i problemi dello sport * 22
Stadium ultimo trimestre il C. S. I, a ritmo serrato
on la « Settimana CSI » di FoVO ligno si è conclusa un’altra fase dell’attività 1965-’66 della no stra organizzazione. Prima i Cam pionati di sci, poi quelli di cam pestre e tennis tavolo ed ora quel li di calcio, pallavolo e pallaca nestro. Adesso si apre davanti a noi il periodo estivo con le attività proprie del nuoto, dell'atletica, del ciclismo, delle bocce e di altri sport che non giungono alla finale nazionale. L’estate, ormai è risaputo, non è certo un periodo di vacanza per il Centro Sportivo Italiano; anzi è fra quelli più carichi di lavoro e di iniziative. Non parliamo degli sport i cui campionati si collocano in questo tempo; il nostro gior nale se ne occuperà espressamente, come ad esempio incomincia a fare da questo numero trattando dell’atletica. Soffermiamoci, invece, un istante su quelle discipline che hanno già concluso l’attività uffi ciale e su quell’iniziativa che im pegna in modo preminente tanti nostri comitati durante l’estate, cioè i Campi Scuola.
Una volta i Campi estivi per dirigenti erano realizzati soltanto dalla Presidenza, su base naziona le. Poi l’iniziativa si è andata allar gando, fino a giungere ai 30 Cam pi dell’anno scorso. Segno' indub bio di una maturità organizzativa che si va raggiungendo con sem pre maggior sicurezza. Il nostro invito all’inizio dell’estate ’66 non può che insistere su tale orienta mento. Non serve neppure, rite niamo, spendere parole per dimo strare l’esigenza sempre nuova e sempre urgente di dirigenti pre parati e competenti: per il co stante accrescimento annuale del numero degli atleti e delle atti vità, per il sempre maggiore im pegno tecnico e organizzativo che le stesse attività richiedono, al passo con l’evoluzione dei tempi, del costume sportivo e del mondo giovanile. Il Consiglio Direttivo Nazionale e la Presidenza confidano vivamen te di trovare anche questa volta cosciente adesione e generoso im pegno. Quanto poi agli sport che hanno
concluso l’attività ufficiale, una sola cosa ci permettiamo ricordare, del resto largamente risaputa per diversi comitati e società. E’ que sta: la conclusione dell’attività di campionato, lungi dal costituire un pretesto di inattività può co stituire invece un valido motivo per svolgerla con maggiore libertà di iniziativa e quindi addirittura per allargarla, con la possibilità di adattarla alle particolari situa zioni sociali e ambientali che ven gono a determinarsi localmente nella stagione estiva. Ci riferiamo ovviamente ai «tornei», con la vasta gamma di possibilità che offrono in tale settore le nostre formule organizzative-agonistiche di « Attività Ricreativa » e « Ar cobaleno Sport». Il CSI non va in vacanza, è il nostro slogan alla vigilia di ogni estate. Facciamo che ciò si tradu ca anche quest’anno in una rinno vata e ancor più valida offerta di servizio ai giovani che si rivolgono fiduciosi al Centro Sportivo Ita liano.
spettacolo per Fatietica
E’ diventato luogo comune lamentare la scarsità di spettatori alle gare di atletica leggera. Dobbiamo pero’ ammettere che troppe volte le manifestazioni non vengono organizzate in modo da offrire uno spettacolo interessante e piacevole. Anche le manifestazioni del CSI possono essere organizzate con criteri... spettacolari. Proponiamo al riguardo alcune utili considerazioni.
TJ7' orse mai come in .11? questi ultimi mesi si è tanto parlato di svilup po dell’atletica leggera in Italia. Si sono fatti program mi, si sono lanciate ini ziative, si stanno co struendo progetti: e tutto al fine di dare alla di sciplina principe dello sport quel tanto famoso rilancio (o per dire me glio, queirauspicato as sestamento) che la possa definitivamente inserire nel novero degli sport più popolari. Non staremo qui a con sumare righe di piombo per dire il perché l’atle tica leggera dovrebbe « realmente » essere la prima disciplina sportiva ■italiana. Sono cose che da sem pre diciamo e quindi le risparmiamo, anche per ché (o bene o male) il Centro Sportivo Italiano ha saputo lungo i suoi venti anni di attività co struire una « base » atle tica più che soddisfacen te, con i suoi oltre 120 Comitati che attuano una attività di propaganda (vedi campestri, strada), e con i suoi oltre 80 Co mitati che svolgono una seria e proficua attività in pista. In questo serio tenta tivo di sviluppo atletico, il CSI non si e, pertanto, trovato impreparato. An zi, forse è stato l’unico a trovarsi già con i ba gagli pronti per partire verso questa nuova av ventura atletica. Non si potrebbe, infat ti, constatare altrimenti le adesioni immediate che, ad esempio, l’attività Ra gazzi (una delle colonne di tutto il programma per lo sviluppo di cui sopra) ha avuto nella nostra pe riferia. Il campionato provin ciale o zonale di corsa campestre riservato ai « ragazzi » ha avuto (sep pure lanciato timidamen te) una risonanza note volissima. Oltre una set tantina di Comitati han no programmato il cam pionato con ima media minima di tre gare per ogni singolo campionato. Si fa presto a fare il nu mero totale delle gare, come si può facilmente constatare quello degli atleti « classificati », se si considera per ogni gara una classificazione media di venti atleti. Abbiamo fatto un esem pio. Ma altri se ne potreb bero fare.
pubblicizzare Vatietica Adesso è tempo di pi sta. E non mancano (mal-
Si stanno svolgendo in una quarantina di Comitati Provinciali e Zonali le prime prove dei Campionati su pista. Come inizio dell’attività su pista non c’è da lamentarsi, tenendo presente che i Comitati hanno tempo fino al 4 settembre prossimo per svolgere le relative prove di qualificazione per avere diritto a partecipare alle semifinali interprovinciali in programma il 18 settembre. Quest’anno, pertanto, si prevede una « grossa » stagione. Maggiormente « grossa » se si considera che accanto ai campionati delle categorie Allievi e Juniores (le due categorie « nazionali ») quasi tutti i Comitati hanno programmato un campionato per la categoria Ragazzi, a testimonianza di una efficiente base atletica che non mancherà di dare risultati insperati. Come, d’altra parte, avviene ogni anno!
d
grado questa attività sia appena all’inizio) i Comi tati che hanno già pre annunciato l’inserimento nei loro programmi del Campionato Ragazzi, che viene ad affiancare que st’anno l’altro maggiore, riservato agli allievi ed agli juniores. Comunque tralasciamo (per il momento) i pro grammi particolareggiati e tecnici e settolineiamo .in vece un aspetto di tutto questo piano di sviluppo che (abbiamo l’impressio ne) sia stato un poco trascurato. Vogliamo accennare al l’aspetto della «atleticaspettacolo-sportivo », o per maggiore chiarezza, vor remmo sottoporre all’at tenzione dei nostri innu merevoli ed attenti Diri genti, il problema di pub blicizzare l’atletica stessa. Inutile negare che stia mo vivendo in un’epooa dove l’imposizione di una qualsiasi cosa è un fatto reale e concreto. Siamo accerchiati, alle volte, da un nome; lo sentiamo ri petere e ripetere; lo « ve diamo»; inconsciamente quel nome entra in noi; e ce ne impadroniamo. E’ la magica forza del la pubblicità che è ormai un fatto di assoluta pre minenza in ogni settore e ad ogni livello. Orbene, anche l’atletica ha bisogno di pubblicità.
Non può esserci svi luppo, senza pubblicità. Tutti i programmi, bel li, organici, tecnicamente perfetti, rimarranno tali, se ad essi non venga ac coppiata anche una buo na dose di pubblicità. Intendiamoci: qui non vogliamo dire che baste rebbero una serie di Ca roselli, o qualche pagina di inserzioni per risolvere il problema. Qui diciamo che la pubblicità all’atle tica la si può ottenere se si arriva ad avere una atletica come spettacolo sportivo. Spettacolo sportivo per ché ogni riunione (pic cola o grande che sia) sa rebbe seguita; se la riu nione è seguita vuol dire che riesce ad inchiodare il pubblico sulle gradina te; se riesce ad avere pubblico vuol dire che esso sente l’atletica e in consciamente se ne fa por tatore verso altri. In una parola: pubbli cità all’atletica.
un po' di tifo non guasta Forse potrà apparire strano il fatto che stia mo tralasciando ogni que stione tecnica per occu parci del fattore «pub blico ». Ma come abbiamo accennato più sopra, cre diamo che non bastino i
programmi eminentemen te tecnici per far svi luppare nella maniera che tutti sognamo l’atletica leggera. Ci vuole anche « pub blico ». Ci vogliono anche « tifosi ». E’ chiaro che riuscire ad ottenere un’atletica, come spettacolo sportivo, é assai difficile. Con la nostra modestis sima esperienza daremo qualche indicazione in merito, da utilizzare, o.u, ad esempio, nelle riunioni dei prossimi campionati pro vinciali o zonali su pi sta. Una riunione di atle tica, propri# perché tale (lo dice la stessa parola « riunione ») è fatta co me un mosaico: ad in tarsi. Intarsi che sul campo operano e si muovono in sieme ed indipendente mente, al fine di compor re l’intero quadro. Soffermiamoci su questo primo aspetto. Se prendiamo attual mente una riunione, la troviamo ricoa di gare, con un programma che non lascia respiro; logi co e necessario questo: ché le varie specialità sono tante, ed il tempo a disposizione è poco. Quindi è necessaria la concentrazione di più ga re in uno stesso mo mento. Tanto per fare esempi
più pratici, ormai è di ventata regola fissa che, all’inizio di ogni riunio ne, ci sia una gara di corsa (quasi sempre ad ostacoli), una gara di lancio (peso), un salto (alto). Quando poi le riu nioni sono di una certa importanza, ecco che a queste tre gare, vedremo aggiungere anche il salto con l’asta, e perché no, anche un ulteriore lan cio (disco). Tutti noi abbiamo sot to gli occhi una riunione di tale genere. A prima vista tutto funzione a meraviglia. Ogni gara ha un pro prio organico direttivo e pertanto, se gli impianti del campo lo permettono, nessuna difficoltà nel far muovere contemporanea mente anche cinque spe cialità, con in campo un numero rilevante di atleti (facciamo, come minimo, sessanta). Se questa è la visione sul terreno di gara, ben diversa lo sarà dalle tri bune. Da quassù (vale a dire da un posto che non si deve considerare il rico vero degli atleti non an cora in gara, del diri genti e dei giudici) lo spettatore « sprovveduto » potrebbe pensare ad ima allegra confusione. Per lui, infatti, sarà letteralmente impossibile 3
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Li .. .. . riuscire a seguire la riu- •• • Un programma non nione. Vedrà, sì, la corsa; «completo» di gare (ché ma nel contempo c’è l’al altrimenti sarebbe impos to, il peso, l’asta, il di sibile diluire nel tempo sco. della giornata venti e più Se si entusiasma al gare). l’alto, perde il peso; se • Uno speaker che covede l’asta non potrà os servare la corsa, e così di mosca molto bene le sin gole specialità e soprat seguito. E’ quello che, in parte, tutto i.singoli atleti (l’o succede quando la televi pera dèlio speaker deve sione riprende manifesta essere pertanto di soste zioni atletiche. Gli occhi gno per il pubblico; deve delle telecamere sono co essere lui, quasi, che in me quelli di ogni e qual dirizza l’attenzione dello siasi spettatore e, quindi, spettatore verso questo o le immagini passano va quel settore). riamente da una corsa, • Un direttore di riu ad un salto, ad un lancio, con il risultato che quasi nione che sappia coordi mai si riesce a « segui nare i movimenti delle re » come si vorrebbe una giurie con « calma », sen za creare confusioni o in gara. Tanto per fare un toppi. esempio, quando da To ® Un servizio di se rino la TV ha ripreso un gnalazioni visive (a mez paio di domeniche fa, il zo tabelloni) per ogni ga meeting intemazionale nel ra di salto o di lancio. quale Dionisi saltò nel Sul tabellone (che dovrà l’asta 4,91, al momento del essere operato da persona salto-record (e quindi sal svelta e precisa) verrà in to-spettacolo) sul video dicato prima il numero apparivano le immagini del concorrente, poi il ri degli atleti che avevano sultato conseguito. Il ta appena terminato i 400 bellone dovrà essere, ovmetri e si intuì solo l’im riamente ruotato, verso presa del ragazzo-prodigio tutto il pubblico. dal boato di gioia degli • Saper subito distin spettatori sugli spalti Perché, quindi, dopo guere il momento di un aver valutato tutto quan grosso risultato. Nei salti, to sopra non riusciamo ad esempio, non sarebbe a trovare un qualche ri male far sospendere « tut ta » la riunione, quando medio? c’è un tentativo di re cord o la ricerca di su suggerimenti perare una notevole mi pratici sura. Fra l’altro l’assolu to silenzio favorirebbe an Ecco le nostre idee in che la concentrazione del proposito. l’atleta, oltre che dare un Una riunione dovrebbe particolare pathos a tut innanzi tutto avere: to il pubblico per la ten sione che inevitabilmente • Un orario-gare fat si crea. to in modo che le gare inizino con un intervallo • Saper diluire le gare di venta minuti-mezz’ora nel programma a seconda una dall’altra. del valore tecnico delle
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stesse. Cioè, le gare mi gliori (specie le corse) dovrebbero essere poste in programma al centro se non alla fine della riunione. Questo perché si presume una maggiore presenza di pubblico ver so la metà della riunione (specie all’estate).
