Skip to main content

Stadium n. 21/1966

Page 1

r

Stadium pallavolo calcio pai lacanestro nella

settimana csi di Foligno Servizio da pag. 2 a pag. 9


omeriggio di . venerdì JL 27 maggio: nella pa­ lestra comunale è il solito andirivieni di ogni vigi­ lia. E questa è la più im­ portante, perché al cul­ mine di un'annata inten­ sissima; domani inizie­ remo le finali del cam­ pionato nazionale di pal­ lavolo per allievi e juniores, e tutto, più di ogni altra volta, deve essere perfettamente in ordine. Mentre si sistemano gli ultimi «tiranti» ed i pre­ ziosi « morsetti » ( il tut­ to sotto lo sguardo atten­ to di Dragottc che ha promesso di non andare a dormire sino a quando non vedrà ogni cosa al suo posto), arrivano in palestra i protagonisti principali della manife­ stazione: gli atleti. Di­ stendono il braccio per misurare la rete, battono sul parquet in legno quasi per assaggiarne l’elasti­ cità, « fiutano » tutto lo ambiente che domani li vedrà dn battaglia. Noi facciamo un po’ la voce grossa col solito « spostatilasciacilavoraire » ma capiamo che quei ra­ gazzi .hanno bisogno di vedere, di toccare, di sen­ tirsi a contatto con gli aspetti più tangibili di questa realtà, tanto ago­ gnata e — é proprio il caso di dirlo — tanto su­ data, che si chiama « fi­ nali nazionali ». Sono quattro squadre allievi : Stella Azzurra Ca­ tania. Virtus Falconara, W.F. Ruini Firenze e W. F. Casadio Ravenna; e quattro squadre juniores: CUS Bari, Intrepida Forlì, Juve Marly Ponfe­ dera e Bosico Terni. Giungono alla finale aven­ do superato 'fasi zonali,

”, regionali ed provinciali. interregionali: la solita trafila che consacra già campione ogni squadra che riesce a qualificarsi. Oltre a tutti gli atleti ci sono. riuniti in folta schiera, arbitri, allenato­ ri;, dirigenti tecnici, un gruppo vivacissimo che, appena si incontra du­ rante la cena, dà inizio ad una serie di affettuo­ sissimi saluti, di cordia­ lità, e quindi... di discus­ sioni non ancora sopite sul campionato federale, sull’applicazione della tal regola, sulla decisione del­ la commissione tecnica, il tutto sempre ben mode­ rato dal Dragotto In ve­ ste — non ufficiale (è lo stile) — di conoiliatore. Ma eccoci ■ alla prima giornata di gara. Tutto ciò che vi era in sospe­ so da dire è stato detto; le discussioni sono termi­ nate; i ragazzi scendono sul parquet; parla il pal­ lone: la verità è in cam­ po. Bisogna concentrarsi sul gioco e non pensare più ad altro, ed i ragaz­ zi -- consolidati da una esperienza di accesissime qualificazioni — lo san­ no bene, anche i più gio­ vani: ogni colpo di fi­ schietto è un punto e non ci si può concedere di­ strazioni di sorta. La pri­ ma giornata procede con regolarità dando una fi­ sionomia alla classifica e preparando in modo mi­ rabile la «suspence» per la seconda giornata. I W.F. di Ravenna e di Firenze sono i prota­ gonisti tra gli allievi. Le due squadre hanno ben impressionato nelle pre­ cedenti partite e sappia­ mo di assistere ad un in­ contro interessante e tec­ nicamente pregevole. I

27-29 maggio: j

Il G.S. W.F. Casadio Ravenna, campione nazionale CSI di pallavolo per la categoria Allievi.


ragazzi si scaldano minu­ ziosamente, apparente­ mente tranquilli, fanno in buon ordine i loro turni di schiacciate, mentre il pubblico si sistema nelle tribunette. I gemelli del Ravenna, punto forte del­ la squadra, continuano a sorridere e resteranno simpaticamente sereni per tutto l’incontro dimo­ strando una gran saldez­ za di nervi ed una buona preparazione psicologica, quasi avessere avuto da sempre la certezza che — una volta battuta la squadra di Anderlini nel­ la fase regionale — il titolo italiano era già loro. Ma dovranno fati­ care perché quelli della Ruini Firenze non scher­ zano e dimostrano di es­ sersi preparati con grande serietà. Gli unici a stare sulle spine sono gli allenatori in panchina e possiamo ben capire la loro ansia. Angelo Costa per non... prendere fuoco preferisce seguire rincontro dall’al­ to della tribunetta, ogni tanto si sposta, si alza, commenta, ci guardiamo in faccia per intenderci quando l'arbitro sanzio­ nerà con troppa severità alcuni tocchi che si po­ tevano concedere trat­ tandosi di allievi, nessu­ no soffrirà più di lui in questa palestra, ma poi vince. Dalla parte oppo­ sta 11 suo grande avver­ sario di sempre — ma non di questa volta — Franco Anderlini!, che di­ stribuisce simpatiche nu­ vole di pipa frammiste a profonde ed acute osser­ vazioni di pallavolo e non, con uno stile che gli con­ sente di « tener banco » fra i circostanti come nessuno sa fare nell’Eu-

ropa occidentale. Giù, ai bordi del -campo, Florio, naturalmente disteso in una sedia d'angolo come se la ipallavolo non lo interessasse, il comandan­ te dei Vìgili di Ravenna che non lascia traspari­ re la speranza di portarsi via il titolo pei* la terza volta, e — immancabil­ mente — il custode della palestra, attento spetta­ tore, letteralmente con­ quistato da questo sport per lui nuovo. In questa cornice il Ra­ venna, con un rendimen­ to costante e con azioni da manuale, riesce a vin­ cere e a conquistare il primo posto battendo con un netto 2 a 0 una me­ ravigliosa Ruini Firenze, che può tornare a casa a testa alta. Tocca ora ai juniores. La vittora della Juve Mar­ ly sembra scontata ed in­ vece troverà una tale re­ sistenza nell’intrepida da dover ricorrere alla « bel­ la ». Si terminerà dopo le 13, e la stanchezza e la tensione giocano brutti scherzi ad entrambe le squadre. Nonostante il particolare nervosismo, la superiorità della Juve vie­ ne fuori nettamente nel terzo set a conclusione di una gara quanto mai im­ pegnativa e spossante: anche questa volta il ti­ tolo di campione nazio­ nale viene assegnato con merito. Siamo alle premiazioni: parole brevi — sic! — di Dattilo e Dragotto, giusto premio per tutti, meda­ glie, palloni di marca, strette di mano tra vec­ chi e nuovi amici ed il tradizionale arrivederci alle prossime. BRUNO MURGIA

—

RISULTATI E CLASSIFICHE categoria allievi VV. F. Casadio Rav.-Stella Azzurra Cat. 2-0 ( 15-8; 15-7) Arbìtri : Ruiz - Belli - Malgarini

VV.F. Ruini Fir.-V. Falconara Ancona 2-0 (15-19; 15-5) Arbitri : Benuzzi - Castagna - Broglia

VV. F. Ruini Firenze-Stella Azzurra Cat. 2-0 ( 15-6; 15-9) Arbitri : Malgarini - Ruiz - Benuzzi

VV.F. Casadio Rav.-Virtus Falconara 2-0 (15-7; 15-6)

Virtus Falconara-Stella Azzurra Cat. 2-0 (15-5; 15-11) Arbìtri : Braglia - Belli - Benuzzi

VV. F. Casadio Rav.-VV. F. Ruini Fir. 2-0 ( 15-12; 17-15) Arbitri : Caztagna - Malgarini - Ruiz

CLASSIFICA FINALE VV. F. VV. F. Virtus Stella

Casadio Rav. Ruini Firenze Falconara Azzura Catania

3

3 3 3

0 1 2 3

3 2 1 0

6 4 2 0

92 87 59 46

0 2 4 6

55 63 76 90

p. p. p. p.

6 4 2 0

categoria juniores J. Marly Pontedera-CUS Bari 2-1 (15-13; 13-15; 15-12) Arbitri : Castagna - Malgarini - Ruiz

Intrepida

Forli-Bosico

Terni

2-1

(8-15;' 15-6;

15-4)

Arbitri : Belli - Braglia - Castagna

Intrepida Forlì-CUS Bari 2-0 (15-13; 15-5) Arbitri :

Belli - Castagna - Malgarini

Juve Marly Pontedera-Bosico Terni 2-0 (15-12; 15-3) ArE^jlri ■ Benuzzi - Ruiz - Braglia

15-12)

CUS Bari-Bosico Terni 2-0 (15-11;

Arbitri: Malgarini - Braglia - Belli

Juve Marly Pont.-lntrep. Forlì 2-1 (14-16; 15-12; 15-5) ArbìtriRuiz

Benuzzi - Castagna

CLASSIFICA FINALE Juve Marly Pontedera Intrepida Forlì CUS Bari Bosico Terni

3 3 3 3

3 2 1 0

0 1 2

3

6 5 3 1

2 117 3 101 4 88 6 63

88 87 96 98

p. p. p. p.

6 4 2 0

diavolo tecnicamente maiuscola

■

Sopra: il G.S. W.F. Ruini Firenze secondo Allievi. A de­ stra: la Juve Marly Pontedera, campione Junlores.


La Fiumeter di Verona, squadra campione.

L’H.P.SR di Siracusa, seconda classificata.

30 maggio-2 giugno: buon giocc VIRTUS CAMPOBASSO SINNAI CAGLIARI

5 1

VIRTUS: Palladino F„ Simpa­ tico, Di Nunzio, Pietrunti, Pal­ ladino R., Trolio, Pailadino N., Ronzittl, Barisciano, De Libero. Esposito. ■ SINNAI: Lobina, Perra, Pinna, Pisu, Corona, Murgia, Carrus, Monni, Tremulo, Carta, Soru.

che con tre errati interventi ha favorito il successo della Virtus. Nel complesso si è visto dell’ottimo gioco nel quale si sono distinti Barisciano e Pailadino N. per la Virtus e Carta e Murgia per il Stonai. FIUMETER VERONA VIGOR BENEVENTO

3 0

Arbitro: Padrini di Bologna.

