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Stadium n. 22/1921

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Periodico Sportivo Ufficiale per gli ¿atti della F-. ZX. S. O. I Si pubblica il 15 e il 30 del mese

ANNO XVI — N. 22

Direzione ed Amministrazione

ROMA — 30 Novembre 1921

ROMA - Via della Scrofa, 70 ■ ROMA

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Abbonamento annuo. » sostenitore . . Per i ginnasti tesserati ...

L. 5.— »10.— » 3.—

L’evoluzione della ginnastica in Italia

stica razionale, concepì a quei modi metodi didat­ tici cui ancor oggi devesi attingere larghissima­ mente.

in arte, ma così grandi ammiratori delle energiche Non ci può trattare l’argomento che riguarda manifestazioni. in genere l’Educazione fìsica in Italia senza pri­ ma volgere la mente alla antica Grecia, dove la Il falso sentimento di dignità personale distolse i Romani dal partecipare in qualità di attori ai ginnastica italiana ebbe origine e dove a questo giuochi pubblici, dove invece comparivano schia­ ramo importantissimo si diede il massimo svi­ luppo. vi e barbari tratti da ogni parte come pure molti elleni dedicatisi all’atletica per professione. Folle In Grecia l’individuo aveva raggiunto il mas­ innumeri assistevano alle produzioni di pochi ; i simo del perfezionamento umano sotto il punto di vista fisico-artistico e della sapienza, e per con­ quali a poco a poco lasciarono il posto alle espli­ vincersi di questo può bastare dare uno sguar­ cazioni di quelle basse passioni che poscia con­ dussero Roma alla decadenza. do alle meravigliose opere e statue di atleti e di combattenti che i genii di Fidia, Merone, PrassiIntanto appariva all’orizzonte il Cristianesimo tele, Scopa e di Lisippo crearono. ad imporsi al mondo Romano in decadenza e tra­ Nell’antica Grecia gli uomini dovevano neces­ sformarlo, trasformando insieme la concezione della vita. sariamente fare in modo che il corpo fosse sano e robusto, onde essere in grado di far fronte alle Attraverso a tutto il Medio Evo, ad eccezione continue lotte che si accendevano fra le varie cit­ fatta per gli uomini di armi, il mondo era ritenuto tà ed in special modo quando si trovarono a com­ una valle di lagrime che si doveva fatalmente at­ battere con grande superiorità numerica a Mara­ traversare lungo il cammino della vita, e unico tona, a Salamina, alle Termopila, a Platea, ed il .. _L come questo tri^fe pellegrinaggio era pensiero delle gloriose vittorie riportate contro ritenuta la purificazione dell’anima a mezzo della quei barbari, contribuì a conservare vivida la fiam­ mortificazione del corpo, ciò che portò a non cu­ ma dell’entusiasmo degli esercizi del corpo. rare molto le energie fisiche. 11 profondo amóre sentito dai Greci per ogni Già lontani d’assai i terrori del mille, ripetutosi bellezza naturale spiegò poi un’enorme importan­ pel mondo civile come eco lunga l’inno alla na­ za alla Educazione fisica; ed ammirando essi la tura di S Francesco d’Assisi, e apertesi con le gioventù che si addestrava nelle palestre, vollero Crociate nuove ed amplissime vie ai commerci ed sopratutto che gli esercizii portassero ad uno alle investigazioni dell’umano pensiero, si rinno­ sviluppo armonioso della persona, senza spropor­ vò pel mondo l’inno alla vita e alle sue forze. Ed zioni e senza ipertrofìe ; cercando di raggiungere eccoci al Rinascimento che tanto vigor di vita in­ la perfezione nella euritmia delle forze fisiologi­ fuse nella nostra Italia. In ogni contrada, am­ che e del loro maggiore sviluppo" in correlazione modernati, tornarono in onore gli esercizi gin­ a quell’altissimo ideale di bellezza che predomi­ nici di Atene. Sparta e Roma. Come Pindaro ad nava sull’anima Ellena. Non erano anche allora un tempo, Gabriello Chiabrera ed a lui poeti d’I­ trascurate le doti della mente, anzi molto spesso talia cantarono inni ai vincitori delle gare del pal­ la potenza dell'intelletto si trovò unita alla vigoria lone, agli eroi delle feste ginniche che si anda­ fisica in un mirabile accordo, e così sappiamo, vano bandendo qua e là dai principi, con grande tanto per citare un esempio, che Platone riuscì intervento e plauso di popolo. vincitore nelle gare di Delfo e di Nemea ; e la Ma, osserva il Mosso nella sua pregiata opera statua che rei museo Lateranense ci conserva le « Mens sana in corpore sano » : « Chi considera sembianze di Sofocle, ci obbliga a pensare ad un dall’alto la storia dei costumi, attraverso la lun­ uomo di meravigliosa educazione fisica. ghezza dei secoli, vede prodursi alla superficie Le basi dell’educazione fisica presso i Romani, dei popoli come delle onde di progresso e di re­ popolo eminentemente pratico e poco artista, fu­ gresso, nelle quali le tendenze, le convinzioni lo­ rono la corsa e il giuoco della palla uniti al salto. cali, gli usi e gli istinti ora si sollevano in alto e I metodi di educazione fisica ellenica però attec­ grandeggiano ed ora si abbassano e quasi scom­ chirono a Roma, dove, dato lo spirito bellicoso e paiono per rialzarsi ancora. di conquista, ben presto si avviarono i giovani al­ , Così dopo il Rinascimento e precisamente dopo l’uso delle armi e Campo Marzio fu il luogo di 1 occupazione spagnuola avemmo per l’Italia un preparazione per tante gesta grandiose. altro periodo di decadenza fisica, poiché quelle E’ comico ma significante l’episodio di quell’im­ medesime feste, che un dì erano state esercita­ presario che condusse dalla Grecia a Roma alcuni zioni delle nostre attività fenologiche, si trasfor­ famosi danzatori e suonatori di flauto. Essi non marono specialmente per le classi dirigenti in controvarono il favore del pubblico, a cui si pre­ vegni d orgie, di lussi e di mollezze snervanti. sentarono. In tale circostanza disgraziata, l’impre­ Pur tuttavia rimase inalterato il concetto della sario ebbe l’idea geniale di cambiare lo spetta­ bellezza e dell’armonia, che i Greci per i primi colo ed ordinando ai danzatori e suonatori di ve­ avevano sognata, creata, accarezzata con sublime nire a pugni fra di loro, ottenne le più vive ap­ sentimento d’arte, e Vittorino da Feltro conside­ provazioni di quegli spettatori così poco raffinati rato come l’instauratore in Italia di una ginna­

Ed oggi? Pur avendo trattato di quel che fu nel passato l’attività italiana nel campo della educazione fi­ sica, mettendo in evidenza la differenza esistente fra le due età, reputo convenga dare uno sguardo alla attività contemporanea e dobbiamo purtroppo riconoscere che la trascuratezza del corpo è scesa al limite estremo di tollerabilità, determinando forse essa medesima, per reazione, quel movimen­ to in favore dell’educazione fisica, che in questi ultimi anni fortunatamente si osserva e che in ogni modo bisogna rendere più rapido e più ga­ gliardo. Chi abbia fatto un po’ di attenzione al come si sono ridotti gli esercizi del corpo in Italia ha po­ tuto facilmente raccogliere tra il pubblico le prin­ cipali ragioni che si accampano contro di essi — ragioni che però urtano contro la logica e contro gli avvenimenti registrati dalla storia. — Alcuni asseriscono che la ginnastica ha perduto presen­ temente importanza per uno scopo che fu invece tanto considerato in antico. Sentiamo infatti dire che la ginnastica come preparazione militare non ha ragione di essere, perchè dopo la grande guerra altre guerre do­ vranno scomparire e perchè a causa del progres­ so meccanico e scientifico, 1 elemento uomo avrà ben poco da fare. Altri asseriscono che le esigenze della vita mo­ derna richiedono veramente che l’attività umana assuma un indirizzo prevalentemente intellettuale. Anzi ci sono dei futuristi che ci hanno persino” descritto l’essere umano, che si andrà formando con l’acquisto di apparenze diversissime delle at­ tuali. La sua nutrizione si farà con alimento dige­ rito e concentrato, di guisa che il suo tubo gastro­ enterico si ridurrà a ben poca cosa, con la scom­ parsa o quasi di certe presenti e talora incomode necessità da soddisfare. Come cordicelle sottili diverranno le membra, nel mentre l’encefalo si svilupperà enormemente per ospitarvi tutte le scienze. Uscendo dalle immaginazioni pazzesche, non vi è dubbio che il sapere dovrà elevare molta gente e che 1 istruzione non è solo un vago ornamento della men’q ma che corrisponde a un equivalente di ricchezza nel mondo. Ma fin dove l’individuo dovrà spingere lo studio a scapito degli esercizi del corpo? Vi è chi fin da giovine mira a certe carriere, e ritiene che di educazione fisica gli abbia a bastare, quanto occorra a mettersi il cap­ potto e attorcigliarsi più volte al collo la sciarpa di lana per paura di prendersi un raffreddore. Ma è dimostrato quale sfacelo attende di regola quel disgraziato che di fronte al male minacciante, corre alla cerca di un rimedio nelle farmacie o in qualche decantato istituto e ioterapico, raggiun­ gendo il più delle volte lo scopo di rovinarsi più di premura.


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STA DI VAI »

Nelle Scuole

Per fortuna ai tempi nostri i nemici dell’edu­ cazione fisica si riducono a pochissimi nel men­ tre numerosi sono gli apatici e non pochi si fanno spesso sentire, gridando forte che la ginnastica che si insegna nelle nostre scuole riesce noiosa ai giovani e non apporta loro alcun beneficio. Purtroppo il male lamentato si verifica in parec­ chi luoghi e dipende per lo più dai metodi di in­ segnamento cui si ricorre, ai quali si potrà rime­ diare con l'auspicata riforma dei programmi sco­ lastici e dei metodi di insegnamento per mettersi in armonia con le conquiste della psicologia e della pedagogia e per attuarli in locali convenienti e con un appropriato materiale didattico. Un insegnamento impartito in modo così razio­ nale mentre fornirebbe radici più vigorose alla coltura intellettuale del’a nostra gioventù, lascerebbe a questa tutto il tempo necessario per una buona educazione fisica. Non c’è dunque giustificazione a lamentare gli esercizi del corpo per aver modo di arricchire la mente di utili cognizioni. (Continua).

GIORGIO ZAMPORI.

Riportiamo dal Giornale studentesco « La Fion­ da », il presente articolo del valoroso Zampori si­ curi di far cosa grata ai nostri lettori. Queste note sono il principio di un interessante corso di edu­ cazione fisica che Fautore ha intenzione di trat­ tare (N. d. R.).

Congresso annuale Riportiamo ancora una volta l’orario e l’ordine del giorno del nostro congresso, con la speranza che quanti potranno venire, saranno il 18 c m. a Roma; e quanti ne fossero impediti manderan­ no il loro delegato. Si deve decidere quest’anno tutto il nuovo in­ dirizzo federale; chi ama la F.A.S.C.I. deve dare il suo contributo.

Avviso di convocazione Il Consiglio Direttivo nella sua ultima seduta del 7 novembre, in virtù dell’art. 45 del Regola­ mento federale, ha stabilito di convocare per do­ menica 18 dicembre p. v. il Congresso dei Rap­ presentanti alle ore 9 ant.

ORDINE DEL GIORNO : 1) Relazione morale del C. D. F. 2) Consuntivo 1920 e nomina dei Revisori dei conti. 3) Preventivo 1922. 4) Concorsi e convegni. 5) Bollettino federale. 6) Rapporti con la Società della G. C. I. 7) Giurie, Giurati e C. T. 8) Preparazione preliminare. 9) Organizzazione e propaganda. 10) Elezioni e nomine. 11) Comunicazioni varie. ORARIO DEL CONGRESSO

Domenica 18 dicembre alle ore 8 ant. messa letta nella Ven. Chiesa Parrocchiale di S. Agosti­ no, adiacente alla sede federale. I signori con­ gressisti sono invitati ad assistervi non essendo probabile che i lavori del Congresso siano sospe­ si prima delle 12.30. Per informazioni, schiarimenti rivolgersi al Se­ gretario federale sig. Guido Parisi, via della Scro­ fa 70, Roma.

Voi tutti sapete che la cultura fisica nel senso generale della parola, ha per scopo lo sviluppo dell’attività muscolare, l’aumento della salute e del vigore. Ma ciò che forse voi non sapete mol­ to bene è che in questo, come nelle medaglie, anche le più artistiche, vi è un rovescio; che al pari di tutte le cose umane insieme a dei. van­ taggi presenta pure degli inconvenienti. Questo « rovescio », questi inconvenienti . fuggono alla gioventù che troppo spesso vede roseo, vede solo il lato brillante delle imprese. Siate dunque indul­ genti verso il consigliere, l’amico, che tale desi­ dero rimanere, dei vostri giovani cuori, anche se vengo a frenare un poco i vostri entusiasmi ottimi, ma qualche volta inconsiderati Non sono io forse in mezzo a voi — e me ne congratulo — per mettere a vostra disposizione un po’ di quella esperienza che, grazie alla mia po­ sizione di medico e di militare, credo avere nella questione, così all’ordine del giorno, della cultura fisica ?

Signori, qualche minuto di attenzione, e voi ca­ pirete che a lato dei vantaggi, gli esercizi fisici, mal compresi, hanno degli inconvenienti reali — e che allora, lungi dall’essere abbandonati al caso o al capriccio di ciascuno devono essere regolati con cura. I. Classificazione degli esercizi fisici. — Gli esercizi che concorrono alla cultura fisica sono numerosi e si distinguono in esercizi naturali e artificiali. Gli esercizi naturali d’ordine generale e che rientrano nel punto di vista speciale da cui parto adesso sono i giuochi e i mestieri» manuali. Gli esercizi artificiali che noi prendiamo di mira più facilmente comprendono la ginnastica propria­ mente detta che si divide in due maniere : la gin­ nastica fisiologica, e la ginnastica atletica. La ginnastica fisiologica detta anche svedese, dalle sue origini, produce l’armonico sviluppo dei gruppi muscolari, l’educazione dei movimenti, la correzione ideali abiti Viziosi. Tutto il corpo, membra, resta, collo, tronco, sono sottoposti volta a volta a questa educazione muscolare. Senza entrare nel dettaglio mi basta dire che

questi diversi movimenti hanno per scopo spe­ cialmente : l’aumento di capacità toracica (dalla quale proviene la miglior ventilazione del polmo­ ne e il miglioramento dell’apparato respiratorio) — lo sviluppo della capacità addominale — e per conseguenza la regolarizzazione delle funzioni di­ gestive, l’irrobustire dei muscoli estensori della spina dorsale e per conseguenza raddrizzamento del busto, e solidità accresciuta della colonna ver­ tebrale. La ginnastica atletica è più brutale. Nessuna meraviglia, vi si trova la marca di fabbrica tede­ sca. In essa vi è violenza e sforzo anzitutto. E’ veramente il culto della forza. Se è vero che lo sport propriamente detto per il fatto della sua varietà realizza più o meno esat­ tamente questi due generi di ginnastica è altret­ tanto vero che nella sua massima parte lo sport mediante gli sforzi bruschi e prolungati che esige rientra piuttosto nella categoria della ginnastica atletica. Non è forse evidente che seguendo il me­ todo con cui vengono eseguiti gli esercizi alla sbarra, trapezi, pesi, lotta, boxe, scherma, corse, canottaggio, bicicletta, il foot-ball stesso, apartengono piuttosto alla ginastica atletica? Debbo fare notare, coi fisiologi, che non è in generale a tutto l’organismo, ma specialmente a certi gruppi muscolari che la ginnastica atletica o sportiva si rivolge. Esempio, gli esercizi agli attrezzi, sviluppano

specialmente le membra superiori; la corsa, la bicicletta, quelle inferiori. Inutile di insistere ancora poiché questi esempi provano a sufficienza che ciascuna varietà di ginnastica atletica o spor­ tiva si indirizza generalmente ad un solo e me­ desimo gruppo muscolare. Si può quindi concludere che, da un certo punto di vista, la ginnastica atletica è inferiore alla ginnastica razionale per l’armonico sviluppo fisiologico dell’organismo. Saranno quindi necessarie prima di lanciarvi i giovani, certe precauzioni sulle quali ritorneremo tra breve. II. Vaneggi della cultura fisica. — I vantaggi della cultura fisica sono così reali che essa fa parte oggi per così dire della educazione della gioventù. Essa ha conquistato il suo posto nei metodi di insegnamento così bene che non è più il tempo fortunatamente — in cui il premio di ginnastica era lasciato dai « forti in composizione » ai com­ pagni poltroni come premio di' consolazione. E’ agli esercizi fisici che bisogna chiedere lo svilup­ po armonico del corpo, l’aumento della resistenza dell’organismo e anche la difesa contro certe ma­ lattie, la tubercolosi in modo speciale, la quale minaccia specialmente coloro che abituati all’aria di campagna sono confinati in città, e coloro che menano vita sedentaria. La cultura fisica non ha soltanto l’effetto di attivare il funzionamento dei diversi organi e di fortificare il sistema muscolare ma essa esercita anche sul sistema nervoso una azione favorevole dando all’atto muscolare più abilità, e contribuen­ do anche al perfezionamento delle facoltà fisico­ morali. L’abitudine all’esercizio fisico aumenta la fidu­ cia in sè stessi, la costanza, il sangue freddo, il coraggio e la decisione nelle azioni e anche l’abne­ gazione nelle relazioni sociali, in altri termini realizza l'equilibrio organico in tal maniera che un fisiologo ha potuto dire : « Questo equilibrio organico che è insomma il risultato essenziale deH’allenamento ben compreso arriva anche a manifestarsi esteriormente, e l’e­ spressione del viso, l’energia e la fermezza dello sguardo, la fisionomia tutta finisce per riflettere l’armonia della ■ personahtà morale coll’involucro fisico che essa anima. Non è il momento li ritornare a lungo sul com­ pito . moraie della ginnastica e dello sport, altri più competenti lo fanno sovente ; perciò io mi con­ tenterò di dire che come medico mi associo inte­ ramente a loro. Non posso tuttavia esimermi dal ricordare che la lotta contro le passioni, contro tutte le tendenze viziose, è facilitata dall’uso della ginnastica e dello sport. Essi allontanano dalla bettola, dai luoghi im­ morali, dalle compagnie sospette, questo è evi­ dente ; dunque per ritornare nel dominio medico, se la cultura fisica sotto tutti gli aspetti, come l’ho segnalato, previene la tubercolosi, essa diventa altresì un ottimo mezzo di preservazione contro l’alcoolismo e le tremende malattie veneree. Ag­ giungerò ancora che ciò non è tutto e se « so­ cietà » come le nostre sono utili opere di perfe­ zionamento fisico e morale, esse hanno sulle altre una superiorità incontestabile di cui dobbiamo es­ sere fieri e che dobbiamo proclamarlo altamente. Questa superiorità esse la basano sulla religione nella loro qualità di cattoliche. Al di fuori di ciò, voi lo sapete al par di me, non si ha nessun risultato tangibile Faremo, per mezzo della cultura fisica degli uomini belli e, perdonatemi l’espressione, dei


STADIVM bei bruti, anche della gente vigorosa, avente forse una reale energia morale, ma l’aggiungo subito, fragilissima. Perchè, la più leale anima, più diritta sarà incapace di resistere lungo tempo a certe de­ bolezze, contro le quali, sono armi efficaci sola­ mente seri e solidi principi religiosi.

(Il seguito al p. n.) Dr. J. BEICHOUD.

(da « Las Jeunes '».

Consiglio Regionale Laziale Prima di pubblicare il nuovo programma del prossimo '’imo che comprenderà la parte scola­ stico-ginnastica e quella sportiva, il C. R. ha creduto opportuno prendere contatto con tutti gli organismi fi Poma e della Regione con la spe­ ranza che da tutti sia dato il necessario contributo. E’ soprrutto necessario preparare il piano di azione per una ripresa foot-ballistica, sia pure ridotta, che permetta a tutti gli enti minori di vi­

vere e migliorare mentre i maggiori, in cammino verso una m^ta semi-professionistica, di tutto s occupano fuorché dello sport inteso nel senso più alto ed educativo. A tutti gli enti e a tutti coloro che comunque potrebbero averci interesse è stata mandata la cir­ colare seguente : « 11 Co isiglio Regionale Laziale per dare sem­ pre maggio e impulso al movimento della regione e per prep marci degnamente all’annuale Congres­ so dei rappresentanti, ha stabilito di indire una riunione st-aordinaria di tutti i Presidenti, Diret­ tori spo.i.vì, Assistenti Ecclesiastici e di quanti si interessare della nostra organizzazione. L’adunanza è fissata per il 9 dicembre alle ore 18 nei locali in Via della Scrofa n. 70. La S. V. e vivamente pregata d’mtervenire a tale adunanza e siamo certi che Ella non vorrà mancare mattandosi di questioni necessarie per la vita delle Società Cattoliche di Roma e Provincia. IL CONSIGLIO REGIONALE LAZIALE.

L’educazione fisica e il Governo Nell’ultimo numero pubblicammo alcune dichia­ razioni riguardanti il programma premilitare fatte dal Ministro della Guerra on. Gasparotto, riser­ vandoci di dire il nostro pensiero in proposito. Purtroppo però di educazione fisica a scopo pre­ militare se ne parla troppo e quindi se ne con­ cluderà pochissimo. Ncffl passa giorno che sopra i quotidiani e sopra i giornali sportivi si legga qual­ che dichiarazione ufficiosa sopra eventuali pro­ getti di legge : nuovi ordinamenti, speciali con­ cessioni ecc. ma intanto la questione base non fa un solo passo avanti. Di più lo stesso Ministro non sembra che abbia sempre le stesse inten­ zioni e sopra tutto non sembra che abbia fissato in modo concreto il piano di azione della futura preparazione premilitare Infatti fra le dichiarazio­ ni da noi pubblicate nella intervista fatta al Mini­ stro da una commissione composta di rappresen­ tanti di federazioni sportive e la relazione del Mi­ nistro stesso sulla riforma dell’Esercito ci sono delle differenze di pensiero e di concezione e c’è qualche passo che sarà domani difficile mettere d’accordo. Per esempio dice nell'intervista il Ministro che deve il Governo far sviluppare i vari enti sportivi e lasciare libertà alle iniziative private perchè : « così liberamente organizzata l’istruzione premi­ litare si giungerà fra non molto ad una istruzione premilitare generale, anche prima che essa diven­ ga obbligatoria. « Ed allora molti fondi, che ora sono assegnati All’Esercito potranno essere risparmiati ed asse­ gnati invece alla istruzione premilitare e della educazione fisica in genere, con grande beneficio dell’Esercito stesso e di tutta la gioventù ». Ma poi nella relazione chiaramente afferma : « La nuova forza bilanciata verrà tuttavia conte­ nuta nei limiti prescritti mediante una riduzione di ferma ai giovani che verranno alle armi dopo avere frequentato i corsi di istruzione premilitare. Finché quindi l’istruzione premilitare non avrà raggiunto la necessaria diffusione mancherà l’au­ tomatica riduzione della media degli uomini alle armi per effetto della diminuzione di ferma agli istruiti premilitarmente ». Ma è questa la questione dell’uovo e della gal­ lina. Se l’esercito sarà ridotto quando vi saranno giovani istruiti premilitarmente è segno che l’istru­ zione premilitare è un presupposto della riduzione dell’esercito : però se per fare l’istruzione pre­ militare si attenderà che i fondi dell’esercito sia­

no per riduzioni disponibili (e l’esercito non si potrà ridurre senza istruzione premilitare)... si finisce come quel cane che girava sulle quattro zampe per ore ed ore per riuscire ad addentare la coda! * « «

Si discute e si parla, dicevamo, ma intanto nulla di nuovo, di veramente nuovo viene alla luce; anzi potremmo dire che viene alla luce qualche cosa di molto vecchio. Si era detto che si doveva cambiare sistema, che i corsi premilitari non avendo corrisposto allo scopo, sia per la spesa, sia per le difficoltà dell’ingranaggio ecc. dove­ vano essere abbandonati per lasciare alla libera iniziativa degli enti la via vera da seguire, ed ecco che una nuova circolare ministeriale riafferma la utilità dei corsi e li fa diventare biennali ! Ecco nella sua parte essenziale la circolare : « Tenuto conto della sempre più manifesta op­ portunità dei corsi premilitari e della confortevole affluenza dei giovani ai corsi stessi, il Ministero determina che essi siano svolti anche nel venturo anno. « Affinchè peraltro detti corsi possano riuscire maggiormente proficui e meglio rispondere ai fini che ne hanno consigliata la istituzione, il Mini­ stero è venuto nella determinazione di renderli biennali. All’uopo si sta provedendo per una op­ portuna revisione dei programmi, al fine di met­ terli in armonia con la maggiore durata delle istru­ zioni. « Intanto in attesa dei programmi che il Mini­ stero diramerà appena possibile, gli enti che in­ tendono tenere i corsi potranno iniziare senz’altro al più presto, il lavoro preparatorio per le iscri­ zioni dei giovani, e la organizzazione dei corsi, attenendosi, in massima, alle norme contenute nella notificazione n. 3 del 20 novembre 1920, le quali ne regoleranno anche per l’avvenire lo svol­ gimento, salvo beninteso quelle aggiunte e varianti che si rende necessario di apportarvi in seguito alla più lunga durata stabilita per i corsi stessi e che il Ministero si riserva di far conoscere a tempo debito. « Si crede opportuo, ad ogni modo, avvertire fin d’ora che, per fruire dei vantaggi inerenti alla frequenza a corsi premilitari, i giovani che concor­ reranno alle leve posteriori a quella del 1902 do­ vranno comprovare la frequenza ad un corso bien­ nale : e quindi anche quelli che hanno frequentato i corsi del corrente anno conseguendo il relativo

3 certificato, dovranno comprovare la frequenza ad un secondo anno di corso ».

* ** * Niente meraviglia del resto; la mentalità mili­ tare è l’unica cosa che... non smobilita! Siamo al principio e va bene ; solo, poiché an­ che questo si dice e sembra vero, il Ministero della Guerra aumenterà notevolmetne il già esi­ guo fondo per l’incremento della educazione fisica fino a raggiungere la cospicua somma di dieci mi­ lioni ci sia consentita una domanda e una consi­ derazione. La F. A. S. C. I. avrà diritto alla sua parte? Ed ecco la considerazione (giacché alla domanda non è facile dare la precisa risposta) : chi è debole non avrà mai la vittoria. Se, come è probabile, il Ministero terrà pre­ sente per gli aiuti i soli enti che fanno capo al Comitato Olimpico Italiano è certo che noi sare­ mo un’altra volta fuori.... Dunque al lavoro! Bisogna che tutti per quanto è loro possibile aiutino il Consiglio Direttivo in questo. Valoriz­ zando la nostra forza, anche con fiancheggiamenti politici, forse in questa ora critica della nostra vita può ùarsi che raggiungeremo la meta. E’ dif­ ficile ; gli amici ci aiutino e ci diano tutte le no­ tizie necessarie. Al prossimo congresso complete­ remo la nostra opera. * * * Per rimanere dunque nel campo pratico, e in attesa che il Ministero si decida definitivamente sul da fare, urge istituire i corsi premilitari dove ancora non ci sono e seguitarli dove il decorso an­ no si svilupparono regolarmente. Questo, al momento di andare in macchina, sem­ bra che sia l’ultimo punto a cui si è arrivati !

Si parla di educazione! Sport cristiano La diffidenza che, _vr moki anni, grande parte anche della gente nostra ebbe verso lo sport, ot­ tenne il doloroso risultato che in tanta gioventù, attratta naturalmente verso gli esercizi fisici e, trovando Refrattarietà per queste loro tendenze presso le persone pie nascesse, quasi inavverti­ tamente e perciò più pericolosamente, quella repugnanza, di fronte alla pietà e alla pratica cri­ stiana, che portò quella gioventù ad una interpre­ tazione dello sport tutt’altro che utile e buona. Oggi, finalmente, a tale doloroso stato di cose si lavora, anche in Italia, a porre rimedio, cercan­ do di rendere cristiano anche lo sport, posto che è alto e doveroso ideale del cristianesimo quello di mettere 'n luce « l'influsso, non so!o dell'anima sul corpo ma del ccroo sull’anima ».

Sport lieto E’ paci ico orm eh. i nostr principi! non di­ sprezzano affatto tutto quello che vi è di bello, di buono, di lieto, nel senso anche umano. Se i greci davano all’erre zio fisico soltanto il valore estetico, '’onv1 classica facevano og~i cosa, c i romani davano il valore di forza, per la praticità di cui sostanziava > og.J loro opera, e l’utilità del riposo, il Cristianesimo sente di poter assommare tutte le qualità di bellezza, di forza, di letizia e li « abbraccia tutti in un ideale più alto : la bontà ».

Sport geniale Non solo. Ma roi esercizi) fisico lo amiamo geniale, ’.a brutalità di certi sport di marca molto straniera a . u repugno. Percnè, lontani dall’ingentilire e rendere buono l’animo e la mente, an­ che se —• se... — danno forza bruta al corpo, av­ vicinano 1 uomo all animale inferiore e lo abituano


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STADIVM

a considerare sè e — peggio — gli altri alla stre­ gua poco lusinghiera della bestia. Ce ne s n-> tanti di .pori eleganti, misurati, ca­ vallereschi, perchè cercare quelle forme così ani­ malesche e antiestetiche che per lo meno rendono gretto lo spirito della gente?

Mezzo, non fine Ora, .o credo cerò non mal detto abba­ stanza, fra i giovani nostri, che se noi ci occu­ piamo dedj sport — c ad esso diamo un posto nel lavoro nostro — è perchè più armonicamente propc'rzionale' Si sviluppine le loro membita, « perchè sorrida loro ^opo un lavoro faticoso una occupazione f^niale » perchè passano « al lavoro stesso torri';-e più fort: ». E’ perchè, ai giovani flosci e scipiti che si sner­ vano nell’ozi sita dei salotti o ièlle equivoche con­ versazioni e compagnie e nelle mollezze noi, vo­ gliamo eoi pporre delle giovinezze robuste e coscienti de”a propria virilità E’ perchè, di fronte ad uno sport, interpretato quasi quaie .■ fine dell’esisterza, beandone un culto, noi vogliamo uno sport che sia un mezzo, uno dei mei.'i pei raggiunge?0 il fine della vita. Vogliamo thè sia un n ezzo di educazione morale. Per a.ues o diciamo : c ucazione fisica. Cosicché guai a quel giovane che allo spbrt non sa dare eoi - sia cure con entus:asmo e le­ tizia, un’imr »rtanza m^urata sempr • subordina­ ta alle alte es genze H ’lo spirita e deila ragione Guai. Perchè se incomincia a sacrificate allo sport il euc e, la ment e il mpo migliòre, sen­ za accorgersne (ecco peric h !) perderà la per­ cezione giusta di quello che è necessario nella vita e di quello che è >1 solo accessorio, o il su­ perfluo o, .peggio, il dannoso. Una partita, una gara, una corsa non devono essere pre 'rite alle soddisfazioni uell’intelligen­ za e del cui ire. A base d’esempi potrei certo essere più efficace. Ma lascio meditare ai g’ovani stessi. Sarà bene. Se è vero 'he l’anim? e l’intelletto hanno mag­ gior valore del corpo e delle sue energie animali, si consideri a chi si deve dare il primo posto Ma, amici.... sportisti, anche questa volta fi­ nisco e vi riccio in pace. Ma teniamo presente nella azione sportiva, che non è faci.e distinguere sempre l’istinto dalla co­ scienza e perciò occorre che ci sorvegliamo con­ tinuamente perchè ciò che è istinto non superi mai ciò che è coscienza. Che o pirite nostro si ritempri nell’esercizio fisico per ’rame energ’e utili alle ascensioni più nobili, è giiicto', è naturale.

* * * Ma l’istinto ha da essere disciplinato dalla co­ scienza. De1 resto anche la moderna psicoterapia sostiene e dimostra che « il fondamento di ogni sanità nervosa e fisica sta nella rigenerazione di una gagliarda vita del volere, nel dare impulso al­ l’energia spirituale di fronte al corpo ». Quindi per noi gli esercizi fisici, lo sport, non hanno che da essere una reale e coerente edu­ cazione fisica. g. a. t. <--o breve articolo io abbiamo riportato dal periodico gi'vanile << La Fionda » che con tanto successo ’i 'ora ed opera nel campo studentesco Siamo lieti che i principi base di una vera e sana educazione fisica che noi da anni, soli, senfc ’i'-mo diffondendo in mezzo alla gio­ ventù ed al popolo, abbiano trovato le simpatie di quel nucleo dì organizzatori che da Brescia difin 2 S2ria proMaàndQ ;n tuna Italia. La F. 1. S. C. I. mentre da ogni parte per igonranza e per interesse si è cercato e si cerca di asservire l'educazione fisica ai fini di un par­

tito e di una casta e peggio si pretende di fare un monopolio di fronte al pubblico e, peggio, allo Sta­ to, ha tenuto alto il grande principio cristiano di questa fo inazione giovanile che dando una forza fisicn c’>e n ove generazioni dì ad esse anche una forza riorale. noe n ci hanno seguito, pochi compreso. Siamo ani. Hi e andiamo ancora contro corrente 'li""hè tutta l'organi-razione ginnastica e sportiva italiana non vuoi sentire parlare di limiti e di freni

e scambia il fine con il mezzo facendo la rovina di tanti giovani. Siamo dunque lieti, come dicevamo, che altre voci si siano unite alle nostre; voci fresche e nuo­ ve di avanguardia cristiana eh a contatto con la realtà della ita non possono mentire. La F. .’. $. C. I. saluta i giovani studenti che entrano nel nostro solco e seguono ii nostro cam­ mino. (Nota del Redattore).

Progressione alle parallele TEMA Appoggio — ¡.quadra — staccai’appoggio avanti —

dosso — squadra e lentamente all'appoggio teso — un quarto di volta a sinistra, appoggio latera e

capovoha — sali’onda discendente — sbalz’appoggio — dietro front — verticale — volteggio a petto e a dosso.

di volta a s istra giungendo all’appoggio flesso — tensione delle braccia, slancio avanti, indiefo

N. B. — Partenze a petto, impugnatura alle estremità. — Gli staggi prendono il nome di

cadere all’appoggio bracchiale equilibrata e subito capovolta indietro giungendo alla verticale appog­

sinistra e destra sulla fronte del ginnasta. Per ’a le limnologia vedere; « Saggio di Ter­ minologia Ginnastica del Prof Gregorio Draghischio ».

I. GRADO Appoggio nesso — tensione delle braccia (ap­

poggio t s.,) — mezzo accavalcioni a dosso a de­ stra : lo sie.-so a sinistra (accavalcioni a dosso) — capovolta avanti, giungendo all’accavalcioni a dos­

so — slancio indietro e nel derivante avanslancio, cadere all’appoggio brachiale equilibrata, finito con sbalzo all acavalcioni a dosso — slancio indietro,

a terra con volteggio a petto a destra, mano sini­ stra sullo staggio di destra. II GRADO. Appoggio teso — squadra — capovolta avanti,

appoggio ’orecchiale allo slancio indietro, e nel de­ rivante avanslancio sbalzo compiendo solo mezza

elevazione, seguita dallo slancio ascendente al­

l’appoggio teso — slancio avanti, indietro, avanti doppia posata a dosso a destra, dietro front a si­ nistra giungendo all’accavalcioni a petto — slan­

interno s.Vlo staggio sinistro e subito un quarto

giata — onda discendente doppia posata a dosso a destra (seduta a destra) braccio destro infuori al l'altezza della spalla, gamba destra tesa e sinistra piegtaa, a terra con volteggio a dosso a sinistra finito con mezza volta a sinistra, mano sinis: sullo staggio delle parallele. V.

GRADO.

Staccata all’accavalcioni a dosso — squadra, ca­ dere alla sospenisone equilibrata, sbalzo all’accavalcioni a dosso — slancio indietro salt’onda di­

scendente appoggio teso — slancio avanti, in die­ tro, onda discendente finito con dietro front a sinistra ippcggio con braccia flesse — tensione

delle bracca, squadra e lentamente salire alla ver­

ticale appoggiata — capovolta tesa indietro giun­ gendo alla verticale appoggiata —.stendere le brac­

cia abbassando le gambe, slancio avanti, gamba destra sotto mano sinistra infuori a petto a sini­ stra e rapidamente portare infuori, per avanti, gam­

ba destra a sinistra, a terra con mezza volta a

destra mano sinistra sullo staggio destro. VI.

GRADO.

cio avanti a terra con volteggio a dosso a destra

Staccata appoggio a squadca — lentamente pas­ sando dall orizzontale elevarsi alla verticale a brac­

un ouarto di volta a destra, mani sullo staggio di destra.

cia tese — calare alla verticale appoggiata — ca­ povolta tesa indietro giungendo alla verticale ap­

III.

GRADO.

Sot’o roano destra indentro, accavalcioni a dos­ so —- Squadra — capovolta avanti all’appoggio brac­

poggiata — stendere le braccia abbassando le

gambe, slancio avanti, indietro, volteggio a petto e a dosso a sinistra con mezzo giro a sinistra, ma­ no sinistra sullo staggio sinistro.

chi?’e equilibrata — sbalzo all’appoggio teso slancio avanti, indietro, onda discendente, doppia

posata a .'vsso a destra e subito die’ro front a si nistra, giungendo all’accavalcioni a petto — im­ pugnatura a dcs"o, slancio indietro onda discen­ dente. gamba sinistra cul'o staggio destro •» su­

bito mano destra sullo staggio sinistro e gamba destra sullo staggio destre (armeggio traversale r petto) —• Volteggio a gambe unite a destra, dorso rivolto alle paral’ele. IV.

GRADO.

La presente progressione fu eseguita dalla So­ cietà Ginnastica « Viribus Unitis » di Saronno, net concorso di Roma. La squadra diretta dall’inse­ gnante Augusto Rovati meritò il primo premio e fu classificata prima.

Diffondete lo STADIUM

Sotto mano destra, appoggio, slancio indietro,

Alfredo Foglietti, gerente responsabile

salt’onda discendente giungendo all’accavalcioni a

TEL. — S. Maria in Monticelli, 73-a. Roma


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