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Stadium n. 11/1966

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uando ad Atene S. Paolo parlò X agli ateniesi (erano tutti dotti!) della resurrezione di Gesù, di primo acchito credettero che la resurrezio­ ne fosse la... moglie di Gesù, poi, dopo aver compreso meglio il pensiero di S. Paolo, lo pregarono con garbo di ripassare un’altra volta e così lo... liquidarono. Forse il nostro mondo non è mol­ to diverso da quello di Atene, ma­ gari, più o meno coscientemente, ha fame di giustizia, di felicità, di immortalità, ma dimostra un tedio pesante appena sente parlare di queste reahàE’ un mondo malato di « terrenismo » e dinanzi a certi cristiani che fanno della loro fede una « Parola vissuta » non indulge a dir loro ciò che gli uomini di Gerusalemme dissero agli apostoli dopo la rivelazione della Pentecoste: li chiamò pazzi. E, veramente, la resurrezione di Cristo è la « pazzia » più necessaria, per salvare gli uomini da certe pazzie patologiche. E’ facile credere ad un Cristo che soffre, muore ed è sepolto, ad un Cristo crocifisso e sanguinante: il suo volto somiglia a tutti gli uomini che soffrono. Ma Cristo glorioso e trasfigurato, il Cristo del paradiso e della gioia, il Cri­ sto che fonda la nostra fede in una felicità perenne, è in realtà il Cristo più sconosciuto. Eppure è « lui » ormai che si deve annunciare, perché ci apre nel gremla sua resurrezione i ho della storia una nuova creazione, ci dà la possibilità di rendere più « nuove », cioè più belle, più entu­

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il“passaggio” continua...

siasmanti, più vere, tutte le cose, non ultima lo « sport ». La Resurrezione non è un fatto, ma il Fatto: le linee parallele e di­ vergenti della storia hanno trovato d’improvviso il loro> centro. Ecco perché la storia e la nostra vita non possono apparire che un vano giro di fatti al di fuori della Resurrezione di Gesù. La Resurre­ zione ha svegliato nell’uomo l’esi­ genza di un’attesa di un’« ultima condizione2 », per cui l’uomo sa di ivincere ' anche la morte per merito di Cristo. A nessuna delle tre donne, mentre < ' incamminavano verso il sepolcro, si nacque spontaneo nel cuore l’alleluja della speranza: nessuna osava guardare al di là della tomba. La pietra che fermava il sepolcro non era per esse l’ostacolo alla vita, ma il pra­ tico impedimento per l’ultima pieto­ sa devozione alla morte. Nessuna voce « lo » chiamava, «lo» invocava: tutti avevano un estremo bisogno di vita e nessuno s’appellava al Vivente. Tutti avevano bisogno che egli « fosse » e nessuno osava credervi. La morte era più sigillata nei cuori che nel « suo » sepolcro. Ma l’alleluja nacque dall’infinita misericordia e bontà„ del Signore, che invece di guardare allai nostra mancata attesa, pose il suo sguardo amorevole sul nostro immenso bisogno di vita e di gioia e diventam­ mo così adulti nella fede, perché te­ stimoni del Risorto neh mondo, di questo mondo che noi cristiani

comprendiamo perché partecipiamo alla sua tristezza, ma che esso, a vol­ te, non può capire un cristiano per­ ché poco o nulla sa della sua gioia.

* * *

Ma la Pasqua si ripete. Il Cristo continua a « passare » tra gli uo­ mini per salvarli. Quanti credono veramente al Risorto? Quanti di noi assumono la Pasqua come un impegno preso nell’Eucarestia per la giustizia, la pace e la carità di Cri­ sto nel mondo? Quanti facilitano at­ traverso la propria testimonianza personale questo « passaggio di sal­ vezza » di Cristo? Disse l’Angelo alle donne: « an­ date a dire ai suoi discepoli e a Pie­ tro che egli vi precede ». Dove? Dappertutto: in Galilea e in Sama­ ria, in Africa e in Europa, nella tua città o nel tuo villaggio, nella tua casa o in strada, nella scuola e nella fabbrica, nello stadio o in palestra, ovunque insomma l’uomo pianterà le sue tende, vivrà, soffrirà, suderà, piangerà, sorriderà, giocherà, gareggierà. « Egli vi precede ». Questa è la consegna della Pa­ squa, la nostra Salvezza. E se, al­ zandoci dalla tavola eucaristica, sa­ remo seriamente impegnati a tener­ gli dietro ove Egli ci precede, « Lo vedremo, come Egli disse », e «Lo» vedremo con noi anche in palestra o allo stadio intento ad allenarci a capire in modo nuovo lo sport, cioè in un modo più degno per 1 uomo che sa di avere una faccia « risorta ». DON CLAUDIO


neve. fango pioggia per la campestre quadri del '400 per il tennis da tavolo Stefanelli Luigi di Reggio Emilia, ha ben meritato il primo posto negli allievi imponendosi sugli avversari grazie anche all’esperienza acquisita in campo federale

De Notaris Enrico di Napoli, ha dovuto sudare per la conquista del primo posto fra gli Junlores, presentatisi tutti agguerriti e tecnicamente ben impostati.


il Monte Alago sconfitto À desso il Monte Alago dovrà proprio dichiararsi battuto/ Battuto da circa duecento atleti che avevano scelto proprio il suo meraviglioso alto­ piano a quota 1.100 per disputarsi un titolo na­ zionale e fregiarsi di uno scudetto tricolore. Ma il Monte Alago non era mai stato violato, e pensava bene, per mantenere la propria inviolabilità, di sconvolgere qualsiasi piano, con mezzi si leciti ma proprio impensati ad una data come quella del 27 marzo. Ed ecco la neve all’antivigilia. Una nevicata come da decenni nessuno ricor­ dava l'eguale. Una nevicata che, se a Nocera Um­ bra, il quartier generale della manifestazione, era proprio irrilevante, lassù al Monte Alago pren­ deva consistenti aspetti. Dieci centimetri di neve possono far variare qualsiasi programma. Dieci centimetri, poi, di neve fresca, su tutto un tracciato di tre chilome­ tri, rendono quest’ultimo proprio inutilizzabile. Ma c’era il sole, il sabato. Un sole ed un cielo terso che facevano sperare. Ed i duecento ragazzi provenienti da tutta Ita­ lia, in rappresentanza di 90 Comitati del Centro Sportivo Italiano, potevano anche pensare alla stupenda conquista del Monte Alago. Alla domenica, ecco pioggia, fredda, insistente, che penetrava fitta fitta, in ogni dove. E con la pioggia, l’ultima risorsa per l’imbat­ tuto Alago: la nebbia. Contro la nebbia ben poco resta da fare. C’è solo da fermarsi ed aspettare. Così hanno fatto i duecento. Con fede, fiducia, mentre tutto poteva consigliare di abbandonarla quella piana che non voleva essere violata. Una nebbia, come da anni non vedevamo l’egua­ le; una nebbia che non permetteva la visibilità a un metro; una nebbia che scesa alle 8 del mat­ tino è rimasto lassù, imperterrita, fino alle 12. Quattro ore di attesa spasmodica. Di interro­ gativi, di speranza, di incertezza. Sarebbe stata la prima volta che un campio­ nato nazionale non poteva aver luogo; per la prima volta in venti anni due titoli non sareb­ bero stati assegnati. Un ben triste primato, dopo le tante giornate di sole di Cattolica, Chianciano, Piano Laceno, Fidenza ecc. Ma a mezzogiorno ecco l’imprevisto. Una fo­ lata di vento spazza la nebbia. Si « vede » il per­ corso che era stato tracciato « a braccio ». Si decide per il « via » agli allievi. E il Monte Alago capitola. C’è ancora nebbia, ma si « vede ». C'è ancora freddo, pioggia, vento. Ma i ragazzi del CSI non si possono a tenere». Vogliono la gara, una stupenda, meravigliosa, uni­ ca gara. E vincono. Non solo Gaggero e Tisot, ma tutti « hanno » vinto. Tutti. E con loro hanno vinto i Dirigenti di tutta Italia che ci sono stati vicini in tutte quelle lun­ ghissime ed esasperanti ore; i Giudici della Fidai con a capo Ferruccio Porta, un Giudice Arbitro, che ha « lottato », affinché la « vittoria » andasse agli scalpitanti giovani ragazzi che vedeva fre­ mere sotto le multicolori tute; agli organizzatori, a cominciare da Paolo Toni, infaticabile facto­ tum, per finire (si fa per dire) al Presidente della Azienda Autonoma di Nocera, Allegrucci che han­ no (forse più degli atleti) sofferto nel vedere una giornata che volevano stupenda, rovinata dalla nebbia e dal freddo. Diciamo, quindi, grazie a tutti. Un grazie che vorremmo scrivere a caratteri cubitali se il gior­ nale lo potesse. Si dice che le cose più sofferte non si dimen­ ticano. Non dimenticheremo facilmente Nocera Umbra. E' stata, pur nella giornata tempestosa, una ra­ diosa apoteosi del CSI. E questo ci conforta e ci fa guardare avanti; sicuri che anche Nocera Um­ bra ed il Monte Alago sono serviti per i futuri, sicuri, traguardi del Centro Sportivo Italiano. ALDO CAPPELLINI