Il pesante fardello di 5 a 1 che ha costretto alla resa la squadra tanto cara al­ l’amico Assorgla non rispec­ chia affatto 11 valore delle squadre in campo. Evidente­ mente l’emozione per l’im­ portanza della posta in pa­ lio, ha giocato un brutto scherzo al pur bravo Lobina

FIUMETER; De Mattè, Gerantieri, Mercante, Graffoni, Carbone, Mel­ chiorre, Fanini F., Bresciani, Audagnotto, Beso, Fanini G.

VIGOR : Maturo, Cocchiarella, Gentile, Tangona, Flora, Pilla, Ricci, Ceritello, Palombo, Florio, Colerusso.

Arbitro: Ghirini di Milano.

La Fiumeter è entrata spavaldamente sulla scena delle finali infliggendo un secco 3 a 0 alla squadra cani, pana. Un’organizzazione di. gioco nettamente superiore anche in considerazione di un’assistenza tecnica (forse troppa) di cui godevano gli undici ragazzi veronesi. Il di­ vario comunque è stato evi­ dente. Più di ogni altro ci è piaciuta l’ala sinistra Fanini per 1 suoi tiri improvvisi e fortissimi.

H. P.SR SIRACUSA I. A.C.P. MANTOVA

2 1

H.P.SR: Zannitti, Signorino, Ca­ ruso, Carnemolla, Gilè, Inturri,

Politine, Mlcalef, ra, D'Amico.

Lupo,

Bandie­

I.A.C.P. : Signorini, Bussolotti, Staffetta, Scalari, Gardinazzi, Zaccarelli. Ferro, Trazzi, Ceccardì, Bottardi, Longatti.

Arbitro :

De Stefani di

Rovigo.

Fin daH’inizio dell’incontro si è subito capito che in campo vi era una delle fa­ vorite del Campionato. In­ tendiamo parlare dell'H.P.SR di Siracusa che ha subito destato ammirazione per la briosità del suo gioco, per la tecnica, la correttezza e ragonismo. Una squadracela veramente completa che ha acquistato di colpo la sim­ patia del pubblico che l’ha sostenuta fino all’incontro di finale. Mlcalef, Carnemolla e

stile

?

I

Non mancheremo di porre in evidenza i tanti episodi che si sono verificati in Foligno, ma sentiamo il dovere di porre nella luce più bella il comportamento di due no­ stre Unioni Sportive e precisamen­ te dei ragazzi dell'H.P.SR di Si­ racusa e della Virtus di Campobas­ so. Tutti sappiamo che il giuoco del calcio con il suo esuberante agonismo può portare, più di ogni altra disciplina sportiva, ad atti non sempre aderenti al reciproco rispetto. I giovani atleti della Virtus di Campobasso sono stati eliminati nelle finali dalla Fiumeter di Ve­ rona. rena. E n, ’ stata veramente una ma­ gnifica partita sia sotto il profilo tecnico che per l’esemplare com com-­ portamento degli atleti in campo. Ifa„,°ara si è ffiuocata all’insegna dell equilibrio e sotto certi aspetti si può affermare che è stata la sorte a determinare il risultato.

Mite

Non appena terminata la par­ tita, malgrado l'amarezza della sconfitta, i dirigenti ed i gioca­ tori di Campobasso sono andati a salutare con tutta cordialità i ra­ gazzi della Fiumeter. Gli stessi di­ rigenti ci facevano presente che così deve intendersi lo sport nel CSI e di sapere accettare i ver­ detti del campo con la dovuta se­ renità ed erano soprattutto lieti che nessun episodio sgradevole si fosse verificato durante l’entusia­ smante partita seguita con visi­ bile interesse dalla folla presente. Ancora una volta VH.P.SR di Siracusa, che da diversi anni par­ tecipa alle finali nazionali, non è riuscita a conquistare il massimo alloro. Anche in questa partita i ragazzi siracusani hanno lottato con commovente impegno e sola­ mente un autogol ha piegato i baldi ragazzi di Padre Caracciolo. La bellissima finale è stata se­

guita da migliaia di spettatori che non hanno mancato di prendere vivissima parte alle alterne vicen­ de della gara. Quando il triplice fischio del bravissimo direttore di gara del CSI ha suggellato la vit­ toria della Fiumeter, i ragazzi del Siracusa avevano il volto rigato di lacrime, ma anch’essi, con i loro dirigenti, non hanno mancato di felicitarsi con i vincitori della Fiumeter, dimostratasi una validis­ sima compagine indubbiamente meritevole, veduta nel suo com­ plesso, di fregiarsi dello scudetto di Campione Italiano del CSI. Abbiamo citato due episodi, in essi abbiamo ravvisato l’effettiva essenza del Centro Sportivo Italia­ no che, al disopra dei risultati ago­ nistici, ha nei suoi dirigenti peri­ ferici e nei giovani atleti i più validi interpreti dello spirito e dei presupposti della nostra Organiz­ zazione. GENEROSO DATTILO


e agonismo, Lupo al di sopra di ogni altro. LT.A.C.P., ha avuto la sfor­ tuna di trovarsi subito di fronte la squadra più dotata e, malgrado il vantaggio di una rete conseguito nel primo tempo, non ha potuto reg­ gere il ritmo indiavolato im­ posto alla gara dagli aretusei. Non nascondiamo che da questa squadra, in conside­ razione dei risultati conse­ guiti nelle precedenti fasi regionali e interregionali (dove ha eliminato la To­ scana e le Marche) ci si at­ tendeva un pochino di più. FIUMETER VERONA VIRTUS CAMPOBASSO

1 0

FIUMETER : De Mattò, Valtieri, Mercante, Graffoni, Carbone, Melchiorì, Fanini F„ Bresciani, Audagnotto, Beso, Fanini G.

VIRTUS: Pailadino F., De Nigris, D; Nunzio, Pietrunti, Palladino R., Troglio, Palladino N., Ronzitti, Barisciano, De Libero, Esposito. Arbitro : Parise di Torino.

La vittoria di misura con­ seguita dalla Fiumeter ha un solo nome: De Mattò. Il pro­ digioso portierlno ha strap­ pato applausi a scena aperta •per 1 suoi numerosi interven­ ti che a volte hanno avuto sprazzi di limpida classe. Sul solito standard di rendimento tutta la squadra della Fiu­ meter. La sorte comunque non è stata benigna con gli abruz­ zesi. Ben dotati tecnicamente hanno tenuto valorosamente testa agli avversari asserra­ gliandoli spesso nella propria area di rigore dove De Mattò ha parato l'imparabile. Un fortuito Infortunio che ha re­ so inservibile il centravanti Bresciani ha pregiudicato al virtussinl ogni possibilità di successo che certamente non avrebbe demeritato.

H.P.SR SIRACUSA IFO CIVIDALE

3 0

H.P.SR: Zannitti, Signorino, Caroso. Carnemolla, Gilè, Giulia, Politine, Micalef, Lupo, Bandie­ ra, D'Amico.

IFO: Ferro, Buonasera, Bassotti, Puntin, Battistutta, Normanni, Grigolon, D'Andrea, Nimis, De Monte.

Arbitro: Scalari Giorgio di Man­ tova.

Era questa una partita at­ tesa dai tecnici per due di­ versi motivi: la partita tira­ tissima disputata il giorno precedente dall’H.P.SR do­ veva dimostrare la tenuta dei Siciliani. L’incognita della IFO di Cividale che il giorno precedente aveva riposato e che si presentava con delle credenziali piuttosto evidenti non ultima quella di aver già conquistato, negli anni scorsi, un titolo italiano nella cate­ goria Juniores del C.S.I. Piena conferma vi è stata da parte dei siciliani che hanno rafforzato le impres­ sioni destate nella gara pre­ cedente. Al di sotto delle aspettative la IFO di Civi­ dale che nulla ha potuto contro gli scatenati ragazzi di Don Caracciolo. Sempre sugli scudi Mica­ lef, Camemolla e Lupo. Della IFO in evidenza Battistutta e De Monte.

FIUMETER VERONA H.P.SR SIRACUSA

1 0

FIUMETER ; De Mattò, Valtieri, Mercante, Graffoni, Carbone, Melchìori, Faninl F„ Bresciani, Audagnotto, Beso, Fanini. G,

H.P.SR: Zannitti, Signorino, Ca­ ruso, Carnemolla, Gilè, Interri, Politine, Micalef, Lupo, Bandie­ ra, D'Amico. Arbitro : Pedrini di Bergamo.

Ed eccoci al «clou» della nostra maggiore manifesta­

zione calcistica. Concentrate sul campo sono otto mesi di fatica, di speranze, di lotte, di vittorie, di amarezze. Il tutto, e l'esperienza, stanno per essere gettati sul piatto di una bilancia che dovrà determinare una distinzione di valori. L’ultima. I poli hanno fatto conver­ gere al culmine due squadre di scuole nettamente diverse. L’ima, quella della Fiumeter, fredda, calcolatrice ragio­ nata, concepita secondo una tattica preordinata. L’altra, quella dell’H.P.SR basata sull'agonismo, sull’estro, sul­ l'entusiasmo. Difesa ad ol­ tranza e contropiede runa, attacchi in massa e senza re­ spiro l’altra Ciò nell’ambito di una estrema correttezza. Ha prevalso il ragionamen­ to anche se la rete che ha dato la vittoria alla Fiumeter reca la firma di un gio­ catore dell’H.P.SR che ha determinato il più classico degli autogol. Ma anche que­ sto può far parte di un ragio­ namento che mira dritto ad uno scopo senza lasciare nul­ la al caso. E. di conseguenza,

poco concedendo allo spetta­ colo. Non sappiamo se l’applicazione di determinate tat­ tiche, certamente apprezza­ bili per determinati motivi, ma che rischiano di sfociare nel tecnicismo, siano oppor­ tune in una organizzazione prettamente di carattere pro­ pagandistico e giovanile. La­ sciamo a chi più competente di noi rispondere in merito. Abbiamo comunque dinanzi ai nostri occhi la scena- dopo il fischio finale del bravissi­ mo Pedrini. Undici entusia­ stici ragazzi abbracciati — piangenti di gioia — dal loro Presidente e dai loro dirigen­ ti. Indubbiamente meritevoli della conquista del titolo. Al­ tri undici ragazzi anch’essi piangenti, ma di rammarico per l’occasione perduta, acco­ munati dal pubblico in un applauso con i vincitori, ed abbracciati dal loro Presi­ dente e da un giovane prete con il volto velato da due lacrime che hanno brillato prima che il sipario calasse definitivamente sul nostro Campionato.