© Una tempestività nel comunicare i risul tati. L’immediatezza nel subito conoscere la clas sifica, il tempo o la mi sura è necessaria per far maggiormente soffermare lo spettatore sulla gara appena vissuta, per far sì che il proprio ricordo sia più completo che mai.
© Presentare al pub blico i partecipanti ad ogni gara, con il rispet tivo numero di gara.
• Premiare sul podio alla fine di ogni gara gii atleti con cerimonie sem plici ma ricche di signi ficato. Non si dimentichi che, nella maggior parte dei casi, l’atleta gareggia solo per proprio innato amore allo siport e l’unico riconoscimento è l’applau so, generoso, del pubblico a fine gara. • Distribuire in tribu na, prima di ogni riunio ne, anche un semplice ciclostilato, con le noti zie più interessanti. Le gare In programma, i nu meri degli atleti, l’orario. • Dare prima e dopo la riunione adeguato spa zio alla stampa. Prima con comunicati continui (qualsiasi redazione di giornale se si vede giun gere uno, due, tre, dieci comunicati-stampa sullo stesso argomento, non mancherà di prenderli in considerazione ), dopo
dando i principali risul tati con brevi righe di commento tecnico. E se la riunione è importante non sarà male accompa gnare il pezzo con una fotografia. Tutto quanto sopra per cercare di formare l’atletica-spettacolo. Si dirà che tutte le riunioni che si svolgono in Italia (grandi o piccole) si muo vano secondo i crismi di cui sopra e pertanto... possiamo anche aver spre cato tempo e piombo. Non lo mettiamo mi nimamente in dubbio. Vo gliamo aggiungere però, che un conto è farle tut te quelle cose di cui so pra ma a se stanti (indi pendentemente una dal l’altra) ed un conto è svolgerle secondo un pre ciso schema, sì da amal gamarle una con l’altra. Se si arriva a questo potremo avere la famosa atletica-spettacolo. Potremo avere pubbli cizzato l’atletica; potre mo avere avuto l’orgoglio di aver fatto avvicinare il pubblico non per l’atleta o gli atleti famosi in quella gara, ma solo perché in quello stadio o campo c’è l’atletica. E forse è questo in ul tima analisi il traguardo che vogliamo prefissarci. Non mancheremo di ri tornare sull’argomento, anche allargandolo ad una analisi particolareggiata sui punti di principale in teresse. Quello che ades so chiediamo è la colla borazione di tutti coloro che operano per l’atletica presente e futura. Come già altre volte è avvenuto, apriamo sull’in tero argomento, il collo quio. ALDO CAPPELLINI
Accontatavi q««U« fi Lucia, facendola caaf dr« guardiano 4 la qwaat'aHar*. Tocca a inli»n ara «a peri alTacccaUxai, Lucia mI > ars «a'altra laccanti col dito. So cko U p dlaaa la aif*ara •filo Informato di voi «coca dalla variti i ■ : et ora odloao. In quaa rot dirci ao quarto Una domanda su qual idi aabtto: ni rtapoad
scaffale aperto a cura di Giulio Martinucci
Da molto tempo avevamo in animo di leggere per voi libri e articoli che potessero aiutarvi a svol gere sempre meglio il delicato compito di edu catori che avete generosamente accettato. Ora che la cosa si è resa possibile, siamo lieti di offrirvi dal presente numero questa nuova rubrica. Sa ranno molto graditi tutti i vostri suggerimenti.
un libro sulla società artendo da Times Square — il centro di New York — bisogna percorrere 150 chilometri prima di trovare aree non abitate. Nel 1800 solo 1’1,7% della popolazione mondiale viveva in grandi città di più di 100.000 abitanti A di stanza di un secolo e mezzo, nel 1950, 1250, tale percentuale era salita al 13,1%. A Los Angeles vi è un viale con 30.000 numeri: più una città è grande, più fa cilmente continua ad in grandirsi. Combinando le curve demografiche con quelle della concentrazione della popolazione si è po tuto calcolare che tra 40 anni vi saranno 1.500 città con più d’un milione di abi tanti... ». Cosi inizia « Mondo in trasformazione ». lì libro che raccoglie tre saggi di Antonio Grumelli sugli aspetti più interessanti del mutamenti sociali e di strut tura di cui noi consciamen te o non, siamo ad un tem po stesso testimoni ed atto ri (1). Il fenomeno dell’ingrandirsl delle città non ha solo delle conseguenze urbanisti che. Esso significa un cam biamento di abitudini, di mentalità, di valori, di ge rarchle di valori. Non si può capire l’uomo d’oggi senza uno studio attento dei pro cessi che lo hanno portalo (<: lo portano tuttora) da una società di tipo rurale, statica, tradizionale al di namismo della civiltà urba na che ormai coincide, sem plicemente, con la civiltà moderna. Né si può ragio nevolmente credere nel suc cesso di un’azione sociale (e di un’opera educativa) che non colga le dimensioni pro fonde di questa nuova real tà: l’abbandono del vecchi modelli di vita, 11 tuffo nel l’anonimato delle città, lo isolamento, il processo di ri duzione a massa, l’intensità e varietà del rapporti so ciali, 11 condizionamento culturale, il pluralismo delle idee con le innumerevoli con seguenze che ne derivano
sul piano del comportamen to umano-religioso. L’autore unisce, gì ustamente, a! saggio sull’urba nizzazione l’analisi di due altri aspetti dei mutamenti in corso: la crisi della fami glia e l’enorme sviluppo dei mezzi d’informazione La famiglia, sulla cui uni versalità come istituzione tutti concordano, non subi sce oggi una crisi esclusi vamente etica o di valori: se così fosse « basterebbe ri volgersi agli individui per
in
trasformazione
risolvere, singolarmente, ogni particolare problema fa miliare ». Vi è stato invece un mutamento delle sue fun zioni sociali che ha sposta to l’asse, e quindi l’equili brio, del suo multiforme ruo lo nella società. Centro dei fondamentali interessi dell’uomo, la fa miglia d’un tempo lo accom pagnava in tutte le vicissi tudini dell’esistenza: oggi, in vece, la funzione educa tiva della famiglia, per quan to teoricamente ribadita, è
un articolo sul tempo libero Ubaldo Scassollati : E' ancora utile CENAI? da «Tempo libero» 5, 1966
jr e istituzioni che operano in molti campi della vita colB . lettiva subiscono da due anni in Italia un processo critico di revisione, n fenomeno è positivo ma incompleto: positivo, perché sintomo di sviluppo della coscienza poli tica dei cittadini, incompleto perché l’esame che l'opi nione pubblica compie si riduce in genere alla sola con statazione della correttezza (o non) dei bilanci ammini strativi. Questo primo aspetto, anche se importantissimo, della vita di un Ente in una analisi veramente organica va integrato da due altri ordini di problemi: 1) la proporzione tra i mezzi disponibili e gli obiettivi programmatici (che incide direttamente sull’et&deivzA dell'organismo); 2) il rap porto tra la funzione attribuita e il ruolo effettivamente eser citato (che dà il senso della validità, la giustificazione della esistenza dell'organismo). « E' a questo livello soprattutto — sottolinea l'autore — che, per molte istituzioni riconosciute dal nostro ordina mento, occorre uno sforzo di chiarificazione e di ripensa mento, in rapporto alla realtà giuridica della Costituzione e ai nuovi storici bisogni dei cittadini e delle comunità. Ciò non riguarda solo l’ENAL ma, ad esempio, gli " Istituti ‘ che presiedono alla politica della gioventù e dello sport e persino quelli della sicurezza sociale... ». Una politica del «tempo libero » rivolta a tutti i citta dini non può essere lasciata né al monopolio di organi smi pubblici né alla sola competenza dell'associazionismo privato. Allo Stato occorre una strumentazione articolata che, rispettosa delle libere scelte di ogni cittadino, svolga non soltanto opera di sostegno dell'associazionismo pri vato ma anche un autentico servizio di promozione, di iniziativa, di assistenza tecnica, di preparazione di « ani matori », di sussidi, di sperimentazione di nuove tecniche e metodologie. L’ENAL che solo in parte adempie a questi compiti potrebbe trasformarsi in questo senso, risolvendo la propria crisi ed offrendo alle molteplici associazioni del tempo libero in Italia un servizio che da sole non saprebbero raggiungere.
In declino ed altre istitu zioni operano sempre più in questo campo; cosi è della funzione formativa dove 1 valori culturali prevalenti giungono, per la grande dif fusione dei mezzi di comu nicazione sociale, direttamente agli individui', cosi delle funzioni ricreativa e protettiva oggi assolte più compiutamente da altri isti tuti. Più che di un declino della famiglia dovremmo parlare propriamente, di un passag gio da un tipo ad un altro di organizzazione familiare. In un mondo dinamico dove le strutture sociali e familiari sono entrate in crisi si nota un fenomeno che diviene sempre più esi genza. L’informazione nella società d’oggi ha acquista to un ruolo preminente: se ne ha una prima idea sol che si rifletta al fatto che tutte le idee correnti in tut to Il mondo si formano at traverso 1 canali della stam pa, della radio e della te levisione D'altro canto si delinea sempre più un di ritto all’informazione come esigenza dell’uomo per po ter pienamente partecipare alla vita della società. Le conseguenze che la comples sità e la delicatezza del fe nomeno implicano toccano tutti i campi dell’esistenza umana e solo se affrontate In maniera corretta potran no significare un processo positivo di maturazione. Il libro del Grumelli chie de a tratti una forte con centrazione nella lettura ma si rivela utilissimo strumen to nell’analisi di una realtà in cui siamo inseriti e nella quale — è bene non dimen ticarlo — sono inseriti 1 giovani al quali molti di noi indirizzano un’azione educativa le cui prospettive non possono assolutamente prescindere da questa mul tiforme, dinamica realtà. (1) Antonio OrwnelU, « Mo» do in trasformazione » » Urbanizzaalona, famigli*. informa zione - Roma. AVE (Collana Minima n. >1) p. 113. L. 4M.
