Periodico Sportivo Ufficiaje per gli atti della F". A. S. O. I. Si pubblica il 15 e il 30 elei mese Direzione ed Amministrazione
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ANNO XVI — N. 19-20
ROMA — 15 30 Ottobre 1921 Conto corrente postale
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del giuoco del calcio, in veste inglese, vole
insieme col pallone nell'aria. lo sport ranno Bello davvero sentire dalla bocca di un A Firenze si vuole onorare Dante. Niente di più opportuno e di più giusto. Dopo seicento anni dalla morte del grande Poeta il diritto della città natale non può es sere messo in dubbio, se pure le amarezze antiche risuonano ancora nei versi immortali. Dante è sempre fiorentino, se pure esule ha dovuto chiedere il pane alle corti d'Italia, se pure l’odio di parte gli contese il diritto di morire dove era nato, dove aveva cominciato ad amare e a cantare. Firenze onora Dante e sta bane : nè noi potremmo dolercene ; è il Poeta stesso che ci autorizza a questo quando dice : Fatinogli onore e di ciò fanno bene... Ma ad onorare Dante con... lo sport, voi, egregi lettori, avreste mai... come dire... pensato? Eppure è così! Tutto il mondo ricorda Dante e il grani tico monumento della sua mente, tutto il mondo rievoca il genio di nostra gente ricor dando l'opera sua immortale... Ma i fioren tini spiriti bizzarri, no; vogliono onorare Dan te con una giornata... sportiva! E non ba sta, questa giornata sportiva avrà come sua splendida chiusa una partita al calcio in co stume trecentesco, anzi in puro stile del ’300. Ecco ; che il Rione di Ricorboli di Firenze fosse capace di grandi cose... lo sapevamo, ma di una cosa così grande, no! Che ci sia di comune fra Dante e il giuoco del calcio tutti ignorano; anche perchè al tempo di Dan te il giuoco del calcio vero e proprio non c’era. A me sembra che i fiorentini hanno voluto onorare Dante facendogli fare il di scorso di elogio da un... calzolaio! E difatti se ci fu un uomo agli antipodi con i gioca tori di foot-ball fu appunto Dante, il quale rimarrà male, se dplla pace di Ravenna, ciò che in vita non potè fare, ritornerà nella sua Firenze ad assistere alle grandi... onoranze... Il più grande onore dovevano infatti escogi tarlo i suoi concittadini ragionando... con i piedi ! Almeno che i fiorentini siano di così buo na memoria da ricordare i vari e poderosi calci con i quali Dante li mandò... all’inferno! In questo caso, infatti, il ricordo assume un altro significato... Dante può a buon di ritto esser classificato per un calciatore di primo ordine, dato che ogni volta che gli ca pitava un suo concittadino fra i piedi faceva immediatamente goal, o come si direbbe in Italia porta... sia pure dell'inferno.
Ma lasciando andare gli scherzi, è possi bile davvero che questo benedetto giuoco
del calcio abbia così annebbiato la mente del la gioventù italiana da far perdere ad essa il senso della realtà e della dignità? E’ pos sibile che i Fiorentini, dico i Fiorentini, che hanno sempre dimostrato di possedere un senso squisito d’arte siano giunti ad onora re Dante con una giornata sportiva? Con una partita di foot-ball? Il fatto di vestire i giocatori in costume del ’300 non cambia la situazione. Sia per chè il giuoco di cui parla Antonio Scaino (5555) e Giovanni de’ Bardi (1580) non ha nulla a che vedere con quello attuale : sia perchè stoneranno maledettamente i costumi del classico trecento quando i nomi esotici
dopo m Dal nostro carissimo prof. Roscio ci giun ge una gradita lettera in cui si fa qualche rilievo a quanto fu da noi pubblicato nell'ul timo numero dello « Stadium ». Non solo ren diamo omaggio alle sue oneste parole, ma siamo lieti di pubblicarle per intero, perchè nessuno meglio del Presidente della Giuria poteva essere al caso di giudicare i fatti e comprendere quale fosse il compito arduo che il Comitato Esecutivo si era assunto. Per la proposta pratica riguardante cioè il costruendo campo di gare in Roma la F. A. S. C.I. da tempo ha studiato e preparato il pro getto e il programma d’azione. Se il nostro indimenticabile Fratei Biagio non fosse così presto scomparso, sarebbe questo già un fat to compiuto; in ogni modo chi oggi ha as sunto la grave eredità è già al lavoro ed ha buone speranze. Ed ora ecco la lettera :
