noti. Ponderano, CSI Stra na, Sporting Vigliano, Vilianensis, Splendor Cossato, ecc. Nel corso della stessa è stata consegnata all'arbitto sig. Antognelli una me daglia d'oro a riconosci mento dell’attività e del buon livello raggiunto. LUCIANO ROCCHI
CATANIA - Il 2" Corso provinciale per dirigenti di società, svoltosi sull'Etna, a Milo, dal 28 settembre al 4 ottobre scorso, si è concluso con un lusinghiero successo. I partecipanti, in gran numero (53), hanno vissuto sei giornate di intenso im pegno e di profondo studio, presi com’erano nella morsa di un programma vivo ed interessante, che il Comitato si è sforzato di rendere quanto più completo. Le vi-
veci e sentite discussioni nei gruppi di studio, rappre sentano un dato positivo ed incoraggiante della rinnova ta sollecitudine mostrata, specialmente dai più giova ni dirigenti, per quelli che sono i problemi più attuali dello sport. Le lezioni formative sono state tenute da ben quattro Sacerdoti: Don Primo Cas sini (« Lo sport al servizio della persona umana »), Don Michele Emma (« Il diri gente e l’allenatore nella realtà del CSI » e « Nozioni psico-pedagogiche »). Don Navarria (« Il dirigente apo stolo »), Don Nunzio Capri ni (« Uomini nuovi per uno sport nuovo »). Sono state poi passate in rassegna le idee e le dimensioni dello sport così come si presenta no. e vogliono essere presen tate, nella nostra organizza zione. E’ il caso citare le relazioni del Consigliere Na zionale Garofalo, sulla « So cietà sportiva » e del Vice Presidente Provinciale Avola su « Il CSI nello sport italia no e sua struttura organiz zativa ». Non sono state evi dentemente trascurate la presentazione di « Arcobale no sport », e del programma agonistico dell’anno 1966-67. Le lezioni di contenuto tecnico hanno avuto riser vato un tempo alquanto con siderevole. nonostante il cor so non fosse esclusivamente tecnico. Validi rappresentan ti dello sport catanese si sono alternati nella presen tazione tecnica-organizzati va delle varie discipline, dando una più che sufficien te informazione e consoli dando l’esigenza di rendere pobsportive le nostre Socie tà Sportive. Per il basket er.i presente il Consigliere Nazionale CAF, Mineo; per la pallavolo il Presidente Provinciale FIPAV. Pappa lardo: per l’atletica il do cente all ISEF di Palermo. Caponnetto; per il"' nuoto l’ex nazionale. Napoli; per lo Sci, Signorelli; per il Tennis da tavolo il Com missario Provinciale GITeT. Risicato. EUGENIO PASCUCCI
MOLFETTA - Il Comi tato CSI di Molletta ha te nuto il suo 8" Corso Zonale Estivo per dirigenti di So cietà. manifestazione che conclude un’annata sportiva c pone le premesse per una nuova. Il Corso, che aveva come tetri;. « La Società sportiva del CSI ». si è svolto nella amena località di Barbadangelo presso Andria ed ha visto la entusiastica parte cipazione di oltre 60 diri genti di Società che si sono impegnati a fondo per la buona riuscita del Corso stesso. Le conversazioni so no state tenute dal rev. don Luca Mutolo Vice-consu lente regionale del CSI. dal dott. Mario Cozzoli e dal doti.. Saverio Gaudio rispet tivamente presidente e vice presidente del Comitato CSI di Molletta.
La parte formativa è sta ta molto ben curata dal consulente zonale del Co mitato don Nicola Gaudio. Il tema della « Società spor tiva ». presentato attraverso le conversazioni, è stato am piamente analizzato con i gtuppi di studio tra 1 diri genti partecipanti. La parte tecnico-pratica sulla vita delle Società ha impegnato il pomeriggio delle varie giornate con conversazioni medico-tecniche e con eser citazioni pratiche: molto uti le si è dimostrato l'inter vento del dott. Luigi Bellifemine, fiduciario del set tore arbitrale AIA-FIGC. de! dott. Antonio Giancaspro. fiduciario del GGGFIDAL. del dott. Enzo De Niellilo e dell'allenatore fe derale di pallavolo Nicola Giannelli. Dal gruppo eterogeneo che si è visto all'inizio ne è sca turito un nucleo omogeneo di dirigenti che avevano cementato la loro amicizia e che avevano acquisito idee che saranno loro utili nel l’espletamento delle loro mansioni in seno al Comi tato ed alle Società. Però i risultati più significativi li vedremo durante la nuova annata sportiva quando que sti dirigenti, più preparati e più consci del valore del CSI, presteranno la loro opera alle Società, e al Co mitato in modo più respon sabile e proficuo. Molto gradita è stata la visita di Mons. Achille Salvucci, vescovo di Molfetta, Giovinazzo e Terlizzi insie me al delegato vescovile Mons. Lisena. Sua Eccellen za ha avuto parole di elogio per i partecipanti e li ha incoraggiati a seguire i sani ideali del CSI. In definitiva si può dire che l’esperienza del Corso Estivo si è dimostrata quan to mai utile per i dirigenti e per’ la vita delle Società.
