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Stadium n. 25/1966

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un’estate sportiva ben ^pensarci, l’estate ci propo-

2___ ’ ne in termini più acuti il proplema dell’impiego del tempo libero (naturalmente il nostro discorso ri­ guarda 1 ragazzi e i giovani che di norma godono in questo periodo le loro vacanze). Al sopraggiungere defll’estate si può incorrere in due rischi opposti: l’uno di non far niente o quasi; l’altro di affannarsi talmente alla ricerca di divertimento da ottenere effetti con­ troproducenti per il fisico e per lo spirito. Qual’è il modo giusto di impiegare il tempo libero? Forse, senza stare a complicar troppo le cose, si può tran­ quillamente parlare di riequilibrio psico-fisico della persona. Con il van­ taggio di riuscire comprensibili a tut­ ti e di proporre un intento in fondo facilmente realizzabile. Intanto l’impegno di riequilibrare il nostro corpo e il nostre spirito al­ lontana di per sé i due rischi denun­ ciati: da una parte 'l’ozio, la pigrizia e il lasciarsi trascinare a rimorchio, dall’altra la corsa pazza al diverti­ mento, il disordine, l’affanno. In più crediamo — ed è per noi molto importante — che in una pro­ spettiva di questo genere lo sport tro­ vi di diritto la sua giusta collocazio­ ne con una precisa funzione. E qui per sport non intendiamo soltanto quello agonistico, che del resto anche in questo periodo impegna utilmente tanti atleti, ma quella sportività che un vero atleta dovrebbe aver acqui­ sito come un abito e che dovrebbe ispirarlo anche nelle pause dell’at­ tività. Che altro dovrebbe significare spor­ tività nel periodo estivo se non quel­ lo. già significa nel periodo ago­ nistico? Pensiamo: — abitudine ac­ quisita ad una sia pur moderata at­ tività fisica; — intelligente e pruden­ te scelta di altre attività; — auto­ controllo dei tempi e del modi; — preoccupazione di ordinare Testa­ te a servizio delle nostre persone e non noi stessi a servizio di un’estate alla moda e industrializzata; — senso realistico del limite di ogni attività che va integrata in una visione più alta dell’uomo e della vita.

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FLASllJ LA RIUNIONE DELLA GIUNTA ESECUTIVA DEL C.O.N.I.

Sotto la presidenza dell’avv. Giulio Onesti si è riunita in giu­ gno a Roma la Giunta esecutiva del CONI che ha innanzi tutto mes­ so a punto la cerimo­ nia per la premiazio­ ne degli atleti insigniti di medaglia d’oro al Valore atletico, fissata per il 21 luglio p.v. a Roma, in occasione del Consiglio nazionale del CONI. Verranno pu­ re premiati i vincitori del concorso letterario 1964-65. Proseguendo nei con­ tatti diretti con 1 Pre­ sidenti di Federazione nell’ambito di una stretta e cordiale inte­ sa per l’approntamento dei programmi olimpici ed il miglioramento delle organizzazioni fe­ derali, la Giunta ha ri­ cevuto il comm. Aldo Parodi (nuoto), l’avvo­ cato Claudio Coccia (pallacanestro) ed il cap. Giosuè Poli (atle­ tica leggera). La Giunta ha poi ascoltato una relazio­ ne del dott. Giuseppe Pasquale in merito al progettato inquadra­ mento giuridico-economico delle società della Lega nazionale calcio. Sono state anche ap­ provate alcune modifi­ che alle norme per il funzionamento della Unione italiana tiro a segno e delle rispetti­ ve sezioni proposte dall’Unione stessa. Passando ai successi­ vi punti all’ordine del giorno, la Giunta ha adottato nuovi importanti provvedimenti per le attrezzature re­ lative ai Centri di pre­ parazione olimpica per l’atletica leggera, il ca­ nottaggio, il pugilato e gli sports invernali, nonché per gli impian­ ti tipo di ginnastica, atletica pesante, scher­ ma, pugilato e sport del ghiaccio. E’ stata inoltre decisa la crea­ zione di un Centro di preparazione olimpica per il bob a Cervinia. Nel piano della ri­ presa della costruzione di campi atletici per la scuola, è stata de­ liberata la realizzazio­ ne di altri due campi scolastici. La Giunta ha attentamente esa­ minato poi il proble­ ma delle corse auto­ mobilistiche e motoci­ clistiche in circuito chiuso. Quindi la Giunta ha approvato un plano di massima per la co­ struzione di alcune at_

trezzature destinate ai Centri giovanili di ad­ destramento e ha adot­ tato provvedimenti per la Scuola centrale di sport all’Acquacetosa. In conclusione, in esecuzione dell’impegno di destinare ad opere ed attività sportiva il maggiore introito de­ rivante dal Totocalcio, il CONI ha in totale autorizzato ed impe­ gnato spese per circa 3 miliardi.

FLASgJ CONCORSO FOTOGRAFICO INTERNAZIONALE SULLO SPORT NEL MONDO Il Concorso fotogra­ fico dello Sport e Fol­ klore che si svolgerà a Siena nei prossimi mesi, è una interes­ sante iniziativa della Agenzia Fotografica A.A.F.I., che dotan­ do di un milione di premi, ne ha conce­ pito una singolare realizzazione. Il con­ corso in parola pre­ vede per questo anno la fase della sezione « Sport », mentre per l’anno prossimo sarà dedicato alla sezione Folklore. Ecco il regolamento: 1) La partecipazione è aperta a tutti i fo­ tografi professionisti e no, di ambo i sessi e di tutte le naziona­ lità. 2) Le fotografie do­ vranno essere in Bian­ co e Nero, di formato minimo cm. 24x30 e massimo di cm. 30x40 sul tema Lo Sport in ogni suo aspetto. 3) Ogni concorrente può partecipare con una o più foto, e/o con reportage con un minimo di tre ed un massimo di otto copie. 4) Ogni fotografia deve essere corredata da una didascalia esplicativa e recare sul retro il nome e l’indirizzo del fotogra­ fo, inoltre citare la fo­ tocamera e la pellico­ la usata. 5) Le fotografie do­ vranno pervenire en-, tro il 25 Agosto 1966 alla Segreteria del Premio — Agenzia A.AE.I. — Via Ban­ chi di Sopra, 48 Siena. 6) A selezione avve­ nuta le foto verranno esposte per una mo­ stra che si terrà a Siena dal 1° al 12 Settembre 1966, dopo­ diché la mostra si sposterà In varie cit­ tà italiane. 7) Il conferimento dei premi sarà com­ pito inappellabile di una giuria la cui com­ posizione sarà resa

nota a mezzo stampa. 8) La segreteria del premio si riserva la facoltà di riprodurre tutte o parte delle fotografi e ricevute, pre­ miate e non premiate, nei quotidiani, nelle riviste e in un ca­ talogo, menzionando l’autore. 9) La partecipazione al concorso da parte dei fotografi presup­ pone l’accettazione del regolamento. I Comitati del CSI che fossero interessa­ ti ad ospitare la Mo­ stra dopo il 12 set­ tembre, possono pren­ dere contatti con la Agenzia A.A.F.I., Via Banchi di Sopra, 48 Siena

FLASiJJ I RISULTATI DEL CONCORSO LETTERARIO DEL C.O.NJ. 1964-1965 La Commissione giu­ dicatrice dei Premi letterari CONI per 1 volumi editi nel 19641965, presieduta dal Presidente del CONI avv. Giulio Onesti, e composta dai signori: dott. Nino Nutrizio, prof. Vincenzo Cap­ pelletti, dott. Giorgio Fattori, prof. Dome­ nico Rea, dott. Dona­ to Martucci, riunitasi a Roma il 26 maggio, ha stabilito all’unani­ mità di attribuire i premi come segue: 1° Premio di lire 1.000.000 all’opera In due volumi « Impianti sportivi » di Cesare Mercandino (Casa edi. trice Goerlich di Mi­ lano) ; 2° Premio di lire 500.000 all’opera « Atle­ tica leggera, culto del­ l’uomo» di Gianni Bre. ra e Sandro Calvesi (Casa editrice Longa­ nesi di Milano). Per 11 3° Premio, la Commissione aveva in­ dicato ex-aequo le ope­ re: «Valutazione psi­ cologica dell’atleta » di Ferruccio AntonelII (Casa editrice Leo­ nardo, Edizioni Scien­ tifiche, Roma), « Gli sport », tre volumi, di Stefano Jacomuzzl (Casa editrice UTET di Torino) e « La bat­ taglia del sesto grado » di Vittorio Varale (Ca­ sa editrice Longanesi di Milano) e aveva chiesto alla Giunta escecutlva del CONI di assegnare a ciascuna di esse un premio di L. 300.000, mentre il bando di Concorso prevedeva un solo pre­ mio indivisibile per la opera terza classifica­ ta. Tale proposta è stata approvata dalla Giunta esecutiva.


