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Stadium n. 16/1966

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i problemi dello sport ★ 16 \

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Fudienza del Papa al C.PO.

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27 maggio - 4 giugno a Foligno la settimana del CSI roprio in questi giorni è stata definita la sede delle finali na­ zionali dei Campionati di pallavolo, pallacanestro e calcio, che come è ormai consuetudine si svolgono nella stessa città. j-j

Foligno, nel cuore della verde Umbria è stata pre­ scelta per cosi importan­ te manifestazione ed es­ sendo nell’Italia Centrale, pensiamo debba essere una sede gradita tanto alle squadre del Sud che

alle squadre del Setten­ trione. Siamo lieti di poter an­ ticipare anche il calen­ dario delle tre manifesta­ zioni in programma: 27 maggio - arrivo squa­ dre partecipanti Fina-

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le Pallavolo; inaugu­ razione Palestra Comu­ nale. 28 maggio mattina: 1« Giornata Campionati Allievi e Juniores; po­ meriggio: 2a Giornata Campionati Allievi e Juniores. 29 maggio mattina: 3" Giornata Campionati Allievi e Juniores; pre­ miazione squadre pal­ lavolo; pomeriggio: ar­ rivo squadre parteci­ panti Finale Calcio. 30 maggio - eliminatorie Campionato Juniores di calcio. 31 maggio semifinali Campionato Juniores di calcio 1° giugno - riposo per le finaliste Campionato Juniores di calcio; po­ meriggio : arrivo squa­ dre partecipanti Fina­ le Pallacanestro. 2 giugno - Finale Cam­ pionato Juniores di calcio e premiazione; .1“ Giornata Campiona­ ti Allievi e Juniores di pallacanestro. 3 giugno - 2“ Giornata Campionati Allievi e Juniores di Pallacane­ stro. 3“ Giornata 4 Jgiugno Campionati Allievi e Juniores di pallacane­ stro; premiazione squa­ dre pallacanestro. Nel prossimo numero ripeteremo con la costan­ za che ci ha distinto tut­ te le particolari norme che regolano la parteci­ pazione alle Finali racco­ mandando vivamente alle Società, ai Comitati Pro­ vinciali e Regionali la massima scrupolosità nel controllare tempestiva­ mente che tutti gli atle­ ti che dovranno pren­ dere parte alle gare siano In possesso dei cartellini e dei documenti d’identi­ tà per evitare dolorose esclusioni che potrebbero compromettere un intero anno di attività.


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la T 1 termine « sport » oggi purtrop- ha la convinzione che aiutando I po è usato spesso a sproposito; quella squadra a fare del vero sport nella nostra epoca ha perso quel pri­ aiuta la Società a maturarsi, aiuta mitivo fascino che aveva fra la folla; i giovani a crearsi una loro forte non si è più sportivi, ma tifosi, non personalità, ad educarli moralmente si è più atleti, ma macchine da soldi, e civilmente perché domani saran­ completamente spersonalizzati. no loro che avranno in mano le re­ Ecco il concetto predominante di dini della Nazione. questa bellissima attività dell’uomo. Il mondo d’oggi sta in tutti i Oggi il magnate si impegna in una campi diventando un mondo egoi­ squadra solo perché spera di fare sta, dove ognuno pensa a sé stesso fruttare i suoi capitali, non perché dimenticandosi del vicino magari


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i giovani, lo sport, la famiglia : un problema dei nostri tempi che ha bisogno di lui; sta diven­ tando un mondo di sopraffazione dove ognuno vuole arrivare, magari soffocando colui che ha più talen­ to; basta arrivare, ma dove? Anche lo sport segue queste ten­ denze, per questo ci stiamo batten­ do, non senza difficoltà ed ostacoli, per tenere questa attività nel suo primitivo binario. Per vero sport si intende quello insieme di attività fisiche, sostenu­ te ed alimentate da un sano ago­ nismo guidati dalla ragione, con lo scopo di educare fisiologicamente, spiritualmente, socialmente l’uomo perché con più facilità possa cono­ scere, amare e servire il suo Crea­ tore, uno sport completo quindi fatto di corpo, di anima e di grazia. Il vero sport non è quello che fà chiasso, che riempie i fogli sportivi, che crea i « divi », bensì quello che vive nel silenzio e nel sacrificio, ignorato, o quasi, dai grandi dei soldi e della politica, che serve i giovani e non si serve dei giovani. Sotto la maglietta dell’atleta non si deve vedere solo il campione de­ stinato ad essere messo sulla pub­ blica piazza al miglior offerente, ma si deve vedere l’uomo che si prepara a responsabilità sociali e lo si prepara ad assumerle domani forte dell’esperienza educativa del­ lo sport.

giovani come robot Mi fa paura leggere i giornali sportivi quando dell’atleta fanno una macchina da milioni, un robot chiuso e inscatolato in un determi­ nato ambiente; imbottito di mille accorgimenti, provato e riprovato; a questo punto invece di uscire dal­ l’officina una Ferrari da competi­ zione, cosa logica, esce l’atleta. Non bastano i milioni per fare un uomo, innanzitutto l’atleta es­ sendo uomo ha le sue esigenze na­ turali, ha la sua personalità; per­ tanto il vero sport deve rispettare la libertà del giovane. Staccare il giovane dal suo am­ biente naturale significa rompere la sua armonia interiore e, a lungo andare, logorare psichicamente e fi­ sicamente la sua natura e allora sa­ rà distrutto come uomo e non ren­ derà più come atleta; troppi casi ce lo confermano. Come reagiscono i giovani a que­ sto stato di cose? I giovani sono spesso in primo piano, ma quasi mai riescono ad essere i veri prota­ gonisti degli avvenimenti. 4

Gli adulti il mondo lo vogliono per loro, amano sentirsene padroni per poterne disporre, per questo si dilettano a gingillarsi con oggetti in grado di incenerire interi paesi, senza preoccuparsi eccessivamente dei giovani, i quali hanno reagito a tutto questo, hanno rifiutato la retorica, gli ideali, la fede dei grandi. Alcuni si sono messi con impe­ gno alla ricerca di una nuova strada per una nuova Società, altri hanno preferito rifugiarsi in atteggiamen­ ti di protesta. Hanno ostentato la assenza di ideali, di fede, di mora­ le. Una maniera come un’altra di farsi notare, per dire ai grandi che ci sono pure loro, per diventare in qualche modo protagonisti.

la parte dello sport In questa visione credo vada stu­ diato il problema sportivo giovani­ le. Si dice ed è accettato da tutti: i nostri giovani non amano lo sport, fanno il tifo e non lo sport. Non è completamente vero, il giovane ama lo sport, si avvicina ad esso laddo­ ve, come afferma il prof. Lamber­ tini, persone e mezzi riescono a fa­ re entrare nel cuore del giovane lo sport come un amore; dove il gio­ vane trova, attraverso l’opera di va­ lenti educatori, questa armonia e se tra sport e atleta avviene una specie di fusione per cui egli si dà appun­ tamento con la palestra e con il campo per trascorrervi il suo tempo libero, questa attività diventa alta­ mente educativa. E’ purtroppo una realtà, però, la frase pronunciata recentemente da una personalità del cinema: «le vere passioni costano troppo sacrificio ai giovani d’oggi; è preferibile e più simpatico assistere al recital della Cinquetti che partecipare ad una se­ duta di allenamento ». Ma questa gioventù chi l’ha av­ viata allo sport? Chi le ha mostrato l’utilità e le necessità della pratica sportiva? Chi ha messo a sua di­ sposizione tempo, spazio e attrez­ zature per fare dello sport? Lo sport offre una magnifica oc­ cupazione del tempo libero del gio­ vane liberandolo dalla noia che lo porta agli atti di bravura che ogni giorno leggiamo.

la parte della famiglia In questo stato di confusione, di anarchia, di sfasamento del termi-

ne sport, oltre allo Stato per quan­ to riguarda i mezzi che dovrebbe mettere a disposizione, si inserisce la famiglia. Oggi la famiglia generalmente non vede molto volentieri l’attività sportiva del figlio; perché o non co­ nosce i valori insiti in essa, oppure se li conosce li valuta troppo super­ ficialmente, sfalsati forse dalla pro­ paganda sportivo-commerciale dei giorni nostri, oppure pensa al tem­ po che il figlio perde a discapito della scuola o di altra sua occupa­ zione, questo in parte giustificato dalla carenza d’impianti che induco­ no veramente l’atleta a « perdere » tempo nel raggiungere la palestra od il campo chissà in che parte di­ slocato della sua città o addirittura in altra. Il vecchio detto latino « mens sa­ na in corpore sano » è sempre at­ tuale se esaminato in profondità e razionalmente inteso. Infatti è vero che nel corpo sano è favorito an­ che lo sviluppo spirituale, per quel senso di sicurezza e di ottimismo che più frequentemente alberga nel­ le persone di buona salute e che permette di affrontare la vita, le sue vicende, le sue avversità con un sen­ so di gioia o, quanto meno, di se­ renità. La pratica di uno sport è neces­ saria per favorire lo sviluppo fisico del giovane e contribuisce, se se­ riamente intesa, anche alla forma­ zione della volontà e del carattere.

strumento di unione familiare Ecco perché la famiglia, sede na­ turale dell’educazione, non deve tra­ scurare questo importante settore dell’educazione del giovane, anzi deve favorire una regolare attività sportiva con comprensione e inco­ raggiamento, curando che questo di­ venti mezzo di unione con la fami­ glia anziché di contrasto. Uno sport sano è per il giovane una vera e propria esigenza fisica che se rimane insoddisfatta può ori­ ginare squilibri veri e propri, a vol­ te pericolosi; per contro la famiglia previdente ha tutto da guadagnare avviando il giovane ad un’attività sportiva accuratamente scelta, per­ ché: — si irrobustisce nel fisico, cosa quanto mai necessaria per i giovani di oggi, specie se studenti abituati ad una inattività fisica preoccu­ pante;

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tutto da risolvere — si forma una volontà forte, senza la quale non riuscirebbe mi­ nimamente nemmeno nello sport; — si abitua alla socialità attra­ verso il gioco di squadra e può me­ glio uscire dal suo « guscio » egoi­ stico per sentire il valore di una famiglia più grande; — si creano occasioni per sane e profonde amicizie; — si abitua allo sforzo e alla fa­ tica per ottenere un risultato buo­ no; e tutto questo concorre valida­ mente alla formazione di un carat­ tere forte, aperto e generoso. Da quanto detto finora si deduce facilmente che lo sport non deve mai essere inteso come fine a se stesso, come professionismo, ma co­ me uno dei componenti di forma­ zione del giovane, come « valore ».

c’è sport e sport Per meglio intendere il detto la­ tino sopracitato è utile osservare che non vi è antagonismo, come si voleva in passato, tra fisico e psi­ che, tra corpo e anima, per cui si era portati a mortificare il corpo per favorire lo sviluppo spirituale, ma, essendo il corpo l’unico mezzo attraverso il quale l’anima si espri­ me, comunica, conosce ed agisce, è evidente quanto sia nobile ed alta la missione di perfezionare e poten­ ziare uno strumento di tale impor­ tanza. Spetta ancora alla famiglia creare le premesse per una'sana e regolare attività sportiva, che non sia sola­ mente intesa come indurimento del corpo attraverso esercizi pesanti e violenti condotti con esagerato ago­ nismo, che quasi come un hobby di famiglia permetta ai genitori di se­ guire gli allenamenti ed i progressi del giovane atleta e magari di ci­ mentarsi cavallerescamente essi stessi, laddove il tipo di sport lo consente. In questo modo lo sport diven­ terà veramente quel mezzo di po­ tenziamento del fisico e parimenti di formazione dello spirito, pur ri­ manendo sostanzialmente mezzo fondamentale di serena distensione che tutti auspichiamo. In ogni atti­ vità sportiva, comunque, è necessa­ rio ricordare che il giovane è impe­ gnato sempre non soltanto con il fisico, ma anche con l’intelletto e che è necessario tenere conto della sua dignità per affinarla ed accre­ scerla. ROMANO CHIGLIA

In questa rubrica ospiteremo le risposte delle C.T.N. ai vari quesiti e dubbi sulla interpretazione tecnica ed organizzativa dei regolamenti.

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risponde la CTN Calcio

In una recente riunione tenutasi in Milano in occasione di una « Tavola Ro­ tonda » dove sono intervenute alte au­ torità sportive, il rappresentante della F.I.G.C. disse: «per l'attività giovanis­ simi il C.S.I. sta facendo il comodo proprio e con regolamenti contropro­ ducenti ».. Cosa vi è di esatto nella se­ vera critica?

Ci troviamo a disagio a rispondere, perché trattasi praticamente di un ano­ nimo, comunque per non polemizzare precisiamo che il C.S.I. da 16 anni svolge attività per giovanissimi: eviden­ temente qualcuno se ne avvede, sia pu­ re a... scoppio ritardato, e forse perché attualmente tutte le federazioni svolgo­ no attività per giovanissimi. Speriamo di farci perdonare di averci pensato 16 anni prima di loro. Per quanto riguarda il calcio trascriviamo le norme essen­ ziali inerenti alla partecipazione dei ra­ gazzi: Età: dagli 11 ai 14 anni; visita medica preventiva; assenso scritto di uno dei genitori; le gare dovranno avere la durata di due tempi di 20’; la palla da usare è il n. 3; il campo di misure ridotte. Ci sembra che dette norme rappre­ sentino un palese senso di responsabi­ lità morale e di effettiva tutela verso i giovani calciatori. ■ Forse il signore della Tavola Roton­ da (o rettangolare) non seguendo la no­ stra attività si sarà pronunciato per « sentilo dire ». Peccato! e... senza ran core. In una recente partita del C.S.I. il direttore di gara, presentatosi in ri­ tardo, non procedette all'identificazione dei giuocatori e non richiese tessere e documenti. Terminata la gara chiamò le squadre e procedette all'identificazione dei giuocatori. Tale procedimento è consentito? Se vi fosse stato reclamo come si sarebbe comportata la Commissione Giudicante?

La Commissione avrebbe dovuto di­ sporre la ripetizione della gara. Un giuocatore « giovanissimo » tesse­ rato in tale categoria ha compiuto il 14° anno. Può partecipare al cam­ pionato Juniores? Può tesserarsi per altra Unione Sportiva?

Compiendo il 140 anno di età il giuo­ catore giovanissimo diviene « socio atle­ ta » e può tesserarsi per altra Unione Sportiva. Nel mentre per il N.A.G.C. il giuocatore quando compie il 140 anno di età rimane vincolato per un altro anno.

Sui calci di punizione vediamo che i giuocatori avversari debbono stare ad una certa distanza da chi tira la puni­ zione. In altre occasioni vediamo che tale distanza non è osservata, perché questa differenziazione?

La distanza da osservare è di ni. 9,15 e chi tira la punizione ha il diritto di pretendere tale distanza, come pure può rinunciarvi se per ragioni di rapidità desidera tirare anche se qualche giuo­ catore avversario è più vicino alla palla dei ni. 9,15. In tale caso, se subito dopo il tiro la palla batte sui giuocatori avversari l'arbitro lasccrà proseguire il giuoco

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In Italia si può caricare il portiere? Nel trasmettere Inter-Real Madrid il telecronitta ha asserito che Peirò vigilava il portiere per togliergli la palla nel momento che quest'ultima toccava terra e che il giuocatore in»*riita non poteva « caricare » il porfiere.

Jl regolamento del calcio è identico per tutte le nazioni quindi anche in Ita­ lia si può caricare il portiere. Per quanto riguarda il cronista della televisione può capitare che nella foga del suo rapido commento cada in qual­ che errore. Il Peirò poteva caricare il portiere spagnolo. Quando il portiere è in possesso della palla, può essere caricato in area di rigore ivi compresa l'area di porta. 5


ÓÒOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO schede didattiche

il dirigente istruttore

Abbiamo tratto questo interessante articolo dalla rivista «Verdenero », mensile del Centro Schuster di Milano Ringraziamo gli amici del Centro per la cortesia.

enza temere di usare una e l’altra, rimaste sole, sarebbero espressione esagerata, e ope- controproducenti dato che e prova­ ra educativa qualsiasi azione to come spesso l’entusiasmo diven­ volta a dare agli individui una ti fanatismo e la passione si tra­ maggiore e migliore conoscenza di sformi in passionalità portando a se stessi, delle cose che li circon­ situazioni esasperate che sono pro­ dano o anche semplicemente ad prio all’opposto del compito diri­ aiutare l’individuo a conoscersi, genziale e che sono in acuta anti­ ad apprendere qualche cosa di nuo­ tesi con quella che è l’azione che vo, a sviluppare le doti naturali di il dirigente deve sviluppare. cui dispone. Il dirigente-istruttore è nel meTutto ciò che è, in senso lato desimo tempo un dirigente, un tec­ istruzione è, di per se stesso, edu­ nico, un giudice, un animatore, un cazione e, poiché il dirigente- educatore. Se egli vuole svolgere in istruttore contribuisce a dare una modo completo il suo compito se determinata istruzione ai giovani, vuole divenire ed affermarsi come la sua opera può senza dubbio es­ un vero istruttore-dirigente, biso­ gna, soprattutto, che sappia orga­ sere qualificata educativa. Se poi l’opera intesa a fornire nizzare la propria attività e trova­ elementi di istruzione si accompa­ re il tempo necessario per risolvere gna negli istruttori-dirigenti a i molteplici problemi inerenti alle principi morali (quali si presup­ sue funzioni. Non basta che egli sia esperto di pongono e si richiedono da parte di coloro che svolgono l’attività di problemi sportivi, non basta che dirigenti-istruttori) quella che egli riceva un conferimento uffi­ scientificamente viene già qualifi­ ciale dell’incarico, ma é necessario cata come attività educativa, assu­ che abbia grandi capacità, psichi­ me anche un significato più vero che e morali, di modo che possa perché acquista l’intimo significato esercitare un effettivo ascendente sui giocatori e sulla squadra. Infat­ di educazione morale. Anche se molti dirigenti-istrutto­ ti, quando un istruttore per insuffi­ ri sono qualificati nel senso che cienza di capacità personali non sono in possesso di tutti gli ele­ riesce ad avere alcun prestigio sui menti che sono indispensabili a giocatori e sulla squadra, i primi si chi deve avere funzioni di guida, disorientano, la seconda si disgre­ moltissimi sono coloro che si sono ga con una conseguente diminu­ assunti un impegno tanto impor­ zione del rendimento. Per preparare i giovani, il diri­ tante senza averne le indispensa­ gente-istruttore deve formarsi un bili qualità. Infatti non basta l’entusiasmo, ricco patrimonio di conoscenze e di non è sufficiente la grande passione esperienze tecniche ed aggiornarle per fare di un individuo un diri­ di continuo. La tecnica individuale gente-istruttore. Entusiasmo e pas­ e collettiva è dinamica personale sione non sono evidentemente suf- nel senso che si evolve, si acquista ficentl a rendere il presunto diri- attraverso una preparazione gra­ . gente-istruttore un valido collabo­ duale, metodica, basata sulla co­ ratore in un campo che esige una noscenza approfondita di tutti gli elementi materiali, ambientali e più profonda preparazione. Infatti nel dirigente-istruttore personali di mutuo rapporto, e ten­ bisogna che vi sia una certa base di dente ad adattare reciprocamente istruzione, una conoscenza dei re­ ’i medesimi elementi partendo dal­ golamenti e delle norme che disci­ la personalità dei giocatori. plinano la materia che diventerà « pane quotidiano ». una particola­ re sensibilità che varrà a capire determinate situazioni, una spicca­ ta personalità sì da imporsi a tutti coloro che devono ubbidire, una forza morale per imporre, quando è necessaria l’immediatezza di un provvedimento, un vivo senso di responsabilità che non è di tutti anche se tutti, sbagliando, sentono di avere in sé la possibilità di diri­ gere e di comandare. Spesso queste qualità esistono, però non hanno mai potuto espri­ mersi in quanto chi le possiede non ha mai potuto manifestarle dato che la mancanza di una spe­ cifica preparazione lo ha impedito. Quindi, non solo entusiasmo e passione, ma un complesso di qua­ lità che si coordinano mentre l’una QveU « scheda didattiche » verranno pubblicato quindicinalmente e offriranno concreti spunti per la vita delle nostro «odati.

Il semplice possesso di nozioni e di esperienze tecniche rimane sterile se il dirigente istruttore non riesce a trasmetterle ai giocatori perché ne traggano utili indicazio­ ni e non incorrano nei medesimi errori. Un dirigente-istruttore deve es­ sere sicuro della sua forza, senza il minimo complesso di inferiorità e senza inquieto orgoglio. Ma i nostri dirigenti-istruttori devono possedere, oltre alle molte qualità che abbiamo enumerato, anche quel dono proprio del « bo­ nus pater familias » che deve ser­ vir loro non soltanto per seguire i giovani quando sono sul campo da gioco, ma anche per conoscere i molteplici aspetti propri di chi si affaccia alla vita e comincia ad avere problemi da affrontare, e so­ prattutto da risolvere, in un clima talvolta difficile e pieno di incom­ prensione. E riteniamo sia questa la parte più delicata del compito che il dirigente-istruttore assume. L’opera del dirigente-istruttore dà i suoi frutti quando i giocatori hanno la prova che egli sa e vuole essere un sostegno, un consigliere per ciascuno di loro. L’istruttore-dirigente che conosce il significato della sua posizione, che conosce il valore del suo ruolo, sente la responsabilità e concepi­ sce la propria attività come una missione. Solo così il dirigenteistruttore non si lascerà spingere dalle circostanze, ma si dedicherà spontaneamente al migliore svolgi­ mento del programma prestabilito ed alla ricerca dei metodi più effi­ caci di preparazione tecnica ed umana, di quei metodi che consen­ tano di diminuire l’abilità, la sicu­ rezza, la soddisfazione dei giovani e, per conseguenza, il suo prestigio. Dr. FRANCO BETTINELLI DARIO BORGOGNO


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parliamone insieme

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giovani e adulti non sono due società O argomento O sul quale si può sem­ pre intavolare una discus­ sióne, è il rapporto tra la generazione giovane odier­ na e gli adulti, compren­ dendo in questo termine genitori, insegnanti, sacer­ doti, classe dirigente... Purtroppo, il più delle vol­ te, ci si ferma a dibattere il tema, spietati gli uni, la­ crimosi gli altri, senza che scatti una posizione di dia­ logo, senza che seriamen­ te ci si ascolti a vicenda. E’ che troppo spesso non si riesce ad avere una chia­ ra visione di una situa­ zione e, tanto meno, si ha il coraggio di affrontare una terapia che, prima che dolorosa, è soprattutto im­ pegnativa.

