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Stadium n. 12/1963

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La famiglia del Centro Sportivo Italiano, spiritualmente unita in esultanza ai fedeli della chiesa universale, esprime alla santità di PAOLO VI i sentin^enti della sua profonda \ incontenibile letizia per la fausta elezione

alla suprema cattedra di Pietro. Mèmore e grata della benevola affettuosa

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assistenza confortatrice nel primo faticoso cammino della nostra organizzazione nazionale» # P^J'Prale. sollecitudine dimostrala verso il ventrcr Sportivo ar riconferma la filiale sotto

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rosiano, iasione

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La Pasqua dello Sportivo celebrata "in Milano nel 1961, dall’allora Cardinale^krcivescovo Margini, oggi PAOLO v«

Stadium

( PRESIDENZA NAZIONALE ANNO LVIII - N. 12 - 7 LUGLIO 1963 Sì QUINDICINALE DEL CENTRO^—.... SPORTIVO ITALIANO Spedizione in abbonamento postale - gruppo II

I PROBLEMI DELLO SPORT


CALCIO CORRUZIONE

Stadium QUINDICINALE DEL CENTRO SPORTIVO ITALIANO ANNO LVII - N. 12 Roma, 7 luglio 1963

Via della Conciliazione, 1 Tel. 655.561 - 650.113 Sped. abb. post., gruppo li

Sei grande, vecchio mio p. 2 Ricordi di Monsi­ gnor Montini p. 3 Atletica: indicazioni tecniche e orga­ nizzative p. 4 Calcio: finali di Ri­ mini p. 5 Pallavolo: tecnica e regolamento p. 6 Tuttocsi p. 7 142 modi dipescare p. 8

sei grande, vecchio mio « Vuole una tazza di caffè, Padre? ». «No gra­ zie, preferisco un tè, una tazza di tè ghiacciato ». Come si fa a chiudere gli occhi stanotte? Come si fa?... Il materasso di gomma-piuma scivola sul­ la rete di metallo e hai la sensazione di andare in barca. Poi brucia. Come brucia la gomma. Ma lui ha la febbre a quaranta stanotte e respi­ ra male. Almeno chiedesse un po’ d’acqua. La sua bocca è arida come la sabbia e il poco fiato sibila come fiamme di fuoco. C’è acqua fresca nel thermos, ma lui non la chiede. Adesso mi alzo dal letto. Piano piano. «Vuole bere un po’ d’acqua fresca? ». «Si, figliolo, mettine poca, pe­ rò, perchè non so se sia un dono di Dio oppure una golosità! ». Povero vecchio mio, come bru­ cia. Accarezzo la sua mano. Il sudore scivola cattivo sulla sua pelle. Scivola ambiguo, mali­ gno, mortale. Come un aspide. Almeno potesse dormire. Almeno sapesse gridare, lamentarsi, piangere. Sospira. E sospirando parla con Dio. Adesso c’è un bambino che piange. Come pian­ gono i bambini di notte! Lacerano il cielo. Ma lui dice grazie al Buon Dio. Nella mezza luce io cerco un’immagine. Potessi trovare un’immagine sola con cui parlare, e passare un pezzo di notte. Ma la testa è ottusa. Dalla finestra aperta un essere cattivo soffia il fuoco, mentre inutile ron­ za un ventilatore. Tra poco le stelle andranno a riposare; sono diventate pallide e nervose. Come è calda la notte. Il corridoio sembra infinito. E’ pallido e sudato come se fosse pure lui amma­ lato. Cammino su e giù in punta di piedi per aiutare il silenzio a starsene zitto. Dorme il mio vecchio. Ha la bocca aperta come una ferita e la sua pelle è ruvida e giallastra. Dorme adesso e sembra un bambino diventato improvvisamen­ te vecchio. Mi affaccio alla porta semiaperta e osservo il suo corpo raccolto. Come correvi, vec­ chio mio. Come eri agile quando salivi le scale che portano alla torre. E ti voltavi e ridevi per­ chè io avevo il fiatone a starti dietro. Ma adesso di sotto gridano e piangono. E’ morta una giovane di 25 anni. Le notizie al­ l’ospedale corrono lungo le pareti, portate dal­ l’aria. Ma tu sei di nuovo sveglio. Adesso mi arrabbio. Questo è un mercato rionale, non un ospedale. Chiamo la Suora e poi... «ma no, la­ scia andare figliolo, non chiamare nessuno. Cal­ mati. Non devi entrare così nelle cose. Quando I apri una porta, aprila con le mani... non pren­ derla a calci!». «Ha ragione, vecchio mio, mi scusi. Ma adesso, beva ancora un po’ d’acqua». Come desidero il sole. So che brucerà la mia pelle e la stanza dove il mio vecchio Vescovo sta lottando per sopravvivere. Desidero il sole per liberarmi dalla notte. Come sono lunghe le notti dentro un ospedale. Ma lui rimane sereno. Non aspetta il sole e si accontenta della notte, ler sera mi ha detto: «Non è importante sa­ pere quello che Dio vuole da noi, ma accettare quello che ci manda ». E’ l’alba. Mi piace camminare piano sull’ac­ ciottolato. Non ho voglia di parlare. Ho la testa confusa e nel cuore pesa una notte di ribellione e di amore. L’aria adesso è più benevola con la mia pelle e sento il bisogno di chiedere perdono a Dio per le mie ribellioni e di ringraziarLo per l’amore del mio Vescovo. Un po’ cupo passa vicino uno spazzino. Mi chiede: «Come sta il Vescovo?». «Così così». « Quello è un santo, quello non può morire per­ chè Dio sa che abbiamo bisogno del suo grande cuore ». Ho voglia di piangere e mi vergogno. Entro nella prima Chiesa aperta. Non riesco a pregare, ma ripeto come un ritornello: «Sei grande,- vecchio mio ». DON NICOLA

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Se gli arbitri ci stessero...

L'AOCC DENUNCIA IL NUOVO STATUTO UVI

Pubblicazione in omaggio a tutti gli iscritti SILVIO BETTOCCH1 Direttore responsabile Pubblicazione iscritta al numero 4987 del registro della stampa del Tribunale di Roma in data 14-1-1956 Stampatore Tumminelll Città Universitaria - Roma

— Hai visto? Vogliono compromettere il compromesso UVI-Lega... finché non comprometteranno definitivamente il ciclismo italiano!

ricorda arcobaleno sport I opuscolo tecnico, super-illustrato da disegni e fotografie, alla portata dei ragazzi di "Arcobaleno Sport". In 32 pagine le principali nozioni tecniche di sette discipline sportive: Tennis tavolo, Atletica leggera, Pallavolo, Nuoto, Pallacanestro, Rugby Educativo, Pattinaggio. E' il regalo più gradito che i dirigenti possono fare ai loro giovanissimi atleti, ed è per loro stessi un'utile fonte di spunti tecnici e suggerimenti didattici. E' l'opuscolo che anche i ragazzi acquisteranno con entusiasmo e apprezzeranno per l'utilità delle preziose nozioni che contiene, per la semplicità dello stile, per l'interesse della materia trattata.

è uscito rugby educativo il primo volume di una collana sportiva nuova in Italia e ispirata a criteri di impostazione e redazione del tutto rivoluzionari. L'EDUCATORE potrà trovarvi una somma agile di preziosi suggerimenti didattici, che comunque i ragazzi stessi leggeranno con facilità e con interesse. Il TECNICO vi troverà la più precisa e completa esposizione dei dati e una raccolta di sussidi pratici per l'insegnamento, l'allenamento e schemi di gioco. Il RAGAZZO poi, potrà lui stesso scoprire i segreti di questo nuovo e affascinante sport seguendo lo stile facilissimo con cui il volume è stato scritto e osservando i numerosissimi, chiari e precisi disegni tecnici che lo illustrano. "Rugby Educativo" di Tonino de Juliis è stato giudicato dalla F.I.R.« La pubblicazione, per la sua completezza, è la più importante tra quelle finora pubblicate sull'argomento in Europa ».


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L'elezione di Sua Santità Paolo VI ha mosso, com'è naturale, la curiosità soprattutto dei giornalisti sulla vita e le opere dell'ex-Cardinale Arcivescovo di Milano, di

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S. E. il Prosegretario di Stato di S. S. Pio XII, del sacerdote Montini e della sua famiglia. Que­ sto riaffiorare di notizie e di ricordi (purtroppo non sempre veritiero e rispettoso) aiuta a definire nel­ l'animo devoto dei fedeli e in quello attento di tutti gli uomini della terra, la figura morale del 263. suc­ cessore di Pietro. Con tutta la riverenza dovuta al Vicario di Cristo e alla sua altissima missione universale, anche noi del C. S. I. abbiamo lasciato via libera ai ricordi, of­ frendo ai nostri lettori alcune immagini e momenti della vita passata del nuovo Papa che abbiano re­ lazione con il Centro Sportivo Italiano. Incominciamo, da questo numero, ricordando l'ap­ poggio costante, concreto, preziosissimo che l'allora Prosegretario di Stato diede alla nostra Organizza­ zione ai suoi primi faticosi anni di vita; il conforto e I incitamento offerto ai Dirigenti Nazionali; la pre­ senza affettuosa alle più solenni manifestazioni e I assistenza amorevole nelle più varie circostanze. Presentiamo, inoltre, alcune immagini che lo ricor­ dano presente a manifestazioni indette dal Comitato Provinciale di Roma. Nei prossimi numeri, saremo invece lieti di offrire ai nostri amici, ricordi, immagini e notizie che si ri­ feriscono al periodo in cui il Santo Padre ha retto come Cardinale Arcivescovo la diocesi di Milano.