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Gli ultimi istanti degli Azzurri in Italia Che cosa ne pensano gli esperti Ricordi di Pozzo Sogno di una notte di mezza estate

VERSO LONDRA servizio di Lelio Podestà

a las cinco de la tarde del 2 lu/\ grlio arrivammo al Gallia, lad-^*-dove le gambe si contrattano a base di milioni o meglio di cam­ biali. Più di una volta nella vita ti capita di essere scaricato dove non vorresti o dove non pensi. Sono i cosidetti scherzi del caso. Mi se­ parai dagli amici e cominciai la mia avventura giornalistica alla ricerca di Fabbri e degli Azzurri.


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Mi diressi verso un Croc­ chio di persone. Tentai di chiedere dov’era Milanello e quale strada oc­ correva percorrere per raggiungerlo. Feci un bu­ co nell’acqua. Erano tut­ ti « oriundi ». Avevano beri altro per la capa! Stavano assediando un uomo, distinto e fine: jamme jamme. don Fio­ re... àggemo a cumprà Mero... campioni volessi­ mo veni. Mi diressi verso un al­ tro crocchio. Ma non ten­ tai nemmeno. Erano tipi della Bovisa e sproloquia­ vano in dialetto che il Milan era tutto da rifare e che i Carraro dovevano manovrare la scopa e che l’Amarildo non valeva « minga una gotta ». Non rimaneva che en­ trare nella sacra macel­ leria dove il cosidetto mercato si profumava di sigarette americane, si ar­ ticolava in strizzatine di occhio con i sensali che facevano da interpreti. Incontrai Silvestri. Sandokan si svincolò dalla tenaglia degli affari mila­ nisti, mi tolse di mano la cartina automobilistica e mi segnò dov’era Milanello. — Scusi, Fabbri è già rientrato? Ci sono tutti gli azzurri? — Fabbri è a Lipsia. Rientrerà domani. Gli az­ zurri entro stasera ci sa­ ranno tutti con Valcareggi. Ma lei che interessi ha? E’ amico di qualcuno? — Vorrei captare per 1 giovani del Centro Spor­ tivo Italiano 1 motivi se­ greti, i più umani, i più profondi che pullulano neH’animo del C.U. e de­ gli azzurri in procinto di partire per Londra. Vor­ rei afferrare quello che difficilmente si legge sul grossi servizi di stampa... .— Faccia come crede ma le dò un consiglio: non ci vada, perché diffi­ cilmente quelli uscirebbe­ ro dal cliché. Si fermi qui. Nel giro di poche ore lei può sentire le grandi firme del giornalismo sportivo e dei tecnici e dirigenti del­ le grosse società. Forse co­ sì ausculterà il polso della situazione, avvertirà ciò che si pensa e ciò che ci si aspetta. Ringraziai Silvestri del­ la sua signorilità, ma ri­ tornai verso la macchina per andarmene a Milanel•lo. Un banale handicap mi fermò. Ah terribili sei della sera! Eran le sei a tutti gli orologi! Eran le sei all’ombra della sera! E mi dissi: Non posso ve­ derli. Mi aggomitolai in una comoda poltrona del

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Gallia con un’occhio se­ michiuso come la gatta di Masino, e la testa che gi­ rava a mille. G.R. e G.Z. conversava­ no con un’amico: «Se i nostri non fanno gli aba­ tini arriviamo alle finali con Inghilterra, Germania e Brasile... Il Fabbri poi ha sempre avuto dalla sua la fortuna e speriamo — come scrive Suarez — che sia sfacciata; allora ci potremmo trovare an­ che in finale. Inoltre que­ sto ultimo bagno tra le mura di casa non sta ma­ le e poi domani a Milanello ci saremo tutti ad applaudire ed incorag­ giare... ». Gli ultimi momenti de­ gli azzurri in Italia sono stati momenti di vita in famiglia e non é stata una mossa sbagliata per­ ché partire con negli oc­ chi il sorriso della mam­ ma, della sposa, dei bimbi, degli amici di sempre, sa­ pendo che domani dinan­ zi alla TV ti accompa­ gneranno con il cuore in gola perché tu, vestito di azzurro come il nostro cielo, sei tutta l’Italia, da­ rà una carica tale al Gian­ ni, al Sandrino, al Gia­ cinto, al Giacomino che ne farà esplodere tutta la forza morale e le più re­ condite virtù agonistiche.

« Fabbri — mi diceva uno dei califfi degli alle­ natori di Seria A — è da quattro anni che lavora per questa squadra: l’ave­ va in testa così, checché ne scrivano i vari Richelieu del calcio. Va per la sua strada fino in fondo, anche se sa di macchiavellico. Che gli vada be­ ne, anche se ha un con­ tratto a scadenza 1970». Mi permisi di osservare che ad oltre duemila an­ ni di distanza non mi sembrava sportivo riesu­ mare le tradizioni degli antichi abitatori del Mes­ sico che alla squadra per­ dente facevano un opera­ zione chirurgica molto semplice : toglievano il cuore, ai giocatori sconfit­ ti, per offrirlo agli del. Mi sembra che dovrem­ mo assumere un atteggia­ mento più serio e più composto: quello del ba­ rone De Coubertin: «im­ portante è gareggiare, non vincere » e se verrà la sconfitta, purché 1 nostri ragazzi abbiano dato tut­ to per novanta minuti, la patria non sarà in perico­ lo e non naufragherà. Non possiamo dimenticare che il gioco del calcio è quan­ to mal illogico, imprevedi-

bile, aleatorio. Spesso un risultato può dipendere dai rilevanti scarti di teoria di traiettoria di un pallo­ ne. Tra un tiro gol ed un tiro fuori bersaglio cor­ rono talvolta differenze di centimetri, tra un passag­ gio esatto ed uno sbaglia­ to ci sono equivalenti dif­ ferenze; ed un tiro gol ed un passaggio possono de­ cidere un risultato di una partita. Tra i fattori ca­ suali entrano anche quel­ li atmosferici, psicologici, persino tecnici se si tiene conto, per esempio, degli errori involontari, e co­ munque umani che pos­ sono essere commessi an­ che dal direttore di gara. Tutto sommato, insomma, le incognite casuali di una partita di calcio sono lar­ gamente più numerose che quelle relative ad una impostazione tecnica della equazione della gara. Pro­ prio questa • condizione rende il calcio più affa-

spiro... occorre una condi­ zione atletica eccezionale... noi non abbiamo Pelè, il calciatore sensazionale, il classico match-winner, lo atleta senza rivali in asso­ luto, dalla fantasia inar­ rivabile che può dare al­ la sua squadra qualsiasi vittoria ». Abbiamo giocatori di classe — incalzò un al­ tro — e la classe è garan­ zia di continuità. A noi non interessa un giocatore vincente ma una squadra vincente perché ciò dimo­ stra la validità di una scuola e la potenza di una organizzazione. Pur non dimenticando l’estro, la fantasia del mondo latino, dobbiamo tener presente il culto della manovra col­ lettiva che ci viene dai nordici perché il valore complessivo della squadra è sempre stato superiore alla somma ideale dei va­ lori individuali. Fabbri fa-

