Skip to main content

Stadium n. 17/1923

Page 1

STADIUM Si pubblica il 15 e il 30 del mese Direzione ed Amministrazione

ROMA - Via della Scrofa, 70 • ROMA

A GENOVA! A Genova, adagiata sui colli, ri­ dente davanti al mare, cullata dagli incanti della maestosa riviera, tutti i cattolici d’Italia erano presenti per un rito d’amore. Era Gesù Eucaristico, Vita e Forza del mondo, che chiamava a raccolta con la sua voce divina. E lo spettacolo è stato grande, de­ gno della Città marinara, degno d’Italia, degno della civiltà cristiana. Chi ha visto non può dimen ¡care ; chi ha sen­ tito i gridi di gioia, i singhiozzi di tante e tante migliaia di credenti inginoc­ chiati per le vie, sul porto, fino sui tetti delle case per tutta la vita serberà il ricordo gaudioso. Mentre nel mondo c’è ancora un soffio d’odio che divide ed uccide e sui vinti e sui deboli passa ancora l’onda della tempesta, è bello vedere, alto su tutte le cose umane, passare benedi­ cente, fra le preghiere e gli osanna, Cristo Signore! Ma se oggi spettacoli di tanta bel­ lezza è di cosi grande rinascita religio­ sa sono possibili, se oggi il Divino Trionfatore si apre la via delle più dif­ ficili conquiste, se oggi, non la bestem­ mia, ma l’inno di amore, si leva alto nei cieli, non è forse opera di chi da più di cinquant’anni prepara umilmen­ te, pazientemente il giorno del trionfo ? Così dopo le giornate del maggio luminoso di Roma Madre, è Genova che dice la parola nuova..... E i giovani cattolici della F.A.S.C.I. che erano a Genova col Presidente fe­ derale e tutti i giovani nostri, che in tutte le contrade d’Italia hanno col cuo­ re e con la volontà partecipato alla fe­ sta di luce e di fede, hanno ancora una volta compreso quale è il fine dell'opera nostra, quale è il fine del­ l’azione cattolica. Portare a Gesù, cosi come una volta nella terra che vide il martirio di un Dio, i giovani tutti, i pic­ coli e i grandi, i deboli e i forti, i buo­ ni e quelli che non lo sono più .... E passi l’Ostia Immacolata, passi per le contrade fiorite d’Italia, apra i cuori chiusi, dia la speranza ai vinti e doni la pace a chi non può perdo­ nare perchè non sa più amare... E, in una fiamma sola, purificata, l’itala gente camminerà verso la Luce.

ANNO XVIII — N

17

ROMA — 15 settembre 1923 Conto corrente postale

PERIODICO SPORT. UFFIC. PER GLI AT­ TI DELLA F. A.S.C.I. CONDIZIONI D’ABBONAMENTO

Abbonamento annuo . . '» sostenitore . Per i ginnasti tesserati .

• L. 5. . » IO.— . » 3.—

Circoli... chiosi! Nell'ultimo numero dello « Stadium » in un articolo serio e sensato, l’amico Fangareggi, par­ lando della vita della F.A.S.C.I., accennava ai rapporti col Governo e con le altre federazioni fallane. L'argomento, ne vale la pena, e però sarà qui utile illustrare un poco quello che è il travaglio

federale. Non m’indugio nei rapporti con il Governo : noi siamo una organizzazione cattolica e in quan­ to tale siamo rispettati e considerati : sportiva­ mente invece poco il Governo vuole occuparsi di noi. Quando chiediamo i ribassi ferroviari ce lì concede, a seconda della pressione che siamo ca­ paci di fare. Del resto noi siamo una organizzazione che non fa politica e, quindi, ha solo speciali rap porti con le autorità. Il Ministro della Guerra, almeno fino a ieri, ha favorito l'opera nostra per lo sviluppo dei corsi premilitari ■ quello della Pub. blica Istruzione ci ha dato un tenuissimo sussi­ dio... Grandi rapporti con il Governo, quindi, non li abbiamo avuti e, data la nostra natura federale, non potevamo averli. Con le altre federazioni sportive abbiamo in­ vece cercato di avere buoni rapporti e spesso ciò è stato possibile ; ora però le cose vanno peggio­ rando. Tutte le federazioni, organi chiusi, monopolizzatori, esclusivisti, non tollerano concorren­ ze e duplicazioni.

In Italia, dove ci sono cento partiti, dove c’è. almeno sembra, la libertà di insegnamento, dove le leggi non hanno mai ammesso che le attività sportive possano essere soggette a trust e monopolii ; in Italia, dove non si è riusciti neppure sot to l’egemonia rossa, a creare l’unità sindacale; ebbene, in Italia, il primo incompetente che crea per suo lucro e divertimento una federazione che riguarda uno qualunque dei mille giuochi spor­ tivi, diventa il padrone del giuoco e comanda luì dispoticamente ! Così tutti contro di noi ! Noi siamo i guastamestieri, gl’intrusi, i rompi­ scatole... La Federazione Ginnastica Italiana senza mal smentirsi parte ancora una volta, lancia in re­ sta contro di noi e miinaccia squalifiche e sconfes­ sioni : la F.I.S.A., così buona fino a ieri, trova oggi necessario chiudere i cancelli ; la Federazio­ ne del Calcio ci mostra qua e là i denti... Non

parliamo poi del Comitato Olimpico. Abbiamo chiesto inutilmente per ben tre volte, in forma ufficiale, di entrare ; avevamo buone speranze, c era anche il presidente che sapeva bene che cosa era e voleva la F.A.S.C.I., eppure niente,

fuori dell’Olimpo... Cosa fare? Qui non è il caso di entrare in me­ rito alla difficile e complessa questione. Ancora una volta si presenta a noi dinanzi l’arduo pro­ blema dell’orientamento federale, del programma federale e, dice’anche qualcuno, l’incapacità fe­ derale. E sia! Ma chi rende ogni giorno di più aspra e difficile l’opera nostra sono appunto le società nostre che se ne ridono di noi ed entrano a vele spiegate nel gran mare dello sport. Che importa ad esse se per vivere nel nuovo ambiente deb­ bono snaturarsi, se per resistere agli urti dei vasi di ferro debbono anche esse ferrare i loro fian­ chi ? Così la miseria sportiva italiana‘le prende nel suo gorgo ed esse vivono come se non fossero più società cattoliche... Vi si aggiunge l'anarchia... sportiva di tutto il movimento giovanile cattolico che vuol fare da se. come crede meglio, dispoticamente. In ogni piccolo centro c’è oramai un tiranno o un con­ siglio di dieci che comanda e della F.A.S.C.I., ojgano dell’azione cattolica — guardate un po’ —

se ne ride ! Siamo perciò ad un bivio ed è necessario de­ cidersi. Quale sarà la via per il domarti non noi dobbiamo sceglierla — troppo facilmente sarebbe il nostro giudizio tacciato di soggettivismo — ma la debbono scegliere ì competenti, i responsabili, gli esperti. Si tratta non d’interessi materiali ma morali, non di cose piccole, ma della salvezza dei giovani.

