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Stadium n. 16/1968

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fC. b. I. (( PRESIDENZA NAZIONALE

STADIUM CENTRO SPORTIVO

r

ITALIANO

I

PROBLEMI

DELLO SPORT ♦

■hiidkj

ANNO

LXIII

N.

16

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OTTOBRE

NUBI MINACCIOSE SULLA XIX OLIMPIADE. DOVE SONO I DIRIGENTI DEL C.I.O.? CO­ SA FANNO PER SALVARE NON SOLO LE GARE MA LO SPIRITO DEI GIOCHI? SERVIZIO DI PAOLO VALENTI A PAGINA 20.

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Wàtì W^F A CAGLIARI 300 ATLETI ALLIEVI E JUNIORES GAREGGIANO NELLE FINALI NAZIONALI C.S.I. DI

ATLETICA LEGGERA — NON SONO CAMPIONI, NON SONO DIVI: SONO GIOVANI CHE AMANO

LO SPORT E CI CREDONO — RAPPRESENTANO IL GRANDE VIVAIO DEL C.S.I. SEMPRE FRESCO, SEMPRE NUOVO

V

SERVIZIO DI ALDO CAPPELLINI A PAGINA 8.

1968


medicina

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zucchero e caffè

il gioco di squadra

Gli sportivi hanno bisogno di zuc­ cheri perché l loro muscoli possano contrarsi, rilassarsi e smaltire i pro­ dotti della fatica. Lo zucchero era ritenuto il migliore alimento se somministrato prima, durante e dopo la gara. Oggi tuttavìa si è costretti a riconoscere che lo zucchero comune o saccarosio, pur essendo un ottimo alimento, può provocare abnormi fer­ mentazioni intestinali. Anziché rap­ presentare perciò un restauratore ed un combustibile indispensabile, può trasformarsi in un complice delia tossicosi che complica la fatica mu­ scolare e nervosa. Lo zucchero, così com’è, non è im­ mediatamente utilizzato, bensì deve essere trasformato. E’ in questo pro­ cesso di trasformazione che si con­ sumano ulteriori energie. Perciò og­ gi si ritiene più logico somministrare all’atleta destrosio, cioè un tipo di zucchero che non deve subire la tra­ sformazione, essendo immediatamen­ te assorbito ed utilizzato come tale dal sistema muscolare. Nella preparazione a gare estremamente impegnative si ricorre alla infusione lenta, Il giorno precedente alla competizione, di una soluzione al 5 per cento o al 10 per cento di destrosio per fleboclisi nelle quan­ tità di 500 c.c. Non si tratta di do­ ping ma dì semplice, fisiologica pre­ parazione alla quale molti atleti ri­ corrono, naturalmente sotto costante controllo medico. Un discorso a parte deve essere condotto per il caffè. La caffeina, che è il componente principale del caffè, esercita un'azio­ ne generale eccitante il sistema ner­ voso centrale. Molti hanno creduto di poter impie­ gare la caffeina da sola quale stimo­ lante, realizzando però una sorta di doping cioè di artificioso risultato. Questo non è consentito né dalle norme sportive, né dalle esigenze puramente fisiologiche. La caffeina, già a piccole dosi, può provocare segni riferibili ad irrita­ bilità corticale: irrequietezza ed in­ sonnia. A livello spinale essa agisce a livello della trasmissione dello sti­ molo nervoso. A dosi più elevate (gr. 0,40-0,50), si notano quadri gra­ vi con cefalea, vertigini, tremore alle mani, impossibilità a fissarsi su una idea, allucinazioni, vomito, diar­ rea. E’ questo il quadro classico delle intossicazioni acute. Mentre l'uso della caffeina è da evi­ tare ad ogni costo, la classica taz­ zina di caffè può essere consigliata a tutti gli atleti. La soglia di tolle­ ranza della bevanda è individuale. Non si può perciò scegliere un siste­ ma valido per tutti. A chi ci ha posto queste domande noi perciò rispondia­ mo che la tazzina di caffè zucche­ rato (specie se arricchita con destro­ sio) non può essere considerata do­ ping e può essere consentita anche per ottenere un miglioramento del tono neuromuscolare.

Ecco la parte conclusiva del ragio­ namento che il SIPT avrebbe potuto svolgere, per porre in serio dubbio la validità del «giuoco all'italiana» so­ stenuta dagli allenatori di Serie A. riuniti in consesso a Coverciano nel novembre 1963:

ADRIANO MONTI

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calcio

«Tutto ciò premesso, poiché uno schie­ ramento è accettabile soltanto se es­ so consente di giuocare almeno a pa­ ri condizioni con quello contrapposto, e poiché II « giuoco all'italiana » ri­ sponde a questa elementare'esigenza soltanto contro le squadre schierate col 4-2-4 o che adottano la nostra formula, necessita evidentemente qualcosa di diverso da quanto voi proponete. Questo qualcosa di diver­ so non si può però trovarlo senza prima rispondere a due interrogativi. Il primo è il seguente: « Quando il difensore libero è superfluo e quan­ do indispensabile? ». Qui rispondere è facile. Il difensore libero (e cioè una difesa su sei elementi: uno in più di quanto previsto dal WM), è evidentemente superfluo contro av­ versari che adottano il 4-2-4 ed il « giuoco all'italiana ». Dai loro attac­ chi a quattro ci si può infatti difen­ dere agevolmente in cinque. V’è da osservare che se, contro questi av­ versari, noi giuocassimo con cinque attaccanti (meglio ancora se, in di­ fesa, adottassimo il WM), saremmo noi stessi a godere dei vantaggi cui si è già fatto cenno».

Questa possibilità viene da noi del tutto ignorata. Il « giuoco all'italiana » ha infatti da noi radici così profon­ de che, nel suddividere secondo i ruoli i giuocatori convocati per la nostra squadra nazionale, televisione, radio e stampa — compresa quella che da anni denuncia la nostra inca­ pacità di trovare un efficace anti­ doto contro WM — adottano la se­ guente classificazione: portieri, ter­ zini, stopper, liberi, mediani, centro­ campisti, ali, centroavanti. Confer­ mando con ciò l'inamovibilità del di­ fensore libero. Ed escludendo così che i cinque attaccanti di una squa­ dra a WM possano essere fronteggia­ ti con un pari numero di difensori. Incoraggiando insomma i nostri av­ versari più scaltri ad affrontarci pro­ prio con quel WM capace di creare tanti imbarazzi al « giuoco all'italia­ na ».

«Il difensore libero è Invece indispen­ sabile quando l'assetto dei cinque at­ taccanti avversari non consente l'u­ tile impiego del meccanismo difen­ sivo del WM stesso. Caso più evi­ dente, quello dell'attacco ad M (figu­ ra 12). La squadra che si schierasse col difensore libero anche quando non necessario romperebbe, senza al­ cuna necessità, il proprio equilibrio difensivo-offensivo, alterando a pro­ prio danno il rapporto di forze esi­ stente fra il proprio attacco e la di­ fesa avversaria.

Ecco ora il secondo interrogativo, quello più difficile ed importante: « Se il difensore libero è indispensa­ bile, come può la squadra che lo adot­ ta conservare possibilità offensive analoghe a quelle avversarie? ». Sol­ tanto uno schieramento che appaghi questa esigenza può ritenersi soddi­ sfacente. E poiché il « giuoco all'ita­ liana » non riesce a tanto, occorre evidentemente una soluzione d'altro genere ».

A nostro parere, un'accettabile ri­ sposta ad entrambi gli interrogativi era già stata fornita da « Il Calcio e Ciclismo illustrato » del 14 gennaio 1962, col nostro articolo «Non è un paradosso. Difensore in più senza at­ taccante in meno », trascritto in par­ te nel corso della tredicesima pun­ tata. Data l’autorevolezza di quel set­ timanale, esso non sarebbe dovuto sfuggire del tutto alla FIGC. ALBERTO GUAITINI 16 - continua


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ALDO NOTARIO

ora della verità per tutti

9 iniziativa dei « Giochi sportivi della gioventù » pone sul tappeto il problema del ruolo dell’Ente di Propaganda. Il termine di Ente di Propaganda è improprio: è nato così, dal C.O.N.I. stesso, per distinguerci dalle Federazioni Sportive. Più giustamente la recente legge regionale sullo sport della Sardegna ci chiama « Ente di Promozione Sportiva », termine che è più consono ed in sintonia al ruolo. Il Centro Sportivo Italiano, sin dalle sue origini, ha sempre cercato di svolgere un'attività e quindi di coprire un ruolo in una posizione chiara di collaborazione e non di antitesi alle Federazioni Sportive. « Venti anni di servizio ai giovani e allo sport » è stato il motto con cui il C.S.I. ha celebrato il suo ventennio. Servire lo sport significa collaborare con tutti perché questo « valore » umano sia messo a disposizione di tutti i giovani.

alle affermazioni il discorso si trasferisce alle scelte e quindi all’attività stessa. L'attività che svolge l’Ente di Propaganda ne determina il suo ruolo, e perché questo ruolo non sia ambiguo, ma serio, ne discende che l’attività deve rispondere a questi requisiti: 1) essere un'attività di base, rivolta a tutti i giovani in un atteggia­ mento di servizio e non di strumentalizzazione dei giovani stessi; 2) essere un'attività in sintonia con l’attività promossa dalle Federa­ zioni, perché non si verifichino sovrapposizioni o pericolose concorrenze. A questo punto si pone il problema del coordinamento o, se si vuole, della disciplina. E’ il ruolo che spetta al CONI a cui non può sottrarsi.

« Giochi sportivi della Gioventù » sono la grande occasione per riunire attorno ad un tavolo Federazioni ed Enti di Propaganda, corresponsabilizzandoli in una posizione decisionale, per discutere e lavorare insieme in una distinzione di compiti, verso una prospettiva di svi­ luppo a cui ognuno seriamente deve impegnarsi a collaborare. Per i furbi, attorno a questo tavolo, non ci sarà posto e, anche se vi siederanno, saranno costretti a fare i conti con la realtà, da cui saranno inesorabilmente tagliati fuori. Il C.S.I. ha chiesto, nel suo ultimo Congresso, la regolamentazione degli Enti di Propaganda. Questa non si può fare a freddo, a tavolino: si farà codificando una esperienza. I « Giochi sportivi della Gioventù » saranno questa esperienza che ci permetterà di chiarirci le idee a tutti, oltre che a dare un volto nuovo allo sport italiano. 3


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allievi ed esordienti concludono l’attività ciclistica nazionale

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La vittoriosa volata di Rossignoli nella categoria allievi.

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Luciano Rossignoli trionfa nella categoria allievi La parata nazionale del ciclismo del C.S.I. della categoria allievi ha avuto quest’anno il suo svolgimento a San Bonifacio. E’ stata una magnifica occasione per met­ tere in luce ancora una volta la bontà della intelaiatura della nostra attrezzatura tecnica e sportiva. La gara che è stata allestita in modo pressoché perfetta dalla Polisportiva S. Bonifa­ cio si è svolta in una stupenda cornice natu­ rale attraverso il panoramico percorso delle tre valli, e cioè la Val Tranigna, la Val d’Illasi e la Val d’Alpone, in un clima veramente ideale. Gara quindi riuscita sotto ogni aspetto per merito dei corridori che hanno profuso ogni loro più riposta energia e soprattutto merito degli organizzatori San Bonifacesi che con il presidente Zonato, coadiuvato bravamente da tutti i componenti del Consiglio sociale, han­ no saputo in un primo tempo vivacizzare l'in­ teresse degli sportivi locali, con in prima fila il Sindaco di San Bonifacio e la sua giunta, per allestire poi una organizzazione degna del CSI, che tramite la sua CTN del ciclismo rin­ grazia sentitamente tutti coloro che hanno operato per la riuscita della gara ed in modo particolare i dirigenti del Comitato CSI di Ve­ rona capeggiati dagli infaticabili Francesconi, ed il bravo direttore di corsa Stradiotto Dino. Sono le nove circa quando i 76 corridori iniziano la loro fatica e l’andatura è subito velocissima, ma dal gruppo vediamo staccarsi Frulla per foratura, mentre in testa si alternano Conti e Cardinali che in precedenza si era at­ tardato per un lieve incidente meccanico e che nel prosieguo della corsa si dimostrerà quale uno dei maggiori protagonisti con il veneto Spezzoni. Nei pressi di Tragnago dove passano i due in testa con circa 200 metri di vantaggio sul gruppo guidato da Mersio, scatta violentemente Cardinali e Conti cede; intanto dagli insegui­ tori parte Spezzoni che raggiunge il fuggitivo, mentre Conti è riassorbito dal gruppo già al­ lungato. Siamo ormai all’inizio dell'asperità massima della giornata e i due di testa ingaggiano una lotta entusiasmante, da prima Spezzoni prevale tanto da transitare per Badia Colameno con

400 metri di vantaggio su Cardinali e circa 30” sul gruppo sgranato ormai in fila indiana, ma con l'aumentare della pendenza Spezzoni cala leggermente, di ciò ne approfitta Cardinali che raggiunge e stacca Spezzoni sui tornanti finali della salita durissima di S. Bortolo, dove è posto il premio, transitando con circa un mi­ nuto di vantaggio su Spezzoni e- gli atleti alla spicciolata. Queste note dicono chiaramente la durezza della battaglia che i concorrenti stanno com­ battendo, battaglia che continuerà inesorabile lungo la difficilissima discesa, che pensiamo abbia decisamente influito sull’esito finale. A San Giovanni Ilarione, termine della di­ scesa, i passaggi avvengono in questo ordine: Spezzoni che in discesa ha raggiunto e superato Cardinali e che è a 20”, quindi a 40” Rossignola, Peli e Borlotti, seguiti a 1 minuto da Gasperotto e Rigon che a loro volta precedono Sartori, Colombo e Chinello i quali hanno un ritardo di 1'30” dal concorrente Spezzoni. A questo punto, lanciando i ritardatari, ci interesseremo di questi 10 uomini che entrano nella combattutissima fase finale, lottando di­ speratamente per la conquista del titolo. Comincia lo studio degli avversari, lo scru­ poloso e controllato dispendio delle restanti energie, cose queste che sembrano fermare il ritmo della gara, ma invece preparano un fi­ nale al fulmicotone, infatti alle porte di S. Bo­ nifacio, Sartori, Colombo e Chinello che erano nel raggio dei primi dieci a S. Ilarione, rien­ trano. Abbiamo il tempo di considerare una volata a dieci che dal gruppo partono come palle di schioppo Borlotti, Spezzoni e Rossi­ gnoli, la reazione del gruppo è condizionata ormai dalla precedente fatica, quindi dopo i tre inseguono: Cardinali, Peri e Casparotto, se­ guiti a distanza da: Colombo, Chinello, Riccon e Sartori; l’ordine d'arrivo ormai prossimo sta­ bilirà la graduatoria assegnando il titolo a Rossignoli, seguito da Borlotti e Spezzoni ai posti d’onore, mentre al quarto posto di clas­ sificherà il vincitore del G.P. della Montagna il folignate Cardinali, che ha dato prova di pos­ sedere indubbie qualità doti di scalatore ed al quale l’avvenire riserverà delle grandi sod­ disfazioni purché continui con serietà e dedi­ zione la pratica del ciclismo. Chiudiamo queste note senza commentare singolarmente il comportamento dei corridori i quali in blocco vanno considerati delle vere speranze del ciclismo italiano ed a conferma di quanto scriviamo resta il risultato che dice attraverso la media oraria: km. 38 circa, otte­ nuta su di un percorso duro per le difficoltà che comprendeva, difficile per tracciato strada­ le, in special modo in discesa. Tra i migliori in senso assoluto però vo­ gliamo citare oltre il vincitore, Borlotti, Spez­ zoni, Cardinali, Colombo e Rigoni i quali con­ tinuando seriamente ad ascoltare i consigli dei loro direttori sportivi, siamo certi, potranno come a suo tempo fecero i vari Moser, Bambi, Zandcgù, Dancelli e Gimondi, assurgere alle più alte vette del ciclismo ed onorare così lo sport italiano ed il CSI. GINO QUATTROCCHI

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Raucci primo degli esordienti in una gara movimentata Il vastese rigoglioso è stato un teatro pano­ ramicamente splendido che ha permesso agli organizzatori di essere veramente perfetti nella preparazione della manifestazione, che ha visto alla partenza circa 70 corridori della categoria esordienti. Sul circuito di S. Salvo-Vasto-S. Salvo, da ripetere tre volte (per un totale di 75 km. cir­ ca), tutta la popolazione, — che con il Sig. Sin­ daco in testa ha voluto l'assegnazione della ga­ ra e che ringraziamo vivamente per le attenzio­ ni riservateci — ha incessantemente applaudito ed incoraggiato i concorrenti che hanno preso il via alle 9,55 lanciandosi in una gara che pur svolgendosi nella più assoluta regolarità, è sta­ ta una continua sarabanda per il susseguirsi di scatti e fughe, che di volta in volta ha visto protagonisti tutti i partecipanti alla gara. Tutti veramente bravi i nostri ragazzi, per i quali la media oraria altissima — km. 37,506 — (considerando la limitazione delle moltipliche ve­ ramente saggia della C.T.N. e della F.C.I.), par­ la a favore dell’impresa e del valore di tutti i concorrenti, autentiche speranze del nostro ci­ clismo. Una citazione speciale per il vincitore Raucci dell’U.S. Soccorso di Prato, che nella fase finale della corsa, con un'azione superiore e tempe­ stiva, ha saputo aggiudicarsi il titolo nazionale sviluppando sul falsopiano in salita dove era po­ sto il traguardo un spinter veramente eccezio­ nale che gli ha permesso di battere agevolmente il pur fortissimo Zabon Bruno del G.S. Rota Nembro di Bergamo. Altro ragazzo che ci piace segnalare per qualità atletiche ed al quale vo­ gliamo predire un buon avvenire sportivo è Vetri Giuseppe delI'U.S. Virtus di Candii, quar­ to classificato. Non possiamo però chiudere queste note senza ringraziare pubblicamente gli amici del Comitato di Vasto e tutti i loro collaboratori ai quali porgiamo un saluto grato. Grazie al presidente Santarelli ed all'amico Giovanni Castaldi che è stato il perno e lo animatore della riuscita organizzazione fin dal giorno dell'assegnazione della manifestazione a S. Salvo. GINO QUATTROCCHI 6

In alto, il vincitore Allievi, Luciano Rossignoli, con il Di­ rettore Sportivo dell’U. S. Bovolone CSI e il dott. Donelli, Vicepresidente della Società organizzatrice, la Polisportiva CSI S. Bonifacio. In basso, un gruppo di dirigenti della polisportiva CSI S. Bonifacio e del CSI Verona attorniano il vincitore.


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ALLIEVI 1. Raucci Riccardo (U.S. Soccorso - Prato) alla media di km. 37,500; 2. Zabon Bruno (G.S. Rota Ncmbro Bg) s.t.; 3. Frigo Renato (CSI Pejo - Vicenza) s.t.; 4. Vietri Giuseppe (U. S. Virtus Canelli - Acqui Terme) s.t.; 5. Luini Armando (CSI S. Am­ brogio - Milano) s.t.; 6. Luppi San­ dro (U.S. CSI Robur - Modena) s.t.; 7. Righini Paolo (U.S. Ata - Brescia) s.t.; 8. Pontarin Giancarlo (CSI Col­ diretti Rubano - Padova) s.t.; 9. Barzasi Danilo (CSI S. Ambrogio - Mila­ no) 1”; 10. Erba Giannosep (U.S. Osscnesga - Bergamo) 1"; 11. Volpe Giu­ seppe (G.S. S. Basilio - Roma) 1”; 12. Valerio Giuseppe (G.S. CSI Alpe - Vicenza) 1”; 13. Lazzarini Francesco (G.S. Rota Nembro - Bergamo) 1”; 14. Tatini Carlo (CSI S. Ambrogio Milano) 2”; 15. Bertaglia Addio (CSI S. Ambrogio - Milano) 2”; 16. Sacco­ mandi Maurizio (G.S. Rota Nembro • BG) 2”; 17. Bosnati Mario (G.S. CSI ATA - Brescia) 2”; 18. Malagoli Er­ mes (U.S. CSI Robur - Modena) 2”; 19. Sperandio Maurizio (U.S. Bovolone CSI - Verona) 2”; 20. Pezzetta Fa­ bio (CSI Rota Nembro - BG) 3"; 21. Pozzini Fabio; 22. Tinchella Danie­ le; 23. Caschi Renzo; 24. Algeri Lu­ ciano; 25. De Liberali Angelo; 26. Battatin Adriano. ■I

ESORDIENTI 1. Rossignoli Luciano (U.S. Bovolone CSI - Verona) che compie il per­ corso di 104 km. in 2 ore e 48’ alla media oraria di 37'148; 2. Borlotti Roberto (U.S. Ossancsga - Bergamo); 3. Spezzoni Franco (G.S. S. Pierino CSI - Verona); 4. Cardinali Paolo (G.S. Lampo Myvar - Foligno); 5. Peli Lu­ ciano (G.S. ATA S. Silvestro - Bre­ scia): 6. Gasparotto Domenico (U.S. CSI Velo Junior Nove - Vicenza); /. Colombo Mauro (CSI Bustese Milano); 8. Sartori Luciano (U.S. Bovolone CSI - Verona); 9. Chinello Lui­ gi (U.S. CSI Zorzi - Padova); 10. Rigon Paolo (U.S. CSI Coldiretti Padova); 11. Cremaschi Renato (S.C. Rota Nembro - Bergamo); 12. Tiso Mario (U.S. S. Ambrogio - Milano); 13. Piccolo Paolo (S.C. CSI Coldiret­ ti - Padova); 14. Braggion Sandro (S.C. CSI Primavera - Padova); 15. Federizzi Paolo (S.C. E. Bertamini Bolzano); 16. Frigerio Claudio (S.C. CSI Giovanni Giussanese - Milano); 17. Garmignotto Gianpiero (S.C. CSI Coldiretti - Padova); 18. Finetti Fau­ sto (S.C. Vis Branca - Gubbio); 19. Aresu Mario (S.C. CSI Primavera Padova); 20. Cremaschi Roberto (S.S. Seriatese - Bergamo); 21. Clivati An­ tonio (S.S. Seriatese - Bergamo); 22. Zagaglia Monalduzio (Poi.va Aurora Jesi); 23. Mirri Gabriele (S.S. Scria­ tese - Bergamo); 24. Miotti Bruno (CSI Alpe - Vicenza); 25. Placidi Ce­ sare (G.C. CSI S. Basilio - Roma); 26. Poltalto Palmerino (U.S. CSI S. Bonifacio - Verona); 27. Paccagnella Primo (S.C. CSI Coldiretti - Padova); 28. Blasi Roberto (G.S. CSI S. Ba­ silio - Roma); 29. Storari Sergio (U.S. Bovolone CSI - Verona); 30. Uccellarti Osvaldo (S.C. VIS Branca - Gubbio); 31. Lievore Lino (CSI Alpe - Vicen­ za); 32. Sabbadin Antonio (U.S. CSI Angarano - Vicenza); 33. Conti Au­ gusto (Poi.va Aurora - Jesi); 34. Eli­ salo Dario (U.S. CSI Zorzi - Pado­ va); 35. Zarantonello Luigi (CSI Alpe Vicenza); 36. Monacelli Federico (G.S. VIS Branca - Gubbio); 37. Ber­ nardi Stefano (S.C. CSI Primavera Padova); 38. Zanotti Rodolfo (S.C. E. Bertanini - Bolzano): 39. Zoppio Giuseppe (U.S. CSI Zorzi - Padova): 40. Giuliani Fausto (U.S. Aurora • Trento).

In alto, la partenza allievi. Sotto, il [passaggio del gruppo sotto le mura medioevali di Soave. In basso, Rossignoli taglia il traguardo davanti a Borlotti e Spozzani. m

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Cagliari ’53-’68 quindici anni di storia dell’atletica csi

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Eccoci pronti per la finale di Cagliari. Finalmente sappiamo chi so­ no i 249 atleti che si dispu­ teranno i ventidue scudetti in­ dividuali nelle categorie allievi e juniores, conosciamo le do­ dici staffette 4x100 allievi che chiuderanno, con una gara che è troppo facile prevedere favo­ losa, la nostra più intensa ma­ nifestazione agonistica. A Cagliari l’atletica CSI ri­ torna dopo 15 anni. Quindici anni che sono tra­ scorsi in un crescendo entusia­ smante, che hanno dato la « mi­ sura » al nostro movimento atletico, che hanno detto, sem­ pre più a chiare note, la bontà dei nostri programmi, avviati e redatti, sempre, con l'unico fine di aiutare a migliorare (in tutti i sensi) una disciplina fra le più belle. Proprio perché si ritorna a Cagliari si possono fare già dei confronti. Nel 1953 quando oltre 3Ù0 atleti si contesero sulla pista dell'Amsicora gli undici scudet­ ti tricolori, il CSI aveva già una propria base atletica ed agonistica, ed aveva già trac­ ciato con idee chiare, quello che doveva poi essere lo svi­ luppo vero dell'intera atletica. In quindici anni, con un la­ voro paziente, capillare, omo­ geneo, l’atletica CSI ha sempre

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più progredito, ed era logico che fosse così, quando si pensi che (ad esempio) il CSI è sta­ to il primo movimento ad at­ tuare programmi per i più gio­ vani, quelli che non potevano ancora avvicinarsi allo sport, coloro che, poi, dovevano es­ sere gli « atleti » futuri. Il CSI (lo diciamo proprio perché ce ne offre l'occasione Cagliari e la famosa teoria dei corsi e ricorsi) ha sempre pen­ sato al futuro. Non si è « fer­ mato » sugli allori, sui risultati acquisiti, non ha costantemen­ te pensato ai risultati sempre più tecnici che scaturivano dal­ le proprie finali (ammirate e seguite in moltissimi ambienti), non ha mai pubblicitarizzato eccessivamente tutti quegli Az­ zurri che sono usciti dalle sue file e che adesso è sempre più difficile fissarne in un numero esatto A Cagliari nel 1953 il CSI aveva già una perfetta dimen­ sione. Sono state quelle dell'Amsicora, gare « impossibili ». Un entusiasmo, un tifo, un'atmo­ sfera, un calore difficilmente ritrovabili su altri campi. E poi quella « massa » enorme di atleti (allora non c'erano le se­ mifinali interprovinciali, ne gra­ duatorie di merito!) che ha saputo sconvolgere ogni piano predisposto dagli organizzatori. Il CSI, che era al suo sesto

campionato nazionale, comin­ ciava a dire una « parola » au­ torevole. Cominciava a « con­ tarsi ». Sono passati quindici anni. E ritorniamo nella! stupenda terra sarda, con un CSI « adul­ to », capace di dire ancora e sempre più parole autorevoli in fatto di propaganda, di ca­ pacità organizzative, di pro­ grammi, di idee. L’Atletica è sempre stata un capitolo importante nell’intera economia del C.S.I. proprio perché l’atletica è sport che Sa aiutare anche gli altri sport. Ed è anche logico che tutti i programmi, che in questi anni sono stati varati hanno sempre tenuto fede a questo principio base. Una propaganda « vera », giovanile, intelligente. E il CSI (modestia a parte) si è sempre distinto su questo set­ tore. I Ragazzi, la categoria pra­ ticamente « inventata » dal CSI tanti e tanti anni fa (ci sono programmi, ad esempio, at­ tuati dal CSI di Genova pro­ prio per una categoria Ra­ gazzi datati 1951-52) e solo da pochi anni assurta a catego­ ria ufficiale dalla Fidai, han­ no adesso le maggiori atten­ zioni da parte della Presiden­ za del CSI. Per il momento i Ragazzi


gareggiano solo in campo pro­ vinciale ed in finali regionali, e quindi hanno un program­ ma, teoricamente, ridotto ri­ spetto a quello degli allievi. Noi riteniamo che questo primo lavoro di base dei no­ stri Comitati, questa « semi­ nagione atletica » (scusateci se usiamo spesso questo termi­ ne, ma forse è quello che me­ glio esprime le nostre idee al riguardo), porta a frutti in­ sperati. Il CSI vuole sempre più improntare i suoi programmi a favore dei Ragazzi. Se non è ancora possibile avere una finale nazionale (i programmi per i Ragazzi devono essere avviati ad una attività prope­ deutica) certamente avremo, nel prossimo anno, una serie di iniziative che maggiormen­ te favoriranno questo sboccia­ re spontaneo di atleti. E tut­ to per quei fini che il CSI ha sempre attuato fin da quando ha voluto dedicare ogni propria energia a favore della gioventù nazionale. Il discorso fatto non è cer­ tamente fuori luogo. Anche se stiamo per vivere un'altra giornata entusiasman­ te a Cagliari, non dobbiamo dimenticare che dopo Cagliari l'atletica del CSI dovrà « ri­ cominciare » subito senza atte­ se. Non c'è nella nostra atti­ vità, soluzione di continuità. E guardiamo, con più atten­ zione, alle finali del 5 e 6 ottobre che avranno luogo nel nuovo Campo Scuola. Ventitré gare, dodici per gli allievi, undici per gli juniores. Ogni gara di corsa con dodici finalisti, ogni gara di concorsi allievi con dodici finalisti, ogni gara di concorsi juniores con dieci finalisti. Questo, telegrafi­ camente, il « campo ». Vediamo i partecipanti. Le sei semifinali interprovin­ ciali del 22 settembre scorso (Alessandria, Verona, Faenza, Pisa, Benevento, Catania) han­ no selezionato i finalisti allievi, le ormai famose « graduatorie di merito » per tempi e misu­ re, hanno fatto comporre il mo­ saico dei finalisti juniores. Le sei semifinali, come era prevedibile, hanno avuto un buon interesse. Sono stati mi­ gliorati cinque record nazionali (80 ostacoli: Mussagli di Lucca ll”l; 1000: Cirlini di Reggio Emilia 2'33”4; 2000: Marini di 9


RAFFRONTO STATISTICO CON I FINALISTI DEGLI ULTIMI DUE ANNI DEI CAMPIONATI NAZIONALI CSI DI ATLETICA LEGGERA

JUNIORES 1968

1967 primo ammesso

100 400 800 3000 HOh Alto Lungo Asta Peso Disco Giavel.

10'6 49"1 1'55” 8'46” 15”6 1,91 7,09 3,70 13,90 38,32 61,08

ultimo ammesso

H"2 52”8 2'02”6 9’15’2 17”2 1,75 6,53 3 11,74 35,35 49,58

media

10”99 51”67 2’00”47 9-04-5 16”48 1,80 6,75 3,30 12,59 36,74 52,65

primo ammesso

11” 49-9 ■ l’55”5 8’41”8 15”3 1,93 7,09 3,70 15,36 44,43 62,76

U”2 52”9 2'01 "9 9’15”4 17”1 1,75 6,46 3 11,53 36,40 47,17

media

11 ”09 52”09 r59”9 9'06”7

16”35 1,81 6,68 3,30 11,63 38,79 52,74

ALLIEVI 1968

1967 primo ammesso

80 300 1000 2000 80 h. Alto Lungo Asta Peso Disco Giavel. 4x 100

Treviso 5’45; lungo: Sartori di Trento: 6,66; staffetta 4x100: CSI Milano 44”9), è stato egua­ gliato un record nazionale: asta Cavaliere di Vicenza con 3,40. Delle sei sedi, quella più com­ battuta è risultata complessi­ vamente Verona, dove conveni­ vano le rappresentative di tut­ to il Veneto, una regione che si sta guadagnando i galloni e l’interesse generale non solo nell’atletica. A Verona, dove gli atleti han­ no potuto gareggiare nel ma­ gnifico scenario dello Stadio Bentegodi, di gare interessanti ce ne sono state tante. Vo­ gliamo citarne solo un paio. L’asta dove Cavaliere di Vi­ cenza ha dimostrato di posse­ dere la classe e le qualità di un vero campione (ha fallito i 3,65 solo per il troppo vento che batteva la pista), i duemila dove dalla lotta acerrima di atleti di rango è scaturito un tempo di gran classe (da tener presente che i primi cinque classificati hanno ottenuto la ammissione alla finale di Ca­ gliari), i trecento dove pur con un tempo mediocre Cailotto, Pizzolato e Bernardi (tutti in 10

ultimo ammesso

9-l 36”2 2'39"3 5'54 ”4 11 ”3 1,78 6,50 3,10 14,05 39,72 50,88 45”4

ultimo ammesso

9"9 38”4 2'48’1 6'12"6 12”5 1,65 5,72 2,20 11,18 32,60 34,40 47 ”4

media

9”38 37"23 2’43”28 6'00”6 11 "7 1,71 6,16 2,71 11,95 35,60 43,92 46”2

possesso di tempi al di sotto dei 36”) hanno già detto che nella finalissima avremo una superba gara, e la staffetta do­ ve Vicenza ha dimostrato, pur con un troppo severo 45” 1, di avere un quartetto eccellente. Ad Alessandria erano presen­ ti fra gli altri, gli atleti di Mi­ lano e Genova. Un poco in ombra entrambe le rappresen­ tative, anche se Milano, facen­ do gara praticamente da sola, ha ottenuto in staffetta l'otti­ mo record di 44”9. A Pisa due gare su tutti: gli ostacoli e gli ottanta. Negli ostacoli, ben quattro atleti sot­ to i 12”, con il primo, il luc­ chese Massagli, sul record di 11”1. Anche Sperandio (grande promessa il romano), Franceschini e Accardi si ritroveran­ no in finale. Negli ottanta, gran gara, in batteria fra Piras e Camiolo 9”1 e 9”2. In finale, Piras si strappava e vinceva con 9”3 il pisano Si­ ca che in batteria aveva otte­ nuto 9”2. Buon concentramento anche quello di Catania, con in evi­ denza gli atleti di Siracusa, ma nessun tempo degno di gran

primo ammesso

9”1 37” 2’33"4 5'45” 11”1 1.75 6,66

3,40 13,75 39,92 51,54 44”9

ultimo ammesso

9-4 39” 2'45" 6’20"8 12”2 1,50 5.74 2,30 11,10 28,94 37,28 47”2

media

9”26 37”98 2'41'29 6'05”54 11 ”52 1,65 6,19 2,87 12,02 36,15 42,83 45 ”8

rilievo. A Benevento risultati normali e vittorie equamente divise fra gli atleti di Molfetta, Bari, Napoli, Chieti. A Faenza, malgrado forti de­ fezioni che hanno provocato qualche scompenso, gare inte­ ressanti, come ad esempio i mille metri per merito di Cirlini che facendo gara a sé, se­ gnava l'ottimo tempo di 2'33”4. I risultati completi delle sei semifinali sono pubblicati in al­ tra parte del giornale. Per quanto concerne i fina­ listi, anziché pubblicare l’intera lista (che d'altra parte sarebbe superata con l’uscita del gior­ nale) abbiamo ritenuto oppor­ tuno fare un raffronto statisti­ co ed in percentuale con i fi­ nalisti di questi due ultimi an­ ni. Come si potrà constatare, il livello è quanto mai buono e soprattutto stabile, il che di­ mostra la validità del hi nostra organizzaizonc e, perché no?, dei nostri programmi. Dedicandoci un attimo ai fi­ nalisti juniores, possiamo no­ tare che le « graduatorie di merito », di quest’anno sono molto omogenee. Non abbiamo grossissime e


sporadiche misure, ma possia­ mo contare, invece, su un li­ vello (e quindi è interessante osservare le « medie ») molto buono. Fra gli atleti di spicco ci­ tiamo Chizzali nei 400, Maran­ goni e Bellotti negli 800, Bar­ baro nei 3000 (da notare che l’atleta di Treviso ha parteci­ pato quest'anno al campo Scuo­ la di Atletica di Paderno. Do­ ve si vede che il Comitato di Treviso già pensa ai suoi fu­ turi dirigenti... oggi ottimi atle­ ti. Complimenti!) Marabini ne­ gli ostacoli, Raoss, Pistolato e West nell'alto, Fontanella nel lungo, Mainardi nell’asta, l’Azzurro Juniores Bergonzoni nel peso e Colla nel giavellotto. E’ difficile, ovviamente, par­ lare di classifiche per Comita­ ti. Riteniamo comunque che quest’anno ci sarà la scalata del Veneto (Vicenza e Treviso) alle massime posizioni. Vedre­ mo come reagiranno i « vec­ chi » leoni di Milano, che an­ cora una volta guidati da quel « mago » di Renato Tammaro, cercheranno in tutti i modi di non soccombere. ALDO CAPPELLINI

QUESTI HANNO ANTICIPATO CAGLIARI Ai Campionati nazionali Allievi della FIDAL, svoltisi il 28 e 29 a Milano, hanno partecipato numerosi atleti del CSI, anche di quelli ammessi alle nostre Finali di Cagliari. Quattro di essi hanno conquistato il titolo italiano. Sono: m. 1000 - Paolo Cirlini (R. Emilia): 2’31”8; lungo - Claudio Hernandez (Siracusa): 7,12; giavellotto - Mario Sabbadin (Genova): 54,64; 4x100 - Athlon (Siracusa): 43”8. Altri hanno stabilito tempi e misure di valore, miglio­ rando le prestazioni con cui sono stati ammessi alle Finali del C.S.I. Ricordiamo tra gli altri Salvadego (Padova) con 11” negli 80 hs, Bernardi (Treviso) con 36” nei 300 metri, Diana (Cagliari) con 5’38”2 nei 2000 metri, Belazzi (Vige­ vano) con 1,80 nell’alto, Pozzi (Cagliari) con 40,70 nel disco, Tripodi (R. Calabria) con 13,84 nel peso.

A questi nostri bravissimi atleti e a tutti gli altri che hanno partecipato con onore al campionato della Fidai, por­ giamo i nostri complimenti più vivi. Mentre scriviamo siamo alla vigilia delle nostre Finali di Cagliari, alle quali parte­ ciperanno anche gli atleti citati. Il nostro augurio è natural­ mente che essi possano farsi onore anche in questa occa­ sione, tanto importante per il CSI, insieme a tutti gli altri nostri finalisti.

Concentramento interregionale di Beneven­ to: sotto il passaggio a metri 600 della gara metri 1000; a destra i primi classificati della gara metri 300: 1. Di Francesco (Chieti), 2. Manfredi (Napoli), 3. Daliani (Molfetta).

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a Vigevano novanta finalisti nei campionati nazionali di bocce

Il Campionato Nazionale di Bocce del CSI ha quest’anno la sua conclusione a Vigevano il 6 ottobre. Ragioni organizzative da attribuire al­ la concomitanza per il 22 e il 29 settembre di importanti manifestazioni delle nostre Federa­ zioni ci hanno indotto allo spostamento della data a suo tempo fissata. Novanta atleti delle Categorie Allievi e Adul­ ti selezionati attraverso le fasi provinciali e zo­ nali autonome convergono nell’industre e ope­ rosa cittadina lombarda per disputarsi in una cavalleresca competizione l’ambito titolo di cam­ pione nazionale delle specialità di Singolo e di Coppia. Riservandoci di fare nel prossimo numero il bilancio consuntivo del Campionato, che pre­ vediamo già nettamente attivo, è opportuno mettere in risalto il grado di maturità e di pro­ gresso che questa disciplina sportiva ha saputo raggiungere in pochi anni nella nostra Organiz­ zazione. Con una assidua opera di propaganda essa si è potuta inserire efficacemente tra gli sport più qualificati, perseguendo le stesse finalità morali fisico-atletiche ed educative che sono insite nel suo sistema di gioco. Abbiamo trovato ottimi collaboratori nei no­ stri Dirigenti di Periferia, i quali hanno rico­ nosciuto nello sport delle bocce motivi di attra­ zione per i giovani ai quali abbiamo sempre consigliato la preferenza per la bocciata di volo prevista dai due sistemi di gioco. E’ notorio infatti che essi per la loro indole prediligono giuochi agonistici e spettacolari; e per l’appunto la bocciata di volo si adegua per­ fettamente alle loro attitudini fisiche ed offre la possibilità di fare sfoggio della loro abilità,, vigoria fisica, intuito e temperamento. Non a caso’, quindi, abbiamo inserito nella finale del Campionato la gara per il Trofeo Giovanni Boano, cui partecipano quelle formazioni che hanno svolto le fasi provinciali e zonali autonome in base al regolamento tecnico internazionulv. Giovanni Boano, benemerito pioniere dello sport delle Bocce per la cui nobile causa con­ sacrò tempo, passione e intelletto, meritava questo riconoscimento da parte del CSI che lo ebbe per lunghissimi anni Dirigente stimato e apprezzato e Presidente della CTN fin dalla sua istituzione. Egli da buon piemontese pre­ diligeva in modo particolare la bocciata di volo. Dal nostro posto di osservazione, per conclu­ dere, possiamo legittimamente affermare che lo sport delle Bocce praticato dai nostri organiz­ zati segue di pari passo la stessa evoluzione, 10 stesso progresso tecnico che si verificano nel­ le Federazioni nostrane, cui ci legano vincoli di buon vicinato e di cordiale fattiva collaborazione mediante le Convenzioni con le stesse stipulate e che, all’atto pratico, si sono rivelate utilissime. La fase nazionale del 6 ottobre a Vigevano che rappresenta la grande rassegna delle nostre migliori forze boccistichc, dimostrerà l’efficenza, 11 grado di maturità, c l’alto livello tecnico e agonistico da esse raggiunto in seno al CSI. Ai nostri atleti garisti un cordiale « in boccaai lupo ». ANGELO D’OVIDIO


politica sportiva L’on. Leandro Rampa ha tracciato a Bergamo le prospettive e le linee del suo dicastero per una politica in favore dello sport giovanile.

