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Stadium n. 22/1967

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STADIUM N. 22 - 14 DICEMBRE 1967

atl Il popolo ebreo ha atteso per 4.000 anni la venuta di Gesù: i quattro millenni ci sono ricor­ dati dalle quattro settimane di Avvento che pre­ cedono Natale. Poi, finalmente, Gesù è venuto, ma il mon­ do è sempre in attesa: il disoccupato attende il lavoro, chi lavora l’aumento della paga, l'amma­ lato la guarigione, l’impiegato la promozione, il senzatetto la casa, il soldato il congedo, i fi­ danzati le nozze, gli sposi il primo figlio, il car­ cerato la libertà, gli scommettitori il 13! Attendiamo tutti qualcosa, nessuno escluso, e corriamo inseguendo il nostro sogno o il no­ stro bisogno. Tante volte il bisogno è il prete­ stuoso travestimento di un sogno. La civiltà dei consumi in cui siamo immersi ha aumen­ tato le nostre insoddisfazioni e quindi le nostre attese. Non siamo mai contenti: siamo in pe­ renne stato di angoscia perché la nostra speran­ za è, tante volte, consumata dalla quotidiana usura delle cose. Ma il vero Atteso resta sempre Lui, Gesù Cristo, e non ci siamo accorti che Lui è già venuto, sta in mezzo a noi, ma noi non Lo vediamo perché il nostro egoismo ci rende mio­ pi. Gesù è presente nel bambino che sorride, nel! uomo che gioisce o che soffre, nella bellez­ za della ragazza, nell’esuberanza dei giovani, nella miseria del povero, nella disperazione del disoccupato, nell'azzurro del cielo e del mare,

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nel bianco della neve, nei colori dei fiori, nei valori dello sport. E' sufficiente non essere miopi per scoprirlo, è sufficiente uscire dal nostro egoismo per vede­ re che il Cristo cammina per tutte le strade. Lo ha certamente scoperto quel nostro umile dirigente di una Società CSI che all’invito al­ lettante di passare armi e bagagli dietro com­ penso ad un'altra organizzazione sportiva di ispirazione politica ha risposto: « rimango nel CSI, meglio la libertà nella povertà, perché il mio servizio ai giovani sia più disinteressato, più pulito, più autentico ». Dei suoi ragazzi non ne ha fatto un mercato, li ha rispettati nella loro libertà ed ha scoperto Dio in mezzo a loro. La sua è sempre un’attesa, ma è un'attesa nobile: quella dei figli di Dio che collaborano con Lui nella redenzione delle realtà temporali, per animarle cristianamente e per salvarle, per ricondurle a Lui, verso l'approdo dei cieli nuovi e di una terra nuova « di cui Gesù con la Sua venuta ci ha dato speranza e garanzia ». Allora il Natale, in definitiva, ricorda a tutti che Egli è già venuto, ma ciascuno di noi, nel posto in cui la sua vocazione di uomo-cristiano lo pone, non deve dimenticare che nella nostra vita Egli è il « Venuto », solo però se è realmen­ te /'Atteso e /'Invocato. ALDO/DON CLAUDIO


ci scrivono francamente Caro Stadium,

sta differenza di mentalità «si svolgerà in Aprile, in modo (centro e periferia), per la che proprio in occasione di < diversità costitutiva delle So­ 1tale Assise possa essere di­ cietà (cittadine, gruppi par­ scusso questo problema che ! non ritengo importante, ma rocchiali impegnati, gruppi i addirittura vitale per la vita autonomi), tale obbiettivo del Centro Sportivo Italiano. viene spostato passando, a seconda della forma dirigen­ GIAN CARLO FAZZINI ziale, da « Sport tendenzial­ mente educativo » a « Sport FIRENZE essenzialmente agonistico ». Quale posizione scegliere? Quella di chi vuole uno sport potenziato al massimo, effi­ Caro Stadium, ciente, sempre alla ricerca ho letto con molto inte­ del primato, senza tener con­ resse l'articolo di fondo del­ to di tutti i valori comunitari l'ultimo numero, « francamen­ del gruppo, oppure la posi­ te ». È un argomento di som­ zione di quei dirìgenti che ma importanza e attualità che pur preparati affrontano la avete fatto bene a proporre conduzione della Società con all'attenzione e alla riflessio­ spirito educativo a costo de­ Ben lo vediamo noi in pro­ ne di tutti con schiettezza e gli inevitabili insuccessi cau­ vincia, nello stesso Comita­ semplicità. C'è un Congresso sati dalla debolezza della lo­ to Fiorentino; quelle società Nazionale in arrivo, ed è be­ ro squadra? nelle quali si è attenuata o Come dicevo, non è che ne preparatisi conveniente­ addirittura anullata l’influen­ pretenda una risposta imme­ mente. za dell'autorità ecclesiastica, diata. Ma i problemi posti È anche un problema ar­ lasciano il C.S.I. e si rivolin evidenza dal « fondo » di duo e difficile, che pone, ol ­ gono direttamente alle varie Notario sono gravi, e meri­ tretutto, tutta una serie di Federazioni che non hanno tano uno sforzo da parte di problemi di formazione mora­ interrogativi cui non è certo tutti per chiarirli e avviarli a facile rispondere. Due di que­ soluzione. le da fronteggiare, ma che sti li ho avvertiti particolar­ hanno come esclusivo fine mente e te li espongo. Non GIANNI FARONATO il raggiungimento dei risul­ tanto per una risposta imme­ tato, del « super-man », del- diata, quanto piuttosto per FELTRE I atleta capace di imprese contribuire alla meditazione formidabili, lasciando da una e discussione di tutta l'OrRingraziamo vivamente i parte, dimenticando, tutta la ganizzazione. due amici. Gli interrogativi altra grande massa di gio­ Il fatto stesso che nel ci­ posti sono scottanti e attua­ vani che praticano lo sport tato articolo si ipotizzi un lissimi. Non pretendiamo di sia pur graduale « sgancia ­ quale puro e semplice diver­ rispondere: non abbiamo la timento, come una sana atti­ mento » dalla Chiesa come risposta in tasca, pronta per vità nelle ore lasciate loro istituzione e dall'Azione Cat­ problemi tanto importanti e libere dal lavoro o dallo tolica, mi fa chiedere: quali complessi. Rinnoviamo inve­ dovranno essere in futuro i ce l'invito alla nostra perife­ studio. I rapporti più corretti tra il ria a rifflettere sull’articolo Ecco dunque la mia gran­ CSI e l’autorità ecclesiastica, in questione, a discuterne in­ de preoccupazione forse per­ sieme e farci conoscere la ché vivo in provincia ed in tra il CSI e la GIAC? Do­ loro opinione. Stadium sarà vranno ignorarsi o cosa altro? una provincia particolare co­ Inoltre, gli Assistenti Ec­ lieto di ospitare ogni inter­ me quella fiorentina, non vor­ vento che intenda contribui­ rei che tutto ciò che abbia­ clesiastici che ruolo e che re a chiarire le idee e pre­ mo speso di sacrifici, di fa­ funzione dovranno avere in cisare la fisionomia e l'azio­ tica, di ore rubate al sonno futuro? Sono divenuti anacro­ ne del C.S.I. nel prossimo o al riposo per creare « qual­ nistici, inadeguati nella strut­ futuro. cosa », per propagandare i turazione delle nostre Socie­ STADIUM principi ispiratori del nostro tà sportive, o anche si teme d'essere fuori del tempo dal Ente, andasse perduto. momento che il CSI tende Forse qualcuno riterrà tale ad evolversi fatalmente ver­ ragionamento egoistico, cre­ do però che molti dirigenti so una strutturazione tipica­ sia di comitato che di società mente federativa? O invece appartenenti al C.S.I., debba­ si può pensare a rapporti di no temere una tale soluzione tipo nuovo? Quali?

delle briglie » da parte dell'autorità ecclesiastica, da parte della GIAC che è, possiamo ben dirlo, la linfa vitale a cui attinge la nostra organizzazione. In una parola temo che tale sganciamento, anche pro­ gressivo, possa portare allo « sfaldamento » della nostra organizzazione. Se mancherà il vincojo ec­ clesiale niente vieterà alle società che oggi svolgono at­ tività aH’interno della nostra organizzazione di rivolgersi direttamente alle varie Fede­ razioni, di fare lo sport a modo loro, senza più remore di alcun carattere.

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in merito all'ultimo articolo del prof. Aldo Notario, ap­ parso sull'ultimo numero, mi sono sorte alcune spontanee domande. Si tratta del fatto del progressivo sganciamen­ to del Centro Sportivo Ita­ liano dall’autorità ecclesia­ stica, dalla G.I.A.C. e da tut­ te quelle altre forme di, di­ ciamo così, « protezionismo religioso » che ci hanno ac­ compagnato per tutto il pe­ riodo post-bellico finché il nostro ente non è divenuto maggiorenne. La proposta è assai allet­ tante anche perché molte volte, specialmente in pro­ vincia, siamo costretti a com­ battere (è la parola esatta) con l’incomprensione di cer­ to clero per la nostra orga­ nizzazione. lo non credo allo sport con una qualche eti­ chetta, lo sport è sport e basta. Si può farlo e si deve farlo spronati da mille idee, da tante ideologie, ma quan­ do sì fa lo sport, lo si fa solo perché crediamo, come disse Paolo VI recentemente che « lo sport è scuola di vita », quindi per educare giovani che sappiano poi be­ ne inserirsi nella comunità, nella vita quotidiana che ci chiama, ogni giorno, a so­ stenere dure battaglie, duri incontri, ai quali si può meglio sopperire se sin da giovani, con pratica sportiva, si è imparato a soffrire, a sacrificarsi, a superarsi per assaporare maggiormente la gioia della vittoria.

Dopo queste premesse, so­ no chiari i miei timori ri­ guardanti un « allentamento

con tanti saluti allo sport di­ lettantistico ed alla forma­ zione fisico-culturale dei gio­ vani.

Non so se avrà ricevuto al­ tre lettere in merito, io co­ munque proporrei l'apertura di un dibattito esteso a tutti, consulenti ecclesiastici (oc­ correrà infatti sentire anche il loro parere), dirigenti di comitato e di società, prima del Congresso Nazionale che.

Ecco infatti entrare in gio­ co la diversità di visione dei problemi fra società cittadi­ ne a struttura complessa e gruppi parrocchiali, fra socie­ tà impegnate pedagogicamen­ te e gruppi autonomi, fra cen­ tro e periferia.

A prima vista sembrereb­ be che almeno l'obbiettivo da raggiungere fosse il me­ desimo, ma non è così. Trop­ po spesso, proprio per que-

ANDES-ISEF a pagina 28 il primo notiziario


U enato Longo ci accompagnava Tv fuori dall’inverno con il quin­ to titolo mondiale di ciclocross e con tanta seranzpa in cuore. Popolo mediterraneo, crediamo fermamen­ te nei miracoli della primavera. Mercks a Sanremo ci avvertiva, bon­ tà sua, che il sole d’Italia è conge­ niale anche agli uomini del nord. Ma l’aprile fu tutto nostro, di Sil­ vano Simeon e di Nino Benvenuti. Maggio, sciagurato, ci ruba Bandini, e all’lnter la Coppa dei Campioni. I fine stagione non ci sono favore­ voli. Viviamo sullo slancio: tre me­ si son troppi per la nostra virtù sportiva che non ha solide basi. Con l’estate riprendiamo quota: sia­ mo tutti juventini e gimondiani. Un’iniezione di globuli blu per le­ gittimarci eredi di una nobile tradi­ zione che sentiamo di non meritare. Nell’euforia non abbiamo difficoltà ad includere nel Gotha anche il « ra­ gioniere » ed oggi ragionatore Bai manion, terzo al Tour e campione­ italiano. L'estate è lunga e calda. Ottoz e Arese rosicchiano decimi di secondo agli americani USA che in Europa e a Viareggio oi insegnano come conciliare sport e... turismo, quando la sostanza non manca. Ar­ temio Franchi s’insedia a Gran Capo del calcio e annuncia un piano piu riennale di risanamento: speriamo che a tanta volontà non manchi possa. Ma la stagione volge al ter­ mine e arrivano puntuali i fatti e i misfatti dei mondiali su pista e su strada. Maspes e compagni ce la mettono tutta per regalare a Sercu un titolo che avevamo in tasca. Ahi pista, pista, vituperio deile genti! Gli stradisti hanno imparato presto le tue lezioni! Ci consola Agostini, mondiale su due ruote più motore. E piangiamo Meroni che ha portato le aspirazioni e le contraddizioni dei giovani d’oggi nel conformismo economico del calcio. Non c'è posto. Tutto come prima. Benvenuti capi­ tombola, precipitevolissimevolmen­ te, e Mazzinghi ringalluzzisce. Del Papa piange Stengel alla quinta ri­ presa. Ma i conti alla fine tornano. Universiadi e Semana senza infamia e un po’ di lode, come sempre. Ai Mediterranei raccogliamo manna con la coscienza vermiglia: l’aveva­ mo seminata?

