ANNO XV — N. 18—- /'/
Si pubblica il 15 e il 30 del mese Direzione ed Amministrazione
ROMA - Via della Scrofa, 70 - ROMA
ROMA — 15 Ottobre 1920 Conto corrente postale
siamo
anelie
e della giustizia. Ma i giovani, scaturigine pu Guardiamo la realtà. Oggi il mondo è in crisi : una nuova for ra di questa perenne onda umana di esseri che za agita le masse degli umili e dei malcon vivono pensano e soffrono, oggi con nuove tenti e, strumento cieco in mano di abili poli arti, con nuove forze, con nuovi ideali devono ticanti, questa nuova forza minaccia la pace essere guidati. Riconduciamo a Cristo, faro di tutte le ci del mondo. Si cerca invano da più parti di dare una una direttiva e una guida a questo viltà, termine fìsso di ogni umana speranza, infrenato e insaziabile desiderio di conqui gioia suprema di tutte le anime travagliate, ri sta e di rivoluzione,... non è più la forza conduciamo a Cristo la gioventù, ma ricordia contro la forza che vince ; lo Stato incapace moci che l'impresa chiede oggi adeguati mezzi a imporre una volontà si lascia trascinare al e volontà d'acciaio. Noi dunque, dopo questo esordio che vuole la deriva... essere quasi uno sfogo ej7*u allettamento, noi Oggi il mondo è in crisi. dunque diremo a gran voce: ci siamo noi.... Non la fame, non la miseria, l’una e l'altra Sappiamo che cosa è 1 educazione giovani cattive consigliere, sono le molle delle odier ne agitazioni ; oggi manca un freno morale. le, sappiamo che cosa è l'opera nostra e non ci Mentre il materialismo tramonta nella scienza nascondiamo il valore dei fatti e l’importan e pochi assertori trova oramai sulla cattedra, za dei mezzi : però non a gran voce, ma umil nella massa trova invece facile terreno e il mente, quasi paurosi della grande responsabi piu ignobile semplicismo guida gli uomini nel lità che potrebbe domani cadere sulle nostre la vita, pur sempre meschina, e il piacere, spalle, diciamo, per un dovere a cui sottrarci poliedrica sfinge del deserto della vita, at non possiamo, ci siamo anche noi... tira a se con gli occhi pieni di mistero la pove * * » ra umanità. Oggi il mondo è in crisi ed è crisi morale. Educare adunque nel senso più alto della Che possiamo noi, modesti artefici di una mo parola; educare i giovani alla vita moral desta opera, fare di utile e di buono in questa mente e anche fisicamente. tremenda ora di rivoluzione morale e mate « Sventura a quella nazione — scriveva riale? Lacordaire — che non sa più educare i suoi Nulla;-se con occhio vitreo si guarda il fanciulli ! Sventura a quello stato che confon grande torrente dalle acque rigonfie che van de l'insegnamento con la educazione, che ruinando a valle. Ma se, spinti da un’idea gi crede che il bene nasca dalla scienza e dalla gante che da anni guida l'umanità per la sua letteratura e che affastellare parole, che do grande ascesa, anche noi risaliamo alle fonti vrebbero essere pesate, significhi preparare di questo torrente e dove l’acqua è limpida e Inanima dell'uomo e del cittadino ». pura e calmo è l'andare ricominciamo l’opera EJbbene, oggi in Italia non si sa più educa nostra di arginatura e di difesa, forse l'acqua re : non solo, ma ciò che avrebbe dovuto es tornerà a scendere per le pendici calma e se sere mezzo potente di educazione e di eleva rena e, non di morte e di ruina sarà apporta zione bene spesso diviene mezzo di dissipa trice, ma di vita nuova, di feconde opere del zione e di ruina. lavorone! campi e nelle officine. Lo sport, la ginnastica, il turismo nelle ma L'occhio deve essere rivolto ai giovani. La ni di gente senza fede e senza ideale, con il fa gioventù sarà la grande forza del domani e scino irresistibile che hanno sui giovani tutte aprirà alla travagliata umanità l'èra della pace le manifestazioni di vita e di forza, son dive
CONDIZIONI D’ABBONAMENTO: Dal 1° Gennaio al 31 Dicembre L. 3 • Dal 1° Mag gio al 31 Dicembre L. 2 • Dal 1° Settembre al 31 Di cembre L. 1. - Abbonamento sostenitore L. 5. L’Abbonamento cumulativo con VEsploratore, per l’intero anno 1919. con diritto agli arretrati L. 5. Dal 1° Maggio al 31 Dicembre L. 3 ■ Dal 1° Set tembre al 31 dicembre L. 1.50.
noi • • • nuti strumenti contro di noi, contro la nostra gioventù. , Nell'ora tragica che attraversiamo è quindi per noi un dovere tornare all'antico lavoro di organizzazione e difendere gli ignari e gl'in consapevoli dalle nuovissime insidie. Ci siamo anche noi. Ed è vero : siamo po chi e siamo soli e il campo è vasto ed incolto dinnanzi ai nostri sguardi : ma quando la sal vezza della patria, della Chiesa stessa richiede l'opera nostra non possiamo disertare. La gio ventù ha nel suo sangue puro il segreto di tutte le rinascite, coi giovani daremo domani al mondo il nuovo giorno di pace ; ma non coi giovani gracili e fiacchi, non con i gio vani corrotti e vinti dal male, ma con i gio vani educati alla scuola del sacrificio e del dovere, con i giovani sani di mente e saldi di corpo. Risaliamo, adunque, alla sorgente del tor rente umano; qui è il terreno per l'opera no stra, per la prima e più grande difesa. Domani giù a valle i nemici di ogni vero ordine e di ogni vero progresso che sperano con le acque ingrossate, straripando, recare la ruina e la morte rimarranno all'asciutto sul letto sonoro del torrente... Questa è la speranza. Uno scetticismo vano ci consiglierebbe di incrociare le braccia ma sarebbe in quest’ora la parola della tenta zione e del male. Dobbiamo ricostruire, tutti i giorni si demoliscono — nell'infamia — anime pure chiamate ad essere templi di Dio, e noi l’opera di ricostruzione la dobbiamo fare educando le anime dei giovani al bene, al l’amore, alla vita, riportando nei cuori l'im magine di Dio. C. A. O. ABBONATEVI e fate abbonare i vostri amici a
“ Lo Scout Italiano „
Periodico quindicinale illustrato per la Gioventù Direzione e Amministrazione, Via della Scrofa 70, Roma
Un anno Italia L. 5,05 - Estero L. 7
Abbonamento sostenitore L. IO
2
STADI VX
_
nizzare con maggiore solennità e successo Convegno ginnastico-sporiivo Laziale qualche altra manifestazione.
<r
Le gare
Il 26 settembre ha avuto luogo l'annun ciato convegno ginnastico sportivo laziale. Nei locali del Collegio San Giuseppe a Piaz za di Spagna, gentilmente concessi sono con venute alle otto del mattino tutte le squadre concorrenti per le gare collettive. La giuria con regolarità e precisione ha svolto il suo delicato compito ed ha coadiu vato egregiamente l’opera del Comitato or ganizzatore. E’ stato veramente un fatto insolito rive dere in Roma dopo tanto tempo un'accolta di squadre ginnastiche non solo di allievi ma an che di ginnasti veri e propri. Dopo la lunga stasi della guerra questa nuova affermazione della nostra federazione è segno di un promettente risveglio e dà buoni affidamenti per le grandi manifestazioni del 1921. Hanno preso parte alle gare le seguenti società : Aventina Cynthianum, Esperia, Club Sportivo Romano, Laurentina. Ponte, Spes, Splendor, Velitrae. Nella mattina si sono svolte le gare ai squadra e di tiro alla fune ; tutte le società poi hanno assistito alla S. Messa detta da Mons. Gustavo Tulli il quale ha rivolto calde parole di fede ai giovani. Nel pomerigio alla presenza di un numeroso pubblico nel cortile addobbato a festa si è svolto il saggio finale. Erano presenti Mons. Pascucci^per il Vicariato. Padre Bianchi, S. E. D. P. Minelli, Mons. Tulli, avv. Aricini, Prof. Montiroli. Parroco S. Salvatore in Lauro, Don Toncker, Fratei Corrado, Fratei Porfirio, il Marchese Guglielmi, Colonnello Zeri. Pa dre Brunelli, avvocato Lais, ing. Cassinis, dott. Mongiardino, cav. Benucci sig. Dombroschi. Zunini, ecc., e il Direttore e i supe riori dell'istituto S. Giuseppe gentilissimi ed ospitali. x Dopo la sfilata l'avv. Ossicini con parola calda ed entusiastica portò il saluto della F. A. S. C. I. ai presenti, spiegò le ragioni della ripresa del movimento federale dopo la guerra e illustrò la necessità di difendere la gioventù nuova da tanti attacchi e da tante insidie : finì con l'augurio di rivedere in Ro ma nel prossimo anno le falangi dei ginnasti cattolici per deporre il loro omaggio filiale ai piedi del Vicario di Cristo. Seguì un riuscitissimo saggio accademico in cui le diverse squadre si fecero applaudire per la loro valentia : chiuse il programma il saggio collettivo ai bastoni comandato con esattezza e precisione dal Prof. Montiroli. Si legge il seguente elenco di classifica : Le squadre concorrenti, sia nella gara gin nasti, sia nella gara allievi, ottennero tutti la media di ottime, nella gara ginnasti fu prima classificata la « Velitrae » di Velletri a cui fu assegnato la medaglia d’argento del Ministero della Guerra; seconda 1’« Esperia », medaglia di bronzo del M. Guerra : terza la Ponte quarta la Spes. Nella gara allievi prima classificata la « Cynthianum » di Genzano a cui fu asse gnata la medaglia d'argento del Ministero del la Guerra : seconda la « Vis » a cui fu as segnata la medaglia di bronzo del Ministero della Guerra : terza la « Spes ». quarta l’<< Aventina», quinta la « Splendor ».
Per il tiro alla fune ginnasti : prima la << Spes » a cui è stata assegnata la medaglia di bronzo del Ministero della Pubblica Istru zione, seconda a parità il « Club Sportivo Romano » e fa « Velitrae ». Per il tiro alla fune allievi : prima la « Lau rentina », a cui è stata assegnata una targa della F. A. S. C. 1., seconda la « Spes » terza la « Splendor ». La seconda giornata sportiva è stata riman data al 24 ottobre per ra'gioni di opportunità e di organizzazione.
Considerazioni La giornata ginnastica del 26 settembre è stata dunque una nuova affermazione del mo vimento federale nel Lazio. Anche coloro che erano più scettici hanno dovuto convincersi che è ancora possibile fare della ginnastica nel vero senso della parola e che basta un poco di buona volontà per vin cere gli ostacoli. In Roma è nella provincia, dopo quanto è stato fatto, sian^o certi si inizierà il nuovo lavoro di ricostruzione delle squadre ginna stiche perchè si possa nel prossimo anno orga-
Basterebbe l'annunzio di un grande con corso da tenersi in Roma in occasione del cinquantenario della G. C. I. per far nascere speranze e suscitare energie. Il Lazio siamo sicuri darà il suo giusto con tributo.
La giornata sportiva La seconda giornata del convegno che do veva essere il 3 di ottobre, come fu a suo tempo comunicato a tutte le società interessate è stata rimandata al 24 ottobre. Varie considerazioni, fra cui il periodo degli esami e la coincidenza delle gare per festeg giare i vincitori delle Olimpiadi di Anversa, ci hanno spinto a ciò. In ogni modo per domenica 24 ottobre, con il preciso programma già pubblicato nel penul timo numero dello Stadium, si eseguiranno tut te le gare collettive e individuali. Ricordiamo che le iscrizioni definitive sì chiuderanno la sera di venerdì 22 ottobre al le ore 20 presso la sede federale V. Scrofa 70, e che la sera di sabato 23, alla stessa ora, ci sarà la riunione plenaria di tutti i giurati. Chi avesse comunicazioni da fare o chia rimenti da chiedere si rivolga pure alla Segre teria federale.
Forza morale e forza fisica E" incredibile, quante persone di buon sen so vi sono in Italia ! Queste brave persone, nel la loro qualità di individui ragionevoli, di cono inevitabilmente delle bestialità. L’illogismo è il loro cavallo di battaglia e, di ragio namento in ragionamento, essi, da persone saggie e prudenti, finiscono con l'accettare a priori le più storte idee che mai siamo sbocciate in un cervello umano : fortuna che interviene sempre a tempo qualche pazzo, per rimettere in carreggiata le idee del tempo. Sono le persone ragionevoli che, agii inizii del ciclismo, dichiararono essere matemati camente impossibile tenersi in equnilibrio su due ruote, e classificarono il ciclismo fra gli esercizii acrobatici ; sono le persone di buon senso che, dopo le prime corse automobili stiche. gridarono al suicidio collettivo e che, all'indomani di certe « aberrazioni del buon senso » come le maratone e le grandi prove ciclistiche, accusarono gli organizzatori e i concorrenti di elefantiasi del sentimento spor tivo, e sono sempre i medesimi individui ra gionevoli che condannarono inesorabilmente tutti i podisti alle lesioni cardiache ed i ci clisti al rammollimento cerebrale, alla devia zione vertebrale, alla febbre gialla e al colera asiatico. Le due proposizioni che, in ogni tempo, questi individui si sono ingegnati di sostenere, sono : la prima, che le corse richie dono degli sforzi funesti, nei quali l’energia umana si consuma inutilmente, come in un gigantesco crogiuolo^ e l’altra che all’uomo intelligente e preoccupato della sua salute è assai più conveniente l'esercizio moderato — tipo padre di famiglia — il quale sta ugual mente lontano dal minimo pericolo come dal la più piccola fatica, che non gli strapazzi di un faticoso esercizio fìsico. Queste ragioni sarebbero eccellenti se non
si trascurasse un solo argomento, e cioè che l'uomo, animale intelligente, non ha valore se non in ragione della sua forza morale ; ora questa medesima forza morale si acquista so lamente con l’abitudine dello sforzo, vale a dire grazie all’esercizio fisico ed al concorso sportivo. Nessun dubbio che per diventare forti l’esercizio continuo e razionale è indi spensabile ; ma occorre mettersi bene in mente che alla confidenza in sè stessi, cioè l’ener gia morale, è anche più indispensabile della forza brutale; il monello di sedici anni, sca miciato e pedalante su una trappola che egli nobilita col nome di bicicletta, e il quale si trascina, con tale arnese, fino al traguardo di una faticosa corsa ciclistica, vale talvolta mol to di più del massiccio vincitore di un torneo di lotta. Gli scienziati, che studiarono a fondo la questione, sono concordi nell'ammettere che la forza muscolare deriva piuttosto dalla qua lità dell’energia nervosa che non dalla massa muscolare stessa ; la fatica è dunque un feno meno di sfinimento dei centri nervosi impul sivi, piuttosto che un avvelenamento delle fi brille muscolari. Non si vedono forse ogni giorno degli atleti dai muscoli sovrabbondanti dare mediocri prove di valore, mentre, nello stesso campo, degli uomini di apparenza meno coreografica, stupiscono per la forza di cui di spongono? Noi viviamo sfruttando il patrimonio di progresso e di benessere che le generazioni precedenti trovarono e perfezionarono per noi, e che noi lascieremo in eredità, intatto ed au mentato, alle generazioni future ; noi viviamo dunque sull’apparenza degli altri, e il pro gresso che un qualunque individuo riesce a realizzare è a diretto beneficio dell’umanità intera. „
3
STADIVM L'allenamento morale si ia dunque sotto lo stimolo dell’esempio altrui; ora, sotto l'im pulso dato dall’esempio, anche gli individui inattivi finiscono insensibilmente con l’assimi lare l’attività degli individui superiori. Non per nulla, Seneca, che conosceva assai bene il bipede implume, lasciò scritto: « L’uomo va al passo con le parole, al trotto con le pro ve e galoppa con gli esempi ». La schiacciante performance di un grande campione, agli oc chi delle sullodate persone Ragionevoli, può parere perfettamente inutile e vuota di senso ; eppure è appunto questa pjrova eccezionale che farà nascere in molti petti l’amore per la vita fìsica ed è da essa che deriverà domani l’at tività di migliaia di persone. Sono i grandi campioni che fanno la migliore propaganda sportiva. Le clamorose vittorie di Gerbi Gio vanni. nel campo del ciclismo, la tragica scon fìtta di Dorando Pietri, a Londra nelle Olim piadi, hanno fatto di più, per l’educazione fisica, che non i mille volumi, opuscoli, di scorsi e conferenze di propaganda in favore dell’educazione fisica, che nessuno legge e che nessuno si cura di sentire. La nostra psi che vive eminentemente di vita nervosa : ci vuole l’emozione che ci scuota, la prodezza che ci entusiasmi, l’esempio che ci trascini. Senza la spinta delle creature privilegiate che eccellono nello sport, le parti adipose pren derebbero il sopravvento nel nostro’organismo e la nostra vita nervosa ne resterebbe, soffo cata. Naturalmente, al pari del lavoro arti stico. l'opera del campione è tanto più grande quanto meno se ne vede l’utilità immediata; essa agisce in via indiretta, con l'esempio essa non realizza niente subito, ma propone agli uomini uno scopo da conseguire, una meta da raggiungere, e questo modo di in nalzar sempre pi» in aito il nostro ideale, sia nel campo dell'attività fìsica come in quello dell'attività intellettuale, è il compito più no bile che esista. Per questo, tutti gli atleti guardano al record come a uno stimolo inces sante, come a una grande porta sempre aper ta sull'infinito, per varcare la quale lottano e si preparano con disperato accanimento. L’e sempio dei grandi campioni è dunque indi spensabile per la propaganda dell’idea sporti va ; ma anche il proprio esempio è indispen sabile per fissare le tappe dello sviluppo fisico individuale. Mi spiego. Nella lenta progres sione che noi dobbiamo seguire, ogni sforza dev’essere da. noi compiuto in via definitiva e non in via temporanea. Se noi oggi, e dopo un razionale allenamento, facciamo in un gior no ottanta chilometri di marcia, dopo un anno o due noi li dobbiamo rifare perchè li ab biamo già fatti una volta e perchè l’allena mento morale ci sosterrà quando l’allenamen to fisico verrà a mancare. In tutti gli esercizi si verifica questo stesso fenomeno. Chi è prodi go delle sue forze non è uno sprecone di energia fisica, è un individuo che aggiunse la sua pietra, e non delle più piccole, all’e dificio del perfezionamento umano, è un uomo che sfrutta il capitale ricevuto dalla natura a beneficio de’ suoi simili, incitandoli con l’e sempio a superare sè stessi. E come tale merita di non essere più consi derato come un animale da museo o come un prodotto di degenerazione patologica, ma piut tosto come un superbo esempio della mirabile perfezione organica alla quale può giungere il nostro meraviglioso organismo.
Diffondete “ Xo Scout Itfll¡(IÌÌO
L’avvenire della spada La scherma di spada è ormai entrata com pletamente nella convinzione di quasi tutti gli schermitori Italiani. Il cammino suo trionfale fatto in così poco tempo, ha sorpreso grandemente tutti e spe cialmente coloro che l’hanno combattuta fin dall’inizio. La grande famiglia dei fiorettisti, mercè l'e voluzione odierna, va assottigliandosi sensibil mente, tanto che in parecchie città d'Italia e specie in Roma, i fioretti, quali gingilli d'altri tempi, sono spariti dalle sale d’armi o ripo sano abbandonati e coperti di ruggine nelle ra strelliere e nei trofei. Fiorettisti e spadisti, ormai rappresentano le due categorie nettamente distinte, le due scuole antagoniste fra loro ; I primi amano ancora il complicatissimo giuoco convenzio nale, accademico e non lasciano la sala ristret ta e la logora pedana : I secondi invece, par tono da un principio più pratico, più utile più serio, non ammettendo per nulla il con venzionalismo e sostituendo ad esso il giuoco pratico... il verismo dell'arte. Chi avrebbe mai immaginato tanto succes so in così ochi anni? Si può dire con sicu rezza che ormai la spada si è imposta, con quistando interamente il mondo schermistico ; molti sono i giovani che la praticano, molti i fìo-rettisti che si convertono allo spadismo, moltissimi coloro che la incoraggiano m tutte le. sue manifestazioni. E’ il progresso, è la modernità che in tutte le cose s’impone e sovrasta, scarta il vecchiuche vuole ciò che è logico, utile e pratico, Non c’illudiamo ; l'avvenire dell'arte nobi lissima della Scherma è riposto completamen te nella spada, poiché con essa, da un pe riodo angoscioso di decadenza è risorta impe riosamente trionfatrice : Le sale d'armi tutte, si vanno popolando di nuove energie, di reclu te della spada, di speranze nuove. Non ne ghiamo che lo studio del fioretto non è del tutto inutile, esso dà una idea più vasta della Scher ma, ma bisogna pur riconoscere che occorro no. a chi lo pratica, lunghi’ e lunghi anni di pedana, un lavorò costante, un sacrifìcio di energia e di tempo enorme. Tutto ciò poi, per studiare una cosa che non ha nulla di vero e che... non dovrebbe chiamarsi scherma. Lasciamo quindi il fioretto al bambino co me un mezzo di sviluppo per il corpo, come un eminente giuoco ginnico; al professionista che avendo bisogno di vivere con l’arte delle armi, può sacrificare sè stesso per parecchie ore del giorno e per parecchi anni della sua vita : ma mai però a colui che studia la scher ma come uno sport salutare, a colui che ha poco tempo da disporre. Questi studiando la spada la può appren dere in brevissimo tempo, si appassionerà fa cilmente comprendendo gl’immensi vantaggi e risentendone i grandi benefizi. Questi di certo non abbandonerà più la sala d’armi che gli fu maestro. Col fioretto, è diverso il caso; stante il poco tempo che potrà dedicare ad esso, le grandi difficoltà che gli si presenteranno man mano, lo scuoramento sopraggiunge a poco a poco, e dopo qualche mese, non riscon trando nel suo studio che difficoltà grandis sime, ostacoli da sormontare, senza che que sto esercizio gli dia soddisfazioni piacevoli, esso abbandonerà stanco e scoraggiato, la sala d’armi senza speranza di ritorno.
La spada quindi si addice più all ’uomo, poi ché la conoscenza di essa dà l'idea esatta de* pericolo, della misura, insegna a difendersi e a offendere tutto il corpo, e consente poi di lasciare quell’aria pregna di sudore della ri stretta sala di scherma per adoperarla all'a ria libera, all’aria ossigenata di un parco co rbe quasi tutti gli sports moderni. Quello che.noi abbiamo fatto nella nostra Italia per il trionfo e per la supremazia della nostra scherma avvenire; la lotta sostenuta contro i nemici di essa possiamo chiamarla senza tema di esagerare, una grande vittoria, dico grande perchè mai nelle sale d’armi della capitale d'Italia, in uno spazio di tempo brevissimo, abbiamo, avuto una falange tamo numerosa di schermitori, di cultori e di appas sionati. Dunque è un'era nuova cne si pre para per la nostra scherma, è un nuovo oriz zonte luminoso che si apre dinanzi a noi. E questa fu sempre la nostra opinione ed il no stro ideale prefìssoci fin dall'inizio della ti tanica lotta.
SPORT E IDEE Forse ia proposta non parrà seria ai molti che prendono per cose serie soltanto le ridi cole : ma una certa esperienza di uomini e di idee ci autorizza a credere che la maggior par te del malessere che travaglia i lavoratori italiani proviene sì da molteplici cause morali, ma può essere allontanato con mezzi pura mente fisici, i quali agiscono sul morale molto più profondamente di quanto si creda. Inten diamo dire, per citar l’ultima, che i metallur gici sarebbero molto più amanti del loro la voro e penserebbero meno ad attribuirsi capa cità che ai fatti, non accettano se accanto al le loro officine ci fosse un campo per il gioco del foot-balì. Gli italiani sono di temperamento focoso, ed. anche in tempi di caroviveri hanno parec chie calorie in più delle necessarie nell’orga nismo. E' naturale che cerchino di spen-’ derle, che cerchino un qualche cosa intorno a cui travagliare nelle ore in cui non lavora no intorno alla materia. Le distrazioni che offre la città italiana all’operaio che vuol ri posarsi sono tali che è meglio non discuterle. L’osteria o il cinematografo, la Camera del lavoro o il caffè concerto.- non c'è altro C’è, è vero, l'aria buona, ma l’aria è come il pane : non ha gusto se non accompagnata con qualche altra cosa : da sola, nessuno si ac corge nemmeno che essa è buona. Quanto male faccia all’Italia il suo bel sole che ad dormenta docilmente il fìsico degli italiani e li predispone al dolce far niente è inutile ripe tere : certo che un italiano che lavora è me ritevole due volte di premio. Ma quest'aria dolce che benignamente ride sulla nostra terra, potrebbe essere utilmente usata per il bene del popolo, togliendolo all'aria greve e maligna delle osterie e di tutte quelle sale dove si respira male. Basterebbe che si creas sero grandi e allietanti camp; di gioco-, in torno alle case dove si lavora. L'operaio che esce indolenzito dall’officina, con nelle orec chie il rombo delle macchine, ritroverebbe l’elasticità dei muscoli e la freschezza della mente con un gioco semplice, innocente e sa lutare. Penserebbe meno ai destini deil’umanità e più all’armonia della vita l’agilità del suo corpo si convertirebbe facilmente in agilità di mente : si stancherebbe un poco di più, ma la stanchezza all'aria aperta non
4
STADIVM
diventa veleno nel sangue, — e i sonni sa rebbero più tranquilli, e meno sogni lugubri lo visiterebbero. Un buon giocatore di foot ball — (questo antico gioco italiano, se volle esser considerato in patria, dovè essere ribat tezzato oltre Oceano, come accade alle stoffe ed ai profeti) — è più facilmente un buon operaio, che non un nemico dei giochi all'a ria aperta. Gli inglesi, che vivono tra la neb bia. sarebbero già morti di malinconia, o avrebbero disertato la patria, se la provvida natura non avesse suggerito loro che il la voro è un ottimo narcotico, e il gioco un de lizioso controveleno. In Italia, dove il sole abbonda e l’aria sorride anche nei giorni di sciopero, gli importatori di nebbia non pote vano mancare : ma si potrebbero far tutti fal lire con un saggio uso di quel sole, dei cui raggi uno solo basta a dissolvere tutti i rumi esotici.
sentimento della famiglia è sacro più che al trove,, Che la famiglia non sia un'accozzaglia di interessi, non una mangiatoia comune; non sia un letto e una cucina, ma sia un nido e un tempio; nido per riscaldarsi insieme al tepore caldo caldo di un solo affetto; tempio per pregare insieme ed elevarsi sulle ali deil'ideale. E da quel nido svolazzi gaia e garrula la famiglia al passeggio ; e ognuno riporti a ca sa il suo fuscellino di paglia, il suo fiore; il suo frutto di salute e di gioia.
Abbiamo riportato questo articolo dal quo tidiano di Roma il Tempo non solo perchè dice cose utili e pratiche, ma anche perchè fa ve dere come alcuni problemi rimasti fino a ieri nel campo ristretto dello sport, oggi s'impon gono al grande pubblico, N. d. R.
Il salto è un esercizio faticoso, violento, che esige la contrazione molto energica della più parte dei muscoli del corpo e specialmente degli estensori. Quando il corpo cade sul suolo, i visceri, e specialmente il cervello e il fegato, pro vano una scossa violenta che conviene delu dere in parte, cadendo sulla punta dei piedi e colle membra inferiori semiflesse. Una caduta sui calcagni può produrre la morte istantanea e alcuni salti temerarii han no prodotto fratture, lussazioni, rotture dei tendini, del diaframma, dello stomaco ed anche del cuore e del fegato. Proibite ai vostri figliuoli di fare salti da grande altezza, senza un maestro di ginnasti ca che li diriga e li ammaestri. Insegnate loro che vi ha abilità molto maggiore, e utilità molto più grande nel saltare a grandi distan ze. Il lasciarsi cadere dall’alto può essere prova di coraggio; ma i muscoli vengono poco esercitati e in modo pericoloso.
MUOVER LE GAMBE (contin. e fine r. n. 15-16).
Se avete scordato per tutta la vita ai cam minare, anche sui tramonto, potete rifarvi un paio di gambe discrete, incominciando da piccole dosi ed allungando ogni giorno la vo stra passeggiata di un centinaio di metri. In tutte le nostre occupazioni sedentarie le gambe mal si accontentano dei languidi passi che si agitano sotto un tavolo, e dopo un certo tempo ci si fa sentire il bisogno ai uscire all’aperto e di passeggiare. Allora i muscoli, pieni di una forza che si è accumulata oltre misura nelle loro fibre, si muovono con vivacità, e nei loro moti noi sentiamo la soddisfazione di un bisogno. Il petto si dilata sotto l’aria pura che la bocca aspira a larghi sorsi ; il polso si fa più ce lere e il corpo tutto godè in tutte le sue parti, del moto che gli vien comunicato. La varietà del passo, la natura del suolo e de gli oggetti che ci circondano, variano all'in finito i piaceri d’una passeggiata; ma ciò che più di tutto li modifica è il grado di sensibi lità o di intelligenza di ciascuno. Chi non passeggia che per consumare alcune ore di una giornata oziosa e occupata in volgari oc cupazioni, non prova che il languido piacere di muover meccanicamente le gambe ; ment-e l’uomo che ha passato alcune ore nel gabi netto di studio, e che è squisitamente sensi bile. si accinge ad una passeggiata, come se andasse ad una vera festa. Raccolto in sè stesso, egli sente tutte le impressioni del mondo esterno, dal dolce fremito del suolo sulle piante dei piedi, al fremito .dei visceri entro le loro cavità. Le risoise poi della vi sta e dell’intelletto rendono amenissima una passeggiata a chi pensa e sente. ***
Italiani, rifate la famiglia, se volete essere o ridiventar uomini. Quella razza che oggi ci sorprende colle sue inaudite vittorie, non è soltanto più dotta e più laboriosa di molte altre, ma è anche più morale ; e in essa il
La corsa non conviene che ai fanciulli e ai giovani. Essa accelera di troppo il circolo e il respiro, e può produrre pericolose con gestioni ai polmoni, al cuore, al fegato, alia milza e al cervello. **£
NOTIZIARIO Concorso di BomaPer il progettato concorso di Roma ci giun gono da varie parti richieste e domande di informazioni. Nulla di concreto è stato definitivamente deciso ; fu detto che il Consiglio Direttivo federale si stava occupando della cosa e, co me è necessario, ha studiato e studia le mo dalità per la organizzazione e la maniera più adatta per far fronte alle spese che saranno ragguardevoli. Di preciso - dobbiamo dire questo ; che il Concorso nazionale deve essere delibera to dalla annuale assemblea dei rappresentan ti nella riunione di dicembre p. v. Sarà cura del C. D. far sì che in detta epoca sia pronto quanto sarà necessario per la discus sione e per la approvazione. La data, in ogni caso, del Concorso sarà senza fallo nel settembre 1920. Come è già a tutti noto in detta epoca la Gioventù Cattolica Italiana terrà a Roma un Congres so e farà un grandioso pellegrinaggio e la F. A. S. C. !.. associandosi a queste ma nifestazioni, cercherà per quanto la riguar
da di portare un largo contributo di opere e di energie. Chi avesse da suggerire utilj proposte per la riuscita del concorso, comunichi pure con la nostra Segreteria.
Ancora i ribassi Lamentammo nell’ultimo numero quan to era accaduto a nostro riguardo circa i ri bassi ferroviari. La lettera del Ministro dei Lavori Pubbli ci era per sè chiara e significativa; le ra gioni addotte sembravano ¡sufficienti... eb bene oggi, dopo quanto sta accadendo, ab biamo il motivo di credere che i ribassi fer roviari se il Ministro avesse voluto, pote vano essere concessi. Il fatto di aver concesso per le feste cin quantenarie di Roma ampi ribassi e tutte le facilitazioni che si davano ante-guerra, non ci meraviglia : ci meraviglia invece che ciò che fu negato ad una federazione per un concorso nazionale e internazionale è stato accordato ad una semplice società ginnasti ca per gare di secondaria importanza. Entrare in dettagli e fare pettegolezzi? Non è il caso. Noi pero facciamo ancora una volta una solenne protesta contro ¡l’ingiusto tratta mento verso di noi, riservandoci di portare la cosa a tempo opportuno a chi di dovere per la nostra soddisfazione e per salvaguar dare il nostro avvenire. In Italia è così : basta essere persone dab bene e amanti... dell’ordine per essere pre si in giro. Se invece di rivolgere una cor tese domanda mandavamo un deputato... so cialista dal Ministro, la concessione era si cura ! Società S. C. ‘‘ Audax tino
di Sesto Fioren
Questa Società sportiva, sorta per inizia tiva del Circolo Giovanile Cattolico di Se sto Fiorentino nel marzo 1920, in pochi me si ha potuto svilupparsi e affermarsi con buoni risultati. Un vasto piazzale, gentilmen te concesso dal Parroco, ci ha dato la possi bilità di allestire una palestra ^-’nnastica eh*» presto sarà completa. La squadra degli al lievi ha già dato belle prove negli esercizi elementari, ai bastoni e agli appoggi. La squadra dei grandi ha ottimi elementi per i grandi attrezzi e per il salto, onde si spera, dato l’entusiasmo con cui i nostri giovani fre quentano la scuola ginnastica sotto la dire zione del sig. Banchelli Alessandro, di po tere nel prossimo anno affermarsi anche in qualche concorso. Domenica 22 agosto u. s.\ con una bella festa a cui presero parte tutte le Associazu ni cattoliche locali, fu inaugurato il vessil lo sociale su cui F. *A. S. C. I. sta a sim boleggiare tutta la nostra fraterna solidarie tà nello spirito e nella pratica cristiana con tutte le società che a quella Federazione fanno capo. E questo nuovo sviluppo di ener gie giovanili che nel campo nostro ovunque tra difficoltà ma fortemente si afferma, ci sia di bell’augurio per sempre nuove vit torie. Alfredo Foglietti, gerente responsabile
TEL. — S. Maria ìb Monticelli, 73-«, Roma