RENATO BERNINI

SINTESI DEGLI INCONTRI GARE DEL 30 MAGGIO

Virtus (Campobasso) - Sinnai (Cagliari)

5-1

Fiumeter ( Verona ) - Vigor ( Benevento )

3-0

H.P. SR ( Siracusa ) - I.A.C.P. ( Mantova )

2-1

Ha riposato: U.S. IFO di Cividale (Udine). GARE DEL 31 MAGGIO

Fiumeter ( Verona ) - Virtus ( Campobasso )

1-0

H.P. SR (Siracusa) - I.F.O. (Cividale)

3-0

GARA DEL 2 GIUGNO Fiumeter ( Verona ) - H.P. SR ( Siracusa )


■

2-4 giugno e finali nazionali di pal- la « Don Bosco ». Il campo ha lacanestro hanno con- tolto molto alla squadra di eluso splendidamente la Pistrin poiché i triestini sono settimana folignate del CSI. mancati nelle gare decisive. Nella nuova palestra comu­ Contro ii ritmo d'assalto dei nale — già teatro delle gare bresciani e del COS, la Don di pallavolo — le otto finali- Bosco, pur battendosi con im­ ste hanno dato vita ad una pegno, è crollata, mostrando rassegna conclusiva interes­ una precaria solidarietà d'hn. sante e vivace, gareggiando pianto proprio allorquando con notevole impegno e ri­ doveva farne uso. Nell'incon­ tro con la « Piamarta ». scuotendo il consenso del fol­ tissimo pubblico che ha se­ sorpresi dalla insidiosità e guito la serie degli incontri, dalla precisione degli avver­ al termine dei quali l'U.S. sari, Rigo. Tommasinl e com­ Piamarta di Brescia e il Cen­ pagni hanno perso in lucidità tro Giovanile Studenti di e concretezza. Trieste si sono nettamente I favoriti della manifesta­ imposti nelle rispettive cate­ zione — la « Don Bosco » era gorie. laureandosi campioni campione uscente — hanno d'Italia per il 1966. quindi dovuto cedere non solo La Piamarta, nella catego­ il primo ma anche il secondo ria « Juniores », ha chiuso a posto assoluto, contentandosi punteggio pieno, lasciandosi di dividerlo con le altre tre alle spalle, a quattro punti, la partecipanti. La piazza d'ono. re è sfuggita al quintetto giu­ Don Bosco di Trieste, il C.O.S Latina e l'I.N.A. Taranto. Le liano nel confronto con il proporzioni del distacco tra i COS Latina, la squadra-sfin­ neo campioni e le altre for­ ge della competizione. Il mazioni, se anche sono troppo 'COS. venuto a Foligno con severe per qualche squadra, soli sette elementi, ha otte­ sono tuttavia giuste in rap­ nuto un risultato inferiore porto alle vicende del torneo, alle sue possibilità effettive, durante il quale il quintetto mostrando di risentire enor­ bresciano sl<è dimostrato, per memente della scarsa possi­ continuità e vitalità, superio­ bilità di effettuare i necessari « cambi » e anche di subire re agli altri. I ragazzi di Tor­ le conseguenze di un logo­ resani nelle tre partite dispu­ tate hanno infatti avuto un rante nervosismo che ha fini­ to col costituire- un vero e rendimento costante, carat­ proprio « handicap ». Solo terizzato da un ritmo ele­ vato. da una decisione no­ nella gara con la « Don Bo­ tevole, da una Inquadratura sco », quando l'orgoglio li ha solida e mobilissima cui il spinti ad osare, con una temperamento ha dato un ri­ condotta di gara più con­ levante contributo. Stepanoff. trollata i laziali hanno dato Barbieri, Gerelli, Bocchio e la misura concreta del loro Maselli hanno costituito un valore, inducendo a ritenere che, al completo, avrebbero quintetto-base ben organiz­ potuto dare maggiore tono zato con una propulsione of­ fensiva rapida ed efficace (il alle loro prestazioni e trarre più sostanziosi risultati. A solo Stepanoff. «manina d’o­ ro» della manifestazione, ha Zanda, Chieruzzi e Gatti va realizzato complessivamente il riconoscimento di un ren­ 94 punti), con un assetto di­ dimento più continuo e più fensivo che dava poca libertà positivo. AU'INA Taranto, per una di manovra agli avversari. Alle spalle della «Piamarta », sottile differenza nel quozien­

campioni del

-wI

te canestri, e andato l'ultimo posto in classifica. Dopo la prima esaltante e convincen­ te affermazione ai danni del COS Latina, la squadra di Tamborrino aveva fatto cre­ dere in un risultato finale a sensazione Contro i laziali, Vitti, autore di determinanti « piazzati », laci G. ed E., Tamborrino jr.. meritando il successo, avevano autorizzato un certo ottimismo. Contro il Don Bosco, invece, stan­ chezza e sintomi di abulia propiziavano la sconfitta e facevano rientrare le pro­ spettive del risultato a sor­ presa. Nel confronto coi bre­ sciani, all'INA non restava altro che gareggiare per uscire a testa alta. Troppa differenza di valori, infatti, si manifestavano hi campo; per cui la compagine taren-

fina dovera badare a ridurre il distacco numerico in pro­ porzioni accettabili, l’itolo di merito resta comunque per gli jonici la conquista del primato nella graduatoria dei tiri liberi, individuale (a Jaci G. con un ottimo 90 per cen­ to). e a squadra (con un al­ trettanto vaìido 63,87 per cento). Se l'affermazione della Piamarta » è parsa legittima, a.ltrettando. meritato, se non più, è stato il successo dei triestini del C.G.S. nella ca­ tegoria « allievi ». Le vicende del girone « juniores » hanno offerto molte ed intense emo­ zioni ma non altretlando si può registrare nella catego­ ria inferiore. La superiorità del C.G.S. di Trieste è infatti stata talmente notevole che il torneo stato ritenuto


□asket con distacco su tutti concluso già dalla prima ga­ ra dei giuliani, quando la supremazia tecnica è parsa proiettata in ima dimensione di maturità, preparazione e impostazione spettacolari. La formazione di Henke ha po­ sto in vetrina un gioco ra­ zionale che nella sua effica­ cia rea'.zzaliva aveva i suoi momenti più godibili. La so­ lida struttura di squadra e la organizzazione collettiva dei temi non hanno impedi­ to però a talune individua­ lità di venire fuori con pre­ potenza. Tra tutte, si è imposto De Gioia, senza dub­ bio il migliore elemento di tutta la competizione (pre­ miato in tal senso dalla Commissione Tecnica), l'ele­ mento che ha saputo accen­ dere d'entusiasmo gli spetta­ tori ed ha saputo imporsi al­ l'attenzione dei tecnici pre­ senti. De Gioia ha dato fondo a tutte le sue maggiori doti e alle sue qualità concretiz­ zando le sue prestazioni con sicurezza e autorità, con un f=nso di iniziativa sbalordi­ tivo. Al fianco di De Gioia sono da porre altri ottimi elementi che hanno comple­ tato il quadro della felice prestazione del C.G.S.: Pre­ log, Costantini e i due fra­ telli Miccoli. Al secondo posto LUSSA Roma. Nel confronto diretto con i giuliani, dopo un otti­ mo inizio, la squadra di Fin­ to ha ceduto il titolo alla migliore del girone; ma ha saputo conquistare la merita­ ta piazza d’onore battendo La Salle di Torino e lOriens di Napoli. Il quintetto ro­ mano — che ha avuto i suoi più bravi elementi in Dia­ manti e Fanti — sì è mo­ strato sufficientemente impc. stato, anche se talvolta ha peccato di ordine e incisività La Salle di Torino ha occu­ pato il terzo posto. La for­ mazione piemontese, pur la­ mentando fragilità atletica ned suoi elementi, ha gareg­ giato con impegno, tentando di portare il ritmo delle ga­ re nei moduli preferiti della manovra controllata. A Barlcada e Spessot la palma dei migliori. L'Oriens di Napoli non ha tradito l’attesa; è finita ulti­ ma. ma in ogni confronto la generosità dei partenopei è stata lodevole, ammirata e sostenuta dal pubblico. Avel­ la, Di Schiavi, Cavalieri e compagni hanno finito per farsi notare proprio per il loro inesauribile impegno agonistico per le loro fiam­ mate, autentiche occasioni per fare di ogni confronto un motivo di leale « batta­ glia ’. La squadra di Cimma — che sul piano tecnico non è dispiaciuta — non poteva fare molto di uiù. y q Nelle foto: a sinistra la for­ mazione del Centro Giova­ nile Studenti di Trieste, prima classificata nella ca­ tegoria juniores: in alto, il tripudio degli atleti e tifosi della vittoriosa Piamarta.

RISULTATI E CLASSIFICHE categoria la

GIORNATA

LA SALLE Torino - USSA Roma 42-56

LA SALLE: Spessot (11), Baricada (6), Seggio (9), Ribari (5), Romano, Manzini, Milani, Ruffìni (11). USSA: Conte (6), Sturla (2), Judica, La Bar­ bera, Gelletti (12), Camposeo (6), Fanti (10), Diamanti (4), Di Vito (4), La Guardia (12). Arbitri : Ardito e Costa V.

ORIENS Napoli - C.G.S. Trieste 36-64 ORIENS: Ambron (4), Avella (2), Basile, Biondi (2), Cavaliere (16), De Flammines, Di Schiavi (6), Hutter (2), Marulli (2), Petagna (2). C.G.S.: Macchi (10), Prelog (9), Costantino (10), De Gioia (17), Di Pretoro (7), Di Gaetano (3), Deboni (4). Miccoli P., Miccoli Piero (4). Arbitri: Martolini e Sussi.

