Skip to main content

Stadium n. 12/1970

Page 1

. ì...

.1

* ■

ì

1 J


r

iltetai Luigi Calabrese

LA PREPARAZIONE Con questo termine generico possiamo comprendere tutta la parte riguardante gli esercizi pre-atletici generali e gli eser­ cizi specifici di una particolare tecnica sportiva, parte che abitualmente passa sot­ to il nome di • Riscaldamento ». All'inizio di ogni seduta di allenamento vi dovrebbe infatti essere un certo periodo di tempo dedicato ad esercizi di riscaldamento, di rodaggio dell’organismo. Questo periodo (in genere 15') a volte viene decisamente trascurato e ridotto non per colpa od incuria dell'istruttore, ma per eccessivo entusiasmo e voglia di fare da parte degli allievi. Tra i ragazzi la « prepa­ razione è considerata una perdita di tem­ po. tanta è la loro smania di correre e di gareggiare e perciò durante le fasi del riscadamento essi tendono a bruciare le tappe: la corsa lenta diviene un progressi­ vo veloce (dispendio inutile di energie) le andature si trasformano in una serie di balzi o in una corsa, gli esercizi vengono • strappati via • o accennati alla buona. Se non si instaura un clima di amichevole ma salda disciplina, tutto vien escogitato pur di non fare il riscaldamento ed inizia­ re così subito a saltare e a correre « sul serio ». Per contro cosa costi quel « Subito » in stiramenti e distorsioni, è ben noto a chiunque abbia pratica di addestramento dei giovanissimi. Anche certe maldestre cadute potrebbero essere a volte evitate se le condizioni del­ l'organismo fossero, grazie all'adeguato ri­ scaldamento, tali da consentire l'adeguato impiego di tutte le possibilità di coordina­ zione e contrattilità muscolari. Che dire poi del fatto che, durante lo svolgimento di una gara per giovanissimi, dato l'alto numero dei partecipanti tra una prova e l’altra, un concorrente può rimanere fermo per vari minuti, con la conseguenza che la evaporazione del ‘sudore abbassa la tem­ peratura corporea e quindi la muscolatura si raffredda e perde elasticità? Anche in questo caso è necessaria la preparazione, il riscaldamento tra un salto e l'altro, tra un lancio e l'altro, tra una batteria e una semifinale, per mantenere l'organismo alla giusta • pressione ». La metodica della preparazione non è co­ munque la stessa sia che consideriamo il riscaldamento iniziale sia che consideria­ mo il mantenimento delle condizioni otti­ mali durante una gara; ma eguale è il prin­ cipio per cui l’organismo deve sempre, al l'inizio o durante l'attività, essere nelle migliori condizioni di rendimento grazie ad uno stato di • pre-allarme • che attivi e renda pronte all'impiego le sue fonti di energie.

2

■ì Domenico Maiello

ALTRI ESERCIZI In aggiunta agli esercizi che abbiamo con­ sigliato desideriamo suggerirne altri che possono integrare la precedente serie o che possono sostituirla a seconda delle particolari finalità che si vuol dare a cia­ scun tipo di circuit-traning.

1°) Corsa sul posto con una marcata flessione della coscia che raggiunge così una posizione parallela al terreno. Questo esercizio mette in movimento tutti i mu­ scoli degli arti inferiore e se fatto a ritmo sostenuto interessa notevolmente sia la funzione circolatoria che respiratoria. 2“) Posizione eretta fronte ad una spalliera, impugnare uno staggio il più alto possibile con le mani distanti fra loro quanto l'aper­ tura delle spalle, lo staggio deve essere impugnato con le mani da sotto, flettere le braccia sino a portare il mento a toc­ care lo staggio in cui sono in presa le mani, distendere le braccia. Questo eser­ cizio interessa soprattutto i flessori delle braccia e viene fatto con un carico identico a quello del peso del corpo. 3") Dalla posizione gambe piegate mani a terra (le mani poggiano a terra lateral­ mente rispetto alle gambe che sono vicino tra di loro) eseguire un salto slanciando gli arti superiori per avanti in alto. Al ter­ mine della fase ascendente del salto il corpo deve essere nella posizione eretta a braccia in alto. Durante la fase discen­ dente il corpo ritorna nella posizione di partenza direttamente senza passare, ad esempio, per la posizione <■ in piedi ». Que­ sto esercizio che interessa notevolmente gli arti inferiori e le funzioni circolatoria e respiratoria, soprattutto se fatto senza pause tra balzi successivi, ha una forma semplice di esercitazione degli arti infe­ riori con i superiori, ma appunto perché fatta sotto sforzo diventa più difficolto­ sa da eseguire bene.

4°) Posizione supina, sollevare gli arti inferiori distesi sino a fargli raggiungere la perpendicolarità (o quasi) ; contempora­ neamente flettere il busto avanti sollevan­ dolo da terra; giungere ad appoggiare la fronte sulle ginocchia. Questo esercizio che interessa particolarmente la parete addominale fa lavorare molti altri muscoli. 5°) La prima parte di questo esercizio è composta dall'esercizio n. 2 di questa se­ rie e la seconda parte degli esercizi nu­ mero due e dieci descritti nella serie pub­ blicata sul precedente numero. L'atleta

dopo aver eseguito la flessione e la suecessiva distensione degli arti superiori alla spalliera assume prima la posizione di gambe piegate mani a terra e poi di corpo proteso dietro ed esegue un pie­ gamento e la successiva distensione sulle braccia; riassume quindi la posizione di gambe piegate mani a terra ed infine la posizione eretta; poi si ricomincia il ciclo. (Questo esercizio che interessa sia i fles­ sori che gli estensori degli arti superiori chiama in causa anche i muscoli degli arti inferiori e quelli di tutto il corpo durante l'assunzione della posizione di corpo pro­ teso dietro).

6°) La prima parte di questo esercizio è composta dall’esercizio descritto sopra co­ me numero quattro. L’atleta dopo aver ese­ guito l’esercizio numero quattro, cioè quando ha riassunto la posizione supina, mediante un mezzo rotolante assume la posizione prona, flette allora il busto die­ tro sollevando contemporaneamente da terra gli arti inferiori distesi. Il corpo che è con le braccia in alto assume così una marcata posizione ad arco. Questo eserci­ zio interessa i muscoli visti per l'esercizio numero quattro e quelli della zona dor­ sale anche se con differente intensità a seconda della loro funzione . Con questi sei esercizi che possiamo aggiungere ai precedenti dieci si possono formare una serie di combinazioni badando però di iniziare sempre con un esercizio che interessi gli arti inferiori e poi di in­ serirne altri a turno per gli arti superiori e per tutto il corpo.


«fflM Adriano Monti

TEMPERATURA CORPOREA L'uomo è tra i mammiferi quello che deve mantenere costante, entro certi limiti, la propria temperatura corporea; ciò avviene grazie ad un perfetto meccanismo, che funziona molto bene sia nelle regioni tro­ picali che in quelle artiche, sia nei mo­ menti di massima attività fisica, sia du­ rante il riposo, il sonno e la vita seden­ taria. Le sorgenti di calore del corpo sono di­ verse. Alcuni organi (muscoli, ghiandole, ecc.) lo producono nelle loro ordinarie pre­ stazioni di lavoro e analogamente ne viene fornito dal complesso dell’alimentazione. Il calore viene perduto dall'organismo per diverse cause: per radiazione, convenzio­ ne e conduzione, per evaporazione cutanea, per evaporazione di acqua nei polmoni e attraverso le urine e le feci. Tra i fattori che influenzano la dissipazio­ ne del calore del corpo debbono essere ricordate l'area della superficie cutanea e la sua umidità, il gradiente di tempera­ tura fra superficie del corpo e ambiente, l'umidità dell'atmosfera, il calore della pelle. Nel meccanismo generale della termore­ golazione ha importanza la circolazione sanguigna, quindi l'attività del cuore, oltre che l’aumento e la diminuzione della fre­ quenza dell’attività respiratoria. L'evaporazione dell'acqua è un altro fattore di notevole valore, sia a livello della cute che a livello dei polmoni. Nel riposo completo, a 20°C. di tempera­ tura ambiente con un tasso del 20% di vapore acqueo si verifica una perdita di 1200 grammi di acqua nelle 24 ore. il che equivale alla perdita dì ben 700 calorie. Quando la temperatura esterna va al di sopra di 30“C. allora entra in gioco la se­ crezione del sudore, che si manifesta an­ che durante il riposo del corpo. Nel lavoro muscolare intenso la secrezione si ha anche quando la temperatura ambiente è molto bassa. La produzione di sudore può rag­ giungere i 10 litri! Vi sono ghiandole ap­ posite che lo producono e sono situate nel derma e i loro dotti escretori si aprono alla superficie dell'epidermide. Tali ghian­ dole sono distribuite in ogni parte del corpo, abbondano nella palma delle mani e nella pianta del piede. Il sudore è prevalentemente acqua e solo il 2% è sostanza secca costituita da sali inorganici e composti organici. Durante il lavoro muscolare intenso è presente in gran quantità l'acido lattico. La grande ricchezza in acqua del sudore è appunto in rapporto con la funzione termoregolatri­ ce della pelle. Nei climi caldi o da noi durante la calura estiva quando si praticano esercizi sportivi, la quantità di sudore e-

screto può raggiungere anche i 15 litri, onde mantenere costante la temperatura corporea. In tali condizioni diminuisce no­ tevolmente la secrezione di urina e la concentrazione delle sostanze disciolte au­ menta notevolmente. La secrezione sudorifera è sotto il con­ trollo del sistema nervoso simpatico. L'ec­ citamento delle ghiandole avviene in via riflessa e per modificazioni chimiche del sangue che agiscono come stimoli per il sistema nervoso centrale. Se l'area cutanea sovrariscaldata è limitata la risposta rifles­ sa della sudorazione appare anch'essa lo­ calizzata. Ad esempio, applicazioni calde su un certo arto possono determinare una pro­ fusa sudorazione. Il sudore si forma continuamente sulla pelle, ma la sua evaporazione è così rapi­ da rispetto alla quantità secreta che ordi­ nariamente non ce ne accorgiamo. Tale pro­ cesso è chiamato perspirazione insensibi­ le. Si parla invece di perspirazione sensi­ bile quando le gocce di sudore sono visi­ bili. Se la sudorazione è profusa la quantità di calore perduto attraverso la pelle aumenta rispetto a quello dissipato per i polmoni. Questo meccanismo consente di prolunga­ re i nostri sforzi fisici. L'atleta che suda molto non è malato ma un essere perfet­ tamente normale. Asciugare il sudore è importante onde evitare un eccessivo raf­ freddamento di limitate zone cutanee.

tal ISEF DI MILANO Bando di concorso per l'ammissione di 60 allievi per l'anno accademico 1970-71

I. Scopi e caratteristiche

L'Istituto Superiore di Educazione Fisica è una scuola specializzata per lo studio dell'educazione fisica, delle attività sportive e della cinesiologia applicata. La formazione degli allievi è improntata ai principi religiosi e morali del cattoli­ cesimo. L'Istituto ha due sezioni, una maschile e l'altra femminile. Per il 1“ anno, sono ri­ servati 30 posti per la sezione maschile e 30 posti per la sezione femminile. II. Durata degli studi e titolo rilasciato I corsi di studi dì educazione fisica du­ rano tre anni.

E’ obbligatoria la frequenza giornaliera, sia alle lezioni teoriche sìa alle esercita­ zioni tecnico-addestrative. L'Istituto rilascia il diploma di educazio­ ne fisica valido a tutti gli effetti di legge.

Sono previsti corsi di specializzazione.

III. Condizioni per l'ammissione al concorso Sono ammessi al concorso i giovani di ambo i sessi con i seguenti requisiti: a) titolo di istruzione media di secondo grado, valido per l'immatricolazione ai corsi di laurea universitari: b) non aver compiuto i 26 anni alla data del 31 dicembre 1970 (tale limite è ele­ vato ad anni 29 per coloro che si sono affermati in competizioni ginniche in campo internazionale); c) statura non inferiore a m. 1,68 per gli uomini e a m. 1,58 per le donne. Non sono ammessi al concorso coloro che, nella scuola media superiore, sono stati esonerati dall'educazione fisica e gli uomini che risultino riformati o rivedibili per il servizio militare. IV. Domanda di ammissione e documenti da allegare

Gli aspiranti devono far pervenire entro il 20 settembre 1970 alla Segreteria del­ l'istituto (presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, Via S. Agnese 2 - 20123 Mi­ lano) : a) domanda di ammissione in carta legale (il modello sarà fornito dalla Segre­ teria) : b) originale del diploma di cui alla lette­ ra a) del paragrafo III; c) dichiarazione rilasciata dall'istituto presso il quale l'aspirante si è diplo­ mato, dalla quale risulti che lo stesso non è stato esonerato dall'educazione fisica; d) L. 10.000, quale tassa di concorso; e) certificato di nascita; f) impegno scritto di adesione al caratte­ re istituzionale dell'istituto (il modulo sarà fornito dalla Segreteria) ; g) certificato medico, in carta legale, dal quale risulti che l'aspirante è di sana e robusta costituzione fisica e l'esito del­ l'esame schermografico; h) una copia della propria fotografia, su fondo chiaro, formato tessera, autenti­ cata dal Sindaco o da un Notaio; i) certificato di idoneità (solamente per coloro che hanno sostenuto la visita me­ dica militare). Nella domanda l'aspirante deve dichia­ rare sotto la sua responsabilità: 1) di non aver riportato condanne penali indicando, in caso contrario, quali con­ danne abbia riportato; 2) di impegnarsi a frequentare regoarmente le lezioni e le esercitazioni.

V. Prove di concorso Le prove di concorso sono le seguenti: a) un colloquio psico-attitudinale dell'aspi­ rante con una Commissione nominata dall'istituto; L’esito positivo del colloquio permette al candidato di sostenere le prove succes­ sive; b) visita medica collegiale intesa ad ac­ certare l'idoneità fisica specifica in rap­ porto alle attività tecnico-addestrative: c) un gruppo di prove pratiche di valutazio­ ne fisico-sportiva: d) una prova scritta di cultura generale. L’inidoneità fisica escude dall'ammissio­ ne alle prove pratiche. L'esito negativo nelle prove pratiche esclude dalla prova scritta.

3


riunite a Roma le commissioni tecniche nazionali ner discutere oli indirizzi sociali dell'attività c.s.i. Il 20 e 21 giugno si sono incontrati a Ro­ ma I componenti di tutte le Commissioni Tecniche Nazionali del C.S.I. E' il secondo anno consecutivo che la riunione si svolge. Erano presenti i componenti delle Commis­ sioni nazionali di altetica leggera, calcio, ciclismo, nuoto, pallacanestro, pallavolo, sci tennistavolo, aeremodelismo, bocce con il loro rispettivi presidenti, il Direttore Tecni­ co Nazionale Generoso Dattilo e tutti I dirì­ genti nazionali C.S.I.

Da chiarire subito che la riunione dei tec­ nici del C.S.L non è stata una riunione tec­ nica. Dei programmi tecnico-agonistici si è parlato nel corso delle riunioni svolte se­ paratamente dalle singole Commissioni, ma nel contesto di un discorso molto più ampio che ha suscitato vivo interesse e acceso discussioni da parte dei presenti. L'idea ispiratrice di questi incontri, infatti, è quel­ la stessa che il C.S.I. pone a base di tutta la sua azione nel mondo giovanile sportivo e conseguentemente dell’impegno di forma­ zione dei suoi quadri dirigenti: lo sport co­ me mezzo di educazione umana e quindi il compito educativo che si impone indi­ stintamente a tutti i dirìgenti e che si carat­ terizza poi nella specificità dei singoli ruoli (dirigenti, allenatori, sacerdoti, arbitri e giu­ dici, commissioni tecniche ecc.J. Il tema dell’incontro è stato svolto in tre aspetti, presentati rispettivamente dal pre­ sidente nazionale Notario, dal direttore tec­ nico nazionale Dattilo e dal vicepresidente Natalizia.

Il primo, in chiave di premessa generale, era intitolato ■ Giovani e sport negli anni '70 » e riproponeva le considerazioni e gli orientamenti del C.S.L emersi nel conve­ gno nazionale di Sorrento dell’anno scorso: la società sportiva come comunità educan­ te i cui protagonisti, giovani ed educatori in­ sieme, realizzano una « coralità educativa » con il fine comune ed ultimo di educare l'uo­ mo attraverso l’esperienza sportiva. In tale contesto emerge la funzione specifica del tecnico che, cosciente di condividere con gli altri una comune responsabilità educati­ va, vi risponde con l’impegno particolare del proprio ruolo facendo sì che la tecnica sia a servizio dell’uomo e non l’uomo a ser­ vizio della tecnica. Il tecnico, quindi, deve uscire dal suo isolamento per inserirsi a fianco degli altri educatori e realizzare in­ sieme ad essi la promozione e l’animazione dello sport che costituiscono i fini primari del C.S.L Il secondo aspetto esaminato è strettamente correlato al primo: in base alla pre­ messa, anche le Commissioni tecniche na­ zionali del C.S.L devono assumere e svol­ gere un ruolo nuovo nell'organizzazione.

4

Perché ognuno esca dal suo isolamento e si ponga fine all'equivoco per cui di fronte al ragazzo il sacerdote educa, il dirigente dirige, l'allenatore allena, l’arbitro guida, il commissario sentenzia, è indispensabile che il tutto sia gestito da tutti. I membri delle Commissioni tecniche nazionali sono quindi impegnati ad iserirsi nella vita dei comitati provinciali, regionali e della presidenza na­ zionale, attraverso un impegno personale, avendo chiara la comune strategia dei fini che si può riassumere nella frase « Il C.S.L come esperienza sportiva per la crescita umana, civile e sociale dei giovani ». L'ultimo aspetto, « la promozione regiona­ le e le Commissioni tecniche nazionali », è giustificato dal fatto che il C.S.L ha scelto la regione come momento di partecipazione, di crescita culturale, di spinta politica, di scelte operative e di impegno promozionale. L'impegno dei componenti delle Commissio­ ni tecniche è dunque indispensabile e fon­ damentale a questo livello e il loro inseri­ mento nella vita regionale deve realizzarsi attraverso un rapporto continuo ed operati­ vo con le presidenze e i comitati regionali. L'animata discussione che ha fatto seguito alla presentazione dei tre aspetti sul modo di essere, sulla responsabilità e sull'impe­ gno delle Commissioni tecniche nazionali ha approfondito e chiarito i concetti di fon­ do, i metodi e le possibilità concrete con cui realizzare le premesse. Alcune tra le tante considerazioni e indi­ cazioni emerse meritano una citazione. La affermazione, ad esempio, della necessità che la preparazione di base di tutti i ruoli dirigenziali del C.S.L, tecnici compresi, sia effettuata attraverso programmi e iniziative comuni per tutti quelli che intendono svolge­ re all'interno dell'organizzazione un partico­ lare servizio; in un secondo momenti si ef­ fettuerà un’opera di qualificazione specializ­ zata nei vari ruoli che ciascuno avrà scelto. Tale indirizzo è già in atto nel nuovo piano dei corsi per la preparazione dei dirigenti che prevede, alla base, un corso-animatori comune per tutti.

E' stata anche sottolineata un’interessan­ te distinzione tra l'impegno educativo dei tecnici C.S.L e quello che sembra ispirare i tecnici di altre organizzazioni. Ovunque, oggi, si afferma che la preparazione dello atleta non può essere curata soltanto sulla base degli schemi tecnici e tecnicistici che il giovane rifiuta e che comunque rischiano di compromettere il raggiungimento degli stessi traguardi tecnici che ci si propone. E' per questo che oggi in tutti gli ambienti tecnici si parla di psicologia, di pedagogia e di sociologia applicata alla tecnica spor tiva. Si assiste, però, anche al pericolo di vedere strumentalizzate queste scienze al

puro e semplice conseguimento di un risul­ tato agonistico, per cui non si è fatto altro che inventare uno strumento ancor più efficente per asservire e subordinare l'uo­ mo alo sport. Una posizione inaccettabile per il C.S.L dove la formazione globale del tecnico e il suo inserimento alla pari nei quadri dirigenziali dell'organizzazione devo­ no essere finalizzati al precipuo scopo di contribuire alla maturazione del giovane an­ che attraverso una tecnica correttamente compresa e attuata.

Di qui la necessità di uno studio approfon­ dito, che il C.S.L si è impegnato a codurre, sugli aspetti scientifici, didattici, sociali, cul­ turali ed etici della tecnica sportiva da met­ tere a servizio dell'opera educativa dei suoi tecnici. Le conclusioni dell'incontro romano, ti­ rate dal vicepresidente Martinucci, si pos­ sono riassumere in tre punti principali: 1) Il C.S.L ha bisogno a tutti i livel­ li associativi di educatori-animatori che svol­ gono la propria funzione specifica di diri­ genti, tecnici ecc. in una coralità educativa e in una comune strategia di intenti. Occor­ rono dunque dei dirigenti-tecnici, o meglio degli educatori-tecnici e non dei semplici « consulenti tecnici ». Per questo, la for­ mazione dei quadri dirigenti deve avvenire alla base secondo un programma comune a tutti e poi svilupparsi nella specificità dei vari ruoli senza però trascurare l'approfon­ dimento del comune compito educativo. 2) Le Commissioni tecniche naziona­ li sono e devono sentirsi investite della stessa responsabilità e dello impegno edu­ cativo di tutti gli altri dirigenti. A loro ser­ vizio, quindi, e a servizio di tutti i tecnici C.S.L devono essere predisposti strumenti culturali, metodologici e organizzativi atti a metterli in grado di svolgere adeguatamente le proprie funzioni. 3) La responsabilità delle Commis­ sioni tecniche nazionali deve trovare a livel­ lo nazionale un effettivo spazio per espri­ mersi mediante una partecipazione alla scel­ ta degli orientamenti, delle iniziative e dei programmi tecnico-agonistici nonché alla lo­ ro conduzione e realizzazione. L'impegno, oltre che sul piano nazionale, deve tradursi particolarmente sul piano dei comitati re gionali che costituiscono i nuovi capisaldi operativi dell’organizzazione. Anche a que sto livello occorrerà mettere a punto stru­ menti e metodi perché i componenti delle Commissioni tecniche nazionali siano in grado di attuare adeguatamente il proprio Impegno.

D. 0.


«■I

ora che 0 ubriacatura nazionale è finita

QUINDICINALE DEL CENTRO SPORTIVO ITALIANO - I PROBLEMI DELLO SPORT ANNO LXV - N. 12 - 30 GIUGNO 1970

Calcio, pallavolo, pallacanestro tre campionati ai raggi x

□

6

Aspetti didattici della nuotata a delfino - Domenico Maiello

□

19

Nuoto: nuove formule per nuo­ ve esigenze - Angelo Raineri

□

23

Capitalizziamo il lavoro dei Giochi - Roberto Cipriani

□

24

FIDAL, settore propaganda Aldo Cappellini

□

25

Il calcio riscopre se stesso Paolo Valenti

□

30

Giovanni Lodetti: un giorno at­ teso invano ■ Nando Martellini

□

32

IN COPERTINA:

I « mille piedi » di Pelé e compagni hanno impedito alla squadra azzurra di portarsi a casa la Coppa Rimet. Gli azzurri hanno comunque conquista­ to un prestigioso secondo posto sul quale ben pochi avrebbero giurato al­ la vigilia. Il nostro paese, per parte sua. ha vissuto giornate di ansia, di esaltazione e anche di delusione col­ lettiva che non trovano riscontro nel­ la storia recente d'Italia. Il tutto po­ trebbe costituire prezioso materiale per una seria indagine sulla psiche del­ le folle e sul costume civile degli ita­ liani. Il nostro giornale si limita in questo numero a qualche considerazio­ ne di alcuni suoi collaboratori.

Ho deciso: mi faccio abbrustolire sul rogo. Ma mi pare che dopo l'ubriacatura nazionale dei mondiali di calcio, a mente fredda, qualche considerazione vada fatta. Mi chiedo: possibile che solo lo sport riesca ormai a catalizzare l’attenzione di un popolo e questo si senta popolo soltanto at­ torno ad una nazionale di calcio? Me la sono posta questa domanda scendendo a Fiumicino, lunedì 22 giugno, da un aereo quasi contemporaneamente agli azzurri che arrivavano dal Messico. Non erano più tifosi quelli, ma scalmanati che correvano all'impaz­ zata, sventolando bandiere, in cerca di fantasmi responsabili della sconfitta. E' triste ma altri valori ideali non esistono più evidentemente, se le reazioni popolari diventano assurde come quelle. E pensare che i problemi dell'Italia sono grossi e gravi: li abbiamo dimenticati tutti. In quei giorni ogni rivoluzione era impossibile: i colonnelli avreb­ bero dovuto cambiare data. I genitori non solo hanno dimenticato che i figli rischiavano di per­ dere l'anno scolastico ma, nell’esaltazione sportiva, anche che i pro­ blemi dello sport in Italia rimangono gravi ed insoluti e che i loro figli non hanno possibilità di esercitare il loro diritto a fare sport. Mi chiedo ancora: cosa sarebbe successo se avessimo vinto? Saremmo di colpo diventati il primo popolo del mondo: con i ragaz­ zi che non hanno aule scolastiche e impianti sportivi su cui correre. Nessuno più avrebbe pensato che siamo sportivamente un popolo sottosviluppato: tanto portiamo a casa medaglie e allori mondiali rimediati con pochi elementi pagati l ragazzi stiano a guardare: a noi grandi basta lo spettacolo E poi ci stracciamo le vesti se i ragazzi ci voltano le spalle. Hanno ragione, ci facciamo la società a nostro uso e consumo: l'onda verde, la settimana corta e gli stadi dove andare a star se­ duti. a urlare e a dimenticare. Le autorità politiche hanno ricevuto con tutti gli onori gli azzurri: hanno fatto bene perché se lo meritavano. Speriamo solo che anche loro non siano ubriacati, che sappiano vedere la realtà giovanile e sportiva che sta sotto gli allori inter­ nazior nazionali. e che non dimentichino.

Aldo Notarlo

5


calcio pallavolo pallacanestro tre campionati ai raooi x Accade spesso che si identifichi l’attività di una disciplina con lo svolgimento della sua finale nazionale. E passano ingiustamente in seconda linea le reali dimensioni dell’attività svolta, gli indirizzi sociali e tecnici che l’hanno caratterizzata e il lavoro molteplice che ha richiesto nelle diverse fasi ai vari livelli. E’ per questi motivi che pubblichiamo, dopo la cronaca delle finali nazionali di calcio, pallacanestro e pallavolo, apparsa nel numero precedente, un’analisi organizzativa e tecnica di questi tre campionati che hanno concluso la stagione 1969-70.

6


Stilili

sinlaNttrocentoireitotto atleti ri te MBlonali mente (comprendendo cioè le fasi locali, regionali, interregionali e nazionale) per gli allievi 2035 e per gli Juniores 1897. In base ai referti in nostro possesso infine possia­ mo precisare che quest’anno hanno partecipato ai campionati 3792 atleti per la Categoria Allievi e 3840 per la categoria Juniores; di questi hanno preso parte effettiva al gioco 3318 Allievi con una media di 7 per squadra, e 3120 Juniores con una media di 6,5 per squadra. In totale quindi risultano iscritti a referto 7632 atleti dei quali 6438 fattivamente giocanti. Le cifre parlano chiaro: i campionati hanno avuto un bilancio più che positivo e i nostri Comitati con pas­ sione, tenacia e spirito d’intraprendenza hanno reso possibile questi brillanti risultati. Ma anche dal punto di vista tecnico la nostra at­ tività ha dato confortanti risultati. Infatti la finale ha dimostrato un livello tecnico generale molto alto, con punte di eccellenza specie nella Categoria Allievi, che fra l'altro è stata e rimane per noi la categoria effetti­ vamente qualificante di tutta la nostra attività agoni­ stica. Ma la nostra panoramica non può e non deve fer­ marsi al settore dei campionati, ma deve abbracciare

La commozione suscitata dal bellissimo spettacolo offerto dalle squadre partecipanti alla finale di Rimini è ancora viva in noi, e con questa sensazione ci ac­ cingiamo a fare il consueto consuntivo di fine stagione. L’entusiasmo della finale ha anche nelle aride cifre la risonanza più lieta e confortante, specie se si consi­ derano le perplessità e i dubbi suscitati, non soltanto in periferia, dalla coraggiosa decisione presa lo scorso anno dalla Commissione Tecnica Nazionale di « declas­ sare >> il Campionato Juniores inibendo la partecipa­ zione degli atleti FIPAV di Serie D. Fra l’altro lo svi­ luppo organizzativo FIPAV le ha dato ragione: infatti dalla prossima stagione la Serie D diventerà un cam­ pionato a carattere interregionale. Le cifre che più avanti illustreremo esaltano il bril­ lante esito organizzativo dei nostri campionati ed in particolare di quello Juniores, e di questo desideriamo dare subito atto alla nostra generosa periferia che malgrado le drastiche limitazioni ha saputo ulterior­ mente allargare e potenziare l'attività agonistica. Diamo innanzitutto i dati comparativi dei due cam­ pionati relativi alle ultime otto stagioni sportive e da essi balza evidente la costante dinamica evoluzione della nostra attività agonistica.

Campionato Allievi

62-63

63-64

64-65

65-66

66-67

67-68

68-69

69-70

Comitati .

.

48

43

46

59

62

66

65

99

Squadre

.

227

191

220

290

298

201

322

474

62-63

63-64

64-65

65-66

66-67

67-68

68-69

69-70

.

Campionato Juniores

Comitati .

.

66

65

76

93

90

100

97

102

Squadre

.

332

297

400

487

507

490

498

480

.

Possiamo altresì precisare che alle 15 finali regionali Allievi hanno partecipato 79 squadre in rappresentanza di altrettanti Comitati CSI; mentre alle 17 fasi regionali Juniores hanno partecipato 77 Società. Notazione statistica di particolare rilievo il numero degli incontri disputati che sono stati complessiva-

tutto l'arco spiegato dalla nostra C.T.N. a favore della promozione e dello sviluppo della pallavolo in seno alla nostra Organizzazione, nonché alla costituzione delle infrastrutture indispensabili per la sua realizzazione.

7


Una plastica fase di gioco durante l'incontro juniores Casadio Ravenna - A.S. Massa.

Gli arbitri alle finali nazionali. Da sinistra, in alto; il rappresentante della FIPAV Sardella, Lizzio. il responsabile del settore arbitri della FIPAV Barsanti, Freni; in basso: Malgarini, Grasso, Montesi, Traversa.

Un « pallonetto » di Callotta dell'U.S. S. Bartolomeo di Eboli (Salerno) supera un buon muro del Cannizzaro di Palermo, ma Savasta... fa buona guardia!

8


►

In primo luogo si è cercato costantemente di spro­ nare i Comitati ad inserirsi attivamente nei Giochi della Gioventù non soltanto con un apporto organizza­ tivo e di squadra ma, e principalmente, con un’opera di proselitismo che porterà nelle nostre file tutta la forza giovanile sensibilizzata proprio dall’azione promozio­ nale dei Giochi. Purtroppo però ci sembra che i nostri Comitati ab­ biano fatto ben poco in questa direzione in quanto ad oggi soltanto 48 di loro hanno indetto le fasi locali del Campionato Giovanissimi, quest’anno opportuna­ mente potenziato con la istituzione della fase regionale e che di questi solamente 7, ripetiamo sette, le hanno regolarmente portate a termine. Insufficiente a nostro parere anche l’attività a ca­ rattere locale che invece dovrebbe essere molto svi­ luppata dalla nostra periferia in quanto permetterebbe ai nostri comitati di impegnare per tutto l'arco della stagione sportiva le nostre squadre e quindi facilitarne l’aumento e migliorarne il rendimento tecnico. I dati statistici sono quanto mai confortanti in quanto sono stati organizzati da soli 51 comitati, 85 tornei maschili mentre, novità per quest’anno, 6 comitati hanno orga­ nizzato ben 8 tornei femminili.

Particolarmente brillante invece la nostro azione promozionale basata in prevalenza sul settore dei Cen­ tri di Mini-Volley e addestramento che quest'anno per poche unità ha fallito il raddoppio dei Centri istituiti lo scorso anno, ma che comunque sta dando prova di va­ lidità e costante espansione. Con l'approntamento en­ tro la fine della corrente estate di tutto il materiale di propaganda e organizzativo dei Centri di addestra­ mento, avremmo completato la nostra azione di lancio e il prossimo anno il nostro particolare impegno sarà quello di migliorarne le finalità e i risultati tecnici. Abbiamo anche 9 centri di addestramento federali che seguiamo e cerchiamo di rendere più funzionali per il buon nome della nostra organizzazione. Il settore arbitrale è in piena fase di rilancio e la CTN si è impegnata per strutturarlo organizzativamen­ te, potenziarlo e migliorarlo tecnicamente.

>

I

k

In alto: una bella schiacciata di Camellini della Virtus S. Faustino di Modena, vanamente contrastata dal « muro >• del G.S. Ruini di Firenze. In basso: Francini e Ballini del G.S. Ruini a <■ muro » re­ spingono una forte schiacciata di Padovani dell'lnvicta S. Faustino.


A sinistra: Achilie Compagnoni, lo scalatore del K2, consegna la Coppa al rappresentante del Comitato di Palermo. Qui sotto: il Presidente dell'Azienda Autonoma Soggiorno di Rimini, dott. Montebelli, già Presidente del nostro Comitato, consegna la Coppa al rappresentante del Comitato di Mantova per il primo posto negli juniores. In basso: il Comm. Dragotto, Presidente della CTN Pallavolo del CSI, consegna una targa ricordo della finale al signor Sardella, rappresentante della FIPAV.

10


► E' già stata predisposta una bozza di Regolamento interno dei Gruppi Arbitri Pallavolo ed entro l'anno si conta che possa esserne stilato il testo definitivo da sottoporre all’approvazione degli Organi centrali del C.S.I. Dobbiamo, comunque, già constatare che nella de­ corsa stagione sono stati approvati 31 corsi arbitri e segnapunti, di questi, 12 sono già conclusi con i relativi esami e con la nomina di 105 arbitri maschili e 19 fem­ minili per un totale di 124 nuovi arbitri e di 11 segna­ punti maschili e 5 femminili per un totale di 16 nuovi segnapunti. Complessivamente, quindi, 140 nuovi ar­ bitri e segnapunti sono venuti ad arricchire le file del CSI. Nella stagione sportiva 69-70, inoltre, sono state rinnovate 92 tessere di arbitri di 19 comitati dei quali 89 maschili e 3 femminili e 4 segnapunti di 2 comitati tutti maschili. Pertanto complessivamente alla fine della stagione 69-70 abbiamo a disposizione 216 arbitri dei quali 194 maschili e 22 femminili più 20 segna­ punti di cui 15 maschili e 5 femminili. Scarso impegno, invece, da parte della periferia nei confronti dei corsi per allenatori, ma forse sino ad oggi si è fatto affidamento sul lavoro svolto direttamente dalla Presidenza Nazionale. Nel futuro, invece, i Comitati dovranno impegnarsi maggiormente per creare queste infrastrutture necessarie per lo sviluppo quan­ titativo e qualitativo della pallavolo del CSI. Comun­ que, per questa azione in periferia potremo contare su 12 istruttori nazionali laureati lo scorso anno all’Acqua Acetosa, alcuni dei quali già impegnati con esito positivo.

Ma queste note non avrebbero alcun valore se non indicassero oltre al consuntivo ed al bilancio di una stagione, anche le linee programmatiche per la prossi­ ma stagione sportiva che possono così sintetizzarsi: a) potenziamento del campionato giovanissimi co­ me mezzo di recupero di tutta la forza giovanile sen­ sibilizzata dai giochi della gioventù; b) miglioramento organizzativo dei campionati allievi e juniores per renderli sempre più validi ed ef­ ficaci strumenti della nostra attività promozionale in periferia;

c) miglioramento qualitativo e funzionale dei Centri mini-volley e verifica della loro validità come strumenti di qualificazione tecnica.

d) collaborazione massima fra CTN e Commissio­ ne Promozione e Sviluppo per la pratica attuazione nei Comitati investiti dal piano di sviluppo a carattere na­ zionale onde riuscire a promuovere la pallavolo nelle zone assolutamente scoperte o in quelle zone ove non esiste l’attività CSI ma sono state svolte le fasi dei Giochi; e) strutturazione organizzativa e miglioramento tecnico del settore arbitrale del CSI;

f) massima assistenza a tutti i comitati per la realizzazione di corsi di primo grado per animatori e di secondo grado per allenatori.

Il capitano della Virtus S. Faustino di Modena riceve la coppa quale primo classificato negli allievi, dalle mani del Comandan­ te il Presidio Militare di Rimini.

livelli, che saranno impegnati al limite delle loro pos­ sibilità, e della loro disponibilità di tempo.

Ma siamo certi che come lo scorso anno i nostri benemeriti dirigenti sapranno generosamente offrire la loro insostituibile collaborazione per realizzare ol­ tre le più rosee prospettive quanto programmato nel­ l’univoco intento di una sempre maggiore valorizza­ zione dell'attività pallavolistica nell’ambito della nostra Organizzazione. Desideriamo quindi concludere queste nostre note con un sincero ringraziamento a tutti i nostri Dirigenti, siano essi di Società, di Comitato Provinciale o Zonale, o Regionale, ai nostri arbitri e ai nostri allenatori per quanto hanno fatto ma anche per quanto faranno in favore della pallavolo del CSI. Desideriamo altresì esprimere a tutti gli Organi Cen­ trali e periferici della FIPAV nonché agli arbitri fede­ rali i sensi della nostra più viva gratitudine per la con­ siderazione avuta per la nostra attività e per la pre­ ziosa costante collaborazione.

Una stagione si conclude, un’altra sta iniziando sen­ za soluzione di continuità. Questo il segreto del nostro costante progresso e dei brillanti risultati conseguiti.

Filippo Dragotto

Si potrà facilmente rilevare come il programma fu­ turo sia vasto ed impegnativo e richieda il massimo im­ pegno di tutti gli appassionati della pallavolo a tutti i

11


OHI

allievi e gimiìHió esperimento iìbdì Di fronte alle cifre ci si trova sempre a disagio, pur considerando che esse esprimono con limpida chiarezza il notevole lavoro svolto dalla nostra peri­ feria.

Campionati Allievi e Juniores Il campionato nazionale Juniores lo scorso anno vide la partecipazione di 125 Comitati e di 1.342 Unioni Sportive, mentre al campionato regionale Allievi parte­ ciparono 55 Comitati e 613 Unioni Sportive. Nel com­ plesso, si ebbe la partecipazione ai due campionati di 180 Comitati e di 1.955 Unioni Sportive. Nella corrente stagione rileviamo, nel campionato Juniores, la partecipazione di 114 Comitati e di 1.221 Unioni Sportive e nel campionato Allievi, per la prima volta in finale nazionale, la partecipazione di 83 Co­ mitati con 904 Unioni Sportive. Nel complesso quindi, abbiamo i seguenti risultati: partecipazione di 197 Comitati con 2.125 Unioni Sportive.

Da questi dati emerge una maggiore partecipazione complessiva sia dei Comitati che delle Unioni Sportive. Indipendentemente dall'aspetto numerico è da rilevare il successo, anche sotto un profilo squisitamente tec­ nico, dell'esperimento della categoria Allievi.

Campionato dilettanti La categoria dilettanti, riservata ai... vecchi dai 16 ai 25 anni, vede un certo regresso per la partecipazione dei Comitati, che lo scorso anno erano 29 e quest’anno 21, e delle Unioni Sportive, passate dalle 334 alle 297 della corrente stagione.

La diminuzione dell'attività dilettantistica è dovuta all'indirizzo indubbiamente restrittivo dato dalla Com­ missione Nazionale in aderenza alle direttive di carat­ tere generale del C.C.D.

di 53 Comitati per 97 tornei, che rappresentano com­ plessivamente 118 Comitati. In questo settore non è stata svolta una efficace propaganda anche perché non nascondiamo la nostra perplessità nei riguardi di un’attività agonistica spesso cruenta e che richiede sforzi fisici eccessivamente pesanti. Tale preoccupazione potrebbe essere elimina­ ta qualora tutti i ragazzi, oltre a tutte le cautele in atto, fossero sottoposti obbligatoriamente ad una ido­ nea attività di cultura fisica.

Infine è da tenere presente che il notevole aumento dell'attività giovanissimi per il calcio nel raffronto con lo scorso anno non è ancora completo. Ne consegue che l'aumento stesso sarà di proporzioni maggiormen­ te rilevanti.

Attività ricreativa Per tale attività riteniamo inutile effettuare un raf­ fronto perché, in effetti, la preponderante parte orga­ nizzativa si sta sviluppando in questi giorni.

Non nascondiamo che l’attività ricreativa rappre­ senta per la Commissione Nazionale una fonte di gros­ se preoccupazioni che possono" identificarsi nei se­ guenti motivi: partecipazione di giocatori federali com­ pletamente estranei alla nostra Organizzazione; tornei con età libera, che va dai 16 anni e può arrivare ai quarantenni; tornei svolti sui campi ridotti, dove il contatto fra giocatori è sempre costante; partecipa­ zione indiscriminata di squadre che sorgono per la di­ sputa dei tornei; costanti pericoli per i direttori di gara, dato che la maggior parte delle gare si svolge in campi aperti; difficoltà per il controllo dei giocatori da parte degli arbitri; partecipazione indiscriminata di giocatori a più tornei per Enti diversi negli stessi pe­ riodi, e tanti e tanti altri aspetti negativi. In più circostanze abbiamo rivolto appelli alla sen­ sibilità delle Commissioni Calcio provinciali onde pre­ tendere il più completo rispetto dei regolamenti e una maggiore severità per la disciplina.

Attività Giovanissimi Lo scorso anno si è limitata alle fasi locali che hanno visto la partecipazione organizzativa di 75 Co­ mitati per 137 tornei, mentre nell’attuale stagione è in atto il campionato regionale per « giovanissimi » con la partecipazione di 65 Comitati e di 1.102 Unioni Spor­ tive, oltre ad un’attività locale con la partecipazione

12

Gli arbitri del C.S.I.

Rappresentano una effettiva forza della nostra Or­ ganizzazione. Dobbiamo rilevare con letizia il buon funzionamento dei G.A.C. e il costante progresso tec­ nico e organizzativo.


SITUAZIONE ATTIVITÀ' CALCISTICA

I

i ANNO 1969

ANNO 1970 Finale nazionale calcio di Pesaro: abbracci al portiere siracusano dopo la vittoriosa finale juniores.

Campionato Nazionale Juniores Fasi provinciali e zonali organizzate Squadre partecipanti

125 1.342

114 1.221

29 334

21 297

75 137

53 97

perché nelle varie lezioni vi sono indirizzi di carattere educativo aderenti alle finalità formative della nostra Organizzazione in favore dei giovani.

Campionato Regionale Dilettanti

Comitati organizzatori Squadre partecipanti Attività Giovanissimi

Comitati organizzatori Tornei organizzati Attività ricreativa e locale Comitati organizzatori Tornei organizzati

Corsi Arbitri organizzati G.A.C. costituiti

98 485

98 443

73 91

74 93

Finali Campionati Nazionali L'attività dei campionati del C.S.I. si è conclusa nella città di Pesaro dove si sono svolte le finali Al­ lievi e Juniores. Dobbiamo quindi trarre le conclusioni di una annata calcistica che, come di consueto, è stata intensa ed ha confermato la sua spiccata vitalità di fronte alle al­ tre discipline sportive. E' da tener presente inoltre che non essendo la stagione ancora conclusa, vi saranno fino al 30 giugno notevoli variazioni in aumento e più particolarmente nelle categorie dei Giovanissimi e dell'attività ricreativa.

Campionato Regionale Allievi

Comitati organizzatori Squadre partecipanti

55 613

Campionato Nazionale Allievi

Fasi provinciali e zonali organizzate Squadre partecipanti

83 904

Campionato Regionale Giovanissimi Fasi provinciali e zonali organizzate Squadre partecipanti

65 1.102

L’esperimento degli « Allievi » i

E' da tenere presente che il sorgere dei Gruppi Arbitri Regionali consente degli « scambi » che rappre­ sentano un particolare incentivo per i singoli arbitri. Sempre notevole l'organizzazione dei corsi arbi­ trali.

Corsi allenatori

Sono divenuti innumerevoli i Comitati che hanno organizzato dei corsi per allenatori, corsi che, pur non potendo considerarsi completi, comportano indubbia­ mente un beneficio tecnico alle Unioni Sportive del C.S.I. Ma soprattutto tali organizzazioni sono lodevoli

Quest’anno si sono presentati sulle scene calcisti­ che nazionali i ragazzi della categorìa « Allievi ». Ab­ biamo tentato un esperimento, valorizzandolo fino al vertice delle nostre competizioni. La conclusione fi­ nale ci conforta perché l'esperimento stesso può con­ siderarsi una ennesima affermazione del C.S.I. Ben 83 fasi provinciali sono state organizzate dai nostri Comitati con la partecipazione di 904 Unioni Sportive. A questo successo numerico va aggiunto il soddisfacente livello tecnico cosicché il campionato nazionale recentemente concluso servirà di incitamen­ to a proseguire l’attività in questo settore. L'U.S. ARSENAL dì Parma ha vinto il campionato italiano della categoria Allievi e quindi è la prima so­ cietà che indossa la maglia tricolore dei giovani del C.S.I.

► 13


►

la gara stessa veniva assegnata ai siciliani, che del resto stavano vincendo meritatamente sul campo di gioco.

La vittoria dei parmensi non è velata da ombre, avendo essi superato abbastanza nettamente l’altrettan­ to validi avversari. La loro è una squadra tecnicamente bene impostata che non offre punti deboli, con difesa, mediana ed attacco armoniosamente fusi ed un am­ mirevole altruismo da parte dei singoli giocatori.

La gara fra siculi e napoletani ha costituito una sconfortante ombra sui nostri campionati nazionali che non può lasciare indifferenti i nostri dirigenti. Pur con­ siderando che trattasi di un caso isolato e tenendo presente che gli episodi di insofferenza sono purtroppo costanti nel giuoco del calcio, noi dobbiamo pretendere dai nostri ragazzi una aderenza completa allo spirito del Centro Sportivo Italiano che deve esprimere in ogni circostanza la più esemplare disciplina.

I parmensi hanno avuto un grosso ostacolo, nei quarti di finale, nell’unione Sportiva Certosa di Geno­ va, squadra quest’ultima che avrebbe ben meritato migliore piazzamento, e si sono aggiudicati infine l'in­ contro nei tempi supplementari.

Nelle semifinali la squadra di Parma ha battuto con un netto 2 a 0 l'U. S. Vigor di Jesi ed infine, nella fi­ nale, con un classico 2-0 sull’U. S. Borgo D. Bosco ha conquistato la maglia tricolore. Degne di elogio Azzurra di Cinisello battuta nei quarti di l’U.S. Vigor di Jesi, che veniva eliminata la... monetina.

devono considerarsi l’U.S. Stella (Milano), l'U.S. Bearzi di Udine, finale con un minimo scarto dale la brillante Enaoli di Siracusa, nei quarti di finale per colpa del­

Le finali Juniores Gli Juniores possono considerarsi i fondatori del campionato nazionale del C.S.I. ed essi hanno sempre dato vita a gare appassionanti e con la costante sigla deH'equilibrio.

La prima partita di campionato poneva di fronte il G. S. Joannes XXIII di Cagliari contro il G.S. Lyceum di Macerata. I sardi, malgrado la proverbiale tenacia e il massimo impegno, non riuscivano a superare la squa­ dra maceratese anzi,, quest’ultima, disputava una stu­ penda gara e alla conclusione dei quarti di finale ve­ niva considerata la probabile vincitrice del campionato. La poi. Teatro Greco di Siracusa, vecchia cono­ scenza fra le finaliste dei nostri campionati, riusciva a battere dopo una equilibrata gara l'U.S. Victoria di Lecco che, secondo le previsioni, avrebbe potuto ren­ dere molto di più.

L’U.S. Internaples di Napoli batteva con il classico 2 a 0 l’U.S. Avis di Trani. Anche questa partita pre­ sentava una palese incertezza che poi i ragazzi di Na­ poli riuscivano ad annullare con un rendimento supe­ riore a quello dei valorosi atleti pugliesi. L’incontro fra l’U.S. San Vittore di Cesena con il G.S. Beverare di Rovigo si concludeva dopo una appas­ sionante contesa in parità, ed ancora una volta la mo­ netina si erigeva a giudice supremo assegnando la vittoria ai veneti.

Il G.S. Lyceum di Macerata è stato la grande delu­ sione delle semifinali. Tenendo presente la precedente partita, i maceratesi erano considerati favoritissimi di fronte al Beverare di Rovigo, viceversa i rodigini sa­ pevano contenere i loro avversari in evidente pessima giornata. Anche questa gara si concludeva con un sor­ teggio che favoriva il G.S. Beverare. Il Teatro Greco di Siracusa dimostrava subito una netta superiorità sull’U.S. Internaples di Napoli .mal­ grado la tenace difesa dei ragazzi partenopei. Peccato che l’intemperanza di alcuni giocatori e più particolar­ mente di un giocatore della società napoletana, abbia richiesto la sospensione della partita da parte del di­ rettore di gara, con la conseguenza che la vittoria per

14

La finale nazionale poneva di fronte Rovigo contro Siracusa. Dopo una partita molto equilibrata, la vittoria arrideva meritatamente ai giovani siracusani, anche se i rodigini dimostravano di essere sulla stessa linea.

Esaminando nel complesso delle loro prestazioni le due finaliste, possiamo affermare che la Poi. Teatro Gre­ co di Siracusa si è dimostrata degna del titolo con­ quistato. Verremmo meno al nostro dovere se non rivolges­ simo le più vive felicitazioni a tutti i colleghi arbitri che hanno diretto le finali nazionali, assolvendo felice­ mente il loro compito. Non facciamo particolari citazio­ ni, anche se fra essi vi è qualche elemento che non mancherà di svettare verso vertici più ambiti.

In stretto ordine alfabetico elenchiamo i nomi dei nostri arbitri: Bollini Giuseppe di Milano, Bonfanti Gino di Parma, Cappellate Egisto di Padova, Costa Giovanni di Torino, De Peppo Lello di Torino, Magistri Adriano di Milano, Pedrini Franco di Bologna, Petri Luigi di Roma, Pessina Adriano di Bergamo, Poloni Bruno di Genova, Rossoni Mario di Bergamo, Verzella Ermanno di Ravenna.

Ci sia consentito anche di rivolgere il nostro rin­ graziamento ai componenti la Commissione Nazionale che con la consueta compattezza hanno offerto il loro contributo collaborativo nella sede delle finali nazionali.

Infine un particolare ringraziamento agli amici del Comitato di Pesaro, primo fra tutti il presidente, prof. Gino Filippucci, per la diligente organizzazione che ha consentito al C.S.I. di ottenere una brillante riuscita della manifestazione.

Generoso Dattilo


0 HfcHBS" 0

iranno sempre altri iìbhiì. tecnici e arbitri Come già riferito nel precedente commento ai cam­ pionati di pallacanestro del CSI per la stagione 1969-70, le finali nazionali svoltesi a Pesaro dal 31 maggio al 2 giugno 1970 hanno visto l'affermazione di due squa­ dre emiliane: Il Novellara di Reggio Emilia nella categora Allievi e il VUL-CAL di Bologna per gli Juniores.

Categ. Allievi Categ Juniores Squadre partecipanti

E', quindi, non soltanto l’occasione per compilare una classifica di merito e la conseguente proclamazione di un vincitore; ma circostanza che ci offre l’opportu­ nità di procedere ad una attenta raccolta di dati, di porli a confronto, effettuarne una attenta analisi con meditata responsabilità onde trarne suggerimenti per la futura impostazione programmatica, ricavarne nuovi e più idonei criteri organizzativi e, soprattutto, recepir­ ne gli ammonimenti e non più ricadere in quelle lacu­ nosità che seppur limitate nelle conseguenze, a casi sporadici, pregiudicano non soltanto i risultati fatico­ samente perseguiti dai Comitati e dalla società, ma coinvolgono, in virtù di una responsabilità oggettiva, anche l’Ente organizzatore.

FASI REGIONALI

Vediamo, dunque, cosa ci hanno detto questi cam­ pionati alla luce degli elementi fornitici dalle quattro precedenti stagioni.

Dal prospetto indicato emerge innanzitutto che la categoria Juniores, dopo l'incremento verificatosi nelle stagioni 1966-67 e 67-68, è entrata in un periodo di stasi. Una stasi, però, non già denunciente I assenza di

1967-68

1968-69

1969-70

FASI ZONALI E PROV.

Un campionato, però non si esaurisce nè si limita nella sola fase finale. Esso trae le sue origini dalle precedenti fasi, si articola e concretizza sulla base delle esperienze acquisite nelle trascorse stagioni sportive e si riflette, con le sue proiezioni, sulla regolamenta­ zione di quelle a venire.

Dopo aver doverosamente ricordato che dalla fase Interregionale sono state ammesse alle finali, per la Categoria Allievi: la Virtus bissone, l’Amatori Ricciardi di Taranto, il Basket Palestrina, il Novellara di Reggio Emilia e, per la Categoria Juniores: l’A.P.O.S. Stradella, La Sorgente Berckmans di Napoli, Le Stelle Marine di Ostia, il VUL-CAL di Bologna e che le finali stesse si sono concluse con il risultato di cui è cenno all'inizio del presente resoconto, passiamo a trarre alcune con­ clusioni.

1966-67

FASI

Categ. Allievi Categ. Juniores

n. n.

51 70

43 69

57 82

82 86

n. n.

203 360

190 389

237 427

380 383

n. n.

1.620 3.240

1.850 3.870

2.350 4.250

3.800 3.850

n. n.

14 14

15 15

16 18

16 16

n. n.

56 59

59 57

65 62

91 72

565 600

580 570

650 620

910 730

n.

4 4

4 4

4 4

4 4

n. n.

18 18

17 18

18 18

16 16

n. n.

180 180

165 180

180 180

160 165

Atleti partecipanti Categ. Allievi Categ Juniores

Categ. Allievi Categ Juniores Squadre partecipanti

Categ. Allievi Categ Juniores Atleti partecipanti Categ. Allievi Categ Juniores

FASI INTERREGIONALI Categ. Allievi Categ Juniores

Squadre partecipanti Categ. Allievi Categ Juniores Atleti partecipanti

Categ. Allievi Categ Juniores

presupposti per un ulteriore incremento, ma, più sem­ plicemente e, oseremmo dire, confortantemente, rap­ presentante un momento di necessaria riflessione, di assestamento e di studio su quanto è stato fatto e di cosa si debba fare per una maggiore promozione della attività pallacestistica nell’ambito della categoria, nel rispetto di quei fini che debbono tendere non soltanto ad aumentare il numero delle presenze degli atleti, ma ad avere positivi riflessi nella formazioni fisico­ morale degli stessi.

► 15


■■■■■■■■■■■■■■

► Di qui la proposta avanzata dalla C.T.N. Pallacane­ stro, nella sua più recente riunione, di ridurre il nu­ mero degli atleti praticanti attività federale ed ammessi alle nostre competizioni, da un massimo di tre ad un massimo di due. La proposta, com’è intuibile, tende ad indurre le So­ cietà ad attingere sempre più nei ranghi degli atleti formatisi nelle nostre file, a conseguire un maggior livellamento tecnico e, quindi, consentire a squadre disponenti di minori risorse in campo federale, di potersi inserirse nelle fasi finali dei nostri campionati con maggiori probabilità di successo.

Per quanto riguarda la categoria Allievi, il discorso è diverso. Nelle quattro stagioni considerate e raffrontate, si è verificato un costante aumento e nelle squadre e negli atleti partecipanti. Finaliste di Pesaro, dall'alto in basso: Vulcal di Bologna, prima classificata negli juniores; Stelle Marine di Roma, seconda juniores; Apos Stradella di Pavia, terza juniores.

Un aumento che, nella sua progressione, oltre ad attestare la bontà della formula adottata in sede di partecipazione ai campionati (sono esclusi gli atleti aventi partecipato ad attività federale), lascia ragio­ nevolmente pensare ad una felice scelta dei program­ mi di diffusione e promozione del basket, riservati ai più giovani.

Un successo, comunque, che non deve indurre ad assumere un atteggiamento di attesa ma, considerate le risorse del settore, a sempre più perfezionare le impostazioni e le scelte. I giovani hanno dimostrato di aver acquisito una co­ scienza sportiva e noi sentiamo l'obbligo di essergli vicino e di favorirli nel loro inserimento.

Ecco perché, collateralmente alla competizione che stiamo esaminando, venne varato il campionato « Giovanissimi » che oltre a costituire la base rifor­ matrice della superiore categoria, doveva servire ad acclimatare le nuovissime leve ad un diverso impe­ gnativo cimento. II gradimento nei riguardi di questa iniziativa è ri­ sultato notevole. Anche questa volta le cifre ci soccor­ reranno per dimostrarlo.

ATTIVITÀ’ GIOVANISSIMI MANIFESTAZIONI

1966-67

TORNEI

1967-68

1968-69

1969-70

9

18

27

40

Squadre

n.

28

45

90

121

Atleti

n.

221

450

1.040

1.200

21

34

CAMPIONATO

(fasi)

Squadre

n.

75

108

Atleti

n.

730

1.056

A margine di questo e dei campionati maggiori v'è, per altro, anche una nota non del tutto positiva. L’aumentato interesse nei riguardi del traguardo ultimo, il più volte citato livellamento tecnico (che-

16


I

Rimessa a due nell'incontro allievi Virtus Lissone-Ricciardi Taranto.

se da un lato attenua i lamentati divari fra le due squadre a confronto, ne esalta lo spirito agonistico), hanno originato un certo incremento della voce « Re­ clami ».

Alcuni di natura squisitamente tecnica, rientrano nella normale prassi e nella logica delle cose, consi­ derato che è aumentato il numero delle gare: altri, però, non ne vediamo l’utilità a che abbiano a ripetersi.

ATTIVITÀ’ LOCALE MANIFESTAZIONI

Categ. Allievi Categ Juniores Squadre partecipanti

Come già dicemmo, trattasi indubbiamente di un difetto d'informazione da parte di chi deve diramare e portare a conoscenza le suddette norme.

Atleti partecipanti

Al riguardo, possiamo assicurare che fin dalla pros­ sima stagione verranno adottati dei modelli i quali, studiati e stampati a cura della C.T.N. Pallacanestro, verranno distribuiti alla periferia con la sola incom­ benza, per quest’ultima, di completarli nelle singole voci.

COMITATI OGANIZZ.

Ma cediamo, ancora una volta, la parola alle cifre le quali, alle volte, riescono ad essere più esplicative ed accessibili che non lunghi discorsi.

1967-68

1968-69

1969-70

Tornei e Coppe

Sono quelli afferenti alla validità o regolarità delle dichiarazioni attestanti la posizione associativa richie­ sta per partecipare alle diverse fasi.

Ma come i giovanissimi costituiscono le fonti cui attingere per il costante sviluppo quantitativo e qua­ litativo delle nostre Società, così l’attività locale è la base e la struttura portante dei nostri campionati, oltre ad essere la nota qualificante dei rispettivi Co­ mitati.

1966-67

Categ. Allievi Categ Juniores

Categ. Allievi Categ Juniores

n. n.

49 64

54 62

59 63

81 69

n. n.

206 254

278 218

263 264

301 270

n. n.

2.030 2.490

2.745 2.065

2.550 2.611

3.005 2.690

53

80

85

87

A margine del soprariportato prospetto, aggiunge­ remo un solo commento.

Quello attinente al numero dei Comitati Organizza­ tori. Il numero di questi non si riferisce, infatti, ad una vera e propria progressione di adesioni all'attività del basket, ma ne esprìme soltanto l'entità numerica di quanti l’hanno praticata, senza mettere in risalto che a produrla contribuiscono in egual misura: i Comitati

► 17


► che vi aderiscono per la prima volta, quelli che, dopo averla praticata, l'hanno momentaneamente tralasciata e quelli che l'attività stessa hanno sospeso, in assenza di dirigenti, tecnici, arbitri, attrezzature tecniche. La constatazione di cui sopra ci riporta, quindi, a quella che è stata la costante preoccupazione della Presidenza e della recentemente costituita Commis­ sione di promozione e sviluppo: la ricerca, la forma­ zione ed il mantenimento in attività di tutte quelle forze dirigenziali, tecniche ed arbitrali che possano assicu­ rare la concreta attuazione dei programmi e dei fini del C.S.I. A tale scopo è seguita e si cerca di confortare con ogni mezzo a nostra disposizione, qualunque inizia­ tiva intesa a costituire questi importantissimi organici. I risultati sono i seguenti: CORSI PER DIRIGENTI E TECNICI CORSI

1966-67

1967-68

1968-69

1969-70

CORSI NAZIONALI

Per Dirig. e Alien.

3

2

2

Per Dirigenti

2

5

10

Per Allenatori

5

8

11

14

Per Arbitri

5

7

14

17

CORSI LOCALI

Per Giudici di tavolo

Preparatori Regionali

12

2

1

3

In quest'ultima stagione, i Comitati promotori delle sopra riportate iniziative, risultano essere: Bologna, Caserta, Cerignola, Como, Cosenza, Melfi, Messina, Molfetta, Mantova, Lecco, Sora, Torino, Roma, Vicenza, alcuni dei quali hanno indetto due o più corsi. E' tempo di giovani, anzi di giovanissimi e non sa­ remo noi, che abbiamo ragione di ritenerci i precursori della validità di questa affermazione a dolercene. Anzi, in omaggio e quale doveroso riconoscimento delle loro adesioni ai nostri programmi, chiudiamo questa rassegna delle forze del C.S.I., con un commen­ to a loro dedicato. Hanno nei nostri programmi, vasto e molteplice spa­ zio ove riversare la loro invidiabile esuberanza: il cam­ pionato della categoria allievi, il campionato giovanis­ simi, i tornei locali ma non appena gli si prospetta una qualunque altra possibilità, non pongono tempo in mezzo e la affrontano con un tale entusiasmo da rin­ novare in noi un senso di compiaciuta meraviglia. E’ questo il caso del MINI-BASKET. Appena tre anni or sono, stavamo procedendo a de­ finire i necessari accordi con la competente Commis­ sione Mini-Basket della F.I.P., al fine di dare una strut­ turazione a questa attività effettuata dai nostri Comi­ tati con la collaborazione e sotto il patrocinio della Coca-Cola. Abbiamo avuto appena il tempo di perfezionare gli accordi, di coordinare le modalità di svolgimento, di esaminare le disposizioni per la costituzione dei previ­ sti Centri di avviamento a tale disciplina, che subito si prospettava e si materializzava una tale partecipa­ zione che ci costringeva a potenziare l'ufficio addetto

18

ai compiti di collegamento e sviluppo dei costituendi Centri. Ed ecco l’abituale raffronto di cifre.

CENTRI COSTITUITI

Comitati CSI

In base alla convenzio­ ne con la F.I.P.

1966-67

5

1967-68

1968-69

1969-70

11

10

36

78

La presente esposizione, che confidiamo riesca ad essere agevolmente letta ed interpretata, vuole esse­ re prima che un consuntivo delle attività svolte e dei risultati raggiunti nel campo della pallacanestro, una doverosa relazione su quanto è stato possibile realiz­ zare grazie alla mai tanto apprezzata opera dei diri­ genti e tecnici dei nostri Comitati. La loro diuturna e misconosciuta fatica, ha trovato in questi dati una confortante materializzazione. Per alcuni ve stata anche la soddisfazione della vittoria sul campo, per tutti gli altri, attraverso queste colonne, vengono formulati i più sinceri ringraziamenti per l'ap­ prezzata loro opera per conto del Centro Sportivo Ita­ liano, in favore dello sport e per un migliore avvenire dei giovani affidatigli.

Angelo Raineri


Continuando la trattazione degli aspetti didattici di alcuni sport, dopo l’atletica con il salto tipo « Fosbury », iniziamo ora ad esaminare alcune particolarità del nuoto, presentando il « delfino » con una progressione che ne consenta un facile apprendimento.

13

asmtti Mattici Ha uootata a delfino

19


Prima di iniziare l’insegnamento della nuotata a delfino è opportuno che gli allievi abbiano superato la fase deH’ambientamento all’acqua, cioè non devono sentire alcun fastidio per la immersione di tutto il corpo e devono essere perfettamente padroni della re­ spirazione con l’espirazione in immersione. E’ certamente possibile iniziare l’insegnamento delle nuotate cominciando dal delfino, ma non si ot­ tengono, eccetto in casi eccezionali, buoni risultati, perché la nuotata anche se eseguita in modo sempli­ ficato, presenta delle difficoltà che possono bloccare psicologicamente l’allievo. Il delfino, infatti, per consentire una acquisizione valida deve essere appreso con una progressione che nella difficoltà dia soddisfazione. Il pericolo di un in­ tempestivo e prematuro insegnamento del delfino sta proprio nel fatto che gli allievi non hanno una suffi­ ciente potenza nelle braccia. La potenza, che si richie­ de alle braccia, deve essere tale da consentire un mo­ vimento propulsivo che permetta sia l'inserimento della respirazione che un avanzamento sufficiente a supera­ re le distanze indicate dall'insegnante, senza che gli allievi siano costretti a fermarsi o a giungere esausti. Se è vero che le imprese difficili contribuiscono a formare il carattere, e danno soddisfazione quando si riesce a portarle a termine, è anche vero che bisogna evitare che l’insegnamento del nuoto assuma la ca­ ratteristica deU’impresa, sia perché l’insegnamento delle nuotate deve essere un fatto giocoso, presportivo, sia perché molti allievi potrebbero rinunciare e farsi errate convinzioni sulle loro capacità giudicandole in­ sufficienti. L’allievo che si avvicina al nuoto deve trovarsi nel­ la condizione di provare, se non immediatamente, al­ meno in breve tempo, consistenti soddisfazioni di pa­ dronanza e dominio dell’elemento in cui sta imparando a muoversi. Solo in questo modo egli si caricherà psi­ cologicamente e troverà la volontà ed il desiderio di fare cose sempre più difficili e faticose. In questo or­ dine naturale l’insegnamento del delfino deve trovare la sua collocazione che certamente non può essere in prima posizione. Per il principiante il delfino è relativamente difficile da imparare perché deve, pur mantenendo il corpo disteso e quindi in relativa tensione, eseguire un mo­ vimento propulsivo degli arti superiori che non sia influenzato dalla tensione esistente nel tronco. Inoltre, la tensione del tronco, che è mantenuta in gran parte dai muscoli addominali, influisce negativamente sulla respirazione, rendendola difficoltosa. Per poter respi­ rare, molti allievi, infatti, sbloccano la parete addomina­ le facendo assumere al corpo la posizione di busto fles­ so dietro che, oltre a non essere idrodinamica, non è nemmeno valida per un avanzamento economico. Non solo la flessione del busto dietro non consente l'assun­ zione di una posizione idrodinamica e poco economica ai fini dell’avanzamento, ma diventa un ostacolo ai fini della acquisizione della migliore tecnica, impedendo la naturale evoluzione didattica. Le difficoltà, sogget­ tive ed oggettive, che si incontrano nell'insegnamento del delfino, anche se sono superabili con molto eser­ cizio, consigliano di far giungere gli allievi ad esso dopo che questi abbiano raggiunto una buona destrez­ za in acqua ed abbiano acquisito quella potenza neces­ saria negli arti superiori che consente di tentare delle bracciate che hanno la possibilità di evolversi sino a raggiungere la validità necessaria per una proficua nuotata.

20


Durante la fase di riporto degli arti superiori, se il corpo non è sostenuto in posizione idrodinamica dagli arti inferiori (disegno in alto), affonda assumendo posizioni di notevole resistenza all'avanzamento; a volte l’allievo non riesce nemmeno a fare emergere le braccia (disegno in basso).

r_.i. ;

Da queste due foto a lato (tratte dal libro di James E. Counsilman « The Science of swimming ») è evidente l’azione di sostentamento prodotta dagli arti inferiori a favore del corpo. Questa stessa azione la possiamo vedere nella serie di disegni (dal libro « Nuotare » di Domenico Maiello) e nel nuotatore al centro della foto che mantiene il corpo in una posizione distesa. L’altro nuotatore, sul fondo, che non è sufficientemente aiutato dagli arti inferiori, si presenta con il torace quasi perpendicolare alla superficie dell’acqua.

■

&■

>i

F'

21


► Nell'affrontare il problema didattico della nuotata si pone la domanda: « Si deve insegnare prima il movimento degli arti inferiori o quello degli arti superiori? ». A questo punto bisogna considerare che il delfino non è certo una nuo­ tata di sopravvivenza in acqua o di semplice diporto e che viene insegnato soprattutto ai fini agonistici. Questi fini pretendono una esecuzione che non sia soggetta a squalifiche e che consenta una tecnica adatta alle competizioni, quindi evoluta.

Normalmente la ragione per la quale i nuotatori di delfino vengono squalificati è la non contemporaneità nella esecuzione delle fasi discendenti e ascendenti del movimento degli arti inferiori. Per evitare che gli allievi acquisiscano nella fase iniziale dell'apprendimento questo difetto, che quanto più viene automatizzato tanto più risulta difficile da ridurre (in molti casi nei quali non si è provveduto alla immediata eliminazione non si è più riusciti a toglierlo), bisogna fare in modo che gli allievi evitino di com­ metterlo. In questo problema e nelle difficoltà di ese­ guire una valida propulsione degli arti superiori vi è la soluzione didattica sulla precedenza da dare. Noi siamo per una iniziale prevalenza degli arti inferiori, cioè sino a quando riescono a raggiungere la contem­ poraneità nell’azione, per poi far progredire agli arti inferiori e superiori di pari passo. Vi sono alcuni però che affermano che l’insegnamento deve iniziare dal movimento degli arti superiori, motivandolo con l’affer­ mazione: « Nel delfino la propulsione è soprattutto a carico degli arti superiori, quindi è inutile perdere tem­ po inziando dagli arti inferiori, quando è necessario mettere subito al lavoro gli arti superiori su cui grava la maggior parte della propulsione ». Coloro i quali so­ stengono questa tesi all’obiezione sulla necessità di dare la contemporaneità e simmetria di azione agli arti inferiori, per evitare che gli allievi acquisiscano movimenti errati che poi è difficile correggere, rispon­ dono: « In molti casi questo errore non si verifica, e nei casi in cui si verifica si può ridurre mediante molto lavoro degli arti inferiori. Coloro nei quali non si riesce a correggere questi errori sono evidentemente inadatti al delfino ». A parte il fatto €he per un notevole gruppo di ragazzi si debba ricorrere alle correzioni partendo veramente in questo caso del tempo prezioso, il dichia­ rare inadatti al delfino dei ragazzi sani è come l'affer­ mare che dei ragazzi sani non possono imparare a camminare, scrivere ed andare in bicicletta. Un’altra tesi che viene portata a favore della prio­ rità di insegnamento del movimento degli arti supe­ riori si basa sull'affermazione (molto simile alla pre­ cedente) della scarsa o nulla importanza che bisogna dare neH’economia della nuotata al movimento degli arti inferiori e quindi diventa praticamente un lavoro inutile quello dedicato agli arti inferiori. Al di fuori che questa affermazione non solo non è provata, ma nem­ meno sostenuta da studi che possano essere consi­ derati indicativi, si dimentica che gli arti inferiori han­ no una funzione equilibratrice e di sostentamento del corpo nella posizione più idrodinamica, senza conside­ rare poi il problema dei risucchi frenati che vengono eliminati o ridotti dall'azione degli arti inferiori.

Questa tesi potrebbe essere valida qualora si aves­ sero atleti di tale potenza negli arti superiori da far considerare inutile l’azione degli arti inferiori, com­ prendendo in essa non solo la componente propulsiva,

22

ma anche l'azione equilibratrice, di sostentamento e di riduzione dei vortici. Nessun campione sino ad oggi ha sottovalutato la importanza degli arti inferiori nella economia della nuotata a delfino. Considerando che nel delfino emer­ gono elementi soprattutto forti negli arti superiori ap­ pare decisamente inconsistente la tesi tendente a mi­ nimizzare ed eliminare l’importanza del movimento de­ gli arti inferiori. Inoltre nei principianti, che certamen­ te non hanno la potenza dei campioni, anche se in qualcuno si può supporre che si svilupperà una note­ vole potenza degli arti superiori, non è certo il caso di rinunciare a priori con tutti gli allievi all'apporto de­ gli arti inferiori.

Possiamo invece affermare, senza tema di smen­ tite, che nella fase iniziale dell’insegnamento la poten­ za che la quasi totalità degli allievi riesce ad espri­ mere con gli arti superiori è così bassa da non per­ mettere un valido equilibrio della nuotata senza l'ap­ porto determinante dell'azione propulsiva degli arti inferiori. Che poi, man mano che gli allievi acquisisco­ no una maggiore destrezza e potenza, negli arti supe­ riori, sia in relazione alle mutate capacità dell’allievo che alla ricerca del migliore equilibrio propulsivo fra gli arti, è tutt'altro discorso con il quale concordiamo. Bisogna anche considerare che se si insegna il del­ fino partendo solo dal movimento degli arti superiori ad allievi, che hanno già automatizzato il movimento degli arti inferiori a crawl, un notevole numero di essi unirà al movimento degli arti superiori a delfino quello degli arti inferiori a crawl. Questo avviene perché cer­ cheranno con un movimento che è ormai naturale di ottenere non solo un aiuto propulsivo per gli arti su­ periori, ma anche quell'equilibrio del corpo che per­ metterà di assumere una posizione più idrodinamica e meno faticosa per l'avanzamento. Con questo discorso relativamente lungo abbiamo voluto puntualizzare alcuni aspetti didattici del delfino e sentiamo il bisogno di chiarire, caso mai fosse ri­ masto qualche dubbio, che non si deve parlare di pre­ valenza di insegnamento del movimento degli arti in­ feriori sui superiori, ma di una iniziale priorità per garantire agli allievi l’acquisizione di una nuotata cor­ retta ed efficace. Dopo la prorità iniziale in favore degli arti inferiori la esercitazione del movimento degli arti inferiori e superiori deve procedere di pari passo, con l'impor­ tanza che a ciascuno di essi si vuole dare, anche in rapporto alle capacità degli allievi, per raggiungere il perfezionamento tecnico voluto affinché la loro coor­ dinazione possa avvenire senza squilibri e ritardi do­ vuti alla cattiva esecuzione di uno dei due movimenti.

Domenico Maiello


, ibi lini NUOTO

Sf ■IBS iilBHl Coloro che, tra i nostri Comitati ed i dirigenti del­ le società loro affiliate, seguono e svolgono attività natatoria del C.S.I. hanno potuto constatare come, da qualche anno, si stia attuando un progressivo aggior­ namento del Regolamento dei campionati nazionali di nuoto. Aggiornamento dovuto non già al semplice desi­ derio di far indossare un bel vestitino nuovo alla nostra manifestazione, ma dettato da quanto proposto o demo­ craticamente imposto dai nostri giovanissimi atleti i quali, dopo aver ottenuto che in via sperimentale venis­ sero inserite nei campionati alcune gare loro riservate, mercè la loro quantitativamente elevata e qualificata adesione, hanno acquisito un peso decisionale tale da assumere il ruolo di protagonisti rispetto ai loro più anziani (pardon! meno giovani) colleghi. Di qui, la costante annuale necessità di modificare i programmi ed adattarli alle nuove esigenze. Nuove formule e nuovi criteri di partecipaizone che quest’anno si sono concretizzati, secondo quanto di seguito esponiamo.

CATEGORIA GIOVANISSIMI 1) Istituzione della Categoria C, riservata agli atleti di anni 8 e 9 (classi 1962 e 1961) chiamati a ga­ reggiare in sede finale nazionale, sulle distanze di mt. 25 stile libero e mt. 25 dorso; 2) Ampliamento del numero di gare previste per la già collaudata Categoria B, con la riconosciuta uffi­ cialità della staffetta mista, finora disputata a carattere sperimentale. 3) Aumento della distanza delle gare di stile libe­ ro, rana e dorso riservate alla Categoria A, da mt. 50 a mt. 100, ferme rimanendo le distanze previste per la specialità delfino e per la staffetta, in metri 50. CATEGORIA RAGAZZI

1) Aumento del numero di gare, con l'istituzione della gara dei 4 stili sulla distanza di mt. 200. NORME DI PARTECIPAZIONE

1) Ciascuna Rappresentativa, per quanto attiene alle Categorie « Giovanissimi » e « Ragazzi », potrà iscrivere un massimo di n. 2 (due) atleti per ciascuna gara individuale. Per la Categoria « Juniores » l’iscrizione dovrà limi­ tarsi ad 1 (uno) solo concorrente per ciascuna gara individuale. 2) Ogni atleta potrà disputare 2 (due) gare di di­ versa specialità e partecipare ad una gara di staffetta. 3) E' confermata la possibilità di partecipare a ga­ re riservate alle categorie immediatamente superiori.

EFFETTUAZIONE FINALI NAZIONALI

La data delle finali nazionali, può sin d'ora dirsi collocata nella seconda quindicina di Settembre, con conseguente spostamento della data di effettuazione della fase provinciale ed iscrizioni, rispettivamente al 10 e 25 agosto. Per la sede, avuto riguardo delle iniziative già as­ sunte in merito, possiamo anticipare che sarà situata in una regione dell’alta Italia e che, comunque, offre ampie garanzie per poter consentire la disputa delle finali anche in caso che le condizioni metereologiche non siano le più favorevoli. Da quanto sopra, riteniamo possa agevolmente desumersi che quanto emerso dalle precedenti edizioni dei campionati, sia sotto l'aspetto tecnico che quello organizzativo, sia completamente recepito dalla compe­ tente C.T.N. Nuoto, che ha proposto le dianzi citate va­ rianti, quanto dalla Presidenza Nazionale che le ha ap­ provate e rese operanti. Si è dato infatti maggior respiro e spazio alla Ca­ tegoria « Giovanissimi », prepotentemente incalzante, si è dato modo agli atleti della Categoria « Ragazzi » di poter greggiare su distanze ormai loro accessibili, oltre che auspicabili, si è consentito alla Categoria « Junio­ res », benemeriti « veci •> della nostra attività di man­ tenere il loro sacrosanto posto al sole o, per meglio di­ re « in acqua ». Ma quel che più conta, si è cercato di ovviare al sempre lamentato inconveniente di coincidenza della nostra manifestazione con altre importanti gare della F.LN. e, sopra tutto, di evitare ai nostri atleti il disagio di allontanarsi dalle proprie sedi nei giorni immediata­ mente precedenti a quelli previsti per gli esami di ri­ parazione. Rimane poi da sottolineare che lo spostamento del termine previsto per l'iscrizione ai campionati, si ri­ solve praticamente in un prolungamento della stagione agonistica e, quindi, nella possibilità di effettuare un maggior numero di gare. Non pretendiamo di aver raggiunto la perfezione, ma confidiamo di aver aderito alla maggioranza delle aspirazioni che ci erano state rappresentate e, comun­ que, di aver adottato quelle innovazioni che riteniamo consone ai desideri ed alle possibilità dei nostri ra­ gazzi. Saremmo, per altro, grati se i Comitati e le So­ cietà interessate, oltre a farci conoscere il loro inten­ dimento circa la partecipazione alle finali, portassero a nostra conoscenza i loro pareri ed i loro eventuali sug­ gerimenti o proposte di modifica ai programmi in atto formulati. Nell’uno e nell'altro caso, esprimiamo fin d'ora il nostro più sincero gradimento.

Angelo Raineri

23


STAGIONE AGONISTICA 1970-71 DEL CENTRO SPORTIVO ITALIANO

norme tesseramento


DURATA DELLA STAGIONE

NORME PARTICOLARI PER LE SOCIETÀ’

Per il tesseramento le Società devono: 1 - richiedere al Comitato Provinciale oZonale Z___ dal quale dipendono, le tessere relative all'attività cui intendono cipare; 2 - compilare accuratamente la tessera in ogni parte, invi­ tando gli interessati a scrivere a macchina o in carattere stampa­ tello nome e cognome dell’atleta e tutti i dati richiesti dalla tessera stessa; 3 - segnalare nelle apposite caselle e su tutte le parti della tessera le discipline sportive che l'atleta intende praticare; 4 - far firmare la tessera in tutte le sue parti all'Atleta e al Presidente della Società; 5 - consegnare al più presto, comunque anteriormente alla partecipazione dell'atleta a qualsiasi attività agonistica o di allenamento, le tessere al Comitato dal quale la società dipen­ de, allegando la quota assicurativa per ogni atleta tesserato. La validità del tesseramento di socio, agli effetti agonistici ed assicurativi, decorrerà dalla data di invio, rilevabile dal timbro postale, da parte dei Comitati all'ufficio Centrale Tesse­ ramento delle tessere per i soci « Atleti » e degli elenchi assi­ curativi per i soci « Giovanissimi » e per i soci « A.R. ». Le tessere incomplete o mancanti della relativa quota assi­ curativa non saranno accettate dai Comitati e pertanto saranno restituite alle Società per la regolarizzazione.

AFFILIAZIONE E RIAFFILIAZIONE

Socio « Atleta »

Le società che intendono affiliarsi (se di nuova costituzione) riaffiliarsi (se già affiliate nell’anno precedente) dovranno: 1 - richiedere al Comitato Provinciale e Zonale dal quale dipendono i moduli 4/T di affiliazione o i moduli 3/T di riaffilia­ zione e i moduli 5/T per il tesseramento Dirigenti obbligatorio (almeno 4 Dirigenti per società) : 2 - compilare accuratamente, a macchina o in carattere stam­ patello, in ogni loro parte e in quadruplice copia i moduli di affiliazione o di riaffiliazione e in unica copia quelli per il tes­ seramento Dirigenti. A tal fine si precisa: — Le domande di affiliazione o di riaffiliazione dovranno portare l’esatta denominazione sociale e dovranno essere debi­ tamente firmate, con firma autografa, dal Consulente Ecclesiastico e del Presidente della Società. — Le Società dovranno dichiarare, nell’apposito spazio, le discipline sportive che intendono realmente praticare nel corso della stagione sportiva, in quanto, come previsto dall'art. 4 delle Norme Generali sul tesseramento, gli atleti sono vincolati per tutti gli sport segnati sulla domanda di affiliazione. — Le società dovranno segnare sul retro della domanda di affiliazione e sul modulo per tesseramento Dirigenti (mod. 5/T) i nominativi (cognome e nome) e l’indirizzo privato dei Diri­ genti responsabili, minimo 4, tenendo presente che i nominativi segnati sul retro della domanda di affiliazione devono corrispon­ dere a quelli segnati sul modulo 5/T; E' compito dei Comitati accertarsi, al momento della presen­ tazione del modulo 5/T, che se i nominativi sono più di 4 anche le quote devono essere relative; ciò per evitare disguidi con­ tabili dovuti al fatto che l'Amministrazione addebiterà tutti i nominativi che troverà scritti sul modulo 5/T. 3 - consegnare al Comitato Provinciale o Zonale dal quale la Società dipende i moduli 3/T o 4/T di affiliazione e i moduli 5/T per il tesseramento Dirigenti con allegate la quota di affi­ liazione o riaffiliazione, e la quota tesseramento per ogni diri­ gente segnalato sul modulo 5/T. In quest'ultima quota è com­ presa la ricezione del periodico STADIUM e del volume « CSI 1971 ». Mancando il mod. 5/T il giornale STADIUM non verrà spedito. Le domande di affiliazione o riaffiliazione con un numero insufficiente o totalmente sprovviste di Dirigenti, oppure man­ canti delle relative quote, non saranno accettate.

Possono essere tesserati per la categoria di socio « Atleta ■ solamente i giovani che intendono partecipare all'Attività agoni­ stica (campionati,, tornei, ecc.) del CSI e che abbiano 14 anni compiuto fino all’età massima prevista dai regolamenti tecnici delle singole discipline sportive. La tessera ha validità solo per la durata dell'anno agonistico in cui è rilasciata. La tessera di socio Atleta » dà diritto all’atleta di prati­ care tre discipline sportive, registrate nelle apposite caselle, regolarmente coperte da assicurazione contro gli infortuni. La tessera dovrà essere corredata da due fotografie (una sulla tessera e una sul retro del troncone di spettanza al Comi­ tato) formato tessera, che permettano una precisa ed immediata identificazione dell'interessato. La Società al momento della firma dell’atleta si premurerà di apporre a mano, con timbro, o a macchina, la data, e da quel momento la tessera o le tessere, tramite il Comitato po­ tranno essere inviate all’ufficio Centrale Tesseramento per la vidimazione entro 30 giorni. Trascorso tale termine le tessere saranno restituite dall'U.C.T. al Comitato non acccettate e per rispedirle bisogna farle nuove, perché tessere con data, il cui aggiornamento è avvenuto tramite correzione non saranno accet­ tare. Si è ovviato alla « data di pugno dell'atleta » per allinearsi con la federazione, la quale riconosce la priorità in base alla vidimazione del cartellino.

La stagione sportiva del Centro Sportivo Italiano ha inizio il 1° settembre e termina il 31 agosto. Per il Calcio l'inizio della stagione sportiva è stato anticipato al 1° luglio, onde uniformare la decorrenza del nostro tesse­ ramento con quello della Federazione Italiana Gioco Calcio. Per­ tanto le Società potranno inviare tramite i Comitati Provinciali e Zonali di appartenenza il tesseramento dei calciatori a partire dal 1° luglio 1970. Di conseguenza a partire dal 1° luglio 1970 non saranno più accettati tesseramenti per il Calcio per l’anno 1969-'7O.

0

TESSERAMENTO SOCI Le Società dopo aver provveduto all'affiliazione o riaffilia­ zione, per poter partecipare all’attività agonistica devono tesse­ rare i propri atleti, tenendo presente che il CSI prevede tre diverse forme di tesseramento relative a tre attività. a) Attività agonistica (campionati, tornei, ecc.) con la tes­ sera di socio « Atleta » riservata ai giovani dai 14 anni compiuti fino all'età massima prevista per ogni disciplina sportiva dai singoli regolamenti. Non potrà essere assolutamente rilasciata la tessera di socio « Atleta » a giovani che non abbiano compiuto il 14° anno di età. b) Attività di propaganda con la tessera di socio « Giova­ nissimi » riservata ai ragazzi dai 10 anni compiuti al 14 non compiuti. La tessera Giovanissimi devono prenderla anche coloro che non fanno attività agonistica (Centri Olimpia, Mini Basket, Mini Wolley, NAGC, Nuoto, Sci) dai 6 anni compiuti, ai 10) non compiuti). c) Attività Ricreativa con la tessera di socio « A.R. » riser­ vata a tutti i giovani che abbiano compiuto il 14° anno di età.

Socio « Giovanissimi » Devono avere come minimo 6 anni fino a 14 non compiuti. Si dividono in due categorie: da 6 anni compiuti fino a 10 non compiuti, devono essere trascitti sul modulo 9/T e non devono fare attività agonistica. Dai 10 anni compiuti ai 14 non com­ piuti, devono essere elencati sui moduli 2/T usuali. Quando un Giovanissimo compie i 14 anni, porta a termine il torneo al quale sta partecipando. Sarà premura della Società a fine torneo, avvisarlo con lettera che deve staccare la tessera « Atleti » in un lasso di tempo di 10 giorni, se vuole tesserarsi per la stessa Società che ha la priorità. Qualora ciò non avvenga, dopo 30 giorni l’atleta è libero d'ufficio di tesserarsi per chi vuole. Per i Giovanissimi esiste un'altro modulo, precisamente il 2/T bis, sul quale devono essere elencati coloro che in possesso della « Carta dei Giochi », essendo assicurati tramite la predetta, stac­ cano il cartellino Giovanissimi. Nei primi due casi (mod. 9/T e mod. 2/T) gli atleti devono essere elencati e inviati all'U.C.T. in 4 copie. Nel caso del 2/T bis, solo in duplice copia. Il tes­ seramento Giovanissimi affinché gli atleti rientrino nei limiti di età, deve essere fatto tenendo come punti fissi di riferimento, il giorno in cui l’atleta si tessera, rispetto alla sua data di nascita. I Giovanissimi, sempre che rientrino nei limiti di età previsti dai regolamenti delle varie CC.TT.NN., potranno partecipare anche all'attività agonistica del C.S.I. (Campionati, Tornei, ecc.). In questo caso, la tessera deve avere una foto nitida per il rico­ noscimento. La tessera « Giovanissimi », come quella atleti, prevede la partecipazione a tre discipline sportive. — Ai Centri Diocesani G.I.A.C. è consentito il tesseramento di socio « Giovanissimi » con una affiliazione cumulativa con la denominazione « U.D.A. » specificando sulla tessera II nome della sezione o gruppo al quale il tesserato appartiene (es. U.D.A. SAN GIUSEPPE). — E' assolutamente proibito il rilascio di tessere socio • Gio­ vanissimi » ad atleti che abbiano compiuto il 14" anno di età. — Il giovanissimo che ad attività iniziata compie il 14" anno di età può proseguire solo per la durata del torneo iniziato con la tessera giovanissimi.


Socio « Attività Ricreativa » (A.R.) Possono essere tesserati per la categoria di socio « A.R. • tutti gli atleti purché abbiano compiuto il 14° anno di età. — La tessera vincola l’atleta alla società solo per la durata del Torneo Ricreativo al quale partecipa. — La tessera di socio « A.R. » consente la partecipazione ad un solo sport. — Sulla tessera A.R. è consentito un rinnovo per la stessa o per altra Società, e sempre per la durata del successivo Torneo Ricreativo. Naturalmente ciò per la stessa disciplina sportiva per la quale la tessera è stata in origine rilasciata. — I giovani in possesso della tessera di socio « Atleta » possono con essa partecipare all’Attività Ricreativa purché con la stessa Società. Se dovessero partecipare all’Attività Ricreativa per un'altra Società è necessario il nulla-osta della società di origine e il rilascio del cartellino di socio « A.R. ».

NORME B1TIC0LWI PER I G©»T8 «VIMALI E ZOE AFFILIAZIONE E TESSERAMENTO I Comitati Provinciali e Zonali prima di inviare all'ufficio Cen­ trale Tesseramento le domande di affiliazione, le tessere di soci « Atleti e gli elenchi per il tesseramento di soci « Giova­ nissimi » e di soci « A.R. », devono: 1 - accertarsi che le Società abbiano eseguito scrupolosa­ mente quanto previsto nelle Norme particolari che le riguardano; 2 - compilare in una sola copia il modulo riepilogativo (mod. 6/T) per ogni invio di affiliazione, tesseramento Dirigenti e tesse­ ramento specializzato (Sci, Ciclismo, Aeromodellismo e PTA); 3 - inviare unitamente al modulo riepilogativo 6/T l'importo delle tessere dirigenti delle Società e del tesseramento specia­ lizzato. Non saranno accettate e pertanto non saranno vidimate, le affiliazioni e le tessere delle società per le quali non è stato rimesso l’importo relativo al tesseramento Dirigenti; 4 - controfirmare per accettazione le domande di affiliazione ricevute; 5 - allegare ad ogni domanda di affiliazione una copia del relativo modulo 5/T per il tesseramento Dirigenti (minimo 4 Dirigenti compreso il Consulente Ecclesiastico). Non allegando il mod. 5/T non verrà provveduto alla spedizione di STADIUM; 6 - compilare in quadruplice copia i prescritti moduli assi­ curativi. Le tessere saranno elencate secondo le seguenti parti­ colari disposizioni: a) moduli rosa (mod. 1/T) per socio « Atleta »; b) moduli verdi (mod. 2/T) per socio « Giovanissimi »; mod. 9/T Celeste chiaro per i Giovanissimi dai 6 anni compiuti ai 10 non compiuti; mod. 2/T bis per i Giovanissimi in possesso della « Carta dei Giochi » dai 10 anni ai 14 anni non compiuti; c) moduli gialli (mod. 10/T) per socio <■ A.R. »; d) moduli bianchi (mod. 7/T) per socio ■■ P.T.A. »; Le tessere dei soci •> Atleti » che intendono praticare il Ci­ clismo, l'Aeromodellismo e lo Sci (per il quale è richiesto l'ap­ plicazione del bollino Federale), dovranno obbligatoriamente esse­ re elencati su distinti moduli assicurativi sui quali dovrà essere chiaramente specificato « Ciclismo », « Aeromodellismo », « Bol­ lino F.I.S.I. ». La stessa cosa vale anche per i Giovanissimi, meno per il Ciclismo. Difatti questa disciplina non è prevista per gli stessi. Per quanto concerne il tesseramento degli atleti che inten­ dono partecipare all’Attività Giovanissimi e all'attività Ricreativa, si precisa che sugli appositi moduli assicurativi dovranno essere segnati il numero della tessera che il Comitato rilascia ad ogni atleta e la data di nascita completa dell'atleta stesso. A tale proposito si precisa che quando un atleta tesserato socio « Atleta » firma una tessera di socio « A.R, », sempre previo nulla-osta della società di origine, e quando un atleta già tes­ serato « A.R. » rinnova il proprio cartellino, non si debbono spe­ dire gli elenchi assicurativi essendo gli atleti in precedenza assicurati per la società di origine. Si fa infine presente che le tessere dei soci • Atleti » resti­ tuite non vidimate dall'ufficio Centrale Tesseramento perché in­ complete, al momento del loro rinvio dovranno nuovamente essere elencate sugli appositi moduli assicurativi. Dette tessere avran­ no validità agli effetti agonistici e assicurativi giusto quanto previsto dall'art. 1 delle Norme generali per il tesseramento; 7 - Compilare in due copie, di cui una sola deve essere spedita all'ufficio Centrale Tesseramento, eventuali moduli di aggiunta sport (mod. 8/T), sla per gli sport da aggiungere sulle domande di affiliazione che per quelli da aggiungere sulle tessere.

Le aggiunte dovranno essere fatte direttamente dai Comitati sulle tessere dei soci « Atleti », sulle matrici in loro possesso e sulle tessere dei soci ■ Giovanissimi ». Non sarà valida agli effetti agonistici e assicurativi qualsiasi aggiunta che non sia stata preventivamente notificata all’ufficio Tesseramento. Nessuno sport segnato sulle tessere Soci Atleti o Giovanis­ simi potrà essere depennato e successivamente sostituito; 8 - i Comitati Zonali Dipendenti dovranno far compilare alle proprie Società la domanda di affiliazione o di riaffiliazione in cinque copie, quattro delle quali dovranno essere inviate all'ufficio Centrale Tesseramento ed una al Comitato Provinciale dal quale dipendono. Similmente dovranno compilare sempre in cinque copie gli elenchi assicurativi dei Soci, inviandone una copia al Comitato Provinciale e quattro all'ufficio Centrale Tesseramento.

SOCI SOSTENITORI La tessera di Socio Sostenitore dovrà essere assegnata alle persone o agli Enti che riconoscono gli scopi morali ed educa­ tivi dell'organizzazione, versando a titolo di oblazione, una volta tanto, una somma non inferiore a L. 10.000. Le relative tessere saranno inviate ai Comitati del CSI su loro richiesta e potranno essere rilasciate sia dai Comitati stessi che dalle Società da essi dipendenti. Alla fine di ogni mese i Comitati dovranno far pervenire alla Presidenza Nazionale un elenco nominativo delle persone alle quali sono state rilasciate dette tessere.

SOCI SIMPATIZZANTI Si intendono Soci Simpatizzanti tutte le persone che oltre ad essere degli sportivi hanno compreso l'importanza del Centro Sportivo Italiano e la sua funzione nel campo dello sport. Le relative tessere saranno inviate ai Comitati del CSI SU loro richiesta e potranno essere rilasciate sia dai Comitati stessi che dalle Società da essi dipendenti. Alla fine di ogni mese i Comitati dovranno far pervenire alla Presidenza Nazionale un elenco nominativo delle persone alle quali sono state rilasciate dette tessere.

SOCI D’ONORE La tessera d'onore dovrà essere assegnata esclusivamente a quelle Personalità o Autorità che hanno dato e danno alla nostra Organizzazione un aiuto morale tale da giustificare l’assegna­ zione del massimo titolo previsto dallo Statuto e Regolamento del CSI. Essa verrà rilasciata esclusivamente dalla Presidenza Nazionale su segnalazione dei Comitati Provinciali o Zonali. Tali segnalazioni dovranno essere sempre accompagnate da un breve « curriculum vitae » dell'interessato e da una foto­ grafia formato tessera.

TESSERAMENTO SPECIALIZZATO Personale Tecnico Ausiliario Al Personale Tecnico Ausiliario appartengono: Arbitri, Alle­ natori, Segnapunti, Cronometristi, Giudici di Gara, Direttori Tecnici (Ciclismo). In base all'accordo con la SPORTASS il personale sopra elen­ cato è regolarmente assicurato. L’Assicurazione è consentita per un massimo di tre sport ed ha valore soltanto per gli infortuni avvenuti nel corso di attività sportiva ufficiale regolarmente autorizzata dagli Organi periferici del CSI. Il tesseramento P.T.A. è obbligatorio per tutti i Dirigenti tecnici (arbitri, allenatori, giudici, componenti Commissioni Tecniche ecc.) che per le loro funzioni possono trovarsi in condizione di subire eventuali in­ fortuni. L’elenco ai fini assicurativi va redatto in quadruplice copia sul modulo 7/T, che dovrà essere accompagnato dall'importo di L. 250 per ogni nominativo. Le relative tessere dovranno essere debitamente compilate e corredate da una fotografia.

Ciclismo Per poter partecipare all'attività ciclistica le Società del CSI dovranno attenersi scrupolosamente alle seguenti norme: a) affiliarsi al CSI e chiedere il tesseramento per sociatleti. seguendo le disposizioni contenute nelle presenti norme: quindi affiliarsi all’UVI (con la stessa denominazione sociale con la quale sono affiliati al Centro Sportivo Italiano, che dovrà essere preceduta o seguita dalla sigla CSI) e chiedere le licenze UVI per i propri atleti. In tal modo gli atleti si troveranno in possesso sia della tessera CSI che della licenza UVI e quindi nella con­ dizione necessaria e indispensabile per poter partecipare all’at­ tività del CSI e dell’UVI;


b) gli atleti che intendono praticare il ciclismo dovranno staccare la tessera CSI unicamente per detta disciplina sportiva. Tali tessere dovranno essere elencate a parte sui moduli assi­ curativi 1/T specificando a fianco di ciascun nominativo la rela­ tiva data di nascita; c) le tessere dovranno essere inoltrate all’ufficio Centrale Tesseramento, tramite i Comitati CSI da cui dipendono le Società interessate. I Comitati Provinciali e Zonali potranno fornire, a richiesta, ogni ulteriore chiarimento circa la prassi da seguire per il tesse­ ramento dei corridori ciclisti.

Sci Gli atleti in possesso della tessera CSI che intendono par­ tecipare anche ad attività federale potranno farlo applicando sulla tessera del CSI il bollino FISI. Detto bollino del costo di L. 300 dovrà essere richiesto all'ufficio Centrale Tesseramento, tramite i competenti Comitati Provinciali e Zonali. Per ottenere tale bollino gli Atleti dovranno chiaramente se­ gnalare sulla tessera, negli appositi spazi contrassegnati con la dicitura « bollini o timbri delle Federazioni del CONI » la dicitura « bollino FISI », oltre ad aver segnalato, nelle apposite caselle, lo SCI. Tali tessere dovranno essere elencate a parte sui mo­ do! assicurativi 1/T.

dell'affiliazione e segnati sui moduli di affiliazione o aggiunti successivamente (art. 2 delle presenti norme). Quindi non potrà tesserarsi per altra Società salvo che la propria non pratichi e non intenda praticare determinate discipline sportive segnate sui moduli di affiliazione. Soltanto in tale caso l'atleta potrà tesserarsi per un’altra Società ed unicamente per quella o quelle discipline sportive che la Società di appartenenza non pratica. Pertanto prima di vincolarsi per un'altra Società l’atleta dovrà farsi rilasciare dalla propria una dichiarazione di inattività per tale o tali discipline sportive (logicamente segnate sui moduli di affiliazione). Tale dichiarazione, vistata dal Comitato Provin­ ciale o Zonale competente, dovrà obbligatoriamente essere in­ viata all'ufficio Centrale Tesseramento prima o insieme alla nuo­ va tessera. Non ottemperando a tale precisa norma il tesseramento ver­ rà respinto.

Art. 5) Trasferimenti tra Società del C.S.I.

NORME GENERALI

Durante la stagione sportiva è consentito il trasferimento degli Atleti da una Società ad un'altra soltanto nei seguenti casi: a) inattività o scioglimento della Società di appartenenza prima dello svolgimento dei Campionati o dei Trofei a carattere Nazionale indetti dalla Presidenza del CSI; b) mancata partecipazione da parte della Società di appar­ tenenza a Tornei o manifestazioni a carattere locale effettuati dopo la conclusione dell'attività agonistica (campionati o tornei a carattere nazionale). Nei casi previsti dal comma a) del presente articolo l'atleta, o gli atleti interessati, saranno liberi d'autorità Eventuali ri­ chieste di successivi tesseramenti dovranno essere avallate dal Comitato di appartenenza che dovrà darne notizia all’ufficio Cen­ trale Tesseramento. Nel caso previsto dal comma b) l'atleta, o gli atleti, potranno partecipare all’attività a carattere locale soltanto se in possesso di regolare nulla-osta rilasciato in duplice copia dalla Società di appartenenza. Non sarà necessario staccare una nuova tessera ma sarà sufficiente esibire agli Arbitri in campo la tessera già staccata per attività agonistica ed il nulia-osta della Società di appartenenza debitamente vistato dal Comitato Provinciale o Zonale. Copia del nulla-osta dovrà essere preventivamente inviata all’ufficio Centrale Tesseramento.

Art. 1) Tesseramento irregolare

Art. 6) Doppio tesseramento potenziale

Le tessere dovranno essere corredate di tutti i dati richiesti; dovranno essere compilate in modo chiaro (possibilmente scritte a macchina o a stampatello); dovranno essere firmate in tutte e tre le parti con firma autografa dell’interessato; dovranno essere firmate nelle due ultime parti dal Presidente della Società; do­ vranno essere corredate da due fotografie formato tessera che permettano una precisa identificazione del possessore; dovran­ no recare nelle apposite caselle (sia sul davanti che sul retro) gli sport che l’Atleta intende praticare. Le tessere che saranno riscontrate incomplete dall'ufficio Centrale Tesseramento verranno immediatamente restituite non vidimate. Se le tessere saranno rimandate regolarizzate entro 15 giorni dalla data di restituzione verranno vidimate con la data del primo invio, data valida agli effetti agonistici ed assicurativi. In caso contrario, allo scadere della data fissata, decadrà il vin­ colo dell'atleta nei confronti della Società e la data di vidima­ zione sarà quella dell'eventuale secondo invio.

Tenuto presente che gli sport dichiarati sulla domanda di affiliazione vincolano anche quegli atleti che sulla tessera ne hanno dichiarato solo uno; se detti atleti decidessero di prati­ care una seconda disciplina per altra Società, e che detta di­ sciplina è praticata anche dalla prima Società cui appartengono gli atleti, il secondo tesseramento potrà diventare valido, solo se la prima Società dichiari « l’inattività » per quella disciplina che i suoi atleti intendono praticare con la seconda. Per questo motivo si invitano le Società a trascrivere sulla domanda di affi­ liazione solo gli sport che intendono praticare effettivamente.

Aeromodellismo Gli atleti che intendono praticare l'attività aeromodellistica dovranno staccare una tessera unicamente per praticare tale attività. Le quote assicurative, comprensive dei rischi di infortuni personali e della responsabilità civile verso terzi, sono le seguenti: sia per il « volo libero » o » volo vincolato - o per entrambi i voli: L. 450 oltre i costo della tessera « Socio Atleta ». Tali tessere dovranno essere elencate a parte sui moduli assicurativi 1/T.

Art. 2) Aggiunta sport Le Società che intendono praticare altre discipline sportive oltre a quelle dichiarate sulla domanda di affiliazione, dovranno obbligatoriamente e tempestivamente segnalare all'ufficio Cen­ trale Tesseramento, tramite i Comitati di appartenenza, il nuovo o i nuovi sport che desiderano aggiungere a quelli già segnalati. Gli Atleti che all'atto della firma della tessera hanno indi­ cato soltanto uno o due sport potranno praticare ulteriori disci­ pline sportive (fino ad un massimo di tre) comunicando all'uf­ ficio Centrale Tesseramento, tramite il Comitato del CSI di ap­ partenenza, il nuovo o nuovi sport che intendono aggiungere a quelli precedentemente segnalati. Nessuna aggiunta sarà ritenuta valida agli effetti agonistici ed assicurativi se non preventivamente comunicata ail'Ufficio Centrale Tesseramento.

Art. 3) Sport in soprannumero Gli atleti che avessero già segnato sulla propria tessera tre discipline sportive ed intendessero praticarne altre potranno farlo soltanto compilando una nuova tessere regolarmente corredata dalle firme, dai dati anagrafici e dalla totografia.

Art. 4) Attività con Società diverse L'atleta all'atto della firma della tessera s'intende vincolato con la sua Società per tutti gli sport dichiarati da questa all’atto

Art. 7) Doppio tesseramento Gli atleti che durante la stagione sportiva staccano due o più tessere per diverse Società per la medesima disciplina sportiva senza aver ottemperato a quanto previsto dal precedente arti­ colo 5) incorreranno in « doppio tesseramento » e saranno squa­ lificati, su proposta dell'ufficio Centrale Tesseramento, dalla Presidente Nazionale per un massimo di 12 mesi dalla data in cui l'infrazione è stata commessa (cioè dalla data di firma della seconda tessera) e per la disciplina sportiva per la quale sus­ siste l'infrazione.

Art. 8) inesatta o falsa dichiarazione di dati Gli atleti sono personalmente responsabili dei dati anagrafici trascritti sulle loro tessere, che dovranno controllare al momen­ to dell’apposizione della firma sulla stessa. Eventuali inesattezze o false dichiarazioni di dati anagrafici saranno inesorabilmente punite d’ufficio dalla Presidenza Nazio­ nale, su segnalazione dell’ufficio Centrale Tesseramento, al mo­ mento del loro accertamento.

Art. 9) Atleti stranieri Non è consentito il tesseramento soci « Atleti » di giovani di nazionalità straniera o apolidi. Per gli stranieri che sono nati e sempre residenti In Italia e, comunque, che possono acquisire la cittadinanza italiana per eiezione dopo il compimento del ventesimo anno di età è con­ sentito il tesseramento di soci ■ A.R. » (Attività Ricreativa) e quello di soci - Giovanissimi » (riservato solo all'attività di Arco­ baleno sport). . Per gli apolidi è sempre consentito II tesseramento soci « A.R. » e soci « Giovanissimi » (riservato solo alla attività di Arcobaleno Sport).


/

/

>\

1

\

029 \ CO N I. /

WHnai

DD hai! ÈD 111

I Giochi della Gioventù sono giun­ ti al termine della seconda edizio­ ne con lo svolgimento della fase nazionale di Roma, dal 27 giugno al 4 luglio. Al momento è impossibile e prematuro fare bilanci e confron­ ti. Secondo noi c’è un discorso ancora più urgente, se non più im­ portante. da fare: quello della « ca­ pitalizzazione » del lavoro svolto. E questo discorso prescinde as­ solutamente da ogni giudizio che sui Giochi si possa dare in senso generale e sull'ultima edizione in particolare. C’è un dato di fatto: i Giochi si sono svolti, comitati, com­ missioni e dirigenti hanno lavorato, centinaia di migliaia di ragazzi so­ no stati avviati alla pratica spor­ tiva. E’ un capitale enorme di energie, di speranze, di possibilità. Si tratta di valorizzarlo, di capitalizzarlo ap­ punto. E questo ulteriore lavoro non è più strettamente finalizzato ai Giochi, ma riguarda il contesto sportivo globale e quindi il nostro (del CSI) impegno nell’ambito sportivo. In altre parole quello che abbiamo spesso ripetuto, cioè che i Giochi non sono fine a se stessi, è più che mai esatto per la propo­ sta di impegno nel periodo post­ giochi. Anche per questo, dicevamo che il discorso del post-giochi non è legato ad alcun giudizio, o pre­ giudizio, sulla manifestazione in se stessa. Una cosa è chiara e inoppugna­ bile: se si è lavorato tanto non si debba poi banalmente trascurare di raccogliere qualche frutto. Ma il tempo di mietere non è certo l’au­ tunno, quando tutto sarà irrimedia-

24

bilmente perduto. Che cosa si vuol dire? E’ facile intuirlo: è questo il momento di tirare le fila dell’ordito allestito per i Giochi, è questo il periodo più propizio per incontrare di nuovo tutti i partecipanti ai Gio­ chi, per far loro una proposta seria e concreta di associazionismo spor­ tivo. I mesi estivi poi ci offrono delle ottime occasioni per dar vita a tutta una vasta gamma di attività sportive e para-sportive, in cui im­ pegnare i giovanissimi.

Da qualche parte sappiamo che sono sorti i Nuclei della Gioventù. E' un fatto senza dubbio rilevante, che va guardato con attenzione af­ finché la spontaneità e lo spirito democratico, tipici di queste inizia­ tive, non vengano soffocati dall'in­ tervento di chicchessia che ambi­ sca a strumentalizzare persino que­ ste associazioni informali. E, ci duo­ le doverlo dire, già dei tentativi in questo senso sono stati effettuati. La nostra azione al riguardo può

« Giochi della gioventù » 1970: le atlete della CSI Stella Azzurra di Trapani hanno vinto il torneo di pallacanestro svoltosi neH’ambito dei « giochi » e denominato « 14 Coppa CSI ». Nella foto, a sinistra: Paola Buffa ,M. Assunta Saladino, Giovanna Oddo, Luisa Locci, M. Rosa Culcasi, Franca Spanò, Angela Failla (cap.), l’allenatore Bruno Luigi: Franca Rallo, Giorgia Chìmieri.


I

FIDAI SniORE PROPAGANDA Terminiamo, a conclusione di un discorso aperto nel numero scorso di Stadium, la parte introduttiva ed esplicativa dei Nuclei della Gio­ ventù aderenti al Settore Propaganda. Mentre rimandiamo al prossimo numero l’inizio della trattazione eminentemente tecnica della vita dei Nuclei, ricordiamo che siamo a disposizione di coloro che desiderano chiarimenti o maggiori spiegazioni su questo importante Settore.

I essere quella di presentare delle possibilità, degli aiuti leali ai Nu­ clei, senza pregiudizio o secondi fini. Tali gruppi spontanei di giovani hanno bisogno di una guida premu­ rosa e rispettosa, per non naufra­ gare ingloriosamente di fronte alle prime difficoltà. E' dunque evidente che la fase post-Giochi nella quale ci troviamo ha una sua funzione cruciale: è un punto di arrivo ma anche e soprat­ tutto un punto di avvio. Sono ormai molte volte che andiamo ripetendo questo concetto, ma sappiamo al­ tresì che spesso occorre insistere per far comprendere la necessità di una particolare azione. Piuttosto che stare a recriminare inutilmente sull'andamento dei Gio­ chi in questa seconda tornata, ri­ teniamo dunque indispensabile lanciare quasi un appello a profit­ tare di questi mesi affinché vera­ mente quello che abbiamo insieme realizzato abbia un suo significato. I Giochi restano di conseguenza una forma, magari la più appari­ scente, di attività sportiva; la vera sostanza, il contenuto reale stanno invece in quel che si riesce a fare successivamente, con un lavoro co­ stante e proficuo, che non si limiti al breve volgere di una settimana di Giochi della Gioventù. E’ ormai noto che a noi non inte­ ressano anche e prevalentemente tutti gli altri, magari le « scamorze », chè tutti hanno diritto alla pra­ tica sportiva. I Giochi dunque continuano con i tornei estivi, con la creazione di nuovi gruppi sportivi, con l'impe­ gno per la costruzione o il miglio­ ramento degli impianti, con i centri giovanili di addestramento, con i Nuclei della Gioventù. E' proprio il caso di dire che chi si ferma (alle fasi locali dei Gio­ chi), se proprio non è perduto, ha certo perduto la migliore delle oc­ casioni.

Roberto Cipriani

;

La parte « burocratica» per il settore propaganda, anche se è ridotta al minimo indispensabile, è comunque presente nelle due operazioni importanti e qualificanti, quali la « domanda di adesione » al settore ed il « tesseramento degli atleti ». Vediamole in breve. Innanzi tutto precisiamo che per il settore propaganda sono stati costituiti in ogni Provincia degli appositi Fiduciari che hanno il compito di seguire e coordinare questa attività al di fuori, com­ pletamente (molto importante, questo) dal lavoro normale del Co­ mitato Provinciale della FIDAL. La figura del Fiduciario Provinciale del Settore è quindi quali­ ficante ed assicura, a tutto il settore, una costante « presenza » ed « assistenza ». Al Fiduciario Provinciale devono pervenire le domande di ade­ sione al settore. Domande che dovranno essere redatte in triplice copia e che dovranno contenere l’esatta denominazione del Nucleo; l’indirizzo della sede sociale; i nomi e gli indirizzi del Presidente, del Dirigente Sociale responsabile, del Direttore giovanile sportivo e del Preparatore Tecnico sociale; l'Ente di Propaganda cui even­ tualmente aderisce il nucleo. L’iter della domanda (cui dovrà essere unita la tassa di lire 3.000) è il seguente: due esemplari della domanda, unitamente alla tassa di adesione, dovranno pervenire, a cura del Fiduciario Provin­ ciale, al Comitato Regionale della Fidai; il terzo esemplare della domanda rimarrà agli atti del Fiduciario. Il Comitato Regionale della Fidai visterà un esemplare della domanda e lo invierà alla Segreteria Nazionale del Settore Propa­ ganda. La tassa di adesione, che dovrà pervenire a cura del Comi­ tato Regionale alla Segreteria del Settore Propaganda, dà diritto all'abbonamento della rivista « Atletica ». Come si vede, prassi semplice e senza accavallamenti di com­ petenze, il tutto nella visione di poter facilitare il più possibile la azione e l’opera dei Nuclei della Gioventù in seno all’atletica leggera. Anche per quanto concerne il tesseramento degli atleti, la par­ te burocratica è ridotta al minimo indispensabile. Il tesseramento si limita alla presentazione, in quattro copie, di elenchi comprendenti i nominativi degli atleti che si intende tes­ serare. Gli elenchi dovranno riportare le generalità complete degli atleti e dovranno essere accompagnate, per ciascun alteta, dalla « Carta di partecipazione ai Giochi della Gioventù », nel nuovo tipo munito di fotografia. Gli elenchi così compilati verranno « presentati » ai Fiduciari Provinciali che ne prenderanno atto e apporranno sulle carte di partecipazione un timbro con la dicitura « Fidai — Valido per l'anno 1970 ». Le carte vistate ed una copia degli elenchi verranno resti­ tuiti ai richiedenti; un’altra copia degli elenchi sarà conservata dal Fiduciario; la terza copia verrà inviata al Comitato Regionale Fidai e l'ultima alla Segreteria Nazionale del Settore. Ultima formalità: sugli elenchi del tesseramento dovrà essere apposta una dichiarazione di impegno da parte del Dirigente Sociale Responsabile del Nucleo riguardante l'esattezza dei dati anagrafici esposti. Poiché non si richiedono documenti di identificazione, al di fuori della Carta di partecipazione ai Giochi, è logico che un Dirigente responsabile « firmi » quanto viene presentato, specie e soprattutto per quanto concerne « le cifre » delle date di nascita che potrebbero, erroneamente, essere inesatte.

Aldo Cappellini 25


Avellino, Rovigo, Enna, Alessandria, Viterbo, Belluno, hanno ospitato le fasi interregionali del Criterium nazionale studentesco maschile di atletica leggera, con la collaborazione del Centro Sportivo Italiano. Ne riportiamo qui di seguito le classifiche finali.

i criterium studenteschi di atletica leggera AVELLINO

ROVIGO

ENNA

METRI 80 OSTACOLI

METRI 80 OSTACOLI

METRI 80 OSTACOLI

Finale: 1. Ferrara Gabriele (Napoli) ii, Dimanno /-milio Attilio (Fresinone) 11 ”; 2. ^■■■laiu.u 11 ”4; 3. Berardinelli Franco (Macerata) 11 ”7; 4. Carlino Dario (Caserta) 11 "8.

Finale: 1. Dalai Vincenzo (Mantova) 11 ”1 ; 10 '9; 2. Martini Marco (Ferrara) 11”3; 3. Purcaro Ariberto (Pesaro) 11 ”9; 4. Trentini Mauro (Bologna) 12.

Finale: 1. Tanania Salvatore (Messina) 11 "2; 2. La Porta Govanni (Palermo) 12"3; 3. Costanza Giuseppe (Agrigento) 12"3; 4. Alaimo Pietro (Enna) 12"2.

METRI 100 PIANI

METRI 100 PIANI

METRI 100 PIANI

Finale: 1. Dalai Vincenzo Mantova) 11 ”1 ; 2. Saloni Mauro (Bologna) 11 ”3; 3.Piazzi Roberto (Ravenna) 11 "6; 4. Rossello Sal­ vatore (R. Emilia) 11 "7.

Finale: 1. Gugliotta Alfredo (Messina) 11 "4; 2. Cappello Antonino (Caltanisset­ ta) 11 "6; 3. Nuara Giuseppe (Palermo) 11 "8; 4. Salonia Vincenzo (Siracusa) 12".

Finale: 1, Antonetti Gianfranco (Rieti) 11 "2; 2. Moscetta Pompeo (Napoli) 11 ”3; 3. Troncone Roberto (Avellino) 11 "5; 4. Santoro Duilio (Salerno) 11 "5. METRI 1500 PIANI

Finale: 1. Franchi Guido (Ascoli Piceno) 4Ì2”8; 2. Di Schiavi Francesco (Napoli) 4’13"3; 3. Corrado Giovanni (Avellino) 4Ì8”8; 4. De Lucia Vincenzo (Caserta) 4’22”9. SALTO IN ALTO

Finale: 1. Bonacura Stefano (Napoli) 1,75; 2. Costantini Massimo (Macerata) 1,65; 3. Di Vito Alfredo (Fresinone) 1,60; 4. Riccio Aldo (Avellino) 1,60. SALTO IN LUNGO

Finale: 1. Mancinelli Bruno (Macerata) 6,20; 2. Macchiarola Gino (Salerno) 6,04; 3. Morrone Giuseppe (Fresinone) 6,00; 4. De Falco Vincenzo (Napoli) 5,89. LANCIO DEL PESO Finale: 1. Varelli Franco (Macerata 13,98; 2. Corraretti Domenico (Avellino) 13,70; 3. Addesso Vincenzo (Napoli) 12,74; 4. Longo Silvano (Prosinone) 12,32. LANCIO DEL DISCO

Finale: 1. D'Annibale Daniele (Fresino­ ne) 37,86; 2. Lucandri Aldo (Avellino) 36,12; 3. Mandato Francesco (Caserta) 35,02; 4. Valva Gennaro (Napoli) 30,78.

STAFFETTA 4x100 Finale: 1. NAPOLI (Sepe. Moscetta. Della Vita, Liguoro) 44"8; 2. PROSINONE (La Posta, Bonadies, Zannella, Pollar!) 44”9; 3. AVELLINO (Troncone, Grimaldi. Ferrara, Fiorentino) 46"7; 4. MARCERATA (Tittarelli, Amico, Gabrieli, Mazzi) 46"9; 5. CASERTA (Cecere, Mncione, Molley. Vivigliene) 47”7; 6. MATERA (Corrente. Paradiso. Porcari, Di Monte) 50”6.

26

METRI 1500 PIANI

Finale: 1. Magnani Massimo (Ferrara) 4'10”; 2. Cristanini Danilo (Mantova) 4’14”9; 3. Tonelli Gabriele (Bologna) 4'40"1 ; 4. Ricci Evaristo (Ravenna) 4'48". SALTO IN ALTO 1. Musiani Marco (Bologna) 1,80; 2. Polazzi Mario (Ferrara) 1,65; 3. Gaita Sabino (Ravenna) 1,60; 4. Sirri Enrico (Pesaro) 1,55.

METRI 1500 PIANI Finale: 1. Riga Giulio (Catanzaro 4'14"7; 2. Spinella Carmelo (Messina) 4'25"; 3. Girardi Vito (Taranto) 4'32”6; 4. Rubino Giuseppe (Enna) 4'42". SALTO IN ALTO 1. Punzi Bartolomeo (Taranto) 1,75; 2. Falzone Pasquale (Caltanissetta) 1,70; 3. Scalzo Fernando (Catanzaro) 1,70; 4. Sulfaro Santo (Agrigento) 1,60.

SALTO IN LUNGO 1. Costantini Rizzardo (Pesaro) 6,53; 2. Bigliardi Alide (R. Emilia) 6,31; 3. La Sala Massimo (Ravenna) 6,16; 4. Deserti Giorgio (Bologna) 5,98.

LANCIO DEL PESO (kg. 5) 1. Vandini Bruno (Modena) 14.45; 2. Gazzani Simeone (Mantova) 14,41; 3. Verzelloni Sergio (R. Emilia) 13,71; 4. Beccari Nino (Ravenna) 12,98.

LANCIO DEL DISCO 1. Sola Claudio (Modena) 37,06; 2. Garulli Luciano (Bologna) 36.62; 3. Lu­ ciani Amedeo (Ferrara) 35,48; 4. Branzanti Mario (Mantova) 33,96.

STAFFETTA 4X100

Finale: 1. MANTOVA (Marmiroli, De Ambrogi, Vezzani, Bottardi) 45"2; 2. BO­ LOGNA (Mirri. Marchi, Innocenti, Saloni) 46”1 ; 3. REGGIO EMILIA (Ligabue, Lasagni Bandi, Prati) 46”7; PESARO (Purgare, Costantini, Genga, Rogherò) 46"8; 5. RAVENNA (Pescarini, Suzzi, La Sala, Masetti) 47”; 6. FERRARA (Belletti. Dall'Oglio, Roncarati, Salmi) 47”4.

SALTO CON L’ASTA Finale: 1. Curci Giovanni (Bologna) 3,70: 2. Ferrari Giuseppe (Mantova) 3,50.

SALTO IN LUNGO 8 1. Salemi Gaetano (Siracusa) 6,66; 2. Lo Riggio Antonino (Catanzaro) 6,06; 3. Milan Mauro (Caltanissetta) 5,91; 4. Spi­ nella Filippo (Messina) 5,69. LANCIO DEL PESO

1. Milano Domenico (Taranto) 13.35; 2. Casale Filippo (Messina) 12,86; 3. Rus­ so Luigi (Palermo) 12,13; 4. Lo Presti Salvatore (Agrigento) 12,04. LANCIO DEL DISCO 1. Lencio Francesco (Siracusa) 2. Sernari Fausto (Caltanissetta) 3. Scordino Gerolamo (Agrigento) 4. Smedile Domenico (Messina)

35,20; 34,48; 33.68; 31.10.

STAFFETTA 4x100

Finale: 1. MESSINA (Tucclo. Sidoti. ______ _Gugliotta) _______ , 46”., Giunta, 1; 2. SIRACUSA (Lobbi, Marino, Insolia, Campisi) 46 6; 3. CATANZARO (Casarino, Neri. Rizzo. Minici) 46"8; 4. PALERMO (La Fata. Camilleri, D'Anna, Nuara) 47”5; 5. ENNA (Savà, Bianco, Alaimo, Stufo) 47’7; 6. CALTANISSETTA (Russotto, Romano, Fa­ rad, Docente) 47"8; 7. TARANTO (La Sor­ te. Fruonzio, Cimino. Chetrj) 50”.


ALESSANDRIA

BELLUNO

VITERBO

METRI 80 OSTACOLI

METRI 80 OSTACOLI

METRI 80 OSTACOLI

Finale: 1. Caprara Paolo (Milano) 10"4; 2. Ghisolfi Giacomo (Cremona) 10”8; 3. Caldara Riccardo (Torino) 10"8; 4. Ana­ stasia Antonio (Alessandria) 11 "1.

Finale: 1. Dovichi Claudio (Lucca) 11”; 2. Di Francesco Sergio (Viterbo) 11 "3; 3. Filippi Fabrizio (Perugia) 11,5; 11.5; 4. Paso­ lini Sergio (Pisa) 11 ”6.

Finale: 1. Wert Georg (Bolzano) 10”9; 2. Santulli Maurizio (Brescia) 11 "1; 3. Macchiella Ezio (Verona) 11 "3; 4. Mi­ ste Antonio (Vicenza) 11 "4.

METRI 100 PIANI

METRI 100 PIANI

Finale: 1. Donati Paolo (Pisa) 11 ”4. 2. Petrini Paolo (Perugia) 11 ”5; 3. Spa­ dini Ivo (Arezzo) 11 ”5; 4. Chelli Edoardo (Pistoia) 11 ”7.

Finale: 1. Tonelli Sergio (Bolzano) 11"; 2. Levato Luigi (Padova) 11 "1; 3. Rossi Michele (Treviso) 11 "3; 4. Jugovaz Fran­ co (Trieste) 11 "5.

METRI 1500 PIANI

METRI 1500 PIANI

Finale: 1. Giovannelli Ivano (Pistoia) 4'21"7; 2. Lucidi Massimo (Roma) 4’23"4; 3. Pasquini Luigi (Viterbo) 4’29"9; 4. Ana­ tra Matteo (Lucca) 4’31".

Finale: 4'05"2; 2. 3. Nicolai Zanchetta

METRI 100 PIANI

Finale: 1. Tirani Angelo (Milano) 11 "2; 2. Balsamo Roberto (Torino) H"3; 3. Ser­ ra G. Piero (Vercelli) 11 "3; 4. Bernascone Antonio (Varese) 11 "6.

METRI 1500 PIANI

Finale: 1. Ambrosini Franco (Milano) 4'4”; 2. Bronzi Enrico (Varese) 4'5"4; 3. Guccioni Gaetano (Torino) 4’8"3; 4. Maz­ zolar! Luigi (Cremona) 4'14"8. SALTO IN ALTO

Finale: 1. Salvi Alfredo (Varese) 1,70; 2. Gattinoni Marco (Milano) 1,75; 3. Mas­ siccio Marco (Torino) 1,75; 4. lacchetti Franco (Genova) 1,70. SALTO IN LUNGO Finale: 1. Vaudagna G. Franco (Torino) 6,72; 2. Casalone Rosario (Alessandria) 6,66; 3. Fortunato Francesco (Bergamo) 6,46; 4. Piana Enrico (Vercelli) 6,30.

SALTO CON L’ASTA Finale: 1. Negretto Renato (Torino) 3,70; 2. Re Mauro (Genova) 3,60; 3. Ger minario Luigi (Vercelli) 3,10; 4. Tres Andrea (Varese) 3.00. LANCIO DEL PESO (kg. 5) Finale: 1. Panigas Giorgio (Milano) 15,01; 2. Gattavari Giuseppe (Varese) 14,97; 3. Alzona Luciano (Alessandria) 14,71; 4. Sapelli Giorgio (Torino) 13,55

LANCIO DEL DISCO (kg. 1,750) Finale: 1 Silaschini Luigi (Milano) 41,60; 2. Biason Giorgio (Torino) 41,02; 3. Mmeghetti Roberto (Varese) 38,14; 4. Bianchi Angelo (Bergamo) 34,92.

SALTO IN ALTO Finale: 1. Barbadori Massimiliano (An­ cona) 1,84; 2. Rafaneli Cristiano (Pistoia) 1,84; 3. Lamponi Guido (Perugia) 1,75; 4 Magnolfi Fabrizio (Arezzo) 1,75.

SALTO IN LUNGO

Finale: 1. Marianelli Alessandro (Pisa) 6,23; 2. Tommasini Luciano (Arezzo) 6,22; 3. Micheletti Giordano (Ancona) 5.96; 4. Vanoncini Nunzio (Perugia) 5,87.

LANCIO DEL PESO Finale: 1. Petrini Roberto (Perugia^ 14,70; 2. Lomi Enzo (Pistoia) 14,45; 3 Dini Claudio (Arezzo) 14,32; 4 Micucct Massimo (Ancona) 13,66

LANCIO DEL DISCO Finale: 1. Bardelli Bruno (Pisa) 43,94, 2. Bucossi Franco (Arezzo) 36,98; 3. Ros.n Franco (Ancona) 35,86; 4 Picini Carlo (Pistoia) 35.16.

STAFFETTA 4x100

STAFFETTA 4x100

Finale: 1. TORINO (Caldara, Vaudagna. Cataldo. Baronetto) 43”7; 2. MILANO (Corda, Chiesa Muietta, Salvioni) 44"5, 3. VARESE (Tenti, Centazzo, Scaramuzzi, Marchioli) 45”1 ; 4. BERGAMO (Morigi, Gioielli, Brigatti, Ardenghi) 45"5; 5, GE NOVA (Pigliaceli!. Rattaro, Tamburini, Righetti) 46’’1; 6 SONDRIO (Bianchi, Murgolo, Naratelll, Raschetti) 46"7.

Finale: 1. AREZZO (Dini, Tommasim, Magnanini, Pìsaneschi) 44”7; 2. PISA (Pasolini, Cai. Panini, Cei) 44"8; 3. PE­ RUGIA (Bettolini, Salciarini, Loschi, Biz­ zarri) 45"7; 4. ANCONA: (Solvi, Valloni. Micheletti, Carruba) 46”4; 5. LUCCA (Pacinl, Tofanelll, Battaglia. Cinquini) 47"; 6. ROMA (Bonomi, Cimim, Carrara, Cioni) 47’3.

1. Diamante Adelio (Verona) Carraro Paolo (Padova) 4'06"6; Umberto (Vicenza) 4'09”2; 4. Edoardo (Pordenone) 4’11"4.

SALTO IN ALTO Finale: 1. Adami Lorenzo (Verona) 1,78; 2. Del Zotto Paolo (Udine) 1,75; 3. Pegoraro Agenore (Vicenza) 1,75: 4. Cengarle Fabrizio (Trieste) 1,70.

SALTO IN LUNGO Finale: 1. Trevisan Gianfranco (Padova) 6,65; 2. Marchetti Crescenzio (Brescia) 6,61; 3. Berto Gianpaolo (Vicenza) 6,50; 4. Facini Rinaldo (Bolzano) 6,49. SALTO CON L’ASTA

1. Gaseri Franco (Trento) 3.10. LANCIO DEL PESO

Finale: 1. Pedron Aldo (Vicenza) 16,40: 2. Ouercioli Giuseppe (Udine) 14,96; 3. Garzonio Edy (Verona) 14,10; 4. Terrazan Pierino (Padova) 13,90. LANCIO DEL DISCO

Finale: 1. Guida Raffaello (Bolzano) 44,30; 2. De Siasi Enzo (Belluno) 40,06; 3. Mascherin Adriano (Pordenone) 39,62; 4. Milani Luciani (Vicenza) 39,00. STAFFETTA 4X100

Finale: 1. BOLZANO (Liceo Scientifico) 43"2; 2. BRESCIA (ITI « Tartaglia •) 43"6; 3. VERONA (ITI Ferraris) 43”8; 4. VICEN­ ZA (Liceo Scientifico LIOY) 44"; 5. PA­ DOVA (ITC - Girardi •) 45"1; 6. TREVISO (Istituto Filippin) 45"2.

27


■■ (MIE E WM - smDoffl Brtratì

28

SCUOLA O NON SCUOLA IO VADO IN RIVIERA

Il mese di giugno dell’italiano medio è trascorso in un alternarsi di emozioni sino alla soglia dell'infarto: prima le elezioni, con il rischio non mai abbastanza meditato di of­ frire le fontane di piazza S. Pietro all'insaziabile sete dei cavalli cosacchi (lo slogan, consunto ma riutilizzato, fa sempre colpo), poi l'elettrizzante Rimet, poi ancora la Santa Minaccia der sindacati decisi a riportare un giusto e salutare clima di disordine, infine la dolorosa spina della scuola, la pupilla delle preoccupazioni dell'italiano medio. Dovete sapere che l’italiano medio ha prenotato da tempo la pensione per famiglie sane e distinte che gli spetta di diritto ogni anno nelle statistiche ufficiali delle vacanze; il blocco degli scrutini e degli esami gli ha messo in forse o ritardato proprio il più solenne rito sociale cui è impossibile sottrarsi. Da qui una crisi senza precedenti che coinvolge altri settori economici ma che finge di ignorare la vera portata dei problemi scolastici italiani. La scuola italiana, infatti, è una scuola fortemente selettiva: questo è il cancro che la mangia dall'interno e che la rende una non-scuola. Le parole più forti ed i dati più sconcertanti li avevamo letti qualche anno fa nel notissimo « Lettera a una professoressa » di don Milani: dalla scuola dell’obbligo viene eliminato progressivamente il 44 per cento dei ragazzi che l'hanno iniziata e di questi ragazzi, persi per sempre ad un minimo di dinamica culturale, ben il 98 per cento è rappresentato da figli di contadini ed operai. I figli dei commercianti e, soprattutto, dei professionisti e dei dirigenti in­ cidono pochissimo in questa ecatombe e. in buona parte, finiscono per essere dei promossi potenziali. La selezione, di cui la classe insegnante è tanto orgogliosa, lungi dall'essere un vero strumento culturale funziona quasi esclusivamente come un ca­ pestro nei riguardi di chi non ha molte possibilità economiche. Una scuola per dise­ guali. insomma, con buona pace dei dettati costituzionali. Persino gli ultimi dati, in possesso al ministero della pubblica istruzione, confermano — secondo il prof. Gozzer che li ha elaborati — il persistere della tendenza. Per l'italiano medio, però, la questione è irrilevante e, di grazia, non lo tocca: l’impor­ tante è raggiungere quanto prima Rimini o Cattolica... Tanto, i soldi per le ripetizioni non mancano.

UNO PER TUTTI ... MA CON RISERVA

Colpo basso della Germania all'unità economica europea. A distanza di pochi giorni l'uno dall'altro sono usciti due documenti tedeschi contro l'azione comunitaria in cam­ po agricolo industriale che va, rispettivamente, sotto il nome di Piano Mansholt e di Piano Colonna. I tedeschi si ritengono all'avanguardia nei due settori e non credono di doversi sacrificare fino al punto di rimetterci per favorire la ristrutturazione della agricoltura francese ed italiana e quella dell’industria di tutti gli altri paesi membri. In particolare, il documento del governo se la prende con il Piano Colonna che ha per obiettivo l'organizzazione di una industria europea capace di competere con i colossi statunitensi e giapponesi. Nella « capitale » europea, Bruxelles, il duplice attacco te­ desco ha sconcertato tutti perché ci si era ormai da tempo abituati a non parlare più nel MEC di libera concorrenza, di rifiuto dell'intervento pubblico, di predominio di obiettivi nazionali riconoscendo tutti l'importanza capitale di un lavoro concordato co­ munitariamente a vantaggio non tanto delle singole economie quanto, piuttosto, del­ l'insieme di esse a livello europeo.

UNA LEZIONE DI CORAGGIO

Come si fanno le inchieste: potrebbe essere il commento (un po’ amaro, per il modo in cui avvengono analoghi controlli pubblici nella nostra beata penisola) al severo la­ voro svolto dalla commissione Cortright, che aveva il compito di analizzare le cause del quasi-dramma spaziale dell'Apollo 13. La commissione ha impiegato due soli mesi e il suo presidente ne ha fornito la relazione conclusiva pubblicamente. L'esito è. senza mezzi termini, di aperta condanna per la NASA e per due ditte fornitrici di ma­ teriale che avrebbe costruito interruttori al di sotto dei requisiti richiesti. Una lezione di comportamento civile e di corretto uso della democrazia da una nazione pur carica di contraddizioni e di formidabili pressioni d’interessi.


UNA GUIDA PER I CORSI

QUANDO LA BARCA VA, LASCIALA ANDARE QUANDO LA BARCA VA, TU NON REMARE 7 giugno 1970. Una data importante della vita italiana: si sono svolte le elezioni re­ gionali. Anche questa volta i partiti di' ogni colore e parte non hanno mancato di rivolgere ap­ pelli ai giovani o, comunque, di citarli al­ l'ordine del giorno come uno dei principali problemi della vita del paese. Ma come? Chi ha seguito un po' tutta la campagna elettorale si sarà accorto che anche que­ sta volta i partiti si devono essere serviti di esperti pubblicitari per mostrare ai loro potenziali elettori slogan, immagini, idee puntando su forme e visioni che siano par­ ticolarmente recettive. E un po' tutti (sinistra, destra, centro, centro sinistra...) hanno giocato su con­ cetti il più possibile rassicuranti: fiducia, equilibrio, ragionevolezza, sicurezza ecc. ecc. Tutte forme che ormai da tempo la pubblicità usa per piazzare i prodotti che la società dei consumi propone e ripropone alla società dei consumatori. Da un punto di vista pubblicitario non c'è obiezione di sorta da fare: è un sistema che funziona e ha funzionato perfettamen­ te anche per i partiti impegnati in queste elezioni regionali. Difatti r risultati che ne sono usciti (a prescindere da ogni valuta­ zione di politica pratica) hanno dato ra­ gione un po' a tutti. In pratica è avvenuto che, contenti o meno contenti, gli elettori hanno confermato per grandi linee le posi­ zioni dei vari partiti. Il che — sempre sul piano pubblicitario — significa che gli elet­ tori, una volta provato il loro • prodottopartito » continuano ad usarlo, a praticarlo, a votarlo. (A questo punto, lo so, ci sarà un'infinità di esperti che negheranno una visione di questo genere citando dati, per­ centuali, raffronti: dicendo quanto questo o quel partito ha perso o guadagnato ecc. Per mio conto, l'attuale situazione politica è ben poco cambiata rispetto a quelle pas­ sate). Quindi (per restare nel linguaggio commerciale-pubbllcitario) i partiti hanno ri­ scontrato che il loro mercato — punto più punto meno — è rimasto lo stesso e che possono perciò con tranquillità continuare a sfornare ri loro prodotto come hanno sempre fatto. Nel gioco della sicurezza, della tranquillità. deH'equilibrio, della fiducia proposto dalla pubblicità elettorale I partiti sono stati ripagati da! propri elettori con pari mo­ neta: — State tranquilli, siate sicuri, an-

date avanti così. Avete la nostra fiducia! Qualcuno però s’è stupito: — E i giovani? Dove sono i loro furori, la loro contesta­ zione, la loro irrequietezza? E non è man­ cato questo o quel leader politico che, a cose fatte, s'è pronunciato dicendo che i giovani, non avendo sovvertito nulla nel­ l'ordinato procedere della vita politica dei partiti sono molto migliori di quello che si pensa comunemente. S'è detto e ridetto che quelli che vogliono distruggere il siste­ ma sono pochissimi, isolati, impotenti: mentre la maggioranza è buona, si fida, è — per usare termini di moda che vengono da­ gli Stati Uniti — una maggioranza silen­ ziosa che dà forza e garanzia alla vita or­ dinata e civile. (Sono stati pochi però, al­ meno per il momento, quelli che hanno analizzato il fatto che un milione e mezzo circa di persone — giovani? non giovani? — ha votato scheda bianca. Un numero di persone che costituisce un bel partito di minoranza!). Qui, certamente, non si vuol dare un giu­ dizio né fare un'analisi accurata dei risul­ tati elettorali. Si fa solo un'osservazione: è inutile, perfettamente inutile, rivolgersi ai giovani — silenziosi o parlanti — utilizzan­ do slogan, immagini, formule che hanno niente a che fare con la giovinezza sia biologica sia culturale. E' meglio farne a meno perché è un discorso assolutamente diseducativo. Infatti, un discorso di que­ sto genere, non fa altro che incoraggiare i conformismi, l'obbedienza totale e assoluta, l'acquiescenza; l'accettare, insomma, le co­ se come stanno. E' predeterminare le • maggioranze silenziose ■ che fanno sem­ pre comodo perché sanno accettare supina­ mente ogni decisione che viene da chi in­ vece parla — e quanto parla! Non è certo un'educazione alla democra­ zia, all'impegno, al formarsi del gusto del nuovo, del diverso, dell'andare oltre ciò che si ha, che si fa e che si è. In poche parole è un discorso che è contro ogni sviluppo umano. Quando si assiste ad una campagna elet­ torale come quella appena passata viene il dubbio che i partiti, o comunque coloro che fanno la politica per professione, sia­ no perfettamente consonanti (anche se proprio non lo dicono chiaramente) con la dolce Orietta Berti che a suon di marcia canta: • Quando la barca va. lasciala an­ dare / quando la barca va. tu non re­ mare ».

« Csiflash », il mensile dei dirigenti provinciali e regionali del C.S.I., è uscito in questi giorni in edizione speciale dedicata all'impostazione e all'organizzazione dei • Corsi ani­ matori. arbitri e giudici di gara, al­ lenatori, dirigenti di comitato ». Non si tratta di un testo enciclope­ dico, da cui attingere soluzioni ed argomenti già confezionati, ma di un opouscolo-traccia, di una guida pratica capace di stimolare e indi­ rizzare la volontà d'impegno e lo spirito di ricerca degli organizzatori dei corsi C.S.l. a livello provin­ ciale. regionale e nazionale. Tutti i programmi dei corsi che vi vengono presentati sono strettamente collegati in una precisa logi­ ca: già i corsi di base per animato­ ri di società sportive contengono tutti gli elementi fondamentali, nel­ le cinque conversazioni suggerite, delle idee e del metodo educativo che ispirano il C.S.I., insieme natu­ ralmente alle notizie organizzative sulla struttura e sulla vita dell'ente e alle lezioni tecniche sugli sport principali. Questi corsi di base, cioè, non so­ no corsi in tono minore che abbi­ sognino di corsi successivi per ri­ sultare completi. E' da un identico nucleo fondamentale comune che partono poi gli approfondimenti ideologici ed educativi e quelli spe­ cifici in funzione dei vari ruoli (di­ rigenti, allenatori, ecc.). Il piano e i relativi programmi dei corsi si ispirano, insomma, al con­ cetto informatore di base per cui tutti quelli che nel C.S.l. prestano un servizio a favore delle strutture associative ai vari livelli sono e devono essere degli educatori « al­ la pari » e la loro azione deve quin­ di ispirarsi ad una coralità educa­ tiva ed una strategia comune, sia pure articolata nella specificità dei vari ruoli. Basterà questa affrettata osserva­ zione per comprendere l'importan­ za e il significato di questo opusco­ lo che non ha solo un carattere or­ ganizzativo e programmatico, ma anzitutto politico. Vi è infine da aggiungere che il te­ sto è stato elaborato insieme alla F.A.R.I. la quale, per le proprie di­ rigenti, ne pubblica uno analogo. La sostanziale identità di impegno e di tematica favorisce, là dove le condizioni organizzative locali lo permettono, affrontare insieme, da parte dei rispettivi comitati CSI e FARI, la realizzazione dei corsi proposti.

29


DI ■■ Hi f■=Mi DM

il calcio riscopre se stesso Che cosa ci ha insegnato la nona edizione dei mondiali di calcio, non sul piano strettamente tecnico, ma in forma ampia, applicabile ad ogni sport ed anche ad argomenti extra sportivi? Prima di tutto è balzata evidente la nota umana, unica, che il calcio porta in sé; ogni squadra, ad un certo livello e anche al di sotto, può impensierire e minacciare qua­ lunque altra, anche dieci volte su­ periore sulla carta. Nella pallaca­ nestro, nell'atletica, nel nuoto, que­ sti colpi di scena non sono possibi­ li. Israele pareggia con l'Italia: sa­ rebbe come se un nostro junior battesse Gammoudi sui 10.000: una cosa impensabile. Nel calcio, rie­ sce. Ecco uno dei motivi della sua popolarità ovunque e più di tutto: la possibilità dell'imprevisto, che è alla base del « giuoco » umano. Nel basket, altro giuoco di squadra, la geometria di azioni e schieramen­ ti, il predominio della statura, non consentirebbe mai ad una naziona­ le di uomini di 1,80 (giapponesi) di superare una formazione statu­ nitense di giocolieri alti due metri, o una squadra russa o jugoslava. Nel calcio, i nostri, detti impro­ priamente « abatini », battono in foga i tedeschi che « non conosco­ no la fatica ». C'è quindi un margine di impre­ visto e di estro, che affascina le folle. Non è vero, poi, che vi siano atleti deboli e altri forti, distinti per razze e nazioni; ci sono calciatori poderosamente muscolati, che pra­ ticano un giuoco di forza, ma altri calciatori (per esempio gli italiani) sono in grado di fronteggiarli (ve­ di De Sisti che non è certo un Er­ cole, di fronte agli stessi tedeschi). Questo per due motivi: prima di tutto, perché le tecniche di allena­ mento e di cura, su base scientifi­ ca. hanno portato ogni atleta ad a-

30

vere il massimo dal proprio fisico, secondariamente perché nel calcio non vi è un confronto diretto « for­ za » contro « forza ». ma piuttosto un confronto fra » rendimento » contro « rendimento » di ogni cal­ ciatore. Prendiamo l'esempio degli eser­ citi che, in tempi passati, sono sta­ ti costretti a dure ritirate in condi­ zioni ambientali da mettere a pro­ va tremenda la resistenza indivi­ duale, sul piano quasi della soprav­ vivenza (ritirata di Napoleone in Russia ecc.) : ebbene, spesso i più grossi e grandi hanno ceduto per primi, perché il loro corpo aveva una « complessa economia » diffici­ le da mantenere in condizioni ec­ cezionalmente negative. Nello sforzo al massimo grado, in altura, non sono stati certo i no­ stri « abatini » a deporre le energie per primi. Anzi.

Rivera... il dubbio amletico dei tifosi italiani.

Si è poi dimostrato quanto valga ancora la forza d’animo di uno sport, sempre più reso da laborato­ rio; e il calcio, che per le sue mene professionistiche, non è certo da citarsi a modello di sport puro, va paradossalmente riscattandosi e ri­ salendo la corrente rispetto a sport « purissimi » come nuoto e atleti­ ca, proprio perché, con tutte le sue « corruzioni » di sport milionario, non constringe però i suoi pratican­ ti, anche a livello più alto, a diven­ tare macchine da record da cinque ore di fatica inumana al giorno per un allenamento che comincia a di­ venire ossessivo, quale quello di nuotatori e atleti. E’ poi apparso evidente il dilet­ tantismo, più o meno interessato, di tanti critici e tecnici ed esperti di ogni paese che hanno veramente dato prova di emettere giudizi gra­ tuiti, giorno per giorno, cercando di pescare anche nella curiosità,


nel pettegolezzo più o meno alimen­ tato. E veniamo infine alle grandi fol­ le, al pubblico che ha seguito a di­ stanza sugli schermi mondiali, la grande contesa. Vediamo soprat­ tutto gli « irrefrenabili » entusiasmi nostrani. Ancora una volta si è avuto con­ ferma che lo sport è anche pas­ sione. Ed è stata una passione libera, spontanea e in gran parte respon­ sabile (quella italiana almeno). Si sono viste in giro molte ban­ diere tricolore; per la verità si ve­ dono in cotal numero solo in que­ sti casi, mentre all'estero ogni fe­ sta è occasione di sbandieramenti. Forse noi abbiamo il pudore di aver « sbandierato » troppo diversi anni fa... ma subirne ancora lo choc, in senso inverso, è ancora sentirsi in qualche modo condizionati da quel passato, al di là del ricordo storico. Le bandiere della vittoria del calcio, hanno tolto il « pudore retorico dell'antiretorica ». Le so­ lite grosse firme dell'arte e dello spettacolo, del « costume » non si sono vergognate a gettarsi sul fatto della « solidarietà nazionale » tro­ vata anche per un semplice motivo giocoso come il calcio, con la stes­ sa prontezza con cui avrebbero bia­ simato — se l'opinione pubbli­ ca prendeva un altro verso — lo « sciocco sentimentalismo » della maglia azzurra... Le agitazioni in corso — sindaca­ li — sono proseguite; il giorno do­ po l’incontro con la Germania, gli occhi rossi dalla veglia, erano però tutti al loro posto di dimostrazione gli addetti alle autolinee pubbliche, nè si dimenticavano nelle discus­ sioni le « giunte facili o difficili » dopo il 7 giugno. Anche il luogo co­ mune del « calcio oppio dei popo­ li » sta tramontando. Infine, abbiamo battuto degli av­ versari con voluttà, ma senza alcu­ na acrimonia, accomunandoli a noi come protagonisti di grandi spetta­ coli di volontà e forza. Va bene che si vinceva, ma è già qualcosa que­ sto « sportivo riconoscimento ». C'è poi chi ha scritto che certi profes­ sionisti dovrebbero imparare dai calciatori, professionisti del loro campo, a sudare, a « darci dentro » in ufficio!...

!W (/. !

ì

muffiti' 31


I OÌMi-Mi rawHM

Giovanni Indetti un giorno attesn Il protagonista della Rimet può essere Riva, può essere Pelò. Noi che seguiamo in questa rubrica va­ lori sportivi al di fuori e al di sopra dei risultati vorremmo indicare un uomo, non protagonista sul campo, ma umanamente legato come nes­ suno alla spedizione italiana in Messico: Giovanni Ledetti. Una carriera non oscura, che mancava comunque di una consacrazione ufficiale: quale poteva essere la partecipazione alle gare degli az­ zurri in Messico. Giovanni Ledetti è un milanese modesto, taciturno. Il calcio lo ha tolto al mondo del lavoro, era un operaio specializzato in una indu­ stria automobilistica, e lo ha innal­ zato alla celebrità. Non ne ha però falsato il carattere schivo, sempli­ ce; non ne ha sciupato la serietà di uomo e di atleta. Non ha una classe eccelsa, ma possiede quello che in una squadra si rivela sem­

32

pre un elemento prezioso: sa cor­ rere senza risparmio, per se e per gli altri. Non fa mai calcoli, duran­ te i 90 minuti: questo è compito mio, questo è compito tuo. No, Le­ detti corre, ovunque è necessario, in difesa, in attacco. Da più di die­ ci anni è pedina essenziale del gio­ co del Milan, dove è cresciuto, do­ ve ha conosciuto tutta la parabola non ancora conclusa della sua vita agonistica. E’ stato due volte Cam­ pione d’Italia, ha vinto due volte la Coppa dei Campioni, una volta la Coppa Intercontinentale, una volta la Coppa delle Coppe, una volta la Coppa Italia. Era stato chiamato anche in na­ zionale, per diciassette volte. Ed aveva firmato anche due gol. La pri­ ma partita in azzurro, come media­ no, a Losanna, nel maggio del '64. Il primo gol nazionale a Firenze, contro il Galles, nel '65. Ci sono gare che ricorda con giustificato

orgoglio: quella contro la Unione Sovietica a Sunderland agli ultimi mondiali, la prima finale a Roma contro la Jugoslavia, quando dive­ nimmo Campioni d'Europa. Insomma non erano mancate le soddisfazioni nella vita sportiva di Giovanni Ledetti. Non c’era mai stata, però, la definitiva consacra­ zione. A 28 anni, nella piena matu­ rità l'occasione era arrivata. Con­ vocato per la nazionale in Messico, centrocampista esperto e genero­ so... poteva essere il giorno atteso per tutta una vita. Invece, ecco l'imprevisto. L’inci­ dente ad Anastasi, la chiamata di due sostituti che hanno portato a 23 la forza degli uomini a disposi­ zione di Valcareggi a Città di Mes­ sico. 23 che dovevano diventare 22, fatalmente. Uno doveva essere col­ pito, ed è stato Giovanni Ledetti. I selezionatori hanno giustificazio­ ni da vendere. Si erano accorti, nella prova generale di Lisbona, che le cose non andavano bene, la defezione di Anastasi li aveva aiutati, avevano chiamato due pun­ te, per sacrificare un centrocam­ pista. Ma il dramma di Ledetti rimane. A mio giudizio è il motivo più pro­ fondo di tutta l'avventura italiana in terra messicana. Un uomo « ge­ lato » nelle sue aspirazioni proprio al momento in cui credeva di co­ gliere il frutto lungamente atteso. E’ un fatto che può ripercuotersi negativamente su tutta la vita, se Giovanni Ledetti non saprà reagire virilmente. Per questo motivo, noi che pas­ siamo la vita nello sport, che descriviamo le gesta di campioni della grande famiglia sportiva del mondo, prima ancora di congratu­ larci con i vincitori della Rimet, con i cannonieri, con i portieri im­ battuti, con gli azzurri che hanno giocato e con quelli che sono rimasti riserve, intediamo stringe­ re la mano ad uno che ha fatto solo una breve apparizione sul suolo messicano ed è stato subito ricacciato nell'ombra da un desti­ no più crudele assai con lui che con gli esclusi: vogliamo stringere la mano a Giovanni Lodetti. E' modesto segno di stima e so­ lidarietà nei confronti di chi non è stato messo in grado dalla sorte di esprimere a pieno il suo volere.


UNA POLISPORTIVA PIENA DI INIZIATIVE PER TUTTI I GIOVANI

Da ormai tre anni in attività, la Polisportiva Briantea, affiliata al C.S.I. e alla F.A.R.I., ha porta­ to a Como una ventata di nuove organizzazioni, nuovi sport (se­ gnatamente con il mini-basket) nuovo entusiasmo per tutti. La poliedrica attività della « Brian­ tea ». che annovera il basket ma­ schile e femminile, la pallavolo femminile, il mini-basket maschi­ le e femminile ed il tennistavo­ lo, ha dato un nuovo impulso in senso generale allo sport giova­ nile comasco. La Polisportiva Briantea ha sempre progredito lungo il suo cammino: i risultati, le cifre e nel complesso la sua impegnata organizzazione dimostrano vera­ mente come i dirigenti della • Briantea » hanno veramente ca­ pito il • problema dello sport per i giovani »; hanno messo in at­ to, senza badare a sacrifici, le loro capacità per creare, far fun­ zionare e portare sempre più in alto (sia sul piano agonistico che su quello tecnico) questa Socie­ tà Sportiva, sorta nel 1967 allo Oratorio di S. Agata, con il pre­ ciso scopo di educare I giovani sul piano morale, avvicinarli tra­ mite lo sport, e stabilire, con la

collaborazione degli adulti, un ideale clima di cordialità e fami­ liarità. Il merito maggiore della riusci­ ta dell'attività della • Briantea è indubbiamente del dott. Gian­ ni Colombo, il Vice presidente purtroppo scomparso un anno fa. il quale ha fatto si che sul ma­ gnifico campo di Via Cetti, inau­ gurato nel settembre 1967, si cimentassero squadre di basket di levatura nazionale come Simmenthal e alI'Onestà e quindi con un poker eccezionale, com­ pletato da Ignis, A.P. Cantò e Snaidero (che costituì nella II edizione l’All’Onestà). per dar vita alla grande manifestazione notturna « Trofeo Città di Co­ mo ». vinto dall’A.P. Cantò nel 1968 e dall'lgnis lo scorso anno. L’istituzione della • Coppa Gianni Colombo » per il • Tro­ feo Città di Como », già asse­ gnata nella II edizione, è indub­ biamente il modo migliore per ricordare un grande ed inesti­ mabile benefattore. La Polisportiva Briantea conta sui seguenti Dirigenti: Presiden­ te è il cav. Ariodante Lanfranconl, Vice Presidente il rag. Aldo Belllenl, Segretario: Don Lodovi­

co Glossi il tipico esempio di » prete sportivo » che con il suo entusiasmo è riuscito in poco tempo a mutare una sede dalle tradizioni prettamente calcisti­ che in un luogo di ritrovo e di attività di altri sport più moder­ ni. Cassiere è Matteo Citro. Ad­ detto Stampa Giacomo Cappel­ letti. Responsabili delle varie sezioni sono: rag. Armando Menna per il Basket e mini-basket, rag. Luigi Ballerini per la Pallavolo, sig. Enrico Bianchi per il Tennistavolo. Con istruttori altamente qua­ lificati come il nazionale Carlo Recalcati e l’ex nazionale Liliana Ronchetti la • Briantea » ha dato vita ad una vera e propria • scuo­ la qualificata di mini-basket »: la « Briantea » si avvale inoltre de­ gli allenatori prof. Rinaldo Grip­ pa. prof. Angelo Redaelli, Fran­ co Fabiani, Saverio Lietti. Gior­ gio Camporini Giuseppe Evolvi. Rogerto Croci. Questo l'organico-atleti della « Briantea •: Pallavolo: 34 ragaz­ ze; Tennistavolo: 8 atleti; Ba­ sket maschile 37; Basket femmi­ nile 36. per un totale di 73 atleti; Minr-basket maschile 48, mini-basket femminile 30. per

un totale di 78. Totale atleti della Società 193. I soci della • Briantea » sono 164. Ed ecco in sintesi la brillan­ te attività 1969-70 della Società. Sezione Basket, attività 1969: partecipazione Campionato I Di­ visione; Campionato juniores con due squadre di cui una Cam­ pione Comunale maschile e fem­ minile; - Festival del Mini-Ba­ sket ». E’ in pieno svolgimento il programma 1970: sta per con­ cludersi il Campionato di I Divi­ sione mentre gli allievi dispu­ teranno lo spareggio per il I po­ sto nel Campionato C.S.I. Una squadra parteciperà al Campio­ nato Juniores allievi FIP mentre la ■ Scuola qualificata » di Recalcati-Evolvi di mini-basket ha da­ to brillanti risultati con la vit­ toria per 23-17 nel I Trofeo CocaCola della Briantea sul Don Bo­ sco Sondrio e la qualificazione alla fase zonale. Anche le giova­ nissime di Liliana Ronchetti sa­ ranno presto impegnate in ugua­ le Torneo • Coca-Cola ».

33


► La sezione femminile ha in pieno svolgimento il Campiona­ to juniores e tra qualche set­ timana parteciperà al Campio­ nato Regionale Allievi. Attività Pallavolo 1969: nel Campionato FIPAV di serie C la Briantea si è piazzata al 2“ posto come pure nel Campiona­ to FIPAV juniores nella fase re­ gionale, rimanendo esclusa pur­ troppo dalla fase interregionale, mentre nel Campionato FARI si è piazzata al secondo posto nella fase nazionale ed è stata pre­ miata quale miglior squadra con le migliori atlete. Nei ■ Giochi della Gioventù ■ si è piazzata al 1° posto sia nella fase comu­ nale che in quella provinciale 1970. Nel torneo a 4 squadre or­ ganizzato dalla Pallavolo Berga­ mo a San Pellegrino, la Briantea ha ottenuto il r posto ed è sta­ ta premiata per le migliori atlete. Nel Trofeo Lombardia al quale partecipano 22 squadre (3 della serie superiore) si è piazzata al 4° posto. Nel Cam­ pionato Lombardo juniores FlPAV vincendo la fase regionale la Briantea si è laureata Cam­ pione lombarda regionale Fl-

PAV. E' iniziato con buoni ri­ sultati il Campionato di serie C: due squadre stanno portando a termine onorevolmente il Trofeo e Campionato FARI. Tennistavolo: in due anni di attività è stata ottenuto il titolo di Campione Provinciale F.I.Te.T. nel 1969 con Carlo Monti: nel Campionato Naziona­ le a squadre di serie C la « Briantea » si è piazzata al 1° posto ma ha dovuto disputare 10 spareggo per la serie B con 11 CUS Torino ed è stata battu­ ta. 1970: nei Campionati Provin­ ciali del C.S.I. su 4 titoli in pa­ lio i pongisti di S. Agata hanno vinto 4 titoli. Nel Campionato F.I.Te.T. su 4 titoli ne hanno conquistati 3; sono stati inoltre riportati ottimi piazzamenti in campo nazionale dal giovanissi­ mo Amedeo Marone, classificatosi 8° ai Campionati Regionali del C.S.I. (già Camp. prov. e reg. C..I. e partecipante, per la categoria allievi, ai Campionati italiani F.I.Te.T.). Questa in sintesi l’attività del­ la Polisportiva Briantea: una ve­ ra famiglia certamente tesa a migliorare sempre sotto ogni aspetto, per il bene dello sport e della gioventù. Giacomo Cappelletti

GIOVANISSIMI E « GIOCHI » Si sono svolte allo Stadio Comunale di Giaveno le finali re­ gionali per la Categoria Giovanissimi organizzate dal Comitato Provinciale di Torino del Centro Sportivo Italiano. Erano in gara ragazzi per le seguenti discipline: pallavolo (età dai 12 ai 15 anni), pallacanestro (età dagli 11 ai 13 anni) e calcio (età dagli 11 ai 13 anni). Le finali regionali, che sono state realizzate per la prima volta in Piemonte, mentre per le precedenti edizioni i campionati erano solo a fasi provinciali, sono iniziate nel pomeriggio di sa­ bato 30 maggio con la disputa di due semifinali di Calcio. La manifestazione è ripresa nella mattinata di domenica 31 con la disputa delle finali di pallavolo e pallacanestro a cui hanno parte­ cipato rispettivamente tre squadre. Per la pallavolo erano finaliste: l'LI.S. La Salle (Torino). l’U.S. Torretese (Asti) e i'U.S. Virtus Seminario (Possano). Le tre squadre finaliste per la pallacanestro erano: San Luigi Immi­ grati (Torino), Aurora (Aessandria) e Associazione Amatori Atletica Aostana (Aosta). Nel pomeriggo, oltre alla conclusione delle finali di pallavolo e pallacanestro, si è disputata la finale per il primo ed il secon­ do posto di Calcio fra le squadre Auxilium Rivoli (Torino) e A.C. Alessandria: l'incontro è terminato con il risultato di 2-0 in fa­ vore dei torinesi. Pieno successo delle squadre torinesi anche nella pallavolo e pallacanestro, ottenendo così tre titoli regio­ nali per il Comitato di Torino. La premiazione, durante la quale il presidente del Comitato Regionale, rag. Basso Petrino, ha sottolineato il particolare spi­ rito della manifestazione vissuta con semplicità e amicizia da dirigenti e atleti, ha concluso la simpatica manifestazione.

Il Comune di Faenza nella « Giornata Olimpica » svol­ tasi il 28 maggio ha pubblicamente premiato il locale nostro Comitato con una medaglia d'oro con questa mo­ tivazione: « Per l'appassionata attività delle giovani leve dello sport faentino, l’Amministrazione Comunale, in se­ gno di riconoscenza consegna, in occasione della cele­ brazione della Giornata Olimpica la medaglia di benemrenza ».

Polisportiva Briantea di Como: in alto, piccoli atleti del mini­ basket: in basso, la squadra allieve di pallavolo.

34

Nel quadro delle varie iniziative che il Comitato di Trapani ha intrapreso per una adeguata propaganda dei Giochi della Gio­ ventù e legandosi più che mai nell’occasione al vero spirito della manifestazione, si è svolta la « r Coppa CSI - Giochi della Gio­ ventù » di pallacanestro femminile, che ha visto impegnate le allieve di un istituto religioso, « l'incoronata », presso il quale i tecnici del Centro Sportivo erano penetrati, grazie soprattutto alla comprensione della Madre Superiora Suor M. Aurelia Boni ed al suo successivo entusiasmo per i notevoli risultati ottenuti ad inizio di stagione. Dopo averle preparate avviandole alle nozioni più elementari della pallacanestro, il Comitato di Trapani ha dedicato alle ra­ gazze un torneo, appunto nell’ambito dei giochi, che ha riscosso notevole successo ed i cui rilievi, unitamente ad indicazioni as­ sai confortanti, premiano i grandi sacrifici compiuti da Daidone. Bruno e dai fratelli Augugliaro e li spronano nel contempo a dare ulteriore tono e vitalità ad una iniziativa che potrebbe co­ stituire un esempio e portare quindi a conclusioni eccezionali perché quanto già ottenuto rappresentava traguardo impensato. Sul piano tecnico-organizzativo c’è da ricordare che al torneo hanno preso parte 4 formazioni della Stella Azzurra (tutte ra­ gazze dell’istituto « l'incoronata ») e due squadre tratte dalle migliori del corso di mini-basket che il CSI trapanese ha in corso di svolgimento. Fra un entusiasmo ed un agonismo che hanno toccato vertici indescrivibili l'ha spuntata l'intrepida con protagoniste:: Buffa. Saladino, Locci, Oddo. Culcasi, Spanò, Failla, Rado e Chimieri.


HA CONCLUSO IL SUO PRIMO ANNO DI ATTIVITÀ’ PREMIANDO GLI ATLETI

0 BfflBHflD □

Il G.S. S. Jacopo di Livorno, al termine del suo primo anno di attività agonistica ha voluto premiare gli atleti particolar­ mente distintisi nelle varie di­ scipline sportive. Questo G.S. ha partecipato, durante l'anno, alle varie atti­ vità organizzate dal Comitato Provinciale, ed anche se i risul­ tati tecnici non sono stati ec­ cellenti. si è potuto riscontrare in tutti gli atleti una formazione morale piuttosto buona.

Tutti gli appartenenti al G.S., accompagnati da alcuni genito­ ri hanno partecipato alla ceri­ monia di premiazione iniziata con una prolusione del Parroco e del Consulente del G.S., don Paolo, dopo di che hanno preso la parola il Presidente della so­ cietà, Pino Baroncelli, ed il pre­ sidente del Comitato Provincia­ le livornese, Ferretti, che ha proceduto alla premiazione dei singoli atleti. Una targa ricordo è stata consegnata dai ragazzi al pre­

M ftii ttfflfel

sidente del G.S. per la sua ap­ passionata opera in loro favore. Questi i premiati: Giovanissimi: Franco Pitto. Ugo Zammit, Marco Conte, En­ rico Martellini, Rinaldo Bartolini. Vinicio Falcinelli, Paolo Ceccarini, Emiliano Simonetti. Marco Martelli, G. Franco Maggiorelli. Andrea Mecacci, Paolo Vernieri. Marco Vernieri. Alfredo Viviani, Luca Cavalieri. Raffaele Scampuddu, Eugenio Schiavone, Car­ lo Gufoni, Franco D'Alessandro. Mario Mascolo, Cosimo Varallo. Alberto Marconcini, Alessandro Meoni, Riello Rielli. Allievi: Stefano Campinoti, Giorgio Rebuffi, Marco Giudici. Enrico Persi Paoli, Mauro Gaggi. Claudio Cecchi, Roberto Santo­ ro, Claudio Dandria, Claudio Gi­ gliucci, Stefano Cosmai, Fabio Giusti, Stefano Rondina. France­ sco Calcedoneo, Stefano Neri, Ivano Pescini, Enrico Baldini, Riccardo Mecacci, Stefano Ceccarini, Alberto Colombo. Aberto Poli, Renzo Petrucci.

CHIEDETE AL VOSTRO FORNITORE LA SERIE

mSAWEUA DEI VINCITORI DEL SONDAGGIO MONDIALE 1970 PER LE CELEBRITÀ’ DEL CALCIO

12

DATA DI EMISSIONE 11 MAGGIO 1970

NICARAGUA'

ganda). nonché un Corso per Giudici di Gara, sempre nel Settore Propaganda. La CTN rimane a completa disposi­ zione per informazioni particolareggiate in merito a quanto sopra.

atletica

GIACINTO PACCHETTI

REGOLAMENTI CAMPIONATO NAZIONALE SU PISTA

NICARAGUA

Italia e Interna­ zionale di Milano ■ 35 parirtite nella Nazionale

Roma. 20 giugno 1970

ATTIVITÀ- CAT. GIOVANISSIMI FRANZ BECKENBAUER Germania Occ. e Bayern di Monaco. Più di 25 partite nella Nazionale

Queste fotografie mostrano due dei primi francobolli della serie Celebrità del Calcio, serie che comprende altri nove francobolli, più uno che reca le bandiere delle 16 nazioni finaliste della Coppa Rimet 1970. Si possono ottenere anche cartoline « souvenir » e buste del primo giorno.

Questo è un annuncio del « Crown Agents Stamp Bureau »

I francobolli si possono acquistare presso

il Sig. ENZO LUCCA P.za Borromeo, 14 - 20100 Milano

(RAGAZZI)

La CTN invita i Comitati ad intensi­ ficare l'attività della cat. Giovanissimi (ragazzi) su pista. Sarà cura della CTN sollecitare con particolari comunicazioni i singoli Co­ mitati al fine di programmare idonea­ mente questa importante attività, spe­ cie per quanto concerne il valore di propaganda e di sviluppo.

Inoltre la CTN invita I Comitati a se­ gnalare le Società di dipendenza che hanno aderito al Settore Propaganda della Fidai, in qualità di « Nucleo della Gioventù ». A questo proposito, la CTN invierà a richiesta il particolare de­ pliant della FIDAL contenente le nor­ me ed il calendario per l'attività del settore di propaganda. Infine, la CTN invita ogni Comitato ad esaminare la possibilità di indire in proprio un Corso per « Istruttori del Scttoro di Propaganda » (con le norme emanato dalla FIDAL . Settore Propa-

In inserto, sul n. 8 di Stadium, sono apparsi i regolamenti della pista per le cat. ragazzi, allievi e juniores. non. ché i regolamenti del campionato podististico. I Comitati che desiderassero altre copio di detti regolamenti, potranno farne richiesta a questa CTN.

A tutti i Comitati, inoltre, sono stati inviati in congruo numero a cura della Segreteria Generale i regolamen­ ti-tipo per l'organizzazione delle fasi juprovinciali cat. ragazzi, allievi, niores.

APPROVAZIONE REGOLAMENTI CAMPIONATO PROVINCIALE O ZONALE SU PISTA CAT. ALLIEVI, JUNIORES. GIOVANISSIMI (RAGAZZI) Ales. Altamura. Arezzo. Brescia (so­ lo giovanissimi). Cagliari. Conversano. Crema. Cremona. Enna (solo giovanis­ simi). Feltre. Ferrara. Gallipoli. Lecco. Lucca. Mantova. Massa Carrara. Mes­ sina. Milano. Molfetta. Napoli. Novara. Piacenza (solo juniores): Piedimonte d'Alife. Pisa. Ravenna. Reggio Emilia. Rimini (solo giovanissimi). Torino. Trento. Treviso (solo allievi, juniores). Trieste. Verona. Vicenza. Volterra Il Presidente ALOO CAPPELLINI

35


19 calcio

feo della Zammara (con modifica); VI­ CENZA: 1° Trofeo Luciano Sartori (con modifica); Trofeo Città di Lonigo; 3° Torneo Ricreativo • Trofeo Don Angelo Piccini - (con modifica): Trofeo Vallata dell’Agno.

(vince Beverare di Rovigo per sorteg­ gio d.t.s.); SICILIA (Poi. Teatro Greco di Siracusa) - CAMPANIA (U.S. Internaples di Napoli) 2-0.

ORGANIZZAZIONE

FINALI

CORSI

ARBITRI

ALES.

Omologazione gare del 2-6-1970

APPROVAZIONE REGOLAMENTI FASI REGIONALI

PROVVEDIMENTI

PIEMONTE: cat. Dilettanti; cat. Gio­ vanissimi; EMILIA: cat. Giovanissimi.

LAZIO (U.S. Borgo Don Bosco di Roma) - EMILIA (U.S. _______ Arsenal _ di ______ Parma), 0-2; VENETO (U.S. Beverare di Rovigo) SICILIA (Poi. Teatro Greco di Siracu­ sa) 0-1.

Ad Atleti:

SCIUTO Giovanni dell’U.S. Guidotti (Pisa), nato 1’8-2-1939: ritiro definitivo della tessera per aver colpito con uno schiaffo al viso un guardalinee ufficiale al termine della gara U.S. Guidotti-Piagglo (Torneo Coppa Arno) del 9-5-70; BANCONE Antonio, del G.S. Folgore (Cerignola). nato II 18-8-53: ritiro defi­ nitivo della tessera per aver colpito lo arbitro della gara G.S. Maroso-Folgore del 5-4-70 con un pugno; RUSSO Marti­ no del G.S. Folgore, nato il 13-8-51: ri­ tiro definitivo della tessera per aver tentato di colpire l’arbitro e per aver colpito un guardalinee al termine della gara Moroso-Folgore del 5-4-70; LAVO­ RATORI Comunardo dell’U.S. Borgo Cap­ puccini (Livorno), nato il 5-9-44: ritiro definitivo della tessera per aver col­ pito ripetutamente l'arbitro della gara Borgo Cappuccini-Amaranto del 19-4-70; UMPETTI Italo dell’U.S. Borgo Cappuccini (Livorno: squalifica al 3112-71, a datare dal 19-4-70, per aver ten­ tato di colpire l’arbitro, non riuscendo­ vi. perché trattenuto dai compagni di squadra; MONASTRA Leonardo. dell’U.S. S. Marco di Novara, nato il 16-1-56: 3 anni di squalifica a datare dal 26.4-70 per aver colpito con un pugno sul viso il direttore di gara nella partita tra il G.S. Regaldi-U.S. S. Marco; DI GIO­ VANNI Achille dell’U.S. Tor Vergata (Roma), nato il 2-11-39: squalifica al (Roma) 31-12-1971, a datare dal 9-1-70 per il se­ guente motivo: espulso per protesta, si rifiutava di abbandonare il campo, prof­ feriva ingiurie e minacce nei confronti dell’arbitro della gara Lega LombardaTor Vergata, tentando di aggredirlo, non riuscendovi perché trattenuto dai com­ pagni; BARBONI Aldo. dell’U.S. Ecad di Roma, nato il 12-10-27: squalifica al 31-12-1971, a datare dal 7-3-70, per aver tentato di colpire, non riuscendovi per l’intervento di altri giocatori, l’abitro della gara SAC-Ecad. rivolgendo allo stesso frasi gravemente ingiuriose; CE­ RACI Giovanni, dell’U.S. Sesto (Firen­ ze). nato 1’8-9-47: squalifica al 31-12-71, a datare dal 5 aprile 1970, per atti di violenza, offese e minacce all’arbitro della gara Sesto-ldeal Flex; CECCHINI Vincenzo dell’U.S. Montopoll (Magliano Sabina), nato 1*11-11-52: squalifica al 31-12-1971, a datare dal 26-3-70, per aver tentato di colpire, non riuscendovi per­ ché trattenuto, l'arbitro della gara Montopoli-J. Coreslna.

OMOLOGAZIONE CAMPIONATI

CAMPOBASSO: 1° Torneo Cittadino (con modifica); TERMOLI: Trofeo del Mare; Torneo Cittadino (con modifica); NiCASTRO: Torneo Giovanissimi (con modifica età massima); FAENZA: 4° Torneo Notturno « S. Pier Laguna • 1970 (con modifica); CESENA: Il Torneo Bar Valle del Savio (con modifica); FER­ RARA: 2° Torneo Bar di Copparo (con modifica); FAENZA: 4° Torneo Fabbrica Campione (con modifica); UDINE: Tor­ neo Notturno di Rivignano; LA SPEZIA: III Torneo S. Stefano (con modifica); SANREMO: Coppa Città di Sanremo Trofeo Biennale C.T.G. - Sanremo; CRE­ MA: 5° Torneo primavera, 5° Torneo diur. no Primavera e Torneo Primavera (con modifica approv. C.R. lombardo); LODI: Palio di S. Bassiano (appr. C.R. lombar­ do con modifica); Torneo S. Giovanni Bosco di Melegnano (appr C.R. lombar­ do); BERGAMO: III Torneo notturno Pontogllo, Trofeo Bonglasca. Torneo Pri­ maverile (appr. C.R. lombardo); CRE­ MONA: Torneo festivo U.S. Sestese (ap­ pr. C.R. lombardo); FANO: Torneo del Comuni (con modifica); NOVARA: Tor­ neo notturno G.S. S. Carlo di Arona (con modifica); POSSANO: XXII Tor­ neo notturno • G. Mondino •; ACQUI TERME: Torneo • Coppa dell’AmlcIzIa » (con modifica); OTRANTO: Trofeo Cur­ ai 1970 (con modifica); OSTUNI: Trofeo G.S. Carblna (con precisazione); NAR­ DO’: 1® Trofeo • S. Teb. G. Dimo » (con modifica); CONVERSANO: XI Coppa Ma­ ria SS. della Fonte; MOLFETTA: Torneo • Calcio Primavera ■; ALES: Coppa Cit­ tà di S. Gavino (con modifica); SIRACU­ SA: VI Coppa Peres; MESSINA: 5° Tro-

36

RISULTATI

ALBA: cat. Giovanissimi, vincente U.S. Aurora; PADOVA: cat. Giovanissimi, vincente U.S. Rogazionistl; VENEZIA: cat. Giovanissimi, vincente U.S. Berna di Mestre; ROVIGO: cat. Giovanissimi, vincente U.S. Twins; SIRACUSA: cat. Giovanissimi, vincente U.S. Siaruca, cat. Dilettanti, vincente U.S. Interciane; FERRARA: cat. Dilettanti, vincente U.S. Apollo 11. OMOLOGAZIONE

RISULTATI

TORNEI

BIELLA: Torneo Blu, vincente U.S. VIliabenss;; Torneo Arcobaleno, vincente U.S. ViliI. Lamarmora; R. EMILIA: Tor­ neo Primavera Allievi, vincente U.S. Calerno; 6° Torneo Studentesco, vincente G.S. I.T.I.; Torneo Primavera cat. Dilettanti-Juniores. vincente U.S. Scandianese; 5° Torneo Scolastico, vincente U.S. S. Mario.

RATIFICA CONSIGLIO DIRETTIVO G.A.C. MOLFETTA: Presidente: Giuseppe Fac­ chini. v. presidente: Saverio De Ceglia; segretario: Rocco Capurso; tesoriere: Gioacchino Boccassinl.

Il Segretario CONCETTO D’AQUINO Il Presidente GENEROSO DATTILO

20 calcio Roma. 11 giugno 1970

FINALII CAMPIONATI NAZIONALI CAT. ALLIEVI , E JUNIORES PESARO 30-5 - 2-6-1970 Omologazione

APPROVAZIONE REGOLAMENTI TORNEI

pallavolo

Cat. ALLIEVI

Roma, 10 maggio 1970 DISCIPLINARI

15

gare

del

30-5

QUARTI DI FINALE

Cat. ALLIEVI MARCHE (U.S. Vigor di Jesi) - FRIU­ LI (U.S. Bearzi di Udine) 1-0; LAZIO (U.S. Borgo D. Bosco di Roma) - SICI­ LIA (Enaoli di Siracusa) 0-0 (vince Bor­ go D. Bosco per sorteggio d.t.s.); LI­ GURIA (U.S. Certosa di Genova) p1-2 MILIA (U.S. Arsenal di Parma) d.t.s.; PUGLIA (U.S. Condor Terlizzi) LOMBARDIA (Stella Azzurra Milano) 0-1. Cat. JUNIORES SARDEGNA (G.S. Joannes XXIII) MARCHE (G.S. Lyceum di Macerata) 1-3; LOMBARDIA (U.S. Vlctorio di Lec­ co) - SICILIA (Poi. Teatro Greco di Si­ racusa) 1-2; PUGLIA (U.S. Avls di Trani) - CAMPANIA (U.S. Internaples di Napoli) 0-2; EMILIA (U.S. S. Vittore di Cesena) - VENETO (G.S. Beverare di Rovigo) 1-1 (vince Beverare di Rovigo per sorteggio d.t.s.).

Omolgazlone gare

del 31*5-1970

SEMIFINALI

Cat. ALLIEVI LOMBARDIA (U.S. Stella Azzurra Cinlsello di Milano) - LAZIO (Borgo D. Bosco Roma) 0-1; EMILIA (U.S. Arsenal di Parma - MARCHE (U.S. Vigor di Jesi) 2-0.

Cat. JUNIORES

MARCHE (U.S. Lyceum di Macerata) VENETO (G.S. Beverare di Rovigo) 1-1

PROCLAMAZIONE UNIONI SPORTIVE CAMPIONI D’ITALIA del C.S.I. STAGIONE 1969-70

Per la categoria ALLIEVI viene pro­ clamata Campione d'Italia del C.S.I. l’Unione Sportiva ARSENAL di PARMA. Per la categoria JUNIORES viene pro­ Campi clamata Campione d'Italia del C C.S.I. Polispoi la Polisportiva •rtiva TEATRO GRECO di SIRACUSA. Si porgono le più vive felicitazioni alll’U.S. Ar:senal di Parma e alla Poi. Teatro Greco di Siracusa per la bril­ lante affermazione conseguita. PROVVEDIMENTI

Roma, 11 giugno 1970 APPROVAZIONE REGOLAMENTI CAMPIONATI NAZIONALI ROVIGO: Giovanissimi. OMOLOGAZIONE RISULTATI FASI PROVINCIALI CAMPIONATI NAZIONALI ROMA: Giovanissimi: sq. part. 6 ha vinto G.S. De Coubertln;i; ROVIGO: Glovanissimi sq. part. 7 ha vinto U.S. Croclara.

APPROVAZIONE REGOLAMENTI FASI PROVINCIALI CAMPIONATI NAZIONALI LIGURIA: Giovanissimi; PIEMONTE: Giovanissimi; VENETO: Giovanissimi.

DISCIPLINARI

Gara Semifinale Campionato Juniores del 31-5-70 tra Poi. Teatro Greco di Si­ racusa - U.S. Internaples di Napoli. — Esaminato il referto di gara nel qua­ le l'arbitro dichiara di essere stato colpito, dopo il fischio di chiusura del 1° tempo, mentre si stava recando ne­ gli spogliatoi, dal giocatore VETTORI Giovanni dell’U.S. Internaples con un calcio alla gamba sinistra. — che in conseguenza di ciò non era in condizioni fisiche di proseguire la ga­ ra. si delibera di: omologare la gara con il risultato conseguito sul campo al momento della sospensione: Poi. Tea­ tro Greco di Siracusa - Internaples di Napoli 2-0. — ritirare definitivamente la tessera al giocatore VETTORI Giovanni dell’U.S. Internaples. — Inoltre, esaminati gli atti ufficiali dai quali risulta il compì portamento gravemente scorretto del gioc iocatori dell'U.S. Internaples per inurbane proteste nei riguardi del direttore di <gara e per >nti del pubgesti irriguardosi nei confroi blico; — considerato l’ulteriore comportamen­ to gravemente scorretto nei riguardi del direttore di gara e di questa Com­ missione dei giocatori dell'U.S Internaples. si infligge la deplorazione uffi­ ciale all'U.S. Internaples. Nelle deprecate circostanze si è ri­ levato il lodevole comportamento dei dirigenti e del capitano dell'U.S. In. ternaples. Gli atti vengono demandati alla Presi­ denza Nazionale.

MANIFESTAZIONI A CARATTERE LOCALE

Approvazione Regolamenti FAENZA: 5a Coppa Vita Granarolo. PROSINONE: Coppa CSI; MAGLIANO SABINA: Coppa S. Liberatore. NAPOLI: 2J Coppa Primavera; PESCARA: 1° Tro­ feo Bancario; TORINO: Torneo Citta di Pianezza.

Omologazione Risultati

REGGIO EMILIA: Torneo di chiusura sq. part. 9 ha vinto U.S. Condor; TORI­ NO: Torneo Città di Pianezza sq. part. 6 ha vinto U.S. La Salle Grugliasco . A ». CORSI TECNICI Approvazione Corsi

PAVIA: Abitri;

ROMA:

Allenatori

Ratifica Esami MANTOVA: La CTN visti i verbali di Esame, ha nominato i sottonotati signo­ ri Arbitri CSI con anzianità 5-4-1970: Carenza Andrea. Rossi Claudio. Ongari Mario.

Il Segretario FABRIZIO PRIOLISI Il Presidente FILIPPO DRAGOTTO

RINGRAZIAMENTI Al termine della stagione calcistica questa Commissione rivolge il più vi­ vo ringaziamento alla Presidenza Nazio­ nale del C.S.I. per la proficua assisten­ za morale e per la fiducia dimostrata in ogni circostanza. Si rivolge un sentito ringraziamento alla Federazione Italiana Giuoco Calcio per l'eccellente collaborazione offerta sia in sede nazionale che In periferia. Si ringrazia la Presidenza dell'A.I.A.S.A. per la collaborazione tecnica del propri rappresentanti in seno alla Com­ missione Nazionale ed in tutte le Com­ missioni Provinciali. SI rivolgono nella circostanza sentiti ringraziamenti al Comitato Provinciale del C.S.I. di Pesaro per l’ottima orga­ nizzazione delle Finali Nazionali. Inoltre questa Commissione, a con. clusione della stagione calcistica, invia un riconoscente saluto e ringraziamen­ to a tutte le Commissioni Provinciali e Regionali per il proficuo lavoro svol­ to durante tutto l’anno calcistico. Un particolare ringaziamento al Con­ sigli Direttivi del Gruppi Arbitrali del C.S.I., provinciali e regionali ed un cor­ diale saluto e ringraziamento a tutti I direttori di gara del Centro Sportivo Italiano che cosi vivamente hanno col­ laborato durante la stagione calcistica. Infine desideriamo esprimere la no­ stra gratitudine alle Unioni Sportive ed agli Atleti artefici delle affermazioni calcistiche del C.S.I.

Il Segretario CONCETTO D'AQUINO Il Presidente GENEROSO DATTILO

17

1

pallacanestro

Roma. 3 giugno 1970

FINALE CAMPIONATI CATEGORIA ALLIEVI

NAZIONALI

Vlrtus Llssono - Basket Palostrlna 65-61 (arbitri: Costa di Taranto. Furlanl di Pe. saro); A. Ricciardi Taranto • Novella­ ta R. Emilia 56-60 (arbitri: Fiorito di Roma. Bianchi di Livorno); Basket Pa­ lestina • Novellata R. Emilia 49-63 (ar­ bitri: Melone di Brindisi, Slenghl di Milano); Vlrtus Llssono • A. Ricciardi Taranto 64-57 (arbitri: Stefanuttl di Ve­ nezia, Fiorito di Roma); A. Ricciardi Taranto - Baskot Palostrlna 78-67 (arbi­ tri: Solenghl Milano, Furlanl Pesaro): "• . Vlrtus Llssono Novellare R. “ Emilia 73-59 (arbitri: Bianchi di Livorno. Fiorito di Roma).

Classifica finale

Novellerà R. Emilia Vlrtus Llssono A. Ricciardi Taranto Basket Palestrlna

3 3 3 3

196 188 191 177

164 211 191 206

3 0 2 1 12 0 3

6 4 2 0


Gara tiri liberi

Prima società classificata: Amatori Ricciardi (Comitato di Taranto). Atleta primo classificato: Palmisano Giuseppe (società Amatori Ricciardi). CATEGORIA JUNIORES Apos Stradella Pavia * Stelle Marine Ostia 64-55 (arbitri: Stefanuttl di Vene­ zia, Melone di Brindisi); Vul-cal Bolo­ gna • La Sorgente Berkmans Napoli 7251 (arbitri: Solenghl di Milano. Cagnazzo di Roma); Vul-cal Bologna - Apos Stradella 55-49 (arbitri: Cagnazzo di Ro­ ma. Furlani di Pesaro); Stelle Marine Ostia - La Sorgente Berkmans di Napo­ li 68-46 (arbitri: Bianchi di Livorno, Co­ sta di Taranto); La Sorgente Berkmans di Napoli • Apos Stradella 55-54 (arbi­ tri: ni. Cagnazzo ui di ovina, Roma. L-ubid Costa ui di Taid­ rante); Stello Marine Ostia - Vul-cal Bologna 60-78 (arbitri: Melone di Brindisi, Stefanilutti di Venezia).

Classifica finale

Vul-cal Bologne ina Stelle Marine3 Ostia Apos Stradella La Sorgente Berkmans

3 3 3 3

205 183 173 152

160 188 159 194

3 1 1 1

0 2 2 2

6 2 2 2

Gara tiri liberi

Prima società classificata: La Sorgen­ te Berkmans (Comitato di Napoli). Alieta primo classificato: De Rosa Giuseppe3 (società La Sorgente Berkmans). A (conclusione dei campionati nazionati, Ila C.T.N. Pallacanestro rivolge un sincero ringraziamento a quanti hanno collaborato per la sua realizzazione, ilizzazione. un vivo plauso a chi vi ha così brillaiintemente partecipato e un doveroso, grato riconoscimento a tutti i dirigenti e le squadre che. nelle precedenti fasi, han­ no con diverso esito ma con eguale me­ rito dato vita ad una delle più brillanti edizioni della nostra manifestazione. Il Segretario ANGELO RAINERI

Il Presidente UMBERTO GARCEA

18

=

pallacanestro

Roma, 10 giugno 1970

CAMPIONATI GIOVANISSIMI

Approvazione Regolamenti

Regionale;

PADOVA: Fase Fase Regionale.

TORINO:

Omologazione Risultati

ROVIGO: Fase Regionale • 1. VIGOR di Treviso. 2. PIOVE DI SACCO di Pa­ dova 3. BASKET 70 di Rovigo; ROVIGO: Fase Provinciale - 1. U.S. LIBERTAS 70 di Rovigo; ROMA: Fase Provinciale 1. G.S. ALFA OMEGA di Roma; TORINO: Fase Provinciale - 1. U.S. SAN LUIGI IMMIGRATI di Torino. ATTIVITÀ’ LOCALE

ROMA: COPPA PRIMAVERA 1970 ■ Categoria Allievi 1 G.S. FULGOR di Roma. Categoria Junloros: 1. G.S CE­ RINI DI Roma; CARBONIA: COPPA CSI 1. ORIONE; TRAPANI: 1- COPPA CSI ■ Giochi della Gioventù 1970 (settore fem minilo): 1. U.S. INTREPIDA; CAVA DE' TIRRENI: Approvazione Regolamenti 1" TROFEO MONTE CASTELLO e 1“ TRO­ FEO PRIMAVERA. NAPOLI: Approvazio­ ne Regolamento TORNEO DI CHIUSURA

CORSI TECNICI PAVIA:

Corso

Aspiranti

Arbitri

Il Segretario ANGELO RAINERI

Il Presidente UMBERTO GARCEA

37


Resi noti i dati ufficiali seppure ancora dnmìh

MME l'SfflJ ■! Occorre però assolutamente evitare di sentirsi de! tutto soddisfatti, di giudicare le cifre del 1969 come un traguardo ottimale, di ritenersi paghi dei risultati indubbiamente positivi che sono stati raggiunti. Le tragedie che insanguinano le strade del nostro Paese sono ancora troppe. Ogni ora dei giorno si registrano 1 morto e 25 feriti, e questo per tutte le 24 ore di ogni giorno, per tutti i 365 giorni che si susseguono in un anno.

Sono stati di recente diramati in forma ufficiale i dati relativi agli incidenti stra­ dali che si sono verificati in Italia durante i dodici mesi del 1969. Si tratta di dati ancora « provvisori ». nel senso che sono suscettibili di modifiche. Ed è bene met­ tere in evidenza che ogni eventuale cam­ biamento al riguardo può aversi soltanto in peggio: questo perché il possibile peg­ gioramento del quadro statistico attuale dipende dal fatto che — come è ormai nella prassi — la cifra riguardante i morti non comprende i decessi avvenuti dopo il settimo giorno dall'incidente, mentre pur­ troppo non poche volte accade che alcuni dei feriti vanno in realtà a ingrossare il numero dei deceduti malgrado di questi nuovi morti le statistiche ufficiali non ten­ gano conto. Fatta questa doverosa premessa, sarebbe un mancare ai più elementari doveri della obiettività il non voler riconoscere che è un dato molto consolante quello relativo alla diminuzione delle vittime della strada che si è registrata l'anno scorso. Nel corso del 1969, dunque, gli incidenti che si sono verificati sulle strade del no­ stro Paese sono risultati in totale 312 mila 742, con 9.555 morti e 222 mila 252 feriti. L'anno immedatamente precedente, e cioè il 1968, gli incidenti erano stati 322 mila, i morti 9.809, i feriti 234 mila 33. Una ele­ mentare operazione consente pertanto di rilevare un leggero miglioramento della si­ tuazione: infatti da un anno all'altro si è registrata una diminuzione di 9.258 inci­ denti, di 254 morti e di 11 mila 781 feriti. In percentuale, rispettivamente: il 2,9% in meno per quanto riguarda gli incidenti, il 2,6% sempre in meno per quel che con­ cerne i morti, il 5,0% ancora in meno per quanto attiene i feriti.

esclusivamente industriali); e se si consi­ dera che è parimenti aumentato in maniera sensibile — nel 1969 rispetto al 1968 — anche il movimento di veicoli di provenien­ za straniera sulle strade del nostro Paese, le cifre ufficiali che abbiamo riferito assu­ mono un rilievo ancora più grande, fino al punto di indurre a parlare di effettivo pro­ gresso. E' pertanto più che comprensibile la soddisfazione che per la circostanza non si è mancato di esprimere, da parte di diverse fonti responsabili. Lungi da noi ogni più lontana intenzione di voler fare — di fronte a tutto questo — la classica figura dei « bastian contrari » o degli « avvocati del diavolo » che dijj si •voglia. Siamo anzi lieti di riconoscere, di fronte a tale eloquente testimonianza, che la campagna per la sicurezza stradale in­ trapresa ormai da parecchi anni dall'ispet­ torato Generale del Traffico e della Circola­ zione del Ministero dei Lavori Pubblici e in questi ultimi tempi continuata quasi sen­ za soluzione alcuna di continuità, comincia adesso a dare i risultati positivi auspicati dai suoi promotori. Aggiungiamo, scenden­ do a un esame più particolareggiato delle statistiche ufficiali, che il 1969 si è conclu­ so in maniera davvero soddisfacente al massimo grado, se nel mese di dicembre gli incidenti sono stati 23 mila 608, con 815 morti e 15 mila 131 feriti, contro i 26 mila 608 incidenti, con 908 morti e 18 mila 339 feriti registrati nel dicembre 1968. Una diminuzione di ben 3.000 inci­ denti pari all'11,3%, di 93 morti pari al 10,2% e di 3.208 feriti corrispondenti al 17,5%.

Percentuali più consistenti per aprire il cuore alla speranza

Immessi nella circolazione oltre 1 milione di veicoli Se poi si considera che nell’arco di do­ dici mesi del 1969 sono entrati in circola­ zione nuovi veicoli per oltre 1 milione di unità (per la precisione 1 milione e 400 mila circa se si guarda alle iscrizioni al Pubblico Registro Automobilistico che com­ prendono — come è noto — tutte le di­ verse speci di autoveicoli nuovi di fab­ brica da quelli per uso privato agli auto­ mezzi che vengono invece utilizzati per usi

38

Ma, dopo di ciò, ci sembra opportuno aggiungere che — una volta preso atto con soddisfazione del calo registratosi tra il 1969 e il 1968 per quanto riguarda le vit­ time della strada — occorre evitare nella maniera più assoluta di sentirsi del tutto soddisfatti, di giudicare le cifre dell’anno scorso come un traguardo ottimale, di ri­ tenersi paghi dei risultati indubbiamente positivi che sono stati raggiunti. Il fenomeno dell'infortunistica stradale ha assunto tali proporzioni nel nostro Pae­ se, è divenuto un problema di tale vastità e gravità, produce conseguenze di natura


LE fflffll MM ■■ economica di così determinante portata (si pensi ai 2.000 miliardi di lire all'anno che 10 stesso Ministero dei Lavori Pubblici ha dichiarato essere il passivo finanziario de­ gli incidenti stradali e dei morti e dei feriti da essi provocati), che i miglioramenti de­ nunciati dalle ultime statistiche — quelli cioè dell’ordine del 2 o al massimo 3% — non possono di certo bastare. Le tragedie che continuano ad insangui­ nare le strade taliane sono sempre troppe, ad onta del calo verificatosi nel 1969. Do­ mandiamo in coscienza: se ogni ora del giorno si registrano 1 morto e 25 feriti, e questo per tutte le 24 ore di ogni giorno e per tutti i 365 giorni che formano un anno, si può dire che la tragica spirale di sangue sia stata spezzata? Evidentemente no. Questo significa che la strada giusta non è stata ancora imboccata, che le cifre definitive sono tuttora impressionanti, che 11 doloroso fenomeno non ha perso nulla della sua imponenza. E' pertanto indispensabile continuare ad adoperarsi con la massima energia — le autorità responsabili da un lato e gli utenti della strada dall'altro, sia le prime che i secondi negli specifici settori di propria competenza — senza lasciarsi ingannare dalla fallace convinzione che sia veramente cominciata quella fase discendente della parabola che tutti aspettano, e che vera­ mente è necessario affrettare perché non si può continuare a pagare un tributo così gravoso alla cosiddetta « civiltà delle mac­ chine ».

Intensificare gli sforzi per un’azione organica Anzi, proprio perché questi parziali e limitati successi hanno dimostrato che lo si può fare, bisogna intensificare gli sforzi, mirando soprattutto a raggiungere la ne­ cessaria organicità nell’azione da svolgere seguendo le due ben note direttrici: la prima volta all'educazione degli utenti del­ la strada, motorizzati e pedoni che siano, da rendere ininterrotta, capillare, convin­ cente; la seconda diretta ad intensificare, a rendere più « mordente », più dura, in una parola più efficace, l’opera di repres­ sione, considerandola sotto un duplice aspetto: come unico mezzo per neutraliz­ zare quanti si dimostrano « inguaribili », e nel medesimo tempo come strumento edu-

cativo più valido per gli altri utenti della strada che, pur rendendosi responsabili di colpe o di omissioni e comunque di una mancata osservanza delle norme e delle leggi in vigore, appaiono al contrario anco­ ra recuperabili. Sappiamo benissimo di non aver di certo scoperto l'America dicendo le cose che abbiamo detto, perché si tratta di tesi ben conosciute. Ma sappiamo anche che l’applicazione di queste tesi non è stata finora integrale come invece è stato più volte richiesto e come in effetti si è dimo­ strato necessario. Facciamo un esempio pratico: il tampo­ namento. Risulta da un’indagine svolta dal Ministero dei Trasporti e dell'Aviazione Civile in collaborazione con il Ministero dell'interno, che il tamponamento è una delle cause più frequenti dei decessi e dei ferimenti gravi sulle strade italiane. E le conclusioni di questa indagine sembrano collimare in pieno con la denuncia che da tempo è stata fatta al riguardo dalle com­ pagnie di assicurazione, le quali hanno calcolato che in Italia avvengono almeno 2 milioni di tamponamenti all'anno. Gli in­ cidenti del genere rilevati dalla Polizia stra­ dale nel periodo che va dal giugno del 1968 al giugno del 1969 sono stati 1821, tutti ri­ feribili a sinistri in cui il veicolo tampo­ nato era un autocarro, un autobus o un rimorchio. Su 753 di questi 1821 incidenti, pari a *- ----- _ sono ___state circa il 40% dei tamponamenti, coinvolte autovetture a bordo delle quali hanno riportato lesioni gravi o mortali 220 persone pari a circa il 44% delle persone che hanno subito analoghe conseguenze in tutti i 1821 incidenti rilevati. In effetti tanto sulle arterie di grande traffico quanto sulle strade interne degli agglomerati urbani, quello dei tampona­ menti a catena è uno spettacolo abbastan­ za frequente. Capita immancabilmente di vederlo, sulle arterie di grande comunica­ zione, soprattutto la domenica e i giorni festivi infrasettimanali, quando il lungo serpente delle macchine procede a sin­ ghiozzo tra rapide accelerazioni e brusche frenate: basta un momento di distrazione di un guidatore, che magari si è dilungato a guardare il panorama oppure a fare gli occhi feroci a una vettura che ha avuto il gravissimo torto di sorpassarlo, ed ecco che una mezza dozzina d’auto finiscono una addosso all'altra, con le lamiere con­ torte e i vetri a pezzi. Se le velocità dei vari automezzi tamponatori e tamponati non sono elevate, i passeggeri se la ca­ vano di solito con qualche contusione e

molta paura. Ma i danni delle vetture sono generalmente sensibili — e ne sanno qualco­ sa le compagnie di assicurazione! — perché per ragioni di sicurezza, cioè per preservare l'abitacolo, i cofani anteriore e posteriore delle macchine vengono costruiti in modo che, in caso d’urto, si deformino con fa­ cilità assorbendo così la potenza della col­ lisione.

Come si evitano i tamponamenti Quanti sono i guidatori che sanno cosa si deve fare per ovviare a questo pericolo? Che curano di avere sempre dinanzi a sé uno spazio libero che gli consenta di ef­ fettuare senza preoccupazioni la manovra di guida? E in particolare che gli consenta di fermarsi, anche all'improvviso, senza per questo dover finire addosso all’auto che precede? Questo spazio* libero si chiama, appunto. - distanza di sicurezza » e, almeno in teo­ ria, dovrebbe essere eguale alla distanza di arresto, vale a dire al tratto di strada che l'utomobile, con le gomme che strido­ no, continua a percorrere durante la fre­ nata. Come si calcola questa distanza? Eviden­ temente in funzione della velocità della macchina, tenendo presente che, quando si viaggia sui 100 all'ora sono necessari almeno un centinaio di metri per smaltire del tutto, con una buona frenata, la forza d'inerzia. Nella pratica non è possibile o per lo meno è difficile tenere sempre pre­ senti i rapporti esistenti tra le mutevoli velocità alle quali si viaggia e i relativi spazi di frenata. Per cui bisognerà regolarsi con buon senso considerando l'opportunità di mantenere una distanza di almeno 50 metri dal veicolo che precede se il fondo stradale è in buone condizioni e non è umido. Invece in caso di pioggia, o se co­ munque l'asfalto è bagnato, la distanza deve essere l’equivalente in metri della velocità, cioè 60 metri se si viaggia a 60 all'ora, 80 metri se sì viaggia a 80 e via dicendo. Nello stesso tempo bisogna aver cura di mantenere la normale velo­ cità di crociera al di sotto dei 100 orari, qualunque sia l'effettiva potenza della mac­ china, perché l'umidità diminuisce l’ade­ renza della vettura alla carreggiata e ren­ de rischiose tutte indistintamente le ma­ novre improvvise.

39


IMfflPfflMM)

GLI UOMINI PIALLATI Il successo, oggi, anche nello sport è inteso come bene immediato da consumare al più presto, come il bambino cerca l'immediata gratifica­ zione del suo piacere orale succhiandosi il dito. Che i campionati del mondo siano stati sostanzialmente un successo, "allora, è cosa ormai nota, anche se questo determinato tipo di • succes­ so », per ovvi motivi, sappia­ mo che costruisce degli uo­ mini • piallati - al servizio di interessi finanziari e di quell' idolo che si chiama « tecni­ cismo ».

Ma, questa volta, non desi­ dero soffermarmi su questi aspetti deleteri che fanno del gioco del calcio una specie di sport che abitua allo squa­ drismo mentale, quanto piut­ tosto su tre cose che mi han­ no favorevolmente impressio­ nato guardando molte partite della coppa Rimet. La prima: ho notato che il ti­ fo dei messicani o dei tifosi in genere è stato un tifo con­ trollato, caldo ma ragionato, entusiasta ma misurato. Un tifo cioè che può davvero es­ sere una via per « liberarci » da tante compressioni psico­ logiche che questa benedetta società opulenta e tecnicizza­ ta ci impone. Quando il « ti­ fo » è • liberazione » e non « devastazione ». come in tan­ ti stadi casalinghi, allora ha la capacità di lasciarci e di rinforzarci un cuore ragione­ vole e una ragione cordiale. La seconda: mi ha favorevol­ mente stupito la correttezza degli atleti. Vi sarà stato gio-

co anche pesante, ma il ve­ dere la prontezza con cui un giocatore chiedeva scusa al­ l’altro o con gesto amichevo­ le cercava di comunicare con l'avversario, mi ha fatto pen­ sare a ciò che dovrebbe es­ sere ovvio: si gioca per vin­ cere, per lottare, ma nella lotta e nella vittoria dobbia­ mo diventare maggiormente amici, atlrimenti la vittoria si tramuta in prepotenza e la lotta in rissa. Nessun giocatore è stato espulso durante i campionati del mondo, i cartellini gialli per le ammonizioni non sono stati molti: tutto questo mi fa pensare che la maggior parte di quegli atleti era riu­ scita a costruire dentro di sè una palestra, a capire cioè nel verso giusto lo sport. Per questa volta, almeno. La terza: infine mi ha fatto pensare la reazione di alcuni atleti (soprattutto Jairzino) subito dopo aver segnato una rete. Questo mettersi in gi­ nocchio, raccogliersi istanta­ neamente in una intensa con­ centrazione, farsi un segno di croce, alzare esultanti — come oranti — le braccia al cielo, baciare la coppa coma fosse un amuleto-reliquia ecc. ecc., potrebbe benis­ simo essere interpretato co­ me autentico feticismo e non sono certo io ad affermare che in questi atteggiamenti consiste una certa animazio­ ne cristiana di una realtà temporale. Me ne guardo be­ ne. In ogni modo però alcuni studiosi di psicologia (Allport e Jung) affermano che nella psiche dell'uomo vi è una « gravitazione ascendente »

che definiscono « religiosi­ tà -. Si tratta di una tensio­ ne naturale verso l’assoluto e questo nucleo psichico che chiamiamo - religiosità » è ben distinto dalla « religio­ ne ».

Dove voglio arrivare? A questo: sono sempre più con­ vinto — ed anche questo ti­ po di reazione sportiva me lo conferma — che non esi­ stono atei, ma solo idolatri, che la scristianizzazione non significa ateismo, ma cam­ biamento dell'oggetto, del contenuto di una sempre per­ manente religiosità che vi è in tutti gli uomini. Vi sono elementi comuni e costanti in tutte le forme di religio­ sità e questi vanno ben co­ nosciuti per identificarli, evi­ denziarli e amplificarli alla coscienza stessa del sogget­ to fino a renderlo convinto del suo proprio volto divino. Queste le tre impressioni fa­ vorevoli che ho riportato. Ma dietro le quinte di tutta questa festa del calcio chi c'era?... L'uomo potente, il grande me­ cenate sportivo carico di quattrini e senz'altro pieno d'onori e privilegi, ma ormai, da un punto di visto umano, questo tipo di uomo è deci­ samente isolato in una spe­ cie di utero di plastica con placenta retorica e romanti­ ca, con il volto di uomo-bam­ bino che diventa mago di se stesso, fuori dal tempo e dal­ lo spazio reale e capace solo di praticare l'escercizio spor­ tivo più antico: quello di suc­ chiarsi il suo dito-amuleto.

Claudio Bucciarelli

o« z 5 -g —“ c\i □™ t: z “

o> = —

So

5-hì =

5220-^

iìssò

cc 0

Q.

W

<2 o cc □ .

co Z cc co uj o < 0 a. -j m Q UJ ui O □_ Q -j CZ> u.j uj 1

o|s5S

5 s01 — a

|i^=

z52 9 jO Q CO Z

zo0

— OC Z) —> Q. —

il-:i

a — 0 aò-g» s

c s

ras

ESSE

&9


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook