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Stadium n. 14/1971

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I QUATTRO IMPEGNI DEL MOMENTO

I PROBLEMI DELLO SPORT QUINDICINALE DEL CENTRO SPORTIVO ITALIANO ANNO LXVI n. 14 - 25 SETTEMBRE 1971

SOMMARIO 3

Non più organizzazione, ma as­ sociazione - Aldo Notarlo

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Clementi, un campione che vie­ ne dalla campagna - Gino Quat­ trocchi

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Nuoto CSI dalla Sicilia alla Li­ guria - Angelo Raineri

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Il volto segreto di un gruppo sportivo - Paolo Andreoli

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Correndo in libertà - Gianfran­ co Carabelli

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Mondo grande e piccolo - Paolo Andreoli e Giulio Martinucci

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Il mondo dello sport - Paolo Valenti

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Sport in controluce Martellini

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Tuttocsi

Nando

In inserto:

— Programmi attività agonistica di Tennistavolo maschile e femmi­ nile anno sportivo 1971-72. IN COPERTINA:

Un passaggio del campionato na­ zionale dilettanti di Brembilla, vinto da Carlo Clementi di Trento.

In questo periodo siamo impegnati su quattro fronti, tutti pressanti, tutti ugualmen­ te importanti. E' la regola dello sport: non ci sono pause, niente si può prendere alla leggera. La posta in gioco sono i giovani e, per noi, al primo posto, lo sviluppo umano dei giovani: serietà, responsabilità e impe­ gno devono essere i fondamenti di tutto quello che facciamo. I quattro fronti su cui siamo impegnati sono questi: i corsi dirigenti, i campionati nazionali (ciclismo, nuoto, atletica leggera e bocce), l'inizio dell’anno sociale, i con­ gressi provinciali. I corsi dirigenti sono in pieno svolgimen­ to. Nel numero precedente abbiamo pubbli­ cato l’elenco dei principali corsi programma­ ti. Gran parte di essi sono stati già realizza­ ti e, dalle notizie dirette e dalle relazioni pervenuteci, con grande successo, con un deciso progresso nella partecipazione, nei contenuti e nel metodo rispetto agli anni passati. Nei prossimi numeri saremo in grado di fornire un quadro riassuntivo dei corsi già svolti. Ora, terminato il periodo estivo, inizierà la seconda fase in tema di corsi, quella dei corsi a carattere periodi­ co con incontri che si ripetono solitamente uno o due volte la settimana e che durano lo spazio di qualche mese. L’esperienza ha provato che anche questo tipo di corsi ri­ sulta molto efficace, senza contare che il costo è decisamente inferiore. Gli ultimi campionati della stagione sono alla stretta finale. Il ciclismo abbraccia l’ar­ co di tutto il mese di settembre. La serie è stata aperta dalla categoria dilettanti: la finale si è svolta a Brembilla (Bergamo) il 12 scorso e ne parliamo in questo numero. Seguono poi gli Esordienti, il 19 a Bastia Umbra (Perugia), gli Allievi il 26 ad Aprilia (Latina) e le Leve il 3 ottobre a Canelli (Asti). Il Nuoto, per le finali, torna a Chia­ vari nella collaudata piscina comunale: l'ap­ puntamento è fissato per il 26 settembre. Nella stessa data, a Morbegno, disputeran­ no il titolo i nostri bocciofili. Il compito di chiudere in bellezza la stagione, come di solito, all’atletica leggera. Il 26 (una giorna­ ta campale per l’associazione!I) avranno luogo i concentramenti interregionali nelle sedi di Carpi, La Spezia, Reggio Calabria, Viterbo e Treviso. Il 10 ottobre, nel Campo Scuola di Massa Carrara, le finali allievi e juniores: uno degli appuntamenti più attesi e importanti per tutti i comitati CSI. Una parola merita anche I inizio dell anno sociale. I comitati stanno programmandoli, alcuni li hanno già svolti, sotto varie forme

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come è abituale. Un’attenzione particolare bisognerebbe avere quest'anno per dare un rilievo nuovo a questa simpatica e tra­ dizionale iniziativa. Il nuovo statuto, come si sa, prevede l’assemblea provinciale an­ nuale. all’inizio dell’anno sociale. Si tratta, cioè, di trasformare la festa della premiazio­ ne in qualcosa di più consistente, senza che per questo perda il suo carattere di di­ fesa. L’incontro, cioè, dovrebbe servire a mettere in discussione, in maniera reale e sostanziale, l’attività svolta e i programmi futuri. Perché, allora, non approfittare fin da quest'anno per dare un giro di vite in senso più associativo, democratico e col­ legiale? Infine, i congressi provinciali. Se voles­ simo fare a tutti costi una graduatoria de­ gli impegni del momento, i congressi rive­ stono senza dubbio un'importanza maggio­ re: sono l'occasione ufficiale, solenne (usia­ mo pure questo termine) per permettere all'associazione di confrontarsi con i recen­ ti fatti che hanno rivoluzionato il nostro mo­ do d'essere: l’unificazione CSI-FARI e il nuovo statuto. Ora. i congressi meritano un discorso a parte, ma qualcosa possiamo e dobbiamo dire anche in questa sede. Due cose, secondo noi. sono fondamentali per il buon andamento di questa iniziativa, per far sì che un'occasione di grande portata come questa non sia sciupata: preparazione e partecipazione. La preparazione riguarda soprattutto i comitati: non possono accon­ tentarsi della convocazione formale richie­ sta dalle norme statutarie e regolamentari. Dovranno aiutare le società a capire l’im­ portanza dei congressi, informarle (anche dettagliatamente) sugli argomenti in discus­ sione, sollecitarle in vario modo. Quindi non avere fretta: meglio quindici giorni in più e far le cose bene, che non un con­ gresso frettoloso che non lascia traccia. La partecipazione riguarda le società. Parteci­ pare significa anzitutto essere presenti. E’ la prima occasione che si offre loro per attuare quel regime veramente associativo, più ancora che democratico, che il nuovo statuto garantisce. Ma partecipare significa anche, forse soprattutto, non limitarsi alla sola presenza fisica che può essere vuota quanto la stessa assenza. Partecipare dun­ que con la coscienza del ruolo primario e determinante che il nuovo statuto assegna alla base societaria e con l'impegno di far fronte a tutte le proprie responsabilità in ordine ai programmi e alla conduzione fu­ tura del proprio comitato e dell'intera as­ sociazione.


NON PIO' OOGANIZZAZIONE MA Ci sono due modi di andare al bar: il primo è di andarci per con­ sumare una coca-cola, il secondo è di andarci per stare con gli amici. Così ci sono due modi per stare nel CSI. Il primo è di starci per consumare un po’ di sport: si va, si paga l’affiliazione, si compilano i cartellini, si fanno i reclami, si protesta per gli arbitri, si esce sbattendo la porta quando non si vince e il CSI non è casa nostra. Il Comitato provinciale è per noi il distributore di uno sport da Consumare. Questo primo modo di stare nel CSI avviene quando per noi il CSI è solo un'organizzazione. Ci andiamo per calcolo, perché ci conviene, perché non sappia­ mo dove andare: il CSI non è una cosa nostra, è di altri; il CSI non è di tutti ma di pochi. Il secondo modo invece è di starci per vivere un’esperienza, quel­ la sportiva, assieme ad amici, per conoscere altre persone e con­ frontarci con esse rispettandole e accettandole. Questo secondo modo di stare nel CSI avviene quando per noi il CSI è un’associazione. Nell’associazione ci si sta non per calcolo ma per convinzione e allora il CSI è casa nostra perché sentiamo che il CSI è di tutti e non di pochi. Nell’organizzazione pochi comandano e tanti eseguono, nell’asso­ ciazione nessuno comanda e tutti partecipano. Nell’organizzazione trionfano le circolari, i moduli e le disposizio­ ni; nell'associazione prevalgono gli incontri tra le persone per cono­ scersi, confrontarsi e decidere insieme. Nell’organizzazione, capi senza volto dispongono e noi eseguia­ mo, nell’associazione responsabili con un volto eseguono ciò che tut­ ti hanno deciso. Nell’organizzazione il vertice « si serve » della base, nell'associa­ zione il vertice « serve » la base e quindi non più un vertice ma un centro di servizi. Nell’organizzazione ci sono dei numeri « messi » insieme, nell’ associazione ci sono delle persone che « stanno » insieme. Nell’organizzazione ci si scontra, si seleziona e i più deboli sono messi in angolo; nell’associazione ci si confronta e i più forti aiutano i più deboli. Nell’organizzazione i più deboli stanno seduti in panchina, nell’ associazione giocano con gli altri. Nell'organizzazione si gioca per vincere, per avere successo, nell* associazione si gioca per divertirsi e per crescere. Nell’organizzazione le società sono squadre di pochi selezionati, nell'associazione le società sono comunità di tanti. Tutto questo nel CSI sta avvenendo e il CSI sarà una grande cosa e non una cosa grande, non perché lo dice il nuovo statuto ma perché tutti lo vogliamo dal Presidente nazionale al Presidente della più pic­ cola società sportiva.

Aldo Notarlo

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Si inseguono... a ruota le nostre prove nazionali di ciclismo. La serie, che si concluderà ai primi di ottobre, è stata inaugurata dalla categoria dilettanti.

cffl ÌÉW Itt Carlo Clementi, ventiduenne contadino di Verla di Trento del V.C. Borgo Valsugana, è il nuovo cam­ pione nazionale dei dilettanti del CSI.

La prova di Brembilla (Bergamo) è venuta nel pe­ riodo in cui Clementi ha attinto la forma migliore( quin­ dici giorni fa aveva vinto l’internazionale di Pergine). Giunto in testa alla corsa solo sotto lo striscione dell’ ultimo chilometro, prendeva fiato per cinquecento me­ tri e quindi piazzava il colpo decisivo che sorprendeva e batteva il bergamasco Giorgio Ghezzi, notoriamen­ te dotato allo sprint.

Gran finale ancora una volta di una gara corsa alla media di oltre km. 38 orari, con i trentini a farla da padroni in casa bergamasca, dopo che i bianconeri sedrinesi avevano dato l’impressione di essere i do­ minatori della contesa. La partenza viene data alle ore 11,20 dal presidente Brembillese, dott. Secomandi, ai 74 concorrenti che rappresentano una ventina di Comitati CSI e circa una quarantina di società e che comprende tutti i migliori, tranne Piva di Trento, ex campione italiano della cate­ goria allievi F.C.I., e Santoni di Rimini, i quali erano a disposizione del selezionatore federale Elio Rimedio.

Subito dopo il via l’andatura è velocissima e il grup­ po, sotto gli scossoni che di volta in volta danno i mi­ gliori, si spezzetta continuamente per ricongiungersi compatto verso Brembate. La calma dura brevemente perché dopo Dalmine fugge Galluzzi che è uno dei per­ sonaggi più patetici tra i dilettanti del CSI: lo scorso anno lo raggiunsero e lo staccarono all’ultimo chilome­ tro; dodici mesi dopo la corsa ha avuto un chilometro in più per questo generoso bergamasco, proteso ancora all'attacco come è sua abitudine. Con Galluzzi fuggono Ghezzi, Bau e Morelli. I quattro fuggitivi guadagnano subito terreno, tanto che al passaggio da Brembilla so­ no seguiti dai più immediati inseguitori, tra i quali spiccano Rossignoli e Vidotti, a circa un minuto e tren­ ta secondi.


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Qui sopra, il gruppo dei corridori alla partenza. Nella pagina accanto, il vincitore Carlo Clementi.

CAMPIONATO NAZIONALE DILETTANTI CLASSIFICA FINALE 1. Clementi Carlo (Borgo Bettotti Trento) che compie il percorso di km 140 in 3 ore 38’ alla media di km. 38,532; 2. Ghezzi Giorgio (Ulmeca Sedrinese Bergamo) a 5", 3. Rossignoli Luciano (Valpolicella Verona) a 5”.

4. Morelli Claudio (Borgo Bettotti Trento); 5. Galuzzi Luigi (Sedrinese Ulmeca Bergamo); 6. Tavola Antonio (Sedrinese Ulmeca Bergamo); 7. Ferrari Giuliano (Borgo Bettotti Trento); 8. Borlotti Roberto (Giassi Janica Ber­ gamo); 9. Mirri Gabriele (Seriatese Ulmeca Bergamo); 10. Luppi Sandro (Rocca Modena).

11. Pifferi Carlo (Giovani Giussanese Milano): 12. Zumerle Carlo (Lupatotino Verona); 13. Olivati Antonio (Se­ riatese Ulmeca Bergamo); 14. Favaron Roberto (Guerra AIbignasego Padova); 15; Cannella Carmelo (Salvarani Biagl Roma); 16. Chemello Mario (Pelo Vicenza); 17. Strazzabosco Aldo (Peio Vicenza): 18. Gimondi Alessio (Ulmeca Se­ drinese Bergamo); 19. Frison G. Franco (Guerra Albignasego Padova); 20. Franchini Lamberto (Juvenes Rimini).

21. Da Pra Enzo (Velo Junior Vicenza); 22. Bau Enzo (Guerra Albignasego Padova); 23. Rota Giovanni (Ulmeca Sedrinese Bergamo); 24. Donadello Aldo (Velo Junior Vi­ cenza); 25. Colleoni Livio (Giassi Bergamo); 26. Brunori Lo­ renza (Pedale Folignate Foligno); 27. Volpe Giuliano (Schio Vicenza): 28. Dal Bianco Gianni (Copp. Prato); 29. Cirri Valerio (Capp. Prato); 30. Fabbri P. Luigi (Zanoni Errano Faenza). 31. Fanfarillo Fernando (Salvarani Biagi Roma); 32. Cafarotti Tersiglio (Sezzi ~ Roma); 33. Storari Sergio r ' ‘ J (Valpo?■ ’. lieolln ìFnr-ìz-» Vnmnoì licella Vprnnaì Verona);’ .34 34. CiA77Pttn Gozzetto Rrnnn Bruno (Q (S. Bonifacio Verona):• 35. De Marchis Angelo (Volsca Velletri Roma); 36. Rossi Pietro (Ulmeca Seriatese Bergamo); 37. Pizzini Leone (Au­ sonia Pecantina Verona); 38. Zanga Giovanni (Seriatese Bergamo); 39. Sperandio Maurizio (Lupatotino Verona); 40. De Poli Mirco (Guerra Albignasego Padova); 41. Gazzette Armando (S. Bonifacio Verona); 42. Cantoni Germano (Ju­ venes Rimini).

Mentre in testa la battaglia per la conquista dei traguardi volanti e quelli del gran premio della monta­ gna si fa più violenta, cede Bau di Padova ed emerge Ghezzi, che risulterà poi vincitore della classifica sud­ detta e nella retroguardia cede e si ritira Mazzoleni che lo scorso anno proprio su questo percorso si ag­ giudicò l’ambito titolo della categoria. Intanto aH’inseguimento del terzetto di testa si è formato un altro trio che è composto da Clementi, Rossignoli e Taberali che superata Forcella di Bura con un ritardo di oltre un minuto, inseguono decisamente,' ri­ ducendo verso Olda e quindi S. Pellegrino il distacco a soli 35”. Sembra ancora un margine sufficiente di si­ curezza per i fuggitivi e invece quando dai Ponti di Sedrina si incomincia a salire veso Brembilla, i batti­ strada accusano un leggero calo di energie, mentre Rossignoli e Taberali aumentano l'andatura tanto da accodarsi ai primi sotto lo striscione dell’ultimo chilo­ metro.

A questo punto il trentino Clementi, più fresco e più scaltro dei suoi avversari, prepara la sua vittoria restando in ultima posizione, tanto da sembrare quasi un rinunciatario agli avversari che si studiano. Ai 500 metri invece, partendo di sorpresa, guadagna un van­ taggio che gli consente di resistere al ritorno dei pur velocissimi Ghezzi e Rossignoli. Bisogna dire, in verità, che il successo del tren­ tino era dato per scontato dai suoi sostenitori che lo avevano seguito fino a Brembilla, dove hanno intona­ to il coro « Cle-men-ti, Cle-men-ti » non appena il loro pupillo ha tagliato il traguardo e durante la sua investi­ tura da campione. Non possiamo chiudere queste note senza segnala­ re l'entusiasmo degli sportivi bergamaschi per questa prova tricolore del CSI, prova alla quale ha partecipato Alessio Gimondi, fratello minore del grande Felice che, 5


ci piace ricordare, è nato e si è imposto all'attenzione dei tecnici nelle nostre file come i Moser, Dancelli e Zandegù. Un ringraziamento particolare deve andare agli organizzatori per la signorilità e la sportività con le qua­ li hanno accolto tutti i partecipanti alla manifestazio­ ne. Infine ci piace esprimere la nostra riconoscenza al dott. Luigi Secomandi, presidente della Brembillese, al comm. Franco Ghisalberti e ai signori Sandro e Se­ rafino Musiteli!, che in uno con i loro preziosi collabo­ ratori hanno saputo allestire una bellissima manife­ stazione. Gino Quattrocchi

I IL MESE CICLISTICO

Sono concentrate in un mese le quattro prove nazionali di ciclismo del C.S.I. Dopo il campiona­ to dilettanti di cui si parla nel servizio, ecco le date e le sedi delle altre prove:

Esordienti: 19 settembre a Bastia (Perugia)

Allievi: 26 settembre ad Aprilia (Latina) Leve: 3 ottobre a Canelli (Asti)

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Sopra, un <> passaggio » del gruppo; sotto, l'arrivo del vincitore Clementi.

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NUOTO Ili DALIA SIGI A » USUO A

Siracusa 1970, Chiavari 1971. Queste le sedi e l'ar­ co di tempo che sintetizzano e racchiudono la stagione natatoria del C.S.I. per l’anno in corso.

Ed è appunto in Chiavari che, dal 24 al 26 settem­ bre, si cimenteranno i nostri atleti per i titoli di cam­ pioni nazionali. Una data che riteniamo di dover sot­ tolineare per due validissimi motivi: il primo, in quan­ to le tre diverse categorie Esordienti, Ragazzi e Juniores gareggeranno, ciascuna, su tutte le distanze e spe­ cialità previste nel piano di ristrutturazione, formulato dalla C.T.N. Nuoto fin dal non lontano 1968 e progressi­ vamente attuato; il secondo, perché questa sarà l’ultima stagione in cui la nostra manifestazione si limiterà al solo settore maschile.

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Difatti, fin dal prossimo anno, ove si realizzi il no­ stro programma, i campionati si impernieranno anche su gare riservate al settore femminile.

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Molte, pertanto, le ragioni per le quali questa edi­ zione lascerà piacevole traccia nei nostri ricordi.

