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A. LX - N. 25 - 4 LUGLIO 1965 ★ Sp. abb. post. gr. I bis
PROBLEMI DELLO SPI
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quando il cervello va in vacanza anche lo sport...
osso sbagliare, ma ho una mia Up convinzione: la pornografia è senz’altro da condannarsi, ma secondo me non è tanto la porno grafia che atrofizza le coscienze e riduce a brandelli la vita, quanto piuttosto la vacuità morale di ciò che un popolo vede e legge. Una coscienza seria può essere an che cattiva, ma una coscienza che non è seria non è né cattiva né buona, il che è peggio, come ci av verte la Bibbia: « siccome non sei né caldo, né freddo, il Signore ti vomiterà ». Quando le persone hanno sviriliz zato la loro vita non si potrà più parlare di cose serie, né della Gra zia di Dio, né del diritto di scio pero: non le capiscono. Non si potrà convincerle al bene, perché si riten gono buone, di quella bontà che è senz'altro un incrocio bastardo.
È gente che non « vive » ma si « lascia vivere ». LI che equivale a dire che non sa vivere e tante volte si rassegna al « dittatore » di turno che le toglie perfino la fatica della libertà. Se c’è in una regione un’inonda zione per cui molte famiglie devo no arrangiarsi per mangiare e per dormire, penserà la vittoria del cam pione ciclista o la visita della bion da attrice, collezionista di franco bolli e di mariti, a distrarre la città, la regione, la nazione. Non farti complice di questa cor ruzione. Sii un galantuomo, onesto, leale, laborioso. Dà un « senso » alla tua vita ed evita a tutti i costi che le cose più importanti diventino il fa nalino di coda e quelle meno impor tanti diventino praticamente l’unica ragione della tua esistenza. Fa pure sport e fallo con intelli genza, va pure al cinema e vacci con capacità di critica, ascolta tutti i juke-box che vuoi e canta la « tua » canzone, e tutto ciò fallo per far « crescere » la tua persona, ma non rallegrarti del fatto che una grande maggioranza dei giovani del la tua età alla domenica non sa far altro che riempire gli stadi e i ci nema, riducendo davvero la loro vi ta ad un juke-box ambulante. Quando una generazione concepi sce la vita solo o quasi come diver timento e non come vocazione e missione, il presente può essere an che apparentemente sereno, ma al l’orizzonte sale un avvenire burra scoso. Il Signore non ha ancora smesso di piangere sulle città e sugli uo mini stolti.
ITALIA YE’ YE’ L'arrivo dei Beatles e lo svolgimento del Cantagiro hanno portato alla ribalta della cronaca mi lioni di giovani affascinati dalle esibizioni dei loro beniamini canori che vengono assaliti, portati in trionfo, perfino sequestrati. E' uno dei modi di esprimersi della nostra gioventù. Gran parte degli adulti sorride, o deride, o impreca,' o ignora (ci sono anche quelli che sfruttano la situazione ma. per fortuna, sono una minoranza). Per noi i gio vani sono una cosa seria anche quando fanno il tifo per i Beatles o per i campioni dello sport. Siamo certi di aver loro proposto validamente idoli e ideali più seri di quelli che si sono creati da sé ed hanno imposto agli stessi adulti? I giovani quando non riscontrano nella loro real tà quotidiana quegli ideali che gli adulti vorreb bero fargli perseguire, si creano i motivi che danno una risposta alla loro esuberanza, al loro desiderio di affermazione, spesse volte protestataria. L’Italia dello yè yè è l'Italia dei giovani; ma è un'Italia alla quale non si è interessata in modo concreto e programmatico l’altra Italia, quella dei grandi ideali... rimasti nei cassetti degli adulti.
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DON CLAUDIO
Àf^uest’anno raggiunge■ remo e supereremo i M B duecentomila iscritti; “una notevole forza or ganizzativa che si dimo stra ogni anno di più di sposta ad aumentare sia per la bontà delle iniziati ve agonistiche, sia soprat tutto per il clima che il Centro Sportivo Italiano sa offrire nelle sue socie tà, nei suoi comitati, ovunque esista un dirigen te qualificato. Con que sta ed altre comunicazio ni della Presidenza si è aperto il secondo Consi glio Direttivo Nazionale, dopo il Congresso del 19 marzo. Come si ricorderà, du rante la prima riunione del C.D.N. si era procedu to all’elezione delle cari che in seno alla Presiden za Nazionale che in que sti tre mesi ha realizzato il piano programmatico (tecnico, agonistico e or ganizzativo) sia per l’an no sociale 1965-1966, sia per tutto il triennio '65’68. 11 Consiglio Direttivo Nazionale, dopo averne discusso le linee fondamentali ed ogni partico lare, ha approvato quanto proposto dalla Presidenza Nazionale. Si tratta di un vasto, completo e concreto pro gramma per il triennio ’65-’68 che avrà come te ma principale « la socie tà » sportiva del CSI; cioè il nucleo principale di ogni attività, sia orga nizzativa che agonistica, l’ambiente dove l’atleta entra in contatto con la spinta educativa che il CSI intende dare alla sua organizzazione. La società sportiva del CSI realizza in concreto i fini programmatici della
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Si è riunito a Roma il 26 e 27 marzo il Consiglio Direttivo Nazionale del CSI. L'incontro del massimo organo direttivo del nostro Ente ha permesso un vasto giro d orizzonte sulle finalità e s ui programmi che il Centro Sportivo Italiano si appresta a raggiungere ed eseguire sia nel prossimo anno sociale sia per tutto il triennio 1965-'68. Soprattutto è stata messa a fuoco l'importanza e le caratteristiche della società del CSI, cellula base di tutta l’organizzazione, nelle sue finalità, nel suo modo di essere, nella dinamica delle sue attività.
EA SOCIETÀ E II CSI nostra Organizzazione: ne vanno quindi studiate le finalità, l’articolazione, le attività, il suo modo di es sere, la sua dinamica. Vanno soprattutto studia ti 1 termini di contatto con la realtà giovanile, con la realtà civica e so ciale in cui si muove la società sportiva, vanno in definitiva proposti i ter mini di « servizio » e di « apertura » della società nei confronti dei giovani. La società sportiva non può essere né un feudo parrocchiale, né una rete per un’apostolato freddo e schematico. Lo sport è un valore da salvare co me tanti altri: ha in sé tutte le caratteristiche delle cose buone umane, e va quindi valorizzato e presentato ai giovani con tutta la carica della sua buona umanità. Il cristia nesimo non può più fare distinzioni tra noi e gli al tri: noi siamo il buon lie vito che si immette nella realtà che ci circonda, la fa maturare, pur rispet tando la natura della pa sta, la rende atta alla la vorazione del cibo fra grante alla base della no stra alimentazione. Anche la società sportiva è il buon lievito: si inserisce nella realtà sportiva, sen za modificarla, senza as servirla, non sfruttandola a fini particolaristici, ma vivificandola di buone idee, di buon esempio, di validità tecnica, di sano agonismo, di lealtà e ge nerosità nel gioco, di cri stianesimo vissuto .infima mente e socialmente. La società del CSI di venta quindi essa stessa una realtà di vita, anima una parrocchia, una co-
munita di giovani ai quali offre una serie di iniziati ve agonistiche e formati ve in funzione di un loro preciso centro di interes se quale può essere lo sport. Una società sporti va creata, sorretta, gui data realizzata dal laici: cioè da giovani che cre dono nei valori dello sport e sanno realizzare uno sport « pulito », senza as servirlo ad ideologie poli tiche, a fini commerciali. Scrivevamo lo scorso anno che non esiste lo sport « cristiano » e qual cuno commentò ironica mente la nostra afferma zione. Non esiste lo sport cristiano, come non esisto no l’agricoltura cristiana, o le autostrade cristiane. Esiste lo sport fatto rettamente, rispettando le re gole tecniche e di gioco, che aiuta il fisico a irro bustirsi, a crescere armo niosamente, che non an nebbia le coscienze, che tiene sveglia -Tintelllgenza, impone dei sacrifici, offre la gioia di una vit toria. fa competere sere namente, educa social mente al contatto con al tri concorrenti, altre squa dre, altre società... E que sto è sport, soltanto sport. La ragione d’essere del CSI è appunto in questo: nell’incitare le società e gli atleti a fare « questo sport », che tende automa ticamente alla perfezione e la perfezione è un dono di Dio, una spinta al Pa radiso, un traguardo per ciascuno dì noi. La società del CSI, pur non dimenticando gli an ziani e gli uomini, per i quali il CDN ha previsto anche un allargamento di alcuni programmi agoni-
