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11 • 1 11 i• problemi dello sport ★ 311
Stadium apponi amento a AVELLINO: Sora, Viterbo, Reggio Calabria, Avellino, Messina, Enna, Catania, Salerno, Napoli, Siracusa, Catanzaro, Cosenza. LIVORNO: Ales, Oristano, Genova,, Caglia ri, Pinerolo, Pisa, Arezzo, Roma, Savona. BENEVENTO : Conversano, Taranto, Bari, Brindisi, Termoli, Cerignola, Campobasso, Chieti, Benevento. PIACENZA : Mantova, Reggio Emilia, Lecco, Fidenza, Torino, Novara, Como, Bologna, Milano, Piacenza, Bergamo. VICENZA : Padova, Trento, Treviso, Vicen za, Trieste, Ravenna, Belluno, Feltre, Ferra- J ra, Gorizia, Verona, Udine.
per le interregionali di atletica leggera
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T ’ho conosciuto quattordicenne | j in quella magnifica distesa di ghiacciai che vanno dal Granz Zebrù all’Ortler, nelle Alpi Retiche. Ora Giuseppe è « azzurro » ed ha ventitré anni. La sua ascesa nello sci é stata rapidissima, in fatti soltanto l'anno scorso era un « terza categoria », mentre que st’anno è andato con la squadra azzurra a Portillo, ai campionati mondiali di sci. Compagnoni ha la tempra del ve ro atleta, perché è riuscito a man tenere ancora intatte in sé le note essenziali della gente che ama ve ramente la montagna: la sempli cità, l’essenzialità, la tenacia. Non è mia intenzione imbastire una specie di panegirico sulle qualità ottime di Giuseppe e nep pure di dire ciò che voi già im maginate e cioè che Giuseppe è stato un atleta del CSI ed è amico nostro ecc. ecc., penso che sarà opportuno dare per scontati certi « luoghi comuni », per vedere « ol tre », per scoprire invece nella tempra di questo ragazzo della Valfurva alcune sue impressioni che ha desunto dalla sua esperien za nel Cile. Gli ho chiesto:
CHE NE PENSI DI SENONER? Non lo conosco molto, ma riten go sia un atleta molto serio, scher za poco ed è responsabile. E’ cor tese. Da un punto di vista tecnico, a mio parere, era il più preparato tra noi e la sua vittoria è meritatissima. Scia molto composto, sfruttando ogni più piccolo movi mento: è questo il segreto per fare tempi buoni.
SECONDO TE QUAL E’ IL SE GRETO PERCHE’ UNA SQUADRA DI ATLETI FUNZIONI BENE?
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Sono convinto che una squadra di atleti, perché funzioni bene, de ve essere innanzitutto una comu nità di veri amici. L’affiatamento fra tutti è basilare. Bisogna cer-
care di aiutarsi: il vecchio inco raggia i giovani, li consiglia; e i giovani sanno ascoltare, vedere, imitare. Insomma, ritengo che cer ti successi nello sport, siano da ricercarsi in questo fatto: tutti per uno e uno per tutti. Purtrop po non è sempre così e certi ri sultati, in alcuni settori del no stro sport italiano, si vedono.
QUAL E’ LA COSA CHE TI HA COLPITO DI PIU’ IN CILE? A prima vista tu penserai che io sia rimasto colpito dall'orga nizzazione tecnica: da tutto il complesso e l’atmosfera dei cam pionati. Sì, anche da questo, per ché sono un « pivello » ed è la prima volta che vado ai campio nati del mondo, comunque la cosa che più mi ha colpito in Cile non è questa. E’ stata invece la « comunità italiana » vista a Santiago. Ricor do ancora con viva commozione là gioia di quegli italiani nel ri vedere altri italiani e poter par lare con noi di loro, del loro la voro, della loro esperienza; in tut ti si leggeva una certa nostalgia, perché all’Italia avevano legato i loro ricordi più cari. Inoltre, un’altra cosa che mi ha colpito è il fatto che a Portillo, tra atleti di 26 nazioni si è subito fraternizzato. Per esempio io non conoscevo nessuno della squadra austriaca, ebbene due campioni di valore e assai noti come Schranz c Zimmermann, hanno sempre avuto per me delle attenzioni ve ramente cordiali e fraterne e sia mo diventati molto amici. Là dove si dimostra che lo sport, se vo gliamo, ha un’intensa capacità di unire gli uomini, di far loro sen tire che, al di là di ogni razza e di ogni civiltà, possiamo e dob biamo diventare fratelli. Gli stessi cileni sono stati con noi di una grande ospitalità e cordialità: noi italiani siamo ar rivati a Santiago mentre in In ghilterra si giocava Italia-Cile, ciò
nonostante i cileni hanno subito fraternizzato con noi e noi* con loro.
SECONDO TE, QUALI DOTI DEVE AVERE UN BUON ATLETA? Un buon atleta, nel mio settore per esempio, deve avere una pre parazione molto accurata, perché per sciare bene bisogna trovare un perfetto coordinamento, di mo vimenti; perciò è necessaria una salda preparazione atletica di ba se, fare molta ginnastica, il corpo deve essere uno strumento sciolto e disponibile ai riflessi dell’intel ligenza. Sul piano umano un atleta deve stare « a posto » e tu ini hai ca pito cosa voglio dire, sono con vinto cioè che certi valori cristiani sono di per sé « sportivi » perché sono valori umani. Inoltre per chi scia consiglio di dormire bene: questo sport si fa al freddo e bi sogna che il nostro corpo sia « ri posato » e non « teso ». Infine con siglio la riservatezza. Mi ha col pito molto Perillat per la sua mo destia, la sua gentilezza; anche Senoner non si metteva mai in evi denza. E’ chiaro che non si deve trattare di una falsa modestia, ma di una semplicità e di un senso delle misure che, a inio parere, bi sogna saper conservare soprattutto oggi che è così facile fabbricare un « divo » con tutta la pubblicità a nostra disposizione. Ritengo che lo sport dello sci possa ancora salvarsi da certe infiltrazioni di vistiche: abbiamo dietro le spalle la montagna con il suo messaggio di pulizia e di fortezza morale e questo deve o dovrebbe servire a diventare più uomini.
ULTIMA DOMANDA, GIUSEP PE: DA’ UN CONSIGLIO AI RA GAZZI DEL CSI CHE PRATICANO LO SCI?
Ben volentieri: non andate in montagna a sciare per un tipo di moda o di vanità; ma andateci per fare dello sport vero ed entusia smante.
b.
don Claudio a colloquio con Compagnoni
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quello che vale 1
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Mingardi raddoppia nella categoria allievi
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ir-k ovolone, il rinomato B-C centro veronese nella fabbricazione di Mobili d’Arte e di biscotti, ha avuto la sua grande giornata sportiva. La di sputa di una gara nazio nale, ha trasformato il paese, rendendolo vivo, partecipe dell’avvenimen to. emozionato, entusia sta. Una gara in questo cli ma è già un successo. E la gara degli allievi del CSI (rappresentanti venti comitati provinciali e zonali) e stata proprio un successo, forse senza pre cedenti. Merito degli atleti, sen z’altro. ma merito anche di quel tracciato che po teva (e doveva) mettere alla frusta, per far uscire l’atleta migliore, il più autorevole a vestire la maglia tricolore di Cam pione. Una speranza, gli orga nizzatori e tutti gli spor tivi di Bovolone avevano di vedere sfrecciare sul lunghissimo rettilineo fi nale, di fronte al palazzo comunale, un atleta por tante i loro colori. E po tevano anche cullarla, questa speranza, speranza. ché in campo la squadra vero nese era forte e soprat tutto aveva tradizioni an che recenti di vittorie su percorsi di casa. E’ andata male agli amici di Bovolone e di Verona, ma non per que sto sono mancati gli ap plausi per tutti gli arri vati. dal primo, il maeni-
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fico Mingardi. all’ultimo, il milanese Ferro. E’ stata un’altra bellis sima giornata di sport. E cerchiamo di raccontar vela. Tracciato di 116 chilo metri. dei 125 preventi vati, a causa di un taglio di circa 9 chilometri nel finale voluto dalle autori tà comunali di Verona: la diminuzione non ha
però causato (come si te meva) conseguenze. Il percorso aveva a me tà la lunga salita che da Stallavena portava a Corbiolo. Un’impennata este nuante. tutta curve, con strada stretta: una « bel la » salita, tanto per dir la in gergo! Poi una sessantina di chilometri di discesa e pianura fino all’arrivo di
Bovolone. Quindi una ga ra che poteva presentarci parecchie soluzioni e so prattutto moltissimi temi. Partenza alle 9. fra due ali di folla. Fa caldo e quindi la fatica dei cor ridori si presenta ancora maggiore. I pronostici della vigi lia danno fra i favoriti Mirandola (di Bovolone); Mingardi, Ipino, D’Ercole. Recchia. Soprattutto molti « temono » lo squa drone romano, presente a Bovolone con otto ele menti e tutti molto quo tati. Plotone compatto per parecchio. Prima foratura (il tac cuino deve pur registrare qualche cosa) per Ron chetti di Camerino. Sia mo a neppure 10 chilo metri dal via. Per il bra vo Ronchetti la corsa fi nisce qui. Per colmo di sfortuna anche l’altro rappresentante di Came rino, Sargenti, fora dopo altri dieci chilometri! Non c’è che dire: un pre mio per gli atleti più sfor tunati se lo sarebbero meritato ! Intanto in testa le ac que si cominciano a muomere. E’ Ipino di Vicen za (uno dei favoriti, quarto lo scorso anno a Camerino nel nazionale esordienti) a guadagnare cento metri sul grosso; con lui fugge Branchi di Cremona. Dietro Ferina e Clementi cercando di smuovere ulteriormente il plotone.
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cinque vittorie in un anno tutte per distacco
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Tr incere due titoli nazionali in due anni non è V certo impresa da poco. C’è riuscito Pietro Mingardi, lo scorso anno pri mo nella gara tricolore del CSI riservata agli esor dienti e disputata a Camerino, e primo, domenica, nel nazionale allievi, corso a Bovolone. Mingardi è indubbiamente un atleta che potrebbe recitare (fra qualche anno) una parte molto impor tante nel ciclismo italiano. Non tanto perché ha vinto due maglie tricolori ma perché corre con intelligenza, eleganza, padronanza delle proprie forze. Perché « co struisce » le sue corse, non le improvvisa. Domenica sul tracciato predisposto dagli entusia sti organizzatori di Bovolone, Mingardi ha recitato non già quella stessa parte che lo fece conoscere a Came rino (scatto bruciante sulle ultime asperità e volo so litario lungo le tortuosità dello Sfercia), ma quella ben più difficile di controllo proprio sull’unica (ma difficile) salita, per poi riuscire ad andarsene in piano, lasciando tutti letteralmente di stucco. Il recital del « ragazzino » della Coma Monticelli di Brescia, è quindi quasi completo. Adesso potremo scrivere che il CSI ha un altro grande campione, che si affianca ai già nomi illustri dei Gimondi, dei Dancelli, dei Zandegù. Lo riteniamo superfluo. Mingardi è tale atleta che i suoi valori li saprà esprimere con squillanti vittorie. Quest’anno sono già cinque (e tutte per distacco!). E' indubbio che a diciassette anni (quanti ne ha Mingardi) un simile curriculum potrebbe far « girare la testa ». Mingardi è troppo modesto e troppo umile per arrivare a questo. E’ un altro punto a favore per il futuro dell'atleta. Al qualé auguriamo di rimanere sempre così come lo abbiamo conosciuto in questi due anni: franco, aperto, sorridente e schivo, quasi, di tante felicita zioni ed applausi. E soprattutto di vincere con la si curezza dei forti. ALDO CAPPELLINI
Si viaggia sui 45 di media e si giunge al primo attra attraversamento versamento di Verona. In testa il grup petto citato, poi Angelucci. Mendini e Turri. Sulla meravigliosa strada pa noramica di Verona (si sale fino a quota 250 me tri). la selezione del grup petto di testa inizia. Rimane solo Ipino. die tro ce Martella, Recchia e DErcole. Tre romani che fanno buona guardia a testimonianza dei fa vori del pronostico. Len tamente inizia la lunga ed estenuante salita che porta al passo di Corbiolo: sono venti chilometri veramente... pesanti. La strada è stretta, tortuo sa ed è necessario aspet tare gli atleti in cima. Lungo la salita le posizioni sostanzialmente non cambiano, Ecco i passaggi a Corbiolo: Ipino solo; a 15 secondi D Ercole. Recchia e Scortegagna; a 20 secondi Martella, Clementi. Mingardi e Bornati; ad un minuto Mirandola, Mirandol; Volonté, Gastaldi; ad un minuto e cinquanta secondi Gozzi, Martella Francesco, Baldoni, Baldoni. Bignamini. Pistello. Ad ol tre due minuti il grosso. A velocità folle inizia la discesa che porterà nuo vamente gli atleti a Ve rona. In testa si raggrup pano Ipino. D'Èrcole, Recchia. Scortegagna. Mar tella, Mingardi e Clemen ti. Dietro c’è uno spetta coloso tentativo di Miran dola di risalire la corren te. Scende a pazzesca ve locità ed arriva a meno di trecento metri dai pri mi. Ma le sue doti di di scesista non sono pari a quelle di passista. In pia no (anche perché Miran dola deve aver speso pa recchio), dopo essere sta to per molti chilometri a cuscinetto fra i primi ed il gruppo, si fa riprende re, facendo così svanire i sogni cullati dai suoi sostenitori. Verona vede sette atleti al comando. In questo gruppetto ci sono tre ro mani (D’Èrcole, Recchia, Martella), due vicentini (Scortegagna, Ipino), un bresciano, (Mingardi) ed un trentino (Clementi). Se li analizziamo ci si accorge che l'unico anco ra freschissimo è Mingar di, il ragazzino di Brescia, campione '65 degli esor dienti. Gli altri, chi più chi meno, sono tutti pro vati. Mingardi capisce, da quel campioncino che è, la situazione e proprio dopo Verona quando mancano 15 chilometri allo striscione, approfit-
tando di un cavalcavia, scatta e rimane solo. Dietro i sei non coordi nano l’inseguimento. So prattutto i tre romani, che potrebbero avere dal la loro il numero. Ma Mingardi è scatenato. Tranquillo, sicuro, non perde un colpo. Guada gna in breve 30 secondi, poi un minuto, fino a giungere, freschissimo, al traguardo con un vantag gio di un minuto e trenta secondi prossimità Dietro in dell’arrivo. i restanti :sei si sgretolano. D’Èrcole; e Scortegagna cercano luce per la posizione d'onore, la spunta molto bene D'Èrcole, poi gli altri a pochi secondi. Bis tricolore, quindi, per Mingardi. Siamo, indubbiamente di fronte ad un atleta dei migliori. E’ un ragazzo che sa, soprattutto, corre re giudiziosamente, seguendo a puntino un filo logico, senza improvvisa zioni. A Camerino aveva vin to scattando sugli ultimi tornanti di una durissima salita (l’arrivo era proprio in salita), qui a Bovolone ha vinto in piano; siamo di fronte ad un atleta completo, sicuro, forte. E se pensiamo che il bresciano della Coma Monticelli ha appena di ciassette anni... si potreb be pensare a più rosei ed impegnativi traguardi. Dopo l’arrivo Mingardi ci ha detto che se voleva vincere doveva fare la corsa che ha fatto. In sordinai in salita « così nessuno si accorgeva di me », deciso in discesa. fresco in piano. E’ alla sua quinta vitto ria stagionale e tutte per distacco. Odia, indubbia mente, arrivare al tra guardo in compagnia: vuole gli applausi tutti per se, anche se poi ar rossisce quando riceve i complimenti da una infi nità di persone. Degli altri, merita una citazione la coraggiosa gara di Ipino sempre con
dagli allievi ai dilettanti T\ opo Bovolone e la sua splendida corI * sa, ecco il traguardo di Rimini che attende i dilettanti del CSI. Sarà un'altra gara al fulmicotone, de cisa, e che presenterà il solito manipolo di gagliardi atleti che si batteranno per la conquista di una maglia che avrà, nel l'economia generale del ciclismo naziona le, la sua degna importanza. Non siamo qui a ricordare che l'attuale campione nazionale dei professionisti Mi chelino Dancelli, è stato per ben due vol te campione italiano dilettanti del CSI. Non stiamo qui a ricordare che anche un certo Felice Gimondi, proprio da una gara CSI ha iniziato la sua splendida e. fortunata carriera! Questa è storia recente, ma per il,CSI, anche passata. Ora è tempo di guardare a Rimini, a questo campionato che po trebbe, un domani, serbarci, liete sorpre se, come sempre accade, quando in cam po ci sono dei giovani preparati e selezio nati alla migliore maniera.
Si gareggerà sull'ormai classico trac ciato di Rimini. Saranno tre giri di un circuito di circa 44 chilometri e che toc cherà Serravalle, San Marino, Ponte Verruccio. Corpolo. Lo scorso anno, su que sto tracciato (ma ripetuto solo due vol te). si disputò la finale degli allievi, que sto anno agli organizzatori di Rimini è toccata l’incombenza dei dilettanti e sia mo certi che da un tale percorso non po trà non uscire un campione di vaglia. I Comitati CSI che hanno ricevuto l’in vito alla partecipazione sono 19. Ne ri portiamo l’elenco con tra parentesi il nu mero di atleti che potranno iscrivere: Bol zano (1): Brescia (1); Camerino (2): Cre mona (2); Faenza (8): Gaeta (3): Imola (3); Milano (10): Modena (4); Mon davi (1); Padova (8): Prato (2); Rimi ni (3): Roma (7): Sessa Aurunca (3): Torino (2): Trento 14) : Verona (10): Vi cenza (5). E. D.
i primi (a questo proposi to è stato chiesto al di rettore sportivo di Min gardi se non temesse la fuga di un atleta quotato 1. MINGARDI Pietro (Coma Monticelli - Brescia), che come Ipino. « ma la corsa il percorso di Km. 116 in ore 3.04’00” alla media di finiva a Bovolone. mica compie Km. 37,826. dove era in fuga Ipino! »). 2. D’ERCOLE Renzo (CSI Volsca - Roma) a 1’30”: la prova di Scortegagna e 3. SCORTEGAGNA Angelo (CSI Pejo - Vicenza) s.t.; 4. dell’intera squadra roma CLEMENTI Carlo (CSI Aurora - Trento) a 1’40”; 5. PEC na guidata da queirentu CHIA Augusto (CSI Volsca - Roma) a 1’50”; 6. IPINO siasta di Direttore Sporti Natale (CSI Velo Junior Nove - Vicenza) s.t.; 7. MARTEL vo che è Desideri. LA Giovanni (CSI Volsca - Roma) s.t.; 8. VOLONTE’ La premiazione (ric Giovanni (CSI Bustese - Milano) a 4’20”; 9. CAPITANIO ________ ________ chissima) chiudeva ___ una Renzo (CSI Zorzi - Padova) s.t.; 10. BARISON Paolo (CSI giornata fra le più belle. I Coldiretti Rubano - Padova) s.t. La parte del leone la fa 11. BIGNAMINI Giancarlo (CSI Belloni - 1Cremona) a ceva proprio Roma che 5T0”; 12. COLOMBO Giuseppe CCSI Bustese Milano) conquistaval una mezza s.t.; 13. TURRI Giancarlo (CSI Bruno Gaiga Verona) dozzina fra trofei, coppe, s.t.; 14. GASTALDI Andrea (Varazzo - Mondovì) s.t.; 15. mobiletti artistici, meda- COZZI Ferdinando (CSI Bruno Gaiga - Verona) s.t.; glie d’oro, Ma di premi 16. FORMENTI Mario (CSI Bustese - Milano) s.t.; 17. ne hanno preso proprio PIANEGONDA Michele (CSI Velo Junior - Vicenza) s.t.; 18. FERINA Marino (CSI Bruno Gaiga - Verona) a 5’50”: tutti. 19. BORNATTI Battista (Coma Monticelli - Brescia) s.t.; ringraziare 20. PISTELLO Dino (CSI Zorzi - Padova) s.t. Dovremo Bovolone e tutti coloro 21. MIRANDOLA Giorgio (CSI Bovolone - Verona); che hanno voluto questa 22. BAGNARA MILA Giacomo (CSI Pejo - Vicenza); 23. gara. BALDONI Antonio (CSI Casa Ragazzo - Foligno) ; 24. BAL Citiamo, per tutti, l’en DO Ennio (CSI Gaiga - Verona); 25. MERENTI Floriano tusiasta Sindaco Prof. (CSI Pejo - Vicenza); 26. RIGON Nicola (CSI Velo Junior Masini. che è stato vera Nove - Vicenza) ; 27. MATTELLA Francesco (CSI Volsca mente l’animatore di tut Roma) ; 28. LITTAME’ Paolo (CSI Primavera - Padova); ta l’indimenticabile ma 29. MENEGHETTI Roberto (CSI Angarano - Vicenza) : nifestazione. 30. SILVANI Adriano (CSI Castello - Cremona). ENRICO DREIN Seguono altri quarantadue atleti.
ordine d’arrivo
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* IL MONDO GRANDE E PICCOLO ★ IL MONDO GRANDE E PICCOLO ★
non più limiti alla violenza
un anno dopo E’ trascorso un anno e pochissi mi lo hanno ricordato. Di Albert Schweitzer. il grande musicista che abbandonò ogni cosa per dedicare tutta la vita come medico ai negri del Gabon, si leggevano nell'autun no scorso miriadi di elogi funebri sgocciolanti caramellosi aggettivi. Troppa gente pronta a dare della sua vita eroica una versione ro manzata o ad emettere giudizi da intenditore sulle sue scelte. Trop pa gente immersa nel gioco mal destro di accaparrarsi un pezzetto di gloria nel trionfo di un uomo che sfuggiva a qualsiasi etichetta. E' trascorso soltanto un anno. Ma a Lambarenè. duecento chilo metri dall'oceano Atlantico, ba racche e aria fradicia d'umidità, lo hanno ricordato tutti, senza fron zoli e cerimonie. Lambarenè è la
Cina. Sudafrica. Alto Adige, Sud Vietnam: il segno sinistro, catti vo della violenza. Una sola settimana e nel suo brevissimo arco di tempo il fanatismo cieco di migliaia di studenti cinesi che hanno devastato e ucciso in nonio del loro grande capo Mao; la follia di un individuo che nel Parla mento di Città del Capo ha pu gnalato Verwoerd; il freddo cini smo degli attentatori altoatesini che ormai non distruggono più impianti ma puntano ad uccidere e basta; le sanguinose elezioni di domenica 11 a Saigon tra gli scop pi degli attentati. L’« Osservatore Romano » cosi commenta il dramma del Sudafri ca: « ... vien spontaneo di pensare ad una connessione con il conflitto ideologico e politico che nel popolo sudafricano, come in troppe na zioni e continenti, turba la convi venza e ostacola la pace... ». La storia sembra non aver ancora in segnato a questi piccoli uomini la inutilità della violenza e delle ideologie che alla violenza s’ispi rano.
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molti guardano ai Kennedy
r testimonianza vivente di Schweitzer, di colui che fu definito « un uomo assurdo per il nostro secolo, un cristiano così vero da lasciare interdetti e persino increduli ». Ora nel villaggio-ospedale c’é un giovane di 33 anni, il dottor Munz. a continuarne l'opera. E' rimasto con due soli aiuti e ha lanciato un appello perché altri medici abbia no il coraggio di lasciare per qual che tempo la patria per approdare sulle rive dell'Oguè. Fra le carte lasciate da Schweitzer vi sono al cuni scritti inediti rivolti ai gio vani; sono un invito alla genero sità, alla fiducia nei freschi ed in tatti ideali giovanili contro il pes simismo e la rinuncia degli adulti. Una frase dice; «Il grande segre to del successo è quello di vivere la propria vita come una persona che non è mai sciupata ».
L’opinione pubblica americana guarda ai Kennedy con interesse e speranza. Negli stessi giorni in cui eravamo travolti dall'allegro caos di Ferragosto 1 risultati di un’indagine Gallup facevano sobbalzare i più stretti collaboratori del Presidente Johnson. Su 100 elettori democratici — rivela l’indagine — 40 desiderano avere Robert Kennedy candidato nelle prossime elezioni presidenziali del 1968 e soltanto 38 preferiscono ancora Johnson. Indicazioni provvisorie, scarto minimo, certo; ma i dati rivelano il progressivo mutamento dell’opinione pub blica nei confronti dell’attuale Presidente. La situazione asiatica è ormai il test più importante su cui Johnson è giudicato e gli uomini politici statunitensi non mancano di rilevarlo. Robert Kennedy ha ripetutamente preso posizione sulla politica americana nel Vietnam, anche se le sue critiche sono state condotte con cautela. Ma la micidiale lotta tra le risaie e le foreste viet incomincia ad avere conseguenze ben più preoc cupanti in tutta la società americana. Arthur Schlesinger jr. lo storico della « Nuova Frontiera », ha scritto un articolo illuminante sul deterioramento della opinione pubblica che si avvia verso forme pericolose di persecuzione delle idee e degli uomini che le propugnano, e proprio in una nazione che ha sempre avuto il culto della libertà. Schlesinger si chiede se gli americani possono permettere che il Vietnam li faccia tanto arretrare come nazione civile. In questa situazione colma d’incognite molti americani guardano a « Bob » Kennedy come all’uomo che fra due .anni potrebbe riportare quel necessario spirito di dialogo in cui .tanto credeva il fratello John. ,
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Più di un milione di « remigini » cosi dallo scorso anno si chiamano gli alunni della prima elementare a se guito di una trasmissione TV dalFAntoniano di Bologna) anche quest'an no cominceranno l'avventura scolasti ca: che cosa li aspetta? Un piano per la scuola in via di attuazione (ma quando?), soprattutto una particolare attenzione allo sviluppo fìsico dei gio vani allievi che rimangono costantemente senza palestre, senza campi da gioco, senza attrezzature scolastiche per lo sport attivo. Perché non co minciare dai « remigini »?
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“ remigini”
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IL NOSTRO TEMPO UBERO
Non parliamo solo del tempo libero in astratto, né del tempo libero in generale. Il nostro
discorso vuol essere concreto — esistenza del tempo libero e sue possibilità di impiego — e inoltre incentrato sullo sport giovanile. In questi termini il discorso si inserisce direttamente in quello sulla « Natura e Finalità della Società Sportiva del CSI » che costituisce l'impegno preminente di questo periodo e che avrà una tappa fondamentale di sviluppo nel prossimo
Convegno Nazionale
Dirigenti del 3-6 dicembre prossimo.
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Con questo servizio STADIUM intende aprire una serie di interventi sull'argomento quale sussidio ai dirigenti CSI in questo periodo di preparazione immediata al Convegno.
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In nel tempo libero si costruisce l 5 uomo Il fenomeno del tempo libero ha raggiunto vasti strati sociali, modificandone abitudini ed interessi. Per rimanere nel campo giovanile, l’ampiezza e la com plessità degli interessi sollevati vengono confermate, sia pure indirettamente, da alcuni dati economici: l’anno scorso 6 milioni di giovani italiani, tra i dodici e i diciannove anni, hanno speso 50 miliardi di lire in dischi, fumetti e libri, 30 miliardi in radioline, moto, macchine fotografiche, cineprese, 40 miliardi in at trezzature per hobbies, 25 miliardi per il cinema, il bar, lo sport. Le spese complessive investono un giro d’affari di ben 400 miliardi, dove l’influsso delle nuove esigenze dettate dal tempo libero risulta determinante.
** » Malgrado il gran discorrere che se ne fa, le ricerche e gli studi sul tempo libero sono appena avviati. Una definizione meno superficiale del fenomeno (general mente adottata nel quadro delle ricerche promosse dall’Unesco) ci è data dal Dumazedier che lo considera come il tempo nel quale « trovano posto le occupazioni a cui ciascuno può dedicarsi secondo proprie aspirazioni, al di fuori delle necessità e degli obblighi professionali familiari c sociali, per riposarsi, divertirsi, arricchire la propria personalità ». Il tempo libero, quindi, è, fondamentalmente, una scelta personale per il riposo e lo svago. In una società fortemente organizzata come quella in cui viviamo la tentazione di organizzare rigidamente il tempo libero altrui è fortissima; notevoli interessi economici fanno il resto.
Altra precisazione da apportare al concetto. Il tempo libero non è un tempo a sé stante ma è parte di un
tempo ùnico. Nei discorsi di tutti i giorni si sente spesso contrapporre il tempo libero al tempo di lavoro, come se questi due momenti necessari della vita umana fos sero staccati l’uno dall’altro, anzi, di natura sostan zialmente diversa e antagonistica. Il motivo va forse ricercato nel fatto che il lavoro oggi, benché social mente protetto, è spesso un lavoro inorganico, privo di un significato vitale per chi lo compie. Così ridimensionato il tempo libero è, per sua natura, un fatto positivo. Esso rappresenta un processo prov videnziale di ricomposizione del fondamentale equili brio psico-fisico dell’uomo attraverso il recupero delle energie logorate dalla fatica attraverso la liberazione di nuove energie, spesso a lungo inespresse, e rivela trici delle dimensioni più intime della personalità.
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In una società che si avvia a dilatare sempre più il tempo degli svaghi e delle libere iniziative, la Chie sa guarda al fenomeno del tempo libero in maniera positiva. Il disegno di salvezza divino penetra nelle più riposte pieghe della nostra esistenza quotidiana: nessun tempo, nessuna azione sono insignificanti o tra scurabili. Cristo è venuto per redimere tutto di noi. Prima d’impartire giudizi morali — ai quali talvol ta gli uomni si abbandonano con troppa intransigen za — la Chiesa coglie ciò che di autenticamente uma no (e, quindi, naturalmente cristiano) c’è nel fatto del tempo libero e ne sottolinea la predisposizione ad essere, nell’intimo, rapporto vitale fra l’uomo e la crea zione, fra l'uomo e Dio, cioè un fatto religioso. Il tempo libero, quindi, come tutto il tempo dell’uomo, è per i cristiani un dono di Dio.
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anche lo sport aiuta a costruire la persona umana Qual è in Italia il posto dello sport nel più ampio fenomeno del tempo libero? Sul piano delle affermazioni teoriche non è certo contestabile il ruolo che un'attività sportiva equilibratamente condotta può assumere nel tempo che l'uomo ha disponibile al di là dei suoi impegni d'ordine professionale e sociale. Se si parla invece della realtà concreta, la situazione si presenta notoriamente molto poco rosea, irta com'è di difficoltà,
di sovrastrutture, di contraddizioni e di
incertezze.
Eppure lo sport ha tutte le carte in regola per rappresentare un interesse
primario nel tempo libero. Esso è un « valore » indubbio e di grande efficacia per lo sviluppo armonico della persona in tutti suoi
elementi, fìsici e psichici, e in tutte le sue dimensioni, individuale e sociale, culturale, morale e religiosa.
