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c. s. i.
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V
BTADIUW CENTRO
SPORTIVO
ITALIANO
I
PROBLEMI
DELLO
SPORT
ANNO
LXIII
N. 21
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un natale senza miti Lo sport per l’uomo nella luce del Natale Don Claudio Bucciarelli - pagina 5 i
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Un ultimo sguardo allo sport dell'anno, prima che il 1968 se ne vada... Un saluto ed un augurio al 1969 con tanta speranza da parte di tutti gli sportivi. Servizio di Paolo Valenti a pagina 7.
un allenamento che vale Significato e valore dell'allenamento sportivo Paolo Andreoli - pagina 11
DICEMBRE
1968
organizzazione nuove strade per Patietica
cd
Come abbiamo visto sull’ultimo nu mero di Stadium, una prima preci sa indagine fra le Società regolar mente affiliate al Comitato potrà da re risultati insperati. Ci sarà adesso da stilare un preciso programma di sollecitazione per sco prire la loro vera portata all'atle tica e soprattutto il loro vero entu siasmo verso la disciplina.
Un incontro, è sempre un primo passo verso un colloquio. In un in contro a livello di Dirigenti respon sabili ci si potrà rendere conto fino a quale stadio la Società può re cepire la sollecitazione atletica. L'incontro deve essere franco. da ambo le parti. La Società dovrà met tere sul tappeto tutte le sue am bizioni e contemporaneamente i suoi limiti. Se a suo tempo aveva deciso di fare ■ atletica » vuol sempre dire che un briciolo di interesse c’era e forse c'è. Bisogna far ingigantire quell'in teresse. dire al Dirigente (o ai Di rigenti) che tentare una nuova stra da potrebbe giovare senza dubbio al la stessa società, specie se è una Società ad un solo sport prevalen te (calcio?). Un argomento di facilissima presa e di sicuro interesse sarà quello del maggior rendimento che si potrà ot tenere dall’intera squadra calcistica se gli atleti svolgessero « anche ■ attività atletica. E' bene ricordare che - comunque • una squadra cal cistica (ma il discorso non cambia se la Società ha per sport preva lente il basket o la pallavolo) svol ge già una preparazione atletica, limitata, ma sempre atletica, e quin di tutti gli atleti sono già portati inconsciamente all’atletica. Inoltre ogni Società, a carattere uni o bisportivo, ha il problema delle « riserve », cioè di quegli atleti eter namente (o quasi) relegati in - pan china ».
L’atletica potrebbe mantenere ad un buon livello tecnico-agonistico anche questi atleti, se per esempio si pen sasse ad organizzare gare riservate a loro. Per iniziare una attività, come quel la dell’atletica, in Società dove un solo sport l’aveva fatta sempre da padrone, anche questi « mezzi » so no più che utili oltre che necessari. E non è da credere che • rimediare • così gli atleti sia poco fruttuoso. Ricordiamo, parecchi anni or sono, che proprio da gare riservate ad atleti di « altri • sport, un Comitato del CSI scoprì nel mezzofondo un atleta che, abbandonato presto il po co edificante ruolo di eterna riserva, diventò una autentica promessa na zionale fino a conquistare un titolo tricolore. ALDO CAPPELLINI
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« giochi » ancora sui “giochi,, Dopo aver tracciato, nel nostro pri mo articolo, le linee programmatiche della nostra azione, riteniamo utile illustrare punto per punto in modo pratico gli impegni dei nostri Co mitati che scaturiscono dalle diretti ve di massima. Questa volta ci soffermeremo su due impegni che rivestono a nostro parere particolare importanza: il censimento delle forze sportive e delle attrezzature esistenti nella pro pria Provincia o Zona; la sensibi lizzazione all’idea dei Giochi delle nostre Società, nonché di quelle a noi affini ideologicamente o per co mune estrazione. Il primo dovrà darci il quadro esatto dell'ambiente nel quale dovremo operare e delle forze sulle quali po tremo contare; il secondo invece sarà determinante per dare ai Gio chi la convinta adesione delle forze sportive di ispirazione cristiana ed il loro decisivo apporto. ■ Per poter realizzare il primo impe gno sarà necessario avere un elen co dei Comuni della propria Pro vincia o Zona con i dati della loro popolazione. Quindi si suddividerà il territorio sotto la propria giurisdizione in tan te zone, aventi un numero il più possibile equivalente di Comuni, per territorio e per popolazione, ciascu na da affidare ad un Dirigente Pro vinciale o Zonale. Il Dirigente incaricato dovrà recarsi personalmente in tutti i Comuni del la propria zona per prendere con tatto con i Dirigenti delle nostre Società, se esistenti, o con Dirigen ti di Organizzazioni a noi affini, per fare con cognizione di causa e con perfetta aderenza con la realtà un quadro il più possibile dettagliato della situazione sportiva locale. Prenderà altresì contatto con le Au torità comunali per saggiare le loro intenzioni circa la realizzazione della fase locale dei Giochi. Nello stesso tempo interesserà alla iniziativa, oltre ai Dirigenti sportivi già avvicinati, anche i Parroci e gli altri Sacerdoti della zona, illustran do loro i vantaggi e i benefici della attività sportiva da promuovere per una globale educazione dei loro gio vani parrocchiani. Con l’occasione dovrà fare un esat to censimento di tutte le attrezzatu re sportive esistenti nel territorio del Comune, nonché delle aree dispo nibili sulle quali far sorgere anche dei rudimentali impianti sportivi. Dovrà infine stabilire, In base agli elementi di giudizio in suo posses so, quali sport, fra i sette obbli gatori, potranno essere realizzati in ciascun Comune della sua zona e quali interventi dovranno essere fat ti per facilitare al massimo la rea lizzazione delle varie discipline spor-
tive nel maggior numero di Comuni.
possibile
E cioè dovrà minuziosamente elen care tutto quanto sarà necessario fa re e dare perché le nostre Società e tutte le forze di ispirazione cri stiana della zona partecipino alle fasi locali in forma totalitaria e la più polisportiva possibile. Quindi do vrà conoscere quante Società o Nu clei sono in grado di partecipare al le gare di atletica, quante a quelle di pallacanestro, e così via e nello stesso tempo dovrà segnalare a fianco di ciascuna Società le rela tive necessità per facilitarne o pro muoverne la partecipazione (invio materiale sportivo specifico, oppure assegnazione temporanea di attrez zature come campi mobili di palla volo, canestri, pesi, dischi, etc.; op pure invio di un tecnico per la pre parazione dei soci; etc.). Infine dovrà concertare con le Auto rità civiche e le forze sportive dei piccoli Comuni, dove praticamente ri sulta impossibile realizzare total mente o parzialmente la fase lo cale, dei consorzi di comuni viciniori per la realizzazione di fasi interco munali. Potrete rilevare la complessità dei compiti, la vastità dell'inchiesta, e la delicatezza di questa fase del l'azione che i nostri Comitati dovran no con impegni spiegare, e di con seguenza raccomandiamo vivamente di affidare l’incarico a dirigenti ca paci. intraprendenti, dinamici e con una certa disponibilità di tempo ol tre che di un mezzo di locomo zione. Sull'abilità, la solerzia e lo spirito di sacrificio di questi Dirigenti è in gran parte basato il felice esito della nostra azione.
FILIPPO
DUE
AMICI
DEL
DRAGOTTO
C.S.I.
ORDINATI SACERDOTI
Gianni Gherardi, già consi gliere nazionale e tuttora col laboratore presso la Presidenza Nazionale, sarà ordinato sa cerdote il 21 dicembre a Mo dena.
Aldo Rabino, salesiano, noparticolarstro collaboratore mente ai Campi Scuola nazio nali. sarà ordinato il 22 dicem bre a Torino. Ai due cari amici il nostro saluto e augurio più vivo per Il ministero sacerdotale che sono chiamati a svolgere.
il giuoco di squadra 16 - Lo schieramento da utilizzare per istruire gli allievi nel giuoco di squadra.
In attacco, gli allievi dovrebbero es sere addestrati ad impiegare i due schemi base del più conveniente mo do di giuocare: lo schema ad M e quello « a croce» (figure 10 e 13). Come pure quello a W, da utilizzare nei confronti delle squadre che han no la dabbenaggine di adottare il « giuoco all'italiana » anche contro il WM.
A quest’ultimo riguardo, ci sia con sentito un inciso inteso a riassu mere quanto ripetutamente detto in precedenza, circa il modo più con veniente di affrontare il WM stesso. Evitare, per prima cosa, di schie rarsi a propria volta a WM; ciò per non creare alla propria difesa diffi cili situazioni (figura 9). Disporre invece i propri cinque attaccanti ad M od « a croce »; ciò per offrire alla propria difesa a cinque un’ade guata protezione avanzata (figure 10 e 13). Ecco ora le possibili risposte avver sarie e le successive controrisposte proprie: a) tanto meglio se gli avversari con tinuassero ad operare con cinque difensori, comunque disposti. Nelle situazioni che ne conseguirebbero, gli attacchi ad M ed « a croce » po trebbero infatti giuocare in condi zioni quanto mai favorevoli; b) bene anche se gli avversari, dopo aver aumentato i loro difensori da cinque a sei attraverso la semplice riduzione da cinque a quattro degli elementi che compongono il loro at tacco a W, subissero, senza ulteriori contromisure, la successiva trasfor mazione dell'attacco ad M in quello a W, o di quello » a croce » in quello - a pentagono» (figura 16). Queste trasformazioni sono consiglia bili per i motivi di cui alla puntata quindicesima. Verificandosi tutto ciò. sarebbe infatti la difesa a giuocare in condizioni di favore; c) pazienza, invece, se gli avver sari riequilibrassero la situazione adottando anch’essì l’attacco ad M od « a croce ». Ci si dovrebbe in fatti rassegnare a giuocare ad armi pari; e cioè con un difensore in soprannumero per parte (figure 12, 14 e 15). In difesa, gli allievi dovrebbero es sere istruiti ad operare sia contro attacchi ad M, - a croce • ed «a pentagono • (in tutti e tre i casi, ripetiamo, difese su sei elementi opportunamente disposti), sia contro attacchi a W (cinque difensori che impiegano il meccanismo difensivo del WM: puntata quarta). L'addestra mento a servirsi di quest'ultimo mec canismo è reso indispensabile da due motivi.
Il primo, quello della ben nota ne cessità di affrontare in modo eco nomico eventuali attacchi a W. Il secondo, quello della possibile uti lizzazione del meccanismo difensivo del WM — in fase finale di azio ne — anche nei confronti di attac chi abitualmente schierati ad M. « a croce » od « a pentagono ». Ci spie gheremo meglio. Come evidente, quando il difensore libero di una difesa a sei rimpiazza un compagno superato dal diretto avversario, ciò dà luogo, nel vivo dell'azione, alla parità numerica fra difensori ed at taccanti. Se i cinque difensori re sidui rimanessero ciascuno a stret to contatto dell'attaccante contrappo sto, essi cesserebbero di costituire un sistema difensivo e si trasforme rebbero in altrettanti elementi iso lati. ognuno dei quali (e con lui l’intera difesa), alla mercè di una nuova triangolazione o dribbling se non. addirittura, di un rimpallo sfa vorevole. Poniamo ora la nostra at tenzione su quanto segue. Qualun que sia l’assetto iniziale di un at tacco. quando lo stesso giunge nei pressi dell’area di rigore avversaria, i suoi tre elementi più avanzati si trovano frequentemente su una stes sa linea. Quasi fossero il centroavanti e le ali di un attacco a W. Verifi candosi ciò, una difesa a sei che nel corso dell'azione avesse perduto il proprio elemento in soprannumero, potrebbe tornare a giuocare ancora in modo organizzato. Questo avver rebbe se i tre difensori che control lano i tre attaccanti suddetti, riu scissero a porre tempestivamente in atto le vicendevoli coperture che gli elementi dell’ultima linea di una squadra a WM si offrono per abitu dine (figure 4 e 5). Tali coperture ridurrebbero in modo sensibile le situazioni pericolose cui abbiamo ac cennato. La non infrequente fragilità di qualche difesa pur con sei ele menti trova, dunque, una probabile spiegazione nel suo mancato adde stramento all'attuazione di quanto precede, sola via per tentare la pro secuzione di un giuoco organizzato quando il difensore in soprannumero abbia rimpiazzato un compagno di reparto. Ma ve un motivo forse ancora più importante dei due precedenti che consiglia di addestrare i giovani cal ciatori ad utilizzare il meccanismo difensivo del WM. Quello che esso meccanismo costituisce un efficace strumento per migliorare la loro ca pacità di prevedere gli sviluppi del giuoco offensivo avversario e per rendere conseguentemente più pron ta la loro partecipazione ai vari aspetti del giuoco difensivo. Riassumendo, sembra dunque conve niente istruire gli allievi ad impie gare:
loro volta, adottino l’uno o l’altro di questi schemi. Nel concludere questa lunga serie di articoli, viene spontaneo chieder si quale, fra lo schema con l’at tacco ad M e quello con l’attacco « a croce ». sia più conveniente. Una risposta abbastanza attendibile può ottenersi esaminando la posizione dei quattro attaccanti che entrambi gli schemi destinano a compiti preva lentemente offensivi (sia detto per inciso che in una squadra col di fensore in soprannumero, la parteci pazione delle ali al giuoco difensivo avviene in misura molto ridotta). Consideriamo una squadra con l’at tacco ad M. Riconquistata la palla, se essa squadra avesse assegnato al proprio centroattacco una posi zione estremamente guardinga, o se il centroattacco stesso non fosse molto pronto a riportarsi in avan ti. la sua seconda linea (figura 10) risulterebbe sguarnita al centro. E questo vuoto dovrebbe essere col mato da una delle ali, con conse guente riduzione dell’ampiezza del fronte offensivo. Consideriamo ora una squadra con l'attacco « a croce ». Anche se essa praticasse un giuoco strettamente difensivo, la sua seconda linea ri marrebbe sempre inalterata. Il com pito di sesto difensore spetta, in fatti, alla sua mezz'ala arretrata, che giucca in terza linea (figura 13). Purché con un centroavanti all’al tezza del compito, lo schema con l'attacco « a croce - sembra dunque offrire maggiori possibilità offensi ve. Ed anche difensive, in quanto la sua mezz'ala arretrata può parte cipare attivamente alla costruzione del giuoco offensivo, distanziandosi dalla difesa molto meno del centroattacco della M.
ALBERTO GUAiTINI
22 - fine
a) lo schema a WM (e la sua va riante « a pentagono ») contro squa dre che adottano il « giuoco all’ita liana » ed il 4-2-4. Contro Squadre,
cioè, che giuocano sempre con sei difensori, omettendo di disporre il proprio attacco in modo da costrin gere gli avversari, pena gravi rischi, a schierarsi anch’essì con sei difen sori; b) gli schemi con l’attacco ad M ed « a croce » contro squadre che, a 3
flash giunta esecutiva del CONI La Giunta esecutiva del CONI, riunita a Roma il 4 dicembre, ha ascoltato ed approvato una relazione del Presidente sulle attività di carat tere internazionale svolte neH’ambito dei Giochi di Messico. La Giunta si è poi intrattenuta a lungo in una di samina tecnica dei Giochi, sul com portamento agonistico della rappre sentativa italiana e sulla passata e futura collaborazione fra Comitato Olimpico e Federazioni sportive nazio nali. In considerazione dei prossimi Giochi Olimpici di Monaco 1972 è sta to anche iniziato un primo esame della situazione delle Federazioni sportive. La Giunta ha rivolto un elogio agli atleti vincitori di medaglie, i quali saranno a Roma, nel prossimo gen naio, in una solenne cerimonia a cui interverranno i decorati di meda glie d’oro al valore atletico dell’an no 1968 e i vincitori dei premi let terari del CONI. E’ stato quindi ripreso il discorso sui prossimi Giochi della Gioventù, che avranno luogo nel prossimo an no 1969. Il consenso già manifestato dalle persone e dagli enti che sono stati chiamati a collaborare all’inizia tiva, il parere favorevole già espres so dalle autorità della scuola e dai Ministeri interessati, sono elementi positivi già acquisiti. Ovviamente lo sforzo maggiore dovrà essere sop portato dalla organizzazione sporti va nazionale, dalle Federazioni spor tive, dagli uffici centrali e periferici e dagli enti di propaganda sportiva invitati ad una stretta cooperazione. Perciò la Giunta, dopo aver proce duto alla costituzione dei Comitati centrali e periferici, che saranno pre posti alla organizzazione, ha confe rito alla Presidenza un ampio man dato affinché la fase operativa dei Giochi venga affrontata con la mas sima speditezza. La Giunta ha quindi approvato un primo stanziamento di cinquanta mi lioni in favore degli impianti sporti vi delle zone recentemente alluvio nate, dando mandato alla Presidenza affinché gli accertamenti e gli in terventi vengano concretati al più presto possibile, analogamente a quanto venne fatto per le calamità del 1966. La Giunta ha approvato i contribu ti che verranno erogati alle Federa zioni sportive nazionali per il 1969 e che prevedono un aumento rispet to a quelli del 1968. Sono state approvate le modifi che agli statuti della FIAP e al re golamento dell’UITS. La Giunta ha poi preso atto della graduatoria dei candidati risultati idonei all'ammissione alla Scuola Centrale di Sport. L’inaugurazione dell'anno accademico 1968-1969 è stata fissata al giorrio 18 dicem bre. In materia di impianti sportivi la Giunta ha deliberato un contributo
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di circa trecento milioni al Centro per lo sviluppo turistico e sportivo di Firenze per consentire l’ultima zione del complesso sportivo di Campo di Marte. Sono stati approvati gli appalti per la costruzione di vari impianti sportivi e coiè: i campi sportivi sco lastici di Bolzano e di Firenze; la palestra di pugilato di La Spezia; il Centro Tennis di Napoli; la palestra di ginnastica di Venezia; la palestra di ginnastica di Firenze. Sono stati anche approvati gli ap palti per le attrezzature complemen tari del Centro nazionale di addestra mento di Tirrenia, del Centro di pen tathlon moderno di Passo Corese, del Centro invernale di Madonna di Campiglio. La Giunta ha approvato poi il Bando dell’appalto concorso per il Velodromo coperto di Milano, che verrà diramato entro il corrente an no. Essa è stata anche informata dell'incontro che il Presidente del CONI ha avuto con il Sindaco di Roma per risolvere il problema del Palazzetto del ghiaccio di questa città. Si resta in attesa della defi nitiva risposta del Comune prima di emanare il Bando dell’appalto concorso che verrà indetto direttamente dal CONI. Infine la Giunta ha preso atto delle trattative che hanno portato al per fezionamento del Testo del Regola mento Organico del personale dello Ente, che dovrà essere prossima mente approvato dai Ministeri com petenti.