Quando per dovere d'ufficio seguiamo il verti­ ginoso e gigantesco movimento sportivo ; quando veggiamo generazioni e generazioni di giovani so­ spinte da una forza fino a ieri sconosciuta ; quan­ do tutta una rete d’interessi, d’affari, di ambizio­ ni prende nelle sue maglie la gioventù d’Italia in nome dello sport ; quando per il materialismo sportivo si trascurano le anime per fortificare soltanto i corpi, ebbene si ha il diritto, avendo in tasca una tessera di organizzatore cattolico, di gridare, di illuminare, di operare per la salvezza di tanti ignari, dii tanti deboli... Oggi la F.A.S.C.I., per chi vuole intendere, e


STADIUM

2 la grande arma nuova, la tremenda arma che può uccidere, ma può anche salvare. 11 nostro dovere, modestamente, noi lo abbia­ mo fatto perchè l'arma fosse pronta al momento opportuno ; se chi può e deve non vuole o non sa servirsene non è colpa della F.A.S.C.I. C. A. O.

Un nostro Eroe I giornali raccontano. Avvocato Giovanni Loretz, ex capitano di fan­ teria, decorato per ferite riportate in guerra, vi­ ce-presidente della <♦ Giovine Montagna » di To­ rino, uno dei più ardimentosi alpinisti della cat­ tolica associazione. Ritornava, con una ventina di compagni, da un'ascesa al « Chàteau des Dames » : sul margine della vallata del Breuil, un masso piombato dall'alto del canalone lo ha in­ vestito, uccidendolo. .Sciagura non rara, quasi comune. Son migliaia i macigni disseminati per tutta la lunghezza del canalone. Ogni anno, dopo un’attesa forse di se­ coli, molti piombano giù, schiantando tutto che trovino sul loro cammino : e quasi ogni anno vi trovano una vita umana e la stroncano. Un modesto stelolr.cino di cronaca : nulla, Ma, in questo raccoglimento d'alta montagna, la sen­ sibilità si è acutizzata. 11 male altrui ci fa male dentro, un poco : e bisogna dire. Si è detto : un ex-ufficiale. Dunque, un uomo già temprato alla vita, sagomato dal destino. Ma, quassù, anch’esso, come tutti, un ragazzo. Per ciò io ho pensato che, nell'attimo del de­ stino, egli pensasse a sua madre. Tutti gli inna­ morati della montagna comprenderanno facilmen­ te. Ognuno di noi, qua, anche il più duro sac­ cheggiatore o ¡il più scanzonato negatore, compie inavvertitamente quasi un mistico viaggio à rebours verso la propria fanciullezza tanto lonta­ na, tanto vicina. Ella sta, forse, in una piega del nostro spirito, come un fiore avvizzito dentro una pagina; ma, se lo cerchi, esala ancora tutto il suo profumo. Allora crollano tutti gli scenari di carta della goffa tumultuosa irreale vita quotidiana. Si pensa un dolce faticato viso, nimbato d’argento, che ritroveremo in città. Von tanto più nostalgico amore chi sa ¡invece che non lo troverà, che non lo troverà mai più. ... E la madre è giunta l'indomani, da Torino, per prendersi il suo grande figliuolo, ritornato, nella morte, il suo piccino. Non glielo hanno lasciato vedere : il masso umicida aveva frantumato il viso giovane, atroce­ mente. quasi per inconscia ferocia beff eggi a trice. E’ rimasta qui tutto il giorno, la madre, chiù, sa nell'alberghetto montano,, a piangere e pre­ gare. E intanto il morto era lassù, quella cappella di Nostra Signora della Guardia, in vista al Cervi­ no dominatore. Viavai di amici e di estranei, commossi e cu­ riosi. E fiori e compianti. Ma, tu, solo, col tuo destino. Chi non te lo invidierebbe? Troncato così, in un’ora di letizia, in purità. E, poiché eri creden­ te, nulla è mancato alla tua buona morte : le ne­ vi eterne avevano forse udita lassù la tua con­ fessione,- e, nell'alba bella, ti eri comunicato di­ rettamente con Dio. Così, mondo, tu sei caduto, senza piegarti o arrochirti nelle necessità della dura avvilente vita.

Pure, io odo un tuo lamento, mentre stai solo nell'umile chiesa montana: « Meglio no; me­ glio vivere.e logorarmi e soffrire; ma non sen­ tire, no, questo pianto di mamma, laggiù ». Chi lo ascolta, quel pianto, chiuso nella piccola ca.m&ra del paesino alpèstre? Ma il figlio l'ode e sembra, egli, chiedere perdono di essere morto e di farla tanto sanguinale, povero cuore di mam­ ma, così. ... E, dopo un’altra notte trascorsa in ina chie­ setta di Valtournanche, lo hanno portato giù, al cimitero grande della città. Forse tu preferivi, ragazzo, startene qui, nel piccolo camposanto vigilato dalle cime nevose o, meglio ancora, lassù, dove sei caduto, nella so­ litudine tutt'avvolta dal silenzio vertiginoso. E su dal tuo cuore sarebbero fiorite attraverso al mi­ stero della inesauribile terra, tante « freddoline ed altre mani come le tue le avrebbero colte per portarle ad una persona cara che attende. Ma. bisogna andare, ragazzo. Bisogna scendere. Bisogna che tuo padre e tua madre possano pre­ gare sulla tua tomba, sentirti vicino, per più amarti e più soffrire. Tu sai questo, ragazzo soldato uomo, e vai — poiché è dovere — collo stesso ardore con cui t lanciasti nella battaglia. Obbedire.

Dramma umile. Quanti, ogni estate ! L'indomani il sole si leva, indora le cime, po­ co a poco scende, affocato, tocca il punto dove ieri è passata la morte. Nulla. ... Un metro più in là dall'angoletto erboso do­ ve io sto scrivendo queste noterelle, un popolo di formiche frettolose si affaccenda in non so qua­ le opera di imprescindibile, immediata necessità. Ora, finito di scarabocchiare, mi alzerò per scendere a pranzo — già la prima campana, al­ l'albergo, ha suonato — e, passando, poiché già le avrò scordate, forse senza volere, le calpeste­ rò : forse tutte, forse te sola, formichetta bruna che trascini quell'enórme briciolo di pane buono a nutrirti per un intero mese. Forse te calpe­ sterò. Poi siederò a tavola tranquillo, o formichetta morta, senza ricordo e senza rimorso... Così la montagna bella. Impenetrabile, immi­ te ed augusta come una divinità. Un riso d'uomo troncato per sempre; un pian­ to che nulla, se non la morte, troncherà : che importa? La montagna non sa. Di fronte a tutto l’amore e a tutto il dolore, di contro a tutta la nostra povera passione di formichette, l’impassi­ bilità della natura, inviolabile, inattaccabile leg­ ge del mondo. .. E ¡il masso omicida sta ora, inchiodato ad una nuova immobilità. Vivere, vivere! — esso gridava. — E' passa­ to, seminando la morte. Vivere ! Non fermarmi mai più ! Illuso ! Un tronco d’albero, un'insenatura, un piccolo anfratto o, poco più giù, il letto del minuscolo torrente ha arrestato nella sua corsa. Ed ecco giacerà nuovamente, per secoli; e per secoli at tenderà ancora l'attimo in cui potrà riscatenarsi, sognando un’effimera libertà e farà forse altre vittime...; per lasciarsi, subito dopo, di nuovo imprigionare, nel cerchio chiuso e temibile del­ l’universa vita dell'universale inutilità che tutti ci tiene, in pugno, da sempre, per sempre.

JYote ig margine Quando, qualche anno prima della guerra, io mi occupavo di ginnastica e di sport — e me ne occupavo data l'età più per me che per gli altri — era veramente una gioia la­ vorare per lo sviluppo della educazione fisi­ ca dei giovani. Eravamo nel campo degli ideali, sul ter­ reno dei puri; si doveva vincere la dura bat­ taglia sodo contro i vecchi ch& non ci capi­ vano e contro i governi che se ne ridevano. Ma i buoni cavalieri dello sport non ave­ vano paura e aprivano faticosamente la mar­ cia verso l'avvenire : c'era la gioia serena in noi che riduceva tutte le difficoltà e anche fra le spine faceva nascere le rose. Oggi — faccio un ragionamento personale — vale la pena di occuparsi ancora della ginnastica e dello sport con le stesse idee d'allora ? Oggi il nuovo spirito industriale, bottega­ io, affaristico si è infiltrato tra la masse degli organizzatori e dei giovani atleti e tutto si ri­ duce ad una formula economica! Per poter far vivere un grande movimento sportivo sono oggi necessari altri mezzi che non quindici anni fa; per conseguenza o i danari vengono da chi comprende l'alto ideale educativo di una istituzione, o bisogna pro­ curarseli ingegnandosi alla meglio. E la F. A. S. C. L ? La povera F. A. S. C. I. attende invano il soccorso dì... Pisa, e legata ad un movimento di idee e di vita che deve essere al disopra di tutte... le bot­ teghe, cerca invano un mezzo per raggiunge­ re lo scopo. C’è chi comprende questa lotta e 'chi non la può comprendere ; certo che seguitare a lottare contro tutti è veramente difficile ! Ma direte voi, o lettori ; perchè non si cambia... mestiere? Perchè c'è sempre una speranza in fon­ do al cuore che ci dice di aver pazienza, di non disperare, perchè le cause buone debbo­ no pure con l'aiuto del Signore trionfare. A me accade in questo — parlo s'intende sempre per impressioni soggettive — quello che accade ad un vecchio ciclista. La bici­ cletta è sempre quella ed invecchia insieme al padrone. Ogni anno torna questi a ripu­ lirla, a contrassegnarla, a provarla in attesa di ricominciare le antiche gite, le antiche corse... Il pensiero corre, corre... ma la bi­ cicletta rimane ferma. Qualche volta però, se il padre è pigro ed invecchiato, c’è il figliuolo maschio che in­ forca il cavallo di acciaio e fila... Che sia così anche degli organizzatori ? Certo che se la bicicletta è ancora buona il modo dì farla camminare s’ha pur da tro­ vare ! E sia! Io vorrei solo vedere, seduto tran­ quillamente, qualcun altro, più veloce di me, più giovane di me far camminare la F. A. S. C. I.... Il brutto è che la F. A. S. C. I. non cammina cqn le... chiacchiere ma con il fosforo del cervello. Perciò aspetto. Ciao.

Procurate abbonamenti allo

S TAPI U M Un numero separato, Cent. 20

Da un articolo di R. Artuffo del «Il Mondo».

»

»

arretrato,

>

25


STADIUM

Il concorso Interregionale di Saronno Come era sfato annunziato nei giorni 7, 8 e 9 settembre si è tenuto in Saronno l'annunziato concorso ginnastico. Mentre il giornale va in macchina non è pur­ troppo pervenuta alla segreteria centrale il reso­ conto ufficiale delle gare e la classifica delle squadre ; ci limiteremo quindi per questo numero a dare alcune notizie sommarie desunte dai gior­ nali quotidiani di Milano e di Roma. Una cosa è intanto certa : la magnifica riusci­ ta della manifestazione che ha destato il più grande entusiasmo e che ha riaffermato il valore della società « Viribus Unitis » e del movimento federale. Questa società inlatti, una delle più gloriole veterane federali, ha celebrato in questi giorni il XXV anniversario dalla sua fondazione, e lo ha celebrato degnamente organizzando un magni­ fico concorso ginnico-premilitare. Hanno ad esso partecipato una settantina di squadre consorelle di tutte le città d Italia le quali si disputarono numerosi e ricchi premi ; primeggiano i doni del S. Padre, di S. M. il Re, di S. E. Mons. Tosi, ecc. I preparativi per il concorso sono stati gran­ diosi e la cittadinanza saronnese vi ha partecipa­ to con quell'entusiasmo che ha sempre circonda­ to la sua « Viribus». Quasi trentanni di vita per questa importante società ginnastica sono stati trent’anni di trionfo. 11 suo 25. di fondazione cadeva ai primi dei 1919. Ben volentieri si sarebbe festeggiato quella data, ma l’attività delle squadre nel periodo bel­ lico era diminuita ; si voleva che fossero ritor­ nati dalla trincea tutti i ginnasti anziani e fu buon consiglio rimandare tutto a tempi migliori. Oggi la « Viribus » è alla vigilia del suo 30. anno di vita. I festeggiamenti sono incominciati domenica scorsa con la benedizione del bianco gagliardetto della squadra allievi. I ginnasti cattolici della «Vi­ ribus» non potevano meglio prepararsi ai cimen­ ti del concorso. Preparati da un triduo di confe­ renze tenute da Mons. Croci Prevosto Mitrato dì Saronno, la domenica mattina tutti i componenti le due squadre unitamente a numerosi ex soci si sono presentati in corpo nella cappella dell’Oratorio alla Comunione generale. Più tardi in corteo accompagnati dalle due musiche «. La Vecchia » e Istituto Concettini con i vessilli so­ ciali e la bandiera della F.A.S.C.I., hanno sfila­ to per le vie cittadine portandosi alla Basilica Minore di Nostra Signora dei Miracoli per la ce­ rimonia di benedizione del gagliardetto. E qui il piccolo vessillo bianco sciolto dai veli, è stato benedetto da Mons. Prevosto il quale pro­ nunciò pure un discorso di circostanza. Seguì poi la celebrazione della messa accompagnata dalla corale saronnese che eseguì una magnifica messa del Vittadini. Alle 12 ginnasti, ex soci e autorità si raccolsero a banchetto nel refettorio del Col­ legio Arcivescovile, dove al levar delle mense furono pronunciati molti brindisi. La festa fini­ va con la presentazione di una artistica targa di bronzo, dono dei ginnasti, al loro assistente ec­ clesiastico, l’infaticabile don Vittorio Volpi.

* * * Nei giorni 7 e 8 si sono svolte regolarmente con precisione ed esattezza tutte le gare colletti­ ve e individuali. Per le vie di Saronno le divise varie ed eleganti degli atleti cattolici davano una nota di gaiezza e di festa. La giurìa ha egregiamente assolto il suo com­

pito sotto la presidenza del cav. Alessandro De Simoni. Il Direttore del concorso sig. Dovati Au­ gusto coadiuvato dalla Commissione tecnica, ha curato nel modo migliore la piena riuscita del concorso. Dal resoconto ufficiale sapremo quale è stato il risultato tecnico delle gare. Più di 1600 ginnasti hanno lavorato sul cam­ po, alla presenza di parecchie migliaia di perso­ ne. Alla mattina di domenica 9 settembre ebbe luogo all'aperto la celebrazione della S. Mes_a. Magnifico fu lo spettacolo di questa gioventù bal­ da e forte che si chinava innanzi alla bianca Ostia, offrendo ad essa ed alla sua santa causa, le loro migliori energie. Era presente alla S. Messa, la 6.a centuria del­ la Milizia Nazionale. Nel pomeriggio, ebbe luogo il corteo, che è riuscito veramente imponente. In rappresentanza del Prefetto, arrivò a Saronno il conte Lalli ; tra la folla delle autorità che partecipò al corteo, no­ tammo il sindaco cav. uff. Canti Davide, l’on. Paleari, il sig. Luciano Canti, il generale Fer­ rerò, il conte Dal Verme, il direttore della «Squii, la del Popolo», Mons. Prevosto, il colonnello Grasselli, il maggiore Merati. Il corteo lunghis­ simo, preceduto dal corpo musicale la Vecchia, ha sostato dinanzi al Viale della Rimembranza dove i soci della « Viribus » hanno deposto una magnifica corona di fiori. Pensiero gentile ed ap­ prezzato da tutte le autorità. Il corteo attraversò le vie principali della cittadina gremitissime di popolo festante e si sciolse sul campo delle ga­ re. Quivi innanzi alle autorità il campione mon­ diale Zamponi ha eseguito dei meravigliosi eser­ cizi, riscuotendo frenetici applausi. Prima di ve­ nire alla proclamazione ufficiale delle squadre pre­ miate, prendono, la parola il sindaco, il cav. Renoldi, il conte Dal Verme e l’on. Paleari, che parlò di Fede e di Patria. Uno squillo, e poi il cav. De Simoni, fa la proclamazione delle squadre premiate. La squadra di Gallarate si vede assegnato il primo premio assoluto; seconda la squadra di Pavia. L’annun­ cio viene accolto con frenetici applausi. Alla se­ ra, tutte le vie di Saronno erano artisticamente illuminate ed erano percorse dai ginnasti inneg­ gianti all’Italia ed alla città che li ospitava.

UNH GIURIDICO- SPORTIVI La forza maggiore esclude la responsabilità dell’automobilista solo quando sia assoluta e sia assolutamente indipendente dalla sua colpa anche lievissima : e cioè, perchè la responsabilità sia esclusa, deve essere avvenuto un fatto tale da aver non solo messo l’automobilista in condizione di non poter in alcun modo evitare il sinistro, ma da non poter essere preveduto ed ovviato colle precauzioni opportune che la prudenza e la dili­ genza avrebbero consigliato. Così, ad esempio, potranno essere considerati casi di forza maggiore : un improvviso malesse­ re del conducente od un accidente imprevisto ed imprevedibile ed a lui estraneo che gli avesse tolto improvvisamente la possibilità di controlla­ re la macchina. (Un colpo di vento che buttan­ do la sabbia negli occhi producesse un momen­ taneo accecamento, ecc. ecc.). Non potranno in­ vece essere compresi nei casi di forza maggiore

3 i sinistri causati dai difetti e manutenzione della macchina e ciò, oltreché in virtù dei principi ge­ nerali in materia di colpa, per il preciso disposto della legge 30 giugno 1912. Infatti in materia di colpa la legge ritiene che si debba rispondere anche per la colpa d'avere male scelto la mac­ china, di non averne provati e constatati i difetti di costruzione, e di non averne curata la manu­ tenzione con quella diligenza che sarebbe basta­ ta ad evitare il sinistro. Neppure esonera da responsabilità il danno prodotto dallo slittamento della macchina, trattan­ dosi di accidente determinato dalle condizioni stradali, di direzione o di manovre, condizioni che il conduttore deve vedere e prevedere, met­ tendosi in condizioni di ovviare l’accidente. Discutibile è il caso di scoppio di un pneu­ matico. Si ritiene generalmente che anche tale inci­ dente sia da ritenersi prevedibile e quindi non lo si considera un caso sufficiente per esonerare da colpa. Ma noi riteniamo invece che in questo caso la questione della responsabilità debba es­ sere esaminata e risolta di volta in volta, a se­ conda delle circostanze. Lo scoppio di un pneumatico, e specie di un pneumatico anteriore, soggetto a lieve sforzo, in velocità regolamentare, coi freni prescritti, su strada normale e non inghiaiata di fresco e con pneumatici in buono stato, è tale incidente che esorbita dalla prevedibilità di ogni persona nor­ male. E’ un fatto nè più nè meno prevedibile della caduta di una imposta sulla desta del sot­ tostante pedone, da parte del pedone stesso. In questo caso, trattandosi di fatto in nessun modo prevedibile, deve essere esclusa la colpa sia pure lievissima, compresa la « culpa in eli­ gendo et in vigilando », ovverosia, compresa la. colpa per mancanza di cura nello scegliere e di

prudenza nel sorvegliare, da parte del condu­ cente. Cosicché il danno che uno sbandamento im­ provviso ed inevitabile a seguito di tale scoppio può prodursi, dovrebbe andare esente da ogni re­ sponsabilità. Se la colpa dell’accidente è imputabile unica­ mente all’infortunato stesso l’automobilista è esente da ogni responsabilità ; però se malgrado la colpa dell’infortunato, l’automobilista avrebbe potuto evitare l’investimento usando delle pre­ cauzioni che la legge gli imponeva si ritiene sus­ sistere in pieno la responsabilità del conducente. Cosicché il danno che uno sbandamento im­ provviso ed inevitabile a seguito di tale scoppio può prodursi, dovrebbe andare esente da ogni re­ sponsabilità. Ad esempio nel caso in cui un pedone attra­ versasse improvvisamente la strada rimanendo in­ vestito, pure essendo in colpa, avrà diritto al ri­ sarcimento del danno subito, se iil conducente non ha potuto evitare il sinistro, perchè andava a velocità superiore alla prescritta, o perchè la sua macchina non era fornita dei freni tenuti a sensi di legge.


STADIUM

4

Il Concorso di ZAopcalieri L'esito del concorso ginnastico, organizzato dalla squadra « Constantia » dell'Unione Giova­ nile, si può sinteticamente esprimere in un solo motto « Tecnicamente perfetto ». Lo spettacolo offerto domenica, 5 corrente, dalle meravigliose squadre dei ginnasti piemontesi che risposero en­ tusiasti aH'appello dei nostri amici, fu davvero sorprendente. Noi crediamo che gli stessi idea­ tori ne furono meravigliati, tante furono le orga­

nizzazioni sportive che vennero a noi numerose, preparate, ed allenate; tale l'ordine e la discipli­ na che dimostrarono, tanto che il Comitato non ebte a ricevere la menoma lagnanza : tale il ca­ meratismo fraterno che-regnò fra i ginnasti di mo­ do che non si ebbe a lamentare il minimo inci­ dente : tale il progresso tecnico che si ebbe a constatare dalle ultime gare, che il Comitato esecutivo può essere giustamente orgoglioso del successo. Con precisione matematica la giuria con a ca­ po il presidente Foriini prof. Francesco ha esa­ minate le diverse squadre e presenziate le gare. Tutto si svolse con piena soddisfazione dei par­ tecipanti. Il saggio collettivo

Il saggio collettivo è stato particolarmente in­ teressante. Attendevano al ricevimento il cav. Ca­ vallo e il sig. Goio Angelo addetti alla tesoreria ed all'ordine. Notammo tra gli intervenuti il Com­ missario Prefettizio di Moncalieri, sig. avv. cav. Federici, con le gentilissime sue figliuole, il Giu. dice avv. cav. Olivetti, il Can. Gallo anche in rappresentanza del sig. Prevosto, il cav. Trucchi del Comitato Esecutivo, il cav. Restagno, presi­ dente della Federazione Diocesana, che portò l'a­ desione del cav. Pittarelli e del Consiglio di pre­ sidenza, il cav. Barberis della Commissione tec­ nica, la Presidente del Circolo femminile, il cav. Sacco, il dott. Ganglio, l’aw. Oberi, ed altri di cui ci sfugge il nome. Il pubblico si era fatto nu­ meroso non ostante l'afa e la polvere che ingom­ brava le strade di accesso al campo delle gare. Ed ecco le squadre disposte in ordine nella vasta palestra per il Saggio d’onore. 11 comando fu no

bile fatica del Direttore del Concorso sig. Gino Carlo il quale lo disimpegno ottimamente otte­ nendo dalle diverse unità che aveva sotto mano una rispondenza precisa, tanto che il saggio fu decoroso e degno. Al termine a nome del Co­ mitato, il Teol. Lardone ringraziò le autorità in­ tervenute ed i ginnasti che sentono cristianamen­ te ed italianamente. La sfilata al Reai Castello

Ve ne così l’ora della sfilata al Reai Castello per fare atto di doveroso omaggio a Sua Altezza Imperiale e Reale la Principessa Laetitia che sì era degnata concedere l’alto patrocinio al con­

corso. Precedute dalla banda « Unione Filarmo­ nica » venivano le autorità del concorso, i Comi­ tati d'onore ed esecutivo, indi le singole squa­ dre, bande, fanfare, e reparti Esploratori, ap­ plauditi dalla cittadinanza che aveva ripetutamente ¡Esistito presso il Comitato affinchè i gin­ nasti sfilassero nel centro della città e che mani­ festò ai giovani le sue più vive simpatie. Giunto il corteo al Viale della Rimembranza le Autorità e le squadre si scoprirono in venerazio­ ne ai nostri grandi caduti indi, per la caserma degli Alpini ebbero accesso al Reai Castello. Sua Altezza volle alla Tribuna il cav. Trucchi ed il Teol. Lardone ai quali richiese minute informa­ zioni sulle singole squadre dimostrando tutto ;1 Suo alto gradimento per la ordinata manifestazio­ ne. La fantastica festa notturna

Non dubitiamo di definirla il clou della mani­ festazione. Ne è prova il numeroso pubblico che affollò il campo delle gare e le spiccate autorità che vollero ritornate alla tribuna per godersi li magnifico spettacolo. Il campo era solcato da tre proiettori della ditta Vigna di Torino, che davano riflessi di luce meravigliosi. Si produssero le mi­ gliori squadre in gruppi artistici e plastici, quali l'Excelsior, la Fiat, la Valdocco, i SS. Angeli, ed il campione olimpionico Maiocco Luigi ci regalò alcuni dei saggi perfetti che giustamente lo clas­ sificano tra i primi ginnasti. Manco a dirlo che le squadre ed il Maiocco furono ripetutamente applauditi e complimentati. Nella folla passarono momenti di vero delirio, per l'entusiasmo che le produzioni seppero suscitare. La proclamazione dei premi si dovette sollecitare per dar tempo al­ le squadre di ripartire con gli ultimi trams. Nella giornata non si ebbe a verificare il mi­ nimo incidente ; di ciò va data lode al Comitato organizzativo che aveva tutto predisposto, nonché al servizio d’ordine disimpegnato dai locali ca­ rabinieri e dalle brave Guardie Civiche. Diamo qui la classifica finale portataci dalla Segreteria composta del cav. Baietto, dei sigg. Gasparato, Romerio e Massola. Classifica definitiva GARA A.

I Valdocco di Torino, punti 96 3/4.

GARA LIBERA A. Excelsior di Torino, punti 95 1/2. GARA B. 1. Santi Angeli di Torino, punti 98. 2. Valdocco di Torino, punti 95 1/2. 3. G. S. Fiat di Torino, punti 93 3/4.

GARA C.

1. G. G. Martinetto, punti 95.

2. 3. 4. 5. 6.

La Morgando di Cuorgnè, punti 94 3/4. Santi Angeli di Torino, punti 94 1/2. Aurora di S. Benigno, punti 92 3/4. S. Giulia di Torino, punti 88. S. Martino, punti 79 3/4.

SQUADRE DI NUOVA FORMAZIONE San Paolo di Torino, punti 68 su 70.

GARA PRODUZIONI COREOGRAFICHE 1. Valdocco di Torino. 2. G. S. Fiat di Torino. Premi speciali

Coppa cav. Trucchi, Valdocco di Torino, 1. gara A. Coppa F.A.S.C.I., Santi Angeli di Torino, I. gara B. Coppa Unione Giovanile, Excelsior di Torino, 1. gara libera A. Coppa Dame Patronesse, Martinetto di Tori­ no, I. gara C. Coppa avv. Masera, la Morgando di Cuorgnè, (l.a classificata fra i Collegi Salesiani). Coppa Città di Moncalieri, Valdocco di To­ rino, produzioni coreografiche. Coppa « Constantia » Excelsior di Cuneo, I. nel convegno turistico. Calici artistici, G. S. Fiat, produzioni coreo­ grafiche. Targa artistica, G. S. Fiat, I. classificata per ordine e disciplina. Ai componenti la squadra ginnastica Fiat, per ordine e disciplina diploma d'onore. Al più piccolo ginnasta Rambuldi del G. S. Fiat, diploma d’onore e medaglia ricordo. Squadra S. Paolo di Torino, corona d’alloro del càv. Cavallo. Maestro Abrate Enrico, pel maggior numero di bande portate al concorso, diploma di bene­ merenza. Al campione olimpionico Maiocco Luigi, ele­ gante portasigarette argento, dono del sig. Gino. Al G. S. Fiat per eleganza divisa, diploma d’o­ nore e medaglia. Reparto «Moncalieri I.» medaglia argento. Reparto « S. Martino », medaglia argento.

Affi VffiClAU Hanno pagato la quota federale 1923 :

Società Ginn. «Turris» di Torre del Greco. Società Ginn. «Martinetto» di Torino. Nuove immatricolazioni.

Società «Forti e Sani» di Possano (Cuneo). Licenze obbligatorie.

Hanno provveduto alle licenze annuali per i loro Ginnasti, le seguenti Società :

Sez. Sportiva « Praestans » di Bergamo.


STADIUM

□ftlLE

Re6|ON|

3-----—S------- ---------- 8r—-— Dal Piemonte Concorso a Cherasco

In occasione dell’Esposizione Agricola di Che­ rasco il comitato festeggiamenti ha incaricato la nostra Federazione Provinciale di organizzare un Concorsine ginnastico atléticta, il quale sarà uffi cialmente il Concorso 1923 dela Federazione Cu_ neese. Il programma comprende gare di squadra : adulti, juniori, allievi e squadre di nuova forma­ zione ; Gare Artistiche individuali, seniores^ júniores e allievi ;

Gara Staffette e Grande Corsa Podistica Triplo Giro di Cherasco Km. 6; Gare di salto in alto e in lungo. Il Concorsine terminerà con un festival ginna stico notturno e Gara Produzioni Coreografiche e Accademiche. Parecchie squadre hanno già aderito e si spera che questo Concorsine l’ultimo importante di que­ st’anno in Piemonte sarà una manifestazione di vera propaganda sportiva per la F. A. S. C. I. DA CUNEO

CONVEGNO CICLISTICO DI DOGLIANI. La squadra ciclistica « Excelsior » ha par­ tecipato mercoledì 15 agosto al Convegno cicli­ stico di Dogliani riportando il primo premio di­ stanza medaglia d'oro : il secondo premio per nu. mero, medaglia d’argento e diplomi. Al giovanissimo Dalmasso fu concesso un pre­ mio speciale perchè il più giovane degli interve­ nuti al Convegno. CONVEGNO GINNASTICO DI SALUZZO.— Per un'intesa fatta tra il Comitato del Convegno e la F.A.S.C.I. regionale, il Consiglio regionale F.A.S.C.I. ha concesso il nulla osta a tutte le so­ cietà federate onde possano partecipare tutte al convegno ginnastico di Saluzzo. CORSI PREMILITARI. — Si fa noto alle So­ cietà che i corsi premilitari ricominceranno in ottobre. Provvederemo in tempo presso le autori, tà militari ad invitare gli allievi ad inscriversi al corsi. CONVEGNI TURISTICI DI MONCALIERI E DOGLIANI. — In questo Convegno furono pre­ miate le squadre «Excelsior» (Cuneo) 1. premio distanza a Moncalieri e Convegno di Dogliani. «Excelsior» (Cuneo). 1. premio distanza e 2. per numero; « Aurora» (Mondovì) 2. premio divisa e 3. premio distanza. La Federazione provinciale sta organizzando un importantissimo concorso per la metà di set­ tembre in una cittadina della provincia.

Dal Veneto L'Opitergium d’Oderzo

La S. G. Opitergium in occasione dell’onoma­ stico del suo amato direttore D. Bernado Maculan fece svolgere domenica 2 settembre delle Gare sociali onde incoraggiare i giovani allo sport del la Ginnastica tanto utile in Oderzo non avendo

altre Società Ginnastiche e sportive che questa diretta dai PP. Giuseppini del Patronato Sacra Famiglia e che ha come Assistente ecclesiastico Sarà utilissima, per i giovani che si dedicano P. Marco Benettazza. agli esercizi fisici, una breve nota, che togliamo Dettaglio delle gare. Categoria allievi compren­ da un manuale di un nostro insegnante di ginna­ deva : Salto in alto, Corpo libero (Destra), Paral­ stica, perchè riassume alcuni principii necessari, lele. e spesso trascurati, sull’alimentazione. Eccola : Vennero classificati : Non detterò menu dosati a guisa dì medicina, 1. Zambon con punti 25,75. nè mi prolungherò parlando di carbonati, nitrati 2. De Mori con punti 25,50. o fosfati, solo porterò a conoscenza dei lettori il 3. Buio con punti 24,50. regime alimentare usato presso i maestri della Categoria Juniores : le stesse gare. lotta libera, i piccoli e forti Giapponesi.Vennero classificati : Essi hanno per massima che « la sobrietà ben 1. Prizzon con punti 27,43. compresa è il principio medesimo della salute ». 2. Del Manico con punti 27,16. Difatti essi sono eccessivamente sobri. I loro pa­ 3. Sartori con punti 24,25. sti sono esclusivamente a base di riso, Io ridu­ Categoria Seniores comprendeva : Salto in alto, cono perfino in farina e lo impastano facendoci Sbarra, Anelli, Corpi liberi. del pane assai nutrititvo e di maggior sostanza del­ Vennero classificati : la nostra farina di frumento. Essi trovano il riso 1. Manfrè con punti 37,66. molto più gustoso, più sano, di qualsiasi altro 2. De Mori con punti 37 50. . alimento, e ne fanno un grandissimo uso specie 3. Polacco con punti 35,50. La Giuria era composta dai Sig. Musatti Giu­ nei periodi di allenamento. In ordine di valore seppe, Sig. Apolloni Mario e dal Maestro Corderò nutritivo il piccolo figlio del Sol Levante, tiene in prima linea il riso, in seconda i legumi, in ter­ Sig. Vittorio già istruttore della «S. S. Spes » di Roma ed ora aiuto istruttore della Opitergium di za la carne di pesce ed. in quarta i frutti. Questa

NOTE D’IGIENE

Oderzo. La Società è diretta dal Sig. Vizzetti, valente istruttore di ginnastica.

Dalla Sicilia S. CATALDO Società “ Virtus,,

Questa Squadra Sportiva « Virtus » domenica 19 agosto festeggiò con una gita la festa del suo protettore S. Tarcisio. La mattina alle ore 5,30 fra un vivo entusiasmo partirono dalla nostra città recandosi nella contra­ da Roccella ove gentilmente furono ospitati dal Vice Direttone della Squadra, Sig. Carletta Luigi. Nella allegra chiesetta campestre i giovani as­ sistettero alla Messa avvicinandosi alla Mensa Eu­ caristica. Usciti in aperta campagna consumarono una discreta colazione e poco dopo, inquadrati, fecero una bella escursione in montagna ove In tempo assai vetusto abitavano i Saraceni. Si nota­ rono molti indizi di abitazione destando la curio­ sità dei gitanti. Fatto ritorno nella bella casina, li attendeva un ottimo pranzo che in un baleno venne divora­ to. Fra la più schietta allegria si passò ali brin­ disi ed i giovani dopo aver acquetati gli stimoli dello stomaco, ascoltarono un forbite discorso del loro zelante Direttore, Sac. prof. Garofalo. Vi-ita. reno inoltre una miniera di sciti lituminosi ove il Direttore fece notare le sue ottime doti di ci­ cerone ; alle 20,30 la Squadra ritornò in città e nel locale del circolo ebbe offerto del vermout. Assieme ai giovani del circolo « Manzoni » la Squadra ascoltò un’eccellente conferenza dell'ex Presidente Luigi Diforti sul tema «San Tarcisio e rEucaristia ».

Alla fine l’assemblea si sciolse e fra inni e canti finì la festosa giornata. Un bravo di cuore all'organizzatore.

comparazione è certamente il risultato di una lun­ ga esperienza provata da secoli ; e mentre da noi sono disparate le diverse opinioni sul regima, veramente igienico e nutritivo, nel Giappone mae­ stro ormai di civiltà, questo regime è unico, po­ polare. Il riso sotto mille forme e mille aspetti è l’ali­ mento principe di tutte le famiglie.

Viaggiatori Europei hanno tentato più volte a scopo di lucro d’importare il nostro frumento fra la razza gialla, ma sempre con vani risultati. Son troppo convinti i piccoli Giapponesi della nota sentenza dei vecchi nonni che 1’« esperien­ za è maestra della vita ». A proposito di bevande, nei loro pasti non usa­ no che thè, disdegnando totalmente gli alcool e i vini troppo forti.

«Le bevande forti, fanno gli uomini deboli» è un nostro adagio antico, pieno di verità, che dovrebbe essere seguito specialmente da quei giovani, che lentamente bruciano i loro visceri con una infinità di liquori, convinti che questi solo possono dargli forza ed energia nelle gare e nelle esplicazioni sportive. Per il nostro clima, per il nostro temperamen­ to sono consigliabilissime le uova fresche, il latte di capra se è possibile, altrimenti di vacca. Le uova, meglio crude perchè più digiribili, sode si rendono indigeste. Fate uso di carne ma arrosti­ tela, scegliete il manzo, la carne bianca; del piccione, del pollo o del vitello ; cotta in altri modi è meno digeribile. I legumi sono ottimo alimento ma dànno pesantezza allo stomaco, per la parte quasi legnosa che contengono.

Il riso non sia trascurato, limitate in parte 1 Giapponesi che da esso quasi interamente otten­ gono quell’energia e quella forza che così bene li distingue.


STADIUM IV

DI QUA E DI LÀ Se io avessi tempo di scrivere la storia della ginnastica la dividerei in tre grandi periodi, gin­ nastica atletica, ginnastica cavalleresca e ginnasti­ ca igienica. Nei tempi antichi, tanto benedetti dai professo i di lingua greca e latina, la forza muscolare era adorata; e si poneva immensa cura per avere uomini robusti che col braccio sapessero difendere la patria, che era sempre in guerra con altre pic­ cole o piccolissime patrie, che ad ogni momento attaccavano brighe fra di loro. Allora il ginnasio era un luogo dove si davano molti pugni e si gua­ dagnava molta salute, al contrario dei ginnasi] ">■ dierni che guastano spesso la salute del corpo e storpiano anche molti cervelli. La sola Atene aveva tre ginnasii : il Liceo, il Gino sarco e VAccademia, ed eran posti sotto 1 al­ ta sorveglianza di un ginnasiarca, eletto dal po­ polo. La ginnastica antica era mlitare, atletica e me­ dica; e siccome era diffìcile non essere soldato o atleta o malato, non si poteva sfuggire per al­ cuna via a. ginnasii. Tutti i cittadini di quel tem. • po eran destinati, nascendo maschi, ad: essere ginnasiali. La forza però era sempre diretta alla lotta, e la pugna atletica era una delle forme pre­ dominanti della ginnastica; ©d ecco perchè mi son preso la licenza di chiamare questo periodo della sua storia col nome di atletico.

MANTEGAZZA. Musa sportiva

Sia Cristo il gran Duce che guidi alla vita ; la dolce sua luce la via ci addita, che mena alle porte d’onesto' tesoro. Gridiamolo a coro : Sì, Cristo e il Signor!

Cari fratelli, ecc. ecc.

Prof. S. Garofalo. Per ridere

Policarpo si presenta al medico : — Dottore. — Che è stato? — lo mi sono... cioè i miei denti hanno morsi­ cata la mia lingua. — Ebbene? — Se io fossi arrabbiato? Una signora entra da un pasticciere e sceglie delle paste. S’accorge intanto che un bimbo di sette od otto anni sta a guardarla con attenzione. La signora gli si avvicina con una pasta in ma­ no e glie la offre ; ma il ragazzo indietreggia inorridito e grida : — Non la voglio! — E perchè? — Tu non sai che le fa papà!

GIUOCHI

I.

BIZZARRIA.

Sviluppan le membra i nostri esercizi, lo spirto si tempra si frenan i vizi. Così per la Patria più forti cresciamo e puro serbiamo il core al Signor.

Qual’è quella città che si mitre di cadaveri?

Cari fratelli — giorni più belli al sacro affetto — del nostro tetto. Cari fratelli — giorni più belli tutti sacriamo — lo vuole il Signor.

II. La Patria abbisogna di figli robusti e questo lo sogna da tempi vetusti. 11 sogno d’Italia sia l’ideale che ad onta del male noi conseguiam...

Spiegazione del giuoco prvcedente : TE-LA

Posta in Ronomia

D. V. AMEDEO MERCURI (Senigallia). — At­ tendiamo sempre buone notizie della sua squa­ dra ginn. «Virtus». A quando lìimmatricolazione? Saluti e auguri. SQUADRA GINN. C1RC. S. SEBASTIANO (O-

liero). — Da parecchio tempo siamo in attesa di vostre notizie. Ricevete «Stadium»? Ci au­ guriamo ricevere al più presto la domanda di federazione. Saluti fraterni. SOC. GINN. «TRIDENTUM» (Trento). — In­ viammo tempo fa una cartolina per sollecitare il saldo di un conticino (L. 7,25) per libri in­ viati ; l'hanno avuta? Saluti. A. CODAZZI (Reggio Emilia). — Ha ricevuto i libri richiesti? Attendiamo l'importo (L. 17,70> e notizie sul movimento sportivo di costì. Sa luti. CARLO WALCHER (Trieste). — Ci congratulia­ mo per la sua elezione ricambiando cordial­ mente saluti a tutti e auguriamo feconda atti­ vità. VIRTUS (Locamo). — Ha avuto le tessere? At­ tendiamo il saldo delle medesime in L. 28 più le spese postali L. 2. Saluti> SACCHI ANGELO (Pavia). — Ricevemmo a suo tempo la spiegazione del giuoco n. 15 di «Stadium». Non essendovi premi per i solutori, non possiamo che rallegrarci e salutare cor­ dialmente.

Ai nostri lettori Nella difficoltà in cui oggi si trovano molti ca­ pisquadra di avere libri e manuali adatti per l in­ segnamento della ginnastica, potrà essere utile if seguente elenco di pubblicazioni che noi diamo a prezzi ridottissimi per propaganda : Baumann Emilio : Ginnastica Italiana L. 10. — Id. : Ginnastica e Scienza » 12. Dott. Emilio Baumann : I primi soccorsi in caso d’infortuni » 2.50' Roselo Augusto : La clavicella » 3.— De Simoni Alessandro : Educazione fìsica e Premilitare ” 2. O. Caroncino-L. Reguzzoni : / grandi giuo­ chi collettivi ” 4.25 — Manuale pratico per gli istruttori di squa­ dra ” 2.50 Hebert Giorgio: La ginnastica naturale » 1.50 Aggiungere spese postali. Per ordinazioni rivolgersi alla segreteria fede­ rale : Via della Scrofa, 70. nostri orfani. Alfredo Foglietti, gerente responsabile Tip. Ed. Laziale - A. Marchesi - Roma

RALI

Cari fratelli, ecc. ecc.

III. 11 corpo sviluppi la mente sia sana, vigore radduppi virtù cristiana. E’ questa l'insegna del vero ginnasta ; la patria più vasta è quella del cor. Cari fratelli, ecc. ecc.

Grandi dorati per le bandiere (diam. cm. 10) . . L. 10.Piccoli per ginnasti; in metallo argentato ed ossidato, uno » 1.50

Per commissioni inferiori a 10 distintivi aggi ring ere le spese postali.

Farne richiesta accompagnata dall’importo alla Presidenza della F. A. S. C. I-

Via della Scrofa, 70 - ROMA (11)


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook