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Stadium n. 13/1964

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Stadium QUINDICINALE DEL CSI

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I PROBLEMI DELLO SPORT

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ANNO LIX - N. 13 - 12 LUGLIO 1964

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GR. Il

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VENTI ANNI DEL CSI

maturità del CSI uando sì tratta di

Q

giudicare la matu­ rità di una persona si osserva come agisce, quali sono le sue idee che la guidano, come risulta quotidianamente cosciente a queste idee. E’ il mo­ mento di valutare la ma­ turità anche del nostro Centro Sportivo Italiano. Questo ragionamento è alla base della riunione del Consiglio Direttivo Nazionale, tenutosi alcuni giorni or sono a Roma. Vent’anni fa, per opera della Gioventù Cattolica, sorgeva il CSI, una orga­ nizzazione sportiva che aveva due scopi ben pre­ cisi: offrire un attivo mez­ zo di apostolato ai giova­ ni della GIAC, diffondere lo sport tra tutti i ragazzi e la gioventù d’Italia. Vent’anni sono pochi e molti per una organizza­ zione: pochi se si conside­ ra l’ampio spazio speri­ mentale a disposizione, il continuo avvicendarsi del­ le generazioni, la necessità di calibrare sempre me­ glio concetto e azione; molti se diamo uno sguar­ do al ricco patrimonio di idee che si sono accumu­ late in questi venti anni e di cui forse non siamo appieno consapevoli. Quando iniziammo la nostra attività partimmo d a presupposti basati esclusivamente sul gran­ de desiderio di offrire ai giovani uno sport sano, lealmente praticato, scuo­ la di virtù, impegno di sacrificio; ma nella nostra azione intervennero auto­ revoli compiacimenti e di­ rettive nella parola di tre grandi Papi, i dirigenti maturarono e schematiz­ zarono una certa azione educativa insita nello sport, adeguando questo mezzo ad altri per una più completa educazione del ragazzo, sì che oggi possiamo ben dire di pos­ sedere una dottrina che è patrimonio del CSI ed è da tutti invidiata e da tutti a questa si attinge. Se diamo uno sguardo a questi venti anni pos­ siamo ben dire come lo sport, per nostro mezzo, abbia assunto un aspetto particolare: è diventato una componente educati­ va nella vita dei ragazzi, non è più un passatempo quasi inutile, non è sol­ tanto uno dei cento modi per trascorrere il tempo

libero. Inteso nella sua giusta interpretazione è elemento per la formazio­ ne del carattere, un sus­ sidio validissimo per una educazione alla vita so­ ciale, umana e morale, di ciascuno. E non bisogna dimenti­ care quanto il CSI ha ope­ rato per diffondere in Ita­ lia questi concetti: basti ricordare i convegni e i congressi di questo ulti­ mo decennio che hanno gettato le basi per una discussione anche politica sulla necessità e sul do­ vere dello Stato di far praticare lo sport ai ra­ gazzi e ai giovani. Se lo sport entra oggi nei bilan­ ci di alcuni Enti Locali,

ciò si deve in gran parte a quel primo Convegno ’’Sport e Comune” che ini­ ziò a trattare il proble­ ma; se oggi si parla di Leggi sullo sport e di pro­ grammi governativi per lo sviluppo delle discipline sportive, ciò si deve al no­ stro ultimo Congresso Na­ zionale che dimostrò e conclamò il diritto allo sport dei cittadini, secon­ do la Costituzione Italia­ na, e il dovere dello Sta­ to di favorire questo svi­ luppo. Non bisogna anco­ ra dimenticare il lavoro dei nostri Consulenti Ec­ clesiastici che hanno pun­ tualizzato i valori morali dello sport nei loro con­ vegni su ’’Sport e Parroc­

chia’’, ’’Catechesi e sport” e così via­ li Consiglio Direttivo Nazionale ha preso in esa­ me tutto questo sviluppo delle idee che in vent’an­ ni si sono accumulate nel­ la nostra azione educati­ va: è necessario tesauriz­ zarle, diffonderle sempre più capillarmente affinché raggiungano tutte le zone d’Italia, tutti i responsa­ bili dell’azione educativa, le famiglie, gli insegnanti, le parrocchie, le diocesi, perché tutti abbiano chia­ ramente presenti il dirit­ to dei giovani allo sport e la necessità di questo mezzo per la loro educa­ zione globale. Corrado Biggi

I E' RIUNITO a Roma il Con­ siglio Direttivo Nazionale del C.S.I., nei giorni 28 e 29 giugno. I Consiglieri hanno commemorato il ventesimo anni­ versario della nascita del nostro Ente e alla luce di questa im­ portante tappa ventennale han­ no esaminato i prossimi impegni che il C.S.I. dovrà affrontare, sul piano organizzativo, agonistico e tecnico. Tra questi, in primo pia­ no, lo svolgimento del Congres­ so Nazionale del prossimo anno, e il Convegno dei Consulenti Ecclesiastici che avrà luogo a settembre.

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Nella sua riunione, inoltre. Il C.D.N. ha eletto all'unanimità il nuovo Presidente dell'Organizzazione, nella persona del doti. Paolo De Sandre, Presidente Cen­ trale della GIAC, in seguito alle dimissioni presentate dal dott. Silvio Bettocchi.

Il dott. Paolo De Sandre, recentemente nominato dal Santo Padre Presidente Centrale della GIAC, è il nuovo Presidente Nazionale del Centro Sportivo Italiano, eletto dal C.D.N. nel corso della sua ultima riunione. Al dott. Silvio Bettocchi, che ha retto la Presidenza del CSI dal 1961, rivolgiamo a nome del C.D.N., della Presidenza Nazionale e di tutta la famiglia del C.S.I. il più sentito e profondo ringraziamento per l'opera svol­ ta alla guida della nostra organizzazione, per il tempo, l'esperienza e la competenza messi generosamente al nostro servizio. Gli porgiamo altresì il nostro augurio più fervido per l'assolvimento dei suoi sempre più alti e pressanti impegni professionali. Al nuovo Presidente dott. De Sandre porgiamo, con le nostre felicitazioni, il saluto più cordiale di ben­ venuto nella grande famiglia del C.S.I., e l'augurio che trovi nel nostro mondo sportivo giovanile un gradito ambiente familiare ed un fecondo terreno alla sua opera direttiva.

Il dott. Paolo De Sandre è originario di Padova; è laureato in economia e commercio. E’ stato De­ legato Juniores della GIAC di Padova dal 1958 al 1962 ed ha fatto parte in seguito dell'ufficio Ju della Presidenza Centrale. Si occupa attivamente di sociologia specialmente religiosa e collabora con l'istituto specializzato in materia dell'uni­ versità Gregoriana di Roma.


I dthili delle società di calcio Quali sono le cause dei pau­ rosi deficit delle società di cal­ cio? Un gruppo di tredici depu­ tati lo ha chiesto al presidente del Consiglio e al ministro com­ petente (dello spettacolo e tu­ rismo). Il primo firmatario del­ l'interrogazione è il giovane de­ putato lucano Tantalo. Insieme hanno sottoscritto altri otto de­ mocristiani (Tambroni, Buffone, Fornale, Scarlato, Urso, Del Castilio, Cappello, Armani), due socialisti (De Pascalis e Maria­ ni), due socialdemocratici (Ro­ mano e Brandi) I 13 parlamentari vogliono sa­ pere come il governo intende intervenire « per accertare le cause effettive degli enormi in­ debitamenti delle società calci­ stiche ». Documentando la loro richiesta, i firmatari ricordano che « per le società di serie A e per alcune di serie B (Napoli, Palermo, Alessandria, Verona e Brescia) tale indebitamento rag­ giunge la enorme cifra di 10 mi­ liardi e 462 milioni ». Esprimendo una loro convin­ zione, gli interroganti afferma­ no che « l’insostenibile situazio­ ne passiva, a parte altri motivi del tutto marginali, è da attri­ buirsi essenzialmente a deficien­ ze di direzione amministrativa ed organizzativa, deficienze che sono la premessa per una serie di errori, strutturali e tecnici, che vengono poi pagati sul pia­ no della serietà e del rendi­ mento sportivo e spettacolare ». La conclusione a cui i tredici deputati giungono è che « una sollecita ed accurata indagine » approfondisca le « cause del dis­

LA RIUNIONE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO Il CJQ.D., come si è detto, nella sua recente riunione ha preso in esame diversi e im­ portanti argomenti. Ci sem­ bra opportuno offrire i prin­ cipali tra essi all’attenzione dei nostri amici dirigenti.

I CONGRESSI PROVINCIALI E ZONALI Il Congresso Nazionale ver­ rà indetto a Roma il 19, 20 e 21 marzo 1965. Di conseguenza tutti i Co­ mitati P: ovinciali e Zonali Autonomi che hanno svolto regolare attività nell’anno so­ ciale 1963-64 dovranno tene­ re i rispettivi Congressi en­ tro il periodo 1. ottobre 196431 gennaio 1965.