Anche lo sport, nell'ambito delle attività del tempo libero, aiuta in maniera determinante a costruire l'uomo :
lo arricchisce in se stesso
lo inserisce più funzionalmente nella convivenza con altri uomini
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Considerando l’aspetto psicolo gico della persona umana, lo sport assume un « valore » educativo tutt’altro che trascurabile. La libe razione e, nel medesimo tempo, il controllo delle proprie energie, lo apprendimento paziente e ripetu to, la disciplina accettata libera mente, l’abitudine al sacrificio e al dominio di sé, il riconoscimento dei propri limiti sono tutte azioni che incidono sull’intelligenza, la volontà, il carattere dell’indivi duo. Si pensi alle regole del gioco che esercitano al rispetto di una legge; allo sport di squadra che impegna la comprensione, la ca pacità di collaborazione, la lealtà, l'aiuto ai meno dotati; all’avversa rio sportivo che non è mai « ne mico » ma un competitore degno di rispetto; alla sconfitta sul cam po che mette in causa la virtù dell’umiltà e della onestà al pub blico che impone pazienza.
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Q le proprie possibilità fisiche in un contesto armonico che garantisce l’equilibrio generale.
• le proprie virtù naturali, anche quelle più nascoste, e contribuisce con l'eserci zio alla loro affermazione. Q le proprie qualità psichiche e affettive, e contribuisce a controllarle, dirigerle e utilizzarle positivamente.
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£ le proprie attitudini sociali e, naturalmente, anche le inidoneità che trovano opportuna occasione di essere corrette. • i valori morali della persona e della vita poiché lo sport ben praticato è una vera e propria esperienza di vita.
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i valori religiosi che integrano, sul piano naturale e soprannaturale, quelli umani opportunamente maturati attraverso lo sport.
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la nostra società E’ UN INCONTRO DI GIOVANI La Società Sportiva del CSI nasce, di norma, nell’ambiente giovanile. L'as sociazionismo è innegabilmente una realtà nell'ambito della gioventù moderna, aanche se ultimamente é stata messa in discussione l'attualità di certe formule organizzative e la loro validità. Rimane però un fatto incontestabile che i giowani amano tuttora incontrarsi nello sport e per lo sport.
E’ UN INCONTRO DI SPORTIVI All'inizio l’interesse sportivo e senza dubbio il motivo primo e preminente cche spinge i giovani ad incontrarsi nello sport. Si uniscono in « società » o eintrano a far parte di una società già costituita perché desiderano fare sport im maniera organizzata, sistematica e impegnativa. Per quanto questo motivo e questa finalità si dimostrino ad una successiva analisi insufficienti per il consieguimento di scopi più completi, rimarranno pur sempre gli scopi primari che la società e i giovani dovranno proporsi per tutto il tempo di vita della società sitessa. Una considerazione ovvia, ma che non va persa di vista.
E’ UN INCONTRO DI AMICI Questo è il punto di arrivo che una società si deve proporre se vuole trasimettere ai suoi atleti un contenuto che superi il puro fatto sportivo e giunga aod incidere sulla loro formazione non soltanto sportiva, sulla loro vita. I socloloogi e gli psicologi suggeriscono vari metodi per trasformare un gruppo di atleti, pireoccupati soprattutto se non esclusivamente di finalità sportive, in un gruppo diii amici in cui lo scambio delle « ricchezze » individuali e societarie non soltanto sjportive consenta di metterle proficuamente a disposizione di tutti. In questa seede non possiamo ancora soffermarci su tali metodi; lo faremo a suo tempo.
E’ UN INCONTRO DI SPORTIVI-AMICI Una volta che il clima di sincera e profonda amicizia si sarà Instaurato, al lora anche lo sport costituirà un magnifico campo per condurre comunitariarmente esperienze che supereranno il puro elemento agonistico per divenire con crete situazioni ed esercizi di vita.
nella società del c,s. i
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La Società Sportiva offre in definitiva un'occasione di incontro
a livello giovanile : un incontro stabile, organico, impegnato.
Quali finalità e quali iniziative si deve proporre la Società Sportiva
del CSI per conseguire gli obiettivi ideali che l'organizzazione si propone?
CI SI RITROVA PER FARE SPOET
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Questo primo scopo deve essere perseguito anche con i più giovani, con l'attività che noi chiamiamo « Attività Giovanissimi » e che in gran parte è conglobata nei Trofei di « Arcobaleno Sport ». I giovanissimi hanno anch'essi diritto ad una sana ed idonea attività sportiva; e d'altro canto, chi si propone un serio intento educativo non può non cominciare dagli elementi più giovani. Il secondo gradino è la crescita agonistico-sportiva dell'atleta. Si ottiene da una parte con un impegno tecnico-agonistico gradualmente più intenso, dall’altra con l'allargamento graduale delle discipline praticate. Di qui la necessità che ogni squadra diventi presto una società ed ogni società una polisportiva. E' questa la formula che può garantire una « ma turazione » del giovane atleta, sia pure sul piano puramente sportivo, anche nel caso che non tutti intraprendano più attività : sarà comunque assicurato un prezioso interscambio di esperienze. Inoltre necessita assicurare una certa continuità della vita societaria per ché l'influsso educativo possa penetrare profondamente. Ciò esige di prevedere uno sbocco dell’attività societaria anche ad un livello più alto (federale). Non tutte le società potranno permetterselo, ma tutte dovreb bero porsi il problema e risolverlo almeno ricorrendo ad altre società collegate, previ contatti saggiamente stabiliti e con effettive garanzie che la « continuità educativa » sarà salvaguardata, sia pure indirettamente. Ciò comporta altresì, è logico, uno sforzo organizzativo ed educativo per assicurarsi la fiducia dei giovani nello spazio di più anni successivi. L'azione della Società Sportiva del CSI, infine, dovrà irraggiarsi anche all'intorno contribuendo, in primo luogo con l'esempio e poi con altre opportune iniziative, a diffondere una giusta coscienza sportiva negli altri giovani, sportivi e non, e sull'opinione pubblica in genere.
CI SI RITROVA PER IMPARARE Limitarsi alla sola attività agonistica significherebbe sacrificare le possi bilità educative dello sport. Occorre completarla con attività « formative » di vario genere che diano il senso più vasto e più profondo della attività sportiva praticata e dello sport in genere.
CI SI RITROVA PER L’AMICIZIA L'amicizia ha bisogno di un ambiente idoneo per prosperare e durare. Ecco allora la necessità di completare la gamma delle attività con inizia tive « sociali » che cementino i rapporti amicali e favoriscano un più completo arricchimento dei singoli attraverso lo scambio delle « ricchez-
ze » individuali.
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? ■ V edicare la massima alB 8 tenzione alla propria bi cicletta. specialmente alla vigilia di una gara — è compito precipuo del corri dore ciclista anche quando egli abbia la possibilità di avere a disposizione un mec canico. Abbiamo visto come deve regolarsi Tatleta per la revisione, la pulizia e il controllo della propria bici cletta soprattutto quanto concernono freni, telaio, ca tena e pedali. Vediamo oggi come il corridore deve com portarsi nei confronti di al tre parti della bicicletta e cioè guarniture dello sterzo, sella, ruota, cambio e dera gliatore, rinviando al pros simo appuntamento l’illu strazione degli accorgimenti da seguire per una perfetta efficienza dei tubolari.
GUARNITURE DELLO STERZO Alla vigilia di una corsa è bene revisionare le guar niture, pulirle, controllare le sfere, rimontarle con gras so naturalmente cambiando quelle sfere che presentas sero avarie. Anche se coper te dal copripolvere (nelle bi ciclette da strada) si veri fica spesso che corpi estra nei, immettendosi nella se de dove lavorano le sfere, compromettono reflìcienza delle guarniture. Per con trollare — a operazione di pulizia conclusa — che tutto sia in perfetto stato di effi cienza si potrà procedere a due operazioni. La prima si farà alzando la ruota da vanti e, sterzandola verso destra e verso sinistra, si cercherà di percepire in que sti movimenti eventuali strappi o sfregamenti: il cambiamento di direzione delle ruote deve procedere liscio, uniforme e leggero, senza cioè che si avverta la Pur minima durezza o il piu leggero « salto ». La se conda operazione di con-
RUOTE
ancora sulla cura della bicicletta
trollo si farà facendo « bal lare » a terra la ruota da vanti onde verificare che la guarnitura stretta dal con trodado sia fissato al punto giusto sì da far formare corpo unico al telaio e alla forcella e da permettere al tresì i movimenti di dire zione in modo scorrevole e uniforme.
SELLA Sopporta la maggior par te del peso del corpo del corridore, quindi è il più importante dei tre punti di appoggio della bicicletta an che perché serve da fulcro all’azione degli arti inferio ri: pertanto se la sella non va mantenuta nella sua for ma originaria può provocare parecchi inconvenienti che pregiudicano il rendimento del corridore. Infatti la sel la è tanto « personale » che gli stessi professionisti, quando cambiano telaio, si stemano sul telaio nuovo la loro sella, quella che aveva no prima. La sella può essere di cuo io o di plastica. Se è di cuoio richiede particolari cu re; specialmente dopo aver preso pioggia, la sella va pulita con spazzola e ac-
qua saponata, nelle parti in feriore e superiore. Sulla parte interna però va ab bondantemente spalmata di grasso per cuoio, sego ecc. (leggermente questo grasso o sego va spalmato anche sulla parte superiore), La pioggia con facilità crea « gobbe », nervature o de formazioni per cui si deve cercare di farla ritornare come era originariamente passandoci sopra un ba stone di legno a forma ci lindrica (anche un manico di scopa) con una certa for za alternativamente, avanti e indietro. Una specie di massaggio, questo, che va continuato fino a quando non saranno state eliminate le deformazioni e la sella non avrà ripreso la forma originaria. Naturalmente oc corre avere l’avvertenza di « tirarla » agendo sulla vite di regolazione e registrando il controdado detto « nasel lo » che è nella parte inter na della sella. Per la sella di plastica non sono neces sari particolari accorgimen ti (oltre alla normale puli zia) essendo indeformabile. La sella di plastica si al lenta facilmente, specialmente quando è nuova; oc corre pertanto controllare spesso la tensione e i rego' larla di conseguenza.
Il cerchio va pulito late ralmente (nella parte su cui poggiano i tacchetti nella azione di frenatura) e nella parte interna (dove va ad «alloggiarsi» alloggiarsi » il tubolare); questa operazione di puliche va sempre fatta tura prima di montare il tubo lare sulla ruota — va svi luppata in due tempi. Il cerchio va prima pulito con acqua saponata e asciugato; solu- poi trattato con una solu zione di nafta e benzina passando, con ll'indice, ’indice, lo straccio in tutti gli spazi compresi tra raggio e raggio e di nuovo asciugato; le operazioni di pulizia e di asciugamento di una ruota vanno fatte raggio per rag gio. e concluse sul mozzo. La parte interna del mozzo, invece, periodicamente però, va smontata e pulita con miscela di nafta e benzina e asciugata; controllata la efficienza delle sfere (cam biandone qualcuna che fos se eventualmente avariata), il tutto va rimontato con )e avvertenze avute con i coni dei pedali e cioè: le sfere vanno sistemate su uno strato di grasso spalmato lungo tutta la circonferenza all’interno delle due cavità del mozzo e stringendo i due coni in modo da dare al mozzo il minimo gioco per la massima scorrevolez za delle parti ruotanti. Un leggero strato di grasso va anche spalmato alle estre mità del mozzo nel caso in cui si debba gareggiare con la pioggia. Per attenuare il coefficiente di attrito delle parti ruotanti — soprattutto nel caso in cui la gara sia a cronometro, di breve du rata o in linea su un per corso ben levigato — questo strato di grasso va sostituito con olio fluidissimo.
CAMBIO E DERAGLIATORE Stato d’uso e perfetta ma nutenzione incidono sul fun zionamento di questo com plesso organismo: la com pleta efficienza di ogni pezzo si garantisce solo col con tìnuo controllo e con la per fetta pulizia del cambio, del deragliatore e degli accessori (manetta. cavo, guaina). Cambio e deragliatore van no anch’essi puliti con mi scela dì nafta e benzina e lubrificati con, olio fluidis simo. Quando cambio e de ragliatore debbono operare sotto l’acqua, allora vanno ricoperti di un leggero strato di grasso a scopo protettivo sia dall’acqua che da corpi estranei (fango). Sul prossimo numero par leremo del tubolari e degli accorgimenti da seguire per la scelta, la manutenzione, la conservazione, il montag gio e il gonfiaggio dei tu bolari stessi concludendo co sì il ciclo delle nostre con versazioni tecniche dedicate alla cura che un corridore ciclista deve dedicare alla propria bicicletta.
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111< >v i111culo coordinato degli arti inferiori e superiori
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movimento degli arti •m portovi coordinazione degli arti inferiori con gli arti supe riori.
posizione del corpo In posizione del corpo è distesa, con il capo legger mente flesso dietro (vedi STADRTM n. 13 del 1966).
MOVIMENTO DEGLI ARTI INFERIORI Il movimento degli arti in feriori si sviluppa con dire zione perpendicolare alla su perficie dell’acqua e con senso alternato, e con una sfasatura di mezzo tempo fra i movimenti dei due ar ti. Mentre un arto compie la fase ascendente l’altro compie quella discendente (fiig. 1 e 2). Il movimento ha carattere continuo e co stante. non si hanno quindi pause nell’azione, vi sono so lo dei rallentamenti per la inversione di senso nei punti morti superiore ed inferiore (vedi STADIUM n. 15 del 1966). MOVIMENTO DEGLI ARTI SUPERIORI
Il movimento degli arti superiori viene eseguito con una flesso-distensione, che parte dalla posizione in alto leggermente' avanti e termi na dopo aver percorso una parabola molto schiacciata nella posizione basso legger mente avanti. La traiettoria giace nel piano sagittale (fi gura 1-2-3-4). Gli arti coor dinano la loro azione in
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m.xto vlu* menili' uno com pio la tose propulsiva l’al tro quella di riporto ifig. 1, 2. 3 e 41. Quindi mentre un arto provoca l’avanzamento del corpo in acqua l’altro deve t'occorrere tutto il tra gitto necessario iter spin gere a sua volta cioè lavo la emersione, il tragitto aereo e l’immersione. Gli arti non si fermano mai. j'erchè ogni fermata significa un rallen tamento. Si hanno solamen te dei traiti compiuti a mi nore velocità per permettere l’inversione di senso nella emersione e nella immersio ne (vedi STADIUM n. 17. 19. 21. 23. 25. 27 e 29 del 1966).
COORDINAZIONE DEGLI ARTI INFERIORI CON GLI ARTI SUPERIORI Il movimento coordinato degli arti inferiori con i su periori è fatto in rapporto a due azioni degli arti su periori e sei degli inferiori. Per le due azioni degli arti superiori si intendono una azione propulsiva ed una di riporto per ciascun arto in modo che mentre un arto esegue la propulsione l’altro fà il riporto e viceversa. Gli arti inferiori eseguo no ciascuno sei movimenti, tre discendenti e tre ascen denti coordinati fra di loro in modo che mentre uno esegue la fase ascendente l’altro percorre quella di scendente. Gli arti inferiori e supe riori coordinano la loro azio ne nel seguente modo: ini ziando la trazione l’arto su periore sinistro si ha con temporaneamente la fase ascendente dell’arto inferiore destro e quella discendente del sinistro (fig. 1); dopo un terzo circa della fase propulsiva dell’arto superiore sinistro si ha una fase di scendente dell’arto inferiore destro ed ascendente del l'arto inferiore sinistro (fi gura 2); a circa due terzi
fig. 2
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della fase propulsiva del l’arto superiore sinistro si ha nuovamente la fase di scendente dell’arto superiore destro e quella ascendente del sinistro (flg. 3); termina ta l’azione propulsiva dell’ar to superiore sinistro si ha l’inizio dell’azione propulsiva dell’arto superiore destro che vede gli arti inferiori ese guire il sinistro la fase di scendente ed il destro quella ascendente (flg. 4); dopo circa un terzo dell’azione propulsiva dell’arto superio re destro si ha la fase di scendente dell’arto inferiore destro e l’ascendente del si nistro (flg. 5); dopo circa due terzi dell’azione dell’ar to superiore destro si ha la fase discendente dell’arto in feriore sinistro e l’ascenden te del destro (flg. 6). Arrivati a questo punto si è esaurito un intero ciclo due-sei e l’azione continua con l’inizio di un nuovo ci clo. Il movimento coordinato arti inferiori arti superiori, pur essendo costituito da movimenti assolutamente in dipendenti fra loro, in quan to ad esecuzione tecnica so no profondamente legati fra loro con un ritmo ben sta bilito. A differenza della scuola americana ed europea che insistono molto sulla neces sità di coordinare gli arti fra loro con il ritmo duesei, la scuola australiana, ol tre a minimizzare l’azione degli arti inferiori, non dà alcuna importanza al ritmo coordinato due-sei. Essa è fautrice di un minor nume ro di azioni degli arti infe riori tale da portare, indif ferentemente per ogni atle ta, il rapporto propulsivo, a seconda delle caratteristiche individuali, al due-due, duetre, due-quattro, due-cinque. Comunque, questo liberismo degli arti inferiori avviene solo ad altissimo livello per ché anche loro insegnano i il J due-sei. inizialmente " -------!
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con i francobolli in Belgio si costruiscono palestre e piscine
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T> ecentemente. le poste Jtv del Belgio hanno emesso una serie di 2 francobolli dedicati al nuoto, rispettivamente da 60 + 40 cent, e da 10 + 4 franchi, per un valore facciale complessivo di 15 franchi pari a lire ita liane 200. Di queste due cento lire, quasi 50 lire, saranno3 devolute ad un fondo ccreato daH’Ammi-
nistrazione Statale Belga destinato alla costruzione di impianti sportivi e principalmente di piscine. Non è questa la prima volta che uno Stato emet te dei francobolli con una sovrattassa a favore di opere sportive, infatti an che altri Stati come il Ni caragua. Haiti, ecc. han no costruito de! grandi impianti sportivi ricorren do a questo sistema. Evi dentemente è un sistema molto buono, se però at tuato con cautela e con le dovute garanzie di serietà. Tra pochi mesi, l’Ammlnistrazione Postale Bel ga potrà, grazie a questi due francobolli, dare il suo contributo allo svi luppo dello sport, in que sto caso, del nuoto.
Il nuoto è stato ricordato spesso sui francobolli; ma senza dubbio il francobollo più bello che gli è stato de dicato è quello del 1953 riproducente un « farfallista ». Fu emesso dalle poste un gheresi in occasione della inaugurazione del « Népstadion », il più grande impian to sportivo di Budapest e deirUngheria. Questo fran cobollo ha vinto qualche an no fa il !• Premio per il mi glior francobollo a soggetto sportivo.
MAURIZIO TECARDI
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La squadra del CSI I.F.P. (Istituto Figli della Provvidenza), campione provinciale «pulcini» 1966 del Comitato —Provin ... ciale /■■'Ci CSI -idi: Milano. —Da sinistra, in piedi: i ' ” Poma, " ~ Oreglio, ■’iiwirinì rToia. T/U<> Abate. Bottini: accosciati: Zanardi, Cinciripì.
calcio CATANIA Si è concluso recentemente il torneo di « la Coppa Inter calcio Club », riservato a società affiliate al CSI. Ad esso hanno aderito sei formazio ni: la Nesima, campione prov.le jun. 1966, il CSI Motta. la Lib. Borgo, la Fon tanarossa, l’Electa Zafferana. e l’Inter Club. La « 1:1 Coppa Inter Club » è andata allTnter Club, che
si è imposta in finale sul CSI Motta. Da citare nell’Inter Club le buone pre stazioni di D’Amico, Mira bella e Vasta, nel CSI Mot ta ottimi Laudani e Virgillito. Sono stati altresì premiati anche i due arbitri più pre senti : De Leo e Guzzardi dell'AIA SA di Catania. Nella foto sotto: in piedi da sin., il presidente dell’Inter Club Pistorio, Nesti, Vasta, Lombardo, Renzi, Grassia, Parisi, Strano, L lo uh ^ikilvic Nesti; allenatore Nesti; accosciati da sin.. Mirabella,, D’Amico. Cimino, Gambacorta, Pandetta. Strano. Scuderi.
URTE - La U.S. Lupi, seconda classificata nel Torneo gio vanissimi recentemente organizzato dal Comitato CSI di Orte. In alto da sinistra: Selva, Tace. Rinaldi, Claudiani. Bertini, Marzocco; in basso: Monacelli. Pierluigi, Sandono. assieme all’allenatore Tofone.
wu MESSINA - Il Presidente dell'Unione Sportiva Mitici, sig. Antonio Caccamo. consegna premi e diplomi ai giovani atleti che hanno vinto le gare sportive organizzate recen temente dalla stessa Unione Sportiva Mitici a Nipoti-ili.
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LECCO - 11 Campionato Regionale lombardo di calcio per la cat. Allievi, è stato vinto dalla U.S. Comendunese di Bergamo, che ha incontrato nella finale regionale la Civutese di Lecco. Nella foto, le due squadre finalisti- regionali.
BELLUNO — La terza edi zione del Torneo Longarone si è conclusa. Il Torneo estivo di calcio, iniziato il 22 maggio, ha im pegnato 31 squadre per un complessivo di oltre 500 atleti. Le fasi finali del Torneo sono state disputate dalle vincitrici dei rispettivi sei gironi: il girone A formato da 5 squadre e vinto dall’Agordo. il girone B for mato da 4 squadre e vinto dal Calalzo, il girone C for mato da 4 squadre e vinto daU’Interlozzo, il girone D formato da sei squadre e vinto dal Longarone, il gi rone E formato da 6 squa dre e vinto dal Mas, per quoziente reti sulla Libertas Dinamo, . il girone F for mato da sei squadre e vinto dallTntcrnogarè per quozien te reti sul Piave. La fase finale si è con clusa con la cerimonia di domenica 7 agosto. Ha vinto, come è noto, il Longarone. secondo l'Agordo, terzo il Calalzo, quarto ITnternogarè, quinto il Mas e sesto llnterlozzo. A1 termine della disputa sulla finalissima fra il Longarone e l'Agordo si è svol ta la cerimonia di premia zione, che è stata quanto di più solenne ed emozio nante si possa dire, giusto e splendido epilogo ad un torneo condotto a termine con bravura e perizia dal Comitato Provinciale d e 1 CSI, dalla sezione Arbitri, dalla sezione F.I.G.C. e na turalmente, dai bravi orga nizzatori di Longarone. Era no presenti: il Vescovo di Belluno, il Prefetto della Provincia, i Sindaci di Belluno, Longarone. Castellavazzo, Soverzene, Ospitale, Agordo, un Consigliere Na zionale e il Presidente Pro vinciale del Cèntro Sportivo Italiano oltre ad altre auto revoli personalità che hanno sottolineato con la loro pre senza e con parole profonde i valori della manifestazione.
palla volo CATANIA - Nicolosi ha recentemente ospitato un triangolare di pallavolo fra una Selezione locale, il Gad Etna e la Stella Azzurra di Catania. Incontri tiratissimi, che hanno fatto vedere la parità delle forze in campo, ancora più elevando il tono agoni stico del torneo. Il Gad Etna (Serie C) è apparso comun que superiore alle altre due squadre, pur non essendo in buona forma. La Stella Az zurra lamentava l’assenza di elementi quotati, impegnali in altre manifestazioni e per altre discipline (nuoto, pal lanuoto, atletica). Alle spalle della forma zione del Gad si sono clas sificati nell’ordine la Stella Azzurra e la selezione di Nlcolosi. La premiazione sul cam po ha concluso il torneo.