Fabbri e Corso: incompatibilità tecnica o di carattere? scinante di qualsiasi altro gioco. Il pubblico che par­ tecipa allo spettacolo, co­ sì come gli sportivi ancora più numerosi che ne at­ tendono il risultato a di­ stanza sanno che nel cal­ cio tutto è possibile, che non c’è vicenda scontata in partenza, che non c’è squadra che parta mai battuta. Ricordiamoci che può sempre accadere che un gol decida una parti­ ta, come avvenne nel 1950 a Belo Horizonte tra In­ ghilterra e Stati Uniti. E gli inglesi, maestri del calcio, non impiccarono nessuno. Un presidente di società si era fatto vicino a noi ed aggiunse la sua: «Gli avversari devono essere aggrediti con un gioco in­ calzante, veloce senza re­

rà giocare all’italiana e fa­ rà bene: difesa protetta con centro-campo funzio­ nale, con attacco imposta­ to sul contropiede anche se questo, viene da un ter­ zino o da un mediano a seconda dell’uomo che si trova nella posizione mi­ gliore. ■Mi si avvicinò una vec­ chia gloria degli anni trenta e raccontò quanto accadde al vecchio Pozzo nel 1924, alle Olimpiadi di Parigi. La Nazionale di Poz­ zo finì in un alberghetto nella zona di Place Pigalle. Pozzo, così rigoroso nel controllo dei suoi ragazzi, non poteva capitare in un posto peggiore. Ma si provvide requisendo l'inte­ ro albergo e mettendo, a


guardia dei giocatori due cerberi severissimi, due al­ lenatori inglesi già a quel tempo famosi e il cui nome è rimasto bene impresso nella mente degli sportivi italiani: Garbutt del Ge­ noa e Burgess del Padova. Pozzo risolse l’ultimo e più imprevedibile problema fa­ cendoli dormire nel corri­ doio che sbarrava l’ingres­ so alle camere degli atleti. Mi ricordai delie polemi­ che post-Istambul, postAmburgo e post-Varsavia e pensai che Fabbri non poteva dimenticare siffat­ ta disciplina spartana per­ ché una maglia azzurra sa di cielo e si deve pri­ ma di tutto difenderla fuori del campo per poter­ la poi sul campo degna­ mente onorare. A Gianni Brera questo può sembra­ re un discorso poeticcreligioso, ma e un discor­ so sempre altamente va­ lido.

Pacchetti c Albertosi; due baluardi della difesa azzurra.

7 fischietti inglesi e 1 italiano Alle 23 risalii in mac­ china con gli amici e ci catapultammo verso la ri­ viera. Il cielo era una re­ tata di stelle mentre la luna con la sua faccia in­ saponata si rotolava dietro le guglie del Duomo. Mi rimbalzava tra le pareti dei miei duemillesimi di cervello l'ultima espressio­ ne del Comm. A.B.: «E speriamo che non si fac­ ciano saltare i nervi, quei golden-boy... che non tiri­ no su la gambetta facen­ do gli isterici verso l’ar­ bitro ». Fui preso da un vecchio ricordo, da un comma del 1863 della Football Association che sintetizzo co­ sì : « I giocatori stessi am­ mettano i propri eventua­ li errori ed evitino di ri­ peterli. Quelli incapaci di emendarsi, vengano messi fuori squadra dal loro stesso capitano. Saranno gli stessi capitani i quali interverranno per punire i falli, dirimere i contra­ sti, prendere le decisioni •che il gioco richiederà, in modo equo ». Mi sembrava una favola da mille e una notte ep­ pure era roba di cent’an­ ni fa. Mi abbandonai a questo sogno, forse utopi­ stico, ma sempre bello e stimolante. Forse è pro­ prio un sogno di una not­ te di mezza estate quando penso che spesso oggi, purtroppo non basta più neppure l’arbitro a garan­ tire un rigoroso significa­ to sportivo e una regola­ rità assoluta alle partite di calcio. L. P.

L. Callaghan

K. Dagnal

J. K. Taylor

I sette arbitri inglesi per i mondiali e l'unico italiano, Concetto Lo Bello.

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FI E. Crawford

B. Clemente

J. Finney

C. Lo Bello

G. Me Cabe

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IL MONDO GRANDE E PICCOLO ★ IL MONDO GRANDE E PICCOLO

responsab i l i tà della cultura

gli universitari e i soldi di papà (nia non solo,..)

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Milano, Napoli, Perugia: gli uni­ versitari di queste tre città hanno partecipato ad un referendum sul costo del tempo libero, gli svaghi preferiti e il modo di spendere il denaro. I dati che emergono dalle 5.000 schede dell’inchiesta, organiz­ zata dalla rivista « Quattrosoldi », hanno molti aspetti interessanti e, in più, riguardando un’indagine compiuta soltanto due mesi fa, hanno il vantaggio non indifferen­ te di essere aggiornati. L’inchiesta ha toccato un po’ tutti gli interessi del tempo Ubero giovanile, dai dischi alle gite, dal cinema alle letture, allo sport, agli hobbyes personali. Gli universitari intervistati van­ no molto al cinema (in un mese quasi la totalità si reca al cinema almeno una volta, il 20% 4 volte, il 16% 8 e più volte!), ma anche a teatro (ben il 45%) — dove, nella scorsa stagione, hanno lasciato un bel mucchietto di soldi malgrado alcune ammirevoli iniziative ten­ denti a ridurre gli alti costi dei biblietti — e ai concerti, dividendo i propri favori tra musica classica (43,2%) e jazz (29,3%), senza tra­ scurare il teatro lirico (29%). In questo ampio spazio dato al­ la musica, i dischi fanno la parte del leone ma non tutti i dischi che i giovani comprano sono di musica leggera (come pensano maligna­ mente i genitori) : a Milano, per esempio, il 42,4% degli studenti ac­ quista dischi di musica classica e a Perugia é forte il numero di co­ loro che comprano dischi di prose e poesie. Un aspetto decisamente positivo è rappresentato dalle forti spese che questi giovani fanno per libri non scolastici: l’ottanta per cento degli intervistati acquista sistema­ ticamente libri, molti spendendo cifre mensili superiori persino alle 5.000 lire. Prevale la narrativa ma vi è un significativo 35,5% di ac­ quisti di saggi di sociologia, filo­ sofia e politica e un 29,4% di. poe­ sia, e non mancano né i libri di storia né quelli di viaggi e di eco­ nomia. Il ballo dà ai soliti censori mora­ leggianti una notevole delusione. E’ vero che 1 giovani hanno sem­ pre ballato volentieri e che gli stu­ denti non sono da meno degli altri coetanei: eppure da questa inchie­ sta salta fuori che un 30%, ima parte cioè tutt’altro che insignifi­ cante, non va mai a ballare, spe­ cialmente a Milano. Tre su quattro di loro acquistano sigarette ma, in .genere, non spen­ dono molto per il « vizio »: la per­ centuale più alta sta sotto le 1000 lire al mese. Spendono tutti di più per altri scopi, per una miriade di hobbyes, ad esempio, che vanno dal più tradizionali (biliardo, car­ te) a quelli più recenti (bowling, foto, cine) senza trascurare la cac­ cia, la pesca, il modellismo, l’elet­ tronica, la pittura... e le bocce. Un gruppo di altri dati riguar-

danti l’automobile, la TV e lo sport riserba qualche conferma ma an­ che qualche sorpresa. Ohe i gio­ vani siano in molti ad avere una auto è una sensazione che si prova sempre passando per qualsiasi strada di una qualsiasi città ita­ liana: ma gli universitari intervi­ stati ci dicono di essere addirit­ tura un 66,7%, ossia due su tre, ad avere la disponibilità di una mac­ china. Ad essi si aggiungono i pro­ prietari, in prevalenza milanesi, di scooter e di moto. Curiosità note­ vole: sempre a Milano il 44% pos­ siede una bicicletta. L’accentuata « motorizzazione » degli studenti e la conseguente possibilità di uscire spesso per una scarrozzata o per le gite con gli amici spiega solo in parte un al­ tro dato che colpisce, il disinteres­ se per la TV. E parliamo di sport o, meglio, di non-sport. La costatazione che emerge dall’inchiesta e che da in­ numerevoli anni lamentiamo è che i giovani « vedono lo sport e fan­ no il tifo » ma in quanto a prati­ carlo... Anzi, i dati di una prece­ dente inchiesta del CSI erano mol­ to più severi perché si riferivano non ad una specifica categoria co­ me quella studentesca (non priva, in genere, di mezzi) ma a tutti i giovani italiani. Qui le cifre rivelano che il 40% degli studenti e il 59,4% delle stu­ dentesse non svolgono alcuna at­ tività sportiva. Una percentuale fortissima che ci dà ancor più il divario delle situazioni se la scom­ poniamo città per città. A Milano, difati, di sport se ne fa molto di più: la percentuale di coloro che non ne praticano alcuno scende per gli studenti al 21,3% e per le studentesse al 34,8. A Napoli, in­ vece, tutti tifosissimi di calcio ma con un allarmante 58,9% di ragaz­ zi (68,8 di sbudentese) che non svolgono alcuna attività; a Peru­ gia il primato della sedentarietà tocca alle ragazze con un 85% net­ to. Tra gli sport praticati, nell’or­ dine: tennis, sci, nuoto, calcio, pallacanestro, atletica. A Milano moltissimo sci, a Napoli e Perugia più tennis.

L’Indice dei libri proibiti della Chie­ sa Cattolica non esiste più. Il nuovo clima creatosi nel Concilio Vaticano II ne ha determinato la scomparsa: al suo posto verrà pubblicato un pe­ riodico che segnalerà le pubblicazioni sconsigliabili, senza però condannarle. L’ultima edizione dell’indice risale al 1948 ed ancora deci anni fa vi era­ no state aggiunte le opere di Moravia, Sartre, Gide, Malaparte. Un’im­ pressione notevole aveva sollevato il recente monito che riguardava le ope­ re di Teilhard de Chardin. Durante il Concilio molti Padri era­ no intervenuti per criticare non tan­ to la necessità di un controllo delle opere pericolose per i fedeli, quanto i metodi seguiti per condannarle. La abolizione dell’indice sottolinea la nuova posizione della Chiesa che è, insieme, gesto di maggiore fiducia verso la coscienza dei cattolici e verso il senso di responsabilità del mondo della cultura.

l’atomica francese Contro le norme intemazionali del trattato di Mosca del 1963 che impe­ divano gli esperimenti nucleari la Francia ha fatto esplodere una bom­ ba atomica nel poligono di Mururoa, nel Pacifico. La deplorazione è generale; pur ammettendo che la Francia si senta giuridicamente a posto perché allora non volle firmare l’accordo che met­ teva al bando gli esperimenti nella atmosfera, diversi governi fanno no­ tare l’insensibilità francese di fronte al gravissimo problema dell’aumento di radioattività nell’atmosfera, mi­ naccia costante ad intere popolazioni. Il programma del tecnici francesi prevede cinque altre esplosioni entro settembre.


IL NUOTO e uno sport che massiccia propaganda, non consente di aspirare a lau­ ti guadagni, non ha alle sue spalle mecenati più o meno interessati, ove i maghi non possono escogitare formule ostruzionistiche né inventare nuovi moduli di gioco, è uno sport ove tutto si svolge, ed è proprio il caso di dirlo, alla luce del sole, ove la vittoria è il frutto delle capacità individuali, naturalmente coordi­ nate dal tecnico e dal medico : soprattutto, è lo sport che reca al fìsico il più completo ed armonico sviluppo.

nuoto di fuoco ra tutte le discipline H sportive il nuoto è la A più generosa. Chiede, anzi, pretende molto, ma ogni energia impiegata, ogni sacrificio affrontato, qualunque rinuncia soffer­ ta in suo nome è ampia­ mente ricompensata non soltanto dalla vittoria agonistica ma, più ancora, dal beneficio fisiologico che ogni suo praticante ottiene. In quale altro atleta, se non nel nuotatore, potete infatti osservare l’identico armonioso sviluppo fisico? E ciò, in quanto è dimo­ strato che il corpo in acqua è tanto più veloce o la spanta è redditizia, quanto più è coordinato, ritmico ed equilibrato lo apporto chiesto ed otte­ nuto dagli arti dell’atleta. Questa raggiunta coor­ dinazione fa si che non si generi, come in altri sport, la macroscopica crescita di determinati muscoli sottoposti a ipiù " intenso se non esclusivo

lavoro, né può favorire l’atrofìa di altri, ohe, all’opposto, non venissero adeguatamente sollecitati. Non certo a caso la me­ dicina sportiva consiglia la pratica del nuoto quale attività correttiva di nu­ merose anomalie dello scheletro umano ( ad esempio la scoliosi) od anche per la rieducazione dei muscoli lesi da una terribile malattia: la poliomelite. Sport, quindi, consigliabile sotto tutti gli aspetti e, come talej particolarmente curato dal CSI che, come sempre, precorse i tempi rivolgen­ do le sue particolari at­ tenzioni alla categoria dei giovanissimi. Da tempo, ormai, nei nostri campio­ nati si riservano ricono­ scimenti particolari e pre­ mi a chi, fra questi tritoni in miniatura, emerga in senso agonistico, pur ga­ reggiando con concorren­ ti di maggiore età. Ed è allo studio della competente C.T.N. la pos-

sibiliti di istituire una apposita categoria e delle gare ove meglio possano esprimere le loro capacità. Ma eccoci ai campionati di Quest’anno. Sulla base delle prece­ denti esperienze, conside­ rate anche le richieste di alcuni Comitati, anche quest’anno i campionati di nuoto si svolgeranno in fase unica. Le finali verranno di­ sputate dagli otto migliori tempi conseguiti nelle eli­ minatorie effettuate in precedenza, nella stessa località ove si svolgerà il concentramento; elimina­ torie, alle quali potranno essere iscritti per ogni specialità e categoria, sino a tre atleti per ciascun Comitato. A cura della C.T.N. Nuo­ to è stato redatto ed in­ viato a tutti i comitati interessati un comunicato nel quale vengono illu­ strate le modalità organiz­ zative e le formalità di

IL 22 AGOSTO si svolgeranno le finali nazionali del

partecipazione a detti Campionati. Nella circo­ stanza, ci limitiamo a por­ re in particolare evidenza che ai fini della parteci­ pazione degli atleti alle eliminatorie, sarà neces­ sario che questi abbiano preso parte ad almeno una prova di campionato pro­ vinciale da indire entro e non oltre, il 31 luglio 1966. Le iscrizioni dovran­ no pervenire alla C.T.N. entro il 5 agosto 1966. Siamo certi che, anche quest’anno, sarà fatta messe cospicua di nuovi primati, ed il livello tec­ nico dei nostri atleti sarà tale da assumere valori non certo trascurabili; ma ciò che più ci auguriamo è che tutti; vinti e vinci­ tori, idealmente uniti, con­ tribuiscano a rendere la nostra manifestazione un episodio della loro e no­ stra vita, da definire: Una giornata ohe non dimen­ ticherò mai ANGELO RAINERI


' ri 1 'acqua è senza dubbio | j il più importante componente dell’orga­ nismo umano. Essa rap­ presenta in media i due terzi del peso corporeo. Il fabbisogno di acqua è assicurato dalla ingestio­ ne degli alimenti e dalle bevande. Nell’organismo si distribuisce e si raccoglie in due settori o compar­ timenti ben distinti: cel­ lulare ed extracellulare. Nelle cellule essa rappre­ senta il veicolo necessario di numerosi componenti e assicura gli scambi ne­ cessari per la vitalità e per il rinnovamento di es­ sa, nonché per la elimi­ nazione delle scorie orga­ niche e delle sostanze tos­ siche. L’acqua è il principale costituente di tutti 1 li­ quidi organici, dal sangue alla linfa, al liquido ce­ falo-rachidiano ecc. Quando interviene la disidratazione, ossia quan­ do è penduta una certa quantità di liquidi extra­ cellulari, allora si instau­ rano turbamenti notevoli: grande e profondo stato di stanchezza, secchezza dei tegumenti, caduta della pressione, tachicardia, tendenza al collasso. E1 ovvio che anche la disidratazione cellulare sia svelata da numerosi sintomi, quali la secchez­ za della lingua e di tutta la cavità oro-faringea con diminuzione della sa­ liva, profonda stanchez­ za, sonnolenza e fatica anche nella respirazione. t

sete sportiva come, quando, quanto bere moderazione • la intossicazione da liquidi

troppi atleti si sono lasciati sfug­ gire la mèta agognata per non aver saputo bere, per non essersi controllati in tempo. Facciamo il punto sul problema.

la sete

importante o penosa et sia. Lo stesso dolore fiale viene avvertito di met in quanto tutta Fatta zione si polarizza sull'at qua. La sensazione di sete ! abbiamo detto, in reb zione al progressivo sta*, di disidratazione del nc stro organismo. Esso ai verte che è impellente 1 necessità di bere, di Ir trodurre liquido. Ciò a? viene con maggiore ti« quenza durante Testati quando una gran pah di liquido viene perda! per sudorazione e trasp razione, meccanismi et sono messi in atto al fir di mantenere costante 1 temperatura degli orga: interni del nostro corp La perdita di liquidi più importante duran1 un notevole lavoro musa lare e se la temperata ambiente è estremarne! te elevata e secca. E’ que sto il caso che si verific spesso negli sportivi: cald ambientale e prestazio: muscolari elevate. Chi non ricorda il voli dei nostri campioni d pedale atteggiato ad ur sofferenza dovuta alla f; tica e alla sete. Qualcui di noi ha ancora davan agli occhi uno di ques nell’atto di spruzzarsi a< dosso acqua, oppure ir vocare acqua con ins stenza e tracannarla co ingordigia. Un ricord classico: la mitica figui di Sisifo straziato dall sete (come descrive il p<x tal che bene sta a raj presentare il dolore sta ziante di colui che no può bere. La sete uccide pria della fame; a differen; di questa che si atteni e scompare durante Fin: nimazione. la sete si a< centua sempre più, ma mano che l’organismo v disidratandosi.

Tra tutte le sensazioni legate ai bisogni fonda­ mentali delia vita, v’è preminente la sete. E’ anch’essa una sensazione soggettiva che ci dà no­ zione dello stato della di­ sidratazione delle cellule e dei tessuti, ohe serve per­ moderazione ciò ad assicurare la rit­ mica ed ordinata intro­ duzione di liquidi. E’ difficile poter dai E’ così che ognuno di consigli a chi sostiene, s noi avverte la sete sotto forma di impellente biso- *' esempio, una gara e nr nifesta in maniera ass> gno di bere e se questo luta questo bisogno, i bisogno non viene subito quanto ci troviamo i soddisfatto il bisogno di­ fronte ad una sensazior viene sofferenza. Compare del tutto automatica cl secchezza del cavo orale, l’organismo stesso cor la saliva tende a farsi trolla. Vale quindi la mai spessa, filante, appiccico­ slma che, tra due ind sa un senso di penosa co­ viriul, uno ha più se< strizione stringe l’istmo dell’altro, ha più neces delle fauci. Questo complesso di sità di bere frequenti mente, o meglio la so? sensazioni divengono ra­ pidamente penose e il de­ porta meno. Evidentem# siderio di bere viene a te, a parità di prestazi; ni fisiche, il bisogno < riempire l’intera coscien­ za. L’uomo che ha sete idratazione è different sottovaluta qualunque al­ diverse essendo le neo< tra sensazione, forte o sità Individuali.


1 Tuttavia è necessario moderazione • consigliare inel bere in quanto assai facilmente sì* può cadere mel quadro della « intosisicazione da acqua», quatdro che ha fatto perdere (tante gare e non ha fat­ ti» giungere al itraguardo ; atleti di prima classe. Una volta assecondato iin modo sufficiente quessto bisogno, è d’uopo con­ trollarsi, cercando di inIgurgitare liquidi, ma a piccoli sorsi, evitando (quelli ghiacciati che crea­ tilo squilibri nelle muco­ sa, anche se all’inizio (danno una piacevole sen­ sazione, sino a provocare ccrampi nel tubo digerente. Chi ha esperienza di wita nei paesi caldi sa iinoltre ohe le bevande ttiepide moderano la sete assai più di quelle fredde, e» inoltre che è necessario provvedere ad una ali­ mentazione rioca di sale eia cucina onde diminuire Ila perdita di acqua dai ttessuti. Infatti, un equilibrio- esi­ ste nel nostro organismo tira sali e acqua. Eccesssiva perdita di sali si ha dlurante la stagione calda qjuando l’attività musco­ lare è notevole, attraver­ so il sudore.

scelta Per primeggiare in una giara é utile sapersi con­ trollare anche nel bere, walutare bene quali be­ vande sia bene introdur­ re e quali da proscrivere Ciò vale specie nelle presitazioni atletiche di una certa durata, quando il baisogno di bere accompagma quasi tutta la gara, dlurante la quale la pre­ stazione muscolare è in­ tensa e notevole l’entità dlella sudorazione. Tra le bevande è bene fiar cadere la scelta pre­ feribilmente su quelle na­ turali: acqua, tè, succhi dii frutta. Tra queste pro­ scrivere assolutamente le bevande ghiacciate, peri­ colose anziché utili. C’è chi trova giovamen­ to» dall’uso di acqua na­ turale aggiunta con tè o ctaffè modicamente zuc­ cherati. Sia il tè che il ctaffè, per il loro conte­ nuto, possono essere utili im quanto portatori di so­ stanza ad azione stimo­ lante. Per coloro però clhe, per costituzione neu­ rolabile, ipereccitabile (sspecie i longilinei, magri a temperamento ipertirooideo) potrebbero rice­ vere dal caffè una «fru­ stiate eccitante », non sempre utile, si può ri-

correre alla bevanda de­ caffeinizzata. La frutta fresca però è un ottimo e salutare vei­ colo di acqua; essa con­ tiene l’acqua biologica, cioè un liquido che più si avvicina all’acqua conte­ nuta nei tessuti e nelle nostre cellule. Il suo uso, prima, durante e dopo le ■gare può essere nettamen­ te consigliato. Abbiamo più sopra accennato all’intos­ sicazione da liquidi, che è una sindrome temibile che rappresenta un po’ il nemico potenziale di tutti gli sportivi. Essa è favo­ rita dalla eccessiva stan­ chezza (come si verifica in soggetti che hanno or­ mai oltrepassato il limite delle loro possibilità), dal­ l’uso indiscriminato di ec­ citanti (specie nel tipo delle droghe doping), dal­ la ingestione ripetuta di b ib ite estremamente ghiacciate o addirittura di ghiaccio. Esiste un limite di as­ sorbimento del l’acqua: quando la idratazione dei tessuti è già buona, la sensazione di sete perma­ ne ancora un po’. E* a questo punto che bisogna sapersi arrestare e non ingurgitare più liquidi. Al­ trimenti l’ulteriore appor­ to di liquidi non calma la sete ma alimenta, per un meccanismo paradosso che è forse in relazione alla perdita di sali del­ l’organismo e ad una pa­ ralisi funzionale dei siste­ mi di controllo interni (recettori periferici nelle mucose e sistema nervoso centrale).

recupero Molto presto in questo caso interviene una pro­ fonda stanchezza, che ini­ zia dai muscoli delle gam­ be che rimangono tesi e contratti, vertigini, nau­ sea e sensazione di fred­ do. La cute, da calda scot­ tante, comincia a farsi fredda, un cerchio doloro­ so attanaglia la fronte, davanti agli occhi com­ paiono false sensazioni d< mosche volanti. Se non si ferma, l’atleta cade come se fosse in stato di shock. Dal punto di vista del ri­ cupero è possibile in due o tre giorni, con una cura adeguata, restituire il pa­ ziente in buone condizio­ ni; non sempre invece è possibile il ricupero atle­ tico. Occorre più tempo per riacquistare la for­ ma di prima, per cui il malcapitato deve, il più dalle volte, rinunciare temporaneamente a ga­ reggiare. ADRIANO MONTI

CONTENUTO IDRICO DI ALCUNE VIVANDE acqua in grammi per % 87,27 73,7 53,— 15,5 57,— 70,— 68,— 53,—

Latte di mucca .... Latte condensato non zuccherato Formaggi alla crema . Burro ..... Carne di bue (bistecche) . Carne di bue (bollito) Carne di coniglio Prosciutto ..... Frutta fresca : — fichi .... — banane .... — ciliegie .... — pesche . . — ananas .... — aranci .... — limoni succo. Patate ..... Fagiolini verdi .... Cavolfiore ..... Pomidoro .... Insalate ..... Rabarbaro ....

71,7 73,5 83,4 86,6 86,7 87,1 89,3 77,8 89,1 91,7 94,1 94,8 94,9

FABBISOGNO D'ACQUA QUOTIDIANO

in relazione allo sforzo fìsico e alle condizioni ambientali

Adulto . - media . Bambino - media . Giovane - medie . Sportivo - media .

It. 2,5 » 2,7 » 2,6 .da » 5 a 13


I

movimento tlegli arti superiori nel crawl sul petto

nuoto

la flessione variabile della mano

« cura di

siderazioni fatte si può de­ durre: 1) La fase propulsiva de­ gli arti superiori ad arto costantemente teso risulta più positiva ai fini dell'avan­ zamento se si esegue la fles­ sione variabile della mano. 2) La flessione variabile per avere effetti positivi de­ ve permettere alla mano di mantenere costantemente il palmo verso i piedi. Ciò è ottenibile se la mano allo inizio delia propulsione si trova in flessione palmare, e che tale flessione si ri­ duca progressivamente sino a metà propulsione dove la mano si deve trovare in li­ nea con il braccio. Nella se­ conda metà della propul­ sione la mano deve pro­ gressivamente flettersi sino a raggiungere nella fase fi­ nale la posizione di flessio­ ne dorsale.

DOMENICO MA1ELL0 PROPULSIONE CON LA FLESSOJDISTENSIONE DELL'ARTO SUPERIORE

TX urante la fase propul11 siva degli arti superiori il progressivo variare della posizione della mano può ridurre alcuni inconve­ nienti ed aumentare la propulslvità della bracciata. Ciò è possibile solo se la mano esegue una flessione variabile, che mantenga, per tutta la durata della traiet­ toria, il palmo della mano rivolto verso i piedi. La limitazione degli in­ convenienti e l'aumento del­ la propulsivltà della brac­ ciata sono deducibili dalle figure 1 e 2 per le bracciate ad arto costantemente teso e 3 e 4 per le bracciate con la flesso-distensione.

flessione variabile della ma­ no passante dalla flessione palmare a quella dorsale e paragonandola alla figura 1 si possono fare le seguenti constatazioni ed osservazioni. 1) Nella figura 2 si nota una differente utilizzazione della forza F rispetto a quanto fatto dal nuotatore nella figura 1. 2) La differente utilizza­ zione si riferisce al rappor­ to di utilizzazione della for­ za F. Infatti nella figura 2

PROPULSIONE AD ARTO COSTANTEMENTE TESO Osservando la figura di un nuotatore che ese­ gue la fase propulsiva degli arti superiori ad arto co­ stantemente teso, si possono fare le seguenti constatazio­ ni ed osservazioni.

1) L'arto nel compiere la sua azione utilizza ima parte considerevole della forza F non ai fini della propulsio­ ne, soprattutto nella fase iniziale e finale dove predo­ minano le forze G ed S, non utili ai fini propulsivi, anzi dannose, perché produ­ cono il beccheggio del nuo­ tatore.

fig. 1

2) L'arto solo nella parte centrale e per un tratto brevissimo utilizza gran parte della forza F ai fini della propulsione.

-

3) Il nuotatore, quindi, no­ nostante si sforzi di pro­ durre una notevole quantità di lavoro riesce ad utiliz­ zarlo solo in parte ai fini dell’avanzamento. Osservando la figura 2 di un nuotatore che esegue la propulsione ad arto costantemente teso, ma con la

10

flg. 2

si nota una diminuzione del­ la forza G a vantaggio della forza P nella prima metà della traiettoria ed una di­ minuzione della forza S a vantaggio della forza P nel­ la seconda metà. 3) Nella figura 2 l'arto uti­ lizza nella zona centrale della traiettoria per un tratto più lungo che non in figura 1 gran parte della finì de della forza F ai fini ,,“ propulsione. Dalle osservazioni e con-

Osservando la figura 3 di un nuotatore che esegue la fase propulsiva degli arti superiori con la flesso di­ stensione, si possono fare le seguenti osservazioni e con­ siderazioni. 1) Le tre traiettorie pre­ sentano in modo differente una scomposizione della for­ za F che dà origine alle forze p P e G nella prima metà e P ed S nella secon­ da metà.


I 2) Le forze G ed 8 sono più grandi nelle traiettorie a curva maggiore a danno della forza P. 3) La forza F si identifica con la forza P per un trat­ to più lungo nelle traiet­ torie a curva più schiac­ ciata. Osservando la figura 4 di un nuotatore che esegue la fase propulsiva degli arti superiori con la flesso-di­ stensione e con la flessione variabile della mano e para­ gonandola alla figura 3 si possono fare le seguenti os------ _i=_j e considerazioni. servazioni 1) Nella figura 4 si ha una differente utilizzazione della forza F rispetto a quanto fatto dal nuotatore della figura 3. 2)La differente utilizza­ zione si riferisce al rappor­ to di utilizzazione della for­ za F, infatti nella figura 4 si nota una diminuzione della forza G a vantaggio della forza P nella prima metà della traiettoria, ed una diminuzione della forza S a vantaggio della forza P nella seconda metà. 3) Nella figura 4 l'arto uti­ lizza per un tratto più lun­ go che non in figura 3 gr.an parte della forza F ai fini della propulsione. 4) Che la migliore utiliz­ zazione della forza F. tale da identificarsi per un lun­ go tratto con la forza P, an­ che nelle traiettorie dalla curva più accentuata per­ mette al nuotatore una di­ screta varietà di scelta nel-

f? p 1

flg. 3

fig. 4

F

la ricerca della traiettoria individuale, rimanendo sem­ pre nel campo della econo­ micità e propulsività della bracciata. Anche in questo caso si può dedurre, dopo le osser­ vazioni e le considerazioni fatte, che la propulsione de­

gli arti superiori con la fles­ so distensione risulta più propulsiva se viene eseguita con la flessione variabile delle mani. 5) Nelle propulsioni con la flesso-distensione parte del problema della scompo­ sizione della forza F si ri-

solve in piani differenti da quello illustrato, ma per ov­ vie ragioni di comodità rappresentativa abbiamo ri­ tenuto opportuno, mantenen­ do invariate le condizioni base, rappresentare il pro­ blema sul plano longitudi­ nale.

TOUR DE FRANCE E CAMPIONATI MONDIALI DI CICLISMO

s

i conclude in questi giorni il « Tour de France » ed ora l’at­ tenzione degli appassionati di clciclismo si rivolgerà al prossimi Cam­ pionati del Mondo che si svolgeranno In Germania. Mentre ancora non si sa se le Poste della Repubblica Federale commemo­ reranno l’importante avvenimento sportivo, diamo uno sguardo al pas­ sato, piuttosto recente, riguardante i francobolli commemorativi di grandi manifestazioni ciclistiche. Quello più significativo, per ciò che

commemora, è quello emesso nel 1953 dalla Francia per ricordare il 50.rlo dello svolgimento del I Giro Ciclisti­ co di Francia. Sul francobollo sono raffigurati due corridori, uno del 1903 ed uno del 1953 con le differenti tenu­ te sportive e diverse biciclette. Il Tour del 1903 fu vinto da Maurice Garin, che è appunto riconoscibile nel fran­ cobollo. La 50.ma edizione del Giro di Fran­ cia è stata invece ricordata nel 1963 dal Principato di Monaco con due francobolli molto belli. In uno è raffi­ gurato un corridore dei nostri giorni,

vi si può, infatti riconoscere il cam­ pione francese Jacques Anquetil, mentre l’altro ricorda ancora il vin­ citore del I Tour, Maurice Garin. I Campionati del Mondo di Cicli­ smo del 1963 furono commemorati dal Belgio, dove si svolsero le gare, con una serie di quattro francobolli, tutti molto ben riusciti. In questi francobolli sono raffigurate varie spe­ cialità del ciclismo, dalle gare su strada a quelle di velocità su pista, dall'inseguimento ai dletro-motori. MAURIZIO TECARDI

I


i

■

ad ognuno la “ propria 59 bicicletta

-g-^er fare In modo che il ci_ i-* dista ottenga il miglior rendimento possibile è necessario che la macchina umana (atleta) e la macchi­ na meccanica (bicicletta) siano armonizzate al massi­ mo, costituiscano cioè un complesso unico. La mac­ china umana deve pertanto essere nelle migliori condi­ zioni di salute fisica, deve poter consumare nel tempo definito quel che mangia, ma soprattutto deve saper mangiare. H problema del­ l’alimentazione è di basila­ re importanza per tutti, ma specialmente per un atleta: e noi ne riparleremo nel prossimo nostro appunta­ mento con i cortesi lettori di Stadium, dovendo riser­ vare oggi il nostro colloquio tecnico alla .determinazione delle misure della bicicletta.