2a GIORNATA ORIENS Napoli - LA SALLE Torino 34-41

ORIENS: Ambron, Avella, Basile (4), Cavaliere, De Flammineis, Di Schiavi (10), Marulli, Petagna. LA SALLE : Spessot (8), Baricada (2), Ribari (1), Romano, Manzini, Milani, Arbitri : Moroni e Costa V.

Biondi (11), (9), Hutter

Beggio (14), Ruffin (16).

allievi ra (2), Galletti (5), Camposeo (4), Fanti (5), Diamanti (4), Di Vito (11), La Guardia (21). Arbitri : Degli Esposti e Costa P.

3a GIORNATA USSA Roma - ORIENS Napoli 78-60 USSA : Conte, Storia, Judica (2), La Barbera ( 1 ), Gelletti (10), Camposco (11), Fanti (11), Dia­ manti (16), Di Vito (9), La Guardia (18). ORIENS: Ambron, Avella (I), Basile, Biondi (19), Cavalieri (13), De Flammineis, Di Schiavi (20), Hutter (2), Marulli, Petagna (5). Arbitri : Bettazzi e Costa V.

LA SALLE Torino - C.G.S. Trieste 28-66 LA SALLE: Baricada (11), Beggio (4), Spessot (3), Ri boni (3), Ruffìni (6), Manzini (1), Milani Romano. C.G.S.: Prelog (22), Costantino (2), Deboni, Di Gaetani, Miccoli Paolo (11), De Gioia (27), Mic­ coli Piero (4), Macchi, Di Pretoro. Arbitri : Moroni e Martolini.

CLASSIFICA FINALE C.G.S. Trieste USSA Roma La Salle Torino Oriens Napoli

3 3 3 3

3 2 1 0

0 1 2 3

200 193 111 130

6 4 2 0

123 172 156 183

C.G.S. Trieste - USSA Roma 70-59

Gara tiri liberi

C.G.S. : Macchi (2), Prelog (14), Costantino (2), De Gioia (29), Di Pretoro (7), Di Gaetano ( 1 ), Miccoli Paolo (11), Miccoli Piero (2), De Boni (2). USSA: Conte (2), Storia (5), Judica, La Barbe-

Individuale: Petagna Bruno (Oriens Napoli) 80 per cento; di squadra: La Salle Torino 53,15 per cento.

Migliori realizzazioni De Gioia Salvatore ( CGS Trieste) punti 70.

categoria juniores la GIORNATA

Don Bosco Trieste-Piamarta Brescia 44-52 DON BOSCO: Furlani (9), Girotto, Salerno (2), Ambrosi, Raseni (3), Maraspin, Crisman, Malina­ rich (6), Tommasini (14), Rigo (10). PIAMARTA: Stepan<^f (30), Barbieri (12), Cerelli (6), Moselli, Gorini, Roversi, Redona, Loda, Berma, Bocchio (4). Arbitri: Degli Esposti e Moroni.

I.N.A. Taranto - C.O.S. Latina 67-60 I.N.A. : Cosenza, D'Ilario, Jaci E. (11), Jaci G. (12), Magnifico (2), Mattacchieri, Mastillone (20), Russo (3), Tamborrino, Vitti (19). C.O.S. : Zanda (14), Bompan (18), Chieruzzi (12), Carolini, Gatti (3), Avvisati (6), Galanti (7). Arbitri: Costa P. e Bettazzi.

(4), Tommasini (14), Ambrosi (2), Salerno, Fur­ lani (12), Colombi, Crisman, Maraspin. Arbitri : Bettazzi e Martolini.

3a GIORNATA C. O. S. Latina - Don Bosco Trieste 58-55 (dopo t. s.) C.O.S.: Galanti (4), Bompan (6), Avvisati, Gat­ ti (18), Zanda (12), Chieruzzi (16), Carolini (2). DON BOSCO: Furlani (15), Raseni (6), Rigo (9), Malinarich (5), Colombi, Maraspin, Tommasini (18), Ambrosi (2), Salerno, Girotto. Arbitri : Costa P. e Ardito.

I.N.A. Taranto - PIAMARTA Brescia 49-78

C.O.S. Latina - PIAMARTA Brescia 44-57

I.N.A.: Jaci E. (10), Jaci G. (9), Vitti (6), Rus­ so (9), Tamborrino (8), Magnifico, Mattacchieri, Mastillone (7), Cosenza, D'Ilario. PIAMARTA: Barbieri (16), StepanofF (40), Maselll (7), Cerelli (10), Bocchio (5), Loda, Go­ rini, Redona, Moretti, Berna. Arbitri : Sussi e Degli Esposti.

C.O.S.: Gatti (4), Galanti (2), Bompan (11). Avvisati, Zanda (10), Chieruzzi (7), Carolini (10). PIAMARTA: Redona, Bocchio (6), Loda, Moselli (2), Gorini, Galli, Barbieri (10), Stepanoff (26), Cerelli (13), Berma. Arbitri : Sussi e Ardito.

Piamarta Brescia Don Bosco Trieste COS Latina INA Taranto

2a GIORNATA

I.N.A. Taranto-Don Bosco Trieste 36-49 I.N.A.: D'Ilario, Mastillone (12), Vitti (6), Tamborrino (2), Mattacchieri, Jaci G. (2), Russo (4), Jaci E. (10), Magnifico, Cosenza. DON BOSCO: Raseni (6), Rigo (11), Malinarich

CLASSIFICA FINALE 3 3 3 3

3 1 1 1

0 2 2 2

187 148 162 152

137 146 179 187

6 2

2 2

Gara tiri liberi Individuale: Jaci Giovanni (INA Taranto) 90 per cento.- di squadra: INA Taranto 67,87 per cento.

Migliori realizzazioni Stepanoff Maurizio (Piamarta Brescia) punti 95.

7


J Nella foto sol to:

folignàU |_j sato ed oggi, sia' pure <) -- . té vicènde che si sono ! umbra dove si sono celebri Tiànftvolo, c alcio e pallacan Per il momento cLlinii® tesi <• lo facciamo eorPHl! perché ci sembra ancora ! abbiamo vissuto nei vari cj Nella graii<liosa_,rasscgni lori di fondamentale irnp portamento degli atleti e tecnico dimó's'frato dalle Sono tre anni die cclebl ed ancora una volta, mali siamo in grado di ntTermartì manifestazione. In questi giorni si parla di Propaganda, Noi, giran marra, scorgiamo in esso imponente contributo che offrire* allo sport italiano. I traguardi raggiunti.b «d al riguardo ci rende liei giunta dai nostri dirigènti Possiamo quindi consid nifestazione nazionale e j sportività dimostrata dagl serietà e responsabilità ili partecipazione alla vita e : Hgiose, che hanno fatto d; Riteniamo che il C.S.l spontaneità i presupposti cl sia sotto un profilo spirita fV#?'■. stico, mantenuto nei lindt ♦ ♦♦«•■ rettezza. *, Sarà nostra premura U nuto della manifestatone c • vaio cordiale ed affettine Autorità locali è particolari! Autonoma dì Soggiorno. I re­


BiàMn

f -tippàrtiene orau^ùr al pas pirevi iiotè, ne rià^Swmiamo cedute nella generosa terra ii campionati nazionali "di

Gli arbitri che hanno di­ retto gii incentri delle Fi­ nali di pallavolo. Da sinistra a destra sono: Benuzzi (Bologna), Malgarini (Roma), Belli (Firen­ ze), Castagna (Roma), Ruiz (Ascoli Piceno), Braglia

«>.

co ad una rapidissima sinxnsueto entusiasmo, anche vivercele intense ciré che lionati, CSI emergono due f’at rnzaz^-l’ir reprensibile comi dirigenti e l'alto livello «nnF’ Sportive partecipanti, mola « settimana del CSI» dio imprevedibili difficoltà, r-enànn-nte la validità della

•:sso dcirefficacia dogli Enti iil film della nostra scttieettiva testimonianza dello Ente di Propaganda paci ko: il sapore della vittoria constatare la maturità raglatleti. r’v positiva la nostra ntat© in rilièvo arcatilo alla iftlcti; in campo, ' anche la ‘ Moro comportamento nella varie iniziative, anche rcnritorno alle gare; Ibbla rispettato con tutta jriustlficano la sua esistenza, tsia. sotto un profilo agoni“lla reciproca lealtà e cor- ■

ure ampiamente sul contefFoligno, dove abbiamo tro- J accoglienza da parte delle ite (lai Dirigenti dalVAzicnda 4SI-è particolarmente lieto li . . ............... ij,n viva in "si ointàneo isfórma

GENEROSO DATTILO

4--

»■

■'i


campionati nazionali FARI TA al 28 maggio al 4 giugno, in JLF concomitanza con le finali na­ zionali CSI, si sono svolte a Ra­ venna le finali nazionali dei Campionati e Trofei di pallavolo, pallacanestro e tennis da tavolo della F.A.R.I., la Federazione no­ stra consorella che cura e coordina l’attività sportiva e turistica del settore femminile cattolico. La pallavolo e la pallacanestro / hanno avuto svolgimento nel Palazzetto dello Sport, le cui gradi­ nate erano costantemente gremite da un folto pubblico richiamato dal valore tecnico delle atlete in gara e per la presenza nelle va­ rie squadre di molte azzurre delle rispettive federazioni. Si è potuto assistere ad azioni travolgenti e spettacolari per tecnica ed ago­ nismo, che hanno strappato nel corso di tutti gli incontri applausi a non finire. Soprattutto la palla­ volo ha avuto un successo davvero sorprendente, forse per la ragione che lo svolgimento del suo schema di gioco e più semplice che nella pallacanestro e quindi più com­ prensibile da parte del pubblico. Il Tennis da Tavolo, invece, si è svolto nel campo coperto del loca­ le Circolo Tennis e per la prima volta in Italia su un campo di ter­ ra battuta. Le atlete in gara, che hanno di­ sputato gli incontri su quattro ta­ voli Simonis e disponendo di tutta l’attrezzatura regolamentare, han­ no fatto vedere un buon gioco, nettamente superiore a quello de­ gli anni precedenti, a dimostra­ zione del rapido diffondersi fra le giovani di questa disciplina spor­ tiva.