La suggestività della sede, la raggiunta comple­ tezza dei programmi maschili, il più elevato numero dei Comitati presenti, l’entità dei gareggianti e « in pri­ mis >> l’alto livello tecnico di quest’ultimi i quali, stan­ do ai referti giuntici, dovrebbero ottenere tempi mai registrati nelle precedenti edizioni. Né si può trascurare di rilevare che fra le 27 rap­ presentative iscritte ed i circa 350 atleti che converran­ no a Chiavari, risulteranno presenti, per la prima volta, località senza tradizioni natatorie ma che, grazie alla lodevole buona volontà dei rispettivi dirigenti ed alle vaste possibilità di partecipazione fornite dai program­ mi dei campionati di nuoto del C.S.I., hanno potuto e voluto prendervi parte... non senza nutrire qualche speranzella. E, tanto per rimanere in tema di programmi, mol­ to ci aspettiamo dalle gare riservate alla categoria Esordienti, nelle sue tre distinzioni A. B e C, non sol­ tanto perché si effettueranno nelle quattro diverse spe­ cialità e nella staffetta mista, quanto perché questi ra­ gazzi, dagli 8 ai 13 anni, privi di sterili tatticismi, ani­ mati dal sacro fuoco dell’entusiasmo e della loro... te­ nera età, siamo certi daranno vita a confronti di eneguagliabile valore agonistico.

Non vorremmo, comunque, esser fraintesi per non aver accreditato le categorie Ragazzi e Juniores della possibilità di fornirci altrettante emozioni. Stà di fatto che da loro ci attendiamo un agonismo di spiccata im­ pronta tecnica. Delle prestazioni, insomma, tali da far registrare l’ormai abituale progresso tecnico e, ancora, di esprimere ed annunciare o confermare le nuove spe­ ranze non soltanto del C.S.I. ma del nuoto italiano. Anche quest’anno i campionati di nuoto saranno completati da un Torneo di pallanuoto, al quale pren­ deranno parte quattro rappresentative che, considera­ to il carattere ancora sperimentale del settore, la C.T.N. Nuoto provvederà ad invitare, scegliendo fra quei Co­ mitati che hanno svolto una maggiore o specifica at­ tività. Prospettive interessanti, dunque, e gravide di lu­ singhiere promesse le prestazioni di tutti coloro che prenderanno parte alla nostra annuale rassegna nata­ toria. Frattanto, confidando che i fatti ci rendano ra­ gione, esprimiamo a tutti un sincero augurio ed un af­ fettuoso arrivederci a Chiavari.

Angelo Raineri

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Il gruppo sportivo ha solitamente due facce: quella ufficiale e quella... vera. La seconda è segreta, nascosta, non codificata nello statuto. Passa inosservata, spesso, agli stessi componenti del gruppo, eppure ha un ruolo determinante nella sua vita

IL VOLTO SEGRETO DI ON GRUPPO SPIMI

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La prima parte di queste note sulla dinamica della vita di gruppo ha avuto lo scopo di porre il pro­ blema e di definire cosa s’intende per gruppo e per piccolo gruppo (primario o secondario che sia). La seconda si è resa necessaria per vedere, nelle linee fondamentali, quali siano i fenomeni psicologici e sociali principali nei piccoli grup­ pi e quali siano le leggi specifi­ che che fanno « scattare » questi stessi fenomeni. Ora il nostro « viaggio nel grup­ po » ci porta a esaminare un altro aspetto importante della dinamica di gruppo. Precisamente l’organizzione interna dei gruppi. Così que­ sta nuova nota verrà dedicata a quella che viene chiamata struttu­ ra « latente » o « informale » dei gruppi. Ossia a quella struttura che non è codificata negli statuti o nei regolamenti ufficiali del grup­ po, ma che esiste di fatto nella realtà vissuta. Si tratta di qualcosa che è come « sotto la pelle » de| gruppo, che magari non appare immedia­ tamente all’osservatore superficia­ le, ma che esiste sempre e che, in molti casi, può portare il gruppo verso mète che possono essere molto diverse (come si vedrà in se­ guito) da quelle per cui il gruppo si è formato.

Questa struttura « informale » o « latente » è determinata sia dalle correnti di simpatia o di antipatia che, come s’è visto nelle note pre­ cedenti, vengono a verificarsi na­ turalmente e spontaneamente nel­ la storia del gruppo, sia anche dai tipi di conoscenza che ogni compo­ nente del gruppo ha di sé, di sé in rapporto con gli altri, di sé in rapporto al gruppo in quanto tale. Questa struttura, pertanto, di­ diventa una realtà importante (e a volte determinante) per la vita e l'attività del gruppo proprio per­ ché è il risultato del modo con cui ognuno vede il gruppo, lo percepi­ sce, lo capisce e quindi lo vive, e del modo in cui ciascuno vede, per­ cepisce, capisce tutti i membri del gruppo stesso. In secondo luogo essa rappre­ senta il risultato del modo con cui ciascun componente del gruppo vede la propria posizione o situa- •zione all’interno del gruppo. Ossia del modo con cui ciascuno inter­ preta il suo ruolo nell’attività che il gruppo svolge.

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In terzo luogo è da considerare il modo in cui ognuno vede gli al­ tri e la « distanza » che lo separa da ciascuno (distanza che può es­ sere psicologia o sociale). Infine, dal modo in cui ciascuno è visto e valutato da tutti gli altri. Come si può facilmente capire qui entrano in gioco non solo gli affetti, le simpatie o antipatie reci­ proche, ma anche e nello stesso tempo, la conoscenza che ciascu­ no ha di sé, degli altri, del gruppo in quanto realtà vivente e ciò an­ che a prescindere dall'organizza­ zione e dalla struttura ufficiale del gruppo.

Così la struttura « latente » o « informale » che viene a crearsi nel gruppo diventa determinante per l'attività che esso svolge o vorrebbe svolgere. Infatti, gli obiet­ tivi. i bisogni, le attese, il proget­ to del gruppo, vengono direttamente influenzati e determinati dai modi con cui i componenti del gruppo stesso si vedono tra loro, dai rapporti di fiducia o di sfidu­ cia, di stima o di disistima, di soli­ darietà o di competizione, di in­ differenza, di disprezzo ecc., che essi hanno sia nei confronti degli altri membri, sia nei confronti del gruppo in quanto tale. La struttura « latente » o « infor­ male » quindi è. in pratica, un com­ plesso intreccio affettivo e conosci­ tivo che. normalmente e natural­ mente, viene a organizzarsi in una rete di comunicazioni interne al

gruppo. Sono comunicazioni (rap­ porti) che, evidentemente, non se­ guono i « canali » ufficiali previsti dalla struttura formale in cui pure il gruppo vive. Inoltre questa rete di comunicazioni costituisce una delle manifestazioni più caratteri­ stiche della struttura informale esi­ stente. Di quella struttura che ha una parte determinante nella vita in comune e che non sempre è fa­ cilmente percepibile a prima vista. L'importanza di questa struttura, di questa organizzazione interna non ufficiale ma esistente appare chiaramente soprattutto quando si verifica il fatto che un gruppo non segue più gli scopi per cui si è costituito.

Infatti, un gruppo che secondo i suoi statuti o regolamenti accet­ tati inizialmente e coscientemente si proponeva di giungere a certe mète o di rispondere a certi bi­ sogni sia del gruppo sia sociali, nella realtà può invece vivere e svolgere la sua attività essendo in contrasto, o addirittura dirigendosi verso altre mète o rispondere ai bisogni diversi. E ciò proprio in virtù di questa struttura « laten­ te » o « informale ■> non codificata che esiste al suo interno. Gli esempi che si possono fare a questo riguardo sono molti. Se ne fa uno relativo all’associazio­ nismo sportivo che può aiutare a « leggere » meglio le indicazioni teoriche svolte fin qui.

Si prenda una società sportiva del C.S.I. Questa società, secondo lo Statuto dell'associazione, ha fra gli scopi primari quello di far si che la pratica sportiva sia un fatto generalizzato, destinato a tutti i giovani e a tutte le ragazze della zona nella quale è sorta. Se però si osserva con attenzio­ ne la realtà, si viene a scoprire che questo non avviene. O la so­ cietà è composta di soli ragazzi e per le ragazze si fa poco o nulla; o la società realizza solo alcune at­ tività sportive che. per le loro ca­ ratteristiche. possono essere pra­ ticate da persone che abbiano par­ ticolari doti fisiche; o, ancora e più spesso, la società raccoglie solo atleti che diano certe garanzie di raggiungere certi risultati, di su­ perare certi record locali o nazio­ nali. di vincere certi campionati.

Casi simili se ne incontrano ovunque. Perché? Come mai un gruppo sportivo che si è formato e che è cosciente di appartenere a un'associazione che si propone certe mète e vuol rispondere a certi bisogni (la pratica sportiva co­ me fatto di tutti e per tutti), nella realtà persegue altre mète e ri­ sponde a bisogni diversi (presti­ gio della società, vittoria nei cam­ pionati, raggiungimento di certi record, ecc.) e questo andando pro­ prio contro fini formali, istituziona­ li. staturari?

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pur non essendo considerati dei ca­ pi; si potranno osservare i gruppet­ ti che esistono all'interno del grup­ po (le « coppie », i « terzetti », le « combriccole » ecc.), sottogruppi i cui membri si scelgono tra loro a prescindere dai ruoli ufficiali che l'uno o l’altro possono avere; appa­ riranno quelli che, nonostante la vi­ ta di gruppo, sono in realtà degli isolati, dei membri che, in concre­ to, sono posti ai margini della vita di gruppo e che, quindi, la subisco­ no, ne sono influenzati senza peral­ tro influenzare gli altri. E’ in questi modo, grazie agli strumenti che le scienze oggi met­ tono a disposizione, che è possi­ bile penetrare in profondità nella vita del gruppo e decifrare i retico­ li di relazioni, le vie di comunica­ zione tra i membri; una vera e pro­ pria carta « topografica » di quel fatto complesso che è la vita di gruppo.

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Se si fa una piccola inchiesta in profondità in questa società le mo­ tivazioni che ne usciranno saran­ no diverse e molteplici. In genere si dà la colpa alla mancanza di strutture, di servizi, di attrezzature di personale o di quattrini. Se si interroga tutto il gruppo insieme, inoltre, tutti più o meno esprime­ ranno la delusione per il fatto che, pur essendo convinti della bontà degli indirizzi statutari, la realtà non consenta « in quella situazio­ ne » di applicarli fino in fondo. « Si fa quel che si può », dicono di solito. Ma se l’analisi viene fatta interrogando ciascun componente separatamente e in un dialogo fa­ miliare si scopre un'altra realtà, che, è latente, che non viene espressa pubblicamente. In questi dialoghi si vengono a scoprire, a portare alla luce, le vere motivazio­ ni. Ossia si scopre che la maggior parte dei componenti il gruppo, e tra essi vi sono sempre le figure più rappresentative del gruppo, sia­ no essi dirigenti o atleti, tendono verso quei valori sportivi che la so­ cietà in concreto svolge. Ossia, pre­ si a uno a uno i componenti del gruppo, proprio quelli che in un'as­ semblea dichiarano di essere pie­ namente d’accordo sui valori statu­ tari ufficiali, nell'incontro a tu per tu rilevano di essere invece d'ac­ cordo sostanzialmente sulla teoria circa la pratica sportiva espressa da Merckx: « La mia filosofia è vin­ cere ». Una filosofia che può essere

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rispettabilissima da un lato ma che, dall'altro lato, esprime proprio un complesso di valori contrari a quel­ li espressi dallo Statuto dell'asso­ ciazione a cui appartiene quella so­ cietà sportiva. Ora in questo caso appare chia­ ro che la struttura latente » o « informale » del gruppo ha preso la prevalenza su quella formale, istituzionale così che questa socie­ tà va verso orizzonti molto diversi da quelli per cui se formata.

Naturalmente noi non potremo seguire questa strada ottimale. Dovremo quindi limitarci a tratta­ re l’argomento da un punto di vi­ sta teorico e quindi astratto, ba­ sandoci su quanto la scienza so­ ciologica ha indagato e appurato sulla materia. Sarà poi compito di chi vive in un gruppo concreto fa­ re i debiti confronti tra la teoria generale e la propria realtà vìssu­ ta. apportando le necessarie corre­ zioni e traendo le conclusioni più confacenti alla vita del suo gruppo.

Paolo Andreoli Ma lasciando a parte questo esempio (che come tutti gli esem­ pi serve solo come indicazione], occorre dire per conoscere nel mo­ do più completo possibile la strut­ tura « informale » del gruppo, il mezzo più efficace è quello dell' inchiesta condotta con criteri scientifici e, quindi, non improvvi­ sata. Sarà proprio conducendo un in­ chiesta con domande pertinenti (e che varieranno a seconda del tipo di gruppo che si vuol esaminare) che si riuscirà a scoprire i veri « capi » del gruppo (che, spesso, possono essere persone che non sono gli effettivi dirigenti), ossia coloro che hanno la capacità reale d'influire direttamente sul compor­ tamento del gruppo; si indivi­ dueranno i personaggi popolari, os­ sia quelli che riscuotono le simpa­ tie della maggior parte dei membri


TEORIA GENERALE DELL’ALLENAMENTO - 6 »

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Continua la trattazione dei tipi di allenamento per il miglioramento delle varie capacità corporee. Questa volta si parla del Fartlek, un sistema di allenamento intermedio tra la capillarizzazione e la resistenza.

CORRENDO IN UBERTA' Nel precedente intervento abbiamo parlato della capillarizzazione che consiste nel produrre un allarga­ mento del letto capillare, per cui si arriva alla massi­ ma utilizzazione dei capillari, all'allargamento del loro diametro — alcuni studiosi ritengono che i capillari au­ mentino anche di numero — e in definitiva si ha una maggiore ossigenazione delle fibre muscolari. Dunque, gli effetti della capillarizzazione riguardano principal­ mente l'apparato cardiocircolatorio e si manifestano in una aumentata potenza aerobica. La capillarizzazione è ormai anche intesa come un sistema di allenamento che permette di migliorare una qualità fisica che sia i tecnici sia i fisiologi chiamano « endurance » usando un termine di origine sia francese sia inglese che significa appunto: « la qualità che per­ mette di mantenere uno sforzo il più a lungo possibile in condizioni aerobiche » cioè in equilibrio tra ossige­ no assunto e ossigeno consumato, senza ricorrere al­ la produzione di acido lattico.

Tuttavia l'apparato cardiocircolatorio, il quale trae maggiori benefici dalla capillarizzazione, non è l'unico 11


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Rapporto fra potenziamento delle qualità fisiche e periodo di allenamento. Endurance: è il piedistallo di ogni sistema di allenamento: inizia nel primo periodo di allenamento e in varia misura viene sempre mantenuto. Resistenza: inizia dopo un lungo periodo di capilla­ rizzazione e progressivamente prende il posto dell'endurance, come importanza, e permette all’atleta di raggiungere il vertice della forma. Velocità: come si vedrà successivamente, se è contenuta in tratti brevissimi, della durata massima di 6-8 secondi (sforzi anaeroblci alattacidi), può essere in un primo momento combinata con l’endurance; tuttavia anche la resistenza prevede allenamenti intensi e ab­ bastanza veloci per cui, progressivamente, l'allenamento di velocità scade di importanza perché in parte compreso in quello di resistenza.

apparato che necessita di un potenziamento. Quindi la capillarizzazione non può da sola migliorare le pre­ stazioni di un atleta il quale, nel proprio piano di alle­ namento annuale, deve prevedere altre componenti. Ormai tutti sanno che le attività sportive si distin­ guono in aerobiche, anaerobiche e miste. Precedentemente abbiamo dato la definizione dell’endurance che riguarda la potenza aerobica. Oltre all’endurance vi è un’altra qualità fisica di fondamentale importanza, !a « resistance ». Questo termine in italiano è tradotto con « resistenza » o durata» come endurance, ma nel lin­ guaggio tecnico-scientifico ha un significato ben pre­ ciso, cioè: «la capacità di mantenere uno sforzo il più a lungo possibile in condizioni anaerobiche ». La diffe­ renza è netta e va tenuta sempre presente; mentre da una parte si parla di sforzi in condizioni aerobiche, dal­ l’altra di condizioni anaerobiche, quindi con produzione di acido lattico e relativa capacità di sopportazione. A scopo didattico si sono messi a confronto i due termini (endurance e resistance) cercando di eviden­ ziarne la differenza, tuttavia il passaggio da un allena­ mento che miri a migliorare la prima qualità fisica ad un altro che miri a migliorare la seconda deve essere graduale. Il detto « la natura non fa salti » è un luogo comune così vero che va sempre rispettato, anche nel­ l’allenamento dell’atleta. Perciò ora ci occuperemo di due sistemi di allenamento che appunto, progressiva­ mente, permettono il passaggio dal lavoro di endurance a quello di resistenza; che hanno cioè maggiori compo­ nenti aerobiche, ma in misura minore anche componen­ ti anaerobiche, le quali col tempo aumentano progres­ sivamente fino a raggiungere i livelli richiesti dalla specialità praticata dall’atleta. Essi sono il fartlek e l’interval training.

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Sopra: Risposta della frequenza cardiaca a esercizi di differente intensità. I - esercizio leggero: Il - esercizio moderato (in stato di equilibrio); III - esercizio pesante (resistenza). fra l'assunzione di ossigeno durante lo steadySotto: Rapporto T _ll:— — j ---- (assunzione più debito) corrispon­ state e x fabbisogno di:ossigeno dente all'allenamento di resistenza (Fr. card. 120: assunzione mas­ sima: Fr. card. 180: ossigeno richiesto misurato con il debito di ossigeno).

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CENTRO SPORTIVO ITALIANO FEDERAZIONE ATTIVITÀ' RICREATIVE ITALIANE

PROGRAMMI ATTIVITÀ’ AGONISTICA DI TENNISTAVOLO MASCHILE E FEMMINILE 1971-72


ATTIVITÀ’ MASCHILE CAMPIONATI NAZIONALI GIOVANISSIMI-ALLIEVI-JUNIORES Il Centro Sportivo Italiano indice ed organizza i Campionati Nazionali di tennistavolo per l’anno sportivo 1971-72 per le cate­ gorie: — Giovanissimi, a squadre, per i nati negli anni 1958. 1959, 1960 e 1961;

— allievi, singolo, per i nati negli anni 1957, 1958, 1959 e 1960;

per conoscenza alla CTN) è la Commissione Tecnica Nazionale Tennistavolo alla quale i Comitati organizzatori devono far per­ venire entro venti giorni prima della data di svolgimento della fase, il regolamento a stampa (Modello da richiedere alla CTN), contenente le principali norme di svolgimento delle gare, secondo quanto previsto nel presente regolamento, per l'approvazione preventiva.

— juniores, singolo, per i nati negli anni 1954, 1955 e 1956; con il seguente NORME PARTICOLARI CATEGORIE ALLIEVI E JUNIORES

REGOLAMENTO AMMISSIONE ALLE GARE Art. 1 - Potranno essere ammessi alle gare gli atleti delle Società Sportive regolarmente affiliate al CSI per l’anno spor­ tivo 1971-72, nelle seguenti condizioni: a) siano in possesso della tessera CSI di socio-atleta che risulti vidimata per l’anno sportivo 1971-72 in data precedente la prima gara di campionato alla quale prendono parte e che porti indicato il tennistavolo fra gli sport praticati; b) se tesserati anche alla FITeT, oltre che al CSI, non siano classificati al di sopra del 3" gruppo della seconda cate­ goria e inoltre siano tesserati alla FITeT per la stessa Società Sportiva per la quale sono tesserati al CSI, o per Polisportiva di Comitato CSI.

Per la posizione federale vale il reclamo di parte e l'inter­ vento d'ufficio da parte della CTN.

FASI E DATE DI SVOLGIMENTO Art. 2 - I suddetti campionati nazionali avranno svolgimento con le seguenti fasi e date:

Art. 4 - a) formula di svolgimento: le fasi locali, provinciali e zonali autonome, e regionali potranno avere la formula di svol­ gimento che sarà ritenuta più opportuna dai Comitati organizza­ tori, i quali dovranno precisarla chiaramente sui singoli re­ golamenti.

Nella finale nazionale, le gare per ogni categoria saranno di­ sputate con formula che sarà stabilità dalla Commissione Tecni­ ca Nazionale.

Tutti gli incontri, in ogni fase dei Campionati, dovranno es­ sere disputati al meglio di 2 set su 3. Nelle fasi provinciali, nel caso di svolgimento delle gare ad eliminatoria diretta, dovrà essere effettuato lo spareggio per il 3° posto fra gli eliminati nella semifinale.

Sempre nelle fasi provinciali, nel caso di svolgimento delle gare a girone all'italiana, per l'ammissione alla fase successiva dovranno essere effettuati degli incontri di spareggio; b) atleti ammessi alle singole fasi: con le norme stabilite dall’articolo 2 del presente regolamento, potranno essere ammessi alle singole fasi dei Campionati Nazionali:

— alle fasi locali tutti gli atleti; — alle fasi provinciali o zonali autonome, tutti gli atleti se in precedenza non hanno avuto luogo le fasi locali; oppure gli atleti nel numero stabilito dai regolamenti relativi in caso di precedente effettuazione delle fasi locali; — alle fasi regionali, i primi tre allievi ed i primi tre juniores di ogni fase provinciale o zonale autonoma regolarmente omolo­ gata dalla CTN;

a) Fasi locali — per le categorie allievi e juniores: da effettuarsi a giudizio ed entro i termini stabiliti dai Comitati pro­ vinciali o zonali autonomi nelle singole giurisdizioni, i quali do­ vranno darne comunicazione per conoscenza alla CTN TT con le relative norme anche in ordine all’ammissione alla successiva fase provinciale o zonale autonoma.

— alla finale nazionale, i primi due allievi ed il primo juniores di ogni fase regionale;

b) Fasi provinciali o zonali autonome — per le categorie allievi e juniores: a cura dei Comitati provinciali o zonali auto­ nomi entro il G febbraio 1972;

c) atleti rinuciatari: solamente nella fase regionale in caso di rinunce è ammessa una sola sostituzione, e comunque sola­ mente con il quarto classificato della fase provinciale;

— per la categoria giovanissimi a squadre: a cura dei Comi­ tati provinciali o zonali autonomi entro il 20 febbraio 1972.

d) iscrizioni: dovranno essere fatte dalle Società di appar­ tenenza degli atleti, entro i termini fissati dai singoli regolamenti delle fasi.

c) Fasi regionali — per le categorie allievi e juniores; a cura dei Comitati regionali il 12 marzo 1972; d) Fasi interprovinciali — solo per la categoria giovanissi­ mi a squadre: il 2G marzo 1972; e) Finali nazionali — per la categoria allievi e juniores: il 22-23 aprile 1972;

I Comitati organizzatori possono fissare, o meno, delle quote di iscrizione, unicamente però sino alla fase provinciale o zonale autonoma; tali quote non potranno essere superiori a L. 300 per ciascun atleta: e) reclami: i reclami possono essere:

— per la categoria giovanissimi a squadre: il 24-25 aprile 1972.

1 - controversie durante lo svolgimento di un incontro;

Le finali nazionali saranno organizzate dalla CTN TT in sede che sarà a suo tempo comunicata.

2 - di carattere tecnico relativi ad un incontro, una gara o una fase;

Nota — In nessun caso e’ per nessun motivo saranno con­ cesse proroghe alle date fissate. I Comitati che non avranno organizzato entro i termini sopra indicati le proprie fasi, saranno considerati rinunciatari.

APPROVAZIONE REGOLAMENTI Art. 3 - Unica competente all’approvazione delle singole fasi e dei relativi regolamenti ad esclusione delle fasi locali per le quali la competenza è demandata ai Comitati provinciali o zonali autonomi, i quali comunque devono darne comunicazione

3 - in materia morale e generale relativi ad una fase.

Nel r caso, l’arbitro decide inappellabilmente circa il merito dei fatti. In caso di incertezza o controversia, deve essere inter­ pellato immediatamente il Giudice Arbitro che pronuncerà subito la sua decisione contro la quale non è ammesso ricorso.

Nel 2’ caso, per iscritto al Giudice Arbitro con la tassa di L. 2.000 nella fase locale e provinciale, lire 3.000 nella fase re­ gionale, L. 4.000 nella finale nazionale: — prima dell'inizio del primo incontro della gara, se il recla­ mo riguarda la compilazione del tabellone o dell'ordine di gioco: — entro 15 minuti dalla fine della gara quando il reclamo ri­ guarda la medesima nel suo complesso;


— entro 15 minuti dal verificarsi del fatto specifico che ha determinato il reclamo, purché al momento del fatto l'interessato abbia verbalmente preannuciato al Giudice Arbitro il reclamo.

Gli eventuali reclami riguardanti la sala di gioco, i tavoli e l’illuminazione, non potranno essere accolti se il Giudice Arbitro avrà dichiarato sul referto arbitrale o su un supplemento di re­ ferto che tali attrezzature erano sufficienti ad assicurare un pur minimo regolare svolgimento della manifestazione, cosa che il Giudice Arbitro deve accertare e mettere a verbale prima dell'ini­ zio delle gare. Per quanto sopra, comunque, gli interessati possono presentare una dichiarazione di riserva che deve essere allegata al verbale di gara da inviare alla CTN TT.

Nel 3’ caso, per iscritto al Giudice Arbitro con la tassa di cui al 2° caso, entro 15 minuti dalla fine della fase. Il Giudice Arbitro in questo caso può prendere i necessari provvedimenti d'urgenza, senza pregiudizio della decisione sul reclamo che rimette imme­ diatamente alla CTN TT con le proprie osservazioni. La CTN TT decide quale organo di unica istanza. Nella finrie nazionale i reclami sono in unica istanza e devo­ no essere presentati al Giudice Arbitro entro i termini indicati. Nella stessa finale, i reclami saranno decisi da una Commissione formata dai componenti della CTN TT presenti e dal Giudice Arbitro. Tutti i reclami devono essere presentati in duplice copia ed a firma dell'atleta interessato. Nessun'altra persona è autorizzata a sottoscrivere reclami.

f) ricorsi in appello o reclami di seconda istanza: tutti i ri­ corsi in appello avverso le decisioni pronunciate in prima istanza, devono essere redatti per iscritto ed inviati unitamente alla tassa di lire 3.000, a mezzo lettera raccomandata alla CTN TT.

Contro le decisioni del Giudice Arbitro di cui al comma e), punto 1, non sono ammessi ricorsi. Contro le decisioni del Giudice Arbitro di cui al comma e), punto 2, il termine per ricorrere in appello è di tre giorni dalla comunicazione della decisione. Sul ricorso decide definitivamen­ te la CTN TT.

Contro le decisioni adottate In prima istanza nella finale nazio­ nale dalla Commissione formata dai membri della CTN TT presenti e dal Giudice Arbitro, non sono ammessi ricorsi.

Tutti i singoli incontri, in ogni fase, saranno ai meglio di 2 set su 3. Nelle fasi provinciali o zonali autonome devono essere portati a termine tutti i cinque incontri previsti dalla Coppa Cour­ billon: nel caso comunque ciò non avvenisse gli incontri non di­ sputati si considerano persi dalla squadra perdente l'incontro, salvo rinuncia contraria. b) Società ammesse alle singole fasi:

— fasi provinciali: una o due squadre per ogni società Iscrit­ ta; squadre formate da quattro atleti ciascuna. Non saranno am­ messe alle gare squadre che scendano in campo con meno di quattro atleti.

Alla successiva fase interprovinciale sarà ammessa dalla CTN la prima società classificata nella fase provinciale o zonale autonoma regolarmente omologata dalla CTN stessa (anche la seconda in caso di più di otto società regolarmente partecipanti; in questo caso, però, una stessa società può essere ammessa alla fase successiva con una sola squadra). — finale nazionale: 16 squadre in base alla classifica delle precedenti fasi interprovinciali.

Ad ogni incontro, anche di una stessa fase, possono essere variati tutti o in parte gli atleti, o rimanere gli stessi dell’incon­ tro precedente. c) Classifica provinciale: per ciascun incontro saranno as­ segnati 2 punti alla Società vincente, 0 alla Società perdente; per ogni incontro rinunciato sarà conteggiato 1 punto di penalità alla Società rinunciataria, tenendo presente che dopo una rinuncia, alla nuova rinuncia, la Società sarà esclusa dal Campionato.

Punti di penalità possono essere assegnati a giudizio dei Co­ mitati provinciali o zonali autonomi alle Società per motivi disci­ plinari, considerando in questi anche il ritardo nel presentarsi in campo, la mancanza della divisa sportiva, ecc. In caso di parità nelle fasi provinciali, vale il miglior quozien­ te punti degli incontri diretti tra le squadre in parità; se persiste la parità vale il miglior quoziente set sempre degli incontri diretti tra le squadre in parità e, in ultimo, l'eventuale parità dovrà es­ sere risolta a mezzo spareggio. d) Iscrizioni: alle fasi provinciali o zonali autonome le So­ cietà che intendono partecipare devono farlo entro i termini indi­ cati dai singoli regolamenti, al Comitato provinciale o zonale au­ tonomo di competenza, unitamente alla tassa di iscrizione di lire 2.000 (duemila).

Per le fasi successive, entro i termini che saranno resi noti sui relativi regolamenti. NORME PARTICOLARI CATEGORIE GIOVANISSIMI A SQUADRE

Art. 5 - a) formula di svolgimento: Coppa Courbillon (o Da­ vis) con variazione obbligatoria degli atleti del doppio rispetto a quelli del singolo.

I singoli incontri dovranno avere svolgimento secondo la formula Coppa Courbillon (o Coppa Davis) che prevede la seguen­ te sequenza di incontri: r partita: singolo, n. 1 squadra A contro n. 1 squadra B; 2J partita: singolo, n. 2 squadra A contro n. 2 squadra B; 3a partita doppio squadra A contro doppio squadra B; 4’ partita: singolo, n. 1 squadra A contro n. 2 squadra B: 5’ partita: singolo, n. 2 squadre A contro n. 1 squadra B. Le varie fasi avranno svolgimento: — fasi provinciali: gironi all'italiana di massimo quattro squa­ dre e con partite di andata e ritorno. Nel caso che in un Comitato provinciale o zonale autonomo esistano dei Comitati dipendenti, possano essere effettuati dei gironi per ciascuno di tali Comitati oltre che nel Comitato provinciale o zonale autonomo e poi un girone finale con le classificate di ciascun girone. L'eventuale girone finale può essere con partite di sola andata.

Da tener presente comunque che ogni squadra non può di­ sputare più di un incontro nello stesso giorno. — fasi interprovinciali: tabellone ad eliminatoria diretta. Nel caso che il numero delle squadre ammesse non consenta lo svol­ gimento della fase interprovinciale in una sola giornata, la fase stessa può essere svolta in due giornate (19 e 26 marzo 1972) con effettuazione in una delle gare comprese nella metà alta del ta­ bellone ad eliminatoria diretta e nell'altra di quelle comprese nella metà bassa e in più l'incontro di finale. Nota: Per il campionato giovanissimi a squadre, le interpro­ vinciali saranno svolte in 16 sedi regionali, con abbinamento in un'unica fase delle seguenti regioni: Lucania-Puglia, Abruzzo-Molise. Friuli V. G-Trentino.

L'unica fase per queste regioni abbinate, potrà avere svolgi­ mento nella sede che sarà concordata tra i Comitati regionali interessati. — finali nazionali: formula che sarà decisa dalla CTN.

e) Reclami: — nelle fasi provinciali: devono essere consegnati al Giudice Arbitro (che li citerà sul referto arbitrale) entro 15 minuti dal ter­ mine dell'incontro cui si riferiscono, accompagnati dalla tassa di L. 2.000 (duemila), per iscritto e in duplice copia (una copia deve essere allegata al referto arbitrale da inviare alla CTN TT). Essi saranno decisi dal Comitato provinciale o zonale autonomo inte­ ressato, con comunicazione del risultato alle Società interessate prima dell’incontro successivo della stessa fase. Nella eventualità venisse decisa la ripetizione di uno o più incontri, questi dovran­ no essere effettuati al termine del girone di andata per le partite che lo riguardano, o di ritorno.

In fase provinciale non sono ammessi ricorsi.

— nelle fasi interprovinciali: devono essere consegnati al Giu­ dice Arbitro nei termini e modi previsti per le fasi provinciali, con la tassa di L. 4.000 (quattromila). Essi saranno decisi immediata­ mente dalla Commissione Esecutiva in campo formata dal Giudice Arbitro e da due rappresentanti il Comitato regionale di com­ petenza. Avverso le decisioni della C.E. in campo non sono ammessi ricorsi. — nella finale nazionale: entro quindici minuti dal termine dell’incontro in contestazione, in unica istanza, per iscrlttoaHa dalla tassa di L. 5.000 CTN presente sul campo etaccompagnati . „ (cinquemila). Avverso le decisioni della CTN TT non sono ammessi ricorsi.

Attenzione: Ogni reclamo deve essere portato a conoscenza, in copia conforme, alla Società avversaria entro i termini previsti per la sua presentazione. Le Società interessate sono tenute ad unire al reclamo da presentare al Giudice Arbitro o alla CTN rice­ vuta (a mano o della raccomandata) di avvenuta trasmissione del­ la copia del reclamo alla Società avversaria. In caso di inadem­ pienza, non saranno accettati i reclami. Tutti i reclami devono essere a firma del capitano della for­ mazione in gara; nessun'altra persona è autorizzata a sottoscriverli. f) Varie: — perché siano ritenuti validi i singoli incontri, devono aver preso parte ad ossi atleti tesserati; devono essere stati variati


gli atleti del doppio rispetto a quelli del singolo (caso contrario sarà data partita persa alla squadra in difetto, per rinuncia). Da tener presente che la posizione irregolare anche di un solo atleta comporta la perdita per 5-0 per rinuncia dell'incontro da parte del­ la Società in difetto (per posizione irregolare si intende anche quando l'atleta, pur essendo tesserato, non presenti la tessera al Giudice Arbitro);

— l’apposito verbale di gara di ogni singolo incontro (model­ lo a stampa predisposto dalla CTN TT e ad essa richiedibile) de­ ve essere sottoscritto dai capitani delle due squadre in gara, al termine della stessa, oltre che dal Giudice Arbitro. Sul referto stesso il Giudice Arbitro deve indicare il numero di tessera e la sua data di vidimazione per ciascun atleta in gara; la mancanza di indicazione del numero di tessera sul referto arbitrale viene con­ siderata come se la tessera stessa non sia stata presentata. Il Giudice Arbitro deve indicare nell’apposito spazio del referto anche se sono stati presentati reclami o meno. Ogni referto arbitrale deve essere inviato in copia per noscenza alla CTN TT.

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NORME GENERALI CATEGORIE GIOVANISSIMI, ALLIE­ VI E JUNIORES

Identificazione atleti e accertamento regolare posizio­ ne tesseramento Art. 6 - Gli atleti partecipanti alle gare dovranno esibire a* Giudice Arbitro che in contrario non li ammetterà alle gare:

sede, anno di nascita, numero della tessera CSI e data di vidi­ mazione;

— eventuali estremi di provvedimenti disciplinari; — eventuali rilievi sul tesseramento; b) verbali di gara: o copie dei tabelloni delle varie gare, uti­ lizzando gli appositi moduli a disposizione presso la CTN TT (mod. C1 per gare a girone all'italiana, B2 per gare ad eliminatoria diretta, B3 per gare ad eliminatoria diretta con recupero. Per gli incontri a squadre del Campionato giovanissimi è stato predisposto un appo sito verbale di gara, da richiedersi alla CTN), oppure in carta libera trascrivendo gara per gara nell'ordine del tabellone turno per turno dall’alto in basso (trascrivere anche le vittorie per rinuncia).

Il referto arbitrale deve essere compilato e sottoscritto dal Giudice Arbitro della manifestazione; i verbali di gara per le gare individuali potranno essere compilati dall'Ente organizzatore o dal Giudice Arbitro, in ogni caso quest’ultimo dovrà controllarli e sot­ toscriverli; i verbali di gara degli incontri a squadre cat. giovanissi­ mi, devono essere compilati dal Giudice Arbitro e sottoscritti dai capitani delle due squadre in gara.

Art. 8 - Per tutto quanto non contemplato nel presente regola­ mento, vigeranno quello tecnico di gioco della FITeT e quello or­ ganico del CSI. Art. 9 - Il Centro Sportivo Italiano declina ogni e qualsiasi re­ sponsabilità per eventuali danni o infortuni causati prima, durante o dopo le gare ad atleti o a terzi, salvo quanto previsto dalla parte assicurativa del cartellino CSI.

a) tessera di socio-atleta valida per l’anno sportivo 1971-72 e vidimata dall’ufficio Centrale Tesseramento in data precedente la prima gara di campionato cui prendono parte, sin dalla prima fase; b) nelle fasi regionali, interprovinciali (a squadre giovanis­ simi) e finale nazionale, oltre a quanto previsto nel punto a) un documento personale di riconoscimento fra i seguenti:

— carta di identità (per i giovani che non hanno compiuto il 16° anno di età, questo documento potrà essere sostituito da cer­ tificato di identità — esclusa la fotografia legalizzata — rila­ sciato dal Comune di residenza, nel quale sia indicata la data di nascita e munito di fotografia portante il timpro del Comune); — passaporto;

— patente di guida; — tessera di concessione ferroviaria per gli impiegati o i figli degli impiegati dello Stato (non sono ammesse le tessere di abbonamento rilasciate da Società di Trasporti o Ferrovie se­ condarie); — porto d'armi; — licenza di caccia;

CAMPIONATI REGIONALI • CATEGORIE

— Seniores: nati entro il 31-12-1953 — A squadre: nati entro il 31-12-1957. • TESSERAMENTO

Gli atleti dovranno essere tesserati al CSI per il cor­ rente anno sportivo.

— licenza di pesca; — libretto universitario.

Nessun altro documento di identità sarà riconosciuto valido e di conseguenza gli atleti in difetto non saranno ammessi alle gare e non riceveranno alcun contributo per la loro trasferta sul luogo di gara.

c) nella fase regionale e interprovinciale i Comitati parte­ cipanti dovranno inoltre esibire al Giudice Arbitro la comunicazio­ ne di omologazione della CTN TT della propria fase provinciale o zonale autonoma. In difetto della stessa, e nella impossibilità di provare con atto ufficiale (comunicato ufficiale o altra dichiarazio­ ne della CTN TT) l'avvenuta omologazione, il Giudice Arbitro non ammetterà gli atleti o le Società di tali Comitati alle gare.

Omologazione risultati Art. 7 - Unica competente alla omologazione delle singole fasi (ad esclusione delle fasi locali per le quali la competenza è demandata ai Comitati provinciali o zonali autonomi, i quali comun­ que devono darne comunicazione per conoscenza alla CTN TT), è la Commissione Tecnica Nazionale Tennistavolo, alla quale i Comi­ tati organizzatori devono far pervenire entro tre giorni dalla con­ clusione delle gare: a) referto arbitrale compilato sull’apposito modulo a dispo­ sizione picsso la CTN TT, oppure su carta libera, comprendente;

— una sommaria descrizione della manifestazione (gare effet­ tuate, primi tre classificati di ciascuna, formula usata, ecc.); degli atleti partecipanti, suddivisi gara per gara nel caso di piu gare, con indicazione della società di appartenenza e

® NORME VARIE DI SVOLGIMENTO I Comitati regionali sono liberi di stabilire a loro giu­ dizio le fasi e le date di svolgimento, la formula del­ le gare, il numero degli atleti ammessi, la parteci­ pazione o meno degli atleti federati, ecc. • APPROVAZIONE REGOLAMENTI ED OMOLOGAZIONE FASI

Dipendono dai Comitati regionali sia le approvazio­ ni dei regolamenti che l’omologazione dei risultati di tutte le fasi provinciali o zonali autonome. Pertanto tutti i regolamenti ed i risultati relativi de­ vono essere inviati ai Comitati regionali di com­ petenza. Sarà cura dei Comitati regionali portare a conoscen­ za della CTN l’avvenuta omologazione dei risultati. Per le fasi regionali l’approvazione e l'omologazione devono essere richieste alla Commissione tecnica nazionale.


ATTIVITÀ’ FEMMINILE CAMPIONATI NAZIONALI GIOVANISSIME-JUNIORES-SENIORES La FARI indice ed organizza i Campionati nazionali di tennistavolo per l’anno sportivo 1971-72 per le categorie:

— giovanissime, singolo e doppio, per le nate negli anni 1958, 1959, 1960, 1961 e 1962: — juniores, singolo e doppio, per le nate negli anni 1954, 1955, 1956 e 1957;

— seniores, singolo e doppio, per le nate negli anni 1947, 1948, 1949, 1950, 1951, 1952 e 1953. con il seguente

REGOLAMENTO AMMISSIONE ALLE GARE Art. 1 - Possono partecipare alle gare le atlete delle società sportive regolarmente affiliate alla FARI o al CSI, secondo le norme di tesseramento emanate, per l'anno sportivo 1971-1972, nelle seguenti condizioni: a) siano in possesso della tessera FARI o CSI di sociaatleta che risulti vidimata per l’anno sportivo 1971-1972 in data precedente la prima gara di campionato alla quale prendono par­ te e che porti indicato il tennistavolo tra gli sport praticati:

b) se tesserate anche alla FITeT, oltre che alla FARI o CSI, non siano classificate al di sopra della terza categoria ed inoltre siano tesserate alla FITeT per la stessa società sportiva per la quale sono tesserate alla FARI o CSI, o per il Comitato FARI o CSI (es.: FARI Bergamo, FARI Vicenza, ecc.).

L’atleta e il doppio che avranno conseguito il più alto pun­ teggio sommando i punti loro assegnati in ogni prova, saranno am­ messi alla fase successiva. In caso di parità nella classifica fina­ le provinciale, si terrà conto, nell’ordine: 1) del maggior numero di prove alle quali l'atleta o il doppio hanno partecipato; 2) del miglior piazzamento nell'ultima prova.

Art. 4 - La fase provinciale sarà organizzata dai Comitati pro­ vinciali e zonali, i quali, almeno 15 giorni prima della data fissata per lo svolgimento della prima prova, dovranno inviare alla Com­ missione tecnica nazionale il regolamento in duplice copia per la preventiva approvazione, usando i moduli a stampa predisposti dalla CTN. Art. 5 - Perché la fase sia ritenuta valida, è indispensabile che ad ogni prova abbiano effettivamente partecipato almeno quat­ tro giocatrici nella gara di singolo, ed un numero illimitato di dop­ pi, anche se appartenenti allo stesso gruppo sportivo. Per effet­ tivamente partecipanti, si intende che abbiano regolarmente por­ tato a termine almeno un incontro. Art. 6 - Risultati delle prove: entro tre giorni dal termine di ogni prova, i Comitati provinciali o zonali dovranno inviare alla Commissione tecnica nazionale il verbale di gara e l’elenco delle atlete che hanno preso parte alle gare, suddivisi per ogni prova e vistati dal Giudice Arbitro che ha diretto la manifestazione. I verbali di gara per ciascuna delle tre prove devono indicare: a) titolo della gara (categoria):

b) indicazione della prova di cui trattasi (prima, seconda, terza);

FASI E DATE DI SVOLGIMENTO

c) data e città di svolgimento; d) formula di svolgimento usata;

Art. 2 - I Campionati avranno svolgimento nelle seguenti fasi:

— giovanissime: provinciali entro il 27 febbraio 1972; regio­ nali entro il 26 marzo 1972;

— juniores e seniores: provinciali entro il 12 marzo 1972, fi­ nale nazionale il 22-23 aprile 1972.

FASE PROVINCIALE Art. 3 - Formula di svolgimento: la fase provinciale, sia di singolo sia di doppio, dovrà svolgersi su tre prove, ciascuna delle quali potrà avere la formula di svolgimento ritenuta più opportu­ na dai Comitati organizzatori. Le tre prove dovranno essere effettuate ad una distanza mi­ nima di 15 giorni l’una dall’altra, tenendo presente che l'ultima prova deve svolgersi entro il termine fissato per le fasi provinciali (vedere art. 2). I Comitati che non effettueranno entro tali termini le fasi di competenza, saranno esclusi dalla partecipazione alle fasi suc­ cessive. Ad ogni prova potrà partecipare un numero illimitato di atle­ te, che abbiano o meno gareggiato nella o nelle altre prove. La classifica finale per l'ammissione alla fase successiva al­ la provinciale sarà compilata in base alla seguente tabella dei pun­ teggi da assegnare alle partecipanti per ciascuna delle tre prove: all’atleta prima classificata o doppio — “ 25 punti all’atleta seconda classificata o doppio « 20 all'atleta terza classificata o doppio 15 all’atleta quarta classificata o doppio 10 all’atleta classificata dalla quinta all’ottava o doppio 5 ad ogni altra atleta effettivamente partecipante o doppio, non compresa nel punteggio precedente 1 In caso di parità, per l'assegnazione del punteggio ai primi posti di ciascuna prova (se necessario in base alla formula scel­ ta), dovranno essere effettuati degli incontri di spareggio per determinare l'esatta classifica.

e) che tutte le partecipanti erano in regola con il tes­ seramento; f) risultati completi con il punteggio ottenuto da ciascuna atleta, trascritti turno per turno;

g) classifica finale e punteggio assegnato a ciascuna par­ tecipante in base alla tabella di cui all’art. 3; h) firma Comitato.

del

Giudice

Arbitro

e

della

responsabile del

Art. 7 - Le atlete vincitrici del singolo e la coppia prima classificata nel doppio, saranno proclamate campioni provinciali o zonali per il 1972.

FASI REGIONALI Art. 8 - Solo per la categoria giovanissime, sono previste fa­ si regionali nelle quali termina il Campionato stesso.

A dette fasi regionali sarà ammesso un numero di atlete proporzionale alle partecipanti alle fasi provinciali o zonali, stabi­ lito dai Comitati regionali di competenza. Art. 9 • La GIN si riserva la facoltà di far disputare fasi in­ termedie anche per le categorie juniores e seniores, in relazione all’andamento delle fasi provinciali.

FINALE NAZIONALE Art. 10 - Solo per le categorie juniores o seniores, è prevista la finale nazionale. Salvo modifiche nel caso ili i"•-•i intermedie, alla finale na­ zionale stessa saranno ammesse la prima classificata nel singolo e la prima coppia classificata nel doppio por ogni Comitato provin­


ciale o zonale che avrà portato a termine la rispettiva fase con un minimo di tre prove per ciascuna categoria come previsto e ritenute valide. Nel caso che alla fase provinciale o zonale abbiano preso effettivamente parte alle gare nel totale delle tre prove più di 10 atlete diverse nel singolare e più di 5 coppie diverse nel doppio, alla fase nazionale sarà ammessa anche la seconda atleta classi­ ficata nel singolo o la seconda coppia classificata nel doppio.

Per prendere parte alla finale nazionale della categoria senio­ res, i Comitati dovranno aver organizzato e portato regolarmente a termine anche le prove della categoria giovanissime o juniores.

Art. 11 - La finale nazionale sarà effettuata nei giorni 22-23 aprile 1972 in località da destinarsi.

NORME GENERALI Art. 12 - a) Tutti gli incontri di Comitato, in ogni loro fase, dovranno essere disputati al meglio di due set vinti su tre; b) le atlete che gareggiano nel singolare possono disputare anche il doppio o viceversa: c) i doppi possono essere formati da atlete della stessa società, oppure dello stesso Comitato. La loro formazione non può essere variata per tutta la durata del campionato:

d) per la direzione delle gare, dove è possibile, dovranno essere presi accordi con i locali comitati della FITeT; e) le atlete, per essere ammesse alle gare, dovranno esi­ bire la tessera FARI o CSI in regola con la vidimazione 1972.

Nelle fasi successive alla provinciale, dovranno esibire anche un documento personale di riconoscimento fra i seguenti:

— carta d’identità (per le giovani che non hanno compiuto il 16° anno di età. questo documento potrà essere sostituito da cer­ tificato d'indentità — esclusa la fotografia legalizzata — rilascia­ to dal Comune di residenza, nel quale sia indicata la data di na­ scita e munito di fotografia portante il timbro del Comune); — passaporto:

— libretto universitario: — tessera postale.

Nessun altro documento d’identità sarà riconosciuto valido e di conseguenza le atlete in difetto non saranno ammesse alle ga­ re e non riceveranno alcun contributo per la loro trasferta sul luogo di gara.

RECLAMI Art. 13 - I reclami per errori tecnici dovranno essere presen­ tati, in duplice copia e firmati, al Giudice Arbitro, accompagna­ ti dalla tassa di L. 2.000, entro 15' dal termine dell’incontro contestato. Il Giudice Arbitro decide immediatamente ed inappellabilmen­ te dandone notizia alle interessate e restituendo la tassa in caso di accettazione del reclamo stesso. Art. 14 - I reclami di prima istanza, di carattere non tecnico, accompagnati dalla tassa di L. 2.000, dovranno essere inoltrati alla Commissione tecnica provinciale o zonale, entro 24 ore dal ter­ mine della gara cui si riferiscono, per lettera raccomandata o a mano (in questo secondo caso deve essere richiesta ricevuta com­ provante ì termini di presentazione).

I reclami di seconda istanza, avversi alle decisioni prese dal­ le Commissioni tecniche provinciali e zonali, dovranno essere inoltrati, in duplice copia, firmati e con lettera raccomandata, alla Commissione tecnica nazionale entro tre giorni dalla ricezione dei deliberata di prima istanza, accompagnati dalla tassa di L. 4.000.

Per la fase nazionale (e regionale giovanissime), i reclami sa­ ranno in unica istanza e dovranno essere presentati per iscritto e firmati alla Commissione tecnica in campo, entro 15' dal ter­ mine dell'incontro contestato, accompagnati dalla tassa di L. 4.000. Art. 15 - I reclami per errori tecnici dovranno essere firmati dalle atlete interessate. Gli altri reclami non di carattere tecnico (anche in seconda istanza], dovranno essere a firma del o della Presidente della so­ cietà interessata.

— patente di guida; — tessera di concessione ferroviaria per gli impiegati o i figli degli impiegati dello Stato (non sono ammesse le tessere di abbonamento rilasciate da Società di trasporti o Ferrovie se­ condarie): — porto d'armi;

— licenza di caccia;

— licenza di pesca;

Art. 16 • Per quanto non contemplato nel presente regola­ mento e per quanto non in opposizione con esso, vigeranno quello tecnico della FITeT ed Organico della FARI. Art. 17 - La FARI declina ogni e qualsiasi responsabilità per eventuali danni ed infortuni alle atlete e a terzi, causati prima, du­ rante e dopo le gare, salvo quanto previsto dalla parte assicura­ tiva della tessera FARI.

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pendono dal periodo d'allenamento e dalle caratteristi­ che dell'atleta. Il grado di anaerobiosi che si può raggiungere con il fartlek può essere anche molto elevato (basta inse­ rire variazioni brevi e veloci) ed è per questo motivo che questo sistema di allenamento è adottato da molti specialisti, sia dai velocisti, sia dai mezzofondisti e dai fondisti, ed è molto indicato anche per chi pratica sport di squadra come il calcio e la pallacanestro. Esso si inserisce nel piano di allenamento dopo un lungo periodo di capillarizzazione e, in vario modo, lo si mantiene fino al raggiungimento della forma. Il fartlek si pratica su terreno vario (sabbia, terra, erba, salita, discesa), nei boschi, su strada, dovunque vi sia la possibilità di percorrere lunghe distanze senza annoiarsi e senza dover assorbire i fumi di scarico del­ le macchine.

La capillarizzazione si ottiene con il lavoro lungo, lento e continuo, la resistenza, invece, con il lavoro frazionato, caratterizzato da tratti di corsa più o meno lunghi e pause di recupero. Per adottare sistemi di al­ lenamento che siano intermedi fra l'endurance e la resistance è logico quindi apportare delle variazioni di ritmo durante la corsa lunga, (ma sempre continua per la capillarizzazione] come è appunto previsto per il fartlek; oppure programmare un allenamento fraziona­ to, relativamente intenso, ma con pause brevi come l'interval training (rispetto all’allenamento per la resi­ stenza, l’interval training è sì un allenamento con tratti di corsa piuttosto intensi, tali però da permettere un pronto recupero attraverso pause brevissime). Quando si parla di resistenza, si intendono sforzi che portano la frequenza cardiaca a valori superiori a 140 battiti al minuto. Questo dato è estremamente im­ portante, perché, mentre la capillarizzazione si ottiene con allenamenti sempre uniformi, lenti e prolungati ad una frequenza massima di 120-140, la resistenza si mi­ gliora in molti modi, il comune denominatore dei quali è la frequenza cardiaca dell'atleta che è superiore ai 140 battiti al minuto e può arrivare sino ai valori massi­ mali di 180-220 al minuto.

Esempio di fartlek adattato per giovanissimi. Eccone le tre fasi che lo compongono: 1. cinque minuti di marcia e di piccola corsa per scaldarsi; 2. circa 25 falcate a tutta velocità (o anche meno velocemente, a seconda del grado di forma) in salita; ridiscendere a passo di marcia, risalire di corsa ecc., circa cinque volte in tut­ to per un tempo approssimativo di circa 5 minuti: serve a fortifi­ care i muscoli delle gambe e del tronco; 3. tre o quattro tratti di corsa, ciascuno dai tre ai quattro minuti, a 8O°/o circa della velo­ cità massima, con riposi intermedi della stessa durata (condizio­ namento del sistema di trasporto di ossigeno). Il programma impe­ gna da 30 a 40 minuti e, per una persona in buona condizione fi­ sica, sono sufficienti due o tre sedute per settimana. Come si vede, il fartlek, opportunamente adattato, oltre a servire di avvia­ mento al lavoro di resistenza, è utile anche per conseguire un buon potenziamento muscolare e può essere indicato per qual­ siasi tipo di atleta. Il disegno è tratto da uno studio pubblicato dal Consiglio d'Europa sullo sport per tutti. Questo tipo di alle­ namento, infatti, si adatta a persone di diversa età. Il disegno ri­ flette l’ambiente svedese, con l'immancabile sauna che conclude l'allenamento.

Fatte queste precisazioni ci soffermiamo, per que­ sto intervento, a parlare del fartlek. Il fartlek è un allenamento di origine svedese che vuole dire « corsa libera e gioiosa ». Quanto questa corsa possa essere libera e gioiosa dipende dalla ma­ turità dell’atleta; per i principianti è meglio intenderla come una corsa in parte libera e in parte guidata. Que­ sto tipo di allenamento è inteso come una corsa con­ tinua, dove, ogni qualvolta l'atleta lo desideri, può al­ ternare ad un ritmo costante alcune variazioni di ritmo Il ritmo costante generalmente è lo stesso che l’atleta tiene nell'allenamento d'endurance (cfr. Stadium n. 10) e le variazioni sia per la velocità sia per la lunghezza di-

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L'atleta, oltre alla endurance, attraverso la capillarizzazione, deve curare anche la resistenza con un'intensificazione graduale deH'allenamento. Il fartlek, di cui si parla nel servizio, opportunamente adattato, è un tipo di allenamento che facilita questo passaggio graduale.

Fartlek: libera espressione della propria condizione psico-fisica.

Le variazioni di ritmo, eoe già si è detto, dipendo­ no da molti fattori che è cura dell’allenatore stabilire. E' bene comunque precisare che esse possono variare da tratti della durata di 1 minuto a tratti di 10 minuti (è sconsigliabile considerare la distanza anziché la durata delle variazioni che potrebbe invitare a tenere ritmi troppo elevati); per i velocisti e altri atleti prati­ canti sport prevalentemente anaerobici (vedi tabella Stadium n. 9) sono sufficienti tratti inferiori al minuto. A parte le decisioni sulle distanze e sulla velocità delle variazioni che riguardano l’allenatore è importante che l’atleta non raggiunga, almeno nelle prime sedute, fre­ quenze cardiache eccessivamente elevate dopo ogni singola variazione o che comunque la frequenza ritorni velocemente a valori di 120-130 al minuto. Per questo motivo è consigliabile che l’allenatore fermi ogni tanto l’atleta per misurargli la frequenza cardiaca, sia subito dopo che ha percorso un tratto a maggiore velocità, sia prima di ripeterlo per constatare se in quest’ultimo caso l'atleta ha raggiunto i normali valori di recupero (120/min.).

te adatti dove vi siano tratti piani ed erbosi da percor­ rere con corsa lenta, altri tratti più difficoltosi come quelli in salita o discesa ripida da percorrere a passo forzato, e altri, particolarmente invitanti, da riservare alle vere e proprie variazioni di ritmo. In questo caso il fartlek può essere anche un sistema originale per appassionare, chi si avvicina per la prima volta all’al­ lenamento, al piacere della corsa libera e per provare appieno il senso di benessere che comunque essa com­ porta.

Fin qui il fartlek. L’altro sistema intermedio di cui si è fatto cenno è l’interval training, il quale ha carat­ teristiche molto simili alle prove frazionate tipiche per l’incremento della resistenza. Per maggiore precisione, l’interval training pur essendo intermedio produce so­ prattutto un potenziamento cardiaco che è un fattore specifico dell'endurance. Proprio per questo motivo per chiarezza di esposizione, si preferisce trattare sia le prove frazionate sia l’interval training insieme nel prossimo numero.

Gianfranco Carabelli

Dapprima il fartlek si introduce nel piano di alle­ namento dopo circa sei settimane di capillarizzazione, una volta alla settimana per 30’-40’, successivamente si aumentano le sedute settimanali fino a rappresen­ tarne un terzo del totale dopo circa un mese, durante il quale il fartlek sarà aumentato di quantità (numero delle-variazioni) più di intensità (velocità della varia­ zione), per cui la sua durata sarà di un'ora circa.

Quando si debba allenare un atleta molto giovane, o comunque un atleta non ancora in grado di stabilire da solo i limiti del proprio organismo, è preferibile adottare un fartlek adattato con particolari accorgimen­ ti. Si può ad esempio ricorrere ad un percorso obbli­ gato, stabilito dall’allenatore, in luoghi particolarmen-

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a cura di PAOLO ANDREOLI e GIULIO MARTINUCCI

C'ERA UNA VOLTA UNO ZIO FORTE E RICCO Cera una volta uno zio che si chiamava Sam e che aveva molti amici sparsi per il mondo, tutti più o meno affezionati. Lo zio Sam viveva in un grande paese, ed era molto ricco e felice. Un brutto, un bruttissimo giorno i suoi amici si trovarono di fronte a tanti uomini cattivi tutti neri e grigi. E scoppiò una terribile guerra. Quando questi amici sembravano non farcela più, allora lo zio Sam intervenne e, siccome era giovane, forte e ricco, li aiutò tanto che tutti gli uomini cattivi neri e grigi furono sconfitti. Si fecero grandi feste per questa vittoria. Cera gente che cantava, che ballava nelle piazze, che sventolava le bandiere per le strade perché i cattivi avevano perso e i buoni avevano vinto. Subito dopo, appena finite le feste, lo zio Sam radunò in un paesino che si chiamava Bretton Woods, gran parte dei suoi amici e disse loro: « Adesso bisogna che ci mettiamo d'accordo proprio bene perché di queste cose non devono succederne più. Così, siccome io sono più ricco di voi e vi ho aiutati a vincere la guerra, vi propongo di essere tutti miei nipoti. Faremo una grande famiglia e per i soldi non dovete preoccuparvi: penso io a tutto. Però i soldi che avete voi contano solo se confrontati coi miei ». I « nipoti » capirono che in quel modo lì loro non sarebbero stati molto liberi perché i loro soldi dipendevano da quelli dello zio. Però erano così felici di essere

diventati nipoti dello zio Sam e così riconoscenti per quello che lo zio aveva fatto per loro durante la guerra, che accettarono tutti di buon grado. Passarono gli anni e lo zio diventava sempre più forte, ricco e felice. Però, a un certo momento, dei suoi figli cominciarono a ribellarsi a lui. A loro non piaceva più tanto la famiglia in cui erano nati e cresciuti e cominciarono a dirne di tutti i colori nei confronti del proprio padre Sam. Era come una malattia contagiosa. Anche molti figli dei « nipoti » cominciarono a ribellarsi ai propri padri. Dicevano: « Avete fatto un mondo molto brutto dove chi ha i soldi comanda e conta qualcosa e chi non li ha non conta niente E questo è ingiusto perché tutti gli uomini sono uguali. Bisogna che andiate tutti, voialtri padri, in pensione perché bisogna costruire un mondo nuovo, diverso, più giusto e più umano ». Lo zio Sam e tutti gli altri padri guardarono ai propri figli un po’ preoccupati perché, con tutto quel chiasso, li disturbavano molto. Poi con fare paterno, come fanno tutti i padri con i figli un po' discoli, dissero a tutti quei giovani: « Cari ragazzi, voi dite delle cose molto giuste. Avete ragione in molte cose. Ma come si fa? Non si può mica buttare a mare tutto un sistema così dalla sera alla mattina. Bisogna avere un sistema di ricambio, altrimenti si cade nel vuoto e si muore tutti ». Gran parte dei

giovani, o perché si erano stancati di urlare, o perché furono convinti del discorso, o perché non avevano un sistema migliore bell'e pronto, si adattarono e non protestarono quasi più. Passarono degli altri anni e tutto sembrava a posto. Lo zio Sam e i suoi « nipoti » adottivi continuavano a essere sempre più ricchi e potenti. Ma, un brutto giorno, lo zio Sam si trovò in difficoltà con i soldi. Aveva fatto molte spese, aveva comprato molta roba dai « nipoti » sempre contando sul patto che un giorno avevano fatto. E i « nipoti » si fidavano e davano la roba allo zio. Quando zio Sam fu proprio alle strette, aH’improvviso disse ai suoi « nipoti »: « Mi dispiace, non ce la faccio più. Non era vero che i miei soldi valessero tanto perché non ho nelle mie casseforti tanto oro quanto ci dovrebbe essere. Adesso siete cresciuti: arrangiatevi, lo devo pensare a me stesso ». Allora i « nipoti » molto preoccupati, gli domandarono: « Ma, zio Sam, se all'improvviso cambi tutto il sistema vuol dire che ne hai un altro bell'e pronto. Qual è? » Tutti si ricordavano quello che avevano detto ai propri figli, e cioè che non si può cambiare un sistema senza averne un altro pronto, altrimenti non si sa più quel che succede. Ma lo zio Sam diede una risposta sorprendente: « Non l’ho un nuovo sistema ». E si ritirò in casa sua a fare i suoi conti chiudendosi dietro la porta con tutti i chiavistelli. E adesso i « nipoti » sono ancora lì a rompersi la testa per vedere come aggiustare le cose e come fare a trovare un altro sistema che li conservi ricchi, potenti e possibilmente felici. Stretta la foglia, larga la via, dite la vostra che ho detto la mia.

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i ■■ hb sai a cura di PAOLO VALENTI

NOSTAKH DI UMANITÀ' »K Durante l’estate sono avvenuti nel mondo sportivo taluni fatti ed episodi molto significativi sotto il profilo del costume e della valutazione di inclinazioni e tendenze. Cominciamo con l'ennesima impresa lunare. Anche questo, sotto un certo punto di vista, è un avvenimento in parte di natura sportiva, almeno per quanto riguarda il severo cimento degli esseri umani librati verso e sopra il nostro satellite. Ebbene, mai impresa spaziale è stata così poco (relativamente al passato, s'intende) seguita come quest’ultima. La consuetudine dell'uomo moderno alle imprese eccezionali, il senso di ribellione inconsulta e subcosciente, ma persistentemente viva, alla violenza che la tecnica meravigliosa da noi creata, su di noi esercita; il convincimento che i fatti di ogni giorno che pressano gli uomini sulla terra siano più ovvi ma più urgenti di « quelli » della luna: ecco una prima serie di ragioni psicologiche che hanno moderato l'interesse per ultimo Apollo. E, traducendo in termini che interessano lo sport questi elementi di osservazione, traendone esperienza, stiamo attenti a non rendere troppo tecniche e disumane le « altre » discipline sportive, perché la gente sta tornando all’uomo, ad una dimensione umana in tutto. Insistere sul puro valore macroscopico e spettacolare degli avvenimenti, comincia ad essere controproducente; la

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folla non si meraviglia più di nulla e rigetta le cose « meravigliose ». Dalla luna a... Fiasconaro! Si è tanto predicato — anche con argomenti validi — contro il « campione »: ebbene, Fiasconaro sembrava avere tutti gli elementi negativi del campionissimo. Trapiantato, sia pur legalmente italianissimo, da un altro paese, in età giovane ma già « formata »; incapace all’inizio di dire una sola parola nella nostra lingua; passato d’autorità al numero « uno » di casa nostra; eppure, l'impresa ha fatto centro. Non "tanto perché abbia portato — come ha fatto — un apporto ai nostri punteggi internazionali; soprattutto perché Fiasconaro ha dato nuovi interessi all'atletica, nuovo desiderio di « imitazione » nei ragazzi. La semplicità del giovanotto, la sua tranquillità hanno poi cancellato qualunque elemento negativo divistico sempre legato purtroppo al personaggio del « campione »: si è così avuta la riprova che il campione è indispensabile allo sport per gli entusiasmi e la propaganda che suscita; e che non bisogna confondere fra « campione-guida » e « divo-rotocalco », accomunando entrambi i personaggi in un giudizio negativo. Arriviamo a Gimondi. Dopo il secondo posto conquistato ai mondiali dietro Merckx, il nostro corridore disse quello che tutti gli esperti di

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ciclismo — e i soli tifosi — avrebbero onestamente detto: cioè il campionato del mondo, così come è articolato, vale solo per il vincitore. Il secondo arrivato si dimentica sempre presto. Si corre solo per una maglia iridata. Non è una corsa a tappe, dove i piazzamenti hanno grosso valore perché frutto di una serie di imprese, né una « classica » in linea, il cui percorso dà una effettiva selezione dei valori. Il campionato del mondo è una roulette, fascinosa, retta da particolare fisionomia di gara; che si siano imposti questa volta i due migliori, nell'ordine della loro... « miglioria », non muta il giudizio. Vuol dire che a Mendrisio, i due « migliori » hanno saputo aver ragione anche della bizzarra formula « mondiale ». Negli annali, a lungo andare, resterà per l'iride 71, solo il ricordo del fuoriclasse belga. Il secondo posto di Gimondi vorrà dire poco (anche se sportivamente è cosa ingiusta). Un suo quasi omonimo degli anni cinquanta, il Gismondi marchigiano, arrivò secondo in un « mondiale » disputato in Olanda, dietro a Darrigade. In quanti lo ricordano? Tornando a Mendrisio, quando tutti dicevano — a ragione tecnica — che in volata non vi sarebbe stata storia fra Merckx e Gimondi, gli stessi « tutti » si chiedevano perché Gimondi non tentasse una carta di attacco, destinata a infrangersi lo stesso contro il « muro » di Eddy ma almeno

Felice Gimondi

capace di accendere qualche « passione ». Si è avuta conferma che il nostro Felice è battagliero quanto pochi ma non sa compiere gesti di larga popolarità. Anche Merckx è simile: un tecnico del mestiere. Però stravince. Eppure non sfrutta a pieno sul piano umano le sue vittorie. Tutti lo conoscono, lo ammirano, ma ben pochi lo « amano ». Ecco perché il ciclismo è in crisi, ecco perché nel giorno del più interessante campionato mondiale degli ultimi anni, gli stessi commentatori si lasciavano sfuggire frasi come « vedremo

fra due anni, sempre che il ciclismo ci sia ancora ». Non mancano i campioni; mancano i « personaggi ». Abbiamo ricordato tre episodi estivi, fra i tanti: hanno un denominatore, un insegnamento comune. Lo sport è soprattutto « umanità »; è la riscossa del sentimento sulla tecnica meccanica che ci opprime ogni giorno: ricordiamocene quando la nostra sete di record, di tartan, di allenamenti integrali, di • freddezza • scientifica, ci porta a creare uno sport da provette, laboratori, catene di montaggio.

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Hill ■ HHBBBH a cura di NANDO MARTELLINI

MA' A Biffi® PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI I

Il calcio italiano ha cambiato finalmente rotta. La tendenza suicida a dilatare le spese e i deficit si è arrestata. Vediamo presidenti responsabili sostituire i mecenati in cerca di pubblicità, vediamo allenatori giovani e preparati conquistare le panchine di tanti tecnici che millantavano poteri di magia. Tanto è vero che Helenio Herrera, che fu il primo « mago » alla nostra scuola, ha rovinosamente diminuito le sue pretese e ridimensionato il suo atteggiamento e altri grandi nomi come Pesaola, Bernardini, Pugliese, sono disoccupati. Mentre salgono alla ribalta Invernizzi, Radice, Giagnoni, che tendono ad avvicinarsi ai giocatori, in una dimensione umana che il pubblico mostra di gradire. Stanno finalmente cambiando anche i giocatori. Abbiamo visto casi di resistenza alle proposte di un compenso ridotto, abbiamo visto anche la... sfortuna di Gigi Riva, che nel suo contratto aveva chiesto ed ottenuto l'ancoraggio della sua paga al dollaro e che quindi si proclama vittima della situazione monetaria internazionale. Ma in generale, la conduzione delle Società per Azioni si avvia verso bilanci di parità. Questo non significa che sia possibile un risanamento generale a breve scadenza. Significa però che la cifra del deficit generale delle società di A e di B, che ammonta a 40 miliardi, non sarà aumentata ancora, come avveniva, alla media di sette-otto miliardi l’anno.

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Il calcio dilatò le sue spese e i suoi passivi per pagare i calciatori. Ora che tali spese non sono più sostenibili, sono i giocatori a dover rinunciare a qualcosa, prima che crolli tutto il castello di carta. I giocatori debbono capire che sarebbero gli unici a soffrire da un eventuale fallimento. Né è più possibile alzare i prezzi, perché siamo al punto di rottura e i pubblici cominciano a lasciare le tribune. I calciatori sostengono che, a trentanni, si troveranno a dover pensare alla loro vita con quanto avranno messo da parte. Ma, a parte il fatto che tutti, in Italia, a trentanni si trovano davanti al problema del loro futuro, si deve obiettare che non è più possibile pensare solo a

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guadagnare di più, quando questo comporta sacrifici sempre maggiori ad una controparte che denuncia chiari sintomi di stanchezza. E’ indubbiamente l'anno zero del calcio italiano, chiamato ad una verifica che non sarà indolore, come tante altre in Italia oggi, e non solo nel campo sportivo. Anno zero significa non dare altri segni di debolezza. O ci si ferma adesso o non ci si ferma più. Le società che chiedono sempre di più al pubblico, non possono non chiedere ai giocatori di ragionare con le cifre alla mano. Dopo tutto i calciatori sono gli unici che hanno bisogno del calcio per vivere. Soprattutto non possono, le società, cedendo ancora per debolezza, esporsi al pericolo di dover fra non molto impetrare solidarietà, ossigeno, aiuti. Né possono continuare ad arrendersi al ricatto — chiamiamo le cose col loro vero nome — del » se non mi dai tanto me ne vado a casa ». Proprio questi timori hanno lastricato di cambiali e di debiti il passalo di tutte le società. Il pubblico ha capito e non sta più al gioco. Ecco perché il calcio italiano accenna finalmente a cambiare rotta. E, con il calcio, deve rallegrarsene tutto lo sport italiano che, economicamente, attraverso il totocalcio, finisce per poggiare le sue basi sul castello del foot-ball. Un castello che sarebbe assurdo e sciocco far crollare per non sapersi imporre alla ingordigia di pochi.


88 CSI i Rosa per uno sport seniore più di massa Ferma lettera del CSI di Bosa alle autorità locali contro il « pic­ colo professionismo » e per un maggiore impegno polisportivo.

BOSA — La battaglia che il comitato CSI ha impegnato da tempo per sensibilizzare l'opinio­ ne pubblica e soprattutto gli Amministratori locali sulla que­ stione dello sport giovanile, ha vissuto alla fine di luglio un nuo­ vo episodio, una lettera aperta indirizzata all’Assessore allo sport di Bosa da tutti i presiden­ ti delle Società Sportive aderen­ ti al CSI locale. Nella lettera, considerata la scarsa manutenzione di cui è og­ getto l'unico impianto sportivo della zona (il campo sportivo co­ munale) che lo rende al limite deU’impraticabilità, si chiedeva all'Amministrazione di prende­ re atto della situazione, erogan­ do i fondi sufficienti e rimediar­ vi (« ...dato che i giovani bosani

hanno il diritto di fruire di at­ trezzature di gioco efficienti, senza essere costretti come og­ gi a dover pagare di tasca pro­ pria... ») e a considerare la « ... possibilità di perseguire una nuo­ va politica sportiva a favore di uno sport di massa e di cresci­ ta umana.. ». Alcuni giorni dopo, in segui­ to ad una convocazione dei rap­ presentanti delle Società Spor­ tive locali da parte del Comune, l’argomento veniva ripreso in una nuova lettera, indirizzata dal comitato CSI all’Assessore allo sport, in cui si diceva: « Lo spettacolo che hanno of­ ferto un pò tutti i Presidenti di Società Sportive invitati da Lei alla riunione, per quanto non sto­ nasse affatto nella Sala del Con­

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POZZUOLI — Presso il Villag­ gio del Fanciullo, ridente Colle­ gio che raccoglie circa duecen­ to bambini dai cinque ai dieci anni, si è svolta la rituale pre­ miazione degli atleti e delle So­ cietà partecipanti all'attività or­ ganizzata dal comitato zonale. Prima della cerimonia ha avu­ to luogo il Trofeo di podismo su strada » Senatore A. Artiaco », a carattere regionale per allievi e juniores. La gara ha dato un carattere di vitalità alla premiazione, cui hanno presenziato le maggiori autorità civili, religiose e militari- A S. E. Mons. Sorrentino, Am-

ministratore Apostolico della Diocesi di Pozzuoli, il comitato zonale ha donato un artistico quadro sacro in bronzo battuto. E’ seguita poi la premiazione degli atleti, delle Società e degli arbitri. A chiusura delia manife­ stazione. S. E. Sorrentino, par­ lando ai presenti, ha ribadito il suo impegno per la sempre mag­ giore diffusione dello sport tra i giovani ed ha augurato al comitato zonale che la cerimonia effettuata potesse essere non un punto di arrivo ma un ulteriore passo avanti verso una sempre più estesa attività in favore del­ la formazione dei giovani.

siglio Comunale può essere de­ finito senza esitazione antispor­ tivo e poco corretto. « E’ chiaro che ciascuno è por­ tato a sopravvalutare quello che ha fatto ed a svilire ciò che han­ no fatto gli altri. « Occorre usare un pò di cer­ vello. « Ignorare, come ha fatto il Presidente del C. S. BOSA, i meriti del Centro Sportivo Italia­ no a Bosa è semplicemente grot­ tesco. Ben più motivate e docu­ mentate sono le accuse che il C.S.I. ha rivolte ad altre società, sia per la loro disastrosa situa­ zione finanziaria, sia per la po­ litica spotriva che continuano a svolgere. Non capiamo l'utilità d’impegnarsi fino allo spasimo in una politica di bancarotta per ac­ quistare giocatori forestieri, per pagare giocatori locali durante l'anno, per perseguire una politi­ ca di piccolo professionismo, per eliminare dallo sport i meno do­ tati. « E' assurdo poi che questa popo­ litica sia condivisa daH'Amministrazione Comunale, anche se indirettamente. Occorre spende­ re bene i quattrini di tutti. Oc­ corre chiedere alle Società preci­ se garanzie su come verranno spesi. Occorre dire basta ad abu­ si e ad una politica sportiva sba­ gliata. « Il Centro Sportivo Italiano si batte, invece, per una nuova po­ litica sportiva, oggi resa indila­ zionabile dallo sviluppo attuale dì Bosa. Lo sport dev'essere aperto a tutti e non solo a pochi privilegiati (economicamente o fisicamente che sia). Lo sport deve tendere ad educare l'uomo intero, non solo il fisico. Lo sport deve dirigersi alle età più giovani, alle classi sociali più bi­ sognose e più trascurate. Lo sport non può limitarsi ad un’uni­ ca disciplina sportiva (il calcio, ad esempio).

• La polisportività è uno dei fattori che distinguono il C.S.I. dalle altre organizzazioni. La pra­ tica esaltante e troppo intensa di una sola disciplina — come Lei ha giustamente osservato — apre la strada a delusioni, rottu­ re. alienazioni. « L'Amministrazione Comunale dovrebbe in questo senso pren­ dere posizione a favore d'uno sport di massa e non di elite, cercando di sviluppare anche le discipline sportive più trascurate. « Occorre però che tutte le Società Sportive s'impegnino in una energica operazione di buo­ na finanza. Non è ammissibile che i soldi di tutti si buttino dal­ la finestra. Occorre spendere poco e spendere bene. « Senza compromessi e senza sotterfugi, occorrerà presentare una documentazione precisa del­ le entrate e delle uscite. • Di queste istanze che rite­ niamo più che giustificate, dovrà farsi interprete l'Amministrazione Comunale ».

Torneo basket CSI-FARI a Pescara PESCARA — Con un grosso successo di pubblico si è svol­ to sul campo del Circolo Canot­ tieri il « 1° Torneo CSI-FARI Cit­ tà di Pescara » di pallacanestro. Il Torneo, nuovo nella sua for­ mula che prevedeva due gironi, uno maschile ed uno femminile, con le squadre di ciascun giro­ ne abbinate fra di loro, ha visto la massiccia partecipazione di tutta la gioventù cestistica pe­ scarese. In questo gli organizzatori. Traisci e Mariani del comitato provinciale del CSI. hanno rag­ giunto il loro più importante obiettivo, quello di realizzare una manifestazione che al carattere ricreativo unisse quello promo­ zionale. così da conquistare al basket vasti strati della popola­ zione giovanile locale.

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Sei le squadre, tre maschili e tre femminili. Tre anche le gior­ nate di gare, al termine delle quali nel girone maschile si è registrato il netto successo del • Ristorante Guerino - che. del resto, già in partenza godeva dei favori del pronostico. Alle sue spalle la • Assicurazione Inter­ continentale • e la • Arte della Stampa ». che pure contava nel­ le sue file il giocatore forse più forte, Piero Sponsilli, vincitore della speciale classifica dei tira­ tori scelti. In campo femminile il succes­ so è andato alla « Assicurazione Reale Mutua ». davanti a • Sa­ voia Assicurazione » e • Miner­ va Assicurazione ». Pur frenate da una preparazione forse meno accurata dei loro colleghi, anche le ragazze non hanno mancato di dare spettacolo per entusiasmo ed impegno, contribuendo alla piena riuscita di un'esperienza cui ora tocca un pò a tutti, diri­ genti e ragazzi, dare un seguito adeguato.

Ilo bilancio sportivo a servino della società

considerevole numero di Iscrit­ ti, la vasta gamma di sport of­ ferti ai giovanissimi, impongono ai dirigenti un notevole sforzo finanziario ed organizzativo. Il programma del nuovo anno prevede, infatti, la partecipazio­ ne ai campionati CSI di calcio, pallavolo, pallacanestro, atletica, tennis in tutte le categorie che La festa della premiazione ha costituito saranno possibili. Per la palla­ l’occasione per preparare il prossimo con­ volo e la pallacanestro, che già in passato hanno dato buoni ri­ gresso. sultati, è probabile la partecipa­ zione ai campionati federali. Particolari attenzioni saranno CIVITAVECCHIA — Si è cele­ più che la creazione dei « cam­ riservate agli elementi che per brata l'annuale premiazione delle pioni » la formazione veramente la prima volta si affacceranno al­ Società ed Atleti che maggior­ cristiana dei giovani. E, se pure lo sport con la continuazione dei mente si sono distinti nelle ma­ nel campo agonistico non sono centri di addestramento minlnifestazioni agonistiche organiz­ mancati risultati confortevoli, basket e mini-volley ed ora, fi­ zate dal Centro Sportivo Italiano siamo lieti di poter affermare nalmente. anche con la costitu­ nell'annata appena conclusa. che. nel corso degli anni, i ragaz­ zione di una squadra di calcio Nel corso della manifestazione zi che si sono cimentati nelle no­ « giovanissimi ». I dirigenti e gli allenatori pen­ il presidente del comitato loca­ stre palestre sono diventati cit­ le rag. Carlo Di Giovanni ha tra tadini onesti, buoni padri di fami­ sano di poter contare anche sul­ glia, lavoratori seri e leali ed è la collaborazione dei genitori I l'altro detto: • Attraverso lo sport ci siamo questo che deve contare nella quali, partecipando e assistendo alle attività sociali, potranno ren­ sempre preoccupati di curare. nostra travagliata società. • Ci auguriamo che ciò sia te­ dersi conto delle finalità non so­ nuto presente anche in avvenire, lo sportive ma anche educative nella formazione dei giovani che che il Gruppo sportivo intende ancora verranno nella nostra or­ perseguire. Al termine della riunione si è ganizzazione, sportiva e cristia­ proceduto alla elezione del con­ na. Quanto all'attività svolta; mi siglio direttivo. Gianni Galiioni limiterò a qualche dato:

Corso provinciale dirigenti di società

Pieno successo di un corso dedicato ai problemi più attuali del momento. PALERMO — Nella meraviglio­ sa cornice delle scogliere dell'isolotto di Ustica, ad una cin­ quantina di chilometri da Paler­ mo, ha avuto luogo l'annuale Corso Provinciale per dirigenti di Società. Nei cinque giorni di permanen­ za nell’isola I giovani dirigenti hanno potuto dibattere i temi di fondo delle nostre organizzazio­ ni per la loro formazione e cre­ scita come persona, come co­ munità e come sportivi. Tra gli argomenti trattati ricor­ diamo con particolare risalto « Il C§l e la FARI nella realtà spor­ tiva italiana » (relatrice la dotto­ ressa Grazia Saieva), • La so­ cietà sportiva: una proposta nuo­ va » (relatore il prof. Cristoforo Madonia, consigliere provincia­ le CSI) e • La testimonianza cri­ stiana nella realtà sportiva - (re­ latore il consulente ecclesiasti­ co provinciale, Mons. Francesco Saivioli). I gruppi di statuto, che sono seguiti ad ogni conversazione, hanno dato poi modo ad ogni par­ tecipante di inserirsi vivamente nel discorso con le proprie espe­ rienze e con intelligenti pro­ poste. Tutti i dirigenti si sono poi ritrovati uniti in una tavola ro­ tonda, diretta dal Presidente Re­ gionale del CSI, dr. Enzo Milla,

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in un ampio e approfondito dibat­ tito sul modo di essere del CSI e della FARI nella società e nel­ la Chiesa. Ogni sera infine, attorno all'al­ tare della piccola chiesetta del­ l'isola, i convegnisti hanno avu­ to il loro momento conclusivo nella celebrazione della Parola di Dio e della S. Messa. I lavori sono stati conclusi dal Presidente Provinciale rag. Giu­ lio La Manna, con la presenta­ zione e discussione del program­ ma futuro dell'organizzazione al­ la luce del nuovo statuto.

— Società affiliate n. 13 con 42 squadre. — Tesserati n. 601 ragazzi. — Tornei svolti n. 7 con 150 patrite disputate. ■ Nelle annate precedenti, av­ valendoci della fattiva collabora­ zione di alcuni giovani volente­ rosi riuscimmo ad organizzare varie attività agonistiche nelle diverse discipline: calcio - pal­ lavolo - ping-pong - corsa campe­ stre - e, per alcuni anni, anche nuoto ottenendo in questo sport risultati anche in campo nazio­ nale. Quest’anno per mancate ade­ sioni, ci siamo limitati alla sola attività ciclistica, essendo venu­ ta meno anche la Pallavolo che pur lo scorso anno fu abbastan­ za attiva. Il nostro augurio è che il nuo­ vo Comitato sapoia riportare tut­ ta l’attività all'antico fervore. Naturalmente per ottenere ciò occororno: dedizione, passione, entusiasmo e competenza ».

Una società sportiva in costante espansione VICENZA — Si è svolta la riu­ nione di apertura dell'anno so­ ciale del Gruppo sportivo Traste­ verina della Stanga. Dopo la re­ lazione tecnica e finanziaria so­ no stati presi in esame i nume­ rosi impegni cui il G. S. Traste­ verina dovrà far fronte per II ter-

zo anno consecutivo di attività: campagna soci, programmi ago­ nistici, reperimento di allenatori, finanziamento, utilizzazione di palestre e campi sportivi. La crescente domanda da par­ te di giovani e ragazze di far par­ te del gruppo sportivo. Il già

FIP ner Enti ffl Mnaoanda MADONNA DI CAMPIGLIO — La necessità di diffondere sem­ pre più fra i giovanissimi la pra­ tica dello sport del mini-basket — quale palestra sportiva, edu­ cativa e socializzante — ha in­ dotto la F.I.P. ad organizzare anche quest'anno un corso per istruttori nazionali, che si è te­ nuto a Madonna di Campiglio, presso il Centro CONI-Casa FISI in due turni: il primo dal 1° al 10 agosto, riservato ai prescelti dalla FIP, ed il secondo dal 10 al 20 agosto riservato ai prescel­ ti fra gli aderenti agli enti di propaganda AICS, CSI, FARI e UISP. Il corso è stato caratterizzato, oltre che dalle lezioni teoriche e pratiche, dall'organizzazione in loco di vere e proprie squadre di giovanissimi — ospiti di M. di Campiglio dai 4 agli 11 anni — che hanno risposto con entusia­ smo e numerosissimi all'invito degli organizzatori e che hanno dato vita ad una vera e propria scuola di mini-basket attiva. Dopo I regolari esami a fine turno, I partecipanti sono stati qualificati • Istruttori » e porte­ ranno ovunque nuova linfa per una più capillare espansione del vero sport per I giovanissimi.


11 dieci posti per le gare dei concorsi ed i primi dodici posti per le gare di corsa. A parità di risultati, per la compila­ zione dalla graduatoria di merito si ter­ rà esclusivamente conto del mese e del giorno in cui è stato conseguito II risultato che ha generato la parità. Avranno la precedenza gli atleti che. per ultimi. In termini di tempo, avranno conseguito II risultato. A parità, ancora, di risultato varrà esclusivamente l'anno di nascita degli atleti In parità. Avranno la precedenza I più giovani. Art. 21 - La tabella del minimi fissatl dalia CTN Atletica del CSI è la seguente: 1.80 mt. 100: 11'1 alto: 6.40 mt. 400: 52'5 lungo: 3.00 mt. 800: 2’00" asta: 12.00 mt. 5.000: 16'05" peso: 36.50 mt. IlOHs: disco: 47.50 giavellotto:

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atletica

Roma, 20 agosto 1971 SEMIFINALI INTERPROVINCIALI CATEGORIA ALLIEVI

La Presidenza Nazionale. In accordo con la CTN Atletica Leggera, ha sta­ bilito di far disputare le semifinali in­ terprovinciali di atletica leggera cat. Allievi in programma II 26 settembre p.v. nelle seguenti cinque sedi: Trevi­ so, Carpi, La Spezia. Viterbo. Reggio Calabria. FINALI NAZIONALI CATEGORIA ALLIEVI E JUNIORES

La Presidenza Nazionale. in accordo con la CTN Atletica Leggera, ha f stablllto di far disputare la finale5 nazionaie di atletica su pista cat. Allievi e Juniores. In programma per II 10 ot­ tobre p.v. a Massa.

ARTICOLI DEL REGOLAMENTO SU PISTA DA NON DIMENTICARE La CTN ritiene opportuno, ancora una volta, richiamare l'attenzione del Comi­ tati su alcuni articoli del Regolamento dei Campionati su pista, soprattutto In vista degli impegni per le semifinali Interprovinciali e per le finali. Ricor­ diamo che già nel comunicato n. 24. apparso su Stadium n. 10 del 26 giugno u.s.. abbiamo sottolineato alcuni arti­ coli Importanti. Questa volta ricordiamo I seguenti articoli: Campionato

Nazionale

cat.

Allievi

Art. 14 - I Comitati Provinciali e Zo­ nali Autonomi possono partecipare alle semifinali Interprovinciali nello gare di cui abbiano organizzato almeno due pro­ ve di Campionato Provinciale o Zonale. Art. 15 • I Comitati Provinciali o Zo­ nali autonomi possono iscrivere alle se­ mifinali Interprovinciali da uno a tre atletl In ciascuna specialità per la quale hanno acquisito diritto alla partecipa­ zione. Ogni Comitato potrà Iscrivere una sola staffetta. Le Iscrizioni devono essere inviate sugli appositi moduli distribuiti dalla CTN entro e non oltre il giorno che verrà tempestivamente fissato. Sul mo­ dulo di iscrizione deve essere indicata la data di nascita di ciascun concorren­ te. da comprovare, poi, con un docu­ mento di identità personale munito di fotografia. Per la composizione della staffetta è ammessa l'iscrizione fino ad un mas­ simo di 8 (otto) atleti, forma restando la facoltà di ogni Comitato di utilizza­ re In staffetta gli atleti già Iscritti in altre gare.

Art. 16 • I Comitati Zonali non auto­ nomi non potranno costituire una pro­ pria squadra rappresentativa, ma quan­ do abbiano organizzato il Campionato Zonale nel minimo proscritto di prove potranno concorrere con I propri atle­ ti a costituire la squadra del Comitato Provinciale o Zonale autonomo dal qua­ le dipendono. Art. 18 - Per essere ammessi a ,partecipare alle semifinali, gli atleti devo­ no essere classificati almeno in una gara di Campionato Provinciale o Zona­ le fra quelle stablite all’art. 13. Ogni atleta può partecipare ad una gara Individuale ed alla staffetta. I par­ tecipanti alle gare del m. 1.000 e 3.000. non |possono prendere parte alla staffetta. Art. 20 - La CTN si riserva di soppri­ mere le semifinali interprovinciali di una o più specialità ammettendo per­ tanto direttamente alla disputa della Finale Nazionale tutti i Comitati aven­ ti diritto. Art. 23 - La designazione degli atle­ ti ammessi alla Finale Nazionale sarà fatta dalla CTN. in ragione di: n. 12 atleti per ciascuna specialità; n. 12 squadre staffetta. Per l'ammissione varranno I seguenti criteri: a) parteciperanno di diritto il pri­ mo classificato di ogni gara individuale e la prima staffetta da ciascuna semi­ finale interprovinciale: b) il numero degli ammessi fino alla copertura dei posti disponibili sa­ rà completato dagli atleti o dalle squa­ dre staffetta che avranno conseguito i migliori tempi o misure nel corso del­ le semifinali interprovinciali; c) per le gare di corsa, si terrà conto del miglior tempo ottenuto dal­ l'atleta o dalla squadra staffetta In una qualunque delle varie fasi delle sin­ gole gare, purché l’atleta o la squa­ dra staffetta risultino regolarmente classificati In finale; d) a parità di risultato, nelle gare individuali, varranno 1 seguenti criteri: — se la parità sussiste tra atleti classificati alla stessa gara della stes­ sa semifinale interprovinciale, varrà esclusivamente II piazzamento ottenu­ to nella gara finale: — se la parità sussiste tra atleti classificati alla stessa gara ma di di­ verse semifinali Interprovinciali, varrà esclusivamente l’età degli atleti In pa­ rità. Saranno ammessi gli atleti più giovani. e) a parità di risultato, nella gara di staffetta, saranno ammesse le squa­ dre aventi, nel loro complesso. I com­ ponenti più giovani di età. Art. 25 • In finale nazionale gli atle­ ti possono prendere parte soltanto al­ la gara alla quale hanno acquisito di­ ritto a partecipare. In caso di rinun­ cia di un atleta tempestivamente prean­ nunciata. la CTN potrà sostituirlo con il concorrente che nelle fasi interpro­ vinciali abbia ottenuto il tempo o la misura immediatamente successiva a quella dell'ultimo ammesso in finale (vedere art. 24. comma b) e c). I pun­ ti conquistati dal concorrenti eventual­ mente ammessi In finale In sostituzio­ ne di atleti rinunciatari, non saranno considerati agli effetti della classifica per Comitati.

Campionato

Nazionale cat. Juniores

Art. 13 - I Comitati Provinciali e Zo­ nali potranno Iscriversi alla finale Na­ zionale nelle gare di cui abbiano orga­ nizzato almeno due prove di Campio­ nato Provinciale o Zonale. Art. 14 - Per essere iscritti alla Fina­ le Nazionale, gli atleti devono essere classificati almeno In una gara di Cam­ pionato Provinciale o Zonale fra quel­ le stabilite all'art. 6. GII atleti devono inoltre rientrare, co­ me tempi e misure, nella tabella dei minimi indicata nell’articolo 21. Art. 15 - GII atleti Iscritti dovranno risultare tesserati al CSI in data an­ teriore a quella di effettuazione della rispettiva fase provinciale o zonale e comunque dovranno risultare tessera­ ti non oltre il 4 settembre 1971. Art. 16 * I Comitati Provinciali o Zo­ nali autonomi possono iscrivere alla Finale Nazionale da uno o tre atleti in ciascuna specialità per la quale han­ no acquisito diritto alla partecipazione, fermo restando quanto disposto dall'art. 14 comma b). Le iscrizioni devono essere inviate sugli appositi moduli distribuiti dalla CTN entro e non oltre il giorno che verrà tempestivamente fissato. Sul mo­ dulo di iscrizione deve essere indica­ ta la data di nascita di ciascun concor­ rente (da comprovare poi. con un do­ cumento di identità personale munito di fotografia). Unione Sportiva di ap­ partenenza. numero della tessera e data di emissione della stessa, numero del­ la tessera FIDAL, migliore prestazione tecnica in Gare CSI o FIDAL. data e luogo di conseguimento. Le prestazioni tecniche degli aiteti iscritti dovranno essere vistate dagli organi competenti della FIDAL. I Comitati Provinciali o Zonali potranno iscrivere stessi atleti In più gare fermo restando quanto _ disposto _._r dall’art. 14 comma b). La CTN nel compilare le graduato­ rie di merito per ogni specialità (ve­ di art. 20) avrà cura eventualmente di inserire stessi nominativi in più gradua­ torie. I Comitati aventi atleti in più graduatorie, saranno successivamente chiamati a scegliere una sola gradua­ toria per ogni atleta. I posti resisi va­ canti nelle varie graduatorie, saranno coperti da altri atleti in ordine di merito. Art. 19 • La designazione degli atleti ammessi alle Finali Nazionali sarà fat­ ta dalla CTN. in ragione di: n. 10 atleti per ciascuna specialità dei concorsi (salti e lanci): n. 12 atleti per tutte le gare di corsa. Art. 20 • Per l'ammissione varrà il se­ guente criterio: sulla base di determi­ nati minimi in tempi ed In misure (co­ me precisato In tabellina nel seguente articolo 21) verrà compilata per ogni specialità una graduatoria di merito fra tutti gli atleti regolarmente iscritti, prendendo in considerazione i tempi o le misure fatti conseguire da ogni sin­ golo atleta in gare di Campionato Pro­ vinciale o Zonale CSI od in gare uffi­ ciali FIDAL. nel periodo compreso fra l’inizio dell’attività in pista e il 5 set­ tembre 1971. Parteciperanno di diritto gli atleti che nella predetta graduatoria di meri­ to occuperanno rispettivamente I primi

am_ ■ L'elenco . degli atleti Art. 22 messi alla finale nazionale sarà reso noto appena compilato e sarà comuni­ cato direttamente ai Comitati interessa­ ti che dovranno confermare la parte­ cipazione dei propri atleti. Art. 23 • In finale nazionale gli atle­ ti possono prendere parte soltanto alla gara alla quale hanno acquisito diritto a partecipare. In caso di rinuncia di un atleta tempestivamente preannunciata, la CTN potrà sostituirlo con il concor­ rente che abbia ottenuto il tempo o la misura immediatamente successiva a quella dell'ultimo ammesso in finale (vedere art. 20. comma b). I punti con­ quistati dai concorrenti eventualmente ammessi in finale in sostituzione di atle­ ti rinunciatari non saranno considerati agli effetti della classifica per Comitati

APPROVAZIONE REGOLAMENTI CAMPIONATI SU PISTA ACIREALE: cat. Ragazzi. Allievi. Junio­ res: ACQUAVIVA DELLE FONTI: cat. Ra­ gazzi. Allievi. Juniores: AVELLINO: cat. Allievi, Juniores: BELLUNO: cat. Ragazzi. Allievi. Juniores; cat. Ragazze. Allieve. Juniores: BOLOGNA: cat. Ragazzi. Allie­ vi. cat. Ragazze e Allieve; CAMPOBAS­ SO: cat. Ragazzi e Ragazze; cat. Allie­ vi, Juniores: CARPI: cat. Allievi. Ju­ niores; CATANIA: cat. Ragazzi. Allievi. Juniores; CATANZARO: cat. Allievi. Ju­ niores: cat. Ragazze. Allieve. Juniores; FAENZA: cat. Allievi. Juniores; MES­ SINA: cat. Ragazzi, Allievi. Juniores: NAPOLI: cat. Ragazzi. Allievi, Juniores; OSTUNI: cat. Allievi. Juniores; PIA­ CENZA: cat. Allievi. Juniores: RÒCCAMONFINA: cat. Ragazzi; SABINA: cat Allievi, Juniores; SALERNO: cat. Allie­ vi. Juniores: SAVONA: cat. Ragazzi. Al­ lievi. Juniores: cat. Ragazze e Allieve; SIRACUSA: cat. Ragazzi. Allievi. Junio­ res; TRIESTE: cat. Allievi. Juniores. Ra­ gazzi: cat. Ragazze; VITTORIO VENETO: cat. Allievi. Juniores: VOLTERRA: cat. Ragazzi. Allievi, Juniores. OMOLOGAZIONI PROVE PROVINCIALI E ZONALI CAMPIONATO SU PISTA

BELLUNO: 1. prova Allievi (prove non valide, art. 9 comma b) reg. camp.: mt. 1.000 . 3.000. lungo, peso); 1. prova Juniores (prove non valide, art. 9 com­ ma b) reg. camp.: 800. disco, alto): BIELLA: 1. prova Ragazzi; 1. prova Al­ lievi; 1. prova Juniores (prove non va­ lide art. 9 comma b) reg. camp.: 100, 5.000. lungo, disco); BOLOGNA: 1. pro­ va ragazzi: 1. prova ragazze: 1. pro­ va ragazzi 1. prova ragazze: 1. prova al­ lievi (prove non valide art. 9 comma b) reg. camp.: peso. alto. 1.000): CAGLIA­ RI: 1. prova ragazzi; 1. prova allievi; 1. prova juniores; 2. prova ragazzi. 2. prova allievi. 2. prova juniores: CAR­ PI: 1. prova ragazzi; 1. prova allievi (prove non valide art. 9 comma b) reg. camp.: alto, lungo, giavellotto); 1. prova juniores (prove non valide art. 9 comma b) reg. camp.: peso, giavel­ lotto. 100. 400); 2. prova ragazzi: 2. prova allievi (prova non valida art. 9 comma b) reg. camp.: alto); 2. prova juniores (prove non valide art. 9 com­ ma b) reg. camp.: 100 . 400): COMO: 1. prova ragazzi; 1. prova allievi (pro­ ve non valide art. 9 comma b) reg. camp.: 400. alto, lungo): 1. prova ju­ niores (prova non valida art. 9 comma b) reg. camp.: peso): 1. prova ragazze: 1. prova allieve: 1. prova juniores: 2. prova ragazzi-, 2. prova allievi (prove non valide art. 9 comma b) reg. camp.: 100 . 3.000. alto, lungo, peso): 2. prova juniores (prova non valida art. 9 com­ ma b) reg. camp.: peso): 2. prova ra­ gazze: 2. prova allieve: CONVERSANO: 1. prova ragazzi; 1. prova allievi: 1. pro­ va juniores (prove non valido art. 9

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comma b) reg. camp.: 5.000, alto, pe­ so): 2. prova ragazzi; 2. prova allievi; 2. prova juniores: ENNA: 1. prova ra­ gazzi; 1. prova allievi (prove non va­ lido art. 9 comma b) rag. camp.: 3.000. 110 h. alto, lungo, peso); 1. prova ju­ niores (prove non valide art. 9 comma b) reg. camp.: 110 h, alto, disco): FER­ RARA: 1. prova allievi; 1. prova junioros; 2. prova allievi; 2. prova juniores; FELTRE: 2. prova ragazzi; 2. prova allie­ vi (prove non valide art. 9 comma b) reg. camp.: 1.000. peso, lungo, disco); 2. prova juniores (prove non valide art. 9 comma b) reg. camp.: 100. 400. lun­ go. disco, alto). Si fa notare che alla CTN non sono pervenuti I risultati del­ la prova ragazzi, allievi juniores; JESI: 1. prova allievi; 1. prova juniores; LEC­ CO: 1. prova ragazzi; 1. prova ragazze-, 1. prova allievi; 1. prova allieve: 1. prova juniores; 2. prova ragazzi; 2. pro­ va ragazzo: 2 prova allievi; 2. prova allieve; 2. prova juniores; LUCCA: 1. prova allievi: 1. prova juniores; MAN­ TOVA: 1. prova ragazzi; 1. prova allievi; 1. prova juniores; 2. prova ragazzi; 2. prova allievi-, 2. prova juniores; 3. prova ragazzi; 3. prova allievi 3. prova juniores MASSA CARRARA: 1. prova ragazzi; 1. prova allievi; MOLFETTA: 1. prova ragaz­ zi; 1. prova allievi; 1. prova juniores (prova non valida art. 9 comma b) reg. camp.: 5.000): 2. prova ragazzi: 2. prova allievi 2. prova juniores: NAPOLI: 1. pro­ va ragazzi; 1. prova allievi: 1. prova ju­ niores; 2. prova ragazzi; 2. prova al­ lievi; 2. prova juniores; NOVARA: 1. prova allievi (prove non valide art. 9 comma b) reg. camp.: 3.000, alto, gia­ vellotto. peso); 1. prova juniores (pro­ ve non valide art. 9 comma b) reg. camp.: 100. 400, 800, 5.000, peso); 1. prova ragazze; 1. prova allieve; 1. pro­ va juniores; 1. prova ragazzi; 2. prova allievi (prove non valide art. 9 comma b) reg. camp.: 100, disco, giavellotto, alto, lungo, peso); 2. prova juniores (prove non valide art. 9 comma b) reg. camp.: giavellotto, lungo); 1. prova ra­ gazzi; 3. prova allievi; 3. prova junio­ res; PAVIA: 1. prova ragazzi: 1. prova allievi; 2. prova ragazzi; 2. prova ju­ niores; PERUGIA: 1. prova ragazzi; RA­ VENNA: 1. prova allievi; 1. prova ju­ niores; REGGIO EMILIA: 1. prova ra­ gazzi; 1. prova allievi; 1. prova iuniores: 1. prova ragazzi: 2. prova allievi; 2. prova juniores; 3. prova ragazzi; 3. prova allievi; 3. prova juniores: SALER­ NO: 1. prova allievi (prove non valide art. 9 comma b) reg. camp.: 1.000, lungo, peso); 2. prova allievi (prove non valide art. 9 comma b) reg. camp.: 1.000 100); TRANI: 1. prova ragazzi; TRENTO: 1. prova ragazzi: 1. prova al­ lievi: 1. prova luniores; 2. prova ragaz­ zi; 2. prova allievi; 2. prova juniores; TREVISO: 1. prova ragazzi; 1. prova al­ lievi: 1. prova juniores; 2. prova ragaz­ zi; 2. prova allievi; 2. prova’ juniores; 3. prova ragazzi: 3 prova allievi; 3. 3. prova juniores; VERONA: 1. prova ra­ gazzi; 1. prova allievi; 1. prova junio­ res; 2. prova ragazzi: 2. prova allievi; 2. prova juniores; VICENZA: 1. prova ra­ gazzi; 1. prova allievi: 1. prova junio­ res; 2. prova allievi; 2. prova iuniores; 3. prova ragazzi: 3. “. _prova allievi: 3. prova juniores: VITERBO: 1. prova allievi. Il Presidente ALDO CAPPELLINI

3 calcio

Roma, 6 settembre 1971

PRECISAZIONI t A modifica di quanto pubblicato nell'inserto contenuto nel N. 12-13 di • Stadium » del 31 luglio 1971 - pagina 4 - disciplina calcio, si precisa che I età del Giovanissimi è la seguente: nati negli anni 1959, 1960 c 1961. L anno 1958 va inserito nelle cate­ gorie Allievi e Juniores. Inoltre all’art. 23, primo esp capoverso pag. 5 di detto inserto deve .a essere cancellata la dizione: ...... . ed even-

22

h

tualmente di cartellini FIP », per un errore tipografico.

ORGANIZZAZIONE

CORSI

BARI; PARMA; ORTE; SAVONA.

VITERBO;

Inserita

ARBITRI

VERCELLI;

APPROVAZIONE REGOLAMENTI TORNEI PERVENUTI IN DATA ANTERIORE ALLA CIRCOLARE N. 7256/CA del 17 LUGLIO 1971 della C.N.G.C. PALERMO: VI Coppa - Città di ri •; GRAVINA: V Coppa S. Anna TEMIIPIO: Coppa Città di Tempio NOTO: ’O: I Trofeo Città di Scicli 1971: TEMPIO: Trofeo Blu 1971.

Vlca1971; 1971;. ediz.

RECLAMI U.S. Vigor di Senigallia avverso de­ libera della C.T.P. Calcio di Pesaro • Gara Anconitana-Vigor Senigallia del 4 aprile 1971 - Trofeo « Primavera dell'adriatico ». — Esaminati gli atti ufficiali; conside­ rato che la reclamante propone appello per una delibera della C.T.P. Calcio di Pesaro con la quale veniva assegnata gara perduta all'U.S. Vigor Senigallia, in quanto la medesima Unione Sporti­ va aveva fatto partecipare alla gara stessa un giocatore fuori limiti di età. — Rilevato che tale decisione veniva adottata d’ufficio dalla C.T.P., senza peraltro che l’U.S. Anconitana avesse Inoltrato regolare reclamo, giusto quan­ to previsto dall'art. 8 del regolamento del Trofeo stesso, si delibera: — di modificare il disposto della Com­ missione T.P., omologando la gara con il risultato acquisito sul campo. — Si restituisce la tassa.

Reclamo U.S. Gruppo Tessile Miroglio di Alba, avverso delibera della Commissione Tecnica Calcio del Comita­ to Zonale di Mondovì - Gara Signo­ rotto - Miroglio del 19-6-1971.

— Esaminati gli atti ufficiali: stabilito che la reclamante denuncia la presen­ za in campo di persone estranee all’ini­ zio del 2° tempo supplementare; — rilevato dal referto arbitrale che nessuna Irregolarità è emersa, atta ad inficiare il regolare svolgimento della gara, si delibera: — di respingere il reclamo, conferman­ do in ogni sua parte la delibera di pri­ ma Istanza; — si incamera la tassa. Reclamo U.S. Comprod di Roma avver­ so delibera della C.T.P. Calcio di Roma Gara Comprod-Sed. del 17-4-71 (III Torneo Sociale Enel).

— Non si esamina per vizio di proce­ dura. non risultando che copia del re­ clamo sia stata inviata alla Commis­ sione di prima istanza. — Si restituisce la tassa reclamo. Reclamo U.S. A.M.A. Brenta di Mondovì avverso delibera della C.T.Z. Calcio di Mondovì - Gara A.M.A. Brenta-Olimpie dell’11 aprile 1971.

— Esaminati gli atti ufficiali; stabilito che la reclame ha fatto partecipare al­ la gara in oggetto il giocatore Bella Claudio tesserato con la stessa Socie­ tà, ed in ordine di priorità con la FIGO; — rilevato che la predetta Società, in virtù della convenzione FIGC-CSI. in­ voca l’applicazione a suo favore dell’art. 3 che non prevede la coesistenza di tesseramento a favore di diverse So­ cietà e che. pertanto, la posizione del Bella viene considerata regolare In quanto doppiamente tesserato per la stessa Società: — ritenuto che tale norma è intesa nella sua essenza interpretativa al fine dì vietare, comunque, il duplice tesse­ ramento così come nella sua sostanza esprime Kart. 4 comma b) del Regola­ mento Nazionale CSI 1970-1971, si delibera: — di respingere II reclamo e di confer­ mare in ogni sua parte la delibera di prima istanza. — Si incamera la tassa reclamo. Reclamo Polisportiva Cervarezza di Cer­ varezza Terme (R. Emilia) avverso deli­ bera della Commissione Calcio di pri­ ma Istanza di R. Emilia (C.U. n. 7 del 20-7-71) • Gara U.S. Collagna-U.P. Cer­ varezza del 1’11-7-71.

— Esaminati gli atti ufficiali: rilevato quanto previsto dal regolamento della manifestazione In ogqetto, art. 3 com­ ma a), dove con indubbia chiarezza con-

tempia l’infrazione commessa dall'U.S. Collagna, si delibera: — di accogliere il reclamo dell’U.P. Cervarezza e di modificare conseguen­ temente la delibera di prima istanza assegnando alla reclamante la vittoria con il seguente risultato: U.P. Cervarezza 2-U.S. Collagna 0. — Si restituisce la tassa reclamo. OMOLOGAZIONE RISULTATI TORNEI DISPUTATI NELLA STAGIONE 1970-1971.

FAENZA: IX Torneo Ricreativo zonale per squadre dilettanti, vincenti: Serie A: U.S. Fessolo A: Serie B: Girone A. U.S. Junior Bagnacavallo: Girone B: U.S. S. Cassiano: V Torneo Fabbrica Campione, org. U.S. Sforza Cotignola. vincente U.S. Colorificio; III Torneo Interaziendale Fiat 127, vincente U.S. Fiat Minardi Faenza; PISA: Torneo per Giovanissimi « Vallegraziosa ■: cat. A. vincente G.S. Uliveto- cat. B vincente G.S. Viola Club; ARIANO IRPINO: VI Torneo « L. Piombino -, vincente U.S. Reai Boys; Coppa Disciplina assegna­ ta al G.S. Zenith Foot Ball Club; TEM­ PIO: Torneo Inter-Alberghiero, vincen­ te U.S. Cervo: ASCOLI PICENO: I Tor­ neo Poi. Offida. vincente U.S Ascoll Piceno; MONDOVÌ’: Torneo del « Dol­ cetto ■ di Dogliani vincente G.S. Porro Calcestruzzi; PADOVA: V Trofeo Esseti. cat. Allievi e Juniores, vìncenti: cat. Allievi U.S. S. Marco di Ponte di Bren­ ta; cat. Juniores: U.S. Flesso di Fiesso d’Artico; XII Torneo Interaziendale « Enal », vincente G.S. Officine Mec­ caniche Stagna; ORISTANO: V Coppa S. Cuore e I Trofeo Ideal Market, vin­ cente G.S. S. Cuore di Oristano; Coppa disciplina assegnata all’U.S. Othoca: TEMPIO: Trofeo Blu. vincente U.S. Apollo di Oschiri; PISA: VII Coppa Gian­ nino, vincente G.S. Bar La Rotonda; SA­ LERNO: V Coppa degli Alburni, vincen­ te G.S. Slcignano degli Alburni; Cop­ pa Disciplina vinta dal G.S. Roscigno; POZZUOLI: Torneo • Città dì Pozzuoli », vincente U.S. S. Maria; Coppa S. Ma­ ria di Quarto, vincente U.S. Zeppelin; ROCCAMONFINA: III Torneo Zonale Ju­ nior Estivo, vincente G.S. Roccamonfina; SAVELLI: IV Trofeo Ferragosto 71. vincente U.S. S. Nicola; TORTONA: IV Coppa Due Valli, vincente U.S. Sansebastianese di S. Sebastiano Corone; IV Coppa Valle Scrivia 1971, vincente U.S. Paderna. RATIFICA COMMISSIONI PROVINCIALI E ZONALI STAGIONE 1971-72.

CALCIO

MAGLIANO SABINA: Presidente: Vir­ gilio Frale; segretario: Gaetano Confor­ ti; componenti: Giuseppe Pepe. France­ sco Falcinelli: delegato GAP: Guido Minestrella.

RATIFICA CONSIGLI

DIRETTIVI

G.A.C.

CONVERSANO: Presidente: Vito Sgob­ ba; v. presidente: Giuseppe Lopedote; segretario: Leonardo Diciolla; ALTAMURA: Presidente: Carlo Martinucci; se­ gretario: Michele Centoducati; compo­ nenti: Salvatore Ouattromini, Filippo Ciccimarra, Carlo Caputo; BOLOGNA: Presidente: Bruno Bortolotti; Delegato Tecnico: Claudio Gallerani; segretario: Giuseppe Cangini; designatore: Sergio Sandri; cassiere: Sebastiano Spada.

PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI Ad Atleti

BARONCELLI Luciano. dell’U.S. Romer (Firenze): ritiro definitivo della tessera per aver colpito con uno schiaf­ fo l’arbitro della gara Enel-Romer del 22-5-71; GRECO Michele dell’U.S. Fi­ langieri (Cava de’ Tirreni): ritiro defi­ nitivo della tessera per aver aggredito, stringendo per il collo con entrambe le mani e. successivamente. In concorso con altri compagni di squadra, percos­ so l’arbitro della gara Filanqieri-S. Ar­ cangelo del 21-2-71; DI DOMENICO Pa­ squale. BISOGNO Salvatore e DELLA PORTA Bruno, tutti dell’U.S. Filangieri, squalifica fino al 21-2-73. a datare dal 21-2-71, per aver tentato di aggredire l’arbitro della gara Filangeri-S. Arcan­ gelo; ANGELASTRI Vincenzo, del G.S. Carmine (Altamura): ritiro definitivo della tessera per aver colnito con un calcio l’arbitro della gara M. SS. Rosario-Carmlne del 27-6-71. In seguito ad una decisione dell'arbitro stesso; LATERZA Salvatore, del G.S. Carmine: squalifica fino al 27-6-73, a datare dal 27-6-71 per ripetuti tentativi di aggres­ sione all’arbitro della gara M. SS. Rosario-Carmlne; NOVELLI Giovanni, dell’U.S. Martorano (Cesena): squalifica

a tutto il 12-6-74, a datare dal 12-6-71. per aver spinto e successivamente ten­ tato di aggredire, non riuscendovi per­ ché trattenuto dal propri compagni, l'ar­ bitro della gara S. Vittore-Passatore del 12-6-71; SELMI Ivan. dell’U.S. Bar Sport (Cesena): squalifica a tutto il 7-6-74, a datare dal 7-6-71, per comportamento gravemente offensivo e per aver ten­ tato di aggredire l’arbitro della gara Bar Milano-Bar Sport del 7-6-71; BION­ DI Roberto dell’U.S. Bar Sport (Cese­ na): squalifica a tutto il 31-12-72, a datare dal 7-6-71, per Insulti, minacce e per aver scagliato il pallone contro l’arbitro a fine gara; AMBROGETTI Marcello, dell’U.S. Marines (Cesena): squalifica a tutto il 2-5-74, a datare dal 2-5-71. per aver tentato di colpire con calci l’arbitro della gara Enal- Marines del 2-5-71; ZOFFOLI Tullio ’U.S. Tullio dell dell'U.S. Cella: squalìfica a tutto II 30-6-72, a datare dal 16-5-71, per gravissimo com­ portamento nel riguardi del direttore di gara e per aver incitato I compagni di squadra ad abbandonare la gara stessa (partita fra U.S. Tirrena-U.S. Cella del 16-5-71); SEVERGINI Franco, della U.S. Pieranlchese (Crema): ritiro de­ finitivo della tessera per aver colpito con un pugno al viso l’arbitro della gara Pieranlchese A - Pieranlchese B del 6-6-71; NICHETTI Flavio dell’U.S. Anti­ sombrero (Crema): ritiro definitivo del­ la tessera per aver colpito con un pu­ gno alla testa l'arbitro della gara AntiSombrero-Colorificio Padano dell’8-6-71; SAVI Antonino dell’U.S. Reai Pace (Ro­ ma): squalifica a tutto il 4-5-74 per aver tentato di aggredire l’arbitro della gara Reai Pace-R.C.A. del 28-4-71, senza riu­ scirvi, per l'immediato intervento di al­ cune persone presenti in campo- PETRILLO Tommaso, dell’U.S. Reai Pace (Roma): squalifica a tutto il 4-11-72. a datare dal 28-4-71, per atteggiamento gravemente offensivo e provocatorio nei confronti dell'arbitro; DE RUVO Seba­ stiano dell'U.S. Reai Pace (RomaJ; squa­ lìfica a tutto il 4-5-74, a datare dal 28- 4-71, per aver tentato ripetutamente di aggredire l'arbitro senza riuscirvi per l'intervento degli agenti di P.S. presenti sul campo; ARALCHI Claudio. dell'U.S. Riofreddo (Roma): squalifica fino al 29-6-74, a datare dal 29-6-71. per aver tentato, ripetute volte, di colpire l’arbitro della gara Riofreddo-Pozzaqlia del 29-6-71; RAINALDI Renato. dell'U.S. Riofreddo (Roma): ritiro definitivo del­ la tessera per aver colpito con calci e pugni l'arbitro della gara Riofreddo-Pozzaglia del 29-6-71; RAINALDI Mario dell’U.S. Riofreddo (Roma)- squalifica a tutto il 29-6-74, a datare dal 29-6-71, per aver tentato più volte di aggredire, senza riuscirvi, l’arbitro della gara; CONTI Roberto dell’U.S Riofreddo: squa­ lifica a tutto il 29-6-74, a datare dal 29- 6-71, per aver tentato di colpire con calci e pugni, senza riuscirvi, l’arbitro della gara; ALESSANDRI Gerolamo, dell'U.S. Riofreddo: ritiro definitivo della tessera per aver colpito con un pugno alla testa l’arbitro della gara Riofreddo-Pozzaglla del 29-6-71; DESIDERI Mar­ cello. dell’U.S. Orvino (Roma): ritiro definitivo della tessera per comporta­ mento gravemente minaccioso nei con­ fronti dell'arbitro della gara Vivaro Romano-Orvino del 29-6-71, nonché per aver colpito l'arbitro stesso, a fine ga­ ra, con calci, nei pressi dello spoglia­ toio; RAGAZZONI Franco dell’U.S. Orvinio, squalifica a tutto il 29-6-73, a da­ tare dal 29-6-71, per aver tentato di ag­ gredire, non riuscendovi perché trattenu­ to da diverse persone, l’arbitro della gara.

A Dirigenti D’AMICO Francesco, dirigente dell'U.S. Fllangeri (Cava de’ Tirreni): Ini­ bizione a ricoprire cariche ufficiali per la durata di mesi sei, a decorrere dal 22-2-71, per comportamento indiscipli­ nato. Su proposta del G.A.C. di Torino vie­ ne radiato dal ruoli arbitrali il signor Giovanni DI PALMA per comportamen­ to non aderente allo spirito e alla so______ stanza della disciplina che regola la classe arbitrale del C.S.I.

NOMINA NUOVI ARBITRI

MANTOVA: Roslgnoll Roberto. Maffezzoll Umberto. Bottazzl Roberto. Pavesi Paolo. Salvotorra Vinicio. Blgllardl An­ tonio. Mani Ottorino. Guisa Enrico. Dal Miglio Giovanni; BOLOGNA: Cannone Vito, Marablnl Matteo. Ramanzlnl Romo­ lo. Piazza Antonio; CERIGNOLA: Pu­ gliese Giuseppe. Olvlerl Tommaso. Ono­ rato Vincenzo, DI Savino Giovanni. Bru­ no Nicola: AGRIGENTO: Maltese Giusep­ pe. Russo Alfio, Gelo Giuseppe. Calandra Giuseppe, Fregopano Angelo. Fan-


tauzzo Raffaele. Rizzo Pietro Francesco. Lo Brutto Piero.Santamaria Salvatore. Zangara Mario; PAVIA: Boccardo Nevio. Bruschi Luigi. Bettolini Pietro; PADOVA: Masiero Roberto, Pesin Lucio. Borsaio Giuseppe. Benetti Flavio. Nardo Livio. Regnoli Ferdinando. Prendin Antonio. Peruzzo Paolino. Marangon Adriano. Di Motta Giuseppe. Andreozzi Mario.PISA: Attanasio Luigi; BRESCIA: Chiarolini Valerio Giacomo. Bonetti Giorgio. Ghiroldi Giacomo, Bassi Rino Costanzo: ACQUI TERME: Cazzola Mario; ACQUAVIVA DELLE FONTI: Valeriane Vito. Ca­ porusso Antonio. Piragina Francesco Giu­ seppe. Armigero Nicola, Santamaria An­ tonio. Grilli Francesco; COMO: Vukmirovic Natale Ivan. Bigoni Alberto. Fellcione Adolfo; SIRÀCUSA: Federico Salvatore.

RINNOVO TESSERE ARBITRI BELLUNO: n. 22 tessere; CREMA: n. 9 tessere; PARMA: n. 3 tessere; FIREN­ ZE: n. 2 tessere; FAENZA: n. 2 tessere; VICENZA: n. 64 tessere; NAPOLI: n. 24 tessere; COMO: n. 19 tessere: CARPI: n. 6 tessere; BARI: n. 3 tessere; BOLO­ GNA n. 9 tessere. ASCOLI PICENO: n. 7 tessere; MANTOVA: n. 5 tessere.

Figarolo sq. part. 6 ha vinto S S Elisio Corona • A •: I Trofeo Ippocampo sq. part. 3 ha vinto SS Golfaranci: TO­ RINO: Coppa Volley sq. part. 7 ha vinto S.S. Fulgor Chiari: Coppa Monseré sq. part. 4 ha vinto S.S. La Salle: Coppa Bergamonti sq. part. 4 ha vinto U.S. La Salle • B ■.

a - TERNE • anziché a - OUADRETTE ». Per consentire che la gara stessa tro­ vi contemporanea conclusione con le finali del Campionato, verranno dispu­ tate sabato 25 con inizio alle ore 21 le partite eliminatorie.

Il Segretario GIUSEPPE RIZZO

CORSI TECNICI Il Presidente ANGELO D OVIDIO

Ratifica Esami

La C.T.N. visti i verbali d'esame ha ratificato i seguenti risultati: MILANO: con azianità 10 aprile 1971 vengono nominati Allenatori CSI I si­ gnori: Gonfalonieri Giorgio. Musazzi Sergio. Saya Carlo. Ouirlco Pierange­ lo. Freddi Giuseppe. La Sala Michele. Bini Roberto. Bianchi Paolo, De Giorgi Marco. Pirovano Giorgio, Mamolini Eu­ genio. Covelli Giuseppe. ROMA: con anzianità 5 giugno 1971 vengono nominati Allenatori CSI I si­ gnori: Tossio Renzo. Accordo France­ sco. Sagnotti Franco, Fiorillo Pasquale, Rossi Roberto.

7

SALERNO Fase del 4 agosto ctg. Esordlenti maschili o femminili: RAVEN­ NA: Fase provinciale del 2 agosto ctg. Ragazzi e Juniores; GALLIPOLI: Fase zonale ctg. Esordienti. Ragazzi e Junio­ res; TRENTO: Fase provinciale del 3 agosto ctg. Esordienti. Ragazzi e Junio­ res: RIMINI: Fase zonale ctg. Esor­ dienti. Ragazzi e Juniores; MESSINA: Fase provinciale maschile e femminile ctg. Esordienti. Ragazzi e Juniores: BOSA: Fase zonale ctg. Ragazzi. Juniores ed Esordienti; CATANZARO: Fase pro­ vinciale ctg. Esordienti, Ragazzi e Ju­ niores; CAGLIARI: Fase provinciale ctg. Esordienti. Ragazzi e Juniores; VERNAZZA (LA SPEZIA): Fase provinciale ctg. Esordienti. Ragazzi o Juniores; BRINDI­ SI: Fase provinciale ctg. Esordienti. Ra­ gazzi e Juniores; BARI: Fase provincia­ le ctg. Esordienti. Ragazzi o Juniores; SALERNO: III Coppa Città di Salerno; Campionato provinciale pallanuoto.

CORSI TECNICI

nuoto

Il Segretario FABRIZIO PRIOLISI

Il Segretario CONCETTO D'AOUINO

Omologazione risultati fasi provinciale e zonali

LA nuoto.

SPEZIA:

Corso

Il Presidente FILIPPO DRAGOTTO

Il Presidente

Il Segretario ANGELO RAINERI Roma, 4 agosto 1971

GENEROSO DATTILO

addestramento

Il Presidente CLAUDIO ARMELLONI

CAMPIONATI NAZIONALI

Approvazione regolamenti fasi provinciali o assimilate

5

19

bocce

pallavolo

NAPOLI: Trofeo Sole 1971: SALERNO: Fase provinciale ctg. Esordienti. Ra­ gazzi e Juniores maschili e femminili: RIMINI: Fase provinciale ctg. Esordien­ ti. Ragazzi e Juniores: CAGLIARI: Fase provinciale ctg. Esordienti. Ragazzi e Juniores; MESSINA: Fase provinciale ctg. Esordienti. Ragazzi e Juniores: BOSA: Fase zonale ctg. Esordienti. Ragaz­ zi e Juniores: CATANZARO: Fase pro­ vinciale ctg. Ragazzi. Esordienti e Ju­ niores; LA SPEZIA: Fase provinciale ctg. Esordienti. Ragazzi e Juniores; LIVOR­ NO: ctg. Esordienti, Ragazzi e Juniores.

Roma, 6 settembre 1971

Omologazione Risultati

CAMPIONATO - FASE NAZIONALE

MANTOVA: Fase provinciale ctg. Esordientl. Ragazzi e Juniores; ASTI: Fa­ se provinciale ctg. Esordienti. Ragaz­ zi e Juniores; LIVORNO: Fase provin­ ciale ctg. Esordienti. Ragazzi e Junio­ res; SALERNO: 1. e 2. prova provincia­ le ctg. Esordienti. Ragazzi e Juniores; MESSINA: Fase provinciale ctg. Esor­ dienti. Ragazzi e Juniores; MODENA: Fase provinciale ctg. Esordienti. Ra­ gazzi e Juniores.

19

pallacanestro

Roma, 6 settembre 1971 OMOLOGAZIONE RISULTATI FASI REGIONALI CAMPIONATO GIOVANISSIMI

CAMPANIA: sq. part. 2 ha vinto la S.S. Asci di Aversa; LAZIO: sq. part. 2 ha vinto S.S. A. Consolini, di Magliano Sabina; SICILIA: sq. part. 2 ha vin­ to U.S. Cannizzaro Conca d’Oro di Palermo. MANIFESTAZIONI A CARATTERE LOCALE Approvazione Regolamenti

AVELLINO: I Trofeo S. Salvatore e Dorino Caso; I Torneo Femminile S. Anna; I Torneo Maschile e Femminile S. Rocco; Il Torneo Ferragosto; CON­ VERSANO: Il Coppa S. Rocco; DIA­ MANTE: Torneo Maschile; ENNA: I Tor­ neo Maschile; I Torneo Femminile; FAENZA: III Coppa Città di Modigliana; V Torneo Notturno S. Andrea; GALLIPO­ LI: Torneo Attività Ricreative. LA SPE­ ZIA: Torneo S. Stefano 71; PALMI: III Coppa Città di Palmi: PIAZZA ARME­ RINA: Il Coppa Maria SS. delle Vit­ torie; SALERNO: Torneo • Reliance »; SAVELLI: Trofeo Ferragosto; SIRACU­ SA: Quadrangolare • Delfo Ira ■; SOR­ RENTO: Torneo Pallavolo: TEMPIO: Cop­ pa Galbani 1971; Torneo Ragazzi 1971. REGISTRAZIONE REGOLAMENTI APPROVATI DAL COMITATO LOMBARDO

MANTOVA: Torneo • Flora delle Gra­ zie ». Omologazione Risultati

ASCOLI PICENO: Torneo Pallavolo sq. part. 5 ha vinto U.S. Olimpica Duo­ mo; ENNA: Campionato Juniores Fem­ minile sq. part. 4 ha vinto S.S. Folgo­ re; MOLFÉTTA: Torneo Govanissimi Sport 71 sq. part. 4 ha vinto S.S. Reai Savoia « A »; SAVELLI: IV Trofeo Fer­ ragosto sq. part. 4 cat. Dilettanti ha vinto S.S. S. Nicola- cat. Seniores sq. Pari. 3 ha vinto S.S. Savelli; TEMPIO: J^oppa Centenario Ferrovie Sarde sq. Part. 3 ha vinto S.S. Diavoli Rossi; TorqCq 71 S(l- Parl- 4 v,nto o. Mllan; Coppa Galbanl 71 sq. part. a vinto S.S. Torpedo Blu; Il Torneo

Informiamo che la fase nazionale del Campionato di Bocce avrà luogo nella città di MORBEGNO domenica 26 cor­ rente con Inizio alle ore 9.

AMMISSIONE

ALLA

FASE

NAZIONALE

Sono ammessi alla fase nazionale gli JUNIORES e I SENIORES risultati vin­ citori nelle due specialità di SINGO­ LO e di COPPIA della selezione pro­ vinciale o zonale autonoma. Nella eventualità di un loro impedimento per la data summenzionata, potranno rap­ presentare Il proprio Comitato i gioca­ tori che seguono nella classifica della selezione stessa. La Segreteria Generale farà perveni­ re le norme logistiche ed amministra­ tive della manifestazione, mentre da parte di questa C.T.N. ò stato già spe­ dito ai Comitati interessati il modulo di iscrizione alla fase finale, modulo che dovrà essere a noi restituito completato in ogni parte entro il 15 corrente.

ATTIVITÀ’ LOCALE

SALERNO: ventù.

Trofeo

Giochi

della

Omologazione gare GIAVENO: Fase Regionale: 1. U.S. LA SALLE di Torino: PADOVA: Fase Re­ gionale: 1. Poi. S. GIORGIO (VR); SA­ LERNO: Fase Regionale. 1. CSI PIPPO BUONO di Cava; FRASCATI: Fase Re­ gionale: 1. G.S. FRASCATI; NAPOLI: Fase Provinciale: 1. G.S. SALUS.

GioCAMPIONATO ALLIEVI

CC.TT.PP.

Omologazione gare

RIMINI: Presidente Frisoni E.. Se­ gretario Giordani P.. Membri Mantova­ ni G.. Frisoni B. e Bocchini G.

UDINE: Fase Provinciale: 1. U.S. TRI­ GESIMO: 2. POL. CSI FRIULI: 3. U.S. SEDEGLIANO.

Il Segretario ANGELO RAINERI

ATTIVITÀ’ LOCALE

Approvazione Regolamenti

Il Presidente CLAUDIO ARMELLONI

TESSERAMENTO Gli atleti per essere ammessi alla fase nazionale dovranno esibire la tes­ sera di iscrizione al C.S.I. Inoltre, in conformità alle nuove norme impartite dalla Presidenza Nazionale, dovrà es­ sere esibito anche un documento uffi­ ciale di riconoscimento.

NOTO: III Coppa S. Corrado e 1. Coppa Testa Dell’Acqua; GALLIPOLI: Torneo A.R. di Pallacanestro; PESCARA: 1. Torneo C.S.I.-F.A.R.I. - Città di Pe­ scara • ; FELTRE: I Coppa • Estiva » e I Coppa « Boscariz •; PESCARA: I Pa­ lio del Basket Città di Pescara.

Omologazione gare

8

OMOLOGAZIONE RISULTATI CAMPIONATO Sono stati omologati I risultati delle fasi provinciali e zonali autonome dei seguenti Comitati partecipanti: ACQUI TERME ■ AVELLINO - BENEVEN­ TO - CATANZARO - CAVA DEI TIRRE­ NI ■ COSENZA - MANTOVA - MILANO ■ MODENA - MORBEGNO - NAPOLI • NO­ VARA • PESARO ■ PINEROLO • RIMINI TARANTO.

Roma, 26 agosto 1971

CAMPIONATO GIOVANISSIMI

nuoto

TRAPANI: Torneo - Vacanze 1971 »: I G.S. JUVENILIA; Coppa Disciplina: G.S. STADIUM; NAPOLI: I Coppa del Golfo cat. Juniores: 1. CSI CUS BARRA; PECARA: 1. Torneo CSI-FARI « Città di Pescara» maschile 1. ristorante Guerino; femminile 1. Ass. reale Mutua.

CORSI TECNICI

Roma, 10 agosto 1971

COPPA GIOVANNI ROANO

CAMPIONATI NAZIONALI Approvazione Regolamenti

Parteciperanno a questa gara i Comi­ tati che nella fase nazionale adotteran­ no il Regolamento Tecnico Internazio­ nale U.B.I. Allo scopo di dare maggiore snel­ lazza al gioco. le formazioni saranno

BRINDISI: Fase provinciale ctg. Esor­ dienti. Ragazzi e Juniores: BARI: Fase provinciale ctg. Esordienti. Ragazzi e Juniores; RAVENNA: Fase provinciale ctg. Ragazzi e Juniores: TRAPANI: ctg. Juniores e Seniores.

MESSINA: Nomina Arbitri: Pagliaro A. . Barone C.; Nomina Ufficiale di Cam­ po: Parrinello F.; MILANO: Nomina Al­ lenatori: Broggi M.. Rancati S.. Cairoli B. . Longoni F.. Compostella G.« PerbelMni R.. Bosa G.; VITERBO: Il Cor­ so per Arbitri. Il Segretario ANGELO RAINERI Il Presidente UMBERTO GARCEA

23


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