Caro Direttore, Lo « Stadium » del 30 settembre u. s. con l’articolo di fondo : « Dopo il Concorso » porta a conoscenza di coloro ai quali inte ressa e di coloro ai quali non interessa sape re, le piccole miserie interne della nostra federazione. Che i concorsi possano riuscire perfetti e nella preparazione e nella esecu zione io non lo credo. La perfezione può es sere desiderata, ardentemente desiderata, raggiungibile mai; quindi quando un’opera zione complessa qual’è quella di un concor so nazionale, dà risultati buoni come quelli del nostro ultimo concorso, tutti se ne do vrebbero sinceramente dichiarare soddisfatti. Se per ragioni di ordine interno è dove roso — nell’intento di migliorare l’organiz-
contemporaneo di Dante —almeno... al ve' istito ! — il grido pieno di entusiasmo : goal ! ! In Italia era il popolo nella gloriosa epo ca dei Comuni che possedeva il senso del l’arte : quando la libera dei padri arte fiori, queste profanazioni non sarebbero state pos sibili... oggi sì: perchè oggi schiavi degli stranieri, materialisti spesso inconsapevoli, piccoli uomini... gonfiati di vento abbiamo perso il senso dell’arte e del bello e siamo quindi incapaci di arrivare in alto fino alle cupole delle nostre cattedrali. A noi basta saper giocare... con i piedi. Ma .Dante che c’entra? R. d’A.
CONCORSO zazione e meglio prepararla alle future ir nifestazioni — per chi in anticipo ne as sunse ufficiale incarico, esporre di ogni ope razione compiuta, quale fu ottima, quale buo na- e quale meno buona, non è detto che il giornale della federazione debba con accen ni tutt’altro che lusinghieri, mettere in catti va luce quanti valent’uomini con amore e con entusiasmo accettarono di far parte del comitato esecutivo, e diedero, per la riuscita delle gare, tempo ed opera personale prezio sa e illimitata. Solamente chi non conosce l’ambiente di Roma per le nostre manifestazioni ginnasti che, può elevare a cuor leggero la critica di non ponderata preparazione in quanti assun sero l'arduo compito di organizzare e at tuare il primo concorso nazionale ginnasticosportivo del dopo guerra, e sbraitare a per difiato il crucifige. Il Comitato Esecutivo — me lo si conce da — ha fatto tutto quello che umanamente era possibile di fare, nè più nè meglio, io credo, era possibile ottenere. Perchè? A Roma questi perchè sono tanti e tanti, e poi tanti ancora che il tacere è conveniente, per non sollevare inutili qui squilie, inutili polemiche, che a nulla di buo no approderebbero. Il Comitato Esecutivo nelle persone dei sigg. avv. Cesare Ossicini, Guido Parisi e Alessandro Mannucci, fu su periore ad ogni elogio. Da questi signori fu compiuto il lavoro di preparazione, intenso e continuato per settimane e settimane ; il lavo * ro di esecuzione, snervante, movimentato, ininterrotto dall’alba alle ore inoltrate della notte ; il lavoro di chiusura, laborioso quan to quello di preparazione; e tutto nel silen zio dell’ufficio prima, all’ombra delle poco
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2 ospitali e movimentate gradinate dello Stadio, dopo, ma sempre in silenzio. Nella non fa cile opera fu a loro di guida, di stimolo e di conforto, il solo pensiero di essere utili al bene dei nostri giovani. L’ applauso scro sciante, insistentemente prolungato, che mi gliaia di spettatori prodigarono ai nostri gin nasti durante l’esecuzione collettiva degli esercizi elementari, mentre avvolse come in un’ondata di affettuoso entusiasmo e ginna sti e maestri, e giuria e. Direttore, avrà, ne son sicuro,, fatto sussultare il loro cuore dal la gioia, perchè essi furono gli artefici primi della bella e grande manifestazione, e quin di ad essi, che tutto hanno dato e nulla chie sto, e nulla avuto, va prima che a chiunque altro l’applauso della folla che è riconosci mento, che è approvazione e non la rampo gna di quanti, eterni brontoloni e malconten ti, in ogni opera bella non guardano e stu diano — spesso anche superficialmente — che il lato criticabile. Ed ora mi permetta una proposta, che se accolta e attuata, darà modo di eliminare per sempre tante e tante difficoltà che più di una volta hanno messo in serio pericolo l’esecu zione completa, integrale dei nostri concorsi •. A mezzo di una sottoscrizione internazionale fra i cattolici del mondo intero si raccolga no i fondi per costruire nella città eterna uno stadio grandioso, degno della città che lo do vrà ospitare e delle opere che in esso si do vranno svolgere. Con sentiti ringraziamenti mi creda suo Obbl.to Prof. Augusto Roseto. Pisa, 19 settembre 1921.
ATTI UFpICIRbl Congresso annuale Il Consiglio Direttivo nella sua ultima se duta del 25 ottobre, in virtù dell'art. 45 del Regolamento federale, ha stabilito di convo care per il dicembre p. v. il Congresso dei Rappresentanti. Ricordiamo quindi a tutte le società fede rate che nell’ordine del giorno che sarà pub blicato nel prossimo numero dello « Stadium » saranno incluse tutte quelle propo ste che siano state presentate e sviluppate per iscritto dalle singole società, dai Consi gli Regionali, dalle Comm. tecniche ecc. al Consiglio direttivo. E’ urgente quindi l’invio. La data precisa del congresso sarà detta nel prossimo numero per cercare, se sarà possibile, di farla coincidere con qualche ri duzione speciale di viaggi per Roma. Relazione tecnica del Concorso di Roma
Rimetto a codesta on. Presidenza questa mia breve relazione sul Concorso nazionale di ginnastica indetto dalla F.A.S.C.I, e co stì svoltosi il 3, 4 e 5 del corr. mese, e da me presieduto. In considerazione che il concorso in paro la ha rappresentato la prima vera e propria manifestazione federale del dopo guerra, debbo dichiarare che nel suo complesso ha corrisposto all’aspettativa che era nell’animo di tutti ; e cioè è stata una manifestazione di vitalità sicura e promettente, sia dal lato di ordine, che, se non fu perfetto, certo fu buono ; sia dal lato di tecnica che si mani
festò discreta e coltivata. All’appello le so cietà aderirono volentieri, e i lunghi percorsi e i disagi e le spese tante e varie non le trattennero dall’intervenire con squadre nu merose da tutte le regioni d’Italia, anche dal le più lontane. Per quauto il programma sia stato denso di gare, ed ogni gara di non poche prove, pure il concorso si svolse regolare sin dal primo giorno, e regolare proseguì sino al suo termine. I reclami, che sono l’indice della regolarità delle operazioni, furono in numero di quat tro. Tutti, pur mantenendo intatto il giudizio della giuria, furono dalla Commissione ri solti con soddisazione delle singole società. Il corpo dei giurati, pur presentando qua e là qualche lacuna, funzionò bene, e alla attività di tutti, ma in modo speciale alla volonterosa e costante di taluni, che magni ficamente emersero sulla collettività, va do vuta gran parte della bella riuscita del con corso. Il Direttore delle gare cav. rag. De Simoni, nelle sue varie manifestazioni si de-
streggiò meravigliosamente bene; fu instan cabile sempre e fu raro esempio di operosità intelligente e fattiva. Oggi, a pochi giorni dalla chiusura di qesta bella manifestazione nazionale di vita, che valse ad avvicinare e ad affratellare i giovani delle nostre più lontane contrade e a risollevare e a temperare in loro lo spirito che, nel sacro fascio, sotto la bella e bian ca bandiera federale tutti li unisce, sorge nel cuore di tutti il desiderio intenso che questa bella manifestazione abbia più di fre quente a rinnovarsi nell’interesse dell’istitu zione, come nell’interesse morale, fisico e sociale della nostra gioventù. Con sentimento di riconoscenza ringrazio sentitamente i sigg. Component iil Comitato direttivo e il Comitato esecutivo, che con la loro presenza allo Stadio e con le loro per sonali, cortesi attenzioni, mi resero il com pito più facile e più gradito. Il Presidente di Giuria Prof. Augusto Roscio. Pisa, 25 settembre 1921.
TERMINOLOGIA TECNICA Nell’ultimo nostro concorso nazionale è stato da molti osservato che la terminologia fenica per parte di alcuni capi-squadra la sciava un poco a • desiderare. Niente di più naturale; quanti dei nostri istruttori hanno eseguito un corso regolare di ginnastica ed hanno assimilato l’aureo libro del prof. Emilio Baumann « La Ginnastica Italiana » ? La F.A.S.C.I per ovviare ai gravi incon venienti di seguire diversi metodi di insegna mento e quindi di applicare termini tecnici dfferenti, ha da tempo compilato un manualetto pratico e di poca spesa che tutti dovreb bero conoscere. Lo svolgimento logico di detto libro è sta to seguito per rendere più facile la ricerca dei singoli termini, che in ordine alfabetico non avrebbero avuto alcun nesso tra loro. Data la opportunità, per non dire la ne cessità, di rendere questo modesto lavoro ac' cessibile anche ai più profani di cultura fì sica, si sono evitate, al possibile, le parole scientifiche ; e le definizioni, troppo spesso discutibili e discusse, sono state tradotte in espressioni usuali a tutti note. Diamo per esempio, e perchè tutti possa no rendersi conto del valore e del metodo del manualetto, una pagina intiera riguar dante i più facili e semplici esercizi : gli ordinativi. Eccola :
getto più basso è avanti e gli altri lo se guono per statura. Intervallo — Spazio vuoto tra i gomiti di due soggetti posti in riga. Distanza — Spazio vuoto tra le punte dei piedi ed i calcagni di due soggetti in fila. Piede — Misura convenzionale di 25 centi metri. Passi contati — Quelli che servono ad au mentare gli intervalli e le distanze tra riga e riga e tra fila e fila. Passo — Passo di 3 piedi in avanti, indietro, verso sinistra o verso destra. Passo obliquo — Passo di 3 piedi verso de stra o verso sinistra e contemporaneamen te avanti, o indietro, o viceversa. Capo riga — Primo soggetto di destra. Capo fila — Primo soggetto avanti. Numerazione — Assegnazione a ciascun sog getto di un numero d’ordine. Prova dei numeri — Verifica della numera zione nei soggetti. Fianco a sinistra — Quarto di giro della per sona, in cui si manda indietro la spalla sinistra, quando la schiera cambia dalla riga alla fila. Fronte a sinistra — Quarto di giro come pel fianco, quando la schiera toma dalla fila alla riga. Fianco a destra — Analogamente a fianco a sinistra. ESERCIZI ORDINATIVI Fronte a destra — Analogamente a fronte a sinistra. Esercizi ordinativi — Quelli che servono ad Dietro fronte — Mezzo giro a sinistra. (A assegnare il posto. destra non si usa). Riga — Serie di soggetti, uno di fianco al Ordinamento base — Ordinamento della l’altro. schiera al principio dell’azione. Fila — Serie di soggetti, uno dietro all’al Linea di base — Linea retta, o curva (fra tro. Scaglione — Serie di soggetti, uno un po’ di zione di Stadio) tracciata e fissata sul suo fianco e un po’ dietro all’altro. lo, per l’ordinamento base. Schiera — Complesso di soggetti sotto la Stadio — Linea di metri 100, su raggio di metri 16, tracciata e fissata sul suolo. stessa direzione. Riga monocrescente — Quella in cui il sog Ordinamento monocrescente — Quello for getto più basso è a destra e gli altri lo mato in due sezioni di soggetti bassi e di seguono di fianco, per statura. soggetti alti. Fila monocrescente — Quella in cui il sogOrdinamento policrescente — Quello forma
STADIVM to in più sezioni di soggetti di varia sta tura. Via — Comando di esecuzione, sostituito al non italiano mare. A posto — Comando per far riprendere ai soggetti il loro posto sulla linea di base. In. libertà — Comando per fare abbandonare il proprio posto. Contatto a... — Comando per ottenere nel soggetto il contatto col gomito del vicino di destra o di sinistra. Riposo — Avanzare piè sinistro, posandolo a terra con battuta. Tregua — Riposo prolungato. Attenti — Dalla posizione di riposo, ritrarre piè sinistro sulla linea del destro. Silen zio ed immobilità. A dest. riga — Comando per ottenere l’alli neamento nella riga. Su la testa fila — Comando per ottenere l'al lineamento nella fila. Saluto — Comando per ottenere l’attenti con saluto militare. Fissi — Comando per tornare all'attenti, do po il saluto. Rompere le righe — Comando per sciogliere una schiera.
Note igieniche Polmoni. Questi organi indispensabili della re spirazione, questi fattori principali del buon andamento del nostro intero orga nismo, hanno bisogno della maggiore no stra attenzione. Cercheremo dunque il mezzo pratico per dare sviluppo e forza a quei muscoli (succlavio intercostali) che ne facilitano e completano le funzioni vi tali. Il mezzo desiderato e facile per con seguire il fine, è l’esercizio fìsico, l’eser cizio polmonare, come lo chiamiamo noi, che conseguentemente rinforzerà anche il cuore, dilaterà proficuamente le cellule polmonari, facilitando la circolazione san guigna e le funzioni del ricambio. « Aria pura, sempre rinnovata, inspi razioni profonde ». Questa è la massima degli igienisti, dei fisiologi e di tutti co loro che nutrono la convinzione che prima di sviluppare le membra occorre svilup pare i polmoni, renderli capaci e resi stenti alle fatiche. Sappiamo che il Parenchima polmonare è costituito da una innumerevole quan tità di cellule, che sono piccole cavità nelle quali vengono a terminare un ramo capillare arterioso, un ramo capillare ve noso ed un ramo del canale dell'aria re spirata. In queste cellule così formate penetra adunque l’ossigeno dell’aria per ossidare i globuli bianchi prodotti dalla digestione degli alimenti e per convertirli in glo buli rossi. Nella nostra vita ordinaria, cioè nella dannosissima sedentarietà del l’ufficio, all’officina, al negozio, non fac ciamo mai un’inspirazione completa. Di menticanza dannosissima, poiché negli apici polmonari rimane a detrimento della salute, l’aria avvizzita e carica di microbi se abbiamo frequentato un luogo infetto. E' ormai constatato dalla esperienza di insigni igienisti che la ginnastica polmo nare tiene lontano dalla tubercolosi e
dalle malattie di petto. A questa mancazza di esercizio dovuta a trascuranza personale, dovremo rimediar subito sacri ficando per modo di dire, poiché è un lieve sacrifìcio, pochissimi minuti della nostra giornata. Considerando il gran male che procuriamo a noi stessi ed il lieve sforzo che ci costa, non esiteremo dunque nel fare ogni giorno per pochi minuti, quell’esercizio salutare ed indi spensabile ai nostri organi della respira zione.
INFORMAZIONI Consiglio Regionale Laziale Allo scopo di studiare le condizioni di am biente e di indire, se sarà possibile, la via vera da seguire nell’interesse federale, il C. R. ha diramato una circolare a tutte le so cietà cattoliche della Regione, che qui ri produciamo, con la speranza che sia cono sciuta da tutti gli interessati. « Il Consiglio Regionale Laziale allo scopo di poter sempre più sviluppare il movimento sportivo nella regione, anche sul campo del foot-ball, e per preparare un relativo program ma d’azione per il prossimo anno, invita tutte le Società ginnastiche, i Circoli giovanili, gli Oratori festivi, a voler rispondere alle do mande che qui appresso rivolgiamo : 1. Fate voi del foot-ball? 2. La vostra squadra è inscritta ad al cuna Federazione? 3. Quale è la vostra squadra e di quale potenzialità? Confidiamo che tutte le società, nell’inte resse del nostro movimento, vorranno con cortese sollecitudine esserci precise al ri guardo. Il Consiglio Regionale Laziale.
Società Sportiva SPES - Roma Relazione dei trionfi della SPES e BENEDETTO XV di Roma Solo la Domenica 2 Ottobre si potè pre sentare ai soci della gloriosa squadra Gin nastica Spes e Benedetto XV, i mietuti allori nelle gare fatte durante il Concorso Nazio nale indetto dalla Fasci, dal 3 al 5 di Settem bre scorso. La sala della sede, presentava un bellissimo colpo d’occhio : da un Iato, ben spiegata la celeste bandiera della società, con a fianco il fulgente stendardino ormai tutto coperto di medaglie, di corone, e palme di alloro; nonché statue di bronzo, coppe e tar ghe. Ai Ginnasti ed Allievi, l’assistente Ec clesiastico improvvisò un modesto discorset to, di felicitazione, per tanti nuovi premi ot tenuti ; facendo i migliori auguri per sempre più ardite imprese. Si diede lettura dei seguenti premi : Spes, Gara A 2. Premio — Gara B 1. premio — Gara allievi 1. premio — Società Benedetto XV allievi — 1. premio — Società Esquilia Allievi 1. premio — Spes Gara A Grandi Attrezzi 2. premio. Vedendo il bel risultato, ottenuto per cura solerte dell’istruttore Corderò signor Vitto rio, veramente encomiabile per esser il so lo delle società nazionali, che presentò al con corso, ben 6 sequadre : a lui a ragione si con segna il diploma di benemerenza, e il diplo ma d’istruttore federale di Ginnastica della Fasci. Si chiuse l'adunata festicciuola con bic chierata, dolci, e dopo aver brindato, ai trion
3 fi della « Spes » esplosero più forti gli hurrà dei Ginnasti all’indirizzo dell’amato Signor Vittorio, e dei vari componenti la ben orga nizzata società che promette, meglio ancora per l’avvenire tanto che si stà preparando per il 26 novembre una bella festa ginna stica in occasione del 3. Centenario di S. Gio vanni Berghamans, nella quale occasione fa rà la solenne distribuzione dei premi, in pre senza di illustri porporati e vari rappresen tanti della Fasci e Gioventù Cattolica, non perdendo di vista il concorso internazionale, del 1922 che si terrà probabilmente ad Asti o Novara nel quale, l’infaticabile, e appas sionato signor Corderò Vittorio si prepara, specie in grandi attrezzi, e spera di essere in grado, con l’affiatamento dei valorosi Gin nasti Romani, di competere a fianco delle squadre dell’alta Italia nei grandi e piccoli attrezzi. All’istruttore un plauso, e ai gin nasti. Spes e Benedetto VX, un incoraggia mento. Ed ora al lavoro. Dalla Palestra della Spes di Roma un sa luto, a tutte le società della Fasci d’Italia e dell’Estero.
Consiglio Regionale Piemontese Relazione Sull’Assemblea dei Delegati delle Società Federate - 2 Ottobre 1921. In seguito all’invito del Consiglio Regiona le Piemontese della F. A. S. C. I. si tenne Domenica scorsa, 2 ottovre, alle ore 15,30, l’Assemblea dei Delegati delle Società Pie montesi Federate alla F. A. S. C. I. Presiedeva il sig. Trucchi Cesare ed era no rappresentate le seguenti Società : « Bertolotti » di Acqui, « Fulgor » di Asti, « Fi des » di Giaveno, « Valdocco » di Torino, « Fides et Robur » di Torino, « San Paolo » di Torino, e mandarono loro approvazione ai deliberati le Società : « Excelsior » di Biella. « Ginnastica » di Mirabello Monferrato, « S. Tarcisio » di Torino, « Barolo » di Torino, « S. Filippo Neri » di Lanzo Torinese, « Leo » di Chieri. Il primo punto dell’ordine del giorno porta va la lettura ed approvazione del nuovo Sta tuto e Regolamento per il Piemonte. Si deli berò di approvare in linea di massima lo Sta tuto e di fare approvare per referendum dalla Società il Regolamento. Il Segretario fa chia ra relazione riguardante il Concorso di Ro ma ; prospetta osservazioni sulla parte tecni ca ed organizzatrice ed il suo dire è appro vato dalla Assemblea. Applaudito specialmente l’operato del Con siglio per il lavoro svolto durante l’anno in corso e si fanno voti per la sempre crescen te attività a vantaggio della Federazione. Si procede quindi alla elezione del Consi glio Regionale Piemontese. Prima della elezione si discutono le dimis sioni del Prof. Don Gerolamo De-Martin da Presidente Regionale, ma dopo chiare dichia razioni del Cav. Pisani si delibera alla una nimità di nominare il suddetto Prof. Don Gerolamo De-Martin a Presidente d’onore del Consiglio Piemontese della F. A. S. C. I. e di mandare a lui un meritato plauso per il lavoro compiuto in seno alla Federazione ed un augurio per averlo sempre con noi nella importante opera della educazione della gio ventù. Le elezioni dànno il seguente risultato : Presidente effettivo : Sig. Cesare Trucchi — Vice-Presidente : Rev. Don Giuseppe Bonvicini — Segretario-Cassiere : Sig. Emiliano
4 Bianchi — Consiglieri : Rev. Can. Pio Rol la di Giaveno. Sig. Francesco Chia di Asti, Sig. Navello Giuseppe di Acqui, Sig. Chia botto Zaverio di Torino, Sig. Dabaudo Giu seppe di Torino. Seduta stante il nuovo Consiglio elesse nel suo seno i Membri della Commissione tecni ca Regionale nelle persone dei sigg. Prof. Felice Massocco, consulente tecnico; Geom. Secondo Grillone di Asti : Rag. Chiabotto Angelo di Torino; Maestro Repettati Alfredo di Torino, Sig. Ferrerò Antonio di Torino, Sig. Vittorio Bertolone, membro aggiunto. Il Presidente Sig. Trucchi rivolge calde pa role di ringraziamento e promettendo di se guire le orme del Prof. Don De-Martin, au gura e si impegna a che il Consiglio della F. A. S. C. I. possa svolgere il suo alto uffi cio e che le Società ad essa affiliate possano trovare veramente la voluta soddisfazione. Il Segretario : E. BIANCHI.
Federazione ginnastica lombarda Domenica 9 corr. si tenne l’annunciato convegno concorso per allievi. Le gare si svolsero nel grandioso giardino dell'istituto Salesiano (gent.- concesso). Le gare si svol sero in perfetto orario e con precisione sotto la direzione del signor P. Cameroni, e cav. De Simoni il quale presiedeva pure la giu ria. Nel pomeriggio davanti a numeroso e scelto pubblico intervenuto si svolse la ac cademia di premiazione. Al tavolo d’onore notammo Mons. Belgeri in rappresentanza di S. E. il Cardinale, C.te Giuseppe Dal Ver me, il M. R. Direttore dei Salesiani, Mons. Merisi, cav. G. Radaelli, don Carlo Gonfa lonieri ed altri cui ci sfugge il nome. Applauditissima l’esecuzione dei collettivi fatta sotto la guida del cav. De Simoni, dopo di che le squadre si produssero in esecuzioni li bere, notate per la difficoltà e la loro tecnica la Juventus di Milano, la Viribus di Saronno, 1? Robur et Virtus della Santa, l’Alacres di Pavia. Dopo poche parole del Presidente conte Giuseppe Dal Verme si procede alla pre miazione. Gara di Squadra Allievi con Corona d'al loro : Viribus Unitis, Saronno, coppa F. G. R. L. ; Juventus, Milano, coppa Conte G. Dal Verme; Robur et Virtus, la Santa (fuori gare), med. arg. Min. Guerra; Alacres, Pa via, med. S. E. il Cardinale; Fortes in Fide, Cerro Maggiore, med. arg. M. G. ; Viriliter Agens, Milano, med. bronzo M. G. ; L’Av venire, Lentate, med. bronzo M. G. ; Fortes in Fide, Milano, med. bronzo M. G. ; Fides, Abbiateguazzone, med. bronzo M. G. ; Pro Fide, Milano, med. bronzo M. G. — Seguo no altre con corone di quercia, Gara di squadra soci A. — Viribus Unitis, Saronno, Coppa cav. Radaelli ; Juventus, Mi lano, med. arg. S. M. la Regina Madre; Robur et Virtus, La Santa, coppa Viribus : Virtus et Labor, Melegnano, med. bronzo M. G. — Seguono altre con corona e medaglia M. G. Gara di sqadra B. — Alacres, Pavia, cop pa' Sig.a Radaelli; Robur et Virtus, La San ta, med. arg. M. G. ; Fortes in Fide, Milano, med. arg. M. G. — Seguono altre con coro na e med. M. G. Durante l’accademia tenne un scelto con certo il corpo musicale D. Bosco dell’Oratorio Salesiano (cui la Giuria assegnava la med. argento di benemerenza).
STAPIVM
Esercizi elementari NORME GENERALI.
Al comando di attenti prendere la posizio ne d'attenti sotto descritta. Per tutti gli esercizi, la posizione di riposo sarà presa immediatamente dopo il 4. tempo dell’ultimo movimento, dell’ultimo fronte, contando 5. Nella descrizione dei movimenti tutti i tempi tra parentesi sono tempi di pausa. ATTEGGIAMENTI FONDAMENTALI
1. Attenti. — Talloni uniti, piedi aperti a 60 gradi, testa e corpo di fronte, braccia pen denti naturalmente, dita tese e congiunte, capo eretto, sguardo fìsso innanzi. 2. Mani alle anche. — Le dita congiunte sono dirette in avanti, i pollici indietro, il palmo della mano si appoggia sul bordo del l’anca, spalle ritratte, vita rientrante. 3. Mani alle spalle. — Mani e antibraccia piegate senza contrazione, gomiti abbassati in linea con le spalle, antibraccia verticali, dita congiunte e leggiermente piegate, toccanti con le estremità il sommo delle spalle, capo eret to, vita rientrante. 4. Mani alla nuca. — Le dita allungate e congiunte, senza intrecciarsi, stanno dietro la nuca, con palme avanti senza piegare i pugni, per mantenere le mani nel prolunga mento delle antibraccia, gomiti nel piano delle spalle, petto aperto, capo eretto, vita rien trante. 5. Mani al petto. — Antibraccia piegate orizzontalmente palme in giù, senza piega re i pugni, i pollici toccano il petto, gomiti divaricati indietro, mani e gomiti all’altezza delle spalle, scapole ravvicinate indietro, ca po eretto, vita rientrante.
2-3-4. — Flettere il corpo indietro (esten sione del tronco), senza piegare le ginocchia, seguendo la testa il movimento del tronco, e mantenendo bene i gomiti indietro. 6. Movimento. — 1-2-3-4. — Raddrizzare il tronco, senza muovere i piedi. 7. Movimento. — 1. — Riunire piè de stro al sinistro, mani al petto. 2-3-4. — Stendere braccia in fuori, vol gendo palme in su al 4. tempo. 8. Movimento. — 1. — Abbassare le brac cia tese lungo il corpo. — (2-3-4).
2. Esercizio (2 fronti eguali).
1. Movimento — 1. — Stendere gamba sinistra in avanti, la punta del piede toccando il suolo a 35 o 40 cm. dal piè destro, tallone sinistro sollevato, portare nello stesso tempo le braccia tese indietro palme indentro, tron co mantenuto verticale nel prolungamento del la gamba d’appoggio. — (2-3-4). 2. Movimento. — 1. — Portare gamba si nistra tesa a 75 o 80 cm. indietro, piegando gamba destra (a fondo destro), tronco incli nato avanti, sollevare nello stesso tempo le braccia tese in alto, passando per avanti, nel prolungamento della gamba sinistra tesa, tal lone sinistro sollevato, capo eretto, peso del corpo completamente su gamba destra pie gata. — (2-3-4). 3. Movimento. — 1. — Far fronte a sini stra, girando sulla punta dei piedi, gambe tese, intiero piede a terra, abbassando brac cio sinistro rasente al corpo, e lanciandolo fino alla posizione laterale (in fuori), abbassa re braccio destro, mantenendo le mani al l’altezza delle spalle, palme in su. — (2-3-4). 4. Movimento. — 1. — Piegare gamba si 1. Esercizio (2 fronti eguali). nistra inclinando il corpo a sinistra per man 1. Movimento — 1. — Alzare lateralmen tenere il tronco nel prolungamento della te braccio destro teso in fuori, a destra, mano gamba destra tesa, sollevare nello stesso tem all’altezza della spalla palma in giù, dita al po le braccia tese e parallele oblique in al to, nel prolungamento del tronco e della gam lungate e congiunte. 2. — Piegare antibraccio destro e pren ba destra tesa, palme indentro. — (2-3-4). 5. Movimento. — 1. — Far fronte a sini dere la posizione del saluto militare, capo estra, girando sulla punta dei piedi, per tro retto, spalle ritirate, braccio sinistro teso, varsi fronte indietro relativamente alla posi mani aperte all’altezza delle spalle palma in zione di partenza, conservare gamba sinistra su, ponendo piede sinistro a 50 cm. circa a piegata, gamba destra tesa, tallone destro sol sinistra del destro gambe tese : talloni sulla levato, tronco inclinato in avanti, abbassare stessa linea (.divaricate) (2-3-4). le braccia tese indietro rasentando il corpo, 3. Movimento. — 1. — Far fronte a sini palme indentro. — (2-3-4). stra ; girando sui talloni, a gambe tese, e 6. Movimento. — 1. — Riunire piè destro portare le mani alle anche. 2-3-4. — Piegare sulla gamba sinistra, gi a sinistro, piegando sulle ginocchia, talloni nocchio in fuori, conservando tesa la gamba sollevati e uniti, ginocchia divaricate, tronco destra, piedi intieri a terra, tronco inclinato verticale, capo eretto, lanciare braccia tese nel prolungamento della gamba destra, capo da indietro in avanti, per fermarle alla po eretto, tutto il .peso del corpo sulla gamba si sizione orizzontale in avanti (braccia avanti), palme indentro. — (2-3-4). nistra piegata. 7. Movimento. — 1-2-3-4. — Raddrizzarsi, 4. Movimento. — 1. — Portare piè destro sollevando lentamente le braccia alla posi a 60 cm. a destra del piè sinistro, gambe zione verticale (in alto), possare i talloni a tese, talloni su stessa riga, restando col fron terra soltanto al 4. tempo. te a sinistra e prendere la posizione di mani 8. Movimento. — 1. — Abbassare le brac alle spalle. 2. — Sollevare braccia tese verticalmente, cia tese, passando per la posizione laterale (per fuori). — (2-3-4). palme indentro, capo eretto, vita rientrante. Ripetere il 2. fronte come il 1. — (3-4). (continua) 5. Movimento. — 1. — Girare sui tallo ni, a gambe tese e far fronte a sinistra (in modo da trovarsi con fronte indietro, relati Alfredo Foglietti, gerente responsabilevamente alla posizione di partenza), portare mani alla nuca. TEL. — S. Maria ii Monticelli, 73-«, Roma