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la cronaca np ralasclamo, ovviamente. ! la descrizione delle con­ dizioni atmosferiche, trovate a Nocera e soprat­ tutto sul Monte Alago, sede scelta per la disputa delle due finali di campestre. Vediamo, Invece, le due ga­ re e soprattutto quello che hanno saputo dire, malgrado la quasi impossibilità di svol­ gimento. Negli Allievi, un favorito era netto: Giuseppe Gaggero della Italsider di Genova. L allievo di Oneto si pre­ sentava con un curriculum veramente eccezionale: una infinità di ottime gare, l'ul. tima un terzo posto conqui­ stato a Roma alla finalissi­ ma de] Campionato Naziona­ le Fidai. Gaggiero, partiva ài pic­ colo trotto nel primo dei due girl. Si limitava (giudiziosa­ mente) a controllare la gara, per soprattutto scoprire le velleità avversarie. Cosi- si ponevano in evi­ denza il trevigiano Moro, il pinerolese Romano, il mila­ nese Busi, il bellunese Trevisson ed il messinese Ullo. Al termine del primo giro, era Moro che conduceva su Gaggero; a poco più di due metri seguivano Romano, Busi, Trevison, Ullo. Con maggiori distacchi, Bianchi, Condorelli. Del Dottore, Boccasso, Del Fabbro, Marino, Cavenaghi. Nel secondo giro, Gaggero prendeva subito l’iniziativa e Moro' faticava a tenere il ritmo del genovese. Nelle retrovie avanzavano, molto bene Trevisson, Ullo. Romano e soprattutto Del Fabbro mentre cedeva il milanese Busi. Gaggero a duecento metri dallo striscione aumentava ancora e vinceva a mani bas­ se su Moro distanziato di ol­ tre cinque fecondi. Gli Juniores dovevano compiere tre girl, pari a 4.800 metri. Dopo lunghi preliminari di partenza fra l’altro addirlt. tura una falsa partenza (per la troppa voluta precisione dello Starter ufficiale), il folto plotone si avventava sul primo tratto in discesa del tracciato.

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la cronaca Subito in luce: Turco di Reggio Calabria, Barone di Siracusa, Giuliani di Trento, Rappo di Vicenza, Tisot di Feltre, Biason di Treviso, Schena di Milano, Feltrin di Vittorio Veneto e Peres di Trieste. Nella prima parte si verificava il ritiro di Rossi di Napoli, uno del favoriti, per una caduta. Nell'ordine sopradetto pas­ savano al termine del primo giro. Turco manteneva una for­ te andatura anche nel secon­ do percorso, forse spingendo troppo; nelle retrovie Tisot risaliva e si portava alle spalle del reggino; risaliva pure il genovese Del Vigo che, incitato a gran voce da Gaggero, sentiva vicino il trionfo complessivo della squadra della Lanterna. Il secondo giro si chiudeva con in testa Turco, seguito a pochi metri da Tisot, poi Giuliani, Barone, Del Vigo. Biason, Rappo, Peres, Gaido, Latrofa, Schena. Turco cedeva a metà del terzo ed ultimo giro e Tisot. decisamente, si portava in te­ sta. n bravissimo reggino ve­ niva poi anche attaccato da Giuliani che si portava cosi' in seconda posizione. Tisot aumentava nel finale, mentre il regolarissimo Giu­ liani chiudeva con un più che onorevole secondo posto. Poi Turco, Del Vigo, Biason, Barone e via via tutti gli altri. Il duo Gaggero-Del Vigo portava cosi' clamorosamente alla ribalta il Comitato di Genova, nuovamente primo in una classifica nazionale. Genova ha troppa tradizio­ ne per passare inosservata! Vorremmo solo che questo successo, fosse il preludio ad un qualcosa di duraturo. Le basi, ci sembra, siano più che granitiche. Non resta che aspettare il responso della pista. Molto bene anche la posizione acquisita da Trevi, so per .merito di Moro e Bia­ son e da Trento, terzo. Un poco in ombra Milano. Ma non sempre tutte le fi­ nali sono favorevoli ai ra­ gazzi della Madonnina. ALBERTO FREIMAN

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ordini d’arrivo e classifiche CATEGORIA ALLIEVI Partiti n. 73, arrivati n. 64. I. GAGGERO Giuseppe (Genova), 2. Moro Giustino (Treviso). 3. Trevison Celestino (Belluno), 4. Ullo Pao­ lo (Messina), 5. Romano G. Franco (Pinerolo), 6. Del Fabbro Marco (Roma), 7, Bianchi Diego (Trento). 8. Busi Andrea (Milano), 9. Zigonl Giovanni (Vittorio Veneto), 10. Marino Fortunato (Reggio Calabria). II. Condorelll Antonino (Catania), 12. Talana Giovanni (Como), 13. Angelini Franco (Macerata), 14. Cosaro G. Luigi (Vicenza), 15. Vanottl Beniamino (Valtellina), 16. Gallina Vincenzo (Enna), 17. Fadda Vittorio (Oristano), 18. Dell'Albanl Vincenzo (Siracusa), 19. Martina Raffaele (Lecce), 20. Agosti G. Franco (Bergamo). 21. Belletti Pasquale (Napoli), 22. Sotglu Antonello (Tempio Pausanla). 23. Cavenaghl Antonio (Lecco), 24. Plblrl Luigi (Ales). 25. Gllardl Carlo (Torino). 26. Marchierò Ruggero (Padova), 27. Boccasso Graziano (Tortona), 28. Corsi G. Franco (Livorno), 29. Magnani James (Parma), 30. Franciosa Antonio (Avellino). 31. Marcon Luciano (Biella). 32. Magnifico Angelo (Ta­ ranto). 33. Parisi Andrea (Trapani). 34. Mesoni Antonio (P.sa), 35. Fiorillo Paolo (Faenza). 36. Mlletta Basilio (Ca­ tanzaro). 37 DI Vita P. Giovanni (Lucca). 38. Plras Gavino (Sassari), 39. Fiorenza Lorenzo (Feltre). 40. Cristiano Aldo (Nlcastro). 41. Spigato Flavlano (Carpi), 42. Passeri Stefano (Bolo­ gna), 43. Ibba Luciano (Cagliari), 44. Confetti Ivano (Massa Carrara), 45. Greco Tommaso (Salerno), 46. Nocchi Sandro (Foligno), 47. Del Dottore Ezio (Arezzo), 48. Mar­ chesini Osvaldo (Verona), 49. Passeri Elvio (Gubbio), 50. Mastronardl Pietro (Conversano). 51. Tebaldl Raffaele (Modena), 52. Llverano Paolo (Ra­ venna), 53. Frattlnl Giulio (Novara), 54. Setti Giorgio (Lodi), 55. 55, Clllbertl Antonio (Cerlgnola), 56. Lo Canto Corrado (Cosenza). 57. I' Auteri Orazio (Savona), 58. Ferretti Franco (Pesaro). 59.. Bonlzzl G. Luigi (Crema), 60. Girardi Corrado (Vercelli). 61. Nardi Luciano (Pistola). 62. Alpini P. Luigi (Volterra), 63. Mini Adriano (Rtmlnl). 64. Capponi Danilo (Sanremo).

CATEGORIA JUNIORES Partiti n. 68. arrivati n. 53 I. TISOT Franco (Feltre), 2. Giuliani Rudy (Tren­ to), 3. Turco Antonino (Reggio Calabria), 4. Del Vigo P. Luigi (Genova). 5. Blason Giuliano (Treviso), 6. Ba­ rone Michele (Siracusa), 7. Gaido Elio (Novara), 8. Latrofa Giuseppe (Vercelli) 9. Rappo Dario (Vicenza), 10. Peres Antonio (Trieste). II. Invemizzl Tiziano (Lecco), 12. Schena Sandro (Mi­ lano), 13. Galluzzl Vito (Conversano), 14. Dall'Ora Fran­ cesco (Verona), 15. Calamante Franco (Macerata), 16. Bal­ lerini P. Angelo (Como), 17. Rota Luigino (Bergamo), 18. Mazzoni Arturo (Valtellina), 19. Magazzino Antonio (Ta­ ranto), 20. Valentlnl Piero (Gubbio). 21. Ledda Antonio (Sassari), 22. Ferretti William (Reg­ gio Emilia), 23. Belli Ezio (Brescia). 24. Brunelll Gilberto (Perugia), 25. Reale Alessandro (Flnerolo), 26. Vadalà Mario (Messina), 27. Slvllla Tommaso (Cagliari), 28. Angelino Realdo (Biella), 29. Travato Enea (Faenza). 30. Avallone Nunzio (Salerno). 31. Deldda Antonio (Ales), 32. Pino Vincenzo (Catania), 33. Bianchetti Giovanni (Crema). 34. Orni Vincenzo (Ori­ stano). 35. Bari Mario (Belluno); 36. Asara Giacomo (Tem­ pio Pausatila). 37. Sallcettl Giuseppe (Catanzaro), 38. Mag­ gio Vittorio Cesare (Lodi), 39. Serlno Pietro (Foligno), 40. Ciani Normale (Pesaro). 41. Genovese Francesco (Cosenza), 42. Russo Luigi (Ce­ rinola). 43. Fllla Giuseppe (Volterra), 44. Candela Carlo (Trapani), 45. Binottl P. Luigi (Torino). 46. Picchiotti Marco (Livorno). 47. Frittoli Alberto (Cremona). 48. Spcletlnl Lu­ ciano (Roma), 49. Vernuccl Luigi (Sessa Aurunca), 50. Gambetti Lido Fausto (Bologna). 51 Vaina! Gerardo (Arezzo). 52. Nlcori Gilberto (Terni), 53. Parisi Francesco (Nlcastro).

CLASSIFICA PER COMITATI 1. GENOVA p. 114, 2. Treviso p. 112, 3. Trento p. 110, 4. Reggio Calabria p 106, 5. Milano p. 99, 6. Vicenza p. 96. 7. Siracusa p. 95, 8. Como e Macerata p. 91, 10. Messina e Pinerolo p. 89. 12. Valtellina p. 86, 13. Lecco p. 85, 14. Bergamo p. 82, 15. Belluno p. 81. 16. Feltre p. 79. 17. Catania p. 76. 18. Oristano e Taranto p. 68, 20. Roma p. 65. 21. Ales p. 64. 22. Tempio Pausanla p. 61, 23. Biella e Sassari p. 60, 25. Novara p. 59, 26. Verona p. 57, 27. Con­ versano e Vittorio Veneto p. 56, 29. Faenza p. 55, 30. Ver­ celli p. 51. 31. Gubbio p. 50, 32. Enna. Torino e Cagliari p. 49. 35. Lecce e Catanzaro p. 46. 37. Livorno p. 45. 38. Trieste. Sa­ lerno e Napoli p. 44, 41. Trapani p. 42, 42, Padova p. 39, 43. Tortona p. 38; 44. Parma p. 36. 45 Avellino p. 35. 46. Fo­ ligno p. 34, 47. Reggio Emilia p. 32, 48. Brescia e Pisa p. 31. 50. Perugia p. 30. 51. Lucca p. 28, 52. Bologna, Lodi e Crema p. 27. 55. Nl­ castro p. 25. 56. Carpi p. 24, 57. Cerlgnola e Cosenza p. 22, 59. Massa Carrara, Arezzo e Pesaro p, 21. 62. Modena e Volterra p. 14, 64. Ravenna p. 13, 65. Savona p. 8. 66. Cremona p. 7, 67. Sessa Aurunca p. 5, 68. Pistola p. 4, 69, Rlmlnl e Terni p. 2. 71. Nlcastro e Sanremo p. 1.

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x-'k gni avvenimento che si ripete ri■ 1 chiama quello precedente. Era naturale quindi che, nell’immi­ nenza delle finali, ci si ricollegasse a quelle di Cattolica, laddove il tennis tavolo, dopo il calo denunciato l’an­ no prima a Chianciano, era ritor­ nato alla ribalta mettendo in mostra un progresso tecnico che nessuno davvero si aspettava. Era naturale, quindi, che a Nocera si guardasse con curiosità, interesse, con ansiosa attesa: "il ritorno" di Cattolica era fenomeno a sé stante, isolato, comunque difficile a spiegarsi? Oppure era indice di un nuovo ciclo che si iniziava, di un nuovo lavoro im­ postato in periferia? I quattro tavoli, sui quali il livello tecnico si è rivelato vieppiù accen­ tuato, hanno fugato ogni dubbio in proposito. Ed hanno funzionato da vera e propria moviola dove abbiamo assistito alle sequenze del tennis ta­ volo del CSI in questi ultimi anni. II tennis tavolo nel CSI a Fidenza chiudeva un ciclo, a Chianciano ri­ partiva da zero, a Cattolica risorge­ va ancora più forte, a Nocera conti­ nuava la salita. Tale fenomeno, rapportato con quanto sta avvenendo in campo fede­ rale, lascia ben sperare per questa simpatica disciplina che è e resterà caratteristica del CSI cui tanto deve, perché il CSI vi ha apportato un de­ terminante contributo di idee, diri­ genti e iniziative. Naturalmente il merito maggiore va ai nostri Comitati periferici che que­ st’anno in numero di ben 125 hanno effettuato le loro fasi, sfornando una quantità e, ripetiamo, una qualità di partecipanti veramente eccezionale, che non può non lasciare indifferenti

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di fronte alla necessità improroga­ bile di ulteriore potenziamento. Passando ai protagonisti, diremo che negli allievi Stefanelli ( Reggio Emilia) ha ampiamente meritato il primo posto, distaccandosi su tutti gli altri, forte anche dell’esperienza di due anni nelle competizioni del GITeT. Ma un elemento molto interessante si è rivelato il fiorentino Malesci che sembra egregiamente impostato e di cui dovremmo sentir parlare anche nei prossimi anni. Negli juniores il vincitore De Notaris si è dimostrato il più regolare ed anche il più pratico, puntando ferma­ mente alla vittoria e mettendo da parte i colpi vistosi e gli applausi. Al contrario il triestino Floreani, secon­ do classificato, è stato il più spetta­ colare. Con lui il famoso "top-spin” che dalla Jugoslavia entra in Italia appunto via Trieste, ha fatto il cla­ moroso ingresso anche nel CSI. Se il nervosismo non l’avesse tradito, non sappiamo proprio se De Notaris la avrebbe spuntata. I due romani, classificatisi subito dopo, hanno messo anche in vetrina una certa tecnica, specie Pierozzi cui difetta il "gioco di gambe", mentre De Sanctis, fuori forma alla prima giornata, è stato senz'altro il più com­ pleto. Ma tutti i ragazzi finalisti merite­ rebbero la citazione per l'ardore ago­ nistico con cui ci hanno dato sotto. A riprova della considerazione in cui tiene le nostre finali, il GITeT aveva inviato uno dei suoi migliori giudici arbitri e primissimi esponenti: il sig. Sante Mochi di Roma, che natural­ mente ha diretto la manifestazione senza la più piccola discrepanza. ALESSANDRO PAOLON1

.. ’à'

categoria allievi classifica finale 1) STEFANELLI Luigi (Reggio

Emilia)

— foto sopra —; 2)

MALESCI Stefano (Firenze), 3)

NEGRI

Claudio (Verona);

4)

MORETTI Giovanni (Bergamo); 5) ULLU Marco (Cagliari); 6) SPAGNUOLO

Antonio

(Taran­

to); 7) PARISI Gerardo (Messi­ na);

8)

( Cagliari ).

GIRARDI

Antonello


I RISULTATI categoria allievi 1) Turno: Ullu b. Girardi 20, -17. 20; Stefanelli b. Negri 17, 14; Moretti b. Spagnuolo 9, 17; Malesci b. Parisi 13, 9. 2) Turno: Stefanelli b. Ullu 10, 17; Negri b. Girardi 16. 14; Malesci b. Spa­ gnuolo 16, 16; Moretti b. Parisi 4, 14. 3) Turno: Negri b. Ullu 6, 17; Stefa­ nelli b. Girardi 12, 17; Spagnuolo b. Pa­ risi -16, 10. 13; Malesci b. Moretti 19, -16, 20.

4) Turno: Ullu b. Spagnuolo -14, 14. 15; Moretti b. Girardi 16, 19; Stefanelli b. Malesci 12. 16; Negri b. Parisi -19, 17, 29.

categoria juniores Massifica finale 1) DE NOTARIS Enrico ( Na-

coli )

—

foto

sopra

—;

2)

5) Turno: Moretti b. Ullu 10, 19; Spa­ gnuolo b. Girardi 21, -21, 21; Stefanelli b. Parisi 12, 15; Malesci b. Negri 3, 11. 6) Turno: Malesci b. Ullu 9, 10; Parisi b. Girardi 16, 16; Stefanelli b. Spagnuolo 13, 13; Negri b. Moretti 22, 8. 7) Turno: Ullu b. Parisi 14. 22; Malesci b. Girardi 13, 11; Stefanelli b. Moretti 12, 19; Negri b. Spagnuolo 16, 19.

.'OREANI Flavio (Trieste); 3) E SANCTIS Giuseppe (Roma);

( Paga-

i ); 6) CAROLI Paolo (Raven­

na);

7) PEUZZOLA Armando

Milano); 8) CAGLIERÒ Mauro Novara ).

4) Turno: Pierozzi b. Falcone -14, 16, 12; De Sanctis b. Pelizzola 20. 22; Caroli b. Caglierò 13, 16; De Notaris b. Floreani -14, 15, 15.

categoria juniores

5) Turno: Pelizzola b. Pierozzi 24. 14; De Sanctls b. Falcone -17, 14, 23; De No­ taris b. Caglierò 10, 22; Floreani b. Caroli 18, 17.

1) Turno: Pierozzi b. De Sanctis 9, -17, 18; Floreani b. Caglierò 18. 7; Falcone b. Pelizzola -24, 18. 16; De Notaris b. Caroli 18, -13, 15.

6) Turno: Pierozzi b. Caroli 16. 19; De Sanctis b. De Notaris 16, 16; Caglierò b. Falcone -17, 14, 15; Floreani b. Pe­ lizzola 14. 16.

2) Turno: Pierozzi b. Caglierò 18, -19. 19; Floreani b. De Sanctis 9, 15; Falcone b. Caroli 14, -18, 19; De Notaris b. Pe­ lizzola 7. 16.

7) Turno: De Notaris b. Pierozzi -14, 11, 11; De Sanctls b. Caroli 20, -17. 17; PeUzzola b. Caglierò -19, 18, 13; Falcone b. Floreani -19. 21, 19.