C’è chi semina, e c’è chi raccoglie. Ma per comodità e pigrizia amiamo ancora credere nella generazione spontanea. L'Italia, i campioni, più o meno, l’ha avuti sempre; nascono così. Vecchia favola. Interrogateli questi campioni, e vedrete donde na­ scono. Enti di propaganda, Scuola, Centri CONI e movimenti di propa­ ganda di poche Federazioni: oggi la maggior parte dei campioni nasce di

Al Congresso DC, i giovani e i loro problemi sono rimbalzati da un discorso all'altro dei leaders.


qui; gli altri sono eccezioni sempre più rare. La strada è quella buona, e potrebbe portare lontano. Ma sia­ mo ancora agli inizi e in pochi a per­ correrla. Ai Centri CONI sono dieci volte di più i ragazzi dietro i can­ celli, in attesa, che quelli ammessi. Stanno soccorrendo i Centri Olim­ pia. Gli Enti di Propaganda sono in piena crisi di crescita: si moltiplica­ no attività, affluiscono sempre nuo­ vi atleti. Ma dove accoglierli? Come organizzarli?

Griffith, Benvenuti e l’orologio: l'ora della verità a suon di pugni.

Le Olimpiadi salgono a quota 2.250. Quanti atleti hanno l’ossigeno e i soldi per seguirle fin lassù?

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Governo, se ci sei, batti un colpo. Il '67 è passato alla storia per l’ap­ provazione del capitolo XV del Pia­ no. Da qn po’ di tempo si parla con sempre più insistenza di giovani e di politica giovanile. Si dice che sa­ rà uno dei punti di forza della pros­ sima campagna elettorale. Applau­ diamo. Era ora. Ci sorgono però dei dubbi, riguardo allo sport. Il primo è che i politici abbiano afferrato sì l’urgenza del problema in sé, ma con poca chiarezza di idee su ciò che serve e conviene fare. Il secondo, che se ne cominci a discutere trop­ po e con troppo compiacimento. E’ di moda parlare di giovani e di sport.

Il mondo sportivo italiano, con tutti i difetti che può avere, le idee chiare ce l’ha e i fatti ha dimostrato di saperli realizzare, per quanto gli è stato possibile. CONI ed Enti di Propaganda non chiedono la luna al Governo; soltanto infrastrutture so­ lide, organiche e capillari per inten­ sificare la loro azione e interessare allo sport tutta la società italiana. Le infrastrutture si chiamano diri­ genti — tecnici, animatori, educato­ ri —, impianti e verde sistematicamente distribuiti, l’attuazione (pri­ ma che il rinnovamento) delle leggi scolastiche in materia di educazione fisica e sportiva, il necessario soste­ gno alla buona volontà sportiva de­ gli Enti locali. Si tratta di soldi, cer­ to, ma prima ancora di ordine, di coordinata e severa applicazione delle leggi esistenti e degli interven­ ti in atto. E non è detto che i soldi debbano essere trovati e spesi tutti in una volta. Che s’incominci, in­ tanto. Lo sport, per parte sua, sta dan do l'esempio. La fifty-fifty, se pure ha triplicato le entrate dello sport italiano, in termini assoluti e in re­ lazione alle necessità è ben poca cosa.. Eppure, in due anni di fifty firty, CONI, Federazioni ed Enti di Propaganda stanno avviandosi a raddoppiare gli iscritti, a moltipli­ care gli impianti e a rinnovare i quadri dirigenti. Forse i politici queste cose non le sanno, ma ci sono le cifre e i documenti. Noi del C.S.L siamo stati i primi a sostenere la


necessità di una politica sportiva, ma anche a mettere in guardia da un discorso troppo politico. Vor­ remmo che i politici ragionassero di sport in termini più sportivi e meno politici, cioè più pratici e realistici. Ora lo sport è entrato nel labirinto della politica: quando ne uscirà? e come ne uscirtà? Non siamo maghi, e quindi torniamo a guardare indie tro. La coscienza sportiva nel '67. E' cresciuto l’interesse dei giovani e dei genitori per lo sport, e questa e co­ scienza sportiva. E’ cresciuto il tifo e i suoi eccessi, e questa è inciviltà sportiva. Non fateci elencare i fat­ tacci: abbiamo solo tre cartelle. Il costume sportivo. Il tono è dato dal professionismo: è il segno a cui si guarda e a cui ci si riferisce. La boxe celebra più o meno segretamente i suoi riti non certo religiosi e non sempre morali. Il ciclismo ha dei bravi ragazzi, ma quanta confu­ sione morale nelle sue vicende sem­ pre più legate a filo doppio allo spet­ tacolo e agli interessi. Il calcio... il calcio volevamo difenderlo perché tutti lo attaccano. Poi abbiamo letto il fondo di Rovelli su Lo sport illu­ strato e ve ne trascriviamo un bra no, come pensierino di fino anno: « Il calcio italiano è lo spettacolo da una parte più inedificante sotto l’aspetto economico, tra tutti gli al tri sport che si giochino a livello popolare. Inoltre, rispetto al calcio degli altri Paesi, è di gran lunga il più povero dal punto di vista pura­ mente sportivo ». Saliamo velocemente in alto guardiamo lo sport internazionale, l’olimpismo. Che dire dell’olimpismo? Stiamo entrando in un altro anno olimpico e tutto o quasi è al punto di prima. C’è giunto in questi giorni il discorso di Brundage alla sessione di Teheran: olimpismo e pace, olimpismo e fratellanza... la solita musica di luoghi comuni. Il mondo cammina, mentre l’olimpi­ smo rimane fermo. Da una parte ci sono Brundage e il Marchese di Exeter, dall’altra i dirigenti dei Comitati Olimpici più giovani e dinamici ispi­ rati dall’avv. Onesti. Al CONI non piace questa netta contrapposizione di termini e di persone. Ma resta il fatto che solo dai Comitati Olimpici Nazionali nasce la speranza di un rinnovamento. Il CIO è aristocrati­ co, il mondo e lo sport d’oggi non più. Nuove classi sociali e nuovi po poli domandano di entrare effettiva­ mente e a parità di diritti nel circui­ to olimpico. Se questo avverrà l’olimpismo assolverà la sua impor­ tantissima funzione; in caso contra­ rio la sua storia si sarà fermata De Coubertin. DUILIO OLMETO

Tommie Smith e Lee Evans guidano la rivolta olimpica dei negri made in USA

Giannattasio e Simeon, 26 e 22 anni. L'atletica italiana non ha problemi di rivolta, solo di rinnovamento.


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Nel novembre del 20... le città del mondo furono de­ 1Mondiali) ________ .__ corate e illuminate a festa. I GMM (Grandi Magazzini dissero così ai milioni di clienti che era ora di

pensare alle spese del prossimo Natale. Un grande Natale: cera c ’era un nuovo boom economico.

L’agitazione giovanile passò come un vento sul mondo. I segni della ribellione furono stabiliti così: tutti i giovani in piazza e sulle strade vestiti con vecchie di­ vise, ornati di collane di fiori, distintivi speciali di luci e colori come contrassegni ufficiali.

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O I giovani entrarono in agitazione: anche Natale " non poteva diventare un affare per pochi capita­ listi che manovravano la società dei consumi. Gli affaristi avrebbero dovuto fare 1 conti con loro. Questa volta la marcia società non l’avrebbe pas­ sata liscia.

Furono in piazza e sulle strade. Le vecchie divise dell’Esercito della Salvezza e della guerra di seces­ sione furono rispolverate da segreti ripostigli. Non ba­ starono più i fiori freschi e si dovette ricorrere alla plastica. Struggenti canzoni furono cantate in coro. [“ I funzionari e gli azionisti del GMM passarono al contrattacco. La polizia arrestò parecchi giovani ma questo non li fermò e, più nu­ merosi, si unirono cantando contro la società a New York, Londra, Parigi, Roma, Mosca, e in tutti 1 paesi. \\\\|

Z « Natale di fiori », « Pslchelyc’s 0 nativity », « Natale d’amore » e altre canzoni divennero in pochi giorni grandi successi. Si dovettero anche predisporre in fretta altre collane di fiori, altri distintivi, al­ tre divise. __ <

'y Qualche adulto era proprio indi4 gnato, la maggior parte diceva che eran solo ragazzate. Così gli adul­ ti consumarono bene il Natale del 20... e i dirigenti dei GMM videro che gli incassi erano aumentati del 38,45%. Erano molto contenti.

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Q Un cronista del tempo disse che, ancora una volta, 1 7 giovani s’eran fatti giocare dagli adulti e terminò il suo servizio dicendo: « I giovani sono imprevedibili. Va a finire che una volta o l’altra cl verranno a dire che 1 il Natale è la gran festa dei poveri ».


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RADIO CSI Msicwffrr N. 22 - 14 DICEMBRE 1967

con gressi Siena Domenica 12 novembre si è tenuto il Congresso del Co­ mitato Provinciale. Numero­ sissimi gli intervenuti, in rappresentanza delle Società di tutta la provincia, in rap­ presentanza di enti ed isti­ tuzioni senesi. Ha aperto i lavori S. E. Rev.ma Mons. Mario J. Ca­ stellano, Arcivescovo di Sie­ na, che ha puntualizzato i concetti dello sport in una azione cristiana, morale ed educativa: parole di saluto e di compiacimento per l’af­ fermazione del CSI nella provincia sono state portate dal Comm. Ezio Neri, rap­ presentante* del CONI, da) Comm. Alfio Pistoiesi, mem­ bro del Direttivo Nazionale della Federcalcio e presiden­ te del Panathlon senese, dal presidente defila GIAC, dal­ la delegata provinciale FARI, dal rappresentante del CTG di Siena; il Cav. Carlo Gras­ si ha portato il saluto della Presidenza Nazionale, si è compiaciuto inoltre per il li­ vello organizzativo raggiunto dal Comitato senese. Il Rev.mo Don Alberto Luzzi, Assistente Provinciale, ha pronunciato brevi parole, riassumendo l’attività mora­ le ed educativa svolta in Siena nell’ultimo triennio ed ha quindi passato la parola al Commissario Straordinario uscente, Slg. Agatino Spec­ chia, che ha dato lettura della relazione tecnica e fi-

nanziaria e si è soffermato sulle prospettive che il nuo­ vo Comitato avrà di fronte. La relazione è stata appro­ vata all’unanimità e subito dopo è seguita una interes­ sante discussione su alcuni punti dello Statuto e del Re­ golamento Organico del CSI e sulle prospettive dell’atti­ vità del nuovo triennio. Si è quindi proceduto alle votazioni, con i seguenti ri­ sultati : membri designati : Basili Antonio, Bianciardi Fabio, Cosci Giuseppe. Ga­ lasso Giuseppe, Celli Fabio. Mazzuoli Mario, Porcù Mau­ ro e Tanganelli Italo; mem­ bri eletti: Agatino Spec­ chia, Paolo Turchi, Gino Bonci, Roberto Cicali, Borgogni Arch. Lorenzo, Roberto Pappadopulo, Roberto Vanni e Giorgio Braccini.

Salerno Anche il Comitato Provin­ ciale di Salerno ha tenuto il suo Congresso, svoltosi alla presenza delle maggiori auto­ rità della provincia, fra cui l'Arcivescovo Primate Deme­ trio Moscato, l’on. Amodio, l’assessore allo sport di Sa­ lerno, il Delegato provincia­ le CONI, il Presidente dio­ cesano della GIAC e rappre­ sentanti delle Federazioni sportive. Prendendo la parola, il Presidente uscente prof. An­ tonio Benincasa ha rlngra-

ziato i presenti per aver vo­ luto dare, con la loro parte­ cipazione, un significativo ri­ conoscimento all'opera svol­ ta dal CSI nella provincia ed ha invitato il prof. Nota­ rlo, Presidente Nazionale, ad assumere la presidenza de) Congresso. E’ seguito l’inter­ vento del vice presidente della GIAC, Gerardo Giorda­ no, che ha riconosciuto, esal­ tandola. la coraggiosa linea perseguita dal CSI mentre il prof. Notarlo ha illustrato le finalità che persegue il CSI. Il prof. Benincasa ha poi fat­ to un veloce consuntivo del­ l'attività sportivo-formativa. Ha concluso i lavori della prima giornata un breve in­ tervento dell'Arcivescovo Pri­ mate che ha esortato i pre­ senti ad impegnarsi sempre più per la formazione dei gio­ vani. Nella seconda giornata si è avuto un appassionato dibat­ tito, cui hanno preso parte numerosissimi delegati e dal quale sono scaturite impor­ tanti proposte. Si è procedu­ to poi all’elezione dei 10 membri del consiglio diretti­ vo provinciale. Sono risulta­ ti eletti: Antonio Benincasa, Giovanni Vitale, Antonio Bottiglieri, Pasquale Cataldo, Gerardo Canora, Gaetano La Femina, Ugo Mughini, Raf­ faele Senatore, Franco Pom­ pa e Pio Silvestri che vanno ad aggiungersi ai 10 nomi­ nati dalla GIAC: Michele Vitelli©, Scozia, Vincenzo Raffaele Grimaldi. Gerardo Giordano, Raffaele Saviello, Costantino Pacileo, Giuseppe

Di Marco, Giuseppe D’Amora, Alessandro Pisapia e Ma­ rio Covone. Quest'ultimo è stato designato quale dele­ gato al Congresso Nazionale.

Caltagirone II 26 novembre si è svolto il V° Congresso del Comi­ tato Zonale Autonomo di Caltagirone. Al Congresso, presieduto dal Presidente Re­ gionale del CSI, Rag. Enzo Milia, erano presenti: Mons. Giuseppe Nicotra, Delegato Vescovile Dott. Nino Cianciabella, Presidente di Giun­ ta d’A. C„ Dott. Salvatore Ascanio, Presidente Diocesa­ no della GIAC, Dott. Giu­ seppe Gufino, Assessore Co­ munale in rappresentanza de) sindaco, l’On. Francesco Pa­ risi, oltre a circa un centi­ naio di dirigenti e. atleti. Dopo un breve saluto da parte delle Autorità interve­ nute, e da parte del Presi­ dente del Congresso, è stata svolta la relazione morale­ tecnica finanziaria del Pre­ sidente del Comitato, Giaco­ mo De Caro. Dopo il conse­ guente dibattito, la relazione è stata approvata all’unani­ mità. Si è indi passati alla ele­ zione di sei componenti fi nuovo Consiglio Direttive. So­ no stati eletti: Alberghina, De Caro, Giudice, Intelisano, MalQtano, Savarese. Ad essi si aggiungono i nominati da parte del Presidente Dioce­ sano GIAC: Amato, Ascanio, Grammatica, Monforte, Nico­ tra, Rigido.

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comunicati

Dalla Direzione Tecnica PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI

CALCIO COMUNICATO Roma, 1

N. 10

dicembre 1967

Ad atleti: Silvestri Gennaro, nato il 24-9-48 (Salerno) tesserato per il G.S. C ______ Cam___ Speranze pione; Casaburi Antonio (Sa­ lerno) nato il 26-7-46, appar­ tenente al G.S. Speranze Campione; Bello Filippo (Sa­ lerno) nato il 21-8-48; tesse­ rato per il G.S. Audax: per tutti e tre i giocatori squa­ lifica fino al 30-6-68, per ave­ re apposto sulle proprie tes­ sere inesatti dati anagra­ fici.

APPROVAZIONE REGOLAMENTI CAMPIONATI PROVINCIALI

RATIFICA COMPOSIZIONI COMMISSIONI CALCIO PROVINCIALI E ZONALI

ANDRIA: cat. Juniores; AS­ SISI: cat. Juniores; AVER­ SA: cat. Juniores; CAGLIA­ RI: cat. Allievi; GORIZIA: cat. Giovanissimi « B »; LEC­ CO: cat. Juniores a 7 gioca­ tori; MASSA: cat. Juniores; MATERA: categ. Juniores; NARDO’: cat. Juniores; PO­ TENZA: cat. Juniores; RA­ GUSA: cat. Juniores, RIMI­ NE cat. Juniores, cat. Al­ lievi; SALERNO: cat. Allie­ vi (con modifica); SPOLE­ TO: cat. Juniores; ACQUA­ VIVA: cat. Juniores; TRA­ PANI: cat. Juniores; TERNI: cat. Dilettanti; MASSA: cat. Esordienti; SALUZZO: Coppa Autunno 1967, cat. Juniores e Giovanissimi (C.R. Piemon­ tese C.U. n. 2 del 16-10); BIELLA: Torneo Alta Valle Elvo, cat. Allievi, Torneo Ar­ cobaleno Sport, cat. Giova­ nissimi (C.R. Piemontese c.u. n. 2).

VERONA: presidente: Gian­ franco Flamba; v. presiden­ te: Mario Castellani; segre­ tario: Alberto Cera; compo­ nenti: Federico Bianconi, Franco Zeviani, Giuseppe Ce­ ra; rappr. AIA/SA: Alfonso Puviani; SALERNO: presi­ dente: Ivo Bassani; segreta­ rio: Raffaele Napoli; com­ ponenti: Raffaele Vitale, Sa­ bato Petrone; rappr. AIA/SA: Francesco Spirito; SAVELLI: presidente: Angelo Bottaro; segretario: Francesco Fer­ rara; componenti: Salvatore Frontera, Santo Pontieri, Mi­ chele Spina; ACQUAVIVA: presidente: Pietro Stricchioìa; segretario: Oronzo Capozzo: componente: Erasmo Caponio; VIBO VALENTIA: presidente: Silvestro Decembrini; componenti: Corrado D., Chiarella A., Carri A.: BARI: presidente: Dionisio Incantalupo; segretario: Ciro Civita; componenti: Antonio Troia, Domenico Di Bari, Franco Bertoncelli, Giovan­ ni Moramosco, Matteo De Benedictis, rappr. F.I.G.C.: Antonio Marraffa; rappr. AIA/SA: Leo Minervini; BE­ NEVENTO: rappr. AIA/SA: Francesco Castracane; TA­ RANTO: presidente: Cataldo Pischetola; componenti: Sa­ verio Alemanno, Roberto Grassi; rappr. FIGC: Miche­ le Scudella; rappr. AIA/SA: Giovanni Sebastio.

APPROVAZIONE REGOLAMENTI TORNEI

ALGHERO: Trofeo Blu; TRANI: II Coppa Giovanis­ simi, cat. B; SALERNO: IV Gran Torneo calcistico « Cit­ tà di Amalfi »; VITTORIO VENETO: Coppa G. Tomo­ lo: CARPI: Trofeo Blu; PRA­ TO: Torneo Studentesco (con modifica); FAENZA: Coppa Comunità.

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2. Serpon’s Club, 3. S.D. Sa­ vio; PESCARA: Trofeo Ros­ so: 1. Aurora, 2. S. Gabriele, Aci- 3. Anloniana; REGGIO EMI­ LIA: Torneo d’Apertura 2at. Giovanissimi: 1. U.S. JuveOMOLOGAZIONE nilia, 2. CSI Correggio, 3. RISULTATI TORNEI U.S. Fides; Cat. Juniores: COSENZA: 2a coppa S. 1. A.P. Reggiana, 2. U.S. La Michele, vincente S.S. Cas- Torre. 3. CSI Novellara; Cat. siodoro - squadre parteci­ Allievi: 1. CSI Correggio, 2. panti n. 6; TARANTO: 10° CSI Novellara, 3. A.P. Reg­ Trofeo del Sole, vincente giana; TARANTO: 10° Tro­ U.S. Europa, per la cat. B, feo de) Sole: 1. Ricciardi, 2. squadre partecipanti n. 5; Borsi, 3. Europa; Torino cat. A, vincente U.S. U.S. (Comitato Regionale) Coppa A.C., squadre partecipanti Speranze 67: 1. U.S. AUX Martinetto, 2. U.S. Agnelli, n. 4. 3. U.S. La Salle e U.S. S. NOMINA NUOVI ARBITRI Giusto; MESSINA: Trofeo Rosso: Caf. A 1. Splendor, ALESSANDRIA: Morese 2. S. Luca, 3. S. Alberto; Eugenio; NOTO: Bianca Cor­ Cat. B 1. Giostra B, 2. Gio­ rado, Bonelli Francesco; stra A., 3. Pompei. TRIESTE: Busico Giorgio, Tarabocchia G. Franco; NAR­ CORSI TECNICI DO’: Cavalera Salvatore, RAGUSA: Si autorizza il Provenz.ano Cataldo, Pisaf nello Quintino, Cala Mario, corso Arbitri Pallacanestro CSI Paolo Giovanni, Fontò An­ tonio, Cavalera Giovanni, De Lorenzis Antonio. Della Roc­ CC.TT.PP. e ZZ. ca Walter; TORINO: Fenoli ANDRIA: Presidente: Tom­ Tarcisio. ROVIGO: De Biag- maso Di Palma, V. Presiden­ gi Italo. te: Tommaso Capece, Segre tario: Giuseppe Bianchini; RINNOVO Componenti: Bruno Nicola TESSERE ARBITRI e De Nigris Nicola. BENETORINO: n. 3 tessere; VENTO (Seminario): Com­ TRIESTE: n. 1 tessera; PA­ missari: A. Nuzzo e C. D'ADOVA: n. 19 tessere; GENO- scenzo; GENOVA: Presidente: VA: n. 21 tessere; POZZUO- Amerigo Cabone, V. Presi­ LI: n. 5 tessere; ROVIGO: dente: Felice Barbano, Di­ n. 17 tessere; FERRARA: rettore Tecnico: Giorgio Pas­ sone, Segretario: Gianni Loen. 1 tessera; SALERNO: n. chner, Componente: Luciano tessera. Ciucci; BENEVENTO (Com. IL SEGRETARIO prov.) Presidente: Enzo CaRENATO BERNINI vuoto, Segretario: Cosimo Sarracco; Consiglieri: C. Tre­ IL PRESIDENTE sca e F. Buonfino; VIBO GENEROSO DATTILO VALENTIA: Presidente: For­ tunato Barillaro, Componen­ ti: G. Suppa, S. Decembrini e F. Barbuto.

ORGANIZZAZIONE CORSI ARBITRI Comitato Zonale di reale.

IL

SEGRETARIO

ANGELO RAINERI IL

PRESIDENTE

UMBERTO

GARCEA

PALLA CANESTRO COMUNICATO N. 4 Roma, 22 novembre 1967

CAMPIONATO NAZIONALE Approvazione Regolamenti Fase Provinciale e Zonale BARI: Cat. Allievi; BENEVENTO: Fase zonale Semi­ naristica; ORVIETO: Cat. Allievi e Juniores; PADOVA: Cat. Allievi e Juniores; BE- . NEVENTO: Cat. Allievi e Juniores; RAGUSA: Cat. Al­ lievi e Juniores. PAVIA: Cat. Juniores.

MANIFESTAZIONI LOCALI Approvazione Regolamenti MOLFETTA: Pre-Campionato e Torneo S. Giuseppe; VERONA: Pre-Campionato.

Omologazione Risultati MOLFETTA: 1" Coppa Caldarelli: 1. Fidens Giovinazzo,

PATTINAGGIO COMUNICATO N. 2 Roma, 17 novembre 1967 MANIFESTAZIONI LOCALI MOLFETTA: 1« Coppa Cit­ tà di Giovinazzo: Velocità m 300, 1. Lelai Vitantonio, 2. Gimignani V., 3. Camporeale M.; Americana a Coppie, 1. Leali-Terzulli, 2. GimignaniCasabusi, 3. Frasca-Tur tu rio; Gara mezzo fondo m 3000, 1. Lelai V., 2. Frasca F., 3. Siracusa M. IL

PRESIDENTE

ANGELO RAINERI IL SEGRETARIO

ALFONSO PRATESI


sgectote STADITTM INSERTO N. 4 - STADIUM N. 22-1967


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cos e la corsa campestre

Il nostro giornale ha ri­ cevuto, in questi ultimi tempi ed anche in passato, molte richieste circa la corsa campestre. Soprattutto i nostri let­ tori (che poi si identifica­ no in Dirigenti di piccole o grandi Società, o Dirigenti dei Comitati Provinciali e Zonali CSI) ci hanno chie­ sto, insistentemente, una illustrazione particolare della corsa campestre pro­ prio nel suo principio basi­ lare: il percorso. Per molti un tracciato di campestre rappresenta un rebus, proprio perché non intravvedono subito diffi­ coltà, come invece è il ca­ so di altre manifestazioni. Sembra tutto facile. Ma proprio perché facile la campestre presenta anco­ ra molte incognite. E’ nato così questo servizio sulla corsa campestre. « Stadium » ha cercato di « spezzare » la campe­ stre, analizzandola proprio nel tracciato che è la « base ». Ovviamente non ci sen­ tiamo in grado di afferma­ re che dal nostro scritto o dalle nostre illustrazioni si sia risolto il « problema campestre». Comunque ab­ biamo cercato di centrare, quanto più possibile, un problema, sempre pronti a riprendere il discorso.

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E’ la tipica manifestazione atletica del pe­ riodo invernale (dicembre-aprile); è la gara che non fa permettere « soste » all’atletica; è la ma­ nifestazione che, oltre ad essere ormai vera e propria specialità atletica, è anche considerata di « preparazione » all'atletica ed a tutte le altre discipline sportive. Quindi, una prima considerazione: la corsa campestre è un qualcosa di importante nel pro­ gramma atletico. La corsa campestre deve essere pienamente considerata e deve avere il rispetto che normal­ mente si dedica a ciò che si considera essenziale. E la corsa campestre è atto essenziale in ogni stagione atletica. Corsa campestre. La stessa dizione ci dice che è una « corsa » su un « campo ». Una « corsa », e quindi sentiamo già un qual­ cosa di tecnicamente atletico; un « campo », e quindi un teatro di gara insolito per un avve­ nimento diverso dalla normale routine atletica. Un campo. Non quindi la « pista », la perfetta, unica, sola pista. Ma un campo che può avere i più svariati aspetti. Può essere anche erboso, ma anche in terra battuta; può avere sentieri dal fondo più svariato; può essere un campo arato, ondulato, in pendenza, in discesa, in salita. Ci limitiamo solo a dire che la corsa campe­ stre deve svolgersi naturalmente, su un campo come ce ne sono a migliaia, senza problemi par­ ticolari. E’ bene tener presente che proprio dalla estre­ ma varietà di un percorso campestre si può ar­ rivare ad avere una manifestazione di un certo successo tecnico e spettacolare. Non si deve, in­ fatti, mai dimenticare che in atletica è impor­ tante la riuscita di una manifestazione o di una gara; importante per la stessa popolarità della disciplina, importante per la qualificazione degli organizzatori e degli atleti partecipanti.


come deve essere il percorso E parliamo del « percorso » di una gara campestre. Vale a dire l'essenza stessa di tutta la ma­ nifestazione. Il Regolamento Tecnico della Fidai (ed. 1964) a proposito del percorso della corsa campestre dice testualmente (art. 35, punto 2): a) La corsa si svolgerà su un percorso tracciato, il più possi­ bile, su terreni aperti, campi, bru­ ghiere, terreni ordinari e praterie. Nel percorso possono essere in­ clusi tratti limitati di terreni arati. Se il percorso passa attra­ verso boschi senza definite piste o sentieri, esso deve essere chia­ ramente segnato. L’attraversa­ mento di strade, quali esse siano, deve essere ridotto al minimo; c) Quando si traccia il per­ corso, debbono essere evitati tut­ ti gli ostacoli troppo alti, fosse profonde, salite o discese perico­ lose, sottoboschi troppo fitti ed, in generale, ogni ostacolo che po­ trebbe costituire difficoltà in con­ trasto con lo scopo della compe­ tizione.