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Nel 1952 l’attività del Co­ mitato Romano del CSI fu intensissima sia sotto il pro­ filo tecnico-agonistico che organizzativo. Basti pensare che in un solo anno il nostro Comitato, nel settore degli impianti sportivi, realizzò quanto gli organi federali stessi non erano riusciti a compiere in Roma e provin­ cia in tutto il dopoguerra. Ec­ co le cifre: 13 campi di cal­ cio, 9 di pallacanestro, 14 di pallavolo e 3 campi di tennis. Queste impressionanti ope­ re si poterono realizzare gra­ zie soprattutto alla compren­ sione e al benevolo appoggio di personalità, tra le quali spicca la figura di S.E. Mons. Montini, allora Prosegretario di Stato. Le foto accanto e qui sotto lo ritraggono pre­ sente alla inaugurazione del campo ’’Pio XII” di Albano.

Nella foto sotto, S. E. Mons. Montini presenzia alla ceri­ monia di premiazione del Comitato Romano del CSI risul­ tato, per la stagione agonistica 1952-53, primo assoluto nella graduatoria nazionale. Nella foto a destra, nella stessa cir­ costanza, l’allora Prosegretario di Stato consegna una coppa ad un dirigente del Comitato Provinciale Romano del C.S.I.

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Non è facile far saltare "istintivamente" un atleta. Ma noi ci siamo quasi riusciti e possiamo presentare questa sequenza fotografica. L'atleta si è quasi dimenticato di saper saltare, e come si può vedere affronta l'asticella con rabbia, proprio come, certamente, avrà fatto all'inizio della sua carriera. Come si può notare salta con il piede destro scalzo. * E' l'unico "particolare" che fa capire che l'atleta non è poi un principiante...

Il caldo che si è abbattuto su tutta Italia, non frena l’impeto atleco. I Campionati provinciali e zonali si stanno svolgendo regolar, mente già in oltre 30 Comitati, molti dei quali hanno addirittura fatto già disputare due prove. La partecipazione è già abbastanza buona ed anche i singoli risultati tecnici. E’ da tener presente che il termine ultimo per l’effettuazione delle prove di campionato scade 1’8 settembre prossimo e quindi i Comitati, specie quelli che hanno ridotti impianti sportivi, hanno tutta la possibilità di far effettuare le gare anche nei prossimi mesi prettamente estivi. Già si guarda alle semifinali interregionali del 29 settembre, che que­ st’anno avranno una partecipazione certamente maggiore rispetto al passato, in quanto ogni Comitato avente diritto all’iscrizione potrà inviare alla semifinale un massimo di tre atleti per gara. Anche la finale del 20 ottobre, portata a dieci finalisti per gara, sarà certamente quanto di meglio avrà espresso l’atletica CSI in questi ultimi anni.

come si salta che cosa si deve avere... L'atleta ha "battuto” violentemente. La sua "spinta” lo porta in alto, e cerca di accompagnarsi con le braccia (paurosamente fermo il sinistro), mentre il destro è in buona sincronia con la gamba destra già in avanzata fase di stacco.

Innanzi tutto tanta "passione" per l'atletica in generale e per l'alto in particola Guarda che per "passione" si intende sapersi sempre sacrificare, rinunciare a fa te "cose" che adesso ti appaiono necessarie, imprimere alla tua vita un nuo "corso", che chiameremo sportivo. Una normale tenuta sportiva. Un paio dii calzoncini, non troppo lunghi; una n ghetta; un paio di scarpe da ginnastica. Non voler avere subito le scarpette c vedi usare dagli atleti in gara (le scarpette chiodate). Non faresti altro che da neggiare i tuoi primi salti. Le scarpette chiodate le potrai calzare quando sai "atleta" nel vero senso della parola!

Un "fìsico” normale. E' chiaro che se sei alto (limitatamente alla tua età) ' secco" riuscirai meglio. Cioè avrai molta facilità a iniziare a saltare. Ma ani se sei piccolo e grosso non aver paura: l'alto potrà giovare a "snellirti" e ad acq srare elasticità, per eventualmente poi passare ad altre specialità atletiche (vi lancio del peso o del disco)..

che cosa si deve sapere,.. La spinta sta avendo il suo successo. L'atleta è quasi sull’asticella. La gamba destra si eleva maggiormente, mentre la gamba sinistra è ancora troppo in basso e non segue l'azione. In questa foto si nota però magnificamente, l'azione istintiva del saltatore.

L'atleta è sull'asticella. Inizia il tentativo di scavalcamento, rullando (cioè inclinando il busto sull'asticella). La gamba destra è quasi oltre l'asticella, pure il braccio destro. Ancora la gamba sinistra non segue l'azione generale, mentre il braccio è stato "piegato" (molto bene).

Il salto in alto si effettua partendo da una pedana a forma di semicerchio. Al miie della pedana (prima della fossa ripiena di sabbia) due "paletti" (i ritti, i gergo atletico) che sostengono l'asticella, oltre la quale si dovrà "volare". I r e I asticellai formano i saltometri, tanto per tua curiosità. Non ci sono limiti alla rincorsa per l'alto. Comunque, fermo restando quello < in seguito leggerai, la pedana avrà una lunghezza minima per la rincorsa metri 15. » Éh La gara vera e propria inizierà da una determinata altezza che è di solito indicata nel regolamento della manifestazione. Da questa altezza in avanti, o concorrente avrà a propria disposizione tre tentativi per cercare di superarla, evidente che se il concorrente supererà subito l'asticella, passerà alla misura su riore. Se fallisce le tre prove, verrà eliminato dalla gara Un concorrente p< anche "passare" la misura. Cioè non saltarla. In questo caso viene automaticame ammesso alla misura superiore di quella "passata". Se però non riuscirà a salt questa misura verrà classificato con l'altezza effettivamente saltata (esempio: o corrente salta metri 1,50; passa 1,55; fallisce 1,60: viene classificato con metri 1,5

La classifica finale della gara è determinata dall'altezza superata per ultii Se due o più concorrenti avranno ottenuto eguale misura finale, vincerà colui i avrà totalizzato il minor numero di falli nel corso della gara, cioè colui che $ riuscito a saltare nel minor numero di tentativi (ricorda che ogni atleta ha a sposizione tre tentativi per ciascuna misura); continuando la parità vince colui < nel complesso di tutte le prove avrà saltato di meno, cioè colui che avrà effetti) il minor numero di tentativi (ecco l'importanza di "passare" la misura). Tutte le normé che riguardano la gara del salto in alto sono regolate dal rego mento tecnico della Federazione Italiana di Atletica Leggera e precisamente occupano dall'alto gli articoli 36, 37 e, per quanto’ riguarda la classifica, l'artia 22 (per ottenere il regolamento tecnico della Fidai basterà chiederlo al Pala delle Federazioni in Roma).

come si impara... A Fermo restando quanto abbiamo scritto su "cosa si deve avere", la dote fi principale per imparare a "saltare" è quella di presentarsi calmi di fronte all'a cella. Si parla sovente di "panico del saltometro". Ma più che panico è il timi di saltare, è quella soggezione dell'asticella, che laggiù è pronta a valutare le capacità. Ed allora un primo suggerimento: se sei emotivo, non guardare l'a cella, dimenticati di essa, cerca di essere istintivo.

L’attimo più difficile. L'atleta sente il momento e si scompone. Non l'accompagna evidentemente il "mestiere". Il braccio destro viene abbassato, provocando uno scompenso in tutto il corpo. La gamba sinistra è ancora legata. La destra, invece, è molto bene avviata oltre l'asticella. Adesso l'atleta ce la deve mettere proprio tutta per riuscire. Ce la farà?

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£ Saltare istintivamente è certamente elemento che pone il principiante di fro alle sue capacità: egli sa che saltando "come madre natura gli ha insegnato" I riuscire a "quota x". Egli sa pertanto se potrà avere una qualsiasi possibilità tura di progredire. Q Attenzione però: saltare istintivamente vuol anche dire non preoccuparsi né di battute, né di stili, né di rincorsa. Ci si deve solo "preoccupare" fronte un'asticella non troppo elevata. Facciamo, tanto per iniziare, un pare poco? D'accordo, però prima "provalo" tante volte quel metro, istintivamente. Poi aumentalo di qualche altro centimetro.

di nie di aveì metro! e sen

Se vedi o senti che salti con facilità, cerca qualcuno che "mastica" atletica e vedere saltare., Solo da questo momento e seguendo i consigli di colui che vederti saltare potrai smettere di saltare istintivamente ed allora arriverà la rola stile, la tecnica della battuta, la rincorsa inclinata e di un ben determif numero di passi. Ma tutto questo entra già nel. clima atletico vero e proprio e ora è meglio (molto meglio) accontentarsi di "saltare" così come viene ed tutta tranquillità


CAMPIONATO NAZIONALE 01 CALCIO le partite della finale Virtus Lovere (Bergamo) - H. P. SR. Siracusa 2-0 LOVERE; Oprantìl, Olivieri, Cattaneo, Frossl, Fini, Rossi acchiappati, Amichetto, Solln, Ni­ coli, Clerici. H. P. SR.: Reale (Caruso), Corso, Alvarez, iviaccnena (Cugno), Rivella, Formica, Glacosa, Malore, Aititi, Scaglione, Medicano. „run.ro: Bassani di Rovigo. Don Caracciolo ha presentato quest’anno una squadretta qualche tono al disotto di quelle presentate negli anni precedenti. Il vuoto cau­ sato nelle proprie lile dal vari « prelevamen­ ti » effettuati da Società federali dal nomi illustri non, è stato ancora colmato. Ha avuto inoltre la sfortuna di dover incontrare nella prima gara la squadra rivelazione del Cam­ pionato: la Virtus di Lovere che l’ha elimi­ nata con 11 classico punteggio di 2 a 0.

Robur Macerata - Orione Roma 1-0 ROBUR: Borgianl, Monachesi, Calassi, bistra­ tti (Blslo), Baldacclnl, Falucci, Granata, Ber­ ti, Rlbecni, Montemaranl, Moreschi. urtiONE: cesaretti, Ruocco, Ferri L., Bisogni­ ni, Maltagliati, Rinaldi (Fravollnl), Ferri m., Glovanninl, Totobrocchi, DI Domenico, nroitro: Butte di Milano. Non avendo la gara la caratteristica delle varie eliminatorie con le relative preoccupa­ zioni si è assistito ad uno spettacolo calci­ stico degno di rilievo sia dal punto di vista tecnico che da quello agonistico. L’ha spun­ tata la squadra cara, a Don Paciaroni con una bellissima rete messa a segno a pochi minuti dalla fine.

Molinello Genova - CSI Acquaviva Fonti 7-1 MOLINELLO: Reghitto, Labò, Plncetl, Plzzlmbonl, Repetto, Gorlni, Canevello, Magnanego, Pennavarla, Molinello, Tallero. CSi ACQUAVIVA: Sapore, Loprlore, Montene­ gro, Andrlani, Cirlelll, Amapani, Lottarulo, Lenocl, Giaurri, Ippolito, Attollno. Arbitro: Schlavolln di Padova. Due squadre tecniche ma dal valore com­ pletamente staccato. Forte, pirotecnica, inci­ siva quella del Molinello, fragile negli sche­ mi di giuoco ma soprattutto nel morale il LSI Acquaviva.

Olimpia Piacenza - Libertas Trento 2-1 OLIMPIA: Marcottl, Lupi, Sartori, Poggi, Pol­ iedri, Morganti, Borlenghi, Corvi, Pellegrini, Devoti, Lamberti. LIBERTAS: Gozzer, Radice, Busana, Perego, Bertotti, Tonini, Zigllo, Agostini, Smittarello, Calandriello, Baldo. Arbitro: Zenga di Milano. Risultato che rispecchia 1 valori in campo. Un po’ di cuore in più ed una migliore im­ postazione tecnica hanno determinato il risul­ tato che ha veduto l'olimpia di Piacenza ac­ cedere alla fase successiva del Campionato. i

Virtus Lovere (Bergamo) - Orione Roma 1-0 VIRTUS: Oprandl, Olivieri, Cattaneo, Frossl, Pini, Rossi, Acchiappati, Amighetti, Sarbinl, Nicoli, Clerici. ORIONE: Cesaretti, Ruocco, Ferri L., Mina, Maltagliati, Bisognini, Di Domenico, Ferri M., Totobrocchi, Meloni, Rinaldi. Arbitro: Nicole di Padova. Partita nel complesso combattuta e su un plano di equilibrio. Scarsa incisività negli at­ tacchi che le difese hanno egregiamente con­ trollati. La gara si è risolta infatti a 4’ dalla fine con una rete messa a segno dal Lovere.

Molinello Genova - Olimpia Piacen­ za 5-0 MOLINELLO: Reghitto, Labò, Pincetti, Plzzimbone, Repetto, Gorlni, Canevello, Magnanegro, Pennavarla, Molinello, Tallero. VIRTUS: Marcottl, Lupi, Sartori, Morganti, Poliedri, Poggi, Borlenghi, Corvi, Pellegrini, Devoti, Lamberti. Arbitro: Fumagalli di Milano. Niente da fare per la Virtus contro la mac­ china « macina goals » — come è stata defi­ nita la squadra del Comm. Molinello — in pieno stato di grazia. Punteggio comunque troppo severo che non rispecchia compietamente 1 valori In campo.

Molinello Genova - Virtus Lovere (Bergamo) 3-1 MOLINELLO: Reghitto, Labò, Plncetl, Plzzimbcnl, Repetto, Gorlni, Canavello, Magnanegro, Pennavaria. Molinello, Tallero. LOVERE: Oprandl, Olivieri, Cattaneo, Frossl, Pini, Rossi, Acchiappati, Amlghetto, Solin, Ni­ coli, Clerici. Arbitro: Bascan! di Rovigo. Partita veramente emozionante il cuL risul­ tato ha veduto coronato il sogno lungamente rincorso dal Comm. Molinello: il titolo Italia­ no della categoria Júniores del CSI. Titolo am­ piamente meritato, conquistato da una squa­ dretta composta da undici piccoli campionclnl che più volte hanno riscosso applausi a scena aperta. Quindici goals segnati in tre partite dimostrano l’efficienza degli attaccan­ ti; due soli subiti la validità della difesa. In questo Incontro valevole per 11 titolo ave­ va di fronte la squadra rivelazione del cam­ pionato: la Virtus di Lovere (Bergamo) che gli ha contestato il passo fino all’ultimo minuto facendogli sudare un successo nettamente meritato.

Si è concluso felicemente il campionato nazionale di cal­ cio dei nostri ragazzi che, con le sue nuove caratteri­ stiche ha rappresentato una vera e propria rassegna del calcio del Centro Sportivo Italiano. La parte organizzativa la possiamo definire perfetta in ogni dettaglio e ciò costitui­ sce, principalmente, una grande affermazione degli amici del Comitato di Rimi­ ni e più particolarmente del Presidente Tamagnini e del Consulente Don Valerio Ce­ sari. L’ospitalità delle Autorità riminesi e di tanti e tanti amici ci ha veramente com­ mosso ed è da queste colon­ ne che sentiamo il dovere di esprimere loro tutta la no­ stra riconoscenza. Vada il nostro grato pensiero a S. E. Mons. Emilio Biancheri, Ve­ scovo di Rimini, che ha cele­ brato la Santa Messa ed ha avuto toccanti apprezzamen­ ti nei riguardi dello sport giovanile della nostra Orga­ nizzazione. Un grazie parti­ colare alle Autorità comuna­ li e provinciali, al Presidente della Rimini Calcio, comm. Belardinelli, all’amico commendator Gino Amati che durante tutta la permanenza degli atleti e dei dirigenti del CSI ha loro riservato le più affettuose attenzioni. A tutti i collaboratori del Comitato esprimiamo la nostra grati­ tudine più profonda per la impeccabile organizzazione.

le otto squadre Possiamo affermare con tutta serenità che le forze calcistiche del CSI hanno of­ ferto nello stadio di Rimini uno spettacolo di apprezzabi­ le levatura tecnica accompa­ gnata da un entusiastico agonismo, dove tutti i ragaz­ zi hanno difeso fino allo spa­ simo i colori delle loro ban­ diere. La sera precedente si è svolta una grande riunione alla quale hanno partecipato tutti gli atleti ed i dirigen­ ti del CSI. Abbiamo rivolto loro un appello che sapeva di affettuosità, ma nello stesso tempo abbiamo ricordato quale doveva essere il com­ portamento dell’atleta del CSI. Le partite di calcio comportano inevitabilmente dei contatti decisi fra gioca­ tori ed è proprio in quelle circostanze che lo spirito di comprensione e la forza d’a­ nimo di ogni singolo atleta deve emergere. Abbiamo af­ fermato che non era suffi­ ciente il rettilineo comporta­ mento sui campi di gioco se poi, al difuori dei terreni del­ le contese, l’esuberanza dei giovani si fosse manifestata in atti non aderenti alla se­

rietà della nostra Organizza­ zione. Ed è in questa sede che in­ dirizziamo il nostro grazie a tutti i dirigenti, e calciatori del Centro Sportivo Italiano perché, sia sui campi di gio­ co che fuori di essi, sono sta­ ti esempio di correttezza e di educazione. Dobbiamo esse­ re lieti per il contenuto tec­ nico e organizzativo della manifestazione, perché ab­ biamo avuto la prova che anche il calcio può essere un valido mezzo per un apprez­ zato indirizzo educativo.

la rassegna Possiamo mettere sullo sce­ nario della vittoria le otto Unioni Sportive partecipanti alle finali perché ognuna di esse merita il plauso incon­ dizionato. Naturalmente i verdetti del campo hanno sentenziato la graduatoria dei valori tecnici ed in base ad essi passiamo ad una no­ stra sintetica rassegna. Il CSI Acquaviva delle Fonti non ha esitato a lot­ tare con il massimo impe­ gno, anche se ha dovuto ce­ dere di fronte a compagini tecnicamente più preparate. Alla fine della partita i bra­ vi ragazzi di Puglia avevano offerto ogni loro riposta energia e ciò costituisce un merito che va al di là di qualsiasi risultato. La compagine dell’H.P.SR di Siracusa, che rappresenta una tradizione per i nostri campionati, ancora una vol­ ta è riuscita a mettere in evi­ denza una pregevole tecnica e l’organicità della squadra. Nel calcio ha importanza il ’’peso” degli atleti ed i bian­ chi di Siracusa, pur essendo handicappati di fronte agli avversari, sono riusciti a far­ si spontaneamente applaudi­ re dal numeroso pubblico e la loro sconfitta non può con­ siderarsi amara ma devesi giudicare come una notevole affermazione. Siamo certi che nel prossimo anno i si­ racusani rappresenteranno ancora una pedina di primo piano. La Robur di Macerata si è presentata con un complesso efficiente e con una tecnica lodevole. Peccato che per ma­ lintesi di tesseramento non abbia potuto partecipare alle fasi successive. Ma ciò che conta è l’aver vissuto nel cli­ ma delle finali nazionali. Sia­ mo certi che nel prossimo anno la Robur di Macerata sarà presente e può conside­ rarsi fin. d’ora una squadra di grandi possibilità. L’Orione di Roma, che per ben tre volte ha vinto il cam­ pionato nazionale, ha perdu­ to con gli onori che spettano ai forti. Le palesi manchevo­

lezze di alcuni attaccanti hanno consentito alla squa­ dra romana di poter compe­ tere per la vittoria finale. Co­ munque la sua eliminazione verificatasi con il minimo scarto è una valida testimo­ nianza della sua idoneità. La Libertas di Trento di fronte ai campioni non ha dimostrato titubanze e anche quando il risultato era ormai definito, i bravi ragazzi tren­ tini si sono difesi con digni­ tà ed onore. L’Olimpia di Piacenza sot­ to certi aspetti non ha man­ tenuto le premesse che ave­ va posto nella gara elimina­ toria, comunque le sue pre­ stazioni possono considerar­ si eccellenti e si può quindi porre nel ristretto quadro delle migliori classificate. Il CSI Lovere (Bergamo) può definirsi la rivelazione del campionato. Trattasi di' una squadra organica ed ef­ ficiente in ogni sua linea, an­ che se la difesa può consi­ derarsi il fulcro di tutta la compagnia. E’ una squadra battagliera; nella finalissima con il Molinello di Genova, dopo il primo tempo termi­ nato alla pari, formulammo una definizione: il cuore e l’entusiasmo contro la tecni­ ca. I bergamaschi hanno ce­ duto di fronte ai liguri con il massimo degli onori e sono riusciti, durante tutto il corso della partita, a creare il cli­ ma dell’incertezza con rife­ rimento al risultato finale. I suoi tifosi, piovuti a Rimini con i pullman, hanno fatto sentire il loro incoraggiamen­ to e le loro laceranti sirene, dando così alla partita una vernice folcloristica. Quando il trillo finale dell’arbitro sanciva la loro sconfitta, tut­ ti gli atleti che portavano sul viso il segno della loro dura fatica potevano essere acco­ munati all’applauso più spontaneo del pubblico per­ ché gli atleti del Lovere me­ ritavano questo riconosci­ mento. Finalmente i rosso-blu del Molinello di Genova riusci­ vano a conquistare lo scu­ detto tricolore che negli an­ ni precedenti diveniva chi­ merico nelle finalissme. Tal­ volta in un torneo a ritmo ac­ celerato con la partecipazio­ ne di numerose squadre, la graduatoria dei valori non sempre rispetta gli effettivi meriti. Siamo lieti di ammet­ tere, con tutta serenità, che la graduatoria dei valori è stata ampiamente rispettata sul terreno dello stadio di Rimini. Il Molinello ha dato più volte dimostrazione di alto talento calcistico suscitando il più vivo plauso e quindi la vittoria da esso conquistata devesi ritenere ampiamente meritata.

il domani Durante tutte le fasi fina­ li del campionato abbiamo veduto fra gli spettatori i tecnici di parecchie società italiane. Sappiamo che alla fine delle contese molti no­ stri giovani calciatori sono stati richiesti da varie so­ cietà blasonate. Non si sono svolti ’’mercati”: i dirigenti delle nostre Unioni Sportive si sono semplicemente preoc­ cupati di garantire un ’’do­ mani” ai loro giovani atleti, un domani che non si iden­ tifichi esclusivamente col gioco del calcio, ma che lo stesso sia accompagnato da una sicura occupazione nel mondo del lavoro.

la premiazione Il prof. Filippucci ha por­ tato il saluto della Presiden­ za alle Autorità presenti, ai dirigenti ed agli atleti met­ tendo in rilievo le finalità educatrici e spirituali del CSI e formulando un riverente pensiero di amore filiale ver­ so il Sommo Pontefice. Infine il Direttore Tecnico Nazionale, come primo atto, ha chiamato presso di sé i capitani del Molinello e del Lovere invitandoli ad ab­ bracciarsi. Quell’abbraccio doveva significare l’amorevo­ le fusione di tutti i calciatori del Centro Sportivo Italiano, testimoniando che al di sopra della contesa sportiva emer­ geva il sentimento dell’affet­ to e della serenità, elette qualità riservate agli atleti aventi una base educativa plasmata nel clima del CSI. Vada anche il nostro elogio agli arbitri del CSI di Mila­ no, Padova e Rovigo che hanno diretto le finali na­ zionali con la migliore ocu­ latezza tecnico-disciplinare. La generosità delle Autori­ tà locali ha consentito che ad ogni squadra fossero conse­ gnate parecchie coppe e pre­ mi particolari. Esprimiamo il nostro par­ ticolare ringraziamento alla Federazione Italiana Giuoco Calcio che, con squisita sen­ sibilità, ha premiato tutte le partecipanti, anche con ma­ teriale sportivo, e inoltre ringraziamo la Presidenza della FIGC e l’AIA/SA per la preziosa collaborazione offer­ ta durante tutto l’anno cal­ cistico. Il campionato di Rimini sarà felicemente ricordato perché ha avuto un conte­ nuto tecnico e soprattutto esemplare sotto tutti i punti di vista. Noi vorremmo che tutte le manifestazioni na­ zionali avessero le caratteri­ stiche della manifestazione svoltasi sulla riviera adrìatica

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— IEEOUMENTI

a cura di GIANNI TURELLA con la collaborazione di ALVARO GAETA NI

I COLPI LIBERI

Continuiamo il nostro discor­ setto sui colpi liberi e cerchia­ mo di illustrare questa nostra chiacchierata con alcune foto­ grafìe che speriamo rendano esaurientemente l’idea di quan­ to siamo andati dicendo e quanto diremo ancora. Come abbiamo già scritto, questi colpi sono abbondante­ mente usati nella tecnica mo­ derna perché molto più sicuri, ma molto meno precisi. Per ov­ viare a tale inconveniente ne­ cessita che il giocatore dedichi ad essi una maggiore attenzio­ ne negli allenamenti. E’ utile la ripresa a due mani per palloni molto corti; pallo­ netti per esempio. E’ questo il caso illustrato dalla foto A. Il giocatore si protende molto in

avanti con ima gamba in modo da poter avanzare il più possi­ bile senza perdere l’equilibrio. Non è questo il solo caso di utilizzazione di tali colpi. Esa­ miniamo le foto B e C. Ripresa di un pallone lateralmente. Il giocatore porta in fuori una gamba e le due mani. H movi­ mento del giocatore illustrato nella figura C è pressoché iden­ tico al movimento illustrato nella figura A con la sola va­ riante che la palla che prima era frontale ora risulta laterale. Nella foto D esaminiamo un altro caso di ripresa bassa. Questo movimento è in un cer­ to senso combinato con la rul­ lata. Si vede bene il giocatore completamente sbilanciato in­ dietro. Successivamente cadrà rotolando indietro come nella rullata. Le mani, però, sono messe secondo la tecnica dei colpi liberi che abbiamo illu­ strato. E’ un modo come mi al­ tro per smorzare la palla mag­ giormente e per alzarla di più. Continuando nella nostra pa­ noramica dei vari colpi entria­ mo ora nei salvataggi veri e propri. E’ qui che incontriamo l’analogia con il tennis! In questo settore, la scuola ameri­ cana si differenzia in modo so­ stanziale dalla scuola europea e orientale. Per gli americani, in­ fatti, la pallavolo non è consi­ derata che una nipote del ten-