ALBO D’ORO Trofeo Internazionale della Montagna C.S.I. !• EDIZIONE 1958: C.S.I. Chiusa San Michele 1959: G-.S. Borgone di Su sa 1960: G.S. Borgone di Su sa 2- EDIZIONE 1961: Gruppo Art. Alpina « Pinerolo » di Susa 1962: C.S.I. Chiusa San Michele 1964: V Legione Guardia Finanza Tarvisio 1965: G.S. Forest. - Roma 1966: A.T.I. - Susa
la terza giornata internazionale del -r l giorno 4 settembre 1966 I ha avuto luogo a Susa, organizzato dal Comitato Re gionale Piemontese del CSI, sotto l'egida della Presiden za Nazionale, la 3> Giornata Internazionale che compren deva il IX Trofeo Inter nazionale della Montagna CSI « Madonna del Rocciamelone » ed il quadrangolare di Calcio fra le squadre del Piemonte, Liguria, Savoia e Canton Ticino. Le manifestazioni hanno avuto una folta cornice di pubblico nella quale si nota vano l’on. Donat-Cattin Sot tosegretario di Stato alle Partecipazioni Statali in rap presentanza del Governo, il Gen. Bersano in rappresen tanza del Ministro della Di fesa, il Gen. Balzamo in rap presentanza dell’ispettore Generale Corpo P.S., il Con sole tedesco, il dott. Scialoja in rappresentanza della Segreteria Generale NATO, Col. Tarugi in rappresentan za deH'Amm. Griffin e del Generale De Martino. Uffi ciali Superiori della Guardia di Finanza, Carabinieri. Al pini, Artiglieria e Guardie Forestali, il Sindaco di Susa Grand. Uff. Favro, il sena tore Sibille, il geom. Bezzo in rappresentanza della Pre-
sidenza Nazionale CSI» ed il cav. Abrate Presidente del Comitato Organizzatore. Il IX Trofeo della Mon tagna effettuato con il patro cinio della NATO e con il concorso di personale e mezzi dell'Esercito Italiano, che hanno ottimamente ed atti vamente coadiuvato, ha vi sto alla partenza dieci squa dre di militari Francesi, sei di militari Tedeschi, trentaquattro di militari Italiani e diciotto di civili Italiani e Svizzeri. La classifica Generale ve de al primo posto la squadra dell'AUenza Tricolore di Susa, già vincitrice dell'Edizione 1963, composta da Si bille e Bianco. Le classifiche di Categoria vedono tra i militari nei pri mi quattro posti il C.S. Fo restale, seguito dalla Squa dra B del G.S. Fiamme Oro di Moena; tra i Civili prima la squadra dell'ATI di Su sa, seguita da Pro-Gravere. Il Trofeo Rocciamelone è stato assegnato definitiva mente alla Squadra Segu sina dell'A.T.I. Il Quadrangolare di Calcio ha visto vincitrice l’U.S. Don Bosco di Cuneo che ha su perato in finale l’A.S. Ju dax di Savona.
CSI
LE CLASSIFICHE TROFEO DELLA MONTAGNA CLASSIFICA GENERALE 1) A.T.I. Susa: Sibille-Bianco. CLASSIFICA CAT. CIVILI! 1) A.T.I. Susa: Sibille Bianco; 2) Pro Gravere sq. A: GentaOUvero; 3) Enal Mompantero sq. C: Slbllle-Margotto; 4) Iscne A.S.T1. sq. B: Burà G.-Blanchlnl A.; 5) Isone A.S.T1. sq. A: BoIIonl-Burà A.; 6) Enal Mom pantero sq. B: Perlno-Vcttero; 7) Pro Gravere sq. B: ReggloNurisso M.; 8) Enal Mompan tero sq. A: Favro G.-Favro A.: 9) Pro Gravere sq. C: Nurlssc G.-Loat; 10) C.A.I. Glaveno sq. A: Gugllelmlno-Germena. CATEGORIA MILITARI 1) C.S. Forestale sq. A: MIgottl-Schlvo; 2) C.S. Forestale sq. F: Vldale-Cecconl; 3) C.S. Forestale sq. H: Rlgonl-Monteverde- 4) C.S. Forestale sq. E: CorradTnl-Vanzo; 5) G.S. Fiam me Oro Moena sq. B: GenulnGenuln; 6) XI Brlg. Carabi nieri Mec.ta sq. A: SavantalenaRcsclo; 7) C.S. Forestale sq. C: Ballccc-Veresco; 8) Leg. Guar dia Finanza Ud. sq. A: FestaDe Florlan; 9) G.S. Fiamme Gialle Como sq. A: Velar-Londero; 101 Leg. Guardia Finanza Ud. sq. B: D'Ivan-Fadda. QUADRANGOLARE INTERNAZIONALE DI CALCIO 1) U.S. Don Bosco (Piemon te); 2) A.S. Judax (Liguria); 3) A.C. Morblo Inferiore (Sviz zera); 4) Junesse Sportive Chamberienne (Francia).
Nelle foto qui sotto (a sinistra) le squadre degli Eserciti Francese e Tedesco alla partenza. A destra alcune autorità presenti alla premiazione: in prima fila da sinistra a destra: Col. De Angelis, rapp. Comm.te Generale Arma Carabinieri, Sen. Sibille, Presidente Comu nità Alta Valle di Susa. S.E. On.le Donat Cattin, rapp. Governo Italiano, Gen. Bersano, rapp. Ministro Difesa, Gen. Balzamo, rapp. Ispettore Generale Corpo P.S., Col. Greco rapp. Comandante Generale Guardia Finanza, Sig. M. Boinot, rapp. Fed. Sport. Francese.
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I mondiali di ciclismo hanno fatto precipitare l’instabile situazione del ciclismo italiano e inter nazionale. Una selva di interrogativi e di proble mi sta oscurando le po che zone chiare che an cora rimanevano: combines, doping, situazione caotica della pista, dilet tanti che non lo sono « manco per niente » ... oltretutto non ci sono prospettive di sorta per ché nessun responsabile, almeno per il momento, sembra intenzionato a darsi minimamente da fare.
Un equivoco che piace Mentre scriviamo il Consiglio della FIGC sta esaminando lo scottante
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consuntivo di un’estate al vertice
e ingrato dossier dei « Mondiali ». Nonostante il diffuso pessimismo noi ci ancoriamo alla speran za che l’indagine sia se ria, vasta, profonda. E ci riferiamo soprattutto al solenne impegno che il Consiglio Federale si è assunto il 5 agosto scor so di ricorrere anche a provvedimenti straordina ri per promuovere nel no stro calcio un risanamen to generale. Sarebbe troppo corqodo giocare sull’equivoco di perseguire singoli colpe voli lasciando immutata una situazione marcia (è un aggettivo ormai comu nemente usato) che è la vera responsabile della di sfatta di Londra e non solamente di essa.
Chi si contenta ...gode Nonostante le dichiara zioni soddisfatte dei mas simi dirigenti della Federnuoto, non possiamo certamente gongolare per
come il nostro nuoto e uscito dagli Europei di Utrecht. Che la soddisfa zione non sia il senti mento predominante nep pure della Federazione lo dimostra la serie di prov vedimenti d’urgenza che la stessa si è affrettata ad annunciare per migliora re in futuro la nostra si tuazione natatoria, alme no al vertice.
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Tre medaglie d’oro ai Campionati Europei di Atletica. Per certuni è un motivo più che vali do per intonare il peana della vittoria e del « Tut to va ben Madama la Marchesa ». Ma chi c’è, realmente, alle spalle di Ottoz, Frinolli e Pamich? E qui non intendiamo sol tanto chiamare in causa la Federazione che ulti mamente ha mostrato una certa vivacità orga nizzativa e propagandi stica.
TIRIAMO LE SOMME - Il professionismo non costituisce certo uno specchio esem plare dello sport italiano. Eppure noi siamo convinti che i problemi del profes sionismo (palese o nascosto) non siano i più importanti del nostro sport o al meno tali da esaurire completamente le preoccupazioni' dei nostri massimi diri genti, l’intero spazio e la foga polemica della stampa italiana, le reazioni e i de nari dei tifosi, le «esercitazioni dialettiche» dei parlamentari. E siamo convinti, soprattutto, che i problemi del professionismo e dello sport al vertice non potranno risolversi isolatamente, senza risolvere prima quelli della base sportiva in Italia, dello sport giovanile, de) costume e della coscienza spor' presso i giovani e l’opinione pubblica.
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