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Stadium n. 11/1963

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Stadium 11 ANNO LVH -

N. 11 -23 GIUGNO 1963 - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO ‘ ■oort I « POSTALE GRUPPO II - QUINDICINALE DEL CENTRO SPORTIVO ITALIANO

la "fumata" campionato nazionale di calcio molinello (genova) libertas (trento) Orione (roma) olimpia (piacenza) marechiaro (reggio c.) csi acquaviva (acquaviva f.) robur (macerata) csi lovere (bergamo)

Dal 27 al 30 giugno si svolgeranno a Rimini le finali nazionali del campionato di calcio. Nella foto qui sotto la vincitrice dello scorso anno: la IFO Cividale di Udine

alla finale nazionale a rimini

Mentre andiamo in stampa con questo nume­ ro di ’’Stadium”, in Vaticano i Cardinali si riu­ niscono in Conclave per l’elezione del nuovo Romano Pontefice, il successore di San Pietro. E’ una vigilia solenne per la Chiesa univer­ sale, un’ora di trepida ansia per ì fedeli di tutto il mondo; ma dev’essere soprattutto un’ora di profonda, incessante preghiera al Divino Spiri­ to perché illumini le menti e i cuori di coloro che dovranno scegliere il nuovo Vicario di Cri­ sto, il reggitore della Chiesa, il Pastore di tut­ te le anime. Al Vaticano guardano in questi giorni gli uo­ mini di ogni nazione e di ogni religione, perché l’elezione del Romano Pontefice, come gli ulti­ mi anni di storia hanno confermato, è cosa di fondamentale importanza non soltanto per la Chiesa ma per la vita e le sorti del mondo intero. Non sembri irreverente staccarsi in parte da questa visione universale dell’avvenimento e fissare la nostra attenzione sul mondo dello sport e sulle innumerevoli schiere di sportivi. La Chiesa stessa e i Romani Pontefici hanno sempre assegnato alle attività fìsiche e sportive il posto di rilievo e l’importanza che ad esse competono nella vita dell’uomo: esaltando in primo luogo la dignità del corpo umano ed ele­ vandone gli atti al servizio dell’anima spiritua­ le, difendendo poi dello sport la bellezza ideale ed incoraggiandone la pratica alla luce dei principi morali. Anche gli sportivi di tutto il mondo, quindi, guardano ansiosi a Roma. Quegli stessi sportivi che hanno sempre trovato nel Pastore della Chiesa Cattolica comprensione, sostegno e illu­ minato ammaestramento. Da Pio X che accolse e incoraggiò l’ardita impresa di Pietro De Coubertin; a Pio XII che a buon diritto è stato chiamato il ’’Papa degli sportivi” e che ha illuminato lo sport con la vastità e profondità del suo insegnamento, ne ha elevato la dignità assegnandogli un ruolo educativo e formativo altissimo nella vita del­ l’uomo e della società; a Giovanni XXIII che ha allargato l’orizzonte dello sport fino a fame in concreto uno strumento di carità fraterna, di solidarietà universale. Quello stesso Giovan­ ni XXIII che ha lasciato da compiere a tutti gli sportivi di buona volontà una specialissima missione di pace, usando dello sport come di uno strumento per riavvicinare fra laro gli uo­ mini e i popoli, e cercando di realizzare nella pratica sportiva l’esempio di una convivenza umana civile, leale, generosa, solidale, fraterna


LA... VIA DELLA DROGA

Stadium QUINDICINALE DEL CENTRO SPORTIVO ITALIANO ANNO LVII - N. 11 Roma. 23 giugno 1963

una spiaggia... Oggi desidero una spiaggia deserta, adagiata serenamente vicino al mare come in un gioco armonico e delicato di bambini. Mi piace sen­ tire il mistero del mare a colloquio con la sab­ bia arida; e camminare piano, guardando le or­ me imprecise dei miei piedi e quelle lasciate dagli altri. Poi penso di chi sarà quel piede pesante che ha schiacciato la sabbia buona: è passato, forse, un pescatore che aveva fretta. Al mattino il mare è d’argento ed accenna le prime note della sua misteriosa musica: mi pia­ ce indugiare sul bagnasciuga in attesa che un’onda più birichina lambisca i miei piedi. L’acqua è fresca e chiara. Il mare prega come un sussurro: quasi a raccogliere tutte le preghie­ re dei secoli; sembra che aspetti un miracolo come gli occhi di una donna santa. Poi viene il sole. Timidamente. Ma quando il mare si sveglia, il sole, ragazzo selvaggio, gio­ stra lungo la spiaggia ed impazza colorandosi di turchese quasi fosse carnevale: ama, acca­ rezza, brucia, distrugge... ride, come ride! Ieri sera, due ragazzi si volevano bene lungo la spiaggia. Due ombre scure, come fantasmi contro il sole indolente, mentre il mare si ri­ componeva nella quiete serale, esausto per le sue ore violente. Piccoli amori dispersi nelle orme impercettibili, confuse con il giallo oro della sabbia al tramonto, raccontavano favole in attesa che il mare dormisse. E intanto il mare, riponendo le scorie sul fondale, traspariva co­ me un topazio sotto gli ultimi raggi del sole. Adesso sono solo sulla sabbia. I fantasmi di carne sono ormai dispersi dal vento del sud. E rimane un’ombra grigia la sabbia, vicino al ma­ re smarrito. Poi il mare si addormenta, limpido, come un bambino e se tu lo guardi vedi nel fondo l’immagine dei tuoi occhi: un cristallo dove il sole, passando, ha lasciato la luce di Dio. Pure la carne che pesava sulle mie mani, ades­ so sembra trasparire. C^è quiete infinita nella mia anima e quando le cose diventano confuse, cresce chiara nel mio cuore l’immagine di Dio. Ho chiesto al Signore di venire con me lungo la spiaggia. L’ho preso per mano ed ho cammi­ nato con lui in silenzio, ascoltando il respiro del mare e l’impercettibile scivolio della sabbia che si allargava sotto i miei piedi. Abbiamo insieme respirato il mare, guardando nel cielo. Quella sera, Gesù, ti ho parlato. Ti ho detto quanto pesavano nella mia anima le ore fatte di carne e tu ti divertivi a sentire il mio dialettare mentre nel tuo volto giocava un sorriso af­ fettuoso. Ero proprio felice quella sera. Ma non ricordo più le tue parole. Solo la tua voce è rimasta nel mio sangue. Non ricordo più le tue parole, ma erano più belle del mare, più bel­ le del sole. Stamane sono ritornato sulla spiaggia. Spera­ vo di ritrovare le orme tue, o mio Dio, vicino alle mie, ma la sabbia era compatta e inutile. C’era la piccola Mary laggiù vicino al mare, e più in là i fratelli con la mamma ed il papà. Mary è una bambina di 9 anni. I suoi capelli sono biondi come l’oro e gli occhi color mare in tempesta. Il mare era nervoso e brontolava come un vec­ chio asmatico. Mary mi disse: « E’ vero che quando il mare è cattivo viene un Angelo dal cielo per accarezzarlo e poi diventa buono? ». « Sì, Mary ». « E allora, tu che sei grande, perché non chiedi al buon Dio che mandi un Angelo; vedi, se il mare diventerà più buono, la mam­ ma mi permetterà di fare il bagno ». « Mary, chiedilo tu al buon Dio ». Mary mi guardò con i suoi occhi color mare in tempesta, poi con­ giunse le mani sporche di sabbia e disse così: « Gesù, mandami un Angelo, uno di quelli che adesso non ti servono, e digli che accarezzi il mare, così io potrò fare il bagno ». Mi allontanai lasciandola sola con la sua pre­ ghiera, ma ebbi la sensazione di risentire la tua voce o Signore, di ritrovare le tue orme. E il mare divenne più buono. DON NICOLA

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Via della Conciliazione, 1 Tel. 655.561 - 650.113 S-ped. abb. post., gruppo li

Una spiaggia p. 2 A Milano la leva dei giovani di To­ nino De Juliis p. 3 Atletica leggera: in­ dicazioni per i di­ rigenti. - Nuoto : anatomia di una gara - Calcio: fi­ nali a Rimini Ciclismo p. 4-5 Pallavolo: tecnica e regolamento p. 6 Tuttocsi p. 7 142 modi di pescare di Tino Bigat p. 8

— Capo, abbiamo seguito una pista ininterrotta da Napoli a Milano...

MERCATO CALCIATORI

Pubblicazione in omaggio a tutti gli iscritti SILVIO BETTOCCHI Direttore responsabile Pubblicazione Iscritta al numero 4987 del registro della stampa del Tribunale di Roma in data 14-1-1956 Stampatore Tummlnelll Città Universitaria - Roma

ricorda arcobaleno sport l'opuscolo tecnico, super-illustrato da disegni e fotografie, alla portata dei ragazzi di "Arcobaleno Sport". In 32 pagine le principali nozioni tecniche di sette discipline sportive: Tennis tavolo. Atletica leggera. Pallavolo, Nuoto, Pallacanestro, Rugby Educativo, Pattinaggio. E' il regalo più gradito che i dirigenti possono fare ai loro giovanissimi atleti, ed è per loro stessi un'utile fonte di spunti tecnici e suggerimenti didattici. E' l'opuscolo che anche i ragazzi acquisteranno con entusiasmo e apprezzeranno per l'utilità delle preziose nozioni che contiene, per la semplicità dello stile, per l'interesse della materia trattata.

è uscito rugby educativo il primo volume di una collana sportiva nuova in Italia e ispirata a criteri di impostazione e redazione del tutto rivoluzionari. L'EDUCATORE potrà trovarvi una somma agile di preziosi suggerimenti didattici, che comunque i ragazzi stessi leggeranno con facilità e con interesse. Il TECNICO vi troverà la più precisa e completa esposizione dei dati e una raccolta di sussidi pratici per l'insegnamento, l’allenamento e schemi di gioco. Il RAGAZZO poi, potrà lui stesso scoprire i segreti di questo nuovo e affascinante sport seguendo lo stile facilissimo con cui il volume è stato scritto e osservando i numerosissimi, chiari e precisi disegni tecnici che lo illustrano. "Rugby Educativo" di Tonino de Juliis è stato giudicato dalla F.I.R.« La pubblicazione, per la sua completezza, è la più importante tra quelle finora pubblicate sull'argomento in Europa ».


j Mimo

Nei giorni 4 e 5 maggio si è svolta al Palazzo del Turismo la IH Assemblea dello Sport Mi­ lanese. Le riunioni di studio de­ gli interessati allo sport e alle manifestazioni sportive, orga­ nizzate nel capoluogo lombardo a partire dal 1960, oltre a dare a Milano il primato nell’esame tempestivo e concreto dei pro­ blemi della ricreazione sporti­ va e dello sport, hanno consen­ tito di meglio indirizzare la lo­ cale Amministrazione Comuna­ le nei settori in questione. La I Assemblea, riunita nel febbraio dell’anno olimpico, co­ stituì la presa di contatto tra il Comune, i responsabili di tutte le discipline sportive e ricreàtive e le forze vive dello sport milnese. I risultati del Convegno, che tracciò, sia pure Nella prima relazione, tenuta con una visione generale e non dal dr. Crespi, è stato trattato dettagliata dei problemi, un il tema: Il Comune di Milano consuntivo della situazione per io sport popolare con una sportiva a Milano, segnarono idea nuova: La Leva dei Giova­ un primo indirizzo positivo e ni. Dopo un sintetico quadro concreto agli interventi della delle realizzazioni del Comune Aministrazione Comunale e co­ per lo sport, il relatore ha ac­ stituirono le premesse dei suc­ cennato ai Convegni e alle in­ cessivi programmi e della con­ chieste che nel 1962 si sono oc­ vocazione della II Assemblea cupati dei problemi dell’inter­ che ebbe luogo, in due sessioni, vento dello Stato nel settore nel maggio e nel novembre del sportivo e di una nuova legisla­ 1961. In quella sede i lavori, af­ zione sportiva nel nostro Paese, fidati a gruppi di esperti di ricordando anche gli impegni competenza particolare, organiz­ che i principali Partiti hanno zatori, insegnanti, allenatori, assunto in proposito nei pro­ tecnici, medici specialisti, furo­ grammi della recente consulta­ no rivolti ad uno studio detta­ zione elettorale (il nostro gior­ gliato ed al tempo stesso orga­ nale ha pubblicato e commen­ nico dei problemi e delle neces­ tato i punti salienti dei detti sità di ogni singolo sport e di programmi nel n. 7). L’Assesso­ alcune forme popolari di ricrea­ re allo Sport di Milano ha ag­ zione e di impiego del tempo giunto che la quarta legislatura libero. non potrà chiudersi senza che Dopo il Convegno ’’SPORT E il problema venga affrontato e COMUNE”, organizzato nel « senza che lo Stato dimostri fi­ ’60 dal Centro Sportivo Italiano nalmente con i fatti, e non sol­ (e il dr. Crespi, Assessore allo tanto con appropriate parole, Sport del Comune di Milano, fu che conosce, segue e cura i pro­ blemi sportivi e ricreativi della uno dei relatori di quel Conve­ gioventù e che ad essi — lungi gno), l’Assemblea dello Sport dal trarre dallo sport cospicui Milanese fu una delle più qua­ finanziamenti — dedica adegua lificate e riuscite riunioni in se­ ta attenzione, appropriati stru­ de periferica che valsero a menti e mezzi sufficienti ». scuotere sul piano nazionale l’in­ teresse dei settori sportivi e per­ Passando più precisamente al sino politici e a riproporre, se­ problema della "Leva dei Gio­ condo quanto già indicato dalvani”, il dr. Crespi ha sottoli­ l’assise romana promossa dal neato « come sia la prima volta CSI, alcune esigenze fondamen­ che una autorità pubblica in tali sulle quali, anche di recen­ Italia — il Comune di Milano te, si sono avuti dibattiti di vi­ — affronta con una proposta vo interesse sulla stampa ed in concreta il problema di dare alla convegni di responsabili dello gioventù la possibilità di dedi­ sport nazionale. Dall’Assemblea carsi direttamente all’attività e dagli studi della « Commissio­ sportiva e ricreativa ed al tem­ ne Consultiva per lo Sport e la po stesso di impostare, almeno Ricreazione del Comune di Mi­ nelle premesse e limitatamente lano » (presieduta dall’Assesso­ al settore sportivo, il discorse re allo Sport) emersero le se­ riguardante il complesso ed at­ guenti inderogabili esigenze del­ tuale problema del tempo libe­ ro». A questo scopo il relatore lo sport: 1. Lo sport non deve, nel mo­ ha illustrato i punti principali do più assoluto, identificarsi so­ della bozza di statuto della FONDAZIONE LEVA DEI GIO­ lamente ed inesattamente con lo spettacolo sportivo, né lo VANI, chiarendo gli scopi, le ’’sportivo” con il ’’tifoso”; forme, i mezzi ed i limiti del­ 2. è necessario invece che lo l’iniziativa sport agonistico, nelle sue più « La Fondazione ha per scopo specializzate e perfette espres­ di favorire l’interesse dei giova­ sioni, si realizzi anche e soprat­ ni all’attività sportiva — intesa tutto — dal punto di vista dei non tanto come agonismo, pubblici poteri — come elemen­ quanto e principalmente come to di sana ricreazione sportiva ricreazione ed impiego del tem­ giovanile e popolare non di­ po libero e da esercitarsi nelle sgiunto da compiti di selezione società ed enti sportivi milane­ e di guida allo sport agonistico; si — al fine ultimo di contribui­ 3. è indispensabile, sull’esem­ re all’armonico sviluppo della personalità giovanile, nello spi­ pio delle nazioni in proposito rito delle tradizioni ambrosiane. più preparate, che le attività La Fondazione non svolge in sportive e di ricreazione abbia­ proprio attività agonistica ». no il sostegno e l’appoggio degli « La Fondazione persegue i organi pubblici, centrali e loca­ propri scopi attraverso: li, per ampliarsi e diffondersi a) la propaganda fra le nuo­ con scopi di sana educazione al ve leve giovanili dei valori del­ tempo stesso fìsica, civile e mo­ l’attività sportiva; b) la gestio­ rale. ne di impianti ad essa affidati Così alla III Assemblea la dal Comune di Milano e la loro « Commissione Cunsultiva per lo costruzione ; c ) l’istituzione di Sport e la Ricreazione » ha sot­ corsi di istruzione tecnica e di toposto un primo modello spe­ addestramento sportivo; d) l’in­ rimentale di intervento nel set­ coraggiamento di ogni libera tore della ricreazione sportiva iniziativa, diretta alla diffusio­ popolare e giovanile, esperimen­ ne ed alla pratica dello sport ri­ to che è stato sintetizzato nel creativo ». nome di ’’LEVA DEI GIOVA­ «Il Consiglio di Amministra­ NI”. zione è composto di 17 membri, nominati come segue: nove dal­ la Giunta Municipale del Co­ mune di Milano; tre dalla De­

la leva dei giovani di Tonino de Julìis legazione Provinciale del CONI; due dal Comitato d’Onore; uno dal Provveditorato agli Studi di Milano; uno dalla Federazio­ ne Istituti Dipendenti dalla Au­ torità Ecclesiastica; uno dai Centro di Fisiologia Sportiva ». Nella seconda relazione è sta­ to il nostro Renato Tammaro a svolgere il tema Le Società spor­ tive milanesi e ravviamento dei giovani allo sport. Oggi il gio­ vane che vuole praticare uno sport non ha altro che da rivol­ gersi ad una società sportiva. Eppure, perché oggi sono, in rapporto al loro numero, così pochi i giovani che vogliono

praticare uno sport e soprattut­ to sono così poche le società? Questo è l’interrogativo che si è posto l’attivo Presidente della CSI Atletica Riccardi. « In rutti 5 ragazzi il desiderio di giocare è pressoché istintivo. Dal gioco infantile al gioco sportivo, il passo è breve. E sin qui siamo nel campo della libera ricreazione. Ma pas­ sare dal gioco alla pratica spor­ tiva, il passo invece è difficile e spesso pieno d’ostacoli. Innan­ zitutto perché il ragazzo in ge­ nere non vuole impegnarsi : iscriversi ad mia società sporti­ va, per molti rappresenta un

obbligo, una lunga sene di al­ lenamenti e di gare, sottostare ad una disciplina alla quale troppi giovani sono indifferen­ ti» (e poi... ai giovani 1963 Mi­ lano e il miracolo economico offrono troppi diversivi e trop­ pe tentazioni con cui occupare il tempo libero!). E allora? « Bisogna avviare i giovani alla pratica sportiva non immettendoli subito nelle società sportive con davanti un serio e ben congegnato pro­ gramma agonistico, ma facendo fare loro dello sport ricreativo, senza particolari impegni: e questo sport ricreativo, questo avviamento graduale alla prati­ ca sportiva, lo si può realizzare attraverso la Leva dei Giovani ». Verranno così realizzati dei corsi ricreativi con mediate fi­ nalità agonistiche. La ’’Leva” si propone infatti di far fare dello sport a moltissimi ragazzi, di far conoscere loro il lato più av vincente di ogni disciplina spor­ tiva, affinché, dopo essere stati giudicati fisicamente idonei, questi ragazzi possano anche praticare — una volta che glie­ ne verrà la voglia — il vero sport agonistico. In pratica « si dovranno tenere dei corsi, a metà tra gioco e tecnica, affi­ liandoli a quelle organizzazioni (Federazioni, Enti, Associazioni) che dimostreranno di saperci fare in questo specifico campo, con tecnici qualificati e ambien ti adatti. E poi, terminati i cor­ si, mentre altri se ne iniziano, i giovani saranno liberi di sce­ gliere la società sportiva a loro più simpatica a cui andare ad iscriversi ». Le società milanesi avranno conseguentemente la possibilità di disporre sempre di nuovi gio­ vani, i quali poi non saranno degli sprovveduti, ma invece dei lagazzi già vagliati fisicamente, già ’’sgrezzati” e magari già di­ scretamente impostati « Avere un vivaio assicurato, avere la possibilità di immettere ogni anno nei propri quadri atletici un certo numero di esordienti già preparati è il SERVIZIO che il Comune di Milano, at­ traverso la LEVA DEI GIOVA­ NI, può offrire alle società sportive».

la prima fase sperimentale della leva Silvio Bergamini, presidente della Società Ca­ nottieri Milano, ha infine trattato ”La prima fase sperimentale della Leva dei Giovani ed i suoi risultati». Il relatore ha sinteticamente tracciato la cronistoria dei fatti (all’inizio di quest’anno si sono avuti 548 iscritti), la cui disamina è utile e costruttiva se, più degli eventi, saranno con­ siderate le spinte di fondo che li hanno moti­ vati e che si possono così riassumere: a) la ricreazione sportiva a carattere popolare è una valida soluzione ai problemi dell’occupa­ zione del tempo libero e del controllo sulla for­ mazione morale e sociale dei piovani; b) l’intervento delle Autorità Comunali sul pia­ no economico ed organizzativo è doveroso, indi­ spensabile e determinante ma deve salvare la completa indipendenza programmatica e funzio­ nale dell'organizzazione. La ’’Leva dei Giovani” deve essere governata e diretta da dirigenti spor­ tivi con ampia possibilità d’azione in modo che

le remore burocratiche non interferiscano più di quanto lo richiederà, purtroppo, la sua stessa struttura; c) la ricreazione e l’agonismo sportivo non so­ no e non devono essere considerati capitoli indi­ pendenti ma conseguenti; d) l'incremento delle attrezzature sportive cit­ tadine deve essere affidato al controllo dell’Ente Leva dei Giovani per consentire un razionale svi­ luppo ed un coerente, univoco indirizzo; e) gli esami fisiologici e l'addestramento pre­ paratorio hanno sufficientemente dimostrato la loro ragione d’essere; f) è necessario che le Società Sportive, specie quelle che nella loro attività non hanno mai con­ templato la ricreazione sportiva, allarghino l’oriz­ zonte programmatico oltre i confini del proprio sodalizio e ritrovino nella collaborazione fra tut­ te le forze sportive cittadine nuovi e più vigo­ rosi elementi di sviluppo ai loro scopi.

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Inziamo la pubblicazione di una serie di servizi dedicati all'atletica leggera: si tratta di utili indicazioni e consigli sia * i dirigenti e gli organizzatori sia per gli atleti, soprattutto i più giovani, che desiderano intraprendere una o più specialità atletiche. Siamo nel pieno del periodo estivo: i mesi utili alla preparazione degli atleti per le prove nazionali del Centro Sportivo Italiano. Queste pagine sono quindi invito concreto della disciplina >ortiva che riteniamo "di base" per ogni altra prestazione.

per dirigenti “soli” Noi del CSI si potrebbe vivere sugli ’’allori” e continuare ad aggiornare uno speciale tabellone che riporta statisticamente la situazione periferica in fatto di atletica su pista. In ogni dove si stanno programmando ed effettuando i campio­ nati nelle varie specialità. Già i risul­ tati parlano un linguaggio assai elo­ quente: ci si avvia, in una parola, ad un’altra stagione intensa, che sfocerà in finali ad altissimo livello. Ma soprattut­ to già da adesso si può prevedere che il numero dei Comitati che faranno svol­ gere il campionato su pista sarà eleva­ to, come ogni anno accade e come è or­ mai ottima tradizione. E quindi si po­ trebbe vivere sugli allori. E guardare bea­ ti le statistiche, e le curve ascensionali sempre in progresso. E' SOLTANTO UN'UTOPISTICA ILLUSIONE?

Invece, no. Non siamo beati nè tanto meno viviamo sugli allori. E questo per­ ché sogniamo di avere ”in ogni Comitato del CSI” una sezione atletica, o meglio una manifestazione atletica. Quanti so­ no i Comitati del CSI? Ben 170: in po­ tenza possono fare tutti gli sport, com­ presa l’atletica. Noi del CSI, sogniamo quindi di por­ tare tutti questi Comitati a fare atletica. E’ utopia la nostra? E’ un sogno tipica­ mente estivo? E’ illusione? Forse. Sappiamo le difficoltà, enormi che i nostri Comitati, specie quelli pic­ coli debbono superare per avviare una qualsiasi attività sportiva. Se pensiamo poi che l’atletica abbisogna di impianti per far svolgere le varie specialità ci ren­ diamo conto che in molte zone i nostri Dirigenti si indirizzano verso specialità

sportive più facili o, meglio, più semplici. Comunque noi sogniamo di portare anche nei Comitati, dove non esiste un benché minimo impianto atletico e dove è stato sempre impossibile organizzare anche una gara campestre, l’atletica.

CI HA SCRITTO UN LONTANO DIRIGENTE... Ci ha confortato in questa nostra idea una lettera pervenuta nei giorni scorsi al nostro giornale. E' una lettera di un di­ rigente, uno dei tanti dirigenti periferi­ ci del CSI che credono nello sport gio­ vanile e soprattutto nelle finalità del no­ stro sport. Il dirigente di uno dei tanti ’’piccoli” Comitati ha scritto così: « Vorrei fare dell’atletica. Me l’hanno richiesta alcuni giovani di una mia Società ma come fa­ re? Non ho pista, non ho attrezzi, non ho nulla, ho solo, lo riconosco, una gran­ de passione; vorrei riuscire a superare queste difficoltà e portare i miei giovani verso l’atletica. Vi posso dire che nel mio paese c’è solo uno spiazzo dove di solito si disputano alla bell’e meglio le partite di calcio. Potete aiutarmi? ». Noi lo ringraziamo, questo nostro ami­ co. Lo ringraziamo perché crede nell’a­ tletica e nel suo sviluppo. E’ uno di quei dirigenti che senza avere nulla saprà (ne siamo certi) fare dell’atletica. Noi iniziamo da questo numero nel no­ stro giornale una serie di articoli tipi­ camente organizzativi e diretti proprio a quei Dirigenti, come il nostro amico, che nulla hanno e che tanto vogliono fare. In una parola cercheremo di far nasce­ re l’atletica in tutte le zone d’Italia che non hanno ancora né pista né impianti, anche minimi.

una pista... Una prima considerazione la si può fare considerando che i piccoli Comitati si dovrebbero indirizzare verso discipline atleti­ che di facile attuazione. E’ impensabile infatti poter pretendere da coloro che non hanno pista o pedane dì salto l’organizzazione di gare di lunga distanza, ad ostacoli o gare di salto con l’asta. Invece è pensabile ad alcune specialità di più facile organizza­ zione o che si possono "sviluppare anche senza l’ausilio di im­ pianti specifici. Prendiamo l’esempio dal nostro amico dirigente: egli ’’pos­ siede” solo un campo di calcio, più che campo di calcio è bene definirlo uno spiazzo e su questo spiazzo sarà facile tracciare ad esempio un rettilineo per le gare tipicamente veloci. Le gare veloci nell’atletica vera e propria sono quelle dei cento e due­ cento metri ma per la nostra atletica una gara veloce si può intendere di cinquanta o al massimo di sessanta metri. Trac­ ciare cinquanta metri sullo spiazzo non presenta difficoltà, ba­ sta una comune rotella metrica di dieci metri per misurare con abbastanza approssimazione la lunghezza voluta. Tracciata la lunghezza si deve pensare alla larghezza di quella che pompo­ samente chiamiamo '"pista” e la larghezza si ottiene misurando tante ’’corsie” di corsa, larghe ognuna un metro e ventidue. Sarà bene delimitare con del comune gesso le varie corsie che co­ munque non dovrebbero superare il numero di quattro o di sei. Ai due limiti estremi dei cinquanta metri si dovrà segnare la li­ nea di partenza e quella di arrivo. Sulla linea di arrivo sarà be­ ne porre due paletti di altezza un metro e trenta dove verrà posto il classico filo di lana ad un’altezza dal terreno di circa un metro e dieci. Come si vede è stata costruita una pur modesta ma sempre efficiente pista atletica. Esamineremo, prossimamente, altre possibili specialità facil­ mente praticabili e daremo anche semplici consigli organizzativi

il campionato di calcio verso la finale ★ in preparazione i campionati di

LA FINALE A RIMINI

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Come accennato in sede di previsione la Finale Naziona­ le del Campionato di Calcio Juniores sarà quest’anno una manifestazione degna di tut­ to rispetto specialmente dal punto di vista tecnico. Ultimati gli incontri inter­ regionali, risultano ammesse all’ultimo turno del Campio­ nato le seguenti otto Unioni Sportive: Molinello di Geno­ va, Libertas di Trento, Orio­ ne di Roma, Olimpia di Pia­ cenza, Marechiaro di Reggio Calabria, CSI Acquaviva del­ le Fonti (Bari), Robur di Ma­ cerata e CSI Lovere (Ber­ gamo). Come si vede nomi noti per i loro trascorsi calcistici in seno al CSI quali l’olimpia di Piacenza, Libertas di Trento, Marechiaro di Reggio Cala­ bria, Acquaviva, CSI Lovere, che hanno però creato delle vittime illustri — eliminan­ dole nei confronti interregio­ nali — quali l’IFO di Cividale (Udine) già campione d’I­ talia del CSI, l’Hockey e Pat­ tinaggio di Siracusa e l’Oratorio di Villadossola (Nova­ ra) più volte finaliste nazio­ nali. E’ questo, secondo noi, un sintomo evolutivo che con­ ferma i progressi tecnici con­

seguiti in questi ultimi anni dai nostri ragazzi. Sopraffat­ ta una supremazia che col tempo avrebbe deteriorato l’interesse per la nostra mas­ sima manifestazione calcisti­ ca assistiamo oggi al dilaga­ re di forze nuove che assur­ gono agli onori della cronaca sportiva per contendere il primato a chi ieri era consi­ derato uno spauracchio. Per questo motivo pensia­ mo che a Rimini si vivranno giornate calcistiche ad alto livello spettacolare e dall’e­ sito finale quanto mai incer­ to. Non azzarderemo certo un pronostico — solo l’ami­ co Dattilo con la sua nota chiaroveggenza potrebbe far­ lo con la quasi certezza di... non indovinarlo — in quanto ogni forma di previsione po­ trebbe essere quella buona. A parte però queste consi­ derazioni poco approfondite, l’argomento ’’maturità” po­ trebbe essere trattato con ricchezza di particolari da chi, come noi, nel corso di un intero anno rimane depo­ sitario di tutti gli atti e di tutti gli avvenimenti calci­ stici del CSI che si svolgono in ogni recondita parte d’I­ talia. Naturalmente per fare ciò

si rende necessario un fronto con quanto acci negli anni precedenti. E volentieri lo facciamo p( da ciò la stagione che st concludersi ne esce consi volmente avvantaggiata A cominciare dal se organizzativo periferico stata quest’anno una ris denza pressoché totali Centoquindici Comitati vinciali e Zonali hanno i nizzato la competente del Campionato Juniore quasi totalità lo ha in maniera perfetta. Gl ferventi della Commis Nazionale si sono limit casi sporadici, ricchi coi que di apprezzabile casi I Comitati Regionali con il loro abituale silei lavoro hanno superato mi difficoltà data la ri tezza di tempo a loro d sizione per organizzare 1 regionali. Lo hanno fai maniera eccellente sollevare lamentele o p care reclami. Degno di menzione i rapporto dei nostri ai Su di loro e nel loro op torneremo prossimai con dati statistici e con menti di chi in questi li ha guidati.


Continuarne» la serie dei servizi dedicati al nuoto; questa volta parliamo dei momenti critici di una gara: partenza, percorso, virata e arrivo. Per ogni difficoltà elenchiamo i più elementari consigli per superarle; in particolare le illustrazioni qui a fianco mostrano varie tecniche di virata (per lo stile libero): il momento della gara in cui si possono più facilmente perdere preziose frazioni di tempo.

di Angelo Raineri

NUOTO i

anatomia di una... ¿ara I miei pensieri (altro non so­ no né pretendono d’essere) so­ no stati oggetto di un duplice ordine di commenti. Crii uni che definiscono il mio dire opaco e banale, gli altri, invece, come un tentativo di trasformare una semplice addizione in una for­ mula da esperimento nucleare. Io da buon italiano, faccio la controcritica a tutte due le opinioni e... continuo a discor­ rere con i miei amici Abbiamo già accennato a ciò che un atleta deve fare prima di una gara; parleremo dunque oggi proprio della gara che in definitiva rappresenta lo scopo principale del nuoto agonistico Una gara può dividersi in quattro specifici momenti: 1) La partenza; 2) il percorso; 3) la virata; 4) l’arrivo. Sono momenti di un medesi­ mo episodio che pur non aven­ do soluzione di continuità pre­ senta, comunque, nel suo evol­ versi, dei punti critici per i qua­ li occorre una particolare pre­ parazione senza della quale si perdono preziosi attimi Occorre, quindi, che ima volta effettuata la preparazione atle­ tica di carattere generale, l'atle­ ta ne effettui una avente carat tere specifico. La partenza non si deve ri­ durre al semplice atto di get­ tarsi in acqua ma deve invece consentire all’atleta di iniziare la sua propulsione nelle miglio­ ri condizioni di galleggiamento e di presa per la bracciata o per la battuta delle gambe. La partenza deve quindi es­ sere ben impostata sin dal mo­ mento in cui, ricevuto l’avviso dato dal giudice di partenza di: « A posto », il concorrente saie

sul blocco e dispone il corpo in posizione di spinta in avanti. Tale posizione deve poter consentire una « immediata » spinta che si può ottenere sol­ tanto se il corpo risulterà leg­ germente piegato in avanti, con le gambe moderatamente piega­ te sui ginocchi e le braccia pro­ tese parallelamente all’indietro, si da poter, al via, con un ra­ pido movimento in avanti, im­ primere un immediato ed effi­ cace slancio. Si dovrà, inoltre, curare che detto slancio abbia ima inclina­ zione tale, rispetto al livello dell’acqua, da non far eccessi­ vamente penetrare il corpo nel­ l’acqua stessa, cosa questa che porterebbe un rallentamento nell’inizio delle bracciate, per il maggior tempo richiesto per rie­ mergere, od al contrario da de­ terminare al momento dell’im­ patto del corpo con il liquido, delle poco piacevoli percussioni addominali.

Per quanto riguarda la prepa ­ razione relativa al percorso ai gara questa deve essere effet­ tuata secondo quanto il tecni­ co, a ciò preposto, ritiene sia più confacente alle possioilità agonistiche dell’atleta afflasi a alle sue cure. Vi sono taluni atleti capaci di tirare per un in­ tera gara ed altri che, data la loro carica emotiva, effettuano il percorso facendo continuo ri­ ferimento al loro avversario in­ correndo, in quest’ultimo caso, nel pericolo di sostenere un ritmo iniziale più sostenuto di quello consentitogli. Di qui la necessità di cono­ scere le proprie possibilità di resistenza a un determinato ritmo di gara, di velocità, di frequenza del numero delle

bracciate e della battuta delle gambe per non doverne poi pa­ gare lo scotto con improvvisi quanto inevitabili cedimenti nella tenuta sulla distanza.

Altra basilare preparazione è poi quella che deve essere rivol­ ta alla effettuazione della vira­ ta, quando questa sia richiesta dalla distanza di gara, in quan­ to, se effettuata in maniera de­ ficiente, comporta una notevole perdita di tempo e sciupìo di energie. La virata deve essere effettua­ ta in maniera tale da non in terrompere il ritmo e, comun­ que, nel più veloce dei modi ma per questo, potendo variare a seconda degli stili effettuati, fi tecnico, più di ogni altro, dovrà provvedere a dare tutti i con­ sigli che si rendessero necessa­ ri per la giusta impostazione dell’atleta e la idonea effettua­ zione della sua virata.

Rimane infine da considerare la preparazione da riservarsi al­ la fase immediatamente prece­ dente all’arrivo, cioè gli ultimi metri di gara, quelli durante i quali l’atleta produce il massi­ mo sforzo. Questo potremmo definirla co­ me una prosecuzione della pre­ parazione effettuata per il de­ terminato tipo di lunghezza di gara che si intende affrontare, completata, però, da un allena­ mento tendente ad affinare i ri­ flessi dell’atleta, spinto fin qua­ si a condizionarglieli, affinché questi sia in grado, senza disto­ gliere la sua attenzione rivolta agli altri concorrenti, di avver­ tire l’istante preciso in cui deve e soprattutto può produrre fi ”rush” necessario per sopra­ vanzare gli avversari.

imo * alla partenza i campionati nazionali di atletica leggera e di nuoto 1 le note più liete sono nute in campo discipliA1 confronto della mole ’attività svolta gli inci­ ti avvenuti sono stati Ir­ ri ma sempre rigidamen•uniti dalla C.T.N. questa la maturità che Jgiormente interessa il tro Sportivo Italiano il le sente che la sua opera nativa, anche se gradata­ le, sta raggiungendo i Itati ai quali esso aspira.

1

Renato Bernini

VI TRAVERSATA NOTTURNA DI TARANTO GARA PODISTICA A STAFFETTA CON FIACCOLE

(4x 1500)

A

CARATTERE

NAZIONALE (14 luglio 1963)

Il Comitato Provinciale del Centro Sportivo Italiano di Taranto indice ed organizza, con la collaborazione tecni­ ca del CONI e della FIDAL la sesta Traversata con Fiaccole della città di Taranto « Staffetta gigante 4x1500 ». Alla manifestazione programmata a carattere nazionale possono parteci­ pare con una o più squadre i Gruppi Sportivi e le Unioni Sportive affiliati al Centro Sportivo Italiano per l’an­ no 1962-63, gli atleti praticanti atle­ tica leggera appartenenti alla Catego­ ria Seniores e Juniores, esclusi quelli nati nel 1947 e anni successivi. Le iscrizioni debbono pervenire al Comitato Provinciale organizzatore in via De Cesare n. 37, (tei. 23995) entro il giorno 9 luglio 1962, accompagnate dalla tassa di lire 1500 per ciascuna squadra partecipante.

VIAAL CICLISMO

Michelino Dancelli sugli scudi. Come potevamo infatti iniziare questo articolo sul ciclismo CSI senza il nome di Dancelli? Come potevamo dimenticare, mentre si stanno svolgendo tante gare, dei CSI in ogni dove, questo stupendo atleta bresciano che per due anni consecutivi ha saputo conquistare il titolo dei dilettanti CSI e che adesso è assurto alla ribalta nazionale ed intemazionale con il suo comportamento nell’importante Giro del Lazio per dilet­ tanti e per aver conquistato una maglia azzurra nella squadra na­ zionale che prossimamente parteciperà al Tour dell’Awenire? Noi abbiamo avuto la fortuna di seguire per due anni consecu­ tivi le vittoriose gare CSI di Dancelli e siamo stati facili profeti quando abbiamo più volte scritto che l’atleta, cresciuto prima nella Classic Bonorni Prevalle e poi nella Bober di Carpenedolo, aveva la stoffa del campione. Ora Dancelli è già più di una promessa, soprattutto ha già dimostrato quelle doti che aveva messo proprio in mostra nelle gare tricolori del CSI. Noi del CSI plaudiamo all’atleta del CSI Brescia, e nel contempo lo presentiamo all’at­ tenzione di tutti gli atleti del nostro ciclismo, come esempio di quello che sanno fare e conseguire i giovani che praticano lo sport nel CSI e per il CSI. Come felice auspicio per la stagione ormai iniziata in ogni dove e che, come sempre, ci darà altri atleti che non mancheranno di interessare i tecnici federali e gli sportivi di tutta Italia. La CTN del CSI ha già stabilito le date di effettuazione dei vari campionati. In quattro domeniche consecutive del prossimo settembre verranno assegnate le maglie di campione nelle tre ca­ tegorie individuali (esordienti, 'allievi e dilettanti) e nelle due a squadre (allievi e dilettanti) Le date sono le seguenti: 1 settembre 1963: Campionato 8 settembre 1963: Campionato 15 settembre 1963: Campionato lievi e Dilettanti; 22 settembre 1963: Campionato

Nazionale categoria Allievi; Nazionale categoria Esordienti; Nazionale a Squadre categorie Al­ Nazionale categoria Dilettanti.

Per quanto riguarda lo svolgimento delle singole manifestazio­ ni, le sedi non sono state ancora definitivamente fissate. Solo possiamo annunciare che la gara a squadre si svolgerà a Sant'Am­ brogio di Valpolicella che lo scorso anno ha ospitato la fina> esordienti, e che la finale dilettanti avrà luogo a Bergamo.

11 -

Stadlum

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a cura di GIANNI TURELLA con la collaborazione di ALVARO GAETANI Dunque il palleggio... per questa volta ve lo abboniamo, altrimenti lo odierete tanto da non volerne sentire più parlare. E se non par­ liamo del palleggio di cosa andremo a parlare? Parleremo appunto di come va presa la palla quando non la si può prendere in pal­ leggio. E già, perché malgrado che un atleta si muova, corra, si sposti da una parte all'altra del campo, si trasformi momentanea­ mente in ima scimmia, tante e tante volte non arriva sulla palla in tempo da poterla prendere in palleggio perché... perché l’avver­ sario è amico del giaguaro e non del giocatore. Ed eccoci ai vari colpi liberi del salvataggio. E’ questa la parte più spettacolare del­ la pallavolo. Tuffi, cadute, acrobazie di ogni genere. Quando una palla deve essere salvata a tutti i costi, non si va a guardare in genere per il sottile, ma ciò non toglie che si debba cercare di sfruttare al massimo il colpo di salvataggio, trarre cioè da questo colpo la maggiore utilità possibile. Per prima cosa il colpo dovrà far si che la palla rimanga nel proprio campo, in secon­ do luogo che possa essere giocata col palleggio successivamente, e infine, dulcis in fundo, che possa essere passata, giocata, alzata anchq ricorrendo a questi colpi diciamo liberi. Certo la cosa non è facile. Molto meglio ricorrere al palleggio in generale, rullate ec­ cetera, ma si rischia di fare trattenuta, di non poter alzare la palla decentemente e tante volte malgrado tutta la buona volontà che ci si mette è materialmente impossibile giocarla in palleggio. Capita anche che per evitare possibili falli di palleggio si ricorra frequentemente a questi colpi che sono in verità molto comodi, ma allora questi colpi devono avere la stessa precisione di un palleggio, il che non è facile. Dovrà essere cura del giocatore esercitarsi o dell’allenatore fare esercitare, i propri giocatori su questi colpi. Anche i colpì liberi possono dividersi in due grandi categorie: riprese con una mano e riprese con due mani. Tutto ciò è dovuto a ragioni contingenti. Non sempre infatti sì possono adoperare le due mani, qualche volta è meglio usarne una sola!