TESSERAMENTO

1964-’65 Le norme tecniche e pro­ cedurali per le operazioni di tesseramento resteranno im­ mutate nel prossimo anno, ma una importante novità è sopravvenuta in quelle am­ ministrative riguardanti il "Tesseramento Dirigenti”. E’ stato infatti deciso di elevare la quota corrispon­ dente da lire 300 a lire 500, ma l’aumento sarà ampia­ mente ripagato perché darà diritto a ricevere, oltre il giornale « Stadium », anche una copia del nostro annua­ rio cioè, per il prossimo an­ no, « CSI ’65 ». In tale ma­ niera il volume, che racchiu­ de tutte le notizie organiz­ zative, le norme tecniche, i consigli pratici e i documenti relativi al CSI, ai suoi pro­ grammi e alle sue attività, sarà a disposizione dal pros­ simo anno di ogni singolo di­ rigente di Società. E’ ciò è tanto più importante in quan­ to, proprio con la prossima edizione che si sta appron­ tando, il nostro annuario sarà arricchito di una nuova parte ricca di suggerimenti pratici per la soluzione di tutti i piccoli ma importanti pro­ blemi organizzativi che ogni dirigente deve saper risolvere con prontezza e con preciSione.

PAG. 2 ❖ STADIUM

IL CONVEGNO NAZIONALE DEI CONSULENTI 11 C.D.N. ha anche approvato le proposte della Presidenza Nazionale e del Consulente Ecclesiastico sullo svolgimento del prossimo Convegno Nazionale dei Consulenti Ecclesiastici. Il prossimo incontro dei nostri sacerdoti assistenti sarà il sesto della serie e si svolgerà a Lorica, in Sila, dal 21 al 24 settembre prossimo. Anche chi non ha molta pratica della Sila, saprà certamente come la località scelta sia una delle più belle d’Italia: un luogo dove i rev.di Consulenti potranno godere di un clima ideale e trascorrere tre giorni sereni in un confortevole ambiente come sempre distensivo e fami­ liare. 11 tema dei lavori, « Il Centro Sportivo Italiano a servizio della famiglia» si raccomanda da sé per l’importanza e l'at­ tualità sportiva educativa e sociale. L’argomento sarà trattato, durante i tre giorni del Con­ vegno, da vari relatori sotto diversi punti di vista: 1) « Il tempo libero strumento unitario della famiglia moderna » - Prof. Vitaliano Rovigatti, Presidente Centrale Unione Uomini di A.C.I. 2) « Attività fisica e sportiva strumento equilibratore per la famiglia moderna » - Prof. Gastone Lambertini, Ordi­ nario di Anatomia dell’università Cattolica del S. Cuore, Pre­ sidente I.S.E.F. di Napoli. 3) « L’Unione Sportiva del C.S.I. a servizio della vita familiare » - Mons. Dott. Filippo Franceschi, Assistente Eccle­ siastico Centrale GIAC. Come gli anni passati si è cercato di facilitare la parte­ cipazione dei rev.di Sacerdoti dal punto di vista economico. Così la quota di partecipazione è stata contenuta in lire 6.000 e per di più può essere coperta con offerte di S. Messe, mentre anche per il viaggio si cercherà nei limiti del possi­ bile di venire incontro con l’invio di credenziali di sconto a quelli che ne faranno richiesta.

sesto — altra parola non può essere usata, avvertono — orga­ nizzativo e finanziario, ed eli­ minino definitivamente tali cau­ se nel preminente interesse del­ lo sport italiano ». Il deputato socialista Maria­ ni vuole conoscere, invece, i risultati degli interventi della magistratura di Bologna nella vicenda cosiddetta del doping che tanto scalpore e allarme ha suscitato nella pubblica opi­ nione. In particolare ha richie­ sto al Ministro di grazia e giu­ stizia notizie sulla presunta ma­ nomissione di provette, sulla consistenza di dubbi circa l’ope­ rato della procura di Bologna e sulla opportunità di un inter­ vento del Ministro al fine di « sollecitare al massimo il chia­ rimento di un caso tanto grave e controverso ». L’iniziativa dei deputati di va­ ri partiti tendente a portare un poco d’ordine nella situazione finanziaria delle maggiori so­ cietà di calcio susciterà forse qualche dubbio circa la possi­ bilità e i modi di intervento del governo, ma nella sua so­ stanza non può che essere ac­ cettata e condivisa. Quello del calcio è l'esempio più vistoso e consistente di pro­ fessionismo sportivo nel nostro paese e il suo andamento si ri­ flette in maniera determinante sul costume sportivo nazionale per l'enorme interesse con cui la disciplina è seguita. Esso de­ ve dunque offrire esempio di serietà e di moderazione soprat­ tutto ai giovani. Il nostro Ente, che all’educazione sportiva dei giovani atleti dedica ogni sua energia, assiste con legittima e crescente preoccupazione al di­ sordine morale, professionale e finanziario delle società profes­ sionistiche e degli atleti che esercitano una funesta influenza sulle aspirazioni e sul compor­ tamento dei ragazzi e giovani che si avviano alla pratica del­ lo sport. Noi auspichiamo però che sia la Federazione a intervenire più energicamente che in passato, poiché dubitiamo dell’opportu­ nità e dell’efficacia pratica di certi interventi governativi. Per questa stessa ragione non ci sembra molto funzionale la det­ tagliata richiesta dell'on. Ma­ riani sull’affare del doping. Noi abbiamo piena fiducia nella Fe­ derazione Medici Sportivi: vor­ remmo soltanto che le Federa­ zioni interessate ( specialmente del calcio e del ciclismo) la mettessero in grado di agire più ampiamente, con maggiore tem­ pestività ed efficacia.

Stadium Direttore Responsabile: Silvio Bettocchi - Reda­ zione: Corrado Biggi e Duilio Olmetti

Direzione, Redazione e Amministrazione: Via del­ la Conciliazione, 1 - Roma. Pubblicazione iscritta al n. 4987 del registro della stampa del Tribunale di Roma in data 14-1-1956. Pubbl.

fuori

commercio

Tipografia UESISA Via IV Novembre ROMA

NOTIZIE DA CASA NOSTRA Il sig. Elio Trucco, segretario del Comitato Zonale C.S.I. di Albenga il 14 giugno si è unito in matrimonio con la gentile signorina Gianna Odasso. Il 6 luglio il sig. Giovanni Notarnicola, Dirigente del Co­ mitato Provinciale di Firenze, ha celebrato le nozze con la gentile signorina Miriam Petri. « Stadium » porge alle due coppie di novelli sposi le sue felicitazioni e auguri più cor­ diali a nome di tutti gli amici del C.S.I.

Se rimanete in città... Questo è il momentc buono per dimostrare ai vostri ragazzi come sia facile apprendere

LA PALLAVOLO di FRANCO ANDERLINI Costa soltanto L. 900

si richiede al Centro Spor­ tivo Italiano - Via Conci­ liazione, 1 - ROMA

CSI 65 L'annuario che il Centro Sportivo Italiano edita ogni anno per le sue Unioni Sportive verrà inviato

GRATUITAMENTE A TUTTI I DIRIGENTI CSI '65 si presenterà quest'anno ampia­ mente rinnovato e integrato, sarà una vera e propria

AGENDA-VADEMECUM per tutti i dirigenti sportivi. Per riceverlo tempestivamente occorre rinnovare l'affiliazione dell'Unione Sportiva entro i termini fissati dalle norme inviate in questi giorni dall'ufficio Cen­ trale Tesseramento. La quota dirigenti che dà diritto a ricevere il nostro periodico STADIUM e l'annuario CSI '65 costa quest'anno L. 500: una somma veramente esigua se si considera che tutti i dirigenti riceveranno per un anno STA­ DIUM e subito l'annuario CSI '65, un volume pratico, indispensabile, ricco di notizie e di utili indicazioni per l'attività sportiva. Panorama di Lorica in Provincia di Cosenza

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Arcobaleno Sport: una realtà Non bisogna dimenticare che l’estate è il periodo più adatto per lan­ ciare le attività di Arcobaleno Sport: molti Comitati e Unioni Sportive stanno organizzando alcuni Trofei per i ragazzi, ma non basta es­ sere soltanto dei tecnici organizzatori, è necessario avere le idee chiare sullo scopo, i mezzi, i limiti e le possibilità di queste inizia­ tive ideate e programmate per i giovani.

