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Stadium n. 16/1962

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i problemi

dello sport

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DAL CONGRESSO NAZIONALE AL CONVEGNO CONSULENTI

PARROCCHIA E SPORT Chiavari, la splendida cittadina ligure, ospiterà quest’anno il V Convegno Nazionale dei Consulenti Ecclesiastici C.S.I. La manifestazione, che avrà luogo dal 24 al 27 settembre prossimo, si svolgerà sul tema ’’Parrocchia e Sport”. Nelle tre giornate di lavoro i nostri Reverendi Consulenti approfondiranno ___________ argomenti ... di vivo interesse pastorale e di somma importanza per lo sviluppo e rorientamento dell’attività sportiva nelle parrocchie. > Verranno innanzitutto precisati l’origine, la struttura, i rapporti e i limiti dell’attività del C.S.I. nel­ l’ambito della comunità parrocchiale; si esamineranno quindi, il valore e la portata della presenza sacer­ dotale per un efficace apostolato sportivo nella comunità giovanile della parrocchia; infine si tratterà del giusto posto spettante allo sport e al divertimento in riferimento ai doveri domenicali del cristiano e alle , attività della parrocchia nei giorni consacrati al Signore. Il V Convegno dei Consulenti C.S.I. si svolge a tre mesi dal Convegno Nazionale e risponde, in certo sen­ so, alla prima e fondamentale istanza emessa dall’assemblea di giugno: la necessità impellente di indi­ rizzare l’azione del C.S.I. e l’orientamento dello sport italiano verso un’attività sportiva di base. La parrocchia, sede dell’unione o del G-ruppo Sportivo, costituisce la punta più avanzata delia nostra periferia, il punto di contatto più immediato con la gioventù. Un contatto che, richiamando all’ombra del campanile schiere sempre più numerose di giovani desiderosi, attraverso lo sport, di prepararsi meglio alla vita, non potrà non risolversi in un grande beneficio, non solo e non tanto per il C.S.I., ma per l’in­ tero sport nazionale e per tutta la nostra gioventù.

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PRISMA CSI

colloqui

a cura di Duilio dimetti

Calcio di rinvio Caro Direttore, senta che cosa è accaduto durante una parti­ tella di calcio tra compagni. Il nostro portiere raccolto il pallo­ ne da fondo campo lo pose al punto giusto ed io presi un po’ di rincorsa per fare la rimessa cercando di lanciare il pallone il più lontano possibile. Quando però ero sul punto di colpire il pallone mi accorsi che davanti a me non c’era nessuno, allora toccai piano la palla ed avan­ zai portandomela fuori della nostra area di rigore, infine la lanciai. Molti si fermarono e reclamarono dicendo che non andava bene fare così. Mi può dire Lei se potevo fare quanto ho fatto oppure no? La ringra­ zio e la saluto cordialmente ». (C.S.P. - Atessa) Caro amico, ci spiace, ma in questo caso hai proprio torto. Ti trascriviamo parte della regola 16 del Regolamento di gioco, che tratta appunto del calcio di rin­ vio dalla porta. Prima descrive il caso, quello tuo, poi prosegue: « La palla sarà calciata direttamente in giuoco, al di fuori del­ l’area di rigore, da un giocatore della squadra che si difende. Non è consentito al portiere di ricevere nelle mani la palla sul calcio di rinvio allo scopo di po­ terla lanciare in gioco. Se la palla non è stata lanciata al di là dell'area di rigore, vale a di­ re direttamente in gioco, il cal­ cio di rinvio deve essere ripetu­ to. Il giocatore che ha battuto il calcio di rinvio non deve rigiuocare la palla prima che la stessa sia stata toccata o giuocata da un altro calciatore ». Chiaro, vero? Non ci sono pro­ prio scappatoie!

@ ABBIAMO FIDUCIA, ECCELLENZA...

— Allora, Jair, ci dica un po’ di questa sua nonna italiana. — Sì, volentieri. Dovete dunque sapere che al seguito di Pizarro, nel 1600 ..

— Tu che dici, Baldini riuscirà meglio in strada o in pista? — Mah! io direi... in automobile!

conosci te stesso, conosci la tua fidanzata. Se verrà ad applau­ dirti agli incontri e saprà al­ lontanarsi per qualche ora, durante gli allenamenti, se sa­ prà darti fiducia e coraggio, se non ti distoglierà dallo studio o dal lavoro, come non ti impedi­ rà di fare dello sport, penso che tu possa fin d’ora prenotare i confetti anche per noi.

colloqui

Fidanzata e canestri « Giorni fa ho dato l’annun­ cio del mio fidanzamento: non l’avessi mai fatto! Il mio alle­ natore (gioco a pallacanestro nella squadra parrocchiale) mi ha investito asserendo che non può fare a meno di me e che devo lasciare, almeno per qual­ che anno, la fidanzata e dare tutto alla squadra... Mi sembra un po’ troppo, non ti pare? » (Luciano C. - Avellino). Non solo un contegno simile è esagerato, ma è anche contro ogni buon senso; i casi sono due: o l’allenatore ha il para­ occhi e vede i suoi ragazzi solo in funzione della squadra, op­ pure ha poca fiducia in te e teme stravizi che danneggerebbero il rendimento. Evidente­ mente nel primo caso sarebbe da considerarsi un ’’impallina­ to” superficiale, nel secondo un consigliere non richiesto, in quanto su tante delicate que­ stioni è più opportuno sentire il parere di un sacerdote. A noi pare che la migliore e più sag­ gia decisione puoi prenderla tu:

Spiaggia o piscina? Durante l’inverno ho frequen­ tato la piscina, e in questo me­ se ho raggiunto i miei amici al mare: ho ricevuto una pessima impressione delle spiagge italia­ ne. Mi sembra che l'ambiente in piscina sia più riservato e più morale... » (Felice Strizzi Roma). Tutto il mondo è paese, caro Felice: la cosa importante è-ve­ dere con gli occhi ciò che si vuole vedere. Anche l’ambiente della piscina spesso non è altro che un luogo di ritrovi per sfac­ cendati o... peggio, mentre la spiaggia può essere un elemento distensivo quando si è in buona compagnia. E’ imporante so­ prattutto lo scopo per cui si fre­ quenta la piscina o la spiaggia: e ciascuno ha il suo scopo. E’ evidente che una maggiore ri­ servatezza sulle spiagge sarebbe utile, come d’altra parte sareb­ be necessaria maggiore sorve­ glianza in piscina. Se sei un ra­ gazzo sportivo penso che sia nel­ l’uno che nell'altro ambiente tu possa agevolmente trovarti a tuo agio: salvo la tintarella!

Stadium QUINDICINALE DEL CENTRO SPORTIVO ITALIANO ANN« LVI - N. 16 - ROMA, 12 AGOSTO 1962

Via della conciliazione, 1 - Tel. 655.561 - 650.113 - Sped. in abb. post., gruppo II - Pubblicazione in omaggio a tutti gli iscritti.

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2 Colloqui - Prisma CSI 3 Convegno Consulenti Ecclesiastici - Un sa­ cerdote sportivo 4 Interregionali di Nuoto e di Atletica 5 Rugby educativo - Ciclismo esordienti 6 Tuttocsi 7 Salute per lo sport o sport per la salute? 8 Tempo libero, sport, politica sportiva

SILVIO BETTOCCHI Direttore responsabile Pubblicazione iscritta al numero 4987 del registro della stampa del Tribunale di Roma in data 14 gennaio 1956 Stampatore Tumminelli - Città Universitaria - Roma

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Stadium - 16

NOTIZIE DA CASA NOSTRA CULLE

La casa di Sergio Gatti, il se­ gretario della nostra C T.N. di atletica e il prezioso collabora­ tore di ” Stadium ” che tutti i nostri amici conoscono, è stata allietata dalla nascita di una bambina. All’amico Sergio e alla gentile signora Mina le nostre più cor­ diali felicitazioni, alla piccola Gioia l’augurio più fervido au­ spicato dal suo nome, per sé e per i suoi genitori. Il Cav. Mario Bolletta Presi­ dente della nostra C.TJJ. di atletica ha festeggiato in questi giorni la nascita del suo quinto nipotino, Maurizio, figlio del Dott. Castri e della gentile si­ gnora Marcela, della cui colla­ borazione ” Stadium ” si è av­ valso recentemente. Porgiamo al Cavaliere e ai fe­ lici genitori, con le più sentite felicitazioni della Presidenza e di ” Stadium ”, gli auguri più fervidi per il piccolo Maurizio.

E’ appena passato il caldo, umido, appiccicatìccio mese di luglio, ed è sopravvenuto implacabile quest’agosto arroven­ tato che ¡picchia in testa, fiacca le energie e annebbia le idee. A tetti, meno che agli sportivi. E’ davvero impressionante la mole di attività e di iniziative die nel campo dello sport, o nei suoi dintorni, si stanno realizzando in questa estate. Avevamo accennato ultimamente ai Congressi e ai Convegni celebrati in nome dello sport, ma si potrebbe parlare ugual­ mente di attività ipiù precisamente sportive, di polemiche, di contrasti, di speranze e di delusione, di propositi e di vel­ leità, che infiorano la sudata cronaca delle gazzette sportive nostrane. Questo alla base, e si comprenderebbe che gli spor­ tivi, da sempre, sono i proprietari riconosciuti di muscoli, vi­ tamine, ed energie tali con cui superano le più aspre dif­ ficoltà. Ma anche al vertice non si scherza. State a sentire. Fanfani, (tanto per cominciare dall’... alto) ha trovato il tempo, in piena battaglia (guerra, sarebbe il termine più appropriato) sulla nazionalizzazione dell’energia elettrica, di parlare a dei giovani sulla politica dei giovani. Ci sembra troppo importante il fatto per tralasciare di sottolinearlo, ri­ portando il testo delle affermazioni, sulla sostanza delle quali, è bene dirlo subito, siamo pienamente d'accordo. ” Esse (le 'attese dalla gioventù) ormai non potranno essere più soddi­ sfatte con particolari coordinamenti interministeriali, due an­ ni fa ritenuti ancor utili. Occorre, anche in questo settore, trovare il modo di far salire dalla periferia verso il vertice governativo le vive istanze dei giovani, i loro suggerimenti di soluzioni, affinché la politica per la gioventù possa divenire la politica ¡per un sano, sereno, sicuro avvenire di tutta la nazione. A questo fine prossimamente sarà presa qualche preliminare decisione, che oggi non annuncio, intendendo prepararla con consultazioni che dimostrino la seria consi­ derazione in cui dal Governo sono tenute le esperienze e le riflessioni dei dirigenti delle massime organizzazioni giova­ nili ». Eccellenza, è da'seconda volta che ¡parla in maniera così aperta e ’’impegnata” (è un termine caro al centro-sinistra!) della politica ¡giovanile, dopo le dichiarazioni programma­ tiche del 1960 a cui lei stesso si è riferito. Badi dite noi ne prendiamo buona nota, anzi le trascriviamo a caratteri cu­ bitali nel libro della nostra memoria. Molti italiani stanno imparando (a loro spese) che Lei non promette (loro ve­ ramente dicono ” non minaccia ”) invano: è un’esperienza, siamo certi, ohe farebbero volentieri anche i giovani italiani, quelli Sportivi compresi! In caso contrario, Eccellenza, noi non ¡potremmo fare al­ tro ohe ricordarLe le promesse, sia pure con parole più o meno, diciamo, impegnate, ma sarebbero solo e sempre pa­ role. Il pericolo invece potrebbe venire da altri settori che in fatto di impegni e promesse, Lei lo sa bene, non transi­ gono; almeno quando a farle le promesse non sono loro ma Lei e il Suo governo. Ci perdoni, Eccellenza, parliamo pro­ prio dei socialisti, ma senza nessuna malignità politica, ci creda.

NOZZE

Il 7 luglio il Cav. Antonio Vecchi, già membro della C.TJi. Sci e Montagna e attualmente Presidente della Sezione Alpini­ smo del Comitato Provinciale C.S.I. di Bergamo, ha festeggia­ to il 25° di matrimonio con la gentile signora Antonietta Mar­ chesi. Nello stesso giorno la fi­ glia dei coniugi Vecchi si è uni­ ta in matrimonio con il Signor Luigi Soloni. Alle due coppie di sposi e di sposini ” Stadium ”, a nome del­ la Presidenza Nazionale, fa giungere le sue felicitazioni e gli auguri più fervidi di ogni fe­ licità. A Imperia, il 14 luglio, si sono uniti in matrimonio la gentile signorina Maria Rosa Guidotti, figlia del Sig- Cesare, Presidente del Comitato Provinciale C.S.I. di Imperia, con il Marchese Lu­ ca Ferrerò De Gubernatis Ven­ timi glia. Ai novelli sposi ” Stadium ” è lieto di formulare gli auguri più fervidi di perenne felicità a no­ me anche della Presidenza Na­ zionale del C.S.I. LUTTI

Don Pietro Jotti, il nostro Consulente Ecclesiastico Regio­ nale dell’Emilia e Assistente del Comitato Provinciale di R. Emi­ lia, è stato colpito da grave lut­ to nella persona del suo amato papà, il 21 luglio u. s. Si è serenamente spenta al­ l’alba del 28 luglio la cara mam­ ma del rev.do Don Emilio Lixi, Consulente Eclesiástico Regiona­ le della Sardegna e del Comi­ tato Zonale di Ales” Stadium ” si rende interpre­ te presso i nostri due cari Con­ sulenti del sincero cordoglio del­ la Presidenza Nazionale per i gravi lutti che li hanno colpiti e auspica per loro tanto sereno conforto cristiano.

Ha notato, Eccellenza, che Nenni e compagni (compagni socialisti, d’accordo) hanno scoperto lo sport? Si, hanno sco­ perto che lo sport è giunto al momento giusto di maturazio­ ne ¡per essere efficacemente sfruttato come strumento po­ litico. Parliamo proprio della riunione dell’Assemblea costi­ tuente dell’Associazione Italiana Circoli Sportivi, i cui lavori domenica scorsa ¡Radio e Televisione ci hanno ammannito in tutte le salse, quasi Colombo avesse scoperto nuovamente l’America! Per l’occasione ha fatto sentire la sua voce pure Nenni: ” compito dell’Associazione, ha detto, deve essere quello di concorrere a fare delle attività sportive una manifestazione di autonomia e di vita democratica delle masse ”. Il con­ cetto non è che sia eccessivamente chiaro, ma ci ha pen­ sato poi l’on.le Matteotti a chiarire, da par suo, il senso delle affermazioni del capo e di tutto il resto. Senta: ’’at­ traverso iI’AjIXLS. si ¡possono mettere insieme esperienze, energie, volontà nel quadro di un obiettivo che coincida con quello del movimento socialista ”. Questo è chiaro, non ci possono essere dubbi. E guardi Eccellenza che non scher­ zano affatto. Intanto hanno cominciato, buoni ultimi, a sol­ lecitare anch’essi interventi organici dello Stato e degli En­ ti locali ”, poi, ¡per il prossimo autunno, preannunciano un Convegno ” teso a definire l’impegno dei socialisti ”. Ora non è che si voglia negare ai... compagni socialisti le più oneste intenzioni del mondo, ma riconoscerà anche Lei, Eccellenza, che la faccenda si farebbe un po’ scocciante (per­ doni il termine) per tutti quelli òhe in questi anni hanno la­ vorato, sudato e ¡pagato di tasca propria per lo sviluppo dello sport italiano dilettantistico, sarebbe davvero scocciante la­ sciare che altri si prendano i frutti e il merito. Eh, non piace a nessuno, nemmeno a ¡Lei crediamo, rimanere, in fine, contenti e canzonati! Lei ha fatto appello ai dirigenti delle massime organizza­ zioni giovanili: bene, riteniamo che siano tutti pronti, da tempo. ¡Purché ci si muova, finalmente!


CONSULENTI ECCLESIASTICI A CONVEGNO

l Congresso del CSI ha avu­ vani che debbono essere presi to sostanzialmente un'idea dai loro ambienti e portati allo ed una preoccupazione fon­ sport, sia pure specializzato, ma damentali. quelle di richiama­ è necessario portare lo sport ai re l'attenzione dell’opinione giovani, negli ambienti in cui pubblica e dei responsabili, sul­ vivono, nei luoghi e nei quar­ la necessità che lo sport venga tieri dove si svolge la loro vita portato al livello della massa dei di ogni giorno, dove crescono e giovani, reso accessibile, con si preparano a divenire uomini. particolari coordinate iniziative, E’ la diffusione capillare, di a chiunque di loro voglia prabase, diciamo pure di massa, tcare attività sportiva a comple­ che manca al nostro sport. Ed tamento della propria formazio­ è qui, in questi motivi di fon­ ne fisica e morale. Dopo i gran­ do, che trova ragion d’essere e di temi educativi affrontati nei piena giustificazione il Congres­ Congressi precedenti, l’ultimo ha so Nazionale che il C.S.I. ha te­ messo in discussione un tema sté celebrato. pratico, addirittura politico. Un tema del resto giustificato Dal Congresso al Convegno in Italia da una situazione pre­ caria quant'altre mai nel setto­ Ora. ad appena tre mesi di re sportivo. E’ vero che certe distanza, il Centro Sportivo da­ statistiche, in questi giorni rà vita ad un’altra importante assemblea, il V Convegno dei sbandierate un po’ in tutto 1 mondo, ci assegnano nel cam­ Consulenti Ecclesiastici. po de valori sportivi il terzo o Sul piano organizzativo non è il quarto posto. Ma è altrettan­ difficile scorgere nel susseguirsi to vero che si tratta soltanto di delle due iniziative un nesso lo­ gico. una facciata, sia pure appari­ scente. Che cosa c’è infatti die­ Anche sul piano ideologico, tro a quei pochi nomi che an­ però, c’è fra il Congresso e il cora riescono a tenere alto il Convegno una certa conseguenprestigio del nosro sport? Il vuo­ zialità, un progresso, meglio una to pressoché assoluto. rispondenza. La prossima tregiorni di Chiavari infatti si im­ pernierà sul tema ” parrocchia e Lo sport non è fine a se stesso sport ” e. pur esaminandolo da E’ la conseguenza logica di un punto di vista prevalente­ una mentalità che ha concepi­ mente pastorale, non si può non to lo sport, e in buona parte scorgervi anche una intonazione tuttora lo concepisce, come una coerente e rispondente alla te­ sorta di fatto straordinario, matica del Congresso di giugno. prestigioso, quasi eroico, e in La parrocchia, nell’organizza­ quanto tale riservato a pochi zione del C.SI., rappresenta la privilegiati che si sentano l’ani­ punta periferica più avanzata mo e si ritrovino le energie per della nostra compagine organiz­ sostenerne il ruolo. La base per zativa. Per buona parte del no­ la selezione, le leve di rincalzo, stro Ente la parrocchia si iden­ il vivaio, come si dice, non sono tifica nella unione sportiva, o stati mai curati. nel gruppo sportivo, che costi­ Ora si cerca di rimediare e tuisce per ogni organismo spor­ senz’altro i risultati non tarde­ tivo il sustrato primo e basila­ ranno a farsi sentire. Ma non re dell’organizzazione e della è tutto, chè lo sport non si può sua stessa vitalità. Tanto più comunque ridurlo a un fatto nel CJS-I. dove il fattore tecni­ agonistico, pur di rilievo, fine a co, quello organizzativo e quel­ se stesso. Esso deve rientrare lo morale sono cosi intimamen­ nella vita, nel costume del no­ te legati tra di loro da forma­ stro popolo. Non sono i gio­ re una unità inscindibile pena

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inque anni fa, 1’8 marzo il futuro famoso vescovo scrit­ 1957. scompariva negli Stati tore e predicatore. Rese la filo­ Uniti, a quasi settantun an­ sofia cosi popolare, che ormai ni, una grande figura di sacer2000 ­ dei 3500 studenti dell’uni­ dote sportivo, d’un sacerdote versità ne seguivano almeno cioè che seppe dare allo sport qualche corso. Conosceva pro­ il giusto posto nella sua vita fondamente Aristotele e San personale di ascesi cristiana, Tommaso d’Aquino, attraverso nel suo apostolato e nel suo in­ uno studio assiduo e accurato segnamento filosofico. Figura dei testi e una investigazicne degna di essere conosciuta an­ acuta delle idee basilari del si­ che dagli sportivi italiani. stema. Alzandosi fino a tarda Ci sia lecito iniziare dalli’ul­ età alle 4.55, trovava il tempo' timo anno della sua vita, da di ripassare almeno una volta quella sera di aprile 1956 in cui l’anno tutte le opere di San nel Willard Hotel di Washin­ Tommaso. Scrisse molti libri e gton il Padre Ignazio Smith si articoli, e per undici anni dialzò fra gli applausi degli otto­ ressè la rivista ’’New Scholacento commensali per andare a sticism”. ricevere al tavolo della presi­ denza la medaglia Cardinale La vita sportiva Gibbons, concessa ’’per distinti Quando non parlava di Ari­ e meritori servigi verso gli Stati stotele o di San Tommaso, era Uniti, la Chiesa Cattolica e l’Uassai probabile trovarlo a ru­ niversità Cattolica d’America”. moreggiare in un’assemblea di Uomini assai più noti di lui l’a­ tifosi, a tifare per una squadra vevano ricevuta, come l’ex-preo un atleta, a suonare un esi­ sidente J. Edgar Hoover, il ge­ larante pezzo al piano. Il di­ nerale J. Lawton Collins, il pre­ rettore atletico dell’università sidente delle Filippine Carlos cattolica disse di lui : « Egli è Romulo. Egli era il nono della stato visto dare prova di un si­ serie. Mai. però, questa onorifi­ nistro potente, rincorrere nello cenza così rara era stata asse­ stadio i velocisti più famosi, al­ gnata con sentimenti di cosi lenarsi nelle dieci miglia, at­ calda simpatia e cordialità co­ terrare al rugby un giuocatore me nel caso del Padre Smith, di cento chili, fare il lanciato­ che tutti ormai conoscevano e re per la squadra di basebai o chiamavano col semplice dimiportarsi la palla in una discesa nuitivo di. ”Iggy". veloce ». Alto di statura, dalle spalle Naturalmente ciò era il frut­ poderose, la faccia massiccia, to di un allenamento continuo solcata da profonde rughe e ta­ e metodico. Era capace di af­ gliata da un aperto sorriso, do­ frontare in qualunque momen­ minata da un naso imponente e to uno studente e dirgli: «Su, una fronte spaziosa, egli era nei marmotta, ti sfido a una cor­ settantesimo anno, in procinto sa fino all’Aula Magna ». di ritirarsi dall’insegnamento prendeva il treno fino a Rockper raggiunti limiti di età. ville, a trenta chilometri di di­ Si era appena alzato dal po­ stanza, e se ne tornava cam­ sto e gli applausi continuavano minando per cento metri, cor­ fragorosi, quando apparve im­ rendo per altri cento, e così di provviso il Delegato Apostolico, seguito alternativamente, nel Mons. Amleto Cicognani, per classico esercizio dei pugili. presentargli a nome del Papa la Divenne una presenza fissa croce Pro Ecclesia et Pontifice. nelle riunioni prepartita, in cui I cattolici d'America onoravano era utile elevare il diapason del con un'altissima distinzione il morale. Fu il procuratore non loro grande maestro. H Papa ufficiale di atleti per la squadra suggellava la loro scelta con un universitaria. riconoscimento universale. Il Presidente degli Stati Uniti esaltò il Padre Smith come « co­ L’educatore lui che grandemente contribuì Con queste capacità seppe alla forza spirituale della na­ infondere amore per la cultu­ zione ». ra e entusiasmo per lo sport at­ Il Padre ”Iggy” era stato per tivo in una quantità innumere­ quasi 50 anni una figura domi­ vole di studenti d’ambo i sessi, nante nell’università Cattolica i quali a migliaia entravano nel d’America, come studente pri­ suo studio, dalla porta sempre ma, professore poi, e infine, per aperta, bramosi dei suoi consi­ ben venti anni, come decano gli, anche se egli era capace di della Facoltà di Filosofia. apostrofarli con i nomignoli più impensati: bue, piccoletto, ma­ La vita intellettuale schietta, grassona. La popolarità gli venne e dal Sulla sua bocca queste parole chiaro insegnamento filosofico e non suonavano come indicazio­ ni ironiche, ma come segno di dall’amore allo sport. Ebbe tra dolce familiarità, di una ama­ i primi discepoli Fulton Sheen,

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UN SACERDOTE SPORTIVO PADRE IGGY Nel prossimo numero di “Stadium” saremo lieti di pub­ blicare un articolo del Padre Ignazio Smith, in cui egli scrisse dell uso del tempo libero e delFutililà dello sport

la giustificazione ded’Organizzazione stessa. Ecco dunque una prima ri­ sposta concreta alle istanze con­ gressuali, e viene proprio da una sede quanto mai qualifi­ cata e competente. Sarà, quella dei nostri Consu­ lenti, una risposta sacerdotale, quindi morale e non organizza­ tiva o tanto meno politica, ma per chi crede allo sport nei suoi valori più profondi e più veri, sarà una risposta ugualmente valida e importante, perché con­ tribuirà a creare il fondamento, quello dello spirito, senza del quale lo sport non può e non potrà mai svilupparsi se non in forme falsamente floride, ester­ namente appariscenti ma inti­ mamente vane e caduche. Il Convegno si svolgerà pro­ prio nell’imminenza del Conci­ lio Ecumenico: non sembri pre­ sunzione il ricordarlo, tentan­ done l’accostamento anche solo cronologico. Ci è noto infatti che da molte parti sono giunte istanze e proposte riguardanti lo sport. Tra l’altro è stata for­ mulata appunto un’istanza che riguarda proprio l’attività spor­ tiva nell’ambito della parroc­ chia in funzione pastorale. Con tutta probabilià i Padri Conci­ liari non avranno né modo né tempo di occuparsi dell’argo­ mento, nel complesso dei gran­ di problemi teologici e morali che saranno chiamati a discu­ tere, ma il fatto che la questio­ ne sia stata portata all’attenzio­ ne delle Commissioni prepara­ torie testimonia ancora una vol­ ta in quale considerazione la Chiesa tenga questo importante fenomeno sociale e di costume che è lo sport. E’ un indubbio motivo di con­ forto per i nostri Consulenti che nel prossimo settembre, a Chiavari, si proporranno lo stu­ dio del tema proposto Un auspicio, anche, di un suc­ cesso che non potrà mancare a chi vive e lavora nella Chiesa e per la Chiesa.

bilità singolare che attirava i cuori dei giovani, per me­ glio formare la loro personalià. Forte di corpo e di spirito, soccorreva tutti, particolar­ mente i timidi e i pusillanimi, con le esortazioni e con l’esem­ pio. « Una diversità — diceva — non è creata dai libri di testo, ma dall’atmosfera, dalla dedi­ zione dei professori al servizio degli studenti. Io mi sforzo di creare negli studenti l’impres­ sione che noi siamo depositari di cultura a loro beneficio. Per­ ché chi ha l’ufficio d’insegna­ re deve essere generoso. Inse­ gnare per insegnare può essese l’ideale di alcuni, ma non qui, da noi. Noi vogliamo inse­ gnare per irraggiare ». Fra tante occupazioni aveva trovato il tempo per dare av­ vio al famoso Istituto di Predi­ cazione moderna : « giusto per simpatia verso i poveri laici, che hanno sofferto a causa di tan­ te mediocri prediche ».

La vita fuori dell’università La sua vita giovanile è pre­ sto delineata. Nacque per una provvidenziale coincidenza nel­ lo stesso anno della fondazio­ ne dell’università Cattolica di Washingon, 1886, a Newark (N.Y.), da un droghiere irlan­ dese. Primogenito di otto figli, dei quali ben quattro avrebbe­ ro vestito l’abito di San Dome­ nico, si pagò gli studi superio­ ri all’università di Seton Hall col lavoro di cassiere in una fabbrica di birra e di meccani­ co. Un bel giorno il desiderio di farsi sacerdote « fu improv­ visamente lì », come soleva di­ re, e scelse l’Ordine Domenica­ no. Compiuti gli studi filosofi­ ci e teologici, fu ordinato sacer­ dote nel 1910, quindi fu invia­ to per gli studi complementari all’università Cattolica. Vi con­ seguì la laurea in filosofia nel 1915. Nel 1920 fu chiamato all’uni­ versità Cattolica e vi rimase per tutta la vita, divenendovi ima figura leggendaria. Perito nella musica, pratican­ te di ogni sport, amante delle facezie, generoso e affabile con tutti, non è meraviglia che la schiera dei suoi amici fosse sen­ za numero. Pertanto ai suoi funerali vol­ le presenziare lo stesso Delega­ to Apostolico, con altri nove ve­ scovi e una moltitudine infini­ ta di studenti e amici laici. Al­ tri cinquanta vescovi americani inviarono condoglianze. L’elogio funebre pronunciato da] Vice Rettore dell’università fu da­ to alle stampe per desiderio co­ mune. P. Beniamino Emmi

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Stadlum

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ATLETICA LEGCEHA: LE INTERREGIONAir SODO ALLE PORTE...

ALIE INTÍRREGIOKALI DI NUOTO ...a Napoli A Napoli gli Juniores hanno dato spettacolo : cinque nuovi primati- Una giornata memorabile per il nuoto del C. S. I. I cique records sono stati stabiliti da Di Pre­ te (Roma) nei 100 metri dorso con l’13”8, da Vec­ chia P. (Roma) nei 200 metri rana con 3’03”6, da Brav (Cagliari) còn l’05”5 nei 100 metri stile libero, ed infine dalla staffetta 4 x 100 mista Juniores di Roma (Di Prete, Vecchia Catone. Cribriore) con 5’06”2. E come se ciò non ba­ stasse, nella frazione dor­ so della staffetta 4 x 100 mista Juniores, Di Prete superava se stesso abbas­ sando vieppiù il suo re­ cord stabilito mezz’ora prima e portandolo a l’13”6. Con questa sua strabi­ liante impresa il Di Prete non solo ha conquistato il primato nazionale CSI per la categoria Juniores ma anche quello nazio­ nale della FIN per la ca­ tegoria ragazzi. Stadium, che per primo ha appreso la bella noti­ zia, è lieto di far perve­ nire al Di Prete e agli valorosi atleti della semi­ finale partenopea il plau­ so più sincero della Pre­ sidenza Nazionale e di tutto il CSI. Ma tutti vanno acco­ munati in un unico ap­ plauso: vincitori e scon­ fitti, dirigenti e organiz­ zatori, perché sono stati essi stessi gli artefici di questa importante gior­ nata di sport che Napoli, sempre sensibili specialmnte a manifestazioni di questo genere, non dimen­ ticherà facilmente. Un ringraziamento cor­ diale infine ai dirigenti della FIN, ai cronome­ tristi e, in particolare, al giudice arbitro signor Nappa. Le gare si sono svolte nella magnifica piscina Scandone, alla Mostra d'Oltremare. Alla mani­ festazione ha arriso una stupenda giornata di so­ le, tipicamente parte­ nopea.

...a Modena Ottimi, come si potrà constatare, anche i risul­ tati dei nostri atleti del­ la semifinale modenese: Fabbri nel dorso e la staf­ fetta juniores milanese hanno anch’essi abbassa­ to i record dei precedenti campionati CSI. Hanno partecipato alla semifinale 10 Comitati per complessivi 75 atleti che hano gareggiato di­ nanzi ad un foltissimo pubblico. Ottima l’organizzazione, preziosa e cordiale come sempre la collaborazione dei tecnici della FIN, par­ ticolarmente del giudice arbitro Sing. Caprini di Modena. La manifesta­ zione è stata splendida­ mente ospitata presso la piscina Comunale

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...a Modena

...a Napoli

CATEGORIA RAGAZZI

CATEGORIA RAGAZZI

METRI 50 DORSO 1. Menchetti (Pesaro) 39”5; 2. Gnloll (Milano) 41”1; 3. De Barto­ lomeis (Chiavari) 41"2; 4. Curii (R. Emilia) 46”! ; 5. Montanari (Rimi­ ni) 52”; 6. Morisl (Modena) 52”9; 7. Mosti (Mantova) l’2”4.

1. Stefanelli (Salerno) 37”6; 2. Bianchi (Roma) 38” 1; 3. Malato (Catania) 45”5; 4. Carapellese iMolfetta, 46”; 5. Tamà (Messina) 48”2; 6. Celila (Termoli) 51”9; 7. Sirena (Brindisi) 52”6.

METRI 50 DORSO

METRI 50 RANA

METRI 50 RANA

I serie - 1. Parinl (Chiavati) 41 ”3; 2. Ercolanl (Trento) 45’1; 3. Cilloni (R. Emilia) 46”4; 4. Luzzl (Pesaro) 48”7. II serie - 1. Ventura (Milano) 41”; 2. Frignani (Mantova) 48”1; 3. Tona (Novara) 49”7.

I serie - Tabella (Cagliari) 45”1; 2. Casagrande (Roma) 47”8; 3. Guadalupi (Brindisi) 51”1; 4 Lucido (Termoli) 52”9; 5. ho Calbo (Pa­ lermo) rO2”7. II serie - 1. Barela (Salerno) 43”4: 2. Gioieni (Catania) 46”9; 3. Capurso (Molletta) 52”.

METRI 50 FARFALLA 1. Zanfrini (Milano) 35”9: 2. Drera (Pesaro) 36” 6; 3. Pagano (Modena) 40”6; 4. Notaricola (Chia­ var!) 48”; 5. Venerandi (Rimini) 56”1; 6. Palmisano (Novara) l’4”8.

METRI 50 FARFALLA

METRI 50 STILE LIBERO

1. Rossi (Roma) 36”6; 2. Arrigo (Catania) 42”8; 3. Perrotti (Saler­ no) 48”; 4. D’Acquisto (Brindisi) 49”2; 5. Valenza (Palermo) 55”; 6. Castaldi (Messina) 55”9; 7. Di Pietro (Molletta) l’12”5.

I serie - 1. Ginepro (Pesaro) 32”6; 2. Ballonl (Chiavati) 35"5; 3. Poldelmlengo (R. Emilia) 47”9; 4. Maggloll (Rimini) 48”6; 5. Montecchl (Modena) 48”6. II serie - 1. Ghezzi (Milano) 35”; 2. Antonelli (Novara) 36”5; 3. Quaglietti (Mantova) 41 ”2; 4. Battlstini (Ravenna) 49”2.

1. D’Aragona (Salerno) 32”7; 2. Ventura (Catania) 32”9; 3. Maria­ ni (Roma) 33”5; 4. Dell’oglio (Brindisi) 37”8; 5. Natalicchio (Mol­ letta) 38’5; 6. Marino (Termoli) 39"; 7. Rutigliano (Conversano) 45”8: 7. Ferrara (Messina) 46”7.

STAFFETTA 4 x 50 MISTA 1. Milano (Gnoli, Ventura, Zan­ frini, Ghezzi) 2’32”3; 2. Pesaro (Mentecchi, Luzzl, Drera, Conduccl) 2’39”; 3. Chiavari (De Barto­ lomeis, Parini, Baranl, Balloni) 2’44”6; 4. Novara (Tinebra, Tonà, Palmisano, Antonelli) 3’38”6; 5. Rimini (Montanari, Gasperini. Vene­ randi. Maggioli) 3’59”2; Mantova squalificata.

CATEGORIA JUNIORES METRI 100 DORSO

I serie - 1. Fabbri (Pesaro, l’13”9; 2. Bovone (Chiavari) l’18”8; 3. Minnegucci (Rimini) 1’ 29”9; 4. Ga­ sperini (R. Emilia) l’36”4; 5. Astolfi (Trento) l’38”6. Il serie - 1. Narcislo (Milano) 1T5”5; 2. Turrina (Modena) l’35”3; 3. Fratino (Novara) l’38”2; Ritirato Canfrini di Ravenna. METRI 200 RANA 1. Campari (Milano) 3’08”4; 2. Salvioli (Modena) 3’17”8; 3. Nardini (Pesaro) 3’20”3; 4. Giulianatl (Novara) 3’28”6; 5. Barbacini (R. Emilia) 3’29”! ; 6. Lo Magro (Rimini) 3’ 32”5; 7. Malnig (Chiavari) 3’43”2.

METRI 100 FARFALLA O DELFINO 1. Ladavaz (Milano) l’17”4; 2. Pellini (Pesaro) 1’28”5; 3. Giovannlni (Modena) l’29”9; 4. Sacchi (Novara) l’44”l; 5. Casaretto (Chiavari) 1'44 ’5; 6. Barbacinl M. (R. Emilia, l’47”3.

METRI 100 STILE LIBERO

I serie - Baroni (Chiavari, l’06”8; 2. Cicoria (Pesaro) l’07”7; 3. Fer­ retti (R. Emilia) 1TO"7; 4. Girardi (Trento) l’12"9; 5. Angelini (Rimini) 1T9”5. II serie - 1. Montanari (Milano) l’06’’6; 2. Colombo (Novara, l’16”6; 3. Scemma (Mantova) 1’ 21”7; 4. Billl (Modena) l’24”4; 5. Savelli (Ravenna) l’25”4. STAFFETTA 4 x 100 MISTA I serie - 1 Pesaro (Fabbri, Nardinl, Pellini, Cicoria) 5’22”4: 2. Chiavari (.Bovone, Cavicchini, Ba­ roni, Rlpetto) 5’46”8; 3. Reggio Emllia (Gasperini, Sacchi, Barbaclni M.. Ferretti) 6’17"4; 4. Trento (Astolfi, Ercolanl. Girardi, Cibello) 6’27”4. II serie -, 1. Milano (Narcislo, Cam pari, Ladavaz, Montanari) 5’11”7; 2. Modena (Turrina, Sal­ violi, Giovanninl, Bill!) 6’02”4; 3. Novara (Zorzellone, Comizzoll, Sac­ chi. Colombo, 6’28”6

METRI 50 STILE LIBERO

STAFFETTA 4 x 50 MISTA 1. Roma (Bianchi, Casagrande, Rossi. Mariani) 2’33”9; 2. Salerno (Stefanelli, Barela. Perrotti. D’Ara­ gona) 2’36"6; 3. Catania (Malato, Gioieni. Arrigo, Ventura, 2’48’’4: 4. Brindisi (Monaco, Guadalupi, D’Ac­ quisto. Dell’oglio) 3’05”4; 5. Mes­ sina (Tamà, Liotta, Gastaldi. Fer­ rara, 3’ 18"; 6. Molletta (Di Pie­ tro, Capurso, Carapellese, Natalic­ chio) 3’24”7; 7. Termoli (Caglia, Lucido, Manes, Marino) 3’33’T.

CATEGORIA JUNIORES METRI 100 DORSO I serie - 1. Di Prete (Roma) 1’ 13”8 - nuovo primato nazionale Juniores CSI e nuovo primato na­ zionale Ragazzi FIN; 2. Daimo (Termoli) r 33”2; 3. Annese (Mol­ letta) 1’ 45"6; 4. Vizierl (Palermo) l’53"6; 5. Lo Cascio (Messina) 2’14 "3. II serie - 1. Aicano (Cagliari) l’25”2; 2. Grasso (Catania) 1’26’4: 3. Carlucclo (Salerno) l’29”3; 4. Maiorca (Brindisi) l’30’’9. METRI 200 RANA I serie - 1. Di Rienzo (Brindisi) 3’31"2; 2. Lamia (Palermo) 3’35”8; 3. Savio (Messina) 3’58"8; Lanzone (Termoli) e Laghezza (Molletta) squalificati. II serie - 1. Vecchia P. (Roma) 3’03 ”6 nuovo primato nazionale CSI; 2. Rago (Cagliari) 3’05”5; 3. Giovino (Salerno) 3’18”8; 4. Cocozza (Catania) 4’20”9.

METRI 100 FARFALLA 1. Vecchia P. (Roma) 1’15”! nuo­ vo primato nazionale CSI; 2. Galdi (Salerno) l’31”8; 3. Saia (Catania, l’38"4; 4. Tamà (Messina) 1’58”; 5. Marino (Termoli) l’59”8; Valenza (Palermo) squalificato.

METRI 100 STILE LIBERO I. serie - 1. Crlbiore (Roma) l’08”2; 2. Migliore (Catania) 1T2”1; 3. Lo Galbo (Palermo) l’15”7; 4. Ferrara (Messina) l’32”2. II serie - 1. Brav (Cagliari) l’05”5 nuovo primato nazionale CSI; 2. Piermatteo (Salerno, 108’’5; 3. Monaco (Brindisi, l’19"5; 4. Saivernini (Molletta, l’28"3; 5. Rutllllano (Conversano) l’36”l.

STAFFETTA 4 x 100 1. Roma (Di Prete, Vecchia, Ca­ tone, Clibiore) 5’06”2; Nuovo pri­ mato nazionale CSI; 2. Cagliari (Aitano, Rago, Masia, Rau) 5’27"; 3. Salerno (Carluccio, Giovino, Galdi, Ferrara) 5’54’’6; 4. Catania (Grasso. Cocuzza, Saia, Migliore, 6’05”4; 5. Brindisi - 6’18”6; 6. Ter­ moli - 7’09”4; 7. Molletta - 7’33”5; 8. Messina - 7’38"2.

a Riccardi è stata protago­ nista a Bologna di un’ot­ tima prova nei campionati nazionali juniores della Fidai. ragazzi di Milano hanno saputo farsi valere egregiamente conquisando un quarto posto più che soddisfacente in una mani­ festazione che vede ogni anno la partecipazione di centinaia di concorrenti, tra i migliori che la categoria possa offrire in Italia. E’ questa un’altra delle affer­ mazioni che l’atletica leggera del CSI coglie tradizionalmente in tutte le manifestazioni nazio­ nali della federazione, soprat­ tutto naturalmente nei settori giovanili. Anche nelle diverse speciali­ tà individuali gli atleti appar­ tenenti a società del CSI han­ no fatto registrare risultati e piazzamenti di un certo inte­ resse. A cominciare dalle due eccellenti prestazioni del mila­ nese Pozzi della Daini, il qua­ le si è classificato secondo nei 1500 ed ha vinto i 1500 con sie­ pi: soprattuto in questa ultima specialità, ancora così poco pra­ ticata in Italia, Pozzi ha dato dimostrazione di poter essere forse 1 ’’uomo nuovo” che si at­ tendeva, vincendo spavaldamen­ te in un tempo quanto mai si­ gnificativo. Meritano una segnalazione vari altri nominativi che han­ no cominciato à ’’farsi un no­ me” nelle file del CSI : dal mi­ lanese Carabelli, secondo nei 400 e terzo negli 800, al trevi­ giano Paro, quarto negli 800, dall’avellinese Cindolo, quarto nei 3060, al reggiano Fontanesi, secondo nel lungo, dall’udi­ nese Buffon al reggino Gero­ cami, rispettivamente secondo e quarto nel peso, dal napoletano Leoni, secondo nella marcia, al quartetto di quattrocentisti di Milano (Ghiringhelli, Tassarot­ ti, Corti, Carabelli), classifica­ ti al terzo posto. Una rassegna di affermazio­ ni così varia per la provenien­ za degli atleti e per la quantità di specialità nelle quali essi so­ no stati validamente presenti costituisce una premessa alta­ mente significativa alla vigilia della ormai prossima disputa delle fasi interregionali del Campionato su pista del Centro Sportivo Italiano, in program­ ma come è noto il 9 settem­ bre. Quasi tutti i Comitati han­ no esaurito l’organizzazione delle fasi provinciali e zonali del campionato e tutto lascia prevedere una partecipazione più vasta e qualitativamente più consistente che negli anni passati. Le fasi interregionali del campionato del CSI rappresen­ tano una delle rassegne più in­ teressanti dell’atletica giovani­ le italiana, in quanto hanno soprattutto una funzione di porre in rilievo la capillarità del lavoro che il nostro ente com­ pie dovunque. Più che la qua­ lità atletica dei giovani che vengono avvicinati a questo sport dal CSI (qualità che so­ prattutto in alcuni Comiati, co­ me ad esempio Milano, Trevi­ so, Trento, Reggio Emilia, Na­ poli, ecc., raggiunge vertici dav­ vero non indifferenti), il CSI intende dimostrare attraverso le fasi intermedie del proprio campionato quanto sia valido e costruttivo il lavoro che com­

L

piono i bravi dirigenti nei pic­ coli e nei grandi centri. Senza considerare tutti i nu­ Imerosi motivi che trascendono quelli puramente tecnici, vale a dire soprattutto quelli educati­ vi. Se infatti la propaganda dello sport tra i giovani è uno dei motivi essenziali della no­ stra attività (ed è perciò che sovente chiudiamo un occhio sugli aspetti esclusivamente tecnici di alcune manifestazio­ ni al fine di favorire al massi­ mo il progredire della desciplina atletica anche in quelle lo­ calità dove il grosso risultato è più difficile e forse addirittu­ ra impossibile raggiungerlo.. ), non dobbiamo mai perdere di vista che il primo grande mo­ tivo conduttore del movimento creato dal CSI è l’educazione dei giovani attraverso lo sport: e chi potrà mai sostenere che questo risultato è stato rag­ giunto dal velocista che corre in 11” netti piuttosto che dal pesista che stenta a raggiunge­ re i 10 metri? E’ perciò che le nostre con­ siderazioni e le nostre attese in occasione delle più interessanti come delle meno eclatanti ma­ nifestazioni dei nostri campio­ nati prescindono sempre in mo­ do assoluto da ogni particolare di ordine tecnico, traendo sem­ mai da questo soltanto moti­ vo di soddisfazione di seconda­ ria importanza. Ed è perciò che guardiamo al­ le semifinali del nove settem­ bre con rinnovata fiducia: perché sappiamo con quanta e quale lena hanno lavorato i no­ stri dirigenti periferici in pre­ parazione a questa ormai clas­ sica rassegna delle forze atle­ tiche del CSI. Sergio Gatti

in collabora

MEZZO AGOSTO PER LATLE TICA


1 Hill PER GLI ESORDIENTI PRIMO TRAGUARDO TRICOLORE DEL CICLISMO RUGBY EDUCATIVO BUON 19G2 empre nuovi orizzonti si amare la bontà della disciplina, prono al nostro CSI e di che entusiasma i ragazzi e che anno in anno l'organizzazio­ è di facile attuazione dovunque ne gialloblu si rafforza ed al­non richiedendo particolari at­ larga i suoi quadri e il suo arco trezzature. polisportivo. Al 1962 è assegnato Nel lavoro d’impostazione non fin d’ora il giusto titolo di "an­ si è trascurato di mettere al pri­ no decisivo” per il rugby edu­ mo posto il problema della for­ cativo poiché effettivamente sta mazione degli ”Educatori”, per facendo da cardine nella impo­ i quali è stato effettuato il pri­ stazione di questa nuova disci­ mo corso nazionale a Celana e plina sportiva dalle spiccate fi­ per il quale la F.I.R. ha dato nalità educative. Infatti nei la sua cordiale collaborazione. rugby educativo la ’’regola mo­ La F.I.R., nel corso della sua rale” è in stretta connessione Assemblea Generale tenutasi a con la "regola tecnica”, poiché Rovigo il 28 u.s., ha preso atto lo sport e la regola stessa dei della notevole attività di propa­ gioco destano il senso morale ganda svolta nell’ambiente rug­ del ragazzo e gli offrono conti­ bisti«» dal CSI, non lesinando i nue varie occasioni di applica­ plausi e gli incoraggiamenti, zione pratica di sentimenti com­ unitamente al ringraziamento di presi e vissuti di lealtà, altrui­ tutto il settore federale, pro­ smo, disciplina, padronanza e grammando il potenziamento di sicurezza di sé, abnegazione, in questa attività. un gioco al ragazzo congeniale L’attività del CSI è volta pre­ e quindi gradito. cipuamente, ma non esclusivaAi Comitati Provinciali e Zo­ mente, al rugby educativo. In­ nali che già avevano avviato fatti varie società sono affilia­ una fervida attività, se ne sono te alla FIR e partecipano alla aggiunti tanti altri che hanno attività federale. Non possiamo programmato il rugby educati­ tralasciare questa occasione per vo o che sono sul punto di far­ sottolineare la presenza a Belo: da Milano a Noto (Siracu­ ziers, nella nazionale italiana sa), da Treviso a Reggio Cala­ giovanile che ha affrontato la bria, da Brescia a Catanzaro, da Francia Júniores, di quattro no­ Genova a Trapani, da Prato a stri giovani rugbisti: Sergio Soli Benevento, a Chiavari, a Savo­ dell’AS. Frascati (estremo); ia, Alessandria, Novara, Man­ Franco Ghezzi (mediano di mi­ tova, Reggio Emilfà, Ascoli Fi­ schia), Giuseppe Petrini (11 li­ leno, Frascati, Molfetta, Sora, nea) e Sergio Polli (riserva) del Prosinone, ecc., il gioco del rugCSI Chicken Milano, di cui ci >y in sedicesimo ha fatto centro ! piace ricordare altresì il quarto Numerosi sono i Comitati del posto assoluto nel Campionato lentro-Sud che hanno avviato Italiano Giovanile 1962. 'attività: è un risultato quanto Per quanto riguarda l’attività nai considerevole se si conside­ futura, la serietà dimostrata dai ra che fino allo scorso anno eComitati che finora si sono de­ ano tutte settentrionali le nodicati al rugby educativo e l’in­ itre UU.SS. praticanti il rugby teressamento per questa disci­ ìflucativo e che nel Sud non si plina che in occasioni di riunio­ >uò contare sulla organizzazioni e convegni dimostrano mol­ le e tradizione rugbistica come ti dirigenti periferici, lasciano nvece può avvenire al Nord. E' sperare che l’attività sì esten­ luesto un successo di indiscuderà sempre più. ■ibìle portata che sta a confer­ Tonino De Juliis

S

d eccoci alla prima scaden­ za tricolore: quella degli esordienti. A Sant’Ambrogio di Valpolicella già si vive febbrile clima della gara impor­ tante. Già si pensa alla mani­ festazione con quel pathos e quell’entusiasmo che è preludio di cosa grande, importante. E la gara che i Dirigenti della CSI Ambrosiana e del Comitato di Verona hanno intenzione di presentare il 2 settembre, sarà indubbiamente importante. La gara, oltre che per il ti­ tolo nazionale CSI, è valevole per il Trofeo Ente Marmi. Gli esordienti, non è la prima volta che lo scriviamo, è la ti­ pica categoria dell’imprevisto, della battaglia improvvisa, del­ le fughe, degli scatti a ripeti­ zione, delle soluzioni certe vol­ te assurde. Gli esordienti sono i futuri campioncinj del nostro ciclismo, e quindi in ogni gara profondono energie ed energie per mettersi in luce, anche se, molte volte a scapito della tec­ nica ragionata della corsa. Ma ai nostri ragazzi si potrà chie­ dere tutto, ma non certamente di ’’ragionare” in corsa. Quando lo starter abbassa la bandieri­ na, non c’è più calma nei plo­ toni degli esordienti. E quei so­ gni che ognuno per giorni e giorni ha covato nel chiuso del proprio intimo esplodono prepo­ tentemente ed i pedali devono fare le spese di questa ’’rabbia” del ciclista proteso verso il tra­ guardo migliore. A Verona, o meglio a Santo Ambrogio di Valpolicella, il pri­ mo di questi traguardi per i ci­ clisti giallo-blu. Sarà un tra­ guardo importante per la ses­ santina di giovani esordienti che converranno nel veneto; sa­ rà un traguardo di rilievo per­ ché nei chilometri che forme­ ranno il tracciato queste giovani forze si misureranno ad armi pari, e guardando la planime­

E

ne con la fidai la “giornata dell’atletica” L Centro Sportivo Italiano ha iancialo un appello i tutti i ragazzi della periferia per solennizzare e lorare l’atletica leggera italiana. Dalie grandi città c contrade l’appassionante richiamo ha provocato io spontaneo entusiasmo e per la solerzia dei nostri ingenti già sono iniziate le fasi preparatorie. li Centro Sportivo Italiano che giustamente deve nsiderarsi un rigoglioso vivaio giovanile non può ansare aH’appuntamento e deve esprimere, di fronallo sport nazionale, la sua feconda attività. Le prove locali debbono considerarsi più imper­ iti di quelle conclusive; non si ¡potrebbe concepire e anche un solo Comitato del C-S.I. non riuscisse organizzare una manifestazione di Atletica Legra. Perché in tutte quelle località, prive di attrezza­ re, si possono indire riunioni basandole sempiimente ” su concorsi ’’ a cui dovrebbero partecipare tti gli atleti del C.S.I., particolarmente i ” giova­ timi ” anche se tesserati ¡per altre discipline spor­ te. Obiettivo da raggiungere è la totale partecipazio■ alla ” Giornata deH’Atletica.’1’ di tutti i nostri Co­ lati. La nostra Commissione Nazionale di Atlea Leggera è a completa disposizione per fornire ;ni chiarimento e del pari i Comitati Regionali e dvinciali della F.I.D.A.L. sono pronti ad offrire loro spontanea collaborazione. Naturalmente par->pare con tutte le nostre forze alle ¡fasi conclusive ■ 2 settembre significherebbe un’affermazione di Azionale importanza ¡per il C.S.I., ma ove esistes­

sero motivi di forza maggiore, eventuali rinuncio sarebbero ben giustificate se le fasi locali avessero avuto un contenuto di un certo rilievo. Ancora una volta ci permettiamo sottolineare la particolare importanza della ” Giornata dell’Atleti­ ca ” a cui parteciperanno tutti gli Enti di Propa­ ganda. Non interessano i risultati tecnici, sempre graditi se vi saranno, ma interesserà di più il nu­ mero dei partecipanti e il numero delle manifesta­ zioni. Teniamo presente che trattasi, sotto tutti gli aspetti di una nobile gara tra gli Enti di Propaganda e noi del C.S.I. dobbiamo sentire il dovere morale di dimostrare la nostra effettiva vitalità di fronte al mondo dello sport e dobbiamo credere in noi stessi perché in effetti abbiamo la possibilità di ¡poter of­ frire dimostrazione tangibile della nostra efficacia organizzativa e atletica. Comprendiamo che le date fissate dalla F.IjDuA.L., dal 19 agosto al 2 settembre, non possono conside­ rarsi felici ma siamo sicuri che lo spirito di sacri­ ficio e la consueta dedizione che anima i nostri Di­ rigenti e i nostri tecnici sapranno superare anche queste difficoltà. (L’Atletica Leggera si identifica nella disciplina sportiva più aderente allo spirito di Olimpia. Essa esprime la purezza più nobile dello sport dilettan­ tistico e il C.S.I. si onorerà di far svettare le sue bandiere negli stadi, su modesti campi di fortuna onde far sentire la viva presenza delle forze giovanili cattoliche.

tria del percorso, si può già an­ ticipare che solamente atleti ca­ paci e ricchi di doti potranno ilprimeggiare ed imporsi. Come, d'altra parte accade da anni a questa parte. Possiamo ricorda­ re, seppur brevemente, la corsa dell'al tr'anno a Capezzano Pia­ noro, dove il vicentino Conzato conquistava l’ambita maglia do­ po una corsa che faceva mette­ re in rilievo il giovane veneto come atleta sicuro sul passo ed in salita e feroce nelle volate. E la gara che si sviluppò nell’entroterra della magnifica Ver­ silia non fu certamente facile. Ma Conzato, assieme a Manto­ vani e Chemello, mise tutti d’accordo ; sulle tre salite, sui lunghi rettilinei, nei pericolosi falsopiani che facevano da cen­ tro all’intero tracciato. E vinse da campione. Ora andiamo a Sant’Ambrogio a cercare il continuatore delie gesta di Conzato. Lo tro­ veremo al termine di circa 80 chilometri che gli organizzatori* hanno tracciato in una zo­ na particolarmente interessante (anche dal lato turistico) e che saprà mettere alla frusta i cor­ ridori specie in quei tratti lun­ go il Garda e dalle parti di Ca­ prino Veronese. Ma vediamolo un poco più da vicino questo tracciato; così da dare la possibilità (molto rela­ tiva) ai nostri Dirigenti e (per­ ché no?) ai nostri futuri parte­ cipanti di studiare già tattiche e programma per la gara del 2. settembre. Gli atleti, partiranno (dopo esser stati incolonnati a Santo Ambrogio di Valpolicella, cen­ tro motore della manifestazio­ ne ) dalle parti di Pedemonte, ad un quattro chilometri dal ’’centro”. Da Pedemonte prose­ guiranno per Parona (celebre per le sue cave di marmo) dove gli atleti faranno dietrofront e raggiungeranno nuovamente Pe­ demonte per un’altra strada che transiterà per S. Maria di Negrar. S. Floriano, S. Pietro In­ cartano e nuovamente S. Am­ brogio. Strada prevalentemente in salita, anche se leggera da Parona a S. Ambrogio. Sia ben chiaro: dislivello di cento metri in 14 chilometri di corsa. Da Sant’Ambrogio la corsa piega verso il Garda. Ma pri­ ma di giungere in riva al cele­ berrimo lago, gli atleti dovran­ no transitare per Domegliara. Passo Napoleone (non è una montagna! ) Sega Cavaion, Campara, Calmasino e final­ mente potranno specchiarsi nel­ l'azzurro Garda, passando per Cisano. Siamo a quota 30 km. Dopo Cisano una lunga ebrez­ za. Ecco Bardolino (celeberri­ mo!), ecco Garda, e le Torri di Benaco. Dopo questi quasi se­ dici chilometri di lungolago, via per la parte più impegnativa. Si sale al Bivio di S. Zeno in Mon­ tagna, e qui la corsa dovrebbe prendere la sua svolta decisiva. Il Bivio è a quota 420 ed è po­ sto a 50 km. dalla partenza; a trenta circa daH’arrivo. Dopo il Bivio in discesa si tocca Castion Veronese (in 2100 metri dislivel­ lo di 105 metri), poi Costennano e Caprino quindi ancora in di­ scesa (ma il dislivello è molto più leggero) Affi, nuovamente Sega e il Passo Napoleone. Poi Domegliara ed in fondo al clas­ sico vialone, ecco il rosso tra­ guardo di Sant’Ambrogio. Facile, difficile? Chissà. Come ogni corsa, anche il tracciato di Sant’Ambrogio sarà discutibile. Soprattutto lo sarà da coloro che arriveranno battuti, che sa­ ranno stati traditi dalle loro forze nei momenti cruciali. Per il vincitore, state certi che sarà

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il più bel tracciato del mondo Forse ancora migliore di quello che è stato scelto per la con­ quista delle prestigiose maglie dell’iride e che è ubicato dalla parte del Garda, di fronte pro­ prio alle Torri di Benaco, pun­ to chiave della gara del CSI. La CTN sta per emanare l’e­ lenco dei Comitati invitati con il numero degli atleti ammessi. Non ci è possibile darne noti­ zia. comunque siamo certi che tutti i Comitati che vanno per la maggiore in fatto di ciclismo saranno presenti a Sant’Ambro­ gio. Da Vicenza, a Trento; da Bergamo, a Torino; da Cremo­ na a Milano, Venezia, Faenza, a Verona, che mai come questo anno aspira a primeggiare. Auguri. Come già comunicato i Dilet­ tanti gareggeranno il 9 settem­ bre a Faenza su di un percorso altamente qualificato adatto al­ la conquista dell’ambito titolo nazionale, mentre gli Allievi si troveranno il 16 settembre a Forlì per darsi la classica bat­ taglia per ima supremazia che ha sempre avuto nel settore un elevato tono tecnico agonistico. Non va d’altra parte dimenti­ cata l’intensa attività di questo periodo che i Comitati dedica­ no al ciclismo, uno sport per il quale non occorre soltanto un fisico preparato, ma una buona dose di spirito di sacrificio, in­ telligenza e buona volontà: qua­ lità che verranno senz’altro in luce nelle prossime competizioni. Aldo Cappellini

16 -

St&d.lum

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Quattro mesi

Premiazione

pagina:

Zonale Autonomo Sulmona dopo una lunga IldistasiComitato ha ripreso con fervore le sue

attività grazie soprattutto al nuo­ vo Presidente Sig. Pantaleo Pan­ filo che coadiuvato da un gruppo di giovani preparati e volenterosi ha vitalizzato e riattivizzato que­ sto Comitato che sembrava spen­ to. A testimonianza della vo­ lontà e dell’amore che anima i nostri giovani in breve tempo ben 10 G. S. di Sulmona e del cir­ condario si sono affiliati con un totale di 130 iscritti per i se­ guenti sporta: calcio, pallavolo, tennis da tavolo, basket, atletica leggera, tennis. Nel mese di aprile si sono di­ sputate tre prove di corsa cam­ pestre per allievi Juniores. senio­ res. le gare accese ed entusia­ smanti hanno visto vincitori ne­ gli allievi: Buccigrossi (San Pio X), negli juniores lacozza (Pettorano). e nei seniores Cianchetta (Tomba). Ancora nel mese di Aprile si sono svolti i campionati zonali di tennis da tavolo per le tre categorie. Sono risultati vin­ citori: l’allievo Mancini (Tomba), lo junior De Panfilis (Tomba), e il senior La Civita (Giglio). Nel mese di maggio, con qual­ che giorno di ritardo sul calen­ dario del C.S.I. proseguendo una bella tradizione il C.Z.A. ha or­ ganizzato la ” Pasqua dello Spor­ tivo ” che ha raccolto in una ce­ rimonia semplice e commovente vecchi e nuovi uomini dello Sport

Acireale;

Fir *nze:

Sulmona:

ed avvenimenti è svolta recentemente la ce­ di rilievo hanno caratterizza­ di premiazione delle Manifestazioni Sirimonia società che maggiormente si sono to l’attività del Comitato Zonale

• SULMONA

distinte nell’arco della stagione sportiva 1961-1962. Alla ceri­ monia hanno preso parte mol­ tissimi dirigenti deile società sportive affiliate al Comitato fio­ rentino e. fra le personalità, il • PAGANI doti. Goffredo Nannini, Assessore allo Sport del Comune di Firen­ • SAVONA ze. L’on. Arrigo Paganelli, fidu­ ciario regionale del CONL aveva inviato un telegramma di adesio­ • FIRENZE ne, così come avevano fatto l’av­ vocato Torricelli, -presidente del• ACIREALE l’Ente Provinciale del Turismo, ed il dott. Ginori-Conti. presiden­ te della Camera di Commercio. Dopo una relazione del presi­ dente del Comitato Fiorentino, cav. Brancaleone Marzoppini, prendeva la parola l’Assessocio, il C.Z.A. ha patrocinato un re Nannini che, dopo essersi corso tecnico di addestramento congratulato con i dirigenti del di tennis riservato ai giovanis­ CSI fiorentino per i brillanti ri­ simi. sultati raggiunti, assicurava tut­ Nel mese di luglio il C.ZA.. ha to l'appoggio e tutto l’interessapatrocinato un torneo di Pallamento dell’Assessorato per la canestro in notturna e nella ca­ sempre maggior diffusione degli tegoria ” allievi ” ha posto in pa­ ideali e degli scopi del Centro lio una artistica targa. BDL Sportivo Italiano. Ed ecco le società premiate: Attività calcistica: US Audax di Santa Lucia di prato. US LauSavona: renziana di Firenze. US Aurora San Martino in Gangualandi, US Modigliano. dell’istituto Umberto I di Firenze; US Aurora di Figli­ ne Valdarno. US Albor Grassina, US Folgore di Fucecchio; US Sor­ omenica 27 maggio, in occa­ domuti Fiorentini. US Florentes, sione della celebrazione della US Madonnina del Grappa di Fi­ Pasqua dello Sportivo, sono stati renze. US Quartense di Bagno consegnati, alla presenza del Ripoli. US Audax Ricorboli di Fi­ Presidente regionale, i nove di­ renze; US Sesto di Sesto Fio­ plomi di ” allievo allenatore " di rentino. G. S. Nova Vigor di Ponpallavolo ai partecipanti al Cor­ tassieve. so organizzato da questo Comi­ Attività di Pallavolo: US Sales tato. che avevano regolarmente di Firenze. US Sesto di Sesto frequentato le lezioni e superato Fiorentino, US Vigili del Fuoco, gli esami. US F.L.O.G.. G.S. I.T.I. Leonardo Il Corso si svolse per sette do­ da Vinci, U.S. I.N.A. Isolotto ed meniche consecutive, e precisaUS Atletik Cento Stelle tutte di mente dal 14 gennaio al 25 feb­ Firenze. braio. presso il Collegio Scuole Attività di Atletica Leggera Pie di Careare (Sv.) e vi parteci­ (corse campestri): US Artigianel­ parono in media 11 allievi dei 14 li. US Florentes, e US Atletik iscritti. Cento Stelle di Firenze e G.S. No­ Docenti del Corso sono stati : va Vigor di Pontassieve. il signor Vittorio Carpo - diplo­ Attività di Tennis da Tavolo: mato allievo allenatore al Campo US Artigianelli, US Atletik Cento estivo C.SJ. del 1959; il signor Stelle. US San Marco, US Sales. Luigi Viglione - direttore tecnico US U.D.A. Sport. US San Felice, del Volley di Genova; il Sig- Giot­ US San Lorenzo. US San ¿scopi­ to Renato Zurli - Presidente Re­ no tutte di Firenze e G. S. Nova gionale C.S.I. Ligure. Vigor di Pontassieve.

• GROSSETO

di Sulmona e dei paesi limitrofi. Tra le autorità presenti: il Cav. Mario Pascucci Assessore allo Sport, il Doti. Antonio Trinchini Presidente della Soc. Atletica Sulmona, l’ostacolista nazionale Luigi Carrozza, il Pres. della GIAC Geom. Giuseppe Gerosolimo, oltre all’Assistente Don Ma­ rio Capodicasa ed il Prof. Ludo­ vico Sponsilll Presidente Regionale del C.S.I. Il mese di maggio inol­ tre ha visto l’avvio di un inte­ ressante campionato di calcio do­ ve hanno partecipato cinque squadre. La vittoria è andata al giovani del G. S. "Pellgno". Nel mese di Giugno oltre al proseguimento del torneo di cal­

Pallavolo

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SULMONA: la squadra del GS ’’Peligno” di Pratola, vincitrice del Campionato Zonale di calcio categoria ” ragazzi ” 1962.

Sempre meglio

Silvio Trucco

Giancarlo Fazzini

Autonomo del CSI di Acireale nei mesi di Aprile,_ Maggio. Giugno, e Luglio. L'8 'Aprile si è ef­ fettuata la ’’ H Pasqua dello Sportivo ” nella sorridente fra­ zione acese, S. Tecla. Novità assoluta è stata una riuscitissima ” Tre Sere ” ove su tre argomenti concernenti lo sport del CSI e la morale cristia­ na, hanno avuto modo di espor­ re, ad un folto ed attento udi­ torio, brillanti relazioni il Presi­ dente del CSI Dott. Salvatore D’Agostino, l’Assistente Monsignor Giampapa ed il Presidente della GIAC diocesana Dott. Vincenzo Marchese. La Domenica dell'8 Aprile ha avuto luogo sullo stupendo lun­ gomare santateclino la parte ago­ nistica della manifestazione pre­ ceduta dalla S. Messa per gli sportivi, officiata sulla piazza centrale. Fra l’entusiasmo generale han­ no preso il ’’ via ” le gare agoni­ stiche: una veloce di mt. 100; una staffetta 4 x 100 e una podisti­ ca di mt. 2000. I vincitori sono risultati rispettivamente: il cam­ pione provinciale del salto in al­ to Mimmo Corvaia (perbacco, pu­ re velocista!), la giovane ma for­ te staffetta del CSI S. Tecla (Coco - Llcciardello - Trovato - Can­ navi)) ed il fondista Lino Messima che ha dominato nettamen­ te sin dai (primi metri. Ma l’avvenimento più impor­ tante di questo anno è stato la nascita del periodico ” Gioventù e Sport’’ del nostro Comitato, di­ retto dal dinamico Presidente Dott. Salvatore D’Agostino, che l’ha ideato e voluto. La disputa del campionato cal­ cio ragazzi e di quello di Gio­ ventù Sport, organizzato dall’appassionato Saro Mlcalizzi, il tor­ neo di pallacanestro, un campio­ nato minore del sempre appassio­ nante pongismo, le finali regio­ nali di calcio e di pallacanestro disputate a Riposto, hanno ar­ ricchito la fervida attività del nostro Comitato. La canicola comincia a farsi sentire e si parla di nuoto, d! aeromodellismo ed altro. Il CSI corre ad Acireale sulla bocca di tutti, guadagnando sempre mag­ giori adesioni nel campo dell’af­ fascinante sport giovanile.

Orazio Musmeci

Grosseto:

Consuntivo opo l’intensa attività inver­ nale il Comitato Provinciale è stato impegnato nelle Finali Na­ zionali di corsa campestre e ten­ nis tavolo. La manifestazione ha conseguito il più lusinghiero suc­ cesso. Non si può però tacere del Tor­ neo di calcio indetto dalla Dire­ zione dell’Ente Maremma per i Circoli 4 R e organizzato dalla Commissione provinciale di cal­ cio. Questo torneo, tuttora in fa­ se di ultimazione, ha messo alla prova le capacità, tecniche e or­ ganizzative. della commissione provinciale, che. in verità, se l’è cavata egregiamente. A conclusione di questo periodo agonistico, che è stato molto in­ tenso. la Presidenza Provinciale ha celebrato 11 giorno 2 giugno la

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Pasqua dello Sportivo.

Per il periodo estivo è previ­ sto un torneo di pallavolo, varie gare d’atletica leggera e un cam­ po scuola per dirigenti.

Mario Lucetti

Pagani;

Tutti gli sport il Torneo di chiusura di Pallavolo il Comitato CSI di Con Pagani ha concluso la sua attivi­

tà per il 1962. Lusinghieri sono stati 1 risultati. Nel calcio si sono disputa­ ti il campionato Ragazzi con nove squadre e quello dei Di­ lettanti con quattro. La Jolly di Pagani In entrambe le categorie ha partecipato alle finali regio­ nali. Il Tennis tavolo ha visto lo svolgimento del Campionato Ra­ gazzi e Juniores per un totale di 39 atleti. Per la prima volta, do­ po la costruzione del campo di pallavolo e pallacanestro si sono disputati 1 campionati di queste specialità. Nella pallacanestro s’è disputato il campionato Ragazzi con tre squadre e la Fulgor di Angri ha partecipato alla finale regionale. Ai Campionati Ragazzi e Juniores di Pallavolo hanno pre­ so parte otto squadre. Nella cate­ goria Ragazzi la Marcozzi di Pa­ gani s’è classificata al 2. posto nella finale regionale. Infine s’è disputato il Torneo di chiusura di Pallavolo con quattro squadre. Inoltre è stato organizzato il Corso Arbitri Pallavolo che ha vi­ sto la partecipazione di 15 giova­ ni con 7 arbitri promossi.

Gaetano La Femina

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Pubblichiamo un articocolo del Dr. Bruno Zauli, apparso sul periodico “ITALIA SPORTIVA-, nel fpiale vengono pre­ cisati gli scopi e i limiti

deli attività agonistica nella scuola, e si accen­ na ad una riforma meto­ dologica dell’Educazione fisica, in senso sporti­

COMPITI E LIMITI dello sport scolastico

vo, a beneficio delfiniera popolazione scolastica isalire, nella storia dell’uo­ mo, alle origini dell’attività sportiva, significa ricollegar­ si alla attività vitale, neuromusco­ lare e psicoreattiva, dei primi uo­ mini che, apparsi sulla terra, do­ vettero lottare per vivere, per di­ fendersi, per alimentarsi... La lotta fu espressione di attivi­ tà fisica e di coordinazione neuro. psichica, ma lo sport, come consa­ pevolezza di una certa attività svolta a fine agonistico o addirit­ tura come esercizio di addestra­ mento individuale, divenne tale solo quando i primi abbozzi di una società tribale fecero com­ prendere all’uomo il suo ruolo di essere socievole. Da lì il giuoco divenne sinonimo di perfezione fi­ sica, da lì ebbe origine la compe­ tizione agonistica.

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Primo: non nuocere Lo sportivo si sentì subito così un essere privilegiato mentre la medicina, anche se primitiva; ri­ tenne suo dovere intervenire af­ finché ogni attività non procuras­ se un danno alla salute deW’individuo. Si applicò così inconscia­ mente anche a questa attività quel­ lo che era il presupposto della stessa arte curativa, ossia di non nuocere.

Biblioteca Il volume (*) che pubblica l’Editrice Studium di Roma nella sua Universale è un te­ sto più storico che didattico e pedagogico. Si tratta di una sintesi di valentissimi autori quali il Franzoni, il Ravano, il Romano e di tan­ ti altri moderni. Il volume tratta gli ultimi due secoli di storia dell’edu­ cazione fisica, due secoli de­ cisivi, che sono valsi ad in­ terpretare l’estesa esigenza di rinnovamento convoglian­ dola secondo direttrici sem­ pre più diversificantes!. Dalle esperienze di Dessau, Schnepfenthal, Copenaghen, Yverdon, nascono le idee che rag­ giungeranno tutte le nazioni europee. Le scuole tedesca, svedese, inglese trovano il loro genuino volto attraver­ so le attività ed il pensiero di Jahn, Ling, Arnold.

E’ per mezzo di un lucidis­ simo profilo di questi uomini che l’Autore elimina tante idee sbagliate, svuota di si­ gnificato certa gratuita epi­ sodica, svigorizza certi luo­ ghi comuni che erano parto solo di un pressapochismo culturale. La delineazione delle tre principali scuole è integrata dallo studio della educazione fisica in Francia ed in Italia: dall’Amoros ai moderni orientamenti di Hebert e della Lega di E. Ph. in Francia, dai precursori dell’Obermann agli studiosi contemporanei in Italia. (•) Indirizzi fondamentali deìl’educazione fisica mo­ derna - di Michele Di Dona­ to - Universale Studium Roma - pg. 196 - 20 ili. - L. 300.

La salute però apparve come le­ gata anche ad una certa attività tisica, ad allenamento di gruppi muscolari omologhi, ad attività coordinata di .tutto il corpo. Lo sport sembrò procurare a chi lo praticava una sorta di incremento di salute; esso apparve determi­ nante nella riuscita dello sviluppo delle forme corporee se esercitato durante ile varie fasi dell’infanzia.

Secondo: giovare Tutto ciò che si riferisce all’a­ gonismo può essere suscettibile di diverse interpretazioni o valuta­ zioni, mentre per quanto riguarda l’esercizio fisico (anche se gravo­ so) non si può nascondere ohe es­ so sia giovevole non solo allo svi­ luppo fisico del giovane, ma anche alla sua educazione neuropsichica. Il giovamento dello sport alla salute sarebbe perciò da interpre­ tarsi secondo due direzioni paral­ lele: e verso una armonica eleva­ zione fisica, e nei riguardi di una coordinata neuroattività. Ed è so­ prattutto per questo secondo fine che il problema medico sull’atti­ vità sportiva riveste oggi una im­ portanza enorme, per non dire pregiudizievole. A parte l’obbligo dell’esatto in­ dirizzo da dare ai giovani verso attività sportive loro confacenti, (il che è già prevenzione e quindi cura) la medicina può e deve in­ tervenire al fine di regolare, controllare e armonizzare esercizi e sport una volta ben iniziati e fe­ licemente condotti.

U'inizio ufficiale di quel mo­ Scuola doveva cessare, altri­ vimento, a cui fu dato il ti­ menti sarebbe stato inevitabile tolo di ’’Sport nella Scuola’’ l’indirizzo verso l’alta selezione, <15 ottobre 1950), fecero riscon­verso il campionismo, verso la tro, al plauso di una opinione ricerca di valori che escono pubblica benbensante, numero­ fuori dai compiti di una pre­ se ed aspre critiche di ambiente parazione di base e di massa scolastico e di enti interessati propri della Scuola media. all’educazione dei giovani. Si ac­ Il CONI non desiderava e non cusava il CONI, promotore del­ desidera sostituire gli ex-Caml’iniziativa, di voler trasformare pionati nazionali G.iJ. con al­ le Scuole in degeneri società tre manifestazioni dello stesso sportive, protese verso un esa­ genere e pertanto operò attiva­ sperato campionismo, o di voler mente presso il C.SÌ. onde con­ ricostituire la ex-G.i.l., o di vo­ vincerlo a mutare tale tipo di ler pesantemente interferire sul­ indirizzo, che oggi è stato com­ l’andamento interno degli istitu­ pletamente abbandonato, attra­ ti di istruzione media. verso il moltiplicarsi di « Cri­ Preso di mira da attacchi per­ terium » a carattere facoltativo sonali, il sottoscritto non volle e localizzato. Ciò significa — ed polemizzare, ma precisò con è un titolo di merito del C.S.I. assoluta chiarezza che intendi­ — aver seguito una linea peda­ mento del CONI era soltanto gogica intesa al bene di una quello di aggiornare e migliora­ vasta collettività scolastica, ri­ re i programmi della educazione nunciando al facile successo sul fisica italiana, conservando la piano nazionale, che caratteriz­ parte migliore dell’insegnamen­ zò le analoghe manifestazioni to tradizionale ed integrandola, della ex-Gii. con opportuna strumentazione, Il CONI non ha mai mutato mediante esercitazioni sportive avviso ed ha lodato e loda e di facile e larga applicazione ringrazia la Scuola per quanto tecnica ed agonistica. Tema essa realizza nell’ambito di una fondamentale del metodo era il Campionato d’istituto, con e- educazione sportiva di massa. stensione massima dell’attività Ma in questi ultimi anni è ri­ maste veramente perplesso di fino all’ambito della provincia, fronte ad iniziative, a Criterium per soddisfare il naturale slan­ organizzati dalla stessa Scuo­ cio ed entusiasmo degli studen­ la sul piano nazionale, per i ti e dei loro insegnanti. Ma, quali non può esprimere un pa­ giunti al limite del Provvedi­ torato, l’azione sportiva della rere favorevole.

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Terzo: liceità di mezzi Torna proprio a proposito (data anche l’attualità di questo proble­ ma) se sia lecito, dal punto di vi­ sta della economia fisiologica, cer­ care di ottenere un surplus di pre­ stazioni fornendo sostanze chimico -energetiche che diminuiscono la fatica ed eccitano i centri di re­ golazione neuromotoria. Oggi, volti come siamo a forza­ re al massimo il rendimento del­ l’atleta per raggiungere traguardi che potrebbero sembrare anche inutili, non ci si è fatti scrupolo di bruciare tanti campioni futuri con sfruttamenti precoci. Le dro­ ghe, sfuggite di mano ai medici, sono cadute nel dominio degli al­ lenatori. divenendo pericolosi ne­ mici della stessa salute dell’indi­ viduo. Indubbiamente però esiste la .pos­ sibilità di aiutare l’atleta a smal­ tire meglio le tossine della fatica, ad arricchire la sua riserva orga­ nica di sostanze nobili, ad aumen­ tare la componente nervosa della sua coordinazione. Il medico non può perciò esimersi di aiutare, nei limiti di una oculata, lecita ed onesta terapia preventiva e a poste­ riori, l’atleta che a lui si rivolga al fine di ottenere ciò che lo metta in condizioni di rendere di più e con meno sforzo. In fondo però, a questo lavoro di preparazione, cura e restaurazione fisico-nervosa, deve rimanere l’impegno ohe la salute dell’atleta non venga ad es­ sere menomamente intaccata o per lo meno che la stessa fisiologica usura rimanga nei limiti e nell’or, dine della naturale attività. Intanto appare veramente ur­ gente che la medicina possa pe­ netrare ancor più entro la ’’politi­ ca sportiva" onde riguandagnare ciò che è sfuggito al suo controllo per effetto di troppi interessati in­ terventi di manager, allenatori e dirigenti. Adriano Monti

Quando si chiede che nella Scuola TEducazione Fisica tradizionale venga integrata con gli indirizzi moderni che prevedono anche l’agonismo e lo sport, non si vuole per questo che l’organizzazione scolastica si sostituisca al CONI e alle libere associazioni sportive organizzando lo sport su scala nazionale e ad ogni livello, sul­ l'esempio di organizzazioni nazionali che già erano inquadrate in un sistema politico a regime dittatoriale accentratore e totalitario.

Le posizioni di dodici anni or sono si sono invertite. Il CONI è stato leale, rettilineo, coerente con le sue enunciazioni, ha smentito ogni timore ed ogni sospetto di interferenze e di de­ precati indirizzi nell’attività studentesca, limitandosi a so­ stenere una riforma metodolo­ gica dell’Educazione fisica, in senso sportivo, a beneficio del­ l’intera popolazione scolastica Viceversa le preoccupazioni og­ gi sorgono nei riguardi della Scuola, che potrebbe imboccare una via anomala, e comunque in contrasto con i magnifici progressi fino ad oggi realizzati Si rendano conto gli amici dell’ispettorato Centrale ed i Signori Provveditori che li sol­ lecitano, come l’alta specializza­ zione delle gare nazionali non rientra nei limiti della Scuola media. Ciò che è valido nel cam­ pa della cultura, dove i licei ed istituti similari non pretendono di laureare ingegneri, medici od avvocati, è valido anche nel campo dello sport per mete, che nell’ambito dell’attività fisica possono essere definite analo­ ghe. I compiti che per un ra­ mo hanno sede appropriata nel­ le Università degli Studi, nell’al­ tro ramo trovano legittimo e regolare corso presso le Fede­ razioni sportive, che guidano i campioni fino ai supremi agoni olimpici. Il problema, cosi come si pre­ senta oggi, non è molto appari­ scente e non giustificherebbe questo scritto, se non per colo­ ro che conoscono profondamen­ te le situazioni dello sport ita­ liano, che ha sofferto e soffre dell’enorme squilibrio tra la ba­ se ed il vertice. Manifestazioni di vertice, nazionali ed intema­ zionali, malia ne ha troppe, tante da provocarne un malsa­ no professionismo aspramente criticato all’interno ed all'ester­ no. Ciò che a noi manca è la base. Alla Scuola si è chiesto di allargare questa base, di col­ mare il deficit e non di esaspe­ rare i noti difetti di vertice. Ci auguriamo che i dirigenti della Scuola, a cui riconosciamo tante benemerenze acquisite in mezzo a gravi materiali diffi­ coltà, vogliano riflettere su quanto abbiamo esposto e vo­ gliano continuare ad operare per il bene dell’intera nazione, con la convinzione e lo slancio che merita una nobile causa. E ci auguriamo quindi che que­ sto breve accenno non abbia più bisogno di essere ripetuto, ap­ profondito od esemplificato. Al­ largare la base, soprattutto nel­ la Scuola elementare con l'at­ tività presportiva, costituisce oggi il maggior obiettivo della battaglia in corso per una edu­ cazione fisica che, nonostante i progressi, non ha ancora con­ quistato, come vorremmo, il po­ polo italiano. Bruno Zauli

Ringraziamo il dr. Bruno Zauli e il Direttore di ’’Italia Sportiva”, comm. Sisto Favre, che ci hanno gentilmen­ te permesso la pubblicazione del presente articolo. Il C.S.I. teneva particolar­ mente a sottolineare quanto in esso viene affermato, da persona tanto competente e autorevole, poiché, come è noto, i punti di vista dell’Or ganizzazione sull’argomento coincidono perfettamente con quelli cosi chiaramente espo­ sti dall’illustre articolista. Ricordiamo, al riguardo, quanto pubblicato da ”Stadium” nel n. 7 dell’8 aprile scorso.

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StArtlum

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el 1960 il 43,4 iper cento della mortalità generale è stato causato da malattie cardiovascolari. Rispetto al 1959 si è avuto un incremento del 9,2 per cento. ¡Per le malattie reumatiche, spesso collegate alle prime, i dati statistici sono poi impressionanti ». Forse ai più saranno sfuggite queste allarmanti dichiarazioni fatte dal Ministro della Sanità il 12 ottobre 1961. Eppure esse, con o senza la nostra attenzione, hanno ancora oggi tutto il loro tragico valore, Dio non voglia, accresciuto dal progresso percentuale verificatosi dal ’60 al ’62. Le cause, più o meno, siamo tutti in grado di immaginarcele, ma i medici ne indicano alcune che a noi interessano particolarmente: in­ sufficienza di esercizio sportivo quotidiano, di ambienti urbani sani e distensivi di atmosfera salubre. E fanno anche un’altra osservazione apparentemente strana ma strettamente collegata a queste: gli infarti, come anche i suicidi, avvengono in prevalenza di lunedì!

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TEMPO UBERO differenza dei paesi nordici, come Svezia, Norvegia, Ger­ mania, Olanda, Svizzera e anche Polonia, gli italiani non hanno una nozione precisa ed esatta del ’’tempo libero”. Cento sappiamo che il tempo libero è quello che non è assorbito dal la­ voro, dal sonno o da tutti quegli atti che sono indispensabili alla vi­ ta di ogni giorno: il tempo delle vacanze, insomma, o anche quello di chi è in pensione. Ma quando si viene a parlare della utilizzazio­ ne dello stesso, allora cominciano i guai. Per quanti italiani il tem­ po libero si identifica in vuote do­ meniche di chiacchiere, di noia, di passeggiate per il corso citta­ dino?! Sarà forse che di tempo libero non ne abbiamo avuto, e non ne abbiamo molto, o forse che per essere il nostro un paese tipica­ mente mediterraneo riteniamo di vivere già abbastanza a contatto con la natura, mentre, eclettici co­ me siamo, sappiamo già dedicar­ ci ad attività estralavorative che appagano i nostri molteplici de­ sideri. A contatto con la natura? Esa­ miniamo queste cifre che si rife­ riscono allo stato di urbanizzazio­ ne in Italia: urbanizzati il 57 per cento sul totale della popolazione. Di questi: il 14 per cento in città con oltre 500.000 abitanti, 12 per cento da 250 a 500 mila, 12 per cento da 100 a 250 mila, 8,5 per cento da 30 a 50 mila, il resto tra 10 e 20 mila. Ebbene, conosciamo tutti la paurosa deficienza di impianti sportivi in Italia, l’assoluta mancanza di attrezzature di quar­ tiere per ragazzi e bambini, per limitarci ai settore sportivo-ricrea­ tive! Facile, allora, tirare le con­ seguenze. Attività terziarie? Gli specialisti ci informano che « nei centri abi­ tati di più diversa struttura, di­ mensione e formazione, assistiamo ad una coltivazione intensiva di aspirazioni sbagliate in individui mentalmente e fisicamente mal sviluppati. Televisione, fumetti, sport da spettacolo, films. Quindi « mancanza di carattere, paramorfismi, nevrosi, teppismo, indiffe­ renza morale non potrebbero tro­ vare terreno migliore » (da ’’Ver­ de per la città” di Ghio e Calzo­ lari). Ora, è vero che in Italia il tempo libero a disposizione di ogni cittadino non è molto rilevante, ma è pur vero che si stanno fa­ cendo passi notevoli al riguardo. Le ore di lavoro settimanali scen­ dono gradualmente, da 48, a 44, a 40 e 'Sptto ancora. Il limite di pen. sione da 65 a 60, a 55. Sono già indici significativi.

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I ragazzi italiani, secondo una recente inchiesta sani­ taria ufficiale, sono condannali per il 50 per cento alla scoliosi, deformazione della colonna vertebrale dovuta alla posizione nei banchi scolastici, non corretta da op­ portuna ginnastica: per questi ragazzi, per tutti i ragaz­ zi italiani occorrono parchi, campi sportivi, allenatori.

SVEZIA, PARADISO DEGLI SPORTIVI Le Olimpiadi dei 1960 hanno provocato nel popolo italiano uno "choc” sportivo: ' sembrava, ali’indo­ mani dei Giochi, che si fosse finalmente capita l'importanza dello sport e la necessità di renderne la pratica alla portata di tutti. I responsabili cominciarono a parlare di piani per attrezzature nei quali impiegare addirittura la manodopera disoccupata esistente nel nostro paese, ecc. ecc. Non tutti sanno forse che uno dei paesi più progrediti nel campo dello sport, la Svezia, ha comin­ ciato più o meno nella stessa maniera. Più precisamente parliamo di Stoccolma, dove nel 1912 si ten­ nero appunto le Olimpiadi che provocarono nell’opinione pubblica e nella municipalità aìl'incirca quegli stessi sentimenti che abbiamo attribuito agli italiani. Terminati i Giochi il Comune di Stoccolma si mise dunque all’opera, cercando di superare le non lievi difficoltà dovute all'inesperienza in materia. Fu creato un Comitato per lo Sport di Stoccolma che preparò un piano generale per lo sport, stabilendo che ogni zona della città, nei pressi delle scuole già esistenti e nei luoghi dove sarebbero sorte quelle future, si costruissero gradualmente attrezzature di quartiere, campi di allenamento su scala ridotta, ecc. Particolare curioso, fu impiegata anche allora la manodopera che risultò disoccupata in seguito alta crisi economica del 1920-1930. Nel 1939 il Comitato si preoccupò dello sviluppo della città, acquistando vaste zone di verde intorno ad essa: oggi esse ammontano a 10.000 ettari, pari a una media di 125 mq. per abitante!

L’ASSESSORE... ALLE ALTALENE! Quasi tutte le nostre città si espandono a macchia dòlio, cioè nella peggiore maniera che si possa concepire: Roma insegna per tutte (la quale però, per amor di verità, è solo parzialmente interessata a quanto si dirà, a causa del suo recente Piano Regolatore). Quando un piano regolatore viene program­ mato esso s’interessa molto sommariamene dei problemi dello sport e della ricreazione dei ragazzi e dei giovani. Quando prevede qualche parco attrezzato lascia alla fantasia e alla buona volontà dell'assessore competente (!) il compito di provvedervi. Ecco allora fiorire, come d'incanto, scivoli, giostre e altalene. Tutte cose che non servono minimamente al fisico dei ragazzi, e non li educano moralmente. L'esperienza di altri paesi e gli studi di competenti consigliano ben altre attrezzature pei' questi parchi di gioco e sport. Ne elenchiamo alcune a titolo semplicemente informativo: vasche di sabbia, vasche di acqua, prati con attrezzi, muri con attrezzi, zone pavimentate per giochi di strada, zone per giochi di costruzione, montagnole con alberi per arrampicate, zone per giochi con la palla; ancora: attrezzature per il salto in alto, il salto in lungo, il pattinaggio, il lancio del giavellotto e il tiro con l’arco, per il calcio, la pallavolo, la pallacanestro, il tennis, piste per la corsa, prato per i giochi liberi; senza parlare di altre attività come la lettura, i piccoli laboratori, ecc.

I GIARDINI DEI GIOCHI PROIBITI Avete mai pensato alla sorte riservata ai bambini e ragazzi delle nostre città piccole o grandi? Ve la presentiamo in stile telegrafico ma efficace. Dove giocano? Le case sono sempre troppo strette. 1 palazzi sono alti e vicini fra loro: non hanno zone di verde, prati o strade libere. Se si azzardano a scendere in strada, a parte i pericoli, ci sarà sempre una guardia pronta a farli smettere dai loro giochi. Parchi? E chi li ha visti! Giardini? Pochi ma qualcuno ce n’è in questo nostro paese, oltre di santi e navigatori, anche di fiori e di suoni. Che fanno i bambini e i ragazzi nei giardini? Mah! Tutto è proibito: arrampicarsi sugli alberi, calpestare i prati, gettare i sass: nelle fontane, correre e far del chiasso. Possono solo impolverarsi mettendo ghiaia in un secchiello o starsene, buoni -e compostini, accanto alla mamma sulla panchina! Che resta loro? Ben poco. La casa piena di giocattoli di cui non sanno che fare, e la televisione, la grande risorsa degli italiani di tutte le età. I genitori qualche volta si preoccupano di questo stato di cose, ma cosa fanno per risolverlo? Niente, o ai più una letterina alias sessore. Ma per far valere i propri diritti non basta un individuo soltanto, ne occorrono molti, compatti, uniti, costanti. Non ci illu­ diamo: è così che molti altri paesi hanno risolto i loro più impor­ tanti problemi, tra cui quelli dello sport! Sarà forse un gran giorno quello in cui gli italiani smetteranno di attendere il soddisfacimento delle proprie necessità da uno stato paternalistico, e si uniranno per chiedere con la forza e l’efficacia che solo l'unione può dare.

POLITICA SPORTIVA bbene che si fa, parallelamente, per rendere possibile una razionale, sana, utilizza­ zione del tempo libero sempre più disponibile? Ben ipoco in effetti. L’opinione pubblica non ne ha preso quasi affatto coscienza^ le autorità responsabili non mostrano ancori molta sensibilità al pro­ blema. A Copenhaghen i proprietari o condomini di più di otto alloggi, debbono costruire almeno un cam­ po per i giochi dei bambini e ver­ sare un contributo per mantenerlo efficiente. A Kassel in Germania,

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una legge prescrive le aree da riservare ad attrezzature di gio­ co a spese dei proprietari di al­ loggi in rapporto alla superficie di loro proprietà. Norme simili sono in vigore in moltissime città eu­ ropee. L’esperienza e ile indagini dei tecnici suggeriscono la via maestra da seguire per sopperire, anche da noi, alle esigenze e alle necessità nel settore dello sport e della ri­ creazione. Essa è rappresentata da numerosi piccoli campi all’inter­ no degli abitati, adatti a sport di­ versi. Dovrebbero possedere alcu­ ne caratteristiche fondamentali : aree proporzionate al numero di ragazzi serviti, distribuiti in mo­ do da rendere fàcile l’accesso, che consentano un ambiente sano, che rappresentino fisicamente e psichi­ camente un diversivo dalla scuola e dal suo ambiente. A parte l’onere delle spese per la costruzione, alle quali accenne­ remo, la manutenzione (potrebbe essere attuata con minima spesa. Potrebbero essere controllati dalle guardie municipali come ogni al­ tro giardino pubblico, curati e an­ naffiati dal personale stesso della nettezza urbana, come qualsiasi al­ tro tratto di strada. La responsabilità e l’onere della spesa dovrebbe ricadere, in via di principio, sui comuni e sui privati che realizzano edifici e complessi edilizi. Riguardo invece ai proprie­ tari di industrie, di aziende e le scuole andrebbe osservata una cer­ ta cautela: costoro tenderebbero a riservare gli impianti ai propri di­ pendenti ciò che comporterebbe una scarsa utilizzazione degli stes­ si con un conseguente danno eco­ nomico; inoltre si tenderebbe a di. videro i cittadini per classi e cate­ gorie, e sarebbe problematico l’in­ tervento di un piano regolatore. Ottima soluzione potrebbe essere quella secondo cui i fondi delle aziende, delle imprese e delle in­ dustrie venissero raccolti dai co­ muni e usati razionalmente a be neficio di tutti. Verrebbe così ga­ rantita una distribuzione territo­ riale e sociale -efficace, la possibi­ lità di scissione netta tra sport educativo e spettacolare, il libero uso degli impianti. Ma la maggior parte dei comuni italiani sono troppi piccoli e han­ no troppo poche risorse per far fronte a tali esigenze: ecco che allora la loro azione dovrebbe ve­ nir integrata da consorzi tra co­ muni (ohe la legge prevede e con­ sente) dall’intervento delle provin. eie e, infine ma nbn ultimo, na­ turalmente dal governo. Si impone allora un organo statale di coordi­ namento Ì cui compiti dovrebbero consistere nella emanazione di nor­ me ufficiali, nel controllo sui pia­ ni regolatori dei comuni, nella elargizione dei sussidi ai comuni più poveri. Infine, quest’opera dello stato dovrebbe venire integrata con il contributo delle libere associazioni nazionali, degli Enti di propagan, da, ecc. Idee, concezioni ed aspirazioni che in Italia paiono oggi assurde come assurdo risulta il concetto di ’’tempo libero” o, peggio, quello di ’’spazio attrezzato per il tempo libero”. Eppure un futuro che è già alle porte impórrà di prenderle in esame con sollecitudine, con consapevolezza e senso di respon­ sabilità, se si vorrò provvedere, ol­ tre alla creazione di pochi cam­ pioni, anche alla salute fisica e ino­ rale dei nostri ragazzi, dei futuri cittadini. Duilio Dimetti


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Stadium n. 16/1962 by Stadium - Issuu