ì

ci

ha insegnato tante cose

«

T n uomo mandato da Dio, il suo nome: Giovanni! ». Hai capito: voglio alludere al terzo anniversario della morte di Papa Giovanni. Quando le persone care ci lasciano, di solito i nostri sentimenti si affievoliscono nella misura in cui il tempo passa e la nostalgia degli affetti viene quasi vinta dall’assenza fisica. Ma se i sentimenti della persona cara che ci ha lasciato, poggiano su « valori autentici », anche il ricordo affet­ tuoso sopravvive e conserva la sua forza animatrice. La morte è davvero il supremo collaudo della vita: ci sono quelli che diventano subito dei trapassati, ci sono invece altri di cui non si finisce mai di parlare. Ora, Papa Giovanni è uno di questi ultimi e il discorso su di lui in tre anni si è venuto allargando senza limiti ed è un discorso che incomincia con la storia di una « persona » per divenire discorso dell’umanità intera. Infatti non c’è ormai problema umano che non abbia acquistato una prospettiva nuova dopo che Papa Giovanni l’aveva fatto suo una volta o l’aveva immesso nel grande « segno dei tempi » che è il Concilio. Possiamo dire giustamente che il papa « buono » non ci lascia in eredità una bontà che si risolve istintivamente in lacrima emotiva e rie­ voca tiva, ma la sua bontà è motivo di scelte nuove. La sua bontà ha insegnato qualcosa a tutti, impegnando tutti a delle scelte decisive per non « giovare » più con equivoci sul termine « cristiano ». Ed anche agli sportivi Papa Giovanni ha insegnato alcune cose fondamentali e le ha insegnate soprattutto all’wowo che fa sport e allo sportivo che vuole diventare uomo. Ci ha insegnato a demitizzare tanti vuoti trionfalismi. Anche lo sport può diventare un pallone gonfiato quando è preso fine a se stesso. Uno sportivo che ha « capito » Papa Giovanni è più realista, sa meglio valutare la fatica sportiva, si gonfia di meno, si sente meno divo, meno strumento di pianificazioni industriali, sa interpretare lo sport nel suo giusto ordine gerarchico dei valori e non come compensazione di ciò che non è riuscito a trovare altrove, sa capire che la normalità della vita classifiche finali non significa né mediocrità, né appiattimento, ma autentico eroismo quan­ PALLAVOLO: Campionato - 1) Exdo le cose ordinarie e fondamentali della vita sono fatte in modo straor­ celsior Piacenza; 2) Assunzione Ca­ dinario. gliari; 3) Edelweiss Vicenza; 4) Pal­ lavolo Bergamo. Trofeo - 1) Virtus Ci ha insegnato a rispettare tutti, a vedere innanzitutto i valori Modena; 2) Kon-Tikl Reggio Emilia; positivi che sono nell’uomo in quanto « uomo », di qualunque razza sia 3) Pallavolo Bergamo; 4) Sandalyon Cagliari. e a qualunque religione appartenga. Ci ha fatto più ecumenici, più desi­ PALLACANESTRO: Campionato derosi di vera pace. Lo sport — dice il Concilio — « offre un aiuto per 1) FIAT Torino; 2) Umtravox Bre­ scia; 3) Everest Roma; 4) Vis Nova stabilire fraterne relazioni fra gli uomini di tutte le condizioni, di na­ Cagliari. Trofeo - 1) Ultravox Bre­ zioni o di stirpi diverse »; è logico allora che la fraternità che lo sport scia; 2) Altlum Roma; 3) Karalls può suscitare non deve essere « formale » come tante volte Io è, cioè Cagliari; 4) Villasanta Milano. TENNIS TAVOLO: Campionato sorretta da motivi mitici o di costume o di folclore o di pura disciplina singolo - 1) Nassimbeni Cecilia (Udì- w sportiva. ne); 2) Casadlo Magda (Faenza); 3) Botto Piera' (Genova); 4) Bagainl Noi cristiani non crediamo ad una fraternità che sia solo il risulMaura (Novara); 5) Canotto Danie­ “ tato di una assenza di impegno, come non ci basta una « pace » che la (Vicenza); 6) Ricagno Jannice (AcquL T.); 7) Cornalba Agostina significhi solo « assenza di guerra ». (Crema). Campionato doppio - 1) BotPerché lo sport diventi « motivo » di vera fraternità bisogna che to-Guiducci (Genova); 2) TaroniRiccl (Faenza) ; 3) Fattorini-Vlotti gli sportivi « cristiani » vadano oltre a tutto ciò che significa il simbo­ (Acqui T.); 4) CaUotto-Fracasso (Vi­ lismo dei cinque cerchi olimpici; siano consapevoli fino in fondo, per cenza). Trofeo singolo - 1) Monta­ esempio, che la violenza, sia essa nostalgica o sia progressista, è sempre nari Giovanna (Reggio Emilia); 2) Premoll Maurizia (Crema) ; 3) Fari­ una cosa disperata, sempre contro la persona, sempre contro la storia; nelli Editta (Ravenna) ; 4) Coppetti siano convinti che sul «mito» sport non ci si incontra: sui miti, siano M. Santina (Bergamo), Brustia Ga­ briella (Novara); 6) Salviati Valeria essi olimpici o no, inquadrino o no per le parate i giovani con stelle (Vicenza); 7) Palerò Francesca (Udi­ o con le aquile sui cappelli, sui miti, dicevo, prima o poi, ci si scontra. ne); 8) Botto Carla (Genova). Trofeo doppio - 1) Sala-Salviatl (Vi­ Il messaggio giovanneo invece, come quello di Charles de Foucauld, cenza); 2) Nasslmbeni-Palero (Udi­ di Francesco d’Assisi, va assai più in profondità e ci insegna che la fra­ ne); 3) Baruzzl-Taronl (Faenza). Doppio assoluto - 1) Sala-Saivdati ; ternità cristiana non si fonda sulla « rissa religiosa » ma sulla « carità di 2) Nasslmbeni-Palero; 3) Botto-GuiCristo » per cui ogni uomo ci è fratello perché Cristo si identifica con duccl; 4) Taroni-Rtcci; 5) FattoriniVlotti; 6) CaUotto-Fracasso; 7) Ba­ tutti. DON CLAUDIO ruzzl-Taronl. 10

c


movimento degli arti superiori nel crawl sul petto

! rifa»

A

-

i ■

■

1" arto superiore durante la fase propulsiva può fare la sua azione man­ tenendo la posizione co­ stante o esegure una flessodistensione. Esaminiamo i vantaggi e gli svantaggi di ciascun fpo di azione Dal disegno numero 1, traiettoria A. possiamo con­ statare: — che. l’arto teso nella fase iniziale spinge più verso il fondo che indietro. Il lavoro, quindi, si risolve per la maggior parte in una spinta emergente per il bu­ sto ed il capo ed immer­ gente per gli arti inferiori e i fianchi; — che, col progredire del­ l’azione dell’arto, scompo­ nendo la forza F, applica­ ta dal nuotatore per spin­ gere l’acqua, si hanno due componenti G e P: G orien­ tata verso il fondo, P orien­ tata ini senso opposto a quello dell’avanzamento e che ha la funzione pro­ pulsiva; — che la forza G dimi­ nuisce fino a scomparire a metà propulsione, mentre la forza P aumenta sino identificarsi metà ad

Parto superiore per la migliore propulsione

traiettoria con la forza F; — che la forza F nella seconda metà della traiet­ toria devia progressivamen­ te la direzione verso la su­ perficie sino ad assumere nella fase finale una dire­ zione perpendicolare alla superficie dell’acqua. Il la­ voro, quindi, soprattutto nella fase finale, si trasfor­ ma, per la maggior parte, in una spinta immergente per il busto ed il capo ed emergente per gli arti in­ feriori ed i fianchi; — che, nella seconda me­ tà della traiettoria, scom­ ponendo la forza F si han­ no due componenti, S e P: P ha le stesse caratteristi­ che della prima metà del­ la traiettoria, S orientata verso la superficie; — che la forza P dimi­ nuisce fino a scomparire al termine della traiettoria, mentre la forza S aumenta sino ad identificarsi, alla traiettoria. con fine della traiettoria, la forza F. Dalle considerazioni fatte si può dedurre: — che la parte maggior­ mente propulsiva della tra­ iettoria è quella centrale, dove la forza P è preva­

lente rispetto alle forze G e S; — che le fasi iniziale e finale, oltre ad essere scar­ samente propulsive, provo­ cano, anche se difficilmente percepibile dall’occhio umano, un avanzamento beccheggiante del nuotatore — che una buona parte del lavoro fatto dal nuota­ tore non è utile per lo avanzamento, ma ianzi lo ostacola creando, con il beccheggio, maggiorii super­ fici di resistenza e turbolenza; — che il lavoro degli ar­ ti superiori risulta essere poco economico e limitatamente propulsivo: — che la causa della po­ ca economicità del lavoro dipende dalla grande dif­ ferenza esistente fra la traiettoria ideale, ai fini della propulsione, e quella seguita dall’arto teso; — che oltre al beccheg­ gio il nuotatore è costretto ad avanzare con andatura serpeggiante, poiché il pun­ to di applicazione della for­ za dell’arto traente è situa­ to all’altezza della articola­ zione scapolo-omerale (spal-

la) (fig 2 e 3 punto O), ed essendo il punto di appli­ cazione della forza distan­ te dall’asse longitudinale sul quale giace il baricentro. Tale distanza, che è un braccio di leva (fig. 2 e 31, b), provoca degli sbanda­ menti successivi a destra e sinistra, dovuti al succe­ dersi delle bracciate, che caratterizzano la andatura serpeggiante. Anche in que­ sto caso si ha un aumento della superficie di resisten­ za e turbolenza. Si sommano, quindi, in questo tipo di propulsione notevoli fattori " negativi. Nella figura 1 le traietto­ rie B e C stanno ad indi­ care due possibili traietto­ rie ad arto flesso. Essendo le traiettorie B e C paral­ lele alla traiettoria A avran­ no. almeno sotto questo aspetto, caratteristiche sl­ mili, con la variante della diminuzione della lunghezza della traiettoria e la conse­ guente diminuzione del la­ voro fatto dall’arto. Que­ sto provocherà, anche, la diminuzione della forza P, che produce l’avanzamento del nuotatore. La posizione ad arto fles­ so influenza notevolmente la lunghezza del braccio di leva b. L’arto con la mag­ giore o minore flessione ne determina la lunghezza (fi­ gura 4 posizioni 1 e 2) an­ nullarlo (fig. 4 posizioni 3 e 4). Quindi l’aumento del­ la flessione fa diminuire la andatura serpeggiante del nuotatore e può eliminarla. Ma con la maggior flessione dell’arto noi abbiamo una diminuzione della lunghez­ za della traettoria e della azione della forza P. L’azio­ ne della bracciata con arto in posizione costante, di conseguenza, se pur permet­ te la eliminazione di un di­ fetto, risulta molto meno propulsiva. Una soluzione di parziale flessione, che li­ mita la riduzione della traiettoria, è forse quella che dà i migliori risultati: comunque la bracciata può risultare positiva solo a per­ sone con particolari carat­ teristiche fisiche. Nella fi­ gura 1 notiamo la traietto­ ria D, che è quella per­ corsa dall’arto con la flessodistensione e che vediamo molto simile a quella ideale

