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Stadium n. 13/1968

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A C. S. |. ( PRESIDENZA RAZIONALE

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STADIU3ST CENTRO

SPORTIVO

FINALI

ITALIANO

NAZIONALI

I

PROBLEMI

D I

DELLO

NUOTO

ILE REGIONI CI CHIAMANO

SPORT

♦ ANNO

SIRACUSA

26/27 AGOSTO

NOSTRO SERVIZIO A PAGINA 12


ciclismo

medicina età evolutiva

massaggio preparatorio

Età delicata è quella compresa tra i 10 e i 14 anni, in cui si ha il cosiddetto sviluppo puberale, sia nel maschio che nella femmina. L'esercizio spor. tìvo è indicato purché ristretto ad una specialità (calcio, palla a volo, atletica leggera, ginnastica a corpo libero, attrezzistica) e condotto con criterio di risparmio di energie. Danni somatici possono verificarsi quando i giovanissimi si sottopon­ gono ad allenamenti estenuanti e ad impegnarsi agonisticamente in esercizì sportivi. Le ossa, le articola­ zioni ed i muscoli sono fragili e delicali. Una brusca contrazione a fredzioni ed i muscoli sono fragili e delicati. Una brusca contrazione a freddo o anche a caldo (quando già iniziano i sintomi della stan­ chezza) può determinare la lesione di gruppi muscolari (strappo) cui se­ gue facilmente una infiammazione (miosite). Ouest'ultima è da tenere presente in quanto può costringere ad esempio, un arto in posizione di difesa (detta antalgica, cioè per percepire meno il dolore), per un certo periodo di tempo, il che si tra­ durrà in una negativa influenza sul. l'armonico sviluppo dell'arto in pa­ rola. Lussazioni articolari, proprio a causa della fragilità dei tessuti, sono in­ fatti molto frequenti nei giovanis­ simi che praticano sports con inten­ dimenti agonistici. li cuore, sollecitato a prestazioni eccessive, va incontro ad una sorta di stanchezza che si traduce in im­ provvise crisi avvertite dai ragazzi. Alcuni si lamentano infatti di non poter respirare profondamente, di avvertire qualche volta come un an­ nebbiamento della vista, di sentire un certo ronzio alle orecchie. Sono tutti sintomi di fatica degli apparati cardio-circolatorio e respiratorio, che hanno parvenza di campanelli d'allar­ me, di avvertimento che è neces­ sario far riposare il ragazzo; altri­ menti si corre il rischio di provo­ care danni irreparabili al muscolo car­ diaco. Soggetti particolarmente predisposti vanno incontro, all’inizio della stagio­ ne estiva a riacutizzazioni di processi infiammatori dell’albero respiratorio (tonsilliti, sinusiti, bronchiti) perché non adottano quegli accorgimenti che sono necessari e validi per tutti, gran­ di e piccoli che siano. Gli accorgi­ menti sono i seguenti: non bere ac­ qua fredda o bibite gelate quando si è sudati, non distendersi per terra (ottima la tuta), prima di recarsi a praticare la doccia. A proposito di quest'ultima giova ri­ cordare che tra prestazione atle­ tica e doccia (calda prima e tiepida o fredda dopo) dovrebbe intercor­ rere almeno una decina di minuti, proprio per dar modo all’organismo di riprendere un po’ d'energia, o ri­ storo dalla fatica come suol dirsi.

ADRIANO MONTI

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Il massaggio rappresenta forse la più antica pratica terapeutica anche se ebbe un inquadramento razionale e pratico solo negli anni immediatamente successivi al' 1800 per merito del medico svedese Ling, ideatore della « ginnastica sve­ dese ». Documenti del 300 a.C. già accennano alla massoterapia ma non mancano documenti cinesi che considerano il massaggio come un mezzo accessorio ma purtuttavìa ef­ ficace per mantenere la salute nel corpo. Successivamente poeti greci e latini parlarono di «manovre esercitate sui muscoli sia prima degli esercizi sportivi al fine di rendere il muscolo più valido ed elastico, sia al termine di essi allo scopo di allontanare la fatica ». Si stabilì così il concetto base del massaggio fatto prima della gara per preparare i muscoli allo sfor­ zo fisico migliorando il loro tono e la loro elasticità (preparatorio) e del massaggio eseguito al termi­ ne della gara per ridare ai muscoli stanchi la precedente efficienza (de­ fatigante) . A seconda delle indicazioni, il massaggio viene distinto in: a) massaggio igienico; b) massaggio sportivo; c) massaggio terapeutico. A noi, in questa sede, interessa il massaggio sportivo distinto in mas­ saggio preparatorio e massaggio defatigante.

Massaggio

preparatorio

Si fa prima della gara ma ad una certa distanza da essa e cioè non immediatamente prima (in tal ca. so non sarebbe più massaggio pre­ paratorio, ma solo una semplice frizione che ha lo stesso effetto del « riscaldamento che generalmen­ te gli atleti effettuano prima della gara). Se la corsa si svolge al mattino il massaggio preparatorio va fatto nel pomeriggio del giorno precedente, a distanza di almeno quattro ore dal pasto. Se la corsa si svolge nel pomeriggio il mas­ saggio preparatorio si fa nel mat­ tino, due ore dopo la colazione. Se la corsa si effettua la sera il massaggio va fatto nel pomeriggio. Il massaggio preparatorio, qualun­ que sia lo sport che si pratica, dovrà essere un massaggio gene, rale su tutti i gruppi muscolari in­ teressando però, con una maggiore azione massoterapica, i muscoli che partecipano direttamente all’evento agonistico. Non si può fissare il tempo di ese­ cuzione del massaggio preparatorio altro che entro limiti che vanno dai trenta ai sessanta minuti. In­ fluiscono diversi fattori come la costituzione morfologica dell’atleta, l’apparato muscolare, l'elasticità dei muscoli (duri, legati, sciolti), lo stato psicologico del progetto (ner­ voso o calmo), le abitudini (mas-

saggio lungo e delicato oppure bre­ ve e robusto), le caratteristiche del­ le gare che si debbono affrontare (lunghezza, durezza), le condizioni atmosferiche. In genere il ciclista ha bisogno di un massaggio prepa­ ratorio più prolungato di quello di chi pratica altri sport e, tra i ci­ clisti, i pistard hanno bisogno di un massaggio diverso da quello de­ gli stradisti per il differente im­ pegno muscolare. Il massaggio preparatorio si inizia con l’atleta supino per passare poi all'atleta prono quando la musco­ latura delle regioni anteriori del suo corpo è stata completamente trattata. La prima manovra è lo sfioramento che, partendo dalla re­ gione plantare (sfioramento appog­ giato), termina alla regione sottoclaveare (attraverso le regioni gam­ ba e coscia, addominali e toraciche anteriori). Con lo stesso ordine si passa poi alla frizione con la dif­ ferenza che si deve trattare re­ gione per regione, passando alla successiva quando si è ultimata la precedente. Si deve insistere nel trattamento dei gruppi muscolari in­ teressati nell’impegno agonistico sempre con gli stessi movimenti, dalla periferia al centro; terminata la regione toracica si passa agli arti. Nella posizione prona si ini­ zia lo sfioramento nella regione achillea per risalire poi alle regio­ ni posteriori della gamba e della coscia, alle regioni glutea, lomba­ re e dorsale. La frizione inizia dalla regione posteriore della gamba per poi risalire verso il dorso. Si può passare, se morfologicamente con­ sentito, alla manovra dell'impasta­ mento (regione anteriore della co­ scia, posteriore della gamba e del­ la coscia, braccio) e della percus­ sione (regione glutea). Sfioramento e frizione si attueran­ no iniziando da una parte e com­ pletando dall’altra appena la prima sarà ultimata. Il soggetto deve es­ sere completamente rilasciato, con un cuscino duro dietro la nuca e il collo sì da avere sollevato il capo, e con un rotolo duro-elastico sotto i piedi affinché questi siano anch'essi sollevati. Prima di inizia­ re il massaggio il massaggiatore deve accertarsi che nella regione da trattare non vi siano manifestazioni cutanee in atto o postumi di esse (escoriazioni, ferite, dermatiti, fo­ runcoli, dermatosi); in caso affer­ mativo la zona va isolata con garza sterile retta da cerotto. E’ bene far seguire il massaggio da una serie di movimenti passivi di flesso-estensione e cireumduzio­ ne del piede e di flesso-estensione della gamba. Questi movimenti pos­ sono essere altresì eseguiti ad in­ tervalli durante la manovra del mas­ saggio. Vedremo nel prossimo numero la seconda operazione del massaggio sportivo e cioè il massaggio defa­ tigante illustrando poi — al ter­ mine di questo nostro ciclo dedi­ cato alla massoterapia — le cinque diverse manovre in cui si divide il massaggio e cioè: frizionamento frizione, impastamento, percussione e vibrazione. N1N0

LOMBARDI (continua)


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pallacanestro

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nuoto

OS

manifestazioni locali

zona pressing Una buona difesa a zona può risolvere a volte una partita; ma specialmente per le nostre squadre, formate prevalentemente da giovani giocatóri in formazione, è deleterio adagiarsi nelle tipiche zone passive attendendo che l’avversario tiri e cercando di prendere i rimbalzi. La zona pressing tra le difese a zona attiva è quella che m;laggior' mente può responsabilizzare i giocatori e, se usata tatticamente, può determinare quello scarto di punteggio necessario per vincere. In genere è utile tatticamente at­ tuarla all'improvviso, preferibilmen­ te nel secondo tempo impedendo al collega avversario di avvalersi del­ l’intervallo per dare le dovute di­ sposizioni ai giocatori. Gli scopi che si vogliono raggiun­ gere con la zona pressing sono molteplici: indurre l'attaccante ad eseguire passaggi sbagliati, facili­ tare la perdita della palla per in­ frazioni (passi, 5", ecc...), ma non necessariamente prendere la palla. Essa inizia dal primo istante che il giocatore avversario ha ricevuto la palla per rimetterla in gioco (do­ po canestro, o dopo infrazione al regolamento). I cinque difensori pos­ sono assumere il seguente atteg­ giamento: 4 marcano con i principi già visti del pressing ■ giocatori di anticipo, mentre il quinto che deve essere tra i più veloci e scattanti, cercherà non appena il primo pas­ saggio è stato effettuato di rad­ doppiare difensivamente sulla palla. Analogamente, se la palla arriverà ad altro giocatore (sempre prima della metà campo), si cercherà in tutti i modi di ottenere un raddoppio difensivo cercando di provocare una contesa od un passaggio impreciso. Tutti i difensori cercheranno di forzare i giocatori con palla a pal­ leggiare e a spostarsi verso i pun­ ti esterni del campo ed in partico­ lare verso gli angoli rendendo così più facile il raddoppio difensivo. Terminata I azione di zona pressing (che si attua per due o tre passaggi in genere a tre quarti di campo), si torna a zona con possibilità di usa­ re tutti i tipi usualmente impiegati. Il fattore sul quale dobbiamo mag­ giormente contare è la prepara­ zione tecnica individuale eccellente (preparazione atletica e gioco di gambe), nonché la sorpresa che renderà nervosi ed imprecisi i no­ stri avversari

E' chiaro ed evidente che ancor più che per altre difese occorre essere fortissimi nel gioco di gam­ be, in particolare il cacciatore deve saper spostarsi con efficacia e ve­ locità al fine di rendersi pericoloso e provocare un raddoppio difensivo fino ad ottenere se possibile un passaggio errato od una contesa.

GUGLIELMO PINTO

Conseguita la disponibilità del cam. po di gara ed accertata la poten­ ziale partecipazione degli atleti, si può e si deve promuovere l’orga­ nizzazione di: — manifestazioni sportive: — attività locali. Le prime, intese come complesso di gare aperte alle rispettive categorie con classifiche finali o quali prove richieste per l’ammissione alle suc­ cessive finali nazionali, le seconde quali istituzioni di leve, corsi di ad­ destramento o avviamento al nuoto atte a fornire un continuo afflusso di adesioni, costituenti un prezioso ricambio di energie alla base flut­ tuante degli atleti a disposizione ed. essenzialmente, ad estendere il più possibile il settore dei « Giovanis­ simi » che dev’essere il fine preci­ puo dell’attività. E’ intuitivo che l'espletamento di detti corsi, presuppone l’esistenza, in loco, di tecnici ai quali affidare l'arduo e gravoso compito. Per quanto attiene l'organizzazione di manifestazioni sportive le forma­ lità da osservare, per quanto ovvia possa apparire la loro esposizione, sono le seguenti; necessari accor­ 1) raggiungere i necessari di onde poter disporre di una certa data e per determinato numero di ore (rapportato alle gare da effet­ tuare) del campo di gare: 2) assicurarsi che lo stesso sia at­ trezzato per il regolare svolgimento della riunione e quindi sia, possi­ bilmente, dotato di tavoli per la giu­ ria, cronometristi, della pedana per il giudice di partenza e di quelle previste, all’atto immediatamente precedente la partenza, per gli atle­ ti. di dispositivo atto a segnalare tutti i casi di false partenze (contro starter) e di megafoni o impianto radio-fonico; 3) predisporre un Regolamento ri­ guardante oltre che le norme di ef­ fettuazione delle gare, le formalità da osservare in caso di reclami av­ versi i risultati; a) la sede, la data e l'ora di svol­ gimento della manifestazione;

b) le categorie e l’età degli atleti; c) le specialità e le relative gare in programma; d) la fissazione del termine per l'i. noltro delle adesioni da parte delle Società partecipanti: 4) curare la diffusione del regolamento; 5) richiedere ai locali Organi fede­ rali i giudici di gara ed i cronome­ tristi: 6) predisporre quanto necessario ad assicurare un tempestivo interven­ to medico; 7) notificare ai locali Organi di P.S, l'effettuazione della manifestazione.

ANGELO RAINERI

organizzazione leva ciclistica Non sono mancate le « richieste » circa la Leva ciclistica CSI. Come classificare al termine della Leva, gli atleti e le Società che vi hanno partecipato è argomento che ha sollevato molte perplessità. il regolamento che la CTN ciclismo ha presentato in schema (vedi Stadium n. 9) prevede (art. 6) che per ogni prova di Leva venga assegnato al primo arrivato punti 7, al secondo punti 5, al tejzp punti 4, al quarto punti 3, al quinto punti 2, ed a tutti i classificati punti 1. Dare un « distacco » di due punti fra il primo classificato, ed il secon­ do lo riteniamo giusto perché è « il premio » materiale di superiorità che deve pur valere in ogni prova agoni­ stica. Così come assegnare un punto a tutti i classificati: è un invito alla partecipazione, ed un riconoscimento tangibile di presenza. Se, per ipotesi, la classifica fosse iniziata da 25 punti e gli atleti fos­ sero stati distanziati di cinque punti, fino al quinto classificato e di un punto fino all'ottavo (come suggeri­ to). in una Leva articolata su cinque prove, l'atleta X partecipante ad una sola gara e vincendola, acquisirebbe punti 25 che potrebbero valergli mol­ to ai fini della classifica generale se solo si considera che l’atleta Y, cor­ rendo tutte e cinque le prove, per eguagliarlo dovrebbe come minimo conquistare cinque punti per gara (arrivare cioè sempre quinto). Vediamo, invece, lo stesso caso con la classifica proposta dalla CTN. L’atleta X vince una gara e conquista punti 7. l'atleta Y giunge cinque vol­ te quinto, conquista punti 2 per gara, con un totale di punti 10, sopravvanzando quindi X. Riteniamo, senza dilungarci oltre, che sia molto più logico (più sportivo) e soprattutto più consono ai fini che la Leva si prefigge, la soluzione del secondo caso, cioè premiare la co­ stanza di Y, che si sarà o potrà es­ sere un atleta « sufficente », ma è atleta, nel vero senso della parola, al contrario di X che ha vinto una volta, forse anche da « campione ». ma è rimasto isolato e solitario a quella sua vittoria. Non riteniamo opportuna (altra proposta pervenutaci) la classifica a tempi. Fare della Leva un piccolo • Giro di città ». potrebbe essere anche in­ teressante ai fini propagandistici (e l'idea, nel suo insieme, la condivì­ diamo per quei motivi utili che po­ trebbe esprimere), ma sempre con classifica a punteggio. Con classifi­ ca a tempo si potrebbe incorrere al pericolo di una « fuga » improvvisa con acquisizione di • minuti » prezio­ si che potrebbero far poi vivere di rendita. E' meglio il punteggio, ed un pun­ teggio « basso • come quello pro­ posto, per rendere più equilibrata, vi­ vace ed - utile » la nostra Leva.

ALDO CAPPELLINI

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calcio il giuoco di squadra Gli argomenti a disposizione del SIPT per porre in serio dubbio la validità del -giuoco all'italiana» (so­ stenuta. come abbiamo visto nella puntata precedente, dagli allenatori di Serie A, riuniti in consesso a Coverciano nel novembre 1963). era­ no quanto mai numerosi. Il ragiona, mento che, frase più frase meno, essi argomenti avrebbero potuto consentire era il seguente:

« Tutte le nostre squadre adottano il « giuoco all’italiana » e perciò tut­ te le partite del nostro campionato vengono giuocate a nove coppie di avversari, da due difensori in posi­ zione arretrata liberi da compiti di marcatura e, naturalmente, dai due portieri. A metà campo le squadre a confronto giuocano. dunque, con 10 stesso numero di elementi. Questa parità si rinnova quando le nostre squadre si incontrano con formazioni straniere schierate col 4-4 o che adottano anch'esse il «giuo­ co all italiana ».

Siamo invece in condizioni d’inferio­ rità contro le squadre con cinque difensori e cinque attaccanti. Ciò perché i nostri quattro attaccanti si logorano molto più dei cinque at­ taccanti avversari nel manovrare su tutta l’ampiezza del fronte offensivo. E' perché i nostri sei difensori ope­ rano contro cinque attaccanti avver­ sari meno agevolmente che non i cinque difensori avversari nei con­ fronti dei nostri quattro attaccanti (la stessa aritmetica lo dimostra).

La nostra situazione peggiora ancora se questi cinque difensori hanno l'accortezza di avvalersi del mecca­ nismo difensivo del WM e giuocano perciò restandosene in zona. Così facendo, essi si logorano meno dei nostri attaccanti. E senza che se ne risenta la solidità della loro difesa. Infatti, nelle situazioni che vedono tre nostri elementi in posizione avan­ zata e nelle quali manchiamo perciò di una mezz’ala, la protezione che 11 mediano laterale avversario conse­ guentemente libero potrà offrire ai tre compagni retrostanti sarà tale da consentire loro l'agevole attuazio­ ne delle coperture diagonali e degli scambi di ruolo previsti dal mecca­ nismo difensivo del WM: figure 4, 5. 6. 7 ed 8. (Riconquistata la palla, la squadra avversaria si avvarrà ovvia­ mente di questo mediano libero per attaccare a propria volta spadroneg­ giando a metà campo. E non si po­ trà certo porre riparo a ciò median­ te il ripiegamento della mezz'ala por­ tatasi in avanti. Infatti, questa non potrebbe retrocedere con la velocità della palla stessa). Se è invece la la nostra linea di punta ad essere

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priva di un elemento, i tre difensori avversari arretrati possono eviden­ temente agire con piena tranquillità contro I nostri due attaccanti resi­ dui. comunque disposti.

l’italiana », anche le squadre con l'at­ tacco abitualmente « a croce » (figura 13) hanno l'evidente conve­ nienza di restituire alle proprie mez­ ze ali la posizione prevista dal WM.

Quanto precede basta ed avanza per­ ché i nostri attaccanti e, conseguen­ temente. il nostro centrocampo giuochino in condizioni d'inferiorità con. tro le squadre straniere con l'attacco al completo. Ma v'è ancora dell'al­ tro. I nostri avversari hanno l'evi­ dente interesse a mantenere l'at­ tacco a cinque anche quando siamo noi ad avere l’iniziativa. Ciò per non agevolare la partecipazione al giuo­ co offensivo del nostro attaccante im­ piegato quale sesto difensore. Que­ sta è la ragione per cui, contro il -giuoco all'italiana» (ed il 4.2-4), le squadre con l’attacco abitualmente ad M hanno la convenienza ad avvalersi del WM. E con motivazioni quanto mai valide. Eccone alcune:

Di conferire, insomma, al proprio at­ tacco un assetto che, per comodità potremo definire « a pentagono » (fi­ gura 16). Ciò. per evitare che la posi­ zione della mezz’ala arretrata dello schema « a croce » restituisca alfat. tacco avversario il suo quinto ele­ mento. 3) - Contro il «giuoco all'italiana » cadono tutti i motivi che, ai tempi del WM. consigliarono di abbandona­ re l'attacco a W per quello ad M. Il WM riacquista intatti la sua primiti­ va efficacia, in quanto rinvigorito proprio là dove esso era divenuto debole: a centro campo e in difesa. Il « giuoco all'italiana » ha dunque il potere di resuscitare, a proprio dan­ no tutte le situazioni di privilegio delle quali il WM godeva contro il metodo.

1) - Gli arretramenti del centroattac­ co della M potrebbero suggerire agli avversari la logica mossa di adottare, a propria volta, l’attacco ad M (figura 12), con conseguen­ te riequilibrazione della situazione. E' meglio evitare questo rischio.

E questo non costituisce certo un brillante risultato, in quanto riporta il calcio indietro di venti anni.

Per nostra fortuna, non è infrequen­ te che i nostri avversari, quando giuocano in casa nostra, rinuncino ai vantaggi offerti loro dall'agire con cinque attaccanti. Ciò avviene quan­ do, nell’intento di rafforzare la loro difesa, trasformano un attaccante in sesto difensore, senza rendersi conto che. così agendo, essi riducono le possibilità offensive sino al livello delle nostre e ci consentono di giun­ care ne) modo che ci è abituale ».

2) - Anche se ciò non avvenisse, ogni arretramento del centroattacco della M restituirebbe all'attacco avversario il suo quinto elemento. Di conseguen­ za. verrebbe meno alla difesa la pos­ sibilità di operare con quell'autosuf­ ficienza e sicurezza (cinque difensori contro quattro attaccanti) che il «giuoco all'italiana» (ed il 4-2-4) con. cede stabilmente al WM.

ALBERTO GUAITINI

Per inciso, vorremmo ora osservare quanto segue. Contro il « giuoco al-

15 - continua

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Fig. 16 - Schieramento con a pentagono”.

l'attacco


uno sport che ha il sapore dell’uomo "Uebbio Meyer strapazza i primati mondiali di nuoto, anche quelli maschili; Jan Janssen vince un Tour de France viziato da troppi errori (''■[ J ì di impostazione e snobbalo dagli assi; Salvatore Morale prende il posto di Calvesi alla guida -.della velocità e degli ostacoli azzurri; Ben Carnevale aggiorna i nostri tecnici sul verbo del basket USA; il mercato delle vacche si’ è concluso con un terremoto di trasferi­ menti, un rimescolamento di carte che non tocca minimamente la sostanza dei problemi del calcio, ma rispetta scrupolosamente le leggi dell’industria e dello spettacolo... Noi del C.S.I. non ce ne siamo quasi accorti. A Paderno del Grappa e ad Acerno anche i più grossi fatti dello sport giungono attutiti, ovat­ tati, diciamolo pure, ridimensionati. Trecento giovani hanno partecipato ai nostri due Campi Scuola Na­ zionali per allievi allenatori di atletica leggera, nuoto, pallacanestro e pallavolo. Leggevano i giornali, ascoltavano le radioline a transistor, commentavano anche le notizie principali, ma quasi con distacco, addirittura con freddezza.

erché? Eppure sono giovani sportivi, atleti praticanti, desiderosi di divenire allenatori, c ai nostri Campi si parlava e si insegnava sport dal mattino alla sera... E’ difficile dare una risposta a chi non è stato presente. Certo, a questi giovani moderni, vivaci, critici e disincantati, abbiamo parlato di sport, abbiamo presentato lo sport, abbiamo insegnato le tecniche più aggiornate dello sport. L.o stesso sport che sono abituati a leggere sui giornali, a praticare sui campi, a seguire alla TV. Ma l’angolo di visuale è diverso. Là è lo sport dell’interesse, del risultato, del record, del successo, della fama, dell’industria, dello spettacolo. Qui è lo sport dell’uomo che gioca, che lotta per amore della com­ petizione, che esercita sé stesso per ritrovarsi, per conoscersi, per migliorarsi giocando, lottando e collaborando con altri uomini. bbiamo offerto a questi giovani uno sport di sapore umano. Ed essi l’hanno capito, ci hanno creduto. Ci hanno dimostrato, con il loro interesse, con il loro entusiasmo, con il loro impegno, d'essere disposti a lavorare per qualcosa che vale, d’essere pronti a insegnare ad altri giovani uno sport fatto a misura d’uomo. Dopo Paderno ed Acerno, la Presidenza Nazionale del C.S.I. passa ora la mano ai suoi Comitati Regionali e Provinciali che si accingono in gran numero a realizzare Campi e Corsi in tutte le parti della penisola. Altre centinaia di giovani, aspiranti allenatori e dirigenti, conosceranno lo sport dallo stesso angolo di visuale. Giudicheranno essi se quello da noi proposto è giusto e se valga la pena di impegnarvisi. L'esperienza passata, le migliaia di giovani che hanno partecipato ai nostri Corsi e che oggi lavorano nelle società sportive, ci dicono che siamo sulla buona strada e su questa strada dobbiamo continuare. Perché crediamo in un'idea che mette lo sport a servizio dell'uomo; perché vogliamo essere fedeli al nostro compito di ente di propaganda sportiva; perché abbiamo fiducia nella risposta dei giovani. 5


la vita della società

ma lo sport è un’altra cosa

a cura di DUILIO OLMETTI

Siamo veramente fuori dal mondo. Mentre intorno a noi, lo sport a tutti i livelli e in tutte le espressioni, non parla che di risultati, di record, di campioni e di tecniche, noi stiamo qui a insistere, col caldo torrido che fa, sull’in­ flusso che l’attività sportiva può avere sull'uomo, sul suo carattere, sulla formazione della sua coscienza e perso­ nalità. Ce ne sarebbe abba­ stanza per dubitare fortemen­ te di non essere fuori strada, se non fosse per il consenso larghissimo ed entusiasta che ci viene dai nostri dirigenti di periferia — gente che cre­ de nello sport ma prima cre­ de nell’uomo —, dai giovani incontrati ai Campi Scuola Nazionali desiderosi, indistin­ tamente tutti, di saperne di più in questo campo, di riu­ scire a penetrare dentro le pur belle ma insoddisfacenti leggi della tecnica sportiva.

E noi proseguiamo nella no­ stra strada, lasciando agli al­ tri il compito, pur necessario e lodevole, di continuare a comprare calciatori, a battere record, a svolgere stage di aggiornamento tecnico. Non ci fraintendete: lo sport anche per noi è fatto di tecnica, di organizzazione e di tutte le altre belle cose, ma vorrem­ mo che non si esaurisse tut­ to lì, che non si dimenticasse sistematicamente l’uomo poi­ ché sappiamo ormai per espe­ rienza che ogni dimenticanza degli aspetti umani dello sport si risolve inevitabilmente con­ tro l’uomo, la sua dignità, i suoi diritti e i suoi doveri. L’argomento affrontato nel­ l’ultimo numero ci è sembra­ to, e non solo a noi, troppo interessante perché lo si la­ sciasse cadere senza soffer­ marvi ancora la nostra atten­ zione. Parlavamo degli influs­ si dell'attività sportiva sulla 7


psiche dell’ atleta, dell' uomoatleta, in particolarissimo mo­ do del giovane atleta in for­ mazione. Ci viene in soccorso questa vol­ ta il prof. GIANCARLO NEGRI che molto gentilmente ha ac­ cettato di intervenire ancora su questo argomento che, del resto, noi abbiamo iniziato e condotto sulla base dei suoi schemi e delle sue autorevoli indicazioni. Egli ci propone, anzitutto, alcune considerazio­ ni sugli aspetti umani c psi­ cologici del fenomeno sporti­ vo, in appoggio e in aggiunta a quelli che siamo andati fa­ cendo nel numero precedente. Eccoli di seguito.

purezza del fatto sportivo Naturalmente, occorre di­ stinguere se chi pratica sport è un adulto o un giovane. Nel­ l’adulto. si possono intromet­ tere, e si intromettono di fat­ to, fattori estranei, ma nel giovane troviamo invece la tendenza ancora allo stato pressoché infantile, cioè puro. Svariate teorie hanno spie­ gato le ragioni del fenomeno ludico, cioè del gioco, nell’uo­ mo giovane che non è ancora alterato da troppe esperienze, delusioni e schiavitù della vi­ ta. Il gioco rappresenta lo sfogo di energie fisiche, un fenomeno e un'esperienza di bisogno motorio biologico e psicologico, l’esperienza del su­ peramento di un ostacolo, l'espressione di una libera fatica, dove la libertà è co­ me celebrata e goduta... Pro­ babilmente tutti questi aspet­ ti, genuini e istintivi, del gio­ co infantile permangono a da­ re fisionomia anche allo sport giovanile.

liberazione dalla civiltà tecnica E' probabile, anzi, che lo sport rappresenti come un luo­ go recintato dove vive ancora allo stato libero l’originario R

impulso biopsichico, cioè il gioco degli istinti dell’uomo. In tal caso lo sport rappre­ senta un mondo diverso da quello tecnico, ed in realtà costringe anche le dimensioni tecniche della nostra civiltà a subire un arresto e una devia­ zione. Si pensi ai terreni spor­ tivi che sembrano così assur­ di nel groviglio dei palazzi cittadini e delle industrie! Co­ sì, il giovane che fa sport si ritrova più vicino allo sta­ to naturale che è proprio del­ l’uomo, al di sotto e nono­ stante le sovrastrutture di ogni genere che la civiltà gli ha appiccicato addosso. In tale stato, il giovane atleta si tro­ va avviato in una direzione che lo potrebbe condurre a insospettate scoperte della na­ tura, del mondo, oltreché na­ turalmente di sé stesso. Non si tratta di astruserie teori­ che. L’abbiamo, chi più chi meno, sperimentato tutti. Tra­ scorriamo mezza giornata in campagna, a stretto e diretto contatto con la natura, e di­ ciamo e avvertiamo di' sentirci diversi, più liberi, più uomi­ ni, meno appesantiti nel fisi­ co, ma soprattutto nello spi­ rito, vediamo meglio intorno a noi e dentro di noi. E' ac­ caduto che il pur breve ab­ bandono della civiltà ci ha momentaneamente ma provvi­ denzialmente liberato dagli ap­ pesantimenti, dai condiziona­ menti, dagli atteggiamenti e dai modi di pensare che ci erano ormai abituali tanto da considerarli naturali. E ci sia­ mo accorti che sotto questo « io » civilizzato, progredito, tecnicizzato, c'è un altro « io »

più semplice ma non per que­ sto meno interessante, non meno complesso ma certamen­ te meno complessato, in de­ finitiva più franco, più aper­ to, più vero. Ora, se questo può avveni­ re grazie ad una semplice scam­ pagnata, pensiamo all’effetto che può derivare da una pra­ tica sportiva lunga, impegna­ ta, dinamica, che mette in gio­ co infiniti valori umani e so­ ciali nella molteplicità e inten­ sità delle sue manifestazioni.

spiritualismo dello sport E’ inoltre interessante notare come nello sport sono in atto e in impegno alcuni tratti spi­ rituali della personalità. Lo sport non è semplicemente un meccanico esercizio fisico. Il corpo, meglio ancora, l’esu­ beranza del corpo, agisce co­ me un forte impulso, ma poi questa iniziale energia biolo­ gica diventa biopsichica, cioè investe la parte spirituale del­ l’uomo perché viene incanala­ ta verso forme ordinate di esercizio, qualificate, prestigio­ se, capaci di dare forti espe­ rienze di benessere psichico. E’ il momento in cui escla­ miamo: « Il nuoto mi pia­ ce! », « Che bella gara! ». C’è di più. Questa canaliz­ zazione è imposta al corpo fino a creare faticosamente uno stupendo coordinamento dei movimenti e dei quantita­ tivi di energia motoria per mezzo di interessi di ordine psichico, di tendenze non ri­ ducibili al puro gioco dei mu­ scoli. Facile comprendere co­ me su questa pista siano pos­ sibili la scoperta della pro­ pria spiritualità, l'intuizione di un mondo di tendenze spiri­ tuali. Inutile, crediamo, insi­ stere sull’importanza di. que­ sto possibile e facile effetto dell'attività sportiva che da puramente fisica si» fa, non cronologicamente ma logica­ mente, spirituale, impegnando l'uomo nelle sue risorse più profonde e aiutandolo a sco­ prire, a conoscere questo mon­ do di risorse che per tanti, per troppi, rimane in gran


parte sconosciuto, inesplorato, sopraffatto e ricoperto da se­ dimenti di varia natura e ori­ gine. Noteremo, infine, che que­ sto spiritualismo è sostenuto e avvolto dal fisico, il che lo rende più accessibile e più controllabile, essendo il fisico un punto fermo per ragiona­ menti, distinzioni, confronti. Ed ecco che allora l’attività sportiva consegue un altro im­ portante risultato, fa prende­ re coscienza dell'unità dell’« io »; il corpo e le sue ma­ nifestazioni non sono più qual­ cosa di estraneo, di diverso da sé, ma vengono riassunte nel­ l'unità esistenziale della pro­ pria persona. Non è più il corpo, e non è più lo spirito che agisce: agisco « io », non un composto di due elementi, ma un unico sostanziale ed . esistenziale.

aspetti dello spiritualismo E’ importante, infine, nota­ re almeno alcuni di questi impulsi superiori che portano l’individuo all'impegno e all’esperienza sportiva. Il riuscire, ad esempio, che è determinato dal porsi un traguardo (velocità, confronto, stile) e impegnarsi a fondo per avvicinarsi ad esso, è una forma di spiritualità molto forte, che sfocia nell’afferma­ zione di sé e, in fondo, nella tendenza alla perfezione. E’ da

la fatica d'allenamento e il piacere della riuscita che fan­ no risaltare come lo spirito sia dominatore del corpo, co­ me gli interessi dello spirilo siano più forti del tormento del corpo, come l’essere e il sentirsi spirituali sia gioioso all'uomo, sia cioè il suo vero, autentico essere.

conseguenze pedagogiche tenere presente che nei giova­ ni in età evolutiva, come sono i nostri atleti, questo bisogno dell’affermazione di sé è par­ ticolarmente sentito, è anzi uno degli aspetti caratteristi­ ci dell’età evolutiva, della per­ sonalità in formazione. Il ra­ gazzo, pertanto, avvertirà con particolare intensità questo aspetto dell’esperienza sportiva, questa occasione che lo sport generosamente e provvidenzial­ mente gli offre per realizzar­ si, per riconoscersi, per af­ fermarsi come ardentemente desidera con maggiore o mi­ nore consapevolezza. Il fare progetti a lunga sca­ denza, proprio dell’allenamen­ to in vista delle gare, costitui­ sce anch’esso una forma ben adulta e insieme spontanea di spiritualismo. La minore o maggiore intensità con cui po­ trà essere avvertita e speri­ mentata dipenderà logicamen­ te dal tipo di allenamento che al ragazzo sarà fatto com­ piere e dal modo in cui in questa fase sarà guidato ad agire. Un allenamento, ad esempio, superficiale, poco im­ pegnato, troppo breve, o di­ sorganico, arruffato e senza senso inciderà ben poco e po­ trà essere altrettanto dannoso di un allenamento eccessivo per l’intensità o per la durata dello sforzo. Uno sforzo trop­ po intenso rappresenta un’acro­ bazia fisica, uno sforzo trop­ po prolungato rappresenta una acrobazia psichica che impe­ gna oltre il limite la volon­ tà. Il ragazzo e il giovane non e preparato alle... acro­ bazie, e gli effetti non potran­ no essere che negativi, sia sul fisico che sulla psiche. Notiamo infine la gioia nel-

E crediamo che per questa volta ce ne sia più che a sufficienza. Il dirigente, l'edu­ catore accorto e attento non farà fatica a trarre anche da queste osservazioni, come ab­ biamo fatto insieme nella pun­ tata precedente, accorgimenti di carattere psico-pedagogico. Basta riflettere che i risulta­ ti da noi presi in esame, nel­ lo sport si realizzano e si con­ seguono solo nel rispetto del­ le condizioni descritte, solo se allo sport vengono conservati quei caratteri specifici di pu­ rezza, di genuinità, di impe­ gno serio e allo stesso tempo disinteressato di cui si è par­ lato. Se tali condizioni non ven­ gono rispettate, o se prevalgo­ no interessi estranei, di qual­ siasi natura, non soltanto i nostri giovani atleti non com­ piranno l’esperienza piacevole e preziosa ipotizzata, • ma ne ricaveranno più danni che be­ nefici. D. O.

Con questo numero STADIUM interrompe la pub­ blicazione per le ferie estive. Ringraziamo gli amici let­ tori che ci hanno segui­ to e diamo loro appun­ tamento ai primi di set­ tembre.

Intanto BUONE FERIE a tutti voi da parte del­ la Presidenza Nazionale CSI.

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fare per non perdere la for­ ma, che cosa non fare per non danneggiare la salute e il si­ stema nervoso.

dormire

atleti in

estate

a cura di

ADRIANO MONTI 10

All’inizio dell’estate anche gli atleti cominciano a sentirsi de­ bilitati. Dopo le fatiche del­ l’inverno e le prestazioni della primavera inoltrala il grande caldo dà il colpo di grazia. Ecco quindi la necessità di usufruire di un mese di riposo per potersi poi preparare nuo­ vamente agli agonismi settem­ brini. Dalla seconda quindicina di luglio alla fine di agosto si può consigliare una sana, to­ nificante vacanza? Dove? In che modo? A questi interroga­ tivi si può rispondere in modo assoluto. Tuttavia va tenuto pre­ sente il principio che per co­ loro che abitualmente svolgono la loro attività in inverno e in specialità montane (sci, pat­ tinaggio, ecc.) si addice una vacanza al mare, mentre per tutti gli altri è preferibile la vacanza mista (10 giorni di ma­ re e 20 di alta montagna). Chi poi non può assolutamente concedersi il lusso o la combi­ nazione di mare e montagna, si accontenti di scegliersi una località di collina, possibilmen­ te fresca e ventilata. Nella no­ stra penisola di luoghi che cor­ rispondono a queste caratteri­ stiche ve ne sono molti! Il secondo importante quesi­ to è come comportarsi durante il periodo di relax, che cosa

Innanzitutto è necessario de­ dicare la maggior parte del tempo al riposo. Il sonno è la migliore medicina naturale, fe­ condo reintegratore di preziose energie. Coricarsi presto (mai dopo le 22,30) è una delle re­ gole importanti; alzarsi non più tardi delle 7,30 è il corol­ lario, cui devesi aggiungere la necessità di due ore di riposo dopo pranzo. Due però sono i rischi che si corrono quando ci si sente fuori dal proprio ambiente in vacanza! Quello di stancarsi troppo oppure di im­ pigrirsi. Si stancano troppo quelli che vogliono fare troppe cose, che si accodano alle co­ mitive vaganti qua e là, o per visitare luoghi ameni o solo per vagabondare, o pei' fare una vera e propria vita mon­ dana. Non si addicono allo sportivo vacanze di questo genere! D’altra parte da riprovare è anche l’eccessivo riposo, aggra­ vato da un’alimentazione trop­ po abbondante. Riposarsi (pur dormendo 9-10 ore per notte e sonnecchiarne due al pome­ riggio) non significa esercitare una tonica, non troppo impe­ gnativa attività fisica. Un po’ di marcia, qualche passeggiata in bicicletta, una nuotata, un po’ di remo, esercizi a corpo libero prima dei pasti, al mat­ tino e alla sera sono indispen­ sabili per non ridurre i mu­ scoli e le articolazioni a pe­ santi organi, senza scioltezza e capacità contrattile.

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la montagna

La montagna offre, per esem­ pio, numerose prospettive: le salutari passeggiate in mezzo ai boschi, le brevi escursioni su sentieri rocciosi alla ricerca


delle stelle alpine, la scoperta dell'angolino tranquillo dal qua­ le fotografare la valle. Tra l'al­ tro il silenzio, questo prezioso amico dell'uomo moderno, frastornato per tutto l'anno da molesti rumori.

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l’alimentazione

L’alimentazione ha la sua im­ portanza e regolarla non signi­ fica mangiare di meno, ma man­ giare meglio. Se l'attività fi­ sica è notevolmente ridotta ri­ spetto alla normalità è indi­ spensabile ridurre l’apporto de­ gli zuccheri e dei grassi, lar­ gheggiando nella verdura fre­ sca (ben lavata), nei succhi di frutta e nella frutta assortita di giornata. L’apporto delle proteine deve essere abbondan­ te: carne magra, prosciutto, formaggi freschi', latte. Le bibite eccezionalmente fredde, come i gelati consuma­ ti in fretta e nelle ore più calde, possono rappresentare pericolosi nemici, in quanto fa­ voriscono l'instaurarsi di infe­ zioni intestinali. Disturbi dige­ stivi insorgono facilmente du­ rante le giornate delle vacanze anche in coloro che abitual­ mente non ne accusano, per­ ché « il clima di continua fe­

sta » ed il « cambiamento di aria » risvegliano l'appetito. Senza che ce ne accorgiamo si mangia di più! Una purghetta leggera il gior­ no dell' arrivo, un infuso di menta o di camomilla caldi, al­ la sera prima di coricarsi, rap­ presentano misure preventive utili per tutti. Gli atleti che poi, oltre che riposarsi, desiderano migliora­ re' la loro forma, debbono re­ carsi necessariamente in mon­ tagna. L’altitudine, la frescura, l’atmosfera ricca di ossigeno (per la presenza della vegeta­ zione) favoriscono l’esercizio di atletica leggera, l’allenamento collegiale e la preparazione in- • dividuale. Molto importante è praticare qualche sport diver­ so da quello usuale, come ad esempio tennis per i calciato­ ri, corsa in piano per i lanciatori (peso, giavellotto, disco, ecc.), marcia in salita per i baskettisti, e così via. Questo rappresenta anche un interessante diversivo psicolo­ gico oltreché un mezzo sem­ plice ed interessante per cu­ rare la preparazione di nume­ rosi gruppi muscolari. L’am­ biente montano bene si presta, tra l'altro alla massoterapia. I massaggi, quando è possibile, dovrebbero essere praticati al mattino e particolarmente sui

muscoli degli arti inferiori, del­ l’addome, sui lombi, sulle sca­ pole e braccia. Ad ogni seduta dovrebbe seguire una doccia molto calda e una rapidissima risciacquata con acqua tiepida o addirittura fredda.

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camminare

Naturalmente non ci si può improvvisare massaggiatori! E' indispensabile che il massaggio venga praticato da. persona competente perché altrimenti è meglio lasciar perdere. Non tentate di fare da soli! Se ciò non è possibile abituatevi a compiere al mattino, sul letto, stando sdraiati, 40-50 esercizi di elevazione in toto degli arti inferiori, 20 o 30 flessioni bru­ sche delle dita delle mani, in posizione eretta colle braccia sollevate perpendicolarmente in alto. Oltretutto non dimentica­ tevi di camminare, camminare, camminare... Il segreto di una intelligente vacanza è alla portata di tut­ ti, rispettando alcune norme generiche. Solo così potrete trarne beneficio nel fisico e nella psiche, ed essere pronti ad affrontare le .fatiche';dì -un altro anno .di agonismo. • ADRIANO MONTI 11

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LE REGIONI

CI CHIAMA» Servizio di MARCELLO PACINI

Con l’attuazione delle Regioni sarà realizzato un importante imperativo della Costituzione ,e insieme, verrà offerta agli italia­ ni la più grande opportunià per dimostrare il loro reale livello di maturità democratica. Le Re­ gioni, infatti, potranno essere un semplice esempio di decen­ tramento amministrativo, oppu­ re potranno diventare il mo­ mento più impegnativo di una più generale e più vera parteci­ pazione dei cittadini alla vita politica delle Comunità. Nel primo caso saranno una nuova disillusione, che si aggiungerà alle molte patite nel passato, mentre nel secondo saranno si­ curamente l’inizio di una rivo­ luzionaria trasformazione dei rapporti fra il cittadino, lo Sta­ to e le Comunità locali. Le antiche perplessità verso le forme di autogoverno, e quin12

di verso le Comunità locali, non sono scomparse: esse continua­ no a permeare l'intera organiz­ zazione di uno stato centralizza­ to, costituzionalmente portato a uniformare piuttosto che a favorire le espressioni originali e personali dei differenti gruppi sociali. Lo stato contemporaneo, fon­ dato ideologicamente sull'idea di nazione e strutturalmente su concezioni autoritarie di deri­ vazione napoleonica e borghese, ha, per oltre un secolo, perse­ guito una politica del tutto con­ traria ad ogni fenomeno plura­ lista. Dietro l'alibi, comodo e fal­ so, di « dover fare gli italiani » dopo che si era fatta l'Italia, si è cercato di mortificare i valori delle più genuine tradizioni po­ polari e delle più spontanee e più storicamente valide vocazio-

ni locali: l'evoluzione economi­ ca ha indirettamente favorito questa volontà politica, soprat­ tutto quando le strutture del paese si sono trasformate da agricole in industriali. L'esodo dall'agricoltura, le migrazioni interne, l’urbanesi­ mo accelerato sono, fra gli altri, fenomeni indicatori di una tra­ sformazione economica e socia­ le che ha avuto effetti disastrosi sulle antiche comunità c sui gruppi sociali che, sia pure sem­ pre più debolmente, riuscivano ad opporre una qualche resi­ stenza alla volontà mortificatrice dello stato. Nel vuoto che si creava si in­ sediava subito lo stato, qualche volta con comportamenti posi­ tivi, ma per lo più con divieti e proibizioni. La stessa crisi della famiglia, sempre più individua­ lizzata ed eradicata da un con-


Alla prossima costituzione delle Regioni a statuto ordinario c’è chi guarda con sospetto, chi con sfiducia, chi con speranza e ottimismo. Le Regioni, in se stesse, non sono né una panacea né una catastrofe. Saranno quello che noi ne faremo. Rappresentando un decentramento dell’ordinamento statale, esse implicano un invito, anzi un dovere, per tutti, a partecipare più direttamente, con maggior impegno e responsabilità, alla direzione della cosa pubblica. E’ nella misura in cui sapremo cogliere e rispondere a questo invito che le Regioni potranno costituire una effettiva svolta nella vita del nostro Paese. Si tratta di superare una mentalità ormai anacronistica che assegna ogni dovere allo Stato e da esso tutto si attende. Si tratta di sganciarci da vecchi pregiudizi che ci fanno considerare l’azione politica con occhio sfiduciato e sospettoso, e comunque come un dovere che compete sempre ad altri da noi. Occorre superare i limiti artificiali che tutti, più o meno, abbiamo eretto attorno al nostro impegno a beneficio della comunità. Anche l’annoso problema del tempo libero e dello sport può trovare nelle amministrazioni regionali dimensioni nuove, prospettive più aperte, soluzioni positive. E’ necessario che anche noi ne prendiamo coscienza e abbiamo il coraggio di uscire dal nostro guscio per impegnarci direttamente, prontamente, a fondo. Ci viene offerta una preziosa occasione per agire, non possiamo perderla. Ora, non servono più le Cassandre profetesse di sventura, così come domani non potranno più essere giustificate le facili lacrime dei coccodrilli.

testo sociale che ne valorizzi la funzione etica, è un'ulteriore dimostrazione degli effetti di una evoluzione storica che ha trovato nella volontà politica dello stato borghese e nelle mo­ dalità di sviluppo dell’economia le principali componenti di un processo mortificatore delle più genuine vocazioni dei cittadini. E' in questo quadro che si spiegano le ragioni della diffi­ denza, celata o manifesta, che sempre è stata dimostrata ver­ so i fenomeni associativi: una diffidenza che sovente è dege­ nerata in una vera opposizione, che voleva essere condanna di ogni fenomeno di società plura­ lista e che tradiva un’atavica paura verso ogni manifestazio­ ne della libertà e della volontà dei citttadini Da condizioni psi­ cologiche simili sono nate espe-

rienze con le quali si è cercato di controllare, pubblicizzandole, le attività sportive giovanili; è nelle medesime condizioni psi­ cologiche che trova una spiega­ zione la diffidenza con la qua­ le, ancor oggi, si guarda alla vi­ ta delle « associazioni », costret­ te a subire una legislazione ar­ caica che non ne riconosce la funzione di interesse pubblico e nega loro, salvo i recenti prov­ vedimenti della Regione Friu­ li Venezia Giulia, il diritto di godere degli incentivi statali per la realizzazione degli im­ pianti. Non a caso la legislazione sull’associazionismo ha progre­ dito, prima che a livello stata­ le, nella dimensione regionale: la rottura della logica centrali­ sta è un avvenimento di così grande importanza che non

mancherà di far sentire i suoi effetti in ogni aspetto della vi­ ta sociale.

La rottura della logica cen­ tralista presuppone però l'in­ venzione di una logica regiona­ le: presupposto di questa non può essere che un mutato e più complesso approccio dei citta­ dini alla vita pubblica, attraver­ so le attuali istituzioni e soprat­ tutto con i nuovi strumenti che potranno germogliare nei più fertile humus regionale. Il più complesso approccio alla vita pubblica non può deri­ vare che da una approfondita riflessione di alcuni valori e dei loro reciproci rapporti: occor­ re, in primo luogo, maturare compiutamente i concetti di tempo libero e di associazio­ nismo. In un paese quale in nostro. 13


ormai .sulla soglia della comple­ ta industrializzazione e del suc­ cessivo passaggio a un’econo­ mia sempre più caratterizzata dai serviz’ e dalle attività qua­ ternarie, non è più possibile continuare a intendere il « tem­ po libero » come riposo e svago, in contrapposizione a un'atti­ vità lavorativa: non vi possono essere soluzioni di continuità, né contrapposizioni nettamente separate nei vari modi di utiliz­ zo del tempo, in una concezio­ ne di questo, e della personali­ tà umana, più complessa e in­ sieme più vera. Nel tempo libero si deve valo­ rizzare la personalità dell’uo­ mo: meglio, si deve completare tale valorizzazione liberando l’uomo da ogni condizione alie­ nante. Non esistono due mo­ menti nella giornata, uno con­ traddistinto dall’alienazione, il secondo dalla libertà e dalla af­ fermazione della personalità: nella misura in cui tale distin­ zione è storicamente vera e pre­ sente nella realtà di questi anni si individuano carenze di svi­ luppo sociale che dobbiamo su­ perare e obbiettivi verso cui ri­ volgere le nostre volontà.

piutamente la propria persona­ lità sarà quella regionale. La cornice istituzionale, con la quale verrà concretamente rea­ lizzata la nuova dimensione, potrà essere anche carente e imperfetta: ciò che sembra ve­ ramente necessario e indispen­ sabile è l'impegno convinto e consapevole di quanti abbiano una responsabilità sociale.

Se l'unjcità del tempo è la di­ mensione in cui dobbiamo spen­ dere la nostra vita, l’approccio globale ai problemi e ai biso­ gni ne è il necessario e attivo completamento, nel senso che ciascun cittadino, nel rispetto delle altrui funzioni, deve in­ quadrare la propria nella realtà sociale conosciuta e approfon­ dita in tutta la sua interezza. Lo stesso livello della tecnica ci induce a questo approccio più complesso: le interdipen­ denze fra organizzazione del ter­ ritorio, politica sanitaria e poli­ tica sportiva ne sono una chiara ed esemplare dimostrazione. Il livello tecnologico gioca pe­ rò un semplice ruolo di suppor­ to ai bisogni che determinano l’esigenza di approfondimenti globali della realtà sociale. Lo stesso problema della « parteci­ pazione », recentemente esplo­ so con insospettata violenza in alcuni paesi europei, nasconde, al fondo, una medesima esigen­ za di approccio globale ai pro­ blemi della società. Globalità e completezza di in­ teressi e dimensione a misura di uomo. La nuova dimensione in cui ciascuno potrà dispiegare com­

Fra questi, in primo luogo, i dirigenti delle associazioni sportive e culturali. Essi debbo­ no maturare la convinzione che nella misura in cui perseguono attraverso l'organizzazione del­ le attività sportive in cui perse­ guono attraverso l’organizzaziodelle attività sportive e cui turali l’arricchimento della per­ sonalità umana non possono e non debbono porre limiti arti­ ficiali al loro impegno e alla lo­ ro azione. Le perplessità e le diffidenze, sovente manifestate nel passa­ to, nei confronti della politica non hanno più ragione di sussi­ stere nella nuova dimensione regionale, che dovrà significare, soprattutto, un nuovo modo di partecipare alla vita della Co­ munità. I dirigenti delle asso­ ciazioni giovanili non possono e non debbono, ovviamente, tra­ sformarsi in politici: essi però debbono abbandonare perples­ sità e diffidenze e comprendere le numerose interdipendenze che legano sport, cultura c po­ litica, fino a farli diventare aspetti particolari di una mede­ sima e più complessa realtà. Un primo impegno per i di­ rigenti delle associazioni spor-

UNA INTERESSANTE SOLUZIONE E’ stata definitivamente approvata la legge Regionale Sarda per l’attuazione di un piano di promozione dello sport nell’isola.

Di particolare interesse appare sorato Regionale competente, di un con il compito di proporre: a) lo la legge si riferisce, coordinandolo materia; b) i programmi operativi

la costituzione, presso l’AssesComitato Tecnico per lo sport schema di piano ottennale cui con gli altri provvedimenti in annuali.

Del Comitato Tecnico fanno parte: l’Assessore competente e i rappresentanti degli Assessorati interessati, i delegati provinciali del CONI, i rappresentanti regionali degli Enti di Propaganda, tre esperti, un esperto in medicina sportiva, un rappresentante del Credito Sportivo, i Provveditori agli Studi.

Limitandoci qui a segnalare l’iniziativa che ci sembra di estremo interesse, avvertiamo i nostri dirigenti provinciali e regionali, più direttamente interessati, che il testo completo della legge sarà pubblicato sul prossimo numero di « Flash ».

tive e culturali è costituito dal perfezionamento degli strumen­ ti di partecipazione che hanno a disposizione e nell’invenzione di nuovi e di più adatti alla di­ mensione regionale.

I vecchi strumenti che meri­ tano di essere perfezionati so­ no, in primo luogo, le varie for­ me di collaborazione con gli en­ ti locali. I tradizionali rapporti con gli Assessorati allo Sport non so­ no più sufficienti: occorre che gli amministratori e i politici abbiano coscienza che i loro in­ terlocutori sono l’espressione di vitali forme associative che hanno ogni diritto a concorrere attivamente alla elaborazione della politica degli enti locali, nella misura in cui questa in­ fluisce sulla vita e sugli interes­ si dell’associazione. Attualmente le forme più avanzate di partecipazione del­ l’associazionismo giovanile alla politica delle Comunità locali si sono realizzate in Toscana e soprattutto in Emilia, con la creazione delle Consulte. Sono un primo passo, ed un indiriz­ zo, verso nuovi rapporti che esaltino il profondo significato di civiltà che l’associazionismo giovanile rappresenta. Non so­ no però sufficienti, e nuovi strumenti debbono essere in­ ventati: è il primo compito che debbono assumersi le associa­ zioni, nella consapevolezza che nella nuova dimensione della Comunità Regionale troveranno più fertili motivi di sviluppo e di progresso.


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a cura di DOMENICO MAIELLO


i lanci crisi e speranze Nel lancio del disco dove l’Italia aveva per molti anni, se non dettato legge, mostrato agli altri una possibile via da seguire, oggi ci trovia­ mo a dover fare una rincorsa affannosa per cer­ care di recuperare il tempo ed i molti metri perduti. Sono ormai lontani i tempi quando schiera­ vamo i due migliori discoboli del mondo, sono passati i tempi quando Consolini poteva permet­ tersi il lusso di essere battuto solo da sé stesso. Come mai questo crollo? Come mai con il tramonto dei Tosi e dei Consolini l’Italia ha avuto un lungo periodo di oscurantismo?

Le ragioni possono essere varie e tutte con­ correnti senza poter dire che una di esse è stata veramente conclusiva. La prima, forse quella dietro la quale è più facile trincerarsi, ma forse è anche la più fan­ ciullesca: « in Italia non si sono trovati elementi capaci di raggiungere misure di prestigio ». Non la discutiamo, ma facciamo solamente notare che nazioni molto più piccole di noi, e che non hanno mai avuto dei grandi discoboli, hanno trovato sempre rincalzi che hanno conti­ nuamente migliorato le prestazioni nazionali sen­ za cadere in lunghi periodi grigi e che altre na­ zioni più piccole della nostra hanno sempre avuto discoboli al vertice dei valori mondiali. Una ragione piuttosto seria, che capita pro­ prio a chi si sente bravo, la rileviamo nella constatazione che mentre noi ci sentivamo al culmine della parabola e ci gloriavamo del fatto che tutti ci venivano a guardare, fotografare c cinematografare a varie velocità i nostri di­ scoboli, gli altri, dopo averli studiati, cercato i loro pregi ed i loro difetti, hanno messo a punto migliorate tecniche di lancio, di addestramento e di allenamento. Così mentre i nostri progredi­ vano lentamente gli altri avevano trovato il modo di imboccare la via maestra e ci guardavano da lontano. (Ricordiamo che Consolini ha ottenuto la sua migliore prestazione di 56 metri e 96 centimetri quando le sue misure non solo non erano più primato mondiale, ma nemmeno eu­ ropeo, anzi, quando questi limiti erano stati por­ tati alcuni metri più in là). 16

un

Nella pagina precedente, lancio di Silvano Simeon, il degno erede di Consolini.

accanto: Carlo Lievore, già primatista mondiale, è ritornato alle gare con scarsa fortuna.

Qui

Incassata la lezione ci siamo messi a foto­ grafare, a cinematografare e studiare quello che facevano gli altri, ed ora lentamente comincia­ mo a risalire la china. Simeon è l’inizio di que­ sto risveglio, comunque molti metri dividono an­ cora le sue prestazioni dalle migliori mondiali ed europee. La nostra carenza di discoboli è stata grave soprattutto se si considera la longevità atletica di Consolini che ha permesso per molti anni alla nazionale italiana di contare su un discobolo che, regolarissimo nelle sue prestazioni, riusci­ va a fare in tutte le gare lanci tra i cinquantadue ed i cinquantacinque metri. La longevità atletica di Consolini ha contri­ buito, inoltre, a far pensare che la nostra tecnica di allenamento era fra le migliori se consentiva ad un atleta di mantenersi costantemente quasi al limite delle sue migliori prestazioni, dimenti­ cando che tecnica di allenamento di conserva­ zione non è di evoluzione. La presenza nella nazionale italiana di due discoboli di valore di cui un recordman mon­ diale, ha assopito, quindi, la necessità dei tec-


nici di preparare i rincalzi e lo studio evolutivo della specialità.

Il lancio del peso non è stato per l’Italia una specialità di grandi atleti e di soddisfazione, ec­ cetto la breve parentesi del miglior Meconi quan­ do sembrava volersi avviare, dopo la conquista del primato europeo, verso più fulgidi traguardi. Le cause di questa insufficienza possono es­ sere ricercate fra la mancanza di una tradizione e, quindi, di una scuola della specialità (questa carenza ci ha portati ad una onesta imitazione del lavoro fatto dagli altri, senza mai ricercare e sperimentare soluzioni tecnicamente più perfet­ te) e l’incapacità di trovare e preparare ele­ menti estremamente poderosi che sappiano esprimere nel breve spazio di un attimo tutta la loro potenza. La carenza di uomini è senz'altro a nostro avviso una conseguenza della scarsa base di pro­ paganda sportiva ed in particolare della speciali­ tà. La carenza sia tecnica che di allenamento può essere compresa forse per lo scarso seguito che ha la specialità nei giovani, poiché i grandi risul­ tati sono possibili solo ai fisici michelangioleschi.

Inoltre, essendoci pochi elementi che si dedi­ cano alla specialità, vi è anche scarso interesse ad approfondire l’argomento da parte degli al­ lenatori. E’ un po’ un circolo chiuso. Sarebbe oppor­ tuno in questo caso setacciare (è la parola giu­ sta) l’Italia alla ricerca degli elementi con le ca­ ratteristiche del pesista e da lì si potrebbe ini­ ziare la scuola e, quindi, la tradizione italiana. Mentre la partenza dorsale nel peso è stata la grande innovazione tecnica della specialità, nel martello la tecnica di lancio è rimasta pressocché invariata, poiché in esso sono rimasti sempre costanti il binomio forza e velocità di esecuzione. Nel martello un ulteriore progresso si è ot­ tenuto mediante l’allenamento che, come per le altre specialità, tende ad aumentare con il la­ voro la perfezione tecnica e l’automatismo di esecuzione. La maggiorata e migliorata qualità e quan­ tità di lavoro consente, inoltre, di avere lanciatori più forti e più veloci, il che vuol dire più potenti. 17


La maggiore velocità di esecuzione ha per­ messo di aumentare non solo il numero dei giri che il martellista compie nella pedana da due a quattro, ma anche la forza necessaria per do­ mare il martello sino al completamento dell’azio­ ne di lancio. Ricordiamo che il martellista ha sempre po­ tuto fare più di due giri, il che in pratica non gli serviva a niente perché ad un ulteriore au­ mento di giri non corrispondeva un aumento del­ la velocità dell’attrezzo in quanto il martellista non riusciva a girare ed a far girare l’attrezzo con una maggiore velocità.

Nel martello i risultati sono migliorati an­ che perché si è cercato di migliorare l’attrezzo spostando il baricentro verso l'esterno. Per ot­ tenere questo si è adoperato un metallo più pe­ sante che consentisse di ridurre il diametro del­ la sfera. In questo modo, pur rimanendo costante la velocità angolare, si è aumentata la velocità periferica che ha portato ad una maggiore velo­ cità di fuga dell'attrezzo al momento del lancio. Di conseguenza si sono avute delle parabole leg­ germente più lunghe. (Questo miglioramento è stato possibile in quanto il regolamento non sta­ bilisce le dimensioni della sfera e la lunghezza del cavo, ma solo la lunghezza totale dell’at­ trezzo). L’Italia in questo campo non ha mai eccelso, potremmo dire con maggiore realismo che ha sempre avuto atleti mediocri. Le cause sono molto simili a quelle del peso; in più gli atleti che si dedicano a questa specialità sono costretti ad allenarsi in campi particolari ed in orari in cui non arrechino danno agli altri. I martellisti sono costretti ai campi parti­ colari in quanto, normalmente, le piste di atle­ tica leggera circondano campi di calcio e l'at­ trezzo che cade provoca buche piuttosto pro­ fonde rovinando il fondo; da qui la necessità di trovare un posto dove farli allenare. E' noto che i campi sportivi sono anche campi di ritrovo fra persone che hanno parec­ chi punti in comune ed il martellista è costretto a vivere le sue opere sportive al di fuori di que­ sta comunità. Da qui nasce un’altra causa che assottiglia le file. II problema dell’integrità dei campi coinvolge anche il peso, ma lo spazio che richiede è molto inferiore e, quindi, si trova sempre uno spiazzo anche dietro le porte che consenta di lanciare. Il problema della pericolosità dell’attrezzo è presente non solo nel martello ma anche nel di­ sco e nel giavellotto. Per queste due specialità si usano i campi all’interno delle piste perché è possibile lanciare richiamando all’attenzione gli altri atleti che si allenano e, soprattutto con il giavellotto, è difficile che si sbagli la direzione di lancio tanto che vada a finire sulle piste dove si allenano i corridori. Il giavellotto ha una vita leggermente simile a quella del peso dove, alla breve parentesi dei fratelli Lievore con Carlo che stabilisce il pri­ mato mondiale, ha fatto seguito un exploit di Radman che, stufo di fare il decatleta per gareg­ giare solo poche volte ogni anno, si è specializ­ zato nel giavellotto e sulla soglia della trentina ha raggiunto gli ottanta metri. Questa sua pre­ stazione ci fa pensare che molto probabilmente 18

se si fosse dedicato prima al giavellotto avrebbe certamente potuto ottenere risultati migliori. La constatazione che in Italia in pochi anni tre atleti hanno raggiunto gli ottanta metri, sta ad indicare che la via per le grandi prestazioni è nota, mancano forse i giovani che si dedichino con passione e mezzi a questa specialità. Comprendiamo che si possa rimanere sor­ presi dal sentir dire che manca la passione ver­ so una specialità che può vantare il raggiungi­ mento di limiti oltre i novanta metri. Si può obiettare che non è possibile non trovare prose­ liti quando si vedono lanci che certamente col­ piscono la fantasia e che possono far pensare che i giavellotti siano diventati missili intercon­ tinentali. Inoltre, si può far osservare che, nono­ stante del giavellotto si faccia un uso incruento, non si deve dimenticare che mantiene tutte le sue caratteristiche di arma di offesa e che può fornire una eccezionale via di sfogo alle cariche di aggressività. Questa sua caratteristica dovreb­ be portargli atleti di notevoli capacità. Il pro­ selitismo dovrebbe essere addirittura di massa se si considera che nello studio i giovani sono portati all’esaltazione dell'abilità degli eroi clas­ sici nell’uso di questo attrezzo. Cosa è allora che impedisce a questa specia­ lità di affermarsi? Vi sono tre ragioni direttamente dipendenti. La facilità con la quale la violenta azione del braccio che lancia l’attrezzo può arrecare offese al lanciatore; il timore degli allenatori che san­ no di questa pericolosità di arrecare danno ai giovani e la paura che avendo troppi lanciateri si finisca col non poterli controllare e che ac­ cada un incidente. Lanciare il giavellotto è piuttosto rischioso, infatti è sufficiente che l’esecuzione tecnica del lancio si scosti di poco dalla traiettoria fisiolo­ gica consentita dalle articolazioni e dai muscoli chiamati in causa che è possibile provocare danni che costringono a sospendere l'attività anche per lungo tempo. Proprio come è capitato a Carlo Lievore che si è infortunato quando era lanciato verso la conquista di ambiti allori. E’ compren­ sibile, quindi, che atleti dotati scelgano specia­ lità dove possono ugualmente eccellere senza rischiare continui infortuni. Secondo il nostro pensiero, parte degli studi evolutivi della specialità dovrebbero essere in­ dirizzati verso la ricerca di tecniche meno peri­ colose o di preparazioni atletiche che consen­ tano di diminuire notevolmente le possibilità di infortunio. Superato questo scoglio certamente gli al­ lenatori propaganderebbero maggiormente la specialità e gli atleti si avvicinerebbero ad essa certi di poter fare della sana attività sportiva. Siamo, inoltre, dell’avviso che gli allenatori convinti della diminuita pericolosità della specia­ lità, saprebbero trovare anche una organizzazio­ ne degli allenamenti per consentire ad un nu­ trito gruppo di giavellottisti di condurre seri e proficui allenamenti. Comunque tutto dipende dalla eccessiva pericolosità della tecnica di lan­ cio, e dai tecnici della specialità attendiamo un indirizzo che possa lanciare su vasta scala la pratica di una disciplina sportiva così bella.

Domenico Maiello


la nostra attività agonistica 1968-1969 IL CONSIGLIO DIRETTIVO NAZIONALE NELL’ULTIMA RIUNIO­ NE HA APPROVATO I PROGRAMMI AGONISTICI PER LA PROS SIMA STAGIONE. IL NOSTRO DIRETTORE TECNICO NAZIO­ NALE NE FA UNA RASSEGNA, SOTTOLINEANDO L’IMPEGNO E LE FINALITÀ’ DEL CENTRO SPORTIVO ITALIANO NELLE VARIE DISCIPLINE E MANIFESTAZIONI IN PROGRAMMA

di GENEROSO DATTILO

La celebrazione di un Congresso Nazionale riveste sempre un'ecce­ zionale importanza, emerge il senso di responsabilità per tutti coloro che hanno offerto la loro opera in seno al CSI pervasi dal costante dubbio: si poteva fare di più e di meglio? Il IX Congresso Nazionale ha po­ sto in evidenza che il CSI, sia pur gradatamente, si è rinnovala nei suoi indirizzi organizzativi veduti sotto un profilo panoramico. Consideriamo ogni congresso na­ zionale una tappa della nostra Or­ ganizzazione e anche se i risultati dei consuntivi possono definirsi vit­ torie ambite, abbiamo sempre il do­ vere di essere convinti che si può fare di più e di meglio. Ed è con tali intendimenti che vogliamo esa­ minare la mozione conclusiva del IX Congresso Nazionale che costitui­ sce la volontà e l’indirizzo della nostra Periferia.

Occupa il posto d'onore la forma­ zione e il perfezionamento dei diri­ genti del CSI e noi naturalmente dobbiamo riferirci ai dirigenti tee-

nici e fra questi gli allenatori e gli arbitri. Il problema più importante dello sport nazionale italiano può identificarsi sulla palese carenza di' dirigenti sportivi. E’ ampiamente provato che nelle sfere del CONI e delle Federazioni permane costan­ temente il desiderio di rinnovare i quadri dirigenziali onde ottenere un più vivificante sviluppo delle ideee innovatrici che potrebbero più facilmentte scaturire dal settore gio­ vanile. Trattasi di un problema di difficilissima attuazione e molto spesso ce ne chiediamo i motivi elle non possono esclusivamente ba­ sarsi sulla trasformazione della so­ cietà moderna su cui indubbiamente ha influito il maggior benessere so­ ciale.

E' veramente difficile reclutare i dirigenti nel settore dello sport e senza voler usare i vocaboli della condanna, dobbiamo ammettere che le accennate carenze hanno ragione di essere perché manca una menta­ lità sportiva che nel lontano e re­ cente passato si identificava in uno spirito di sacrificio e di dedizione

che non esprimeva un « prezzo » e più precisamente un « compenso », ma era l’offerta spontanea di tanti appassionati che offrivano la loro opera in favore dello sport. Riteniamo di aver detto una realtà e di fronte a questa situazione è mol­ to difficile il reperire nel settore agonistico dirigenti capaci e che inoltre si dedichino con certosina costanza al benessere che lo sport stesso offre specialmente ai giovani. Di fronte a questa difficile situa­ zione il CSI ne ha avvertito l’ecce­ zionale importanza che rappresen­ terebbe, qualora non si riuscisse a risolvere il gravoso problema, la ragione di vita della stessa Organiz­ zazione. Se per le Federazioni sportive, confortate da cospicui mezzi, il pro­ blema sussiste, dobbiamo ammet­ tere che per il CSI il problema stes­ so rivestirebbe maggiore importan­ za perché non possiamo limitarci ad avere nelle nostre file dei dirigenti aventi esclusivamente una idoneità crudamente tecnica ma dobbiamo pretendere dagli stessi che le quali­ tà tecniche siano accompagnate da

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un vivo sentimento spirituale e mo­ rale che possano qualificare ogni dirigente tecnico del CSI un auten­ tico « educatore » della nostra gioIX Congresso Nazionale del CSI po­ ne in evidenza questa necessità nel suo indirizzo, e ciò costituisce un grosso impegno per la Presidenza Nazionale ed al riguardo dobbiamo essere tutti convinti che nella nostra famiglia è possibile raggiungere an­ che quésta « tappa », e questa no­ stra convinzione è determinata dal­ l’esperienza e dalla realtà del feno­ meno organizzativo che ci ha con­ sentito, fino ad oggi, di poter esple­ tare la funzione sportiva seriamen­ te, requisito quest’ultimo insoppri­ mibile se vogliamo rendere effetti­ vamente valida la nostra missione in seno allo sport nazionale.

1 Campi Scuola Nazionali sono una realtà efficace e maggiormente tale efficacia potrà divenire realtà se i corsi per tecnici regionali e pro­ vinciali avranno il massimo svilup­ po. Un dato è certo: la nostra Peri­ feria risponde all’affettuoso appello della Presidenza Nazionale e ciò co­ stituisce una garanzia per l’avveni­ re. Dobbiamo tutti assolvere tale problema che riteniamo il più im­ portante ai fini organizzativi e quin­ di la crescente iniziativa di organiz­ zare corsi dirigenti tecnici, ivi com­ presi i corsi per allenatori ed arbi­ tri, deve considerarsi il costante im­ perativo della nostra opera che va dai dirigenti nazionali a quelli di Periferia.

l’attività giovanissimi L'attività Giovanissimi deve essere considerata la piattaforma della no­ stra Organizzazione. Abbiamo rile­ vato che in questi ultimi tempi, ci si perdoni la presunzione, tutte le Federazioni sportive hanno seguitto l’esempio del CSI che da circa vent’anni lanciò nello sport nazionale la indispensabilità di propagandare lo sport stesso nei giovanissimi E’ dimostrato che vi è spazio per tutti e il CSI per le sue caratteristiche deve impegnarsi acche l’attività dei giovanissimi rappresenti un effetti­ vo beneficio per il sano sviluppo dei giovani per i quali necessita riser­ vare preventivo controllo sanitario.

le asprezze che l'agonismo stesso comprende. Il movimento giovanissimi deve essere esercitato con una certa ela­ sticità, e si possono comprendere anche « forme originali » che del re­ sto sono allo studio della nostra Di­ rezione Tecnica e delle Commissio­ ni Tecniche Nazionali. Fermo rima­ nendo naturalmente il rispetto per tutto ciò che concerne le norme che si basano sulla tutela fisica dei no­ stri ragazzi.

Rileviamo anche nel settore gio­ vanissimi che lo sport del Calcio è al vertice di tutta l'attività sportiva. Trattasi di una disciplina agonistica che presenta particolari esigenze e se vogliamo essere aderenti ai no­ stri indirizzi, dobbiamo particolar­ mente preoccuparci che questa at­ tività sia svolta entro determinati limiti e che non è possibile accetta­ re deviazioni regolamentari con ri­ ferimento all’età dei giovani atleti, come pure non sono ammissibili le arbitrarie modifiche dei regolamen­ ti, i quali non hanno esclusivamen­ te il sapore tecnico ma maggiormen­ te quello della tutela.

le nostre società sportive L’impegno assunto nei precedenti congressi di tentare con ogni possi­ bile mezzo che i « gruppi » e le « squadre » diventino « società spor­ tiva » è sempre di costante atttualità e il raggiungimento di tale indi­ rizzo costituisce non solamente una affermazione sportiva del CSI, ma soprattutto un’affermazione che rappresenterà il raggiungimento dei nostri fini idealistici perché co­ stituirebbe una confusa attività sportiva che creerebbe un clima squisitamente familiare.

1 <3 11 Nuoto, l’Atletica Leggera, la Pallacanestro, la Pallavolo, la Palla­ mano e particolarmente il Mini-ba­ sket e il Mini-volley costituiscono le discipline sportive più congeniali per i giovani atleti. Infine si rivolge particolare appel­ lo ai nostri Comitati per l’organiz­ zazione dei « Centri Olimpia » che già hanno ottenuto un indubbio suc­ cesso e così pure i NAGC che per la efficace collaborazione della F1GC possono rendere accettabile il Gio­ co del Calcio. Alla base di tutta l’at­ tività riservata al settore degli atle­ ti del domani, deve sussistere una ordinata attività di educazione fisi­ ca che faciliterà l’agonismo sporti­ vo facendo superare più facilmente

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le discipline olimpiche La scelta delle discipline sportive è sempre stato un problema di ec­ cezionale importanza per il C.S.I. Al riguardo possiamo suddividere in due settori i vari sport: gli olim­ pici che comprendono l’Atletica Leggera, Calcio, Ciclismo, Nuoto, Pallacanestro, Pallavolo, Sci e l'al­ tro settore che comprende il Tennis, Tennis Tavolo, Pattinaggio, Rugby


Educativo, Aeromodellismo, Bocce, Judo, Baseball, Pallamano. Per quanto concerne gli sport olimpici sono state scelte 4 discipli­ ne sportive da confortare in modo particolare, e precisamente il Nuo­ to, l’Atletica Leggera, la Pallacane­ stro c la Pallavolo. La nostra azione su dette discipline sportive costitui­ sce un impegno particolarmente propagandistico e perciò nei loro ri­ guardi è in atto una speciale assi­ stenza sia tecnica che amministra­ tiva. Fermi rimanendo i Campiona­ ti Nazionali a cui partecipano in lar­ ga misura i giovanissimi, e al riguar­ do necessita aggiungere lo sci con i suoi "ventennali campanili alpini”, il Consiglio Direttivo unitamente al­ la Direzione Tecnica si sono preoc­ cupati di consentire una più vasta partecipazione di atleti giovanissimi nel Nuoto e contemporaneamente di promuovere una vasta attività nell’ambito provinciale. Il Calcio rappresenta il fulcro organizzativo del CSI dove spicca per importan­ za sia tecnica che di partecipazio­ ne la categoria Juniores. Sarà par­ ticolare cura seguire la cat. Allie­ vi onde esaminare la possibilità per un domani, di organizzare i campio­ nati nazionali per tale categoria an­ che se vi sono difficoltà tecniche e amministrative per l’attuazione di detti campionati che così simpati­ camente vengono sostenuti da una rilevante parte della Periferia.

L’attività calcistica « ricreativa » sarà seguita con particolare cura dalla competente Commissione on­ de esaminare le molteplici carenze che in èssa si riscontrano. Si è sem­ pre più convinti che tale attività po­ trebbe svolgersi nell’ambito del CSI senza pretendere l'inserimento di giocatori federali. Inoltre si pre­ ferirà che l’età dei partecipanti sia riservata in modo preponderante ai giovani e alla cat. Juniores. Nel men­ tre possono considerarsi accettabili le organizzazioni riservate alle aziende che consentono utili contat­ ti per una idonea collaborazione con l’industria. Pur costituendo un grosso impe­ gno organizzativo, sarà indispensa­ bile attuare i corsi di allenatori di Calcio. Ce ne ha dato l’esempio qualche Comitato anche se tali corsi devono logicamente contenersi su piani di modesta entità. Per quanto riguarda la Pallacane­ stro e la Pallavolo, ripetiamo che è nell’indirizzo della nostra Presiden­ za Nazionale di offrirgli maggiore impulso propagandistico e sarà ne­ cessario raggiungere mete più con­ tortami per quanto riguarda la par­ tecipazione delle nostre Unioni Sportive nelle anzidetto specialità. Diverrebbe avvilente se il Campio-

nato Provinciale dovesse identificar­ si con la partecipazione di tre o quattro Unioni Sportive. Ciò signifi­ cherebbe che tali Unioni Sportive sarebbero praticamente inattive per la maggior parte della stagione e sarà quindi necessario in tali even­ tualità promuovere dei tornei onde tenere impegnati i nostri atleti. L’Atletica Leggera, oltre ad un va­ sto programma a carattere naziona­ le, ha programmato un intenso in­ dirizzo organizzativo non escluden­ do delle specialità che si possono praticare anche in quelle città sprov­ viste di attrezzatura per l'Atletica Leggera. Dobbiamo considerare l’Atletica Leggera la sentinella del CSI e al ri­ guardo non mancheremo di sugge- • rire una più ordinata organizzazione tenendo presente, escludendo i gio­ vanissimi, il duplice tesseramento dei nostri atleti.

Per lo Sci, come del resto per al­ tre discipline sportive, è difficile modificare i programmi e al riguar­ do necessita tenere presente che i campionati nazionali si basano in modo prevalente sui giovanissimi. Per il Ciclismo saranno lanciate le « Leve » che già hanno ottenuto un certo successo nel 1967.

le altre discipline sportive 11 Tennis Tavolo ha diritto, per il notevolissimo numero di tesserati e per l’attività che svolge, al posto d’onore. Trattasi di una attività sportiva che investe varie categorie e si svolge particolarmente negli oratori e conseguentemente è giusti­ ficato che tale attività si concluda nelle fasi nazionali. Sono allo studio delle innovazioni e talvolta le difficoltà di attuazione sono rappresentate da problemi di carattere amministrativo. Comun­ que nella veniente stagione vi sarà un maggiore impulso anche se la stragrande maggioranza di nostri Comitati pratica già il Tennis Ta­ volo.

11 Tennis ha avuto un notevole impulso e si ritiene necessario pre­ disporre dei programmi sia pure a carattere provinciale non escluden­ do finali regionali. Il Tennis non po­ trà offrire un gran numero di tesse­ rati, però trattasi di una disciplina sportiva che indubbiamente quali­ fica la nostra Organizzazione e quin­ di meritevole di particolare riguar­ do. Le Bocce costituiscono una tra­ dizione nel CSI e dobbiamo ricono­ scere che l’attività è in continuo svi­ luppo anche se i diversi sistemi di gioco rappresentano un certo osta­ colo per la formulazione dei pro­ grammi. Naturalmente è una specia­ lità sportiva che dobbiamo vedere riservata essenzialmente ai giovani

e che incontra il favore di moltissi­ mi Comitati. Nel Pattinaggio, malgrado partico­ lari incentivazioni che abbiamo ri­ servato a tale sport, non si è riscon­ trata un’idonea rispondenza da parte della Periferia. Persisteremo neH’inciiarc il Pattinaggio a cui pos­ sono partecipare gli atleti della cat. Giovanissimi, anche se attualmente dobbiamo riscontrare risultati mo­ desti e non mancheremo di persiste­ re affinché i risultati stessi siano maggiormente confortanti.

Aeromodellismo, Pallone Elastico. Judo e Rugby Educativo cominciano ad avere molti proseliti e sarà quin­ di necessario seguirle con ogni pos­ sibile attenzione. La Pallamano in Italia può consi­ derarsi uno sport « nuovo » e siamo convinti che sarà una disciplina sportiva che avrà un grande svilup­ po non solamente perché può con­ siderarsi oltre tutto «divertente», ma perché richiede prontezza di ri­ flessi, scatto e adeguata velocità. Inoltre è uno sport che può conside­ rarsi idoneo per la preparazione atletica di altre discipline sportive, come ad esempio la Pallacanestro, il Calcio e l’Atletica Leggera. Con la collaborazione della com­ petente Federazione non manche­ remo di incitare particolarmente questa nuova disciplina sportiva che può essere agevolmente praticata, dato che non richiede particolari attrezzature. Abbiamo elencato in sintesi l’atti­ vità agonistica con le relative pro­ grammazioni e al riguardo i dirigen­ ti dei nostri Comitati non devono impressionarsi per l’imponente mo­ le organizzativa. Ognuno di essi sce­ glierà quelle discipline sportive che sono più congeniali alle proprie esi­ genze non trascurando di effettuare esperimenti in favore di discipline sportive non ancora praticate.

arbitri Nella prossima stagione effettue­ remo un corso di aggiornamento per dirigenti tecnici arbitrali del Calcio onde costituire un vasto gruppo di elementi atti ad illustrare tecnicamente e praticamente le regole tec­ niche del Gioco del Calcio in seno ai gruppi arbitrali del CSI. Successivamente, non appena il numero sarà di una certa consisten­ za, promuoveremo iniziative analo­ ghe per quanto riguarda gli arbitri di Pallacanestro e Pallavolo, e giu­ dici per il Nuoto e per l'Atletica Leg­ gera. GJ).

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STAGIONE AGONISTICA 1968-1969 DEL CENTRO SPORTIVO ITALIANO

programma attività agonistica Pubblichiamo in sintesi i programmi dell’attività agonistica 1968-1969 proposti dalle rispettive CC.TT.NN. ed approvati dal Consiglio Direttivo Nazionale. Per ogni disciplina sportiva, seguirà sui prossimi numeri di Stadium la pubblicazione dei regolamenti completi emanati dalle Commissioni Tecniche.

ATLETICA LEGGERA CAMPIONATO NAZIONALE CORSA CAMPESTRE CATEGORIE: Allievi - Juniore ETÀ’: Allievi: nati dall’1-1-1952 al 31-12-1953; Juniores: nati dall’1-1-1950 al 31-12-1951. DISTANZA: Allievi: Km. 3,500; Juniores: Km. 5,500. TESSERAMENTO: gli atleti ammessi alle fasi succes­ sive a quelle provinciali o zonali, dovranno essere in possesso della tessera vidimata con data anterio­ re a quella di effettuazione della stessa fase pro­ vinciale o zonale. FASI E DATE: Provinciale o Zonale entro il 2 marzo 1969; Finale Nazionale il 30 marzo 1969. AMMISSIONE ALLA FASE NAZIONALE: I Comitati per ciascuna categoria, avranno ammesso un solo atleta.

CAMPIONATO NAZIONALE SU PISTA CATEGORIE: Ragazzi - Allievi - Juniores ETÀ’: Ragazzi: nati nel 1954, 55, 56;Allievi: nati nel 1952, 1953; Juniores: nati nel 1950, 51. SPECIALITÀ’: Ragazzi: Corse piane: m. 60 (n. 5 osta­ coli da m. 0,76); Salti: alto, lungo, asta; Lanci: peso (Kg. 4), giavellotto (gr. 600), disco (Kg. 1,500). Allievi: Corse piane: m. 80, 300, 1000, 2000; corsa ad ostacoli: m. 80 (secondo le caratteristiche indicate dall’art. 6); Salti: alto, lungo, asta; Lanci: peso, disco, giavellotto (attrezzi indicati dall’art. 6); Staffetta 4x100. Juniores: Corse piane: m. 100, 400, 800, 3000; Corsa ad ostacoli: m. 110 (con ostacoli da m. 1,06); Salti: alto, lungo, asta; Lanci: peso, disco, giavellotto (con attrezzi regolamentari). AMMISSIONE: Ragazzi: alla Fase Regionale; Allievi: alla Fase Interregionale e successivamente alla Fi­ nale Nazionale; Juniores: direttamente alla Finale Nazionale in base ad una tabella di minimi da con­ seguire nelle Fasi Provinciali ed in gare Fidai. Ogni Comitato, comunque, dovrà per aver diritto alle fasi successive di Campionato, aver organizzato le fasi locali in determinate prove. TESSERAMENTO: gli atleti dovranno essere tesse­ rati prima dello svolgimento della rispettiva fase provinciale o zonale. FASI E DATE: Provinciali: entro il 31 agosto 1969; .Regionali (per la cat. Ragazzi): entro il 12 settem­ bre 1969; Interregionali (per la cat. Allievi): il 21 settembre 1969; Finale Nazionale (per la cat. Allie­ vi e Juniores): il 5 ottobre 1969. ETÀ’: nati dall’1-1-1954 al 31-12-1956.

CAMPIONATO PROVINCIALE O ZONALE CAT. RAGAZZI CORSA CAMPESTRE ETÀ’: nati dall’1-1-1954 al 31-12-1956. DISTANZA: massima Km. 1,500

TESSERAMENTO: gli atleti dovranno essere in pos­ sesso della tessera vidimata con data anteriore a quella di effettuazione della prima gara. FASI E DATE: Provinciale o Zonale. AMMISSIONE: a discrezione dei Comitato Provinciali o Zonali.

CAMPIONATO PODISTICO CATEGORIE: Allievi - Juniores ETÀ’: Allievi: nati dall’1-1-1952 al 31-12-1953; Juniores: nati dall’1-1-1950 al 31-12-1951. DISTANZA: Allievi: Km. 2 massimo; Juniores: Km. 4 massimo. TESSERAMENTO: Prima della partecipazione alle gare. FASI: Provinciale e Regionale. AMMISSIONE: a discrezione dei competenti Comitati Regionali.

TROFEO PROVINCIALE GIOVANISSIMI CATEGORIE: A: nati dall’1-1-1957 al 31-12-1959; B: nati dall’1-1-1954 al 31-12-1956. SPECIALITÀ’: Cat. A. m. 60 piani, salto in alto, salto in lungo, staffetta 4x50; Cat. B: m. 80 piani, m. 500 piani, salto in alto, salto in lungo, lancio del peso (con attrezzo Kg. 3), staffetta 4x100. TESSERAMENTO: gli atleti dovranno essere muniti della speciale tessera giovanissimi vidimata in data antecedente alla gara cui prendono parte. I giovanissimi nati dall’1-1-1954 al 31-8-1954 devono essere in possesso della tessera atleti.

BOCCE CAMPIONATO NAZIONALE SISTEMA INTERNAZIONALE CATEGORIE: Allievi e Adulti ETÀ’: Allievi: nati dall’1-1-1951 al 31-12-1955; Adulti: nati entro il 31-12-1950. SPECIALITÀ’: singolo e coppia. TESSERAMENTO: gli atleti dovranno essere tesserati in data antecedente la gara cui prendono parte. FASI E DATE: provinciale: entro il 31 luglio 1969; na­ zionale: data da stabilire. AiMMISSIONE: alla finale nazionale verranno ammes­ si i vincitori delle fasi provinciali e zonali auto­ nome.

CAMPIONATO NAZIONALE SISTEMA NAZIONALE CATEGORIE: Allievi e Adulti ETÀ: Allievi: nati dall’1-1-1951 al 31-12-1955; Adulti: nati entro il 31-12-1950. SPECIALITÀ’: singolo e coppia. TESSERAMENTO? gli atleti dovranno essere tesse­ rati in data antecedente la gara cui prendono parte. AMMISSIONE: alla finale nazionale verranno ammes-


si i vincitori delle due specialità delle due categorie di ciascuna fase provinciale o zonale autonoma.

TROFEO GIOVANNI ROANO Gara di rappresentanza a formazioni « quadrotte », con regolamento intemazionale, da effettuarsi nel po­ meriggio della finale del Campionato Nazionale. Comporranno le « quadretto » gli stessi parteci­ panti alla suindicata finale.

CALCIO CAMPIONATO NAZIONALE JUNIORES ETÀ’: minima 14 anni, massima nati daIl’1-1-1950. TESSERAMENTO: gli atleti debbono essere tesserati in data antecedente la gara cui prendono parte. Per la partecipazione alla fasi interregionali e na­ zionale, gli atleti debbono comunque essere tesserati entro 1’11 maggio 1969. FASI E DATE: provinciale: entro il 13 aprile 1969; regionale; entro 1’11 maggio 1969; interregionale (2 incontri): il 18 maggio 1969; nazionale: dal 31 maggio al 5 giugno 1969. AMMISSIONE: verranno disputate due eliminatorie interregionali. Le 16 regioni rimaste accederanno direttamente alla fase nazionale.

CAMPIONATO DILETTANTI ETÀ’: minima 16 anni compiuti, massima 27 anni compiuti. FASI: provinciali e regionali.

CAMPIONATO ALLIEVI ETÀ’: dai 14 anni compiuti ai 16 anni. FASI: provinciali e regionali.

ATTIVITÀ’ RICREATIVA ETÀ’: cat. A: dai 14 anni compiuti ai 18 anni compiu­ ti; cat. B: dai 16 anni compiuti (senza limiti di età massima; dal 32. anno visita medica preventiva).

TROFEO PROVINCIALE GIOVANISSIMI ETÀ’: cat. A: 11 anni compiuti, 12 e 13 armi; cat. B: 13, 14 e 15 anni. TESSERAMENTO: gli atleti dovranno essere fomiti della speciale tessera giovanissimi, vidimata in data antecedente la gara a cui prendono parte. Per partecipare alle gare gli atleti dovranno presentare altresì l’assenso scritto di uno dei genitori ed un certificato di idoneità fìsica. I giovanissimi che hanno compiuto il 14. anno di età devono essere in possesso della tessera atleti.

CICLISMO CAMPIONATI NAZIONALI CATEGORIE: Esordienti - Allievi - Dilettanti ETÀ’: Esordienti: nati nel 1953 e 1954; Allievi: nati nel 1951 e 1952; Dilettanti: nati entro il 1950. TESSERAMENTO: gli atleti devono essere in posses­ so della tessera FCI e della tessera CSI per la stessa Società. La tessera CSI dovrà essere vidi­ mata entro il 31-7-1969. FASI E DATE: Provinciali: entro il 24 agosto 1969; na­ zionali: cat. Esordienti, Allievi e Dilettanti entro il mese di settembre. AMMISSIONE: l’ammissione alle finali nazionali sarà proporzionata al numero di tesserati di ogni Comitato per ogni singola categoria.

CAMPIONATO NAZIONALE A SQUADRE CAT. ALLIEVI ETÀ': nati nel 1951 e 1952. TESSERAMENTO: gli atleti devono essere in possesso della tessera FCI e della tessera CSI per la stessa Società. La tessera CSI dovrà essere vidimata en­ tro il 31-7-1969. FASI E DATE: finale nazionale da disputarsi in oc­ casione della finale nazionale dilettanti su strada. AMMISSIONE: squadre di 3 elementi ciascuna.

NUOTO CAMPIONATI NAZIONALI CATEGORIE: Esordienti - Ragazzi - Juniores ETÀ’: Esordienti: nati dall’1-1-1956 al 31-12-1959; Ra­ gazzi: nati dall’1-1-1954 al 31-124955; Juniores: nati dall’1-1-1952 al 31-12-1953. SPECIALITÀ’: Cat. Esordienti: per le classi fino a 13 anni: m. 50 stile libero; m. 50 rana; m. 50 far­ falla o delfino; Cat. Ragazzi per le classi da 14 a 15 anni: m. 50 stile libero; m. 50 dorso; m. 100 rana; m. 50 farfalla o delfino; staffetta 4x50 mista (dorso, rana, farfalla o delfino, stile libero); Cat. Juniores per le classi di 16 e 17 anni: m. 100 stile libero; m. 100 dorso; m. 200 rana m. 100 farfalla o delfino; staffetta 4x100 mista (dorso, rana farfalla o delfino, stile libero). TESSERAMENTO: agli effetti del tesseramento, i com­ ponenti la squadra dovranno risultare in possesso della tessera CSI, vidimata dall’ufficio Centrale Tes­ seramento in data precedente la disputa dei campionati provinciali (o dell’altra manifestazione assimilata). Saranno anche ammessi i nuotatori in possesso della tessera « Giovanissimi ». FASI E DATE: provinciale e zonale autonoma entro il 31-7-69; nazionale: data da stabilire. Le iscrizioni ai Campionati Nazionali dovranno pervenire alla CTN Nuoto entro il 5 agosto 1969. AMMISSIONE: alla finale nazionale sono ammessi i Comitati che abbiano organizzato almeno una pro­ va di campionato provinciale o zonale od altra gara assimilata. Ogni rappresentativa potrà partecipare con un mas­ simo di 3 atleti per ciascuna gara individuale e con una sola squadra per ciascuna staffetta. Ogni atleta potrà partecipare ad una sola gara in­ dividuale e alla staffetta in relazione alla categoria di appartenenza. E’ fatta eccezione per gli apparte­ nenti alla cat. Ragazzi che potranno partecipare alle gare della cat. Juniores, fermo restando il limite di partecipazione complessivo ad una gara indi­ viduale e ad una staffetta. Eguale eccezione è fatta per gli appartenenti alla cat. Esordienti nel caso siano fatti partecipare a gare della cat. Ragazzi.

ATTIVITÀ’ GIOVANISSIMI ETÀ’: cat. A: nati dall'1-1-1957 al 31-12-1959; cat. B: nati dall’1-1-1954 al 31-12-1956; TESSERAMENTO: gli atleti dovranno essere muniti della speciale tessera giovanissimi vidimata in data antecedente la gara cui prendono parte. I giovanissimi nati dall'1-1-1954 al 31-18-1954 debbo­ no essere in possesso della tessera atleti. SPECIALITÀ': m. 25 (o 33,33) stile libero; m. 25 (o 33,33) dorso; m. 25 (o 33,33) rana; staffetta mista 3x25 (o 3x33,33) dorso, rana, stile libero.

CAMPIONATO PROVINCIALE PALLANUOTO CATEGORIA: Juniores ETÀ’: nati dall'1-1-1949 al 31-12-1951; possono essere inclusi due elementi della cat. Allievi nati dall'1-11952 al 31-12-1954. TESSERAMENTO: gli atleti debbono essere tesserati in data antecedente la gara cui prendono parte. Sono ammessi anche atleti con tessera giovanissi­ mi purché questa sia del modello speciale con foto obbligatoria. FASI E DATE: Provinciale; data a scelta dei Comitati organizzatori.

PALLACANESTRO CAMPIONATI NAZIONALI CATEGORIE: Allievi e Juniores. ETÀ’: Allievi: nati dall’1-1-1953 al 31-12-1955; Juniores: nati dall'1-1-1948 al 31-12-1955. TESSERAMENTO: gli atleti debbono essere tesserati in data antecedente la gara cui prendono parte. Per la partecipazione alle fasi interregionali e na­ zionali gli atleti debbono comunque essere tesse-

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rati entro la conclusione delle rispettive fasi re­ gionali. FASI E DATE: chiusura iscrizioni 17 febbraio 1969; provinciali: entro il 19 marzo 1969; regionali entro il 13 aprile 1969; interregionali: 1'11 maggio 1969; nazionale: 31 maggio 1-2 giugno 1969. AMMISSIONE FEDERATI: Allievi: possono partecipa­ re anche i tesserati FIP purché lo siano per la stessa Società per la quale sono tesserati CSI e non abbiano preso parte a campionati federali di qualsiasi specie. Juniores: possono partecipare an­ che i giocatori tesserati alla FIP fino ad un mas­ simo di tre, purché lo siano per la stessa Società per la quale sono tesserati CSI e rientrino nei li­ miti di età. Inoltre essi non devono aver preso parte ai campionati federali a carattere nazionale (serie A-B-C-D) sin dall'inizio. Gli altri atleti Junio­ res possono anche essere tesserati alla FIP per la stessa Società del CSI, ma non devono aver preso parte a qualsiasi attività federale. Alla categoria Allievi possono partecipare anche atleti in possesso della tessera giovanissimi sem­ pre che la medesima sia stata rilasciata entro i termini previsti. AMMISSIONE: le vincenti le fasi regionali vengono ammesse ai 4 concentramenti interregionali. Le 4 vincenti dei 4 concentramenti di ciascuna catego­ ria vengono ammesse alla finale nazionale che si disputa a girone semplice all’italiana in tre giorni.

TROFEO PROVINCIALE GIOVANISSIMI ETÀ’: cat. A: nati dall’1-1-1957 al 31-12-1959; cat. B: nati dall’1-1-1954 al 31-12-1956. TESSERAMENTO: gli atleti dovranno essere forniti della speciale tessera giovanissimi vidimata in data antecedente la gara cui prendono parte. I giovanissimi nati dall’1-1-1954 al 31-8-1954 devono essere in possesso della tessera atleti.

PALLAVOLO CAMPIONATI NAZIONALI CATEGORIE: Allievi - Juniores ETÀ': Allievi: nati dall’1-1-1952 al 31-12-1955;Juniores: nati dall’1-1-1948 al 31-12-1955. TESSERAMENTO: gli atleti debbono essere tesserati in data antecedente la gara cui prendono parte (i controlli sono demandati ai Comitati interessati). Per la partecipazione alle fasi interregionali e nazionale gli atleti devono avere vidimata la tes­ sera entro il 13 aprile 1969. FASI E DATE: provinciale: entro il 19 marzo 1969; regionale: entro il 13 aprile 1969; qualificazioni in­ terregionali: 1° maggio 1969; interregionale: 4 mag­ gio 1969; nazionale: 16-17-18 maggio 1969. AMMISSIONE FEDERATI: Allievi: alla categoria Al­ lievi potranno partecipare anche atleti tesserati alla fipav con cartellino juniores, purché rientranti nei limiti d’età sopraindicati e siano tesserati per In stessa Società con la quale prendono parte al Campionato CSI. Detti atleti tesserati FIPAV possono aver parteci­ pato solamente a gare del Campionato Ragazzi del-a FIPAV stessa. Juniores: possono partecipare anche giocatori tes­ serati alla FIPAV rientranti nei limiti d’eta so­ praindicati e tesserati per la stessa Società con la Quale prendono parte al Campionato CSI. Sono esclusi però gli atleti che abbiano preso parte ai ^ainpionati Federali di serie A-B-C e Juniores di serie A o abbiano preso parte ad incontri con la Al Quadra nazionale Italiana. I-r<;'E/Z A “RETE: Allievi: m. 2,30; Juniores: m. 2,43. ^A FASI REGIONALI: le fasi regionali , A • DI SVOLGIMENTO che prevedono la partecipazione di Più di J- 4l squadre per ciascuna categoria o comunQtte più di 8 complessivamente, dovranno far di^PPtare le gare di ciascuna categoria in sedi e in diverse. eij. ^SIONI: le vincenti le fasi regionali vengono inesse alle fasi interregionali. la cat. Allievi verranno organizzati 6 concen-

tramenti interregionali e le vincenti saranno am­ messe alla finale nazionale. Per la cat. Juniores verranno disputate prima due qualificazioni alle quali saranno designate 4 Regio­ ni prescelte dalla CTN e quindi 4 fasi interregionali di 4 Regioni ciascuna. Le vincenti dei 4 concentra­ menti saranno ammesse alla Finale Nazionale. La finale nazionale della cat. Allievi, alla quale prenderanno parte le squadre vincenti i sei concen­ tramenti interregionali, verrà disputata a girone semplice all’italiana in 3 giorni. La finale nazionale della cat. Juniores, alla quale prenderanno parte le squadre vincenti i 4 concentramenti interregio­ nali, verrà disputata a girone semplice all’italiana in due giorni.

TROFEO PROVINCIALE GIOVANISSIMI ETÀ’: cat. A: nati dallT-1-1957 al 31-12-1959; cat. B: nati dall’1-1-1954 al 31-12-1956. TESSERAMENTO: gli atleti dovranno essere in pos­ sesso della speciale tessera giovanissimi, vidimata in data antecedente la gara a cui prendono parte. I giovanissimi nati dall’1-1-1954 al 31-8-1954 devono essere in possesso della tessera atleti. ALTEZZA RETE: cat. A: m. 2,10; cat. B: m. 2,24.

SCI CAMPIONATI NAZIONALI CATEGORIE: Campanili .Alpini e Criterium ETÀ’: Campanili Alpini: fondo nati negli anni 1954-5556; discesa nati negli anni 1956-57-58-59; Criterium: fondo nati negli anni 1951-52-53; discesa nati negli anni 1952-53-54-55. SPECIALITÀ’: Campanili Alpini: fondo Km. 4; slalom speciale; slalom gigante; staffetta 3x4 Km.; Crite­ rium: fondo Km. 8; slalom speciale, slalom gigan­ te; staffetta 3x8 Km. TESSERAMENTO: gli atleti ammessi alla finale na­ zionale dovranno essere in possesso della tessera vidimata con data anteriore a quella di effettua­ zione della fase provinciale o zonale. FASI E DATE: provinciale o zonale: entro 1’11 feb­ braio 1969; finale nazionale: il 2 marzo 1969. AMMISSIONE: alla finale nazionale saranno ammessi i Comitati che avranno organizzato almeno una prova di campionato per quelle specialità in cui intendono partecipare. Ogni Comitato avente di­ ritto a partecipare alla finale nazionale potrà iscri­ vere fino ad un massimo di 8 atleti nella gara di fondo e 6 atleti nelle discese.

TENNIS TAVOLO CAMPIONATI NAZIONALI CATEGORIE: Allievi - Juniores ETÀ’: Allievi: nati dall’1-1-1954 al 31-12-1957; Juniores: nati daIl’1-1-1951 al 31-12-1953. SPECIALITÀ’: solo singolo per tutte e due le categorie. TESSERAMENTO: gli atleti devono risultare tesserati in data precedente l’inizio della prima gara di campionato alla quale prendono parte (vale la vidimazione dell’ufficio Centrale Tesseramento). Sono anche ammessi atleti con tessera giovanissi­ mi, purché questa sia del modellò speciale con foto obbligatoria. FASI E DATE: provinciali: entro il 26 gennaio 1969; regionali: il 23 febbraio o il 2 marzo 1969; finali nazionali: il 30 marzo 1969. AMMISSIONE ALLE SINGOLE FASI: alle fasi pro­ vinciali: tutti gli atleti; alle fasi regionali: i primi tre classificati di ogni fase provinciale; alle finali nazionali i primi 2 Allievi ed i primi 2 Juniores di ogni fase regionale (non sono ammesse sostitu­ zioni). AMMISSIONE FEDERATI: potranno essere ammessi atleti tesserati anche al GITeT oltre che al CSI purché però non siano classificati al di sopra del 3. gruppo della 2. categoria GITeT e sempre che siano tesserati sia al GITeT che al CSI per la stessa Società sportiva.


CAMPIONATO REGIONALE SENIORES ETÀ': nati entro il 31-12-1950 SPECIALITÀ’: singolo e doppio TESSERAMENTO: gli atleti devono risultare tesserati in data precedente l’inizio della prima gara di campionato alla quale prendono parte (vale la vidimazione dell’ufficio Centrale Tesseramento). FASI E DATE: provinciali e regionali in date a scelta dei comitati organizzatori. AMMISSIONE: alle fasi provinciali o zonali autono­ me: tutti gli atleti tesserati (oppure un numero stabilito sui relativi regolamenti, se in precedenza hanno avuto svolgimento le fasi locali): alle fasi regionali: i primi tre classificati sia nel singolo che nel doppio delle fasi provinciali o zonali aut. (è ammessa una sola sostituzione e comunque unica­ mente con il 4. classificato singolo o doppio). AMMISSIONE FEDERATI: potranno essere ammessi atleti tesserati anche al GITeT oltre che al CSI, limitatamente però alla terza categoria e sempre che siano tesserati sia al GITeT che al CSI per la stessa Società sportiva.

CAMPIONATO REGIONALE A SQUADRE ETÀ': senza limiti di età. SPECIALITÀ’: incontri a squadre con formula coppa Courbillon (o Davis). TESSERAMENTO: gli atleti dovranno risultare tes­ serati in data precedente l’inizio della prima gara di campionato alla quale prendono parte. Sono ammessi anche atleti con la tessera giovanis­ simi purché questa sia del modello speciale con foto obbligatoria. FASI E DATE: provinciali e regionali in date a scelta dei comitati organizzatori. AMMISSIONE: alle fasi provinciali o zonali aut.: tutte le società affiliate (oppure un numero stabilito sui relativi regolamenti, se in precedenza hanno avu­ to svolgimento le fasi locali); alle fasi ragionali: la squadra prima classificata della fase provinciale o zonale autonoma se a queste fasi hanno preso parte sino a 6 squadre. Sarà ammessa anche la seconda squadra classificata se alle fasi provinciali o zonali autonome hanno preso parte più di 6 squadre. Ogni società può partecipare alla prima fase con più formazioni. AMMISSIONE FEDERATI: potranno essere inclusi nelle squadre atleti tesserati anche al GIT e T oltre che al CSI, limitatamente però alla terza categoria e sempre che siano tesserati sia al GIT e T che al CSI per la stessa Società sportiva.

TROFEO PROVINCIALE GIOVANISSIMI ETÀ’: cat. A: nati nel 1956-57-58; cat. B: nati nel 1954-55. CATEGORIE: cat. A e Cat. B in base alla età indicata. TESSERAMENTO: gli atleti dovranno risultare tesse­ rati (con tessera atleti o giovanissimi in base alla età e còme previsto dalle norme di tesseramento) in data precedente l'inizio della prima gara alla quale prendono parte. SPECIALITÀ’: a scelta dei comitati organizzatori. AMMISSIONE: alla fase locale: tutti gli atleti tesse­ rati; alla fase provinciale o zonale aut.: gli atleti nel numero stabilito dai singoli regolamenti. AMMISSIONE FEDERATI: potranno essere ammessi atleti tesserati anche al GIT e T oltre che al CSI, limitatamente però alla terza categoria e sempre che siano tesserati sia al GIT e T che al CSI per la stessa Società sportiva.

PATTINAGGIO CAMPIONATI REGIONALI CATEGORIE: Novizi - Allievi ETÀ’: Novizi: (che non hanno mai partecipato a gare); Juniores: nati dall’1-1-1955 in poi; Seniores: nati en­ tro il 31-12-1954; Allievi (che hanno già partecipato a gare): Juniores nati dall’1-1-1955 in poi; Seniores nati entro il 31-12-54. SPECIALITÀ’: Novizi: velocità m. 100; mezzofondo m. 1500, fondo m. 500, americana a coppie m. 5000;

Allievi: velocità m. 500, mezzofondo m. 3000, fondo m. 10.000, americana a coppie m. 10.000. TESSERAMENTO: gli atleti dovranno essere in pos­ sesso della tessera vidimata in data anteriore a quella di effettuazione della fase provinciale o zonale. FASI E DATE: entro il 1° maggio 1969.

TROFEO PROVINCIALE GIOVANISSIMI ETÀ’: cat. A: nati dall’1-1-11957 al 31-12-1959; cat. B: nati dall’1-1-1954 al 31-12-1956. TESSERAMENTO: gli atleti dovranno essere in pos­ sesso della speciale tessera giovanissimi vidimata in data antecedente alla gara cui intendono pren­ dere parte. I giovanissimi nati dall’1-1-1954 al 31-81954 devono essere in possessp della tessera atleti. SPECIALITÀ’: cat. A velocità m. 300, mezzofondo m. 1500, fondo m. 3000; Cat. B: velocità m. 500, mez­ zofondo m. 3000, fondo m. 5000.

RUGBY EDUCATIVO CAMPIONATI REGIONALI CATEGORIE: A: a 7 giocatori; B: a 7 giocatori; C: a 8 giocatori. ETÀ’: cat.. A: nati dall’1-1-1955 a 10 anni compiuti; cat. B: nati dall’1-1-1953 al 31-12-1955; cat. C nati dall’M-1950 al 31-12-1952. TESSERAMENTO: gli atleti devono essere in posses­ so della tessera debitamente vidimata prima di partecipare a qualsiasi incontro delle varie fasi. FASI E DATE: provinciale: entro il 30 aprile 1969; re­ gionale: entro il 31 maggio 1969. AMMISSIONE: alle fasi regionali sono ammesse le squadre vincitrici delle fasi provinciali o zonali autonome.

TROFEO PROVINCIALE GIOVANISSIMI ETÀ’: cat. A: nati dall’1-1-1957 al 31-12-1959; cat. B: nati dall’1-1-1954 al 31-12-1956. TESSERAMENTO: gli atleti dovranno essere in pos­ sesso della speciale tessera giovanissimi vidimata in data precedente alla gara cui intendono parte­ cipare. I giovanissimi nati dall’1-1-1954 al 31-81954 devono essere in possesso della tessera atleti.

TENNIS CAMPIONATI REGIONALI CATEGORIE: Giovanissimi - Juniorcs - Adulti. ETÀ’: Giovanissimi: nati dall’1-1-1954 al 31-12-1956; Juniores: nati daIl'1-1-1951 al 31-12-1953; Adulti: nati dall’1-1-1954 al 31-12-1950. SPECIALITÀ’: singolo e doppio. TESSERAMENTO: gli atleti dovranno essere in pos­ sesso della tessera debitamente vidimata prima di partecipare a qualsiasi incontro delle varie fasi. FASI E DATE: provinciale: entro il 19 giugno 1969; regionale: entro il 24 luglio 1969.

AEROMODELLISMO CAMPIONATO NAZIONALE CATEGORIE: Seniores e Juniores ETÀ’: Seniores: età libera; Juniores: nati dall'1-1-1949 in avanti. TESSERAMENTO: gli atleti dovranno essere in pos­ sesso della tessera vidimata in data anteriore a quella della data di effettuazione della fase. FASI E DATE: Finale Nazionale in una o più prove in date da stabilire. AMMISSIONE ALLA FASE NAZIONALE: i comitati potranno iscrivere, per ogni Campionato, un nume­ ro illimitato di aeromodellisti. CATEGORIE CAMPIONATI: a) Volo libero: veleggia­ tori elastico e motomodclli categorie Seniores e Juniores; b) Volo Vincolato circolare (acrobazia).

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GIOVANI

a cura di PAOLO ANDREOLl

IN RITARDO DI UNA RIVOLUZIONE Recentemente i movimenti giovanili delle ACLI, della DC e del PSU si sono riuniti a convegno per esaminare il tema relativo ad • una nuova presenza politica e culturale delle nuove generazioni •. Il convegno è stato senza dubbio molto interessante sia per l'attualità dell’argomento, sia per la vivacità degli in­ terventi. Peccato che non se ne sia saputo molto. Un mag­ gior numero di notizie sul convegno sarebbero servite a far riflettere maggiormente su un tema che non può più a lungo essere eluso ed este­ nuato nel tempo. Ma una maggiore e più am­ pia informazione sarebbe ser­ vita anche a vedere come le posizioni più avanzate dei gruppi formalmente costitui­ ti sono, in realtà, in arretra­ to sulla situazione.

Non c'è da meravigliarsi. Questo accade sempre quan­ do i gruppi che formano un sistema si pongono di fronte alla realtà della vita Quando nella società avvengono delle scosse (e la rivolta giovanile di questi ultimi tempi è sta­ ta senza dubbio un bello scossone!), gli organismi costituiti si preoccupano pri­ ma o poi di • esaminare la situazione », di farne la foto­ grafia, di esaminare i come e i perché di ciò che avvie­ ne. sempre, però, dal proprio angolo di visuale. (Di questo modo di procedere nei con-

UN LIBRO

L’ALLENATORE DI CALCIO Di Enzo Sasso, il noto e brillante gior. nalista sportivo, viene ora rilanciato un libro che interesserà molti di quel­ li che si occupano di calcio. Si tratta de « L'allenatore di calcio » con prefa­ zione di Antonio Ghirelli e con scritti di HH uno e due, Pesaola, Pugliese, Scopigno (Edizioni Mediterranee, Ro­

ma, L. 1.300).

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fronti di una realtà in mo­ vimento non ne è un esem­ pio palmare, fra altri, il co­ stituito Comitato per lo stu­ dio dei problemi della gio­ ventù?). Facendo ciò il sistema, la Grande Organizzazione, e i gruppi formalmente costituiti che lo compongono, si mo­ strano sempre in arretrato di una rivoluzione. Infatti il sistema, sorto in genere da una rivoluzione, da un processo accelerato di sviluppo, si adagia sulle con­ quiste operate e tende, per sua natura, a difenderle con­ tro il nuovo che, prima o poi. sopravviene. Ora, nei recenti avvenimen­ ti che hanno visto la classe giovanile protagonista di un inizio di rivolta, se c'è stata una cosa, una realtà, messa radicalmente in discussione è stata quella dell'autorità e, conseguentemente, della par­ tecipazione. I giovani non sembrano ormai più disposti ad accettare l'autorità così com'è concepita nè ad ac­ cettare modi di partecipazio­ ne che, in realtà, sono sud­ ditanza. Una questione del genere mette in discussione tutto il sistema, tutti i gruppi e le organizzazioni costituite che, in un modo o nell'altro, sono rette su principi di autorità che, pur nella loro diversità ideologica, producono gli

Giustamente rileva Ghirelli nella pre­ fazione che « Di solito i trattati tec­ nici sono noiosi. Questo di Enzo Sas­ so, non lo è. Magari non è scientifico, nel senso rigoroso del termine, ma in cambio è divertente... ». E, veramente, il libro si sfoglia e si legge con inte­ resse, senza provar noia; anzi.

In pratica l'autore si pone queste domande: Come si diventa allenatori e perché si diventa allenatori? Cosa deve fare un allenatore durante la settimana? Come deve trattare con i giocatori, con i dirigenti, con il pub­ blico? Quali sono i suoi problemi e come li può risolvere? A queste do­ mande Sasso cerca di dare una rispo­ sta senza mettersi in cattedra.

Così, da ignoranti, riferiamo alcune im­ pressioni su questo libro. Non potendo entrare in considerazioni tecniche concernenti il gioco ci limi-

stess/ effetti ponendo i •sud­ diti'- nella medesima condi­ zione. Il problema è grosso: è possibile, in pratica, elimina­ re l'autorità? com'è possibile riconoscere ad ognuno pari autorità in modo che la par­ tecipazione sia da pari a pari e non da capo a subordinato, da capo ad esecutore? Questi ci sembrano inter­ rogativi di fondo che nascono dai moti giovanili del '68. Tro­ vare una risposta non è né semplice né facile, è, però, indispensabile. E' indispensa­ bile nella misura in cui non si può non cercare, inventare, ciò che la vita esige perché la convivenza umana abbia a progredire e a svilupparsi, perché l'uomo possa liberarsi da tutto ciò che, in un modo o nell'altro, lo tiene legato negandogli la possibilità di una espansione e di una espressione di sé totali. In questa ricerca del nuovo (non, certo, del nuovo per il nuovo) oggi come oggi non si può essere in arretrato di una rivoluzione. Occorre sa­ per metter da parte idee e valori che sembrano assodati per sempre, occorre saper deporre forza e potenza an­ che se fanno comodo e, con infinita pazienza occorre in­ terrogarsi, cercare, inventare tutti insieme le strade nuove che. anche se oscuramente, sembrano profilarsi davanti a noi e cominciare a cammi­ narci sopra.

tiamo ad una osservazione di carattere sociologico e psicologico e, in questo, siamo incoraggiati dall'autore stesso che dichiara quella dell'allenatore una professione: « perché di professione si tratta più che di un mestiere o di un impersonale lavoro» (p. 12). Su questo piano balzano agli occhi le incongruenze, le anomalie, non del libro, ma del sisema su cui è costruito il calcio. Infatti, si possono riscon­ trare nel sistema calcistico gli stessi principi, e quindi le stesse anomalie, che guidano la società industriale e dei consumi (parliamo del calcio professlonisico. non di quello dilettanti­ stico che, si sa, risponde a motivazio­ ni diverse e costituisce un mondo a eé), .Intanto, e in primo luogo, c'è II concetto di autorità che, nel sistema calcistico, viene esercitato in modo dittatoriale, anche se con alcune smus-


MONDO GRANDE E PICCOLO LAGGIÙ MUOIONO A MILIONI

a cura di GIULIO MARTIN UCCI

Biafra: Cos’è? Da due settimane se ne palla con insistenza, ma la differenza sta proprio qui, che noi ne parliamo da due settimane, l'ab­ biamo per così dire « scoperta » da pochissimo, mentre « loro», gli abi­ tanti di questa regione secessioni­ sta della Nigeria sono da quindici mesi in un cerchio che si restringe sempre più, il cerchio di una mor­ te sicura. La loro colpa? Appartene­ re ad un tribù, gli Ibo, che tutti odiano perché il loro capo tentava di far superare alla Nigeria l’incre­ dibile confusione che nasce appun­ to da una moltitudine di tribù (duecentocinquanta) e dai relativi dialet­ ti, per dare un minimo di efficacia all’azione governativa. Il dramma di questo popolo va consumandosi in uno sterminio inesorabile. L’unico aiuto dei «popoli civili » consiste in un massiccio invio di armi ai massacratori.

DOVE FINISCE IL CONCILIO

Carta bollata, avvocati, cause con­ tinue, una lite che è durata anni. La cronaca ci ha raccontato di un episodio, che tutt’ora avviene a tren­ ta chilometri da Torino, di un par­ roco che ha sbarrato dei passaggi di proprietà ecclesiastica e che ha costretto così quattro vecchi fra­ telli ad arrampicarsi su un cornicio­ ne largo quaranta centimetri se vo­ gliono uscire dalla propria casa. Ec­ co dove tutti i più coraggiosi di­ scorsi conciliari s'insabbiano di colpo: in un « diritto » (oh, certo, la legge!) riaffermato da chi non ha altro che una legge, quella di amare. Un legge liberante, profondamen­ te diversa, cristiana. Ma in quei gior­ ni avevamo da pensare alla « cedolare vaticana ».

sature dovute più alla convenienza che a profondi convincimenti. La società (che spesso s’identifica nel presidente) è padrona assoluta e totalitaria sia dell'allenatore sia degli altri dirigenti, sia dei giocatori. All’allenatore viene delegato questo potere autoritario as­ soluto nei confronti dei giocatori i quali sono a sua disposizione in ogni momento e devono fare ciò che l'alle­ natore dice e vuole. Il livello del giocatore è quindi quello dell'esecu­ tore materiale al quale non è richiesta né intelligenza né partecipazione se non sul piano dell agonismo. Questa autorità, che ben presto può divenire autoritarismo, viene velato sotto il concetto di « rispetto ». A sot­ tolineare questo aspetto c'è il modo con cui viene esercitata questa auto, rità: la disciplina « aziendale ». « Per imporre la disciplina l'allenatore ha

I ORO L.UI1U

DIRITTI

Avremo l’Anno dei diritti del fan­ ciullo, forse proprio nel 1969. I promotori del recente convegno na­ zionale sul gioco infantile, svoltosi a Roma, hanno approvato e resa pub­ blica la « Carta dei diritti del fan­ ciullo al gioco » e si propongono di divulgarla specie' • tra i responsabi­ |ili rinlitiri ni in ni politici ifitaliani. Fra tante mani­ festazioni inutili questa è significa­ tiva perché ripropone a tutti un pro­ blema di coscienza, trascurato per egoismo: è il problema del posto che deve avere in una società uma­ na il bambino, vittima spesso sa­ crificata ai nostri interessi di adul­ ti. interessi che ci spingono a rea­ lizzare il modo di vivere e di pensa­ re di tutti come se i bambini non esistessero.

vari mezzi, il principale dei quali la multa... La multa però dev’essere da­ ta con giudizio e mai avventatamente. L allenatore cioè vaglierà bene la man­ canza commessa dal giocatore, cerche­ rà di valutare soprattutto la portata e le conseguenze di tale mancanza dopo di che prenderà una decisione» (p. 54). Qui il discorso è chiaro: l'u­ nico a stabilire la gravità o la legge­ rezza di una mancanza e della pena conseguente, l'unico insindacabile giu­ dice. è l'allenatore. Il giocatore è de­ stinato solo a subire, non è chiamato a discutere né vi sono arbitri della situazione. L'uomo, in questo sistema, non è mai calcolato al di là della sua capacità di essere macchina da gioco, da spet­ tacolo; tutta l'impostazione è condi. zionata duramente ed esclusivamente dal successo. Non vi è neanche, nel

sistema, il concetto della progettazione a lungo tempo: solo il tempo breve ha valore. E tutti i componenti del si­ stema: dirigenti, allenatori, giocatori ne sono vittime: è sufficiente una se­ rie di insuccessi a ripetizione (4 o 5 partite perdute) perché il sistema eli­ mini i suoi stessi creatori e conserva, tori. E’ così che « saltano » Presidenti che sembravano intramontabili, alle­ natori considerati maghi, giocatori de­ finiti dèi del pallone; tutto ciò. molto spesso, senza mai ricercarne le cause profonde, vere, umane. Ancora una volta il sistema voluto dagli uomini si dimostra più forte degli uomini: anziché servire a migliorare la convivenza umana serve a distrug­ gerla. P.A.

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più VELOCITÀ più PERICOLO

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MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI Ispettorato Generale Circolazione e Traffico CAMPAGNA ESTIVA SICUREZZA STRADALE 27 luglio -11 agosto 1968

AUTOMOBILISTI ! DATE LA PRECEDENZA. RALLENTATE E, SE NECESSARIO, FERMATEVI PER IMMETTERVI SICURI NEL TRAFFICO


TTJTTOCSI

X0 trofeo internazionale della montagna a Pinerolo Il Trofeo Internazionale della Montagna, organizzato dal Comitato Regionale Piemontese del CSI, è giunto alla undicesima edizione. L’edizione 1968 non si svolgerà più a Susa, ma a San Pietro in Val Lemina (Pinerolo) e pertanto abbandona la ormai tradizionale denominazione «Madonna del Rocciamelone ». La data di svolgimento è 1’8 settembre prossimo. Nella stessa giornata, oltre al Trofeo Internazionale della Montagna, si svolgerà anche una Manifestazione Internazionale di Aeromodellismo (Combats e Acrobazia). Il V Quadrangolare di Calcio Internazionale, invece, è stato anticipato al 29-30 giugno, a Canelli. Il successo arriso alle passate edizioni è garanzia per la riuscita anche della prossima. E’ certa, fin d’ora, la partecipazione di rappresentative Francesi, Tedesche, Greche, Americane, Inglesi e di altri Paesi. Invitiamo caldamente i nostri Comitati e le Società ad aderire alla manifestazione, partecipando con proprie squadre o promuovendo la partecipazione di altre squadre locali.

REGOLAMENTO Il Comitato Regionale Piemontese del CSI sotto l’egida della Presidenza Nazionale indice ed il CE.M.A.E. (Centro Manifestazioni di Amicizia Europea) organizza, con il con­ corso e mezzi dcH'Esercito Italiano 1’ XI TROFEO INTERNAZIONALE DELLA MONTAGNA C.S.L

La sede della Manifestazione è presso il Comitato Regionale Piemontese del C.S.L in Torino 10122, via Garibaldi ió, 26, tei. 534.918. La sede della Direzione Gara è presso il Municipio del Comune di San Pietro in Val Lemina (Pinerolo) dove avrà luogo l’estrazione dell’ordine di partenza. La sede di partenza è presso il Mu­ nicipio di San Pietro Val Lemina. La data di effettua­ zione della Manifestazione è: 8 settembre 1968. Caratteristiche tecniche: La gara è di regolarità con­ rtr? --------------------- jj sesso trollata, per squadre di DUE concorrenti di sesso ma­ schile. Essi dovranno percorrere insieme l’intero per­ corso, secondo diverse velocità che verranno comunicate dalla Giuria all’inizio di ogni settore. Le squadre civili dovranno essere formate da atleti di una sola Società. Non ci sarà classifica separata per ogni settore, ma anticipi e ritardi dovranno essere prontamente recuperati per evitare che si sommino agli analoghi scarti nei suc­ cessivi settori. Tutti i concorrenti dovranno calzare scarponi da montagna (chiodati o con suole di gomma) o pedule alpinistiche, con esclusione di ogni altro tipo di calzatura leggera (vedi scarpette da ginnastica o pal­ lacanestro). I partecipanti dovranno indossare camicie o maglie uguali per ogni squadra e dovranno portare per tutta la durata della competizione, ben visibile, il numero di gara. Non è ammesso per tutto il percorso gareggiare a torso nudo, pena l'esclusione dalla gara. Il percorso dovrà essere compiuto avanzando e senza alcuna sosta. La partenza e l’arrivo avverranno di fronte al Mu­ nicipio di San Pietro Val Lemina. Le squadre partiranno a distanze prefissate, secondo l’ordine di partenza che verrà sorteggiato. ’Le- ----squadre ] ___ imtnedi una stessa Società non potranno susseguirsi diatamentc ma verranno> intercalate da altre di Società diverse. Limiti di età:

31 dicembre 1950.

Possono partecipare i nati prima del

Assicurazione e certificato medico: I Concorrenti per poter partecipare alla gara devono, in occasione del ri• i. concorrenti, incorrenti, consegnare il certificato medico ----trovo dei at­ testante la idoneità fisica alla partecipazione, non ante­ riore di dicci giorni. Il Comitato Organizzatore si ri­ serva la facoltà di sottoporre a visita medica di con­ trollo gli atleti partecipanti. Tutti i concorrenti saranno a33;c;;; ‘a:i a cura del Comitato Organizzatore. assicurati

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Iscrizioni: Devono pervenire al Comitato Regionale Piemontese del CSI, via Garibaldi 26 Torino 10122, entro il 3 settembre 1968 ore 18, accompagnate dalla tassa di L. 1.000 (mille) per ogni squadra. Classifica: Verrà conteggiata a tempo, facendo la somma degli scarti dei passaggi ai posti di cronometrag­ gio. Gli scarti saranno calcolati al minuto secondo (fino a 5/10 viene tenuto valido il minuto in difetto, oltre, il minuto in eccesso). In caso di parità la vittoria verrà assegnata alla squadra che avrà segnato il minor scarto al secondo passaggio segreto: in caso di ulteriore parità sarà preso in esame il terzo controllo segreto e così via. Il tempo dei passaggi segreti cd all’arrivo verrà preso sul secondo concorrente di ogni squadra.

Giuria: Sarà composta da un rappresentante delle for­ mazioni civili, uno dalle formazioni militari e da un Presidente nominato dal Comitato Regionale Piemon­ tese CSI. Controlli: Il Comitato Organizzatore designerà elemen­ ti responsabili per i controlli.

Reclami: Dovranno essere presentati alla Giuria entro 20' dalla esposizione della classifica ufficiale, accompa­ gnati dalla tassa di L. 2.000 (duemila) che verrà restituita in caso di accettazione del reclamo stesso.

Premi: a squadre - Il Trofeo « Segretario Generale N.A.T.O. », biennale non consecutivo, verrà assegnato, in riproduzione fotografica, alla Società o Reparto primo classificato assoluto. L’originale del Trofeo, con le indi­ cazioni relative al vincitore delle singole edizioni, sarà custodito presso l’Ente organizzatore della gara, sino alla assegnazione definitiva. Coppe alle altre squadre meglio classificate nelle due categorie Civili e Militari. Individuali - medaglie d’oro alle prime tre squadre clas­ sificate delle due categorie; vermeille e argento alle meglio classificate successive. L’elenco completo dei pre­ mi sarà pubblicato aH’atto del ritrovo dei concorrenti. Orario di massima: sabato 7 settembre 1968: ore 17.00 ritrovo concorrenti presso il Municipio di San Pietro Val Lemina; ore 17.30 estrazione ordine di partenza. Dome­ nica 8 settembre 1968: ore 7.00 ritrovo atleti a San Pietro Val Lemina; ore 7.15 S. Messa; ore 8.15 partenza prima squadra da San Pietro Val Lemina; ore 11,45 inizio ar­ rivo XI Trofeo Internazionale della Montagna CSI; ore 15.30 premiazione. Il Comitato Organizzatore declina ogni e qualsiasi responsabilità per quanto potesse accadere ai concorrenti, a terzi ed a cose prima, durante e dopo la gara, gara, salvo quanto previsto dal contratto assicurativo stipulato per la Manifestazione alle condizioni previste dal <comma « assicurazione e certificato medico » del presente regorego­ lamento. Tutti i concorrenti all’atto dell’iscrizione accet­ tano, senza riserva, il presente regolamento. Il posto tappa è fissato presso il Municipio di San Pietro Val Lemina (Pinerolo).

A JESI FESTA MINI |BASKET Jesi, ha visto in questi ultimi anni, un inaspettato rilancio della pallacanestro, per merito principale della Polisporti­ va Aurora che ha curato, in modo particolare in questa sta­ gione, il settore giovanile. Dopo aver presentato squadre in tutti i campionati gio­ vanili, ha istituito un funzionale ed attrezzato centro Mini-Ba­ sket che è stato riconosciuto come uno dei più attivi e funzionali dell’intera regione. Sorto nell’ottobre scorso, il centro desino ha incontrato subito innumerevoli difficoltà, soprattutto per quanto riguarda l’attrezzatura. Non è stato infatti possibile utilizzare una piccola palestra, costringendo così i responsabili a sospendere le lezioni che sono poi riprese regolarmente con il ritorno della bella stagione. Si è ottenuta così una notevole diffusione che a portato in pochi mesi alla bella cifra di 40 tesserati solo per il mini-basket. A conclusione di questo primo anno di attività il Centro Jesino ha organizzato una riuscitissima festa nel corso della quale sono stati impegnati tutti i giovanissimi mini­ cestisti locali. Graditissima la partecipazione della Butangas di Pesaro, giunta a Jesi accompagnata da tre campioni nazionali: Gianfranco Berlini, Fernando Fattori e Carlo Ferrello che sono stati gli ospiti d’onore della serata. La manifestazione si è conclusa con un incontro tra la rappre­ sentativa lesina e quella Pesarese ed ha impressionato i tecnici e gli appassionati presenti per la preparazione di tutti i partecipanti. Ha vinto per un solo punto il centro Jesino, ma tutti hanno riscosso calorosi applausi. Al ter­ mine è avvenuta la premiazione delle squadre e di tutti gli atleti. Da segnalare inoltre l’ottimo piazzamento della squadra mini-basket desina classificatasi al terzo posto assoluto nella finale regionale dell’ambito trofeo ragazzi. Per il prossimo anno è necessario trovare al più presto una palestra dove svolgere gli allenamenti nel periodo inver­ nale e ci auguriamo che le autorità locali, dopo aver assi­ stito con interesse e simpatia alla manifestazione Jesina, cer­ chino di aiutare questa società che ormai da alcuni anni sta attivamente lavorando in favore dello sport dilettanti­ stico giovanile.

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Ospitalità: a concorrenti civili di Società italiane: a) pernottamento in Pinerolo; b) per ogni squadra del Piemonte (esclus. Val Chisone) L. 3.000; per ogni squadra della Lombardia e Li­ guria L. 4.000; per ogni squadra delle altre Regioni L. 6.000. A concorrenti stranieri: — la CE.M.A.E. ospita alle condizioni normali le squa­ dre di Enti stranieri dalle ore 17.00 del sabato 7 set­ tembre 1968 alle ore 16.00 della domenica 8 settembre 1968. Ogni squadra potrà essere formata di due atleti ed ogni Società potrà inviare un Dirigente ed una ri­ serva. Gli Enti che desiderassero soggiornare preceden­ temente in loco potranno, su loro dettagliata richiesta numerica, chiedere al Comitato Organizzatore il suo interessamento per ottenere eventuale alloggiamento e vitto a loro spese.

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Una immagine della combattutissima ed avvincente gara tra le squadre di Jesi e Pesaro.

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GIRO PODISTICO A SERRA SAN BRUNO Il giorno 23 giugno al via del consulente ecclesiastico Mons. Samà è partito il «I Giro Podistico» di Serra S. Bruno per le categorie Allie­ vi e Juniores, con la parte­ cipazione delle società S. Do­ menico Savio e Meazza di Serra San Bruno, Neoca­ strum di Nicastro e Crissense di San Nicola da Crissa e circa cinquanta atleti. Erano in palio ben sei coppe offerte dal Comune, dalla locale Pro Loco, dalla S. p. A. « La Foresta », dalla « Dolciaria Fiorindo» e due dal Comitato Zonale CSI. Per la Cat. Allievi si è ag­ giudicata la prima coppa Cugnetto Giovanni e la seconda Provenzano Giovanni entram­ bi della Neocastrum di Ni­ castro. Al terzo posto Giancotti Bruno della S. Domenico

Savio di Serra S. Bruno. Per la cat. Juniores ha tagliato per primo il traguardo Viter­ bo Giuseppe ancora della Neocastrum seguito dal com­ pagno di squadra Caruso Vincenzo. La medaglia del terzo posto è andata a "Pas­ sone Agostino della locale S. Domenico Savio.. La Coppa della Società prima classifica­ ta è stata vinta dalla S. Do­ menico Savio per la cat. Al­ lievi e dalla Neocastrum per quella Juniores. L'avvenimento ha destato enorme interesse fra la cit­ tadinanza, per essere la prima manifestazione esterna del CSI zonale, e ha visto afflus­ so di un pubblico numeroso che già da alcune ore prima aveva occupato le postazioni migliori lungo tutti i 3500 m. delfiniere percorso.

TORINO GRUPPO ARBITRI CALCIO

metri 80 Scavello (ASTRO), peso Juniores Giuffrè (SPLEN­ DOR), peso Allievi Gentile (ASTRO); Nuoto: metri 50 s. 1. Mancuso (SPLENDOR); dorso Travisano (CUS), Staffetta 4 per 100 s. 1. (CUS). La premiazione ha avuto inizio con un breve discorso del Presidente dell’U.S. Splen­ dor che ha elogiato la gene­ rosa partecipazione degli atle­ ti e l’impegno da essi profuso. L’ambita Coppa Riviera è stata alla fine offerta alla « Astro », una squadra di atleti che nel breve spazio di un anno ha saputo raccoglie­ re con sacrificio ed impegno soprattutto un così impor­ tante traguardo. Alla Splen­ dor e al CUS, rispettivamente seconde e terze classificate, anch’esse squadre agguerrite e forti vanno pure gli stessi elogi; e così alla «S. Giulia­ no», alla « Frassati » e alla «Giostra», che classificatesi dopo non hanno certamente fatto sfigurare quel bello spettacolo che lo sport gio­ vanile sa dare ed ha dato in particolare nella incantevole cornice della « Coppa Rivie­ ra ».

Sabato 6 luglio ha avuto luogo la conclusione dell’at­ tività stagionale del Gruppo Arbitri di Calcio del Comi­ tato Provinciale di Torino. Nel corso della cena che come ogni anno riunisce tutti i direttori di gara, il Presidente del gruppo, Cav. Francesco Liverani, ha pro­ ceduto a premiare con una medaglia d'oro l’arbitro Sig. Giorgio Barbichiti per l’at­ tività svolta nella testé con­ clusa stagione sportiva. Ha poi rivolto un vivo ringra­ ziamento a tutti gli altri pre­ senti augurando loro sem­ pre maggiori soddisfazioni.

IV COPPA RIVIERA A MESSINA Al «Villaggio Paradiso» di MESSINA, si è conclusa, con la premiazione dei vincitori, la IV edizione della « Coppa Riviera», manifestazione an­ nuale tra Associazioni spor­ tive, comprendente varie spe­ cialità. Sono stati premiati: Tennis Tavolo: Costa (ASTRO) per la categoria Ju­ niores e Polito (ASTRO) per la categoria Allievi; Pallacanestro: Allievi Soc. ASTRO, Juniores Soc. SPLEN­ DOR; Pallavolo: CUS sia negli Al­ lievi che negli Juniores; Atletica Leggera: metri 800 Moschita (SPLENDOR), me­ tri 500 Gentile (ASTRO), me­ tri 100 Ouartarone (ASTRO),

ADDETTI STAMPA! rispondete e fate rispondere alla nostra inchiesta sulle trasmissioni sportive della TV vedere scheda a pag. 32

Il Presidente Notarlo consegna una medaglia d'oro offerta dal CSI Genova al Vice Presidente del Comitato, animatore dei Gruppi Arbitri di Calcio del Nord Italia.

A GENOVA PREMIAZIONE ANNUALE Si è svolta il 27 giugno nel salone di vico Falamonica la premiazione dell’attivi­ tà del Centro Sportivo Ita­ liano di Genova per gli an­ ni 1967 e 1968. Sono intervenuti il presi­ dente nazionale prof. Aldo Notario e l’assistente regio­ nale don Lelio Podestà. Il salone era gremito di diri­ genti ed atleti ai quali sono toccati i numerosi premi, coppe, targhe e medaglie messi in palio dal C.S.I. La manifestazione ha avu­ to un vivo successo anche per gli argomenti trattati dal presidente nazionale e da don Lelio Podestà che hanno assunto un tono tutt’altro che formale. Il prof. Notario ha ribadito gli sco­ pi ed i principi del Centro Sportivo particolarmente vi­ vi ed attuali in questo mo­ mento delicato per tutta la gioventù mondiale. Prenden­ do lo spunto dalla prove­ nienza dalle file del C.S.I. dell'astro attuale del calcio italiano Anastasi, il presiden­ te del Centro Sportivo ha ricordato quali sono i mo­ tivi che giustificano la pre­ senza del C.S.I. nello sport italiano. Una presenza che è un monito per quelle che sono attualmente le esigenze dei giovani e degli sportivi nel contesto della società moderna ed in senso costrut­ tivo anche una protesta nei confronti della società stessa fatta anche nelle forme esteriori (come la costruzio­ ne delle città per esempio) soltanto per i grandi. Da qui la mancanza di verde, di impianti sportivi, in defini­ tiva di sportivi attivi e non sedentari. In questo modo il C.S.I. esprime la sua pro-

testa, con la sua presenza sempre più numerosa, con le sue seimilacinquecento so­ cietà, con i suoi trecentomila soci, verso chi intende ancora lo sport come una attività marginale. Ha poi parlato brevemen­ te don Lelio Podestà, vec­ chio amico di Herrera, che di Herrera, senza voler fare del « mago » un esempio di costume, ha citato la de­ terminazione, la convinzione in quello che fa, la dedi­ zione (sia pure a cento mi­ lioni f anno n. d. r.) racco­ mandano ai modesti, ma appassionati dirigenti delle società del C.S.I. lo stesso entusiasmo, lo stesso amore nella loro opera per i giovani e per lo sport nelle loro piccole società. E, da Herrera, don Lelio è passato presto a parlare di Luter King, di Robert Ken­ nedy e dei loro scritti a favore della gioventù moder­ na che ha bisogno d'amore più che di ogni altra cosa. Ha fatto seguito la pre­ miazione, una lunga teoria di nomi e di premi. I nomi delle sezioni giovanili delle società più famose come la Sampdoria ed il Genoa ac­ canto a quelli delle più mo­ deste ma valorose società parrocchiali, i premi più ricchi e diversi tutto in una festosa atmosfera, : grazie an­ che alla perfetta regia dei dirigenti provinciali Cristoni e Prati. Molti anche i premi indi­ viduali consegnati dal C.S.I. ai suoi più preziosi colla­ boratori come Del Corsano. Barbano, Ramazzotti, ecc. R. C.

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CIVITANOVA MARCHE TORNEO PRIMAVERA

GALATINA CALCIO ZONALE

La « Corea » di Civitanova, una delle squadre partecipanti alla quarta edizione del « Torneo Primavera » con l’allenaore Dino Capogrossi.

L'assessore ai Lavori Pubblici di Galatina, rag. Diso, consegna al Capitano del Club Italia la Coppa 1°o P —del J-1 CampionaPremio to Zonale dilettanti di Calcio.

Ha avuto luogo a Civi­ tanova Marche sul campo della U.S. Salesiana Vigor, stadio Napoleone Buonaparte, la quarta edizione del « Torneo Primavera » organiz­ zato dal Comitato zonale C.S.I. di questa città. 150 sono stati gli atleti, nati nel 1954-56, che hanno animato questo torneo, suddivìsi nel­ le seguenti 8 squadre: Castcllarina, Corea, Harlem, luventina c Olimpia di Ci­ vitanova; 3 P di Porto Potenza Picena; Intrepidi di Montecosaro e Mangipaster di Santa Maria Apparente. L'edizione di quest’anno è stata vinta dalla « 3 P » di Porto Potenza Picena, alla quale sono andate medaglie

Domenica, 30 giugno scor­ so, presso lo Stadio Comu­ nale di Galalina, al termine di un incontro entusiasman­ te tra le due squadre finaliste del Campionato Zonale Dilettanti di Calcio: « Club Italia » e « Virtus », conclu­ sosi con 3 a 0 per la prima, e alla presenza del numero­ so pubblico intervenuto è stata effettuata la Premia­ zione delle ultime attività svolte: l’anzidetto Campiona­ to Dilettanti, cui hanno par­ tecipato ben 14 squadre; il Torneo di Calcio Primavera per Giovanissimi, con 6 squa­ dre partecipanti; Torneo Pro­ paganda di Pallavolo Ediz. 1968 con 8 squadre. Alla cerimonia erano pre-

e una « Coppa C.S.I. ». Le partite, arbitrate da arbitri federali, sono state seguite ed incoraggiate da moltissi­ mi spettatori, provenienti dalle parrocchie di apparte­ nenza delle squadre; più che soddisfacente è stato il suc­ cesso riscosso da questo tor­ neo e ciò lo si deve prin­ cipalmente alla organizzazio­ ne curata fin nei minimi par­ ticolari dagli animatori del Comitato CSI,, Rolando Paolucci e Bruno Avallone. Lil­ timo particolare: là squadra che vincerà tre edizioni di questo torneo si ag­ giudicherà l'ambito « Trofeo Conte Carlo Sabatucci ».

ARNALDO MORICHETTI

senti: l’assessore ai LL.PP rag. Diso in rappresentanza del Sindaco; il Presidente Diocesano della GIAC rag. Legittimo; l’Assistente Eccle­ siastico Zonale Padre G. Cam­ panella; il Presidente del Comitato Dino Diso. Sono state premiate con Coppe, Targhette e materiale sportivo le seg :guenti Società: per il Campionato Di Iettanti: Club Italia di Cutrofiano, Virtus di Martano, Gigi Meroni di Scorrano, S. G. Bosco di Muro Leccese; per il Torneo Primavera Gio­ vanissimi: S.S. Uggiano di Uggiano La Chiesa, S. Andica Ap. di Andrano; per il Torneo Propaganda di Pallavolo 1968: G.S. Don Bo­ sco di Corigliano, G.S. Fal­ chi di Galatina.

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Assemblea straordinaria del CSI di Mondovì, alla presen­ za del Prof. Aldo Notarlo, Presidente Nazionale. Nella foto : il Prof. Notario con i consiglieri del Comiato Zo­ nale Autonomo e con le au­ torità: Mons. Maccari, Arci­ vescovo; tir. Martinetti, Sin­ daco; cav. Palanca, delegato provinciale CONI; Romano Bertolino Presidente del Co­ mitato CSI; don Luigi Galleano, consulente ecclesiastico.

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GRAVISSIMO LUTTO IN GASA ORAGOTTO Una gravissima disgrazia ha colpito il nostro dirigen­ te comm. Filippo Dragotto. Il più piccolo dei suoi figli, Carlo, mentre si trovava col papà al nostro Campo Scuo­ la di Acerno (Salerno), sfug­ giva momentaneamente alla sorveglianza del padre e dei due fratelli maggiori, Elena e Maurizio, si sporgeva dal terrazzino della sua camera, situata al terzo piano, e pre­ cipitava al suolo. Subito soc­ corso e trasportato alla cli­ nica di Battipaglia, vi dece­ deva purtroppo dopo poco per le gravi lesioni riportate al capo e in altre parti del corpo. Il piccolo aveva quattro anni: doveva compiere il quinto fra pochi giorni, ai primi di agosto. La mamma del piccolo Car. lo, nota giocatrice di pallacanestro, che stava parteci­ pando ad un corso per allenatrici di basket a Porretta Terme, è stata prontamente raggiunta dai parenti con i quali ha poi raggiunto Roma dove nel frattempo il pic­ colo è stato trasportato. Vivissima la costernazio­ ne che la disgrazia ha su­ scitato presso i giovani e i dirigenti del Campo Scuola, la Presidenza Nazionale, la direzione del Villaggio CTG e gli ambienti federali della pallavolo e pallacanestro che ben conoscono e stima­ no i coniugi Dragotto. Non ci sono parole, in que­ sto momento, che valgano ad esprimere il nostro dolore di colleghi e amici del com-

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comunicati

Dalla Direzione Tecnica

tare tesserati al CSI in data anteriore a quella di effettua: zionc della rispettiva fase provinciale o zonale (ari. 15 reg. naz.). i

ATLETICA LEGGERA COMUNICATO N. 10 Roma. 19 luglio 1968 I

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! i mendator Filippo e della Si- ■ gnora Rossana, né possono . le parole alleviare l’irrepa. !

rabile perdita che li ha col­ piti. Noi possiamo solo assicu­ rare agli amici Dragotto la nostra affettuosa vicinanza e partecipazione, e non solo la nostra ma, ne siamo certi, anche quell quella di tutti i no­ g stri dirigenti periferici che ben conoscono il nostro dirigente e quella delle migliaia di giovani allenatori che da quindici anni si sono avvi, cendati ai nostri Campì Scuo­ la Nazionali sempre diretti con competenza e immutato amore dal Comm. I* Dragotto. Crediamo, inoltre,. di —i poter assicurare, a nome i di tutti, il più sincero> e conimosso ricordo al Signore perché, come ha accolto nel­ la sua gloria l’anima inno­ cente del piccolo Carlo, così conceda egli ai genitori stra­ ziati, ai fratelli e ai parenti tutti la forza per sopportare quest* immensa prova nella luce della fede e della spe­ ranza con cui egli soccorre il cuore di chi soffre.

CAMPIONATO NAZIONALE SU PISTA CATEGORIA JUNIORES

RICONOSCIMENTO La CTN rivolge un vivo elogio alla Società Atletica CSI Riccardi di Milano classilicatasi all ottavo posto nel­ la classifica finale della Cop­ pa Italia Allievi 1968. , ,c Nella speciale cclassifica ’ comprendente anchee la categoria Seniores, la Soc. Atletica CSI Riccardi di Mi­ lano si è classificata al quin­ to posto. La CTN plaude, inoltre, a tutte le Società del CSI che

i hanno conseguito importanti j

classifiche nella Coppa Italia.

suddetta

esteso dal Giudice Arbitro, Non verranno neppure presi in considerazione i verbali in cui, pur apparendo il nome del Giudice Arbitro, lo stesso non abbia firmato per esteso ! j i verbali.

j ' ! ' :

APPROVAZIONE REGOLAMENTI CAMPIONATO 1 PROVINCIALE Si ricorda che a norma dei­ O ZONALE pari. 5 del Regolamento del SU PISTA Campionato Nazionale di atletica leggera su pista cat. CATEGORIA Juniores. le prove provinciali ALLIEVI e zonali potranno essere or­ E JUNIORES ganizzate dai Comitati locali Reggio Calabria; Udine; oltre ilil 1. set- ‘ Vittorio entro e non oltre Veneto: Arezzo; Salemure P- v. lerno; Lucca (solo allievi); , lernc iscnvere i A) propri atleti alla Finale Na- Bari. Ugento; Padova; Bari. vinnnìf» in nrnammrna zionale in programma ilil gioì*gior­ ' no 6 ottobre p.v. dovranno aver organizzato almeno due APPROVAZIONE prove di Campionato Provm- REGOLAMENTI c;?.lc oc zonale (art. 13 ciale là reg. : CAMPIONATO naz.). ----------------------Gli atleti iscritti dovranno ’ PROVINCIALE risultare tesserati al CSI in O ZONALE data anteriore a quella di efPiai A fettuazione della rispettiva CATEGORIA lase provinciale o zonale e RAGAZZI comunque dovranno risultare tesserati non oltre il 31 ago- , Salerno; Arezzo; Vittorio .u, i atti-­ Veneto; Livorno: Udine; Faen sto 1968 (art. 15 reg. naz.). za; Bari; Padova: Ugento; Ales. n o INI

i| CAMPIONATO j, NAZIONALE SU PISTA PROVINCIALE CATEGORIA ALLIEVI o ZONALE SU PISTA Si ricorda che a norma del- i Si sottolinea l’importanza Kart. 5 del Regolamento del ■ di ul inviare, llIVUU lt-Illp„llvulllvillv tempestivamente Campionato Nazionale di atlealla CTN CTN di di atletica atletica leggera leggera : . !, alla tica leggera su r ■ ’ pei la i ; verbali udi; „ogni KI1; prova locale ’ ■ pista irnvr n-.ovin,_____ : ______ r ....... u_i: •. cat. Allievi, le prove piovin- . di canlpionato. I verbali, c.„>. ....... .......... , ... ciali potranno essere organi/- i me" precisano i* regolamenti ì zate dai Comitali locali entro j del campionato cat. Allievi e e non oltre il 1. settembre Juniores (art. 8) dovi-anno p. i essere inoltre firmati per I esteso dal Giudice /Arbitro Le semifinali interprovini -u: — ' p. ei. ■ ciali, li, in numero diì sei. avrnn. avran­ ' della avranmanifestazione., il giorno 22 setlem- ' quanto concerne i verbali i no luogo, l de]]a cat. c: Juniores, la CTN si l bre in sedi che verranno - ; della quanto prima comunicate. *"-■ i riserva il diritto di interpcl- ; J.._ per poter i ial-e i Comitati Provinciali o ‘ Si ricorda.. che i ,partecipare . alle semifinali in- ! Regionali della Fidai per la :i a... terprovinciali i Comitati do- ■ autentica della firma del Giu- ; iranno aver organizzato al' ­ I dice Arbitro stesso. La CTN. ribadisce che non meno due prove di Campio­ nato Provinciale o zonale (ar- ’ procederà alle omologazioni ticolo 14 reg. naz.) e che gli I di quelle riunioni i cui veratleti iscritti dovranno risiti- i bali non siano firmati per .

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OMOLOGAZIONE RISULTATI CAMPIONATO SU PISTA Lecco: l3 prova cat. ragazza; l3 prova cat. allievi (gare non valide art. 9 comma b, reg. camp.: m. 2000, disco, alto); 1“ prova cat. juniores (gare non valide art. 9 com­ ma b. reg. camp.: disco, melr> 100- alto); 2a prova cat. ragazzi; 2:! prova cat. allievi (gare non valide art. 9 comma b. reg. camp.: m. 2000, peso); 2-1 prova cat. juniores (gare non valide art. 9 comma b, reg. camp.: m. 800. disco, peso, lungo, m. 3000); Lucca: l3 prova cat. ragazzi e allievi; Mantova: 2-> prova categoria ragazzi; 3a prova cat. allievi; 3;i prova cat. juniores (gara non valida art. 9 commn ma hb, r,-o reg. i-nmn.: camp.: alto): alto); ReeReg-

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gio Emilia: 3'1 prova cat. ragazzi; 3-1 prova cat. allievi (gara non valida art. 9 comma b, reg. camp.: m. 1000); 3a prova cat. juniores (gare i non valide art. 9 comma b, reg. camp.: 800, 3000, disco, giavellotto); Rimini: 1“ pro­ va cat. ragazzi; la prova cat. allievi (gare non valide art. 9 comma b, reg. camp.: 80, 1000, lungo, alto peso; gara non valida art. 6 comma a, reg. camp.: m. 400) la prova de art. 9 comma b, rg. cp.: lievi (gare non valide, art. 9 comma b, reg. camp.: 80, 1000, alto, lungo, peso; gara non valida, art. 6 comma a, reg. camp.: m. 400; la prova cat. juniores (gare non vali­ de art. 9 comma b, reg. cp.: 100, 3000, alto, 400, lungo, pe­ so); Treviso: 2a prova cat. ragazzi; 2a prova cat. allievi (gare non valide art. 9 com­ ma b, reg. camp.: giavellotto, 80 ostacoli); Vicenza: 3a pro­ va cat. allievi e cat. juniores.

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APPROVAZIONE REGOLAMENTI ATTIVITÀ’ VARIE Rovigo: 1” Trofeo Podistico S. Pietro e Paolo, su strada; Vittorio Veneto: Trofeo Lazzarin su strada; Cava dei Tir­ reni: Trofeo Monte Castello, staffetta su strada; Livorno: 1° Trofeo S. Iacopo su stra­ da; Torino: Campionato Pro­ vinciale Giovanissimi su pi­ sta; Pinerolo: Giro podistico di Colletto; Giro podistico di S. Pietro Val Lemina; Orvie­ to: Staffetta dei Quartieri su strada; Oristano: 2a Coppa S. Maria Maddalena.

OMOLOGAZIONE RISULTATI ATTIVITÀ’ VARIA Arezzo: Corsa campestre di propaganda, cat. ragazzi; Ser­ ra San Bruno: 1° Giro podi­ stico di Serra S. Bruno; Tre­ viso: Campionato Provinciale Podistico su strada cat. ragazzi, allievi, juniores e seuiviva, la. Corsa niores; nitoauuui Alessandria: Podistica di Valenza: Pinerolo: Giro Podistico dei 2 Ca­ stelli; Giro Podistico di San Pietro Val Lemina. IL PRESIDENTE

ALDO CAPPELLINI

IBS CICLISMO COMUNICATO N. 2 Roma, 19 luglio 1968

LEVA CICLISTICA Come già annunciato sul comunicato n. 1 ed amplia­

30

dizione per tutte le gare na­ SCIA: VII Torneo Capodi- l zionali CSI. monte; Torneo Serale; III Torneo Notturno Trcmosine; PAVIA: 5° Torneo Serale RATIFICA Mornichese; Coppa dell’AmiCOMPOSIZIONE cizia; BERGAMO: Trofeo CC.TT.PP. Panseri; Palio Calcistico Not­ i FAENZA: Presidente: Na­ turno; Torneo Oratorio Cartale Dalmonte; Segretario: vico; XIII Torneo Calcistico |I Francesco Sami; Componen- Lennese; COMO: Torneo Gi­ ■' te Elio Pirazzoli; ROMA: Pre- gi Meroni; Torneo Giovani Ii sidente: Armando Desideri: Calciatori; Torneo Don An­ j Segretario: Ezio Del Nero; tonio Romano; Trofeo SA! Componenti: Gino Bottoni e GEA-ORANSODA; Torneo Se­ Angelo Cedrone. rale; VICENZA: Torneo ESi invitano tutti i Comitati ORISTANO Coppa j, praticanti ciclismo a segnala­ stivo; , re a questa CTN la compo­ della Marmilla; ALBENGA: Torneo dei Bar Cittadini; 3° sizione delle proprie Commis­ Torneo calcistico Notturno sioni Provinciali o Zonali per Cerialese; CERIGNOLA: Tor­ la relativa ratifica. neo Dilettanti; AGRIGENTO: REGOLAMENTI 3° Trofeo Akragas; NOVA­ IL SEGRETARIO CAMPIONATI RA: (C.U. n. 33 C.R. Pie­ ALDO CAPPELLINI montese) Torneo Notturno I Regolamenti dei Campio­ A.C. Gozzano; Torneo Not­ IL PRESIDENTE nati Nazionali individuali ed turno Oratorio Vandoni; Tor­ GINO QUATTROCCHI a squadre su strada sono sta­ neo Notturno U.S. Cannerò; ti pubblicati, in inserto spe­ Torneo Notturno Nerino In­ ciale, su « Stadium » n. 9 del certi; Torneo Notturno Pi6 giugno u.s. cozza Argento; Torneo G.S. Coloro che desiderassero al­ Genzianella; ACQUI TERME: tre copie dei regolamenti po- I (C.U. n. 33 C.R. Piemonte­ tranno richiederle alla CTN. I se) Torneo Coppa Domus; 2° Torneo 7 Coppe; Trofeo SITUAZIONE Pizzeria Nicese; MONDOVI’: TESSERAMENTO (C.U. n. 33 C.R. Piemonte­ se) Torneo Paolo Clari; Tro­ Alla data del presente co­ feo Città Mondovì; UDINE-, municato, risultano avere Torneo Juniores Val Fella-, atleti tesserati al Ciclismo 8a Edizione Torneo Giova­ nelle varie categorie i seguen­ nissimi; Torneo Juniores Val ti Comitati: Acqui Terme, Degano (se modificati); FER­ Aosta, Bergamo, Bolzano, RARA: Coppa dei Bar; CAR­ Brescia, Cremona, Faenza, PI: V Torneo Notturno. Gubbio, Jesi, Milano, Mode­ COMUNICATO N. 23 na, Padova, Roma, Sassari, OMOLOGAZIONE Sessa Aurunca, Trento, Ve­ Roma, 17 luglio 1968 rona, Vicenza. RISULTATI TORNEI Si invitano tutti i Comi­ /YPPROVAZIONE tati ad intensificare le ope­ REGOLAMENTI CARPI: VII Torneo Fab­ razioni di tesseramento in vi­ briche vincente U.S. SICAR' sta delle scadenze regola­ TORNEI Campionato Zonale cat. Gio­ mentari. SALERNO: Coppa del Ci- vanissimi « B »■ vincente U.S. lento; MANTOVA: Torneo ACSA-NOVI - cat. Juniores PARTECIPAZIONE Notturno Stradella; Torneo vincente U.S. RAPID; ORALLE FINALI Notturno di Salina; Trofeo TE: Camp. Giovanissimi «A. NAZIONALI d’oro cinquantenario U.S.C.; vincente G.S. Graffignano; FAENZA: Coppa Val d'Amo- AVELLINO: VI Coppa PediSi ricorda che, giusto l'art. ne; Coppa Senio; V° Torneo cini vincente U.S. Montefalcione XVI Torneo Uffici vin­ 4 del vigente regolamento dei Campionati, ciascun Comitato Notturno Sarna; la Coppa cente G.S. 1NAM ufficio la­ potrà iscrivere atleti propor­ S. Maria Maddalena; SO­ vori; BENEVENTO: Coppa zionalmente al numero dei RA: la Coppa Valle del Li- Uffici Aziende « Enzo Datti­ tesserati al CSI in ciascuna ri; MILANO: Torneo Prima­ lo » vincente Comune di Be­ categoria e purché abbia verile Aziendale; Torneo Pri­ nevento; MOLFETTA: Camp. svolto documentata attività maverile Dilettanti; Torneo Allievi vincente U.S. Apicelagonistica. AGRIGENTO: Torneo Primaverile Juniores; Torneo la; Poiché gli atleti dovranno Primaverile Allievi; Torneo Fiamma vincente U.S. Inter risultare tesserati al CSI en­ Primaverile Giovapissimi a Club; TEMPIO PAUSANIA: tro e non oltre il 15 agosto 11; Torneo Primaverile Osca Coppa S. Pancrazio 68 vin­ P- v. (art. ( _ c,. reg. cente U.S. S. Leonardo; A---- 2, sicomma --------campionati), invitano :i Co Amatori; Torneo Primaverile LESSANDRIA (C.U. n. 33 —i : — *------ :n________ :i t mitati ad intensificare il tes­ Osca Amatori Busto Arsizio; C.R. Piemontese): Coppa Pul­ seramento dei propri ateti Torneo Primaverile Osca Ra­ cini vincente U.S. Enaoli; per ogni categoria. gazzi; Torneo Primaverile O- Camp. Giovanissimi vincente sca Pulcini; Torneo Prima­ U.S. Alessandria FC.; TO­ verile Osca Pulcini Sesto RINO: Coppa Riber vincente CAMPIONATO San Giovanni; Torneo U.S. Meroni; Coppa Gigi Me­ A SQUADRE Primaverile Giovanissimi a roni vincente U.S. Contemo­ CAT. ALLIEVI 7 Osca; Torneo Primaverile ri; Campionato Ragazzi vin­ Come già annunciato, que­ Giovanissimi a 7 Osca Se­ cente U.S. Fulminea; SIRA­ st'anno si disputerà nuova­ sto S. Giovanni; LECCO: CUSA: Trofeo blu cat. A mente il Campionato Nazio­ Torneo Perla del Lorio; 2° vincente G.S. S. Rita; cat. B nale a squadre per la cat. Al­ Trofeo Bonomelli; 13° Tor­ vincente U.S. Olympia; Camp. lievi. Al fine di predisporre Allievi vincente G.S. Mazzo­ l'organizzazione, la CTN ri­ neo nott. 5° Trofeo Lago Eu- la; Coppti Peres vincente pili; Trofeo Lavai; 8° Torneo volge un invito a tutti i Co­ U.S. Libertas. mitati interessati al ciclismo Serale; 10° Palio Canzese; affinché facciano conoscere, 2° Trofeo Arnaboldi; Trofeo con cortese urgenza, la loro Valbrona; 1° Palio Calcisti­ OMOLOGAZIONE eventuale partecipazione alla co; 1° Trofeo P. Pono; Tor­ RISULTATI detta manifestazione. Questa neo Serale 1968; VALTELLI­ CAMPIONATI collaborazione, che ci augu­ NA: Torneo di Chiesa; SUD riamo veramente fattiva, ser­ VERBANO: Torneo Notturno REGIONALI virà alla CTN per meglio on" PALERMO: cat. Dilettanti rare a favore di questa ma­ di Besozzo; CREMONA: 1° nifestazione, da molti volu­ Torneo Notturno; Torneo Fe­ vincente G.S. Folgore di Sci­ ta, e che dovrà risultare d'im­ stivo; CREMA: 2° Torneo cli - cat. Allievi vincente portanza, come è ormai tta- Notturno di Galbi; BRE- G.S. Valentino Mazzola di mento illustrato sugl; ulti­ mi numeri di « Stadium»., ìa CTN in accordo con la Pre­ sidenza Nazionale, ha inde! to una Leva Ciclistica, aper­ ta a tutti i giovani di 13-14 e 15 anni che non siano mai stati tesserati alla Federazione Ciclistica Italiana. La CTN sottolinea l’importanza di questa iniziativa ed invita tutti i Comitati ad attuarla localmente per ottenere un futuro e serio rilancio di tutta l’attività del CSI sulle due ruote. La CTN è a completa ___ r..._ disposizione per chiarimenti in merìlr» I pvn ed nlln merito nlln alla Leva alla cim sua organizzazione periferica.

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CALCIO

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PROVVEDIMENTO DI CLEMENZA Il Consiglio Federale della Federazione Italiana Giuoco Calcio, per ricordare la vittoria conseguita dalla squa­ dra nazionale Italiana nel Campionato d’Europa, in con­ siderazione dell’alta importanza sportiva dell’avvenimen­ to, ha deliberato I seguenti provvedimenti: E' stabilito un condono delle sanzioni disciplinari irrogate dagli Organi della Disciplina sportiva federale per fatti commessi a tutto il 10 giugno 1968, a carico dei giuocatori e dei tecnici tesserati alla F.I.G.C., non­ ché a carico di dirigenti federali e sociali nelle seguenti misure: a) i provvedimenti di ritiro definitivo della tesse­ ra, nonché le inibizioni a vita a ricoprire cariche fede­ rali e sociali, vengono commutati rispettivamente in squalifica od inibizione per tre anni (con decorrenza del provvedimento dalla data in cui fu commessa l’in­ frazione che l’ha cagionato); b) ai provvedimenti di squalifica od inibizione a termine, sempre per fatti commessi fino al 10 giugno 1968, viene applicato il condono di due anni. Pertanto debbono ritenersi interamente condonate le sanzioni che si estendono fino al 10 giugno 1970, mentre a quelle che si estendono al di là del 10 giugno 1970 viene applicata una riduzione di due anni; c) i provvedimenti di clemenza più sopra indicati non si applicano per le sanzioni irrogate a seguito di infrazioni rubricate come illecito sportivo, nonché per le sanzioni di radiazione dai ruoli federali; d) del provvedimento di clemenza mn possono bene­ ficiare gli arbitri; e) i provvedimenti di cui sopra sono applicati au­ tomaticamente. Pertanto gli Organi federali e della disci­ plina sportiva considereranno le conseguenti riduzioni e commutazioni ai provvedimenti in corso senza che sia necessario darne atto specificatamente, sui comunicati ufficiali. Il C.S.I. si associa alla delibera della F.I.G.C. anche per uno spontaneo riguardo verso la Federazione stessa in una circostanza che ha onorato il calcio italiano, ed ha ritenuto di adottare il provvedimento di clemenza anche nei riguardi dei propri dirigenti e giocatori del settore calcistico, nella stessa misura adottata dalI’Ente Federale.

Siracusa; TEMPIO PAUSANIA: cat. Dilettanti vincen­ te U.S. Robur; PADOVA: cat. Allievi vincente U.S. Camin di Padova.

RATIFICA COMPOSIZIONE COMMISSIONI TECNICHE ZONALI CERIGNOLA: Presidente: Milella Lorenzo, Segretario: Scardigno Giuseppe, Compo­ nenti: Murgolo Lorenzo, Ro­ mano Pietro.

I NOMINA ' NUOVI ARBITRI ALESSANDRIA: Leonardi Giuseppe, Irabelli G. Carlo, Pagella Renato, Russo Nata­ le, Santelli Enrico, Serracane Giuseppe, Zanella Miche­ le; VITTORIO VENETO: Callegher Fidenzio, Cia Mau­ rizio, Perissinotto Lino, Pel­ li Sandro, Zorza Lorenzo. RINNOVO TESSERE ARBITRI NOTO: PUNIZIONI

12.

ATLETI

MILANO: Gianfranco PINI nato 6-3-46 squalifica a vita per aver colpito con un pu­ gno un guardalinee ufficia­ le; SASSARI: Costanzo GIOR-

DO nato 15-5-50 qualifica per tre anni a decorrere dal 5-5-68 per aver picchiato un •mrir» »■» t t-z-» z avversario e 1 l’arbitro dato che questi lo aveva invitato ad abbandonare il campo. FAENZA: Benito VOLTURO nato il 7-12-39 squalifica a vita per aver colpito con uno schiaffo l’albitro della gara; MONDOVI’: Armando VENDRASCO nato il 9-9-42 squa­ lifica a vita perché espulso in seguito ad una reazione si è rifiutato di abbando­ nare il campo ed ha sputato in faccia all’arbitro colpen­ dolo poi con alcuni schiaffi; TRANI: Nicola CARTELLINO squalifica a tre anni a de­ correre dal 19-3-68 per aver colpito al volto l'arbitro del­ la gara; Francesco PASQUADIBISCEGLIE squalifica per tre anni a decorrere dal 19-3-68 per aver colpito l'ar­ bitro con un calcio (alla gamba; BIELLA: Carlo GHIRARDÉLLI RARDELLI squalifica a tre anni a decorrere dal 19-3-68 per aver ripetutamente col­ pito l’arbitro al termine del­ la gara; Paolo VERGAGNO squalifica per tre anni per aver colpito ripetutamente l’arbitro al termine della ga­ ra; CREMONA: Valerio CA­ RINI nato il 24-8-49 squali­ fica per tre anni a decorre­ re dal 31-3-68 per aver col­ pito l’arbitro con un calcio; SALERNO: Carmine MARRA nato il 20-3-50 e Giuseppe MOGAVERO nato il 4-1-49 ^iiittuii,

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| squalifica per tre anni per I aver colpito ripetutamente | l'arbitro con pugni al viso; i ROMA: Carlo GERVASI squa­ ■ lifica al 15-6-69 perché invi­ tato dall'arbitro, quale ca­ pitano, a far uscire dal cani po un suo giocatore cspulSO, ai. afferrava per un braccio l’arbiti ^itro protestando vivacemente e rifiutandosi di far uscire tale giocatore. Espul­ so, tentava di aggredire l’ar­ bitro, ma non vi riusciva perché trattenuto a stento dai propri compagni. Allon- j tanato a viva forza cercava nuovamente di avventarsi contro il direttore di gara. Nuovamente trattenuto ab­ bandonava il campo minac­ ciando ulteriormente l’ar­ bitro.

viati alla Commissione Tccnica Nazionale il formulario per i Campionati Nazionali, i regolamenti dei Campionati Provinciali per l’omologa­ zione. Si rammenta inoltre che, la data di scadenza per Io svol­ gimento dei Campionati Pro­ vinciali, è il 31-7-1968 e che le iscrizioni ai Campionati Na­ zionali devono pervenire alla Commissione Tecnica Nazio­ nale entro e non oltre il 5 ago­ sto 1968: IL

SEGRETARIO

ANGELO RAINERI IL PRESIDENTE

CARLO

GOLGI

IL SEGRETARIO

RENATO BERNINI IL PRESIDENTE

GENEROSO DATTILO

t4

BOCCE COMUNICATO N. 3 Roma, 20 luglio 1968 CAMPIONATO NAZIONALE

NUOTO

Invitiamo i nostri comitati a voler comunicare a questa Commissione Tecnica Nazio­ nale i risultati della fase pro­ vinciale e zonale autonoma per la opportuna omologa­ zione.

COMUNICATO N. 8 Roma, 22 luglio

1968

CAMPIONATI PROVINCIALI

PROROGA FASE PROVINCIALE E ZONALE AUTONOMA

Approvazione Regolamenti

BARI: I prova 21 luglio categorie: Esordienti, Ragaz­ zi e Juniores; II prova 23 lu­ glio - categorie: Esordenti, Ragazzi e Juniores; III prova 25 luglio - categorie: Esordien­ ti, Ragazzi e Juniores; FASE FINALE - 28 luglio - catego­ rie: Esordienti, Ragazzi e Ju­ niores. RIMINE Presidente: Giusep- categorie: Esordienti, Ra­ gazzi e Juniores; li prova 21 luglio - categorie: Esor­ dienti, Ragazzi e Juniores; III prova - 28 luglio • categorie: Esordienti, Ragazzi e Juniores. SORRENTO: prova unica categorie: Esordienti, Ragaz­ zi e Juniores. SIRACUSA: prova unica 30 luglio - categorie: Esor­ dienti, Ragazzi e Juniores. Omologazione Risultati MANTOVA: 1 e II prova.

Qualora ragioni organizza­ tive non abbiano consentito la effettuazione della fase provinciale e zonale autono­ ma entro la data del giorno 31 corrente, precedentemente fissata, rendiamo noto che la «elezione stessa potrà essere portata a termine anche ma non oltre il 31 agosto p.v.

FINALE NAZIONALE

La finale nazionale del Campionato verrà effettuata il giorno 22 settembre p.v. in una città dell’Alta Italia, tut­ tora da designare. OMOLOGAZIONE RISULTATI

Sono stati omologati da questa Commissione Tecnica Nazionale i risultati della fa­ se provinciale pervenuti dai seguenti Comitati: MantovaMilano-Pesaro-Roma.

RATIFICA CC.TT.PP.ZZ. RIMINE RUMINI: Presid.: Giuseppe Ferrini: Segretario: Bruno Frisoni; Membri: Nedo Pari. Enrica Morelli, Marv Frisoni. SORRENTO: r.„ ”____ Presidente: Girolamo Tozzi; Segretario: Vincenzo Silvestri; Compo­ nenti Mauro Luigi, Gaetano Fiorentino, Luigi Scuri.

I ■ MANIFESTAZIONI '! VARIE | Approvazioni: Milano: Cam­ pionato Società ad insegui­ mento, Trofeo Ettore Garga­ no. Trofeo Resti, Trofeo Boano, biennale non consecutivo.

CAMPIONATI NAZIONALI

Si ricorda vivamente ai Co- ì mitati che devono essere in- :

IL SEGRETARIO

FRANCO BOVIO IL PRESIDENTE

ANGELO D'OVIDIO

31


LO SPORT E LA TELEVISIONE una grande inchiesta delPAIART, del Corriere dello Sport e di Stadium Allo scopo di conoscere i desideri dei telespettatori per quanto riguarda le trasmissioni sportive della televisione, lanciamo, in collaborazione con il « Corriere dello Sport » e con l'Associazione Italiana Ascoltatori Radio Telespettatori (A.I.A.R.T.) un referendum sui prin­ cipali programmi sportivi. Preghiamo i nostri dirigenti e tutti i nostri lettori di voler com­ pilare l'unito questionario e inviarlo alla nostra redazione quanto prima potranno. E' inutile, pensiamo, sottolineare l’importanza dell’iniziativa e gli effetti anche pratici che essa può avere. I risultati dell'indagine, oltre che essere ampiamente resi noti e com­ mentati dai tre organi di stampa promotori, saranno anche presentati ai dirigenti TV che ne terranno certamente conto, nella misura in cui essi esprimono la verifica di una parte qualificata dell'opinione pubblica su un settore che occupa larghissimo spazio degli attuali programmi televisivi.

1) Le trasmissioni sportive POCHE — E per i singoli sport? CALCIO CICLISMO PUGILATO TENNIS IPPICA RUGBY PALLACANESTRO ATLETICzX LEGGERA NUOTO

2) E’ — — — E

della TV sono: ABBASTANZA

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soddisfatto o no dell'ora e del giorno di trasmissione delle partite di calcio sì no de « La domenica sportiva » sì no di >< Sprint » ? sì no perché?

3) Le attuali trasmissioni TV servono oppure no a: — divulgare gli spoi t meno conosciuti? sì sì — creare degli sportivi c non dei tifosi? — spingere a fare dello sport attivo? sì 4) Preferisce i telecronisti di poche parole o quelli di molte

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5) Secondo lei, i telecronisti sono imparziali o faziosi? Per esempio?

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- z £< 6) Quali sono sportive?

i principali difetti delle

tecniche di

7) Cosa sceglie fra una partita di calcio in TV e rincontro della squadra locale in programma alla stessa ora?

S) E’ d’accordo sul pugilato in televisione? 9) Le piace « La domenica sportiva » come è adesso? E perché?

10; Quale voto di simpatia (da uno a dieci) darebbe ai seguenti personaggi?

ENZO TORTORA SERGIO ZAVOLI GIORGIO VECCHIETTI H)

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ripresa nelle trasmissioni

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DA RITAGLIARE E SPEDIRE IN BUSTA A C.S.I. VIA CONCILIAZIONE, 3 00193 ROMA


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