Il Regolamento Tecnico della Fidai è molto chiaro. Soprattutto nel punto a) vediamo dove la campestre si può svolgere; nel punto c) il Regolamento puntua­ lizza le difficoltà e gli ostacoli. E' importante questo esame tecnico della gara. Innanzi tutto vediamo che la campestre deve svolgersi « il più possibile » su terreni aperti, ter­ reni ordinari. La parola « ordina-

ri » ci indica chiaramente che non ci deve essere nulla di parti­ colare, di costruito. La campe­ stre è gara « naturale », '< ordinaria La campestre è gara che si deve svolgere su un terreno che si « presta » per la manife­ stazione. Tutto qui. • L’attraversamento di strade, « quali esse siano », deve essere ridotto al minimo. Anche qui vediamo l’aspetto vero della cam­ pestre. E' logico che un organiz­ zatore, frettoloso e poco scrupo­ loso, avrebbe tutto interesse a far svolgere una campestre •< su stra­ da » o quasi tutta su strada. Ri­ sparmierebbe tempo nella scelta del tracciato (che, come vedre­ mo, non è facile), avrebbe risol­ to molti problemi logistici, avreb­ be la sicurezza di avere pubblico. In strada, qualunque essa sia (ottima questa affermazione del Regolamento Tecnico perché per strada si deve considerare non solo quella asfaltata ma anche quella che tipicamente viene chia­ mata bianca) deve essere bandita. Per i fini tecnici della campe­ stre (fini legati alla ormai acqui­ sita specializzazione della gara ed anche fini legati alla classica gara di preparazione) dieci metri di asfalto o di strada bianca posso­ no falsare irrimediabilmente l’in­ tera gara. Il perché è presto detto. Oltre alla non omogeneità, del terreno, gli atleti, se ci fosse asfalto o se trovassero asfalto (fino a qualche anno fa era chia­ ramente indicato in regolamento che il percorso era « in bona fi­ de » cioè sconosciuto) non po­ trebbero gareggiare con le scar­

pette chiodate ormai classiche, ma bensì con le tipiche scarpette di gomma. E questo inconvenien­ te (chiamiamolo eufemisticamen­ te così) provocherebbe guai seri a tutti, in primo luogo proprio agli atleti.

Ma vediamo ancor più da vici­ no un tracciato di campestre. L’ideale tracciato di corsa cam­ pestre sarebbe un enorme campo erboso sviluppante il chilome­ traggio prescelto dove all'inizio far partire gli atleti ed al termi­ ne (o quasi) fissare lo striscione d’arrivo. L’ideale in atletica (e non solo in atletica) è assai difficile ad ot­ tenere, anche perché consideran­ do che nell’ipotesi si riuscisse a scoprire un terreno erboso di 2 kilometri (tanti ne occorrono per una campestre della categoria al­ lievi), siamo certi che gli organiz­ zatori ne trarrebbero un circuito di un solo chilometro (da far ri­ petere due volte) per avere la pos­ sibilità di controllare meglio lo svolgimento della gara, di far par­ tire ed arrivare nello stesso punto gli atleti, di far seguire la gara agli spettatori, di meglio trac­ ciarlo. Il circuito campestre, grande o piccolo che sia e che ormai è il tracciato di base preferito da tutti gli organizzatori, si può scindere in quattro principali settori: 1) la partenza e l'arrivo; 2) un primo tratto di scorrimento; 3) un tratto centrale; 4) un tratto finale.

13-3


La partenza dovrà avvenire su uno spiazzo ampio, che possa permettere un allineamento se non su una unica linea degli atleti, almeno su due o tre linee. (Abbiamo per base una partecipazione di 70 atleti). Il terreno non dovrà essere molto erboso, per evi­ tare che il fondo sia molle od a buche. La larghezza della partenza è praticamente in relazione al numero dei partenti ed alle linee che si vogliono o si possono fare; comunque una buona partenza avverrà su un terreno di circa 25-30 metri. Non basta certamente la larghezza del terreno pre­ scelto per la partenza, occorrerà anche la lunghezza. Soprattutto in relazione allo sviluppo del circuito. Infatti bisognerà tener presente la eventualità di cur­ ve; in questi casi la partenza dovrà avvenire ad al-

meno 150-200 metri dalla curva o dall’imbocco del sentiero. Gli atleti avranno così modo di sgranarsi sufficientemente, di prendere posizione, evitando così la preoccupazione di una partenza caotica, che molte volte si risolverebbe (specie per gli atleti che sono stati posti al centro deH’allineamento) in rovinose cadute conseguenti delle spinte e delle gomitate che quasi tutti gli atleti operano per riuscire a conqui­ stare una posizione migliore in vista delle prime av­ versità del tracciato. E' intuibile che anche l’arrivo avrà bisogno di spazio e che se ci saranno 150-200 metri di rettilineo di partenza, lo stesso rettilineo potrà ottimamente servire per l’arrivo. Anche per l’arrivo sarà bene evitare curve, sentieri troppo stretti nelle immediate vicinanze.

la partenza

FOTO 1: Ecco una piana stupenda per una partenza. Il ter­ reno è erboso e gli atleti possono schierarsi al massimo in due file. Da notare che da una partenza simile si può trarre un avvio della corsa dei più felici, oltre ad avere, alla fine, un arrivo perfetto. FOTO 2: Un altro terreno adatto per una felice partenza, ed ovviamente un arrivo senza problemi. Si intravede, in primo piano, un viottolo, che potrebbe usarsi da scorrimento dopo la partenza. FOTO 3: Un particolare del terreno di cui si tratta nella foto 1. Come si vede è perfettamente erboso. E’ l’ideale per una spianata adatta alla partenza ed all’arrivo. Sempre che non ci sia pioggia. In questo caso il terreno potrebbe presentarsi troppo pe­ sante ed allentato, e- difficilmente potrebbe servire alla partenza; potrebbe, invece, andare bene per l’arrivo. FOTO 4: Un esempio di partenza perfetta. Siamo in un ippodromo. Se però la partenza, è perfetta (e così sarà anche l’arrivo) un tracciato ricavato da un ippodromo si presenta monotono.

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FOTO 5: Una partenza molto compressa e su un viot­ tolo poco adatto. E’ la classica partenza trovata all'ultimo momento. Si possono notare gli atleti sulla estrema sinistra che, anche a forza di gomiti, cercano una posizione migliore. E’ una partenza decisamente da scartare. FOTO 6: Una par­ tenza « eroica ». Siamo all'inizio di una gara di molti anni fa. Come si vede la partenza avviene su strada. Gli ultimi hanno già molti metri di svantaggio! Fortunatamente sono foto, da museo e non più ripetibili. FOTO 7: Un bel pianoro per un arrivo lineare e senza preoccupazioni. Come si vede di spazio ce n’è in abbondanza e gli atleti hanno di che lottare per conquistare le migliori posizioni. FOTO 8: Un arrivo in salita, anche se leggera. Il tracciato è severo e quindi è logica anche la strettoia (per modo di dire) finale. Comunque gli atleti hanno di che prepararsi alla volata. E’ un terreno tipicamente campestre, idoneo ad una gara ad alto livello tecnico.

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Subito dopo la partenza, gli atleti si troveranno ad affrontare il primo tratto del loro percorso. A seconda che l’intero tracciato sia più o meno « duro », questo primo tratto dovrà presentare caratteristiche tali da introdurre gli atleti nel vivo della lotta agonistica e dare loro la possibilità di studiare non solo lo svolgimento futuro della gara, ma anche le possi­ bilità degli avversari e la più o meno adattabilità delle proprie forze sul terreno. Così se l’intero percorso sarà per buoni due terzi a saliscendi, su sentieri alquanto stretti, e su fondo molle, si dovrà presentare questo primo tratto di scorrimento, come un tratto leggero, ancora da prendere sullo slancio della partenza. Ottimo sarebbe un sentiero largo 4-6 metri, ideale prosecuzione di quei 150-200 metri della partenza; sentiero eventual­ mente con brevi e larghe curve portando i concorrenti verso i maggiori impegni del centro gara. Inoltre, nel caso la gara si dovesse svolgere per più giri, questo tratto « facile », ripetuto più volte, potrà avere il vantaggio di essere quasi zona di riposo o di rilassamento.

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FOTO 9: Il sentiero naturale favorisce un avvio veloce della gara dopo la partenza. Terreno erboso, con erba poco alta, ben delineata. E’ anche in leggera discesa. FOTO 10: E’ praticamente la prosecuzione del sentiero della foto precedente. Gli atleti potrebbero girare a destra ed immettersi nel viottolo dal fondo più duro che si vede a destra della foto. E’ un bell’innesto che permette anche una diversa condotta di corsa da adattare al cambiamento, improvviso, di terreno. FOTO 11-12-13: Tre ottimi momenti dopo la partenza. In tutte le foto si può notare il respiro, ampio, che la campestre appena avviata si concede. Soprattutto nella foto 11, Si si può osservare la perfezione del tracciato che si perde a vista d'occhio e che permette agli atleti velocità anche superiori al previsto. Da notare, nella foto 13, la mancanza di bandierine per la segnatura del tracciato: in un percorso così, sono veramente inutili, almeno all’inizio.


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tratto di scorrimento

FOTO 14: Un bel campo per questo primo tratto di scorrimento. L'erba è abbastanza alta, ma gli atleti percorrono una corsia centrale dove è tagliata. FOTO 15: Una lunga teoria di atleti subito dopo la partenza. Da questa foto si può capire che la partenza è stata data su parecchie righe per cui gli atleti nelle ultime posizioni, fino dalla partenza si trovano già tagliati fuori. Il terreno si presenta perfetto. C’è da chiedersi come mai la partenza non sia stata data proprio su questa piana. FOTO 16: Il terreno si presenta molto brutto. Si vedono molti sassi che dovrebbero provocare difficoltà notevoli ai partecipanti. Gli atleti sono ancora in gruppo e pare che si studino. Come si potrà notare molti atleti hanno le scarpette da ginnastica, anziché le scarpe con i chiodi. Forse visionando il tracciato hanno optato per questa soluzione, anche se li mette in stato di inferiorità rispetto agli atleti che calzano scarpette chiodate.


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Dovrà essere il perno stesso della gara. Su questo tratto, nelle previsioni della vigilia, si dovrà decidere la corsa e pertanto dovrà essere accuratamente scelto pensando innanzitutto al tipo della gara che si vuole organizzare, agli atleti che vi interverranno, al chilometraggio. Senza ricercare difficoltà od ostacoli naturali del terreno, quali fossati, discese e salite ripide, sotto­ bosco fitto, si potrà sempre tracciare il percorso su sentieri o campi erbosi che presentino difformità di fondo, cioè che abbiano un fondo diverso (battuto, duro, molto erboso) in modo da far cambiare ritmo e treno di gara agli atleti e metterli in condizione di essere sempre presenti in gara e di calcolare e risolvere con raziocinio i problemi che si presentano in corsa. Leggeri saliscendi, che però non abbiano la con­ seguente discesa ripida o pietrosa, serviranno agli atleti maggiormente dotati per mettersi in luce e nel contempo per selezionare il gruppo. Così pure a metà del circuito, sentieri anche stretti (mai però inferiori

al metro e mezzo) potranno portare gli atleti ad una lotta per la posizione a tutto vantaggio della velocità della gara e dell’agonismo. Molto in uso, in alcune regioni, anche il passaggio su greti di fiume. Bisogna, in questi casi, evitare però che il tracciato si snodi troppo vicino al fiume stesso e che non ci siano grossi sassi, che potrebbero in­ tralciare notevolmente la gara. Invece un percorso quasi sabbioso (anche di un centinaio di metri) potrà servire per quella suaccennata difformità, specie se poi per risalire sul terreno erboso si dovranno bat­ tere i tipici sentieri che costeggiano i fiumi sempre ricchi di vegetazione e quindi di imprevisti, utili allo svolgimento della gara. Il salto di fossati è altra caratteristica di molti percorsi campestri. Il salto però non dovrà essere molto largo (massimo un metro e mezzo) ed il fos­ sato non troppo profondo. Inoltre l’argine stesso del fossato dovrà essere facilmente raggiungibile e dovrà presentare all'estremo opposto una zona nella quale gli atleti potranno trovare approdo dopo il breve salto.

FOTO 22: C'è neve sul tracciato e gli atleti trovano una difficoltà in più. Il sentiero è molto visi­ bile, anche se il fondo, a parte la neve fresca, può presentare sorprese. FOTO 23: Con rabbia, quasi, gli atleti aggirano il bo­ schetto in primo piano. E’ un momento cruciale della corsa e non si può perdere un attimo. Gli arbusti ben delimitano il tracciato, anche se, forse, qual­ che bandierina prima della cur­ va poteva frenare l’impeto degli atleti e far prendere la svolta con minore intensità. Comunque un bel passaggio. FOTO 24: Gli atleti si avventurano su un ponticiattolo al termine di un tratto in leggera discesa. Un ponte in tavolate di legno rompe molto le azioni, come si può notare osservando il diverso ritmo de­ gli atleti sul ponte e quelli che Io stanno iniziando. Un ostacolo così è sempre un qualcosa di nuovo che si pone al servizio dell’economia dell’intera gara. FOTO 25: E’ un punto molto severo del tracciato. Gli atleti sono impegnati in salita. Siamo al centro gara e gli sforzi si fanno decisamente sentire. Fra l’altro, osservate la bellis­ sima immagine della copertina. Il terreno è perfetto, anche se lo slancio deve essere durissimo. Questi strappi a metà persorso sono necessari per una selezione netta e decisa.


■■■■ E’ il tratto del percorso che deve portare gli atleti sulla dirittura d'arrivo. Anche in questo caso l’orga­ nizzatore dovrà, nello stabilire preventivamente il tracciato di massima, considerare la più o meno du­ rezza del percorso, specie nel tratto centrale per uni­ formare questa ultima parte del tracciato. E’ evidente che se il tracciato sarà stato nella sua complessità abbastanza facile (tratti piani, erbosi, sentieri larghi), l'ultimo tratto dovrebbe presentare un qualche cosa di diverso, anche se per poche cen­ tinaia di metri. In caso contrario esso deve solamente essere il complemento all’intera gara, e portare me­ diante ampie carreggiate o sentieri di maggiore lar-

ghezza i concorrenti sulla piana d’arrivo. Le ampie carreggiate serviranno per definire eventualmente le ultime velleità degli atleti o per iniziare quelle volate che si concluderanno sotto lo striscione d’arrivo. Se qualunque tracciato può essere suddiviso in quat­ tro parti, si deve sempre tener ben conto della ripe­ tizione del tracciato per valutarne appieno le difficolta ed il grado di pesantezza. Quindi ogni qual volta si considera una salitella, un salto di fossato, un sentiero sassoso, un argine di fiume si deve sempre aver presente che queste diffi­ coltà dovranno essere ripetute una, due, tre volte e pertanto... nel complesso finale peseranno una, due, tre volte.

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FOTO 26: Siamo sul finire della gara e il tracciato si «può restringere ». Quello della foto è un bel sentiero che si pre­ sta molto per le ultime selezioni. Da notare la tracciatura naturale del sentiero, che però può essere utilizzato anche ai lati, dove l’erba è visibilmente più alta. FOTO 27: Un altro sentiero da selezione. Qui gli atleti dovranno per ne­ cessità porsi in fila indiana. Sul finire del circuito o della gara un sentiero del genere non dovrebbero costituire dif­ ficoltà; sarebbe invece da scartare se posto all’inizio o al centro della gara. FOTO 28: Una bella immagine di una gara giunta quasi al termine. Lo si nota dalla cadenza del­ l’atleta in primo piano ed anche dal tracciato più compresso. Non proprio ortodosso .comunque, quel palo di cemento. Simili « ostacoli » vanno evitati quando il circuito è breve o quando la partecipazione è numerosa. FOTO 29 e 30: Due fotografie che illustrano il finale di due bellissimi percorsi. Come si vede il naturale tracciato è ampio, con fondo per­ fetto, che permette degli ottimi sprint finali.


tracciatura del percorso

Abbiamo fugacemente accennato ai terreni più o meno adatti alla pioggia. E’ una evenienza, quella del­ la pioggia, da non scartare mai quando si deve orga­ nizzare una corsa campestre. Pertanto si deve anche ponderare nella scelta del tracciato, il tipo di ter­ reno da esso composto. Un prato erboso, con erba anche alta si allenterà, ma non diventerà paludoso come i terreni coltivati o fangoso come i viottoli ed i sentieri in terra battuta. In caso di pioggia im­ provvisa sarà necessario visionare interamente il trac­ ciato ed eliminare quei tratti maggiormente imprati­ cabili. Nei sentieri si formeranno, specie dopo alcune ore di pioggia, anche delle pozzanghere; nei tratti erbosi si potrà trovare acqua stagnante sotto l'erba; non parliamo poi degli argini di fiume che divente­ ranno completamente fuori uso. Non è improbabile, inoltre, che una bella nevicata venga ad imbiancare improvvisamente il terreno pre­ scelto. Se la gara che si è organizzata è nazionale od interregionale, oppure rientra in un calendario fisso che ne preclude il rinvio, ci si dovrà adattare a far correre gli atleti sul fondo nevoso. E’ chiaro che con la neve buona parte del tracciato deve essere rivisto ed eventualmente ridimensionato od eliminato, per evitare o contenere difficoltà. Innanzi tutto dovranno essere evitate le discese, anche brevi, i salti di fos­ sati, i terreni gelati. Orientarsi su prati e su sentieri con neve vergine e non ancora battuta, oppure non ancora sciolta. Togliere eventualmente la neve nel tratto della partenza ed in quello d’arrivo e nei punti di maggiore pericolosità.

La tracciatura del percorso è un’altra di quelle operazioni importanti per lo svolgimento della manifestazione. Sarà compito degli organizzatori provvedere ad un congruo numero di bandierine ne­ cessarie per delimitare la strada agli atle­ ti in gara. L’articolo 35, punto 2/b del Regolamen­ to tecnico della Fidai prescrive che « il percorso verrà segnato di preferenza con bandierine rosse sulla sinistra c bandie­ rine bianche sulla destra, visibili ad una distanza di almeno 125 metri ». La dizione « di preferenza » permette agli organizzatori di ricorrere anche ad altri mezzi idonei quali coriandoli e stelle filanti (specie su terreni nevosi), gesso o calce per segnalazioni su terreno. Comunque un percorso segnato con la doppia fila di bandierine è il migliore specie se le bandierine saranno abbon­ danti e ben visibili. Nei punti di maggiore sviluppo, ad esempio campi erbosi molto grandi e che bisogna delimitare, si dovrà abbondare in bandierine, specie nella tracciatura di eventuali curve; abbondare pure nei pun­ ti che possono provocare dubbi nella cor­ sa degli atleti (incroci, doppi sentieri ecc.). Ad evitare sciupìi di bandierine, è bene tracciare il percorso la mattina della gara e non la sera precedente. Molte volte, nel corso della notte o il vento o la pioggia possono danneggiare le segnalazioni ed alla mattina si è costretti, nel consueto giro di ispezione prima della partenza, a ritracciare buona parte del terreno. Così ponendo le bandierine poco prima della partenza si è certi che la tracciatura du­ ri per tutta la manifestazione ed inoltre si potrà adattare la segnatura alle even­ tuali condizioni climatiche. La partenza e ì'arrivo dovranno essere segnate con calcp, oppure con un nastro di tela bianca o rossa, ben fisso al terre­ no. Si deve considerare tracciatura an­ che le protezioni che si pongono sul ret­ tilineo di partenza e d’arrivo per conte­ nere gli spettatori. Esse sono formate da comuni paletti di legno alti non più di un metro piantati un poco più oltre le bandierine segna percorso, e sui quali verranno tese corde. Questa protezione per la partenza, ma maggiormente per l’arrivo, dovrebbe essere estesa a tutto il rettilineo, al fine di far svolgere le due im­ portanti operazioni nel più perfetto or­ dine. Sul traguardo verrà posto (avendolo), lo striscione d’arrivo, che è normalmente bianco con scritta in rosso. Lo striscione verrà teso fra due pali alti oltre 3 metri e posti ad una larghezza di 6-7 metri.

25-11


NUOTO COMUNICATO N. 3 Roma, 28 novembre 1967

ATTIVITÀ’ LOCALE

Approvazione programmi MESSINA: Leve natatorie e campionato provinciale. Omologazione risultati MESSINA - Trofeo Azzur­ ro: m. 25 s.I. 1. Tomasello Paolo, 2. Mazza Filippo, 3. Pirrotti Giuseppe; m 50 dor­ so 1. Soveri Giuliano, 2. Bu­ calo Eugenio, 3. Boncoddo Salvatore; m 50 rana 1. Pino Pietro, 2. Maiolino Giuseppe; m 50 s.I. 1. Chiara Domeni­ co, 2. Cannistracci Giuseppe, 3. Romano Giovanni. MILAZZO - Trofeo Azzurro: m. 25 s.I. 1« serie 1. Crisafulli S., 2“ serie 1. Saimeri S.; m. 25 dorso 1. Puglisi S.; m 25 rana 1. Nicosia S.; Staffetta 3x25 mista la Sacro Cuore Milazzo; categoria B m 50 s.I. la serie 1. Spoto S., 23 serie 1. La Malfa S., 3n se­ rie 1. Nicosia G.; m 50 dor­ so 1. Farina S.; m 50 rana 1. Oliva G., Staffetta 3x50 mista la Sacro Cuore Milaz­ zo. GIARDINI - Trofeo Az­ zurro: m 25 s.I. I3 serie 1. Giuffrida G., 2a serie 1. Pa­ vone Nunzio, 33 serie 1. Bo­ nanno Giuseppe; m 25 dor­ so 1. Longo Salvatore; m 25 rana 1. Azzolina Vincenzo; Staffetta 3x25 mista 1» Teocle A.; categoria B m 50 s.I. 1. Avenoso Sandro; m 50 dorso 1. Pipino Saverio; m 50 rana 1. Crimi Giovanni; Staffetta 3x50 mista l3 Teocle A.

fetta, Mantova, Ravenna, Udi­ Mocci; Componenti: Elvio Ca­ ne, Lecco. rola, Nando Cardia - RAVEN­ NA: Presidente: Zanelli Sta­ Approvazione regolamenti nislao; Componenti: Zannoni Leo, Fontana Werter, Fogli cat. Ragazzi Francesco . GENOVA: Presi­ Feltre, Albenga, Piacenza, dente: Oneto Luigi; V. Presi­ Genova, Ales, Faenza, Treviso, dente: Don Renato Atzori; Padova, Molletta, Mantova, Direttore Tecnico: Fascio Ales­ sandro; Segretario: CatanzaUdine, Lecco. zo Antonino; Componenti: Cristoni Vincenzo, Del Corsano Ratifica composizione Carmelo, Pignatelli Roberto Commissioni Tecnice TORINO: Presidente: Aragno Provinciali e Zonali Giuseppe; V. Presidente: Mon SESSA AURUNCA: Presi­ do Giancarlo; Scgreiario: Ros­ dente: Tatta Giancarlo; V. Pre­ si Umberto; Consiglieri: Bos­ sidente: Petrella Angelo; Se­ so Roberto, Nicolosi Giusep­ gretario: Lettieri Giovanni; pe - POZZUOLI: Presidente: Componenti: Garofalo Fran­ Catalano Girolamo - MANTO­ co, Cresce Franco, Sasso An­ VA: Presidente: Aldrovandi tonio - ALES: Presidente: Al­ Giuseppe; V. Presidente: Ardo Meloni; V. Presidente: Car- mondi Silvano; Segretario: lo Spano; Segretario:.Gavino Pasolini Bruno; Componenti: Pia; Rappr. FIDAL: Aldo Me­ Bertolini Cesare, Scalari Celoni; Rappr. G.G.G.: Flavio sarino - VIBO VALENTIA:

Presidente: Piperno Gaetano; Componenti: Blandino Raffae­ le, Decembrini Silvestro, Car­ ri Arcangelo ■ BENEVENTO: Presidente: Mirra Domenico; Commissari: Cavaliere Nico­ la, Della Camera M., Gubitosa G.. Rauso L. - SAVELLI: Presidente: Greco Giuseppe; Segretario: Tallarico Antonio; Componente: Gentile Emilio ■ PADOVA: Presidente: Mandruzzato Giorgio; V. Presiden­ te: Quintavalle Alberto; Com­ ponenti: Grassetto Bruno, Beda Giuseppe, Bonan Umberto - MOLFETTA: Presidente: Andriani Vito; V. Presidente: De Lillo Luigi; Segretario: Sciancalepore Luciano; Com. ponenti: Albanese Antonio, Cuocci Ignazio, Giovinazzo Giovanni. IL

PRESIDENTE

ALDO CAPPELLINI

■

schedina

IL SEGRETARIO

ANGELO RAINERI IL

PRESIDENTE

CARLO GOLGI

la schedina

e» atletica leggera COMUNICATO N. 2

carica di

Roma, 1 dicembre 1967

CORSA CAMPESTRE Approvazione regolamenti f isi provinciali e zonali cat- Allievl e Juniores Feltre, Oristano, Albenga, Piaccica, Serra S. Bruno, sa Carrara, Genova, Ales. Faenza' Treviso, Padova, Mol-

una realta’ in cifre 27


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TENNIS TAVOLO COMUNICATO N. 13 Roma, 4 dicembre 1967 CAMPIONATI NAZIONALI

Approvazione regolamenti fasi provinciali e zonali ACIREALE: Allievi e Junio­ res; ACQUAVIVA: Allievi e Juniores; ALES: Allievi e Ju­ niores; ASCOLI PICENO: Al­ lievi e Juniores (con modifi­ ca età Allievi); ASSISI: Al­ lievi c Juniores; CHIUSI: Al­ lievi e Juniores; FAENZA: Al­ lievi e Juniores (con modifi­ ca età Juniores); FELTRE: Allievi e Juniores; GALLIPO­ LI: Allievi e Juniores; GORI­ ZIA: Allievi e Juniores; GROS­ SETO: Allievi e Juniores; GUALDO CATTANEO: Allievi e Juniores; IGLESIAS: Allie­ vi e Juniores (con modifiche: ammissione atleti e palline); MANTOVA: Allievi e Junio­ res; ORISTANO: Allievi e Ju­ niores; ORVIETO: Allievi e Juniores; PORDENONE: Al­ lievi e Juniores; RAGUSA: Allievi e Juniores; SERRA SAN BRUNO: Allievi e Junio­ res; SESSA AURUNCA: Al lievi e Juniores; SIENA: Al­ lievi e Juniores; SORRENTO:

Allievi c Juniores; TERNI: Allievi e Juniores; TORINO: Allievi e Juniores (con modi­ fica art. 4 comma c): non ob­ bligatorio documento perso­ nale); TREVISO: Allievi e Ju­ niores; TRIESTE: Allievi e Juniores; UDINE: Allievi e Juniores; VERONA: Allievi e Juniores; VITTORIO VENE TO: Allievi c Juniores.

Omologazione risultati fasi provinciali e zonali MANTOVA: Juniores . am­ messi alla fase regionale: Gandolfi Maurizio, Bellini Adria­ no e Massimi Massimo, riser­ va in caso di rinuncie: Lui Alberto (26 novembre 1967 partecipanti 26).

CAMPIONATO REGIONALE SENIORES Approvazione regolamenti fasi provinciali e zonali ASCOLI PICENO (singolo); ASSISI (singolo); CHIUSI (singolo); MANTOVA; ORI­ STANO (singolo e doppio); RAGUSA (singolo); SESSA AURUNCA (singolo); SOR­ RENTO; SPOLETO (singolo e doppio); TERNI; TREVISO; TRIESTE (singolo); UDINE.

TROFEO PROVINCIALE GIOVANISSIMI

(Arcobaleno Sport) Approvazione regolamenti CREMA (con modifica suddivisione atleti in due catego­ rie); GALLIPOLI: singolo e doppio cat. B; GORIZIA: sin­ golo cat. A, singolo cat. B; SESSA AURUNCA: cat. A e

B; TERNI: cat. A; ORISTA­ lo; TARANTO: 10° Trofeo del NO: singolo cat. B (con mo­ sole per Giovanissimi, singo­ difiche reclami e palline). lo cat. A 1° Mantua Antonio, doppio cat. A 1° SpagnoloRisultati Spadaro, singolo cat. B 1° GORIZIA: singolo cat. A Alemanno Salvatore; VIBO 1° Miseri Carlo, singolo cat. VALENTIA: III Olimpiade B 1° Janniello; MESSINA Oratoriane, cat. Juniores 1° (1966/67): singolo cat. A 1° Brasca Francesco, cat. Allievi Veneziano, singolo cat. B 1° 1° Esposito. Fisichella; SERRA SAN BRU­ NO: singolo cat. A 1° Valente RATIFICA Giglio, singolo cat. B 1° Cai- COMPOSIZIONE CC.TT.PP. e ZZ. vetta Domenico. AGRIGENTO: Commissario: MANIFESTAZIONI Giuseppe Giovanelli; ALES: Presidente: Franco Pittati, VARIE v. presidente: Aurelio PorceiRegolamenti la, segretario: Aldo Atzeni, BARI: Torneo di apertura componenti: Aldo Meloni, a squadre; COMO: III Trofeo Flavio Mocci, Elìsio Zedda; MANTOVA: presidente: Al­ Coca Cola; GROSSETO: Tor­ berto Cesaris, segretario: neo di propaganda di singo­ Bruno De componenti: lo; MESSINA: XIV Targa Na­ Cesare Pasolini, Bertolini, Maurizio tale a squadre (con precisa­ Ghizzi; RAVENNA: presiden zione reclami); MOLLETTA: te: Domenico Baroncelli, com­­ III Trofeo d’Autunno con fa­ Filippo Montanari, si zonali a Molfetta, Giovi- ponenti: Farinelli, Werter nazzo, Terlizzi e Ruvo; NO­ Giuseppe Fontana; SIRACUSA: presi­ VARA: Torneo a squadre dente: Gaetano Rodante, se­ per giovanissimi; ORISTANO: gretario: Gaetano Licitra, Torneo S. Sebastiano; PAVIA: componenti: Ugo Boscarino, Coppa San Siro; SASSARI: Leonardo Pipitene; TORINO: Torneo a squadre 1" Coppa presidente: Giovanni Gatto, G. S. Robur; SERRA SAN segretario: Roberto Bosso, BRUNO: II Tomeo di Nata­ componente: Carmelo Bando­ le; SIENA: III Coppa Magio­ ne; TRIESTE: presidente: ne; SIRACUSA: Torneo di Sergio Fabiani, v. presidente: apertura; SPOLETO: Campio­ Luigi Russo, segretario: Mau­ nato assoluto spoletino; TRE­ ro Quaranta, componente: VISO: 1° Trofeo Brooklin. Fulvio Rovina; VIBO VA­ LENTIA: presidente: Chiara, vellotti G., componenti: Giu­ Risultati seppe Suppa, Lo Guarro F., FERRARA: Torneo di aper­ Decembrini R. tura, singolo Allievi 1° Farinella Daniele; REGGIO EMI­ IL SEGRETARIO LIA: Vili Torneo di apertu­ ALBERTO GRECANTI ra, singolo Allievi 1° MunaIL PRESIDENTE rini Paolo, singolo JunioresSeniores 1° Bizzocchi G. CarALESSANDRO PAOLONI

NOTIZIARIO ANDES-ISEF li problema delle cocomunicazioni con i soci é sempre sato di fonda­ mentale importanza per la Presidenza Nazionale, ma in alcune occasioni, come la scorsa estate, ha lasciato a desiderare sia per mancanza dei fondi occorrenti a stampare ed inviare circolari e giorna­ le, sia perché sono venuti a mancare i collaboratori che si interessavano della diffusione della stampa. Per ovviare all’inconve­ niente. che impedisce ai soci di sapere tempestiva­ mente le notizie e lo svi­ lupparsi delle situazioni riguardanti ________ l’educazione fisica e la categoria dei docenti e degli allievi, sono stati presi accordi con vari Enti di propa­

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ganda sportiva per ospi­ tare sui loro giornali i no­ tiziari dell’A.N.D.E.S. In particolare si è giunti ad un accordo con il Centro Sportivo Italiano, che concederà alla nostra As­ sociazione, a seconda del­ le disponibilità, una o due pagine per ogni numero del suo periodico, che è quindicinale. Il giornale del C.S.I. «Stadium» sa­ rà inviato a tutti i soci che potranno così avere oltre alle notizie riguar­ danti l’E.F. aggiornate ogni quindici giorni, an­ che gli articoli tecnici, organizzativi e formativi, pubblicati in esso. Parimenti verranno pub­ blicati notiziari su « Di­ battiti » e sul « Discobo­ lo ».

La pubblicazione del nostro notiziario sui pre­ detti periodici non impe­ gna gli Enti anzidetti, né rappresenta condizione limitativa alle nostre at­ tività programmatiche, nello stesso tempo la no­ stra voce giungerà a tutti i lettori di detti periodici che hanno una tiratura di quarantamila copie per omA min* diciassettemila STADIUM, copie per « DIBATTITI » e tremila copie per il Di­ scobolo. Questo accordo, che permette di alleviare la Presidenza di parte del lavoro, consentirà anche di mettere nella giusta evidenza la continua e sempre troppo poco appa­ riscente opera che viene quotidianamente fatta dall’Associazione in dite­

sa e della giusta valo­ rizzazione dell’educazione fisica e dei suoi docenti. L’alleggerimento del la­ voro permetterà, quindi, alla Presidenza di dedica­ re le migliori energie al lavoro costruttivo e non di spicciola segreteria co­ me correggere le bozze, impaginare i giornali o le circolari e scrivere con estrema e demoralizzante monotonia per interi po­ meriggi gli indirizzi del soci. Partendo da queste ba­ si, certamente i soci nel prossimo anno sociale, che inizia con il primo gennaio avranno la pos­ sibilità di contare sulla loro Associazione ad un più alto livello di effi­ cienza. LA PRESIDENZA


di CORRADO BIGGI

agazzi, mente Messa, niente JLV partita »... « Prima la Bene­ dizione, poi il pallone »: sagge massime dalle quali si deduce che l’incenso è equiparato al tes­ serino della Lega: senza cartelli­ no non si gioca. Un atteggiamen­ to simile non è poi tanto straor­ dinario o limitato: qualcuno lo potrebbe classificare paternalista, altri soltanto superato, altri an­ cora reazionario. Penso che dopo tutto sia sol­ tanto ingenuo. Considerare dei momenti così importanti nella vita di ciascuno di noi come le forche caudine per lo sport o il divertimento in ge­ nere non può essere definito che ingenuo. La società giovanile nel­ la quale ci muoviamo è una for­ za dinamica che ha in sé valori e motivi non superficiali, ma de­ rivati da consapevolezze d'ordine

spirituale che ignoriamo o anco­ ra più sovente desideriamo igno­ rare. Basta parlare con dei giovani, saperli ascoltare, sentire le loro confidenze, intuire le cause di cer­ te ribellioni, certi atteggiamenti di protesta, certi ragionamenti ri­ voluzionari. I giovani sono forza viva, dinamica, non da arginare secondo schemi il più delle volte preconcetti, non da soffocare con rigidi atteggiamenti scolastici. Per educare bisogna amare, per amare bisogna conoscere l'ogget­ to della nostra attenzione, com­ prenderlo, capirne lo stato d'ani­ mo, le motivazioni più segrete. Chi si pone di fronte ai giovani salendo sulla cattedra dei propri anni, o peggio della propria pre­ sunzione, non affronta il proble­ ma con la serenità dell'educatore.


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la chiesa e il fenomeno dello sport Anche lo sport è un fatto edu­ cativo ed è un atto completo: agisce infatti sia per quanto si riferisce al perfezionamento del­ l’uomo in senso fisico, sia sco­ prendo ed educando le sue virtù morali. La Chiesa quindi non po­ teva ignorare questo fenomeno: lo ha anzi sottolineato, ne ha in­ dicato alcune linee fondamentali, ha affidato indirettamente agli educatori cristiani il compito di valorizzarlo. Ma la valorizzazione avviene principalmente individuando nel­ lo sport quei valori umani posi-

tivi che sono la base fondamen­ tale per educare cristianamente. Non solo: la Chiesa vede an­ che di buon grado tutte quelle organizzazioni che si dedicano al­ l'educazione e quindi anche quel­ le sportive che esercitano lo sport non come mezzo per affermazio­ ni agonistiche o per motivi eco­ nomici o politici, ecc., ma come mezzo altamente educativo ed in modo particolare tra i giovani. Lo sport non è un fatto soli­ tario, è fondamentalmente frutto di collaborazione, di integrazione, di aiuto reciproco, di affermazio­ ni di gruppo: basta pensare al gruppo di dirigenti di cui necessi­ ta una società sportiva, dagli alle­ natori ai direttori tecnici, dai giu­ dici di gara a tutti coloro che cu­ rano più direttamente la parte or­ ganizzativa, e così via. Non solo: gli sport di squadra sono una fonte inesauribile di esperienze vive che possono modificare un

gruppo facendolo diventare una vera e propria comunità, da sem­ plici colleghi o collaboratori pas­ sare ad una categoria più intima e più « vitale »: quella degli ami­ ci, di veri amici. E’ evidente che sotto questo di­ verso aspetto la Chiesa senta tut­ ta la sua responsabilità educa­ trice: una comunità che vive in­ sieme non soltanto per simpatia, per amicizia, per comuni interes­ si umani, ma per la comune fede in Dio, per la carità che poten­ zia l’amicizia umana, per la pos­ sibilità di comunicare ad altri il messaggio di salvezza di Cristo, attraverso la testimonianza della propria fede. Anche lo sport, oltre che essere salvato nei suoi valori umani più nobili, reintegrato nelle sue vere dimensioni educative, può essere messaggio di salvezza, far parte del piano di Dio per la redenzio­ ne degli uomini.