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FOTO A

nis ed hanno quindi trasferito in questo gioco la tecnica ten­ nistica. Danno una grande im­ portanza alla battuta ed usano in grande quantità colpi ad una mano sia di diritto che di rove­ scio, secondo la buona tecnica tennistica. In Europa la palla­ volo ha subito notevoli varia­ zioni perché fu considerata uno sport a sé stante, uno sport con una sua tecnica particolare e precisa. Furono introdotti quin­ di, per merito della scuola russa e cecoslovacca, tutti i colpi a due mani, dal basso come la rullata, o la tecnica descritta fi­ nora Non è però detto che la tec­ nica americana che abbonda nelle riprese ad una mano sia di diritto che di rovescio, debba

FOTO B

Continuando ad illustra­ re il nostro regolamento, cerchiamo di riallacciarci a quanto siamo andati scri­ vendo nella puntata pre­ cedente. Eravamo al colle­ gio arbitrale che, ripetia­ mo, risulta composto da un primo e da un secondo ar­ bitro, da un segnapunti e da un giudice di linea. Di tutti questi personaggi il più importante, quello cioè di cui non si può fare a meno, è il primo arbitro. Costui, infatti, può avocare a sè le funzioni di tutti gli altri giudici: può fare tran­ quillamente da primo, da secondo, da segnapunti e da giudice di linea senza che gli si possa dire ”ah”. E’ il capo di tutto il colle­ gio arbitrale e tutto e tutti sono posti sotto la sua au­ torità. Decide su tutte le questioni anche su quanto non è previsto dai regola­ menti. La sua autorità

coci alla tecnica. Non c’è molto da dire in verità. C’è solo da puntualizzare la posizione della mano. Pugno o mano aperta a cucchiaio? Mano aperta a cuc­ chiaio, precisiamo! Perché? Sia nel pugno che nella mano aper­ ta a cucchiaio la superficie che imprime la forza alla palla, la superficie contro cui la palla batte per prendere maggior impulso, è pressoché identica e corrisponde alla zona del car­ po, o meglio alla zona della ma­ no in cui si nota quella caratte­ ristica sporgenza. La rimanente superficie deve cercare di controllare la palla e più la superficie è grande, mag­ giore sarà il controllo della pal­ la. Non è questa una novità, perché già in altra parte abbia­ mo sottolineato la grande im­ portanza di cercare di impat­ tare la palla con la maggiore superficie possibilie. D’altra par­ te l’importanza della mano aperta a cucchiaio, non è esclu­ siva di questi colpi in quanto la mano a cucchiaio è usata an­ che nella battuta come nella schiacciata e così via. Se il col­ po viene dato con una mano questa sarà a cucchiaio.

FOTO C

essere seguita ad occhi chiusi. Consentiamo pure le riprese ad una mano specialmente quando risulti necessario per un salva­ taggio ad ogni costo; ma cer­ chiamo di fare in modo che il giocatore, sappia utilizzare sia la mano destra che la sinistra al fine di consentire ima mag­ giore utilizzazione ed un mag­ giore vantaggio di questi colpi. Non è facile saper usare la si­ nistra, però è necessario che il giocatore cerchi di apprendere questa tecnica al fine di evitare una maggiore imprecisione ed una maggior perdita di tempo. Si vedrà che in fondo in fon­ do non è così diffìcile come può sembrare a prima vista. Ed ec-

FOTO D

Ed eccoci alle foto : Si vede benissimo la mano a cucchiaio. H movimento del giocatore è analogo a quello della rullata laterale, ma in questo caso la palla è presa molto più distante dal corpo. Non crediamo ci sia altro da aggiungere.

giunge ad un punto tale che può annullare anche le decisioni dei suoi colleghi quando è sicuro che essi abbiano commesso degli errori. Il secondo arbitro ed il segnapunti hanno delle funipni ben delimitate, funzioni che rientrano pe­ rò anche nei poteri del primo arbitro. Ad esempio un secondo arbitro fischia una invasione della linea centrale. Questo compito è di pertinenza del secon­ do; ciò non toglie che può essere fischiato dal primo. Viceversa se il giocatore compie un fallo sul nastro superiore della rete il fal­ lo non può essere fichiato dal secondo, anche se è stato visto da questi e non visto dal primo arbitro. E’ all’arbitro che il ca­ pitano della squadra pre­ senta i cartellini dei gio­ catori che parteciperanno all’incontro. Alla gara pos­ sono prendere parte da un minimo di sei ad un massimo di dodici giocatori. Quindi non meno di sei e' non più di dodici. Sul re­ ferto infatti come potrete notare, se avete conservato la puntata precedente, nel­ la parte sinistra ci sono due quadrati riservati al­ le due squadre che pren­ dono parte alla competi­ zione. In esso vanno se­ gnati il numero della ma­ glia, il cognome ed il no­ me del giocatore e infine il numero del cartellino. Ci sono a questo scopo do­ dici righe, non una di più né una di meno. Resta fer­ mo il fatto che una squa­ dra non può assolutamen­ te partecipare ad una ga­ ra con meno di sei gioca­ tori, anche se il fatto di avere un numero minore di giocatori comporti già una notevole menomazio­ ne per la stessa. Sappiate quindi, che se domandere­ te all’arbitro se potete gio­ care in cinque, sentirete rispondervi immancabil­ mente un no! secco, preci­ so ed inequivocabile! L’i­ scrizione sul referto del o dei giocatori, è importante perché alla gara possono partecipare solamente i giocatori iscritti sul refer­ to prima della gara. Esem­ pio: una squadra si pre­ senta con sette giocatori perché al momento di ini­ ziare la partita ce ne sono sul campo (sette. Durante lo svolgimento della gara arriva l’ottavo giocatore che è uno dei migliori. Questi viene in­ citato a sbrigarsi, a spo­ gliarsi ¡perché deve entra­ re in campo. Beh! quel giocatore non potrà par­ tecipare alla gara poiché il suo nome non è stato mes­ so sul referto prima della stessa e non può essere più segnato nel corso del­ la gara. Facciamo ora un altro caso. Sul campo ci sono sei persone, ma può essere che anche gli altri gioca­ tori possano venire duran­ te lo svolgimento della ga­ ra. Allora il capitano pri­ ma dell’inizio farà segnare sul referto i nomi dei gio­ catori assenti. Questi po­ tranno allora partecipare alla gara previa presenta­ zione all’arbitro che pro­ cederà al riconoscimento del giocatore. Riepilogando: giocatori non meno di sei e non più di dodici, I nomi di quelli che prendono o prende­ ranno parte alla gara deb­ bono essere scritti sul re­ ferto prima dell’inizio del­ la gara anche se al mo­ mento di inizio risultano assenti, comunque ripetia­ mo ì giocatori presenti al­ l’inizio dela gara non deb­ bono mai essere inferiori a sei.

GORIZIA - Al campo scolastico « Fabretto » si sono svolte le gare di atleti valevoli per la fase pro­ vinciale del campionato CSI. Nu­ merosi i partecipanti divisi nelle due categorie allievi e júniores. FORLÌ’ - Cinquanta atleti han­ no gareggiato al campo scuola per la aggiudicazione della I. Coppa Romagna indetta dal locale comi­ tato CSI. Un risultato di ottimo livello tecnico è stato quello di Zannoni che ha corso i 100 m. in 11”3. RAVENNA - Sul campo scuola di Forlì si è svolta, organizzata dal locale comitato CSI una riu­ nione di atletica leggera. Ottimi risultati hanno ottenuto gli atleti ravennati fra cui si é messo, in rilievo Magnani del CSI Cervia che che ha vinto la gara del salto in aito categoria allievi.

ROMA - Sulle strade della Ca­ pitale si è svolto il Primo Gran premio Podistico A. S. Roma vale­ vole quale prova di campionato italiano di corsa su strada. Viscusl, Lombardi e Annunziata tutti del CSI Gaeta si sono classificati terzo, quarto e quinto. PARMA - Sul Campo Scuola di Via Po hanno avuto inizio le gare di atletica valevoli quale prima prova del campionato CSI di Atle­ tica leggera. VICENZA - Sette primati provin­ ciali CSI sono stati battuti nel corso della seconda prova del Campionato provinciale. Di parti­ colare risalto il risultato ottenuto da Giometto nel 400 piani júniores che ha corso la distanza in 53” netti. Alle gare hanno partecipato quasi 300 atleti e si sono svolte al Campo CONI.

LUCCA - Le piste e le pedane del Campo Coni hanno veduto in azione gli atleti scesi in campo per la disputa della gare valevoli quale seconda prova di campionato pro­ vinciale CSI. Ottimo il tempo di 11”4 fatto registrare da Novelli nel 100 piani. Nella classifica a squa­ dre la Don Bosco Pietrasanta al­ lievi e Nova Fortltudo Júniores vanno consolidando la poslzlne.

THIENE - I 300 giovani che han­ no partecipato alle Olimpiadi Vitt organizzate dal Patronato San Gae­ tano da Thiene, hanno assistito alla cerimonia della premiazione cui ha partecipato anche il Sindaco.

NAPOLI — Gli atleti del CSI Partenope prenderanno parte a Bec­ co alla gara di marcia di 20 km valevole per la conquista del titolo italiano júniores.

REGGIO E. - Gli atleti della CSI Reggio Atletica, battuti solo dalla fortissima squadra della Fratel­ lanza di Modena, si sono imposti individualmente e il miglior ri­ sultato è stato quello di Pietro Montanari che ha fatto registrare 10”5 sui 100 plani. VICENZA —• L’atletica Fulgor sa­ rà impegnata a Vicenza nella terza prova del campionato provinciale di atletica leggera. Per l’importante gara sono stati, convocati tutti 1 migliori atleti sia della categoria allievi che di quella júniores.

NAPOLI — Gli atleti del CSI Partenope e del CSI Tavernole di Ca­ stellammare di Stabla prenderan­ no parte a Portici nella gara a staf­ fetta riservata agli júniores e per l’appunto denominata ”1. Coppa città di Portici”.

AVELLINO — Gli atleti del CSI Avellino sono chiamati a difendere il secondo posto dietro il CSI Partenope di Napoli nella ripresa del Trofeo Federale Allievi. Purtroppo si dovranno lamentare alcune de­ fezioni per via degli esami in corso ma la maggior parte dei cannoni in maglia blu-arancione saranno in gara a cominciare da Clndolo che gareggerà nella seconda prova del Trofeo della Campania. REGGIO EMILIA — Gli atleti della regione saranno in gara sulle piste e pedane del campo di Via Luca da Reggio per il Trofeo Fal­ chi. Su tutte le formazioni primeg­ giano quella del CSI Reggio Atleti­ ca e quella della Virtus Bologna.

PADOVA — Il Comitato locale del CSI organizza con l'approvazione della FIDAL il campionato provin­ ciale di atletica leggera che si svol­ gerà in quattro giornate: 23 Giu­ gno, 7 Luglio, 1 Settembre, 15 Set­ tembre. Le gare della prima gior­ nata si svolgeranno al Campo As­ cella con inizio alle ore 8,30. Si prevede una affluenza record di atleti.

VICENZA — Oltre 300 aUetl di 14 Società prendono parte sulle piste e pedane del Campo scuola CONI alla terza prova del Campionato Provinciale CSI di atletica leggera, valido per II GP Recoaro.

TREVISO — Sulla pista e pedane delle Stlore ha avuto luogo la se­ conda prova del campionato pro­ vinciale di atletica leggera organiz­ zata dal CSI trevigiano.


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In questa pagina ospitiamo tutte le notizie di attività CSI inviateci dai nostri corrispondenti o raccolte dalla redazione.

ASTI — SI è svolta la premiazio­ ne ufficiale delle squadre parteci­ panti al Campionato di calcio del CSI. Prima classificata è risultata la squadra del Jolly sport di Costi­ gliele, che ha ottenuto le medaglie d’oro. Le medaglie d’argento sono andate alla Junior Calosso che è stata la diretta antagonista del vin­ citori. Alla squadra delle Medie di Costigliele è andato il premio ri­ servato alla squadra più discipli­ nata. PORDENONE — Nella serata ini­ ziale del Torneo del Bar e ditte Sacilesi. che si sta svolgendo al­ l’oratorio PIO X per iniziativa del CSI Casagrande, il Bar Tiezza ha ot­ tenuto una chiara vittoria sul BaiPosta per 4 a 0. Folto ed entusiasta il pubblico presente.

CREMONA — Sul Campo dell’o­ ratorio Sirino organizzato dal CSI GllOertina di Soresina sta per pren­ dere il via il Torneo notturno al quale hanno dato adesione tutte le squadre della zona. Sono stati for­ mati tre gironi, due di quattro squa­ dre e uno di tre. Tra i premi, oltre alle 220.000 lire in contanti, vi é una Coppa offerta dalla Direzione Generale dell’lNA, una coppa of­ ferta dall’lnter Club di Soresina e ima offerta dall’oratorio di Sore­ sina. PARMA — Nella seconda serata del Tomeo dei Bar la U.s.CSl OR. SA. sara impegnata contro il Bar Cubana. L’incontro si svolgerà, alla iuce del riflettori del Campo Tan­ dini che annualmente vede le ge­ sta della squadra locale militante nel campionato di serie B. VICENZA — Si è iniziato il Tor­ neo di calcio notturno per squadre di bar u concerie per la disputa del trofeo Luigi Cisco. La .nannestazione che si svolge da sette anni è or­ ganizzata dal CSI Garcia Merano. Prima dell’incontro l’assistente del CSI ha benedetto il campo e il rappresentante del Sindaco ha ri­ volto alle squadre significative pa­ role.

BERGAMO — Con medaglie d’ero offerte dal comune di Lovere sono stati, premiati giocatori e dirigenti della Vlrtus, per la beila afferma­ zione riportata nel campionato di calcio CSI dove la Vlrtus Lovere si è per l’appunto classificata al pri­ mo posto nella regione. 1 professori Melgarl e Negletti rappresentavano il Senatore Turani Presidente del CSI Bergamasco. VERONA — Le manifestazioni sportive indette nell’ambito dell’i­ niziativa che va sotto il nome del­ la ’’Settimana dell’aclista” hanno riscosso vivo successo e grande con­ corso di folla, specie il calcio è sta­ to seguito come al solito e il suo torneo ha veduto la partecipazione di ben 12 squadre.

LUCCA — La Commissione Cal­ cio del CSI Lucca rende ufficial­ mente noto che la VII Coppa Serchlo è stata vinta dalla US ENDAS. AI secondo posto il Borgo a Mozza­ no battuto per 1 a 0 nella fina­ lissima.

FAENZA — Il CSI Rlolo Terme, battendo per 3 a 0 la Libertas Faen­ za, si è classificato al quarto posto del girone della fase zonale del campionato allievi indetto dal set­ tore giovanile della F.I.G.C.

PARMA — La Unione sportiva Langhlranese partecipante al Tor­ neo Primavera Indetto dal Comita­ to CSI ha riportato due pareggi : uno In casa con l'Aurora e l’altro a VIcofertlle contro la squadra locale.

REGGIO E. — Otto sono le squa­ dre che daranno vita agli accesi in­ contri che si giocheranno nell’ambi­ to del 1. Tomeo Notturno per squa­ dre Aziendali. Le gare si svolge ranno sul campo sportivo del Vil­ laggio Catellanl. LODI —। Venerdì 21 giugno è Ini­ ziato alla Casa della Gioventù, or­ ganizzato dalla S.S. Laudense e sot­ to il patrocinio del CSI, il Tomeo Interaziendale Notturno di Calcio. Alla competizione hanno aderito ben 12 squadre di altrettante azien­ de e, sla per quanto riguarda l’af­ fluenza di pùbblico che per il li­ vello tecnico-agonistico, il giudizio è senz’altro nettamente! positivo.

ÄBDHTI STAMPA attenzione IL CONCORSO FOTOGRAFICO di STADIUM continua e ric­

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premi

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materiale

sportivo attendono i vincito­

ri e le loro società.

Chi non vi ha ancora prov­ veduto invii la tessera stam­

AUTOMOTORADUNO 1 CESENA Organizzato dal CSI di Cesena si è svolto con successo il XII automotoraduno con mèta Tredozio, una ridente località nell’appennino tosco-romagnolo. Partenza dalla nostra città con sei pullman, auto e moto; cinquecento partecipanti: atleti, sportivi e giovani con le ri­ spettive famiglie. Nella chiesa parrocchiale è stata celebrata la S. Messa dal nostro Vescovo mons. Augusto Gianfranceschi al­ la presenza dell’On. Andreucci, Presidente del comitato zonale di Cesena,, e degli altri dirigenti di Cesena e di Tredozio. E’ seguita poi una laboriosa caccia al tesoro con 13 squadre partecipanti e densa di emozioni: vincitore il gruppo di S. Egi­ dio premiato con una coppa offerta dal comune di Tredozio e con premi del CSI di Cesena. Si è svolta pei una gara di corsa nelle vie del paese, vinta da Gabriele Ferrini dell’unione Sportiva Vis in Fide di Tredozio, al secondo posto Piraccini Carlo dell’US S. Rocco di Cesena e al terzo posto un altro atleta Tredoziese. Il pomeriggio è stato impegnato con spettacoli di arte varia del complesso ’’Gli Astri” diretto dal sig. Riccardo Chiesa e con la partecipazione dei bimbi dell’istituto Lugaresi diretti da don Silvano Gobbo. La rappresentativa cesenate ha poi battuto per 1 a 0 la rap­ presentativa di Tredozio in una avvincente partita di calcio. In serata la lunga teoria di auto e di pullman ha fatto ritor­ no verso Cesena. Domenica 23 giugno, nel cortile del palazzo Chini è stato inaugurato un nuovo campo polisportivo fatto costruire dal Co­ mitato Zonale Autonomo di Cesena. Il nuovo impianto permet­ te lo svolgimento di più attività sportive: pallavolo, pallacane­ stro tennis e pattinaggio a rotelle. Carlo Carli t

e chi ne è sprovvisto invii

lascio della stessa.

A conclusione dell’anno socia­ le 1962-63, la. Polisportiva Bel­ linzona S. Giuseppe ha indetto una serie di manifestazioni ago­ nistiche disputate nel piazzale antistante la Chiesa di S. Giu­ seppe. sede della Polisportiva, trasformato per l’occasione in un magnifico campo di pallaca­ nestro con l’installazione di gradinate per il pubblico e di un efficiente impianto d’illumina­ zione. Dette manifestazioni sono state imperniate su di un tor­ neo di pallacanestro che ha vi­ sto la partecipazione della Knorr, della Fortitudo-Ferm, del Gira, del Leone XIII, della Pallavicini e del Bellinzona ; su di un incontro di judo fra rap­ presentative di Bologna e di Reggio Emilia e una gara citta­ dina di marcia. Un folto, com­ petente ed appassionato pubbli­ co ha sempre affollato le gra­ dinate appositamente erette, e rivelatesi insufficienti, ed ha se­ guito con vivo interesse le varie manifestazioni. Particolari attenzioni sono state rivolte alla gara di mar eia, che ha visto snodarsi fra le squadre del quartiere assiepate da fitte ali di folla plaudente una multicolore fila di giovani marciatori, e alla serata dedi­ cata al judo aperta da un’esibi­ zione di allievi di Reggio Emi­ lia proseguite, da un incontro fra le rappresentative di Bolo­ gna e di Reggio E. e conclusa da un’esibizione delle cinture nere Pazzaglia, Penna, Agnetti e Zanatta. Ma il torneo che più di tutti ha polarizzato l’attenzione degli sportivi bolognesi e che ha fat­ to conoscere la Polisportiva Bellinzona a tutta la cittadinan za è sato quello di pallacane­ stro disputato fra le migliori squadre di Bologna. Si sono vi­ sti incontri molto combattuti ed interessanti e che hanno tenu­ to desta l’attenzione dei nume­ rosi appassionati presenti. Degna conclusione di tutto il torneo è stata la finale disputa­ ta fra la Knorr e la FortitudoFerm dominata fra i continu' applausi ed incitamenti del pubblico della Fortitudo. Gianluigi Galli

BOLZANO

pafecanestnol CHIAVARI — Convincente suc­ cesso ha riportato nella presente stagione 11 CSI Alcione maschile di pallacanestro piazzandosi al 2. po­ sto nel campionato di Serie B. Men­ tre la squadra femminile si è piaz­ zata al 3. posto nel campionato di serie C. Il suddetto settore è com­ posto di ben 120 atleti formanti quattro squadre. LODI — In questi giorni si è concluso il Torneo ”G. Comizzoli” di basket organizzato dalI’U.S. Li­ bertas Lodi sotto il patrocinio del C.S.I. Il torneo, che ha avuto mo­ menti entusiasmanti, ha visto la vittoria del G.S. Ideal Standard di Brescia la quale ha battuto, in un travolgente finale, la Prò-Patria di Milano. Nella serata conclusiva, ha avuto luogo una partita amichevo­ le tra la squadra campione d’Italia di Pallacanestro Slmmenthal Mila­ no contro la Fontelevisslma di Cantù. Quest’ultlma si è aggiudicata l’incontro per 78 a 76. In questo Incontro si sono particolarmente distinti Gamba, Pieri, Volpato.

BOLOGNA - La Polisportiva CSI Pellinzona organizza un Torneo di pallacanestro In notturna al quale prenderanno parte le società spor­ tive Knorr, Fortitudo, Leone XIII, Pallavicini e Gira.

tennis—• MANTOVA - Vasta risonanza ha suscitato il Torneo Interaziendale organizzato dal locale comitato CSI. La Cartiera Burero, battendo l’U. G. M. si qualificava per la fi­ nalissima. L’altra finalista si avrà dall’incontro tra la Cassa di Ri­ sparmio e il Genio Civile.

ciclismo® ? PADOVA - Paccagnella Orfeo del­ la ciclistica CSI Torpado si è classificato al terzo posto nella sesta edizione del gran premio Radio Tarcisio per allievi. Pacca­ gnella è stato fra i più infati­ cabili atleti in gara ed anche me­ rito suo se la corsa è risultata avvincente.

VICENZA - Flavio Vencato, il gio­ vane atleta ciclista del CSI Pejo di Quinto, giungendo domenica ter­ zo sul traguardo di Nove e primo tra gli atleti della provincia ha con­ quistato 11 titolo di campione pro-

SQUADRE IN VETRINA

chiusura

della stagione calcistica Il 18 giugno, nel cinema dell’Oratorio ’’Bellesini” di Via Vintola, du­ rante un simpatico raduno di tutti 1 dirigenti e 1 giovani atleti che hanno partecipato all’attività cal­ cistica del CSI, la Commissione Te­ cnica per il Calcio ha proceduto al­ la premiazione per l’anno 1962-1963. Il Consulente ecclesiastico Provin­ ciale Don Roberto Lorenzonl ha Il­ lustrato al convenuti lo spirito che deve animare 1 giovani sportivi. Dopo una breve relazione tecnlco-disclpllnare sull’attività svolta — che si riassume ne' torneo ’’Ivo Largura” con 10 squadre, nel cam­ pionato ’’junlores” con 11 squadre e nel torneo a 7 giocatori con 19 squadre — relazione esposta dal Cav. Bonsignorl. presenti 11 Dott. Testini e 11 Slg. Cum per gli arbi­ tri, sono state consegnato coppe, targhe e medaglie offerte dalle mas­ sime autorità provinciali e cittadl ne, oltre che dal CSI. alle 11 squa­ dre partecipanti al campionato ’’Ju­ nlores”. a ciascuna delle quali il

Comitato ha donato un pallone da calcio. Squadre premiate: Don Bo­ sco Bressanone, Stella Azzurra, Virtus D. Bosco Bolzano, Excelslor Pro Oratorio, Dalmata, Imperiai, Cortaccia, Brunico, SSV Bressanone. Vipiteno. Quindi è stata la volta del Tor­ neo a 7 giocatori ’’giovanissimi”, vinto dall’A.S. Vlrtus D. Bosco di Bolzano, al quale hanno preso par­ te ben 19 squadre. Anche per que­ sto cl sono state coppe, medaglie, targhe e diplomi, e un plauso par­ ticolare all’organizzatrice ’’Pro Ora­ torio”. Il sano entusiasmo del giovani è stato 11 degno coronamento di tut­ ta l’attività annuale che si riassu­ me In un totale di 319 gare dispu­ tate nell’ambito del CSI nella no­ stra provincia. Seguirà a fine mese un torneo a quattro squadre "allievi" per l’or­ ganizzazione dell’Imperlal di "Cri­ sto Re” - Bolzano.

La squadra forlivese della For­ titudo CSI, che ha brillantemente partecipato al torneo di serie C di Pallavolo indetto dal­ la FIPAV, ha mancato per un soffio la serie B nelle finali di­ sputatesi recentemente a Bolo­ gna. Auguri vivissimi per il prossimo anno.

notìzie da casa nostra ★ notìzie * notìzie da casa nostra CULLE

NOZZE

Il 22 giugno la famiglia del nostro amico deH'Ufflclo Centrale Tesseramento Luciano Giuliani é stata allie­ tata dalla nascita di un terzo figlio al quale, in ricor­ do dell'elezione del Sommo Pontefice, sono stati im­ posti 1 nomi di Enrico, Domenico, paolo VI. Ai fratellini Antonella e Alfredo, alla gentile signora Nlna e all’amico Luciano le nostre più vive felicita­ zioni e fervidi auguri.

Il 22 giugno, il Consulente Regionale CSI del Pie­ monte don Giovanni Grlva, ha benedetto a Torino le nozze del nostro Consigliere Nazionale Cesare Bezzo con la gentile signorina Silvana Franclone. Alla felice coppia di novelli sposi le felicitazioni più vive della Presidenza Nazionale, di Stadlum e di tutta la famiglia del CSI, insieme agli auguri più belli.

pa per la vidimazione 1963, una sua fotografia per il ri­

PALLACANESTRO JUDO E MARCIA a Bologna

Un secondo flocco rosa in casa di Alberto Catalani, l’amico che collabora a Stadlum con 1 suoi precisi di­ segni tecnici e con le spiritose vignette umoristiche. Complimenti alla gentile signora Gioia e all'amico Alberto; auguri vivissimi alla neonata Insieme alla sorellina maggiore Susanna.

ERRATA CORRIGE

Nell’ultimo numero annunciavamo erroneamente che 1 dirigenti provinciali di Torino avevano dato un rico­ noscimento al rag. Cesare Abrate, Presidente Regionale del CSI Piemontese. SI tratta in realtà del rag. Gio­ vanni Abrate, consigliere provinciale e vice-presidente della Commissione Calcio. Chiediamo scusa al rag. Cesare e aH’lnteressato, rin­ novandogli 1 nostri più sentiti complimenti e auguri.

vlnclale UVI. per la categoria esor­ dienti succedendo al compagno di società Ivano Scartagna che ora mi­ lita negli allievi. Scartagna proprio domenica scorsa ha vinto una Im­ portante corsa con traguardo a Ma­ rcatica.

BELLUNO - In una gara cicli­ stica svoltasi a Belluno Paolo Barzon della U. S. CSI Torpado si é classificato al quinto posto, dopo una gara tiratissima che lo ha visto sempre fra 1 più agguerriti protagonisti.

LARIANO - Nella 4. edizione della coppa d’Abruzzo, che ancora una volta ha mantenuto intatte le virtù spettacolari che hanno de­ stato vasta eco intorno alla ma­ nifestazione, si è imposto per di­ stacco Riso Michele della TJ. S. CSI Zerbini che ha percorso la distan­ za di 71 chilometri alla media di 35.900. THIENE - Organizzata dalla U. S. CSI Robur si svolgerà la prima Coppa « Pro Thiene > per ciclisti allievi. La corsa si risolverà su un percorso di 88 km. Notevoli le asperità che renderanno dura la fatica agli atleti; una la salita di Meda e Infine quella che potrebbe risultare decisiva che va da Calvene a Velo di Lusiana

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L'ultima volta che ci sia­ mo lasciati con la storiella del pescatore che... Va bene, ogni promessa è debito. Dunque, a proposito di guadino, ecco un fatterel­ lo vero. Durante una gara, su un lago salato, e in cui tutti tiravano ad anguille con vermacciolo, ecco, ad un tratto, un urlo quasi disumano di un concorrente: « E’ grosso... E’ grooosso! », La canna da lan­ cio piegata ad arco riesce a recuperare senza sussulti o strappi, e si trova una spigo­ la di oltre 5 kg. Il pesce, gra­ zie anche alla dolce pendenza della riva, arriva fin sotto senza proteste. Il concorrente è sprovvisto di guadino per cui, così come si trova, sen­ za stivaloni, si precipita in acqua dopo aver buttato via la canna, agguanta il filo, volta le spalle al lago e ”a calci” porta la spigola a fer­ irà... Si aggiunge che è riu­ scito a prenderla con un amo del 10 innescato a verme di terra. In realtà era accaduto che, all’amo, aveva abbocca­ to una ’’cechetta” (piccola anguilla) e su di essa si era portata la spigola... L’intera commissione 'intervenne per censura sul commento dei concorrenti... Ora, se diamo retta allo ignoto inglese della prima puntata, non resta che parla­ re dell’ ’’imbecille probabile”, cioè del pesce. Per quanto diluita in tre razioni, la trattazione è stata veramente terra-terra, anzi in superficie, e le nozioni so­ no rimaste tali. Non resta che tentare quella gitarella che volevamo fare fin dal prin­ cipio. Molti proverbi ci sono regalati da quest’hobby fra cui quello del < chi dorme non piglia pesci ». Occorre, cioè, tentare la sorte — specie in estate — fin dall’alba, cioè dalle 4-4,30 alle 10 e dalle 17 al tramonto. L’orario per la notte (luglio-agosto) di rego­ da va dalle 17 a mezzanotte e dalla 4 alle 10 del mattino. Si intende che parliamo di pesca al mare; località, questa, che scegliamo per molti motivi (varietà di pesce, presunti lettori che in maggior nume­ ro andranno al mare, nessun obbligo di licenza, ecc.). Se ci limitiamo alla pesca da ter­ ra cercheremo di scegliere po­ sti scogliosi che abbiano al­ meno 2 m. d’acqua per poter lavorare con la punta, dato che il lancio ci consentirà di insidiare il pesce lontano. Im­ maginiamo, quindi, per con­ venienza, un ’’tutto ideale”.

Pesci... pericolosi Attenzione, ora, ai pericoli cut si va incontro con talu­ ne specie: spigola: le pinne dorsali bucano la mano con molta facilità per cui è opportuno prenderla per gli opercoli oppure, scendendo dalla te­ sta, tenere abbassate le spine dorsali e stringere forte. Me­ todo da non applicare con esemplari di certa taglia (da 1/2 kg. in su). tràcina: è ottima come car­ ne ma non bisogna mai toc­ carla a mano nuda. Sia sul dorso come, sulle branchie si trovano punte velenose che, se bucano, gonfiano la mano ottundendo i nervi del brac­ cio perfino per qualche gior­ no. Le tre, pinne dorsali si alzano all'improvviso e ri­ sultano palmate fra loro. So­ no di colore bruno scuro. torpèdine: dà una concre­ ta... scossa elettrica. razza: i colpi di coda sono pericolosi in quanto su di essa si trova una specie di chiodo che produce lo stesso effetto della tràcina. murena: occhio ai denti. Se si attacca fa come l’ede­ ra: muore ma non molla. sàrago: meno pericoloso degli altri ma le spine dor­ sali sono acuminate. I pesci pericolosi di acqua dolce si limitano al luccio: infinite serie di denti. Finché è agonizzante è sempre pericoloso. Esem­ plari modesti (1-2 kg.) sono riusciti a bucare,’ sopra - e sotto, il piede di uno stivalo­ ne di gomma. pesce-gatto: pinne dorsali e ventrali molto acuminate. E... fanno male.

Mare: un po' allegretto, opa­ co ma non sporco (se è calmo e trasparente non c'è niente da fare...). Esca: gamberelli, sarde, tre­ molina o arenicola, granchiolini di sabbia ai quali è bene to­ gliere le chele. Canna da lancio: (sui me­ tri 2,504-3) con cimino robusto e filo del 304-35; piombo dal 50 al 75, specie con l'auspicata maretta. Ami: uno del 6/7 e uno del 4/5 ben pasciuti di esca e posti uno sopra e uno sotto il piombo (saponetta od oliva) perché il pesce può mangiare sia a fondo sia a mezz'acqua. Prender nota del fondo ché, se è scoglioso, è facile perdere tutto. Pertanto o montare piom­

bo del 254-30 o piombo a stelo !con testa di sughero. Lanciare, mettere in tensione e applicare il campanello al cimino. A scan­ so di dispiaceri, allargare la fri­ zione perché, nel caso si ferras­ se un grosso esemplare e la fri­ zione non è dolce, è facile che il filo si strappi. Canne da punta: almeno di m. 5; filo dei 224-25. Pensan­ do al minutame, galleggiante piccolo, possibilmente rosso (si vede meglio), amo del 124-14 o anche 16. Piombini a 20 cm. dall'amo che equilibrino il su­ ghero. Scandagliare il fondo, fa­ cendo salire man mano il su­ ghero fin quando resta vertica­ le. Attenzione agli incagli; se si dovessero verificare, mai forza­

re troppo con la canna ma pren­ dere il filo direttamente e, alla peggio, rimetterci l'amo. Calare tra scoglio e scoglio, specie là dove si formano ribollimenti e risucchi. Specie ittica: sàrago (può ca­ pitare anche quello discreto o grosso), vope, qualche spigo­ letta, l'immancabile sgradita ba­ vosa (che, oltre tutto, morde), mormora e cefalotto. In mezzo agli scogli si può calare un naylon del 100 con terminale di acciaio, amo del 01/02 inne­ scato con sarda per grongo che è una specie di anguilla di ma­ te, molto forte e resistente, e dalle proporzioni discrete e, a volte, notevoli (4-5 kg.). Sem­ pre in mezzo agli scogli si può tentare anche con la polipiera, uno strano aggeggio, composto da un piombo a tronco di cono, dipinto di bianco, e dalla cui base partono a raggiera, for­ mando una corona, molti ami. Con spago o nailon robusto, si cala in mezzo agli scogli e, se il polipo c'è, si avviticchierà immediatamente. Il difficile non sarà tirarlo su ma staccarlo dal­ la polipjera. Con un coltello ba­ sterà colpirlo in mezzo agli oc­ chi (i marinai lo mordono). Al lancio, quindi, secondo il fon­ do (sabbia o scoglio): mòrmore, tràcine, rombi, razze, orate, spigole, dentici.

Molto in teoria avrei finito. Resta ancora una cosa: non azzardatevi mai a dire a un pescatore: « Buona pesca! ». Si verificano molti omicidi!.. Aggiungo che se, in base alle nozioni enunciate fi­ nora, riuscirete a prendere sia pure un ’’lattarino” (a Napoli li chiamano ’’cecinielli”) siete veramente dei fenomeni. L’unico consiglio che posso dare è che, una volta apprese le regole, facciate come fanno tutti, cioè come vi pare. Nella pesca esistono leggi di ferro ma che si arrugginiscono di fronte alle eccezioni. Si dice che i cavedani vanno presi con ami, filo e sughero pic­ colissimi. Io li ho presi col filo del 30, l’amo n. 5 e... al lancio. Comunque, vi seguirà sempre un cordiale augurio di « Buona.... », accipicchia mi ero distratto...


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