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Stadium n. 19/1961

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C. S I PRESIDENZA archivio snuu

.tri tersa pagina % CAMPI-SCUOLA C.S.I.

★ GLI SPORTS SILENZIOSI 3n quarta pagina

★ DALLA STRADA AL CAM­ PANILE ★ IL MEDICO PARLA DEI MUSCOLI Direzione Redazione Amministrazione - Roma

Anno XVI - N. 19

Via della Conciliazione 1 - t. 655S61 - 650113

CONOSCE

QUINDICINALE DEL CENTRO SPORTIVO ITALIANO

Si parla e si scrive troppo sui giovani; pochissimi sono invece coloro che operano attivamente negli innumerevoli settori che interessano la gioventù di oggi. Lo sport è uno di questi, ma occorre coraggio per dire certe cose EI GIOVANI sì può parlare in diverse forme: la poesia può dare tecni­ ca descrittiva a stati d’animo, angoscie, speranze, così come la psi­ cologia ne può Indicare le cause nascoste, le origini latenti, l’indagine terapeutica; si può parlare dei gi ovani dal punto di vista sociale, come utilizzazione e sfruttamento economico, se ne può parlare politicamente,

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NE PARLA

come voti potenziali ad una battaglia elettorale, come se ne può parlare dal punto di vista medico-biologico dibat­ tendosi come sta avvenendo, tra una opinione e un’altra ambedue suffragate da prove e controprove sulla prema­ turità bio-psichica dei giovani di oggi. Illustri scienziati ne parlano, come ne parlano educatori e politici, genitori ed insegnanti, ma per tutti occorre assolu­ tamente una base di discussione e cioè la conoscenza dei ragazzi e dei giovani, l’essere vissuti con loro e per loro, fatti ragazzi con i ragazzi intelligentemente (come diceva il santo dei ragazzi, Don Bosco), angosciati delle loro angosce, con le loro speranze nel cuore e i loro ideali. La parola sui giovani può averla sol­ tanto chi li conosce, coloro che lavo­ rano con loro a stretto contatto di go­ miti e non quelli che dietro una scriva­ nia più o meno ministeriale, dietro un paravento di carta stampata, imbrac­ ciata la tromba della pubblicità ne strombazzano i vizi e i difetti, oppure ne esaltano i privilegi o ne assolvono le assurdità. Conoscere i giovani di oggi è un’im­ presa che affascina chiunque, soprat­ tutto coloro che hanno responsabilità educative o ■che devono lavorare in set­ tori che interessano direttamente o in­ direttamente la gioventù. E’ indubbio che anche nói ci interessiamo attiva­ mente di tutti i problemi della gioventù

IL CAMMIO SORDIEHTI Conzato tricolore CSI

ALDO CAPPELLINI (Segue a pag. 3)

e leggiamo con vera attenzione quanto viene scritto su diversi quotidiani e ri­ viste dell’argomento e riconosciamo immediatamente coloro che ne scri­ vono con conoscenza diretta e coloro che ne sfruttano l’attualità per badare esclusivamente a « far colpo » sui let­ tori. L’aspetto che più ci preoccupa in co­ loro che parlano o scrivono dei giova­ ni è l’aspetto unilaterale delle loro trat­ tazioni: difficilmente abbiamo trovato un oratore o un giornalista che sappia comprendere il ragazzo e il giovane nel­ la sua intera personalità, in tutte le sue esigenze fisiche e spirituali, con tutte le sue aspirazioni d’ordine economico e sociale; noi sappiamo per lunga e pre­ ziosa esperienza che l’armonia di una persona umana è cosi sublime e per­ fetta che non può essere vista analiti­ camente senza farne una unica sintesi iniziale o finale che riconduca all’unità del corpo e dell’anima, dei muscoli e della coscienza, della volontà e intelli­ genza e di ogni aspetto esteriore. Abbiamo sentito il politico parlare del giovane come unità elettorale, il sociologo come cellula dello stato, il giornalista come « colpo sensazionale » per un furto, un omicidio o una fuga, il tecnico sportivo come entità musco­ lare basata sugli allenamenti e sui tempi e misure. Ecco a questo plinto che possiamo inserirci, come Centro

Pubblicazione in omaggio a tutti gli iacritti

Motivi di fiducia e di speranza che facciano barriera agli atteggiamenti più o meno bruciati dei giovani e degli anziani, che offrano motivi di riflessione ad educatori e politici, che indichino orizzonti più vasti e più precisi a tanta parte della gioventù italiana Sportivo Italiano, in questo dibattito. Non possiamo dimenticare nelle no­ stre Unioni e Gruppi sportivi che i no­ stri ragazzi, i nostri atleti, gli allena­ tori, gli arbitri, i dirigenti sono esseri dotati di un’anima immortale, di una volontà e di una intelligenza che li fa uomini liberi perchè ragionevoli e ca­ paci di distinguere il bene dal male: c per questo che il Centro Sportivo Italiano è un’opera educativa per la gioventù italiana nel senso piu ampio della parola; perchè il suo scopo non è quello di « fare dello sport comunque sia », ma attraverso lo sport insegnare, educare, partecipare con i genitori, le famiglie, la scuola, la Chiesa, la nazione all’opera educativa dei giovani. Vorremmo che queste fossero parole chiare sia per i dirigenti che per gli atleti, vorremmo che non venissero fraintese da alcuno le finalità del Cen­ tro Sportivo Italiano identificandole esclusivamente in attività sportive in cui i muscoli o una tecnica riescono a stabilire un record o battere un avver­ sario menu forte o meno preparato. Vorremmo che i nostri lettori avessero ben chiaro che il Centro Sportivo Ita­ liano opera per la formazione fisico­ sportiva e morale della gioventù, che si considera ed è un'organizzazione a ca­ rattere educativo integrale, che, attra­ verso i valori indiscutibili dello sport, si indirizza al giovane e al ragazzo nella sua complessità ed unità. Riteniamo molto più facile scrivere o parlare dei grandi campioni dello sport, fare inchieste e interviste sui di­ vi di campi di calcio, pubblicare i re­ soconti piu entusiasmanti delle com­ petizioni più accese, indagare sulla vita-

« segreta » degli atleti affermati o delle società più in auge... come riteniamo difficoltoso farsi leggere quando parlia­ mo di problemi di fondo, di indirizzi educativi, di impostazioni formative dello sport. Costa sacrificio leggere que­ ste righe e molti forse non saranno ar­ rivati neppure a questo punto, ma ogni conquista (e chi pratica uno sport Io sa per esperienza) implica uno sforzo una costanza, un deciso atto di volontà. Chi si scandalizzerà quando vedrà indicate iniziative ed attività del Centro Sportivo Italiano, che sembreranno su­ perflue o inutili ai fini dello sport, chi si meraviglierà quando accanto ad una educazione tìsica e sportiva noi invi­ teremo le unioni e gruppi sportivi ad una educazione e formazione morale e religiosa, chi criticherà come una sto­ natura la S. Messa sui camp; rii gioco o il corso di formazione ca.-chistica organizzato da diversi Comitati Provin­ ciali e zonali, non avrà capito molto dello spirito del Centro Sportivo Italiano. Duvunque in Italia ci si sta muovendo per i Congressi Provinciali: è opportuno che i dirigenti e gli atleti abbiano ben chiari questi motivi fondamentali della nostra azione. Desideriamo avere tra gli iscritti del CSI dei giovani deside­ rosi di fare dello sport, ma attraverso questo di prepararsi alla vita, di for­ mare la propria coscienza, di individua­ re i valori dello spirito perchè non vengano meno al momento delle ne­ cessità, quando andare contro-corrente può essere rischioso, ma non per questo meno affascinante. .. .

CORRADO BIGGI

ORDINE D’ARRIVO 1) CONZATO Giampiero (CSI Breganze Vicenza) che compie i km. 78 del percorso in 2 ore e 32’ alla media di km. 36,795 2) Mantovani Giorgio (CSI Gaiga Verona) s. t. 3) Chemello Cipriano (CSI Angarano Vicenza) s. t. Gaiga Livio (CSI 4) Filippini Verona) a 55” 5) Frizzerà Ermanno (CSI Bart Volano Trento) a 2'05” 6) Chiodi Aimo (CSI Classic Bonomi Brescia) a 2’15” 7) Pedonese Edo (CSI Capezzano Pianore Lucca) a 2’30” 8) Ambrosini Vittorio (CSI Ossanesga Bergamo) s. t. 9) Merlo Massimo (CSI Bustcse Busto Arsizio) a 5’50” 10) Rota Nodari Piermario (CSI Ossanesga Bergamo) s. t. 11) Zorteo Giovan Domenico (CSI Bertamini Bolzano) s. t.

12) Simoni Bruno (CSI B reganze Vicenza) a 6’10” 13) Friggi Valentino (CSI Casorate Milano) a 6’20” 14) Sartori Donato (CSI Bart Vo­ lano Trento) a 6’50” 15) Tallarini Franco (CSI Uso Seregno Milano) s. t. 16) Tait Alberto (Libertas Bolzano) s. t. 17) Caselli Enrico (CSI Capezzano Pianore Lucca) s. t. 18) Giacomi Almerino (CSI Gaiga Verona) a 10’10” 19) Donizzetti Pietro (CSI Ossane­ sga Bergamo) s. t. 20) Navari Bruno (CSI Capezzano Pianore Lucca) s. t. 21) Franchini Renzo (CSI Castelvetro Modena) s. t. 22) Costanzi Luigi (CSI Classic Bonomi Brescia) a 11’40” 23) Fraguglia Paolo (CSI Vigcntino Milano) s. t. 24) Agostini Aldo (CSI Aurora Tren­ to) a 11”50” 25) Duina Franco (CSI Classic Bonomi Brescia) a 15’

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TROFEO PIPPO NASTA

Roma 5 ollohre 19E1

LA PAPPA FATTA

■ una gara un torneo un campionato ■ un gran premio

Una “volata,, a tre chiude in bellezza

Dopo due arrivi solitari a Sarezzo ed a Padova, un arrivo in volata a Capezzano Pianore negli esordienti. Una volata a tre che ha posto la parola fine ad una gara entusia­ smante. Giampiero Conzato del CSI Bre­ ganza di Vicenza era il favorito. Era l’atleta da battere, o almeno da tentare di battere. Cosa che più di un corridore ha fatto, ma alla fine tutti si sono trovati d’ac­ cordo sulla sua vittoria e sulla impossibilità di riuscire a conqui­ stare quella maglia che .già dal giorno prima praticamente aveva trovato il suo possessore. Conzato ha conseguito quest'an­ no ben nove vittorie. E' in possesso di tre maglie di campione: quella di Campione Regionale, di Campio­ ne Triveneto ed infine quella tri­ colore del CSI. Inoltre ai Campio­ nati dell’UVI si è classificato al se­ condo posto, ponendo già da allora una scria ipoteca su quella corsa che il CSI avrebbe poi organizzato nell’incantevole terra toscana. Conzato è un bel campioncino. Ci sa fare sui pedali. E' sempre pre­ sente in corsa. Sa soprattutto gra­ duare lo sforzo. Ha corso a Ca­ pezzano con l’autorità del campio­ ne. Non ha mai perso un colpo di pedale, nè lungo le tre salite (ab­ bastanza severe, in verità) nè in discesa (c c'erano dei tornanti, specie dopo Monte Magno da lar paura), nè tanto meno lungo quei bellissimi rettilinei della Versilia che avrebbero potuto spaventare più di un atleta. E’ stato, quindi, il migliore: e ben gli si addice quella maglia che l’altranno è stata di Pietro Mattò, quel trentino che neppure un mese la a Bussano de’ Grappa ha saputo affermarsi nel campionato italiano della UVI ca­ tegoria Allievi. Gli esordienti anche quest'anno non hanno mancato alla loro pre­ rogativa di fare una corsa vivace c battagliera. Il primo a muovere le acque nel plotone è stalo, durante il traversamento dell'incantevole Lido di Camaiore (quattro chilo­ metri dal via ufficiale) un veronese: Giacomi della CSI Gaiga. Il gruppo non reagiva e ben presto Giacomi poteva contare su un margine di

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Spedizione in abbonamento pollale - Gr.