L’on. Leandro Rampa, Sottosegretario al Ministero del Turismo e Spettacolo con delega per lo sport, si intrattiene su alcuni argomenti sportivi di attua­ lità e sulle prospettive della politica sportiva.

Alla premiazione annuale del Co­ mitato Provinciale CSI di Bergamo, la cui cronaca è più avanti in « Tut­ to csi », è intervenuto anche l’On. Leandro Rampa, Sottosegretario al Ministero del Turismo e Spettacolo con delega per lo sport. L’On. Ram­ pa ha preso la parola, subito dopo il rappresentante della Presidenza Nazionale del CSI, intrattenendosi su alcuni argomenti sportivi di at­ tualità, sulle prospettive della po­ litica sportiva e sulla volontà sua e del suo ministero di agire nel set­ tore. Il Sottosegretario si è anzitutto compiaciuto per l’opera svolta e per le idee sostenute dal CSI in fa­ vore della gioventù e dello sport. « Ho potuto constatare — ha preci­ sato l’On. Rampa, come le idee del CSI sullo sport e sulle prospettive per il suo sviluppo nel nostro Paese siano pienamente condivise dai gio­ vani e collimino con le loro esigen­ ze e aspirazioni. I giovani hanno te­ stimoniato che il CSI è sulla giusta strada ed hanno altresì colto la di­ sponibilità e la sincerità dell’orga­ nizzazione nel sostenere e portare avanti le loro idee ». L’On. Rampa ha fatto quindi pre­ sente che il suo intervento alla ma­ nifestazione del Comitato di Berga­ mo prendeva le mosse anche dal conforto di quella testimonianza gio­ vanile all’impegno del CSI. Per tale motivo aveva lasciato i lavori di un altro convegno in corso a Celana ed aveva voluto essere presente tra i dirigenti e atleti del CSI del quale riconosce, « senza complessi di in-

feriorità » ha precisato, la giustezza delle idee e la sincerità degli sforzi per diffondere in Italia una retta coscienza ed una capillare pratica sportiva ». In qualità di Sottosegre­ tario con delega allo sport, ha ag­ giunto, è mio preciso dovere e in­ tenzione raccogliere idee, allacciare rapporti, esprimere volontà precise di fare quanto è possibile e dovere del Governo in favore dello sport. Tra i problemi dell’On. Rampa c'è stato anzitutto quello della difficile situazione venutasi a creare a Cit­ tà del Messico alla vigilia delle Olimpiadi. L’oratore ha ribadito quan­ to già ebbe ad esprimere a Genova, in occasione del passaggio della fiaccola olimpica. E cioè ha messo in gran luce i danni e i pericoli che l’olimpismo può patire allorché quando i fatti politici si insinuano nel movimento olimpico mondiale, rischiando di travolgere l’unica pos­ sibilità dei giovani di tutto il mon­ do di incontrarsi in un terreno pa­ cifico, leale, civilmente competiti­ vo. Di qui la necessità che le Olim­ piadi siano, per quanto possibile, tenute estranee dalle divisioni e dai contrasti politici e si compia ogni sforzo per salvaguardarne lo svol­ gimento in considerazione del va­ lore simbolico e reale che esse tut­ tora hanno per la pace, la conviven­ za e l’amicizia tra i popoli. Il Sottosegretario è quindi passato a parlare dei Giochi Sportivi della Gioventù, annunciati recentemente dal CONI e sottoposti in anteprima all’approvazione del suo dicastero. L’on. Rampa ha detto che la sua

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Il rappresentante della Presidenza Nazionale CSI, Duilio (Dimetti, capo ufficio stampa nazionale, che è intervenuto alla cerimonia della premiazione annuale, preceduta da un incontro di studio sugli orientamenti per la revisione dello Statuto del CSI

risposta al CONI è stato un sì con­ dizionato. Non quindi un « no » pre­ giudiziale, come da qualche parte è stato espresso, ma un « sì » condi­ zionato alla finalità e ai modi di attuazione dell’iniziativa. Si tratta cioè di vedere quali scopi ci si pro­ pone di conseguire con questi Gio­ chi, con quale partecipazione re­ sponsabile di tutte le forze sportive interessate, quindi anche del CSI, si intendono organizzare. Partecipa­ zione di forze che deve estendersi dal vertice alla base, dando ciascu­ na organizzazione il meglio della pro­ pria responsabilità e competenza, nel pieno rispetto della sua autono­ mia e senza confusioni di sorta. Se il fine dei Giochi Sportivi del­ la Gioventù, ha precisato l’oratore, è di raggiungere un più alto livello della pratica sportiva, in diffusione e in intensità, allora la nostra ri­ sposta è « sì ». Se invece i « Gio­ chi dovessero in pratica tradursi in una superficiale eccitazione agoni­ stica di alcune migliaia di ragazzi che nulla o quasi riceverebbero di duraturo e di permanente in educa­ zione sportiva, umana e sociale, al­ lora la nostra risposta è « no ». Così pure se l’organizzazione degli stessi dovesse essere monopolistica e centralizzata, con esclusione della partecipazione responsabile degli in­ teressati, cioè dei giovani e delle associazioni che li rappresentano. E' necessario, pertanto, che Io svolgi­ mento dei Giochi della gioventù diventino anche un momento di ri­ flessione culturale e attorno ad essi convergano tutte le forze interessate allo sport e ai giovani, dalla stam­ pa alle famiglie, alle autorità, per creare intorno al momento agoni­

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stico un più vasto e profondo con­ senso, un risultato che superi, in in­ tensità e durata, il semplice aspetto tecnico-agonistico. Di fronte ad una iniziativa come questa lanciata dal CONI noi dob­ biamo chiederci se essa è la più op­ portuna ed utile nell’attuale situa­ zione dello sport italiano, in consi­ derazione anche dei notevolissimi mezzi che richiede per l’attuazione. Non potrebbero essere più fruttuo­ samente spesi altrimenti, ad esem­ pio in attrezzature e piccoli im­ pianti. A questo punto T Ono­ revole Rampa ha ricordato la sua proposta di legge per gli im­ pianti di esercizio sportivo, ferma­ ta aH'ultimo momento, ha precisato, non dal Governo, né dal suo partito. Le iniziative tendenti a creare le infrastrutture, tecniche e organiz­ zative, perché lo sport giovanile na­ sca e si sviluppi, sono assolutamen­ te prioritarie. L’Italia ha necessità prima di costruire impianti e di po­ tenziare il libero associazionismo sportivo, specialmente a livello di base, poi di realizzare una iniziati­ va come quella dei Giochi. « A proposito di impianti, ha detto ancora l'on. Rampa, è nostra in­ tenzione riproporre alcune proposte di legge che prevedono stanziamenti allo scopo. Ma le esigenze saranno sempre enormemente sproporzio­ nate alle disponibilità. E' perciò che ci siamo ancora rivolti al CONI chiedendo di unire i loro sforzi al nostro e di coordinare con quello del Ministero il suo piano per la costruzione di impianti spor­ tivi. Si avranno così più fonti finan­ ziarie, e quel che più conta collegate e coordinate per lo stesso sco-

po. Queste non sono chiacchiere; ci vuole soltanto della buona volontà, e il Ministro del Turismo e Spetta­ colo, posso assicurarvi, queste esi­ genze le comprende e le favorisce incondizionatamente ». Un’altra fonte di finanziamento per le attrezzature sportive potrà essere costituita dai fondi previsti dalla legge per la incentivazione turistica. Occorrerà, però, anche a questo riguardo, che gli Enti Locali e le associazioni sportive, collaborino realisticamente e senza pre­ giudizi. Dovranno soprattutto ca­ dere i campanilismi, e in questo senso le associazioni sportive di base dovranno cooperare con gli organi locali, intervenendo con i loro pareri, i loro consigli, la pro­ pria generosa disponibilità. La strada maestra per superare le persistenti difficoltà e colmare le numerose carenze attuali è quella degli impianti comprensoriali. E' una strada difficile, ma è Tunica strada giusta. I giovani, la società, sollecitano, anche nel settore spor­ tivo, una dimensione comunitaria e civile c non campanilistica nell'at­ tuazione delle iniziative per la cre­ scita della nostra società e quindi anche per l'affermazione, ideale e pratica, di una retta coscienza spor­ tiva. « Su questa strada — ha concluso l'On. Rampa — noi ci siamo mossi con chiarezza e con fermezza. Per quanto ci sarà possibile, non verre­ mo meno al nostro impegno. Chie­ diamo la vostra comprensione, il vostro consiglio e la vostra colla­ borazione ». D. O.


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a cura di DOMENICO MAIELLO


sotto i piedi dei campioni Jim Hines, Charlie Greene e Mei Pender, due 9”9 e un 10” sui cento metri, si congratulano a vi­ cenda dopo la finale di South Lake Tahoe per la selezione olimpica degli Stati Uniti. Cosa suc­ cederà sulla pista in tartan di Città del Messico?


La civiltà scientifica ed industriale di oggi è in continua e sempre più accelerata trasfor­ mazione, tanto che, da molte parti, si pensa che l’uomo non è sufficientemente preparato per adeguarsi ad essa in modo armonico, sen­ za rischiare di alterare alcune sue caratteristi­ che fondamentali, che lo vogliono attore prin­ cipale nella scena della vita. Questa stessa ci­ viltà ha iniziato a scuotere sotto vari aspetti sempre più violentemente lo sport ed il mondo sportivo. Senza entrare in merito ai problemi di sol­ lecitazione chimica dell'organismo si può con­ statare che vi sono altri problemi che devono essere dibattuti e risolti.

E’ proprio di questi giorni la polemica sul­ le scarpe a sessantotto punti di contatto e sulle piste in tartan che pare siano le cause favorenti le eccezionali prestazioni di Carlos nei duecento metri piani e di Lee Evans nei quattrocento piani. Ammesso e non concesso che i migliora­ menti siano dovuti solo al tartan ed alle scar­ pette e non alla perfezionata tecnica di alle­ namento o alle qualità migliori di questi ec­ cezionali atleti, cosa che solamente il tempo, forse, potrà chiarire, è indubbio che sia la pista in tartan che le scarpe a sessantotto punti sono un prodotto della società scientifica ed industriale. La società scientifica ed industriale coin­ volge e coinvolgerà sempre di più lo sport per­ ché certamente proporrà continuamente ma­ teriali più idonei, sia perché possono consen­ tire la costruzione di impianti a minor costo o dalla più facile manutenzione o perché ri­ sultano esaltare maggiormente le caratteristi­ che degli atleti, soprattutto dove hanno bi­ sogno di una attrezzatura per svolgere la loro attività. Poiché già ci è stato e non potrà essere fermato l’interessamento della scienza e della civiltà industriale alla vita dello sport, biso­ gna affrontare il problema dal punto di vista sportivo o meglio ancora della giustizia spor­ tiva. Possiamo dire che per giustizia sportiva co­ munemente si intende che tutti gli atleti nei confronti diretti ed indiretti possano lottare ad armi pari, cioè avendo le stesse possibilità di prepararsi ad una competizione, di correre, di stabilire un record. Una mia più ampia visione mi permette di considerare la vera giustizia sportiva « mette­ re in condizione ciascun atleta di esprimere se stesso in modo completo negli allenamenti e nelle competizioni ».

Se dobbiamo applicare alla lettera il prin­ cipio degli atleti che devono poter lottare ad armi pari, intendendo ad armi pari che tutti si trovino di fronte le stesse difficoltà, si po­ trebbe pensare che in questo caso sarebbe suf­

ficiente tornare a correre su viottoli o su piste di terra più o meno battuta, così tutti gli abitanti della terra avrebbero le stesse possi­ bilità. Questa, purtroppo, rimarrebbe solo una buona intenzione, ma non troverebbe riscon­ tro nella realtà, perché sorgerebbero delle al­ tre complicazioni, come la differente natura dei terreni, la differente altezza sul livello del mare e l’influenza dei venti che sono tollerati in favore sino ai due metri al secondo. Ca­ ratteristiche che certamente creano degli in­ volontari favoritismi per coloro i quali si tro­ vino a correre o con il vento a favore, o per le gare brevi in alta quota, o con terreno ri­ spondente maggiormente alle caratteristiche mu­ scolari personali. Le attuali piste, quelle che comunemente chiamiamo in terra rossa, pur essendo una ingiustizia sportiva, perché non sono alla por­ tata di tutti gli abitanti della terra, sono nello stesso tempo un progresso di giustizia spor­ tiva, in quanto tutti gli atleti che vi corrono sopra si trovano ad avere pressapoco la stessa rispondenza. Ma in questo tentativo di giusti­ zia si crea un’altra ingiustizia, cioè si tro­ vano avvantaggiati quegli atleti le cui caratte­ ristiche muscolari meglio si adeguano alla ri­ spondenza di queste piste.

Da questo aspetto della giustizia sportiva sono state benvenute le piste a fondo bitumi­ noso o resinoso, ed anche dello stesso tartan, perché, in questo modo, ogni atleta ha la pos­ sibilità di trovare la pista più rispondente ai propri mezzi ed esprimere compiutamente se stesso. E da questo punto di vista ha fatto bene la federazione internazionale di atletica leggera ad omologare le piste bituminose ed in tartan. Dato che si è ammesso il principio dell'ac­ cettazione di sempre migliori prodotti per la costruzione delle piste, si è portati a pensare che questo principio debba essere valido anche per le attrezzature tecniche e personali a di­ sposizione degli atleti. Anche su questa strada la federazione inter­ nazionale ha seguito la via del progresso salvo delle eccezioni. Infatti, non si è fatta alcuna obbiezione per quanto riguarda la varietà di tessuti che gli atleti possono indossare, la qualità dei ma­ teriali con i quali vengono costruiti i martelli, i giavellotti, i dischi ed i pesi. Si è accettato anche il principio dell’immissione delle aste di fibra nel salto con l'asta, dove tutta la tec­ nica è stata rivoluzionata, perché le caratteri­ stiche di queste aste consentono, per la loro resistenza e per la capacità di subire defor­ mazioni temporanee, anche di notevole entità, e tali da permettere all’atleta di farsi catapul­ tare molto più in alto di quanto non consen­ tissero le vecchie aste di bambù o di allumi­ nio. Questo principio di rinnovamento è stato accettato sino ad oggi mentre pare voglia esse­ re rifiutato per delle scarpe che sembrano es­ sere la causa principale, secondo alcuni diri17

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genti internazionali, dell’eccessivo miglioramen-to di alcuni record. Bene, sono due le soluzio­ ni: o ci si mette sulla via del rinnovamento continuo dei materiali che possono essere usati durante le manifestazioni sportive o si rifiu­ tano tutti i miglioramenti e si torni a correre c saltare nei prati più o meno battuti, to­ gliendo anche i blocchi di partenza, che sono un artificio dell’uomo per trovare più facile e dinamica la partenza nelle gare veloci. Non solo bisognerà tornare a gareggiare nei campi, ma bisognerà tornarvi tutti scalzi per evitare che la pelle di un bue dia, per la con­ cia o per delle sue caratteristiche di razza, un vantaggio ad un atleta sugli altri che non pos­ sono avere scarpe altrettanto morbide ed as­ secondanti l'azione. Esasperando l’applicazione di questo principio si dovrebbe giungere a fare l'attività sportiva agonistica in costume .adamitico, per evitare che determinati indu­ menti possano offrire vantaggi come una mi­ gliore scorrevolezza dell’aria su di essi con una conseguente minore resistenza all’avanza­ mento o ad una migliore e facilitata sudora­ zione od eliminazione del calore nel periodo caldo, o alla sua conservazione nel periodo freddo. Certamente tutta questa situazione appare piuttosto assurda, ingarbugliata e di difficile soluzione, invece la cosa può essere risolta con una decisione relativamente salomonica. « Consentire la costruzione di tutte le piste possibili, limitando l'effettuazione delle compe­ tizioni più importanti al tipo di pista più dif­ fuso e per quanto riguarda le prestazioni re­ cord si metta tra parentesi le caratteristiche del­ le piste così come oggi viene usato per i re­ cord natatori dove tra parentesi viene segnata la caratteristica dell’acqua (dolce, salata, mi­ sta) ». In questo modo non si impedirà l’appor­ to del progresso allo sport e nello stesso tempo si attua una certa giustizia sportiva in quanto le massime competizioni vengono svolte in piste con le caratteristiche note a tutti i concorrenti. Vi è da considerare, inoltre, un’altro fatto di grande importanza: gli atleti che partecipano alle grandi competizioni sono quelli che le fe­ derazioni nazionali concentrano in raduni per perfezionare la loro preparazione e, quindi, han­ no la possibilità di essere portati nei luoghi dove vi sono le piste magiche e prepararsi su di esse con la possibilità di affrontare le gare su di esse senza svantaggi.

Ed in fatto di indumenti personali si lasci l’atle­ ta scegliere ciò che gli è più consono, anche il numero dei chiodi da mettere nelle scarpe, il loro diametro e la loro lunghezza. Una cosa è certa meno limitazioni vi sono minori ingiu­ stizie si commettono.

Abbiamo parlato di vantaggi e svantaggi, ma quali sono i vantaggi che offrono queste piste di tartan o meglio le ultime edizioni delle piste in tartan e quali sono i vantaggi che of18

frono le scarpette con i sessantotto punti di contatto rispetto alle vecchie scarpe di otto? Le piste pare che abbiano una reazione più clastica e permettono, quindi, al corridore di esprimersi con un'azione più fluida. Questo consente alla muscolatura di usufruire, se ne ha le possibilità, di una maggiore viscosità mu­ scolare che si tramuta in una più alta velocità di contrazione e, quindi, di una aumentata ve­ locità nell'azione, ed in definitiva in una mag­ giore velocità di corsa. Le scarpette che con i suoi se^antotto punti si comportano assecondando l'azione fluida del­ l’atleta che prima era contrastata in fase di appoggio dalla profonda penetrazione dei chio­ di nella pista e dopo la spinta dal loro svin­ colo. Evidentemente i sessantotto punti oltre a permettere un'ottima spinta, rendono più fa­ cile sia l’appoggio che lo svincolo, consenten­ do alla muscolatura un’azione più fluida ed a più alta velocità di contrazione. Sia nelle caratteristiche del terreno sia nelle caratteristiche delle scarpette, non vediamo gli elementi che possono far pensare ad una alte­ razione della giustizia sportiva concedendo un aiuto illegale agli atleti che ne usufruiscono. Difatti sia la pista che le scarpe sono e de­ vono essere considerate un perfezionamento di situazioni e fatti già accettati e scontati, e ci sembra assurdo considerare nulle delle presta­ zioni, perché gli atleti portano sotto le scarpe sessantotto punti di contatto anziché otto. For­ se otto è un numero altamente raccomandato da qualche persona molto influente mentre il sessantotto è il derelitto figlio di nessuno.

Si potrebbe per assurdo fare un'altra con­ testazione: se si impedisce agli atleti di seguire la via del progresso, per evitare una disparità di trattamento rispetto agli atleti di ieri, so­ prattutto per quanto riguarda il confronto fra migliori prestazioni gli atleti di ieri potrebbero chiedere con fondatezza di argomenti, l’abo­ lizione dello sviluppo della tecnica e dei me­ todi di allenamento in quanto loro non ne han­ no potuto usufruire e gli atleti di oggi, perché pur essendo ormai conosciute le nuove meto­ diche di preparazione rimangono in definitiva alla portata di pochi. Come si può constatare se si accettano delle limitazioni si possono pretendere delle altre li­ mitazioni a catena che da menti ben pensanti non possono non essere considerate assurde. Si aboliscano allora tutte le sciocche limi­ tazioni e tutto verrà fatto con più semplicità nella ricerca continua di fornire agli atleti i migliori mezzi affinché possano esprimere com­ piutamente se stessi. DOMENICO MAIELLO


GIOVANI

a cura di PAOLO ANDREOLI

ANDIAMO VERSO UNA NUOVA CULTURA? Quello che sta avvenendo nel mondo giovanile studentesco, nel­ le varie latitudini, è forse il pre­ ludio ad una nuova cultura? E' certo che forse mai come oggi la crisi della civiltà e della sua cultura appare quasi senza possibili sbocchi logici. Questa civiltà, nella quale sia­ mo nati e vissuti, e nella quale ci siamo formati, ormai lo sap­ piamo, è sempre capace di pro­ durre o riprodurre guerre, campi di concentramento, fame, razzi­ smo, invasioni di paesi, ecc.; og­ gi, questa civiltà, sta dimostran­ do ostentatamente la sua incapa­ cità a dare risposte vere all’uo­ mo della società contemporanea, soprattutto ai giovani. Il crollo dei miti e dei valori che parevano eterni non produce però una nuova cultura. Anzi! La società contemporanea usa di tut­ ti i suoi mezzi per conservare e inglobare gli uomini che la com­ pongono. Così la scuola e l’università vo­ gliono costruire lo studente-merce da commerciare con la società, un prodotto rifinito pronto per il mercato del sistema che ormai accoglie l'uomo non per ciò che è ma solo per il « certificato di garanzia » (diploma, laurea, atte­ stati vari) che la scuola gli ap­ piccica. Così i mezzi di comunicazioni di massa non sono altro che lo

UN LIBRO IL NOSTRO CORPO COME COMUNICAZIONE

strumento brutale per l'incretinimento collettivo costruendo a ta­ volino l’uomo medio e decidendo per lui ciò che dovrà piacergli o meno, fin dove potrà vedere o sentire... L'uomo posto nella condizione di essere escluso dalle decisioni, dalle responsabilità, dalla creati­ vità; condotto ovunque per mano da « chi sa » sia nello studio, sia nel lavoro, sia nelle vacanze; po­ sto sotto controllo e censurato prevalentemente così da non po­ ter mai sbagliare o deviare dalle vie prestabilite, finisce per esse­ re un uomo tranquillo, sicuro, protetto, consolato. In tutto questo è la sconfitta della cultura e di tutto ciò che essa ci ha insegnato. Un insegna­ mento che nonha impedito e non impedisce né la guerra, né la paura, né la fame, né ilrazzismo, né l1 ’oppressione dei potenti rcr.ti dei piccoli e dei nei confronti deboli. Noi, uomini d’oggi, siamo il frutto di una cultura che non è servita e non serve ad altro che a proteggere, a dare sicurezza, a sentirsi sicuri nell’« ordine », a consolarci di tutto ciò che pote­ vamo essere e non siamo, di tutto ciò che potevamo fare e non ab­ biamo fatto, né facciamo. Ora, poiché il movimento gio­ vanile studentesco è l'unico che, in questo momento, rifiuti questa società e questa cultura su basi non previste ancora dal sistema, c'è da chiedersi: tutto questo pro­ durrà una nuova cultura? Ci sa­ rà una risposta, anche se ritar­ data di più di vent’anni, a quanto si chiedeva Vittorini nel primo numero del « Politecnico »? E precisamente: « Potremo mai avere

Per molto tempo (secoli di storia dell'umanità) il corpo dell’uomo è stato considera­ to nell’educazione come qualcosa di vergognoso, di poco nobile — se non di « cattivo » —: un fatto co­ munque di cui tener conto solo in modo molto relativo. Ciò essenzialmente a vantag­ gio dello spirito considerato come nobile, e. pertanto, da tenere nella massima consi­ derazione. Questo dividere l’uomo in una parte nobile (di cui te­ ner conto) e in una parte meno nobile (di cui tenere un conto molto relativo) compare perfino nel detto molto popolare: « Mens sa­ na in corpore sano ». Anche in questo detto, infatti, lo uomo appare diviso, è pre­ sente un dualismo anche se non fortemente contrappo­ sto. Ora, invece, tutta la peda­ gogia tende a vedere l'uomo come corpo-spirito uniti in un’unica inscindibile sintesi.

una cultura che sappia protegge­ re l’uomo dalle sofferenze invece di limitarsi a consolarlo? Una cul­ tura che le impedisca, che le scon­ giuri, che aiuti ad eliminare lo sfruttamento e la schiavitù, e a vincere il bisogno, questa è la cultura in cui occorre che si tra­ sformi tutta la vecchia cultura ». Teilhard ne « Il fenomeno uma­ no » per dare l’idea del passaggio ad una nuova fase di un proces­ so di evoluzione, usa un’immagi­ ne. L’acqua raggiunge la tempe­ ratura di cbolizione un secondo o due prima di cominciare ef­ fettivamente a bollire; in quel mo­ mento, per nessun'altra causa im­ mediata, ha luogo la trasforma­ zione. Ora, i giovani stanno portando il mondo a questo punto in cui una nuova cultura, non più con­ solatoria, sta per « bollire » e già « bolle », oppure stanno cercando soltanto un nuovo assestamento che, sia pur scomodo, in quanto nuovo è soltanto di conforto? Difficile rispondere e impossibi­ le giudicare. I parametri normali di giudizio, le unità di misura no­ te si sbriciolano ormai di fronte ai fatti che si succedono incessan­ temente e che infrangono domani quello che oggi sembra ormai as­ sodato. E’ impossibile però anche con­ dannare tutto a priori perché an­ cora non si vede nulla. La speran­ za è nelle cose che non si vedono e non si toccano. Quando le cose si vedono e si toccano c’è la cer­ tezza, non più la speranza. E noi vogliamo essere uomini di speranza perché le certezze di oggi non ci soddisfano più.

Pertanto la pedagogia — che è la scienza dell’educazione integrade dell’uomo e non di una parte di esso — ri­ conosce che l’educazione si fa con il corpo e non con­ tro di esso. La pedagogia rivendica così i valori spi­ rituali e autentici della per­ sona umana che non può non trovare nel corpo una condizione e una componen­ te — non un nemico — per la realizzazione dei suoi fini nel mondo e nella realtà so­ prannaturale. L’educazione, infatti, vuol essere liberazio­ ne dell’uomo (di tutto l’uo­ mo). perche esso giunga alla libertà nella verità del rap­ porto con sé e con gli altri, correrebbe un serio rischio educando solo una parte del­ l’uomo stesso. Si creerebbe una frattura innaturale fra corpo e spirito che in realtà non esiste e non può esi­ stere. E’ però altrettanto vero che gli educatori di gruppi di ragazzi che si dedicano

PAOLO ANDREOLI

alla sport possono fare lo errore inverso di quello che faceva un tempo la peda­ gogia. Precisamente conside­ rare esclusivamente il corpo come oggetto dell’educazio­ ne, dimenticando lo spirito. L’errore sarebbe tale c qua­ le: non si giungerebbe ad una vera educazione. Così il libro di Valeriani, Il nostro corpo come comunicazio­ ne (1), può costituire una utile riflessione sia per que­ gli educatori che mettono in primo piano l’aspetto spirito contrapponendolo al corpo: sia per quelli che si preoccu­ pano dell’educazione del cor­ po senza tener conto dello spirito. P. A.

(1) Ai riho Valeriani, - il nostro corpo come comunicazione ». La Scuola Editrice. Brescia. L. 1.900.

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IL MONDO DELLO SPORT a cura di PAOLO VALENTI

La politica ha turbato la vigilia di questa XIX Olimpiade. Non c’è da scandalizzarsene. Piuttosto, crediamo, occorre evitare di strumentalizzare le Olimpiadi per fini politici e invece operare per far sì che il più genuino spirito dell'olimpismo contri­ buisca per evitare gli eccessi, per comporre i contrasti in maniera giusta e civile, avvalendosi proprio deH’immensa spinta all’amicizia e alla coo­ pcrazione tra la gioventù e i Paesi di tutto il mon­ do che gli atleti convenuti a Città del Messico concretamente esprimono. Un'Olimpiade svolta comunque e a qualsiasi costo — ha dichiarato il nostro Presidente Nazio­ nale al Corriere dello Sport — sia pure in ma­ niera tecnicamente regolare, ma che fosse indif­ ferente ai drammi dei Paesi e quindi dei giovani partecipanti, che poggiasse sul compromesso o peggio sulla discriminazione, che fosse protetta dai carri armati, avrebbe ben poco significato. Si

salvi l’olimpiade, ma si salvino prima i valori morali che l’olimpiade è chiamata a simboleggia­ re e ad esprimere. Alla rappresentativa azzurra impegnata a Città del Messico rivolgiamo il nostro augurio più fer­ vido di ogni successo, sotto l’aspetto agonistico e morale. Un augurio cordialissimo che interpreta i sentimenti e l’attesa di tutti i nostri dirigenti e atleti. Non è la rettorica delle medaglie che ci solle­ cita in questo augurio, ma la profonda convinzione che esse rappresenterebbero un meritato premio alla bravura e generosità degli atleti e dei diri­ genti che li hanno preparati, e nello stesso tempo un ulteriore stimolo per la diffusione dello sport tra i giovani e per l’affermazione di una più vasta coscienza sportiva nel nostro Paese.

STAD1UM


S.O.S. MESSICO CHIAMA OLIMPIA Tenere lo sport fuori dalla poli­ tica. Una frase che si sente ripe­ tere molte volte. Un concetto giusto, se per poli­ tica si intende il gioco delle parti, le dialettiche dei partiti, possibili discriminazioni, ingerenze di gruppi di potere e pressione nel mondo agonistico, una strumentalizzazione del fenomeno sportivo a fini che poco o nulla hanno a vedere con lo sport stesso. demagogi-­ Un concetto errato e demagogi co, se sta a significare l’estraniarsi delle vicende e dei personaggi del­ lo sport da tutto il contesto de­ gli eventi e delle circostanze umane. Politica, in senso puro, è scien­ za dei rapporti sociali; a questi rapporti nessuno può sognare rea­ listicamente di sottrarsi. Concepire una sorta di Campi Elisi dove si possa tranquillamen­ te correre, saltare, nuotare, gioca­ re, tappandosi le orecchie e chiu­ dendo gli occhi a quanto avviene « fuori » in ogni ora e in ogni momento, è pura, incosciente uto­ pia. Una vana follia. Taluni esponenti del mondo olim­ pico pretendono di fare questo.

Ma col passare dei tempi si tro vano sempre più impelagati nelle strettoie di situazioni risolte con sempre maggiore rocambolismo, con formule talora ipocrite, sem­ pre più di compromesso, ogni mo­ mento rinnovantesi con incalzare crescente. Il professionismo degli atleti, che investe il campo della politica sociale, il razzismo, la divisione in blocchi e alleanze dei vari pae­ si, il riconoscimento giuridico di stati-simbolo c la negazione di sta­ ti « di fatto », le sperequazioni del­ le condizioni di vita costituiscono la teoria di ostacoli che il « ca­ vallo » olimpico deve saltare, alla ricerca di un « percorso netto » sempre più difficile e sempre me­ no convincente. Gli ostacoli ven­ gono spesso aggirati, abbassati, ab­ battuti senza che il « cavallo » si fermi. Ma il « pubblico » è ognora meno convinto. Centriamo subito le agitazioni sanguinose del Messico alla vigi­ lia dei Giuochi. Potremmo ricer-


IL MONDO DELLO SPORT

carne le cause, legittime o no. Potremmo fermarci a constatare, semplicemente, che questi fatti do­ lorosi « esistono ». I dirigenti deH’olimpismo moder­ no, per giorni e giorni, si sono li­ mitati ad assicurare « che i Giuo­ chi ci saranno comunque », quasi le fucilate e i carri, le barricate e i tumulti — giusti o ingiusti — fossero condizioni atmosferiche che un bollettino meteorologico poteva prevedere « in diminuzione con ven­ ti deboli da oriente od occidente ». Brundage non si è mosso su­ bito dalla sua Chicago, ma si è limitato a garantire che il governo messicano gli aveva dato sicurezza sulla possibilità di scendere « in campo » per atleti e atlete. « Il quartiere olimpico è fuori dalla zona dei tumulti ». « Il regolamento prevede che non si svolgano manifestazioni nei quar­ tieri di gara o di residenza degli sportivi ». Queste e altre frasi si sono lette nei giorni più caldi. Non è una accusa di cinismo ai dirigenti d’Olimpia. E’ piuttosto la constatazione di come i Giuochi sia­ no divenuti oggi una colossale im­ presa che coinvolge l’impiego di somme enormi da parte dei po­ poli e dei governi organizzatori, che mette al vivo questioni di onore nazionale e di prestigi ex­ trasportivi, che espone uomini pub­ blici in posti e posizioni dalle qua­ li non possono recedere senza lo­ ro fallimento, che mobilita in ogni paese sforzi, attenzioni, interessi macroscopici. L’epoca di oggi esige lo spetta­ colo, il grandioso, il perfetto, i satelliti e i quartieri speciali, i nuovissimi impianti e i ritrovati più progrediti, senza badare a spese. Da soli, gli « sportivi dei campi Elisi dove si corre, salta e nuota con le orecchie e gli occhi tappa­ ti » non potrebbero nemmeno al­ lestire gare per una sola discipli­ na: si appoggiano agli « altri ». E gli « altri » hanno le loro leggi. Si potrebbero riportare le Olim­ piadi al clima « povero » degli an­ ni venti e antecedenti? No. Non oo

starebbero in piedi. Non le alle­ stirebbe nessuno, non vi parteci­ perebbe alcuno, andrebbe deserto anche il valore propagandistico che spinge tanti giovani a darsi allo sport per emulare il « campione clamoroso ». Il tempo non si può mandare indietro. Occorre vivere e operare coscien­ temente nel mondo e nel momento in cui viviamo, affrontando le si­ tuazioni, consci della realtà. Se i Giuochi Olimpici sono di­ venuti manifestazioni di massa e mobilitano attenzioni e interessi continentali, se in essi la gente vede una rappresentazione di per sé pacifica di contrasti, anche di spirito di bandiera, di emulazione, di lotta coi limiti imposti dalla natura all'uomo, ebbene si abbia il coraggio di considerarli così co­ me sono, agganciati al contesto del­ le vicende e dei fatti del mondo. Occorre stare al « giuoco ». Sì, le Olimpiadi sono anche fatti politici, intendendo per politica la scienza dei rapporti sociali, fra Stati, fra genti, fra categorie. Se, come alle origini, si raccogliessero in qualunque paese gruppi di atle­ ti giunti a proprie faticose spese, con allenamenti dopolavoristici, al­ la ricerca di modesti impianti, una strada, una piccola pista, un Cam­ petto per misurarsi, questo genere di Olimpiadi primitive non ur­ terebbe suscettibilità e potrebbe essere considerato alla stregua di una marcia della pace, di un ap­ pello non violento alla fratellanza nel nome di Olimpia. Ma — e non potrebbe essere altrimenti i Giuochi della nostra epocai sono e debbono essere diremmo — ben altro. E' logico che questa enorme e complessa, delicata e ramificata « pianta » non alligni facilmente in terreni dove, più a ragione o meno a torto, vi siano fermentii e contrasti. Il che accade un ]po’ dovunque, in anni in cui il progresso esplosivo delle attività umane crea dolorose lacerazioni, —, angoli d'ombra, non senso, insostenibili disparità.

I dirigenti di Olimpia dovreb­ bero essere all’altezza di questa

nuova visione, di questi riuovi rap­ porti dell'olimpiade con la realtà sociale e « politica ». Dovrebbero avere la mentalità della «grande» politica, la sensibilità, la preveg­ genza necessaria.

Lo sport dovrebbe comunque in­ segnare loro qualcosa: a saper ce­ dere ai migliori, senza serrare le mani attorno alle spalliere. Una buona conduzione a largo raggio, realistica, « politica e non politicante » avrebbe evitato gli sco­ gli del Sud Africa, del falso di­ lettantismo e dei tumulti del Mes­ sico con maggior stile, senza apri­ re brecce di perplessità, di scetti­ cismo, di rivolta in ogni parte del mondo. Perplessità, scetticismo e senso di rivolta o insofferenza, cri­ si di fiducia che folgoranti risul­ tati tecnico-sportivi possono can­ cellare per un attimo, col lampo del flash pubblicitario e sbalordi­ tivo, ma che torneranno a compa­ rire nelle coscienze, forse nel solo subcosciente ad avvelenare di dub­ bio e sfiducia una periodica ma­ nifestazione che dovrebbe essere lo sfogo dei più agonistici e al tempo stesso nobili sentimenti, campo li­ bero alle più pure « fantasie » e « passioni ». Di fronte all’idea di celebrare la festa della pace in una fortezza guardata a vista, con gente — ra­ gione o torto, non sono né ladri né briganti — in galera o, peg­ gio, nella tomba, qualcuno non ha trovato nulla da ridire.

La grande macchina, come le co­ late degli alti forni, non si può fermare nemmeno se un malaccor­ to operaio vi è caduto dentro, nel crogiuolo... Ma hanno le carte in regola, que­ sti « ingegneri » dello « stabilimen­ to »? _ tremila anni fà i primi Circa ideatori delle Olimpiadi nel mon­ do ottenevano la pace per cele­ brare i Giuochi con ben altro spi­ rito, mentalità e preparazione, te­ nuto conio dei tempi- Con ben al­ tra coscienza. E Cristo non era ancora nato. PAOLO VALENTI


TUTTOCSI PREMIAZIONE E INCONTRO DI STUDIO AL COMITATO DI BERGAMO Un fine settimana inten­ so per il Comitato di Ber­ gamo, quello del 28 e 29 settembre. Il sabato pome­ riggio. fino a notte inol­ trata, i dirigenti provincia­ li hanno partecipato ad un incontro di studio sugli « Orientamenti per la revisio­ ne dello statuto del CSI ». Ha presentato l'argomento allo studio Duilio Olmetti della Presidenza Naziona­ le, il quale ha tracciato una analisi dei motivi storici e ideologici che hanno por­ tato all’attuale decisione di riformare il nostro statu­ to ed ha cercato altresì di individuare alcune prospet­ tive e direttrici di massima lungo le quali la riforma dovrebbe orientarsi. Il re­ latore ha preso in esame in particolare le indicazio­ ni del Concilio circa le istituzioni cristiane nel cui quadro il CSI si colloca, le esigenze emerse in seno al­ la società italiana, al mon­ do sportivo c all’interno del CSI, con particolare rife­ rimento all’evoluzione dei rapporti tra il CSI e la Gio­ ventù Italiana di Azione Cattolica. L'indomani, nel salone Rezzara di via Paleopaca, si svolgeva, alla presenza di numerose autorità, di dirigenti e di atleti, la so­ lenne Festa delle Premia­ zioni annuali. Erano pre­ senti il Sottosegretario Leandro Rampa, l'assessore allo sport del Comune di Bergamo, dott. Traini, il reggente la Giunta Dioce­ sana di Azione Cattolica prof. Longoni, la Delegata sport della FARI provin­ ciale e numerose altre au­ torità e dirigenti. Dopo le presentazioni e

il saluto del presidente pro­ vinciale, dr. Gianluigi Boffelli, il sig. Olmetti, in rap­ presentanza della Presiden­ za Nazionale, esponeva le idee e l’opera del CSI per l’affermazione di una co­ scienza sportiva nel Pae­ se. Subito dopo l’On. Ram­ pa faceva un importante in­ tervento di politica spor­ tiva che riferiamo a parte. Seguiva quindi la ricchissi­ ma premiazione delle so­ cietà e degli atleti più me­ ritevoli della stagione 196768. Ecco l’elenco delle Socie­ tà interessate alla premia­ zione nelle varie discipline: Corsa campestre: U.S. Villa d'Almè, A.T.B. Bergamo; Aeromodellismo: Polisporti­ va CSI; Calcio: U.S. Stezzanese, Aurora, Virtus, Presezzo, Fiorita, Levate. Bo­ llate Sopra, Patronato S. Vincenzo, Filago, Verdellino, Grumellina, Ponte Nossa, Chiuduno, Villongo S. Alessandro, Olimpia," Madonc, Ardens, Bariano, Colognese, Fulgor, Poi. Curno, Adii, Villa di Serio, Mornico al Serio, Pradalunga, Monterosso; Pallacanestro: U.S. Carnovali e Stefanoni; Pallavolo: U.S. Nosari, Zanconti, S. Andrea. Bonate Sopra, Patronato San Vin­ cenzo. Aurora, Stezzanese; Tennis tavolo: U.S. Nosari. Fasolin, Alpe, S. Alessan­ dro; Sci: U.S. Stella Alpi a elusone. Sci Club, Marinel­ li. Le premiazioni per la attività «Arcobaleno sport» di Giovanissimi erano già avvenute in precedenza, mentre quelle di ciclismo sono state rimandate a con­ clusione della stagione agonistica.

SUCCESSO FEDERALE DEL C.S.I. TORINO Il Comitato Provinciale di Torino ha visto in questi ultimi giorni affermarsi due atleti del suo vivaio, in campo federale. Aurelio Gioda, fino all'altr’anno tesserato per il CSI Torino, ha vinto il titolo italiano di ciclismo categoria allievi svoltosi domenica 29 a Faenza. Corrado Barazzuti, dell’U.S. Aurora CSI di Alessan­ dria, ha vinto il titolo italiano di tennis categoria Allievi. Il Barazzuti ha gareggiato per il CSI nel Tennis Tavolo e si è classificato al quarto posto nei regionali juniores.

MESSINA PREMIA LE SUE SOCIETÀ’ Dieci società sportive del Comitato Provinciale CSI di Messina sono state premia­ te, sabato 28 settembre, nel salone dei ricevimenti del palazzo comunale della cit­ tà, presenti l’Assessore alla P.I. e allo Sport Luciano Ordile, il Presidente provin­ ciale del CONI prof. Gio­ vanni Bonanno, l’On. Vin­ cenzo Pavone, il Presidente del Comitato Regionale CSI Enzo Milia ed altre auto­ rità sportive e religiose. La premiazione, relativa al campionato provinciale dilet­ tanti di calcio, ha voluto mettere in rilievo non solo l'affermazione tecnica del­ l’U.S. Zancle di Mili S. Mar­ co sulle altre 16 squadre partecipanti, ma anche — e soprattutto — la disciplina e l’impegno particolari che le squadre hanno dimostrato nello svolgimento del cam­ pionato. Ed è stato appunto questo aspetto della vita sportiva che un Consulente ecclesiastico del CSI, don Vittorio Peri, ha posto al­ l'attenzione dei presenti nel suo discorso di saluto agli atleti e ai dirigenti sportivi. Le altre società sportive premiate sono: ACLI Milaz­ zo. Mobili Querrera, Nuova Juventus di Ganzirri, Schich Bar, Olimpias di S. Lucia del Mela. Bar Ringo, Vir­ tus Madonnina e Idria Bar­ cellona. Oltre ai dirigenti delle 17 società sportive, il merito

dell'attività premiata con bel­ lissime coppe, targhe, diplo­ mi, medaglie e oggetti per­ sonali va anche ai dirigenti del Comitato di Messina: al Presidente sig. Garajo, al v. Presidente prof. Chillè. al Segretario sig. D'Angelo, aH’Amministratore dott. Cic­ cio e al DT sig. Lanzafame cui è stato offerto un pre­ mio per la sua quinquennale attività arbitrale svolta an­ che in occasione delle recenti finali nazionali di calcio del Centro Sportivo Italiano.

GIORNATA OLIMPICA Domenica 15 settembre, a Carpi presso lo Stadio Co­ munale « S. Cabassi » s’è svolta la Giornata Olimpica per i ragazzi che furono ospi­ ti delle colonie estive del Comune di Carpi, Novi e So­ liera. A questa giornata interco­ munale organizzata dal nostro Comune con la collaborazione tecnica dell’UISP. CSI e del gruppo sportivo LA PATRIA, hanno partecipato complessi­ vamente SI ragazzi selezionati precedentemente dagli assi­ stenti delle colonie. Hanno presenziato alla pre­ miazione. distribuendo diplo­ mi e medaglie offerti dalle Amministrazioni dei rispettivi Comuni, i rappresentanti del­ le singole Amministrazioni. DIEGO DOTTI

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PREMIAZIONE AD ORTE

J Da sinistra a destra: Francesco Zuppante; il Presidente uscente del Comitato Giorgio Castri mentre legge la re­ lazione sull’attività svolta; il Presidente Regionale Luigi Lombardi; il Vescovo di Orte Mons. Roberto Massimiliani; il Consulente Eccl.co Regionale Don Paolo Rota; il Consulente Eccl.co Zonale Mons. Giorgio M. Fanti; il neo Presidente del Comitato Giancarlo Tofone.

XI TROFEO INTERNAZIONALE DELLA MONTAGNA L'8 settembre ha avuto svolgimento in San Pietro Val Lemina il tradizionale « Trofeo Internazionale del­ la Montagna CSI », giunto ormai alla sua undicesima edizione. II « Trofeo Internazionale », organizzato dal CE. M.A.E. (Centro Manifesta­ zioni d’Amicizia Europea) e dal Comitato Regionale C. S.I. piemontese, sotto l'al­ to patronato della Segrete­ ria Generale NATO, com­ prendeva una gara di mar­ cia in montagna, a squa­ dre, e ad. essa hanno preso parte rappresentative mi­ litari e civili delle seguenti nazioni: Italia, Francia, Svizzera, Germania Occ„ 0landa, Belgio, Inghilterra, Stati Uniti con assieme un atleta messicano. Hanno presenziato alla manifestazione le seguenti autorità: rappresentante del Comando Generale NA­ TO, rappresentante del Co­ mando Regione Nord-Ovest, rappresentante della pro­ vincia di Torino, rappre­ sentanti dei Comuni di To­ rino, Pinerolo, Cialamberto ed il Sindaco di San Pie­ tro Val Lemina, diverse autorità civili e militari in rappresentanza dei rispet­ tivi Comandi e Consoli del­ le nazioni presenti. Il Comando Generale NA­ TO ha fatto una graditissi­ ma sorpresa facendo arri­ vare a Caselle un apposito apparecchio con a bordo sette squadre miste della NATO.

Come ormai è tradizione, si è svolta ad Orte, nella sa­ la grande del palazzo vesco­ vile, la premiazione degli atleti e delle squadre tesse­ rate al CSI per l’anno spor­ tivo 1967-68. Alla bellissima e riuscitissima manifestazione hanno preso parte, il vescovo di Orte, mons. Roberto Massimiliani, il Presidente regio­ nale CSI, dottor Luigi Lom­ bardi e il consulente regio­ nale monsignor Paolo Rota. Numerosi i premiati, tra i quali l’U.S. Orte Scalo per il campionato zonale allievi di calcio, il G.S. Nepi per il campionato zonale allievi di pallavolo, il G.S. Alviano per il campionato zonale juniores di calcio, l’atleta Au­ gusto Lamorata e l’U.S. Lubriano per la migliore disci­ plina manifestata sui campi di gara.

CLASSIFICA GENERALE 1. Com.do IV Rgt. Alpini,, sq. A (Bossi-Risalta) p. 107; CLASSIFICA CATEGORIA MILITARI

1. Com.do IV Rgt. Alpini sq. A (Bossi-Risalta) p. 107; 2. Com.do IV Rgt. Alpini sq. C. (Ballabio-Belfront) p. 118; 3. G.S. Fiamme Oro Moena (Asteggiano-Vierin) p. Ì27; " , 4. C.S. Forestale Roma sq. B,i (Varesco-Balicco) p. 229; 5. Se conda Leg. Guardia Finanza Torino sq. À (Battistini-Zanolli) p. 330; 6. HQ 2 A.T.A.F. (O.T.A.N.) sq. C (SchroedcrWehrs) p. 473; 7. lOth Special Forces Group USA sq. A (Czarmecky-Lopez) p. 497; 8. Comando IV Rgt. Alpini sq. B (Fienillo-Allais) p. 524; 9. HQ 2 A.T.A.F. (O.T.A.N.) sq. A (Peynshaert-Lievens) p. 661; 10. HQ 2 A.T.A.F. (O.T.A.N.) sq. F (Buerger-Boender) p. 688; 11. Ecole Mil. Haute Mont. sq. B (Chanson-Duda S.) p. 712; 12. C.S. Forestale Roma sq. D (Bernardi-Brunod) p. 825; 13. C.S. Forestale Roma sq. A (Pertile-Jordan) p. 923; 14. Seconda Legione Guardia Finanza Torino sq. B (Calella-Chiea) p. 1091; 15. VI Rgt. Art. Mont. «Cadore» (Cappelli-Gaspare) p. 1160; 16. HQ 2 A.T.A.F. (O.T.A.N.) sq. D (Rieder-De Breuckerlaar) p. 1245; 17. Secondo Rgt. Art. Mont. « Tridentina » (Casagrande-Rota) p. 1542; 18. CS. Carabinieri. Sez. Sci Canazei sq. A (Longo-Longo) p. 1799; 19. C.S. Forestale Roma sq. C (De Martin-Macor) p. 1845; 20. C.S. Carabinieri sez. Sci Canazei sq. B (Di Girolamo-Mazzarini) p. 2157; 21. HQ 2 A.T.A.F. (O.T.A.N.) sq. E (Decius-Vandeklein) p. 2201; 22. 10 th Special Forces Group USA sq. B (BakerSuggs) p. 2622; 23. Ecole Mil.re Haute Mont. sq. C (Payer Meot) p. 2835; 24. Ecole Mil.re Haute Mont. sq. A (SouleauDaubas) p. 3516.

CLASSIFICA CATEGORIA CIVILE

1. US C.S.I. Chiusa San Michele sq. A (Bertagnoli-Giordana) p. 128; 2. G.S. Pantera Mompantero sq. A (Bussolotti-Favro) p. 145; 3. G.S. Stazzona di Dongo sq. B (BerciniMantova) p. 166; 4. U.S. Pyter Susa sq. B (MartinelliPrevot) p. 183; 5. G.S. Alpina Abbadia Alpina (Primo-Granero) p. 233; 6. U.S. Pyter Susa sq. A (Sibille-Bianco) p. 276; 7. Assoc. Sport. Ticinese sq. C (Noscda-Ccrutti) p. 314;- 8. C.A.I. Giaveno sq. B (Viretto-Dalmasso) p. 321; 10. G.S. Orat. San Domenico Pinerolo (Gay-G'euna) p. 363; 11. Polisp. C.S.I. Lcssona Biella sq. C (Crotti-Caroz.zi) p. 431; 12. Assoc. Sport. Ticinese sq. B (Sala-Soldati) p. 434; 13. G.S. Riv. SKF Villar Perosa sq. A (Prospero-Bersa ndi) p. 448; 14. Polisp. C.S.I. Lcssona Sq. A (OzzinoCagnoni) p. 456; 15. C.A.I. Giaveno sq. A (GuglielminoGermena) p. 458; 16. Unione Sportiva Pro Graverò (OliveroGenta) p. 462; 17. U.S. C.S.I. Chiusa San Michele sq. C. (Bar-Arbrun) p. 540; 18. U.S. C.S.I. Vitrotto Torino sq. A (Barazza-Balla) p. 758; 19. Diavoli Brusacco (Fabbri-Cha) p. 760; 20. G.S. Pantera Monpantero sq. B (Bisagno-Sibille) p. 780; 21. G.S. Riv. SKF Villar Perosa sq. B (Mercol-Romano) p. 864; 22. U.S. Chiusa San Michele sq. B (Antoniono-Cavarera) p. 864 ; 23. G.S. Cornaredo Milano (Meregalli-Ferrario) p. 930; 24. Assoc. Sport. Ticinese sq. A (Bianchini-Bianchini) p. 1431.

CONCLUSI I CORSI PER ALLENATORI E DIRIGENTI DEL COMITATO DI VICENZA Nel mese di agosto, che segna una battuta d’arresto nell’attività del CSI, il Co­ mitato provinciale di Vicen­ za ha concentrato le sue ini­ ziative formative, che que­ st’anno comprendevano un corso per allievi-allenatori di calcio c di atletica leggera ed un corso per dirigenti. Mentre per questi ultimi il corso era alla sua terza edizione, del tutto nuovo si presentava quello per gli allenatori. AI corso di Rocca del Garda hanno partecipato una quarantina di allenatori: 28 per il settore calcio e 12 per l’atletica leggera. Inten­ sissimo il lavoro durante le tre giornate, che sono state consumate nelle lezioni di tecnica sportiva, medici­ na e psicologia. Per il gruppo calcio il dott. Sergio Campana, ex calciatore del Lanerossi ed attuale Presidente della categoria calciatori professionisti, ha illustrato con competenza ec­ cezionale le nozioni-base ed i criteri fondamentali di preparazione fisico-atletica dei giocatori e della squa­ dra. Le lezioni tecniche di atletica leggera sono state invece tenute dal prof. Eli­ seo Bernardi, insegnante di Educazione Fisica e Consi­ gliere Provinciale CSI. I pro­ blemi di medicina sportiva e di psicologia sono stati trat­ tati rispettivamente dal dott. Chiesa e dal dott. Marlet­ to, ai quali i partecipanti hanno rivolto una serie di domande interessanti. Infi­ ne lezioni formative sono state svolte dal Presidente provinciale Zocche sul tema « I problemi dei giovani e il contributo della società sportiva » e dal Consulente don Parolin sulla proposta religiosa nelle nostre socie­ tà sportive. 11 corso non c stato con­ eluso. Saranno dedicate al­ tre lezioni, in tana una o due giornate prima della fine dell’anno, in modo che gli aspiranti allenatori possano usufruire di una buona pre­ parazione di base. Interessante e riuscito — a parte la troppo scarsa partecipazione numerica — anche il corso per Dirigen­ ti, tenuto a Pieve di Livinallongo ove già si sono svolte le 4 giorni nei due anni precedenti. L'iniziativa quest’anno ha avuto il me­ rito di inquadrare tutti que­ gli aspetti e problemi giova­ nili che possono ricevere una sostanziale stimolazione e soluzione da una società sportiva bene impostata. Il raduno è anche servito per chiarire <ai partecipanti le ’-- il CSI si prefinalità che figge nella sua azione di propaganda e di attività agorustica; la le prospettiva edu-


cativa, congeniale al CSI, è balzata in tutta evidenza. Abbiamo assistito ad inte­ ressanti, oltre che vivaci, di­ scussioni su problemi di at­ tualità riguardanti i giova­ ni: infatti l’aspetto tecnico­ educativo non è stato mi­ nimamente toccato, mentre è stato accuratamente appro­ fondito il discorso sullo sport nei suoi valori costrut­ tivi della personalità dello atleta. Dopo l’apertura dei lavori del Presidente del CSI dott. Zocche, che ha illustrato le finalità del corso, Gianni Gherardi di Roma ha par­ lato sul tema « Problemi dei giovani c contributo della società sportiva », tema che è risultato alla fine, unita­ mente alla tavola rotonda su « scuola e sport », l’ar­ gomento più interessante del­ la 4 giorni. L’aspetto mag­ giormente dibattuto è risul­ tato quello riguardante i va­ lori educativi dello sport e dei modi da adottare dalla società sportiva per la loro presa di coscienza e la loro trasmissione nel contesto del gruppo sportivo. L’altro relatore del corso, don Lorenzo Longoni, Con­ sulente ecclesiastico della Lombardia, esperto nei pro­ blemi giovanili oltretutto per la sua posizione di diretto­ re degli oratori della più vasta diocesi italiana, ha svolto con chiarezza e con­ cretezza tre temi: « Profilo del dirigente educatore nel­ la società sportiva »; « Rap­ porti della società sportiva con gli altri enti educativi della gioventù (in particolar modo con la famiglia, la scuola, l’amministrazione ci­ vica, la parrocchia) »; « Con­ tributo del CSI alla pasto­ rale giovanile ». Quest’ultimo tema è stato più a lungo dibattuto sotto la guida del Consulente provinciale, don Giuseppe Parolin. Interessante anche la ta­ vola rotonda su « Scuola e sport », un tema ancora trop­ po sconosciuto e miscono­ sciuto, eppure essenziale per lo sviluppo dello sport nel­ la popolazione giovanile che sempre più si identifica con la popolazione scolastica. Do­ po l’introduzione del rag. Stocchiero, in funzione di moderatore, sono intervenu­ ti al dibattito il prof. Gros­ si, coordinatore dell’Educazione Fisica presso il Prov­ veditorato agli Studi di Vi­ cenza, il prof. Bernardi, in­ segnante di Educazione Fi­ sica e, come parte in cau­ sa, gli studenti Antonio Pozzan dell’istituto industriale « Rossi » di Vicenza e Mi­ chele Zotta del Liceo scien­ tifico « Lioy » di Vicenza. Il corso, che ha avuto ore indimenticabili di disten­ sione soprattutto con la gi­ ta al Sass Pordoi, si è concluso con un breve discorso del Presidente pro­ vinciale dott. Zocche, il quale ha espresso anche a nome del Comitato il suo più vivo ringraziamento ai par­ tecipanti, invero un po’ in­ sufficienti come massa per un corso tanto importante.

MICHELE ZOTTA

iànF nì « GIOVANISSIMI » INTENSA ATTIVITÀ' A CHIETI Una intensa attività agonistica riservata ai « giovanissi­ mi » ha caratterizzato i mesi estivi del CSI a Chieti. A cura del G.S. « TRINITASPORT » si è svolto il « II Trofeo Blu » di calcio con la partecipazione di cinque squa­ dre. Ha vinto meritatamente la squadra del « Reai » che ha prevalso in tre incontri, ha pareggiato il quarto, ha se­ gnato ben dodici reti e ne ha subite solo due. L’U.S. Falco Azzurro ha invece contribuito al rilancio della pallacanestro. A fine luglio si è svolto il « I Torneo Estivo per Giovanissimi » e ad agosto il « I Torneo Rio­ nale ». Nella prima manifestazione la vittoria è andata ai ragazzi dell’Unitas su « G.C.B. » e « Trinitasport »; nella seconda si sono imposti i giovani del « Centro Sud » su « Centro Nord » c « Circonvallazione Occidentale ». Di particolare rilievo sono stati anche i risultati conse­ guiti in campo atletico federale dai « Ragazzi » della « Falco Azzurro »: nei Campionati regionali svoltisi a Teramo, Vin­ cenzo Cardo ha vinto il lancio del disco con mt. 30,OS e Luciano Zuccarini ha vinto il getto del peso con mt. 12,52. Le due misure sono anche primati stagionali regionali della categoria. L’allievo Dino Spinozzi è invece Campione regionale sia dei 1000 che dei 2000 metri di corsa, e ha vinto la gara dei mt. 2000 nella riunione nazionale di Ascoli Piceno. Lo allievo Leonardo Di Francesco ha vinto a Roma la gara dei mt. 300 nella riunione nazionale del Trofeo « Bravin » segnando l’ottimo tempo di 36”9.

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Chieti: in alto, le prime due squadre del « I Torneo Esti­ vo » di pallacanestro per Giovanissimi - 1 Bianchi dell'Unitas e gli Azzurri della « G.C.B. ». In basso, Il Tro­ feo Blu di Calcio - Squadra l classificata U.S. Beai Chie­ ti. Formazione: D'Andreamatteo, Potere, Pi Paolo, Pantelone. Di Pasquale, Consorte. Cipriani, Minzio, Masci, Di Francesco e Sprecacenere. Con il loro accompagnatore ed il Presidente Fornaro.


anche per provvedere al vitto quotidiano ci vuole organizzazione non sempre gli alimenti migliori sono quelli che costano di più Per esempio è enorme la differenza di prezzo tra una bistecca di filetto e un quarto di pollo ma que­ sto non significa che dal punto di vista dietetico la prima sia migliore del secondo anzi semmai è vero proprio il contrario ci dicono le statistiche in merito alle Considerando quello che cl preferenze degli italiani in fatto di cibi, bisogna proprio pensare che un'adeguata educazione dietetica sia tuttora mancante nel nostro le scelte vengono fatte in genere non già — Paese, che — cioè dovrebbe — In base alle proprietà nutritive dei vari come invece si ; alimenti, ma secondo consuetudini e tradizioni che, per essere vecchic ormai dii decenni, finiscono col diventare anche pericolose. cl è offerto da quelle che sono attualUn esempio probante ci mente le scelte dei consumatori in fatto di carne. Nel triennio che 1965 al 1967, il più grosso incremento registrato nel settore , va dal bovine, Infatti, mentre nel è risultato essere quello delle carni bovine. 1965 se ne sono consumate una media di chilogrammi 15.4 • pro­ 18,0. 1966 siamo balzati addirittura a chilogrammi capite -, nel per toccare quindi nel 1967 il II ivertice ancora più alto di chilogrammi 19,4. Ora. poiché è stato riscontrato sempre dalle statistiche ufficiali in merito, che su ogni due bistecche di filetto che arrivano sulla nostra tavola, almeno una è di importazione straniera dato che < la produzione nazionale non è assolutamente in grado — né lo) sarà nel prossimo avvenire — di provvedere alle intensificate richieste del mercato, derivano da queste scelte due conseguenze di ordine nettamente negativo. La prima di esse riguarda il bilancio delle famiglie, che è costretto a fare i salti mortali per quadrare entrate con le uscite, dato che l'importazione dai Paesi stranieri grava In maniera assai sensibile sul prezzo di questo tipo di carne, La seconda concerne invece la nostra bilancia alimentare che appunto in virtù di tali massicce importazioni continua ad accusare un deficit assai consistente, ad onta dei miglioramenti positivamente conseguiti in altri pur importanti settori. Abbiamo per converso una produzione avicola che negli ultimi anni ha raggiunto traguardi addirittura insperati in seguito alla sua organizzazione in senso tipicamente Industriale, al punto di porsi alla pari con quelle dei Paesi più progrediti al riguardo. Un tale stato di fatto rende ovviamente la carne di pollo assai più accessibile, dal punto di vista economico, di quella bovina. Ciò malgrado, nella loro grande maggioranza, gli italiani continuano a - snobbare ■ questo tipo di carne,mantenendone il consumo a livelli assai bassi. Conside­ rando in un’unica categoria II pollame, i conigli e la selvaggina, ap­ prendiamo dalle statistiche che il consumo medio non èè andato nel 1965 al di là di chilogrammi 8.4 a testa. E. seppure nel 1966 si è registrato un appena percettibile progresso In in merito che ha portato questo consumo medio■ prò • prò capite capite no modio • •a chilogrammi chilogrammi 8.6, 8,6. eccoche nel 1967 siamo ritornati — sia sia pure pure di poco ritornati — un poco — — indietro, indietro. con consumo che hai raggiunto appena una media di chilogrammi 8,5 a testa. In parole povere, e prendendo come punti di riferimento i consumi degli ultimiI due anni: 1966 e 1967, si ha che mentre per quanto riguarda _ 'la1 carne bovina si è registrata nel 1967 una variazione in più del 7.8 per cento, per quel che concerne il pollame. I conigli e la selvaggina si è registrata al contrario una variazione In meno, tra il 1966 e il 1967. dell’1.2 per cento. Perché in Italia si preferisce spendere notevolmente r di più per i consumare la carne bovina malgrado il suo> costo sia ormai salito alle stelle, quando disponiamo di una notevole quantità di carne di pollo, che graverebbe solo relativamente, per il suo costo note assai minore, sui nostri bilanci? Lasciando pur perdere quello che una scelta del genere significa per l'economia nazionale, diciamo che il fenomeno sarebbe ancora comprensibile e giustificabile se si trattasse di due tipi di carne il cui valore nutritivo fosse notevolmente diverso. Se — vogliamo dire — la carne che si preferisce, e cioè quella bovina, fosse davvero più ricca, dal punto di vista dietetico, dell’altra che invece non si vuole, o comunque non si preferisce di certo, e cioè la carne di pollo. Invece così non è. L'hanno detto e dimostrato, con iun’autorità ben più grande della nostra, I cultori più noti di quellai moderna scienza dell’alimentazione che va sotto il nome di dietetica. Ouand’è che un cibo si dice ■ ricco • come nutrimento? Quando è in grado di produrre calorie e quando contiene a sufficienza quella _____ ____ et.’, di vitamine, di sali minerali, quantità di proteine, di carboidrati, che sono così necessari necce" al nostro organismo. Ebbene, ripetendo quello che hanno affermato I dietisti, possiamo dire che. sotto questo ri­ I guardo, non solo la carne di pollo non ha niente da Invidiare al filetto di bue. ma che :semmai è proprio il filetto di bue. pur I suo prezzo astronomico, a dover invidiare così richiesto ad onta del qualcosa a una tornita coscia di pollo, la quale — oltre tutto — < del si viene a pagare esattamente, o quasi, la metà del costo primo. SI rendono conto i consumatori di questo stato di cose? E. se davvero se ne rendono conto, perché non si regolano in conse­ guenza, indirizzando le loro scelte in fatto di cibi verso la carne di pollo In maniera più sensibile di quanto non abbiano fatto fino ad ora? Se. invece. non se ne rendono conto, perché non si dopreferiscono ___ rimanere nella più completa — ignocumentano? Perché _______ dawero imperdonabile, circa quelle che sono le proprietà dei ranza. c_ consumano per I loro pasti quotidiani? Il problema in poche cibi che parole è questo. Rendersene conto e risolverlo, a nostro modo di vedere, è una cosa immediata ed anche assai semplice.

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comunicati Dalla Direzione fecnica RISULTATI CONCENTRAMENTI INTERPROVINCIALI

VERONA

ATLETICA LEGGERA COMUNICATO N. 13 Roma, 24 settembre 1968 SEMIFINALI INTERPROVINCIALI DI ATLETICA LEGGERA

La CTN, visti i verbali dei sei concentramenti delle se­ mifinali interprovinciali di atletica leggera cat. Allievi disputati il 22 settembre ad Alessandria, Verona, Faenza, Pisa, Benevento, Catania, li omologa e provvede a pub­ blicarli nel corso di questo comunicato. Giusto l'articolo 24 del Re­ golamento del Campionato ha provveduto a compilare l'e­ lenco dei finalisti che invia a parte ai Comitati interes­ sati. Porge un vivo ringrazia­ mento agli organizzatori dei sei concentramenti ed agli organi tecnici della FIDAL che ne hanno curato lo svol­ gimento. GRADUATORIE DI MERITO CAT. JUNIORES

m. 80 ostacoli Finale: 1. SALVADEGO Mau­ rizio (Vallesport PD) 11’3; 2. CAPITANICI Diego (Mon­ tecchio VI) 11 "9; 3. DAL TOSO Corrado (Caldonio VI) 12"6; 4. COLAUTTI Andrea (Montuzza TS) 13"4; 5. MICHELONE Claudio (Fulgor TS) 13"5. Getto del peso Finale: 1. NASCIMBEN Lu­ ciano (Ponzano Treviso) 13,75; 2. LODI Marino (ASCI Vero­ na) 11,94; 3. MIGAZZI Rugge­ ro (Duomo Vittorio Veneto) 11,51; 4. JANESELLI Sergio (Quercia Trento) 10,82; 5. DI­ LENA Carlo (Donat Udine) 9,69; 5. PUTOTO Rolando (Asop Treviso) 9,66; 7. DALLA CORTE Maurizio (UDA Feltre) 9,15. m. 80 piani 1. batteria: 1. MONTEMEZZI Sandro (ASCI Verona) 9"5; 2. POSSAGNOLO Aldo (S. An­ gelo Treviso 9”6; 3. VERO­ NESE Elvio (S. Bortolo Vi­ cenza) 9”6 spalla; 4. BEVI­ LACQUA Ivano (Fulgor Trie­ ste) 10”0; 5. CELIN Danilo (USMA Padova) 10”2. 2. batteria: 1. BERTO Giam­ paolo (Montecchio Vicenza) 9”2; 2. GUERRA Piergiorgio (ASCI Verona) 9”6; 3. BONIN SEGNA Ivano (Quercia Tren­ to) 9”8. 4. PAVAN Gianfran­ co (ASOP Treviso) 10'T; 5. SARTORI Giuseppe (USMA Padova) 10" 3. 3. batteria: 1. CAVALIERI Bruno (Montecchio Vicenza) 9"4; 2. DAI CAMPI G. Paolo (Quercia Trento) 9”5; 3. CA­ STELLINI Maurizio (ASCI Verona) 9”7; 4. SIMEONI An­ gelo (S. Angelo Treviso) 9" 8; 5. ZANNIN UGO (UDA Fel­ tro) 9'8 sp.; 6. SALMASO Ro­ berto (Inter Padova) 10"0.

La CTN, viste le iscrizioni pervenute dai Comitati in­ vitati, giusto gli articoli 19 e 20 del Regolamento dei Campionati, ha provveduto a pubblicare le « graduatorie di merito » degli atleti Junio­ res finalisti. L'elenco dei fi­ Metri 300 nalisti è stato inviato, a parte, 1. batteria: 1. PIZZOLATO ai Comitati interessati. Pietro (Ponzano Treviso) 37” 3; 2. BERNARDI P. Angelo (Miani Treviso) 37”6; 3. PONFINALE NAZIONALE TALTI Mauro (Falchi Tren­ to) 40”4; 4. CICOLOTTO C au­ La Presidenza Nazionale, in dio (S. Giorgina Udine) 41 3; accordo con la Direzione Tec­ 5. BRESCIANI JMolo (ASCI nica e questa Commissione, Verona) 41”7; 6. TIRAPELLE ha stabilito che la Finale Na­ Lucia (S. Bonifacio Verona) zionale del campionato su 43'7. pista cat. Allievi e Juniores, 2.batteria: 1- CAILOTTO abbia luogo a Cagliari, nei Giorgio (S. Bortolo Vicenza) giorni 5 e 6 ottobre p.v.


37"9; 2. MOTTARI Manlio (Oderzo Viti. Veneto) 38”9 3. PASUT AGOSTINO ( ASOP Traviso) 39”9; 4. FERRARESSO Federico (Posso Padova) 40”0; 5. PASQUALON Adria6. BOGGIAN Agostino (S. Pio no (Montecchio Vicenza) 40''0. X Verona) 43”5. Metri 1000 Finale: 1. ROSSI Mauro (Quercia Trento) 2’42"3; 2. PEDERZOLI Gianfranco (Tridentum Trento) 2'43”3; 3. LEON Giuliano (Vallesport Padova) 2’44”3; 4. ZOTTA Mi­ chele (S. Bortolo Vicenza) 2' 45”0; 5. FIORASO Giorgio (Leonicena Vicenza) 2’45”5; 6. VINALE Corrado (Basso Piave Treviso) 2’51”1; 7. WE­ BER Roberto (Fulgor Trieste) 2’55”0; 8. SARTO Fiorello (Posso Padova) 2.59”6; 9. CARNIEL Giuseppe (UDA Fel­ tre) 3'12”6; 10. GARDIN Ro­ berto (Asop Treviso) 3’27”8; 11. POMELLO Ferdinanda (S. Bonifacio Verona 3’28”2). Lencio del disco 1. ZAMPERLA Alberto (Mon­ tecchio Vicenza) 38,36; 2. DIDONE' Adriano (Audax Tre­ viso) 37,54; 3. BAREL Osval­ do (Prov. Vitt. Veneto) 31,50; 4 SCROCCARO PAOLO (S. Angelo Treviso) 30,76; 5. NASATO Diego (Dinamis Trevi­ so)) 30,54; 6. DALLI CANI Jo­ sé (San Bonifacio Verona) 30,01; 7. ANZELINI Roberto (Quercia Trento) 26,46; 8. POLIN Sergio (UDA Feltre) 25,20; 9. PIACENTINI Adria­

no (San Bonifacio Verona) 24,17 10. ZANNIN Fabio (UDA Feltre) 22,66. Metri 80 piani Finale dei primi: 1. BERTO Gianpaolo (Montecchio Vicen­ za) 9”2; 2. MONTEMEZZI Sandro (ASCI Verona) 9"4; 3. CAVALIERI Bruno (Mon­ tecchio Vicenza (9”4 sp.; 4. POSSAGNOLO Aldo (S. An­ gelo Treviso) 9"5; 5. GUERRA P. Giorgio (ASCI Verona) 9”6; 6. DAI CAMPI G. Pao­ lo (Quercia Trento) 10’T. Finale dei secondi: 1. VE­ RONESE Elvio (S. Bortolo Vicenza) 9”6; 2. CASTELLINI Maurizio (ASCI Verona) 9”7; 3. ZANNIN Ugo (UDA Feltre) 9”8; 4. BONINSEGNA Ivano (Quercia Trento 9"9; 5. SIMEONI Angelo (S. Angelo Treviso) 10”0; 6. SALMASO Roberto (Inter Padova) 10”7. Salto in alto L BORTOLETTO Flavio (Lupino Treviso) 1,73; 2. BRENDOLAN Luigi (Leonina Vicenza) 1,73; 3. PEGORARO Agenore (Mont. Vicenza 1,70; 4. POMPERMAIER Emilio (Quercia Trento) 1,65; 5. FOLTINI Ezio (Garcia Vicenza) 1,65; 6. PERBELLINI Paolo (Lupatitina Verona) 1,50; 7. CALEZZO Giuliano (ASOP Treviso 1,50. Metri 300 Finale dei primi: 1. 1 CAILOTTO Giorgio (S. Bortolo Vicenza (37”2; 2. PIZZOLATO

Pietro (Ponzano Treviso) 37”4; 3. BERNARDI P. Ange­ lo (Miani Treviso) 37”4 sp.; 4. BOTTARI Manlio (Oderzo Vitt. Veneto) 40"4; 5. FERRARESSO Federico (Posso Padova) 41 "8; PASUT Agosti­ no (ESOP Treviso 47"3. Finale dei secondi: 1. PONTALTI Mauro (Falchi Tren­ to) 40”2; 2. PASQUALON Adriano (Montecchio Vicenza) 40"8; 3. BRESCIANI G. Pao­ lo (ASCI Verona 42”2; 4. CICOLOTTO Claudio (S. Gior­ gina Udine) 46’’3; 5. BOG­ GIAN Agostino (S. Pio X Ve­ rona 47”6. Lancio Giavellotto 1. VESCO Domenico (ASOP Treviso) 48,88; 2. ENGALDINI Luciano (Vallesport Padova 46,56; 3. STRUKUL Stefano (Montecchio Vicenza) 39,86; 4. BORESI Luciano (AISCI Verona) 38,16; 5. BAZZOCCHI Nino (Ars Vicenza) 37,82; 6. MINCA Fulvio (Sau­ ro Trieste) 37,28; 7. BOLTON Walter (Fulgor Trieste) 34,48; 8. POLO Andrea (S. Bonifa­ cio Verona) 33,72; 9. FRITTATION Davide (ASCI Ve­ rona) 32,36; 10. BEE Sergio (Vis Udine) 30,60. Metri 2000 Finale: 1. MARINI Michele (Ponzano Treviso) 5’45”0; 2. TOMMASINI Aldo (Quercia Trento) 5’46”6; 3. DE VIDO' Roberto (ASOP Treviso) (5’ 55"4; 4. SALASSO Mirco (Dueville Vicenza) 6'06"3; 5.

BARUFFO Tommaso (Fulgor Trieste) 6ì0"0; 6. NICOLAI Umberto (S. Bortolo Vicenza) 6’17”3; 7. COLETTO Roberto (ASOP Treviso) 6’47”6; 8. FAVARIN Giancarlo (USA Pado­ va) 6’51"6); 9. MAZZI Gior­ gio (Valeggio Verona) 7T5"1; 10. MATELON Diego (Dona­ tello Udine) 7'20”8.

Salto con l'asta 1. CAVALIERE Roberto (Montecchio Vicenza) 3,40; 2. MATTIAZZI Renato (Dinamis Treviso) 4,20; 3. GEROMEL Sergio (ASOP Treviso) 3,10; 4. MI ANI Elio (Audax Tre­ viso) 3,00; 5. VISINTIN Fran­ co (S. Paolo Vicenza) 2,90; 6. DAL SANTO Andrea (Caltrano Vicenza) 2,30.. Salto in lungo 1. SARTORI Massimiliano (Quercia Trento) 6,66; 2. TREVISAN Gianni (Ars. Vicenza) 6,22; 3. CALLEGARI Franco (Duomo Treviso) 6.08; 4. ROSSI Roberto (Maddalena Vicenza) 6,01; 5. PERACCA Sergio (Sauro Trieste) 5,86; 6. PERARO Walter (ASCI Ve­ rona) 5,85; 7. MENEL Clau dio (Lentiai Feltre) 5.75; 8. BORIN Anacleto (ASCI Ve­ rona) 5,62; 9. BERNARDI Gualtiero (Ponzano Treviso) 5,61; 10. PARISE Ezio (San Bortolo Vicenza) 5,55; ll.BARBON Fabio (ASOP Treviso) 5,52; 12. TAMARO Bruno (Ful­ gor Trieste) 5,51; 13. CASSANDRO Giuseppe (Posso Pado­ va) 5,42.

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Staffetta 4x100

Gian Piero (4 Torri Ferrara) 9”4; 3. MATTEINI Roberto (Sanges Rimili) 9"8; 4. ZAFFERI Mario (Excelsior Reggio E.); 9”9.

SCHI Mauro (Baracca Lugo Ravenna) 34,70; 3. VENIERI Guido (Baracca Lugo Raven na) 30,58; 4. BONATTI Fau­ sto (S.A.P.-CSI Piacenza) 28,80. Salto con l’asta 1. RENZINI G. Franco (CSI Metri 80 piani Faenza) 2,70. Finale: 1. MALAVOLTI Lo­ renzo (CSI Faenza) 9”2; 2. Getto del peso CAVOLESI Bruno (4 Torri 1. TESSARO Marco (4 Torri Ferrara) 9”4; 3. TANI Gian Ferrara) 12,55; 2. BONATTI Piero (4 Torri Ferrara) 9”6; Maurizio (S.A.P.-CSI Piacen­ 4. SERAFINI Daniele (Barac­ za) 11,10; 3. PADODI Gian- ca Lugo Ravenna) 9”7; 5. franco (Excelsior Reggio E.) ZAFFERI Mario (Excelsior 10,89. Reggio E.) 9”9; 6. ZAMPIGHI FAENZ/X Domenico (CSI Faenza) 10”; Metri 1000 7. PRATI Amos (Condor Reg1. C1RLINI Paolo (Condor gio E.) 10”L Metri 80 piani Reggio E.) 2’33’4; 2. ERCO1. batteria: 1. CAVOLESI LANI Vittorio (CSI Faenza) Salto in alto Bruno (4 Torri Ferrara) 9”5; 2’40”6; 3. MONTUSCHI Enzo 1. MARTINI Marco (4 Torri 2. SERAFINI Daniele (Barac­ (C. Zannoni Faenza) 2’47”3; 4. Ferrara) 2. MASSAREN­ ca Lugo Ravenna) 9”8; 3. BERNOBI Silvio (S. Michele TI Bruno1,60; (Excelsior Reggio ZAMPIGHI Domenico (CSI Ferrara) 3’07”9. E.) 1,55; 3. BONIZZI Giusep­ Faenza) 10”; 4. PRATI Amos pe (Splendor Mantova) 1,50. (Condor R. Emilia) 10”L Lancio del disco 2. batteria: 1. MALA VOLTI 1. FRANZONI Lino (Palla­ Metri 80 ostacoli (CSI Faenza) 9”3; 2. TANI vicini Bologna) 35,34; 2. TRIOFinale: 1. VENTURI Tarci-

1. Comitato VICENZA (Ve­ ronese, Cailotto, Cavalieri e Berto) 45”1; 2. Comitato TRE­ VISO (Bernardi G., Bernar­ di P.. Possagnolo e Pizzo­ lato 45”5; 3. Comitato TREN­ TO (Boninsegna, Pompermaier, Dai Campi e Sartori) 46"5; 4. Comitato TRIESTE (Peracca, Michelone, Tamaro e Bevilacqua) 48”0; 5. Comitato FELTRE Zannin F., Menci, Polin e Zannin U.) 51”6.

ALTRI TIPI DI ASSICURAZIONE SPORTASS PER IL CALCIO

sio (Excelsior Reggio E.) 11”5 2. VECCHI Lauro (Condor Reggio E.) 12”7; 3. CIRLINI Roberto (Condor Reggio E.) 13”9. Metri 300

Finale: 1. CHIAPPATI Va­ lentino (Pallavicini Bologna) 37”7; 2. SARTI Adelino (4 Tor­ ri Ferrara) 38”8; 3. SARTI Ermanno (Pallavicini Bolo­ gna) 39”4; 4. AMA Giancarlo (CSI Faenza) 40”; 5. COVO­ NI Paolo (4 Torri Ferrara) 40”5; 6. DELL’AQUILA Gof­ fredo (Sanges Rimini) 42. Metri 2000 1. RIGHI Marco (Sasso Mar­ coni Bologna) 6’09”3; 2. ROS­ SI Giuliano (Baracca Lugo Ravenna) 6’48”2.

Salto, in lungo 1. BIGLIARDI Alide (Fol­ gore Reggio E.) 6,01; 2. BARTOLINI Giorgio (Sanges Ri­ mini) 5,19; 3. MARINI Giu­ liano U.S.P.A. Mantova) 5,15.

Assicurazioni complementari settore calcio estensibili anche alle società calcistiche del Centro Sportivo Italiano

I Capitali assicurativi appresso indicati sono AGGIUNTIVI dell'ASSICURAZIONE «BASE» al tesseramento (che per il CS.I. comporta: 500.000 Morte - 1.000.000 Per­ manente — Assistenza Sanitaria Diretta e Indiretta)

In questi ultimi giorni (Per ricavare il Capitale complessivo Assicurato occorre som­ l’Ufficio Centrale Tessera­ mare i capitali dell’Assicurazione « BASE » e quelli della mento ha ricevuto da pa­ Assicurazione complementare sottoindicati) recchi Comitati la seguen­ te richiesta: La SPORTASS 2a Comb. la Comb. 3a Comb. 4a Comb. 5a Comb. (Assicurazione per gli sportivi), prevede altri ti­ 500.000 1.000.000 2.000.000 1.500.000 3.000.000 Morte pi di assicurazione, oltre a quella normale che scat­ 4.000.000 2.000.000 1.000.000 3.000.000 5.000.000 Permanente gen. ta automaticamente nello stesso momento in cui a Diaria per inabili­ 1.500 2.000 500 2.000 1.000 Roma si vidima la tesse­ tà temporanea ra? Ci siamo subito in­ Contributi formati presso l'ufficio (pro-capite da Amministrativo della Spor­ versare alla tass che ci ha fatto per­ 9.000 12.000 15.000 6.000 3.000 Sportass) L. venire le tabelle qui sot­ to riprodotte. (per un minimo di 11 giocatori) Una riguarda solo il Calcio e prevede 5 com­ binazioni che vanno da un Assicurazione estensibile a tutti gli sport generici, ESCLUSO IL CALCIO, cui i minimo di L. 3.000, ad un tesserati C.S.I. possono pervenire mediante nyggiorazione complementare della massimo di L. 15.000 di Assicurazione connessa al tesseramento (Assicurazioni prestate con le norme del premio da pagare pro-ca­ Regolamento SPORTASS) pite per un minimo di 11 2a Combin. 3a Combin. giocatori. La prassi da se­ la Combin. CONDIZIONI ASSICURATIVE guire per chi volesse usu­ fruire di dette formule 1.500.000 2.000.000 1.000.000 Capitale per il caso di MORTE complementari consiste nel Capitale per compilare, su carta inte­ INVALIDITÀ' PERMANENTE stata del Comitato cui ap­ 3.000.000 4.000.000 2.000.000 (con franchigia relativa del 5°/o) partiene la Società richie­ Diretta e Diretta e Diretta e ASSISTENZA SANITARIA dente, l’elenco nominativo indiretta indiretta indiretta dei giocatori appartenenti Diaria di alla Società non dimenti­ 1.000 1.500 500 INABILITA’ TEMPORANEA cando il numero di tesse­ ra. Il tutto, corredato del CONTRIBUTO ANNUO da versare relativo importo, deve es­ alla SPORTSS per ogni atleta: sere spedito alla SPOR­ Per assicurazioni richieste a favore TASS, la quale a sua vol­ di tutti gli iscritti ad un Comitato 1.000 1.500 500 ta dopo aver espletato C.S.I. quanto di sua competen­ Per assicurazioni richieste a favore za, provvedere a rimette­ 1.600 2.400 800 di iscritti ad un gruppo di Società re alla Società richiedente una polizza comulativa. Ri­ teniamo opportuno e vale Diaz, 13 - 00194 Roma. _________ che sa- so a inoltrarle alla SPOR- Società. Pensiamo che non come disposizione, Per qualsiasi punto in­ rebbe meglio che il Comi- ‘ TASS; la quale a sua vol­ ci sia altro da dire se non terrogativo, potrete sem­ ricordare l ’ indirizzo della ta rimetterà al Comitato tato stesso provvedesse a ’ ~ SPORTASS che è: SPOR­ pre scrivere all'ufficio Cen­ raccogliere le richieste d’as­ le varie polizze, che lo trale Tesseramento. TASS - Largo Maresciallo sicurazione e sia esso stes- stesso farà pervenire alle


i

Lancio del giavellotto 1. SCANDIUZZI Germano (Splendor Mantova) 37,82. Staffetta 4 x 100

1. FERRARA (Tani, Covo­ ni, Cavolesi, Sarti) 46"2; 2. REGGIO EMILIA (Zafferi, Venturi, Bigliardi, Vecchi) 46”9 3. FAENZA (Zama, Zam­ pigli!, Rcnzini, Malavolti) 48”4. La staffetta di Bologna è stata squalificata per cambio irregolare. BENEVENTO Metri 80 piani

1. batteria: 1. D’INGEO Vi­ to, Molletta, 9”5; 2. REROSA Gennaro, Napoli, 9”5; 3. MASTROROCCO Pasquale, Cerignola, 9”8; 4. SELLITTO Donato, Aellino, 10”l; 5. DE MATTEO Antonio, Benevento, 10"2; 6. OLIVA Michele, Ta­ ranto, 10”4. 2. batteria: 1. ATTOLINI Sa­ bino, Bari, 9”6; 2. DE QUAT­ TRO Antonio, Napoli, 9”7; 3. VALERIANO Vito, Bari, 10”2; 4. BOVIO Giovanni, Benevento, 10”3; 5. GALASSO GeVIOLANTE Franco, Avellino, 10"8. Salto con l’asta 1. MAIO Gaetano, Beneven­ to, 2,70. Lancio del peso 1. PASCALI Giuseppe, Bari, 11,52; 2. LOSCO Giuseppe, Avellino, 10,56; 3. CARRETA Remo, Avellino, 10,25; 4. LOSASSO Fausto, Taranto, 9,79; 5. MICCO Bruno, Benevento, 9,37; 6. RISIMINI Raffaele, Taranto, 8,04. Metri 300 piani

1. batteria: 1. DI FRANCE­ SCO Leonardo, Chieti, 37”2; 2) MANFREDO Valentino, Napoli, 38”5; 3. DALIANI PO­ LI Giuseppe, Molfetta, 39”2; 4. FABBOZZI Roberto, Benevento, 41 ”2; 5. TARANTINO Ciro, Avellino, 43”; 6. NA­ VI F.LLO Cesareo, Bari, 46”4. 2. batteria: 1. DE PALMA Stefano, Molfetta, 39”2; 2. ESPOSITO Andrea, Napoli, 39”5; 3. IASIELLO Domenico, Benevento, 40”5; 4. BOCCUZZI Domenico, Taranto, 40”8; 5. LIPPO Nicola, Cerignola, 42”1; 6. NEGRONE Antonio, Avellino, 42”4. Metri 80 ostacoli

Finali: 1. ALTOMARE Mau­ ro, Molfetta, 12”2; 2. OCCHIONERO Claudio, Bari, 12”3; 3. FERRARO Gabriele, Napoli, 12"5; 4. TUFANO Al­ fredo, Napoli, 13”; 5. DELLI CARRI Bartolomeo, Beneven­ to, 15”8; 6. FASULO Dome­ nico, Avellino, 16'T. Salto in alto 1. CASTELLANO Vincenzo. Molfetta, 1,50; 2. DE S1MONE Antonio, Avellino, 1,40; 3. MA­ RINARO Francesco, Cerigno­ la, n.c.

3’08”9; 7. STELLA Serafino, Avellino, 3’11”7; PUZIO Adel­ chi, Benevento, ritirato. Lancio del disco 1. DE LUCA Armando, Avel­ lino, 28,94; 2. LAFORGIA Do­ menico, Bari, 27,68; 3. CAPALDO Franco, Avellino, 27,22 4. SCIANCA LEPORE Antonio, Molfetta, 25,18. Metri 80 piani Finale dal 1. al 6.: 1. DE ROSA Gennaro, Napoli 9”3; 2. D’INGEO Vito, Molfetta, 9’5; 3: ATTOLINI Sabino, Ba­ ri, 9"5; 4. DE QUATTRO Anonio, Napoli, 9”6 5. MASTROROCCO Pasquale, Cerignola, 10”; 6. SELLITTO Donato, Avellino, 10"l. Finale dal 7. al 12.: 1. VALERIANO Vito, Bari, 10”2; 2. OLIVA Michele, Taranto, 10”4; 3. GAASSO Generoso, Avel­ lino, 10”6. Metri 300 piani Finale dal 1. al 6.: 1. DI FRANCESCO Leonardo, Chie­ ti, 37”; 2. MANFREDI Va­ lentino, Napoli, 38"1; 3. DALIANI POLI Giuseppe, Mol­ fetta, 39”2; 4. DE PALMA Stefano, Molfetta, 4(7’5; 5. ESPOSITO Andrea, Napoli, 47”7. Finali dal 7. al 12.: 1. BOCCUZZI Domenico, Taranto, 41”2; 2. LIPPO Nicola, Ceri­ gnola, 42"3; 3. TARANTINO Ciro, Avellino, 42”5 4. NOVIELO Cesareo, Barii, 44”6; 5. NEGRONE Antonio, Avellino, 46”8. Metri 2000 piani 1. FRATELLO Vittorio, Ba­ ri, 6'16”2; 2. SPINOZZI Li­ no, Chieti, 6’16”4; 3 LAMORGESE Angelo, Molfetta, 6’23” 2; 4. ACHILLI Vladimiro, Ba­ ri, 6’26”8; 5. MANGIONE Ric­ cardo, Napoli, 6'27”; 6. BUZZOCCHINO Francesco, Ta­ ranto, 6’32”2 7. CAPOLUPO Saverio, Avellino, 6’41”; 8. GARGIULO Roberto, Napoli, 6’50”6; 9. SIANO Carlo, Avel­ lino, 7’48”. Lancio del giavellotto 1. STRAZULLI Antonio, Na­ poli, 40,78; 2. ABATE Luigi, Napoli, 30,96; 3. FLORIO Lui­ gi, Bari, 30,90; 4. CARPEN­ TIERI Gerardo, Avellino, 30,38; 5. DE PASCALE An­ gelo, Avellino, 25,52; 6. D’AN­ GELO Ciro, Napoli, 15,80. Salto in lungo 1. LEONZIO Luigi, Chieti, 5,98 2. MENERVINI Corra­ do, Molfetta, 5,83; 3. GIANNATTASIO Michele, Bari. 5,66; 4. RIZZO Paolo, Napoli. 5,40; 5. GALLO Francesco. Ce­ rignola, 4,71; 6. RAUSA Fe­ lice, Taranto, 4,66; 7. DIOME­ DE Vincenzo, Benevento, 4,63; 8. BARBARO Ciro, Avellino, 4,62; 9. D’AURIA Faffaele, Ta, tanto, 4,49. Staffetta 4 x 100

1. NAPOLI (Esposito. De Rosa. De Quattro, Manfredi) 47”2; 2. MOLFETTA (D'Aliani Poli, Minervini, De Palma, D’ingeo) 47”8; 3. AVELLINO Metri 1000 piani (Sellitto, Tarantino, Megrone, 1. CELLINI Marco, Chieti, Cerreta) 49”8; 4. CERIGNOLA 2'42”7; 2. VICARIO Franco, (Mastrocco, Marinaro, Lippo, Napoli, 2’42"9; 3. SANTORO Gallo) 52”; 5. TARANTO (OPasquale, Molfetta, 2’47"9; 4. liva, Bocchiuzzi, Ronza. D’AuMAROLLA Cesare, Bari, 2'49” ria( 52 ”9. 4; 5. GUERCIA Domenico, Ce­ Le staffette di Benevento e rignola, 3’06 ”2; 6. IANNAC- Bari sono state squalificate CONE Giuseppe, Avellino, per cambio fuori zona.

CATANIA Metri 80 ostacoli Finale: 1. BARNOBI Erne­ sto (Mongibello Catania) 12"; 2. PICONE Salvatore (C.US. Catania) 12”8; 3. DI NATALE Francesco (Athlon Siracusa) 13"3; 4. TABACCO Carlo (Ath­ lon Siracusa) 13"4; 5. FALCO­ NE Nicola (Virtus Salerno) 14". Lancio del giavellotto 1. PIGNATTA Giuseppe, (Minniti Reggio C.) 51,34; 2. DI MARCO Camillo (Virtus Salerno, 37,86; 3. MERLINO Giuseppe (C.U.S. .Messina) 34,14). Metri 80 piani 1. batteria: 1. CANNATELLA Carlo (CUS Catania) 9”5 2. GRASSO Vincenzo (CUS Catania) 9"7; 3. CURTI Ar­ mando (S. Domenico Enna) 9’8; 4. SENATORE Giusep­ pe (Virtus Salerno) 9”8; 5. Pala Pancrazio (Giardini Mes­ sina 10'T. 2. batteria: 1. DE VIVO Se­ bastiano (Athlon Siracusa) 9”4; 2. GHIRLANDA Giovan­ ni (Athlon Siracusa) 9"6; 3. CIRCONCISO Riccardo (CUS Catania) 9”7; 4. VILARDO Amedeo (Kolbe Cosenza) 10"; 5. ABATE Giuseppe (S. Giu­ liano Messina) 10”3; 6. GUGL1ETTI Massimo (Minniti Reggio C. 16”. Metri 300 1. batteria: 1. GUGLIELMINO Concetto (CUS Cata­ nia) 40”; 2. BIANCA Roberto (Athlon Siracusa) 42”2; 3. LA MATTINA Girolamo (C.US. Messina) 44 ”5; 4. ATTANA­ SIO. Vincenzo (Virtus Saler­ no) 46"6. 2. Batteria: 1. LEONE Giu­ seppe (C.U.S. Catania) 40”6; 2. PITRUZZELLO Domenico (Athlon Siracusa) 40”8); 3. CRISTALDI Vincenzo (S. Do­ menico Enna) 40”9; 4. ME­ NIGLI Claudio (Virtus Saler­ no) 44 ”2.

Lancio del peso Finale: 1. TRIPODI Giaco­ mo (Minniti Reggio C.) 13,60; 2. PAKER Paolo (CUS Mes­ sina) 12,34; 3. CASALE Filip­ po (CUS Messina 10,78; 4. FRAGALA’ Mario (S. Dome­ nico Enna) 9,57. Metri 1000 Finale: 1. SGRO’ Pietro (Arcudi Reggio C.) 2’41”; 2. MILAZZO Giuseppe (CUS Catania) 2’46”2; 3. VINCI­ GUERRA Giuseppe (Giardini Messina) 2’50”; 4. D’AMICO Francesco (C.U.S. Messina) 2’53”7; 5 DI MARE Sebastia­ no (Athlon Siracusa) 2'56”; 6. MONACO Rocco Vincenzo (Kolbe Cosenza) 2’59”.

Salto con l’asta Finale: 1. CATALANO Gior­ gio (Minniti iRcggio C.) 3,00 2. BABUSCIA Salvatore (Min­ niti Reggio C.) 2,90. Metri 80 piani

Finale dal 1. al 6. posto: 1. DE VIVO Sebastiano (Athlon Siracusa) 9’2; 2. GHIRLAN­ DA Giovanni (Athlon Siracu­ sa) 9”2; 3. CANNATELLA Carlo (CUS Catania) 9”3; 4. IRCONCISO Riccardo (CUS Catania) 9"4; 5. GRASSO Vin­ cenzo (CUS Catania) 9”6; 6.

CURTI Armando (S. Dome­ nico Enna) 9"8. Finale dal 7. al 12. posto: 1. SENATORE Giuseppe (Vir­ tus Salerno 9”9; 2. PALA Pan­ crazio (Giardini Messina) 10"; 3. VILARDO Amedeo (Kolbe Cosenza) 10"l; 4. ABATE Giu­ seppe (S. Giuliano Messina) 10’2. Metri 300 Finale dal 1. al 6. posto: 1. PITRUZZELLO Domenico (Athlon Siracusa) 38"2; 2. LEONE Giuseppe (CUS Ca­ tania) 38”6; 3. GUGLIELMINO Concetto (CUS Catania) 4O"3; 4. CRISTALDI Vincen­ zo (S. Domenico Enna) 42"1; 5. BIANCA Roberto (Athlon Siracusa) 42"2; 6. LA MAT­ TINA Girolamo (CUS Mes­ sina) 44”1. Finale dal 7. al 12. posto: 1. MEMOLI Claudio (Virtus Salerno) 57”8; 2. ATTANA­ SIO Vincenzo (Virtus Saler­ no) 58”6. Metri 2000 Finale: 1. PAPPALARDO Sebastiano (C.US. Catania, U JLJ1 xjiuocppv 6’X.V 20”O, 8; i. 2. Ol SPEI Giuseppe (V. (C. U.S. Catania) 6’23”4; 3. CRUPI Vincenzo (Minniti R. Ca­ labria) 6’26”8; 4. Caruso Ignazio (CUS Messina) 6’41'T; 5. VIOLA Pieri (Mongibello Catanzaro) 6’45”8; 6. CUCINOTTA Nunzio (CUS Messi­ na) 6’46"7; 7. GRECO Emi­ lio (Virtus Salerno) 7’19”3. Salto in alto Finale: 1. CERZOSIMO Ser­ gio (Memi Vian Cosenza) 1,50; 2. SCIUTO Antonino (Mongi­ bello Catanzaro) 1,50; 3. ADA­ MO Egidio (Esperia Enna) 1,40; 4. GIORDANO Bruno (Minniti R. Calabria) 1,40. Salto in lungo Finale: 1. HERNANDEZ Claudio (Athlon Siracusa) 6,53; 2. CARDI’ Alfredo (Mon­ gibello Catania) 5,91; 3. SCA­ PANO Nunzio (Virtus Saler­ no) 5,79; 4. GENTILE Giu­ seppe (Astro Messina) 5,61; 5. RICERCA Attilio (S. Do­ menico Enna) 4,70; 6. TRO­ VATO Giovanni (Esperia En­ na) 4,67. Lancio del disco Finale: 1. LEGGIO Franco (Athlon Siracusa) 3932; 2. GIORGIO Enrico (CUS Mes­ sina) 37,20; 3. GIANNUZZI Casimiro (Koble Cosenza) 36,18; 4. DI TRIO Claudio (Minniti Reggio C.) 34,20; 5. PATANE’ Antonio (Athlon Si­ racusa) 32,08; 6. LANZAFAME Carmelo (CUS Catania) 28,82; 7. SPAMPANATO Silvestro (Mongibello Catania) 26,92. Staffetta 4 x 100 1. SIRACUSA (Bianca. Hernandez, Ghirlanda, Pitruzzella) 45”1; 2. CATANIA (Gras­ so, Leone, Circonciso. Canna­ teli) 45”9; 3. SALERNO (Se­ natore, Memoli, Attanasio, Scavano) 50” 4; 4. MESSINA (La Mattina, Abbate, Pala, Gentile) 50”4; 5. ENNA (Adamo, Ricerca, Cristaldi, Cur­ ii) 51”5.

PISA Metri 80 ostacoli

1. MASSAGLI Claudio (C. S.I. Lucca) ll’T; 2. SPERANDIO Sandro (CSI Roma) H”4; |

29

>


3. FRANCECHINI Alberto (C S. I. Massa) 11”7; 4. ACCARDI Guido (CSI Cagliari) 11”8; 5. FERRANDI Roberto (CSI Massa) 16”9. Salto con l’asta COLI Leonardo (CSI Pisa) non classificato. Metri 80 piani 1. batteria: 1. PIRAS Ro­ berto (CSI Cagliari 9’T; 2. CAMIOLO Francesco (CSI Pi­ sa) 9”2; 3. LO MONACO Fran­ co (CSI Roma 9”5; 4. SPANO Marco (CSI Ales) 9"8. 2. batteria: 1. SICA Salva­ tore (CSI Pisa) 9”2; 2. COR­ RIDORI Salvatore (CSI Ales 10’T; 3. CANU Mario Giovan­ ni (CSI Oristano) 10”2; 4. SCATENA Carmine (CSI Ro­ ma 10’2. Lancio del peso 1. BARCHI Giuseppe (CSI Cagliari) 12,18; 2. TINFENA Lucio (CSI Massa) 10,30; 3. STOCCHI Artemio (CSI Mas­ sa 9,73; 4. BERTOLUCCI Fau­ sto (CSI Massa) 9,61. Metri 300 piani 1. batteria: 1. CHERCHI Angelo (CSI Cagliari 37”4; 2. RECANATI Roberto (CSI Ro­ ma 40”4; 3. LEONARDI Ro­ berto (CSI Roma) 4O"7; 4. COCOLLI Antonio (CSI Massa 41’1; 5. GRILLI Daniele (CSI Pisa) 41”6. 2. batteria: 1. CAI Massimo (CSI Pisa) 39"; 2. MONTI­ NARI Adriano (CSI Lucca)

41”; 3. CARTA Gianfranco (CSI Oristano) 46” 4. PISA­ NI Fabio (CSI (Massa) 50”5. Lancio del Disco 1. POZZI Renato (CSI Ca­ gliari 38,84; 2. BARDELLI Bruno (CSI Pisa) 35,90; 3. BREGA FRANCO (CSI Lucaca) 32,90; 4. ONNIS Anotnio (CSI Ales) 26,66. Metri 1000 finale

1. CORPI NO Paolo (CSI Ca­ gliari) 2’374; 2. CELI Augu­ sto (CSI Massa) 2’55”6; 3. MASSA Giovanni (CSI Caglia­ ri) 2’57"3; 4. MANCA Gio­ vanni (CSI Oristano) 3'08”7. 5. STORTI Vittorio (CSI Mas­ sa 3’25”7. Metri 80 piani Finale: 1. SICA Salvatore (CSI Pisa) 9"3; 2. CAMIOLO Francesco (CSI Pisa) 9”4; 3. PIRAS Roberto (CSI Caglia­ ri 9”5; 4. LO MONACO Fran­ co (CSI Roma) 9”7; 5. COR­ RIDORI Salvatore (CSI Ales) 9”8; 6. SPANO Marco (CSI Ales) 9”9. Lancio del giavellotto Finale: 1. CHIRCHI Ange­ lo (CSI Cagliari) 38”6; 2. CAI Massimo (CSI Pisa) 39”2; 3. MONTINARI Adriano (CSI Lucca) 41”2; 4. RECANATI Roberto (CSI Roma) 41”2; 5. COCOLLI Antonio (CSI Massa 41”6. Salto in alto 1. PIRAS Giovanbattista (C.

lui non occorre né targa né patente si guida anche a 14 anni in

S. I. Cagliari) 1,65; 2. PALAGI Milano) 12”; 4. UTTINACCI Claudio (CSI Massa) 1,65; 3. Sergio (Ossolana Novara) 13”; PERA Maurizio (CSI Lucca) 5. CANNICI Franco (Marti1,60); 4. CROGU Mario (CSI nese Novara) 14”3. Alcs) 1,60; 5. MEUCCI Ce­ sare (CSI Massa) 1,50. Metri 80 piani ». batteria: 1. CABULA Er­ Salto in lungo nesto (Italsider Genova) 9”5; 1. ZANOLLA Sandro (CSI 2. GIRARDELLO Roberto (C Cagliari) 5,74; 2. LIPPI1 viv Gio­­ S.I. RICCARDI Milano) 9”7; ■7 vanni asi (CSI Massa) 5,59); 3. 3. GAVAGNINO Roberto (AlFAIS Mario (CSI Oristano) tiora Novara) 9”7; 4. CANALI 5,22. Claudio (Colombo Lecco) 10” 1; 5. GIADRESCO P. Lucia­ Metri 200 piani no (Zinolese Savona) 10”5; 6. Finale: 1. DIANA Ezio (CSI AGLIODO Franco (4 Porte Pi­ Cagliari) 5’59”3; 2. TUVERI nerolo 10"7. Sergio (CSI Lucca) 6’38”5; 2. batteria: 1. GHEZZI Mor­ 3. BERTONCINI Leonardo (CSI Lucca) 6’38”5; 4. ORRU ris (CSI Riccardi Milano) 9”6; Salvatore (CSI Oristano) 7’ 2. ZANONI Angelo (Rapid No­ 10”2; 5. VERONA Roberto vara 9”7; 3. MICCA Carlo (RIV SKF Pinerolo) 10”7. (CSI Massa) 7’42'T. 3. batteria: 1. DAGNINO Staffetta 4 x 100 Francesco (Italsider Genova) 1. CSI CAGLIARI (Accardi, 9"6; 2. BAGGIO Zeno (CSI Serra, Cherchi, Piras) 45”3; Riccardi Milano) 9”6; 3. SPE2.CS1 PISA (Camiolo, Cai, Co­ RANDIO Ugo (Rapid Nova­ li, Sica) 45”5; 3. CSI ROMA ra) 9”7; 4. BERTOLOTTI (Cencini, Leonardi, Lo Mo­ Leandro (Castello Cremona) naco, Sperandio) 47”; 4. CSI 10"2. Massa (Franceschini, Tosi, Cocolli, Lippi) 48”2. Metri 300 piani 1. batteria: 1. GATTONI Danilo (Gozzano Novara) 38" ALESSANDRIA 7; 2. POLENGHI Andrea (Ca­ stello Cremona )39”6; 3. FU­ SI Adelchi (C.G. Erba Lec­ Metri 80 ostacoli co) 39”ó; 4. PINTON Maurizio Finale: 1. SGARONI Tizia­ (Rapid Novara) 40”. no (C.S.I. Riccardi Milano) 2. batteria: 1. VERTUE’ Ga­ H”6; 2. DE PASQUALI Ser­ gio (Aurora Lecco) H”9; 3. briele (Riccardi Milano) 39" RUFFINI Enzo (CSI Riccardi 2; 2. TREVISAN Adriano (Vai-

lo scooter degli anni '70

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lemossa Biella) 39"7; 3. GUAR- AMBROSONI Roberto (Ric­ NIERI Giovanni (G.C. Erba cardi Milano) 1,73; 3. BORI­ Lecco 39 '8: 4. DAMONTE Pie­ LE Luciiano (Rayer Novara) ro (Arenzano Genova) 40”3. 1,65; 4.CONFALONIERI Fe­ derico (Altiora Novara) 1,50; Salto con l’asta 4. NOSOTTI Luigi (Castello 1. CERRUTI Renzo (Italsi- Cremona) 1,50. der Genova) 2,40. Lancio del giavellotto 1. SABBADIN Mario (ItalLancio dei peso sidcr Genova) 50,76; 2. GODI 1. BELLONE Giuseppe (Os- Mauro (Gozzano Novara) solana Novara) 11,43; 2. BE- 36,60 DINA Enrico (Atletica Lec­ co) 11,22; 3. AVONDO Gio- Metri 2000 19; 4. PATRUCCO Enrico (Ric1. MORI Ezio (Riccardi Mi­ vanni (Martinese Novara) 11 e lano) 6’08"7; 2. MARINI Fran­ cardi Milano) 10,94; 5. CUR- co (Ossolana Novara) 6'12”4; TO Gregorio (Aurora Lecco) 3. ROCCA Sergio (Cernusco 10,81; 6. BRANDL Renato Lecco) 6'17”3; 4. RAVASI En­ (Riccardi Milano) 10,78; 7. rico (La Torre Lecco) 6'30”5; CLEMENTI Massimiliano (E- 5. SUBACCHI Ezio (Maffei speria Cremona) 10,64; 8. Cremona) 6'38”5; 6. ANGE­ CIAMPINI Piero (Italsider LINO Renato (Rolettese Pi­ Genova) 9,72 9. BOLOGNESI nerolo) 6'39”; 7. PORTELLI Franco (Zinolese Savona) 8 Natale (Rayer Novara) 7’02”. e 77. Salto con l’asta Metri 1000 piani 1. CERRUTI Renzo (Ital1. SIRONI Maurizio (Ric­ sidcr Genova) 2,40. cardi Milano) 2'39”6; 2. ARVANI Enrico (CSI Cerro M. Salto in lungo Milano) 2’43"1; 3. BERTINO 1. GARIBOLDI Paolo (Ric­ Ermanno (Vallemosso Biel­ cardi Milano) 6,05; 2. GUIla) 2’46”4; 4. DEO' Paolo (Ric­ DETTI Michele (Gozzano No­ cardi Milano) 2'50”; 5. GAR- vara) 6,03; 3.CAZZOLA Ro­ GIULO Giuseppe (Zinolese Sa­ berto (Riccardi Milano) 5.92; vona) 2’524; 6. BERETTA En­ 4. MONTI Franco (Atletica rico (Atletica Lecco) 2'55”6; Lecco) 5,86; 5. MAZZA Lui­ 7. PEREGO Walter (D. Bosco gi (Atletica Lecco) 5,75; 6. Lecco) 2’59”5; 8. JOZZINO FORMIGONI Carlo (Atletica Giulio (Italsider Genova) 3’ Lecco) 5,64 7. BARDUCCO Ma­ 02”; 9. NAVA Claudio (Cernu- rio (Zinolese Savona) 5,54. schese Lecco). 3'03”7. Staffetta 4 x 100 Lancio del disco l.MILANO (Gariboldi, Ghez1. PRIGIONE Claudio (Ric(- zi, Baggio, Sgarone) 44'9; 2. cardi Milano) 37,30; 2. FER­ NOVARA (Sperandio, Gatto­ RARESI G. Mario (Altiora ni, Zanoni, Guidetti) 45"7; 3. Novara) 33,90; 3. NAVA Gior­ LECCO (óuarneri. Fusi, De gio (Atletica Lecco) 32,98; 4. Pasquale, Òanali) 47"1; 4. SA­ RIGÒ Luigi (Rapid Novara) VONA (Mamberti, Bolognesi, 31,08; 5. VETTORI Marco (I- Falco, óiadresco) 49”3; 5. PI­ tal sider Genova) 29,46; 6. RU- NEROLO (Micca, Rinaldi, ABAGA Temistocle (Atletica gliodo, Aimonetto) 51”9; 6. Lecco) 28,30; 7. A1MONETTO GENOVA (Bassignani, DaniCarlo (RIV SKF Pinerolo) no, Damonte, Cabula) 52”1. 25.88; 8. RINALDI Mario (RIV SWF Pinerolo) 20,20. IL PRESIDENTE ALDO CAPPELLINI Metri 80 piani Finale primi: 1. CABULA Ernesto (Italsider Genova) 9”3; 2. CAVAGNINO Roberto (Altiora Novara) 9”4; 3. DAÒNINO Francesco (Italsider Genova) 9”4; 4. GHEZZI Mor­ ris (Riccardi Milano) 9”5; 5. BAGGIO Zeno (Riccardi Mi­ lano) 9"5; 6. SPERANDIO Ugo (Rapici Novara 9”7. Finale secondi: 1. GIRAR DELLO Roberto (Riccardi Mi­ PALLA lano) 9”6; 2. ZANONI Ange­ lo (Rapici Novara) 9”8; 3. CANESTRO CANALI Claudio (Colombo Lecco) 9”8; 4. GIADRESCO COMUNICATO N. 1 P. Luciano (Zinolese Savona 10”2; 5. MICCA Carlo (RIV Pinerolo) 10”2; 6. BERTOLOT- Roma, 25 settembre 1968 TI Leandro (Castello Cremo­ na) 10”3. CAMPIONATO NAZIONALE Metri 300 piani Finale dei primi: 1. GATTO­ Approvazione Regolamenti NI Danilo (Gozzano Novara) 39”; 2. VERTUE’ Gabriiele CREMONA: Fase provincia­ (Riccardi Milano) 39”6; 3. GUARNIERI Giovanni (Erba le Allievi e Juniores. Lecce) 40”l; 4. POLENGHI Andrea (Castello Cremona) ATTIVITÀ’ LOCALE 40”6; 5. TREVISAN Adriano (Vallemosso Biella) 40"8; 6. Approvazione Regolamenti FUSI Adelchi (Erba Lecco) 45”. BIELLA: Trofeso Città di Biella, cat. Juniores UDINE: Salto in alto I Trofeo notturno manzanese; 1. BELLAZZI Roberto (G. TRAPANI: I Coppa Francesco Olimpia Vigevano) 1,75; 2. Giammetta.

Omologazione risultati CHIETI: II Torneo estivo; 1. G.S. Victoria Chieti, 2. U. S. Gloria basket A Chieti, 3. G.S. Trinitasport Chieti; TRA­ PANI: I Coppa F. Giammetta: 1. G.S. Enpas, 2. G.S. ENAL, 3 G.S La Sportiva.

Americana a coppie: 1. BINETTI S. e PISANI A. IL

SEGRETARIO

ANGELO RAINERI IL PRESIDENTE

ALFONSO PRATESI

CORSI TECNICI

TRAPANI: si approva l'ef­ fettuazione del 3. corso Ar­ bitri. IL SEGRETARIO

ANGELO RAINERI IL PRESIDENTE

UMBERTO GARCEA

CALCIO COMUNICATO N. 3

^4

Roma, 26 settembre 1968

APPROVAZIONE REGOLAMENTI CAMPIONATI PROVINCIALI E ZONALI

NUOTO COMUNICATO N. 14 Roma, 26 settembre 1968

ATTIVITÀ’ LOCALE

Omologazione risultati TARANTO: Trofeo del Sole, Categoria A, mt. 25 s. 1. D’ANDRIA Paolo, mt. 25 dorso FRANCO Giulio, m. 25 rana PICA Armando, Staffetta 3 x 25 mista Rari Nantes; Cate­ goria B mt. 50 s.l. MASONI Maurizio, mt. 50 dorso DEHO' Alberto, mt. 50 rana MAR­ CIANO’ Arcangelo, Staffetta 4 x 50 mista RARI NANTES.

MODENA: categ. Juniores (con modifica); cat. Allievi (con modifica); cat. Giova­ nissimi; PERUGIA: cat. Juniorcs; ENNA: cat. Allievi; SAVONA: cat. Juniores, cat. Allievi; VERONA: cat. Junio­ res (Coppa Ass. Volontari della Libertà); Pre- Campio­ nario Allievi (Coppa Autun­ nale CSI 1968); cat. Giovanis­ simi (Coppa Òttica Piubello); NOTÒ: cat. Juniores, cat. Di­ lettanti; VERCELLI: cat. Ju­ niores, cat. Allievi, cat. Gio­ vanissimi A e B (Comitato reg. piemontese); BIELLA: cat. Juniores, cat. Giovanis­ simi A (Comitato regionale piemontese); BRESCIA: cat. Dilettanti a 6 giocatori; cat. Ragazzi a 6 giocatori; AGRI­ GENTO: cat. Juniores.

APPROVAZIONE REGOLAMENTI ATTIVITÀ’

APPROVAZIONE REGOLAMENTI TORNEI NAPOLI: Torneo di aper­ tura cat. Juniores; PIACEN­ ZA: Torneo Biberon; ANTRODOCO: Coppa Primi Calci; COMO: I Trofeo serale; Tro­ feo dei Bar albatesi; I Tro­ feo Don Angelo Sassi; BIEL­ LA: Torneo Giovanissimi A, Torneo Giovanissimi a 7 gio­ catori A; Torneo Giovanissimi a 7 giocatori B; Torneo Gio­ vanissimi a 11 giocatori B, Torneo cat. Juniores (Comi­ tato Reg. piemontese); ALBA: Coppa Artìg. e Commercian­ ti (C.R. Piemontese); PINEROLO: Trofeo Fossetto bien­ nale a 7 giocatori (C.R. Pie­ montese); LUCCA: I Coppa CSI cat. Juniores; Torneo Gio­ vanissimi II Coppa Sanyo; SPOLETO: Torneo Ricreativo II Coppa Enzo Dattilo; VE­ RONA: Torneo U.S. Lugana; VITTORIO VENETO: Trofeo Blu cat. B; VERONA: Torneo a 7 Giovanissimi « Coppa Bruno Peroni » Torneo 7 Al­ lievi Coppa Luigi Burato.

MOLFETTA: Si omologano i risultati delle fasi Societa­ rie del XV Gran Trofeo Gian­ carlo Chiarini,Fase del 9-8, mt. 400: 1. PA PAR ELLA Leo­ nardo, mt. 200: 1. PAPARELLA Leonardo; Fase del 17-8, mt. 200: 1. BINETTI Sergio, mt. 400: 1. CAPRARO Antonio,

OMOLOGAZIONE RISULTATI TORNEI FAENZA: VII Coppa Reda, vincente Ù.S. CSI Reda; TA; RANTO: Trofeo Giovanissimi cat. B. vincente U. S. Amato­ ri; I Trofeo Giovanissimi cat. A. vincente U. S. Amatori; CORROPOLI (Teramo); Tor-

IL SEGRETARIO

ANGELO RAINERI IL PRESIDENTE

CARLO GOLGI

PATTINAGGIO COMUNICATO N.

5

Roma, 24 settembre 1968

31


te: Mauro Paoletti; compo­ nenti: Gianfranco Massaro, Filippo Cappelli, Bruno Fazzini.

zo. Pani Angelo, Picciau Giu­ seppe, Piseddu Pier Paolo, Santarini Carlo, Senis Cor­ rado, Trovato Bruno, Zonedda Gian Franco, Enrico Saba, Beniamino Scano, Carlo CrucNOMINA cas, Mclis G. Paolo, Dessi NUOVI ARBITRI Carlo, Medda Gino, Girei F., Dessi Giovanni, Mureddu Mi­ ANDRIA: Marolla Riccardo, chele, Pisu Ottavio; R. EMI­ Acquaviva Riccardo, Petruz- LIA: Cocconi Manfredo, Pisi zelli Giuseppe, Ficarazzo Mi­ G. Franco, Spadoni Walter. chele, Liso Angelo, Tucci Tom­ maso; NOTO: Carobella Cor­ rado, Rustico Pietro, Rustico RINNOVO TESSERE Guglielmo; VITTORIO VENE­ ARBITRI TO: Padovan Sergio; FELORGANIZZAZIONE TRE: Vettore! Giancarlo, De R. EMILIA: n. 22 tessere; CORSI ASPIRANTI Domenico Giovanni; BARI: Di VICENZA: n. 40 tessere; CA­ Bari Domenico, De Benedic- GLIARI: n. 8 tessere; MAN­ ARBITRI tis Matteo, Gesù Antonio, Mi­ TOVA: n. 6 tessere; CERIchele Dionigi, Mancino Lo­ GNOLA: n. 8 tessere; TRA­ FIRENZE, R. EMILIA renzo; TRAPANI: Miceli Vin­ PANI: n. 17 tessere. cenzo, Bianco Giuseppe, Cre­ RATIFICA mona Vincenzo, Barbaro G. IL SEGRETARIO COMMISSIONI CALCIO Battista; CAGLIARI: Anedda RENATO BERNINI PROVINCIALI Giovanni, Aresu Efisio, Cocco IL PRESIDENTE Mario, Gherardini Gherardo, ASCOLI PICENO: Presiden- Matta Franco, Musanti boren­ GENEROSO DATTILO

neo estivo cat. Allievi, vin­ cente U.S. A. S. Nereto; RA­ VENNA: XI Torneo calcistico notturno organizzato U. S. Filetto, vincente G.S. GeGé; vincente Coppa Disciplina U. S. Filetto; NOTO; Torneo estivo II Coppa Risveglio Gio­ vanile di Ispica, vincente U. S. Baltum; Torneo estivo I Coppa Città di Pozzallo, vin­ cente U.S. Austerliz; TRAPA­ NI: Torneo ricreativo III Coppa G. Castiglia, vincente U.S. Enal Buoni Amici.

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