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oooooooooooooooo addetti stampa
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I nostri Addetti Stampa hanno tutto il diritto di protestare. Gli abbiamo ri petutamente promesso con sigli, suggerimenti e perfino un sussido speciale, ma fino ad oggi nulla o quasi han no visto o ricevuto. In ve rità lo speciale sussidio, an nunciato come « Vademecum dell’Addetto Stampa » è sta to già preparato da un no stro collaboratore; è sol tanto per una questione di programmi editoriali (e fi nanziari, naturalmente! ) se non è stato ancora pubbli cato e non potrà esserlo nell'immediato futuro. A ri prova della nostra buona disposizione e per compen sare in parte alla mancata promessa, stralciamo d a l dattiloscritto alcune pagine di più immediato interesse e le verremo pubblicando sui numeri pari del nostro giornale. Cominciamo d a questo numero dedicando la scheda qui accanto ad al cune nozioni e disposizioni legislative sulle stampe e gli stampati, limitandoci per questa volta a quelli di ca rattere non periodico. Ma prima, non sarà male rifare insieme qualche riflessione di carattere generale. Non si discute più, ormai, la necessità di utilizzare, an che in seno ai nostri Comi tati e alle nostre Società, i mezzi di comunicazione so ciale (si dice cosi, mi pare). Da questa indiscutibile pre messa molti, e in particolare gli Addetti Stampa, sono portati, anzi sono tentati, a trarre conseguenze se non altro azzardate. La nostra opinione ( possiamo anche sbagliare) è che il primo compito di un Addetto Stam pa non sia tanto quello di crearsi un proprio (non c'è malizia in questo possessi vo) strumento di comunica zione quanto invece di sfrut tare abilmente (e neppure qui c'è malizia) quelli che già esistono. Ce ne sono tanti, forse troppi, in Italia! Si obietta: ma gli altri non s'interessano alle no stre attività giovanili. C’è senza dubbio un fondo di verità. Fa parte del costu me (o malcostume) sporti vo nazionale al quale la stampa docilmente si ade gua. Ma l'esperienza di mostra che un’azione pa ziente e intelligente di con vincimento e di penetra zione riesce sempre ad ot tenere buoni risultati. Un suggerimento pratico al ri guardo. Quando ogni vostra iniziativa personale o anche di altri dirigenti sia misera mente fallita, fate indi rizzare dai vostri atleti e dai loro genitori una nu trita « raffica » di proteste e di richieste alla direzione del giornale incriminato. Vi garantiamo un successo qua si assoluto (sperimentato). Naturalmente U discorso non finisce qui, ma lo spa zio si, per questa volta.
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schede didattiche
le stampe non periodiche he cosa s’intende per «stampa» o «stampato»? L’art. 1 del la legge 8 febbraio 1948 n. 47 li definisce così; «Sono considerate stampe o stampati tutte le ripro duzioni tipografiche o comunque ottenute con mezzi meccanici o fisico - chimici, in qualsiasi modo destinate alla pubblicazione ». Chiaro quindi che non può consi derarsi « stampa » o « stampato » il manoscritto anche se destinato alla pubblicazione, o la riproduzione meccanica e fisico-chimica quando non sia destinata alla pubblicazione. La legge non sottopone tutti gli stampati alla medesima disciplina, distinguendo tra stampe periodiche e non periodiche. La distinzione tra le due e la se guente: « Sono stampe periodiche quelle che si pubblicano con un in tervallo non eccedente i 6 mesi fra un numero e l’altro con lo stesso titolo, non costituiscono opere de terminate, sono sottoposte alle spe ciali disposizioni della legge sulla stampa e sono tali da poter durare indefinitamente con contenuto di verso da un numero all’altro. So no stampe non periodiche tutte quelle non ammesse come periodi che, anche se pubblicate per di spense ed in associazione». (Codice postale e delle comunicazioni, Re golamentò di esecuzione dei tito li I e II del Libro I). Nella definizione di stampa non periodica, rientrano tutte le pubbli cazioni a carattere episodico desti-
Questa « scheda didattiche > varranno pubblicata quindicinalmente e offriranno concreti spunti per la vita delle nostra sodati.
nate alla divulgazione: libri, opu cpu- scoli,circolari, réclames, comunica zioni, numeri unici, manifesti, ecc. Gli Addetti Stampa possono pre parare. quindi, circolari, réclames, comunicazioni, numeri unici e ma nifesti, senza soggiacere alle nor me di legge relative alla stampa periodica. Devono però essere ri spettate le norme relative alle in dicazioni richieste per ogni specie di stampati, e cioè luogo della pub blicazione, nome e domicilio dello stampatore, nome e domicilio del l’editore. In concreto dunque, nel caso che circolari, opuscoli pubblicitari, co municazioni, numeri unici, manife sti. ecc. siano stampati da un ti pografo questi deve attenersi alle disposizioni del Decreto Legge 1 agosto 1945 n. 660 sulla consegna dei quattro esemplari alla Prefettu ra. Nel caso, invece, che. quanto detto sia riprodotto al ciclostile ciò non é richiesto. Concludiamo, per questa volta, ri cordando che le norme dell’art. 113, del Testo Unico di Pubblica Sicu rezza, che vietava la distribuzione pubblica e la pubblica affissione di stampati, scritti o disegni senza preventiva licenza dell’Autorità di Pubblica Sicurezza, sono state di chiarate costituzionalmente illegit time dalla Corte Costituzionale con sentenza 5 giugno 1956. Per questa volta facciamo punto qui. Proseguiremo in seguito par lando delle stampe periodiche e lo argomento si farà più complesso e interessante.
parliamone insieme
superare urna scuola seduta '[17’orse quando pensiamo ad un maestro o ad un professore, immedia tamente si presentano nel la nostra mente le im magini della cattedra, del registro, delle interroga zioni, dei voti. Diamo pure per scontato che questi elementi sono stati quelli che spesso maggiormente ci hanno colpito nella no stra esperienza scolastica. Ma, se riflettiamo un po’, ecco che si delinea la fi gura di qualche particolare insegnante, di qualche adulto che ha avuto una singolare importanza nel la nostra fanciullezza o giovinezza. Qualcuno che ha saputo esserci amico, qualcuno che ammirava mo per le sue qualità, per il suo « stile » di vita, qual cuno che ci ha aiutato a superare determinate dif ficoltà, a rispondere a cer ti problemi, a darci l’esem pio nel percorrere una cer ta strada. Allora è facile vedere come siano stati questi ultimi ad avere un note vole posto nella nostra vita e in quelle che sono state le decisioni princi pali. Nella coscienza degli uomini d’oggi va sempre più diffondendosi la con sapevolezza che non può esservi rapporto educativo, se ci si ferma alla vec chia realtà di una « scuo la seduta » dove c’è qual cuno che parla e molti che ascoltano, dove i ra gazzi sono considerati co me recipienti da riempire, delle tele su cui tutto si può scrivere, degli ele menti passivi nel processo della loro crescita. Da una scuola « seduta » •si passa ad una scuola « attiva », dove ciascuno ha un suo ruolo da occu pare, dove l’adulto è al servizio di uno «sviluppo che non avviene nono stante il ragazzo, ma che solo nella sua progressiva consapevolezza e collabo razione si realizza. Tutto questo acquista un grande valore nel tentati vo «di 'delincare sempre meglio quale debba essere il tessuto connettivo dei rapporti interpersonali al-
l’interno di una società sportiva. Ci sono degli adulti o dei giovani (<i dirigenti, cioè 1 « maestri » di cui parlavamo la volta scor sa) che si mettono volon tariamente al servizio di altri giovani, dii ragazzi per una seria attività sportiva: come può non nascere un dialogo? ma che tipo di dialogo? quale scambio? quali contenuti avrà questo stare insieme, questo allenarsi, questo gareggiare? soprattutto: quale sarà l’atteggiamento dei dirigenti?
O II dirigente è colui che propone ai giovani una se rie di valori, un modo di vivere, una interpretazio ne dello sport che insieme praticano. Se il dirigente ha già maturato un senso della esistenza ed una precisa visione delle cose, non gli sarà difficile diventare ca pace di questa proposta. Non c’è tanto bisogno di altoparlanti, quanto di co loro che con la loro vita, con le azioni di ogni gior no sappiano avviare un colloquio educativo. E’ chiaro che, perché ci possa essere una proposta efficace, occorre un clima
di libertà: del resto si so no mai potute imporre delle idee, si è mai potuta imporre una « conversio ne » a un determinato modo di vivere? © Ma il dirigente è an che colui che, consapevol mente, si carica della re sponsabilità di avviare ad un'esperienza di questa proposta. Molto spesso, oggi, né l’autorità di chi comanda, né la logica di un ragio namento convincono i gio vani ad orientarsi in un certo modo, ad evitare certi atteggiamenti. Solo chi riesce a mettersi al loro fianco ed a percorrere con loro la « strada » acquista la possibilità di essere ascoltato. Vogliono provare, non si fidano delle parole, voglio no avere anche la possi bilità di sbagliare. Solo chi, essendo «uo mo » fino in fondo e pro ponendo questa maturità umana, li guida in una esperienza concreta, in realtà li educa. La guida nell’esperienza non suppone una docilità inerte da parte dei giova ni, ma un impegno che man mano crescerà fino a diventare autonomia.
e Sarebbe interessante esaminare, a questo punto, quali proposte concreta mente e dettagliatamente sia necessario e opportuno fare nelle nostre società sportive ai ragazzi ed ai giovani che per mesi e per anni le frequentano. Non è forse vero che troppo spesso anche una lunga presenza nelle nostr'e so cietà rimane senza eco? Non è vero che spesso cl accontentiamo di fòmi te un ambiente « sane » (almeno così lo riteniamo noi) che poi risulta essere fatto di... campi sportivi anche eccellenti, di buone tute, e di... vicinanza geo grafica ad un campanile e non di rapporti umani che facciano crescere e maturare? Perché non si può solo far giocare o, almeno, non si può solo far giocare senza far scoprire il valo re dello sport per l’uomo, il valore della tecnica sportiva, il valore del rap porto tra uomini che fan no sport in una stéssa squadra... E non si può di menticare che lo sport non è che una « tessera » nel mosaico della vita di un uomo. Di questi contenuti ten teremo di parlare insieme In un prossimo incontro. GIANNI
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-w-k er giocare a pallone elastico non occorroJ- no molte cose. Basta avere a disposizione un qualsiasi campo di calcio. Infatti le misure valide per il pallone elastico sono: lunghezza metri 80 mini mo (metri 90 massimo); larghezza metri 14 minimo (metri 20 massimo). Nei quattro vertici degli ango li di questo rettangolo di gioco vanno piazzate quat tro antenne (o aste di fer ro o di legno) alte almeno 6 metri sormontate da una bandierina. Questo tipo di campo è chiamato « alla lizza» ed è il più facile da realizzare perché non prevede il cosidetto muro di appoggio (alto diversi metri e posto lungo un la to longitudinale). Le squadre sono compo ste di quattro giocatori (ma nella categoria «ama tori» le gare possono ini ziare anche con soli tre giocatori): ' un battitore (che è il perno della squa dra), una spalla e due ter zini. Non sono ammesse sostituzioni di giocatori. Il pallone elastico, affi ne al tennis, se ne discosta in molti particolari. Innanzitutto esiste una sola area di battuta che fa parte del campo stesso ed é larga 4 metri e lunga 15 metri (categorie « ra gazzi » e «pulcini») op pure 10 metri (categoria «amatori»). Il gioco inizia con il sorteggio. Chi è favorito dalla sorte ha diritto a scegliere di andare in bat tuta o in rimessa (cioè ricezione e « ricaccio » del pallone). Ovviamente avendo un forte battitore è preferibile andare in battuta. Il battitore è sempre lo stesso giocatore, che, al zando verso l’alto il pallo ne con una mano (prefe ribilmente la sinistra), lo colpisce poi con il pugno (preferibilmente destro e comunque diverso dalla mano che ha lanciato in alto la palla). Quest’azio ne va effettuata nell’appo sita ansa di battuta già descritta, In ogni caso per battere - occorre sempre attendere il fischio del l’arbitro (come nella pal lavolo). Il battitore non può, prima di effettuare la battuta, sorpassare le linee delimitanti il ret tangolo (o area) di bat tuta. Quando egli com-
attrezzature
mette per tre volte tale infrazione l’arbitro asse gnerà un « 15 » alla squa dra avversaria. Che cos’è questo « 15 »? E’ lo stesso termine usa to nel tennis. Infatti il « gioco » è composto di quattro punti o « quindi ci » (quindici, trenta, quaranta, gioco), Ogni partita termina quando una squadra ha vinto 5 giochi (categoria «pulci ni») oppure 7 giochi (ca tegoria « ragazzi ») oppu re 9 giochi (categoria « amatori »). Allorquando in un gio co le due squadre si tro vano a quaranta pari, per vincere occorre segnare due punti («quindici») consecutivi, cioè raggiun gere un vantaggio di due punti sugli avversari. Per intenderci meglio, chiameremo punto quello che in linguaggio tecnico è detto « quindici ». E ritorniamo alla bat tuta. Diremo subito che il pallone ha un certo peso (categ. « pulcini »: gr. 150; cat. «ragazzi» gr. 175-185; cat. «amatori» g. 185-195). Pertanto per colpire il pallone occorre fasciare le mani con pelle, cuoio o gomma, fettuccia di stof fa o di corda, comunque mal superiore allo spesso re di 5 millimetri. Sono però esclusi dalla fascia tura oggetti metallici di ogni genere, materie pla stiche e nastri adesivi. Sia nella battuta che nelle altre azioni di gioco il pal lone può essere colpito da una sola mano altrimen ti vi è infrazione e punto agli avversari; inoltre la superficie sia del pugno che della palla deve essere asciutta e pulita. Sulla battuta il pallo ne deve essere inviato di rettamente ( cioè senza battere a terra) oltre la linea mediana e nella me tà campo avversaria (cioè della squadra che si trova in rimessa o ricezione). In caso contrario la squadra ricevente conquista un punto. Comincia cosi il « batti e ribatti » fra le due squa dre. Il pallone può essere colpito a volo o dopo aver battuto a terra la prima volta (cioè di primo bal zo). A questo punto entra in ballo il famoso sistema delle « cacce ».
Infatti in ogni azione di gioco se il pallone esce dalle linee laterali a volo (cioè senza essere respin to dalla squadra avversa ria e senza aver prima toccato terra) vi è un fal lo: cosi la squadra che ha colpito per ultima il pal lone fa guadagnare alla avversaria un punto. Però, se il pallone non esce a volo dalle linee la terali e non viene respin to sempre a volo o dopo aver toccato terra per la prima volta, ma viene fermato (cioè completa mente « tenuto » senza che possa continuare la sua corsa) prima che sor passi la linea di fondo campo, allora viene se gnata una «caccia» lun go una delle linee latera li e perpendicolarmente al punto in cui il pallone è stato fermato. Per se gnare la caccia basta che un collaboratore dell’arbi tro fuori dal campo e lungo una delle linee la terali fissi a terra una banderuola o altro segna le ben visibile. Quando una squadra segna un punto o una caccia si ricomincia a gio care con una nuova bat tuta. Quando però durante uno stesso gioco una squadra segna due cac ce (o anche una sola in caso di parità a « 40 », dove occorrono due punti di vantaggio 'per vincere il gioco) si effettua il cam bio di battuta e la squa dra che ora alla rimessa passa alla battuta e vice versa. Naturalmente quando viene segnata una caccia non si dà il punto. Invece se una squadra riesce a fermare (cioè te nere definitivamente) il pallone oltre il segno del la caccia, e precisamente in un punto che si trovi più verso la linea di ton do della squadra avver saria, allora la caccia sa rà assegnata, verrà tolto il segnale messo in pre cedenza e per di più sarà conteggiato un punto in favore della squadra che ha fermato il pallone. Assegnate le cacce le squadre non cambiano campo, perché questo av viene solo quando si se gnano altre due cacce (o anche una sola caccia a « 40 » pari). In definitiva segnare
a un solo campo di calcio 8
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lì Pallone Elastico è uno degli s ha diritto, di tanto in tanto, ad i diffuso, come è noto, soprattutto che va dalla Valle d’Aosta a Tre passione venga praticato e segu visione ha recentemente e brillar bra quindi giusto ed utile offrire di questo sport che potrà essere cesso e soddisfazione, particola:
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ti praticati dal CSI e come tale conveniente trattazione. Esso è I la fascia settentrionale d’Italia ; ed è noto, anche, con quanta «dagli spettatori, come la Teleleente messo in evidenza. Ci semnostri dirigenti una panoramica liticato e propagandato con sucinte nelle zone sopra indicate.
elastico pori facile
una caccia non dà diritto al punto, ma, tutt’al più, al cambio di battuta solo nel caso di parità a « 40 » già detta; segnare due cacce sempre durante lo stesso gioco dà diritto sen z’altro al cambio di bat tuta, ma non al punto, che vien dato solo quando una caccia viene assegna ta (cioè viene « conqui stata» avendo fermato il pallone oltre il segnale e più verso la linea di fon do avversaria). Se il pallone esce da una linea laterale, dopo aver toccato terra per la prima volta senza essere ricacciato o dopo aver già toccato terra per due volte, la « caccia » viene segnata nel punto dove il pallone ha tagliato la li nea stessa. Vediamo ora gli altri falli (oltre quelli già det ti) che danno un punto all’avversario: — quando il pallone tocca, a volo o dopo il primo balzo a terra, la persona del giocatore e 1 suoi indumenti (esclusi ovviamente il pugno e lo avambraccio anche se quest’ultimo coperto da indumenti ) ; — quando il pallone é toccato più di una volta da uno stesso giocatore oppure consecutivamente da due giocatori della stessa squadra; — quando il pallone viene «accompagnato» dalla mano; — quando il pallone colpisce le antenne poste agli angoli; — quando il pallone viene trattenuto tra la mano ed il terreno. Quando poi si batte il pallone senza attendere il fischio dell’arbitro la bat tuta si ripete. Così pure le prime due volte che il battitore sorpassa le linee delimitanti il rettangolo di battuta (ma alla terza c’è fallo). Il regolamento tecnico prevede molte altre nor me più o meno importan ti, ma per questo ci si può rivolgere alla Com missione Tecnica Nazio nale Pallone Elastico Corso Garibaldi, 26 - To rino, che prowederà ad inviare l’agile opuscoloregolamento. Concludendo, non c’è paura di affermare cì>e non dovrebbe essere poi tanto difficile iniziare la
attività pallonistica anche in altre zone, soprattutto al sud, oltre che in Pie monte, Liguria e Lombar dia. In fondo il campo lo si trova dappertutto, giac ché il pallone elastico lo si può giocare anche in piazza (anzi esistono an che delle norme in meri to che indicano come re golarsi nei casi specifici, quando ad esempio il pallone batte contro un balcone, o un lampione o altro ostacolo). Le quattro aste di 6 me tri possono forse essere una difficoltà, ma per ini ziare non è assolutamente obbligatorio che siano di quest’altezza. Non occorrono indu menti particolari: basta no 1 comuni pantaloni che s’indossano ogni gior no ed ima magliettina con maniche corte. Per la fasciatura delle mani non è certo un gros so problema procurarsi dei ritagli di stoffa. Il pallone viene fornito ■ dalla Federazione Italia na Pallone Elastico (FI PE - Piazza Europa, 8 " Cuneo) che lo Invia a tutti quelli che ne fanno richiesta. Che cosa ci vuole anco ra? Niente! La solita, no ta e immancabile buona volontà dei dirigenti CSI. a cura di P. GAVEGLIO e R. CIPRIANI
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Area di gioco Nel disegno qui accanto è rap presentato un « Campo alla Liz za». cioè senza muro e rete di appoggio, valido per le tre ca tegorie dell’attività CSI: Pul cini, Ragazzi ed Amatori. Area di gioco (compresa nel perimetro Indicato dalle lettere A-B-D-C) : lunghezza (A-C) me tri 90 per la categoria Amatori, mt. 80 per la categoria Ragazzi e Pulcini; larghezza (A-B) me tri 20 per la categoria Amatori, mt. 14 per le categorie Ragazzi e Pulcini. Area di battuta (compresa nel perimetro Indicato dalle let tere G-H-D-I) : lunghezza (G-I) mt. 15 per le categorie Ragazzi e Pulcini, mt. 10 per la cate goria Amatori; larghezza (G-H) metri 4. Sugli angoli A-B-C-D vanno poste delle aste sormontate da bandierine per una visibile de limitazione dell’area di gioco. L’area di gioco è suddivisa in due parti da una linea (E-F) detta « linea mediana »; le altre due linee di fondo si chiamano ♦ linea di fondo campo-rimes sa » (A-B) e «linea di fondo campo-battuta » (C-D). Le li nee A-C e B-D, si chiamano «linee laterali».
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z-'i tiamo per affrontare con la fattiva coliaborazione della periferia, imo dei traguardi organizzativi più importanti ed impegna tivi dell’anno, precisamente la preparazione dei prossi mi « Campi Scuola Nazio nali per allievi allenatori ». La Presidenza Nazionale, sempre più consapevole del la validità di questa im portante iniziativa, si è riu nita più volte per trattare diffusamente tutta l’impo stazione dei campi stessi e ha dato incarico alla Com missione di Studio di rive derne l’intera fonnula di svolgimento allo scopo di rendere i Campi Scuola sempre più rispondenti alla loro finalità. Alla riunione tenuta a Roma il 7 maggio u.s. erano stati anche in vitati alcuni esperti che hanno portato la loro espe rienza personale. E’ stata quindi ribadita l’esigenza che 1 Campi Scuo la Nazionali debbano avere una caratterizzazione preci sa e servire ad un preciso scopo nell’organizzazione. E’ sembrato utile sottolineare come la formula nei Campi Scuola per Allievi Allena tori (o per Direttori Spor tivi per l’atletica leggera) sia quella ancor oggi più rispondente alle esigenze; cioè mentre da una parte abilita 1 giovani parteci panti a svolgere precisi com piti nell’ambito sportivo e del CSI, dall’altra tutto ciò si realizza nel persegui mento di un preciso scopo (la qualifica finale) che per mette di dare un adeguato indirizzo al corso impe gnando a fondo, sia dal punto di vista atletico che morale, 1 giovani. Inoltre, sentita sempre più l’esigen za di qualificare anche le nostre commissioni tecniche di Comitato, 1 Campi Scuo la Nazionali, attraverso i corsi specializzati, daranno
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la possibilità ai Comitati periferici di assicurarsi dei quadri tecnici (e non solo tali) efficienti. Da tutto quanto si è fin qui detto appare evidente che ogni Comitato deve preoccuparsi con attenzione della selezione degli elemen ti ritenuti più idonei e che diano tutte le garanzie di impegno e di continuità in prosieguo di tempo. La brevità della durata, la serietà e la sobrietà del programma, la notevole at tività fisica, la « proposta » religiosa ed educativa dei campi ci impongono per tanto di inviare giovani co scienti del gravoso compito che li attende, umanamente dotati, volenterosi, aippasstonati, fisicamente a po sto, con una certa sensi bilità educativa non di sgiunta da un’adeguata vita religiosa. E’ sempre bene precisare che i Campi Scuo la sono una vera scuola e come tale vanno inter pretati. La Presidenza Na zionale confida quindi pie namente nel prezioso aiuto dei dirigenti periferici per la felice realizzazione di questa esperienza. I corsi di specializzazione quest’anno saranno i se guenti: a) Direttori Sportivi di atletica leggera; b) Alllevi-Alienatori di pallacanestro; c) Aspiranti-Allenatori di pallavolo; d) Allievi-Allenatori di nuoto (corso limitato al Campo del Nord pur aven do carattere nazionale). Ogni Campo Scuola avrà la durata di 10 giorni e comprenderà due periodi: il primo a carattere prepara torio della durata di cin que giorni ed il secondo di specializzazione. Alla fine del primo periodo 1 candi-
dati che non saranno rite nuti idonei alla specializ zazione saranno dimessi dal campo. Il Corso per allievi alle natori di pallacanestro si svolgerà solo a Celana non potendo disporre prima del 1. agosto degli istruttori fe derali perché impegnati in un corso nazionale di ag giornamento. Per la parte cipazione degli elementi pro venienti dalle regioni del meridione verranno quindi concesse delle agevolazioni particolari. Il Campo Scuola di Acer no avrà quindi un maggior numero di posti per la pal lavolo e ['atletica leggera I partecipanti al corsi di atletica leggera, pallacane stro, pallavolo e nuoto, se riconosciuti idonei dalle commissioni esaminatrici ac quisiranno il titolo federale relativo. Tutti coloro che hanno già preso parte a Campi Scuola Nazionali, abilitati o meno, potranno essere nuo vamente ammessi ai Corsi, e, giudizio insindacabile di questa Presidenza Naziona le, e se abilitati, per altra disciplina sportiva. Comun que uno stesso elemento po trà partecipare al massimo a due Campi Scuola Na zionali. Ogni Unione o Gruppo __ non potrà iscri Sportivo vere più di un proprio can didato a ciascun Corso di Specializzazione. DATE E LOCALITÀ’ DI EFFETTUAZIONE Campo Sud - Ad Acerno (Salerno) Villaggio C.T.G. dal 20 al 30 luglio; per 1 candidati delle seguenti re gioni: Abruzzi e Molise, Ca labria, Campania, Lazio, Lu cania, Marche, Puglia, Sar degna, Sicilia, Toscana, Um bria. Posti a disposizione: 125.