“I SERVIZI VANNO PAGATI,,

ABBIAMO INTERVISTATO Giovanni Lugaresi, ad­ detto stampa del Co­ mitato Provinciale di Ravenna, organizzatore di una intensa attività di Arcobaleno Sport

OBBIAMO riconoscere che ai giorni nostri la pratica dello sport non è più, come negli anni del do­ poguerra, uno dei pochi mez­ zi di distrazione e di diver­ timento per i giovani. Ora vi sono altri diversi­ vi: cinema, ballo, televisione, e assistiamo allo spettacolo di elementi che vanno sem­ pre più orientandosi verso questo tipo di svago trala­ sciando l’attività sportiva. Per creare un interesse ed una mentalità sportiva occor­ re occuparsi dei giovanissimi, curare cioè i « ragazzi » e formare in loro un senso ve­ ramente sportivo, sì che, in un domani, conserveranno la passione e l’attaccamento per quelle cose che si sono dette loro e che si sono fatte ap­ prezzare. Una vasta azione di propa­ ganda fra i giovanissimi non è cosa di poco conto e che si possa risolvere superficial­ mente. Non basta organizzare, bi­ sogna organizzare con passio­ ne, di persona, scendere a contatto con i giovanissimi, far vedere loro che alle belle parole che vengon dette nei congressi e nelle riunioni, si aggiunge un lavoro fattivo e intraprendente. II « ragazzo », quando si ve­ de curato, seguito, valorizza­ to nella sua attività, riceve incentivo, si sente « qualcu­ no », è disposto a compiere quelle piccole rinuncie deri­ vanti dalla pratica di una disciplina sportiva con entu­ siasmo, dal momento che ve­ de come altri, ben più grandi di lui, operano con passione e senso di responsabilità in questo campo. E poi, occorre premiare. Il valore di una medaglia, di un distintivo, assegnati a conclusione di una determi­ nata gara, di un campionato, assumono un significato tutto particolare nella mentalità dei giovanissimi. In un oggetto di modesta entità, essi vedono il premio al loro sforzo, alla loro vo­ lontàCosì, piano piano, si pre­ parerà il terreno per la for­ mazione di una mentalità sportiva nei giovanissimi, i quali domani, non più tali, resteranno ugualmente, ben­ ché attirati da altri diversivi, a lavorare nel mondo dello sport.

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Dal settimanale del CSI di Reggio Emi­ lia « Sports » riproduciamo un artico­ lo del Presidente Provinciale, prof. Burani, sul problema dello sport inteso come mezzo educativo e sul dovere della famiglia di collaborare anche economicamente con le Società Sporti­ ve che offrono ai ragazzi e ai genitori un « servizio » per la formazione fisica e morale della gioventù.

Nino Garofolo, presi­ dente del Comitato Provinciale di Messina, che ormai da qual­ che anno esperimenta Arcobaleno Sport

N’AZIONE educativa a favore dei giovanissimi è possibile solo parten­ do dai loro interessi, dalla loro spontaneità e da ciò che essi devono essere. Il CSI, per avviare e con­ trollare il ragazzo nella pra­ tica sportiva, ha creato uno sport adatto per lui, mancan­ te per quanto è possibile di agonismo, affinchè egli possa apprendere la tecnica e lo sti­ le, abituarsi alla resistenza ed alla fatica. Uno sport ve­ ramente educativo. Questo sport per tutti i ra­ gazzi ha un nome: ARCOBA­ LENO SPORT- Esso è un messaggio rivolto ai ragazzi d’Italia che possono final­ mente avere uno sport per loro e solo per loro. Dipende dai dirigenti dei Comitati e delle società sportive affiliate il far giungere questo mes­ saggio a tutti i ragazzi. Sono certo che Arcobaleno Sport diventerà l’attività principale del CSI. Il mia Comitato Provinciale è sulla buona strada. Ci sia­ mo rivolti a tutte le organiz­ zazioni che si occupano dei ragazzi per far conoscere loro l’iniziativa del CSI: Parroc­ chie, Sezioni Aspiranti della GIAC, oratori salesiani, col­ legi, congregazioni, esplorato­ ri ecc. Siamo presenti attiva­ mente nel Centro Diocesano della GIAC partecipando a tutte le loro manifestazioni, ai loro incontri, alle loro ini­ ziative per far loro conoscere le nostre idee, le nostre atti­ vità, le nostre esperienze. I nostri sforzi non sono inutili. Vediamo concretamente at­ tuarsi il nostro programma e le nostre idee. Non è lontano il tempo in cui migliaia di ragazzi saranno conquistati allo sport. Abbiamo affidato alle varie commissioni tecniche o agli incaricati delle varie discipli­ ne sportive il compito di or­ ganizzare i vari trofei in mo­ do da impegnare i ragazzi con una certa regolarità du­ rante l'anno sociale. In col­ laborazione con l’Ufficio Dio­ cesano Aspiranti attueremo delle iniziative formative du­ rante l’estate, quando i ra­ gazzi sono più disponibili. La loro presenza, realizzata per la prima volta nella PASQUA DELLO SPORTIVO è motivo di sprone per interessarci sempre meglio-di loro»t t

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le, un "permetteteci di vivere", ON molto tempo fa, con come se noi fossimo in colpa il padre di un giovanis­ ed avessimo qualcosa di cui simo atleta, nel corso dei lavori dell’Assemblea di unachiedere scusa. Oggi no, oggi vogliamo essere molto più nostra Società sportiva, si era "brutali” e molto più aperti. parlato delle immancabili dif­ ficoltà di bilancio in cui, chi Oggi, diciamo a chiare note che dovrebbero essere le fa­ più chi meno, si dibattono tut­ miglie, i genitori, a mantenere ti i nostri sodalizi. Si erano i loro figlioli, anche quando si ventilate iniziative, non erano dedicano alla pratica sportiva. state taciute le cifre. Prendendo la parola, quel A questo punto, ci sarà qual­ signore si era detto meravi­ cuno che non mancherà di pen­ gliato per il fatto che una So­ sare che noi, così ragionando, cietà con tanti atleti non riu­ siamo completamente fuori scisse a vivere con il contri­ strada, tanto è radicata la buto che avrebbe dovuto ve­ convinzione che le Società spor­ nire dalle stesse famiglie dei tive, gli enti che si dedicano ragazzi tesserati o cartellinati. ad organizzare lo sport, rice­ Egli, per parte sua, aveva sem­ vono essi un favore dai gio­ pre fatto il suo dovere, in que­ vani, dalle prestazioni atleti­ sto senso, un dovere a cui si che che questi possono fornire. sentiva tenuto, perchè non fa­ Parliamo, ovviamente, dello ceva altro che versare un do­ sport dilettantistico, dello sport veroso corrispettivo per un .educativo, ove non sono in servizio, e prezioso servizio, gioco elementi estranei allo che gli veniva reso. Anzi, ap­ sport stesso. profittava dell’ occasione per Ebbene, in un simile am­ ringraziare quanti operavano a biente gli unici a trarre giova­ favore della formazione fisica mento dallo svolgersi di una e morale del suo figliolo, quan­ pratica sportiva, dalla sua dif­ ti lo aiutavano a completare fusione e dal potenziamento, quell’educazione che egli, come sono pur sempre i giovani at­ padre, perseguiva nei riguardi tori che alla pratica sportiva del figlio. si dedicano e quindi i genitori Ritorna in ballo il solito pro­ blema di cui altre volte abbia­ a cui sta a cuore la formazio­ mo parlato e in genere ci sia­ ne integrale dei loro figlioli. Si mo limitati ad auspicare un creda pure che occorrerebbe maggior interessamento e una una buona dose di incoscienza più larga comprensione delle per accollarsi, da parte dei di­ famiglie nei riguardi di un rigenti, sacrifici a non finire, fenomeno che interessa tanto perdita di tempo e, molto spes­ da vicino i loro figli sotto i so, anche di denaro, soltanto più diversi aspetti. Chiedeva­ per cercare di mettersi in una mo quasi una solidarietà mora­ certa luce o in una posizione

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di possibile preminenza. Nè tali sacrifici con tutto il resto, meriterebbe una semplice pas­ sione sportiva; tanto meno il prestigio di un nome e di squadra o l’affermazione dei colori sociali giustificherebbe­ ro un lavoro che a volte di­ viene, persino ossessivo. Se lo sport — sempre al li­ vello dilettantistico, su un pia­ no educativo, dato che di que­ sta forma di sport dovrebbero preoccuparsi le famiglie — vie­ ne fatto praticare è soltanto perchè si è persuasi di trpvarci dinnanzi a un mezzo che può servire da ottimo complemento alla formazione dell’uomo e del giovane in particolare. Si deve preoccupare di que­ sta formazione la famiglia? Ci pare che la risposta sia ov­ via. Deve dichiararsi contenta se trova lungo la strada chi le offre la possibilità di aiu­ tarla e di fornirle certi mezzi che possono completare la sua azione educatica? La risposta ci sembra altrettanto ovvia. Giunti a tanto, non si do­ vrebbe trovare più alcuna dif­ ficoltà a riconoscere — com­ portandosi di conseguenza — che al favore ricevuto debba fare riscontro un’adesione tan­ gibile che permetta la conti­ nuità di una collaborazione quanto mai preziosa. In poche e più semplici pa­ role, ogni famiglia che ha il figliolo servito da Società spor­ tive in questo modo dovrebbe sentire il dovere — come il pa­ dre di cui abbiamo detto allo inizio — di sovvenzionare, per la parte che gli spetta e se­ condo le proprie possibilità, la Società di cui il figliolo fa parte. Non si tratta, lo ripetiamo, di un’elargizione data quasi a mo' di beneficenza, bensì di un dovere che ognuno, che si tro­ vi in simili condizioni, dovreb­ be sentire. Siamo eccessivamente inge­ nui e viviamo in un altro mo­ do? Lo sappiamo benissimo che il modo di concepire certi pro­ blemi, oggigiorno, è ben diver­ so da come lo intendiamo noi, ma non per questo la verità va taciuta, nè nessuno può vo­ lerci fare intendere che due più due non dia quattro. Sa­ rà più comodo cercare di fin­ gere di ignorare la più lam­ pante delle evidenze, ma l’evi­ denza rimane tale ugualmente. Sino a che anche questi enti, queste Società sportive — nel nostro caso — non finiscano anch’essi per stancarsi. Ma chi, ancora, non è giunto a un tale stato di miopia, e anche di egoismo, cerchi di en­ trare nel gioco e si ponga al passò con la realtà. Non farà che il proprio do- ■ vere, le diversa Società sporti­ ve potranno vivere e prospe­ rare e i nostri figli avranno un mezzo di più per crescere sant ed onesti. STADIUM * PAG. 3


E’ giusto che vi rivolgiamo le meritate lodi per aver voi fatto tesoro dei Nostri insegnamenti e conseguito ottimi risultati organizzativi e tecnici, in virtù dei quali il Centro Sportivo Italiano si è guadagnato la fiducia della gioventù e l’ammirazione degli altri organismi nazionali, ai quali con discrezione e buona intesa vi siete affiancati. Ma sopra gli altri risultati desideriamo d’indicare particolarmente quello che forma lo scopo essenziale del vostro Centro, vale a dire, j il vostro influsso cristiano nel mondo sportivo, il cui ulteriore incremento vi proponiamo cornpe impegno per l’avvenire.

Non dimenticate che, come soci di un Centro, sorto in seno ai movimenti giovanili di Azione Cattolica, avete il dovere di essere apostoli tra i vostri colleghi di gare e di allenamenti. Siate instancabili nel fare il bene, nel diffondere il buon profumo di Cristo, nel far capire a chi purtroppo è lontano, che soltanto nella fedeltà a lui ed alla sua Chiesa si trova il vero equilibrio e la vera forza, la piena stima della dignità della persona umana, e la sua difesa da ogni sfruttamento e pericolo.

Sappiamo bene quale incidenza abbiano queste manifestazioni della vita (sport e turismo), oggi sviluppatissime, nell’anima giovanile, non solo per darle svago, di cui l’età e la moda la rendono avidissima, ma per offrirle altresi un ricchissimo complesso di esperienze e di attività, così da costituire per essa una sorgente di valori, sotto molti riguardi non dissimili da quelli della famiglia e della scuola. Di qui l’importanza che tali manifestazioni, senza nulla perdere della spontaneità e della vivacità loro proprie, assurgano a livelli pedagogici, morali e spirituali. PAG. 4 * STADIUM

I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I ■ I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I il 11 I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I

ventanni di

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dei giovani

Il Centro Sportivo Italiano ha introdotto un linguaggio nuovo

nello sport nazionale: il linguaggio

di uno sport al servizio della gioventù e non sacrificato a motivi di prestigio o a interessi economici. 11 C.S.I. crede fermamente nel contributo sostanziale che lo sport può offrire all’educazione fìsica, morale e sociale

della gioventù e perciò sostiene apertamente, con forza, il diritto di tutti i giovani ad una sana pratica sportiva.

Ai suoi giovani atleti il C.S.I. chiede entusiasmo sincero e leale nella pratica delle discipline sportive, generoso impegno nel difendere e propagandare i valori più belli dello sport

negli stadi e in ogni occasione della vita.


ita del Centro Sportivo Italiano

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della Chiesa

della società

Fin dal suo sorgere il C.S.I. si è posto al servizio della Chiesa,

11 C.S.I. si è battuto con successo perché allo sport

come opera della G.I.A.C. e strumento di apostolato

fosse assegnato nella società il posto che gli compete,

nell’ambiente sportivo giovanile. La Chiesa e i Sommi Pontefici

quello cioè di un’attività sommamente utile per il conseguimento

hanno avuto per noi una speciale, paterna sollecitudine:

dei fini collettivi della famiglia, della scuola e dell’intera comunità.

hanno incoraggiato la nostra attività, sostenuto le iniziative,

Per questo afferma il dovere dello Stato, degli Enti

difeso i nostri diritti e il prestigio dell’organizzazione,

Pubblici Nazionali e Locali, a garantire e provvedere i mezzi idonei

guidata la nostra azione con altissimi ammaestramenti.

perché i giovani possano esercitare il loro diritto allo sport.

Il C.S.I. è lieto di poter riconfermare in questa significativa ricorrenza,

L’impegno nostro per l’avvenire è quello di continuare a lottare

a nome di tutti i suoi dirigenti e atleti, la propria fede

per l’affermazione di una vera coscienza sportiva,

e devozione al Papa, l’attaccamento alia Santa Sede, e la promessa

per l’attuazione di una politica sportiva giovanile

di operare in unione alla Chiesa per tutelare i diritti di Dio

e per allargare ad una schiera sempre più vasta di giovani

e la dignità della persona umana nel mondo dello sport.

la possibilità di praticare il sano sport dilettantistico. STADIUM ❖ PAG. 0


Questa pagina è dedicata alla consulenza tecnica,

organizzativa e formativa. Risponderanno

alle vostre lettere, ai vostri problemi,

persone competenti ed esperte su ogni argomento da voi proposto.

ATLETICA

il lancio del disco RIMA di introdurci nel­ l’esame della tecnica del lancio del disco (da fer­ mo o con rincorsa), crediamo sia opportuno soffermare la attenzione del lettore su al­ cuni punti basilari, riguar­ danti la forma e la dinamica del lancio. E' comune l’accettazione che tutte le specialità, che si avvalgono dell’impiego diret­ to o indiretto di un determi­ nato attrezzo, presentano dif­ ficoltà i cui gradi sono di­ versi a seconda della forma dell’attrezzo stesso, ma è an­ che certo che nel lancio del disco queste sono notevol­ mente accresciute dallo spa­ zio limitato della pedana. La dinamica del lancio è basata sullo sviluppo di una adeguata quantità di forza centrifuga, così come avvie­ ne nel lancio del martello, ma svariati sono anche i fon­ damenti che essa ha in comu­ ne con il lancio del peso e del giavellotto. Infatti, in tutti i lanci è si­ multaneo l’impegno dei mu­ scoli delle braccia, delle gam­ be e del busto, per una azio­ ne coordinata e rapida dei movimenti che permettono al lanciatore di proiettare, il più lontano possibile, l’at­ trezzo. La tecnica, i movimenti ed il ritmo saranno sicuramente diversi, a seconda del tipo e della forma deH'attrezzo, ma non altrettanto il gesto fina­ le che. per essere efficace, dovrà sempre esprimersi in modo deciso e vigoroso. Nei lanci in genere, il ren­ dimento è massimo quando

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Bisogna, cioè, imprimere al disco un movimento rotato­ rio, giroscopico, per far si che l’inclinazione si manten­ ga costante e regolare du­ rante tutta la fase aerea, e fino al momento del suo im­ patto con il suolo. A parità di angolo di in­ cidenza (l’inclinazione del di­ sco rispetto all’orizzonte può variare da 25 a 30 gradi), la distanza percorsa dal di­ sco dipenderà dalla velocità di rotazione del lanciatore e dalla potenza dell’impulso che egli saprà imprimere al­ l’attrezzo al momento del ri­ lascio. Un’altra forza che interes­ sa la dinamica del lancio è quella dovuta alla velocità periferica, che sarà tanto maggiore quanto più il brac­ cio sarà tenuto teso e quan­ to più il disco si troverà lontano dall’asse verticale del corpo del lanciatore. Nella fase di traslocazio­ ne del corpo lungo il dia­ metro della pedana, il busto deve mantenersi in perfetta equilibrio sulle gambe (bu­ sto eretto) per evitare che, il corpo sollecitato da mo­ vimenti contrastanti con la direzione del lancio, assuma nel momento del rilascio del disco, una posizione irrego­ lare e certamente pregiudi­ zievole per una normale ese­ cuzione delil'esercizio. L’atleta, infatti, mentre la parte superiore del tronco e delle spalle stanno in per­ fetta scioltezza, mantiene leg­ germente contratti i musco­ li della cintura addominale, perché il corpo possa tro­

alla direzione di lancio, bu­ sto eretto e gambe legger­ mente divaricate. Sono state sperimentate, di volta in volta, posizioni di­ verse di partenza, come ad esempio la partenza in dia­ gonale (rispetto al diametro della pedana), mentre altri, come lo svedese Anderson, hanno cercato di introdurre una tecnica basata sullo svi­ luppo di una maggiore quan­ tità di forza centrifuga, ma i risultati sono stati sempre inferiori a quelli che si ot­ tengono con la forma ormai classica e collaudata dai più noti atleti della specialità. Sarà indicato iniziare l’ad­ destramento partendo dalla posizione laterale (lancio da fermo), ma non appena il giovane sarà in grado di maneggiare il disco, di oscil­ larlo nella forma prescritta, di lanciarlo nella direzione voluta, l’istruttore provvederà a farlo partire da quella definitiva che è la posizione dorsale. Come ha inizio il lancio dalla posizione dorsale? Dopo due o tre oscillazio­ ni eseguite dall’atleta per as­ sicurarsi una buona presa del disco, per trovare il giu­ sto equilibrio e per dare un più vivace avvio alla sua azione (ma anche per con­ centrarsi nell’azione!), egli sposta il peso del corpo sulla gamba destra (che poggia con tutta la pianta sul ter­ reno) e compie un passo in­ dietro con la sinistra: ricor­ diamo che lo spostamento della gamba sinistra avviene nello stesso istante in cui il disco termina la oscillazione verso destra. E’ da questa posizione in­ fatti, che ha inizio la par­ tenza per il lancio con la ro­ tazione e lo spostamento del peso del corpo da destra a sinistra ed in avanti sulla gamba sinistra (con perno su ambedue i piedi). La gamba destra liberata dal peso del corpo si stacca dal suolo e comincia la corsa verso l’avanti tenendosi il più possibile vicina all’altra, mentre il corpo, fin qui alto (i piegamenti sulle gambe sono appena accennati), si abbassa notevolmente sulle ginocchia e l’atleta assume una posizione « seduta », po­ sizione che mantiene per tut­ ta la rotazione in pedana, con

Nelle foto a sinistra: fase di partenza, inizio d ella rotazione. A destra: fase finale di lancio l’azione viene espressa per impulsi successivi, con ap­ plicazione delle energie nel tempo (ritmo), energie che sono regolate dalla mecca­ nica e dalle condizioni fi­ siologiche dell'organismo. Con l’allenamento si mi­ gliora la tecnica e si poten­ ziano le capacità fisiche del­ l’individuo, ma sopratutto si viene a facilitare la regola­ rità degli impulsi nervosi che intervengono nei diversi mo­ vimenti compiuti dall’atleta. Data la forma piatta e ro­ tonda (lenticolare) del disco, con la tecnica si cerca di sfruttare nel modo migliore le qualità aerodinamiche del­ l’attrezzo facendogli assu­ mere e mantenere, per tutta la traiettoria, un perfetto as­ setto di volo. PAG. 6 '> STADIUM

varsi. in ogni istante della rotazione, centrato sugli arti inferiori. Per concludere, vogliamo ancora aggiungere che, se la tecnica generale del lan­ cio è ormai antica, ogni ul­ teriore progresso potrà es­ sere ottenuto, o aumentando la velocità di partenza o fa­ cendo una più accurata scel­ ta degli individui da avviare alla pratica di tale specialità. Nel sistema moderno di lancio, nonostante la persi­ stenza di alcuni lanciatoci (in verità pochi) nell’uso della partenza laterale — cioè con il fianco rivolto alla direzio­ ne (lancio — la posizione che oggi si ritiene la più idonea è quella che prende l’avvio dalla parte posteriore della

pedana con il dorso rivolto

evidente vantaggio per quan­ to si riferisce alla velocità e all’equilibrio. Precisiamo che il piede de­ stro abbandona la pedana nel momento in cui le gi­ nocchia vengono a trovarsi nella direzione di lancio e prosegue nell’azione sospin­ to dal piede sinistro che, al termine della rotazione, si distende e proietta il corpo in avanti, facendolo cadere al centro della pedana sul piede destro, con la gamba piegata. Il movimento è in tutto si­ mile all’azione di un passo di corsa. La sospensione del corpo è, in genere molto breve e più che un balzo si ha un volo radente che permette al lan­ ciatóre di portarsi rapida­

mente nella posizione finale, in linea con la direzione del lancio (lato del corpo ri­ volto verso Davanti). L’azione successiva è an­ cora più veloce, in quanto il piede sinistro, conclusa la spinta, si stacca dal suolo con leggero anticipo sull'ap­ poggio del destro e seguendo la via più breve, si porta in avanti al limite del bordo anteriore del cerchio.. A questo punto le ginoc­ chia cominciano a ruotare in avanti e il corpo, sollecitato dall'azione delle gambe, si solleva e ruota anch’esso nel­ la direzione di lancio: l’im­ pulso originato dalla gamba destra si trasmette all’anca corrispondente e da questa alla spalla, mentre il disco che si trova ancora indietro, è in notevole ritardo rispet­ to al movimento dell’anca. Il lancio si conclude con l’estensione energica della gamba destra ed il trasporto del peso sulla gamba sinistra, la quale puntellandosi con l’avampiede sul bordo del cerchio, si distende a sua

volta, con l’esplosione del braccio in avanti, nel mo­ mento stesso in cui il bùsto raggiunge la posizione fron­ tale. Nella frustata finale, il di­ sco preme contro le dita a causa della forza centrifuga accumulatasi con la rotazio­ ne, il pollice che sta sulla parte piatta dell’attrezzo as­ sicura l’esatta inclinazione al momento del rilascio e l’in­ dice interviene per l’ultima spinta. Finito il lancio tutto il cor­ po è proteso in avanti pun­ tato come si è detto sul pie­ de sinistro: quest’ultima fra­ zione di lancio che determi­ na una posizione squilibra­ ta del corpo e tende a farlo precipitare fuori della peda­ na, viene prontamente cor­ retta dal lanciatore con un piccolo balzo e con lo scam­ bio della posizione dei piedi. Durante la rotazione il di­ sco deve mantenersi, per quanto possibile, su un pia­ no orizzontale, parallelo al terreno e con limitati ondeg­ giamenti. Aso

DIETETICA per gli SPORTIVI • L'alimentazione dei calciatori, dei ciclisti e dei podisti ® L'importanza della prima cola­

zione per un atleta in allenamento ® Le uova

nella razionale nutrizione degli anglosassoni • italiana, abitudine che non ha A necessità di fornire al­ bisogno di troppe parole per l’organismo dalla 3.000 alle essere stigmatizzata come me­ 3.500 calorie al giorno op­ alla luce di quanto sinora portunamente ripartite in mo­ rita affermato, esercita sfavorevoli do da assicurare il rifornimen­ conseguenze sulle nuove genera­ to di protidi, lipidi e glucidi zioni di atleti che... rispettano e di vitamine, è stata prece­ la tradizione famigliare. Basta dentemente illustrata. Chiuso il considerare come al mattino il discorso di carattere generale pasto della sera sia troppo lon­ che riguardava l’atleta in ge­ tano e come altrettanto lontano nere, è opportuno affrontare sia il pasto principale del gior­ ora quello particolare in rife­ no, per valutare nel modo che rimento ai calciatori, ai ciclisti merita l’importanza della cola­ e ai podisti, i quali hano biso­ zione. gno in modo speciale di man­ La colazione assolve difatti al tenere alle masse muscolari il duplice compito di risvegliare tono adeguato, cioè quel legge­ e di stimolare l’organismo non­ ro grado di contrazione per­ ché a quello di fornire la forza manente dei muscoli derivante necessaria ad affrontare le pri­ dall’azione dei nervi. me fatiche della giornata in at­ Poiché i muscoli costituisco­ tesa del pranzo. La prima cola­ no gli organi attivi del movi­ zione, per un atleta tra i 15 e i mento (le ossa costituiscono 20 anni dal peso compreso tra quelli passivi), appare chiaro i 45 e i 60 chilogrammi, deve come l’efficienza o, meglio, il essere quindi composta di un tono delle masse muscolari sia uovo, 150 grammi di latte, 50 fondamentale in qualunque di­ grammi di pane, 20 grammi di sciplina o specialità, ma piu burro e 20 grammi di marmel­ particolarmente in quelle di lata, o variata in modo tale da fondo, quali appunto il calcio, assicurare all’organismo il ri­ il ciclismo (corse in linea o a fornimento di 850-950 calorie. tappe), il podismo (marcia o La presenza dell’uovo nella corsa su lunghe distanze). colazione è molto importante La vitamina B2 e la vitami­ in quanto l’alimento fornisce na B1 rappresentano, com’è no­ tanto la vitamina B2 quanto la to, i composti organici parti­ vitamina Bl, oltre alle vitami­ colarmente indicati per favori­ ne A, D, E, R. L’uovo, alimento re l’accrescimento e il tono del­ facilmente digeribile e assai as­ similabile, anche se deve essere le masse muscolari oltre che per consumato possibilmente crudo svolgere un’azione tonica e rico­ o poco cotto, fornisce, come e stituente generale. La vitamina noto, una quantità elevata di B2 e la vitamina B1 viene for­ calorie. Considerando, ad esem­ nita all’organismo, come del pio, che un individuo che pesa resto le altre vitamine, attra­ 70 chilogrammi, ha bisogno per verso gli alimenti e specificatacamminare alla velocità di km. mente attraverso l’uovo, la car­ 8 4 all'ora di 670 calorie in piu ne di maiale, lo yoghourt, gli del fabbisogno minimo e che spinaci, il fegato di vitella e le per correre a gran velocità il lenticchie. fabbisogno minimo deve essere Un regime dietetico razionale aumentato di 930 calorie, si de­ per l’atleta impegnato nelle ga­ duce ancor più chiaramente co­ re di fondo o nei lunghi alle­ me la colazione del mattino, namenti di preparazione alle prima di compiere il « footing », gare, deve quindi prevedere il esercizi atletici, corse, salti, ecc., rifornimento all’organismo di cioè il consueto lavoro di alle­ congrui quantitativi di vitami­ namento, sia estremamente im­ na B. L’esperienza suggerisce portante. Le esemplificazioni, che è opportuno rifornire l’or­ tuttavia, possono continuare. E' ganismo di tali alimenti al matstato calcolato che per compiere tno, cioè a dire a colazione. in bicicletta un percorso pia­ La insufficienza del primo pa­ neggiante alla media di km. 22 sto della giornata è tuttavia all'ora occorre aumentare il diffusissima. Se si pensa che fabbisogno minimo di 571 ca­ nel secolo XVIII per colazione lorie. Ma qual'è quel ciclista in alcuni paesi s’intendeva un che, in allenamento, procede ad pasto completo, composto di una media tanto bassa? Gli uova, prosciutto, pane, formag­ scatti a ripetizione, le lunghe gio e frutta, si può facilmente tirate a pieno ritmo, cioè sul dedurre come la situazione at­ tuale sia veramente diversa. A piede dei 40 e passa all'ora, le parte i paesi di tradizione salite e le difficoltà che si in­ anglosassone e principalmente contrano nel procedere contro l’Inghilterra e gli Stati Uniti, vento, fanno logicamente au­ dove... l’istituto della colazione mentare proporzionalmente il viene rispettato secondo il co­ fabbisogno di calorie. stume del secolo XVIII tra­ La necessità di fare una ade­ smesso di madre in figlia, altro­ ve si riscontrano situazioni as­ guata colazione, è quindi fuori solutamente differenti. In Ita­ di discussione. Gli alimenti che lia e in Francia, tanto per non abbiamo indicati sono un mi­ andar lontano, la prima cola­ nimo indispensabile. Se poi si zione si è ridotta ad esempio vuol variare, la colazione può alla consumazione di una tazzi­ essere fatta alla maniera an­ na di caffè effettuata in gran glosassone: uova, prosciutto, fretta. pane e latte, con malto o poco La pessima abitudine della caffè. tazzina di caffè contratta dalla G. B. maggior parte della popolazione

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P1EDIMONTE D'ALIFE — L’or­ mai tradizionale derby tra la squa­ dra della Folgore e l’Olimpia si è disputato anche quest’anno con il più acceso entusiasmo dei sosteni­ tori delle due squadre locali. Si è

TUTTO

In questa pagina ospitiamo tutte le notizie di attività CSI inviateci dai nostri corrispondenti o raccolte dalla redazione.

PREMIAZIONE AD IVREA Si è da poco conclusa l’intensa attività calcistica del Comitato Provinciale di Torino per la zona di Ivrea. In un salone Par­ rocchiale cittadino ha avuto luogo la premiazione dell’attività alla presenza di una folta schiera di dirigenti e di atleti che hanno voluto dimostrare quanto vivo sia in questa zona lo sport del Centro Sportivo Italiano. Alla premiazione era presente il Vescovo di Ivrea S. Ecc. Mons. Albino Mensa, il Presidente Provinciale del C.S.I. rag. Pie­ tro Basso-Petrino, il Consulente Provinciale Mons. G.B. Bosso, molti dirigenti del Comitato e tutti i Rev.mi Parroci della dio­ cesi. E’ stata una imponente manifestazione dello sport gio­ vanile durante la quale il Vescovo procedendo alla premiazione delle compagini ha voluto rivolgere ai presenti alcune parole d’incoraggiamento. Alle parole di Mons. Mensa si è unito il Consulente Provinciale ed il Presidente Provinciale. Tra i pre­ miati due categorie calcistiche, dilettanti e juniores.

UNA VISIONE PANORAMICA DA UDINE

trattato di una partita molto com­ battuta, vinta dall'olimpia per 2 reti a 1. Nella foto i giocatori deli’Olimpia. MORBEGNO — Si è concluso il primo campionato zonale di cal­ cio del CSI valtellinese. Vi hanno partecipato 19 squadre, suddivise in quattro gironi. Si qualificavano il Regoledo A nel girone A. il Rapid Paniga nel girone B, l’OR.SA nel girone C, il Teglio nel girone D. Ha vinto il titolo la squa­ dra de! Rapid Paniga che si è impostata meritatamente con un al­ to è constante rendimento in tutti gli incontri. Al secondo posto l’OR.SA., al terzo il Regoledo e in­ fine il Teglio. NAPOLI — L’attività calcistica dell’anno ha visto iscritte circa 40 squadre con oltre 1000 atleti ed è giunta al suo epilogo con la Cop­ pa Primavera. Quattro squadre sono terminate a pari punti: Dia­ voli Neri, Lib. Torre, Ambrosiana e Juve Frassati. I Diavoli Neri han­ no vinto io spareggio. Ora un me­ ritato periodo di riposo agli atle­ ti e alla Commissione Tecnica Pro­ vinciale che si ripromette di lan­ ciare in autunno un nuovo nu­ trito programma.

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MESSINA — Alla Fiera del tempo libero che si è svolta a Messina nel maggio scorso, ha partecipato anche il Comitato Provinciale C.S.I. con un proprio padiglione del quale nella foto si scorge una pa­ noramica. Durante i giorni della Fiera inoltre ha organizzato un Torneo Quadrangolare di Pallavolo e un Torneo di Tennis da Tavolo.

PARABITA — La squadra di calcio del Gruppo Sportivo "Pri­ mavera” (nella foto) del C.S.I. di Parabita, ha vinto la Coppa del Torneo Zonale del Comitato di Nardo.

ciclismo®® VERONA — L’allievo dell’Ambro­ siana CSI, Paolo Paiola, è stato il degno vincitore della 2. edizione del G.P. Monti Lessini, corsa in ricordo dei caduto di Castel d’Az­ zano e di Erbezzo. Al quarto po­ sto un altro atleta del CSI, Ruggero Zanca della B. Gaiga seguito da Livio Filippi della stessa società,

nrtyeib® GENOVA — 1 Campionati pro nànciali di Rugby Educativo si sono conclusi. Per il Campionato a "7” la vittoria è andata alla Montreal Don Bosco; per quello a alla Oxford Don Bosco raffigu­ rata nella foto.

A LERICI

A TORINO

Alla presenza di 90 soci e atleti, si è tenuta a Lerici la annuale assemblea generale dei soci dell’U.S. CSI Libertas. Presenti mons. Costantino Faggioni parroco di Lerici, e il presidente provinciale dei GG. SS. Libertas sig. Carezzi Giu­ seppe che ha portato il saluto del Comitato provinciale, la se­ duta si è aperta con un discor­ so introduttivo del presidente della società sig. Morganti Delhj che ha ringraziato i numerosi soci e atleti presenti assieme a numerosi genitori invitati per assistere alla premiazione dei loro figlioli distintisi nel corso dell’anno sportivo 1963-64. Il vice presidente Morganti Augusto ha quindi svolto la re­ lazione tecnico-sportiva enume­ rando i numerosi successi otte­ nuti dalle nostre squadre nei campionati di pallacanestro, cal­ cio e atletica leggera. Si è quindi proceduto alla premiazione degli atleti. Per la pallacanestro: Borghetti Gaetano (vincitore classifica marcatori allievi); Bru­ ni Pasquale (juniores); Di Carlo Giuseppe (miglior atleta 19631964); Peliegri Luigi (per l’at­ taccamento ai colori sociali); Pironi Giovanni (allenatore del­ le squadre cestistiche); Per l’atletica leggera: Perotto Umberto (miglior atle­ ta juniores); Arena Gianni (mi­ glior atleta allievo); Per la pesca sportiva: Nicolai Gianni (miglior "Pieri­ no” 1963-64). FRANCO PORRO

La consistenza del Comitato Provinciale Torinese del C.S.I. è stata posta in risalto a To­ rino durante una conferenza stampa realizzata per i gior­ nalisti dei principali quotidia­ ni cittadini. Nella provincia torinese i giovani tesserati al CSI nella stagione 1962-63 erano 7.468, i dirigenti 902 e le società affiliate 139. Il numero più alto di atleti si ha evidentemente nel calcio: 3.785 atleti; segue la pallacanestro con 1.374, l’atleti­ ca con 892, la pallavolo con 649, gli sport invernali con 494 ed il ciclismo con 274. Nella scorsa stagione sporti­ va il C.S.I. ha organizzato 15 campionati e tornei di calcio a cui hanno partecipato 123 squa­ dre; 9 campionati e tornei di pallavolo con 14 squadre, 8 di pallacanestro con 22 squadre, 18 manifestazioni degli sport in­ vernali con 9 società partecipan­ ti, 7 gare ciclistiche e 376 mani­ festazioni di atletica leggera. Altre iniziative del C.S.I. fu­ rono il corso arbitri di calcio con 87 partecipanti; il corso per per arbitri di pallavolo con 12 partecipanti, il corso per giudi­ ci di atletica leggera con 9 par­ tecipanti ed il corso dirigenti di Società a Claviere con 43 ade­ renti. Il C.S.I. torinese possiede at­ tualmente una vasta rete di im­ pianti sportivi che lo pongono in uno dei primissimi posti tra le varie organizzazioni provinciali dell’Italia intera. Due piste per l’atletica leggera al campo « C. S.I. » ed al campo « Gioventù »; 5 campi di calcio attrezzatissimi e precisamente: * C.S.I. », «Gioventù», «Cavoretto», « Gerbido » e « Millefonti ». lì Comi­ tato ha inoltre in dotazione 7 campi di tennis di cui 5 adiacen­ ti al campo sportivo «C.S.I.» è 2 adiacenti al campo « Gio­ ventù ». Un prospetto dal quale si nota la consistenza del C.S.I. nella provincia di Torino ove oltre 50 dirigenti provinciali sotto la gui­ da del Presidente rag. Pietro Basso-Petrino organizzano e guidano l’attività. E’ doveroso mettere in risalto l’opera svolta dal Comitato coadiuvato non solo dai dirigenti Provinciali ma da tutti i 900 dirigenti di So­ cietà che danno un contributo veramente rilevante. Torino ha un Centro Sportivo veramente organizzato e questo è dimostrato dal Comitato Pro­ vinciale con i suoi organismi, i suoi uffici: un consiglio pro­ vinciale con 20 consiglieri; la presidenza formata da 7 consi­ glieri di presidenza; le commis­

attività organizzative LODI — L’U.S. Libertas ha svolto quest’anno un’intensa attività particolarmente nel campo della pallacanestro e del calcio. Nel basket ha vinto il Campionato zonale C.S.I. e la Coppa Primavera; ha organizzato il Trofeo Comizzoli, la Coppa Città di Lodi e il Trofeo Fonte Levissima. Nel calcio si è piazzata al terzo posto nel Trofeo ”90” fonda­ zione Fanfulla » BRESCIA — Ecco alcune cifre dell’attività svolta dal Comitato del C.S.I. nell’anno sportivo 1963-64. Le società affiliate ammontano a 76 per un complesso di 3.000 atleti. Il Comitato ha organizzato il Criterium Interregionale Studentesco di Sci, il Criterium Interregionale di Atletica leggera, la Pasqua Nazionale dello Sportivo (ripresa dalla TV), le Olimpiadi Vitt (con circa 2000 atleti-gara): i Cam­ pionati Provinciali di calcio, corsa campestre, Tennis ta­ volo, pallavolo, pallacanestro, sci. Ha partecipato a tutti i Campionati Regionali (tranne il calcio). Ha vinto il Campionato Nazionale juniores di Pallacanestro con l’Ideal Standard.

sioni: calcio, pallavolo, pallaca­ nestro. ciclismo, atletica leggera, rugby e sport invernali; gli uf­ fici: stampa, statistica, organiz­ zazione generale, segreteria, am­ ministrazione, studio, propagan­ da, omologazione impianti; la creazione di osservatori di Pre­ sidenza, la creazione di un grup­ po di Giudici di Gara. Tutto questo è dimostrazione dell’intensa attività curata in Torino, attività per la quale è doveroso vivamente ringraziare i dirigenti delle Società e gli atleti tutti che dimostrano, nel­ l’attaccamento al C.S.I., di com­ prendere i fini e lo scopo del nostro Ente. PIER LUIGI RUBATTO

A CREMONA La seconda giornata dirigenti del 1964 si è svolta a Montecastello sul Lago di Garda con pieno successo organizzativo e tecnico. L’elemento dominante è sta­ ta la presenza di dirigenti gio­ vani che hanno vivamente par­ tecipato alle discussioni facen­ do ben sperare per la loro pro­ ficua immissione nella struttu­ ra organizzativa del nostro Co­ mitato. Una novità è stata adottata sulle relazioni. Non si è voluto un unico oratore su un argo­ mento prefissato, ma due diri­ genti hanno interloquito sul te­ ma stabilito sviluppandone uno la parte positiva e l’altro quel­ la negativa. Così il primo ar­ gomento della nostra giornata « la funzione della stampa nel mondo sportivo moderno » è stato sviluppato dal m. Franco Verdi e sig. Antonio Lovascio. Il secondo argomento trattato nella mattinata di domenica (il precedente era stato discusso nella serata di sabato) e ri­ guardava « la rieducazione spor­ tiva dell'atleta e del pubblico » ha visto gli interventi del dr. Giuseppe Fontanella e del geom. Ennio Baldini. La santa messa di mezza­ notte, veramente suggestiva per­ chè celebrata nel santuario, era stata preceduta da una fiacco­ lata partendo dalla casa che ci ospitava fino al santuario. Il CSI cremonese, in ringrazia­ mento per la particolare prote­ zione ha offerto alla Madonna un artistico cero. Trattandosi di una giornata eminentemente formativa non sono stati stilati ordini del gior­ no, ma gli impegni e i propositi assunti da tutti i dirigenti ver­ ranno sviluppati, speriamo con profitto, nel corso dell’attività delle singole unioni sportive.

Il « CSI » friulano è in piena attività nonostante il delicato periodo scolastico che ha im­ pegnato la gran parte delle for­ ze vitali dello sport dilettanti­ stico. Pur mancando solamente due mesi al termine dell’annata sportiva 1963-64 il « CSI » friu­ lano sente di dover e di poter fare ancora molto per i suoi giovani. Un maggior fervore di iniziative dovrebbe riguardare la atletica, la pallavolo e la palla­ canestro. In breve: l’atletica è di nuovo alla ribalta dopo il periodo ri­ servato alle prove di « corsa campestre » ed alle relative fi­ nali; questa volta ci sono le prove per il Campionato Pro­ vinciale su Pista che il Comitato di Udine intende far svolgere in due domeniche distinte. Si prevede che quest'anno la rap­ presentativa friulana di atleti­ ca leggera sarà abbastanza qua­ lificata per merito soprattutto di atleti come: Di Fant, Rottaron, Polzot. Russo. Urli, Munini, Sgrazzutti, Miolli, Giacomini, Bramuzzi, Moro, Martinuzzi e Gheller. Nella pallacanestro è tuttora in corso di svolgimento il Tor­ neo Primavera; sembrava che tutto dovesse concludersi con la vittoria della Porzio sulla diretta avversaria S. Giacomo — cam­ pione regionale 1963-64 — ed in­ vece l’U.S. Encia di S. Osvaldo ci ha messo lo zampino ed ha fatto capitolare la quasi-vincitrice di questo I Torneo Pri­ mavera. Per la pallavolo c’è da dire che i due tornei indetti dalla competente Commissione «CSI» sono appena terminati con la vittoria della Libertas di Salt di Povoletto sia nel torneo « Coppa C.S.I. 1964 - cat. Al­ lievi » che in quello denominato « Coppa Friuli 1964 - cat. Juniores-Seniores ». La Libertas ha fatto dunque man bassa do­ po che le era sfuggito per un soffio il titolo provinciale e con esso la possibilità di parteci­ pare alla fase regionale. Dulcis in fundo il calcio. Ci sono Tornei da tutte le parti, sia in pianura che in montagna! Attualmente sono in corso di scvolgimento il Torneo Val Fel­ la (partecipano: Fusine, Tarvi­ sio, Cave del Predii, Malborghetto, Gemona, Moggio, Pontebba e Chiusaforte), il Torneo Val Degano (partecipano: Ovaro, Comeglians, Prato Carnico, Rigolato, Forni Avoltri e Sappada), il Campionato provin­ ciale Allievi (partecipano 14 squadre), ed il Campionato provinciale « pulcini » (parteci­ pano 19 squadre). Va tutto a gonfie vele, per­ sino il tesseramento che dopo l’apparente stasi del 1962 e del 1963 sta riprendendo quota mol­ to bene; un brevissimo calcolo ci dice che le società affiliate al Comitato Provinciale sono già una settantina contro le 51 del 1962-63 e le 49 del 1961-62; anche per i tesserati c’è di che essere orgogliosi: gli atleti com­ presi tra i 14 e i 18 anni sono 1.241 (nel 62-63 erano 795; nel 61-62 erano 583; nel 61-62 era­ no 373) e, infine, quelli com­ presi tra i 16 ed i 24 anni sono 250 (nessuno negli anni prece­ denti) per un totale di circa 1800-1900 atleti contro i 1378 dell’annata 62-63 ed i 1.397 del­ l’annata 61-62. LORENZO GALLO STADIUM ❖ PAG. 7


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ecco la forma! sole, sale e bicarbonato I giovani nuotatori, che per la crescita hanno difficoltà di trovare la forma, hanno necessità di un potenziamento muscolare che si ottiene in palestra. In questo servi­ zio utili consigli per individuare la miglio­ re forma in vista di competizioni natatorie EL PERIODO immediatamente precedente alle gare gli atleti si possono trovare in tre tipi differenti di condi­ zione fisica: difficoltà nel trovare la forma; forma raggiunta troppo presto e da mantenere sino ai giorni delle gare; progressivo miglioramento delle condizioni atletiche che fà sperare al probabile raggiungimento del pieno della forma per il periodo utile. In quest’ultimo caso è necessario evitare novità di qualsiasi genere: il fisico che migliora va assecondato, è sufficiente un nonnulla, a volte, per inter­ rompere temporaneamente o definitivamente la fase di mi­ glioramento. E’ molto importante nel periodo di migliora­ mento del rendimento atletico osservare ed appuntare (lo Ri dovrebbe fare sempre) le reazioni psico-fisiche su un quadernetto. Le reazioni ed osservazioni da annotare do­ vrebbero spaziare dall’alimentazione alle reazioni emotive, dall’allenamento intenso come sforzo al recupero delle energie, dalla quantità del lavoro al tipo’ di lavoro. Queste osservazioni sono di fondamentale importanza come termine di paragone nel caso in cui si trovino diffi­ coltà nella ricerca della forma. Confrontare le reazioni fisiche annotate in un momento in cui il fisico rendeva positivamente con le reazioni del momento di non rendi­ mento significa, molto spesso, trovare la causa della carenza della forma atletica. A volte, apparentemente, le reazioni annotate in periodo di miglioramento coincidono con quelle di carenze di forma anzi queste ultime spesso sono migliori. Queste osservazioni devono essere suffragate non solo da osservazioni soggettive ma anche da constatazioni oggettive: restauro delle forze controllato con il recupero circolatorio dopo lo sforzo. In questi casi è evidente che fi fìsico non risulta sfruttato come in passato e che la sua maggiore capacità lavorativa (rivelata dal recupero più veloce) richiede una maggiore quantità di lavoro per portare ai risultati sperati. Non di rado in soggetti in crescita la perdita della forma o il non raggiungimento di questa può essere determinato dal mutato rapporto leva - muscolo. Una leva che si allunga richiede una maggiore potenza muscolare per fornire Io stesso rendimento, quindi, finché non verrà ripristinato il rapporto precedente con il potenziamento muscolare non si potrà avere un uguale o migliore rendimento. Il poten­ ziamento si ottiene soprattutto con molto lavoro di palestra e di pesi e con numerosissimi scatti su brevi distanze con impegno oltre il 95°/o delle possibilità individuali. Natural­ mente il tutto deve essere condizionato dalle possibilità di poter affrontare questo nuovo tipo di intensità di lavoro. Si possono verificare altri casi in cui l’atleta pur mante­ nendo perfettamente identiche tutte le caratteristiche deter­ minanti per un buon rendimento, capacità lavorativa, potenza, recupero dello sforzo, ecc., non riesce a raggiun­ gere i limiti che erano abituali. In questo caso la quasi totalità delle volte la causa è il peggioramento del peso specifico. Essendo la galleggiabilità una delle condizioni favorevoli -per un buon rendimento dello sforzo in acqua, quando questa tende a diminuire parte dello sforzo pro­ dotto in acqua viene assorbito dal minore galleggiamento con il conseguente minore rendimento ai fini delle presta­ zioni sportive e non del lavoro psico-fisico. L’allenamento porta allo stato forma permesso dalle caratteristiche fisiche momentanee, ed è migliorabile solamente con il supera­ mento del precedente rendimento fisiologico di una quantità tale che annulli la diminuita capacità atletica dovuta al dirottamento delle energie. Se l’atleta non è capace di annullare il dirottamento di energie con un migliore ren­ dimento fisiologico inizia la parabola discendente delle sue prestazioni sportive. Varie e difficoltose sono quindi le cause Che possono determinare la non acquisizione della forma e in tutte si richiede per risolverle uno studio approfondito. Ugualmente difficile, da molti giudicato molto più, raggiunto il massimo rendimento, è il mantenerlo: argo­ mento che tratteremo in un prossimo articolo.

N

Domenico Maiello

I giovani corridori spesso non sanno sfruttare i piccoli ma utilissimi rimedi che eliminano i danni causati al fisico dalla sudorazione du­ rante una gara: il sudore elimina i sali dall'organismo e quindi oc­

corre reintegrarli. Così pure interessante è l'azione antitossica e antidefatigante del bicarbonato: consigli utili per tutti i nostri atleti BBIAMO visto nel no­ stro ultimo incontro, sulle ospitali colonne del nostro « Stadium », che per un ciclista che intende sviluppare una attività ago­ nistica senza che questa ven­ ga a turbare minimamente il suo equilibrio psico-fisico, l’allenamento deve essere or­ ganizzato secondo schemi che emergono dalla collaborazio­ ne a tre tra il corridore (che deve conoscere soprattutto se stesso), il medico (che del soggetto in esame conosce i limiti fisici) e il dirigente (nel nostro caso il direttore sportivo che del giovane atle­ ta deve essere il consigliere più fidato e che dello stesso deve conoscere i limiti spor­ tivo-agonistici). Abbiamo al­ tresì ricordato come « racco­ mandazione » la regolarità nel mangiare (base essenzia­ le per un’ottima digestione), la parsimonia nel bere (inge­ rire pochissimi liquidi in quanto la sete non si estin­ gue col tracannare liquidi) e la cura nel ricoprire il cer­ velletto difendendolo dai dardi del sole portando il berrettino (sempre!) con la visiera indietro. Sono « raccomandazioni » specifiche perché con la ca­ lura estiva non esiste un particolare tipo di allena­ mento. E’, infatti, norma di quasi tutti i soggetti arri­ vare a questo periodo con una forma già curata; a cal­ do ormai avanzato non è con­ cepibile parlare di allena­ mento nel senso di orientare la propria preparazione su questo o quel programma in quanto a luglio un ciclista che non abbia toccato l’opti­

A

mum del proprio rendimen­ to deve aver errato nell’impostare la preparazione dal­ l’inizio della stagione all’at­ tuale periodo di attività inol­ trata. Sono queste, dunque, le raccomandazioni da seguire. Alle stesse si uniforma an­ che il commissario tecnico Rimedio che cura la selezio­ ne e la preparazione delle squadre dei dilettanti stradi­ sti che difendono il presti­ gio del «ciclismo italiano al Tour de l’Avenir, ai campio­ nati del mondo e ai Giochi Olimpici. L’altro numero concludem­ mo confermando l’importan­ za del sale da cucina per eli­ minare o quanto meno pei ridurre le conseguenze na­ turali di una abbondante su­ dorazione. Infatti, attraverso i pori ed a mezzo del pro­ cesso sudorativo escono dal­ l’organismo quantità di sali in misura tale da impoverire le riserve del corpo umano. E’ indispensabile quindi ri­ dare all’organismo queste quantità di sale che si di­ sperdono attraverso la su­ dorazione: perché il sudore altro non è Che acqua più sali. I sali quindi vanno ridati all’organismo e il mezzo più rapido, più pratico, più... eco­ nomico è quindi quello di ingerire piccole quantità di sale da cucina. Sembra un paradosso, questo; ma non lo è. Si pensi che un gene­ rale vinse una importante battaglia distribuendo alle sue truppe che reclamavano acqua (che non c’era), un pizzico di sale per ciascun

CAMPIONATI NAZIONALI DI NUOTO Entro il 19 luglio i Comitati Provinciali avranno dovuto terminare le prove provinciali. Alle fasi interregionali che si svolgeranno entro il 10 agosto, i Comitati potranno partecipare con tre atleti, anziché uno come lo scorso anno. Alla finale nazionale, che si svolgerà dal 20 al 31 agosto, parteciperanno gli otto migliori tempi delle interregionali per ogni gara: Categoria allievi: m. 50 stile libero, m. 50 dorso, m. 100 rana, m. 50 farfalla o delfino, staffetta mista 4x50; Categoria juniores: m. 100 stile libero, m. 100 dorso, m. 200 rana, m. 100 farfalla o delfino, staffetta mista 4x100. Viene inoltre lanciato il « Trofeo delle Provincie » consistente nell'organizzazione di una serie di manife­ stazioni locali o provinciali di propaganda da svolgere dal 1. luglio al 31 agosto 1964, sotto il controllo di Giurie fornite dalla FIN.

soldato: la sete di tutti si calmò quasi per incanto! Prendere dunque un po’ di sale dalla dispensa di ca­ sa metterlo nella carcassa di due o tre cachet (che si com­ prano vuoti in farmacia); si prepara in tal modo un cialdino che — al momento di maggiore sudorazione — va ingerito. Da notare che spes­ so i crampi derivano da una carenza di sali minerali nel­ l’organismo, quindi non è isolato il caso di chi fa risalire la causa dei crampi alla eccessiva sudorazione. Il sudore in abbondanza, tuttavia, dipende quasi sem­ pre da un fatto costituzio­ nale come potrebbe essere il prodotto del grasso super­ fluo che si elimina. A volte però si suda in più per una cattiva digestione. Importanza determinante assume infine il regolare sod­ disfacimento dei bisogni cor­ porali (regolarità che deve essere a ritmo giornaliero e fissata nelle prime ore del mattino). Questa funzione dell’organismo deve essere naturale senza cioè che si sia costretti a ricorrere a stimo­ lanti che debbono entrare in funzione solo in casi di ne­ cessità. Tale funzione (che oltretutto elimina dal coppo dannose tossine) va altresì aiutata da adatta alimenta­ zione e semmai propiziata da una dieta. Per la dieta va interessato il medico; empiricamente tuttavia si possono formula­ re altre < raccomandazioni » che sconsigliano di mangiare alcune varietà di frutta (ad esempio le pesche che con­ tengono sostanze acide) e i gelati onde evitare pericoli di dipsesie organiche. Ed a proposito della frutta non sia superfluo raccomandare di mangiare solo frutta matura e ben lavata. Non abbiamo inteso dare consigli, ma solo orientare giovani atleti e dirigenti su principi posti alla base di una giusta organizzazione di un fisico che voglia produrre sforzi agonistici; principi di cui molti campioni hanno .sperimentato bontà e giu­ stezza di orientamenti. Si può non conoscere que­ sti principi; ma conoscerli e non applicarli è male dop­ pio. E’ per questo che ab­ biamo ritenuto utile illustrar­ li nella speranza di non aver a vuoto abusato della cortese ospitalità del caro «Stadium». Nino Lombardi


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