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ovvero la preparazione dei Congressi provinciali UESTI nostri anni, eccen. trici sotto tanti punti di vista, saranno ricordati anche per la mania dei Congressi. Ce ne sono ad ogni pie’ sospin­

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to, di ogni genere, per tutti i gu­ sti: da quelli scientifici a quelli venatori o di problemi enigmistici adirrittura; prendono l’aspetto a volta a volta di colorite giornate a sfondo turistico-ricreativo o di lauti banchetti. Nel mondo sportivo il termine congresso è divenuto sinonimo di battaglia elettorale, ma di un ac­ canimento tale che per trovare un paragone nel campo politico biso­ gna risalire alle giornate del ’48. . E i programmi, si dirà, i problemi dello sport? In fondo, potrebbero rispondere, se si lotta per le pol­ trone è perché è da esse che par­ tono i quattrini, pardon, i pro­ grammi. Questo è l'andazzo anche se, beninteso, non mancano le ecce­ zioni. I Congressi del CSI si compon­ gono tutti di tre elementi ugual­ mente importanti e impegnativi. Il consuntivo dell'attività svolta. innanzitutto, che vien fatto dal Presidente uscente o, meglio, dai vari dirigenti organizzativi e tec­ nici uno per uno. Vengono messe in risalto le realizzazioni del trien­ nio trascorso, ma anche le lacune, le difficoltà, le esigenze emerse. La discussione dei delegati completa il quadro in senso positiva e nega­ tivo, di modo che l'assemblea può agevolmente passare al secondo punto dell'ordine del giorno. L’elezione del nuovo Consiglio direttivo, la quale, come si è accen­ nato. non prende più di mezz’ora di tempo e si svolge nel più sereno spirito di famìglia L’esposizione del programma fu­ turo fatta dal delegato della Pre­ sidenza Nazionale, sempre presen­ te ad ogni congresso, richiama la attenzione dei dirigenti locali sugli impegni che attendono il CSI nel triennio futuro e sul contributo determinante e insostituibile che ogni Comitato e Unione Sportiva dovranno dare per giungete alla loro realizzazione. D. O. ♦ Domenica 1 ottobre hanno tenu­ to il Congresso Provinciale: Pog­ gia e Ravenna. * Le convocazioni programmate per i prossimi quindici giorni sono; 7 ottobre Perugia; 8 otto­ bre Caltanissetta c Gorizia;-15 ottobre Reggio Emilia, Reggio Calabria, Caltagirone, Lucca e Sassari.

attenzione al prossimo numero

A Cesenai Campionati di atletica leggera Al NEL PASSATO s'era avuto un successo così pieno ai Campio­ nati Assoluti d’Italia di atletica leg­ gera da parte degli atleti prove­ nienti dalle file del Centro Sportivo

Italiano. Ben otto titoli sono infatti stati conquistati da atleti che hanno iniziato la loro attività nelle file gialloblù, mentre altri sei atleti si sono lau­ reati « vice-campioni » conquistando la piazza d’onore. - Ventinove concorrenti, infine, si sono classificati nei primi sei posti: un bilancio veramente eccezio­ nale che parla da solo della bontà delle leve del CSI, che di anno in anno van­ no sempre più rinfoltendo le file della atletica leggera nazionale. Ecco l’elenco degli atleti del CSI che hanno ottenuto piazzamenti entro i pri­ mi sei ai recenti <; Assoluti» a Torino: Metri 100: 4. Gallina 10”6. Metri 200: 4. Cavalieri 22”0. Metri 400: 5. Bianchi 49’3. Metri 800: 2. Rizzo 1’51 ”4; 4. Sicari 1’51 ”9. Metri 1500: 1. Rizzo 3'51 ”8. Metri 5000 : 1. Ambu 14’33"6; 3. Bargnani 14’59"8; 4. Conti 15‘04”8. Metri 10.000: 2. De Florentils 30'57”2; 5. Assi 31’46"8. Metri 110 ost.: 2. Morale 14”4; 6. Ber­ teli 14”8. Metri 400 osi.: 1. Morale 51 ”2; 4. Gavelli 53"0. Metri 3000 siepi: 1. Sommaggio 9’14”4; 6. Bargnani 9’33”8. Alto: 1. Zampateli! 1,98; 4. Frati 1,93; 5. lauro 1,93; 6. Montagnini 1,93. Lungo: 1. Piras 7,39; 2. Gatti 7,31. Triplo: 2. Gatti 15,23. Asta: 1. Gaspari 4,05; 2. Catenacci 3,95; 5. Chczzl 3,75. Martello: 1. Cristin 59,15. Marcia km. 10: 5. Carocci 48'46.

Inutile dire a prezzo di quali e quan­ ti sacrifici da parte dei Comitati del CSI che ne hanno curato i « primi passi > è stato possibile alla gran parte di que­ sti atleti arrivare a toccare limiti di interesse nazionale: ed è per questo che ci sentiamo di dover rivolgere ai bravi e spesso oscuri dirigenti che li hanno incamminati lungo la strada del suc­ cesso il ringraziamento più vivo e sen­ tito. Premessa più significativa per le fi­ nali nazionali dei Campionati CSI di Cesena non poteva certamente aversi. Le stesse tabelle dei primati della ma­ nifestazione sono del resto quanto mai eloquenti: mentre, infatti, in. campo ju­ niores sono stati migliorati tre limiti, in campo allievi i primati stabiliti sono già ad un livello di tutto rispetto, che non sarà certo facile superare nel fu­ turo.

PREVISIONI IMPOSSIBILI MA SUCCESSO ASSICURATO I nuovi primati juniores sono opera del milanese Pozzi negli 800 con l'57’'6. del salernitano Santa nei 110 ostacoli con 16”4 e del cagliaritano Piras nel salto in lungo con 7.09. A proposito di quest’ultimo, occorre subito sottolinea­ re che. al suo primo anno di attività, ha d’un colpo conquistato la maglia tri­ colore assoluta e la maglia azzurra, il che gli impedirà di partecipare alle no­ stre finali, chiamato appunto all’impe­ gnativo compito di Palermo contro la Polonia! Premesso quindi che tecnicamente tul­ le le gare di Cesena avranno motivi di interesse a iosa, da un punto di vista prettamente agonistico e spettacolare le

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specialità che si presentano più ricche di promesse sembrano tre per ciascuna categoria: 1200, ostacoli e lungo per gli allievi e 100, alto e lungo per gli ju­ niores. Nei 1200 è assolutamente impossibile fare previsioni. Se infatti i vari Cindolo, Picasso e Rea si presentano con i tempi migliori delle semifinali, va tuttavia te­ nuto presente che altrove non v’è stata altrettanta battaglia e quindi i tempi ne hanno risentito: come escludere quindi dalla rosa dei .favoriti anche Faggionato e Taccini? Negli ostacoli l’8”6 di Gasparello (aval­ lato dal successivo 8”4) è tale da porre l'atleta trevigiano a) di sopra dei vari Landucci. Monti e Gilioli in condizione di impegnarlo ma solo da lontano, es­ sendo tutti accreditati di tempi eccellen­ ti, ma nettamente inferiori. Nel lungo, se fino a qualche tempo fa il primatista nazionale Bifera sarebbe partito favoritissimo d’obbligo, oggi il ragazzo di Sora deve temere non solo Buttarelli che lo ha fatto faticare già a Roma, ma anche Cingolani, recente au­ tore di 6.39: un confronto a tre da cui potrebbe uscire un risultato di vero spicco. I 100 metri saranno senz’altro la gara più incerta di tutto il campionato e presenteranno un arrivo nel classico faz­ zoletto. Belloli, Jahier e Cavalieri non consentono previsioni, tanto più che an­ che Poli (o il suo sostituto Piccin, se il molfettese dovesse andare a Teheran) e Cipriani hanno da dire la loro... Il salto in alto juniores è Un po' po­ vero tecnicamente, ma ha i] pregio di presentare ben cinque concorrenti accre­ ditati della stessa misura. E’ vero tuttaSERGIO GATTI (Segue a pag. 4)

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■--- ¿ài La validità delle nostre forze atleti­ che, chiaramente dimostrata in oc­ casione dei recenti campionati asso­ luti di Torino, ha portato In parti­ colare modo alla ribalta i nostri sal­ tatori. ì quali si sono aggiudicati ben tre dei quattro titoli in palio. E. espressione del nostro vivaio in que­ ste diffìcili ed impegnative speciali­ tà, è certamente il giovane Giancar­ lo Bifera, portacolori del CSI Bozzi di Sora, detentore del primato nazio­ nale assoluto per la categoria allievi, che qui ammiriamo in piena azione


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LE SPECIALITÀ’ PIU’ ADATTE « Mi dovreste spiegare per quale motivo gli allie­ vi debbano iniziare rattivita di atletica leggera con le specialità più stra­ ne, come i 250 metri, i 60 ad ostacoli, i lanci con stranissimi attrezzi. Non credete che i giovani ed i giovanissimi sarebbero at­ tirati più dalle classiche gare come i 100 metri ed i 110 ad ostacoli, di cui conoscono i campioni da imitare? » S. V. di Ca­ tania. Chiariamo innanzi tutto che le specialità della ca­ tegoria allievi non sono state « inventate » dal CSI. La nostra CTN, infatti, si è limitata a riprenderle di peso dai programmi stabi­ liti dalla FIDAL. La FIDAL da parte sua non ha preso la decisione senza averla ponderata: a quel che ne sappiamo le discussioni sono state lunghe c ripe­ tute e ad esse ha parteci­ pato lo stesso medico fe­ derale, il cui parere in que­ sto caso era di importan­ za fondamentale. I tecnici federali, che senz’altro hanno un’esperienza note­ vole, hanno ritenuto op­ portuno far cadere la loro scelta su misure ed attrez­ zi diversi da quelli clas­ sici proprio allo scopo di favorire la propaganda atletica tra i giovani, creando una sorta di atti­ vità a carattere prepara­ torio che non ponesse im­ mediatamente i giovani esordienti, ancora nel pie­ no della formazione fisica, di fronte ad ostacoli insor­ montabili o perlomeno scoraggianti.

ATLETICA IN TELEVISIONE « Ho notato, durante le trasmissioni televisive sui recenti campionati italiani di atletica leggera, che il regista soffermava eccessi­ vamente le telecamere su scene di nessuna impor-

A ROMA DAL PAPA

STADIUM

colloqui tanza, come quelle di atleti che si preparano alle gare o scherzano tra loro oppure quelle di cronome­ tristi e giudici e via di­ cendo. Non credi che la TV potrebbe essere un po' più precisa? » G. L. di Ro­ vigo. Dici bene, ma purtroppo la colpa di certe lungaggi­ ni di contorno è della TV fino ad un certo punto. Infatti gli orari dei cam­ pionati vengono fatti dal­ la FIDAL in base a deter­ minate previsioni di par­ tecipazione. All'atto prati­ co, se i concorrenti ven­ gono ad essere meno del previsto (come è appunto avvenuto nel caso dei campionati di Torino), lo orario diventa eccessiva­ mente lungo e le gare fi-

AVVISO IMPORTANTE Si pregano vivamen­ te gli addetti stampa di provvedere a rimette­ re a stretto giro di po­ sta all’ufficio Stampa Nazionale il questiona­ rio a suo tempo Invia­ to, completo iq ogni sua parte.

niscono per essere diluite a tal punto che le zone di vuoto non possono non creare imbarazzo anche nel regista più esperto. Si tenga inoltre presente che il regista solitamente è un tecnico della TV, non di atletica leggera e quindi si spiega come certe gare vengano trascurate (vedi ad esempio il salto in alto di Torino) a favore di sce­ ne di pubblico o di campo di nessuno interesse. Il discorso andrebbe fatto anche per i telecronisti che, stavolta, ci si sono messi in due a ripeterci le stesse cose fino alla nau­ sea, compresi gli stessi

NOTIZIE DAI COMITATI PROVINCIALI E ZONALI 15 ANNI DI C.S.I. A FAGAGNA (UDINE)

svarioni. Non è certo il modo migliore per pro­ pagandare tra il pubblico l’atletica leggera...

Il 29 Giugno 1961, festa del Papa, l’U.S. « A. Miani » ha celebrato il 15. anno di fondazione del C. S. I. con la partecipazione straordinaria del Presidente Provinciale Ing. Luciano Giacomuzzi, del Parroco Mons. Aleardo Comuzzi, del Sindaco Cav. Aldo Peclle. In foto il Presidente dell’U.S. dà relazione delle attività svolte. Nella foto piccola l’esterno della Casa della Gioventù

« STADIUM » GIORNALE PER RAGAZZINI « Siamo un gruppo dì ragazzi che ogni mattina incontrandoci prima di andare al lavoro sfogliamo i giornali sportivi per co­ noscere le ultime notizie. Qualche volta ho portato con me Stadium ma non ha incontrato favore pres­ so i miei compagni. Hanno detto che quello di Sta­ dium è lo sport dei « regazzini ». Luciano Aletti Novara Caro Luciano, non ti meravigliare di quanto hanno detto i tuoi compa­ gni. Purtroppo non sono solo essi in Italia che con­ siderano sport solo quello dei Campioni, anche quan­ do le loro prestazioni, così piene di interessi commer­ ciali, pubblicitari ecc.; hanno ben poco del vero sport. Non si vuole ancora capire da più parti che lo sport, un fattore di enor­ me importanza per l’edu­ cazione fisica e morale dei giovani, non può essere considerato privilegio di una sparuta schiera di « campioni ». L’a 11 i v ì t à sportiva è una necessità e un diritto di tutti i ragazzi. In altre nazioni questo è pacifico, in Italia ancora no. E i tuoi compagni ri­ sentono di questa menta­ lità. Continua a mostrare Stadium comunque e, in particolare questo numero nel quale viene documen­ tato come gli attuali più promettenti campioni dell’Atletica Italiana proven­ gono proprio dalle file dei « ragazzini » del CSI. Au­ guri.

ANDRI A: Dopo l'esperienza degli an­ ni precedenti, quest'anno ab­ biamo seguito un preciso programma con lusinghieri successi. Il Comitato ha ben inteso la sua opera da svolgere e cioè quella di proporre la più ampia e libera forma di collaborazione. Infatti ha collaborato con i 18 Gruppi Sportivi del suo stesso Comitato, con l'Associazione Sportiva Andria nei momenti critici della retrocessione spronando i diri­ genti a continuare . l'opera intrapresa, con tecnici di im­ pianti sportivi (vedi Campo Tennis, Campo Bocce, pista atletica leggera). Abbiamo visto la necessità di una pista di atletica leg­ gera, ove tutti i ragazzi delle scuole o no potessero pre­ pararsi. Siamo riusciti a far stan­ ziare dalla Amministrazione comunale L. 3.000.000 per la pista d’atletica, e abbiamo iniziato la pratica verso il CONI per il resto della somma. In via di sistemazione un campo da giuoco di calcio per ragazzi alla Pineta uno di pallacanestro nello Stadio

iniziative e manifesta­ zioni di un anno di lavoro

Comunale con attrezzature di proprietà del Comitato. Le nostre attività si sud­ dividono in formative ed ago­ nistiche: Attività formative: Tre se­ re dirigenti, conclusasi con la benedizione, impartita da Sua Ecc. Mons. Vescovo Francesco Brustia, alla sta­ tuetta della Madonna, sor-

LECCE: Strepitoso successo ha ri­ scontrato il 2. Trofeo della Canicola a Lecce. Questa bella manifestazione ha in­ fatti richiamato un folto pubblico e ha ottenuto la partecipazione delle migliori Società iscritte al Comitato prov.le del CSI di Lecce, anche se i tempi fatti regi­ strare lasciano molto a de­ siderare, in quanto per i ra­ gazzi era questo il primo anno di gare ufficiali. Anche l'organizzazione ha superato l'aspettativa contri­ buendo alla migliore riuscita

AFFILIAZIONI E RIAFFILIAZION11961-1962 (segue 1° elenco)

VENETO

Nuove affiliazioni TREVISO: GS CONDOR LIBERTAS (Calcio, Atletica, Nuoto, Nuove affiliazioni Bocce, Pattinaggio, Tennis da tavolo) - 11-9. ROVIGO: GS CSI L1BERTAS S. BORTOLO (Calcio, Pallavolo, Atletica) - 19-8. Riaffìliazione VERONA: OS S. MARCO (Calcio) - 8-7; TREVISO: GS CSI VALDOBBIANESE (Calcio, Atletica, PallaUS S. PANCRAZIO Parr.a (Calcio) - 8-7; canestro, Nuoto, Tennis da tavolo, Sci, Tennis, Pattinag­ Per i giorni 3-4 no­ GS GCG EDERA (Calcio, Atletica, Pallavolo, Pallacane­ gio) - 11-9. vembre p.v. la Gioven­ stro) - 21-7. tù Italiana di Azione Riaffìllazioni Cattolica promuove BELLUNO: GS CSI LIBERTAS (Calcio) - 22-7; una grande crociata US LA VALLE (Calcio, Atletica, Sports invernali) 30-7. di studio e di preghie­ CAMPANIA ROVIGO: US CS BOARA POLESINE (Calcio, Atletica) - 5-8; ra fra il laicato italia­ US SETTEMBRE ADRIESE (Calcio) - 24-8; Nuove affiliazioni no c, segnatamente, GS ROBUR (Bocce, Tennis, Atletica, Pallacanestro, Pal­ NAPOLI: GS CSI JUVE FULGENS (Calcio, Atletica, Ten­ fra tutta la Gioventù lavolo) - 1-9. nis T.) - 21-9; VERONA: US S. NAZZARO (Calcio) 17-7; . per rendere omaggio GS S.G. BERKMANS (Calcio, Atletica, Tennis T.) - 21-9; GS CERVINO (Calcio, Pallavolo, Atletica,.Tennis t.) (21-7); al Papa o per implo­ US C.I.S. OLYMPIC (Calcio) - 21-9; US BORGONOVO (Calcio) - 25-8. GS PIO XII (Calcio, Atletica) - 21-9. rare la benedizione divina sull' imminente Riaffiliazioni Concilio Ecumenico. NOCERA PAGANI: GS JOLLY SPORTING (Calcio, Atletica, Mentre in tutte le Pallav, Tennis T.) - 20-9; CAMPANIA GS STELLA AZZURRA (Calcio, Tennis T.) - 22-9. Associazioni GIAC sa­ Nuove affiliazioni ranno prese opportune NAPOLI: US VIS ARZANESE (Calcio) - 12-9; iniziative che termine­ EMILIA US CSI DOMENICANA (Calcio) 12-9. ranno con la grande Nuove affiliazioni veglia di preghiera del EMILIA CESENA: US ROMAGNA (Calcio, Pallavolo, Atletica) - 19-9. 28 ottobre sera, la Nuove affiliazioni PARMA: US MEDESANESE (Calcio, Atletica, Tennis T., giornata del 3 novem­ PARMA: US AS PARMA (Calcio, Tennis tavolo) - 12-9; Nuoto) - 14-9; , bre verrà raccolto a GS CSI SPE DORDON (Atletica, Calcio, Tennis tav.) - 12-9. US FRASSATI BERTONI (Calcio) - 14-9; Roma, intorno al Som­ REGGIO EMILIA: US VALPADANA STIOLE (Calcio) - 12-9; US CSI S. ANDREA BAGNI (Calcio, Tennis T.) - 16-9. mo Pontefice tutti i US CIANO (Calcio, Atletica, Sci) - 12-9. REGGIO EMILIA: US BORZANO (Calcio) - 21-9; GS AURORA (Calcio) - 21-9; Dirigenti Diocesani e Riaffìllazioni. GS FONTANALUCCIA (Calcio, Pallav. Pallac., Sci) - 21-9. Parrocchiali della Gio­ BOLOGNA: US POL. ANTAL PALLAVICINI (Atletica, Calcio, ventù per pregare con Pallacanestro, Sci, Pallavolo, Ciclismo, Nuoto, Bocce, Ten­ Riaffiliazioni Lui e ascoltare la Sua nis, Tennis da tav., Scherma, Judo, Pattinaggio, Attrez­ CESENA: US VIGOR (Calcio, Pallav. Tennis T., Atlet.) - 20-9. MODENA: GS CSI CASTELVETRO (Calcio, Pallavolo, Cicli­ parola. zistica) - 11-9. MODENA: US RAPI ALBARETO (Calcio, Bocce, Pallav.) - 13-9; smo) - 22-9; K La Presidenza Na­ US CSI GAVELLO (Calcio, Pallavolo) - 13-9; GS VELENO (Calcio, Pallavolo) - 22-9; zionale del Centro GS VULCANI (Calcio, Tennis T., Pallav. Tennis) - 22-9; GS ZENIT (Calcio, Pallavolo) - 13-9. Sportivo Italiano rivol­ US CSI MODENA (Calcio, Ciclismo, Pallav., Pallac., Boc­ PARMA: US ASTRA (Calcio, Pallavolo, Atletica) - 12-9; ge un caldo appello a ce, Tennis T., Nuoto, Sport I, Aeromodellismo) - 22-9; US TRIESTINA (Pallacanestro) - 12-9. tutti I suoi Dirigenti US CSI INVICTA (Calcio, Pallav. Tennis T., Bocce) - 22-9; PIACENZA: US AC LIBERTAS (Calcio, Atletica, Pallavolo, US CSI SUPERGA (Calcio) - 22-9. di Comitati e di Unioni Tennis, Tennis da tav.) - 8-9. REGGIO EMILIA: US Poi. FOSSETTA (Atletica, Calcio, Nuoto, PARMA: US FOLGORE FORNOVO (Calcio, Atletica, Palla­ Sportive perché vo­ volo) - 14-9; Bocce, Tennis da tav., Pallavolo, Pallacanestro) - 12-9; gliano prendere con­ US GHIRELLI NOCETANA (Calcio, Tennis, Atletica, Pal­ GS CSI CORREGGGIO (Calcio, Pallacanestro, Pallavolo, tatto coi Dirigenti GIAC lavolo) - 14-9; Tennis, Tennis da tavolo) - 12-9; e partecipare, nella US ARSENAL (Calcio, Atletica, Pallav, Tennis T.) - 16-9. GS VIRTUS CAMPEGINE (Calcio, Tennis da tavolo) - 12-9; misura più larga pos­ GS ARBOR (Calcio, Atletica, Pallavolo, Tennis, Tennis da REGGIO EMILIA: US S. PROSPERO (Calcio, Atletica, Pal­ lavolo) - 16-9; , sibile, alle iniziative di tavolo) - 12-9; US CSI S. GIORGIO (Calcio, Atletica, Pallac., Tennis, US S. BIAGIO (Calcio, Atletica, Pallavolo) - 12-9; preghiera che saranno Pallavolo, Tennis Tavolo) - 16-9; GS MANDRIOLO (Calcio, Atletica, Pallavolo) - 12-9; indette. US AUDAX (Calcio, Tennis T., Atletica, Pallav.) - 16-9; GS CERVO (Calcio, Tennis, Pallavolo, Pallacanestro) 12-9; Al Gruppi Sportivi, US REGNANESE (Calcio) - 16-9; GS CSI I LEONI (Calcio, Atletica, Pallacanestro, Tennis In particolare, la Pre­ US BUDRIO S. PIETRO (Calcio, Atletica, Pallav., Pallac., da tavolo) - 12-9; Tennis Tavolo) - 21-9; sidenza raccomanda US MANCASALE (Calcio, Atletica, Nuoto) - 12-9; US FORTI E LIBERI (Calcio, Pallac., Pallav., Atletica, l'impegno più sentito GS MANDRIO (Calcio) - 12-9; Tennis T., Ciclismo, Sci, Nuoto) - 21-9; US DON BOSCO (Calcio, Atletica, Pallavolo, Pallacane­ neH’unirsi agli altri US S. CROCE (Calcio, Atletica, Pallac., Hokej) - 21-9; stro, Tennis da tavolo) 12-9; soci dell’Associazione GS CSI OSPIZIO (Calcio, Pallac. Pallav., Tennis, Tennis GS A.C.O.M. (Calcio, Atletica, Pallavolo, Pallacan.) - 12-9; in questa circostanza Tavolo, Atletica) - 21-9. US S. PAOLO (Calcio, Pallavolo, Pallacanestro, Tennis, che vede la GIAC stret­ da tavolo) - 12-9; ta attorno al Papa, FRIULI GS RAPID (Calcio, Atletica, Pallavolo, Tennis, Tennis da partecipe delle sue an­ tavolo) - 12-9. Riaffiliazioni sie apostoliche. FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE: US RICREATORIO F.U. (Calcio, Pallacanestro) - 16-9; US CSI LIBERTAS (Pallavolo, Atletica) - 16-9; Nuove affiliazioni US A.A.P. MORTEGLIANO (Calcio, Tennis T., Pallac., GORIZIA: US S. MARCO ACLI (Calcio, Atletica, Pallavolo, UNA NOVITÀ’... Atletica, Pallavolo) - 16-9; Pallacanestro) - 9-9. US OUIRINIANA (Calcio, Pallac., Atletica, Pallav., Ten­ In questi giorni a cura nis T., Nuoto, Tennis, Sci) - 16-9. Riaffìllazioni dell’ufficio Stampa del CSI è uscito un volumetto in GORIZIA: US RICREATORIO D. BOSCO (Calcio, Atletica, LOMBARDIA Pallacanestro) - 9-9. elegante presentazione con Nuove affiliazioni gli atti completi del Conve­ PIEMONTE BRESCIA: US GUSSAGHESE (Calcio, Pallav, Atletica, Ten­ gno « SPORT E COMUNE ». Nuove affiliazioni nis Tavolo) - 20-9. Il volume, utilissimo per TORINO: US LEINICESE (Calcio, Pallavolo, Atletica, Ten­ MILANO: GS CSI VELOCE (Calcio) - 16-9; GS CSI VIRTUS (Calcio) - 16-9; nis da tavolo) - 11-9; conferenze, dibattiti, articoli, US CSI LAGOMARSINO (Calcio) - 16-9; GS C.I.R. (Calcio) - 11-9; discussioni e... polemiche, è US CSI VILLETTE (Calcio, Atletica) - 16-9; US ELETTROSEC DIANA (Calcio) - 11-9. GS CSI Poi. DUE PONTI (Calcio, Pallav., Sci, Alpini­ in vendita a L. 400 franco Riaffìllazioni smo) - 16-9; di porto con pagamento an­ TORINO: GS G. GABETTO (Calcio, Bocce, Ciclismo) - 11-9; GS CSI PERO (Calcio) - 16-9; ticipato a mezzo vaglia o GS A.C. PRIMAVERA (Calcio) - 11-6; US CSI SALUS (Tennis Tavolo) - 20-9. GS INVICTA (Calcio) - 11-9; assegno. GS LA SALLE (Calcio, Atletica, Pallanastro, Tennis da Riaffìllazioni tavolo, Sport invernali), - 11-9; MILANO: GC CSI GORLA (Calcio, Tennis, Rugby EducaGS VIRTUS VOLPIANO (Calcio, Tennis) - 11-9; ... E UN RICORDO! GS°CSI JUVENILIA (Calcio, Aeromodellismo, Pallavolo, GS ARDITA (Calcio) - 11-9; Chi non ricorda la famosa GS TARCISIA SASSI (Calcio) - 11-9; Tennis T., Pallac., Pattini a Rotelle) - 16-9; US AUDAX (Calcio) 11-9; canzone «VIVA LO SPORT»? GS CSI O.S.G.B. (Calcio, Pallacanestro) - 16-9; US DYNAMO (Calcio) 11-9; Lo spartito musicale con il US CSI I.N.A.M. (Calcio) - 16-9; US PINELLI (Calcio) 11-9. US CSI A.R. SIDDERCOMIT (Calcio) - 16-9; canto completo e l’accom­ US CSI P.O.S.A.L. (Calcio, Pallacanestro) - 20-9; pagnamento è in vendita a US CSI O.S.A.L. - NOVATE (Aeromodellismo, Calcio, Ci­ TOSCANA L. 100: si richiede alla casa Riaffìliazione clismo, Tennis, Pallac., Pallav., Atletica) - 20-9. editrice A.V.E. in via Torre FIRENZE: US ALBOR GRASSINA (Calcio, Atletica, Tennis, (Continua nel prossimo numero) Pallavolo, Tennis da tavolo)-12-9. Rossa 94.

VENETO

il 3 novembre

retta da un'artistica colonna in marmo; Giro di propa­ ganda; contatti continui con società e dirigenti; Natale dello sportivo; Carnevale dell’atleta; Pasqua dello sportivo; partecipazione di 5 nostri dirigenti al Campo Scuola di Acemo. Per con­ cludere l’attività «formativa» segnaliamo che è stato or-

ganizzato, su base zonale, un Campo scuola al quale hanno partecipato oltre 50 dirigenti della GIAC e del CSI. Relativamente all’attività agonistica, dobbiamo fare due distinzioni: quella esclu­ sivamente del Centro Spor­ tivo Italiano, e quella che ha visto le squadre del CSI scendere in campo federale. Per la prima, possiamo annoverare i campionati di tennis da tavolo (50 partepanti), di Calcio per dilet­ tanti (5 squadre) e ragazzi (13 formazioni), di Pallaca­ nestro (4 formazioni) e di Pallavolo (altre 4 squadre). Inoltre sono state organizza­ te varie manifestazioni di atletica leggera (sia di corsa campestre che su pista) e gare di tennis. In campo federale, grazie all’attività delle due princi­ pali polisportive della zo­ na, il « CSI Canusium » e il « CSI Andria », il nome del Centro Sportivo Italiano si è fatto maggiormente cono­ scere, specie nei campi re­ golamentali dalla Federazio­ ne Gioco Calcio, da quella della Pallacanestro, dalla Fe­ derazione dell’Atletica Legge­ ra e, buon ultimo, in quella del Tennis. E, per il futuro, ancora proponimenti e promesse: lavorare, lavorare, lavorare per la sempre maggior dif­ fusione dello spirito c della attività del Centro Sportivo Italiano. • NICOLA LORUSSO

grande successo dei Trofeo

polisportivo delia canicola dei Trofeo. Di questo se ne deve dare atto a tutto il Co­ mitato Esecutivo del CSI di Lecce e ai rappresentanti le Commissioni prov.li della FIDAL. FIPAV, FIHP GGG. La squadra dei Salesiani ha spadroneggiato, nell'Atletica leggera, nelle due ca­ tegorie. Partita con un nu­ tritissimo stuolo di concor­ renti ha fatto sue le piazze migliori. Ottima la prova della Fo­ resto Starace di Squinzano, che, classificatasi seconda nell'atletica, è retrocessa al

terzo posto per mancata partecipazione agli altri due tornei. Ragionamento inverso per la Tomolo, che con l’ausilio di reclami e buoni piazza­ menti nel pattinaggio, si è piazzata seconda assoluta. Normale la prestazione deH’Antomana che, presenta­ tasi, nell’atletica, nella sola Cat. Allievi, ha ottenuto buo­ ni risultati. Ha dominato anche nel pattinaggio con Lotteria, vincitore di tutte e due le gare.

ni PROuinciALi di atletica leggera BENEVENTO

Continuando nella sua at­ tività, il Comitato Provincia­ le di Benevento, ha concluso, con la 2.a prova del Campio­ nato Provinciale di Atletica Leggera la sua attività per l'anno sociale 1960-61. A questa seconda prova ha partecipato una vasta rappre­ sentativa delle forze giova­ nili sanniti, ha dato alcuni buoni risultati che fanno spe­ rare in un futuro denso di rosee prospettive. Ancora all’inizio dell'atti­ vità in pista, e soprattutto per carenza di allenamento, i nostri giovani non hanno ancora espresso il meglio del­ le loro possibilità, ed i risul­ tati ottenuti devono essere presi per buoni, dato lo stato attuale, mentre il Comitato, da parte sua, conta di au­ mentare sensibilmente rap­ porto dei giovani all’atletica leggera, con la organizzazio­ ne di maggiori e più proficue riunioni. L’ottimismo che re­ gna, non è mal riposto, per­ chè oggi come oggi, il Comi­ tato può disporre di alcuni istruttori specializzati, quali i Ragg. Fumo ed Albino, che sono animati dalle più fiere intenzioni di trarre profitto dalle lezioni di Celana. E su di loro che conta il Comitato, è su di loro che grava la grande responsabilità di far sviluppare uno sport ancora allo stato embrionale. Ecco gli atleti che si sono « diplomati » campioni pro­ vinciali per l'anno sociale 1960-61: Categoria allievi — M. 80: Panichelli Vincenzo 10"l; me­ tri 250 Salonia Rosario 33”1; m. 600 Guarente Giuseppe 1'49”; m. 1200 Lamparelli Vincenzo 3’45'5; m. 60 hs De Francesco Antonio 11”; alto: D’Alessandro Antonio 1,45; peso: Trettola Michele 11.63. Categoria Juniores — Me­ tri 100 Perrella Vincenzo in

12”3; m. 800 Jele Antonio 2’15”5; m. 3000 Falato Ennio 10’45"7; m. 110 hs Pacchiano Valeriano 19”; lungo: De Francesco Pompeo 5; peso: Fragnito Giuseppe 13.38; di­ sco: lavino Felice 29,65. Per quanto riguarda il pun­ teggio di Società, questo è stato appannaggio dellU.S. Le Grazie, che ha preceduto le società della Juventina e Virtus con largo margine di van­ taggio.

NAPOLI Discreti risultati sono stati ottenuti allo Stadio milita­ re « Albricci », nelle finali provinciali di atletica legge­ ra del CSI (Categoria Jú­ niores). Gli atleti hanno risentito del caldo afoso di questo settembre davvero torrido, e anche perche poco allenati per la inevitabile stasi esti­ va, non hanno gareggiato al limite delle loro possibilità potenziali. Infatti per esempio, Mario Scala campione campano nel salto in alto con m. 1,86, non è andato al di là dcll’l,75; lo stesso dicasi per altri atleti accreditati di tempi e misure molto più lusinghieri di quelli ottenuti sul campo. Ma a prescindere dal ri­ sultato tecnico, la manife­ stazione è riuscita in pieno dal lato organizzativo, e il pubblico presente, numero­ sissimo, ha tributato un ca­ loroso c sentito applauso agli atleti vincitori delle va­ rie specialità. Ecco i risultati: 110 hs: Pellegrino 18”1; 100 m.: Sanseverino 11 ”7; Disco: Dome­ stico m. 30,26; Peso: Finamore m. 10,65; 800 m.: Pa­ giionico 2T3"7; Lungo: Vignola m. 5,79; 3000 m.: Cata­ pano 9’19”6; Asta: Bolletta m. 3,30; Alto: Scala m. 1,75; Allievi: Forti 1,50; Giavellot­ to: Ripa m. 36,79.

conducenti molti, gravi incidenti sono provocati da

sorpassi in curva

3° ELENCO

2° ELENCO

Mantenetevi sempre sulla vostra destra, superate quando avete oltrepassato la curva

dall’altra parte

può esservi un ostacolo morfak

rispettale le norme del codice della strada

yjinkìMtfiiWiii.


Pag. 3

S T Ä D I U M

ACERNO E CELANA

A CAPEZZANO P. CAMPIONA TO ESORDIENTI

interviste con don Nicola e Dragotto

DI CONIATO

BENE, BENISSIMO MA NON BASE.

i-.T*

I Campi Scuola del CSI non sono un traguardo ma una partenza per fare sempre meglio y

ATTIVITÀ’ estiva del Centro Spo rtivo Italiano è particolarmente in­ tensa. Fasi locali e campionati nazionali vari, convegni, campi scuo­ la e corsi per dirigenti si susseguono a ritmo incalzante. Ma fra tante attività la più impegnativa, moralmente almeno, la più significativa e, diciamolo pure, la più simpaticamente cara è quella dei Campi Scuola

L

Nazionali. Non si è detto la più importante perché è difficile misurare sul metro del valore intrinseco le varie attività del CSI tutte unicamente volte al bene fisico e mo­ rale dei nostri giovani. Il fatto è tuttavia che ai Campi Scuola il CSI, la Presidenza in particolare, è grandemente affezionato. L’iniziativa sebbene ormai tradizionale, mantiene ancora un carattere di eccezionalità rispetto alle altre attività sia agonistiche che organizza­ tive. Ogni anno sembra ancora la prima volta. E il motivo è nello spirito dei Campi, nel clima e nell’entusiasmo che sempre si rinnovano con la stessa freschezza e con maggiore intensità. Basta osservare e ascoltare, al ritorno da ogin campo, i nostri dirigenti e tutti gli Istitutori per convincersene. Allo scopo appunto di poter cogliere dalla loro voce le impressioni più vive, il senso, anzi, più vero dei Campi Scuola, e quindi il motivo del loro successo, Stadium ha voluto rivolgere a due dei protagonisti alcune domande. Come è noto infatti Mons. Nicola Pavoni e il Comm. Filippo Dragotto, assumono ogni anno la responsa­ bilità rispettivamente morale e organizzativa dei Campi. Abbiamo accostato per primo il Comm. Dragotto, anche per avere prima di tutto un quadro riassuntivo, dal lato organizzativo, degli stessi.

Commendatore, la Presidenza questo anno ha indetto due soli Campi Scuola Nazionali anziché tre. C’è qualche moti­ vo particolare? Innanzitutto la funzionalità straordi­ naria delle due sedi di Acemo e Celena. In secondo luogo, cosa non meno irpportante, la necessità di limitare al massi­ mo l’impegno organizzativo e quello dei docenti, senza logicamente influire ne­ gativamente sulla bontà dell’iniziativa. Qual’è stata la partecipazione dei gio­ vani anche in rapporto agli altri anni? Posso dire con soddisfazione che la quasi totalità dei Comitati ha coperto i posti messi a loro disposizione. Pur­ troppo qualche Comitato non si è ancora compenetrato della necessità di segna­ lare tempestivamente alla Presidenza la rinunzia ai posti loro spettanti così da permeare di rimpiazzare gli assenti con altri candidati esclusi per mancanza di posti. Comunque in linea di massima si è avuto un leggero aumento di parte­ cipanti rispetto allo scorso anno.

to nella pulsante vita del campo. Gra­ datamente l’impegno aumenta per poi pian piano ridursi negli ultimi due gior­ ni che precedono gli esami, onde dare agli allievi la possibilità di riordinare gli appunti e rivedere tutta la materia loro trasmessa.

I giovani la ch’amano scherzando < il sergente di ferro ». A che si riferiscono in particolare? Evidentemente la domanda mi mette in imbarazzo: parlare degli altri è fa­ cile, ma giudicare il proprio operato è sempre molto difficile. In ogni modo spe­ cie nei primi giorni, non sempre i gio­ vani gradiscono la mia impostazione, ma alla fine dei corsi quando comprendono che la disciplina, la puntualità, l’ordine, e in poche parole l’educazione che per­ mette loro di vivere in comunità, in piena libertà, senza difficoltà, sono qua­ lità indispensabili non soltanto per la regolare vita del campo ma per diven­ tare buoni dirigenti e uomini social-

mative in cui si presentano i principi che devono regolare l’attività sportiva del cristiano; c) Presenza e Azione Sa­ cerdotale. Ogni sacerdote presente al campo ha un gruppo di ragazzi suddivisi con criteri o di sport o di regione. Deve impostare con loro una severa discus­ sione dopo la lezione formativa e deve creare con loro un colloquio personale.'

Come reagiscono i giovani al program­ ma di azione liturgica? Nei primi giorni ci sono di quelli che frequentano la Messa per convenienza Poi accorgendosi che nessuno dà impor­ tanza al fatto che abbiano preso parte o meno alla funzione, alcuni se ne astengono tranquillamente. Gli ultimi giorni la partecipazione diviene presso­ ché totale perchè i giovani si sono con­ vinti dell’utilità morale e spirituale di ascoltare la S. Messa. E' una linea dia­ grammatica che si ripete invariabilmente ad ogni campo e penso non abbia bi­ sogno di commenti.

Un clima da Centro Sportivo Esistono in Italia Campi scuola o corsi sportivi il cui programma possa avere qualche analogia con quello dei Campi CSI? Esistono molti Campi Scuola ma non mi risulta che abbiano analogia con j nostri. Mancano infatti totalmente della parte formativa che per noi è fondamen­ tale anche nei riguardi della stessa tecnica. Gli istruttori e i tecnici federali che hanno preso parte ai nostri Campi che impressione ne hanno riportato sotto ta­ le punto di vista? Le impressioni e i giudizi sono sostan­ zialmente buoni. Quelli che non lo sono

Quest’anno oltre ai Corsi per allena­ tori di Pallavolo e Pallacanestro ci sono stati altri corsi interni. Vuol parlarcene? Si oltre ai Corsi tecnici c’è stato a Celana un riuscitissimo Corso di spe­ cializzazione per Direttori Sportivi di Atletica. Inoltre nei due Campi sono stati svolti dei Corsi per Dirigenti di Co­ mitato. Sinceramente questi non hanno appieno soddisfatto. Un po’ per la natu­ ra dei Corsi stessi, un po’ perché i Comi­ tati non hanno purtroppo compreso lo spirito di questa iniziativa. D’altra parte si comprende la difficoltà in cui essi si vengono a trovare: sono già fortemente impegnati nel cercare gli elementi per i corsi tecnici e i giovani naturalmente, preferiscono impegnarsi per un periodo di dieci giorni, anziché fermarsi sola­ mente per cinque, ché tale è stata la durata di questi ultimi. La riuscita dei corsi tradizionali, dal lato tecnico innanzitutto, qual’è stata? Vi è qualche diversità notevole tra il Campo di Acerno e quello di Celano? Come ho detto dianzi il successo è sta­ to completo e superiore a tutte le passate edizioni. Una grande differenza di pre­ parazione non l’ho riscontrata, anzi que­ st’anno ho potuto rilevare con piacere che anche nel sud c’è stato un grande impegno da parte di tutti i parteci­ panti. La diversità apparente di riuscita per i corsi di Pallavolo si spiega con il differente criterio di giudizio usato ai due Campi. Ottima riuscita ha avuto infine il Corso di specializzazione di atletica leggera al quale hanno parteci­ pato elementi molto qualificati. Conclu­ do riaffermando che gran parte del suc­ cesso dei Corsi dipende dalla selezione dei candidati che i Comitati sapranno fare. Non insisteremo mai abbastanza su questo fatto. -

Gli stessi Corsi per allenatori com­ prendono una parte teorica di imposta­ zione non solo tecnica. Che scopi si pre­ figge? E’ gradita dai giovani? I giovani apprezzano moltissimo la parte pedagogica e formativa che forma il substrato ideale dei nostri Corsi; anzi posso affermare con piena sicurezza che è proprio in questa parte non strettamente teorica il segreto della piena riu­ scita degli stessi. Penso che le Federa­ zioni, vistj i buoni risultati conseguiti dai nostri giovani, in un lontano futuro inseriranno nei loro Corsi una parte mo­ rale e psicologica.

La « curva di fatica » Vuol definirci in poche parole la fun­ zionalità dei Campi Scuola? Definire in poche parole la funziona­ lità dei Campi Scuola è altrettanto diffi­ cile che dirigerli. In sintesi posso dire che il maggiore pregio nel funzionamen­ to dei Campi è il razionale impiego del tempo a disposizione con una studiata « curva di fatica, o meglio, di impegno ». Nei primi giorni ampie pause disten­ sive favoriscono l’assorbimento delle no­ zioni formative e tecniche e l’inserimen-

non ci interessano perchè chi li ha espressi non poteva essere in grado o non voleva capire il nostro metodo.

Comprendiamo quindi che il program­ ma formativo caratterizza inconfondibil­ mente i campi del CSI. I partecipanti tuttavia parlano con entusiasmo di un particolare < clima » che in essi viene a crearsi. Di che si tratta? Il < clima » c’è ma è difficile a definirsi o meglio a specificarne le cause. Credo però che sia un risultato prodotto da un felice sintesi tra le idee e gli uomini che le rappresentano cioè gli istruttori nazionali. A questo si aggiunga la va­ rietà della giornata e il potere distensivo della attività fisica.

Ancora, i giovani ricordano con cor­ dialità, oltre i dirigenti, anche le per­ sone degli istruttori tecnici. Che hanno di speciale le loro prestazioni? I dirigenti tra loro si completano e non si escludono. In se stessi hanno la grande virtù di credere a quello che dicono. Come definirebbe in poche parole un «nostro» campo scuola? Una meravigliosa avventura dove stra­ ni ragazzi tentano di arrampicarsi sulla aria per toccare con le loro mani Iddio.

Perchè ha creduto necessario comple­ tare i Corsi con un programma forma­ tivo oltre quello tecnico dal momento che lo sport è di per sé educativo? Noi non crediamo solamente ad unc sport che educhi ma ad uno sport che redima. Perché sia tale lo sport deve essere... battezzato. Quale è stato in genere l’atteggiamentc dei giovani di fronte a questa imposta zione? Ci sono state eccezioni? I giovani hanno bisogno di Dio. Fanne inizialmente fatica a trovarlo. Quande lo scoprono corrono felici nelle verd praterie del cielo.

Lei, Monsignore, che ha avuto mod( di trattare gli stessi argomenti in am bienti tecnici qualificati dello sport na zionale, ha incontrato una reazione di versa? No. Forse nell’ambiente esterno le im pressioni sono più profonde perchè l’ar gomento è nuovo e inaspettato.

Sulla selezione dei giovani inviati da parte dei Comitati che ha da dirci ri­ guardo alla edizione testé conclusasi? Mai come quest’anno abbiamo avuto ai Campi giovani preparati sia tecnicamente sia moralmetne. A ciò si deve in gran parte la riuscita particolarmente brillante dell’edizione di quest’anno.

A scuola anche i dirigenti

M

Tra 1 castagni di Acerno, i campi sportivi hanno ospitato atleti mente validi, mi guardano con altri oc­ chi e forse apprezzano i miei metodi. Potrebbe dirci qualcosa a proposito dell’inserimento nella vita dei nostri Co­ mitati da parte dei giovani usciti dai Campi? Intanto sia le Commissioni Tecniche Nazionali che la stessa Presidenza seguo­ no costantemente l’opera dei giovani abi­ litati in modo da facilitare il loro com­ pito con suggerimenti, articoli didattici, ecc. Proprio in questi giorni è stata de­ cisa la costituzione di un particolare set­ tore che dovrà coordinare tutte le ini­ ziative delle Commissioni Nazionali al riguardo. In generale poi i partecipanti ai Campi Scuola si sono inseriti con ca­ pacità e passione nell’attività dei Co­ mitati, fino a giungere, in qualche caso, a sostituire i vecchi dirigenti oberati da altri impegni. Nel campo tecnico al loro presenza è stata determinante in molte zone nel settore della pallacanestro e della pallavolo: alcune loro squadre amo­ revolmente create e seguite si affacciano già prepotentemente alla ribalta nazio­ nale.

Istruttori seri e convinti Come accolgono i ragazzi l’opera degli Istruttori nazionali? Decisamente con entusiasmo. Sono in­ cantati dal loro esempio, dalle loro ca­ pacità tecniche, dal loro entusiasmo, ma quello che maggiormente colpisce i gio­ vani è la loro sincera convinzione in tutto quello che essi fanno e dicono. Del resto, dopo tanti anni siamo riu­ sciti ad avere un gruppetto di tecnici veramente di grande vaglia in campo nazionale, convinti assertori dei nostri postulati. Ognuno meriterebbe una men­ zione particolare che lo spazio non ci consente. Ma forse non ce ne mancherà una prossima occasione su queste stesse colonne. Abbiamo quindi rivolto a Mons. Pavoni le seguenti domande sugli aspetti più intimi della vita dei Campi, quelli che per ammissione unanime, caratte­ rizzano maggiormente i nostri Corsi Estivi.

Il comm. Dragotto ci ha fatto una panoramica organizzativa dei due Cam­ pi Nazionali. Vuol dirci qualcosa, Mon­ signore, del programma formativo mo­ rale dei medesimi? Il programma formativo dei Campi Scuola è composto di tre precise atti­ vità: a) Azione Liturgica. La preghiera in comune del mattino (S. Messa e Me­ ditazione) e della sera, e le preghiere che precedono o seguono le azioni prin­ cipali della giornata. Le parole di que­ ste sono sempre ispirate oltre all’azione che le motiva, agli argomenti trattati nelle lezioni formative; b) Lezioni for­

lia ha saputo creare una atmosfera veramente toccante e simpatica. Dopo la corsa, che come abbia­ mo già avuto modo di rilevare, si è conclusa sulla bellissima ria Ita­ lica, fra due ali di sportivi entusia­ sti, la premiazione. Una premiazio­ ne, che ha dato tono e signorilità a tutta la manifestazione. Sulla piaz­ za Carlo Romboni di Capezzano, il palco, allestito con gusto e tutto imbandierato, per le autorità e per la consacrazione dei vincitori. E sul palco, la fila ininterrotta di premi. Ben venti coppe (vero primato in materia), facevano da fondo a mol­ tissimi altri premi in natura che gli sportivi del luogo avevano volu­ to offrire per testimoniare la loro passione ed il loro ringraziamento agli atleti di tutta Italia convenuti a Capezzano. Il comm. Dattilo, rappresentante ufficiale della Presidenza Nazionale, dopo aver ringraziato gli atleti, i di­ rigenti, le autorità presenti, in un felice intervento metteva in parti­ colare luce la bellezza dello sport dilettantistico delle due ruote e la purezza degli ideali che gli atleti del CSI sanno sempre trovare in ogni loro competizione. Dattilo, al termine del suo ap­ plaudito discorso, consegnava quale ricordo della Presidenza Nazionale del CSI, una targa al Sindaco di Camaiore, ail’Assessore Comunale di Camaiore sig. Marchi, all'Unione Sportiva Capezzano Pianore, al si­ gnor Nencioni, dei Comitato Regio­ nale dell’UVI, e al Presidente della Capezzano Pianore, sig. Donati. Par­ ticolarmente applaudito il ricono­ scimento a Donati da parte di tutti i presenti a testimonianza dell’affet­ to che il capace dirigente, vera ani­ ma della Capezzano Pianore e del settore ciclistico di Lucca, ha sapu­ to conquistarsi con il suo oscuro ma tanto prezioso lavoro. Altre medaglie ricordo il commendator Dattilo offriva al Segre­ tario della Sezione D.C. di Capez­ zano, al dr. Martinelli, Presidente del Comitato Provinciale di. Lucca, al maresciallo dei Carabinieri, non­ ché agli ufficiali di gara ed ai com­ ponenti il Consiglio della Capezza­ no Pianore. Poi la sfilata « in passerella » de­ gli atleti, per la consegna dei vi­ stosissimi premi. Conzato raccoglie­ va altri applausi al momento della fatidica vestizione, ad opera del Vi­ ce Presidente dell’UVI e Presiden­ te della CTN Ciclismo comm. Quat­ trocchi, poi gli altri in ordine di classifica, in lunga teoria. Una giornata sportiva che po­ teva essere ancora più splendida se non ci fossero state defezioni all’ultimo momento nel campo dei partenti. Ma, ancora una volta, è stato dimostrato che gli assenti hanno avuto torto.

(Dalla 1. pagina)

e

dirigenti

del

CSI

Ci può riferire un episodio o gualchi nota' caratteristica sui Campi Scuola d quest’anno? Ad Acerno è capitato per caso Miste: Genovese, consigliere del governo degl Stati Uniti presso il governo iraniano. E stato talmente entusiasta del nostro < eli ma » che ci ha chiesto l’onore di seguire in tutti i Corsi Nazionali. Diceva chi nella sua vita non aveva visto mai nuli; del genere. DUILIO OLMETTI

un minuto dopo Pietrasanta. A Capezzano Pianore (al termine dei primi 30 km. di corsa) Giacomi, per via di una prima riscossa del plo­ tone, aveva ancora 35 secondi di vantaggio. Vantaggio che scendeva ancora (circa 20”) dopo Camaiore. Sulle prime rampe del Monte Magno, Giacomi accusava lo sforzo ed il grosso, tirato a perdifiato da Conzato, Mantovani e Chemcllo (vale a dire quei tre che poi al­ l’arrivo ritroveremo insieme) ope­ rava il ricongiungimento. Tutto da rifare, quindi, ma la pace interna durava poco, in quanto i bresciani a loro volta tentavano il gran colpo, facendo scappare a Valpromaro il loro Frasca. La fuga ha le_ stesse caratteristiche di quella di Giaco­ mi. Subito un minuto di vantaggio per Frasca. Poi una lenta riscossa del plotone, sempre spinto dai vi­ centini e dai veronesi. Sui bastioni di Lucca il bresciano guida con bella andatura, così pure a Ponte San Pietro. Si inizia il Quiesa, con Frasca al comando con circa 30 secondi. Dietro si muovevano Friggi di Milano, e Chemello di Vicenza, i quali riprendevano ben presto Frasca e lo lasciavano, proprio mentre rinveniva Mantovani che si agganciava ai primi due. La corsa si delineava nettamente; infatti ben presto dal grappo già sgranato in lunga fila risalivano Conzato, Fi­ lippini, Pedonese, Frizzerà, Ambro­ si™, Merlo, Chiodi, Simoni e Rota Nodari. E’ un gruppetto che però sta ben poco insieme. Dopo la di­ scesa del Monte Quiesa c’è subito il Monte Pitoro (dieci chilometri all’arrivo) e proprio su questa asperità, assai severa, la corsa tro­ va la sua decisione attesa e ormai imminente. Conzato, Mantovani e Chemello si staccano con azione potente e sicura. Dietro c’è un tentativo di resistenza da parte di Pedonese, Frizzerà, Chiodi, Ambrosi™. Nulla da fare contro i tre, però, che sca­ lano con tutta sicurezza il Pitomo. Prima del traguardo della monta­ gna, uno scatto di Mantovani su­ bito seguito da Gonzato fa suppor­ re che i due vogliono lasciare Che­ mello. Ma il vicentino rientra ben presto (anche per una evidente col­ laborazione di Conzato). Dietro i « restanti » viaggiano a circa un minuto. La corsa si risolverà in vo­ lata. Una volata autoritaria di Con­ zato che piega, anche se di poco, il pur bravo Mantovani e più net­ tamente Chemello. In conclusione una corsa avvin­ cente, che ha saputo dare agli esor­ dienti del CSI un degno campione. Una corsa che si è svolta in mezzo all’entusiasmo più schietto e più sincero. Capezzano Pianore ha ac­ colto la manifestazione con calo­ rosi consensi. Tutta imbandierata la simpatica cittadina della Versi-

GLI ATLETI SORDOMUTI ITALIANI SI SONO AFFERMATI Al

A. C.

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BONIPERTI

GIOCHI

insegna

SILENZIOSI svoltisi ad HELSINKI La rappresentativa ita­ liana che ha partecipato ai Giochi Internazionali Silenziosi disputati ad Hel­ sinki ha riportato numero­ si successi individuali ed un successo collettivo atte­ stato dalla classifica (proi­ bita, ma che tutti fanno) per nazioni, dove l’Italia figura al quarto posto alle spalle dell’ URSS, degli Stati Uniti e della Germania. Lo sport che ha dato maggiori soddisfazioni è stato il ciclismo nel quale s o no state conquistate quattro medaglie d’oro in­ dividuali e una nella clas­ sifica assoluta di squadre, tre medaglie d’argento e tre medaglie di bronzo. Il merito del successo spetta ad Augusto Lazzarinetti, Giovanni Cavani, Aldo Bonacina e Luigi Bergonzi, i quali si sono divisi i successi nelle tre prove in programma: m. 1000 di ve­ locità, km. 35 a cronometro e prova in linea su 100 km. Anche nel tennis, per merito di Federico Siccardi nel singolare maschile e dello stesso Siccardi in coppia con Mamberto nel doppio maschile sono state conquistate rispettivamen­ te una medaglia d’oro e$ una d’argento. Mentre nell’atletica leg­ gera la limitata partecipa­ zione ha consentito soltan­ to a Franz Kossler di piaz­ zarsi al settimo posto nei 5000 di marcia, maggiori soddisfazioni sono giunte

nell’atletica pesante. Per merito anzitutto dell’indo­ mabile Ignazio Fabra pri­ mo nei gallo della greco­ romana, oltre che di Giu­ seppe Cognato, secondo nei piuma, di Carlo Lucchesi e Benito Massi quarti ri­ spettivamente nei mosca e nei leggeri. Nella lotta sti­ le libero lo stesso Fabra ha conquistato una meda­ glia d’argento, mentre Co­ gnato ha ottenuto quella di bronzo e Lucchese si è classificato quinto. Quinti classificati nel torneo di pallacanestro e vincitori del torneo di con­ solazione di calcio dove si sono ugualmente classifica­ ti al quinto posto, gli atle­ ti sordomuti hanno ripor­ tato numerosi successi nel­ le gare di tiro a segno. Nella carabina libera Giovanni Calissano e Pie­ tro Castorina hanno vinto la medaglia d’oro e quella d’argento nella specialità dei 60 colpi a terra, con­ sentendo all’Italia di con­ quistare anche la medaglia d’oro di squadra; nella ga­ ra di 60 colpi nelle tre po­ sizioni, inoltre, Giovanni Calissano si è classificato secondo mentre Pietro Ca­ storina si è classificato set­ timo e Franz Klosser un­ dicesimo; nella gara dei 60 colpi nelle tre posizioni Giovanni Calissano ha vin­ to un’altra medaglia d’ar­ gento (a terra) e una d’oro (in ginocchio), con­ sentendo alla squadra di

Per chi gioca al calcio

La rappresentativa dei ciclisti azzurri, vincitori di tutte le gare in programma ai «Giochi Silenziosi » di Helsinki e, in basso, una fase dell'incontro di pallacanestro Italia-Finlandia

conquistare un’altra meda­ glia d’argento. Altri notevoli piazzamen­ ti sono stati ottenuti nelle gare di ginnastica con Adelmo Maggiacomo sesto classificato negli esercizi obbligatori e negli esercizi liberi e nella classifica in­ dividuale assoluta, classifi­ candosi inoltre rispettiva­ mente quinto negli eserci­ zi a corpo libero, settimo alle parallele, quarto agli anelli, quinto alla sbarra e quarto al cavallo Nelle gara femminili, inoltre, Mariangela Ghezzi

ha ottenuto la medaglia di argento nella classifica in­ dividuale assoluta, che ha visto classificarsi al quarto posto Rosanna Grippa ed al sesto Rosaria Travella. Quest’ ultima ha inoltre conquistato la medaglia di bronzo negli esercizi a cor­ po libero, mentre Rosanna Grippa ha conquistato quella d’argento alla tra­ ve e Mariangela Ghezzi ne ha conquistate due di bronzo alle parallele ed al cavallo. Complessivamen­ te, nelle gare individuali e di squadre, gli atleti sor-

domuti italiani hanno con­ quistato dunque dieci me­ daglie d’oro, dodici d’ar­ gento e otto di bronzo. L’intero mondo sportivo italiano, attraverso il plau­ so di qualificati dirigenti responsabili non ha man­ cato di far pervenire il più vivo plauso alla Fede­ razione Sport Silenziosi d’Italia, che ha saputo tener alto in terra finlan­ dese, nella massima assise mondiale dello sport si­ lenzioso, il prestigio spor­ tivo d’Italia.

Lina domanda intelligen­ te e stata fatta da « Lo Sport Illustrato > a Giam­ piero Boniperti che. come è noto, ha dato l’addio allo sport attivo: < Esiste l’antipatia in un uomo di classe? E questa antipatia può pregiudica­ re raccordo e l’affiiatamento di una squadra? ». Il fedelissimo biancone­ ro ha saggiamente risposto: < E’ difficile definire la classe. Penso che sia la somma risultante dalla ca­ pacità tecnica più gli idonei mezzi fisici e soprattutto l’intelligenza, Ora un atleta intelligente non è mai anticipato. Ed ammes­ so che possa esserlo non lo sarà mai sul campo di gio­ co dove esiste un legame più forte dell’amicizia. Co­ munque più c’é ” classe ” e più c’è squadra. Essere dittatore significa non ca­ pire gli altri. Sugli altri io non ho mai espresso giu­ dizi e di conseguenza non ho mai influenzato nessu­ no. Certa stampa, piutto; sto. non è stata sincera nei miei riguardi. Non ci si può permettere di espri­ mere dei giudizi assoluti, quando non si conosce un individuo. Quando i gior­ nali mi hanno elogiato si vede che ho giocato bene, quando mi hanno criticato si vede che ho giocato ma­ le. Ma dopo tutto ciò che conta è l’intenzione di gio­ care bene. Ed io questa in­ tenzione l’ho sempre avuta, tutte le volte die sono sce­ so in campo ». Ci mancherebbe pure che dei calciatori profes­ sionisti, pagati tanto pro­ fumatamente come sono pagati, scendessero in cam­ po con un’altra intenzione che non fosse quella di giocare bene!...


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STADIUM

Macchina meravigliosa è il corpo umano, ma attenzione

CATECHESI E SPORT Mons. Pavoni Inizia da questo numero una breve serie di articoli sull'argomento che è stato oggetto di studio al IV Convegno Na­ zionale dei Consulenti Ecclesiastici CSI. Essi costituiranno una sintesi delle idee, degli orientamenti. dei risultati, insomma, che sono scaturiti dalla tre-giorni lauretana an­ cora così viva nel ricordo c nel cuore del partecipanti.

La strada

verso il campanile TITOLO del presente capitolo potrebbe de­ stare una certa meraviglia in coloro che sono abituati a guardare la catechesi con la serietà che le competo e lo sport con il solito sorriso di compiacenza. Dopo dieci anni di I

esperienza in mezzo al mondo degli sportivi, noi siamo convinti che il binomio non stona affatto, anzi siamo testardi assertori che lo sport avrà una reale forza educativa solo quando sarà catechetico. Qui è necessario chiarire i limiti della nostra asserzione. Naturalmente lo sport non è il cate­ chismo, né può sostituire le linee tradizionali della catechesi. Per noi lo sport è un « mezzo didattico » per facilitare la catechesi in mezzo alla massa dei giovani Anche San Paolo si è servito dello sport come mezzo didattico, utilizzando la terminologia sportiva delle gare di atletica e di pugilato per fare del catechismo. A Corinto, la città dei giochi istmici che avevano luogo ogni due anni (Pausania ne fa fede per il II sec. d.C.) lo sport era veramente un grande centro di interesse e Paolo dovendo parlare agli abitanti si serve dello sport come sim­ bolo della vita cristiana. Descrive la sua missione apostolica e la vita di lotta del cristiano sulla terra con queste parole: « Non sapete che quelli che corrono nello stadio, corrono bensì tutti, ma uno solo riporta il premio? Correte dunque, a fine di riceverlo >. E aggiunge ancora: «Tutti quelli che lottano nell’arena, si astengono da tutto: ed essi per conseguire ima corona corruttibile, ma noi per una incorruttibile. Anch’io dunque corro allo Stadio, ma non come alla ventura: fo del pugilato ma non dando colpi all'aria: tratto duramente il mio corpo e lo riduco in servitù affinché non avvenga che dopo aver provocato gli altri alla lotta io stesso rimanga soccombente. > (I Cor. 9,24-27). L’ascoltatore appassionato di sport, come l’uomo di Corinto, beveva le immagini vive espresse da Paolo e contemporaneamente assorbiva le idee che egli donava alla sua anima: la vita concepita come un’attività incessante per Cristo, l’assogget­ tamento del corpo all’anima immortale, la vita eterna premio della lotta terrena. Sarà certamente aitile in una società giovanile come l'odierna, servirsi ancora del simbolismo sportivo per trasmettere la verità, ma non è suffi­ ciente. Il dramma infatti della moderna catechesi consiste nell’abisso che ormai esiste tra il catecu­ meno e il catechista, tra le idee che dominano la attuale vita degli uomini e l'idea di Dio, tra l’uomo e Dio. Non mi sento di dare la colpa a coloro che sono chiamati da Dio per donare la verità attra­ verso la predicazione. Mai la predicazione eccle­ siastica è stata tanto seria, profonda, preparata, addottrinata. La colpa è della situazione attuale. La voce di Dio non viene ascoltata perché non è più sentita. Tra l’uomo e Dio si è formata una cortina di ferro, per cui l’uomo si è reso inac­ cessibile alla voce di Dio! E la cortina di ferro e espressa felicemente dal Card. Montini nella sua lettera pastorale «sul senso morale»: «L’ateismo che lo nega (Dio), il laicismo che lo esclude, l’indifferenza che lo trascura; l’affanno esclusivo per le cose di questo mondo, che lo dimentica; l'edonismo che lo sostituisce con effimeri piaceri; sono tutte forme, con tante altre, della eterna tentazione che interrompe l’asse morale, teso fra l'uomo e Dio, e lo interrompe al livello armano, quasi fosse il supremo, e quasi bastasse a ben governare la vita ». Alla predicazione fatta in Chiesa che viene ascol­ tata da una esigua minoranza è necessario ag­ giungere non dei surrogati ma degli aiuti che servono a portare la catechesi anche fuori della Chiesa, sulla < strada » dove si svolge gran parte della vita moderna. Questi mezzi rappresenteranno il primo tempo della catechesi. Il tempo di rottura della cor­ tina che divide l’uomo da Dio. Sarà una evange­ lizzazione più che una catechesi, sarà una più o meno avventurosa presenza sacra da attuarsi in un mondo dissacrato. Poi verrà la Chiesa e la Catechesi integrale. Dio non ha bisogno dei nostri accòrgimenti per portare gli uomini in Chiesa ma noi dobbiamo utilizzale tutte le cose buone che Dio ci regala per portare Lui fuori della Chiesa, NICOLA PAVONI

In tutta Italia si stanno svolgendo o sono in corso di preparazione

MUSCOLI NON BASTANO ALLO SPORT nella seconda avviene il contrario. I muscoli, mediante il loro giuoco di contrazio­ ne e rilasciamento servono l’uomo per tutta la vita e gli conferiscono possi­ bilità enormi; allo spor­ tivo essi conferiscono la particolare impronta ago­ nistica. Infatti lo sporti­ vo (qualunque sia la spe­ cialità alla quale si dedi­ ca) lo si riconosce già nel camminare. Il particolare andamento dinoccolato che non lo abbandona né quando cammina, né quando siede, né quando dorme, né durante le nor­ mali occupazioni giorna­ liere, gli viene dall’eserci­ zio dei gruppi muscolari. I muscoli lavorano in­ sieme e cooperano, ognuno con finalità c in maniera caratteristica propria, al raggiungimento del fine agonistico; ecco perciò la necessità (che gli allena­ tori non si stancheranno mai di ripetere, e a ra­ gione!) che ogni allena­ mento o addestramento specifico debba essere pre­ ceduto ed integrato da esercizi generici (di solito atletici) che hanno il compilo di preparare tutti i muscoli ad un lavoro di insieme. Addestrare un gruppo muscolare isolato a lavorare in fretta e col massimo del rendimento non si realizza volgendo l'esercizio solo a quel mu­ scolo, (in tal caso si ot­ terrebbe ben poco!) bensì armonizzando l’esercizio in mezzo ad altri esercizi de­ gli alili gruppi muscolari in una cooperazione ve­ ramente essenziale. E in realtà è proprio così. Il corpo umano realizza la statica e il.movimento pro­ prio in virtù della coopc­ razione dei diversi gruppi

y UOMO è essenzialmente fasciato dal com­ plesso del suoi muscoli, che lo proteggono verso l’esterno, c verso l’interno; che gli confe­ riscono possibilità di movimento e che gli per­ mettono perciò di sentirsi il padrone dello spazio

L

e il centro del mondo. Già all'epoca della vita intra­ uterina (nel ventre della madre) i muscoli comin­ ciano a contrarsi e tali contrazioni iniziali sono il preludio, o meglio un esercizio di addestramen­ to, per quella che sani la funzione futura. I muscoli hanno una. struttura particolare e grosso modo sono divisi in due grandi gruppi, (ognuno dei quali presenta sue proprie caratteristi­ che) che sono definiti: Muscoli in volontari e mu­ scoli volontari. Quelli involontari comprendono, come dice la definizione, tutti quelli che esercitano la loro funzione (ossia si contraggono) senza l’in­ tervento della volontà; i volontari invece rimango­ no sotto il dominio della volontà dell’individuo. Quando lo sportivo par­ la dei suoi muscoli inten­ de sempre riferirsi a quel­ li volontari, che gli per­ mettono di compiere tutti gli atti e i movimenti che caratterizzano lo sport praticato; egli dimentica però che altri gruppi, tra quelli volontari, son così addestrati e in grado di permettergli quella certa attività. Già; nei muscoli ciò che conta c la velocità di contrazione e la potenza contrattile. Ogni muscolo possiede normalmente una certa velocità di contra­ zione ed è in condizione di vincere una certa resisten­ za; allenandolo, ossia fa­ cendolo contrarre ripetu­ tamente e a velocità cre­ scenti, si riesce ad innal-

zare i valori delle sue prestazioni. Perciò esso si contrarrà più in fretta e riuscirà ad esplicare una forza maggiore, che potrà essere indifferentemente, (a seconda<della sua ubi­ cazione nell’organismo) una spinta ad una macchi­ na, il sollevamento di un peso, oppure una presta­ zione dell’individuo stes­ so che cambia posizione nello spazio (ad esempio nella corsa e così via). Però bisogna tener pre­ sente che è difficile repe­ rire nel nostro corpo un muscolo che lavora isolato. Di solito noi abbiamo di­ versi muscoli che coope­ rano ad una identica fun­ zione, che è poi quella di assicurare o allontanare diversi pezzi scheletrici (ossa e articolazioni). Non solo, ma la contrazione di un certo gruppo di mu­ scoli è accompagnata dal rilasciamento di un altro gruppo che trovasi in po­ sizione opposta per lo me­ no per la funzione. Così per esempio, quando si .contraggono i muscoli an­ teriori del braccio e lo avambraccio si avvicina al braccio (la cosiddetta fles­ sione), il gruppo musco­ lare che sta nella parte posteriore del braccio, op­ posto al primo, si rilascia permettendo così che il movimento possa aver luogo. Due infatti sono le con­ dizioni dei muscoli: la contrazione ed il rilascia­ mento. Durante la prima il muscolo diminuisce in lunghezza mentre aumensla in spessore, mentre

muscolari, sia volontari che involontari. Come sarebbe infatti possibile la vita dell’uomo senza il lavoro dei diversi muscoli che assicurano la nutrizione, l’assorbimento, la circolazione, la respira­ zione, facendo funzionare i vari organi? Logicamente non sareb­ be possibile neppure il mo­ vimento. Il movimento è vita; lo sport è movimento portato a vertici di massima po­ tenza e sveltezza. Lo spor­ tivo deve le sue prestazio­ ni non ad un muscolo o ad un solo gruppo, bensì a tutti i suoi sia volon­ tari che involontari, ed al­ la cooperazione di tutti i tessuti, organi e apparati. Il muscolo ha sì, la sua importanza, deve essere addestrato a certe funzio­ ni specifiche, onde poter dare il massimo delle sue prestazioni in momenti c situazioni diverse; ma so­ prattutto deve essere alle­ nato a cooperare con gli altri muscoli. Altrimenti lo sportivo non si allena ma si stanca, ed i suoi mu­ scoli, anziché rendere di più, non potranno lavora­ re; cd ecco anche la ra­ gione perchè ogni sporti­ vo non può essere un au­ todidatta, ma deve la­ sciarsi guidare dal tecnico, ossia dall’allenatore che c una delle figure più impor­ tanti dello sport che può lare il bello e il cattivo tempo e condizionarne la riuscita. Ve un legame algebrico tra l’allenatore ed i mu­ scoli dello sportivo, per cui si può dire che senza l’uno quelli non possono trovare il loro rendimento, né può esistere alcuna conquisti! agonistica.

ADRIANO MONTI

ATLETI DEL CSI LAUREATI NAZIONALI superbe affermazioni nell’atletica e nel ciclismo -

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V Particolarmente felice questo finale di stagione per i colori del Centro Sportivo Italiano. A Torino negli assoluti di atletica leggera ben otto atleti appartenenti al CSI hanno conquistato la Maglia Tricolore di Campione; a Bassano del Grappa nel Campionato Italiano categoria Allievi Pietro Matté dell’US CSI Bart Volano di Trento si è imposto con autorità ad un agguerrito e particolarmente difficile campo di partenti. Presentiamo qui sopra Matte alla « punzonatura » del Campionato CSI degli Allievi disputato quest’anno a Sarezzo, mentre per due giovanissimi campioni dell’atletica Piras e Zamparelli, rispettivamente vincitori della gara di salto in lungo e salto in alto, riproduciamo il cartellino stesso del CSI. Sempre nel campo dell’atletica, oltre agli otto campioni assoluti laureatisi a Torino (Piras, lungo; Zamparelli, alto; Gaspari, asta; Cristin, martello; Rizzo, 1500; Ambu, 5000; Morale, 400 ostacoli; Sommaggio, 3000 siepi) dobbiamo far notare che il CSI è superbamente rap­ presentato nell'imminente confronto con la Polonia. Oltre ai sopra nominati, in Nazionale sono stati convocati anche il velocista Gallina, l’ottocentista Sicari, il fondista De Florcntiis, il triplista Gatti

I CONGRESSI PROVINCIALI in vista del prossimo congresso nazionale

17/9: TORINO OMENICA 17 settem­ bre 1961 si è svolto a Torino il Congresso Provinciale Torinese del Centro Sportivo Italiano. Il Consulente Ecclesiasti­ co Mons. G.B. Bosso por­ gendo il suo saluto ai nu­ merosi intervenuti ha ri­ badito il concetto che il CSI è una organizzazione sportiva vera e propria ma è questo soprattutto che conta, con un parti­ colare e preciso intento: quello di avvicinare, edu­ care e formare con spirito, cristiano e quindi con amore (la liturgia della giornata invitava appunto, con felicissima coincidenza, ad «amare Dio e gli uomini perchè creature di Dio») il mag­ gior numero possibile di giovani ricordando anco­ ra una volta che il CSI è sopratutto un «servizio», un mezzo educativo (e non un «fine») e che an­ che per i Dirigenti del CSI è più valida che mai l'ammonizione di S. Pao­ lo: «Vivete la vostra vo­ cazione» ! Il prof. Aldo Notarlo a nome della Presidenza Nazionale del CSI ha espresso il suo più vive compiacimento per la lo­ devole ed infaticabile opera svolta dal Comita­ to Provinciale di Torino e per il Congresso, primo di una lunghissima serie che interessa ogni Regio­ ne d’Italia e culminerà nel Congresso Nazionale di aprile. Anche il prof. Notario ricordando gli ultimi 15 anni di intenso lavoro del CSI e la con­ sistenza notevole già rag­ giunta, ha insistito nel rilevare che lo sport non deve essere considerato solo come «spettacolo» (o peggio ancora come fatto «commerciale» o... pub­ blicitario). ma soprattutto come fattore altamente educativo e formativo e che soltanto se così inteso lo sport potrà continuare e migliorare sempre di più. Bisogna, ha concluso il Vice Presidente Nazio­ nale del CSI. che allo sport come noi lo inten­ diamo e cioè prima di tutto come fenomeno so­ ciale e come fattore edu­ cativo, si interessino e si appassionino anche i po­ litici e l’opinione pubbli­ ca (cosa che purtroppo non si è verificata neppu­ re dopo la... «fiammata» delle recenti Olimpiadi di Roma) e che migliori sensibilmente, per il be­ ne fisico e morale di tutti, l’attuale percentuale da cui risulta che in Italia su 100 ragazzi e ra­ gazze fra i 10 e 18 anni soltanto 12 praticano uno sport. Il dr. Giovanni Giulia­ no. presidente uscente del Comitato Torinese, ha poi svolto la relazione tecnico-morale- finanziaria e dopo l'approvazione con 38 voti favorevoli, uno contrario ed una asten­ sione si è proceduto alle elezioni per il rinnovo delle cariche per il trien­ nio 1961-64. Sono risultati eletti i

sigg. Giuliano, Audi. Bas­ so, Negri, Favro, Rapetti, Carré, Corino. Ema­ nuel; eletti di diritto su designazione della Presi­ denza Diocesana GIAC i sigg.: De Marchi. De Ni­ cola. Frola. Poma. Ricchiardi. Righetti, Pompo­ nio. Savio. Stefano. So­ cietà presenti al congres­ so con diritto di voto 40 su 73 affiliate. La com­ missione verifica poteri era così composta: Basso. Petrino Pietro, Negri Pier Carlo e Piglia Giancario. L'ufficio di presidenza dell'assemblea era

composta dai sigg. cav. Chiaudano Attilio, presi­ dente; Pasquero Luigi, vi­ ce presidente; Savio cav. Ermanno, segretario e scrutatori Audi Pieraugusto. Campo Giorgio e Mannini Enzo. Alla fine del congresso gli intervenuti hanno de­ mandato al Consiglio Pro­ vinciale la nomina del delegato al Congresso Na­ zionale del CSI. Nella serata di lunedì 18 c. m. i 18 consiglieri riuniti per la prima volta in Consiglio Direttivo pro­ vinciale hanno proceduto (con elezione a scheda se­ greta) alle nomine. GIANCARLO PIGLIA

17/9: MANTOVA RESSO il salone delle riunioni di S. Orsola si è tenuto nella gior­ nata di domenica 17 set­ tembre il VII Congresso Provinciale del C.S.I. per la nomina dei venti nuovi consiglieri che per il trien­ nio 1961-64 « limoneran­ no » il Comitato C.S.I. di Mantova. L'attesissima assisi ha avuto il suo pieno successo sia dal lato delle partecipazioni (quasi qua­ ranta società, più numero­ se deleghe) che dal lato tecnico-informativo che ha visto alternarsi davanti ai microfoni i vari relatori. Tra i presenti erano il prof. Giuseppe Burdisso, venuto espressamente da Roma per presenziare al Congresso, il comm. Rena­ to Degli Esposti, presiden­ te regionale emiliano ol­ tre a numerosi incaricati zonali. Il congresso veniva aperto con la solenne ce­ lebrazione della Santa Messa officiata dall’assi­ stente provinciale don Egidio Mazzoli; dopo la S. Messa i convenuti si portavano nel salone delle riunioni ’per dar inizio al­ la manifestazione. Il pri­ mo a prendere la parola era il presidente uscente rag. Remo Bianchi che do­ po aver portato a tutti i presenti il saluto del Co­ mitato eleggeva 1’ ufficio di Presidenza del Con­ gresso che vedeva il pro­ fessore Burdiso eletto pre­ sidente, il sig. Vagnotti segretario e i sigg Ruggerini, cancellieri e Ruggerini scrutatori. Veniva aperta poi la « serie » delle relazioni con una precisa lezione di don Mazzali imperniata su questi tre punti; edu­ cazione, religione e mo­ rale, onestà sportiva; toc­ cando principalmente i temi meno evidenti, o più facilmente dimenticati o quelli che una recente

P

SILVIO

esperienza ha portato in primo piano per i loro inevitabili riflessi discipli­ nari. La relazione risulta­ va molto interessante e al termine don Mazzalli rice­ veva scroscianti applausi. Successivamente parla­ vano il presidente uscente Bianchi, il direttore tecni­ co Vagnotti e il tesoriere Bianchetti presentando tre diverse relazioni e cioè quella organizzativa, quel­ la tecnica e quella finan­ ziaria: tre relazioni che di­ mostravano ampiamente il progresso ottenuto d a 1 C.S.I. di Mantova dal 1958 a oggi. Di questo progresso fanno fede que­ ste due cifre: Società af­ filiate nel 1958. 50, atleti tesserati 1595; 1960. Socie­ tà affiliate 76, atleti tes­ serati 2471. Conclusasi la serie delle relazioni si apriva la serie dei dibattiti tra i relatori e diversi presenti che hanno solle­ vato problemi per i quali è urgente trovare adegua­ te soluzioni. A tutti gli intervenuti ha risposto in maniera esauriente il presidente uscente Bianchi. Prendeva quindi la parola il vice segretario generale d e 1 C.S.I. prof. Giuseppe Bur­ disso che tra il vivo inte­ resse dei presenti leggeva quello che sarà in parte la futura attività del C.S.I. nazionale soffer­ mandosi soprattutto s u 1 settore « propaganda » che con il futuro anno saia denominata « Arcobaleno Sport », una attività alla quale tutti potranno par­ tecipare in quanto que­ sta attività di propaganda costa poco e rende molto. Il prof. Burdisso chiudeva il suo applaudito discorso esprimendo ai presenti il compiacimento della pre­ sidenza centrale per l’ope­ ra instancabile svolta dal comitato. GUIDO BERTOLI

BETTOCCHI

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CESENA L’ATLETICA «REGINA» AVRA' I SUOI PRINCIPI «GIALLO BLU» (Dalla 1. pagina) via che il napoletano Scala è capace an­ che di 1,85, ma come puntare le carte solo su un atleta che in semifinale non ha fatto meglio degli altri? Il lungo, infine, data per scontata la assenza Piras, che ne sarebbe stato il mattatore incontrastato, essendo oggi in­ discutibilmente il migliore specialista italiano assoluto, tutti gli altri si vedono improvvisamente spalancare la porta del titolo nazionale CSI. Una rapida scorsa su tutte le altre gare ci convincerà comunque che assai numerose sono le attrattive anche altro­ ve. Grillenzioni avrà in Carnovali un osso veramente duro nella gara di ve­ locità allievi. Duello a due anche nei 250 tra Carabelli e Due, mentre l’altro Carabelli nei 600 la farà certamente da padrone, rincorrendo solo un tempo di grido. Nell’alto si impongono i nomi di Ferrarmi e Sauna, in grado di battersi su limiti di importanza nazionale. Nel­ l’asta saranno a confronto due « scuole » che si sono affermate negli ultimi tempi: quella di Treviso e quella di Reggio Emilia; la meglio dovrebbe averla Brisotto, ma d’un suo passo falso sarebbe pronto a profittare Fu riotti. Giuliani e Gallina se la vedranno da vicino nel peso, ma dovranno guardarsi da Seregni. Nel disco Bernardi potrebbe essere il campione, ma Scaglia rini ha lanciato recentemente assai vicino ai 40 metri e sarà un cliente pericoloso. Nel giavel­ lotto Mollicone, recente autore di 52,57, avra solo da lottare contro se stesso

per superare ancora le sue migliori mi­ sure. Le prove di mezzofondo degli juniores sono ricche di interesse. Gli 800 hanno in Pozzi lo scontato dominatore, ma alle sue spalle la lotta sarà certa­ mente vivacissima. Nei 3.000 Moscarelli si presenta con un tempo eccellente, ma Strazzacappa, campione di campestre, non si lascerà battere senza colpo feri­ re; Filippi dovrebbe rappresentare Y outsider di turno. Senza avversari Sanna nella gara ad ostacoli, dove il sa­ lernitano potrebbe ritoccare il suo re­ cord. Sembrano in condizione di affron­ tare senza troppe preoccupazioni le pro­ prie gare Tomassetti nell’asta, Pasin nel disco e Tagliabue nel peso, ma le sor­ prese sono sempre all’ordine del giorno e, soprattutto in quest’ultima specialità non dovrebbero destare troppa meravi­ glia, con Putzu e Conte all’erta. Nel giavellotto, infine, dovrebbero lottare sull’orlo di pochi centimetri Bosi e Be­ nedetti. Fin qui i fili conduttori delle singole specialità. Ma gli atleti converranno a Cesena anche per l’assegnazione di un titolo di squadra. La selezione delle fasi interprovinciali è stata durissima. De­ gli oltre 800 atleti ammessi alle gare, solo poco più di 600 vi hanno preso par­ te, per i motivi che tutti conoscono e che vanno ricercati nella solita man­ canza di fondi che affligge purtroppo i nostri Comitati. 1 600 concorrenti delle semifinali sono stati inesorabilmente ri­ dotti ad appena 126 in queste finali. Ad essi dunque spetta il compito di risol-

vere la questione riguardante la clas­ sifica di squadra, una classifica che avrà valore relativo alle forze tecniche mi­ gliori, ma non potrà essere naturalmen­ te presa per oro colato per quel che concerne la propaganda, data appunto la ristrettezza del campo dei parteci­ panti alle finali. Nel campo degli allievi Milano do­ vrebbe spuntarla con relativa facilità, essendo presente con 7 finalisti contro i 5 di Reggio Emilia e Treviso e contro i 4 di Napoli. Tra gli júniores, invece, si fa preferire Trento (6 finalisti), che dovrà tuttavia guardarsi seriamente da Milano e Treviso (5 ciascuno). Nella

classifica generale JVfilano dovrebbe ri­ badire la sua superiorità, già affermata l’anno scorso. Tuttavia il compito dei lombardi non sarà certamente dei più agevoli, perchè Treviso, pur con due finalisti in meno (10 contro 12), si darà da fare per colmare Yltandicap e dimo­ strare la bontà del lavoro che va svol­ gendo con sempre maggiore intensità da qualche anno. Equilibratissima la lotta per le posizioni d’onore tra Reggio Emilia (8), Napoli e Trento (7), mentre Cagliari sarà notevolmente danneggia­ ta dalla forzata assenza del lunghista Piras. Il Centro-Sud sarà ancora una volta

in primissimo piano: ormai si è decisa­ mente avviato sulla strada del progres­ so e, malgrado le difficoltà ambientali, le scarse possibilità economiche e la deficienza degli impianti, si fa avanti con sempre maggiore autorità. E’ del resto particolarmente significativo che due dei tre nuovi primati juniores di quest’anno siano venuti proprio dal Centro-Sud (Sanna di Salerno negli ostacoli e Piras di Cagliari nel lungo), mentre le due assenze quasi accertate saranno ancora gli atleti centro-meri­ dionali chiamati a gareggiare in cam­ po internazionale (Piras di Cagliari a Palermo contro la Polonia e Poli di

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Mentre alcuni fra i migliori atleti « gialloblu » si cimenteranno a Pa­ lermo difendendo la prestigiosa ma­ glia azzurra, i restanti, e sono molti, sulle piste e pedane di Cesena da­ ranno tutto il meglio di se stessi per la conquista del titolo nazionale del CSI. Nelle foto due momenti delle fasi interprovinciali. A sinistra: il vittorioso arrivo del cagliaritano Manca nella gara dei 60 hs. svoltasi a Roma; a destra: Filippi di R. Emi­ lia mentre si aggiudica la gara del 3 mila del concentramento di Piacenza

Moffetta a Teheran). In particclar mo­ do vedremo emergere napoletani, saler­ nitani ed avellinesi che, con i sardi, hanno dato ultimamente un energico scossone al luogo comune di un CentroSud sportivamente depresso. Unici assenti ingiustificati dalle finali saranno proprio quei liguri che fino a poco tempo fa passavano per domina­ tori nelle nostre manifestazioni di atle­ tica: perchè? Non sarà tuttavia questo amaro in­ terrogativo a togliere qualcosa alla lu­ minosa realtà di cui Cesena darà una ennesima prova. S. G.


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