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la seconda dimensione dello sport Il rapporto tempo di lavoro/ tempo di riposo sta rapidamente mutando: l’avvento dell’automa­ zione, dei meccanismi automati­ ci, dell’elettronica, della ciberne­ tica anche nei sistemi produttivi diminuirà sensibilmente i tempi di lavoro e la presenza dell’uomo nella fatica della produzione. Gli uomini avranno a loro disposizio­ ne maggior tempo libero, ma nel­ lo stesso tempo dovranno essere « più uomini », cioè con una pre­ parazione non soltanto tecnica e scientifica perfezionata, ma cul­ turalmente più validi. Ed è logico che avvenga que­ sto: il lavoro meccanizzato, auto­ matizzato, delle catene di mon­ taggio sarà sempre più un lavoro stressante, affaticante spiritual-

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mente, non creativo, senza possi­ bilità di interruzione (ricordate il film «Tempi moderni»?). Il tem­ po fuori del lavoro sarà allora tempo dell’uomo, delle sue pos­ sibilità creative, del suo perfe­ zionamento fisico e spirituale. E la pratica sportiva giocherà un grande ruolo in questo settore. Sport inteso come rigenerazio­ ne di energie fisiche e psichiche deteriorate dal lavoro professio­ nale, sport come liberazione dal­ la noia, dalla monotonia e stan­ dardizzazione degli impegni e compiti quotidiani, sport come sviluppo della propria personali­ tà, di una socialità compressa daH'industria, qualche volta di­ storta dal contatto con l'automa­ tismo della produzione.

E fin da oggi questo problema è presente nella comunità: la len­ ta, graduale diffusione della pra­ tica sportiva inizialmente tra i più giovani, nella scuola, nelle as­ sociazioni, è segno di una nuova considerazione dello sport in un sistema educativo integrale. Sport significa impegno, sacri­ ficio, superamento delle difficol­ tà, collaborazione con gli altri, di­ sciplina e autodisciplina, tutti ele­ menti che possono formare una personalità chiara, impegnata, pronta ad un inserimento più vi­ tale nella società. E' opportuno precisare però che per sport intendiamo la sua pratica, non soltanto l’interesse a questo fenomeno: in questo se­ condo caso infatti avremmo un altro aspetto dello sport, cioè gli spettatori dello sport. Il tifo che colma gli stadi della domenica non rientra assolutamente in que­ sto sistema educativo, anzi lo comprime, creando nel tifoso al­ tri momenti di crisi, una standar­ dizzazione di sentimenti, vere al­ lucinazioni causate dalla passione. Intendiamo invece sport di ri­ poso e di svago, che naturalmen­ te abbia una sufficiente carica agonistica (uno degli elementi ca­ ratterizzanti della pratica sporti­ va), ma che venga condotto, gui­ dato, secondo motivi formativi ed educativi che raggiungano l’uomo anche ai di là della sua espres­ sione sportiva.


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iS nostro sport nel mondo dello sport

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Esistono modi diversi di fare sport? La tecnica sportiva si evol­ ve, si affina, si perfeziona, ma non è possibile affermare che possano coesistere diversi modi di sport: la pratica sportiva, pur nella sua diversità tecnica, è una, ma -è spesso sostanzialmente diversa negli scopi che si propone. - Il Centro Sportivo Italiano fin dalla sua costituzione ha voluto dare contenuti e metodi allo sport che ne caratterizzassero il suo scopo educativo, la sua validità in un contesto di formazione fisi­ ca e spirituale, una sua valoriz­ zazione (scoperta dei valori) in un piano religioso che non è so­ vrapposizione di strutture ma è nella causa dei fatti, nelle moti­ vazioni più intime di ogni atto umano. Ammiriamo e apprezziamo lo sport, cioè la sua pratica, ma il nostro principale scopo è risco­ prire il valore dello sport, farlo scoprire ai nostri ragazzi non al di là della tecnica, ma dentro la tecnica sportiva, non al di sopra delle affermazioni agonistiche, ma dentro di esse. Un discorso difficile che abbia­ mo condotto da qualche anno in maniera più approfondita, ma che è necessario condurre fino alle sue più concrete conseguenze. In ogni affermazione personale c'è una affermazione di gruppo, ogni vittoria porta con sé la gratitudi­ ne e la comprensione affettuosa di tutta la comunità sportiva, ogni esercitazione tecnica è un mo-

mento di affermazione fisica, spi­ rituale del nostro essere, l’obbe­ dienza consapevole all’allenatore al dirigente è un fatto morale in­ teso nello stesso tempo ad un or­ dinato sviluppo delle proprie ca­ pacità fisiche e ad una adesione spirituale a coloro che ci siamo scelti per guida. La pratica sportiva condotta con questo spirito deve raggiun­ gere due scopi ben precisi: vero sport e vera educazione. Occorrono quindi educatori spe­ cializzati: allenatori, dirigenti che sappiano creare una vera- comu­ nità in seno alle nostre società sportive, che testimonino la loro adesione ad intime convinzioni di ordine morale, che si sentano e siano amici dei loro atleti anche al di fuori della vita sportiva pro­ priamente detta. La comunità sportiva vive allo­ ra di altre linfe che non siano esclusivamente quelle sportive: si inserisce secondo gli interessi di ciascuno in altri gruppi, in altre comunità giovanili, culturali, po­ litiche, sindacali, ecc. alimentan­ dole di uno spirito che lo sport determina nella sua pratica or­ dinata. Sport aperto quindi: non fina­ lizzato esclusivamente all’afferma­ zione agonistica o al proselitismo spirituale, ma valore, cioè conte­ nuti di ordine morale, da testimo­ niare con chiarezza sia sui campi di competizione sia nella vita di ogni giorno. CORRADO BIGGI 31


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otadium 22 numeri :: un volamene di oltre 700 pagine ! Abbiamo scelto e sistemato gli interventi più importanti sui principali argomenti ; trattati da Stadium nel 1967

sport persona e società

È il tema principale dell'anno, quello sul quale tutta l'organizzazione è impe­ gnata a studiare ormai da tre anni. È stato svolto per gradi: dalla persona umana, alla società civile, alla società ecclesiale, alla società sportiva. MENO LAVORO PIU' BENESSERE (P.L. Sani, n. 1,26/1): il tempo libero e lo sport, con dati statistici - SI', MA VALE LA PENA DI FARE SPORT? (A. De Pascalis, n. 2,9/2): interviste con atleti, medici, psicologi e dirigenti - O COSÌ O NON È SPORT (A. Rabino e G. Fuccaro, n. 3,23/2): il valore dello sport per la persona e la società alla luce del cristianesimo - SPORT E SOCIETÀ (G. Martinucci. n. 4,9/3 e 5,23/3): il nostro è figlio della società d'oggi; analisi e prospettive CONCILIO E SPORT (C. Bucciarelli, n. 6,6/5) - UNA MINIERA DA SCAVARE (D. 0., n. 8,4/5): la Consulta Nazionale su «La vita della Società sportiva» - FARE SPORT. MA PERCHÈ? (C. Biggi, n. 14,3/8): La scelta e l'avviamento allo sport LEADER E RAPPORTI ALL'INTERNO DEL GRUPPO (C. Biggi. n. 16,21/9): figura e funzioni del leader nella società sportiva - IO FACCIO IL DIRIGENTE (C. Biggi, n. 17,5/10): la figura e i compiti dei dirigenti nella società sportiva - CARO AL­ LENATORE... (C. Biggi, n. 18,19/10): figura e opera dell'allenatore - LA PAROLA Al PROTAGONISTI [n. 19,2/11): interviste con Dirigenti, Arbitri, Allenatori "e Consulenti sulla vita della Società sportiva - SOCIETÀ NUOVE PER GLI ATLETI D’OGGI (n. 20,16/11 e 21,30/11): risultati del Convegno Dirigenti di Assisi sulla vita della Società sportiva - FRANCAMENTE (A. Notano, n. 21,30/11): il CSI di fronte alla Chiesa, alla G1AC, alla società - SPORT E SOCIETÀ, SPORT COME SOCIETÀ (C. Biggi, n. 22,14/12): discorso conclusivo sul tema dell’anno.

Sull'argomento incordiamo anche la serie di CSI ALLO SPECCHIO (a cura di A. Gaetani e V. Peri) sui numeri 3, 4, 5, 8, 9, 11, 12 e 13.

giovani e giovanissimi

Una serie di interventi che ha affiancato e integrato la precedente - SETTE RAGAZZI CON SETTE SPERANZE (V. Preci, n. 5,23/3): interviste sullo sport nella vita dei ragazzi d'oggi - TUTTI I RAGAZZI HANNO L’ETÀ (A. Guaitini, n. 7,20/4) : condizioni pedagogiche e organizzative per lo sport dei <■ Giovanissimi » - NOI SIAMO I GIOVANI / IL MONDO CON I LORO OCCHI / CHE SI FA STA­ SERA? (V. Preci, n. 8,4/5 - 9,18/5 - 10,1/6): analisi sulla gioventù d'oggi con particolare riferimento al problema del tempo libero e dello sport - IL GIOVANE DI FRONTE AL CLUB SPORTIVO / I LORO PARERI TALI E QUALI (V. Peri. n. 12,29/6 e 13,13/7): interviste sull’associazionismo giovanile sportivo - QUANDO I FIGLI FANNO SPORT (P. Andreoli, n. 17,5/10): rapporto genitori-figli - QUESTI GIOVANI (C. Napoli, n. 4,2/11): considerazioni sui giovani d'oggi - METTETE DEI FIORI NEI VOSTRI CAPELLI (R. Ciprigni, n. 19,2/11): interviste con giovani e genitori sul comportamento e le mode dei giovani d'oggi.

Sul problema dei GIOVANISSIMI in particolare vedere i numeri 2.9/2 - 12,29/6 e 20,16/11, quest’ultimo con i risultati sull'incontro di Assisi.

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organizzazione e costume sportivi

È un altro dei filoni principali degli interventi di Stadium. basati soprattutto sulI attualità dei problemi • BASKET SOTTO ACCUSA (G. Gomez. n. 1,26/1): sulle accuse di Brundage al basket italiano - QUANDO NINO NUTRIZIO SCRIVE DI SPORT (D. Olmetti, n. 2,9/2): messa a punto sulla funzione e l’opera degli Enti di Propaganda - IL PIOMBO DEL LUNEDI (V. Preci, n. 3,23/2): la stampa spor­ tiva italiana, con elenchi statistici - FERROVECCHIO DI LUSSO / PER POCHI O PER MOLTI? (D. Olmetti. n. 4,9/3 e n. 6,6/4): interviste con i ciclisti della Salvarani, dirigenti e giornalisti sui problemi organizzativi e morali del ciclismo CICLISMO '67 (D. 0. e N. Lombardi, n. 21,30/11): consuntivo organizzativo e morale della stagione ciclistica - DESTINATO A SCOMPARIRE? (P. Valenti, n. 9,18 5): sugli aspetti morali e sociali del pugilato - SI, MA CON RISERVA (G. Pomarici e D. Olmetti. n. 10,1'6 e 11,15/6): interviste sugli aspetti morali e sociali del pugilato - LA BOXE E L’UOMO (C. Bucciarelli. n. 13,13/6): rifessioni conclusive sulla boxe - DOMANI È TROPPO TARDI (P. Valenti, n. 12,29/6): note di costume sul calcio - SPORT '67 (D. Olmetti. n. 22.14 12): consuntivo di una annata sportiva.

la politica sportiva e i suoi problemi

Una serie di interventi specifici ad integrazione di quelli sull'organizzazione e il costume dello sport italiano - QUESTA BENEDETTA POLITICA SPORTIVA (n. 1,26/1): sintesi degli interventi al dibattito promosso dal settimanale DC «La discussione» - RIVOLUZIONE VERDE (G. Martinucci e Ing. D. Ortensi, n. 2,9/2): analisi e prospettive sull’urbanistica sportivo-sociale - IL PARLAMENTO PRO­ GRAMMA LO SPORT (n. 3,23/2): il testo del cap. XV del Piano Quinquennale di sviluppo economico - A PROPOSITO DI FIRENZE OLIMPICA (D. Olmetti, n. 4,9/3): sull’opportunità economica, sociale e politica di organizzare l'olimpiade a Firenze - NON SONO SOLTANTO CHIACCHIERE (D. Olmetti, n. 13.13/7): considerazioni e proposte di politica sportiva - LA POLITICA SPORTIVA DEGLI ENTI LOCALI (D. Olmetti, n. 16,21/9): sul convegno nazionale degli Assessori allo sport PER LO SPORT UN FILO DI SPERANZA... (D. Olmetti. n. 19,2/11): il comitato per lo studio dei problemi di politica sportiva - LA VERITÀ DEI NUMERI (I. Lidonni, n. 19,2/11): ultime statistiche ISTAT sullo sport in Italia.

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tecnica sportiva

ATLETICA LEGGERA (Antonio Sotte) - Interval Training: n. 10. 11; Evoluzione della tecnica: n. 12, 13, 16: Allenamento: n. 16. CALCIO - Tecnica individuale (Renato Bodini): n. 2, 3. 4, 5, 6, 7, 8. 9. 10, 16, 17; Gioco di squadra (Alberto Guaitini): n. 18, 20, 21, 22; Regolamento: n. 18. CAMPESTRE (Aldo Cappellini) - Organizzazione delle gare: n. 22,14/12. CICLISMO (Nino Lombardi) - La posizione in bicicletta: n, 10; preparazione: n. 11, 16; tattica: n. 12, 13. 14; alimentazione: n. 15. NUOTO (Domenico Maiello) - Preparazione e allenamento: n. 7. 8, 9, 10, 11. 12, 14. PALLACANESTRO (Mauro Pisano) - Tattica di gioco: n. 2; esercizi di riscalda­ mento: n. 3; difesa a zona: n. 4; attacco e difesa a zona: n. 5, 6, 7. 8; difesa pressing: n. 9; zona pressing: n. 10; preparazione: n. 15. SCI (Domenico Maiello) - Preparazione: n. 21; TENNIS TAVOLO (Domenico Maiello) - Preparazione: n. 1, 2, 3, 4. 5. 6. NOTE DEL MEDICÒ (Adriano Monti) - Disturbi fisici: n. 11; dietetica: n. 12, 18: i rischi del ciclismo: n. 13; inconvenienti del nuoto: n. 14; l'estate e la fatica: n. 15; infortuni: n. 16; la pelle dell'atleta: n. 17.