Campo Nord - A Celana (Bergamo) Collegio Convitto S. Carlo - dal 2 al 12 ago sto per 1 candidati delle seguenti regioni; Emilia-Ro magna. Friuli, Venezia-Giulia, Liguria, Lombardia, Pie monte, Trentino-Alto Adige, Veneto e i candidati per il Corso di pallacanestro e di nuoto delle altre regioni del Centro-Sud. Posti a disposizione: 185.
CONDIZIONI DI AMMISSIONE Per essere ammessi ai Campi Scuola Nazionali i candidati dovranno aver compiuto o compiere nell'anno 1 18 anni per il nuoto, la pallacanestro e la pallavolo e i 20 anni per l’atletica leggera.
CAMPI REGIONALI E INTERPROVINCIALI Si stanno altresì organiz zando in diverse regioni 1 campi provinciali e interpro vinciali: per questi campi la Presidenza Nazionale predi sporrà un piano di inte grazione di carattere econo mico, oltre naturalmente la edizione di un particolare sussidio che, come gli altri armi, potrà essere consegna to agli allievi e diventare cosi una guida per il campo e una fonte di sussidi. Il fascicolo « DIRIGENTI » comprenderà lo schema dei nove incontri e la traccia per alcune discussioni di grup po. Dopo ogni incontro vi saranno alcune pagine per appunti e ima ricca appen dice organizzativa, tecnica e storica completerà il sus sidio. E’ necessario che coloro che hanno programmato campi-scuola ne diano im mediata comunicazione alla Presidenza Nazionale, per po ter usufruire del sussidi e partecipare delle facilitazioni economiche in programma.
i comunicati dalla Direzione Tecnica Nazionale COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE GIUOCO CALCIO
COMUNICATO UFFICIALE N. 38 Foligno: riunione del 1-6-1966. Presenti : Dattilo, Bernini, D'Aquino, Incantalupo, Manfredi, Matteucci, Raimondi, Savio; il rappresentante della F.I.G.C., .Ia cinto.
FINALI NAZIONALI CAMPIONATO JUNIORES
Omologazione risultati QUARTI DI FINALE ■ Gare del 30-5-1966: U.S. Virtus (Campo basso) - G.S. Sinnai (Cagliari) 5 - 1 ; U.S. Fiumeter (Verona) U.S. Vigor (Benevento) 3-0; U.S. H.P.SR. (Siracusa) -• u.s. I.A.C.P. (Mantova) 2-1; U.S. I.F.O. di Cividale (Udine): Riposo.
SEMIFINALI - Gare del 31 mag gio 1966: U.S. Fiumeter (Verona) - U.S. Virtus (Campobasso) 1-0; U.S. H.P.SR. (Siracusa) - U.S. I.F.O. di Cividale 3-0. FINALE - Gara del 2-6-1966: U.S. Fiumeter (Verona) - U.S. H.P.SR. (Siracusa) 1 - 0.
Proclamazione Unione Sportiva Campione d'Italia del C.S.I. 1965-66 A seguito dei risultati conse guiti in Foligno l'U.S. Fiumeter di Verona viene ufficialmente proclamata Campione dìtalia del C.S.I. — Categoria Juniores — per la stagione 1965-66. Alla squadra neo Campione le felicitazioni più vive della Com missione Nazionale Giuoco Calcio per la brillante affermazione con seguita. Alle altre finaliste il plauso per I risultati ottenuti.
Ringraziamenti Alla chiusura della stagione cal cistica questa Commissione rivol ge il più vivo ringraziamento alla Presidenza Nazionale del C.S.I. per la proficua assistenza morale e per la fiducia dimostrata in ogni circostanza. Si rivolge un sentito ringrazia mento alla Federazione Italiana Giuoco Calcio per l'eccellente collaborazione offerta sia in sede nazionale che in periferia. Si ringrazia la Presidenza dell'A.I.A.-S.A. per la collaborazione tecnica dei propri rappresentanti in seno alla Commissione Nazio nale e in tutte le Commissioni Provinciali. Nella circostanza si rivolgono sentiti ringraziamenti al Comitato di Foligno per l'organizzazione delle Finali del Campionato Na zionale. A conclusione della stagione calcistica questa Commissione in via un riconoscente saluto a tutte le Commissioni Provinciali e Re gionali per il proficuo lavoro svol to durante tutto l’anno calcistico. Un particolare ringraziamento ai Consigli Direttivi dei Gruppi Arbitrali del C.S.I. ed un cordiale saluto ed un ringraziamento a tutti i Direttori di gara del Cen tro Sportivo Italiano che così vi vamente hanno collaborato duran te la stagione calcistica testé con clusa. Infine desideriamo esprimere la nostra gratitudine alle Unioni Sportive ed agli atleti artefici del ie affermazioni calcistiche del C.S.I.
IL SEGRETARIO
RENATO BERNINI IL PRESIDENTE
GENEROSO
DATTILO
COMUNICATO UFFICIALE N. 39 RECLAMI U.S. Efisio Corona di Tempio avverso delibera della Commissio ne Zonale Calcio di Tempio - ga ra U.S. Efisio Corona - U.S. S. Teresa del 17-4-1966.
— Esaminati gli atti ufficiali ; — stabilito che la Commissio ne di prima istanza dava partita perduta alla reclamante perché non si presentava in campo per la indisponibilità del campo di giuoco ;
— asserisce la Commissione di prima istanza che la reclamante ■— squadra ospitante — ha co municato la indisponibilità del campo fuori termini regolamen tari non riconoscendo i motivi di forza maggiore edotti dalla recla mante ,-
— dalla documentazione in atti risulta una dichiarazione del Sindaco di La Maddalena nella quale si dichiara che il giorno 17-4 il campo comunale era in disponibile per manutenzione e che la relativa comunicazione era stata data il giorno precedente alla U.S. Efisio Corona; — in base alla dichiarazione ufficiale di cui sopra questa Com missione Nazionale — riconosciu ta la causa di forza maggiore — ha deliberato :
— di accogliere il reclamo dell'U.S. Efisio Corona ordinando lo svolgimento della gara emargi nata.
— Si restituisca clamo.
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DOPPIO TESSERAMENTO F.I.G.C.-C.S.I. La Commissione Tesseramenti, Licenze e Trasferimenti della F.I.G.C., riunitasi in data 4-6-66, con l'intervento del rappresentan te del C.S.I., ha deliberato quan to appresso : Annullamento tesseramenti CSI ai seguenti giuocatori che rimangonó vincolati alla F.I.G.C. per le Società a fianco di ciascuno in dicate : Biroli Stefano a favore dell'U.S. Barriera Nizza (Torino); Colombi Luciano (C.S.I. Milano): rimane vincolato per l'U.S. Sita Sant'Agostino. La Commissione Tesseramenti, Licenze e Trasferimenti della F.I.G.C. ha inoltre annullato sia il tesseramento C.S.I. che quello federale ai sottoelencati giocatori : Braghirolo Sergio e Pizzamiglio Tonino, tesserati entrambi al C.S.I. per t'U.S. Splendor di Mantova e F.I.G.C. per l'U.S. Soave di Man tova ; Varricchio Angelo, tessera to, C.S.I. per l'U.S. Le Grazie di Benevento e F.I.G.C. per l'A.S. Fragnito di Benevento.
APPROVAZIONE REGOLAMENTI TORNEI TORINO : Torneo < Pro Orio » cat. A.R. (C.R. Piemontese) ; VERCELLI : Torneo notturno di Arborio cat. A.R. (C.R. Plemon-
tese); ASTI: Tomeo notturno < VI Trofeo San D. Savio » cat. giovanissimi (C.R. Piemontese); TORINO: 1° Torneo Serale G. Barberini cat. Dilettanti (C.R. Pie montese); Torneo Serale Amato ri Calcio zona di Leyni cat. A.R. (C.R. Piemontese); FAENZA: 3° Torneo notturno « Città di Riolo Terme », 2° Torneo Notturno « Coppa del Ventennale di Fon dazione » ; Coppa Città di Castelbolognese. Coppa Biancanigo; BERGAMO : Tornei Estivi : « Gio vanni Mantecca », * Castellese », 9° Torneo Notturno di Verdello, Torneo Notturno di Ghisalba; 1” Trofeo del Campanile, cat. Ragaz zi e Liberi; Vili Torneo Nottur no * 3° Trofeo Amaro 18 Isola bella »; 2° Trofeo Albergoni; 1° Trofeo Presolana Gran Liquor; 14" Trofeo della Gioventù; Tro feo Aw. Gino Rota ( con precisa zione età massima dei giocatori ) ; BRESCIA : Torneo Primavera ; Tor neo Notturno * Armanno Favaili » ; 5° Torneo Notturno Estivo Capodi monte 1966; Torneo Not turno Oratorio Buffalora ; NOTO : Torneo Ricreativo di Avola ( pre vio accordo F.I.G.C. locale); POZ ZUOLI: Torneo dei Bar (previo accordo F.I.G.C. locale); VASTO: Torneo Estivo di A.R. (con preci sazione minimo età partecipan ti); TREVISO: Trofeo Blu; CRE MONA : Torneo Notturno « Martignana Po » ; Torneo Notturno < Soncino » (S. Paolo); COMO: VII Torneo Serale Oratorio di Ca piago; Torneo Oratorio G.S. Astro di Olgiate; Torneo G.S. La Fiac cola di Portichetto; Torneo G.S. Miani di Como,- Torneo U.S. Rovellasca ; Torneo Oratorio Cadorago,- Torneo G.S. Lino Redaelli di Dongo,- Torneo Vigor-Grandate; MANTOVA: Torneo Notturno, org. U.S. Stradella; Torneo Not turno org. U.S. Villastrada (con precisazione età massima gioca tori ),- Torneo Notturno, org. A.C. Marcaria; VERONA: 6° Trofeo Meccanica Piccolboni, org. U.S. Stella Azzurra; NOTO: Torneo di Modica; Trofeo Blu; VITTORIO VENETO: Trofeo Frane De Gregori ( previo accordo rappresentanti F.I.G.C. locali); Torneo Giovanis simi (con aggiunte); MANTOVA: Torneo Notturno, org. U.S. Caz zuole ; PARMA : Coppa Castelponte, cat. Amatori; TARQUINIA: Trofeo Blu (con aggiunta età gio catori ),- MASSA: Torneo 1* Cop pa Madonna dei Quercioli, cat. giovanissimi (con suddivisione in due categ. età giocatori); TARAN TO: Coppa SS. Crocifisso (previo accordo F.I.G.C. locale); ROVI GO: Tomeo di Frassinelle: VI CENZA : Torneo Primaverile, org. G. S.- Excelsior (precisando età minima partecipanti); CESENA ln Coppa Primavera; LODI: Tor neo Notturno a 6 giocatori org. Poi. Oratoriana; BRESCIA: Tor neo delle contrade Città di Bre scia ,- 7“ Ediz. Torneo Notturno a 6 giocatori, org. Oratorio di Gardone; Torneo Notturno, org. U.S. Don Bosco di Vobarno,- FIDENZA: 2° Torneo Notturno dei Bar; FER RARA : Coppa Marcozzi ; Coppa S. Giuseppe e 2a Coppa Primave ra; PAVIA: 3° Torneo S. Ales sandro, org. U.S. Sairanese; Tro feo Pepsi Cola, org. U.S. S. Gior gio di Gropello; àLBENGA: Tro-
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r feo Regina Mundi ( con impegno completa osservanza delle norme di A.R.); PAVIA: 6’ Coppa Ora torio S. Giuseppe, org. U.S. Sancristinese; TEMPIO: Torneo Ricreativo Città di Ozieri.
