STADIUM CENTRO
SPORTIVO
ITALIANO
f
A CAGLIARI ATLETICA CSI IN FESTA L'atletica del CSI ha vissuto a Cagliari delle giornate memo
rabili, dal punto di vista tecni co,
organizzativo
ed
umano.
Ampi servizi nell’interno.
I
PROBLEMI
DELLO SPORT
ANNO
LXIII
N.
17
24
OTTOBRE
1968
medicina
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il cuore dell’atleta
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organizzazione quesiti calcio
Restiamo sorpresi che la Vostra Problema di fondo per coloro che Commissione Nazionale Calcio a vogliono dedicarsi ad attività spor volte modifica le delibere delle tive è quello di conoscere le ca Commissioni Provinciali su recla pacità intrinseche del cuore, al fi mi delle società. Ogni qualvolta ne di valutarne la resistenza allo si verificano tali casi dette Com sforzo. Non si dovrebbe perciò por mano .-''missioni provinciali dovrebbero di mettersi perché vengono trattate a nessuna attività preparatoria per praticamente di incompetenza. Vi l’agonismo senza avere indagato ceversa anche se « sconfessate » sulla capacità contrattile del cuo re. Un’accurata visita medica è tutti restano ai loro posti. Siamo sicuri che non ci risponderete per quindi indispensabile all’inizio e de ve essere periodicamente ripetuta fornirci dei chiarimenti. durante l'anno. In linea generale un Individuo sa Rispondiamo a tutti e non vedia no, che abbia compiuto il suo svi mo perché nel caso specifico si luppo puberale, possiede un si dovrebbe fare eccezione. Necessi stema cardiocircolatorio che gli ta considerare questa nostra ru consente un'attività sportiva otti brica una diretta collaborazione fra male. Il medico è chiamato ad in il Centro Nazionale e la Periferia dagare se vi sono turbamenti nel senza che ciò debba costituire del’apparato cardiovascolare in rela classazione nei riguardi dei nostri zione all'eccessivo lavoro muscola dirigenti tecnici. re legato alla pratica dello sport La vostra stessa domanda la do esercitato dal giovane. La capacità vremmo rivolgere alla Federazione di prestazioni muscolari dipende es Calcio, dove i reclami delle Socie senzialmente dalle possibilità di tà vengono esaminati dalle Com adattamento o meno dell’apparato missioni di prima istanza, e fino cardiocircolatorio. al punto di estendere i reclami Nell'atleta è spesso presente il co stessi « contro tali delibere » alla siddetto « cuore d’atleta » che non Commissione di Appello Federale. deve essere considerato come qual L’applicazione delle norme regola cosa di patologico, bensì rappre mentari scaturisce da persone in senta un buon adattamento del cuo dubbiamente competenti le quali re alle esigenze della attività ago non si esclude che possano non nistica. Nel cuore dell’atleta l'ap interpretare esattamente nello spi parato cardiovascolare si adatta al rito e nella sostanza le norme lo sforzo riducendo la frequenza stesse. Le Commissioni di Appello cardiaca e aumentando la gittata, sono logicamente formate da ele cioè la quantità di sangue ad ogni menti aventi particolarissime qua contrazione. Sono queste modifi lità che possiamo definire di ec cazioni vantaggiose che prolungano cellenza, e quindi quando modi il periodo di riposo del cuore e ficano le delibere di prima istan quindi il ricupero delle capacità za. non debbono considerarsi atti contrattili dell’organo. aventi mancanza di riguardo e che In alcuni sportivi avviene una vera possono menomare il prestigio dei e propria dilatazione della parte componenti le Commissioni infe destra del cuore, cui fa seguito, riori. Del resto anche nella Ma dopo un certo tempo, anche quella gistratura in sede di appello si della parte sinistra. E' questo il verificano tali episodi, non per que caso del « cuore da sforzo », che sto i magistrati che vedono cor si verifica in tutti quegli sports che retta la loro sentenza se ne deb richiedono una lunga durata dello bono sentire offesi. sforzo, anche se per sé stessi non Facendo le doverose proporzioni, sono pesanti e violenti. La percen consentite anche alla nostra Com tuale più alta si avrebbe nel canot missione Nazionale di considerar taggio, cui fa seguito il nuovo, men si alla pari, non per capacità, ma tre raramente si ha nei calciatori. per una indubbia esperienza, alla In questi casi il cuore deve essere Commissione di Appello Federale. tenuto sotto controllo al fine di evitare un peggioramento della si tuazione carciocircolatoria. Se du In una gara disputata dalla nostra rante una gara o subito dopo lo società un giocatore avversario se atleta accusa senso di peso, am gnò una rete con le mani. Logica bascia e dolori al petto che si mente i nostri calciatori protesta irradiano al braccio sinistro e in rono per la decisione dell’arbi particolare alle ultime due dita del tro il quale fu irremovibile. Ciò la mano omologa, allora bisogna che più sorprende, il giocatore che pensare a far praticare un accu aveva segnato la rete, andò dallo rato controllo medico. Se l’esame arbitro e con tutta spontaneità gli clinico, corredato da quello elettro comunicò che effettivamente la cardiografico, confermano il sospet rete l’aveva segnata con le mani. to di un affaticamento cardiaco è Malgrado tale affermazione l'arbi indispensabile interrompere l'attivi tro convalidò la rete e, pur non tà agonistcia, pur permettendo un condividendo l’atto del nostro ca modico esercizio fisico. pitano che elargì apprezzamenti of fensivi nel riguardi dell’arbitro ADRIANO MONTI stesso, dobbiamo ritenere che il
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direttore di gara commise un er rore tecnico. Abbiamo ragione?
Spiacenti dovervi rispondere che avevate torto perché l’arbitro ave va ritenuto regolare la segnatura della rete, anche se in effetti era irregolare, e l’atto indubbiamente sportivo di un giocatore che con fessava di avere commesso una infrazione non poteva indurre lo arbitro a correggere la sua deci sione.
Un nostro attaccante dopo avere scartato i difensori avversari, com preso il portiere, tirava in rete e la palla varcava la linea della por ta. Senonché l’arbitro, che aveva il fischietto in bocca, emise involon tariamente un fischio prima che la palla entrasse nella porta avver saria. Anziché concederci la rete l’arbitro rimise in giuoco la palla commettendo, secondo noi, un mo struoso arbitrio, perché con il suo inopportuno fischio non aveva dan neggiato la squadra avversaria. Co sì noi, pure avendo ragione, non potemmo avanzare reclami perché non consentito, essendo un moti vo tecnico. E* possibile che si debbono commettere certe ingiu stizie? Agli arbitri si consiglia di dirigere le gare con il fischietto in mano, purtroppo qualcuno non si attiene a tale consiglio. Nel caso descrittoci il direttore di gara ha bene operato in linea tecnica, e non poteva comportarsi altrimenti, anche se sotto un profilo squisitamente sportivo può sembrare un non senso. GEN
organizzazione l’operazione tesseramento Sull'ultimo numero di « Stadium », trattando degli errori che era facile riscontrare sulle tessere che voi Co mitati ci inviate, eravamo giunti alla fine del controllo vero e proprio e le tessere le avevamo lasciate sui ta volo dell'impiegato che tramite i timbri provvede alla vidimazione ve ra e propria. Questa operazione non prevede par ticolari attenzioni da parte dell'ad detto, il quale ogni qual volta termi na di timbrare le tessere di un Co mitato, si preoccupa di staccare da tutte, la parte che andrà a finire nello schedario, poi riavvolge ciò che rimane delle tessere nei 4 elenchi 1 T che le accompagnano e va avanti nel suo lavoro. Quando ha portato a termine questa operazione, prende tutti i mazzetti composti dalle parti staccate e inizia, Comitato per Co mitato, a inserirle nello schedario. Tutto procede bene fino a che non si accorge che il nominativo che sta inserendo, già se lo vede inse rito; allora si ferma, tira fuori la parte già inserita e gli si presentano questi casi: o si tratta di omonomia e allora si controllano la data di na scita e la residenza; tante volte que ste risultano uguali, allora si con frontano le firme. Altro caso: trat tasi dello stesso atleta, che avendo già tre sport sul cartellino della stessa società, ne ha staccato un altro per poter praticare altre di scipline. Fin qui tutto bene; il male comincia, quando lo stesso atleta il cui cartellino è già inserito, corri sponde in tutto e per tutto alla parte da inserire, tranne per l'appartenen za alla stessa Società; allora scatta subito l’operazione di doppio tesse ramento, non importa se potenziale o vero e proprio, per cui si procede così: il cartellino che doveva essere inserito lo si ferma, si prende il gruppo di tessere di cui faceva par te, si estrae la tessera vera e pro pria, la si cancella su tutti e 4 gli elenchi assicurativi scrivendo sia su quello di nostra competenza, che su quello che torna al Comitato, la di citura: «incorso nel doppio tessera mento ». Alla fine dell'inserimento, per tutti i cartellini trovati in difetto, si scri vono lettere ufficiali ai Comitati di appartenenza. A questo punto le tessere possono far ritorno al Comitato che le ha inviate. Di menticavamo una cosa: succede pure di riscontrare sui cartellini firmati dallo stesso atleta, per la stessa So cietà, date di nascita differenti; se dette date non rientrano in quelle fissate per la partecipazione ai Cam pionati Nazionali, si tira avanti, altri menti si ferma la tessera e si chiede il certificato di nascita e se l'atleta è in difetto, paga per falso con la squalifica. Restando sempre in tema di tesseramento, vediamo cosa ac cade per quello che riguarda l'atti vità Ricreativa. Per questo genere di attività, il controllo si fa sugli elen chi rimessici dal Comitati e la cosa
non è tanto ardua, nop essendoci un limite massimo di età prefissato ed anche per quello che riguarda il limite minimo, dobbiamo dire che salvo casi irrisori, in confronto ai 90 e più mila atleti che si tesserano, anche questo è quasi sempre rispet tato, difatti se un atleta ha meno di 14 anni, lo si depenna e si avver te Il Comitato che detto atleta non è tesserato, quindi è privo di assi curazione. Il limite minimo, lo ricor diamo, è 14 anni compiuti. Il tessera mento Giovanissimi invece è più la borioso anche se facile. Difatti que st'anno i Giovanissimi al momento del tesseramento, devono avere 10 anni compiuti e non superare I 14. Purtroppo I depennati si sprecano e malgrado i reiterati avvisi che si stampigliano sulla parte di elenco che torna al Comitato, si continua a cadere nello stesso errore. Ma quel lo che è grave è che i Comitati non provvedono in merito alla posizione degli atleti depennati, e lo diciamo con cognizione di causa poiché è accaduto che qualcuno di questi atleti si è infortunato ed essendo stato depennato non risultava tesserato, e quindi privo di assicurazione, non avendo il Comitato tenuto conto del la cancellazione e provveduto a tes serare regolarmente l'atleta per al tra categoria. Un altro caso che ri guarda il tesseramento Giovanissimi è l'elencazione di coloro che essen do inferiori a 10 anni di età, praticano delle discipline per le quali è previ sta un’assicurazione speciale. .1 no minativi di tali atleti devono essere elencati a parte e non promiscua mente con gli altri Giovanissimi, qual che volta avviene che si provvede noi a depennare da un elenco e trascrivere i nominativi su di un altro. Il più delle volte siamo costretti a respingere il tutto e a far sì che al la bisogna provveda il Comitato. Per ultimo abbiamo lasciato il controllo delle domande di affiliazione. Anche qui la situazione non è catastrofica, ma capita spesso di trovare la do manda priva della firma o dell'Assistente, o del Presidente della Socie tà; in tali casi siamo costretti a re spingerle e ne viene a soffrire il tes seramento degli atleti che non avrà luogo fino a che le domande non torneranno indietro regolarizzate. In altri casi, le domande non sono corredate dagli elenchi 5 T con i no minativi dei dirigenti cui deve per venire il giornale. Qualche volta prov vediamo noi e per i nominativi pren diamo generalmente i primi 4 iscrit ti sul retro della domanda di affi liazione; quando il lavoro però è pressante, ci vediamo anche in que sto caso costretti a rispedire tutto al mittente. A questo punto, grosso modo, dovremmo aver finito, o per lo meno aver illustrato gli errori in cui è più facile incorrere. Il rimedio per ovviare a tutto questo è sem plice. basta che ci sia in colui o co loro che nel Comitato sono addetti al tesseramento, una maggiore ocu latezza ed attenzione, basta aver sot to gli occhi una tabellina con sopra scritte le date minime e massime per i tre tipi di tesseramento: Socio Atleta, Giovanissimi ed A.R. ALVARO GAETENI
flash bando di concorso Per il manifesto gioventù
dei
giochi
della
1. — || Comitato Olimpico Na zionale Italiano (C.O.N.I., Foro Ita lico - Roma) bandisce un concorso, tra gli artisti di nazionalità italiana, per il manifesto destinato a dif fondere e propagandare i giochi del la gioventù, istituiti dall'Ente ai fini di allargare la base degli spor tivi nel nostro Paese, attraverso lo avvio dei ragazzi e delle ragazze (dai 12 anni In poi) alla pratica degli sports e aH'agonismo vero e proprio. 2. — I bozzetti concorrenti deb bono rappresentare un'allegoria che contenga i seguenti elementi essen ziali: a) simbolo della gioventù; b) l'idea dello sport come fe nomeno tipicamente giovanile; c) la scritta: • C.O.N.I. giochi della gioventù 1969 »; d) i cinque anelli olimpici. 3. — I bozzetti dovranno essere realizzati con l’impiego di sei co lori al massimo (è facoltativo l'im piego dei colori dei cerchi olimpici nonché di quelli della bandiera ita liana) in maniera che sia consen tita la pratica riproduzione a stam pa. Dovranno essere eseguiti nel formato unico di cm 50x70 fissati su telaio di legno o, comunque, su materiale rigido. 4. — I concorrenti possono par tecipare al concorso con più di un bozzetto, sempreché si tratti di la voro artisticamente definito e con cluso. 5. — Ogni bozzetto dovrà essere contrassegnato, a tergo, da un « motto », il quale, a sua volta, do vrà contrassegnare una busta incol lata a tergo del bozzetto medesimo. Tale busta, chiusa e sigillata, do vrà contenere le seguenti indicazio ni: il «motto », il nome e cognome e il domicilio dell'autore... 7. — Il termine per la presenta zione dei bozzetti al concorso sca de improrogabilmente alle ore 12 del giorno 15 novembre 1968. 10. — Saranno assegnati i se guenti premi indivisìbili: — 1° premio: L. 1.000.000 (un mi lione) ; — ed altri due premi dì L. 500.000 (cinquecentomila) ciascuno. L'assegnazione dei premi non im pegnerà il C.O.N.I. ad utilizzare i lavori premiati. 12. — I bozzetti non ammessi e quelli non premiati, dovranno essere ritirati, a cura e spese degli auto ri, entro un mese dal giorno della pubblicazione dell'esito del concor so sui quotidiani sportivi. Trascorso tale termine, il C.O.N.I. non rispon derà della loro conservazione. 13. — La partecipazione al con corso, da cui sono esclusi i dipen denti del C.O.N.I., implica la cono scenza e l'accettazione delle moda lità previste dal presente bando.
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. calcio il giuoco di squadra b) La « fluidificazione » del delle difese.
giuoco
L’inizio del campionato italiano 196566 propone un nuovo indirizzo: • fluidificare > il giuoco delle difese. Secondo i suoi fautori, il « giuoco all'italiana» dovrebbe limitarsi ai soli periodi che vedono gli avver sari all'attacco. Il ritorno a! posses so deila palla dovrebbe dar luogo agli spostamenti che seguono: la mezz'aia arretrata dovrebbe ripor tarsi in avanti; la mezz’ala avver saria già sottoposta a! suo control lo dovrebbe passare sotto quello del mediano laterale incaricato del la marcatura dei centroavanti; il difensore libero dovrebbe avanzare su quest’ultimo, il ritorno della pal la agii avversari dovrebbe promuo vere i movimenti inversi. Ne! formulare le teorie della « flui dificazione », oltre a trascurare ìe difficoltà di renderla operante con tro il WM (ed a queste abbiamo già accennato nei corso della pun tata precedente), non si tenne evi dentemente conto nemmeno di quanto segue: a) Contro attacchi a M ed « a cro ce • (figura 13) non è possibile « fluidificare » senza incorrere nei gravi rischi derivanti da' fronteg giarli con cinque difensori. b) Contro attacchi a W. lo scorri mento in avanti dei trinomio di fensore libero-mediano latera!e-mezz'ala non significa * fluidificare », ma semplicemente eliminare lo spre co di un elemento. c) Contro attacchi di quattro uo mini comunque disposti, il difen sore automaticamente libero di una difesa su cinque elementi non può essere autorizzato a « fluidificare » il proprio giuoco, data la necessità per ogni squadra di presidiare il campo in tutta la sua larghezza. Se contro i suddetti quattro attaccanti operassero invece sei difensori (e questa è purtroppo una situazione non infrequente), sarebbe ovvia ia urgenza di riportare stabilmente in avanti quel difensore che costitui sce un imperdonabile spreco. d) Non si può evidentemente par lare di « fluidificazione » quando un componente di una difesa su sei elementi si spinge all'attacco fa cendosi rimpiazzare (come quasi sempre avviene) da un compagno antistante. Infatti, l'assetto e la com posizione numerica della difesa stessa non cambiano. Facciamo rilevare per inciso, che le incursioni offensive dei difen sori non sono certo nate con la « fluidificazione ». 11 concetto infor matore delle stesse era ed è ri masto sempre il seguente. Quando lo sviluppo più logico deflazione è quelle di far avanzare un uomo con la palla sullo spazio antistante, se due compagni di squadra appar tenenti alla medesima fila sono in condizioni di portarsi contempora neamente sulla palla stessa, è pre-
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feribile lasciare il compito di tale avanzata a quello fra loro in po sizione più arretrata. Così come conviene lasciarlo ad un difensore eventualmente già lanciato in avan ti con la palla. Ciò offre due van taggi. Il primo, di rendere molto più rapido il progresso in profondità dell'azione. data la ben maggiore velocità di un giuocatore soprag giungente dalle retrovie, rispetto a quella del compagno antistante, par tente od appena partito da fermo. II secondo, la sorpresa derivante dall’improvviso inserimento nell'azio ne. di un giuocatore abitualmente arretrato, con inevitabili ripercus sioni sul meccanismo delle marca ture e protezioni avversarie. La pri ma applicazione di quanto precede si ebbe co! WM. attraverso fre quenti inversioni di ruolo fra mez z'ala e mediano laterale retrostante. I meno giovani ricorderanno, infat ti, i fulmifiei inserimenti all'attacco dei mediani laterali del Torino Grezar e Castigliano. E quando, più tardi, l'adozione dell’attacco ad M ridusse di un terzo la distanza fra la linea delle ali e quella dei ter zini, anche a questi giuocatori si presentò la facile possibilità d'in vertire i ruoli nel pieno dell’azione. La maggioranza delle nostre squa dre. paralizzate dall'infondato timo re di scoprirsi, non resero però operante la possibilità stessa. Osserveremo — e ciò è del tutto ovvio — che insegnamenti attendi bili sulla « fluidificazione » delle di fese come, de! resto, su qualsiasi altro aspetto del giuoco di squadra, non possono formularsi in base alle prestazioni di forti squadre, quando alle prese cor, avversarie nettamen te inferiori come composizione e come giuoco. Per avere validità ge nerale e per essere perciò appli cabili da parte di complessi di li vello medio, essi insegnamenti deb bono infatti scaturire da confronti fra squadre di possibilità non mol to dissimili. Riflettendo appena un po' sul « giuo co all'italiana » e sulla « fluidifica zione », è facile avere conferma del come, da noi, si trascuri con estrema facilità l'ingrediente fonda mentale di ciò che si vorrebbe co struire. Dove trovare, infatti, gli elementi fisicamente idonei a col mare co! movimento i vuoti a cen tro campo creati dai « giuoco alla italiana ». oppure a percorrere inin terrottamente e velocemente il cam po su e giù come vorrebbe la « fluidificazione? ». Ed una volta tro vatili. perché non impiegarli in mo do da consentire finalmente loro di giuocare a pari condizioni con gli avversari? c) Un'adeguata compattezza fra le linee delia squadra potrebbe at tenuare alcune insufficienze del « giuoco all'italiana ».
L'attenta applicazione di alcuni elementari principi riguardanti il movimento della squadra in campo avrebbe potuto e potrebbe attenua re, ben p;ù efficacemente della • fluidificazione », alcune vistose in sufficienze de! «giuoco all’italiana». Poiché l'argomento riguarda la ma novra difensiva ed offensiva, esso dovrebbe essere trattato in quella sede. Tale è però la sua ìmpor-
tanza, che riteniamo opportuno ari ticiparne i punti essenziali. In breve, si tratta di questo. Per rendere agevoli i collegamenti du rante la fase preparatoria della azio ne offensiva (appoggi, triangolazio ni, eccetera) e per realizzare va lide ed operanti protezioni e coper ture in difesa, occorre che, duran te l'andarivieni del giuoco, la di stanza fra le linee della squadra non superi mai determinati limiti. Affinché ciò avvenga, occorre il simultaneo movimento dei gioca tori che compongono le varie linee. La squadra risulterà così un tutto ben unito. Questa compattezza fra le sue linee viene soprattutto pro mossa: — in fase offensiva, dai difensori più arretrati che serrano sotto spin gendo in avanti mediani ed attac canti. I difensori non devono at tendere, insomma, che siano gli attaccanti avversari, una volta esau ritasi la loro azione, a retrocedere. Ma devono essere essi stessi a spingerli indietro, sino a metà cam po, con ia minaccia del fuori giuo co; — in fase difensiva, dagli attac canti più avanzati che devono re trocedere quasi a spingere indie tro le proprie mezze ali e me diani. Due sole osservazioni a conclusio ne di questi brevissimi cenni sullo argomento. La prima: che lo strin gersi della squadra attorno ai pro pri uomini di centro campo, oltre a ridurre lo spazio sul quale que sti debbono operare ed a consenti re perciò una più equa ripartizione del lavoro fra i vari reparti, rende possibile il costante ed armonico collegamento del centro campo stes so con ia difesa e l'attacco. La seconda: che il mantenimento della vicinanza fra le linee durante l'an dirivieni del giuoco facilita i ritor ni difensivi degli attaccanti e rende privi di rischio gli inserimenti of fensivi dei difensori. A quest'ulti mo riguardo, chi deve colmare il vuoto creato da un difensore spin tosi all’attacco non deve più infatti assoggettarsi ad un antistintivo e perciò quasi sempre tardivo ripie gamento. ma deve semplicemente rallentare il proprio movimento in avanti, attendendo che detto vuoto giunga alla sua altezza. In pratica, sarà come salire su di un tram in corsa. Il lavoro svolto per migliorare la compattezza delle squadre che pra ticano il « giuoco all’italiana » non è evidentemente fine a sé stesso. Gli indirizzi suggeriti sono infatti validi con qualsiasi schieramento. Con gli attacchi ad M ed « a cro ce », al fine di rendere meno one roso il giuoco del centroattacco del primo e della mezz'ala arretrata del secondo. Col 4-2-4, per raffor zare il suo attacco numericamente ridotto. Col WM, per porre un qual che riparo alla sua debolezza a metà campo. E così vìa. Si tratta perciò di un lavoro che conviene affrontare con tutta serietà.
ALBERTO
GUAIT1NI
(18 - continua)
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ALDO NOTARIO
crescere si ma nell’ordine!
a recente legge regionale sullo sport della Sardegna chiama in causa gli Enti di Propaganda con una dizione più propria e cioè Enti di promozione sportiva. Agli articoli 4 e 5 infatti della legge n. 19 dell'l settembre 1967 entrata in vigore da pochi mesi è previsto un Comitato Tecnico Sportivo che ha il compito di proporre alla Giunta regionale il piano di investimenti. Di questo Comitato fanno parte i rappre sentanti del CONI, degli Enti di Propaganda, dei Provveditorati agli studi, nominati con decreto legge dal Presidente della Regione. E' un grosso avvenimento politico questo perché rappresenta il primo riconoscimento giuridico che ci riguarda oltre ad avere la virtualità di una forma di partecipazione molto qualificata e responsabile delle forze associative operanti nel settore.
ella relazione al disegno di legge sulla ripartizione degli utili del Totocalcio (la famosa « fifty-fifty ») si parla esplicitamente degli Enti di Propaganda ai quali, riconoscendo l'opera meritoria, sarebbe andata una parte della maggiore aliquota del CONI, co sa che si è verificata. Questi due fatti, uno politico l'altro amministrativo, se da una parte rappresentano sudate tappe di un faticoso cammino, dall’altra rappresentano una sollecitazione ad « appetiti » di chi assente nel periodo delle «vacche magre» si è scoperto Ente di Propaganda nel periodo delle « vacche grasse », posto che questo lo sia.
Lo stesso fenomeno è successo nel campo limitrofo del turi smo, da quando nel bilancio del Ministero del dei Turismo è stato introdotto un capitolo di spesa per il « turismo sociale » con una disponibilità annua, mi pare, di 600.000.CXX) di lire. Si è cioè verificata una fioritura di Enti di turismo sociale e giovanile rivelando un insospettato amore per i giovani ed una particolare attenzione ai problemi turistici che un tempo soltan to gli operatori economici del settore, leggi albergatori, avevano. 5
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on vogliamo con questo essere monopolizzatori di un’idea che ■ / .^abbiamo avuto per primi, né tanto meno di un settore dove per " ^■^lunghi anni siamo rimasti soli a lavorare pagando lo scotto della indifferenza e dell’incomprensione, ma ci pare sia giusto dire a questo punto che ognuno faccia il suo mestiere e che il CONI, che ha il potere di farlo, metta ordine.
In questo momento di crescita dello sport italiano noi assistiamo ad una « agitazione » che è ben lontana dall’essere una « co struzione». Vediamo che le Federazioni hanno scoperto i giovanissimi e lan ciano leve al di sotto dei 14 armi; Enti di Propaganda che fanno esclusivamente attività federale prendendo a prestito, o meglio sarebbe dire catturando, società e atleti; il CONI che porta avanti i Centri di Addestramento con una organizzazione sua propria, i Gruppi Aziendali che dopo aver inflazionato il mercato sportivo catturando atleti di valore, si dedicano al settore gio vanile e forse pensano ad un Ente di Propaganda loro; la Scuola che esce dal seminato e con i gruppi scolastici occupa uno spazio che non è suo, e via dicendo.
■W 1 CONI ha una legge istitutiva che gli da il potere di coordinare gc di disciplinare l’attività sportiva e a noi pare che questo aspetto ^^sia valido e vada usato se si vuole costruire nell’ordine. Ma il discorso non è a senso unico, è nei due sensi e ritengo che nel momento in cui si chiede al CONI di usare i suoi poteri di mettere ordine, le Federazioni e gli Enti di Propaganda che rap presentano il libero associazionismo sportivo giovanile e fanno parte del CONI mettano ordine intanto in casa loro.
a dato atto ad Onesti che non sempre ha avuto vita facile a far capire ai Presidenti Federali « l'idea » degli Enti di Propaganda: sovente hanno giocato a sfavore personalismi, paura di concorrenza ma anche gli stessi Enti di Propaganda che non hanno fatto gli Enti di Propaganda! I Giochi sportivi della gioventù sono la grande occasione per chiarire equivoci, definire ruoli e compiti intanto fra CONI, Fede razioni ed Enti di Propaganda: gli altri inesorabilmente si acco deranno. Se non la perderemo avremo reso un servizio allo sport e specialmente ai giovani. ALDO NOTARIO
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finali di atletica a Cagliari
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Cagliari ha ospitato con signorilità ed entusiasmo i finalisti dell’atletica c.s. i. - Valori tecnici, organizza
zione, folclore e partecipazione del pubblico hanno
contribuito a creare un’esperienza indimenticabile. 7
con i ragazzi del csi
alla scoperta della Sardegna
« Dopo quest’esperienza mi chiedo quale sa rà il Comitato che si prenderà la responsa bilità di organizzare i prossimi campionati CSI di Atletica Leggera », diceva domenica 6 ottobre un dirigente di un grosso Comitato provinciale del nord Italia, al momento di lasciare la Sardegna. E con parole più o meno simili, lo stesso pensiero era ripetuto da mol ti, moltissimi altri. In realtà i campionati italiani di Atletica Leggera che si sono svolti a Cagliari il 5 e 6 ottobre saranno ricordati dagli oltre 300 atleti e accompagnatori di tutta Italia come una meravigliosa esperienza in cui gli impa reggiabili dirigenti del CSI cagliaritano hanno saputo fondere insieme l’agonismo sportivo con la gita turistica, l'interesse archeologico con il bagno di fine stagione nelle tiepide ac que del Golfo degli Angeli. Saranno ricordati, per la perfetta orga nizzazione e la fine ospitalità sarda con cui dovunque è stata accolta la numerosa e vi vace comitiva del CSI. A cominciare dal mo mento in cui la « Lazio » si accingeva venerdì mattina ad attraccare nel porto di Cagliari, quando un fuoribordo e un motoscafo si fa cevano incontro per darci il benvenuto con la bandiera del CSI sventolante a prua, fino al pomeriggio della domenica, quando tutti gli amici del Comitato di Cagliari erano sulla banchina a salutare la stessa nave che sven tolava sull’albero maestro i colori blu e aran cione. Ma andiamo per ordine. Il pomeriggio del primo giorno, dopo la sistemazione nel grade albergo ESIT, sulla spiaggia di Poetto, sei pullman trasportavano la comitiva alla zona archeologica di Nora per visitare i mosaici, il teatro romano, i resti del le terme e dei templi dell'antico capoluogo sar do fondato dai Fenici, conquistato dai Punici 8
e dai Romani e distrutto dai Vandali, che è sepolto in parte nel verde del mare. Nella suggestiva cornice del paesaggio di Nora, quasi per riportarci tangibilmente al passato, un gentile gruppo folcloristico ha fatto rivivere per noi, a sera, i cori e le danze più tipici della Sardegna. L’intensa giornata si concludeva nella sala consiliare del municipio di Cagliari ove il Sindaco, dopo un cordiale saluto, trasforman dosi in perfetto padrone di casa, accompa gnava gli ospiti per le sale del palazzo, of frendo generosamente bibite, dolciumi e... dot te spiegazioni sulla storia, le tradizioni locali e sulla misteriosa civiltà nuragica. La cronaca dei due giorni successivi, il sa bato e la domenica, è raccontata a parte nelle tabelle che riportano i tempi, le misure e i records registrati sul campo sportivo scola stico. Ma è cronaca solo in parte affidata al giornalista sportivo perché le emozioni, i ti mori, le ansie, le gioie e le delusioni di cui è ricca sono racchiusi nell'animo di chi era ve nuto a Cagliari con tanti sogni nel cuore. E tutti questi sentimenti i trecento atleti portarono, la sera del sabato, sul colle di Bo naria dove ha il suo santuario la Vergine ve nuta miracolosamente dal mare, venerata dai marinai fin dal '500 quando alcuni di loro, sbarcati fortunosamente sulla costa argentina, pensarono di' dare il nome della Madonna di Cagliari alla città che stavano per edificare. E nacque così Buenos Ayres. Fu uno dei momenti religiosi dei campio nati, insieme con quelli vissuti sulla nave, du rante le messe celebrate sul ponte di poppa venerdì mattina, poco prima di giungere nel l'isola, e domenica sera, poco dopo averla la sciata, mentre il profilo tormentato delle sue coste si perdeva sull’orizzonte del mare.
VITTORIO PERI
a Cagliari il più “ricco,, degli incontri
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ìli La bandiera del CSI sul pennone della nave traghetto che sta per salpare stracarica degli atleti finalisti. Dirigenti e atleti sulla nave traghetto Messa celebrata da don Vittorio Peri.
assistono
alla
Decisamente questa edizione 1968, che ha voluto a Cagliari i finalisti di Atletica Leggera di ben 37 Comitati di tutta Italia, ha detto la verità, quella prevista dalla Presidenza Na zionale, dai tecnici, dai solerti organizzatori locali. Scrivere queste note dopo l’epilogo delle magnifiche gare mi permette una disanima serena ed obbiettiva di tutta una manifesta zione, che, oltre ai risultati tecnici conseguiti dai singoli vincitori, ha evidenziato un ele vato rendimento dei più, ammessi alla finale. Anche se brevemente, ora vorrei ricolle garmi al momento in cui la nave, che per l’occasione batteva la più significativa delle bandiere bleu-arancione, si è staccata dalla generosissima terra di Sardegna. Non l’atmosfera calda e rumorosa notata in altre analoghe occasioni di dipartita, ma visi compunti, seri, quasi tristi ed un gran agi tare di mani prima, di fazzoletti dopo, verso persone sconosciute le più, verso una terra non propria, ma assai bella e ricca di tra dizioni. Meritato omaggio anche verso chi nulla ha tralasciato per rendere il più caldo ed ospi tale dei soggiorni. Questa Cagliari 1968 è stata la fase delle scoperte dei valori e dopo la prima felice esperienza di raggruppamento di tutti i con venuti, dirigenti ed atleti, in un unico grande albergo, il viaggiare tutti insieme su di una moderna e confortevole nave, oltre ad essere stato per tantissimi emozione primizia in as soluto e perciò indimenticabile, ha indiscuti bilmente giovato a prolungare il più ricco de gli incontri, da rendere sempre più cordiale quel clima di simpatia che già si era eviden ziato lungo il viaggio d’andata e che è, oggi più di ieri, fra le più evidenti note che carat terizzano le organizzazioni del C.S.I. L’aver dato modo, poi, d’incontrarsi con il Cristo anche attraverso le celebrazioni delle S. Messe sul ponte della nave, ha giovato non poco perché, attraverso le « calde » parole di Don Vittorio, si scoprisse, in quell’indimenticabile scenario che offriva la vista dell’oriz zonte contornato di porpora, la presenza di Lui. Scoperta di valori in tutte le circostanze, quindi, e non ultimi quelli di ordine culturale e folkloristico dopo l’interessante visita agli scavi dell’antichissima Nora, conclusasi con lo spettacolo delle tradizionali danze della gen te di Sardegna, fusione di grazia, di luccicanti colori, di ritmo, di melodia con lo scenario del più suggestivo e caldo dei tramonti sardi. PIERO CHILLE’ 9
solida base di un successo Ancora una volta sarebbe troppo facile dire che a Cagliari c'è stata l'esplosione dell’atletica CSI. Sta diventando un luogo comune, questo, e volutamente non vogliamo ripeterci su « vecchi » motivi. Vecchi motivi ovviamente che altri sarebbero or gogliosi di scrivere sempre a commento di gare na zionali, ma che noi, forse perché viviamo da tanti anni con queste meravigliose realtà atletiche, ci rifiutiamo di sottolineare ancora. Ogni anno è un successo. E' un successo perché le basi dell'atletica CSI sono più che granitiche, per ché abbiamo una periferia che sbalordisce continuamente, perché possiamo contare su di un vivaio di atleti quali (siamo forse immodesti, adesso) nessuna altra organizzazione sportiva sa di avere. Idda e Chillè, due autentici dirigenti-tecnici del CSI che hanno vissuto, in crescita, la vita della nostra atletica, in altre pagine diranno quanto di « buono » (tecnicamente parlando) hanno detto le due giornate di gara nel meraviglioso campo scuola cagliaritano. Lo diranno con adeguata terminologia che si deve ado perare quando si commenta un grosso avvenimento. Siamo in clima di prestazioni allucinanti che ci pervengono dal Messico e quindi anche noi per com mentare le nostre gare, che praticamente sono la ras segna nazionale di un movimento che ormai raccoglie
qualcosa come circa 35.000 aderenti della sola atle tica, abbiamo avuto bisogno di veri tecnici. Ma non per questo vogliamo vedere le nostre fi nali solo sotto il profilo tecnico. Non sarebbe nella nostra logica e soprattutto nei nostri programmi che invece guardano sempre ad una maggiore propaganda, ad un maggiore sviluppo come disciplina di pace. Ritorneremo, come è logico, su tutta l’annata atle tica CSI, prima di affrontare la nuova stagione ago nistica (anche se proprio in questo numero di Stadium appare già in inserto il regolamento della corsa campestre). Subito però vogliamo mettere in evidenza i sue* cessi di Vicenza e Treviso che a Cagliari hanno conquistato il primo e secondo posto nella classifica per Comitati. Vicenza e Treviso hanno visto così premiati non solo il lavoro, oscuro, di questo ultimo anno, ma anche quello degli anni passati. Basta a questo propo sito constatare la progressione dei due Comitati nella classifica: Vicenza 1965: 8.; 1966. 5.; 1967: 4.; 1968: 1, Treviso 1965: 14.; 1966: 6.; 1967: 3.; 1968: 2. E' una ennesima testimonianza che quando si « lavora bene », quando il vivaio sa basarsi su elementi che hanno idee chiare e precise, le grosse soddisfa zioni non possono mancare. ALDO CAPPELLINI
iniziata a Cagliari l’operazione Monaco 72 Abbiamo lasciato Cagliari eb bri di sole, di mare, di entusia smo. E come si sarebbe potuto rimanere insensibili alle bellezze del luogo, al calore di una ospitalità che solo i sardi sanno offrire, al livello agonistico-tecnico di una ma nifestazione quale purtroppo non spesso ci pacita di vedere. Un’ot tima organizzazione, un rispetto de gli orari più che accettabile, un pubblico attento e numeroso (sì numeroso! non è fantascienza; le tribune del campo di Cagliari era no piene di folla interessata alle gare) hanno fatto il resto. E veniamo alle singole specialità. Per la categoria allievi 5 atleti al di sopra dei 13 metri nel peso, il record della specialità superato due volte con 14,96-14,32, misure di tutto rispetto non hanno bisogno di commenti. Sentiremo ancora parlare di Tripodi e di Nascimben. Buono anche il disco per quanto con atleti di minore maturità tec-
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nica. Inferiore all'attesa la gara del salto nella quale però abbiamo no tato alcuni elementi assai idonei fisicamente alla specialità che se curati potranno in futuro ben fi gurare in pedana. Nel lungo Her nandez si distingue nettamente su tutti; dotato di velocità, di potenza, di grinta potrebbe essere, un doma ni non molto lontano, l'uomo nuovo di questa specialità da noi purtrop po tanto trascurata. Il salto con l'asta, specie nel campo allievi, spes so risente di improvvisazione tec nica: eccettuato Cavaliere già am mirato in altre occasioni anche co me buon tetratlheta, poco ci han no detto gli altri a Cagliari. Ce da augurarsi che i volonterosi, tal volta spericolati giovani che ab biamo visto, al loro ritorno in Comitato, possano trovare guide tec niche sicure in modo da dare in futuro quei risultati che il loro en tusiasmo decisamente merita. Negli ostacoli, il padovano Salvadego è un vecchio amico: come non par larne bene? Del resto è atleta serio c preparato al quale è ab bastanza facile prevedere un buon avvenire sportivo specie nei 400. Te lo auguriamo di cuore Mauri zio! Nessun commento sul giavel lotto: i 57 metri di Sabbadin e i 52 di Pignata non hanno bisogno di parole. Discreti gli 80 piani, anche se l'impazienza ed il nervosismo hanno falsato un po' il rendimento di molti. Nei 300 il 35'7 di Pizzolato (an cora bravo Piero!) è decisamente tempo di grande rispetto specie se consideriamo che non è la pri ma volta che l’atleta fa segnare tale tempo e che (signori crono metristi perdonatemi) in due, di due Società diverse, avevamo cro nometrato all'arrivo ben 35”5. Michele Marin e Diana nei 2000, Cirlini (che mi ha dato un non piccolo dispiacere a Milano battendo da campione, non lo ne go, proprio Marin), Ercolani, Corpino, sono testimonianze dei con tinui progressi che stiamo facendo nel mezzofondo, specialità che per tanti anni è stata la piaga del l’atletica italiana. Se in tutti i set tori si fosse lavorato con la stessa passione, la stessa serietà ed intel ligenza ora non trepideremmo, co me facciamo, per Città del Messico. Buone note, seppure inferiori, an che per gli Juniores. Nel disco, il gigante Marangon ha bisogno di affinare la tecnica e di sfoderare la grinta. Comun que, le basi ci sono e i suoi 43 metri ne sono la evidente dimostra zione. Validi anche i suoi più di retti antagonisti Marsili e Scuderi. Discreti anche gli ostacoli con Ma rabini, Lugli c De Micheli in evi denza. Mediocre il peso con dei gi ganti poveri purtroppo di piedi e gambe. Finché questi giovani non avranno capito che il peso si lan cia anche con le braccia ma so prattutto di piedi e gambe, scarsi saranno i progressi in questa spe cialità. Nei 400 il Carletto Chizzali vincitore in 50”9, e già accreditato di un'ottimo 49”5 è da considerarsi più che una promessa. Bravo Car lo, il tuo entusiasmo, la tua alle gria, la tua generosità rendono
I CAMPIONI NAZIONALI 1968 ALLIEVI Metri 80: Berto G. (Montecchio Vicenza) Metri 300: Pizzolato P. (Ponzano Treviso) Metri 1000: Cirlini P. (Condor Reggio Emilia) Metri 2000: Martini M. (Ponzano Treviso) Metri 80 hs: Salvadengo M. (Vallesport Padova) Salto in alto: Beilazzi R. (Olimpia Vigevano) Salto in lungo: Hernandez C. (Athlon Siracusa) Salto con l’asta: Cavaliere R. (Montecchio Vicenza) Lancio del peso: Tripodi G. (Minniti R. Calabria) Lancio del disco: Pozzi R. (Esperia Cagliari) Lancio del giavellotto. Sabbadini M. (Italsider Genova) Staffetta 4 x 100: Siracusa (De Vivo, Hernandez, Ghirlanda, Petruzzella)
JUNIORES Metri 100: Cavasino G. (Esperia Cagliari) Metri 400: Ghizzali C. (Ponzano Treviso) Metri 800: Marangoni G. (Montecchio Vicenza) Metri 3000: Florida L. (Athlon Siracusa) Metri 110 hs: Marabini M. (Quattro Torri Ferrara) Salto in alto: Pistolato L. (Asop Treviso) Salto in lungo: Megna S. (Riccardi Milano) Salto con l’asta: Pesavento T. (Caldognio Vicenza) Lancio del peso: Scuderi V. (Athlon Siracusa) Lancio del disco: Marangon G. (Torriana Gorizia) Lancio del giavellotto: Colla S. (Quercia Trento)
Passaggio dei 3000 juniores. E’ in testa Barbaro di Treviso.
9”1 35'7 2’34”6 5’46”4
11 ”2 1,75 6,82 3,50 14,96 41,34 57,14 44 "4
11"1 50”9 1’58’7 8'56" 15'3 1,90 6.39 3,50 12,76 43.04 59,90
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Sopra, a sinistra: il Sindaco di Ca gliari, dott. Paolo De Magistris, salii ta atleti e dirigenti durante il rice vimento in Comune. A destra: il rag. Antonio Assorgia, Consigliere Nazio nale e Presidente Provinciale CSI, è stato l'animatore instancabile della ma nifestazione. A fianco: un gruppo fol cloristico sardo si esibisce per i no stri atleti. Sotto: lo schieramento dei finalisti sul campo Scuola.
spesso il nostro lavoro più facile e più sereno. In ombra purtroppo il salto in lungo (Hernandez datti da fare perché molto confidiamo in te per il futuro). Dominio in contrastato dell’Esperia Cagliari i 100 piani con Cavasino e Faggioli primo e secondo accreditati dello stesso buon tempo di 11”1. Buoni anche Colla e Vardaro nel giavel lotto. Povera l’asta sempre per via di quella improvvisazione tecnica sopra citata. Purtroppo astisti non si nasce ma si diventa; e lo si diventa con grandi sacrifici e lun ghissimo lavoro tecnico e costrut tivo. Non è sufficiente dare una asta ad un ragazzo e dirgli di saltare. Se così fosse saremmo tutti dei Dionisi. Nei 3000 incredibile sconfitta di Gabriele Barbaro già accreditato di 8'41” e di ben 15’ 10” sui 5000. Gabriele non mollare, hai tutti i mezzi per rifarti alla prossima occasione e cogliere quei successi che ti spettano per diritto e non mancheranno di arriderti. Il vincitore Fioridia ed il Busi sono comunque atleti di tutto rispetto di cui siamo certi sentiremo par lare ancor meglio in futuro. Guido Marangoni, vecchia conoscenza dei nostri campi sportivi, ha vinto, in l'58”7, tempo di utto rispetto, gli 800 davanti a Belletti atleta da non dimenticare. Anche di lui, siamo convinti, risentiremo parlare. Ap pannaggio dell’azzurro Pistolato il salto in alto, la gara, da un punto di vista drammatico e spettacola re, forse più bella della giornata. Lucio hai vinto per maggior espe rienza e sicurezza, ma ricordati che Raoss e West sono giovani veramente dotati. Limate le loro imperfezioni hanno assolutamente i due metri a portata di... gambe. E tu Giorgio, se proprio non puoi farne a meno cerca di ridurre il numero di sigarette che giornal mente divori. Non ho mai avuto il piacere di vederti senza una si garetta accesa in bocca. E’ vero che il saltatore non è un fondista, ma è altrettanto vero che ha bisogno anche lui di doti di resistenza e di tenuta. Queste doti, scusami e non avertene a male, ti sono man cate proprio a fine gara quando ne avresti avuto maggior bisogno. Ora siamo rientrati. Cerchiamo di ricreare ciascuno di noi nel no stro Comitato, nelle nostre Società, un po’ di quel clima elettrizzante di Cagliari. Ricordiamoci che se l’atletica è entusiasmo non per questo è im provvisazione. Ricordiamoci che questi giovani talenti che noi ab biamo ammirato, per i quali ab biamo gioito e talora sofferto, me ritano un'assistenza morale e tec nica sicura, non pressapochistica c raffazzonata; meritano un calore umano che nasce solo dall’amore. Ricordiamoci che è facile gridare in allenamento o in gara « spingi di più » o correre a fine manifesta zione a prenderci la coppa della vittoria. Bisogna seguire questi gio vani giorno per giorno, ora per ora, dicendo loro cose e non pa role. Solo così potremo dire di aver iniziato a Cagliari Popolazio ne Monaco 72. GIOVANNI IDDA Allenatore del CSI Treviso
PRIMATI DEI CAMPIONATI NAZIONALI CSI CATEGORIA Metri 80 Metri 250 Metri 300 Metri 600 Metri 1000 Metri 1200 Metri 2000 Metri 60 hs
ALLIEVI
8”8 29 ”5 35’7 l'24”5 2’33’’4 3'17”4 5’45” 8”6
Mangiagalli (Ricc. Milano) De Stetani (CSI Trento) Pizzolato (Panzano Treviso) Contini (Riccardi Milano) Cirlini (Condor R.E.) Marangoni (Carm. Vicenza) Marini (Panzano Treviso) Gasparello (Hesp. Treviso) Casiraghi (Riccardi Milano) Signorile (Sp. Club Bari) Massagli (Nova Fortitudo Lucca) Brizzi (CSI Piacenza) Hernandez (Athlon Siracusa) Cavaliere (Montecchio Vicenza) Luisetto (Altiora Novara) Tripodi (Minniti R.C.) Podberscek (Olimpia Gorizia) Podberscek (Olimpia Gorizia) Lazzarini (C.S.I. V.S. Padova) Sabbadin (Italsider Genova) Siracusa
1965 1963 1968 1965 1968 1965 1968 1961 1963 1965 1968 1963 1968 1968 1963 1968 1965 1966 1963 1968 1968
Chiodoni (Altiora Novara) Arlotti (Vittoria Torino) Rosso (R.F. Udine) Marimonti (Ricc. Milano) Pozzi (Daini Car. Br. Milano) Romeo (Polimeni R. Calabria) Ardizzone (Mongibello Catania) Conti L. (Pro V. Cai. Berg.) Giordani (Aurora Trento) Crosa (Italsider Genova) Piras (Esperia Cagliari) Furlotti (I leoni R. Emilia) Bergonzoni (Bologna) Pasin (Vallesport Padova) Cramerotti (Aur. Trento) Torino Roma Carocci (CSI Frase. Roma)
1965 1959 1959 1965 1961 1956 1965 1955 1965 1965 1961 1963 1967 1961 1965 1957 1959 1959
10”8 Metri 80 hs (1) 11"1 Metri 80 hs (2) 1,84 Alto 6,82 Lungo 3,50 Asta 15,01 Peso (3) 14,96 Peso (4) 43,93 Disco (3) 41,58 Disco (4) 57,48 Giavellotto (3) Giavellotto (4) 57,14 4 x 100 44”4 N.B. (1) altezza mt. 0,76; (2) dal 1966 altezza mt. 1; (3) pesi: peso Kg. 5, disco Kg. 1,500, giavellotto Kg. 0,600; (4) dal 1966 pesi: peso Kg. 6, disco Kg. 1,750, giavellotto Kg. 0,800. CATEGORIA JUNIORES 10”8 Metri 100 22”2 Metri 200 22"2 49"8 Metri 400 l’57”6 Metri 800 4’06”l Metri 1500 8’37”8 Metri 3000 15'30”2 Metri 5000 15” Metri 110 hs 1.97 Alto 7,09 Lungo Asta 3,86 Peso 14,22 Disco 43,89 Giavellotto 61,33 4 x 100 43’7 4 x 400 3’24”9 Km. 5 24’19’’2
Finale mt. 100 piani Juniores: Cavasino conquista titolo In 11 ”1.
il
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intervistati
protagonisti PIERO CHILLÈ, ALLENATORE DEL CSI MESSINA, HA RAC COLTO LE IMPRESSIONI DI ALCUNI FINALISTI.
Mario Sabbadin, giavellotto allievi, nuo vo primatista CSI con 57,14.
CLAUDIO HERNANDEZ, nato il 19-7-1951, è tesserato con l’Athlon di Siracusa. Primatista nazionale CSI con me tri 6,82 nel salto in lungo.
sta formazione dei giovani non sia incompleta. Dedico questa vittoria a mia madre, che più degli altri risente quando non riesco nella attività extra sportive ».
In attività dal 1966, oltre al ti tolo nazionale CSI nel corrente anno si è laureato campione ita liano Allievi con m. 7,1?. Dotato di una buona velocità di base, corre i m. 80 in 9” netti, riesce anche nel salto triplo, nella cui gara vanta un record personale di m. 13,26. Allievo dell'istituto Tee. Comm.le A. Rizzo di Siracusa, frequenta la III, si era detto fiducioso di vin cere, visto il suo personale, ma non certo di migliorare il record dei campionati. « Ricorderò sempre la Sardegna e poi tutti i meravigliosi premi che mi hanno dato. Sono rimasto sorpreso, poi, per l’interesse con il quale è stata seguita la mia gara ». « Sono ai miei primi campionati CSI, ente di cui avevo sentito parlare nel corso del Criterium studentesco. Ho potuto constatare che il CSI porge ai giovani più che un invito e non solo per via dei ricchi pre mi. Molti atleti, fra i migliori del la nazione vi aderiscono già, ma auspico che anche le grosse so cietà si avvicinino a questa orga nizzazione. A mio avviso è errato trascurare le attività formative, specie quelle religiose, per lo sport il CSI è l'unico ente, che io sap pia, che si preoccupa perché que-
Claudio
He'rnandez.
MARIO SABBADIN - Tesserato per la Italsider di Genova, nato ad Agna (PD) il 13-2-1951. Primatista Nazionale CSI di Gia vellotto: mt. 57,14.
Campione Italiano FIDAL con mt. 54,64, si allena 3 volte la set timana sempre che il lavoro glielo consenta. Da tempo, infatti, lavora presso uno stabilimento di Genova. « Mi lasciano andare alle: gare più importanti », mi dice. « 1Sperayo di migliorare ma non di raggiun gere la misura che mi ha dato il titolo di campione Nazionale ». « Lo sport comunque non è il mio solo diversivo. Mi piace dipingere con i gessetti e credo di cavarmela abbastanza bene; in estate poi mi diverte andare in bicicletta ». « Altra mia grande passione è la lettura, preferisco il genere roman zesco». «La domenica, quando non sono impegnato con le gare, se mi capita vado a ballare e ritengo di avere gli stessi divertimenti dei miei amici con il vantaggio che io riesco a fare anche dello Sport». «Giudico, infatti, lo Sport il più valido dei divertimenti per uno della mia età; il mondo che cer cano oggi molti giovani è fatto di pubblicità e di quattrini ».
ROBERTO CAVALIERE, tesserato per la « Montecchio » di Vicenza. Nato il 14-3-1951 a Vicenza. Nuovo primatista Nazionale CSI di salto con l’asta con mt. 3,50.
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Giacomo Tripodi (R. Calabria) campione CSI del lancio del peso: un sicuro avvenire atletico.
GIACOMO TRIPODI, 18-2-1951. Si è qualificato per la finale di Cagliari, vincendo a Catania con mt. 13.60.
Con tale misura si presentava secondo alla fase nazionale, dietro il forte Nascimbene, che anche a Cagliari in virtù del poderoso lan cio di mt. 14,32, nuovo primato nazionale CSI, sembrava dovesse privarlo e per l’ennesima volta nel corso di un intero anno agonistico. Non gli restava che l’ultimo lan cio: chiunque al suo posto si sa rebbe rassegnato. Sembrava un fa scio di nervi, una belva ferita. Rac colto il peso per l’ultimo tentati vo, con i denti serrati e con tan ta rabbia in corpo, polarizzò la attenzione di tutti. Mescolate a comprensibili imprecazioni di cir costanza, rivolto al suo allenatore Minniti, gli sentimmo dire: « Mo sparti ». Qualche preliminare e poi, prima ancora che il peso toccasse il suolo, un urlo di grande gioia: mt. 14,94! Sembrava impazzito di gioia. Dunque Tripodi cosa puoi dirmi circa la vittoria, speravi d'ottenerCosa pensi di poter fare il pros simo anno che passi di categoria? « In Sicilia sono convinto che riuscirò a primeggiare, in campo nazionale, invece, temo Cassin e Stivanello; Spero ardentemente, co munque di guadagnarmi un posto in nazionale Juniores ». la? E’ stata la prima domanda, tanto per entrare in argomento. « Fino all’ultimo lancio ho cer cato la vittoria, anche se dopo la misura record di Nascimbene ho avuto paura di non farcela. « Sentito l’altoparlante che comu nicava al pubblico il conseguimen to del nuovo record nazionale, ho avuto una strana reazione di ner vosismo e sono esploso ». « Dopo un’annata noco fortunata, gli sportivi di Reggio Calabria aspettavano questo titolo ed avevo promesso a me stesso di non de luderli ». Tripodi esprime il suo tempera mento anche attraverso il parlare; cerchiamo di sapere qualcosa di extra sportivo.
Stesso impeto e via di getto: « So no stato promosso in III Liceo ed a scuola me la cavo abbastanza bene; è stato proprio il mio inse gnante di Educazione Fisica a dar mi le prime nozioni sportive; si chiama Luigi Sarlo ed in questi momenti di grande gioia lo ricordo in modo particolare ». « Debbo anche molto a Gerocarni, lanciatore primatista Regionale Calabro di buon valore nazionale, che mi ha impostato tecnicamente e mi ha aiutato a migliorare; mentre il professore Minniti ha il me rito di avermi lanciato in campo nazionale ». Ho visto che te la cavi abba stanza bene anche con il peso del la categoria superiore, cosa pensi di fare il prossimo anno? « Da Junior, essendo di statuta poco alta, circa 1.71, temo di non riuscire; mi consigliano di dedicar mi al martello e forse seguirò questo consiglio ». Cavaliere Roberto • Montecchio Vicenza.
Già campione CSI lo scorso an no a Molfetta con m. 3,20, nel corso del corrente anno aveva saltato mt. 3,60. Diplomato Steno-Dattilografo, la vora presso una ditta di Vicenza. « Spero, mi dice, di non avere in tralci per la mia attività. Comun que visto che molto lavoro dovrò svolgerlo in palestra, avrò come dedicarmicisi, a partire dal pros simo inverno, la sera al termine dei miei impegni ». Ho notato che hai fatto una gara molto regolare, speravi di vincere e di ottenere il record nazionale? « Temevo dopo i mt. 3,40 d'in cappare in una giornata no, co munque avevo buone speranze di vittoria ». « Dopo aver saltato mt. 3,50, ho sperato di portare il record a me tri 3,60, ma non ci sono riuscito, forse perché stanco dopo 3 ore di pedana ». Il neo primatista di salto con l’asta si è avvicinato alle attività del CSI da circa tre anni. « Nel CSI, mi dice, noto più entusiasmo; a Milano ai campionati nazionali Allievi, eravamo solo atleti ed accompagnatori; di Ca gliari ricorderò, fra l’altro, la sen tita partecipazione del pubblico ». A Milano Cavaliere si è confer mato atleta eclettico. Si è impo sto, infatti, nel Tetratlon con 2.607, con le seguenti prestazioni: 11.7 sugli 80 Hs; mt. 36,78 nel giavellotto; mt. 3,40 nell’asta; 40",00 nei m. 300 piani. « Dedico questa mia vittoria ai miei genitori che mi seguono e mi lasciano fare lo Sport. L'atletica è la mia passione
PIZZOLATO PIETRO 18-2-1951. Ponzano Treviso - Primatista Na zionale CSI con 35”7.
Promosso a settembre alta terza classe dellTstituto Industriale, si allena da tre anni sotto la guida del Prof. Idda che lo ha anche scoperto. Si è messo in evidenza lo scorso anno classificandosi 2° alta fase nazionale CSI di Mollet ta. E’ alta sua prima affermazione in campo nazionale; alta finale Na zionale FIDAL, svoltasi recente mente a Milano, * aveva realizzato lo stesso tempo, aggiudicandosi la finale dei secondi. Dimmi Pizzolato eri certo di vin cere a Cagliari? « L'unico che temevo era un mio compagno di società, Pier Angelo Bernardi che vanta un tempo di 35”8, conseguito proprio a Milano, agli assoluti Allievi dove è stato quinto in finale ». « La vittoria ottenuta mi ha ap portato tanta gioia e la dedico in modo particolare ai miei genitori, specie a mio padre che è molto appassionato e contento di questa mia attività ». Cosa fai di extra sportivo nella tua Treviso? « A Treviso, almeno per me, non ci sono molte possibilità di diver timento, così mi dedico solo allo sport che mi piace tanto. Quasi tutte le domeniche, poi, sono im pegnato con delle gare ed anche volendolo non ho come divertirmi con altro. « Peccato che tanti altri miei coe tanei non hanno scoperto lo Sport e trovano come divertirsi con tan te cose che io giudico insignificanti ».
Pietro
Pizzolato
Ponzano
(Treviso).
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CSI SIRACUSA (De Vivo, Hemandez, Ghirlanda, Petruzzello). Quartetto vincitore del titolo nazionale CSI staffetta 4 x 100. Tempo: 44”4. Nuovo record dei Campionati Nazionali. La stessa formazione, correndo in 43”8, ha vinto a Milano il titolo Italiano Allievi. Sebastiano De Vivo
Giovanni Ghirlanda
Nato il 20-2-1951 a Siracusa è stato promosso in secondo liceo. Si allena dal 1966 ed ora quasi tut ti i giorni. Dotato di una partenza molto valida è il primo frazionista del quartetto ed ha un personale sui m. 80p. di 9” e 2. Si dichiara soddisfatto di tutta l'organizzazione ed in particolar modo del titolo nazionale conse guito.
E’ nato il 12-1-1951 ad Augusta. E’ stato promosso alla V classe dell'istituto Tecnico Nautico, si allana dal 1966. Vanta una velocità di base che gli consente di correre gli 80 m. p. in 9” e 2; ha anche un perso nale di 38” e 9 sui m. 300 p. Domenico Petruzzello
Dopo la vittoria record nel lungo è stato di valido aiuto per il con seguimento del titolo record delta staffetta. Poco prima delta gara era il più pessimista ed invitava i compagni a stare calmi. « Si è vero, esordisce, ma solo perché in Atletica non ce certezza matematica. Basta sbagliare un cambio ed è finita ».
Nato ad Augusta il 14-6-1951 si allena dal 1966. Vanta dei personali di 9” sui m. 80 p. e di 37" e 7 sui 300 mp. E’ stato promosso al IV Industriale. « Ho notato una certa incertezza al 2. cambio ma la rimonta di Ghirlanda mi ha ridato calma e sicurezza; son partito deciso, il cambio è stato buono e mi sono ritrovato fra le braccia dei miei compagni, dei dirigenti e di tanta gente che non conoscevo, confesso che questo mi ha fatto tanto pia cere ».
Fra i Comitati particolarmente distintisi, quello di Siracusa, ha fatto la parte del leone. Ben 4 vittorie individuali, 2 fra gli Allievi e 2 fra gli Juniores: Primo fra i C.P. nella categoria Juniores, V fra gli Allievi e IV nel la classifica assoluta per Comitati. Abbiamo voluto concludere que ste note d'intervista con i neo pri matisti Italiani CSI, ascoltando il Sig. Oreste Trommino, Direttore tecnico del Comitato Provinciale di Siracusa e dirigente dcll'Athlon. « Sono particolarmente soddisfai to, mi dire, per l'affermazione degli Juniores e non solo perché inspe rate, quanto perché conseguite su avversari di assoluto valore nazio nale. « Per gli allievi, continua, dopo le recentissime affermazioni in cam po nazionale, nutrivo più che una speranza. Essi non hanno risentito del ruolo di favoriti ed hanno lot-
tato sul rendimento di tutto un arco agonistico che è stato assai ricco di soddisfazioni. « Oltre che per me, per seguire e preparare questi bravi ragazzi do tutto il mio tempo libero, sono particolarmente felice per loro, per i dirigenti locali, che tanto hanno fatto per rilanciare l’Atletica Leg gera a Siracusa. « La gioia di queste affermazioni ripaga i numerosi miei sacrifici e le prestazioni conseguite in questi campionati nazionali ed i due re cord nazionali stabiliti, danno tor lo agli scettici che non sempre hanno condiviso le mie insistenti decisioni di partecipare alle atti vità del • CSI. Io in questa orga nizzazione ho intravisto sempre una grande famiglia e la gioia di tutti i presenti a Cagliari e lo slancio del presidente nazionale Aldo No tano nel circondare i miei ragazzi e nel chiedere di posare con loro, mi ha perfino commosso ».
Claudio Hemandez
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di notte sulla nave ne abbiamo riparlato fra noi...
Ore 23,40 del giorno 6 ottobre. La comitiva degli atleti del Comitato di Napoli, ritorna a casa sulla « Lazio » dopo tre giorni di permanenza nella bellissima Cagliari. Stanchi e parecchio assonnati, (alcuni già dormono!) ci mettiamo a parlare di questo Campionato Nazionale CSI che poche ore fà si è felicemente (e come!) concluso. Diciamo poco di noi che abbiamo conquistato un buon nono posto ed una coppa, e molto invece di questo Campionato, splendida esperienza. De Rosa Gennaro mi suggerisce di dire che questa è stata senz’altro la migliore gara che abbia fatto, dal punto di vista dell’organizzazione — precisa —. perché in gara non sono stato bril lantissimo. D'Elia Bruno, 5. nel salto in alto Juniores, parla di « ot tima organizzazione riscontrata ed altrettanto ottimo trattamento ricevuto ». Tutti sono d’accordo nel fatto che si poteva andar meglio, però nessuno è scontento, segno chiaro che queste giornate sono state davvero « la festa dell’atleta ». Le 24 sono passate da un pezzo, Parliamo ancora? De Quattro dice che bisogna soprattutto ricordare il tono elevatissimo delle gare. Vicario ribatte che il fatto più significativo di questi Campionati è stata l’organizzazione mai riscontrata altrove. Esposito invece trova nella bellezza delle cagliaritane la nota fondamentale di questa tra sferta in terra sarda. Fiorentino dice: « e vi siete dimenticati la gita? ». Hanno ragione un po’ tutti: impeccabile l’organizzazione, straor dinari i mezzi profusi, belle, bellissime le gare, stupenda questa isola di Sardegna, stupenda la gita, suggestiva la S. Messa ascoltata a bordo della « Lazio », stupendo il sole, il clima, il mare, (quasi tutti abbiamo fatto il bagno prima di partire). Stupende, mi sussurrano ancora, le ragazze di Cagliari.
LINO BELLOTTI
La chiusura della manifestazione: delle finali nazionali.
il presidente del
C.S.I. Aldo Notano saluta gli atleti, i dirigenti e gli organizzatori
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il messaggio del Papa agli atleti olimpici Il 12 ottobre, in occasione della inaugurazione della XIX Olimpia de di Città del Messico, Paolo VI ha trasmesso agli atleti partecipanti, ai dirigenti e agli organizzatori un messaggio di saluto e di augurio. Il Papa ha pronunciato il suo discorso dai microfoni della Radio Vaticana che ha effettuato uno speciale colle gamento con Città del Messico. Ecco il testo del messaggio:
E' profonda la soddisfazione che proviamo nel sentirci in mezzo a voi, giovani atleti che vi disponete a inaugurare la XIX Olimpiade di Città del Messico esattamente nel giorno commemorativo del primo incontro tra il Vecchio e il Nuovo mondo. Messico: l’antica Tenochtitlan i cui templi e monumenti am mira, assorto, il visitatore. Con qua le indovinata opportunità gli orga nizzatori hanno inserito nello stem ma di questa Olimpiade il calenda rio Azteco che, ornato dei colori della bandiera nazionale, proclama Messico, durante le competizioni sportive, come la capitale del mon do! 12 ottobre: oggi, le Nazioni d’A merica, ricordano che tale giorno dell’anno del Signore 1492 segna la nascita di una novella età nella sto ria. « Ma vi è un’altra circostanza sin golare, per la prima volta l’America Latina offre la sede per una Olim piade, includendo nel suo program ma diverse manifestazioni culturali. In tal modo, gli atleti, e quanti li accompagnano, porteranno con sé al ritorno nei propri paesi un ricordo incancellabile. « Il nostro ministero apostolico non rimane indifferente a codeste nobilissime manifestazioni. Da quan do, nel 1896, furono riprese le Olim piadi, la Chiesa le incoraggia por gendo loro la sua luce orientatrice. Così fece Pio XII con la XVI Olim piade di Melbourne, Giovanni XXIII con quella di Roma e noi stessi in occasione dei Giochi Invernali di Grenoble. E anzitutto desideriamo esprimere il nostro compiacimento considerando che una eletta porzio ne della gioventù mondiale parteci pa a competizioni che richiedono preparazione e arduo allenamento. Fra poche ore ne darete la prova, spinti da un alto ideale. Sicuramen te, vi saranno vincitori e vinti, pe ro, l’essenziale non è trionfare, ciò che conta è essere presenti e gareg giare con gli altri. Così sosteneva il barone De Coubertin, il restitutore dei Giochi Olimpici. Avrete occaslo
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ne di mostrare la vostra magnani mità, conducendo un « fair play », un limpido metodo di gioco; accet tando le decisioni degli arbitri e dei giudici, e stringendo la mano al vincitore: ecco la vera vittoria. «Concludiamo affidandovi un mes saggio: ritornando ciascuno nella vostra Patria, annunciate che la pa ce è possibile ed è fattibile: procla mate che le vostre competizioni hanno realizzato questo prodigio. I cinque anelli, emblema ufficiale del le Olimpiadi, non simboleggiano for se la fraterna convivenza delle razze che abitano i cinque continenti?
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Giovani atleti, che ci state ascol tando nel Messico, giovani di tutto il mondo, che prestate ascolto alla nostra voce: siate messaggeri siate evangelizzatori, siate apostoli della pace; mentre formuliamo i voti più fervidi per il felice esito di questa Olimpiade porgiamo un rispettoso saluto alle autorità della nazione messicana, ai membri del Comitato Olimpico Intemazionale e Messica no, alle autorità religiose che hanno predisposto una speciale assistenza per i visitatori, e su tutti invochia mo le più copiose benedizioni del cielo
| CSI tecnica]! 14 | TENNIS TAVOLO - 1 A CURA DI DOMENICO MAIELLO
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Qualcosa sta mutando nel tennis da tavolo italiano, non è molto, ma è pur sempre un ini zio di rinnovamento. Da troppi anni l’egemonia dei « vecchi » pre valeva sulle nuove leve impedendogli, certamen te per scarsa elevatura tecnica di quest’ultimi, di giungere alla ribalta nazionale. Questa situazione non si poteva e non si può imputare ai vecchi, ma ai giovani che non sono riusciti e non riescono a raggiungere una discreta maturità tecnica che permetta di so pravanzare gli « anziani », nonostante il loro inevitabile declino di rendimento. Non vi sono dei test sufficientemente atten dibili che dimostrino o che i giovani siano su bentrati alle vecchie glorie solo perché queste, continuando nella loro parabola discendente, sono giunte ad un livello inferiore a quello dei campioni di oggi o che indichino il migliorato rendimento dei giovani sull’inalterato dei vec chi. Noi speriamo « vivamente » che i giovani sono giunti alla ribalta superando gli anziani che recitavano il loro canto del cigno. Questo significherebbe un progresso, il raggiungimento di una più elevata maturità tecnica e, soprat tutto, vorrebbe dire che i giovani si sono im pegnati per migliorare. Non sappiamo quanto potranno valere nei prossimi anni in campo internazionale le « nuo ve stelle nazionali » e non sappiamo se saranno capaci di riportare l’Italia a riprendere il po sto che occupava, cioè farla risalire dagli ul timi posti della terza categoria mondiale alla seconda. Comunque, un fatto importante si è verifi cato: le sorti internazionali non continueranno a scendere lungo la parabola discendente dei vecchi campioni, ma potranno risalire se vi sarà un progressivo miglioramento nel rendi mento tecnico-atletico dei rappresentanti le nuo ve leve. Il miglioramento tecnico si potrà avere sola mente se si giungerà a capire (qualche giovane è sulla buona strada) che solo attraverso un alto e continuo rendimento atletico si ha la possi bilità di esprimere con continuità la migliore tecnica di gioco per l’arco di tutto un incontro, o per la durata di tutti gli incontri dei tornei brevi o lunghi che siano. Quando ci si impegna per migliorare, nor malmente, si imbocca la strada giusta di una sana igiene mentale-sportiva, che porta l’atleta a condizionare la parte della propria vita dedi cata allo sport, ad un lavoro metodico e serio. Questo condizionamento, che si auspica ci sia in tutti gli atleti di tutti gli sport, deve man tenersi entro i limiti dell’importanza dello sport nella vita dell’uomo, cioè nei limiti della sua funzione educativa, altrimenti si rischia di crea re degli sbandati nella vita e nello sport. Nella vita, perché la vita non è fatta solo di sport e perché l’uomo per vivere « secondo na tura » deve avere oltre alla fonte del sostenta mento, più poli di interesse, che possono sem brare anche opposti, ma che sono in effetti pro fondamente integrati. Questo perché permettono la formazione della personalità dell’individuo e gli consentono di trovare un giusto equilibrio 20
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interiore, servendo, tra l’altro, come « valvola di sicurezza » per gli inevitabili squilibri psico fisici che si verificano nei vari momenti della vita quotidiana. Nello sport e non solo nello sport, chi si dedica ad esso con una visione ottusa della vita, cioè considerandolo come l’unica vera ragione di vita, rischia di ricevere dei danni troppo spes so irreparabili. Molti, troppi campioni, che non si sono saputi integrare nella routine della vita di tutti i giorni dell’uomo della strada, lo stan no ad indicare. Molti, molti altri invece, che per ovvie ragioni non sono noti, non sono riu sciti a raggiungere le mète che erano nelle loro possibilità, proprio perché consideravano ogni movimento od azione sportiva determinante per loro ai fini della riuscita. Questo li ha privati della spontaneità e della naturalezza che so no proprie dello sport ed in genere di tutte le azioni della vita e che permettono di mi gliorare ed emergere. La mancanza di sere nità, spontaneità e naturalezza porta a fare lo sport sempre preoccupati, come se gli ine vitabili errori che si commettono nella ri cerca del perfezionamento possano compro mettere lo sviluppo della carriera sportiva. Chi si avvicina allo sport con questa men talità, non solo non riesce ad emergere, tran ne pochi casi rarissimi, ma non riesce nem meno a fare della sana attività sportiva, per ché alle prime inevitabili sconfitte o dinanzi agli ostacoli che momentaneamente impedisco no di emergere, crolla psichicamente ed ab bandona con la conseguente ed ingiustificata convinzione di essere uno sconfitto. Spesso, troppo spesso, questa errata convinzione por ta degli squilibri nella formazione della per-
STAGIONE AGONISTICA 1968-1969 DEL CENTRO SPORTIVO ITALIANO
SCI
campestre Campionati Provinciali o Zonali
Art. 1 — Il Centro Sportivo Italiano indice ed or ganizza con l’approvazione della FISI, i Campionati Nazionali dei « Campanili Alpini » per l’anno 1969.
Art. 4 — Le gare per i Campionati Provinciali o Zonali devono essere organizzate rispettivamente dai Comitati Provinciali o Zonali nel periodo tra l'inizio delia stagione invernale e il 2 febbraio 1969. Art. 5 — Le specialità in programma sono: a) fondo km. 4; b) slalom; c) slalom speciale; d) staffetta 3x4 km. I percorsi delle gare saranno stabiliti secondo le norme del Regolamento Tecnico della FISI. E’ facoltà dei Comitati Provinciali o Zonali orga nizzare gare di Campionato Provinciale o Zonale anche in altre specialità non comprese fra le citate. Art. 6 — Gli atleti per prendere parte alle gare di Campionato Provinciale o Zonale dovranno essere tesserati al CSI in data anteriore a quella della disputa della fase Provinciale o Zonale. Art. 7 — Una copia dei regolamenti delle prove di Campionato provinciale o Zonale dovrà essere inviata alla CTN almeno cinque giorni prima dell'effettuazio ne della prova alla quale si riferiscono. I regolamenti, per essere approvati dalla CTN, do vranno contenere tutti i dati richiesti dal regola mento tipo. Non si terrà conto delle prove delle quali non siano pervenuti tempestivamente i relativi regola menti. Art. 8 — I risultati delle prove di Campionato Pro vinciale o Zonale dovranno essere inviati alla CTN, firmati dal Giudice Arbitro delle gare, entro e non oltre ima settimana dalla loro effettuazione. Non si terrà conto delle prove i cui risultati giun gano alla CTN oltre i termini stabiliti. Art. 9 — Per acquisire il diritto a partecipare alla successiva fase del Campionato, i Comitati Provincia li e Zonali Autonomi dovranno organizzare almeno una prova di ciascuna specialità nella quale intendono partecipare alla fase successiva del Campionato. La prova di Campionato Provinciale o Zonale per essere ritenuta valida, dovrà aver raccolto atleti re golarmente tesserati per almeno 2 (due) Società affiliate al Comitato, salvo determinate eccezioni per le quali sarà richiesta la approvazione alla Direzione Tecnica Nazionale. Le gare di Campionato Provinciale o Zonale per essere ritenute valide, dovranno aver raccolto almeno 10 (dieci) atleti classificati.
Partecipazione alle gare
Finali Nazionali
Art. 2 — Ai campionati sono ammessi atleti tesse rati per lo Sci per Unioni Sportive regolarmente af filiate al CSI per il 1969 con tessera di Socio Atleta o di Propaganda e nati negli anni: Gare di fondo: 1953, 1954, 1955, 1956, Gare di discesa: 1955, 1956, 1957, 1958, Gli atleti tesserati CSI, che svolgono anche attività federale, devono essere tesserati per la stessa Unione Sportiva affiliata al CSI per la quale prendono parte al Campionato Nazionale Campanili Alpini, o anche per i Comitati Provinciali, ove questi siano essi stessi af filiati alla FISI. L'accertamento della effettiva esistenza delle con dizioni anzidctte nei riguardi degli atleti tesserati alla FISI è demandato ai Comitati Provinciali e Zonali del CSI che ne saranno i diretti responsabili. Sono esclusi gli atleti che partecipano al Criterium Nazionale. Art. 3 — I Campionati si svolgeranno in due di stinte fasi: 1) Campionati Provinciali o Zonali; 2) Finali Nazionali.
Art. 10 — Le Finali Nazionali del Campionato dei Campanili Alpini avranno luogo il 21-22 febbraio 1969 in località da stabilire e saranno organizzate dal lo cale Comitato Provinciale o Zonale in collaborazione con la Presidenza Nazionale e la CTN. Art. 11 — Le specialità in programma sono le stesse previste all’art. 5 del presente regolamento. Art. 12 — I Comitati Provinciali o Zonali, che hanno acquisito il diritto di partecipare alle Finali Nazionali, per quanto disposto dal precedente articolo 9, potranno iscrivere: numero 8 atleti nel fondo e numero 6 atleti nelle gare di discesa. Ogni Comitato potrà iscrivere un massimo di due staffette. Art. 13 — Gli atleti iscritti alle Finali Nazionali dei Campanili Alpini dovranno risultare tesserati al CSI in data anteriore a quella di effettuazione della rispettiva fase provinciale o zonale. Art. 14 — I Comitati provvederanno ad inviare le iscrizioni, individuali e di squadra, redatte sugli ap positi moduli, alla CTN Sci e Montagna — Via della
SCI CAMPIONATI NAZIONALI CATEGORIE: Campanili Alpini e Criterium
ETÀ’: Campanili Alpini: fondo nati negli anni 1954-5556; discesa nati negli anni 1956-57-58-59; Criterium: fondo nati negli anni 1951-52-53; discesa nati negli anni 1952-53-54-55. SPECIALITÀ’: Campanili Alpini: fondo Km. 4; slalom speciale; slalom gigante; staffetta 3x4 Km.; Cri terium: fondo Km. 8; slalom speciale; slalom gigan te; staffetta 3x8 Km.
TESSERAMENTO: gli atleti ammessi alla finale na zionale dovranno essere in possesso della tessera vidimata con data anteriore a quella di effettua zione della fase provinciale o zonale. FASI E DATE: provinciale o zonale: entro il 2 feb braio 1969; finale nazionale: il 21-22 febbraio 1969. AMMISSIONE: alla finale nazionale saranno ammessi i Comitati che avranno organizzato almeno una prova di campionato per quelle specialità in cui intendono partecipare. Ogni Comitato avente di ritto a partecipare alla finale nazionale potrà iscri vere fino ad un massimo di 8 atleti nella gara di fondo e 6 atleti nelle discese.
CAMPANILI ALPINI REGOLAMENTO
Conciliazione 3, Roma — entro e non oltre il giorno che verrà tempestivamente fissato. Art. 15 — Agli effetti della classifica per le rap presentative provinciali si terrà conto dei tre migliori piazzati nelle prove individuali e della migliore squa dra staffetta. Per ogni singola gara verranno assegnati 20 punti al vincitore, 19 al secondo classificato, 18 al terzo e così di seguito sino al 20° classificato; a tutti gli ulteriori classificati in tempo massimo verrà as segnato un punto. Per la staffetta punteggio doppio. Art. 16 — Ciascun Comitato Provinciale parteci pante dovrà designare un proprio rappresentante ac compagnatore. Art. 17 — I concorrenti dovranno trovarsi a dispo sizione del Giudice di Partenza mezz’ora prima della ora fissata per il « via ». In caso di ritardo l’atleta si riterrà partito col tempo assegnatogli dal sor teggio. Art. 18 — La Giuria sarà formata da Giudici Uffi ciali della FISI. Di essa farà parte un rappresentante del CSI. I percorsi saranno controllati dai Giudici della FISI. Le prove saranno cronometrate da Crono metristi della FIC. Art. 19 — Per i reclami di carattere tecnico vige li Regolamento FISI. Art. 20 — Per quanto non previsto dal presente Regolamento vige quello tecnico della FISI. Art. 21 — Il Centro Sportivo Italiano declina ogni c qualsiasi responsabilità per eventuali infortuni a concorrenti ed a terzi prima, durante e dopo le gare.
CRITERIUM NAZIONALE REGOLAMENTO
Art. 1 — Il Centro Sportivo Italiano indice ed or ganizza.. con l’approvazione della FISI, il Criterium Nazionale di Sci per il 1969.
Partecipazione alle gare Art. 2 — Al Criterium sono ammessi atleti tesse rati per lo Sci per il 1969 per Unioni Sportive rego larmente affiliate al CSI con tessera di Socio Atleta e nati negli anni: Gare di fondo: 1949, 1950, 1951, 1952; Gare di discesa: 1950, 1951, 1952, 1953, 1954. Gli atleti, tesserati CSI, che svolgono anche atti vità Federale devono essere tesserati per la stessa Unione Sportiva affiliata al CSI per la quale pren dono parte al Criterium o anche per i Comitati Pro vinciali, ove questi siano essi stessi affiliati alla FISI. L'accertamento della effettiva esistenza delle con dizioni anzidetto nei riguardi degli atleti tesserati alla FISI è demandato ai Comitati Provinciali e Zonali del CSI che ne saranno i diretti responsabili.
Fasi di svolgimento Art. 3 — Il Criterium si svolgerà in due distinte fasi: 1) Criterium Provinciali o Zonali; 2) Criterium Nazionale.
Criterium Provinciali o Zonali Art. 4 — Le gare per i Criterium Provinciali o Zo nali devono essere organizzate rispettivamente dai Comitati Provinciali o Zonali nel periodo tra l’inizio della stagione invernale e il 2 febbraio 1969. Art. 5 — Le specialità in programma sono: a) fondo km. 8; b) slalom; c) slalom speciale; d) staffetta 3x8 km. I percorsi delle gare saranno stabiliti secondo le norme del Regolamento tecnico della FISI. E’ facoltà dei Comitati Provinciali o Zonali organizzare gare di Criterium provinciale o zonale anche in altre specia lità non comprese fra le citate. Art. 6 — Gli atleti per prendere parte alle gare di Criterium Provinciale o Zonale dovranno essere tes serati al CSI in data anteriore alla disputa della fase Provinciale o Zonale. Art. 7 — Una copia dei regolamenti delle prove di Criterium Provinciale o Zonale dovrà essere inviata alla CTN almeno cinque giorni prima dell’effettua zione della prova alla quale si riferiscono.
I regolamenti, per essere approvati dalla CTN, do vranno contenere tutti i dati richiesti dal regola mento. Non si terrà conto delle prove delle quali non siano pervenuti tempestivamente i relativi regola menti. Art. 8 — I risultati delle prove di Criterium Pro vinciale dovranno essere inviati alla CTN, firmati dal Giudice Arbitro delle gare, entro e non oltre una settimana dalia loro effettuazione. Art. 9 — Per acquisire il diritto a partecipare alla successiva fase del Criterium, i Comitati Provinciali e Zonali Autonomi dovranno organizzare almeno una prova di ciascuna specialità nella quale intendono partecipare alla fase successiva del Campionato. La prova di Criterium Provinciale o Zonale, per essere ritenuta valida, dovrà aver raccolto atleti re golarmente tesserati per almeno 3 (tre) Società af filiate al Comitato, salvo determinate eccezioni per le quali sarà richiesta la approvazione alla Direzione Tecnica Nazionale. Le gare di Criterium Provinciale o Zonale per essere ritenute valide dovranno aver raccolto almeno 10 (dieci) atleti classificati. Criterium Nazionale
Art. 10 — Il Criterium Nazionale avrà luogo il 21-22 febbraio 1969 in località da stabilire e sarà organizza to dal locale Comitato Provinciale o Zonale in col laborazione con la Presidenza Nazionale e la CTN. Art. 11 — Le specialità in programma sono le stesse previste dall’art. 5, del presente regolamento. Art. 12 — La Commissione Tecnica Nazionale, pre via ratifica della Presidenza e della Direzione Tecnica, stabilirà tempestivamente quali Comitati potranno partecipare al Criterium. La scelta si baserà sull’attività svolta dai Comitati Provinciali e Zonali, ed approvata dalla CTN, tenendo presente che la CTN orienterà la propria scelta su quei Comitati che abbiano organizzato almeno una prova di Campionato Provinciale o Zonale a program ma completo (quattro prove). Oppure in quelle sole specialità per le quali intendano prendere parte al Criterium. Art. 13 — Ogni Comitato invitato dalla CTN potrà partecipare al Criterium nazionale con numero 8 (ot to) atleti nel fondo e numero 6 (sei) atleti negli slalom. Ogni Comitato potrà partecipare con un massimo di due staffette. Art. 14 — Gli atleti iscritti al Criterium Nazionale dovranno risultare tesserati al CSI in data anteriore a quella di effettuazione della rispettiva fase pro vinciale o zonale. Art. 15 — I Comitati che avranno ricevuto l’invito provvederanno ad inviare le iscrizioni, individuali e di squadra, redatte sugli appositi moduli, alla Com missione Tecnica Nazionale — Via della Conciliazione, 3, Roma — entro e non oltre il giorno che verrà tem pestivamente fissato. Art. 16 — Agli effetti della classifica per le rap presentative provinciali si terrà conto dei tre migliori piazzati nelle prove individuali e della migliore squa dra staffetta. Pr ogni singola gara verranno assegnati 20 punti al vincitore, 19 al secondo classificato, 18 al terzo e così di seguito fino al 20° classificato; a tutti gli ulteriori classificati in tempo massimo verrà assegnato un punto. Per la staffetta punteggio doppio. Art. 17 — Ciascun Comitato Provinciale parteci pante dovrà designare tm proprio rappresentante ac compagnatore. Art. 18 — I concorrenti dovranno trovarsi a dispo sizione del Giudice di Partenza mezz'ora prima della ora fissata per il « via ». In caso di ritardo l’atleta si riterrà partito col tempo assegnatogli dal sorteggio. Art. 19 — La Giuria sarà formata da Giudici Uf ficiali della FISI. Di essa farà parte un rappresentan te del CSI. I percorsi saranno controllati dai Giudici della FISI. Le prove saranno cronometrate da Cronome tristi della FIC. Art. 20 — Per i reclami di carattere tecnico vige il regolamento FISI articolo 8. Art. 21 — Per quanto non previsto dal presente Regolamento, vige quello tecnico della FISI. Art. 22 — Il Centro Sportivo Italiano declina ogni e qualsiasi responsabilità per eventuali infortuni a concorrenti ed a terzi prima, durante e dopo le gare.
campestre CATEGORIE: Allievi - Juniores.
.AMMISSIONE ALLA FASE NAZIONALE: i Comitati, per ciascuna categoria, avranno ammesso un solo atleta.
ETÀ': Allievi: nati dall’1-1-1952 al 31-12-1953. Juniores: nati dall’1-1-1950 al 31-12-1951.
CAMPIONATO PROVINCIALE O ZONALE CATEGO RIA RAGAZZI CORSA CAMPESTRE
DISTANZA: Allievi: km. 3,500; Juniores: km. 5.500.
ETÀ’: nati dall’1-1-1954 al 31-12-1956. DISTANZA: massima km. 1,500. TESSERAMENTO: gli atleti dovranno essere in pos sesso della tessera vidimata con data anteriore a quella di effettuazione della prima gara. FASI E DATE: Provinciale o Zonale entro il 13 apri le 1969. AMMISSIONE: a discrezione dei Comitati Provinciali o Zonali.
CAMPIONATO NAZIONALE CORSA CAMPESTRE
TESSERAMENTO: gli atleti ammessi alle fasi succes sive a quelle provinciali o zonali, dovranno essere in possesso della tessera vidimata con data ante riore a quella di effettuazione della stessa fase provinciale o zonale. FASI E DATE: Provinciale o Zonale, entro il 2 marzo 1969, Regionale (facoltativa): entro il 16 marzo 1969, Finale Nazionale il 30 marzo 1969.
CAMPIONATO NAZIONALE CORSA CAMPESTRE REGOLAMENTO
Art. 1 — Il Centro Sportivo Italiano indice ed organizza, con l’approvazione della FIDAL, i Campio nati Nazionali di Corsa Campestre 1969 per le cate gorie « Allievi » e « Juniores ». Partecipazione alle gare
Art. 2 — Ai Campionati possono partecipare gli atleti tesserati, con tessera di Socio-Atleta, per la atletica leggera per il 1969 per Unioni Sportive affi liate al CSI, suddivisi nelle categorie: Allievi: nati nel 1952 e nel 1953; Juniores: nati nel 1950 e nel 1951. Gli atleti tesserati al CSI che svolgono anche atti vità federale, devono essere tesserati per la stessa Unione Sportiva affiliata al CSI per la quale pren dono parte ai Campionati, o per i Comitati Provin ciali, ove questi stessi siano affiliati alla FIDAL, op pure per una Unione Sportiva preventivamente de signata dal Comitato Provinciale o Zonale a svolgere attività Federale. Dai Campionati sono esclusi gli atleti che abbiano fatto parte della squadra nazionale azzurra fino a tutto il 1968 nonché gli atleti che partecipano all'atti vità ufficiale degli altri Enti di propaganda. L'accertamento della effettiva esistenza delle con dizioni anzidetto è demandato ai Comitati Provinciali e Zonali, che ne saranno i diretti responsabili. Art. 3 — I Campionati si svolgeranno attraverso le seguenti fasi: a) Locale (Provinciale o Zonale); b) Regionale (facoltativa); c) Nazionale. Fase locale Art. 4 — Categoria « Allievi ». I Comitati Provin ciali e Zonali Autonomi, che avranno organizzato non oltre il giorno 2 marzo 1969 i propri Campionati locali in almeno tre prove su distanze progressive tra 2.000 e 3.500 metri, potranno iscrivere alla finale nazionale un atleta della categoria « allievi ». Art. 5 — Categoria « Juniores ». I Comitati Provin ciali e Zonali Autonomi che avranno organizzato non oltre il giorno 2 marzo 1969 i propri Campionati
locali in almeno tre prove su distanze progressive tra 2.500 e 5.500 metri, potranno iscrivere alla finale un atleta della categoria « juniores». Art. 6 — E’ fatto assoluto divieto di far parteci pare atleti della categoria « allievi » alle gare orga nizzate per la categoria « juniores » o viceversa. Art. 7 — Le prove di Campionato locale, per essere ritenute valide, dovranno avere raccolto almeno 10 atleti classificati in tempo massimo. La CTN si riserva di ritenere valide anche le gare di Campionato Provinciale o Zonale con meno di 10 atleti classificati allorché né ravvisi l'opportunità per particolari motivi tecnici od organizzativi. Gli atleti dovranno essere tesserati in data ante riore a quella di svolgimento della prova di Campio nato locale alla quale prendono parte. Gli atleti, per poter partecipare alla finale nazio nale, dovranno essersi classificati almeno in una pro va di Campionato locale. Art. 8 — Per la compilazione dei regolamenti delle prove di Campionato locale i Comitati Provinciali e Zonali sono tenuti a seguire il regolamento tipo pre disposto dalla CTN. Una copia dei regolamenti delle prove di Campio nato locale dovrà essere inviata alla CTN almeno cinque giorni prima dell’effettuazione della prova alla quale si riferiscono. E’ data facoltà ai Comitati Provinciali e Zonali di inviare alla CTN sia un regolamento per ogni distinta prova di Campionato locale, sia un regolamento unico comprendente il calendario completo di tutte le prove di Campionato locale. I regolamenti, per essere approvati dalla CTN, do vranno essere redatti sui moduli distribuiti dalla CTN e contenere tutti i dati richiesti dal regolamento tipo. Non si terrà conto delle prove delle quali non siano pervenuti tempestivamente i relativi regolamenti. I risultati delle prove di Campionato Provinciale o Zonale dovranno essere inviati alla CTN, firmati dal Giudice Arbitro delle gare, entro e non oltre una settimana dalla loro effettuazione. I risultati delle ultime prove dovranno comunque pervenire non oltre 1’8 marzo 1969 alla CTN. Non si terrà conto delle prove i cui risultati giungano alla CTN oltre i termini stabiliti. Fase regionale (facoltativa)
Art. 9. — E’ data facoltà ai Comitati Regionali di organizzare per l'assegnazione dei titoli regionali, la fase regionale dei campionati di corsa campestre.
L’organizzazione c la partecipazione o meno a tale fase non può pregiudicare la partecipazione o meno alle successive finali nazionali. Le norme tecnico-organizzative per lo svolgimento delle fasi regionali verranno stabilite dai competen ti Comitati Regionali, in accordo con la CTN.
Finale Nazionale Art. 10 — La finale nazionale avrà luogo in località da stabilire il giorno 30 marzo 1969 e sarà organiz zata dal locale Comitato CSI in collaborazione con la Presidenza Nazionale e con la CTN. Art. 11 — Gli atleti iscritti alla finale nazionale dovranno risultare tesserati al CSI in data anteriore a quella di effettuazione della rispettiva fase Provin ciale o Zonale. Art. 12 — Le iscrizioni alla finale nazionale do vranno pervenire alla Commissione Tecnica Nazionale per l’Atletica Leggera — Via della Conciliazione 3, Roma — entro e non oltre il giorno che verrà tem pestivamente fissato. Art. 13 — Le domande di iscrizione, redatte su appositi moduli, dovranno contenere: cognome e nome del concorrente, data di nascita, Unione Sportiva di appartenenza, numero della tessera e data di emissio ne della stessa, eventuale numero della tessera FIDAL, migliore classifica riportata in una prova di Campio nato locale. La data di nascita di ciascun concorrente dovrà essere comprovata con un documento di identità per sonale munito di fotografia. Art. 14 — I Comitati Zonali dipendenti potranno iscrivere alla finale nazionale un proprio rappresen tante solo nel caso: a) che il Comitato da cui dipen dono non abbia acquisito diritto di partecipazione; b) che il Comitato da cui dipendono rinunci a par tecipare. I Comitati Provinciali e Zonali Autonomi possono essere rappresentati in finale nazionale da un atleta appartenente ad un Comitato Zonale dipendente, qua lora ritengano più opportuno iscriverlo in luogo di un proprio atleta. Art. 15 — I rappresentanti dei Comitati e gli ac compagnatori degli atleti partecipanti alla finale nazionale dovranno trovarsi la sera precedente la gara nella località che verrà tempestivamente fissata, per il ritiro dei numeri e per ricevere le ultime disposizioni inerenti la gara. Art. 16 — La Commissione Tecnica Nazionale si ri serva di disporre il controllo medico dei concorrenti. Art. 17 — I percorsi di gara, dello sviluppo di km. 3,5 circa per gli atleti della categoria « allievi » e di Km. 5,5 circa per quelli della categoria « juniores » verranno indicati con frecce, bandierine, ecc. II tempo massimo scadrà 4' dopo l’arrivo del vin citore per la categoria « juniores ». Art. 18 — Per la classifica dei Comitati Provinciali e Zonali Autonomi verrà adottato il seguente criterio: ai vincitori di ciascuna gara di finale verranno asse gnati tanti punti quanti sono gli atleti classificati; ai secondi classificati un punto in meno e così di seguito fino agli ultimi arrivati in tempo massimo. Risulterà primo classificato il Comitato che avrà totalizzato il maggior numero di punti sommando il punteggio conseguito in entrambe le finali. Verranno inclusi nella classifica finale anche i Comitati che hanno conseguito punteggio in una sola delle due finali. A parità di punti decide il miglior piazzamento individuale. Art. 19 — Eventuali reclami, accompagnati dalla tassa di lire L000 (mille) dovranno essere presentati al Giudice Arbitro entro mezz’ora dalla proclamazione del vincitore di ciascuna categoria. Art. 20 — Il Centro Sportivo Italiano declina ogni responsabilità per quanto potesse accadere ai concorrenti, a terzi ed a cose, prima, durante e dopo le gare. Art. 21 — Per quanto non è previsto in ordine tecnico dal presente regolamento e per quanto non in opposizione con esso si fa riferimento al Regola mento Tecnico della FIDAL.
CAMPIONATO RAGAZZI CORSA CAMPESTRE REGOLAMENTO
Art. 1 — Il Centro Sportivo Italiano indice, con la approvazione della FIDAL, il Campionato Ragazzi di Corsa Campestre 1969. La manifestazione ha carattere locale e l’organizzazione è demandata ai Comitati Provinciali, Zonali Autonomi e Zonali dipendenti del CSI.
Partecipazione alle gare Art. 2 — Al Campionato possono partecipare gli atleti tesserati per l’atletica leggera per il 1969 per Unioni Sportive affiliate al CSI, con tessera di So cio-Atleta o « Giovanissimi » nati negli anni: 1954, 1955, 1956. Gli atleti tesserati al CSI, che svolgono anche atti vità federale, devono essere tesserati per la stessa Unione Sportiva affiliata al CSI per la quale prendono parte al Campionato o per i Comitati Provinciali, ove questi siano affiliati alla FIDAL, oppure per una Unione Sportiva preventivamente designata dal Co mitato Provinciale o Zonale a svolgere attività Fe derale. L’accertamento dell’effettiva esistenza delle con dizioni anzidette è demandato ai Comitati Provinciali e Zonali, che ne saranno i diretti responsabili.
Organizzazione gare Art. 3 — Il Campionato si svolgerà attraverso le seguenti fasi: a) Locale (Provinciale e zonale); b) Regionale (facoltativa). Art. 4 — I Comitati Provinciali, Zonali Autonomi e Zonali dipendenti potranno organizzare il Cam pionato nel numero di prove che più riterranno oppor tuno, nel periodo che va daH'inizio dell'attività cam pestre fino al 13 aprile 1969. Art. 5 — Una copia dei regolamenti delle prove di Campionato locale dovrà essere inviata alla CTN al meno cinque giorni prima completo di tutte le norme dell'effettuazione della prova alla quale si riferiscono. E’ data facoltà ai Comitati Provinciali di inviare alla CTN sia un regolamento per ogni distinta prova di Campionato locale, sia un regolamento unico com prendente il calendario di Campionato locale. Non si terrà conto delle prove delle quali non siano pervenuti tempestivamente i relativi regolamenti. Art. 6 — I risultati delle prove di Campionato Pro vinciale o Zonale dovranno essere inviati alla CTN, firmati dal Giudice Arbitro delle gare, entro e non oltre una settimana dalla loro effettuazione. Non si terrà conto delle prove i cui risultati giungano alla CTN oltre i termini stabiliti. Campionati Regionali
Art. 7 — A discrezione dei Comitati Regionali, in collaborazione con la Presidenza Nazionale e con la CTN, saranno eventualmente organizzati i Campio nati Regionali, con le norme che saranno emanate tempestivamente. Art. 8 — Potranno partecipare ai Campionati Re gionali tutti i Comitati Provinciali, Zonali Autonomi e Zonali dipendenti che abbiano organizzato almeno una prova di Campionato locale. Art. 9 — 11 Centro Sportivo Italiano declina ogni responsabilità per quanto potesse accadere ai concor renti, a terzi ed a cose, prima durante e dopo le gare. Art. 10 — Per quanto non è previsto in ordine tecni co dal presente regolamento c per quanto non in opposizione con esso, si fa riferimento al Regolamento Tecnico della FIDAL.
Due rappresentanti deila vecchia e media generazione di pongisti. A sinistra « l’anziano » Guido Tosetto di Torino sempre validissimo esponente del pongismo nazionale, al nono posto della classifica italiana. Sotto, Galli Mauro di Pontedera, numero due italiano.
sonalità che si ripercuotono sulla vita di relazione del mancato sportivo ed atleta. Con questo non voglio dire che lo sport debba essere preso solo come attività di svago di miglioramento e mantenimento psico-fisico, sì soprattutto per quello, ma nello stesso te.mpo sostengo che chi ha delle aspirazioni sportive-agonistiche deve praticare lo sport con la massima dedizione e concentrazione, pen sando che ogni momento sciupato è il rifiuto ad un miglioramento tecnico e di rendimen to, ma senza esaltazioni nella buona e dram mi nella cattiva sorte. Se questo discorso è valido per tutti gli sport, per il tennis da tavolo, se così si può dire, ha una importanza maggiore, in quanto la saldezza psichica che si richiede è certa mente superiore alla maggior parte degli sport conosciuti e praticati. Tra l'altro l'atleta che si dedica al tennis da tavolo deve avere la saldezza d'animo di non rincorrere immediatamente irraggiungibi li grandi risultati. Deve innanzi tutto ricercare l’impostazione del proprio gioco, cioè deve mettersi in grado di apprendere prima la tec nica dei vari colpi e sperimentarli continuamente in allenamento ed in partita, anche se con saggezza, qualunque siano i risultati che si conseguono. In questo modo ha la possi bilità di studiare sè stesso e di sviluppare i propri colpi ed il tessuto connettivo del gioco. Lo studio e l’applicazione nel gioco delle varie tecniche dei colpi non è cosa che si risolve in qualche mese, ma è un’applicazione che si ripete ad un livello tecnico sempre più alto sino a quando si continua a fare dell’at tività sportiva, e soprattutto quella sportiva agonistica, altrimenti non si continua a mi gliorare, ma nella più fortunata delle ipotesi si riesce a conservare il livello tecnico ed il rendimento di gioco raggiunto. Prendiamo ad esempio la battuta o servizio. Si riesce a fare veramente bene dopo anni di studi e di tentativi, infatti i più esper ti nella battuta, in genere, sono proprio i « vecchi », perché hanno avuto la possibilità di continuarla a perfezionare nel tempo. Ma perché aspettare dieci-dodici anni che la bat tuta migliori lentamente quando è possibile abbreviare questo tempo ad un terzo od un quarto per raggiungere lo stesso livello con una costante applicazione In questo modo ol tre a conseguire una più precoce maturità tec nica, si ha la possibilità di migliorarla ulte riormente sino a conquistare livelli notevol mente superiori a quelli dei vecchi giocatori. Solo seguendo questa strada si evolve il gioco e si scalzano i vecchi campioni dalle loro po sizioni di « dominio ». Ho parlato del servizio perché è l'introdu zione al gioco ed è anche il biglietto da visita del giocatore attraverso il quale, in genere si possono intravedere le sue capacità. I giocatori che si presentano con un ser vizio incisivo ottengono subito un effetto psi cologico positivo sull'avversario, che è portato a temere chi gli stà di fronte con una conse guente inibizione del suo gioco. 21
I giocatori che si presentano con un ser vizio scarso, oltre ad offrire all’avversario la possibilità « iniziale » di impostare il proprio gioco, lo tranquillizzano e lo mettono quasi nella condizione di considerare a suo favore tutti i servizi della partita! Assurdo per un giocatore che si rispetti! Oltre agli effetti psichici, che hanno una notevole importanza sullo sviluppo del gio co, possiamo dire che chi serve bene, mette subito in difficoltà l'avversario ed ha grandi probabilità di conquistare il punto; chi invece serve diciamo « normalmente » praticamente rimanda allo scambio di colpi successivo la decisione per la conquista del punto; mentre chi serve debolmente concede aH'avversario una rimessa facile che facilmente viene tra sformata in un attacco, con la conseguente messa in difficoltà del battitore, cioè proprio di colui che avrebbe dovuto trarre vantaggio dalla battuta. L’importanza del servizio è stata talmente considerata, studiata e sfruttata che molti atleti avevano trovato il modo di iniziare il gioco imprimendo con le dita alla pallina un senso rotatorio tale che costringeva l’avversario a rimandare, in modo che era impossibile che non perdesse il punto. Questo tipo di battuta aveva impoverito il gioco che si risolveva o nel servizio, o nella conquista facile del punto dopo la risposta al servizio. La parte effettiva del gioco « gli scam bi » erano, quindi, spariti. Intervenne allora l'organizzazione interna zionale che emanò le attuali regole sul servizio, ed il gioco riebbe il suo respiro. Se il servizio non è più determinante come una volta per la conquista del punto mantie ne comunque una certa importanza. Le battute possiamo dividerle in quattro grandi gruppi: — ad effetto acceleratore, od effetto supe riore; — ad effetto rallentatore, od effetto in feriore; — ad effetto misto, con effetto superiore od inferiore misto al laterale; — prive di effetto. Per fare dei buoni servizi è necessario ri spettare poche regole e relativamente semplici, poiché soprattutto nelle battute vi è un adat tamento individuale della tecnica che è certa mente superiore che negli altri colpi in quanto è possibile avere sempre le stesse condizioni per poterla effettuare. Servizio con effetto superiore o acceleratore
Questi servizi devono essere effettuati con il giocatore in posizione base o neutra, che ha la pallina nella mano senza racchetta, pressap poco nel punto in cui prevede colpirla.
Servizio -sul diritto Lanciare la palla, ed il braccio, che si era tenuto in posizione quasi distesa e piuttosto bassa, inizia un imovimento veloce dal basso 22
verso l’alto che porta la racchetta a colpire la pallina, con azione violenta e strisciante, pres sappoco ad un’altezza corrispondente a quel la della retina. La racchetta nella sua traiet toria deve essere inclinata in avanti a seconda della quantità di effetto che le si vuole impri mere dai 20 ai 40 gradi. L’angolazione è otte nuta mediante lo spostamento verso il tavolo dal bordo superiore della racchetta. Il braccio dopo aver portato la racchetta a colpire la pallina, continua la sua azione sino a fermarsi progressivamente nella posi zione avanti-alto. La pallina a causa del veloce senso di rota zione in avanti che le è stato impresso, accele ra la sua corsa sia nella fase aerea che durante i rimbalzi, cosa che aumenta la difficoltà di chi deve ribatterla.
Servizio sul rovescio
La tecnica di esecuzione è pressappoco iden tica, cambia solamente il lato e la faccia della racchetta che colpisce la palla.
Servizi con effetto inferiore o rallentatore La posizione base è identica a quella de scritta per l'effetto superiore.
Servizio col diritto Il braccio parte dalla posizione fuori-alto e con movimento discendente in direzione avanti-basso porta la racchetta a colpire la pal lina ad un'altezza corrispondente a quella del la retina e continua il suo movimento sino a fermarsi progressivamente all’altezza della co scia. Alla racchetta può essere fatta assumere una angolazione che può variare fra i 65 e gli 80 gradi, a seconda dell'effetto che si vuole imprimere. L’angolazione della racchetta è ot tenuta spostando verso il tavolo il bordo infe riore della racchetta. La pallina, che ha ricevuto un forte senso di rotazione contrario all’avanzamento, frena la sua corsa nella fase aerea, nel toccare il tavolo e, soprattutto, nella parte di traiettoria che interessa il campo dell'avversario che viene messo così in difficoltà, in quanto non può prevedere con esattezza la parabola della pai lina. Gli effetti di questi due tipi di battute pos sono essere parzialmente neutralizzati e ri volti verso il battitore con colpi di attacco an ticipato, fra questi il più comune ed anche il più facile da eseguire è la mezza volata anti cipata. Con questo colpo si fa scorrere l’effetto sulla faccia della racchetta e si riesce a con trollare la pallina tanto da rimandarla in cam po avversario con una certa efficacia. Agli inizi può sembrare un colpo difficile invece basta solo capire quale è la giusta an golazione da dare alla racchetta. DOMENICO MAIELLO
conclusi a Vigevano i campionati nazionali di bocce
Vigevano, industriale e sportiva ha accolto con cordialità e simpatia i 90 atleti parteci panti alla fase nazionale del Campionato di bocce del C.S.I. Prima di fare la cronaca degli avvenimenti di cui siamo stati compartecipi, succedutisi nelle giornate del 5 e 6 u.s. sentiamo il dovere di esprimere il più vivo compiacimento e un meritato grazie ai solerti Dirigenti di quel nostro Comitato per essersi prodigati al massimo nel curare ogni dettaglio della manife stazione, che a giudizio di tutti può conside rarsi pienamente riuscita, e sotto l'aspetto tec nico, e sotto l’aspetto organizzativo. Avevano dato la loro adesione le Autorità religiose, civili e sportive di quella operosa cittadina, prendendo viva parte alla manife stazione.
CAMPIONATI NAZIONALI Sistema Intemazionale
Cat. ALLIEVI, Individuale 1. Pinerolo con Beltramo con Zaccone Gianni.
Guido; 2. Acqui Terme
Cat. ADULTI, Individuale 1. Roma con Meattini Nello; 2. Modena con Vero nesi Elvino. Cat. ALLIEVI, Coppie 1. Pinerolo con Bertrand Silvio e Picco Giacinto; 2. Vigevano con Massaro Gianni e Bavosi Domenico.
Cat. ADULTI, Coppie 1. Roma con Capelloni Giovanni.
Virgilio e
Di
Alessandro
SISTEMA NAZIONALE
Procediamo nella nostra cronaca. Nel tardo pomeriggio di sabato 5 il Sin daco, avv. Zaccone invitò Dirigenti, accompa gnatori e atleti nello storico palazzo comu nale, dove fummo accolti con molta simpatia e ci furono riservate particolari attenzioni. Egli nel darci il saluto cordiale della città di Vigevano, ebbe parole di stima e di consi derazione verso il C.S.I. e i suoi atleti boccisti che si sentiva lieto di ospitare. Rispose il sottoscritto ringraziando a no me della Presidenza Nazionale pei' il cortese invito, mettendo inoltre in risalto le finalità del nostro grande Ente, che assolve la sua nobile missione con tanta serietà e compe tenza. Alla sera S.E. il Vescovo Mons. Barbero, alla presenza di un Rappresentante del Prefetto, il Questore, il Sindaco e l'Assessore alla P.I. e allo Sport, benedisse i nuovi locali del Comitato, ri volgendo a tutti paterne parole e felicitandosi
Cat. ALLIEVI, Individuale 1. Mantova con. Pedrelli Fausto; 2. Morbegno con Cornali Franco Cat. ADULTI, Individuale 1. Modena con Bignardi Ferruccio; 2. Mantova con Sbarbada Giorgio.
Cat. ALLIEVI, Coppie 1. Morbegno con Sottocornola Sergio e Croce En rico; 2. Vigevano con Cossola Franco e Manara Giovanni. Cat. ADULTI, Coppie 1. Pesaro con Gramolini Lidio e Del Medico Renzo 2. Lodi con Onaglio Raffaele e Bergami Giuseppe.
TROFEO GIOVANNI
BOANO
Sistema Internazionale
Formazione Quadrette • Cat. ADULTI 1. Modena (per sorteggio) con Vaccari Manfredo, Ferrari Tonino, Borelli Claudio e Lusetti Erminio; 2. Pinerolo (per sorteggio) con Maina Sergio. Roccia Aldo, Donalizio Francesco e xMaina Renzo.
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con quei nostri Dirigenti per aver approntato una Sede cosi bella ed ampia capace di acco gliere tanti giovani che allo sport credono e lo considerano strumento efficace per la loro for mazione morale, fisica ed educativa. Prima che avessero inizio le operazioni di sorteggio, come è ormai una simpatica con suetudine per la nostra disciplina, nella gran de sala delle riunioni fu proiettato, a cura del Sig. Edoardo Colombari di Milano e membro della C.T.N., un filmato a colori riproducente le varie fasi del Campionato svolto lo scorso anno a Reggio Emilia. Nello stupendo scenario dei due attigui Bocciodromi C. Battisti e Costanza si è svolta la fase finale del Campionato. Vi partecipano le due categorie di Allievi e di Adulti nelle for mazioni di Singolo e di Coppia in base ai due sistemi di gioco, nazionale F.I.G.B. e interna zionale U.B.I. L’organizzazione tecnica è stata curata dai componenti la C.T.N. Ha diretto le gare a sistema nazionale il Cav. La Gioia di Taranto ben coadiuvato dal Sig. Bosi di Mantova, e quelle a sistema inter nazionale il Sig. Bosio di Roma con la colla borazione del Sig. Notti di Acqui Terme.
I 90 atleti provenienti da 10 Regioni rap presentavano i seguenti Comitati: Acqui Ter me, Avellino, Benevento, Cosenza, Lodi, Man tova, Milano, Modena, Morbegno, Novara, Pe saro, Pinerolo, Rimini, Roma, Taranto e Vi gevano. Le varie fasi di gioco sono state seguite con molto interesse da un pubblico numeroso ed appassionato. Vigevano infatti, vanta glo riose tradizioni nel settore dello sport delle bocce. Particolarmente seguita ed applaudita la gara « Trofeo Giovanni Boano » costituendo una novità nella zona, regolata dal sistema internazionale U.B.I. I nostri giovani atleti hanno offerto un ra ro spettacolo di tecnica e di bel gioco sorretti da un sano agonismo e da un comportamento esemplare. E' stata in sintesi una grande rassegna che ha messo in evidenza il grado di maturità e di efficienza raggiunto dalle forze boccistiche del C.S.I. Diciamo subito che tutte le gare hanno avuto la caratteristica dell'equilibrio e della incertezza. Preferiamo, quindi, astenerci dal formulare speciali graduatorie dei valori espres si sui campi. Le classifiche finali indicheranno i nomi degli atleti che si sono laureati cam pioni e vice campioni nazionali della catego ria e specialità. Una fitta nebbia, però, che è venuta a de liziarci nella tarda sera non ha consentito ai due Comitati di Modena e di Pinerolo di ef fettuare l'interessante finale della gara «Tro feo Giovanni Boano »; l'assegnazione del Tro feo stesso è stata fatta per sorteggio che ha favorito il Comitato di Modena. 24
In sede di premiazione, onorata dalla pre senza del Sindaco, di Autorità religiose e spor tive, ha portato a tutti il saluto della Presi denza Nazionale il sottoscritto. Dopo aver rin graziato quanti avevano dato la loro opera e adesione per la migliore riuscita della manife stazione, si è complimentato con gli atleti per le brillanti prestazioni fornite. Ha inoltre mes so in risalto i valori umani e sociali che sa e può esprimere lo sport delle bocce che si è ormai posto sullo stesso piano delle altre di scipline più qualificate per il grado di evolu zione raggiunto e perché persegue, al pari di esse, uguali finalità morali fisico-atletiche ed educative, insite nel suo sistema di gioco. Ha recato il saluto della cittadinanza il Sin daco, avv. Zaccone, il quale si è detto lieto di trovarsi insieme a tanti giovani che cre scono e si formano nella scuola del C.S.I. e ne escono piccoli e grandi campioni. Numerosi e pregiati i premi individuali e di rappresentanza. Ricordiamo quelli della Presidenza Nazio nale del C.S.I., del Sindaco dell’unione Bocciofila Italiana, della Federazione Italiana Gio co Bocce, del Comitato Provinciale del C.O.N.I., dell'Ente Provinciale per il Turismo. Alcune Ditte commerciali simpatizzanti del C.S.I. hanno offerto a Dirigenti e giocatori un paio di calzature e una confezione di un ri nomato liquore del luogo. L’artistico Trofeo G. Boano è stato offerto dal figlio Dr. Dino, più volte campione di Sin golo del C.S.I. e v. Presidente della nostra C.T.N. In tutti è rimasto vivo il ricordo di una meravigliosa giornata sportiva trascorsa nella operosa, ridente ed ospitale città di Vigevano. ANGELO D'OVIDIO
la vita della società sportiva
quando lo sport li rende fratelli I
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goal
Il portiere caduto alla difesa ultima vana, contro terra cela la faccia, a non veder l’amara luce. Il compagno in ginocchio che l’induce, con parole e con mano, a rilevarsi, scopre pieni di lacrime i suoi occhi.
La folla ;— unita ebbrezza — par trabocchi nel campo. Intorno al vincitore stanno, al suo collo si gettano i fratelli. Pochi momenti come questo belli, a quanti l’odio consuma e l'amore, è dato, sotto il ciclo, di vedere.
Pubblichiamo una delle cinque poesie per il gioco del calcio di Umberto Saba. Ci sembra che il poeta faccia plasticamente rivivere alcuni tra i più signi ficativi aspetti comunitari del gioco di squadra che in questo articolo abbiamo cercato di evidenziare.
Presso la rete inviolata il portiere — l’altro — è rimasto. Ma con la sua anima, con la persona vi è rimasta sola. La sua gioia si fa una capriola, si fa baci che manda di lontano. Della festa — egli dice — anch'io son parte.
UMBERTO SABA
quando lo sport li rende fratelli C’E’ UN MOMENTO, NELLA PRATICA SPORTIVA, IN CUI 5 VALORI SOCIALI SI ESPRIMONO IN TUTTA LA LORO FOR ZA E CON PROFONDA SPONTANEITÀ’: E’ IL MOMENTO DELLA GARA NEGLI SPORT COLLETTIVI, E’ QUANDO 8 MEMBRI DELLA SQUADRA SENTONO VERAMENTE E SIN CERAMENTE VIVONO L’IDEALE DEL « TUTTI PER UNO, UNO PER TUTTI ».
Personalmente trovo che po chi spettacoli al mondo sono pari a quello di un atleta che brucia cento metri in un solo respiro, o di un disco che si libra perfetto e leggero dietro l’impulso di un’enorme e coor dinata spinta di lancio, o di un saltatore che proietta armo nicamente verso l’alto l'ener gia orizzontale di una rincorsa breve e nervosa. Insomma a me piace l’atletica, e in genere le discipline individuali dove l’uo mo, singolare e universale, emerge in tutto il suo valore, prodiga le sue ricchezze, son da instancabilmente le sue in finite virtualità. Pur così mal congegnato per le manifestazioni degli sport di
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squadra, allorché mi decido di assistervi, non posso nasconde re di avvertire una emozione nuova, non dico più profonda ma certamente più ampia e più completa. Deve trattarsi, natu ralmente, di una bella gara, cioè quando il gioco collettivo si dipana armonico e fluido, con perfetta rispondenza di in tenzioni e di azioni, con mo bile varietà di schemi eppure con semplicità e praticità di intenti. Allora la reazione pro fonda ma contenuta, interiore e razionale, che avvertivo pri ma di fronte all’atleta che cor re, salta e lancia, si tramuta in entusiasmo che dilaga all'e sterno, contagia i vicini e da essi è contagiato in una esal-
tante fusione di impressioni, di reazioni e di sentimenti. Un fatto nuovo è evidente mente intervenuto. L’uomo-atle ta ammirato non è più soltanto un’entità razionale, sia pure su perbamente nobile e infinita mente espressiva; diventa una entità sociale che nel comples so e avvincente rapporto socia le, esprime il meglio della sua stessa natura razionale. Intelli genza e volontà sono le qualità peculiari dell'uomo che si tra ducono in conoscenza del vero e aspirazione al bene: ecco, gli elementi stessi che costituisco no la natura umana fanno del l’uomo un essere essenzialmen te sociale, necessitato ad un rapporto sostanziale con il ve ro e il bene creato — le crea ture — e increato — il crea tore —. Uno studioso, di cui non ri cordo il nome, dice che la na tura sociale dell’uomo si espri me praticamente in una serie infinita di opposizioni c di unio ni, in una dialettica incessante per cui ciascuno concorre con gli altri c con gli altri coopera. Nello sport questa dialettica sociale non solo ha modo di esprimersi intensamente e pie namente, ma anche in forme più elevate e purificate. Nello sport la concorrenza diventa emulazione, desiderio di far be-
ne e meglio dell’altro; la coo perazione diventa solidarietà, partecipazione convinta e amo rosa per la realizzazione di una comune impresa. Pierre De Coubcrtin diceva che una squadra di calcio è un prototipo perfetto di coo perazione umana. La sua os servazione, probabilmente, si limitava al calcio perché altri sport di squadra erano ai suoi tempi sconosciuti o poco pra ticati. In effetti, dove meglio si rea lizza quell'ideale etico-sociale, a cui l’uomo sempre aspira e che quasi mai raggiunge, l’idea le del « tutti per uno e uno per tutti »? Si fa per gioco, direte. Certamente, lo sport è una fin zione, un artificio. Ma chi ha detto che il gioco non è un momento reale della vita, una espressione autentica dell'esse re e dell'agire umani? La vita sociale si traduce nel la vita di gruppo, più o meno grande, più o meno aperto. Ma il gruppo, in questo senso, va inteso come una entità dinami ca, non una semplice riunione di persone. Inutile osservare come nelle gare degli sport di squadra ritroviamo il gruppo nella sua massima espressione di dinamismo, fisico e psichico insieme. Nelle passate puntale abbia mo già messo in evidenza co me il gruppo sportivo costitui sca l’elemento mediatore ideale per accompagnare l’adolescente dall’esperienza familiare e sco lastica a quella della maturità e autonomia sociale. Ma sap piamo pure che la vita socia le, comunitaria, del gruppo non si instaura così, dal nulla: ci vogliono esperienze di vita co munitaria e comunque esisto no e sussistono all’interno con trasti, tensioni competitive, sfaldature, ecc. Osservano al ri guardo gli studiosi di psico sociologia sportiva che « pro prio il frequente confronto ago nistico, presentando situazioni in cui l’intero raggruppamento è impegnato contro altri colo ri, esalta nel contrasto fra le compagini opposte le affinità interne a ciascuna di esse, fa vorisce di norma fra i compa gni di squadra il prevalere del le tendenze sociali e potenzia con ciò l’effettiva coesione di
gruppo, mentre l’aggressività è proiettata ed utilizzata contro l'esterno della compagine me desima ». (Canestrari e Bonaiuto: Aspetti psicologici dell'at tività sportiva). Il ragazzo che pratica uno sport di squadra, all’atto della gara si trova di fronte ad un fatto nuovo rispetto allo sport in sé stesso e a tutte le influen ze positive che può riceverne e di fatto ne riceve. Nella gara collettiva egli sperimenta viva mente e direttamente la comu nità dell’essere, del lottare, del riuscire, del godere. Tutti i più bei discorsi di socialità, di par tecipazione, di emulazione e cooperazione egli li trova alfi ne realizzabili, sperimentabili, li vive e li fa propri con una intensità ed una partecipazione allo stesso tempo naturalissime e profonde. Vi sono certamente dei ri schi. Il primo è che il fatto tecnico di certi sport che si possono praticare solo a squa dre abbia il sopravvento e non faccia esercitare la dinamica psicologica del gruppo se non in parte. Vi è poi il pericolo della strumentalizzazione di tutta la squadra al proprio io, visto come oggetto determinan te rispetto al quale tutto il resto è strumento. Ma vi è an che la possibilità dell'allargamento dell’io in un « noi », in una vera comunione dei va lori che prima erano solo di interesse dell'io. Tuttavia, uno dei valori mag giori dello sport a squadre è la subordinazione di ognuno ad un valore che interessa tutti, ma che non si risolve in nes suno come individuo. Allora la propria prestazione è propor zionata con quella degli altri per un esito che solo così si raggiunge. Al momento dello esito la gioia è individuale, ma in rapporto agli altri. Si pensi al gesto frequente e spon taneo degli abbracci in campo. La gioia, dicevamo, è sentita da ciascuno, ma con un’anima collettiva e questo è profonda mente educativo. Per altro ver so, mai come nello sport — forse soltanto nella guerra — si avverte la condanna di tut ti, colpevole compreso, di una azione individuale che andava a scapito della squadra.
Si pensi soltanto ai possibili sviluppi educativi che questo fatto può avere. Ad esempio, è meglio vincere trascurando la comunione di gioco o é me glio curare la comunione di gioco anche se si perde? Quali ottime possibilità di formazio ne c di catechesi esistono die tro a queste ricerche. Ma c’è un altro aspetto del gioco collettivo che offre inte ressanti situazioni psico-socia li. Si pensi ai momenti prima e dopo la partita, agli intermi nabili e schietti esami di co scienza comuni che le squadre conoscono negli spogliatoi, do ve sincerità, umiltà, fiducia, coraggio entrano insieme in gio co. L’effetto di coesione socia le della gara è così potente mente prolungato e questi mo menti costituiscono una buona base per portare avanti il di scorso verso forme più serie, più umanistiche, più personali di dialogo.
Ripetiamo, come facciamo spesso al termine delle nostre puntate, che qui le nostre in dicazioni pedagogiche sono sol tanto sporadiche ed esemplifi cative, essendo la nostra pre sente indagine in chiave pre valentemente psicologica, tesa cioè a guidare nella scoperta delle infinite ricchezze della vi ta societaria in tutte le sue espressioni e momenti. Soltan to più avanti, quando si par lerà dell'educatore e della sua azione nella società sportiva, avremo agio di soffermarci sull’aiuto che queste situazioni psicologiche possono offrire a beneficio di una educazione che faccia leva sul fatto sportivo
DUILIO OLMETTI
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questa politica s’ha
da fare Stanno, forse, per giungere anche in Ita lia tempi migliori per i giovani e per il loro libero associarsi secondo le tendenze e gli interessi che più li convincono? Sembrerebbe di no a sfogliare giornali e riviste di questo periodo, presi tutti da ben altri argomenti e dal malcelato desiderio che i giovani stiano quanto più possibile tranquilli, per non ri mettere ogni volta in discussione gli « sche mi » mentali, ai quali siamo tanto affezionati. In realtà si può, invece, dire che il discor so su una politica della gioventù va lenta mente, anche da noi, uscendo dalla ristretta cerchia degli specialisti, che lo intuirono e 10 vollero parecchi anni fa, per diventare un tema sempre più ripreso ed arricchito, spe cie ora che il governo ha nelle mani uno stru mento d’indagine non perfetto ma sufficien temente adatto allo scopo. Nel marzo scorso Fon. Moro, allora Pre sidente del Consiglio, costituiva un Comitato « per lo studio dei problemi della gioventù » con il compito di analizzare alcuni problemi di fondo di una politica della gioventù (la educazione extra-scolastica, il lavoro, l’assi stenza, il tempo libero, il turismo) per tro vare non solo i modi di coordinamento dello intervento statale in favore dei giovani ma anche (ciò che, indubbiamente, rappresenta 11 discorso nuovo e più interessante) le ipote si di nuove strutture di una politica giovanile. Il comitato ha proceduto subito nel lavoro e ha svolto un sondaggio presso le principali organizzazioni nazionali di giovani per docu mentarsi sulle loro idee in proposito. Le Pre sidenze del Centro Sportivo, della FARI e del Centro Turistico si sono espresse attraverso un documento che ha in comune alcune linee essenziali di fondo e che è giusto che, già fin d’ora, si conoscano, anche perché esse ri badiscono — specie per il CSI — chiare po sizioni assunte ormai da diversi anni per quanto riguarda Tassociazionismo giovanile. Per molti, ancora oggi, dire « politica per la gioventù » o «politica della gioventù» è esattamente la stessa cosa e discuterne equi 28
vale ad abbandonarsi ad eleganti quanto inu tili schermaglie linguistiche. Ciò che, appa rentemente, è un dettaglio formale si rivela invece — ad un esame più attento — come nocciolo della questione. Una politica per la gioventù vede come protagonista lo Stato, de ciso ad intervenire — sia pure lodevolmente — in un settore considerato « particolare », quello appunto dei giovani, valutati come «clas se » a sè stante. Una politica della gioventù suggerisce un’idea più esatta, di una politica non particolare, non settoriale ma della po litica dell’intero Paese di cui i giovani siano compartecipi alla stessa stregua di coloro che giovani lo sono un po’ meno. Non lo Stato ma i giovani come protagonisti delle proprie libere scelte, che rifiutano di essere « classe » in un vivace e dinamico rapporto tra i propri problemi e quelli degli adulti all’interno della stessa realtà politico-sociale. Lo Stato, allora, interviene sì: non in forme dirette, autoritarie e, in fondo, 'paternalistiche (forme che gli ita liani ben hanno conosciuto nel recente pas sato) ma con strutture di servizio che lasciano ai giovani autonomia e responsabilità d'inizia tiva. Questo è il secondo, fondamentale aspet to del problema di una politica della gioventù così come ritiene di doverla intendere il CSI: che ogni intervento statuale non possa, appun to, non essere finalizzato al sostegno di una libera ed autonoma partecipazione giovanile, in qualsiasi modo essa si realizzi, in particola re nelle sue forme associative che vanno, in quanto tali, sostenute. Un ulteriore aspetto della questione è da to dalla capacità o meno di un eventuale or gano rappresentativo (Consiglio nazionale o Assemblea della Gioventù) di essere veramen te tale nei confronti di tutta la gioventù ita liana. Allo stato attuale delle cose il CSI nega che tutti i giovani italiani, senza esclusioni, riescano ad esprimere un consiglio nazionale che sia, quindi, totalmente rappresentativo (si pensi, ad esempio, ai moltissimi giovani non associati). Una maggiore, più fedele rappre sentatività la si può eventualmente configura-
re a livello di consigli locali. Qui entriamo nel campo più dettagliato delle proposte che si sono fatte a proposito dei modi con cui, concretamente, possa essere realizzata in Ita lia una politica della gioventù. Lo stesso Co mitato, nel suo questionario, indica tre tipi di istituzioni su cui è accesa la discussione: forma d'intervento dello Stato, Consiglio na zionale della gioventù, Servizio nazionale del la gioventù. Sul modo d'intervenire dello Stato le espe rienze straniere più consolidate potrebbero in segnare qualcosa ma nella nostra realtà è si curamente preferibile, ad un vero e proprio (nonché burocratico) Ministero o ad un Ente apposito (che rischia sempre di divenire un carrozzone), la semplice formula di un Sotto segretariato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con funzioni di effettivo coordina mento di tutti gli interventi. Così, per quanto riguarda il Servizio nazionale della Gioventù è bene, indubbiamente, che sia previsto (un organo esecutivo appare necessario); ma in funzione subordinata alle scelte del Consiglio nazionale e con poteri di coordinamento nella gestione ad evitare che esso sia fagocitato dagli attuali ministeri e dai molteplici enti che avrebbero già ora porzioni d’intervento
lui non occorre né targa né patente si guida anche a 14 anni
ma che hanno finito per assumere compiti ben al di là dei loro fini istituzionali, conso lidando autonomi e indebiti poteri, in con trasto — se non sempre nel dettato sicura mente nello spirito — con la costituzione del Paese. Nel più specifico campo dello sport il CSI non può certo dimenticare di essere stato e di essere una delle « punte » più avanzate nel l’impostazione e nello sviluppo di un discorso di politica sportiva che torni ad effettiva pro mozione delle iniziative dei giovani. Su questa strada sarà quanto prima inevitabile una chia rificazione della natura e delle competenze di tutti gli enti, pubblici e privati, che operano nello sport, dalla scuola al CONI, dalle Fede razioni agli Enti di Propaganda (e che noi — più esattamente, riteniamo — preferiamo in dicare come enti di promozione sportiva) sino alle nuove funzioni che debbono assumere in materia gli Enti locali e le future Regioni a statuto ordinario. Se non mancherà la volontà politica della classe dirigente italiana, l’anno che ci sta dinnanzi potrà significare molto per i giovani e per il loro libero associazionismo. g.m.
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MONDO GRANDE E PICCOLO a cura di GIULIO MARTINUCCI
l’allegro mondo delle olimpiadi
OLTRE CENTO MILIARDI di lire, qualcuno dice centocinquanta. Questo è il primo, clamoroso record battuto alle Olimpiadi messicane, giunte ora alla stretta finale. E battuto a stadi chiusi prima ancora della fan tasmagorica cerimonia del 12 ottobre, addirittura prima che il miliardario Brundage riprendesse in mano per altri quattro anni, e fortunosamente, il timone del CIO. I cento e più miliardi sono per il Messico il costo economico dei Giochi: se fossero solo cento sarebbero già sessanta in più dei Giochi di Roma, cinquaniacinque in più di quelli — che parevano insuperabili — di Tokio. E’ naturale che sia così, è bene che sia così, ha scritto qualche giornalista italiano che, probabilmente, fiuta odor di greppia dappertut to. Ma quel denaro è rubato ed è una gran vigliaccata se accettiamo, in nome dello sport, simili cose. Rubato al popolo messicano, al suo reddito di vita che è uno dei più bassi, alle riforme sociali che il governo non farà più, alla lotta all'analfabetismo e alla miseria. Mai Olimpiade, come questa 19.a, aveva impietosamente rivelato l'ipocrisia di cui si ammanta il mondo sportivo ufficiale con i bei discorsi sullo spirito di Olimpia, sulla fiaccola, la fratellanza, la pace e la solidarietà mentre a pochi chilometri l'esercito (nemmeno la polizia!) compie un massacro e le carceri rigurgitano di fermati. Facendo i Giochi ad ogni costo abbiamo creduto di salvare lo spirito (che non c'è) dell’enfatico mito olimpico. La realtà è che per quattro medaglie ci siamo venduti la coscienza. Se crediamo che questo sia servire gli ideali dello sport, continuiamo pure.
silenzio sul Biafra
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LA GENTE UMILE si commuove ancora, nelle par rocchie si raccolgondo fondi, escono gli ultimi ma nifesti indignati, gli sguardi si posano con racca priccio sulle foto sempre meno frequenti di quei poveri corpi che dovrebbero essere di bambini, ma che non hanno più età nell’apatia della fine imminente. Il silenzio scende sul Biafra. L'assurdo di questa tragica realtà non ha limiti: tutti sanno ciò che accade, giorno dopo giorno, in quel lembo di boscaglia attanagliato dalle truppe federali nigeriane dove la sola generosità della Cro ce Rossa internazionale e di alcuni organismi cat tolici e protestanti mantiene, a prezzo di eccezio nali sacrifici, un sistema di aiuti in viveri e medi cinali. Tutti, ONU compresa. Ma l’ONU non muove un dito. Ed è così che può finire un popolo, al cospetto di civilissime nazioni, nell’anno del Si gnore 1968.
ma lei, l’ha letto?
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LA PAURA CHE LA CHIESA non difenda a suf ficienza le comode posizioni acquisite di fronte ad un ipotetico dominio comunista è il vero succo di tutte le polemiche non ancora sopite in questi giorni in Italia, da quando il Segretariato per i non credenti ha reso pubblico un documento sul dialogo tra cattolici e persone che non hanno una fede religiosa. E allora anche al Papa gli si affibbia l'appellativo di « comunista », e, con Lui, lunghi elen chi di cardinali e vescovi, definiti dispregiativa mente come « progressisti ». E se leggessimo con animo sereno, disponibile alla ricerca della verità il documento in questione? Se lo leggessimo, sol tanto? Perché qualcuno — e lo si capisce — grida ma non lo ha letto.
GIOVANI
a cura di PAOLO ANDREOLI
c’è chi si illude ancora ? Novembre 1968. Le elezioni per il Presidente degli Stati Uniti d'Ame rica segnano una data importante. Una data importante non soltanto per la vita politica internazionale, ma anche perché segnano un’altra sconfitta dei giovani. Una sconfitta da sommarsi a quella dei giovani di Praga e del Messico. Il fatto che l'elezione del Presi dente degli USA, chiunque esso sa rà, segni una sconfitta dei giovani è tema interessante per chi vuol seguire cosa avviene nel mondo gio vanile del nostro tempo. L’attività politica per le elezioni primarie in vari Stati ci aveva of ferto un avvenimento importante. Migliaia di giovani studenti erano passati da un atteggiamento estre mamente critico e contestativo del la politica e della società americana ad un atteggiamento più positivo di partecipazione e di impegno poli tico appoggiando sia McCarthy, sia Robert Kennedy. Inoltre, molti hippies avevano ten tato il superamento della propria posizione di autoesclusione dall’Affluent Society delle macchine, degli elettrodomestici, della plastica, per trasformarsi in yippies, ossia in ade renti a quel Youth International Party (Y.I.P.) che è il partito in ternazionale dei giovani. Un « par tito » senza gerarchie, senza tesse re, senza organizzazione.
In poche parole il passaggio dall'autocsclusione alla partecipazione costituiva il fatto nuovo nel movi mento giovanile americano da quel 21 ottobre 1967 in cui, nel corso della marcia sul Pentagono, l’italoamericano Mario Savio inventò la contestazione e l’occupazione dei centri di studi superiori. Parve, per un momento, che lo entusiasmo, la limpidezza, l’ingenui tà politica di questi giovani fos sero veramente in grado di far mu tare rotta ad un'intero Paese. In fatti il sostegno offerto a McCarthy e a Kennedy sembrò far supe rare a questi candidati il freno po sto dall'organizzazione del potere partitico. Due illusioni: una finita con lo assassinio di Kennedy, l’altra alle soglie della convenzione di Chicago sotto le cariche e le bastonate po liziesche. Una convenzione che ha mostrato come la forza della mac china di una partito sia ancora molto più potente della forza della opinione di un gran numero di persone. E non era solo la dimo strazione della forza della macchi na di un partito, ma di tutta una società. Si potrà allora dar torto al lea der giovanile Savio quando dice che « C'è un momento in cui il funzionamento della macchina di viene così odioso che non vi è più possibile parteciparvi, neppure ta cendo: allora sta a voi premere i vostri corpi sulle leve, su tutto il sistema, fino a farlo arrestare. Co me sta a voi far capire alle per sone che manovrano questa mac china, e a chi la possiede, che solo se voi siete liberi essa non sarà arrestata per sempre »?
Hubert H. Humphrey, candidato democratico alla Casa Bianca.
O si dovrà continuare a dire, in gannando i giovani, che in fondo tutto non va così male, che con un po’ di buona volontà si può riuscire a conciliare tutto, che le vecchie e le nuove generazioni si possono abbracciare « perché ci vo gliamo bene? ». Salvo, poi, non es sere ascoltati e intervenire, allora, con i carri armati come a Praga o come a Città del Messico? Forse ai giovani, oggi come oggi, non è possibile chiedere una vera partecipazione perché ne mancano i più elementari presupposti. For se c’è solo da chiedere ai giovani che continuino la loro contestazio ne alla società opulenta con i suoi milioni di poveri, di sottosviluppa ti, col suo uso rincretinente dei mass-media, con il suo rigido ac centramento delle decisioni, con la sua azione spersonalizzante dello individuo; che continuino anche la loro denuncia ad una democrazia invecchiata che troppo spesso è solo alibi per l'individuo e non coerente sforzo comunitario di co struzione di un mondo più giusto. Forse non possiamo chiedere altro ai giovani che sembrano costituirsi come una « minoranza profetica » all’interno di una società. Perché probabilmente è nella logica delle cose non chiedere di più. Scrive Jack Newfield in « A Prophetic Minority » che « Chiedere di più alla generazione precedente e sottovalu tare le possibilità della generazione futura ». Resta a questo punto da chiedersi allora qual è la funzione di una minoranza. Il discorso sarebbe lun go. Val la pena rimandarlo ad altra occasione.
giovanissimi anno zero Torniamo a parlare, dopo quasi un anno, deH’argomento giovanissimi. Qualcuno avrà pensato che forse ce n’eravamo dimenticati. In realtà le cose non stanno in questo modo. L’ultimo Congresso ed il Con siglio Direttivo che n’è venuto fuori hanno avuto modo di ap prezzare il lavoro svolto nei tre anni precedenti dalla Commis sione Nazionale Giovanissimi vo luta e promossa nel 1965 dal congresso del ventennio. Ora però tale Commissione ha esaurito il suo compito, dicia mo così di rottura, per cedere il posto ad un’altra Commissio ne meglio strutturata che possa provvedere, a livello nazionale, alla promozione ed allo svilup po dell’attività giovanissimi nel quadro di tutta la nostra atti vità. Non si tratta naturalmente, co me si sarebbe indotti a crede re, di un ridimensionamento di tale settore ma piuttosto di una vera e propria « promozione », nel senso più stretto della pa rola. In altri termini il settore gio vanissimi è divenuto « adulto », ha acquisito piena cittadinanza, e con merito, nell’ambito del CSI. Esso non è più un ele mento secondario, anzi ha as sunto davvero una importanza fondamentale, dapprima solo conclamata, ora finalmente mes sa nella dovuta evidenza anche a livello periferico dai comitati e dalle Società. Al riguardo, anzi, non sareb be certo un azzardo affermare addirittura che tra qualche an no, se varie contingenze lo ri chiederanno, l'attività giovanis simi potrebbe anche restare la unica, più congeniale, attività del nostro Ente di Propaganda. Nel Convegno di Assisi dello scorso anno sulla problematica dello sport dei giovanissimi si parlò di un’attività di massa, organizzata, adatta ai ragazzi. Questi ed altri concetti il CSI ha sempre sostenuto. Ed ecco che quasi a conferma di que ste idee il CONI ha lanciato per
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-a Una piccola competizione al Centro Olimpia di Lecco.
il prossimo anno i GIOCHI SPORTIVI DELLA GIOVENTÙ’. Su « Stadium » già se n'è par lato abbastanza ma ci piace ed è utile riparlarne. Cominciamo dall’elemento più appariscente: l’iniziativa è di retta a tutti i ragazzi nati in un arco di età che va, per il 1969, dai nati nel 1953 al 1957. Non sono altro, dunque, che i nostri « giovanissimi »! Orbene anche il CONI appro va in tal modo la nostra scel ta: seguire in maniera partico larissima i più giovani per av viarli ad una sana pratica dello sport nella maniera più ade guata. Altro aspetto notevole è co stituito dal fatto che le gare non saranno riservate esclusivamen te ai tesserati per le federazioni del CONI ma verranno rese li bere a tutti nel rispetto più as soluto della democrazia anche nelle modalità di partecipazione. I ragazzi e le ragazze potran no gareggiare sotto il nome di una qualsiasi Organizzazione o persino liberi da qualsiasi le-
game associativo o ancora sot to la formula del nucleo spor tivo spontaneamente creato e organizzato dai ragazzi stessi. Ovviamente trattandosi di una iniziativa a carattere strettamen te propagandistico il CSI sarà in prima fila per questi GIOCHI SPORTIVI DELLA GIOVENTÙ’, soprattutto nelle fasi locali e comunali. Ecco perché non è ambizioso sperare che l’anno agonistico già iniziato potrebbe essere l’anno zero della nostra attività giova nissimi. Dopo tanti anni di spe ranze, di arduo cammino, di esperienze condotte in ogni par te d'Italia da più di un venten nio eccoci di fronte al passo decisivo. Tutti speriamo di trar re quei risultati sempre attesi ed in parte da noi’ già rag giunti. SuH’argomento giovanissimi ci auguriamo dunque di ritornare quanto più spesso possibile per seguire da vicino l'evolversi del l’attività, che quest’anno si an nuncia sotto eccellenti auspici. ROBERTO CIPRIANI
TUTTOCSI
PREMIAZIONE ANNUALE AL CSI DI BENEVENTO Con una simpatica manifestazione si è tenuta a Benevento la premiazione di fine anno di tutti i Gruppi sportivi facenti parte del Comitato Provinciale e degli atleti che si sono maggiormente distinti nella trascorsa stagione sportiva 19671968. Erano presenti alla manifestazione oltre al Presidente del Comitato rag. Aldo Cusano, il Presidente onorario Giudice Rodolfo Meomartini, il vice presidente rag. Franco Buonfino, il prof. Coletta coordinatore di Educazione Fisica, un folto gruppo di atleti, dirigenti e simpatizzanti del CSI. il Presidente Cusano, dopo aver tracciato brevemente un consuntivo dell'annata trascorsa, si è detto soddisfatto pei i risultati conseguiti nelle ùiveisc discipline sportive pra ticate, oltre che per il grande entusiasmo di tutti gli atleti e dirigenti, sottolineando inotre gli ideali che si prefigge il CSI. Ila poi preso la parola il vice-presidente, rag. Franco Buonfino, esortando i giovani a tenere presente, nello svol gimento delle loro attività alcuni punti molto importanti: lo sport va considerato come un mezzo di educazione e non come un fine; lo sport è puro dilettantismo e non professio nismo; Io sport non c un’alternativa rispetto ad altre attività .ma un impegno per un proficuo apostolato tra i giovani. Subito dopo i due discorsi, vivamente applauditi, si è svolta la premiazione con una lunga teoria di nomi e di premi. E’ stata dichiarata « Società dell’anno » il G. S. « Le Grazie », seguito da Meomartini, Fortuna Folianensis, Virtus Mario Parente, Grippo, Olimpie, ecc., le quali hanno ricevuto completi di maglie di calcio, di pallavolo, pallacanestro, scarpe di atletica e palloni, diplomi e medaglie. Le Coppe pervenute al Comitato sono andate: « Le Grazie » quella dell'on. Mario Vetrone; Meomartini quella dell’Amministrazione Provinciale; Fortuna Folianensis quella del Comune di Benevento, Virtus M. Parente quella del G. S. « Grippo,»; all’Olimpic la targa dell'EPT; al Grippo una statua con fondo marmoreo offerta dalle ACLI; a titolo di incoraggiamento è stato assegnato del materiale sportivo anche alle tre nuove società affiliate per la prima volta al Comitato, prima del 20 settembre, e cioè: Sannio, Lo Splendore e S. Barbara. E’ stata anche consegnata una medaglia d'oro al Giudice Rodollo Meomartini, in qualità di promotore e sostenitore del Comitato Provinciale, il quale si prodiga con grande generosità, retto da una grande mole di passione giovanile. Inoltre è stata premiata la Società del Rugby Benevento per aver conquistato il titolo di Campione Italiano a Roma per la Categoria Ragazzi. Prendendo lo spunto dalla provenienza dalle file del CSI dell'astro attuale del calcio: Pietro Anastasi; del ciclismo: Felice Gimondi; dell'atletica leggera: Cindolo, il nostro Gian-
nuzzi (più volte convocato per la Nazionale Juniores), ed altri, ricordiamo quali sono i motivi che giustificano la pre senza del CSI nello sport italiano e beneventano. Una presenza che è un monito per quelle che sono attualmente le esigenze dei giovani e degli sportivi nel contesto della società moderna. A Benevento vi è una mancanza di verde, di impianti sportivi, in definitiva di sportivi attivi c non sedentari. In questo modo il CSI esprime la sua protesta con la sua presenza più numerosa, con le sue settemila società, con i suoi trecentomila atleti e soci, in tutta Italia, con un grande incremento che sta verificandosi nel Comitato della nostra provincia, verso chi intende lo sport come una attività marginale.
ANTONIO BURATTO
Il Presidente del Comitato Rag. Aldo Cusano mentre pronun cia il suo discorso, con al fianco il Consulente Ecclesiastico Padre Antonio Bevilacqua ed il vice presidente Franco Buonfino.
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OLIMPIADI DEI GIOVANI A CHIAVARI
Organizzate dal C.S.I. di Arenzano si sono svolte dal 15 al 29 settembre le Olimpiadi 1968. 150 i ragazzi partecipanti, con un complessivo di 200 medaglie per i primi, secondi e terzi posti. Si sono inaugurate con l’arrivo della fiaccola in forma solenne scortata dai motociclisti del nostro moto-club Don Bosco, e si sono concluse con la Giornata dell’atleta con S. Messa e premiazione durante la proiezione del film « Le Olimpiadi di Tokio ». Nella foto, la inaugurazione: suono dell’inno nazionale.
i podisti appena accesa
la lampada, durante
il
Si sono concluse nel tra scorso mese di settembre nelle sottoindicate parroc chie della diocesi chavarese: S. Margherita, Bacczza, Rupinaro, S. Giovanni Battista di Chiavari e al Santuario Francescano di S. Antonio di Chiavari le « Olimpiadi dei Giovani e dei Giovanissimi », organizzate dalle singole par rocchie, in collaborazione col CSI Comitato di Chiavari e della GIAC. Le olimpiadi hanno visto impegnati per alcuni giorni, nelle varie discipline sporti ve, una nutrita partecipazione di giovani atleti. A S. Mar gherita Ligure le gare sono state assai combattute nel corso delle varie eliminatorie c con finalissime elettrizzanti per i 70 ragazzi rimasti in gara. Nel calcio segnaliamo la vittoria finale della Sanmargheritese che ha battuto il Brazil. Nella gara di Ciclo cross segnaliamo la vittoria del giovane Toamino in 2’58”. Nella parrocchia di Bacezza e Rupinaro a Chiavari le olimpiadi, hanno visto alla ribalta i giovani: Stefano Ri saliti che ha conquistato ben 7 medaglie; Massimo Frugo ne con 6 medaglie e Giusep pe Gasparini con 3 medaglie. Al Santuario Francescano di
SALUTI E AUGURI A GIUSEPPE BURDISSO Il Comm. Giuseppe Burdisso ha lasciato con i primi di ottobre il Centro Sportivo Italiano dove, da venti anni, ha svolto le mansioni di Vicesegretario Generale. Assume l’incarico di Vicerettore Economo nel Seminario regionale di Assisi, presso il quale po trà anche dedicarsi con più agio agli studi da qualche tempo iniziati per prepararsi al sacerdozio. Crediamo sia inutile ricordare agli amici di periferia la figura dell’amico « Beppe » e l'opera preziosa, generosa, instancabile da lui svolta in tutti questi anni. Egli ha vis suto con la Presidenza e con tutti i Dirigenti periferici, la vita del CSI di questi venti anni in tutte le sue espressioni, in tutti i suoi momenti, in tutte le sue iniziative. La sua collaborazione è stata totale, convinta e profondamente volta al conseguimento degli scopi morali che il CSI si prefigge. Certamente Burdisso continuerà a starci vicino e, tra l’altro, ci darà anche per il futuro l’apporto dell'esperienza acquisita in tanti anni di lavoro, che ben possiamo chiamare pionieristico, per la preparazione dei futuri sacerdoti alla pastorale nel mondo dello sport. Dopo tutto egli porterà avanti le magnifiche esperienze già avviate nel settore presso il Seminario regionale di Assisi che è stato tra i primi in Italia ad accogliere e a sperimentare con frutto l’invito e le proposte del Centro Sportivo Italiano. Al Comm. Burdisso diciamo tutti, con vivo rimpianto ma anche con fervidissimi auguri per il suo avvenire, un grazie sentito per l’amicizia e la collaborazione offer taci, sicuri che in questo ringraziamento e in questo augurio si uniscono a noi gli innumerevoli dirigenti periferici che sono legati a Burdisso da vincoli di conoscenza, di amicizia e di lunga collaborazione nel Centro Sportivo Italiano.
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Chiavari le Mini Olimpiadi si sono svolte sul campo sportivo del convento con una buona partecipazione di atleti in erba, suddivisi in categorie, dagli otto anni fi no a venti et ultra. La Par rocchia di S. Giovanni Bat tista alla cui guida spirituale è l’Assistcnte Zonale del CSI can. don Lelio Podestà, ha svolto le Olimpiadi dei giova ni alla Pista dello Stadio comunale di Chiavari, con la partecipazione di un nu trito numero di concorrenti ottenendo un notevole suc cesso. Ecco i risultati finali: Sal
to in alto: Giovanissimi: Giu seppe Gasperiti m. 1,15; Gio vani: Enrico De Antonis m. l, 20; Ragazzi: Marco Sacchi m. 135; Juniores: Caudio So lari m. 1,40; Salto in lungo: Giovanissimi: Stefano Risaliti rn. 3,50; Giovani: Gabriele Narder m. 3,55; Ragazzi: Mar co Sacchi m. 4,20; Juniores: Sergio Cella m. 5,05. Lancio del peso: Giovanissimi: Ste fano Risaliti m. 8,59; Gio vani: Gabriele Nardier m. 9 c 42; Ragazzi: Fabio Jancovich n. 11,06; Juniores: Clau dio Solari m. 11,58.
comunicati
GIUSEPPE BELLI
SUCCESSI DEL CSI VERONA E DEL CSI ASCI VERONA Cinque titoli, quattro se condi posti e altri ottimi piazzamenti sono il bilancio veramente lusinghiero otte nuto dal CSI Verona in oc casione del Campionato Re gionale Veneto Ragazzi CSI che ha avuto luogo a Pado va. Il miglior risultato tecnico in senso assoluto (premiato con medaglia d'oro) è stato di Piubel il quale ha scaglia to il peso a m. 14,98, dimo strandosi in possesso di doti ammirevoli. Da notare che lo stesso ha effettuato un lan cio nullo di circa 15 metri e 60 cm. Non è stato da meno Ve sentini che, oltre a vincere il titolo, ha nuovamente mi gliorato il record provinciale correndo i 1000 metri in 2’ 28”2 e con una gara più ac corta ed un miglior dosag gio delle proprie forze avrebbe potuto avvicinare il record italiano. Nella stessa specialità si è messo in bel la evidenza Meneghello. Doppietta veronese nel di sco con Bonetti oltre i 30 metri, seguito da vicino da Bortolazzi. Nel lungo lotta in fami glia e nell'ultimo dei tre sal ti l’ha spuntata Gambarotto sul tenace Maroldi. De 'fogni nell’alto ha fal-
lito per un soffio 1’1,63, of frendo tuttavia la miglior prestazione tecnica dei salti. Zanini si è brillantemente classificato secondo nel pe so dietro al superlativo Piubel. Degli altri ragazzi — che accompagnati dall’ing. Genti lini e diretti dal prof. Battocchi — meritano un plauso Coltri, sempre all'attacco no nostante abbia appena 13 an ni, Cestaro, Pozzi, Levato, Benigni e il promettente Gi rardi che con una impetuosa volata ha portato il proprio limite personale sugli 80 pia ni a 10 netti. Anche la squadra giovanile di atletica leggera del CSI ASCI Verona sta concluden do la stagione agonistica in modo assai brillante. Nella Riunione Regionale Fidai, riservata alle categorie Ragazzi e Allievi e svoltasi al Campo CONI di Vicenza ha colto buone affermazioni. Tra gli Allievi va sottoli neata la prestazione di Pe ra ro nei 300 piani e ad ostacoli ed il buon tempo di Ghidini nei 2000 metri. Fra i Ragazzi era atteso al la prova Vesentini nel tenta tivo di migliorare il primato italiano di categoria nei 1000 m., impresa certamente nel le sue possibilità.
DALLA SEGRETERIA GENERALE □ a partire dal 20 settembre è entrato in vigore il nuovo numero telefonico della Presidenza Nazionale C.S.I. 65 67 941 a cinque linee, con ricerca automatica. Pertanto, da tale data, sono stati annullati i vari numeri telefonici sino allora esistenti. ■ si informa nuovi dirigenti gennaio 1969 e All’indirizzo l’invio sin da adesioni.
che l'invio di STADIUM sarà effettuato ai di Società a partire dal primo numero di per l’intero anno solare. delle Società, però, verrà messo in corso adesso, mano a mano che perverranno le
Dalla Direzione Tecnica
UN UFFICIO CHE LEGGE MIGLIAIA DI GIORNALI Pensate un po’: il vostro nome o quello di una persona che vi interessi è citato dalla stam pa: potete voi comperare e leggere tutti i giornali e tutte le riviste per sapere quale di essi lo ha citato? Oppure, voi studiate un dato aigomento (politico, letterario, scientifico, ecc.) e vi piacerebbe sapere in quali periodici po treste trovare articoli? Assolutamente no, se non vi rivolgete a L’Eco della Stampa che fin dal 1901 svolge tale servizio. Questo ufficio vi rimette, giorno per giorno, ARTICOLI RITA GLIATI da giornali c riviste concernenti un ar gomento o un nome di persona o ditta a se conda dell’ordinazione data. Potrete ricevere le condizioni di abbonamento, inviando un sempli ce biglietto da visita a « L’Eco della Stampa » - Via Compagnoni, 28 - Milano.
CALCIO COMUNICATO N. 4 Roma, 10 ottobre 1968
R. Piemontese): TORINO: Al lievi e Juniores. Dilettanti e Ragazzi: CUNEO: Juniores: CREMONA: Juniores; ROMA: Allievi. Juniores. Dilettanti. Giovanissimi; LODI: Allievi. Juniores (con modifica): PA DOVA: Juniores. Allievi; MES SINA: Juniores: GALLIPOLI: Juniores: TERNI: Juniores e Giovanissimi: TREVISO: Al lievi: BELLUNO: Giovanissi mi (con modifica).
APPROVAZIONE REGOLAMENTI TORNEI
MODENA: Conca S. Miche le: TARANTO: Coppa Natale; CARPI: Coppa S. Michèle (con modifica): ARIANO IRPINO: Tomeo Luigi Cucchi (con modifica): TRANI: IV AVELLINO: Juniores; ORI Coppa S. Stefano: FAENZA: STANO: Juniores: PISA: Al Coppa d’Autunno: TORINO: lievi e Juniores: ALESSAN Coppa Piero Colombo: RO DRIA: Juniores (C.U. n. 2 C. MA: Trofeo Blu; LECCO: APPROVAZIONE REGOLAMENTI CAMPIONATI PROVINCIALI E ZONALI
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Coppa Gilberto Scolo: SA LERNO: Torneo Carlo Dragotto: VITTORIO VENETO: Trofeo Blu.
OMOLOGAZIONE RISULTATI TORNEI AGRIGENTO: 3. Trofeo Akragas. vintente G. S. Robur: ORISTANO: 5. Coppa città di Oristano, vincente U.S. Don Bosco Oristano; 1. Coppa Marmilla. vincente U. S. Ghcntiana: FAENZA: Cop pa Under 16. vincente Club Sportivo Marradese; Coppa Lucio Gigli, vincente Club Sportivo Marradese; Coppa Villa Prati, vincente U.S. Barbiano: V Torneo Notturno, vincente U.S. Sante Albonet ti: AVELLINO: 1. Coppa del le Castagne, vincente U. S. Terminio. Trofeo Disciplina GG.SS. Moscati ed Elite 68: DIAMANTE: IV Coppa del Mare, vincente U.S. Tortora: MONDOVI’: Trofeo Città di Mondovì. vincente U.S. Caffè Stazione (C.U. n. 3 C.R. Pie montese): PALERMO: 3. Cop pa città di Vicari, vincente U. S. Vicari: TEMPIO PAUSANIA: Coppa Città di Ozieri. vincente U.S. Folgore di Ozieri. Coppa disciplina,,, vincento U.S. Don Bosco di Ozieri.
MODIFICHE TECNICHE CALCIO Si porta a conoscenza delle Commissioni tecniche Provin ciali e Zonali Calcio alcune modifiche tecniche che deb bono essere attuate nei pros simi Campionati.
Infrazioni del Portiere Il portiere giocando la pal la con i piedi non commette infrazione stante che non la trattiene, può giocarla con i piedi prima o dopo aver com piuto i quattro passi, ma non può giocarla nuovamente con le mani prima che le sia stata giocata da un altro giocatore. 11 portiere deve essere pu nito con un « calcio di puni zione indiretto » nei sottoe lencati casi: a) se è in possesso del la palla fra le mani e la fac cia rimbalzare, restando fer mo. per un tempo che il di rettore di gara giudicherà superiore a quello necessario per compiere quattro passi; b) se compie più di quat tro passi giocando la palla con le mani: c) se dopo aver compiuto quattro passi giocando la pal la con le mani, la gioca con i piedi e successivamente, senza che sia stata giocata da un altro giocatore, la gio ORGANIZZAZIONE ca nuovamente con le mani: CORSI ASPIRANTI d) se compie atti che, « a ARBITRI giudizio dell’arbitro », abbia no l’evidente scopo di ritar TORINO. dare il gioco. In base a quanto sopra pre RINNOVO TESSERE cisato, il direttore di gara ARBITRI dovrà intervenire ogni qual SERRA S. BRUNO: n. 4: CAVA DE' TIRRENI: n. 14: volta, « a suo giudizio », ab SALERNO: n. 24: FAENZA: bia palesemente riscontrato n. 6: GRAVINA: n. 18: RI nel gioco del portiere atti MINE n. 11: TORINO: n. 18: tendenti ad una intenzionale perdita di tempo. MANTOVA: n. 10.
RATIFICA COMMISSIONI CALCO LODI: Presidente: Bassano Bianchini: Membri: Bruno Baldini, Francesco Prina; De legato Arbitri: Guerrino Folli. GENOVA: Presid.: Claudio Rossi: V. Presidente: Alberto Gravina; Rapp. FIGC: Pietro Minetti: Rapp. AIA-SA: G. B. Ramazzotti; Rapp. GAC; Car melo Del Corsano: Segretari: Santi Cioncolini. Gianluigi Prati. Virgilio Rossi: GALLIPOLI: Presidente: Sciscoli Matteo; Segretario: Liaci G.: Componenti: Abbate Luigi. De Vito Giuseppe. Spidicati Piero, Zizzari A., Rappr. AIA: Ripa Luigi; PADOVA: Presi dente: Trevisan A.: Membri: De Cenzo Eugenio. Rubini Ro berto. Beda Gastone. Goldin Vasco. Nalon Italo; Rapp. GAC: Quaglia Giancarlo: Rapp. FIGC: Grassetto Bru no; Rapp. AIA-SA: Modesti Paolo: PISA: Presidente: Ro mano Gammarota: Segreta rio: Silvano De Vescovi: Ranor. GAC Giovanni Merli. Approvazione elezione Con siglio Direttivo GAC CERIGNOLA: Presidente: Ferrato Bruno: V. Presidente: Deli gio Franco; Segretario: Fe derico Paolo. IL SEGRETARIO
RENATO BERNINI IL PRESIDENTE GENEROSO DATTILO
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Atti oltraggiosi e comportamento triviale Costituisce grave oltraggio da parte dei giocatori, lo sputare addosso agli ufficiali di gara, agli avversari e ad altre persone che si trovano sul campo di gioco o fuori di esso, così come ogni atto triviale deve essere considera to « condotta violenta ». Ne consegue che i giocatori che compiono atti oltraggiosi ed assumono comportamenti triviali « devono essere espul si » e, nel caso che ciò si verifichi quando la palla è in gioco, dopo l'espulsione
il gioco sarà ripreso con un « calcio di punizione indiret to ». Nei casi sopra precisati la palla deve essere posta, nella effettuazione di calci di pu nizione indiretti, nel punto in cui è iniziata l’infrazione. Si chiarisce che se un giocatorc viene ' copito dall’avversa rio,>, trettenuto, spinto, mentre il gioco è in movi mento, il calcio di punizione dovrà essere « diretto » e la palla sarà posta nel punto in cui il fallo è stato com messo. Naturalmente, se in area di rigore da un difen dente, deve essere accordato il calcio di rigore. Ripetiamo che se un gioca tore lancia uno sputo, la palla, un sasso o aualsiasi oggetto contro un ufficiale di gara, un avversario o altra persona in campo o fuori di esso, colpendo o meno, il calcio di punizione « indiret to » deve essere accordato nel punto in cui il giocatore colpevole ha iniziato il deplo revole atto falloso. Identificazione dei giocatori I gocatori sprovvisti di tes sera. possono partecipare al la gara alle sotto elencate condizioni: II dirigente accompagnato re ufficiale deve attestare per iscritto che il giocatore o i giocatori sono regolarmente tesserati per la loro Società. Comunque il giocatore o i giocatori interessati devono esibire all'arbitro un documen to ufficiale di riconoscimento munito di fotografia. Ne consegue che l’arbitro consentirà al giocatore o ai giocatori sprovvisti di tesse ra del CSI. di partecipare al la gara, ritirando dal dirigen te ufficiale responsabile la dichiarazione, e successiva mente annoterà sull'elenco dei giocatori, sprovvisti di tesse ra. gli estremi dei documenti esibitigli. Devono essere considerati documenti ufficiali di ricono scimento: carta di identità, passaporto, patente di guida, libretto ferroviario, certifica to di identità personale con foto rilasciata dal Comune di residenza, porto d'armi, li cenza di caccia e pesca, libret to universitario.
Si comunicano i risultati completi delle finali naziona li CSI di atletica leggera, cat. Allievi e Juniores, svol tesi a Cagliari il 5-6 ottobre 1968.
ALLIEVI
ATLETICA LEGGERA COMUNICATO N. 14 Rema, 10 ottobre 1968
M. 80 HS. 1. batteria: 1. Sgaroni Tizia no (CSI Riccardi Milano) 11" 3: 2. Massagli Claudio (Nova Fortituto Lucca) 11 "4; 3. Spe randio Sandro (Don Bosco Roma) 11"4; 4. Calitani Diego (Montecchio Vicenza) 12”; 5. Altomare Mauro (Gandolfi Moffetta) 12"2; 6. Barboni Er nesto (Mongibello Catania) 13".
2. batteria: 1. Salvadego M (Valle Sport Padova) H”3; 2. Venturi Tarcisio (ExcelsiorR Emilia) H”4: 3. Accardi Gui do (Esperia Cagliari) 11”84 Rulfini Enzo (CSI Riccar di Milano) 12”2; 5. Franceschini Alberto (Villette Mas sa) 12”3; 6. De Pasquali Ser gio (Aurora Lecco) 12”4. FINALE DEI SECONDI: 1. Capitanio Diego (Montecchio Vicenza)ll”7; 2. Ruffini En zo (Riccardi Milano) 12”; 3. Barnobi Ernesto .(Mongibello Catania) 12”1; 4. Franceschini Alberto (Villette Massa) 12”3: 5. De Pasquali Sergio (Aurora Lecco) 12”5; 6. Alto mare Mauro (Landolfi Moiet ta) 12”8. FINALE DEI PRIMI: 1. Sal vadego Maurizio (Vallesport Padova) 11”2: 2. Sperandio Sandro (Don Bosco Roma) 11 "4: 3. Massagli Claudio (No va Fortitudo Lucca) H”6; 4. Sgaroni Tiziano (Riccardi Mi lano) 11”7: 5. Venturi Tarci sio (Excclsior R. Emilia) H”8; 6. Accardi Guido (Esperia Cagliari) 11”8. M. 80 PIANI 1. batteria: 1. Sica Salvato re (S. Ranierino Pisa) 9”5; 2. Piras Roberto (Esperia Ca gliari) 9”6; 3. De Vivo Se bastiano (Athlon Siracusa) 9”7: 4. Cannatella Carlo (CUS Catania) 9”8; 5. Cavagnino Roberto (Altiora Novara) 11"1. 2. batteria: 1. Berto Giam paolo (Montecchio Vicenza) 9”4: 2. Montemézzi Sandro (Asci Verona) 9”5; 3. Ghir landa Giovanni (Athlon Sira cusa) 9"6; 4. Camiolo Fran cesco (S. Ranierino Pisa) 9”8; 5. De Rosa Gennaro (Zauli Napoli) 10”. FINALE DEI SECONDI: 1. Camiolo Francesco (S. Ranie rino Pisa) 9”7; 2. De Rosa Gennaro (Zauli Napoli) 9”7; 3. Canatella Carlo (CUS Cata nia) 9”8. FINALE DEI PRIMI: 1. Berto G. Paolo (Montecchio Vicenza) 9”1; 2. Sica S. (S. Raniero Pisa) 9”3; 3. Monte mezzo Sandro (Asci Verona) 9"5; 4. De Vivo Sebastiano (Athlon Siracusa) 9”6; 5. Piras Roberto (Esperia Caglia ri) 9”7: 6. Ghirlanda Giovanni (Athlon Siracusa) 9”7. M. 300 PIANI 1. batteria: 1. Pizzolato Pie tro (Ponzano Treviso) 36”2; 2. Chicrchi Angelo (Esperia Ca gliari) 36”8; 3. Di Francesco L. (Falchi Azzurri Chieti) 37”3; 4. Chiappatti Valentino (Pal lavicini Bologna) 37”4; 5. Petruzzello Domenico (Athlon Siracusa) 37”8; 6. Bottari M. (Oderzo Vittorio Veneto) 39”. 2. batteria: 1. Bernardi Pier angelo (Miani Treviso) 36”9; 2. Sarti Adelino (Quattro Tor ri Ferrara) 37”4; 3. Cailotto Giorgio (S. Bortolo Vicenza) 37”9: 4. Leone Giuseppe (CUS Catania) 38”3; 5. Manfredi Valentino (Zauli Napoli) 39”8. Finale dei secondi: 1. Cai lotto Giorgio (S. Bortolo Vi cenza) 38”1; 2. Petruzzello Domenico (Athlon Siracusa) 38”4: 3. Manfredi Valentino (Zauli Napoli) 38”6; 4. Leo ne Giuseppe (CUS Catania) 38”7: 5. Bottari Manlio (Oderzo Vittorio Veneto) 39"4.
FINALE DEI PRIMI: 1. Piz ne Vicenza) 5.61; 11 Cardi zolato Pietro (Ponzano Trevi Alfredo (Mongibcllo Catania) so) 35’7; 2. Chicrchi Angelo 5.40. (Esperia Cagliari) 45”9; 3. Ber L’atleta Hcrnandez Claudio nardi P. Angelo (Miani Tre (Athlon Siracusa) con m. 6,82 viso) 36”4; 4. Sarti Adelino ha stabilito il nuovo primato (Quattro Torri Ferrara) 37"1; nazionale dei Centro Sportivo 5. Di Fancesco Leonardo (Fal Italiano. chi Azzurri Chicli) 37”4; 6. Chiappati Valentino (Pallavi SALTO CON L’ASTA cini Bologna) 37”9. 1. Cavaliere Roberto (Mon L'atleta Pizzolato Pietro tecchio Vicenza) m. 3,50; 2. (Ponzano Treviso) ha stabi Ronzini G. Franco (CSI Faen lito con il tempo di 35”7 nei za) 3.20; 3. Mattiazzi Renato 300 piani il nuovo primato (Dinamis Treviso) 3,10; 4. Ca nazionale del Centro Sporti talano Giorgio (Minnti R. Ca labria) 3.10: 5. Geromeli Ser vo Italiano. gio (Asop Treviso) 3,00; 6. M. 1000 PIANI Burbuscia Salvatore (Minni 1. Cirlini Paolo (Condor R. ti R. Calabria) 2,90; 7. Miani Emilia) 2’34”6; 2. Ercolani V. Lelio (Audax Treviso) 2,90: (CSI FAENZA) 2’37”6; 3. Cor 8. Maio G. (Le Grazie Be nino Paolo (Esperia Cagliari) nevento) 2,80; 9. Visentini 2'37"6: 4. Pederzoni G. Fran Franco (S. Paolo Vicenza) co (Tridentum Trento) 2’38” 2.60: 10. Dal Santo Andrea 3; 5. Sironi Maurizio (Ric (Caltrano Vicenza), 2,00. L’atleta Cavaliere Roberto cardi Milano) 2’38”3; 6. Grò Pietro (Arcuti R. Calabria) 2’ (Montecchio Vicenza) con m. 39”7: 7. Arvani Enrico (Cer 3.50 ha stabilito il nuovo pri ro Milano) 2’39’7; 8. Cellini mato nazionale del Centro Marino (Falchi Azzurri Chieti) Sportivo Italiano. 2'40”9: 9. Vicario Franco (Zau LANCIO PEL PESO (kg.6) li Napoli) 2’41”; 10 Rossi M. 1. Tripodi Giaconjo (Min(Quercia Trento) 2’43”6; 11. Zotta Michele (S. Bortolo Vi nti R. Calabria) m. 14,96; 2. cenza) 2’44’7: 12. Leon Giu Nascimben Luciano (Ponzano liano (Valle Sport Padova) 2’ Treviso) 14,32; 3. Tessaro Mar co (Quattro Torri Ferrara) 49”8. 13.36; 4. Pakcr Paolo (CUS Messina) 13.28; 5. Migazzi Rug M. 2000 PIANI gero (Duomo Vittorio Vene 1. Martini Michele (Ponza no Treviso) 5'46”4; 2. Diana to) 13.24; 6. Barchi Giuseppe Ezio (Esperia Cagliari) 5’48” (Esperia Cagliari) 12,51; 7. 4: 3. Tommasini Aldo (Quer Bellone Giuseppe (Ossolana cia Trento) 5’49"2; 4. Spinuz- Novara) 12,16: 8. Pascali Giu zi Dino (Falchi Azzurri Chieti) seppe (Sporting Bari) 11,83; 5'51"6: 5. De Vido Roberto 9. Bedina Enrico (Atletica (Asop Treviso) 5'52”6; 6. Ri Lecco) 11.81; 10. Ovando Gio ghi Marco (Sasso Marconi vanni (S. Martinese Novara) 11.06; 11. Bonatti Maurizio Bologna) 5’58”6; 7. Mori Ezio (SAP Piacenza) 11,02. (Riccardi Milano) 6'03”2; 8. L’atleta Tripodi Giacomo Fratello Vittorio (Sporting Bari) 6'05”2; 9. Balasso Mir-* (Minniti Reggio Calabria) con ko (Due Valle Vicenza) 6’05”8; metri 14.96 ha stabilito il nuo 10. Pappalardo Sebastiano vo record nazionale del Cen (CUS Catania) 6'13”8; 11. Ba tro Sportivo Italiano. ruffo Tommaso (Fulgor Trie LANCIO DEL DISCO ste) 6T5”2: 12 Marini Franco (kg. 1,750): (Ossolana Novara) 6’21”8. 1. Pozzi Renato (Esperia Cagliari) m. 41,34; 2. ZamperSALTO IN ALTO la Alberto (Montecchio Vi 1. Bcllazzi Roberto (Olim cenza 39.48: 3. Didone Adria pia Vigevano) m. 1,75; 2. Bren- no (Audax Treviso) 38,80; 4. dolan Luigi (Leonina Vicenza Giorgio Enrico (CUS Messi 1.75: 3. Pegoraro A. (Montec na) 38.36; 5. Bardelli Bruno chio Vicenza) 1,73; 4. Borto- (S. Ranierino Pisa) 36,42; 6. letto Flavio (Lupino Treviso) Leggio Franco (Athlon Sira 1.70: 5. Ambrosoni Roberto cusa) 36.14; 7. Brigione Clau (Riccardi Milano) 1,70; 6. Cer- dio (CSI Riccardi Milano) zosimo Sergio (Meni Vian 35,02; 8. Di Trio C. (Min Cosenza) 1.65; 7. Foldini E- niti R. Calabria) 33.24; 9. Franzio (Garcia Vicenza) 1,65; 8. zoni Lino (Pallavicini Bolo Pagali Claudio (Don Bosco gna) 30,08; 10. Trioschi Ma Massa) 1.60: 9. Martini Mar rio (Baracca Lugo Ravenna) co (Quattro Torri Ferrara) 28.98: 11 De Luca Armando 1.60: 10. Pompcrmaier Emilio (S. Gerardo Avellino) 28.42. (Quercia Trento) 1,60; 11. Piras G. Battista (Esperia Ca LANCIO DEL GIAVELLOTTO gliari) 1,50; 12. Castellato V. 1. Sabbadini Mario (Italsi(Landolfi Molfetta) 1,50. der Genova) in. 57,14; 2. Pi anata Giuseppe (Minniti R. SALTO IN LUNGO Calabria) 52,30; 3. Diana Paolo 1. Hcrnandez Claudio (Ath (Nova Fortitudo Lucca) 47,16; lon Siracusa) m. 6,82; 2. Sar 4. Vesco Domenico (Asop Tre tori Massimiliano (Quercia viso) 41.72; 5. Boresi Lucia Trento) 6,29; 3. Bigliardi A- no (Asci Verona) 39,70; 6. lide (Folgore R. Emilia) 6,20; Scandiuzzi Germano (Splen 4. Cazzola Roberto (Riccardi dor Mantova) 38,02; 7. StrazMilano) 6,12; 5. Trevisan G. zulli Antonio (Zauli Napoli) (Ars Vicenza) 5,96; 6. Cali 37.52: 8. Barzocchi Nino (Ars gari Franco (Duomo Treviso) Vicenza) 34,76; 9. Strukul S. 5.80: 7. Zanella Franco (Stella (Montecchio Vicenza) 34,56; Maris Cagliari); 5,71; 8. Ga- 10. Minca Fulvio (Sauro Trie riboldi Paolo (Riccardi Mi ste) 34.22. lano) 5,70; 9. Leonzio Luigi L'atleta Sabbadini Mario (I(Falchi Azzurri Chieti) 5,64; talsider Genova) con in. 57,14 10. Rossi Roberto (Maddale- ha stabilito il nuovo primato
nazionale del Centro Sporti vo Italiano.
li”3: 2. Rossi Dino (Vallesport Padova) 11 ”5; 3. De Leo Do menico (Arx Bari). 11 ”6; 4. Campanelli Natale (Arx Bari) 11”8: 5. Randi Domenico (Ba racca Lugo Ravenna) 11 ”9; 6. Colina Paolo (Pallavicini Bo logna) 12"1. 2. batteria: 1. Cavasino G. (Esperia Cagliari) H”2; 2. Todescato Franco (Montec chio Vicenza) 11 ”4: 3. Moli nari Alessandro (Vallesport Padova) 11”5; 4. Amenta An gelo (Athlon Siracusa) H”6; 5. Crovato Francesco (Italsider Genova) 11’7; 6. Landolfi Francesco (Virtus Benevento) H”9.
STAFFETTA 4 x 100 1. Siracusa (De Vivo, Hernandez. Ghirlanda, PetruzzeL la) 44”4: 2. CSI Milano (Gariboldi, Ghezzi, Baggio, Sgaroni) 44”5: 3. CSI Vicenza (Veronese. Caiolotto, Cavalie ri, Berto) 44'7; 4. CSI Ferra ra (Tani, Covoni. Cavolesi, Sarti) 45”5; 5. CSI Pisa (Camiolo. Cai. Coli, Sica) 45”5; 6. CSI Treviso (Passagnolo, Bernardi G., Bernardi, Pizzola to) 45’7; 7. CSI Roma (Leo nardi, Cencini, Lonaco, Spcrandio) 46”3; 8. CSI Catania (Barnobi, Cardi, Canatella, Cir FINALE DEI SECONDI: 1 conciso): 9. CSI Trento (Boninsegna, Pompcrmaier, Dai- Amenta A. (Athlon Siracusa), camoi. Sartori); 10. CSI R. H”4: 2. Randi Domenico (Ba Emilia (Zafferi, Venturi, Bi- racca Ravenna) 11'4; 3. Cam gliardi. Prati) 47”2; 11 CSI panelli Natale (Arx Bari), 11” Napoli (De Rosa, De Quat 7: 4. Crovato Francesco (Italtro. Manfredi. Esposito) 47”2. sider Genova) H”8; 5. Colina La staffetta di Siracusa Paolo (Pallavicini Bologna) (Athlon) con 44”4 ha stabili 11 ”8. to il nuovo primato nazionale FINALE DEI PRIMI: 1. Ca del Centro Sportivo Italiano. vasino Giorgio (Esperia Ca CLASSIFICA PER COMITATI gliari), 11”1; 2. Faggioli Inno cente (Esperia Cagliari) 11”1; 1. CSI Treviso, p. 119; 2. 3. Rossi Dino (Vallesport Pa CSI Vicenza. 117; 3. CSI Ca dova) 11 ”2: 4. Todescato Fran gliari. 74; 4. CSI Milano, 73; co (Montecchio Vicenza) H”5: 5. CSI Siracusa. 52; 6. CSI 5. De Leo Domenico (Arx Reggio Calabria, 51; 7. CSI Bari) 11 ”5; 6. Molinari Ales Trento. 41: 8. CSI Reggio E- sandro (Vallesport Padova) milia. 34: 9. CSI Pisa. p. 33.5; H”6 10. CSI Ferrara. 31.5; 11. CSI Chieti. 26; 12. CSI Faenza, M. 400 PIANI 22; 13. CSI_Napoli,_22; 14. CSI 1. batteria: 1. Ghizzali Car Catania. 22; 12. 15. vCSI ~ ...iu, 22. -vjI Lucca, 20; 116. CSI Verona, 18; 17. lo (Pezzali Treviso) 51”6; 2. Messina. 18: 18. CSI Bologna, Boselli Fausto (Condor R. E18; 19. CSI Padova, 13; 20. milia) 52”1; 3. Scuderi Anto CSI Vigevano. 12; 21. CSI Ge nio (Athlon Siracusa). 52’7: nova. 12; 22. CSI Roma, 11; 4. Gressani Rodolfo (S. Gior 23. CSI Vittorio Veneto, 10; gina Udine) 54” 1. 2. batteria: 1. Falcone Carlo 24. CSI Novara. 10; 25. CSI Bari. 10; 26. CSI Massa Car (Italsider Genova) 51”9; 2. rara, 8; 27. CSI Mantova, 7; Porcina Paolo (Esperia Ca 28. CSI Cosenza. 7; 29. CSI gliari, 52”2; 3. Camesin Giu Lecco. 6; 30. CSI Benevento, lio (Torriana Gorizia) 52”4; 4. 5: 31. CSI Treviso, 5; 32. CSI Mazzero Paolo (Enaoli Trie Ravenna. 3: 33. CSI Avellino, ste) 52"4; 5. Bellantoni Anto 2; 34. CSI Molfetta. 2; 35. CSI nio (Minniti R. Calabria) 55”1. Piacenza. 2. FINALE DEI SECONDI: 1. Gressani Rodolfo (S. Giorgi na Udine) 53”8; 2. Mazzero JUNIORES Paolo (Enaoli Trieste) 55”4; M. HO HS. 3. Bellantoni Antonio (Minni 1. batteria: 1. Marabini M. ti R. Calabria) 55”6. (Quattro Torri Ferrara) 16”1; FINALE DEI PRIMI: 1. 2. Lugli Paride (Condor R. Emilia). 16’7; 3. Darsena Sal Ghizzalli Carlo (Ponzano Tre vatore (Riccardi Milano). 17”. viso) 50”9: 2. Falcone Carlo 2. batteria: 1. De Micheli (Italsider Genova) 52”; 3. Por Ugo (Quercia Trento), 16”2; cina Paolo (Esperia Cagliari) 2. Zamparelli Federico (Ital- 52"1: 4. Scuderi Antonio (Ath sider Genova) 16”3; 3. Conte lon Siracusa) 52”2; 5. BosselRoberto (Fulgor Trieste), 16” li Fausto (Condor R. Emilia) 6: 4. Guerrini Giampiero (Con 52”3; 6. Camesini Claudio dor R. Emilia). 16”9; 5. An (Torriana Gorizia) 53”8. cona Michele (Arx Bari) 17”3. METRI 800 PLANI FINALE DEI SECONDI: 1. 1. batteria: 1. Marangoni Guerrini Giampiero (Condor Guido (Montecchio Vicenza). Reggio Emilia) 17”0; 2. An 2’01”7: 2. Ficicchia Giuseppe cona Michele (Arx Bari), 17"6. (Athlon Siracusa) 2'01”9; 3. Dell’Orto Pierluigi (Cernusco FINALE DEI PRIMI: 1. Ma Lecco). 2’02”; 4. Passeri Ste rabini Maurizio (Quattro Tor fano (CSI Sasso Bologna). 2’ ri Ferrara). 15”5; 2. Lugli Pa 02”5: 5. Leonardi Sergio (CUS ride (Condor R. Emilia). 16”0: Messina). 2’04”8: 6. Bosisio 3. De Micheli Ugo (Quercia Antonio (La Torre Lecco) Trento). 16”0; 4. Zamparelli 2’05”5. Federico (Italsider Genova). 2. batteria: 1. Belletti Pa 16”! : 5. Darsena Salvatore squale (Partenope Napoli) 2’ (Riccardi Milano) 17”2; 6. 00’7: 2. Gaggiero Giuseppe Cante Roberto (Fulgor Trie (Italsider Genova) 2’01 ”6; 3. ste) 17 ”3. Falco Giuseppe (Fulgor Vicen za). 2'02”! ; 4. Lualdi Leo M. 100 PIANI nardo (Riccardi Milano) 2’ 1. bàtterà: 1. Faggioli In 02"2: 5. fiaccarmi Luigi (Ba nocente (Esperia Cagliari), racca Ravenna). 2’03”8; 6. Jc-
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Plasmon : dopo Tokyo e Grenoble siamo in Messico.
Ancora una volta gli alimenti al Plasmon fanno parte della dieta ufficiale per la squadra olimpica. Per il loro elevato contenuto di proteine e la loro digeribilità,
gli alimenti al Plasmon rispondono a precisi principi nutritivi. Biscotti, bifette e pastina al Plasmon, sono il miglior complemento nella pastina s dieta di un atleta. “ ION-
i.. : - .*•
biscotti
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bifette
le Vincenzo (Le Grazie Benevento) 2’09”8.
Milano) 12.19; 5. Aicllo Mario (Mongibello Catania). 11.89; 6. Deganutti Fausto (Donatel lo Udine) 10.18.
FINALE DEI SECONDI: 1. Lualdi L. (Riccardi Mila no). 2’02"3: 2. Leonardi Ser LANCIO DEL DISCO (kg 2) gio (CUS Messina) 2’03”6; 3. 1. Marangon Giuseppe (TorBosisio Antonio (La Torre Lecco) 2’06"7; 4. Passeri Ste riana Gorizia) m. 43.04; 2. fano (CSI Sasso Bologna), 2’ Marsigli Maurizio (Pallavicini Bologna), 40,78; 3. Scuderi P. 07”. (Athlon Siracusa), 38,28; 4. PALLA FINALE DEI PRIMI: 1. Ma Mazzetti Battista (Baracca rangoni Guido (Montecchio Lugo Ravenna), 37,54; 5. O- CANESTRO Vicenza) I’58”7: 2. Belletti Pa metto Lucio (Vallesport Pa squale (Partenopc Napoli) 1’ dova). 37.38; 6. Cardinali Mau 59": 3. Ficicchia Giuseppe rizio (Asci Verona) 36.06: 7. (Athlon Siracusa), 2’00”7; 4. Mattioli Luciano (Excclsior R. COMUNICATO N. 2 Falco Giuseppe (Fulgor Vi Emilia). 35.62: 8. Sottoriva F. cenza) 2’01”4; 5. Caggiero G. (Quercia Trento). 32,24; 9. Ma Roma, 6 ottobre 1968 (Italsider Genova) 2’02"; 6. rinelli Giovanni (Arx Bari) CAMPIONATO Dell’Orto Pierluigi (Cernusco 31.50. Lecco) 2’56”6. LANCIO DEL GIAVELLOTTO NAZIONALE FASE PROVINCIALE (gr. 800) METRI 3000 Approvazione Regolamenti 1. Colla Stefano (Quercia 1. Florida Luigi (Athlon Si BENEVENTO: Fase Prov.le racusa) 8'56”; 2. Busi Andrea Trento) m. 59.90: 2. Valdaro (Salus Milano). 8’56”8; 3. Bar Roberto (Quercia Trento), Cat. Allievi e Juniores: GAL baro Gabriele (Ponzano Tre 57.36: 3. Pasqualotto Vittori LIPOLI: Fase Zonale Cat. Al viso). 9’H”4; 4. Franzoni Ci no (Aueliana Vicenza) 55,98; lievi e Juniores: LODI: Fase ro (Atletico R. Emilia) 9T2 ”4: 4. Berani Silvio (Riccardi Mi Prov. Categ. Juniores: PADO 5. Peso Enzo (Giovanile Lec lano 53,66; 5. Frisini Dome VA: Fase Provine.. Categ. Al co), 9’17”4; 6. Covino Michele nico (Arx Bari) 52,14; 6. Fer lievi e Juniores. (Gruppo Benevento), 9'22”8; rara Luigi (Le Grazie Bene8. Bagnati Giuseppe (Arcudi vento) 49,76: 7. Condotta Pao ATTIVITÀ’ LOCALE R. Calabria). 9’45”8; 9. Rossi lo (Dinamis Treviso) 47,70: Approvazione Regolamenti Ivan (Baracca Ravenna) 9'45” 8. Vaccarotto Giuseppe (S. ALESSANDRIA: Coppa Au 8: 10. Perego Antonio (Don Bortolo Vicenza) 43.26. rora Basket Juniores; UDINE: Bosco Lecco) 10’16”: 11. Bug 3. Edizione Trofeo del Cen geri Salvatore (Mongibello CLASSIFICA PER COMITATI tenario: BARI: Trofeo Gio Catania). 10’45”8. vanissimi: TARANTO: 8. Cop Autunno: PAVIA: Trofeo 1. CSI Siracusa, p. 59; 2. pa SALTO IN ALTO Regisole 1968. CSI Milano. 59: 3. CSI Vicen 1. Pistolato Lucio (Asop za. 57: 4. CSI Trento. 55; 5. Treviso) m. 1,90; 2. Raoss G. CSI Treviso. 50; 6. CSI Bari. Omologazione risultati (Quecia Trento) 1,90; 3. West 45: 7. CSI Genova, 42; 8. CSI TARANTO: 2. Coppa S. Ca Antonio (Zauli Napoli) 1,83; 4. Reggio Emilia. 40; 9. CSI Lec taldo: 1. FIAMMA Taranto. Dantico Claudio (Falchi Az co. 39: 10. CSI Napoli, 38,5; 2. OLIMPIA Ostuni. 3. ITRIA zurri Chicti) 1,78; 5. Canossa 11. CSI Cagliari. 33; 12. CSI Martina Franca: BOLOGNA: Giulio (S. Benedetto Manto Padova. 33: 13. CSI Trieste. Camp. Prov. Giovanissimi: 1. va) 1,78; 6. Delia Bruno (Zau 29: 14. CSI Benevento, 23; 15. Cervellati Budrio « B », 2. An li Napoli) 1,75; 7. Gragorati R. CSI Gorizia. 19: 16. CSI Pi ta! Pallavicini, 3. S. Paolo. (Enaoli Trieste) 1,70; 8. Zac- sa. 18; 17. CSI Ravenna, 18; chini Angelo (Quattro Torri 19. CSI Bologna, 16; 20. CSI CC. TT. PP. ZZ. Ferrara) 1,60; 8. Fiorentino Reggio Calabria. 16: 21. CSI GENOVA: Presidente Felice Udine. 12: 22. CSI Chieti, 9: Gianni (Zauli Napoli) 1,60. 23. CSI Mantova. 8; 24. CSI BARBANO. Segr. Riccardo 23. Verona. 7: 25. CSI Catania. CASTELLI, membro Gianni SALTO IN LUNGO LOECHNER. Rapo. FIP Lu 7: 26. CSI Messina. 5. ciano CIUCCI: TORINO: Pres. 1. Megna Stefano (Riccardi Sergio GARETTO. Segr. Giu Milano) mt. 6,39; 2. Belladon seppe CARENZO, memb. Re na Giorgio (Enaoli Trieste), * * * nato De GIOVANNINI. Anto 6,35; 3. Martino Fabio (Arx nio LAGHEZZA. Francesco Bari). 6,21; 4. Rosati Enzo LONGO. Roberto NICOL. S. (Nuova Atletica Lecco), 6,19; CLASSIFICA ASSOLUTA ORLANDINI: BARI: Presiden 5. Pattarini Casto (Colombo PER COMITATI te Angelo TAMMARO. Segr. Lecco). 6,10: 6. Palduto Gio P. Paolo PEDICINI. Membri 1. CSI Vicenza p. 174; 2_ Domenico CAVIASCA. Renato vanni (Minniti R. Calabria). 6.00: 7. Maresca Alfredo (Zau CSI Treviso. 169: 3. CSI Mi PEDICINI. Emilio TIRELLE lano. 132: 4. CSI Siracusa. PISA: Commissario Renato li Napoli) 5.82. HI: 5. CSI Cagliari, 107; 6. GAMBINI: GALLIPOLI: Pres. CSI Trento. 96: 7. CSI R. E- Marcello CONGEDO, membri SALTO CON L’ASTA milia. 74: 8. CSI Reggio Ca 1. Pesavento Tarcisio (Cal- labria, 67; 9. CSI Napoli, 60,5; Roberto TAURINO. Matteo Giorgio PETRAdognio Vicenza) m. 3,50; 2. 0. CSI Bari. 55: 11. CSI Geno SCISCOLI. Mainardi Maurizio (Poi. CSI va. 54; 12. Pisa. 51,5; 13. CSI CHI. Pisa) 3.20: 3. Lovadina Bru Ferrara, 48; 14. CSI Padova CORSI TECNICI no (Ason Treviso) 3,10; 4. 46; 15. CSI Lecco 45; 16. CSI MOLFETTA: Visti i verbali Raucci Antonio (Le Grazie Chieti 35: 17. CSI Bologna Benevento). 3.00; 5. Marandin 34; 18. CSI Trieste, 34; 19. CSI d’esami si ratificano le pro Sandro (Valle Sport Padova), Catania 29; 20. CSI Benevento mozioni ad Asp. Arbitro CSI 3.00: 6. Colla Ermanno (Audax 28: 21. CSI Verona. 25; 22. di pallacanestro dei seguenti nominativi: Giovanni ALLER. Emilia). 2,80; 7. Giovan- CSI Messina. 23; 23. CSI GRETTA. Giuseppe ALTAMUnclli Alessandro (Poi. CSI Pa Faenza. 23; 24. CSI Ravenna, RA. Berardino CIBELLI. M. dova). 2.80; 8. Damiani Carlo 21: 25. CSI Lucca. 20; 26. DE CANDIA. Gioacchino DE (Arx Bari), 2,80; 9. Longanes CSI Gorizia 19; 27. CSI Man CANDIA. Giuseppe FACCHI Sergio (Fulgor Trieste), 2,80. tova. 15: 28. CSI Vigevano. NI. Saverio MINERVINI: TO 12: 29. CSI Udine. 12; 30 CSI Roma. Il; 31. CSI Vittorio RINO: si autorizza l’effettua LANCIO DEL PESO Veneto. 10: 32. CSI Novara. zione di un corso Arbitri CSI(kg. 7,257) 10: 33. CSI Massa Carrara. REGGIO CALABRIA: si auto 1. Scuderi Vincenzo (Ath 8: 34. CSI Cosenza. 7: 35. CSI rizza il corso aspiranti arbi lon Siracusa). 12,76; 2. Cice Avellino 2; 36. CSI Molletta. tri CSI, rone Franco (Italsider Ge 2: 37. CSI Piacenza. 2. IL SEGRETARIO nova) 12,45; 3. Tansini G. P. ANGELO RAINERI (Riccardi Milano). 12,33; 4. IL PRESIDENTE IL PRESIDENTE Maciotta Eugenio (Riccardi ALDO CAPPELLINI UMBERTO GARCEA
PALLAVOLO COMUNICATO N. 16 Roma, 10 ottobre 1968 OMOLOGAZIONE RISULTATI MOLFETTA: 15. Gran Tro feo Giancarlo Chiarini (organiz. S. S. Vis- Folgore), sq. part. 4 ha vinto U.S. VisFolgorc « A »: CORROPOLI: Torneo Interregionale squa dre partec. 6 ha vinto Rappr. Marchigiana; Torneo Provin ciale sq. part. 5 ha vinto U. S. Bivio Corropoli. A conclusione della stagio ne sportiva 67-68, la CTN de sidera ringraziare vivamente tutti gli Organi Perilerici, le Società, gli Arbitri, gli Alle natori e gli iatleti tutti per il notevole impegno, per la col laborazione e per tutte le ini ziative, consapevole che il no tevole sviluppo organizzativo e tecnico raggiunto nella de corsa stagione è unicamente frutto della loro passione, spirito di sacrificio e compe tenza. La C.T.N. desidera inoltre ringraziare gli Organi Centrali e Periferici della FIPAV per la loro costante considera zione e per la loro apprezzata collaborazione. Formula altresì, a tutti, i migliori auguri di sempre maggiori fortune sportive. IL PRESIDENTE
FILIPPO DRAGOTTO
* » « COMUNICATO N. 1 Roma, 10 ottobre 1968 SALUTO La CTN all’inizio della nuo va stagione sportiva 1968-69 rivolge il suo più caloroso saluto agli Organi Centrali e Periferici del CSI. agli Arbi tri c agli Allenatori, alle So cietà sportive e a tutti i loro atleti formulando nel contem po i più fervidi voti augurali per la futura attività ricrea tiva. Auspica di poter contare sulla appassionata e generosa collaborazione di tutti per il sempre maggiore sviluppo e potenziamento della attività pallavolistica del CSI facendo altresì voti, perché partico larmente quest’anno venga po tenziata al massimo l’attività per la cat. Allievi per poter così tangibilmente corrispon dere ai lusinghieri riconosci menti dati dal C.D.N. del CSI Desidera infine dare il suo saluto e il suo ringrazia mento a tutti gli Organi della FIPAV per la considerazione e per la collaborazone con la quale hanno sempre con fortata la nostra attività.
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APPROVAZIONE REGOLAMENTI FASI PROVINCIALI E ZONALI AUTONOMI CAMP. NAZIONALI GALLIPOLI. Juniores: PIA CENZA: Allievi e Juniores; PISA: Allievi e Juniores: RO MA: Allievi e Juniores: VIT TORIO VENETO: Allievi e Ju niores. MANIFESTAZIONI A CARATTERE LOCALE Approvazione Regolamenti BIELLA: Campionato asso luto Biellese (C.U. n. 1 C. R. Piemontese): BOLOGNA: Tor neo di apertura: CAGLIARI: XIII Coppa Tore Cadau; II Coppa S. Gemiliano organiz. G. S. Stella Azzurra: CREMA Torneo G. Benzi: FAENZA: Torneo Ricreai.; ORISTANO: Coppa S. Gregorio: PADOVA: Torneo Pre Campionato: PA-
VIA: Trofeo Pontevecchio: TARANTO: Trofeo S. Cataldo: Trofeo de Sole: TERNI: Olimpiadi dei Ragazzi (orga nizzazione UDA Sport Narni); VALDELSANO: Coppa l'Amicizia. Omologazione risultati TARANTO: Canna S. Catal do; sa. part. 3 ha vinto U. S. Excelsior: Trofeo del Sole sa. part. 3 ha vinto U.S. Astro.
RATIFICA COMPOSIZIONE COMMISSIONI TECNICHE PROVINCIALI E ZONALI ASCOLI PICENO: Presiden te: Giuliano Filipponi: V. Pre sidente: Roberto Mariani: Se gretario: Roberto Jachino: GALLIPOLI: Presidente: Alessandro Manna: Componen ti: Marcello Congedo. Giu seppe Licai, Piero Spedrati, Nicola Ripa: PADOVA: Pre sidente: Antonio Elementi:
Membri: Marcello Todeschini: Paolo Vendramin. Lorenzo Dalla Costa: Rapo. Arbitri: Armando Moro: rapp. FIPAV: Umberto Bonan: PISA: Com ponenti: Fabio Menichetti. Maurizio Borgate: ROMA: Presidente: Gerardo Di Fiore; Segretario: Giorgio Barolucci; Consiglieri: Roberto Piervirgili. Attilio Lombardozzi. Carlo Morino: TORINO: Presidente: Piercarlo Poma; Segretario: Valerio Castella: Consiglieri: Contardo Ariotti. Mario Chic co. Andrea Ferretti, Antonio Marcolungo. Alfonso Palange: CORSI TECNICI Approvazione Corsi VERONA: Arbitri.
RINNOVO TESSERE TECNICI CSI MANTOVA: Arbitro Franco Maffezzoli. IL PRESIDENTE
FILIPPO DRAGOTTO
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