DOMENICO MAIELLO i

fig. 1

fig. 2

fig. 3


finali nazionali del criterium studentesco di atletica leggera

I

—----- r—-.

I

t

/

.

-

L'impeccabile organizzazione del Provveditorato agli Studi di Napoli ha preparato una degna accoglienza e ospitalità alla fase finale del Criterium Studentesco di Atletica Leggera svoltasi il 29 maggio presso il Campo Scuola di A. L. della città partenopea. La finale di Napoli ha chiuso in bellezza il criterium studentesco di atletica di quest'anno con un suc­ cesso agonistico e spettacc'are di prim’ordine. Dal lato tecnico, si può forse notare la mancanza di risultati di grande rilfovo r>n n: rte spiegabili per circostanze ambientali), ’? dei tempi e delle misure dicono questa manifestazione e di ta. Dopo tutto è proprio al i lo sport scolastico e non .munque neppure quest’anno di Azzarro l'anno passato) À ... L.piosivo. Ugo Cauz dell'A.S. Udinese, ottimarr rato dal prof. Sergio Zanon, ha superato Tasticeli con l'asta a metri 4,30. Una misura che non lasc alle sue possibilità in questa specialità che proprio ii. giorni si sta adeguando anche in Italia... all’era spaziàié:

CORSA PIANA m. 100

1) Ostani Lino (Padova) 11”; 2) Masia Salvatore (Sassari) ll’T; 3) Montonati Augusto (Torino) ll’T; 4) Visibelli Giovanni (Siena) ll’T; 5) Bernardi Ottavio (Treviso) ll’T; 6) Del Cit­ tadino Andrea (Pistoia) 11”5,

M. 80 OSTACOLI 1) Bigi Elio (Pavia) 10”5; 2) Ferrari Giambattista (Treviso) 10”8; 3) Presiden­ te Livio (Pescara) 10”9; 4) Bignozzi Stefano < Roma) ll’T; 5) Barbati Cleto (Viterbo) ll’T; 6) Bertotti Mar­ co (Bolzano) 11”2.

SALTO IN ALTO

1) Pitoni Giuseppe (Lati­ na) m 1.96; 2) Bussoli Gior­ gio (Modena) m. 1.90; 3) Toiasso Roberto (Torino) m. 1 84; 4) Rosa Salva Pie­ tro (Venezia) m. 1.81; 5) Pistolato Lucio (Treviso) m. 1.81 SALTO IN LUNGO

1) Lazzarotti Elio (Massa) m. 7.04; 2) Musulin Aure­ liano (Gorizia) in. 6 90; 3) Fontanella Domenico (La­ tina) m. 6.88; 4) Bonaccorsi Alberto (Livorno) m. 6.70; 5) Zanetti Vittorio (Roma) m. 6 57; 6) Tedeschi Umberto (Genova) m. 6 4'9 LANCIO DEL PESO

21 film didattici di fisica da oggi a disposizione della Scuola Ogni giorno di più si avverte l'importanza di un moderno insegnamento delle scienze, per la formazione di nuovi studiosi e tecnici spe­ cializzati. La Esso Standard Italiana a questo scopo ha curato la versione italiana di 21 film didattici di fisica, mettendoli gratuitamente a disposizione della Scuola. Queste pellicole, che sono già state adottate in tutte le classi pilota di Fisica istituite dal Ministero della Pubblica Istruzione, partendo da esperimenti semplici arrivano alla spiega­ zione delle leggi fondamentali dell» fisica. En­ trano cosi, in tutte le aule, i più illustri fisici con appropriate attrezzature sperimentali.

£

portandovi il mondo della fisica, le sue leggi, le sue applicazioni. Ognuno dei 21 film, di durata dai 25 ai 40 minuti, pasta 16 mm, è corredato da note illustrative; a richiesta sarà inviato l’elenco completo dei film. I profes­ sori e gli Istituti potranno chiedere il pre­ stito gratuito di ogni film per un periodo mas­ simo di 10 giorni scrivendo a: Ufficio Pub­ bliche Relazioni della Esso Standard Italiana Via Assarotti, 40 - Genova, almeno 15 giorni prima della data di prevista utilizzazione del film scelto. È anche possibile farne acquisto al puro costo di stampa della pellicola, crean­ do cosi una dotazione permanente alla Scuola.

1) Colombo Vittorio (Tren­ to) m. 16.98; 2) Fllipponi Luigi (Piacenza) in. 16.81; 3) Composti Daniele (Mila­ no) m. 16.09; 4) Ciofii Fran­ co (Firenze) m. 15 55; 5) Maluberti Fausto (Genova) m 15.45: 6) Menichetti Pao­ lo (Grosseto) m. 11.44. LANCIO DEL DISCO

1) Luisetto Giovanni (No­ vara) m. 45.11; 2) Bergonzoni Renato (Bologna) m. 42 93; 3) Lavini Antonio (Roma) m. 42.71;; 4) 4> Sar Paolo (Cagliari) m 41.53; 5) Podberschek Edv (Gori­ zia) m. 41.41; 6) Maiocchi Edoardo (Milano) m. 39.75.

CORSA m. 1000 1) Bonetti Dario (Ferrara) 2'29”7; 2) Tu.c Turello Luciano (Torino) 2 2'32 ’32”’1; 3) Lenarduzzi Roberto (Udine) 2’33”7; 4) Salvarezza Flavio '(Roma) l'.uiiia; ù 2’ui 34”u, 3; .5) Grimaldi Giuseppe (Bari)) 2’35”1 ; 6) Nefasto Daniele (Avellino) 2’36”2.

SALTO CON L'ASTA

h

1) Cauz Ugo (Udine) m. 4.30; 2) Galliano Sergio (Torino) m. 3.50; 3) Mannuccl Silvano (Massa) m. 3.40; 4) Morelli Michele (Ba­ ri) m. 3.40; 5) Romano An­ tonio (Vercelli) m. 3.40; 6) Ella Marco (Livorno) m. 3.30.

:

STAFFETTA 4 x 100 1) Istituto Tecnico Ind.le « Marconi » - Padova (Osta­ ni - Moressa - Andreetta Romano) 43”3; 2) Istituto ______ _______ Impe­ Tecnico « Ruffinl » ria (Viano - Stuani - Bello­ ne - Rossi) 43 '4; 3) Istituto Tecnico « Mallgnani » _ Udi­ ne (Bettanlnl - Piccoli Corrubbolo _ Casarsa) 43"4

;

Una rande Società consapevole dei problemi del Paese: questa è la Esso in Italia.

Esso,

ì

12


un solo balzo, distanze che vanno al di là dei sette metri < le qualità naturali sono doti necessarie per qualsiasi ri­ sultato atletico)

gli stili più comuni

fase attiva del salto in lungo

l’azione di stacco

i

Con lo stacco il saltatore cerca di trasformare la r.icorsa e cioè il movimento avanzante, orizzontale, de) corpo, in un'azione avani.i alto, in modo da ottener.' una traiettoria quanto piu' lunga possibile. Abbiamo visto, nel prece­ dente articolo, che il con­ tatto con il suolo avviene con un leggero anticipo di tallone ed il corpo forte­ mente inclinato indietro e che, mentre è ancora in atto l’azione ammortizzante della gamba di stacco, il bacino sì sposta in avanti e si eleva per effetto dello appoggio il quale passa dal tallone alla punta del piede (fig. 11-12-13 del precedente articolo). Tale appoggio si sviluppa, quindi, prima che il tronco e il bacino si tro­ vino sullo stesso appiombo. Durante la fase attiva del­ lo stacco (fig. 13 articolo precedente), il bacino con­ tinua a spostarsi in avanti, la gamba di stacco si estende completamente ed il salta­ tore « monta » sulla punta del piede della gamba stessa (fig. 14 articolo precedente). La gamba libera, il cui mo­ vimento è dapprima rapido per intensificare il piega­ mento della gamba di stacco e poi lento per facilitarne la estensione, partecipa all’ele­ vazione del corpo con un movimento ampio e circolare. L’azione è bene sottoli­ nearlo quanto mai decisa, si esprime attraverso un ve­ ro e proprio slancio del gi­ nocchio verso l’alto (non una semplice elevazione) che, oltre al bacino, solle­ cita nella stessa direzione tutte le altre parti del corpo. Anche le braccia e le spal­ le partecipano logicamente alla elevazione del corpo: le braccia con una oscilla­ zione rapida e poi frenata, le spalle sollevandosi verso l’alto

TI movimento delle brac­ cia oltre a rinforzare l'im­ pulso della gamba di stacco (come nel salto in alto) equilibra fazione degli arti inferiori. In questo istante, infatti, un braccio è accanto alla gamba libera, lateral­ mente, l'altro è compietamente sollevato a'1'.a.’tezza delle spalle (fìg. 13 preceden­ te articolo), mentre nella fa­ se successiva ambedue si tro­ vano alla stessa altezza (fig. 2).

la fase aerea L’azione meccanica del sal­ to in lungo è un’azione che si svolge verso Lavanti alto e per essere eseguita corret­ tamente richiede

fetta coordinazione tra gli arti inferiori e superiori, af­ finché la forza di inerzia conseguente alla rincorsa ri­ manga efficace e potente al­ l'atto dello stacco. Vari sono gli stili o gli accorgimenti tecnici che si possono escogitare per ren­ dere più efficace lo stacco, ma tutti, di norma, ten­ dono a mantenere il corpo nella giusta posizione, per dare la possibilità a.l salta­ tore di sfruttare al massimo le sue capacità fisiche e di­ namiche. Il salto in lungo è una specialità che richie­ de, evidentemente, ottime qualità di scattista e di ve­ locista, ma soprattutto estre­ me capacità naturali, in quanto né la velocità né lo scatto possono essere sufsuperare, con

a) L'uno e mezzo — lo stile è riferito al numero dei passi che l'atleta com­ pie nella fase aerea del sal­ to e all'atteggiamento del corpo nella fase stessa. E' questo il più semplice, anche se non sempre il più usato dai grandi saltatori. L’azio­ ne si compone dei seguenti tempi: stacco, sospensione della gamba di stacco e riu­ nione di ambedue le gambe prima dell’atterraggio. La oscillazione delle gambe, mentre il corpo si trova so­ speso nell'aria, interessa in primo luogo la possibilità di un perfetto atterraggio e so­ lo indirettamente uh aumen­ to del movimento stesso del corpo. Con questo stile che si richiama al movimento del­ l’atleta per il superamen­ to dell’ostacolo, si ha che: — la gamba libera si sol­ leva e rimane alzata, senza che il piede vada troppo avanti in seguito all’azione calciante iniziale: — la gamba di stacco, do­ po la spinta e l’abbandono del suolo si piega e ritarda la sua azione avanzante nel­ l'aria mediante un movi­ mento di passaggio laterale; — la gamba libera, infine, (con azione simile a quella dello ostacolista) si porta in avanti e si affianca a quella di stacco già in posizione distesa. b) II due e mezzo — L'azio­ ne è simile alla precedente, ma l’atleta anziché uno e mezzo, esegue due passi e mezzo, sempre nella fase

10

13 I

I


aerea, prima di riunire le gambe per prepararsi all'at­ terraggio. E’ lo stile già usa­ to da Jesse Owens e da tanti altri saltatori in lungo. c) ZI tre e mezzo — E' quello più comune e da noi più sotto illustrato. I passi che il saltatore compie nella fase aerea sono tre e mezzo. In genere parlando di que­ sto stile diciamo (e qui la frase ci sembra appropria­ ta) che l’atleta « continua a correre nell’aria » con una coordinazione perfetta di braccia e di gambe. Lo stile fu usato più volte e lo è tutt'ora dai grandi specialisti e dall’atleta Maffei, quarto classificato alle olimpiadi di Berlino nel 1936 e detentore ancora del record nazionale della spe­ cialità. In sintesi, le azioni che II saltatore compie dopo lo stacco dal suolo sono le seguenti (stacco di sinistro): — estensione completa del­ la gamba di stacco, slancio della gamba libera verso l'alto (coscia orizzontale al terreno) e partecipazione delle braccia e delle spalle all’impulso generale con azio­ ne decisa e misurata (fìg. 1). — esecuzione dei tre pas­ si e mezzo nell’aria: il mo­ vimento delle gambe viene equilibrato da una ampia circonduzione delle braccia (flgg. 3-4-5-6-7). E’ da no­ tare che completato il terzo passo, il saltatore sposta leggermente il tronco indie­ tro (flg. 6) per facilitare la salita delle gambe che si di­ stendono verso l'avanti (po­ sizione quasi orizzontale del­ le gambe, tronco avvici­ nato alle stesse e braccia tese verso l’avanti). — preparazione alla fase di atterraggio: l’atleta rag­ giunta ila posizione prece­ dente cerca di tenerle le gambe tese in modo che il contatto con il suolo avven­ ga il più lontano possibile (flg. 8-9).

la preparazione per il salto

?

E

| 4 ■

i

■ '

II K

(«

Prima di concludere il no­ stro studio sulla specialità, desideriamo ricordare ai gio­ vani lettori e agli, istruttori alcune considerazioni di ordine generale relative alla preparazione e alle compe­ tizioni. Esse sono frutto delle no­ stre ricerche e delle espe­ rienze altrui. Scrive infatti di Doherty «la chiave per le competi­ zioni del salto in lungo è situata nella concentrazione effettiva dello sforzo: di vi­ tale importanza è la pre­ parazione del primo salto e i contrassegni devono essere misurati con un nastro me­ tallico e non semplicemente correndo attraverso l’asse di stacco, cercando di indovi­ nare il punto esatto, vicino al bordo ». La rincorsa deve essere fatta con la massima disin­ voltura e il saltatore deve effettuare almeno due prove, Potala di ogni competizione. E’ cosa saggia comunque fare una estrema ed accu­ rata preparazione per il pri14

mo salto (Doherty) e pro­ gettare di farne una mi­ gliore per la seconda e la terza prova. Sempre secondo l’istrutto­ re americano «un migliore atterraggio può aggiungere dei piedi alla lunghezza del salto, mentre una vigorosa azione nell'aria, solamente dei pollici », quindi correre nell’aria o calciare 1 piedi in avanti e indietro più vol­ te non aumenta né diminui­ sce il movimento avanzante del corpo. Nelle sedute di allena­ mento, la corsa deve occu­ pare metà del tempo che il saltatore dedica alla prepa­ razione generale e il ri­ manente essere impiegato nella esecuzione degli eser­ cizi specifici: prove di stac­ co con brevi rincorse, studio dello stile nella fase aerea, prove specifiche d.i atter­ raggio. ASO

la segreteria generale informa Rimborsi per affiliazioni e tesseramenti federali.

Si precisa ai nostri organi periferici ed a tutte le società del CSI facenti la duplice attività CSI e Federale che da quest'anno non saranno più rimborsate le spese di affiliazione e di tessera­ mento alla FIDAL, FIN, FCI, FIP e FIPAV soste­ nute dalle nostre società in quanto il Consiglio Direttivo Nazionale non ha ritenuto di dover ulte­ riormente protrarre tale particolare provvidenza. Su segnalazione dei Comitati Provinciali di ap­ partenenza attraverso i Comitati Regionali com­ petenti saranno assegnati a tali società particolar­ mente distintesi nell'ambito federale dei contri­ buti in materiale sportivo.

il totocalcio distribuisce oltre MEZZO MILIARDO alla settimana

si vince di_ PIU


l'U

CAMPI SCUOLA NAZIONALI IMPORTANTE Corso di nuoto Nel quadro dei corsi dei campi scuola nazionali è stato inserito quest'anno anche un corso di istruzione tecnica del nuoto per Dirigenti periferici. Il corso si svolgerà a Celana (Bergamo) dal 2 al 12 agosto. Le lezioni saranno svolte a cura di tecnici, alcuni dei quali provengono dal corpo degli insegnanti dei Centri CONI per il nuoto. Di quanto sopra sono già stati infor­ mati i Presidenti Regionali ai quali è stato formulato l'invito che, nel procedere alle segnalazioni dei nomi­ nativi da ammettere al corso, tengano nel massimo conto gli elementi appartenenti a Comitati che abbiano svolto attività o che, nell'anno in corso, siano stati pro­ motori di una concreta ripresa della disciplina nata­ toria nell'ambito del loro Comitato.

calcio

Corsi di pallacanestro Si fa presente che il corso di Pallacanestro che avrà luogo a Celana dal 2 al 12 agosto abiliterà i giovani Aspiranti Allenatori, in conformità della vigente regola­ mentazione del C.A.F. della F.I.P. e non Allievi Alle­ natori come erroneamente è stato scritto sulla circolare n. 1054 del 26 maggio.

tennis tavolo

fé®'

La formazione del G.S. Libertas, che ha vinto il Campio­ nato Zonale CSI di calcio per la categoria dilettanti, dimo­ strando di possedere un gioco brioso con valide basi tecniche ed agonistiche. Attualmente sta partecipando alla fase regio­ nale dilettanti, il cui titolo ha già vinto lo scorso anno.

La Virtus di Formia ha concluso il suo 14° Campionato CSI di calcio. Nella foto: il Presidente Di Russo, il Direttore Tecnico Punzo. Bove, Bardavo, il dirigente TregUa, Cieco­ letta, Scaletta ; accosciati: Marciano, Scipione, Di Nucci, Trani, Isemia, Purificato.

’l

VICENZA: II CSI Vicenza ha un suo campione italia­ no nel Tennis da Tavolo. Non è però un titolo CSI, è invece lo scudetto nazionale GITET per la terza catego­ ria prestigiosamente conqui­ stato dall’atleta Paolo To­ miello della Concordia ai campionati federali svoltisi a Varese. Tomiello, prima di questi campionati fu campione provinciale e regionale CSI ed ottenne un quarto posto alle nazionali CSI 1965. Con tenacia encomiabile, con impegno raramente ri­ scontrabile in atleti anche più esperti e completi. To­ miello ha dato tutto se stesso ■nelle gare, che si sono -rive­ late entusiasmanti e diffici­ lissime. Ai risultati ottenuti, si ag­ giungano ima modestia e onestà sportiva notata ed ap­ plaudita anche dagli avver­ sari sconfitti. Tutto ciò fa certamente onore al Centro Sportivo e fa di Tomiello una certezza per il gruppo pongistico vicentino che per la prima volta in 16 anni conquista un titolo italiano. Nel frattempo, 1 pongisti Acerbi, Dal Maso e Peretto dell’Ars « B » di S. Caterina, con la vittoria sulla forma­ zione del Domenico Savio composta da Cerin, Pilastro Ceroni e Morelli, si sono ag­ giudicati il titolo di campio­ ne provinciale 1965-66 di II Serie del XIX Trofeo a Squadre CSI.

TREVISO: Si è concluso, dopo diverse giornate di ga­ re, il campionato provincia­ le CSI di Tennis da tavolo a squadre. Nella categoria giovanissimi è risultata vin­ citrice il Seivana davanti al Duomo-folgore e al Rapid Fra gli allievi si è imposta il Duomo-folgore B seguita dal Rapid e dal Duomo-fol­ gore D. Si è laureata cam­ pione provinciale juniores la squadra del Duomo-folgore A che ha preceduto la squa­ dra dei Rapid e del Seiva­ na C. Fra i seniores vittoria del Duomo-folgore seguita dalle squadre del Raoid A e B ACQUAVIVA D. FONTI: SI è svolta domenica 30 mag­ gio la «I Coppa San Filippo Neri di Tennis da Tavolo », organizzata dal G.S. CSI -San Filippo Neri, con la partecipazione di 24 atleti. Dopo una difficile selezio­ se ne, sono giunti in finale due atleti del G.S. San Filippo Neri: Pietro De Bellis e Giuseppe Romano, ambedue campioni zonali e finalisti provinciali nelle categorie ___ „___ juniores e seniores. La fina­ le è stata vinta da De Bel­ lis che ha battutto l’avver­ sario dopo una combattutis­ sima partita. Al terzo posto ex-aequo si sono classificati Milano e Girardi. Alla finale hanno assisti­ to il Consulente Ecclesiasti­ co Don Gaetano Di Mag­ gio, il Presidente zonale del CSI, univ. Domenico Qua­ drare e il Presidente della Pro Loco aw. Losito che ha messo in palio una cop­ pa

15


X

palla volo

MILANO: SI è concluso il Campionato Nazionale di Serie « B » e la squadra del CSI Milano Pallavolo, I clas­ sificata nel suo girone, ha brillantemente conquistato l’ingresso in Serie « A ». La squadra neo promossa é composta dai giocatori: Annino, Avallone. Bagnoli. Baldan. Benedetto. Bombar­ dieri. Cainpodonico, Colombo. Contini. Ferri. Mamini e Perraclno. II merdo di questo succes so è da attribuirsi al buon affiatamento ragg'unto dagli atleti ed alla passione e pre­ parazione tecnica frutto del notevole lavoro svolto con ot­ time capacità dall’Allenatore Prof. Martinetti e dal suo valente collaboratore Dallay. CHI AVARI: All’unanimità, nel corso dell’assemblea del­ le Società liguri di pallavolo, è stato nominato Presidente regionale il sig. Luigi Spa­ doni di Chiavari, a tutt'oggi direttore sportivo del CSI Pallavolo Chiavari. A segre­ tario è stato eletto il Sig. Umberto Ricci del CSI Ra­ pallo. Nel frattempo, il CSI Chia­ vari Pallavolo ha concluso la sua attività agonistica di campionato, confermando anche per la prossima sta­ gione sportiva la sua per­ manenza in Serie B.

aero modellismo MODENA: L’U.S. Aeromo­ dellismo CSI di Modena ha partecipato presso l'aeropor­ to di Peretola (Firenze) alla gara di volo libero valevole come prima prova per il campionato toscano 1966. Anche a Firenze il gruppo modenese del C.S.I. è riu­ scito a distinguersi. Ben quattro primi posti sono sta­ ti assegnati al gruppo mo­ denese e precisamente a: Morandi Gianni nei « Coupé d’Hiver», Casolari Ivan nei veleggiatori sport. Sala Gio­ vanni nel motomodelli sport e Ascari Giuliano nei veleg­ giatori FAI. Del secondo po­ sto nei motomodelli FAI ha dovuto accontentarsi Barbie­ ri Enrico per la rottura del proprio modello. Particolare nota va dedi­ cata al Presidente dell'U.S. Aeromodellismo CSI sig. En­ zo Tedeschi che ha disputa­ to a Roma la gara « Vecchie Glorie » dedicata ai veterani dell’aeromodellismo. Nono­ stante la sua non più giova­ ne età è riuscito ad imporsi piazzandosi al primo posto ed aggiudicandosi l’ambita coppa messa in palio dal dello Stato maggiore

da venti anni al fianco del CSI il CSI Atletica Riccardi di Milano Riccardi è sinonimo di gioventù. Per associazione di idee penso sempre al vento garibaldino della gioventù, quando rimbalza nell'aria il nome della società milanese, più an­ cora quando assisto alle competizioni di atletica ed una ver­ dissima maglia scatta in testa nel mezzofondo o si concen­ tra in pedana per una prova di salto. E' giovane e dinamico il presidente, sono giovani gli atleti. Tutti gli atleti, a co­ minciare da quel Rizzo che si porta sul gobbone trentatrè anni ormai, dedicati in maggior parte all'atletica leggera con le sue esaltanti fatiche. Proprio Rizzo è il più giovane, è la bandiera della Riccardi che non vuol morire ed anzi con gli anni si impegna sempre di più per migliorare per raggiungere sempre nuovi traguardi. Rizzo batte record ed avversari con caparbietà, gli anni non lo fiaccano. Gli strap­ pano il primato cui teneva di più, quello della specialità cui da solo ha dato nobiltà in Italia, perché senza di lui le siepi quasi non si correrebbero: ebbene, scuote la testa, rim­ bocca le maniche e si rituffa nella lotta. Subisce la beffa più atroce che possa capitare ad un atleta, quando porta a termine la sua gara più bella, quella degli assoluti romani, conclusa con la vittoria ed il record italiano, quando già fa le capriole per la gioia e si attende le pacche sulle spalle, le congratulazioni, qualcuno gli si avvicina e gli dice « ci spiace, sei squalificato per questo e quello». Squalificato pei' una sciocchezza evitabilissima, che non l'ha agevolato a « fare il tempo ». né a vincere, la segnalazione tempestiva di un giudice avrebbe potuto evitare il guaio. Rizzo, vecchio leone, si ribella, ruggisce, minaccia, grida. Poi china la testa e si rimette al lavoro con maggior umiltà e con maggior te­ nacia, perché vuole rispondere combattendo la sorte avversa e vincerla. Questa è la Riccardi, che non si piega di fronte alle avversità, ma si esalta e rinverdisce il suo grande en­ tusiasmo. E' la storia del suo presidente, messo in disparte al congresso FIDAL di Bari dal gioco delle correnti, gioco a volte puerile ed a volte cattivo, che non staremo qui a defi­ nire; la FIDAL ha bisogno di uomini nuovi e giovani, pei' scattare all’avanguardia. Ed infatti il più giovane viene messo alla porta... Ebbene, Tammaro fa come il suo atleta, come il leone Rizzo. Scrolla le spalle, rimbocca le maniche e via. va a conquistarsi un altro quarto posto assoluto tra le società italiane di atletica leggera, grazie ai suoi Rizzo, grazie agli juniores ed ai giovanissimi, poiché tutti hanno contribuito a mettere in piedi l'edificio. Trascuro il passato e do un'occhiata alle cifre di ieri, a quello che ha voluto dire il 1965 per la Riccardi e mi ac­ corgo che i giovani hanno messo i denti di acciaio. Dun­ que, quarto posto assoluto in Italia, già l'ho accennato, grazie all'equilibrio complessivo delle tre categorie, la se­ niores (sesta), la juniores (quarta), quella degli allievi (quinta); ma andiamo avanti, siamo appena all’inizio di un elenco che a qualcuno può apparire freddo e noioso, ma non a chi, come appunto gli atleti della Riccardi, ha lottato e sofferto, per dar vita al freddo elenco. Nella classifica del campionato di società di corsa campestre la Riccardi si è inserita al secondo posto assoluto e nella categoria allievi ha conquistato il titolo italiano. Per il sesto anno consecu­ tivo poi si è imposta nel campionato italiano per CSI, ma questo è un impegno fin troppo facile per i verdi milanesi. Ha ottenuto brillanti affermazioni complessive di società nella Pasqua delPAtleta, nel Trofeo Alberti, la mas­ sima manifestazione lombarda, nel trofeo Fontebuoni (per juniores), nel trofeo del Lavoro, nella Coppa Ventennio Daini, nei campionati lombardi juniores. Se dalla visione generale della quadra passiamo ai sin­ goli atleti ci accorgiamo che potremmo scrivere lunghe colonne, tanti sono stati gli episodi che hanno avuto a protagonisti i giovani della Riccardi. Citeremo soltanto coloro che si sono messi maggiormente in evidenza, a co­ minciare da Rizzo naturalmente, che ha migliorato con 8’03"4 (insieme ad Ambu) il primato italiano assoluto dei tremila metri, poi ancora ha migliorato quello delle siepi con 8’53”, record quest’ultimo battuto a sua volta per due decimi da Begnis. Anche tra i ragazzini c’è una gloria tascabile, si chiama Marco Mangiagalli. ha corso gli 80 in 8"8, eguagliando il limite italiano allievi. Cinque atleti, Alfredo Rizzo, Michele Sinesl, Ambrogio Vicardl, Tommaso Assi, Max Maffels, hanno vestito l’azzur­ ro; la società si è laureata campione d’Italia di corsa cam­ pestre per allievi con Luca Contini, Luigi Legoni. Gianni Schena; Luigi Legoni ha vinto 11 titolo di campione italiano del CSI nella campestre allievi, Rinaldo Morimondi nel 400 juniores, Marco Mangiagalli negli 80 allievi, Luca Contini nei 600 allievi. Ecco, questa è la Riccardi: un lungo e freddo elenco, dietro al quale si nasconde tanta gioventù. GIANNI ROMEO

«28

ai

O e “

k. ,n <z> o<

r»

uj

p:

01

O

^Z z «Jt-W

CO

2<

U1

Z Q* ,

°”z 2N

Q

ss “Su <. q a» “ -i < S sSs ■

O = Z ai o m 1/1

« o «■ . p. £ 23 *0.2 O z «.« 2 ©sa OJ

O § 228

9- 5 Z" ggS UJ

•

z

a§s

— w

. or. sa sli Z x s«: ' i.ss»,

OD!

■


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook