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Stadium n. 18/1921

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Periodico Sportivo Ufficiale per gli atti delia F". za. S. O. I Si pubblica il 15 e il 30 del mese Direzione ed Amministrazione

ROMA - Via della Scrofa, 70 • ROMA

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ANNO XVI — N

18

Abbonamento annuo. ROMA — 30 Settembre 1921 _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ __ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ »_ _ _ _ _ sostenitore . . Per i ginnasti tesserati ... Conto corrente postale

Dopo il Concorso Commenti. Dopo un concorso nazionale, sia pure di ripresa del nuovo movimento federale, non è inutile fare un esame critico per studiare se è possibile i punti deboli del­ l’organizzazione e trarne utili insegnamenti per l’avvenire. Il Prof. Roscio, presidente della Giuria, farà con la competenza che lo distingue, la relazione tecnica delle gare ; a noi sia quindi consentito dire qualche cosa in ge­ nerale su tutto e su tutti. Lo « Stadium » è uscito il passato nu. mero con un articolo in cui si diceva che la F. A. S. C. I. non è morta. Ed è vero. 11 concorso ha provato che il movimento ginnastico ha profonde radici nelle no­ stre organizzazioni giovanili e che basta saper destare le sopite energie perchè il movimento si estenda e fiorisca. Ila giovato a questa ripresa di movi­ mento il concorso di Roma4 Certamente: prima come richiamo e come diana di ri­ sveglio, a cui non è stato estraneo il fa­ scino di Roma, secondo poi per le larghe ripercussioni che ha lasciato dietro di sè. Tutte le società, che hanno partecipato al Concorso di Roma hanno oggi un sol desiderio, prender parte ad una nuova prova. Ala procediamo con ordine e vediamo di renderci ragione di alcune cose che con la riuscita del Concorso e con il futuro movimento federale sono strettamente le­ gate.

Il Comitato Esecutivo.

Si è detto da molti che il Comitato Esecutivo è stato impari al compito che si era assunto : ebbene questo non è vero. Il C. E. ha dovuto lottare contro dif­ ficoltà di carattere speciale e tali che non potevano essere prevedute nel tempo della metodica preparazione. E’ bene chiarire. Lo Stadio concesso regolarmente alla Fe­ derazione non è stato libero nel tempo stabilito e si è dovuto perciò in poco tempo, e mentre ferveva l’opera di lavoro

tONblZIOFH b’dBPONdttENTO

più intensa del C. E., sistemare e adat­ tare. Che colpa ha un Comitato se un Istituto di Educazione Fisica preferisce affittare a Società cinematografiche un campo ginnico sacrificando i veri in­ teressi dell’educazione fisica ? Premunirsi, diranno alcuni... ed è vero... ma è pure vero che se anche con un regolare con­ tratto fosse stata posta una penale gra­ vissima... il campo non sarebbe stato li­ bero lo stesso. Gli attrezzi — così necessari in un concorso e cosi difficili a trovarsi — erano stati promessi formalmente dalla Scuola di Educazione Fisica dei R. Esercito : eb­ bene, pochi giorni prima del concorso, ci furono con una lettera molto... chiara ne. gati. Ed ecco allora la necessità di cor. rere da una parte all’altra di Roma per trovare il necessario. Gli alloggi — altra deficienza, dicono alcuni — non sono stati quali dovevano. E’ vero, ma non della Commissione la colpa. La coincidenza del pellegrinaggio della G. C. I. ha recato il vero caos in tutte le cose. Pensate che invece di 15 mila alloggi, quanti erano stati prenotati se ne dovettero sistemare più di trentamila. Regioni che avevano detto di venire in mille venivano in mille e cinquecento... Cosa volete provvedere in simili circostanze ? Tutta la organizza­ zione di mesi e mesi si è dovuta mutare in tre giorni. I contratti con i fornitori in­ sufficienti, difficoltà nuove ed inaudite. Si pensi che la paglia per dormire in Roma città era tutta stata acquistata e il Co­ mitato dovette mandare a prendere il ne­ cessario con i camions a più di dieci chi­ lometri oltre la cinta daziaria ! E come se tutto questo non bastasse, mentre tutte le energie erano impegnate per la organizzazione del concorso, mentre il Comitato Esecutivo cercava di giorno e di notte di essere presente a tutto, le volute, settarie difficoltà, cercate dai no­ stri nemici e dal governo, complicarono quello che era già troppo complicato. Così mentre si cercava affannosamente

L. 5.— » IO. —» 3.—

di sistemare e facilitare, si doveva poi discutere d’accordo con la G. C. fino a notte tarda per le manifestazioni, i cortei e i ricevimenti... Qualunque possa essere stato il giudizio degli amici, noi non ce ne doliamo. Sap­ piamo che la critica è facile e il lavoro è difficile. Siamo però uomini sinceri e parliamo chiaramente di tutto perchè il giudizio sull’opera del C. E. deve essere fatto con serenità e con carità. Perciò siamo sicuri che tutti, anche coloro che scrivendo non sanno rinunciare... a ricor’ dare e a lamentarsi, dopo un più accu­ rato esame delle cose esposte daranno al C. E. se non un plauso, per lo meno con tutta fraternità la soddisfazione di aver fatto tutto quello che umanamente era possibile. Le gare e la Giuria. La giuria di un concorso è difficile cosa a comporre e a far funzionare. Si tratta di armonizzare, fondere insieme elementi disparati, provenienti da diverse parti, non tutti aventi ugnale preparazione e capa­ cità nei vari rami della ginnastica e dello sport. A Roma si è cercato riunire, checché ne dicano alcuni, quello che di meglio si è potuto trovare e se la giuria non è stata perfetta, ha però assolto, non solo a nostro giudizio, lodevolmente il suo compito. E poco su questo avremmo da dire, ma siccome da un abbonato — cosi si firma — ci giunge la seguente lettera che crediamo dovere riprodurre, così non sarà inutile qualche altra parola in me­ rito. Eccola :

Caro « Stadium »,

Dopo un concorso ci sarà sempre qual­ cuno che non avendo ottenuto quanto de­ siderava presenterà relazioni e reclami e protesterà. Ora a me invece sia consen­ tita una breve nota per far presente quanto segue. La Giuria non è andata bene. Non è andata bene perchè non era omo­ genea e perchè molti componenti sape­ vano poco di ginnastica. E’ necessario nei nostri concorsi distinguere nettamente la parte ginnastica da quella sportiva. Questa è spesso non solo ingombrante,


ma dannosa. I giurati sportivi i quali per tutti gli elementi migliori di giuria che quell’arte profonda che hanno in materia fossero disposti ad accettare ; se in Italia avendo logorato le suole delle scarpe in e a Roma meglio non abbiamo trovato campi di gare e avendo in un cervello di struzzo appreso dai giornali sportivi la colpa non è della Federazione. Con la — oh grande palestra del sapere ! — lotta che c’è nel campo ginnasticn chi qualche coserella tecnica credono di po­ vuol comprendere, può comprendere. ter tutto giudicare ed invece sono igno­ Una breve parola sul programma. Il rantissimi. Per comprendere la compe­ programma è stato ottimo sole un po’ tenza scientifica — la parola è quasi... inutile per loro — di costoro, basti dire complesso per un concorso come quello che non sanno distinguere lo sforzo dalla di Roma che doveva aver luogo insieme fatica, la preparazione muscolare razio­ alle feste di un pellegrinaggio. nale dalla ripetizione .all’infinito di uno Gli esercizi sono stati giudicati seri, stesso movimento e qualche volta, chiusi efficaci ed originali e nello stesso tempo nel loro piccolo cerchio, non sanno ca­ pire perchè si facciano certi esercizi me­ di magnifico effetto coreografico. Se difetto può chiamarsi del programma todici. Che più ? questi giurati sportivi, che poi sono anche i competenti diret­ lo è stato il troppo numero delle gare... tori di società, ignorano le nozioni più ma almeno tutti i volenterosi hanno po­ elementari dell’anatomia c del ricambio tuto prender parte alle gare che hanno e scimmie emerite non fanno che copiare e malamente, come malamente pronun­ voluto e sono stati appagati. Crediamo ciano i cento nomi esotici di cui infiorano quindi opportuno ancora una volta man­ il loro linguaggio, per dimostrare di es dare un plauso al geniale compilatore. sere competenti. Ora è qui il problema. Date a Cesare quello che è di Cesare. La ginnastica non è sport. Quando un giurato sportivo era ficcato in una giuria ginnastica giudicava male. Questa è la vera ragione delle, secondo me, giuste osservazioni che alcuni face­ Ogni volta che un concorso regionale vano sul campo di gare. o nazionale chiama a raccolta le schiere Prepari la F. A. S. C. I. i suoi giu­ dei nostri giovani, i Comitati, le Giurie rati capaci e vedrà che le cose andranno e il pubblico si occupano di tutte le pos­ meglio. Grazie. sibili e immaginabili cose, si rendono conto Un abbonato. di tutte le difficoltà e ringraziano infine Non siamo perfettamente d’accordo con chi ha dato un contributo efficace di la­ l’abbonato. Non perchè quanto egli dice voro, chi ha cooperato, chi ha fatto riu­ sui giurati sportivi non sia in parte vero, scire grandiosa e solenne la manifesta­ quantunque in Roma i ginnasti sportivi zione. E sta bene. Però c’è un umile artefice, un paziente siano nella maggior parte elementi ot­ timi, sotto tutti i riguardi, ma perchè la lavoratore che rimane nell’ombra ignorato, Presidenza della Giuria ha fatto quanto dimenticato. Fu nel banchetto di chiusura era umanamente possibile per impedire del concorso che dopo i discorsi ufficiali o quasi, dopo parole di ringraziamento e quanto egli lamenta. Chi ha giudicato gare ginnastiche, salvo di speranza si levò un veterano della piccole eccezioni, sono stati giurati diplo­ F. A. S. C. I. il giurato Barberis di To­ mati e vecchi elementi già specializzati rino il quale semplicemente, ma efficace­ in materia. Questo può essere dimostrato mente, disse di mandare un saluto ai perchè sulla cartella di ogni gara c’è la capi-squadra. Ora quel saluto non basta ; firma dei giurati ; ci si faccia il caso spe­ la F» A. S. C. 1. deve dire una parola cifico e risponderemo. Se qualcuno scon­ di più. Il capo squadra rappresenta il fulcro tento di non aver raggiunto la meta che desiderava crede trovare in questo una della Federazione, il segreto della rina­ giustificazione, si sbaglia. Non è possi­ scita. I concorsi in un’ora riassumono il la­ bile dire : la mia squadra è migliore di quell’altra ; com’è che è riuscita infe­ voro di un anno : ma chi si rende conto, vedendo una bella squadra eseguire i suoi riore ? In un concorso come quello di Roma esercizi con precisione ed eleganza, del grande lavoro di preparazione che è stato questa è un’eresia Se una squadra è arrivata la notte necessario ? Appena il primo abbozzo di programma stanca e l’altra ha invece riposato, la dif­ ferenza ci deve essere. Se una squadra al­ capita nelle mani del capo squadra il la­ loggiava allo Stadio, un’altra all’altra voro comincia senza posa. Sono mesi e estremità di Roma è anche chiaro che la mesi di pazienza e di abnegazione, di sa­ prima era sempre la più fresca della se­ crifici e di amarezze. Il capo squadra è lì sempre pronto, anche quando non sono conda. Del resto questo possiamo affermare, pronti i ginnasti, vigile, attento e pieno che abbiamo fatto l’impossibile per avere di fede.

I CAPI-SQUADRA

Si deve ai sacrifici ignorati di questi umili artefici della educazione fisica se lo sport nella sua marcia fatale non travolge uomini e cose. L’educazione fisica, di cui tutti parlano ma di cui pochissimi pos­ seggono la scienza, ogni giorno più tra­ scurala, ostacolata, sarebbe già morta se non esistesse il sacrificio di chi ancora ha fiducia in un ideale. E vorrei se mi fosse possibile dire qui in questo foglio che è l’anima della nostra Federazione e lo specchio dei nostri pensieri e delle no­ stre opere, tutta la riconoscenza che la F. A. S. C. I. deve ai suoi più validi collaboratori. Ma la riconoscenza se pure ha un grande significato non è tutto. Voi, o capi-squadra, dovete sentire una gioia per il vostro lavoro, non per le pa­ role e per la riconoscenza degli altri, ma per l'intimo convincimento di aver fatto un'opera buona. Le fortune di un popolo non sono frutto solo dei grandi che con la forza del loro ingegno guidano gli al­ tri sulla via del progresso. Le fortune di­ pendono spesso dall’opera specializzata e umile che senza nulla chiedere compiono nel silenzio i semplici, gli idealisti, i buoni. Il capo-squadra lo sa che a lui dopo il grande lavoro viene spesso Poblio ; ma non si scoraggia, non perde la fede nel suo ideale e ricomincia ogni anno il suo lavoro, nella palestra fra i giovani amici e, con la voce che risente fatalmente della dura fatica, ripete meccanicamente : uno, due, tre... Grazie di cuore, amici capi squadra, grazie di cuore per tutto quello che avete fatto, per quello che farete... Proseguite nell’opera vostra che non è solo semplice meccanica di movimenti, ma educazione nel senso più alto della parola e Iddio benedirà le vostre fatiche. Educare è così alta missione che non si può compiere se non essendo buoni e sorretti da un ideale. Avanti dunque per l’aspro cammino, ci sarà sempre un sorriso cjie vi renderà meno difficile la via. Chi ha visto e chi vedrà le lunghe schiere dei nostri gio­ vani ginnasti, sangue vivo che circola nelle vene della patria, nello sfolgorio delle bandiere, nell’entusiasmo degli inni trionfali, deve sapere che l’ordine, l’ar­ monia, la vita di- quelle schiere sono i capi squadra che nella massa sembrano scomparire ma che con un semplice gesto guidano la marcia verso tutte le con­ quiste. R. d’A. N. B.

Tutti I capi squadra che desiderano avere

Il diploma di partecipazione al concorso, sono pre­

gati di farne richiesta

alla Segreteria sociale con

semplice cartolina postale.

Indicare esattamente

cietà e paese.

nome, cognome,

so­


STADIVM

Concorsi scolastici Passato questo periodo di vacanze esti­ vo e riaperte le scuole, non sarà fuori luogo dire qualche, sia pur breve, parola sui concorsi scolastici. Nel nostro campo sono centinaia e cen­ tinaia gli istituti i quali si occupano di educazione fisica e di ginnastica. Ora per­ chè, pur sviluppando con regolarità il programma prescritto, non si cerca di preparare i giovani ad una prova ginna­ stica collettiva che potrebbe nel mese di maggio far sì che il pubblico assistesse e giudicasse (pianto da noi si fa per la formazione completa dei giovani ? Non è nostra pretesa lanciare qui un grande programma organico, ma crediamo che sia giunto il momento di studiare con calma e con serietà questa proposta che potrebbe aprire orizzonti nuovi e va­ stissimi all’attività federale. Non si dovrebbe, ben inteso, preparare un grande programma di un grande con­ corso, no. Ma solo molti convegni loca­ lizzati i quali gioverebbero senza dubbio a dare la misura di quanto si fa nel no­ stro campo per preparare i giovani alla vita, e come il nostro programma di edu­ cazione religiosa e morale si armonizzi mirabilmente con quello della educazione tìsica. E’ un’ idea che noi lanciamo : tornere­ mo con calma sull’ argomento sicuri di fare cosa utile ; intanto crediamo oppor­ tuno pubblicare alcuni esercizi prelimi­ nari e adatti ad un concorso scolastico e che potranno giovare ai nostri inse­ gnanti.

Esercizi elementari collettivi. Progressione facile tecnicamente e di­ datticamente in armonia con quanto è prescritto dai programmi ministeriali di educazione tìsica. La progressione consta di un gruppo unico che comprende tre esercizi (gradi) . i quali sviluppano il .tema nelle tre di­ rezioni : avanti - lateralmente - indietro. Ogni esercizio comprende otto movimenti ripetibili simmetricamente ; ogni movi­ mento è suddiviso in tempi. I numeri romani indicano i movimenti — i numeri arabi grandi, non chiusi in parentesi, indicano il tempo in cui si eseguisce il movimento — i numeri arabi piccoli, e chiusi in parentesi, indicano la pausa fra un movimento e il successivo, durante la quale il ginnasta mantiene assoluta immobilità d’atteggiamento preso al tempo indicato dal numero arabo grosso e. non chiuso fra parentesi. Rappresentazione grafica del movi­ mento.

Tempi

I

1

(2-3-4)

Il IH IV V VI

I

1 1 1 1 1

»

VII

1

»

rcizi j-n-iu ; \ j

I

Vili

’

1

»

Tema. — Sviluppo del cingolo musco­ lare addominale. Fissazione delle scapole. Busto - flessioni nella di- ) Litorale

I

V . .

„

Esercizio I jj ni

1,(2.3.4.) Braccia in alto - piè sinistro po­ sato infuori. Ili 1.(2.3.4.) Braccia infuori ; antibraccia fles se. mani alla nuca - 1/4 di giro a sinistra. IV 1.2.3.4. Flessione del busto nella dire­ zione avanti. V 1.2.3.4. Busto eretto. VI 1.(2.3.4.) Braccia infuori - 1/4 di giro a destra. VII 1.(2.3.4.) Braccia incrociate avanti, sini­ stro sopra - riunire piè sini­ stro al destro ; piegare sugli anti piedi. Vili 1.(2.3.4.) Braccia in prima, scrociandole ritti. Ripetere simmetrinamente. II

Movimenti

< avanti rezione................................ indietro

posizioni, flessioni, r spinte, slanci delle bràccia.

Ili Esercizio.

] Arti superiori -

,

J Arti inferiori - posizioni posate, pie-

/

gamento sugli antipiedi.

\ Cambiamenti di fronte.

Note. — Capo - Mantiene sempre il suo rapporto di perpendicolarità col busto.

Busto - Gli esercizi del busto (flessioni) per la delicata natura del loro organo d’azione, richiedono una esecuzione lenta (4 tempi : 1.-2.3.4) senza scatti, senza pause. Mani - Si mantengano sempre tese e con pollici addotti : la loro posizione è in­ dicata dalla direzione del dorso : i

basso dorso infuori - nelle posizioni avanti ' alto

, . dorso indietro

»

»

i infuori < . . ( incrociate avanti

»

i antibraccia flesse < - mani alla / nuca

I II

Ili

IV V VI

VII

Vili

1.(2.3.4.) Braccia in alto, per avanti - piè sinistro posato dietro. 1.(2.3.4) Braccia avanti, per fuori • piè sinistro posato avanti. 1.(2.3.4.) Braccia infuori, antibraccia fles­ se, mani alla nuca - 1 4 di giro a destra. 1.2.3.4. Flessione del busto nella dire­ zione indietro. 1.2.3.4. Busto eretto. 1.(2,3.4.) Braccia infuori - 1/4 di girò a sinistra. 1.(2.3.4.) Braccia in alto - riunire piè si nistro al destro ; piegare sugli antipiedi. 1.(2.3.4.) Braccia in prima, per avanti ritti. Ripetere simmetricamente.

Dopo il quarto tempo dell’ Vili movi­ mento simmetrico di ciascun esercizio, il ginnasta prende la posizione di riposo.

IV Concorso ginnico-sportm fe­ derale marchigiano a Re­ canati. Gambe - rigidamente, tese nelle posizioni

dorso in alto

»

e nelle posate. Nei piegamenti sugli antipiedi il busto è mantenuto eretto, i talloni uniti e sollevati, le ginocchia divaricate e basse. Cambiamenti di fronte - Si eseguiscono gi­ rando sui talloni.

Il giorno 18 Settembre ha avuto luogo a Decanati il IV concorso ginnico-sportivo federale Marchigiano. Vi hanno par­ tecipato le seguenti squadre :

distanza ed a doppio intervallo.

Robur, di Macerata, con due squadre — Victoria, Fermo, con una squadra — Vigor, Macerata, con una squadra — Fortior, Montecassiano, con due squadre — Excelsior, Tolentino, con una squadra — Circolo Operaio, Macerata,con una squa­ dra — Vita, Decanati, con una squadra.

I Esercizio.

Classifica gara di squadre.

DESCRIZIONE. ORDINATIVO OBBLIGATORIO: per quattro a doppia

M. T. I

II Ili

IV V VI VII

Vili

1.(2.3.4.) Braccia avanti - piè sinistro po­ sato avanti. 1.(2.3.4.) Braccia infuori - piè sinistro po­ sato dietro. 1.(2.3.4.) Braccia infuori - antibraocia fles­ se, mani alla nuca - 1/4 di giro a sinistra. 1,2.3.4. Flessione del busto a sinistra. 1.2 3.4. Busto eretto. 1.(2.3.4.) Braccia infuori - 1/4 di giro a destra. 1.(2,3.4.) Braccia avanti, per basso - riu­ nire piè sinistro al destro ; piegare sugli autipiedi. 1,(2.3.4.) Braccia in prima - ritti. Ripetere simmetricamente.

II Esercizio. I

1>.(2.3.4.) Braccia infuori - piè sinistro in­ crociato infuori.

Categoria ginnasti : 1. Robur ; 2. Vic­ toria ; 3. Fortior ; 4. Excelsior. — Al lievi : 1. Robur ; 2. Fortior ; 3. Circolo Operaio e Vigor, pari merito ; 4. Excel­ sior e Vita. Classifica generale di squadre.

1. assoluta Robur, vincitrice della Cop­ pa, della Società Bancaria' Marchigiana; 2. Fortior ; 3. Victoria ; 4. Excelsior ; 5. Circolo Operaio; 6. Vigor; 7. Vita. Gara d’ onore.

1. Robur, vincitrice « Coppa Città di Recanati » ; 2. Fortior, a questa società, avendo riportato una votazione superiore a tutte le altre, inferiore di poco alla Robur viene assegnata una cor< na d’ al­ loro argentata ; 3. Excelsior e Victoria pari merito.


4

STADI VAI Gara artistica allievi.

1. Pari merito Panichelli della Fortior, Guzzini della Vita ; 2. pari merito Antiuori della Fortior, Inquintanelli, Trava­ gliai 1, Tardarci, Travagliai 2, della Vita. Gara artistica gin nauti.

1. Pari merito Paglialunga, Donati «iella Victoria e Carletti Luigi della Robur ; 2. pari merito Ciabò della Victoria, Cappelletti, Carletti della Fortior ; 3. Antinori della Fortior. Salto coll' asta.

1. Moschini Ivo della Robur ; 2. Ca­ relli Luigi della Robur : 3. Cappelletti della Fortior. Corsa Ri 100 metri.

1. Cirilli della Robur ; 2. Carelli Luigi della Robur ; 3. Guido Attili dell’ Excel­ sior ; 4. Guidarelli della Fortior ; 5. Fo­ resi della Robt(r. La giuria formata dei professori D’En­ rico Elviro, Ma.ssarini Attilio, Biancolini Leonida e Vissani Alfredo ha pronun­ ciato i suoi giudizi con sicurezza e com­ petenza degne di vero elogio.

ùMiit lisiu iilli iiimiii Dai moralisti si predica volentieri che una delle cause più generali e deleterie del deperimento fisico delle popolazioni stà nel dilagare della immoralità. E l’as­ serzione può essere confortata di prove abbastanza convincenti specie in taluni stati che nella via del male precèdono di gran lunga la nostra Italia. Noi tuttavia non oseremmo sottoscrivere incondiziona­ tamente a questa opinione : anzitutto per­ chè siamo convinti che in fatto di immo­ ralità le cose in Italia non siano giunte, almeno sinora, a tal punto di poter eifettivame ite spiegare un peggioramento delle condizioni fisiche della popolazione che sarebbe così sensibile, a giudicarne dai risultati della leva ; in secondo luogo per­ chè pensiamo che se in molti casi la im­ moralità è fonte di deperimento fisico, in altri non pochi casi il deperimento fìsico, è causa del diffondersi della immoralità. Quando in un organismo manca il giusto equilibrio tra le facoltà fìsiche, è ben dif­ ficile che vi sia e possa mantenersi a lungo un giusto equilibrio morale : sap­ piamo infatti che l’esame fisico della mag­ gior parte dei delinquenti dimostra quasi sempre in essi delle deficienze fisiche no­ tevoli. Noi siamo partigiani dei sostenitori di teorie estreme per i quali la deficienza fisica finisce con il sopprimere la respon sabilità, ma siamo convinti che tra im­ moralità e deficienza tìsica corrano stretti rapporti tanto da rendere difficile il de­ terminare con esattezza sino a qual punto ciascuna di esse finisca di essere causa e cominci ad essere effetto. Saremmo per avventura troppo audaci

so, giunti a questo punto, alla nostra volta affermassimo che una causa più ge­ nerale, e purtroppo di non dubbia effi­ cienza, della minor vigoria fisica della razza sta nella deficientissima cura che si pone da tutti all’incremento di ciò che si attiene allo sviluppo fisico della gio­ ventù ; in una parola, alla mancanza di una ben diretta educazione fisica ? Ben sappiamo che cosa si potrebbe rispon­ derci : che l’educazione tìsica, se è poco curata oggi, era trascurata del tutto, al­ meno dal mondo ufficiale, in tempi più lontani, quando pure nei contingenti di leva non si era manifestato alcun depe­ rimento. Ma è facile ribattere l’obbiezione : gli effetti dannosi della deficiente educazione fisica non possono risentirsi immediatamente, ma a scadenze più o meno lontane. Non ci sarebbe quindi niente di strano ; anzi tutto lascia cre­ dere che la minor vigoria della razza che si manifesta sotto i nostri occhi, sia ap­ punto un effetto di quella completa tra­ scuratezza dell’educazione fisica che fu la caratteristica delle passate generazioni. Ad accentuare i danni della trascuratezza del passato si è poi aggiunta senza dub­ bio la trascuratezza dei nostri tempi. La educazione fisica, che non è intervenuta a irrobustire i progenitori ed i genitori, non ha potuto nemmeno intervenire a corroborare gli organismi dei figliuoli, nati già deboli, e sottoposti all’intenso lavorio psichico della vita moderna, la­ vorio di cui progenitori e genitori non avevano nemmeno sentore. Ci preme tuttavia chiarii e il nostro concetto ; esprimendo il convincimento che l’incremento dell’educazione fisica in Italia possa giovare grandemente al mi­ glioramento della razza e quindi anche a rialzare le qualità fisiche del contingente di leva, noi intendiamo alludete a tutte le più varie manifestazioni dell’educazione fisica : dissentiamo perciò da taluni i quali a questa espressione han voluto at­ tribuire un significato ristretto, quasiché l’educazione fisica consistesse solo nella pratica degli esercizi atti a sviluppare la muscolatura del corpo, e cioè nella gin­ nastica. E’ questa certo una delle più importanti, se non la più importante ad­ dirittura, delle odierne manifestazioni della educazione fisica : ma non è l’unica, almeno se si prenda il vocabolo ginna­ stica nel senso ristretto dell’esercizio me­ todico delle varie membra del corpo umano. Secondo noi nella espressione di educazione fìsica deve raggrupparsi in­ vece tutto ciò che seguendo i dettami della igiene, può giovare direttamente od indirettemente ad irrobustire la fibra del fanciullo, del giovinetto e dell’uomo Data questa concezione così lata, educare tìsi­ camente il popolo equivale a far sì che

tutte le operazioni della vita che hanno attinenza collo sviluppo delle energie fi­ siche si compiano sotto l’osservaza rigo­ rosa delle norme dell’igiene. Fa parte dell'educazione tìsica perciò tanto l’<s<rcitare il corpo alla corsa, al salto, aH’atletismo. quanto il praticare il lavi io manuale sotto l’osservanza di norme < he lo rendano giovevole all’armonico sviluppo del coipo. Posto ciò, chi potrà non con­ venire con noi che l’incremento dell’edu­ cazione fisica in Italia sia appunto il ri­ medio più efficace al progressivo deperi­ mento della razza messo in evidenza dal rapido aumento delle riforme ? Intesa l’educazione fisica in senso così lato e completo, essa si presenta di ne­ cessità come l’unico mezzo che agisca in modo veramente generale su tutta la po­ polazione ed anche come l’unico mezzo veramente efficace. Si dia opera all’incre­ mento di essa e il campo d’azione sia quanto più largo si può: si incoraggi la fondazione di palestre, di campi di giuochi, di gare periodiche ; si vegli a che nelle scuole sin dalle prime classi si attenda con serietà di intenti alla ginnastica e si istillino nei fanciulli il rispetto costante di quelle norme dell’igiene che solo pos­ sono rendere utili gli esercizi tìsici : si vegli a che nell’ esercito, quest’ altra grande scuola ove tornano a riunirsi tutte le forze vive della nazione, si tenga in un modo speciale all’osservanza dell’i­ giene degli esercizi fisici sì che tutte le reclute, dalle più robuste alle meno va­ lide, abbiano da lasciare il servizio mili­ tare tìsicamente più forti : si combattano con ogni sorta di mezzi, conferenze, let­ ture, opuscoli ecc., tutti i pregiudizi, tutte le viete abitudini, tutte le ignoranze che in qualsiasi ambiente, dalla famiglia al­ l’officina, possono riuscire a danno della resistenza fisica dell’organismo; e allora si potrà dire di aver fatto opera vera­ mente efficace al miglioramento della razza, che si identifica nel miglioramento della compagine dell’esercito. Da ultimo ci preme pure chiarire il nostro pensiero per dissipare anche l’om­ bra di un altro equivoco. Sostenendo la necessità e la opportunità della educa­ zione tìsica come unico mezzo efficace al miglioramento della razza in Italia, noi avemmo occasione di esprimere l’avviso che a raggiungere questo scopo non po­ tesse bastare la propagando in favore del miglioramento morale. Con ciò non intendiamo di mettere me­ nomamente in dubbio la opportunità e la necessità di una sana educazione morale. Ci sono ben note le meravigliose cose operate da una sana educazione morale anche in organismi fisicamente deficienti. Alfredo Foglietti, gerente responsabile TEL. — S. Maria ia Monticelli. 73-a. Roma


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