DIAMO UN’OCCHIATA ANCHE AL REGOLAMENTO pensato che, anche per riposarci dal­ Abbiamo le precedenti fatiche, fosse opportuno dare

una ripassatina al regolamento di gioco e ci è parsa una buona idea far ciò dando contempo­ raneamente un’occhiata al referto di gara o se preferite, ripassare il regolamento attraverso il referto. H referto è quella cosa che fa perdere la testa guardandolo a prima vista... ma che invece è la cosa più semplice del mondo. Fate bene at­ tenzione, perché non veniamo sulla pubblica piaz­ za per spiegarvi... scherzi a parte riteniamo che il saper compilare un referto sia utile anche per un allenatore, poiché attraverso di esso potrà ri­ costruire l’andamento di una partita e scoprire errori di condizione, errori dei singoli giocatori, trarre opportuni insegnamenti per le partite a ve­ nire. Per comodità nostra divideremo il referto in tre colonne: una destra, una centrale ed una si­ nistra. Cominciamo dalla colonna sinistra in alto. C’è scritto: « Gara N... ». Immaginate di trovare scritto: 6/E BM. Questa sigla sta ad indicare che la gara è la sesta del girone E della serie B ma­ schile. Con questa sigla il referto viene catalo­ gato. Al di sotto troviamo due righe che vanno riempite con i nomi delle due squadre in campo: ad esempio SS. Roma e SS. Temi. Sotto ancora

città: Roma; campo: Tre Fontane EUR; data: 5 aprile ’63 ; inizio ore 10,30, termine ore... per que­

sto guarderemo l’orologio alla fine della partita. Ancora più sotto, nelle apposite caselle vanno se­ gnati i nomi del 1. arbitro, del 2. arbitro e dei segnapunti i nomi cioè di quei.., cordiali e simpatici personaggi che regolarmente e gentil­ mente si prestano a far da capri espiatori per le sconfitte della nostra squadra. Tutti e tre for­ mano il collegio arbitrale o per lo meno una buo­ na parte di esso poiché abbiamo lasciato da par­ te i due simpatici signori che fungono da giudici di linea. H primo arbitro è il signore del feudo, mentre ii secondo ed il segnapunti sono i vas­ salli. Il primo arbitro con un trillante fischietto in bocca sale sul trono mentre il secondo arbitro, accasciato su una sedia ai piedi del primo, ma dalla parte opposta del campo, cerca di ingannare il tempo dormendo. H segnapunti intanto, anche lui col fischietto in bocca si trasforma in conta­ bile e cerca di riempire in bella calligrafia il referto di gara. Ci fermiamo qui ma, prima di chiudere, formuliamo due domande: quando ini­ zia il gioco? quando termina il gioco? Non affret­ tatevi a rispondere al fischio di uno degli arbitri perché cadreste in errore.

di totocalcio

oltre COLPI CON DUE MANI • PRIMA TECNICA: consiste nell’usare la parte laterale dell’articolazione del polso. Le due mani sono a contatto fra loro mediante 1 carpi e la superficie di impatto sarà rappresentata dalla parte laterale del polso. Tutto ciò è visibile chiaramente nelle nostre fotografie. Anche nella ripresa bassa si cerca di opporre alla palla una maggiore superficie di contatto che per­ metta un maggiore controllo della palla. Con le mani messe nella posizione indicata si forma una spe­ cie di incavo nel quale poggia la sfera che in tal modo può essere ottimamente controllata. La su­ perficie di impatto, essendo dura, permette un rimbalzo del pallone abbastanza forte per cui non è consigliabile, specialmente nella ripresa di palle forti, opporre una grande resistenza alla violenza della palla per il fatto che, come abbiamo detto, la superficie di impatto è molto resistente. Conviene al­ lora che, per impedire un forte rimpallo del pallone, le braccia indietreggino leggermente nel mo­ mento in cui incontrano il pallone. E’ buona cosa inoltre, cercare di usare questi colpi con la palla al di sotto della cintura e con le braccia oblique rispetto al terreno o anche tendenti all’orizzontale. In tal modo la palla tenderà a salire; con le braccia quasi perpendicolari al terreno la palla sarà respinta In avanti e in molti casi passerà anche la rete con tanti ringraziamenti da parte di chi la riceve.

25.000 milionari

oltre

MILIONI A FALAT

1 MILIONI

di vincitori oltre

200 MILIARDI distribuiti

COLPI CON DUE MANI - SECONDA TECNICA: usa invece le due mani a cucchiaio sovrapposte Le fotoevlden,zla"0 chiaramente la diversità della posizione delie mani nelle due differenti tecniche. C’è da notare che la flessione delle mani è piu accentuata verso gli avambracci di quanto non lo sia nelle S protesone deS^rasfIranLterio™ente. “ COrP° * avambracci mentre aUe dlta è affldat° « compito

E’ meglio usare la prima o la seconda tecnica? Non crediamo che si possa affermare in senso asso*uJ)remazia dl. nna tecnica rispetto all’altra. Sosteniamo infatti che la tecnica si deve adattare al giocatore, alla facilita di apprenderla, alla facilità di usarla, e a tanti altri particolari.

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Stadlum

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le cifre parlano chiaro


ASSEMBLEA 4 CAMPANILI

ospitiamo

PASQUA DELLO SPORTIVO

tutte le notizie

ACQUI TERME

In questa pagina

di attività CSI A Pisa si è svolta l’assemblea generale dell’U. S. 4 Campanai, la società del C. S. I. pisano nota per la mole di attività che svolge e per 1 numerosi successi conseguiti. Sono intervenute numerose perso­ nalità e autorità sportive. Dopo la relazione del Presidente uscente, m. Meschini (nella foto) si è pro­ ceduto alla elezione per il rinnovo delle cariche e lo stesso Moschlni è stato riconfermato nell’incarico per applauso dell’intera assemblea.

inviateci

dai nostri corrispondenti

o raccolte

dalla redazione.

delle socletà cittadine e della Diocesi si sono raccolti ”r^^A”De11’pern0po?erricevereaidallerinranlCOdeSo^s^^

magglOrmente dlstlnttsl

nel™soTeUa°

COSENZA ce^moa^ organizzata dal Comitato Provinciale hanno nartecipato, oltre gli atleti delle società C.S.I., anche 1 raonresentanti M««°/PO»rt(1VO cittadino e un folto numero di personalità La Santa ceiebrata in una palestra dal Vlcarlo Generat delta dioc^i, Mons. Augusto Lauro. Al termine si è ^effiTteaìla nr£ rotazione degli atleti meglio classificati nell’ultimo anno.

clttadlne- La cerimonia del giorno 23 maggio era^tata

brato la 8. Messa dell/^q^’ DErch,a che aveva anche cele-

A NAPOLI IL CAMPIONATO PROVINCIALE DI RUGBY EDUCATIVO Finalmente anche a Napoli il Rugby educativo si è inserito tra le discipline praticate dal Centro Sportivo Italiano. Dopo il felice esordio del Torneo Natalizio, si è sentita la necessità di organizzare un vero e proprio Campionato dato il vivo interesse suscitato non solo tra le squadre affiliate al Centro Sportivo, ma anche da Gruppi Sportivi ben qualificati come: la SUB­ II Genie Albrlcci; il C.U.S. Napoli. E’ stato un Campionato che ha superato ogni pre­ visione in quanto una così grande partecipazione di massa non era affatto prevista. Hanno preso parte al quattro gironi ben 150 ragazzi tutti ben preparati sia tecnicamente che sportivamente. Tutto il merito va agli allenatori che si sono prodigati oltre ogni 11sPesso' hanno dato più di quanto fosse loro richiesto. Ma -una particolare citazione è doverosa Per *1 meriti di: Mario Rago per 11 G.S. S.MB Franco Ascantini per il C.U.S. Napoli - Mario Maturo P®r Salus Mundi - Bocchi e Speranza per il y-S- Genie Albrlcci - Giuseppe Ambrosio per il C.S.I. Loyola. A tutti gli altri che hanno collaborato per ia perfetta rtusclta del campionato, agli allenatori agli educatori, agli organizzatori, vada fi nostro più vivo ringraziamento con l’augurio che nel futuro la­ voreranno fattivamente come già fatto sempre. _ ^conoscimento a parte merita lo sportivissimo Maggiore Mario Martone il quale ancora una volta è no!’ venendocl incontro in tutti 1 modi poesibili; col disporre di numerosi premi da assegnare alle squadre, col metterci a disposizione li campo per ben quattro volte alla settimana- cosa SmnSTHÌ“1?.* ‘,n QUesto Particolare momento, in quanto tutti gli altri complessi sportivi sono in ri­

AZZURRI CSI

parazione'per 1 Giochi del Mediterraneo, col suo di­ retto appoggio morale. Un _ nostro grazie vada ancora ali’Avv. Carserà e al Dott. De Julils 1 quali per ben due volte sono venuti a Napoli per rendere ancora più solenne la riuscita del campionato, anche se l’inclemenza del tempo ci costrinse, entrambe le volte, a rimandare a data da destinarsi l’effettuazione delle finali Sarà per un’al­ tra volta! Rivolgiamo a tutti 1 dirigenti delle squadre che hanno preso parte al Campionato l’invito di conti­ nuare a seguire tutti quei giovani, in particolar mo­ do quelli della categoria juniores, per non spegnere in loro l’interesse e l’entusiasmo per il Rugby, onde avviarli alla pratica attiva in quanto solo così la F.I.R. può attirare nuove leve e nuove forze per le sue file. Ecco l’elenco delle squadre che vi hanno preso parte: CATEGORIA J UNIORES (nati negli anni 1946-47-48)' c-®.1-PRO cultura- gb. salus mundi ”A”-gjs. SALUS MUNDI ”B” - C.S.I. LOYOLA - CB.I. PIEDI* G'S' SME- - G-S. CUS NAPOLI . CSI NAPOLI. CATEGORIA ALLIEVI: GB. GEN.LE ALBRICCI "A" - G.S. GEN.LE ALBRICCI ”B” - OS. S M re _ G_s MIRACOLI "A” - GB. MIRACOLI ”B” - C.S.I. LOY<> LA - GB. SALUS MUNDI (per la categoria allievi era­ no iscritti quelli nati negli anni 1949-50-51-52). _ CLASSIFICA FINALE - CATEGORIA JUNIORES: 1 G.S. S.MB.; 2. C.U.S. NAPOLI; 3, SALUS MUNDI' 4. C.S.I. PRO CULTURA. CATEGORIA ALLIEVI: 1. GENLE ALBRICCI; 2. GS S.MB.; 3. C.S.I. LOYOLA; 4. SALUS MUNDI.

E’ nato a Tre viglio (Bergamo) il 18-7-1942. Fin da giovanissimo to frequentato assiduamente lo Oratorio Maschile. Più che nel calcio, tra i 12 ed i 14 anni, si distingueva nella atletica leggera, riportando vari successi nelle prime edizioni del­ le Olimpiadi Vitt. (attuale Ar­ cobaleno-Sport) allora program­ mate in diocesi di Milano. Le medaglie guadagnate da Giacin­ to in questo sport sono state numerose. Come studente vinse il titolo di campione provinciale studen­ tesco dei m. 100 piani con un tempo che ha costituito il pri­ mato provinciale della categoria. Nella stagione sportiva 1956-57 partecipava con la squadra ra­ gazzi dell’oratorio (G.S. ZANCONTI Mario) al Campionato Provinciale del C.S.I. di Berga­ mo — con tessera n. 313250 in data 11 ottobre 1956, — distin­ guendosi fino da allora nel ruo­ lo di terzino sinistro. Nella Trevigliese giocò ben presto come terzino titolare si­ nistro nel Campionato di Pro­ mozione nella stagione 1957-58. Al termine della stessa annata venne richiesto e ceduto all'Inter di Milano. Pur avendo la­ sciata la società sportiva dello Oratorio, Giacinto continuò a farsi vedere e frequentare l’o­ ratorio, per quanto 1 suoi im­ pegni con l’Inter glielo permet­ tessero.

La giornata del 26 maggio è state una vera feste dello sport crfqUale hanno preso Parte le varie assoclazloni ^portive della cittadina, personalità e anche gran folla di pubblico Al matti­ no tutti si sono dati appuntamento in Chiesa dove S Eccjza Mnns °fflClatO la S’ Messa; al Pomeriggio 2 sonore eX slasmantl gare e. infine, nel locali del cinema Olimpia s è a^uta la Me“pXid^teadena Kcla. C°rdlali661mo

ARDENZA <l<;Ua PasQua dell° sportivo" è stata preparate e organiwzata, come di consueto, dal GB. Pier Francesco Baldi Gli atleti tSi ^nno partecipato sia alla Sante Messa che alle gare svoÌ-

BRA I giovani sportivi del CAI. della zona di Era hanno celebrato l’an nuale cerimonia della ’’Pasqua dello sportivo” M nella locale Chiesa del Fratini. Con 1 dirigenti provinciali di Tminn «^niente Mons. Bosso che dSSnte la mlnKesta? zlone, ha rivolto un bel discorso agli intervenuti.

* Olimpiadi Viti * Olimpiadi Vitt ★ Olimpiadi Vitt ★

a Capua GIACINTO PACCHETTI

SAN GAVINO MONREALE

Indetta dal Comitato Provinciale C.S.I. di Terra di Lavoro ed orga­ nizzate dal GB. ”S. Luigi Gonza­ ga”, si è svolta, nei giorni 23 e 26 coir., la Seconda edizione dell’o­ limpiade Vitt. La manifestazione si è tenute in S. Prisco, un’amena cittadina in provincia di Caserta, situate alle falde dello storico monte Tifata. Il giorno 23 si d tenuta la riunione di Atletica leggera comprendente le seguenti gare: corsa plana m. 80 getto del peso di Kg. 3 - corsa di m. 600 - salto in alto e salto in lungo. Il giorno 26 si sono tenute: la gara di corsa campestre su di un percorso di m. 1500, il torneo di tennis da, tavolo e il torneo di pal­ lavolo. L’Olimpiade è risultata avvincen­ te per la numerosa partecipazione degli atleti che hanno gareggiato con altissimo e cavalleresco spirito agonistico. Ecco 1 primi classificati :

CORSA PIANA M. 80: Inglese Gianfranco (ASCI Capua). GETTO DEL PESO : Tronbette Angelo (Pressati Marclanise). SALTO IN ALTO: Di Benedetto Marino (ASCI Capua). SALTO IN LUNGO: Rai­ mondo Luigi (Aragona Grazzanlse). CORSA M. 600: Cirillo Giuseppe (Frassatl Marclanise). CORSA CAM­ PESTRE M. 1500: Raimondo Luigi (Aragona Grazzanlse). TORNEO DI TENNIS DA TAVOLO: Romagnuolo Gaetano (ASCI Capua). TORNEO DI PALLAVOLO: A.S.C.I. Capua. Classifica per Società 1. AB.C.I. Capua punti 48; 2. S. Luigi Gonza­ ga dl S. Prisco punti 41; 3. CSI Casagiove punti 37; 4. F.G. Frassatl Marclanise punti 23; 4. Aragona Grazzanlse punti 18.

a Thiene Le Olimpiadi Vitt che si dispu­ tano annualmente presso 1 campi sportivi del Patronato San Gaeta­ no di Thiene. organizzate dalla Gioventù Murialdlna di Azione Cattolica e dalla Fulgor, sono fe­ licemente giunte alla loro XVI edizione. Non sono pochi 1 giovani thlenesi che in questi ultimi sedici anni hanno partecipato alle pas­ sate edizioni e che ricordano con orgoglio 11 piazzamento e le me­ daglie ottenute nelle gare alle quali hanno preso parte. Ed è appunto per l’interesse e l'entusiasmo sempre suscitati che In questi ultimi dieci anni sono state estese, oltre che al ragazzi delle Associazioni e delle Scuole di Thiene, anche a quelli delle Parrocchie e dei Gruppi Sportivi vicini. SI sono svolti Incontri di atle­ tica leggera, pallacanestro, palla­ volo, pattinaggio, tennis tavolo, calcio e alcune gare di ciclismo. Ed ecco la premiazione, alla qua­ le è Intervenuto 11 Sindaco di Thiene, cav. uff. dott. Filiberto Laverda. La Coppa OSI Vicenza, con 9 medaglie, è stata vinta dalla squa­ dra Robur Maria Auslllatrice per 11 calcio; invece le Coppe Mov. Giov. D. C. e A. Meneghini, con

le relative medaglie, furono ap­ pannaggio delle squadre del Patro­ nato San Gaetano di Thiene, vin­ citrici del tornei di pallacanestro e di pallavolo. Le targhe per il secondo posto furono consegnate alle squadre di Malo per il calcio, di Duevllle per la pallacanestro e della Concordia di Schio per la pallavolo, mentre l’APAM Marano, la Concordia Schio e la Robur Maria Auslllatrice hanno vinto anche 1 medaglioni per 1 terzi posti. La Coppa Maestro Martini, In palio tra tutte le associazioni, è stata assegnata aU’A. P. A. M. Ma­ rano, giudicate meritatamente la migliore società partecipante, aven­ do totalizzato più punti in tutte le gare. Seconda nella classifica generale è risultata l’associazione del Patronato San Gaetano, che ha così vinto la sua terza coppa in queste Olimpiadi, la Coppa Fi­ latura G. B. Rossi.

50° DI FONDAZIONE L’U. S. Veloce Embrlacl, di Ge­ nova, ha celebrato il cinquante­ simo anniversario delia sua fon­ dazione. Fu fondata infatti nel 1913 e nel 1921 si fuse con la so­ cietà «Piccoli Veloci». Ha dato al calcio Italiano atleti come Bottaro De Barbieri, Pantani. Nel pugilato ba avuto l'olimpionico Facchin (1936), Dejana, Montanari. Re e nel dopoguerra Duilio Lol. Nel dopoguerra si è tesserata al Centro Sportivo Italiano, ha allar­ gato il numero degli sport prati­ cati (Pugilato, Calcio, Nuoto, Po­ dismo. Hockey, Pallacanestro, Pat­ tinaggio, Tennis Tavolo, Pallavolo), ha aumentato enormemente 11 numero dei suoi tesserati, ed ha con­ seguito notevoli successi In campo provinciale, regionale e nazionale.

NOTIZIE DA CASA NOSTRA CULLE La Presidenza Nazionale del C.S.I ® ‘ » P^ono le più sen­ tite felicitazioni e auguri ■ ~al dr,', SERGIO GROSSI nostro ex-Conslgllere Nazionale e alla gen­ tile signora GIOVANNA per la naNT1Ì^Td.e? due £eme!u ANDREA e W IC/OluAj — al rag. ANGELO RAINERI componente della C. T. N. Nuoto e nostro collaboratore, e alla gentile signora PINA per la nascita del terzogenito MARCO; — al geom. SALVATORE TIANO, Presidente dell'U. S. Peloro di Mes­ sina e componente della C. T. re­ gionale di Atletica, e alla gentile consorte, per la nascite felice di due gemelli. RICONOSCIMENTO

I dirigenti provinciali del C. S. I. torinese hanno consegnato al rag. CESARE ABRATE Presidente Regio­ nale del Piemonte, Consigliere del Comitato Provinciale e vice-presi­ dente della Commissione Calcio, una medaglia d’oro in riconosci­ mento del suol lunghi anni di pro­ ficua attività nelle file del O. S. I. Complimenti e auguri anche dalla Presidenza Nazionale e da Stadium.

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Stadium

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LE ESCHE ARTIFICIALI Terminato con le esche vive, passiamo a quelle artificiali. Si dividono in tre tipi: cucchiaini, plughi e devons. I primi sono costituiti da palette metalliche, argentate o dorate, che, trainate, girano. I plughi possono essere ad immersione o galleggianti e cosi anche i devons. Entrambi imitano piccoli pesci. Oltre che dal bril­ lio e dalla forma, il pesce è attirato dal rumore o dal fruscio che l’artificiale produce nell’acqua. Precisato che, con sole forte, vanno usati cucchiaini opachi, vediamo qual è il rapporto pesce-esca artificiale.

ACQUE DOLCI

Cavedano - cuce, normale 1 o 2 gLuccio - cuce, ondulante pesan­ te o rotante ramato o zebra­ to; plugo medio. Persico-trota - cuce, con mac­ chie rosse. Pesce-gatto - cuce, medi o pic­ coli.

Trota - cucch. medi e piccoli.

MARE

Aguglia - cuce, argentato.

Dentice - cuce, argentato o ra­ mato. Ombrina - gamberi argentati piccoli.

e

pesci

Razza - cucch. grandi. Rombo - cucch. medi o piccoli argentati. Sogliola - Idem c.s. Spigola - cucch. argentati con o senza fiocco bianco.

Da questo quadro si desume che molti sono i pesci che non ab beccano all’artificiale come, ad esempio, la carpa e la tinca per le acque dolci e il cefalo per il mare. La pesca può essere praticata in senso alpinistico, utilitario, ma anche in senso ricreativo. Diviene cosà, un’attività ricreativa sportiva che si pre­ sta quant'altre mai ad essere praticata non solo dai singoli ma, per esem­ pio, da tutti i componenti una famiglia. Rappresenta cioè, in questo caso, un ottimo mezzo di svago, di interesse e di vicendevole intesa per tutti i componenti la famiglia nei giorni di riposo dal lavoro e dallo studio.

A sentire gli esperti, per ottenere buoni risultati occorrono i seguenti elementi fa­ vorevoli: stagione, mese, luna, vento, orario, tipo di acqua, filo, galleggiante, amo, piombatura (nessuna allusione allorché si va in bianco), ’’acqua” (distanza amo-su­ ghero). posto, esca. Dopo di che qualche esordiente ha preferito laurearsi in pochi mesi in elettrotecnica o scienze statistiche... Naturalmente, in tutto questo, c’è della verità. Una volta, reduce da una ’’purga” al bolentino (non è altro che un filo di 100 m. del 50-J-70 come nel lancio, ma senza canna e mulinello. Il filo è tenuto in mano; si pesca dalla barca), reduce, dun­ que, dall’aver preso zero, un marinaio mi guardò e disse: «Ma non ha visto che c’è scirocco? ». Dunque, i venti influiscono. Durante una gara su un lago (sì, ci sono anche le gare e, in sostanza, la lotta si restringe a chi prende di... meno) il mio vi­ cino, esasperato per il fatto di non aver preso niente per oltre tre ore, piazzò — commettendo una scorrettezza — il suo sughero a non più di tre centimetri dal mio. Ma io continuavo a prendere e lui niente (con relative considerazioni vietate ai mi­ nori di anni 18). C’era — è evidente — una qualche diversità fra le due lenze o diffe­ renza nell’ ’'acqua”. E potrei proseguire all’infinito con il posto, il galleggiante, l’amo, il piombo, ecc. Mi soffermo, invece, sull’esca.

ACQUA DI MARE D detto « pesce grande man­ gia 11 piccolo » è vero e reale Per cui l’uomo ne ha fatto te­ soro ed innesca con bocconi ap­ petitosi: arenicola, vermello, tramuisa di sabbia, esca di pa­ lo, gamberello (spigola) sarda (cefalo, dentice, razza rombo) granchi di sabbia (orata), cala­ mari, vongole, per finire, per il cefalo e il sàrago, con la mol­ lica di pane che spesso va im­ pastata con il formaggio. Queste le leggi, anche se poi avvengono scene come la se­ guente. Su un molo, un vecchio sta pescando da qualche ora con scarsi risultati. Si avvicina un ragazzetto di circa 11 anni. Trascina una delle solite «cannacce »; guarda, osserva, dà un’occhiata al vivaio poi chiede : « Che ci metti? ». Il vecchio non ri­ sponde; il ragazzo aspetta un po’ poi, con tono più alto e aggressivo, replica: «Che ci metti?» L’altro, senza voltarsi, dice: «Prosciutto!». L pàrgolo guarda diffidente e interdetto ma la sua fiducia deve essere grande perché trotterella sù­ bito via per tornare dopo un quarto d’ora con della carta bisunta da cui tira fuori un pezzo di prosciutto, che monta sull’amo e tuffa in ac­ qua. Il vecchio bofonchia malignamente... fin quando, dopo un paio di minuti, il ragazzetto non porta fuori un cefalo di circa un chilo... Il vec­ chio guarda, non apre bocca; lentamente si gira intorno, guarda il ragazzo, il pesce, poi si alza e si allontana per tornare poco dopo anche lui con il™ prosciutto. E’ una storia vera! A maggior chiarimento aggiungerò che il cefalo non si è mai sognato di mangiare carne di porco!!!

ACQUA DOLCE . Tutto diverso. L’esca univer­ sale considerata la larva di mosca camaria che prende i no­ mi più diversi: dal romano ”blgattino” al toscano ’’baco di sego” (anzi, ba’o di sego) al lombardo ’’cagnott”. Abboccano trote, alborelle, cavedani, barbi, pèrsici, tèmoli, tinche, vaironi, lasche, piccole carpe. Segue il lombrico di terra (vermacciòlo), ottimo per le anguille, la carpa, il barbo il gobione, il persico. La polenta (aromatizzata e non) è adatta per le carpe (estate) mentre le uova di salmone sono molto appetite dalla trota. Altre esche sono costituite dal vischio (verme di immondizie o stallà­ tico), interiora di pollo, caval­ lette, grilli, impasti di pane, per finire alle frutta di stagione, specie le more, le ciliege, l’uva ecc. Queste le esche vive, alle quali, per concludere, va aggiunto il pesce, vivo o morto, che attira il luccio, il persico-trota, lo storione e, al mare, la cernia di media taglia, il dentice ecc. Occhio ad un particolare : il pesce mangia quel­ lo che noi gli diamo. Non è raro il caso di vedere come, a distanza di pochi chilometri, sia al mare come in acque interne, un’esca è ottima qui ma inutile a breve distanza. C’è qualcuno che si pre­ mura addirittura di pasturare a ciclo continuo; ad esempio, piazzando su un albero, che si pro­ tende sul lago o sul fiume, imo zoccolo di cavallo. La mosca camaria (quella verde) accorre, depo­ sita migliaia di uova dalle quali si schiudono le larve (bigattini) che cadono nell’acqua rappre­ sentando una vera marma per il pesce. Poi arriva il pescatore che trova il luogo bell’e pasturato.

La tràina è una pesca particolare. Dalla poppa di una barca — sospinta anche a remi ma con movimento uniforme — si la­ sciano scorrere 60-^70 metri o più di nailon dell’80 o anche del 100 o, addirittura, una lenza ramata. Naturalmente occorre un ’’ca­ rico” di almeno 200 m. All’estremità si applica un grosso cucchiai­ no o pesce metallico con ancoretta robusta, coperta, spesso, da fioc­ co bianco. A 4/5 m. di distanza si applica un piombo a spirale (50 g. ed oltre) per costringere l'artificiale a navigare sul fondo o a mezz’acqua. Tener conto che, aumentando la velocità della barca, il cucchiaino tende a venire a galla. Spesso, al posto del cucchiaino, si applica o un pesce vivo (inne­ scandolo per le labbra) oppure 15 4-20 cm. di coda d’anguilla. In quest’ultimo caso spesso il pescatore lascia che l’esca vada sul fondo e poi, ritmicamente, strappa. La tràina tende alla cattura di grossi esemplari di dentici, spi­ gole, cernie. Indispensabile il guadino. A meno che non si voglia fare come quel pescatore che... Ma questo ve lo dirò nella prossima puntata. (continua)


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