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un altro anno con Stadium

Questo è l’ultimo numero di « Stadium » 1967. Salutiamo e ringra­ ziamo tutti gli amici lettori e diamo loro appuntamento a gennaio '68. ;

« Stadium » 1968 sarà ancora più nuovo, più ricco, più vivace e se occorre più polemico.

| « Stadium » il giornale sportivo diverso per chi vuole diversamente lo sport.

AFFRETTATEVI, PER NON PERDERE NEANCHE UN NUMERO!

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il giuoco di squadra

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calcio //lì

/ a cura di ALBERTO GUAITINI

3) IL WM.

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Il WM appare sulle scene calcistiche intorno al 1928. Lo realizzò il direttore dell’Arsenal di Londra. Chapman, per porre riparo alle in­ sufficienze del metodo. Egli lasciò immutato rassetto a W del proprio attacco e por­ tò i propri difensori (terzini e mediani) a ricalcare, uomo contro uomo, il W degli at­ tacchi avversari. Da qui la disposizione ad M dei difen­ sori stessi ed il nome di WM attribuito al nuovo schiera­ mento (figura 3).

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Come si ricorderà, il me­ todo aveva un assetto che non consentiva ai componen­ ti della difesa, malgrado la loro superiorità numerica, di affrontare gli attaccanti av­ versari scaglionandosi in pro­ fondità. Il WM invece vi riu­ scì. E, per di più, utilizzando un numero di elementi ugua­ le a quello degli attaccanti contrapposti. La disposizione ad M dei difensori consenti­ va infatti marcature indivi­ duali e di assieme che, se opportunamente dosate, da­ vano luogo a scambievoli co­ perture diagonali (figure 4 e 5). E queste coperture diago­ nali offrivano ai difensori stessi un valido punto di par­ tenza per l’effettuazione di scambi di ruolo idonei a fronteggiare tempestivamen­ te tutte le possibili forme di infiltrazione avversaria (fi­ gure 6, 7 ed 8). Ciascun di­ fensore forniva, insomma, una doppia prestazione. Mar­ cava il diretto avversario ed era pronto ad intervenire — quale riserva difensiva —

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FIG. 4-1 «rossi» attaccano sul settore centrale. 5 nero controlla 9 rosso da posizione ravvicinata. 2 e 3 neri, allargate le marcature nei confronti dei diretti avversari, coprono 5 nero da posizione diagonale. 4 e 6 neri offrono a questi la loro protezione ravvicinata. FIG. 5 - I « rossi » attaccano sul loro settore destro. 3 nero serra su 7 rosso e, nel contempo, copre diagonalmente 6 nero. 5 nero copre diagonalmente 3 nero. 2 nero fa altrettanto con 5 nero. Questi è ora arretrato di circa cinque metri rispetto a 3 nero. 2 nero, arretrato in ugual misura rispetto a 5 nero, trovasi a mezza strada fra questi ed 11 rosso. 7 nero arretra. Se i « rossi » attaccassero sul lato opposto, le posizioni dei difensori « neri » risulterebbero invertite.

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Fig. 3 - Il WM.

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A) IL FACILE SOPRAV­ VENTO DEL WM SUL METODO.

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FIG. 6-9 rosso ha superato 5 nero e punta con la palla verso rete. Il compito di affrontarlo è stato affi­ dato, sin dall’inizio, ad uno dei due terzini. .2 nero interviene su 9 rosso partendo dalla posizione ricoperta in figura 4. 5 nero va a sostituirlo nel controllo di 11 rosso. FIG. 7 - rosso supera 3 nero. 5 e 2 neri, partendo dalle posizioni rico­ perte in figura 5, vanno rispettiva­ mente su 7 e 9 rossi. Nel contempo: 4 nero tenta di portarsi alle spalle di 2 nero per coprirlo: 8 nero cerca di assumere il controllo di 10 rosso; 3 nero si adopera per risultare utile al più presto (se egli riuscisse ad assumere il controllo di 9 rosso, il settore destro della difesa potrebbe normalizzare il proprio assetto). Gli spostamenti dei difensori chiamati in causa dovrebbero essere pronti e simultanei. Al profilarsi dell’insuc­ cesso di 3 nero nei confronti di 7 rosso, tutti dovrebbero insomma agire senza attendere il via di 5 nero. FIG. 8-8 rosso supera 6 nero. 3 nero affronta 8 rosso. 6 nero tenta di portarsi su 7 rosso. Se, nel frattempo, questi venisse servito da 8 rosso, si dovrebbe far ricorso alla manovra di cui alla figura 7. Se, dopo aver superato 6 nero, 8 rosso puntasse invece verso il settore centrale, sarebbe 5 nero ad affrontarlo; si avrebbe cosi una manovra analoga a quella in figura 7.

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contro quello affidato al compagno che egli stava co­ prendo a tergo se questi fos­ se stato superato. Contro il metodo il WM poteva attuare tutto ciò in conseguenza del suo agevole dominio della metà campo Lì, i quattro del \Vm (mezze ah e mediani laterali) ave­ vano infatti buon giuoco nei confronti dei tre del metodo a cura di (mezze ali e centromediano). ADRIANO MONTI \~^.^e7‘ze delle squadre a WM potevano perciò offrire un efficace protezione avan­ zata ai mediani laterali ami­ ci. E questi avevano identi­ che possibilità nei confronti dei propri terzini e centro­ mediano. In Italia, il caso limite di quanto poteva verificarsi a metà campo era costituito dalla difficile situazione del­ Nella sua rubrica, il dott. Adriano Monti le squadre a metodo che si risponde oggi ad una lettera pervenuta da incontravano col vecchio To­ un dirigente di Società Sportiva il quale la­ rino, le quali dovevano deci­ menta il poco uso, anzi il terrore che molti dere se fosse meno disastroso porre le proprie mezze ali a ragazzi provano per la doccia. E’ incredibile controllo dei mediani latera­ che ai nostri giorni ci sia ancora chi ritenga li Grezar e Castigliano, la­ dannoso alla salute il farsi il bagno o la doc­ sciando così libere le mezze cia, frutto questo di atavici pregiudizi che ali avversarie Loick e Maz­ pure ancora sussistono in molte famiglie. zola, o viceversa. A prima vista, la tempesti­ va attuazione degli scambi di ruolo fra difensori sem­ lieto di avere idee più chia­ brava quanto mai difficile. Il Mi occupo delle attività ri­ re per regolarmi tiri propo­ loro automatismo poteva es­ creative presso il Club Gio­ sere invece conquistato fa­ sito di fronte ai ragazzi ed vanile della Parrocchia di S. cilmente, mediante un’eserci­ ai genitori. Giuseppe Artigiano a Sesto tazione molto semplice Su Fiorentino e fra l'altro mi so­ CARMAGNINI BRUNO spazio ristretto (ottimo, ad no assunto l'incarico di al­ esempio, un campo di pallaSESTO FIORENTINO lenatore di calcio per i ra­ canestro), bastava schierare gazzi fino a 12 anni. cinque difensori contro cin­ que attaccanti disposti a W. L'allenamento in sé stesso Era opportuno che i due riesce abbastanza bene, ma Nell’esercizio di qualunque gruppi di giuocatori aves­ c'è un elemento di contorno sero maglie di colore diver­ pratica sportiva, il lavoro mu­ che, per alcuni motivi, è per so. Gli attaccanti avanzava­ scolare si esplica con note­ me di un certo interesse e no camminando lentamente vole dispendio di energia. che vorrei vedermi chiarito: e si passavano la palla con L'irrorazione (cioè l'afflus­ si tratta della doccia alla fine le mani, mediante rimbalzo a so di sangue) al muscolo terra della stessa, eseguendo dell'allenamento. aumenta sino a raggiungere determinati schemi offensivi Quest'anno abbiamo messo i 160 centimetri cubici per e, conseguentemente, miglio­ in funzione uno spogliatoio randone la spontaneità. I di­ ogni 100 grammi di muscolo, con quattro docce con acqua fensori arretravano allargan­ quando la prestazione è in­ calda e subito ho notato che do e stringendo le marcatu­ tensa e globale. Questo spie­ molti ragazzi non approfitta ­ re ed attuando le coperture ga come il cuore, che è l'or­ no di questo vantaggio. Chie­ diagonali suggerite dalle cir­ gano motore, la pompa che costanze. Di tanto in tanto, dendone il motivo mi son sendeve spingere il sangue ricco l’attaccante che portava la tito rispondere il più delle voidi ossigeno e sostanze nutri­ palla superava con un breve te che ciò viene negato loro tive in tutti i settori corpo­ scatto il difensore contrap­ dai genitori per questi mo­ rei, aumenta notevolmente la posto; i difensori replicavano tivi: immediatamente, eseguendo sua funzione coinvolgendo — Qualcuno ha avuto la gli scambi di ruolo dettati necessariamente anche il si­ dalle circostanze. Ciascun dì- | bronchite aleni anni or sono, stema respiratorio che deve tensore doveva apprendere ora è completamente rista­ fornire ossigeno in quantità gli scambi propri di tutti i bilito, ma la doccia può far­ sempre maggiore. ruoli. In partita, avveniva in­ gli risortire fuori qualche ma­ La ritmica, ordinata contra­ fatti di dover intervenire da lanno (questa ragione viene posizione - diversa da quella zione dei muscoli (che rap­ portata anche per giustificare abituale. Ad addestramento presentano in peso circa la il divieto di giocare, cioè di piu avanzato, l’esercitazione metà del corpo!) determina sudare). si svolgeva fra squadre a WM un aumento della temperatu­ a ranghi completi. — Oppure il bagno si de­ ra del corpo stesso. Sul piano offensivo, il WM ve fare una volta alla setti­ Ma l'uomo deve mantene­ aveva possibilità chiaramen­ mana, al sabato. re costante la temperatura te superiori a quelle del me­ — Altri non debbono far­ interna e quindi questo ca­ todo. Soprattutto in conse­ la perché altrimenti prendo­ guenza del giuoco più avan­ lore deve essere disperso. no il raffreddore. zato delle sue mezze ali. A Per questa importante fun­ conferma di questa situazio— In altri casi non si de­ zione entrano in atto i mec­ ne> .c,lre’no che mentre nelle canismi di dispersione, di ve fare 'a doccia, fredda o partite fra squadre a WM la cui il principale è la secre­ calda che sia, quando si è azione difensiva delle mezze sudati. zione del sudore. ah si rivolgeva verso i me­ diani laterali avversari fra Il sudore si forma con — Oppure non si fa la squadre a metodo le due cop­ maggiore velocità quanto più doccia quando fa freddo. pie di mezze ali si controlla­ è impegnativo il lavoro mu­ Per alcune di queste giu­ vano frequentemente a vi­ scolare (1 ora di gioco sul stificazioni ritengo con cer­ cenda. 1

note del medico

la doccia fa male?

ALBERTO GUAITIN1

tezza che siano in errore i genitori, comunque sarei ben

di uno-due litri di sudore!) e la sua evaporazione è mol­ to rapida. Tuttavia ogni prestazione sportiva genera uno stato di fatica, la quale altro non è che la espressione di una sorta di intossicazione dei centri nervosi, di alcuni or­ gani e tessuti e del sistema muscolare. Le tossine della fatica, si accumulano ovun­ que, ma attraverso il man­ tello cutaneo (la pelle In un adulto occupa una superficie di 17 mila centimetri quadra­ ti) ne vengono eliminate un buon numero proprio insie­ me al sudore. La parte acquo­ sa evapora mentre quella sensazione umidiccia che re­ sta attaccata alla pelle con­ tiene numerose sostanze tos­ siche, che debbono essere allontanate. Quale migliore trattamento esiste di una copiosa innaffiatura? L'esperienza personale ci consente di formulare i se­ guenti consigli: a) La doccia è necessaria. b) Deve essere praticata subito dopo la prestazione, prima che si abbia il raffred­ damento corporeo. c) All'inizio deve essere molto calda in modo che sia in grado di rimuovere anche le sostanze grasse adese al­ la cute stessa. d) Gradualmente la tem­ peratura dell'acqua dovrebbe essere abbassata sino a rag­ giungere lo stesso grado di quella corporea (sui 36° C.). A questo punto giova se­ gnalare che per i giovani ro­ busti ed in buone condizioni fisiche l'ultima risciacquatu­ ra sotto la doccia dovrebbe essere praticata con acqua fredda (a temperatura am­ biente) . La doccia soltanto calda e seguita da rapido, vigoroso massaggio con asciugamano di spugna deve essere prati­ cata da coloro che hanno qualche piccolo conto in so­ speso colla salute, cioè che soffrono di tonsilliti, sinusiti. bronchiti o episodi colitici. campo da football può por­ ADRIANO MONTI tare alla secrezione anche

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rimessa < laterale a cura di

DUILIO OLMETTI

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