ancora contro l'art. 91 Nell'ultimo numero demmo noti zia della conferenza stampa dello Assessore allo sport del Comune di Roma, dott. Carlo Rosato e della successiva Iniziativa dell’on. Guer ci del PSl che ha presentato una interpellanza per la modifica dello articolo 91 della legge comunale e provinciale. Ora, la faccenda dell'art. 91 ha avuto un seguito. Per iniziativa del Dott. Rosato, si sono riuniti i rap presentanti dell’AlCS, dell’ENDAS e del Centro Sportivo Libertas allo scopo di esaminare le possibilità di modificare l’incriminato articolo 91. I rappresentanti dei tre Enti di Pro paganda e il dott. Rosato hanno con venuto sulla opportunità di rappre sentare ai rispettivi organi di par tito la necessità che il problema dell’art. 91 della legge comunale e provinciale venga affrontato in se de di formulazione del programma politico del governo in via di for mazione. A questa riunione ha fatto seguito un incontro dei presidenti dei Co mitati romani del CSI, Vincenzo Na talizia, e dell’UISP, Giuliano Prasca, i quali hanno diramato al termine il seguente comunicato: ■ L'iniziativa con la quale il dott. Rosato, assessore allo sport del Co mune di Roma, intende sottoporre all'attenzione degli organismi com
petenti l'attuale insufficienza legisla tiva e particolarmente quella riguar dante l'art. 91 della legge comunale e provinciale (in virtù della quale le spese per lo sport vengono con siderate ancora « facoltative •) non può riguardare solo ed unicamente quelle organizzazioni sportive diretta espressione di alcuni partiti politici, ma deve investire nel modo più com pleto tutti i cittadini (compresi atleti, tecnici e dirigenti) che quoti dianamente e concretamente opera no per realizzare una capillare dif fusione della pratica sportiva tra i giovani. Il criterio distintivo tra spese « ob bligatorie » e spese « facoltative » è sorpassato rispetto alle esigenze moderne. A tale criterio dovrebbe sostituir si la specificazione delle « funzioni e dei servizi » comunali, con una esplicita previsione delle possibi lità di espansione della sfera di at tività comunali in settori connessi agli interessi dell’ente locale. In que sta visione, di maggiore aderenza alla vita moderna, l'attività sportiva deve trovare il suo naturale campo di sviluppo. In particolare le spese per impianti sportivi debbono rien trare tra gli oneri inerenti a com piti istituzionali, nei modi e secon do gli indirizzi da fissarsi nell’am bito dell’autonoma determinazione degli enti locali. Per questa ragione riteniamo che qualsiasi iniziativa tendente al su peramento dell’attuale carenza legi slativa ed alla naturale ed organica realizzazione degli impegni che avrebbero dovuto trovare una ragio nevole e quinquennale soluzione at traverso la Programmazione (cap. 15) deve impegnare, ai diversi li velli, tutti gli Enti di propaganda e le Organizzazioni sportive le quali, nel rispetto della loro reale autono mia, conducono da 20 anni la batta glia per il profondo rinnovamento delio sport italiano. Mentre consideriamo che una più consapevole attenzione verso i pro blemi dello sport, inteso prima di tutto come servizio sociale, si rea lizza mediante una partecipazione democratica attiva di tutte le forze sportive seriamente impegnate in questo processo di promozione e di crescita, riteniamo che occorre sol lecitare, nel corso di questa V Le gislatura. una organica iniziativa le gislativa moderna, capace di inter pretare le quotidiane esigenze dei giovani espresse sempre con cre scente consapevolezza. I Comitati provinciali di Roma del Centro Sportivo Italiano (CSI) e dell'unione Italiana Sport Popolare (UISP) chiedono quindi a tutti i par titi politici un preciso impegno che risponda immediatamente e media tamente alle autonome Istanze dello intero movimento sportivo ».
un natale senza miti
CLAUDIO BUCCIARELLI
cosa nota. Le Olimpiadi di Città del Messico sembrano aver scosso e umiliato l’orgoglio nazionale di certi sportivi italiani, che fanno dello sport una specie di esaltante mito da « avvolgere » con aria dannunziana munita di fez e pugnale fra i denti. Uno di questi sportivi, piuttosto altolocato, ha avuto la felice (!) idea di fare quest'affermazione: « le Olimpiadi per l'Italia sono andate male perché ci è mancato lo "spirito vincente", nostra caratteristica di non molti anni fa ». Verrebbe la voglia di fare una pungente ironia circa simili stupidag gini, se le Olimpiadi del Messico non avessero, ancora una volta, ri velato le grosse lacune su cui è basata la « concezione sportiva » in Italia. Ormai, infatti, è risaputo che la situazione dello sport in Italia è carente perché per troppo tempo si sono giocate quasi tutte le carte sul cosidetto « campionismo », invece che su un'educazione sportiva di base. Dietro alcuni campioni, c’è solo il vuoto: pochissimi attori e una miriade di spettatori. Uno sport così pensato diventa un mito e non serve all’uomo, perché diventa palcoscenico per il divismo; vetrina, passerella e trampolino di lancio per fini extra-sportivi; stupefacente di cui non si può fare a meno.
ietro il palcoscenico di uno sport così inteso danzano le prime bal lerine all’insegna di una bibita o di un elettrodomestico; tra queste c’è sempre il campioncino da mandare ad esibirsi alle competizioni internazionali perché la Patria lo reclama e lo esige, ma ben pochi si preoccuppano che dietro al campioncino, che invecchia sui propri allori, ci sia una scuola sportiva di base di giovani che nello sport possano realizzare il ruolo di attori e non di spettatori. Anche la trita retorica, così cara ai Giochi Olimpici, di uno sport strumento efficace per favorire la fratellanza universale fra i popoli, va assai ridimensionata se questa fratellanza non diviene vero abbat timento delle barriere nazionalistiche e razziste; senza voler entrare nel caso specifico, è veramente triste vedere, in un’olimpiade, gio vani insigniti del massimo premio, che lo respingono e protestano in una sentita difesa della dignità di cittadini che la loro patria umilia con una discriminazione di fatto. Lo sport, anche quando è spettacolo, o è inteso come fattore di educazione dell’uomo o non serve. Diventa un mito e va demitizzato con tutte le forze. 5
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Bisogna battersi per far crollare i miti creati intorno alla « fatica atletica » e alle « bandiere sportive » piene di medaglie, per risco prire l'uomo nello sportivo. Ha ragione Rivera quando afferma: « 7Ma ' credete veramente che qualcimo ci consideri come esseri umani? -Noi----non-----------dobbiamo p—---'--a j pensare niente, gli psicologi sportivi dicono che se un calciatore pensa a qualcosa non fa più gol ed allora non serve ».
I « campionismo » che crea i miti sportivi è stata una creazione del periodo fascista, durante il quale lo sport era visto come un mezzo di esaltazione nazionalistica. Al tempo in cui ero un rapazzino, ri cordo che Starace, per mostrare una sensibilità populistica, aveva inventato il fatidico « sabato fascista » in cui ci facevano marciare con il cosidetto « passo romano » e così disimparavamo perfino a camminare da gente seria e normale. Ma ora i tempi sono cambiati e 1bisogna saper leggere il proprio tempo nella riscoperta dei valori più essenziali e profondi perché lo uomo possa chiamarsi veramente uomo; e nel nostro caso perché lo sport contribuisca ad aprire l'uomo, sia sportivo che tifoso, al gu sto, all’interesse, all’impegno per valori umani come la lealtà, l'one stà, la solidarietà, la fraternità, il servizio disinteressato agli altri e per quei « valori » che rimangono e sopravvivono. Ed è in questa prospettiva che noi ci battiamo per formare sportivi senza mito. Infatti non crediamo al mito dello sport-idolo; non crediamo al mito dello sport-banca; non crediamo al mito del recordismo; non crediamo al mito dello sport-retorica-fraterna; non crediamo al mito del tecnicismo. Noi non crediamo a questi miti, perché crediamo all'uomo vero, quello per cui Cristo è nato, vissuto, morto e risorto; crediamo a quell’uomo che deve essere un dominatore di tutte le cose create e non un dominato, a quell’uomo-sportivo che ama l’agonismo, la tecnica, lo sport insomma, ma quello sport che serve l’uomo e lo rende più libero più se stesso. Bob Kennedy diceva in un suo discorso: « in una società in cui i miti della violenza, dell'arrivismo e del terrenismo trionfano, un uomo che è ricco di Coraggio Morale e lotta per la giustizia,è l'unico vero uomo che conta, oggi ». Questo è un discorso importante per noi cristiani, seguaci di quel Cristo che ha accettato con umiltà e semplicità la condizione umana per servirla secondo i fini posti dal Creatore.
a con:/ può l’uomo-sportivo raggiungere la sua pienezza? bolo se capirà che l'uomo anche nello sport deve fare i conti con Cristo: infatti « tutto ciò che è reale non è valido per l’uomo senza Cristo », e ciò equivale a dire che lo sportivo che non agisce da uomo è un disordine nel mondo, che è fatto per l'uomo ed in cui tutto è nostro, ma noi siamo di Cristo; inoltre « tutto ciò che è valido non è realizzabile senza Cristo », cioè tutti i discorsi sulla va lidità dello sport — non importa se fatti in America, in Russia, in Africa, in Europa — possono restare incompleti o camuffati se non saranno capaci di promuovere il vero sviluppo dell’uomo, che trova la sua vera chiave di soluzione neì\' uomo-Cristo, in cui tutte le cose hanno piena consistenza. Il mio augurio natalizio quindi è nella prospettiva di questai « giustizia sportiva » che bisogna guadagnarsi con <coraggio morale, palmo a palmo, nel settore in cui ciascuno di noi opera. Chi di noi, nel CSI, non capisce questo suo impegno educativo, ruba qualcosa di vero e di giusto alla sua vocazione di uomo e di sportivo. E se ruba, è ladro! 6
IL MONDO DELLO SPORT
permetta momento l . ' Fare i bilanci non è facile. 0 si compila una specie di catasto, denso di cifre ed arido che annoia il lettore e non diverte lo scrivente, o bi sogna scegliere. Preferiamo quest’ultima via, anche se le scelte sono sempre difficili. Comunque mi pare di non far torto a nulla e nessuno tiran do fuori dal mazzo degli av venimenti sportivi che hanno interessato i nostri atleti e il nostro pubblico nel 1968, cin
que «punti fissi»: giochi olim pici invernali, terza edizione di Benvenuti-Griffith, copp;i Europa di calcio, vittoria di Adorni nei mondiali di cicli smo, Olimpiadi del Messico. I « giochi della neve » di Grenoble sono stati l'ultimo passo della Francia sul cam mino della megalomania ma le intesa. Una coreografia
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piuttosto barocca e un dispen dio di mezzi e di energie che Finiscono per far dimenticare del tutto lo spirito olimpico. Una questione piuttosto me schina e triste di pubblicità ad ogni costo — qui non ci entra la Francia in particola re — che inserisce nomi di ditte su attrezzi e indumenti. Un clima di divismo dal sa pore cinematografico. In questa mostra, la vitto ria a sorpresa di Franco Nones nel fondo riporta odor di camini accesi, di polenta, di onesti cori valligiani nel cir colo snobistico degli sciatori. Nones vince e commuove. Pe rò si scarica e dopo il suc cesso appare spento. In altre prove non riesce ad essere più lui, quasi il trionfo me ritalo, raggiunto per gradi, per sacrifici, fosse stato un terno al lotto. E non lo fu. Affiora una lacuna che più tardi le Olimpiadi « generali » del Mes7
sico metteranno in tutta evi denza: ai nostri atleti vien me no la resistenza nervosa. I nervi saltano o cedono alla distanza. Un’impresa maiusco la li stordisce, un appunta mento cruciale li confonde. Questo, è vero, non vale per tutti. Eugenio Monti e i suoi bobisti hanno i nervi di ac ciaio. Avevano vinto sempre tutto, non un’olimpiade. Mal grado mille avversità, fanno centro e continuano ad essere
i migliori. Ma vi è una spie gazione. Come impegno, non come remunerazione sono dei professionisti. I migliori bob sono fabbricati in Italia, mes si a punto a colpi di lima e, diremmo, di cartavetro. Uo mini e mezzi sono anelli di una industria sportiva artigia na che ha la serietà e la con tinuità di un « lavoro ». E il « lavoro » calma i ner vi e mette al sicuro dagli im previsti, dalle correnti d’aria del nervosismo.
Nel professionismo « vero », Benvenuti è un lavoratore. Si aprono polemiche anti patiche su Nino. Critiche in giuste e giuste piovono sul personaggio, sull'uomo, sullo idolo della folla. Ma sul « lavoro », ad esser freddi osservatori, Nino sa il fatto suo ed è coscienzioso. Non solo sul piano tecnico, ma anche su quello della valorizzazione professionale delle sue possi bilità. E' entrato nel giro dei
grossi spettacoli pugilistici mondiali e ci sta con suffi ciente sicurezza, amministran do bene il suo capitale, anche se a volte qualcuno può du bitarne. Alle soglie della pri mavera torna puntualmente a riprendersi il suo titolo con Griffith e dimostra ad orga nizzatori e pubblico di qua e di là dell’Òceano che farlo combattere ad alto livello, ve derlo sulla cresta dell’onda, è un affare per tutti. Nel suo genere, è un artista. Come un Dakota dalle molte ore di vo lo, aereo da battaglia non sce vro da critiche ma insostitui bile, supera le bufere, magari a balzelloni, ma sempre con una impennata finale di classe e di entusiasmo contagioso. Alla distanza, è l'unico — o uno dei pochi — nostri atleti che dia la certezza di saper sela cavare e di tener banco. Anche Mazzinghi naviga verso buoni porti: ma a prezzo di selvaggi « fortunali », traver sando troppi cicloni alla Ki So Kim, trovando ogni tanto un brutto scoglio, come Lit tle, che magari momentanea mente, lo porta a qualche nau fragio.
Navigano in una ottimisti ca bonaccia invece, i nostri calciatori. Anche in questo caso, si sen te la « mano industriale ». I « presidentoni » dal colpo di testa e dal piglio dittatoriale vanno estinguendosi: sono so stituiti da capitani dal giuoco dialettico e finanziario più duttile e ragionato, « pro grammato ». Lasciano fare le squadre ai tecnici, danno spet tacolo solo al Gallia per la campagna acquisti, ma si trat ta più che altro di parole. Poi tirano i remi in ragionevoli barche. Chi insiste nella vec chia maniera avventurieristica anche nei fatti reali, finisce per rimetterci le penne. E so no sempre meno. Il blocco de gli stranieri, insistito, ci li bera da un mare di cacciaviti invecchiati o paludati, anche se ci priva di qualche vero fuori classe. Si deve puntare tutto sul le « scoperte » e le forze in terne.
Anni fa, in primo piano, fra i calciatori nostrani, . finiva no solo difensori distruttori. Per tessere e fare dei goals, si doveva ricorrere rassegnati alla legione straniera. Quando era l’ora di mettere insieme la nazionale, o erano guai im mediati o si ricorreva allo scandalo degli oriundi che, tranne poche eccezioni, finiva no per costituire un guaio peggiore. Perché creavano la illusione e poi tutto andava a rotoli lo stesso fra le beffe e i sarcasmi di tutto il mon do. Ora i giovanotti di casa nostra dopo un timido inizio per riempire il « vuoto di po tere » degli stranieri scompar si, si sono fatti avanti e crea no occasioni di giuoco e ri finiscono violentemente, alla Riva. Adesso scarseggiano i distruttori, i difensori. Ma è un segno buono. Tutto il no stro calcio è « spinto in avan ti ». Vinciamo la coppa Euro pa per nazioni. Si smette an che di rievocale in chiave no-
sialgica il ciclo di Pozzo che fu prestigioso ma, come tutti i fatti « storici », irripetibile, inimitabile, legato alle contin genze e a un’epoca da noi lon tana ormai trent’anni che, nel nostro secolo, sono un'eter nità.
I nostri professionisti dello sport risentono del boom in dustriale e commerciale del Paese, sia pure con qualche anno di ritardo. Roba piut tosto seria. Adorni vince da solitario il campionato del mondo di ciclismo. In qualun que modo si voglia cercare in generosamente di ridimensio nare e analizzare allo spasimo la sua impresa, non si fà al tro che dar ragione al « punto di partenza »: roba seria. Tut ti gli azzurri hanno lavorato per « lui », gli stranieri si so no impauriti della organizza zione, Merks ha fatto buon vi so a cattivo giuoco. Segno del la poderosa organizzazione, della forza, del rispetto che incute il nostro mondo cicli stico, della ragionevolezza del la riflessione degli italici pe dalatori. Trattandosi di pro fessionisti, che si vuole di più e di diverso?
Dilettanti sono stati invece nostri atleti alle Olimpiadi. Dilettanti per lo spirito un po’ guascone nel quale erano partiti, per le loro dichiara zioni a volte ingenue, per la facilità di perdere la tramon tana e per le impennate di orgoglio generoso. Dilettanti anche nella ricer ca di una preparazione troppo scientifica, troppo seria. Si so no forse vestiti di panni non loro, i panni dei robots russi, dei « bisteccari » americani, dei superdotati negri. Hanno finito per non essere più « lo ro », i « nostri », per perdere quelle qualità garibaldine ed estrose che, pur tradotte in termini da epoca moderna e razionalizzata, devono sempre costituire la caratteristica del l’atleta azzurro. L’Olimpiade è bella anche perché ognuno vi porta il suo contributo, la sua testimonianza tipica, in confondibile, nel fraterno coro universale. Partiti alla « grande poten za », siamo tornati alla pae sana, fra lamentazioni e di sillusioni in parte ingiustifi cate. In fondo, al Messico, ab biamo recitato una certa « sce na » non disprezzabile che avrebbe potuto dare frutti mi gliori sol che non si fosse partiti sotto la spinta di mal celate illusioni e con un pub blico alle spalle tanto più en tusiasta quanto incompetente di cosa oggi voglia dire una Olimpiade. Mezzi magici co me la pista al tartan, per noi quasi fantascientifica, consi derata un tappeto di Aladino che facesse volar tutti come aquile — ma anche i tappeti 9
volanti hanno un loro brevet to di pilotaggio; avvento di forze fresche, idealiste e idea lizzate, come gli africani; li miti di selezione e di allena mento, per noi attualmente ir raggiungibili e da altri ormai superati; clima non facile, per noi che siamo da troppo po co tempo, come massa, come gente, abituati a mettere il naso fuori di casa. Erano tutti grossi ostacoli. Nessuno, fra il pubblico nostrano, ne tene va troppo conto e ne vuol te nere ancora. Per recitare un grosso ruolo continuativo, bi sogna avere alle spalle qualche generazione che abbia la pale stra e la piscina « facile ».
Ancora, invece, se vogliamo portare i ragazzi alle gare in massa, dobbiamo fare appello alle piazze sconnesse, ai fiumi, agli asfalti. Altro che tartan! Lo sport nella scuola... ma perché ripetere la solita sto ria triste? Ancora sport di po chi, dunque, sport di patiti. E può andar bene, o meno be ne, o male. Al Messico, fred damente, è andata meno bene. In Italia va forte invece, si è visto, il vario professionismo. Ma il professionismo — ma gari triste — è élite. E’ indu stria. E noi siamo in concor renza su tutti i mercati. Un '68, tenuto conto di tutto, non male. Ma cambieremmo tutti i successi simili, possibili nel ‘69, con qualche centinaio di palestre per i ragazzi. Per co glierne magari i frutti a Mo naco fra quattro anni, o anche dopo!
PAOLO VALENTI
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...ed ora a te, 1969. Nonostante tutto ti aspettiamo con
speranza e
con fiducia,
come
sportivi. Non pretendiamo miracoli; mo che tutti
risolti.
Ci
i problemi
accontenteremmo
avanti, di un po’ di
nostro
del
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ci
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sport
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buona volontà.
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a tutti gli sportivi di buona volontà.
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Betlem:
la vita della società sportiva
un allenamento che vale Dopo aver visto a grandi tappe cosa sia l'allenamento e il posto che esso occupa nella società sportiva (cfr. « Stadium » nn. 19 e 20), vo gliamo chiudere questa serie di appunti esaminando quali sono i valori che possono emergere in e attraverso que sto momento delicato e im portante che è l’allenamento. Prima, però, vogliamo apri re una parentesi che non rite niamo inutile. Cioè vogliamo chiarire cosa intendiamo con la parola « valore ». E’ una espressione che circola mol to spesso negli articoli e nei convegni ma, non sempre, riu sciamo a darle un significato preciso. Quindi, per intender ci meglio, diciamo in breve cosa intendiamo con « valo re ». La definizione che un filo sofo potrebbe dare a questa parola, suonerebbe pressapo co così: « Il valore è una qua lità strutturale di un oggetto 11
che, in condizioni determina te e concrete, ha un significa to di apprezzabilità per un soggetto ». Più semplicemente diremo che il valore è il prez zo di una cosa. Questa sem plice definizione fa apparire come nel valore ci sia un aspetto quantitativo e un aspet to qualitativo. Infatti, per en trare in possesso di una cosa, io sono disposto a spendere una certa somma (quantità); ma la spendo perché vedo nel l’oggetto che desidero posse dere qualcosa che mi appaga (qualità). In pratica: nella mi sura in cui qualcosa mi con viene, mi apporta un comple mento, mi conferisce un ar ricchimento, contribuendo al mio essere o al mio sviluppo, io vi riconosco un valore e quindi sono disposto, per en trarne in possesso, a compie re tutti gli sforzi necessari e ad impormi dei sacrifici.
Come si può' vedere a colpo d'occhio, parlare di valori che emergono nell'allenamento non è fare un discorso astratto, un discorso che è bello ma che non ha riscontri con il reale. E’, al contrario, fare un discorso estremamente concreto. Infatti, gli atleti in sieme con l’allenatore fanno allenamento per arrivare alla competizione. Danno un valo re ai loro sforzi, ai loro sa crifici in vista di un altro va lore che è quello della com petizione. Valori diversi, cer to, ma l’uno presuppone l’al tro e viceversa. Non vi può essere allenamento fine a sé stesso, non vi può essere com petizione senza allenamento. Ora, da questo semplice ra gionamento, salta fuori che lo allenamento finalizzato alla competizione è già in sé un valore. Ma è un valore dina mico che ne mette in moto molti altri. Ne vedremo, fra i molti, due che ci sembrano particolarmente importanti: la conoscenza di sé (sia fisica, sia psichica) e la volontà. L'allenamento mette l’atleta di fronte a sé stesso, e i vari esercizi lo portano a misurar-
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si con sé stesso e con gli al tri; pertanto ad approfondire la conoscenza di sé. L’atleta è messo faccia a faccia con la sua reale natura, con le pos sibilità reali del suo corpo e, nello stesso tempo, con la realtà del proprio carattere, dei propri lati negativi e posi tivi, dei suoi difetti e delie sue debolezze. Poiché, come ogni altro uo mo, l’atleta è portato ad avere di sé e delle proprie possibi lità una stima spesso mag giore del reale, il fatto di do versi misurare con queste stes se possibilità e capacità, con frontandole con quelle degli altri, lo costringe a darsi una misura reale. Una misura rea le che può aumentare proprio grazie alla serie di esercizi che sta compiendo.
L'allenamento in questo mo do costruisce non solo un atleta, ma anche un uomo che è incapace di autoingannarsi, di illudersi; al contrario, lo rende capace di essere con creto, realista, senza pericolo se illusioni. In pratica l'atleta arriva a non mentire più a sé stesso. E' questo, tra l’altro, uno dei princìpi base dell’autoedu cazione. Cosa estremamente difficile per tutti ma partico larmente difficile per i più giovani, per i ragazzi. Ecco allora, anche qui, l’im portanza della funzione dello allenatore che ha a che fare con ragazzi. Non si tratta, per lui, di fare discorsi di psico logia applicata, ma si tratta di realizzare una pedagogia, di trovare, inventare, esercizi in dividuali e collettivi che con sentano, in pratica, di realiz zare questa autoeducazione. Per l'allenatore, allora, non è solo indispensabile conosce re i meccanismi di reazione fisiologica dell'individpo, ma è anche indispensabile conosce re i meccanismi di reazione psicologica dei ragazzi. Ecco allora che il ragazzo non solo impara a conoscere sé stesso come fascio di mu-
scoli con determinate capaci tà; la conoscenza va ben ol tre, raggiunge la profondità stessa della persona fin nelle pieghe più riposte.
L'altro valore che vogliamo sottolineare è quello relativo alla volontà. Il volere, si sa, si distingue chiaramente dal pensare e dal sentire. E’, comunque, un su peramento dell’istinto. Infatti, ad esempio, io avendo fame istintivamente mi metto a mangiare qualcosa che vedo davanti a me. Qui non c’è la esperienza della volontà. Se, invece, io, pur avendo fame, di fronte ad un distributore di panini lascio il passo a qual cuno che ha più fame di me, allora faccio un'esperienza del la volontà. Ora, nello sport, è più dif ficile educarsi a fare l’espe rienza della volontà nella ga ra che non nell’allenamento. Infatti nelle gare gli atleti so no mossi soprattutto dall'istin to della competizione. Nell’al lenamento, invece, emerge più positivamente l'aspetto voliti vo. Non si fa allenamento sen za la volontà precisa di far lo; non ho nessun altro sti molo immediato che mi spin ga ad eseguire e a ripetere una serie di esercizi se non la vo lontà di agire.
Anche in questo caso il ruo lo dell’allenatore è estremamente importante e delicato, Esso non raggiungerà che me diocri risultati se pensa che l’unico stimolo all'esecuzione degli esercizi da parte dello atleta debba essere la sua vo ce e la sua presenza. C’è ben altra molla da far scattare, soprattutto quando si tratta di ragazzi. Se, infatti, l’allenatore ri scontra in questo o quel ra gazzo una carenza di volontà, dovrà osservare se si tratta di una deficienza che ha le sue radici nella vita motoria op pure se essa è da riscontrarsi in fattori legati al processo di volontà vera e propria.
Nel primo caso egli dovrà curare, selezionare e abituare gli istinti e le aspirazioni del ragazzo, nonché le concezioni dei valori; proprio in questo caso il lavoro di gruppo dello allenamento può essere un’ot tima terapia. Nel secondo caso, invece, lo allenatore dovrà sollecitare e rafforzare nel ragazzo la fidu cia in sé stesso, dargli il sen so dell’abnegazione.
Quindi, attraverso l’allena mento, si può realizzare nei ragazzi una maggiore cono scenza di sé sia dal punto di vista pisiologico, sia anche dal punto di vista psichico. Inol tre se ne educa la volontà. Il risultato delle sedute di alle namento correttemente intese (come noi abbiamo cercato di dire in questa serie di appun ti) è quindi, lo ripetiamo an cora una volta, un valore in sé. Ma perché ciò si realizzi è necessario che ogni atleta ab bia la coscienza che l’allena mento sia qualcosa che gli por ti un complemento, un arric chimento fisico e psichico che contribuisce in modo diretto alla costruzione dell’atleta e della personalità umana dello atleta stesso. Se si riuscirà a dare questo senso e questa co scienza al ragazzo è allora, e solo allora che potrà mettersi in moto un processo educati vo con l'allenamento e attra verso esso. In altro caso si costruiranno marionette nelle mani dell'allenatore; delle ma rionette magari agili ed effi caci, non certo degli uomini. Va poi ben considerato che questo processo, per mettersi in moto e cominciare a dare dei risultati, deve tener conto delle singole individualità che compongono una squadra o una società. Infatti per ognuno di noi il valore che siamo di sposti a pagare per ottenere qualcosa è sempre diverso da uno all’altro. Così nella vita come nello sport il peso della individualità è sempre deter minante.
BOTTA E RISPOSTA con l’allenatore CSI Mario Fiore Quale deve essere la prima preoccupazoine di un allenatore? L'educazione del ragazzo. Prima umana, poi tecnica. Come i ragazzi debbono vedere l'allenatore? Come un fratello maggiore. In lui debbono avere una fiducia piena. Come si ottiene? Con la serietà morale e la competenza tecnica. Quali sono i momenti più adatti per conoscere i ragazzi? Le sedute di allenamento e gli incontri occasionali fuori del campo sportivo. Mi interessa di più sapere cosa essi fanno nella vita che sui campi di gara. Il rapporto con le famiglie dei ragazzi? Indispensabile. Non si può fare sport educativo senza la col laborazione della famiglia. Come è possibile ottenerla? Inserendo i genitori nel consiglio direttivo della società. Qual è il primo insegnamento da dare ai ragazzi? Lottare lealmente fino in fondo. E il secondo? Che l’arbitro ha sempre ragione. Qual è la fisionomia ideale di una squadra? Quella di una comunità di amici. E’ l’amicizia che fa per la squadra. Quale atteggiamento assumere di fronte ai campioncini e alle mezze, cartucce? Per l’allenatore sono tutti titolari e riserve allo stesso mo mento. Deve far capire che tutti sono utili nella squadra, ma nessuno indispensabile.. Quali sono i momenti in cui il ragazzo è più recettivo? I minuti immediatamente prima della gara, specie per quan to riguarda il comportamento tattico e disciplinare. E dopo? Dopo la gara è inutile recriminare. Gli atleti sono in stato di eccitazione o depressione. Non riescono ad accettare se renamente i rilievi dei dirigenti. In percentuale, se la squadra è indisciplinata, come dividere le colpe? II 90% all’allenatore. Il restante all’atleta e al pubblico, in parti uguali. Se l'allenatore non sa perdere, i ragazzi non san no accettare la sconfitta. Se un ragazzo si comporta male nella vita, cosa fare? Avvicinarlo e comprendere il suo stato d’animo, prima di aiutarlo a comprendere i valori morali dello sport e della vita. Tra un atleta moralmente sano ma tecnicamente modesto e un altro bravissimo in campo ma non altrettanto sul piano morale, quale e da preferire? Il primo. Perché dà un rendimento costante. L’altro può far vincere una gara, ma non dà la certezza di continuità ago nistica e disciplina morale. Qual è il difetto peggiore di un allenatore? Quello di mendicare scuse, in ogni sconfitta, e di lanciare accuse ad arbitri e avversari. E la qualità migliore? Saper vincere senza esaltarsi e saper perdere con dignità.
VITTORIO PERI
PAOLO ANDREOLI 13
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senza problemi d’altitudine la pallacanestro del CSI Le immagini delle recenti Olimpiadi stanno ormai attenuandosi. Non così le polemiche che ne sono seguite. Molte, forse per compensare le poche medaglie, ma quasi tutte lontane (a mio giudizio) dal centrare il vero proble ma. Ho sentito parlare di problemi d’ambien tamento, d'altitudine, di fragilità del sistema nervoso dei nostri atleti, soltanto in pochi e timidamente hanno accennato al fatto che vi sono pochissimi campi sportivi e quei pochi sono per lo più accentrati nelle grandi città. La base, la vera base degli sportivi, rimane quindi nelle condizioni di fare dell’attività sol tanto se dotata di grande entusiasmo ed ele vato senso d’adattamento. Ed in questo set tore agiamo noi del CSI, che, quale Ente di promozione sportiva, deve lasciare ad altri le diatribe, vane ed inconcludenti, proseguendo nella sua opera di coordinamento ed incenti vazione rivolta ai diversi settori agonistici. Nel caso specifico, la pallacanestro che igno rando le altrui sottili questioni d’ambientamen to e d’altitudine, ha puntualmente dato l’av vio alla stagione sportiva 1968-69. Poche, le modifiche al regolamento della trascorsa stagione, anche in considerazione del fatto che il CSI non deve affrontare il pro blema dell’utilizzazione... degli oriundi, e li mitate all’aggiornamento degli anni di nascita delle due Categorie interessate: Allievi nati 1-1-53 al 31-12-1955; Juniores nati dall’1-1-1948 al 31-12-1955 ed alla facoltà della CTN di omo logare i risultati delle fasi che si svolgono con un numero di squadre inferiore al minimo pre visto, presso i Comitati che intraprendono la attività del basket per il primo anno. Siamo ancora in fase di campionato provin ciale, che dovrà concludersi entro il 19 marzo 1969 ed è, quindi, presto per trarre delle con clusioni ma se è possibile anticipare dei ri sultati sulla base delle manifestazioni appro vate e delle iscrizioni pervenute, possiamo sen z’altro affermare che il nostro campionato riuscirà come sempre a dimostrare la sua vi talità e di essere ancora convenientemente immunizzato contro i vari tipi di bacilli con temporanei... ivi compreso quello « olimpico ». ANGELO RAINERI
campestre in movimento L’incremento di un anno alla categoria ju niores (adesso gli atleti possono gareggiare fino ai venti anni) è la nota caratteristica di questo inizio di campionato. La decisione del Consiglio Direttivo della Fidai nella riunione di metà novembre a Formia, ha ovviamente avuto molte reazioni, spe cie nella periferia del CSI, che già da tempo aveva impostato i programmi dei vari campio nati. Comunque dopo un mese dalla « novità » juniores, possiamo affermare che nulla è cam biato nello svolgimento dei campionati di campestre. Alla competente CTN sono già pervenuti per l’approvazione una trentina di regolamen ti per le tre categorie, mentre già una diecina di Comitati hanno effettuato prove. La campestre,, come è ormai consuetudine, non delude i suoi appassionati ed anche que st'anno, quando a fine marzo si chiameranno a raccolta i finalisti allievi e juniores per la lotta ai due scudetti tricolori, siamo certi che non mancheremo di constatare lo sviluppo che questa tipica specialità invernale ha avuto in ogni parte d'Italia. Ricordiamo che Stadium lo scorso anno di questi tempi ha pubblicato un inserto sulla organizzazione tecnica della corsa campestre, dedicato proprio a quei Comitati che avevano bisogno di un sussidio per iniziare l’attività. L’inserto è ancora disponibile e ben volentieri lo invieremo a chi ne farà richiesta.
allo sci manca solo la neve In molti Comitati i programmi sono già impostati sia per i Campanili Alpini che per il Criterium, ma quest'anno la neve (elemen to principe della attività!) tarda ad arrivare e quindi... tutto è rimandato. Crediamo, però, che quanto prima la neve, come è desiderio di tanti appassionati, faccia la sua apparizione nelle zone tipiche dell’alta montagna e tutto torni normale. Le previsioni per i due campionati sono, come sempre buone. La « base » della disci plina c'è e quindi... i risultati tecnici, di par tecipazione e di sviluppo non dovrebbero man care. Fino ad arrivare al giorno della finale (prevista per la fine di febbraio) quando assi steremo, alla parata delle giovani e future promesse dello sci nazionale. ALDO CAPPELLINI
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csi tecnica!
18 U233
TENNISTAVOLO - 5 A CURA DI DOMENICO MAIELLO
analisi dello schema tattico
Per una mia indagine ho condotto una in chiesta campionaria, e quindi limitata, fra i giocatori di tennistavolo su vari argomenti. Fra i quesiti proposti vi era: « è più facile apprendere ed eseguire ri gioco di difesa o il gioco d’attacco, perché?». Le risposte sono state in genere abbastan za valide; erano sostenute, però, più che la una conoscenza tecnico-scientifica del proble ma, da intuizioni ed esperienze soggettive, che in alcuni casi si limitavano a quelle vissute personalmente. Ritengo, quindi, opportuno sottoporre qual che considerazione che possa chiarire ai gio catori di tennistavolo alcune delle leggi do minanti questa specialità. Le principali differenze fra il gioco di di fesa ed il gioco di attacco si possono indivi duare nell’analisi dello schema tattico. Nel gioco di difesa lo schema tattico si limita a contrapporre (nel migliore dei casi) dei rinvìi tecnicamente validi, che presentino delle difficoltà, cioè che siano ostruzionistici per il gioco di attacco dell’avversario e lo renda meno facile. Questo schema tattico lo si può definire « relativamente semplice ». Il gioco d’attacco, invece, prevede uno schema tattico che porti l’avversario a sbagliare e per questo scopo si serve di tutti i colpi che possono portare alla conquista del punto. Siffatto schema presenta difficoltà notevol mente superiori. Nei due schemi sono sintetizzate, quindi, tutte le differenze, cioè mentre il difensore pensa sopratutto a neutralizzare, e lo fa aspettando di colpire la pallina nel momento che la reputa meno pericolosa, l’attaccante per portare avanti il proprio piano esegue continuamente colpi difficili, intervenendo spesso sulla pallina nei momenti che, seppur 15
sono i migliori per lo sviluppo del gioco, quasi sempre non sono da considerarsi tali in quanto la pallina non viene colpita nelle fasi di minore difficoltà. Da queste prime considerazioni si sono in traviste le maggiori difficoltà del gioco di attacco. Cerchiamo di approfondire l’argo mento.
SCHEMA TATTICO Abbiamo visto come lo schema tattico rac chiuda tutte le difficoltà, ma si può anche aggiungere che quanto più è elaborato tanto più difficile è giocare. Tralasciamo lo sche ma difensivo perché relativamente semplice ed esaminiamo quali sono le componenti dello schema tattico in attacco. — gioco di spiazzamento; — gioco di velocità. Gioco di spiazzamento: si basa soprattut to sul tentativo di ingannare l’avversario sul la direzione da imprimere alla pallina. Gioco di velocità: si divide in due gruppi a) velocità di traslocazione della pal lina; b) velocità di rotazione su se stessa della pallina (effetto). Il gioco di attacco può essere fatto con la prevalenza di una sola componente e presen ta, naturalmente, le difficoltà di quella com ponente, ma gli schemi più elaborati risulta no composti prevalentemente da: — spiazzamento e velocità di traslocazione; — spiazzamento e velocità di rotazione; — velocità di traslocazione e rotazione. Il gioco d'attacco nella sua più perfetta e difficile attuazione è composto dalla contem poranea utilizzazione di tutte le componenti: spiazzamento, velocità di traslocazione e rotazione. La massima difficoltà nel gioco di attacco si ha con la utilizzazione delle tre componen ti. perché si richiede al giocatore un subita neo e continuo adattamento del sistema neu ro-muscolare per la esecuzione di colpi che hanno delle caratteristiche tecniche profonda mente differenti, come un affondo basato sulla violenza ed una smorzata sotto rete ca rica di effetto frenante. Esaminiamo brevemente le caratteristiche che si evidenziano nelle componenti del gioco d’attacco. Gioco di spiazzamento Nel gioco di spiazzamento si evidenzia so prattutto la sensibilità del giocatore nell'intuire il gioco dell’avversario e di portarlo a credere che riceverà un determinato colpo, mentre, con la fsae conclusiva del movimen to, spedisce la palla in direzione diversa. Per questo gioco è necessaria una estrema padronanza neuro-muscolare, soprattutto, quan do i colpi che si usano sono molto vari, cioè richiedono trattamenti della pallina comple tamente opposti. Il problema della singola esecuzione dei colpi rientra nel campo della velocità di col16
pi, anche se sono complicati da interventi anticipati o posticipati o mutati all’ultimo momento. Velocità di traslocazione
E’ possibile aumentare la velocità di tra slocazione della pallina aumentando la velo cità con cui la racchetta la colpisce, ma quan to maggiore è la velocità di impatto tanto più grande è la difficoltà che il colpo presenta. Infatti aumentando la velocità di impatto si ha: — una minore sensibilità neuromuscolare; — una progressiva riduzione del tempo uti le per colpire la pallina nel punto e nel modo migliore; — una riduzione della tolleranza rispetto alla migliore angolazione che deve assumere la racchetta ed alla velocità da imporre alla pallina. Sensibilità:
Qualunque movimento condotto con una de terminata velocità, e quindi con una forza proporzionale, si riesce a fare con maggiore sensibilità neuromuscolare di quando gli stes si movimenti si eseguono a velocità superiore e con una forza proporzionalmente adeguata alla nuova velocità. Tutti possono verificare per via sperimen tale la diminuzione di sensibilità con delle sem plici esperienze: Eseguire un medesimo movimento diverse volte a due tre velocità con un proporzionale impegno muscolare; alla fine di ogni gruppo di movimenti condotti alla medesima velocità, impugnare la racchetta e giocare: si noterà una maggiore difficoltà nel gioco dopo gli esercizi condotti a velocità maggiore. Invece di impugnare la racchetta si può prendere una penna e scrivere, anche in questo caso si noterà che la mano scriverà in modo meno sicuro dopo gli esercizi condotti alla velocità più elevata. Riduzione del tempo
Non è difficile recepire che maggiore è la velocità della racchetta e della pallina minore è il tempo a disposizione sia per prepararsi all’impatto che per colpire la pallina. La ridu zione del tempo è dovuta al fatto che racchet ta e pallina viaggiando a maggiore velocità percorrono nell’unità di tempo uno spazio su periore e, quindi, passano nell azona di im patto per un tempo inferiore, e con minori possibilità di incontrarsi e di colpirsi nel mo do migliore.