)) PIEROZZI Massimo (Roma); )) FALCONE Giovanni

3) Turno: Floreani b. Pierozzi 17, -15, 14; De Sanctis b. Caglierò -16, 20, 19; De Notaris b. Falcone 14. -20, 17; Caroli b. Pelizzola 17, 14.

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settemila giovani all

li d un professionismo in fase di ■C*recupero e di assestamento su posizioni che furono di assoluto pre­ dominio internazionale, corrisponde in Italia un dilettantismo di pari crescita qualitativa e quantitativa? La domanda è pertinente e si rial­ laccia al tema trattato nel numero scorso quando abbiamo preso in esa­ me la situazione del nostro profes­ sionismo ciclistico partendo dalle considerazioni di Geminiani il quale aveva tenuto a sottolineare che era tornata « di moda la linea italiana » e che da noi c’è oggi il migliore ci­ clismo giovanile del mondo, « una generazione di giovani che nessun’altra nazione può vantare » (e le con­ clusioni di Geminiani sono del pari valide anche se le docce fredde dei successi di Altig ai Giri del Piemon­ te e della Toscana e soprattutto quel­ la di Merckx alla Milano-Sanremo sembrano gettare molta acqua sulle speranze degli sportivi). Qualitativamente il ciclismo dilet­ tantistico italiano è tra i migliori del mondo; gli azzurri, infatti, a qual­ siasi gara si schierino — sia in linea o a tappe, in pista o a cronometro, individuale o a squadre — sono sempre gli uomini da battere. Tro­ fei di assoluto prestigio, titoli monJ’ ed1 olimpici, primati ’ • i e perfordiali

mances di valore internazionale van­ no ogni anno ad impinguare il bi­ lancio dei dilettanti-italiani i quali vantano una tradizione veramente aurea. I metodi di preparazione dei nostri corridori, l’accurata selezione, la conduzione tecnica e le scelte ope­ rate su una base che annualmente sforna elementi a un soddisfacente livello tecnico fanno sì che il ricam­ bio sia sempre assicurato a quelle leve che, abbandonando la carriera dilettantistica, tentano la sorte nel professionismo. Gli enti di propaganda assecon­ dano questo processo di rifornimen­ to alimentandolo con le proprie leve giovanili alle quali concorrono con elementi che di volta in volta vanno ad assumere ruoli determinanti nel­ lo sviluppo della loro carriera come, . ad esempio per il nostro Centro Sportivo, Dancelli e Gimondi che — tra le ultime leve — sono ap­ punto i migliori prodotti laureati dal vivaio giovanile del CSI rispettiva­ mente a Brescia e a Bergamo. Qualitativamente parlando, dun­ que, il livello dei dilettanti italiani è sempre alto in campo internaziona­ le; lo conferma, sia pure indiretta­ mente, l’attuale spiegamento dei maggiori professionisti italiani i qua­

li, appunto, provengono tutti dalle varie squadre nazionali succedutesi in questi ultimi anni. La risultante della preparazione curata in ogni det­ taglio, della selezione realizzata su una vasta base e della conduzione affidata a tecnici di provate capacità, elimina infatti il fattore sorpresa in quella che è la progressiva afferma­ zione di un atleta. Quindi se qualità ci sono per doti naturali, saldezza morale e desiderio di emergere, eb­ bene queste qualità trovano nell’organizzato ciclismo dilettantistico ita­ liano il fertile terreno per la succes­ siva valorizzazione. Il nostro dilettantismo è dunque, qualitativamente, sempre a un li­ vello di eccellenza. Ma c’è una ri­ spondenza tra una qualità che è sem­ pre ottima e un numero di prati­ canti che, sul piano quantitativo, è soddisfacente rispetto a quello che era dieci anni fa? A giudicare da alcuni dati dell’ul­ timo tesseramento in seno alla Fe­ derazione Ciclistica Italiana, si deve rispondere in senso positivo. Il ci­ clismo fa sempre nuovi proseliti e quel regresso nel tesseramento che si era registrato tra il ’6o e il '63 è stato bloccato sicché si nota già un progresso.


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spaile di Gimondi

1963 2.180 3.419 3.440

società dilettanti allievi

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1965

2.362 3.920 3.591

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Non è molto, in senso assoluto. L’allargamento della base, motivo conduttore di ogni progressiva affer­ mazione di uno sport, procede non di certo su un terreno facile: nel­ l’epoca in cui si va sulla luna il ci­ clismo non è favorito nella ricerca dei suoi proseliti, siano essi sportivi semplici o aspiranti corridori. Purtuttavia le cifre suesposte sull’allargamento della base sono da consi­ derare positivamente perché hanno fermato il regresso netto che c’era stato tra il ’6o e il '63 dopo che cioè nemmeno i grandi trionfi del cicli­ smo italiano ai Giuochi Olimpici di Roma nel ’6o avevano creato nuo vi proseliti a questo sport. II nuovo incontro dei giovani con lo sport ciclistico sarà propiziato tra l’altro anche dalle recenti decisioni della FCI che ha lanciato il suo pia­ no di potenziamento tecnico che pre­ vede l’apertura dei Centri Coni per

il ciclismo (vere e proprie scuole per giovanissimi), corsi di istruzione per direttori tecnici regionali e censimen­ to di tutti i direttori sportivi di so­ cietà. Un piano ambizioso che la Federciclismo si propone di svilup­ pare nell’intento di conseguire ap-' punto il suo potenziamento tecnico lavorando in due direttrici: indiriz­ zare i giovani allo sport del ciclismo facendo far loro pratica nei centri Coni e preparare adeguatamente sul­ la base di moderni sistemi i nuovi tecnici da porre al servizio di tutte le società. Un piano che muovendo dalla base è in grado, se applicato nella pienezza dei mezzi e delle enunciazioni, di propiziare un reclutamento sempre più redditizio sul piano quantitativo e qualitativo. Un piano che si rivolge ai giova­ nissimi e alle società che sono la linfa dello sport; un piano destinato so­ prattutto a realizzare un ciclismo nuovo, differente cioè da quello che recentemente è venuto alla ribalta in Francia e pubblicizzato prima dai fatti della Parigi-Nizza e poi dalla polemica tra corridori e organizza­ tori. Perdurando l’attuale situazione di disordine e di intolleranza, gli or­ ganizzatori francesi (e non soltanto loro!) «appreso della degradazione

sempre più grave che caratterizza il settore professionistico » hanno mi­ nacciato di riservare le corse del '67 ai soli dilettanti; questo significa che dopo il Tour dell’Avvenire (il pic­ colo Giro di Francia riservato ai di­ lettanti) si avrebbero anche ParigiTours, Parigi-Bruxelles, Parigi-Roubaix, Parigi-Bordeaux, Gran Premio delle Nazioni e Gran Premio Parisien riservati solo ai dilettanti. Punti sul vivo, i professionisti francesi hanno risposto assumendo una posizione di sfida e notificando di non voler partecipare quest’anno a nessuna classica, di organizzarsi da soli le proprie corse e di istituire una federazione internazionale di cicli­ sti professionisti. Una situazione di assoluto disagio, peraltro destinata a cessare in breve perché assurda e inconcepibile; una sfida che compromette la serietà stessa dello sport ciclistico, che diso­ rienta l’opinione sportiva e che pub­ blicizza gli aspetti più disarmanti di un professionismo... troppo pro­ fessionistico, in un momento in cui il ciclismo è impegnato nella sua campagna di rilancio nel tentativo di cercarsi nuovi proseliti presso i giovani. NINO LOMBARDI


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radio tv sport IL MERONI INGLESE SPRINT di martedì 5 aprile dedicherà un grosso servizio al capelluto del Manchester United, l’ala destra Best autore dell’ex­ ploit nella partita contro il Benflca. Il calciatore in­ glese, però, servirà sopra-

tutto a filtrare alcune im­ magini su questa squadra prodigiosamente risorta dopo la sciagura aerea ed anche sulla gioventù bri­ tannica, gran parte della quale troppo superficial­ mente giudichiamo spesso dalla lungezza dei capelli. Altro servizio sarà dedi­ cato allo sport dei qua­ rantenni, un pezzo di cu­ riosità preparato da qual­ che tempo e rimasto inu­ tilizzato. Saranno intervi­ stati tra gli altri gli atto­ ri Nino Manfredi ed En­ rico Maria Salerno. Ci sarà probabilmente anche un servizio sulle at­ trezzature sportive di Mo­ naco di Baviera che vuole a tutti i costi vincere la corsa tra le città candida­ te per l’organizzazione dei Giochi del 1972.