La morfologia di un atleta varia da soggetto a soggetto; è per questo che — ideal­ mente — ognuno dovrebbe avere una « propria » bici­ cletta e cioè una macchina con misure ben definite e che vanno bene per lui e solo per altri ciclisti che eventualmente avessero le sue stesse misure antropome­ triche. I metodi più usati per rea­ lizzare una bicicletta desti­ nata a un atleta che voglia sviluppare attività agonisti­ ca, fanno capo a una serie di studi condotti dall’avvo­ cato Giuseppe Ambrosini — maestro del giornalismo e tecnico avvedutissimo oltre che studioso di tutti i pro­ blemi del ciclismo — e ad alcune esperienze sviluppate dall’industriale Cino Cinelli che, negli anni precedenti

Al = altezza dell’atleta a piedi scalzi; A2 = lunghezza del braccio dall’acromion alla estremità della mano a pugno chiuso e precisamente alle nocche della mano).

l’ultimo conflitto, fu un ot­ timo velocista. Il metodo dell’aw. Ambrosinl si basa su un procedi­ mento lineare di progetta­ zione che ricava i dati es­ senziali per la costruzione della bicicletta in relazione alla struttura morfologica dell’atleta. L’avv. Ambrosini, dopo numerose esperienze pratiche rilevate su un nu­ mero vastissimo di atleti, è giunto a realizzare una « ta­ bella » che risulta essere oltremodo completa ed esau­ riente per chi voglia giun­ gere alla progettazione e alla costruzione di un telaio «personale», dopo aver ri­ levato le misure morfologi­ che degli arti inferiori del­ l’atleta (coscia, gamba, pie­ de). Il metodo Ambrosini fissa in 73° l'angolazione tra il tubo piantone e la paral-

£ lela tracciata tra il centro dei forcellini anteriore e po­ steriore (il tubo orizzontale è anch’esso parallelo alla li­ nea tracciata tra il centro dei forcellini anteriore e po­ steriore). Il metodo usato da Clnelli parte dalla misurazione della lunghezza in cm. dal punto esterno della testa del femo­ re dell’atleta in piedi, sul­ l’attenti, fino a terra (A); da questo dato partono le successive misure da dare all’attacco del manubrio (B), all’altezza della sella (C), all’altezza del telalo dal cen­ tro del movimento centrale al centro della pipa reggi­ sella (D) sempre tenendo per fissa la lunghezza più consuetudinaria delle pedi­ velle in cm. 17 (E). Nasce quindi la tabella che riportiamo.

A

B

c

D

E

79/80

13,5

48,5/49,5

17

81/82

6,5 7/7,5

14

17

83/84

7,5/8

85/86

8,5/9

14,5 15

50/51 51,5/52

53/54

17

87/88

9,5/10

15,5

54,5/55,5

17

89/90

10,5/11

16

56/57

17

91/92

11,5/12

16,5

57,5/58,5

17

93/94

12,5/13

17

59/60

17

95/96

13,5/14

17,5

60,5/61,5

17

97/98 99/100

14

18

62/63

17

15

18,5

15

19

i

101/102

17

63,5/64,5

17

65/66

17

A = altero» a piedi scalzi da terra all’esterno della testa del femore; B = lunghezza deil’attacco del manubrio («potenza»); C = distanza in cm dal centro della pipa reggisella all’estremità superiore della sella (altezza della sella); D = altezza del telalo da centro movimento a centro pipa reggisella (lunghezza del tubo piantone); E = lunghezza della pedivella.

_ -

-,


anche per Valimentazione è necessaria una bussola

bisogna alternare con maggior frequenza le carni bovine con il pollo da carne

tabella logicamente vale per Individui morfolo­ gicamente equilibrati e cioè privi di anomalie che pure si riscontrano In fisici per­ fetti come potrebbero essere braccia più lunghe, piede più lungo, altezza più svi­ luppata rispetto agli altri valori del corpo, bacino più pesante (glutei pronunciati), spalle « leggere » (più strette rispetto a quello che dovreb­ bero essere in proporzione al fisico). La tabella, quindi, è in linea di massima Indica­ tiva. Le norme per la realizza­ zione di un telaio « perfet­ to », almeno in linea teori­ ca, debbono tuttavia sempre tener presente le caratteri­ stiche della pedalata dello atleta cui è destinato 11 te­ laio, il peso dell’atleta stes­ so e la lunghezza del suo piede in relazione al «modo» come pedala. Per fare due esempi illu­ stri ricorderemo come Anquetil pedali per consuetu­ dine col tallone in alto e la punta del piede in basso, mentre Magni era invece un corridore che pedalava co­ stantemente col piede paral­ lelo al terreno. Ammesso che I due atleti avessero la stessa costituzione morfolo­ gica, basterebbero queste loro differenti caratteristiche per consigliare ad ognuno di loro un telalo diverso, si da ren­ dere II mezzo 'meccanico sempre più rispondente alle esigenze della macchina umana. Il peso dell’atleta, poi, chiama In causa la ro­ bustezza del telalo che quan­ to più è pesante il ciclista tante maggiori sollecitazioni deve sopportare; è per que­ sto che se il corridore pesa più di 70 kg. lo spes­ sore del tre tubi (piantene, orizzontale, obliquo) deve es­ sere non Inferiore al 0,7 mil­ limetri (massimo 1 milli­ metro) mentre per atleti In­ feriori al 70 kg. di peso tale spessore può essere da mil­ limetri 0,6 a millimetri 0,9. Per la lunghezza del piede, infine, sempre In relazione tipo di pedalata, la dif­

ferenza in eccesso o in di­ fetto consiglia che il telalo abbia il tubo piantone mez­ zo centimetro più corto per il piede piccolo. L’altezza dell’atleta tutta­ via va presa come indirizzo generale in quanto la lun­ ghezza del collo e la con­ formazione della testa stes­ sa possono consigliare sia pur minarne variazioni di misure. Il telalo deve tuttavia ri­ spettare, sempre, limiti di elasticità al di là del quali avrebbe da una parte troppe vibrazioni con riflessi nega­ tivi alla stabilità stessa del­ l’atleta e dall’altra avrebbe scarsa resistenza con peri:oll di rotture e quindi di cadute per H ciclista. Il te­ laio deve quindi avere un giunto limite di elasticità rilevato in base ad esperien­ ze meccanico-tecnologiche condizionate tuttavia dalla struttura morfologica dello àtleta cui il telalo stesso è destinato. I limiti possono oscillare: cm. 42-cm. 44: dal centro del fornellino posteriore al centro del movimento cen­ trale; cm. 59-cm. 62: dal centro del forcellino anteriore al centro del movimento cen­ trale. Altro dato interessante da rilevare per la costruzione di un telalo è quello segnato con A2 sulla figura e riguar­ dante la lunghezza del brac­ cio (dall’acromlon alla estre­ mità della mano a pugno chiuso e precisamente alle nocche della mano). Il valo­ re A2 per atleti che non siano •morfologicamente regolari co­ me lunghezza delle braccia può influire sulla lunghezza dell’attacco del manubrio. Da quanto abbiamo illu­ strato sopra balza evidente la constatazione che, per un atleta ciclista, la bicicletta è quanto di più « personale » cl sia dato che deve essere realizzata per assicurare al­ l’atleta le migliori condizio­ ni di stabilità, di elasticità, di equilibrio e di sicurezza. NINO LOMBARDI

tata particolarmente f<.felice l’iniziativa della ""■''Direzione Generale della Alimentazione del Ministero deU’Agricoltura e delle Fo­ reste, di curare l’edizione di opuscoli divulgativi sulla educazione alimentare che, già distribuiti nelle scuole di istruzione primaria e se­ condarla inferiore di tutto il Paese, hanno Incontrato generale favore presso gli insegnanti e gli allievi, carne pure presso le loro famiglie. Una di queste pubblica­ zioni — tutte assai curate e quindi attraenti — si in­ titola: « La bussola dell'ali­ mentazione », e bisogna ri­ conoscere che è un titolo indovinato per uno stru­ mento educativo di cui tutti gli italiani hanno veramen­ te bisogno. In effetti una notevolis­ sima aliquota della nostra popolazione non sa regolarsi in maniera razionale per quanto riguarda un proble­ ma: quello appunto dell’ali­ mentazione, che pure deve essere risolto ogni giorno e più di una volta al giorno. E' da qui che dscende, di conseguenza, l’obbligo delle autorità responsabili di for­ nire agli italiani appunto una bussola per sapersi orientare nel mare delle scelte in fatto di cibi, spes­ so tutt'altro che positive; come pure l'obbligo, per 1 consumatori, dd sforzarsi di seguire nei limiti del pos­ sibile queste indicazioni date da competenti, senza pre­ venzioni di sorta. Sono certamente positivi I progressi finora realizzati nel nostro Paese nel campo dei consumi alimentari; e per convincersi basta rian­ dare col pensiero ad anni non ancora tanto lontani, in cui il bassissimo tenore medio dd vita consentiva ad una minima parte della popolazione la possibilità di accedere alla carne solo un paio di volte alla settimana. Ma adesso che si è rag­ giunto un livello assai più sufficiente limitatamente al­ la quantità, ci pare sia do­ veroso preoccuparci anche di operare tra gli alimenti di­ sponibili le scelte che più si addicono sia alla nostra salute che alle possibilità della nostra tasca. Un punto fermo di ogni alimentazione che voglia obbedire a regole razionali è quello relativo alle pro­ teine animali che. preziose oltre ogni immaginazione al nostro organismo, debbono essergli assicurate almeno in una quantità minima in ogni stagione. Queste proteine si trova­ no, come tutti sanno e come del resto specifica abbastan­ za eloquentemente l’aggetti­ vo che le definisce, nelle carni. Dunque, consumare