stici, quali le bocce, si ri volge in modo particolare ai giovani e ai ragazzi: una larga base di propa ganda non é soltanto ne gli scopi sportivi del CSI. ma nella sua ragione di « opera della GIAC ». In questo senso é stato par ticolarmente posto l’ac cento sui dirigenti, sugli educatori, sui tecnici che entrano continuamente in contatto con gli atleti, grandi e piccoli, e devono trasmettere con l’esempio e con il comportamento le idee per uno sport rettamente praticato e natu ralmente giustificato. Il Consiglio Direttivo Nazionale ha continuato i suoi lavori procedendo al la nomina delle Commis sioni Tecniche Nazionali, scadute con il termine del precedente triennio, delle Commissioni del CDN per l’impostazione e lo studio
di particolari problemi, delle Presidenze Regiona li risultanti dalle indica zioni effettuate durante le ultime ritmate regionali. Al termine della riunio ne e stato discusso e ap provato anche il calenda rio delle attività agonisti che per Tanno 1965-’66 che sarà possibile trovare in CSI ’66 e sono state prese in esame alcune Convenzioni con Federa zioni, per le quali si riten gono necessari ed urgenti modifiche e alcuni aggior namenti. A chiusura del Consiglio Direttivo Nazionale è sta to inviato un telegramma di felicitazioni ed auguri al corridore Felice Gimondi, durante quei giorni maglia gialla al Tour, atleta che fino a poco tempo fa faceva parte di una società del CSI. CORRADO 8IGGI
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er gli appassionati del Tennis da Tavolo, dalla _ lontana Repubblica Po polare Cinese, sono arrivati quattro simpatici francobolli commemorativi della recen te 28:i edizione dei campio nati del mondo svoltisi a Lubiana. I giocatori cinesi si sono ancora una volta confermati i più forti del mondo, vin cendo 1 titoli in palio e dimostrando a tutti come in questa disciplina, da molti ingiustamente bistrattata e che richiede invece non co muni doti di vigoria, agilità e prontezza di riflessi, si può arrivare invece ad una abi lità e perfezione tale da lasciare sbalorditi. I quattro valori, tutti da 8 d., sono stati stampati in blocchi e raffigurano due uo mini e due donne in diverse fasi di una partita. Ad un altro sport, che an che in Italia sta acquistan do una certa popolarità, sia tra gli sportivi che tra il pubblico, è Invece stata de dicata una serie di 3 valori, 15, 35 e 50 flls. a soggetto unico, da parte del Regno di Giordania. Si tratta di fran cobolli recentemente emessi per commemorare 1 campio nati nazionali di Pallavolo ed il disegno scelto per illu strarli. raffigura un atleta che colpisce la palla per ri mandarla nel campo avver sarlo, con sullo sfondo il pro filo di una coppa. Ed infine, dalla vicina Ce coslovacchia ci giungono quattro francobolli, molto belli sia come soggetto che come realizzazione grafica e tecnica, dedicati alla comme morazione dei giochi della Il Spartakiade che sono attualmente In pieno svolgi mento. Le Poste di Praga, oltre a ricordare quest'importante avvenimento con 1 quattro suddetti valori, hanno anche emesso delle cartoline posta li commemorative ed hanno usato degli speciali annulli. MAURIZIO TECARDI
A empre più dura la vita per i pescasportivi!... Dura nei w confronti della famiglia ( « Portassi qualcosa lo capiW rei, ma lasciarmi sola nell’unico giorno festivo questo non lo capisco; sei un egoista»). Dura nei confronti degli amici profani (a Ma solo tu non prendi mai niente'.... Io ho un amico... ». L'amico non l’hanno e il tutto lo fanno per prenderti in giro). Dura nei confronti dei colleghi peoì r*j~ì i'ì ! ri o/rri-MZ-i -ni •»/ 11 o-w» Z-. scatori ph cheO si chiudono •>'»'> in uno strano mutismo come dire che sei tu l’incapace... A volte il prender niente può provocare delle vere e pro prie tragedie. •» / z? o / ’ zr Quest ’anno, sotto fCnfnlo Natale, i/'», un pò per tradizione ne un» -nn pò per disperazione, ero andato ad anguille. Con un amico ne avevo già prese una ventina quando, nel pomeriggio, è piom bato fra noi uno sconosciuto collega... Prova, riprova, niente! E noi. sia pure ogni tanto, una o due. Colui guardava e ma sticava commenti per niente riferibili, nemmeno con peri frasi. Le sue espressioni costituivano il nostro maligno godi mento... Finalmente qualche vittima cominciò a impietosirsi ma... non del tutto. Infatti, abboccava, si lasciava trascinare fin sotto e poi se ne andava. Avendo ormai esaurito la sua scorta, il poveretto si giustificò dicendo: « Già quando porto pesci a casa mi prendono in giro: moglie e figli. Figurati adesso che torno vuoto. Come faccio a convincere mia moglie che sono venuto veramente a pesca? Quella mi pianta qual che grana grossa! ». E se non ci fossero state tre o quattro bestiole ci ’ sarebbe scappata una separazione legale o, addi rittura, una vedovanza. ut
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Levatacce, chilometri in macchina, in treno e a piedi, sole, pioggia, delusioni, canzonature ma anche emozioni. Due amici — un esperto e un novizio — vanno a pesca. Dopo lunga, inutile attesa, il lancio del novizio si piega violentemente. Preso in contropiede, costui urla. Sente che la preda è grossa, la manovra, la stanca, la porta sotto (spi gola: Kg. 5,200!) ma gli occorre il retino. Lo chiede, urlando, all’amico che, però, non risponde! Non può! E’ a braccia larghe, viso alle stelle, steso a terra, svenuto per l’emozione!
* * * E’ una faccenda da chiarire, una volta per tutte. Non saremo mai noi cannisti a negare il fascino della pesca subacquea... Anche perché la più parte non ne ha la più pallida idea, ma, in perfetta buona fede, riconosce attrat tiva, rischio, soddisfazione: tutto! Però! Però, visto che siamo tutti della stessa famiglia, per favore un pò di delicatezza! E invece niente! Scopri un posto discreto e, dopo pochi gior ni, alle 4 del mattino lo trovi occupato completamente. Alle 9 arrivano alcune decine di Schollander in pectore; alle 9 e 10 sono sufficienti un paio di uomini-rana per convin certi a rifare armi e bagagli e andartene. In ogni caso costituiscono una risorsa. Infatti un mio amico, seccato delle continue intrusioni, tirò il lancio e « beccò » in pieno lo scocciatore con piombo e ami. E agli amici riferì di aver preso una « bestia » di 70 chilogrammi. Punti di vista... TINO BIGAT
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iamo forse troppo abituati ad immaginare dietro la parola JV « sport » le solite facce dei cal ciatori più in vista e dei nostri be niamini, per avvertirne più in fon do la dimensione umana e perso nale. Sì, si tratta di pensare che dietro ogni attività sportiva, dietro ogni squadra, ogni società, ogni campio nato, ogni gara, ci sono numerosi volti, numerose persone: in defini tiva tutti quelli che ci sfilano innan zi la sera in TV, durante la dome nica sportiva, non sono automi, o robot, o uomini fac-simile, ma per sone in carne ed ossa con i loro problemi, speranze, desideri, con tutto il bagaglio di una umanità che soffre, geme, gioisce per lo sport come per ogni attività umana. Gli atleti hanno tutti un volto; non solo: hanno un corpo che si
vede e che si può toccare e che noi ammiriamo ed apprezziamo, stolta mente forse, solo come una potente macchina da risultati c da records o solo per l’armonia dei movimenti e delle forme, ma hanno tutti una intelligenza una volontà, una sensi bilità; sono uomini e perciò stesso non immortali perché lo spirito den tro di loro accoglie il condiziona mento del corpo (e perciò il divismo è una grande ingenuità) e nemmeno macchine, perché il corpo è nobili tato dalla presenza dello spirito ed ogni atto umano ha il timbro della razionalità. E' DIFFICILE SCEGLIERE UNO SPORT
Di conseguenza, per un atleta il problema della forma non è solo
problema di condizionamento fisico, come trovare il coraggio per supe rare gli ostacoli e per « sentire » una gara non è solo problema di condizionamento psicologico; eser citare una attività sportiva non è problema che può strettamente ri guardare solo colui che la esercita, ma che interessa tutto il mondo, tutta la vita e tutte le persone che hanno rapporto con la persona del l’atleta, con il suo mondo e con la sua vita. Addirittura scegliere uno sport è una decisione che ha profonde ri percussioni nella vita di un giovane: a prescindere dai risultati positivi, o negativi, gli effetti di una deci sione di questo genere si faranno sentire nel fisico, nel proprio dina mismo psichico (intelligenza, volon tà, affettività) e nella propria sfera morale. Avremo cioè un progressivo
Non si possono considerare “quattro calci” ad un pallone come una seria attività sportiva; lo sport è fatto di ordine, di precisione, d’impegno, di sacrificio ed anche di attesa.