CICLISMO E RUGBY Giovedì 7 avremo un gradito pomeriggio spor­ tivo: la TV trasmetterà infatti le fasi finali del Giro della Campania. Il pomeriggio del Saba­ to santo avremo invece da Napoli rincontro interna­ zionale di Rugby tra Ita­ lia e Francia

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IL GIORNO DI PASQUA Anche il giorno di Pa­ squa c’è qualcuno che fa sport e la TV ce ne porta puntualmente l’eco in ca­ sa. Da Milano Marittima avremo una riunione in­ ternazionale di moto e dall’ippodromo delle Ca­ panole la telecronaca del Premio Parioli. Per finire, giovedì 16 da Strasburgo Trofeo Sei Na­ zioni di Nuoto: l’atteso trofeo che è quasi un campionato europeo.

il totocalcio distribuisce oltre MEZZO MILIARDO alla settimana

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el nostro precedente arLV ticolo abbiamo cercato di x ’ esporre alcune idee, di suggerire alcuni accorgimen­ ti e degli esercizi, più che dei metodi, nell'intento di ri­ lanciare e divulgare fra i gio­ vani una specialità che, per le sue particolarità tecniche e l’attrezzo in essa impiega­ to, viene considerata a torto un po’ come il « tabù » della atletica leggera italiana. Ripetiamo a torto, perché qualsiasi specialità atletica presenta «al limite» un suo sesto grado, che è sempre appannaggio di una ristretta élite e nel caso specifico solo del grandi saltatori, anche quando la tecnica per supe­ rarlo non è sempre dello stesso ordine. Sapendo comunque che l'é­ lite. è l’espressione di una base, è necessario che que­ sta venga allargata e alimen­ tata con sempre nuove ener­ gie. Posto così il problema, è evidente che tanto i dirigenti di società quanto gli istrut­ tori devono svolgere una op­ portuna propaganda e. per ogni specialità, dopo aver va­ lutate e graduate le difficol­ tà. trovare gli esercizi più idonei, più congeniali affin­ ché la stessa venga praticata dal maggiore numero possi­ bile di giovani. Per quanto riguarda il sal­ to, oggetto di questa nostra trattazione, riteniamo che gli esercizi illustrati, siano non solo appropriati ma rappre­ sentino, anche, i diversi gra­ di attraverso i quali i gio­ vani atleti possono potenzia­ re le qualità fisiche, affinare la destrezza e l’abilità, ma soprattutto impadronirsi de­ gli elementi basilari della specialità, quali la corsa con l’asta, l’imbucata, lo stac co, ecc. E' naturale quindi, per quanto si è già detto , c ravviamento alla specialità possiamo suddividere in < distinti periodi. Un primo periodo In cui. tenendo presente leW giovane, l’apprendimento viene In forma semplice, 1 tw t

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ancora esercizi per il salto con 1 ’asta

si naturale ed un secondo, in cui si ha un perfeziona­ mento della tecnica e di con­ seguenza della preparazione fisica. Il primo periodo coinci­ de, in genere con la fase più delicata dello sviluppo morfologico e fisiologico del giovane (ragazzi dai 12 ai 14 anni): essi saltano, gio­ cano con l'asta, ma senza una speciale preparazione fi­ sica o con una preparazione che va di pari passo con l'apprendimento naturale del salto. Vogliamo ancora aggiunge-

re che il salto con l’asta è un esercizio propedeutico per ec­ cellenza, alla cui pratica pos­ sono dedicarsi tutti i giova­ ni indistintamente, anche se fisicamente impreparati (non debilitati), per elevare la loro destrezza generale, per rin­ vigorire i loro muscoli, ma in particolare per abituarsi, fin d’ora, ad affrontare con fiducia i maggiori ostacoli. Riprendiamo ora la descri­ zione di una nuova serie di esercizi che, con quelli già riportati, completeranno il nostro intervento su tale spe­ cialità.

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Esercizio n. 5 - Terreno na­ turale Dopo aver misurato l’im­ pugnatura ed il punto di stacco l’allievo, lasciando l'asta poggiata sul terreno e reggendola con la mano de­ stra, si sposta indietro di tre passi. Tale movimento rende, na­ turalmente, necessario il cam­ bio dell’impugnatura, perché la mano destra si sposta lun­ go l'asta verso l'estremità. Per un migliore controllo visivo, è opportuno lasciare sull’asta una striscia di na­ stro isolante in modo che il saltatore possa riafferrare l'asta nel punto giusto, dopo i passi preliminari. Da questa nuova posizione di partenza, distante tre pas­ si dalla zona di stacco, il saltatore compie una marcia accelerata verso l’avanti, ini­ ziando il movimento con il piede sinistro, mentre la ma­ no scorre lungo l'asta Ano al­ la striscia. Nell’ultimo passo, l'atleta compie l’impugnatura « aggiuntiva » dell’asta, portando la mano sinistra sotto alla destra mentre, nella breve marcia in avanti, il corpo si mantiene eretto in posizione naturale. Nel momento dello stacco bisogna, come nell’esercizio precedente, portarsi decisa­ mente verso l’asta, slanciare in avanti la gamba destra piegata al ginocchio e driz­ zare con energia le braccia. Guardando il saltatore (da dietro) la posizione dovrebbe essere la seguente: testa a sinistra dell’asta, gambe dal­ la parte destra, braccia tese

e pronte a flettersi nel mo­ mento in cui egli si appre­ sterà alla caduta nella buca. Esercizio n. 6-7 - Palestra e terreno naturale Salto con giro intorno al­ l’asta dopo tre passi di mar­ cia accelerata verso l’avanti. L’esercizio è Identico al precedente, ma nel momento in cui l’asta sta per raggiun­ gere la posizione verticale, il saltatore si piega energica­ mente indietro e tirando su le braccia, effettua un giro intorno alla stessa. Con un giro di 180 gradi egli verrà a trovarsi, al ter­ mine delibazione, con il viso rivolto nella direzione della rincorsa.

Esercizio n. 8-9 - Palestra e campo sportivo o terreno naturale Sono tutti esercizi per abi­ tuare il giovane airimbucata e si cerca generalmente di farli eseguire prima a passi accelerati e poi gradatamen­ te a piccoli passi di corsa. Esercizio n. 10-11 - Campo sportivo e terreno naturale Sono gli stessi esercizi dei numeri 6 e 7, ma preceduti da una breve rincorsa a pas­ si accelerati o di corsa. Esercizio n. 12-13 Salti con volteggio: rincor­ sa di 6 o 8 passi, imbucata, stacco, pendolo, tirata e ar­ rivo su un livello più alto (della rincorsa) con o senza giro intorno all'asta. ASO

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1 nuoto, come tutti gli alI tri sport, deve risolvere molteplici problemi di bio­ meccanica umana e biomec­ canica applicata all’indivi­ duo. Infatti solo un perfetto adattamento personale della nuotata può permettere al­ l'atleta nuotatore di produrre il massimo sforzo durante un allenamento od una gara, con il massimo rendimento. Non è possibile, se non per argomenti marginali e scar­ samente applicabili all'uomo, impostare e cercare di risol­ vere i problemi di biomecca­ nica umana studiando od usando come cavie degli ani­ mali, essendo troppo grande la diversità della struttura fisica, cioè la forza, l'idrodinamismo, il coefficiente di penetrazione e tutto ciò che differenzia ciascuna specie animale dall'uomo. Sino ad oggi sono stati fat­ ti studi molto interessanti di biomeccanica applicata al nuoto, ma risultano limitati a singoli aspetti. Studi inte­ ressanti sono in corso presso t

nuoto a cura di

DOMENICO MAIELLO

l'istituto di Medicina dello Sport del CONI in Roma. La tecnica del campione non è generalizzabile perché molto spesso, pur presentan­ dosi come un progresso, è espressione di una individua­ lità che richiede una struttu­ ra e funzionalità fisica deter­ minanti, nonché un tempera­ mento adeguato. E’ anche opportuno rilevare che non è facilmente distinguibile in un campione quanto i suoi record siano dovuti alla tec­ nica, quanto alla potenza, quanto alla penetrabilità del corpo in acqua e quanto a tutti quei fattori difficilmen­ te valutabili (coordinazione, temperamento, ecc.). La applicazione di massa della tecnica del campione e delle sue tabelle di allena­ mento può portare nel se­ condo caso al danno fisico del giovane atleta e nel pri­ mo caso ad un rendimento inferiore alle possibilità indi­ viduali. Per evitare di cadere in questi errori, ai fini dell’a-

dattamento tecnico della nuotata aH'individuo, che ne determina lo stile, è neces­ sario partire dai concetti gènerali della tecnica del nuoto. Per l'allenamento è neces­ sario partire dai concetti ge­ nerali sul lavoro fisico e poi adattarlo all'età ed alle pos. sibilità individuali per otte­ nere il massimo rendimento. Questo secondo aspetto è sta­ to già trattato in questa ru­ brica negli anni 1964 e 65. Per risolvere l’aspetto tee. nico della nuotata, adattato all’individuo, verrà pubblica­ ta una serie di articoli per ciascuna nuotata agonistica, tendenti a mettere in rilievo non solo la tecnica adopera­ ta oggi, ma le caratteristiche positive e negative delle ese­ cuzioni di ciascun movimento rispetto a quello ideale per la penetrazione del corpo in acqua. L'esame delle nuotate ver­ rà fatto analizzando le ca­ ratteristiche di ciascuna nuo­ tata.