CHIAVAR! - Con due in teressanti conversazioni sui temi: «La figura del diri gente sportivo e dell’allenatore in particolare » e « La novità che vogliamo portare nello sport italiano nel 19661967 ». relatore il Can. don Lelio Podestà Consulente Ecclesiastico del CSI. si è conclusa, nei giorni scorsi, la « Tre giorni del CSI » de dicata a dirigenti di società, allenatori, sportivi e pub blico in genere. L'oratore, a conclusione del Convegno, ha fatto il «pun to » della situazione sui te mi trattati: tradurre in realtà la trasformazione del gruppo sportivo in comuni tà: trasformazione del fatto sportivo da spontaneo a programmato; trasformazio ne del gioco in servizio so ciale. Un pubblico numeroso e altamente qualificato ha presenziato all’importante e interessante convegno che ha dato luogo ad un proficuo scambio di idee per risol vere i gravi problemi dello sport. GIUSEPPE BELLI
Il Presidente Regionale della Puglia, dott. Saverio Gaudio, parla agli intervenuti alla cerimonia di premiazione del Comitato di Acquaviva.
premiazioni annuali ACQUAVIVA - Con una simpatica manifestazione, si è tenuta nella sede del Co mitato Zonale di Acquaviva la premiazione di fine anno di tutti i Gruppi sportivi facenti parte del Comitato stesso e degli atleti che si sono maggiormente distin ti nella trascorsa stagione sportiva 1965-66. Erano presenti alla manifestazione oltre al Presidente iregionale del CSI dott. Saverio Gaudio, un folto gruppo di atleti, diri genti e simpatizzanti del CSI. II Presidente del Comitato Zonale, Quatraro. dopo aver tracciato breve mente un consuntivo della annata trascorsa, si è detto soddisfatto per i risultati con seguiti nelle diverse disci pline sportive praticate, ol tre che per il grande entu siasmo di tutti gli atleti e dirigenti e ha esortato tut ti i presenti a impegnarsi maggiormente per il nuovo anno e a rinnovare le pro messe e i propositi che il CSI si pose all'inizio della passata stagione. Ha preso poi la parola il Presidente Regionale Gau dio. Dopo essersi detto vi vamente compiaciuto per la attività svolta dal Comitato Zonale di Acquaviva, ha
esortato i giovani a tenere presente. nello svolgimento delle loro attività alcuni punti molto importanti: lo sport va considerato come un mezzo di educazione e non come un fine; lo sport è puro dilettantismo e non professionismo; lo sport non è un’alternativa rispetto ad altre attività, ma un impe gno per un proficuo apo stolato tra i giovani. Subito dopo le parole del doti. Gaudio, vivamente ap plaudite, si è svolta la pre miazione. Sono state quin di dichiarate « Società del l'anno » i GG.SS. S. Tarci sio e S.D. Savio, in quanto con 1.650 punti ciascuno, so no risultati vincitori di un concorso indetto dal Comi tato Zonale all’inizio della scorsa stagione. Hanno ri cevuto dei completi di ma glie di calcio e di pallavolo. Seguivano poi i GG.SS. P.G. Frassati, Dio e Patria. S.F. Neri, Giustizia e Pace. Terminata la bella mani festazione i dirigenti del Co mitato e dei vari GG.SS. insieme al Presidente Re gionale hanno discusso la situazione del Comitato e delle Società ad esso facenti parte. NICOLA FONCILLO
ADDETTI STAMPA f dei Comitati e delle Società ♦ volete diventare corrispondenti di una nuova rivista sportiva che uscirà nel prossimo gennaio?
Inviate il vostro nominativo al Presidente Provinciale che è già informato al riguar do o all'ufficio Stampa Nazionale del CSI.
Avrete l'esclusiva per la vostra zona e le corrispondenze saranno compensate.
15
—
3-6 novembre
Rocca di Papa
CENTRO INTERNAZIONALE PIO XII
LA SOCIETÀ SPORTIVA DEI C.S.I. CONVEGNO NAZIONALE DIRIGENTI PROGRAMMA GIOVEDÌ' 3 NOVEMBRE nel pomeriggio
•— Arrivi e sistemazione.
VENERDÌ' 4 NOVEMBRE ore 8,00 ore 10,00
ore 15,30 ore 1 7,30
serata
— S. Messa concelebrata. — Saluto del Presidente Nazionale, Aldo Notario. — Introduzione ai lavori del Convegno, Umberto Amadigi, Vice Presidente Nazionale. — Relazione « Il ruolo della Società Sportiva del C.S.I. nel disegno pastorale della Chiesa », Don Claudio Bucciarelli, Consulente Ecclesiastico Nazionale. — Inizio dei gruppi di studio sulla 1" relazione. — Continuazione e conclusione dei gruppi di studio. — Comunicazioni : per ì Consulenti « Il ruolo del Consu lente Ecclesiastico nella Società Sportiva del C.S.I. », per i Dirigenti «L'attività sportiva 1966-67 - aggior namento tecnico », Generoso Dattilo, D.T.N. — Proiezione cinematografica.
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ore 15,30 ore 17,30
ore 19,00 serata
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SABATO 5 NOVEMBRE ore . 8,00 ore 10,00
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— S. Messa concelebrata. — Lettura delle relazioni dei gruppi di studio sulla 1 re ■ lazione e breve commento. — Relazione « La Società Sportiva del C.S.I. al servizio dei giovani d'oggi », Aldo Notario, Presid. Nazionale. - - Gruppi di studio sulla 2“ relazione. — Continuazione e conclusione dei gruppi di studio. -- Comunicazioni: «; I sussidi : le schede per la catechesi nella Società Sportiva e Stadium », Corrado Biggi, Capo Ufficio Stampa; « I giovanissimi e l'attività Arcobaleno Sport », Mario Saverio Cozzoli, Consigliere Nazionale. — Celebrazione della Parola. — Incontri regionali.
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DOMENICA 6 NOVEMBRE — Relazione « Il Comitato Provinciale e Zonale del C.S.I. al servizio delle Società Sportive » - Gianluigi Boffelli, Consigliere Nazionale e Presidente Provinciale Bergamo. — Discussione. — Conclusioni del Presidente e Consulente Nazionali. primo pomeriggio — Partenze
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