carne in ogni stagione. Ma attenzione, a questo riguar­ do, anche alle ragioni sia dietalogiche che gastrono­ miche, le quali consigliano una sempre maggiore varie­ tà di alimenti. Quindi con­ sumale — si — carne, ma anche fare in modo che la tradizionale carne bovina venga sempre più spesso al­ ternata con altri tipi di carne che abbiano caratte­ ristiche igieniche ed orga­ nolettiche non inferiori a quelle della carne bovina. Una di queste è la carne di polio, verso la quale è in­ dispensabile che il consu­ matore si orienti con scelte sempre più frequenti. Tra l’ailtro, ne conseguirà un be­ neficio economico di note­ vole portata, perché la pro­ duzione del pollo da carne è assai più rapida e meno costosa di quella della car­ ne bovina, e comunque può essere prodotta in Italia sol­ tanto per circa la metà del fabbisogno, l'ailtra metà do­ vendosi reperire sui mercati stranieri, con fi conseguente aggravio non solo e non tan­ to per la bilancia commer­ ciale del pagamenti con l'estero ma anche per I sin­ goli bilanci familiari cui rie­ sce sempre più difficile cor­ rere dietro a certi astrono­ mici aumenti di prezzo. E non date retta — mi raccomando — a quanti, al­ lorché si parla del pollo da carne, vengono immancabil­ mente fuori con la vecchia storia dei polli « ruspanti » del buon tempo antico, ma­ gnificati ed esaltati a con­ fronto col polli allevati, in­ dustrialmente con l'aiuto della modernissima scienza mangimistica Perché questi famosi pol­ li « ruspanti », ruspavano In sostanza ned letamai oppure si cibavano degli avanzi del misero pasto dei contadini quando non addirittura de­ gli scarti dell’orto (e fini­ vano non poche volte per essere la causa prima ddl’insorgere di infezioni epi­ demiche). mentre oggi — proprio per l’apporto riso­ lutivo rappresentato da quel­ la scienza recente dett'adimentazione animale che va sotto il nome di «mangimi­ stica » — tuvtd i più moder­ ni ritrovati, unitamente a controlli rigidi e costanti, assicurano agli allevatori mangimi bilanciati qualita­ tivamente perfetti senza nulla di artificiale e di ar­ tificioso, che mettono a di­ sposizione dei consumatori prodotti ineccepibili e ciò malgrado anche a buon prezzo. Un più sicuro orientamen­ to dette scelte in questo sen­ so permette pertanto di con­ seguire innegabili vantaggi, sta dal punto di vista diete­ tico che da quello finanziario.

3

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INSERZIONI ———•

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tennis tavolo TREVISO - A conclu­ sione dell’annata sportiva 1965-66, si è tenuto presso la palestra S. Margherita il Campionato Provinciale di Doppio di Tennis da Ta­ volo denominato Ju Rapida. Se il numero del parteci­ panti non era eccessivo, si è assistito in compenso ad un elevato tenore tecnico ed agonistico del gioco. I pre­ mi messi cortesemente a disposizione dalla ditta Ju Rapida hanno contribuito a rendere maggiormente inte­ ressante questo campionato, unitamente allo scudetto di Campione Provinciale 19651966. Ecco le classifiche - Cate­ goria Seniores: 1) Golfetto-

tutto ..

CSI notizie di attività inviate dai nostri addetti stampa

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atletica leggera

CAMPOBASSO - Organiz­ zata dal CSI, in collaborazdone con la FTDAL, si è svolta una gara di Marcia su strada denominata « Tro­ feo Madonnina ». Le distanze da percor­ rere erano di km. 10 per g-U Allievi e di km. 5 per i Ragazzi. Dopo un’avvincente gara, seguita da un folto ed en­ tusiasta pubblico che faceva ala al passaggio degli atle­ ti, sono risultati vincitori: per gli Allievi, Paparella Franco e, per 1 Ragazzi, Manes Vincenzo.

AVELLINO - Indetta ed organizzata dal Comitato provinciale, si è svolta al Campo Scuola Coni, la pri­ ma fase del Trofeo Verde di Atletica Leggera. Alla simpatica e riuscita manifestazione agonistica hanno preso parte circa duecentoventi giovani atleti che per la prima volta calca­ vano le piste rosse del Campo Scuola e, sul « passo » dei grandi campioni, hanno lot­ tato per il conseguimento di un risultato utile che po­ tesse permettere loro la par­ tecipazione alla fase finale. Le società in lizza erano il CSI Avellino, la Kennedy di Cesinali, S. Gerardo, Fer­ rovia, Mlcromilan, CSI Fo­ rino, Micro Napoli, Frassati, Hlrpus, Don Bosco.

I rappresentanti del G. S. Virtus e del G. S. Chaminade, due delle numerose squadre che hanno preso parte alla gara di marcia organizzata dal Comitato Provinciale di Campobasso.

Bortoluccl (CSI Lupino) ; 2) Zuliani-De Martino. Ca­ tegoria Juniores: 1) PrlverBellese (Seivana) ; 2) Pellicon-Prlmiere. Cat. Allievi: 1) Berton-Sartorello (Duo­ mo) ; 2) Brusadin-Bettiol (Rapid). Cat. Giovanissimi: 1) Biasetto-Scimionato (Sei­ vana) ; 2) Zanzzeron-Fanton (Duomo).

TARANTO - Si è concluso a Martina Franca il Tomeo di Tennis da Tavolo per Giovanissimi denominato « Coppa Primavera ». La manifestazione ha re­ gistrato un ottimo successo ed ha visto la partecipazio­ ne dei gruppi sportivi della città aderenti al CSI: Olim­ pia, Invicta, Esperia A e B, Europa A e B. La formazione dell’Euro­ pa A si è imposta sulle al­ tre squadre. In seconda po­ sizione si è piazzata l’Eu­ ropa B.

patti­ naggio Fra 1 molti « azzurri », il CSI annovera anche Giu­ seppe Cantarella, campione mondiale di pattinaggio. Cantarella è stato sempre con l’Hockey e Pattinaggio di Siracusa, sin da quando ave­ va 12 anni. Si onora di aver fatto parte e di essere an­ cora tesserato per il CSI: 11 suo ultimo cartellino, stac­ cato per la stagione 1965-66 in data 31-10-1965, porta il n. 337716. Ha conquistato parecchi titoli italiani prima nella categoria allievi, poi in 3a, in 2\ Nel 1962 passò in la categoria e fu per lui un anno dii crisi. Si riprese l’anno successivo e fu cam­ pione d’Italia nella velocità su strada: nel settembre 1963 conquistò 3 records mondiali nel 1/4 di miglio, 1/2 miglio e 500 metri. Nel 1964, cam­ pione d’Italia nella velocità su pista e su strada, fu pre­ scelto a far parte della na­ zionale azzurra e a Madrid conquistò le simpatie degli spagnoli e il titolo mondiale delle velocità su strada. L’anno scorso riconquistò 1 due titoli italiani e a Sira­ cusa, sulla pista del nuovo pattinodromo della cittadella dello Sport, contribuì al trionfo della rappresentativa azzurra conquistando il titolo

iridato della velocità. Domenica 19 giugno ha conquistato a Siracusa nel campionati italiani il titolo della velocità su pista e per il 21 'luglio è stato convocato a Roma per ricevere dal CONI la medaglia d'oro al valore atletico per le sue pre­ stazioni di valore mondiale. Anche il CSI ha voluto re­ centemente premiare il va­ lore di questo giovane atleta, consegnandogli in occasione della celebrazione ventennale il « distintivo d’oro » per 1 suol meriti, oltre che sporti­ vi, di attaccamento alla no­ stra organizzazione.


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