DUE ATTEGGIAMENTI Intanto, e questa è sto­ ria degli ultimi anni, da un generico senso della difficoltà nei rapporti tra le diverse generazioni, si sono andati producendo, tra gli altri, due atteggia­ menti che vale la pena di esaminare un po’. Entram­ bi interessano il mondo giovanile: il primo, proprio per una affermata impos­ sibilità di integrazione con gli adulti, porta ad una « distinzione » da questi. Si va verso una società

dei giovani, accanto ad una società degli adulti: si pensi solo a fenomeni, molto recenti in Italia, della musica per giovani, della moda per giovani, dei giornali per giovani, de­ club per giovani... Ci si « distingue » per non scomparire, per affermar­ si, per opporsi, per difen­ dersi. Il secondo, ed è forse un atteggiamento dei più consapevoli, dei più ma­ turi, porta a « fare la stra­ da per proprio conto », costi quel che costi: non ci si pone in lotta aperta con gli adulti, ma si reclama una libertà di azione, di indagine, di esperienza. Non si può guardare a questi atteggiamenti con scetticismo (eh!... tireran­ no anche loro i remi in barca...) e nemmeno con eccessivo allarmismo (do­ ve andremo a finire? Bi­ sogna tornare al bastone ed alla cinghia...); non si farebbe che esasperare maggiormente il distacco e si sarebbe miopi di fron­ te alla storia. Non si può d’altra parte ignorare che, se questi at­ teggiamenti nascono da delle profonde aspirazioni dell'animo giovanile, trop­ pi sono coloro che sfrutta­ no commercialmente que­

Dal « fondo » di Raniero La Valle Sull’Avvenire d'Ita­ lia di domenica 1 maggio, stralciamo alcuni passi che hanno riferimento con l’ar­ gomento trattato qui sopra. La nuova generazione, in Italia, quella che è stata protagonista dei luttuosi episodi romani, è nata dopo il fascismo, dopo la Resistenza; non è passata attraverso quella prova mo­ rale che è stata per tutti noi. in bene ed in male, la guerra, non è passata attraverso la passione politica del nuo­ vo Stato da edificare, la sofferenza del­ la ricostruzione, l’ansia di non rica­ dere nelle durezze e nelle mortifica­ zioni del passato, tutto ciò che ha co­ stituito in questi anni in Italia la vera forza della libertà, della sua difesa contro ogni totalitarismo. Per questo, non è tanto agitando i fantasmi del passato che possiamo convincere i gio­ vani di oggi ad amare la democrazia, a deporre lo spirito di violenza, a per­ seguire i valori più alti, ma è vincen­ do lo spirito della divisione e dell'odio, è arricchendo la nostra convivenza di oggi, mostrandone i contenuti positivi, attuali, vivendoli e facendoli vivere.

ste aspirazioni e troppi sono coloro che da esse partono per un’irreggimentazione precoce in ri­ gidi schemi di partito. Chi poi sogna fissi « blocchi » di età. senza alcuna comunicazione, e senza osmosi, troppo fa­ cilmente dimentica che di li a poco tempo sarà egli stesso catalogato tra i «superati», i «vecchi», coloro che non hanno più niente da dire.

ADULTI « GIOVANI » Questa potrebbe sem­ brare una visione pessi­ mistica e con scarse vie di uscita; non è forse ve­ ro, però, che tutti cono­ sciamo degli adulti che hanno saputo rimanere « giovani », senza' bisogno di indossare blue-jeans o di ballare il surf? Non è forse vero, anche in... casa nostra, che tanti allena­ tori, sacerdoti, dirigenti di società sono adulti stimati, che non hanno perso il contatto con il mondo gio­ vanile? E’ interessante per noi ricercare i motivi profon­ di di questa sensibilità giovanile, di questa ca­ pacità di incontro, di questa autenticità educa­ tiva. Non esamineremo qui l’argomento, ma intanto

Ora è proprio su questo piano che siamo carenti. I partiti non si sono veramente . rinnovati: sono ancora quelli del ’45, con venti anni di più: con maggiore saggezza e realismo di allora forse ma certamente con mino­ re spinta ideale, con minore capacità di presa popolare, di sentimenti forti, di dedizione volontaristica, per qual­ cosa che valga più di ogni calcolo: e questo spiega la crisi dei rapporti tra i giovani e i partiti. La scuola è alla ricerca di una sua riforma struttura­ le: ma i suoi programmi, il suo discor. se educativo, i suoi contenuti sono ri­ masti sostanzialmente immutati. I giornali, diciamo anche questo, hanno tentato di varare qualche « pagina dei ' giovani ». proprio per la loro incapa­ cità di integrare i giovani nell'unico discorso che riguarda giovani e adulti insieme, uomini e donne, di una socie­ tà da far crescere, da far andare avanti, non solo nei parametri del red­ dito, ma in quelli della civiltà. della cultura, della vita secondo giustizia, della coscienza di sé; lo stesso associa­ zionismo giovanile è entrato in crisi, per un invecchiamento non avvertito e non ovviato, delle sue formule, delle

sembra importante affer­ mare che la condizione giovanile non è soltanto una condizione anagrafi­ ca, ma è innanzitutto una posizione mentale, inte­ riore. E’ giovane, potrem­ mo dire con il messaggio del Concilio ai giovani, chi ha la « capacità di rallegrarsi per ciò che co­ mincia, di darsi con ge­ nerosità, di rinnovarsi e di ripartire per nuove con­ quiste ». E’ giovane chi non « si siede in poltrona » e non rinuncia a migliorare se stesso e il mondo. Questa è la prima con­ dizione per essere capaci di incontrare i giovani. Li vogliamo uomini re­ sponsabili che sappiano rinunciare a scandalizzar­ si e ad agire paternalisticamente. Li vogliamo uo­ mini che siano capaci di « dialogare » su tutto e con tutti, .prima di tutto con la loro esperienza vi­ va. Così facendo essi non proporranno delle parole, ma la loro stessa vita, la loro sofferenza per cono­ scere il loro impegno per amare, la loro gioia nel servire. Dobbiamo dirlo: tanti in « casa nostra » educano, allenano, organizzano con questo stile. Ma noi? GIANNI

sue abitudini, della sua pedagogia. Più giovane di tutti, più capace di novità, è rimasta la Chiesa, passata attra­ verso il bagno salutare del Concilio: ma anche il Concilio ha bisogno del suo tempo (e di molta volontà) per travasarsi nella vita quotidiana, nelle strutture pastorali, nelle torme asso­ ciative. nell’insegnamento religioso scolastico. Non è un discorso pessimistico que­ sto. perché certo non mancano i mo­ tivi di consolazione, di speranza, e an­ che di compiacimento per lo stadio di sviluppo civile a cui bene o male sia­ mo riusciti ad arrivare. Ma guai se non ci fossero i giovani a metterci continuamente in questione, a chie­ derci verità, non formule e luoghi co­ muni, a impedirci di invecchiare. E allora non basta condannarli, quando essi rompono il loro silenzio metten­ dosi a pontificare sui problemi del ses­ so. o sfasciando le urne, o invasandosi ai ritmi dei capelloni. Bisogna anche chiedersi quale società stiamo co­ struendo per loro e con loro, quali mo­ delli, quali alternative siamo stati e siamo capaci di offrirgli.

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lo sport vero non conosce frontiere Scambio di doni tra il Santo Padre e il Presidente del CONI, avv. Onesti, nel corso dell'udienza pontificia.

sport e cristianesimo

oi formuliamo il più cordiale benvenuto al Comi­ tato Olimpico Internazio­ nale ed al suo meritevolissimo Presidente signor Brundage. Le nobili parole con le quali il vostro interprete signor Brun­ dage ci ha ora presentato i membri della vostra 641 Ses­ sione, Ci commuovono profon­ damente perché sono la dimo­ strazione della vostra preoccu­ pazione di non terminare i la­ vori dell’Assemblea senza aver preso contatto con l’autorità spirituale che rappresentiamo. E’ a questa autorità infatti che si rivolge il nostro omag­ gio oggi. Innanzi tutto vi rin­ graziamo In nome della vene­ rata memoria dei Nostri pre­ decessori che avete voluto men­ zionare. da San Pio X che pa­ ternamente incoraggiò le no­ bili imprese del Barone de Coubertin. il rinnovatore dei Gio­ chi Olimpici, fino a Giovan­ ni XXIII che accolse perso­ nalmente nel 1960 gli atleti di 83 nazioni e. pochi giorni do­ po, a Castel Gandolfo, il vostro Comitato — senza dimenticare Pio XII ed il suo ampio e ma­ gistrale insegnamento circa li ruolo dell’attività fìsica e spor­ tiva nella vita dell’uomo imo­ derno; insegnamento che li Concilio testé conclusosi ha, O1 si può dire, condensato e codifi­ cato in poche frasi ricche di contenuto. Vi siamo ricono­ scenti di averle volute ricordare. Permetteteci dunque di con­ siderare la vostra presenza qui, Signori, come un invito ad un dialogo con il mondo dello sport. Non ne rappresentate voi forse l’autorità più altai èe qualificata? Quale interlocutore piu abile potremmo noi desi­ derare se non il Comitato' In­ ternazionale Olimpico? twt

è possibile un dialogo ? Udienza che Paolo VI ha concesso al C.I.O. il 28 aprile ha costituito for­

se il momento saliente di questa 64“ Sessione. Innanzitutto perché il mes­

saggio che il Papa ha rivolto ai rappresentanti più qualificati dello sport

mondiale ha un profondo e attualissimo valore programmatico per il mo­ vimento olimpico e per tutti quanti oggi si interessano di attività e problemi

sportivi. Ma anche perché il Congresso del C.I.O. ha deluso per suo conto

molte aspettative, dal momento che alcuni scottanti e urgenti problemi —

dilettantismo, rapporti con i paesi non aderenti — sono stati ancora una volta rimandati al futuro. La stessa decisione sulla costituenda federazione dei Co­

mitati Olimpici Nazionali — promossa opportunamente dal CONI — è stata rinviata all'anno prossimo. E' un peccato che il C.I.O. si isoli ancora nella sua

torre d'avorio mentre potrebbe efficacemente operare per il conseguimento di quelle mete ambiziose indicate dal Papa in questo suo elevato discorso.

Tuttavia ci si potrebbe mera­ vigliare dell’esistenza di un si­ mile dialogo. Le obiezioni ap­ paiono evidenti. Prima di tut­ to questo, la più naturale: che c’entra la religione con l’edu­ cazione fìsica? E’ possibile im-, maginare due interlocutori più diversi l’uno dall’altro? L’uno volto a Dio, all’anima ed allo spirito, l’altro interamente pre-' occupato dell’uomo, nella sua apparenza più materiale: il suo corpo, le sue membra, i suol muscoli. Lo sport non è forse per definizione estraneo alla re­ ligione? C’è di più: la stessa forma sotto la quale oggi si presenta l’attività sportiva, è competi­ zione, lotta, sforzo per domi­ nare un avversario; lo sport cosi inteso non appare forse come un incoraggiamento alia rivalità, un elemento di divi-

incontro facile e dialogo naturale e si 8


e discriminazioni razziali o politiche icone, un fattore di disgregaitone sociale? Ora. che cosa rredica la religione se non l’inessa, l’armonia, la fratellanza, i. riduzione degli antagonismi, i. pace sociale? Ed ancora: il titolo stesso «ella vostra organizzazione (Giochi Olimpici » non sembra □orse una specie di sfida per Ini lavora alla realizzazione deiopera più importante e più esrla che esista al mondo: con­ durre le anime a Dio, santifi­ carle. salvarle? Parlare di «Gio­ ite» che frivolezza! potrebbero iiire alcuni pensando alla traedia del destino eterno dello i corno!

•relazioni li parentela Simili obbiezioni potranno impressionare alcuni spiriti, ma u Chiesa le considera più co­ me apparenti che reali. Essa li trova infatti presupposti che ioon può ammettere, preoccupa­ si com’è di proteggere tutti i calori veri e di avviare con iisolutezza il dialogo con il mondo odierno; nelle diverse «pressioni che può rivestire la 'fifa individuale o la vita di ocietà. Sia che consideri lo sport co­ me educazione fisica o come educazione morale e sociale, op­ pure come educazione interna­ zionale, in esso la Chiesa sco­ pre non soltanto dei punti co­ muni. ma anche armonie pro­ tende e quasi relazioni di pa­ rentela fra una sana pratica bello sport e la sua dottrina. SI chi potrebbe meravigliarsene? 'Non è forse lo stesso Dio che ina creato l’anima e il corpo; sa bellezza morale e la bellez­ za fisica? Non dobbiamo aver inaura: il vero Dio è amico dela vita poiché ne è l’autore ed •figli non può che approvare la competizione ed il gioco se tengono usati nel reciproco ri­ spetto e senza perdere di vi­ sita il vero bene dell’uomo. Consideriamo in primo luogo co sport come educazione fisi­ ca. La concezione cristiana del corpo umano, concezione che ;■ quella della Chiesa, consente ili approvare senza riserve liuanto una simile educazione contiene di buono e di sano. La Chiesa considera il corno umano come il capolavoro ilella creazione da un punto di testa materiale. Ma superando '"esame fisico delle meraviglie ::he esso contiene, la Chiesa ri­ ssale fino alla sua origine, cioè Ano a Colui che anima questo norpo con il « soffio di vita » ooer dirla secondo le Sacre Scrit­ ture e ne fa in tal modo l'alcoggio e lo strumento di una nnima immortale. A questa prima dignità che deriva al corpo dalla sua ori­ gine, si aggiunge, agli occhi

del credente, quella che viene ad esso conferita dalla sua re­ denzione in Cristo, quella che strappava a San Paolo i suoi moniti patetici « Non sapete forse che i vostri corpi sono membra di Cristo? Non sapete che il vostro corpo è il tem­ pio dello Spirito Santo che ri­ siede in voi e che voi non ap­ partenete a voi stessi? Perché siete stati riscattati a gran prezzo Glorificate dunque Dio nel vostro corpo». (I Cor. 6,15, 19-20). Ma, agli occhi del cristiano, c’è ancora di più; questo corpo perituro e destinato a morire, sappiamo che risusciterà un giorno per non più morire. « Io credo nella resurrezione della carne » è la professione della Chiesa nel suo Credo. E' Cri­ sto che l’ha promesso: «Colui che crede in me, anche se è morto, e chiunque vive e crede in me, non morrà mai » (Io. 11.26). «Verrà l’ora in cui i morti sentiranno la voce del Figlio di Dio e quanti l’avran­ no intesa vivranno». (Ibid. 5,25).

qualità fisiche e morali Ecco in poche parole quello che la Rivelazione ci insegna sulla grandezza e la dignità del corpo umano, creato da Dio, riscattato da Lui e desti­ nato a vivere in Lui eterna­ mente. Ed allora perché la Chiesa non dovrebbe essere la prima ad incoraggiare la valo­ rizzazione di quel meraviglio­ so strumento che è il corpo per mezzo di una educazione fisica appropriata? Non certo culto o divinizzazione del corpo: ma esercizio fisico, ginnastica, al­ lenamento alla resistenza, alla agilità, al vigore con tutte le dovute precauzioni e nel ri­ spetto dei valori superiori al­ l'ordine fisico; cosa vi è di più conforme alla sana ragione, ai disegni del Creatore, all’inse­ gnamento della Chiesa? Ma nello sport vi è ancora molto di più che non la sola educazione fisica. Esso serve co­ me potente fattore di educa­ zione morale e sociale. E qui il dialogo con la Chiesa si fa ancora più cordiale, perché i punti di vista si avvicinano ulteriormente. Quale scuola di lealtà è in primo luogo la pratica dello sport! In ouale onore vi è te­ nuto il « fair play »! Quanto spregevole e anti sportivo ap­ pare ogni tentativo di frode! E poi quale ascesi! Quale an­ tidoto alla mollezza, all’indo­ lenza, alla pigrizia! Lo sport è maestro esigente! Esso presup­ pone disciplina, spirito di sa­ crificio, padronanza di sé, co­ raggio e tenacia!

Ma lasciatecelo dire, cari Si­ gnori, tutto questo è nostro. Dove, più che nella Rivelazio­ ne cristiana, vengono esaltate le virtù morali che contribui­ scono così efficacemente a per­ fezionare la persona umana e che per la grazia di Dio ven­ gono elevate al più alto punto di finezza e di perfezione.

educazione personale e internazionale E se lo sport può ugualmen­ te contribuire alla perfezione della persona, come potrebbe allora rivelarsi nocivo alla so­ cietà e costituire un elemento anti sociale o asociale, secon­ do le obbiezioni di cui parla­ vamo un momento fa? La pra­ tica dei vostri meravigliosi Gio­ chi olimpici riduce a nulla que­ sta obbiezione e indica nello sport il fattore sociale fra i più elevati, allorché viene pra­ ticato secondo i' principi che sono i vostri e quelli di tutti i veri sportivi. Qui l’accento poggia non sul­ la medaglia da conquistare, sull’avversario da schiacciare, sul record fine a se stesso. Si serve la causa e non l’ambizio­ ne di una ricompensa. Sappiamo con quale energia viene difeso da voi lo sport dilettantistico contro l’invasione del professio­ nismo, del «gladiatore pagato», come lo chiamava il restaura­ tore dei Giochi Olimpici. Voi rispondete con un energico NO tanto all’intrusione com­ merciale, quanto all’intrusione politica. Voi sapete infatti che solo a questo prezzo è possi­ bile mantenere lo sport a quel livello sociale ed educativo che vi è caro. La cosa di maggiore impor­ tanza per voi è la fratellanza, il rispetto reciproco, la com­ prensione, io spirito di squadra. Il Barone de Coubertin chie­ deva ancora di più: « Prima di tutto — diceva — è necessa­ rio mantenere nello sport quel­ le caratteristiche di nobiltà e di cavalleria che gli sono sta­ te proprie per il passato ». Ma­ gnifiche parole, alle quali la Chiesa, da parte sua. non può che convenire. Ma occorre allargare ancora l'orizzonte e considerare lo sport sul piano mondiale, co­ me mezzo di educazione inter­ nazionale. Vi è infatti nello sport una caratteristica che la vostra istituzione mette in grande rilievo: la sua univer­ salità. L’uomo è dovunque lo stesso. Lo sport vero non co­ nosce frontiere, ignora qual­ siasi discriminazione razziale o politica. Ognuno si impone se­ condo il proprio valore. Ne deriva che la pratica del­ lo sport a livello internaziona-

le. che trova la sua migliore espressione nei Giochi Olimpi­ ci. si rivela come uno del fat­ tori più importanti per il pro­ gresso della fratellanza fra 1 popoli e per la diffusione della pace tra le Nazioni. Nel quadro delle competizioni Intemazio­ nali 1 partecipanti imparano a conoscersi, a stimarsi, ad of­ frirsi ospitalità reciproca e tut­ te quelle cortesie suggerite da­ gli usi della cortesia interna­ zionale. Imparano ad affrontarsi nelle lotte pacifiche dello stadio e delle palestre e non più nelle lotte fratricide dei campi di battaglia. La guerra, la grande nemica del genere umano, è anche la nemica per eccellen­ za delle vostre nobili e pacifi­ che gare. Difatti, percorrendo la lista dei Giochi Olimpici che si cele­ brano ogni quattro anni dalla loro fondazione, appaiono ogni tanto dei vuoti, alle date fati­ diche segnate dai sanguinosi conflitti: 1916, 1940, 1944. Chi avrebbe il coraggio di defini­ re frivoli questi Giochi che ar­ rivano di colpo — lo avete det­ to or ora — là dove i politici camminano tentoni in mezzo a tante fatiche ed ostacoli? Per l’osservatore imparziale, siete una grande istituzione, di ca­ rattere universale, al servizio della pace nel mondo. La Chie­ sa, essa persegue dei fini di ordine spirituale, trascendenti ogni interesse umano. Ma chi può negare che non sia, an­ che essa, una grande istituzio­ ne, di carattere universale al servizio della pace nel mondo? In questo caso anche, vedete, rincontro è facile e il dialogo naturale fra la Chiesa e lo sport.

incontro cordiale Cari Signori, noi leggiamo nei « Principi generali » posti in testa ai vo­ stri statuti, che « il fine del movimento olimpico è di esal­ tare presso la gioventù sia lo sforzo fisico, sia le qualità mo­ rali che sono le basi dello sport dilettantistico, come pure di contribuire all’amore e al mantenimento della pace fra i popoli ». Sforzo fisico, qualità morali, amore della pace: su questi tre punti Noi speriamo avervelo dimostrato, il dialogo che la Chiesa ha con il mondo dello sport è sincero e cordiale. Il nostro augurio è che possa es­ sere sempre più esteso e fe­ condo. _ Questo augurio, ve lo affidia­ mo, invocando su di voi. le vostre famiglie, la vostra pa­ tria e sul felice proseguimento dei vostri lavori, le più abbon­ danti celesti benedizioni.

icero tra la chiesa e il mondo sportivo


sente che non possono essere validi, agli effetti considerati delle punizioni, altri tornei a cui poteva partecipare il giuocatore in oggetto, si delibera : — di respingere il reclamo, la relativa — Si incamera tassa.

U.S. Jolly Torri di Gualdo Cattaneo avverso delibera C.Z. Calcio di Gualdo Cattaneo - Gara U.S. Jolly Torri - U.S. Clitunno del 27-2-1966.

i comunicati

— Esaminati gli si delibera :

dalla Direzione Tecnica Nazionale COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE GIUOCO CALCIO COMUNICATO UFFICIALE N. 35 CAMPIONATO NAZIONALE JUNIORES Accoppiamenti eliminatorie interregionali in base a sorteggio Le eliminatorie per acquisire il diritto di partecipare alle In­ terregionali hanno dato il se­ guente risultato -. — sorteggio EMILIA-TOSCANA

centro-nord :

— sorteggio sud: CAMPANIALUCANIA

Le vincenti saranno ammesse alla disputa delle fasi interregionali. Le partite dovranno essere effettuate entro il 15 maggio p.v. nelle sedi che verranno concordate direttamente dai Co­ mitati Regionali interessati.

Approvazione regolamenti fasi regionali CALABRIA, TOSCANA, PUCAMPANIA, GLIE, ABRUZZO, LAZIO.

Omologazione risultati fasi regionali UMBRIA : vincente U.S. Vigor del Comitato di Foligno.

Omologazione risultati fasi provinciali AVELLINO : vincente U. S. Beandone di Montella ; BENEVENTO : vincente U.S. San Vit­ torino; SALERNO: vincente G. S. Mario Can. S. Lorenzo di Cava dei Tirreni; CATANZARO: ha vinto la Poi. S. Pio X; NlCASTRO : vincente A.S. Vette di Soveria M, ; ROMA: ha vin­ to I U.S. Città dei Ragazzi di Roma; GAETA: vincente 111.5. Juve Fondi ; ORTE : vincente l'U.S. San Liberate; LATINA: vincente la (SjS. COS-tLalina ;

10

CREMONA: vincente l'U.S. Ri­ voltane di Rivolta Adda ; MILA­ NO : vincente l'U.S. CSI Corsi­ ca; VARESE (Sud Verbano): vincente U.S. CSI Angleria di Angera ; LECCO : ha vinto il G.S. Lavio Reai Virtus; LODI: ha vinto l'U.S. Laudense di Lo­ di; BERGAMO: vincente U.S. Virtus di Lovere; MATERA : vincente il G.S. S. Pio; MACE­ RATA: vincente l’U.S. Frecce Az­ zurre di Camerino; JESI: vin­ cente l'U.S. Fortitudo di Fabria­ no; ACQUI TERME: .vincente G.S. Ricre Fulgor (C.R. Piemon­ tese); CUNEO: vincente il G.S. Aux. Don Bosco (C.R. Piemon­ tese); NOVARA; vincente Ora­ torio Gozzano (C.R. Piemonte­ se); MONDOVI’ : vincente U.S. Villanovese di Villanova (C.R. Piemontese); TORINO: vincen­ te U.S. Audax di Torino (C.R. Piemontese); AOSTA: vincente U.S. S. Orso (C.R. Piemontese); BIELLA : vincente U.S. Ponderanese di Ponderano (C.R. Piemon­ tese); FIRENZE: vincente U.S. Arpa di Firenze; CAGLIARI: ha vinto il G.S. Sinnai,- FELTRE : vincente l’U.S. Arten ; VICEN­ ZA : vincente l'U.S. Virtus di Valdagno,- BELLUNO: vincente l'U. S. Internogarè «A»; TREVISO: ha vinto l’U.S. Virtus Castel­ franco Veneto,- SASSARI: ha vinto il G.S. Junior ; COSEN­ ZA : vincente la S.S. Amendolara di Amendolara.

RECLAMI U.S. Carugatese di Carugate (Milano) avverso delibera della C.T.P. Calcio di Milano . Gara U.S. CSI Carugatese - U.S. Safìn CSI di Sesto S. Giovanni del 20-3-66. Rilevato che trattasi di un reclamo di carattere tecnico non si esamina lo stesso e si resti­ tuisce la relativa tassa alla clamante. U.S. G.C. Trastevere avverso delibera della C.T.P. Caldo di Roma ■ Gara U.S. Portonacdo -

U.S. Trastevere del

14-2-1966.

— esaminati gli atti ufficiali ; — rilevato dagli stessi che le motivazioni esposte dal diretto­ re di gara non possono conside­ rarsi idonee perché confuse e mancanti quindi della indispen­ sabile chiarezza; — considerato che dopo aver sentito l'arbitro della gara in oggetto non è stato possibile ot­ tenere maggiori delucidazioni, si delibera : — di respingere il reclamo confermando in ogni sua parte la delibera di prima istanza,— si incamera la relativa tassa. U.S. Orione di Palermo avverso delibera della C.P. Calcio di Pa­ lermo . Gara U.S. Orione U.S. San Carlo del 6-3-1966.

— Esaminati gli atti ufficiali ; — Rilevato che il direttore di gara conferma che non ha avuto assolutamente difficoltà durante la partita a distingue­ re i colori delle maglie delle due squadre, si delibera : — di respingere li reclamo. — Si incamera la relativa tassa. U.S. Crediop avverso delibera della C.C.P. di Roma ■ Gara U.S. Crediop - Nazagricoltura del 26-3-1966.

— Esaminati gli atti ufficiali ;

— Rilevato che le motivazio­ ni che hanno indotto la Com­ missione Giudicante ad inflig­ gere una giornata di squalifica al giuocatore Nicola Lo Buono dell'U.S. Crediop, in base al re­ ferto dell'arbitro, si ritengono gravose, si delibera: — di accogliere il reclamo e di modificare la punizione al giuocatore in oggetto in « am­ monizione con diffida ». — Si restituisce la tassa re­ clamo. U. S. Eburnea di Perugia avverso delibera della C.T.P. Caldo di Perugia - Gara U.S. Ebur­ nea . U.S. Fratticiola del 20-31966. — Esaminato il

reclamo;

— Rilevato che il giuocatore Chiabolotti Gianpaolo dell'U.S. Eburnea, squalificato per tre giornate, ha partecipato alla ga­ ra in oggetto dopo aver scontato solamente due giornate della pu­ nizione inflittagli e tenendo pre-

atti ufficiali,

— di accogliere il reclamo omologando la gara in oggetto in base a quanto previsto dalle nuove norme del R.O. della FIGC, nelle quali è sancito che se un giuocatore partecipa nella stessa giornata a due gare uf­ ficiali, le partite non possono essere inficiate ma debbono es­ sere presi provvedimenti disci­ plinari nei riguardi del giuoca­ tore ; — Si passano gli atti ufficia­ li di cui sopra alla C.Z. Calcio di Gualdo Cattaneo per i prov­ vedimenti disciplinari di sua competenza ; — Si restituisce la tassa reclamo.

U.S. Guinzano di Guinzano ( Pa­ via) avverso delibera della C. C.P. di Pavia - Gara U.S. Pontese - U.S. Guinzano del 6-31966.

— Esaminati gli atti ufficiali; — rilevata la falsificazione della data di nascita del giuo­ catore Dario Ferrato, il quale non aveva i requisiti, data la minore età, di ottenere il tesse­ ramento e conseguentemente di partecipare alla gara a margine indicata, in base a- quanto so­ pra precisato si delibera: — di respingere il reclamo dell'U.S. Guinzano confermando in ogni sua parte la delibera di prima istanza — Si incamera la tassa redamo. U.S. Rangers di Torino avver­ so delibera della C.C.P. di To­ rino ■ Gara U.S. Rangers - U.S. Sonino del 27-2-66. — Esaminati gli atti ufficiali;'

— tenuto principalmente con­ to del referto dell'arbitro e del­ le successive dichiarazioni in cui lo stesso precisa di avere diret­ to la gara in oggetto in normali condizioni e di non avere subi­ to minimamente influenze ester­ ne, si delibera: — di respingere il reclamo confermando in ogni sua parte la delibera di prima istanza. — Si incamera la relativa tassa. U.S. Pro Salerno avverso deli­ bera delia C.C.P. di Salerno -. Gara U.S. Baronissi - Pro Saler­ no dell'l 1-3-1966.

— Non si esamina il recla­ mo per vizio di procedura non essendo stata inviata una copia del reclamo stesso alla società avversaria. — Si clamo.

restituisce

la

tassa


PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI A Società Si ratificano i provvedimenti di­ sciplinari inflitti dalla C.C.P. di Torino a carico della U.S. Be­ nefica di Pianezza (C.U. n. 29 del 29-3-66 della Commissione Calcio di Torino). Ad Atleti

PELLEGRINO Antonio (CSI To­ rino) - Gara U.S. ImmigratiOlimpie del 19-3-66: Ritiro de­ finitivo della tessera per avere aggredito l'arbitro della gara in oggetto. ZINNARDI Serafino (CSI La­ tina): squalifica al 30-6-1967 per aver tentato di aggredire l'arbitro della gara U.S. Condor Sezze - U.S. Borgo S. Maria del 13-3-66.

IACOPONI Iacopo e BALDACCl Floriano, entrambi dell'U.S. Spes di Ponsacco (Pisa): ritiro definitivo della tessera, per aver colpito l'arbitro della gara U.S. Esperia di La Rotta - U.S. Spes del 13-3-1966.

GABRIELLI Elvio (CSI Torino) dell'U.S. Arsenal : ritiro definiti­ vo della tessera per aver colpito con un calcio l'arbitro della ga­ ra U.S. Fergat - Arsenal del 273-1966. PRISCO Giuseppe ( Macerata ) dell'U.S. Recanati : 3 anni di squalifica a decorrere dal 3 apri­ le 1966, per aver colpito con un pugno l'arbitro della gara CSI Recanati - U.S. Orione di S. Severino del 3-4-66. PASTORE Michele (Salerno) del­ la Poi. Baronissi di Salerno: 6 mesi di squalifica a decorrere dal 27-3-1966 per doppio tes­ seramento.

CAMPIONATI PROVINCIALI Approvazione

regolamenti PISTOIA: cat. Allievi; SERRA S. BRUNO: cat. Allievi (con mo­ difica); FERRARA: cat. Dilettan­ ti. Omologazione risultati

MANTOVA: Cat. Allievi, ha vinto l'U.S. Frassino di Frassino (Mantova); FIDENZA: cat. Al­ lievi, vincente il G.S. Combi di Salsomaggiore; NOVARA: cat. Allievi, vincente U.S. S. Rita (C.R. Piemontese); cat. Dilet­ tanti, vincente U.S. Adi Borgo di Borgomanero (C.R. Piemon­ tese); VERCELLI: cat. Allievi, vincente il G.S. Santhià (C.R. Piemontese ).

naie ( con modifica ) ; PIACEN­ ZA : Torneo Giovanissimi (con modifica ) ; SASSARI : Coppa Juniores ; MASSA: « Coppa Città di Arpiola » ; MANTOVA : Tor­ neo Post-Campionato Allievi ; 4° Trofeo Quistello; CARPI: V Tor­ neo delle Fabbriche ( con modifica ) ; IRAVENNA: Trofeo Blu ( con PALERMO : modifica ) ; Torneo Giovanissimi (con modi­ fica); MODENA: 2a Coppa Pri­ mavera cat. Allievi (con modi­ fica); VITTORIO VENETO: Cop­ pa Primavera (con modifica); PISTOIA : Torneo Giovanissimi (con modifica); NICASTRO: modifica ) ; Torneo « V. Moietta ».

RATIFICA NOMINATIVI COMMISSIONI TECNICHE PROVINCIALI MASSA: presidente: presidente : Ernesto Certosino; v. presidente: Beni­ to Bonacoscia ; segretario: Mau­ ro Simi ; componenti : Eraldo Chicca, Nicola Turi, Giorgio Gio-

NOMINA ARBITRI TEMPIO : Urgheghe Vincenzo, Verre Gavino ; TRAPANI : Rallo Pasquale, Pappalardo Alberto, Maltese Pietro, Roggeri Giusep­ pe, Macchi Vincenzo, Valenti An­ tonino, Silvestro Vito, Scibilia Camillo, Ingordo Salvatore, Ingarsia Tommaso, Guitta Giovan­ ni, Cirinesi Gaspare, Bellia An­ tonino, Badalucco Pietro, Calamusa Andrea, Concezione Na­ tale.

COSTITUZIONE N.A.G.C. IN SENO AL C.S.I. Unione Sportiva Turris di Pisa.

IL SEGRETARIO

RENATO BERNINI IL

pa S. Giorgio;-BOLOGNA: Cop­ pa Primavera CSI, su pista; VI­ CENZA: Il Prova Campionato Podistico; TORTONA: Campiona­ to Diocesano di Corsa Campe­ stre; MANTOVA: XV Trofeo Pri­ mavera su pista ; Olimpiadi Vitt; ASSISI: Trofeo Giancarlo Chiarini per Alunni Seminaristi ; LECCE : Pasqua dell'Atleta ; INUSCO: Pasqua dello Sportivo,, su XXII pista ; REGGIO EMILIA:

Coppa di Apertura su pista ; I Coppa d'aperdura cat. Ragazzi; SORRENTO: XII Olimpiadi Vitt su pista,FELTRE: Campionato Feltrino campestre; di corsa FERRARA: Trofeo Verde su pi­ sta; Giro degli 11 Ponti, Tra­ versata podistica di Cornacchie; CAGLIARI: I Giro Podistico de Is Mirrionis ; Il Edizione Giro Podistico del Rione di Castello; TRENTO : Campionato di società su pista.

PRESIDENTE

Rag. GENEROSO DATTILO

provinciali e

Fasi

zonali

su

COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE TENNIS DA TAVOLO

COMUNICATO UFFICIALE N. 14

campionato

pista

LUCCA : cat. Allievi e Junio­ res,- VICENZA: cat. Allievi e Juniores; MANTOVA: cat. Al­ lievi e Juniores; REGGIO EMI­ LIA: cat. Allievi e Juniores, TRENTO: cat. Juniores; GRAVINA : cat. Juniores; cat. Allievi

MANIFESTAZIONI VARIE Approvazione

regolamenti AREZZO : Campionato regio­ nale a squadre, fase provincia­ le; BERGAMO: Campionato re­ gionale a squadre, fase provin­ ciale; ENNA : Torneo per Allie­ vi e Juniores della U.S. S. Se­ bastiano di Calascibetta ; FERRA­ RA : Campionato provinciale Se­ niores di singolo e doppio,- Cam­ pionato regionale a squadre, fa­ se provinciale (con modifica); FIRENZE: V3 Coppa Città di Firenze ( con modifica ) ; MOLFET­ TA : Torneo Paolo Costoli org. dal G.S. S. Domenico; Torneo interno org. dal Circolo GoliardiNOVARA : Campionato regionale a squadre, fase provinciale ; PARMA : Campionato regionale a squadre, fase pr<rovinciale; REGGIO EMILIA: V Torneo di Chiusura; SASSARI: Tro-

...................../«

feo Bianco Arcobaleno Sport ; Campionato regionale a squadre, fase provinciale; TRAPANI: Campionato provinciale Seniores di singolo e doppio.

( con modifica •

Omologazione

risultati

MOLFETTA : Torneo Chiaffero Rora, singolo 1° Calò Giuseppe,Torneo S. Beniamino, singolo al­ lievi 1° Amaia Giulio, singolo juniores 1° Pisciteli: Franco; Torneo di Pasqua, singolo 1° Uva Francesco; Torneo Intera no Circolo Goliardico, singolo 1 ° Amato Alberico; ORISTANO: Arcobaleno Sport cat. B 1 ’ G.S. Sacro Cuore ; TARANTO : Tor­ neo a squadre « Pasqua degli Sportivi » 1° U.S. Esperia di Martina Franca.

IL SEGRETARIO

ALBERTO GRECANTI IL

PRESIDENTE

ALESSANDRO PAOLONI

esclusione atleti

nati nel 1951 ).

Fasi

e

COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE ATLETICA LEGGERA

provinciali

zonali

su

campionato

pista

categoria

ragazzi

FERRARA; VICENZA.

OMOLOGAZIONE RISULTATI ATTIVITÀ' VARIA BOLOGNA : Riunione di pro­ paganda su pista ; ROMA : Cam­ pionato Assoluto di Corsa Cam­ pestre; GRAVINA: Trofeo Verde su pista; MILANO: Finale Tro­ feo Giovanissimi 1966; NAPO­ LI : Finali Provinciali di corsa campestre ; AVELLINO : Arcoba­ leno Sport; MOLFETTA : Trofeo S. Marziano; Torneo Pasquale; Pasqua dello Sportivo; PESCARA:

Arcobaleno Sport su pista,- FER­ RARA : Gara Podistica di propa­ li! Prova ganda ; FELTRE: Il e III Campionato Feltrino di corsa campestre.

COMUNICATO UFFICIALE N. 12

APPROVAZIONE REGOLAMENTI TORNEI ACQUI: Trofeo Ventennale CSI (C.R. Piemontese); MASSA: Coppa * Città di Massa » (con modifica); VIICENZA: Torneo Cassa di Risparmio 1966; BE­ NEVENTO: 1° Coppa Rione Li­ bertà (con modifica); FOGGIA: Coppa Specializzazione Professio-

vannelli ; rappr. FIGC : Mauro Michelotti ; rappr. AIA-SA: Altilio Gibellini.

RATIFICA CC.TT.PP. APPROVAZIONE REGOLAMENTI Attività varia SALERNO: Trofeo Verde su pista; POTENZA: Pasqua dello Sportivo, su pista,- SIENA: Tro-

feo Verde su pista,- LODI: Tro­ feo Arcobaleno Sport su pista ; AVELLINO : Trofeo Arcobaleno Sport su pista ; I Coppa S. Mar­ co su strada; TRAPANI: Riunione di propaganda su pista; Staffetta Notturna 4x1000; SORA: Cam­ pionato Podistico su strada, Cop-

ROVIGO: Presidente: Alceste Grigolato; Componenti:: Paoli Componenti Giuliano, Ugo Grigolati, Vittorio Grigolato, Aldo Romagnoli. IL PRESIDENTE

ALDO CAPPELLINI

11


« Chiarificazioni » parte integran­ te del regolamento stesso; VISTI gli artt. 165, 132, 183, 184, 185, 186 del Regolamen­ to Esecutivo

' COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE PALLACANESTRO

DELIBERA

COMUNICATO UFFICIALE N. 15 CAMPIONATI NAZIONALI

Omologazione risultati Campionati Provinciali CAGLIARI: Categ. Allievi: i Nike; Categ. Juniores: 1. Congregazione; CREMONA: Categ. Allievi: I. Juventute et Viri­ bus, MILANO: categ. Allievi: 1. CSI Pavoniana, Categ. Junio­ res: CSI O.P.S.A. TRENTO: Ca tegoria Allievi: G.S. Riva di Ri­ va del Garda ; Categ. Juniores : U.S. Quercia di Rovereto.

Approvazione regolamenti fase regionale LIGURIA, GNA.

LUCANIA,

SARDE-

Omologazione risultati fase regionale CALABRIA : Categ. Allievi : S.S. Candelora di Reggio Cala­ bria ; Categ. Juniores : Sporting Club Cosenza ; LIGURIA : Categ. Allievi : U.S. Calasanzio Geno­ va ; Categ. Juniores: CUS Ge­ nova . MARCHE : Categ. Allievi : U.S. Delfino di Pesaro; Categ. Juniores: U.S. Villa Marina di Pesaro; PUGLIE: Categ. Allievi: Ricciardi di Taranto; Categ. Ju­ niores: INA di Taranto; VE­ NETO: Categ. Allievi: U.S. CSI S. Pio X di Treviso; Categ. Ju­ niores; U.S. Gianesini di Trevi­ so; LAZIO: Categ. Allievi: USSA Olimpia; Categ. Juniores: COS Latina. CAMPANIA: Categ. Al­ lievi: Certus Oriens di Napoli; Categ. Juniores: Certus Oriens di Napoli; UMBRIA: Categ. Al lievi : Libertas di Foligno.

APPROVAZIONE MANIFESTAZIONI VARIE BOLOGNA : Torneo del Ven­ tennio; Torneo Arcobaleno Sport; REGGIO EMILIA: Trofeo Rosso, Torneo di chiusura 1966.

avverso le delibere della Com­ missione Esecutiva in campo, di cui ai C.U. nn. 1 e 2 del 17 aprile 1966; CONSIDERATO che la C.E. in campo ha deliberato di dichiara­ re perdente la squadra del COS Latina nelle partite : PetrianaCOS Latina del 16-5-1966 e COS Latina-Fabiani Formia del 17-41966, perché hanno partecipato alle gare predette, oltre a 4 gio­ catori tesserati alla FIP e che hanno preso parte a gare di Campionati Federali, anche altri giocatori tesserati sempre alla FIP, ma che non hannno parte­ cipato a nessuna gara di campio­ nato di qualsiasi categoria;

RILEVATO che la C.E. in cam­ po nulla ebbe ad osservare sul­ la presunta irregolarità di detti giocatori prima delfinizio delle gare, pur avendo esaminato la dichiarazione del Comitato Re­ gionale della FIP, dalla quale risultava la posizione federale dei giocatori ; RITENUTO che il regolamento dei campionati CSI prevede che i giocatori tesserati alla FIP ed al CSI, a favore della stessa Società, quando risulta che non hanno disputato alcuna gara di campionato federale, possono prendere parte al campionato CSI senza alcuna formalità non essendo ammissibile il rilascio del nulla osta nell'ambito della stessa società ; Che pertanto i giocatori solamente tesserati alla FIP ma che non abbiano preso parte a gare di campionato Federale, debbono essere ritenuti, sotto tutti gli aspetti in posizione re­ golare ;

ESAMINATA sotto ogni aspet­ to la posizione di tesseramento dei giocatori del COS Latina ; VISTI gli artt. 6, 16, 17 del reg to nazionale del CSI e te

a) annullare le delibere del­ la C.E. in campo, di cui ai C.U. nn. 1 e 2 del 17-4-1966; b) considerare valida la Fase Regionale Laziale della Catego­ ria Juniores con i risultati ac­ quisiti in campo e con la con­ seguente vittoria della Società COS Latina, affermatasi in en­ trambi gli incontri disputati con altre due squadre partecipanti : Petriana e Fabiani Formia ; c) restituire alla Società COS Latina la tassa reclamo.

Ricorso G. S. Congregazione Mariana di Cagliari avverso la delibera del Comitato Provinciale di Cagliari di cui al C.U. ri. 13 delI'8-3-1966 per la gara ni di Cagliari-Congregazione Mariana di Cagliari del 13-2-1966. Letto il ricorso del G.S. Con­ gregazione Mariana di Cagliari ;

Visti gli atti ufficiali ; Sentito nuovamente l’arbitro dell'incontro che ha confermato di avere, nel corso della gara e quando il risultato era ancora incerto, accusato un malessere tale da non permettergli di por­ tare regolarmente a termine la gara stessa; Considerato non potersi nella fattispecie dissentire dalle di­ chiarazioni arbitrali ;

Visti gli artt. 13 Reg. Naz. CSI e 165, 166, 168, 169, 170 R. E.

DELIBERA

a ) respingere il reclamo del G.S. Congregazione Mariana di Cagliari ; b ) confermare la decisione del Comitato Provinciale di Cagliari di cui al C.U. n. 13 dell'8 marzo 1966; c) incamerare la tassa reclamo.

IL

SEGRETARIO

ANGELO RAINERI li PRESIDENTE UMBERTO GARCEA

FASI INTERREGIONALI Si ronferma che domenica 15 maggio, si svolgeranno le 4 fasi interregionali per la designazione delle 4 squadre finalista per le Categorie Allievi e Juniores. Le sedi saranno rese note con pros­ simo comunicato.

FASE NAZIONALE Si conferma che la fase na­ zionale si svolgerà nei giorni 30, 31 maggio e 1, 2 giugno La sede sarà tempestivamente resa nota.

RECLAMI La C.T.N. Pallacanestro: Letti gli atti ; Esaminato il reclamo inoltra­ to dalla società COS Latina,

12

COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE PALLAVOLO

\ COMUNICATO UFFICIALE N. 10 CAMPIONATI NAZIONALI

Approvazione regolamenti fasi regionali ABRUZZI e MOLISE: Juniores; CALABRIA: Allievi e Juniores; CAMPANIA: Allievi e Juniores, FRIULI-VENEZIA GIULIA : Allievi e Juniores ; MARCHE : Allievi e Ju­ niores ; SARDEGNA : Allievi e Ju­ niores.

Omologazione risultati fasi provinciali e zonali autonome ANCONA: Cat. Allievi: sq. part. 5, ha vinto G.S. Virtus di Falconara; Cat. Juniores: sq. part. 7, ha vinto Poi. Aurora di Jesi; ASCOLI PICENO: Cat. Ju­ niores: sq. part. 9, ha vinto G.S. San Vittore; BELLUNO: Cat. Juniores: sq. part. 5, ha

vinto G.S. Libertas; CHIAVAR): Cat. Juniores : sq. part. 5, ha vinto U.S. Stella Azzurra di La­ vagna; COSENZA: Cat. Allievi: sq. part. 4, ha vinto GS. CSI Memi Vian ; Cat. Juniores: sq. part. 4, ha vinto S S. San Pao­ lo,- NAPOLI (fase provinciale): Cat. Allievi : sq. part. 3, ha vinto G.S. Pagano; Cat. Juniores: sq. part. 4, ha vinto G.S. VV.F. Pòdula ; PESARO: Cat. Juniores: sq. part. 4, ha vinto U.S. Robur; SIENA : Cat. Allievi : sq. part. 5, ha vinto G.S Cestone; Cat. Juniores : sq. part. 4, ha vinto G.S. Magione; TORINO: Cat. Allievi : sq. part. 4, ha vinto U.S. Auxilium Lombriasco; Cat. Juniores : sq. part. 6, ha vinto U.S. Auxilium San Paolo (omo­ logazione fatta dal C.R. Piemon­ tese Coni. Uff 29).

Fase Provinciale Juniores Comitato Brescia La C.T.N. preso atto delle argomentazioni fornitele circa la presunta irregolare posizione dei giocatori BENNATI Rolando e BOBANI Giuseppe del G.S. SANT’EUFFMIA, constatato che la lo­ ro posizione era da considerarsi in perfetta regola, decide di re­ vocare la precedente delibera che retrocedeva al secondo po­ sto il G.S. S. EUFEMIA, e di ripristinare la precedente clas­ sifica, ammettendo di conseguenza il G.S. SANT'EUFEMIA di Brescia alla successiva fase re­ gionale. Esposti G.S. Romito-Radiobell e del C.S. Pignone Cattolica Virtus in ordine alla classifica finale della fase juniores del Comitato di Firenze

La C.T.N. visto l'esposto inol­ trato il 2 aprile dall'U.S. RADIOBELL-ROMITO e l'esposto del 15 aprile inviato dal C.S. PI­ GNONE CATTOLICA VIRTUS, ambedue riferentisi, seppure con tesi contrastanti, alla classifica finale della fase provinciale del Campionato Juniores del Comi­ tato di Firenze; esaminato atten­ tamente quanto formava oggetto degli esposti stessi e le argomen­ tazioni fatte dalle due Società reclamanti a sostegno delle pro­ prie tesi ; tenuto presente nello spirito e nella lettera il dispo­ sto dell'art. 31 del Regolamento Gare e Disciplina della FIPAV ha deciso

di considerare valido a tutti gli effetti quanto deciso al momento dell'omologazione della fase stes• sa, nella piena convinzione che agli effetti della graduatoria sta­ bilita per quoziente set, la vitto­ ria ottenuta per forfait dalla squadra S.C. PIGNONE CATTO­ LICA VIRTUS è da considerarsi determinante.

Trascrizione risultati fasi zonali NAPOLI (fase zonale): Allievi sq. part. 2, ha vinto G.S. Mario Pagano; Juniore», sq. part. 6, Ila vinto G.S. VV.F. Radula.


Fasi provinciali e zonali non omologate CATANZARO: Cat. Allievi so. part. 3 e Cat. Juniores sq. oart. 3 : non omologata per mancato inoltro documentazione regolamentare ; NICASTRO: Cat. Allievi sq. part. 7 e Cat. Ju niores sq. part. 8: non omolo­ gata per mancato inoltro docu­ mentazione regolamentare; NO­ TO: Cat. Juniores sq. part. 4: non omologata per il mancato tempestivo inoltro della docu­ mentazione regolamentare e per la successiva constatazione che la fase si era svolta solamente a girone semplice all'italiana; PESARO : Cat. Juniores : non omologata per accertate irrego­ larità di tesseramento da parte del Comitato Provinciale e per

il mancato inoltro della docu­ mentazione regolamentare ; SES­ SA AURUNCA: Cat. Allievi sq. part. 4 e Cat. Juniores sq. part. 5 : non omologata per determi­ nanti irregolarità di tesserameli to ; SIRACUSA: Cat. Juniores sq. part. 6: non omologata per irregolare formula di svolgimen to e per il mancato inoltro del­ la documentazione regolamenta­ re ; TRENTO: Cat. Juniores sq. part. 2 : non omologata per mancanza de numero minimo di squadre prescritto.

res ; NICASTRO: Trofeo Gaudium ; REGGIO EMILIA: Trofeo Giallo.

« Pasqua dello Sportivo » a Mar­ tina Franca : sq part 5, ha vin. to G.S. Olimpia.

Omologazioni risultati

CORSI TECNICI

CERIGNOLA : Trofeo Giallo. A : sq. part. 5, ha vinto Cat. A: G.S. Stella Azzurra; Cat. 8: sq. part. 4 : ha vinto G.S. RanTorneo gers Boys ; FERRARA :

Pubblichiamo il testo della convenzione stipulata dal C.S.I. con la F.I.P.E., per disciplinare la reciproca attività di pallone elastico. Sui prossimi numeri di STADI UM pubblicheremo articoli e servizi di propaganda ed illustrazione di questa disciplina sportiva, mentre invitiamo i Comitati CSI che già svolgono questa attività, ad inviarcene foto e notizie, che saremo lieti di pubblicare.

PRESIDENTE

COMUNICATO UFFICIALE N. 4

Approvazione regolamenti

pallone elastico

IL

FILIPPO DRAGOTTO

COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE NUOTO

MANIFESTAZIONI A CARATTERE LOCALE

MANTOVA: Trofeo Giallo; Torneo Post-Campionato Junio-

ROVIGO : Corso di aggiorna­ mento tecnico per Dirigenti ed Atleti; Corso per Arbitri CSI.

5) San VitO; ó ) Don 7) Torrione ; 8) Alba

MANIFESTAZIONI LOCALI

ranz.a ,Bosco ;

Approvazione regolamenti

COMMISSIONI TECNICHE

SALERNO: « Trofeo azzurro Pri­ maverile ».

Si rinnova l'invito a tutti i Comitati di voler cortesemente far conoscere i nominativi dei componenti le C.T.P. di Nuoto.

Omologazione risultati

IL SEGRETARIO

ANGELO RAINERI

SALERNO: < I prova Trofeo Primaverile»: 1) Olimpia; 2) Aurelia; 3) Vittorioso; 4) Spe-

IL PRESIDENTE

CARLO GOLGI

CONVENZIONE F.I.P.E. - C.S.I. La F.I.P.E. (Federazione Italiana Pallone Elastico) con sede in Torino, Corso Vittorio Emanuele, 73, rappresentata dal Presidente on. dr. Adolfo Sarti ed il C.S.I. (Centro Spor­ tivo Italiano) con sede in Roma, Via Conciliazione, 1, rap­ presentato dal Presidente Nazionale prof. comm. Aldo No­ tano, convengono quanto segue: 1) il C.S.I. riconosce nella F.I.P.E. l'organismo al quale compete di indirizzare, disciplinare e coordinare tutta l’at­ tività pallonistica comunque esplicata sul territoro nazionale; 2) la F.I.P.E. da parte sua riconoscendo la funzione che il C.S.I. svolge a favore dei giovani demanda allo stesso il compito di organizzare l’attività di propaganda in campo pallonistico nelle categorie: Pulcini - Ragazzi - Amatori; 3) tutte le Unioni Sportive del C.S.I. che intendono pren­ dere parte alla attività agonistica federale dovranno essere affiliate alla F.I.P.E. ed i propri atleti muniti del relativo cartellino federale; 4) per il settore giovanile (giovani - ragazzi) e per il set­ tore minore (serie C) è ammessa la doppia affiliazione (FIPE e CSI) per qualsiasi società. E’ ammesso il doppio cartellinamcnto (FIPE e CSI) per qualsiasi giuocatore purché per lo stesso sodalizio; 5) per gli « amatori » e per i « pulcini » la FIPE demanda totalmente al CSI la propaganda, l’organizzazione e l’attua­ zione dei vari campionati e tornei, assicurando di intervenire con l’assegnazione di premi, palloni, etc.; 6) la F.I.P.E. ed il C.S.I. riconoscono, con il presente ac­ cordo, la validità delle norme statutarie ed organizzative in atto presso i due Enti, mentre per quanto riguarda le dispo­ sizioni di carattere tecnico e di gioco, valgono esclusivamente quelle contemplate dal regolamento tecnico della F.I.P.E.; 7) la F.I.P.E. autorizza il CSI ad indire regolari Corsi per Arbitri di pallone elastico, che dovranno concludere in un esame finale. Della Commissione esaminatrice farà parte di diritto un membro designato della F.I.P.E. Dopo un anno di attività gli Arbitri riconosciuti idonei passeranno nei ruoli federali della F.I.P.E., pur continuando ad essere utilizzati dal C.S.I.; 8) il presente accordo scade il 31-12-1966 e si intende ta­ citamente rinnovato di anno in anno salvo disdetta di una delle parti contraenti a mezzo lettera raccomandata tre mesi prima della scadenza, prevista al 31 dicembre di ogni anno.

Il Presidente Nazionale del C.S.I. prof. ALDO NOTARIO Il Presidente della F.I.P.E. on. dr. ALDO SARTI

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problemi di dietetica

Bisogna creare nei consumatori italiani la formazione di una coscienza alimentare

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T o slogan » lanciato dalmaiale magro per un’alimenta­ JU l'igiene alimentare, cioè zione adeguata In un periodo dalla nuova disciplina che sin­ come quello attuale In cui 1 tetizza le conquiste della scien­ grassi debbono essere ridotti In za dell’alimentazione e da favore di cibi più leggeri, sem­ quella ancora più recente del­ brerà a molti un paradosso. la dietologia. « slogan » che ha Invece non lo è affatto. come obiettivo fondamentale Bisognerebbe che tutti 1 con­ la tutela della salute pubbli­ sumatori fossero resi consape­ ca. è; « un’alimentazione ade­ voli (e questo appunto do­ guata per una nutrizione per­ vrebbe essere l’obiettivo che si fetta ». deve prefiggere la formazione Si tratta — come tutti pos­ di quella che abbiamo definito « una coscienza alimentare ») sono constatare con estrema facilità — di un argomento di del fatto che la carne di maia­ le magro è cosa sostanzialmen­ estrema Importanza oltre che di vibrante attualità. E' ovvio. te e fondamentalmente diversa da quella di maiale grasso, Infatti, che In determinate con­ dizioni tlsiologlche e patologi­ trattandosi di due tipi di ani­ mali che vengono appositamen­ che si può conseguire l’obietti­ te allevati per essere scopi dia­ vo di un’alimentazione perfet­ ta solo seguendo un adatto re­ metralmente opposti, n maia­ gime alimentare sla preventi­ le magro, che dovrà fornirci le bistecche e 1 filetti, una carne vo che curativo. In una parola dietetico, e servendosi natural­ gustosa, saporita e facilmente mente degli alimenti a tale digeribile, dovrà essere conte­ nuto In un peso che non su­ scopo indicati. Sono, questi, gli alimenti coperi 1 100, al massimo 120 chi­ logrammi onde se ne possa rica­ sldettl « dietetici », 1 quali co­ stituiscono una moderna con­ vare una carcassa In cui 1 grassi siano presenti con percentuali quista della dietetica clinica molto basse. Il maiale grasso, e conseguentemente della pro­ che dovrà andare a finire, una duzione alimentare. Sia esso volta macellato, nel capaci destinato alla prima Infanzia meccanismi delle Industrie de­ o alla pubertà, alla senilità o gli Insaccati che ne caveranno alla futura madre, alla madre salsicce e mortadelle sarà mag­ nutrice od al convalescente, al giormente apprezzato, e quindi ragazzo dell'età scolastica come pagato, In ragione diretta del­ all'individuo malato, l’aumento l’abbondanza e del peso delle dietetico rappresenta l'arma sue carni. Un maiale grasso più efficace per una nutrizione che sfiori anche 1 200 chili a che voglia essere — come ap­ peso vivo, non sarà pertanto punto dovrebbe essere sem­ una cosa sorprendente, ma un pre — adeguata al particolari ottimo prodotto di quel parti­ fabbisogni dell'organismo. colare tipo di allevamento. Ma, perché tutto questo pos­ Ne consegue che, dovendo sa attuarsi almeno con la re­ essere allevato Impiegando die­ golarità necessaria per dare te appositamente studiate e po­ alla lunga 1 suol frutti, occor­ sitivamente esperlmentate, il re che 1 consumatori siano In suino magro avrà — a diffe­ possesso di quella che potrem­ renza di quello grasso — una mo definire una vera e propria carne particolarmente ricca di « coscienza alimentare ». Che, proteine. cioè, non si lascino guidare Vediamo, per andare al sodo, soltanto dal gusto o da prefe­ cosa cl dicono le < carte d’iden­ renze basate su qualsivoglia tità » di 100 grammi di carne motivo oppure anche da pre­ di maiale grassa e di 100 gram­ venzioni magari radicate dalle mi di carne di maiale magra. abitudini, quando si tratta di Nella prima troveremo ben 399 operare una scelta del cibi che dovranno comparire sulla ta­ calorie In conseguenza dell’ab­ bondanza di grassi, più 14,54 vola. Questa scelta deve Invece grammi di protldl, 37,34 gram­ essere fatta In base a precisi mi di lipidi e niente dell'altra requisiti di ordine dietetico. qualità di proteine, cioè 1 gliE', tanto per fare un esemplo. cidi. Nella seconda Invece 'tro­ Indice probante dell'assolùta viamo ridotte a circa la metà mancanza di questa « coscienza le calorie (148 Invece di 399). alimentare » nel nostro Paese. ma In compenso abbiamo quasi 11 consumo ancora inadeguato 20 grammi di protldl, circa 7 che si fa di un alimento che di lipidi e anche un’adeguata risponde Invece In maniera ef­ rappresentanza di gllcldl (gram­ ficace a quelli che sono 1 re­ mi 1,10). quisiti necessari per farlo Ecco quindi dimostrato che. considerare come appartenente contrariamente a quanto cre­ di diritto alla ristretta cerchia dono quelli che fondano 1 loro di quelli, appunto, considerati giudizi su presupposti dimo­ < dietetici » : la carne di maia­ strati falsi e su opinioni bol­ le magro. late come errate, la carne di E non senza ragione ne par­ maiale magro non solo non è liamo proprio adesso che la indlgesta, non solo non è ecces­ primavera ormai avanzata con­ sivamente grassa, ma — con la siglia un'allmentajlprie più abbondanza di proteine che adeguata al nuovo clima, cosi contiene, quelle proteine che rappresentano una salvaguar­ diverso da quello invernale che dia della nostra salute — rap­ cl slamo lasciati alle spalle, presenta appunto uno di quegli perche appunto in un caso « alimenti dietetici » cui ab­ come questo si vengono a conbiamo alluso piu sopra.. Uno statare le errate e rovinose di quegli alimenti, quindi. 11 prevenzioni ancora Imperanti cui consumo deve essere In su larghissimi strati del con­ tutti 1 modi consigliato e pro­ sumatori nel nostro Paese. pagandato per 1 benefici che Infatti, consigliare un uso arrecano al nostro organismo. più abbondante della carne di —— inserzione

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PAGINE PER L’ESTATE Voi non volete sprecare la vostra estate, vero? Bravi. E c’è anche qualcuno che non vuole che voi la sprechiate. Non solo. Ma vuole aiutarvi concretamente a non sprecarla. Questo qualcuno è il Centro Turistico Giovanile, che lavora da 15 anni per i giovani e per il turismo, ha quindi una certa esperienza e tutta una serie di attività da mettere a vostra disposizione. Il tutto è contenuto in un fascicolo di 100 pagine, dal titolo

ESTATE COL CTG Qui voi potrete trovare; — alcune pagine per orientarvi, cioè un discorso dove vi si suggerisce cosa fare e cosa vedere nei quat­ tro mesi di caldo, ricchi di motivi insospettati e di tempo libero; — dove alloggiare, cioè l’elenco completo delle Case per Ferie ed alberghi aderenti al CTG, in Italia ed all’estero; in essi è garantito: un ambiente sano, il massimo di conforto compatibile col minimo della spesa;

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ESTATE COL CTG


Al Vangelo. 11 celebrante ha rivolto toccanti sentite parole all assemblea del fe­ deli e, prendendo spunto dal­ la nota lettera di San Paolo, ha invitato a continuare sul­ la nobile strada intrapresa per una sempre maggiore formazione fìsica e morale della gioventù.

FERMIGNANO . Come ogni anno, anche quest'an­ no il CSI di Formignano ha voluto raccogliere attorno al. l'altare gli sportivi e diri­ genti sportivi per celebrare la loro « Pasoua » il 25 aprile. A renderla più solenne, ha celebrato la S. Messa il Con­ sulente Eccl. Zonale Don Marsilio Galli, il quale al Vangelo ha puntualizzato lo scopo e il posto che lo sport ha e deve avere nella Chie­ sa e nella vita di ogni gio­ vane. Siamo certi che questo in­ contro odierno servirà a tem­ prare ancor più l'anima del nostri giovani, per essere pronti a conseguire tante vittorie non solo agonistiche, ma anche e soprattutto dello spirito.

Hutto

CSH notizie ■li attività inviate dai nostri addetti stampa

“pasqua degli sportivi TU IENE (Vicenza) - Supe­ ravano il' centinaio i giovani thienesi intervenuti alla ce­ lebrazione della « Pasqua de­ gli Sportivi ». tradizionale iniziativa del CSI Fulgor che da ben 16 anni viene solen­ nizzata in Patronato S. Gae­ tano. E’ stata veramente una Pasqua degli Sportivi, per­ ché accanto alla polisporti­ va CSI Fulgor erano pre­ senti pure molti ex-fulgorini, alcuni sportivi di altre società e diversi dirigenti. Come sempre, la prepara­ zione alla Pasqua si è svolta con una « tre sere » al mar­ tedì, mercoledì e venerdì santo predicata dal Padre Francesco Salvato dei Mis­ sionari Camboniani di Thiene, il quale ha intrattenuto i presenti spiegando loro il si­ gnificato cristiano della Pa­ squa. CHIUSI - Con una manifestazione a carattere zo­ nale, la Domenica delle Palme s’è celebrata a Chiu­ si, in maniera significativa e solenne, la Pasqua degli Sportivi. Per dare il mas­ simo risalto all'avvenimen-

Il vincitore della Coppa Podistica Città di Chiusi », Mencarelll G. Franco (U. S. Olimpia di Chlanciano Terme) premiato da S. E. Mon. Baldini.

S. E. Mons. Baldini, attorniato da atleti e dirigenti al termine della « Pasqua degli Sportivi » del Comitato di Chiusi.

to. S.E. Mons. Baldini, Ve­ scovo di Chiusi e Pienza, in­ terpretando i sentimenti dei giovani sportivi della Sua Diocesi, ha voluto espressamente celebrare la S. Messa. Numerosissimi ì dirigenti, gli appassionati ed atleti in­ tervenuti, con le bandiere delle proprie UU.SS., hanno creato quell’ambiente sugge­ stivo ed indimenticabile del­ le manifestazioni CSI. Il Vescovo, con una vi­ brante omelia, ha messo in giusta evidenza gli aspetti educativi dello sport giova­ nile, particolarmente sotto­ lineando quelli morali e spi­ rituali perseguiti dal CSI da vent’annl. E' seguita alla S. Messa la parte agonistica della manifestazione, con la disputa della « I Coppa Po­ distica Città di Chiusi», con­ clusa vittoriosamente dal for­ tissimo Mencarelll G. Fran­ co della U.S. Olimpia di Chianciano Terme. La premiazione, effettuata benignamente da S.E. Mon­ signor Baldini, ha suscitato Interesse ed entusiasmo, fra il folto pubblico presente, at­ torno ad atleti e dirigenti del CSI di Chiusi.

FAENZA - E' stata cele­ brata il 16 aprile a Faenza la tradizionale Pasqua degli Sportivi. La suggestiva ce­ rimonia si è svolta nella Chiesa del Suffragio ed il sacro rito è stato officiato dal consulente ecclesiastico del Centro Sportivo Italiano di Faenza, don Silvano Monte­ vecchi. Il Comitato Zonale di Faenza si era già da tem­ po messo all'opera per l’or­ ganizzazione di questa atti­ vità che riveste un alto si­ gnificato morale e formati­ vo; sotto la guida del dot­ tor Antonio Gualdrlni, pre­ sidente del Comitato, è ri­ tornata con la Pasqua, co­ me per gli altri anni, l’oc­ casione di un incontro comu­ nitario degli sportivi. A que­ sto invito hanno aderito nu­ merosi sportivi faentini, atle­ ti, drigentl, soci e simpatiz­ zanti delle società maschili e femminili della città. Tutti gli sport praticati a Faenza erano rappresentati dai loro più noti dirigenti, compresi alcuni esponenti delle varie federazioni per mezzo dei vari rappresentanti, fiduciari e delegati locali.

VERONA - L'iniziativa, anche quest'anno, è stata ac­ colta dall'ambiente sportivo cittadino con simpatia e re­ ligiosa convinzione. Tutto sommato, si può dire che in città la Pasqua degli Spor­ tivi ha preso piede con sod­ disfazione di tutti, e di anno in anno si anima allargando la cerchia dei dirigenti pre­ senti. Anche in provincia, in quelle Uunioni Sportive dove è stata programmata, è riu­ scita bene ed ha suscitato tanti favorevoli consensi. Nella manifestazione in­ detta dal Comitato Provin­ ciale nella Palestra CONI, Sua Ecc. il Vescovo all’Omelia della Messa ricordava che x lo sport serve all’anima e che la religione nobilita lo sport. Con parola tanto per­ suasiva e tra l'attenzione di tutti i presenti diceva che non c’è alcuna opposizione tra sport e religione, che non c’è estraneità tra attività sportiva e attività spirituale; anzi che lo sport giova alla religione perché forma alla disciplina, al senso del do­ minio di se, alla cordialità tra le diverse categorie di persone, lo . sport allena al sacrificio e tutto questo è un presupposto dell’attività spi­ rituale. Visto l’esito positivo della manifestazione religiosa, c'è da augurarsi che nei prossi­ mi anni, ogni dirigente C.S.I. prenda a cuore l'iniziativa per programmarla presso la propria Società Sportiva e tra i propri soci; allargando linvito anche a tutti gli sportivi del luogo e im­ pegnandosi contemporanea­ mente a partecipare almeno con una rappresentativa al­ l'iniziativa indetta dal Co­ mitato Provinciale, in modo che divenga realmente la maggiore manifestazione re­ ligiosa programmata n e 1 mondo sportivo e non sia solo un’esibizione esterna ma soprattutto manifestazione di vita e stimolo a nuovi ideali per ottenere quello sport « bene inteso » che tutti au­ spichiamo.

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esperienze

re 1.000.000 in caso di mor­ te; L. 2.000.000 in caso di in­ validità permanente; L. 2.000 giornaliere in caso di invali­ dità temporanea. La stessa è indipendente dall’assicurazione obbligato­ ria della Sportass, contratta dagli atleti con la firma del cartellino.

assicurazione

I.N.A.

CONVEGNO DIRIGENTI COMITATO E SOCIETÀ’

Il Comitato Provinciale CSI di Torino ha stipulato con l’Agenzia di Torino delTI.N.A. — Istituto Nazionale delle Assicurazioni — una speciale polizza per infortu­ ni sportivi ed extra spor­ tivi di qualunque genere (ad eccezione degli incidenti oc-, corsi durante la normale oc­ cupazione dell'assicurato ed ivi compresi anche i rischi automobilistici). Tale forma di assicurazio­ ne, facoltativa per dirigenti ed atleti, comporta: Li-

Domenica 24 aprile presso la sede del Comitato provin­ ciale C.S.I. di Verona ha avuto luogo la cerimonia del­ le premiazioni, a conclusio­ ne delle varie manifestazioni agonistiche svoltesi nel pe­ riodo 1 settembre-31 mar­ zo 1966. In tale occasione si è svol­ to un Convegno dirigenti del Comitato e delle Società CSI per un dibattito sui proble­ mi attuali dello sport vero-

nese. Era infatti intenzione della Presidenza del Comita­ to C.S.I. di intavolare una di­ scussione aperta e serena con i vari Dirigenti responsabili delle Unioni Sportive affilia­ te per un approfondito ed obbiettivo esame dei più im­ portanti problemi che ri­ guardano l’ambiente sportivo cattolico in Verona e Pro­ vincia. La discussione ha riguar­ dato, tra l'altro, questioni di carattere «morale-educativo» (in relazione a quelle che sono le finalità per le quali il CSI è stato costituito qua­ le Ente di propaganda. Re­ sponsabilità del dirigente quale «educatore», ecc.) ; «or­ ganizzativo» (situazione im­ pianti sportivi; funzionalità e composizione delle Comm. Tecniche; modifiche al pro­ gramma e alla strutturazio­ ne delle singole manifesta­ zioni agonistiche) ; « rapporti con l’estero » (autorità reli­ giose, autorità comunali e provinciali, con le Federa­ zioni e con gli altri Enti di propaganda).

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