al terzo convegno dei nutrizionisti d’Europa riconoscimenti sul piano internazionale alle sostanze proteiche del suino magro ZA uali sono gli effetti delII la cottura sul valore V. nutritivo delle proteine? Questo problema, che assu­ me ovviamente un particola­ re significato per tutti gli alimenti proteici che sono in genere consumati cotti, è sta­ to recentemente oggetto di un’apposita relazione al Ter­ zo Convegno dei Nutrizioni­ sti d’Europa. Nel corso di questa rela­ zione — tenuta da Jacquot e Abraham — è stato docu­ mentato che, per quanto ri­ guarda in particolare le car­ ni. la bollitura e l’arrosti­ mento non riducono affatto il valore biologico delle pro­ teine animali che esse con­ tengono. E’ questo un ele­ mento di più che si aggiunge ai tanti che in questi ultimi tempi hanno portato a una rivalutazione della carne sui­ na come fonte di proteine per la dieta alimentare. I due relatori sull'argo­ mento al Convegno dei Nu­ trizionisti Europei hanno portato a sostegno della loro tesi cifre assai precise, con tanto di specifiche tabelle su quello che è in contenuto medio di amminoacidi per ogni 100 grammi di proteine, a seconda che le carni in oggetto siano crude o cotte. Da queste tabelle è balzata con evidenza solare la1 con­ statazione che, in partlcolar modo la carne suina, non perde affatto le sue preziose qualità proteiche con la cot­ tura. Ad esemplo, l'arginlna, che in 100 grammi di carne di suino magro si trova nel­ la proporzione di 7,3 con la cottura o l’arrostimento non vede scendere questa sua proporzione al di sotto di 6,5; l'Istidlna passa da 3,7 a 3,2; la lisina da 8,0 a 7,9; la vaiina da 5.2 a 5,0: la me....i

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inserzione

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tlonlna da 2,2 a 2,0. E si dà anche il caso di sostanze proteiche che, nella carne di suino magro, con la cot­ tura e l’arrostimento aumen­ tano invece di diminuire. Ad esempio, l’isoleicuna, la qua­ le passa da 5,0 a 5,1; la treonina, che da 4.2 a 4,3; il prezioso acido glutammico, che da 11,8 balza a 12,5. Abbiamo insistito con il linguaggio nudo ma eloquen­ te delle cifre per dimostrare che la moderna scienza dell’alimentazione ha ormai de­ finitivamente fugato — o al­ meno così dovrebbe essere secondo logica — le preven­ zioni antiche che specialmente nel nostro Paese ave­ vano posto in cattiva luce la carne di maiale magro. La quale si faceva passare come indlgesta. se non ad­ dirittura come nociva al massimo grado, mentre in­ vece la realtà è esattamente l'opposto. Un illustre competente del ramo, il prof. Aldo Mariani, deH'Istltuto Nazionale della Nutrizione, nel corso di una relazione svolta al convegno sull'allevamento e la com­ mercializzazione del suino magro tenutosi nell _______ ’ambito delle manifestazioni organiz­ zate a Verona in occasione della Fiera Internazionale dell’Agricoltura e della Zoo­ tecnia, ha messo in partico­ lare evidenza che la carne suina occupa un posto ben preciso nella dieta alimen­ tare più adatta per il no­ stro organismo, sia dal punto di vista esclusivamente nu­ tritivo per la sua ricchezza di sostanze proteiche, sia dal punto di vista economico per il suo prezzo più accessibile a quelli che sono in media i bilanci della grande mag­ gioranza delle famiglie in Italia.

La carne di suino magro è infatti particolarmente ricca di proteine non solo perché si tratta di un fatto naturale, ma anche e so­ prattutto perché l’animale viene allevato impiegando diete appositamente studiate e positivamente esperimentate. Bisogna infatti mettere in chiaro che quando si parla di maiale magro si intende alludere a un tipo di suino del tutto differente da quello sudicio e pieno di grasso ridondante che vediamo cro­ giolarsi nel fango dei porcili in uso nelle nostre campa­ gne. Il suino magro, per es­ sere tale, deve innanzi tutto appartenere a razze partico­ lari, come la Landrace e la Large Wlthe, e ai loro in­ croci. Non deve superare 1 100-120 chilogrammi a peso vivo, affinché se ne ricavi una carcassa in cui 1 grassi siano presenti con percen­ tuali molto ma molto più basse di quelle abituali ai maiali destinati alle indu­ strie degli insaccati, 1 quali raggiungono spesso un peso che si avvicina parecchio ai 200 chilogrammi. Ma come è possibile con­ seguire simili risultati? Ap­ punto fornendo agli animali allevati con questo scopo, in luogo del cibi indiscriminati che si forniscono al maiali destinati all’ingrasso — cibi che spesso starebbero assai più a loro agio nel secchio delle immondizie — mangimi ben bilanciati, ad alto con­ tenuto di proteine vegetali e di latte, integrato con sali minerali e vitamine; e inoltre allestendo — in luogo dei ristretti ambienti im­ mancabili nelle nostre cam­ pagne — allevamenti razlo-

nali, dotati in primo luogo di ampi recinti. Si aggiunga che il suino magro ha ormai anche da noi — grazie alla legge del 4 aprile 1964 — un suo ca­ nale di utilizzazione e com­ mercializzazione ben distinto da quello per 1 maiali a tipo industriale, il quale riesce a garantire al consumatori l’uso di carni fresche. Tutti i fattori che siamo venuti elencando concorda­ no nell'indicare i vantaggi di un maggior consumo della carne di maiale magro, in armonia del resto con quan­ to stanno facendo da tempo Paesi che godono di un te­ nore di vita assai più alto del nostro, come l’Inghilter­ ra, da Repubblica Federale Tedesca, la Francia, il Bel­ gio, l’Olanda, gli stessi Stati Uniti. E’ vero che sensibili progressi in tal senso si so­ no registrati anche in Ita­ lia soprattutto nel corso di questi ultimi anni, ma è vero anche che il distacco tra il consumo medio nel nostro Paese e quello dei Paesi che abbiamo elencato più sopra è ancora troppo forte perché possa parlarsi di un vero e proprio adeguamento. Invece è proprio questo l’obiettivo cui bisogna tende­ re. Un po' perché si assicura in tal modo al nostro orga­ nismo una dieta più razio­ nale; e un po’ anche perché — grazie alla produzione na­ zionale adesso attrezzata in maniera che può far fron­ te alle maggiori richieste — si concorre in tal modo a ridurre il sensibile deficit della nostra bilancia com­ merciale rappresentato dalle importazioni di carni dal­ l’estero, che ci costano suda­ ta valuta.


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rT-ft er abituare a correre I-* correttamente con la palla fra 1 piedi: a) iniziare con la palla fra i piedi... per il lungo del campo; b) correre con la palla fra i piedi toccando di in­ terno, esterno, di collo con ambedue i piedi; c) correre con la palla fra i paletti... toccando la sfera solo con la parte in­ terna dei piedi; d) correre con la palla fra i paletti... toccando la palla solo con il collo dei piedi; e) correre con la palla fra i paletti toccando la sfera con la parte esterna dei piedi. I paletti inizialmente do­ vranno essere distaccati solo un metro l'uno dall’altro, in seguito verranno portati alla distanza di due o tre metri e quando l’istruttore sarà sicuro che l’allievo toc­ cherà con tutte le parti del piede descritte, conducendo in corsa la sfera con paletti

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e senza paletti e con per­ fetta armonia di movimenti, si potrà distanziare un pa­ letto dall’altro fino a quat­ tro o cinque metri. Questi esercizi fra un pa­ letto e l’altro non sono mol­ to facili come possono sem­ brare e per ottenere risul­ tati positivi bisognerà atte­ nersi scrupolosamente a quanto qui descritto. Co­ stanza e serietà negli alle­ namenti di questo partico­ lare addestramento elemen­ tare senza pretendere im­ mediati risultati che non si potranno avere a breve sca­ denza, ma bensì dopo un periodo minimo di lavoro di sei o sette mesi. Tutti que­ sti esercizi debbono essere eseguiti con la massima at­ tenzione da parte dell’istrut­ tore: si deve controllare il tocco della sfera in armo­ nia con la corsa in modo che il pallone corra paralle­ lamente al giocatore; mai il giocatore dovrà correre die­ tro la sfera. E' molto importante osser­ vare che il giocatore colpi­ sca la palla solo al momento in cui il suo corpo sarà al­ l’altezza della sfera. Al mo­ mento del tocco della palla, la gamba di appoggio deve

essere più avanti della sfera ed il corpo deve muoversi unitamente alla palla. Que­ sti esercizi fra palo e palo sono molto variabili e sono indispensabili ed utili anche come esercizi per il dribbling e tutta la serie di finte. Dopo questi esercizi si può considerare terminata la pri­ ma fase della preparazione tecnica elementare. Si può considerare terminata pur­ ché gli esercizi elementari siano stati esercitati giornal­ mente e sistematicamente per un minimo di tre o quat­ tro mesi e siano stati esegui­ ti con tutte le norme di massima della preparazione tecnica abbinata alla pre­ parazione fisica Solo così si potrà avere una base sicura per il per­ fezionamento della tecnica

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D individuale e collettiva di tutti gli allievi. Data la mia lunga esperienza pratica pos­ so dire con sicurezza, perché ne ho avuto la piena con­ ferma, che anche nei casi più ostinati tutti 1 giocatori, se fisicamente e mentalmen­ te sani, possono acquistare ciò che è indispensabile per giocare bene al calcio at­ traverso esercizi costantemente ripetuti. Quindi solo quando il gio­ catore sarà perfettamente a punto nello stop, nel col­ pire correttamente la palla con entrambi 1 piedi, nel gioco di testa, quando infine avrà acquistato scioltezza e sicurezza, solo allora si po­ trà incominciare la secon­ da fase della preparazione tecnica elementare e cioè, la fase perfezionatrice della pu­ ra tecnica. Osservando attentamente l’allievo ci accorgeremo di un graduale miglioramento dal­ l'inizio della sua preparazio­ ne di addestramento, e cosi il calciatore avrà acquistato in precisione, in rapidità, e potenza, in più, ima asso­ luta e semplice padronanza di palla per il suo continuo miglioramento. L’allievo pro­ seguirà nel suo addestra­ mento, e questi allenamenti saranno improntati sul con­ tinuo divertimento per dare modo al ragazzo di miglio­ rare cosi, con questo siste­ ma, sempre più il suo per­

sonale bagaglio tecnico. Inol­ tre avrà incamerato una as­ soluta e semplice padronan­ za della palla. Nella seconda parte (la fa­ se perfezionatrice) si inizierà anche con gare ufficiali e partite di allenamento in modo che il calciatore ac­ quisti gratatamente la ne­ cessaria confidenza per il contatto dell’avversario e per dare tranquillità all'istrut­ tore che l’allievo reggerà per tutta la durata della gara.