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/ giovani che si affidano a noi per fare attività sportiva vanno presi sul serio: occorre aiutarli a soddisfare rettamente le molteplici esigenze del loro fìsico (scelta degli sport più adatti, periodico controllo medico), del loro carattere (clima di serenità, di rispetto e di fiducia in seno alla società sportiva ) e dello spirito (arricchimento della loro vita interiore anche attraverso lo sport).
adattamento del corpo e di tutte le facoltà della persona verso quel tipo di attività sportiva scelta; tutto questo, aggiunto all’influenza delle persone e in genere dell’ambiente frequentato, avrà ripercussioni anche di carattere morale, cioè contribuirà più o meno a farci crescere nella nostra dimensione di persone libere e di cristiani consapevoli. Quanti giovani si sono chiesti se veramente l’attività sportiva che hanno scelto fa veramente loro bene nel senso totale sopra detto? Quanti dirigenti sportivi hanno usato, ed usano, tutti i mezzi a loro disposizione per avviare un giovane sulla strada della miglior utilizza zione delle proprie potenzialità fisi che e psichiche? Può darsi che ac cada per caso che avendo messo fra i piedi di un ragazzo un pallone, questi cresca e si trovi bene a fare il calciatore: intendo bene sul serio e non solo per i soldi che potrebbe guadagnare. Ma quanti sono, invece, i ragazzi che oggi, ad esempio, proprio dal pallone vengono delusi e scoraggiati verso ogni altra pratica sportiva? Non capita oggi di « bruciare » i ragazzi allo sport proprio per via del pallone (del calcio, s’intende), come si brucia un ragazzo nell’amore, quando troppo presto vuol realiz zare determinate esperienze che psi chicamente e moralmente non è attrezzato a sostenere? Il calcio (che è, in sé, certamente uno sport serio ed altamente apprez zabile) rimarrà ancora per molto tempo l’attività sportiva incontra stata dei nostri ragazzi, ma, dob biamo saperlo, avremo contempora neamente grossi equivoci da fron6
teggiare e cioè confondere i quattro calci al pallone con una seria attività sportiva; negare diritto di cittadi nanza, nelle nostre società sportive e nella mente dei giovani, ad altri sport certamente più completi e forse anche più educativi (es. palla volo, pallacanestro, nuoto, ecc...); disamorare i ragazzi alla pratica sportiva proprio per non averli per tempo indirizzati verso una seria at tenzione al fatto sportivo che è fatto di ordine, di precisione, d’impegno, di sacrificio ed anche di attesa; im pedire al ragazzo di conoscere me glio se stesso e sapersi così più util mente impegnare nella disciplina sportiva che più rispetta (e quindi maggiormente potenzia) il suo corpo, le sue doti spirituali, la sua sensi bilità ed attenzione agli autentici valori.
IL VERO VOLTO DELLO SPORT
Riscoprire il volto vero dello sport vuol dire inoltre saper vedere al di là di occasionali interessi, che i giovani che passano per le nostre Società sportive ci chiedono di es sere verso di loro degli amici au tentici che non giuocano sull’equi voco e che non sono disattenti alla loro realtà umana. I giovani che si affidano a noi, e che con entusiasmo formano nume rose le file del CSI, domandano di essere presi sul serio al di là degli atteggiamenti esterni o delle con vinzioni che esprimono e che a volte ci possono urtare, ma che in fondo, a loro modo, esprimono la fiducia
verso la società cui hanno aderito ed i suoi dirigenti. Prenderli sul serio vuol dire con cretamente essere attenti alla loro complessa realtà umana, oltre che spirituale nel senso religioso del termine.
INSEGNARE A VIVERE LO SPORT
In moneta spicciola ciò potrà si gnificare, ad esempio, un periodico controllo fisico da parte del medico; il favorire un clima di serenità e di amicizia nell’ambito della società; avere delicatezza e rispetto nel trat tare con i giovani, rispondendo ai loro interrogativi ma anche non for zando i loro problemi: trarre mo tivo, dalla presenza del consulente ecclesiastico, per rafforzare la vita interiore dei giovani e per aiutarli ad inquadrare la loro attività spor tiva nell’ambito delle proprie re sponsabilità di cristiano. Essere attenti ai giovani, dare un volto allo sport, Vuol dire anche un’altra cosa importante: aiutare cioè i ragazzi a « vivere » lo sport in modo sempre più adeguato e per sonale. Molti ragazzi passano dal gioco all’attività sportiva in modo molto occasionale. Sollecitati dalla pres sante maturazione della propria per sona sia con lo sviluppo fisico, sia con la scoperta dell’io personale e favoriti dall’educazione scolastica e dall’ambiente in genere che li cir conda, scelgono essi uno sport, che generalmente è il primo che incon trano o che è stato loro indicato
dall insegnante o da da qualche qualche amico, amico, con il segreto ed inconscio motivo di affermare se stessi, di dare for ma e contenuto a tutte le loro po tenzialità, senza inibizioni, e preoc cupazione di controlli autoritari (quali, ad esempio, possono essere esercitati nella scuola e nella fami glia). E’ una attività, quella sporti va, nella quale per la prima volta molti ragazzi ritrovano se stessi, si misurano, saggiano le loro possibi lità, iniziano a conoscersi, si scopro no più ricchi di quanto credeva no, ecc...! A fianco di questo atteggiamento generale e molto normale ce ne pos sono essere molti altri più com plessi e forse meno positivi; darsi allo sport per trovare uno sfogo a determinate compressioni dell’am biente in cui si vive, per trovare la rivalsa a certe frustrazioni profes sionali, per il piacere di eccelle re, ecc... Occorrerà allora fare tutto il possibile perché i giovani atleti siano aiutati a scoprire man mano motivi sempre più nobili, più gran di, più sociali, più impegnativi sui quali fondare il proprio impegno sportivo.
UN LAVORO PAZIENTE E GRADUALE
In altre parole aiutare i ragazzi a passare da motivazioni prevalen temente istintivo-emotive, a moti vazioni sempre più razionali, cioè coinvolgenti pienamente la persona dell’atleta stesso. Allora veramente l’attività sportiva diventa (anche se « in nuce » ciò avviene fin dal pri mo momento) qualcosa di sempre più serio e che arricchisce la per sona. Allora aumenta la perfezione tecnica, la capacità d’impegno, l’at teggiamento di generoso distacco, lo spirito di squadra, e la passione sportiva diventa un potente incen tivo per la maturazione fisico-psichico-morale della persona del giovane atleta. Ciò non si ottiene evidentemente in poco tempo. E’ il clima che si respira nella società sportiva, sono i discorsi che ivi si fanno, il modo con cui si affronta l’attività agoni stica, è l’amore e lo spirito con il quale i dirigenti sportivi e l’allena tore si dedicano, che permetterà ai giovani di vivere lo sport in termini sempre migliori, evitando di bana lizzarlo o di isterilirne l’efficacia educativa. UMBERTO AMADIGI
Lo sport può aiutare potentemente il giovane a maturare la sua personalità, occorre però che venga efficacemente aiutato a scoprire nell’attività sportiva motivi sempre più nobili, più impegnativi, più sociali di quanto generalmente non io siano quelli istintivi, emotivi ed occasionali che lo hanno spinto allo sport in un primo momento. 7
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il ventennio 1945 IL CENTRO SPORTIVO ITALIANO SI AFFERMA
del C.S.I. CSI XX
1965 A SAN GIOVANNI VALDARNO Una bella e intensa giornata di sport ha caratterizzato i festeggiamenti della ricor renza ventennale dell'organizzazione presso il CSI di San Giovanni Valdarno: si è trat tato di una vera e propria sagra dello sport giovanile. Patrocinata dalla Diocesi di Fiesole in col laborazione con la CIAC, organizzata da! C.S.I. Alberto Galli di S. Giovanni Valdar no che ha usufruito delle attrezzature dell'Oratorio Don Bosco, ha richiesto una com plessa organizzazione, che alla prova dei fatti si e dimostrata perfetta, grazie anche alla efficienza di tutto il Consiglio Direttivo dei C.S.I. A. Galli e alla collaborazione del1 incaricato della Gioventù presso la Diocesi di Fiesole. Don Manlio Tinti, e dell'efficace apporto di Don Luigi Savelli assistente dio cesano del C.S.I. e di Don Giuliano Morelli Direttore dell'oratorio. Le varie gare si sono svolte all'insegna del piu grande entusiasmo e della più sana ca valleria sportiva. Sono convenuti a S. Gio vanni ben 200 atleti rappresentanti quattro vallate. Casentino. Val di Sieve. Chianti e Valdarno. Poi il raduno nei campi sportivi di Via don Bosco ove gli atleti hanno preso parte ai vari tornei di Calcio (vinto dalla rappre sentativa del Casentino), di Pallavolo (vinto dalla Parrocchia di Incisa), di Pallacanestro (vinto dal C.S.I. Alberto Galli), di Tennis Tavolo (vinto da Panlchi del Ruflna). di Tiro alla fune (vinto dalla squadra parrocchiale di S. Giovanni Valdarno). di Corsa attraverso le vie cittadine (vinta da Ezio Sarei del Rufina).
UN'ESTATE 'CALDA' “sport e comune”
A BERGAMO
■ 1 20 giugno, si è svolto a Bergamo, un ■ Convegno Provinciale sul tema « Sport ■ e Comune ». organizzato dal CSI locale. ■ Numerose le Autorità presenti capeg giate dal Presidente della Provincia av vocato Giavazzi e dall'on. Nullo Biaggi. I lavori sono stati aperti dal doti. Boffelli. Presidente del CSI Bergamo, il qua le, dopo il benvenuto ai convenuti, è pas sato ad illustrare i motivi che hanno mosso l'organismo cattolico a prendere l'iniziativa di un incontro — sul piano collaborativo — tra gli Amministratori della cosa pubblica ed i dirigenti dei vari settori sportivi. I quali erano affluiti in buon numero, compresi numerosi respon sabili di Federazioni Sportive mentre è stata notata l’assenza del Fiduciario Pro vinciale del CONI. Avevano mandato la loro adesione, perché impossibilitati ad intervenire, il Presidente del Credito Spor tivo e l’on. Rampa. II prof. Marchesi, anche a nome del Sindaco di Bergamo, si compiaceva per l'iniziativa ed anche per la sede pre scelta in quel Palazzetto dello Sport che sta a significare l'interessamento del Co mune di Bergamo al problema degli im pianti. Il prof. Notarlo, Presidente Nazionale del CSI, ha voluto ricordare le numerose benemerenze del CSI Bergamo nei suoi ventanni di vita ed ha sintetizzato l'in dirizzo che il CSI ha avuto in Italia pre cisando le tappe che lo hanno portato ad insistere sempre per l’attuazione di una politica sportiva a favore della gioevntù. Un’importante manifestazione calcistica si è svolta a Flesso d'Artlco (Venezia) : il Tro Una politica sportiva può riassumersi feo « Ventennale del C.S.I. ». Al Torneo, ad nei seguenti punti: 1) garantire allo sport 1 mezzi per un organico sviluppo; 2) crea invito, hanno partecipato quattro squadre di Vicenza, Vittorio Veneto, Rovigo e Padova re le strutture necessarie: 3) aiutare la composte da atleti di varie società sportive. creazione dei quadri dirigenziali poiché Benché la favorita della vigilia fosse la l’edilizia sportiva è solo una parte del squadra rappresentativa del Vicenza, l’am problema: 4) incoraggiare l'iniziativa pri vata e quella degli Enti di Propaganda; bito trofeo « Ventennale C.S.I. » è andato al 5) sviluppare lo sport nella scuola e nelle Rovigo che ha battuto prima il Vicenza per Forze Armate; 6) aggiornare la legge sul 3-1 e poi il Vittorio Veneto per 3-0. CONI. Bisogna creare, oltre gli impianti an- ' che 1 tecnici preoccupandoci però che non siano puramente tali ma anche educatori. Una serie di manifestazioni ha solennizzato Accanto alla preparazione tecnico-scienti a Padova la commemorazione della ricorren fica dovrà esservi quella morale-peda gogica. za ventennale del C.E.I. Un apposito comitato era stato costituito in seno al Comitato Pro Questo è l'impegno che Comune, Pro vinciale di Padova per l’attuazione di un vincia e Stato debbono sentire, non la programma che si è articolato in pubbliche sciando in un cassetto li problema spor manifestazioni ed in attività realizzate nel tivo ma comprendendolo nella sua giusta dimensione. l'ambito dei centri locali del C.S.I. in tutta Vivissimi applausi hanno accolto la la provincia. La prima di queste manifestazioni ha avuto relazione del presidente nazionale del CSI, al quale ha fatto seguito il dott. Li anche un aspetto coreografico. Il 12 giugno una fiaccola a staffetta è partita dal Prato vio Mondin! già Assessore allo Sport del Comune di Bergamo. della Valle per concludersi alla Fiera la sera Egli-con l’aiuto del dott. Paris del CSI. prima che si aprisse la 43-* Rassegna inter ha fornito all’uditorio un insieme di dati nazionale. Il 15 giugno, in collaborazione con il che sono costati una notevolissima fatica di ricerca, poiché un censimento di tutte Provveditorato agli studi di Padova si è svolta una tavola rotonda sui problemi del le attrezzature sportive cosi completo, mai era stato fatto nella Provincia ber lo sport giovanile, diretta dall’aw. Fabio Gasperini. gamasca
A FIESSO D’ARTICO
A PADOVA
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Una prima tabella ha posto in rilievo l’incremento degli stabilimenti sportivi dal 1956 al 1964 passati da 242 a 359. mentre quello degli impianti si è incrementato da 242 a 359. Va però rilevato che tali impianti sono distribuiti in soli 137 dei 248 Comuni della nostra Provincia con una percentuale del 55,24 per cento che. se pur buona sotto un aspetto compara tivo con la media nazionale, denuncia vaste zone lacunose nella provincia. La superficie adibita ad impianti sportivi al 31-12-1964 era di 1.188.279 metri quadrati, che investe il 79 per cento della popola zione residente e tale percentuale è infe riore non solo al corrispondente dato me dio della Lombardia, del Friuli-Venezia Giulia, deH’Emilia-Romagna. della Ligu ria. della Toscana, del Lazio 'ma anche alle percentuali dell'Umbria (85.2 per cen to!), delle Marche e delle Puglie (86.9 per cento! ). Un altro indice per valutare la con sistenza delle attrezzature è dato dal rapporto tra aree dedicate allo sport e popolazione. L'Austria dedica addirittura 84 metri quadrati ad ogni suo abitante. l’URSS è sui 25, mentre l’Inghilterra ha un quoziente di 20. La media nazionale è di soli 2,24, ma Bergamo vi rimane am piamente al di sotto. Vuoi con la città che ha un coefficiente di 1.55. vuoi nel l'esame della provìncia nel suo insieme che abbassa tale indice a 1,48. Completo è stato anche il quadro della distribuzione tegli impianti nelle varie zone in cui la Provincia è stata divisa, ma assai più interessante è l'esame dei proprietari di detti impianti. Si può così rilevare come il 5.57 per cento di essi sia di proprietà statale, il 26.46 per cento di
OVUNQUE PER LE SUE IDEE CHIARE E PER LE SUE MILLE ATTIVITÀ’
]ER OGNI SOCIETÀ E COMITATO LA MOZIONE CONCLOSIVA I partecipanti al Convegno Provinciale « Sport e Comune », indetto dal Comitato Provinciale del C.S.I. di Bergamo, sentite le relazioni: 1) «Una politica sportiva per l’educazione della gioventù» de! prof. Aldo Notorio ; 2) « Problemi sportivi nella provincia di Bergamo » del dott. Li vio Mondini, ed i successivi interventi Omissis AUSPICANO pertanto, che pur nelle difficoltà contingenti, le autorità governative, siano più sensibili alle istanze dello sport, da tempo Inappagate, e che le Amministrazioni Comunali esaminino e provvedano a concrete realizzazioni locali. SOLLECITANO in particolare: a) costituzione dell'Assessorato allo Sport, possibilmente in ogni Comune, in stretta collaborazione con una Commissione di sportivi, espressione degli organismi più attivi della comunità; b) la modifica deli'art. 91 della legge comunale e provinciale, relativo alle spese ordinarie di bilancio, per consentire idonei stan ziamenti a favore del settore sportivo e di conseguenza una definitiva riforma della Finanza locale; c) massima facilitazione di accesso ed uso degli impianti sportivi esistenti al sodalizi dilettantistici, secondo concetti di gestione sociale; d) prevedere nelle formazioni di piani urbanistici zone vincolate all'allestimento di impianti sportivi; e) applicazione senza eccezioni, della legge 7 febbraio 1958, n. 88, riguardante l’obbligo di dotare ogni edificio scolastico di pale stre ed impianti sportivi che rimangano, nelle ore libere dall'insegna mento. a disposizione della pratica sportiva; f) più adeguata comprensione da parte della autorità governa tive e della Presidenza CONI in ordine ai problemi dell’integrazione e del rinnovamento degli impianti sportivi oratoriani e ciò mediante l’ammissione ai beniflci della legge per il Credito Sportivo od altre analoghe, nonché congrua assegnazione di contributi in sede di riporto dei proventi finanziari che si renderanno disponibili in base alla .preannunciata legge del « fifty-fifty ». CONFIDANO che le Amministrazioni locali vogliano far propri, nelle sedi opportune, i principi e le risultanze dell’odierno Convegno, quali sono enunciati nella presente mozione conclusiva.
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proprietà degli Enti locali solo 1.39 per cento appartiene a Sodalizi sportivi, men tre aziende e proprietari privati sono in testatari del 18,69 per cento. Ed il rima nente 47.35 per cento? Questa è la sor presa del rilevamento effettuato: sono di proprietà di Enti ecclesiastici! Il che por ta alla domanda di come sarebbe possi bile chiamare allo sport i giovani in mol tissimi centri se non esistessero gli Oratori che, con la disponibilità di impianti an che non sempre regolamentari, consentono l’esplicazione della pratica sportiva. E' una realtà questa che non deve essere ignorata nemmeno dall'autorità del CONI, allorché procederà a regolamentare il ri parto del fondi che andranno allo sport con la nuova legge sul Totocalcio. Da un rilevamento sulle amministra zioni comunali si è poi visto che solo il 2.4 per cento dei Comuni della Provincia hanno l'Assessorato allo Sport, mentre ; contributi dati per manifestazioni spor tive assommano a L. 3,50 per ogni abi tante! Ricordato come non basti giustificare con una carenza legislativa il mancato appoggio allo sport dei giovani (figli ol tretutto dei contribuenti!), l'oratore ha concluso che lo sport ha il suo diritto di cittadinanza in ogni Comune con una presenza concreta ed operante. Sono seguiti numerosi e interessanti interventi, dopo di che i convegnisti han no approvato la mozione conclusiva.
IMPIANTI
SPORTIVI PARROCCHIALI COGOLLO DEL C. Da qualche tempo sono ini zlatl 1 lavori per la recinzione del costruendo patronato della gioventù In località Comparlnt su un’ampia area dove sorgerà anche il nuovo campo sportivo che consentirà di dare nuovo Impulso alle varie attività sportive. In partlcolar modo godranno della nuova realizza zione i giovani della squadra CSI «Monte Cenglo» che è sorta è sostenuta dal parroco don Ronzanl. animatore e realizza tore dell'iniziativa.
AD ACQUASELA SI é Inaligli rato ad Acquaserla 11 campo sportivo parrocchiale. La popolazione è accorsa nume rosa alla manifestazione accal candosi al margini del campo pavesato di bandiere tricolori e di festoni. Davanti al posto ri servato agli Invitati erano schie rati gli atleti del C.S.I. « U. S. Acquaserla » e delle altre socie tà Intervenute Dopo la benedizione e l'inau gurazione. 11 rappresentante del C.S.I. provinciale, Gangeml. te neva il discorso ufficiale, se guito dalle parole di compli mento e di augurio del sindaco per la coraggiosa ed utilissima realizzazione. SI svolgevano, quindi, alcune gare sportive.
A GRUGLIASCO A Grugllasco. presso l'U. S. Vlrtus La Salle, c stato Inau gurato un nuovo complesso sportivo intitolato a « Plnlnfarlna » perché sorto per l'inizia tiva di questo industriale tori nese e per opera del Fratelli delle Scuole Cristiane e del Gruppo Sportivo che partecipa alle attività del C.S.I. di To rino. L’opera Inaugurata comprende un moderno edificio scolastico culturale, campi di calcio, pal lavolo. pallacanestro e bocce. Questo poderoso complesso sarà completato con una pista e le altre attrezzature di Atletica I giovani del C.S.I. hanno Inaugurato il complesso con al cune competizioni di pallacane stro e pallavolo. La presenza di parecchie au torità ha reso ancor più signi ficativa la manifestazione. Con 11 cav. del lavoro Plnlnfarlna vi erano il segretario regionale del C.O.N.I. dr. Gota. 11 Presidente Regionale U.V.I. cav. Malnero e gli atleti Bianchi. Rora. Della Savia. Girone
sono seminaristi E' andata: IL lavoro di Er mes Ruggì, studente di Teo logia del Seminario di Mo dena, è riuscito nel migliore dei modi. Tre squadre di vivacissimi seminaristi hanno partecipato al torneo .di pal lavolo fra i Seminari di Modena, Bologna e Carpi. Dico tre squadre, ma sulle tribune, pure entusiasti, era no Monsignor Rettori, Vi cari Vescovili e Vicerettori. Gli inni « nazionali » dei se minari si sono alternati alle trombe degne di LiverpoolInter. mentre i liceisti inse: guivano palloni da tutte le parti del campo. Organizzato dal CSI Modena, il singola rissimo torneo ha avuto il seguente svolgimento: Semi nario Onarmo Bologna-Seminario Vescovile Carpi: 0-2; Seminario Modena-Semtnario Vescovile Carpi: 2-0; Semina rio Modena-Setninario Onar mo Bologna: 2-0. La classifica pertanto è stata la seguente: 1) Seminario Metropolitano Modena, p. 4; 2) Seminario Vescovile Carpi, p. 2: 3) Se minario Onarmo Bologna, p. 0. Tecnicamente i Seminaristi di Modena sono stati all’al tezza delle tradizioni pallavolistiche Modenesi Ottimi sui fondamentali, perfette le coperture, hanno svolto un gioco continuo, efficace, e di
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TROFEO
G. CHIARINI
Arcobaleno Sport
Ai primi di giugno, come ogni anno, si è svolto a Cremona il « Trofeo Giancarlo Chiarini » al quale hanno partecipato sedici squadre di dodici elementi ciascuna ( sei aspiranti maggiori e sei minori).
( segue )
piacevole fattura tecnica an che se troppo superiori, non hanno snobbato gli avversari concedendo loro l’onore del campo. Gli allievi di Carpi e Bo logna, hanno sopperito alle mancanze tecniche con una straordinaria carica agoni stica, che preannuncla certi temperamenti alla... « don Camillo ». Chissà se fra qual che presule di domani ci sarà qualcuno che ricordi .i_:_ serena -------avere con gioia partecipato alla giornata pallavollstlca del tre ____ semlnari, che,. prima in Italia, ha dato ai futuri sacerdoti di tre diocesi di conoscersi su di un campo sportivo di mostrando di apprezzare il valore educativo della pratica dello sport? Alla premiazione è Intervenuto ring. Boldrlni presidente del CSI Modena, il Vicario Arcivescovile Mons. Rocchi. Presente pure il consulente diocesano del CSI Modena, don Walter Sirottl. Ha diretto la manifesta zione sportiva 11 prof. Fran co Anderlini della C.TJT. (che ha donato pure la cop-
SONO SMNISII pa) e che con « don Barac ca » (al secolo Ermes Ruggì) ha varato la nuova Iniziativa. A Gino Barberini, allenatore dei campi scuola CSI, che ha aiutato e continua ad assi stere la preparazione tecnica del Seminarlo Metropolitano di Modena, l’affetto e il gra zie di tutti i seminaristi. Il Comitato provinciale del CSI Modena, nell’eloglare la splendida Iniziativa, tiene particolarmente a dire che la squadra del seminaristi ______ modenesi è pronta ad accettare le sfide di ogni seminarlo d’Italia...
Nella foto della pagina pre cedente un’azione d’attacco dei seminaristi modenesi. I semi naristi di Modena sono affiliati al CSI e partecipano alle atti vità agonistiche conseguendo spesso brillanti risultati special mente neUa pallavolo. Nella foto qui sopra l’ing. Boldrlni. presidente del CSI Modena, con segna la coppa al capitano della squadra del Seminario Metropo litano di Modena. Tra i semi naristi che assistono compia ciuti in primo plano è Ander lini, visibilmente soddisfatto.
Nella Palestra _ __ e nell ’attiguoSpettacolo Campo Scuola si sonò svolte la mattina le gare di selezione sia di tennis tavolo che di atletica, nel pomeriggio le finali accompa gnate dal più caldo entusiasmo dei numerosi atleti e ragazzi presenti. Ai partecipanti era stata offerta la colazione. Il pieno successo di una giornata veramente indimenti cabile premia innanzitutto i ragazzi che l’hanno vissuta e poi i dirigenti del Comitato Provinciale che l’hanno orga nizzata con tanta passione e competenza come ogni anno. Da sottolineare anche la partecipazione sempre più entu siastica e l’intelligente preparazione dei gruppi aspirantistici della diocesi: ogni anno diviene più ampia ed efficace.
Il 29 giugno si è svolta l'ot tava edizione della « Traversata podistica di Taranto », la sugge stiva competizione notturna che ogni anno aumenta il suo inte resse atletico, agonistico e spet tacolare. Complimenti e auguri agli amici del CSI tarentino e a tutti gli atleti partecipanti.
PALLACANESTRO: saccesso del mini-basket A conclusione del primo ciclo di attività si è svolta a Milano (Palazzetto dello Sport, giorni 11-12 e 13 giugno) la manifestazione « Evviva il Mini-Basket », presentata dalla Coca, Cola con il Club di Topolino e con la collaborzaione tecnica della F.I.P. e del C.S.I. Le squadre, sia maschili che femminili, han no dato vita a gare di buon livello tecnico ed agonistico che hanno meravigliato il nu merosissimo pubblico presente. Il Centro Addestramento CSI di Sesto San Giovanni con la squadra Gambadilegno ha magnificamente vinto il Torneo Maschile, destando un’ottima impressione per la viva ce carica agonistica e per la già radicata passione del gioco dimostrata dai piccoli atleti. Tra una gara e l’altra hanno fatto da con torno vivacissimi spettacolini degli eroi di Walt Disney condotti da Rolly Marchi e con l’ausilio della banda dei Martinitt. Al ter mine ha avuto luogo la ricca premiazione e la grande sfilata finale. Dato il grande successo della prima edi zione gli organizzatori, hanno deciso di ri
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petere ogni anno la manifestazione, che di venterà una tradizionale festa dei giovani sportivi milanesi. c. F. Il Mini-basket si può dire ormai una real tà anche a Trieste per opera di un comitato presieduto dall’assessore allo sport Babille e composto dai rappresentanti della Federa zione Pallacanestro e del Centro Sportivo Italiano. Sono sorti in pochi mesi ben quattro centri autonomi con la partecipazione di un gran numero (circa 400 maschi e 100 femmine) di ragazzi, entusiasti atleti e soste nitori dei centri stessi. Il 15 scorso si è svolta con molto successo una « Festa del Mini-Basket » che ha chiuso in bellezza il primo periodo di addestramen to. Ha reso più interessante la manifesta zione la presenza di una selezione dei Centri milanesi che si sono battuti con una rap presentativa locale. Eccezionale cornice è stata rappresentata dalle bande musicali dei Ricreatori comunali e dalla presenza di Rolly Marchi.
TRAVERSATA NOnURNA DI TARANTO a
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AUTO, MOTO, GOKART è sempre CSI Si, anche queste sono ini ziative del CSI. Citiamo te legraficamente. A CESENA, il 20, tradizio nale automotoraduno che quest’anno aveva per meta Le Balze di Vergherete. Giun ti alla meta, programma va rio di attività sportive e molta allegria. A PIEDIMONTE D’ALIFE 1” Trofeo CSI di Go-Kart, una manifestazione cui han no partecipato 26 concorrenti suscitando vasto Interesse nell'ambiente locale.
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Inizia da questa pagina la serie delle nostre rubriche tecniche. Saremo lieti di rispondere ai quesiti che i nostri lettori vorranno proporci, assicurando di offrire sempre soluzioni semplici e pratici suggerimenti.
PRINCIPI DI SALVAMENTO le tentazioni di chi sa nuotare • la tentazione di bagnarci da soli, anche in acque basse, calme e calde, perché non si può mai sapere cosa può capitarci. E' necessario quindi sempre avere un compagno in acqua che possa prestarci soc corso. • la tentazione di nuotare in acque a forti correnti se non si hanno garanzie di sicurezza, fra le quali, la possibilità di recupero in caso di malore ; • la tentazione di fare il bagno se sofferenti di cuore o di convulsioni o se deboli per recente malattia : • la tentazione di entrare in acqua durante la prima fase della digestione. Si può entrare in acqua solo dopo tre ore ed anche più che si è terminato di mangiare, il tempo deve essere prolungato se si sono mangiati cibi di difficile digestione come carne di maiale grassa, fritti, uova e se si sono ingeriti alcoolici e bevande ghiacciate. Molto, naturalmente, dipende dalla quantità del cibo mangiato e dalla digestione più o meno lunga e difficoltosa. Ognuno si deve mantenere sempre, con un certo margine di sicurezza, entro le proprie possi bilità digestive. • la tentazione di fare il bagno senza conoscere o aver preso infor mazioni sui fondali o sulle correnti ; • la tentazione di fare bagni prolungati non facendo attenzione alle reazioni come i brividi, i fastidi digestivi, il fastidio dell'acqua, che sono sicuri segni premonitori di non perfette condizioni di salute e di reazioni negative del fisico all'acqua ; • la tentazione di fare esplorazioni o cacce subacquee in apnea affa ticando il fisico con continue immersioni anche se brevi. Il debito di ossigeno provocato da più immersioni in apnea si somma provocando reazioni negative sulla capacità di resistenza in acqua, è necessario quindi avere sempre uno o più compagni che possano prestare aiuto in caso di necessità. Consigliamo i sub di usare l'accorgimento, anche se può portare qualche disturbo, di legarsi alla vita una sagola lunga quanto desiderano alla cui estremità opposta sia legato un grosso pallone galleggiante colorato a forti tinte che indichi, durante le immersioni, la continua posizione. Inoltre mediante la sagola è facile recuperare il corpo del sub colto da malore senza perdere tempo e correre rischi ; • la tentazione, se colpiti da crampi od altri malori, di agitarsi, perché si perdono inutilmente le ultime forze. E' necessario, invece, comportarsi con freddezza ed economia di movimenti (ricordiamo che in mare ci si mantiene facilmente a galla facendo il < morto » o muovendo lentamente le mani leggermente .inclinate rispetto alla su perficie e con le palme in giù; la mano deve avere la parte più alta nella direzione in cui si muovono). Nel caso si sia colpiti da crampi, si deve cercare di non muovere la parte colpita, se non in modo passivo, cioè facendo fare ai muscoli colpiti il movimento loro abituale senza che essi intervengano. Co munque con uno o più arti colpiti e sempre possibile nuotare e chiedere aiuto con calma; • la tentazione di fare salvataggi eroici quando non se ne è capaci : è necessario ricordarsi che il salvataggio a nuoto è il più difficile e pericoloso e faticoso: solo persone molto esperte nel nuoto che abbiano seguito particolari corsi, hanno molte probabilità di riuscita,® la tentazione di fare il bagno molto lontano dalla riva, da soli : ricordatevi che l'acqua è pressappoco uguale dovunque.
1 salvamento più che S prefiggersi l’istruzione all’atto di salvataggio, Uche normalmente è pe ricoloso e pieno di impre visti e per il salvatore e per il pericolante, tende a prevenire le situazioni di pericolo. Ecco una serie di consi gli a questo scopo: E’ NECESSARIO ricor darsi che le vacanze al ma re, al lago o lungo i fiumi non sono fatte per rom pere la monotonia della lunga permanenza in cit tà con azioni pericolose, o per impressionare 1 com pagni o gli astanti, o per dare sfogo alla carica vi tale repressa per molto tempo nel lungo inverno o per l’eccitazione che dànno l’improvviso con tatto con la frizzante aria del mare e la visione de gli immensi spazi liberi. Spesso sono le persone più dotate dalla natura ad eccedere ed andare incon tro ad incidenti, spesso è il nuotatore esperto o co lui che si crede tale che si mette in condizione -di perdere la vita se qualcu-
no non accorre in suo aiu to. L’abito mentale di cui bisogna fornirsi nel perio do delle vacanze al mare deve portarci a frenare: — rìnvitante richiamo delle prolungate esposi zioni al sole, soprattutto nei primi giorni e nelle ore più calde. Le prolun gate esposizioni al sole ol tre alle ustioni possono provocare il colpo di sole. Il colpo di sole normal mente colpisce chi si espone per lungo tempo al sole con il capo scoperto, il lavoro muscolare inten so e la disidratazione del corpo ne favoriscono l’in sorgere. Si manifesta con mal di testa, vomito, allu cinazioni, rigidità alla nu ca, convulsioni ed accele razioni del battito car diaco. Si cura con la diminu zione lenta e progressiva della temperatura me diante ventilazioni e ba gnature, è da evitare il raffreddamento rapido perché può provocare un collasso. Nelle giornate calde, afo se con cielo coperto, può, per le stesse ragioni ed in particolare per un lavoro muscolare intenso, venire il colpo di calore. Si ma nifesta con un lieve ma lessere, con l’abbassamen to della pressione, accele razione del battito cardia co, sfinimento e perdita dei sensi. Si cura portan do il colpito in un posto ventilato e fresco e soste nendo il cuore con cardio cinetici. L’invitante desiderio di fare un tuffo nell’acqua refrigerante dopo una prolungata esposizione al sole, poiché il corpo, a cau sa della elevata tempera tura, viene messo a con tatto con il fresco del l’acqua, può essere causa di ìdrocuzione o colpo di acqua. La Ìdrocuzione o colpo d’acqua colpisce im provvisamente il bagnan te che fino a quel mo mento non aveva avverti to alcun disturbo e che non faceva nulla di parti-
In febbraio è stata presentata una barca per recupero di annegati con dispositivo « Dal Monte ». Ecco la fase dell'impiego della barella per il recupero del pericolante. In seguito la barella viene issata prontamente sulla barca e trasportata velocemente a riva.
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Sopra e sotto due disegni che mostrano la tecnica della respi razione « bocca-bocca ». Di fian co una immagine della tecnica « bocca-naso ». In tutti i casi bisogna fare in frettj: la morte non attende Tarpilo defxmedico.
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§ £O M> •cO •c colare. Il bagnante affon da senza poter fare un gesto di aiuto. Oltre che dalla forte differenza di temperatura può essere favorito da sudorazioni eccessive, da entrate ed uscite continue dall’acqua, dalla digestione e da emo zioni. Bisogna quindi evi tare di bagnarsi nei tor renti freddi o nei laghi al pini anche quando nulla apparentemente può far ci pensare che il bagno può fare male. Se il bagno si vuole comunque fare, ci si deve mantenere a por tata di soccorso conside rando le difficoltà dell’ambiente e le possibilità di chi potrebbe soccor rerci.
LA RESPIRAZIONE « BOCCA-NASO » Molto spesso può capi tare sulla spiaggia di tro varsi di fronte a un asfìtti co e ad una moltitudine di persone che lo guardano senza sapere cosa fare se non dire « cercate un dot tore ». non sapendo che nel tempo in cui si cerca il dottore l’asfittico ha quasi la certezza di mo rire per mancanza di soc corso. L’asfissia, la man canza di respirazione pol monare naturale, porta in breve tempo alla morte se non si interviene pronta mente a ristabilire in un qualche modo la ventila zione polmonare. Il tempo che intercorre fra l’insor gere dello stato asfittico e la morte é molto breve: circa sei minuti. Man ma no che ci si avvicina ai sei minuti, diminuiscono, in proporzione, le possi bilità di poter salvare lo asfittico, per questo biso gna intervenire pronta mente e con efficacia. La respirazione artificiale più semplice e che tutti pos sono fare immediatamen te e il bocca-naso, cioè l'operatore deve soffiare aria con la propria bocca nel naso dell’asfìttico e quindi nei polmoni, ba dando a chiudergli la boc12
ca, per evitare che l’aria, insufflata nel naso, fuo riesca dalla bocca prima di giungere nei polmoni. L’operatore deve fare una insufflazione circa ogni cinque secondi, e dopo • fatta l’insufflazione, che dura in media un paio di secondi, deve sollevare la bocca per permettere al l’asfittico la espirazione per circa tre secondi. Il
capo dell’asfittico deve es sere flesso dietro perché, in questa posizione, le vie aeree sono certamente aperte in modo che possa no permettere l’afflusso dell’aria nei polmoni. La respirazione artifi ciale deve essere conti nuata sino a quando lo asfittico riprende a re spirare regolarmente.
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dlcato è quello della parten za dalla posizione in « pie di»; egli sta In piedi dietro al blocco e al comando via, si appoggia con il piede an teriore al blocco e scatta ra pido verso l'avantl. E' bene precisare che. nel momento del « pronti » l'atle ta deve trovarsi in leggera tensione muscolare, comple tamente estraniato dall'am biente che lo circonda, in mo do che tutte le sue facoltà fisiche e mentali si trovino concentrate nella azione che sta per compiere. Solo cosi, infatti, la sua reazione « al colpo di pisto la ». potrà essere istantanea e la partenza dinamica ed esplosiva.
LÀ PARTENZA BÀI BLOCCHI ; n linea di massima la posiI zione di partenza deve adat! tarsi all'atleta e non essere d una norma precisa cui tutti devono necessariamente atte nersi, in quanto sarà la pra tica che di volta in volta ci dovrà suggerire, a seconda delle caratteristiche anato miche del soggetto, quella più idonea. Esistono diversi « adatta menti », tutti egualmente ef ficaci, come ad esempio la partenza all'australiana o «bunc» (piedi strettì) ed al tri ancora che permettono un avvio assai veloce dai blocchi, ma non sempre un altrettanto corretto bilancia mento del corpo dopo lo scatto. Con i velocisti italiani si è scelta una via di mezzo che corrisponde pressappoco a ima posizione in cui il gi nocchio della gamba posterio re viene a trovarsi all’altezza della punta del piede ante riore (come risulta dai grafi ci illustrativi compilati dai tecnici federali - fig. A n. 1). Nella posizione di « pronti » l'angolo della gamba poste riore si aggira sui 120-130 gradi, mentre quello della gamba anteriore è di circa 80-85 gradi, con le spalle in clinate in avanti oltre la linea di partenza (la proie zione delle spalle sul terreno si trova a circa 10 o 15 cm oltre tale linea). POSIZIONE DEL CORPO NELLA PARTENZA DAI BLOCCHI
11 peso del corpo nella po sizione di « pronti » grava necessariamente sulle mani, ma ancora più sulle gambe 'la equa distribuzione su quattro punti è la posizione piu normale), ma in modo tale che vi sia il migliore equilibrio al momento dello stacco dai blocchi (flg. A n. 1). Una posizione non giu stamente equilibrata potrà essere corretta, in parte, da una esagerata azione delle braccia e della testa, ma tut to ciò non potrà elle rltar-
dare l'azione generale della corsa. Sebbene la gamba poste riore sviluppi più forza di quella anteriore, quest’ultima contribuisce doppiamen te allo stacco, perché il suo impulso ha una maggiore durata ila gamba anteriore dovrebbe essere quella più robusta). Per avere un im pulso deciso, il movimento verso l’avanti della gamba posteriore deve essere molto più veloce di quello anterio re. per far si che la gamba anteriore possa compiere in teramente la sua azione. Devo precisare che la gam ba posteriore deve andare avanti, senza però salire troppo verso il petto, mentre il suo richiamo verso terra (appoggio), per quanto ra pido. deve dare tempo alla gamba anteriore di disten dersi completamente. La testa segue in ogni fase della corsa la linea del cor po in modo da avere costan-
temente un perfetto allinea mento tra la testa, il tronco e l'arto portante. La corsa, per essere rego lare e continua, deve svol gersi secondo una precisa progressione di passi: l'atle ta parte da una posizione statica (sul pronti egli deve essere assolutamente immo bile). ma ad ogni passo in crementa la sua velocità (somma delle velocità iner ziali). In effetti dirò che il cor ridore si trova nel pieno del la sua azione e nella « giusta inclinazione », solo dopo 7 o 8 passi dal suo distacco dai blocchi (velocità massima dopo 50-60 metri dalla par tenza). Per il minore dinamismo iniziale, i primi passi sono naturalmente ridotti come lunghezza e. posso dire, in parte artificiosi. Per abituare il giovane al la partenza dai blocchi, un metodo particolarmente in-
POSIZIONE DELLE BRACCIA Le braccia assumono nor malmente una posizione più ampia della larghezza delle spalle e le mani devono sta re con le dita tese, per au mentare quanto più è possi bile l'altezza delle spalle, per permettere un maggiore equi librio del corpo e per avere un più regolare avvio della corsa. Per evitare che l'im pulso provochi un balzo ver so l'alto e di conseguenza un rallentamento nello scatto in avanti, lo sguardo dell'atleta deve essere rivolto verso un punto che in media si può stabilire a cinque o sei passi dalla linea di partenza. Si ottiene cosi un allinea mento della testa con il tron co e si evita l'inconveniente (sempre disastroso) che si manifesta ogni qualvolta lo sguardo è rivolto verso ter ra o peggio verso l'alto. Nel momento in cui l’atle ta si stacca dai blocchi, il movimento delle braccia è necessariamente ampio e ra pido, ma mai esagerato co me potrebbe sembrare a chi osserva le sequenze fotogra fiche dei grandi campioni della specialità. ASO
RUGBY EDUCHIVI): LA CORSA . I primo impegno dell'Educatore è quello di far ac quisire all’allievo uno stile di corsa corretto. Spesso la fretta di iniziare la preparazione tecnica vera e propria fa cadere l'Educatore nel grave errore di tra scurare l'insegnamento all'al lievo di « come deve corre re ». Così può accadere in se guito che 11 ragazzo, che ha ben assimilato la tecnica del portare la palla e del pas saggio in corsa, non riesca ad esprimere appieno gli inse gnamenti ricevuti per la sem plice ragione che la sua cor sa è « difettosa ». Correre, ad esempio, con 11 busto eretto e le braccia bloccate al cor po è causa di diminuzione di velocità, di maggior di spendio di energia e conse-
guente maggiore fatica. Non bisogna poi dimenticare che certi difetti d'impostazione, se non corretti all'inizio, dif ficilmente potranno in segui to essere eliminati. Niente fretta perciò nel la preparazione. Solamente quando si sarà assicurato che l'allievo ha acquistato un corretto stile di corsa. l'Educatore passerà ad insegna re come si porta la palla e come si corre con essa. Per ottenere questo, attenzione a non sottoporre i ragazzi a sforzi non adatti al loro or ganismo, come ad esempio il sottoporli a quel faticosi giri di campo fatti tutti di corsa e con lo stesso ritmo. Non si dovrà mai dimenticare che sono dei ragazzi, dei soggetti cioè che si trovano in uno
stato di « equilibrio instabi le ». specie se attraversano il periodo pre-pubere in cui esì ste un certo contrasto tra la forza muscolare e lo svilup po della muscolatura. Eccovi delle indicazioni per un programma dì allena mento per questa fase di pre parazione Iniziale: 1) Tratti percorsi cammi nando a passo veloce, con qualche piccola corsa in sciol tezza e saltelli da fermo. 2) Ginnastica respirato ria. Tra un esercizio e l'al tro far eseguire dei movi menti in scioltezza per scio gliere i muscoli. 3» Far compiere dei trat ti in souplesse curando i mo vimenti della corsa, interca-
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In queste pagine ospitiamo tutte le noti zie di attività CSI inviateci dai nostri ad detti stampa o raccolte dalla redazione.
TUTTOCSI Per correre bene, il corpo deve •ssere leggermente inclinato ir ■vanti e le gambe devono cadere sull'asse della corsa. I piedi de vono posarsi sulla linea di corsa in modo che quando toccano terra abbiano ad appoggiare sui metatarsi. L'atleta deve utilizzare le braccia, muovendole nel sente della corsa, coordinandole con gli arti inferiori, al fine di man tenero il corpo sempre in equi librio.
La Bofors Italiana, partecipante per la prima volta al Campionato Aziendale organizzato dal Comitato di Milano, non ha deluso le aspet tative. classificandosi molto bene al 3 posto.
I DIECI ANNI DELLA “4 CAMPANILI landò la corsa con tratti al passo. 4) Far eseguire delle cor se brevi e veloci, intercalan do con tratti in souplesse du rante i quali l'Educatore sot tolineerà gli eventuali difetti e darà gli opportuni sugge rimenti. 5) Chiudere con qualche tratto in souplesse o al pas so per calmare la respirazio ne e con qualche esercizio per sciogliere i muscoli. TONINO DE JULIIS
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PISA - Decennale di fondazione dell’US 4 Campanili, che a ricordare meglio tale signi ficativa ricorrenza, ha organizzato un nutrito programma di attività e iniziative. Durante la cerimonia di apertura, sono stati consegnati dei « discoboli » ai migliori atleti e dirigenti ed è stata effettuata la premiazione della X Coppa « 4 Campanili », alla presenza di numerose au torità, fra le quali il V. Prefetto, il Delegato CONI, il Presidente Provinciale del CSI. ecc. Inoltre, il Presidente CSI pisano, rag. Pier luigi Brogni, ha consegnato al Maestro Umberto Meschini una pergamena ricordo per la sua de cennale attività quale presidente e fondatore della « 4 Campanili ». Nella foto: Il rag. Brogni Presidente del CSI pisano consegna la pergamena ricordo al Mae stro Meschini, presenti il V. Prefetto e il Dele gato CONI.
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Il Campionato-Torneo organizzato dal C.S.I. di Altamura è stato vinto quest’anno dal G. S. Sacro Cuore, che ha battuto in finale l’U.S. Adi. L'incontro è stato deciso ai « rigori ».
In pieno svolgimento l’attività di calcio gio vanissimi. A Ravenna, organizzata dal locale Comitato provinciale, la manifestazione ha visto la vittoria del G. S. Candiano che ha superato, nel girone conclusivo, la compagine del Menarini di Ponte Nuovo.
MODENA • Organizzata dal C.S.I. Vlgnolese si è svolta la crono scalata « Vlgnola Gulglla», Ila edizione, di 41 km. valevole per 11 < Trofeo Castelli Medloevall ». La manifestazione per atleti dilettanti è particolarmente riuscita sia per l'interesse che tale spettacolo ha offerto al pubblico, sla per l’impegno della quaran tina di atleti In gara. In una specialità fra le più difficili. I mi gliori sono risultati due ragazzi di Rovigo: Benito Plgato e Giam pietro Talpo, con la vittoria del primo dopo un duello non privo di emozioni. Infatti, sin dal primi chilometri Talpo si portava In vantaggio sull'avversario, ma quasi al termine della corsa veniva raggiunto e sorpassato da Plgato che si è Imposto alla rispettabile media di km 39.478 e con un vantaggio di 23" Alla manifestazione hanno presenziato l’ex campione del mondo Baldini (che nel 1955 nella stessa gara si classificava 2°). nonché vari rappresentanti federali e del C.S.I. provinciale. TREVISO • Il Rugby Educativo si sta sempre più diffondendo In tutta la provincia. Organizzato dall'U.S. Dlnamls, si é svolta Infatti un'altra manifestazione denominala Trofeo « Tre Paesi • per squadre di sette giocatori, che é stato vinto dal G.S. Lupino C.S.I. di S. Giuseppe. Quest’ultlma società, ha a sua volta indetto una nuova manifestazione rugbystlea denominata Coppa • Baby Rugger ».
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Quello che non vogliono I sei milioni di giovani italiani dai 12 ai 19 anni spendono diret tamente ogni anno circa duecento miliardi; altri duecento li spendo no per essi i genitori. Un enorme mercato, dunque, quello giovanile che però fa perder Ja testa a indu striali ed esperti del settore perchè è dei più instabili e dei più illogici. I giovani sono fluttuanti, incerti nei propri gusti, sembrano non sa pere che cosa vogliono. Dischi, li bri, giornali, motorette, cinema, bar, cosmetici: sono tutte voci quanto mai instabili nel catalogo delle spe se giovanili. Su una cosa soltanto sembrano essere d’accordo: su la cosa che vogliono invariabilmente meno di tutto il resto. Manco a dirlo è ancora una volta lo sport a reggere il fanalino di coda. La spe sa per lo sport, in quei duecento miliardi, è minima e consiste più che altro nel biglietto per la parti ta domenicale di calcio. Un’altra inchiesta ci informa co me i giovani italiani passano solita mente i giorni di festa. Ecco il qua dro su cento interrogati: la secon da cifra si riferisce alle donne. 3160 vanno a Messa, 36-39 guardano la televisione, 35-6 passano un paio d’ore al caffè, 9-22 fanno visita a parenti o amici, 16-11 vanno al ci nema o teatro, 17-9 giocano a car te, 36-19 vanno in gita, 7-9 leggono libri, 24-38 curano rapporti senti mentali, 16-16 vanno a ballare, 132 assistono a manifestazioni spor tive, 2-1 praticano sport. Si noterà la disparità di attività ed anche la varietà di esse in uno stesso indi viduo, dal momento che il totale delle risposte supera largamente le cento unità intervistate. Su una co sa soltanto sembrano tutti concor dare, nel non praticare quasi affat to lo sport. Sappiamo tutti, purtroppo, che queste cifre, almeno per la parte sportiva, sono fondamentalmente esatte. Ma sappiamo anche che il numero di giovani che praticano sport sono in graduale e costante aumento, senza incertezze, senza flessioni. Che Io sport sia in grado di attirare l’interesse dei giovani in maniera più profonda e duratura di tanti altri passatempi? Chi vive tra la gioventù sportiva risponde affermativamente. Che cosa ne pensano i genitori, gli educatori, i governanti?
tribuna scoperta a cura di DUILIO OLMETTI
LA MINORANZA CHE HON SPENDE
Bernardini e Nielsen si riposano sul mare di Ri mini. Terminato il campionato, nel calcio sono restati gli strascichi polemici, un po’ di pettego lezzo. un po' di divismo e molto mercato. Il cal cio professionistico, durante l’inattività estiva, scopre evidentemente i limiti di uno sport pra ticato per guadagno. Di bello c’è che i giornali, a corto di materia prima calcistica, sono costretdedicare spazio anche ad altri sport.
« Spettabile redazione, siamo un’associazione di Eboli e già da un pezzo abbiamo costitui to, a prezzo di notevoli sacrifici, una squadra di pallavolo, campione provinciale 1961-65, e poiché la sopravviven za della stessa è minac ciata da mancanza di fondi, abbiamo deciso di bandire una giorna ta pro-CSI. Quello che vi chiediamo è un po’ di materiale propagan distico e, possibilmente, al più presto poiché siamo letteralmente con l’acqua alla gola. I ragazzi, infatti, che vo gliono fare un po’ di sport sono molti e noi siamo privi del minimo indispensabile ». E’ l’ultima delle con tinue lettere che ci per vengono dalle società sportive di tutta Ita lia. Pensate che questa « gioventù bruciata » di Eboli non chiede né juke-boxes. né piste da ballo, ma la possibilità di fare un po’ di sport. Ce da dubitare che questi giovani siano considerati nelle stati stiche ricordate. Essi non interessano i ri cercatori di mercato. Figuriamoci, con tutti i soldi che hanno da spendere!
RESPONSABILE CERCASI
Michel Jazy davanti all’australiano Clarke da lui battuto recentemente sulla pista di Melun. Il mezzofondista francese in pochi giorni ha migliorato tre record mondiali, del miglio, delle due miglia e dei 3000 metri. Egli, dopo 1 so vietici può considerarsi il tipo del campione scientificamente costruito come s’incomincia a fare ormai anche in occidente.
Chissà mai chi ha avuto la brillante idea di dar tanta pubblici tà agli incassi record della passata stagione totocalcistica. Addio speranze per la « fiftyfifty! ». Se prima il go verno era restio a mol lare tre miliardi l’anno, immaginarsi ora con quanto entusiasmo contepla l’eventualità di perderne quattro o cinque.
«STADIUM. - Direttore Responsabile Paolo De Sandre. REDAZIONE: Corrado Biggi, Duilio Dimetti. Direzione. Redazione e Amministrazione : Via della Conciliazione. 1 - ROftlt. Pubblicazione Iscritta al n 4987 de‘ ^KRH,St^?Miri‘tÀ • VvBLlÀc?^ Roma data 14-1-1956. Pubb. fuori commercio. Sp. nbb. post gr. Ibis - Tip. ABETE Roma. Via Prenestlna. 683. Pubblicità. PUBLIACI, Roma.