OMOLOGAZIONE RISULTATI CAMPIONATI PROVINCIALI TORINO: cat. Dilettanti, vincente U.S. S. Marco di Torino (C.R. Piemontese); FERRARA: ca tegoria Allievi, vincente U.S. C.S.I. Cesta,- Bari: cat. Allievi, vincente Il G.S. Redentore; PARMA: cate goria Allievi, vincente U.S. Auro ra; PIACENZA: cat. Allievi, vin cente il G.S. Sambri A.; UDINE: cat. Allievi, vincente U.S. Feletto; R. EMILIA: cat. Allievi, vincente U.S. Cadelbosco (Zona di Bagno lo in Piano); ROMA: cat. Allie vi, vincente U.S. Don Bosco; categoria Dilettanti, vincente U.S. Paparelli.
OMOLOGAZIONE RISULTATI TORNEI FOSSANO : Torneo Giovanissi mi, vinto dal G.S. Asbor (C.R. Piemontese); CARPI: Torneo Gio vanissimi, vinto dall'U.S. Univer sa!.
RATIFICA COMMISSIONI CALCIO PROVINCIALI ACIREALE) Presidente: Rosario Micalizzi ; Segretario : Rosario SciutO; Componenti: G. Santangelo, R. Longo, R. Gangemi.
NOMINA ARBITRI TORINO : Bertodo Rolando, Lesqa Ermanno, Damiani Luciano, Damiani Nlco, Blanc Luciano, So livo Ezio, Avoyez Guido, Morandi G. Carlo, Roero Benito, Merluzzi Luigino, Capello Giuseppe, Fenoli Tarcisio ; R. EMILIA: Rocca Fran cesco, Preti Romano; FIRENZE: Trifone Libero, Visanl Omero, Masieri Roberto, Mecatti G. Franco, Ridi Giuseppe, Feritore Ubaldo, Degli Innocenti Franco, Allamprc-
se Giovanni ; ACQUI TERME : Pi stone Pier Carlo, Biscagline Gior gio, Pitagora Luigi, Vignone Fran cesco; RAVENNA: Bruno Pollini; MANTOVA: Benedini Luciano, Roncaia Enzo, Genovesi Arnaldo,CAVA DEI TIRRENI : Sartori Fran cesco, Ricevitore Vincenzo, Celentano Alfonso, Trezza Costantino, Barone Lucio, Brunetti Gennaro, Scarlino Principio, Casaburi Clau dio, De Santis Aurelio, Adinolfi Guido, Ferrara Giuseppe, Maturo Emidio, Lamberti Domenico, Santoriello Giovanni, Risi Giovanni; NOTO: Giancinto Catania; RA VENNA; Giorgio Trevisani; MI LANO: Albani Giovanni, Bianchi Cesare, Bosio Giuseppe, De Loren zi Vittorio, Gagliardelli Bruno, Giaculli Augusto, Losso Salvatore, Mereghetti Adriano, Micelli Ma rio, Moneda Mario, Pìras Rinaldo, Rado Dante, Rossi Alfeo, Scavo Benito, Vanni Radames, Vimercati Giuseppe, Benincà Mario, Biancini Mario, Botti Ernesto, Casati Al berto, Colombo Mario, De Sensi Vincenzo, Gussoni Carlo, La Mac chia Vincenzo, Livraghi Pierpaolo, Meroni Arrigo, Potalivo Alessan dro, Puliafito Giuseppe, Ricci Elio, Schiavone Antonio, Usai Ma rio; VARESE: Cataldo Nicola, Filpa Alfredo, Lamperti Ernesto, Luc'oni Fulvio, Pizzi Giansandro, Tallone Pietro, Uslenghi Ambro gio, Verga Ivo.
RINNOVO TESSERE MILANO : Oddo Vincenzo, D'A mato Antonio; Gambardelli Giu seppe, Cornati Franco, Cornati Emilio,- NOTO: Costanzo. Luigi, Liotta G. Paolo; SIRACUSA: An cona Vito, Pizzo Salvatore, Peres Vincenzo, Capozio Giuseppe, Fio rito Mario, Lombardi Paolo; BER GAMO: Capitanio Alessandro,CAVA DEI TIRRENI: Scala Ema nuele, Barbuti Raffaele, Di Dome nico Vincenzo, D'Atri Alessandro, DI Carlo Vittorio, Tenneriello Eu genio,- R. EMILIA: Costanzl Mat tia, Malagoli Giuliano, Pisi Mar co, Silvetti Ferruccio. IL
SEGRETARIO
RENATO BERNINI IL PRESIDENTE GENEROSO DATTILO
CATEGORIA JUNIORES 1“ iGiornata: Don Bosco Trieste - Piamarta Brescia 44-52; I.N.A. Taranto C.O.S. Latina 67-60.
2U Giornata :
C.O.S.
Piamarta Brescia 44-57; I.N.A. Taranto - Don Bosco Trieste 36-49. 3a Giornata : C.O.S. Latina Don Bosco Trieste 58-55; I.N.A. Taranto - Piamarta Brescia 49-78.
Latina
Classifica finale: Piamarta Brescia Don Bosco Trieste C.O.S. Latina I.N.A. Taranto
3 3 3 3
3 1 1 1
Classifica gare tiri liberi Categoria Allievi - Individuale : Petagiina Bruno (Oriens Napoli) 80% ; di squadra : La Salle Torino 43,15%. Categoria Juniores Individuale: Jaci Giovanni (I.N.A. Taranto) 90%; di squa dra : I.N.A. Taranto 67,87%.
CATEGORIA ALLIEVI 1a Giornata: La Selle Torino -
6 2 2 2
Migliori realizzazioni Categoria Allievi : De Gioia Salvalore ( C.G.S. Trieste) p. 70 ; Categoria Juniores : Slepanoff Maurizio ( Piamarta Brescia ) p. 95.
APPROVAZIONE TROFEI
Visti gli atti ufficiali si pro clamano Campioni Nazionali CSI per il 1966 le seguenti UU.SS. :
CAVA DE' TIRRENI: 1. Torneo Studentesco « Coppa C.S.I. » ; TA giovanissimi RANTO: Attività « Trofeo Rosso »;; MOLFETTA: 1. Coppa Pro Calcio> «Trofeo Estate».
Categoria Allievi : Centro Gio vanile Studenti Trieste.
ANGELO RAINERI
Categoria Juniores : Piamarta di Brescia.
IL PRESIDENTE UMBERTO GARCEA
IL
SEGRETARIO
COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE PALLAVOLO COMUNICATO UFFICIALE N. 13 CAMPIONATI NAZIONALI
VV.F. Ruini Firenze - U.S. Vlttus Falconara, Ancona 2 • 0 (10, 6).
Omologazione risultati Finale Nazionale (Foligno 27-29 maggio)
2a Giornata : G.S. VV.F; Rullìi, Firenze - U.S. Stella Azzurra, Ca tania 2-0 (6, 9) ; G.S. VV.F. Casadio Ravenna - U.S. Virtus Fal conara, Ancona 2 - 0 (7, 6). 3“ Giornata: U.S. Virtus Fal conara - U.S. Stella Azzurra, Cata nia 2-0 (5, 11 ); G.S. VV.F. Casadio Ravena - G.S. VV.F. Ruini, Firenze 2 - 0 ( 12, 15).
Classlfca finale:
1° 2° 3° 4°
USSA Roma 42-56; ORIENS Na poli - C.G.S. Trieste 36-64. 2» Giornata: ORIENS Napoli La Salle Torino 34-41 ; C.G.S. Trieste - USSA Roma 70-59.
Omologazione risultati finale nazionale
PPPP-
Nella circostanza si estende il più sincero plauso a tutte le altre squadre partecipanti ed ai loro Comitati di appartenenza, per il sano agonismo profuso durante la competizione e l'elevato livello tecnico dimostrato.
1» Giornata: G.S. VV.F. Ca sadio Ravenna - U.S. Stella Az zurra, Catania 2 - 0 (8, 7); G.S.
COMUNICATO UFFICIALE N. 18 CAMPIONATI NAZIONALI
137 146 179 187
La CTN è lieta di esprimere le più vive felicitazioni ai Dirigenti ed agli atleti delle suindicate Società,- nonché al Comitati Pro vinciali di Brescia e Trieste per l'affermazione conquistata.
CAT. ALLIEVI
COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE PALLACANESTRO
187 148 162 152
0 2 2 2
3a Giornata : USSA Roma • ORIENS Napoli 78-60; La Salle Torino - C.G.S. Trieste 28-66.
G.S. G.S. U.S. U.S.
VV.F. CASADIO Ravenna VV.F. RUINI Firenze VIRTUS FALCONARA Ancona STELLA AZZURRA Catania
3 2 3 1 3 0
0 2 4 6
6 4 2 0
0 1 2 3
3 3
92 87 59 46
55 63 76 90
P-
6
P- 4 PP-
2 0
(13, 5); U.S. Juve Marly Pontedera, Pisa - U.S. E. Bosico, Terni 2 - 0 ( 12, 3).
CAT. JUNIORES 1“ Giornata: U.S. Juve Marly Pontedera, Pisa - C.U.S. Bari, Bari 2 - 1 (13, -13, 12); U.S. In trepida, Forlì - U.S. Eriberto Bosico, Terni 2-1 (-8, 6, 4).
3“ Giornata : C.U.S. Bari, Bari . U.S. Eriberto Bosico, Terni 2 - 0 (H, 12); U.S. Juve Marly Pontedera, Pisa - U.S. Intrepida, Forlì 2 - 1 (-14, 12, 5).
2n- Giornata: U.S. Intrepida, Forlì - C.U.S. Bari, Bari 2 - 0
Classifica finale: Classifica finale:
C.G.S. Trieste U.S.S.A. Roma La Selle Torino Orlens Napoli
12
3 3 3 3
3 2 1 0
0 1
2 3
200 193 111 130
123 172 156 183
PPPP-
6 4 2 0- ,
1° 2" 3° 4°
U.S. Juve Marly Pontedera Pisa U.S. INTREPIDA Forlì C.U.S. Bari U.S. ERIBERTO BOSICO Tprni
3
3 3 3
3 2 1 0
0 1 2 3
6 5 3 1
2 3 4 6
117 IDI 88 63
88 87 96 98
PPPP-
6 4 2 0
Viste le classifiche finali la C.T.N. proclama Campioni Na zionali C.S.I. per la stagione ago nistica 1965-66: per la Cat. Al lievi il G.S. VV.F. CASADIO di Ravenna ; per la Cat. Juniores l'U.S. JUVE MARLY di Pontedera (Pisa).
A conclusione del Campionato Nazionale la C.T.N. formula ai Dirigenti, tecnici ed atleti delle due squadre Campioni i più vivi complimenti per la meritata af fermazione, mentre nel contempo desidera esprimere a tutte le al tre squadre partecipanti alla Fi nale un vivissimo plauso per il loro impegno agonistico e per lo spettacolo edificante di corret
tezza sportiva, di lealtà e di ami cizia offerto durante tutto l’arco delle partite. Desidera altresì ringraziare vi vamente gli Organi Centrali della FIPAV per la preziosa collaborazione; il Rappresentante FIPAV e i Ccmponenti della Commissio ne Esecutiva in campo ed i sei arbitri designati Belli, Benuzzi, Braglia, Castagna, Malgarini e Ruiz per avere assolto con ocu latezza, competenza e tatto il difficile compito loro affidato.
Esprime infine un vivo ringra ziamento al Comitato Zonale Au tonomo CSI ed alla Azienda di Soggiorno e Turismo di Foligno per la buona organizzazione della manifestazione.
COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE ATLETICA LEGGERA
COMUNICATO UFFICIALE N. 14 CAMPIONATO
SU
PISTA
Date di effettuazione varie fasi
ATTIVITÀ' VARIA A ste, per fasi
seguito di numerose richie ripetiamo che le date ufficiali la effettuazione delle varie di campionato su pista sono :
fasi provinciali e zonali : en tro e non oltre il 4 settembre
1 °6ó ; fasi interprovinciali : il 1 8 set tembre 1966;
COMUNICATO UFFICIALE N. 14
fase nazionale: 1966 ;
MANIFESTAZIONI A CARATTERE LOCALE
CAMPIONATI NAZIONALI
Approvazione regolamenti Omologazioni Fasi Provinciali é Zonali Autonome
MOLFETTA : Torneo Victoria a Giovinazzo ; NOTO: Torneo Giu gno Modicano 1966; ROVIGO: Trofeo Giallo; SESSA AURUNCA: Coppa Gori Lombardi.
AOSTA - Juniores : sq. part. 4, ha vinto G.S. VV.F. Aosta (om. C.R. Piemontese); CUNEO - Al lievi : sq. part. 5, ha vinto U.S. Don Bosco (omol. C.R. Piemon tese); Juniores: sq. part. 4, ha vinto U.S. Fontauto (omol. C.R. Piemontese); MONDOVI’ - Allie vi : sq. part. 4, ha vinto U.S. Rapid (omol. C.R. Piemontese); Juniores: sq. part. 4, ha vinto U.S. Altipiano (omol. C.R. Pie montese); VERCELLI - Allievi: sq. part. 4, ha vinto G.S. CSI Veloce (omol. C.R. Piemontese); Juniores : sq. part. 3, he vinto G.S. CSI Veloce (omol. C.R. Pie montese ).
Omologazione risultati MANTOVA : Torneo Post-Cam pionato Juniores, sq. part. 5, ha vinto G.S. Vigor.
FAENZA : Tecnici.
Corso
per
RUOLO NAZIONALE ARBITRI E SEGNAPUNTI C.S.I.
REGGIO EMILIA, FELTRE, VERO NA, NOVARA.
SALERNO: cat. Allievi e Juniores; NOVARA: cat. Allievi e
ALGHERO: 1° Trofeo Podistico della Mercede; SESSA AURUNCA: Coppa Antonio De Santls su stra da ; ENNA : 2a Coppa Spirito San to, su strada; SORRENTO: 1“ Traversata Notturna dei Tre Co muni, su strada; AVELLINO: Ar cobaleno Sport, su pista.
Omologazione risultati ENNA: 2“ Coppa Spirito San to; SALERNO: la Prova Campio nato Podistico su strada, cat. Al lievi (19 classificati); cat. Junicres (7 classificati); CAMPO BASSO: Staffetta Gigante 4 x 100, su strada; MESSINA: Targa di Apertura su pista, cat. Allievi e Juniores ; TRAPANI : Campionato Propaganda su pista ; REGGIO EMILIA : VI Coppa d'Apertura cat. Allievi, Juniores e Seniores; AVEL LINO : Arcobaleno Sport, corsa Campestre. IL PRESIDENTE
ALDO CAPPELLINI
COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE BOCCE
IL PRESIDENTE
FILIPPO DRAGOTTO
3) Vittorioso p. 131, 4) Don Bo sco p. 7, 5) Speranza p. 6, 6) San Vito p. 5, 7) Alba p. 0, 8 ) Torrione p. 0.
ROMA: 1° giornata Campio nato Provinciale di nuoto per il 1966.
RATIFICA CC.TT. PROVINCIALI
RATIFICA RISULTATI TROFEI
MOLFETTA - Presidente: ragio niere Giuseppe Tatuili, V. Presi dente: Sig. Franco Visentini, Se gretario : sig. Sergio Carabellese, Componenti : sig.ri Mauro Altamura e Michele Ficco.
SALERNO: SI omologano i ri sultati della 2* e 31 giornata del Trofeo azzurro primaverile, la cui classifica per Società, risulta es sere la seguente: 1) Olimpia punti 305, 2.) Aurella p. 279,
Approvazione Regolamenti Fasi Provinciali e Zonali categoria Ragazzi
ROVIGO; Con anzianità 14 giugno 1966 è stato iscritto nei Ruoli il Rag. Grigolato Ugo in qualità di Arbitro CSI.
COMUNICATO UFFICIALE N. 5
Fase Provinciale
A maggior chiarimento precisia mo che le date del 18 settembre e del 2 ottobre sono state rego larmente inserite nel Calendario Nazionale della FIDAL.
Approvazione Regolamenti
Allievi
COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE NUOTO
CAMPIONATO NAZIONALE
il 2 ottobre
Approvazione Fasi Provinciali e Zonali
CORSI TECNICI
Juniores ; VERONA : cat. Allievi e Juniores; FELTRE : cat. Allievi e Juniores.
IL SEGRETARIO
ANGELO RAINERI IL PRESIDENTE
CARLO GOLGI
COMUNICATO UFFICIALE N. 2 CAMPIONATO NAZIONALE Possono parteciparvi le due Ca tegorie di Allievi e Adulti e nelle formazioni di singolo e di coppia. Il Campionato sarà retto dal Regolamento Tecnico Nazionale ENAL-FIGB con punto, raffa e vo lo, e da quello internazionale UBI con punto e volo. I Comitati sono quindi liberi di fare disputare il Campionato stesso in base all'uno ovvero al l'altro Regolamento.
La Fase Provinciale o Zonale Autonoma dovrà concludersi en tro la prima decade di Agosto, mentre la Fase Nazionale troverà il suo svolgimento nel mese di Settembre, giorno e luogo da sta bilire. I vincitori delle selezioni pro vinciali e zonali autonome saran no ammessi di diritto alla finale nazionale.
Invitiamo, pertanto, i Comitati a voler comunicare a questa CTN la propria adesione precisando le
categorie che parteciperanno al Campionato, con quali formazio ni e il regolamento tecnico pre scelto, e cioè se nazionale o in ternazionale.
RATIFICA COMPOSIZIONE CC.TT.PP. e ZZ. FIRENZE - Presidente : Bardossi Giuliano; Segretario: Biscardi Eu genio; Componenti: Boncioni Al berto, Schroter Giampiero ; TA RANTO - Presidente : La Gioia Da niele ; Componenti : Caforio Car lo e Nisi Raffaele.
MANIFESTAZIONI
VARIE
Approvazioni GENOVA : Coppa Centro Spor tivo Italiano.
Omologazioni SALERNO : Torneo d'Apertura ; TARANTO : Coppa Natale. IL SEGRETARIO
FRANCO BOSIO IL
PRESIDENTE
ANGELO D'OVIDIO 13
J
COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE CICLISMO
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COMUNICATO UFFICIALE N. 4 COMITATI AVENTI ATLETI TESSERATI
FASI CAMPIONATI PROVINCIALI E ZONALI
L’J^.cio Centrale Tessereme-to c ha comunicato che I sottose gnati Comitati hanno e ie data odierna etieti tesserati per rattiriti eie ta : Bergamo, Bolzano, Cremona, Faenza, Milano, Modena, Padova, Roma, Sesia Aurunca, To rino, Verona, Vicenza.
VERONA: cat. Esordienti (3 prove); cat. Allievi (3 prove); cat. Dilettanti (3 prove).
Si ricorda e tutti i Comitati interessati che per partecipare a'!e Finali Nazionali de’ie tre categorie Esordienti, Allievi e Dilettanti, gli atleti dovranno risultare tesserati al CSI entro e non oltre il 30 lu glio p.v.
APPROVAZIONE MANIFESTAZIONI FAENZA: 1° Gran Premio Germanvox Wega, cat. Dilettanti ; VE RONA : 3“ Medaglia d Oro Adami, cat. Dilettanti; TORINO: Vili Edi zione Coppa Martiri di Cumiana, cat. Allievi.
COMPOSIZIONE CC.TT.PP. VERONA - Precidente : Franca Ferroni; V. Presidente : Sandro Ferrari ; Segretario: Luigi StraÓiCttO; Componente : Dine Straduetto ; TORINO Presidente : Attilio Chiaudar.O; Segretario: Gio vanni Getto ; Componente; Enrico Merlo; VICENZA - Presidente: Mario Berzetc , Componenti : Gia como Cornacchie, Franco Lamona:o, ROh*.A - Presidente : Ar ma-oc Desideri : Segretario: Bal.a Rosato,- Componenti: Clelic Businì, Remo Piaggianelli. Si invitano i Comitati ad in viare per 'a ratifica la composi zione delle proprie Commissioni Tecniche Provinciali e Zonali.
IL SEGRETARIO ALDO CAPPELLINI
IL PRESIDENTE GINO QUATTROCCHI
II Comitato Provinciale di Avellino ha organizzato recentemente il XIJI «Torneo degli Uffici», manifesta zione di calcio che ha richiamato un gran numero di squadre e che ha avuto un successo davvero insperato. La manifestazione ha avuto anche il conforto della simpatica adesione di numerose autorità, che hanno anche assistito ai vari incontri, rimanendo entusiaste della organizzazione CSI, che il Comitato di Avellino ha curato in ogni particolare, dando cosi prova della serietà e dell’impegno organizzativo dei nostri dirigenti periferici.
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COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE TENNIS DA TAVOLO
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COMUNICATO UFFICIALE N. 17 APPROVAZIONE REGOLAMENTI ACQUAVIVA DELLE FONTI: 1. Torneo S. Filippo Neri; MOLFETTA : Trofeo Ascensione org. G.S. Frassati ; NOTO : « Giugno Me dicano » Torneo TT per Allievi, Juniores e Seniores.
RISULTATI VENETO : fase regionale Cam pionato Regionale a squadre, 1 ) G.S. Concordia di Vicenza; 2)
G.S. Duomo Fulgor di Treviso; MOLFETTA : Torneo S. Tarcisio org. S.S. S. Domenico, singolo : 1 ) Uva Francesco,- Torneo S. Nicola org. S.S. S. Domenico, singolo : 1 ) De Gennaro Leonardo; Torneo Ascensione org. G.S. Fidens Giovinazzo, cat. allievi : 1 ) Altoma re Franco, cat. Juniores: 1 ) Bonservo Rocco.
IL SEGRETARIO ALBERTO GRECANTI IL PRESIDENTE ALESSANDRO PAOLONI
COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE TENNIS COMUNICATO UFFICIALE N. 2 APPROVAZIONE MANIFESTAZIONI FERRARA : Campionato Provin ciale di Tennis per il 1966, spe cialità di singolo e doppio per le categorie Adulti, Juniores e Gio vanissimi ; SIRACUSA : Campiona to Provinciale Tennis, specialità di singolo e doppio per Adulti,
Juniores e Giovanissimi ; MODE NA: Campionato Provinciale di singolo e doppio, categorie Adulti. Juniores e Giovanissimi. IL SEGRETARIO ANGELO RAINERI
IL COMMISSARIO ALBERTO
CARELLO
Nelle varie foto si possono vedere alcune delle per sonalità che hanno contribuito con la loro adesione al successo della manifestazione; nella foto in alto: il Vescovo di Avellino, Mons. Pedicini, attorniato dai Sindaco, Avv. Scalfati, dal Vice Prefetto, dal Presidente del Comitato provinciale Cioffì e altre autorità e diri genti del Comitato; nella foto al centro: il « calcio d'av vio» simpaticamente dato da Mons. Pedicini; nella fo to in basso, da sinistra: i Componenti il Comitato di Avellino Petruzzi, Porcile e Ciotti, il Colonnello Coman dante il X CAR, il Provveditore agli Studi, il Sindaco, il Vescovo Mons. Pedicini, il Vice Prefetto e il Consu lente Ecclesiastico del Comitato.
NOTIZIE DA CASA NOSTRA MATRIMÒNI Recentemente il Presidente del Comitato Zonale Autonomo di Alba, rag. Bruno Scrvctti. si è unito in matrimonio con la gen tile signorina Marika Marchesi. STADIUM porge ai neo coniugi i migliori auguri di un felice e sereno avvenire.
tutto
LUTTI Negli ultimi tempi sono man cati all'affetto dei loro cari: il papi» di- Antonio Favaro, atleta c dirigente della Dinamis Paese del Comitato di Treviso; il papà di Don Angelo Paravisi, Consu lente Provinciale del CSI Ber gamo; il Presidente della U.S. Piandclagotti, del Comitato di Modena, sig. Fiori Nello; il gio vanissimo Giobatta Garibaldi del la Cestistica Alcione di Chiavari. Ai familiari giungano le più com mosse condoglianze di STADIUM e di tutta la famiglia CSI.
(CSI notizie di attività inviate dai nostri addetti stampa
premiazioni annuali attività sportiva NAPOLI - Domenica 15 maggio si è svolta nella se de del Comitato Provincia le del C.S.I. una manifesta zione indetta dallo stesso Comitato per premiare atle ti e società che si sono distinti nelle varie discipli ne sportive per gli armi 1964-65 e 1965-66. Alla manifestazione, pre parata e curata in modo impeccabile dal Prof. Ame deo Salerno, Vice presiden te del Comitato provinciale, e dal rag. Pasquale Bianco, segretario provinciale, hanno presenziato, fra gli altri, l’ing. Marcello Rodinò, pre sidente provinciale, il dott. Giuseppe Del Barone, As sessore allo sport, il Consu lente Ecclesiastico don Re nato Cervo, il dott. Paolo Siciliani, presidente regio nale del CSI, l’arbitro in ternazionale Cav. Gennaro Marchese, presidente sez AIA/S.A. d^ Napoli. La premiazione è stata preceduta da parole di in coraggiamento delle autori tà presenti, le quali hanno ribadito i fini prefìssi dal CSI, dichiarandosi entusiaste dell'opera che il Centro Spor tivo effettua negli ambienti giovanili. Si è proceduto poi alla consegna dei premi. Scro scianti applausi per tut ti ed in particolar modo per Enrico De Notaris, neo campione nazionale CSI di tennis da tavolo, per la ca tegoria juniores. Fra gli al tri, sono stati premiati 11 G.S. Vigili del Fuoco, il G. S. Mario Pagano e il G.S. Piedigrotta per 1a Pallavo lo; Oriens Napoli e AGLI Atan per la pallacanestro; G.S. Condor, Amatori Posillipo e G.S, Braglia per il calcio; L/imonappia Auda ce e G.S. V/2 per 11 ten nis da tavolo; Rossi e Bal lotti per la corsa campestre.
M. ROMAGNUOLO
Un momento della cerimonia di premiazione al Comitato di Napoli: l’atleta De Notaris, Campione nazionale di tennis tavolo, Don Cervo, il dott. Del Barone e l’ing. Rodino.
CARPI - Recentemente ha avuto luogo la cerimonia di premiazione annuale degli atleti e delle Società partico larmente distintisi nella attività agonistica del Comitato, il cui bilancio può essere considerato più che positivo per la sua imponenza. Nella foto: S.E. Mons. Artemio, Vescovo di Carpi; alla sua sinistra ring. Lino Boldrini, Presidente Provinciale di Modena e Consigliere Nazionale CSI; il Comm. Degli Esposti, Presidente Regionale CSI; il sig. Diego Dotti, Presidente Zonale; il Vice Presidente dott. Dante Colli.
riunione dirigenti di società Recentemente, presso la sede del Comitato Provin ciale di Bergamo, si sono riuniti alcuni presidenti e dirigenti delle Società Spor tive convocati in vista di una più attiva partecipazione del-, la periferia nella imposta zione e nella realizzazione dei programmi del Comitato. Già in occasione dell'ul timo Congresso Provinciale fu avanzata l'istanza di un collegamento più stretto fra Società sportive e Comitato, affinché il Congresso stesso non fosse una espressione isolata e puramente formale di un rapporto che deve es sere invece vitale e conti nuativo. In vista di questi contatti continuativi e di questa at tiva partecipazione di tutto il Centro Sportivo Italiano alla vita del Comitato, il Presidente, Dott. Gianluigi Boffelli, ha esposto le linee di un programma, in fase di attuazione, che si svolge in torno a questi obbiettivi: — approfondimento dei contenuti Ideologici del OSI; — avvio di Sport nuovi; — incremento delle attivi tà di propaganda. Sono intervenuti i vari di rigenti del Comitato, per il lustrare alcuni orientamenti in merito al lancio di un la voro di zona, quanto mai ne cessario in tempi come gli attuali in cui si registra un aumento notevolissimo di at tività e di tesserati, del resto già ormai consistenti. I partecipanti, dopo am pia discussione, hanno accol to la proposta del Consulente Don Angelo Paravisi di cen trare gli sforzi per la costi tuzione di zone, corrispon denti a quelle della G.I.A.C. che raggruppino le associa zioni di più vicarie.
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esperienze dalla periferia Da « Notiziario d'informazione » del Comitato Provinciale CSI di Bergamo.
L'AZIONE DI PROPAGANDA DEL C.S.I. NELLA PROVINCIA DI BERGAMO
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« L’argomento " L'impegno del C.SJ. per una società nuova ” sviluppato nei nu meri scorsi del nostro Noti ziario di Informazione, met tendo in luce l’importanza dello sport come mezzo edu cativo, ha rivendicato al C.SJ. la funzione di ente di propaganda sportiva che ca pillarmente raggiunge le leve più giovani, maggiormente trascurate perché esigono un lavoro più paziente, più na scosto. Ecco perché non è possi bile nutrire dubbi sulla giu stificazione della presenza della organizzazione cattoli ca sportiva, il C.SJ., nel campo sportivo! D’altra parte ciò trova conferma nelle paróle del Presidente del C.OJf.I. av vocato Onesti: ” Il CSI ha davanti a se una lunga strada da percor rere, perché la diffusione ca pillare dello sport sfugge an che a noi e non ci sono or ganizzazioni od enti che pos sano realizzarla ". La nostra azione di propa ganda sportiva, alla luce di tali considerazioni, deve ave re quindi un'incisività che solo una costante tensione morale ed un continuo sfor zo di volontà può determi nare. L’attenta considerazione di alcuni dati, pur approssi mativi, a disposizione, per metteva a noi di formulare alcune considerazioni. Sui 248 Comuni della Pro vincia di Bergamo, esistono all'incirca 183 oratori ma schili e le Unioni sportive affiliate al C.SJ. sono circa 115. Tali cifre rendono su bito evidente il lavoro di sensibilizzazione e di pratico aiuto che noi dobbiamo dare agli Oratori che non sono affiliati al C.SJ., nonché ai Comuni ove lo sport non trova addirittura la sua sede di svolgimento. Purtroppo l'illusione che lo sport venga esercitato an che negli Oratori non affi liati al C.S.I. lascia luogo a profonde delusioni, infatti lo sport è un fatto essenzial mente agonistico e solamen te nell'ambito di un’organiz zazione, quale è quella del C.S.I., gli atleti trovano mo do di misurare le proprie
forze nella conquista della vittoria e nel raggiungimento dei primati, con la garanzia di serietà d'intenti e di preoccupazioni educative. Se togliamo la parte ago nistica, avremo solo movi mento fisico; se togliamo la disciplina avremo disordine: il C.S.I. è garante, al con trario, della miglior pratica sportiva. Ecco perché la nostra azio ne deve esser costantemente tesa ad ampliare il raggio di azione del C.S.I., non certo per il gusto di gloriarci della sua grandezza, ma per il gu sto di aver portato allo sport il massimo numero di giova ni, più o meno dotati tecni camente, ma certamente av viati al miglior sviluppo fi sico, nonché al perfeziona mento nelle facoltà spiri tuali. A tal fine è ormai ferma intenzione del Comitato Pro vinciale di Bergamo di or ganizzare la propria azione a livello zonale. La riunione del 30 aprile ha aperto con i rappresentanti delle UU. SS., un concreto dialogo per valutare la bontà di tale iniziativa. La confer ma da parte degli interve nuti ha dissolto gli eventuali dubbi ed ha ulteriormente rinvigorito l'impegno di per venire a concreti risultati. Con l'istituzione delle zone, il C.S.I. si propone di rin saldare la frattura tanta la mentata fra centro e perife ria. Non sólo ma si auspica anche che le Unioni Sporti ve facenti parte delle singole zone si scambieranno espe rienze; da qui ad esempio la diffusione di nuovi sport che sperimentati da una, potran no diffondersi fra le altre, aiutati nell'avvio dalle espe rienze altrui. Molto ci aspettiamo anche nella miglior utilizzazione de gli impianti sportivi esistenti. H Convegno " Sport e Co mune ” tenuto a Bergamo nel giugno 1965 ha evidenziato una carenza, non solo di Bergamo ma di tutto il pae se, negli impianti sportivi. Questo comunque non deve rappresentare una scusa, co me talvolta accade per ri nunciare a far sport e di fatto ciò si verifica se, come abbiamo sentito di recente, anche i pur pochi campi di atletica leggera registrano una scarsa attività. Attraverso le zone noi spe riamo che, con l'azione co mune delle Unioni Sportive, si pervenga alla organizza zione di manifestazioni spor tive nelle località dotate di adeguati impianti, che rac colgano il massimo numero di giovani. Le difficoltà nella realizza zione di tale disegno non so no ignote, il Comitato di Bergamo confida, comunque, molto sulla adesione della pe riferia affinché, superando qualsiasi anacrostico campa nilismo. veda in tutto questo uno strumento importantissi mo per la diffusione dello sport fra i giovani. In pratica si vuole perve nire alla nomina di incari cati di zona che fungano da collegamento con il Comitato Provinciale, appoggiandone
l'azione relativamente al ter ritorio di competenza. Ci sembra altresì valida la proposta di Don Paravisi di affiancare all'incaricato di zona un Consulente Eccle siastico, per mantenere i rapporti con i consulenti ec clesiastici delle singole Unio ni Sportive. La nuova attività troverà il primo atto concreto nella convocazione d'incontri con i rappresentanti delle Unioni Sportive di quelle zone ove vige già analoga organizza zione della G.I.A.C. ». PIERLUIGI PARIS
un comitato
biella Conclusa, con un bilancio nettamente positivo, la sta gione della « Campestre », al Comitato CSI di Biella è più che mai in auge il calcio mentre, anche se lentamen te, sta prendendo quota pu re l’atletica leggera. Eira gli Juniores i campio ni biellesi dell’U.S. Ponderanese anche quest'anno si sono Visti staggire il titolo Regionale. Dopo aver supe rato nel 1° turno <il G. S. Sant’Orso di Aosta, sono stati eliminati dall’U.S. Audax di Torino nel turno suc cessivo. Chiuso anche questo ca pitolo gli sguardi si sono puntati sugli altri tornei in atto ed in special modo al Trofeo Blu. A tre giornate dal termine appare chiara la supremazia del G.S. Vilianensis ancora imbattuto. Alle sue spalle si contendo no le piazze d'onore Splendor Cassato, G.S. Stroma, Splen dor Crocemosso e Casa Gio ventù Trivero. Anche la Coppa Primave ra, il Tomeo del Sole, il Tomeo Arcobaleno ed il Torneo Mottalclata sono in pieno svolgimento a circa metà del loro cammino. Come detto all’inizio, anche l’atletica leggera sta grada tamente prendendo quota, sulla scia della «Campestre». Si sta predisponendo il Tro feo Verde, organizzato in collaborazione con le Unioni e Gruppi Sportivi. Alla ma nifestazione di atletica leg gera, denominata « Leva Atletica Giovanile » possono prendere parte tutti gli atle ti regolarmente cartellinati al Centro Sportivo Italiano, suddivisi nelle seguenti ca tegorie: Pulcini, per 1 nati negli anni 1954 e seguenti; Ragazzi, per 1 nati nel 19511952-53; Allievi, per i nati 1949-1950. Le gare si dispu teranno sul campi sportivi di Vigilano B.se e Trlvero e di Cessato.
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