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tutto

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notizie di attività inviale dai nostri addetti stampa

la corsa campestre domina l’atletica BELLUNO - Patrocinata dalla Unione Sportiva IN­ TERROGARE’ di Belluno, si è svolta una fase provinciale di corsa campestre che ha visto alla partenza un folto gruppo di concorrenti. La ga­ ra oltre che essere riservata agli appartenenti a) C.S.I. dava anche la possibilità della partecipazione dei Gruppi Sportivi Scolastici della Provincia. Alla partenza si presen­ tavano iscritti ben 59 atleti della Categoria Allievi il cui percorso era fissato in chilo­ metri 1.509, Nella Categoria Juniores i partenti erano 21 ed il percorso era di chilo­ metri 2,700. Al primo posto si sono classificati: negli allievi, Ce­ lestino Trevisson: negli juniores Giuliano Lenna. Nel frattempo è stata in­ detta dall'U. S. Dinamo la seconda edizione del trofeo biennale consecutivo « Martellozzo », riconosciuto ed indetto dal C.S.I. quale Ga­ ra Provinciale di Corsa Cam­ pestre. La Gara si svolgerà in lo­ calità Orzes di Belluno, con un percorso di circa 1.700 m. ed uno di circa 2.400 m.

BIELLA - Il Comitato CSI TREVISO - Organizzata ha preso parte, con una nu­ dall'U.S. Ponzano Veneto, si è disputata l'attesa finale trita schiera di atleti, ai provinciale di corsa campe­ Campionati Piemontesi di­ sputati a Novara domenica stre, presenti le autorità lo­ cali, il presidente del CSI 20 Marzo. Bortolon e l’assisten­ Guidati dal Presidente Aurelio Rondi, dal factotum della te Don Renato Fagotto. La prova di finale, vedeva specialità Galfione, dall’al­ lenatore Serra, i giovani rap­ -impegnati 1 migliori atleti, presentanti biellesi, pur non selezionati nelle varie prove di qualificazione. Vincitore, conquistando successi indivi­ fra i ragazzi, risultava Pizzo­ duali hanno portato il CSI lato che si aggiudicava gara Biella al primo posto fra i e titolo battendo nello sprint Comitati Piemontesi, sof­ finale Grespan e Renaldin. fiando il successo ai favoriti Fra gli allievi Moro si ag­ novaresi E’ doveroso mettere giudicava la gara preceden­ in rilievo che ben 32 erano do Fontarini e Feltrin. Biagli atleti rappresentanti il fion, fra gli juniores vinceva davanti a Golfetto e Piccin. Biellese, numero assai ele­ Nei seniores vittoria di Bervato non facilmente raggiun­ tolin, seguito da Massolin e gibile. La bella Coppa « En­ Zanatta. te per il Turismo di Nova­ Nella classifica per società, ra » ha giustamente premia­ del C.S.A. Conegliato gli sforzi che a Biella si vittoria no seguito dall’Audax Fon­ stanne facendo per incre­ Dinamls Paese, Ponza­ mentare sempre più l’attività tane, no Veneto, Audace Noale e atletica. altre 19 società. I migliori piazzamenti so­ L’attività di corsa campe­ no stati conseguiti da Donna stre nel nostro comitato, si fra i Ragazzi e Zanuto fra è conclusa infine, con una gli Allievi, entrambi al 4° riuscita manifestazione, svol­ posto. tasi a Paese, e organizzata LUCIANO ROCCHI dal locale G. S. Dinamis

per gli addetti stampa Avvertiamo gli Addetti Stam­ pa che saranno particolarmente gradite, come sempre, le notizie riguardanti le celebrazioni della « PASQUA DEGLI SPORTIVI ». Raccomandiamo però delle re­ lazioni quanto più possibile brevi ed essenziali : meglio se si trat­ terà di una foto con sufficiente didascalia. Relazioni più dettagliate saran­ no invece opportune per illustra­ re particolari iniziative che abbia­ no preparato o affiancato la ma­ nifestazione.

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MOLFETTzl - Campionato zonale di co corsa campestre 1966. Nella foto sopra, la partenza degli atleti— : nella foto a destra il campione zonale juniores 1966

Paese. Il 1° trofeo « Industria e commercio », ha visto scen­ dere in campo, suddivisi nel­ le varie categorie, 162 atleti in rappresentanza di 20 so­ cietà. Pieno successo, quindi, che premia gli sforzi attuali dalla C.T.P. di atletica leg­ gera, mai come quest'anno impegnata per divulgare e far conoscere lo sport crossistico e di conseguenza al­ largare ed accrescere la già grande famiglia del CSI. Combattute ed interessanti sono state le gare. Fra i ra­ gazzi, sessanta i partenti, vittoria di Marcon davanti a Graspan, Santon e al neo campione provinciale Pizzo­ lato. L’allievo Moro del Conegliano, come sempre, è puntuale con la vittoria. Alle sue spalle in evidenza, l’eter­ no secondo, Fontarini, driz­ zali e Feltrin. Negli junio­ res, Biasion, ha colto una brillante vittoria (nella foto in alto se ne vede un mo­ mento). lotta serrata fra i migliori. Massolin. con una condotta di gara accorta ed intelligente, vinceva con lar­ go margine, precedente Antiga, Bonaldo, Anzanello e Zanatta. Nella classifica per socie­ tà, vittoria del Conegliano. che si aggiudica il primo trofeo « Industria e com­ mercio », Segue, al posto d’onore, l’U.S. Ponzano Ve­ neto, che a sua volta prece­ de il G. S. Padernello, l’Audax Fontane e l’Asop Spresiano. LUIGI MARTINI


calcio L'Olimpia di Martina Franca è stata proclamata « Campione Provinciale C.S.I. 1966 » nella disciplina del Calcio. Il torneo egregia­ mente organizzato dal Comi­ tato Provinciale del CSI di Taranto ha visto nel leale cimento agonistico oltre tre­ cento atleti di 19 società, che con il loro tenace impegno per oltre tre mesi hanno da­ to vita ad uno dei più riu­ sciti Campionati del comita­ to tarentino.

Con le 19 squadre parteci­ panti sono stati formati quattro gironi. Al girone fi­ nale sono state ammesse le prime classificate di ciascun girone e cioè il Talsano, l'Olimpia di Martina Franca, la Virtus di Massafra e la Stel­ la Jonica di S. Giorgio «To­ nico. L'Olimpia e riuscita ad avere la meglio sui propri avversari per l’ottimo gioco che ha saputo sviluppare e per la discreta preparazione tecnica dei suoi ragazzi. Otti­ ma quindi la prestazione of­ ferta dai martinesi, come dei ragazzi della Virtus di Mas­ safra, a cui è spettato il po­ sto d'onore. ANGELO FASANO

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Genova

G.S. S1RIO Genova. Squadra di Pallavolo, seconda nel Torneo di Apertura CSI (in alto da sin.): Garzaro GF., Stefanacci. Bottaro, Carpinoti, Garzaro GP., Piccioni; (in 'basso): - —Patrucco, Gerbi, Castagncto. Baruffi.

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La lui 'inazione dell Olimpia di Martina Franca. Da sinistra in piedi: Chirulli, Castellana, Calianno. Fumarola, D'Ignazio, Ippolito; accosciati: Calella. c------Scialpi, »«• Marangi, Maggi, Colucci.

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GS Sirio

atletica leggera

Si sono svolte al Campo Sportivo Champagnat. orga­ nizzate dall'unione Sportiva S. Sabina, sotto l'egida del C.S.I., gare di propaganda di Atletica Leggera, riservate ai giovani nati dal 1-1-1950 al 31-12-1954. Oltre cinquanta giovani atleti si sono dati battaglia nelle varie specialità, con uno spirito ed un entusiasmo encomiabile. Tra i giovani sono emersi Desirello e Valisnieri nel­ l'alto. con l'ottima misura di m. 1,50; Desirello si aggiudi­ cava anche gli 80 m. con il tempo di 10"4; nei 1.000 ha prevalso De Ambrosis con il tempo di 3'05" il quale è riu­ scito a rintuzzare l'attacco sferratogli all'ultimo giro da Rosasco. Tra i giovanissimi in bella evidenza Morani Ortensio, che è riuscito ad imporsi sia nel salto in alto che nei 60 in., mentre il giovane Sal­ gagli è riuscito a realizzare nel lancio del peso l’ottima misura di m. 11,76. Risultati CATEGORIA GIOVANI: Alto: 1. Desirello Carlo, metri 1,50; Lungo: 1. Rosasco Giuseppe m. 4,43; Peso: 1. Ottonello Roberto m. 8,45; m. SO: 1. Desirello Carlo 10"4'; ni. 1.000: 1. De Ambro­ sis Sergio 3'05” ALLIEVI: CATEGORIA Alto: 1. Morani Ortensio

in. 1.40; Lungo: 1. Volpe Luigi gì. m. 3,83; Peso: 1. Bargagli Attilio m. 11,76; m. 60: 1. Morani Ortensio 8”8‘; m. 6’00; 1) Rauch Giuseppe

2'01"6.

palla volo Per la quarta volta conse­ cutiva la Concordia di Schio è campione provinciale CSI Juniores di pallavolo. Con tale titolo, che la pone anche al primo posto nella gradua­ toria pallavolo del G.P. Recoaro, accede di diritto alle fasi regionali. Già a capo della classii'ioa al termine delle fasi eliminatorie, nel­ l'ultima giornata di gare ha riconfermato la sua indi­ scussa superiorità superando sia Leoniana e sia Don Bo­ sco rispettivamente seconde e terze classificate, e conclu­ dendo imbattuta il campio­ nato. A questa rilevante pre­ stazione aggiungasi che so­ lamente in una partita la Concordia ha concesso un set agli avversari e precisamente con il Don Bosco proprio nel­ l'ultimo incontro. Al quarto posto la classifi­ ca pone il CSI Summano mentre il Mont. Maggiore al quale sarebbe spettato il quarto posto, a causa di una assenza protratta a più di tre incontri, è retrocesso nel­ la classifica dei secondi uni­ tamente con Grifo, S. An­ tonio, alte Ceccato e Orsina, già eliminate in semifinale. SILVANO GIOMETTO

Quando cinque anni or sono la Glac Immacolata di Genova decise la costituzione del G.S. Strio, certo non cl si attende­ vano tante soddisfazioni. S) parti col calcio In testa, poi vennero la pallavolo e l'atletica, poi 11 tennis da tavolo: ora lo sport principe della società è certamente la pallavolo. La so­ cietà ha un nome In Genova e l’attuale disputa del Campiona­ to Nazionale di Serie C della FIPAV premia costanza e sacri­ fici di atleti e dirigenti di que­ sta società nata, e tuttora vi­ vente. nel C.S.I. Per la verità, parlando di sod­ disfazioni del Gruppo Sportivo, non cl si può riferire esclusiva­ mente a successi In tornei, campionati, ecc. (anche se le numerose coppe vinte nel cal-

olo. 1 successi della pallavolo e le frequenti vittorie nell'atle­ tica non sono da trascurare; specialmente é vanto della so­ cietà l'ammissione alle finali della campestre a Cattolica nel­ lo scorso anno, come unico rap­ presentante di Genova, di Aldo Carplnettl). ma è Immensa sod­ disfazione l'aver creato un am­ biente di amici che fanno dello sport, un gruppo di giovani che gioisce unitamente ai dirigenti ad ogni ostacolo superato con fatica. Quando poi a queste sdddlsfazloni morali si aggiungono le vittorie, si può senz'altro dire che 11 G.S. Sirlo ha raggiunto gli ideali che si prefiggeva alla fondazione. E era le vittorie non mancano.

R. PATRUCCO

Vignolese CSI Fra gli affiliati al Centro Sportivo Italiano, primeggia nella provincia di Modena la ♦ S.C. OSI Vlgnolese » che da quasi venti anni svolge una Intensa attività a favore del CSI nel settore « ei­ detismo ». raggiungendo apprezzabilissimi risultati. Conclusa la stagione 1965 la « S.C. CSI Vlgnolese » (fondata nel 1907) ha siglato il sue 58° anno di attività con un'altra sorpren­ dente annata di grande valore tecnico. I meriti della Società « rosso-verde » sono In massima parte organizzativi. Il consuntivo dell'attività svolta è di straordinaria importanza: 29 gare orga­ nizzate sono l'imponente bilancio vantato dal « CSI Vlgnolese » che ha chiamato In causa tutte le categorie di corridori In gare su strada di qualunque formula, in competizioni con caratteri­ stiche regionali, nazionali e Internazionali, stabilendo un primato In campo nazionale tanto che ha ottenuto la medaglia d’oro della Federazione per la pregevole opera svolta a favore dell'incremento ciclistico In Italia. Le direttive dell'eccezionale attività sono dovute aU'lnteressamento del dinamico presidente Francesco Badiali, un dirigente sportivo di chiarissima competenza tecnica. Egli fa parte della no­ stra organizzazione provinciale CSI. appartiene alla Direzione re­ gionale emiliana della F.C.I. ed è componente della C.T. Nazionale « ciclismo » del CSI. Le 29 gare organizzate dalla « S. C. CSI Vlgnolese » vanno così suddivise: 9 per esordienti. 6 per allievi, 7 per dilettanti. 2 per professionisti. 5 ciclocross per dilettanti e allievi. Complessiva­ mente hanno aderito 1.464 corridori (543 esordienti, 358 allievi. 439 dilettanti. 124 professionisti) che hanno rappresentato 465 società sportive di tutte le regioni d'Italia. Al corridori sono stati asse­ gnati premi di classifica, di traguardo e speciali per 11 totale di 6 milioni e 710 mila lire. Alle società sono stati assegnati ben 204 premi di rappresentanza vale a dire 176 Coppe, 15 Trofei d'ar­ gento e 13 medaglie d'oro. I colori del CSI modenese, per tramite della « Vlgnolese CSI », sono stati presenti fino nella lontana terra statunitense quando nelle < Olimpiadi Silenziose » di Washington 1 dilettanti Cavanl e Orsonl si sono aggiudicati le medaglie d'oro, d'argento e di bronzo nelle rispettive specialità completando un clamoroso successo anche per 11 Centro Sportivo Italiano.

NANNINI

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L’incoraggiamento del Papa ad alcuni atleti romani

Il gruppo sportivo ELIS

Ila periferia di Roma, nella zona di Casalbruclato, sita tra 1 popolari quartieri Tiburtino e Prenestino, ha vita da due anni Il Centro Intemazionale del­ la Gioventù Lavoratrice, mo­ derno complesso Scuola tec­ nica professianale - Residen­ za per giovani lavoratori dai 15 ai 25 anni. Il Centro, patrocinato dall’Assoclazlone Elis, è stato affidato dalla S. Sede alla direzione dell’Opus a

Tra 1 moderni impianti di cui è fornito, particolare in­ teresse destano le attrezza­ ture sportive, aperte a tutti 1 giovani dei quartieri circo­ stanti. Il Gruppo Sportivo del Centro Elis nell’ambito delle federazioni e del Comitato di Roma del CJS.I., svolge la sua attività in diverse di­ scipline sportive: l’atletica la pallacanestro, il tennis, la pallavolo e il calcio e per ciascuna di esse dispone di appositi campi e attrezzatu­ re. Tuttavia è nel Nucleo Addestramento Giovani Cal­ ciatori (NAGC) che sono concentrati i maggiori sfor­ zi. Al « Nucleo » possono iscriversi ragazzi che abbiano compiuto I 9 anni e non su­ perato 1 13. Tutti gli allievi sono sotto­ posti ad una visita sanitaria di idoneità fisica ed un cer­ tificato medico segue l’allie­ vo per tutto il tempo in cui rimane iscritto al Gruppo Sportivo. Il NAGC del G.S. Elis con­ ta circa 150 allievi distribuiti in quattro corsi secondo l’età e la costituzione fisica. Istruttori abilitati dal SJ. P.T. (11 Settore dell’istru­ zione e della Preparazione Tecnica della FJ.G.C.). ten­ gono lezioni tecnico-pratiche due volte la. settimana per ciascun corso. Integrano la preparazione protezioni di fil­ mati tecnici conferenze, con­ versazioni, ecc., allo 'scopo disformare il ragazzo non.so­ lo atleticamente ma anche moralmente." Si cura infatti di Infondere nel giovane una coscienza sportiva che possa

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bandiera del G.S. ed accet­ tando in dono il gagliardetto sociale che gli allievi Gli of­ frivano. Paolo VI, rispondendo al­ l’indirizzo di omaggio rlvoltoGH da Mons. Josemarla Escrivà de Balaguer, Fonda­ tore dell’Opus Del, l’Associazlone alla quale, come dice­ vamo, è affidata la direzione del Centro, ha tratteggiato con incisive parole le carat­ teristiche di quest’opera so­ ciale: «Non è un semplice albergo, non una semplice officina, o una semplice scuo­ la. non è un campo sportivo qualsiasi: è un centro dove l’amicizia, la fiducia, la leti­ zia formano atmosfera; dove la vita ha una sua dignità, un suo senso, una sua spe­ ranza; è la vita cristiana, che qui si afferma e si svolge, e che qui vuol dimostrare al1 atto pratico molte cose as­ sai interessanti per il nostro tempo > Il s. Padre aveva “Optato, visitan­ do il Centro. « la voce delle cose, la voce che già questa opera nascente pronuncia»e 1 ragazzi del Gruppo Spor­ tivo erano felici di sapere che anche la loro palestra ed i loro campi di gioco si erano fatti comprendere dal Papa.

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