Giusta angolazione Con l’aumentare della velocita della palli na diventa sempre più difficile fare assumere alla racchetta la giusta angolazione di im patto. Di questo ci si può convincere se si esa mina il comportamento della pallina nel trac-
ciare la sua traiettoria qualunque sia la ve locità che le viene impressa. La pallina dopo essere stata colpita dalla traiettoria parabolica verso il basso, con la racchetta segue in perdita di velocità una curva discendente che aumenta con il dimi nuire della velocità. La perdita di velocità è dovuta alla resi stenza dell’aria. La perdita di velocità fa sì che la pallina percorra nello stesso tempo uno spazio mag giore nella prima parte della traiettoria ri spetto alla seconda dove la velocità è più bassa. La curva parabolica discendente è dovuta alla forza di gravità che influisce sulla pallina con una accelerazione costante verso il basso, di conseguenza, si ha un piccolo abbassamento della parabola nella prima parte (quella ve loce) ed un abbassamento sempre più marcato con l’aumentare del tempo di volo e quindi della perdita di velocità. Se si colpisce una pallina imprimendole una velocità bassa, questa traccia una traietto ria simile nella parte finale a quella di una pallina con velocità iniziale maggiore.
Tolleranza nell'angolazione Supponendo di colpire la pallina con una forza che le permette di avere una velocità che la faccia cadere a fondo campo avversario, la racchetta può assumere diverse angolazioni che fanno accorciare la traiettoria (cioè con la faccia che colpisce la pallina progressiva mente sempre più inclinata verso l’alto) pri ma che la pallina urtando la rete ricada nel proprio campo. Si ha, quindi, una notevole tolleranza nella angolazione da fare assumere alla racchetta.
Tolleranza della velocità Supponendo, inoltre, di colpire la pallina con una angolazione della racchetta che la faccia cadere a metà campo avversaria, la pallina può essere colpita con diverse inten sità di forza senza che il colpo risulti errato, cioè la pallina può essere sospinta da tante velocità differenti che la facciano ricadere tra la metà campo avversaria ed il fondo campo e tra la metà campo e la rete. Si ha, quindi, una notevole tolleranza nella velocità con la quale colpire la pallina. Queste tolleranze sono possibili per la bas sa velocità della pallina che consente alla for za di gravità di agire intensamente in poco spazio. Riduzione della tolleranza
Se si aumenta la velocità della pallina si deve essere più precisi nell’angolazione da fa re assumere alla racchetta perché, mentre la pallina sorvola il campo avversario, si abbas sa di meno, in quanto usufruisce per un tem po inferiore dell’influenza della forza di gra vità. La pallina, praticamente, attraversa il campo avversario con la parte centrale della
sua traiettoria che è molto meno curva verso il basso. Si riducono, quindi, le angolazioni valide o, partendo dall’angolazione, le velocità, da im primere alla pallina. Se si giunge ai colpi che imprimono velo cità notevoli alla pallina, l’influenza che la forza di gravità ha sulla pallina, mentre que sta sorvola il campo avversario, è minima; da qui la necessità di imprimerle con la rac chetta la giusta angolazione, perché basta che questa sia errata di uno o due gradi che fini sca oltre fondo campo od a rete. La pallina in questo caso attraversa il cam po avversario con la prima parte della traiet toria dove l’abbassamento è minimo. Da quanto detto, si può constatare che più elevata è la velocità che si imprime alla pal lina tanto maggiori sono le probabilità di farle compiere delle traiettorie errate, perché minore è l’aiuto della forza di gravità nel de viare la traiettoria durante il sorvolo del cam po avversario.
Velocità di rotazione
Il gioco d’effetto è un vero e proprio gioco basato sulla velocità, anche se sino ad oggi non si è affrontato il problema da questo pun to di vista. La pallina, infatti, a seconda del tipo di effetto che le viene impresso, accelera o rallenta il suo movimento di traslocazione, ma tutto questo dipende da un movimento del la pallina su se stessa che altro non è se non velocità. E’ possibile, infatti, mediante la trasmis sione alla pallina di un effetto superiore, pro vocare una accelerazione della traslocazione, anche se con caratteristiche particolari, così come è possibile, mediante un effetto infe riore, rallentare la traslocazione. Comunque, essendo necessario colpire la pallina con velocità per trasmetterle il movi mento rotatorio, rimangono valide le conside razioni fatte per la velocità di traslocazione con gli adeguati adattamenti del caso. Bisogna considerare, inoltre, che maggiore è la rotazione che si trasmette con la racchetta alla pallina più la ralchetta evidenzia il suo movimento dall’alto in basso o viceversa in confronto allo spostamento orizzontale. Que sta caratteristica fà si che sia più difficile en trare in impatto con la pallina in quanto bi sogna, anziché avanzare con la racchetta in senso opposto alla sua direzione di avanza mento, tagliare con movimento veloce la sua traiettoria. Questo rende necessario, ed è estre mamente difficile farlo bene e ad elevata ve locità, che la racchetta e la pallina si trovino nello stesso punto provenienti da direzioni dif ferenti e con velocità differenti. A conclusione di questa breve e per que sto incompleta trattazione è opportuno no tare che se è vero che è difficile raggiungere tutte le palline sparate dal l'avversario per ri batterle, è ancor più vero che è più difficile sparare, specialmente se si seguono precisi ed insidiosi schemi tattici. DOMENICO MAIELLO 17 I
STAGIONE AGONISTICA 1968-1969 DEL CENTRO SPORTIVO ITALIANO
calcio
COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE Presidente: Segretario: Componenti:
Generoso DATTILO Renato BERNINI Giuseppe BANDIERA Antonio CIOFFI Concetto D’AQUINO Dionisio INCANTALUPO Francesco LIVERANI Alfredo MANFREDI Ezio MARENGHI Ermanno MATTEUCCI Milo RAIMONDI Osvaldo SAVIO Rapp. FIGC: Filippo IACINTO Rapp. AIA/SA: Antonio CLEMENTE
ROMA ROMA BOLOGNA AVELLINO ROMA BARI TORINO ROMA MILANO ROMA ROVIGO TORINO ROMA ROMA
PROGRAMMA ATTIVITÀ’ AGONISTICA CAMPIONATO NAZIONALE JUNIORES ETÀ': minima 14 anni compiuti, massima nati dal 1° gennaio 1950. TESSERAMENTO: gli atleti debbono essere tesserati in data antecedente la gara cui prendono parte. Per la partecipazione alle fasi interregionali e nazio nali, gli atleti debbono comunque essere tesserati entro ITI maggio 1969. FASI E DATE: provinciale, entro il 13 aprile 1969, regionale, entro ITI maggio 1969; 2 eliminatorie interregionali, il 18 maggio 1969; nazionale dal 31 maggio al 5 giugno 1969. AMMISSIONE: verranno disputate due eliminatorie in terregionali. Le sedici regioni rimaste accederanno direttamente alla Fase Nazionale. CAMPIONATO REGIONALE DILETTANTI ETÀ’: minima 16 anni compiuti, massima 27 anni com piuti. FASI: provinciali e regionali. CAMPIONATO REGIONALE ALLIEVI ETÀ’: dai 14 anni compiuti, ai 16 anni. FASI: provinciali e regionali. ATTIVITÀ’ RICREATIVA ETÀ’: categoria A: dai 14 anni compiuti ai 18 anni compiuti; categoria B: dai 16 anni compiuti (senza limili di età massima); dal 32° anno visita me dica preventiva. TROFEO PROVINCIALE GIOVANISSIMI ETÀ’: categoria A: 11 anni compiuti, 12 e 13 anni; categorìa B: 13, 14 e 15 anni. TESSERAMENTO: gli atleti dovranno essere forniti della speciale tessera giovanissimi, vidimata in data antecedente la gara a cui prendono parte. Per partecipare alle gare, gli atleti dovranno presen tare altresì l’assenso scritto di uno dei genitori ed un certificato di idoneità fisica. I giovanissimi che hanno compiuto il 14° anno di età devono essere in possesso della tessera atleti.
CAMPIONATO NAZIONALE JUNIORES REGOLAMENTO Art. 1 - Il Centro Sportivo Italiano indice e la Commissione Nazionale Giuoco Calcio organizza con la collaborazione tecnica della Federazione Italiana Giuoco Calcio il Campionato Nazionale per squadre
Ragazzi appartenenti ad Unioni Sportive del CSI, per la stagione 1967-68. Art. 2 - Al Campionato possono partecipare i gio catori della seguente età: minima 14 anni compiuti, massima nati dal 1-1-1950, tesserati al CSI entro ITI maggio 1969. Tutti i giocatori debbono essere di nazionalità italiana. Art. 3 - A quelle Unioni Sportive che partecipano al Campionato con due squadre, che debbono distin guere nominativamente, non è consentito durante il corso del Campionato stesso e quindi anche nel corso delle fasi successive alla provinciale, lo scambio dei giocatori che rimangono vincolati con la squadra con la quale hanno disputato la prima partita. Art. 4 . In qualsiasi fase del Campionato è asso lutamente proibita l’effettuazione di due gare nella stessa giornata. In caso di infrazione verrà ritenuta nulla la fase stessa. Art. 5-1 giocatori debbono essere in possesso della tessera rilasciata dal CSI per l’anno 1967-68 re golarmente vidimata e comprensiva dell’assicurazione contro gli infortuni. I giocatori debbono apporre la data di tessera mento di proprio pugno e firmando per esteso. Non è consentita la partecipazione di atleti in possesso di duplice tesseramento (FIGC-CSI) o (SGCSI) anche se a favore della stessa società. Nel caso di accertato duplice tesseramento, in seguito a re clamo di parte, saranno adottati i seguenti provve dimenti a carico della società: a) se il tesseramento CSI ha priorità su quello FIGC la gara sarà omologata con il risultato acqui sito sul campo ed il giocatore sarà squalificato fino alla fine della stagione; b) se il tesseramento FIGC ha priorità su quello CSI la gara sarà data perduta con il risultato di 0-2 alla società per la quale è stato tesserato il giuocatore; c) se il tesseramento CSI e FIGC non è ritenuto valido per alcuna delle due Organizzazioni (qualora la data apposta non è di pugno del giuocatore) la gara sarà omologata con il risultato acquisito sul campo ed il giuocatore non potrà tesserarsi per la stagione in corso per il CSI. Art. 6 - Il Campionato si svolgerà nelle seguen ti fasi: a) Provinciale - che dovrà essere portata a ter mine entro il 13 aprile 1969; b) Regionale - che dovrà essere portata a ter mine entro ITI maggio 1969; c) Interregionale - il 18-5-1969 verranno disputati due incontri eliminatori interregionali; d) Nazionale - che si disputerà dal 31 maggio 1969 con la partecipazione di 16 squadre Campioni Re gionali. Art. 7 - La fase Provinciale sarà curata dai Comi tati Provinciali che costituiranno all’uopo una Com missione Tecnica formata da un rappresentante della FIGC, uno dell’AIA-SA (delegato tecnico) e da un minimo di tre rappresentanti del CSI. Art. 8 - L’organizzazione della Fase Regionale sarà curata dal Comitato Regionale del CSI. Art. 9 - Le eliminatorie interregionali e la finale Nazionale saranno organizzate direttamente dalla Commissione Nazionale Giuoco Calcio del CSI. Art. 10 . Le classifiche di ciascuna fase saranno stabilite con il sistema del punteggio in uso presso la FIGC. Art. 11 - Alla finale regionale sarà ammessa una sola squadra per provincia. I Comitati zonali non au tonomi che svolgono attività in concomitanza col
Comitato Provinciale di giurisdizione, dovranno dallo stesso essere considerati uno o più gironi a seconda del numero delle squadre partecipanti del Campio nato Provinciale e disputate le relative partite di finale. Art. 12 - Le squadre vincitrici delle fasi provinciali saranno proclamate campioni Provinciali del CSI. Le vincenti le fasi regionali saranno proclamate Campioni Regionali del CSI. Art. 13 - Le domande di iscrizione al Campionato vanno indirizzate ai Comitati provinciali accompa gnate dalla tassa di iscrizione di L. 1.000, da un depo sito cauzionale di L. 5.000 e da una dichiarazione comprovante o meno la disponibilità di un campo di giuoco. Ogni Unione Sportiva dovrà essere in regola con le affiliazioni al CSI e dovrà scrupolosamente osser vare le norme sul tesseramento atleti a suo tempo emanate dalla Presidenza del CSI.
RECLAMI Art. 14 - Non è ammesso alcun reclamo di carat tere tecnico. Per tutti gli altri ivi compresa la posi zione dei giocatori nella fase provinciale, i provvedi menti conseguenziali dovranno essere presi dagli Or gani Tecnici competenti su reclamo di parte, purché preannunciato alla Commissione entro le ore 24 del giorno successivo alle gare (o del primo giorno non festivo in caso di festività) e presentato entro tre giorni dalla data di effettuazione della gara, in tri plice copia ed accompagnato dalla tassa di L. 2.000. Copia del reclamo deve essere inviata contempora neamente all’Unione Sportiva avversaria a mezzo let tera raccomandata, la cui ricevuta deve essere alle gata al reclamo. Per la seconda istanza i reclami debbono essere rimessi alla Commissione Nazionale Gioco Calcio del CSI (Via della Conciliazione, 3 - Roma) in triplice copia, accompagnati dalla tassa di L. 5.000. Copia del reclamo deve essere inviata contempo raneamente all’Unione sportiva avversaria ed alla Commissione di Prima Istanza a mezzo raccoman data le cui ricevute debbono essere allegate al re clamo stesso. Tutti i reclami in seconda istanza, sem pre nella fase provinciale, debbono essere inoltrati entro cinque giorni dalla data di emissione della de libera di prima istanza. Nelle fasi regionali, i provvedimenti a carico delle Unione Sportive con giocatori in posizione irregolare possono essere presi d’ufficio dall’Organo Tecnico competente, fermi rimanendo validi i reclami di parte e quelli in seconda istanza.
Reclami Fasi Regionali
Prima istanza: da presentarsi alla Commissione organizzatrice entro tre ore dal termine della gara, in triplice copia ed accompagnati dalla tassa di lire 3.000. Copia del reclamo deve essere rimessa all’Unione Sportiva avversaria la cui ricevuta verrà allegata al reclamo stesso. I reclami di cui sopra debbono essere preannun ciati all’arbitro per iscritto dal Capitano della squadra entro mezz'ora dal termine della gara. Seconda istanza: da inviarsi a mezzo raccoman data alla Commissione Nazionale Giuoco Calcio del CSI (Via della Conciliazione, 3 - Roma) entro il giorno successivo all'emissione della delibera di prima istan za, in triplice copia ed accompagnato dalla tassa di L. 6.000. Copia del reclamo deve essere rimessa, sem pre a mezzo lettera raccomandata, al Comitato or ganizzatore ed all’Unione Sportiva avversaria, le cui ricevute debbono essere allegate al reclamo stesso. Le norme di cui sopra e riguardanti esclusivamente le fasi regionali, potranno essere modificate su pro posta delle Commissioni Regionali e ratificate dalla Commissione Nazionale Giuoco Calcio a seconda delle modalità di svolgimento delle fasi regionali stesse. Fasi interregionali
Art. 15 - Verranno disputati solo due incontri eli minatori per ridurre a 16 le squadre che dovranno partecipare alla Finale Nazionale.
Modalità finale Nazionale: Prima giornata: otto incontri a eliminazione diretta. Seconda giornata: quattro incontri ad eliminazio ne diretta fra le vincenti della prima giornata. Terza giornata: riposo. Quarta giornata: semifinali. Quinta giornata: finale primo e secondo posto. Reclami eliminatorie Interregionali Unica istanza: da inviarsi alla Commissione Tec nica Nazionale Giuoco Calcio a mezzo raccomandata, entro il giorno successivo alla gara, con le modalità complete della seconda istanza delle fasi regionali. Le modalità per i reclami della finale nazionale verranno rese note successivamente a mezzo Comu nicato Ufficiale. Art. 16 - In qualsiasi fase del Campionato durante le gare, è consentita la sostituzione del portiere nel corso dell’intera partita e di un altro giocatore pri ma dell’inizio del secondo tempo. Per portiere si in tende il giocatore incluso al numero uno dell’elenco presentato all'arbitro prima dell’inizio della gara. Art. 17 - Per avere diritto a partecipare alle fasi regionali e successive è indispensabile l’effettuazione del Campionato Provinciale con un minimo di quattro Unioni Sportive partecipanti. Il Campionato Provin ciale deve svolgersi col sistema del girone all'italiana. Non sono comunque riconosciute le fasi provinciali svolte col sistema dell’eliminazione diretta. Art. 18.1 giocatori partecipanti alle fasi interre gionali e nazionali debbono essere tesserati al CSI con tessera vidimata entro il 5 maggio 1969. Non è consentita la partecipazione di giocatori tesserati dopo tale data. Art. 19 - Tutti i giocatori tesserati al CSI debbono essere sottoposti a visita medica a cura delle Unioni Sportive per mezzo di un loro sanitario il quale dovrà attcstare in calce all’elenco dei giocatori tesserati la idoneità fisica degli stessi. Art. 20 - Nella fase del Campionato Provinciale per il riconoscimento dei giocatori vigono le norme in uso presso la FIGC. A partire dalle fasi regionali per il riconoscimento dei giocatori vigono le seguenti nor me: i giocatori dovranno esibire all’arbitro, oltre al cartellino CSI regolarmente vidimato per la stagione in corso, un documento di identità personale di cui alle circolari 7786 del 5 dicembre 1952 e 1854 del 23-3-1954 della Presidenza Nazionale (carta identità, passaporto, patente di guida, libretto ferroviario ri lasciato dal Ministero nel quale siano riportati i dati anagrafici e particolarmente la data di nascita, certi ficato di identità personale rilasciato ddal Comune di residenza per coloro che per minore età non pos sono avere la carta d’identità od altro documento, porto d’armi, licenza di caccia o di pesca). Non po trà partecipare alle gare chi sia sprovvisto di almeno uno dei suddetti documenti. Art. 21 - Le Unioni Sportive del CSI che parteci pano anche al Campionato Regionale Dilettanti del CSI possono fruire, per tale categoria, di giocatori partecipanti al Campionato Juniores purché rientranti nell’età prevista dal Regolamento del Campionato Di lettanti (minima 16 anni compiuti). I suddetti gio catori sono fruibili per le due categorie. Resta sta bilito che tali giocatori non potranno prendere parte nella stessa giornata a gare di campionato Juniores e Dilettanti. Art. 22 - Per la categoria Juniores le gare dovranno avere la durata di due tempi di 30 primi. Art. 23 - Per quanto non contemplato nel presente regolamento vigono le norme del regolamento Tec nico ed Organico della FIGC.
CAMPIONATO
REGIONALE
DILETTANTI
REGOLAMENTO
Art. 1 - Il Centro Sportivo Italiano indice e la Commissione Nazionale Giuoco Calcio organizza, con la collaborazione tecnica della federazione Italiana Giuoco Calcio, il Campionato Regionale pei squadre « Dilettanti » del CSI.
Art. 2 - Al Campionato possono partecipare gioca tori della seguente età: minimo 16 anni compiuti, massimo 27 anni compiuti in possesso del cartellino del Centro Sportivo Italiano rilasciato secondo le norme sul tesseramento calciatori trasmesse dall'Ufficio Centrale Tesseramento del CSI. Art. 3 - Il Campionato si articolerà nelle fasi pro vinciali e regionali. Art. 4 - Per avere diritto a partecipare alle fasi regionali è indispensabile l'effettuazione del Campio nato Provinciale con un minimo di quattro squadre partecipanti. Il Campionato deve svolgersi con il si stema dei gironi all’italiana. Non sono comunque ri conosciute le fasi svolte con il sistema dell’elimina toria diretta. Art. 5 - Le Unioni Sportive del CSI che partecipano anche al Campionato Nazionale Juniores del CSI pos sono fruire, per tale categoria, di giocatori parte cipanti al Campionato Dilettanti purché in regola con le norme che disciplinano tale Campionato. I sud detti giocatori sono fruibili per le due categorie. Re sta stabilito che tali giocatori non potranno pren dere parte nella stessa giornata a gare di Campionato Dilettanti e Juniores. Art. 6 . La fase provinciale sarà curata dai Comi tati Provinciali del CSI, ed organizzata dalle Com missioni Calcio Provinciali del CSI. Art. 7 - L'organizzazione della fase regionale sarà curata dai Comitati Regionali del CSI. Art. 8 - Alla fase regionale sarà ammessa una sola squadra, per provincia. I Comitati Zonali non auto nomi che svolgono attività in concomitanza col Co mitato Provinciale di giurisdizione, dovranno dallo stesso essere considerati uno o più gironi, a seconda del numero delle squadre partecipanti al Campionato Provinciale e disputare le relative partite di finale. I Comitati Zonali non in grado di ottemperare a quanto disposto dal precedente articolo 4 possono convogliare le Unioni Sportive dipendenti, che in tendono partecipare al Campionato, alle dipendenze — a tutti gli effetti — del Comitato Provinciale di giurisdizione che le includerà in un proprio girone. Art. 9 - Le domande di iscrizione al Campionato vanno indirizzate al Comitato del CSI di giurisdizio ne, accompagnate dalla tassa d'iscrizione di L. 1.000, da un deposito cauzionale di L. 10.000 e da una dichia razione comprovante o meno la disponibilità di un campo di gioco. Ogni Unione Sportiva dovrà essere in regola con l’affiliazione al CSI e dovrà scrupolo samente osservare le norme sul tesseramento atleti a suo tempo emanate dalla Presidenza del CSI. Art. 10 - Le squadre vincitrici delle fasi provinciali CSI saranno proclamate Campioni Provinciali e par teciperanno alla successiva fase regionale. Art. 11 - Per il riconoscimento dei giocatori nelle fasi provinciali vigono i regolamenti in atto presso la FIGC. Per le fasi regionali vigono le seguenti nor me: I giocatori dovranno esibire all’arbitro, oltre al cartellino CSI regolarmente vidimato per la stagio ne in corso, un documento di identità personale di cui alle circolari 7786 del 5 dicembre 1952 e 1854 del 23 febbraio 1954 della Presidenza Nazionale (carta di identità, passaporto, patente di guida, libretto ferro viario rilasciato dal Ministero nel quale siano ripor tati i dati anagrafici e particolarmente la data di nascita, porto d’armi, licenza di caccia o di pesca). Non potrà partecipare alle gare chi sia sprovvisto di uno dei suddetti documenti. RECLAMI
Art. 12 - Non sono ammessi reclami di carattere tecnico. Per tutti gli altri, ivi compresa la posizione dei giocatori nella fase provinciale, i provvedimenti conseguenziali dovranno essere presi dagli Organi Tec nici competenti (Commissioni Calcio Provinciali del CSI) su reclamo di parte, purché preannunciato alla Commissione entro ic ore 24 del giorno successivo alla gara (o del primo giorno non festivo in caso di festività) e presentato entro tre giorni dalla data di effettuazione della gara, in triplice copia ed accompa gnati dalla tassa di L. 2.000. Copia del reclamo deve essere inviata contemporaneamente all’Unione Spor tiva avversaria a mezzo lettera raccomandata, la cui ricevuta deve essere allegata al reclamo. Per la seconda istanza i reclami debbono essere ri messi alla Commissione Nazionale Gioco Calcio del
CSI (Via della Conciliazione, 3 -, Roma) in triplice copia accompagnati dalla tassa di L. 5.000. Copie del reclamo debbono essere inviate all’Unione Sportiva avversaria ed alla Commissione di Prima Istanza a mezzo raccomandata le cui ricevute debbono essere allegate al reclamo stesso. Tutti i reclami in seconda istanza, sempre nella fase provinciale, debbono es sere inoltrati entro cinque giorni dalla data di emis sione della delibera di prima istanza. Nelle fasi regionali, i provvedimenti a carico del le Unioni Sportive con giocatori in posizione irrego lare possono essere presi d’ufficio dall'Oragno Tecnico competente rimanendo validi i reclami di parte. Reclami Fasi Regionali
Prima istanza — Da presentarsi alla Commissione Organizzatrice entro tre ore dal termine delle gare, in triplice copia, ed accompagnati dalla tassa di li re 3.000. Copia del reclamo deve essere rimessa all’Unione Sportiva avversaria la cui ricevuta verrà alle gata al reclamo stesso. ' I reclami di cui sopra debbono essere preannun ciati all’arbitro per iscritto dal capitano della squadra entro mezz’ora dal termine della gara. Seconda istanza — Da inviarsi a mezzo raccoman data alla Commissione Nazionale Gioco Calcio del CSI (Via della Conciliazione, 3 - Roma) entro il gior no successivo alla emissione della delibera di prima istanza, in triplice copia ed accompagnato dalla tassa di L. 6.000. Copie del reclamo devono essere rimesse, sempre a mezzo lettera raccomandata, al Comitato Organizzatore e all’Unione Sportiva avversaria, le cui ricevute debbono essere allegate al reclamo stesso. Le norme di cui sopra e riguardanti esclusivamente le fasi regionali potranno essere modificate dalla C.N.G.C., su proposta delle Commissioni Regionali, per l’adozione di norme adeguate al criterio di svolgimento della fase regionale. Art. 13 . Per quanto non contemplato nel presente regolamento vigono le norme del Regolamento Tecnico ed Organico della F.I.G.C.
CAMPIONATO
REGIONALE
ALLIEVI
Art. 1 - Possono partecipare i giocatori regolar mente tesserati al CSI con le norme previste dal tes seramento calciatori trasmesse dall'ufficio Centrale Tesseramento del CSI. Art. 2 - Al Campionato possono partecipare i gio catori della seguente età: dai 14 anni compiuti ai 16 anni. Art. 3 - Fasi: Provinciale e Regionale, con lo stesso criterio del regolamento del Campionato Juniores. Art. 4 - Tutte le modalità tecniche e organizzative sono conformi a quelle del regolamento del Campio nato Nazionale Juniores escluso quanto previsto daf fari. 5 del Regolamento del Campionato Juniores.
TROFEO PROVINCIALE (Arcobaleno Sport)
GIOVANISSIMI
REGOLAMENTO
Nell'ambito dell'attività dell‘« Arcobaleno Sport », si indice un Torneo di calcio, le cui norme da osser vare sono le seguenti: Art. 1 - Le Commissioni Tecniche Provinciali o Zo nali indiranno ed organizzeranno, in collaborazione con gli Uffici Diocesani aspiranti della G.I.A.C., un torneo al quale possono partecipare tutte le UU.SS. e le Sezioni Aspiranti della G.IA.C. (sotto la denomi nazione U.D.A.) affiliate al CSI per l’anno sportivo in corso. Art. 2 - I giocatori saranno divisi in due categorie : Categoria A, per i ragazzi di 11-12 e 13 anni - Catego ria B, per i ragazzi di 13, 14 e 15 anni.
Art. 3 - Ogni ragazzo, per partecipare alle gare, do vrà essere in possesso del cartellino « Giovanissimi » previsto per tale genere di attività e comprensivo del l'assicurazione contro gli infortuni. Per i giovani dai 14 anni compiuti ai 15 anni è consentita la partecipa zione con la tessera atleti. Art. 4 - Le gare dovranno avere la durata di due tempi di 20’. Il terreno di giuoco dovrà essere, possi bilmente, di formato ridotto. La palla da usare è il n. 3. Art. 5 - Ogni squadra dovrà essere composta da 11 giocatori (si sconsigliano i tornei a 7 in quanto comportano uno sforzo fisico superiore) — se indi spensabile, necessita ridurre i tempi di giuoco. Art. 6 - I reclami — non di carattere tecnico — in unica istanza dovranno essere presentati al Comitato Organizzatore entro il giorno successivo alla gara, ac compagnati dalla tassa di L. 1.000 restituibile in caso di accettazione del reclamo stesso. I reclami devono
essere preannunciati all’arbitro entro mezz’ora dal termine della gara. Art. 7 - Ogni squadra potrà sostituire 3 giocatori prima dell'inizio del 2° tempo e il portiere durante tutta la gara. ' Art. 8 - Ogni ragazzo per partecipare al torneo do vrà presentare l’assenso scritto di uno dei genitori. Art. 9 - Tutti i ragazzi dovranno essere sottoposti a visita medica preventiva da parte di un medico di fiducia che dovrà dichiararne l’idoneità fisica. Art. 10 - Il CSI declina ogni e qualsiasi responsa bilità per eventuali danni o infortuni causati prima, durante o dopo le gare agli atleti e a terzi, salvo quan to previsto dalle norme assicurative del cartellino CSI. Art. 11 - Per quanto non contemplato nel presente Regolamento, e per quanto non in contrasto con esso, vigono le norme del Regolamento del Campio nato Nazionale Juniores del CSI e del R.O. della FIGC.
CONVENZIONE Tra la Federazione Italiana Gioco Calcio ed il Centro Sportivo Italiano si conviene quanto segue: Art. 1 - La FIGC riconosce nel Centro Sportivo Ita liano un Ente che con essa collabora alla diffusione del giuoco del calcio nell’ambito giovanile e, in tal senso, stabilisce la presente convenzione. Art. 2-11 CSI organizzerà l’attività calcistica delle proprie società e gruppi sportivi nel rispetto delle norme generali che regolano l’attività delle società della FIGC, con i limiti più sotto specificati. Art. 3 - La FIGC riconosce la validità dei tesseramenti del CSI (che devono essere effettuati con le stesse norme in vigore con la FIGC) limitatamente ai giocatori fino ai 18 anni. Conseguentemente, non sarà ammessa la coesistenza di tesseramento per la FIGC e per il CSI a favore di diverse società. La priorità della firma opportunamente documentata de terminerà la validità del tesseramento. Le contestazioni sulla validità del primo tessera mento dovranno essere inoltrate alla Commissione Tesseramenti, Licenze e Trasferimenti della FIGC, in tegrata in occasione del giudizio, da un rappresen tante del CSI. La CTLT è investita del giudizio in ordine alle contestazioni anzidetto dalla Presidenza Federale, alla quale la Presidenza del CSI denuncerà i casi di con testazione su richiesta specifica delle società dipen denti. In base al giudizio della CTLT, la FIGC od il CSI revocheranno il tesseramento che verrà dichiarato il legittimo. Art. 4 - Al fine di concretare la collaborazione dei due Enti, la FIGC designerà, negli organi centrali e periferici del CSI, propri rappresentanti, con conpiti di assistenza e collaborazione tecnico-organizzativa, e delegati tecnici arbitrali, ai quali compete la desi gnazione degli arbitri. Art. 5-11 CSI nello spirito delle proprie finalità istituzionali, che la FIGC riconosce, organizza l’atti vità dei giuocatori fino ai 18 anni, tesserati per le ri spettive società. L'attività anzidetta deve conformarsi nelle linee generali, alle norme fondamentali vigenti per Fattivita federale. Le norme della presente convenzione, fatta eccezio ne per quanto previsto ai successivi punti 6 e 11, non si applicano all’attività che il CSI organizza per i giuocatori superiori ai 18 anni. Art. 6 - E’ consentito al CSI indire tornei di Atti vità Ricreativa ai quali possono prendere parte, nel rispetto di tutte le norme federali di carattere tec nico-amministrativo in materia vigenti, società affi liate solo al CSI e giuocatori tesserati esclusivamente per il CSI. Detti tornei non possono, in alcun caso, assumere carattere e denominazione di manifestazione propa-. gandistica ed esclusivo contenuto economico pubbli citario. I Comitati del CSI devono inviare tempestiva mente alla Commissione Nazionale Giuoco Calcio del CSI i regolamenti dei tornei in parola almeno 10
FIGC-CSI
giorni prima del loro inizio e comunicare altresì l'elen co delle Società iscritte e dei premi posti in palio 10 giorni prima del loro inizio, escludendo i premi in denaro. La CNGC procederà all’approvazione dei regola menti sempre che gli stessi garantiscano di escludere effettivamente la partecipazione di giuocatori tesserati per la FIGC. Art. 7 - Le gare delle manifestazioni indette dagli Enti del CSI e riconosciute dalla FIGC saranno di rette da arbitri della FIGC a seconda della disponi bilità locale di direttori di gara, o da arbitri abilitati dal CSI. Art. 8 - La FIGC incoraggerà l’attività che il CSI intendesse svolgere in ordine al reclutamento, alla preparazione ed alla istruzione degli arbitri della FIGC a seconda della disponibilità autorizzerà l’AIA/Sezione Arbitrale ad ammettere direttamente agli esami per . « aspirante arbitro » quegli elementi i quali, abilitati dal CSI, abbiano già svolto per un anno attività ar bitrale e siano presentati ed autorizzati agli esami stessi dalle sezioni arbitrali del CSI. Art. 9 - Nello spirito di reciproca collaborazione, il CSI seguirà gli indirizzi del Settore dell’istruzione e della Preparazione Tecnica della FIGC ed agevolerà l’opera dello stesso nel quadro della propaganda e della istruzione pre-agonistica. Inoltre favorirà la co stituzione tra le proprie organizzazioni dei Nuclei di Addestramento per Giovani Calciatori (NAGC), se condo le direttive e con i programmi del SIPT. Ai fini della costituzione dei NAGC, le società re golarmente affiliate al CSI saranno considerate equi parate a tutti gli effetti alle società della FIGC. Il SIPT della FIGC assisterà, mediante l’opera dei propri istruttori, i NAGC costituiti dalle società del CSI e, in modo particolare, quelli che avranno ottenuto i migliori risultati tecnico-organizzativi. Art. 10 - L’attività internazionale che le società del CSI intendessero svolgere, deve essere preventivamen te autorizzata dalla FIGC alla quale i relativi pro grammi dovranno essere sottoposti dalla Commis sione Nazionale Giuoco Calcio del CSI. Art. 11 - I provvedimenti disciplinari inflitti dalla FIGC e dal CSI hanno valore ad ogni effetto per entrambi gli Enti. I provvedimenti disciplinari a termine inflitti dal CSI relativi alle gare da questi indette e che compor~ tino interdizioni superiori- ad un anno,, dovranno esalla A.FIGC, che ____ ne *prenderà nota al SCre comunicati MAAM A.VW'f ______ fine di assicurarne l’efficacia nel proprio ambito. I provvedimenti disciplinari a carattere definitivo inflitti dal CSI, relativi alle gare da questi indette e che comportino interdizioni definitive, esperiti i. gradi di giurisdizione del CSI, dovranno essere parimenti comunicati alla FIGC agli stessi fini: gli stessi po tranno essere peraltro impugnati avanti la CAr della FIGC a richiesta della parte che vi abbia interesse, entro il termine della stagione sportiva successiva a quella in cui il provvedimento è stato assunto. Il presidente del CSI Il Presidente della FIGC
I BAMBINI vittime del conflitto in Nigeria CHIEDONO UN PANE NON UN GIOCATTOLO Una NAVE di ITALIA CARITAS movimento di solidarietà internazionale partirà dopo Natale con aiuti in viveri, in indumenti ed in medicinali. FALLA PARTIRE ANCHE CON LA TUA OFFERTA! Non allontanare la mano che ti viene tesa: è la mano del mondo che soffre
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CSI 69
CSI ’69 é pronto, finalmente! Ci scusiamo del ritardo e invitiamo caldamente i dirigenti provinciali a curare ugualmente la distribuzione ai dirigenti sociali. L’occasione dei giochi della gioventù è del resto quanto mai propizia per un nuovo contatto diretto con le società all’inizio del 1969.
FIPAV -H CS! rilanciamo il móni-volley!
Nella sua ultima riunione la CTN della FIPAV, su pro posta del settore propaganda giovanile, ha autorizzato l’isti tuzione dei primi 20 centri di addestramento alla Palla volo. Con tale atto si è voluto co stituire il mezzo più diretto per 1’avviamento alla pratica agonistica della pallavolo se condo una corretta imposta zione tecnica e una razionale distribuzione delle notizie im partite. Il centro curerà la prepara zione dei suoi allievi attraver so un ciclo biennale suddiviso in due corsi annuali. Sarà in facoltà del centro, poi, orga nizzare un corso di specializ zazione. L’intera durata dei corsi dovrà coincidere con lo sviluppo fisico dell’adolescen te. Si può fissare, quindi, nei 10-11 anni l’età d’ammissione al primo corso, per giungere così a fine ciclo intorno a 1314 anni, età adattissima per affrontare l’attività agonistica di categoria. Il centro svolgerà i suoi cor si per un periodo minimo di 6 mesi, iniziando entro e non oltre il 28 febbraio di ogni anno a partire dal mese di ottobre dell’anno precedente. La FIPAV collabora alla rea lizzazione dei centri, assegnan do per il primo anno il mate riale sportivo occorrente nel la misura stabilita dal setto re preposto. Ottima iniziativa, questa, che sicuramente darà grande impulso all’attività pallavolistica che di anno in anno ve de crescere il numero di neo
fiti. E’ nata dall’accresciuta esigenza di sensibilizzare e di avviare alla pratica sportiva ingenti masse di giovani che oggi per validissimi motivi non ne sono attratti. Sono per venute da ogni parte d’Italia richieste, che proponevano la istituzione dei centri anche in zone scarsamente interessate a questa disciplina. Corrispondenza, quindi, che farà continuare con passione l’opera meritoria di persone pronte ad aiutare i giovani a ritrovare con lo sport quel senso di sicurezza e di coscien za morale che il giorno d’oggi incita sempre più a dimen ticare. Si potrebbe considerare mis sione, forse è giusto. Ecco per ché il settore preposto con scrupolosa cura cerca di aiu tare tutti e dare a tutti ciò che più meritano. Così da quel la iniziativa considerata tem po addietro in tutti gli am bienti una pazzia, è nata una organizzazione impostata su solide basi che lavora tenace mente per promuovere in tut ta Italia ciò che altri hanno già accolto favorevolmente, at tuando sempre nuove idee e cercando di alleggerire al mas simo le pesanti difficoltà di quanti hanno iniziato la nuo va opera in campo periferico. Entrando, allora, nel pensiero degli organizzatori diciamo che il pieno successo sarà rag giunto solo quando si potrà dare a tutti la possibilità di praticare un sano ed efficace sport. Naturalmente è preve dibile che la FIPAV per se guire con cura i centri, impor
rà dei limiti ai riconoscimen ti ufficiali ed è certamente una decisione saggia in quan to si vuole garantire a tutti una certa assistenza, una cer ta collaborazione, mezzo que sto indubbiamente per render si veramente conto della pie na efficienza di questa orga nizzazione. Oltre questi limiti, comun que, la FIPAV autorizzerà la istituzione di centri a tutte le società ed Enti che facendone richiesta, si impegnino a ga rantire i programmi stabiliti e rinuncino, fino al momento in cui entreranno nel nume ro previsto, al materiale tec nico-organizzativo che viene in viato in dotazione. E' da no tare tra l'altro che le richieste del solo riconoscimento uffi ciale, in quanto garantiscono l’acquisto di tutto il materiale tecnico organizzativo che la FIPAV assegna, vengono accet tate, poiché non risultano fi nanziate dal settore e quindi assenti dall’elenco stabilito. Certo è che, da come è stato impostato il lavoro di selezio ne, ricevere il riconoscimento è molto impegnativo in quan to il settore per poterlo con cedere desidera essere a co noscenza di informazioni ne cessarie a garantire l’attività degli allievi, vuole essere in formato sulla disponibilità di campi e palestre, di spoglia toi, di assistenza medica, di tante cose in effetti che vanno a beneficio dei giovani e so prattutto della sana pratica sportiva. Il Centro Sportivo Italiano, come altri enti, ha raccolto
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subito questa lodevole inizia tiva, ed ha sin dall'inizio col laborato alla realizzazione di questa « scuola » per giovanis simi. Così ha proposto ai suoi Comitati l'iniziativa e la mag gioranza han risposto con un'entusiastica adesione. Così la FIP-AV ha preso in esame parecchie proposte avanzate dalla Presidenza Nazionale, tra le quali si notano quella dei CP di Messina, Chieti, Reggio Emilia, Pisa e dei CZ di Pa gani e Faenza. Da parte sua, comunque, ha già stabilito di potenziare al massimo l’organizzazione addestrativa, sempre nel campo della pallavolo, decidendo di istituire 50 centri per il mini volley che come si ricorderà venne lanciato con il numero 2 (15-2-1968) di questo quindi cinale. A differenza dei centri FIPAV, questi centri costituendo una rampa propagandistica della Pallavolo, mettono in condizione i giovani neofiti di poter apprendere in forma an che divertente nell’arco di una sola stagione agonistica la Pal lavolo e di poterla giocare anche con una certa proprie tà tecnica in manifestazioni appropriate al termine del ci clo di preparazione. Le limi tate dimensioni dei campi, le scarse attrezzature tecniche ri chieste, faciliteranno il rapido e capillare sviluppo di questa forma di attività e non co stituiranno in alcun modo re more alla sua realizzazione. Si è pertanto certi che il mini-volley — anche senza fi nanziamenti — in breve tempo conquisterà un posto di pre minenza fra le attività ricrea tive e scolastiche e raggiun gerà quindi il suo principale obiettivo e cioè quello di sen sibilizzare ed avviare all'attivi tà sportiva e alla pratica della Pallavolo moltissimi giovani ed affiancandosi al costrutti vo lavoro della FIPAV, di da re un contributo determinante allo sviluppo della palla palla- volo.
Per ulteriori informazioni sui centri FIPAV e mini-vol ley rivolgersi: Centro Sportivo Italiano CTN Pallavolo Setto re Centri Addestramento - Via Conciliazione 3 - 00193 Roma.
FABRIZIO PRIOLISI 20
MONDO GRANDE E PICCOLO a cura di GIULIO MARTIN UCCI
il rischio della retorica L’ITALIA ha celebrato ufficialmente la giornata internazionale per ì diritti dell’uomo, nel quadro della campagna mondiale promossa quest’anno dall'ONU. Il rischio di tutte le celebrazioni è la retorica, l'esercitazione a vuoto cioè di parole impegnative, di propositi coraggiosi, di fedeltà ad alcuni principi che all'atto pratico, poi, alla riprova della realtà non hanno conferme di sorta. Quali diritti ha oggi un uomo per il fatto che è uomo? E non per il fatto che è uomo ricco, o importante, o istruito, o settentrionale, od europeo, o bianco: soltanto come uomo. A rileggere la cronaca di questo tumultuoso 1968 (Vietnam, Medio Oriente, elezioni americane, Biafra, Cecoslovacchia, Francia, Grecia, Indonesia) c'è da dubitare persino che esista un diritto all'elementare sopravvivenza fisica. Sei giorni prima della giornata celebrativa ita liana, per quella tragica ma feconda ironia che la storia esercita sulle nostre intenzioni, vi erano stati morti e feriti tra i braccianti in scio pero ad Avola. Avola in Italia, non in Africa, o in Asia o in Sud Ame rica. Perché non ci chiediamo quale senso ha una carta ventennale dei diritti umani cosi facilmente calpestabile?
un piano decisamente rivoluzionario SARA' DEI GIOVANI l’agricoltura europea? Se gli uomini politici delle nazioni del MEO avranno coraggio una ventata d'aria nuova spazzerà presto un settore economico ormai da tempo in crisi. Il coraggio che si chiede loro è quello di rinunciare alle forme di protezionismo delle proprie agricolture (che, spesso, si sono risolte in operazioni politiche di sapore elettorale sfruttando il tradizionale conservatorismo della classe contadina) per accettare un piano comune d’investi menti, proposto recentemente da Mansholt alla Commissione eco nomica della C.E.E. Il piano è decisamente rivoluzionario: punta, difatti, sulla sostituzione dei capi d'azienda anziani, sul ridimensio namento delle aziende, sulla qualificazione professionale dei giovani ed esclude, quindi, i soliti miliardi sperperati a sostegno di prodotti inadatti od in costose ed improduttive campagne assistenziali. Ma, è lecito pensare che Mansholt troverà fortissime resistenze.
una nuova “ testata” FIOCCO AZZURRO tra i cattolici italiani: è nato un nuovo giornale dalla fusione di due gloriose (una un po’ meno, ad essere sinceri) testate, « L’Avvenire d’Italia • e « L’Italia ». Un impresa editoriale è già di per sé ardua in qualsiasi campo tenti I avventura: in campo cattolico, ed italiano in particolare, il rischio è altissimo. Propositi di rinnovamento l'« Avvenire » — il giornale si chiama cosi - ne ha, anche se i primi numeri non li dimostrano tutti. Bisognerà cono scerlo e seguirlo perché è un'esperienza che ci tocca da vicino.
GIOVANI
a cura di PAOLO ANDREOLI
COMUNQUE E’ NATALE...
Anche se siamo alla fine dell’anno, parlando di giovani, non facciamo un bilancio. I bilanci li lasciamo fare a chi è più bravo di noi e sa vedere tutte le cose e gli avvenimenti ben in fila e concatenati l’uno all’altro come se la vita fosse un « puzzle » qualsiasi. Oppure a chi, genio del l'economia, sa guardare ogni cosa sotto l'aspetto economico (uomini e cose) e misura tutto su questa ba se. Queste persone sono sicure di sé e di ciò che dicono e presentano gli avvenimenti e il lavoro degli uo mini in lucide e crudeli tabelle sta tistiche a cui danno un significato apparentemente inoppugnabile. A noi interessa, invece, seguire al tre piste: guardare gli avveniment1 e gli uomini cercando faticosamente di «leggerci dentro», vedere ciò che si muove sempre ambiguamente (cioè con valori positivi e negativi mesco lati in -un groviglio quasi inestrica bile) . Ora, senza fare bilanci sui giovani per il 1968, ci pare che almeno una cosa sia venuta fuori in modo sem pre più chiaro ed inequivocabile. I giovani stanno conducendo una spie tata critica a tutto il sistema sociale impostato sull'autorità e che, di so lito, degenera nell’autoritarismo. Que sto sia a livello della famiglia, della scuola, delle varie articolazioni so ciali e anche alle strutture religiose Facciano un’assemblea o una mani festazione di piazza, prima o poi, su una questiono o sull’altra, salta fuori questa contestazione all'autorità. Dall'altra parte, l’autorità, forte del suo potere, irride a questa contestazione. Tutti i modelli di vita so ciale scaturiti dalla cultura occiden tale sono impostati sull’autorità. Né l’autorità è assente nei modelli di vita orientali basati sul marxismo (i fatti della Cecoslovacchia di quest’an no ne sono un esempio illuminante).
Così l'autorità ha buon gioco a bloccare le utopie giovanili dicendo che è anche disposta a cambiare il sistema ma che, però, un sistema si cambia avendo di fronte un nuovo modello di vita sociale. 0 ce il modello nuovo, qui e subito, oppure niente da fare. E non è che il potere abbia torto perché senza modelli il rischio è quello di un’anarchia improduttiva che può portare alla distruzione. Ma allora come arrivare a qual cosa di nuovo e di diverso? Poiché, che sia necessario un passo avanti nessuno ormai sembra più dubitarne. A noi, pensando e ripensando a ciò che accade, è venuta in mente un'immagine che, come tutte le im magini, vale quello che vale: serve per capirci un po' di più. L’immagine è queiia di un albero (grande o piccolo, come vi pare). L'albero è figura della nostra società: quello che lo rende bello è ciò che è in alto: rami e fogliame. Ma la linfa che lo rende forte e bello sale sempre dal basso, da ciò che sta sotto. O c’è comunicazione diretta e interdipendente tra ciò che sta sotto e ciò che sta sopra, oppure il bel l'albero si presenta come una serie di rami secchi e di foglie avvizzite. Nella società in cui viviamo chi sta sopra (l'autorità, il potere) or mai non sembra più in grado di avere una qualsiasi comunicazione con ciò che sta sotto. Non lo diciamo di ogni persona che è salita in alto sia in uo'azienda, sia nello Stato, o in qualsiasi altra strut tura sociale? Non diciamo di queste persone: • Ormai, lì dove sono, è impossibile che riescano a sapere tutto ciò che si muove al di sotto di loro • ? Quando gli uomini arrivano ad un certo livello della scalata so ciale diamo per scontato che non possano più percepire tutti i fermen
ti che esistono in basso. Le infor mazioni sulla realtà che giungono lo ro sono sempre più filtrate dai vari gradini della scala sociale e così, i detentori del potere e dell'autorità sono realmente distaccati dalla real tà più vasta. E' come se fossero entrati in un Olimpo da cui si vedono le cose più ovattate, meno drammatiche, meno spigolose. Gli dèi saliti nell'Olimpo possono parlare di libertà, di responsabilità, di democrazia, di autogoverno, ecc. ecc. ma queste parole suonano molto di verse in alto e in basso: hanno den sità distinte. L’ultimo esempio di questa diver sità d’intenti e di linguaggio (che mostra chiaramente la mancanza di comunicazione diretta tra chi sta so pra e chi sta sotto) ci è data dalla circolare « 476 » firmata dal Ministro della Pubblica Istruzione Scaglia. Una circolare che ha detto « sì » alle assemblee studentesche all’interno degli istituti secondari. E’ un passo avanti nella vita della scuola italiana: non c’è dubbio. Ma il fatto che per fare questo passo sia stato necessario l'intervento auto revole dall'alto fa apparire come si blocchi la salita dal basso di una linfa che è vitale per la vita di tutta la « pianta • sociale. E. difatti, le agitazioni degli alunni degli istituti secondari non sono certo né finite né diminuite. Adesso a Natale, è inutile addob bare l’« albero » con candeline e lu eine multicolori per farlo sembrare più bello e più seducente. Se niente sale dal basso o se si impedisce la salita dal basso della linfa, quest’» al bero • finirà come tutti i suoi con fratelli natalizi: nel mucchio della spazzatura. Comunque è Natale: Buon Natale.
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il CSI ente di propaganda E’ stato un anno molto importante per la chiarificazione della natura e del modo di essere degli enti di propaganda nel contesto dello sport italiano. Quando erano sconosciuti (A. Notario, n. 3, 29 2): il contributo del CSI allo sport nazionale - Un convegno che ci riguar da da vicino (n. 4, 14-3): la GIAC ed il CSI - Che cos’è l'ente di pro paganda (n. 4, 14-3; n. 5, 28-3; n. 6,11-4; n. 7, 25-4): una serie di interviste con dirigenti sportivi e personalità politiche - L’ente di propaganda una realtà al servizio dei giovani e dello sport (A. Notario, n. 7, 25-4) - Relazione morale tecnica organizzativa al nono congresso nazionale (n. 7, 25-4) - Quel successo che si chiama CSI (A. Notario, n. 8, 16-5) - // nono congresso nazionale (n. 8, 16-5): relazioni, dibat titi e intervenuti al IX Congresso Nazionale; da segnalare tra gli altri gli interventi dell’On. Moro e dell’Avv. Onesti - Invito alla responsa bilità (n. 12, 18-7): sui rapporti CSLFAR1 - Uno statuto aperto sul futuro (A. Notario, n. 15, 26-9): rapporti CSI-GIAC - E' l’ora della verità per tutti (A. Notario, n. 16, 10-10): responsabilità e compiti degli enti di propaganda sportiva.
politica sportiva
L’attenzione ed il contributo del CSI ai fatti ed ai problemi della politica sportiva italiana. Un anno d'esame per tutti (A. Notario, n. 1, 31-1) - Anche gli sportivi votano (A. Notario, n. 6, 11-4): l’im pegno dello Stato per lo sport - Non siamo allevatori di pulci da circo (P. Andreoli, n. 9, 6-4): i programmi elettorali dei partiti riguardanti lo sport - Le regioni ci chiamano (M. Pacini, n. 13, 1-8): responsabilità e prospettvie per lo sport in vista delle regioni a statuto ordinario - Crescere sì ma nell’ordine (A. Notario, n. 17, 24-10): la futura strut turazione dello sport italiano - Questa politica s’ha da -fare (G. Martinucci, n. 17, 24-10): sul Comitato di Studio sui problemi della Gio ventù - L'Enal a servizio della comunità (G. Martinucci, n. 18, 7-11): la proposta di legge per una nuova strutturazione dell'ENAL - Ora tocca ai giornalisti ed agli onorevoli (D. (Dimetti, n. 19, 21-11): la po litica sportiva dopo le Olimpiadi - Sport e contestazione (A. Notario, n. 20, 5-12): perché i giovani non protestano per lo sport?
Un problema scottante a cui Stadium ha dedicato continue atten zioni nell’apposita rubrica curata da Paolo Andreoli. Sono stati via via toccati tutti gli aspetti della così detta crisi giovanile in rap porto con i più importanti fenomeni della società attuale, della sua mentalità, dei suoi sistemi e delle responsabilità che ne conseguono. La rubrica è apparsa regolarmente su tutti i numeri dell’anno.
l’atleta e la società sportiva
Stadium nel corso dell'anno ha ripreso passo passo lo studio sulla società sportiva affrontato negli ultimi due Convegni Nazionali dirigenti cercando di allargarne ed approfondirne i vari aspetti. Gli interventi proseguiranno anche nel prossimo anno lino al successivo Convegno Nazionale che concluderà l’importante studio iniziato. Una delle seimila ai raggi X (V. Peri, n. 3, 29-2): i valori, le funzioni, la dinamica di una società sportiva - // nuovo volto dell'atleta (da E. Schildge, n. 9, 6-6): l'importanza della psicologia per l’atleta d’oggi - Vogliono partecipare (V. Peri, n. 10, 20-6): l’evoluzione dei giovani che si riflette sulla vita societaria - Io sono l'atleta (D. (Dimetti, n. 11, 4-7): l'interesse e le motivazioni dello sport - Sport io ti chiamo fra tello (D. Olmetli, n. 12, 18-7): l'atleta non è una macchina - ...Ma lo sport è un'altra cosa (D. Olmetti, n. 13, 1-8): influsso dello sport sulla psiche - Come sei solo ragazzo (D. Olmetti, n. 15, 26-9): aspetti psicologici per lo sport individuale - Quando lo sport li tende fratelli (D. Olmetti, n. 17, 24-10): aspetti psicologici dello sport di squadra La società che i giovani desiderano (P. Andreoli, n. 18, 7-11). dalla società alla comunità sportiva - Dimmi come ti alleni... (P. Aneli eoli, n. 19, 21-11) ■ Allenamento per inserirsi nella comunità (P. Andreoli, n. 20, 5-12) - Un allenamento che vale (P. Andreoli, n. 21, 19-12): signifìcato, metodo e valori dell'allenamento sportivo. ...
2.2
i giovani
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costume sportivo
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Una presenza critica e polemica — con intenti costruttivi — di Stadium sugli avvenimenti del mondo sportivo. Chi ha paura del cal cio? (D. Olmetti, n. I, 31-1): le nuove tendenze tecnico-tattiche del calcio italiano - Il padrone sono io (F. Antonelli, n. 2, 15-2): psicanalisi della figura e della funzione arbitrale - La corrida del pallone (P. Valenti, n. 3, 29-2): sulla violenza negli stati - Una riserva di urnanità (D. Olmetti, n. 10, 20-6): aspetti umani del giro d'Italia - Sport e mafia (P. Andreoli, n. 10, 20-6) - Un record a tutti i costi (P. Valenti, n. 15, 26-9): la malattia del recordismo - S.O.S. Messico chiama Olimpia (P. Valenti n. 16, 10-10): Messico, politica, sangue e sport Olimpiadi vecchie non fanno . buon n. 18, brodo 7-11)(D.- Olmetti, Perché non siamo noi stessi? (P. Valenti, n. 19, 21-11): le pretese degli italiani alle Olimpiadi - Il Mago è tutto iuna balla (A. De Pascalis, n. 20, 5-12): intervista con Hclenio Herrera - Il campionato dice che... (P. Valenti, n. 20, 5-12): carrellata sul campionato di calcio 1968-69 - Un natale senza miti (C. Bucciarelli, n. 21, 19-12) - 1968, permette un attimo?... (P. Valenti, n. 21, 19-12): retrospettiva sullo sport dell’anno.
All’argomento sono stati dedicati servizi e rubriche. I servizi so no stati curati da D. Maiello, ed hanno trattato le seguenti discipline sportive. Sci: discesa libera (n. 1, 31-1); diagonale e spazzaneve (n. 2, 15-2); curve veloci e cristiania (n. 3, 29-2). Tennis Tavolo: che cosa manca al tennis tavolo italiano (n. 4, 14-3); come si gioca in Italia (n. 5, 28-3); per migliorare conoscere se stessi (n. 17, 24-10); un ser vizio che mette in crisi l’avversario (n. 18, 7-11); difesa o attacco? (n. 19, 21-11); come impostare la difesa e l’attacco (n. 20, 5-12); analisi dello schema tattico (n. 21, 19-12). Atletica leggera: le gare di velocità (n. 10, 20-6); gli ostacoli (n. 11, 4-7); i salti (n. 12, 18-7); i lanci (n. 13, 1-8); il fondo (n. 14, 12-9); il mezzofondo (n. 15, 26-9). Ambiente sportivo e risultati agonistici (D. Maiello, n. 6, 11-4): come nascono i « marziani » - Sotto i piedi dei campioni (D. Maiello, n. 16, 10-10): l'evoluzione delle tecniche e delle attrezzature. Nelle rubriche sono stati trattati particolari aspetti tecnici della Pallacanestro (a cura di G. Pinto): difesa moderna (n. 9, 6-6); il flot taggio (n. 10, 20-6); pressing e semipressing (n. 11. 4-7); zona pressing (n. 13, 1-8); selezione nuove leve (n. 14, 12-9). Il Calcio è stato trattato da A. Guaitini in tutti i numeri dell’anno attraverso una dettagliata analisi e critica dei vari sistemi tattici.
organizzazione dello sport
tecnica sportiva
Una serie di interventi sui fatti e problemi più significativi del l’organizzazione sportiva del CSI e dello sport italiano. Da Lecco guar dando avanti (F. Dragotto, n. 1,21-1) e A Faenza una vera grande famiglia (F. Dragotto, n. 3, 29-2): presentazione di nostri Centri Olimpia - Arriva il Mini-volley (F. Dragotto, n. 2, 15-2) e Mini basket per cestisti in erba (P. Puntoni, n. 4, 14-3): attività dei Centri « Mini » - Il COMI a cavallo della tigre (D. Olmetti, n. 11, 4-7): analisi dei Centri addestramento CONI - Tutto bene se...! (A. Notarlo, n. 14, 12-9), Perché i giochi lascino un segno (A. Notario, n. 19, 21-11): e Giochi della gioventù questa è l'organizzazione (n. 19, 21-11): pre sentazione critica e organizzativa dei Giochi della Gioventù - Giovanis simi anno zero (R. Cipriani, n. 17, 24-10) e Giochi o giovanissimi? (R. Cipriani (n. 20, 5-12): la nostra attività giovanissimi nei Giochi della Gioventù.
APPUNTAMENTO 1969
Stadium vi attende fedeli all’appuntamento nel prossimo anno. E’ un momento cruciale per il CSI e per tutto lo sport italiano. Che il fenomeno sportivo italiano diventi final mente un dato di fatto e di costume, dipenderà dall’attenzione e dalla generosità di tutti. Stadium, come sempre, vi aiuterà a capire, ad essere aggiornati, a dibattere, a organiz zare e praticare lo sport. Arrivederci, dunque, al 1969.
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Plasmo^ : dopo Tòkyo e Grenoble siamo ira Mossi©©®
gli alimenti al Plasmon rispondono a precisi principi nutritivi. Biscotti, bifette e pastina al Plasmon, sono il miglior complemento nella ì * pastina dieta di un atleta. plasmon
Ancora una volta gli alimenti al Plasmon fanno parte della dieta ufficiale per la squadra olimpica. Per il loro elevato contenuto di proteine e la loro digeribilità,
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Il Comitato di Messina ha ricor dato i venti anni di fondazione del Comitato, con alcune ini ziative rievocative dell'attività passata e con un incontro tra tutti i dirigenti attuali ed ex. E' intervenuto anche il nostro Pre sidente nazionale, prof. Aldo No tarlo. Lo vediamo nella foto intrattenersi, presso la sede del Comitato, con alcuni dirigenti del CSI Messina di oggi e di ieri.
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Il Presidente Notario parla al Convegno del Comitato di Varese, presenti autorità locali, politiche e dirigenti sportivi.
CONVEGNO PROVINCIALE A VARESE Domenica 27 ottobre 1968, nell’accogliente palazzina del la A.A.S. (g.c.), si è svolto il Convegno del Centro Spor tivo Italiano - Comitato Pro vinciale di Varese, sul te ma: « Il C.S.I. per la dif fusione dello sport giovanile in provincia ». La relazione centrale della mattinata è stata tenuta dal professor Aldo Notario, Pre sidente Nazionale del C.S.I. Egli, messe in evidenza le ragioni che hanno sempre tenuto lo sport italiano ai margini della vita sociale, ha rilevato come la maggior par te dei ragazzi e dei giovani di oggi siano impediti, dal la civiltà del benessere che li ha rinchiusi nelle città di cemento, a svolgere una qual siasi attività sportiva. Lo sport non è soltanto un’esi genza fisica, ma anche e so prattutto un fatto sociale, che fa diventare l'uomo più uomo e la società umana più umana. Anche il Conci lio ha sottolineato questi aspetti positivi dell'attività sportiva. Dopo aver elencalo i ma li dello sport in Italia, che è praticato soltanto dal 10% dei ragazzi dai 10 ai 18 an
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ni, in grande parte calcia tori, è condizionato dai me cenati che lo rovinano, e soffre della mancanza di so cietà, ha messo in luce la posizione del C.S.I.: « Noi ci mettiamo in una posizione di servizio nei confronti dei ragazzi e delle comunità ». Il Prof. Notario ha termi nato la sua esposizione, una relazione-meditazione come l’ha definita più tardi il prof. Franchi, Presidente del la Provincia, nel suo inter vento, citando una frase di Brundage, Presidente del C.I.O.: « I soldi investiti (sot tolineate quell'« investiti », non « spesi ») nello sport, so no soldi risparmiati nelle carceri, nella polizia e negli ospedali ». Dopo la relazione del rap presentante del CSI milane se, rag. Frascolla, si sono avuti gli interventi del Sin daco di Varese, dr. Ossola, del Presidente della Provin cia, prof. Franchi, del rap presentante provinciale del CONI, geom. Ravasi, dell'in dustriale dott. Bongiasca ed altri ancora. Gli intervenuti hanno messo in evidenza i lati positivi c negativi della situazione sportiva in pro
vincia. Il punto cruciale so no gli impianti sportivi, di cui è emersa l’ancor grave insufficienza, malgrado gli sforzi, anche notevoli^, di qualche amministrazione. La sintesi del convegno pos siamo riassumerla nella fra se: « siamo una nazione di tifosi, non un popolo di spor tivi » scritta qualche tempo fà da Nicola Adelfi sulla « Stampa », che i risultati del le recenti Olimpiadi sembra no in qualche modo con fermare. Anche se non so no le medaglie quelle che de terminano il grado di spor tività di un popolo, ma la coscienza che lo sport è una componente importante della vita dell'uomo ed un indice della sua cultura. Al Convegno che è piena mente riuscito per le idee che sono state portate al l’attenzione dei presenti, han no partecipato numerosi sindaci ed amministratori locali della Provincia, Dirigenti del le varie federazioni ed i rap presentanti delle Società del C.S.I. Se il bel giorno si vede dal mattino, possiamo pre vedere per questo nuovo Co mitato Provinciale, ultimo na to della grande famiglia del C.S.I., una vita di intenso lavoro e ricca di soddisfa zione. ITALICO ROSSOTTI
A CAMPOBASSO ASSEMBLEA Si è riunita a Campobasso in data 16-11-1968 l'Assemblea del C.S.I. per la consueta premiazione annuale. Erano presenti il presiden te prof. Leo Leone, Tassi stente ecclesiastico P.R. Va lenti e tutti i dirigenti del Comitale Provinciale. AH’Assemblea hanno preso parte i dirigenti e gli atleti delle varie Società affiliate. Ha preso la parola il presi dente rivolgendo ad essi pa role di ringraziamento pei lo spirito che hanno saputo infondere ai ragazzi, ed un augurio affinché essi possa no fare sempre meglio. Ha, infine, rivolto al Rev. Don Franco Santagata, assi stente dell’U.S. Don Bosco di Civitanova, un vivo elogio per la sua fattiva opera svolta nell’Alto Molise. L’Assemblea si è chiusa con le premiazioni alle So cietà e l'assegnazione di me daghe agli atleti inaggiormente distintisi. Si è, quindi, consegnato al le Società il materiale invia toci dalla Presidenza Nazio nale. ANTONIO SORGENTE
OLIMPIADI CSI A COMO Oltre 100 atleti hanno par tecipato alle C.S.I.A.D.I., le Olimpiadi del C.S.I. organiz zate dal Centro Sportivo Ita liano di Como. Impegnati in gare di atletica, partite di calcio ed incontri di tennistavolo i ragazzi hanno dato vita ad interessanti compe tizioni seguite con attenzione da un buon numero di pub blico. Le gare di atletica leg gera si sono svolte sul Cam po C.O.N.I. di Camcrlata, le partite di calcio sul campo di S. Antonio ed infine gli incontri di tennistavolo nella palestra S. Antonio di Via Belvedere. La manifestazione ottima mente riuscita ha visto im pegnati atleti appartenenti a 10 Società: G.S. Loia, G.S. Don Guanella, G.S. S. Orso la, G.S. Voluntas, G.S. Ac quaseria, A.C. Mognano, G.S. Albatese, G.S. Sazzona, G.S. S. Giuseppe, G.S. Cittadella. Dopo la Santa Messa ce lebrata dal Consulente Ec clesiastico Don Romeo Della Bella e l’assegnazione dei nu meri di gara, sono comin ciate le batterie dei 60 me tri piani dove erano impe gnati i più giovani (dai 10 ai 12 anni) poi è seguita la prova di salto in alto, e ne è venuto fuori un risultato di rilievo come il m. 1,40 realizzato da Francesco Ros sena della « Cittadella » di 13 anni. Tra gli altri risultati sono da segnalare il 4,92 in lungo di Maurizio Tonella della « Voluntas » c di Tizia no Durini del G.S. Lora che ha lanciato il peso di 4 kg. a m. 11,89. Tra i giovanissi mi, bravissimo il dodicenne Marco Sampietro di S. Or sola che ha saltato in alto m. 1,75. Nella categoria su periore buono il risultato an che di Elvio Merlo di Lora che ha corso gli 80 metri piani in 10”9. Il Torneo di Calcio al quale hanno preso parte 11 squa dre è stato vinto con pieno merito dalla formazione del la Cittadella. La formazione
vincente è scesa in campo così: Noseda; Lina, Bacchi; Bianchi, Confalonieri, Canziani (riserva Botta). Ed ecco i risultati di ten nistavolo: Singolo gruppo A: 1. Nicoletti Lauro (G.S. Lo ra); Gruppo B: 1. Lurati En rico (G.S. S. Giuseppe); 2. Scarpa Giovanni (Cittadella); 3. Guanziroli Carlo (G.S. Lora). Doppio: gruppo A: 1. Nicoletti-Guanziroli (G.S. Lora); gruppo B: 1. TurbaGiovannetti (G.S. Lora); 2. Butti-Colombo (G.S. S. Or sola). La riuscita manifestazione è stata particolarmente se guita dal vice presidente del C.O.N.I. e Direttore dell'Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo di Como Comm. Car lo Piatti il quale, veramente entusiasmato dalla passione, dall'agonismo e della tecnica espressa dagli atleti parteci panti e per la perfetta or ganizzazione, ci ha dichiara to: « Sono rimasto entusiasta per non dire sbalordito dal la folta ed appassionata par tecipazione di questi giova ni, giovani che hanno tra l’altro messo in luce note voli qualità. Como e la no stra provincia trovano in queste manifestazioni la ve ra impostazione, l’utilità di queste gare sportive dispu tate con sano agonismo ed entusiasmo dai nostri ra gazzi ». Chiudiamo con un vivo elo gio al Presidente del C.S.I.Como Cav. Gangemi ed a tutti i suoi validissimi colla boratori che, hanno dimostra to la loro abilità organizzativa svolgendo ognuno il proprio compito affidato con dina micità, entusiasmo e coscien ziosa scrupolosità. Con il pre sidente del C.S.I. di Como Gangemi il nostro plauso va al Direttore Tecnico prof. Raccagni, al rag. Cavadini ed ai sigg. Pozzoli, Sildi, Ron chetti, Maria Grazia e Mar cello Firmo, Pagani, Molteni, Ruggiero, Bottinelli. GIACOMO CAPPELLETTI
Sul podio Rossena, Ancona e Monti, primi tre classificati nel salto in alto (cat. A).
A TARANTO CORSO DIRIGENTI CON LA F.A.R.I. Una delle prime iniziative realizzate dal Comitato Pro vinciale di Taranto del Centro Sportivo Italiano per il 1968-69 è stata l’organizzazione di un corso residenziale riservato ai dirigenti delle società af .ffiliate, al quale ha collaborato la F.A.R.I., presente ai lavori con numerosi elementi. A Metaponto Lido — una ridente località sullo Jonio — i responsabili delle società dei due Enti si sono radunati per tre giorni, dal 22 al 24 novembre, ascoltando le rela zioni tenute da diversi tesponenti , __ ______ del mondo sportivo e amministrativo della provincia c della regione. L’ampio programma del corso ha riguardato gli aspetti fondamentali dell’attività del dirigente; la trattazione è pertanto passata dai problemi conseguenti all'impiego del tempo libero (argomento svolto dal dr. Angelo Giudetti, consi gliere comunale di Taranto) alla disamina dei principi etici e formativi dello sport (Prof. Alberto Gerundo, vice delegato provinciale del CONI); dall'esame del ruolo del dirigente (dr. Osvaldo Saracino, redattore sportivo del settimanale cattolico «Dialogo») all’analisi della società sportiva come comunità (dr. Saverio Gaudio, presidente regionale del CSI); dallo studio dell’attività « giovanissimi » (geom. Luciano Fischetti, responsabile del settore in seno al Comitato Pro vinciale del CSI) e dell’attività F.A.R.I. (sig.na Assunta Bra mante, delegata provinciale dell’organismo) alla esposizione dei motivi che inducono la Chiesa ad essere vicina ai gio vani sportivi (don Donato Palazzo, Consulente Ecclesiastico del Comitato jonico del CSI). Si è trattato di un panorama esauriente della complessa e delicata opera che attende le forze decisionali delle so cietà. Attraverso la trattazione delle varie relazioni, si sono venute delincando la portata ed il valore, i limiti ed i fondamenti dell’opera del dirigente, responsabile degli aspet ti formativi della società. Particolare rilievo è stato poi dato ai gruppi di studio, effettuati al termine di ogni giornata di lavoro. La discussione sui temi ascoltati ha dato ai giovani diri genti la possibilità di prendere più diretta consapevolezza degli argomenti. Responsabilmente, hanno tracciato quindi, in brevi « documenti » finali, delle indicazioni per i respon sabili dei due organismi. Si è trattato pertanto di un pro ficuo, valido incontro dei giovanissimi preposti alla guida delle società. Il contenuto formativo del corso ha potuto essere sotto lineato proprio dall’interesse e dall'impegno col quale sono stati approntati i lavori, che sono consistiti in definitiva in un’utile verifica e riscoperta dei valori che stimolano la promozione dell'attività in seno al C.S.I. e alla F.A.R.I., di cui è stata comprovata la piena disponibilità per una animazione sempre autentica e vitale dello sport nazionale. VITTORIO COSTA
ASSICURAZIONE INFORTUNI Da più parti i dirigenti sportivi hanno chiesto l'interes samento degli Enti di Propaganda e degli organi Federali affinché vengano potenziate le strutture assicurative per gli sportivi. Il Comitato Provinciale di Torino del Centro Sportivo Italiano e l’istituto Nazionale di Assicurazione hanno testé stipulato un accordo veramente meritevole dì attenzione in quanto è notevolmente favorevole allo sport ed alla gioventù. Mediante tale accordo, possono aderire tutti gh spor tivi che ne faranno richiesta al Centro Sportivo Italiano (Via Garibaldi, 26) anche se sono di altra Provincia o Re gione ed anche se appartengono ad Enti Federali. Con una tariffa di L. 500 pro-capite, l’atleta avrà diritto, in caso di incidenti, a L. 1.000 di diaria giornaliera per ina bilità temporanea a partire dal quinto giorno di franchigia ed un milione per invalidità permanente. Per i ragazzi inferiori ai 14 anni e non partecipanti ad attività agonistica ufficiale si è fatto anche di più: con L. 100 di contributo pro-capite avranno diritto ad un milione a causa morte ed a due milioni per invalidità permanente, divisibili secondo le tabelle INA. Due assicurazioni utili non solo ai giovani che fanno dello sport ma anche alle famiglie, ai dirigenti ed a quanti hanno responsabilità dei giovani. Con questo tipo di convenzione. FINA ed il C.S.I. hanno pensato di venire incontro a tutti gli atleti ed in particolare ai giovani apprendisti che. a causa di infortuni sportivi, non percepirebbero stipendio alcuno.
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n. 1 ottobre
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comitato provinciale di treviso
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Il periodico del Comitato CSI di Treviso ha ripreso le pub blicazioni. Nel numero presentato troviamo un interessante « fondo » su sport e scuola e la presentazione di tutte le attività della stagione ’68-’69.
CSI STELLA AZZURRA DI LAVAGNA
QUINDICI ANNI DI ATTIVITÀ’
Con la ripresa degli alle namenti, la C.S.I. « Stella az zurra » di pallavolo ha ini ziato la preparazione in vi sta del Campionato di se rie C che i lavagnesi dispu teranno quest’anno con una squadra quasi totalmente rin novata. Infatti Bemi, Terenzi e Bill! hanno abbandonato l’attività agonistica. Floris sta assolvendo gli obblighi mili tari e Raffo è stato lasciato libero mentre Predolin è pas sato ai VV.FF. Pagnin di Padova. Della vecchia squadra quindi sono rimasti i soli Capurro, Felugo Papagalli e Sanguineti con la conferma di Tarabuso ad allenatoregiocatore; sono entrati a far parte della rosa di prima squadra Mosto, ex-capitano degli juniores dell’anno scor so e De Giudici, entrambi diciottenni, con il sicuro al largamento dei ranghi a Sanguincti II, Podestà, Zolezzi e Molinari che tra gli junio res vantano al loro attivo di versi titoli regionali ed al cune prestazioni di lodevole valore tecnico.
Fondata nel 1954, l’Unione Sportiva San Giorgio di Sas suolo entra quest'anno nel quindicesimo anno di vita: quindici anni di intensa at tività, a vari livelli e in molte discipline, al servizio dello sport e della gioventù di Sassuolo. La nascita dell'Unione Spor tiva avvenne in quell'entusiastico ambiente che fu la prima « Repubblica di San Giorgio », ad opera di Don Giovanni Frigieri e dei suoi giovani collaboratori. Quel l’entusiasmo fu indubbiamen te un fattore decisivo per superare le notevoli difficol tà che atleti e dirigenti, con in testa il primo Presidente, l'ing. Gianni Fogliani, e l'at tivissimo segretario, Giorgio Lattanzi, incontrarono agli inizi; inesperienza tecnica e organizzativa, carenza di at trezzature e impianti, si ag giunsero ai problemi di in serimento che presentarono sport diffusi e popolari co me calcio e ciclismo, e alle difficoltà di varia natura con nesse a discipline meno se guite come l’atletica leggera e la lotta greco-romana. L’at-
GIUSEPPE BELLI
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tività che si svolse in quegli anni, prima col Comitato Provinciale di Modena del C.S.I., in seguito col C.P. di Reggio, oltre che in alcune Federazioni nazionali, fu ve ramente intensa c notevoli i risultati conseguiti. Superate così brillantemen te le incertezze iniziali, e rag giunto un buon livello tec nico e organizzativo, nel 1960 iniziò per la « San Giorgio », con hi Presidenza di Rober to Costi, un nuovo periodo di vita. Si erano dovuti ab bandonare sport avvincenti quanto impegnativi, e non compatibili con le possibilità economiche della società, co me il ciclismo e la lotta; il precipuo carattere di poli sportiva fu però ugualmente accresciuto affiancando a cal cio, atletica e tennis, prati cati dalla fondazione, palla volo, pallacanestro, sci e ten nis tavolo. Verso il 1964, al termine di questo periodo indubbia mente felice, andavano però gradualmente affiorando quel le difficoltà che avrebbero caratterizzato gli anni dal 1965 al 1967, in cui si suc cedettero alla Presidenza pri ma Riva poi il rag. Vacandio. Difficoltà derivanti soprattutto dalle sempre mag giori esigenze di un’attività sportiva a un certo livello, accompagnate dalla minor collaborazione e comprensio ne degli atleti e dalla minore disponibilità dei pochi diri genti reperibili. Prima ed illu stre vittima di queste mutate esigenze, non potendosi più tollerare la mancanza asso-
luta di impianti, fu purtrop po l’atletica leggera; poi ven ne meno la pallacanestro, bi sognosa più d'ogni altro di un'assidua e qualificata assi stenza tecnica. In questa dif ficile situazione va reso me rito a quei dirigenti, Paga nelli per la pallavolo, Manfredini per il calcio c Riva per il tennis, che con in stancabile attività personale permisero aH’Unione Sporti va, mantenendola a un li vello decoroso, • di superare questo difficile momento. Il 1968 si sta concludendo, sotto la presidenza del di namico e competente Bruno Gatti, e già un' primo bi lancio permette di affermare che la Società, superate le incertezze degli ultimi anni, è avviata ad assolvere sem pre meglio il proprio impor tante e insostituibile compi to nello sport sassolese. Presidenti dell’L'. S. SAN GIORGIO: 1954-1959: Ing. Gio vanni Fogliani; 1960-1965: Cav. Comm. Roberto Costi; 1966: Ing. Giuseppe Riva; 1967: Rag. Virginio Vacondio, 1968: Bru no Gatti. L'U.S. SAN GIORGIO ha svolto attività nelle seguenti Associazioni: Centro Sportivo Italiano, Federazione Italiana d'Atletica Leggera, Federazio ne Italiana Atletica Pesante, Unione Velocipedistica Italia na, Federazione Italiana Ten nis, Federazione Italiana Pal lavolo, Federazione Italiana Pallacanestro, Federazione Italiana Gioco Calcio, Fede razione Italiana Sport Inver nali, Federazione Motociclisti ca Italiana.
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La copertina del «numero unico « dedicato dalla U.S. San Giorgio di Sassuolo (Modena) al 15. ann
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Dalla Direzione Tecnica
ATLETICA LEGGERA COMUNICATO N. 2 Roma, 4 dicembre 1968 CATEGORIA JUNIORES
Il Consiglio Direttivo della Federazione Italiana Atletica Leggera nella sua ultima riu nione del 17 novembre u.s. ha stabilito, con decorrenza im mediata, che alla categoria ju niores appartengono gli atleti nati negli anni 1949, 1950 e 1951. La CTN Atletica Leggera ha preso atto della delibera ed ha stabilito di adeguare i regolamenti delle attività agonistiche della cat. Jtinio res a quanto sopra indicato
VARIAZIONE ARTICOLO REGOLAMENTO CAMPIONATO NAZIONALE CORSA CAMPESTRE A seguito della modifica apportata nella cat. Juniores, l’articolo 2 del Regolamento del Campionato Nazionale di Corsa Campestre pubblicato, in inserto, sul numero 17 di Stadium del 24-10-1968, vie ne così modificato: « Art. 2 - Ai Campionati possono partecipare gli atleti tesserati, con tessera di So cio Atleta, per l’atletica leg gera per il 1969 per Unioni Sportive affiliate al CSI, sud divisi nelle categorie: Allie vi: nati nel 1952 e nel 1953; Juniores: nati nel 1949, 1950 e 1951 ». REGOLAMENTI CAMPIONATO NAZIONALE CORSA CAMPESTRE GIÀ’ APPROVATI
Si invitano tutti i Comitati ;hc hanno già avuto appro-
vato o che hanno in fase di approvazione il regolamen to della propria fase di cam pionato di corsa campestre, a voler notificare alle pro prie Società la variazione di regolamento di cui sopra. Gli stessi Comitati sono te nuti a dare comunicazione a questa CTN dell’awenuta va riazione del regolamento per la rispettiva fase di campionato.
APPROVAZIONE REGOLAMENTI CAMPIONATO NAZIONALE CORSA CAMPESTRE CAT. ALLIEVI E JUNIORES Piacenza, Tempio Pausania, Ancona, Savona, Sorrento, Oristano. Piazza Armerina, Acqui Terme, Ravenna, Altamura, Roma, Torino, Trento.
APPROVAZIONE REGOLAMENTI CAMPIONATO
CORSA CAMPESTRE. CAT RAGAZZI Oristano, Piacenza, Tempio Pausania, Ancona, Trento, Piazza Armerina, Acqui Ter me, Roma, Torino.
OMOLOGAZIONE CORSO DIRETTORI SPORTIVI ROVIGO: sono risultati abi litati i Sigg. Garavello Wal ter, Caniato Giacomino, Gamberini G. Franco. La CTN rivolge un vivo elogio al Comitato per l’or ganizzazione del Corso e per la competenza dimostrata nel l'impegnativa iniziativa atta a sempre più propagandare e sviluppare un delicato set tore quale è quello dei Ditettori Sportivi. RATIFICA COMPOSIZIONE CC.TT.PP
GENOVA: Presidente: Luigi Oneto; V. Presidente: Don Renato Atzori; Direttore Tec nico: Alessandro Fascio; Se gretario: Antonino Catanza ro; Componenti: Vincenzo Cristoni, Carmelo Del Cor sano, Giovanni Marengo, Ser gio Ferrini' UDINE: Presi-
dente: Giovanni Borghi; Se gretario: Danilo Grossi; Com ponenti: Giorgio Colpi, Fau sto Deganutti, Amelio Marostegan, Pietro Pittarella; REGGIO CALABRIA: Presi dente: Giuseppe Minniti; V. Presidente: Francesco Raven na; Componente; Antonino Polimeni; VARESE: Com missario: Riccardo Cattani; FOLIGNO: Presidente: Leo sarto: Sig. Riccardo Cattani; Damiant; Segretario: Alfio Ercolani; Componenti: Antonio Montanari, Antonio Bosi, Maurizio Trombetti; NAPOLI: Presidente: Umberto Cervo; Segretario: Nino Della Paolera; Componenti: Salvatore Maturo, Salvatore Manna, Raffaello Schiavone, Franco Valanzano; ALES: Presidente: Battista Corda; V. Presiden te. Gavino Pia; Segretario: Mario Marongiu; Componen ti: Aldo Meloni, Ettore Piras, Carlo Spano, Orru Ser gio, Sergio Garau, Sergio Marras, P. Giorgio Mameli; SORA: Presidente: Ernesto Romagnoli; D. Tecnico: Do menico Salvatori; Segretario: Ferdinando Carrocci; Compo nenti: Mario Cangiani, Enri co Ferri; MOLFETTA: Pre sidente: Vito Adriani; Segre tario: Ignazio Cuocci; Com ponenti: Luigi De Lillo, An tonio Albanese, Giovanni Giovinazzo; ACQUI TERME: Pre sidente: Mario Rapetti; V. Presidente: Bruno Rasoira; Componenti: Piero Piroddi, Giampiero Pistone, Tommaso Gola; SAVELLI: Presidente: Antonio Medardo Tallarico; Segretario: Francesco Vec chio; Componente: Domenico Fazio; TREVISO: Presidente: Barzi Ugo; V. Presidente: Roberto Schiavon; Segreta rio: Angelomaria Benetton; Componenti: G. Paolo Ba desse, Giacomo Borsaio, Bru no Franzin, Bruno Gnes, Ca millo Pavan, Antonio Zambon: ORISTANO: Presidente: Paolo Giorgio Loddo; Se gretario: Luigi Tronci; Com ponenti: Italo Milia, Luigi E rea. Si invitano tutti i Comi tati praticanti Atletica a vo ler inviare, oer la ratifica, la composizione della propria CC.TT.PP.
giocatori; MASSA CARRARA: Esordienti; VIBO VALENTIA: Juniores; CALTANISSETTA: Juniores; SESSA AURUNCA: Juniores; ASSISI: Juniores; ACIREALE: Juniores; VIGE VANO: Juniores; SPOLETO: Juniores; ACQUI TERME: Al lievi, Juniores, Dilettanti; LECCO: Allievi e Dilettanti (con modifica); ROVIGO: Al lievi; ALTAMURA: Juniores; CAVA DEI TIRRENI: Junio res; MAGLIANO SABINO: Ju niores; NUORO: Giovanissi mi « A ». APPROVAZIONE REGOLAMENTI TORNEI
ANDRIA: 1. Coppa Apicella; TORINO: Coppa Giova nissimi a 11 giocatori; FAEN ZA: Torneo Interparrocchiale; ROMA: Coppa d’inverno; Trofeo « Marino Severa »; TEMPIO: Coppa S. Pancra zio; BELLUNO: Coppa dell’Amicizia. RATIFICA COMMISSIONI CALCIO PROVINCIALI E ZONALI
CALCIO
GRAVINA: Presidente: Gian Matteo Pallucca; Segretario: Salvatore Conca; Componen te: Nicola Di Mattia; Rappr. G.A.C.: Giovanni Antico; Rappr. FIGC: Vincenzo Lorusso; BARI: Presidente: Dio nisio Incantalupo: Segretario: Ciro Civita; Componenti: An gelo Favia, Franco Berloncelli; Rappr. FIGC: Antonio Maraffa; Rappr. AIA/SA: Leo Minervini: SORA: Presidente: Antonio Forestieri; Dir. tee.: Domenico Salvatori; Segreta rio: Diego Trombetta; Com ponenti: Santino Bilancetti, Enzo Facchini; CALTANISSETTA: Presidente: Raimon do La Greca; Componenti: Salvatore Occhipinti; Rappr. FIGC: Calogero Granata; Rappr. AIA'SA: Roberto Mes sina; MASSA: Presidente: Paolo Dazzi; Segretario: Fau sto Vannucci; Componenti: Giorgio Giovannelli, Lino Del Sarto; Rappr. FIGC: Mauro Michelotti; Rappr. AIA/SA: Attilio Gibellini; ORISTANO: C.T. Zonale per Giovanissi mi; Presidente: Pietro Scintu; Segretario: Gianni Obino; Componente: Italo Milia; MAGLIANO SABINO: Presi dente: Ermanno Eroli; Com ponenti: Ettore Stentella, Lui gi Luccioni; UDINE: Presi dente: Luigi Bemardis; Com ponenti: Pietro Pittarella; Rappr. FIGC: Alessandro Peressotti; Rappr. AIA/SA: Giu seppe Cattivello; ORTE: Pre sidente: Lorenzo Donato; Componenti: Giorgio Schiano, Roberto Ciucili; Rappr. AIA/ SA: Elio Catalucci.
COMUNICATO N. 8
ORGANIZZAZIONE CORSI ARBITRI
Il Presidente ALDO CAPPELLINI
Roma, 4 dicembre 1968 APPROVAZIONE REGOLAMENTI Fasi provinciali e zonali Campionati
SORA, ACQUI SPOLETO.
TERME,
OMOLOGAZIONE RISULTATI TORNEI
SPOLETO: li Coppa Enzo PALERMO: Allievi, Dilettan Dattilo, vincente U.S. Tré ti' BRESCIA; Ragazzi a 6 vana
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Franco Russo; Michele Ro sali; UDINE: Presidente: Claudio Moreale; Comperali te: Wal’cr Tarnold; Rappr. FIPAV: Antonio Travaglimi
RINNOVO TESSERE ARBITRI
FIRENZE: n. 4 tessere; CALTAGIRONE: n. 5 tessere; SESSA AURUNCA: n. 4 tes sere; COMO: n. 7 tessere; LECCO: n. 15 tessere; MES SINA: n. 10 tessere, FERRA RA: n. 11 tessere; TORINO: n. 8 tessere; MILANO: n. 116 tessere; ROMA: n. 4 tessere.
CORSI TECNICI Approvazione Corsi
PALLAVOLO
RILASCIO NUOVE TESSERE ARBITRI
COMUNICATO N.
ROMA: Luigi Mignucci; BA RI: Vincenzo Grimaldi.
ERRATA CORRIGE
Il Segretario RENATO BERNINI Il Presidente GENEROSO DATTILO
PALERMO: Corso Allenatoi, TRIESTE: Corso Arbitri e Allenatori.
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Roma, 5 dicembre 1968
Si fa presente che sui mo duli a stampa dei regolamen ti tipo dei campionati nazio nali, all’art. 3, ultima riga, è stato erroneamente tra scritto il risultato di 2-0, mentre deve leggersi a tut ti gli effetti quello di 3-0.
APPROVAZIONE REGOLAMENTI FASI PROVINCIALI E ZONALI AUT. CAMP TI NAZ.L1
SCI COMUNICATO N. 1 Roma, 4 dicembre 1968 SALUTO
La CTN rivolge, all'inizio della nuova stagione agoni stica, calorosi saluti ai Diri genti dei Comitati Provincia li e Zonali, alle Società pra ticanti lo sci ed agli Atleti. E’ certa di poter contare sulla valida collaborazione di tutti per continuare a con seguire risultati degni della migliore tradizione agonisti ca dello sport della neve. CAMPIONATO NAZIONALE CAMPANILI ALPINI E CRITERIUM NAZIONALE Il Regolamento dei Cam pionati a margine sono sta ti pubblicati, in inserto, sul numero 17 di Stadium del 24 ottobre 1968. Altre copie del Regolamento possono essere richieste alla CTN.
ATTIVITÀ' LOCALE Si invitano tutti i Comitati a voler predisporre un ca lendario della propria atti vità sciistica e portarlo a conoscenza della CTN. RATIFICA COMPOSIZIONE CC.TT.PP. Si invitano tutti i Comi tati a voler inviare, per la ratifica, la composizione del la propria Commissione Tec nica Provinciale o Zonale Sci.
Il Segretario ALDO CAPPELLINI Il Presidente ROMEO REMITTI
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ACIREALE: Allievi e Juniores; BARI (zonale): Allie vi e Juniores; CITTA' DI CA STELLO: Allievi; GENOVA: Allievi e Juniores; LIVOR NO: Allievi e Juniores; NO VARA: Allievi e Juniores; PAVIA: Allievi e Juniores (con modifica); PIAZZA ARÀIERINA: Allievi e Juniores; SAVELLI: Juniores.
MANIFESTAZIONI A CARATTERE LOCALE
Ratifica esami
NUORO: Vtsti i verbali di esame si omologano i risul tati e si nominano, con an Il Segretario zianità 10 novembre 1968, Ar ANGELO RAINERI bitro CSI il Sig. Giuseppe Il Presidente Farina, e Segnapunti CSI i CARLO GOLGI Sigg. Gerolamo Branca e Pa squale Burrai. ROVIGO: Visti i verbali di esame si omologano i risul tati e si nominano i sotto notati candidati Allenatori CSI con anzianità 4 novem bre 1968: Bettinelli Sandro. Biasioli Aleardo, Bondcsan Ferruccio, Bordin Paolo, Busolo Angelo. Nezzo Domeni co Spiandorello Francesco. SPOLETO: Visti i verbali di esame si nominano Ar PALLA bitri CSI : sottonotati can didati con anzianità 23 no CANESTRO vembre 1968: Baccarelli Giu seppe, Benedetti Claudio, Eleuteri Francesco, Laureti Pac.lo, Rosemi Pietro. Con COMUNICATO N. 6 stessa anzianità si nomina no Segnapunti CSI i sigg. Roma, 30 novembre 1968 Cosimetti Graziano, lattanzi CAMPIONATO Antonio, Topini Enrico. NAZIONALE Il Presidente Approvazione Regolamenti FILIPPO DRAGOTTO Fase Provinciale e Zonale
Approvazione regolamenti
AGRIGENTO: 1. Torneo Volley Autunno; AREZZO: Torneo d'apertura; d’apertura; BARI: Torneo d'.apertura; d'.apertura; CERIGNOLA: Torneo d’apertura; GENOVA- Coppa Renato Malvassora; MOLFETTA: Trofeo d'apertura; MONDOVI’: Tro feo Rapid Vescovile; ORISTA NO: 1. Edizione Coppa Aristana; PAGANI: Torneo di apertura- TEMPIO: Torneo « Premio Figarolo 68 ».
Omologazione risultati
predetta Categoria in due distinti gruppi: Categoria A per gli atleti dai 12 ai 13 anni c Categoria B per gli atleti dai 10 agli 11 anni. In tal senso na sottopo sto l’innovazione all’esame ed approvazione della Pre sidenza Nazionale, per la sua applicazione sin dalla cor rente stagione 1968-69. Di ciò, si pregano i Comitati di tenere nella debita evi denza, ai fini della imposta zione dei programmi per i prossimi Campionati Nazio nali. Seguiranno ulteriori precisazioni.
CATANZARO: Categ. Ju niores; PALERMO: Categ. Allievi e Juniores; PIAZZA ARMERINA: Categ. Allievi e Juniores; TRENTO:_Categ. Allievi e Juniores; ___ , ____ TREVITZ SO: Categ. Jumores; NAPOLI: Categ. Allievi e Juniores; NOTO: Categoria Juniores: VARESE: Categ. Juniores, PAGANI: Fase zonale Categ. Allievi e Juniores; PAVIA: Categ. Allievi e Juniores. X. .11 <
NUOTO COMUNICATO N. 2
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MANIFESTAZIONI LOCALI
Roma, 3 dicembre 1968 Approvazione NAPOLI: 1. Coppa d’inver Regolamenti no sq. part 6 ha vinto G.S. RATIFICA VV.F. Padula. COMPOSIZIONE MESSINA: 1. Trofeo CarCC.TT.PP. letto Dragotto; MOLFETTA: RATIFICA « II Coppa CSI * PAGANI: COMPOSIZIONE BARI: Presidente FranceCOMMISSIONI TECNICHE De Pasquale, Compo- Torneo Apertura. SCO PROVINCIALI nenti Giuseppe Greco, GiuE ZONALI lio De Marzo e Pasquale Omologazione Risultati Barresi. PAVIA: Trofeo Regisole BARI: Presidente: Luigi Categ. Allievi 1. A.P.O.S. Pelinga;», Componenti: Nun- CAMPIONATO Stradella, 2. Audaccs Pavia, Tondolo, Francesco NAZIONALE zio 3. Olmo A.; Categ. Juniores Miscioscia, Francesco Potor 1. Olmo di Pavia, 2. Poi. io, Nicola Scatigna, Eugenio Approvazione Broni, 3. A.P.O.S. Stradella; Caputo Francesco Posa. Gio Regolamenti FELTRE: Trofeo Rosso - 1. vanni Flia, Domenico QuaCampionato UDA Angeli, 2. Flavis, 3. MANTOVA: traro, Vito Mastrogiacomo, Provinciale Categorie Esor- Farrantina. Vito Fiore; ORISTANO: Presidente: Gian dienti. Ragazzi e Juniores. RATIFICA ni Marsille; Segretario: Giu CC. TT. PF e ZZ. seppe Deiana; Membro: Ber COMUNICAZIONE IMPORTANTE nardino Biancu; ORTE: Pre BOLOGNA: Presidente P. sidente: Carlo Medici; Com Zangarini, Segretario G. AielSi rende noto che la C ; ponenti: Fernando Paggi, lo Componenti G. Grami Francesco Zuppante, Giorgio T.N., considerati i risultati gna e M. Marchesini, Rapp. conseguiti a seguito della Pai-zi; PAGANI: Presidente: FI.P. O. Zucchini; UDINE: Carlo Saturno; V. Presiden istituzione della Categoria Presidente L. Gallo, Compo Esordienti, ha esaminato la te: Enrico Barone; Segreta nenti R- Baltistelli, G. Bario: Franco Fiano; Membri: possibilità di suddividere la
roselli, D. Zanghi; NOTO: Presidente N. Di Martina, V. Presidente C. Comisso, Segretario G. Catania, Com ponenti A. La Cagnina, R. Scala, Rapp. FIP A. Ortisi; BARI- Presidente B. Maggi, V. Presidente E. Milillo, Se gretario C. Serrano, Com ponenti A. Tremamunno, D. Quatraro; PAGANI: Presi dente G. La Femina, Segre tario G. Pepe, Componenti A. Mancino e M. Russo; VA RESE: Presidente F. La Manna, Componenti M. Bongiovanni, A. Mentasti e A. Valvassori, Rapp. FIP-CIA L. Riboni. II Presidente UMBERTO GARCEA li Segretario ANGELO RAINERI
MANIFESTAZIONI VARIE Approvazione regolamenti
ACQUAVIVA: fase zonale campionato nazionale allievi, juniores c seniores; ASSISI: fase zonale campionato na zionale juniores; CHIUSI: fa se zonale campionato c__ nazionaie allievi, juniores e se niores e c __ _____ campionato regionaie a squadre; FANO: fase zonale campionato nazionale allievi, juniores e seniores e campionato regionale a squa dre; GALLIPOLI: fase zonale campionato nazionale allievi e juniores; MESSINA: XVII Targa Natale; MOLFETTA: IV Trofeo d’Autunno; OTRANTO: fase zonale cam pionato nazionale allievi, ju niores e seniores; PAGANI: Torneo di Apertura; PALER MO: Torneo di singolo e doppio; PIAZZA ARMERINA: III Torneo Città di Piazza Armerina; SORRENTO: Tor neo di apertura: TEMPIO
PAUSANIA: Torneo « Premio Ferrini 1968 »; UDINE: I Tor neo La Cantina a squadre; UGENTO: fase zonale cam pionato nazionale allievi e juniores. Omologazione risultati BIELLA: Torneo di aper tura singolo juniores 1. Pietrobelli, doppio juniores 1. Borali-Loglisci, singolo senio res 1. Moretti, doppio senio res 1. Gianotti-Moretti; UDI NE: I Torneo Settcsport RR Vis singolo allievi 1. Cattastrcllo, singolo juniores 1. D'Arrigo, .singoio seniores 1. Sovrano, classifica per Società 1. RR. Vis.
PESARO. Pertanto gli atleti del Comitato di Pesaro pos sono prendere parte all'atti vità del Centro Sportivo Ita liano per le singole società di appartenenza c alla atti vità federale convogliati nel la CSI PESARO.
FASI LOCALI E ZONALI DIPENDENTI DEI CAMPIONATI NAZIONALI E REGIONALI
Si conferma che i regola menti c i susseguenti risul tati delle fasi locali o zo nali dipendenti dei Campio nati Nazionali e Campionati Regionali, devono essere ap provati dai rispettivi Comi tati provinciali o zonali au AUTORIZZAZIONE tonomi di giurisdizione. Alla A SVOLGERE CTN vengono inviati unica ATTIVITÀ' FEDERALE mente per conoscenza. Il Segretario Si autorizza il Comitato ALBERTO GRECANTI Provinciale di PESARO a svolgere attività federale sot Il Presidente to la denominazione di CSIALESSANDRO PAOLONI
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TENNIS TAVOLO COMUNICATO N. 4 Roma, 5 dicembre 1968
CAMPIONATI NAZIONALI Approvazione regolamenti fasi provinciali e zonali autonome AREZZO: allievi e juniores; CALTANISSETTA: ■ —allievi c juniores; PARMA: allievi e juniores; PESARO: allievi e_ juniores; P1NEROLO: allievi e juniores; SANREMO: allie vi e juniores; SAVONA: al lievi e juniores; SESSA AU RUNCA: allievi e juniores; SPOLETO: allievi e juniores; TERNI: allievi e juniores; VICENZA: allievi e juniores.
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CAMPIONATO REGIONALE SENIORES
Approvazione regolamenti fasi provinciali e zonali autonome AREZZO; CALTANISSET TA: singolo c doppio; PAR MA: singolo e doppio; PINEROLO; SESSA AURUNCA: singolo e doppio; TERNI.
CAMPIONATO REGIONALE A SQUADRE
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Approvazione regolamenti fasi provinciali e zonali autonome
caltanissetta.
attività1 giovanissimi ARCOBALENO SPORT Approvazione regolamenti PARMA: cat. A e cat. B; TERNI: singolo cat. A.
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